Sei sulla pagina 1di 4

IL FOGLIO

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: LARGO CORSIA DEI SERVI 3 - 20122 - MILANO

ANNO IV NUMERO 129

Rivoluzione burocratica

DAlema vuole governare


con soli 10 megaministri
(pi qualche junior)
Il lavoro di Bassanini per ridurre
i 18 dicasteri. Le resistenze del Ppi
Rosy Bindi difende la Sanit

Una grana con la Melandri


Roma. La riforma della struttura di governo, con relativo sfoltimento e accorpamento
dei ministeri, si far e sar varata dal Consiglio dei ministri di venerd. A Palazzo Chigi
mostrano sicurezza, pur ammettendo che
non tutti i fronti di trattativa sono chiusi: il
disegno originario, che prevedeva dieci superdicasteri al posto degli attuali diciotto, subir sicuramente dei ritocchi al rialzo. Massimo DAlema, che vuole evitare scossoni alla maggioranza e nuovi scontri con i popolari (i pi critici sulla riforma), aveva ipotizzato un rinvio dopo limpasse della settimana
scorsa e il diluvio di obiezioni da parte di
molti titolari di dicasteri destinati alla soppressione o allo smembramento.
Ma i Ds e i loro membri di governo, a cominciare dal sottosegretario alla presidenza
Franco Bassanini, e anche il vicepremier del
Ppi Sergio Mattarella premono per rispettare i tempi evitando di dover chiedere una
proroga della delega legislativa concessa tre
anni fa dal Parlamento, dove comincia a registrarsi qualche malumore per limportanza di una riforma su cui deputati e senatori
saranno chiamati a
esprimere solo un parere, senza poter intervenire nel merito.
Cos DAlema ha solennemente annunciato marted che la
riforma cos seria e
di tale portata da
non potersi esaurire
con provvedimenti legislativi ordinari:
verr dunque presentata anche una parallela proposta di reviFRANCO BASSANINI
sione dellarticolo 95
della Costituzione,
che disciplina la composizione del governo.
Il progetto messo a punto da Bassanini,
Mattarella, Giuliano Amato e Angelo Piazza
basato sul modello di struttura governativa
inglese ed entrer in vigore dalla prossima
legislatura. Prevede la nascita di dieci superministri che con il premier compongono
il Consiglio di gabinetto, nucleo forte della
decisione politica governativa. A loro si affiancano uno o pi ministri junior cui delegare alcune competenze, che entrano a far
parte del Consiglio dei ministri, e dodici
agenzie di supporto (ad esempio per la Protezione civile allInterno o per le Entrate allEconomia e Finanze).
Questi i dieci megadicasteri: Interno; Affari esteri; Giustizia; Difesa; Economia e Finanze; Mercato e Attivit produttive (comprendente industria, commercio e commercio estero, agricoltura, comunicazioni e turismo); Ambiente e tutela del territorio; Infrastrutture e Trasporti; Welfare (comprendente le politiche sociali e sanitarie, la previdenza e loccupazione) e infine Istruzione,
Ricerca e Cultura (che doveva assorbire i Beni culturali e lUniversit). Proprio qui si
aperto il primo fronte di polemiche: il ministro Giovanna Melandri, spalleggiata dal suo
predecessore Walter Veltroni e sostenuta da
appelli di intellettuali, registi e attori, si opposta alla sparizione del proprio dicastero,
un apparato da 38.000 dipendenti che amministrano il patrimonio artistico nazionale.
Lha spuntata, e i Beni culturali restano tra i
magnifici dieci (ora undici). Non c grande
differenza, dice Bassanini. Ma sa bene che
il precedente pesa. Se si manteneva ferma
limpostazione originaria - spiega il sottosegretario Gianclaudio Bressa, Ppi - non cera
spazio per ampliamenti. Ma se i Beni culturali rimangono, pi difficile opporsi ad altre richieste. Le pi forti sono quelle venute da Rosy Bindi (Sanit) e Paolo De Castro
(Politiche agricole).
Anche De Castro freddo con la riforma
Dal riserbo che ieri regnava a Palazzo Chigi, trapelava qualche indiscrezione sulla possibilit che il ministero della Bindi venga tolto dal calderone del Welfare e recuperato,
forse come Tutela della salute. Minori
chance invece per lAgricoltura: il dicastero,
si fa notare, era gi stato soppresso da un referendum, e ci sar comunque un ministro
junior che rappresenter lItalia in sede di
Unione europea.
Da dieci si potrebbe lievitare cos fino a
dodici. Il progetto di enorme respiro spiega il ministro della Funzione pubblica
Piazza (Sdi) - e comporter una razionalizzazione della macchina governativa mai tentato prima. Davanti a questo, non cambia molto se i ministri saranno 10 o 12, purch i problemi sorti vengano chiariti ora e non rimandati. Al tempo stesso, per, non vanno
rallentate le altre riforme che interessano
pi direttamente i cittadini: lautocertificazione, le semplificazioni delle procedure, lo
sportello unico.
Ma se laccordo politico dei ministri (il
Consiglio di venerd si preannuncia lungo e
laborioso) sar probabilmente raggiunto, restano in subbuglio gran parte dei sindacati di
settore e delle burocrazie ministeriali, spaventati dalla futura rivoluzione e dal rischio
di perdere privilegi e posizioni consolidate.

quotidiano

TEL 02/771295.1 - SPED. ABB. POST. - 45% - ART. 2 COMMA 20/b LEGGE 662/96 - FIL. MILANO

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La Giornata
* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

CIAMPI AUSPICA IL NEGOZIATO


SUL KOSOVO a condizione che avvenga in piena intesa con gli alleati della
Nato per addivenire al ristabilimento
dei diritti degli oppressi. Carlo Scognamiglio dice che la sospensione dei
bombardamenti sarebbe possibile se
ci fosse una incontrovertibile dimostrazione da parte serba di accettare le
condizioni della Nato e della comunit
internazionale.
Indennizzi individuali e giornalieri
sono stati stanziati per i pescatori dellAdriatico. Per la Difesa sono 161 gli
ordigni sganciati in mare.

AHTISAARI: OCCASIONE STORICA LA MISSIONE A BELGRADO. Viktor Cernomyrdin e il presidente finlandese sono giunti ieri sera in Jugoslavia
da Slobodan Milosevic. Obiettivo, siglare un possibile accordo di pace basato
sul cessate il fuoco, sul ritiro delle forze serbe dal Kosovo verificato da una
apposita commissione e sullo spiegamento della forza internazionale. La
Corte dellAia ha respinto la richiesta
jugoslava di sospensione dei raid.
La Nato esclude un comando congiunto della forza di pace con Mosca.

* * *

Clinton prepara le forze di terra. Oggi


il presidente americano, Bill Clinton,
incontra i vertici degli Stati maggiori
per esaminare tutte le possibili opzioni
di un intervento di truppe in Kosovo.
La Nato ha quantificato in 47.878
uomini il numero dei componenti la
forza di pace da inviare nei Balcani. Ieri bombardate Uzice, Kraljevo, Ljubovija e laeroporto militare di Ponikve.

Le entrate del fisco crescono del 12,3%


nei primi tre mesi dellanno rispetto allo stesso periodo del 98. Lo rendo noto
il ministero delle Finanze.

* * *

Storace critico verso Berlusconi, dice:


Nel Polo non c un signore che comanda. Paolo Bonauti replica: Nel Polo non c un signore, ma un leader che
ha fondato questa alleanza nel 94.
Antonello Soro definisce mussoliniane le parole usate da Antonio Di Pietro
contro i popolari.

* * *

Risanamento in linea con le previsioni


nei primi cinque mesi dellanno. Secondo Massimo DAlema landamento
dei conti pubblici ha viaggiato verso il
raggiungimento, a fine 99, dellobiettivo del 2% nel rapporto deficit-pil. Sulle
pensioni il premier aggiunge che non ci
sarannocolpi di mano e che la riforma del sistema previdenziale sar esaminata con tranquillit insieme ai sindacati. Innocenzo Cipolletta assicura
che nessuno simmagina di togliere
una lira a chi gi andato in pensione.

* * *

Per lOnu aumenteranno gli sbarchi di


profughi kosovari in Italia. Lo prevede
lorganizzazione internazionale per le
migrazioni.
Quindici senatori diessini chiedono
che il governo si opponga alla candidatura di Javier Solana a responsabile
della politica estera e di sicurezza dellUe. Per Armando Cossutta lipotesi di
elezione di Solana in una fase tanto
delicata una provocazione.

* * *

Privatizzazione Enel, nel Dpef saranno contenute le prime indicazioni per


una cessione del 10-15% dellazienda
elettrica. Lo dice Pier Luigi Bersani.

* * *

Alletto sar sentita dal pm di Perugia


che indaga sulla videoregistrazione
presentata al processo per lomicidio di
Marta Russo in cui Carlo Lasperanza e
Italo Ormanni la interrogavano come
teste. I due magistrati sono sotto inchiesta in seguito a un esposto della Camera penale di Roma.

* * *

Il governo vender la quota Telecom


(il 3,4% del capitale ancora in suo possesso) al pi presto e al miglior offerente attraverso unasta pubblica. Lo fa
sapere il ministro delle Comunicazioni
Salvatore Cardinale.

* * *

Sequestrati in Piemonte 11 quintali di


carni belghe. Il settore assistenza veterinaria parla di misura precauzionale.

* * *

Andreotti non conosceva i Salvo. Lo


sostiene la difesa del senatore a vita
durante il processo palermitano.

* * *

Fiat prevede di vendere due milioni e


mezzo di auto nel mondo entro la fine
del 99, di cui un 40% in Italia. Lo rende
noto lamministratore delegato Roberto Testore in unaudizione al Senato.

* * *

Br, Vigna ipotizza una superprocura


nella quale dovrebbero operare le
strutture antimafia.

* * *

Borsa di Milano. Indice Mibtel in ribasso: 24.147 (-0,25%). Leuro stato


scambiato a 1,0382 dollari.

* * *

* * *

Kofi Annan oggi incontra il Papa. Il


colloquio stato chiesto da Giovanni
Paolo II per avere aggiornamenti sugli
sviluppi diplomatici della guerra e per
sottolineare il contributo dato dalla comunit internazionale allOnu.

* * *

Ocalan, il Pkk daccordo con la pace.


Espressa la volont del Partito dei lavoratori del Kurdistan di trasferire il
conflitto con lo Stato turco dal piano
militare a quello politico.

* * *

LUe blocca lesportazione di polli e


uova belgi dopo le analisi che hanno rivelato la presenza di diossina nelle carni.

* * *

Bce, crescita del pil sopra il 2%. La


previsione per il 2000 dei paesi europei
ottimistica.

* * *

Nigeria, oltre 200 morti in lotte tribali.


E questo il bilancio degli scontri armati tra le trib Ijaw e Itsekiri.

* * *

Il governo cinese denunciato da mille


attivisti per la difesa dei diritti umani
per le responsabilit della repressione
di Tien An Men. La risposta stata larresto di 7 persone.

* * *

Usa, aereo fuori pista provoca 9 morti


e 80 feriti durante latterraggio a Little
Rock.

* * *

Inghilterra, 22 dispersi in una regata


velica a causa di una tempesta che ha
rovesciato 77 imbarcazioni.

Euro
Nei due appuntamenti a Colonia (il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo il
3-4 giugno e il G8 del 18-20 giugno) riaffiorer
un tema che sembrava dimenticato: Eurolandia sta diventando una fortezza Europa?
Unanalisi di Patrick Messerlin dellInstitut
dtudes politiques di Parigi sottolinea che
nellUe il protezionismo commerciale aumenta. Nel settore agricolo ci sono dazi e prelievi proibitivi e ci sono barriere dirette e indirette non solo ai servizi (dalle Telecom alle
banche, dalle compagnie aeree alle assicurazioni), ma anche nel comparto dei manufatti
(nonostante dazi medi piuttosto bassi) operano una struttura tariffaria e contingentale
che protegge i settori meno competitivi. Secondo lo studio, il costo del protezionismo
pari al 7 per cento del pil dellUe. Tutela loccupazione, obiettivo certamente condivisibile in unarea in cui coloro che cercano lavoro
senza trovarlo sfiorano i 18 milioni? Lanalisi
conclude che fortezza Europea si autoinfligge ulteriori guai occupazionali: nei 22 settori pi protetti, il costo per posto di lavoro
sovvenzionato sfiora il mezzo miliardo di lire
lanno, abbastanza per dotare di un piccolo
vitalizio ciascun potenziale disoccupato. Messerlin avverte che i suoi calcoli econometrici
sono stime per difetto e che se si tiene conto
delle distorsioni sul resto del sistema il costo
molto pi alto.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 19,45

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

I SEGRETI UN POTURPI
DEL CADILLAC-COMMUNISM
ARNOLD BEICHMANN, grande
vecchio dellanticomunismo, spiega
perch falce & martello sono ancora
seducenti
(pagina due)

CASO RUSSO, incontro in Piazza

Navona con lamico del killer. Salvatore Ferraro il giorno dopo la sentenza
(pagina tre)
NEL FELTRINO, rubrica quotidiana di Vittorio Feltri, un
parroco, Baggio e un piccolo tifoso (pagina quattro)

Lambertow e Mr Pesc

Limportanza di chiamarsi
Solana (e di essere atlantico)
Forse oggi la nomina al vertice europeo,
con qualche malumore italiano
Il giorno prima del Consiglio europeo di Colonia, che inizia oggi, fioccano le conferme
che laccordo fatto per assegnare la carica
di Mr. Pesc a Javier Solana, attuale segretario generale (in uscita) della Nato. Dopo il
lungo tira e molla sul Cencelli europeo, la
svolta sarebbe maturata sabato scorso al verFARNESINA

tice franco-tedesco di Tolosa fra Jacques Chirac, Lionel Jospin e Gerhard Schroeder. Dalla Farnesina filtrano voci di moderato plauso: sarebbe una scelta di mediazione, si spiega, e soprattutto sarebbe stata cos evitata la
nomina di un britannico, Chris Patten con tutta probabilit, giudicata troppo atlantica. Non
che Solana sia in realt da meno: il socialista
(ed ex pacifista) spagnolo ha ricevuto il suo
battesimo del fuoco guidando la Nato nella
guerra contro la Jugoslavia e dimostrandosi
meno ondivago di molti suoi interlocutori europei; ma lamico di Felipe Gonzlez sarebbe
comunque una garanzia per i governi socialisti che guidano lEuropa. Che la scelta di Solana sia comunque una sconfitta per i settori
pi critici del rapporto euro-atlantico appare
evidente in Italia, dove partito il fuoco di
sbarramento (con un certo buffo ritardo, in
verit) di Verdi, bertinottiani e di vari diessini. Per tutti, Solana sarebbe assolutamente
inopportuno. Addirittura, un esponente del
governo come il sottosegretario alla Difesa
Paolo Guerrini s lasciato andare a un sarcastico tanto varrebbe affidarsi direttamente alla Albright. Sarebbe infine tramontata
la candidatura di Rudolf Scharping alla Nato. Con ogni probabilit, vi dovrebbe andare
Volker Ruehe, ex ministro della Difesa tedesco ai tempi di Helmut Kohl. Una concessione allopposizione in Germania, dovuta anche
al fatto che essa non sar rappresentata nella squadra della Commissione europea.
Solana a parte, il vertice di Colonia potrebbe trasformarsi in unaltra stazione di Calvario per il titolare della Farnesina, che gi
marted a Washington ha dovuto subire una
lavata di capo da Madeleine Albright. La tenuta della linea diplomatica di Lamberto Dini sembra ormai legata alle speranze di successo della mediazione russo-europea con Milosevic. Ma se il traballante tavolo delle trattative saltasse, secondo alcuni osservatori potrebbe arrivare la fine della pista anche per
Dini, strenuo difensore del dialogo con Belgrado. Cos, in attesa dei risultati elettorali
del 13 giugno, si moltiplicano i malcelati appetiti di chi pronto a rivendicare la guida
della diplomazia italiana. Due per ora sono i
nomi che circolano con maggiore insistenza. I
popolari, scontentati su tutti i fronti, desiderano rifarsi candidando Beniamino Andreatta, uomo che risponde a tre esigenze: ha esperienza internazionale e di sicurezza europea,
amico di Romano Prodi ed soprattutto un
antiserbo, come ha gi dimostrato nel 1993.
Ma dalle Botteghe Oscure fanno capire di gradire un maggiore presidio alla Farnesina. In
questo caso il nome sarebbe quello di Piero
Fassino, buono sia per i settori atlantici sia
per gli albanesi. Una rentre cui il diretto interessato mira da tempo. E non sono stati pochi, negli ultimi sei mesi, gli sconfinamenti di
competenze del ministro del Commercio estero ai danni di Lambertow.
Dolori anche sul fronte turco. Negli ultimi
giorni Dini e Veltroni e si sono prodigati per
cercare di far ottenere a Ocalan un processo
giusto, minacciando anche ulteriori ostracismi europei nei confronti di Ankara. Ma lintransigenza turca sembra irremovibile, e un
nuovo raffreddamento dei rapporti tra Roma
e Ankara finirebbe col rovinare del tutto quel
clima positivo italo-turco cui Dini aveva dedicato negli anni scorsi tante energie.

GIOVED 3 GIUGNO 1999 - L.1500

Americana
Quei cani che in Vietnam
morivano da soldati e le parodie
via cyberspazio dei politici
RITORNANO GLI INCUBI DEI VETERANI
mentre si celebra linizio dellestate
Gli Stati Uniti hanno celebrato luned linizio dellestate con il lungo ponte dedicato
al Memorial day dei veterani di guerra. Ci
sono state parate in tutte le cittadine, bandiere a stelle e strisce, barbecue nostalgici,
con unaria anni Cinquanta, da America tutta famiglia ed erba da tagliare, mentre nelle Main Street della classe media gli ex
combattenti del Vietnam, per un giorno, sono tornati a parlare della giungla e degli incubi, e la tv ha mostrato fiori e lacrime davanti al monumento dei caduti di Washington. E proprio trentanni dopo il Vietnam, il
veterano Paul Morgan tornato ad addestrare un pastore tedesco. In un bosco, Sabre, un maschio con gli occhi buoni e la
camminata dinoccolata dei cani lupo ancora giovani, lo affianca con le orecchie tese a
percepire anche il minimo rumore, una folata di vento, i passi dellimmaginario nemico che oggi non c. Con un veloce gesto
della mano Morgan lo fa accucciare e sorride: Splendido animale, davvero splendido. Morgan aveva combattuto nel 1965 e
nel 1970; ed entrambe le volte aveva addestrato i pastori tedeschi alla guerra. Era stata una cagna di nome Suzie, allora, a salvargli la vita dagli agguati dei Vietcong, sentendoli scivolare nella giungla, avvistando il
filo spinato collegato alle mine, avvertendolo del pericolo anche di notte, quando
Morgan si addormentava con Suzie legata al
suo polso con la corda del suo paracadute.
Era una femmina eccezionale, abbassa gli
occhi il veterano. Cos eccezionale che una
notte laveva portata in un albergo di Saigon, per farle il bagno: Sapete, puzzava in
modo orrendo, sorride ma si fa subito serio, ripreso dai ricordi. In Vietnam gli americani avevano utilizzato 4.000 cani lupo, e
prima di partire li avevano abbattuti. Eutanasia la chiamarono, ma fu un atto atroce: il
Pentagono temeva che i cani portassero con
s delle malattie contagiose e non voleva
che mettessero piede in territorio nazionale. Avremmo potuto metterli in quarantena, spiega Morgan, E invece li abbiamo
dovuti uccidere. Adesso un documentario
Cani da guerra, gli eroi dimenticati dellAmerica, presentato sul canale Discovery ha
suscitato moltissima emozione. Una colletta organizzata dai negozi per animali ha
raccolto quasi un miliardo e mezzo per costruire un memoriale al cimitero Riverside,
in California, in onore di cani che, a detta di
Morgan, sapevano fare i soldati con coraggio da vendere.
INTERNET IMPAZZA FRA I CANDIDATI
gi in corsa per la Casa Bianca
C sentore di campagna elettorale un po
dovunque. Lo Stato di New York si prepara
allannuncio di Hillary Rodham Clinton di
volersi candidare al Senato, sfidando Rudolph Giuliani in quella che rischia di diventare la campagna elettorale pi cattiva,
pirotecnica, costosa della storia della Grande Mela. Ma la corsa alla Casa Bianca (inizio gennaio del Duemila) si svolger stavolta anche nel cyberspazio, dove tutti i candidati organizzano immense pagine elettroniche per presentarsi agli elettori in Internet.
E i pirati on line gi ne approfittano. Prima
celebre vittima George Bush, governatore
del Texas, figlio dellultimo repubblicano
alla Casa Bianca e candidato di punta del
partito di Ronald Reagan e Richard Nixon.
Qualcuno ha aperto una web page intitolandola www.gwbush.com: grandi bandiere
americane, simboli patriottici e la frase preferita dal texano: Far una campagna elettorale con compassione. Ma poi, a guardare bene, il contenuto non altro che una
crudele parodia di Bush (Da giovane mi facevo di cocaina, che male c?), ideata da
un certo Zack Exley, del Massachusetts che
si divertito a canzonare un governatore
che invece si pu trovare, nello splendore
della sua piattaforma politica, al seguente
indirizzo: www.georgewbush.com. Ma in
America bastano 140.000 lire per acquistare
un sito web ancora inesplorato, e nei prossimi mesi la politica attaccher, ferocemente, titoli, cartoon e programmi , anche su Internet, che finir con lassomigliare a un vero e proprio ring.
UN FILM SUI TURGORI ADOLESCENZIALI
destinato a far molto discutere
Si chiama American pie e potrebbe diventare il film pi caldo di questestate.
Esce sugli schermi il 9 luglio, ma gi se ne
parla come della grande rivelazione di una
stagione soggiogata dalle Guerre stellari di
George Lucas. Il film narra la storia di un
gruppo di liceali e delle loro prime esperienze sessuali e il linguaggio, diretto e realistico, non nasconde nulla. Come lente dingrandimento sui teenager di un paesino del
Midwest, il film scioccante. Registi sono
due figli darte, i fratelli Paul e Chris Weitz.
Nipoti del leggendario agente Paul Kohner,
che, a suo tempo, aveva lanciato, fra gli altri, cineasti come John Huston, Billy Wilder
e persino Ingmar Bergman e figli dello stilista, molto alla moda, John Weitz. La pellicola costata pochissimo. Senza un nome
famoso nel cast, viene distribuita dalla Universal, che ne ha gi venduto i diritti in molti paesi. Tra qualche settimana, statene certi, tutti i giornali americani ne parleranno
come dellevento e dello spaccato sociologico pi intrigante per capire il travaglio generazionale del momento.

Tutto in una notte

Il giallo di una trattativa


chiusa, rotta, ripresa
e ora nelle mani di Slobo
Ahtisaari e Cernomyrdin a Belgrado. Lo
scoglio della sospensione dei raid e le
durezze americane con i partner Nato

La Albright strapazza Dini


New York. Pareva che non ci andasse pi
nessuno, poi, dopo una notte di discussioni,
qualche volta divenute alterchi, partito il
presidente finlandese Martti Ahtisaari in ritardo e da solo, facendo capire di nutrire poche speranze; infine lirritato inviato russo,
Viktor Cernomyrdin, ha preso laereo delle
tre del pomeriggio, avendo allimprovviso
cambiato idea e deciso di tornare in ballo, dopo un colloquio con lamericano Strobe Talbott e una lunga telefonata da Mosca. Ieri sera, finalmente, erano tutti a Belgrado, a colloquio con Milosevic, e le Cancellerie europee tornavano a parlare di speranze di pace
imminente. Di pi, il portavoce della Nato
spiegava che dai russi Slobo avrebbe ricevuto una brutta sorpresa, segnalando cos un
improvviso cambiamento nellatteggiamento
del Cremlino, irrigiditosi negli ultimi tempi
nella difesa a oltranza della causa jugoslava
e nel richiedere la sospensione dei bombardamenti prima di qualunque accordo, e certamente prima di un voto al Consiglio di Sicurezza dellOnu.
Che cosa era accaduto di cos grave prima,
e che cosa ha convinto poi i russi a tornare in gioco, ma non
pi solo alle proprie
condizioni? Le risposte ufficiose dal Dipartimento di Stato
liquidano sprezzantemente lammorbidimento con una battuta un po facile: mancava uno zero allassegno per Mosca. Ma
la ricostruzione del
giallo un po pi seMARTTI AHTISAARI
ria. Tutto accaduto
quando il ministro
degli Esteri serbo, Igor Jovanovic, ha trasmesso al collega tedesco Joschka Fischer
una lettera che in realt era di Milosevic per
Gerhard Schroeder, forse dal cancelliere sollecitata, superando limbarazzo di comunicare con il neo-incriminato, per capire qualcosa di pi della molto propagandata accettazione dei principi dellaccordo del G8. Milosevic scriveva di voler prima la sospensione
dei bombardamenti, poi un ritiro parziale
delle sue truppe fino a far rimanere in Kosovo gli stessi soldati che erano di stanza prima
dellinizio del conflitto; infine, ancora una volta, che nella forza di pace non doveva comparire la Nato, ma solo le truppe delle Nazioni
Unite. A questo punto lo scontro era divenuto inevitabile, con Ahtisaari, vecchia tempra
di negoziatore e uomo tutto dun pezzo, che diceva a Cernomyrdin che non gli piace essere
preso in giro, Cernomyrdin che si arrabbiava
con gli americani imperialisti e amici dei terroristi kosovari e Strobe Talbott che augurava un gelido buona fortuna ai colleghi.
Dallaltra parte delloceano, Madeleine Albright stava nel frattempo strapazzando Lamberto Dini, secondo il Dipartimento di Stato
tanto duramente che alla conferenza stampa
ancora le tremava la voce dalla rabbia. Per
aveva ottenuto di far dire al ministro degli
Esteri italiano che non ci sar alcuna sospensione dei bombardamenti se non dopo
una settimana di vistoso e verificabile ritiro
delle truppe serbe dal Kosovo. Entrando al
colloquio, Dini aveva detto altre cose ai giornalisti che lo aspettavano: soprattutto aveva
parlato della necessit di gesti di buona volont da parte della Nato. Secondo fonti della Casa Bianca, anche ieri a Cernomyrdin
stato riservato un trattamento non tenero, nel
ricordare lesigenza drammatica per la Russia dellaiuto statunitense.
Clinton d il via libera alle truppe Usa
Alle due del pomeriggio, il presidente era
pronto ad annunciare linvio delle truppe di
pace, o meglio la componente americana, settemila uomini con armamenti un po troppo
pesanti per un mero intervento ad accordo
firmato e in ambiente non ostile; ma certamente non sufficienti ad alcun tipo di invasione. Sufficienti per a ribadire che le condizioni della Nato non si toccano, e che a protezione del rientro dei rifugiati non bastano
le truppe dellOnu. Ma c di pi: oggi Bill
Clinton ha convocato il Consiglio di guerra
per esaminare con la massima urgenza tutte
le opzioni. Invasione compresa.
Senza voler dire che a Washington si parli
un linguaggio completamente diverso da
quello che si parla in Europa, chiaro che
ancora una volta gli americani intendono
usare la massima pressione, una pressione di
guerra, per piegare Milosevic; e che in questo
si trovano sempre nella condizione di dover
incalzare gli europei e qualche volta raddrizzarne alcune leggerezze dettate dal desiderio
di vedere un accordo firmato al pi presto,
magari prima delle elezioni europee del 13
giugno, solo dieci giorni da oggi. Tra le forme
di pressione c stata la notte scorsa anche
unoperazione apparentemente non riuscita
di copertura con le bombe a una incursione
massiccia dellEsercito di liberazione del Kosovo dallAlbania. E il primo tentativo, altri
ne seguiranno: in questi mesi i guerriglieri
hanno ricevuto assistenza e addestramento.

ANNO IV NUMERO 129 - PAG 2

IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 3 GIUGNO 1999

U N G R A N D E V E C C H I O D E L L A N T I C O M U N I S M O

Pignolerie

Un generoso Biagi regala un


titolo mondiale alla Ferrari
Benvenuti e Mazzinghi si incontrarono
due volte, vinse sempre Nino
Parlando di Enzo Ferrari, nella sua rubrica Diciamoci tutto su Sette di gioved
27 maggio, il maestro Enzo Biagi, fra laltro
scrive: Voleva essere Ferrari e cera riuscito. In America scrivevano che era litaliano pi famoso dopo Colombo. Gi allora contava nove titoli mondiali. Purtroppo per Biagi, la Ferrari, intesa come squadra, non ha vinto fino a oggi a distanza di
ben undici anni dalla morte del suo fondatore che otto titoli mondiali costruttori, che sono, secondo tutti gli annuari
del settore, gli unici da prendere in considerazione quando si parla di vittorie con
riferimento a una Casa costruttrice piuttosto che a unaltra.
Sempre su Sette, sollecitato da Maria
Rosa Mancuso nella rubrica Terzo grado, Lorenzo Mattotti, alla domanda: Un
libro da portare sullo schermo? risponde:
Scelgo un fumetto: Alack Sinner. Come
regista John Huston oppure Martin Scorsese. Tutto bene tranne per il fatto (di poco conto, evidentemente) che il grandissimo Huston morto il 28 agosto 1987.
Non pi su Sette, ma sul Foglio, in questa stessa pagina, in questa stessa colonna,
mercoled 26 maggio, nella rubrica Gossip, Antonello Capurso riportava le parole dellonorevole comunista Marco Rizzo,
il quale, a proposito dei due grandi pugili
italiani Sandro Mazzinghi e Nino Benvenuti, diceva: Tra i due, che si incontrarono pi volte, anche per il titolo mondiale,
sono sempre stato con Mazzinghi. Ora,
per la storia, tra i professionisti, gli incontri tra Nino Benvenuti e Sandro Mazzinghi
furono in totale due e si conclusero entrambi con la vittoria del primo. In ambedue le occasioni si combatteva per il titolo
mondiale dei pesi medi juniors che Sandro Mazzinghi deteneva al momento della
prima sconfitta (per KO al sesto round il 18
giugno 1965 allo stadio di San Siro a Milano), titolo che non riusc a riconquistare
nel secondo match, il successivo 17 dicembre, questa volta a Roma (vittoria di Nino
Benvenuti ai punti).
Morandini scivola su Luomo ombra
Ancora ce ne scusiamo ma la passione per il cinema e la letteratura a guidarci nonch lapprezzamento per lautore
Morando Morandini la cui opera vorremmo assolutamente esente da qualsiasi errore una segnalazione a proposito del peraltro ottimo Il Morandini, dizionario dei
film 1999. In merito a Luomo ombra
(The Thin Man, 1934) e alla successiva
scheda dedicata alla fortunata serie cinematografica che da quella prima pellicola
prese il la, leggiamo: Felicemente sposato con la ricca Nora (Myrna Loy), Nick
Charles (D. che sta, come sanno i cinefili, per Dick Powell) e, poi, Dashiell
Hammett pubblic The Thin Man nel
1932. Ora, linterprete maschile del film
era William Powell e non Dick Powell (autore decisamente minore) mentre il romanzo al quale si ispirarono gli sceneggiatori fu pubblicato nel 1934 e non nel
1932. Chiediamo di provvedere, per favore, nelle sicuramente previste riedizioni
del Dizionario.
Mauro della Porta Raffo

PICCOLA POSTA
d3i Adriano Sofri

Caro Vauro, tengo in serissimo conto le tue vignette, e


anche di tuoi colleghi. Se perdessi voi, chi mi resterebbe? Vincino
per esempio, che tanti anni fa mi porgeva un disegnino con una mano allungando laltra per prendere i soldi niente soldi, niente disegno ora me ne fa
uno e mezzo al giorno, e gratis. Gran lusso. Nellultima tua figuravo come favorevole allintervento di terra, e per punizione passavo da una galera ad una
caserma. Io sono favorevole allintervento di terra. Sono costernato dal modo guerresco, devastante e vile in cui
stato sempre pi condotto questo intervento, guastandone la motivazione di
soccorso, costringendo chi auspica un
diritto e una polizia internazionale ad
abbandonare al suo destino di stupro
strage e deportazione una nazione o ad
appoggiare uccisioni di innocenti e distruzioni cieche. Io ero favorevole, e lo
dissi, a un intervento di terra, il primo
giorno, quando si trattava di proteggere
quella gente nella sua terra e nelle sue
case, e di farlo coi metodi di una vasta
presenza civile ufficiale e volontaria, e
di una vasta interposizione militare,
la cui potenza tecnologica avrebbe dovuto essere la riserva ultima, non la
scelta esclusiva. Naturalmente non so
n se fosse possibile, n quanto sarebbe
costato: so quanto costata la scelta dei
bombardamenti da lontano e della devastazione. Quanto costata agli albanesi kosovari, quanto alla gente jugoslava serba, e quanto allaspirazione ad
una legalit sovrastatuale e alla decisione di farla rispettare. Oltretutto, se si
dichiara il fine primario di salvare vite
e dignit di minacciati, non si pu perseguirlo alla condizione primaria di non
mettere a rischio vite proprie. Questo
pu avvenire in una parodia di guerra
aerea, non in unazione di polizia internazionale. Rifiutarsi ad un intervento
dal cielo e ad un intervento di terra vuol
dire, perch il terzo non dato quando
i mezzi del dialogo e della diplomazia
siano elusi ed esauriti, rifiutarsi allidea
stessa di un intervento: dunque rassegnarsi allomissione di soccorso. La quale resta per me la cosa peggiore. Appena peggiore di un soccorso deformato
nella scelta di una guerra dallalto in
basso. Affettuosi saluti.

Beichmann ci spiega i segreti un po turpi del Cadillac-communism


Roma. Ha nei modi unirruenza tutta giovanile il vecchio Arnold Beichmann. Classe
1913, alle spalle una vita di ricerche sulla diplomazia americana che continua ancora oggi presso la Hoover Institution di Stanford, la
sua bibliografia comprende The Anti-american Myth, best seller sullanti-anticomunismo, pubblicato per la prima volta da Library
Press nel 1972, e ristampato ventanni dopo
da Transaction Press. Con quel libro ho fatto un sacco di soldi, confessa sorridendo fra
i saloni dellAuditorium della Tecnica, dove
segue lIstruttoria per un processo al comunismo. La prima edizione sintitolava Nine
lies about America (Nove bugie sullAmerica), inutile dirle quali erano: paese fascista,
nato da una rivoluzione violenta, responsabile di genocidio e chi pi ne ha pi ne metta.
Ogni volta che una biblioteca lo comprava,
spariva dagli scaffali, trafugato dai lettori dissenzienti. Cos per anni continuavano a ordinarne nuove copie. Nel 92 Irving Horowitz
mha chiesto di ristamparlo con una nuova introduzione, in cui parlo di anti-anticomunismo. Ma in America, obietto, non ci sono
molti comunisti. No, non ce ne sono quasi
per niente. Ma un conto essere comunisti, il
che non una bella cosa, un conto essere
simpatizzanti dei comunisti, il che invece
una bellissima cosa , perch permette di passare per spiriti emancipati, liberi pensatori
mossi da nobili ideali, anzich per gingilli

dellOccidente. Il comunismo, malgrado il


crollo dellUrss, continua a essere intellettualmente seducente. Inoltre, lanticomunismo in America non chic. Anzi direi che
socialmente screditato, perch considerato
un modo di pensare da mezze calzette, da
gente modesta che non pu dare status.
E davvero cos diffuso lanti-anticomunismo? Pi di quanto simmagini. E non da oggi. Nel dopoguerra ci fu un diplomatico, Joseph E. Davies, nominato nel 1937 ambasciatore a Mosca da Roosevelt, il quale dichiar
nel 1946 sul New York Times: I precedenti alleati dellUrss non rivelano il segreto della
bomba atomica, perci lUrss ha diritto morale di impegnarsi in azioni di spionaggio militare. E un esempio di trahison des clercs
allamericana, che giustificava una spia come
Rosenberg. Lanti-anticomunismo daltronde
non solo un fatto di lite, ma interessa anche i mass media. Non so se qui da voi sia arrivata la serie televisiva della Cnn sulla Guerra fredda. Bene, lidea semplice: i russi sono cattivi, ma anche noi americani lo siamo.
Perci tra noi e loro non ci sono molte differenze. Siamo due giganteschi teppisti che lottano luno contro laltro, col rischio di distruggere lumanit per una guerra nucleare.
Loro hanno Stalin, noi abbiamo il senatore
Mac Carthy. Loro hanno il Gulag, ma noi spariamo sugli studenti di Kent State. Mostriamo
listeria maccartista in America, che se si ec-

cettua il caso Rosenberg non cost vite umane, e poi le scene del Gulag, masse di prigionieri costretti ai lavori forzati. Cos stabiliamo unequivalenza.
Forse una semplificazione televisiva?
No, guardi un atteggiamento comune anche nel mondo accademico. Lo storico della
Repubblica di Weimar, Walter Laqueur, sostiene che ci sono pi marxisti nelle universit americane che in tutta lEuropa. Pu anche essere una battuta di spirito, visto che
nessuno di loro ha letto Marx. Ma sono simpatizzanti ai quali basta dirsi marxisti per
non doverlo leggere, perch considerano bello avere opinioni di sinistra, mentre lAmerica un paese capitalista, avido, insensibile,
che distrugge la natura e non rispetta lambiente. Non c in questatteggiamento anche un disagio per luniversalismo occidentale? In effetti c una componente razziale.
Susan Sontag, trentanni fa, scrisse un lungo
articolo per la Partisan Review, che sintitolava The White Race is the Cancer of Human
History (La razza bianca il cancro della storia umana). Si rende conto? A tutto c un limite. Se tu dici la razza nera la pi stupida
nella storia, vieni linciato. Ma di quella bianca puoi dire qualsiasi cosa, pubblicarla in
una rivista importante, e nessuno dice niente. Quanto allanti-antiamericanismo, c un
professore emerito, che io chiamo demerito,
Theodore von Laue della Clark University di

Worcester in Massachusetts, che ha appena


pubblicato unapologia di Stalin, condottiero
del popolo russo, sostenendo che ebbe ragionevoli sospetti sui suoi amici. Si rende
conto? Ragionevoli sospetti. Ed un distinto
accademico americano.
Quindi secondo lei questatteggiamento influenza anche il modo di scrivere la storia?
Certo. In America, esistono storici di professione che fanno come se Ronald Reagan non
fosse mai esistito. Pubblicano antologie sulla
fine del comunismo senza nemmeno includere i discorsi di Reagan. Reagan ha dato un
enorme contributo al crollo dellUrss. E stato il primo a cogliere la reversibilit storica
della vittoria del comunismo, ma i liberal
americani non laccettano. Continuano a incensare Henry Kissinger, autore di uno dei
documenti pi indegni che un americano potesse scrivere. Alludo al famoso memorandum al presidente Gerald Ford, del 1974, in
cui spiegava perch Aleksandr Solgenitzin
non doveva essere ricevuto alla Casa Bianca:
i russi non avrebbero capito. Tuttavia, aggiungeva Kissinger, si sarebbe potuto organizzare un party per tutti, e non solo per lui.
Solo tre membri del governo ebbero il coraggio di sfidare il Segretario di Stato: lambasciatore allOnu Patrick Moynihan, il ministro
del Lavoro John Dunlop, e il ministro della
Difesa James Schlesinger, che Kissinger non
avrebbe mai osato toccare.

V I S I T A N D O L I M P E R I A L W A R M U S E U M

Orwell docet: C un modo veloce per terminare una guerra, perderla


La guerra parte della creazione di Dio sosteneva Helmuth von Moltke, il comandante in capo architetto dello
strumento militare con cui Otto von Bismarck con letale
ispirazione applic ladagio
di von Clausewitz che la guerra la continuazione della politica con altri mezzi. Si dice
che von Moltke abbia sorriso
solo due volte nella sua discipli-

LETTERA DA LONDRA
nata esistenza prussiana. Una volta quando
gli avevano detto che una certa fortezza era
inespugnabile e la seconda sentendo che
sua suocera era morta. Il 1871 vide larrivo
sulla ribalta, con loccupazione di quella
che una volta era la zona cuscinetto tra i
Borboni e gli Asburgo, del pi popoloso e
industrializzato Stato dellEuropa continentale con una forza militare corrispondente.
Per quella patria che la regina Vittoria aveva chiamato La mia cara piccola Germania suo nipote il Kaiser Guglielmo reclamava un posto al sole. A chi diceva che
sullimpero britannico non tramontava mai
il sole rispondeva: Perch Dio non si fida
dei britannici al buio.

Dopo la prima delle tante baruffe (1914-18)


i britannici aprirono lImperial War Museum
che sorge in quel che era il Bedlam (da Bethlehem) Hospital, il principale manicomio di
Londra, dove nel 700 accorrevano i visitatori
per vedere i pazzi che si agitavano nelle celle. Bedlam era la destinazione finale e la degradazione de Il progresso del Malvagio di
Hogarth successivamente ritratto in unopera
di Stravinskij. Il visitatore potr concordare
con il Duca di Wellington che nulla eccetto
una battaglia persa melanconico la met di
una battaglia vinta ma il museo resta equilibrato circa la piet e la gloria della guerra e
illustra interattivamente un passato che i britannici non ritengono vada particolarmente
negato o mascherato. LOttava Armata era del
Commonwealth come lo era met della Quinta Armata americana di Mark Clark, tutti sotto il supremo comando del Feldmaresciallo
Lord Alexander e combatterono attraverso
lItalia nella stessa tradizione e spirito con
cui altri 50 mila uomini (e donne) stanno ora
partendo per raggiungere i 12 mila soldati
britannici gi nei Balcani.
Tra parentesi, due reggimenti della IV Divisione dellEsercito indiano, che combatt
dallEritrea (contro gli Alpini del Duca dAosta) alle Alpi, si stanno ora confrontando in
Kashmir ed entrambi si chiamano ancora
IV Divisione, rispettivamente degli eserci-

ti indiano e pakistano. Avranno mantenuto le


loro tradizioni, ma i tedeschi per causa di
forza maggiore sono diventati diffidenti riguardo le proprie tradizioni militari e gli
onori di battaglia, e perci non mi sono stupito, durante una recente visita a quello che
senza equivoci viene chiamato Museo imperiale della Guerra di trovare che un terzo dei
visitatori parlavano tedesco: il museo contiene tante memorabilia e armamenti militari tedeschi quante del Commonwealth. Ha
anche una biblioteca con 170 mila volumi e
un vasto archivio di documenti e film tedeschi e italiani.
Si entra nel museo, com giusto per un
paese che si sempre basato sulla forza marittima, passando sotto i cilindri di due enormi cannoni da corazzata di 14 pollici di calibro che hanno tirato nello Jutland e a Spartiacqua. Nellalto atrio principale raggruppato un secolo di hardware militare. Ci sono
carri armati britannici della I Guerra mondiale, i contemporanei bus rossi di Londra e
il cannone britannico da 18 libbre che spar
100 milioni di proiettili. Ci sono pure carri armati tedeschi e britannici e un sottomarino
italiano nano (di gran successo nel 1941) della II Guerra Mondiale. Quindi, con il tipico
understatement che tanto piace agli inglesi,
un razzo V2 capace di distruggere intere strade accanto a Tamzine, un dinghy di 4,4 metri,

la pi piccola imbarcazione che attravers la


Manica durante levacuazione di Dunkerque
nel 1940. Il missile punta verso due aeroplani
delle due guerre mondiali appesi al soffitto.
Su tutti gli oggetti in mostra si ottengono
informazioni su uno schermo pigiando un
bottone. C anche una pista i cui indizi portano alla Galleria della guerra segreta dove
uno pu tentare di infrangere i codici, lavorare come agente segreto e imparare tutto sul
MI5 a caccia di spie e sui servizi segreti esterni del MI6 la cui esistenza era addirittura negata fino al 1989. Al piano di sotto si troveranno documentate tutte le campagne delle
Guerre mondiali (inclusi i due eserciti britannici dellEstremo Oriente) e la liberazione
dei campi di concentramento. Qui si pu pure assaporare lesperienza trincea con tutti i suoi odori e rumori e lesperienza blitz
(seduti in un rifugio traballante, si vedono
emergere scene di devastazione e di fumo).
Dai Blitz ai Beatles ci trasporta attraverso
interni e musica pop verso il mondo della Corea, Suez, Cipro, Kenya, Indonesia, Aden, le
Falkland, il Golfo e i Balcani. Al secondo piano ci sono altre rappresentazioni della guerra con una bella collezione di dipinti e disegni eseguiti da famosi artisti britannici (tipo
Henry Moore) del XX secolo reclutati come
artisti di guerra ufficiali. E bello ricordare
che uno dei reggimenti delle SAS formato
dagli Artisti fucilieri.
Coloro che nutrono una inappagata sete di
gloria possono rischiare lHybris visitando le
filiali del museo: il HMS Belfast, lincrociatore ormeggiato al Tower Bridge, il bunker
segreto di Churchill sotto Downing Street
con la stanza cammuffata da gabinetto da cui
il primo ministro telefonava al presidente
Roosevelt e la pi grande collezione del
mondo di attrezzature militari e velivoli (che
ancora volano) a Duxford, la stazione aerea
della Battaglia dInghilterra vicino a Cambridge.
Per Montgomery, che Churchill considerava imbattibile nella sconfitta, insopportabile nella vittoria, la guerra un gioco duro,
ma secondo me la politica peggio. Ho passato gran parte della mia vita combattendo
contro i tedeschi e contro i politici. E molto
pi facile combattere contro i tedeschi. Romanticamente Churchill cos riassumeva latteggiamento britannico nei confronti della
guerra: In guerra: risolutezza. In sconfitta:
diffidenza. In vittoria: magnanimit. In pace:
buona volont. Il sempre realista George
Orwell nel 1946 ci ricord che il modo pi
veloce di terminare una guerra di perderla. Le parole Per non dimenticare sul Cenotafio sono una spada a doppio taglio.
Richard Newbury

IL RIEMPITIVO
di Pietrangelo Buttafuoco

Listruttoria
per il processo
storico al comunismo
mondiale ha visto due assenti di rilievo. Silvio Berlusconi che non
c andato per discrezione. E Massimo
DAlema, che rispetto al processo e alla
storia abbondantemente avanti, infatti impegnato a sparare contro lex compagno Slobodan Milosevic.

Arte
Tre gran sacerdoti del sogno
dellarte, del sogno delloppio
e dei mostri dellanima
PIRANESI: LA VERITA POETICA alla
Staatgalerie di Stoccarda
In una celebre pagina delle Memorie di
un mangiatore doppio Thomas de Quincey (1785-1899) racconta come un giorno,
mentre stava ammirando le tavole delle antichit romane di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), lamico poeta Samuel T. Coleridge (1772-1834) gli descrivesse unaltra serie di incisioni intitolate Sogni. Erano le
Trigioni. Mentre le antichit romane rispettavano il gusto neoclassico per le rovine, de Quincey afferma che le tavole descritte da Coleridge rappresentavano un
ambiente gotico. Senza averle mai viste de
Quincey racconta che al suolo cerano grandi macchine, ruote, catapulte, funi. Una scala si arrampicava lungo una parete per finire nel nulla. In cima cera Piranesi stesso.
Poi la scala riprendeva dal nulla per finire
nel nulla. Di nuovo sullorlo dellabisso cera Piranesi. E cos via. Come in un incubo.
Come nel sogno della febbre, aveva detto
Coleridge. Come nei sogni delloppio, pensa
de Quincey. Altri hanno voluto che le Carceri, cos insolite nella tradizione figurativa del Settecento, fossero state dettate a Piranesi dal delirio delle febbri malariche.
Altri hanno affermato che i medici curassero la malaria con loppio. Le Carceri non
presentano alcuno dei tratti dello stile gotico, ma a esse si ispir William Beckford
(1760 -1844) per il Vathek, capostipite di
tutti i romanzi neogotici. Nelle prospettive
mutevoli delle Carceri Marguerite Yourcenar (1903-87) vide il primo esempio di
quella perdita del centro che turber la coscienza del Novecento. Fino al 27 giugno.
ALFRED KUBIN: LITOGRAFIE alla Staatgalerie in Lembachhaus a Monaco di Baviera
Max Dauthendey (1867-1918), un poeta
esperto di viaggi e di sogni, scrisse nel 1909
ad Alfred Kubin (1877-1959): E un piacere
vedere, odorare e gustare come questepoca moderna si sia trasformata ai suoi occhi
in un caos. Let delle scienze esatte, della
statistica, della prigione della disciplina
scolastica e dellassenza di Dio viene mutata delle sue idee geniali in un benefico
luogo selvaggio. Loccasione la pubblicazione di Die andere Seite, laltra parte, il romanzo che pi di due guerre dopo
inaugurer la Biblioteca Adelphi, la collana che ha contribuito in modo speciale a
corrodere in Italia le ragioni ferree del realismo. Kubin, che non era scrittore, che
aveva deciso di scrivere un romanzo per ricreare limmaginazione che si era esaurita,
aveva raccontato un viaggio nel mondo incongruo del sogno con quel realismo minuzioso di cui solo il sogno capace. Aveva
raccontato di un mondo in cui il tempo e lo
spazio non rispondono pi alle aspettative
con la stessa precisione con cui aveva osservato attraverso le lenti del microscopio
microrganismi che aveva poi riprodotto in
magnifici quadri apparentemente astratti.
Racconter con minuzia ossessiva i terrori
dellimmaginazione in disegni per Il cavaliere azzurro, illustrer le visioni apocalittiche del Libro di Daniele, interpreter
in disegni carichi di angoscia i racconti pi
neri di Edgar Allan Poe (1809-1849) e produrr un grande numero di Demoni e visioni notturne. Fino al 4 luglio.
OTTO DIX: GRAFICHE alla Berlinische Galerie a Berlino
La signora con i capelli di taglio maschile e il monocolo che fuma una sigaretta a un tavolino nel film Cabaret di Bob
Fosse la scrittrice Sylvia von Harden come era stata ritratta nel 1926 da Otto Dix
(1891-1969). Di ritorno dalla guerra Dix aveva dimenticato le suggestioni cubiste e futuriste della giovent: Il colore e la forma
da soli non possono esprimere lesperienza e la commozione. Io mi sforzo di arrivare allinterpretazione del nostro tempo.
Dettato dalla partecipazione a una grande
tragedia, era il desiderio di abbandonare
le strade dellavanguardia, che erano invecchiate precocemente, che si erano
esaurite rapidamente, per cercare una
nuova forma di espressione in grado di
rappresentare Il dramma intimo della societ. Fu la creazione della Neue Sachlichkeit, della nuova oggettivit. Furono
le immagini brutali della guerra, furono i
ritratti impietosi di borghesi e intellettuali della Repubblica di Weimar. Fu la taccia
di artista degenerato, fu il divieto di lavorare, fu laccusa di avere preso parte allattentato di Monaco. Come molti artisti
tedeschi che videro nella operosit uno
strumento di critica sociale, Dix si dedic
con grande passione alla grafica, per sua
natura destinata a circolare con maggiore
facilit dei quadri. Il suo catalogo comprende circa 350 titoli tra litografie e acqueforti. Fino al 15 agosto.

IL FOGLIO quotidiano

ORGANO DELLA CONVENZIONE PER LA GIUSTIZIA


DIRETTORE RESPONSABILE: GIULIANO FERRARA
CONDIRETTORE: LODOVICO FESTA
SOCIET EDITRICE: IL FOGLIO QUOTIDIANO S.R.L.
LARGO CORSIA DEI SERVI 3 - 20122 MILANO
TEL. 02/771295.1 - FAX 02/781378
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE: GIUSEPPE SPINELLI
CONSIGLIERE DELEGATO: DENIS VERDINI
CONSIGLIERI: GIULIANO FERRARA,
SERGIO SCALPELLI, LUCA COLASANTO
DIRETTORE GENERALE: MICHELE BURACCHIO

OGGI Al nord inizialmente nuvoloso


con locali precipitazioni temporalesche
anche in pianura. Migliora nel corso
della giornata. Al centro e sulla Sardegna da poco a parzialmente nuvoloso. Al
sud e sulla Sicilia cielo velato. Temperature in aumento.
DOMANI Al nord cielo molto nuvoloso con precipitazioni sparse sui rilievi.
Al centro e sulla Sardegna irregolarmente nuvoloso con tendenza allaumento. Al sud e sulla Sicilia cielo poco
nuvoloso. Temperature in diminuzione.

REDAZIONE: BEPPE BENVENUTO, UBALDO CASOTTO,


LAURA CESARETTI, MAURIZIO CRIPPA,
MATTIA FELTRI, NICOLA PORRO, CHRISTIAN ROCCA
SEGRETERIA DI REDAZIONE: MARILENA MARCHIONNE
REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI MILANO N. 611 DEL 7/12/1995
ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE DELLA STAMPA N. 5160 DEL 29/5/96
TIPOGRAFIE: LITO SUD SRL - VIA DI TOR SAPIENZA 172 - 00155 ROMA;
TELESTAMPA NORD - VIA DELLA REPUBBLICA 93 - 20053 MUGGI (MI)
DISTRIBUZIONE SO.DI.P. SPA VIA BETTOLA 18
20092 CINISELLO BALSAMO TEL. 02.660301
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICIT: MONDADORI PUBBLICIT SPA
CONCESSIONARIA INCARICATA: PRS - PUBBLICIT STAMPA EDIZIONI
VIA ENNIO 6/A MILANO, TEL 02.57962.1 - FAX 02.55.01.49.19
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE (45%)
ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 FILIALE DI MILANO

ABBONAMENTI E ARRETRATI: STAFF SRL 02.45.70.24.15


VERSAMENTI SU CCP N.43000207 INTESTATI A: STAFF SRL/GESTIONE IL FOGLIO
UNA COPIA L. 1.500 ARRETRATI L. 3.000 + SPED. POST.
http://www.ilfoglio.it e-mail: lettere@ilfoglio.it
ISSN 1128 - 6164

ANNO IV NUMERO 129 - PAG 3

EDITORIALI
Milosevic tra resistenza e suicidio
I

l punto cosiddetto di caduta della


folle, mortuaria resistenza di Slobodan Milosevic probabilmente vicino.
Questo giornale lo mettiamo a letto
troppo presto per consentirgli, in certi
giorni cruciali, una visione aggiornata
al minuto degli avvenimenti di tarda serata. Ma quel che conta la linea di
tendenza. Laria che tira a Belgrado
quella di un ripiegamento, se non di
una resa. Non affatto detto che questo
porti in modo lineare e rapido alla fine
delle ostilit, ma i leader europei e il
nostro governo sono convinti che loccasione sia difficile da far cadere per
Milosevic. Il livello di efficacia della
campagna aerea Nato, tragicamente costosa anche in termini di vittime civili
ma inevitabile in risposta alla sfida serba alla pace, alla stabilit e ai diritti
umani, cresciuto nel tempo, sopra tutto come evidente e spettacolare segnale della piena unit della coalizione occidentale nella decisione di usare la
forza per ripristinare nei Balcani una
misura di razionalit politica, dopo la
troppo lunga stagione dei massacri e
degli spadroneggiamenti di eserciti e
milizie manovrati dal regime di Belgrado. In quella citt dovrebbero avere capito che la Nato non si divide, e che
questa volta non c un ventre molle
dellalleanza su cui contare. Oltre una
certa soglia resistere vuol dire invece
provocare una escalation senza ritorno,

e compromettere la possibilit anche


solo di una sopravvivenza ridimensionata e internazionalmente sanzionata
del regime. E labile il confine tra una
pertinace autodifesa, con sacrificio degli interessi di un paese intero, e il suicidio collettivo. Ma a quel confine la
nomenklatura jugoslava sta arrivando
dritta dritta, ed credibile lidea che la
volpe dei Balcani non sia poi cos decisa a oltrepassarlo.
Le questioni al centro della mediazione, perch un autentico negoziato tra
i belligeranti non per adesso pensabile, stanno assumendo sempre pi una
veste tecnica: la commissione che controlli il ritiro delle truppe serbe dal Kosovo, e la fatale composizione, con comando unico o bicefalo, della forza di interposizione internazionale che dovr
sanzionare il dato vero su cui pu finire
la guerra dei settanta giorni, e cio la
perdita del Kosovo per Milosevic e il
rientro dei profughi sotto protezione internazionale per molti anni a venire. Naturalmente intorno ai dettagli tecnici
di una mediazione che pu impasticciarsi e fallire, per ragioni invece schiettamente politiche, il tentativo di mettere
fine alla crisi jugoslava. Milosevic ha sette vite, e ha dimostrato di saper dissipare nellorgoglio criminale il suo tempo
storico, ma questa sua ultima incarnazione come nemico della pace e boia del
Kosovo potrebbe essere lultima.

Il federalismo tenta Giacarta


I

l 7 giugno gli indonesiani sono chiamati a quello che, con disprezzo, il loro ex presidente, il dittatore Suharto,
chiamava il festival della democrazia, cio le elezioni. Con Suharto, si
trattava in effetti di una formalit: lopposizione veniva imprigionata, le cabine elettorali controllate e i risultati manipolati. Ora la situazione differente.
Suharto si dimesso un anno fa per la
pressione della crisi finanziaria e della
rivolta popolare. Il suo debole successore, B. J. Habibie non in grado di impedire le iniziative elettorali a favore
dei candidati dei 48 partiti che si oppongono a una dittatura in sella da decenni. Tutti sono impegnati, nelle elezioni parziali del Parlamento, composto da 700 membri (ora se ne rinnovano
462) contro Habibie e a riottenere la democrazia. Megawati Sukarno-Putri, figlia di Sukarno, il vecchio leader indonesiano pre-Suharto, ha le maggiori
possibilit di ottenere la maggioranza
relativa e diventare il nuovo presidente. I destini di Timor Est, ex colonia
portoghese di religione e lingua diversa da Giacarta, possono costituire la
sua carta vincente.
La linea che ha scelto Megawati,
quella che avrebbe dovuto adottare

Slobodan Milosevic, per risolvere i problemi del Kosovo, in modo democratico, dedicando allo sviluppo economico
le risorse rivolte invece alla repressione militare. Megawati si recata a Dili,
la capitale di Timor Est, dove ha discusso con il vescovo Carlos Belo, il locale capo spirituale, e in una manifestazione elettorale ha garantito ai timoresi che se, nel referendum indetto
da Habibie per far cessare la rivolta,
voteranno per lautonomia anzich per
lindipendenza, la sua futura presidenza garantir libert di opinione e religione, e rispetter lautogoverno. I timoresi eleggono solo quattro deputati:
ma questo appello vale anche per i movimenti secessionisti di Aceh, nel nord
di Sumatra e nella parte occidentale
della Nuova Guinea. Far cessare i conflitti, con ampie garanzie democratiche, decisivo, per evitare che lIndonesia spenda nelle forze repressive ci
che dovrebbe dedicare alla ripresa
economica. E Giacarta pu cos mantenere una coesione che, diversamente,
rischia di perdere. Lapplicazione democratica di reali autonomie appare
lunica via per sbloccare il grosso potenziale di risorse che lIndonesia ha
ma non sempre riesce a mobilitare.

Non c pi il treno del sole


L

anno scorso novantamila giovani


meridionali hanno trovato lavoro
nelle aziende nel Nord e vi si sono trasferiti. Ci significa che lindisponibilit
alla mobilit territoriale, che veniva indicata dalle ricerche sociologiche come
una delle rigidit che affliggono il mercato del lavoro italiano, non ha retto oltre una certa soglia. Novantamila lavoratori, seppure costretti allemigrazione
interna, sono meglio di centomila disoccupati. Inoltre lintreccio che si determinato nel nostro paese fra le famiglie,
dopo tre generazioni di spostamenti che
hanno coinvolto quasi met della popolazione, rende pi semplice lintegrazione sociale a chi ha lasciato la regione di
origine per trovare lavoro.
La notizia, dunque, di per s non negativa. La ripresa dellemigrazione interna e lampliarsi del tasso di disoccupazione nelle regioni meridionali, segnalano per il fallimento delle politiche concertate per lo sviluppo del Sud.
Nello stesso anno in cui sono emigrati
novantamila giovani, gli investimenti al
Sud sono diminuiti dell11,5%, nonostante la serie di patti darea, incentivi

territoriali e altre misure concordate


dalle parti sociali. In altre zone dEuropa, dallIrlanda al Galles a quelle regioni della Spagna, affette da storica carenza di lavoro, la tendenza stata invertita con politiche di flessibilit che,
per le limitazioni che ponevano allintervento dei sindacati, hanno fatto definire quelle aree no union. Da noi invece la parola delle confederazioni
legge, gli imprenditori si lamentano ma
poi firmano a ripetizione patti del lavoro che non risolvono nulla e perpetuano una rigidit contrattuale che produce solo lavoro nero e disoccupazione:
e il governo non ha il coraggio di uscire
da un regime vincolistico che, pur con
gli accorgimenti adottati, rende sempre
meno conveniente investire al Sud. Senza interventi delliniziativa privata e con
la parte pi intraprendente delle nuove
generazioni che costretta ad andarsene, la sorte del Sud, assistenziale e improduttiva, pare segnata. Non perch l
non vogliono lavorare, ma perch chi
dovrebbe creare il lavoro non rinuncia
a difendere principi sindacali vuoti e
poteri pubblici controproducenti.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 3 GIUGNO 1999

Caso Russo, incontro in piazza Navona con lamico del killer


Roma. Semplicemente, dopo due anni di
detenzione aveva voglia di rivedere Roma.
Per questa ragione marted sera, poche ore
dopo la sentenza che lo condanna a 4 anni di
reclusione per il favoreggiamento di Giovanni Scattone (presunto assassino di Marta
Russo), Salvatore Ferraro passeggiava nei
dintorni di piazza Navona. Con lui cera il fratello Giorgio, cera qualcuno del collegio difensivo, vecchi amici. Non era contento, perch vero, poteva andare peggio, ma lui sperava sinceramente di essere assolto. Infatti
ha dichiarato in tv di non fidarsi pi della
giustizia, perch aveva avuto limpressione
che i giudici della Corte dassise fossero stati
particolarmente attenti, che avessero cercato di approfondire ogni punto. Erano buoni
segnali, secondo Ferraro, lo spazio concesso
alla difesa, le perizie ripetute numerose volte, i testimoni chiamati e richiamati in aula.
Ecco perch Ferraro pensava arrivasse
unassoluzione. Ora, in piazza Navona, si accorda per il ritorno allo stadio, finalmente:
fra due settimane c lultima di serie B, con
il Torino, la squadra del cuore, e la Reggina,

la squadra della sua terra, che potrebbero


raggiungere insieme lobiettivo della serie A.
Il giorno dopo, ieri, casa Ferraro era assediata da giornalisti. Pochissimi hanno avuto
il privilegio di entrare. C il telefono che
squilla in continuazione: chiamano anche i
vecchi compagni di cella. Perch Ferraro in
carcere era benvoluto. Tanto per cominciare
era il portiere del suo reparto negli accesissimi tornei di calcio. Poi suonava la chitarra
e aiutava in biblioteca (dove ha potuto approfondire gli studi sul diritto penitenziario,
su cui si vuole specializzare). Infine, essendo
laureato in legge, Salvatore era richiestissimo per consigli e consulenze. Per questi motivi gli altri detenuti lo invitavano a cena nelle loro celle, dove cucinavano pasti deliziosi
sui fornelletti da camping (e alla domenica si
beveva Chianti).
Quando gli concessero gli arresti domiciliari, Ferraro arriv a rimpiangere il carcere.
Non perch sia un bel posto, anzi, l ha visto
la gente battere la testa contro il muro per la
disperazione, ed ricordando loro che si
chiede come si possa pensare che lui abbia

fatto oltre un anno di galera solo per il buon


nome (e quale buon nome?) della facolt. Lo
rimpiangeva perch vi aveva trovato solidariet, e perch a casa - nonostante laffetto
che definisce stupendo di amici e parenti fra quattro mura, senza pallone e biblioteca,
la privazione della libert in fondo era superiore. Cos Ferraro ripensa al giorno in cui,
per la prima volta, entr in carcere. Vennero
a prenderlo a casa, mentre suonava un blues
con la chitarra. Pensava si trattasse di un
nuovo routinario interrogatorio. E non si
preoccup. Scherzava persino con gli agenti,
persuaso comera che stessero facendo un
tentativo disperato, tramite chiss quale tecnica di suggestione, di fargli dire qualcosa. A
un certo punto uno tir fuori le manette e disse, che facciamo, usiamo queste? E lui rispose, ridendo, usiamole. E le usarono. Anche in
quei momenti, in cui non cap che cosa realmente stava succedendo, il comportamento
di Ferraro pass per spocchioso. Il giovane
assistente (32 anni) si ritrov in cella, dopo
una nottata che gli pareva surreale.
La notte prima della sentenza, Ferraro

andato a letto un po dopo e s alzato un po


prima. La tensione cera, ma bassa, sotto controllo. Non immaginava che nel corso delle
ore si sarebbe alzata tanto. I momenti peggiori sono stati quelli dellattesa che la corte
uscisse. Poi, appena il giudice ha letto il numero degli articoli del codice di procedura
penale su cui si basava la sua sentenza, Ferraro ha capito che era spacciato. Ha provato
rabbia delusione, amarezza. Pi tardi ha imprecato furiosamente, perch si sentito offeso e impotente. Scattone taceva, provatissimo. Anche ora che larrabbiatura un po
sbollita, Ferraro si chiede come si possa parlare di omicidio commesso con un colpo partito per errore e, allo stesso tempo, con una
pistola dotata di silenziatore, che si usa solo
quando si vuole far fuoco. E si chiede quale
idiota rischierebbe il carcere a vita solo per
coprire Scattone, di cui parla in termini affettuosi. Intanto sua sorella, in attesa di essere indagata per falsa testimonianza (disse che
la mattina dellomicidio Sas era in casa), distribuisce acqua fresca e parole di rispetto
per Marta e la rabbia dei suoi genitori.

Abbasso la guerra, W la pace (ma provate a farla nei Balcani)


LA STORIA DEI CURIOSI TENTATIVI DELLE GRANDI POTENZE PER PORRE FINE AI CONFLITTI NELLEX IMPERO OTTOMANO
Milano. Se arriver la pace per il Kosovo,
la prima domanda da farsi sar: quale pace?
Le paci balcaniche non sono famose, infatti per la loro linearit. Si consideri come
gi sulle prospettive degli assetti del Kosovo
sia iniziato un ampio balletto. Secondo gli
Stati Uniti e lOnu si deve tornare allautonomia: non chiaro se simile a quella che
Slobodan Milosevic tolse nel 1988, se qualcosa di pi, oppure se, addirittura, qualcosa
di meno. A Tirana, poi, eleggendo come
Miss Albania una profuga kosovara hanno
gi voluto ribadire che albanesi e kosovari
sono un solo popolo. Insomma, alla Grande Albania ci stanno facendo pi di un pensierino.
Lex moderato leader della Lega democratica del Kosovo, Ibrahim Rugova, per recuperare la credibilit perduta con le dichiarazioni filo-Milosevic pronunciate quando era in condizioni di virtuale prigionia a
Pristina, dice ora che il Kosovo non si pu
pi accontentare di niente di meno che dellindipendenza: cio, lobiettivo dellUck.
LUck, intanto, per correggere la sua fama di
estremismo, lancia la formula pi soft del
protettorato internazionale. Un Kosovo separato dalla Serbia, ma anche dalla madrepatria Albania, per evitare contagi destabilizzanti con il quarto di popolazione albanese della contigua Macedonia.
La stessa Macedonia, daltra parte, non ha
risolto un antico dilemma irredentista, rassegnandosi a diventare un secondo Stato
bulgaro indipendente da Sofia? E la Moldavia, con lo sfasciarsi dellex Unione Sovietica, non diventata un secondo Stato romeno? E Cipro non ora spartita tra un secondo Stato greco e un secondo Stato turco, sia
pure questultimo non riconosciuto da nessuno eccetto che da Ankara? Questo, daltronde, stato anche il modello della pace
di Dayton, che ha riconosciuto nella Repubblica serba di Bosnia un secondo Stato serbo, separato da Belgrado ma autonomo rispetto ai musulmani.
La conquista della Romania
Questa un po la storia di tutti i tentativi
di regolamento internazionale dei conflitti
nella regione. Con lo sfasciarsi della ex Jugoslavia, infatti, non solo sono tornate in
questa fine secolo le stesse guerre balcaniche che ne avevano insanguinato la prima
met, oltre allintero secolo precedente. Sono tornate anche le paci balcaniche: curiosi
tentativi delle grandi potenze di salvare la
capra delle rivendicazioni etniche con i cavoli dellequilibrio internazionale, attraverso acrobatiche invenzioni istituzionali destinate a rivelarsi semplici tappe intermedie o
causa di nuove e pi distruttive guerre.
E stato lo stesso Impero ottomano a dare
questo esempio, quando al momento della
conquista dellattuale Romania ha preferito
trasformare i due principati di Valacchia e
Moldavia in protettorati, piuttosto che annetterseli direttamente. Gi lo Stato turco
dellepoca era strutturato in maniera abbastanza originale, consentendo alle minoranze religiose di autogovernarsi secondo i loro
costumi: il patriarca ortodosso di Costantinopoli, il gran rabbino ebreo, il katholikos
e per molto tempo il cinema ha sfruttaS
to la letteratura, ora succede molto pi
spesso il contrario. Una storia simile a
quella del romanzo di esordio di Marco
Vichi ci sembra di averla gi letta in qualche altro libro. Invece labbiamo gi vista
in alcuni film degli ultimi anni. Un titolo
per tutti: Uno sconosciuto alla porta
(1990), di John Schlesinger, dove due giovani sposi, per arrotondare lo stipendio,
hanno la cattiva idea di affittare parte della loro casa allinquilino Michael Keaton,
un tipo a prima vista affabile e cordiale,
che si riveler col tempo un sinistro truffatore, diabolico architetto di un piano criminale che rischia di distruggere la vita
della coppia.
Nel romanzo di Vichi invece la vittima, Carlo, uno squattrinatissimo single
e linquilino, Alfredo Torsoli detto Fred,
appare sin dallinizio odioso e inquietante. E se Carlo non se ne sbarazza immediatamente perch non ce la fa. Come
nel film di Schlesinger, linvadenza esuberante dellinquilino annulla completamente la debole personalit del bravo protagonista. Come insegna Robert Louis Stevenson nel Signore di Ballantrae, la grigia banalit del bene necessariamente
sopraffatta dalla fascinosa fantasia del
male, il gusto dellazzardo che scompagina
con la cattiveria i criteri di moralit e convenienza ha sempre la meglio sulla prevedibilit del buon senso e della correttezza
di chi vuol vivere in pace con se stesso e

armeno erano di fatto monarchi dei propri fedeli, ed esercitavano il potere spirituale e temporale allo stesso modo del sultano con i sudditi musulmani. Tutti, per,
erano poi responsabili verso lo stesso sultano per il comportamento dei loro sottoposti,
tollerati ma posti in uno status di inferiorit:
obbligati a pagare una speciale tassa, ed
esclusi dalla vita militare e da certe cariche.

tamente fedele durante la successiva guerra


dindipendenza greca che, dopo lintervento
umanitario di Inghilterra, Francia e Russia al fianco degli insorti, si risolse nel 1829
con la pace di Adrianopoli.
In quelloccasione Londra e Parigi furono
daccordo nel voler porre fine allinstabilit
balcanica. Ma non vollero che un eccessivo
indebolimento della Turchia finisse per da-

Le acrobatiche (e un po maldestre) invenzioni istituzionali con cui la


Comunit internazionale ha cercato di mettere ordine nella regione e che
alla fine si sono rivelate solo tappe intermedie di altri massacri. Le mille
rivendicazioni etniche, le questioni religiose e quelle fiscali
In Moldavia e Valacchia, invece, i locali
principi, gli hospodar, mantennero un potere non soltanto su una comunit, ma anche
su un territorio, e i nobili locali, chiamati alla russa boiardi, avevano tutti i diritti da
cui i cristiani erano esclusi nellImpero vero e proprio. Unici obblighi: pagare il peshkesh, tributo annuale, con alcune tasse in

natura; rispettare il monopolio commerciale; subire leventuale veto dei turchi allelezione dellhospodar da parte dei boiardi e,
ancora, cooperare con lesercito turco per
la difesa delle frontiere. Quando i romeni
iniziarono a creare problemi, la punizione
fu, nel 1711, la sostituzione degli hospodar
autoctoni con i greci di Costantinopoli, che
esercitarono il potere con meno autonomia,
e acconsentirono a tributi quintuplicati. Ma
quando nel 1821 i greci si ribellarono, vennero a loro volta puniti riportando al potere
in Moldavia e Valacchia i principi romeni.
Il modello romeno, comunque, venne utilizzato dallImpero per venire a capo della
rivolta serba del 1804-1817. Il leader ribelle
Milos Obrenovic acconsent alla pace e a eliminare il leader rivale Giorgio Petrovic Karagjorje, pi intransigente, in cambio della
nomina prima a governatore, poi a principe dei serbi e pasci di Belgrado. Anche
lui, con lobbligo di pagare un tributo annuale e di mantenere guarnigioni turche
nelle principali citt. E cos rimase perfet-

LIBRI
Marco Vichi
LINQUILINO
144 pp. Guanda, Lire 18.000
con gli altri.
Il lettore, seguendo il racconto con gli
occhi del buon Carlo, capisce subito che la
lotta impari, che tutta la voglia di picchiare Fred, di sputargli in faccia, di cacciarlo fuori dalla porta si risolver sempre
in unangosciante sensazione di impotenza. Carlo, entrato in un meccanismo dove
ogni tentativo di ribellione provoca continui arretramenti, ormai prigioniero di
un sogno idiota, nelle sabbie mobili di
una trappola psicologica fatta di rabbia e
paura. Fred sembra esistere per distruggere quel poco che Carlo potrebbe avere:
la reputazione dei vicini, una ragazza, una
scansione ordinata del giorno.
La casa si riempie cos di barboni e prostitute, di alcool, di fumo, di puzzo di vomito. Se la vicina sospetta che Carlo sia
gay, la polizia paventa che Fred sia il serial killer che violenta e uccide le vecchie
del quartiere. Bugiardo e prepotente, detestato e invidiato, Fred, a volte, fa intra-

re troppo spazio alla Russia. Lindipendenza greca venne cos limitata a Peloponneso
e Attica, innescando una marea di rivendicazioni irredentiste che portarono a guerre
per i cento anni successivi. Milos Obrenovic,
con quella pace, divenne principe ereditario
assistito da unassemblea di notabili, mentre
per la nomina degli hospodar di Moldavia e
Valacchia si stabil che il sultano dovesse
avere lassenso dello zar. Ma le pretese di ingerenza della Russia nellImpero Ottomano
crebbero, col pretesto del diritto di protezione che lo zar si era di fatto dato sui cristiani ortodossi. E nel 1854 Inghilterra e
Francia finirono per entrare in guerra al
fianco della Turchia contro la Russia.
Nelle scuole italiane si studia la Guerra
di Crimea e il successivo Trattato di Parigi
del 1856 principalmente per lintervento piemontese e il gioco diplomatico di Cavour in
favore della causa italiana. Ma Napoleone
III tent anche di creare un cuneo filo-francese tra Russia e Turchia, ottenendo lunificazione di Valacchia e Moldavia in un nuovo Stato romeno unito. Inghilterra e Austria,
per, furono contrarie, e si and a un compromesso per cui Valacchia e Moldavia resteranno divise, con legislazione e corte di
giustizia per comuni. Fu la stessa Francia
a consigliare allora ai due principati di aggirare lostacolo eleggendo a hospodar la
stessa persona. Il 24 gennaio 1859, dunque,
prescelto Alexandru Ion Cuza, che si proclama subito principe di Romania con un
colpo di mano riconosciuto dopo due anni
dalla stessa Turchia.
Rivolte e invasioni
Il successivo regolamento balcanico nel
1878, dopo un triennio in cui lImpero ottomano era stato sconvolto da una rivolta in
Bosnia-Erzegovina, unaltra in Bulgaria, un
attacco di Serbia e Montenegro, due rivolte
di palazzo a Costantinopoli e uninvasione
russa.
Col Trattato di Santo Stefano, imposto da
Mosca il 3 marzo 1878, Romania, Serbia e
Montenegro si videro riconosciuta la piena
indipendenza, e venne anche creata una
Grande Bulgaria. Ma Londra giudic quel
quadro inaccettabile, e col Congresso di
Berlino del 13 giugno-13 luglio 1878 si procedette a una parziale revisione: la fantasia
degli inventori di marchingegni istituzionali ebbe modo di scatenarsi. La Grande Bulvedere tracce di un passato doloroso. Capace di generosit e simpatia, soprattutto
un tipo che piace alle signore.
Anzich insistere sulla meccanica opposizione dei caratteri dei due protagonisti, il romanzo di Vichi, pur non brillando
di originalit, gioca le sue carte migliori
nel ritmo vivace e spietato della narrazione, nellambientazione in una Firenze inedita della periferia dai palazzoni orrendi,
nella freschezza dei personaggi che ricordano un po i protagonisti di Tutti gi per
terra (del coetaneo Giuseppe Culicchia)
per quella loro aria di studenti invecchiati. Uninsolita mescolanza dei generi, per
cui il noir si intreccia al comico e al romanzo di formazione, fa poi il resto.
Lontano da ogni pretenziosit psicologica o sociale, lautore riesce per a raccontare, senza darlo a vedere, la solitudine e il bisogno di amicizia, langoscia della minaccia e limpossibilit di stare in pace, la fatica di avere coraggio e la paura di
vivere in un mondo di lupi. Riservando
poi nel finale una gradita sorpresa al lettore che temeva il peggio: uno sberleffo al
moralismo che rovescia in allegria il cupo
disagio iniziale. Senza voler rivelare la
sorpresa garantiamo per che il torvo inquilino dimostrer di avere ragione quando afferma che luomo non mai ci che
sembra. Cos anche il buon Carlo, sollevato finalmente dalle sue preoccupazioni,
sar costretto ad ammettere che con
Fred ci si guadagna sempre.

garia, in particolare, venne divisa in tre:


Macedonia e Tracia tornarono alla Turchia;
il Nord-ovest venne trasformato in un principato vassallo sul modello da cui si erano
appena emancipati Romania e Serbia; la
parte in mezzo, ribattezzata Rumelia, fu
trasformata in provincia autonoma sotto
un principe cristiano. Originale fu anche la
soluzione per cui lAustria assunse lamministrazione della Bosnia-Erzegovina e stabil unoccupazione militare sul Sangiaccato di Novi Pazar, mentre lInghilterra si install a Cipro, anche se tutti questi territori
restarono sotto la sovranit ottomana.
Uninsurrezione in Rumelia
Nel 1885, uninsurrezione in Rumelia dichiar lannessione alla Bulgaria. La Turchia si limit a non riconoscere il fatto compiuto, i fratelli serbi arrivarono addirittura ad attaccare il vicino divenuto improvvisamente troppo forte. La sconfitta di Belgrado occasione della conferenza internazionale di Costantinopoli, che sancisce lunit bulgara. Stesso copione dopo linsurrezione di Creta del 1897, cui le grandi potenze tentano di trovare soluzione obbligando
la Turchia a concedere allisola un governo
autonomo.
Nel gioco cera anche lItalia, che fu incaricata di mandare i carabinieri ad addestrare la nuova gendarmeria regionale. Sulla
richiesta di una riforma della polizia, anzi,
si gioc tutto lintervento fatto dalle solite
potenze sulla Turchia nel 1903, dopo che
una selvaggia repressione contro la locale
guerriglia riemp la Macedonia di tombe, la
Bulgaria di profughi e lintera Europa di indignazione. Le riforme della guardia campestre, le definiscono i macedoni con la
stessa amara ironia dei profughi kosovari di
oggi quando gli si parla delle promesse di
Milosevic.
Il leader ribelle cretese Elephterios Venizelos, da capo del governo autonomo, proclam nel 1905 unannessione alla Grecia
che rilmase unilaterale. Ma quando nel 1908
la rivolta dei Giovani Turchi cerc di trasformare lImpero in uno Stato moderno con
un Parlamento eletto da tutti i cittadini, i
nodi delle varie ambiguit istituzionali lasciati da quasi un secolo di escamotage vennero al pettine. La Bulgaria decise di proclamare la propria piena indipendenza,
mentre lunione tra Creta e la Grecia divent effettiva. Anche lAustria trasform
lamministrazione sulla Bosnia-Erzegovina
in sovranit piena, scatenando lira dei serbi. Ma fu costretta a restituire a una Turchia
sempre pi indebolita il Sangiaccato, su cui
infatti la Serbia salt addosso qualche anno
pi tradi, nel 1912, cogliendo loccasione della guerra in cui lImpero era impegnato in
Libia contro lItalia.
Dalla Prima guerra balcanica vinta contro la Turchia e dalla successiva Seconda
guerra balcanica, per la spartizione del bottino, vinta contro la Bulgaria, la Serbia ne
avr il Sangiaccato, il Kosovo, la Macedonia
e la tentazione di destabilizzare coi suoi servizi segreti la Bosnia-Erzegovina. Fino allattentato di Sarajevo, e alla Prima guerra
mondiale.

50 ANNI FA
3 GIUGNO 1949
Stallo della Conferenza di Parigi dei ministri degli Esteri dei quattro grandi convocata dopo lo sblocco di Berlino. A complicare le prospettive di un accordo sul futuro
della Germania, avviata ormai a essere divisa in due, ci sono parecchi altri problemi
scottanti: la situazione dellAustria, che in
pratica vive ancora sotto un regime di occupazione militare quadripartita, la questione della Grecia e della guerriglia comunista e il futuro della Cina ormai nelle mani delle truppe di Mao.
Indignazione italiana contro Londra e
latteggiamento del governo britannico sulle nostre ex colonie: una dichiarazione inglese in cui si offre lindipendenza alla Cirenaica suscita le reazioni del ministro degli Esteri, Carlo Sforza, che, nonostante tutti i segnali negativi pervenutigli, si ostina a
sperare che le Nazioni Unite affidino allItalia il mandato di amministrare le sue ex
colonie: Eritrea, Libia e Somalia. Convocato a Palazzo Chigi lambasciatore britannico a Roma, Victor Mallet, il capo della diplomazia italiana lo investe duramente accusando gli inglesi di non stare ai patti (ma
in realt accordi non ce ne sono mentre ci
sono molti equivoci). Il risultato di tanto clamore che la stampa dOltremanica mette
alla berlina lo sciovinismo italiano e le velleit neocolonialistiche del governo.

ANNO IV NUMERO 129 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 3 GIUGNO 1999

Ritratto dal vero di Igor Markevitch, cosacco individualista ed eurocomunista


Signor direttore - La gara a chi la spara pi
grossa sul conto del compositore e direttore
dorchestra Igor Markevitch indicato dai venditori di bufale italiani come il grande vecchio delle Brigate Rosse durante il sequestro
Moro mi incita a tratteggiarne un breve ritratto che renda giustizia a lui e alla sua famiglia fuori dalle fumisterie dei grattacarte.
Lho incontrato di sfuggita due volte, circa
una ventina di anni fa (non in Ticino, dove posso assicurare che non ha mai posseduto casa,
ma nella Svizzera francese, dove vissero a lungo sua moglie, Topazia Caetani, e i suoi figli).
Troppo poco per farmi unidea diretta; ma il
racconto delle figlie e la sua autobiografia,
Etre et avoir t, pubblicata da Gallimard nel
1980, suppliscono quanto basta per farsi uni-

dea di questo individualista incallito ed egocentrico, che inizi la sua avventura artistica ai
massimi livelli nellambiente dei balletti russi di
Diaghilev, a Parigi, e visse in continuo e frenetico movimento fra le diverse capitali dellarte
e della musica a stretto contatto con i maestri
dellarte di questo secolo. Fino alla Seconda
guerra mondiale, il suo mondo esclusivo la
musica e larte. Aveva sposato in prime nozze
Kyra, figlia del leggendario Nijinski, ballerino
eccelso ma precipitato nella pi cupa follia.
Lincontro con la principessa Topazia Caetani,
nipote di Roffredo e Margherita (che aveva fondato la rivista Commerce con Paul Valry come redattore) avvenne a Ninfa, nel 1947, allindomani di una guerra che laveva visto scrivere pagine di fuoco incitanti al sabotaggio nel-

le pubblicazioni partigiane del Comitato di liberazione dellItalia centrale. Ma il suo impegno politico ben lontano dalle tesi brigatiste.
Pur ammirando Lenin in giovent, Markevitch prende partito per il cosiddetto eurocomunismo: un anticorpo del marxismo per derussificarlo. Vale a dire per epurarlo dal totalitarismo insito nella storia russa, da Ivan il Terribile a Pietro il Grande a Stalin: lintellighenzia,
a forza di volere la rivoluzione durante generazioni e generazioni ha finito per partorire il pi
grande cataclisma della storia, molto diverso
da quanto ritenevano dovesse essere. Quella
stessa intellighenzia annota in modo inequivocabile Markevitch che si contraddistingue
per un profondo malcontento per tutto ci che
esiste, con unattrazione per il Nulla che prefi-

gurava i Baader del Ventesimo secolo.


Grande ammiratore del sistema istituzionale elvetico (un capolavoro politico) e della democrazia diretta, Markevitch aborre le burocrazie e il sistema di potere che procede dallalto verso il basso: ama i popoli nelle loro diversit. Dei suoi antenati cosacchi ammira limpegno verso i loro ideali e lattaccamento alle
regole che si davano, ma respinge risolutamente (e lannotazione non senza importanza) il loro gusto per la violenza.
Da questi brevi accenni, tratti dai ricordi delle figlie e dalla sua autobiografia, si evince un
Markevitch ben diverso da quello che stato
rozzamente dipinto dalla stampa italiana nei
giorni scorsi. Cos come diversa appare la bruna principessa Topazia, la dama in blu dello

splendido quadro di Kokoschka, amico e frequentatore assiduo di casa Markevitch a Vevey.


Spesso la realt pi colorita delle favole,
anche se queste ultime si tingono di rosso per
creare sensazione (e magari confondere le tracce e depistare le indagini). Quella di Igor
Markevitch merita senzaltro di essere conosciuta: quella vera, intendo.
Moreno Bernasconi, Lugano
Bernasconi collega cos tremendamente informato, s bene impostato nelle sue letture e s buon testimone, che lo proporremmo come consulente per la commissione
Stragi. Il suo ritratto di cosacco in esterni,
con una pennellata di Kokoschka,
vale tutti i dossier di Pellegrino.

Taccuino tedesco
Dopo le critiche allItalia, arriva
uno spot antieuropeista della Spd
Il futuro del Festival di Bayreuth
I REGALI DELLA UE IRRITANO il pubblico e Schroeder fa da testimonial
Il polemico articolo dello Spiegel sui
bilanci truccati dellItalia, che ha provocato tanto clamore in questi giorni (e
persino le proteste del premier Massimo
DAlema), solo uno dei numerosi dello
stesso genere pubblicati dai principali
quotidiani tedeschi allindomani della caduta delleuro. Non ha, per esempio, usato giri di parole troppo sofisticati nemmeno la Sddeutsche Zeitung, con il titolo:
La palla al piede dellEuropa. Sar forse prematuro parlare di una campagna
anti italiana, ma la stampa tedesca non
ha esitato a trovare nellItalia il capro
espiatorio, a causa dello sconto sul deficit
concessagli. Un atteggiamento che pu ricercarsi nella storica diffidenza nei confronti del Belpaese, ma anche in un clima
di generale insicurezza che si sta diffondendo in Germania. La crescita rallenta,
sale la disoccupazione, diminuisce la fiducia degli imprenditori e i sondaggi indicano Spd e Verdi in picchiata. E per ripianare i buchi di bilancio si annuncia
una legge finanziaria tutta lacrime e sangue. Perch allora trattamenti di favore
per il partner italiano, si chiedono i tedeschi? Tenuto presente questo contesto,
passato invece inosservato allestero il
nuovo e insolito spot dei socialdemocratici diffuso in questi giorni: si ritrae in primo piano il cancelliere Gerhard Schroeder con accanto la frase virgolettata Noi
non vogliamo regali dallEuropa. Dovrebbe essere cos anche viceversa. Firmato
Spd. Una pubblicit per molti versi anomala, che si presta a diverse interpretazioni. A chi si rivolge? Si tratta di un segnale ai partner europei (oggi si apre il
vertice dellUe a Colonia), o di un messaggio che dovrebbe tranquillizzare i tedeschi circa le priorit del governo? Molti vi
trovano piuttosto la conferma che in Germania si stia preparando il terreno per
una politica che in futuro sar un po meno europeista che nel recente passato.
IL SOLSTIZIO DEGLI EXTERNSTEINE tra
nostalgici nazisti, hippy e mistica new age
Si avvicina il solstizio estivo (21 giugno)
e i tedeschi appassionati di esoterismo,
mistica pagana e new-age (ma anche hippies e neonazisti di ogni et, adoratori del
sole e semplici curiosi) si organizzano per
lappuntamento pi importante dellanno:
il raduno intorno agli Externsteine. Noti
anche come la Stonehenge tedesca, gli
Externsteine nella leggendaria foresta di
Teutoburgo presso Detmold, nel Nord Reno-Vestfalia, sono cinque imponenti rocce
in pietra arenaria alte fino a 38 metri che
si ergono maestose in una radura circondata da querce secolari; megaliti che risalgono al periodo cretaceo (cento milioni
di anni fa) che formano uno dei pi noti
luoghi di culto dei popoli celti e germani.
Un luogo sacro avvolto da mille leggende,
di cui la scienza non mai riuscita a chiarire la storia. Le incisioni runiche, le grotte, laltare e il sarcofago scavati nella loro
roccia: un mistero che dura da tempo immemorabile. E tutto questo nella stessa
selva che vide i germani decimare le legioni romane. Carlo Magno, fervido cattolico, ne viet persino laccesso per impedire la celebrazione di riti pagani, mentre
Heinrich Himmler, alla perenne ricerca
di simboli con cui esaltare le origini germaniche del popolo tedesco, vi fece invece officiare i riti di iniziazione degli ufficiali SS (e non un caso che lOrdine nero
stabil la propria sede nel castello di
Wewelsburg, a Paderborn, a pochi chilometri dagli Externsteine). Nel giorno del
solstizio, il primo raggio di sole passa suggestivamente attraverso i monoliti e segna
lavvento dellestate. Un momento magico
che ogni anno attira e unisce una sempre
pi folta e colorita folla di mistici.
GUERRA DI SUCCESSIONE in casa Wagner per chi diriger il teatro di famiglia
In casa Wagner, una Dinasty avvezza a
scandali e intrighi, si prepara la delicata
successione al decano direttore del celebre Festival di Bayreuth Wolfgang Wagner, il nipote del sommo artista, che in
agosto compie 80 anni. Secondo Die Welt
solitamente ben informato essendo il suo
direttore un fervente wagneriano il testimone passerebbe alla moglie Gudrun e
alla figlia Katharina. Una notizia che nel
mondo degli ammiratori di Richard Wagner desta al contempo preoccupazione e
sollievo. Nel caso di dimissioni del suo attuale direttore, il Festival verr infatti gestito per la prima volta da una fondazione
pubblica e c chi teme che si possa interrompere la tradizione di nominare alla
sua guida un discendente diretto del musicista. Mai pi una donna alla guida di
Bayreuth si era per detto dopo la gestione di Cosima, moglie del compositore.
Daltro canto, lunico discendente maschio, Gottfried Wagner, persona non
grata per le vigorose accuse di antisemitismo da lui rivolte alla famiglia e al suo illustre capostipite. E in alternativa rimangono solo candidature femminili: la musicologa Nike, nipote di Wieland (il fratello
di Wolfgang) oppure Eva (figlia di Wolfgang, nata dal suo primo matrimonio, e
che ha gi diretto lOpera londinese di Covent Garden).

IL FELTRINO
di Vittorio Feltri

In provincia di Cagliari un parroco ha allontanato dalla chiesa un


bambino di undici anni,
perch indossava la maglia
interista di Roberto Baggio. Questi tifosi
milanisti esagerano sempre.