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DISTURBI DI SVILUPPO IN ETA PRESCOLARE: STUDIO CLINICO SULLA

CORRELAZIONE TRA LA PSICOPATOLOGIA DEL GENITORE E DEL BAMBINO.


Martina Martinelli*, Oriana Papa**, Stefania De Luca***, Nelia Zamponi****

*Medico Chirurgo
**Dirigente Psicologa SOD Neuropsichiatria Infantile A.O.U. Ospedali Riuniti, Ancona
***Psicologa
****Direttore SOD Neuropsichiatria Infantile A.O.U. Ospedali Riuniti, Ancona

Abstract: Scopo di questo lavoro quello di studiare la possibile presenza di una correlazione tra la
psicopatologia del bambino in et prescolare e leventuale disturbo o tratto psicopatologico
individuate nel genitore. Il campione clinico composto da 57 bambini e 109 genitori. Ad ogni genitore
stato richiesto di compilare lMMPI-2, per individuare il suo profilo di personalit, e il CBCL, per
comprendere come il genitore percepisce le problematiche presentate dal bambino. I risultati ottenuti
mostrano lesistenza di unimportante interrelazione tra la presenza di un tratto o disturbo
psicopatologico del genitore e il problema psicopatologico del bambino, sottolineando il ruolo non
soltanto della madre, ma anche del padre nellinfluenzare lo sviluppo del bambino stesso. Gli Autori
concordano nellattribuire quindi una notevole importanza a tali risultati, i quali evidenziano la
necessit di porre maggiore attenzione nellattuare strategie diagnostiche terapeutiche dirette sia al
bambino che ai genitori.
In this paper the Authors observe the connection between child psycopathology, in preschool age, and the
presence of a psycopathologic disorder in the parents. They studied 57 children and 109 parents. Every
parent was submittet to MMPI-2, to identify his/her personality traits, and to CBCL, to know how the
parents perceive their childs disorder. Results show an important relationship between children and
parents psycopathologic disorders, underlining the influence of both mothers and fathers
psycopathology on their child development. The Authors attribute a great clinic relevance and
speculative interests to these observations, that allow to put deeper attention to therapeutic steps of
children and parents.
Parole chiave: Disturbi di Sviluppo psicopatologia - correlazione bambini genitori.

INTRODUZIONE
Numerosi sono gli studi che analizzano gli effetti, specifici e non, della presenza di una sintomatologia
psichiatrica nei genitori sullo sviluppo del bambino (Alpert, et al., 2003; Cummings & Davies, 1994;
Downey & Coyne, 1990; Seifer & Dickstein, 1993). Tali studi dimostrano come vi sia una stretta e
costante interdipendenza tra la vita psichica del bambino e quella della madre, del padre o delle altre
figure di attaccamento, tanto che per ogni bambino necessario porsi la domanda quanto il problema
da lui presentato effettivamente gli appartenga totalmente.
Attualmente gli Autori sono concordi nel ritenere che leziopatogenesi dei disturbi psicopatologici del
bambino non sia determinata dalla contrapposizione tra fattori genetici e fattori ambientali, ma che
essa sia da ricondursi ad un modello dinamico, nel quale vengono integrati i modelli ambientali e
costituzionali (Cicchetti & Toth, 1998).
La relazione genitore-bambino rappresenta infatti la pi importante esperienza che avviene nel
contesto dello sviluppo del bambino. Linterazione tra genitori e bambini si caratterizza per la
presenza di reciproci influenzamenti, cos che da tale interdipendenza si ottiene lo sviluppo
psicologico e fisico del figlio da una parte e dallaltra lo sviluppo della genitorialit da parte delladulto.
In particolare, numerosi studi si sono incentrati nellindividuazione delle caratteristiche qualitative
positive e negative della relazione genitore-bambino, che rispettivamente favoriscono uno sviluppo
ottimale o al contrario alterato, andando ad indagare sul contesto sociale, la malattia genitoriale ed
altri fattori sociali presenti nel nucleo familiare.
Studi neurobiologici confermano tale quadro di indipendenza e mostrano come in effetti linterazione
con lambiente vada a influenzare direttamente lo sviluppo strutturale e funzionale dellencefalo:
anche le prime esperienze relazionali sono in grado, infatti, di esercitare unazione determinante
sullelaborazione sugli schemi relazionali propri del bambino e sulla strutturazione delle reti neurali,
tanto che Siegel definisce questo fenomeno mente relazionale (Siegel, 1999).
Secondo il modello transazionale proposto da Sameroff e Chandler (1975), gli esiti evolutivi sono
legati al contesto in cui si sviluppano attraverso una relazione reciproca e bidirezionale, per cui non
solo lambiente influenza lo sviluppo del bambino, ma lo stesso bambino ad adattare il proprio
ambiente dappartenenza alle sue esigenze, in un processo dinamico continuo. Non possibile quindi
considerare le influenze ambientali sul bambino come forze indipendenti dal bambino stesso.
noto come le competenze genitoriali derivino dalla personalit dellindividuo e da fattori contestuali,
in particolar modo dal tipo di accudimento ricevuto nella propria infanzia (Egeland, Jacobvitz, &
Sroufe, 1988). Il rapporto che il genitore riesce ad instaurare con il bambino e la qualit delle cure che
egli sar in grado di fornire dipendono quindi da processi di costruzione ed elaborazione delle
esperienze relazionali che il genitore stesso ha avuto durante let evolutiva. possibile infatti

riconoscere una sostanziale sovrapposizione tra i modelli operativi che il bambino costruisce nel corso
delle prime fasi di vita, quelli che da adulto mantiene attivi nella rappresentazione delle sue relazioni
passate e quelli che lo guideranno nelle funzioni genitoriali e che si fonderanno sulla rappresentazione
di sue esperienze, paure e ricordi. Tuttavia, il rapporto genitore-bambino pu non presentare elementi
problematici qualora il genitore sia stato in grado di affrontare ed elaborare adeguatamente le sue
esperienze.
Numerosi Autori hanno riconosciuto la presenza di numerosi disturbi in bambini che vivono a diretto
contatto con genitori affetti da disturbi psicopatologici di diversa gravit (sia lieve che severa): per
esempio, qualora vi siano in famiglia genitori con disturbi affettivi di entit importante, i figli di questi
possono sviluppare disregolazione emotiva, disturbi somatici, tratti depressivi e difficolt
dellapprendimento con probabilit maggiore rispetto a bambini che vivono allinterno di famiglie in
cui non sono presenti problemi psicopatologici (Beardslee, Bemporad, Keller, & Klerman, 1983)
Alcuni Autori ritengono che sia lespressivit della sintomatologia genitoriale ad influenzare lo
sviluppo del bambino (Alpert, et al., 2003); altri studi, al contrario, sostengono la scarsa importanza
della diagnosi clinica del disturbo genitoriale, contrapposta al grado di severit e alla cronicit dello
stesso disturbo, i quali vengono perci considerati i determinanti principali della psicopatologia del
bambino (Seifer & Dickstein, 1993).
In relazione a tali considerazioni lobiettivo di questo studio quello di indagare la possibile presenza
di una relazione (di affinit o diversit) tra il disturbo psicopatologico del bambino affetto da Disturbo
dello Sviluppo e la psicopatologia eventualmente presentata dal genitore, comprendendone le
caratteristiche pi salienti.
METODO
La ricerca stata sviluppata nella Struttura Organizzativa Dipartimentale Neuropsichiatria Infantile
del Presidio Ospedaliero di Alta Specializzazione G. Salesi, allinterno Azienda OspedalieroUniversitaria Ospedale Riuniti di Ancona.
In tale struttura, stato attivato a partire da settembre 1998 lOspedale Diurno Terapeutico, un
servizio riabilitativo integrato rivolto ai bambini con Disturbi dello Sviluppo in et prescolare (2-5
anni); il modello teorico clinico quello proposto dalla terza Divisione di Neuropsichiatria Infantile
dellUniversit La Sapienza di Roma, Direttore Prof. G. Levi.
Il campione clinico analizzato composto da 57 soggetti (di cui 44 maschi e 13 femmine) di et
compresa tra i 2 a. e 9 m. e i 5 a. e 6 m. (et media: a. 3,8), con le rispettive coppie genitoriali. I bambini
appartenenti al campione sono stati scelti con metodo di campionamento randomizzato tra i bambini
con Disturbo dello Sviluppo afferiti presso lOspedale Diurno Terapeutico tra gennaio 2011 e luglio
2014 per eseguire una terapia intensiva di gruppo di tipo neurocognitivo: ogni ciclo ha durata
bimestrale, con frequenza giornaliera (dal luned al venerd, per 3 ore al giorno). In ogni bambino

stata indagata leventuale presenza di un tratto psicopatologico, in associazione al Disturbo di Sviluppo


diagnosticato.
I 109 genitori appartenenti al campione hanno usufruito, in parallelo alla terapia di gruppo dei propri
figli, di unapposita psicoterapia di gruppo focale a frequenza bisettimanale, condotta da uno psicologo
psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, con lobiettivo di affrontare le problematiche concernenti
le proprie funzioni genitoriali.
Ad ogni genitore stato richiesto di effettuare dei colloqui clinici e di compilare il Minnesota
Multiphasic Personality Inventory-2 (MMPI-2)(Butcher & Williams, 1992), strumento di valutazione
obiettiva che consente di individuare il profilo di personalit di ogni genitore e leventuale presenza di
disturbi psicopatologici; inoltre ad ogni genitore stato fornito il Child Behavior Checklist
(CBCL)(Thomas M. Achenbach & Rescorla, 2000), con lobiettivo di studiare la percezione che il
genitore ha del repertorio emotivo e comportamentale del proprio figlio.
Nel campione sono stati inclusi esclusivamente i genitori che hanno partecipato con continuit alla
terapia di gruppo e non presentavano problemi di comprensione della lingua italiana al momento della
compilazione dei test. Dei 109 genitori di cui il campione si compone, 104 costituiscono coppie
genitoriali (52 coppie); dei rimanenti 5 genitori, 2 appartengono a famiglie monoparentali, mentre in 3
coppie solamente un genitore ha preso parte alla terapia di gruppo.
RISULTATI
La distribuzione dei Disturbi di Sviluppo allinterno del campione esaminato mostra, in accordo ai dati
epidemiologici, una maggiore presenza di bambini con Disturbi Specifici del Linguaggio (28 soggetti,
pari al 48% del campione) e con funzionamento borderline cognitivo (8 soggetti, pari al 14% del
campione). Pi rari sono invece i bambini con Ritardo Mentale Lieve (4 soggetti, pari al 7% del
campione), Medio (3 soggetti, pari al 5% del campione) o Grave (1 soggetto, pari al 2% del campione),
bambini con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (1 soggetto, pari al 2% del campione) o Disturbo
Pervasivo dello Sviluppo NAS (5 soggetti, pari al 9% del campione) ed, infine, bambini con Disprassia
Evolutiva (2 soggetti, pari al 4% del campione) o Disturbo della Coordinazione Motoria (5 soggetti,
pari al 9% del campione).
Il rapporto maschi e femmine, come riportato in altri campioni clinici, di 3,4:1. Nel campione
analizzato, non sussistono, fra i due generi, differenze statisticamente significative per et e tipo di
diagnosi di Disturbo di Sviluppo.
Let dei bambini al momento della diagnosi in media di 3,8 anni. Non sussistono differenze
significative tra i diversi Disturbi dello Sviluppo per let media alla diagnosi, ad eccezione dei Disturbi
Pervasivi di Sviluppo-NAS (et media alla diagnosi di 2,7 anni), diagnosi possibile in et cos precoce
qualora siano evidenti anomalie nello sviluppo comunicativo e relazionale del bambino, insufficienti
per per poter parlare di Disturbo Pervasivo dello Sviluppo.

Bambini con un QI inferiore a 50 o con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo e Disturbo Pervasivo dello
Sviluppo-NAS tendono significativamente ad avere una prognosi negativa, in relazione alle
caratteristiche stesse del disturbo presentato, per il quale non possibile ottenere ampi margini di
miglioramento del quadro clinico attraverso il trattamento riabilitativo.
Per 34 bambini appartenenti al campione analizzato si sono resi necessari ulteriori cicli di trattamento
riabilitativo (fino ad un totale massimo di 4 cicli a bambino) presso lOspedale Diurno Terapeutico,
operativo allinterno della nostra S.O.D. Neuropsichiatria infantile. La nuova osservazione del bambino
ha determinato, in alcuni casi, la modificazione della diagnosi precedentemente attribuita. In
particolare, in 1 bambino stata modificata la categoria diagnostica (da Disturbo del Linguaggio a
Disturbo della Coordinazione Motoria), in 3 bambini si avuta una migliore definizione della diagnosi
(da DPS-NAS a DPS, da Disprassia Evolutiva a Disturbo della Coordinazione Motoria), in 6 bambini si
assistito ad un peggioramento del quadro clinico (da Borderline cognitivo a DPS-NAS, ulteriore
riduzione del QI nei bambini Borderline Cognitivi o con Ritardo Mentale, riduzione del QI in bambini
con Disturbo Specifico del Linguaggio), in 1 bambino si ottenuto, al contrario, un miglioramento del
quadro clinico (da Ritardo Mentale Lieve a Disturbo della Coordinazione).
Allinterno del campione preso in esame, 19 pazienti (pari al 33% del campione) presentano un
disturbo puro. Nei restanti casi analizzati (pari al 67% del campione) il disturbo primario tende a
manifestarsi in associazione ad altre manifestazioni cliniche. In particolare, l81% dei bambini con QI
inferiore ad 85 manifesta disturbi di linguaggio, con unassociazione che si rilevata statisticamente
significativa (p=0.001). Rilevante la cooccorrenza tra Disturbi Specifici del Linguaggio e difficolt
motorio-prassiche e delle funzioni esecutive: tale associazione stata riscontrata, allinterno del
campione analizzato, nel 22% dei bambini a cui stata attribuita primariamente la diagnosi di
Disturbo di Linguaggio.
Una comorbidit con problemi o disturbi psicopatologici (Tabella 1) stata, infine, rilevata in 32
bambini (56,1% del campione) ed prevalentemente rappresentata da Inibizione (11 soggetti, pari al
20% del campione) e tratti esternalizzanti, categoria in cui vengono fatti rientrare una serie di
comportamenti diretti verso il mondo esterno, caratterizzati da aggressivit, impulsivit, oppositivit,
iperattivit e difficolt di attenzione (11 soggetti, pari al 20% del campione). I Disturbi di Sviluppo
appaiono associati in misura minore a disturbi ansiosi (3 soggetti, pari al 5% del campione), Disturbo
dellAttaccamento (3 soggetti, pari al 5% del campione), tratti depressivi (1 soggetto, pari al 2% del
campione) e tratti internalizzanti, i quali consistono nella presenza di pattern di comportamenti
disfunzionali rivolti verso il mondo interno e connessi ad eccessivo controllo, quali ansie, paure,
somatizzazione (3 soggetti, pari al 5% del campione).
Attraverso la somministrazione dellMMPI-2, stata evidenziata la presenza di un tratto/disturbo
psicopatologico nel 60% dei genitori presi in esame (Tabella 2). Non sono rilevabili differenze
significative di frequenza tra madri (35 soggetti) e padri (31 soggetti). Tale psicopatologia tende ad
esprimersi maggiormente sotto forma di disturbo somatoforme (18 soggetti), categoria allinterno

della quale sono stati inclusi genitori con ipocondria (intesa come eccessiva preoccupazione per il
proprio stato di salute, che generalmente si accompagna a disturbi non ben definiti come mal di
stomaco, fatica, dolore e debolezza fisica) e con disturbo da conversione (inteso come eccessiva
tendenza a reagire di fronte allo stress sviluppando sintomi fisici quali mal di testa, debolezza,
tachicardia, dolore al petto). Il genere maschile in questa categoria quello maggiormente
rappresentato nel campione preso in esame (rapporto femmine/maschi di 0,8/1), contrariamente a
quanto riportato in letteratura.
Disturbi dansia sono rilevabili in 13 soggetti e risultano pi frequenti nel sesso femminile rispetto a
quello maschile, con rapporto nel campione di 1,6:1, leggermente inferiore a quanto riportato in
letteratura (2:1); un disturbo o un tratto depressivo presente in 9 soggetti, con un rapporto tra il
sesso femminile ed il sesso maschile inferiore a quanto riportato dalla letteratura (1,25:1 versus
1,5:1). Elevato inoltre il numero dei soggetti a cui stato attribuito un tratto psicopatico o paranoide
(12 soggetti): il primo si caratterizza per la presenza di un comportamento antisociale, mentre il
secondo caratterizzato da sospettosit, sfiducia, idee fisse, ipersensibilit e iperreattivit alle azioni
degli altri, pensiero rigido e atteggiamento ipercritico; allinterno di tale gruppo, 5 casi mostravano
unestrema gravit della costellazione sintomatologica, tanto che stato possibile attribuire loro la
diagnosi di Disturbo di Personalit, rispettivamente di tipo Antisociale e di tipo Paranoide.
Tratti di ostilit sono stati riscontrati in 10 pazienti, con una netta preponderanza nel sesso femminile
(rapporto femmine/maschi di 2,3:1); al contrario, in 4 soggetti di sesso maschile sono stati riscontrati
tratti di introversione, in assenza di corrispondenza nel sesso femminile. Lostilit stata intesa come
personalit negativa, caratterizzata da rabbia, aggressivit, competitivit, atteggiamenti cinici nei
confronti delle altre persone, irritabilit, ipersensibilit nelle relazioni interpersonali e tendenza ad
evitare gli altri. Introversi sono stati invece definiti soggetti riservati, timidi, che si sentono a proprio
agio da sole o con pochi amici intimi, cauti, remissivi e accomodanti, che hanno difficolt a prendere
anche le minime decisioni.
Nel campione analizzato, la psicopatologia del genitore non appare in correlazione con il tipo di
Disturbo di Sviluppo presentato dal figlio: non sussistono infatti associazioni statisticamente
significative. Al contrario, stata evidenziata una correlazione statisticamente significativa tra la
psicopatologia del genitore e il disturbo psicopatologico associato del bambino (Tabella 3).
stata riscontrata infatti unassociazione statisticamente significativa tra la presenza di un disturbo
psicopatologico nel bambino e di un disturbo ansioso in almeno un genitore del campione (p=0,032) e
tale associazione particolarmente forte per linibizione comportamentale (p=0,005). In particolare,
questa correlazione stata riscontrata in 6 casi: in 4 di essi il genitore con disturbo ansioso
rappresentato dalla madre, nei restanti 2 dal padre. stata inoltre osservata allinterno del campione
in esame unassociazione importante tra il comportamento esternalizzante del bambino e la presenza
di un tratto di ostilit in almeno un genitore. Tale relazione , in realt, non statisticamente

significativa (p=0,059) ed stata individuata in 4 casi analizzati (2 bambini possiedono la madre con
tratti di ostilit, 2 bambini possiedono il padre con tratti di ostilit).
stato infine somministrato ad ogni genitore il CBCL 1 -5, un questionario che consente di valutare
come lo stesso genitore percepisce i problemi emotivo-comportamentali del proprio figlio. Genitori
con tratti o disturbi psicopatologici tendono maggiormente a non essere in grado di individuare le
reali problematiche presentate dal bambino: 48 genitori con tratti psicopatologici possiedono una
visione distorta del disturbo del bambino, mentre sono solo 24 i genitori con tratti psicopatologici in
grado di riconoscere quali siano le difficolt del proprio figlio.
DISCUSSIONE
Lo studio da noi attuato consente di confermare quanto riportato in letteratura sulla problematica
inerente la comorbidit allinterno dei Disturbi di Sviluppo (riscontrata nel 67% dei bambini
appartenenti al campione), la quale viene oggi considerata la norma e non leccezione: diversi studi
hanno mostrato in maniera consistente lelevata frequenza (50%), nei bambini con DS, di disturbi
multipli (T. M. Achenbach, 1995).
Tale fenomeno particolarmente evidente nei bambini con QI inferiore ad 85, i quali nell81% dei casi
manifestano disturbi di linguaggio, con unassociazione statisticamente significativa (p=0.001), cos
come riportato in letteratura: non pu esservi, in effetti, un adeguato sviluppo linguistico in assenza di
un corretto funzionamento cognitivo.
Interessante la cooccorrenza tra Disturbi Specifici del Linguaggio e difficolt motorio-prassiche e
relative alle funzioni esecutive, rilevata, allinterno del campione analizzato, nel 22% dei bambini a cui
stata attribuita primariamente la diagnosi di Disturbo di Linguaggio. Ci rispecchia quanto riportato
in letteratura, dove questa correlazione stata individuata in una percentuale che oscilla tra il 20% e il
70% (Finlay & McPhillips, 2013; Powell & Bishop, 1992; Zelaznik & Goffman, 2010). Sarebbe
opportuno, in futuro, indagare con maggiore precisione questo aspetto, utilizzando specifici protocolli
di valutazione delle abilit prassiche e della coordinazione motoria nei bambini.
Una comorbidit con problemi o disturbi psicopatologici stata riscontrata in 32 bambini (pari al
56,1% del campione) ed interessa pi del 70% dei bambini con Disturbi Settoriali dello Sviluppo e la
met dei bambini con disabilit lieve (5 soggetti Borderline cognitivi, 1 soggetto con Ritardo Mentale
Lieve), risultando, al contrario, assente nei bambini con Ritardo Mentale Grave o Disturbo Pervasivo
dello Sviluppo e Disturbo Pervasivo dello Sviluppo-NAS. La gravit del quadro sintomatologico e
lampiezza delle aree di sviluppo compromesse in questi ultimi disturbi giustifica lestrema difficolt
(se non limpossibilit) di porre una diagnosi psichiatrica associata a tali patologie ed in questa fascia
det estremamente precoce, allinterno della quale possibile individuare al massimo modalit di
comportamento disturbate o atipiche rispetto a quelle attese.

Il tratto o disturbo psicopatologico del genitore, individuato tramite la somministrazione a


questultimo del questionario MMPI, non appare, nel nostro studio, in correlazione al tipo di Disturbo
di Sviluppo presentato dal figlio, mentre possibile tracciare una concordanza evidente con il disturbo
psicopatologico associato: bambini con inibizione presentano genitori con ansia o con disturbi
somatoformi, mentre bambini che manifestano comportamenti esternalizzanti tendono ad avere
genitori con tratti ostili. Allo stesso modo, genitori con disturbi ansiosi hanno prevalentemente figli
con inibizione o disturbo dellattaccamento.
Rilevante appare a noi, in particolare, lassociazione tra il disturbo psicopatologico nel bambino e la
presenza di un disturbo ansioso in almeno un genitore del campione, particolarmente evidente nel
caso dellinibizione comportamentale, termine con il quale si intende una forma di temperamento del
bambino che va ad interessare sia la sfera del comportamento (in cui vi una tendenza al ritiro, che si
manifesta con inattivit fisica, parlare lentamente, vicinanza al genitore), sia la sfera fisiologica
(rallentamento del battito cardiaco e aumento della sua variabilit, riduzione della pressione ematica,
dilatazione pupillare, tensione muscolare, elevati livelli di cortisolo ematico).
Numerosi studi condotti da Kagan e suoi colleghi (Biederman, et al., 1993; Biederman, et al., 1990;
Hirshfeld, et al., 1992; Kagan, 1997; Rosenbaum, et al., 1993; Rosenbaum, et al., 1988) hanno rilevato
unelevata percentuale di bambini con inibizione comportamentale in famiglie costituite da almeno un
genitore affetto da disturbi dansia. Il modello proposto da Kagan e confermato nei suoi studi afferma
che linibizione comportamentale rappresenterebbe lespressione della vulnerabilit familiare ai
disturbi dansia e tale condizione si rispecchia anche nel nostro studio.
Sostanzialmente nuova appare a noi, invece, la correlazione tra il comportamento esternalizzante del
bambino e la presenza di un tratto di ostilit in almeno un genitore, associazione risultata non
statisticamente significativa forse a causa dellesiguit del campione stesso: non esistono in letteratura
studi che indagano su questo aspetto, il quale, a nostro parere, si presenta meritevole di ulteriori
approfondimenti.
Tali dati si avvicinano, quindi, a quanto riportato in letteratura, in particolare per quanto concerne la
figura paterna: per quanto le relazioni interpersonali del bambino, in et prescolare, si incentrino
soprattutto sul rapporto con la propria madre, il padre possiede comunque un ruolo centrale e anche
in lui possono essere riscontrati tratti o disturbi psicopatologici, i quali sembrano contribuire, anche se
in minor misura rispetto a quelli materni, alla psicopatologia del bambino.
Nella nostra societ, le differenze tra i impegni maschili e femminili oscillano tra notevoli e non
notevoli, ma in entrambi i casi il prendersi cura dei figli un compito che appartiene principalmente
alla madre. Il padre entra allinterno della diade gradualmente oppure attraverso modalit impetuose
e con caratteristiche comportamentali di tipo ansioso, a seconda del ceto sociale di appartenenza.
In conclusione, il lavoro da noi effettuato va inquadrato allinterno degli studi presenti in letteratura
negli ultimi decenni, che affrontano lo sviluppo dei Disturbi Emozionali del bambino in relazione alle

problematiche legate alla genitorialit, rappresentate per lo pi dalla complessit delle transazioni e
degli scambi tra madre e bambino, caratterizzati da un progressivo adattamento reciproco costituito
da rotture e riparazioni interattive. Le rotture e i fallimenti interattivi cronici determinano situazioni a
rischio che possono condurre ad alterazioni psicopatologiche stabili.
Il nostro contributo ha permesso di confermare i risultati di alcuni studi riportati in letteratura e nelle
popolazioni cliniche: tratti psicopatologici genitoriali, materni ma anche paterni, influenzano il
funzionamento sociale ed emozionale del bambino. Tale influenza individuabile anche in assenza di
un vero e proprio disturbo psicopatologico nel genitore ed particolarmente evidente qualora almeno
uno dei due genitori presenti tratti ansiosi, a cui corrispondono nel bambino tratti di inibizione
comportamentale, i quali possono successivamente trasformarsi in tratti di inibizione affettiva o ansia.
Non vi sono studi precedenti che hanno invece indagato sulla possibile correlazione tra ostilit
genitoriale e la presenza di un comportamento esternalizzante nel bambino, correlazione che invece
emersa nel nostro studio.
opportuno quindi sottolineare limportante rilievo clinico associabile alla compromissione delle
relazioni tra genitori e bambino, evidenziabile, nel nostro studio, fin dai primissimi anni di vita del
bambino. Lestrema precocit di tale compromissione rappresenta, a nostro parere, uno dei dati pi
importanti rilevabili da questo studio ed non ancora analizzato in letteratura in maniera
sufficientemente adeguata: la presa in carico e lintervento precoce sul bambino consentirebbero di
identificare e di modificare quei pattern relazionali negativi bidirezionali instauratisi tra i genitori e i
loro figli, influenzando positivamente la vulnerabilit psicopatologica del bambino stesso.
Da queste considerazioni consegue come sia fondamentale associare anche, contemporaneamente alla
presa in carico del bambino, un percorso diagnostico-terapeutico con i genitori, con lobiettivo di
conoscere e comprendere le problematiche relative alla genitorialit stessa ed apprendere nuove
modalit relazionali.
Un bambino che presenta Disturbi di Sviluppo esprime, infatti, i propri bisogni e le proprie necessit
con modalit atipiche e, conseguentemente, di difficile interpretazione allinterno della relazione: tale
situazione diventa ancor pi complessa qualora siano coinvolti genitori che tendono a confondere, fino
ad addirittura non riconoscere i propri bisogni, proiettandoli sul bambino stesso.
Prospettive future:
1. Raccogliere dati, relativi sia al bambino che al genitore, che consentano di definire lefficacia degli
interventi terapeutici eseguiti;
2. Effettuare una migliore differenziazione del tipo di psicopatologia presente allinterno della coppia
genitoriale, studiando con maggiore specificit lentit dellinfluenza che questa gioca nello
sviluppo del mondo intrapsichico del bambino e quindi nella costruzione della relazione (relazione
precoce e disturbo dellattaccamento);

3. Integrare tale lavoro con quello precedentemente condotto allinterno della nostra S.O.D.,
ampliando al contempo la popolazione clinica presa come campione, in modo da approfondire lo
studio della relazione tra psicopatologia, fattori di rischio e fattori protettivi.

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Tabella 1: Distribuzione dei disturbi psicopatologici in comorbidit con i Disturbi di Sviluppo


in funzione del genere.

Maschi

Femmine

Totale

Ansia

0.655

Tratti depressivi

Inibizione

11

Disturbo dellAttaccamento

Tratti esternalizzanti

10

Tratti internalizzanti

Totale

25

32

Tabella 2: Distribuzione della psicopatologia genitoriale.


Maschi

Femmine

Totale

Frequenza

Ansia

13

12%

Disturbo somatoforme

10

18

17%

Tratto depressivo/depressione

8%

12

11%

Introversione

3%

Ostilit

10

9%

Totale

35

31

66

60%

Tratto paranoide o psicopatico/disturbo


di personalit

Tabella 3: Associazione tra il Disturbo di Sviluppo del bambino e la presenza di un disturbo


psicopatologico in almeno un genitore.

Introversione

Ostilit

1 (10.0)

1 (25)

0 (0)

0 (0)

0 (0)

1 (11.1)

1 (10.0)

0 (0)

0 (0)

Inibizione

6 (46.2)

4 (25.0)

0 (0)

2 (20.0)

2 (50)

1 (11.1)

Disturbo
dell'attaccamento

2 (15.4)

1 (6.3)

1 (11.1)

0 (0)

0 (0)

0 (0)

Tratto esternalizzante

1 (7.7)

3 (18.8)

1 (11.1)

3 (30.0)

1 (25)

4 (44.4)

Tratto internalizzante

0 (0)

0 (0)

1 (11.1)

1 (10.0)

0 (0)

1 (11.1)

Assente

3 (23.1)

8 (50.0)

4 (44.4)

2 (20.0)

0 (0)

3 (33.3)

Totale

13

15

10

0,032

0,765

0,131

0,193

0,255

0,407

Ansia

Depressione

personalit

1 (11.1)

bambino

paranoide/d.

T. depressivo/

0 (0)

Psicopatologia

T. psicopatico-

D. somatoforme

1 (7.7)

genitore

depressione

Ansia

Psicopatologia