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III LE ORIGINI DEL MONDO INTERNO

Freud era un darwiano e riteneva che i disturbi psichici trovassero la spiegazione migliore nelle loro origini
infantili e come il sistema nervoso, nella malattia mentale, regredisca a modalit primitive di
funzionamento. Da una parte esso suggerisce che molte delle nostre paure e delle nostre fantasie, dei
nostri dubbi e delle nostre difficolt siano resti di fasi anteriori allesistenza, fasi che non pertengono pi ala
mondo adulto nel quale ci troviamo; daltra parte esso ci indirizza ad una nuova consapevolezza e a una
tolleranza nei confronti del bambino interno che continua a vivere nellinconscio e a influenzare i nostri
pensieri e le nostre azioni adulte.
Le caratteristiche della psicologia adulta normale che emergono dalla condizione indifferenziata del
neonato sono:
un saldo senso di s, una stabile discriminazione di s dagli oggetti, la capacit di tollerare lintimit come
anche la solitudine, di regolare e modulare la propria vita emotiva, un sentimento di sicurezza e di
autostima di base ecc.
E che le difficolt delladulto trovano le proprie redici nei disturbi verificatisi nelle prime fasi della vita
mentale.

PRELIMINARI
Stadi versus fasi
Nei suoi primi scritti Freud (1905) asser che lo sviluppo psicologico composto di pi stadi (orale, anale,
fallico, genitale.) che gli individui attraversano sulla strada che li conduce alla maturit, e che la patologia
nasce da un arresto in corrispondenza di uno di questi stadi.
La psicoanalisi moderna ha modificato questo modello in molti importanti aspetti:
1. Non si pu identificare ogni stadio con un particolare organo o con una zona erogena ( basta
osservare le manipolazioni e gli sguardi reciproci della madre e del neonato per capire che il mondo
del neonato tanto tattile e visivo quanto orale);
2. Le preoccupazioni, le aspirazione e le paure del bambino fallico di tre anno possono essere ritenute
solo banalmente centrate sul piacere e lorgoglio di possedere i propri genitali e sul timore di
perderli.
3. Lidea che a et determinate si verifichino periodi sensibili ampiamente discutibile. (si dice che
la fase anale si svolge nel secondo anno di vita e che riflette la capacit di controllo e la tendenza
ad opporsi ai genitori, ma a quattro mesi il bambino pu dire no con lo sguardo, a sette mesi con i
gesti, a quattordici scappando via e a due anni mediante il linguaggio.
forse utile allora pensare con il concetto di epigenesi proposto da Erikson (1968) che dice:
1. Lo sviluppo non predeterminato, bens costituisce il risultato di uninterazione fra lindividuo che
si sviluppa e il suo ambiente;
2. Sono possibili molti diversi percorsi evolutivi, solo alcuni dei quali riescono a dispiegarsi
completamente in ciascun ambiente determinato;
3. Degli stadi non ha senso dire n che si superano n che ci si arresta ad essi; bens essi
rimangono attivi come fasi o linee di sviluppo che durante lintera vita, possono essere riattivate
in situazioni stressanti;
4. Limpatto dei traumi ambientali perdura per tutto il ciclo di vita.

Oggetti interni (o archetipi) versus tabula rasa.
Freud (1914) postulava che gi il bambino piccolo fosse in qualche modo consapevole delle relazioni intime
fra genitori (la scena primaria), della castrazione e della seduzione edipica.
La Klein e la Isaacs estesero questa idea asserendo che il bambino possiede una conoscenza funzionale
innata del seno, del pene, delluretra ecc. che dirige e d forma alle sue esperienze, tanto alle pi
precoci quanto alle successive.
Freud si rese conto che gli oggetti interni non sono solo innati ma costituiscono anche rappresentazioni, per
il tramite dellidentificazione dellinteriorizzazione, delle relazioni in cui lindividuo esposto. Lombra
delloggetto cadde cos sullIo e il carattere dellIo un sedimento degli investimenti oggettuali
abbandonati, consente in s la storia di tali scelte doggetto. La sua nozione di Super-Io come
rappresentante interno delle proibizioni genitoriali ne lesempio pi evidente.
[La scuola delle relazioni oggettuali] Fairbairn (1952) e Bowlby (1988), hanno adottato un approccio inter-
psichico o transpersonale, secondo il quale la natura delloggetto interno una rappresentazione del
comportamento delloggetto, che viene impressa, sullo schermo vuoto o tabula rasa della mente del
bambino che cresce.
Padel (1991) specifica che ci che viene interiorizzato non un oggetto (una madre o un pene) bens
una relazione.
Bion (1962, 1970) assume una posizione intermedia e conferisce importanza tanto ai fattori intrapsichici
quanto ai fattori interpsichici. Egli ritiene che la funzione nutritiva del seno abbia la capacit di
trasformare un potenziale pensiero del bambino in una fantasia reale o oggetto interno.

La natura della memoria.
Per la scienza cognitiva Tulving (1985) distingue:
a) una memoria procedurale, ossia una rappresentazione non verbale del mondo in cui appena nati
gli altri ci trattano, analogia allidea Kleniana di ricordi di sensazioni fisiche;
b) Un amemoria semantica che consiste nei modelli di comportamento interattivo, o script, secondo
i quali siamo stati allevati;
c) Una memoria episodica che contiene gli eventi reali che siamo in grado di richiamare.
Gli eventi e le relazioni precoci influenzano il modo in cui sperimentiamo e ci relazioniamo al mondo in
generale (memoria semantica). Per esempio, le manifestazioni comportamentali dellamore sessuale
contengono trace del comportamento del neonato: sguardo reciproco, contatto tattile, suzione, intensa
ansia da separazione cos le fantasie, e dunque il transfert, danno forma allintera vita adulta, in specie nei
momenti di maggiore intensit emotiva. In condizioni normali ci arricchisce e approfondisce le emozioni.

Il bambino clinico e il bambino osservato.
Occorre notare che la prima infanzia ha costituito, fino ai tempi recenti, una sorta di tabula rasa sul quale i
teorici hanno proiettato le proprie preoccupazioni e ideologie. solo grazie alle recenti ed accurate
osservazioni dellinterazione precoce fra bambino e genitore che il ambino osservato a differenza del
bambino clinico ha potuto rispondere ai suoi teorici e scrollarsi di dosso alcune delle loro inesattezze.

LA FASE PREEDIPICA O DIADICA
Preedipica o diadica?
Per Freud (1915-17) il complesso edipico era il nucleo delle nevrosi, e la civilt costruita intorno alla
difesa contro i desideri incestuosi inconsci.
Kernberg (1984) e alcuni kleniani estendono questo modello di conflitto alla prima infanzia, dove pure si
ritrova una lotta fra lamore che il bambino porta verso coloro che lo accudiscono e lodio che prova
quando essi si assentano. A loro parere, lessenza della civilt non sta nella difesa contro lincesto, bens
nella difesa contro la psicosi.

Le prime settimane di vita: autismo o simbiosi.
Freud metteva in parallelo so stato del neonato con quello di un pulcino nel suo guscio: un sistema
psichico isolato dagli stimoli del mondo esterno, che pu soddisfare da s autisticamente narcisismo
primario.
Certo, il neonato auto centrato, ma la ricerca ha mostrato che egli partecipa attivamente allambiente
diadico e che capace di distinguere la voce, lodore e il volto di sua madre da quelli degli altri fin dalle fasi
pi precoci. A parere di Freud, i sentimenti primitivi di bont sono correlati al narcisismo primario. Egli
immaginava che il narcisismo primario perdurasse sotto forma di Io ideale, che d forma ai valori, alle
mete e alle ambizioni di ciascuno, pi tardi fusi insieme nel Super-Io.

Il modello Klein-Kernberg della primissima infanzia.
Freud riteneva che la mente del neonato fosse fatta di Es allo stato puro, che mancasse di un Io tramite il
quale relazionarsi con il mondo. La Klein invece riteneva che tanto un Io primitivo quanto primitive relazioni
oggettuali fossero presenti fin dalla nascita. Il bambino si imbatte in due esperienze contraddittorie:
sensazioni di buone di saziet e di nutrimento, e sensazioni cattive associate alla separazione,
allabbandono. Sono queste sensazioni a costituire il nucleo dei sentimenti di amore e odio, Eros e
Thanatos. LIo primitivo separa il buono dal cattivo. Il neonato introietta e si identifica con le esperienze di
me buono, mentre scinde e proietta allesterno le sensazioni cattive. In tal modo il mondo esterno un
riflesso del mondo interno. Il bambino sente ogni esperienza come il risultato dellazione di oggetti. In
questo modello, la scissione un fenomeno dal doppio aspetto. Da un lato, una difesa necessaria, che
rende possibile il sorgere di un senso nucleare di valore e bont del s, non contaminato da sensazioni
cattive di collera e delusione. Dallaltro, la scissione pu costituire un freno per lo sviluppo qualora, a causa
di negligenze, incoerenze o abusi da parte del genitore, sia impossibile accedere a questa funzione
detossicizzante del seno, e/o qualora i sentimenti cattivi siano eccessivi e non sia possibile reintegrarli.
Nella posizione schizzo-paranoide, il bambino della Klein dominato dallinvidia, dalla collera e dalla
frustrazione. Essa sosteneva che questo stato fosse controbilanciato dalla posizione depressiva: nel
momento in cui il bambino si rende conto di odiare e temere proprio colei che ama e da cui dipende, il
buono e il cattivo, lamore proprio di colei che ama e da cui dipende, il buono e il cattivo, lamore e lodio si
fondono, e la colpa e la depressione associata a questa consapevolezza sono di sprone alla riparazione e
alla creativit. Il gioco di queste due posizioni perdura per tutta la vita.

Modelli interpersonali della primissima infanzia.
In contrasto con il modello kleniano, la prospettiva interpersonale mette laccento sullemergere del s e
dei significati prelinguistici a partire dalla matrice diadica del neonato e del genitore.
Fibra dice che il trauma fondamentale lindifferenza materna, il non essere conosciuti intimamente, ci
che pu risultare, per esempio, da una depressione della madre. Il bambino pu immaginare che:
a) Sia stato il suo amore a distruggere i sentimenti della madre risposta schizoide;
b) O sia stato il suo odio a cancellarli del tutto reazione depressiva.
Winnicott (1965) e Sten (1985) ritengono che un saldo senso di s consegua dallhandling materno.
Lholding comincia molto prima della nascita con la preoccupazione materna primaria ( i pensieri sul
nasciturno assumono un grande rilievo nella mente conscia e inconscia della madre. Il bambino diviene un
recipiente per le proiezioni genitoriali oltre che una fonte di proiezioni.
A parere di Kout, il "narcisismo sano" sorge dal "rispecchiamento empatico" della madre (o dell'analista)
che nutre, ci che conduce alla formazione di un oggetto-S nutriente" interiorizzato, che non si estingue
quando l'amore oggettuale sostituisce l'amore di S, ma di cui piuttosto si continua in qualche modo ad
aver bisogno per tutta la vita. L'autostima basata sulla reciprocit e sull'esclusivit della dedizione e delle
attenzioni di madre e bambino.
Gli autori interpersonali operano una distinzione pi netta di quella kleniana fra sviluppo normale e
anormale. La Klein riteneva che si verificasse di continuo un movimento dalla scissione allintegrazione, dal
terrore e dalla precariet della posizione schizo-paranoide alla tristezza sana della posizione depressiva. Gli
interpersonali tendono a interpretare queste difese primitive non come una risposta normale allangoscia
infantile, comunque inevitabile e difficilmente gestibile, e che viene poi lenita e integrata grazie ad un
adeguato accadimento genitoriale (parenting), ma come una manifestazione patologica della lotta per la
sopravvivenza di fronte a un parenting inefficace e ripetutamente traumatico. Sebbene partano da
premesse opposte per la Klein, le esperienze buone vengono dallesterno e quelle cattive dallinterno; per
gli interpersonali, il bambino innocente viene corrotto da un ambiente deficitario i due modelli non
assumono, nella pratica, posizioni cos distanti. I kleniani ritengono che un buon parenting possa mitigare le
tendenze innate alla scissione, mentre gli interpersonali e gli psicologi del S mettono laccento sul fatto
che un parenting inadeguato a generare la scissione e le altre difese primitive. Dato che il mondo reale
sia buono sia cattivo, e il neonato gi in grado di provare tanto odio quanto amore, entrambe le teorie
portano in s intuizioni apprezzabili.