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Guida alla politica estera italiana Sergio Romano

Le politiche estere dei singoli membri dell Ue sono sottopolitiche e nessuno, singolarmente, pu influire sul corso delle maggiori crisi internazionali. Teoria del doppio stato e sindrome di Carlo VIII: molti italiani sono convinti che i loro avversaria siano asserviti agli interessi una potenza straniera e che moltodi quanto accade nel loro paese abbia un regista occulto. Questi sospetti rendono il paese poco affidabile agli occhi dei suoi partner (perch il governo contestato e crticato anche in circostanze in cui la classe politica di altri paesi decide, per amor di patria di accantonare le proprie divergenze e attestarsi su una linea nazionale) e poco minaccioso agli occhi dei suoi avversari (perch il governo italiano troppo debole per fare sul serio ). Sapendo di non poter contare sulla coesione del paese nei momenti decisivi, ci che rende il paese privo di un sistema politico efficace e in cui il capo di governo ha una vera autorit, l italia ha quasi sempre avuto una proiezione internazionale inferiore alle sue risorse umane, economiche e geopolitiche. (mancanza coesione cattivo sistema politico accentua rivalit societ nazionale mancanza coesione, circolo vizioso rotto per alcuni anni da Mussolini) Stretto intreccio fra politica estera e politica interna in Italia, pi che altrove. Stretta tra imperativi guerra fredda e democrazia consociativa, Paese fragile e sconfitto che dovette scegliere i propri alleati in funzione delle proprie esigenze domestiche e adeguare il proprio sistema di governo ai desideri dell alleato maggiore (pensa a come ogni mutamento degli equilibri politici interni dovette ricevere un avallo internazionale!), con ripercussioni sullo stile e sulle credibilit della politica estera italiana stile ambiguo e oscillante, micro gollismo . Con fine del conflitto bipolare, stato drasticamente ridotto il margine di impunit con cui la diplomazia italiana poteva adottare atteggiamenti contraddittori ed stato messa in luce la sua impotenza.

La politica estera di un paese sconfitto


Tra la fine della guerra fredda e la firma del patto atlantico vi fu in Italia un vero e proprio partito della neutralit formato da uomini dalle pi diverse estrazioni politiche. Ma il ruolo dell italia nelle vicende europee era stato definito sin dal settembre 1943. Con la fuga del 9 settembre 1943 il Re e Badoglio dimostrarono che l Italia non poteva badare da sola alla propria sicurezza, n dare un contributo determinante alla difesa del proprio territorio, fissando cos le linee della politica estera per gli anni a venire. Ministro degli Esteri dal25 luglio 1943 Raffaele Guariglia, ambasciatore in Turchia e quindi lontano dall alleanza con la Germania, a cui dissimul le iniziative che segretamente stava prendendo con gli angloamericani. Comunic l 8 settember all incaricato d affari tedesco, Rudolf Ranh, l armistizio di Cassibile del 3 settembre. Fino a dicembre 44 (De Gasperi) non c ministro degli esteri (prima interim badoglio fino a giugno 1944 e poi interim Bonomi). Governo a Brindisi. E i diplomatici? Quelli che scelser la RSI, a Sal o all estero, lo fecero nella convinzione che l Italia non potesse abbandonare il proprio alleato senza screditare se stessa; quelli che scelsero il governo Badoglio obbedirono a un riflesso monarchico. Meno peso ebbero le considerazioni ideologiche (fascismo/democrazia). Servire la patria: ma essa era a Brindisi o a Sal? Dopo l armistizio Renato Prunas va a Brindisi dove divenne segretario generale e ministro degli esteri de facto. Italia destinata a diventare un satellite della Gran Bretagna, concludendo un ciclo storico della nostra politica mediterranea. Stretto in spazi sempre pi angusti (il mediterraneo era spazio di spartizione d altri nel XIX secolo) l italia cerc rifugio all omba di un paese, l inghilterra, ma ci tiriamo indietro nel 1882 quando gli inglesi ci propongono spedizione congiunta in Egitto per reprimere i moti xenofobi di Ahmed Arabi. Accusato di negligenza, il ministro degli esteri Stanislao Mancini cerc di farsi perdonare acquistando una stazione marittima sulle coste africane e sostenendo che le chiavi del mediterraneo erano, per l italia, nel mar rosso. Negli anni successivi liquidiamo contenzioso con francia,

ribadiamo amicizia con Inghilterra, rinnoviamo triplice alleanza e, dopo delusione bosnia 1908, stipuliamo accordo con Nicola II di Russia a Racconigi (giolitti pres cons e tittoni min est). appoggio a pretesa russa sugli stretti in cambio di appoggio a pretese italiane su Tripolitania, conquistata poi nel 1911. Nel 1915, patto di londra ci promettono Trieste e la Dalmazia (che per dopo la guerra and a regno shs, ulteriore minaccia per le nostre aspirazioni nel mediterraneo). Politica marittima molto aggressiva e minacciosa sotto Mussolini. Ma l entrata in guerra nel 1940 apr e chiuse nel giro di tre anni tutte le prospettive che la diplomazia fascista aveva additato al paese. Non avevamo i mezzi per la nostra politica, avvaloramento degli incubi mediterranei della prima generazione unitaria, che giustamente vedeva una pericolosa vulnerabilit dell italia nel mediterraneo. Ma Vittorio Emanuele, Badoglio e Prunas non considerarono il problema in questi termini. Non avevano Flotta, esercito, aviazione ma pur sempre un capitale geopolitico. Gli anglo-americani si erano riservati il controllo dell Italia e avevano costituito per governare il Regno del Sud una Commissione alleata di controllo. I sovietici partecipavano solo a una commissione consultiva insieme a fra, jugoslavia, grecia, nella persona di Andrej Vysinskij. Prunas gli propose la ripresa dei rapporti diplomatici, una presenza in Italia che gli alleati gli avevano negato. l accordo si fece a marzo 1944 quando il governo si era ormai spostato a Salerno. Ambasciatore a Mosca, ma maltrattato (neanche riconosciuto come ambasciatore), fu Pietro Quaroni dimostrazione della poca importanza che i sovietici attribuivano ai rapporti diplomatici con l italia dopo che avevano raggiunto il loro obiettivo di far tornare Togliatti in Italia e sua partecipazione (comunisti) al nuovo governo badoglio. Italia per stalin era, per diritto di conquista nella sfera d influenza delle democrazie atlantiche. Spettava ai comunisti italiani, non alla diplomazia sovietica, strappare l Italia al campo occidentale, secondo circostante dettate dalla politica interna, con l URSS quindi che si doveva astenere e trattare Italia come una marca di frontiera del campo opposto. Cos durante i negoziati del trattato di pace, nella trattativa sulle colonie, su Trieste. L Italia (pi che per merito suo) non avrebbe riconquistato il proprio spazio internazionale grazie ai contrasti fra gli anglo-americani e i russi, bens grazie ai contrasti fra gli inglesi e gli americani. Gli inglesi volevano darci una lezione, ma avevano bisogno di collaborazione, e la scelsero nel Re e in Badoglio, contrastando le istanze democratiche che volevano abolire la monarchia. L inghilterra divenne cos, fra il 43 e il 45, un oastacolo ai progressi della democrazia italiana. Proclama del 13 novembre 1944 con cui Generale Alexander invitava partigiani a ridurre le operazioni di guerriglia. Usa non d accordo: non sull italia monarchica, non su regime eccezionale Badoglio (che ritardava il ritorno a casa degli USA) e poi Roosevelt nel 1944 aveva bisogno del voto degli italoamericani. Carlo Sforza fu un punto di contrasto anglo-americano. Gi ministro degli Esteri con Gliolitti e negoziatore del trattato di Rapallo del 20, si dimise dopo l avvento del fascismo. Nell ottobre del 1943, giunto a salerno, assunse una posizione ostile a Vittorio Emanuele II e suscit l ira degli inglesi chiedendone l abdicazione. Fu scontro politico, ma anche caratteriale con Churchill e Macmillan, anche perch trattava i vincitori come se l Italia non avesse perduto la guerra. Quando si form il secondo Governo Badoglio Sforza era il candidato ideale a ministro degli esteri, ma gli inglesi misero il veto alla nomina. Una crisi su Sforza si ripet anche dopo la presa di Roma e a novembre del 1944 con la formazione del secondo governo Bonomi. Sforza nominato agli esteri, inglesi: nomina inaccettabile , ebbero partita vinta e fu nominato ministro De Gasperi, subendo per critiche pesanti dagli Usa. Stettinius, segretario di Stato: lasciare che i paesi liberati risolvessero i loro problemi senza subire influenze esterne . Usa volevano riabilitare e restituire prerogative sovranit all Italia vedi caso Val d Aosta con Francia che vi porta le sue truppe e, nonostante simpatie di De Gaulle e ministro degli Esteri Bidault per l ambasciatore a Parigi Saragat, il comandante delle truppe francesi rifiuta di trasferire la Val d Aosta al governo militare alleato, facendo incazzare Truman (non daremo pi rifornimenti a francesi). 12 giugno francia ritira le proprie truppe. I fatti dimostravano ancora una volta che il maggior capitale internazionale dell Italia sconfitta era costituito dalla sua collocazione geopolitica e dai dissidi fra i vincitori.

30 aprile 1945. Partigiani di Tito a Trieste. Nei primi giorni di aprrile per Tito aveva firmato a Mosca un trattato d amicizia con l URSS e, solo per questo, inglesi chiesero ad americani di scalzare Tito da Trieste. Vi riuscirono il 12 giugno 1945 ma non poterono o non vollero impedire che Trieste e l Istria venissero divise in due zone (una sotto amministrazione alleata, l altra, con Fiume e Pola, a jugoslavi). De Gasperi ministro degli esteri dal dicembre 1944 fino all ottobre 1946 (poi Nenni) [si espresse per il passaggio del Trentino all Italia solo l 11 ottobre 1918, quando gi lo stesso governo austriaco aveva accettato i quattordici punti di Wilson e il diritto all autodeterminazione dei popoli]. Sul Brennero gli inglesi appoggiarono gli austriaci, ma l urss si oppose e cos, in questo vuoto diplomatico, De Gasperi (ormai presidente del consiglio fin dal dicembre 1945) potette negoziare con Gruber, ministro degli Esteri austriaco,, gli accordi del 5 settembre 1946. L Austria riconosceva la frontiera ma otteneva una larga autonomia per la provincia di Bolzano. Per il resto periodo drammatico per diplomazia italiana: l Italia non era un alleato e neppure, per molti aspetti, un cobelligerante. Era solo paese sconfitto a cui erano state fatte alcune concessioni nell ultima fase della guerra. Neanche il successo del viaggio di De Gasperi negli Usa nel gennaio 1947 modific la questione, anche perch URSS non voleva rinunciare a una parte della flotta e, se possibile, alla spartizione delle colonie italiane. Durante i negoziati per il trattato di pace quei contrasti tra i vincitori che prima ci avevano giocato, neutralizzarono le buone disposizioni degli americani. A Trieste creato un Territorio Libero . A maggio 1947 form un nuovo governo senza comunisti e socialisti, naturale conseguenza della sua politica che voleva programmi coerenti per l italia senza essere ostaggio dei comunisti su clima sociale ed economia di mercato. A fine gennaio 1947 fu soppressa la Commissione alleata di controllo, e Sforza divent finalmente Ministro degli Esteri (lo sarebbe stato fino a luglio del 1951) problema della firma del trattato di pace che, con ipocrisia, venne fatto firmare non da un membro del governo ma da un anziano diplomatico, Antonio Meli Lupi di Soragna. Il giorno dopo Sforza eman una nota in cui chiedeva la revisione del testo, come se il trattato di pace fosse un incidente di percorso, quando invece le forze laiche d ispirazione risorgimentale e i cattolici liberali videro in esso una tragedia (ben diverso fu l atteggiamento dei comunisti, socialisti massimalisti, cattolici di sx, separatisti siciliani e altri cui premeva soprattutto la sconfitta dello Stato oppressore . Per Croce e Orlando il trattato era ingiusto e umiliante, cancellava gli sforzi fatti dal 1943 trattando l Italia come un paese sconfitto. Alla vecchia classe dirigente liberale sembr un implicito giudizio di condanna sull intero Stato risorgimentale e svalutava tutto ci in cui esso aveva fermamente creduto. Ma alla fine prevalse anche fra i liberali la linea politica di chi, come Einaudi, preferiva voltar pagina senza troppo attardarsi sulle responsabilit storiche del fascismo e della guerra, non ci fu nessun dibattito sulla Schuldfrage, questione della colpa e l italia entr nel dopoguerra lacerata da versioni strumentali, ideologiche e contraddittorie del proprio passato, il che avrebbe pesato non poco sulla percezione del proprio ruolo in Europa. Se l Italia non era responsabile della guerra fascista, non vi era motivo perch i vincitori la privassero delle colonie che essa aveva conquistato prima del fascismo, colonie che vennero difese con argomenti di nazionalismo proletario, i quali non fecero certo breccia nei vincitori. Gli inglesi non volevano lasciare posizioni chiave nel mediterraneo in un clima ormai di guerra fredda, e gli americani erano dubbiosi delle garanzie politiche militari che avrebbe potuto dare un paese sconfitto, con forti tensioni sociali e con una quinta colonna sovietica annidata nel suo sistema politico. Per motivi elettorali invece l URSS propose il ritorno delle colonie all Italia e si oppose all ONU a un compromesso fatto da Bevin e Sforza che assegnava la Cirenaica all Inghilterra, la Tripolitania all Italia e Fezzan alla Francia. Alla fine Libia regno indipendente (dicembre 1951) e concessione all italia della somalia in amministrazone fiduciaria per dieci anni dal 1950. Trieste. I vincitori non riuscivano a mettersi d accordo sulla nomina del governatore del Territorio Libero. Allora proposta francese-inglese-americana (anche per aiutare governo italiano prima delle elezioni

dell aprile 1948): chiesero a De Gasperi di scegliere fra due soluzioni: 1) la restituzione della zona A o 2) una solenne dichiarazione tripartita sulla necessit di restituire all Italia l intero territorio.(scelse la seconda temendo che la prima avrebbe voluto dire rinunciare per sempre all Istria), dichiarazione che venne fatta il 20 marzo 1948, che auspicava la restituzione dell intero territorio all Italia. Ma il 18 marzo 1948 rottura tra Mosca e la Jugoslavia (ritiro istruttori militari da Jugoslavia), ufficializzata il 26 giugno 1948 con l espulsione della Jugoslavia dal Kominform. La crisi dei rapporti jugo-sovietici indusse gli alleati a rivedere il loro atteggiamento verso la Jugoslavia, e quindi pes sulle sorti di Trieste. Ancora una volta fu la dimostrazione che la maggiore carta diplomatica dell Italia era il suo capitale geopolitico e che il valore di quel capitale dipendeva a sua volta dalla congiuntura internazionale. Un peso sulle elezioni dell aprile 48 lo ebbero sicuramente gli aiuti americani, il Piano Marshal che sicuramente influenz in modo decisivo il profilo internazionale e il sistema politico del nostro paese. Era sbagliato credere che il mondo sarebbe stato simile a quello dell anteguerra (fondato su un complicato gioco di alleanze, assicurazioni e contro assicurazioni). Gli Usa, dopo la calata della cortina di ferro (a Mosca, nel marzo 1947, fall un tentativo di accordarsi sulla sorte della Germania e sul suo trattato di pace), decisero di bloccare e contenere l avanzata sovietica verso occidente. Per puntellare le democrazie europee e metterle in condizione di resistere si imponeva soprattutto il risanamento delle loro economie 5 giugno 1947 Piano Marshall. Aiuti in denaro, tanto pi quanto europei si fossero dimostrati capaci di seppellire le loro divergenze e integrare le loro economie. L Italia aveva bisogno di soldi per ricostruire il paese, modernizzare le strutture produttive, completare la rivoluzione industriale, assorbire la disoccupazione fronteggiando la minaccia comunista e applicando alla sua politica i principi della dottrina americana: democrazia, militanza anticomunista, libert dei traffici, progressiva integrazione delle economie europee. Ma sarebbero bastati i soldi di fronte a In Grecia, primavera 1946, guerra civile con intromissioni filosovietiche. Nell ottobre 1947 URSS aveva sostituito il vecchio Komintern (creato a marzo 1919) con il Kominform per coordinare l attivit dei partiti comunisti europei. A Praga febbraio 1948 rovesciato Benes, costruito governo comunista e suicidio di Jan Masaryk, ministro degli Esteri e figlio del fondatore dello Stato cecoslovacco. A Berlino, a fine giugno 1948, Blocco di Berlino. 1) 12 marzo 1947 Dottrina Truman; 2) Patto di Bruxelles 17 marzo 1948, cinquant anni di coopeerazione economica, militare e sociale tra Uk, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo; 3) Trattato per l Organizzazione dell Atlantico del Nord, 4 aprile 1949 da Usa, Uk, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Italia, Portogallo, Danimarca, Islanda, Norvegia e Canada; 4) aprile 1948 costituzione a Parigi dell OECE (organizzazione per la cooperazione economica europea fra Usa e beneficiari del piano Marshall). Italia entusiasta del piano Marshall (Sforza riesce a farsi invitare alla conferenza di parigi del giugno 1947) ma non solo per motivi economici, ma anche perch politicamente prendevamo parte con gli altri paesi europei, su un piano di parit al primo grande progetto multilaterale europeo del dopoguerra. Era l occasione per riscattarci dalla servit del trattato di pace e restaurare lo status internazionale del paese. Entusiasti s, ma riluttanza ad accettare i conseguenti obblighi, timorosi di esporci alla concorrenza internazionale o anche per semplice resistenza conservatrice di alcuni gruppi economici. Le diverse anime che componevano alla formazione del consenso nazionale fece s che la linea di politica estera adottata dal governo fu, generalmente, quella che meglio riusciva a conciliare queste esigenze, da qui l ansia di partecipare e il desiderio di eludere le regole della partecipazione. Bevin, proposta di alleanza militare. Non aveva problemi alla partecipazione italiana. Avremmo dovuto esserne felici, sarebbe stata un altro sancire la rinnovata parit italiana con i vincitori della II WW, ma un patto militare comportava obblighi e impegni che nessun partito politico in quel momento sembrava disposto a prendere in considerazione , anche considerata la contemporanea campagna elettorale (si era tra gennaio e marzo 1948) e la propensione di nazionalisti (e qui Romano include De Gasperi e Sforza) che

ritenevano che l Italia, facendosi desiderare, avrebbe ottenuto la revisione delle clausole pi severe del trattato di pace. Fu un terreno, un minimo comun denominatore su cui tutti si trovarono d accordo e su cui si attest la politica estera del paese. All Ambasciatore Usa Dunn, il 15 marzo 1948, De Gasperi non prese impegni sul patto di bruxelles, disse a causa delle elezioni, un argomento fragile in cui gli americani rividero la solita doppiezza machiavellica della diplomazia italiana. ce la prendiamo in quel posto, altro che fare le preziose , non veniamo invitati ai negoziati sul Patto atlantico: gli altri dissero: perch farla partecipare? contributo insignificante alla difesa comune, avrebbe costretto l alleanza a difendere il mediterraneo, avrebbe insistito sulle sue richieste coloniali. ma ormai si era in piena guerra fredda e noi deboli insidiati dalla quinta colonna comunista che parteggiava per il nemico. Era finita l epoca dei patteggiamenti e delle tergiversazioni e De Gasperi e Sforza lo compresero.L Italia aveva un disperato bisogno di progresso economico e di sicurezza militare, raggiungibili solo tramite gli USA. Questi erano ormai soddisfatti dell andamento delle politiche italiane dell aprile 1948 e si mostrarono un po ostili, come ostili all alleanza militare furono i nazional-liberali, i cattolici di sinistra, i socialisti e i comunisti. Fu solo grazie alla Francia assillata dall angoscia della propria irrilevanza dopo l uscita di de Gaulle che venimmo ammessi al Patto atlantico. O Italia oppure opposizione francese alla Norvegia. Dean Acheson, segretario di Stato Usa con Truman, non tenne conto dell opinione contrarria di George Kennan, e mostr contro (alleato inaffidabile) e pro (evitiamo contrasti con francia, il ritardo della conclusione del trattato e evitiamo pubblicit su divisioni esistenti fra i paesi occidentali) a truman. Pur non convinto, Truman accett l ingresso dell Italia ancora una volta sfruttiamo posizione geopolitica e potere negativo capace di suscitare contrasti tra le altre potenze. Sul fronte interno forte opposizione di socialisti e comunisti (lunghi dibattiti: camera e senato fra 30 novembre e 4 dicembre 1948 su posizione internazionale italia, marzo 1949 sulla firma del trattato) ma ancor pi insidiosi erano avversari interni alla DC: la sinistra cattolica Gronchi, Dossetti, La Pira volevano sottrarsi alla logica dei blocchi e proclamare la vocazione pacifica italiana,consapevoli che l adesione alla Nato non avrebbe avuto conseguenze solo politiche e militari, ma avrebbe dettato all Italia le grandi linee del suo regime politico e sociale, ed erano ostili a un Italia capitalista (loro avevano una visione solidaristica della societ italiana) una sorta di nazionalismo popolare nella sx cattolica. Con fermezza e pazienza De Gasperi riusc a imporsi, riuscendo a presentare la scelta atlantica come una scelta europea, il passaggio obbligato della politica estera italiana verso quell unione dei paesi dell Europa occidentale a cui tutti i partiti democratici dicevano di essere favorevoli. Ostruzionismo comunista, votazione il 18 marzo dopo 51 ore di seduta ma ci rafforz solidariet DC. 342 in favore e 170 contro alla camera. Al senato stesso risultato, pur con voto contrario di Nitti e Orlando, Presidenti del Consiglio nell Italia prefascista (insomma Patto Atlantico come enorme novit nella politica estera italiana). De Gasperi riusc a unire il suo partito anche perch, all interno del Vaticano, il partito favorevole all adesione italiana alla Nato (guidato dal sostituto alla segreteria di Stato Giovanni Battista Montini) ebbe la meglio su quello contrario (di Domenico Tardini, segretario agli affari straordinari) in quanto potette fare leva sul profondo anticomunismo di Pio XII e aveva molti legami con i giovani leader DC (era stato cappellano della Federazione Universitaria Cattolica). L adesione all Alleanza atlantica segn la fine del dopoguerra della politica estera italiana e l inizio di una politica estera completamente diversa da quella precedente e da quella che si era sperato di ricominciare. Quali gli uomini della diplomazia italiana fra il 43 e il 1949? L ambasciatore di Spagna Giacomo Paulucci di (l uomo che notific la dichiarazione di guerra italiana alla Germania). Per rappresentare l Italia postfascista furono scelti, poi, ambasciatori che assomigliassero per quanto possibile al paese presso cui sarebbero stati accreditati o che avessero in esso una buona rete di relazioni personali, rispettando al contempo la composizione del CNL: Parigi Saragat, in Spagna, dopo che Paulucci fu epurato per essere stato capo di gabinetto di Mussolini, Tommaso Gallarati Scotti (cattolico liberale), Londra Nicol Carandini

(esponente dell ala progressista del Partito Liberale e ministro nel primo governo Bonomi, giugnodicembre1944), Washington Alberto Tarchiani (partito d azione), in Cina Sergio Fenoaltea, partito d azione e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Parri (giugno-novembre 1945), a Berna Egidio Reale, repubblicano; a Varsavia Eugenio Reale, comunista. A Buenos Aires Giustino Arpesani (liberale), Belgrado Enrico Martino. A Mosca Manlio Brosio sostitu Quaroni alla fine del 1946. Segretario del Partito Liberale, ministro senza portafoglio nel 2^ governo Bonomi,vicepresidente del Consiglio nel governo Parri, ministro della difesa nel primo governo De Gasperi (dicembre 1945, luglio 1946), a Mosca giunse da convinto neutralista, fare la politica del peso determinante o della neutralit attiva , ma rimase inascoltato a Mosca, dove non si credette neanche per un istante che il governo italiano fosse libero di fare una politica diversa da quella degli USA. Urss parlava col PCI, non con il governo italiano diplomazia popolare , il kominform voleva come gli disse il generale Walter Bedell Smith, ambasciatore degli USA riavvicinare alla Russia sovietica, sbandierando il terrore della guerra, tutte le associazioni, gli enti, gli individui che non sanno decidersi nella lotta ideologica che chiede il mondo, e per amore della pace sono disposti a subire, pi o meno, l influenza del mondo sovietico. Fu col passare del tempo che Brosio accett questa visione e divenne il pi convinto atlantico . Egli dimostr a contrario che la neutralit italiana era impossibile anche e soprattutto perch non aveva, agli occhi dell URSS, alcun valore.

L Italia torna in campo


Manifesto europeo di Ventotene: Ernesto Colorni, Ernesto Rossi, Altiero Spinelli. Promossero nell agosto del 1943 a Milano la nascita di un Movimento italiano per la federazione europea, cui ader anche Einaudi. Ma l Europeismo era un tema forte ovunque: dopo che si era combattuto per trent anni si stava stabilizzando l idea che lo Stato nazionale fosse ormai un ostacolo al progresso civile dei popoli europei. Certo, ognuno aveva la propria idea di Europa: l Europa inglese fece capolino il 22 gennaio 1948, con Bevin che sostenne come la sopravvivenza e la pace delle nazioni libere dell Europa occidentale dipendesse dalla loro capacit di unirsi pi strettamente. Churchill fonda alla fine del 1947 il movimento per l europa unita che promosse la riunione di un Congresso che si tenne all Aja nel maggio 1948, insieme a Paul Reynaud (al governo francese fino alla vigilia della disffatta), Lon Blum (di nuovo al potere con socialisti nel dopoguerra), Robert Schuman, Paul-Henri Spaak, Salvador de Madariaga, De Gasperi nacque il Consiglio d Europa. Londra voleva un Europa concorde e legata agli Usa, ma non un Europa federale (e quindi accordi su temi essenziali come la difesa e poi grandi sedi istituzionali ma flessibili, da cui entrare e uscire senza troppe costrizioni) trattato anglofrancese di Dunkerque (4 marzo 1947), patto di bruxelles (17 marzo 1948), Alleanza atlantica (4 aprile 1949), consiglio d Europa (5 maggio 1949), luogo di socializzazione politica e culturale per l Europa occidentale. L Europa francese. Paura di diventare i secondi dietro UK e di assistere ancora al riarmo tedesco. 9 maggio 1950: piano siderurgico preparato da Jean Monnet e enunciato da Robert Schuman. 18 aprile 1951 costituzione della CECA. La germania all interno di un condominio europeo sarebbe diventata la gendarme di se stessa. L Italia Europea. De Gasperi e Sforza costretti a rivedere le grandi linee della politica estera italiana fra il marzo 1948 e l aprile del 1949: revisione del trattato di pace, restituzione Trieste e colonie stavano diventando problemi anacronistici. Minaccia sovietica e, in prospettiva, riarmo tedesco pi allarmanti. Dopo il colpo di Praga (febbraio 1948) non si poteva pi fare finta di niente. Era necessaria un alleanza militare per un paese debole militarmente, economicamente e con il PCI in casa. Ma ora posizioni invertite e Usa ostili: siamo fortunati ad avere l alleanza francese. Per non rimanere isolati senza protettori ed esposti all URSS in un Europa divisa, De Gasperi e Sforza prospettarono la scelta atlantica come europea (evitando cos un fronte eterogeneo di no alla sola scelta atlantica militaristica , capitalistica o rinunciataria , a seconda delle prospettive cattoliche, comuniste o nazionaliste). discorso di Sforza a Perugia, il 18 luglio

1948, all universit per stranieri: l italia potr essere fortunata se riuscir a proclamare sempre e ovunque che il suo avvenire legato all unione dell Europa, dichiarando [ ] che siamo pronti a qualunque limitazione della sovranit nazionale, a una sola condizione, che gli altri facciano lo stesso. Europeismo di Sforza doppio vantaggio: 1) curava ferite nazionali con la prospettiva di una pi grande nazione europea di cui l Italia era stata profetessa e precorritrice ( il solo primato che alla lunga conta, il primato delle idee ); 2) collocava tutte le nazioni europee su una stessa linea di partenza ( anche la germania e la francia sono divenute piccole di fronte alla tecnica moderna ) cancellando quella distinzione fra vinti e vincitori che ancora pesava sull italia. questo il discorso di Sforza ai liberal-democratici. De Gasperi invece parl ai cattolici: garnat che la nuova Italia avrebbe ritrovato il suo posto nella famiglia delle nazioni per una politica estera di pace, giustizia, solidariet internazionale. ( Europa unita avrebbe evitato guerre, difeso la libert, garantito la ricostruzione, alzato una barriera contro la mistica del materialismo rivoluzionario integrale Bruxelles, novembre 1948, Grandes Confrences Catholiques). Riuscirono a convincere l opinione pubblica che l italia avrebbe avuto, nella creazione dell europa, una parte determinante Sforza voleva aggiungere all OECE, gi luogo di collaborazione economica, un comitato per la politiac internazionale e una corte di giustizia per le divergenze tra i membri. Perch l OECE? 1) Perch il piano Marshall era per settori pi illuminati della vita politica europea, la strada maestra per l Europa moderna, l europeismo sarebbe stato pi facile se associato all organizzazione che meglio incarnava l idea di modernit e di progresso. 2) per un motivo politico: si pensava che, con Francia che voleva stretta associazione di Stati continentali, idea ostile all inghilterra, l italia avrebbe potuto valorizzare il suo peso determinante facendo da sponda. Ovviamente gli inglesi capirono tutto e non ci stettero. L Italia non pot allora che accettare il progetto di Monnet per la creazione della CECA: la conferenza per il piano Schuman inizi a Parigi il 20 giugno 1950, Italia rappresentata dal segretario DC Paolo Emilio Tavani, unico politico in una conferenza di esperti. Trattato ratificato nel marzo 1952. CED (comunit europea di difesa). Dopo il Blocco di Berlino e l attacco della Corea del Nord a quella del sud, nel timore che succedesse qualcosa di simile in Germania, al Consiglio Atlantico del settembre 1950 il segretario di Stato Usa Dean Acheson annunci che gli Usa avrebbero aumentato la loro presenza militare in Europa, ma a 2 condizioni: 1) occorreva creare una forza integrata, sotto un comando unico e 2) inserire in essa i tedeschi Francia che reagisce male e propone il Piano Pleven, ispirato da Monnet: creazione di un esercito europeo, in cui i vecchi eserciti nazionali sarebbero sopravvissuti solo a livello dell unit pi piccola possibile ma gli Usa a quest apertura proseguirono ancora di pi sulla loro strada: se anche i francesi erano disposti ad ammettere il ritorno dei tedeschi sui campi di battaglia dell Europa di domani, non v era ragione perch Acheson rinunciasse a quella forza integrata che gli americani esigevano per rafforzare la loro presenza militare in Europa. Per prendere una decisione simile, impopolare in molti paesi membri dell alleanza, ancora una volta la carta giocata fu l europeismo: se ci uniamo militarmente mostriamo agli americani di essere capaci di uno sforzo unitario e ci difenderanno anche loro, e ci aiuter la creazione dell Europa. Trattato CED firmato a Parigi il 27 maggio 1952. (percepito come passo in pi verso l Europa federata). In francia, il governo fuggito in avanti per non subire il riarmo tedesco nella versione americana, non aveva ben calcolato le resistenze trasversali che la CED suscit (gollisti ostili a cedere sovranit militaare, comunisti decisi a sabotare i piani di difesa occidentali contro URSS). A Roma conati nazionalisti dei gruppi che speravano di sfruttare la ratifica della Ced per ottenere rammendi alle lacerazioni del trattato di pace. A togliere dall imbarazzo l Italia ci pens Pierre Mends-France, presidente del Consiglio dal giugno 1954, al quale premeva anzitutto dare uno sbocco coloniale ragionevole ai problemi della Francia coloniale (rivolte in marocco e tunisia). Diede allora la Ced in pasto alle opposizioni e lasci che l Assemblea votasse contro la ratifica del trattato (30 agosto 1954). De Gasperi, che aveva lasciato il governo nel luglio del 1953, era morto da undici giorni.

viaggio di Eden nelle capitali europee in settembre 1954 (prima schiarita italo inglese). A Parigi fra il 20 e il 23 ottobre 1954 deciso di mettere fine al regime d occupazione nella Germania federale, di trasformare il Patto di Bruxelles in una Unione dell Europa occidentale con la partecipazione italiana e tedesca, di ammettere la Germania nella Nato. Primo ministro tra l agosto del 1953 e il gennaio del 1954 Giuseppe Pella, forse orientato a toni nazionalisti per creare in Parlamento un partito del presidente pi grande della DC stessa, il13 settembre 1953 fece un discorso al campidoglio in cui proponeva un plebiscito nelle due zone del territorio libero di Trieste. L Italia, quello era il periodo, avrebbe ratificato la CED se gli alleati le avessero restituito le due zone. Gli alleati fecero sapere che, come nel 1948, erano disposti a cedere all Italia il governo della zona A, al che Tito risposte dicendo il 12 ottobre, che l ingresso di truppe italiane a Trieste sarebbe stato considerato un atto di aggressione dalla Jugoslavia manifestazioni popolari e scontri a Trieste. Alla fine il governo Pella cadde (ma pi per la volont della DC di non avere un presidente cos autonomo). Gli succedette, dopo il primo fallito governo Fanfani, Scelba, ministro degli interni fino al 1953. Egli, sicuramente nazionale (ma non con i toni di Pella) volendo anche tagliare un nodo che esponeva il governo e il partito a un ambiguo rapporto con l ala destra della politica nazonale, firm a il 5 ottobre 1954 a Londra, con mediazione americana, il memorandum con la Jugoslavia, con cui l Italia governava la zona A. De Gasperi lentamente aveva capito che per l Italia l Europa non era una possibilit fra altre, era una scelta obbligata. Nel suo settimo governo, dal 1951 alle elezioni del 1953, fu Ministro degli Esteri di se stesso (Sforza mor il 4 novembre 1952), e cos fece Pella, che per pi che all Europa guardava solo a Trieste e agli interessi nazionali. Fu cos che, dopo la breve e oscura parentesi di Attilio Piccioni, sotto al governo Scelba, ministro degli Esteri divent Gaetano Martino. Entr in carica il 20 settembre 1954, un buon momento (poco dopo UEO e Trieste): le decisioni fondamentali della pol est ormai prese (ueo, ceca, nato, Marshall), colonie definitivamente perdute e trieste risolta. Propose Messina come sede di una riunione dei ministri degli Esteri della CECA in cui si parl di rilancio europeo , che port alla firma dei trattati di Roma del 25 marzo 1957, in vigore dal 1 gennaio successivo. Nonostante le speranze di molti fossero pi concentrate sull EURATOM, fu il MEC l organizzazione che cominci a realizzare sin dal 1958 i suoi primi obiettivi. fu un altro passo che colloc definitivamente la posizione internazionale dell italia. Modernizzazione e sicurezza, le sue principali esigenze, erano tenute insieme da un perno di nome USA. Queste scelte internazionali avevano anche un profondo significato interno, l italia non aveva i mezzi per sottrarsi a questa disciplina esterna e interna, ma non tutti lo capirono Giovanni Gronchi, presidente della Repubblica dal maggio 1955 (fu favorito in ci dall appoggio della sinistra democristiana e del partito comunista, dal MSI, da parte dei monarchici insomma, fu eletto da forze che erano contrarie, per ragioni diverse, alle principali scelte italiane degli anni precedenti). Per sette anni, tranne l eccezione del ministero Fanfani tra il luglio 1958 e il gennaio 1959, il sistema politico italiano fu contraddistinto da una scomoda coabitazione fra un governo fedele alla politica estera di de gasperi e un presidente della repubblica deciso ad allentarne i legami (perch aveva capito che scelte internazionali condizionavano la possibilit per l italia di andare a sx e pensava che il paese avrebbe avuto maggiore autonomia se lo sviluppo dei rapporti estovest glielo avesse consentito; e perch la costituzione gli dava maggiori poteri di intervento in politica estera che interna). Le conferenze di Ginevra del 1955 preoccupavano l italia perch ne era esclusa. Gronchi si fece spazioin quei primi segni di coesistenza pacifica e nel nazionalismo umiliato: intervista al Christian Science Monitor in cui suggeriva maggiore flessibilit verso la Cina comunista e il problema tedesco (intendeva la loro unione in un governo confederale e la loro neutralizzazione per vent anni), parlandone anche con l ambasciatore sovietico, Bogomolov, una proposta che venne fatta alle spalle del governo 26 febbraio 1956: al Quirinale Segni (succeduto a Scelba nel luglio 1955), vicepresidente Saragat, Martino. Questi accus Gronchi di aver ingannato il governo e gli chiese di promettere che a Washington non avrebbe

detto nulla che fosse in contrasto con la politica governativa . Non potendo proporre la soppressione della Nato, negli USA Gronchi prov a smilitarizzarla facendo leva sull art. 2 che parlava delle finalit economiche e culturali dell Alleanza diede luogo a sorta di movimento neoatlantico . Ma in realt la sua diplomazia dette scarsi risultati,creando sospetti e diffidenze negli USA che in egli vedevano il rischio di un apertura a sinistra e un Italia socio inaffidabile e insicuro. Nuovo tentativo Gronchi nel 1956: dopo Suez. Se Uk e Francia si erano macchiate di nuovo di colonialismo, l Italia ormai libera da retaggi coliniali, avrebbe potuto sfruttare i loro insuccessi e presentarsi nel Mediterraneo come il migliore amico delle nazioni emergenti. Agli usa, che avevano fatto cadere a picco il progetto anglo-francese, l idea non sarebbe dispiaciuta, pens pacifismo atlantico + nazionalismo mediterraneo (simile a quello che vi era durante la guerra in libia, ma con accenti sull innocenza coloniale del paese e non sull italia proletaria ). Una simile politica, ma economica, era portata avanti da Enrico Mattei (firma a Teheran nel settembre 1957, che dava a iraniani 75% benefici. Pella di nuovo min est sotto governo Zoli). Si sperava che con tali politiche l italia sarebbe stata pi libera di determinare la propria politica interna,conservando i propri valori, originalit, tradizioni,senza essere travolta dai modelli politici e culturali dell occidente essendo l ultima delle potenze continentali, ma la prima fra le nazioni del mediterraneo (Gronchi, Mattei, La Pira). Addirittura Gronchi ne parl con Nixon vicepresidente nel marzo 1957 a Roma e prov a mandare una lettera in tal senso a Eisenhower, che il ministero degli esteri non mand, perch non era accettabile che il presidente della repubblica facesse politica estera al di sopra del mae e del pres con. Era comunque una politica, quella di Gronchi, ostile a larghi settori della DC, che non voleva una politica personale o un potere statale affrancato dai partiti, tanto pi se Gronchi minacciava di servirsi dei suoi poteri per promuovere l apertura a sinistra. A Nixon propose, oltre alla collaborazione italo americana nel mediterraneo, la creazione di un gruppo di lavoro (italia inclusa) per il problema tedesco, per trovare sbocco pacifico alla guerra fredda, con il pacifismo che diventata uno strumento per promuovere l italia nel mondo e aprire all interno la porta ai socialisti. alla presidenza del cons: Segni, zoli, fanfani, Segni. Min es. Pella dal maggio 1957 al marzo 1960 con parentesi interim fanfani (luglio 1958-febbraio 1959). Quadro internazionale nel frattempo: morte Stalin nel 1953, repressione moti polacchi Poznan nel giugno 1956, colloqui (andati male per) a Ginevra nel 1955, marzo 1958 urss annuncia sospensione esperimenti nucleari, a ottobre 1956 a gineria conferenza sull interruzione degli esperimenti, nel settembre 1959 Chruscev negli Usa si accorda con Eisenhower per riprendere in esame il problema di Berlino (dopo il quasi ultimatum del 27 novembre 1958). Harold Macmillan, primo ministro inglese, non volle lasciare meriti e vantaggi di diplomazia di pace a URSS e prese in mano l iniziativa dopo incontri con i maggiori leader lancia un vertice a Parigi nel dicembre del 1959 con le tre potenze occidentali e la Germania, che decisero di invitare Chruscev a un successivo vertice sempre a Parigi. Per Gronchi e altri DC occorreva s, favorire la distensione, ma anche cogliere l occasione per affermare il diritto dell Italia a essere sentita e consultata (che ormai la Germania non era pi solo oggetto, ma anche protagonista dei rapporti est-ovest.). ci convinse addirittura anche Segni e Pella, che per non condividevano il pacifismo aggressivo di gronchi e non potevano sottrarsi d altro canto alle pressioni che gli americani, decisi a evitare che le offensive diplomatiche URSS pregiudicassero la loro sicurezza o mettessero in discussione i loro programmi strategici di lungo respiro. Dietro le quinte della diplomazia della pace negoziati Usa Italia per installazione da noi di missili nucleari intermedi, seguito da minacce di rappresaglie da parte di Chruscev viaggio di Gronchi a Mosca 6-11 febbraio 1960, un fallimento completo, dimostrazione di quanto l URSS considerasse l opera mediatrice italiana (un errore per, se sostenuta la diplomazia gronchiana avrebbe indebolito i rapporti fra italia e i suoi alleati, lo stesso errore che fecero con le proposte neutraliste di Brosio tra 1947 e 1949). Due i motivi: 1) italia non poteva essere libera di agire indipendentemente dagli USA; 2) lasciamo al PCI il monopolio delle iniziative di pace. atteggiamento diverso durante il viaggio a Mosca di Fanfani (agosto 1961). Ma nel frattempo: 1 maggio

1960, Urss abbatte aereo spia americano, Chuscev abbandona vertice di Parigi, vengono interrotti negoziati di ginevra sul disarmo e blocco di berlino + Urss minacci di firmare un trattato di pace separato con la RDT e di mettere fine in tal modo alla responsabilit quadripartita per Berlino. Alla fine muro di berlino 13 agossto 1961. Poteva sembrare una minaccia, invece fu un avvenimento rassicurante perch i sovietici avevano rinunciato a mettere in atto le loro minacce di opporsi ai tentativi occidentali di accedere all ex capitale tedesca. Si accontentavano della Germania orientale. Era una confessione d impotenza. Infatti il 7 novembre 1961 Chruscev dichiar di essere disposto a rinviare la soluzione del problema di Berlino. Fanfani invece non cap il gesto e pens che la situazione fosse peggiorata. Fanfani, ministro degli interni nel 1953, primo tentativo di governo nel 1954, segretario DC 1954-1958, esponente dell ala avanzata e progressista DC, partigiano dell apertura a sinistra . Forte disposizione alla diplomazia personale, grande diffidenza per funzionari. Secondo governo Fanfani il 2 luglio 1958 con partecipazione socialdemocratici. due settimane dopo colpo di Stato a Baghdad, rovesciata la monarchia. Per evitare che URSS approfittasse del varco nella regione, USA sbarcarono su coste libanesi. maggio 1958: torna De Gaulle al potere in Francia. Svolta alla politica estera francese. Incontra Adenauer, accelera i programmi per la costruzione della prima bomba atomica francese, propone che al vertice dell Alleanza Atlantica si costituisse un direttorio tripartito Usa, UK, francia. Non intendeva accettare le gerarchi emerse dal conflitto e i rapporti di forza fissati a Yalta (dove non era stato invitato). Voleva favorire l unit dell Europa, ma in forme che non diminuissero la sovranit e non pregiudicassero le ambizioni extraeuropee dello Stato francese. Avvicinarsi alla germania per legarla alla francia, porsi su un piano di parit con potenze vincitrici e farsi amico e protettore degli stati emergenti. disegno ovviamente ostile a Italia e in particolare a Fanfani, che si sent sfidato. A luglio 1958 and a Washington, dove fece professioni di fedele atlantismo, ma anche promotore di un grande piano per l assistenza economica ai paesi del Medio Oriente, onere su Usa e Italia defensor dei paesi arabi. Binario di doppia amicizia: con Usa (fa installare rampe per missili di media gittata) e con paesi arabi (politica petrolifera di Mattei) conciliando massimo di fedelt con massimo di indipendenza. Politica ovviamente ostile a Francia, ma Fanfani cadde alla fine di gennaio 1959 e si dimise anche da segreteria DC. Quando divent Presidente del Consiglio, a fine luglio 1960, diede il Ministero degli Esteri a Segni. Ma la sua politica estera, pur pi prudente stilisticamente, non cambi: voleva ruolo di onesto sensale tra est e ovest, procuratore nei paesi arabi dell occidente a cui era fedele, accrescendo la statura internazionale del paese e migliorando le condizioni per l apertura a sinistra che voleva realizzare in Italia. Non ebbe alcun successo. Mondo troppo grande perl italia. Eletto Kennedy nel novembre 1960, preoccupato della scissione gollista, si fece promotore di una partnership euro-americana proponendo la creazione di una forza navale composta da equipaggi multinazionali e dotata di armi nucleari, un piano formalmente paritario, sostanzialmente gerarchico (il comando lo avrebbero avuto per sempre gli USA. De Gaulle lo cap e rifiut. Quando cap che la forza multilaterale non sarebbe mai nata Kennedy adott una strategia di ripiego: se non poteva riassorbire lo scisma gollista doveva almeno evitare che la Germania e l intera Europa continentale cadessero sotto l influenza del generale, ci che era possibile solo diluendo la comunit europea e persuase l inghilterra a farne parte. Fanfani appoggi Usa-Uk per timore del consolidamento dell asse franco-tedesco e della perdita di influenza italiana (e forse, per ottenere l apertura a sx) Nato per anni ostacolo a ingresso socialisti in governo, che per a inizio 60 videro pi pericoli in De Gaulle. Nenni allora pubblic nel gennaio 1962 articolo in Foreign Affairs , dove spieg che socialisti non volevano ritiro da Nato per non essere accusati di demagogia e per non turbare l equilibrio europeo che, pur instabile, contribuiva al mantenimento della tregua tra i due blocchi. Ottobre 1962, crisi cuba. Ritiro dei missili jupiter messi dopo accordo 1959 con Pella da italia: certamente un segnale di distensione, ma anche dimostrazione che l Italia poteva essere guarnita e sguarnita nell ambito di una politica militare decisa a Washington: ambiguo, gli stessi avvenimenti che ffavorivano una maggiore autonomia del sistema politico italiano confermavano al

tempo stesso quanto fosse limitata, nell ambito dei rapporti Est-Ovest, la sovranit militare del paese. Chruscev sostituisce Bulganin come primo ministro nel marzo del 1958 (egli aveva sostituito Malenkov nel febbraio 1955). Il Cardinale Roncalli diventa Papa Giovanni XXIII nell ottobre 1958. Kennedy presidente nel novembre 1960. Incontro Kennedy-Chruscev a vienna il 3-4 giugno 1961. Ottobre 1962 Concilio Vaticano II. Altri avvenimenti (cuba risolta, pacem in terris, ecc.) diedero percezione distorta per op. pubblica che vide in essi segni di dialogo (nel luglio 1949 Pio XII -> decreto del Sant Offizio, scomunicato il comunismo). Ma questo non era dovuto tanto a loro, quanto a un pi realistico apprezzamento degli equilibri internazionali, erano terminati gli anni in cui ciascuno dei due blocchi aveva sperato nel collasso dell altro. Ogni crisi in quegli anni invece di avvicinare il conflitto aveva reso pi stabile la situazione europea! Occorreva prepararsi ad avere con il nemico un rapporto di lunga convivenza. Italia trae vantaggi da questa distensione economica. C erano gi stati nei decenni precedenti tentativi di intrattenere rapporti economici con URSS: Mattei (Eni acquista petrolio sovietico, novembre 1957), Vittorio Valletta (fabbrica produzione FIAT in URSS, 1966), ma certamente quelli di Mattei erano stati raggiunti con complicit dell ala progressista DC, mentre quelli di Valletta beneficiarono di un clima generale di distensione che permise questi accordi senza mettere in dubbio fedelt atlantica italiana, tant che ebbe bisogno di capitale, tecnologia e permesso da parte degli USA. Nonostante le illusioni sullo svuotamento che l URSS avrebbe subito con l importazione di liberalismo e capitalismo attraverso la distensione economica, la presenza a Washington di uomo che voleva dialogare con URSS e a Roma di un Papa dotato di buon senso, facilitarono finalmente l apertura a sinistra, avvenuta con il governo formato da Aldo Moro nel dicembre 1963, partecipato dai socialisti. Era s un successo internazionale (perch primo governo preparato da attenta attivit diplomatica) ma anche la dimostrazione che la politica estera faceva l italia pi di quanto l italia non facesse la politica estera. 1^ volta dopo anni armistizio che dovemmo attendere placet alleati per costituire il ministero. Ministro degli Esteri fu Saragat, leader dei social-democratici, fedele atlantista fin dal 1949. Il 14 gennaio 1963 De Gaulle aveva annunciato il veto all ingresso Uk in CEE, La Malfa propose asse italo-inglesedopol accordo de gaulle adenauer del 22 gennaio. Inizio del 1964 viaggio Moro e Saragat a Londra. Non pot certo modificare la posizione della Francia, ma dimostr che per l italia l integrazione europea andava fatta con l inghilterra, cio col paese che garantiva l amicizia con gli USA, che infatti ci diedero infatti un prestito di un miliardo di dollari a fine febbraio 1964 (che si aggiungeva a un altro prestito all italia del fmi, 225 milioni. ottobre 1963: Adenauer Ludwig Ehrard, pi anglofilo. Chruscev estromesso dal potere il 15 ottobre 1964 Breznev al PCUS e Kosygin al governo, ma distensione continu. Stesso giorno laburisti vincono in UK (governo Wilson). Due settimane dopo Lyndon Johnson confermato Presidente. Scenario internazionale favorevole al centro sx italiano, ma possibilit di scontro in Mediterraneo e Medio Oriente. L, dopo Patto di Badgad promosso da UK nel 1955 (turchia, iraq, pakistan, iran, uk), gli americani avevano assunto l eredit dell impero britannico per evitare che, dopo il fallimento di Suez, lo spazio lasciato libero da francia e uk venisse occupato da URSS 5 gennaio 1957 Dottrina Eisenhower: Presidente chiede al congresso di essere autorizzato a usare le forze armate degli USA in caso di aggressione sovietica nel Medio Oriente (replica sovietica e cinese il 18 gennaio, guerra fredda che si apre in Medio Oriente). Giugno 1957 Usa aderiscono al patto di Baghdad. Spedizione marines in Libano dopo il colpo di stato dei militari nazionalisti in Iraq. Usa che con fatica provavano a ricomporre in continuazione lo schieramento favorevole all occidente, compito gravato dalla presenza del nazionalismo arabo (che cercava protezione a Mosca) e del conflitto arabopalestinese, il che fece vedere Israele come il miglior alleato possibile per USA nella regione. Guerra dei sei giorni 1967. Nasser che annuncia dimissioni, egiziani che lo convincono a rimanere per resistere contro l imperialismo americano . duro scontro all ONU USA URSS. Francia per fu filoaraba e centro sx in modo imbarazzante equidistante. Nonostante Israele avesse reagito a minaccia e i socialisti al governo, op. pubblica non fu filoisraeliana come nel 1956. Paolo VI, 28 marzo 1967, populorum progressio denuncia

misfatti colonialismo. Agosto 1964 risoluzione del golfo del tonchino da congress USA, autorizz Johnson a usare forze armate in Vietnam. Aprile 1967: colpo di stato dei colonnelli in Grecia. Tanti episodi che favorirono comunisti e indebolirono le posizioni imperialiste americane. In Italia nuova corrente antiatlantica e antiamericana. Anche la Chiesa, dovendo scegliere, sosteneva arabi rispetto a ebrei, convinzione acuita dalla conquista israeliana di Gerusalemme. Il fronte proarabo fu ingrossato anche dal fattore degli interessi economici. Socialisti soggetti a opposte sollecitazioni: in passato filoisraeliani, da allora (ma non prima di aver rischiato di creare crisi di governo) pi sensibili a causa palestinese. (tra l altro lo stesso Presidente della repubblica Saragat si espresse a favore di Israele, attirandosi critiche di interferenza nella politica estera del governo). Moro all Onu equidistante . Fanfani, tornato Ministro degli Esteri dal febbraio 1966 ancora pi filoarabo nell occasione, perch si evitasse che arabi cercassero protezione a Mosca. Argomento serio e vero, ma che nascondeva l interesse italiano a fare da protagonista nel Mediterraneo, mostrando ad arabi tutto il nostro anticolonialismo , altro che la Francia. Ma dovette scontrarsi con le posizioni opposte all interno del governo. Italia danneggiata dalle due opposte tendenze, fu Moro a dover cercare di soddisfare entrambi professando l italia equidistante, senza per in realt accontentare nessuno. Col passare del tempo infine l italia avrebbe parteggiato sempre pi per gli arabi. Prima ancora Fanfani era stato Ministro degli esteri dal 5 marzo al dicembre 1965. Parentesi fra dicembre efebbraio 1966 dovuta alla guerra del Vietnam. Nella guerra del Vietnam Giorgio La Pira, due volte sindaco di firenze e ideatore deglli incontri mediterranei e dell opera di conciliazione fra i popoli del libro vide una nuova occasione per il suo militante pacifismo cristiano (ostile anche a imperialismo americano) e nel dicembre del 1965 intervista in cui critic americani, Moro, socialisti e il Papa, da criticare, altro che De Gaulle e fanfani. Questi si dovette dimettere perch l intervista era stata organizzata da sua moglie peraltro in casa sua. Torn appunto nel febbraio 1966, con il terzo governo Moro, fino al maggio 1968. Coabitazione in senso analogo, ma di segno opposto, a quella della presidenza Gronchi. Atlantismo di Saragat e aperturismo di Fanfani, che voleva rapporto meno stringete con Usa per essere pi libero nel mediterraneo aprile 1967: Ambasciatore italiano in Usa Fenoaltea si dimette per protestare contro dichiarazioni di Fanfani sui bombardamenti americani in Vietnam. Ma la sua mossa non fece in modo che la politica estera italiana si schierasse apertamente sulle posizioni di saragat, perch essa scaturiva dalle ambiguit del centro sx, a cui nessuno voleva rinunciare in quel momento. Settembre 1967: Saragat e Fanfani insieme negli USA e problemi, almeno in apparenza, risolti. Intanto in Europa: crisi della sedia vuotaa tra il giugno 1965 e il gennaio 1966. Pur avendo ragione sull UK cavallo di troia americano nella CEE, De Gaulle non fece nulla per dare ad altri paesi della comunit la sensazione che la Francia era pronta a sacrificare la propria sovranit per una sovranit pi grande europea. Questo fu proprio il caso della sedia vuota. Per opporsi all egemonia americana De Gaulle proponeva un egemonia francese che per, sul piano della sicurezza, non dava alcuna garanzia. Gli altri paesi, come l italia, d altro canto seguivano anch essi politica contraddittoria: premevano per ingresso UK in CEE, ci avrebbe ridimensionato Francia e rinsaldato amicizia con Usa (primo obiettivo),ma certamente rallentato l integrazione europea (che invece era l altro obiettivo). elezioni maggio 1968, DC ottima, ma partiti socialisti spaccati presero meno che uniti. Recriminazioni, accuse, clima sociale rovente (anche per emigrazione sud nord e proteste universitarie), pessima immagine data del paese all estero fallimento del centro sinistra e inizio di un nuovo declino.

Il declino di una media potenza


Movimenti diversi e simili del 196 in tutta Europa (con toni marxisti in europa occidentale, con toni liberal-democratici a Praga!), seguite da un ritorno all ordine : in Germania maggio 1968 legge sull uso delle forze armate, insieme alla polizia, in caso di insurrezione. Fine giugno 1968 forze golliste larga maggioranza in Francia. Agosto movimento di Dubcek stroncato in Cecoslovacchia. Solo in italia le

contestazioni studentesche e sindacali del 1968 tennero in scacco il governo per molti mesi.Dopo Leone, nuovo governo di centro-sx con Rumor e Nenni ministro degli Esteri. Nixon accolto con manifestazioni contrarie a Roma. Mentre le societ ribollivano, le diplomazie delle maggiori potenze eliminavano le cause dei dissensi che avevano inasprito i loro rapporti. Nel maggio 1968 cominciarono a Parigi i primi negoziati di pace UsaVietnam nord fra Harriman e Xuann Thuy, poi sostituiti dopo la vittoria di Nixon- da Kissinger e Le Duc Tho, che giunsero a un accordo di pace nel gennaio 1973. Nel frattempo c era stato il riavvicinamento UsaCina, che ruppe lo schema bipolare della guerra fredda. Il mondo diventava multipolare. Nel frattempo la RFG stava modificando atteggiamento versoURSS e RDT, superando la dottrina Hallstein, che puntava sulla convinzione che la Germania sii sarebbe riunificata tanto pi rapidamente quanto pi avesse negato con fermezza di fronte al mondo la realt della sua divisione (ma per altri molti tedeschi tra cui Adenauer sdegnavano qualsiasi rapporto con il regime di Ulbricht per creare una nuova e migliore nazione nella Germania Occiidentale e temevano un offerta di riunificazione da parte dell URSS). Ma poi, dicembre 1966 Adenauer Ludwig Ehrard Kurt Kiesinger e ministro degli esteri (poi cancelliere)Willy Brandt. (coalizione democristiani + socialdemocratici: compromesso rinunciare all angofilia di Erhard in favore della Francia e una politica pi pragmatica e conciliante verso i paesi dell europa orientale). America, Francia, Ostpolitik, i nuovi tre cerchi della politica estera tedesca. Accordo diplomatico con Romania (gennaio 1967) e, dopo l ascesa a cancelliere di Brandt (ottobre 1969) primi contatti ufficiali con dirigenti Germania orientale, firma di un accordo con URSS (agosto 1970) e con Polonia, a cui dette anche riconoscimento della frontiera tracciata da URSS dopo IIWW. In Francia, sconfitto sul referendum istituzionale, de Gaulle dette le dimissioni e nel dicembre dello stesso anno il suo successore , Georges Pompidou, apr all Inghilterra le porte della Comunit. Per meriti non italiani, l Europa era finalmente quella che il centro-sinistra aveva a lungo desiderato. Nenni volle provare allora a spingere per il riconoscimento della Cina popolare, mettendo in evidenza il nuovo taglio progressista della politica estera italiana. I negoziati iniziarono a Parigi poche settimane dopo che gli italiani ne parlarono con Nixon. Nonostante tutti gli obiettivi italiani fossero raggiunti o comunque la situazione desse all italia una libert, un autonomia sempre sperata e mai ottenuta, gli anni settanta furono quelli in cui l Italia fece una politica estera sbiadita, sollecitata da due spinte opposte: impegni atlantici e comunitari contro il velleitarismo terza forzista e terzomondista, sorta di ricatto permanente sul governo italiano. A ci si assomm la persistente instabilit dei governi. In un decennio otto governi. Anni in cui la societ italiana cambi bruscamente. Emersione di nuove forze, pci che nel 1976 prende il 34,4 % dei voti, quasi come la DC (38,7 %) ma i due non potevano stare al governo insieme: ecco che DC di volta in volta si spostava a sx o a dx (cio, al massimo centrista con Andreotti) mutando quindi l orientamento della politica nazionale. Ministri degli Esteri cinque, tutti DC: Moro da agosto 1969 a giugno 1972 (rumor rumor colombo andreotti I), Medici da giugno 1972 a luglio 1973 (andreotti II), Moro da luglio 1973 a novembre 1974 (rumor IV e V), Rumor da novembre 1974 a luglio 1976 (Moro IV e V), Forlani da luglio 1976 ad agosto 1979 (Andreotti III, IV, V) , scelti non per dare politica estera unitaria nonostante fossero tutti DC (si sarebbe scelto un unico ministro), ma per riequilibrare a dx o a sx il peso delle coalizioni e/o per mettere buono il leader che in quel momento non era primo ministro), insomma erano scelte di politica interna. Rumor era pi un politico interno (segretario DC quando Moro fece il suo primo governo), rimase fedele alle grandi scelte di De Gasperi. Moro grande esperienza internazionale, ma pessimismo cristiano secondo Romano. Medici fu colui che ammain la bandiera italiana nella colonia somala. Forlani e Malfatti, giovani, per quanto avevano entrambi ricoperto incarichi importanti (Min Difesa, Presidente commissione comunit) erano pi attratti da politica interna. Insomma min est che alla fine doveva 1) rassicurare alleati su lealt italia e 2) prendere qualche iniziativa progressista con cui DC avrebbe tenuto a bada la sx con cui governava. Parola d ordine? Evitare che la politica estera divenisse materia di contrasti interni. Ma ci furono

comunque due avvenimenti ebbero grande incidenza sulle condizioni economiche del paese: i contrasti fra USA ed Europa e le ripercussioni sul mercato petrolifero della guerra arabo-israeliana. Agosto 1971: Usa sospendono convertibilit del dollaro e soprattassa del 10% sulle importazioni, risolvendo problemi americani ma rischiando di esasperare quelli europei, ultimo segno di una lunga crisi nelle relazioni fra l Europa e gli Stati Uniti. Gli Usa dovevano diminuire spese militari. Lo fecero in due modi: negoziando con URSS riduzione delle rispettive forze strategiche e addossando una parte dell onore sugli alleati europei dell Alleanza, ma temeva sia l ostpolitik di Brandt che la conferenza per cooperazione e sicurezza in Europa (CCSE). Alle contraddizioni americane rispondevano quelle europee: Francia (sicurezza USA + indipendenza!), UK(legame speciale con Usa + integrazione comunitaria!),Germania (Americani in europa + ostpolitik!), Italia (protezione Usa, dialogo con Urss, Nato, distensione, libert di commercio con avversari!) e tutti erano pi disponibili di Usa alla CCSE, che poteva sicuramente essere proposta propagandista, ma a cui bisognava rispondere. In pi, uscito di scena De Gaulle, Usa videro con timore ingresso UK in CEE perch questa stava diventando un ostico avversario economico proprio in un momento di crisi americano. Ecco perch, tra le altre cose, la scelta del 1971, ripudiando quelle del 1945. Vennero accantonati dibattiti sul burden sarin (ripartizioni oneri militari) ma inizi anche una nuova fase: scompariva il dogma su cui era stata implicitamente fondata la politica estera Usa degli anni precedenti: che l unit dell Europa occidentale fosse un necessario contributo all esercizio delle loro responsabilit nel mondo. (invece unit port a indipendenza e europei meno docili). Inghilterra avrebbe vigliato sul divorzio, ma ormai era poco considerata da Usa, tant che inglesi videro con gioia maligna gli Usa infognarsi in Vietnam. Ma l uomo che mise a fuoco i potenziali contrasti e contribu ad accentuarli fu Henry Kissinger, che per l Italia fu il peggiore degli interlocutori possibile, in quanto parlava con crudezza e chiedeva impegni concreti, non le solite risposte italiane sulla retorica atlantica temperata da generici auspici di distensione. Nel settembre 1974 disse chiaramente a Rumor e Moro che l italia gli appariva come l anello pi deboledell Alleanza. Guerra dello Yom Kippur. Quando israeliani attraverso il canale di Suez entrarono in gioco le grandi potenze. Breznev minacci intervento sovietico in difesa dell Egitto, risposta minacciosa di Nixon e intanto Kissinger che chiede a Israele di interrompere l avanzata. guerra del petrolio. 16 ottobre: alzati i prezzi del petrolio. + tagli + embargo a Usa, Paesi bassi, portogallo, rhodesia, Sudafria. Prezzo rialzato ancora a fine 1973. Pesanti passivi nelle bilance dei pagamenti di tutti i maggiori paesi industriali tranne RDF e USA. In Italia dipendenza dal petrolio, derivati e gas era dell 84,3%. Prezzi a lungo bassi: l ostilit verso Israele e il risentimento arabo per gli alleati dello Stato ebraico furono quindi l occasione, non la causa della crisi petrolifera. Ma a lungo si parl solo del lato politico e di come ci fossero paesi imperialisti sfruttatori, e fosse quindi necessario instaurare un nuovo ordine economico mondiale . Ma ci non sarebbe durato a lungo: fronte dei produttori eterogeneo, Arabia saudita e Iran partner importanti Usa e poi tutto si pu fare con le proprie risorse fuorch usarle come arma per uccidere il proprio maggiore consumatore. Il rincaro dei prezzi inoltre era andato a colpire anche PVS come l India. Ci fu allora periodo di assestamento, che per mise alla dura prova la solidariet occidentale. Kissinger propose creazione IEA, a cui la Francia rifiut di partecipare, ma la sua conferenza internazionale sull energia fra produttori e consumatori, dell aprile 1975, fu un buco nel petrolio. muore Pompidou nel febbraio 1974, a maggio eletto Valry Giscard d Estaing. Ma almeno Francia, nel rischio di perdere rapporti privilegiati col mondo arabo, rafforz propria indipendenza con centrali nucleari. L Italia non ebbe n la forza politica di opporsi al piano di Kissinger, n l autorit necessaria per imporre un programma nucleare a una societ politica in cui i partiti popolari compresi settori della stessa DC gareggiavano nel competere la nuova sinistra (radicale, liberale, ecologica). Ci fu il piano energetico nazionale del quarto governo Moro, ma venne affossato dal referendum del 1987. Insomma, eravamo costretti a militare nel campo di Kissinger (fosse solo perch ci serviva il sostegno americano per la ripresa economica) ma temevamo pi di tutti le rappresaglie dei

produttori, e sx sosteneva arabi. Diminuimmo allora importazioni arabi grazie a pi metano (Paesi Bassi, Algeria) e a redistribuzione del fabbisogno petrolifero in pi paesi (URSS, Libia di Gheddafi). Della Libia fummo il partner occidentale pi condiscendente e paziente. La politica estera italiana era ormai schiacciata fra due fattori contraddittori: da un lato lo sviluppo economico che aveva fatto dell Italia uno dei maggiori consumatori d energia del mondo, dall altro la turbolenza della societ italiana e la fragilit dell esecutivo; paradossalmente la prosperit invece di rafforzare il nostro status ci aveva esposto a un doppio ricatto: dei produttori di energia e dei propri ambienti economici che rivolgevano le loro esportazioni dove andavamo a comprare energia (quindi dove andavamo a lasciare i nostri soldi). Mediterraneo. Sui rapporti con Libia ebbe grande influenza il concetto secondo cui l Italia avrebbe pi facilmente assunto una posizione preminente nel mediterraneo quanto pi avesse dato prova di comprensione e simppatia per i paesi di recente indipendenza. Aldo Moro fu in quegli anni il maggior esponente delle tendenze proarabe della politica estera italiana. Avanz proposta di conferenza cooperazione e sicurezza nel mediterraneo (inattuabile, si sarebbe trasformata in pubblico processo a Israele), che desse prestigio al paese con iniziativa di pace che, tra l altro, permettesse anche di non prendere partito su molte crisi regionali. Di nuovo tema della pace come bene rifugio. Comunque alcune mosse anti-israeliane: rapporti con l OLP, Pertini che riceve Arafat nel settembre del 1982. Una diplomazia pro araba e pro-palestinese che, tra gli imbarazzi, piaceva alla sinistra, ai nazional-populisti, agli uomini d affare e alla santa sede. dialogo Est-Ovest. Per dieci anni dopo l inizio della guerra fredda i sovietici avevano provato a smilitarizzare l europa centrale, a neutralizzare la Germania occidentale per poi provare a controllarla in qualche modo. Ma quando compresero che gli USA si sarebbero sempre opposti iniziarono a lanciare la proposta di una grande conferenza europea per la pace e la stabilit del continente. Ove pace significava equilibri politici e territoriali in Europa emersi dalla guerra. Inoltre erano spinti alla conferenza dalla convinzione che lo stallo nucleare e l equilibrio dei blocchi avessero congelato i rapporti di forza in Europa e che l Urss dovesse puntare su Africa e America centrale. La prima risposta degli Usa, che temevano fosse un offensiva per indebolire la solidariet atlantica, fu negativa. Kissinger, che preferiva una diplomazia bilaterale a una conferenza multilaterale, si risolse ad accettare la proposta quando comprese che il rifiuto avrebbe irritato gli alleati europei e avrebbe scompaginato l alleanza pi di quanto i sovietici non sarebbero riusciti a fare con la loro diplomazia. Da allora gli americani si dedicarono ad allargare il concetto di sicurezza e cooperazione sino a includervi altri elementi come i diritti dell uomo, la libert di movimento e d informazione, lo sviluppo di contatti economici Atto finale a Helsinki, 1 agosto 1975. L America accett di avallare le conquiste sovietiche, territoriali e ideologiche nell Europa centro-orientale, ma si riserv il diritto di richiamare senza tregua sovietici al rispetto degli impegni che essi avevano assunto sui diritti umani. novembre 1976 Carter Presidente Usa. Meno realpolitiker ma tenace, ostinato in materia di diritti umani. Ci spinse anche paesi europei a criticare e pungolare il regime sovietico con ripetuti interventi diplomatici a favore dei dissidenti. Cos non fece l Italia: perch nel 1976 il PCI entr nell area di governo . PCI si stava distaccando gradualmente da Mosca: 1964 memoriale Yalta togliatti,opposizione nel 1968 di convocare una conferenza partiti comunisti per pubblico processo a eresie del partito comunista cinese. Proposta, dopo il colpo di Stato contro Allende in Cile, di un compromesso storico da parte di Berlinguer alla DC. Il fallimento dell esperimento cileno avevano convinto Berlinguer che i comunisti non sarebbero mai andati al potere in un paese dell Alleanza Atlantica se non nell ambito di un accordo con il maggiore partito democratico e borghese . Ma i comunisti, a differenza dei socialisti, erano costretti a fare i conti con la propria ideologia per non restare in una sorta di limbo ideologico tentativo di creare con i comunisti francesi e spagnoli una variante occidentale del comunismo europeo ( eurocomunismo ), che fall, e pi tardi tentativo di accreditare PCI come alleato naturale delle forze pi progressiste in Europa (Spd tedesca,

labour, ecc.) pur preservando un legame affettivo con la patria del socialismo . Il compromesso storico era ovviamente un ipotesi avversata dagli USA. Berlinguer, imitando Nenni, in un intervista al corriere della sera del 15 giugno 1976 riconobbe l utilit della nato e si spinse fino a dichiarare che la costruzione del socialismo sarebbe stata pi facile sul versante occidentale che sul versante orientale del sipario di ferro. Un anno dopo afferm che si era esaurita la spinta propulsiva della rivoluzione d ottobre. Ma gli americani non furono tranquillizzati: PCI era per loro sempre una quinta colonna dell URSS nel gennaio 1978, in risposta alla richiesta comunista del loro ingresso nel governo, veto implicito nella dichiarazione Richard Gardner (ambasciatore USA a Roma) e Dipartimento Stato Usa. Il veto venne accettato con remissiva naturalezza dalla classe dirigente italiana, che si pieg a un esplicita imposizione straniera basti pensare che i comunisti francesi parteciparono al governo dopo che Mitterand venne eletto Presidente della Repubblica. Ma i francesi potevano contrapporre ai timori e sospetti degli alleati la forza dell esecutivo, l efficacia dell amministrazione, la qualit dell impegno militare, l orgoglio nazionale, assenti in italia. La collaborazione con i comunisti comunque lasci un segno: dichiarazione del 1977 di sei partiti: Dc, socialisti, socialdemocratici,liberali, repubblicani, comunisti: vennero ribadite le scelte della politica estera italiana: integrazione europea, solidariet atlantica. In s niente di trascendentale, ma una svolta: con la seconda met degli anni 70 la politica estera non fu pi un esclusiva espressione dei tradizionali partiti di governo, ma rispecchi gli interessi e le valutazioni di una pi vasta maggioranza, finalmente una politica estera bipartisan. Per per PCI Nato non era risposta dell occidente alla minaccia dell URSS, ma un pezzo indispensabile degli equilibri politici internazionali. Necessario accettarla per evitare instabilit e isolamento. Il PCI insomma accett la Nato per diventare il custode e il garante della sua impotenza. Ci per influenz le tendenze della sinistra (cattolici, socialisti) che avevano aderito all alleanza con forti riserve mentali. Di fatto accadde che l area di governo fu teatro di una sequenza di ricatti a catena. politica estera che, per ottenere pi consensi possibili, divenne ancora pi consensuale e quindi meno affidabile. Questo non fu corretto, se non i parte, dalla fine dei governi di solidariet nazionale. Cessava l appoggio dei comunisti al governo ma non la prassi consociativa che si era instaurata (e che avevano portato anche a una piccola rivoluzione costituzionale che rendeva necessario, in molti casi, apporto opposizione), che rimase anche durante scelte,come lo spiegamento dei missili Cruise in Sicilia, che non ci sarebbero mai potute essere con i comunisti al governo. Malta, 1972, il premier laburista Dom Mintoff fa un accordo con Gheddafi che gli propone assistenza economica a condizione che dalle basi inglesi dell isola non partissero rifornimenti per Israele. Inglesi non contatti, intervengono italiani nel negoziato. Italia nel 1980 garantisce la neutralit dell isola, ma MIntoff alle sue spalle continua a trattare con Gheddafi e URSS. Accordi di Osimo del 1975. Ratificavano intese del memorandum di Londra del 1954. Italia che ottenne solo il diritto di preservare con qualche iniziativa culturale le memorie e le tradizioni della comunit italiane ma, soprattutto, gli accordi fecero dell Italia il partner anziano della nuova amicizia italo-jugoslava e partner secondo solo alla Germania. Ovviamente con la morte di Tito e la disgregazione della Jugoslavia sarebbe tutto cambiato. Rambouillet dicembre 1975. Idea di un incontro al vertice delle maggiori potenzze industriali di Giscard D Estaing., che era pi preoccupato dagli aspetti monetari della crisi, ma al vertice si parl di tutti i grandi problemi dell economia internazionale e venne abbozzata la linea di una strategia comune, con molteplici obiettivi spesso configgenti tra essi: lotta alla disoccupazione, liberi scambi, sviluppi dei rapporti commerciali con i paesi del blocco sovietico, assistenza ai PVS, collaborazione con i paesi produttori per la soluzione del problema dell energia, stabilit monetaria. Facevano parte del club economico Usa, Francia, Gran Bretagna, Giappone e Germania (ormai potenze economiche) e l Italia, anche se essa non rientrava nei piani di Giscard, per la mancanza di un nostro governo stabile, saldo, in grado di orientare fermamente l economia furono proprio questi elementi a far preoccupare gli Usa e far s che ci facessero invitare:

l esclusione avrebbe colpito a morte il governo DC e favorito i comunisti. Ancora una volta fu la nostra intrinseca debolezza ad aiutarci. Ma invitata l Italia venne chiamato anche il Canada, come a sottolineare che c erano dei partner maggiori e quelli minori (tant che ogni riunione preceduta da una a 5). cade Andreotti nell agosto 1979, sale Cossiga.Nel 1976 i sovietici avevano iniziato a dispiegare gli SS20, con testata multipla, media gittata dimostrazione della considerazione per la nuova distensione e spada di damocle su europa occidentale. Paura del decoupling: si temeva che i missili avrebbero disgiunto (decuple) gli alleati europei pregiudicando la coesione atlantica. Allarme lanciato nell autunno del 1977 da Helmut Schmidt: per neutralizzare l effetto politico delle nuove armi sovietiche era necessario stanziare nei paesi europei della Nato missili di pari potenza e gittata e che gli americani si rimpegnassero nella difesa dell Europa. Gruppo dei 4 (Usa, Uk, Ger, Fra) ne discusse a Guadalupa nel gennaio 1979. Italia ovviamente esclusa da questo club politico militare (governi instabili, comunisti che influenzavano il governo, modestia del suo impegno militare). Ma un ruolo lo avemmo: nel dicembre 1979 ci facemmo avanti per far installare i missili da noi., decisione presa grazie alla fine dei governi di solidariet nazionale e dalla presenza di Cossiga, vicino ad ambienti militari, alla presidenza del consiglio. La nostra decisione lev un peso a Schmidt. doppia decisione del consiglio atlantico: spiegamento missili Cruise e Pershing in cinque paesi dell alleanza a partire dal 1983, ma allo stesso tempo gli americani avrebbero negoziato con URSS per azzerare presenza missili intermedi da una parte e dall altra. Fu un varco in cui tutti i movimenti pacifisti e antinucleari occidentali si inserirono. Un movimento pacifista molto visibile in paesi con spiccata identit nazionale e con le tradizioni protestanti che favorivano la partecipazione del clero ai movimenti della societ civile maggior successo in germania, Olanda, UK che in Belgio o Italia. La battaglia per lo spiegamento dei missili in italia fu combattuta in parlamento, non nelle piazze. Nel 1983 con Craxi Presidente (da agosto), Andreotti agli Esteri e Spadolini alla difesa, nessuno rimise in discussione la scelta del governo Cossiga. Lo spiegamento per, che stava per iniziare nel dicembre 1983, non fu mai portato a termine. Dal dicembre 1983 al dicembre 1987 USA e URSS firmarono a Washington un accordo per la completa eliminazione dei missili intermedi dal teatro europeo. Intanto si stavano rovesciando le situazioni a cui era pi rivolta la politica estera italiana: a nord il pericolo era pi immaginario che reale, a sud la situazione stava diventando sempre pi pericolosa e inafferrabile guerra civile in Libano, e rivoluzione iraniana nell autunno 1978 (dove il processo di modernizzazione era stato troppo irruento per non creare corruzione, repressione, alienazione ). Il clero sciita era pronto ad approfittarne per rovesciare il suo nemico, lo Sci, e ci successe quando il clero e l ayatollah Khomeini (costretto a lasciare il paese nel 1964) presero la guida della protesta popolare. Fu la modernizzazione fallita, non il fondamentalismo islamico, la causa principale della rivoluzione iraniana, ma le involontarie colpe del capitalismo occidentale rimisero in gioco quelle forze della tradizione che i modernizzatori avevano temporaneamente sconfitto rivoluzione che diventa islamica e suo nemico l occidente. Per Italia fu una disgrazia economica e politica. Gestire questa situazione era complicatissimo, e l italia ne usc mediocremente, ma con l alibi del coordinamento delle politiche estere dei membri della CEE, nobile maschera con cui vennero nascosti i tentennamenti dei vari paesi. rivoluzione ebbe conseguenze che sconvolsero equilibri politici dell intera regione: per america perdita di un alleato, per urss un virus che poteva contagiare le repubbliche sovietiche dell Asia centrale invasione sovietica in Afghanistan nel dicembre 1979. Gli Usa iniziarono a creare una forza di pronto intervento capace di attraversare velocemente l Atlantico per difendere il golfo e le vie del petrolio da eventuali influenze sovietiche. Per far ci c era bisogno dell appoggio logistico degli alleati, un estensione fuori area degli obiettivi e dei compiti della Nato. Venne creato il Central Command per difendere l Europa e l America ovunque fossero minacciate. In Libano la rivoluzione rafforz le forze integraliste e il controllo del meridione da parte dell OLP, da cui partivano bombardamenti su Israele spedizione punitiva di Israele in Libano. Iraq attacc l Iran nel settembre 1980, contando sull appoggio (esplicito o tacito) di Arabia Saudia, emirati

del golfo, URSS, Usa e alcuni paesi europei, ostilial regime khomeinista. 8 anni di guerra e convinzione in Saddamdi poter aspirare all egemonia del Golf e di riscuotere il Kuwait (agosto 1990), cosa certamente ostile al desiderio USA di evitare che qualcuno che non fosse l America controllasse la via del petrolio. Libano, spedizione Usa per separare contendenti (1982-1984), 1984 paesi europei nel mar rosso per ripulire le acque dalle mine. 1986, dopo incidenti aerei nel golfo della Sirte Usa bombardano Libia e provano a uccidere Gheddafi. 1987 navi occidentali nel golfo persico per proteggere trasporti marittimi e petroliferi dalla marina iraniana e 1990 spedizione per reagire a occupazione Iraq del Kuwait nel 1990. Andreotti, ministro degli esteri durante operazioni del dolgo nel 1987 e pres cons durante la guerra del Kuwait non nascose che avrebbe preferito astenersi dal conflitto, cercando sempre di sminuire ragioni del contrasto e di assumere posizioni equidistanti. Stessa reazione imperturbabile anche nel 1986 quando Gheddafi lancia due missili a base americana di Lampedusa. Ma non si poteva pi giocare al ruolo dell italia protettrice dei paesi del mediterraneo/medio oriente dopo il declino della nostra potenza e l importanza che aveva ormai la regione! E Andreotti non era neanche nazionalista solo pensava che una diplomazia morbida(che evitasse lo scontro frontale fra nazionalismo arabo e democrazie capitaliste) avrebbe difeso meglio gli interessi del cattolicesimo e della chiesa nella regione. Questa strategia che preferiva il ritardo dello scontro alla soluzione delle varie crisi non si pu neanche definire diplomazia, perch escludeva a priori il ricorso all ultima ratio regum, lo strumento militare insomma, che tra l altro si mostr debole, mediocre, una dimostrazione che avrebbe portato finalmente, alla guerra del golfo, a considerare il problema delle proprie forze armate alla luce delle vicende in cui rischiavano di essere coinvolte (ovverosia crisi sul fianco meridionale, non necessariamente appoggiate dalla Nato). Negli anni settanta, la CEE divenne un organismo sempre pi intergovernativo. Uniche novit: elezione diretta del Parlamento Europeo nel 1979 e, nel marzo dello stesso anno, creazione dello SME (con cui si fissavano i limiti di fluttuazione fra le singole monete dei paesi comunitari). Uk ne rimase fuori. L Italia ne ader nel dicembre 1978 con un governo sprovvisto di maggioranza e in un momento di confusione (arrestato Paolo Baffi governatore Banca centrale, morte La Malfa, ecc.). Il governo andreotti decise di aderire al SME, ma pi che altro perch nessun partito politico era disposto ad assumere, in materia di integrazione europea, il ruolo dell opposizione. Faceva paura staccarsi dal traino dell unit europea e percorrere una non ben precisa rotta solitaria. Decisione presa senza dibattito e contro il parere della banca centrale. Il grande consenso europeo della politica estera italiana era un altro volto della sua fragilit. Certo c erano contributi solitari come quello di Altiero Spinellli. Costituzione nel luglio 1980 del Club del Coccodrillo, ove cominci a elaborare con altri deputati a un progetto di Unione Europea, nei suoi intenti completa e perfetta, realmente federale, priva di costruzioni parziali come la comunit, la cooperazione politica e il sistema monetario unione con un capo dello Stato (il Consiglio europeo) composto da capi di Stato e di governo dei paesi membri; un potere legislativo, dato dalla dialettica complementare del consiglio dell Unione (designato dai governi) e del parlamento (eletto dai popoli), un potere esecutivo (la commissione), uno giudiziario, la Corte di giustizia. Il primo parlamento europeo, grazie all azione di Spinelli, costitu una commissione istituzionale di cui divenne relatore e approv il suo grande progetto. Questo venne approvato parzialmente nell Atto Unico Europeo, del dicembre 1985: mercato unico entro il 1 gennaio 1993, unione monetaria, politica regionale, ecologia, politica sociale, ricerca scientifica. Pochi in Italia si accorsero che l Atto Unico avrebbe profondamente alterato lo status internazionale del paese, perch rifletteva il nuovo equilibrio europeo, frutto di convergenze franco-tedesche (un Europa meno egualitaria) e perch avrebbe modificato le relazioni tra politica estera e politica interna. Con l Atto unico apparvero sull orizzonte politico italiano alcune novit che avrebbero oscurato, prima o dopo, le classiche distinzioni fra politica estera e politica interna. La creazione di un grande mercato europeo avrebbe costretto l italia a modificare leggi, regolamenti, rinunciare alle barriere, ecc.. L unione economica avrebbe fatto conformare politica fiscale e monetaria a quella di francia e germania insomma, la politica interna

italiana sarebbe divenuta progressivamente soggetta agli imperativi e alle censure della politica comunitaria. Ma ci sarebbe avvenuto negli anni 90. Gorbacev al PCUS nel marzo 1985. Nei primi anni di perestrojka italia fu paese occidentale a dare maggior credito all esperimento riformatore del leader sovietico. Questo perch Gorbacev prometteva una nuova era di distensione, e ci avrebbe potuto significare niente pi decisioni sofferte o sgradite per la dirigenza italiana, pi autonoma e con meno rapporti conflittuali da dover soppesare all interno del paese. Piacque anche al mondo cattolico italiano, che sper nell apertura della Russia ai rapporti spirituali con il cristianesimo occidentale e nella dimostrazione (per la sinistra cattolica) che esisteva una terza via tra materialismo capitalistico e marxismo staliniano. Infine Gorbacev piacque a molti imprenditori, che sperarono nell apertura di un grande mercato continentale. Ma erano finiti i tempi in cui il basso costo del lavoro garantiva all industria italiana un margine di vantaggio sui mercati internazionali, serviva che il governo facesse la sua parte con crediti all urss e garanzie agli esportatori. I vantaggi per l Italia diminuirono a mano a mano che entrarono in campo altri paesi, ben pi importanti per la politica estera dell URSS. Intanto Giovanni Paolo II era divenuto interlocutore ideale per Gorbacev, un utile alleato per la sua politica di pace e il necessario pilastro di quella casa comune europea di cui annunciava la costruzione, un altro motivo per avere buoni rapporto con l Italia (tanto pi che dal 1983 al 1989 Ministro degli Esteri fu il DC Andreotti). Gli anni fra il 1989 e il 1991 segnarono la fine della politica estera che l Italia aveva fatto con fasi alterne nell Europa divisa dai blocchi sin dalla Presidenza Gronchi fine dell impero sovietico in Europa, unificazione tedesca e disintegrazione dell Urss, fine di tutte le condizioni che ci avevano permesso di atteggiarci occasionalmente come la pi conciliante delle potenze occidentali. Ma ci erano sempre mancate le due condizioni per fare i negoziatori: essere in grado (politicamente e militarmente) di poter fare promesse e minacce. Per l Italia promuovere la pace e singolarizzare la sua posizione in europa era solo di un esercizio autosufficiente destinato a cogliere solo qualche beneficio di facciata. L Italia fu raramente alleata , non glielo permettevano la modestia del suo impegno militare, i suoi equilibri interni e una certa insopprimibile vocazione a fare da s, vale a dire a perseguire i propri obiettivi ai margini dei grandi schieramenti internazionali. Gi nel 1949 l Italia non entr nella Nato per prepararsi con gli alleati all eventualit di una guerra possibile, ma per evitare i rischi dell isolamento e per sfruttare lo stallo per intrattenere con l avversario i migliori rapporti possibili. (come ai tempi della Triplice). Certo, in caso di guerra tutto questo sarebbe saltato, ma la pace era ancora pi pericolosa, perch avrebbe reso il ruolo dell italia inutile e insignificante. Esattamente ci che avvenne tra il 1989 e il 1991. Come reazione Gianni De Michelis propose all Austrria e a altri paesi danubiani la creazione di un associazione mitteleuropea. Nata quadrangolare Italia, Austria, Jugoslavia, Ungheria divenne poi pentagonale (Cecoslovacchia), poi esagonale (Polonia) e poi perso il conto sei suoi soci, Iniziativa centro-europea, con lo scopo dichiarato di dare, ad alcuni paesi, dopo quarant anni di socialismo reale, una sala d attesa in cui trascorrere confortevolmente gli anni di transizione prima dell ingresso nella Comunit europea (scopo non dichiarato: evitare che questi paesi cadessero nell orbita tedesca e quasi far diventare l Italia una pretendente al trono di quella duplice monarchia austroungarica che aveva contenuto per decenni l espansione dell imperialismo tedesco e russo). Progetto fall per l assenza di sufficienti infrastrutture comuni o degli sforzi finanziari adatti a crearle. In cecoslovacchia 80% investimenti era tedesco, in ungheria americano o giapponese e poi Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria si staccarono e crearono il gruppo di Visegrad, un piccolo mercato comune. Ma il maggior danno all Esagonale e in generale alla politica estera italiana venne tuttavia dalla Jugoslavia, perla della nostra ostpolitik , con cui avevamo ottime relazioni. Ma l evidente fallimento delle riforme economiche degli anni settanta, la morte di Tito, il crollo del comunismo e la fine della guerra fredda privarono la Jugoslavia delle ragioni che ne avevano puntellato l unit. L Italia si ostin a esserle favorevole

mentre sloveni e croati reclamavano la loro indipendenza, in cui vedevamo due possibili stati ringhiosi e nazionalisti in cui la germania avrebbe potuto estendere la sua influenza. Nel contempo dagli ambienti cattolici si spingeva per l indipendenza, data la predilezione della Santa Sede per le popolazioni cattoliche della Slovenia e della Croazia. L Albania, dopo la guerra divenne invulnerabile grazie alla guerra fredda, che la proteggeva da un colpo di mano occidentale, e le rivalit del campo comuista, che la proteggevano da un colpo di mano jugoslavo o sovietico. Italia fece ogni sforzo per migliorare i suoi rapporti e dimostrare che aveva appreso le lezioni del passato, che non aveva nulla a che fare con quella fascista e prefascista. Ma dopo il crollo del comunismo ha fatto s che il nazionalismo albanese si rivolgesse soprattutto contro l Italia, come se il fallimento del regime albanese rimettesse gli orologi del paese all ora in cui esso aveva divorziato da Roma. Dal 1991 ci assumemmo il ruolo di protettore e organizzammo aiuti sul posto, ma solo per impedire una massiccia immigrazione albanese. sempre pi crisi della politica estera italiana fra il 1989 e il 1991, ancora pi passivi davanti ai grandi avvenimenti in Europa, nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente. Ma il declino della politica estera italiana non poteva imputarsi solo alle mutate condizioni dell equilibrio mondiale. Il motivo era anzitutto nella fragilit del suo sistema politico, nell ossessiva attenzione delle coalizioni di governo per le istanze popolari della sinistra,,nel continuo tentativo di evitare atteggiamenti conflittuali e contenziosi, nella mancanza di uno strumento militare con cui dare sostanza e spessore alle sue posizioni politiche. Tutti elementi ancora pi pressanti nei diversissimi, per le relazioni internazionali, anni novanta.

Da Amato a Berlusconi
Fra le elezioni del 1992 e quelle del 1996 la Farnesina ebbe cinque inquilini: Vincenzo Scotti (giugno-luglio 1992), Emilio Colombo (luglio 1992-aprile 1993, fine del governo Amato), Beniamino Andreatta (aprile 1993-maggio 1994, governo Ciampi), Antonio Martino (maggio-dicembre 1994 governo Berlusconi), Susanna Agnelli (governo Dini fino al maggio elezioni 1996), ma in molti casi la presenza dell Italia nel mondo fu garantita da iniziative individuali (come Francesco Paolo Fulci che impedisce a Germania e Giappone di avere un seggio permanente al CDS ONU, o la comunit di Sant Egidio che mise pace tra fazioni in Mozambico. Dal 1996 al 2001, tre presidenti del consiglio (Prodi, D alema, Amato) ma un solo ministro degli Esteri, Lamberto Dini. In Somalia la situazione era cambiata quando al potere era andato, con un colpo di Stato, Siad Barre, che per anni sfrutt la posizione geografica del paese (controllava la rotta tra il Mediterraneo e l Oceano indiano e le rotte del Capo), ambitissimo durante la guerra fredda, ma caduto nell indifferenza generale nel gennaio 1991, con il crollo dell URSS e la fine della guerra, con il valore geopolitico del paese ormai sminuito. guerra civile, perfetta per gli scopi umanitari occidentali Restore Hope , missione Usa approvata da ONU. Marines che sbarcano il 9 dicembre 1992. (partecipazione italiana: Missione Ibis, non apprezzata da Usa che vedeva in noi disturbo a causa dei vecchi rapporti avuti con Barre). Dopo l aprile del 1993 e un cambio di governo (Amato Ciampi, agli esteri Andreatta) e uno scontro di vedute con Usa su come operare in Somalia, la missione italiana dovette ritirarsi da Mogadiscio. Usa decidono di uccidere Mohammed Aidid, ma suoi uomini distruggono il 3 e il 4 ottobre 1993 cinque elicotteri americani, uccisero 18 ranger e ne ferirono 73 e altrettanti prigionieri Clinton annunci che il suo contingente sarebbe stato ritirato entro il 31 marzo 1994, e cos fecero le altre forze dell ONU tra cui la missione ibis. il 15 gennaio 1992 la Comunit europea riconobbe l indipendenza di Slovenia, Croazia e chiese a Bosnia di fare referendum sul proprio futuro. Una decisione voluta dalla Germania per cui, disse, il riconoscimento delle singole nazionalit avrebbe evitato la guerra civile. Fu il contrario. I serbi-bosniaci rifiutarono di partecipare al referendum e proclamarono la loro repubblica (7 aprile) e assediarono Sarajevo. Guerra civile tra serbo bosniaci e croati e mussulmani (a volte alleati, a volte nemici). In contemporanea guerra nella krajna, provincia croata ma abitata da serbi missione Onu in Croazia e Bosnia Unprofor, che non aveva n

il potere n i mezzi per imporre la propria autorit. Italia che perdeva un buon alleato e veniva esclusa dal gruppo di contatto che decideva sul da farsi per risolvere la crisi (ci per volont di Kohl e Mitterand). 7 gennaio 1992: mig jugoslavo abbatte elicottero italiano della missione europea, 3 settembre un missile Stinger distrugge un g222 italiano con aiuti umanitari per Sarajevo. Nel maggio 1995 croati decidono di riconquistare la Slavonia, provincia croata ma abitata da serbi. Poi bosniaci che provano a rompere assedio Sarajevo. Poi serbi che assalgono la citt bosniaca di Srebrenica, dichiarata zona protetta dall ONU il 30 agosto 1995 la Nato cominci a bombardare dall aria le posizioni serbe in Bosnia, colpendo l esercito di Mladic negoziati Dayton, in Ohio. decisa la nascita di una confederazione bosnia di cui avrebbero fatto parte una Repubblica serba e una Federazione serbo-croata, con pace garantita da forza Nato (IFOR), con italiani dentro, finalmente in grado di superare la chiusura del gruppo di contatto . Governo Prodi. Nuova crisi balcanica. In Albania Berisha al potere. Sistema delle piramidi che crolla nel novembre 1996. Crisi in albania, disordini, emigrazione. Italia che fa blocco navale davanti all Albania missione alba autorizzata dall ONU con 7000 persone (francesi, greci, spagnoli e comandante italiano) in Albania che riport la governabilit nel paese. Dopo Dayton Italia ritorna a politica filoserba. Ma Dayton aveva ignorato il problema del Kosovo e della sua maggioranza albanese. Milosevic che pensa di poter regolare la questione. E lo stesso pensa, sul lato opposto, il neonato Esercito Albanese di liberazione (UCK). Dopo attentati, ecc. i serbi reagirono sulla popolazione civile. Intervengono Chirac e il segretario di Stato USA Madeleine Albright, che convinse UCk ad accettare formula che Milosevic non avrebbe mai condiviso. Intanto in Italia c era D Alema, governo formato dai DS e dall UDR (centristi nel nuovo partito di Cossiga). D Alema cap che la guerra del Kosovo rappresentava per il suo governo un esame di passaggio, per cui i DS avrebbero mostrato di essere socialdemocratici, fugando qualsiasi sospetto. A quel punto tanto valeva trarre qualche vantaggio dal partecipare alla guerra. La Nato inizi a bombardare la Jugoslavia il 24 marzo 1999, ma serbi resistettero (assurda visita di solidariet a Belgrado di Cossutta, del PCI). Ma serbi costrinsero a esodo kosovari, e questo cambi atteggiamento italiani e rafforz le posizioni del governo, al punto che d alema fece passare l operazione della nato come una guerra di tipo nuovo,issando il vessillo dei diritti umani. Certo, alla fine la coalizione si sarebbe dissolta, ma il presidente ebbe il merito di dire pubblicamente che il sistema pubblico italiano non permette al paese di fare una politica estera corrispondente alle sue dimensioni e ai suoi interessi [ ] in politica estera e nella difesa l esigenza della stabilit cruciale. Non si pu rischiare una crisi di governo in guerra . Ingresso Italia nell Euro: 1992-1997. Trattato di Maastricht firmato, nel febbraio 1992, da Andreotti, De Michelis e Guido Carli [allora ministro del tesoro], con itlia che era fuori norma per debito pubblico, deficit di bilancio, tassi di interesse, tassi di inflazione solo ok la partecipazione allo sme, da cui per dovemmo uscire nel settembre 1992 dopo la crisi speculativa sulla lira finanziarie durissime con Amato e (meno dura) con Ciampi. Smantellamento dell economia pubblica, accordo con sindacati per evitare spirale prezzi salari. Poi arriva Berlusconi, che costitu il governo con due forze euroscettiche, Lega Nord (localista) e AN(non aveva votato la ratifica di Maastricht). Ministro degli Esteri fu Antonio Martino, il chicago boy, figlio di Gaetano Martino, ma era diffidente verso la contemporanea politica europea. Era convinto che la strada scelta dall Unione Europea per la creazione di una moneta unica fosse completamente sbagliata. Anzich procedere per gradi, costringendo i singoli stati ad applicare i criteri di convergenza,occorreva farlo di colpo, con una specie di Big Bang , per evitare una divisone dell Unione fra una Europa tedesca composta da paesi adempienti, e un Europa degli inadempienti. gli altri ministri degli esteri europei furono ovviamente indispettiti da un collega che voleva rimettere in discussione tutte le scelte precedenti. Il governo, per l opposizione dei sindacati, non riusc ad approvare la riforma del sistema previdenziale creata da Lamberto Dini. Poi cade il governo, e tra gennaio 1995 e maggio 1996 Presidente del Consiglio Lamberto Dini, futuro ministro degli Esteri. Quel tentativo fallito fece capire che nessuno da allora avrebbe

cercato di risanare i conti dello Stato riducendo la spesa pubblica o impegnando un braccio di ferro con le organizzazioni sindacali. Per entrare nell euro non restava altra strada che la pressione fiscale e il rigore finanziario Prodi presidente del consiglio e ministro del tesoro Carlo Azeglio Ciampi e Piero Giarda sottosegretario al Tesoro. Nel 1998 l Unione riconobbe che l Italia aveva i conti in ordine e poteva entrare nell euro. Ma il 1998 fu anche l anno in cui Rif. Com. leva appoggio a governo. Prodi D alema, ma solo dopo aver raggiunto il traguardo europeista. Comunque sistema italiano che si conferm tra i pi instabili proprio nel momento in cui il paese riusciva a evitare il declassamento internazionale. Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio (2001-2006) con coalizione di ex fascisti e un movimento simile al FPO austriaco di Heider. critiche da governi europei, perch ormai le singole elezioni nazionali hanno assunto un importanza europea. Ma pi che per creare strategie comuni (sinistre europee, destre europee), queste reazioni alle elezioni altrui dipendono pi che altro dalla sensazione che l alternanza fra destra e sinistra obbedisca ormai, nello spazio politico europeo, a ritmi comuni. Timore su Berlusconi era dato pure dallo Scetticismo con cui il suo ministero si era occupato in materia di unione monetaria nel 1994 e dal discorso critico di Martino all interno del dibattito sulla dichiarazione comune votata da maggioranza e opposizione per assicurare alleati che, pur col cambio di governo (maggio 1996 elezioni) l italia, nel suo semestre di presidenza, avrebbe mantenuto la stessa politica. Ma quale sarebbe stata la politica europea di Berlusconi nel 2001? Quella di Martino o quella di Amato, Ciampi e Prodi? Scelse come Ministro degli Esteri Renato Ruggiero, dalle credenziali impeccabili in Europa. Ma ormai le questioni europee erano competenza di molti altri ministeri e che Ruggiero avrebbe potuto rappresentare l Italia solo col sostegno del Presidente del Consiglio nei confronti degli altri ministri. Continuamente contraddetto, Ruggiero nel gennaio 2002 diede le dimissioni e Berlusconi, per evitare chiarimenti imbarazzanti, prefer divenire lui stesso, ad interim, Ministro degli Esteri conferma del pessimo sistema politico italiano e conferma che l Europa, per Berlusconi, non meritava una baruffa ministeriale. Con equidistanza non sciolse mai il dubbio tra l euroscetticismo di Martino e l euroentusiasmo di Ruggiero. Quali sarebbero stati i suoi rapporti con gli USA? Attentati dell 11 settembre 2001. Berlusconi cap che l amicizia con USA sarebbe servita a compensare l ostilit di alcuni partner europei. Fece sensale per trattative nella costituzione Consiglio Nato-Russia nella primavera 2002. Amici di tutti? Dipendeva solo dai rapporti europa-usa. Clinton, sfuggendo alla poca voglia di responsabilit americana dopo fine guerra fredda, era intervenuto in Bosnia e Kosovo nel nome dei diritti umani. Poi arriva Bush nel novembre 2000. probabile che in condizioni normali avrebbe fatto una politica estera non troppo diversa da quella pragmatica e opportunista di Clinton, ma gli attentati del 2001 cambiarono tutto. Vennero accentuate le tentazioni unilateraliste americane e Europa e Usa si spaccarono praticamente su ogni successiva grande questione internazionale. Persino sul terrorismo, categoria omogenea per Usa, tre fenomeni per europei (terrorismo fanatico e mistico alla Bin Laden, etnicoe nazionale es palestina, irlanda e terrorismo rivoluzionario), con cui impossibile trattare ugualmente. Al primo si risponde con la forza, al secondo con il compromesso e i negoziati, il terzo dipende dal consenso di cui i terroristi possono contare nelle loro societ nazionali (vedi BR). Pratica di Mare vertice Nato e Russia a Romano pare che l america di bush abbia sepolto il vecchio patto e abbia accettato di farne una organizzazione per la sicurezza collettiva. In s non cattiva idea, ma spensieratezza nell archiviare il pilastro dei rapporti transatlantici fa riflettere su come questi Usa considerino le alleanze una inutile servit. Meglio le coalizioni in cui Washington a decidere e gli altri obbediscono. Come potr essere amico di tutti Berlusconi in questo scenario? Non chiaro. Alla fine meglio concludere che quella itaiana, come quella di ogni altro paese dell Unione, una sottopolitica estera. Manca una politica estera europea. I vecchi stati hanno ancora alcuni tradizionali strumenti della politica estera, dalla diplomazia alle forze armate, ma non possono servirsene se non nell ambito di

azioni collettive, spesso dirette dagli Usa. L Europa non possiede quegli strumenti e non pu agire o reagire alla giornata con la necessaria flessibilit di un protagonista della politica internazionale. Ma ha altri ingredienti non meno importanti: forte comunit di interessi, ambizioni, orientamenti culturali, un territorio comune che si potr tradurre in una politica estera comune, a meno che le nomenclature dei singoli Stati non continuino a tenersi stretti i vecchi simboli del loro potere e prestigio. Ci vorr del tempo perch capiscano che inutile lottare per impedire di divenire condomini di una politica estera europea.