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CORSI di FORMAZIONE sulla SICUREZZA


Direttore dei corsi : prof. Attilio Carotti - Dip.to di Ingegneria Strutturale
co-Direzione: arch.Borgazzi ing. Guido dott. Re

Rischi fisici Microclima e illuminazione


Ing. Luigi Brugnolo

Ing. Luigi Brugnolo 2009 Politecnico di Milano

CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA


Direttore : prof. Attilio Carotti

Coordinamento: Dr. Andrea Alessi

ALLEGATO IV
REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO
1. AMBIENTI DI LAVORO

1.9 Microclima

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1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi

1.9.1.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, necessario far s che tenendo conto
dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i
lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantit sufficiente anche
ottenuta con impianti di areazione.
1.9.1.2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere
sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere
segnalato da un sistema di controllo, quando ci necessario per
salvaguardare la salute dei lavoratori.
1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell'aria o di
ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori
non siano esposti a correnti d'aria fastidiosa.
1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a
controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute
dei lavoratori.
1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un
pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento
dell'aria respirata deve essere eliminato rapidamente
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1.9.2. Temperatura dei locali

1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano
durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici
imposti ai lavoratori.
1.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della
influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidit ed il movimento
dell'aria concomitanti.
1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei
servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla
destinazione specifica di questi locali.
1.9.2.4. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un
soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attivit e della
natura del luogo di lavoro.
1.9.2.5. Quando non conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve
provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse
mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione.
1.9.2.6. Gli apparecchi a fuoco diretto destinati al riscaldamento dell'ambiente nei locali
chiusi di avoro di cui al precedente articolo, devono essere muniti di condotti del fumo
privi di valvole regolatrici ed avere tiraggio sufficiente per evitare la corruzione dell'aria
con i prodotti della combustione, ad eccezione dei casi in cui, per l'ampiezza del locale,
tale impianto non sia necessario.

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1.9.3 Umidit

1.9.3.1 Nei locali chiusi di lavoro delle


aziende industriali nei quali l'aria soggetta
ad inumidirsi notevolmente per ragioni di
lavoro, si deve evitare, per quanto
possibile, la formazione della nebbia,
mantenendo la temperatura e l'umidit nei
limiti compatibili con le esigenze tecniche.
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ALLEGATO XIII
PRESCRIZIONI PER I POSTI DI LAVORO NEI CANTIERI
2. Aerazione e temperatura
2.1. Ai lavoratori deve essere garantita una sufficiente e salubre quantit
di aria. Qualora vengano
impiegati impianti di condizionamento d'aria o di ventilazione meccanica,
essi devono funzionare in
modo tale che i lavoratori non vengano esposti a correnti d'aria moleste.
2.2. Ogni deposito e accumulo di sporcizia che possono comportare
immediatamente un rischio per
la salute dei lavoratori a causa dell'inquinamento dell'aria respirata
devono essere eliminati
rapidamente.
2.3. Durante il lavoro, la temperatura per lorganismo umano deve
essere adeguata, tenuto conto
dei metodi di lavoro applicati e delle sollecitazioni fisiche imposte ai
lavoratori.
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RISCHI DERIVANTI DALLE CONDIZIONI CLIMATICHE

Il pi delle volte, i lavori del settore edile si


svolgono allaperto il che comporta talvolta
condizioni ambientali avverse (freddo, caldo, venti,
ecc.), difficilmente controllabili e inducenti
alterazioni nella salute degli addetti ai lavori che
possono suddividersi in tre grandi categorie.
Effetti generici
Rischio da stress a seguito del caldo
Rischio da stress a seguito del freddo
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Effetti generici
Gli effetti generici immediati provocati dallesposizione a temperature
elevate oppure alla luce del sole sono:
- Accaloramento o colpo di calore: la pelle appare calda, secca,
arrossata o violacea; aumento della temperatura corporea; sensazione di
sete intensa, mal di testa, confusione e difficolt respiratorie. Talvolta
pu provocare shock e persino il decesso.
- Spossatezza dovuta al caldo: quadro inferiore grave che pu
precedere lo shock, caratterizzato da pelle pallida, sudorazione
abbondante, mal di testa, affanno, sonnolenza e confusione.
- Insolazione: lesposizione prolungata al sole provoca arrossamento
della pelle e mal di testa.
- Crampi: insorgono a seguito di elevata eliminazione di sali attraverso la
sudorazione eccessiva. Sintomi: mal di testa e dolori muscolari intensi.
- Ustioni localizzate che possono andare dallarrossamento alla
formazione di vesciche
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Effetti generici
Lesposizione alle radiazioni solari (radiazione ultravioletta)
pu portare a lungo andare, allinsorgenza di malattie
generalizzate e gravi quali il tumore della pelle. In tal
senso, occorre tener conto che, attualmente, il cosiddetto
melanoma (tumore maligno della pelle) stato messo in
relazione, come dimostrato da numerosi studi scientifici ,
con lesposizione al sole.
Infine va segnalato che, come avviene nel caso
dellesposizione al freddo, lesposizione a temperature
elevate pu provocare un aumento della sinistralit
lavorativa, per riduzione dei riflessi del lavoratore.
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Metodi e criteri di valutazione del rischio da stress per calore.


Quantunque esistano vari metodi (indice temperatura
effettiva, indice di tensione termica, ecc.) per determinare
le caratteristiche ambientali e relativi effetti sulla salute
dei lavoratori, il WBGT (Wet Bulb Globe Temperature),
messo a punto dalla Marina americana, uno dei pi
diffusi.
Per il calcolo di tale indice, ci si avvale della temperatura
secca, della temperatura umida e della temperatura
radiante con una formula semplice.
Attualmente esistono anche dispositivi di misurazione dello stress termico, in grado
di effettuare letture dirette dellindice WBGT.

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Lindice utilizzato dalla norma ISO 72243 per la valutazione dello stress
termico definito come:
WBGT = 0,7 tnw+ 0,3 tg (negli ambienti chiusi)
WBGT = 0,7 tnw+ 0,2 tg+ 0,1 ta (nellambiente esterno)
dove:
tnw la temperatura di bulbo umido naturalmente ventilato (connessa
allumiditdellaria),
tg la temperatura del globotermometro (connessa allesposizione diretta
alla radiazione termica)
ta la temperatura dellaria a bulbo secco.
Nota

A seconda della posizione delloperatore vengono effettuate medie


pesate del WBGT su misure:
-a 0.1m (caviglie), 1.1m (addome) e 1.7 (testa) se loperatore in piedi;
-a 0.1m (caviglie), 0.6m (addome) e 1.1 (testa) se loperatore seduto.
Nel caso di carichi termici non stazionari necessario effettuare una media
temporale del WBGT
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Metodi e criteri di valutazione del rischio


da stress per calore.

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Al pari delle sostanze chimiche, nel caso dello stress termico vi


sono valori limite di esposizione (TLV) al di sotto dei quali gran
parte dei lavoratori potrebbero essere esposti a pi riprese
senza subire effetti avversi per la salute.
Tali valori si basano sullipotesi secondo cui gran parte dei
lavoratori, debitamente vestiti e con una corretta
somministrazione di acqua e sali, in grado di svolgere
efficacemente le proprie funzioni in determinate condizioni
ambientali, senza che la temperatura corporea interna superi i
38C. Occorre comunque tener sempre presenti le
caratteristiche di ogni singolo lavoratore.
Qui appresso, vengono riportati i TLV in C WBGT relativi
allesposizione al calore in funzione del ritmo e del tipo di
lavoro.
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TLV in C WBGT

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Classificazione del tipo di lavoro


La classificazione del tipo di lavoro si effettua
partendo dal carico termico di lavoro, equivalente
alla somma del calore prodotto dal proprio
organismo (carico termico metabolico) e di quello
ricevuto dallambiente (carico termico ambientale).

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Buone prassi in relazione allo stress termico


- Evitare, nella misura del possibile, il lavoro allaperto
durante le ore di maggior caldo e di maggiori radiazioni
solari.
- Procedere a frequenti pause in luoghi ombreggiati e aerati.
- Coprire la testa con un cappello.
- Bere con frequenza acqua o altri liquidi (si consiglia che
contengano sale) per sostituire il liquido e i sali persi con il
sudore ed evitare la disidratazione.
- Mantenere la pelle pulita per favorire la sudorazione.
- Applicare creme che proteggono dai raggi UVA sulle zone
della pelle esposte al sole, con il fine di evitare bruciature e
lesioni maligne.
- Rotazione di posti e compiti.
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Rischio da stress termico per freddo


Il freddo intenso provoca, in linea generale, alterazioni a
livello della coscienza, riduzione dellacuit visiva e uditiva,
rallentamento dei riflessi, diminuzione della frequenza
cardiaca, respiratoria e della tensione arteriosa.
Gli effetti locali del freddo, particolarmente nelle zone
distali del corpo (orecchi, naso, piedi, ecc.), possono
provocare arrossamento e in casi estremamente gravi,
congelamento.
La morte per assideramento dovuta a ipotermia diffusa in
tutto il corpo a seguito di brusco abbassamento della
temperatura basale.
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Buone prassi in relazione allo stress termico dovuto al freddo

- Utilizzare abbigliamento adeguato, guanti, ecc., oltre


ad un impermeabile in caso di pioggia o contatto con
lacqua.
- Evitare, il pi possibile, le posizioni statiche.
- Bere frequentemente liquidi, preferibilmente caldi.
- Dieta equilibrata e con un apporto calorico sufficiente.
- Rotazione di posti e compiti.
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CONDIZIONI TERMICHE CONSIGLIATE

Sulla sensazione di benessere termico, oltre ai fattori di


cui sopra, influiscono anche vari fattori singoli, difficilmente
controllabili, ragion per cui occorre ricercare situazioni
ambientali accettabili per gran parte delle persone.
La Norma ISO-7730/84 (tradotta nella Norma Europea EN
27730) riporta lindice medio di valutazione (IMV), quale
metodo di misurazione della sensazione termica, avvertita
da gran parte delle persone sottoposte a una medesima
situazione.
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CALCOLO IMV

LIMV necessita di un calcolo complesso in


cui intervengono le seguenti variabili:
- Temperatura dellaria.
- Temperatura radiante.
- Umidit relativa.
- Velocit dellaria.
- Resistenza termica dellindumento.
- Consumo metabolico.
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SCALA IMV

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I valori ottimali generalmente accettati e riconosciuti della temperatura, dellumidit e della velocit nellaria, in
funzione del tipo di lavoro svolto, sono:

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REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO
1. AMBIENTI DI LAVORO

1.10 Illuminazione naturale ed


artificiale dei luoghi di lavoro

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1.10.1. A meno che non sia richiesto diversamente dalle


necessit delle lavorazioni e salvo che non si tratti di locali
sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente
luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di
lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentano
un'illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la
sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori.
1.10.2. Gli impianti di illuminazione dei locali di lavoro e
delle vie di circolazione devono essere installati in modo
che il tipo d'illuminazione previsto non rappresenti un
rischio di infortunio per i lavoratori.
1.10.3. I luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono
particolarmente esposti a rischi in caso di guasto
dell'illuminazione artificiale, devono disporre di
un'illuminazione di sicurezza di sufficiente intensit.
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1.10.4. Le superfici vetrate illuminanti ed i mezzi di


illuminazione artificiale devono essere tenuti
costantemente in buone condizioni di pulizia e di
efficienza.
1.10.5. Gli ambienti, i posti di lavoro ed i passaggi
devono essere illuminati con luce naturale o artificiale in
modo da assicurare una sufficiente visibilit.
1.10.6. Nei casi in cui, per le esigenze tecniche di
particolari lavorazioni o procedimenti, non sia possibile
illuminare adeguatamente gli ambienti, i luoghi ed i posti
indicati al punto 1.10.5, si devono adottare adeguate
misure dirette ad eliminare i rischi derivanti dalla
mancanza e dalla insufficienza della illuminazione.
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1.10.7. Illuminazione sussidiaria

1.10.7.1. Negli stabilimenti e negli altri


luoghi di lavoro devono esistere mezzi di
illuminazione sussidiaria da impiegare in
caso di necessit.
1.10.7.2. Detti mezzi devono essere tenuti in
posti noti al personale, conservati in
costante efficienza ed essere adeguati alle
condizioni ed alle necessit del loro
impiego.
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1.10.7.3. Quando siano presenti pi di 100 lavoratori e la loro


uscita all'aperto in condizioni di oscurit non sia sicura ed
agevole; quando l'abbandono imprevedibile ed immediato del
governo delle macchine o degli apparecchi sia di pregiudizio
per la sicurezza delle persone o degli impianti; quando si
lavorino o siano depositate materie esplodenti o infiammabili,
lilluminazione sussidiaria deve essere fornita con mezzi di
sicurezza atti ad entrare immediatamente in funzione in caso
di necessit e a garantire una illuminazione sufficiente per
intensit, durata, per numero e distribuzione delle sorgenti
luminose, nei luoghi nei quali la mancanza di illuminazione
costituirebbe pericolo. Se detti mezzi non sono costruiti in
modo da entrare automaticamente in funzione, i dispositivi di
accensione devono essere a facile portata di mano e le
istruzioni sull'uso dei mezzi stessi devono essere rese
manifeste al personale mediante appositi avvisi.
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1.10.7.4. L'abbandono dei posti di lavoro e


l'uscita all'aperto del personale deve, qualora
sia necessario ai fini della sicurezza, essere
disposto prima dell'esaurimento delle fonti
della illuminazione sussidiaria.
1.10.8. Ove sia prestabilita la continuazione
del lavoro anche in caso di mancanza
dellilluminazione artificiale normale, quella
sussidiaria deve essere fornita da un impianto
fisso atto a consentire la prosecuzione del
lavoro in condizioni di sufficiente visibilit.
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ALLEGATO XIII
PRESCRIZIONI PER I POSTI DI LAVORO NEI
CANTIERI

3. Illuminazione naturale e artificiale


3.1. I posti di lavoro devono disporre, nella misura
del possibile, di sufficiente luce naturale ed
essere dotati di dispositivi che consentano
un'adeguata illuminazione artificiale per tutelare la
sicurezza e la salute dei lavoratori.

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Norma UNI EN 12464-1 "Illuminazione dei Luoghi di Lavoro


La Norma UNI EN 12464-1 sostituisce la precedente 10.380, avente come tema i requisiti
illuminotecnici per i posti di lavoro in interni. In tale norma vengono analizzati i compiti visivi
abituali, evidenziando le esigenze di comfort visivo e dando indicazioni sui livelli di
illuminamento, uniformit e grado massimo di abbagliamento necessari alle diverse
prestazioni visive, incluse quelle che comportano lutilizzo di videoterminali.
Definizioni
Compito visivo: insieme degli elementi visivi (dimensioni della struttura, contrasto e
durata) che riguardano il lavoro effettuato
Zona del compito: parte del posto di lavoro nella quale viene svolto il compito visivo
Zona immediatamente circostante: fascia di 0.5m intorno alla zona del compito
Criteri di progettazione illuminotecnica
Al fine di ottenere una corretta illuminazione necessario soddisfare tre esigenze
fondamentali, quali il comfort visivo (sensazione di benessere), la prestazione visiva
(svolgimento del compito anche in situazioni difficili e protratte) e la sicurezza.
Per soddisfare tali esigenze utile considerare alcuni parametri fondamentali che
caratterizzano lambiente luminoso
Distribuzione delle luminanze: necessario evitare contrasti di luminanze troppo elevati
o troppo bassi al fine di aumentare il comfort visivo.

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