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Spedizione in A.P. Legge 662/96 art.

2 comma 20/c - filiale di Ancona


ANNO XXII
OTTOBRE-NOVEMBRE 2000 5
CENSIMENTO
AGRICOLTURA
OCM VINO
VENDEMMIA 2000
NAVIGANDO
NEL WEB
Le opinioni espresse negli scritti pubblicati in questa Rivista impegnano
solo la responsabilit degli autori
S O M M A R I O
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32
E D I T O R I A L E
ENOTECA DELLE MARCHE:
LE DUE SEDI CI SONO, ORA VANNO
DEFINITI I SUOI COMPITI
La recente inaugurazione della sede di Iesi dellEnoteca regionale
completa un importante progetto: quello di attrezzare una vetrina
p restigiosa per le tante produzioni di eccellenza della re g i o n e ,
mettendo le basi per migliorare la comunicazione e linform a z i o-
ne per il consumato-
re marchigiano e non
solo.
Non a caso le due se-
zioni che costituisco-
no lEnoteca hanno
sede ad Offida e a J e-
si: infatti entrambe le
cittadine sono, per
dislocazione geogra-
fica e tradizione, nel
c u o re delle aree viti-
vinicole pi impor-
tanti e significative
della regione e quindi
possono ben rappre-
s e n t a re tutto il setto-
re marchigiano.
E quindi opportuno sottolineare che le due sedi rappresentano lE-
noteca delle Marche e quindi una struttura che appartiene a tutti i
p roduttori della regione, in qualunque territorio risiedano o operino.
Si apre ora la fase pi importante, cio quella della migliore uti-
lizzazione di questo importante strumento.
La Regione impegnata a fare in modo che questa struttura sia
s e m p re pi regionale e al servizio di tutto il settore vitivinicolo
m a rchigiano: sar quindi essenziale la definizione precisa del
compito e del ruolo che la stessa dovr assolvere, evitando so-
vrapposizioni o duplicazioni.
Unoperazione che la Regione intende portare avanti con la stret-
tissima collaborazione delle amministrazioni comunali intere s s a-
te, delle associazioni di prodotto e delle rappresentanze dei pro-
duttori: chiaro infatti che se lobiettivo quello della promozio-
ne del vino e delle tipicit, il vero interlocutore non pu che esse-
re il Territorio.
LEnoteca, con le sue due sedi, deve quindi diventare uno stru m e n-
to vivo e vivace che, per il tramite del vino, sappia off r i re al turi-
sta, oltre naturalmente al cittadino marchigiano, una vasta gamma
di opportunit e di interessi sia eno-gastronomici che artistici, am-
bientali, monumentali, ecc. del nostro entro t e rra.
Nella sostanza uno strumento importante per la conoscenza del
n o s t ro vino e delle tante tipicit della tradizione gastro n o m i c a
m a rchigiana, ma anche momento determinante per far conosce-
re le infinite bellezze del territorio.
Unoperazione questa che riconosce al vino il suo ruolo di pro t a-
gonista, di prodotto-simbolo in grado di riassumere le potenzialit
e le caratteristiche di un territorio, come dimostrano le ormai tan-
te iniziative che intorno allo stesso ru o t a n o .
CENSIAMO
LE MARCHE AGRICOLE
PSR, DEFINITIVA
APPROVAZIONE
NUOVA ORGANIZZAZIONE
DI MERCATO DEL
SETTORE VITIVINICOLO
PROPOSTE VIGNETI
PER VINI DA PODIO
UNA VENDEMMIA
A CINQUE STELLE
OLIVICOLTURA:
PREVISIONI PER IL 2000
OBIETTIVO: UN OLIO
TIPICAMENTE MARCHIGIANO
EXTRAVERGINE:
SE NE PA R L ATO A CIVITA N O VA
CARO INPS TI SCRIVO
DENTRO IL WEB. . .
VENTI MONUMENTI
NAZIONALI, UNO A TREIA
AGRICOLTURA FLASH
PERISCOPIO MARCHE
INCENDI BOSCHIVI,
PIAGA DA DEBELLARE
Luciano Agostini
Assessore regionale Agricoltura
Lenoteca di Jesi recentemente aper ta nei suggestivi sotterranei
di Palazzo Balleani. (Foto Archivio Jesi e la sua valle )
I L PUNTO
1
l 23 ottobre ini-
zier il 5 Censi-
mento Generale
d e l l A g r i c o l t u r a ,
ed i rilevatori di
tutti i Comuni del-
la Regione, come nel re s t o
dItalia, batteranno la campa-
gna fogli di mappa alla mano
visitando gli agricoltori in
ogni azienda e raccogliendo
informazioni.
Si disegner cos il nuovo
q u a d ro dellazienda agricola,
che ci aspettiamo molto di-
verso da quello rivelatoci dal
Censimento del 1990.
E utile sottolineare limpor-
tanza di questo Censimento,
come di ogni rilevazione stati-
stica: solo grazie alle notizie
raccolte in modo cos com-
pleto gli operatori del settore
agricolo possono conoscere
la situazione delle aziende
agricole e dell'universo agri-
colo in generale, e solo aven-
do a disposizione dati reali
possibile re a l i z z a re una solida
ed utile politica di pro g r a m-
mazione in agricoltura.
La rilevazione statistica viene
spesso vissuta dagli interv i-
stati come uninvasione, il ri-
l e v a t o re come una sorta di
i n truso, il tempo impiegato
come tempo tolto alle attivit
p roduttive. Se da un lato
d i fficile negare come le inda-
gini statistiche in agricoltura
si susseguano a ritmo serr a-
to, vadano a toccare arg o-
menti delicati come il re d d i t o
o i bilanci aziendali e coin-
volgano a volte per anni gli
stessi soggetti, dallaltro
i m p o rtante ricord a re la loro
i n s o s t i t u i b i l i t .
E importante re p e r i re i dati
ed fondamentale che a for-
nirli sia limpre n d i t o re, anche
quando i dati potre b b e ro es-
CENSIAMO
LE MARCHE AGRICOLE
I
Si ri pete
l a p p u n t a m e n t o
decennal e con i l
c e n s i m e n t o
d e l l A g r i c o l t u r a ,
un occasi one per
far raccontare l a
real t agri col a
d i rettamente dai
p ro t a g o n i s t i .
Sar qui ndi
d e t e rmi nante l a
l o ro
c o l l a b o r a z i o n e
s e re raccolti con sistemi di-
versi dallintervista, perc h
solo in questo modo si pu
s t a b i l i re in quale contesto il
dato si colloca e quale il suo
reale significato in term i n i
s t rutturali e di evoluzione del-
la realt agricola.
Ad esempio possiamo ottene-
re dalle Associazioni di conto-
tenzisti il dato complessivo
sulle ore da questi eff e t t u a t e ,
ma senza entrare in azienda e
senza unintervista dire t t a
non possiamo sapere se il
servizio viene usato come au-
silio al lavoro della famiglia o
in unottica di destru t t u r a z i o-
ne aziendale, dove tutte le at-
tivit vengono demandate a
soggetti esterni al conduttore.
L a g r i c o l t o re nellintervista
p rotagonista, pi che vittima
sacrificale, e a lui si riconosce
il ruolo insostituibile di rac-
c o n t a re la sua realt occupa-
zionale e di vita.
Ti t o l a re della rilevazione lI-
S TAT (Istituto Nazionale di
Statistica) e per suo conto i
rilevatori comunali eff e t t u e-
ranno la rilevazione, coord i-
nati formati e coadiuvati da
tecnici della Regione Marc h e
con competenza in agricoltu-
ra, da statistici e da funzionari
dellISTAT stesso.
Per la prima volta le aziende
v e rranno individuate con rife-
rimenti al foglio di mappa sul
quale si trovano, ottenendo
cos dati localizzabili in un
contesto geografico, comple-
mentari con i dati di rilevazio-
ni in altri settori produttivi ed
in aree urbane. In questo mo-
do la programmazione delle
attivit produttive e di conser-
vazione del suolo risulteranno
molto pi agevoli sia a livello
nazionale che locale.
A questo proposito pre g h i a-
mo i futuri intervistati, cio
tutti i conduttori di azienda
agricola, di accogliere i rileva-
tori con i documenti catasta-
li, cosicch sia agevole riferi-
re le colture praticate ai fogli
di mappa dellazienda.
R i c o rdiamo che chi compila,
c o rregge o viene in qualsiasi
modo in contatto con i que-
stionari non pu rivelarne il
contenuto (segreto statisti-
co), e che lo stesso ISTAT
vincolato a non rivelare i dati
se non a scopo statistico ed
in forma aggregata, e mai al-
cuna deroga pu essere per
legge fatta a questo principio,
n c naturalmente mai stata
alcuna eccezione.
Durante lo svolgimento del
l o ro incarico i rilevatori sono
incaricati di pubblico serv i z i o
e quindi sottoposti alla nor-
mativa vigente in materia di
s e g reto statistico e tutela del-
la riservatezza (legge 675/96,
detta "legge sulla privacy"),
tanto che il Garante per la
p rotezione dei dati personali
ha previsto che per loro ven-
ga redatto un codice deonto-
logico, come gi per altre
f i g u re professionali, codice
che lISTAT sta gi pre d i s p o-
nendo.
I tempi sono stretti, il lavo-
ro non poco: siamo tutti
mobilitati.
S a p p iamo che tempo di se-
mine, sappiamo che il tempo
a disposizione non molto. E
v e ro per che la rilevazione
non richiede pi di unora e
mezza, e che rappresenta uno
dei pochi momenti in cui lim-
p re n d i t o re agricolo pu de-
s c r i v e re al rilevatore, ma per
suo tramite anche allUnione
E u ropea, la sua realt senza
alcuna mediazione.
Ed in questottica forse il tem-
po non sembrer pi spre c a-
to, ma utilizzato.
Gabriella Malanga
2
ASSESSORATO AGRICOLTURA: I DIRIGENTI
Servizio Agricoltura Dott. Sergio Bozzi
Servizio Valorizzazione terreni agricoli e forestali Dott.ssa Graziella Gattafoni
Servizio Valorizzazione delle produzioni Dott. Mariano Landi
Servizio Sport, caccia, pesca e tempo libero Dott. Uriano Meconi
Servizio Decentrato agricoltura e alimentazione di Ancona Dott. Benedetto Ranieri
Servizio Decentrato agricoltura e alimentazione di Pesaro Dott. Siro Marconi
Servizio Decentrato agricoltura e alimentazione di Macerata Dott. Ottavio Gabrielli
Servizio Decentrato agricoltura e alimentazione di Ascoli Piceno Dott. Luciano Vita
Il Coord i n a t o re del l AREA Atti vi t Produtti ve - che fra gl i al tri compr ende i Servi zi soprai ndi cati - i l Dott. Pi etro Marc o l i n i
3
o scorso 26
s e t t e m b re ,
con decisione
C(2000) 2726,
la Commissio-
ne Europea ha definitiva-
mente approvato il Piano di
Sviluppo Rurale 2000-2006
delle Marche dando in tal
modo il via libera ufficiale al-
lattuazione delle fasi suc-
cessive, vale a dire lappro-
vazione del testo da parte del
Consiglio Regionale e lema-
nazione dei bandi. Il serv i z i o
Agricoltura ha gi attivato la
p redisposizione dei bandi
che presumibilmente verr a n-
no pubblicati entro dicem-
b re.
Come gi detto (cfr. n. 4) il
Piano di Sviluppo ru r a l e
m a rchigiano si articola in 3
assi:
1. miglioramento della com-
petitivit e delleff i c i e n z a
dei sistemi agricoli e
a g ro-industriali e della
qualit dei prodotti in un
contesto di filiera;
2. tutela e valorizzazione del
paesaggio rurale e delle
risorse ambientali;
3 . azioni di sostegno allo
sviluppo ru r a l e .
Il primo asse contiene le mi-
s u re rivolte al sistema pro-
duttivo agricolo visto in tutti
i suoi elementi: per quanto
r i g u a rda le aziende pro d u t t r i-
ci lobiettivo migliorarn e
competitivit ed efficienza fi-
nanziando investimenti ri-
g u a rdanti tanto il pro c e s s o
p roduttivo (riduzione dei co-
sti, risparmi di energia, ridu-
NO RM ATI VA
PSR, DEFINITIVA
APPROVAZIONE
L
La deci si one del l a Commi ssi one Euro p e a
con l ok al Pi ano di Svi l uppo Rural e 2000-
2006 atti va l a fase operati va. P resto verr a n -
no defi ni ti i bandi che consent i ranno gl i
i nvesti menti a part i re dal 2001, mentre sono
spendi bi l i subi to i fondi di quest anno per
f i n a n z i a re l e domande che non si sono potu -
te evadere pri ma per mancanza di r i s o r s e .
SI LIQUIDANO ANCHE
LE VECCHIE DOMANDE
L a p p rovazione del documen-
to ha sbloccato lero g a z i o n e ,
nel corso del 2000, di oltre
55 milioni di euro di contri-
buti pubblici, a favore di pro-
getti aff e renti programmi del
periodo 1994-99 (misure
a g roambientali, sostegni ai
giovani agricoltori, ecc.) e
finanziati con risorse del
PSR. Gli elenchi dei benefi-
ciari delle diverse misure con
i relativi importi sono infatti
gi stati inviati allAGEA
(Agenzia per le Erogazioni in
Agricoltura, ex AIMA), che
dovr materialmente pro v v e-
d e re alle liquidazioni entro la
fine dellanno.
I n part i c o l a re per quanto
r i g u a rda le ex misure di
accompagnamento (re g g .
CE 2078, 2079 e 2080) 27,6
milioni di euro di contributo
pubblico sono stati destinati
alle misure agroambientali a
favore di oltre 5.700 benefi-
ciari, 1,16 milioni di euro al
p repensionamento, e 5,66
allimboschimento.
Il regolamento CE 950/97
complessivamente ha
assorbito oltre 20 milioni di
e u ro (40 miliardi di lire) di
contributo pubblico cos
distribuiti: circa la met
hanno finanziato gli investi-
menti delle aziende agricole
ed hanno riguardato 832
beneficiari, oltre 6 milioni di
euro hanno sostenuto 1.047
giovani agricoltori sia per il
loro insediamento in azienda
che per lattuazione di un
piano di miglioramento
aziendale; infine circa 3,6
milioni di euro sono stati
impiegati a titolo di inden-
nit compensative per oltre
2.090 agricoltori operanti in
a ree svantaggiate. Come si
evince anche dallanalisi del
Piano Finanziario del PSR
sotto riportato, la dotazione
finanziaria per lannualit
2000 stata completamente
utilizzata ed anzi leggermen-
te superata.
zione impatto am-
bientale, innovazione
tecnologica) che il
p rodotto (migliora-
mento qualitativo, di-
versificazione); inoltre
attraverso la ricom-
posizione fondiaria si
tenta di ridurre la pol-
verizzazione delle
aziende per far rag-
g i u n g e re loro una di-
mensione economi-
camente efficiente. Le
azioni relative alla for-
za lavoro off rono un
sostegno al ricambio
generazionale e inter-
venti di formazione e
riqualificazione pro-
fessionale; si incenti-
va la trasform a z i o n e
e commerc i a l i z z a z i o-
ne dei prodotti con
una part i c o l a re atten-
zione ai prodotti di
qualit (sostegni alla
c e rtificazione di qua-
lit e alla loro com-
m e rcializzazione an-
che attraverso mezzi
innovativi).
Tra le novit da sotto-
l i n e a re vi sono:
il collegamento tra-
sversale tra pi mi-
s u re, che mira a
re n d e re org a n i c o
l i n t e rvento dellin-
t e ro Piano di Svi-
luppo (ad es. i be-
neficiari della misu-
ra A, investimenti azienda-
li, beneficiano di tassi di
aiuto superiori se al con-
tempo sottoscrivono un
impegno agro a m b i e n t a l e
ai sensi della misura F);
la misura V "ingegneria fi-
nanziaria" che mira ad age-
v o l a re laccesso al cre d i t o
da parte delle aziende agri-
cole, sostenendo la costi-
tuzione di consorzi fidi per
i n t e rventi di garanzia sui
finanziamenti.
Lasse 2 contiene interv e n t i
volti al sostegno di attivit
p roduttive rispettose del-
lambiente, quali la zootecnia
estensiva, e alla riduzione
dellimpatto ambientale delle
attivit agricole (con azioni
finalizzate alla conduzione
dei terreni agricoli secondo
tecniche a basso impatto
ambientale o di pro d u z i o n e
biologica). Una novit im-
p o rtante la maggiore enfa-
si posta sul ruolo dellagri-
c o l t o re come tutore del terr i-
torio, in part i c o l a re del tutto
innovativa lazione F3 "sal-
v a g u a rdia del paesaggio e
delle caratteristiche tradizio-
nali dei terreni agricoli" che
finanzia interventi di manu-
tenzione dei terreni agricoli e
f o restali abbandonati con
lobiettivo di contrastare il
dissesto idrogeologico e il
rischio di incendio. Le aree a
rischio dovranno essere pre-
ventivamente individuate
dalle Comunit Montane e
dalla Regione.
A l l i n t e rno di tale asse
sono previste anche le
m i s u re forestali, di in-
dubbia valenza am-
bientale, quali limbo-
schimento di superf i c i
agricole e non, gli in-
vestimenti volti a mi-
g l i o r a re le fasi di rac-
colta, trasformazione e
c o m m e rc i a l i z z a z i o n e
dei prodotti silvicoli, le
m i s u re di pre v e n z i o n e
di disastri naturali e
incendi, la gestione in
f o rma associata delle
f o reste. Infine, sempre
in tema di salvaguar-
dia del territorio, si
p revede lattuazione di
unazione di monito-
raggio ambientale re-
lativamente ai rischi di
e rosione dei suoli e di
inquinamento delle ac-
que superficiali e
p rofonde e interv e n t i
per la razionalizzazione
della gestione delle ri-
sorse idriche in agri-
c o l t u r a .
Lasse 3 completa-
mente innovativo, pre-
vedendo, oltre alle mi-
s u re relative allagritu-
rismo, interventi in
settori quali il turismo
rurale e lart i g i a n a t o
che non hanno come
beneficiari impre n d i t o-
ri agricoli ma impre s e
turistiche ed artigiane. Sem-
p re nellintento di pro m u o v e-
re lo sviluppo integrato delle
a ree rurali e fre n a re la loro
tendenza ad un pro g re s s i v o
spopolamento si sostengono
anche il rinnovamento dei
villaggi rurali, il miglioramen-
to delle infrastru t t u re e lo
sviluppo di servizi essenziali
per leconomia e la popola-
zione rurale (costituzione di
Reti di Economia Locale).
Sabrina Speciale
4
5
ASSE 1 Miglioramento della competitivit e dellefficienza dei sistemi agricoli e agr o - i n d u s t r i a l i
e della qualit dei prodotti, in un contesto di filiera
MISURA A INVESTIMENTI NELLE AZIENDE AGRICOLE (art. 4 Reg. CE 1257/99)
MISURA B INSEDIAMENTO DEI GIOVANI AGRICOLTORI (art. 8 Reg. CE 1257/99)
MISURA C FORMAZIONE PROFESSIONALE (art. 9 Reg. CE 1257/99)
MISURA D PREPENSIONAMENTO (art. 11 Reg. CE 1257/99)
MISURA G MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI TRASFORMAZIONE E DI COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI (art. 26 Reg. CE 1257/99)
MISURA K RICOMPOSIZIONE FONDIARIA (art. 33 Reg. CE 1257/99)
MISURA L AVVIAMENTO DI SERVIZI DI SOSTITUZIONE E DI ASSISTENZA ALLA GESTIONE DELLE AZIENDE AGRICOLE (art. 33 Reg. CE 1257/99)
MISURA M COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI AGRICOLI DI QUALITA' (art. 33 Reg. CE 1257/99)
1. Valorizzazione dei prodotti di qualit
2. Certificazione di qualit
3. Sistemi innovativi di commercializzazione
MISURA V INGEGNERIA FINANZIARIA (art. 33 Reg. CE 1257/99)
ASSE 2 Tutela e valorizzazione del paesaggio r urale e delle risorse ambientali nel rispetto
di quanto previsto dal Piano di Inquadramento Territoriale delle Mar che
MISURA E ZONE SVANTAGGIATE E ZONE SOGGETTE A VINCOLI AMBIENTALI (art. 14 e 16 Reg. CE 1257/99)
MISURA F MISURE AGROAMBIENTALI (art. 23 Reg. CE 1257/99)
1. Azioni finalizzate alla conduzione dei terreni agricoli secondo tecniche a basso impatto ambientale e protettive dellambiente
2. azioni finalizzate alla conduzione di terreni agricoli secondo tecniche di produzione biologica e protettive dellambiente
3. Salvaguardia del paesaggio e delle caratteristiche tradizionali dei terreni agricoli
4. azioni di miglioramento ambientale e colturale a fini faunistici
MISURA H IMBOSCHIMENTO DELLE SUPERFICI AGRICOLE (art. 31 Reg. CE 1257/99)
MISURA I ALTRE MISURE FORESTALI (art. 30 e 32 Reg. CE 1257/99)
1. Imboschimento di superfici non agricole
2. Investimenti in foreste destinati ad accrescerne in misura significativa il valore economico, ecologico o sociale
3. Investimenti diretti a migliorare e a razionalizzare il raccolto, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della silvicoltura
4. Promozione di nuovi sbocchi per luso e la commercializzazione dei prodotti della silvicoltura
5. Interventi per la gestione in forma associata delle foreste
6. Interventi di rimboschimento a seguito di disastri naturali e incendi e misure di prevenzione
MISURA Q GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE IN AGRICOLTURA (art. 33 Reg. CE 1257/99)
MISURA T TUTELA DELLAMBIENTE IN RELAZIONE ALLAGRICOLTURA, ALLA SILVICOLTURA, ALLA CONSERVAZIONE DELLE RISORSE NATURALI
NONCHE AL BENESSERE DEGLI ANIMALI (art. 33 Reg. CE 1257/99)
ASSE 3 Azioni di sostegno allo sviluppo rurale
MISURA N SERVIZI ESSENZIALI PER LECONOMIA E LA POPOLAZIONE RURALE (art. 33 Reg. CE 1257/99)
MISURA O RINNOVAMENTO E MIGLIORAMENTO DEI VILLAGGI RURALI E TUTELA DEL PATRIMONIO RURALE (art. 33 Reg. CE 1257/99)
MISURA P DIVERSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA DEL SETTORE AGRICOLO E DELLE ATTIVITA AFFINI ALLO SCOPO DI SVILUPPARE ATTIVITA PLU-
RIME O FONTI DI REDDITO ALTERNATIVE (art. 33 Reg. CE 1257/99)
MISURA R SVILUPPO E MIGLIORAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE RURALI CONNESSE ALLO SVILUPPO DELLAGRICOLTURA (art. 33 Reg. CE
1257/99)
MISURA S INCENTIVAZIONE DELLE ATTIVITA TURISTICHE E ARTIGIANALI (art. 33 Reg. CE 1257/99)
P. S. R. , ASSI E MISURE
MISURE PREVISTE
DALLA RIFORMA
PER LA GESTIONE
DEL POTENZIALE
PRODUTTIVO
Per quanto riguarda la g e-
st ione del potenzi al e pro-
d u t t i v o comunitario le princi-
pali novit sono le seguenti:
Viene mantenuto il divieto di
nuovi impianti fino al 31 lu-
glio del 2010 salvo alcune
deroghe, costituite da :
nuovi impianti attuati nel-
lambito di misure di ricom-
posizione o di esproprio per
motivi di pubblica utilit,
nuovi impianti per super-
fici destinate alla speri-
mentazione agricola
nuovi impianti per coltura
di piante madri per marze
impianti per le superfici i
cui prodotti sono destinati
esclusivamente al consu-
mo familiare dei viticoltori.
Vengono inoltre concessi
nuovi diritti di impianto, pa-
ri, per lItalia, a 12.933 etta-
ri, da ripart i re ora tra le re-
gioni, e che possono essere
utilizzati solo se lo Stato
APPLICAZIONE
NELLA REGIONE
INVENTARIO
VITIVINICOLO
Linvent ar io del le pr o d u-
zi oni vi t i col e pr e v i s t o
dal l a r i f or ma come con-
di zione i mpr e s c i n d i b i l e
per poter acceder e a mi-
s u r e est r emament e i m-
por tanti per il settore:
regolarizzazione di taluni
vi gnet i i mpi ant at i ant e-
riormente al 1 settembr e
1998
aiuti per la riconversione
e ri st r ut t urazi one dei vi -
gneti
aut or i zzazi one per l a r e a-
li zzazione in Italia di 12.933
ha di nuovi i mpi ant i ent r o
d i c e m b re 2003.
Per quant o r i guar da l i n-
vent ari o vi t i vi ni col o, nel
rispetto dellaccordo Stato
Regi oni del 4 novembr e
1999, il Servizio Agricoltu-
r a del la Regione Marc h e
ha provveduto a notificare
al Ministero delle Politiche
Agricole la attuale superf i-
ci e vit at a nelle Marche, l e
pri ncipali var i et di vi te
col tivate, la situazione dei
nuovi impianti e dei diri tti
di re i m p i a n t o .
I l Ser vizio ha st imato i n
21.735 et tari la super f i c i e
vi tat a al la data del 1 set-
t e m b re 1999, e, somman-
do a quest a 705 ett ari di
nuovi i mpi anti assegnati
nel 1998 e 1999 a seguito
di deroghe concesse all a
nostr a Regione al di viet o
di impianto, oltre a 899 et-
t ari di diritt i di r e i m p i a n t o
non ancora esercitat i, si
ot tiene un potenziale p r o-
dut t i vo r egional e di
23.339 ettari .
7
NUOVA ORGANIZZAZIONE
DI MERCATO DEL
SETTORE VITIVINICOLO
Il 1 agosto 2000 entrata in vigore la nuo-
va OCM vitivinicola, approvata nel 1999 al-
l i n t e r no di Agenda 2000, e con essa le
nuove norme per gestire il patrimonio viti-
colo. La nuova OCM prevede una serie di
m i s u r e e interventi che vanno nella dir e z i o-
ne di salvaguar d a r e, valorizzare e qualifi-
c a r e il patrimonio vitivinicolo esistente.
NO RM ATI VA
(segue a pag. 8)
8
m e m b ro ha compilato lin-
ventario del potenziale pro-
duttivo. Questi nuovi diritti
di impianto possono essere
assegnati ad una riserva na-
zionale o regionale e vanno
e s e rcitati entro due anni al-
trimenti tornano nella riser-
va. La Commissione inoltre
gestisce una riserva comu-
nitaria di altri 17.000 ettari
che distribuir entro il
31/12/2003 tra le re g i o n i
che evidenzino un fabbiso-
gno supplementare di diritti
di impianto.
DIRITTI DI REIMPIANTO
Per quanto riguarda i diritti
di reimpianto la grossa no-
vit che possono essere
assegnati allagricoltore p r i -
ma che questi abbia estirpa-
to una superficie equivalente
a quella in cui ha luogo il
reimpianto, purch si impe-
gni ad effettuare lestirpazio-
ne prima della fine della ter-
za campagna successiva a
quella dellimpianto. Tale no-
vit importante poich
p e rmette di evitare quel pe-
riodo "morto" che seguiva al
reimpianto quando la vec-
chia vigna era gi estirpata e
quella nuova non ancora
p roduttiva. Altro aspetto im-
p o rtante che i diritti di
reimpianto sono trasferibili
da unazienda allaltra se le
s u p e rfici di questaltra
azienda sono destinate alla
p roduzione di v. q . p . r.d. o di
vini da tavola designati me-
diante unindicazione geo-
grafica (non inclusi pre c e-
dentemente) o alla coltura di
piante madri per marz e ,
mettendo in atto meccani-
smi che garantiscano il
mantenimento del potenziale
p roduttivo inteso non come
superficie investita a vigneto
ma come quantit di uva
p rodotta. Tale misura va
chiaramente nella dire z i o n e
di re n d e re pi flessibili i di-
ritti di reimpianto e in tal
modo favorire lo sviluppo di
quelle zone che pro d u c o n o
vini di qualit con mercati in
espansione. Anche i diritti di
reimpianto acquisiti hanno
una "data di scadenza", pari
a 5 anni a part i re dalla cam-
pagna di estirpazione.
REGOLARIZZAZIONE
DELLE SUPERFICI VITAT E
La OCM vino prevede delle
misure per regolarizzare i vi-
gneti impiantati non a nor-
ma di legge e cio: per i
reimpianti irregolari, eff e t-
tuati prima del 1 settembre
1998, l'acquisto di un diritto
di reimpianto a titolo re-
t roattivo (con una penalizza-
zione amministrativa) se la-
g r i c o l t o re dimostra di aver
espiantato una pari superf i-
cie senza aver per questo ri-
cevuto alcun premio; lac-
quisto dalla riserva re g i o n a-
le di diritti di nuovo impian-
to pagandoli il 150% del
p rezzo normalmente appli-
cato oppure acquistandoli
sul mercato per una superfi-
cie superiore del 50% a
quella da "sanare" e trasfe-
rendo tale 50% alla riserv a
regionale; lutilizzo di diritti
di reimpianto non impiegati
DICHIARAZIONE
DELLE SUPERFICI VITATE
Per la realizzazione e la ge-
st i one del Cat ast o i l Mi ni -
s t e ro del l e Pol i t iche Agr i-
col e ha delegat o con pr o-
prio decr eto l AIMA (Azien-
da di Stato per gli Interv e n-
ti sul mercato Agricolo).
A seguito dellaccordo Sta-
t o- Regi oni siglat o su que-
st o ar goment o nel la Con-
f e renza del 5 novembr e
1999, l a Regi one Marc h e
ha sti pul at o con l AI MA
una apposi ta convenzi one
che pr evede l aper t ur a i n
ogni Pr ovi nci a di uno
s p o r t el l o inf or m a t i z z a t o
dove t ut t i i vi t i col t or i do-
vr anno pr e s e n t a r e l a l or o
dichiarazione della superfi-
cie vitata.
Con D. M. 26/7/2000 pub-
bl i cato sul l a Gazzetta Uff i -
ci ale del 20/9/2000, l a sca-
denza per l a pre s e n t a z i o n e
del l a Di chi arazi one del l e
s u p e rfi ci vi tate stata pro-
rogata al 31/3/2001.
GESTIONE DEL POTENZIALE
PRODUTTIVO AZIENDALE
I n meri to al le pr o c e d u r e e
agl i adempi ment i per la
gest i one del pot enzi al e
p r odut t i vo, nel r i spett o
delle disposizioni comuni-
t ar i e, l a Regione Marc h e
ha emanat o l a D.G.R. n.
1586 del 25/7/2000.
Il provvedimento disciplina
le modalit appli cati ve del-
le di sposizioni comunit ari e
i n mat er i a di pot enzi al e
produttivo viticolo.
E fatto obbligo a ciascun con-
d u t t o re di superfici vitate di:
ef f e t t u a r e la dichiar azione
del l e stesse per l a def i ni -
zione del pot enzi al e vi ti co-
lo aziendale;
not i fi car e qualsiasi vari a-
zi one al pot enziale vi ti col o
dellazienda .
fat t o obbl i go, per l a
est i rpazi one, il r e i m p i a n t o
o il nuovo impiant o di su-
p e r f i ci vi t at e, chi eder e l a
r el at i va aut or i zzazione al
S e r vi zi o Agr i col t ur a o al
S e r vizi o Decentr at o Agr i -
col t ur a e Al i mentazi one
del l a Regi one Marc h e
competente per territorio.
La del iberazione n. 1586/2000
det ta l e pro c e d u r e per li nol-
t ro alla pubblica ammi nistra-
zi one del l e domande per
lautorizzazione a:
9
che lo Stato membro distri-
buisce ai produttori per le
regolarizzazioni (per una su-
p e rficie massima pari
all1,2% della superficie viti-
cola) sempre alle stesse
condizioni dei diritti della ri-
s e rva regionale. Anche que-
sta misura attivabile se lo
Stato membro/Regione ha
compilato linventario del
potenziale produttivo.
RISERVE DEI DIRITTI DI
REIMPIANTO
Per migliorare la gestione
del potenziale produttivo gli
Stati membri possono deci-
d e re di istituire delle r i s e rv e
nazionali e/o regionali in cui
far confluire i diritti di nuovo
impianto e i diritti di re i m-
pianto per poi re d i s t r i b u i re
tali diritti gratuitamente ai
p roduttori di et inferiore ai
40 anni che si insediano per
la prima volta in unazienda
viticola in qualit di capo
dellazienda o dietro corr i-
spettivo per i produttori che
intendono piantare vigneti la
cui produzione abbia sboc-
chi di mercato certi.
A l t ro aspetto fondamentale
della nuova O.C.M. il re g i-
me di riconversione e ri-
s t rutturazione dei vigneti in
base al quale viene assicura-
to un sostegno per la ricon-
versione varietale , la diver-
sa collocazione/re i m p i a n t o
dei vigneti e il miglioramen-
to delle tecniche di gestione
dei vigneti. Tale sostegno
consiste in un indennizzo ai
p roduttori per le perdite di
entrate conseguenti alla ri-
c o n v e r s i o n e / r i s t ru t t u r a z i o n e
e in un contributo ai costi
connessi a tali operazioni (la
quota comunitaria non su-
p e rer il 50% di tali costi).
a)est i r pazione pr e o rd i n a t a
allacqui sizione di un dir it -
to di reimpianto;
b)reimpianto:
- con diritto proprio,
- con estirpazione successiva,
- con di r it to acqui si t o me-
diante trasferimento;
c) nuovo impianto per diritti
nuovamente creati (12.933
et tar i da ripart i re f ra le Re-
gioni);
d) nuovo impianto in dero g a :
- per sperimentazione;
- per pr oduzi one di pi ant e
madri per mar ze;
- per pr oduzi one dest i nat a
al consumo familiare.
REGOLARIZZAZIONE
VIGNETI
Impianto o reimpianto irre-
g o l a re di vigneto re a l i z z a t o
a n t e r i o rmente al 1 set tem-
bre 1998.
Gl i i mpi anti o rei mpi anti i r-
regol ari real i zzati anteri or-
mente al 1 settembre 1998
possono ottenere l a dero g a
al l a di sti l l azi one del pr o-
dotto e qui ndi ott enere
l autori zzazi one a pro d u rre
vi no da commerc i a l i z z a re .
Il pro d u t t o re i ntere s s a t o
deve pre s e n t a re l a doman-
da di deroga a decorre re
dal 1 agosto 2000 e co-
munque entro e non ol tre i l
31 di cembre 2001.
La r egol ar i zzazi one pu
a v v e n i r e con quatt r o mo-
dalit diverse:
1. quando i l pr o d u t t o r e ha
est i r pat o una super f i c i e
equivalente a quella ir rego-
larmente piantata;
2. autorizzando il pro d u t t o re a
far valere diritti di re i m p i a n t o
ottenuti o acquist ati anche
dopo limpianto irre g o l a re ;
3. con l a r iassegnazione dei
diritti di rei mpianto cosidet-
ti vir t uali ( che la Commi s-
sione pu ri conoscer e allo
Stato Italiano se questi in
grado di dimost rare in mo-
do soddisfacente che vi sa-
r e b b e r o dir it ti i n essere
qualor a fosser o stati comu-
nicati i relativi espianti );
4. presa datto che il pro d u t-
t o re si impegnato a estir -
p a re entro t r e anni dal lim-
pianto, una super ficie equi-
valent e a quell a impiant ata
senza autorizzazione.
Le super f i ci pi ant at e a
d e c o r r e r e dal 1 set t em-
b r e 1998 devono esser e
e s t i r p a t e .
ABBANDONO DEFINITIVO
DELLA VITICOLTURA
Le pro c e d u r e e le modalit
per l appli cazi one della mi -
sura di abbandono definiti-
vo dell a vit i colt ura, saran-
no def i ni te con apposi to
at to ammini st r at ivo qualo-
ra la sit uazione di merc a t o
ne d e t er mini lesigenza.
In ogni caso, al fine di man-
t e n e r e il potenziale pro d u t-
tivo regionale, in situazione
di abbandono del l a pr o d u-
zione, si potr pro c e d e re al
r i t i r o dei dir i tti relat ivi t ra-
mit e l a Ri ser va Regi onale
dei diritti di reimpianto. L i n-
denni zzo sar det erm i n a t o
sulla base dei prezzi corre n-
ti di merc a t o .
RISTRUTTURAZIONE
E RICONVERSIONE
Le disposizioni relative alla
r i s t r utturazione e r iconver -
sione dell e super f i ci vi tat e
sono in fase di pr e d i s p o s i-
zione da par t e del Ser v i z i o
Agri col t ura dell a Regi one.
Una vol ta appr ovato il Pia-
no di Riconver si one e Ri-
s t r utt ur azione, i vi ti col t or i
m a rchigi ani pot ranno pr e-
s e n t a r e agl i Or gani Regi o-
nal i l a domanda di cont r i-
but o corr edata di un pi ano
di r iconver sione del vigne-
t o da r e a l i z z a r e att r aver so
la prati ca del reinnest o o a
mezzo rei mpi ant o. Quest a
10
Tale misura mira chiaramen-
te a favorire la riconversione
verso produzioni che incon-
trano meglio i gusti dei con-
sumatori, tipicamente quelle
di qualit a scapito dei vini
da tavola meno pre g i a t i .
L a rt.11 specifica che tale
sostegno non si applica al
rinnovo normale dei vigneti
giunti al termine del loro ci-
clo di vita naturale. Anche
per accedere a tale re g i m e
occorre aver preventivamen-
te compilato linventario del
potenziale produttivo.
Pu essere concesso un
p remio di abbandono , il cui
i m p o rto fissato dagli Stati
membri, per la cessazione
definitiva della viticoltura in
una zona determinata. Nel-
lottica del mantenimento
del potenziale vitivinicolo at-
tuale, tale misura non sta-
ta applicata nelle Marche.
Per quanto concerne i m e c-
cani smi di mer c a t o v e n g o-
no abbandonate le misure
relative alla distillazione pre-
ventiva, alla distillazione ob-
bligatoria dei vini da tavola e
alla distillazione di sostegno
( a rtt. 38, 39 e 41 del Reg.
CEE n.822/87), e viene in-
t rodotta la "distillazione di
crisi " su base volontaria per
a ff ro n t a re casi eccezionali di
p e rturbazione del merc a t o .
Tali modifiche hanno il fine
di eliminare il ricorso allin-
t e rvento quale sbocco art i f i-
ciale della produzione. Ve n-
gono invece mantenute altre
m i s u re quali laiuto al magaz-
zinaggio privato, la distilla-
zione dei sottoprodotti e, a ti-
tolo transitorio, la distillazio-
ne del vino ottenuto da uve
di variet non da vino. Per
quanto riguarda la distillazio-
ne per il mercato dellalcole
ad uso alimentare il re g o l a-
mento prevede una misura
specifica consistente in un
aiuto primario (aiuto alla di-
stillazione a fronte di un
p rezzo minimo pagato dal di-
s t i l l a t o re al pro d u t t o re) e un
aiuto secondario per coprire
le spese di magazzinaggio
del prodotto ottenuto.
Il regime degli scambi con i
paesi terzi prevede il divieto
di vinificare mosti di paesi
t e rzi e di miscelare vini co-
munitari con vini import a t i
salvo eventuali deroghe sta-
bilite dal Consiglio: in ogni
caso comunque i vini impor-
tati o prodotti con mosti im-
p o rtati devono riport a re tale
informazione sulletichetta in
maniera inequivocabile. Per
quanto riguarda le p r a t i c h e
e n o l o g i c h e , arr i c c h i m e n t o ,
gradazioni minime naturali
delle uve, v. q . p . r.d., tutto re-
sta come prima.
Luciano Neri
o p p o r t uni t part i c o l a r -
mente impor tante perc h
consent e al set t ore di
a d e g u a re gl i i mpi ant i alle
m o d e r ne t ecni che di ge-
st i one del vi gnet o, anche
con l a meccani zzazi one
del l e operazi oni colt ur al i .
A l t ro obiettivo del Piano
quell o di favor i re l ade-
guamento della base am-
pelogr afica dei vigneti so-
stituendo variet oggi non
pi appr ezzate dai consu-
matori con vi ti gni di qua-
l i t che i ncont r ano l a ri -
chiesta del merc a t o .
RISERVA REGIONALE
Al fine di mantenere il po-
t enzial e produt t ivo e di
m i g l i o r a rne la gesti one, la
Regione deve istitui re una
r i s e r va r egionale di diri tt i
di reimpianto. Nella riser -
va regionale confluiscono:
a) diritti di nuovo impianto,
di ri tt i di rei mpi ant o e di -
r it ti di impianto concessi
ma non eserci t at i entr o i
ter mini prescritti;
b) di r i t t i di i mpi ant o nuo-
vamente cr eati;
c) diritti derivanti dallacqui-
sto da parte del pro d u t t o re
di un diri tto di re i m p i a n t o
s u p e r i o r e del 50% del la
s u p e r ficie interessata al fi-
ne della re g o l a r i z z a z i o n e
del proprio vigneto.
L assegnazi one dei dir it t i
del la r iserva ai pro d u t t o r i
dispost a dal l a Regi one
medi ant e avvi so pubbl i-
co nel quale vengono de-
f i ni t i i cr i t er i di assegna-
zione, l e modal i t e l e-
ventuale prezzo di cessio-
ne. Le somme i ntr o i t a t e
dalle cessioni dei diritti di
i mpiant o pr el evat i dal l a
r i s e r va r egional e sono
desti nat e al l at t i vi t del la
r i s e r va, al la pr o m o z i o n e ,
e ad at ti vi t di studio, r i-
c e rca e sper i mentazi one
in campo vitivinicolo.
l . n.
Il pi ano di
ri strutturazi one
che sta
predi sponendo l a
Regi one terr
anche conto
del l a necessi t
di ri nnovare i l
parco vi gneti ,
si a perch i n
mol ti casi
vecchi o si a per
i nseri re vari et
che vanno
i ncontro al l e
esi genze dei
consumatori
C u p r a m o n t a n a
il Convegno LA
VIGNA E LA
COLLINA MAR-
CHIGIANA ha
f o rnito locca-
sione per esaminare la viti-
coltura marchigiana al mo-
mento dellavvio della OCM,
dettagliando le pro b l e m a t i-
che della realt Leader II
Colli Esini San Vi c i n o .
Nel territorio la CIA gestisce
il Servizio di animazione
per la ristrutturazione della
viticoltura affidato dal
G.A.L. Leader II Colli Esini
San Vicino, a seguito di par-
tecipazione al bando di con-
c o r s o .
Questo territorio - 19 Comu-
ni della medio-alta vallesina
e 4 del maceratese fornisce i
dati seguenti:
La riduzione delle superf i-
ci a vite una caratteristica
regionale; il fenomeno va
a rrestato, come indicato dal
Piano Vitinicolo Regionale,
attraverso politiche mirate
allimmissione di nuova im-
p renditorialit con titoli di
studio ad indirizzo agro a m-
bientale, supportata da ade-
guata formazione pro f e s-
sionale, nuovi impianti con
dimensioni minime azien-
dali di 4 - 5 ettari capaci di
a b b a s s a re i costi di pro d u-
zione e re a l i z z a re un re d d i t o
a d e g u a t o .
La superficie vitata nelle
M a rche dai 32.000 ettari
della prima met anni 80
oggi ridotta a circa 22.000
ettari: 4.800 in provincia di
Ancona, 2.800 in quella pe-
s a rese, 2.600 a Macerata,
11.500 ad Ascoli Piceno.
La vigna nelle Marche, per,
essendo in gran parte levolu-
zione nel senso della specia-
lizzazione della viticoltura
mezzadrile in filari maritati ad
a c e ro, ed essendo la superf i-
cie a vigna la trasform a z i o n e
della viticoltura promiscua in
quella specializzata, pre s e n t a
specifiche peculiarit: ha av-
vio ad inizio anni 60 e nel de-
cennio 68-78 realizza oltre il
50% dellattuale patrimonio
viticolo; la met dei vigneti ha
unet tra i 25 ed i 30 anni; la
vigna entra nell'ord i n a m e n t o
colturale dellazienda coltiva-
trice nella collina, ed anche
nei limitati territori di fondo-
valle, con una dimensione dal
0,5 al 1,5 ettari circ a .
I dati sullet dei vigneti in
questa zona, in linea con i
dati regionali, sono quelli in-
dicati nella Tabella 2.
11
PROPOSTE VIGNETI
PER VINI DA PODIO
Un set t or e c he
andat o nel t empo
s p e c i a l i z z a n d o s i ,
di mi nuendo per
i n super f i ci e: oggi
sono 22. 000 gl i
et t ar i i nvest i t i ,
10. 000 i n meno
r i spet t o agl i anni
Ot t ant a.
As col i l a pr o v i n -
ci a pi vi t at a, se-
gue Ancona, Pe-
s a r o e Macer at a.
A
1990 1998 Var. %
COMUNE N az. Viticole Ha vigneto Ha vigneto
23 4.753 3.728,51 3.463,45 -7,1
La t radizional e manif estazi one
dedicat a al vi no, che si t i ene
annual ment e a Cupr amont ana
ha r egi st r at o un si gni f i cat i vo
successo di pubblico.
Tr a l e i ni zi ati ve anche un i nt e -
ressant e convegno su La vi -
gna e l a col l i na Marc h i g i a n a ,
che ha pr esent ato una ri cerc a
sulla realt marc h i g i a n a . Qui ri -
p o r t i amo l i nt er vent o del r e l a -
t o r e Mar co Gi ar di ni , dell a CI A
regionale.
Nell a f ot o a f ianco, Sergi o Ce -
rioni sindaco di Cupramontana,
G i a r dini , i l pr esi dent e del l AS -
SI VI P Massi mo Bernet ti , l as -
s e s s o r e provincial e Fabio Buc -
ciarelli.
NO RM ATI VA
Tabel l a 1
Oggi un rilevante numero di
aziende dire t t o - c o l t i v a t r i c i
( c i rca l80%) di fronte a
due grossi pro b l e m i :
Gran parte dei conduttori-
i m p renditori in et molto
avanzata: con loro neces-
sario re a l i z z a re accordi per la
r i s t rutturazione della viticol-
tura e per il ricam-
bio generazionale,
in part i c o l a re sui
diritti di re i m p i a n t o
e la mobilit fon-
d i a r i a .
I vigneti hanno
una ridotta super-
ficie (meno di un
e t t a ro), talvolta in
s u p e rfici quasi
m a rginali che ser-
vivano a re g o l a r i z-
z a re i campi colti-
vati a cereali, bie-
tola, colture da rin-
novo; con unet
p revalente attorn o
ai trenta anni che
ne determina ridu-
zione di pro d u t t i-
vit, abbassamen-
to della qualit
delluva, sesti di
impianto e sistemi
di allevamento che
non consentono la
m e c c a n i z z a z i o n e
in due decisive
operazioni: la po-
tatura secca e l a
v e n d e m m i a .
La CIA ritiene che
si debba parlare di
r i s t ru t t u r a z i o n e
della viticoltura re-
gionale, e il suo
avvio dire t t a-
mente connesso
alla capacit di at-
t u a re appieno la
nuova OCM. Intan-
to gli aiuti per nuo-
vi impianti:
1) circa 450 ettari nelle Mar-
che rispetto ai 12.993 auto-
rizzati per lItalia da autoriz-
z a re entro il 2003;
2) i circa altrettanti per la ri-
c o n v e r s i o n e - r i s t ru t t u r a z i o n e ,
quota dei 13.691 ettari asse-
gnati allItalia per la campa-
gna 2000-2001. Ci vuol di-
re, nel primo quinquennio,
c o n s i d e revoli risorse che
vanno utilizzate: circ a
14.000.000 di contributo ad
e t t a ro potre b b e ro essere in-
t e ressanti per chi ha una va-
lida azienda avviata; invece
per i giovani, o per chi deve
i m p i a n t a re qualche ettaro per
re a l i z z a re una superficie ido-
nea sicuramente insuff i-
ciente: bisogna pre v e d e re la
f o rma a mutuo quindicennale
da re s t i t u i re a part i re da ter-
zo anno di impianto (il costo
di impianto di un ettaro di vi-
gneto fino al terzo anno am-
monta a 50-55 milioni circ a ) .
Gli enopoli cooperativi po-
t re b b e ro anche studiare for-
me di anticipo da re i n c a s s a re
in occasione delle liquidazio-
ni dei conferimenti; altre for-
me potre b b e ro essere messe
a punto, come ad esempio
luso delle risorse di soci
s o v v e n t o r i .
Poi di grande rilevanza sono
il complesso delle disposi-
zioni riguardanti le estirpa-
zioni, le ristrutturazioni, i di-
ritti di reimpianto: acquisti e
cessioni (rischio aste), la
Banca regionale dei diritti
che deve essere oltre ad una
r i s e rva dei diritti di impian-
to alimentata dalle superf i c i
espiantate, dovrebbe re g o l a-
m e n t a re la gestione dei diritti
delle DOC e IGT per impianti
e n t ro i territori delimitati dai
rispettivi disciplinari di pro-
duzione e priorit per im-
p renditori giovani e per colo-
ro che vogliono adeguare la
s u p e rficie vitata.
Le disposizioni gi pro d o t t e
dalla Giunta regionale sono
un p farraginose, si fa spes-
so confusione nelluso delle
diverse tipologie di moduli-
stica, i tempi di scadenza, i
vincoli, le fidejussioni pre v i-
ste, la marginalizzazione del
ruolo della Banca re g i o n a l e
dei diritti di re i m p i a n t o .
In ultimo ma di grande rile-
vanza il complesso delle mi-
s u re contenute nei tre Assi del
Piano di Sviluppo Rurale. A n-
che se vengono demandati al-
la OCM gli interventi per la vi-
ticoltura nelle aziende, tuttavia
quasi tutte le Misure dellAsse
1, parte dellAsse 2 e le Misu-
re previste dallAsse 3 sono
i n t e ressanti e necessarie ad
i n t e g r a re il comparto viticolo
che intende ristru t t u r a r s i .
M a r co Giardini
Presidenza Regionale CIA
12
Le proposte dellorganizzazione agricola CIA per il
p rossimo quinquennio: utilizzare bene lOCM e il
PSR ai fini della ristrutturazione aziendale
vigneti < 1960 61/ 67 68/79 80/89 90/94 95/ 99
1% 4% 60% 15% 16% 4%
(alberate) (alberate) (avvio espianti) (espianti)
Tabel l a 2 PERCENTUALI, RISPETTO AGLI ANNI DI IMPIANTO, SUL TOTALE DI SUPERFICHIE VITATA
e pre o c c u p a-
zioni destate
nei vitivinicol-
tori marc h i-
giani dalla sic-
cit estiva si
sono sciolte, almeno in gran
p a rte, in una vendemmia
2000 che ha dato buoni ri-
sultati in termini quantitativi
la raccolta rispetto al 1999
si attestata a livello di me-
dia regionale fra il 5 e il 7
per cento in meno, contro il
temuto 20 per cento e otti-
mi a livello di previsioni sul-
la qualit dei vini e di uve
sane che la pioggia di fine
stagione ha contribuito a
m i g l i o r a re. "In part i c o l a re
sostiene A l b e r t o Mazzoni ,
p residente dellAssociazione
enotecnici quelle a bacca
rossa che generalmente si
raccolgono dopo e che da-
ranno vini eccelsi. Di poco
inferiore il risultato delle uve
bianche, i cui vini saranno
fra il buono e lottimo. L o t-
timo a suo parere dipen-
der in entrambe i casi dal-
lazione dei viticoltori: chi ha
selezionato la raccolta, al-
l e g g e rendo man mano le
piante con carico eccessivo,
avr ottenuto i migliori be-
nefici dalle piogge e dallab-
bassamento di temperatura.
"E stata senzaltro una ven-
demmia a cinque stelle -
aggiunge Massimo Ber n e t t i ,
p residente Assivip (Associa-
zione interprovinciale dei
p roduttori) e titolare della-
zienda Umani e Ronchi -;
prima la siccit e poi la
grandine hanno parz i a l m e n-
te limitato la raccolta, ma i
vini, specialmente i ro s s i ,
non saranno inferiori a quelli
delle ultime due stagioni. Le
gradazioni minime naturali
e Bernetti insiste sul termine
naturali sono elevate men-
t re i livelli di acidit non so-
no ottimali solo per una pic-
cola parte della produzione."
Fa eco I do Per o z z i , pre s i-
dente della Vinea, lassocia-
zione di produttori del sud
della regione: "Non esagero
nel definire ottima la ven-
demmia che si sta conclu-
dendo. Le tre Doc del terr i-
torio dove operiamo (Rosso
Piceno, Rosso Piceno Supe-
r i o re e Falerio) sono due a
bacca rossa ed una a bian-
ca. Come per tutte le Mar-
che leccellenza spetta ai vini
rossi, a ottima gradazione
alcolica e zuccherina, senza
per nulla togliere ai bian-
chi. La vendemmia stata
anticipata grazie al caldo
estivo e alle ultime piogge
che hanno recuperato qua-
lit, quantit e salubrit
delle uve."
Pi cauto lenologo G i a n -
car l o Sover c h i a, p a d re del
Balciana, il verdicchio della
Sartarelli premiato come mi-
glior bianco del mondo: "Il
grande secco estivo e quindi
leccessivo anticipo della
maturazione ha scottato i
grappoli creando pro b l e m i
a l l a roma, al grado zuccheri-
no e allequilibrio acidico
che una caratteristica im-
p o rtante del verdicchio e dei
nostri bianchi, la cui stagio-
ne, quindi, da considerarsi
buona, ma non eccezionale.
I rossi dovre b b e ro essere
migliori." Soverchia, al mo-
mento dellintervista, era let-
teralmente in mezzo ai cam-
pi a vendemmia non com-
pletata: giustificata, quindi,
la prudenza nellaff re t t a re
13
UNA VENDEMMIA
A CINQUE STELLE
L
Il commento del mondo del vino su que-
st a annata. Enologi , sommel iers e pro-
dutt ori giudi cano ott imi i rossi e assolu-
tamente soddisfacenti i bianchi
giudizi, dovuta anche alla
sua estrazione di studioso
dei bianchi, la cui qualit,
anche a pare re di altri, non
sar esattamente alla pari
con i rossi. Anche R o b e rt o
P o t e n t i n i , enologo della Be-
lisario di Matelica azienda
conosciuta soprattutto per
la Doc Ve rdicchio di Mateli-
ca, stato raggiunto a ven-
demmia incompleta: "I bian-
chi vanno giudicati dopo 4/5
mesi", ma "negli ultimi dieci
anni non ho mai visto uve
cos sane, chicchi perfetti e
senza attacchi di patogeni,
perlomeno quelle coltivate
nelle vallate interne dove le
punte termiche diurne, que-
stestate fino a 42 gradi, so-
no state compensate dal fre-
sco notturno. Rimanendo in
campo di stelle, ne attribui-
rei cinque allo stato sanita-
rio e alla ricchezza di zuc-
cheri, tre allacidit, a causa
di una maturazione non pro-
prio equilibrata, e mettere i
un punto interrogativo sul-
l a roma che, specialmente
nei bianchi, giudichere m o
pi avanti." La fiduciaria re-
gionale dei sommelier, R o-
sar i a Mor g a n t i , sottolinea
che uve sane non possano
che dare un ottimo vino e,
con un pizzico di ironia, ag-
giunge che la positivit della
stagione 2000 ridar giusto
v a l o re allenfatizzazione dei
risultati di quelle passate.
La parola passa ora ai pro-
duttori marchigiani, con
unanalisi Doc per Doc che
non pu che part i re dal Ve r-
dicchio dei Castelli di Iesi.
Dor i ano Mar c h e t t i , pre s i-
dente della Moncaro di
Montecarotto, parla di un in-
c remento produttivo delle
uve da parte della sua azien-
da: da 70 mila a 80 mila
quintali raccolti. "Solo la di-
s a g g regazione dei dati, pe-
r, stabilir quanto ci sia
dipeso dallaumento di su-
p e rficie coltivata e dei soci.
In generale una leggera fles-
sione potrebbe esserci stata,
ma con punte positive lad-
dove lassistenza tecnica ai
coltivatori ha previsto per
tempo, come da noi, il pre-
coce diradamento dei fru t t i
per non stre s s a re le piante.
Da una tale politica avanzata
e accorta ha aggiunto di-
pender la possibilit di far
d i v e n t a re normali stagioni
come questa che considero
sicuramente positiva: il ver-
dicchio presenter un livello
s u p e r i o re allo scorso anno
ed i rossi della zona dimo-
strano gi grande struttura e
colore."
Dalla Colonnar a di Cupra-
montana arrivano segnali di
vera soddisfazione per la
qualit del verdicchio che
uscir da questa vendem-
mia; inversamente pro p o r-
zionali, invece, i lamenti per
le quantit duva raccolte, s
inferiori, ma di poco. Daltra
p a rte lazienda punta sem-
p re pi a vini ad altissima
selezione attuata sin dai rac-
colti, come nel caso del Tufi-
co, un vino a dir poco otti-
mo con il giusto invecchia-
mento, di cui ora in vendi-
ta la produzione 98.
Da un grandissimo bianco
ad un grande rosso: il Pice-
no superiore, per il quale
abbiamo scelto tre testimo-
nial. Il primo lazienda D e
A n g e l i s il cui titolare scinde
nettamente il giudizio sulla
vendemmia e sulla qualit
enologica. Il dato sulla rac-
colta delle uve, con una fles-
sione del 15 per cento, ne-
gativo, ben maggiore rispet-
to alla media regionale; nel
suo caso le uve bianche, in
c o n t rotendenza sempre ri-
spetto al resto della regione,
hanno dato soddisfazioni
maggiori. La qualit del Pi-
14
Con gli artt. 4 e 5 della legge regionale n. 5 del 3 gennaio
1995 "Provvedimenti per la valorizzazione dei prodotti vitivi-
nicoli e agro alimentari tipici marchigiani " il legislatore re-
gionale intendeva pro m u o v e re la creazione di "Enoteche a
c a r a t t e re regionale" e ne definiva le caratteristiche operative.
Anche questa legge regiona-
le, come tante altre, prima
di poter essere tale e quindi
e s p l i c a re tutta la sua poten-
zialit di intervento, ha do-
vuto ottenere il consenso
della Comunit Europea.
Il confronto tra la Regione e
lU.E. su tale legge stato
cospicuo e per alcuni aspetti
anche aspro, ed anche lart i-
colato sulle enoteche re g i o-
nali ha dovuto subire condi-
zionamenti e modifiche che
hanno finito con il limitare
f o rtemente le intenzioni ori-
g i n a r i e .
A titolo di esempio: il non
c o n s e n t i re presso lenoteca
alcuna forma di vendita di
vino e di promozione azien-
dale ha di per s fortemente snaturato uno dei principali
presupposti promozionali di tale struttura.
Anche nella Regione il dibattito circa la natura e la colloca-
zione stessa di questa struttura ha animato per molti mesi
dibattiti e contrapposizioni.
Dopo un lungo travaglio si
giunti ad un lodevole com-
p romesso e cio alla cre a-
zione di un'unica Enoteca
Regionale articolata in due
sezioni : la sezione con sede
ad Offida (AP) e la sezione
con sede a J esi (AN) la cui
titolarit rispettivamente
del Comune di Offida e del
Comune di J esi.
Il tempo trascorso da tale
decisione ad oggi stato
quanto mai utile sia nel raf-
f re d d a re gli animi pi accesi
che nel re a l i z z a re quelle si-
n e rgie ed intese tra le due
amministrazioni comunali
che oggi rappresentano una
base sicura per operare al
meglio.
LENOTECA REGIONALE DELLE MARCHE: STRUMENTO DI VALORIZZAZIONE
15
ceno superiore, a suo pare-
re, sar eccelsa in ogni
aspetto, superiore, o almeno
pari, al 1997 e 98.
"Il giudizio sulla vendemmia
non andrebbe mai dato fino
allultimo chicco esordisce
Luisell a Acciar r i , re s p o n s a-
bile delle relazioni estern e
della ditta Velenosi e secon-
do testimonial -. Ma posso
d i re con tranquillit che
a v remo un bianco a grande
gradazione, pulitissimo e
p rofumato. Per i rossi ab-
biamo raccolto il Sangiove-
se e stiamo lavorando per il
Montepulciano con, ci tengo
a dirlo, una tecnica di sele-
zione delle le uve in vigna
prima ancora di vendem-
miarle, com tradizione del-
la nostra azienda. Non ci so-
no stati problemi e non ne
p revediamo: ci aspettiamo
quindi un ottimo vino."
Da Paola Cocci Grifoni , eno-
logo dellomonima azienda
p roduttrice del Rosso piceno
s u p e r i o re e non, una novit:
"Quest'anno avremo un no-
vello eccezionale. Il primo vi-
no stagionale il 6 novem-
b re entra in commercio
buono se le uve sono sane; e
questanno lo sono come
mai. Non a caso se il lavoro
in campagna ottimizzato,
com stato possibile grazie
ad un andamento stagionale
Certamente molto ha influito la grande crescita che il setto-
re vitivinicolo marchigiano ha fatto re g i s t r a re in questi ulti-
mi anni non solo per le crescenti quantit di vino commer-
cializzato in Italia e nel mondo intero o per i grandi livelli
qualitativi raggiunti, sanciti peraltro da ripetuti premi pre-
stigiosi, ma anche per la maturazione imprenditoriale di
tanti imprenditori che oggi sanno come meglio utilizzare
tutte le opportunit che gli vengono fornite.
Ecco quindi che anche lEnoteca regionale diviene un im-
p o rtante opportunit del settore per farsi conoscere sem-
p re pi e meglio ed in questa ottica che deve essere uti-
lizzata nel migliore dei modi.
Le stru t t u re realizzate sia ad Offida che a J esi sono quanto
di meglio ci si poteva aspettare : sono stati recuperati locali
di grande valore storico ed architettonico con una part i c o-
lare attenzione ad ogni dettaglio di recupero che richiamas-
se la tradizione atavica di queste localit con il "vino".
Abbiamo quindi locali che gi da soli meriterebbero una vi-
sita accurata e appassionata, nei quali una ricchissima
esposizione di tutti i nostri vini pi prestigiosi e la possibi-
lit di degustarli rende il tutto quanto mai "appetibile".
Con la recente inaugurazione della sezione di J esi si con-
cluso il primo atto e cio quello della realizzazione materia-
le dellopera: oggi dobbiamo aff ro n t a re il percorso che ci
porti alla sua migliore utilizzazione.
Il dibattito circa il ruolo delle Enoteche regionali (e nazionali)
nellambito della strategia promozionale ormai vecchio di
anni anche se tuttora vivace e sentito, e ciascuna re g i o n e
ha comunque cercato di dare risposte pi confacenti alla
proprie realt territoriali e produttive.
Di certo lattivit da assegnare allEnoteca regionale deve es-
s e re ben calibrato e circostanziato, evitando facili sovrappo-
sizioni o possibili conflitti di competenza: una cattiva utilizza-
zione dellEnoteca anzich esplicare processi pro m o z i o n a l i
v i rtuosi pu essere estremamente dannosa sia in termini di
immagine che di sperpero di risorse finanziarie.
Sulla base di queste considerazioni appare evidente che i
p roblemi che debbono essere subito aff rontati dalla Regio-
ne, in stretta collaborazione con i Comuni interessati, con
le Associazioni di prodotto, con i Consorzi di tutela e quindi
in sintesi con tutti coloro che operano nel settore vitivinico-
lo, sono sostanzialmente di due ordini :
- far s che lEnoteca Regionale sia veramente tale, coinvol-
gendo in modo massivo e partecipato tutti i produttori qua-
lunque sia il vino prodotto o larea territoriale in cui operano;
- individuare con precisione e per gradi le attivit a cui le-
noteca deve essere preposta.
In questi ultimi dieci-quindici anni molto cambiato non
solo nel settore vitivinicolo marchigiano ma anche in tutto
il contesto rurale della nostra regione.
Il nostro entro t e rra ha realizzato uno sforzo immenso di ri-
s t rutturazione e di re c u p e ro dei tantissimi borghi e paesi
E CONOSCENZA DEL VINO E DEL TERRITORIO MARCHIGIANO.
16
che oggi sono delle vere e proprie perle sconosciute ai pi.
La ristorazione tipica e tradizionale si sviluppata e part i-
c o l a rmente qualificata, le tante Cantine si sono attre z z a t e
per poter degnamente ospitare visitatori attenti ed intere s-
sati, il sistema degli Agriturismi si sempre pi migliorato,
la gastronomia tipica e locale stata riscoperta con entu-
siasmo cos come i tanti prodotti tipici della nostra agricol-
tura e le bellezze ambientali ed artistiche sono sempre pi
fruibili.
In questo contesto assai grave che ancora noi stessi non
si conosca in modo compiuto tutto ci che di bello e di
buono ci circonda.
La prima e la pi importante "vetrina" per conoscere e farsi
c o n o s c e re senzaltro quello che sappiamo fare allintern o
del nostro territorio: assai grave re g i s t r a re che per tante
ragioni o di campanile, o di "marchigiana ritrosia" o per col-
pevole trascuratezza oggi la nostra Regione occupi uno de-
gli ultimi posti nella graduatoria di conoscenza presso lo-
pinione pubblica italiana.
Abbiamo fatto troppo poco ed in modo troppo isolato.
E vero che le Marche sono una regione "al plurale" ma al-
trettanto vero che solo attraverso lunit di intenti e di azio-
ni possiamo fare decisivi passi in avanti.
In questo quadro credo proprio che la presenza di una Eno-
teca regionale, non intesa come una sorta di "museo, ma
bens come uno strumento vivo e vivace potr svolgere, at-
tivando tutte le sinergie ed i coinvolgimenti necessari,
u n i m p o rtantissima funzione di conoscenza non solo dei
nostri grandi vini, ma anche di tutte le "tipicit" e di tutto il
territorio nel suo insieme.
Mariano Landi
s e reno e ad una vendemmia
anticipata, il lavoro in cantina
minore. Per noi il 2000 po-
t rebbe essere alla pari con il
1998, il migliore dellultimo
decennio." Paola, quindi, si
p repara a brindare con Il
Grifone, uno speciale vino
della raccolta 97, pro d o t t o
per festeggiare i primi
t rentanni di attivit della-
zienda. Un neo c, per: la
quantit duve raccolte in-
f e r i o re di circa il 15 percento.
Da un lato allaltro della re-
gione sempre per disquisire
di Doc rosse: il Rosso Co-
n e ro, del quale abbiamo
parlato con A l e s s a n d r o Mo-
r o d e r che conferma i dati
pi generali. "Le uve della
zona, peraltro, hanno bene-
ficiato di pochi, ma impor-
tanti giorni di pioggia anche
a luglio e, quindi, la siccit
non ha fatto danni." I risulta-
ti? "Buone le quantit, solo
in leggera flessione, valori
equilibrati, gradazione alco-
lica che potrebbe andare dal
12,5 al 13 per cento e forse
pi." Potrebbe, perch Mo-
roder aspetta certezze, an-
che se soddisfatto della
vendemmia: "A livello, spe-
ro, del 1997 e 1998".
Dalla costa ci spingiamo ver-
so linterno per incontrare
Fabio Mancinelli , capostipi-
te dellazienda famosa per il
Lacrima di Morro dAlba: "Un
p rodotto sanissimo che dar
ottime gradazioni dice -. La
stagione, partita male per i
motivi climatici che cono-
sciamo, si ripresa e dire i
anche in pro p o rzione impre-
vista. Noi questanno non
u s c i remo con il novello, il cui
nome Sensazioni dautun-
no, sar scritto, invece, sulle
bottiglie del lacrima in com-
m e rcio dal 15 dicembre . "
Sempre pi allinterno e ver-
so sud, nel maceratese, pro-
spera un altra piccola, gran-
de Doc rossa, la Ve rn a c c i a
di Serr a p e t rona: piccola per
quantit ed evidentemente
grande per qualit. Il nostro
i n t e r l o c u t o re Luca Qua-
quarini , un cognome che d
il nome (scusate il gioco di
p a role) ad un marchio esclu-
sivamente legato alla vern a c-
cia. " P revedo una pro d u z i o-
ne medio bassa, inferiore
p e rcentualmente dal 10 al
20, perch la vernaccia un
vitigno tardivo e le piogge in
corso (N.D.R.: stato lin-
t e rvista stata raccolta a
met ottobre) non le fanno
bene, sarebbe stato meglio
un bel sole ottobrino, men-
t re quello di questestate ha
valso poco. Ogni giudizio
sulle quantit di uva raccolte
ad oggi, comunque, asso-
lutamente pre m a t u ro sem-
p re per gli stessi motivi. Di-
verso il discorso sulla qua-
lit del vino che riterrei buo-
na anche questanno, addi-
rittura migliore."
Da Macerata a Macerata con
la Doc dei Colli maceratesi
di cui ottimo testimonial
lazienda degli Azzoni Av o-
g a d ro Carradori di Montefa-
no. Gianfranco Canullo par-
la da innamorato del mace-
ratino che la base della ti-
pologia bianca della Doc. Ne
parla in termini entusiastici
anche per quanto riguarda la
redditivit nella raccolta
2000 - "Se il maceratino ha
le potenzialit per diventare
un bianco di livello, comio
penso, questo lanno giu-
sto."; mentre i vitigni pre c o-
ci, a causa del caldo estivo,
e quelli tardivi, per le piogge
che si sono fatte eccessive,
avranno risultati inferiori del
15% rispetto allo scorso an-
no. Con un lungo balzo da
c a n g u ro consentitemi un
po di nostalgia per le Olim-
piadi di Sydney saltiamo
nel pesarese per parlare di
A pag. 14 linterno dellenoteca di Offida. Sopra il suggestivo edificio comunale della
cittadina ascolana in occasione della Rassegna DI VINO I NV I N O .
17
Bianchello del Metauro, ma
anche di Colli pesaresi, con
Claudio Mor elli che d il no-
me alla sua azienda. Com
andata la vendemmia 2000?
" P roprio bene ci risponde
-, anche se le quantit rac-
colte sono molto al di sotto
del normale, con una fles-
sione quasi del 25 per cen-
to. Dovuta in parte, per, al-
la politica aziendale che se-
leziona le uve gi a livello di
scelte tecniche di potatura.
Poco, ma buono; soprattut-
to per il Bianchello che co-
me le altre Doc a bacca
bianca soff re commerc i a l-
mente le produzioni abbon-
danti. La gradazione alcolica
persino eccessiva rispetto
alla norma, mentre lacidit
leggermente inferiore. Per
i rossi quelli dei Colli pe-
s a resi una grande anna-
ta." Sempre in zona, A l f re d o
B o n c i , lenologo della Canti-
na sociale Colli pesaresi che
raccoglie la produzione di
400 viticoltori, altre t t a n t o
soddisfatto. Ed in questo ca-
so anche per la quantit
"Nessuna flessione ci ha
detto -, anzi un aumento per
tutte le tipologie di vino che
sono comprese nella Doc.
La qualit del vino non sar
da meno: eccelsa nei ro s s i ,
buona o ottima per i bianchi
e i rosati. La gradazione al-
colica in tutti i casi supe-
r i o re al 12 percento. Una
piccola citazione spetta al
rosso novello: la pro d u z i o n e
in aumento almeno del
10/15 percento."
Ancora un salto olimpico
per arr i v a re nellascolano
dove Falerio al 30% e Rosso
piceno al 70, sono le Doc su
cui si ingegnanogli oltre
500 viticoltori associati alla
Cantina Colli Ripani di Ripa-
transone: abbiamo raggiun-
to il responsabile commer-
ciale Nazario Vignotti .
Come Cocci Grifoni, Vi g n o t-
ti, decanta la serenit della
stagione. "Lavoro tranquillo
sui campi e macchinari
s e m p re pi avanzati hanno
permesso unottima raccolta
e permetteranno vini da
grande annata. Colori giusti,
tanti polifenoli che danno
quel tipico sapore / o d o re di
f rutta acerba, poi, fanno del
rosso piceno 2000 un pro-
dotto eccezionale, al quale
fa eco un ottimo Falerio."
"E vero ha aggiunto c
stata una flessione almeno
del 10% che abbiamo re c u-
perato, per, con nuovi soci
che hanno portato la raccol-
ta complessiva duve a 118
mila quintali."
P roviamo a riassumere? La
vendemmia a livello di me-
dia regionale ha dato risulta-
ti positivi, dove la flessione
media non ha creato danni
rilevanti alle aziende.
M a d re natura leva, madre
natura d: questa sembra
e s s e re la sintesi di una sta-
gione in cui si temuto mol-
to per poi rilassarsi, ma sen-
za lasciarsi andare, in finale.
Lanalisi va disaggregata fra
zone, Doc e tipologie ro s s e
e bianche.
La raccolta stata migliore
nella zona centrale della re-
gione, grazie ad un clima
estivo pi equilibrato; ancor
meglio andata nelle vallate
i n t e rne la cui posizione ha
p rotetto i vigneti dal caldo,
talvolta torrido, che arr i v a v a
dalla costa, con escursioni
t e rmiche giorn a-
liere ottimali.
A nord e a sud,
s e p p u re con risul-
tati a pelle di leo-
p a rdo, pro b l e m i
di raccolta ci sono
stati e anche con-
sistenti. La viticol-
tura e lenologia
m a rchigiana, per,
sono pi avanzate
e mature del pas-
sato: quantit infe-
riori spaventano
meno o addirittura
rientrano nella po-
litica d aziende
che cercano nella
selezione, anche
f o rzata, ma sem-
pre pi spesso vo-
luta, una strada
per dare ai vini la
qualit che sul
m e rcato pre m i a
pi della quantit,
almeno spesso.
Sui bianchi avete
letto giudizi diversi
su tempi di raccol-
ta e caratteristiche
o rg a n o l e t t i c h e .
Daltra parte non
tutti i bianchi re-
gionali sono ugua-
li per qualit org a-
nolettiche o dei vi-
tigni, quindi, la diff e re n z i a-
zione ci sta tutta.
Il rosso vincente in tutti i
casi della vinificazione 2000,
a testimonianza che i nuovi
gusti e le strategie aziendali,
ma in questo caso anche le
b i z z a rrie di madre natura,
si incontrano a volte per
brindare.
Un grande rosso ovunque
ed addirittura eccelso in al-
cuni casi, un bianco buono
o ottimo saranno i risultati
che appre z z e remo dal 6 no-
v e m b re e man mano nel
corso dei prossimi mesi.
a cura di Flavio Brasili
OLIVICOLTURA:
PREVISIONI PER IL 2000
Dopo la gelata del 1996
la potenzialit pro d u t t i v a
dell'olivicoltura marc h i-
giana ritornata su buoni
livelli. Anzi la scorsa cam-
pagna ha fatto re g i s t r a re un'annata re-
c o rd per la produzione, con un totale di
346.000 quintali di olive raccolte rispet-
to ad una media, negli ultimi sette anni,
di 230.000 quintali. L'annata di carica,
le favorevoli condizioni climatiche e
l'entrata in produzione di centinaia di et-
tari di nuovi impianti spiegano questo
i n c re m e n t o .
Il Consorzio Marche Extravergine, nato
per la valorizzazione dell'olio di oliva
m a rchigiano, sulla base dei dati climati-
ci del Servizio Agrometeo regionale, dei
dati sull'andamento delle infestazioni di
mosca olearia ed altri parassiti e dalle
o s s e rvazioni in campo, ha eff e t t u a t o
una previsione della produzione nella
campagna in corso.
I dati climatici di quest'anno evidenzia-
no temperature medie mensili pi alte,
rispetto alla media, di 1,5 - 2 gradi cen-
tigradi a part i re dal mese di aprile fino a
s e t t e m b re. Di contro le pre c i p i t a z i o n i
sono diminuite di alcune decine di milli-
metri, con una drastica caduta nel mese
di agosto, con una diminuzione di 60
mm. Questi fattori hanno determ i n a t o
due importanti risultati: un anticipo delle
fasi fenologiche dell'olivo e una cascola
delle olive per la siccit (cascola estiva),
soprattutto nei mesi pi caldi. L'anticipo
dello sviluppo delle olive, oltre che ad
un anticipo nell'epoca di maturazione di
c i rca 15-20 giorni rispetto alla media,
ha favorito gli attacchi precoci (fine lu-
glio - agosto) della mosca, in quanto
questo dannoso dittero inizia la sua ovi-
deposizione quando le olive diventano
recettive, cio nella fase dell'indurimen-
to del nocciolo. Gli attacchi di mosca
c o m p o rtano una perdita di pro d u z i o n e
per la cascola (cascola autunnale).
In base a questi elementi e in considera-
zione dell'annata di scarica - variet che
a l t e rnano molto quali l'Orbetana, hanno
praticamente azzerato la produzione - si
p revede una raccolta in linea con la me-
dia degli ultimi anni: 240/260 mila quin-
tali di olive.
Per quanto riguarda la qualit dell'olio si
r i c o rda che non correlata alla quantit
p rodotta, come avviene per il vino; tut-
tavia gli attacchi di mosca consigliano
una gestione ottimale della raccolta,
c o n s e rvazione delle olive e molitura, per
e v i t a re scadimenti qualitativi, soprattut-
to in presenza di attacchi tardivi.
P roprio al fine di support a re i pro d u t t o r i
olivicoli il Consorzio Marche Extraverg i-
ne, in collaborazione con lASSAM e
con i CAL (Centro Agrometeo Locale),
ha istituito un servizio per la stesura di
un bollettino settimanale sullepoca otti-
male di raccolta delle olive in funzione
delle diverse variet, zone, nonch del
tipo di olio che si vuol pro d u rre .
Il Consorzio, in collaborazione con le
Associazioni di prodotto, si pone quindi
come punto di riferimento per tutti gli
operatori della filiera produttiva, attra-
verso una serie di servizi ed operando
attivit di consulenza, assistenza tecnica
e di promozione dell'olio marc h i g i a n o .
La crescita qualitativa del comparto oli-
vicolo marchigiano, riconosciuta oramai
a livello nazionale, conferma la bont
della strada intrapresa e la necessit di
c o n t i n u a re nella valorizzazione dellolio
di oliva delle Marc h e .
UGO TESTA
C o n s o rzio Marche Extraverg i n e
D
Il Consorzio Marche Extravergine ha effettuato una pr e v i -
sione della produzione nella campagna in corso.
Tutti i fattori indicano che lannata sar buona e che la pro-
duzione si attester i ntorno ai 250 mila qui ntali di olive
SPAZI O APERTO
olivo colora da secoli il
paesaggio agricolo mar-
chigiano, da Nord a Sud,
dal mare fin quasi a ri-
dosso delle montagne e,
con le sue chiome argentate ed i tro n-
chi contorti e spesso cariati, caratteriz-
za le nostre colline. E quei cari vecchi
piantoni, tanto belli e spettacolari
quanto duri da potare e da raccogliere ,
racchiudono un inestimabile patrimo-
nio genetico, cos importante da re c u-
perare e conservare. Sono infatti le nu-
m e rose variet locali che, unitamente
alle particolari condizioni di clima e di
t e rreno, determinano le caratteristiche
pi peculiari dellolio delle Marche.
Sin dal 1994 lASSAM, con il support o
scientifico della sezione di Spoleto del-
lIstituto Sperimentale per lOlivicoltu-
ra, sta realizzando un importante pro-
getto di caratterizzazione e studio dei
comportamenti vegetativi, produttivi ed
ambientali di variet autoctone, al fine
di re c u p e r a re il patrimonio olivicolo
esistente e rivitalizzare variet minori,
trascurate in passato da scelte poco
oculate, marginate in ambiti molto cir-
coscritti, affiancate in misura massic-
cia da cultivar rite-
nute pi pro d u t t i-
ve, ma diffuse in
tutto il terr i t o r i o
nazionale (Leccino
e Frantoio).
Tali studi hanno
consentito di de-
scrivere il compor-
tamento agro n o-
mico delle princi-
pali variet locali e
di caratterizzarn e
la qualit e soprat-
tutto tipicit dello-
lio, ai fini di un lo-
ro eventuale rilancio nei nuovi impianti,
tenuto conto delle potenzialit off e rt e
dalla normativa per il riconoscimento
delle DOP degli olii. La proposta di Di-
s c i p l i n a re DOP Marche infatti pre v e d e
la presenza di almeno il 40% di variet
locali nella composizione degli oliveti
(la percentuale arriva al 60% nel caso
delle aree tipiche), quindi import a n t e
conoscerle, valutarne ladattabilit nelle
diverse situazioni pedoclimatiche, otti-
m i z z a re la tecnica colturale in modo
che ciascuna possa esprimere la mas-
sima potenzialit sia produttiva che
qualitativa, compatibilmente allam-
biente in cui vivono.
Le numerose variet locali, inserite in
un contesto ambientale e/o terr i t o r i a l e ,
si pongono a supporto di una esalta-
zione della tipicit dellolio extravergine
di oliva marchigiano e legano pro f o n-
damente la produzione olivicola al ter-
ritorio, alla tradizione, alla storia, alla
cultura, al paesaggio.
Il lavoro stato svolto su piante adulte
di ciascuna variet locale, nell'areale di
origine e di maggiore diffusione, e su
piante giovani presenti in campi di
orientamento varietale impiantati nel
1993 per mettere a confronto, nelle
stesse condizioni di clima e di terre n o ,
le variet locali con cultivar ad ampia
d i ffusione come Leccino e Frantoio, e
19
O B I E T T I V O :
UN OLIO TIPI CAMENTE
M A R C H I G I A N O
L
Dal 1994 l ASSAM batt e
t ut t e l e ar ee ol i vi c ol e
dell a regione per indivi-
d u a r e e conser v a r e l e
numerose variet locali.
Raccont i amo pr egi e
difetti delle principali cul-
tivar presenti in r e g i o n e
SPAZI O APERTO
20
con variet diffuse nelle regioni limitro-
fe, potenzialmente adattabili allam-
biente marchigiano.
Per la descrizione degli aspetti vegeta-
tivi (vigoria, portamento...), degli
aspetti produttivi (precocit di entrata
in produzione, quantit e costanza di
p roduzione, efficienza produttiva....) ed
ambientali (resistenza ad avversit pa-
rassitarie e climatiche) si rimanda al
Catalogo "Variet di olivo nelle Marc h e "
edito dall'ASSAM nel 1998, a cura di
Pannelli G., Alfei B., Santinelli A..
In questa sede si riportano alcune indi-
cazioni relative alla maggiore o minore
p recocit di maturazione e raccolta,
che questanno risultano anticipate ri-
spetto agli anni passati a causa di un
andamento anomalo di temperature e
piogge in tutta la regione. Ve n g o n o
i n o l t re descritte alcune caratteristiche
degli oli monovarietali, valutate su
campioni sperimentali ottenuti, in epo-
ca precoce e tardiva di raccolta, da 5
kg di olive con una mini linea di estra-
zione presso la Cantina Sperimentale
dell'ASSAM di Camerano (AN).
Le variet considerate sono la Raggiola
per la provincia di Pesaro, la Raggia
per la provincia di Ancona, il Piantone
di Mogliano, la Mignola, la Coroncina e
lOrbetana per la provincia di Macerata,
il Piantone di Falerone, il Sargano di
Fermo e la Carboncella per la provincia
di Ascoli Piceno, tutte confrontate con
Leccino e Frantoio, ben conosciute a li-
vello regionale e nazionale.
QUANDO RACCOGLIERE
Il L e c c i n o risulta lunica variet in cui le-
poca ottimale di raccolta ai fini qualitativi
non coincide con quella ai fini quantitati-
vi. Infatti la pigmentazione dei frutti
p recoce e contemporanea, la consistenza
della polpa diminuisce con la maturazio-
ne, la resa in olio buona, ma laccumu-
lo tardivo, cos coma la cascola. Per ot-
t e n e re quindi la migliore qualit org a n o-
lettica dellolio di Leccino, opport u n o
r a c c o g l i e re le olive precocemente, gene-
ralmente a fine ottobre-inizio novembre ,
nella fase di invaiatura superficiale quan-
do la polpa ancora consistente, ma
laccumulo di olio non ancora term i n a-
to. Per ottenere invece pi olio dal Lecci-
no bene posticipare la raccolta, gene-
ralmente a fine novembre-inizio dicem-
b re, a scapito della qualit a causa di un
basso contenuto in polifenoli.
Il Frantoio , a diffe-
renza del Leccino,
p resenta unin-
vaiatura tardiva e
s c a l a re, una gra-
duale diminuzione
della consistenza
della polpa, un ac-
cumulo in olio
p recoce. Per otte-
nere quindi un olio
dal buon fru t t a t o
mandorlato con un
buon contenuto in
polifenoli oppor-
tuno raccogliere
quando le olive
sono parz i a l m e n t e
invaiate in superficie e la polpa anco-
ra consistente, senza dover rinunciare
alla quantit, in quanto laccumulo di
olio sul secco terminato e non an-
cora iniziata la cascola. Questo gene-
ralmente avviene intorno alla met di
novembre.
E' importante individuare il momento ot-
timale della raccolta in ciascuna variet
locale, in base all'andamento degli indici
di maturazione, al fine di conciliare la
massima quantit di olio potenzialmente
raccoglibile con la migliore qualit. L'e-
poca di raccolta estremamente indica-
tiva in quanto soggetta a variazioni per
e ffetto dell'andamento stagionale, della
carica di frutti, della condizioni di clima,
di terreno, di tecnica colturale.
Come sopra accennato, quest'annata
ha visto un andamento stagionale piut-
tosto anomalo, con temperature supe-
riori alla media trentennale gi dal me-
se di aprile, e piovosit molto scarsa fi-
no a tutto settembre. Questo ha deter-
minato un anticipo di tutti i processi di
maturazione, oltre ad attacchi consi-
stenti di mosca, che richiedono una
c e rta tempestivit nell'eff e t t u a re le
operazioni di raccolta, soprattutto nelle
variet dove lo scadimento degli indici
qualitativi molto rapido.
Quest'anno per la cultivar Leccino, il pe-
riodo ottimale di raccolta a fini qualitati-
vi stato individuato intorno alla met
o t t o b re, in part i c o l a re nella zona litora-
nea e dove le ovideposizioni di mosca
sono pi insistenti. La raccolta del Fran-
toio, cultivar comunque precoce, pu
e s s e re posticipata a fine mese.
Le indicazioni per l'epoca ottimale di
raccolta delle variet autoctone vengono
date in relazione a Leccino e Frantoio,
conosciute da tutti e spesso pre s e n t i
negli oliveti di recente costituzione.
Il Pi ant one di Fal er o n e p resenta una
m a g g i o re precocit del Frantoio. L'in-
vaiatura medio-tardiva e contempo-
ranea, ma la resa in olio elevata con
accumulo precoce e cascola pre c o c e .
E importante una raccolta molto tem-
pestiva, a causa di una rapida diminu-
zione della consistenza della polpa, con
rischi di alterazioni a carico delle olive
stesse, e di una netta degradazione del
contenuto in polifenoli.
Raggia, Raggiola e Sargano di Fermo
p resentano uninvaiatura tardiva e sca-
l a re, una graduale diminuzione della
consistenza della polpa, un accumulo
in olio precoce. Come il Frantoio quindi
vanno preferibilmente raccolte in epo-
ca precoce, quando le olive sono par-
zialmente invaiate in superficie e la pol-
pa ancora consistente, per conserv a-
re un buon patrimonio fenolico, senza
dover rinunciare alla quantit, in quan-
to laccumulo di olio sul secco termi-
nato e non ancora iniziata la cascola.
I l Piant one di Mogl iano p resenta, co-
me le altre, uninvaiatura tardiva e sca-
lare e un accumulo in olio precoce, ma
la consistenza della polpa e la resisten-
za al distacco rimangono elevate fino a
maturazione avanzata. Si consiglia co-
munque una raccolta precoce ma, gra-
zie all'integrit della polpa, una minore
tempestivit non compromette le ca-
ratteristiche qualitative degli oli, nono-
stante il contenuto in polifenoli non sia
troppo elevato.
La M i g n o l a p resenta uninvaiatura pre-
coce e contemporanea, con una dimi-
nuzione della consistenza della polpa
piuttosto rapida ed una elevata resa in
21
olio con accumulo precoce. Raccoglien-
do le olive leggermente pi tardi del
Frantoio si ottiene un olio un po' meno
squilibrato per l'amaro, facendo atten-
zione per che la polpa non si ammor-
bidisca al punto da cre a re ro t t u re nelle
cellule con conseguente attivazione di
p rocessi di alterazione della qualit.
LO r b e t a n a e la C a r b o n c e l l a p re s e n t a-
no un'invaiatura tardiva e contempora-
nea e una consistenza della polpa ele-
vata fino a stadi avanzati di maturazio-
ne. Laccumulo in olio tardivo, con
buon contenuto in polifenoli. Una rac-
colta medio-tardiva permette di ottene-
re contemporaneamente pi olio con le
migliori caratteristiche qualitative.
La C o ro n c i n a p resenta un'invaiatura
molto tardiva e scalare, con una consi-
stenza della polpa elevata fino a stadi
avanzati di maturazione. La resa in olio
bassa con accumulo molto lento, per cui
il periodo ottimale di raccolta cade in
epoca tardiva, conciliando la massima
quantit di olio raccoglibile con la mi-
g l i o re qualit chimica ed org a n o l e t t i c a .
I n t e ressante notare che, nella maggior-
p a rte delle variet locali di olivo marc h i-
giane possibile ottenere la migliore
qualit dell'olio nello stesso momento
in cui massima la quantit a diff e re n-
za della cultivar Leccino, in cui si hanno
le migliori note di fruttato in un periodo
in cui l'accumulo di olio non term i n a-
to. In alcune variet precoci, come la
Raggia e il Piantone di Falerone, il con-
tenuto in olio aumenta fino alla prima
met di novembre (in annate "norm a-
li"...), poi rimane pressoch costante,
ed appunto in quella data che il fru t t a-
to esprime al meglio le sue caratteristi-
che. In altre variet tardive, come la Co-
roncina e l'Orbetana, la qualit dell'olio
migliora con la maturazione, il fru t t a t o
diventa pi armonico ed equilibrato
p roprio nel momento in cui si ha il
massimo accumulo di olio, cio a fine
n o v e m b re-inizio dicembre .
GLI OLII MARCHIGIANI
Lolio delle Marche dato da una com-
binazione di variet locali diverse, in ba-
se alla zona, con Frantoio e Leccino. La
tipologia "classica" di olio delle Marc h e
p revede un prodotto dal fruttato medio-
l e g g e ro, con una piacevole sensazione
di erbaceo e di mandorla; al gusto
p revalentemente dolce, con una punta
di amaro e di piccante, che risulta pi
accentuata in caso di raccolta precoce e
spostandoci dalla zona litoranea alla zo-
na interna della regione. E un olio mol-
to armonico ed equilibrato, ottimo per
n u m e rosi abbinamenti in gastro n o m i a ,
a part i re da primi piatti, verd u re, carn i
bianche e arrosto; si adatta anche al pe-
sce, nella versione pi delicata. E un
olio che riesce ad esaltare, senza copri-
re, il sapore delle pietanze.
Si distinguono dalla tipologia classica
dellolio delle Marche olii con peculia-
rit accentuate, prodotti in aree limita-
te, soprattutto nella zona interna della
regione. Tali peculiarit, che potranno
e s s e re valorizzate con la presenza di
menzioni geografiche aggiuntive allin-
t e rno della DOP Marche, sono date in
p a rticolar modo dalla presenza in per-
centuale elevata di una singola variet
locale, in combinazione con fattori pe-
doclimatici spesso avversi.
Un esempio lolio della variet Coro n-
cina nella zona di Caldarola, molto fru t-
tato, con evidente sentore di carciofo e
note spiccate di amaro e pungente, mol-
to verde per leleva-
to contenuto in clo-
rofille; un olio non
t roppo armonico e
delicato, non adatto
al pesce, ma molto
ricco in polifenoli,
quindi che si con-
s e rva meglio e che
ha buoni effetti sa-
lutistici, in quanto
molto ricco in an-
tiossidanti. In defi-
nitiva un olio otti-
mo per bru s c h e t t e ,
legumi e carni alla
g r i g l i a .
Lolio della variet Mignola della zona
di Cingoli caratteristico per laccen-
tuato sapore amaro, dovuto ad un con-
tenuto in polifenoli molto elevato. Il
f ruttato medio, lamaro raramente
accompagnato dal piccante e il colore
di un caratteristico giallo oro. E un
olio in passato utilizzato per tagliare oli
t roppo delicati, ma che ha la sua gran-
de tipicit, che va valorizzata tramite
abbinamento a certi piatti quali bru-
schetta e legumi.
Il Piantone di Falerone, diffuso nella
zona delimitata come "Falerio Picenus",
p resenta un olio part i c o l a re in quanto,
inizialmente dolce, lascia poi in bocca
un re t rogusto nettamente amaro, per
un contenuto in polifenoli comunque
abbastanza elevato, soprattutto in epo-
ca precoce di raccolta. Un olio quindi
che si adatta molto bene ad arrosti e
verdure.
Le caratteristiche di qualit e le pecu-
liarit organolettiche di ciascuna tipo-
logia di olio possono essere apprezzate
solo nel caso in cui si faccia una rac-
colta tempestiva al giusto stadio di ma-
turazione, eseguendo poi nel modo ot-
timale tutte le operazioni successive al-
la raccolta, a part i re dalla conserv a z i o-
ne delle olive, il processo di estrazione,
la conservazione dellolio.
CONCLUSIONI
Una conoscenza attenta del patrimonio
olivicolo locale marchigiano permetter
a tutti gli olivicoltori di razionalizzare i
p rocessi produttivi e di ottenere oli ex-
travergini di oliva delle Marche di gran-
de qualit.
La consapevolezza che questi studi si
pongono alla base di un'olivicoltura di
eccellenza scaturisce con forza dagli im-
p o rtanti risultati conseguiti in import a n t i
Concorsi nazionali da un numero sem-
p re pi ampio di aziende marc h i g i a n e
(1 Premio Ercole Olivario di Spoleto e
Menzione, Migliore Olio al Salone del
Gusto Slow Food di Torino, 2 Pre m i o
O rciolo d'oro a Gradara, ed altri).
L'Agenzia Servizi Settore Agro a l i m e n-
t a re Marche sta continuando la ricerc a
c e rta che ulteriori appro f o n d i m e n t i
p e rmetteranno alle aziende olivicole
m a rchigiane di essere maggiorm e n t e
competitive sui mercati.
BARBARA ALFEI
Tecnico ASSAM
22
embra che la DOP per
lolio extra vergine delle
M a rche sia in dirittura
d a rrivo. Questo quanto
emerso al Convegno
Olio di qualit progetto e scommessa
per un territorio, tenutosi a fine set-
t e m b re a Civitanova Marche Alta e org a-
nizzato dallAIOMA (Associazione Inter-
regionale Olivicola del Medio Adriatico).
Ha fatto il punto sulliter per il riconosci-
mento Tonino Cioccolanti, Pre s i d e n t e
del Comitato Pro m o t o re DOP Marc h e .
P e rtanto, allavvio della raccolta delle
olive, i produttori ed i frantoiani sem-
brano pi sollevati dalla notizia, nono-
stante il settore debba aff ro n t a re mille
d i fficolt. Ottenere il riconoscimento di
una DOP non mai semplice e ci sono
diverse problematiche da aff ro n t a re
anche nelle fasi di commerc i a l i z z a z i o-
ne. In merito ha riportato la pro p r i a
esperienza Tiziano de Leonardis, re-
sponsabile tecnico DOP Aprutino Pe-
scarese.
Le Marche hanno un prodotto dalta
qualit con caratteristiche che lo con-
traddistinguono da altri oli e, sebbene
la produzione raggiunga poco pi del-
lautoconsumo, lolio marchigiano si
a ff e rmato a livello nazionale e ancor
pi allestero.
Mariano Landi, Dirigente del Serv i z i o
Promozione dei prodotti agroalimentari
della Regione Marche ha riferito che
sono in fase di crescita le aziende locali
che esportano olio allestero con note-
voli risultati commerciali. In Giappone
in part i c o l a re, a seguito di diverse ini-
ziative promozionali, lolio marc h i g i a n o
ha ottenuto un notevole appre z z a m e n-
to da parte dei consumatori nipponici:
si aprono quindi nuove prospettive di
redditivit.
In occasione del convegno si presen-
tato lo stato di lavori del progetto "Olio
della Cilestra", uniniziativa in corso nel
territorio comunale di Civitanova.
A Civitanova Marche c una realt oli-
vicola part i c o l a re: in questa zona le
condizioni eco climatiche, pedologiche
e varietali, abbinate ad una tradizionale
passione degli agricoltori per la colti-
vazione dellolivo, fanno s che lolio
p rodotto abbia caratteristiche qualita-
tive peculiari. Per queste ragioni, nel
1987 si avviato, a cura della Confe-
derazione Italiana Agricoltori, il pro g e t-
to "Olio della Cilestra", nato con lobiet-
tivo di migliorare ulteriormente lo
s t a n d a rd qualitativo dellolio doliva,
e s a l t a rne la tipicit e contribuire a mi-
g l i o r a re il reddito dei produttori della
zona. Il progetto si articolato in di-
verse iniziative che hanno visto il coin-
volgimento degli agricoltori, dei fran-
toiani e dei consumatori.
Patrizia Sa g retti, agronomo re s p o n s a-
bile del progetto, e Flavio Pepi, tecnico
della CIA, hanno fatto il punto sui risul-
tati raggiunti del Progetto Cilestra, so-
prattutto in considerazione del fatto
che lolio di qualit rappresenta oggi
u n u l t e r i o re opportunit di tutela del
reddito, di diversificazione delle pro d u-
zioni e costituisce uno strumento per
far conoscere allesterno il territorio di
produzione ricco di storia, cultura e va-
lenze paesaggistiche.
I numerosi agricoltori che hanno aderi-
to al progetto, impegnandosi in tutte le
fasi della produzione ad applicare stra-
tegie migliorative, i trasformatori che
hanno modernizzato gli impianti ed i
tecnici che hanno supportato il lavoro
in tutte le fasi della produzione, hanno
avuto il miglior riconoscimento del lo-
ro lavoro al Concorso "Ercole Olivario
2000". Allottava edizione del pre m i o
pi importante in Italia per lolio doli-
va, a cui hanno partecipato 260 pro-
duttori di tutte le Regioni, lOlio della
Cilestra ha ottenuto il Primo Pre m i o
nella categoria "Fruttato Leggero".
U n u l t e r i o re conferma della grande po-
tenzialit dellolio extra vergine marchi-
giano.
Luana Sper nanzoni
S
EXTRAVERGINE:
SE NE PA R L AT O
A CIVITA N O VA
SPAZI O APERTO
23
on una l et t er a
i nvi at a al di -
r e t t o r e gene -
r al e del l INPS,
dot t . Ser g i o
De Si mone, l assessor e re -
gi onale allagr icoltura Lucia -
no Agost i ni i nter vi ene sul l a
quest ione dei lavorator i st a -
gionali, che anche quest an -
no si post a i n par t i c o l a r e
i n occasi one del la vendem -
mi a e che l e or g a n i z z a z i o n i
agr i cole hanno ancor a una
volta denunciato. Nella lette -
ra rivolto un invito affinch
si ano messe "i n at t o f or m e
f l essibil i di contr ol l o", che
m e n t r e t engono cont o del l e
leggi in vigore, non trascuri -
no "i l cont esto socio-econo -
mi co i n cui si col l ocano" e
vi ene f at t o anche espl i ci t o
r i f er i ment o al l a nuova nor -
mat i va che " gi i nser i t a
nella Fi nanziaria 2001" e che
dar una boccata dossigeno
al pr oblema.
I l l avor o st agi onal e i n agr i -
col t ura , come not o, una
quest i one annosa, che non
ha mai t rovat o adeguata so -
l uzi one e che anche que -
st anno st at a denunci at a
da t ut t e l e r appr e s e n t a n z e
del mondo agricolo.
"Un problema ricorda Ago -
st ini che di vent a esplosi -
vo durant e l a vendemmi a,
ma che esi st e sempr e i n
agri colt ura, vi sto che si tr at -
t a di un set tor e dove l a st a -
gional i t del l e col t ure l a
norma".
D e l l a r goment o Agost i ni si
er a gi i nter essat o al l a f i ne
di l ugl i o, coi nvol gendo i l
M i n i s t r o del Lavor o Cesar e
Sal vi .
Nel l a sua ri sposta i l Mi ni -
s t r o, non solo di ce di condi -
v i d e r e le consi der azi oni
e s p r esse dall assessor e, ma
p r eci sa anche che si st a
concl udendo l i t er del di se -
gno di l egge che, at t uando
una legge del l anno scorso,
consent e maggiore fl essi bi -
lit nel mercato del lavoro.
"I l pr obl ema del l a manodo -
pera in agricoltura priorita -
ri o sot tol inea Agost ini e
si pr esent a sot to mol t epli ci
aspet ti. Manca quella giova -
nile, sia generica che qualifi -
cata. La forza lavoro specia -
l i zzata cost i t ui t a da pen -
sionati, che sono scoraggiati
d a l l a c c e t t a r e un ut i l i zzo
t empor aneo e r e g o l a re, per -
ch ci sarebbe la decurtazio -
ne del le pensioni . Non c la
possi bi li t , nel caso dei
br acci ant i agr i col i , di r i vol -
gersi a Societ che fornisco -
no l avoro i nt er i nal e. I nol t r e
aggi unge l e di f f i col t di
ut i l i zzazione r iguar dano gl i
stessi parent i, met tendo an -
che a repent agl i o l a sana
t r adi zi one del l a sol idar i et
da sempr e el ement o f or t e
della vita in campagna."
E Agost i ni r i cor da che su
quest o tema si tenut o, nel
f ebbr ai o di quest anno, un
Convegno con l a part e c i p a -
zi one del l o st esso Sal vi
"Le pol i t i che del l avor o i n
agri col t ur a", i l t i t olo dove
f u r ono gi individuat e al cu -
ne i pot esi di l avor o. Ol t r e
al l a r i chi est a di appr o v a r e
al pi pr est o i l pr o v v e d i -
ment o di at t uazi one del l a
l egge144/ 99, che i nser i sce
el ement i di f l essi bi l i t, co -
me ad esempio luti l izzo dei
p a r enti nei l avori stagional i,
p r ovvediment o a cui f a r i fe -
rimento il Mi nist r o i n rispo -
st a ad Agosti ni , ne f ur o n o
i ndicat e alt re :
- la esemplificazione, per i la -
vori connessi a necessar ia
stagionalit, degli adempi -
menti relativi alle assunzio -
ni, evitando la cumulabi lit
del reddit o per cepit o dal
pensi onato con gl i emolu -
ment i pensioni st ici. Ta l i
reddit i pot re b b e r o invece
e s s e re assogget tat i a tas -
sazione separata.
- l esenzione cont ri but i va,
consi der at o che comun -
que i contr ibut i versat i
non andre b b e r o a i ncidere
sul t r at t ament o pensi oni -
st i co del l avorator e pen -
si onat o. L azi enda si do -
v rebbe fare comunque ca -
rico del lassicur azione ob -
bligatoria allINAIL.
- consent i r e l uti l i zzazi one
del l avor o i nter inal e, an -
che per i lavoratori di qua -
l i f i ca non el evat a, come i
braccianti agricoli. (e.r.)
CARO INPS TI SCRIVO
C
L a s s e s s o r e al l agr icol t ur a ha i nvi t at o
lIstituto di Previdenza a forme flessibili
di controllo per i lavoratori stagionali.
i ndispensabile che si arri vi presto al la
soluzione di un problema davvero vitale
per il settore.
Il Ministro Salvi assicura che presto ci
sar una r egolamentazione
SPAZI O APERTO
ENTI ED
AMMINISTRAZIONI
LOCALI:
Regione Marche:
www.regione.marche.it
Provincia di Pesar o:
www.provincia.ps.it
Provincia di Ancona:
www.provincia.ancona.it
Provincia di Macerata:
www.provincia.mc.it
Provincia di Ascoli Piceno:
www.provincia.ap.it
CAMERA
DI COMMERCIO
DI ANCONA:
www.an.camcom.it
Camera di commer cio
di Ascoli Piceno:
www.ap.camcom.it
Camera di commer cio
di Macerata
www.mc.camcom.it
Camera di commer cio
di Pesar o
www.ps.camcom.it
COMUNIT MONTANE:
Nella Provincia di Ancona:
Dell'Esino Frasassi:
www.cadnet.marche.it/cm/cm03.html
Nella Provincia di Ascoli Piceno
Dei Sibillini:
www.provincia.ap.it/ospiti/comunita
_montana/default.htm
Nella Pr ovincia di Macerata
Del San Vicino:
www.comcingoli.sinp.net/
Alte Valli Fiastrona, Chienti, Nera:
www.comcamerino.sinp.net/
Alte Valli del Potenza e Esino:
www.comsanseverino.sinp.net/
Di San Ginesio:
www.comsanginesio.sinp.net/
Nella Pr ovincia di Pesaro Urbino
Del Catria e Nerone:
www.catrianerone.com/
Del Montefeltro
www.cm-carpegna.ps.it/
Del Catria e Cesano:
www.cm-pergola.ps.it/
Alto e Medio Metauro
www.cm-urbania.ps.it/
Del Metauro
www.cm-fossombrone.ps.it/
UNIVERSIT
Universit di Urbino: www.uniurb.it
Universit di Ancona: www.unian.it
Associazione Bartola:
www.econ.unian.it/ospiti/ass-bartola
Universit di Macerata: www.unimc.it
Universit di Camerino: www.unicam.it
PARCHI NAZIONALI
Parco Nazionale dei Monte Sibillini:
www.parks.it/parco.nazionale.monti.si
billini/index.html
Parco Nazionale del Gran Sasso e
Monti della Laga:
www.parks.it/parco.nazionale.gran.sas
so/index.html
PARCHI REGIONALI
Parco del Conero:
www.parks.it/parco.conero/index.html
Parco Naturale del Monte San Bartolo:
www.parks.it/parco.monte.san.bartolo
/index.html
RISERVE NATURALI STATALI
Abbadia di Fiastra :
www.parks.it/riser va.statale.abbadia.fia
stra/index.html
Montagna di Torricchio :
www.parks.it/riser va.statale.mont.tor
ricchio/index.html
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
E CENTRALI COOPERATIVE:
Confederazione Nazionale Coltivatori
Diretti:
www.coldir etti.it/coldiretti/index.html
COPAGRI: www.copagri.it/
Confederazione Italiana Agricoltori:
www.ciamarche.org/Index.htm
Confagricoltura:
www.confagricoltura.it/default.asp
ANB: www.anb.it/
Confcooperative:
www.confcooperative.marche.it/
Lega delle Cooperative:
www.legacoop.it/fimiv-5marche.htm
Associazione Generale Cooperative
Italiane: www.agci.fvg.it/
24
http://www...http://www...http://www...http://www...http://www...
http://www...http://www...http://www...http://www...http://www...
a cura di
Angel o
Zannot t i
DENTRO IL WEB. . . L AGRICOLTURA
Con questa nuova proposta forniamo ai lettori alcune inform a z i o n i
relative alla navigazione in rete alla ricerca dei siti di interesse agrico-
lo, distinti per settore di appartenenza. Dato il tumultuoso proliferare
ed il rapido evolversi delle presenze nel mondo virtuale di Internet si
consapevoli che questa prima proposta suscettibile di ulteriori
integrazioni e modifiche, che verranno aggiunte confidando sulle
segnalazioni di coloro che ne comunicheranno lesistenza.
AGRITURISMO:
Agriturist - Magazine:
www.mcsystem.it/agritur/magazine/i_
magaz.htm
Turismo verde: www.turismoverde.it/
Terranostra: www.terranostra.it/
Agricvacanze: h t t p : / / w w w. a g r i v a c a n z e . i t /
ORDINI PROFESSIONALI:
Ordine dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali: www.agronomi.it/
Collegio dei periti agrari:
www.peritiagrari.it/
Collegio degli agrotecnici:
www.agrotecnici.it/
ASSOCIAZIONI DI PRODUTTORI:
AIA - Associazione Italiana Allevatori:
www.aia.it/
Associazione Nazionale Elicicoltori:
www.infotech.sirio.it/Ist.Elici/
METEOROLOGIA:
Osservatorio Geofisico Sperimentale di
Macerata: www.geofisico.mc.it/
Meteo.it il meteo dei professionisti:
www.meteo.it/
Yahoo Italia meteo:
http://it.weather.yahoo.com/
Ansa/meteo:
www.ansa.it/settori/meteo/meteoggi.
shtml
Meteo Italia: www.meteoitalia.it/
Linea verde meteo:
www.raiuno.rai.it/lineaverde/meteo/
fmeteo.htm
ORGANISMI DI INTERESSE
NAZIONALI E EUROPEI:
Presidenza del Consiglio dei Ministri:
www.palazzochigi.it
Camera dei Deputati:
www.camera.it
Senato della Repubblica:
www.senato.it
Ministero delle Politiche Agricole
e Forestali:
www.politicheagricole.it
INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria):
http://www.inea.it
AIA (Associazione Italiana Allevatori):
http://www.aia.it
ICE(Istituto per il Commercio Estero):
http://www.ice.it
AIAB (Associazione italiana per lagricoltura biologica):
http://www.aiab.it
CONSORZIO NAZIONALE DELLA
MECCANIZZAZIONE AGRICOLA:
http://www.conama.it
PARLAMENTO ITALIANO:
http://www.parlamento.it
LEGAMBIENTE:
http://www.legambiente.com
LIBERA ASSOCIAZIONE DEGLI
IMPRENDITORI AGRICOLI:
www.agrilibera.com
WWF ITALIA:
http://www.wwf.it
UNIONE EUROPEA:
http://eur opa.eu.int
COMMISSIONE AGRICOLTURA DELL U E :
http://eur opa.eu.int/en/comm/dg06
FAO (Food and Agriculture Organization):
http://www.fao.org
INRA (Institut National de laRecherche Agro n o m i q u e ):
http://www.inra.fr
USDA(United States Department of Agriculture):
http://www.usda.gov
ISTAT www.istat.it
CNR www.cnr.it
ASSOCIAZIONI CONSUMATORI
ADICONSUM(Associazione italiana difesa con-
sumatori e ambiente):
http://www.adiconsum.it
ALTROCONSUMO: www.altroconsumo.it
FIERE:
FIERA DI VERONA: www.veronafiere.it
EIMA BOLOGNA:
www.eima.it/welcome.html
ORGANIZZAZIONI DEL LAVORO
AUTONOMO
Confesercenti: www.confesercenti.it
Cna: www.cna.it
C o n f c o m m e rcio: w w w. c o n f c o m m e rc i o . i t
Confartigianato: www.confartigianato.it
SINDACATI CONFEDERALI
Cgil: www.Cgil.it
Cisl: www.Cisl.it
Uil: www.Uil.it
ISTITUTI PREVIDENZIALI
Inps: www.Inps.it
Inail: www.Inail.it
ORGANISMI INTERNAZIONALI
Onu: www.un.org
Fao: www.fao.org
Unicef: www.unicef.org
Unesco: www.unesco.or g
STAMPA RADIOTELEVISIONE
Rai: www.Rai.it
Mediaset: www.mediasetonline.com
Linea Verde:
www.Raiuno.rai.it/lineaverde
Televideo Rai: www.televideo.rai.it
Ansa: www.ansa.it
Il Sole 24 Ore: www.ilsole24ore.it
Il Corriere della Sera: www.Corrier e.it
La Repubblica: www.repubblica.it
Mondo Verde: www.mondo-verde.it
INFORMAZIONE:
L'Informatore Agrario:
www.informatoreagrario.it :
Agrofood database agroalimentare:
www.agrofood.it
Agri Net: www.agri-net.com
COMMERCIO ELETTRONICO:
Eesperya: esper ya.com
The Best Raffaello:
www.thebestraffaello.co
25
http://www...http://www...http://www...http://www...http://www...
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Navi gando i n re t e ,
i si ti agri col i che
abbi amo trovato per voi
Recenti notizie
di stampa hanno
riferito immi-
nente l'emana-
zione di un de-
c reto con cui il
M i n i s t ro per i
Beni e le Attivit
Culturali, On.
Giovanna Mean-
dri, ha disposto
il ricoscimento
quale monu-
mento naziona-
le, e quindi me-
ritevole di salva-
g u a rdia e pro t e-
zione, per venti
piante secolari
insistenti sul ter-
ritorio italiano;
tra questi pa-
t r i a rchi figura
anche la ro v e-
rella di Tre i a ,
che vive da oltre
400 anni in Con-
trada S.Marc o
Vecchio, sulla
destra di chi
p e rc o rre la Statale 361 Set-
tempedana, da Passo di
Treia a Villa Potenza, poco
prima della Zona Industriale.
L'iniziativa nata in seguito
alle sollecitazioni del WWF
che, con l'operazione Benia-
mino, aveva intrapreso una
sensibilizzazione del mondo
politico nazionale alla salva-
guardia delle piante secolari.
Il Ministro Melandri, nell'an-
n u n c i a re tale import a n t e
p rovvedimento di tutela e
s a l v a g u a rdia di questi albe-
ri-monumento, ha testual-
mente detto: LItalia non ha
solo il romanico, il gotico e
il barocco. Ha anche questi
grandi testimoni silenziosi
del paesaggio, a tutti gli ef-
fetti monumenti della storia
e dellidentit italiana, non
solo da tutelare e salvaguar-
d a re, ma da gestire e valo-
r i z z a re come si fa con le
aree archeologiche.
Dunque anche il territorio di
Treia, unica nelle Marc h e ,
pu vantare uno di questi
monumenti verdi; tale
q u e rcia, il cui nome scienti-
fico roverella quercus pu-
bescens, ha sicuramente
pi di 400 anni ed il suo vo-
lume considerato il pi
elevato delle Marche. E do-
tata di un fusto di sei metri
di circ o n f e renza e di unal-
tezza della chioma superiore
a trenta metri.
La storia della quercia di
Treia ricca di fatti e di epi-
sodi che si connettono alla
stessa storia nazionale;
lampiezza della sua chioma
ha dato sicuramente ospita-
lit e ristoro alle truppe che
nei secoli hanno scorazzato
lungo la valle del Potenza:
dalle compagnie di ventura
del XVI secolo alle camicie
rosse che accompagnavano
Garibaldi a Macerata, dalle
truppe di invasione tedesche
a quelle di liberazione dei
polacchi nellultimo conflitto
mondiale.
P u rt roppo la quercia ha su-
bito nel corso dei secoli de-
vastanti lacerazioni causate
dai fulmini; non tanto tempo
26
SPAZI O APERTO
VENTI MONUMENTI
NAZIONALI,
UNO A TREIA
I l r i conosci mento andr al l a r o v e re l l a
che da ol tr e 400 anni vive i n contrada
S. Marco Vecchio.
Presto verr sancito con un decreto del
M i n i s t e r o al l a Cul t ur a che ha ader i t o
al l a pr op os t a del WWF: u n passo
i m p o r t ant e che l egi t t i ma par t i c o l a r i
m i s u r e di sal vaguar di a e pr o t e z i o n e .
Il sindaco di T reia chiede che il provve -
dimento governativo si traduca anche in
un aiuto allamministrazione comunale.
fa una saetta squarci un ra-
mo da cui si ricavarono ven-
ti quintali di legna.
Il peso degli anni, la sua
grande mole e le fre q u e n t i
sollecitazioni meteoro l o g i-
che (venti, fulmini) hanno
fatto ritenere opportuna, al-
cuni anni fa, unoperazione
di imbracamento dei rami
con tiranti metallici, al fine
di evitare la morte della
q u e rcia a causa di una lace-
razione longitudinale del fu-
sto, favorita dal peso della
chioma; tale intervento, vo-
luto dallAmministrazione
Comunale di Treia con il de-
t e rminante contributo della
Ditta Ce.Me.Co. di S.Severi-
no, ha limitato i danni, ma il
p roblema della salvaguard i a
della ro v e rella rimane ed
s e m p re connesso alla vetu-
st della pianta, alle ferite ri-
p o rtate nel tempo che po-
t re b b e ro causare ulteriori ri-
schi di proliferazione di at-
tacchi fungini ed allo squili-
brio meteorologico che
c o m p o rta stagioni siccitose
s e m p re pi frequenti. Qual-
che anno fa si interess del-
l i l l u s t re albero anche la
Fondazione CA.RI.MA. men-
t re la Forestale ha sempre
p rovveduto, con amore v o l e
attenzione, ad eseguire tutte
le operazioni possibili atte a
s a l v a g u a rd a re tale monu-
mento vegetale, che costi-
tuisce un autentico patrimo-
nio nazionale.
Il provvedimento govern a t i-
vo in arrivo potrebbe rap-
p re s e n t a re uno stru m e n t o
d e t e rminante per aiutare
lAmministrazione Comunale
di Treia ed i vari amici del
grande albero (la Ditta
LU.BE. Over ha dato dispo-
nibilit a sostenere il neces-
sario intervento di chiru rg i a
vegetale) che sinora si sono
a m o revolmente intere s s a t i
della quercia.
Franco Capponi
Sindaco di Treia
27
Anche Legambiente ha lanciato una pe -
tizione popolare, questa volta a caratte -
r e r egi onal e, dest i nat a al Pr e s i d e n t e
della Gi unt a Vi t o D Ambrosi o, e r e c e n -
t ement e pr esent at a dal pr esident e r e -
gi onal e di Legambi ente Quarchi oni , i n
cui si chi ede che vengano i naspr i t e l e
sanzi oni contro chi abbatt e senza auto -
rizzazione alberi di quercia.
Tut elate i nsi eme ad altr e specie da una
l egge regional e del 1985, possono es -
s e r e abbat t ute sol o di et r o r i l asci o di
aut or i zzazi one del Cor po For est al e. Le
sanzioni per chi non ri spett a tali norm e
sono state ridotte dalla l.r. 33/98 e van -
no dal l e 200 mi l a li r e ai due mi l i oni a
seconda del l et del l a pi ant a. Legam -
bi ent e chiede l aumento di quest e mul -
te e l a r eal izzazi one di un f ondo per l a
c o n s e r vazione e la gestione degl i alberi
monument al i marchigiani da far gest ire
al Corpo forestale dello Stato.
Qui ndi a t ut el a del l e querce si alza un
c o ro, al qual e si uni sce anche l Asses -
s o r e al l Agr icol t ur a, Agosti ni , che si
r eso di sponi bil e a r i cerc a re una sol u -
zione al problema, condi vi dendo appie -
no l e pr obl emat i che post e da Legam -
biente e consider ando la tut el a di que -
sto elemento del territorio un modo per
p re s e rv a re anche la stor i a dell a nost r a
regione.
A quest o cor o ci uni amo anche noi di
Regione Marche Agricoltura, perm e t t e n -
doci di aggi ungere che l a t ut el a sever a
deve ri guard a r e t ut te le specie ar bor e e
autoctone che hanno da sempre convis -
suto nei nost r i ambi ent i , cr eando un
paesaggi o in equili br i o pr opr io perc h
diversi f icat o, che non sar ebbe pi t al e
se ci curassimo di conser v a re con atten -
zione solo la specie pi rappre s e n t a t i v a .
BIOLOGICO: POCO FUMO E TANTO ARROSTO
Pubblicate sul Supplemento ordinario n. 148 alla Gazzetta Uff i-
ciale n. 211 del 9 Settembre 2000, le "Modalit di attuazione
del regolamento CE 1804/99 sulle produzioni animali biologi-
che", redatte dal Ministero delle politiche Agricole e forestali.
Dei contenuti del documento ci occuperemo con maggior det-
taglio in seguito.
Oggi vi informiamo che, in perfetta sincronia con lattuazione del
regolamento, grazie al lavoro del Ministero e dei gruppi di lavoro
per tematiche a questo scopo istituiti, sono a disposizione degli
operatori del settore e degli Organismi di controllo le linee guida
e la modulistica necessari allapplicazione della nuova normativa.
COME FIDARCI DEL BIOLOGICO IMPORTAT O ?
Una nuova circ o l a re del Mipaf regolamenta le importazioni di
p rodotti biologici da Paesi Te rzi, in applicazione del Reg.
2092/91. Per liscrizione allelenco nazionale degli import a t o r i ,
non infatti solo necessario essere sottoposti al regime di con-
t rollo nel Paese di produzione, ma serve che un Organismo di
c o n t rollo operante sul territorio italiano a sua volta interv e n g a
nella valutazione del prodotto importato. A questo fine gli im-
p o rtatori di prodotti biologici devono notificare tale attivit al
Ministero e ad un Organismo di controllo nazionale da loro pre-
scelto; questultimo verifica le condizioni di ingresso nel siste-
ma di controllo ed entro novanta giorni invia al Mipaf leventua-
le attestazione di idoneit.
Le operazioni di importazione potranno decorrere dal momento
in cui limport a t o re ricever dal Ministero la comunicazione
delliscrizione nellelenco nazionale
degli importatori.
LA CINA CI MANGIA
Il Ve ro n a f i e re dall8 all11 novembre
ha organizzato la trasferta in Cina di
14 aziende italiane, dei centri agro a l i-
mentari di Marche, Veneto, Puglia, Si-
cilia, Toscana e Piemonte, di enti re-
gionali di sviluppo agricolo e dei con-
s o rzi di tutela dellAsti e del Brachetto
dAqui, per la manifestazione enoga-
s t ronomica "China International Wi n e
Exp di Pechino", che sar una ulte-
r i o re occasione per la pre s e n t a z i o n e
dei vini marchigiani. La delegazione
avr a disposizione un padiglione di
diecimila metri quadrati, e durante la
manifestazione lAssociazione enologi
ed enotecnici, lIstituto nazionale per
il Commercio estero e la Regione Ve-
neto, pro p o rranno seminari dedicati
alle produzioni regionali, degustazioni
guidate e presentazioni di abbinamen-
ti tra la cucina italiana e la cinese.
PIOGGE DESTATE,
VENTI DINVERNO:
CHIEDIAMO I DANNI.
I Servizi Decentrati Agricoltura della
Regione Marche hanno stimato pari a
22 miliardi e 447 milioni di lire i danni provocati dalle eccezionali
piogge di giugno e luglio scorsi in tredici Comuni delle pro v i n c e
di Ancona, Macerata ed Ascoli Piceno.
Sulla base dellaccertata gravit dei danni nelle tre province la
Giunta Regionale, su iniziativa dellAssessore allAgricoltura Lu-
ciano Agostini, ha proposto al Ministero delle Politiche Agricole
e Forestali il riconoscimento del carattere eccezionale delle av-
versit atmosferiche ai sensi della legge n. 185/92 (Disciplina
del fondo di solidariet nazionale in agricoltura).
I Comuni interessati sono, in provincia di Macerata Apiro, Esa-
natoglia, Matelica, Mogliano, Pievetorina, San Severino Marche
e Tolentino, in provincia di Ascoli Palmiano e Ve n a rotta, ed in
provincia di Ancona Fabriano, Cerreto dEsi, Mergo e, Polverigi.
La stessa Giunta ha inserito nellelenco delle zone che hanno
subito danni da venti impetuosi nel dicembre 99 il Comune di
Montefalcone Appennino (AP), erroneamente escluso in pre c e-
denza. Ora la parola passa al Ministero che eseminer le richie-
ste pervenutegli.
BIOTECH, ANCORA PER DIRE NO
A salvaguardia delle produzioni tipiche marchigiane lAssessore
Agostini ribadisce la posizione della Regione contro i cibi tran-
sgenici. Pi che un rifiuto un "non ci interessa", pi che oscu-
rantismo scientifico lesigenza di tutelare s la salute pubblica
ma anche il mondo rurale. La scelta delle Marche afferma Ago-
stini si orientata verso la qualit e tipicit delle derrate, e que-
sta peculiarit non va dispersa o compromessa ricorrendo a
tecniche colturali che esaltano la quantit a scapito della qualit
e della tipicit dei prodotti.
Agostini ricorda come la politi-
ca regionale da molti anni punti
alla riduzione dellimpiego del
mezzo chimico in agricoltura,
p romuovendo iniziative in tal
senso su vaste aree del terr i t o-
rio, anche in sintonia con levo-
luzione della politica agricola
comunitaria. Sarebbe un erro re
i n v e rt i re oggi la tendenza.
Un no ai cibi nati in laboratorio,
dice Agostini, per continuare a
p ro d u rne di tipici e naturali.
Il Ser vizio Decentrato
Agricoltura ed Alimentazione
(SDAA) di Ascoli Piceno
ha cambiato sede, ed ora
sito in Via Genova, 12-14,
angolo Viale Indipendenza.
Ledificio ospita anche gli
Uf fici della Meccanizzazione
(ex UMA) ed il Centr o Agro-
meteo Locale dellASSAM.
I nuovi recapiti telefonici:
0736/41111, 41223, 41472,
41548, 42172,
fax 0736/41245.
Lindirizzo di posta elettronica :
agriap@regione.marche.it
Il telefono dellASSAM :
0736/344240
28
AGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURA FLASH
Categoria Nome del prodotto, sinonimi
e termini dialettali pi difusi
Animali vivi Cappone rustico- Cappone nostrale
Gallo ruspante - Tacchino bronzato
rustico o nostrano -Galnacc-Dindo
Bevande a base di estratti Sapa
di piante
Budella vesciche e stomaci Budellino di agnello o capretto crudo
di animali, interi o a pezzi,
esclusi quelli di pesci
Cereali Farro Triticum dicoccum
Orzo mondo tostato macinato
Frutta Marrone del Montefeltro
Visciole e amarene di Cantiano
Latte e derivati del latte Cacio in forma di limone
Caciotta / Caprino / Casecc
Formaggio di Fossa
Pecorino
Pecorino di botte
Raviggiolo
Ricotta
Slattato
Legumi, or taggi, piante, Carciofo Monteluponese o
radici e tuberi mangerecci Scarciofeno
Carciofo "Violetto precoce di J esi"
Cafolfiore "Precoce di J esi"
Cavolfiore "Tardivo di Fano"
Cicerchia
Cipolla di Suasa
Tartufo Bianco(Tuber magnatum Pico)
Tartufo Nero Estivo(Tuber aestivum
Vitt.) o Scorzone
Tartufo Nero Pregiato
(Tuber melanosporum Vitt.)
P reparazione di carni, di pesci, Barbaglia
di crostacei e di molluschi Ciarimbolo-Buzzicco-Ciambudeo
Ciauscolo-Ciabuscolo-Ciavuscolo
Cicoli-Ciccioli-Sgrisciuli
Coppa di testa- Tortella
Lonza-Capocollo-Scalmarita
Lonzino-Capolombo
Mazzafegato-Salsiccia matta
Miaccio-Miaggio-Migliaccio
Pancetta arrotolata
Porchetta
P rosciutto aromatizzato del Montefeltro
Prosciutto delle Marche
Salame di Sopprassato o Soppre s s a t o
Salame Lardellato Salame di Fabriano
Salsiccia
Salsiccia di Fegato
Spalletta
Preparazioni di or taggi, Bacche di biancospino in sciroppo
di piante mangerecce, Composta di castagne
di frutti e di altre piante Cotognata
o parti di piante Germogli di Pungitopo sottolio
Germogli di Tamaro sottolio
Germogli di Vitalba sottolio
Marmellata di more
Oliva tenera Ascolana del Piceno
Olive Nere Marinate
Salsa di olive
Visciolata
Visciole essiccate
Prodotti della panetteria, Anicetti
della pasticceria, della Biscotti di mosto
confetteria o della biscotteria Bostrengo
Calcione di Treia
Cavallucci
Chichiripieno o Chich
Ciambella Frastagliata-Ciam. Stro z z o s a
Ciambelle allanice o Anicini
Ciambellone
Crescia-Crescia Brusca-Spianata-
Cacciannanzi
C rescia sotto la cenere - To rta coi ovi
Cresciolina
Crostata al torrone
Crostoli del Montefeltro
Fiocchetti-Sfrappe
Fristingo-Fristingu-Frestinghe
Frittelle di polenta
Frustenga
Funghetto di Offida
Lonza di fico-Lonzino di fico-
Lonzetta di fico-Salame di fico
Maccheroncini diCampofilone-
Capellini di Campofilone
Maiorchino-Marocchino
Pan Nociato
Pane a lievitazione naturale
Pane di Chiaserna
Pane di Pasqua di Borgopace
Pizza con le noci
Pizza di Pasqua o Crescia di Pasqua
Pizza o Crescia di Pasqua al form a g g i o
Serpe
Torrone di fichi-Panetto di fichi
Torta di granoturco in graticola
Ungaracci
Prodotti liquorosi Vino cotto-VICotto-ViCuot
Visner- Vino di Visciole
Lelenco dei prodotti tipici sar aggiornato
In questi giorni vengono presentate le nuove domande per aggiornare le-
lenco dei prodotti agricoli tradizionali.
La scadenza dei termini di presentazione stata infatti pro rogata per consentire di
i n c l u d e re nellelenco i prodotti agroalimentari tipici che, per incompletezza della
documentazione o per mancato rispetto dei termini di scadenza, non sono stati
iscritti allAlbo, secondo il D.L. n.173/98 art.8, comma1 e Decreto del Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali n.350/99. Il nuovo elenco verr quindi aggior-
nato al 31 gennaio 2001.
Per arrivare allindividuazione di tali prodotti lAssessorato Agricoltura delle
M a rche ha svolto in passato un lavoro di censimento vero e proprio dei
prodotti tipici della nostra terra coinvolgendo i produttori e le organizzazio-
ni di categoria. Ne emerso un elenco di prodotti animali e vegetali, di pre-
libatezze che vengono tramandate di generazione in generazione e che
rischiavano di essere perse per sempre. Spesso i tradizionali metodi di pro-
duzione mal si accordano con le rigide norme sanitarie adottate nei proce-
dimenti industriali. Ladozione di tali procedimenti avrebbero determinato la
fine di un patrimonio enogastronomico frutto della cultura e della vocazio-
ne del nostro territorio e la chiusura dellattivit di tante aziende artigianali.
Il Ministero delle Politiche Agricole ha recepito la richiesta avanzata dalle
M a rche e ha accolto integralmente la proposta di includere i novantatr
prodotti marchigiani nel primo elenco delle tipicit italiane da salvare.
Ecco i prodotti marchigiani che fanno parte delle 2.171
speciali t regional i identi ficat e dal MI PAF che saranno
garantite dalle imitazioni anche in Eur opa
29
AGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURA FLASH
a cura di Gabriella Malanga
e Luana Spernanzoni
PROROGATO IL TERMINE
PER LA DENUNCIA DEI POZZI
Nella riunione dello scorso 3 agosto il Con-
siglio dei ministri ha approvato la modifica
del Dlg n. 152/99 relativamente ai term i n i
per la denuncia dei pozzi e per le domande
di attingimento di acqua. In pratica i nuovi
t e rmini di scadenza sono stati pro rogati al
prossimo 31 dicembre.
OBBLIGO DELLA BILANCIA
E DEL CONTATORE ELETTRICO
AUTONOMO DEI FRANTOI
Con riferimento dellavviso del ministro
delle Politiche agricole pubblicato il 28 giu-
gno sulla Gu, scatta dal 31 ottobre lobbli-
go di dotare i frantoi di un sistema auto-
matico di pesatura delle olive tale da esclu-
d e re qualsiasi intervento umano nelle de-
t e rminazione del peso. La stru m e n t a z i o n e
di misura dovr essere poi in grado di con-
s e n t i re la stampa di un tagliando re c a n t e
un numero pro g ressivo, la data dellopera-
zione e il peso determinato. In questo mo-
do sar possibile verificare la corre l a z i o n e
tra i tagliandi emessi e i certificati di moli-
tura (modelli F), compilati per ogni part i t a
di olive che entra nel frantoio. Sar poi an-
che necessario, sempre ai fini del controllo
delle quantit effettivamente molite, dotare
limpianto di molitura di un contatore auto-
nomo. Lo stesso obbligo sussiste per i
frantoi che utilizzano un gruppo elettro g e-
no. Ma non tutti i frantoi sono soggetti a
questi adempimenti. Per la campagna
2000-2001, lobbligo scatta dal 31 ottobre
per i frantoi che hanno prodotto nella cam-
pagna precedente pi di 200 q.li di olio.
RIPARTIZIONE REGIONALE
DEI DIRITTI DI REIMPIANTO
DEI VIGNETI
Si delinea un accordo tra le Regioni e il Mi-
paf per pro c e d e re alla ripartizione sul terr i-
torio dei 12.933 ettari di diritti di reimpian-
to che la Ocm vino ha assegnato comples-
sivamente allItalia. Il compromesso rag-
giunto prevede che il 60% dei nuovi diritti
venga suddiviso in base allentit della su-
p e rficie vitata, mentre il restante 40%, in
base alle superfici contraddistinte da pro-
duzioni a denominazione di origine. In que-
sto modo si tentato di conciliare le richie-
ste delle regioni meridionali, che vantano
una maggiore superficie destinata alla vite,
e le regioni del nord, che affermavano che i
diritti di riempimento dovevano essere de-
stinati alle aree in cui sono maggiorm e n t e
diffuse sono le denominazioni di origine.
AUMENTO DEL TENORE MASSIMO
DI UMIDIT DI ALCUNI CEREALI
Il Comitato di gestione ha accettato favore-
volmente il progetto della Commissione di
un regolamento che fissa al 15% del tasso
di umidit, in seguito alle cattive condizioni
climatiche che hanno reso la qualit dei
raccolti scarsa e diseguale.
IL COMITATO SCIENTIFICO UE
BOCCIA IL DECRETO
SULLE BIOTECH
Il Comitato scientifico della UE ha ritenuto
infondate le motivazioni che hanno port a t o
lItalia a vietare il 4 agosto la commercializ-
zazione di quattro tipi di mais transgenico.
Secondo il Comitato scientifico della UE "le
i n f o rmazioni fornite dalle autorit italiane
non presentano una base scientifica detta-
gliata in grado di far ritenere che luso dei
nuovi alimenti in questione metta in peri-
colo la salute umana. Anche se la decisio-
ne definitiva sar assunta tra il 18 e 19 ot-
t o b re a Bruxelles dal Comitato perm a n e n t e
UE per le derrate alimentari indubbio che
la presa di posizione del Comitato scientifi-
co apre le porte per una decisione negativa
nei confronti dellItalia.
IN POLE-POSITION
CON LA LUMACA
Lelicicoltura a ciclo completo biologico
passata, secondo i dati forniti dallAssocia-
zione Nazionale Elicicoltori (Ane), dal duemi-
la ettari del 1990 agli attuali 7700. Gli addetti
d i retti e indiretti occupati nella pro d u z i o n e ,
distribuzione e lavorazione industriale sono
o l t re 6000, con un fatturato lordo annuo che
supera i 230 miliardi di lire. LItalia, seguita a
grande distanza dalla Spagna e dalla Gre c i a ,
il primo paese al mondo per la pro d u z i o n e
in allevamento della lumaca da gastro n o m i a .
Lallevamento della lumaca caratterizzato
da un elevato numero di successi: ben il
90% degli allevatori prosegue la loro opera
dopo il primo
anno e il
30% amplia
l a l l e v a m e n t o
negli anni
s u c c e s s i v i .
ITALIA
AL PRIMO
POSTO NELLA
PRODUZIONE
BIOLOGICA EUROPEA
LItalia diventata in pochi anni il paese
pi biologico dEuropa. Sono destinati in-
fatti a coltivazione biologica ben 950.000
ettari e il giro daffari delle aziende del set-
t o re arrivato a 2.000 miliardi, di cui
1.100 per consumi interni.
Le aziende che hanno fatto la scelta biologi-
ca sono 49.188 con un aumento del 12,6%
rispetto al 1998. Per compre n d e re il boom
del settore si consideri che nel 1993 le
aziende Bio erano appena 4000. Intere s s a n-
te notare che il mezzogiorno larea con
m a g g i o re diffusione di aziende biologiche,
che coprono ben il 71% del totale naziona-
le. Il boom del biologico sembra inarre s t a-
bile, favorito dallinteresse da parte della di-
stribuzione, che considera la disponibilit di
p roduzioni biologiche nei punti vendita un
elemento di fidelizzazione nei confronti dei
consumatori. Non un caso che alcune ca-
tene di distribuzione non si siano limitate
ad acquisire produzioni biologiche, ma ab-
biano deciso di contraddistinguerle con un
p roprio marchio commerc i a l e .
LA RIFORMA DELL OCM
ZUCCHERO
Approvata la proposta di regolamento della
Commissione UE che prevede una riduzio-
ne di 498.800 tonnellate delle quote di pro-
duzione di zucchero per la campagna
2000-2001 (da 15.218.586 tonnellate a
14.719.786). La Commissione ritiene ne-
cessaria questa riduzione
per essere in regola con gli
a c c o rdi Gatt. La riduzione
r a p p resenta un taglio lineare
del 3.278 per cento delle
quote esistenti per lo zuc-
c h e ro, lisoglucosio e lo sci-
roppo dinulina. La pro p o s t a
deve comunque essere an-
cora adottata form a l m e n t e
dalla Commissione. Gli ele-
menti della proposta della
Commissione dovre b b e ro
essere i seguenti:
30
Insegna Marchio Lancio
Coop Ipercoop Naturali biologici Novembre 1995
Billa Si! Naturalmente Novembre 1995
Pam Pam (da agr. Biologica) Agosto 1999
Panorama Panorama (da agr. Biologica) Agosto 1999
Superal Superal (da agr. Biologica) Agosto 1999
Familia Bioricchi Settembre 1999
Esselunga Esselunga Bio Maggio 2000
Coop Ipercoop Coop (da agr. Biologica) Novembre 2000
IL BIOLOGICO NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE
(marchi biologici della grande distribuzione in Italia)
(Fonte: Bio Bank Distilleria EcoEditoria, Forl)
- diminuzione di almeno
115.000 tonnellate delle quote
di produzione A e B di zucche-
ro, isoglucosio e sciroppo di-
nulina che corrispondono al 50
per cento delleccedenza stru t-
turale come stimato dalla Com-
missione;
mantenimento del meccanismo di
autofinanziamento tramite pre l i e v o
alla produzione;
mantenimento del prezzo al livello fissa-
to per il 2000-2001 per tutto il periodo
del nuovo regime;
soppressione del regime di perequazione
dei costi di stoccaggio che equivale ad
un risparmio per il Feoga garanzia di cir-
ca 300 milioni di euro, e abolizione del
sistema di ammasso minimo attualmen-
te fissato al 3 per cento;
s o p p ressione dellesonero dal pre l i e v o
alla produzione, attualmente possibile
per 60.000 tonnellate di zucchero;
a p e rtura di negoziati con i paesi forn i t o r i
Acp e lIndia per bloccare un sistema
p re f e renziale speciale della stessa durata
del regime comunitario.
La Commissione comunque ha pro p o s t o
una pro roga dellattuale organizzazione fi-
no al 31 giugno 2001 con lintroduzione di
alcune modifiche:
- il sistema di quote sar mantenuto fino al
2002 (data fissata per il riesame di met per-
corso di Agenda 2000) ma con una riduzio-
ne di 500.000 tonnellate per le quote A e B;
- lo stoccaggio minimo abbligatorio verr
abolito a part i re dalla campagna di com-
mercializzazione 2001-2002.
ACCORDO INTERPROFESSIONALE
SULL OLIO DI OLIVA
Si tenuto lo scorso 11 settembre un in-
c o n t ro, presso il ministero per le Politiche
Agricole al fine di verificare le condizioni
per la costituzione di un accordo interpro-
fessionale per lolio di oliva. Allincontro
erano presenti le Organizzazioni pro f e s s i o-
nali agricole, le Unioni di prodotto e i rap-
p resentanti dellindustria e del commerc i o .
L i n c o n t ro si concluso positivamente con
limpegno di tutti i partecipanti a perv e n i re
in tempi rapidi ad un accordo per dare linfa
e slancio ad un prodotto rappre s e n t a t i v o
della produzione agricola italiana di qualit.
Su richiesta della Cia stata accolta positi-
vamente la proposta della costituzione, an-
che per il settore olivicolo, di un org a n i-
smo interprofessionale per sviluppare le
azioni specificatamente previste dalle nor-
mative comunitaria e nazionale.
NOVIT NEI DOCUMENTI PER
IL TRASPORTO DI UVE E VINI
Il ministero delle Politiche agricole ha pre-
disposto una circ o l a re riguardante i con-
t rolli relativi alla vendemmia 2000/2001
specificando le norme circa lemissione dei
documenti di accompagnamento di vini e
mosti. Nel caso di trasporti di recipienti in-
feriori a 60 litri pu essere emesso un do-
cumento che presenti requisiti minimi: nor-
me ed indirizzo dello speditore e del desti-
natario, numero pro g ressivo, data di re d a-
zione del documento e, se diversa, la data
di spedizione, designazione del pro d o t t o
t r a s p o rtato. E ancora possibile lutilizzo dei
vecchi documenti di accompagnamento
(modelli XAB..) solo fino allesaurimento
delle scorte e, comunque, fino al
31.12.2000. Attenzione per, il documento
di trasporto non obbligatorio quando si
t r a s p o rti prodotti vinosi in contenitori della
capacit massima di 5 litri, etichettati e mu-
niti di un dispositivo di chiusura a perd e re e
il quantitativo trasportato non superi i 100
litri (cinque litri per mosto di uve concen-
trato o rettificato). Nel caso, viceversa, di
contenitori di volume superiore ai 60 litri
scattano gli obblighi previsti dalle disposi-
zioni sulla re p ressione frodi, e deve essere
utilizzato il documento conforme allallega-
to 3 del regolamento CEE 2238/93. Perm a-
ne lesonero del documento in alcune circ o-
stanze come il caso di trasferimento di uve
e ffettuate dal pro d u t t o re dal vigneto allim-
pianto di vinificazione quando la distanza
da perc o rre re non supera i 40 km.
DALLA PARTNERSHIP TRA
APOFRUIT, SCAC E BESANA
NASCE ALMAVERDE BIO
D a l l a c c o rdo fra Apofruit, gruppo di Ce-
sena leader nellort o f rutta biologica pada-
na, il gruppo napoletano Besana, produt-
t o re di frutta secca, e la S.C.A.C. di Seni-
gallia, specializzata in ortaggi surgelati e in
scatola nato il progetto Almaverde Bio,
una partnership nel campo agro a l i m e n t a re
biologico, mirata a re n d e re competitiva
lortofrutticoltura biologica italiana.
Un Consorzio per la gestione del marc h i o
in forma collettiva occuper della pro m o-
zione commerciale e dei controlli, lascian-
do ai singoli partner la competenza per la
vendita. Primo passo dellalleanza sar una
campagna promozionale a livello naziona-
le, del valore di 6,5 miliardi di lire.
L o rt o f rutta biologica attualmente disponi-
bile in 624 superm e rcati del Paese ed pre-
sente su tutta la rete dei 17 iper nazionali.
Si comprende, quanto sia opportuno diver-
s i f i c a re loff e rta e puntare anche sul biolo-
gico per tentare il rilancio dellort o f ru t t a ,
penalizzato dalla sovrapproduzione delle
ultime annate.
VINO E BEVANDE:
I CONTRASSEGNI IVA USABILI
FINO AD ESAURIMENTO
Con circ o l a re del ministero delle Finanze n.
153 del 4 agosto, viene precisato che labro-
gazione dei contrassegni Iva per vini e be-
vande non esclude la possibilit di utilizzo
degli stessi ancora in giacenza presso le im-
p rese anche dopo la data del 31 dicembre
2000. Questo al fine "di evitare che una nor-
ma di favore per il contribuente si traduca in
i m p revisti maggiori costi per la modifica
delle relative attre z z a t u re e di inutili spre c h i
per contenitori gi acquistati e ord i n a t i " .
CONTRIBUTI INPS PI CARI
Sulla G.U. 184 dell8 agosto 2000 stato
pubblicato il decreto direttoriale del mini-
stero del Lavoro del 19 luglio 2000.
Il decreto ha stabilito il reddito medio con-
venzionale giornaliero valevole per il calco-
lo dei contributi e per la misura delle pen-
sioni per ciascuna fascia di reddito agrario.
Le aliquote contributive per coltivatori dire t t i ,
coloni mezzadri e imprenditori agricoli a tito-
lo principale nel 2000, rispetto a quelle del
99, hanno subito un aumento dello 0,50%.
Queste le nuove misure per il 2000:
16,80% (14,30% per i soggetti di et in-
f e r i o re a 21 anni) per la generalit delle
imprese
13,80% (9,30% per i minori di anni 21)
per le imprese ubicate nei territori mon-
tani e zone svantaggiate.
A queste percentuali va aggiunto il contri-
buto del 2% (art. 12 legge 233/90). Le ali-
quote complessive ammonteranno quindi
rispettivamente al 18,80% e al 15,80% per
i maggiori di 21 anni e 16,30% e 11,30%
per i minori di 21 anni.
CONFERMATI GLI AIUTI
COMUNITARI PER L OLIO
D OLIVA
E confermato che la produzione effettiva di
olio di oliva in Italia per la campagna 98-99
ha rispettato le quote nazionali previste.
Gli olivicoltori beneficeranno pertanto ap-
pieno dellaiuto dellUE alla produzione, pa-
ri a 252.490 lire per quintale.
a cura di Angelo Zannotti
e Francesco Pettinari
31
ono 71 gli incendi che si
sono sviluppati nelle Mar-
che dallinizio dellanno,
mandando a fuoco 589,78
ettari di superficie, di cui
451 boscata, i maggiori
danni nel Parco della Gola della Rossa.
La caratteristica principale di questanno
stata la prolungata siccit, molto spesso
aggravata dalla presenza di vento; la torr i-
da estate non stata interrotta dai tradizio-
nali temporali dagosto e questo ha re s o
tutto pi diff i c i l e .
Il Corpo Forestale dello Stato ha valutato
anche le cause. Sare b b e ro volontarie quel-
le che hanno interessato 193 ettari, 248
ettari le involontarie mentre 146 le incerte.
Il dato di questanno sicuramente pi pe-
sante di quello del 1999 (20 incendi, con
una superficie interessata di 226 ettari),
ma inferiore al 1998 (83 incendi con 672
ettari interessati).
P rendendo in considerazione lultimo de-
cennio, lanno che rimane tristemente no-
to il 1993 (304 episodi e 3.459 ettari di
s u p e rficie andata in fumo), soprattutto per
lincendio che devast vaste superfici del
c o m p rensorio del Monte San Vicino; rile-
vanti anche i danni del 1992 e del 1994.
L a s s e s s o re regionale alle Foreste Luciano
Agostini ha sottolineato che la Regione in-
tende bonificare quanto stato distru t t o
dal fuoco, ricreando lhabitat pre c e d e n t e ,
" p e rtanto ha detto se dietro agli incendi
si nascondono motivazioni di carattere
speculativo, o pi in generale di contesta-
zione delle scelte gi assunte dallAmmini-
strazione, bene che si sappia che questo
un disegno fallito in partenza. Il risultato
sar invece limpiego di fondi pubblici, e
quindi di tutti noi, per ripristinare il patri-
monio boschivo andato in fumo."
Sul fronte della prevenzione, le Marc h e
non sono certamente agli ultimi posti ma,
come ha riconosciuto lo stesso ministro
P e c o r a ro Scanio, ai primi: la nostra re g i o-
ne, insieme alla Toscana, si distingue in-
fatti per la rete di avvistamento, ormai col-
laudata e che garantisce una buona attivit
p reventiva. Sul fronte della re p ressione, il
meccanismo messo in piedi, che ruota at-
t o rno alla Centrale operativa, coord i n a t a
dal Corpo Forestale dello Stato, uno
s t rumento ormai collaudato. Per la pro f e s-
sionalit e la disponibilit dello stesso Cor-
po e per il rapporto di collaborazione con i
Vigili del Fuoco. A questi soggetti e ad al-
tri, come i volontari, si aggiunge lopera
delle cooperative forestali che fanno capo
al Consorzio Marche Ve rd i .
Sia il funzionamento della Centrale opera-
tiva che il lavoro di questo Consorzio, oltre
che quello dellelicottero regionale ga-
rantito da iniziativa e fondi re g i o n a l i .
O c c o rre invece fare di pi per re n d e re ve-
ramente operative le squadre comunali
p reviste della legge nazionale 47 del 75,
s q u a d re che esistono di fatto solo sulla
c a rta e che hanno difficolt ad interv e n i re
c e l e rmente in caso di necessit.
INCENDI BOSCHIVI,
PIAGA DA DEBELLARE
S
INCENDI BOSCHIVI NELLE MARCHE 1990-2000
Anno N.Incendi Sup.Boscata Sup.Totale
1990 167 99 400
1991 93 43 204
1992 245 447 807
1993 304 2.236 3.459
1994 159 622 797
1995 68 30 101
1996 85 63 1.660
1997 59 52 123
1998 80 585 672
1999 20 204 225
2000 71 451 589
I dati sono stati forniti dal Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento delle Marc h e
PROSPETTO RIEPILOGATIVO DEGLI INCENDI - Per provincia nel periodo 01/01/200 - 15/10/2000
Provi nci a/Regi one Incendi Nr. Boscata ha Non boscata ha Total e ha
PESARO URBINO 19 20,45 12,20 32,65
ANCONA 12 251,80 43,90 295,70
MACERATA 12 109,60 36,50 146,10
ASCOLI PICENO 28 69,93 45,40 115,33
MARCHE 71 451, 78 138, 00 589, 78
32
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in data 16 novembre 1979
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