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Ges il Redentore dell`uomo

Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo Ges il Redentore dell`uomo
Gesu e il Cristo, Figlio del Dio vivo.
Egli e il rivelatore di Dio invisibile,
e il primogenito di ogni creatura,
e il Iondamento di ogni cosa.
Egli e il maestro dell'umanita, e il Redentore.
Egli e nato, e morto, e risorto per noi.
Egli e il centro della storia dei mondo.
Egli e colui che ci conosce e ci ama.
Egli e il compagno e l'amico della nostra vita.
Egli e l'uomo del dolore e della speranza.
Egli e la luce, e la Verita,
anzi Egli e la via, la verita, la vita.
Egli e il pane, la Ionte d'acqua viva
per la nostra Iame e per la nostra sete.
Egli e il pastore, la nostra guida,
il nostro esempio,
il nostro conIorto, il nostro Iratello.
Come noi e piu di noi.
Egli e stato piccolo, povero, umiliato,
lavoratore, disgraziato e paziente.
Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli,
ha Iondato un regno nuovo,
dove i poveri sono beati,
dove la pace o principio di convivenza,
dove i puri di cuore e i piangenti
sono esaltati e consolati,
dove quelli che aspirano alla giustizia
sono rivendicati;
dove i peccatori possono essere perdonati,
dove tutti sono Iratelli..
PAOLO VI
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NATALE 1989
NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989 NATALE 1989
Natale. Ancora una volta e davanti a tutti, credenti e non credenti. Il
linguaggio dei giornali e di strenne natalizie, i programmi televisivi
sono da atmosIera natalizia, la gente per le strade distribuisce sorrisi
e auguri. Alla luce di luminarie simboliche, pestando sui marciapiedi
spezzoni di tappeto rosso che augurano buone Ieste, ci prepariamo
tutti a Iare Natale.
Se incontreremo Colui che Iesteggiamo, se Lo riconosceremo, Lui
solo lo sa.
Notte e luce, silenzio e mistero, Iesta e dolore sono le cose che il Na-
tale ci richiama da sempre.
A volte siamo tentati di ridurre il Natale solo alla notte: e la notte
dell'indiIIerenza, della droga, della prova, della malattia, della morte,
della solitudine. E allora il mistero si Ia piu grande.
Ma il Natale non e solo la notte, e anche luce, e Iesta, e gioia, che
vengono a noi anche se, come nel presepio della nostra chiesa, si la-
scia solo intravvedere. Se siamo "attenti", pero, riusciamo a capire e
ad adorare.
Perche il Natale, quello del presepe, quello di Betlemme, quello dei
cristiani, il Natale di Gesu, e qualcosa che non Ia rumore.
E la vita che e accolta e amata nel cuore di una famiglia, dal suo ap-
parire fino alla sua scomparsa da questa terra.
E la generosita di tutti quelli che si mettono ai servi:io di chi e meno
fortunato di loro.
E la gioia di vivere con fedelta e con sincerita un amore e unamici-
:ia.
E il rispetto e latten:ione per chi e debole e per chi la pensa in ma-
niera diversa.
E la pa:iente e a volte sofferta ricerca di un dialogo o di un perdono.
E la preghiera che guida la vita quotidiana.
Natale e qui, in queste cose, perche Lui, il Signore, non ama i Iuochi
di artiIicio della propaganda del piu Iorte o del piu ricco o del piu bel-
lo: il Signore, oggi come ieri, ci viene incontro nella notte e nel silen-
zio della grotta di Betlemme, come Amico, come Fratello, come Sal-
vatore, e si Ia Luce ai nostri passi.
Grazie, Signore; noi crediamo in Te.
BUON NATALE! BUON ANNO!
don antonio
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NATALE
SEI VENUTO TRA NOI
Ti sei Iatto Carne: uomo come noi
per condividere la nostra vita
l'umano e il divino: il Dio con noi
mistero d'Amore: Trinita inIinita.
Ti set Iatto Bimbo: sei nato da Maria,
la Vergine umile e pura che ha creduto.
Sei nato povero per indicarci la via
del distacco, del dono, del gratuito.
Ti sei Iatto Uomo per la nostra conversione
come Giovanni Battista esortava,
il precursore della nostra redenzione
che alto Tua venuta ci preparava.
Ti sei Iatto Dono per liberarci dal peccato
con la parola e il pane della vita
la volonta del Padre hai realizzato
Iino alla Croce, con Iedelta inIinita...
Ti sei Iatto Fratello per i miseri, i tribolati
per coloro che sono annientati dal dolore
per sollevare l'animo piu disperato
proponendo solidarieta e amore.
Ti sei Iatto Maestro che insegna verita
che esorta, propone ed attende
che rispetta la nostra liberta
con pazienza... perche nulla pretende...
Ti sei Iatto Amico per darci la gioia
di vivere, di credere, di sperare,
seguendo te non si conosce la noia,
ma si prova, umilmente, ad amare.
Non un inviato e neppure un angelo,
ma Dio stesso e venuto a salvarci.
Tu, Signore, hai illuminato ia notte nascendo tra noi,
povero tra i poveri.
Liberaci dall'attaccamento delle cose
perche, poveri, possiamo essere trasparenza gioiosa
della tua luce di salvezza tra i nostri Iratelli.
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CALEADARIO DI AA1ALE
CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE CALEADARIO DI AA1ALE
DOMEAICA 24 DICEMBRE ORE 7.30 S. MESSA
ORE 10.00 S. MESSA
ORE 15.00 CONFESSIONI
ORE 16.00 NOVENA
ORE 24.00 S. MESSA DI NATALE
LUAEDI 25 DICEMBRE FES1A DI AA1ALE
ORE 8.00 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 16.30 VESPERI DI NATALE
MAR1EDI 2 DICEMBRE
ORE 10.0 S. MESSA
DOMEAICA 31 DICEMBRE
ORE 8.00 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 17.30 S. MESSA CON IL CANTO
DEL TE DEUM-
PREGHIERADI
RINGRAZIAMENTO
LUAEDI 1 CEAAAIO 199
FES1A DI MARIA, MADRE DEL SICAORE
XXIII CIORAA1A DELLA PACE
ORE 8.00 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 15 LODE VESPERTINA
BACIO DEL BAMBINO GESU
INCANTO DEI DONI
DELL'ALBERO A FAVORE DELLA
SCUOLA MATERNA, PRESSO IL
CENTRO PARROCCHIALE
MAR1EDI 2 CEAAAIO
FES1A DI SAA DEFEADEA1E, PA1ROAO
DI ROAACO
ORE 7.30 S. MESSA
ORE 20.00 S. MESSA
SECONDO LA TRADIZIONE, VIENE RACCOLTA L'OFFERTA DEL FOCATICO: E
L'OFFERTA DI TUTTI I CAPIFAMIGLIA ATTRAVERSO LA QUALE SI RINNOVA LA
PROPRIA DEVOZIONE A S. DENDENTE.
SABA1O CEAAAIO
FES1ADELL'EPIFAAIA
ORE 8.00 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 17.30 LODE VESPERTINA
Durante il periodo delle Ieste di Natale, le
Sante Messe Iestive vengono celebrate alle
ore 20 (preIestiva), alle ore 8 e alle ore 10.30.
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IL PRESEPE
RISCOPRIRE UN'ANTICA TRADIZIONE
PER VIVERE IL VERO SENSO DEL NATALE
Cos'e questo Natale verso cui ci stiamo av-
viando?
Per il credente e memoria di un evento cen-
trale della Iede: la nascita di Gesu; piu in ge-
nerale, nella nostra societa, il Natale e consi-
derato una Iesta, una tradizione popolare tra
le piu radicate, cui sono aggiunti signiIicati
tipici del Iare Iesta nella cultura contempora-
nea: dallo scambiarsi regali all'andare in va-
canza.
Per quanto riguarda il signiIicato cristiano,
Iorse non tutti sanno che questa Iesta si aI-
Ierma intorno ai III e IV sec. dopo Cristo, aI-
Iiancandosi alla Pasqua celebrata Iin dai pri-
mi tempi come la vera Iesta centrate del Cri-
stianesimo.
La Chiesa non conoscendo la data esatta del-
la nascita del Cristo, decise per il 25 dicem-
bre, giorno dedicato, Iin dai tempi di Aurelia-
no imperatore, alla Iesta del "sol invictus", il
dio sole invincibile.
Mentre questa Iesta si aIIermava nella Chie-
sa romana, le Chiese orientali continuavano
a dare grande rilievo alla Iesta della maniIe-
stazione (EpiIania), molto diIIusa in tutta la
Chiesa Iin dal II sec. nella dati del 6 gennaio.
Intorno alla Iesta del Natale, alla caratteristi-
ca celebrazione della Messa di mezzanotte,
prendono vita quegli usi e quelle tradizioni
che durano sino ai nostri giorni.
Perche non valorizzare quella tradizione,
nata proprio nel nostro Paese con San Fran-
cesco, che va sotto il nome di PRESEPE?
La suggestione di un presepe puo ancora
ravvivare il senso del mistero che la Iesta
cristiana porta con se.
Certo, le case non oIIrono molti spazi da oc-
cupare a lungo, oppure potremmo dire che il
tempo e poco e ci sono gia tante cose da
Iare... eppure ad ogni Iamiglia e oIIerta
l'occasione di testimoniare l'attualita di un
Dio che viene a mettere le tende tra noi.
Per questo e bello Iare un presepe "persona-
lizzato", con la 'Iirma della nostra Iamiglia,
Iacendovi conIluire le gioie e i dolori di un
anno trascorso.. Quel paesaggio, quei perso-
naggi dovranno essere legati alla nostra
esperienza di vita, per mostrare come il mes-
saggio di salvezza davvero si incarni sempre
nella viti dell'uomo.
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IL RACCONTO DI NATALE
QUELLA SERA LA COMETA SI E'FERMATA A...
Fa molto Ireddo ma, percorrendo le vie del pae-
se si indovina, dalle Iinestre illuminate, la calda
atmosIera delle case.
Nei giardini e sui balconi sIavillano le luci degli
alberi di Natale.
II paese non e molto grande e sembra tranquillo.
Le strade pulite, le case ben tenute, una bella
piazza con la Chiesa, le Scuole, il Municipio. Il
lavoro certamente non manca e la gente vive se-
rena.
Si Ia piu buio e le strade sono ormai deserte.
Due giovani, in cammino da molto tempo, si Ier-
mano nei pressi della piazza. Forse perche non
possono o non riescono pit a proseguire. A po-
che centinaia di metri c'e un conIine e loro non
hanno il passaporto. La strada che conduce ad
altri centri abitati e troppo lunga e solitaria; De-
cidono allora di chiedere aiuto a qualcuno. Han-
no in tasca un Ioglietto spiegazzato con un nu-
mero di teleIono e il nome di una citta: Milano,
ma non sanno come arrivarci.
Proprio in quel momento la ragazza passa di li
per tornare a casa. Le rivolgono la parola, ma la
loro lingua e incomprensibile. A stento, in un in-
glese incerto, riescono a Iarle capire che vorreb-
bero teleIonare.
Lei li guarda: sono spaventati, hanno Ireddo,
sono stranieri. Perche non accompagnarli a casa,
sua? E poi, a scuola ha imparato un po' di ingle-
se e, rispolverando il dizionario, potrebbe Iorse
riuscire ad aiutarli.
Per un attimo solo anche lei ha paura: in Iondo
chi sono quei due? E se Iossero malintenzionati?
Pero sui loro visi legge le sue stesse domande, le
sue stesse esitazioni. Loro si devono Iidare di
lei, e perche lei no?
I suoi genitori, lo sa, sapranno capirla Gliel'han-
no insegnato loro.
I tre raggiungono la casa, quasi in Iondo al pae-
se. Il caIIe caldo, qualcosa da mangiare e soprat-
tutto il sorriso di quella Iamiglia Ianno rinascere
la Iiducia nel cuore dei due ragazzi. Si, sono
scappati dal loro Paese.
Hanno paura. Viene Iuori il nome della moglie e
della sorella, che gia vivono in Italia da qualche
anno e che li stanno aspettando.
Dopo un bel po', parlano anche delle tre ragazze
inIreddolite e stanche che li aspettano nascoste
appena Iuori dal paese. Sono sole e, non veden-
doli tornare, cominceranno a disperarsi. Non ci
sono esitazioni. La ragazza e di nuovo Iuori, con
Juanito, a chiamare le tre compagne. Eccole. En-
trano in casa senza quasi alzare lo sguardo, ma
capiscono subito di essere tra amici. Lo dice il
loro sguardo pieno di gratitudine. E ormai tardi.
Si teleIona al numero che c'e sul loro Ioglietto.
Chi risponde e la moglie di Juanito che da setti-
mane aspettava quella chiamata. Adesso sa che
suo marito e i suoi compagni sono quasi al sicu-
ro e con lei si trova subito una soluzione. Il Ira-
tello della nostra ragazza li accompagnera, alla
stazione, assicurandosi che prendano il treno
giusto. All'arrivo ci sara qualcuno ad attenderli.
E il momento di lasciarsi. Le braccia dei cinque
giovani si stringono attorno a quella Iamiglia,
Iraternamente, in un saluto pieno di riconoscen-
za e di speranza.
Il mattino seguente e Natale. Il teleIono squilla
presto nella casa in Iondo al paese. All'altro capo
del Iilo qualcuno sussurra un grazie grande. For-
se e l'unica parola di italiano che sa. Pero la vuo-
le dire per se e per i suoi amici. Quella notte
qualcuno aveva risposto alla loro richiesta di
aiuto. Una porta gli era stata aperta e la Iraternita
aveva preso il posto della solitudine e della di-
sperazione.
Quella notte, la cometa si era posata anche su
Ronago.
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NATALE 89
UNANGELOALL`ORATORIO
Ciao, sono un angelo, un angelo qualsiasi
che per sbaglio e caduto dal cielo. Anzi, sarei
dovuto scendere ad annunziare la nascita di
Gesu, ma ho sbagliato i tempi: e troppo pre-
sto ma non mi va di salire subito. Curioso un
po` in giro per Ronago, quanti alberi, quante
case, quante luci... Ehi, ma cos`e quel rumo-
re che sento... waw, quanta gente: sono dei
bambini... ma cosa ci Ianno li, su quella
piazza... aspetta che vado un po' a vedere.
Ho capito: sono i bambini che vanno alla do-
menica all'oratorio per divertirsi e crescere
insieme. Quasi quasi mi intruIolo... Aspet-
tatemi! Che bello questo oratorio dipinto tut-
to di bianco, mi sembra la nuvola di casa
mia. Ehi, ma dove sono andati? Provo a
scendere le scale... Sono tutti in cerchio e
stanno cantando una canzone... Ih, Ih, Ih, se
credono di copiare i nostri cori... ne hanno di
strada da Iare. Che tenerezza quella bambina
che non sa leggere e guarda in bocca agli al-
tri per cercare di capire le parole e cosi poter
cantare anche lei; quasi quasi l'aiuto. Quanti
'sti bambini... bene, bene. E adesso dove
vanno? Ho capito, si dividono in gruppi ed
ognuno svolge un lavoro utile agli altri. Ve-
diamo, qui che c'e? Stanno preparando reci-
tal...ullallaa ci sono anche le scenograIie, la
colonna musicale... ma di cosa parlera que-
sto recital? Ma che domande mi Iaccio... par-
la di Lui, il magniIico, l'unico, il genio dei
geni... Gesu. Bello, bello! Ehi, bambino, do-
vresti impegnarti di piu ad imparare la parte,
e una cosa seria. L'impegno che hai preso lo
devi portare Iino in Iondo, anche se costa Ia-
tica: la coerenza e, Iorse, una cosa che devi
ancora imparare. Salgo di sopra, volevo dire
nelle salette. Ma cosa stanno Iacendo qui?
Mi sembra di essere nella bottega di San
Giuseppe: seghetti, legno... mi pare di scor-
gere qualcosa che assomiglia ad una stella...
ma e una stella!!! Come dici, bambino? Que-
sta stella, intagliata nel legno, e un po` il
simbolo del Natale, perche, nella stella c`e la
sagoma della Sacra Famiglia.
Che cos`e, un modo di dire 'Buon Natale a
tutta la comunita? Attento, bambino, con
quel seghetto non tagliare il naso a Gesu
Bambino. Ci vuole pazienza per Iare le cose
bene... San Giuseppe, da bravo Ialegname
qual era, ti darebbe una pacca sulla spalla e ti
direbbe di continuare cosi, perche quello che
costa Iatica e quello che da maggiore soddi-
sIazione. Passiamo oltre... aiuto, ma dove
sono Iinito? Quanta carta, quanti Iili... Ehi,
ma ci sono nuvole... non capisco... Iorse que-
sti bambini vogliono provare l`ebbrezza di
stare in Paradiso... c'e tempo, c`e tempo. Qui
stanno preparando gli addobbi da attaccare
nel salone per la grande Iesta del 23 dicem-
bre, a cui non dovete mancare: sara bellissi-
ma! Come lavorano... sembrano tante Iormi-
chine laboriose; bravi, bravi... ehi, attento
bambino, quello non e un pezzo di carta, ma
e la mia ala. Ricordatevi, pero, che non biso-
gna Iare le cose belle per ricevere un applau-
so, ma perche dobbiamo dare il meglio di
noi stessi sempre, anche se poi nessuno ci
nota, E qui... ancora bambini al lavoro. Stan-
no preparando i biglietti di auguri per i nonni
della comunita. Che bello, quasi quasi ne
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prendo uno da portare su in cielo e poi
l'appendo sulla nuvola mia. E importante che
imparino, gia da adesso che esistono anche
gli altri a cui pensare. Cresceranno Iorse
meno egoisti, i loro orizzonti saranno piu
aperti e le loro mani si tenderanno in aiuto di
chi ha bisogno. Aiuto... il corridoio si e riem-
pito delle loro voci...vanno a giocare? Bambi-
no, stai attento che stai imbrogliando, non va
bene cosi, non lo sai che il rispetto per la per-
sona e piu importante che vincere una gara?
Credi che barando ti sentirai piu Ielice?
Maaa... che proIumo di limone e di the... ho
capito; e ora di merenda... Beh, ho visto ab-
bastanza, posso andare, devo andare a prepa-
rarmi per la Iesta di Natale del 25 dicembre.
Ci sara un gran trambusto su dalle mie
parti... anche qui, ne sicuro. Spero solo che
non perdiate il senso vero del Natale... la Ie-
sta della vita che non muore.
Buon Natale
VITTORINA
SEMPRE UNA FESTA PER OGNI OGNI BAMBINO CHE NASCE
NATO UN BAMBINO
Questo 1989 ha portato una serie
di eventi straordinari che, forse,
apriranno una nuova era di pace,
all'alba del terzo millennio.
Chi abituato a dare notizie ama-
re, forse quest'anno ha scritto
qualcosa di nuovo, qualcosa di di-
verso che rester. Ma per alcune
famiglie di Ronago c' una sola
grande notizia, che riempie non
solo un anno, ma un'intera vita:
nato un bambino. E che dire di
fronte ad una nascita, ad una nuo-
va vita? difficile trovare le parole
per esprimere la gioia e lo stupore
di due occhi nuovi che si aprono su
un mondo finalmente meno cupo.
Ecco la ninna nanna che una madre
ronaghese 1989 ha scritto per suo
figlio.
"Bambino mio,
battito del cuore,
carezza di Dio sul volto e sui pas-
si...
Bambino nuovo,
dolce respiro
di terra bagnata,
sguardo di Dio
sul mondo impaziente...
Bambino vero,
tenero annuncio
di giorni luminosi
stupore di Dio
che infinito abbracci le nostre paro-
le
Bambino felice,
splendido dono che nessuno osava
sperare
sorriso di Dio che apre il mattino.
Bambino mio che inventi la vita,
che ricolmi ogni attesa,
che riporti la speranza,
che cancelli la paura,
che regali la gioia...
Bambino, tu mi hai innalzata
al rango di madre...
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IL PRIMO DICEMBRE
UN INCONTRO
CHE VA AL DI LA` DELLA CRONACA
L'incontro tra il Papa e il leader sovietico Gorba-
ciov ha avuto una Iorza dirompente nell'immagi-
nario collettivo.
Sembrava, inIatti che, gia mentre le immagini
scorrevano sui teleschermi, questo straordinario
avvenimento uscisse dall'angusto spazio della
cronaca per consegnarsi immediatamente alla
storia.
E diIIicile, dopo aver letto la cronaca, i com-
menti, le curiosita e dopo aver visto con insi-
stenza le immagini, i sorrisi, le strette di mano
dei protagonisti, avventurarsi in una riIlessione
ponderata.
Che cosa vi e stato dunque di cosi eccezionale in
questo incontro? Innanzi tutto la presa di co-
scienza, da parte dei Presidente dell'URSS,
dell'autorita morale della Chiesa, del suo cammi-
no proIetico, del suo impegno secolare e quoti-
diano al servizio deita pace e della giustizia. In
altre parole, della Iorza storica del Cristianesi-
mo, sentito come messaggio per tutti gli uomini
di buona volonta. In secondo luogo, il riconosci-
mento, dopo decenni di intolleranza e di mistiIi-
cazione, del radicamento della Iede cristiana nel-
la coscienza di gran parte dei popolo sovietico.
Quella Iede che e sopravvissuta nella memoria
delle donne anziane, nel battesimo segreto dei
bambini, nella soIIerenza di milioni di persone
costrette a misurarsi quotidianamente solo con il
materialismo storico, senza una speranza tra-
scendentale.
E cio mentre noi, cristiani del mondo occidenta-
le e del benessere materiale, subiamo la costante
tentazione dell'impoverimento spirituale.
Ma la vera rivoluzione di Gorbaciov sta nell'aver
archiviato irreversibilmente una visione di con-
trapposizione tra uno stato socialista e la Chiesa.
Per decenni l'URSS ha pensato che senza lo sra-
dicamento della Iede dalla coscienza dei suoi
cittadini, non avrebbe potuto ediIicare una so-
cieta autenticamente socialista.
Ora pensa invece che la Iede porti con se i valori
primari della giustizia e della pace. Non si puo
qui evitare di pensare al messaggio proIetico del
Concilio Vaticano II, laddove diceva che qualun-
que uomo, al di la del suo credo, e chiamato alla
collaborazione e alla cooperazione per la costru-
zione di un mondo piu giusto. Si apre quindi per
la Chiesa un problema di stringente attualita:
l'evangelizzazione dell`Europa dell'Est, ora che
gli steccati ideologici sono Iranati speriamo per
sempre.
E importante sottolineare che una volta tanto ha
vinto l'utopia della speranza, quella che Ia muo-
vere il mondo ogni giorno e ci Ia ringraziare Dio
ogni mattina.
MAURIZIO
10
1 GENNAIO 1990, GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
PACE CON DIO CREATORE,
PACE CON TUTTO IL CREATO
La giornata della pace si celebra tradizional-
mente il primo gennaio. Il tema di
quest'anno e "PACE CON DIO CREATORE,
PACE CON TUTTO IL CREATO". Nel
messaggio che il Papa Giovanni Paolo II ha
scritto per questa occasione vengono spiegati
i motivi della scelta di questo tema. II papa
parla anzitutto della crisi ecologica come
Irutto di una crisi morale. Tale crisi e segno
anche di un oscuramento di quei dati della
Iede che dovrebbero orientare l'uomo nel suo
rapporto con la natura e con tutte le sue crea-
ture. L'invito che Giovanni Paolo II rivolge e
un richiamo alla riIlessione, alla responsabi-
lita, all'obbligo di prendersi cura di tutto il
creato.
Crediamo opportuno, per questo, presentare
un simpatico e interessante decalogo che
propone gesti concreti.
DECALOGO DELL'ECOLOGIA
* Io sono il Signore Dio Jostro, creatore dei
cieli e della terra. Ricordatevi che siete miei
collaboratori nella crea:ione, percio abbiate
cura dellaria, dellacqua, della terra, delle
piante, degli animali come se fossero per voi
fratelli e sorelle.
* Sappiate che nel darvi la vita io vi ho dato
la responsabilita, la liberta e risorse limita-
te.
* Non rubate sul futuro. onorate i vostri fi-
glioli, dando loro la possibilita di vivere.
* Inculcate nei vostri figlioli lamore per la
natura.
* Ricordate che lumanita puo utili::are la
tecnologia, ma non puo ricreare la vita che e
stata distrutta.
* Organi::ate dei gruppi di pressione nelle
vostre comunita per prevenire catastrofi.
* Eliminate tutte le armi che producono una
distru:ione irreversibile nelle fonti della
vita.
* Siate autodisciplinati fin nei minimi parti-
colari della vostra vita.
* Nel giorno settimanale del vostro riposo
trovate il tempo per vivere con la natura e
non per sfruttarla.
* Ricordatevi che non siete i proprietari del-
la terra, ma soltanto i custodi
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IL NATALE DEI NOSTRI M1SSIONARI
DAL G.AM. NOTIZIE E INFORMAZIONI
SUOR AMELIA DAL KENIA
PREGHIAMO E LAVORIAMO PER UNA VERA PACE
Gamiti carissimi,
siccome e da tanto che desidero
scrivervi, potete immaginare la mia gioia di oggi
nel poter trattenermi un po' con voi.
Come state? Come va la vita? E come vanno i
vostri vari impegni in Iamiglia, in parrocchia e
nel GAM? Io vi sento veramente molto vicini e
vi ringrazio tantissimo.
Quest'anno il Signore vi ha dato molte occasioni
per rinnovare e tener vivo il vostro zelo per le
MISSIONI ed io, ringraziandoLo, godo molto
con voi e per voi anche perche diventiate sempre
piu una Iorza pure per me e spero che lo siate
pure per Padre Philip, Suor Caterina e Padre To-
calli. Quanto ho gioito quando ho saputo della
loro visita e del loro desiderio di parteciparvi la
loro esperienza, nonche la loro riconoscenza per
tutto cio che Iate! Io vi ripeto il mio grosso
GRAZIE per tutto cio che avete loro donato spe-
cialmente con la preghiera e l'aIIetto. Si, perche i
soldi valgono molto in questo mondo, ma se e
solo un modo per sentirsi liberati da certi impe-
gni, non portano i Irutti che potrebbero portare,
cioe: l'accensione di quel Iuoco d'AMORE che,
donato, da la Iorza di Iare altrettanto a chi lo ri-
ceve e poi ritorna a noi in modo che ci sentiamo
gioiosi e vivi proprio perche doniamo VITA.
Padre Giuseppe continui ad esserci di sprone in
questo cammino.
Quando ho sentito che Padre Tocalli sarebbe
partito per l'Uganda, dove era destinato a riapri-
re l'ospedale di Kalongo, non potete immaginare
la mia gioia. Pure io ho pensato ad un suo Mira-
colo... inIatti c'erano i pro e i contro...
Ho sentito che la popolazione di Kalongo ha Iat-
to Iesta per un po' di giorni quando si vide arri-
vare i missionari per rimanere... chissa la loro
Ielicita quando seppero della decisione di riaper-
tura dell'Ospedale! Ringraziamo con loro, e con
tutti coloro che saranno beneIicati dall'ospedale,
il Signore per tanta GRAZIA che senz'altro ci
dona anche per intercessione del nostro carissi-
mo Padre Giuseppe.
Di me che dirvi? Sto benone e continuo il mio
semplice lavoro con
gioia e serenita. Sto
godendo con la nostra
gente per il raccolto
che e stato abbastanza
buono, sebbene una
buona parte e andato
male a causa dei mesi
che non ha piovuto. E,
Iorse proprio a causa
di quei mesi asciutti, la pioggia e tornata alla
Iine di settembre ed in questi giorni sta rinver-
dendo tutto, cosi che il bestiame e tutti stiamo
godendo.
Credo d'avervi gia detto che, durante il periodo
delle piogge, solitamente non avvengono razzie;
ebbene, quindici giorni Ia i Pokot, i Turkana ed i
Karimojong si sono incontrati per Iare un dure-
vole "Patto di Pace". Ci Iu meraviglia e c'e Ieli-
cita in tutti! Sono certa che ci siete uniti nel pre-
gare la Madre della PACE perche ci conduca
alla PACE vera.
Il mio lavoro Ira le donne e le ragazze e in au-
mento, perche piu il tempo passa, piu tutti sento-
no il bisogno di vestirsi. Ho veramente il contat-
to con tante persone, alle quali cerco e cerchia-
mo di trasmettere la Parola di Dio. E vero, sem-
brano ancora molto restii, ma Iorse e vero cio
che ci dice il nostro Parroco, che cioe si sta Ior-
mando in loro un'accettazione di Iondo che noi
non possiamo vedere, ma che lui percepisce. Spe-
riamo!
E certo che per me comincia a sorgere un pro-
blema: non ho stoIIa e tempo per servire e ac-
contentare tutti. Volevo iniziare a questo lavoro
alcune ragazze che hanno studiato Iino alle me-
die, ma dopo due anni sono diventate spose e
madri e pure quelle che le hanno seguite si sono
sposate quest'anno. Cosi, non e che sono sola,
perche continuo ad accettarne di nuove, ma la
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responsabilita non posso darla ancora a nessuno.
D'altra parte, capisco pure le ragazze e le donne
Pokot: se secondo le loro usanze stanno gia trop-
po bene, perche devono aIIaticarsi in vari lavori
e impegni? Ebbene, non ci resta che pregare
molto per loro, aIIinche abbiano il desiderio di
migliorare, in tutti i sensi, la loro posizione.
Riguardo alle costruzioni, vi inIormo che sto go-
dendo l'aula e le due stanzette costruite apposita-
mente per il mio lavoro. Poi e stato costruito un
dormitorio, le case dei maestri e la cucina della
scuola di Lochoriemonyang ed ora hanno inizia-
to queste varie costruzioni nella scuola di Chelo-
poy. Tramite me, vi giunga il GRAZIE di questi
bambini che sono davvero Ielici.
Ripetendovi il mio vivo e quotidiano ricordo
nella preghiera, con tanto aIIetto vi saluto ad
uno ad uno.
Vostra Sr. Amelia
Amakuriat, 15.10.89
SUOR CATERINA DALL'UGANDA
ABBIAMO RIAPERTO L'OSPEDALE DI KALONGO
Carissimo Gruppo Missionario,
ancora una volta da Angal vi Iac-
ciamo pungere i nostri migliori auguri di Buon
Natale e Felice Anno Nuovo.
Durante quest'anno non abbiamo avuto esami Ii-
nali, percio nessuna studente si e qualiIicata. Un
nuovo gruppo ha iniziato il corso ostetriche a
Iebbraio. I gruppi che abbiamo ora sono due, per
il totale di 52 studenti che continuano bene il
loro corso.
Abbiamo terminato due stanze Iatte di mattoni:
una serve da classe, l'altra da uIIicio. La stanza
che prima serviva da uIIicio, ora Ia da dormito-
rio, cosi le studenti hanno un po' piu di spazio.
In queste ultime settimane abbiamo preparato e
mandato, tramite il camion, tutto cio che aveva-
mo qui appartenente a Kalongo Hospital, per la
riapertura dell'ospedale che sara (salvo imprevi-
sti) il 2 dicembre. In quel giorno ci sara pure
l'ordinazione del secondo sacerdote d Kalongo.
Il Vescovo Mons. Martino di Gulu riaprira uIIi-
cialmente l'ospedale. Per la scuola siamo
ancora in attesa di decisioni.
Dopo il mio ritorno dalla vacanza, alla Iine di ot-
tobre, Sr. Mary Paul con alcune studenti ha Iatto
una breve visita a Kalongo. Ha trovato la gente
entusiasta della sua visita, il posto pulitissimo e
ben curato. La gente ha tanto desiderio del no-
stro ritorno; quello che l'ha piu colpita e stato
sentire quanto la presenza di Padre Giuseppe sia
viva nel cuore del popolo di Kalongo. Penso che
la riapertura d Kalongo sia dovuta al nostro
grande intercessore P. Giuseppe.
Un sentito grazie di cuore per il vostro ricordo e
in particolare per il vostro aiuto tanto utile per
continuare quest'opera.
Alla sera, quando prego il Rosario con te mam-
me in attesa i partorire, presento al Signore an-
che i vostri bisogni.
Un cordiale saluto e augurio di ogni bene, Gesu,
il "Dio con noi", porti a tutti la salvezza e tanta
pace.
AII.ma Suor Caterina
Marchetti
IL BANCO VENDITA G.A.M. ha avuto un buon successo:
l'incasso e stato di L. 3.000.000 circa
Grazie a tutte le collaboratrici!
Grazie a tutti coloro che hanno scelto questa occasione per Iare del bene!
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ZONA PASTORALE PREALPI
AVVENTO DI FRATERNIT 1989
PERCH NESSUNO SIA STRANIERO
"Quando un Iorestiero dimorera presso di voi nel
vostro paese, non gli Iarete torto... Lo tratterete
come colui che e nato tra voi. Tu l'amerai come
te stesso, perche anche voi siete stati Iorestieri
nel paese d'Egitto.."(Levitico, 19,33-34)
- Il rapido e costante aumento della popolazione
nei paesi sottosviluppati e la crescita zero nei
paesi sviluppati richiamano gente giovane verso
il vecchio continente.
- La Iacilita di comunicazioni e di inIormazione
spinge questa gente a sIuggire ad una situazione
Iatta di Iame, di sottosviluppo, di repressione.
- Sono oltre 1.500.000 gli stranieri in Italia; la
clandestinita impedisce un sicuro censimento.
- E urgente e irrinunciabile saper accogliere, e in
Iretta, i valori culturali e l'apporto spirituale ed
intellettuale che viene dai popoli del sud che, Ii-
nora, sono stati zittiti.
IL NOSTRO IMPEGNO CONCRETO
'... Nulla di tutto cio che si puo e si deve realiz-
zare per rendere piu umana la vita degli uomini
anche se imperIetto e provvisorio sara perduto
ne sara stato vano..." (Giovanni Paolo II)
LA COMMISSIONE MISSIONARIA
DELLA ZONA PASTORALE PREALPI
Lavora dal 1984 per:
- promuovere una solidale con il mondo;
- Iormare animatori per l'attivita missionaria
nelle comunita parrocchiali;
- collaborare con le parrocchie per attuare le
proposte della Commissione Missionaria
Diocesana (Quaresima per le Missioni Dio-
cesane, convegni, campi di lavoro, diIIusio-
ne della stampa missionaria);
- sensibilizzare le Iamiglie alla problematica
missionaria mediante un inIormazione siste-
matica e capillare.
La Commissione si incontra presso la par-
rocchia di Caversaccio il primo mercoledi di
ogni mese per pregare, Iormarsi, inIormarsi,
programmare attivita da proporre alle par-
rocchie della zona.
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DAI BAMBINI DELLASCUOLAMATERNA
NATALE SEI ANCHE TU
Ciao a tutti, siamo i bambini della Scuola Mater-
na e abbiamo qualcosa da raccontare.
"Una mattina, terminati i nostri giochi, siamo in-
vitati a Iormare un grande cerchio con le sedie e
a sederci, perche c'e una proposta da ascoltare."
I bambini sono tutti pronti, allora ecco che inizia
la nostra conversazione.
"Ci state, bambini, se mandiamo a tutte le Iami-
glie di Ronago i nostri auguri di Natale?".
Un coro di voci risponde; "Siiii, evviva, che bel-
lo". L'idea suscita entusiasmo; quando Iinalmen-
te ritorna la calma ci chiediamo: "ma come Iac-
ciamo ad arrivare a tutte le persone di Ronago?
Non possiamo scrivere un biglietto per tutti".
Qualche bambino dice; "teleIoniamo".
Scopriamo pero che non e possibile teleIonare a
tutti. Ma ecco un'idea: "Mandiamo i nostri augu-
ri attraverso Ronago '89".
I bambini, appena vedono il giornalino, dicono:
"Anch'io ho a casa quel "libretto", mia mamma
l'ha messo nel cassetto, lo legge il mio papa".
"Benissimo, allora scriviamo i nostri auguri sul
giornalino"
Continuando la nostra conversazione, ci accor-
giamo che non tutte le persone di Ronago ci co-
noscono, allora ci presentiamo raccontandovi
qualcosa di cio che Iacciamo alla Scuola Mater-
na.
Sapete, ogni giorno ci "alleniamo" a stare insie-
me, cercando di rispettarci e volendoci bene, an-
che se qualche volta ci scappa una litigatina, ma
subito dopo ritorniamo ad essere amici e ci di-
mentichiamo del momento di incomprensione
appena vissuto. In questo periodo ci stiamo pre-
parando ad accogliere Gesu che viene, attraverso
la preghiera, l'aiuto reciproco e poi stiamo unen-
do tutte le nostre capacita canore ed espressive
per preparare un momento di riIlessione da oIIri-
re ai nostri genitori prima di Natale.
Ecco, queste sono alcune delle cose che Iaccia-
mo alla Scuola Materna, raccontarle tutte impos-
sibile.
Ma ritorniamo ora ai nostri auguri. I modi per
augurare Buon Natale sono tanti, noi abbiano
una poesia:
NATALE DI GESU
Natale sei anche tu
quando comunichi la tua meraviglia
quando lavori per la pace
quando sorridi
quando aiuti un altro a essere libero
quando tu sei libero
quando ami nel silenzio
quando soffri con gli altri
quando sei felice con loro
perch allora che Dio nasce
dentro di te e intorno a te.
BUON NATALE, BUON NATALE A TUTTI!
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UAA SI1UAZIOAE AUOJA
I LIBANESI IN MEZZO A NOI
Quasi tutti noi avremo percorso in questi ul-
timi tempi la strada che da Trevano InIeriore
porta in Vai Mulini e certamente, soprattutto
la sera, avremo notato che la vecchia scuola
elementare era aperta e con le Iinestre illu-
minate. Sapendo che, come scuola, era stata
chiusa, qualcuno si sara domandato il perche
delle porte aperte, delle bandiere della Croce
Rossa appese e della presenza di persone dal
volto non noto.
Presso il nostro campo sportivo, una dome-
nica dello scorso novembre si e giocata una
partita tra Ronaghesi e Libanesi e poi, al
Centro Parrocchiale, ci si e ritrovati per una
cena dove la lingua piu parlata non e stata
certo l'italiano.
Quante volte, vedendo uno o piu ragazzi li-
banesi, ci siamo interrogati sul perche della
loro presenza nei nostri paesi che dura ormai
da tre mesi abbondanti.
Mi sembra giusto ed opportuno, considerato
che il trovare un Libanese sulle nostre strade
o nei nostri bar e e sara cosa normale, dare ai
Ronaghesi le inIormazioni necessarie aIIin-
che, attraverso la chiarezza delle parole, tutti
possano essere in grado di giudicare con
esattezza questo problema assai grave e
complesso.
Quanto seguira non e Irutto di immaginazio-
ne e di notizie "sentite o riportate", ma di un
contatto continuo ed assiduo con quelle au-
torita ed associazioni preposte all'assistenza
ed alla cura di questi cittadini, nonche con
gli stessi interessati: i Libanesi. Le notizie
hanno riIerimento in modo particolare alla
comunita di Trevano, ma sono applicabili
nella quasi totalita anche agli altri nuclei pre-
senti nei nostri paesi.
CHI SONO?
Si tratta di cittadini libanesi in maggioranza
di origine arabo-mussulmana. Non sono pa-
lestinesi e tra di essi ci sono anche dei cri-
stiani. Hanno un'eta che va dai 17 ai 30 anni,
con qualcuno piu giovane ed anche qualche
anziano; molti sono compresi tra i 20/25
anni. Sono quindi ragazzi, ma vi e pure la
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presenza di qualche nucleo Iamiliare. Tra di
essi i piu sono operai, ma troviamo anche dei
laureati e degli studenti. Economicamente
appartengono al ceto medio-basso; di certo
c'e qualcuno che sta discretamente bene (co-
munque non sono "ricchi"), ma troviamo an-
che chi non ha piu nulla, avendo perso tutto
nella guerra e nelle spese sostenute per veni-
re da noi.
QUANTI SONO?
A Trevano attualmente sono in 29, cui dob-
biamo aggiungere altri sparsi in tanti comuni
tra Como e Varese.
PERCH SONO QUI?
Dopo quindici e piu anni di guerra, approIit-
tando di un momento di tregua, hanno ab-
bandonato le loro citta (la maggioranza viene
da Beirut) con un visto turistico di ingresso
in Italia. Loro intenzione era di proseguire
per la Svizzera e la Germania, per restarvi o
per proseguire verso altri paesi occidentali.
Dalla Svizzera sono stati respinti e quindi
accolti dalla Caritas Diocesana, dall'Associa-
zione Arco-Iris di Como e dalla Croce Rossa
di Uggiate Trevano, nonche da numerose
parrocchie della zona. Hanno lasciato casa e
Iamiglia perche stanchi della guerra e desi-
derosi di riIarsi una vita.
COSADESIDERANO?
Dopo le prime settimane hanno capito che da
noi esiste ancora l'umanita e la Iraternita, che
le nostre Iamiglie sono come le loro, che i
nostri paesi sono come quelli che hanno ab-
bandonato, per cui desiderano restare in Ita-
lia e dalle nostre parti; chi non ha apprezzato
queste cose ha trovato il modo di andare al-
trove, correndo anche grossi rischi. Si aspet-
tano un lavoro per non essere piu di peso alle
diverse comunita, per potersi trovare una
casa in cui abitare autonomamente e per
mandare dei soldi ai loro Iamiliari rimasti in
Libano.
Questo il quadro della situazione.
Chi ha preso a cuore il problema (associazio-
ni, parrocchie, istituzioni civili) ha gia dato
delle risposte ed altre verranno date nelle
prossime settimane. E stato Iatto tutto il pos-
sibile per dare loro un'accoglienza degna di
una nazione civile, quale e la nostra, non cer-
to pensando che potevano andare altrove e
cercando di pesare il meno possibile sulle
singole comunita. Ora, grazie, ad un partico-
lare dispositivo legislativo, possono lavorare
e quindi e necessario che chi ha la possibilita
di dare loro il lavoro lo Iaccia subito rivol-
gendosi alla Croce Rossa di Uggiate.
Queste sono le notizie, ma sono necessarie
anche delle riflessioni. Questi ragazzi, per-
che accolti bene quando per loro c'erano solo
diIIicolta, hanno una buona impressione di
noi, dei nostri paesi e della nostra societa.
Non deludiamoli, perche allora verremo giu-
dicati come la gente e la societa da cui sono
Iuggiti per cercare di vivere da esseri umani.
Siamo una societa civile, che ha vissuto pa-
recchi anni addietro i travagli dell`andare
all'estero per guadagnarsi da vivere, che ha
provato gli orrori della guerra e la tristezza
d'essere riIugiato. I nostri nonni ed i nostri
padri, che hanno conosciuto queste cose, non
abbiano paura a spiegarle ai loro nipoti e Ii-
gli, perche sono cose che accadono ancora e
questi Libanesi ne sono la prova.
Per queste ragioni e per tante altre, non dob-
biamo chiudere loro la porta in Iaccia, dicen-
do loro (e non certo con le parole, ma con il
nostro comportamento) che potevano starse-
ne a casa o magari andare altrove, ma dob-
biamo donare loro aIIetto (e gratuito), per-
mettere che abbiano un lavoro ed una casa.
Scusatemi se Iorse oso troppo, ma quando
vado da loro a Trevano e vedo i loro occhi
che, cercando i miei, mi sorridono con un
Iondo di tristezza e restano in attesa... allora
mi sento piccolo, piccolo perche posso Iare
poco, mi sento in colpa perche ho tanto e
poco riesco a dare; vedo in loro i miei Iigli,
perche alcuni hanno la stessa eta e... vorrei
che tutto Iosse diverso e piu Iacile.
Grazie per avermi ascoltato e BUON NATA-
LE a tutti.
A.G.
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GRUPPO SPORTIVO RONAGO
UN`ATTIVITA SEMPRE INTENSA
II Gruppo, Sportivo Ronago sta vivendo questa
stagione calcistica con entusiasmo e modestia,
consapevole del ruolo sociale che svolge nel
campo dello sport, inteso come impegno e diver-
timento per i piu giovani e spettacolo per il pub-
blico che, sempre piu numeroso, segue le partite
della squadra maggiore che milita nel campiona-
to di 3` categoria Lega Nazionale Dilettanti del-
la F.I.G.C.
InIatti, attualmente, e al primo posto in classiIica
nel suo girone.
Questo momento " magico " viene spesso messo
in evidenza il lunedi, sulle pagine dedicate allo
sport, dal nostro quotidiano "La Provincia", con
Irasi di questo genere, per dirne alcune:
- "Ronago brinda. e solo al comando"
- "Continua la marcia sicura del Ronago in vet-
ta davanti a Folgore Finese e Tavernola"
- "Limbattuta capolista ha travolto anche il
Jillaguardia`
Questo modo di presentarci, da parte della stam-
pa, ai propri lettori dalle pagine dedicate allo
sport, non possono altro che Iar piacere ai diri-
genti della Societa, all'intera squadra, a tutti i
soci e simpatizzanti che Iedelmente la sostengo-
no.
La competitivita di questa squadra si e Ielice-
mente ottenuta dalla combinazione di elementi
piu giovani, tecnicamente validi, provenienti dal-
la squadra "UNDER 18" riserve" con altri di di-
versa e anche maggiore esperienza.
I componenti della squadra sono i seguenti: Ber-
nasconi Damiano, Torre Umberto - portieri
Robbiani Gilberto, Ghielmetti Cesare, MaIIia
Tarcisio, Cairoli Giuseppe, Tettamanti Alessan-
dro, Rezzonico Davide, Ricigliano Vito - difen-
sori
Santo Davide, Ferretti Fabio, Sinisi RaIIaele,
Tettamanti Enrico, Luzzi Marco - centrocampi-
sti
Bianchi Ivan, Cozzi Alberto attaccanti
Allenatore: Cantaluppi Renato
Preparatore portieri: Cadioli Luca
Massaggiatore: Bagini Paolo
Dietro questo aspetto positivo e spettacolare che
la squadra maggiore oIIre ogni domenica pome-
riggio ai propri tiIosi e simpatizzanti, c'e
un'intensa attivita, meno appariscente, ma molto
importante da parte dei componenti il Gruppo
Sportivo, al Iine di dare agli elementi che com-
pongono le squadre giovanili una buona Iorma-
zione di base al gioco del calcio.
II settore giovanile e l'espressione di questo tipo
di attivita che comprende attualmente la squadra
dei "Giovanissimi", degli "Allievi" e "Under 18
riserve".
I risultati ottenuti da quest`ultime Iino a oggi,
ognuna nella propria categoria, si possono deIi-
nire di media classiIica.
Da questo impegno da noi proIuso ogni giorno e
da quello dei nostri ragazzi, auspichiamo che ne
escano dei calciatori validi per i prossimi cam-
pionati.
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ANCHE QUESTO NATALE
COSI NATALE
I paesi, le citta sono vestite a Iesta, insegne lu-
minose che Ianno girare la testa, la gente che
corre, si spinge per trovare regali sempre piu co-
stosi; e un vortice di consumismo che ti prende e
Iinisci per non capire piu il signiIicato del Nata-
le, Iinisci per non ricordare piu che Lui ha scelto
di venire al mondo in poverta, in una grotta.
Ancora prima che le insegne cominciassero a
mandare mille segnali, noi ragazze (siamo un
piccolo gruppo di ragazze che si ritrova assieme
a scuola) abbiamo deciso di prepararci cosi al
Natale: visitiamo gli anziani, ospiti in una casa
di riposo a Como. Portiamo a loro la nostra gio-
vinezza, la nostra voglia di stare insieme, con-
versare, giocare a carte e niente di piu. Sono Ie-
lici della nostra presenza, ci trasmettono le loro
esperienze, ci raccontano delle cose meraviglio-
se. Sono cosi "veri", che ogni volta che la porta
si chiude dietro alle nostre spalle, ci rendiamo
conto che sono loro ad aver dato di piu.
La gioia del Natale non e Iirmata "Timberland"
o "Monclair": la gioia dei Natale e incontrarsi, e
condividere un qualcosa che hai destro quando
suonano le campane a Iesta, e Gesu che nasce
nei nostri presepi, che nasce per noi... Cosi e Na-
tale.
QUELLI CHE AMANO
Oggi e un giorno come ieri
come tanti
per chi non ama.
Oggi e un giorno
uno qualsiasi
dei tanti vissuti
per chi non ama.
Uno qualsiasi
di quelli che verranno,
se ne verranno
per chi non ama.
Ma quelli che amano!
Quelli che amano
cantano
ridono
gridano
soIIrono
pregano
e inventano la vita
giorno per giorno.
Oggi e un giorno come ieri
come tanti
per chi non ama.
LUNEDI 1 GENNAIO 1990 (ALLE ORE 15.45) PRESSO IL CENTRO PARROCCHIALE
CI SARA L'INCANTO DEI DONI DELL'ALBERO A FAVORE DELLA NOSTRA SCUO-
LA MATERNA. VI ASPETTIAMO NUMEROSI NEL PORTARE DONI E NEL PARTE-
CIPARE ALL'INCANTO.
AL TERMINE CI SARA L'ESTRAZIONE DEI NUMERI DELLA LOTTERIA, SONO
ANCORAVENDUTI PRESSO LA SCUOLA O PRESSO I GENITORI DEI BAMBINI.
HAI COSTRUITO IL PRESEPE NELLA TUA CASA? SE VUOI CHE VENIAMO A
VISITARLO, AVVISA DON ANTONIO, LA TUA CATECHISTA, QUALCHE ANIMA-
TRICE DELL'ORATORIO, COMPLETANDO QUESTO TAGLIANDO
NOME........................................................................................................
COGNOME.............................................................................................
A TUTTI BUON NATALE E BUON ANNO
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