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Retta Parola (samma vaca) Retta Azione (samma kammanta) Retta Vita (samma ajiva) Unifichiamo in una sola

trattazione i tre fattori suddetti perch essi nel loro insieme formano la prima ripartizione dell'Ottuplice Sentiero, ovvero la disciplina morale (Silakkhandha). Nel Buddismo non esistono norme vere e proprie, fini a s stesse o che impongono obbedienza. E allora perch si parla di disciplina morale? Le intenzioni non sono etiche, ma puramente spirituali, sebbene indirettamente producano ANCHE un notevole risultato etico. Il Dharma si occupa molto di benessere sociale e di compassione per tutti gli esseri viventi, tuttavia nell'ottuplice Sentiero le intenzioni sono interamente dedicate alla liberazione individuale ed interiore da DUKKHA. Il termine pali SILA, tradotto con "etica", implica una sovrapposizione di significati: una condotta conforme ai principi morali, i principi stessi, le virt che scaturiscono dalla "retta vita". A differenza delle religioni monoteistiche, che concettualizzando un dio paternalistico sono costrette a sviluppare etiche di obbedienza, magari all'insegna del timore, il Buddismo punta piuttosto ad una idea di ARMONIA fra tutti gli esseri viventi e tutte le cose. Quindi nessuna indicazione andr vissuta come rigidamente normativa, perch si tratta di fattori che ci aiutano a liberarci da DUKKHA. Ecco perch non ci interessa la semplice osservanza formale o l'applicazione troppo letterale: piuttosto dobbiamo scavare con la mente dentro questi principi per assaporarne il piacevole e benefico apporto. Detto questo, passiamo a commentare i tre passi che caratterizzano Silakkhandha. Retta Parola: sia la forma verbale che scritta della comunicazione possono avere enormi conseguenze. La parola pu spezzare vite, creare nemici, ma anche infondere saggezza e fondare la pace Il Budda espone quattro tipi di retta parola: astensione da parola falsa, da parola che calunnia, da parola aspra e da parola oziosa. Con Retta Azione si intende, in generale, un uso appropriato di noi stessi e del nostro corpo. Ovviamente l'aspetto principale della retta azione riguarda il non nuocere agli altri, ma anche non prendere ci che non dato. Si noti che non ci si limita all'astensione dal furto, ma anche da un possesso troppo bramoso. Nella retta azione va considerato anche un sano atteggiamento nei confronti della sessualit, rispettoso delle esigenze, dei ruoli e degli impegni di ciascuno. Con Retta Vita si intende infine il guadagnare appropriatamente i mezzi di sussistenza. Questo fattore anche detto "Retti Mezzi". Tra i mezzi di sussistenza nocivi a s e agli altri, il Budda ne elenca almeno cinque: commercio di armi, di esseri umani (ovviamente all'epoca del Budda esisteva lo schiavismo), di carne, di veleni e di sostanze comunque nocive alla salute. In generale, qualsiasi mezzo di sussistenza che dovesse implicare danno o sofferenza negli altri va evitato. Questo il corretto atteggiamento buddista, indipendentemente dalla mera osservanza formale di regole.

l fondamento dell'etica loris belpassi

Tutte le tradizioni spirituali concordano nel conferire all'etica un ruolo di fondamento e il Buddhismo - in ci - non fa eccezione. Quel che contraddistingue per il Dharma la sua pragmaticit, il non insistere cio su concetti assoluti quali "bene" o "male", ma semmai collocare i comportamenti umani nella loro relazione pratica con i risultati che producono. Per il Dharma "bene" ci che conduce gli esseri alla loro felicit, mentre male quel che porta alla sofferenza. Entro questa prospettiva l'etica non si caratterizza per la sua assolutezza o immobilit, ma entra a far parte del cangiante contesto del mondo e, in quanto tale, del tutto verificabile. Come in un laboratorio scientifico, chi costruisce azioni si ritrova condizionato dall'inesorabile legge di causa ed effetto e con essa deve fare i conti. Al contempo pu egli stesso verificare, attraverso la sua esperienza e quella degli altri suoi simili, se possibile in qualche modo eludere tale azione causale dell'etica. C' per caso qualche malvivente a questo mondo che sia davvero felice? E perch mai certe persone sono serene anche in situazioni difficili, mentre in analoghe congiunture altre cadono in stress o addirittura in depressione? Detto questo, se qualcuno pensasse che l'etica del Dharma sia senza vero fondamento, solo perch si appella alla prassi, commetterebbe il pi colossale degli errori. C' un tessuto fondamentale che regola e d ragione dell'etica, risolvendola senza ulteriori residui: il tessuto dell'interdipendenza. Poich ogni cosa del mondo non autosufficiente e dunque non si giustifica in s, tutto si regge su una rete interdipendente di esseri e cose che garantisce la loro mutua solidalit, la loro salute, e - in ultima analisi - la loro armonia a ogni livello. Ogni azione che rompa unilateralmente tale catena interdipendente mina dunque l'armonica trama dell'insieme, producendo inevitabilmente conflitto e dolore. Di conseguenza ogni atto aggressivo e prepotente, ogni espressione di avidit personale, ogni chiusura aprioristica all'altro, sanzionata immediatamente dal "sistema" dell'esistenza, perch va fondamentalmente contro il codice su cui tale sistema si regge.

Etica - Dalai Lama

Gio, 27/12/2007 redazione consapevolezza

Durante il corso della sua ultima visita in Italia - avvenuta nel dicembre 2007 - il Dalai Lama si pronunciato, a pi riprese, sull'etica. Il leader religioso propenso ad un'etica laica e secolare. Ecco brevi estratti che ne chiariscono bene il pensiero.

"Dal punto di vista buddista, il mio punto di vista - ha precisato il Dalai Lama - si dovrebbe essere completamente imparziali e non avere idee predominanti o condizionamenti. Naturalmente sono stato io stesso condizionato dalla mia educazione, ma e' proprio per questo che reputo necessaria un'etica laica e secolare". "Alcuni miei amici - ha puntualizzato il Dalai Lama - dicono che l'etica deve fondarsi sulla religione. Io, lo ripeto, credo che debba trattarsi di un'etica laica e secolare: le fedi sottolineano l'importanza della compassione e della benevolenza, ma io promuovo questi sentimenti a prescindere dalla religione". Secondo il Dalai Lama si tratta di "stati mentali che sono innati in noi: ce lo dimostra l'energia che mette una mamma, anche nel mondo animale, nella cura dei propri figli e lo fa solo per affetto spontaneo. Ecco, la compassione e' un elemento biologico necessario agli uomini". Purtroppo, la naturalezza di prendersi ciascuno cura dell'altro pu esser senz'altro alterata. "Con il proliferare della tecnologia molti giovani passano gran parte del loro tempo a guardare la televisione o in altre occupazioni che non consentono loro di guardare dentro se stessi. Non riuscire a sviluppare un'etica interiore (dedicando pi tempo alla meditazione e alla spiritualit - NdR) ci porta all'egoismo, alla non comprensione dell'altro e, quindi, alla violenza". "La conseguenza sono i crimini e anche i suicidi", ha detto il Dalai Lama. "Abbiamo bisogno di sforzi speciali per realizzare l'importanza dell'interiorit e dell'etica". Il leader religioso si soffermato pure sull'importanza di "considerare ogni cosa come complementare agli altri elementi e, dunque, anche a noi stessi." I buddisti lo chiamiamo il 'sorgere fenomenico', ovvero il sorgere delle cose in base a rapporti di causa-effetto.
< Esoterismo, Exoterismosu