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Ecumene

Domeniche della Bibbia


(15 novembre 2009)
“Io non vi chiamo più servi…
ma vi ho chiamati
amici”
(Giovanni 15,15)
Con quale nome posso invocarti?
Gregorio di Nissa (IV secolo)

Con quale nome posso invocarti?


Tu sei al di là di ogni nome!
Quale inno potrà cantare le tue lodi,
quali parole potranno parlare di Te?
Da Te procede
tutto ciò che possiamo dire,
ma Tu sei al di là di ogni discorso.
Da Te deriva
tutto ciò che possiamo pensare,
ma Tu sei al di là di ogni pensiero.
Tu sei il fine di tutte le attese,
di tutte le aspirazioni silenziose.
Tu sei l’oggetto dei gemiti
dell’intero creato.
Santo, santo, santo sei,
Signore, Dio dell’universo!
Il cielo e la terra
sono pieni della tua gloria.
Gloria a Te. O Dio altissimo!
Salmo 115,1-15

Non a noi, o Signore, non a noi, ma al


tuo nome da' gloria, per la tua bontà
e per la tua fedeltà! Perché le nazioni
dovrebbero dire: «Dov'è il loro Dio?»
Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto
ciò che gli piace.
I loro idoli sono argento e oro, opera
delle mani dell'uomo. Hanno bocca e
non parlano, hanno occhi e non
vedono, hanno orecchi e non odono,
hanno naso e non odorano, hanno mani
e non toccano, hanno piedi e non
camminano, la loro gola non emette
alcun suono. Come loro sono quelli che
li fanno, tutti quelli che in essi
confidano.
Israele, confida nel Signore! Egli è il
loro aiuto e il loro scudo. Casa
d'Aaronne, confida nel Signore! Egli è
il loro aiuto e il loro scudo. Voi che
temete il Signore, confidate nel
Signore! Egli è il loro aiuto e il loro
scudo.
Il Signore si è ricordato di noi; egli
benedirà, sì, benedirà la casa
d'Israele, benedirà la casa
d'Aaronne, benedirà quelli che temono
il Signore, piccoli e grandi. Il Signore
moltiplichi le sue grazie a voi e ai
vostri figli. Siate benedetti dal
Signore, che ha fatto il cielo e la
terra.
A. Dumas
Signore, la tua Parola è come il pane:
rompi la sua crosta,
affinché possiamo gustarne la mollica;
dacci di masticarla,
affinché possiamo digerirla;
dacci di assaporarla,
affinché abbiamo il desiderio
di tornare ad essa;
dacci di accompagnare con essa
i momenti così diversi della nostra vita,
come il pane accompagna
i vari piatti della mensa;
dacci di condividerla,
come si condivide il pane.
La tua Parola è così semplice
e così essenziale
come il pane di tutti i giorni.
La tua Parola è il vero pane,
disceso dal cielo per nutrire l’umanità.
Amen.
INNO 47, strofa 1
Mi amasti, o mio Signor,
quando ancora era oscura
la terra che apparì
pel Verbo tuo d’amor,
e ancor non riversava
su tutta la natura
il sol calore e vita
con la sua luce pura.
D’immenso eterno amore
mi amasti o mio Signor!
A. Dumas
Signore, la tua Parola è come l’acqua:
rinfrescaci alle sue sorgenti,
tuffaci nella sua corrente,
trascinaci verso il suo mare.
La tua Parola è come il fuoco:
che essa ci rischiari senza abbagliarci,
ci riscaldi senza bruciarci,
ci infiammi senza divorarci.
La tua Parola è come il cielo:
fa che ci allarghiamo in essa,
affinché conosciamo
l’altezza e la profondità
di tutto ciò che esiste.
La tua Parola è come la terra:
fa che siamo radicati in essa,
affinché sperimentiamo
la solidità e la costanza
di tutto ciò che tu
doni, esigi e prometti. Amen.
INNO 47, strofa 2
Mi amasti, o mio Signor,
quando offeso, straziato
fu il corpo di Gesù,
divin liberator,
allor che per strapparmi
al morso del peccato
il santo tuo Figliuolo
in croce fu immolato.
D’immenso eterno amore
mi amasti o mio Signor!
J. Servel
Come un bambino riceve il pane,
come un passero riceve
lo spazio e il grano,
come l’amico riceve l’amico,
come la notte riceve l’aurora e il sole,
come la terra riceve il seme,
come la linfa sale ai rami e porta frutto,
così, Signore,
dacci di accogliere la tua Parola. Amen.
INNO 47, strofa 3
Mi amasti, o mio Signor,
quando il fuoco di vita,
che per la tua bontà
si accese nel mio cuor,
scoperse i nuovi cieli
all’anima rapita
e in me fu la tua pace
da santità seguita.
D’immenso eterno amore
mi amasti o mio Signor!
Luca 7,18-23
I discepoli di Giovanni gli riferirono
tutte queste cose. Ed egli, chiamati a
sé due dei suoi discepoli, li mandò dal
Signore a dirgli: «Sei tu colui che
deve venire o dobbiamo aspettarne un
altro?» Quelli si presentarono a Gesù
e gli dissero: «Giovanni il battista ci
ha mandati da te a chiederti: "Sei tu
colui che deve venire o ne
aspetteremo un altro?"».
In quella stessa ora, Gesù guarì molti
da malattie, da infermità e da spiriti
maligni, e a molti ciechi restituì la
vista. Poi rispose loro: «Andate a
riferire a Giovanni quello che avete
visto e udito: i ciechi ricuperano la
vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi
sono purificati, i sordi odono, i morti
risuscitano, il vangelo è annunciato ai
poveri. Beato colui che non si sarà
scandalizzato di me!»
INNO 316
Più presso a Te, Signor,
o Padre mio:
è il grido del mio cuor:
lo ascolta, o Dio!
Nei foschi dì che in duolo
io vivo triste e solo
mi guidi ognor la fé
più presso a Te.
Più presso a Te, Signor,
o Padre mio:
chi vede il mio dolor?
tu solo, o Dio.
Con ogni ben verace
dammi o Signor la pace:
e pace vi è per me
più presso a Te.
Più presso a Te, Signor,
o Padre mio:
eppur m’assal talor
il dubbio, o Dio.
Dissipa nel mio cielo
di nubi il tristo velo
e tienmi Tu, mio Re,
più presso a Te.
Padre, perdonami
Padre, perdonami,
hai messo sul mio cammino degli affamati,
e io ho pensato solo a sfamare me stesso.
Hai messo sul mio cammino
degli assetati di tenerezza,
e io ho ascoltato soltanto
i battiti del mio cuore.
Hai messo sul mio cammino
qualcuno da consolare,
e io ho continuato
a piangere su me stesso.
Concedimi di poter
da ora in avanti offrire
il pane, la speranza e la gioia,
a tutti coloro che incrociano
la mia strada.
Perdono: Sì, noi lo proclamiamo,
Dio non calcola il suo amore
in funzione dei nostri impegni.
E’ colui che dice:
“Se lo desideri, puoi metterti in cammino
e cominciare a fare delle piccole cose.
E, se lo vuoi, io posso aiutarti,
posso farle insieme a te.
Il cammino è lungo, la montagna è scoscesa,
alcuni pensano di poterla scalare,
altri pensano di prendere un sentiero
che sale più dolcemente,
ognuno con il suo ritmo.
Io li amo tutti, gli uni e gli altri,
e la mia fedeltà è loro assicurata.
Sono i miei amici,
e il mio amore è dato loro”.
Down to the River to Pray
E’ uno vecchio spiritual afro-americano.
Nei canti degli schiavi i fiumi erano
frontiere metaforiche
tra la libertà e la schiavitù,
tra il cielo e la terra.
In questo canto il poeta chiama a raccolta
tutta l’umanità – sorelle, fratelli, madri,
padri, peccatori - e invita a
“scendere al fiume a pregare”
e, lungo il percorso,
a chiedere aiuto al Signore sulla via
che porta alla salvezza.
Mentre scendevo al
fiume a pregare
meditando sulla
buona vecchia via
(la buona novella)
e su chi indosserà la
corona stellata (della
salvezza)

Buon Dio,
indicami la via!
O sorelle scendiamo,
scendiamo,
coraggio scendiamo,
sorelle scendiamo
giù al fiume a pregare.
Mentre scendevo
al fiume a pregare
meditando sulla
vecchia buona via
e su chi indosserà
il manto e la corona

Buon Dio,
indicami la via!
O fratelli scendiamo,
scendiamo, coraggio
scendiamo, coraggio
fratelli scendiamo
giù al fiume a pregare.
Mentre scendevo al
fiume a pregare
meditando sulla buona
vecchia via e su chi
indosserà la corona
stellata

Buon Dio,
indicami la via!
O padri scendiamo,
scendiamo, coraggio
scendiamo, o padri
scendiamo, giù al fiume
a pregare.
Mentre scendevo al
fiume a pregare
meditando sulla buona
vecchia via e su chi
indosserà il manto e la
corona

Buon Dio,
indicami la via!
Oh madri scendiamo,
scendiamo, non volete
voi scendere, coraggio
madri scendiamo, giù al
fiume a pregare.
Mentre scendevo al
fiume a pregare
meditando sulla buona
vecchia via e su chi
indosserà la corona
stellata,

Buon Dio,
indicami la via!
O peccatori scendiamo,
scendiamo, coraggio
scendiamo. O peccatori
scendiamo, giù al fiume
a pregare.
Mentre scendevo al
fiume a pregare
meditando sulla buona
vecchia via e su chi
indosserà il mantello e la
corona,

Buon Dio,
indicami la via!
Credo in Dio
Jeanne-Marie Quinche-Mousson
Credo in Dio, il suo nome è Padre.
Niente lo ferma,
perfino ciò che sembra impossibile.
Dal nulla fa sorgere la luce.
Dall’oscurità, la mia vita.
Ha creato ogni cosa.
Presa dalla polvere del mondo
la mia vita non ha senso che in Lui.
Credo in Gesù Cristo,
fratello e signore della mia vita.
Luce miracolosa
sgorgata dalla notte degli uomini.
La sua condanna mi libera,
e la sua risurrezione
fa schiudere la speranza nella mia vita.
La morte non ha avuto l’ultima parola,
e la terra beata ha gridato vittoria
la mattina di Pasqua.
Ora mi attende presso a Dio.
Padre suo e Padre mio.
Credo nello Spirito Santo,
amico e compagno,
presenza del Padre e del Figlio
nel cuore delle mie giornate,
oasi nel mezzo del deserto,
potenza di vita.
Io credo, Signore,
vieni in aiuto
alla mia incredulità.
Amen!
I Am a Man of Constant Sorrow
…..ovvero, tanta musica dei “buoni tempi andati”: il
bluegrass bianco dei monti Appalachi, il blues
nero cresciuto nel Mississipi sulle radici strappate
in Africa, le canzoni popolari dei contadini
(country) e dei lavoratori, venute con gli emigranti
dall’Europa, le canzoni dei carcerati incatenati
(chain gang songs). Ingredienti del calderone che
ha cucinato l’esperienza musicale americana.
I Am a Man of Constant Sorrow fu scritta forse
prima degli anni ‘20 da Dick Burnett, sei anni dopo
essere diventato parzialmente cieco, sull’armonia
di un vecchio inno battista, "Wandering Boy"
(Ragazzo vagabondo) ed in seguito registrata per
la prima volta nel 1928 da Emry Arthur.
 Sono l’uomo dell’eterno
dolore, ho visto guai tutti
i miei giorni. Ho detto
addio al vecchio
Kentucky, il posto in cui
sono nato e cresciuto.
(coro) Il posto dove
è nato e cresciuto.
 Per sei lunghi anni sono
stato nei guai. Non ho
trovato piaceri qui sulla
terra. Me ne andrò
errabondo attraverso
questo mondo. Non ho
amici che mi aiutino ora.
(coro) Non ha amici
che lo aiutino ora.
 Ti dirò addio mio vecchio
amore. Non mi aspetto di
rivederti. Salirò su quel
treno verso nord. Forse
morirò su questo treno.
(coro) Forse
morirà su questo
treno.
 Potrai seppellirmi in una
valle profonda dove io
possa giacere molti anni.
Allora potrai imparare ad
amare un altro mentre io
dormirò nella mia tomba.
(coro) Mentre lui
dormirà nella sua
tomba.
Forse per i tuoi amici
sono solo un estraneo.
Non vedrai mai più la
mia faccia. Ma c’è una
promessa che ti lascio:
ti rivedrò sulla riva
dorata di Dio.
(coro) La
rivedrà sulla riva
dorata di Dio.
Paolo De Petris, Mi hai dato molto tempo

O Signore,
tu mi hai donato molto tempo.
Il passato è ormai alle mie spalle,
ma il futuro è ancora aperto.
Ti ringrazio per ogni istante
scandito dal mio orologio,
per ogni mattino
che vedo al mio risveglio.
Non ti chiedo di darmi più tempo,
ma ti chiedo di dare un senso
e una prospettiva ai miei giorni.
Aiutami a riservare un po’ di questo tempo
per meditare in silenzio,
per ascoltare la tua Parola
e per aiutare coloro che
aspettano il mio conforto.
Ogni ora è come un piccolo lembo di terra.
Fai in modo che io possa
solcarla col mio aratro
e gettarvi dentro amore,
pensieri e parole che portino frutto.
Signore, benedici tu la nostra giornata.
Keep on the sunny side

 Questa canzona fu scritta da J. P.


Carter negli anni duri della grande
recessione degli anni ’30 durante la
quale milioni di americani dovettero
vagabondare alla ricerca di un lavoro.
 Nacque in queste circostanze la
country music di cui la Carter Family fu
uno dei protagonisti.
Keep on the sunny side
 C’è un lato scuro e
trravagliato della vita. Ma c’è
anche un lato luminoso e
solare. Benché incontriamo
l’oscurità e la fatica,
possiamo comunque vedere il
lato soleggiato
(coro). Stai sul lato
luminoso, stai sempre sul
lato luminoso. Stai sul lato
luminoso della vita. Ci
aiuterà ogni giorno; ci
illuminerà la via se ci
terremo sul lato luminoso
della vita.
Keep on the sunny side
 La tempesta e la sua furia sono
arrivate oggi, spezzando le
speranze che coltivavamo con
amore. Le nuvole e i temporali col
tempo se ne andranno. Il sole
splenderà di nuovo luminoso e
brillante.
 Salutiamoci ogni giorno con il
canto della speranza. Benché il
momento sia nuvoloso e incerto,
abbiamo fiducia nel nostro
Salvatore che ha cura di ciascuno
di noi.
Io credo in Dio e ascolto la sua Parola

Io credo in Dio, il Padre,


e ascolto la sua Parola.
Egli è il Signore,
a lui appartiene il cosmo,
egli guida la storia.
La gioia davanti a tutto il creato,
il profondo rispetto per la vita
e il coraggio di agire vengono da lui.
Io credo in Gesù Cristo
e a lui appartengo.
Egli ha vissuto la nostra vita.
Con lui ha avuto inizio un nuovo mondo,
che sarà senza guerra né fame,
senza malattia né morte.
Presso di lui tutti i debiti sono rimessi.
Egli è stato crocifisso,
ma Dio lo ha risuscitato dai morti
e ha così fondato la nostra libertà.
Io credo nello Spirito Santo
e da lui vengo guidato.
Egli ci fa conoscere la verità
e rafforza la nostra coscienza.
Egli crea una chiesa
per tutti gli esseri umani
fino al compimento del mondo
nella giustizia.
Amen.
Marco 2,13-17
Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la
gente andava da lui, ed egli insegnava loro.
E, passando, vide Levi, figlio d'Alfeo,
seduto al banco delle imposte, e gli disse:
«Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù era a tavola in casa di lui,
molti pubblicani e peccatori erano anch'essi
a tavola con lui e con i suoi discepoli; poiché
ce n'erano molti che lo seguivano.
Gli scribi che erano tra i farisei,
vedutolo mangiare con i pubblicani e
con i peccatori, dicevano ai suoi
discepoli: «Come mai mangia con i
pubblicani e i peccatori?» Gesù, udito
questo, disse loro: «Non sono i sani
che hanno bisogno del medico, ma i
malati. Io non sono venuto a chiamare
dei giusti, ma dei peccatori».
INNO 265
Finché dovrò
smarrito camminare
in questo vano
mondo ingannator,
sopra ogni cosa
fammi ricercare
quel che vuoi Tu,
quel che vuoi Tu, Signor.
Con fedeltà
desidero servirti
nell’entusiasmo
d’un nascente ardor;
ma in ogni tempo
fa ch’io possa dirti:
come vuoi Tu,
come vuoi Tu, Signor.
Fa che distingua
per tua grazia, o Dio,
oltre ogni mal,
i segni del tuo Amor;
in ogni prova
ceda il voler mio
se lo vuoi Tu,
se lo vuoi Tu, Signor.
Ignazio Silone, Il seme sotto la neve

“Sopra l’altare maggiore della vostra chiesa parrocchiale,


donna Palmira” continua don Severino sempre più
esaltato “vi sono scritte parole che segnano, da sole, tutta
la distanza tra Gesù e i nostri buoni costumi cristiani.
Oblauts est quia ipse voluit. Si sacrificò perché così gli
piacque. Dunque, per così dire, nessuno glielo fece fare,
né, essendo Dio, poteva sentire un impellente bisogno che
i giornali parlassero di lui o poteva essere sedottodall’idea
di diventare consigliere comunale di Gerusalemme.
Il suo atto fu interamente gratuito. Dal punto di
vista dell’ordinario buon senso cristiano, donna
Palmira, quella di Gesù fu dunque un’impresa di
pazzia, e badate che la parola pazzia, in riferimento
alla croce, è stata già adoperata da molti santi. E un
simile esempio, cavaliere,voi vorreste offrire alla
gioventù del nostro paese?”. “V’ingannate” prosegue
don Severino girando le spalle alla padrona di casa
“se credete di potervi servire del crocefisso per i
vostri fini.
Gesù sarebbe un modello ideale, secondo il
buon senso raccomandatoci dai preti e dai
gerarchi, se si fosse ammogliato, avesse avuto
molti figli un suocero una suocera cognati
cognate nipoti, se avesse ingrandito la sua
bottega di falegname e, risparmiando sul salario
dei propri garzoni, fosse riuscito a battere i
concorrenti, terminando i suoi giorni in età
avanzata; magari malato di gotta, ma, in ogni
caso, con un buon gruzzolo alla banca. Invece”.
Ecco cosa ho visto
Il mondo non è cominciato oggi,
e non sarà oggi che finirà.
C’era un vecchio con i suoi figli,
aveva dieci figli.
Egli prese dieci ramoscelli
E li legò assieme.
Poi li diede a uno dei suoi figli
Dicendogli: “Spezzali”.
Ma il figlio non ci riuscì.
Allora separò i ramoscelli,
e ne diede uno ad ognuno.
Tutti presero il loro ramoscello.
E il vecchio disse loro:
“Se siete disuniti,
vedete come è facile spezzarvi,
ma se siete uniti,
nessuno potrà fare niente
contro di voi”.
Ecco cosa ho visto.
Filippesi 4,4-7.23
Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto:
rallegratevi. La vostra mansuetudine sia
nota a tutti gli uomini. Il Signore è
vicino. Non angustiatevi di nulla, ma in
ogni cosa fate conoscere le vostre
richieste a Dio in preghiere e suppliche,
accompagnate da ringraziamenti. E la
pace di Dio, che supera ogni intelligenza,
custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri
in Cristo Gesù. La grazia del Signore
Gesù Cristo sia con lo spirito vostro.