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Galati C La Terra non piatta e il bilancio della UE non un forziere che non ha pi dobloni

La Terra non piatta e il bilancio della UE non un forziere che non ha pi dobloni
di Cristiano Galati

I soldi del bilancio UE sono finiti. Cos esordisce Repubblica riportando una dichiarazione del
commissario europeo al Bilancio, Jacek Dominik. In seguito vengono paventate una serie di
nefaste conseguenze come la sospensione del progetto Erasmus, i tagli ai finanziamenti per le
PMI nonch dei fondi di coesione.
A leggere cos sembra che il forziere con i dobloni custodito con parsimonia del buon Dominik sia
ormai vuoto, chiss magari c' un buco sul fondo. O forse non c' nessun forziere
ma semplicemente un sistema monetario non adatto a supportare le politiche di sviluppo dei
paesi membri UE, ormai ridotte al lumicino della carit.
Proviamo a fare chiarezza. Attualmente la pi cospicua fonte di entrate del bilancio dell'Unione
Europea rappresentato dai trasferimenti effettuati dagli stati membri (attualmente pari allo
0,7% del loro reddito nazionale lordo), seguito da altre voci minori. In sostanza viene applicato il
meccanismo prima raccolgo e poi spendo, il comportamento di un soggetto privato che prima
di effettuare spese o investimenti deve raccogliere i fondi necessari prendendoli a prestito
oppure risparmiando sulle proprie spese correnti.
Questo l'esatto contrario di ci che la MMT spiega, ovvero che il monopolista della valuta non
ha necessit di raccogliere il denaro per perseguire le proprie politiche, bens deve
necessariamente spendere per primo perch sia possibile in seguito la riscossione con le tasse di
una parte di ci che ha speso. Monopolista della valuta, la crea dal nulla e la spende per il
raggiungimento degli obiettivi politico/economici prefissati. Questa era la condizione degli Stati
eurozona, prima della loro adesione al sistema attuale.
Questo sistema dispiega il suo massimo valore soprattutto nelle attivit che non hanno
una redditivit immediata ma che richiedono un investimento nel medio/lungo periodo,
pensiamo ad esempio alla ricerca scientifica o all'istruzione; se tali attivit fossero subordinate
all'esclusivo intervento di soggetti privati, questi ultimi parteciperebbero solo di fronte ad un
ritorno economico evidente (profitto), diversamente tali attivit non verrebbero nemmeno prese
in considerazione in quanto non considerate remunerative, con enormi danni per quello che lo
sviluppo tecnologico, scientifico e umano di una nazione.
Pensiamo alle stesse attivit culturali che non generano di per s un profitto, pertanto
verrebbero finanziate solo quelle in grado di far cassa, che abbiano una facile
commerciabilit, diversamente il soggetto privato si assumerebbe un rischio senza prospettive
certe di profitto, sobbarcandosi gli oneri di un'attivit in potenziale perdita. Pensiamo al Teatro
dellOpera di Roma.
Uno Stato monopolista della propria moneta, pu finanziare dette attivit spendendo in deficit,
in quanto non ha necessit di un ritorno economico che generi profitto. Ci che in seguito non
avr tassato sul distribuito tramite la spesa pubblica, rappresenter il risparmio del settore
privato.
Purtroppo lo spoglio di sempre maggiori competenze degli stati membri a favore
dell'UE, unitamente alla predominante ideologia della necessaria austerit al fine di stabilire un
presunto ordine contabile nei loro bilanci, costringe milioni di persone a vivere nella
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superstizione della scarsit del denaro, bene finanziario illimitato.


Ci comporta continui tagli e precariet anche in quelle politiche che paradossalmente vengono
presentate come parte fondante dell'Unione stessa, come l'ERASMUS, a rischio perch le risorse
disponibili stanno finendo; una sorta di assurdo auto-cannibalismo a cui si condanna l'UE.
Non c' nessun forziere bucato, bens ideologie errate che vengono usate per
rimpiazzare fondamentali regole della macroeconomia; ideologie che la MMT in grado di
spazzare via, perseguendo quello che dovrebbe essere l'unico obiettivo di qualunque governo: il
benessere per i propri cittadini.

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