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Cartesio e la fondazione del razionalismo

Partito da una posizione di radicale scetticismo (dubbio iperbolico) Cartesio approda ad ununica grande certezza (quella della propria esistenza come essere pensante: io penso dunque sono) sulla quale fonda il suo intero edificio filosofico. La fondazione della filosofia nella soggettivit pensante una delle svolte fondamentali della filosofia moderna. noltre limportanza conferita da Cartesio alle verit ricavate attraverso il solo ragionamento e con il metodo deduttivo tipico della matematica fanno di questo filosofo il fondatore del razionalismo! c"e costituisce una delle due correnti pi# importanti della filosofia moderna (laltra lempirismo).

Vita 1596-1650 Viene educato nel collegio di La Flche, gestito dai gesuiti, da cui usc con una profonda inclinazione allo scetticismo, eccetto che per le conoscenze di genere matematico !fiduciato, decise perci" di non proseguire negli studi e si arruol" in differenti eserciti durante la guerra dei #rent$anni proprio mentre sta%a in riposo durante una campagna militare e&&e l$intuizione del metodo e decise di estenderlo a tutti i rami del sapere 'ecise di dotarsi di una (morale pro%%isoria) fino al compimento della propria impresa e si consacr" successi%amente interamente agli studi

Opere Discorso sul metodo, 16*+ Meditationes de prima philosophia ,Meditazioni metafisiche-, 16.1 Les passions de lame ,Le passioni dellanima-, 16.9

Pensiero
$intesi del percorso filosofico di Cartesio %. Punto di partenza: la ricerca di un metodo efficace ed universale di pensiero &. Cartesio ritiene di averlo trovato in un metodo modellato su quello matematico: partire da proposizioni evidenti e dedurne altre ad esse collegate '. (a! posto c"e si possa dubitare di tutto! su c"e cosa si fonda levidenza delle proposizioni da cui si parte) *. Cartesio risolve il problema sostenendo c"e esiste ununica grande certezza (io esisto come essere pensante)! sulla quale si possono fondare tutte le altre:

2013 Autore: L. Guaragna tratto da: http://leguarag.xoom.it/lguarag/archivio/index.html

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lesistenza dellanima! come res cogitans indipendente dalla materia lesistenza di +io

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lesistenza della materia e dei corpi (egli per, non un realista ingenuo! ma critico perc"- ammette la distinzione tra qualit primarie e secondarie)! esistenza garantita da +io il problema dellerrore La filosofia di Cartesio allorigine di un doppio dualismo su cui rifletteranno i filosofi successivi: a) b) dualismo tra sostanza infinita e sostanza finita ( $pinoza e lunicit della sostanza) dualismo tra res cogitans e res extensa ( occasionalismo! parallelismo psicofisico! armonia prestabilita)

MAPPA DEL PENSIERO DI CARTESIO PRIMA PARTE: L +/00 1 $/ 123 SECONDA PARTE: L8 $C1P4568 +4L C12 61 4

C4564778

L 5 61531 +4LL4 C4564774 3siste l$anima perch2 posso anche du&itare di a%ere un corpo materiale ma nel momento in cui dico (io penso) sono certo di essere 4ualcosa di spirituale, in 4uanto il pensare un atto spirituale

Dualismo tra res cogitans e res extensa

Dubbio iperbolic o

/essa in crisi di ogni %erit01 esistenza delle cose, del mio corpo, del mondo

!coperta della indu&ita&ilit0 del cogito

#utte le cose tornano ad essere certe perch2 %engono fondate sul cogito

3siste Dio perch2 nel mio pensiero c$ la sua idea e non posso a%erla prodotta io

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'io, che &uono, %eritiero e perfetto, garantisce l$esistenza di tutte le cose materiali che mi circondano, cio del mondo che intorno a me

<ro&lema dell$errore

5ll$uscita dal collegio, 6artesio si sente disorientato e, persa la fiducia nell$efficacia degli studi, la ritro%a attra%erso l$intuizione dell$esistenza di un metodo ,sul modello delle matematiche- utile a orientarsi sia in campo conosciti%o che morale 7l metodo di 6artesio ha come modello la matematica, di tipo dedutti%o e consiste nel procedere da principi e%identi rica%andone lunghe catene di ragionamenti e dimostrazioni 7l modello del ragionamento matematico de%e di%entare il punto di riferimento per tutti gli altri rami del sapere 7n tal modo 6artesio di%enta liniziatore del razionalismo, o%%ero di 4uella corrente astrattista, antistorica, dedutti%istica, che pre%arr0 nella filosofia successi%a Le 4uattro regole fondamentali del metodo sono per 6artesio le seguenti1 1 Evidenza ,accettare nei ragionamenti solo le proposizioni e%identi8 Analisi ,scomporre i pro&lemi complessi in 4uelli pi9 semplici che li compongono* Sintesi ,esaminare prima sempre le conoscenze pi9 semplici procedendo gradualmente %erso 4uelle pi9 complesse. Enumerazione e re%isione ,ri%edere tutti i passaggi dei miei ragionamenti per curare che non sia stato saltato nullaLa regola dell$evidenza pone per" il pro&lema del dubbio relati%o a tale e%idenza1 4uando a%%erto 4ualcosa come e%idente ,ad es e%idente : sono sicuro : che adesso sto leggendo 4uesta frase-, su che cosa tale e%idenza si fonda; 6hi mi garantisce che mentre percepisco tale e%idenza non mi stia ingannando; <osso infatti du&itare che stia realmente leggendo e che in realt0 sia in preda ad un$allucinazione 6artesio parla di 4uesto du&&io, che il punto di partenza fondamentale per la riflessione filosofica, come di un du&&io metodico ed iperbolico1 1- un du&&io metodico, perch2 non esclude che possa esistere la %erit0 ,cosa che in%ece accade%a per gli scettici antichi-, ma che %iene esercitato per scoprire se essa effetti%amente c$ 7l mettere tutto in du&&io non per 6artesio una conclusione ma un metodo per %edere se possi&ile tro%are 4ualcosa di indu&ita&ile !i tratta%a : scri%e lo stesso 6artesio descri%endo il proprio percorso intellettuale : di (rigettare, come assolutamente falso, tutto ci" in cui potessi insinuare il minimo du&&io, per %edere se, alla fine, restasse 4ualcosa nella mia mente di assolutamente indu&ita&ile) 8- anche un du&&io iperbolico, cio esagerato, 4uando lo estendiamo %eramente a tutto, contemplando la possi&ilit0 che noi siamo stati creati da un ( genio maligno, astuto e ingannatore) ,genius aliquem malignum- il 4uale si sia di%ertito anche a farci ritenere e%identi cose che in realt0 non lo sono ,dalle %erit0 pi9 semplici : ad es , posso ingannarmi pensando che in 4uesto momento stia leggendo 4uesta frase, ma in realt0 ho un$allucinazione : a 4uelle pi9 complesse, comprese le %erit0 della matematica stessa1 posso ingannarmi 4uando penso che in tutti i triangoli la somma degli angoli di 1=0>-

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6ome usciamo dal du&&io; ?%%ero da 4uesta situazione angosciosa in cui tutto ci sem&ra incerto e inconsistente; 6artesio sostiene che ne usciamo attra%erso il du&&io stesso 5ttra%erso il du&&io raggiungiamo infatti ununica grande certezza (sulla quale poi Cartesio fonder tutte le altre ! " la certezza della nostra esistenza come esseri pensanti 7nfatti possiamo dubitare di tutto# ma non del fatto c$e esiste qualcosa c$e sta dubitando ,il du&&io si pu" insinuare in tutto, ma cos facendo si sta pur sempre du&itando e attra%erso 4uesto atto ac4uisiamo un$unica certezza inattacca&ile1 4uella di esistere come esseri du&itanti, pensanti6artesio rica%a dal du&&io la certezza indu&ita&ile che l$uomo ha di se stesso come essere pensante ego cogito ergo sum ,o ego cogito, ego sum- cio (io penso dun4ue sono) ,o (io penso, io sono)6fr il si fallor, sum ,(se s&aglio, esisto)- di ! 5gostino1 posso s&agliare su ogni cosa ma almeno di una riesco ad essere certo1 esiste 4ualcuno che si s&aglia, dun4ue sono certo della mia esistenza

%dentificando lessere col pensare ,esistiamo come esseri pensanti, l$essere anzitutto pensiero-, 6artesio di%enta il precursore di 4uel soggetti%ismo gnoseologico per cui la %erit0 non pi9 una realt0 opposta o presupposta dal pensiero, ma 4ualcosa che si tro%a nella realt0 del pensiero stesso ,identit0 di essere e di pensare3gli non dice sono dunque penso, ma il contrario : penso dunque sono : e cos facendo non fonda il pensiero sull$essere, ma l$essere sul pensare1 la realt0 da cui tutto deri%a il soggetto che pensa Viene ro%esciato un caposaldo della metafisica tradizionale e si inaugura la filosofia moderna, di carattere soggetti%istico 'al principio del (cogito ergo sum) 6artesio deduce tutte le altre %erit01 a- Verit0 d$ordine psicologico1 l$esistenza dell$anima come realt0 distinta dal corpo ,res cogitansLa certezza di pensare indu&ita&ile anche se si du&ita di a%ere un corpo o di tro%arsi in un mondo materiale, cio essa del tutto indipendente dalla certezza dell$esistenza del corpo e del mondo <erci" 6artesio ne conclude che l$)io) o%%ero il soggetto del mio pensare una sostanza indipendente dal corpo e dal mondo, la cui natura di essere soltanto pensante o%%ero di essere una cosa pensante ,res cogitans-, un$anima da 4uesta concezione deri%a il cele&re dualismo cartesiano nella concezione della sostanza1 da una parte c$ la nostra anima, sostanza immateriale o pensante ,res cogitans- la cui esistenza si pu" pro%are partendo dal cogito e senza fare alcun riferimento al corpo 'all$altra c$ il nostro corpo che una sostanza materiale, che cio si estende nello spazio ,res extensa- &a certezza del cogito implica la certezza di esistere come esseri pensanti e cio" come anime# ma non implica lesistenza del corpo# sulla cui realt potremmo sempre ingannarci L$esistenza del corpo pu" essere garantita solo attra%erso 'io, che si fa garante delle altre %erit0 che non riusciamo a pro%are attra%erso il cogito 5nima e corpo sono perci" due realt0 indipendenti %isto che l$esistenza dell$una non implica l$esistenza dell$altra ,posso essere certo dell$anima anche senza essere certo del corpo@ posso concepire l$una senza fare riferimento all$altra#utta%ia anche %ero che anima e corpo si danno alla nostra esperienza come due realt0 collegate tra loro ,se penso con la mia anima di muo%ere un &raccio, 4uesta parte del mio corpo effetti%amente si muo%e- Aisogna allora spiegare come 4ueste due sostanze indipendenti e molto di%erse tra loro ,l$una immateriale e spirituale@ l$altra materiale ed estesa nello spazio- possano comunicare tra loro1 il famoso pro&lema cartesiano dei rapporti tra anima e corpo o tra res cogitans e res extensa ,%d pi9 a%anti&- Verit0 d$ordine teologico1 l$esistenza di 'io di cui %engono date tre principali dimostrazioni1 ' Bipresa della pro%a ontologica di ! 5nselmo Cel mio pensiero %i l$idea di 'io, dun4ue egli esiste ,prova ontologica, il concetto implica l$esistenza( Dn essere imperfetto non pu" crearne uno perfetto !e analizziamo i contenuti della nostra mente scopriamo che essa ne contiene di tre tipi1 a- idee avventizie ,(estranee e %enute dal di fuori)@ si apprendono con l$esperienza e con i sensi1 la casa, l$al&ero&- idee fattizie ,sono (fatte ed in%entate da noi)1 il liocorno, <aperino-

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c- idee innate ,(nate con noi)@ non si apprendono con l$esperienza e con i sensi n2 sono prodotte da noi, ma le tro%iamo innate nella nostra anima1 sono i concetti matematici, es il teorema di <itagora3&&ene, da do%e %iene l$idea di 'io inteso come (una sostanza infinita, eterna, immuta&ile, indipendente, onnisciente, onnipotente); a- non dall$esperienza esterna, dal di fuori ,non cio un$idea a%%entizia, come la casa, l$al&ero o il ta%olo- perch2 'io un essere infinito, eterno, perfetto, ecc ed io non faccio mai esperienza di un essere di 4uesto genere1 ogni %olta che percepisco 4ualcosa, esso limitato, nello spazio e nel tempo, mentre 'io eccede 4ueste dimensioni@ &- non posso a%erla creata io ,non un$idea fattizia- perch2 sono un essere finito e imperfetto ,tanto che du&ito- e da una causa finita e imperfetta non pu" deri%are un effetto infinito e perfetto c- non resta che osser%are che, se consideriamo l$idea di 'io che a&&iamo in noi come 4uella di una sostanza infinita, eterna, immuta&ile, ecc , do&&iamo ammettere che essa si tro%a in noi, ma che non pu) trarre la sua origine da noi stessi c$e siamo sostanze finite@ dun4ue essa de%e essere (stata messa in noi da 4ualche sostanza %eramente infinita) 7n sintesi, possiamo dire che 4uesta seconda pro%a di 6artesio riprende un principio della !colastica che sta&ili%a (che nessun essere pu" produrre un effetto ontologicamente a s2 superiore) * Con posso essermi creato da solo La terza dimostrazione fa le%a sul fatto che noi, pur a%endo nella nostra mente l$idea di perfezione ,'io- non siamo perfetti Se dunque ci fossimo creati da soli ci saremmo creati perfetti perch2 a&&iamo in testa l$idea di perfezione 7n%ece siamo imperfetti e ci" dimostra che non siamo causa di noi stessi e che la nostra causa 'io c- Verit0 d$ordine cosmologico1 l$esistenza della materia e dei corpi La certezza dell$esistenza di 'io come essere perfetto fa di lui il garante dell$e%idenza di tutte le mie %erit0, o%%ero 4uel fondamento della %erit0 di tutte le cose di cui in principio du&ita%amo 7n altri termini, sta&ilito che 'io esiste, facile riconoscere che ( impossi&ile che egli ci inganni) giacch2 nell$inganno si tro%a imperfezione 5 4uesto punto, per", sorge un pro&lema1 se 'io il garante della %erit0, allora com" possibile lerrore+ !econdo 6artesio, esso deriva dal conflitto tra lintelletto e la volont delluomo L$intelletto umano limitato, infatti possiamo pensare un intelletto pi9 potente del nostro, che 4uello di 'io La %olont0 umana in%ece li&era cio illimitata1 infatti dalla %olont0 dipendono le nostre scelte e se la %olont0 fosse limitata, cio non fosse completamente li&era, non potremmo scegliere Coi infatti ci sentiamo responsa&ili delle nostre scelte perch2 a%%ertiamo di essere li&eri di farle o non farle1 se non ci sentissimo completamente li&eri, se ad esempio sentissimo di essere condizionati da 4ualcosa di pi9 grande di noi, non potremmo sentirci responsa&ili 'un4ue1 la %olont0 completamente li&era e senza limitazioni, l$intelletto in%ece pu" essere limitato Euando scegliamo sono in gioco entram&i, %olont0 e intelletto !e l$intelletto non riesce a percepire chiaramente le cose, la %olont0 non ha criteri e%identi per orientarsi e pu" anche scegliere 4uelle s&agliate Va aggiunto che, riguardo alle cose materiali, 6artesio ne ammette l$esistenza ma la sua posizione non 4uella di un realista ingenuo ma di un realista critico, perch2 ammette la distinzione tra 4ualit0 primarie e secondarie Euanto detto finora comporta l$affermazione di un duplice dualismo nella filosofia cartesiana1 1- dualismo tra sostanza infinita e sostanza finita, o%%ero tra 'io e mondo, 'io e creature 3ntram&e sono sostanze nel senso tradizionale della parola ,res quae ita exsistit, ut nulla alia re indigeat ad exsistendum, ossia (cosa che esiste in modo tale che non a&&ia &isogno di nessun$altra cosa per esistere)-, ma mentre la prima dotata di un$autosufficienza assoluta, la seconda dotata di un$autosufficienza relati%a, perch2 per esistere ha &isogno di 'io 7l dualismo tra sostanza infinita e sostanze finite sar0 eliminato da !pinoza 8- 7l dualismo tra res cogitans e res extensa 6ome si %isto nell$esposizione delle %erit0 di natura psicologica che 6artesio rica%a dal (cogito), l$anima una sostanza indipendente dal corpo e perci" spirito e corpo %engono concepiti come due mondi separati, chiusi, che non comunicano tra loro 6artesio risol%er0 in modo inadeguato 4uesto pro&lema ricorrendo alla g$iandola pineale 3sso rimarr0 in eredit0 ai filosofi successi%i che lo risol%eranno in modi differenti1
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- occasionalismo ,FeulinG, /ale&ranche-@ - parallelismo psico-fisico ,!pinoza-@ - armonia prestabilita ,Lei&niz'al dualismo tra mente e corpo deri%a un$importante conseguenza in campo cosmologico1 il meccanicismo !e infatti la res cogitans pensiero e atti%it0, la res extensa in%ece solo estensione ed inerzia, cio sottoposta alle leggi meccaniche del mo%imento 3 con 4ueste leggi meccaniche 6artesio tenta di spiegare tutti i fenomeni della %ita %egetale e animale1 nella sua %isione piante ed animali non sono che automi pi9 o meno complicati@ e l$uomo stesso una macchina , homme machine- che : a differenza degli animali : solo dotata di anima razionale 5 6artesio si de%e anche un$ipotesi cosmologica di carattere meccanico, che precorre le idee di Hant e Laplace

6?LL3F5/3C#7 ', -ietzsc$e e il tema dellio Cietzsche, un filosofo %issuto nella seconda met0 dell$=00, forse il maggiore dell$et0 moderna, che ha messo in crisi molte delle certezze su cui la tradizione si fonda%a, a proposito dell$io si domanda1 (che cosa mi d0 il diritto di parlare ,I- d$un io come causa dei pensieri;) Fiacch2 (un pensiero %iene 4uando Jlui$ a %olerlo, e non 4uando Jio$ lo %oglio@ cosicch2 una falsificazione dello stato dei fatti dire1 il soggetto Jio$ la condizione del predicato Jpenso$) Aisogna pensare tutto ci" in &en altro modo e dire piuttosto1 (esso pensa1 ma che 4uesto Jesso$ sia proprio 4uel famoso %ecchio Jio$ per dirlo in maniera &landa, soltanto una supposizione ,I- 3 infine, gi0 con 4uesto Jesso pensa$ si fatto anche troppo1 gi0 4uesto esso contiene un$interpretazione del processo e non rientra nel processo stesso ,I- Forse un &el giorno ci si a&ituer0 ancora, anche da parte dei logici, a ca%arsela senza 4uel piccolo Jesso$ ,nel 4uale si %olatilizzato l$onesto, %ecchio io-) ,Cietzsche, Al di l del bene e del male1(, &a filosofia di -ietzsc$e# .ar/ e 0reud# i tre 1maestri del sospetto2# come ripresa e demolizione dei princ3pi cartesiani K7 maestri del sospetto riprendono, ognuno in un di%erso registro, il pro&lema del du&&io cartesiano, ma lo portano nel cuore stesso della fortezza cartesiana 7l filosofo formato alla scuola di 6artesio sa che le cose sono am&igue, che non sono cos come appaiono, ma non du&ita che la coscienza sia tale 4uale appare a se stessa 'i ci", dopo /arG, Cietzsche e Freud, noi du&itiamo 'opo il du&&io sulla cosa siamo entrati nel du&&io sulla coscienzaK ,<aul Bicoeur-

6it in C73#L!6M3, F , La distruzione delle certezze, antologia a cura di ! /ora%ia, Firenze, La Cuo%a 7talia, 19=8, p NNN7 p. 6 di 6

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