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I Versi Aurei

I "Versi Aurei" costituiscono l'essenza dell'insegnamento Pitagorico; essi non sono


direttamente riferibili al filosofo, ma costituiscono una "summa" dei dogmi della "scuola
italica", messa per iscritto dai Pitagorici che seguirono la via del Maestro dopo la morte di
quest'ultimo, per istruire coloro che sarebbero venuti dopo di loro. Questi principi erano
l'unico strumento che consentiva agli adepti di seguire la via divina e di elevare lo spirito,
essenza suprema di ciascun individuo, fino al raggiungimento dell"estinzione delle
sofferenze terrene" per mezzo dell'unione tra lo spirito "individuale" dell'iniziato e Dio,
concepito come unica fonte creatrice del tutto.

I trentadue precetti della regola di armonia:

1. Venera anzitutto gli Dei Immortali secondo la legge, e serba il giuramento.

2. Onora poi i radiosi Eroi divinificati, e ai demoni sotterranei offri, secondo il rito.

3. Anche i genitori onora, e chi a te per sangue sia pi vicino.

4. Degli altri, fatti amico chi per Virt e il migliore imitandolo nel calmo parlare, nelle azioni
utili.

5. Per lieve colpa, non adirarti con lamico sinch tu lo possa.

6. Presso il potere vige la necessit.

7. Queste cose sappi, e queste altre domina: il ventre anzitutto e cos pure sonno, sesso e
collera.

8. Non far cosa che sia turpe in faccia ad altri o a te stesso; ma soprattutto rispetta te
stesso. Poi con le opere e la parola esercita la giustizia.

9. In ogni cosa, di agir senza riflettere perdi labitudine.

10. Delle ricchezze e degli onori, accetta ora il venire, ora il dipartirsi.

11. Di quei mali, che per daimonico destino toccano ai mortali, con animo calmo, senza ira
sopporta la tua parte pur alleviandoli, per quanto ti dato: e ricordati che non estremi sono
quelli riservati dalla Moira al Saggio.

12. Buono o cattivo pu essere il parlare degli uomini; che esso non ti turbi, non
permettere che ti distolga. E se mai fosse detta falsit, a essa calmo opponiti.

14. Ci che inoltre ora ti dir, in tutto osservalo: che nessuno con parole o atti, ti porti a
dire o a fare cosa che per te non sia il meglio.

15. Prendi consiglio prima di agire a che non seguano effetti funesti.

16. Fare o dire cose futili e sciocche da uomo misero; tu, invece, fa cose di cui non abbia
a pentirti.

16. Nulla, dunque, di cui non sappia; scorgi quel che davvero ti necessario - e felice sar
la tua vita.

17. Non conviene trascurare la salute del corpo.

18. Nelle bevande, nel cibo, negli esercizi ginnici serba misura: la misura, dico, che da
ogni turbamento ti preserver.

19. Abituati a una vita monda e priva di mollezze, e astieniti dal far ci che attira linvidia.

20. Non spendere avventatamente come chi ignora quel che vale, senza pera essere
gretto: la misura in ogni cosa perfezione. Fa dunque quel che non ti nuocer, riflettendo
bene prima di agire.

21. Dalla dolcezza del sonno sorgendo, fissa con cura tutto ci che nella giornata farai, e
(a sera) i tuoi occhi, ancorch stanchi, non accolgano il sonno senza esserti prima chiesto
che facesti: Dove sono stato? Che cosa ho fatto? Che cosa ho omesso di quel che avrei
dovuto fare?

22. Cominciando dalla prima azione fino allultima, e di nuovo tornandovi. Se hai compiuto
cose spregevoli, punisciti; se hai rettamente agito, rallegrati.

23. Queste cose sforzati di fare, a queste cose applicati, con fervore. Ed esse ti
metteranno sulla via della virt divina.

24. Sii, per chi nella nostra anima trasfuse la Tetrade, fonte perenne della natura!

25. Inizia dunque lopera, ma prima gli Dei invoca, a che te la portino a compimento.

26. Da tutto ci reso forte, degli Dei Immortali e degli uomini mortali conoscerai lessenza,
e come ogni cosa si svolge e giunge al termine.

27. Conoscerai anche come sia legge una Natura uguale a se stessa in tutte le cose. Cosi
non avrai vani desideri, e nulla ti rester celato.

28. Saprai che gli uomini soffrono mali da loro stessi scelti: infelici che, avendolo vicino, il
bene non vedono n intendono! Pochi conoscono il modo di liberarsi dai mali: a tal segno
la Moira offusca la mente dei mortali! Come trottole qua e l sono sospinti fra urti senza
fine. Funesta loro compagna, una congenita, inconscia irosit li mena a rovina; irosit alla
quale conviene tu non dia esca, n che a essa resista, ma che devi scansare. Zeus padre,
da tanti mali libereresti certamente gli uomini se rivelassi loro quale sia il loro vero
demone!

29. Ma tu, confida, perch divina e la razza di quei mortali cui la sacra natura,
manifestandosi parla. Se in te v alcunch di quella razza, riuscirai in ci a cui ti esorto:
avendo risanata la tua anima, da quei mali la libererai.

30. Astieniti per dai cibi di cui ti dissi. E abbi intelletto, e nelle purgazioni, e nella
liberazione dellanima.

31. Ogni cosa osserva, distingui e valuta, lIntelletto dallalto eleggendo per guida
adeguata. Allora, lasciato il corpo, salirai al libero Etere.

32. Sarai un Iddio Immortale, incorruttibile, invulnerabile.

(Fonte: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.hochma182.com%2Fdoc
umenti%2Fpitagora_versiaurei.pdf&h=6161f)

Pitagora