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Azione Cattolica

Vicariato di Olgiate Comasco


Vicariato di Uggiate Trevano

PERCORSO BIBLICO
2014-15

Apriamo il Libro degli Atti


Ottobre 2014 Aprile 2015
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Il martirio di Stefano
Don Marco Cairoli
20 gennaio 2015

Martirio e persecuzione:
Stefano (At 6-7)

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Esordio (At 6,1-7)
I n quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli
di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica
perch, nellassistenza quotidiana, venivano trascurate le loro
vedove.
2 Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e
dissero: Non giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio
per servire alle mense. 3 Dunque, fratelli, cercate fra voi sette
uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai
quali affideremo questo incarico. 4 Noi, invece, ci dedicheremo
alla preghiera e al servizio della Parola.
6,1

Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero


Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo,
Prcoro, Nicnore, Timone, Parmens e Nicola, un
proslito di Antiochia. 6 Li presentarono agli apostoli e,
dopo aver pregato, imposero loro le mani. 7 E la parola di
Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a
Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una
grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
1. Lingua greca/ebraica: due gruppi segnati non solo da lingue diverse
ma anche da diverse mentalit.
2. Il criterio di discernimento ci che piace a Dio, secondo la formula
giusto. E ci che gradito a Dio che gli apostoli si dedichino
allannuncio della Parola, in conformit al mandato del Risorto (cf.
1,8). + la preghiera (v.4) ossia la funzione di presidenza della
preghiera liturgica.
3. Sette uomini. Sette lascia intendere che si tratta di una responsabilit
collegiale. Da notare le qualit richieste: a) uomini di buona
reputazione; b) pieni di Spirito; c) sapienti.

2. Tumulto e processo (At 6,8-15)


8

Stefano intanto, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi


prodigi e segni tra il popolo.
Attivit taumaturgica (v.8). Si tratta di un tratto narrativo velocissimo, in termini
generali; premessa necessaria per introdurre la crescente opposizione. Si noti
tuttavia il parallelismo tra Ges e Stefano (grazia e potenza: Lc 2,40.52; 4,14;
prodigi e segni: At 2,22): la salvezza che Ges ha operato e che, in quanto
Risorto, continua ad operare, si rende accessibile agli uomini per mezzo delle
azioni prodigiose dei suoi discepoli.
9

Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli
Alessandrini e di quelli della Cilicia e dellAsia, si alzarono a
discutere con Stefano, 10 ma non riuscivano a resistere alla
sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.
Primo attacco e vittoria (v. 9-10). In questo momento lo scontro solo verbale:
dal contesto si comprende che discutere sia da intendere come un diverbio
acceso e una polemica aspra. Per Stefano si realizza la promessa di Ges: Lc
21, 15io vi dar parola e sapienza, cosicch tutti i vostri avversari non potranno
resistere n controbattere; inoltre, Stefano sotto la guida dello Spirito, come
Ges (Lc 4,1).

11

Allora istigarono alcuni perch dicessero: Lo abbiamo udito pronunciare parole


blasfeme contro Mos e contro Dio. 12 E cos sollevarono il popolo, gli anziani e gli
scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio.
13 Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: Costui non fa che parlare
contro questo luogo santo e contro la Legge. 14 Lo abbiamo infatti udito dichiarare
che Ges, questo Nazareno, distrugger questo luogo e sovvertir le usanze che
Mos ci ha tramandato.
Secondo attacco (v. 11-14). Lazione malvagia si dipana secondo tre fasi:
1. Gli oppositori spingono alcuni a mentire per interesse (v. 11). Questi mentitori affermano
di sapere, per averlo sentito dalla sua stessa bocca, che Stefano ha pronunciato parole
blasfeme.
2. Sollevazione del popolo e dei capi (vedi Lc 23,13.18.21.23) e trasferimento di Stefano al
sinedrio (vedi Lc 22,66). Con sapienti allusioni, Luca modella la cattura e lazione
giudiziaria contro Stefano sullo schema della passione del suo Maestro.
3. Falsa testimonianza scandita in due tempi. Il primo sembra una pallida precisazione della
calunnia di 11b; il secondo molto chiaro e sembra coinvolgere non solo Stefano ma
anche Ges: il suo processo si prolunga in quello del discepolo.
15

E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo
volto come quello di un angelo.
4. Trasfigurazione (v. 15). Si istruisce, nel testo, un sottile legame con lepisodio della
Trasfigurazione di Ges (vedi Lc 9,29). Anche per Stefano si viene a stabilire uno stretto
legame tra la gloria che appare sul suo volto e limminente via dolorosa che lo attende.

3. Il discorso (7,1-53)
7,1Disse

allora il sommo sacerdote: Le cose stanno proprio cos?.


2 Stefano rispose: Fratelli e padri, ascoltate:

Quello di Stefano il discorso pi lungo degli Atti e gi questo fatto rivela


limportanza che secondo Luca ha la vicenda nel primo martire. Nel contesto
letterario attuale questa dovrebbe essere unautodifesa o unarringa del martire
prima dellesecuzione. In realt ci troviamo di fronte a una ricostruzione della storia
biblica da Abramo a Salomone. Pi precisamente: Abramo: 2-8; Giuseppe: 9-16;
Mos: 17-44; Giosu, Davide, Salomone: 45-50.
Leggiamo la conclusione:
51

Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete


sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, cos siete
anche voi. 52 Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato?
Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del
quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, 53 voi che avete
ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non lavete
osservata.
Un tratto costante di questa storia dei padri linfedelt, una resistenza cocciuta e
ostinata alla voce dello Spirito. Una storia di violenza contro gli inviati da parte di Dio.
Lultimo anello di questa catena di perseguitati e uccisi il Giusto per eccellenza cio
il Messia, cos come viene chiamato in alcuni testi apocrifi giudaici.

4. La visione (7,54-56)
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Alludire queste cose, erano furibondi in cuor loro e
digrignavano i denti contro Stefano 55Ma egli, pieno di Spirito
Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Ges che stava
alla destra di Dio 56e disse: Ecco, contemplo i cieli aperti e il
Figlio delluomo che sta alla destra di Dio.
54

1. Allo sguardo interiore del martire, si aprono i cieli, che sono labitazione e il
trono di Dio (cf. 7,48-49) e la visione di Ges nella sua condizione gloriosa di
Risorto ed esaltato presso Dio. E significativo che questa visione sia
presentata dapprima dal narratore e poi da Stefano stesso.
2. alla destra di Dio indica lesaltazione di Ges e la sua conseguente
partecipazione alla gloria, alla potenza e alla divinit di Dio. vedi Ges nel
processo di fronte al sinedrio:
Lc 22, 69 Ma dora in poi il Figlio delluomo sieder alla destra della potenza
di Dio.
3. Notiamo landamento trinitario: pieno di Spirito Santo, Stefano vede la gloria
di Dio e Ges che sta alla destra di Dio.

5. La lapidazione (7,57-58)
57

Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si


scagliarono tutti insieme contro di lui, 58lo trascinarono fuori
della citt e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro
mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.
1. Si chiudono gli orecchi come segno di non accoglienza della testimonianza
resa da Stefano al Crocifisso.
2. I sinedriti-giudici si scagliano come una plebaglia contro il martire. Il gesto di
trascinarlo fuori della citt stabilisce un significativo punto di contatto tra la
vicenda di Ges e quella del discepolo: vedi Lc 4,29 e 20,15. Mentre per
a Nazaret Ges era sfuggito dalle mani dei suoi compaesani, Stefano viene
lapidato, con un atto che appare come un linciaggio popolare e non come
lesecuzione di una sentenza giudiziaria formale.
3. Durante quello che appare chiaramente un linciaggio, Luca improvvisamente
parla di testimoni ufficiali, quasi si trattasse di una esecuzione legale. Vedi Dt
17,6-7:
6 Colui che dovr morire sar messo a morte sulla deposizione di due o di tre
testimoni. Non potr essere messo a morte sulla deposizione di un solo
testimone. 7 La mano dei testimoni sar la prima contro di lui per farlo morire.
Poi sar la mano di tutto il popolo.

6. Ultime parole, morte, sepoltura e nuova corsa della Parola


(7,59-8,8)
59

E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: Signore


Ges, accogli il mio spirito. 60 Poi pieg le ginocchia e grid a
gran voce: Signore, non imputare loro questo peccato. Detto
questo, mor.
1. Saulo approvava la sua uccisione. In quel giorno scoppi una violenta
persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli
apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria.
2. Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui.
3. Saulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case,
prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere.
4. Quelli per che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando
la Parola.
5. Filippo, sceso in una citt della Samaria, predicava loro il Cristo.
6. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo,
sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva.
7. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e
molti paralitici e storpi furono guariti.
8. E vi fu grande gioia in quella citt.

1. Signore Ges. Il martire presentato come un vero credente-discepolo


che pu sperimentare la salvezza del suo Signore: cf. 2,21 e 9,14.
2. Secondo Lc 23,46 Ges muore pregando con un frammento del Salmo
31,6: Padre, nelle tue mani affido il mio spirito. Stefano pronuncia una
preghiera simile indirizzata per al Signore Ges al quale consegna come
dono la sua vita perch sia da lui salvata.
3. Padre, perdona loro perch non sanno quello che fanno (Lc 23,34).
Stefano si rivela ugualmente suo vero discepolo, che attua, nel momento
della massima violenza subita, le parole del Maestro sullamore dei nemici e
sullesigenza del perdono incondizionato.
4. La persecuzione genera un nuovo annuncio della Parola vedi lattivit
di Filippo in Samaria.