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C o m e a d e r i r e c o r r e t ta m e n t e a l s i s t e m a

di produzione biologico
e d a cc e d e r e a g l i a i u t i d e l PSR .

UNIONEEUROPEA
FondoEuropeoAgricolo
perloSviluppoRurale:
lEuropainvestenellezonerurali

Il presente Vademecum stato realizzato, sia per i contenuti tecnici sia per la veste grafica,
nellambito delle Azioni 2 e 3 della Misura 511 Assistenza tecnica del
Programma regionale di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013.
Si ringrazia per gli archivi fotografici:
Diateca agricoltura della Regione Emilia-Romagna (Fabrizio DellAquila e Massimo Fornaciari) e
Stefano Radaelli

Indice
Introduzione
Capitolo 1

Capitolo 2

1
Obblighi tecnici per le produzioni biologiche

a. Il terreno
b. La fertilizzazione
c. Avvicendamenti e rotazioni
d. Sementi e materiale di propagazione
e. Difesa fitosanitaria
f. Controllo malerbe
g. Mezzi tecnici
g.1 Sementi e materiale di propagazione
g.2 Fertilizzanti
g.3 Prodotti fitosanitari

Obblighi di base per ladesione alle Misure agro-ambientali del PSR


2007/2013

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Modalit di adesione al sistema di controllo e certificazione delle


produzioni biologiche

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a. Successioni colturali
b. Fertilizzazione
c. Irrigazione
d. Gestione del suolo (rischi di erosione e frane)
e. Difesa e controllo delle infestanti
f. Taratura irroratrici
g. Gestione delle tare e Gestione aziendale

Capitolo 3

a. Modalit di adesione
b. Notifica di Attivit con Metodo Biologico e Notifica di Variazione
c. Cos' AgriBio
d. Periodo di conversione
e. Programma Annuale di Produzione Vegetale
f. Schede per le registrazioni
g. Deroghe al materiale di riproduzione
h. Gestione documenti amministrativi
i. Etichettatura prodotti

Capitolo 4

Controlli
A. Chi fa i controlli per le produzioni biologiche (Organismi di Controllo)
B. Cosa controllano gli Organismi di Controllo (OdC)
C. Chi fa i controlli per la domanda di contributo (Enti Delegati)
D. Cosa controlla AGREA tramite gli Enti Delegati
E. Problemi di coerenza tra produzioni biologiche e PSR
F. Individuazione delle violazioni di impegni e dei livelli di gravit, entit e durata

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Appendice

A. Requisiti di accesso alla Misura 214 Azione 2 del PSR 2007/2013


A. Beneficiari e impegni
B. Localizzazione
C. Condizioni di accesso
D. Condizioni di ammissibilit
E. Entit ed intensit degli aiuti
F. Presentazione della domanda
G. Cumulabilit
H. Modalit formazione graduatorie
I. Obbligo adesione contemporanea alla Misura 216
L. Trasferimento impegni

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B. Opportunit per le aziende biologiche


A. Misura 132
B. Misura 133
C. Altre misure/azioni complementari e cumulabili
D. Priorit in altre Misure del PSR

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C. Obblighi di base e/o requisiti minimi (riferimenti normativi)


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A. Condizionalit: Criteri di Gestione Obbligatori (CGO); Buone Condizioni Agronomiche e
Ambientali (BCAA)
B. Utilizzazione agronomica effluenti di allevamento e carico animale
C. Sicurezza sul lavoro in agricoltura
D. Requisiti per luso dei prodotti fitosanitari
E. Requisiti per luso dei fertilizzanti

Allegati

A. Modulo E.N.S.E. richiesta deroga sementi o materiali di moltiplicazione convenzionali


B. Mandato per la compilazione e la trasmissione telematica di istanze, dichiarazioni,
comunicazioni di competenza della Regione Emilia-Romagna
C. Concimi, ammendanti e nutrienti ammessi in agricoltura biologica
(Allegato I Reg. (CE) n. 834/2007)
D. Antiparassitari - prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica
(Allegato II Reg. (CE) n. 834/2007)
E. Prodotti impiegati come corroboranti e potenziatori delle difese naturali dei vegetali
(DM n. 18354 del 27/11/2009)

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Introduzione
Il presente Vademecum finalizzato a facilitare gli operatori agricoli che intendono applicare
lAgricoltura Biologica e in particolare a quelli che hanno presentato o intendono presentare
domanda alla Pubblica Amministrazione per ladesione alla Misura 214, Azione 2 Produzione
biologica, del PSR 2007-2013, in coerenza con le norme previste dal Reg. (CE) 834/2007 e dalle
relative normative nazionali e regionali.
Si tratta di un testo divulgativo che illustra ma non sostituisce i testi delle norme comunitarie,
nazionali e regionali di riferimento che sono ampiamente citate e alle quali si rimanda, per
garantire la corretta e completa applicazione delle norme.
LAzione 2 Produzione biologica, Misura 214 Pagamenti agro-ambientali del
Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 (di seguito brevemente PSR) si propone di consolidare
ed estendere le tecniche di produzione agricola con caratteristiche di maggiore sostenibilit
ambientale, anche alla luce dei positivi risultati ottenuti nelle precedenti programmazioni,
sotto il profilo ambientale (riduzione impiego input e minori impatti quali - quantitativi su
acque e suolo), qualitativo (sanitario e organolettico) ed economico (soprattutto in termini
di valorizzazione commerciale). Questa Azione ha come obiettivo operativo il sostegno
alladozione di tecniche di produzione biologica finalizzate alla conservazione della fertilit
dei suoli, alla tutela della qualit della risorsa idrica, nonch alla riduzione dei rischi di dissesto
idrogeologico e di erosione.
In considerazione della complessit delle norme e dei requisiti cui devono sottostare le
aziende aderenti alla Misura 214, Azione 2, si ritenuta opportuna la realizzazione di specifici
supporti tecnici finalizzati a semplificarne lapplicazione. Tali strumenti intendono facilitare
ladesione alla specifica misura, soprattutto in rapporto agli onerosi obblighi derivanti
dallassoggettamento al Reg. (CE) 834/2007 e successive modifiche ed integrazioni, nonch alle
ulteriori norme tecniche a cui le aziende beneficiarie sono tenute ad adeguarsi in ottemperanza
di quanto prescritto nellambito del PSR.
A tal fine stata prevista anche la realizzazione di questo Vademecum, che ha lobbiettivo
specifico di aiutare i potenziali beneficiari nel superamento di problemi legati specificatamente
sia alla sfera delle norme tecnico-agronomiche-ambientali, sia alla sfera delle procedure
burocratico-amministrative.

In particolare, sono trattati i seguenti aspetti:


1) obblighi tecnico/amministrativi derivanti dalladesione al sistema biologico in conformit al Reg.
(CE) 834/2007; viene effettuata la trattazione degli aspetti di carattere generale (per esempio modalit di
adesione, periodo di conversione, ecc.) e degli obblighi specifici legati alle produzioni vegetali (per esempio
quaderni di campagna, materiale di propagazione, mezzi tecnici ammessi, rotazioni, ecc.);
2) descrizione sintetica degli obblighi di base per ladesione alle Misure agro-ambientali del PSR
2007/2013 ed in particolare della Misura 214, con particolare riferimento agli impegni aggiuntivi rispetto al
Reg. (CE) 834/2007 per gestione del suolo, irrigazione e taratura atomizzatori;
3) modalit di adesione al sistema di controllo e certificazione delle produzioni biologiche in
Emilia Romagna, con particolare riferimento al sistema della notifica ed agli adempimenti amministrativi;
4) descrizione generale sul funzionamento dellattivit di controllo esercitata ai sensi del Reg. (CE)
834/2007 e modalit di controllo ai fini della verifica del rispetto di quanto previsto dal PSR 2007-2013, con
particolare riferimento al modello organizzativo ed ai ruoli dei diversi soggetti coinvolti.
Sono poi riportati in Appendice i requisiti di accesso generali per ladesione allAzione 2 della Misura 214 del
PSR: per esempio beneficiari, condizioni di accesso, condizioni di ammissibilit, presentazione della domanda,
cumulabilit, obbligo adesione a Misura 216, ecc..

Capitolo 1

Obblighi tecnici per le produzioni


biologiche
a. Il terreno
Lagricoltura biologica si fonda sul mantenimento e il potenziamento della vita e della fertilit del
terreno, puntando a nutrire le piante soprattutto attraverso lattivit biologica dellecosistema suolo.
Il Regolamento comunitario per le produzioni biologiche richiama questi principi rendendo
obbligatoria, per lagricoltore biologico, ladozione di tecniche di lavorazione del terreno e di pratiche
colturali volte a incrementarne o a mantenerne il contenuto in sostanza organica.
Le prescrizioni riguardano, in particolare, due interventi sulla fertilit e sullattivit biologica del
suolo: limpiego di concimi di origine naturale o di origine biologica, preferibilmente compostati, e
gli avvicendamenti colturali. E preferibile non chiamare questi ultimi rotazioni in quanto queste
presuppongono uno schema fisso pluriennale lontano dalle esigenze di unagricoltura moderna.

b. La fertilizzazione
Ai sensi del Regolamento, lagricoltore biologico deve adottare tecniche di lavorazione del terreno,
pratiche colturali e rotazioni colturali volte a incrementare o mantenere il contenuto in sostanza organica
del suolo. Qualora le tecniche di lavorazione non consentano il raggiungimento dellobiettivo, il ricorso
a fertilizzanti deve essere comunque giustificato, cio lazienda deve disporre di documenti, come ad
esempio una relazione tecnico-agronomica, le analisi del terreno, la carta dei suoli, da conservare nel
dossier di documentazione giustificativa prevista dallart. 63 del Reg. (CE) 889/2008, che attesti lesigenza
di procedere ad una concimazione. La documentazione giustificativa motiva le concimazioni eseguite
successivamente e non indispensabile giustificare il singolo intervento.
I fertilizzanti utilizzabili sono quelli indicati nellAllegato I al Regolamento CE 889/2008 (riportato negli
allegati del presente testo); essi devono essere utilizzati nelle limitazioni previste dal regolamento stesso.
Purtroppo, per, non esiste una perfetta corrispondenza tra le denominazioni utilizzate nellallegato e
quelle previste dalle norme italiane sui fertilizzanti. Il problema non provoca particolari difficolt per i
fertilizzanti di origine minerale, come il solfato di potassio e le fosforiti, ma si presenta soprattutto per i
fertilizzanti di origine organica, per i quali la normativa italiana particolarmente stringente. Per questo
motivo lunico modo sicuro per sapere se limpiego di un certo fertilizzante commerciale sia ammesso
accertarsi che sullimballaggio del prodotto sia riportata lindicazione Consentito in Agricoltura Biologica.
La definizione di una quantit massima di azoto impiegabile riguarda solo alcuni fertilizzanti organici:
quando si impiega letame, letame essiccato e pollina, effluenti di allevamento compostati inclusa la
pollina, letame compostato ed effluenti di allevamento liquidi (liquame o liquiletame) non mai possibile
superare i 170 kg di azoto ad ettaro per anno. Nel caso di impiego di altri fertilizzanti organici, i limiti
massimi di azoto sono quelli determinati dalla normativa regionale e possono variare a seconda della
localizzazione dellazienda e dei suoi terreni (zone vulnerabili ai nitrati, ecc.).

c. Avvicendamenti e rotazioni
Il Regolamento stabilisce che la fertilit e lattivit biologica del suolo devono essere mantenute e
potenziate, oltre che con limpiego di fertilizzanti organici, anche mediante la rotazione pluriennale
delle colture. In questo avvicendamento devono essere comprese le leguminose e/o le colture da sovescio.
Le indicazioni di carattere generale fornite dalla norma europea sono state spiegate in modo pi puntuale
dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha stabilito, tramite il Decreto n. 18354
del 27/11/2009, che le colture annuali possano essere ripetute sul medesimo appezzamento solo dopo
lavvicendarsi di almeno due specie differenti, una delle quali deve essere una leguminosa o una coltura da
sovescio e che questultima deve restare in campo per almeno 70 giorni.
Un esempio al riguardo aiuta a comprendere meglio. Ripetere la coltivazione del pomodoro da industria
in pieno campo possibile se la coltivazione stata seguita da un cereale autunno vernino e dalla soia
(leguminosa), ma non possibile se al posto della soia stato coltivato del mais. La ripetizione possibile
anche se, dopo il cereale, stato coltivato un sovescio, ad esempio senape o grano saraceno, purch queste
colture siano rimaste in campo almeno 70 giorni.
Per alcune colture sono previste eccezioni:

i cereali autunno-vernini e il pomodoro in coltura protetta possono succedere a loro stessi per

due cicli colturali;

il riso e gli ortaggi da foglia a ciclo breve, possono succedere a se stessi per tre cicli colturali.

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Terminati i cicli in monosuccessione permessi si applica la norma generale, cio i cereali, il riso e il pomodoro
in coltura protetta, possono essere coltivati sul medesimo appezzamento solo dopo lavvicendarsi di almeno due
specie differenti, una delle quali deve essere una leguminosa o una coltura da sovescio. In successione agli ortaggi da
foglia a ciclo breve, deve invece seguire una coltura da radice/tubero, oppure una coltura da sovescio. Questa stessa
successione obbligatoria anche per le colture da taglio.
Lapplicazione di queste norme, tuttavia, complicata perch le situazioni di campo sono complesse e non sempre
schematizzabili, nonostante il Ministero abbia prodotto alcune Circolari interpretative per fornire i chiarimenti
necessari. E pertanto sempre consigliabile, prima di procedere alla semina, confrontarsi con i tecnici ispettori
degli Organismi di Controllo, sottoponendo loro le informazioni circa le precessioni colturali adottate.

d. Sementi e materiale di propagazione


Il Regolamento sulle produzioni biologiche detta norme precise per luso di sementi e di materiale di propagazione, a
partire dal divieto assoluto di impiego di materiale geneticamente modificato (OGM) e di prodotti e/o derivati da OGM.
Le sementi comprendono le sementi propriamente dette e i tuberi-seme di patata; il materiale di propagazione
comprende: barbatelle, marze, astoni, talee, gemme, plantule da micropropagazione, bulbi, rizomi, funghi, piantine,
stoloni e cime radicate di fragola e piantine di ortive impiegate come portaseme.
Per ottenere un prodotto biologico consentito esclusivamente luso di sementi e di materiale di propagazione
vegetativa biologici: anche questi mezzi di produzione sono soggetti alle disposizioni del Regolamento Comunitario.
Nel caso non fossero reperibili possibile impiegare materiale non biologico solo dopo aver presentato richiesta
di deroga alla banca dati a livello nazionale sulla reperibilit di sementi e materiale di propagazione biologici
(attualmente allE.N.S.E. - Ente Nazionale Sementi Elette) e aver ricevuto lautorizzazione al loro impiego. Tale
autorizzazione si considera concessa quando, trascorsi 20 giorni dalla sua presentazione, non si ricevuta nessuna
risposta. Lautorizzazione vale solo per lazienda a cui stata rilasciata e solo per la stagione in corso.
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La richiesta di deroga va presentata:



almeno 30 giorni prima della semina per tutte le sementi con esclusione di quelle ortive

e per il materiale di riproduzione vegetativo;

almeno 10 giorni prima dellimpianto per le sementi ortive e per il materiale di riproduzione vegetativo.
La deroga ad utilizzare materiale convenzionale pu essere concessa solo quando:

nessun fornitore in grado di poter consegnare le sementi o i tuberi-seme di patata prima dellepoca

di semina o piantagione;

la variet di interesse per lutilizzatore non registrata nella banca dati delle sementi biologiche dellE.N.S.E.

e nessuna delle variet alternative della stessa specie si adatta alle sue esigenze.
Le sementi ed i tuberi-seme di patata di origine convenzionale, possono essere impiegati solo se non trattati con
prodotti fitosanitari esclusi dallallegato II del Reg. (CE) n. 889/2008, a meno che il trattamento non sia prescritto per
motivi fitosanitari e devono essere ottenuti senza limpiego di OGM e/o loro derivati.
Allo scopo di consentire i controlli, loperatore tenuto a conservare presso lazienda, la documentazione relativa alle
sementi e ai materiali di moltiplicazione impiegati, almeno fino al primo sopralluogo utile dellOrganismo di controllo.
Nel caso delle sementi la documentazione da conservare include almeno i cartellini ufficiali di certificazione E.N.S.E. (per
le specie per le quali sono previsti) e il cartellino del produttore, oppure il solo cartellino del produttore per le sementi
ortive standard o per quelle non soggette a certificazione. In alternativa ai cartellini, la documentazione da conservare
include almeno la fattura di acquisto delle sementi, in cui siano indicate: specie e variet, categoria, lotto, quantitativo
di seme ed eventuale trattamento e da cui si evinca la tipologia biologica o convenzionale.
Non sono ammesse deroghe per le piantine orticole: quelle utilizzate devono essere tutte certificate biologiche.

Le richieste di deroga possono essere inviate tramite posta, fax o mail ai recapiti sotto indicati:
E.N.S.E. Ente Nazionale Sementi Elette
Via Ugo Bassi, 8 - 20159 Milano
Telefono: 02/690120.1
Fax: 02/690120.49
Indirizzo mail: deroghe.bio@ense.it
Sito web: http://www.ense.it/

Da poco possibile presentare la richiesta tramite Internet collegandosi al sito http://ense.i-office.it dopo
aver richiesto le credenziali di accesso. Questo nuovo sistema informatizzato consente anche di poter ottenere
notizie sulla disponibilit di sementi certificate biologiche.

Il modulo necessario per la richiesta di deroga viene fornito in allegato. Ulteriori dettagli ed informazioni si
trovano sul sito http://www.ense.it/biologico-indice/biologic.html
Ulteriori e pi ampie deroghe a quanto sopra riportato sono ammesse solo per scopi di ricerca e sperimentazione,
su scala ridotta o per scopi di conservazione della variet.

e. Difesa fitosanitaria
In agricoltura biologica la protezione delle colture da parassiti e infestanti si deve basare, ai sensi del
Regolamento 834/2007, su adeguate misure preventive, vale a dire su:

protezione degli organismi utili;

scelta di specie e variet tolleranti o resistenti;

rotazione delle colture;

tecniche agronomiche adeguate;

metodi meccanici e fisici.
Luso di prodotti fitosanitari ammesso solo quando queste misure non assicurano una protezione adeguata
alle colture, ma ogni intervento deve essere adeguatamente motivato, lagricoltore deve tenere a disposizione
dellOrganismo di Controllo e dellAutorit di Controllo un documento giustificativo del trattamento eseguito.
E possibile utilizzare una Relazione Tecnica per giustificare i trattamenti. In questo caso la dimostrazione
della indispensabilit dellintervento deve basarsi su uno dei seguenti strumenti:

relazione fitopatologica;

bollettini meteorologici e fitosanitari;

modelli fitopatologici previsionali;

registrazione delle catture su trappole entomologiche.
In ogni caso, gli interventi devono essere eseguiti esclusivamente con i prodotti fitosanitari autorizzati dal
Ministero della Salute e contenenti sostanze attive indicate nellAllegato II del Regolamento CE 889/2008.
Si tratta di principi attivi di origine vegetale o animale (piretro, azadiractina, ecc.), di prodotti microbiologici
(Bacillus, granulovirus, ecc.), di sostanze prodotte da microorganismi (Spinosad) e di altre sostanze di uso
tradizionale in agricoltura biologica (rame, zolfo, ecc.). A queste si aggiungono sostanze da utilizzare solo
in trappole e/o distributori automatici (feromoni, ecc.) e di preparati da spargere in superficie tra le piante
coltivate (ortofosfato di ferro).
Prima del loro utilizzo lagricoltore deve anche controllare che i prodotti impiegati siano registrati per
limpiego sulla coltura e per il parassita contro cui sono utilizzati.
possibile anche usare alcune sostanze, definite come corroboranti o potenziatori delle difese naturali
dei vegetali, che non sono soggette ad autorizzazione per limmissione in commercio. Si tratta di: bicarbonato
di potassio, lecitina, propoli, sapone di Marsiglia o sapone molle, aceto, calce viva, gel di silice, oli vegetali
alimentari, polvere di pietra e preparati biodinamici. Questi prodotti non devono essere venduti con nomi di
fantasia.

Per alcuni principi attivi sono previste ulteriori limitazioni, che riguardano il loro impiego (fungicida o
insetticida), le modalit duso (esclusivamente in trappole o solo per impieghi specifici) e le quantit massime
consentite. Questultimo il caso del rame che pu essere utilizzato nella quantit massima di 6 kg/anno di
rame metallo per ettaro. Questo limite pu essere superato quando la Regione adotta, nei territori di propria
competenza, un provvedimento di deroga motivato da condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo di alcune
patologie fungine. In ogni caso la quantit media effettivamente applicata nei singoli appezzamenti nellarco
dei cinque anni (comprensivi dellanno considerato e dei quattro anni precedenti) non deve superare i 6 kg di
rame metallo.
Invece lo pinosad, il principio attivo ottenuto dal batterio Saccharopolyspora spinosa, pu essere usato solo
dopo aver adottato misure rivolte a minimizzarne gli effetti sullentomofauna utile e a ridurre il rischio di
insorgenza di fenomeni di resistenza nei parassiti.

f. Controllo malerbe
Anche per il controllo delle malerbe il Regolamento 834/2007 prevede la necessit di applicare misure preventive,
come la scelta di specie e variet adeguate e resistenti e la rotazione delle colture.
Sono ammessi anche gli interventi di carattere meccanico e fisico, come le sarchiature, le rincalzature e le vibro
rincalzature, limpiego del pirodiserbo e della pacciamatura. invece vietato luso dei diserbanti.
LAllegato II del Regolamento CE 889/2008 prevede che gli oli vegetali possano essere impiegati come inibitori della
germogliazione, ma attualmente non esiste nessun prodotto a base di questi principi attivi che sia registrato e che,
di conseguenza, possa essere usato dallagricoltore.

g. Mezzi tecnici
Fatto salvo il divieto assoluto di impiego di materiale OGM o derivato da OGM, la coltivazione biologica prevede
limitazioni nellimpiego di tre categorie di mezzi tecnici: le sementi e il materiale di propagazione, i fertilizzanti e i
prodotti fitosanitari.
g.1 Sementi e materiale di propagazione
Come gi scritto, le sementi comprendono le sementi propriamente dette e i tuberi-seme di patata, mentre il
materiale di propagazione comprende molte tipologie di materiale vegetale.
I riproduttori di seme, le ditte sementiere e le ditte vivaistiche hanno lobbligo di comunicare allE.N.S.E. le variet
per le quali sono disponibili sementi, tuberi-seme di patata e materiale di moltiplicazione vegetativa. Queste
informazioni sono raccolte in una banca dati informatizzata, il cui accesso disponibile gratuitamente via
Internet a tutti gli interessati.
In Italia questa banca dati gestita dal Settore sementiero dellINRAN (ex E.N.S.E.) ed consultabile ad uno dei
seguenti indirizzi:
http://www.ense.it/biologico-indice/disponibilita.html
http://ense.i-office.it
Limpiego di sementi e materiali di propagazione soggetto a deroghe quando le variet che lagricoltore intende
coltivare sono irreperibili sul mercato biologico. In ogni caso sementi e tuberi-seme di patata non devono essere
trattati con prodotti non conformi al Regolamento.
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g.2 Fertilizzanti
Attualmente esiste solo un modo per sapere se un fertilizzante commerciale utilizzabile in agricoltura biologica: verificare
che sullimballaggio del prodotto il produttore abbia specificato lindicazione che consentito in agricoltura biologica. Le norme
prevedono che il Ministero pubblichi un Registro dei fertilizzanti, che indichi i prodotti consentiti in agricoltura biologica.
possibile anche impiegare un fertilizzante commerciale dopo essersi accertati che le matrici che lo costituiscono siano
unicamente quelle indicate dallallegato I del Regolamento (CE) 889/2008, ma la mancata corrispondenza fra le denominazioni
utilizzate per definire le matrici nel Regolamento del biologico e nella legislazione italiana sui fertilizzanti, inducono a consigliare
di applicare questa procedura solo in casi eccezionali e comunque con la consulenza di un esperto e dopo avere interpellato il
proprio Organismo di Controllo.
Unazienda ha la possibilit di utilizzare anche fertilizzanti non commerciali, cio acquistati sfusi presso unazienda
zootecnica, a base di letame e deiezioni animali. Il loro impiego ammesso solo se questi fertilizzanti contengono unicamente,
da soli o in miscela:,

letame;

letame essiccato e pollina;

effluenti di allevamento compostati compresi pollina e stallatico compostato;

effluenti liquidi di allevamento.

Questi prodotti, tuttavia, non sono consentiti se provengono da allevamenti industriali, cio quelli in cui si verifica almeno
una delle due seguenti condizioni:

1) gli animali sono tenuti in assenza di luce naturale o in condizioni di illuminazione controllata

artificialmente per tutta la durata del loro ciclo di allevamento;

2) gli animali sono permanentemente legati o stabulati su pavimentazione esclusivamente

grigliata o, in ogni caso, durante tutta la durata del loro ciclo di allevamento non dispongono
di una zona di riposo dotata di lettiera vegetale.
Pertanto, quando si acquista un fertilizzante da un allevamento convenzionale, bisogna richiedere al fornitore una dichiarazione
attestante che la produzione degli stessi sia avvenuta in allevamenti in cui non si sono verificate le condizioni sopra indicate. La
dichiarazione fa parte del dossier di documentazione giustificativa, prevista dallart. 63 del Reg. (CE) 889/2008, che deve essere
tenuta a disposizione dellOrganismo di Controllo e delle Autorit competenti.
Su terreni condotti con il metodo biologico sono sempre utilizzabili, invece, i fertilizzanti provenienti da allevamenti biologici. A
tal riguardo, giova sottolineare che gli allevamenti biologici possono stipulare accordi scritti di cooperazione, ai fini dellutilizzo
dei propri effluenti eccedentari, solo con altre aziende ed imprese che rispettano le norme di produzione biologica.

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g.3 Prodotti fitosanitari


La possibilit di impiegare prodotti fitosanitari subordinata:

alla loro conformit alle norme di agricoltura biologica;

alla verifica del rispetto delle limitazioni di uso fissate dal Regolamento del biologico;

alla presenza di formulati commerciali autorizzati in Italia dal Ministero della Salute;

al rispetto scrupoloso di tutte le prescrizioni riportate nelletichetta (per es.: intervallo di sicurezza,

fasce di rispetto non trattate per tutelare gli organismi acquatici, uso di specifici dispositivi

di protezione individuale, ecc.);

al rispetto delle altre prescrizioni di legge sullimpiego degli antiparassitari (per es.: necessit di

possedere il patentino, di disporre di adeguati locali per un loro stoccaggio sicuro, ecc.).
Il primo passo da compiere , dunque, quello di controllare che siano utilizzabili in agricoltura biologica.
Lunico modo per verificarlo accertarsi che in etichetta o sulla scheda tecnica il produttore abbia dichiarato la sua
conformit alle norme di agricoltura biologica. Come per i fertilizzanti, possibile anche una verifica diretta da
parte dellagricoltore sui componenti del formulato, ma i rischi sono ancora maggiori. Per questi prodotti, infatti,
relativamente semplice individuare il principio attivo e verificarne la ammissibilit, ma molto complesso controllare
leventuale presenza di altre sostanze coformulanti non ammessi.
Anche un prodotto consentito, perch presente fra quelli indicati dallallegato II del Regolamento (CE) n. 889/2008,
tuttavia, pu essere impiegato solo se il suo uso conforme a quanto previsto dal Regolamento 834/2007 e
dalle specifiche norme che riguardano i prodotti fitosanitari. Ad esempio il rame pu essere utilizzato solo come
fungicida e non come battericida; gli oli minerali possono essere impiegati solo su alberi da frutta, viti e colture
tropicali; la deltametrina (piretroide) solo in trappole con sostanze attrattive e solo contro la mosca della frutta e
la mosca dellolivo; i feromoni solo in trappole e distributori automatici. Prima di eseguire un trattamento, quindi,
bisogna accertarsi che siano rispettate anche queste condizioni.
Limpiego dei formulati commerciali deve essere autorizzato sulla coltura da trattare esclusivamente per i
parassiti per i quali ne previsto limpiego e secondo le modalit riportate (per es.: dosi, epoche, numero massimo
di trattamenti, ecc.). Queste informazioni sono indicate obbligatoriamente sulle etichette e sulle schede tecniche
dei prodotti fitosanitari. Tutte le informazioni che riguardano i pericoli per la salute e per lambiente, sono invece
riportate nelle schede di sicurezza che devono essere consegnate obbligatoriamente allatto dellacquisto.
Infine: propoli, polveri di roccia esenti da inquinanti, bicarbonato di sodio, gel di silice, preparati biodinamici, oli
vegetali alimentari, lecitina, aceto, sapone molle e/o di Marsiglia e calce viva, possono essere impiegati su tutte le
colture come corroboranti, biostimolanti o potenziatori delle difese naturali delle piante.

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Capitolo 2

Obblighi di base per ladesione


alle Misure agro-ambientali
del PSR 2007/2013
a. Successioni colturali
Per quanto riguarda le successioni colturali, le aziende che aderiscono alle misure agroambientali regionali (Misura 214 Azione 2) devono adeguarsi a quanto previsto nel Decreto
Ministeriale sulle rotazioni delle produzioni biologiche. Il bando della Misura 214 e le relative
schede tecniche non contengono vincoli ulteriori, contrariamente a quanto previsto invece per
le produzioni integrate.
I limiti imposti dal citato Decreto n. 18354 del 27/11/2009 recante Disposizioni per
lattuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007, n. 889/2008 e n. 1235/2008 e successive
modifiche riguardanti la produzione biologica e letichettatura dei prodotti biologici sono gi
stati descritti nellambito del paragrafo Avvicendamenti e Rotazioni relativo agli obblighi
tecnici. Si rimanda a questo per il dettaglio.

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b. Fertilizzazione
Per la fertilizzazione, il PSR dellEmilia Romagna e le relative schede tecniche applicative non prevedono alcun impegno
aggiuntivo rispetto a quanto gi contemplato dalle norme di produzione biologica definite dal Regolamento comunitario
834/2007 e successive modifiche ed integrazioni e dalle disposizioni per la condizionalit. Si mette in evidenza come, nel
caso delle produzioni biologiche, non sia mai possibile superare il limite delle 170 unit di azoto ad ettaro, neanche
nelle zone considerate ordinarie ai fini degli spandimenti. Infine si ricorda che tutte le pratiche di fertilizzazione vanno
riportate nel registro relativo alle operazioni colturali rilasciato dallOrganismo di Controllo per le produzioni biologiche.

c. Irrigazione
Chi procede allirrigazione delle proprie colture tenuto ad adeguarsi alle norme previste anche per le produzioni
integrate e che includono ladozione del metodo del bilancio idrico semplificato, per la definizione delle epoche e
dei volumi massimi di acqua distribuibili. Tali parametri sono basati sulle condizioni meteo climatiche e pedologiche
aziendali e su quanto divulgato tramite i bollettini provinciali. Se lazienda non proceda allelaborazione di un bilancio
idrico semplificato, deve attenersi a volumi massimi di adacquamento, per ogni singola irrigazione, in base alle condizioni
pedologiche aziendali ed ai vincoli riportati nei bollettini provinciali. Lobiettivo quello di incrementare il risparmio
della risorsa acqua, evitando sprechi e di ridurre la lisciviazione dei nutrienti e le problematiche fitosanitarie.

14

d. Gestione del suolo (rischi di erosione e frane)


Per la gestione del suolo, oltre al rispetto di quanto gi previsto nellambito della condizionalit, le aziende
che aderiscono allAzione Produzioni biologiche devono mettere in atto diversi accorgimenti, in base alla
propria fascia altimetrica.
Nelle zone di collina e montagna vietata la lavorazione nei suoli caratterizzati da una pendenza media
superiore al 30%. Per le colture erbacee poliennali consentita la realizzazione di alcune lavorazioni:

rinnovo del cotico erboso nei prati tramite scarificatura;

lavorazioni per la realizzazione di nuovi impianti su suoli con pendenza media tra il 10% ed 30%.

Per le colture annuali, invece consentita la semina su sodo o la minima lavorazione.
Nei suoli con pendenza media tra il 10% ed il 30%, la profondit di lavorazione massima pari a 30
cm e gli appezzamenti non possono superare i 60 m di lunghezza, cosa che deve essere ottenuta tramite la
realizzazione di solchi acquai, per la regimazione delle acque superficiali.
Nei suoli con pendenza media oltre il 10% e fino al 30% bisogna rispettare le seguenti prescrizioni:

nel caso delle colture arboree il terreno nellinterfila, durante il periodo invernale,

deve essere inerbito;

nel caso delle altre colture, almeno il 50% dei suoli aziendali deve presentare obbligatoriamente

una copertura con colture o cover-crops nel periodo autunno-invernale.
In presenza di impianti gi esistenti di colture arboree e di colture permanenti, non necessario aprire solchi
acquai, ma occorre garantite la regimazione delle acque. I solchi devono essere sempre realizzati nei nuovi
impianti o, in alternativa, possibile effettuare linerbimento permanente dellinterfila.
Nelle zone di pianura, nei suoli con meno del 18% di argilla, necessario:

nelle colture arboree linerbimento dellinterfila nel periodo invernale;

per le altre colture lobbligo della presenza di copertura con colture o con cover-crops

nel periodo autunno-invernale su almeno il 50% della superficie utile aziendale.

e. Difesa e controllo delle infestanti


Per la difesa ed il controllo delle erbe infestanti, non sono previsti obblighi aggiuntivi rispetto a quanto gi in
vigore per le produzioni biologiche.
Nel settore biologico non esistono diserbanti intesi nel senso comune del termine, ma bisogna rifarsi ad
una serie di accorgimenti preventivi o alluso di mezzi fisico/meccanici alternativi. Di importanza assoluta
risultano essere le adeguate tecniche agronomiche descritte nel paragrafo del Capitolo Obblighi tecnici per
le produzioni biologiche.

15

f. Taratura irroratrici
Nel caso di impiego di irroratrici, queste devono essere soggette ad un controllo e ad una taratura a cadenza
periodica, come previsto nella Deliberazione della Giunta regionale dr. 1202/1999 e successive modificazioni
ed aggiornamenti, pari: al massimo ogni 5 anni per le attrezzature aziendali; al massimo 2 anni nel caso
dei contoterzisti.

g. Gestione delle tare e Gestione aziendale


Per le produzioni biologiche limpegno alladesione dellAzione non prevede vincoli particolari o impegni
aggiuntivi circa la gestione delle tare aziendali e la gestione aziendale, contrariamente a quanto avviene per
la stessa Misura 214 riferita alle produzioni integrate.
In caso di interventi obbligatorio ricorrere a mezzi tecnici e ad operazioni colturali conformi a quanto
previsto dalla normativa comunitaria per le produzioni biologiche. E anche necessario il tempestivo e puntuale
aggiornamento delle schede per le registrazioni (pi frequentemente anche se meno correttamente
chiamate Quaderni di Campagna), periodicamente controllati ed ai tecnici ispettori degli Organismi di
Controllo, nel corso delle loro visite ispettive. In tali schede vanno riportate le operazioni colturali, le vendite
di prodotto e gli acquisti dei mezzi tecnici. Si rimanda al Capitolo Obblighi amministrativi per le produzioni
biologiche in Appendice al vademecum, per una puntuale descrizione di quanto richiesto.

16

Capitolo 3

Modalit di adesione al sistema


di controllo e certificazione
delle produzioni biologiche
a. Modalit di adesione
Partecipare al sistema di controllo e certificazione obbligatorio quando si vuole vendere
un prodotto definendolo biologico e quando si desidera aderire alla azione Agricoltura
Biologica delle Misure agro-ambientali del PSR. Ladesione al sistema avviene attraverso
linvio di un documento, la Notifica di attivit con metodo biologico (in seguito indicata
come Notifica per semplicit), con il quale lagricoltore comunica alla Regione linizio
della coltivazione biologica e chiede allOrganismo di controllo (OdC) prescelto di avviare le
procedure per la certificazione.
LOdC deve eseguire, entro 60 giorni dalla spedizione della notifica, un primo sopralluogo
in azienda durante il quale verifica le condizioni di ammissibilit al sistema di controllo e
certificazione e rende operativa lazienda, consegnando la modulistica necessaria alle verifiche
successive quali il Programma Annuale di Produzione e le schede per la registrazione: dei mezzi
produttivi acquistati, delle operazioni svolte in campagna (Quaderno di Campagna) e delle
produzioni che saranno vendute.
Loperatore deve inoltre predisporre e consegnare per la sua valutazione allOdC, la Relazione
Tecnica in fase di avvio, un documento che descrive le procedure aziendali e le misure
che loperatore intende mettere in atto per garantire la produzione di prodotti conformi
al Regolamento 834/2007; la relazione entra a far parte del dossier di documentazione
giustificativa prevista dallart. 63 del Regolamento 889/2008 e deve essere sempre messa a
disposizione dellOrganismo di Controllo e delle Autorit di Vigilanza. In questa relazione,
tra le altre cose, occorre identificare gli eventuali confini a rischio dellazienda (ad es. perch
limitrofi con appezzamenti soggetti a trattamenti con prodotti non ammessi dal Regolamento)

17

e le misure che loperatore intende intraprendere per evitare contaminazioni alle proprie colture; oppure le
procedure che si intendono adottare per evitare di mescolare prodotti conformi al regolamento con prodotti
non conformi, nel caso di aziende non completamente convertite allagricoltura biologica.
Se la valutazione della prima visita positiva, lazienda riceve dallOdC il cosiddetto Documento
Giustificativo che descrive le caratteristiche dellazienda ed attesta il suo inserimento nel sistema di
controllo e certificazione. Il documento indica i tempi del periodo di conversione per ciascun appezzamento.
Dal momento dellinvio della notifica lazienda deve:

coltivare secondo il metodo biologico;

assicurare il continuo aggiornamento della documentazione per il controllo;

richiedere formalmente eventuali deroghe per limpiego di materiale di riproduzione non biologico;

garantire la disponibilit della documentazione amministrativa agli incaricati del controllo;

rispettare le norme e le procedure per letichettatura dei prodotti.
LOdC verifica il rispetto degli obblighi e delle prescrizioni a cui tenuta lazienda attraverso personale
appositamente incaricato, garantendo lesecuzione di almeno un sopralluogo in azienda durante lanno solare.

b. Notifica di attivit con metodo biologico e notifica di variazione


Lagricoltore che inizia la produzione biologica deve comunicare ufficialmente questa decisione presentando
la Notifica di Attivit con Metodo Biologico.
Con la notifica lagricoltore:

comunica di avere avviato la produzione secondo le norme dellagricoltura biologica;

indica dove si svolge tutta lattivit aziendale, quindi anche i luoghi di immagazzinamento

delle produzioni e dei mezzi tecnici ed eventuali campi e strutture utilizzati per la produzione con

metodo convenzionale;

richiede lattivazione del sistema di controllo indicando lOrganismo di Controllo (OdC) prescelto;

si fa carico dei costi per le attivit di controllo e certificazione;

si impegna a rispettare le norme del biologico e a comunicare alla Regione e allOdC ogni variazione

riguardante lazienda (acquisizione o cessione di terreni, variazioni delle strutture aziendali, ecc.);

accetta le sanzioni previste nel caso di inadempienze;

assicura libero accesso allazienda (campi, strutture, documenti) agli incaricati dellOrganismo di

Controllo.
La notifica svolge quindi funzioni informative, impegnative e contrattuali. In Regione Emilia Romagna deve
essere redatta per via telematica utilizzando lapplicazione Web AgriBio reperibile sul sito dellAssessorato
Agricoltura della Regione Emilia-Romagna (in ER/Agricoltura https://agri.regione.emilia-romagna.it/AgriBio/
jsp/index.jsp); questo programma assicura la conformit tra i dati che vengono trascritti in notifica ed il
fascicolo aziendale e consente anche di creare il documento in formato pdf, in modo da poterlo stampare e
conservare in formato cartaceo.
La Prima Notifica va stampata in duplice copia; una, con marca da bollo da 14,62, deve essere inviata a
mezzo raccomandata in Regione al seguente indirizzo:

Regione Emilia-Romagna - Servizio Percorsi di Qualit, Relazioni di Mercato e Integrazione di

Filiera - Viale della Fiera 8, 40127 Bologna.
La seconda copia deve essere spedita allOrganismo di Controllo prescelto. In questo caso meglio spedire anche
una fotocopia della pagina in cui stato apposto il bollo. Lapposizione della marca da bollo indispensabile,
18

per liscrizione allelenco ufficiale degli operatori dellagricoltura biologica. E inoltre opportuno tenere a disposizione
unulteriore copia presso la sede aziendale.
Ogni cambiamento relativo ai dati di chi esegue la dichiarazione o del rappresentante legale ed ogni modifica delle
unit produttive (acquisizione o cessione di nuovi terreni, variazioni della superficie coltivabile delle singole parcelle,
localizzazione dei magazzini, ecc.), deve essere comunicato alla Regione e allOdC compilando una Notifica di Variazione.
In questi casi sufficiente linvio in via telematica alla Regione, mentre un modulo cartaceo firmato dallagricoltore, deve
pervenire comunque allOdC perch, come visto, la notifica svolge anche funzioni impegnative e contrattuali. Le notifiche
di variazione non prevedono mai lapposizione della marca da bollo.
Ulteriori informazioni sulle modalit di compilazione ed invio della Notifica di attivit con il metodo biologico sono
reperibili al seguente indirizzo web:
http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Come-fare-per/Produrre-nel-rispetto-dell-ambiente/Fareagricoltura-biologica

19

c. Cos AgriBio
AgriBio un programma informatico a cui si accede dal portale ER/Agricoltura. Serve alla compilazione delle notifiche di
inizio attivit e di variazione e ne consente linvio allAmministrazione regionale, nei casi consentiti, unicamente per via
telematica. Il suo impiego stato reso obbligatorio a partire dal 2010.
Laccesso al programma possibile per tutte le aziende iscritte allanagrafe delle aziende agricole della Regione EmiliaRomagna, utilizzando una smart card (certificato digitale) che serve ad identificare univocamente lutente; la smart
card (o sistema analogo) rilasciato al titolare o al legale rappresentante dellazienda da una autorit di certificazione
riconosciuta. Lazienda pu anche affidare la compilazione della notifica ai soggetti accreditati al Servizio Informativo
Agricolo Regionale (SIAR) conferendo loro un mandato specifico. Questi soggetti possono essere i Centri di Assistenza
Agricola (CAA), le cantine sociali, le organizzazioni di produttori, i consorzi di tutela e gli studi professionali, e tutti i
professionisti che forniscono servizi in agricoltura.
AgriBio permette di inserire nella notifica tutti i dati relativi ai terreni condotti dallazienda, cos come figurano nel
fascicolo aziendale al momento della compilazione che pertanto deve essere sempre precedentemente aggiornato. La
notifica, infatti, deve contenere tutti i possessi attivi dellazienda al momento della compilazione, indipendentemente
dal sistema di produzione adottato (biologico, in conversione, convenzionale) e da eventuali domande di finanziamento.
Quando intervengono modifiche nella situazione di possesso dei terreni, queste devono essere inserite prima nel fascicolo
aziendale e poi importate per la compilazione di una notifica di variazione su AgriBio, perch la notifica di variazione non
si genera automaticamente ad ogni variazione del fascicolo. Laccesso allarchivio delle notifiche di AgriBio consentito,
anche agli Organismi di Controllo, limitatamente alle aziende da loro controllate.
20

d. Periodo di conversione
Linserimento nel sistema di controllo e certificazione delle produzioni biologiche permette immediatamente
laccesso ai benefici previsti dal PSR (Misura 214 Azione 2); infatti al momento della presentazione delle
domande sufficiente aver notificato linizio dellattivit e riportato tutti i terreni aziendali (ma uneventuale
bocciatura della richiesta, da parte dellOdC, comporterebbe per la perdita dei benefici). Tale condizione
non consente comunque di vendere subito le proprie produzioni come biologiche. A partire dalla data di invio
della notifica ha inizio, infatti, un periodo di conversione durante il quale lazienda inizia a rispettare il
Regolamento; i suoi prodotti per non possono fregiarsi da subito della denominazione biologica.
Il periodo di conversione varia a seconda delle colture. I primi raccolti che possono utilizzare la denominazione
biologica sono:

per i seminativi e le orticole quelli ottenuti da semine o trapianti realizzati al termine della

conversione che ha durata di due anni;

per i foraggi quelli raccolti o pascolati almeno due anni dopo linizio della conversione;

per le colture perenni, diverse dai foraggi, quelli raccolti almeno tre anni dopo linizio della

conversione.
In casi eccezionali possibile ridurre questa tempistica. Labbreviazione o lannullamento del periodo
di conversione sono concessi dalla Regione, su richiesta dellazienda e sentito il parere dellOdC, nel caso si
possano riconoscere retroattivamente periodi precedenti allinvio della notifica. A tale scopo lagricoltore deve
presentare allOdC, che provvede poi ad inoltrarla alla Regione, una domanda che contiene la descrizione delle
coltivazioni e dei metodi produttivi adottati, corredata da documenti che dimostrino il mancato impiego di
mezzi tecnici vietati in agricoltura biologica nei tre anni precedenti linvio della notifica, negli appezzamenti
interessati.
Gli agricoltori controllati possono vendere le loro produzioni vegetali con la dicitura prodotto in conversione
allagricoltura biologica trascorsi dodici mesi dallinizio del periodo di conversione. Questa possibilit vale
solo per i prodotti freschi e per i trasformati ottenuti da un unico ingrediente vegetale di origine agricola,
come, ad esempio, la farina di frumento o la passata di pomodoro.

e. Programma Annuale di Produzione Vegetale


Il Programma Annuale di Produzione Vegetale (PAP), deve essere inviato al proprio OdC entro il 31 gennaio di
ogni anno. Con il PAP lagricoltore comunica, per ogni appezzamento aziendale, quali sono le colture in atto o
quelle che intende mettere in atto durante lanno corrente, stimandone anche la produzione. Devono essere
indicati anche i sovesci, le colture consociate e le coltivazioni che si intendono realizzare come secondo o terzo
raccolto.
Ogni cambiamento, rispetto a quanto dichiarato, va comunicato allOdC compilando un PAP di Variazione.
Questo ulteriore invio si rende necessario, ad esempio, quando: per qualsiasi motivo non sia stato possibile
seminare la coltura prevista rinunciando alla semina o sostituendola con un altro prodotto; se la semina o il
trapianto di una coltura avvenuto in un appezzamento diverso da quello indicato; la stima della produzione
subisce incrementi o diminuzioni rilevanti oppure se si verificano variazioni di possesso o di superficie, per
quanto riguarda i terreni aziendali.

f. Schede per le registrazioni


Le schede per le registrazioni devono essere aggiornate tempestivamente e devono essere sempre a
disposizione dellautorit o dellorganismo di controllo presso la sede dellazienda.
Il produttore biologico deve registrare sulla scheda relativa alle operazioni colturali (il vero e proprio
Quaderno di Campagna) i dati e le informazioni relative alle produzioni vegetali; vanno riportate tutte le
21

operazioni colturali eseguite, in particolare quelle relative allimpiego di materiali da riproduzione, di


fertilizzanti e di fitofarmaci, cio di quei mezzi tecnici per i quali il Regolamento del biologico prevede
limitazioni nellimpiego. Le registrazioni riguardano anche le raccolte: deve essere indicato il prodotto
ottenuto e la sua quantit. In questo modo la scheda colturale diventa il registro di scarico dei mezzi tecnici
acquistati e il registro di carico delle produzioni da vendere.
Per luso dei fertilizzanti necessario registrare: la data di impiego, il tipo di fertilizzante utilizzato e la
relativa quantit impiegata, la superficie e lappezzamento o gli appezzamenti interessati dalla fertilizzazione.
Per luso di prodotti fitosanitari bisogna indicare: la data dellintervento e la sua motivazione, il prodotto
impiegato, la quantit usata, le modalit del trattamento, la superficie e lappezzamento, o gli appezzamenti,
in cui si effettuata loperazione. Per la raccolta si deve indicare la data, il tipo di prodotto ottenuto e la sua
quantit.
Nella scheda delle materie prime si devono descrivere i mezzi tecnici acquistati riportandone eventualmente
la denominazione commerciale. Si devono anche indicare le quantit acquistate ed il nome del venditore e
riportare il riferimento al documento fiscale emesso in occasione della transazione.
La scheda vendite riporta informazioni sulla destinazione delle produzioni, indicando: la data di vendita,
la denominazione del prodotto venduto e la sua quantit, il riferimento al documento fiscale utilizzato per la
vendita e i dati dellacquirente.
Oltre alla compilazione delle varie schede, le aziende biologiche sono tenute a presentare una Relazione
Tecnica che individua le azioni da intraprendere per garantire il rispetto delle norme di produzione biologica
e ridurre il rischio di possibili contaminazioni accidentali con prodotti o sostanze non autorizzate. In pratica
lagricoltore deve predisporre un documento, analogo a quello utilizzato per i sistemi di qualit tanto che ne
pu costituire parte integrante, in cui descrive:

gli appezzamenti dellazienda;

i luoghi di magazzinaggio dei mezzi tecnici e dei prodotti;

le tecniche di coltivazione adottate;

le procedure per lacquisto delle materie prime;

i sistemi di raccolta e conservazione delle produzioni;

le procedure per letichettatura e la vendita dei prodotti.
Questa descrizione finalizzata ad individuare i rischi di contaminazione accidentale provocati da:

antiparassitari e fertilizzanti non ammessi;

OGM;

materiale da riproduzione non ammesso;

mancata separazione delle produzioni bio e non bio.
Individuati i rischi, lagricoltore deve definire le procedure da adottare per minimizzare le probabilit di
inquinamento ed errori accidentali. Il rispetto di queste procedure parte integrante del sistema di controllo
e certificazione delle produzioni. La relazione tecnica aiuta quindi lazienda a prendere coscienza dei pericoli
di contaminazioni fortuite ed a rendere pi semplice il rispetto delle norme di coltivazione evitando i rischi
connessi.

22

g. Deroghe al materiale di riproduzione


Le norme biologiche sanciscono lobbligo di impiegare materiale da riproduzione ottenuto con metodo biologico. In caso
di indisponibilit sul mercato delle variet desiderate possibile fare richiesta di deroga allE.N.S.E. almeno 10 giorni
prima della semina per le sementi orticole e il materiale di moltiplicazione vegetativa (barbatelle, astoni, stoloni, ecc.) e
almeno 30 giorni prima della semina per le altre sementi. Non invece possibile ottenere nessuna deroga per le piantine
orticole.
Le richieste di deroga devono essere archiviate e tenute a disposizione dellOdC e dellAutorit di Controllo, insieme a
concessioni e dinieghi ricevuti dallE.N.S.E. E importante poter dimostrare di aver inviato la richiesta allE.N.S.E. perch,
se non si riceve risposta entro 20 giorni dallinoltro della richiesta, la deroga si deve ritenere concessa.

h. Gestione documenti amministrativi


Si gi visto come nella compilazione delle Schede di Registrazione sia necessario fare riferimento ai documenti
contabili di acquisto per i mezzi tecnici e di vendita per le produzioni aziendali. E opportuno quindi, anche se non
obbligatorio, che i documenti fiscali, o almeno una loro copia, siano tenuti allegati alla scheda materie prime e alla
scheda vendite. In ogni caso lagricoltore controllato deve consentire allOdC e alla Autorit di Controllo laccesso a tutta
la propria documentazione contabile.
I controlli sui documenti contabili possono essere svolti presso la sede aziendale o presso il luogo di tenuta delle scritture
e riguardano lidentificazione di fornitori ed acquirenti e la verifica della natura e delle quantit dei prodotti venduti e
delle materie prime acquistate. LOdC tenuto ai doveri di segretezza e riservatezza sulle verifiche svolte, come su tutte
le informazioni di cui viene a conoscenza nello svolgimento della sua attivit.
La partecipazione ad un sistema di qualit normato, come la certificazione della produzione biologica, richiede
lapplicazione di procedure che devono essere formalizzate e rese evidenti allOdC e allAutorit di Vigilanza. Per questo
motivo lagricoltore tenuto a utilizzare e a tenere a disposizione, per i controlli, una serie di documenti aggiuntivi,
23

come gli estratti di mappa catastale, le dichiarazioni e richieste di vario genere, di solito da compilare su modulistica
predisposta dallOdC, ecc.
Le modalit di funzionamento di AgriBio hanno sgravato invece gli agricoltori dalla necessit di dimostrare allOdC il
possesso di terreni e fabbricati aziendali, attraverso visure catastali, atti di propriet, contratti di affitto o comodato, ecc.
La notifica e le notifiche di variazione, infatti, acquisiscono queste informazioni direttamente dal fascicolo aziendale la
cui gestione affidata, tramite apposita convenzione, ai (CAA) prescelti da ciascuna azienda.

i. Etichettatura prodotti
Tutti i termini, le diciture, le indicazioni, i marchi di fabbrica, i nomi commerciali, le immagini o i simboli riguardanti:
imballaggi, documenti, avvisi, etichette, cartoncini, nastri o fascette che accompagnano o si riferiscono a un prodotto
sono considerati, a norma di legge, facenti parte delletichettatura.
Il Regolamento stabilisce le denominazioni protette in ogni Stato membro (in Italia il termine impiegato biologico
ma, ad esempio, in Germania si usano le indicazioni kologisch o biologisch e in Inghilterra organic) e afferma che questi
termini, nonch i derivati e le abbreviazioni, quali bio e eco, possono essere utilizzati solo nelletichettatura e nella
pubblicit di prodotti che soddisfino le prescrizioni del Regolamento 834/2007, vale a dire che siano stati ottenuti in
modo biologico e siano stati sottoposti al sistema di controllo.
24

Quando i prodotti sono venduti sfusi il documento di trasporto o la fattura accompagnatoria devono indicare
che il prodotto biologico e devono riportare i riferimenti del certificato aziendale, il codice dellOdC e il
codice di controllo dellazienda attribuito dallOdC stesso. Alcuni OdC richiedono di affiancare al documento
contabile un documento di transazione.
Per il confezionamento di un prodotto riportante lindicazione biologica, letichetta deve contenere:

il logo comunitario (obbligatorio);

lindicazione del luogo dorigine del prodotto (UE oppure NON UE, lo Stato Membro se il prodotto

proviene unicamente da quello Stato Membro).

i codici dellOdC e dellazienda (numero operatore controllato).
Di seguito si riporta lesempio di una etichetta con lindicazione degli elementi sopra riportati:
PRODOTTO BIOLOGICO
(da agricoltura biologica)

Agricoltura ITALIA
Organismo di Controllo
Autorizzato dal MiPAAF
IT BIO XXX

Operatore
Controllato
n. XXXX

Lindicazione di origine deve essere collocata immediatamente sotto il logo comunitario e deve riportare
una delle indicazioni seguenti: Agricoltura UE o Agricoltura NON UE. I termini UE o NON UE possono
essere sostituiti o integrati dallindicazione di un Paese nel caso in cui tutte le materie prime agricole di cui il
prodotto composto siano state coltivate in quel Paese. Linserimento del logo comunitario obbligatorio e
pu essere affiancato da loghi nazionali o privati. Non permesso lutilizzo del logo comunitario per i prodotti
in conversione e per i prodotti composti, in cui solo un ingrediente sia di origine biologica e linformazione
sia inserita nellelenco degli ingredienti (limitandosi ad evidenziare, per esempio con un asterisco e relativa
dicitura, quale degli ingredienti rispetti le norme di produzione biologiche).

25

26

Capitolo 4

Controlli
a. Chi fa i controlli per le produzioni biologiche
(Organismi di Controllo)
Nelle normative emanate dallUnione Europea che regolano lagricoltura biologica stabilito
come il controllo e la certificazione possano essere condotti direttamente dallAutorit Pubblica
oppure da organismi privati autorizzati dalla medesima Autorit.
La maggior parte dei paesi, tra cui lItalia, ha scelto la seconda opzione e quindi il Ministero
delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF) ha autorizzato degli Organismi di
Controllo (OdC) privati a svolgere tale funzione. Queste strutture sono sottoposte alla vigilanza
del Ministero, delle Regioni e delle Provincie Autonome.
Attualmente sono 13 gli OdC che possono operare su tutto il territorio nazionale, oltre ad altri
3 autorizzati ad operare nella sola Provincia di Bolzano. Il sistema di controllo e certificazione
non riguarda solo la produzione agricola ma tutta la filiera fino alla commercializzazione:
anche i negozi che vendono prodotto biologico sfuso, sono infatti tenuti a farsi controllare.

27

Di seguito si riporta lelenco degli Organismi di Controllo (OdC) accreditati dal Ministero corredato dal loro codice
identificativo:
n

28

Logo

Codice
identificativo

Sede nazionale

Territorio
di competenza

IT BIO 002

Codex S.r.l.
Scordia (CT)

Italia

IT BIO 003

IMC Istituto Mediterraneo di Certificazione


Senigallia (AN)

Italia

IT BIO 004

Suolo e Salute S.r.l.


Fano (PS)

Italia

IT BIO 005

BIOS S.r.l.
Marostica (VI)

Italia

IT BIO 006

ICEA Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale


Bologna

Italia

IT BIO 007

BioAgriCert S.r.l.
Casalecchio di Reno (BO)

Italia

IT BIO 008

ECOGRUPPO Italia S.r.l.


Catania

Italia

IT BIO 009

CCPB S.r.l.
Bologna

Italia

IT BIO 010

BioZoo S.r.l.
Sassari

Italia

10

IT BIO 012

Sidel S.p.a.
Bologna

Italia

11

IT BIO 013

ABCert S.r.l.
Terlano (BZ)

Italia

12

IT BIO 014

QC S.r.l.
Monteriggioni (SI)

Italia

13

IT BIO 015

Valoritalia S.r.l.
Roma

Italia

14

IT BIO 001 BZ

BIKO Kontrollservice
Tirol - Innsbruck (Austria)

Provincia BZ

15

IT BIO 002 BZ

IMO Gmbh
Weinfelden (Svizzera)

Provincia BZ

16

IT BIO 003 BZ

Q.C. & I. Gmbh


Colonia (Germania)

Provincia BZ

b. Cosa controllano gli Organismi di Controllo (OdC)


Con linvio della Notifica di Attivit con il Metodo Biologico si attiva il complesso sistema di verifiche ispettive, documentali
ed analitiche che coinvolgono molti organi di controllo.
Il sistema di controllo sintetizzato nelle seguenti tabelle, nella prima colonna sono citati i soggetti che devono procedere
alle operazioni riportate e nelle successive i diversi interlocutori :
SOGGETTO
INCARICATO

Operatore
biologico

Operatori biologici

Regioni e Provincie
autonome
Comunica, attraverso la Notifica,
linizio delle attivit di produzione
biologiche, assumendosi la
responsabilit e lobbligo di
rispettare le norme e di registrare
tutte le proprie operazioni (acquisti
di mezzi di produzione, trattamenti,
vendite, operazioni colturali, ecc.)
in apposite schede (Quaderni di
Campagna) fornite dallOrganismo
di Controllo.
Ad ogni variazione di propri dati
strutturali (terreni, allevamenti,
responsabile legale, tipologia di
attivit, ecc.) deve procedere al
loro aggiornamento tramite la
compilazione di una Notifica di
Variazione.
Provvede a garantire la tracciabilit
di tutti i prodotti che immette in
commercio

Organismi di Controllo
Comunica, attraverso la Notifica, linizio
delle attivit di produzione biologiche,
assumendosi la responsabilit e
lobbligo di rispettare le norme e di
registrare tutte le proprie operazioni
(acquisti di mezzi di produzione,
trattamenti, vendite, operazioni
colturali, ecc.) in apposite schede
fornite dallOrganismo di Controllo.
Assicura il libero accesso agli ispettori
incaricati dei controlli.
Tutti gli anni comunica il proprio
programma di produzione (PAP).
Ad ogni variazione di propri dati
strutturali (terreni, allevamenti,
responsabile legale, tipologia di
attivit, ecc.) deve procedere al loro
aggiornamento tramite la compilazione
di una Notifica di Variazione.
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SOGGETTO
INCARICATO

Operatori biologici

Regioni e Provincie
autonome

Controllano, tramite ispezioni svolte


da tecnici appositamente formati,
il rispetto di tutti i requisiti richiesti
dalle norme UE e nazionali e, se tutto
regolare, inseriscono lazienda agricola
nel sistema di controllo, assegnando il
Documento Giustificativo aziendale.

Ogni anno comunicano allAutorit


di Controllo (Regioni e Provincie
autonome) il piano dei controlli,
indicando la frequenza ed il numero di
ispezioni che saranno svolte presso gli
operatori, garantendone almeno una
allanno per ogni azienda.

In fase di sorveglianza, controllano gli


operatori almeno una volta allanno.

Sulla base di alcune caratteristiche


degli operatori, assegnano loro
una classe di rischio che determina
per ognuno di loro la necessit di
aumentare meno il numero di ispezioni
da svolgere durante lanno.

Prelevano campioni da sottoporre ad


analisi di laboratorio.

Organismi
di Controllo
(OdC)

Organismi di Controllo

Valutano i risultati dei controlli e


rilasciano le certificazioni attraverso un In questo modo sono analizzati i punti
comitato indipendente.
critici e sono adottate misure per
minimizzare i rischi di non rispetto
Emanano provvedimenti di diverso
delle norme
livello in caso di mancato rispetto delle
norme.
Ogni anno comunicano allAutorit
Competente (Regioni e Provincie
autonome) il piano dei controlli,
indicando la frequenza ed il numero di
ispezioni che saranno svolte presso gli
operatori, garantendone almeno una
allanno per ogni azienda.
Sulla base di alcune caratteristiche
degli operatori, assegnano loro
una classe di rischio che determina
per ognuno di loro la necessit di
aumentare o meno il numero di
ispezioni da svolgere durante lanno.

SOGGETTO
INCARICATO

Operatori biologici
Controlla lattivit degli OdC, anche
tramite sopralluoghi presso gli
operatori controllati dagli OdC stessi.

Accredia (*)

Regioni e Provincie
autonome

Organismi di Controllo
Controlla gli OdC con apposite ispezioni
annuali in modo da garantire il rispetto
della Norma Europea 45011 o delle linee
guida ISO 65 e per il mantenimento
dellaccreditamento per la norma,
trasmettendo il risultato del controllo alle
Autorit competenti pubbliche.

(*) ACCREDIA Ente Italiano di Accreditamento lunico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attivit di
accreditamento.
30

SOGGETTO
INCARICATO

Operatori biologici

Tramite un proprio Dipartimento


(Ispettorato centrale della tutela della
Ministero
qualit e della repressione frodi dei
delle Politiche prodotti agro-alimentari) controlla la
Agricole,
qualit merceologica di tutti i prodotti
Alimentari
in commercio, anche con analisi di
e Forestali
laboratorio. In caso di violazioni o frodi
(MiPAAF)
commina sanzioni amministrative
pecuniarie o notifica la notizia di reato.
SOGGETTO
INCARICATO

Regioni e
Provincie
autonome

SOGGETTO
INCARICATO

Corpi speciali
Carabinieri
(NAS, NAC)

Operatori biologici

Regioni e Provincie
autonome
Coordina le attivit di vigilanza
sugli organismi di controllo
delle Regioni e delle Provincie
autonome.

Regioni e Provincie
autonome

Autorizza gli OdC a svolgere attivit di controllo,


ed approva le loro procedure di controllo.
Tramite un proprio Dipartimento (Ispettorato
centrale della tutela della qualit e della
repressione frodi dei prodotti agro-alimentari)
vigila sullattivit degli OdC con ispezioni
e sopralluoghi presso gli operatori da essi
controllati.

Organismi di Controllo
Vigilano sullattivit egli OdC che hanno sede nel
territorio di competenza tramite ispezioni presso
i loro uffici ed anche tramite sopralluoghi presso
gli operatori controllati dagli OdC stessi.

Vigilano sullattivit degli OdC


che hanno sede nel territorio
di competenza anche tramite
sopralluoghi presso gli operatori
controllati dagli OdC stessi.

Operatori biologici

Organismi di Controllo

Per la Provincia di Bolzano: autorizza lattivit


degli OdC operanti nel proprio territorio di
competenza.

Regioni e Provincie
autonome

Organismi di Controllo

Controllano gli operatori ed i prodotti


nellambito delle attivit normalmente
svolte nel controllo dei prodotti
agroalimentari convenzionali.
In caso di violazioni o frodi commina
sanzioni amministrative pecuniarie o
notifica la notizia di reato.

Le normative relative allagricoltura biologica stabiliscono quindi che la certificazione sia sottoposta ad una fitta rete di verifiche
incrociate e definiscono con chiarezza anche chi controlla i controllori. Tra tutte le certificazioni esistenti, le norme di produzione
per le produzioni biologiche (cio il disciplinare da seguire) sono stabilite per Regolamento 834/2007 mentre per le produzioni
DOP-IGP, ad esempio, esse sono redatte in modo autonomo dai consorzi di produzione e poi approvate dalla Autorit competenti.
Lattivit degli OdC consiste nel recarsi presso tutti gli operatori della filiera biologica (aziende agricole, aziende
zootecniche, trasformatori, importatori, commercianti, negozi) ed accertare che vengano rispettate le norme. Gli ispettori
verificano che loperatore compili correttamente i registri a loro consegnati durante la prima visita. Le aziende agricole dovranno
obbligatoriamente dare evidenza della conformit al Regolamento 834/2007 di tutti gli acquisti di materie prime (concimi,
antiparassitari, piantine, sementi, ecc.), delle tecniche adottate durante la coltivazione delle proprie produzioni e delle vendite
dei propri prodotti. Lispettore potr anche richiedere tutti i documenti relativi alla contabilit per verificare che non ci sia n
acquisto di materie prime non ammesse, n commercializzazione di prodotti non sotto controllo.
Durante i sopralluoghi possono essere anche raccolti campioni delle produzioni su cui verranno poi effettuate analisi
da laboratori specializzati e riconosciuti, per verificare leventuale presenza di sostanze attive non ammesse. Nel caso di
trasformatori, lorganizzazione la stessa, per controllare: limpiego delle tecniche utilizzate, le materie prime, gli ingredienti e
gli additivi utilizzati per la trasformazione.
31

Nel caso di rilievo di irregolarit, o di infrazioni, sono emessi dallOdC dei provvedimenti che fanno scattare delle penalit
a carico delloperatore. Tra queste vanno elencate: il richiamo, la diffida, la soppressione delle indicazioni sui lotti su cui
stata rilevata la non conformit, la sospensione della certificazione di un determinato appezzamento o di unarea produttiva o
dellintera attivit, fino ad arrivare allesclusione delloperatore dal sistema di controllo.
Le non conformit rilevate dagli OdC riguardano, nella maggior parte dei casi, inadempienze amministrative, ad esempio ritardi
e/o omissioni nella presentazione di documentazione, il ritardo nella spedizione del Programma Annuale di Produzione o il
mancato aggiornamento delle registrazioni aziendali.

32

Il percorso, in via schematica, che unimpresa deve quindi percorrere per il rilascio della certificazione segue queste fasi:
1. loperatore si informa su quali cambiamenti deve apportare ai metodi produttivi usuali, per essere in linea con le

normative vigenti;
2. sceglie un OdC cui assoggettarsi per il controllo;
3. compila una domanda di assoggettamento al sistema di controllo (Notifica di Attivit di Produzione), facendola avere

allAutorit competente (Regioni o Provincie autonome) e allOdC prescelto;
4. lOdC esamina preliminarmente la domanda e pianifica lispezione della fase di avvio;
5. lispettore esegue il sopralluogo della fase di avvio e riporta i dati raccolti al proprio OdC, oltre a consegnare alloperatore

tutto il materiale necessario, comprese le Schede di Registrazione (Quaderni di Campagna);
6. lOdC valuta lidoneit delloperatore ad entrare nel sistema di controllo tramite propri organi valutativi;
7. lOdC delibera lidoneit delloperatore allassoggettamento al sistema di controllo rilasciando il Documento
Giustificativo, che dimostra linserimento dellOperatore nel sistema di controllo;
8. lOdC pianifica le ispezioni di controllo per la sorveglianza successiva e gli eventuali campionamenti sulla base della

classe di rischio cui appartiene loperatore;
9. lispettore esegue le visite di controllo e gli eventuali campionamenti;
10. lOdC valuta la conformit delloperatore ai sensi della normativa in seguito alle visite ispettive succedutesi nel tempo;
11. loperatore richiede allOdC il Certificato di Conformit, che elenca le produzioni oggetto di certificazione e la cui

emissione, permette alloperatore di rilasciare ai propri clienti la dichiarazione di conformit al Regolamento del biologico

delle proprie produzioni (direttamente sulla documentazione fiscale oppure rilasciando un Documento di Transazione,

oppure permette alloperatore di utilizzare le diciture relative al metodo biologico sulle Etichette di Confezionamento);
12. lOdC, dopo aver valutato la congruit della richiesta, rilascia il Certificato di Conformit e/o lAutorizzazione alla

Stampa Etichette di Confezionamento;
13. ottenuto il Certificato di Conformit, loperatore rilascia le dichiarazioni di conformit per tutte le vendite di prodotti

non etichettabili, oppure per i prodotti confezionati, stampa etichette conformi al regolamento, utilizzando tra laltro

il proprio codice operatore ed il codice di autorizzazione dellOdC stesso.
14. lOdC effettua con diversi sistemi le verifiche sul rilascio delle dichiarazioni di conformit da parte degli operatori

controllati ed adotta provvedimenti in caso di non conformit.

c. Chi fa i controlli per la domanda di contributo (Enti Delegati)


Le aziende che, aderendo al regime di agricoltura biologica, sottoscrivono lo specifico impegno agroambientale a carattere poliennale, ai sensi della regolamentazione comunitaria dello Sviluppo Rurale (PSR),
sono sottoposte anche ad un ulteriore livello di controllo oltre a quello previsto per le produzioni biologiche.
Tale verifica riguarda il rispetto dellinsieme degli adempimenti stabiliti dalla misura agro-ambientale (di
cui ladozione del metodo dellAgricoltura Biologica una componente), nellambito di quanto definito
nel Programma Regionale di Sviluppo Rurale. Lattivit di controllo svolta, in Emilia Romagna, sotto la
responsabilit dellOrganismo Pagatore Regionale Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura per
lEmilia Romagna (AGREA), per mezzo delle Amministrazioni Provinciali da esso delegate.
Le domande di contributo relative alla Misura 214 Azione 2, come anche quelle delle altre Misure a superficie
del PSR, sono quindi sottoposte ad una attivit di gestione e controllo. Le norme di riferimento per tale attivit
sono contenute nel Reg. CE 1975/06, modificato in seguito dal Reg. CE 484/09, e nel PSR 2007/2013. In
particolare, allinterno di questultimo, viene messo in evidenza come i controlli debbano essere effettuati
dallOrganismo Pagatore Regionale che, nel caso dellEmilia Romagna, rappresentato da AGREA. In seguito,
con il Reg. CE 65/2011, sono state definite le modalit di applicazione del regolamento CE 1698/2005 del
Consiglio, per quanto riguarda lattuazione delle procedure di controllo e della condizionalit per le misure di
sostegno contenute nellambito dello sviluppo rurale.
Lattivit di AGREA comincia al momento della presentazione delle domande di contributo, fino allerogazione
di questo a favore dei beneficiari che ne abbiano debitamente fatto richiesta e che ne abbiano diritto. AGREA si
avvale, nella propria attivit di controllo,,di sistemi informativi integrati appositamente realizzati in modo da
gestire le domande presentate e tenere traccia delle attivit effettuate, a livello informatico.
Per le operazioni di controllo AGREA ricorre alla collaborazione degli Enti Pubblici che, a livello locale,
ricevono fisicamente le domande di contributo e ne effettuano listruttoria. (Provincie, Comunit Montane ed
Unioni di Comuni). Sono queste strutture a seguire la pratica ed a mettere in atto tutte le verifiche necessarie ai
fini della liquidazione di quanto dichiarato ammissibile. Le verifiche possono essere di tipo amministrativo, se
legate al controllo dei possessi dei terreni ed al rispetto della tenuta del fascicolo aziendale, oppure prevedere
sopralluoghi in campo, per accertare il rispetto delle norme relative alla condizionalit e dei requisiti e vincoli
propri della singola azione.

d. Cosa controlla AGREA tramite gli Enti Delegati


Le procedure relative ai controlli svolti dagli enti delegati da AGREA al fine di attestare lammissibilit al
pagamento degli aiuti agro-ambientali dello Sviluppo Rurale, sono molto complesse e corpose. Per gli obiettivi
di questo vademecum verranno fornite solo le informazioni principali, ritenute utili alla comprensione delle
modalit di gestione alla base di questo stadio di lavoro delle domande per le produzioni biologiche. Le
domande di aiuto vengono sempre sottoposte ad un controllo amministrativo, mentre quelle di pagamento
possono essere sottoposte, in alternativa, a controlli amministrativi o a controlli in loco. Di seguito se ne fa
una breve descrizione.
Per quanto riguarda i controlli amministrativi, tutte le domande di aiuto e di pagamento, nonch le altre
dichiarazioni eventualmente presentate in quanto necessarie per il buon esito della pratica, sono sottoposte a
controlli che riguardano tutti gli elementi che possibile e appropriato verificare con metodi amministrativi.
Le procedure messe in atto prevedono la registrazione, in apposite check-list, dellattivit di controllo svolta,
dei risultati della verifica e delle misure adottate in caso di constatazione di irregolarit.
33

In particolare sono controllate:



le superfici richieste a premio, mediante lutilizzo di Sistemi Informativi Geografici (GIS) basati su

foto interpretazione di immagini aerofotogrammetriche aggiornate ogni tre anni;

la coerenza delle superfici oggetto di richiesta di pagamento con quelle per cui stato assunto

limpegno, mediante controlli informatizzati sul sistema di gestione delle domande (SOP);

i requisiti di ammissibilit come possesso delle superfici, regolarit nelliscrizione alla CCIAA e

allanagrafe Tributaria, identificativo fiscale, ecc., attraverso incroci con banche dati esterne.
Le eventuali irregolarit riscontrate in fase amministrativa possono dare luogo, se necessario, ad una visita in
azienda. I controlli amministrativi svolti dagli enti delegati da AGREA, tengono conto anche degli esiti delle
verifiche provenienti dal controllo ufficiale svolto da altri organi di controllo, quando i requisiti verificati sono
comparabili. E questo il caso dei controlli svolti dalle autorit sanitarie ed il controllo svolto dagli Organismi
di Controllo autorizzati per la verifica di conformit al Regolamento dellAgricoltura Biologica.
I controlli in loco per le misure agro-ambientali riguardano un campione di almeno il 5%, a livello regionale,
delle domande di pagamento presentate nel corso di ogni anno. Se dai controlli emergono irregolarit
significative nellambito di una particolare Misura, possibile prevedere un aumento della percentuale di
beneficiari da sottoporre a verifica nellanno corrente ed in quello successivo. I beneficiari da sottoporre a
controllo in loco, sono estratti dal totale delle aziende sulla base di unanalisi di rischio ed in parte in quota
puramente casuale. Nellambito del controllo in loco, alcune aziende, come sottoinsieme di quelle estratte per
il controllo stesso, sono controllate anche ai fini del rispetto degli obblighi di condizionalit.
Le eventuali infrazioni vengono segnalate in apposite schede di verbalizzazione e comportano diverse
tipologie di penalit, a seconda che siano pertinenti o non pertinenti rispetto allo specifico impegno agroambientale.
Durante il controllo vengono verificati tutti gli impegni e gli obblighi di un beneficiario che possibile
controllare al momento della visita. La Regione stabilisce i criteri ed i metodi di controllo che permettono di
verificare i diversi impegni e obblighi del beneficiario. Nellambito di un controllo alcuni aspetti, se ritenuto
opportuno, possono essere verificati sulla base dellesame di un campione selezionato in modo da garantire,
in ambito aziendale, un livello di controllo affidabile e rappresentativo.
Lazione agro-ambientale relativa alle produzioni biologiche prevede il controllo in loco di tutte le parcelle
agricole per le quali chiesto il sostegno. Tale controllo realizzato da remoto mediante telerilevamento
utilizzando immagini satellitari della campagna cui si riferisce il controllo; al telerilevamento possono essere
abbinate, se necessario, visite in campo e/o rilievi di campagna con strumenti topografici. Si deve in ogni
caso effettuare una visita in azienda per la verifica: di quegli aspetti particolari delle superfici, non rilevabili
mediante il telerilevamento stesso; della consistenza zootecnica ove rilevante per il calcolo del premio; del
rispetto degli impegni connessi alla misura agro-ambientale e che vanno comunque al di l della specifica
adesione al regime di certificazione dellagricoltura biologica (gestione del suolo, irrigazione, taratura delle
macchine per la distribuzione dei fitofarmaci, ecc.).
Per la verifica del rispetto delle norme di agricoltura biologica, il controllo in loco effettuato dai funzionari
provinciali si avvale dei risultati delle verifiche ispettive effettuate dagli OdC. Nel caso in cui i controllori
provinciali individuassero potenziali situazioni di irregolarit, sotto tale aspetto, devono segnalarle
allorganismo di certificazione, che effettuer i propri riscontri ed informer sui provvedimenti adottati.
I funzionari degli enti delegati esaminano normalmente, presso lazienda beneficiaria, la seguente
documentazione:

schede di registrazione (quaderni di campagna) per le produzioni biologiche;

notifica per le produzioni biologiche e rispondenza a quanto rilevato in campo e dichiarato in

domanda;
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controllo incrociato con il piano di spandimento (se del caso);


verbali delle visite ispettive effettuate dagli Organismi di Controllo;
programma annuale di produzione;
Documento Giustificativo ed eventuale certificato di conformit emessi dallOrganismo di Controllo;
presenza dellazienda nellElenco Ufficiale delle Aziende Biologiche della Regione Emilia Romagna;
verifica incrociata dei dati della notifica con quelli presenti nel fascicolo elettronico dellanagrafe aziendale e
con la domanda di richiesta di contributo;
verifica del rispetto di quanto previsto relativamente alla gestione dei corpi separati, quando ammissibili;
verifica dello schedario viti-vinicolo, per quanto riguarda i vigneti;
fatture e documentazione di acquisto dei mezzi tecnici (fertilizzanti, sementi e fitofarmaci).

E prevista inoltre la possibilit di procedere anche a prelievi di campioni. Il pagamento a saldo del contributo viene
effettuato solo dopo che siano state portate a termine le visite in azienda sul campione dei controlli in loco. AGREA
pu decidere di erogare inizialmente un pagamento parziale fino al 75% dellaiuto richiesto, dopo il compimento dei
controlli amministrativi precedentemente descritti.

35

e. Problemi di coerenza tra produzioni biologiche e PSR


Nellambito dei bandi che nel tempo hanno interessato lAzione del PSR sulle produzioni biologiche, sono state rilevate
talvolta alcune difficolt di applicazione legate a differenti approcci normativi. Tali situazioni sono state progressivamente
appianate nel corso del tempo anche se non completamente risolte; queste hanno riguardato essenzialmente due aspetti:
gestione degli allevamenti e corpi separati.
Per la gestione degli allevamenti esiste ancora unincongruenza tra le due normative sul rapporto UBA/SAU dove, nel
caso della certificazione biologica, si tiene conto di tutta la superficie utile aziendale mentre nel caso della domanda di
contributo, la superficie presa a riferimento esclusivamente quella occupata dalle colture foraggiere. Per questo motivo
si raccomanda di porre particolare attenzione nel rispetto dei limiti pi restrittivi, per evitare problemi nella gestione
della domanda di finanziamento.

36

Altra differenza rilevata, per quanto concerne il raffronto tra normativa per le produzioni biologiche e vincoli propri del
PSR per quanto riguarda la Misura 214 Azione 2, quella relativa alla contemporanea presenza di colture biologiche
e di colture convenzionali nella stessa azienda. Il regolamento comunitario per le produzioni biologiche la considera
ammissibile purch non si verifichi una situazione di colture parallele, non cio possibile che nellambito della stessa
azienda sia presente la stessa coltura (intesa come variet; se non nettamente riconoscibile intesa come specie) sia in
biologico che in convenzionale; inoltre i magazzini dei mezzi tecnici devono essere nettamente distinti ed i macchinari
impiegati adeguatamente puliti.

Per quanto riguarda invece il PSR le modalit di gestione sono differenti. In questo caso viene inserito il concetto di
corpo separato, cio quella parte della superficie aziendale separata da elementi fisici extra-aziendali che determinano
separazioni nel fondo. Tali elementi possono essere rappresentati da: strade almeno comunali, linee ferroviarie, canali
di bonifica, fiumi e torrenti, corpi fondiari extra-aziendali. Ladesione con gestione biologica su parte dellazienda
possibile solo per le aziende con corpi separati e di superficie complessiva superiore a 50 ettari di SAU, oppure di 10
ettari per aziende a indirizzo frutticolo/viticolo a PLV maggiore di 4.000 /ettaro. Sulle superfici dei corpi non soggetti

allaiuto lazienda tenuta comunque ad applicare gli adempimenti della condizionalit. Nel caso lazienda
non dovesse ricadere in questa condizione, tenuta, in base alle norme del PSR, ad adottare il sistema di
produzione biologica su tutta la superficie aziendale. Per esempio, unazienda costituita da un solo corpo
con colture seminative di 100 ettari e con un solo ettaro di frutteto, dovrebbe gestire questultimo in modo
biologico, anche se nella sua intenzione fosse interessata a coltivarlo in modo convenzionale.

f. Individuazione delle violazioni di impegni e dei livelli di gravit, entit


e durata
La descrizione dei meccanismi applicati richiederebbe uno spazio troppo ampio per le finalit del vademecum,
ci si limita alle modalit applicate senza addentrarsi in spiegazioni troppo dettagliate; casi particolari e di
frequenza limitata non vengono presi in considerazione. In ogni modo, si fa presente, come questo capitolo
risulti di lettura particolarmente complessa visti gli argomenti trattati.
Come detto in precedenza, i controlli vengono realizzati mediante le attivit di monitoraggio ed organizzazione
di AGREA che ha messo a punto allo scopo delle procedure che rispettano le norme comunitarie contenute nel
Reg. CE 65/2011. Tali procedure hanno due scopi: rendere conto delle modalit con cui vengono controllati
tutti gli impegni (criteri di ammissibilit) definiti nel PSR e fornire ai controllori sul campo, una traccia di
lavoro dettagliata ed una modulistica di verbalizzazione comune al fine di rendere il metodo quanto pi
uniforme possibile.
Gli aiuti a superficie, come quelli relativi alle produzioni biologiche, sono soggetti ad un controllo basato
sullimpiego di foto satellitari, integrato dalla verifica in campo degli elementi la cui consistenza pu essere
accertata solo in modo diretto. Gli aiuti basati sugli animali, sono controllabili con la visita in azienda oltre
che con il raffronto incrociato con i dati dellanagrafe zootecnica (BDN), per le categorie di animali che vi sono
censite.
Si parte dal presupposto che tutte le superfici aziendali devono essere dichiarate in domanda. Se durante
un controllo, per un determinato anno, il nucleo di controllo verifica che il beneficiario ha commesso un errore
nella dichiarazione delle superfici fino al 3% della superficie aziendale, limporto complessivo degli aiuti, per
le misure connesse alle superfici a lui spettanti per lanno considerato, ridotto fino al 3% in funzione della
gravit dellomissione. La riduzione viene applicata per ogni gruppo di colture presente in azienda ove, con
questo termine, si intendono le superfici alle quali si applica la stessa aliquota di aiuto nellambito di una
determinata misura. Se la superficie determinata per un gruppo di colture superiore a quella dichiarata nella
domanda di pagamento, limporto dellaiuto viene calcolato in base alla superficie dichiarata e non in base a
quella rilevata.
Se la superficie dichiarata nella domanda di pagamento superiore a quella determinata nel controllo per
il gruppo di colture in questione, limporto dellaiuto viene calcolato sulla base della superficie determinata
per tale gruppo di colture. Se per la differenza tra la superficie complessiva determinata e la superficie
complessiva dichiarata sulla domanda di pagamento per una Misura, contenuta in meno di 1.000 mq, la
superficie determinata considerata uguale alla superficie dichiarata.
Se poi lerrore in domanda compreso tra il 3% ed il 20% della superficie utile per quel determinato gruppo
di colture, limporto dellaiuto calcolato sulla base della superficie determinata, cui sottratta due volte
la differenza constatata, se questa superiore al 3% o a due ettari ma non superiore al 20% della superficie
determinata.
Quando invece la differenza di superficie risulta superiore al 20% della superficie determinata, non
concesso alcun aiuto per il gruppo di colture interessato.

37

Se la differenza addirittura superiore al 50%, il beneficiario escluso, ancora una volta, dallaiuto per un
importo che pu ammontare fino alla differenza tra la superficie dichiarata nella domanda di pagamento e la
superficie determinata.
Per quanto riguarda il contributo per la zootecnia biologica, questo viene erogato sulle superfici a foraggere
che rispettano un determinato rapporto UBA/SAU che varia a seconda della localizzazione dellazienda in
pianura, collina o montagna. Gli animali vengono controllati sulla base della BDN e di quanto rilevato in
azienda. Ai fini della loro individuazione si fa riferimento a registro di stalla, fogli rosa e marchi auricolari; nel
caso lanimale avesse perso uno dei due marchi auricolari viene considerato accertato, purch sia chiaramente
e individualmente identificato dagli altri elementi del sistema di identificazione e di registrazione. In caso
di irregolarit riguardanti dati inesatti, iscritti nel registro o nei passaporti degli animali, i capi in questione
sono considerati non accertati solo se tali inesattezze sono rinvenute in occasione di almeno due controlli
effettuati nellarco di 24 mesi. In tutti gli altri casi, gli animali in questione sono considerati non facenti parte
degli animali accertati dopo la prima constatazione di irregolarit.
Laiuto viene ridotto, o del tutto revocato, nel caso non vengano rispettati gli impegni descritti per la misura
delle produzioni biologiche e descritti nei capitoli precedenti. Inoltre nel caso dellAzione 2, essendo costituita
da un impegno di tipo pluriennale, le riduzioni, le esclusioni e i recuperi degli aiuti si applicano anche agli
importi gi versati per limpegno in questione nel corso degli anni precedenti.
Limporto della riduzione dellaiuto viene stabilito in base alla gravit, allentit e al carattere permanente
dellinadempienza constatata. La gravit dellinadempienza dipende, in particolare, dalla rilevanza delle
conseguenze in base agli obiettivi dei criteri che non sono stati rispettati. Lentit di uninadempienza
dipende dai suoi effetti sulloperazione nel suo insieme. La natura permanente di uninfrazione dipende dal
lasso di tempo nel corso del quale ne perdura leffetto o dalla possibilit di eliminare tale effetto con mezzi
ragionevoli. Se linadempienza imputabile a irregolarit commesse deliberatamente, il beneficiario escluso
dalla misura in questione per lanno civile dellaccertamento e per lanno civile successivo.

38

Qualora si accerti che un beneficiario ha reso deliberatamente una falsa dichiarazione, la domanda in
questione esclusa dal sostegno del PSR e si procede al recupero degli importi gi versati per tale operazione.
Inoltre, il beneficiario escluso dal sostegno nellambito della stessa misura per lanno civile dellaccertamento
e per lanno civile successivo.

Appendice

A. Requisiti di accesso alla Misura 214


Azione 2 del PSR 2007/2013
a. Beneficiari e impegni
AllAzione possono aderire gli imprenditori agricoli definiti in base a quanto previsto dallArticolo 1
del D. Lgs. 18/05/2001, nr. 228 che recita : E imprenditore agricolo chi esercita unattivit diretta
alla coltivazione del fondo, alla silvicultura, allallevamento del bestiame e attivit connesse. Si
reputano connesse le attivit dirette alla trasformazione o allalienazione dei prodotti agricoli,
quando rientrano nellesercizio normale dellagricoltura.
Inoltre gli imprenditori agricoli devono essere iscritti nellAnagrafe delle aziende agricole e la loro
situazione deve essere debitamente validata. Le aziende devono essere in possesso di partita IVA
agricola o combinata, ed inserite, nel caso le caratteristiche aziendali lo richiedessero, nel registro
delle imprese agricole della C.C.I.A.A.
Infine si ricorda come le aziende, per ladesione allAzione 2 della Misura 214, debbano essere
inserite nel sistema di controllo per quanto riguarda le produzioni biologiche tramite presentazione
di apposita notifica mediante il sistema regionale AgriBio (https://agri.regione.emilia-romagna.it/
AgriBio/jsp/index.jsp).
Ma quali sono gli impegni che vengono assunti dai beneficiari che aderiscono allAzione 2 della
Misura 214?
Le aziende devono adottare i metodi di produzione biologica su tutta lazienda e/o in tutto
lallevamento per 5 anni dal momento dinizio del periodo dimpegno. In pianura, con lesclusione
delle aziende ricadenti in area Rete Natura 2000, bisogna obbligatoriamente aderire anche allAzione
9 e/o allAzione 10 e/o alla Misura 216 Azione 3, per una superficie pari ad almeno il 5% della SAU
aziendale. Tali azioni prevedono il ripristino e la conservazione di spazi naturali e seminaturali o il
ritiro di seminativi a fini ambientali. Per ulteriori specifiche relative agli impegni si rimanda anche ai
successivi paragrafi relativi alle condizioni di accesso ed alle condizioni di ammissibilit.

39

b. Localizzazione
LAzione, che riconosce il pagamento di un premio per chi pratica lagricoltura biologica, pu essere adottata
su tutto il territorio regionale.
Nellambito regionale sono state per individuate delle aree preferenziali cui, per la predisposizione delle
graduatorie, sono stati attribuiti punteggi di priorit regionali. Tali aree vengono cos contraddistinte:

Zone vulnerabili ai sensi della Direttiva n. 91/676/CEE (conosciuta semplicemente come Direttiva

Nitrati);

Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) e Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.).
Ulteriori priorit subordinate sono state assegnate a livello provinciale nei singoli Programmi Rurali
Integrati Provinciali (PRIP) ad altre aree ritenute preferenziali e cos individuate:

Zone di Rispetto dei punti di captazione/derivazioni delle acque sotterranee e superficiali destinate

al consumo umano;

Zone di protezione delle acque sotterranee in territorio collinare e montano;

Zone di protezione delle acque sotterranee in territorio pedecollinare e di pianura;

Zone di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi dacqua;

Zone di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei;

Pertinenze idrauliche dei principali canali di bonifica;

Parchi nazionali e regionali e riserve naturali istituiti ai sensi della Legge nr 394/91 e della L.R. nr

6/2005;

Reti ecologiche di cui alla L.R. nr 20/2000 e L.R. nr 6/2005;

Oasi di protezione della fauna, centri di produzione della fauna allo stato naturale e aziende

faunistico-venatorie individuate ai sensi della legislazione vigente in materia.

40

c. Condizioni di accesso
Come detto nel precedente paragrafo, gli aiuti sono riconosciuti alle imprese agricole che conducono aziende
collocate sul territorio regionale. Ma oltre a ci bisogna ricordarsi che possibile assumere impegni per questa
azione solo se stata presentata la notifica di produzione biologica, nei tempi e nei modi dovuti.
La notifica, allinterno della quale devono comparire tutti i terreni e gli allevamenti per i quali viene fatta
richiesta di contributo, va infatti presentata impiegando lapposito sistema informatico messo a punto dalla
Regione Emilia-Romagna, denominato AgriBio (https://agri.regione.emilia-romagna.it/AgriBio/jsp/index.
jsp), e prima della presentazione della domanda di aiuto. Al fine di poter correttamente compilare la notifica
indispensabile che la posizione aziendale nellAnagrafe Regionale delle aziende agricole sia debitamente
aggiornata e validata.
La notifica va inviata sia, alla Direzione Generale Agricoltura regionale, sia allOrganismo di Controllo (OdC)
prescelto. Per quanto riguarda la Regione linvio cartaceo risulta indispensabile solo nei seguenti casi:

Prima Notifica, in quanto richiede lapposizione di apposita marca da bollo da 14,62 ;

ogni volta in cui il tecnico incaricato per linvio telematico previsto dal sistema informatico

AgriBio non disponga di un mandato completo per la compilazione e la trasmissione telematica di

istanze, dichiarazioni, comunicazioni di competenza per la Regione Emilia Romagna (in allegato

viene fornito apposito modulo per la richiesta di mandato), senza quindi delega alla firma.
Linvio alla Direzione Generale Agricoltura della notifica cartacea opportuno che venga fatto per raccomandata
a/r. Lindirizzo il seguente:
Regione Emilia-Romagna
Assessorato Agricoltura
Direzione Generale Agricoltura
Viale della Fiera, 8
40127 Bologna
Nelle altre situazioni linvio del cartaceo alla Regione non risulta pi indispensabile. In teoria, visto lutilizzo
di AgriBio, non dovrebbe pi essere necessario neanche linvio della notifica cartacea agli OdC, in quanto lo
stesso sistema informatico organizzato in modo tale dal consentire a tali strutture laccesso ai dati. Gli OdC
in genere per richiedono comunque di disporre del documento cartaceo in modo da poter avere la firma del
titolare o del rappresentante legale dellazienda sui vari impegni presi. Linvio va effettuato secondo le norme
vigenti per lOdC prescelto.
Tornando alle domande di aiuto, queste non sono ammissibili se fanno riferimento ad aziende e terreni per i
quali la notifica sia stata inviata oltre i termini previsti. Il mancato ottenimento dellidoneit aziendale per
quanto riguarda il sistema di controllo delle produzioni biologiche comporta la decadenza e la revoca totale o
parziale, a seconda delle situazioni, della domanda di aiuto.

41

d. Condizioni di ammissibilit
Per quanto riguarda le condizioni di ammissibilit, in genere viene richiesta ladesione totale dellazienda agli
impegni previsti dallazione. Ladesione su parte dei terreni aziendali possibile solo nel caso si verifichi una
condizione particolare e cio quando lazienda presenti dei corpi separati ed una superficie complessiva con una
SAU (Superficie Agricola Utilizzabile) superiore ai 50 ettari; tale limite di superficie scende a 10 ettari nel caso di
aziende ad indirizzo frutticolo/viticolo con una PLV (Produzione Lorda Vendibile) media aziendale superiore a 4.000
/ettaro.
Il corpo separato costituito da una parte di superficie aziendale separata mediante elementi fisici extraaziendali dal resto del fondo. Esempi di tali elementi sono rappresentati da: strade di valenza almeno
comunale, linee ferroviarie, canali di bonifica, fiumi e torrenti, corpi fondiari extra-aziendali. Sulle superfici
non soggette allaiuto lazienda tenuta comunque ad applicare gli adempimenti relativi alla condizionalit.
42

Di seguito viene anche descritto il meccanismo adottato per calcolare la PLV media aziendale. Per le aziende a indirizzo frutticolo
o viticolo prevalente, a ciascuna delle colture presenti in azienda viene assegnato il valore standard medio di PLV del gruppo
di colture di appartenenza (riportati nella tabella seguente). La PLV media aziendale viene ottenuta moltiplicando le singole
superfici delle diverse colture per i valori sottostanti e dividendo il valore di PLV totale per la SAU totale aziendale.
Seminativi e
Foraggere

Bietola

Ortive e
altre annuali

Olivo e
Castagno

Vite e fruttiferi
minori

Arboree
principali

900

2400

4600

2200

4200

6900

Per poter attuare ladesione solo su parte dei terreni aziendali, come detto, nel caso delle produzioni biologiche tale
valore deve essere superiore a 4.000 /ettaro e la SAU superiore ai 10 ettari.

43

e. Entit ed intensit degli aiuti


Per quanto riguarda lentit e lintensit degli aiuti necessario mettere in luce lelevata diversificazione dei premi in
base a colture, localizzazione dei terreni, presenza o meno di zootecnia biologica da carne o da latte, produzione biologica
in introduzione o mantenimento, terreni siti in aree della Rete Natura 2000 (zone SIC e/o ZPS). Complessivamente lAzione
prevede ben 28 diversi livelli di premio.
Non si ritiene opportuno in questa sede spiegare tutti i meccanismi e le motivazioni che hanno portato a tale
differenziazione. Per questo si rimanda ai documenti del PSR disponibili sul sito della Regione Emilia-Romagna, settore
Agricoltura, con particolare riferimento alle schede tecniche. Quindi nellambito del presente paragrafo ci si limiter a
fornire le tabelle con lindicazione dei premi previsti per unit di superficie; i premi sono espressi in Euro/ettaro/anno.

Introduzione Produzione Biologica (IPB)


Seminativi e
Foraggere

Bietola

Ortive e
altre annuali

Olivo e
Castagno

Vite e fruttiferi
minori

Arboree
principali

156

296

390

469

625

750

Introduzione Produzione Biologica (IPB) nelle aree della Rete Natura 2000
Seminativi e
Foraggere

Bietola

Ortive e
altre annuali

Olivo e
Castagno

Vite e fruttiferi
minori

Arboree
principali

171

325

429

511

687

825

introduzione Zootecnia biologica

44

Zootecnia da carne

Zootecnia da latte

363

418

Mantenimento Produzione Biologica (MPB)


Seminativi e
Foraggere

Bietola

Ortive e
altre annuali

Olivo e
Castagno

Vite e fruttiferi
minori

Arboree
principali

142

270

355

426

568

682

Mantenimento Produzione Biologica (MPB) nelle aree della Rete Natura 2000
Seminativi e
Foraggere

Bietola

Ortive e
altre annuali

Olivo e
Castagno

Vite e fruttiferi
minori

Arboree
principali

142

270

355

426

568

682

mantenimento Zootecnia biologica


Zootecnia da carne

Zootecnia da latte

330

385


45

I premi maggiorati relativi alla zootecnia biologica, sono erogati solo sulle superfici occupate dalle colture
foraggere. Nel caso in unazienda siano presenti sia la zootecnia biologica da carne sia quella da latte, il
premio verr stabilito sulla base della tipologia prevalente quantificata in UBA (Unit Bestiame Adulto). Sono
considerati allevamenti da latte solo quelli bovini o ovi-caprini con presenza di razze a prevalente attitudine
latte; sono considerati allevamenti da carne anche quelli con suini da riproduzione, avicoli di galline ovaiole,
cunicoli da riproduzione ed equini. Il premio per la zootecnia biologica da carne viene riconosciuto solo se
gli animali sono destinati al consumo oppure destinati ad altri allevamenti che completano il ciclo in filiera.
Possono inoltre accedere al premio per la zootecnia biologica solo le superfici foraggere per le quali venga
rispettato un rapporto UBA/SAU non inferiore a 1 in pianura, a 0,8 in collina e a 0,6 in montagna. Inoltre la
superficie minima a colture foraggere non deve essere inferiore a 3 ettari e il carico animale non inferiore
a 6 UBA; il carico massimo da rispettare quello previsto dalla normativa per le produzioni zootecniche
biologiche e dalla direttiva nitrati. Infine si mette in evidenza come il sostegno alle foraggere venga concesso
prioritariamente alle produzioni inserite in una filiera biologica.

f. Presentazione della domanda


Per poter accedere alla Misura 214 Azione 2 necessario presentare apposita domanda che di due differenti
tipi. La prima, la cosiddetta Domanda di Aiuto, viene presentata nel momento in cui si decide di assumere
limpegno previsto dalla citata misura una volta verificata la rispondenza dellazienda a tutti i requisiti
richiesti. La domanda va presentata nel periodo indicato nel bando di riferimento per competenza territoriale
e viene impiegata dallente competente, lEnte Delegato costituito da provincia o comunit montana o unione
di comuni, per poter predisporre la relativa graduatoria. Questa, redatta in base a diversi tipi di priorit
(Territoriali, Tecniche, Soggettive), si rende necessaria nel caso non siano disponibili fondi a sufficienza per
poter garantire il pagamento di tutte le richieste presentate. Nel caso poi la domanda di aiuto si venga a
trovare in posizione utile in graduatoria, si rende necessaria la presentazione della Domanda di Pagamento;
questa va ripetuta per tutti gli anni di impegno (pari a 5) ed abitualmente ha scadenza in data 15/05 di ogni
anno, in corrispondenza cio con la presentazione delle domande PAC.
Laccoglimento di domande di aiuto in ritardo non concesso. Al contrario, la presentazione di domande di
pagamento in ritardo ammessa entro un limite di 25 giorni a fronte di una decurtazione di premio dell1%
per ogni giorno di ritardo e del controllo obbligatorio della pratica. Una volta superati i 25 giorni di ritardo,
nessun premio potr pi essere concesso mantenendo per lazienda limpegno preso.
La domanda di pagamento relativa al primo anno non potr determinare una richiesta superiore a quella
presente nella domanda di aiuto; nel caso ci dovesse succedere, il premio erogato verr ridotto a quello
concesso nella graduatoria prima citata. Tale tetto di spesa potr invece variare nelle annualit successive
a fronte di normali rotazioni colturali che si dovessero verificare. Le domande di pagamento dovranno
interessare esclusivamente i terreni riportati nelle domande di aiuto. Eventuali ampliamenti riguardanti nuovi
terreni potranno essere ammissibili solo nel caso ci venga esplicitamente dichiarato dallente pubblico e solo
nel caso si verificasse la necessaria disponibilit economica.
Le domande vanno presentate seguendo le indicazioni date da AGREA nella propria procedura operativa per la
presentazione delle domande utilizzando i supporti informatici da questa messi a disposizione. Le domande
possono essere compilate esclusivamente tramite il sistema informatico chiamato anche SOP (Sistema
Operativo Pratiche), mentre esclusa la compilazione manuale su supporto cartaceo.

46

Per la compilazione ci si pu rivolgere ad un CAA convenzionato con AGREA ed al quale necessario conferire
apposito mandato, oppure possibile farsi rilasciare da AGREA stessa un codice utente ed una password riferiti
al singolo beneficiario, che consentono di poter gestire e consultare le pratiche relative al proprio singolo

CUAA (Codice Unico di identificazione dellAzienda Agricola). Per poter compilare la domanda comunque condizione
necessaria da assolvere preventivamente che lazienda sia iscritta allAnagrafe Regionale delle aziende agricole e che
la sua posizione sia debitamente validata. I dati in anagrafe saranno riportati anche in domanda e non saranno qui
modificabili al fine di garantire luniformit di informazione. In ogni caso, oltre alla presentazione telematica della
domanda tramite sistema informatico regionale SOP, si rende necessaria anche la presentazione del documento cartaceo
sottoscritto dal beneficiario richiedente e da protocollare presso lEnte Delegato competente per territorio entro i termini
prescritti. Domande compilate manualmente su supporto cartaceo o non correttamente predisposte e presentate tramite
SOP vengono dichiarate non ricevibili dallEnte Delegato. E comunque possibile procedere alla regolarizzazione di tali
pratiche entro i termini delle scadenze previste.

g. Cumulabilit
Per la cumulabilit della Misura 214 Azione 2 con altri interventi di sostegno pubblico, bisogna sottolineare come i
pagamenti da questa prevista siano cumulabili sia con la Misura 114 Utilizzo di servizi di consulenza che con la Misura
132 Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualit alimentare; infatti in entrambi i casi i relativi costi di applicazione
non si sovrappongono e pertanto non si corre alcun rischio di doppia compensazione.
LAzione relativa alle produzioni biologiche applicabile anche sulle medesime superfici oggetto di applicazione
dellAzione 3 Copertura vegetale per contenere il trasferimento di inquinanti dal suolo alle acque ed inoltre applicabile
anche in concomitanza con gli impegni previsti dallAzione 5 Agrobiodiversit: tutela del patrimonio di razze autoctone
del territorio emiliano romagnolo a rischio di abbandono. Infatti gli impegni previsti per lapplicazione dellAzione
2 Produzione biologica non sono oggetto di sostegno nelle altre due azioni citate e pertanto anche in questo caso
non esistono possibilit di doppie compensazioni. Medesimo discorso pu essere fatto per quanto riguarda lAzione 6
Agrobiodiversit: tutela del patrimonio di variet autoctone del territorio emiliano romagnolo minacciate di erosione.
In questi casi lunica attenzione da porre riguarder il fatto di non dover superare i limiti massimi di aiuto per unit di
superficie o di UBA imposti da Regolamento Comunitario e PSR.
Nel caso lazienda abbia gi in corso degli impegni solo su parte della superficie per altre azioni facenti parte della Misura
214 ma non comprese fra quelle sopra elencate e per le quali il Programma di Sviluppo Rurale non prevede esplicitamente
la possibilit di cumulabilit, lobbligo di adesione allAzione 2 limitato alla SAU residua.

47

Per quanto riguarda la cumulabilit degli aiuti previsti dalla presente azione con gli aiuti connessi alla
applicazione dellart. 68 del Regolamento (CE) n. 73/09 (pagamenti diretti), al momento non esiste alcuna
sovrapposizione; infatti le norme previste per lapplicazione dellart. 68 non sono oggetto di sostegno anche
dellazione 2 della Misura 214. Qualora venissero finanziati interventi anche solo parzialmente sovrapponibili,
verr applicata o una esclusione del doppio finanziamento o un ricalcolo degli aiuti allo scopo di evitare
doppie compensazioni.
Per quanto riguarda invece la Disciplina ambientale relativa ai programmi operativi delle OP/AOP
(Organizzazioni di Produttori/Associazioni di Organizzazioni di Produttori), le superfici interessate dalle
relative colture possono godere degli aiuti esclusivamente in applicazione dellazione 2 della Misura 214.
Infine possibile cumulare i sostegni previsti dalle azioni della Misura 211 Indennit a favore degli agricoltori
delle zone montane o della Misura 212 Indennit a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da
svantaggi naturali, diverse dalle zone montane con la Misura 214 Pagamenti agroambientali ma senza
superare i massimali di aiuto previsto dal regolamento comunitario. Inoltre le superfici coltivate a foraggio o
a prato/pascolo sono oggetto di un ulteriore specifico tetto, pari a 420 Euro per ettaro; di conseguenza chi
percepisce gli aiuti per la zootecnia biologica non pu nel contempo beneficiare del sostegno per le superfici
Praticoltura avvicendata + zootecnia e/o Pascolo Prato permanente + zootecnia previsto dalle Misure 211 e
212. Tali superfici potranno beneficiare solo degli aiuti previsti per le superfici Praticoltura avvicendata e/o
Pascolo Prato permanente di montagna.

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h. Modalit formazione graduatorie


Le domande per poter essere finanziate devono essere presentate allEnte Delegato competente per territorio
nei tempi e modi dovuti, come prima descritto, ed entrare a far parte di una graduatoria che ne certifichi
lammissibilit e la finanziabilit. Infatti le singole pratiche vengono sottoposte ad un processo di istruttoria
al fine di validarne la correttezza formale e possono essere finanziate solo se si trovano in graduatoria in
una posizione utile rispetto alla disponibilit di fondi stanziati per la misura.
Il meccanismo di selezione delle domande, approvato dalla Regione e completato a livello locale nellambito
dei singoli PRIP provinciali, basato su tre differenti tipi di criteri operativi cos definiti:

priorit territoriali,

priorit tecniche,

priorit soggettive.
Tali criteri agiscono in modo subordinato in base allordine sopra riportato. La graduatoria determinata in
base alla valenza ambientale degli interventi, in coerenza con quanto stabilito da PSR, Programmi Operativi
e PRIP.
Di particolare rilevanza, ai fini dei punteggi per la graduatoria, risultano essere le superfici oggetto di impegno
nelle aree vulnerabili ai nitrati e nelle aree della Rete Natura 2000; seguono le aree preferenziali, le altre
priorit territoriali e le priorit soggettive. Le priorit tecniche agiscono in modo subordinato rispetto alle
priorit territoriali e vengono distinte in priorit tecniche disposte dalla Regione e priorit tecniche disposte
a livello provinciale. La Regione ha comunque stabilito un ordine di priorit tecnico delle azioni previste dalla
Misura 214 che devono essere obbligatoriamente attivate a livello provinciale, inserendo delle differenze in
base agli ambiti territoriali di pianura, collina e montagna.
Da sottolineare, comunque, come tale impostazione possa essere implementata a livello provinciale dai PRIP,
tanto da determinare una differente applicazione delle modalit di predisposizione delle graduatorie a livello
delle singole provincie in base alle emergenze di carattere locale. E un esempio in tal senso la differente
rilevanza attribuita nelle singole provincie alle azioni relative alle produzioni biologiche (Azione 2) ed ai prati
stabili (Azione 8).

Nel caso priorit territoriali e tecniche non siano sufficienti a determinare una graduatoria definita, entrano
in gioco i criteri soggettivi in base allordine di seguito riportato:

Accordi agroambientali locali;

Agricoltura e zootecnia biologica;

Comparto produttivo;

Imprenditoria giovanile e femminile.
Qualora lapplicazione dei criteri soggettivi non sia sufficiente a dirimere i casi di domande exequo, viene
data priorit alle domande che impegnano una percentuale di superficie maggiore rispetto alle proprie
dimensioni ed in secondo luogo alle aziende con maggiore superficie in assoluto sottoposte ad impegno.
La graduatoria viene approvata, salvo giustificati ritardi, entro 45 giorni dalla data di scadenza per la
presentazione delle domande.

49

i. Obbligo adesione contemporanea alla Misura 216


Questo obbligo si riferisce alle sole aziende agricole biologiche che aderiscono alla Misura 214 Azione 2 del
PSR e che hanno i loro terreni localizzati in zona di pianura. Pi precisamente su queste superfici, con
lesclusione di quelle site nelle aree della Rete Natura 2000, necessaria ladesione obbligatoria allAzione
9 Conservazione di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario e/o allAzione 10 Ritiro dei seminativi
dalla produzione per scopi ambientali e/o alla Misura 216 Azione 3 Ripristino di spazi naturali e seminaturali e
del paesaggio agrario. Tale adesione deve riguardare una superficie pari almeno al 5% della SAU ricadente in
tali aree; in caso contrario si verifica lesclusione dallazione e dai relativi benefici. Come detto tale obbligo
non va applicato per i terreni siti nelle aree della Rete Natura 2000 ma solo nel caso in cui pi del 50% delle
superfici di pianura di unazienda ricadano in tali zone.

l. Trasferimento impegni
Nel corso di un impegno comunque possibile procedere alla cessione di questo tramite una procedura
di cambio di beneficiario. Tale trasferimento di impegni pu essere sia parziale che totale ma richiede
naturalmente il rispetto di una serie di procedure.
Come prima cosa lazienda subentrante deve regolarizzare la propria situazione per quanto riguarda
lAnagrafe delle Aziende Agricole dellEmilia Romagna rivolgendosi al proprio CAA e fornendogli la
documentazione necessaria. Inoltre deve inviare allEnte Delegato competente per territorio una domanda
di subentro per impegni in corso impiegando apposita modulistica messa a disposizione da AGREA. Tali
procedure devono essere portate a termine entro 30 giorni dal momento del cambio di possesso dei terreni.
Contemporaneamente il beneficiario subentrante deve regolarizzare la propria situazione anche per quanto
riguarda il controllo dellazienda relativamente al sistema di produzione biologico. Di conseguenza, nei
medesimi termini temporali, deve procedere ad inviare notifica o notifica di variazione corredata da tutti gli
allegati necessari allOrganismo di Controllo prescelto.
Lazienda subentrante, con il cambio di beneficiario, si assume lobbligo di rispettare gli impegni previsti
fino al loro termine e contestualmente acquisisce il diritto a beneficiare dei relativi pagamenti. Perch ci
possa avvenire deve possedere tutti i requisiti prescritti e riportati nei capitoli precedenti. Nel caso non
dovesse portare a termine gli impegni assunti originariamente il beneficiario subentrante, fatti salvi i casi
di forza maggiore, tenuto alla restituzione di tutti i pagamenti erogati anche se percepiti dal precedente
beneficiario.
I casi di forza maggiore ed eventuali situazioni di riordino fondiario che si dovessero verificare tali da
determinare variazioni aziendali che non consentano la prosecuzione degli impegni assunti vanno comunicati
immediatamente allEnte Delegato competente per territorio.
Nel caso invece lazienda subentrante nel possesso dei terreni dovesse decidere da subito di non proseguire
nellimpegno preso dallazienda cedente, il beneficiario che cessa gli impegni dovr procedere alla restituzione
dei pagamenti agroambientali percepiti fino a quel momento.

50

B. Opportunit per le aziende biologiche


a. Misura 132
Le opportunit di usufruire di benefici per le aziende biologiche allinterno del PSR non si limitano per alla sola Misura
214 Azione 2. Infatti oltre alle altre azioni cumulabili facenti parte della stesa misura, le aziende biologiche possono
vantaggiosamente aderire ad altre misure e godere di priorit nellambito dei provvedimenti facenti parte del PSR.
Un provvedimento di specifico interesse rappresentato dalla Misura 132, che prevede la corresponsione di un sostegno
con la funzione di favorire la partecipazione degli agricoltori a sistemi di qualit alimentare, incentivando quindi
il mantenimento o laccesso dei produttori ai sistemi di certificazione di qualit, con priorit proprio alla produzione
biologica. Infatti obiettivo operativo principale della misura proprio rappresentato dalla diffusione dellagricoltura
biologica.
La Misura si applica su tutto il territorio regionale ed destinata ad incentivare prioritariamente laccesso e il mantenimento
dei produttori nellambito del sistema biologico grazie al riconoscimento delle spese sostenute per la partecipazione al
sistema stesso. Il sostegno previsto anche per altri sistemi di qualit (DOP, IGP, DOC, DOCG, QC) ma solo in via subordinata.
Per poter aderire allimpegno le aziende agricole devono essere iscritte allalbo regionale degli operatori biologici, oppure
devono essere assoggettate ai sistemi di controllo ammessi allaiuto.
Il sostegno, corrisposto solo per i prodotti agricoli destinati al consumo umano, viene riconosciuto in base ai costi sostenuti
ed erogato annualmente viene corrisposto come contributo annuale; la domanda ha quindi cadenza annuale ed ogni anno
entra a far parte di una nuova graduatoria. Ladesione agli impegni prevede una durata minima di tre anni e massima
di cinque. Laiuto concesso fino ad un massimo di 3.000 allanno, in quota pari al 90% del costo effettivamente
sostenuto per la partecipazione al sistema di qualit.

b. Misura 133
Altra misura di interesse per le aziende biologiche, seppur in via indiretta, la numero 133 del PSR che prevede un
sostegno alle associazioni di produttori, in qualsiasi forma giuridica, per attivit di informazione e promozione riferite
ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualit alimentare. In questo caso, quindi, i beneficiari non sono rappresentati
direttamente dalle aziende agricole, bens dalle organizzazioni di produttori coinvolte attivamente in un sistema
di qualit, tra cui quello relativo alle produzioni biologiche. Sono invece escluse le organizzazioni professionali e/o
interprofessionali.
Questa Misura, che intende sensibilizzare i consumatori circa le produzioni di qualit al fine di aumentarne la diffusione
ed il consumo, agisce in sinergia con la Misura 132 precedentemente descritta. Nel caso delle produzioni biologiche,
limportanza dellinformazione viene accresciuta dalla trasmissione dei valori relativi al rispetto dellambiente e delle
risorse disponibili.
La Misura 133 prevede la concessione di un aiuto per le attivit di informazione e promozione esclusivamente rivolte al
consumatore e tese ad incentivare lacquisto dei prodotti agroalimentari di qualit mediante la diffusione di informazioni
su: caratteristiche intrinseche, aspetti nutrizionali e salutistici, sicurezza alimentare, etichettatura, rintracciabilit,
metodi di produzione, standard di benessere animale e rispetto dellambiente.
Le attivit di informazione e promozione realizzabili comprendono: la divulgazione di conoscenze scientifiche e
tecnologiche relative ai prodotti ammessi; lorganizzazione e la partecipazione a fiere ed esposizioni ed analoghe
iniziative nel settore delle relazioni pubbliche.

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I progetti presentati devono avere una dimensione di spesa ammissibile compresa tra un minimo di 50.000 ed un
massimo di 300.000,00. Il contributo, erogato in conto capitale, risulta pari al 70% della spesa massima dichiarata
ammissibile.

c. Altre misure/azioni complementari e cumulabili


Oltre a quanto gi accennato in precedenza bisogna mettere in luce come le aziende che aderiscono alla Misura 214
Azione 2 possano godere dei benefici anche di altre misure/azioni, in alcuni casi potendo usufruire di una priorit legata
ai punteggi riservati ai produttori che aderiscono al sistema di produzione biologico.
Come detto lAzione 2 della Misura 214 risulta cumulabile con i benefici previsti anche dalle Azioni 3, 5 e 6, facendo
attenzione a non superare i limiti massimi di aiuto per unit di superficie o di UBA imposti da Regolamento Comunitario
e Programma di Sviluppo Rurale.
Altre opportunit di finanziamento nellambito dellAsse 2 del PSR sono rappresentate dalla Misura 211 e 212 relative alle
indennit compensative nelle zone montane o nelle altre zone caratterizzate da svantaggi naturali. Anche in questo caso
risulta indispensabile non superare i massimali di aiuto previsti dal regolamento comunitario.
Una misura dellAsse 2 che consente di poter disporre di un aiuto indirizzato al miglioramento delle condizioni di benessere
degli animali allevati la Misura 215. Tale provvedimento, di applicazione complessa ma con ritorni soddisfacenti in
particolare per le aziende di maggiore dimensione, prevede il pagamento di un premio per le aziende che adottano
accorgimenti destinati al miglioramento del benessere animale nei seguenti ambiti: management aziendale e
personale; sistemi di allevamento e di stabulazione; controllo ambientale (ventilazione, raffrescamento); alimentazione
e acqua di bevanda (strutture, impianti); igiene, sanit e aspetti comportamentali.

52

Lobiettivo quello di tutelare la salute degli animali al fine di ottenere nel medio-lungo periodo ricadute positive
sul miglioramento quanti-qualitativo delle produzioni derivate, compresi gli aspetti igienico-sanitari, e, quindi, sulla

redditivit complessiva degli allevamenti. In questo modo si vuole concorrere allobiettivo generale di
accrescere la competitivit del sistema regionale attraverso una gestione agricola sostenibile. Il miglioramento
del benessere animale viene verificato attraverso dei criteri di valutazione oggettivi e misurabili relativi
ad alcuni parametri agronomico/zootecnici ed il premio viene diversificato in base agli impegni presi, alla
tipologia di allevamento, ed alla sua localizzazione. Lentit del sostegno determinata dalla sommatoria dei
singoli pagamenti relativi ai singoli impegni e non pu superare un tetto massimo stabilito per ogni specie
allevata. Gli impegni possono essere o di nuova introduzione o di mantenimento; in questo caso il sostegno
riconosciuto pari al 50% di quello pieno. Stante la complessit del provvedimento, per maggiori dettagli si
rimanda ai documenti regionali specifici per la Misura 215.
Anche nellAsse 1 possibile trovare delle Misure cui le aziende biologiche possono accedere senza timore di
avere una sovrapposizione di impegni e quindi di doppie compensazioni rispetto alla Misura 214.
Come riportato nei paragrafi precedenti, bisogna sottolineare come i pagamenti previsti dalla Misura 214
siano cumulabili sia con la Misura 114 Utilizzo di servizi di consulenza che con la Misura 132 Partecipazione
degli agricoltori ai sistemi di qualit alimentare in quanto in entrambi i casi i relativi costi di applicazione
non sono stati considerati ai fini del calcolo del premio da erogare per limpegno dellagricoltura biologica.

Ma oltre che a queste, le aziende biologiche possono liberamente accedere ai sostegni relativi alla Misura 111
Formazione professionale e azioni di informazione, alla Misura 112 Insediamento di giovani agricoltori ed
alla Misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole. Si ritiene utile anche mettere in evidenza come
sia possibile, se non auspicabile, nel caso dellinsediamento di un giovane, ladesione simultanea a pi misure
dellAsse 1, accrescendo il valore dellintervento e il significato della ricaduta del sostegno concesso.

d. Priorit in altre Misure del PSR


Nellambito del PSR le produzioni biologiche godono di una priorit trasversale che si esplicita in diversi
modi con la concessione di punteggi pi elevati rispetto ad altri metodi produttivi oppure con lapertura della
misura principale di riferimento sullintero territorio regionale. Le singole provincie, tramite i PRIP hanno
declinato le priorit in base alle esigenze di carattere locale ma tutte hanno obbligatoriamente dovuto fare
riferimento ad una impostazione comune minima stabilita a livello regionale nellambito del PSR.
Il PSR ha assunto alcune priorit tematiche trasversali rispetto agli Assi; queste, di seguito elencate, si
ritrovano nellambito della programmazione degli Assi, ma orientano tutte le strategie di intervento del
PSR. Tra queste, oltre a sostegno e incentivazione dei giovani imprenditori, promozione delle produzioni di
qualit regolamentata e NO OGM, promozione dello sviluppo delle filiere bioenergetiche di limitato impatto
ambientale si ritrova anche la valorizzazione dellagricoltura a metodo biologico.
Il PSR assume il metodo produttivo biologico quale fattore strategico per quanto riguarda la promozione
di tecniche produttive rispettose dellambiente. Tale obiettivo viene perseguito attraverso il sostegno alle
produzioni biologiche con gli interventi specifici dellAsse 2, senza limitazioni per tipologia di colture
e/o di beneficiario, con il sostegno dei costi di certificazione per le aziende biologiche con la Misura 132
Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualit alimentare, nonch attraverso la definizione di una
priorit specifica nella valutazione dei progetti di filiera.

In generale poi, per la strategia regionale, lapplicazione delle Misure agro-ambientali riveste particolare
importanza nelle aree vulnerabili della Direttiva Nitrati e nelle aree della Rete Natura 2000. Pertanto queste
due aree costituiscono per le Misure agro-ambientali una priorit tra le priorit.
A livello di PRIP le singole provincie hanno declinato nelle misure ad investimento le priorit per le produzioni

53

biologiche, in base alle loro esigenze. In particolare tale impostazione rilevabile nellambito dei punteggi applicati
per la Misura 121 relativa agli investimenti aziendali. In altri casi la priorit inizialmente accordata al biologico stata
perduta nel tempo, in seguito ad un processo di semplificazione delle disposizioni, come per esempio nel caso della
Misura 114 relativa alla consulenza. Sempre nellAsse 1 presente una priorit per le produzioni biologiche nei progetti
di filiera, seppure tale preferenza risulti in un posizione di subordine rispetto ad altri criteri.
La Misura 132 deputata allobiettivo specifico di Favorire la partecipazione degli agricoltori a sistemi di qualit
alimentare, incentivando il mantenimento o laccesso dei produttori ai sistemi di certificazione di qualit; la priorit
assoluta in questo caso data proprio alla produzione biologica. Questa misura inserita a livello di filiera pu contribuire
alla priorit strategica dellAsse 1 di accrescere e consolidare il grado di integrazione delle filiere.
Per quanto riguarda lAsse 2 invece, le priorit vengono stabilite sulla base di parametri di tipo territoriale, tecnico
e soggettivo in ordine progressivo. La priorit territoriale viene assegnata a superfici agricole che ricadono in aree
preferenziali, come per esempio le aree vulnerabili per quanto riguarda i nitrati di origine agricola o le aree Rete Natura
2000. Quelle tecniche vengono assegnate sulla base di interventi specifici destinati al perseguimento di particolari
obiettivi di tutela ambientale. Quelle soggettive vengono individuate in relazione alle caratteristiche aziendali, tra cui
ladesione al sistema di produzione biologico.
Infine, anche nellAsse 3, sono rilevabili a livello delle misure presenti rivolte alle aziende agricole priorit per le aziende
biologiche tali da favorire ladesione alle misure per lagriturismo e per le energie rinnovabili.

54

C. Obblighi di base e/o requisiti minimi


(riferimenti normativi)
Per quanto riguarda gli obblighi che bisogna necessariamente rispettare da parte di tutte le aziende agricole e
che pertanto non rappresentano un elemento specifico per le produzioni biologiche, si rimanda alla normativa
gi esistente. Di seguito si riporta una selezione della bibliografia utile per quanto riguarda gli argomenti
sotto elencati.

a. Condizionalit: Criteri di Gestione Obbligatori (CGO); Buone


Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA)
Reg. (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del
fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEARS) (testo consolidato al
19/07/2006).
Si tratta del regolamento europeo che reca le norme generali che disciplinano il
sostegno dello Sviluppo Rurale; quindi il regolamento alla base del PSR 2007/13.

Reg. (CE) n. 73/2009 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi
di sostegno diretto nellambito della politica agricola comune ed istituisce taluni
regimi di sostegno a favore degli agricoltori.
Si tratta del regolamento che stabilisce le norme comuni alla base dei regimi di sostegno
diretto agli agricoltori nellambito della politica agricola comune (PAC)alcuni regolamenti
precedenti (n. 1290/2005, n. 247/2006, n. 378/2007; n. 1782/2003 abrogato); in
pratica il regolamento alla base del regime di pagamento unico.

Reg. (UE) n. 65/2011 della Commissione che stabilisce modalit di applicazione del Regolamento
(CE) n. 1698/2005 del Consiglio per quanto riguarda lattuazione delle procedure di controllo e della
condizionalit per le misure di sostegno dello sviluppo rurale.
E il regolamento comunitario che definisce le modalit per procedere al controllo della condizionalit
e delle domande di finanziamento nellambito del PSR.

Decreto Ministeriale del 22/12/2009, n. 30125 recante la disciplina del regime di condizionalit ai
sensi del Reg. (CE) n. 73/2009 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari dei
pagamenti diretti e dei programmi di sviluppo rurale.
Si tratta del Decreto Ministeriale appositamente adottato in seguito allapprovazione delle
nuove norme regolamentari, per via della complessit e dellampia articolazione delle norme
in materia di condizionalit, riduzioni ed esclusioni dei pagamenti dello sviluppo rurale; il decreto
stato redatto a fini di semplificazione, unificando il quadro normativo.

Decreto Ministeriale del 13/05/2011, n. 10346 relativo alla modifica al D.M. n. 30125 del 22
Dicembre 2009.

Decreto Ministeriale del 22/12/2011, n. 27147 relativo alla modifica al D.M. n. 30125 del 22 Dicembre
2009, come modificato dal D.M. n. 10346/2011.

55

Testo Consolidato del Decreto n. 30125 del 22 dicembre 2009, modificato dal Decreto n. 10346 del 13
maggio 2011 e dal Decreto n. 27417 del 22 dicembre 2011.
Trattasi di documenti a modifica ed aggiornamento del precedente decreto.

Disposizioni regionali per lattuazione della condizionalit di cui al Reg. (CE) 73/2009 in Regione
Emilia-Romagna a decorrere dal 2012.
Si tratta della Delibera di Giunta n. 94/2012 della Regione Emilia Romagna predisposta al fine di
completare lelenco dei criteri di gestione obbligatori e delle norme quadro per il mantenimento
dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali allo scopo di costituire il quadro di
regolamentazione degli impegni di condizionalit.

b. Utilizzazione agronomica effluenti di allevamento e carico


animale
Regolamento regionale ai sensi dellArt. 8 della Legge Regionale 6
Marzo 2007, n. 4, Disposizioni in materia di utilizzazione agronomica degli
effluenti di allevamento e delle acque reflue derivanti da azienda agricole e
piccole aziende agro-alimentari.
Si tratta del regolamento regionale che:

1. disciplina lutilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione
dei frantoi oleari, delle acque reflue provenienti da aziende agricole e da piccole aziende
agroalimentari;

2. fornisce i criteri per lutilizzazione agronomica delle biomasse e del digestato;

3. definisce i contenuti della comunicazione alla Provincia cui soggetta lattivit di utilizzazione
agronomica.

c. Sicurezza sul lavoro in agricoltura


Di seguito si riporta un elenco di pubblicazioni e di materiale tecnico-normativo utile ai fini della corretta
conoscenza dei rischi derivanti dallimpiego delle attrezzature in agricoltura; vengono date indicazioni in
risposta alle esigenze del settore agricolo nella tutela della salute e sicurezza degli addetti.


56

Azienda agricola multifunzionale - la gestione della sicurezza nellimpiego delle macchine (Convegno
EIMA International 2006).
Adeguamento dei trattori agricoli di vecchio tipo per il rischio di ribaltamento (Convegno EIMA
International 2008).

Attrezzature agricole pi sicure: Convegno EIMA Bologna 11/11/2010.

Appendici alle linee guida ISPESL sui ROPS per trattori - Linstallazione dei dispositivi di protezione in caso di
ribaltamento nei trattori agricoli o forestali (adeguamento di specifici modelli di trattori).

Relazioni di prova telai ROPS trattori.

Dichiarazioni di conformit ROPS trattori.

Accordo tra la Regione Emilia-Romagna e INAIL in materia di sicurezza sul lavoro in agricoltura (siglato il 15
novembre 2006).

Progetto rilevazione malattie professionali agro-zootecnia.

Approvazione dei piani regionali 2011-2013 di prevenzione degli infortuni nel settore delle
costruzioni e in agricoltura e silvicoltura.

Accordo Stato - Regioni del 22/02/2012 sulle specifiche abilitazioni degli operatori di attrezzature di
lavoro.

Adeguamento delle trattrici per i rischi da ribaltamento vol. 1.

Adeguamento delle trattrici per i rischi da ribaltamento vol. 2.

Catalogo delle pubblicazioni e del materiale multimediale esistente in tema di sicurezza in


agricoltura.
57

d. Requisiti per luso dei prodotti fitosanitari



Guida al patentino per i prodotti fitosanitari
Rappresenta lo strumento divulgativo tramite il quale avere informazioni necessarie ai fini dellottenimento del
patentino e del corretto impiego dei prodotti fitosanitari.

e. Requisiti per luso dei fertilizzanti


Si rimanda a quanto gi riportato nei paragrafi relativi a condizionalit ed effluenti di allevamento.

58

Allegati

a. Modulo E.N.S.E. richiesta deroga sementi o materiali di moltiplicazione convenzionali

b. Mandato per la compilazione e la trasmissione telematica di istanze, dichiarazioni,


comunicazioni di competenza della Regione Emilia Romagna

c. Concimi, ammendanti e nutrienti ammessi in agricoltura biologica (Allegato I Reg.


(CE) n. 834/2007)

d. Antiparassitari - prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica (Allegato II


Reg. (CE) n. 834/2007)

e. Prodotti impiegati come corroboranti, potenziatori delle difese naturali dei vegetali
(DM n. 18354 del 27/11/2009)

59

Allegato a.
Modulo E.N.S.E. richiesta deroga sementi o materiali di moltiplicazione convenzionali
Data
Nome Azienda ______________________________________________________________________________________________________________________
Indirizzo _____________________________________________________________________________________________________________________________
CAP ___________________ Comune _____________________________________________________________________ Provincia _________________
Tel. __________________________________________ Fax: __________________________________ Partita IVA ___________________________________
E-mail ________________________________________________________________________________________________________________________________
Alla Direzione Generale ENSE
Via Ugo Bassi 8
20159 MILANO
Tel: 02 6901201 - Fax: 02 69012049
E-mail deroghe.bio@ense.it
Oggetto: Richiesta di deroga per lutilizzo di sementi o materiali di moltiplicazione convenzionali in agricoltura biologica
Ai sensi * dellarticolo 6 comma 4 del D.M ... con la presente si chiede la deroga per lutilizzo di semente/materiale di
moltiplicazione vegetativo non proveniente da agricoltura biologica precisando che la data prevista per la semina/impianto
: _________________________
Il materiale richiesto il seguente:

Sementi

Astoni, Barbatelle

Tuberi

Bulbi

Piantine ortive destinate a pianta porta-seme

Altro (Descrivere) _______________________________________________________________________________________________________________
Specie

Organismo di controllo biologico cui


lazienda assoggettata:

Variet

Quantitativo (kg) o numero


(specificare)

Timbro e firma dellAzienda

AVVERTENZA: la rispondenza delle sementi ai requisiti previsti dall** art. 4 Paragrafo 2 reg. (CE) 889 del 18 settembre 2008
prodotti fitosanitari ammessi dovr essere verificata a cura del richiedente la deroga.
Spazio riservato allENSE
NOTA EX ENSE
* = dellarticolo 7 comma 5 del D.M 18354 del 27 novembre 2009
** = art. 45 Paragrafo 2 reg. (CE) 889/ 2008
60

Allegato b.
Mandato per la compilazione e la trasmissione telematica di istanze, dichiarazioni, comunicazioni
di competenza della Regione Emilia Romagna
MODELLO DI MANDATO PER LA COMPILAZIONE E LA TRASMISSIONE TELEMATICA DI ISTANZE/DICHIARAZIONI/
COMUNICAZIONI DI COMPETENZA DELLA REGIONE EMILA-ROMAGNA. (1)
Il sottoscritto legale rappresentante / munito del potere di rappresentanza C.F. _______________________________________________________
dellimpresa iscritta allAnagrafe regionale delle aziende agricole (Reg. RER n.17/2003) con CUAA __________________________--_______
CONFERISCE
lincarico allAssociazione / CAA / Societ di servizi / libero professionista (singolo o associato) ___________________________________
C.F. ________________________________________________ ad effettuare, per mio conto, la compilazione e la trasmissione telematica alla
Regione Emilia-Romagna nei modi e termini di legge, del/dei sotto indicati adempimenti:
(barrare le dichiarazioni che interessano)
1. Domanda di ammissione al beneficio fiscale sui carburanti impiegati in agricoltura
2. Istanza relativa a procedimenti del settore viticolo (espianti, reimpianti ecc.)
3. Domanda di rimborso per danni dovuti a calamit naturali
4. Notifiche di attivit biologica per lacquisizione della qualifica di operatore biologico
5. Comunicazioni relative agli utilizzi agronomici degli effluenti zootecnici
6. Presentazione dichiarazione di produzione per aziende florovivaistiche
Dichiara che il presente documento conservato in originale presso la sede in cui opera il mandatario e che le copie dei documenti,
consegnati dallinteressato per lespletamento dellincarico, sono corrispondenti agli originali.
DELEGA PER LA FIRMA (barrare solo una delle due opzioni mutuamente esclusive)
Il mandato comprende lautorizzazione espressa alla sottoscrizione, per conto del mandante, con le formalit stabilite
ex lege, dellatto e di ogni necessaria documentazione da parte di un incaricato nominativamente designato allatto

del conferimento dellincarico: __________________________________ (nominativo dellincaricato appartenente allorganizzazione)


Il mandato non comprende lautorizzazione alla sottoscrizione indicata al punto precedente.

PRIVACY

Presa visione dellinformativa per il trattamento dei dati personali ex art.13 del D. Lgs. n. 196/2003, ho autorizzato il trattamento dei
dati personali da parte del mandatario, esteso alla comunicazione alla Regione Emilia-Romagna, per leffettuazione di operazioni
di trattamento mediante il collegamento con il Sistema informativo agricolo regionale (SIAR) per lespletamento del/degli adempimenti
amministrativi riferiti allincarico conferito.
Il consenso stato reso: (2)
1. (A) per i procedimenti riguardanti la dichiarazione di vendemmia e denuncia delle uve a denominazione dorigine anche ai fini
della consultazione della banca dati potenziale viticolo;
2. (B) per le attivit connesse allapplicazione del regolamento (CE) n.1234/07 O.C.M. ortofrutta, anche ai fini della consultazione
del fascicolo anagrafico, in base allart. 17 reg. regionale n.2/2007.(2)

Luogo __________________________________
Data __________________________________
Firma autografa del mandante __________________________________
NOTE SUPPLEMENTARI:
(1) Il testo del mandato contiene le disposizioni minime vincolanti da trasmettere allAmministrazione Regionale. Il modello acquisito con scansione con
allegata copia fronte/retro di un valido documento didentit del sottoscrittore (pdf o p7m).
(2) I mandatari incaricati per i procedimenti indicati alle lettere (A) e (B) sono esentati dalla compilazione delle parti concernenti i procedimenti di competenza
della Regione Emilia-Romagna.
61

Allegato c.
Concimi, ammendanti e nutrienti ammessi in agricoltura biologica (Allegato I Reg. (CE) n. 834/2007)
DENOMINAZIONE
PRODOTTI COMPOSTI O CONTENENTI UNICAMENTE
LE SOSTANZE ELENCATE

DESCRIZIONE, REQUISITI DI COMPOSIZIONE,


CONDIZIONI PER LUSO

Letame

Prodotto costituito da un miscuglio di deiezioni animali e vegetali (lettiera); proibito se


proveniente da allevamenti industriali

Letame essiccato e pollina

Proibiti se provenienti da allevamenti industriali

Effluenti di allevamento compostati, compresi


Proibiti se provenienti da allevamenti industriali
pollina e stallatico compostato
Uso: previa fermentazione controllata e/o diluizione adeguata; proibiti se provenienti da
Effluenti di allevamento liquidi
allevamenti industriali
Ottenuti da rifiuti domestici separati alla fonte, sottoposti a compostaggio o a fermentazione
Rifiuti domestici compostati o fermentati
anaerobica per le produzione di biogas; solo da rifiuti domestici vegetali e animali; solo se prodotti
all'interno di un sistema di raccolta chiuso e sorvegliato, ammesso dallo stato membro
Concentrazioni massime in mg/kg di sostanza: cadmio, 0,7; rame, 70; nickel, 25; piombo, 45; zinco,
Torba
200; mercurio, 0,4; cromo (totale), 70; cromo (VI), 0
Residui di fungaie

Impiego limitato all'orticoltura (colture orticole, floricole, arboricole, vivai)

Deiezioni di vermi (Vermicompost) e di insetti

La composizione iniziale del substrato deve essere limitata ai prodotti del presente
allegato

Guano
Miscela di materiali vegetali compostata o
fermentata
I prodotti o i sottoprodotti di origine animale
di seguito elencati: farina di sangue, di zoccoli,
Ottenuti da miscele di materiali vegetali sottoposte a compostaggio o a fermentazione anaerobica
di corna, di ossa ( anche degelatinata), di
per la produzione di biogas
pesce e di carne; pennone, lana, pellami, pelli
e crini,
prodotti lattiero-casearii

Per i pellami, concentrazione massima in mg/kg di sostanza secca di cromo (VI): 0

Prodotti e sottoprodotti di origine vegetale per


Esempi: panelli di semi oleosi, gusci di cacao, radichette di malto
la fertilizzazione
Se ottenuti direttamente mediante: 1) processi fisici comprendenti disidratazione, congelamento
Alghe e prodotti a base di alghe
e macinazione; 2) estrazione con acqua o soluzione acida e/o alcalina; 3) fermentazione
Segatura e trucioli di legno

Legname non trattato chimicamente dopo l'abbattimento

Cortecce compostate

Legname non trattato chimicamente dopo l'abbattimento

Cenere di legno

Proveniente da legname non trattato chimicamente dopo labbattimento

Fosfato naturale tenero

Fosfato allumino-calcico

62

Ottenuto dalla macinazione di fosfati naturali teneri e contenente come componenti essenziali
fosfato tricalcico e carbonato di calcio; prodotto come definito nel Reg. (CE) n. 2003/2003; tenore
di cadmio inferiore o pari a 90 mg/kg di P2O5
Ottenuto in forma amorfa mediante trattamento termico e macinazione, contenente come
componenti essenziali fosfati di calcio e di alluminio; prodotto come definito nel Reg. (CE) n.
2003/2003; tenore di cadmio inferiore o pari a 90 mg/kg di P2O5; impiego limitato ai terreni basici
(pH > 7,5)

Scorie di defosforazione

Ottenuto in siderurgia mediante trattamento della ghisa fosforosa e contenente come componenti
essenziali silicofosfati di calcio; prodotto come definito nel Reg. (CE) n. 2003/2003

Sale grezzo di potassio o kainite

Ottenuto a partire da sali grezzi di potassio; prodotto come definito nel Reg. (CE) n. 2003/2003

Solfato di potassio, che pu contenere sale di


magnesio

Ottenuto da sale grezzo di potassio mediante un processo di estrazione fisica e che pu contenere
anche sali di magnesio

Borlande ed estratti di borlande

Escluse le borlande estratte con sali ammoniacali

Carbonato di Calcio (creta, marna, calcare


macinato, litotamnio, maerl, creta fosfatica)

Solo di origine naturale

Carbonato di calcio e di magnesio

Solo di origine naturale (ad esempio: creta magnesiaca, magnesio macinato, calcare)

Solfato di magnesio (kieserite)

Solo di origine naturale

Soluzione di cloruro di calcio

Trattamento fogliare su melo, dopo che sia stata evidenziata una carenza di calcio

Solfato di calcio (gesso)

Solo di origine naturale; prodotto come definito nel Reg. (CE) n. 2003/2003

Fanghi industriali provenienti da zuccherifici

Sottoprodotto della produzione di zucchero di barbabietola

Fanghi industriali derivanti dalla produzione di Sottoprodotto della produzione di sale mediante estrazione per dissoluzione da salamoie naturali
sale mediante estrazione per dissoluzione
presenti in zone montane
Prodotto d'origine naturale od industriale pi o meno raffinato; prodotto come definito nel Reg.
Zolfo elementare
(CE) n. 2003/2003
Microelementi inorganici come elencati nel Reg. (CE) n. 2003/2003: boro, cobalto, rame, ferro,
Oligoelementi
manganese, molibdeno, zinco
Cloruro di sodio

Unicamente salgemma

Farina di roccia e argille

Note:
(*) autorizzati a norma del Reg. CEE nr 2092/91 e prorogati dal Reg. CE nr 834/07

63

Allegato d.
Antiparassitari - prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica
(Allegato II Reg. (CE) n. 834/2007)
1. Sostanze di origine vegetale o animale
Descrizione, requisiti di composizione,
condizioni per luso

Denominazione
Azadiractina estratta da Azadirachta indica (Albero del
Neem)

Insetticida

Cera d'api

Protezione potatura

Gelatina

Insetticida

Proteine idrolizzate

Sostanze attrattive, solo in applicazioni autorizzate in combinazione con altri prodotti adeguati del presente elenco

Lecitina

Fungicida

Oli vegetali (ad esempio: olio di menta, olio di pino, olio


di carvi)

Insetticida, acaricida, fungicida e inibitore della germogliazione

Piretrine estratte da Chrysanthemum cinerariaefolium

Insetticida

Quassia estratta da Quassia amara

Insetticida, repellente

Rotenone estratto da Derris spp., Lonchocarpus spp. e


Therphrosia spp.

Insetticida

2. Microrganismi utilizzati nella lotta biologica contro i parassiti e le malattie


Descrizione, requisiti di composizione,
condizioni per luso

Denominazione
Microrganismi (batteri, virus e funghi)

3. Sostanze prodotte da microrganismi


Descrizione, requisiti di composizione,
condizioni per luso

Denominazione

Insetticida; solo quando sono adottate misure volte a minimizzare il rischio per i principali parassitoidi e il rischio di
sviluppo di resistenza

Spinosad

4. Sostanze da utilizzare in trappole e/o distributori automatici


Descrizione, requisiti di composizione,
condizioni per luso

Denominazione
Fosfato di di ammonio

Sostanza attrattiva soltanto in trappole

Feromoni

Sostanze attrattive; sostanze che alterano il comportamento sessuale; solo in trappole e distributori automatici

Piretrodi (solo deltametrina o lambdacialotrina)

Insetticida; solo in trappole con sostanze specifiche attrattive; solo contro Bactrocera oleae e Ceratitis capitata Wied

5. Preparati da spargere in superficie tra le piante coltivate


Descrizione, requisiti di composizione,
condizioni per luso

Denominazione
Fosfato ferrico (ortofosfato di ferro (III))

64

Molluschicida

6. Altre sostanze di uso tradizionale in agricoltura biologica


Denominazione
Rame, sotto forma di idrossido di rame, ossicloruro
di rame, solfato di rame (tribasico), ossido rameoso,
ottanoato di rame
Etilene

Descrizione, requisiti di composizione,


condizioni per luso
Fungicida; massimo 6 kg di rame ione metallo per ettaro lanno
Per le colture perenni, in deroga a quanto sopra, gli Stati Membri possono autorizzare il superamento, in un dato anno,
del limite massimo di 6 kg di rame a condizione che la quantit media effettivamente applicata nellarco dei cinque anni
costituiti dallanno considerato e dai quattro anni precedenti non superi i 6 kg
Sverdimento di banane, kiwi e cachi; sverdimento di agrumi unicamente nell'ambito di una strategia mirante a prevenire
gli attacchi della mosca della frutta; induzione della fioritura dell'ananas; inibizione della germinazione delle patate e
delle cipolle

Sale di potassio di acidi grassi (sapone molle)

Insetticida

Allume di potassio (calinite)

Prevenzione della maturazione delle banane

Zolfo calcico (polisolfuro di calcio)

Fungicida, insetticida, acaricida

Olio di paraffina

Insetticida, acaricida

Oli minerali

Insetticida, fungicida; solo in alberi da frutta, viti, ulivi e colture tropicali (ad es. banani)

Permanganato di potassio

Fungicida, battericida; solo in alberi da frutta, ulivi e viti

Sabbia di quarzo

Repellente

Zolfo

Fungicida, acaricida, repellente

7. Altre sostanze
Descrizione, requisiti di composizione,
condizioni per luso

Denominazione
Idrossido di calcio

Fungicida; solo in alberi da frutta, compresi i vivai, per combattere la Nectria galligena

Bicarbonato di potassio

Fungicida

Note:
A: autorizzati a norma del Reg. CEE nr 2092/91 e prorogati dal Reg. CE nr 834/07

65

Allegato e.
Prodotti impiegati come corroboranti, potenziatori delle difese naturali dei vegetali (DM n. 18354
del 27/11/2009)
Denominazione del prodotto

Propolis

Polvere di pietra o di roccia

Descrizione, composizione quali - quantitativa


Modalit e precauzioni
e/o formulazione commerciale
il prodotto costituito dalla raccolta, elaborazione e modificazione, da
parte delle api, di sostanze prodotte dalle piante. Si prevede lestrazione
in soluzione acquosa od idroalcolica od oleosa (in tal caso emulsionata
esclusivamente con prodotti presenti in questo allegato). Letichetta deve
indicare il contenuto in flavonoidi, espressi in galangine, al momento del
confezionamento. Rapporto percentuale peso/peso o peso/volume di propoli
sul prodotto finito
Prodotto ottenuto tal quale dalla macinazione meccanica di vari tipi di rocce,
Esente da elementi inquinanti
la cui composizione originaria deve essere specificata

Bicarbonato di sodio

Il prodotto deve presentare un titolo minimo del 99,5% di principio attivo

Gel di silice

Prodotto ottenuto dal trattamento di silicati amorfi, sabbia di quarzo, terre


diatomacee e similari

Preparati biodinamici

Preparazioni previste dal Regolamento (CE) n. 834/07, art. 12, lettera c

Oli vegetali alimentari (arachide,


cartamo, cotone, girasole, lino, mais, Prodotti derivanti da estrazione meccanica e trattati esclusivamente con
olivo, palma di cocco, senape, sesamo, procedimenti fisici
soia, vinacciolo)
Il prodotto commerciale per uso agricolo deve presentare un contenuto in
Lecitina
fosfolipidi totali non inferiore al 95% ed in fosfatidilcolina non inferiore al
15%
Aceto

66

Di vino e frutta

Sapone molle e/o di Marsiglia

Utilizzabile unicamente tal quale

Calce viva

Utilizzabile unicamente tal quale

UNIONEEUROPEA
FondoEuropeoAgricolo
perloSviluppoRurale:
lEuropainvestenellezonerurali

www.ermesagricoltura.it