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Fisica moderna ed elementi di meccanica quantistica

Appunti delle lezioni del prof. Bortignon e dal libro "Quantum Mechanics"

Stefano Grignani

Statistica

Indice:
Costanti!
Lunghezza! Energia ! Massa ! Costanti! Costante di struttura ne (adimensionale)!

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2 2 3 3 3

Cap. 1 Fenomeni quantistici!


Introduzione! 1.1 l'esperimento di Franck e Hertz! 1.2 interferenza delle onde di materia (?)! 1.2.1 l'esperimento di Young della doppia fenditura! 1.2.2 interferenze di atomi nell'esperimento della doppia fenditura ! 1.2.3 Aspetto probabilistico delle interferenze quantistiche ! 1.3 l'esperimento di Devisson e Germer! 1.3.1 Diffrazione di raggi X attraverso un cristallo ! 1.3.2 Diffrazione di elettroni! 1.4 Riassunto di alcuni importanti concetti! 1.x Esercizi! Esercizio 1.3 !

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3 4 5 5 6 6 7 8 8 8 8 8

Cap. 2 La funzione d'onda e l'equazione di Schrdinger!


2.1 la funzione d'onda ! 2.1.1 descrizione dello stato delle particelle ! 2.1.2 misura della posizione della particella ! 2.2 Interferenza e principio di sovrapposizione! 2.2.1 l'onda di de Broglie! 2.2.2 il principio di sovrapposizione !

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10 10 10 11 11 12

Costanti
Lunghezza

1 = 10 !10 m
1 fm = 10 !15 m
Energia

Angstrom (fisica atomica) Fermi (fisica nucleare)

1eV = 1, 6 ! 10 "19 J

1KeV = 10 3 eV 1MeV = 10 6 eV
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1JeV = 10 9 eV 1TeV = 1012 eV


Massa

me ! 9,1 ! 10 "31 kg me c 2 ! 0, 5 MeV mn c 2 ! 939, 57 MeV

m p c 2 ! 938, 27 MeV
mn c 2 = 1800 me
(il protone pu decadere in un neutrone) Costanti

q = 1, 6 ! 10 "19 C

q2 e = ! 1, 44 MeV fm 4!" 0
2

! 0 = 8, 54 " 10 #12
h = 6, 6 ! 10 "34 Js

h 6, 6 " 10 #34 Js != = " 6, 6 " 10 #22 MeV s 2! 2!

c = 3 ! 10 8 m / s
!c = 198 MeV fm = 1973eV
Costante di struttura fine (adimensionale)

e2 1 != " !c 137

Cap. 1 Fenomeni quantistici


Introduzione La fisica quantistica nasce il 14, dicembre 1900 quando Max Planck propone una formula in ottimo accordo con le osservazioni dello spettro di corpo nero. La sua ipotesi che una carica oscillante con frequenza ! assorbe o emette radiazioni solo a determinate energie. I "quanti" sono multipli interi di h! . La costante h fondamentale e Planck la misur come:

h ! 6, 6261 ! 10 "34 Js
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Dalla scoperta di Planck, spingendosi un po pi avanti, si vede che alche per la luce deve essere utilizzato il concetto di "quantum of radiation" chiamato appunto Fotone. Un quanto di luce di frequenza ! (o frequenza angolare ! ) ha energia pari a:

E = h! = !"

dove ! =

h = 1, 0546 $ 10 %34 Js 2#

Nel corso del suo lavoro Einstein Realizzo che poteva cos spiegare anche le leggi dell'effetto fotoelettrico, scoperto nel 1887 da Herz. Propose inoltre la teoria che il fotone dovesse avere un impulso.

p = !k ,

k =

2! "

Dove k il vettore d'onda dell'onda elettromagnetica. Teoria confermata dall'esperimento di Compton (dispersione dei raggi X tramite un foglio di alluminio) nel 1923. Einstein comprese che le teorie di Maxwell erano corrette solo per un tempo lungo, ma erano insufficienti per processi molto rapidi. Einstein ebbe l'intuizione che le propriet delle luce potevano essere contemporaneamente ondulatorie e particellari. Questo pu essere considerato il punto di partenza delle teoria quantistica. Il secondo passo fu compiuto da Niels Bohr consider che l'energia di un sistema atomico o molecolare assume solo valori discreti, e che l'emissione e l'assorbimento della luce da parte di questi avviene solo a determinate frequenze.

! if =

Ei " Ef h

Deve i termini al numeratore sono le energie prima e dopo l'emissione (o l'assorbimento). De Broglie sugger che, come le onde avevano un comportamento particellare, anche le particelle potevano avere un comportamento ondulatorio in determinate circostanze. Ad una particolare velocit e quantit di moto associ una lunghezza d'onda:

!=

h p

Questa ipotesi ondulatoria forni un mezzo per comprendere l'energia di quantizzazione come un problema di onde ristabilendo la continuit della natura. 1.1 l'esperimento di Franck e Hertz Nel 1924 Franck ed Hertz, sparando elettroni con un energia di pochi electron-volt attraverso atomi di mercurio, scoprirono che finch l'energia degli elettroni rimaneva al di sotto di 4,9 eV la l'urto era elastico (gli elettroni uscenti hanno la stessa energia degli entranti), nulla di sorprendente se si pensa che un atomo di mercurio circa 400.000 volte pi grande di un elettrone e ha dunque un rinculo trascurabile.
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La scoperta fu proprio che superata la soglia dei 4,9 eV gli elettroni perdevano praticamente tutta la loro energia nel processo. Inoltre gli atomi di mercurio emettono luce ultravioletta con frequenza di 253,7 nm. Questa frequenza proprio la linea spettroscopica del mercurio gi ben nota. La corrispondente frequenza ! infatti tale che: h! = 4, 9 eV . 1.2 interferenza delle onde di materia (?) L'esperimento fondamentale che dimostr il comportamento ondulatorio delle particelle materiali fu compiuto nel 1927 da Davisson e Germer che osservarono la diffrazione di un fascio di elettroni attraverso un cristallo di nichel. 1.2.1 l'esperimento di Young della doppia fenditura L'esperimenti inizi con un onda piana di lunghezza d'onda ! mandata contro una superficie Quantum opaca in cui erano 1. praticate 2 Phenomena fenditure verticali identiche S1 e S2 separate dalla distanza a. L'ampiezza AC nel punto C dello schermo la somma delle 2 ampiezze A1 e A2 passate
1.2.1 The Young Double-Slit Experiment

attraverso le fenditure l'intensit I C nel punto C :

The Young double-slit interference experiment, represented in Fig. 1.2, is 2 2 field associated with usually quite simple to perform with a I C = can AC bemonochromatic = A1 +wave, A2 an a given v/ave phenomenon. This a light acoustic wave, ripples on the surface of a liquid, etc. One startql&L44 f4ltral1lane wave of Questa la formula basilare dei fenomeno di interferenza. v/avelength l, which is sent at normal incidnce o41o qp ppqgue pt"t". Th L'intensit ptate grande se le due ampiezze sono in fase e si riduce leseparated due ampiezze is pGrceAiiih two parditI, identcal slits 51 and se ,92, bv a tendono a distance o. These two slits act as seconda,rysources oscillating in phase, and sfasarsi di !the . intensity on a screen located downstream reveals the interference betMeen the waves emerging from these two Si assumono xe a piccoli e paragonabili a Dsources. dove x la distanza tra il punto C e il centro dello The amplitude A" of the field at a point C of the screen is the sum of schermo e D la distanza tra il piano opaco e lo schermo. the two amplitudes ,41 and -,{2 of the waves issuinq from the two slits. The intensity 1" at point C is xa

La differenza di cammino S1C e S2C data da: ! !

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Questa differenza tra le onde passanti dalle fessure e 2 introduce This is di thecammino phenomenon. basic formula of due the interference The 1 intensity 1" is uno
large if the 1wo ampliludes A1 and A2 are in.phasg and ir, uinish.ilt rhey 2"# 2" xa are out of rr. We assume that both c and o, are small compared = spostamento di fase !phase tra leby corrispondenti ampiezze A1 e A2: ! = with D. where r is lhe distanieerween C and the center of the and $ screen$ D D is the distance ber,ween Lheslit plane a.ndr,hescreen(see Fg. t.2). In this

pproxirnation, xs le4C!!]qr-| the d1trg191]491yqe4 Quindi lo spazio tra le frange, definito some la tlr" distanza tra due linee consecutive sullo r_C-,aryLt0.jq lLo p"t!

schermo

! nr-uces D and .9r a phase shift bei*een the coruesponding amplitudes -41 and : x . - 2nra/l),D). Thercfore thc fringe spacing. dcfined as iie s =a - 216f), 42: a distance r. betweentwo consecurli;lines on th" ""rcen. ls + : Xg,

6 = raf E. This ditrerence of path fengthtioiihe t;v'/o *aq

lClflsfffoarg,

Fig. 1.2. Young double-slit experiment: a monochromatic wave with wa,velength .\ arrives at norma,l incidence at a plate pierced \.ith two linear, parallel slits, separated by a distace o. The illumination I(r) of a screen located at a distance D >> a reveals an interference pattern with a fringe spacing x,: \D/a

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1.2.2 interferenze di atomi

Una piccola nuvola di atomi di neon fu prima catturata in una "trappola al laser" (?) e poi raffreddata ad una temperatura di nell'ordine di 1 millikelvin.

wilh light waves. On some lines, parallel to the sit direction, very few atoms are detected. On either side of such a line, a large q o4r lqx is detected. This type of experiment has also been performed with other partiiles: electrons, neutrons and molecules. In all casesthe distribution of impacts ol the detection screen reveals an interference-like pattern. The measured fringe spacing is r": ^D/a, where the wavelength and the romentur ? : 7r,u nell'esperimento della doppia fenditura of the particles of velocity o are related by the de Brogli relation

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stata poi lasciata cadere (con velocit iniziale fiinges zero) su di take un piano con 2 the fenditure diof 2 the micron intcrfcrence must into account variation de Broglie poste a 6 micron di distanza l'una laser". Il piano rivelatore (posto a 85 cm dal piano forato) rilevava l'impatto degli atomi. Gli impatti sono distribuito in un sistema di linee parallele simili a quelle ottenute con un onda. La misura dello spazio tra le frange xs =
,/ detrction screen ,,2 cold atoms

ln the experirnent shown in Fig. 1.3, an accurate calculation of the positions of the wavelength ,\ : /p since the a,toms a,re accelerated by gravity. The velocity of the I on "trappola dall'altra. piano' era posto a ofthe 3,5 cm al and disotto plane atorns isIl in the 0.8ms slits 4ms della the detecting screen.

/ 2,,

!D dove le a

lunghezza d'onda e la quantit di moto (momentum) p = m ! v sono legati dalla relazione di de Broglie.
-3

Fig, 1.3. tre,rl: Young double-slit experiment with neon atoms cooled by lasers to a ternpcrai;ure ? - lrnK. Right: detec'ed pattern, with clearly visible interference fringes. Each point of the flgure corresponds to the impact of an atom on the cletection screen

F. ShimDu, K. Shimizu, H. Takuma, Phys. Rev. A 40, R1z (1992) and private communication.

p=

h !

1.2.3 Aspetto probabilistico delle interferenze quantistiche Il risultato di questo esperimento straordinario perch gli atomi o gli elettroni che dovrebbero avere un comportamento particellare (e sono molto pi piccoli di ogni scala di lunghezza nell'esperimento) presentano un comportamento ondulatorio. Un oda infatti riempie tutto lo spazio. Analizziamo ora cosa succede se si lanciano gli atomi individualmente uno dopo l'altro. I risultati sono i seguenti. 1. Gli atomi sono rilevati come un punto singolo dal rivelatore. Questo conferma la teoria che gli atomi sono particelle, la cui posizione pu essere individuata con maggiore precisione delle altre misure come la distanza tra le fessure o le frange. 2. I punti di impatto sono distribuito casualmente. Due atomi lanciati allo stesso modo possono avere due punti di impatto differenti. 3. Quando nel piano opaco praticata una sola fenditura di larghezza inferiore ad a si osserva una distribuzione regolare degli impatti. 4. Quando sono praticate due fenditure, la distribuzione osservata dopo un alto numero di impatti mostra un pattern di interferenza come per le onde. I punti 1,2,3 mostrano come la natura di questo questo esperimento sia probabilistica.

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Due esperimenti con identiche condizioni iniziali (almeno in teoria) forniscono risultati differenti. In assenza del punto 4 possiamo risolvere questo problema anche con la fisica classica. Immaginiamo che tra le condizioni ideali vene sia una che non abbiamo considerato e che variando da prova a prova influenza il risultato. Tuttavia se si considera anche il punto 4 sorgono delle difficolt. L'approccio probabilistico classico si basa sulle seguenti argomentazioni. Se mandiamo un atomo dopo l'altro i due casi sono indipendenti Gli atomi devono passare necessariamente in una e una sola apertura Possiamo rilevare in quale fenditura l'atomo passato. Possiamo separare gli eventi in 2 casi distinti aprendo una sola fenditura per volta. Quando, in questo caso, gli atomi passano (per esempio) nella fenditura S1, allora qualsiasi contributo che avremmo potuto ottenere dal passaggio di un atomo in S2 viene bloccato. La fisica classica ci porta a pensare che aprendo entrambe le fessure otterremo una distribuzione pari alla somma delle distribuzioni. Invece non cos! Osserviamo un pattern di interferenza come per le onde. Per cercare di capire in quale fessura la particella passata dobbiamo modificare l'esperimento e inserire un rivelatore. Purtroppo cos facendo la figura smette di essere il prodotto di una interferenza. Da questo esperimento possiamo trarre due importanti conclusioni. 1. Se non non controlliamo in quale fessura la particella passata osserviamo un pattern di interferenza. Nella fisica quantistica generalmente una misura perturba il sistema. 2. La particella non possiede una traiettoria nel senso classico. Conosciamo il punto iniziale e finale, ma non possiamo conoscere il cammino tra i due punti. La cosa pi precisa che possiamo affermare che la particella passata in entrambe le fessure. Nella meccanica quantistica la traiettoria non importante nell'esperimento Introduciamo l'ampiezza della probabilit A1 ( x ) e A2 ( x ) che una particella passi dalla fessura 1 o 2. La probabilit che la particella passi tra le fenditure dunque:

P ( x ) = A ( x ) = A1 ( x ) + A2 ( x )
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1.3 l'esperimento di Devisson e Germer Nel 1927 dimostrarono che nelle giuste condizioni un elettrone presenta un comportamento ondulatorio.
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1.3.1 Diffrazione di raggi X attraverso un cristallo Immaginiamo di irradiare un cristallo con un fascio di raggi X quasi monocromatico e poniamo uno schermo fotografico dietro al cristallo. Osserviamo che oltre al punto luminoso in linea con il fascio sono presenti figure di diffrazione. Questo fenomeno ben noto. Una spiegazione pi completa con la dimostrazione del fenomeno si trova a pagina 11 del libro. 1.3.2 Diffrazione di elettroni L'esperimento fu compiuto irradiando un cristallo di nichel con un fascio di elettroni con un momento lineare ben noto. Gli elettroni uscenti vengono raccolti da un rivelatore. Il pattern di diffrazione ottenuto con gli elettroni semplicemente scalato di un fattore quando si varia il momento lineare p. Questo pattern pu essere esattamente sovrapposto a quello ottenuto con i raggi X di lunghezza d'onda ! X se la lunghezza d'onda di De Broglie associata all'elettrone !e = h p coincide con

!X .
Questa identit generata dal termine di interferenza

"

ei ! k !r" , che la stessa in entrambi i

casi, anche se il processo di scattering elementare differente nei due casi. La diffrazione degli elettroni ormai molto usata nella ricerca e nell'industria. 1.4 Riassunto di alcuni importanti concetti Dobbiamo tenere a mente i seguenti concetti che contrastano con il "senso comune" 1. I fenomeni quantistici sono probabilistici. I risultati sono prevedibili solo in forma statistica (con un grande numero di eventi) o probabilistici (con un solo evento) 2. L'analisi dei fenomeni di interferenza e diffrazione mostrano come non si possa lavorare esclusivamente con le leggi di probabilit. Va dunque introdotta "l'ampiezza della probabilit" il cui modulo al quadrato da la probabilit desiderata. 3. A livello microscopico, le particelle hanno un comportamento ondulatorio, dobbiamo abbandonare il concetto di traiettoria di una particella. 4. Alcune quantit fisiche che in genere possiamo prendere con valore continuo, possono qui presentarsi solo attraverso valori discreti questo ad esempio il caso dell'energia interna ad un atomo o ad una molecola. 5. In generale, l'atto di misurate una sistema fisico influenza il sistema. 1.x Esercizi Esercizio 1.3

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Ordini di grandezza della lunghezza d'onda di de Broglie

Quale la lunghezza d'onda di de Broglie (a) di un elettrone di energia 100 eV, (b) di un neutrone termico di energia 0,025 eV? Come possono essere paragonati alle dimensioni di un atomo? Soluzione: Sappiamo che la lunghezza d'onda di de Broglie :

!=

h "!= p

h "!= 2m # E

2$ !c 2 mc 2 # E

Quindi per l'elettrone di energia 100 eV:

!=

2" # 198 MeV fm


2 2 mc ! # 0, 0001MeV 0,5

2" # 198 MeV fm $ 2" # 19800 fm = 124407 fm = 1, 24407 0, 01MeV

Mentre per il neutrone termico di energia 0,025 eV:

!=

2" # 1973eV 2" # 198 MeV fm 2" # 198 MeV fm % % % 6, 8 # 10 $3 MeV 1 1 2 $6 $6 2 mc 1879,14MeV # # 10 MeV ! # # 10 MeV 40 939,57 40

% 2" # 29117, 64 fm = 182951 fm = 1, 82951


NOTA: nella risoluzione precedente abbiamo sbagliato l'equivalenza delle unit di misura. Trovando ! 3 ordini di grandezza pi grandi dell'atomo. Se ci fosse vero non sarebbe stato possibile dimostrare la lunghezza d'onda di De Broglie tramite l'esperimento di interferenza di Young. Poich da scrivere quando avremo la risposta!

Cap. 2 La funzione d'onda e l'equazione di Schrdinger


Per procedere all'elaborazione di una teoria dobbiamo rispettare 4 passi fondamentali: 1. Dobbiamo descrivere il sistema. (con una rappresentazione matematica) 2. Dobbiamo conoscere l'evoluzione del sistema nel tempo. (per prevederne il comportamento al tempo t) 3. Al fine dei predire il risultato delle misure possiamo formulare una ipotesi. 4. Alla fine possiamo porci domande che sono assenti nella meccanica classica.
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2.1 la funzione d'onda Il primo concetto di cui abbiamo bisogno la funzione d'onda e la sua interpretazione probabilistica. 2.1.1 descrizione dello stato delle particelle La descrizione dello stato delle particelle di massa m al tempo t definita con una funzione d'onda complessa ! ( r, t ) . La probabilit d P ( r ) per trovare la particella al tempo t in un
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3 3 volume d r attorno al punto r data da: d P ( r ) = ! ( r, t ) d r
3

Commenti: 1. La funzione d'onda ! ( r, t ) anche chiamata ampiezza della probabilit di trovare la particella nel punto r. una unit al quadrato e normalizzabile. Se noi denotiamo con D il dominio nello spazio accessibile alla particella, il totale dele probabilit di trovare la particella in un qualsiasi punto D uguale a 1.

" ! ( r, t )
D

d 3r = 1

2. Una data funzione d'onda costituisce una descrizione completa dello stato della particella al tempo t t. Due differenti funzioni d'onda descrivono due differenti stati, eccetto quando questi differiscono solo di una costante del vettore di fase. La funzione d'onda ! 1 ( r, t ) e

! 2 ( r, t ) = ei"! 1 ( r, t ) dove ! una costante che descrive lo stesso stato. Essi sono legati
dalla stessa densit di probabilit e anche dalla stessa previsione per qualsiasi quantit fisica. 3. Questa descrizione probabilistica non classica. Non non pavoriamo direttamente con la probabilit ma con l'ampiezza di probabilit, il cui modulo a quadrato fornisce la probabilit. 2.1.2 misura della posizione della particella Cosa troviamo quando misuriamo la posizione di una particella nel tempo t. Questa domanda fondamentale in meccanica quantistica Le seguenti osservazioni o assunti sono in ordine: 1. La misura fatta con in apparato classico la cui descrizione non richiede descrizione quantistica. 2. L'accuratezza della misura dell'apparato in considerata buona. 3. Relativamente alla posizione misurata, la risposta della misura dell'apparato consiste nell'affermare "al tempo t la particella astata rilevata ad una vicinanza ! r dal punto r e da
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nessun altra parte,! r intrinseco nell'apparato di misura.


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Quindi nella misura della posizione di una particella al tempo t si trova il miglior punto r e l'accuratezza ! r dell'apparato. La descrizione probabilistica tramite una funzione d'onda ha il seguente significato.
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Se prepariamo indipendentemente un grande numero N di particelle nello stesso stato, per esempio queste particelle sono descritte dalla stessa funzione d'onda ! ( r ) quando ne viene misurata la posizione, gli N risultati ri , i = 1 N non saranno tutti gli stessi me saranno distribuiti in accordo con la legge di probabilit. Il valore atteso di questo risultato, denotato con r :

r = " r ! ( r ) d 3r
2

Questo un insieme di equazioni per le tre coordinate x, y, z. Lo distribuzione dei risultati attorno al valore atteso caratterizzato da uno scarto quadratico medio (rms) chiamato anche dispersione. Dati "x, "y, "z. Pi piccola la dispersione, pi accurata la nostra misura della posizione della particella preparata nella stato ! ( r ) 2.2 Interferenza e principio di sovrapposizione Come indicato sopra, la funzione d'onda ci fornisce una descrizione probabilistica dei fenomeni quantistici. Le propriet basilari della funzione d'onda possono essere dedotte dall'osservazione degli esperimenti di interferenza. 2.2.1 l'onda di de Broglie Torniamo all'interpretazione di dell'esperimento dell'interferenza. L'idea pi semplice di assumere che le particelle che si muovono liberamente nello spazio con una ben definita velocit v e un momento lineare p = mv siano descritte da una funzione d'onda simili alle conde piane monocromatiche della forma:

! ( r , t ) = ! 0 ei " k " r # $ t
(

Dove ! 0 una costante. In questa onda piana, la lunghezza d'onda ! =

h e il vettore d'onda soddisfano la relazione p

!=

h p ek= come predetto da de Broglie. p !

Un esperimento di interferenza, come l'interferenza di Young, non ci pu dire nulla sulla frequenza di queste onde. Al contrario del fattore di fase e
! i" t

la frequenza non pu essere ricavata dell'ampiezza.


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La scelta fata da de Broglie nel 1923 consistette nel correlare la frequenza con l'energia delle particelle come fece Einstein con il fotoni.

p2 !! = E dove per particelle libere E = 2m


Otteniamo la seguente forma chiamata "onda di de Broglie":
i ( p " r # Et ) !

! ( r, t ) = ! 0 e
2.2.2 il principio di sovrapposizione

dove

p2 E= 2m

Consideriamo il caso specifico dell'esperimento delle fenditura di Young. Mandiamo un onda piana di de Broglie dalla sinistra su uno schermo forato con due fenditure. Supponiamo di conoscere la funzione d'onda ! 1 ( rC , t ) per tutti i punti rC dello schermo rivelatore solo se S1 aperta. Allo stesso modo supponiamo di conoscere la forma d'onda per la fessura 2. Il fenomeno di interferenza pu essere verificato se, una volta aperte entrambe le fenditure, si osserva la somma delle due funzioni d'onda.

! ( rC , t ) " ! 1 ( rC , t ) + ! 2 ( rC , t )
Sotto queste condizioni, l'onda di de Broglie dimostra il la propriet fondamentale delle funzioni d'onda. Possiamo segnarla come una propriet fondamentale della meccanica quantistica. Il principio di sovrapposizione Qualsiasi sovrapposizione lineare di funzioni d'onda anche una possibile funzione d'onda.

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x2 = y

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