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Nombre: Daniel Rubn Tacca Huamn

LA CULTURA, LA MENTE E LEDUCAZIONE


I saggi contenuti in questo volume sono tutti prodotti degli anni novanta e sono espressione
dei fondamentali cambiano andati via via modificando le concezioni sulla natura della mente
umana. Questi cambiamenti, come oggi retrospettivamente ci appare chiaro, ebbero origine
da due concezioni profondamente diverse sul funzionamento della mente. La prima era
lipotesi che la mente potesse essere concepita come un dispositivo computazionale. Non
era unidea nuova, ma aveva subito una radicale riformulazione con i recenti progressi delle
scienze computazionali avanzate. Laltra era lidea che la mente sia costituita dallesercizio
della cultura umana e che al contempo si realizzi in essa. Le due diverse visioni produssero
concezioni profondamente differenti della natura della mente e di come la mente debba
essere coltivata, e portarono i rispettivi sostenitori a seguire strategie di indagine
nettamente diverse sul funzionamento della mente e su come possa essere migliorato
attraverso leducazione.
La prima teoria, quella computazionale, si occupa dellelaborazione delle informazioni, di
come cio delle informazioni finite, codificate e non ambigue sul mondo vengano registrate,
classificate, immagazzinate, confrontate, richiamate e in generale gestite da uno strumento
computazionale. Per questa teoria le informazioni sono dei dati gi stabiliti in relazione a un
cdice preesistente, che ha regole proprie e che raffigura come su una mappa gli stati del
mondo. Questa cosiddetta definizione di alta qualit, al tempo stesso, come vedremo, la
sua forza e la sua debolezza. Infatti il processo del conoscere spesso pi disordinato e pi
carico di ambiguit di quanto questa concezione non sia in grado di prevedere.
Il problema piuttosto se la stessa teoria computazionale della mente proponga una visione
soddisfacente del funzionamento della mente, capace di guidare i nostri sforzi nel tentativo
di "educarla". una questione delicata. Perch, da certi punti di vista, il modo di funzionare
della mente dipende a sua volta dagli strumenti che ha a disposizione. Non si pu capire fino
in fondo come funziona la mano, per esempio, se non si tiene conto degli attrezzi che usa: un
cacciavite, un paio de forbici o una pistola a raggi laser. E por lo stesso motivo la mente
sistematica di uno storico funziona diversamente dalla mente del cantastorie clasico, con il
suo repertorio di moduli mitici combinati tra loro. Cos, in un certo senso, la sola esistenza di
congegni computazionali (e una teoria del loro modo de operare) pu farci cambiare idea su
come funziona la mente, e indubbiamente lo far. come avvenuto con il libro.
Questo ci porta direttamente al secondo modo di intendere la natura della mente, che
chiameremo culturalismo: questo approccio prende ispirazione da un dato evolutivo, il fatto
cio che la mente non potrebbe esistere senza la cultura. Infatti l'evoluzione della mente
dell'ominide legata allo sviluppo di un modo di vivere in cui la realta viene rappresentata
mediante un sistema simbolico condiviso dai membri di una comunit culturale, che al
contempo organizza e pensa il proprio stile di vita tecnico e sociale nei termini di quel
simbolismo. Questo modo simbolico non solo viene condiviso dalla comunit, ma viene
conservato, elaborato e tramandato alle generazioni successive che, in virt di questa
trasmissione, continuano a mantenere intatti l'identit e lo stilo di vita della propia cultura.

La cultura in questo senso superorganica. Ma modella anche la mente dei singoli individui.
La sua espressione individuale legata al fare significato, all'attribuzione di significati alle
cose in situazioni diverse e in occasioni concrete. Fare significato implica situare gli incontri
con il modo nel loro contesto culturale appropriato, al fine di sapere di cosa si tratta in
definitiva.
Como il suo cugino computazionale, il culturalismo cerca di mutuare intuizioni dalla
psicologia, dall'antropologia, dalla linguistica e delle scienza umane in generale, allo scopo di
formulare un nuevo modello della mente. Ma gli obiettivi sono radicalmente diversi. Un
grande merito del computazionalismo l'interesse per tutte le forme di organizzazione e di
utilizzazione delle informazioni. Il computazionalismo non individua confini interdisciplinari,
nemmeno quelli fra il funzionamento umano e non umano. Il culturalismo invece si
concentra esclusivamente sui processi di creazione e di transformazione dei significati messi
in atto dagli esseri umani nelle comunit culturali.
Fuente:
Bruner (2002) La culture delleducazione. Nuovi orizzonti per la scuola. Feltrinelli Editore.
1. Rispondi alle domande
a) Di quando sono i saggi contenuti in questo testo?
Di anni novanta
b) Qual la prima ipotesi?
La mente potesse essere concepita come un dispositivo computazionale.
c) Qual la seconda ipotesi?
La mente sia costituita dallesercizio della cultura umana e che al contempo si realizzi in
essa.
d) Come lavorano i sostenitori dei due diverse visioni?
I rispettivi sostenitori hanno strategie di indagine nettamente diverse sul funzionamento
della mente e su come possa essere migliorato attraverso leducazione.
e) Nella prima teoria, Quali sono i processi per l'elaborazione delle informazioni?
La mente codifica e non ambigue sul mondo vengano registrate, classificate,
immagazzinate, confrontate, richiamate e in generale gestite da uno strumento
computazionale.
f)

Nella seconda teoria, Come l'espressione della mente sta legata alla cultura?
La cultura modella la mente dei singoli individui e la sua espressione legata al fare
significato, all'attribuzione di significati alle cose in situazioni diverse e in occasioni
concrete.

g) Qual' la principale differenza tra la due teorie?


Il computazionalismo ha l'interesse per tutte le forme di organizzazione e di utilizzazione
delle informazioni e non individua confini interdisciplinari, nemmeno quelli fra il
funzionamento umano e non umano. Il culturalismo invece si concentra esclusivamente sui
processi di creazione e di transformazione dei significati messi in atto dagli esseri umani
nelle comunit culturali.