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101 CONSIGLI UTILI PER TROVARE LAVORO

Massimo Giuliani
ISBN: 9788891039149
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il 27 marzo 2014 19:52
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2014910391000001
Numero Ordine Libreria: 100113057
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101 CONSIGLI UTILI PER TROVARE
LAVORO
Massimo Giuliani
Introduzione
La ricerca del lavoro essa stessa un lavoro!
Si potrebbe esordire proprio con questa massima, nella quale, probabilmente, ci si identificher in
tanti!
Che voi siate neolaureati o neodiplomati alla prima esperienza, inoccupati o anche lavoratori
insoddisfatti alla ricerca di un'attivit pi appagante e gratificante, vi ritroverete probabilmente ad
affrontare gli stessi problemi!
Ma come fare per poter aumentare le possibilit di essere scelti da un'azienda? Perch si inviano cos
tanti curricula senza essere mai contattati? Cosa si sbaglia? Quali sono le domande pi frequenti che
vengono poste in sede di colloquio? E, soprattutto, quali sarebbero le giuste risposte da dare? In base a
quali criteri di scelta i selezionatori si orientano su di una candidatura, anzich su di un'altra?
Per rispondere al meglio a tutti questi quesiti chi meglio di un selezionatore potrebbe chiarirci le
idee?
Questo manuale nasce proprio con l'intento di raccogliere una serie di consigli che possano tornar utili
a qualsiasi candidato, per far s che possa giocarsi al meglio tutte le carte a sua disposizione!
Punto 1: Pensare di perdere vuol dire perdere di
sicuro
Le difficolt sono sotto gli occhi di tutti: stiamo di sicuro attraversando un periodo di crisi che
riguarda non solo l'Italia, ma l'intera economia mondiale. La disoccupazione cresce di anno in anno e
le scarse possibilit nell'inserirsi o, cosa ancora pi difficile, reinserirsi nel mercato del lavoro sono
evidenti. Tuttavia abbatterci di fronte agli ostacoli, per quanto possano sembrare insormontabili,
sarebbe, di certo, controproducente. Negativizzarsi comporterebbe per noi solo conseguenze
svantaggiose: si rischier di non candidarsi pi per nessuna inserzione e, se si dovesse essere
convocati per un colloquio, di partire scoraggiati e insicuri. Affrontare con questo stato d'animo una
selezione, rappresenterebbe un vero e proprio suicidio:
Se dovessimo partire gi con l'idea di non essere scelti, inevitabilmente si finirebbe col trasmettere
queste nostre insicurezze e le nostre negativit anche al selezionatore. E l'automatico risultato
sarebbe quello di non essere pi scelti per quella determinata selezione!
Quindi, il primo presupposto sar sempre rappresentato dal non partire sconfitti prima di ogni
colloquio: se non crediamo per primi in noi stessi, non potremo mai sperare di poter convincere
qualcun altro delle nostre capacit!
Punto 2: La soggettivit della selezione
Una doverosa premessa dev'esser fatta, in generale, su quanto sia soggettiva la valutazione di alcuni
elementi da parte dei selezionatori. Mentre, difatti, vi sono delle situazioni che oggettivamente
saranno sempre valutate con lo stesso criterio (es. innegabile che l'essere puntuali e il presentarsi
con uno standing adeguato venga da tutti considerato solo e soltanto in maniera positiva), vi saranno
degli aspetti sui quali i criteri di valutazione potranno perfino essere diametralmente opposti.
Si pensi, ad esempio, all'includere o meno nel curriculum la propria foto, elemento interpretato
positivamente da quei selezionatori che si sentono avvantaggiati dal poter associare a quel cv un volto
e poter anche iniziare a valutare lo standing di quel candidato; cos come, allo stesso tempo, potr
esser letto negativamente da quei selezionatori che lo interpretano come poco professionale.
O ancora, restando sempre in tema di soggettivit, si pensi agli hobbies: per alcuni selezionatori,
indicarli pu essere un modo per conoscere meglio il carattere del candidato, altri lo interpretano in
maniera negativa, soprattutto qualora questi elementi non abbiano alcun collegamento con i requisiti
richiesti per la figura ricercata. Uno degli aspetti pi dibattuti, infine, sar quello dell'allegare o meno
una lettera di presentazione al proprio cv, ma su tale aspetto ci soffermeremo pi avanti (vedi punto
21).
Ci che importante comprendere che, nell'affrontare un iter selettivo, si viene sempre valutati dai
selezionatori, i quali sono pur sempre delle persone e, per quanto professionali, esperti ed obiettivi,
saranno sempre condizionati da quelle che sono le loro idee, le loro preferenze, i loro valori ed i loro
preconcetti.
Dal punto 73 in poi, indicheremo quelle che sono le domande pi frequenti che potranno esservi poste
in sede di colloquio, ma non vorr dire che, rispondendo sempre come da noi consigliato, supererete
automaticamente la selezione.
Innanzitutto potrebbe sempre esserci un candidato che potr fornire risposte pi soddisfacenti e
risultare pi brillante di voi. Inoltre, tornando alla soggettivit della valutazione di alcuni criteri da
parte dei selezionatori, alcuni di loro magari preferiranno ricevere delle risposte pi originali, alcuni
perfino provocatorie, ma il dato di fatto che rappresenteranno, comunque, la minoranza.
Alla luce di queste premesse, nell'indicare dei suggerimenti e dei consigli nella selezione, riteniamo
convenga orientarsi su quelle risposte e quei comportamenti che saranno apprezzati dalla maggior
parte dei selezionatori. Ci garantir di utilizzare al massimo le vostre possibilit, con la
consapevolezza del non avere, per, la matematica certezza di ottenere sempre un esito positivo.
Punto 3: L'inapplicabilit della propriet
transitiva
Sulla base delle considerazioni precedentemente fatte, vi una regola base che dovr essere sempre
applicata nella ricerca del lavoro: non estendere le singole esperienze, dirette o indirette, alla realt
oggettiva! In altre parole, se un nostro conoscente ha optato per una serie di scelte determinate in una
selezione e questa andata a buon fine, non vorr per questo dire che, qualora anche noi dovessimo
operare quelle stesse scelte, il risultato sar automaticamente identico.
Tale considerazione sar valida sia per le esperienze raccontateci da altri, sia per quelle che abbiamo
maturato di persona e questo principalmente per due motivi: innanzitutto, abbiamo gi analizzato
come, per taluni elementi, vi siano valutazioni del tutto diverse per i selezionatori; inoltre, nessuna
selezione uguale ad un'altra! ciascuna ricerca , infatti, differente, perch per ciascuna di esse si
valutano competenze tecniche e trasversali diverse, in base al ruolo ricercato, al tipo di azienda nella
quale si andr a lavorare, ai rapporti di lavoro con i colleghi e ad un insieme di elementi che avremo
modo di analizzare singolarmente pi avanti.
Di conseguenza, il primo ed il pi frequente errore nel quale vi potr capitare di ricadere, sar quello
di pensare che ricalcando i comportamenti di persone che hanno ottenuto degli obiettivi, si possano
raggiungere gli stessi risultati. Tutto ci potrebbe essere parzialmente esatto solo se si facesse
riferimento a selezioni per gli stessi ruoli nello stesso settore.
Tuttavia, avremo modo di soffermarci ampiamente su come, anche nello stesso settore, per lo stesso
ruolo e nella stessa azienda, si possano comunque ricercare delle caratteristiche differenti per due
ruoli solo apparentemente simili, ma in realt non identici. Molto pi efficace, quindi, sar capire
perch si dovrebbe dare quella risposta e soprattutto quando sar conveniente darla e quando no,
anzich limitarci a copiare comportamenti ritenuti vincenti.
Esporre un argomento imparato a memoria, non sar mai convincente quanto l'esporlo avendolo
davvero compreso! Non soltanto la comunicazione sar meno efficace, ma se dovessero porci delle
domande, o dovessero sorgere degli ostacoli, solo avendo davvero compreso il significato delle
risposte, sapremo come orientarci nel doverle dare. Quindi altro obiettivo di questo manuale non sar
solo indicare i comportamenti da adottare, ma anche aiutarci a capire perch e quando converr
utilizzarli.
Punto 4: L'importanza di un metodo
Raccogliere una serie di informazioni ed indicazioni disordinate e in maniera confusa, non sar di per
s sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Piuttosto sar fondamentale che tutte le
informazioni siano tra loro collegate e riunite con un preciso metodo. Sar necessario adottare un
metodo collaudato, cio, ordinando in maniera precisa tutti i consigli in base alle dovute priorit, con
coerenza e cura dei particolari e senza tralasciare alcun aspetto di essi.
Alla maggior parte di noi sar capitato di notare come, nel corso degli studi universitari, alcuni
colleghi o conoscenti, pur studiando molto meno, riuscissero a raggiungere risultati migliori dei
nostri. Probabilmente avranno adottato un metodo che consentisse loro di ottimizzare i tempi e di
organizzare il proprio lavoro!
In tutti i settori, avere un metodo vincente, rappresenta il presupposto fondamentale per il
raggiungimento degli obiettivi. Nelle indicazioni dovr seguirsi scrupolosamente lo stesso ordine: non
baster attenersi a quelli che sono i singoli consigli, se non si rispetteranno delle determinate priorit
nel porli in essere.
Infine, la cura dei particolari sar fondamentale: nessun aspetto dovr essere trascurato, perch
potrebbe bastare tralasciare anche una sola indicazione, per far crollare quanto di buono fatto
precedentemente!
Punto 5: Capire cosa davvero si vuol fare nella
vita
Il punto di partenza sar sempre capire quale sar il nostro lavoro ideale. Questo presupposto, che
potrebbe apparire banale e scontato, in realt non lo affatto. Innanzitutto sono in pochi ad avere
un'approfondita conoscenza del mercato del lavoro, tale da poter essere in grado di distinguere i vari
settori, i vari ruoli e, soprattutto, per ciascuno di essi, le reali possibilit di inserimento. Le colpe sono
anche da attribuire al sistema scolastico italiano, da tutti riconosciuto come inadeguato ed obsoleto,
che non solo si basa esclusivamente su aspetti teorici, ma non fornisce ai neolaureati la bench
minima idea di cosa voglia davvero significare lavorare in un'azienda.
Tutto ci non dovr, per, farci crogiolare in uno sterile vittimismo: piangersi addosso servir a poco.
Al contrario, si dovr semplicemente realizzare questo: se stiamo cercando lavoro, se siamo indecisi
sul cosa fare, se ci sentiamo disorientati ed abbattuti ed abbiamo la sensazione di non saper
nulla, non rappresentiamo di certo l'eccezione, ma siamo la regola!
La maggior parte di noi crede di avere ben chiari quelli che sono i propri sogni, le proprie ambizioni, i
propri obiettivi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, ci che ci poniamo come obiettivo, una volta
raggiunto non ci reca quella soddisfazione tanto desiderata.
Anzi spesso, una volta raggiunto il risultato sperato, si finisce perfino col sentirsi insoddisfatti e
frustrati.
A molti di noi sar capitato di dover sostenere un esame particolarmente difficile: ci siamo impegnati
nello studio, nella speranza di ottenere una promozione e, una volta ottenutala, ci siamo poi sentiti
quasi delusi; non abbiamo, infatti, provato quello stato di benessere che avremmo sperato ottenere.
Stesso discorso vale per come avremmo creduto di sentirci una volta laureati, pensando di provare uno
stato di soddisfazione desiderato per anni. Invece, una volta raggiunto il nostro obiettivo, abbiamo
scoperto di non sentirci cos realizzati come immaginavamo.
Perch? Ottenere un risultato importante come il laurearsi, comporta una serie di cambiamenti nella
nostra vita! Gli effetti del perseguimento di quest'obiettivo sono, in realt, pi ampi e indiretti, in
quanto si estenderanno anche ad altri nostri progetti ed altri nostri valori.
Potrebbe, cio, crearsi un mismatch, un conflitto tra essi. Nell'esempio preso in considerazione,
laurearsi vorr dire raggiungere un traguardo importante nella propria vita, ma al tempo stesso
comporter una serie di conseguenze: perderemo i contatti quotidiani con molti amici e conoscenti
che frequentavano l'ambiente universitario, si modificheranno completamente i nostri ritmi, non
avremo pi tutto quel tempo libero e la possibilit di organizzare le nostre giornate e gestire al meglio
i nostri spazi.
Dovremo metterci a ricerca di un lavoro, ci dovremo maggiormente responsabilizzare, non avremo pi
l'alibi dello studio, passeremo da una fase di maggiore spensieratezza ad un'altra nella quale cercare
di conseguire altri obiettivi, quali ad esempio il creare una famiglia.
Magari eravamo pi felici quando non avevamo il peso di tutte queste responsabilit!
Altro aspetto da tenere in considerazione sar l'effetto del raggiungimento di questo traguardo nei
confronti delle persone che ci stanno a cuore. I loro obiettivi influenzeranno i nostri e al tempo stesso
i nostri influenzeranno i loro. Un esempio potrebbe essere quello del classico impiegato che sogna da
anni la promozione. Una volta raggiunto questo obiettivo potrebbe non essere cos appagato come
immaginava. Quella promozione potrebbe recargli maggiore stress per il peso di superiori
responsabilit, potrebbe richiedere pi ore lavorative, sacrificando, cos, il tempo da dedicare alla
propria famiglia, alla propria moglie, ai propri figli, e cos via
Nella considerazione, quindi, di un obiettivo da raggiungere, dovranno mettersi sul piatto della
bilancia tutte le conseguenze che comporter quel traguardo, attribuendo, in base ai propri valori, il
giusto peso a ciascuna di esse!
Anche in merito allo svolgere una determinata attivit lavorativa, piuttosto che un'altra, si dovr
applicare questo ragionamento. Si dovranno valutare tutta una serie di fattori: quanto tempo libero
avr a disposizione, quanto questa attivit render necessario l'effettuare brevi trasferte in Italia o
all'estero, quanto sar stressante, quante responsabilit avr, se dovr coordinare delle risorse, in che
contesto dovr inserirmi e cos via Il prendere in considerazione il trasferimento in un'altra citt, se
pur vero che pu permetterci di avere maggiori opportunit lavorative e di crescita professionale,
allo stesso tempo comporter una serie di conseguenze quali il doversi integrare in un nuovo
ambiente, lo stare lontano dalla propria famiglia, dai propri amici, magari dal proprio partner,
sostenere maggiori spese perch non potremo pi vivere a casa dei nostri genitori, e cos via
Infine mai come nella ricerca del lavoro varr il detto non tutto oro ci che luccica!. Quante
persone, una volta entrate nell'azienda che definivano come quella dei loro sogni, sono poi
letteralmente fuggiti dalla stessa? Questo perch dall'esterno le cose appaiono sempre in maniera
diversa: solo calandosi in quella realt lavorativa si pu comprendere quanto effettivamente essa
possa essere di proprio gradimento. Nella ricerca del lavoro bisogner, quindi, prestare la massima
attenzione al non farsi attrarre solo dal brand dell'azienda o dalla considerazione che amici e parenti
hanno di essa.
Avere le idee chiare sul cosa si vuol fare e sul tipo di settore, ruolo che si vuol ricoprire e tipologia
aziendale gradita, ci permetter di acquisire una maggiore sicurezza di noi stessi, che verr di
sicuro rilevata dal selezionatore!
Punto 6: Il bilancio delle proprie competenze
Nessuno di noi bravo in tutto. Se pensiamo a cosa sappiamo fare nella vita e prendiamo in
considerazione anche i nostri amici e parenti, noteremo come ognuno di loro sia bravo in qualcosa, ma
nessuno sia in grado di eccellere in qualsiasi settore. Quindi dovremo innanzitutto fare un bilancio di
quelle che sono le nostre competenze e attitudini, cercando di comprendere di quali di queste siamo in
possesso e magari anche su quali potremmo lavorare, colmando il nostro gap. Una volta individuatele,
dovremmo quindi orientarci su di un ruolo che esalti quelle che sono le nostre qualit.
Non avrebbe senso provare a voler fare qualcosa, sapendo che, in realt, si riesce meglio in altro!
Cos come sarebbe controproducente voler necessariamente ricoprire un ruolo, nel quale verranno
richieste caratteristiche che non si possiedono e non svolgerne un altro che, invece, esalterebbe quelle
che abbiamo. Come sarebbe meno conveniente orientarsi su candidature per le quali vengano richieste
esperienze pregresse che non abbiamo, avendone invece in altri settori. Semplicemente non si starebbe
utilizzando tutto il potenziale che possiamo esprimere e ci comporterebbe:
avere meno probabilit di trovare lavoro.
essere meno soddisfatti: infatti la massima soddisfazione la si raggiunge nel momento in cui si pu
esprimere al massimo il proprio potenziale.
Punto 7: Il settore desiderato
Trovando il giusto compromesso tra ci che ci piacerebbe e ci che sappiamo o pensiamo di essere in
grado di fare, riusciremo ad individuare il settore nel quale effettuare la nostra ricerca. Sia esso il
Marketing, il Sales, il Finance o le Risorse Umane, bisogner puntare su di un unico settore ed
all'interno di quello ambire ad un unico ruolo!
Proporsi allo stesso tempo in pi settori differenti, contrariamente a ci che si potrebbe immaginare,
non ci aprir maggiori possibilit, ma rischier di diminuire drasticamente le nostre chances.
Ma partiamo da un presupposto: non esiste il candidato ideale per qualsiasi selezione, ma esiste il
candidato ideale per quella specifica selezione, in quel determinato periodo, in quel determinato
contesto sociale, in quella determinata azienda, in quel determinato settore, in quel determinato ruolo,
con quel determinato ambiente, quei determinati ritmi, quei determinati colleghi e cos via.
Tutti questi elementi li approfondiremo meglio nei punti successivi. Dove si deve ora focalizzare la
nostra attenzione sulla giusta individuazione di quelli che sono i nostri reali interessi; in parole
povere: cos' quello che davvero ci piace fare?
la motivazione nel lavoro a fare la differenza! Ma per essere realmente motivati, si deve essere
davvero sicuri di voler lavorare solo e soltanto in quel settore. Se dovessimo sostenere un colloquio di
lavoro e ci chiedessero quale sia il settore di nostro interesse, dimostrandoci incerti tra pi settori,
sicuramente non verremmo selezionati per nessuna di quelle posizioni, perch daremmo l'impressione
di avere le idee poco chiare. Non si fornirebbe alcuna garanzia di affidamento, trasmettendo sempre la
sensazione di poter cambiare idea da un momento all'altro.
Nella selezione, invece, si ricerca sempre e soltanto una persona che sia motivata a ricoprire a
vita quel ruolo in quell'azienda, anche se dovesse trattarsi di un contratto a tempo determinato
di breve durata! Questo sia perch teoricamente potrebbero anche crearsi i presupposti per
prolungare la collaborazione e, in tal caso, una persona cos fortemente convinta, di sicuro vorr
prolungare il suo contratto; sia perch con un candidato cos motivato, di certo l'azienda non rischier
di restare scoperta in quel ruolo, perch non si dovranno temere mai le dimissioni di quel
lavoratore, magari attratto da un ruolo o da un'azienda pi graditi.
Doversi riattivare in una nuova selezione per quel ruolo scoperto richiederebbe, per l'azienda, un
dispendio di tempo e di energie: le Risorse Umane dovrebbero attivarsi in una nuova selezione, in
taluni casi ci si affiderebbe ad Agenzie per il lavoro (che naturalmente comporterebbero dei costi
aggiunti da sostenere) e ad ogni modo, anche se si avesse gi pronta la risorsa da inserire, questa
comunque necessiterebbe di essere affiancata per un breve periodo di tempo, che richieder l'impegno
di un'altra risorsa ed un necessario rodaggio del lavoratore, prima di poter entrare a pieno regime
nella propria attivit lavorativa.
Punto 8: Il ruolo specifico
Una volta individuato il settore all'interno del quale si vorr lavorare (es. Risorse Umane) dobbiamo
capire quale ruolo specifico sar di nostro maggior gradimento. Se siamo alle prima esperienza,
dovremo prendere coscienza del fatto che lo scalino pi basso da cui partire sar probabilmente quello
dello stage. Es.: mi piacerebbe lavorare nel settore Risorse Umane. All'interno di tale funzione, in
quale ramo specifico vorr inserirmi? Amministrazione del personale? Selezione? Formazione?
Relazioni Sindacali?
indubbio si risulter molto pi indecisi nel non sapere in quale settore voler lavorare, piuttosto che
esser certi di voler lavorare in quel determinato settore, ma non avere le idee chiare sul ruolo
specifico.
Tuttavia, anche in questo caso, si potrebbe rischiare di bruciare la nostra candidatura!
Portando sempre avanti l'esempio delle risorse umane, si pensi a che differenza vi sia tra un addetto
alle buste paga e un selezionatore: svolgerebbero due lavori completamente diversi, con davvero pochi
punti in comune! Anche in tal caso, quindi, sar necessario avere le idee chiare, perch ci si dovrebbe
quasi sempre aspettare la classica domanda: le interessano le risorse umane, ma nello specifico,
quale ruolo le piacerebbe ricoprire? O, ancor peggio: guardi, all'interno della nostra funzione,
attualmente sono scoperti due ruoli, quello di selezionatore e quello di addetto buste paga, a lei quale
interesserebbe maggiormente? (vedi punto 83). In entrambi i casi, aprirsi a pi opzioni, finirebbe col
compromettere seriamente la nostra candidatura.
Punto 9: Le possibilit di crescita
Lavorare in un settore o in un altro, cos come all'interno di un'azienda fortemente strutturata,
piuttosto che in una pi flat, pu incidere molto su una possibile propria crescita professionale. In tal
caso ci si dovr sempre chiedere quanto quell'attivit lavorativa e le singole mansioni che si
andrebbero a svolgere permetteranno, col passare del tempo, di poter accrescere la propria
professionalit. Qualora infatti dovesse trattarsi di attivit ripetitive e di routine (es. data entry), di
certo, col passare del tempo, la professionalit crescerebbe molto poco.
Quanto ad un'eventuale crescita di posizione, ci si dovr invece chiedere: quanto in quell'azienda si
potr fare carriera? Quanto pi sar strutturata, tanto pi, in teoria, ci potranno essere promozioni e si
potr salire di posizione.
Infine, ma non ultima per importanza, la potenziale crescita retributiva: l'attivit svolta in
quell'azienda, sar tale per cui tra 2 anni, magari pur occupando la stessa posizione, si potr
guadagnare di pi? Oppure ci saranno sempre e solo quei 1000 euro al mese? Una volta analizzati
questi tre aspetti, per una corretta analisi di quale davvero sar il vostro lavoro ideale, chiedetevi
quali di questi valori sono per voi importanti ed in che misura inciderebbero sulla vostra attivit
lavorativa!
Punto 10: La sede aziendale
Nel valutare una proposta lavorativa bisogner prendere in considerazione anche la distanza della sede
aziendale dal proprio attuale domicilio. Infatti spesso e volentieri, soprattutto quando si alla ricerca
disperata di un lavoro, tali fattori vengono sottovalutati.
Tuttavia, alla lunga, inevitabilmente tali problematiche non potranno non emergere e le conseguenze
saranno in particolare due.
Prima considerazione: incidenza sulla retribuzione effettiva
Un'ora di auto all'andata ed una al ritorno incideranno non poco sulle finanze di un lavoratore.
Facciamo due esempi pratici. Primo esempio: Napoli-Caserta. Distanza: 40km circa, consumi
benzina: 5 circa, pedaggio: 1,80 . Durata viaggio: 48 minuti (senza traffico). Costo andata e ritorno:
13,60 al giorno, quindi per un mese (media di 20gg lavorativi)= 272 euro. Quasi 300 euro! Senza
considerare il deterioramento della nostra vettura Su una busta paga media di 1300 lordi (poco pi
di 1000 netti) inciderebbe per quasi un terzo della retribuzione!!! Anzich 1040 euro nette, ne
prendereste 768!!! Secondo esempio: Milano-Varese. Distanza: 57km circa, consumi benzina:7
circa, pedaggio: 2,90 Durata viaggio: 53 minuti (senza traffico). Costo andata e ritorno: 19,80 al
giorno, quindi addirittura quasi 400 euro al mese!
Seconda considerazione: incidenza sulla qualit della vita.
In entrambi gli esempi fatti, tra andata e ritorno ci vorrebbero quasi due ore! Il che vuol dire:
svegliarsi prima la mattina, affrontare ogni volta un'ora di viaggio dopo una pesante giornata di
lavoro, meno tempo libero, maggior stress, minore qualit della vitae si potrebbe continuare
analizzando tante altre conseguenze.
Considerare tali aspetti risulta, quindi, fondamentale per una corretta valutazione dell'offerta
lavorativa che ci viene proposta, sia dal punto di vista retributivo, che da quello della nostra qualit
della vita. Ed infine, naturalmente, queste problematiche, in sede di valutazione della nostra
candidatura, saranno prese in forte considerazione dal selezionatore: quindi non stupiamoci pi di
tanto se dovessero chiederci quanto siamo motivati ad affrontare questi sacrifici e questi spostamenti,
n stupiamoci qualora dovesse esserci preferito chi domiciliato in una zona pi vicina alla sede di
lavoro! (vedi punto 91).
Punto 11: L'ambiente di lavoro
Tra le motivazioni che spingono un lavoratore ad accettare una proposta lavorativa anzich un'altra, il
poter lavorare in un ambiente di lavoro piacevole, nella maggior parte dei casi, supera l'avere una
retribuzione leggermente pi alta! Questo perch soprattutto chi ha gi maturato esperienze lavorative
sa benissimo quanto possa assumere rilievo il poter lavorare in un contesto tranquillo e gradevole.
Non tutte le aziende, ovviamente, hanno lo stesso ambiente di lavoro, questo varia in base ad una serie
di elementi: dimensioni aziendali, tipologia di attivit svolta, politica retributiva attuata, valori
aziendali, concorrenza interna, e cos via Non esiste un ambiente di lavoro ideale! Si tratta
ovviamente di una valutazione soggettiva.
Tuttavia sarebbe consigliabile fare preventivamente una serie di valutazioni in base ai propri valori e
alle proprie esigenze, in maniera tale dal non doversi ritrovare in situazioni spiacevoli.
Chi ha gi provato questa sensazione, sapr confermarvi che, soprattutto in un periodo di crisi, dove il
lavoro difficilmente si trova, non esista situazione pi frustrante dello svolgere un lavoro che non
piace, di lavorare in un ambiente ostile, di ritrovarsi colleghi insopportabili.
Naturalmente di tutto ci ne sono consapevoli anche i selezionatori, che probabilmente vorranno
comprendere quanto tali aspetti vi condizioneranno (vedi punto 88).
Punto 12: L'et media aziendale
inevitabile che, salvo le dovute eccezioni, ci si integri maggiormente in contesti lavorativi dove l'et
media maggiormente vicina alla nostra, con maggiori interessi in comune, stessi modi di ragionare,
stessi ritmi Tra l'altro la maggior parte di noi difficilmente riuscir a ricevere ordini da un
superiore gerarchico o anche semplicemente ascoltare un consiglio da parte di un collega molto pi
giovane.
Anche questi aspetti sono presi in considerazione dall'azienda e dal selezionatore, quindi,
informandoci sull'et media, potremmo gi sapere che, quanto pi la nostra sar vicina a quella
aziendale, tanto pi grandi saranno le possibilit di essere assunti!
Inoltre, qualora l'et media fosse sensibilmente diversa dalla nostra, sar altamente probabile che
venga posta , in sede di colloquio, una domanda su quanto crediamo che tale fattore possa incidere
sulla nostra attivit e su quale sarebbe, nel caso, il nostro modo di porci e di regolarci nei confronti di
colleghi con i quali sia pi evidente una differenza d'et (vedi punto 87).
Punto 13: L'organigramma aziendale
L'organigramma la rappresentazione grafica della struttura organizzativa, ci indica quali sono le
funzioni aziendali e quali le relazioni gerarchiche. Indubbiamente un organigramma molto
elementare, sar indice di un'azienda non molto strutturata.
Non necessariamente la professionalit di quell'azienda sar poco elevata, tuttavia, di sicuro, qualora
si fosse ambizioni, si dovrebbe partire con la consapevolezza del fatto che non vi saranno grandi
prospettive di carriera. Il vantaggio del lavorare in un'azienda non molto strutturata potr essere
quello di venir maggiormente coinvolti nel processo produttivo e magari svolgere pi mansioni o
ricoprire pi ruoli all'interno dello stesso settore.
Inoltre, analizzando l'organigramma aziendale, riusciremo anche a carpire un'altra preziosa
informazione, potendo comprendere quali sono tutte le funzioni aziendali, quanto ognuna di esse sar
strutturata e, quindi, se il ruolo per il quale vorremo candidarci sar previsto o meno nella struttura
aziendale e quante possibilit di crescita ci potrebbero essere all'interno di quella specifica funzione
(vedi punto 85).
Punto 14: L'attivit lavorativa
Di vitale importanza sar il comprendere effettivamente quale sar il ruolo che si andr a ricoprire in
quell'azienda e le mansioni specifiche che effettivamente si dovranno svolgere.
Non sempre, infatti, le attivit teoricamente previste corrisponderanno con quelle che saranno svolte
nella pratica ricoprendo quel ruolo.
Per aumentare le nostre conoscenze in merito, potrebbe essere consigliabile ricercare sul web tutte le
inserzioni relative al ruolo che si vorrebbe ricoprire e magari anche nello stesso settore, in modo da
poter leggere la descrizione dell'attivit lavorativa e le singole mansioni che si andrebbero
teoricamente a ricoprire.
Tuttavia, per meglio comprendere quali di queste mansioni effettivamente si svolgeranno, potrebbe
esser utile cercare di raccogliere ulteriori informazioni navigando su internet, documentandosi,
parlando con persone che gi ricoprono quel ruolo o che gi lavorano o hanno lavorato nell'azienda
nella quale andremo a sostenere il colloquio. Tutto ci far la differenza tra voi ed altri candidati e
potrebbe di sicuro emergere in sede di colloquio, quindi fate attenzione a non sottovalutarla!
Punto 15: La giornata tipo
La conoscenza delle mansioni e delle singole attivit che si andranno a svolgere ricoprendo quel ruolo,
non saranno sufficienti per farci davvero inquadrare completamente quella determinata attivit
lavorativa. Di fondamentale rilievo, infatti, sar anche capire quale sar il peso specifico di ciascuna
di quelle singole attivit, sia in termini di importanza e di responsabilit, sia in termini di tempo
effettivo da dedicare quotidianamente a ciascuna di esse.
Ad esempio, infatti, un selezionatore si occuper sia del sostenere colloqui con i candidati, sia di
inserire inserzioni sul sito aziendale. Tuttavia queste due attivit avranno sicuramente un peso diverso
sia in ordine di responsabilit, sia in termini temporali (il tempo speso per sostenere un colloquio sar
maggiore rispetto a quello richiesto per inserire un'inserzione, cos come il numero dei colloqui che si
sosterranno sar maggiore rispetto a quello delle inserzioni che si andranno ad inserire
quotidianamente).
Anche questi aspetti emergeranno in sede di colloquio, perch sar probabile che il selezionatore
voglia comprendere quanto il candidato abbia ben chiare non solo le singole mansioni che dovr
svolgere, ma anche quali priorit dover attribuire ad esse (vedi punto 86).
Punto 16: L'importanza del curriculum vitae
Una volta chiarite le idee sul tipo di attivit lavorativa realmente desiderata, saremo pronti per inviare
le nostre candidature alle aziende alle quali vorremo proporci.
Tuttavia in tanti ignorano quale sia l'effettiva importanza di un curriculum ben scritto.
Il primo vero ostacolo che si frappone tra noi ed il raggiungimento del nostro obiettivo di esser scelti
da quell'azienda proprio lo screening del curriculum da parte del selezionatore!
Infatti, se il nostro cv non dovesse piacere, anche qualora fossimo davvero il candidato ideale di
quell'azienda, non avremo neanche la possibilit di giocarci le nostre possibilit in sede di colloquio,
perch la nostra candidatura verrebbe gi cestinata.
Non baster, quindi, il solo possedere quelle specifiche competenze tecniche e trasversali richieste
nell'inserzione. Qualora non fossimo in grado di comunicare all'azienda, tramite il nostro cv, le
informazioni in maniera chiara, precisa e sintetica, si rischierebbe di veder compromessa
definitivamente la nostra candidatura.
Punto 17: Quale formato scegliere per il cv?
Anche per il cv sar fondamentale la prima impressione! Come dal vivo, se dovessero presentarvi
una persona, vi farete su di lui una prima impressione nei pochi secondi iniziali e quell'idea vi
accompagner/condizioner in seguito, lo stesso avverr col vostro cv quando sar aperto dal
selezionatore!
il vostro biglietto da visita: Il selezionatore non vi conosce, ma vi valuta da cosa scrivete in quel
documento e da come lo presentate! Possedere determinate competenze o aver compiuto determinate
esperienze, spesso non sufficiente se poi non si ha la possibilit di proporle nel giusto modo. Iniziare
ad usare un formato europeo o un Europass, equivale al presentarsi ad un colloquio in giacca e
cravatta!
Perch utilizzare questo formato? un formato ordinato ed quello utilizzato dalla maggior parte dei
candidati, quindi il selezionatore sa gi cosa trovare e dove ricercarlo e non dovr perdere tempo nello
scorrere su e gi il cv seguendo un ordine deciso da voi. Lasciate la creativit ai grafici, agli stilisti o
agli artisti in generale. Se non appartenete ad una di queste categorie, il consiglio quello di seguire
gli schemi. Cos facendo, l'impressione che darete sar quella di un candidato che ha orientamento alle
procedure, precisione e capacit organizzative.
Punto 18: La prima regola per un buon cv: la
sinteticit
Come abbiamo detto, il cv lo strumento attraverso il quale comunichiamo al selezionatore le
informazioni che riteniamo fondamentali per essere scelti. Essendo uno strumento di comunicazione,
segue le stesse regole della comunicazione verbale. Quando una comunicazione efficace?
Immaginate di trovarvi ad una presentazione ed ascoltare il relatore: iniziando il suo intervento,
anzich parlare dell'argomento principale, inizier a soffermarsi su dettagli inutili: avr catturato la
vostra attenzione?
risaputo che la massima attenzione si ha nei primi minuti, allo stesso modo un cv per essere efficace
dev'essere breve!
Avere un cv sintetico produrr un triplice effetto:
quello di sfruttare al massimo l'attenzione iniziale del lettore!
quello creare empatia col selezionatore, facilitandogli il compito (infatti il selezionatore ha sempre
poco tempo da poter dedicare allo screening di ogni singolo curriculum e, di certo, necessita di
leggere solo le informazioni fondamentali, non quelle marginali e superflue).
quello di trasmettere l'impressione di persone orientate al risultato, pratiche e pragmatiche!
Punto 19: La seconda regola per un buon cv: la
linearit
Quando sostenevate un esame vi sarete spesso accorti che, anche quando il vostro professore non
prestava la massima attenzione, l'importante era sempre non interrompere mai la vostra
comunicazione, perch, quando avevate delle lunghe pause o delle interruzioni, catturavate l'interesse
(negativo) da parte dell'interlocutore! Rischiavate, infatti, di apparire impreparati, anche se,
probabilmente, non lo eravate affatto. Allo stesso modo, creare dei buchi e, cio, degli spazi
temporali tra due vostre esperienze lavorative, catturer negativamente l'attenzione del selezionatore,
che inevitabilmente finir col chiedervi cosa avete fatto in quel periodo di vuoto lavorativo! Difatti
avr individuato una criticit e vorr sapere come voi l'avete superata, partendo per dal preconcetto:
Non ha lavorato per un periodo - quindi non sar un candidato poi cos tanto valido - se fosse stato
davvero valido non avrebbe avuto dei periodi in cui nessuna azienda l'ha voluto!.
Ovviamente si tratta di un processo mentale inconscio, ma tutti i selezionatori ne sono condizionati,
seppur in maniera differente. Ma come si potranno evitare dei buchi? Magari non impostando il
curriculum con giorno/mese /anno, ma solo con mese ed anno o addirittura anche col solo anno cos
facendo non evidenzierete i vostri vuoti!
Punto 20: La terza regola per un buon cv: la
coerenza
Se avete maturato esperienze in settori completamente diversi, sar molto difficile creare tra esse un
legame; ma se in due di queste vi sar un'attivit simile, evidentemente su quella che dovrete far
leva!
In particolare dovrete esaltare quelle singole mansioni che sono fondamentali per il ruolo nel quale
andrete a candidarvi (cos da creare coerenza con la vostra candidatura).
Es.: volete candidarvi come contabile generica. Avete maturato tre precedenti esperienze lavorative,
due come segretaria ed una come contabile. Nelle due esperienze come segretaria, vi siete anche
occupate di buste paga. Potrebbe essere pi efficace mettere in risalto quest'ultime mansioni, rispetto
a quelle di segretariato, in quanto potrete creare linearit nel curriculum e coerenza tra le vostre
esperienze lavorative e, soprattutto, con la posizione per la quale vi state candidando!
Come metterle in risalto? Innanzitutto modificando la definizione del ruolo che avete occupato:
potreste scrivere addetta amministrazione del personale (termine comunque veritiero ed anzi pi
esaustivo). Inoltre ricordiamo che nell'elencare le mansioni svolte (ed in generale in qualsiasi
comunicazione, quando ci si appresta a fare un elenco) si metteranno in risalto maggiormente le prime
cose scritte, rispetto alle ultime.
Es.1: amministrazione del personale, data entry, accoglienza clienti- in quest'ordine farete
comprendere che l'attivit principale era sicuramente la prima, mentre marginalmente vi occupavate
di accoglienza clienti.
Es.2.: accoglienza clienti, data entry, amministrazione del personale- viceversa, con questa forma
comunicherete che principalmente vi occupavate di accoglienza clienti, e solo raramente, potevate
occuparvi di amministrazione del personale.
Infine, sempre riferendoci alla coerenza, se imposterete il cv in un certo modo per una vostra
precedente attivit lavorativa svolta (es. : format giorno/mese/anno), allora dovrete lasciare quello
stesso format per tutte le vostre esperienze lavorative, non potendo, in base alla maggior convenienza,
scrivere di un'esperienza solo l'anno e dell'altra anche il giorno ed il mese; allo stesso modo non
potrete indicare di un'esperienza la tipologia contrattuale, magari perch eravate inquadrati con un
contratto a tempo indeterminato, omettendo la tipologia contrattuale dell'esperienza precedente, in
quanto lavoro occasionale. Dovrete, quindi, creare coerenza in ciascuna esperienza, inserendo in
ognuna di esse le stesse voci. Allo stesso modo, se doveste optare per un format che preveda solo il
mese e l'anno per le esperienze lavorative, allora dovrete farlo anche per i titoli di studio e per tutte le
restanti voci indicate nel vostro cv.
Punto 21: Propria candidatura e lettera di
presentazione
Come anticipato al punto 2, l'utilizzo o meno di una lettera di presentazione, rappresenta uno di quegli
elementi che non sempre saranno interpretati dai selezionatori con gli stessi parametri.
Il rischio che si correrebbe allegandola, potrebbe essere quello di appesantire eccessivamente la
nostra candidatura, contrastando col criterio di sinteticit! Di conseguenza, il suggerimento che ci
sentiamo di dare sarebbe quello di non utilizzare alcuna lettera di presentazione, ma limitarci nel
proporre la nostra candidatura con poche righe di presentazione inserite nel corpo della mail inviata.
Infatti le informazioni incluse in un'eventuale lettera di presentazione, non rappresenterebbero altro
che mere ripetizioni di notizie gi presenti nel nostro cv.
Tuttavia vi sono casi, seppur piuttosto rari, in cui la lettera di presentazione sar espressamente
richiesta dall'azienda. In tal caso, essa dovr essere chiara, precisa e diretta: se si dimostra di sapere
ci che si vuole, sar pi facile ottenerlo. Si dovranno indicare titoli di studio conseguiti, le precedenti
esperienze lavorative e far leva su quelle che sono le vostre motivazioni nel ricoprire quella
determinata posizione.
A seconda che si invii il proprio cv in risposta ad un annuncio o in modo spontaneo ad un'azienda
verso la quale si nutre interesse, la lettera di presentazione differisce per alcuni dettagli che possono
facilitare il lavoro di chi si occupa della raccolta delle candidature. Se scritta in risposta ad un
annuncio di lavoro, ad esempio, di fondamentale importanza inserire all'interno della lettera di
presentazione, un'indicazione della fonte, sulla quale si letto l'annuncio ed il riferimento della
ricerca riportato.
Nel caso in cui ci si candidi per una precisa opportunit lavorativa, sar importante riportare
nell'oggetto della mail il riferimento dell'annuncio al quale si risponde.
, comunque, sempre sconsigliabile lasciare vuoto il campo dell'oggetto e non inserire alcun testo
nella mail, sia perch si trasmetterebbe al selezionatore l'idea di chi si sta proponendo indistintamente
per qualsiasi azienda o posizione, inviando una moltitudine di candidature, in maniera poco selettiva e
sia perch si rischier di veder direttamente cestinato il proprio cv, con la paura del selezionatore che
possa trattarsi di un virus o semplicemente di spam. Come precedentemente detto, qualora la lettera di
presentazione non fosse espressamente richiesta, sar preferibile limitarsi nello scrivere alcune righe
di presentazione nel corpo della mail inviata, nelle quali fare una breve nostra descrizione,
evidenziando le motivazioni che ci hanno spinto ad inviare la nostra candidatura.
Il format potrebbe essere di questo tipo:
Egregio Responsabile Risorse Umane
Le invio la mia candidatura per la posizione di Attualmente ricopro il ruolo di
presso l'azienda .. (ho di recente concluso l'esperienza lavorativa in./ ho di recente
concluso un corso in../ho conseguito la laurea in..) e sarei fortemente interessato ad
intraprendere un'attivit lavorativa presso un'azienda strutturata quale la vostra.
Resto in attesa d'un Vostro gentile riscontro in merito.
Cordialmente,
Paolo Rossi
Punto 22: Il vostro indirizzo e-mail
Non mai da sottovalutare il proprio account di posta elettronica. Ricordiamoci sempre l'importanza
della prima impressione! Che idea crediate un selezionatore possa farsi di noi se la nostra mail
rappresentata da un vezzeggiativo o da un diminutivo?
Di certo non quella di un professionista, ma probabilmente neanche di una persona seria ed affidabile.
Quindi scatterebbe l'associazione d'idee:
poco professionale, quindi poco serio, quindi poco affidabile, quindi da non assumere
Ma come dev'essere una mail per essere professionale? nome.cognome@server.it
E qualora il sito ci dicesse che quella mail gi esiste, si pu aggiungere un numero (anno di nascita,
numero fortunato, numero a caso proposto dallo stesso sito), purch resti il nome ed il cognome e non
si metta nessun diminutivo o vezzeggiativo! Sicuramente non si verr scartati solo per una mail poco
professionale, ma di certo rappresenta un condizionamento per il selezionatore, quindi perch
negativizzarlo se possiamo invece volgerlo al positivo?
Punto 23: L'inserimento della foto
da premettere che non tutti i selezionatori considerano in maniera positiva la presenza di una foto
sul curriculum. Infatti per alcuni di loro, un cv con foto da ritenere meno professionale! (vedi punto
2). Questo pu valere, tuttavia, soprattutto per profili molto alti, professionisti davvero affermati,
ruoli manageriali o di responsabilit. Di sicuro vale meno per quei ruoli commerciali e di contatto col
pubblico, dove invece la bella presenza o comunque uno standing elevato, diventano elementi quasi
indispensabili! Al di l di questi due casi, che potremmo definire quasi come le due estremit, si
inseriscono tante altre selezioni, dove invece la foto (naturalmente se professionale) pu essere un
vantaggio, in quanto il selezionatore potr pi facilmente ricordarsi del nostro profilo. molto pi
facile associare un profilo brillante ad una immagine, piuttosto che ad un nome! Questo uno dei
motivi per i quali nelle agenzie per il lavoro ancora oggi spesso richiedono un curriculum cartaceo ed
una foto formato tessera da allegarvi.
Ma come dev'essere una foto per essere professionale? Formato tessera, in giacca e cravatta per
l'uomo e magari tailleur per le donne, possibilmente con colori sobri. In pratica dovreste allegare una
foto di come l'azienda vorrebbe foste vestiti in un'importante giornata lavorativa presso la loro sede.
La foto andr posizionata in alto a destra, accanto al logo del cv formato europeo o Europass.
Punto 24: Quali numeri di telefono inserire nel
cv?
preferibile indicare nel curriculum esclusivamente il proprio cellulare, mentre da sconsigliare
l'inserimento di un numero di telefono fisso sul curriculum.
Questo per 3 motivi principali:
difficilmente un selezionatore ci ricontatter se non rispondiamo la prima volta al telefono, quindi
meglio indicare il cellulare, presupponendo che lo porteremo sempre con noi, mentre se dovessero
chiamarci a casa e sfortunatamente non dovessero trovarci, si rischierebbe di non essere pi contattati.
al telefono di casa potrebbero rispondere nostri parenti, che, ignari della nostra candidatura,
potrebbero anche rivolgersi in maniera sgarbata al selezionatore, confondendoli con operatori
outbound; inoltre vi sarebbe il rischio di non ricevere in maniera corretta la informazioni rilasciateci.
se proprio si vuole inserire un altro numero di telefono, per esser pi facilmente reperibili, perch si
sa di poter essere chiamati essendo al lavoro e non potendo rispondere o perch si ha paura che il
proprio telefonino non abbia una perfetta ricezione in alcune zone, a quel punto consigliabile
indicare un secondo numero di rete mobile.
Punto 25: Le esperienze lavorative
Subito dopo i dati personali, nel curriculum andranno indicate le proprie esperienze lavorative, che
dovranno essere riportate dalla pi recente in poi. Pi dei titoli di studio e degli attestati o delle
certificazioni conseguiti, ci che conta nel mondo del lavoro sono gli anni di esperienza nel medesimo
settore e, soprattutto, nel medesimo ruolo.
Proprio in virt di tali considerazioni, definire la nostra precedente esperienza lavorativa in un modo,
anzich in un altro, pregiudicherebbe non di poco le nostre possibilit di essere scelti.
Innanzitutto, molte Agenzie per il Lavoro hanno una partnership con uno o pi siti di ricerca del
lavoro e, in virt di tale collaborazione, possono avvalersi dell'utilizzo del loro database. Qualora voi
abbiate dato l'autorizzazione al sito di rendere pubblico il vostro cv alle aziende, potreste essere
trovati da una ricerca effettuata da qualche selezionatore. Se il vostro precedente ruolo, per,
definito in maniera poco corretta (ad es. anzich scrivere addetto vendita avete scritto commesso) e il
selezionatore digita la parola chiave addetto vendita, il vostro curriculum non comparir nei
risultati della ricerca.
Inoltre definire in maniera poco corretta il vostro ruolo, verr interpretato dal selezionatore come
scarsa competenza nel settore di riferimento. Infine, qualora una vostra attivit sia borderline con
un'altra (es. segretaria con mansioni anche amministrative, ruolo che potrebbe anche essere definito
come addetta amministrazione personale) scritto nel primo modo, fa rientrare la risorsa tra i candidati
del settore segretarie ed assistenti, scritto nel secondo modo, rientra nel settore dell'amministrazione
del personale!
Nel descrivere le proprie esperienze lavorative, anche la forma nella quale comunicheremo alcune
informazioni, potrebbe fare la differenza. Abbiamo gi visto nei punti precedenti quanto sia
importante definire un'esperienza con un Job Title anzich un altro, altrettanto importante sar la
descrizione delle principali mansioni svolte: bisogner porre in risalto, inserendo per prime, quelle
maggiormente collegate alla posizione per la quale ci si vorr candidare. Le si dovranno indicare,
cio, in ordine di importanza relativa a quel ruolo. Ad esempio, se ho gi lavorato in un'Agenzia del
Lavoro e mi occupavo di accoglienza clienti, amministrazione del personale e selezione, ma la mia
passione fosse quest'ultima e volessi candidarmi per un ruolo di selezionatore, tra le principali
mansioni svolte dovrei scrivere: selezione del personale, accoglienza clienti e amministrazione del
personale.
Punto 26: Istruzione e formazione
Per quanto riguarda la laurea o il diploma, converr inserire il voto solo se davvero meritevole. Ma
quali corsi di formazione inserire? Nel curriculum non andranno elencati tutti gli attestati
conseguiti nel corso degli anni, bench possiate sentirvi frustrati nel non inserire alcuni di essi,
dovete sempre porvi questa domanda: quali attestati conseguiti sono necessari/utili per il lavoro
per il quale mi sto candidando? Inserite quelli per i quali la risposta positiva, cancellando gli altri!
Infatti dareste l'idea di una persona che non ha le idee chiare su quello che vuol fare e che,
probabilmente, alla lunga potrebbe sentirsi frustrata dal non poter utilizzare quanto appreso in alcuni
corsi o studi.
In altre parole, bisogner chiedersi se le competenze che si saranno acquisite frequentando quei corsi,
rientrino o meno tra quelle richieste nella job description. Se la risposta dovesse essere negativa,
evidentemente inserirli nel proprio cv sarebbe controproducente.
Ad ogni modo, qualora teoricamente davvero tutti i corsi frequentati possano risultare in linea con la
posizione, comunque consigliabile indicarne solo due o al massimo tre, per non appesantire
eccessivamente il curriculum. A maggior ragione, se si sono seguiti molti seminari, pu essere il caso
di indicare al massimo i due maggiormente significativi, evitando un elenco interminabile che, spesso
e volentieri, non sar neanche letto dai selezionatori.
Punto 27: Conoscenza delle lingue
Conoscere bene le lingue, ci permette sicuramente di essere molto pi competitivi sul mercato del
lavoro. Naturalmente il presupposto capire quali lingue siano richieste per ricoprire quel
determinato ruolo e che livello di conoscenza venga richiesto. Immaginiamo un ruolo di addetto
all'import export, che abbia rapporti con la Cina e con l'India, indubbiamente sar necessaria una
fluente conoscenza della lingua inglese, cos come magari anche di quella cinese ed indiana.
Di contro, un contabile che lavori in un'azienda, anche se multinazionale, dove non dovr
interfacciarsi con colleghi/clienti non italiani, potrebbe teoricamente anche avere una conoscenza dell'
inglese solo scolastica.
Ci che fa fede e che viene individuato dal selezionatore, l'autovalutazione del candidato, che potr
optare tra le nuove griglie che vengono proposte da alcuni format ed i pi tradizionali livelli che
vengono inseriti: madrelingua, fluente, eccellente, ottimo, buono, discreto, sufficiente.
Le certificazioni possono essere importanti, ma solo perch presuppongono una conoscenza avanzata
di quel linguaggio.
Di certo maggior rilievo possono avere i soggiorni all'estero o le esperienze Erasmus. Ricordiamoci
sempre, tuttavia, che attestati, esperienze e certificazioni, rappresentano solo teoricamente un
vantaggio competitivo, ci che davvero servir, infatti, sar l'effettiva conoscenza di quella
lingua, ed emerger solo in sede di colloquio.
Punto 28: Competenze tecniche ed informatiche
Per conoscenze tecniche andremo ad indicare quelle di un particolare macchinario di lavoro, in caso di
operai specializzati (es. l'utilizzo della fresa per il fresatore, piuttosto che l'utilizzo del muletto per il
magazziniere).
Mentre nello specifico le competenze informatiche sono quelle relative all'uso del pc strettamente
collegate alla conoscenza di un particolare software, piuttosto che di un linguaggio di
programmazione.
Teoricamente, le competenze informatiche potrebbero essere inglobate da quelle tecniche, non
sarebbe quindi un errore inserire entrambe sotto la stessa voce.
Si potr, genericamente, inserire la classica frase: ottima conoscenza del pacchetto Office.
Riteniamo che tale definizione sia la pi completa, essendo superfluo andare a specificare i singoli
programmi di Office (Word, Excell, Powerpoint) dando per scontato che un discreto selezionatore
sia a conoscenza di tutti i singoli programmi. Se uno di questi si conosce in maniera inferiore, tale
lacuna al limite potr emergere in sede di colloquio. Infine, qualora si sia in possesso della Patente
Europea ECDL, consigliabile che questa voce venga inserita all'interno di quest'area. Il
ragionamento logico sar: a testimonianza delle mie ottime conoscenze informatiche, sono in
possesso di tale certificazione.
Punto 29: Disoccupazione e mobilit
La Legge 407/1990 prevede delle agevolazioni per i datori di lavoro che assumano lavoratori
disoccupati da almeno 24 mesi. Quindi se siete disoccupati e, soprattutto, iscritti al centro per
l'impiego per un periodo non inferiore ai 24 mesi, non inserire questa preziosa informazione nel
curriculum, vorrebbe dire precludersi la possibilit di rendere la propria candidatura pi appetibile per
tutte quelle aziende che vogliano avvalersi di tali agevolazioni!
Le liste di mobilit sono particolari liste in cui possono essere iscritti i lavoratori che abbiano perso il
proprio posto di lavoro a causa di un licenziamento, causato da una riduzione dell'attivit o dalla
cessazione della stessa. Lo stato vuol fornire anche ai lavoratori in mobilit alcuni strumenti utili al
loro reinserimento del mondo del lavoro, prevedendo numerosi sgravi fiscali per le aziende che
decidano assumerli.
Ma dove inserire questi dati? consigliabile inserirli subito dopo i dati anagrafici e poco prima della
descrizione delle esperienze lavorative. Indicandolo in altre informazioni si rischierebbe di non
catturare l'attenzione del selezionatore o che questi non la legga, tralasciando i dati restanti o
confondendola con l'autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Punto 30: L'appartenenza alle categorie protette
Le categorie protette (CPO) sono un particolare status riconosciuto dal legislatore ai lavoratori
disabili e sono disciplinate dalla legge 68/1999, tramite la quale il legislatore ha voluto promuovere
l'inserimento nel mondo lavorativo delle persone disabili e persone a cui la legge riconosce una
condizione di svantaggio (es. profughi italiani, orfani del lavoro, orfani di guerra, ecc.). Tale legge
obbliga i datori di lavoro che abbiano pi di 50 dipendenti ad assumere nel proprio organico una
determinata quota di lavoratori iscritti alle categorie protette. Per iscriversi alla lista delle categorie
protette necessario avere almeno 15 anni e non aver raggiunto l'et pensionabile, essere disoccupati
ed essere in possesso della certificazione che comprovi l'handicap.
L'accesso alle categorie protette riconosciuto agli invalidi civili con invalidit superiore al 45%, agli
invalidi del lavoro con invalidit Inail superiore al 33%, ai non vedenti, ai sordomuti colpiti da sordit
alla nascita, agli invalidi di guerra, agli invalidi per servizio, alle vedove e agli orfani di guerra o del
lavoro, alle vittime del terrorismo. L'accertamento delle condizioni di disabilit e dei requisiti di
iscrizione effettuato da apposite commissioni. Se in possesso di tali requisiti, sar opportuno
nominare il proprio cv ed il proprio job title proprio come categoria protetta, per facilitarne la
ricerca da parte delle aziende. Esempio: segretaria categoria protetta.
Punto 31: Le competenze trasversali
Definite anche core skills, key skills o soft skills, per distinguerle dalle hard skills, (ovvero le
competenze tecniche e professionali del settore specifico), per tali competenze si intendono quelle
caratteristiche personali dell'individuo che entrano in gioco quando egli risponde ad una richiesta
dell'ambiente organizzativo e che sono ritenute essenziali in ambito lavorativo per trasformare una
conoscenza in comportamento.
Il termine, quindi, utilizzato per indicare capacit ad ampio raggio, non specifiche di una
professione o di un ambiente organizzativo ed applicabili a compiti e contesti diversi.
Esempi di competenze trasversali saranno: la capacit di analisi, di organizzazione della propria
attivit lavorativa, di gestione del tempo, gestione dello stress o propensione ai rapporti
interpersonali.
Tali competenze saranno suddivise tra le competenze relazionali e quelle organizzative.
Abbiamo precedentemente esaminato come non esista in assoluto il candidato ideale, ma vi sar il
candidato ideale per ciascuna selezione. Esiste, cio, la persona giusta per quel ruolo specifico in
quella particolare azienda. Per le risorse umane di un'azienda l'obiettivo sar sempre quello di
utilizzare al massimo il potenziale di una risorsa. Un dipendente che ha un potenziale tanto elevato
quanto un laureato, con master e la conoscenza fluente di tre lingue, dovr sfruttare al massimo le sue
potenzialit, ricoprendo un ruolo nel quale, ad es., potr interfacciarsi con clienti e fornitori esteri
utilizzando le sue conoscenze linguistiche. QQqwuesti concetti non valgono solo per le competenze
tecniche. Infatti prendendo in considerazione anche le competenze trasversali del candidato capiremo
quanto sia importante che questi abbia o meno, ad esempio, capacit di gestione dello stress,
orientamento alle procedure, orientamento al risultato, capacit nel lavorare per obiettivi, team
working, piuttosto che leadership.
Prenderemo in analisi le singole competenze nei paragrafi successivi; ci che ora dobbiamo
comprendere che per ciascuna posizione, in ciascun tipo di azienda, esister una combinazione di
competenze tecniche e competenze trasversali, che potremmo definire la giusta ricetta per
quel tipo di selezione. Una volta individuatala, potremmo procedere alla personalizzazione del
nostro curriculum, comprendendo su quali competenze convenga far leva.
Nei punti successivi prenderemo in analisi le principali competenze trasversali, soffermandoci anche
su quei tipi di profili per i quali saranno maggiormente richieste.
Punto 32: La propensione ai rapporti
interpersonali
Cos': la capacit nel saper interagire col pubblico, sapersi relazionare agli altri.
Ruoli in cui richiesta: In realt quasi in tutti i lavori, visto che perfino in quello pi sedentario ed
isolato, sar sempre richiesta un minimo di interazione, se non altro col proprio referente. Diventer
requisito fondamentale in quei ruoli di continuo contatto col pubblico (ad es. addetto vendita) cos
come in tutti i ruoli commerciali (responsabile commerciale, agente di vendita, ecc.)
Come dimostrarla: tale competenza non necessariamente deve essere valutata in una dinamica di
gruppo, ma pu emergere anche in un colloquio individuale. Ovviamente, bisogner dimostrarsi
spigliati ed aperti, argomentando in maniera convincente e disinvolta. Nelle dinamiche di gruppo,
invece, bisogner parlare un p di pi, cercando al tempo stesso di essere diplomatici con gli altri
candidati, senza creare contrasti nei propri interventi (utilizzando, ad es. frasi del tipo: ci che
affermi un' osservazione giusta, per potremmo prendere in considerazione anche il fatto che).
Dove inserirla: nelle capacit relazionali.
Punto 33: La leadership
Cos': la capacit di gestire e guidare un gruppo, trascinandolo nelle proprie decisioni.
Ruoli in cui richiesta: Contrariamente a quel che crede la maggior parte dei candidati,
paradossalmente, dimostrare di avere una forte leadership pu essere controproducente in tutti quei
casi in cui quel ruolo non richiede tale competenza. Infatti, a meno che il ruolo non preveda la
gestione di altre risorse (es. responsabile di qualche ufficio o di qualche punto vendita), in un gruppo
non mai gradita la presenza di troppe prime donne, ma si preferisce inserire anche dei candidati
dal profilo basso, che per sappiano integrarsi e non siano di ostacolo al gruppo.
Come dimostrarla: la vera leadership non quella di chi si impone sul gruppo prevaricando gli altri,
ma quella che viene riconosciuta ed attribuita dal gruppo stesso, che individua il singolo come leader.
Inoltre un vero leader colui il quale non si limita al trascinare il gruppo, ma riesce al tempo stesso a
coinvolgere ogni singolo membro di esso, incitandolo ad esprimere la propria opinione e, al tempo
stesso, non scoraggiandolo nel caso in cui il suo contributo non sia particolarmente efficace.
Dove inserirla: nelle capacit organizzative.
Punto 34: Il team working
Cos': la capacit nel saper lavorare in gruppo, riuscendo ad interagire con i colleghi,
coinvolgendoli e creando un ambiente di lavoro piacevole. Per avere un'alta valutazione sul team
working in un processo di selezione, non sar sufficiente non far sorgere nelle dinamiche di gruppo
dei contrasti, ma bisogner anche coinvolgere i colleghi che parlano di meno, invitandoli a dare il loro
apporto alla causa.
Ruoli in cui richiesto: soprattutto in quelle attivit dove il raggiungimento dell'obiettivo non
individuale, ma di gruppo ed , per questo, indispensabile riuscire a sapersi relazionare con i propri
colleghi, e motivarli coinvolgendoli nelle proprie attivit.
Come dimostrarlo: non sar facile per il selezionatore valutarlo in un colloquio individuale, potr
farlo con domande relative a precedenti esperienze lavorative e, in quel caso, si dovr trasmettere
d'essere consapevoli dell'importanza di una collaborazione tra colleghi per facilitare il
raggiungimento degli obiettivi. Nelle dinamiche di gruppo, sar preferibile parlare poco e bene.
Infatti monopolizzare dei colloqui collettivi, dei casi aziendali o dei role playing, non vuol dire
emergere dal gruppo, ma, al contrario, non riuscire a collaborare con gli altri! (vedi punto 33).
Inoltre dovrete riuscire a coinvolgere gli altri! Chi pesa accuratamente le proprie parole parte da una
valutazione discreta sul team working, che potr per, divenire eccellente, qualora si fosse se in grado,
con i propri interventi, di coinvolgere gli altri candidati e ricevere da loro dei contributi preziosi! Sar
una risorsa che, inserita in azienda, riuscir a far emergere maggiormente il potenziale dei singoli.
Potrebbe essere paragonato al classico uomo spogliatoio che, nel gergo sportivo, quell'atleta che,
anche se non particolarmente brillante per le sue prestazioni sportive, tuttavia risulta molto prezioso
per la squadra perch, per l'appunto, fa spogliatoio e, cio, riesce a creare un pi forte spirito di
gruppo, rendendo il team pi affiatato!
Dove inserirlo: nelle capacit relazionali.
Punto 35: Il problem solving
Cos': la capacit di saper risolvere le problematiche che possano sorgere nell'ambito lavorativo.
Pi nello specifico la capacit nel saper individuare, una volta sorto un problema, quale sia il vero
obiettivo da dover raggiungere, prendendo in esame tutte le possibili alternative che portino alla
risoluzione di quel singolo problema, e, dopo aver stilato una graduatoria tra esse, saper scegliere la
pi efficace ed efficiente. Proviamo a spiegare meglio il concetto con un esempio: sono un formatore
e devo spiegare una lezione in aula sulla selezione del personale. Problema: Ho delle slide da mostrare
ai corsisti, ma, malauguratamente, il pc che utilizzo e sul quale le slide sono salvate, non vuole
funzionare. Come muoversi? Applicando correttamente il problem solving dovr innanzitutto
comprendere questa problematica sorta (il pc che non vuole accendersi) per quale reale obiettivo sar
d'ostacolo. Il mio reale obiettivo infatti non sar quello di far funzionare il pc, ma quello di fare
lezione ai corsisti.
Molto spesso, si ricade nell'errore di far coincidere la risoluzione del singolo problema con il
raggiungimento del risultato desiderato!In realt, nella maggior parte dei casi, non avviene questo!
Una volta individuato il reale obiettivo, dovr quindi valutare tutte le possibili alternative, non per
risolvere il problema sorto (non necessariamente, cio, dovr riparare il pc), ma per raggiungere il
reale obiettivo (fare lezione ai corsisti). Quindi andr a valutare le varie alternative: es. potrei riparare
personalmente il pc, domandare ai corsisti chi tra loro sia in grado di farlo, chiedere aiuto al tecnico in
ufficio, rivolgermi ai corsisti delle altre classi, contattare il centro assistenza del mio pc, acquistare un
nuovo pc) ma anche valutare alternative differenti (es.: fare una lezione orale, utilizzare la lavagna).
Tra queste dovr scartare quelle che non mi permetteranno di raggiungere l'obiettivo: l'acquisto di un
nuovo pc, oltre ad essere una soluzione dispendiosa, non condurrebbe al conseguimento dell'obiettivo,
perch richiederebbe troppo tempo, non restandone abbastanza per poter spiegare la lezione).
Quindi, una volta scartate le alternative che non mi consentiranno il raggiungimento dell'obiettivo,
dovr stilare una graduatoria tra esse, dalla pi efficace ed efficiente alla meno. Sar fondamentale
stilare una graduatoria e non fermarmi semplicemente all'individuazione della migliore di esse, in
quanto, se dovesse successivamente sorgere un nuovo problema che non mi permetta di poter attuare
quel piano risolutivo, sarei costretto ad applicare nuovamente tutto il processo logico fatto in
precedenza, per individuare una nuova valida alternativa. Avendo pronte tutte le alternative possibili,
invece, avr sempre un piano di riserva per quello che sto provando ad attuare.
L'esempio riportato sar efficace per farci comprendere le varie fasi del problem solving.
Tuttavia, per capire la sua effettiva importanza, si provi ad applicare questo processo logico ad un
importante progetto, che preveda magari anni per la sua attuazione e si comprenda quanto la
mancanza di piani alternativi possa comportare un'incredibile dilatazione dei tempi, finanche condurre
alla mancata realizzazione del progetto!
Ruoli in cui richiesto: soprattutto in ruoli organizzativi, di progettazione e in tutti quei ruoli in cui
si dovranno gestire delle risorse.
Come dimostrarlo: nelle dinamiche di gruppo, riuscendo ad applicarlo alle problematiche che
sorgeranno nelle esercitazioni da svolgere, cercando di coinvolgere il gruppo e guidandolo, col
corretto metodo, all'individuazione del reale obiettivo da raggiungere e alla classificazione dei vari
piani alternativi.
Dove inserirlo: nelle capacit organizzative.
Punto 36: La proattivit
Cos': la capacit di prendere iniziativa nelle proprie attivit lavorative, mostrando intraprendenza
nella ricerca del raggiungimento degli obiettivi. Essere proattivi vuol dire riuscire ad ottenere
qualcosa senza dover aspettare il verificarsi di fenomeni di alcun tipo.
Ruoli in cui richiesta: soprattutto in ruoli commerciali, dove dovr spesso esservi autonomia nelle
decisioni e nelle iniziative e pu essere premiato lo spirito di iniziativa. Nei ruoli commerciali vi sar
sempre una significativa retribuzione variabile e la proattivit risulta un elemento indispensabile per
il raggiungimento degli obiettivi.
Come dimostrarla: anche nel colloquio individuale, mostrandosi dinamici ed intraprendenti (ad
esempio ponendo domande attinenti alla selezione), ma soprattutto in dinamiche di gruppo, nelle quali
dovr emergere il vostro spirito di iniziativa nel prendere decisioni e nel proporre dei piani alternativi
a quelli presi in considerazione.
Dove inserirla: nelle capacit organizzative.
Punto 37: La gestione dello stress
Cos': la capacit nel saper gestire lo stress nelle situazioni lavorative critiche o in ruoli che
comportino tale competenza.
Ruoli in cui richiesta: tutti quei ruoli nei quali si deve lavorare per obiettivi, l'attivit stressante
per orari lavorativi impegnativi e molteplicit di compiti da svolgere. Classico esempio pu essere
quello di un addetto all'ufficio reclami di un centro commerciale: immaginate quante pressioni dovr
sopportare, raccogliendo tutte le continue lamentele dei clienti! Pi in generale, ruoli commerciali o
nei quali vi debba essere un forte orientamento al risultato.
Come dimostrarla: nel colloquio individuale, qualora il selezionatore volesse sottoporvi ad una
stressing interview, bisogner mostrarsi calmi nel rispondere a domande incalzanti e talvolta
volutamente provocatorie, non cadendo nel tranello del selezionatore che cercher, con atteggiamenti
a volte anche irritanti, di mettervi in difficolt. Nelle dinamiche di gruppo, bisogner mantenere la
calma nella gestione di individualit che vogliano tendere ad emergere ed in particolare a imporre le
proprie idee o opporsi a decisioni condivise dalla maggioranza, senza mostrare ansia per la gestione
del tempo ed il raggiungimento degli obiettivi.
Dove inserirla: nelle competenze organizzative.
Punto 38: La flessibilit
Cos': per flessibilit, intesa come competenza trasversale, si intende la disponibilit a lavorare in
orari di lavoro particolari, nel fare straordinari (talvolta non retribuiti), e nell'essere disposti anche a
svolgere mansioni leggermente diverse da quelle previste.
Ruoli in cui richiesta: soprattutto ruoli commerciali, nei quali i tempi sono spesso gestiti
autonomamente dal singolo lavoratore, il quale, per il raggiungimento degli obiettivi, dovr
frequentemente sacrificarsi con orari lavorativi che prevedano la conclusione della giornata ben oltre i
canonici orari d'ufficio 9-18! Si pensi, ad esempio, a rendez vous con responsabili aziendali, i quali,
spesso e volentieri, potranno avere disponibilit in agenda magari solo nella pausa pranzo, che sar,
inevitabilmente, da sacrificare! oppure solo a cena, comportando il necessario prolungamento della
giornata lavorativa!
Come dimostrarla: sicuramente nel colloquio individuale, qualora, come abitualmente avviene, ci
venga richiesto di presentarci o di usare alcuni aggettivi per descriverci. In tal caso, soprattutto se la
selezione dovesse riguardare un ruolo commerciale, sar conveniente indicare tra uno di quelli
aggettivi l'essere flessibili.
Dove inserirla: nelle competenze organizzative.
Punto 39: L'orientamento al risultato
Cos': la capacit di organizzare la propria attivit lavorativa, massimizzando i tempi e rendendo le
proprie azioni nella maniera pi efficace ed efficiente per il raggiungimento dei risultati. I parametri
di riferimento saranno sempre l'efficacia e l'efficienza, laddove si sar efficaci quando si raggiunger
l'obiettivo, mentre si sar efficienti quando, a parit di mezzi impiegati, si riuscir a raggiungere il
miglior risultato possibile e, a parit di risultati, si riuscir a raggiungerli col minor dispendio di
risorse possibile.
Ruoli in cui richiesto: in realt in tutte le attivit bisogna sempre avere un orientamento al risultato,
ma tale competenza sar sicuramente maggiormente richiesta in ruoli commerciali e, pi in generale,
in ruoli nei quali oltre ad una retribuzione fissa, sar previsto anche una forte variabile.
Come dimostrarlo: nelle dinamiche di gruppo, parlando poco, essendo concisi e concreti ed
indirizzando tutte le argomentazioni sempre unicamente al raggiungimento del risultato.
Dove inserirlo: nelle competenze organizzative.
Punto 40: La capacit nel lavorare per obiettivi
Cos': la capacit nel ricoprire ruoli nei quali l'attivit (e la retribuzione) si basino soprattutto per il
raggiungimento degli obiettivi. Strettamente connessa alla capacit nel gestire lo stress e
nell'orientamento al risultato, tale competenza trasversale richiede, altres, la capacit di
automotivarsi e di non deprimersi qualora i risultati non vengano raggiunti o qualora il loro
conseguimento dovesse apparire difficoltoso per il sorgere di alcune problematiche.
Ruoli in cui prevista: in tutti i ruoli commerciali, attivit che prevedranno sempre una retribuzione
variabile. Infatti, quanto pi questa incider nella retribuzione globale, tanto pi la capacit nel
lavorare per obiettivi dovr essere elevata!
Come dimostrarla: mostrandosi decisi, determinati ed assertivi nelle dinamiche di gruppo! Essendo
richiesta per la maggior parte in ruoli commerciali, spesso converr privilegiare gli obiettivi
individuali rispetto ai collettivi.
Dove inserirla: nelle capacit organizzative.
Punto 41: L'orientamento alle procedure
Cos': la capacit nello svolgere le proprie attivit lavorative, attenendosi a quelle che sono le
procedure richieste in quello specifico caso.
Ruoli in cui previsto: in attivit in cui sia richiesta grande precisione e cura dei particolari, classico
esempio pu essere quello di un contabile o di un addetto all'amministrazione generale, piuttosto che
ruoli nel settore ingegneristico.
Come dimostrarlo: nelle esercitazioni o dinamiche di gruppo, comprendendo esattamente quali siano
i paletti indicatici, stando ben attenti al non oltrepassarli! Bisogner ragionare in questi termini:
individuare quali limiti sono stati posti in quell'esercitazione e fare tutto ci che viene richiesto,
svolgendo scrupolosamente il proprio compito ed attenendosi esclusivamente alle indicazioni
forniteci!
Dove inserirlo: nelle competenze organizzative.
Punto 42: Le competenze artistiche
Sull'opportunit di inserire o meno tale voce nel proprio cv, in realt, vi sono due correnti di pensiero
differenti.
Tuttavia la maggior parte dei selezionatori probabilmente non le vedrebbe di buon occhio.
Anche qui dovremo porci il quesito: sono caratteristiche che potrebbero essere richieste ed utili nel
ruolo che andrei a ricoprire? Quindi magari il suonare un determinato strumento, potrebbe avere la sua
utilit se si volesse andare a lavorare in un negozio di articoli musicali o in una casa discografica,
molto meno se ci si si candida come contabili.
pur vero che, qualora si dovesse essere particolarmente fortunati, si potrebbe incontrare proprio un
selezionatore che abbia gli stessi vostri interessi ed in tal caso, per quella che, in gergo tecnico, viene
definita come equazione personale, tenderebbe ad avere di voi una valutazione maggiormente
positiva, oltre ad avere un argomento in comune del quale parlare, che permetter di rompere il
ghiaccio e creare maggiore empatia.
Punto 43: Hobby e interessi
Stesso discorso vale per tale area, ci potrebbero essere casi in cui sarebbe conveniente inserirli, ma
solo e sempre se vi dovesse essere attinenza con il ruolo per il quale ci si candida.
Ad esempio, se si vuole lavorare in un negozio di articoli sportivi, indubbio che l'aver praticato
sport, ancor meglio se a livello agonistico, potr rappresentare un vantaggio competitivo, perch si
avranno delle conoscenze tecniche nel settore.
Diversamente, non farebbero altro che appesantire il curriculum e renderlo meno coerente (anche se
su quest'elemento vi sono pareri discordi vedi punto 2).
Punto 44: Patente guida, automunito
sempre importante inserire nel curriculum anche queste voci, indicando ovviamente anche il tipo di
patente conseguita. Per quanto riguarda l'essere automuniti, anche se non si possiede un'auto propria
ma si crede, nel caso, di potersi organizzare facendosela prestare dai propri familiari, consigliabile
inserire di averla, perch in alcune situazioni, non possederla potrebbe essere pregiudizievole.
Questo avverr in particolare in due casi: se la sede di lavoro non facilmente raggiungibile con i
mezzi pubblici, oppure se l'attivit richiede spostamenti in auto e non ne prevista una aziendale.
Punto 45: Altre informazioni
Se si disposti, realmente, a qualche sacrificio, come il trasferimento in un'altra citt, sempre
meglio sottolinearlo: indicare in tal caso un domicilio in prossimit della sede di lavoro per la quale ci
si candida, se si proviene da una citt distante o addirittura da una regione differente, diventa spesso
essenziale per facilitare il contatto ed un colloquio conoscitivo. Infatti la lontananza spesso alimenta
gli scrupoli di alcune aziende e societ di selezione che sono in dubbio se contattare candidati
potenziali proprio perch troppo distanti dalla sede di lavoro: un appoggio nelle vicinanze potrebbe, in
tal caso, risultare utile.
Naturalmente quando si tratter di aziende con pi sedi o di agenzie per il lavoro, si potranno indicare
anche tutte le aree che possono essere di interesse, specificando pi citt o pi regioni.
Sempre sotto questa voce, infine, possono essere indicate le eventuali disponibilit nello svolgere
attivit che prevedano trasferte sul territorio o anche all'estero, cos come la disponibilit nel lavorare
su turni e nei periodi festivi ed ancora la disponibilit nel lavorare full-time o part-time ed infine
quella di valutare anche contratti in somministrazione o stage.
Punto 46: La disponibilit
Anche quest'area non deve assolutamente essere omessa! Infatti proprio da questa voce che il
selezionatore sapr se stiamo effettivamente lavorando o meno. Si potrebbe infatti non lavorare ma
non essere immediatamente disponibili per una serie di motivazioni (lavoro a nero, problemi
familiari o di altra natura) quindi non indicando che la nostra disponibilit immediata si
rischierebbe di veder compromessa la propria candidatura!
Qualora invece stessimo gi lavorando, il termine di preavviso indicato in ciascun CCNL ed quello
che dovrebbe essere indicato, anche se spesso si pu trattare un termine diverso col proprio datore di
lavoro. In tali casi opportuno specificarne la trattabilit. Infatti, soprattutto quando la ricerca ha
carattere d'urgenza, una delle voci che maggiormente saranno prese in considerazione, sar
rappresentata proprio dai giorni di preavviso necessari!
pur vero che il selezionatore potrebbe ricavarla in base ad una serie di informazioni, ma in realt
questo accadr raramente. Infatti bene ricordare che, a meno che non si tratti di un profilo altamente
richiesto sul mercato, quando le informazioni non sono chiare e precise, si rischia seriamente che il
selezionatore passi automaticamente al curriculum successivo.
Punto 47: Autorizzare il trattamento dei dati
personali
Una grave dimenticanza potrebbe essere rappresentata dal non inserire la dicitura che autorizza il
destinatario del cv all'utilizzo dei dati personali ai sensi del D. lgs. 196/03 del 2003. Un esempio di
tale dicitura pu essere la tradizionale frase Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del D.
lgs. 196/03 riportata sia in calce al cv che all'eventuale lettera di presentazione. Non sarebbe
ridondante inserirla due volte: infatti non necessariamente i due documenti saranno archiviati insieme
e, in mancanza, i propri dati riportati sul cv non sarebbero utilizzabili dal destinatario della
comunicazione.
Punto 48: Iscriversi alle Agenzie per il Lavoro
Una volta individuato il ruolo desiderato ed il settore di interesse e creato il proprio cv seguendo le
regole indicate, siamo pronti per poterci attivare nella ricerca del lavoro. Tuttavia sono in pochi coloro
che davvero lo cercano: nella maggior parte dei casi aspettano che sia il lavoro a trovare loro!
La prima regola sar sempre essere proattivi e fare di tutto per ottimizzare la propria ricerca.
Anzich disperdere inutili energie e negativizzarsi con lamentele, rimpianti per scelte sbagliate ed
occasioni perse, bisogner attivarsi nel percorrere tutte le strade possibili per aumentare le proprie
possibilit. Il primo consiglio potrebbe essere quello di iscriversi alle principali Agenzie per il
Lavoro, magari ricercandole su internet e scrivendo una lista di quelle della propria citt. Preparata la
vostra lista, sarebbe preferibile consegnare di persona il proprio cv in ciascuna filiale, chiedendo di
poter sostenere un colloquio con un selezionatore.
Quali saranno i vantaggi nel presentarsi di persona? Di sicuro si risulter maggiormente motivati e si
aumenteranno le possibilit che il selezionatore possa ricordarsi di noi! ( pi facile memorizzare una
persona dal vivo che un curriculum, rischiando anche che non venga letto).
Qualora l'agenzia di riferimento non fosse presente nella nostra citt o la politica aziendale di
quell'azienda non preveda una registrazione in filiale, non ci rester che procedere ad una
registrazione online.
Eccovi alcune tra le principali Agenzie per il Lavoro:
Page Personnel sito: www.pagepersonnel.it
Multinazionale quotata alla borsa di Londra, appartenente al gruppo Michael Page International. Si
caratterizza sul mercato per un'organizzazione basata su varie divisioni, all'interno delle quali operano
consulenti di selezione specializzati su profili appartenenti al loro esclusivo settore di competenza:
Finance & Accounting , Banking & Insurance, Assistant & Office Support, Healthcare & Life
Sciences, Human Resources, Retail, Sales & Marketing, Sales Administration Purchasing and
Logistic, Technicians & Engineers, Technology. Per i profili con una RAL pi alta, la competenza
della Michael Page International, che ha un'organizzazione speculare a quella della Page Personnel.
Sedi in Italia: Milano, Torino, Padova, Bologna, Roma.
Adecco sito: www.adecco.it
Adecco S.p.A. la pi grande agenzia di risorse umane del mondo, con sede a Glattbrugg, in Svizzera.
Il Gruppo Adecco coinvolge circa 700.000 associati e 100.000 clienti supportati dai circa 33.000
impiegati in oltre 5.500 sportelli, sparsi in oltre 60 paesi e territori nel mondo. La compagnia nata
nel 1996, dalla fusione dell'azienda francese Ecco e quella svizzera Adia Interim.
Sedi in Italia: in tutte le principali citt.
Manpower sito: www.manpower.it
Presente su tutto il territorio, multinazionale americana fondata nel 1948 a Milwaukee (U.S.A.), da
oltre 50 anni una delle pi grandi realt aziendali nel settore servizi attinenti alla gestione delle risorse
umane. Opera nel settore della selezione sia per profili PERM (tempo
determinato/indeterminato/progetto), che per profili TEMP (lavoro in somministrazione).
Sedi in Italia: in tutte le principali citt.
Ranstad sito: www.ranstad.it
Fondata in Olanda nel 1960 con l'apertura di un piccolo ufficio ad Amsterdam, Ranstad oggi una
holding internazionale specializzata nella ricerca, selezione, formazione e somministrazione del
lavoro. Nel maggio 2008 Ranstad Holding e Vedior Group sono diventate un'unica grande azienda
presente in 43 Paesi, con oltre 4.700 filiali e 28.700 dipendenti.
Sedi in Italia: in tutte le regioni di Italia.
Gi Group sito: www.gigroup.it
Gi Group nasce nel 2008 dalla fusione tra la Generale Industrielle e Work Net. Attualmente la prima
multinazionale italiana del lavoro, nonch una delle principali realt, a livello mondiale, nei servizi
dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro. attiva nei seguenti campi: somministrazione, ricerca e
selezione del personale Permanent, formazione, outplacement, executive search, outsourcing,
amministrazione del personale.
Sedi in Italia: in tutte le principali regioni d'Italia.
Startpeople sito: www.startpeople.it
Multinazionale che nasce dall'unione e dall'esperienza di Creyf's e Start, attive in Italia nel settore
della fornitura del lavoro temporaneo fin dal 1998. StartPerople fa parte di USG People N.V.,
multinazionale Olandese, che da oltre trent'anni offre servizi per la gestione delle risorse umane. Al
quinto posto fra i leader di settore europei con sedi in Olanda, Belgio, Lussemburgo, Germania,
Francia, Polonia, Austria, Svizzera, Italia, Spagna e Portogallo.
Sedi in Italia: conta pi di 70 filiali, principalmente in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e
Piemonte, oltre che nel Lazio, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Liguria, Marche, Toscana.
Kelly Services sito: www.kellyservices.it
Multinazionale americana che opera nel settore risorse umane da pi di 60 anni, sia nella selezione di
profili PERM che nella somministrazione del personale.
Sedi in Italia: in tutte le regioni di Italia.
Humangest sito: www.humangest.it
Il gruppo Humangest, un'Agenzia per il Lavoro italiana, con sede principale a Pescara, composto da
pi di 80 professionisti che impegnano ogni giorno una media di 3000 lavoratori presso le 500 aziende
clienti su tutto il territorio nazionale.
Sedi in Italia: in tutte le regioni di Italia.
Openjobmetis sito: www.openjob.it
Openjometis S.p.A. l'Agenzia per il Lavoro nata il 1 gennaio 2012 dall'integrazione di Openjob SpA
e Metis SpA, del loro know how e dell'esperienza peculiare che le contraddistingue da oltre 10 anni.
Sedi in Italia: in tutte le regioni di Italia, ad eccezione di Valle d'Aosta, Molise e Basilicata.
Obiettivo Lavoro sito: www.obiettivolavoro.it
Obiettivo Lavoro, in forma di Societ cooperativa, stata costituita il 22 luglio 1997 grazie ad un
progetto comune fra le principali forze dell'economia sociale. Negli anni stata progressivamente
varata ed arricchita una struttura di Gruppo, attraverso la costituzione di una serie di societ
interamente controllate da Obiettivo Lavoro Spa.
Sedi in Italia: In tutte le regioni di Italia.
Temporary sito: www.temporary.it
Temporary SpA, Agenzia per il Lavoro, tra le prime agenzie italiane specializzate nella ricerca,
selezione, formazione e gestione delle risorse umane.
Sedi in Italia: quasi 60 filiali, distribuite soprattutto in Lombardia, Lazio e Veneto.
Gruppo Viesse sito: www.adinterim.it
Nasce negli anni '90 e si occupa di selezione e somministrazione del personale.
Sedi in Italia: presenti in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.
Tempor sito: www.tempor.it
Tempor nasce nel 1995 come Societ di consulenza nell'area del personale. Nel 1997, in previsione
dell'entrata in vigore della legge 196, istitutiva del lavoro temporaneo, si trasforma in Societ di
Lavoro Temporaneo, ed ottiene l'autorizzazione provvisoria n. 5/97, divenuta definitiva nel Gennaio
2000. Grazie alle innovazioni introdotte dalla legge 20/3003, si trasforma in Agenzia per il Lavoro.
Sedi in Italia: presenti in tutta Italia, ad eccezione di Trentino, Valle d'Aosta, Molise, Marche e
Sicilia.
Generazione Vincente sito: www.generazionevincente.it
Generazione Vincente S.p.A. una Agenzia per il Lavoro presente con proprie filiali in molte
province italiane ed offre una copertura del servizio su gran parte del territorio nazionale.
Sedi in Italia: sede legale a Milano, amministrativa a Napoli.
Articolo 1 sito: www.articolo1.it
Articolo 1 S.p.A. una societ italiana specializzata nella gestione delle Risorse Umane. Nasce nel
2000 come Societ di Lavoro temporaneo e, nel 2004, con l'attuazione della Legge n.30, diventa
Agenzia per il Lavoro.
Sedi in Italia: sono presenti in tutta Italia, eccezion fatta per Valle d'Aosta, Trentino, Liguria, Molise,
Basilicata e Calabria.
MAW sito: www.maw.it
Agenzia per il lavoro italiana in grado di offrire alle persone opportunit lavorative sempre migliori,
per consentire un percorso di carriera adeguato alle proprie competenze, attitudini o aspettative.
Sedi in Italia: presenti in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e
Trentino Alto Adige.
In Job sito: www.injob.it
Agenzia per il lavoro italiana autorizzata ai sensi del Decreto Legislativo 276/2003 per la selezione,
formazione e somministrazione di personale temp e perm.
Sedi in Italia: presenti in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
E-work sito: www.e-work.it
E-work un'Agenzia per il Lavoro, SpA con un patrimonio netto di oltre 5 milioni di euro, che nei 10
anni di attivit ha gi superato due traguardi: oltre 100.000 risorse avviate e 5.000 Aziende Clienti.
Sedi in Italia: presenti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo,
Lazio, Sardegna.
Synergie-Italia sito: www.synergie-italia.it
Agenzia per il lavoro, multinazionale presente in 12 paesi nel mondo, in Italia dal 1999 dove opera
nelle risorse umane nella selezione sia Perm che Temp.
Synergie Medical presente a Torino, Milano, Modena e Osimo.
Synergie Carriere presente a Torino.
Alti profili sito: www.altiprofili.it
Alti profili la divisione di UMANA che si occupa di Ricerca e Selezione di personale qualificato per
tutte le aree e le mansioni che costituiscono l'organigramma aziendale.
Sedi in Italia: la Direzione Generale e Sede Legale sono a Venezia, altre sedi sono presenti a: Milano,
Roma, Bologna, Pordenone, Perugia.
Punto 49: Iscriversi sui principali siti di ricerca
del lavoro
Vi sono una miriade di siti dove poter trovare delle inserzioni lavorative, tuttavia sono sicuramente da
preferire quelli che si occuperanno esclusivamente e specificamente della ricerca del lavoro e che
presentino un costo per l'azienda per pubblicare l'inserzione. Infatti si presuppone che se un'azienda
dovesse affrontare una spesa per pubblicare l'annuncio, sar altamente probabile che voglia realmente
investire su quella risorsa ricercata! Quindi sar preferibile evitare siti non specializzati o siti che si
occupino di inserzioni generiche, in quanto sar altamente probabile imbattersi in proposte poco serie
ed in vere e proprie perdite di tempo! Tra i principali siti di ricerca del lavoro vi sono senz'altro:
www.monster.it
www.infojobs.it
www.jobrapido.it
www.lavorare.org
www.cercalavoro.it
www.carreerjet.it
www.catapulta.it
www.motorelavoro.it
Nel registrarvi potrete caricare il vostro curriculum e se considerate non solo di candidarvi in un
ruolo, ma ad es. anche in altri due, in quel caso converrebbe caricare altri due curricula differenti.
Infatti un curriculum generico non premia mai: equiparabile al rispondere in sede di colloquio che
si ricoprirebbero indifferentemente tre ruoli differenti! Il risultato? Sarebbe bruciare tutte e tre le
selezioni. Naturalmente i curricula dovranno essere personalizzati, valorizzando esperienze e
competenze differenti, in base ai tre profili differenti nei quali ci si candider.
Una volta registrati ed inserito/compilato il proprio cv, su molti di tali siti c' un'importante casella da
flaggare: rendere pubblico, cio visibile alle aziende, il proprio cv! Non farlo, vorrebbe dire ridurre
notevolmente le possibilit di essere contattati! Infatti molte aziende e molte agenzie del lavoro hanno
una partnership con tali siti, avendo accesso al loro database e potendo cos visionare i curricula dei
candidati. Quando si aprir una selezione, quindi, soprattutto se questa avr carattere d'urgenza, i
selezionatori potrebbero trovare pi rapido e conveniente visitare direttamente il sito e ricercare
profili interessanti sul database, senza dover spendere tempo (e magari anche soldi) per un'inserzione,
attendendo poi che vengano inviati i curricula e dovendo attivarsi nel loro screening. Rendendo
pubblico il vostro cv, avrete, quindi, la possibilit di apparire nei risultati di tali ricerche!
Naturalmente questi processi non avverranno alla cieca. Il selezionatore inserir delle parole chiave
nel motore di ricerca del sito e se, ad esempio, alla ricerca di un addetto vendita che parli un ottimo
tedesco, scriver addetto vendita ottimo tedesco. Compariranno nella sua ricerca solo i curricula di
quei candidati che hanno inserito tali parole all'interno del curriculum. Questo vuol dire che non
inserire una parola chiave o semplicemente definire il proprio ruolo in maniera inesatta, pregiudica la
ricerca da parte di un'azienda. Se infatti il candidato avesse scritto commesso e non addetto
vendita, il suo curriculum non sarebbe apparso nella ricerca del selezionatore.
Qual la soluzione?
Soluzione A: se dovete scegliere per forza tra una definizione e l'altra, meglio utilizzare quella pi
richiesta! Come saperlo? Siete indecisi tra commesso ed addetto vendita? Andate su quel sito
digitate la parola commesso e vedete quanti risultati troverete quindi digitate addetto vendita e
confrontate i risultati ottenuti!
Soluzione B: scriveteli entrambi! Come? Magari nominando il vostro cv addetto vendita e definendo
in una vostra precedente esperienza il ruolo ricoperto come commesso.
Punto 50: Inviare candidature spontanee
Individuato in che settore ci piacerebbe lavorare, quale ruolo specifico voler ricoprire, ed una volta
compreso quali sono le caratteristiche richieste per ricoprire quel ruolo, potremo effettuare una ricerca
su internet dei siti delle aziende che operano in quel settore e candidarci nella sessione lavora con
noi .
consigliabile stilare una lista di aziende e procedere in ordine, evitando cos di candidarsi pi volte
per la stessa azienda, rischiando di dare al selezionatore la sensazione di spam.
Anche con le Agenzie del Lavoro la vostra proattivit potrebbe essere premiata! Infatti non sar
sufficiente la sola registrazione alle Agenzie (sia essa anche solo online) e non baster neanche l'aver
sostenuto con loro un colloquio conoscitivo. Converr sempre monitorare costantemente i siti delle
Agenzie per il Lavoro e candidarsi nelle selezioni nelle quali riteniamo di essere in possesso di quei
requisiti! Difatti non sempre il selezionatore potr ricordarsi della nostra candidatura, anche qualora
avesse avuto un feedback altamente positivo. Inoltre si dimostrerebbe di essere molto motivati per
quella selezione e, magari se abbiamo effettuato la registrazione non di recente, di stare ancora
valutando il mercato.
Punto 51: Saper leggere un'inserzione
Molto spesso si inviano curricula, pur non avendo tutti i requisiti richiesti dall'inserzione. Ma pu
essere comunque utile provare a giocarci qualche possibilit? O rappresenta solo una perdita di
tempo? Potrebbe addirittura essere controproducente? Andiamo ad analizzare questo punto, da
definirsi fondamentale. Saper leggere un'inserzione il punto di partenza, se l'inserzione ben scritta,
riusciremo a capire: quali sono i requisiti richiesti e fondamentali per ricoprire quel ruolo e se quel
ruolo potr davvero interessarci.
Com' strutturata un'inserzione?
Avremo innanzitutto un Job Title: il nome della figura professionale ricercata.
Company Description: la descrizione dell'azienda nella quale si verr eventualmente inseriti.
Job Description: la descrizione dell'attivit lavorativa, indicando le singole mansioni che la risorsa
andr a ricoprire.
Candidate Profile: il profilo del candidato ideale, in possesso di determinati requisiti tecnici e
competenze trasversali, titolo di studio, et, anni di esperienza nel ruolo e nel settore, conoscenza
delle lingue, conoscenze tecniche ed informatiche, competenze trasversali.
Infine saranno indicati la tipologia contrattuale prevista ed eventualmente la RAL (retribuzione
annua lorda).
Punto 52: Requisiti fondamentali e preferenziali
Come comprendere il giusto peso dei requisiti richiesti? Per facilitare la comprensione apportiamo
un esempio: poniamo il caso di volerci candidare come segretaria. Il volerci proporre per questa
posizione ed averla anche ricoperta in precedenti esperienze lavorative, non comporta
automaticamente il candidarsi in tutte quelle inserzioni dove si ricerca una segretaria. Se, infatti,
un'inserzione richiedesse la fondamentale conoscenza fluente della lingua inglese ed il nostro inglese
fosse scolastico, probabilmente non sarebbe la selezione che fa per noi.
Stesso discorso vale per la necessaria conoscenza di un software aziendale del quale non sappiamo
neanche l'esistenza! Anche in tale caso, infatti, sar probabilmente inutile candidarsi!
Dobbiamo, quindi, sempre comprendere quali sono i requisiti richiesti e, all'interno di questi,
distinguere quali saranno quelli fondamentali e quali quelli preferenziali. Solo nel secondo caso,
infatti, pu risultare opportuno inviare il curriculum!
Ad ulteriore conferma di quanto precedentemente detto, molti siti hanno iniziato ad inserire
un'opzione per le aziende: vengono poste un tot di domande al candidato, preventivamente all'invio
del proprio cv, nelle quali si inizia a richiedere la sussistenza o meno di requisiti considerati
fondamentali dall'azienda, ad es.: ha gi maturato un'esperienza in questo settore? Conosce bene la
lingua giapponese? Se i candidati flaggano la risposta errata, il loro cv non verr neanche inoltrato.
Punto 53: Essere veloci nel candidarsi
Spesso ci si imbatte in un' inserzione che ci piace, sembra proprio il lavoro che fa per noi: la sede
vicino casa, il ruolo proprio quello desiderato, nella descrizione del candidato ideale sembra stiano
descrivendo proprio noi e cosa facciamo? Magari pensiamo di candidarci quando la sera torneremo
dalla palestra o dal nostro caff con amici: niente di pi sbagliato! In alcune ore, possono inviare il
proprio cv anche decine di candidati (ovviamente il numero varia da una serie di fattori: prestigio
dell'azienda, sito sul quale stato pubblicato l'annuncio, data di inserzione dell'annuncio, tipologia
contrattuale e retribuzione, e cos via).
Ma una cosa certa: pi presto ci si candida, pi possibilit si potranno avere, se non di essere
selezionati, quanto meno di veder letto il proprio curriculum!
Considerate, infatti, che non tutti i curricula inviati possono esser letti da un selezionatore!
Sarebbe impensabile che per ciascuna selezione si vadano a leggere tutti i curricula pervenuti il
selezionatore si fermer qualora avr identificato quei 4-5 curricula che sembrano interessanti, per
invitare quei candidati a colloquio ed approfondire la loro professionalit.
La selezione dovr sempre rispettare dei tempi, ancor di pi se dovesse essere a carattere
d'urgenza! Se ogni volta si dovessero sostenere dei colloqui con tutti i candidati che sono in linea con
quel profilo, ponendo che ad esempio fossero pervenuti 400 curricula e considerando che una media
attendibile di profili in linea potrebbe attestarsi anche su di un 10% (considerata una posizione
generica), vi sarebbero ben 40 candidati da colloquiare e se consideriamo che ogni colloquio durer
sempre circa un'ora, se ne dovrebbero dedicare addirittura 40 (un'intera settimana consecutiva
lavorativa) soltanto per intervistare i candidati di quella particolare selezione! Sarebbe, cos,
impossibile rispettare i tempi ricerca, considerato anche il fatto che un' Agenzia per il Lavoro non
curer mai una sola ricerca a settimana, anzi, in media, ciascun selezionatore seguir almeno un 5-6
selezioni.
Tra l'altro, se prendessimo in considerazione delle selezioni per ruoli meno generici e pi tecnici, la
percentuale di candidature in linea potrebbe salire anche al 70/80% ed in tal caso, se i cv pervenuti
fossero la met dell'esempio precedente (data la minor reperibilit dei profili ricercati) e, quindi, 200,
quelli in linea potrebbero addirittura essere 160!
Inoltre, in un'Agenzia per il lavoro, cos come all'interno delle Risorse Umane di un'azienda, le uniche
attivit non saranno certo solo quelle di sostenere dei colloqui di selezione, ma ve ne saranno molte
altre (inserimento dati, reportistica, convocazione candidati, gestione aziende clienti, inserimenti delle
inserzioni e cos via), che, chiaramente, richiederanno tempo ed energie tali, dal non potersi dedicare
pi di tanto alla sola attivit dello screening dei curricula.
Quindi, partendo dal presupposto che non tutti i curricula inviati verranno letti, quali credete
che lo saranno? Molto semplice: quelli che saranno inviati per primi!
Altro dato rilevante sar la data di pubblicazione dell'inserzione: se non cos tanto recente, ma
magari risale ad un paio di settimane prima, ci si potr sempre candidare, ma abbassando di molto le
aspettative, in quanto altamente probabile che la ricerca sia gi chiusa. Molto dipende anche dalla
difficolt di reperibilit del profilo ricercato: se il profilo davvero difficile da trovare, aumenteranno
le probabilit che sia ancora aperta.
Tutte queste attivit, per, perderanno efficacia se svolte solo in maniera saltuaria e discontinua!
Infatti, una volta individuati i canali giusti per una pi efficace ed efficiente ricerca del lavoro,
bisogner monitorarli costantemente!
L'optimum sarebbe collegarsi ogni giorno, controllando i principali siti di ricerca del lavoro e delle
principali Agenzie per il Lavoro. Su molti di essi possibile iscriversi alle newsletter, oppure
effettuare delle ricerche personalizzate di lavoro, in base alle quali si riceveranno esclusivamente le
inserzioni relative a quella specifica citt in quello specifico ruolo. In tali casi sar ancor pi
importante controllare ogni giorno la propria mail.
Dovrete iniziare col far diventare tali attivit delle sane abitudini (abbiamo gi esaminato quanto sia
importante il candidarsi tempestivamente), ma se siete alla ricerca del lavoro (ricordate quanto detto
nella prefazione) dovrete considerare che per ora la vostra occupazione sar proprio questa: il vostro
lavoro ora sar cercare lavoro! dovr essere il resto a riempire gli spazi vuoti nelle vostre
giornate, non viceversa! Dovrete porre i vostri impegni e i vostri interessi in secondo piano: se
davvero per voi importante trovare lavoro, qualsiasi ricerca dovr avere la priorit sul resto.
Punto 54: Visitare il sito aziendale
Su di un sito aziendale sono presenti un'infinit di informazioni preziosissime! Basta saperle
ricercare, individuare ed interpretare.
Ricordiamo che ogni azienda ricercher il suo candidato ideale. Non solo per le competenze tecniche
che dovr possedere, ma anche e soprattutto per le competenze trasversali.
Come capire, quindi, cosa ricerca l'azienda nei candidati? Pu essere sicuramente utile raccogliere
alcune informazioni dal sito aziendale: innanzitutto cercare di capire esattamente chi sono e cosa
fanno. Che tipo di azienda ? Una Srl? Una SpA? Una cooperativa? Gi il tipo di azienda ci far
comprendere molte cose sulle dimensioni, il numero di sedi presenti, e il suo grado di strutturazione.
In base a questo tipo di azienda posso capire, ad esempio, quali saranno le mie possibilit di crescita
professionale (vedi punto 9).
Pi semplicemente possiamo dire che, se si tratta di multinazionali o di aziende molto strutturate,
vero che probabilmente il lavoro sar pi pesante, ma di certo si incorrer di meno in possibili
contratti fasulli o attivit lavorative che in realt poi ne celano altre meno gratificanti ed interessanti.
Se poi dovessimo essere contattati da un'azienda e ricercassimo su internet il loro sito e non
dovessimo neanche trovarlo, a quel punto si potrebbe anche prendere in considerazione di non
presentarsi a quel colloquio o, se dovessimo decidere di andarci, sarebbe meglio farlo senza crearci
troppe aspettative.
Punto 55: Mission e vision aziendali
La mission dell'azienda l'obiettivo a breve termine che essa si pone: in che modo vuole
caratterizzarsi sul mercato? E facendo cosa?
Comprendere a pieno la mission aziendale sar basilare!
Innanzitutto, qualora non la si condividesse, dovrebbe farci riflettere: magari non proprio l'azienda
che fa per noi! In seconda analisi, la condivisione della mission aziendale, se trasmessa al
selezionatore in maniera efficace, permetter di accrescere ancora di pi il nostro vantaggio
competitivo sugli altri candidati.
Si potrebbe inserire tra le risposte alla domanda: perch vorrebbe lavorare proprio con noi? (punto
89). Oppuere alla domanda: perch dovremmo scegliere proprio lei? (vedi punto 92).
La vision dell'azienda invece l'obiettivo a lungo termine che essa si pone.
Risponde alla domanda: facendo quello che oggi faccio e col quale voglio contraddistinguermi sul
mercato (mission), dove voglio arrivare tra 3-5 anni? la comprensione della vision altrettanto
indispensabile: se non capisco dove vuole arrivare l'azienda in cui vorrei andare a lavorare, non potr
mai capire cosa potrebbe volere da me, quale potrebbe essere il valore aggiunto che fornirei con la
mia partecipazione al progetto! Visitando il sito dell'azienda, noteremo come mission e vision
aziendali addirittura siano in alcuni casi proprio messe in evidenza sull'home, altre volte le troveremo
nella sessione chi siamo e talvolta non saranno scritte in maniera esplicita, ma, potremo ricavarle,
raccogliendo una serie di informazioni presenti in altre zone.
Punto 56: I valori aziendali
Bisogna premettere che mission, vision e valori aziendali sono strettamente collegati tra loro e
dovranno sempre essere necessariamente coerenti. Qualora non lo fossero, creerebbero
diffidenza nei confronti degli stakeholder a cui sono indirizzati.
I valori aziendali hanno una duplice rilevanza: da un lato, comunicare all'esterno che tipo di azienda si
e su quali valori puntare, pu sicuramente essere anche una strategia di marketing (si pensi al valore
sempre pi rivalutato della tutela dell'ambiente).
Dall'altro, la funzione dei valori anche quella di fidelizzare i clienti e gli impiegati.
Di conseguenza, l'optimum per l'azienda sar individuare candidati che si identifichino proprio in quei
valori, considerando anche che spesso i valori indicati dall'azienda coincidono con alcune competenze
trasversali. Di certo su alcune competenze trasversali si potr sempre intervenire per implementarle e
svilupparle, ma sarebbe pi efficace per l'azienda individuare risorse che siano gi in possesso di tali
caratteristiche.
In questa fase si potr anche valutare quanto quell'azienda potrebbe davvero fare per noi, pi avanti,
quando saremo in possesso di maggiori informazioni capiremo anche quanto, in sede di colloquio, tali
caratteristiche possano tornarci utili!
Punto 57: La seriet dell'azienda
Se per un addetto ai lavori con un minimo di esperienza riconoscere la seriet di un'azienda risulta
piuttosto agevole, talvolta diventa poco semplice per i candidati.
Come capire se l'azienda per la quale ci stiamo candidando seria o meno?
Come evitare di presentarci ad un colloquio per poi scoprire che in realt ricercano venditori porta a
porta?
Innanzitutto, come gi anticipato nel punto 49, possiamo scoprire quale sia la fonte, su quale sito,
cio, abbiamo trovato quell'inserzione: se dovesse trattarsi di uno di quelli specializzati in ricerca del
lavoro, probabilmente l'azienda sar seria, qualora dovesse trattarsi di siti di annunci vari anche su
vendita di oggetti usati, probabilmente si tratter di una piccola realt.
A parte questo, se l'azienda rinomata, la si pu ricercare su internet: avr di certo un proprio sito e,
qualora non dovesse averlo, anche questo potrebbe rappresentare un dato sul quale riflettere (punto
54).
Altro elemento, non ultimo in ordine di importanza, sar rappresentato dalla mail alla quale inviare il
curriculum: qualora dovesse essere una mail generica di un server comune come quello che possiamo
utilizzare noi stessi per la nostra posta privata e l'azienda non dovesse avere un proprio server, allora
si tratter davvero o di una realt molto piccola, o poco seria, verso la quale sar preferibile prestare la
massima diffidenza.
Punto 58: Le varie tipologie contrattuali
Quali tipologie contrattuali prendere in considerazione? E perch? Facciamo, innanzitutto, una breve
panoramica su quelle che sono le principali tipologie contrattuali che potranno esserci proposte.
Stage (o tirocinio formativo): indica un'esperienza lavorativa in azienda molto variabile
(generalmente di tre o di sei mesi), allo scopo principale di apprendimento e formazione.
Contratto a progetto: il contratto tramite il quale viene affidato al collaboratore uno specifico
progetto da realizzare entro una determinata data, in autonomia e senza rapporti di subordinazione.
Contratto in somministrazione (ex interinale): il contratto concluso da un soggetto che utilizza la
prestazione lavorativa e che viene nominato utilizzatore ed un altro soggetto (Agenzia per il Lavoro)
che fornisce la prestazione lavorativa, nominato somministratore. Sar prevista, quindi, la
partecipazione di tre soggetti: l'utilizzatore (il datore di lavoro che utilizza la prestazione), il
somministratore (Agenzia) ed il lavoratore.
Contratto a tempo determinato: si caratterizza per la preventiva determinazione della sua durata e si
risolve, automaticamente, alla scadenza del termine fissato.
Contratto a tempo parziale (part-time): un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o
indeterminato, caratterizzato dallo svolgimento di un orario di lavoro inferiore a quello normale pari a
40 ore settimanali o minor orario previsto nei contratti collettivi.
Contratto di apprendistato: un contratto di lavoro a causa mista, in quanto prevede, a fronte della
prestazione lavorativa del giovane lavoratore (max 29 anni), una duplice prestazione corrispettiva
dovuta dal datore di lavoro e consistente nell'erogazione della retribuzione e nell'obbligo di impartire
all'apprendista un'adeguata formazione.
Contratto a tempo indeterminato: un contratto di lavoro subordinato caratterizzato dalla stabilit e
dall'assenza di un termine di scadenza.
Nel valutare a quale inserzione potersi candidare e/o che tipologia contrattuale poter richiedere in sede
di colloquio, si dovranno sempre prendere in considerazione due elementi:
1. Tipologia contrattuale dell'attuale (o ultima) attivit lavorativa: sar sempre un elemento di
riferimento, infatti se si avesse gi un contratto a tempo indeterminato, si potrebbe di certo affermare
di valutare solo una tipologia simile.
2. Anni di esperienza in quel ruolo o settore: chiaro che quanti pi saranno gli anni di esperienza,
tanto pi si potr pretendere la tipologia contrattuale preferita.
Punto 59: Come valutare gli stage
Lo stage risulta essere il primo step per poter entrare in azienda, la prima esperienza lavorativa per
consentirci di iniziare a comprendere cosa e come sia praticamente richiesto in un'attivit lavorativa.
I parametri per valutare uno stage saranno tre: da un lato quanto potremo accrescere le nostre
competenze, dall'altro quanto questa nostra esperienza render pi appetibile il nostro curriculum e
solo in ultima analisi soffermarsi su quale sia la retribuzione.
Maturare un'esperienza di stage in un'azienda dal brand rinomato, sicuramente andr ad accrescere
l'appetibilit del nostro cv e teoricamente dovrebbe presupporre una maggior professionalit dei tutor
che ci affiancheranno nelle nostre attivit lavorative.
Tuttavia non detto che non si possa crescere professionalmente in realt aziendali di pi modeste
dimensioni, anzi spesso sono proprio quelle realt che ci permettono di poter essere maggiormente
seguiti e meno trascurati. Si dovr, quindi, valutare di caso in caso quali saranno i vantaggi che si
potranno godere da quell'esperienza, utilizzando come parametri quanto e quale sia l'appeal
dell'azienda sul mercato e quanto quelle attivit possano realmente accrescere le mie competenze
tecniche.
Punto 60: La RAL offerta nell'inserzione
La RAL (Retribuzione Annua Lorda) data dall'insieme delle retribuzioni percepite dalla risorsa
nell'anno lavorativo. Su diversi motori di ricerca la RAL una voce che viene quasi sempre
compilata; spesso e volentieri , per, una scelta strategica dell'azienda, in quanto indicare la RAL
offerta, permette di evitare la candidatura di tutti quei candidati che non la valuteranno.
Se la retribuzione stata indicata perch sono state fatte a monte delle riflessioni e l'azienda ha
stabilito che il budget massimo per quella figura quella RAL. Di conseguenza, qualora dovessero
chiederci in sede di colloquio quale sia la nostra RAL desiderata, anche se dovessimo riscontrare una
totale e completa soddisfazione dei referenti aziendali, non converr mai sparare una RAL pi alta,
perch ci comporterebbe solo automaticamente il bruciare le nostre opportunit!
Spesso tuttavia troviamo indicato che la retribuzione sar commisurata in base all'esperienza
pregressa, quindi come muoversi? In tal caso non ci rester che inviare la candidatura, aspettando di
discutere della retribuzione in sede di colloquio.
Punto 61: La RAL desiderata
Su molti siti di ricerca del lavoro, quando effettuiamo la nostra registrazione, spesso ci richiedono di
dichiarare quale sarebbe la nostra RAL desiderata.
Se stiamo gi lavorando e sappiamo che non valuteremo una RAL inferiore a quella attualmente
percepita, o che valuteremo solo delle retribuzioni pi alte, sar sicuramente conveniente compilare
anche quest'area. Sar infatti altamente improbabile che ci contatti un'azienda offrendoci una RAL pi
bassa di quella che attualmente percepiamo.
Se invece siamo alle prime esperienze lavorative o non stiamo lavorando, pur avendo
precedentemente maturato delle esperienze lavorative, indicare la RAL desiderata potrebbe essere
sconsigliabile.
Di fatto, se inseriamo una RAL alta e magari nelle condizioni in cui ci troviamo potremmo prenderne
in considerazione anche una un po' pi bassa, ci si precluderebbe delle possibilit. Se invece inseriamo
una RAL troppo bassa, sar quasi matematico che ci proporranno proprio quella RAL e non di certo
una pi alta! Ricordiamo sempre che l'obiettivo dell'azienda sar sempre avere la migliore risorsa
alla RAL pi bassa.
Punto 62: Il vostro nuovo rapporto col cellulare
Una volta candidati ad un'inserzione lavorativa, a maggior ragione se la ricerca dovesse avere
carattere d'urgenza, le probabilit di essere contattati telefonicamente saranno dell'80-90% entro
le prime 24-48 ore!
In base a questa considerazione, potrete considerare quanto sia importante che il vostro telefonino sia
sempre acceso e a portata di mano! Infatti, a meno che il vostro profilo non sia particolare e difficile
da trovare sul mercato del lavoro, sar difficile che il selezionatore vi ricontatti una seconda volta,
quasi impossibile la terza!
Uno degli errori maggiori dei candidati, soprattutto se alle prime armi, quello di inviare una miriade
di curricula e poi magari avere il telefono spento o irraggiungibile per tutta la giornata successiva!
Inoltre bene sapere che molte aziende e molte agenzie per il lavoro hanno il c.d. numero nascosto,
quindi non rispondere ad una telefonata senza numero, potrebbe voler dire non rispondere ad
un'offerta lavorativa!
Non solo, ma se non prestiamo attenzione alle telefonate che ci arrivano, se la maggior parte delle
aziende adotta questo sistema, sar impossibile ricontattarle quando troveremo sul nostro telefonino
una chiamata senza risposta!
Punto 63: Come rispondere alla convocazione
telefonica
Gli errori che pi frequentemente vengono commessi quando si riceve una convocazione per un
colloquio, sono quelli di farsi prendere dal panico e non organizzarsi nelle domande corrette da porre
al selezionatore e nelle informazioni necessarie che dovranno essere raccolte.
Cosa fare in caso di telefonata da parte di un'azienda?
Munirsi di carta e penna per annotare le informazioni! Se non le abbiamo a portata di mano, non
scandaloso chiedere un attimo per munirsene ed annotare il tutto! Se siete per strada o in generale non
avete la possibilit di prendere appunti, pu essere consigliabile richiedere al selezionatore di inviarvi
una mail riepilogativa con tutte le informazioni. Sar comunque basilare comprendere bene il nome
dell'azienda e come eventualmente ricontattarli! Nome dell'azienda, job title, data ed ora del
colloquio, indirizzo di dove recarsi per il colloquio, referente di cui chiedere, prove da sostenere e
tempo richiesto per il tutto. Se uno di questi elementi non dovessero esservi chiari, non esitate nel
richiederli nuovamente: spesso capita che la ricezione non sia ottimale o che il selezionatore non
scandisca bene il nome dell'azienda piuttosto che quello del referente! preferibile richiedere
un'informazione, piuttosto che rischiare di veder compromessa l'intera selezione.
Punto 64: Arrivare in orario al colloquio di
lavoro
Iniziamo col precisare sarebbe pi corretto affermare che bisognerebbe arrivare in anticipo.
L'ideale sar arrivare 10-15 minuti prima, non di pi, perch si potrebbero recare eccessivi fastidi
nell'occupare la reception ed inoltre si rischierebbe di dare l'impressione d'essere troppo ansiosi.
I vantaggi dell'arrivare in orario non sono solo quelli di trasmettere l'idea di persone puntuali, precise
ed affidabili, ma anche quelli di non arrivare agitati al colloquio. Arrivare in ritardo, di corsa,
stressati, non crea di certo i migliori presupposti: si finirebbe con l'essere nervosi ed agitati nel
colloquio e tutti questi nostri stati d'animo verrebbero inevitabilmente trasmessi anche al nostro
interlocutore.
Ma come fare per evitare ritardi?
Un primo consiglio potrebbe essere quello di verificare anticipatamente la correttezza dell'indirizzo e
la precisa ubicazione della sede, aiutandosi col supporto di alcuni siti di mappe stradali, potendo
calcolare l'itinerario da dover percorrere. Qualora se ne potesse avere il tempo, sarebbe consigliabile
effettuare anche un sopralluogo col mezzo di trasporto che si intende utilizzare, per verificare i tempi
necessari per arrivare o, nel caso ci si voglia recare in auto, le effettive possibilit di parcheggio in
zona. Ovviamente sar sempre preferibile muoversi in largo anticipo: meglio arrivare in zona con
mezzora di anticipo (presentandosi al colloquio sempre non prima di 15 minuti), piuttosto che in
ritardo e col fiatone!
Punto 65: L'importanza della prima impressione
Vi siete mai chiesti in quanto tempo ci facciamo una prima impressione di una persona che
conosciamo per la prima volta? Ebbene occorrono solo 8 secondi! E quella prima impressione,
inevitabilmente, si trasciner nel corso dell'intero colloquio, condizionando inconsciamente il
selezionatore nelle sue scelte. Questo fenomeno, che prende il nome di effetto alone, pu essere
volto a nostro favore.
Infatti dal momento in cui tali condizionamenti inconsci esistono, possiamo riuscire a condizionare il
nostro interlocutore. Come? Quali aspetti crediate possano essere valutati in 8 secondi? Sicuramente
pochi: l'abbigliamento, il modo in cui ci presentiamo, la stretta di mano. Nei punti successivi
analizzeremo questi tre aspetti nel dettaglio, ma la fondamentale premessa sar questa: non
riusciremo mai a dare una prima impressione positiva, se ci limiteremo a seguire i consigli in
maniera meccanica!
Non baster, ad esempio, sorridere stringendo la mano: qualora il sorriso dovesse essere forzato,
potrebbe ottenere un effetto controproducente! Bisogner sorridere non solo all'esterno ma anche
dentro di noi, vivendo la fase del colloquio conoscitivo soltanto come un evento positivo,
un'opportunit per conoscere una nuova persona e mettere in mostra la propria professionalit e le
proprie competenze.
Punto 66: L'abbigliamento
Presentarsi ad un colloquio in giacca e cravatta o in tailleur sicuramente il biglietto da visita ideale.
L'abbigliamento non dovr essere, tuttavia, eccessivamente elegante, ma sempre consono al contesto
lavorativo. In parole povere, per comprendere quale sar l'abbigliamento giusto per un colloquio,
chiedetevi come dovreste essere vestiti se doveste presentarvi al lavoro il vostro primo giorno, con un
tocco di eleganza in pi.
Ad esempio, se il colloquio dovesse essere per un posto in banca, la giacca e cravatta sar d'obbligo.
Ma se dovesse essere per un posto come magazziniere o nel settore IT come programmatore, forse
presentarsi con un abbigliamento eccessivamente elegante potrebbe apparire un po' fuori luogo, e,
paradossalmente, produrre effetti controproducenti!
Nel dubbio sar meglio tendere pi verso l'eleganza, che verso un abbigliamento eccessivamente
casual: infatti, nella maggior parte dei casi, un abbigliamento formale sar interpretato come un segno
di educazione e rispetto nei confronti dell'azienda e del selezionatore.
Inoltre, qualora ci si dovesse render conto di essere troppo eleganti, ci si potr sempre togliere la
giacca o la cravatta in un secondo momento; al contrario, se fossimo vestiti con un look casual,
renderci pi formali risulterebbe impresa ben pi ardua!
Saranno, infine, da preferire sempre colori sobri e classici.
Punto 67: La stretta di mano
La stretta di mano ideale quella forte e decisa, sorridendo e guardando negli occhi il selezionatore.
Una stretta di mano troppo morbida, trasmetterebbe l'idea di una persona timida, insicura o anche
poco interessata, con un atteggiamento di sufficienza.
Una stretta di mano eccessivamente energica, oltre a poter causare dolore al selezionatore,
trasmetterebbe eccesso di foga, eccessiva enfasi, scarso equilibrio, scarsa capacit di gestione dello
stress.
Non guardare negli occhi farebbe pensare a timidezza o falsit; non sorridere indicherebbe troppa
seriet, poca educazione, pessimismo.
Analizziamo alcune tipologie di strette di mano:
La stretta di mano fredda e sudaticcia: vi una spiegazione scientifica per la quale la
sudorazione aumenta quando siamo tesi: il sangue defluisce dalle cellule del derma, lo strato
sottostante l'epidermide, delle mani verso i muscoli delle braccia e delle gambe, preparandoci ad una
reazione della tipologia attacca o fuggi. Ne consegue un abbassamento della temperatura, che
comporter una sudorazione delle mani! Da qui, la stretta che ne potrebbe derivare potrebbe essere
sudaticcia e, di sicuro, da evitare. Sar consigliabile portare con s dei fazzoletti in tasca o, in
alternativa, avvicinare le mani ad una fonte di calore, in modo da poter aumentare la temperatura della
mano di circa 3-4 gradi.
La stretta di mano predominante: tenendo la propria mano in modo che il palmo sia rivolto verso il
basso. Questo gesto denota la volont di gestire l'incontro e, dato che in un colloquio di selezione il
rapporto non sar mai di superiorit, di certo da evitare.
La stretta di mano tipo morsa: rivolgendo il palmo verso il basso con un gesto deciso, seguito da
due o tre strette vigorose, comunica desiderio di dominare e di assumere il controllo del rapporto e,
nei casi di forza esercitata ancora maggiore, anche aggressivit ed eccessiva tensione! Assolutamente
da sconsigliare in qualsiasi occasione, rischiando anche di causare un dolore fisico alla controparte.
La stretta di mano sottomessa: tenendo la propria mano in modo che il palmo sia rivolto verso il
basso. Tale gesto conceder il predominio simbolico all'altro, lasciandogli il controllo e comunicando
che sar lui a gestire la situazione.
La stretta di mano paritaria: una stretta a morsa in cui entrambi i palmi restano verticali, questo
genera una situazione di parit e di reciproco rispetto perch nessuno dei due dimostra di voler cedere
di fronte all'altro.
Quale tipo di stretta di mano utilizzare? Di sicuro quella paritaria, soprattutto quando si ricoprono
gi dei ruoli di esperienza e con una maggior seniority, mentre, per i profili junior, in alcuni casi
potrebbe essere anche indicato adottare una stretta di mano sottomessa.
Punto 68: Il linguaggio non verbale
Troppo spesso nella comunicazione siamo concentrati e proiettati esclusivamente sulle parole che
utilizziamo, trascurando il linguaggio non verbale. Eppure, per quanto sorprendente, i linguisti
convengono ormai da anni su un dato piuttosto emblematico: la comunicazione verbale, intesa come
scambio comunicativo che riguarda il livello puramente semantico del messaggio, ossia il significato
letterale delle parole che compongono i messaggio stesso, incide solo nella misura del 7%!
Il linguaggio paraverbale, che incide nel 38% della comunicazione, indica la modalit con cui
usiamo la voce. composto da tono (voce monotona o variata), ritmo, volume, velocit, timbro. Tale
tipo di comunicazione permette di mettere in risalto un concetto rispetto ad un altro, ad esempio
attraverso un'intonazione di voce differente. Per tenere alta l'attenzione del selezionatore durante il
colloquio, sar bene evitare una voce monotona che risulti piatta, un volume di voce troppo costante,
troppe pause, che invece dovranno essere utilizzate strategicamente, per rafforzare i concetti chiave.
La comunicazione non verbale, che riguarda soprattutto i movimenti del corpo e la mimica facciale,
incide addirittura per il 55% della comunicazione, quindi potrebbe essere utile soffermarsi nel
curare alcuni aspetti di questa nostra comunicazione, anzich considerare solo quella verbale.
Punto 69: Il mirroring
Il mirroring (rispecchiamento) una tecnica molto efficace che pu aiutare ad entrare in relazione
empatica con l'interlocutore, al fine di ottenerne la fiducia e, pi in generale, un feedback positivo. Il
ragionamento di base che noi tutti tendiamo a valutare meglio ed avere maggior feeling con le
persone che pi ci assomigliano e nelle quali ci identifichiamo maggiormente. Di conseguenza, per
entrare maggiormente in empatia col selezionatore, dovremmo essere sulla sua stessa lunghezza
d'onda, il che significa utilizzare le stesse modalit comunicative: postura, gestualit, tono di voce,
sguardo, respirazione, pause, ritmo.
Tale tecnica dovr comunque essere utilizzata con la massima attenzione. Infatti nella postura e nel
modo di gesticolare, bisognerebbe utilizzare delle modalit piuttosto sottili, non facili per chi non sia
pratico di tale tecnica e che rischierebbero di farlo ricadere in una situazione ridicola di
scimmiottamento del selezionatore, con effetti che potrebbero essere catastrofici! Pi semplice ed
efficace sar utilizzare lo stesso tono di voce e lo stesso ritmo del selezionatore.
Se ad esempio il selezionatore parler velocemente e con un tono di voce alto, sar efficace adottare le
stesse sue modalit. Difficilmente entreremo in empatia comunicando con un tono grave e parlando in
maniera lenta e pacata!
Punto 70: La comunicazione efficace
Vi sono varie tecniche che possono consentirci di rendere la nostra comunicazione maggiormente
efficace. Andiamo ad analizzare alcune di esse e quali vantaggi offriranno.
Utilizzo delle pause: se vero che interrompendo la nostra comunicazione si potrebbe finire col
catturare l'attenzione negativa del selezionatore, altrettanto vero che il corretto utilizzo delle
pause, consente di attribuire maggior enfasi alle ultime parole pronunciate ed a quelle che si
pronunceranno dopo. La pausa servir per l' elaborazione del messaggio: non solo permetter di
elaborare quel concetto, ma, al tempo stesso, di pensarci su, riflettendo maggiormente sulle parole
pronunciate successivamente.
Marcare una parola o una frase: marcare in maniera pi decisa una parola o una frase, alzando ad
esempio il tono della voce o rallentando volutamente il ritmo della conversazione, scandendo le parole
in maniera pi chiara, aiuter di certo a catturare l'attenzione dell'ascoltatore! L'utilizzo di tale tecnica
sar di particolare efficacia quando si star esprimendo un concetto chiave fondamentale!
L'ordine di informazione (definito anche come gating o pi comunemente sandwich effect): le
prime e le ultime informazioni date saranno sempre quelle che resteranno maggiormente impresse
nella mente dell'ascoltatore, mentre si tender a sottovalutare le informazioni centrali. Quest'effetto
ben noto agli oratori ed ai politici che, ad esempio, concentrano le informazioni che vogliono far
restare nell'uditorio all'inizio ed alla fine dell' intervento.
Punto 71: Il colloquio di selezione: cosa fare
Il colloquio rappresenta la fase centrale e determinante della selezione e dovrebbe sempre essere
interpretato come un'occasione per illustrare e valorizzare le proprie competenze, dimostrando
di essere la persona giusta a ricoprire il profilo ricercato.
Prima di sostenere un colloquio dovrete raccogliere quante pi informazioni possibili sulla societ e
sulla mansione, prepararvi alle probabili domande del selezionatore e definire una lista di domande da
porre. Pu essere consigliabile portar con s un'agenda e chiedere di poter prendere appunti, in tal
modo ogni qual volta un punto sar trattato dal selezionatore, potrete depennare quella domanda dalla
lista e, qualora un argomento non sia stato toccato, si potrebbe richiedere di analizzare pi nel
particolare quel determinato aspetto. Porre delle domande al selezionatore, infatti, denoterebbe
senz'altro interesse nei confronti dell'azienda e proattivit (vedi punto 96).
Il candidato dovr dimostrarsi in sintonia con la cultura aziendale e suscitare interesse verso i propri
obiettivi, approfondendo gli argomenti verso i quali il selezionatore ha gi dimostrato interesse.
Infatti qualora si dovesse notare d'aver catturato l'attenzione del selezionatore, notandolo magari
annuire o dare dei chiari cenni di consenso, sarebbe da folli non dilungarsi sull'argomento e non
approfondirlo.
Bisogner mostrarsi predisposti a collaborare, fornendo informazioni sulle aziende nelle quali si
prestata in precedenza la propria attivit lavorativa.
Si dovr sempre cercare di mantenere riservatezza e lealt per il precedente datore di lavoro ed i
colleghi, cos dal non dare l'impressione di una persona polemica, che potrebbe assumere lo stesso
atteggiamento anche nei confronti della futura azienda, qualora successivamente non dovesse essergli
prolungato il lavoro.
Infine sar sempre bene ricordarsi d'essere brevi e concisi, regola fondamentale per una
comunicazione efficace.
Punto 72: Il colloquio di selezione, cosa non fare
Vi sono una serie di errori in cui spesso ricadono i candidati e che possono facilmente essere evitati.
Prendiamo in esame alcuni di essi.
Mai parlare di problemi personali. Il selezionatore potrebbe restare inconsciamente condizionato
dalla presenza di un evento scioccante come, ad esempio, l'aver superato una grave malattia, e tale
evento potrebbe monopolizzare la sua attenzione, influenzandolo nelle sue scelte. Tale fenomeno
prende il nome di Effetto Barnum ed comunque ben conosciuto dai selezionatori esperti. Toccare
tali argomenti finirebbe col dare un tono negativo all'incontro, in quanto il selezionatore potrebbe
pensare che siano stati volutamente inseriti nella comunicazione per creare dei condizionamenti nei
confronti della scelta. In tal caso, quindi, finirebbe comunque con l'esservi un condizionamento, ma in
negativo!
Mai introdurre l'argomento della retribuzione o della tipologia contrattuale. Sar sempre
preferibile evitare discussioni premature su tali argomenti: se ne parler al momento dell'offerta e
sar premura dell'azienda introdurre questo fondamentale argomento. Anticipare questi discorsi
vorrebbe dire minimizzare le proprie motivazioni, riducendole a puri calcoli economici.
Mai dare delle risposte affrettate. Converr ascoltare attentamente, assicurarsi di aver capito bene
ogni domanda prima di rispondere: sar molto meglio chiedere che venga riformulata la domanda,
piuttosto che parlare di argomenti totalmente differenti da quelli richiesti!
Mai mostrarsi indecisi. Bisogner sempre ostentare sicurezza nelle risposte che si daranno, senza
mai esitare e senza avere mai delle pause. Si rischierebbe di catturare l'attenzione negativa del
selezionatore, e sarebbe altamente probabile che ci vengano rivolte domande incalzanti che tentino di
indurci in qualche contraddizione, o semplicemente soffermarsi ed insistere su quel punto in cui
abbiamo mostrato esitazione (vedi punto 94).
Punto 73: Le domande pi frequenti
Per quanto possa sembrare sbalorditivo, possiamo prevedere dall'80 al 90% delle domande che
possono esserci poste in un colloquio di selezione! Immaginate di dover sostenere un esame e poter
avere la possibilit di conoscere preventivamente ben 8 o 9 domande su 10 di certo sarebbe un bel
vantaggio!
L'importante per tener sempre presente che le risposte non dovranno essere sempre uguali, ma
cambieranno in base al profilo ricercato ed alle competenze tecniche e trasversali richieste per
ricoprire quel determinato ruolo.
Inoltre indirizzarvi su di un tipo di risposta, non vuole di certo esortarvi a mentire in un colloquio!
Non vi sarebbe cosa pi sbagliata: infatti alla fine, dichiarando di avere caratteristiche e motivazioni
che nella realt non si possiedono, si andrebbe a ricoprire un ruolo che in realt non sarebbe quello da
noi realmente desiderato. Si finirebbe inevitabilmente col provare frustrazione ed insoddisfazione.
Inoltre un selezionatore esperto potrebbe notare alcune nostre contraddizioni e si rischierebbe di
compromettere la selezione!
Fatte queste dovute premesse, nei paragrafi successivi andremo ad analizzare quali saranno le
domande pi frequenti in sede di colloquio.
Punto 74: Ci parli di lei
Solitamente la prima domanda: classica domanda aperta, che cio non ci pone di fronte ad
un'alternativa, ma ci in teoria ci permette di parlare di ci che vogliamo.
Come rispondere: quando ci viene posta questa domanda, dobbiamo partire da una breve descrizione
del nostro percorso di studi, per poi soffermarci su quelle che sono le nostre esperienze lavorative, le
nostre competenze e le nostre aspirazioni e, soprattutto, le nostre motivazioni. In genere, la risposta
corretta dovrebbe essere la stessa data alla domanda: cosa dovrebbero sapere di me che possa servire
per ricoprire quel determinato ruolo?.
Punto 75: Come mai ha scelto quest'indirizzo di
studi?
Come rispondere: questa domanda pu rappresentare un primo ostacolo, soprattutto qualora gli studi
non dovessero presentarsi particolarmente coerenti col profilo ed il settore per il quale ci andremo a
candidare. In tal caso, qualora si sia sostenuto un corso professionalizzante o un Master proprio in
quel particolare settore, questo potr rappresentare il trait d'union tra la nostra laurea ed il settore
desiderato. Potrebbe essere efficace anche far riferimento ad alcuni testi letti o al confronto con
conoscenti che abbiano competenze in quel ramo o stiano proprio lavorando in quel settore.
Punto 76: Come mai si laureato cos tardi?
Nonostante rappresenti un dato oggettivo il fatto che la maggior parte dei laureati consegua il suo
titolo di studi fuoricorso, sar comunque altamente probabile sentirsi porre questa fatidica domanda!
Come rispondere: in tale fase del colloquio che possiamo far riferimento a tutte quelle esperienze
lavorative non indicate nel curriculum, in quanto brevi o non inerenti alla posizione per cui ci siamo
candidati, facendo presente come il ritardo sia dovuto alla nostra volont di iniziare a renderci
indipendenti dal punto di vista economico, per non gravare ulteriormente sul bilancio della nostra
famiglia. Si potr cos apparire agli occhi del selezionatore come responsabili e maturi, trasformando
un aspetto negativo (dato dal ritardo negli studi) in uno positivo. Assolutamente da evitare i problemi
personali o di natura familiare, anche quando abbiano realmente rappresentato per noi un ostacolo.
Solo qualora ci fosse espressamente richiesto dal selezionatore, (anche se questa domanda non sarebbe
da considerare di certo professionale), si potr far riferimento ai problemi da noi affrontati, ma
tenendosi volutamente sul generico e senza dilungarsi pi di tanto; anzi, se dovessero esserci fatte
domande pi specifiche, sarebbe preferibile minimizzare l'accaduto: sicuramente si otterrebbero
effetti decisamente opposti rispetto a quelli presi in considerazione al punto 72.
Punto 77: Si descriva in 3 aggettivi
Nelle varianti ci indichi tre suoi pregi, ci indichi tre suoi difetti, ci indichi tre suoi pregi e tre
suoi difetti, questa pu essere definita la classica domanda di un colloquio ed al tempo stesso
anche quella che pi mette in crisi i candidati.
Come rispondere: quale sarebbe la risposta esatta? Il presupposto sempre ricordarsi che vi sar una
risposta giusta per ciascuna selezione, quindi per ciascun ruolo all'interno di quella specifica funzione
aziendale, in quella specifica azienda, in quel particolare contesto e momento storico. Sar
sicuramente efficace la risposta che individui tre caratteristiche che possano essere necessarie ed
utili per quel determinato ruolo aziendale. Ad esempio, se ci si candida per una posizione di
contabile, indicare: preciso, serio ed ordinato sar una risposta efficace. Al contrario, per una
selezione in un ruolo commerciale, dove saranno richieste caratteristiche completamente diverse, dare
la stessa risposta, non avrebbe la stessa efficacia, ma sarebbe preferibile indicare tre aggettivi diversi,
ad esempio: dinamico, estroverso, proattivo.
Tuttavia, per evitare che il selezionatore possa risponderci bene, quindi lei non ha difetti? o per
evitare, in generale, di poter comunque apparire eccessivamente presuntuosi, sarebbe preferibile
aggiungere la seguente frase: naturalmente non ho solo pregi, anzi, proprio questo mio essere
dinamico, estroverso e proattivo, mi porta talvolta ad eccedere e possono diventare, in alcuni casi, dei
difetti. In tal modo anticipiamo qualsiasi critica (esplicita o implicita, conscia o inconscia) del
selezionatore, volgendo al negativo quelle caratteristiche, sottolineando, al tempo stesso, che tutto ci
avverr solo talvolta. Talvolta sar la parola chiave, in quanto ci permetter di evidenziare che
saremo sempre dinamici, estroversi e proattivi e solo in alcuni casi potremo eccedere. Per quanto
riguarda il primo esempio, dove avevamo optato per gli aggettivi preciso, serio e ordinato, potremo
dire che talvolta si diviene eccessivamente pignoli, troppo seri e alla maniacale ricerca del
particolare!
Punto 78: Come la descriverebbero i suoi
colleghi?
Come rispondere: questa domanda pu essere un prezioso assist fornitoci per riagganciarci a quelle
che possono essere le competenze trasversali richieste dal ruolo per il quale ci stiamo proponendo. Se
il tipo di attivit, ad esempio, dovesse richiedere un team working, una risposta efficace potrebbe
essere sicuramente molto disponibile e socievole, sanno che sono una persona sulla quale si pu
contare, chiunque pu avere un momento di difficolt, ma proprio in quei momenti che si deve poter
contare sul proprio collega! Se, di contro, il ruolo da ricoprire dovesse essere di tipo commerciale,
dove venissero richiesti orientamento al risultato e capacit di automotivarsi, una risposta efficace
potrebbe essere orientato al risultato, quando c' da raggiungere degli obiettivi, faccio sempre di
tutto per poter centrare l'obiettivo, senza mai demotivarmi o abbattermi nelle difficolt.
Punto 79: Il suo pi importante risultato
raggiunto?
Come rispondere: anche nel caso ci fosse posta tale domanda, bisogner sempre riferirsi alle
competenze trasversali richieste per quel il ruolo al quale ci stiamo candidando. Ad esempio si
potrebbe comprendere se l'attivit lavorativa sar maggiormente individuale o di gruppo, per
descrivere un risultato anzich un altro. Poniamo che l'attivit sia individuale ed il ruolo sia
commerciale, indubbiamente una risposta efficace sarebbe quella che ponga in risalto la nostra
capacit di raggiungere obiettivi personali, realizzati grazie alle nostre caratteristiche trasversali
(proattivit, gestione dello stress, predisposizione ai rapporti interpersonali).
E se invece fossimo alla prima esperienza lavorativa? Quale risposta converr dare? In tal caso si
potrebbe indicare il titolo di studio conseguito, sempre evidenziando le competenze trasversali che ci
avranno consentito di realizzare quel determinato traguardo.
Punto 80: Qual stato il suo pi grande
insuccesso?
Come rispondere: come per la domanda sui nostri pregi ed i nostri difetti (vedi punto 77), anche in
tal caso dovremo trasmettere al selezionatore questo dato fondamentale: siamo consapevoli del fatto
che nella vita, talvolta, si possano anche non realizzare degli obiettivi, ma ci che importante
trarre insegnamento dai propri errori, per migliorarsi, mettendosi sempre in discussione e potendo
aumentare le probabilit del raggiungimento dei risultati voluti in futuro. Potrebbe di sicuro essere
efficace citare una situazione lavorativa dove, pur mettendo tutto se stessi e lavorando con passione,
non si sia riusciti a raggiungere quel risultato voluto, ma, cambiando il proprio metodo e provando a
modificare qualche atteggiamento sbagliato, saremo poi riusciti dove precedentemente avevamo
fallito.
Se, ad esempio, ci stessimo candidando per una posizione impiegatizia, in un ufficio dove sar
richiesta una forte propensione al lavoro di gruppo, potrebbe convenire descrivere come non si sia
riusciti a raggiungere un risultato di gruppo e, successivamente, si sia identificato il mancato
raggiungimento con un atteggiamento errato che, quando stato rimosso e cambiato, ci ha permesso
di sviluppare maggiormente il team working del nostro ufficio.
Punto 81: Ci descriva una situazione critica in
cui si trovato come riuscito a
fronteggiarla?
Come rispondere: questa domanda pu risultare un grande assist fornito dal selezionatore per far
emergere quelle nostre competenze trasversali che riteniamo possano essere utili per quel ruolo.
Facciamo, come al solito, un esempio: ci candidiamo per una posizione come addetto vendita;
sicuramente saranno richieste: ottima predisposizione ai rapporti interpersonali, team working e
gestione dello stress. Quando ci verr posta questa domanda, la nostra abilit sar nel dare una
risposta che faccia rientrare queste caratteristiche nella nostra capacit di affrontare una situazione
critica. Quindi se dovessimo descrivere una situazione critica, andremo a raccontare un momento di
difficolt affrontato dal gruppo (team working) per raggiungere un determinato obiettivo, alla
scadenza di un determinato termine (gestione dello stress), risolto grazie alle nostre capacit
relazionali! Se siamo alla prima esperienza lavorativa, un consiglio potrebbe essere quello di riferirsi
magari ad un esame sostenuto particolarmente difficile, che siamo riusciti ad affrontare sempre grazie
alle nostre competenze trasversali, ad esempio magari creando un gruppo di studio, riuscendo a gestire
lo stress e a relazionarci in maniera ottimale nei confronti dei nostri compagni di studi.
Punto 82: Perch vuole ricoprire questo ruolo?
Ha presente quali saranno le difficolta?
Domanda che mira a comprendere quanto il candidato abbia presente il ruolo preciso che andrebbe a
ricoprire in azienda e le singole mansioni che dovrebbe eseguire, in particolare se consapevole di
quali difficolt potrebbero sorgere nello svolgere quel determinato lavoro (elevata gestione dello
stress, orari e ritmi di lavoro stressanti, necessit di lavorare per obiettivi...).
Come rispondere: spesso il candidato, soprattutto se junior o alla prima esperienza, pu presentare
qualche esitazione nella descrizione e questa sicuramente una tra le domande alle quali si
applicherebbe quella del punto n.94. Sarebbe comunque sempre preferibile che il candidato si sinceri
effettivamente di quali siano le mansioni da ricoprire dal punto di vista pratico e non solo teorico e
soprattutto in che misura incidano le singole attivit che dovranno essere svolte. Pu essere, in tal
caso, opportuno anche anticipare la domanda, chiedendo al selezionatore delle informazioni pi
specifiche in tal senso.
Punto 83: Quale ruolo le piacerebbe davvero
ricoprire all'interno di questo settore?
Oppure anche guardi, all'interno della nostra funzione attualmente sono scoperti due ruoli, quello
di selezionatore e quello di addetto all'amministrazione del personale, a lei quale interesserebbe?
Come rispondere: In entrambi i casi, aprirsi a pi opzioni o, come nel secondo caso, dire che
entrambi ci piacerebbero, non ci permetterebbe di avere pi possibilit, ma, come spiegato nel punto
8, le farebbero totalmente sparire in entrambe le posizioni!
Sar quindi obbligatorio puntare su di un solo ruolo, quale? Sulla scelta incideranno due fattori
concomitanti.
Da un lato, il ruolo che pi vi piacerebbe ricoprire, che dovr per essere collegato anche a quale di
quei ruoli vi permetter di avere maggiori possibilit di inserimento e/o di crescita. Dalla
combinazione di questi due fattori, il cui peso sar, chiaramente, soggettivo, dovr necessariamente
scaturire la vostra scelta, sulla quale sar fondamentale essere sicuri e decisi in sede di colloquio.
Punto 84: Ha presente quali saranno le singole
mansioni che dovr ricoprire?
Come rispondere: di grande aiuto ci sar l'inserzione a cui abbiamo risposto. Infatti, se ben scritta,
preveder la presenza di tutti i dati pi importanti (vedi punto 51) in alternativa o per integrare quelle
informazioni, avvalersi di notizie reperibili sul web, come consigliato in precedenza (vedi punti 54, 55
e 56).
Punto 85: Ha presente quale sia il nostro
organigramma aziendale? Cosa conosce in
termini organizzativi della nostra azienda?
Come rispondere: (vedi punto 13) mettere in mostra le conoscenze sull'organizzazione aziendale, su
quali funzioni punta l'azienda e ricollegarsi a quelle che sono mission, vision e valori aziendali (vedi
punto 54), dati emblematici (fatturato dell'anno precedente), progetti e risultati importanti ottenuti
dall'azienda. Mostrarci preparati su questa domanda, comporter un rafforzamento delle motivazioni
ricollegate alla domanda perch vorrebbe lavorare proprio da noi?(vedi punto 89).
Punto 86: Ci descriva la sua giornata tipo nella
sua precedente attivit lavorativa o Ha
presente quale sar la sua giornata tipo da noi?
Come rispondere: (vedi punto 15) elencare le attivit in ordine di importanza, specificando quanto
tempo dedicare ad ognuna di esse, dividendole per fasce orarie, facendo emergere le proprie capacit
organizzative. Sottolineare, inoltre, la consapevolezza del fatto che su tali programmi bisogner avere
la flessibilit di modificarli in base alle priorit che, in un'attivit lavorativa, potranno sempre
modificarsi in base all'andamento della giornata.
Punto 87: Si troverebbe a disagio con colleghi
pi giovani?
Come rispondere: (vedi punto 12) far presente che la cosa non vi metterebbe assolutamente a
disagio: anche se alcuni colleghi sono pi giovani, avendo comunque maturato una maggior
anzianit aziendale, sarebbe per voi naturale che occupino delle posizioni paritarie alle vostre o
anche pi alte in azienda. Potreste anche aggiungere che nella vita privata abbiate molti amici
pi giovani con i quali avete instaurato ottimi rapporti da anni.
Punto 88: Quanto importante per lei lavorare
in un ambiente di lavoro piacevole?
Come rispondere: (vedi punto 11) a prescindere da quale sia l'effettivo clima aziendale, nessuna
azienda parte dall'idea di creare volutamente un ambiente di lavoro poco piacevole, quindi converr
rispondere sempre che per noi quest'aspetto sar fondamentale e che faremo di tutto per contribuire a
rendere l'ambiente di lavoro il pi piacevole possibile, sia collaborando e mostrando la massima
disponibilit con i nostri colleghi, sia cercando occasioni per far gruppo.
Punto 89: Perch vorrebbe lavorare proprio
con noi?
Come rispondere: In questo caso andrebbe data una risposta che faccia comprendere quanto siano
davvero forti le nostre motivazioni non solo a ricoprire quel ruolo, ma proprio in quella specifica
azienda. Se, infatti, ci si dimostrasse interessati solo a ricoprire quel ruolo, si potrebbe giustamente
obiettare che questo potrebbe essere fatto presso qualsiasi azienda, quindi, perch vorreste lavorare
proprio con loro? In tal caso bisogna individuare quali sono i vantaggi competitivi di quell'azienda e,
cio, in cosa, nello specifico, quell'azienda si caratterizza sul mercato. Ovviamente se l'azienda
dovesse essere leader nel settore, sar facile individuare in questo la motivazione: strutturare, cio, il
seguente ragionamento: il mio lavoro ideale questo, il ruolo che mi piacerebbe ricoprire dove
posso mettere a frutto le mie competenze tecniche e le mie competenze trasversali questo voi siete
l'azienda leader nel settore, quindi per me l'optimum sarebbe lavorare proprio con voi! Questa
risposta non sar altrettanto efficace qualora ci si rivolgesse ad un'azienda che medio-piccola e non
occupa certo la posizione di leader del mercato. Tuttavia ogni tipo di azienda ha i suoi pro e i suoi
contro, ad esempio, una realt pi piccola, potr permetterci di non essere considerati soltanto un
numero e, contemporaneamente, consentirci di seguire maggiormente anche altre fasi del processo
produttivo, inoltre, soprattutto se a carattere familiare, potrebbe permetterci anche di lavorare in un
ambiente di lavoro totalmente differente, in teoria maggiormente improntato sui rapporti umani
rispetto ad una multinazionale. Invece una realt multinazionale e molto pi strutturata, comporter,
nella maggior parte dei casi, una maggior specializzazione, relativa esclusivamente a quel particolare
settore e la possibilit di un piano di carriera pi lungo ed articolato. (Vedi punti 55, 56 e 85).
Punto 90: Come si vede da qui a 5 anni?
Come rispondere: questa domanda fatta essenzialmente per due motivi, comprendere quali sono le
ambizioni del candidato e quanto effettivamente vorr restare in quel settore ed in quell'azienda. Non
sempre la risposta migliore sar a capo del personale! Anzi, forse sarebbe preferibile evitare di
rispondere in questo modo. Se vero, infatti, che talvolta molta ambizione pu essere apprezzata dal
selezionatore, altrettanto vero che manifestarne troppa spesso e volentieri controproducente.
Non detto che vi siano concrete possibilit di avere maggiori responsabilit all'interno di
quell'azienda e per di pi spesso e volentieri si selezionati anche da chi dovr essere il nostro
superiore gerarchico in azienda: quanto credete possa essere contento di selezionare una persona che
ambisce ad occupare il suo posto?
Quale sar allora la risposta ideale? Spero sempre all'interno della vostra azienda, avendo per
maturato una sensibile crescita professionale.
Punto 91: Ha presente dov' la nostra
location?...,Potrebbero sorgere dei problemi
per la distanza?
Come rispondere: (vedi punto 10) Far capire che le distanze non rappresentano alcun problema, se
gi in passato si sono ricoperti ruoli in aziende distanti dalla propria abitazione, sarebbe sicuramente
efficace farlo presente in questa fase del colloquio a supporto delle proprie affermazioni. In
alternativa, se la sede della facolt dov'eravate iscritti fosse stata distante dal vostro domicilio, lo si
potrebbe essere efficace farlo presente proprio in tale fase del colloquio.
Punto 92: Perch dovremmo scegliere proprio
lei?
Come rispondere: questa la classica domanda dove far emergere quelle che sono le nostre
motivazioni nel ricoprire quel determinato ruolo in quell'azienda! La risposta efficace sar: perch
sono davvero motivato nell'intraprendere un'attivit lavorativa in un'azienda strutturata quale la
vostra! Bisogner, cio, battere sulla propria motivazione. In altre parole non dovreste trasmettere il
messaggio prendete me, perch sono pi bravo! ma, al contrario, prendete me, perch rispetto a
tutti gli altri candidati, io sono quello pi motivato! E se il selezionatore volesse approfondire la
vostra motivazione, probabilmente utilizzer la domanda al punto 89.
Punto 93: Quali caratteristiche crede siano
necessarie per ricoprire questo ruolo?
Come rispondere: qualora dovesse esserci posta questa domanda dobbiamo dimostrare di avere una
chiara consapevolezza di quelle che sono la job description ed il candidate profile ricercati.
In tal caso non dovremo indicare solo le caratteristiche che riteniamo di possedere, ma essere il pi
obiettivi possibili, rifacendoci automaticamente alle informazioni ricevute nell'inserzione di lavoro e
nel corso del colloquio. Qualora queste non fossero presenti, ci si dovr rifare a quelle che sono le
mansioni che spettano al ruolo per il quale ci candidiamo, alle competenze trasversali che
bisognerebbe possedere per ricoprire quel ruolo. Ad es. se nella job description vi fossero poche
informazioni e nel corso del colloquio non si fosse fatto riferimento alle competenze trasversali,
chiaro che un commerciale dovr possedere propensione ai rapporti interpersonali e capacit nel
lavorare per obiettivi.
Punto 94: Ne davvero sicuro?
Come rispondere: una domanda che ci rivolgeranno probabilmente ogni qual volta possano vederci
anche parzialmente esitare nelle nostre risposte. Chiedere, con tono magari severo e sguardo dubbioso,
se si davvero sicuri di quello che si detto, potrebbe spingere il candidato, soprattutto se ha
mentito o ha omesso qualche informazione, a credere di essersi tradito con qualche atteggiamento
(linguaggio paraverbale e non verbale) o semplicemente contraddetto con qualche ragionamento. In
tal caso, bisognerebbe sempre ostentare sicurezza e credere davvero in ci che si afferma.
Punto 95: Quale sarebbe la sua RAL
desiderata?
Come rispondere: abbiamo gi esaminato nel punto 61 quanto poco convenga sbilanciarsi sulla RAL
desiderata e quanto si possa condizionare negativamente la decisione finale. Quindi come rispondere a
questa cruciale domanda? Se gi si lavora, indubbiamente indicare come RAL di partenza quella
attualmente percepita o, se si ricopre gi magari da un paio di anni quella posizione, poter chiedere un
increase retributivo intorno al 10% (es. stiamo percependo una RAL di 30.000 , si potrebbe valutare
di cambiare per una di 33-34.000 ).
Se invece ci troviamo alla prima esperienza lavorativa ed abbiamo solo esperienze di stage, si potr
fare riferimento a quelle che sono le valutazioni medie di mercato o alla RAL prevista dal CCNL di
riferimento per il ruolo e le mansioni che si andrebbero a ricoprire.
Punto 96: Ha delle domande da porci?
Porre delle domande al selezionatore pu essere indice di interesse per la posizione e per l'azienda e,
naturalmente se l'argomento non stato precedentemente esaminato in sede di colloquio, far
sicuramente migliorare la nostra valutazione. Tuttavia ci non deve indurre il candidato a porre
domande inutili o scontate. Bisogner, quindi, esaminare bene tutti i dati che ci sono stati indicati dal
selezionatore, per poter valutare se approfondire alcuni argomenti, quali ad esempio le criticit che
potrebbe prevedere quel ruolo o le motivazioni che hanno portato all'aprirsi di quella posizione
(licenziamento, dimissioni, riassetto societario, start-up).
Un consiglio potrebbe anche essere quello di prendere appunti nel corso del colloquio, non solo
denoterebbe spiccate capacit organizzative, ma permetterebbe di poter immagazzinare meglio tutti
gli input forniti dal selezionatore (vedi punto 71).
Punto 97: Le faremo sapere
Classica frase di chiusura di un colloquio, per molti candidati divenuta quasi un incubo. Ma dietro
questa formalit, cosa si cela? Quali sono generalmente i tempi di una selezione? Appare scontato che
questi varieranno in base ai singoli casi, tuttavia vi saranno una serie di elementi che potrebbero gi
farci comprendere quanto eventualmente dovremmo aspettare un feedback da parte dell'azienda,
prima di iniziare ad accantonare le nostre speranze. Innanzitutto nella stessa inserzione spesso viene
scritto che la selezione avr carattere d'urgenza ed in quei casi chiaramente i tempi saranno
sicuramente pi stretti, per intenderci potr trattarsi di giorni, al massimo una settimana. Altri
elementi dovrebbero emergere in sede di colloquio, dalle informazioni che ci saranno fornite dal
selezionatore o da eventuali nostre domande sui tempi della selezione. I tempi medi per una decisione
saranno comunque mediamente sempre tra l'una e le due settimane. In alcuni casi pu anche essere
consigliabile ricontattare il selezionatore, soprattutto se dovesse trattarsi di un'Agenzia per il Lavoro.
In tal caso, infatti, la decisione spetter sempre al cliente finale, quindi la pressione eventualmente
esercitata sull'agenzia (che funger da intermediatrice nella trattativa eventuale) non
necessariamente arriver anche all'azienda nella quale si andrebbe eventualmente inseriti.
Punto 98: Come gestire la fase post-colloquio
Talvolta lo stesso selezionatore a chiederci di inviare un feedback del colloquio via mail.
Indubbiamente questa richiesta da valutarsi come un elemento decisamente positivo: probabile il
nostro profilo sia piaciuto e vorrebbero comprendere quali siano le nostre effettive motivazioni. In tal
caso potrebbe essere appropriato un format del tipo:
Egregio Dott. Bianchi,
in merito al colloquio sostenuto ieri presso la Vostra sede, Le confermo il mio forte interesse per la
Vostra azienda e le mie grandi motivazioni nel poter ricoprire la posizione da Voi ricercata.
Nella speranza che anche il vostro feedback sia stato positivo, la saluto cordialmente.
Paolo Rossi
Abbiamo precedentemente disquisito sull'opportunit di ricontattare il selezionatore, per poter
comprendere in che stato versi la selezione. In tal caso si potrebbe anche bluffare affermando che si
ricevuta un'altra offerta e si vorrebbe sapere come orientarsi nella eventuale scelta. Nella peggiore
delle ipotesi, se non altro, quanto meno si otterrebbe comunque una risposta, anche se negativa.
Punto 99: Che contratto stanno proponendo?
Abbiamo gi esaminato nel punto 58 quali siano le principali tipologie contrattuali. Tuttavia quando
in sede di colloquio ci proporranno la loro offerta, difficilmente il selezionatore e/o il referente
aziendale ci parler di retribuzione lorda annua, quasi mai di netto in busta paga, ma nella maggior
parte di lordo mensile. Sar bene, quindi, rifarsi sempre alla RAL (retribuzione annua lorda) ed al
CCNL di riferimento.
Sulla maggiore appetibilit di un contratto a tempo indeterminato sar inutile soffermarsi, tuttavia
non sempre un contratto a progetto sar meno conveniente di un contratto a tempo determinato, ma si
dovranno sempre prendere in considerazione una serie di fattori, dalla retribuzione alle agevolazioni
previste. Bisogna sempre prestare la massima attenzione, infine, a tutte le clausole contrattuali
previste, in particolare quelle per le quali sar prevista una firma apposita (clausole vessatorie) in
quanto contenenti delle condizioni particolarmente svantaggiose per la controparte, tali da richiedere
un'apposita firma per la loro approvazione. Il consiglio, in generale, di non firmare mai nessun
contratto, chiederne una copia e farla prima leggere al proprio legale di fiducia.
Punto 100: Su cosa possiamo contrattare?
Non sempre l'offerta proposta dall'azienda non permetter una richiesta di rilancio da parte nostra.
Ovviamente tutto ci comporter notevoli rischi, tuttavia, se gi stiamo ricoprendo un ruolo e non
vogliamo cambiare per una retribuzione inferiore o per condizioni in generale meno vantaggiose o se
dovessero proporci delle condizioni che, nonostante non stessimo lavorando, comunque non
prenderemo in considerazione, nulla vieta di richiedere all'azienda che l'offerta venga aumentata.
Se stiamo sostenendo una selezione con un'Agenzia per il Lavoro presso una loro azienda cliente,
questo lavoro sarebbe dovuto esser fatto a monte da un buon selezionatore, che avrebbe prima dovuto
sondare nello specifico quali fossero le vostre richieste minime.
Qualora ci non sia stato preventivamente fatto o qualora le condizioni proposte dall'azienda
dovessero aver subito delle modifiche, il ruolo del selezionatore dell'agenzia, sar anche quello di
mediare tra candidato e azienda, riuscendo a trovare un accordo tra le parti. Quindi avvalersi dell'aiuto
del selezionatore potrebbe rappresentare la soluzione migliore.
Punto 101: Essere sempre se stessi
L'ultimo consiglio potr anche sembrare un paradosso, ma determinati discorsi affrontati
precedentemente, non devono assolutamente essere equivocati: non bisogner mai cercare di far
propri dei valori che non si hanno, voler mostrare caratteristiche o competenze tecniche e/o
trasversali che non in realt non si posseggono, quando in realt caratterialmente siamo proprio
l'opposto!
Valorizzare le proprie competenze e caratteristiche, omettendo e sorvolando su quelli che sono i
propri difetti o le proprie lacune cosa ben diversa dal fingere di essere quello che non si ! Agli
occhi del selezionatore esperto appariremo sicuramente falsi e forzati, compromettendo
inevitabilmente le nostre chance di riuscita! Essere se stessi sar, quindi, sempre quel valore
aggiunto se avremo la capacit di saperci valorizzare e riusciremo a comunicare in maniera
chiara ed efficace, facendo trasparire tutta la nostra sicurezza e le nostre motivazioni!
101 CONSIGLI UTILI PER TROVARE LAVORO
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