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Alto medioevo

L'alto medioevo quella parte del medioevo che va dalla caduta dell'Impero Romano
d'Occidente, avvenuta nel 476, all'anno 1000.
I primi esponenti in questa epoca sono i Longobardi, una popolazione germanica orientale,
protagonista tra il II e il VI secolo di una lunga migrazione che la port dal basso corso
dell'Elba fino all'Italia. Il movimento migratorio ebbe inizio nel II secolo, ma soltanto nel IV
l'intero popolo avrebbe lasciato il basso Elba; durante lo spostamento, avvenuto risalendo
il corso del fiume, i Longobardi approdarono prima al medio corso del Danubio (fine V
sec.), poi in Pannonia (V sec.).Al loro ingresso in Italia, il popolo germanico dei Longobardi
port con s la propria tradizione artistica di matrice germanica; tale matrice rimase a
lungo visibile soprattutto negli elementi ornamentali dell'arte (simbolismo). In seguito al
radicarsi dello stanziamento in Italia, ebbe inizio un vasto processo di fusione tra
l'elemento germanico e quello romanico, che svilupp una societ sempre pi indistinta. In
un simile contesto, per "arte longobarda" si intende genericamente l'intera produzione
artistica prodotta in Italia durante gli anni del dominio longobardo, soprattutto durante il VII
- VIII sec. ma anche pi avanti, fino al IX sec.
La principale espressione artistica dei Longobardi era incentrata sull'oreficeria, che
fondeva le tradizioni germaniche con le influenze tardo-romane recepite durante lo
stanziamento in Pannonia (fine V - inizio VI secolo). Risalgono a questo periodo iniziale
molte fibule e le crocette in lamina d'oro lavorata a sbalzo, che occuparono il posto delle
monete bratteate di ascendenza germanica gi ampiamente diffuse come amuleti. Le
crocette, secondo una tipologia di origine bizantina, erano usate come applicazioni
sull'abbigliamento. Gli esemplari pi antichi presentano figure di animali stilizzati ma
riconoscibili, mentre in seguito furono decorate con intricati elementi vegetali
(croce di Gisulfo VII sec.)
Rientrano nella produzione di alto livello le croci gemmate, come la Croce di Agilulfo
conservata al Museo e Tesoro del Duomo di Monza (inizio del VII secolo), con pietre dure
di varie dimensioni incastonate a freddo in maniera simmetrica lungo i bracci. Un altro
esempio simile la copertura dell'Evangeliario di Teodolinda, dove sulle placche d'oro
sono sbalzate due croci con un motivo decorativo simile (603, secondo la tradizione). Era
in uso anche una tecnica di incastonatura a caldo, dove si usavano pietre e paste vitree
fuse e versate in una fitta rete di alveoli. Altri capolavori, di datazione pi discussa, sono la
Chioccia con i pulcini e la Corona Ferrea


(Evangeliario di Teodolinda)


Nei decenni seguenti, ci fu una grande crescita nel settore edilizio favorendo, quindi, la
costruzione di edifici monumentali. I longobardi copiarono dalle tecniche costruttive e dai
modelli degli edifici tardo-antichi e utilizzano ancora le tecnologie costruttive romane. Un
esempio la chiesa di Santa Sofia a Benevento che richiama non soltanto larchitettura
romana ma anche quella Bizantina. a pianta mistilinea, semicircolare nella parte del
presbiterio, con tre absidi sporgenti e frastagliata a forma di stella.Linterno caratterizzato
da una cupola su tiburio esagonale, sorretta da sei colonne e attorno cui si dispone
unulteriore corona a dieci pilastri. Lesterno caratterizzato invece dal frastagliamento
della struttura perimetrale, la presenza di blocchi di pietra alternati a blocchi di mattoni e la
copertura a tetto spiovente. Gli edifici costruiti tra VII e VIII secolo sono per lo pi
ricostruzioni degli edifici sacri e profani. A parte il Tempietto longobardo di Cividale del
Friuli, rimasto in gran parte intatto, gli edifici civili e religiosi di Pavia, Monza o altre localit
sono stati ampiamente rimaneggiati nei secoli seguenti. Ancora integre rimangono cos
soltanto poche architetture, o perch inglobate negli ampliamenti successivi, o perch
periferiche e di modeste dimensioni. Testimonianze maggiormente fedeli alla forma
originale si ritrovano, invece, nei domini Longobardi italiani: a Benevento si conservano la
chiesa di Santa Sofia, un ampio tratto delle Mura e la Rocca dei Rettori, unici esempi
superstiti di architettura militare longobarda, mentre altre testimonianze si sono conservate
in centri minori del ducato di Benevento e a Spoleto.
Oltre alloreficeria e allarchitettura i Longobardi si esprimono anche con la scultura.I
migliori esempi di scultura longobarda si trovano a Cividale del Friuli ed a Pavia, dove
custodita la Lastra tombale del duca Adaloaldo, risalente al 718 e recante una lunga
iscrizione arricchita da bassorilievi a soggetto vegetale.
Durante la cosiddetta Rinascenza liutprandea (inizio dell'VIII secolo, in particolare nel
decennio 730-740 circa) furono scolpite due opere di gran pregio ancora esistenti a
Cividale:
L'altare del duca Ratchis, nel Museo Cristiano di Cividale, composto da un unico
blocco di pietra d'Istria scolpito sulle quattro facce laterali con figure fortemente
bidimensionali e con un netto distacco della parte scolpita, rispetto allo sfondo,
come un disegno a rilievo. Questo effetto, assieme alla marcata stilizzazione delle
figure e il senso calligrafico, fa assomigliare l'altare pi ad un monumentale
cofanetto eburneo.
Il Battistero di Callisto, sempre nel Museo Cristiano di Cividale, con due lastre
scolpite molto simili all'altare del duca Ratchis (forse addirittura dello stesso autore)
e figure simboliche legate al sacramento del battesimo (pavoni e grifoni alla fonte,
leoni ed agnelli, simboli cristologici e degli Evangelisti, ecc.). Presenta una forma
ottagonale ed sormontato da arcate a tutto sesto sostenute da colonne corinzie.
Anche sulle arcate si trovano iscrizioni e motivi decorativi vegetali, zoomorfi e
geometrici.
I longobardi si differenziarono anche per la pittura.Delle straordinarie testimonianze si
trovano in alcuni monasteri dei domini longobardi dell'Italia centro-meridionale, in
particolare in Campania, Molise e Puglia. Tra centri monastici pi importanti vi furono il
Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano (fondato nel VI secolo), labbazia di
Montecassino (fondata nel 529 e molto attiva nel periodo dell'abate longobardo Gisulfo,
797-817), San Vincenzo al Volturno (fondato alla fine dell'VIII secolo).Nella cripta di San
Vincenzo si conservato un importante ciclo di pitture del tempo dell'abate Epifanio (797-
817), con uno stile legato alla coeva scuola di miniatura beneventana.Altri esempi di
pittura nell'area beneventana si trovano nella chiesa di San Biagio a Castellammare di
Sabia, la chiesa dei Santi Rufo e Carponio a Capua e nella Grotta di San Michele a
Olevano sul Tusciano, ma i resti pi importanti si trovano nella chiesa di Santa Sofia a
Benevento, Caratterizzata da una pianta centrale, con un'originale struttura con nicchie
stellari, possiede tre absidi e notevoli resti di affreschi sulle pareti.Tra i rari esempi di arte
di epoca longobarda sopravvissuti ai secoli, si collocano anche gli affreschi della Chiesa di
Santa Maria foris portas di Castelseprio (provincia di Varese).
Il territorio Italiano sar il primo ad essere annesso al regno franco da Carlo magno, con la
vittoria sui Longobardi alle chiuse di Susa e lunione dei due popoli costituir lasse
portante del Sacro Romano Impero. I Carolingi sono una dinastia di sovrani franchi che
regn in Europa dal 750 fino al X secolo. Dalle gesta di Carlo Martello, prese poi il nome di
dinastia carolingia, nome rinsaldato anche dalla figura di Carlo Magno.Sin dall'epoca si
us il termine renovatio per indicare la "rinascita" politica e culturale dell'Impero, sorto
dall'unione di aree geografiche e gruppi etnici ormai molto diversi tra loro. La renovatio fu
anche una spinta alla coesione, come stimolo verso la creazione di un patrimonio culturale
comune.
L'arte carolingia, come tutta la cultura al tempo di Carlo Magno e dei suoi successori,
profondamente legata a due fattori:
La forte impronta data dalla religione;
La legittimazione dellImperium attraverso la ripresa di elementi tipici della classicit
romana
Carlo Magno, dispose di grandi risorse economiche per una grande attivit edilizia, che
aveva due scopi principali:
Uso pratico, per gli usi della corte dell'amministrazione statali;
Uso rappresentativo, per mostrare la dignit imperiale ai sudditi.
Per la prima volta dall'epoca paleocristiana si poterono iniziare edifici di dimensioni
monumentali: in quarantasei anni del regno di Carlo furono iniziati, e in gran parte
completati, qualcosa come 75 palazzi, sette cattedrali e ben 232 monasteri.Questi edifici
ripresero il modelli dei monumenti dell'epoca di Costantino I, adattati alle nuove esigenze
ed alla nuova spiritualit monastica.

Questa peculiarit si manifesta in un esempio illustre ovvero il complesso palazziale di
Aquisgrana (una delle capitali favorite di Carlo Magno per la presenza delle terme) di cui
facevano parte il Palazzo reale, con l'aula di rappresentanza absidata e coperta di
mosaici, e ornato della statua equestre di Teodorico, trasportata appositamente da
Ravenna.Direttamente collegata all'aula di rappresentanza vi era la Cappella palatina,
impreziosita da materiali di spoglio provenienti da Roma e Ravenna, la cui planimetria
ricalca esempi di edifici paleocristiani (San Lorenzo a Milano), bizantini (San Vitale a
Ravenna) e longobardi (Santa Maria in Pertica a Pavia, che ispir lo sviluppo in verticale
del corpo centrale).Quindi la cappella un edificio a pianta ottagonale, a doppio involucro
determinato da otto pilastri, coperto da una cupola a spicchi rivestita di mosaici. I pilastri
sono sormontati da arcate, traforate da un doppio ordine di colonne.


In Italia, sebbene il passaggio politico dai regni barbarici all'Impero fu piuttosto repentino,
non furono altrettanto veloci i cambiamenti in campo artistico, anche perch la nuova
classe regnante usava gli stessi artefici.
Infatti, era sempre rimasto vivo un certo retaggio dell'antichit e gi nell'VIII secolo si
assiste a un riuso di materiali architettonici romani (colonne, capitelli...) e dei modelli
architettonici romani.Tra le opere di questo periodo in cui si nota un recupero dei modelli
classici restano il monastero di San Zeno a Bardolino, dove si trova una cupola impostata
su colonne intuitivamente ispirate allo stile ionico tramite il disegno a rilievo di volute
(seconda met del IX secolo), o il Sacello di San Satiro a Milano, dove fu ricreato un gioco
di pieni e vuoti dati dalle numerose nicchie impostate sulla pianta centrale, che ricordano i
complessi termali romani tardo-antichi. La chiesa di San Salvatore a Spoleto rappresenta
forse il miglior risultato del IX secolo in quanto a riproduzione di modelli stilistici antichi: la
monumentale struttura architettonica organizzata tramite materiale di spoglio, tra le quali
le maestose colonne corinzie, con tanto di trabeazione.
A Roma, i primi sovrani Carolingi mantengono viva liniziativa in campo
artistico.Fondamentali saranno le opere di rinnovamento di basiliche paleocristiane e la
ripresa della tecnica del mosaico.Di Adriano I abbiamo lampliamento di una chiesa del V
sec. che ha pianta basilicale a tre navate, divise da colonne antiche alternate a gruppi di
tre pilastri, e tre absidi.Leone III, il successore, fa erigere due grandi sale di
rappresentanza nel palazzo del Laterano.Invece Pasquale I fa ricostruire le basiliche di
Santa Cecilia, Santa Prassede e Santa Maria in Domnica.
(Santa Cecilia)

Milano (tra le citt dellimpero carolingio) invece diviene una citt con un ruolo molto
privilegiato. Nel 789, il vescovo Pietro istituisce a SantAmbrogio un monastero
benedettino e affida ai monaci il compito di pregare per la chiesa milanese.Un altro
vescovo di Milano, Angilberto II ristruttura la parte della basilica che ruota attorno alla
tomba di Sant Ambrogio.Nel 876 viene fatto erigere il Sacello di San Satirio, dal vescovo
Ansperto.

(Sacello di San Satirio)


Anche se le opere di pittura murale Carolinge sono molto scarse, ci sono pervenuti
numerosi e splendidi manoscritti miniati dell'epoca, che testimoniano la vitalit artistica
nelle arti pittoriche.Il libro rivest un'importanza fondamentale nell'organizzazione
dell'Impero, essendo veicolo delle leggi scritte e del recupero del sapere antico. Per
questo gli imperatori stessi commissionarono molte opere librarie, che in questo periodo
raggiunsero un vertice per qualit e rilevanza.
Una prima fase riguard il monastero di Corbie, a nord di Parigi, nel quale si iniziarono a
produrre codici caratterizzati da una sintesi tra testo e immagini, con iniziali ornate da
personaggi e mostri fantastici. Una seconda fase riguard la committenza di Ludovico il
Pio.Ne sono un esempio gli Evangeli dell'Incoronazione (inizio del IX secolo). Una terza
fase rappresentata da un gruppo di codici provenienti forse da Reims, dove si trova
un'innovativa vitalit espressiva, come per esempio nelle figure dei codici di Ebbone
(cacciatori, letterati, scalpellini, animali simbolici, piante, ecc) o nelle scenette del Salterio
di Utrecht, dallo stile narrativo efficace.
Anche la produzione di oreficerie e di oggetti preziosi ebbe un picco durante il periodo
carolingio". Le opere di alta oreficeria venivano spesso donate a basiliche, abbazie e
cattedrali o ai sovrani stessi. Lavorio veniva intagliato con grande maestria per esempio
per placche da applicare a libri preziosi o ad altri oggetti.Le copertine per libri erano
prodotte negli stessi monasteri dove si trovavano gli scriptoria per la miniatura, e avevano
caratteri iconografici e stilistici vicini a quelli delle miniature stesse. Queste opere avevano
anche una funzione illustrativa. Restano tra i capolavori di quel periodo le due copertine
dell'Evangeliario di Lorsch (oggi una al British Museum ed una ai Musei Vaticani), dell'810
circa, o la coperta del salterio dell'epoca di Carlo il Calvo, oggi a Zurigo allo
Schweizerisches Landesmuseum (870 circa).Per quanto riguarda l'oreficeria, un
capolavoro assoluto l'altare di Sant'Ambrogio, conservato magnificamente intatto presso
la basilica di Milano, fatto per il vescovo Angilberto II da Vuolvino faber. Altri pezzi
importanti sono la Coperta del Codice Aureo di Monaco di Baviera (Bayerische
Staatsbibliothek, 870 circa) o il cosiddetto Ciborio di Arnolfo (Monaco, Residenz, stesso
periodo), decorati con uno stile repentino e "nervoso", ancora collegabile con la scuola di
Reims, con numerose linee spezzate che rifrangono la luce sull'oro e creano un effetto
scintillante.
Nel 962 Ottone I si fa incoronare imperatore di Roma e let ottoniana pu considerarsi
conclusa con la morte di Enrico II.
Per arte ottoniana si intende la produzione artistica fiorita in Europa occidentale a partire
dalla dinastia ottoniana, all'incirca dall'887 (deposizione di Carlo Il Grosso) fino all'anno
Mille, con particolare riferimento quindi al IX e X secolo.
In questo periodo Roma continua a rivestire il ruolo di citt pi importante dellimpero.Per
Milano mantiene il proprio ruolo di interlocutrice privilegiata degli imperatori anche nel X e
XI sec. Per esempio la critica ha potuto ricostruire la produzione di una bottega di intaglio
dellavorio.Sempre allinterno di questo rapporto privilegiato fra la corte imperiale e la
cultura artistica di Milano va situata la figura di un granissimo miniatore, il maestro del
Registrum Gregorii. chiamato in questo modo perch autore delle due pagine
sopravissute dellepistolario di papa Gregorio Magno.
Proprio come i sovrani carolingi, anche quelli ottoniani furono instancabili fondatori di
grandi edifici ecclesiastici (abbazie, cattedrali) che si distinguono per un corpo occidentale
contrapposto al coro riservato all'imperatore. Proprio in area germanica si possono vedere
i migliori esempi di edilizia monumentale di epoca ottoniana, ma la maggior parte delle
cattedrali fondate in quel periodo fu profondamente stravolta nei secoli successivi, come la
Cattedrale di Marburgo, fondata nel 955 da Ottone I, che presentava un impianto basilicale
con doppio transetto e fu distrutta da un incendio.Fin dal V e VI sec. la chiesa aveva
realizzato una completa organizzazione sul territorio che prevedeva lesistenza di chiese
Plebane o Pievi, presso le quali dei sacerdoti assicuravano diverse funzioni liturgiche, per
esempio gli era concesso di amministrare il sacramento del battesimo.Cosi anche in
localit minori erano sorti complessi costituiti da chiesa e battistero. Di queste realizzazioni
non rimangono evidenze architettoniche significative fino al tardo x sec. inizi del XI.In
territorio Lombardo si sono conservate quattro di queste chiese battesimali: san Vincenzo
a galliano, San Vittore ad Arsalo Seprio, San Pietro ad Agliate e chiesa di Santa Maria
Maggiore a Lomello.
Tutte queste chiese hanno una pianta basilicale a tre navate concluse da tre absidi e
copertura in travature lignee.Nel sec. X e nei primi decenni del XI larchitettura in Italia al
pari delle altre regioni europee.La principale novit riguarda la presenza della cripta che
determina un rialzamento del presbiterio.la soluzione si accompagna ad una forte
evidenza delle strutture ,che,per esempio in Lombardia devono sopportare il peso delle
coperture a volta,pi pesanti di quelle precedenti in legno.



(Santa Maria Maggiore: interno)





(Santa Maria Maggiore: esterno)