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Voci di

Corridoio

di Maria Chiara Campagna


All'inizio di questo nuovo anno, col riprendere delle lezioni e
degli impegni scolastici, riapre anche questa piccola rubrica,
che spero continui a destare un po' di interesse. In questo
primo articolo mi rivolgo in particolare a tutti i ragazzi che
hanno iniziato il loro ultimo anno, ma anche al resto della
popolazione aristofanina, che prima o poi si trover qui a
sua volta. Giunti a questo punto, credo sia importante per
ciascuno capire quali sono per lui le cose pi importanti
gli affetti, lo studio, il successo, una qualsiasi passione
perch sono queste le cose che ci aiuteranno quando dovremo scegliere la nuova strada da intraprendere. Una volta maturati e fatto con soddisfazione il fal dei libri che abbiamo pi odiato, avremo chiaro dove stiamo andando?
Le parole che vi propongo oggi, dunque, sono due:
importante e desiderio.
Importante deriva dal latino in e porto, e letteralmente tradotto significa portare dentro. L'etimo sottolinea come una
cosa diventi importante per noi nel momento in cui
la portiamo dentro la nostra vita, le diamo un valore, rendendola qualcosa di intimo e personale, col tempo spesso essenziale. La seconda parola ha forse un'origine pi conosciuta: sempre latina, deriva dalle parole de e sidera. Traducendo alla lettera, mancanza (de) di stelle (sidera): il desiderio infatti nasce quando sentiamo la mancanza di qualcosa
o qualcuno. per esaudirlo che agiamo, e a poco serve cercare di saziarlo con altro che non sia l'oggetto del desiderio
in s. Sapersi accontentare una capacit essenziale, non
sempre possiamo permetterci di osare, ma chi vuole davvero accontentarsi per tutta la vita?
Dunque, auguro a ciascuno di trovare la propria strada, di
seguire ci che lo appassiona, trovando il giusto equilibrio
tra ci che piace e ci che conveniente, per fare le scelte
giuste. Detto questo, buon inizio anno a tutti!
Voci di Corridoio - Numero 1

Direttore
Federico
Cadalanu
Vicedirettore
Nastassja
Habdank
la Redazione
Chiara
Badde
Federico
Bentivoglio
Maria Chiara
Campagna
Simone
Camplani
Susanna
Chiulli
Domiziana
Foti
Gianluca
Giamp
Tommaso
Natale
Gabriele
Stentella
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Voci di Corridoio
Anno IV

11 dicembre 2014

Numero 1

di Federico Cadalanu
Sede dellOrdine dei giornalisti, qualche giorno fa
Tizio 1: Ehi, amico giornalista, senti, arrivano ordini dai piani alti
Tizio 2: Dimmi tutto, caro compagno
Tizio 1: Dicono che devi fare in modo che un tale Catalano, o qualcosa
del genere, non possa mai iscriversi al nostro albo, ne va del giornalismo
italiano
Tizio 2: E cosa pu aver fatto questo poraccio?
Tizio 1: Mah, da quello che ho capito solo un ragazzo, direttore di un
giornaletto scolastico, mica lo so che ha combinato
Pi o meno questo, quello che mi immagino sia successo in questi giorni.
Sappi caro lettore che questo numero doveva uscire il 13. Tu mi rispondi
emb, siete usciti in anticipo, mitici, ah great. Lettore, questo numero
dovevamo farlo uscire il 13 novembre. Ah. Il 13 novembre doveva uscire
questo bel giornalotto per ricordarvi di partecipare alla manifestazione
che si sarebbe tenuta il giorno dopo, il 14. Ma il vostro buon rappresentante, Barbo Lijoi (reg, chiamatelo Barbo, tutti quanti, fatelo), mi disse:
Ma no, caro Federico, non ti preoccupare, probabilmente scenderemo in
piazza il 20. Come forse ricordate, la manifestazione si tenne il 14 e io
neanche ci andai: avevo preso limpegno con la classe di andare a vedere
i Menecmi. Noi, la IVDC, che i Menecmi li avevamo studiati lanno prima e
li avevamo belli e gi visti. Ma il buon Gianluca Giamp alla manifestazione del 14 ci and e lavrebbe commentata nelle prossime pagine. Con il
giornalino rimaniamo comunque per il 20 o gi di l, ma udite, udite, fonti
segretissime (Barbo) mi confessano che dal 24 occuperemo. E che non lo
fai, un numero specialissimo dedicato alloccupazione, con interviste e
calendario dei corsi allegato? No che non lo fai, perch non ci riesci. Tra
notti insonni e problemi tecnici, sto giornalino non sha da fare. La data di
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uscita la scopriremo solo vivendo. Presi, per, da una forza misteriosa io e


Gianluca Giamp ci riuniamo per provare a impaginare questo giornalino. Un
altro paio di maniche, ragazzi. Il nostro ebetismo noto ai pi, ma vi assicuro
che quelle cinque ore passate a organizzare almeno la met del giornalino si
sono fatte sentire. (Ma foglio A4 o A5, ma perch questo formato non si legge,
che devi scaricare un programma per convertire tutto in PDF, ma questo font o
questaltro, come finisce Lost, cosa c dopo la morte?). Come se non bastasse ci si mette anche la notte bianca, pi nera che mai. Ecchenonlofai un numero sulla notte bianca? NO. In realt s, almeno pubblicizzarla un pochino dovremmo (andateci, ragazzi, veramente una cosa bella). Per uscire oggi abbiamo dovuto portare tutto a stampare laltro ieri. Il momento in cui scrivo
laltro ieri, sono le diciotto e quattordici e la stamperia chiude alle sette, avr
fatto almeno un errore a riga, che non ho il tempo di correggere. Per questi innumerevoli motivi, il mio nome sar radiato da ogni albo giornalistico al mondo prima ancora di entrarci. Considerato che devo pure alzare i soldi che non
ho avuto il tempo di chiedere ai rappresentanti, chi me lo fa fare?
Eppure questo giornalino maledetto continua a uscire. Nessuno di noi trova
millenovecento caratteri sperando di ottenere fama, soldi e donne (solo io ci
sono cascato, imbecille). Nessuno di noi spera di essere notato da un talent
scout del Corriere, VanityFair, Donne e Motori, la Settimana Enigmistica o Lercio, non che poi qualcuno abbia effettivamente questo sogno. Sai cos? E
che a stare senza far niente il tempo passa troppo lento, e per passa, eh. E
quando saremo decrepiti e rugosi, lamentandoci per sti ragazzini mo ve lo buco sto pallone, ci ricorderemo di aver fatto qualcosa. Delle manifestazioni dove hai lanciato un coro, delle serate col tuo gruppo dove il plettro ti caduto
nel basso e tu manco lo suoni il basso, di quella notte durante loccupazione.
O semplicemente di quando ti sei avventurato l, nellundicesimo piano di un
palazzo a Colle Salario, e hai impaginato questa beneamata copia che tieni
nelle mani. Caro lettore, oggi passa un buon gioved 11 che questanno non ce
ne saranno altri.

ULTIMA ORA
LAristofane scende in piazza domani per manifestare contro le privatizzazioni, per il diritto allo studio e in appoggio alle sigle sindacali che attraverso
lo sciopero generale vogliono lanciare un forte segnale contro il jobs act. Faremo un corteo territoriale che confluir con il corteo cittadino a Piramide
Cestia. Dopo l'occupazione, fondamentale mantenere vivo il movimento,
per dimostrare che si pu uscire dai soliti clich studenteschi.
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Questa sera, dalle 19:00 in poi, nei locali della nostra scuola, avr
luogo la nostra Notte Bianca, una serata in cui il nostro istituto si
apre al quartiere, a studenti, genitori, professori, collaboratori scolastici, amici e parenti e diventa un polo culturalmente attivo e presente sul territorio.
Per gli studenti si torna nellatmosfera dei giorni delloccupazione e
ci si prepara alla data del 12 dicembre. Ecco il programma:

Inizio ore 19:00


dalle 19:30 | Tavola rotonda: "Quale Riforma?"
intervengono:
Marina Boscaino (giornalista e insegnante)
Pietro Castello (ex maestro elementare)
Valter Oneili (insegnante del Liceo Aristofane)
Caterina Berliri (studentessa del Liceo Aristofane)
Un genitore della scuola
Introduce la preside prof.ssa Silvia Sanseverino
Modera il prof. Andrea Ventura

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IL RICORDO DEI TUOI OCCHI


un racconto di Gabriele Stentella

di Gianluca Giamp

Non ho molti ricordi di quella lontana notte. strano. Tutte le volte che chiudo
gli occhi e cerco di ricordare riaffiorano solo ricordi sterili. Il freddo di quella
sera, le luci lungo la strada, i volti di mille sconosciuti, lodore dellInverno. Ricordi ancora vivi nella mia testa, ma che sacrificherei ben volentieri. Ricordare
ormai per me questo diventato un verbo privo di significato. Lunica cosa
che voglio ricordare continua a sfuggirmi. Non riesco a ricordarla. Non riaffiora
nulla di Lei. Lei solo degli occhi senza un volto.

Di contro, gli studenti al momento organizzano il dissenso nel metodo pi


classico: due cortei studenteschi hanno sfilato nelle zone centrali di Roma
a ottobre e novembre, mentre un numero esiguo di scuole organizza in
questi giorni occupazioni se non altro premature e prive di qualsiasi tentativo di coordinazione con gli altri istituti e con la realt dei fatti, che vede,
come detto, il documento ancora lontano dal traguardo parlamentare.

Non ricordo esattamente come la incontrai. Era una fredda notte di met Novembre. La tristezza ed il vino annebbiavano gi le mie percezioni. Vagavo nel
buio della mia disperazione, ma poi, da quello stesso buio, emersero i suoi occhi. Mi specchiai in quelle pupille per un attimo senza tempo. I suoi occhi! Quei
maledetti occhi sono lunica cosa che ricordo di lei. Quelle iridi color dellambra, simili a quelle di una bambina, sono cos irrealmente vive nella mia testa.
Di lei non ho altro. I lineamenti del suo viso, il colore dei suoi capelli, lodore
della sua pelle, il suono della sua voce.
Tutte queste sono per me delle illusioni inafferrabili, ricordi che non riesco a
fare emergere dal buio della memoria. Non so chi fosse n da dove venisse
quella donna dagli occhi dambra. I suoi splenditi occhi non mi diranno mai il
suo nome, n io sapr mai perch in quella gelida notte pos i suoi occhi proprio su di me.
Perch mi hai donato i tuoi occhi? Non hai pensato che i tuoi occhi sarebbero stati per me un
insostenibile fardello? I tuoi occhi nascondono
un segreto. Nascondono il tuo nome, ed io passer il resto della mia vita ad interrogarmi sul loro
segreto. E non mi importer se per gli altri sar
un sognatore, un cieco, un folle. Non mi importer finch tu sarai nei mie pensieri. Ti aspetter.
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Circa venti giorni fa, prima che i licei del nostro municipio fossero travolti
dai rapidi eventi, scrivevo queste parole riguardo il tema occupazioni. Il
passaggio fa parte di un articolo che, per semplici ragioni di anacronismo
tra il momento della sua stesura e quello della pubblicazione di questi fogli, non troverete qui. Il mio intento era quello di sottolineare come lespressione del dissenso degli studenti dovesse necessariamente assumere una forma ordinata, razionale e complessa nei luoghi adatti e nei momenti opportuni. Tale metodo avrebbe senzaltro contrastato al meglio la
comunicazione impostata dal Governo riguardo questo tema, avviata con
un fare quasi pubblicitario e nutrita dallalternanza di annunci iperbolici e
trionfalistici a proposte di dibattito giudicate da molti pi simboliche che
reali e finalizzate.
In questa analisi mancavo per di considerare dati importanti, che sono
emersi nella settimana di azione concreta, di occupazione perch le parole sono importanti e non bisogna neanche avere timore a utilizzarle e
che hanno influito sulle prospettive del movimento studentesco. Lesperienza che la comunit scolastica ha vissuto nei cinque giorni di pausa
delle attivit curriculari stata senzaltro formativa: ci ha permesso di capire come la nostra protesta non dovesse avere necessariamente come
fine unico la rilevanza mediatica, riferendosi quindi esclusivamente al suo
esterno, ma come fosse utile anche per chi ha agito dallinterno, ovvero gli
studenti stessi, che si sono ritrovati in una situazione inedita di convivenza
nelledificio pubblico che li ospita. Si sono in questo modo valorizza
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-zate attitudini che parevano perse e attivit che, seppur semplici e quotidiane,
inserite in questo contesto assumevano un valore pi alto: prendersi cura del
patrimonio pubblico e considerarlo come bene da proteggere nell'interesse
comune un gesto di grande civilt e dignit, indipendentemente dal fatto che
si concretizzi nel pulire un pavimento o potare un albero, mansioni in apparenza estranee al valore ideologico della protesta.
Si capisce bene, quindi, come ci rafforzi l'unit del corpo studentesco e sia
capace di mettere alcuni studenti in situazioni certamente inusuali e spesso
anche unicamente causabili dall'occupazione stessa, che, in quanto situazione
non pienamente garantita, carica di responsabilit chi se ne occupa pi da vicino. Ultima nota, da questo punto di vista, riguarda la partecipazione dei ragazzi pi giovani, in generale del biennio, che, di solito esclusi per la radicalit
delle modalit di protesta, con questa forma hanno potuto dare il loro contributo, ciascuno nelle proprie possibilit. Tale forma - da ricordare - ha permesso ai docenti in servizio di accedere all'edificio, di effettuare pubblico servizio per chi ne facesse richiesta e, in alcuni casi, di partecipare alle attivit.
In questo momento non necessario esaltare oltremodo l'accaduto, n mio
intento farlo. Le criticit, le problematiche e le questioni ancora aperte rispetto
a questa esperienza sono senza dubbio molteplici.
L'interesse degli studenti che hanno partecipato in vari modi a queste giornate
, probabilmente, rivendicarne l'utilit formativa e sociale, spesso messa in
discussione, sia, nella fase iniziale, da voci interne alla scuola, poi diventate
sempre pi sparute, sia da chi vede la situazione dallesterno.
Nonostante la protesta nelle scuole romane abbia avuto un impatto mediatico
non consistente come successo negli anni passati, essa rimane un passaggio
fondamentale nellespressione del dissenso condiviso, perch, almeno nel mio
umile pensiero e in quello di molti altri studenti, stata unoccasione formativa e informativa unica, volta ad accrescere la nostra consapevolezza e coscienza comunitaria, indispensabile non solo per unespressione del dissenso
vera e coerente, ma anche nella vita da cittadini con pieni diritti che ci aspetta.

Cosa pensi di Ask (social che odiamo e amiamo allo stesso tempo)?
B:Inizialmente avevo un account di Ask, poi dopo aver letto diversi reportage su adolescenti che si sono tolti la vita dopo essere stati insultati, ho
preferito ritirarmi da quelloscuro social che fa solo sentir realizzati i codardi.

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D:Penso che sia inutile.


Cosa cambieresti a scuola?
B:Leverei due rotoli di carta igienica ai professori e ne darei uno a noi (e
qui scatta lapplauso, ndr).
D:Tante cose, ma sopratutto vorrei non piovessero calcinacci.
Ascolti Radio Aristofane?
B: Ogni tanto s, un po inquietante in questultimo periodo, ma gli speaker mi fanno molto ridere.
D: No.
Lespressione che usi maggiormente? .
B:Probabilmente mannaggia li pescetti.
D:Questa una bella domanda...Non ne ho idea?
Ti piace questa nuova rubrica? Se s, chi vorresti fosse il prossimo intervistato?
B:S, originale. Ma anche dei grandi? (annuisco, ndr) No, meglio non
rischiare...Federica Giorgi.
D:Edoardo Gasparini.
Un saluto allAristofane!
B:Bella!
D:Bella reg!
Ciao
Sono sicura che almeno la met dei lettori una volta si chiesta che fine
abbia fatto il Gatto dellAristofane o che cosa pensano gli aristofanini di
Gianni Morandi, ecco... arrivato il vostro momento, non esitate a mandarci domande per la prossima Intervista doppia!

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intervista DOPPIA

di Domiziana Foti

di Nastassja Habdank
Abbiamo tutti molti, troppi pensieri per la testa, tanto che nemmeno ci accorgiamo di chi fa la fila davanti a quellunico bagno con noi, di chi passa minuti
su minuti davanti a noi attendendo quella bevanda al gusto di cioccolato. Beh,
da questanno, per conoscerci,-e anche un po per gossip-Voci di Corridoio
propone lIntervista doppia.
Tra i corridoi incontriamo i primi due intervistati della nostra nuova rubrica:
Cominciamo? Giura di dire tutta la verit, nientaltro che la verit e solo la verit.
B:Lo giuro.
D:Addirittura? Lo giuro.
Bene, nome, cognome e anno di nascita?
B:Benedetta Di Placido, 99.
D:Davide Salvadei, 96.
Classico o linguistico? Perch?
B:Linguistico. Voglio andarmene dallItalia (sfoggia un sorriso smagliante,
ndr)! Inoltre adoro linglese.
D:Linguistico. Beh, credo che ora come ora, la conoscenza delle lingue straniere sia essenziale per la carriera lavorativa.
Hai mai letto Voci di Corridoio?
B:S!
D:S, un paio di volte, per in generale non lo leggo molto...
Social-network preferito?
B:Non saprei, forse Facebook.
D:Sicuramente Facebook (fa locchiolino, ndr).
Il primo brano della tua playlist preferita?
B:All The Small Things, Blink-182.
D:And of days, Vinnie Paz.
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A RIVOLTA DEGLI OMBRELLI

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L'isola di Hong Kong si trova sulla


costa meridionale della Cina ed
ormai da pi di un mese paralizzata dai manifestanti,per lo pi sono
studenti che protestano sopratutto per il diritto del suffragio universale ma anche per rivendicazioni
di carattere sociale e politico.
Questa metropoli era un ex protettorato inglese, pertanto aveva potuto usufruire di uno status politico indipendente,ossia un suo governo e un suo Parlamento eletto
dai cittadini.
Recentemente la Cina ha deciso di
scegliere due o tre candidati che
essa ritiene idonei a ricoprire la
carica di governatore,spazzando
via tutte le proposte democratiche
e le libert che il paese aveva ottenuto,per questo motivo cittadini
hanno deciso di mostrare il loro
dissenso verso questa imposizione dittatoriale.
Tale protesta viene anche definita
la rivolta degli ombrelli , infatti,
sebbene i poliziotti cerchino di reprimerli con la forza,i manifestanti
rimangono pacificamente accampanti per le strade con i loro ombrelli per difendersi dalla pioggia e
le loro tende, quasi a voler simboleggiare la necessit di sentirsi a
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casa nella loro citt.


Purtroppo il presidente Xi Jinping
sembra essere determinato a sedare questi moti rivoluzionari e
pare che abbia aspettato cos tanto a causa di un incontro con i capi di governo dei paesi Asiapacifico: durante questo congresso ha colto loccasione per sottolineare lillegalit e di come qualsiasi intervento estero non sar affatto gradito.
C'e forse la possibilit che si realizzi una strage simile a quella di
piazza Tienanmen del 1989? La
paura che avvenga una situazione
analoga tangibile e mi auguro
che gli altri stati non rimangono in
silenzio mentre la Cina viola non
solo diritti civili ma anche umani!
AGGIORNAMENTI
Riguardo questa vicenda ci sono stati
dei nuovi sviluppi: i giovani leader della
protesta sono stati arrestati cos come i
poliziotti sospettati di aver pestato Ken
Tsang, esponente del partito civico, inoltre le rivolte sono state sedate con maggiore forza tanto da arrivare a 40 arresti
e 37 feriti. Ancora una volta il governo
ha espresso con chiarezza la sua opinione tirannica impedendo di esprimere
il dissenso per le future elezioni sicuramente manipolate da Pechino.

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Hanno ucciso luomo ragno

Le 5 migliori serie tv

di Tommaso Natale

di Chiara Badde

Largomento di questo articolo


stato un problema per me fino a poco tempo fa. Poi mi son detto
Perch non parlare di fumetti?.
Cominciamo subito col dire che non
si pu non notare come il fumetto
sia diventato qualcosa di pi di una mera
e semplice
forma
dintrattenimento. Fumetti come Watchmen, V per Vendetta,
Maussono riusciti a
cambiare il volto di
questo media, con
storie originali e mature, personaggi
complessi e carismatici, ed atmosfere perennemente cupe. Il protagonista non pi leroe paladino
della giustizia libero da ogni crimine
o colpa, bens luomo comune, quello non dotato di superpoteri e che la
maggior parte delle volte ben lungi
dallessere un modello da imitare.

Gli scrittori sono riusciti a trattare


argomenti come la politica, la religione, in maniera cruda e realistica,
senza crearsi alcun tipo di problema. Ci che si riscontra in questi
fumetti, la maggior parte delle volte,
il fatto di non poter
spesso decidere cosa
sia giusto e cosa non
lo
sia,
mettendo
spesso il lettore in
una situazione spinosa in cui deve lui
stesso trovare la risposta. Ora per, in
un fumetto come Maus, che tratta il
tema dellolocausto(in un modo tutto suo), la differenza tra bene e male
non poi cos velata (a meno che
non siate filonazisti). Qualsiasi
forma darte pu stupire se riesce
ad andare oltre le barriere morali e
ad essere anche denuncia sociale.

Carcassa di cane nel vicolo stamattina. Tracce di pneumatico sullo stomaco squarciato. Questa citt ha paura di me. Io ho visto il suo vero volto. Le fogne si estendono
nelle strade e le fogne sono piene di sangue e quando un giorno le fogne traboccheranno i parassiti affogheranno tutti. La lordura accumulata per tutto il sesso e i delitti
salir schiumando fino alla loro cintola e tutte le puttane e i politici leveranno lo
sguardo gridando -SALVACI! e io dallalto gli sussurrer NO.
-Rorschach (Watchmen)

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(tra quelle che ho visto io)

Siete stanchi di tutto questo studio? Volete staccare da Kant, equazioni di


secondo grado e quel megalomane di Luigi XIV ma fuori diluvia e non potete neanche accompagnare il cane a parco delle valli? Ho un suggerimento: iniziare a guardare una serie tv! Alcuni ritengono le serie tv una perdita
di tempo , mentre altri le elogiano e arrivano a definirle una letteratura
moderna il creatore di True Detective (Nic Pizzalotto) sostiene che sono
di gran lunga migliori del cinema , caro Nic, io credo in te. Ma ora ecco a
voi la classifica delle mie 5 serie tv preferite.
5. Orange is the new Black. Piper Chapman una tranquilla ragazza americana, produce saponi biologici e ha un fidanzato con cui guarda Mad Man.
La sua vita si stravolge quando deve andare in carcere per un crimine
commesso molti anni prima, l dovr affrontare le sue compagne galeotte
e lambiente ostile che la circonda.
4. Games Of Thrones, conosciutissima, sanguinolente serie tratta dallomonima saga di George Martin. Fantasy, ambientata nel medioevo, ha un
solo difetto: manca troppo alla prossima stagione.
3. House of Cards. La scalata al potere di Frank Underwood allinterno della casa bianca, e i suoi discorsi con la moglie Claire rendono questa serie
una delle pi riuscite fin ora.
2. True Detective. Rust e Marty, due detective alle prese con uno strano
caso di omicidio dietro il quale si cela molto di pi. Fantastici i flashback, i
discorsi malinconici di Rust e la sceneggiatura da brivido!
1. Breaking Bad. Walter White un professore di chimica a cui viene diagnosticato un cancro, per garantire sicurezza economica alla famiglia dopo la sua morte inizia a cucinare metanfetamine. Questa LA serie tv. Riuscitissima sotto tutti i punti. 10 e lode. Adesso che avete da fare, lasciate
che il cane esca da solo e godetevi lo spettacolo!
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