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APPUNTI DI STORIA GRECA. II

LA POLIS. SPARTA E ATENE. LE GUERRE PERSIANE. A. Perch la Grecia non fu mai realt olitica unita. 1. La Grecia antica si identifica, come tutte le altre civilt antiche, dalla Mesopotamia allEgitto, dalla Persia a Roma, in comunit !i fe!eli basate sul rapporto tra uomini e d i. La fede in una divinit si lega alla fede o in un particolare "antuario, ove recarsi in periodico pellegrinaggio !gr. panegyris", occasione per trovarsi insieme e confermare vincoli secolari, o in un oracolo da consultare davanti alla paura dellignoto e del pericolo. #. La comunit !ei cre!enti la risposta a ci$ che appare, agli uomini, come male% ci si riunisce attorno a &uesta o &uella divinit, la si considera legata al proprio gruppo, al popolo cui si appartiene, alla terra in cui si nati e a cui la divinit a sua volta legata perch' ivi ha il suo tem io e i suoi fedeli. (. )gni pratica di culto un "e#reto e una prerogativa dei capi dei #hne !plur. di ghnos, gr. *+,-."% essi solo sanno come rivolgersi alla divinit, averne le risposte, interpretarne il volere. /el nas, tempio, abita il dio e solo i capi0sacerdoti ne possono vedere le effigi. 1. Lipotesi di unit di tutta la Grecia, perci$, era in contra"to con il carattere autentico della civilt greca, basato su "in#ole comunit !i cre!enti legate a una sola particolare divinit. 2 devoti di 3pollo o &uelli di 4emetra non si attendono nulla, per esempio, da 3tena. /aturalmente negli anni, e precisamente a partire dal 522 secolo, i privilegi religioso dei ghne vennero lentamente erosi da un allargamento della sfera religiosa, dallintrodu6ione di altre divinit allinterno di comunit che si andavano estendendo. 7uttavia neppure con $eu" Olim ico, il padre e sovrano degli d i, le comunit di lingua ellenica vennero unificate, poich' la sua sovranit veniva accettata ma non a discapito delle altre devo6ioni. 8. La vera caratteristica della civilt greca, e il suo pi9 grande insegnamento, consiste proprio nella %ariet di situa6ioni religiose e culturali. Lideale greco della libert e dellautogoverno, eleuther&a e autonom&a !gr. :;:<=:>?@ A@? @<B-,-C?@", nasce nella p$lis e significava il contrario della schiavit9, ossia lappartenere alla p$lis nel senso pieno dei diritti. Ma anche voleva dire non essere sottoposti al governo di chi non fa parte della propria gente, anche in riferimento a una popola6ione greca che si considerasse diversa dalla propria stirpe, come venivano considerati i Doni dai 4ori e viceversa. Essere autonomi significa essere governati con le proprie leggi. E. La civilt greca classica ebbe origine nelle 'lei" !plur. di p$lis, gr. FG;H.". Iurono precisamente le tiranni!i a creare le vere e proprie p$leis, cio le citt0stato, fra il 522 e il 52 secolo a. J., salvandole dagli effetti di conflitti interni che avrebbero potuto distruggere lunit delle singole comunit. Jonflitti che avevano un carattere religioso e politico, tra forme pi9 antiche e forme nuove emergenti, tra i vecchi ghne e i non appartenenti ai ghne, che avevano gli stessi obblighi dei primi ma ineguali diritti. K. 2l "i"tema #iuri!ico ori#inario si basava sulla sovranit assoluta di Leus. La le##e tra!i(ionale era una rivela6ione della volont divina, cui si faceva risalire il governo del mondo. 7ale rivela6ione era materia di fede e di culto, e solo il magistrato0sacerdote poteva realmente sapere &uello che Leus voleva. Le le#i"la(ioni "critte che compaiono in moltissime pleis greche, come &uella di Licurgo a Mparta, di 4racone e poi di Molone ad 3tene, appartengono a personaggi che si confondono nel

# mito. Nna spiega6ione plausibile dellorigine delle Co"titu(ioni nella maggioran6a delle pleis !esclusa Mparta" &uella della fine della propriet collettiva della terra, che si accompagna alle trasforma6ioni di carattere religioso. Jon le leggi scritte compare la citt come forma6ione politica organica, che tende alla i"onom&a) cio allaccessibilit della legge a tutti, e al riconoscimento dellautorit pubblica nel diritto privato e penale. *. S arta e Atene. L+Oracolo !elfico. 1. S arta, la citt0stato dei Lacedemoni, fu fondata da una popola6ione dorica dopo let micenea. 7utto fa pensare che si trattasse di una comunit coloniale, trapiantata da padrona in una terra fertile, la Laconia, abitata da popola6ioni sottomesse con la for6a. /ell)dissea omerica e nello storico Erodoto i 4ori sono presenti a Jreta e a Rodi, ed facile capire come i 4ori giungessero in Laconia !Peloponneso" attraverso vari approdi insulari del mare Egeo. #. 2 4ori di Mparta !S artiati" assunsero il diritto esclusivo di portare la spada. Essi soli, rispetto alla popola6ione sottomessa !Iloti", avevano la piene66a dei diritti politici, &uali discendenti degli originari coloni di &uella terra. 2 erieci, 4ori del territorio della Laconia e della Messenia, erano liberi ma con lobbligo di prestare servi6io militare. Due ,a"ile&" !plur. di basile9s, gr. O@PH;:Q., cio RreS" avevano il comando militare in guerra. )gni combattente spartiate disponeva di un lotto di terra !-l.ro" di 18 ettari" sufficiente al fabbisogno famigliare, ma &uesto non era un trasferimento di propriet, perch' le terre continuavano ad appartenere ai templi, come nellet micenea, ed erano inalienabili !non si potevano vendere o comprare". 4el resto a Mparta non vi era vera e propria moneta circolante !tranne delle verghette di ferro, ma mai oro o argento". Perci$ la moneta spartana non aveva circola6ione al di fuori della citt0stato. Gli iloti venivano assegnati al lavoro delle terre. (. Perci$ gli Mpartiati si dichiaravano fra loro pari !hom$ioi, cio RugualiS", come era consueto anche nelle altre colonie greche. 4un&ue a Mparta non vi erano aristocra6ie !gh'ne", vi era una comunit di eguali. La forma !i #o%erno !iarchica !invece che monarchica" assicurava gli Mpartiati da ogni limita6ione della loro indipenden6a ed eguaglian6a. 7uttavia prevalsero nella guida della citt due famiglie% &uella degli 3giati e &uella degli Eupatridi, che &uasi certamente avevano tradi6ioni sacrali. Pi9 tardi il vero comando fu esercitato dagli .fori !gr. +T->-H". LUeforato era costituito da 8 membri, scelti er un "olo anno tra tutti gli Mpartiati. Nno di essi era il presidente della magistratura e dava il nome allUanno !e onimo". 1. Lassemblea di tutti gli Mpartiati era la a .lla, che deteneva la sovranit, affiancata da un consiglio degli an6iani, #heru"&a. Vuestultimo col tempo ebbe una fun6ione sempre pi9 importante, cosW che a Mparta si determin$ una sorta di ari"tocra(ia !e#li an(iani. 2n seguito l+eforato divenne una vera magistratura politica e militare, completando la trasforma6ione della societ spartana in una forma definitivamente aristocratica. 8. 5erso la fine del 52 secolo Mparta era alla testa di un "i"tema !i allean(e sparse in tutta il Peloponneso !Le#a elo onne"iaca", fra le citt favorevoli alla sua olitica fortemente con"er%atrice. La Lega spartana era altresW un mondo spirituale e culturale, il cui punto di riferimento era Olim ia) centro !el culto !i $eu". Iu a )limpia che lXeraWon !tempio di X ra" e il tempio di Leus segnarono la trasforma6ione del mgaron come luogo di culto nel tem io cla""ico !i "tile !orico. )gni 1 anni vi si svolgevano i giochi, il cui conteggio ebbe ini6io nel KKE. Mparta divenne il pi9 grande centro di musiche, dan6e e poesie sacre della Grecia. La cultura a Mparta aveva un carattere prevalentemente religioso. 2n generale la civilt spartana rivela la conserva6ione dei legami pi9 antichi con le sue origini religiose ed etniche, ma da &uesto si svilupp$ una potente creativit culturale non inferiore alla cultura ateniese.

( E. La citt !i Atene, nell3ttica, invece nasce intorno al santuario della !ea %er#ine Athena, figlia di Leus. 5icino cera il santuario di Eleusi, sacro alla dea 4emetra. La vicinan6a di due porti marittimi, il Pireo e il Ialero, aveva attirato una forte immigra6ione di forestieri e di schiavi. K. La citt0stato nac&ue da una le#a !i #hne ari"tocratici, che si raccoglievano nelle &uattro trib9 ioniche. 3ttraverso la storia attica apprendiamo che il ghnos si forma con un fra6ionamento della trib9, allorch' una casata aristocratica assume la guida di un gruppo impossessandosi di unarea coltivabile, nella &uale si stabilisce con tutto il suo seguito di gente legata dai vincoli religiosi e di dipenden6a lavorativa. 2 ghne, cio gli eu atri!i le cui genealogie risalivano agli d i, si accordarono per la comune difesa e intorno ai santuari nac&uero i primi nuclei di una citt0stato di origine genetica, cio locale e non coloniale. Y. Jome a Mparta, anche ad 3tene la san6ione religiosa alla radice dellunit politica. 3tene risaliva al mitico re Te"eo e alle leggende legate al suo nome. 2n generale la san6ione religiosa assume carattere di storicit nel mito, che sempre un mito genetico, cio alle origini di una storia. Z. 3lla mitica monarchia succede l+arcontato. Lorgani66a6ione della p$lis aristocratica ateniese sotto il governo degli eu atr&!i, capi delle casate dominanti, sostituW il monarca con il governo fra6ionato ed annuale di no%e arconti. 2l primo di essi esercitava le fun6ioni sacrali del basile9s[ sei arconti formulavano le norme della conviven6a e della giusti6ia[ un arconte !eponimo" dava il nome dellanno e amministrava la giusti6ia[ un arconte polemarco aveva il comando dellesercito. 1\. 3ccanto agli arconti cera la ,ul. dell3reopago, composta dagli e]0arconti. Essa sorvegliava lapplica6ione delle leggi e giudicava i processi comportanti la condanna a morte. Per gli altri processi fun6ionava un altro tribunale, &uello dei /0 ef.ti". 11. Vuanti non facevano parte dei ghne si raccoglievano in pi9 semplici confraternite religiose !orgh thasoi". Mtranieri residenti e e]0schiavi erano totalmente esclusi dal diritto di partecipa6ione attiva alla vita politica. La citt0stato era una sorta di allean6a fra i ghne del territorio, ma il continuo accrescersi degli estranei ai culti dei gh ne e la diffusione dei culti da essi importati resero necessario il ricorso alle leggi scritte !Co"titu(ioni". 1#. /el 522 secolo Dracone cominci$ a dare le##i enali "critte) il cui senso era &uello di attenuare le decisioni arbitrarie degli eupatrWdi. 2nfatti i ghne continuavano a detenere, nella p$lis, la vera sovranit, bench' accettassero per convenien6a un vincolo confederale tra di loro e un governo comune. Le famiglie degli eupatrWdi erano &uelle che trattavano tutti gli affari di Mtato. 1(. 3llini6io del 52 secolo Solone divenne arconte. Era poeta e membro dellaristocra6ia, e aveva una grande esperien6a avendo molto viaggiato. Egli ottenne il mandato di fare opera di e&uilibrio nella citt, segnata evidentemente da gravi tensioni sociali fra gli appartenenti e i non appartenenti ai #hne. 2n 3tene era particolarmente influente il #hno" !e#li Alcmeoni!i. 11. Le prime leggi di Molone furono% a. laboli6ione della garan6ia personale per i debitori !a effetto retroattivo" b. la nuova misura6ione della terra !catasto" c. la riforma dei pesi e delle misure !con effetto di una ridu6ione dei debiti" Vueste riforme colpivano gli interessi esclusivi dei ghne. 18. 4opo &ueste riforme , Molone cre$ una nuova !i%i"ione !ei citta!ini fon!ata "ul re!!ito) crean!o 1uattro cate#orie !i citta!ini2

1 a. b. entaco"iome!imni !il medimmo la misura di peso dei cereali, e 8\ medimni corrispondevano a #E tonnellate di cui chi apparteneva a &uesta categoria era produttore" hi ei" !produttori di almeno (\\ medimni"

Vuesti due erano i redditi massimi, soggetti ai tributi[ inoltre ambedue erano tenuti a prestare servi6io militare in cavalleria, provvedendo al cavallo e alle armi. d. e. (eu#iti !produttori di almeno #\\ medimni usando una coppia !gr. 6eugos" di buoi teti !con poca o nessuna terra da coltivare"

1E. 7utti i cittadini erano elettori, ma solo le prime tre categorie erano eleggibili. La cariche finan6iarie riservate solo alla prima, &uelle politiche alle prime due, &uelle amministrative alle prime tre. Mi trattava dun&ue di una riforma timocratica !cio ordinata secondo il cen"o", la cui conce6ione di base era il rapporto tra eserci6io dellautorit e obblighi militari e tributari, an6ich' lappartenen6a alla comunit confessionale0politica di un ghnos. 2l senso profondo della riforma di Molone fu che alla base della nuova plis vi erano culti propri dellintera comunit, e non solo &uelli particolari dei ghne% soprattutto &uello di Athena Prtheno" !cio R5ergineS" e Polia!e !cio Rprotettrice della cittS", i cui templi sorgevano sull3cropoli della citt. Molone, come testimonia la sua poesia, credeva nella "o%ranit !i $eu" i cui frutti sono tre% Eunomia !il buon governo", Di-e !la giusti6ia" e Eirene !la pace" 1K. La nuova comunit politica il !.mo", che esclude i meteci, gli stranieri e gli schiavi, che non erano soggetti di diritto. La nascita della tirannide in 3tene, attraverso la fi#ura !i Pi"i"trato, rappresenta una fase successiva di sviluppo delle riforme di Molone e di consolidamento della citt0 stato, al di sopra dei ghne tradi6ionali. 1Y. Pi"i"trato, nel trentennio della sua tirann&a, fra il 8E\ e il 8#K, dette vita allafferma6ione politico0 religiosa della plis attraverso la costru6ione di nuovi templi riservati a culti non tradi6ionali o non solo ateniesi, come &uello di A ollo !i Delo !isola dellEgeo, mitico luogo di nascita di 3pollo e di 3rtemide, nati da Latona", su cui Pisistrato ottenne un predominio religioso, o &uelli di Demetra a Eleu"i e !i Dioni"o e !ei 3i"teri orfici. La citt di 3tene allarg$ la propria influen6a nel Jhersoneso tracico, controllando il Ponto Eusino !Mar /ero". 1Z. La tirannia di Pisistrato mostr$ che lunica alternativa al governo oligarchico dei ghne per una forma6ione come la citt0stato era un governo concentrato in una sola persona, cio RmonarchicoS, anche se inserito in un ordinamento giuridico conforme al prevalere delle oligarchie aristocratiche. 2l suo nuo%o "i"tema tri,utario !tutti i cittadini erano tassati per un ventesimo delle loro entrate" consentW di armare una flotta destinata a diventare lo strumento dellespansione marittima politica ed economica di 3tene. Pisistrato cre$ la ma#i"tratura militare !e#li "trate#hi, pi9 adatta alle necessit di condurre impegni militari distanti dalla citt e differen6iati. #\. La morte di Pisistrato vide la ri"co""a !ei #hne, come testimonia luccisione del figlio di Pisistrato, 2pparco, e la lotta contro laltro suo figlio 2ppia. Emersero nuovamente #li Alcmeoni!i, i &uali a proprie spese avevano ricostruito, dopo un incendio, il "antuario !i A ollo a Delfi. La nobile famiglia ateniese degli 3lcmeonidi, in cambio del finan6iamento della ricostru6ione del tempio di 4elfi, ottenne lappoggio di Mparta nella lotta politica. Loracolo di 4elfi proteggeva le aristocra6ie e vedeva perci$ di mal occhio i tiranni. #1.

8 Il culto !i A ollo e la reli#ione !ell+oracolo !elfico erano divenuti il centro di una religiosit panellenica !cio di tutti i Greci". 2l non seguire loracolo e i suoi consigli era considerata h^bris !gr. QO>H., cio tracotan6a empia, empiet". Lessere esclusi dalloracolo era una maledi6ione, una scomunica. La p$lis era uno stato sovrano nei limiti della lealt verso le forma6ioni religiose panelleniche e 4elfi, dal 52 secolo, deteneva il posto pi9 alto come centro politico0religioso. 2nfatti non bisogna mai dimenticare che lunico vero legame fra le citt0stato della Grecia erano le anfi(ionie) cio le leghe sacrali di p$leis che gravitavano attorno a un santuario. Lanfi6ionia deifica, con il santuario di 4emetra ad 3ntela, presso le 7ermopili, legava insieme dodici citt0stato, tra cui Mparta e 3tene. ##. Iu &uindi un capo degli 3lcmeonidi, Cli"tene, come arconte a proporsi un radicale cambiamento dellordinamento politico di 3tene, ponendo le ri arti(ioni territoriali alla base del nuovo sistema. Egli cre$ il "i"tema !elle tritt&e, cio di trenta gruppi di d moi, dieci delle aree montane, dieci delle aree costiere, dieci delle aree pianeggianti, ma uniti in modo che ogni trittWa riunisse un d mos di montagna, un d mos di area costiera e un d mos di pianura. Rimandando al libro di testo lanalisi dellintero sistema, diciamo solo che Cli"tene im e!i%a la re%alen(a !i un "ettore !el territorio !ell+Attica "u#li altri. #Y. La crea6ione di organi come la ritan&a) l+e--le"&a e la ,ul rispondevano al timore della monarchia, cio della tirannia. Ma vi erano altri due scopi evidenti% a. far partecipare, almeno in apparen6a, al governo della citt tutti &uanti ne facevano parte, impedendo che un poten6iale tiranno avesse il favore dei ceti che Molone aveva escluso dal governo della citt !6eugiti e teti" b. concentrare il vero governo nei magistrati arconti e strateghi, cariche entrambe elettive e non sorteggiate. Era chiaro che Jlistene favoriva i gruppi aristocratici delle maggiori casate, come gli 3lcmeonidi, i Iilaidi e i _utani, che avevano largo seguito. 2l sistema di Jlistene era dun&ue una !emocra(ia che da un lato impediva lavvento della tirannia, dallaltro favoriva linfluen6a determinante dei ghne. #Z. 2l nuovo regime democratico si cre$ uno strumento di difesa con una legge penale che dava luogo a una pubblica accusa di viola6ione della legalit, la graf' par n$mon, una legge che istituiva la pena di morte o dellesilio per chi si situasse al di fuori del &uadro oligarchico che deteneva le leve del governo della democra6ia. Jon lostracismo un cittadino poteva venire esiliato per 1\ anni sen6a alcun capo daccusa !ma sen6a espropria6ione dei suoi beni"..

4SEGUE PARTE III5 APPENDICE. SOLONE POETA

Solone
Ode al Buongoverno
/ei versi di Molone da un lato c il Malgoverno !cittadini folli affascinati dal denaro[ demagoghi che si fanno ricchi dietro allingiusti6ia[ spregio dei fondamenti di Giusti6ia", dallaltro c il _uongoverno !fonte di ordine e misura, getta i colpevoli in catene, cancella la prepoten6a, diffonde sagge66a ed e&uit".

/on perir la patria nostra% non lo vuole Leus n' la mente degli dei beati[ veglia una dea magnanima, tiene su lei le mani% Pallade, figlia dell)nnipotente. Ma sono loro, i cittadini folli, affascinati dal denaro, che vogliono distruggerla, e sono i demagoghi ingiusti% sconteranno con tanti guai la loro tracotan6a. /on conoscono remore agli eccessi, non sanno gustare gioie conviviali in pace. Mi fanno ricchi dietro allingiusti6ia sen6a riguardo a beni sacri o pubblici, chi di &ua chi di l saccheggiano, rapinano, spregiando i fondamenti di Giusti6ia. Ella non parla% conscia del presente e del passato, arriva sempre, vindice, col tempo. Piaga sen6a rimedio grava sulla citt. ` diventata schiava in un baleno. La schiavit9 ridesta lotte civili e guerre sopite, e tanta giovent9 ne muore. Per i nemici, la citt diletta si consuma in convegni che pescano nel torbido. Ecco i mali che girano nel popolo% dei poveri sono molti che migrano lontano, allestero, venduti schiavi, in ceppi indegni. La rovina di tutti , in ogni cosa, la rovina dognuno, e non c porta che la blocchi% varca dun bal6o le muraglie, e coglie anche chi fugge e si rimpiatta in camere segrete. Vuesto mi detta il cuore dinsegnare agli 3teniesi% il Malgoverno fonte di rovina[ il _uongoverno fonte dordine e di misura, getta spesso i colpevoli in catene, appiana aspre66e, limita la sa6iet, cancella la prepoten6a, secca in boccio i fiori del male, addri66a le senten6e storte, mitiga la superbia, sopisce la discordia, la bile dei dissidi funesti% allora gli uomini non hanno che sagge66a ed e&uit.

Solone
Elegia alle Muse Molone religiosamente concepisce la presen6a di una giusti6ia divina nel mondo. Figlie splendenti di Mnemosine e di Zeus Olimpio, Muse Pieridi, ascoltate me che (vi) prego

K concedetemi !elicit" da parte degli dei #eati e da parte di tutti gli uomini di avere sempre #uona !ama$ di essere dolce cos con gli amici, ma con i nemici amaro, per gli uni degno di rispetto, per gli altri terri#ile a vedersi% &esidero poi avere ricche''e, ma posseder(le) ingiustamente non voglio in ogni modo poi sopraggiunge giusti'ia% (a ricche''a che danno gli dei, rimane accanto all)uomo salda dalla prima radice !ino alla cima$ *uella che gli uomini inseguono (spinti) dalla tracotan'a, non secondo armonia giunge, ma o##edendo ad a'ioni ingiuste contro voglia segue, e velocemente (vi) si mescola rovina$ il (suo) ini'io nasce da poca cosa, come (l)ini'io) di un !uoco () insigni!icante all)ini'io, ma poi diventa alla !ine (lett% !inisce) !unesto in!atti non a lungo durano per i mortale le a'ioni della tracotan'a% Ma Zeus osserva l)esito di tutte le cose e all)improvviso come d)un tratto disperde le nu#i il vento primaverile, che del mare ondoso (e) in!econdo dopo aver smosso il !ondo, sulla !ertile terra distrutte le #elle opere, giunge alla sede inaccessi#ile degli dei il cielo, e !a vedere di nuovo il sereno$ e splende sulla pingue terra la !or'a del sole #ella, e su#ito non si vede pi+ nessuna nu#e, tale la puni'ione di Zeus, ma non contro ciascuno (oppure per ogni occasione) pronto all)ira come un uomo mortale, per mai e poi mai gli s!ugge chiun*ue malvagio animo a##ia, e in ogni caso alla !ine si mani!esta ma uno paga su#ito, uno (paga) dopo$ altri (pu darsi che) s!uggano essi stessi, e che il !ato degli dei non (li) colga sopraggiungendo, comun*ue prima o poi giunge incolpevoli delle a'ioni pagano o i !igli di *uesti o la stirpe !utura% Ma (noi) mortali cos pensiamo, sia il #uono sia il cattivo, che l)aspettativa che ciascuno ha, a##ia #uon esito, prima di so!!rire *ualcosa allora poi si a!!ligge$ ma !ino a *uesto (momento) stando a #occa aperta godiamo di vane speran'e% , chiun*ue sia tormentato da malattie dolorose, pensa *uesto, (cio) che guarir" (lett% sar" sano)$ un altro, pur essendo vile crede di essere un uomo valoroso e #ello pur avendo un aspetto non gra'ioso$ se uno poi () sen'a me''i e lo opprimono i travagli di povert", crede che in un modo o in un altro ac*uister" molte ricche''e% -hi si d" da !are da una parte chi dall)altra uno per il mare pescoso vaga sulle navi, desiderando portare un guadagno a casa, trasportato da venti impetuosi, non !acendo alcun risparmio della vita$ un altro dissodando un terreno pieno di al#eri per un anno lavora a mercede e gli stanno a cuore i curvi aratri$ un altro di .tena e di ,!esto ingegnoso

Y avendo appreso le arti, mette insieme i me''i per vivere con (il lavoro delle) sue mani, un altro istruito nei doni delle Muse Olimpie (si guadagna da vivere) conoscendo la misura dell)ama#ile sapien'a$ un altro (lo) rende indovino il signore lungi/saettante .pollo e (costui) conosce un male che arriva da lontano ad un uomo a cui (ancora) si accompagnino gli dei$ ma il destino in ogni caso non (lo) allontaneranno n un auspicio n sacri!ici$ altri, possedendo l)arte di Peone dai molti !armaci (sono) medici, (ma) anche per *uesti non c) nessun esito (garantito) spesso da un piccolo dolore nasce una grande so!!eren'a e nessuno potre##e lenirla pur somministrando medicine calmanti$ un altro invece tormentato gravemente da malattie dolorose avendolo toccato con le mani su#ito (lo) rende sano% (a Moira, certo, porta ai mortali male e #ene, e inevita#ili sono i doni degli dei immortali% Per tutti davvero c) un rischio nelle a'ioni e nessuno sa come andr" a !inire un)impresa una volta incominciata ma uno mentre tenta di !ar #ene, non prevedendo(lo) cade in grande e rovinosa sventura, invece ad un altro che agisce ini*uamente un dio concede in tutto #uona !ortuna, rimedio della stolte''a% Per gli uomini non c) nessun limite palese per la ricche''a in!atti *uelli di noi che adesso possiedono moltissimi me''i per vivere, si a!!annano il doppio$ chi potre##e sa'iarli tutti0 1 guadagni ai mortali (li) elargiscono gli immortali, ma da essi si palesa rovinoso accecamento, e *uando Zeus lo manda per punire, ora ce l)ha uno ora un altro%