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per salvare tutti

"Non temete: vi annuncio una grande gioia che sar di tutto il popolo: oggi vi
nato nella citt di Davide un Salvatore, il Cristo Signore..."
Con queste parole venne dato per la prima volta ai pastori il grande annuncio
delle nascita di Ges, con le stesse parole viene annunciato a noi, oggi, il Na-
tale.
n questo Anno Santo dobbiamo sentire in modo tutto particolare la grandezza
di questo annuncio: tutti siamo invitati ad accogliere e a fave nostro il dono del-
la Redenzione che ai viene dal Cristo Signore.
E
1
un annuncio che ci richiama che Dio presente nel mondo, nella vita della
Chiesa e nella nostra vita: la sua presenza una presenza viva, anche se cari-
ca di mistero. Non finiremo mai di capire questo mistero di Dio di cogliere il
modo di agire di Dio. mistero del Natale provoca ancora una volta la nostra
fede, rimette in questione il nostro modo di credere.
un annuncio che impegna a rinnovarci, a essere sempre attenti a questo Dio
che trova vie imprevedibili e pone gesti impensabili. La nostra conversione ci
porta cos a essere sempre pronti a vivere con coraggio e con convinzione in
un mondo che continuamente in evoluzione, nella fedelt a questo Dio che
vuole la nostra salvezza.
un annuncio che ci apre alla speranza, perch si ridona la certezza che Dio
con noi, che possiamo cambiare, guarire, migliorare, perch Lui ci d quell'aiu-
to che arriva fino al fondo della nostra vita. Basta un piccolo gesto di disponibi-
lit e credere che quel Bambino il Dio che si fa uomo a condividere la nostra
vita quotidiana. Basta un pizzico di umilt per riconoscere la nostra condizione
di uomini alla ricerca del bene, di onesti e non di perfetti, che riconoscono i pro-
pri limiti, ma che sanno anche guardare con fiducia a tutto quanto di buono c'
attorno.
un annuncio che diventa una sfida al male, a chi rassegnato o vive
nell'indifferenza, che pu svegliarci da tanta pigrizia, da tanto egoismo per farci
"gustare" la gioia, quella vera, che Dio offre all'uomo, a ogni uomo.
La gioia la certezza di essere amati e di saper amare, di essere vivi e di sa-
per fare dono della propria vita e delle proprie capacit agli altri, di essere ac-
colti e di saper accogliere. la gioia che nasce nella notte di Natale, perch
Dio, entrando nella nostra storia di uomini, ci rende capaci di amare, di vivere,
di donare.
un annuncio che entra nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nella nostra
comunit, che ci viene portato dalla Parola di Dio, dalla Sua grazia, ma anche
dalle cose che facciamo, dalle persone che incontriamo, e che riusciamo a ca-
pire sempre di pi se lo sappiamo vivere e lo sappiamo annunciare a tutti con
la nostra vita e con la nostra testimonianza.
Auguri.
2
calendario
25 DCEMBRE: FESTA D NATALE
a mezzanotte: s. messa
ore 8: s. messa
ore 10,30: s. messa
ore 15: lode vespertina
26 DCEMBRE: FESTA D S.STEFANO
ore 10: s. messa
31 DCEMBE 1983
ore 20: s. messa di ringrazia-
mento
1 Gennaio 1984 GORNATA DELLA PACE
ore 8: s. messa
ore 10: s. messa
ore 15: lode vespertina
al termine presso il salone del centro par-
rocchiale, incanto dei doni dell'albero di na-
tale per l'asilo,
2 GENNAO FESTA D S. DEFENDENTE
PATRONO DELLA PARROCCHA
ore 20: s. messa
si raccolgono le offerte delle famiglie per il
FOCATCO, sia durante la messa che alla
porta della chiesa.
8 GENNAO festa dell'epifania
Ore 7.30: s. messa
ore 10.30: s. messa
ore 14.30: celebrazione del
giubileo dell'Anno
Santo per gli anziani.
15 GENNAO FESTA DELLA S. NFANZA
ore 7.30: s. messa
ore 10: s. messa
ore 14.30: celebrazione per i
bambini.
Oggi la domenica in cui si celebrano i
battesimi.
davanti aI presepio
giorno di Natale prima di mettervi a tavola o pri-
ma detto scambio dei doni, ogni famiglia dovreb-
be pregare insieme, per ringraziare Dio per averci
donato Ges Suo Figlio.
La preghiera pu essere recitata davanti al prese-
pio e pu essere il pap o la mamma o il fratello
pi grande a guidare questa piccola celebrazione
famigliare.
(G: guida - T: tutti)
G: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo.
T: AMEN.
G: Signore Ges che hai voluto nascere povero,
aiutaci a riconoscere il tuo volto nei fratelli pi bi-
sognosi.
T: NO T PREGHAMO, ASCOLTAC, O SGNO-
RE.
G: Ges, tu hai voluto condividere in tutto la no-
stra vita di ogni giorno aiutaci a vivere seguendo
sempre il tuo esempio.
T: NO T PREGHAMO, ASCOLTAC, O SGNO-
RE
G: O Signore, con questo presepio abbiamo volu-
to rendere presente nella nostra casa il mistero
della tua nascita.
Fa che ogni volta che guardiamo questo prese-
pio, ci ricordiamo che solo Tu sei il centro della
nostra famiglia e la sorgente dell'amore che tiene
uniti tutti noi.
Tu che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli.
T: AMEN.
G: Di fronte al grande e misterioso Amore ai Dio,
nostro padre, preghiamo con la stessa preghiera
che Ges ci ha insegnato: T: PADRE NOSTRO
CHE SE NE CEL..
G: l Signore che venuto tra noi ci benedica, ci
allontani ogni male e faccia regnare sempre in
mezzo a noi il Suo Amore,
T: AMEN
3
problema del mese
Natale ! Perch?
Dopo l'incontro di catechismo del venerd sera ero
rientrato caricato: fa sempre te ne un po' di nutri-
mento all'anima!
A casa ho preso tra le mani " Settimanale Nr" e
sull'ultima pagina ho letto di un pap (come me) che
spende le ferie tra gli affamati, i diseredati (chiamia-
moli come vogliamo) dell'ndia.
Quel racconto, con l'interminabile fila di chi non ha
un tozzo di pane e con i tormenti di chi corroso
dalla lebbra, mi ha completamente messo K.O.,
riempendomi di una grande amarezza. tanti pen-
sieri, che erano passati continuamente nella mia
mente da quando siamo entrati in clima natalizio, e
che avevo cercato di fugare per essere ottimista e fi-
ducioso, sono tornati prepotentemente nel mio cuo-
re ed infiniti perch si sono rincorsi.
NATALE! Cosa sei?
S. Natale, come ti hanno ridotto!
NASCTA D GES ! Cosa vali per noi
cristiani
bello il Natale! Pieno di poesia e di amore. Tutti si
commuovono al suo periodico ritornare; diventiamo
pi buoni e tanta allegria ci investe.
Alla S. Messa di mezzanotte non importa se fa fred-
do; la pelliccia od il nuovo cappotto che ci siamo o
che ci hanno regalato di certo ci riscalder .... poi, al
rientro, c' il tepore del caminetto, il caldo sapore
della "trippa", lo scintillio degli auguri.
Tu Ges sei nato in una povera capanna! Sei venu-
to in questo mondo per dirci e darci cose importanti,
che ci dovevano aiutare ad essere migliori! Sei ve-
nuto per restare tra noi, per vivere in noi..... e noi ti
ritroviamo anche in questo giorno di Natale,
nell'Eucarestia..... ti prendiamo in noi nella Comu-
nione, con tanta devozione contenti fino in fondo
perch abbiano fatto nel migliore dei modi.
regali sono stati acquistati.
Gli auguri sono stati fatti.
Abbiamo salutato anche quella persona che tante
volte stata da noi "mandata al diavolo.
l presepe nella nostra casa, magari accanto
all'albero pieno di luci.
doni li abbiano dati e ricevuti ed il pranzo stato
programmato nel modo pi gustoso.
Certo! Abbiamo dato anche per i missionari ed i po-
veri!........ Dimenticavo ..... panettone accanto
allo spumante, pronti per essere immolati!
Non manca proprio niente!!
C' dell'ironia in queste mie parole? Certamente, ma
pi grande l'amarezza.
Quante cose ci ha detto sul Natale la televisione,
con la sua frenetica pubblicit! Quante volte ci hai
detto tu Ges, da quel Giorno, nel tuo Vangelo! Sto
cercando di confrontarle, ma non mi trovo; sento
che c' un abisso tra le prime e le seconde. Questo
abisso pieno dei milioni di uomini che soffrono la
fame, le malattie, a cui noi cristiani, nonostante il tuo
Vangelo, non siamo stati capaci di dare lo stretto ne-
cessario per sopravvivere Questo abisso colmo di
tutti gli auguri che abbiamo accompagnato ai tanti
regali inutili, ma doverosi, colmo di tutte quelle
spese fatte per rendere bello e gioioso il Natale, di-
mentichi di chi non ha proprio niente e dimenticando
che per il cristiano il gusto del Natale cercando
TE.
l "Corpo di Cristo", ci dir il Sacerdote nella S. Mes-
sa di Natale....." Amen", noi risponderemo, per poi
ritornare al nostro posto.
Ti prego, Ges, non restare in silenzio in quegli atti-
mi di raccoglimento. Ricordaci uno dopo l'altro, i
punti salienti della Tua Parola. Raccontaceli tu, per-
ch, anche se noi li conosciamo, forse non ci sono
stati detti in modo chiaro e per questo non li abbia-
mo capiti fino in fondo.
Non restare in silenzio! Raccontaci dove tu dici "chi
ha due tuniche etc......"; per poter imparare a distin-
guere il vero necessario dal vero superfluo, raccon-
taci la parabola di Lazzaro ed il Ricco Epulone,
onde . poter evitare d'essere gli Epuloni moderni;
raccontaci la parabola del Re che ha costruito nuovi
granai, affinch il nostro dare a chi ha bisogno non
venga dopo l'aver accumulato in banca lo stabilito;
raccontaci delle Beatitudini, in modo d'arrivare al
prossimo Natale con chiaro in mente ci che deve
contare e valere per noi.
Solo cos avremo il coraggio (grande, immenso) e la
forza per cancellare quella che la nostra vergogna
di fronte al mondo: coloro che muoiono di fame, di
malattie, di privazioni.
Solo cos per il prossimo Natale non ci sar il dilem-
ma.
NATALE! MA PERCH?
4
il somaro
W L SOMARO ? ( canzonetta paesana )
Senti, babbo caro,
dispiace tanto a te
se chiamano somaro
un figlio come me ?
Oh, son lusingato
perch un somaro fu
quello che ha portato
in trionfo il Buon Ges.
Napoleone, sai
e re e dittatori
han fatto tanti guai
con guerre e altri orrori.
Meglio un somaro, allor
che un uomo prepotente
ma certo meglio ancor
capire ed amar la gente.
Dunque, babbo caro,
io non studio pi
perch far il somaro
come dici tu!
Senti, figlio bello,
gi presuntuoso sei ?
Non , mi pare, quello
che da te vorrei!
Quel destino amaro
pu esservi per me
se non far il somaro
e non sar re ?
Giorno dopo giorno
felice tu vivrai
se a chi ti sta intorno
pi utile sarai!
Giuseppe Gavioli
poesie di Natale
aria di Natale
Natale
queste una gran festa
sotto la neve o la tempesta.
Passiamo il Natale in allegria
insieme alla compagnia,
insieme alla brigata
facciamo tutti una cantata.
Noi scriviamo la lettera a Ges Bambino
per poi sotto l'albero trovare il regalino.
Nei negozi mille luci sfavillanti
sembran quasi dei diamanti.
Decoriamo l'alberello
che sembra quasi un gioiello.
Questa la festa d Natale
che non va confusa con quella di carnevale.
SLVA ( classe V
per Natale
Natale
questa una grande festa
perch nato il Signore
Ges Cristo il Salvatore.
Per festeggiare insieme a Ges
dobbiamo perdonare con amore.
Natale una grande festa
in talia e Jugoslavia,
in Oriente e in ogni continente.
Ogni bambino festa fa
con tutta la famiglia e con mamma e papa.
Per essere felici ancora di pi
scambieremo un dono
in memoria della nascita di Ges,
Natale la festa del Signore
e non va mai passata nel dolore
ma solo nell'amore.
CHARA ( classe V )
Natale
Natale, Signore,
Natale d'amore:
un giorno di allegria,
un giorno di simpatia.
Grande festa in tutto il mondo,
un mondo giocondo.
in questo bel giorno
ENZA ( classe V )
5
Le mamme
e le nonne raccontano...
La mia mamma mi ha raccontato che per Natale
le portavano i giochi di legno... a quei tempi.. i
bambini ricevevano pochi doni perch Ges
Bambino era povero.
La mia mamma, alla sera della vigilia di Natale,
tagliava un piccolo pino e lo piantava in un vaso
per farlo stare in piedi.
Per bocce appendeva le caramelle; come regalo
riceveva, un torroncino, un mandarino, le spagno-
lette.
La mia mamma mi ha raccontato che faceva il
presepio con poche statuine di gesso, che ho an-
cora io per fare il presepio. regali che riceveva
erano le bambole di pezza alla mattina di Natale
si andava a Messa.
La mia nonna, da piccola festeggiava il Natale
cos: il suo papa andava nel bosco a cercare un
rametto di pino, poi lo portava a casa.
La mia nonna poteva vedere l'albero solo la mat-
tina del S. Natale.
A mezzanotte andava a Messa.
Un Natale, come regalo, ha ricevuto una bambola
di pezza; poi dei confetti e li teneva da conto per
la sposa.
Al mezzogiorno del Natale la mia nonna da picco-
la mangiava un pollo a lesso e le verdure del suo
giardino.
Al mattino di Natale, trovava il mandorlato, le spa-
gnolette, le arance.
La mia nonna, come albero di Natale, usava il
pino del giardino.
Vi appendeva un sacchetto di spagnolette, per-
ch non c'erano le bocce: o se no costruiva dei
cubi di carta, dopo vi attaccava una corda in un
buco e li appendeva.
Riceveva questi regali: i sacchetti di spagnoletta,
le arance, i mandarini e il torrone.
La mia nonna andava alla messa di mezzanotte
con la sua mamma e il suo pap.
Alla mia nonna piaceva tanto il Natale!
La mia mamma mi ha raccontato che a Natale le
regalavano le stesse bambole dell'anno prima; in-
vece alla nonna regalavano le spagnolette e il
torrone.
A mezzanotte si svegliavano e guardavano i re-
gali e alla mattina li riprendevano e giocavano.
Parlando fra di noi, abbiamo visto che aspettiamo
il Natale per scambiarci i doni.
Abbiamo anche visto che, quando i nostri nonni
erano piccoli, ricevevano pochi e semplici doni.
Eppure erano contenti.
Forse dobbiamo imparare anche noi ad acconten-
tarci, a non pretendere sempre di pi, a pensare
anche agli altri.
LORENA, DALA, FABO, ORNELLA, ELENA,
LAURA, CHRSTAN, SERENA,
CLASSE
6
Anche
quest'anno,
in occasione
del S. Natale, ci
sar in Parrocchiale
L'ALBERO per la SCUOLA
MATERNA.
Porta il tuo dono entro mezzo-
giorno del 1 gennaio 1984, anche
presso l'asilo. Nel pomeriggio di quel,
giorno, dopo la Lode Vespertina, ci sar
l'incanto al Centro Parrocchiale.
NON MANCARE!!! T ASPETTAMO!!! E GA'
T RNGRAZAMO
25 marzo '84
GiubiIeo
deIIe famigIie
a Roma
Giovanni Paolo ha sempre dimostrato un interes-
se, un'attenzione, un amore per le famiglie, specia-
lissimo.
Lo rivelano i suoi numerosi scritti, i suoi ancor pi
numerosi discorsi, le sue iniziative.
l tema del Sinodo dei Vescovi del 1980, la pubblica-
zione dell'esortazione apostolica "Familiaris consor-
tio", l'istituzione del Pontificio Consiglio per la Fami-
glia, l'istituto Giovanni Paolo per studi su matrimo-
ni e famiglie ne sono palese testimonianza.
Poi, la proclamazione inattesa dello straordinario
Anno Santo della Redenzione.
Ebbene per il 25 marzo 1984, proprio verso la sua
chiusura, il Santo Padre propone una giornata spe-
ciale: il Giubileo per le famiglie. Sar Lui stesso ad
accogliere i partecipanti in Piazza S. Pietro, a cele-
brare la S. Messa per loro, a rivolgere alle famiglie
presenti la sua parola.
L'invito per i nuclei familiari, il pi completi possibi-
le. Saranno in gran numero gli taliani, ma non man-
cheranno i rappresentanti degli altri Paesi, europei
ed extra europei.
La famiglia oggi - questa la convinzione del Santo
Padre -, ha da dire e da dare molto all'umanit. n
particolare la famiglia cristiana, che, essendo una
comunit fondata sul sacramento dell'amore, il
matrimonio; pu essere testimone di rapporti nuovi,
educatrice di una mentalit di pace, matrice di una
societ intessuta e composta da relazioni fraterne.
Per tale motivo, anche quest'Anno Santo della Re-
denzione e della Riconciliazione il Papa vuole dare
alle famiglie, uno sguardo di particolare predilezio-
ne.
troppo presto parlare ora della giornata del 25
marzo? Ci sembra di no, se vogliamo rispondere in
maniera degna dell'amore paterno del Papa e pre-
pararci il pi adeguatamente possibile.
E poi .per organizzare un eventuale pellegrinaggio a
Roma in quell'occasione, raccogliendo genitori e fi-
gli, nonni e zii, parenti vari, non sar certo eccessi-
vo.
Pensiamo che una partecipazione viva e numerosa
a questa giornata di incontro potr essere una testi-
monianza non indifferente di fede e di amore per tut-
to il mondo della famiglia.
A risentirci pi avanti per i particolari.
7
1984 : anno di Caino?
1984, anno di Caino?
(Lettura consigliata ai nati dopo il 70)
Una notizia del giornale-radio del 21.11. 1983: "....
Libano.... Dopo aver uccisa, sulla strada, una
bambina di sette anni, continuano a sparare oltre
un'ora per impedire ai suoi genitori di raccogliere
il martoriato corpicino".
Bestialit, senza aggettivi, l'assassinio. Agghiac-
ciante la noncuranza, l'assuefazione con cui si
legge, si ascolta, si guarda si subisce l'angoscian-
te porzione quotidiana di quelle terrificanti notizie.
Che dire?
Noi, che si fa?
Regali, canti, giocattoli, allegria, tanti "puffi" e ..
buon Natale, bambini!
Ma se proprio i bambini per un meraviglioso pro-
digio, potessero disporre finalmente di una pro-
pria 'Giustizia" (per essi mai esistita), senza fallo
ed inevitabilmente anticiperebbe nei nostri con-
fronti, nei confronti di noi adulti quello che sar il
processo, il Giudizio divino ed universale. Qua-
lunque cosa avrete fatto ad uno di questi piccoli
l'avrete fatta a ME!
Vedremo quindi, le prigioni rigurgitare di genitori,
di religiosi, di insegnanti, di scrittori, di politicanti,
di banchieri, di scienziati, di pubblici amministra-
tori, di burocrati, di militari, di governanti, di sinda-
calisti, di "rivoluzionari" e di tutti coloro che, come
tantissimi di noi, per indolenza, per negligenza,
per interesse, per egoismo, per omissione e quin-
di per complicit morale stanno predisponendo
per l'avvenire dei nostri bimbi, dei bimbi di tutto il
mondo, non verdi ed erbosi prati sui quali vivere
per crescere nella gioia e nello splendore della
natura, del creato, ed in pacifica collettivit bens
sterminate lande, macabri cimiteri, orride necro-
poli nucleari.
Un terrificante, apocalittico, devastante avvenire
che nessuna mente umana perversa demoniaca
poteva concepire n supporre, gi programma-
to, gi realizzabile, oggi!
Abele ha avuto Caino per fratello, ognuno di noi
sta diventando il Caino dei propri figli un Caino
per tutti i bambini.
l 1979 era l'anno del fanciullo: il 1984 potrebbe
essere quello di Caino!
Ci stiamo allontanando sempre pi da DO, quin-
di!
Quel Dio che nessun'altra religione n movimento
religioso, nessun culto n credenza pu donare:
quel Dio che nessuna ideologia pu surrogare;
quel Dio Tanto immenso, tanto vivo, tanto presen-
te da identificarsi in ognuno dei nostri bimbi per
essere in mezzo a noi e dentro le nostre case, noi
lo stiamo respingendo, lo stiamo mettendo alla
porta......
La realt, il mondo d'oggi, sembrano contro Dio e
senza Dio: chi potr dunque salvare custodire,
amare i nostri bimbi?
Sicuramente non i "grandi" n i piccoli sindacati
arruffapopolo (in tutt'altre faccende affaccendati),
non la massa abilmente manovrata, di intellettuali
del nulla e di pseudo-sociologi famosi: non prez-
zolati rivoluzionari" portatori di violenza e di lutti
per tanti bambini e nemmeno, certe tonache reli-
giose mimetizzate in cerca di demagogici consen-
si umani. Faccendieri e falsi profeti che con carta
stampata, con radio e TV pubbliche o private, nel-
la piazza, nei cortei, starnazzando idiozie ed im-
becillaggini le pi bislacche, corbellerie strava-
ganti e baggianate le pi folli, insidiano prepoten-
temente il comportamento, l'atteggiamento e le
scelte di numerosi fragili cristiani ignorando nel
tempo le nefaste conseguenze sui bambini.
Ed allora?
Allora il futuro dei bambini sta sfuggendo letteral-
mente dalle nostre mani.
l pianto, i patimenti, i lamenti, lo scempio, le stra-
gi di tanti di essi, martiri della bestialit dell'indiffe-
renza umana, impediranno ancora di essere i de-
stinatari della "Pace in terra agli uomini di buona
volont".
8
1984 : risposta
O Oh, non vi pare di pretendere un po' troppo a voi del Giornalino?
n fondo, non sono ancora cominciato e gi volete sapere come
gestir i miei dodici mesi. Me l'aveva detto il 1983 di stare
alla larga dai "paparazzi", per
T Tutto sommato credo che un piccolo mio commento di presentazione
non guasti, anzi .... ci vuole soprattutto per quei
T Tipi che credono che la soluzione di tutti i mali del mondo si trovi
nel semplice volgere di una cifra. Ma cosa pensano? Che l'anno
nuovo abbia la bacchetta magica?
A Altro che banchetta magica. Qui si tratta di eredit secolari; che
io raccolgo dai colleghi che mi hanno preceduto e che non posso certo
scrollarmi di dosso. E non si tratta di fenomeni atmosferici o
naturali sui quali bene o male potrei anche influire, ma del
N Nefasto fardello di piaghe sociali quali la faine, la guerra., la
disoccupazione, le ingiustizie e via dicendo.
T Tutte cose che sarei ben felice di eliminare dalla terra, prima di
andarmene. ovvio che non mi sar possibile, ma questo non vuol
mica dire che ai tocchi solo subire un certo stato di cose.
A Anzi c' qualcosa di molto importante che invece possiamo e dobbiamo
fare. Voi uomini siete gli artefici dei vostri anni, e io da parte mia
vi assicuro tutto l
!
appoggio necessario per fare in modo che sfruttiate
bene il tempo che vi posso mettere a disposizione.
Q Questa infatti la cosa importante: che ognuno faccia la propria parte
con buona volont, adoperandosi per il bene di tutti.
U Una domanda che pu venire spontanea quella di chiedersi quale peso
pu avere l'atteggiamento generoso e coerente di un singolo individuo
di fronte ai grandi problemi che ci assillano.
A A questo riguardo vi posso rispondere che tutti siamo degli strumenti
al servizio di un mondo migliore. Anch'io non sono altro che un mezzo
per il raggiungimento di questo fine. quindi chiaro che dobbiamo
sentirci in dovere di contribuire, anche nel nostro piccolo alla
costruzione di una societ giusta per tutti.
T Tutta la potenza e l'efficacia dell'azione di uomini impegnati in questo
sforzo non possono passare inosservate, non sono vane, proprio perch lo
scopo il bene comune. Oltretutto non dovete dimenticare le cose belle
e positive della vita, di cui tutti siete
T Testimoni ed a cui potete fare riferimento nei momenti bui. Avete al
vostro fianco splendidi esempi da imitare, anche senza cercare molto
lontano. Sapete benissimo di possedere quanto necessario per fare
della vostra vita un contributo positivo al cammino dell'umanit.
Mi sto a questo punto
R Rendendo conto di essermi, dilungato un po' troppo. Ed inoltre non
vorrei dare subito l'impressione di essere noioso e pedante. Per
il nocciolo della questione questo:
O O subire passivamente il tempo che vi concesso, oppure rinnovare
ogni anno un impegno che dia significato alla vita e fiducia nel futuro.
9
vita a Kacheliba
Kacheliba
ott. 83
Carissimi amici,
Come mia consuetudine in
prossimit della Giornata Missionaria Mondiale,
unisco la mia voce alle molte che forse sentire-
te e che vi inviteranno a riflettere sulla vocazio-
ne della Chiesa universale chiamata a diffonde-
re il suo messaggio di salvezza e di libert in
Cristo: la buona novella che ognuno ha il dove-
re di vivere nella sua vita e proclamare col suo
impegno.
Sono nove anni che mi trovo in questa Missio-
ne, tante volte sembra che le cose non si muo-
vano. Abbiamo tentato e cerchiamo vie diverse
perch il messaggio arrivi in profondit nei cuo-
ri della gente e se esternamente sembra tutto
un fiasco, dall'altra parte siamo sicuri che da
questo fiasco che viene la salvezza e la vita:
dalla Croce e morte che viene la Resurrezione.
Anche quest'anno ci siamo dati da. fare un po'
in tutti i campi: evangelizzazione, sviluppo e
promozione umana attraverso corsi frequenti,
incontri, visite ai villaggi, ai gruppi di catecume-
ni, alle scuole, ecc.
Oltre 300 uomini hanno partecipato a un corso
di catechismo di una settimana in Missione: era
il primo approccio al messaggio di salvezza e al
Cristo. Fra essi ne abbiamo scelto una quaran-
tina fra i pi fedeli in cui ci sembr germoglias-
se la nuova vita. Sono venuti per il secondo
corso. Fra essi ci sar una nuova scelta ed en-
tro l'anno si spera di poterli battezzare con le
loro mogli e bambini, pure venute al corso.
Verranno battezzati vicino alla loro capanna,
perch capiscano che il Cristo deve entrare to-
talmente nella loro vita e nella loro societ e
cambiarli dall'interno. Sar la prima volta che
faremo questo, speriamo che sia una strada
che aiuta i battezzandi e che sia testimonianza
a quanti parteciperanno. Pregate con noi per
Loro affinch possano essere veramente seme
che porta frutto.
n questi anni abbiamo dato parecchio delle no-
stre forze lavoro ed entusiasmo per iniziare
scuolette un po' ovunque, Questo stato un
osso duro da masticare; la gente ancora re-
stia, perci gli alti e i bassi sono normali. Molti
bambini vengono un po' e poi scompaiono. Ci
sono classi praticamente vuote e altre scuolette
chiuse, maestri che non fanno il loro dovere e
altri problemi ma noi non ci stanchiamo anche
sotto l'impulso del Vescovo che ci assicura che
da esse dipende il futuro della Chiesa.
Come gi vi dissi con l'aiuto del governo Norve-
gese e vostro, ci siamo impegnati a dare acqua
a questa terra arida, con il programma di trivel-
10
lare trenta nuovi pozzi situati specie vicino a
una scuola o a un centro.
Ventiquattro sono gi pronti e in funzione con
grande gioia e sollievo della gente e il lavoro
continua anche se non con la velocit che
avremmo desiderato.
Abbiamo cercato pure di impegnarci un po' di
pi nello studio della lingua. o sono vissuta in
una capanna per circa un mese assieme a un
catechista che mi aiutava. stata una bella
esperienza anche se la lingua ha trovato una
scorza cerebrale dura da sfondare, Polenta e
fagioli era il men giornaliero. Ho cercato an-
che di animare la piccola comunit cristiana del
posto composta da una decina di persone. S,
c' stata una piccola risposta ma subito rientra-
ta con la mia partenza. inutile la nostra pre-
senza e continuo contatto indispensabile, ma
non si pu arrivare frequentemente ovunque, vi-
sta la vastit della Missione, lunga circa 200
Km,
Per questo si insistito per una divisione e fon-
dazione di una nuova Missione e, ringraziando
il Signore, i tempi sono maturi. gi fra noi il
quarto Padre che ora alle prese con la lingua
e verso Natale si prevede che due di noi rimar-
ranno qui a Kacheliba e gli altri due andranno a
vivere ad Amakuriat a circa 115 Km. da qui per
iniziare finalmente la nuova Missione.
Chi andr avr bisogno di molto entusiasmo e
fede. Dovr rimboccarsi le maniche e incomin-
ciare un lavoro non facile. La nostra presenza
lass stata sempre un po' sporadica e incen-
trata specialmente nelle scuolette da noi avvia-
te. Anche dal punto di vista materiale, chi andr
avr da affrontare difficolt per trovare da vive-
re, per costruirsi una casa e anche un salone
parrocchiale che servir per cappella, corsi me-
dicina e altre attivit.
Chiedo anche a voi di dare una mano a chiun-
que vi andr e contribuire con quello che il Si-
gnore, anche con la vostra industria, vi ha dato
in sovrappi e, perch no, anche con quella
monetina, tanto preziosa per lei, che la vedova
del vangelo ha offerta con cuore al Signore.
da questo che si crea comunione, che si mani-
festa il nostro essere Chiesa: il Regno di Dio
viene costruito da tutti noi assieme.
Prendete queste mia circolare non come qual-
cosa di impersonale ma come scritto di mio pu-
gno a ciascuno li voi.
Vi saluto tutti ad uno ad uno assicurando il mio
ricordo e chiedendo la vostra preghiera e il vo-
stro aiuto..
l Signore sia sempre con voi.
Con affetto e riconoscenza
Suor Amelia
concerto della corale polifonica
Ha ottenuto un grande successo il Concerto
della nostra Corale Polifonica organizzato dalla
Biblioteca comunale e tenuto nella Chiesa
Parrocchiale. l'8 dicembre.
Si sono susseguite esecuzioni di grande effet-
to, che hanno entusiasmato il numeroso pubbli-
co presente, formato, oltre che da ronaghesi
anche da una nutrita schiera di appassionate e
competenti persone venute da fuori.
La Corale ha. avuto occasione di farsi cono-
scere ed apprezzare per il suo affiatamento,
dovuto al costante e generoso impegno dei
suoi componenti. l maestro Clerici, da sempre
suo direttore, ha meritatamente colto il premio
di un lavoro paziente, costruito giorno dopo
giorno con dedizione e competenza.
Oltre alle esecuzioni della Corate, hanno desta-
to una notevole commozione i brani eseguiti
con organo (ottimamente suonato da Adelfo
Tettamanti) e violino, suonato dal maestro Cle-
rici, che ha fatto sentire a tutti di avere il pieno
pieno possesso di quello che considera il suo
strumento prediletto (chi scrive ancora entu-
siasticamente impressionato dalla. straordinaria
purezza di suono di quel violino); cos come va
ricordata l'eccezionale partecipazione del teno-
re Emilio Gorla che ci ha fatto apprezzare la
calda musicalit della sua voce.
Un pomeriggio trascorso in modo diverso, con
l'intento preciso di valorizzare. un'espressione
culturale locale in un momento in cui si parla
molto di decentramento culturale, una parola
che gli amministratori dei nostri Comuni do-
vrebbero tenere maggiormente in considerazio-
ne, se non vogliono sprecare. occasioni come
questa per avvicinare la gente alla vera cultura
e allontanarla dal cascame, culturale (televisivo
e non) che troppe volte ci circonda.
11
Ia bibIioteca
Biblioteca: "Luogo di raccolta di libri di cultura
generale o di letteratura amena, dati in prestito
gratuitamente o dietro pagamento di piccole
quote.
Questa la definizione che troviamo su qual-
siasi dizionario. Ma cos' e cosa dovrebbe es-
sere una biblioteca in paesi che, come Ronago,
contano meno di 2000 abitanti? Non che il ter-
mine dato dal dizionario non sia appropriato,
ma sembra anacronistico e lontano dalla realt
quando negli orari di apertura ci si ritrova sem-
pre gli stessi con gli stessi interessi, gli stessi-
punti di vista. La biblioteca soprattutto centro
di cultura e cultura anche il ritrovarsi, scam-
biarsi idee ed esperienze, arricchire insomma il
proprio bagaglio di cognizioni.
ovvio che pi persone si incontrano pi varie
saranno le esperienze e pi vivo l'entusiasmo
per interessarsi a ci che ci circonda.
Ecco perch nata la biblioteca a Ronago. (A
proposito sapete dov' la nostra biblioteca?
vero non molto appariscente, ma non per
questo difficile da raggiungere: prima porta a
destra oltre il portone d'ingresso della scuola).
Ma vediamo di conoscere pi da vicino questa
nostra istituzione". L'avvio stato dato 7 anni fa
da un gruppo di appassionati desiderosi di in-
contrarsi e di intraprendere iniziative sociali.
Sono stati oasi acquistati i primi libri, molti altri
sono stati donati.
L'amministrazione comunale ne ha quindi affi-
dato la gestione ad una Commissione (nomina-
ta sempre dal Comune), con il compito di deci-
dere l'acquisto di nuovi libri sulla base dei fondi
disponibili (pochi per la verit). Compito della
commissione anche quello di studiare iniziati-
ve culturali; spettacoli e dibattiti (esempio la re-
cente mostra fotografica, il dibattito sulla droga,
il concerto polifonico della corale diretta dal
maestro Clerici, ecc.) tutti con lo scopo di facili-
tare incontri fra persone di Ronago,e non.
Ah, dimenticavo! C' anche la bibliotecaria che
non ha solo il compito di aprire e chiudere la
porta, ma anche di registrare e di catalogare i
libri in dotazione su appositi registri e schedari,
aiutare le persone nella scelta del testo di loro
interesse, nonch annotare i libri dati in prestito
e curarne il rientro (in fondo questo anche
l'unico impegno richiesto all'utente).
Nei suoi 7 anni di vita, la nostra biblioteca riu-
scita a dotarsi di un patrimonio di circa 3000 li-
bri, molti dei quali donati; vale a dire una media
di quasi 2 libri per abitante (bambini
compresi).Tanto per fare un raffronto, tra i paesi
del circondario bisogna arrivare fino ad Olgiate
per trovare una biblioteca con una dotazione di
libri pi ricca della nostra. libri disponibili sono
di tutti i generi: dati enciclopedia scolastica, ai
libri di storia, saggi, fumetti, romanzi, alle pre-
ziose enciclopedie di storia dell'arte.
Quindi, perch non approfittarne? n fondo non
costa assolutamente nulla.
La biblioteca proprio perch istituzione sociale,
un bene di tutti, a cui tutti bene che parteci-
pino perch da questo non pu che nascere
una maggiore conoscenza di noi e del nostro
paese.
BBLOTECA COMUNALE RONAGO
ORGANZZA
CORSO D PTTURA
SU PORCELLANA
TENUTO DALLA SG.RA CATELL.
+ corso NZER 20.1.1984 alle ore
20,20 presso la biblioteca comunale.
+ scrizioni entro l'11.1.1984
+ Et minima 14 anni.
+SCRZON ED NFORMAZON
PRESSO:
BBLOTECA COMUNALE RONAGO
JOLLY CASA - UGGATE TPEVANO
12
Natale e carit
M' capitato di sentire che la Croce Rossa di
Uggiate sta raccogliendo fondi per i terremotati
Turchi, un disastro noi da poco. E ci ho pensato
un momento perch a dir la verit non mi ricor-
do neanche pi di questo fatto.
E mi venuto in mente che facile passar so-
pra velocemente a tante cose chiss perch!
Forse il fatto che oggi arrivano in poco tempo
talmente tante notizie che ormai entrano da un
orecchio ed escono dall'altro, come quei discor-
si lunghi lunghi che annoiano a morte.
E se ci pensate: un telegiornale nel giro di un
quarto d'ora - massimo mezz'ora quello pi lun-
go, ci porta il mondo in casa e magari mentre si
sta mangiando o discorrendo con la moglie, e
la televisione l accesa, ma nessuno la segue.
O i giornali: 10, 15, fogli di carta, ci spiegano
per filo e per segno gli avvenimenti del giorno
prima. A parte che sono convinto che la mag-
gior parte delle persone legga solo i titoli, senza
magari badarci. Poi, vanno a leggere quello
che le interessa, lo sport, la moda..... l'orosco-
po.
Forse anche l'abitudine, la bomba di qui, han-
no ucciso questo o quello, il Libano.... Ormai fa
pi notizia Zico con l'influenza che neanche un
terremoto... Magari anche perch sono fatti
geograficamente lontani da noi e che non ci
toccano personalmente.
Certo quando sentiamo la notizia, siamo sor-
presi, esce qualche, "o povera gente", ma poi
continuiamo le nostre faccende.
Certo, dovremmo essere pi attenti alla situa-
zioni di sofferenza. Anche senza andar troppo
lontano, basta guardarci in giro, un pochino.
Tanto per dirne una, nella nostra zona si sta
formando un gruppo che vuol aiutare, in base
all'impegno assunto al Congresso Eucaristico
Zonale dell'anno scorso, alle tante situazione di
bisogno; e c' un gruppo di parrocchie che si
organizzato per delle visite mensili all'ospedale
psichiatrico.
E poi basta girar la testa: e magari ad aver bi-
sogno proprio il tuo vicino anche se non osa
dirlo.
Arriva Natale: spero che non serva solo per al-
largare i cordoni della borsa, ma anche per far-
ci riflettere e pregare un po' di pi..
carit anche questa.........
f.g.
concorso NOME___________________________________________
presepi COGNOME_______________________________________
HO COSTRUTO L PRESEPO NELLA MA CASA E M
SCRVO AL CONCORSO PARROCCHALE,
RONAGO NATALE '83 ________________________
(firma)
13
insieme verso il Natale
giovani
ncontro per i giovani (che si tiene ogni
luned sera):
Don Antonio ci parla della povert.
Sar un risentire ancora una volta che Dio s' fatto
uomo in Ges nascendo in una grotta ..... sottoli-
neando cos quella semplicit e quell'umilt che lo
avrebbero poi accompagnato per tutta la vita?
NO.
Questa volta, il tema della povert ci viene presen-
tato in un modo diverso.
Don Antonio infatti sottolinea come "con uno spirito
evangelico, ognuno di noi chiamato a farsi "pove-
ro"; povero cio (in senso evangelico) verso gli altri,
non avanzando pretese di superiorit quindi, per
es. non evitando una persona che ti d fastidio, sa-
lutando tutti, dialogando con tutti.
noltre, davanti a Dio siamo tutti uguali, Dio ama
ogni uomo, senza differenze: dunque, ogni uomo
conta davanti a Dio. Cos dovrebbe essere anche
per ciascuno di noi: accettare ogni persona per
quello che .
Allora "povert" diventa sinonimo di disponibilit, di
generosit...
Continua poi Don Antonio: " povert" inoltre quella
di colui la cui sicurezza fondata sulla fiducia in
Dio, che capisce l'esistenza come dono, servizio e
condivisione" .
E ancora: "poveri" sono coloro che aprono il loro
cuore al dono di Dio e ripongono in Lui la loro
forza."
Un tale discorso per noi giovani (ma solo per noi
giovani?) certo sconcertante: per, pur nella diffi-
colt di uscire da certi schemi preconcetti e accetta-
re... questo discorso, sentiamo che questi pensieri
non possono non farci riflettere. n un periodo, come
quello dell'avvento, in cui sentiamo insistente il ri-
chiamo a convertirci; in un'epoca (in cui la parola Ri-
conciliazione ci rinvita e recuperare il senso del pec-
cato e della misericordia di Dio, forse bisogna inizia-
re proprio da qui: da una "povert evangelica".
Certo non semplice come dirlo; questa comporta il
prendere ogni giorno la propria croce.... ma portare
la croce, conclude Don Antonio, "significa fidarsi di
Dio , credere nella sua presenza nella nostra vita.
Nelle sue mani la salvezza e Dio pronto a donar-
la a chi si fida di Lui.
come un invito ad iniziare un nuovo cammino di
vita .. certo non da soli, ma con Ges che, ancora
una volta, anche in questo Natale, rinnova per ognu-
no di noi il messaggio di salvezza e il suo invito alla
speranza.
adulti
Per animare e approfondire di pi il messaggio
evangelico che Don Antonio settimanalmente ci pro-
poneva, ci siamo trovate un gruppetto di mamme
casalinghe, a riflettere su dei punti salienti, essen-
ziali del nostro essere cristiane: ne sono scaturite
una revisione di vita e una comunione d'anima vera-
mente molto intense.
Ges ha detto " Dove due o pi sono riuniti nel mio
nome, io sono in mezzo a loro". Credendo a queste
parole, ci siamo messe, con tanta umilt e semplici-
t, a confrontare la nostra vita e le nostre scelte, con
le letture dei vari argomenti che sarebbero poi stati
ampiamente trattati da Don Antonio e che pi volte
ci hanno messo in crisi.....
"l Regno che Ges venuto a portare dentro di
noi come un seme che deve crescere, svilupparsi
per fare frutti di amore; farsi prossimo a tutti ... capi-
re e amare la Croce...
"l regno per i poveri"
La povert di spirito, per accogliere fino in fondo il
dono di Dio, farsi poveri: passare da una ricerca di
sicurezza fondata sulla fiducia nel Padre: da una
esistenza concepita e gestita come conservazione a
quella concepita come dono condivisione e servizio.
"La nativit del Regno".
Ges venuto a portare la novit di vita basata
sull'amore che supera la legge: un "di pi" che non
sta nella linea della grandit (pi sacrifici, pi digiu-
ni, pi pratiche), ma nella qualit, cio nell'amore
che mettiamo anche nel fare le cose pi piccole.
"Dio Padre".
padre buono che ci ama sempre, soprattutto
quando come il figlio prodigo, ci allontaniamo da Lui
e lo rinneghiamo, Lui che mitre gli uccelli e riveste i
fiori. Tanto pi si preoccupa di ciascuno di noi occor-
re solo avere fiducia e abbandonarsi a Lui, ai suoi
progetti.
Ma per riuscire a vivere cos e a credere, occorre
convertirsi ogni giorno, ricominciare daccapo ogni
volta che ci scoraggiamo e che cadiamo nel pecca-
to.
Lui sempre pronto a risollevarci e a ridonarci la
forza e la gioia di camminare sulla Sua strada.
14
racconto di Natale
lo scricciolo pietoso
A Betlem, dormiva in una siepe uno
scricciolo piccolino, piccolino.
All'improvviso ecco una grande luce
l passero tolse il capo di sotto l'ala
e sbirci qua e l
" gi l'alba ? "
Altro che alba! l sole era gi alto.
" ma proprio il sole?"
Si stropicci ben bene gli occhi e vide...
Vide una grande stella cometa ...
pastori accorrevano...
Angeli cantavano...
"che sar successo? andiamo a vedere
Super in volo angeli e pastori.
Da un ricovero di armenti usciva il canto
di una mamma e il vagito di un Bimbo
appena nato.
ncuriosito, entr e vide.
Vide una mamma china sul suo bambinello
che le sorrideva, stando fisso sul duro
legno di una mangiatoia
Lo scricciolo si commosse.
Ritorn subito alla siepe, disf
il nido di pagliuzze, e col becco ricolmo
ritorn alla grotta.
Miracolo!
Le pagliuzze diventarono fieno e i bioccoli
diventarono fasce di lino.
Quando giunsero i pastori guidati dagli angeli,
trovarono il Bambino "avvolto in fasce" e
posto tra il fieno di una mangiatoia.
Lo scricciolo aveva offerto tutto quanto
possedeva: la casa, il giaciglio, il cuore.
Lo scricciolo ha visto che il piccolo aveva
bisogno di aiuto, del suo aiuto, s, del suo,
bench minimo, ma prezioso.
Lo scricciolo poteva tornare a dormire al
caldo, nel suo nido, invece no; ha sentito
che il bambino aveva bisogno del suo aiuto:
lui l'ha aiutato, lui solo, come, poteva.
Nella realt qualcosa cambia.
Lo scricciolo siamo noi, che, attirati dalla
nascita di Ges, dovremmo rispondere "s"
e aiutane, quel piccolo che chiede aiuto
per costruire il Regno di Dio nel mondo.
Un nostro piccolo gesto pu aiutare il
piccolo Ges, una rinuncia, un dono,
un sacrificio, un aiuto saranno graditi
dal Bambinello Ges.
ringraziamenti
dagli anziani
Domenica 27 novembre
" Festa per le persone della terza et di Rona-
go "
Questo vuol essere un vivo ringrazia-
mento a don Antonio per le belle espressioni
che ha avuto per noi durante la predica della S.
Messa.
Un ringraziamento tutto particolare per il grup-
po " Foc e Fiamm " per il loro gentile pensiero
d'averci offerto un pranzo coi fiocchi, con la col-
laborazione dell'amministrazione comunale.
Un grazie vivo e sentito per tutte le persone
(cuochi,camerieri...) che si sono prodigate per
noi, e il nostro ringraziamento pure per quel
gentile signore di Mandello che, con le sue can-
zoni, ha creato un'atmosfera di serenit, ralle-
grando il nostro pomeriggio.
Gli anziani di Ronago sono stati tutti felici e
sono grati a tutti per le attenzioni nei loro ri-
guardi.
Grazie a tutti;
Speriamo di ritrovarci ancora il prossimo anno,
magari pi vecchi, ma arzilli e sereni.
dalla
scuola materna
Ringrazio il "Foc e Fiamm" per aver destinato
anche quest'anno il frutto delle loro fatiche, in
occasione della Festa della Madonna, alla no-
stra Scuola Materna, dimostrando cos d'aver
compreso i problemi e le necessit di cui essa
ha bisogno. noltre, ringrazio anche tutte quelle
persone che, in varie occasioni, hanno dato un
contributo alla nostra scuola, aiutandola cos ad
essere efficiente.
A tutti i pi sinceri e cordiali, auguri di un S. Na-
tale e di Buon Anno.
l Presidente
15