Sei sulla pagina 1di 160

21/22

anno dieci numero ventuno/ventidue

Remo Andreolli Andrea Francesconi


3 Editoriale 51 La valutazione
dell’esperienza formativa
Andrea Francesconi realizzata dalla Provincia
5 La formazione Autonoma di Trento nel
manageriale dei dirigenti periodo 2002 -2007
sanitari
Alessandra Rodaro
Franca Bellotti 63 Appendice 1:
27 La formazione Analisi dei risultati dei
manageriale per dirigenti questionari di customer
sanitari nella Provincia satisfaction e delle prove
Autonoma di Trento di valutazione finale

Fabrizio Fontana, Silvia Pedrolli Andrea Francesconi,


41 Oltre le competenze Alessandra Rodaro
specialistiche: la 71 Appendice 2:
formazione manageriale Schede di sintesi
dei dirigenti sanitari dei lavori finali
nell’Azienda Provinciale dei partecipanti
per i Servizi Sanitari di
Trento

Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008


“Serrati gli uni contro gli altri dalla crescita del loro numero e dalla moltiplicazione dei collegamenti,
accomunati dal risveglio della speranza e dell’angoscia per il futuro, gli uomini di domani lavoreranno
per la formazione di una coscienza unica e di una conoscenza condivisa”.

Pierre Teilhard de Chardin

“Punto Omega”, nel pensiero di Teilhard de Chardin, filosofo e teologo vissuto tra il 1881 e il
1955, è il punto di convergenza naturale dell’umanità, laddove tendono tutte le coscienze, nella ricerca
dell’unità che sola può salvare l’Uomo e la Terra. “Punto Omega” è anche il titolo scelto per la rivista
quadrimestrale del Servizio sanitario del Trentino ideata nel 1995 da Giovanni Martini, poiché le sue
pagine vogliono rappresentare un punto di incontro per tutti coloro che sono interessati ai temi della
salute e della qualità della vita.

Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008


A
lcune realtà regionali, compresa Rispetto ai concetti trattati di efficien-
la Provincia Autonoma di Trento, za, efficacia, budget, costi/benefici,
si sono impegnate in questi anni bilancio, è stato dato ai professioni-
nel trovare proposte operative e di sti coinvolti un giusto e appropriato
risposta ai bisogni di qualificazione significato, evitando comunque di
professionale attivando anche corsi oscurare i concetti di risultato di sa-
di formazione manageriale, con lute, di cura, di appropriatezza degli
l'obiettivo di incentivare le capacità interventi, di relazione umana.
manageriali dei propri dirigenti sani-
tari che per le loro funzioni dirigen- Non va dimenticato infatti che i ser-
ziali sono costantemente chiamati vizi sanitari sono prevalentemente
a possedere adeguate conoscenze e 'beni relazionali', il cui esito finale
competenze non solo di natura pro- dipende strettamente dalla relazio-
fessionale, ma anche organizzativa ne che si determina tra fornitore
e gestionale. e utente. E che oltre alle capacità
tecniche e manageriali del profes-
Il direttore di struttura complessa, sionista sanitario, altre componenti
del resto, è interessato sempre più a risultano determinanti nel produrre
possedere una cultura manageriale l'outcome finale: il rapporto umano
finalizzata a ritrovare strategie, mo- che si instaura con l'utente, lo scam-
delli e strumenti orientati dai bisogni bio di informazioni tra professionista
di salute dei cittadini, che sul piano e utente e il grado di collaborazione
organizzativo si traducono e trovano dell'utente.
significato nel Governo Clinico.
Con la presente pubblicazione si de-
Peraltro governare il sistema con un scrive l’esperienza quadriennale della
orientamento clinico vuol dire essere Provincia Autonoma di Trento anche
in grado di gestire: la domanda di illustrando sinteticamente le tesi
salute, le risposte professionali, le (workshop) presentate al termine dei
risorse, il contesto organizzativo corsi. Per ciascuna tesi viene infatti
utilizzando le fonti e i riferimenti presentato l’abstract e fornite alcune
culturali più appropriati. informazioni relative al lavoro, quali
utili strumenti di orientamento per
Da qui l’esigenza per il Sistema sa- consultazioni ed eventuali ulteriori
nitario di contare su professionisti studi e approfondimenti.
dirigenti in grado di orientare e va-
lorizzare i professionisti della salute dott. Remo Andreolli
per raggiungere obiettivi d'interesse Assessore provinciale alle Politiche per la salute
comune ed offrire ai cittadini cure
migliori, e questo è stato l’obietti-
Editoriale

vo finale della formazione oggetto


del presente volume in quanto si è
impegnata a fornire ai professionisti
coinvolti quegli ulteriori strumenti,
anche di conoscenza, di "autorego-
lazione professionale" e di volontà di
partecipare alla riorganizzazione del-
l'erogazione dei servizi e dei processi
clinici, per il miglioramento continuo
della qualità dell'assistenza.

3
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
La formazione manageriale (accountability) delle aziende
sanitarie pubbliche;
dei dirigenti sanitari 2) nella introduzione di logiche di
governo aziendale da applicare
Andrea Francesconi alle aziende sanitarie pubbli-
che.

Con riferimento al primo punto,


nella prospettiva dell’accountabili-
ty, si è diffusa una logica secondo
la quale le amministrazioni, siano
esse nazionali, regionali, o siano
esse enti direttamente erogatori di
servizi quali, nel caso italiano, le
aziende di servizi sanitari (Aziende
1. Il contesto di partenza Sanitarie Locali e/o Aziende Ospe-
Negli scorsi decenni, i sistemi daliere), sono chiamate a rendere
sanitari di molti Paesi europei si conto alla collettività dell’impiego
sono qualificati per processi, più delle risorse che vengono messe
o meno significativi, di riforma loro a disposizione tramite l’asse-
caratterizzati da un forte orienta- gnazione di specifici trasferimenti
mento all’introduzione di logiche e di denaro derivanti, prevalentemen-
di strumenti di management al fine te, dal prelievo fiscale.
di ricercare il difficile compromesso L’accountability pubblica impo-
tra dinamiche crescenti di doman- ne una rendicontazione non solo di
da dei servizi sanitari, evoluzione tipo contabile, ovvero relativa al
scientifico tecnologica e stringenti rispetto delle regole formali tipiche
vincoli si spesa. dei sistemi di contabilità pubblica,
I cambiamenti istituzionali ma soprattutto di tipo sostanziale
sono, spesso, stati determinati inerente i livelli di efficienza ed
da alcune motivazioni comuni efficacia dell’azione amministrativa
quali, per esempio, la forte preoc- tenendo innanzitutto conto delle
cupazione dei Governi in merito esigenze della cittadinanza.
all’andamento della spesa sanitaria L’accountability pubblica può,
pubblica e dell’incremento del costo così, essere vista come un tentativo
dei sistemi sanitari nazionali. concreto e un’esigenza specifica,
Queste preoccupazioni di ca- del “pubblico” o della collettività
rattere macroeconomico, hanno rappresentata di avere uno specifi-
assunto toni particolarmente si- co ruolo nel valutare l’operato delle
gnificativi in periodi caratterizzati amministrazioni pubbliche che si
da una contingenza economica traduce, con riguardo specifico al
negativa e si sono tradotte: contesto sanitario, in una parallela
1) nel perseguimento di maggiori crescita della centralità del pa-
livelli di responsabilizzazione ziente come soggetto non più solo

5
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
passivo recipiente delle opinioni e disponibili conoscenze e le di-
delle indicazioni dei clinici. sponibili tecnologie);
c) adeguati livelli di appropria-
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
Con riferimento al secondo pun- tezza delle prestazioni (intesa
to si deve evidenziare come, anche in termini di effettivo soddi-
tenendo conto del fatto che i pro- sfacimento dei bisogni degli
cessi di riforma caratterizzanti gli utenti tramite l’erogazione delle
specifici sistemi Paese presentino prestazioni e dei servizi sanitari
specifiche peculiarità (che rifletto- effettivamente necessari);
no, a loro volta, le esigenze proprie d) un effettivo orientamento a
di ogni contesto nazionale), tutti i mettere al centro dei processi
processi di cambiamento istituzio- decisionali, ai diversi livelli
nale intercorsi in Europa, a partire di responsabilità organizzativa
dagli anni ’90, sono accomunati da della Aziende Sanitarie Locali
un elemento: un forte orientamento e delle Aziende Ospedaliere le
all’introduzione di logiche di ma- esigenze qualitative del pa-
nagement come motori principali ziente rispetto alle esigenze dei
dell’azione di governo delle aziende professionisti e/o alle esigenze
sanitarie pubbliche. di contenimento dei costi.
In Italia, in particolare, l’insie-
me dei principali provvedimenti di Le finalità di fondo perseguite
riforma, che si sono succeduti a dal processo di aziendalizzazione
partire dal 1992, è stata definita della sanità italiana hanno portato
in termini di “aziendalizzazione” a una nutrita serie di interventi di
del sistema sanitario. cambiamento di sistema progres-
Si tratta di provvedimenti che sivamente recepiti (anche se in
hanno perseguito, in maniera forte maniera tuttora fortemente diso-
e strutturata, l’adozione e l’intro- mogenea) dalle singole Regioni e
duzione, nell’ambito delle strutture dalle singole aziende pubbliche
pubbliche erogatrici di servizi sani- erogatrici di servizi sanitari.
tari, di logiche e tecniche di mana- I principali cambiamenti hanno
gement tali da orientare le aziende riguardato:
pubbliche di servizi sanitari verso il a) innovazioni nell’assetto istitu-
congiunto perseguimento di: zionale e organizzativo delle
a) adeguati livelli di efficacia (in- aziende di servizi sanitari fina-
tesa come capacità di risponde- lizzate a una loro maggiore au-
re in maniera quantitativamente tonomia e responsabilizzazione
e qualitativamente adeguata ai sui risultati;
bisogni sanitari dei pazienti e b) innovazioni nel sistema di finan-
dei cittadini) ziamento delle aziende di servizi
b) adeguati livelli di efficienza sanitari tramite l’introduzione
(intesa in termini di adeguato di valorizzazioni tariffarie delle
rapporto tra risorse impiegate prestazioni sanitarie;
e risultati ottenuti stante le c) innovazioni nei sistemi di valu-

6
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
tazione e di incentivazione dei Nella maggior parte dei Paesi
professionisti sanitari; economicamente avanzati i medici
d) innovazioni nei sistemi e negli stanno assumendo un ruolo crescen-
strumenti di governo aziendale te nella gestione delle aziende di
(dai sistemi di programmazione, servizi sanitari occupando posizioni
ai sistemi di gestione del rischio di direzione di struttura che richie-
clinico, ai sistemi di gestione dono lo sviluppo di competenze
della qualità, ai sistemi di asses- di management che integrino le
sment tecnologico); competenze strettamente di ordine
e) innovazioni nei sistemi di ac- clinico professionale.
creditamento istituzionale e di
accreditamento all’eccellenza; 2.1. Il caso dei medici che ricoprono
f) l’introduzione di sistemi di forma- posizioni di Alta direzione (Direzione
zione continua dei professionisti generale o Direzione Sanitaria di
dell’area sanitaria; Azienda)
g) l’introduzione, progressiva e co- La necessità di sviluppare e di
stante, di strumenti di clinical go- possedere competenze di direzione
vernance delle strutture sanitarie. e di gestione trova largo e unani-
me consenso laddove applicata ai
L’insieme di tali cambiamenti e professionisti medici che ricoprono
di tali innovazioni ha determinato posizioni cosiddette di General Ma-
un radicale e profondo mutamento nagement, laddove, cioè, il ruolo
del contesto organizzativo delle da essi ricoperto sia, per esempio,
aziende sanitarie pubbliche e un quello di Direttori Generali o di Di-
radicale ripensamento del ruolo rettori Sanitari di azienda.
che, in tali aziende, deve essere ri- In tali situazioni, non v’è dubbio
coperto dai professionisti sanitari e che il background professionale cli-
dai dirigenti medici in particolare. nico debba essere sostanzialmente
integrato da competenze di ordine
gestionale e manageriale.
2. Il ruolo manageriale dei pro- Similarmente a quanto accade in
fessionisti nelle aziende di servizi tutte le organizzazioni complesse,
sanitari. al fine di ricoprire la posizione di
In relazione al contesto di riferimen- direttore generale, le competenze e
to italiano e internazionale, i cam- le conoscenze tecnico professionali
biamenti che stanno “sfidando” la (cliniche nel caso delle aziende
professione medica sono molteplici, di servizi sanitari) possono essere
profondi, rilevanti e inevitabili. molto utili ma sicuramente non sono
La sensazione prevalente evi- sufficienti.
denzia un cambiamento di potere Le persone che ricoprono tali
organizzativo a danno del medico ruoli, abbiano essi competenze cli-
specialista, del professionista e a niche, competenze ingegneristiche,
favore del medico manager o, prefe- competenze legali, competenze
ribilmente, del medico dirigente. giuridiche o, infine, competenze di

7
ordine economico devono, infatti, consentire loro l’esercizio del ruolo
acquisire, sviluppare e progressiva- nell’ambito delle aziende di servizi
mente dominare le capacità di coor- sanitari.
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
dinamento e di direzione di uomini È oramai, infatti, diffusa e radi-
e di risorse economico finanziarie cata la convinzione che le decisioni
in maniera adeguata al contesto cliniche dei professionisti operanti
organizzativo e sociale in cui si nelle aziende di servizi sanitari, sia
trovano a operare. Queste capacità nell’ambito ospedaliero, sia nell’am-
rappresentano il fattore critico di bito dei servizi territoriali e della
successo per ricoprire il ruolo di medicina di base, rappresentino
management e per creare valore elementi e fattori critici, sotto il
nell’esercizio del ruolo stesso. profilo dell’impatto organizzativo,
Si ritiene che l’acquisizione così come sotto il profilo stret-
delle capacità ora descritte sia tamente economico dei costi che
adeguatamente supportata dalla caratterizzano i sistemi sanitari a
partecipazione a iniziative di for- livello internazionale.
mazione di lunga durata orientate
a sviluppare competenze di general Molteplici possono essere gli
management idonee e coerenti esempi a sostegno di tale tesi. Si
rispetto allo sviluppo delle compe- considerino, infatti, un insieme
tenze di alta direzione dei singoli di scelte qualificanti l’attività dei
individui. clinici quali:
In tal senso, è opinione con- a) le scelte in termini di numero e
solidata che la formazione mana- tipologia di visite specialistiche
geriale per i medici che intendano di cui necessitano i pazienti;
assumere posizioni di direzione b) le scelte relative alla tipologia di
generale non debba differire dalla ricovero (ordinario, day hospital,
formazione riservata alla generalità day surgery) di cui necessitano;
di coloro che intendono svolgere, c) le scelte in merito alle tipolo-
nelle organizzazioni complesse, gie di accertamenti diagnostici
funzioni di general management. loro necessari prima, durante o
successivamente agli episodi di
2.2. Il caso dei medici e dei dirigenti ricovero;
sanitari che ricoprono posizioni di d) le scelte in merito all’utilizzo di
responsabilità di struttura (Dire- specifici protocolli diagnostico
zione di Dipartimento o Direzione terapeutici;
di Struttura Complessa) e) le scelte in merito all’utilizzo di
Anche nei casi in cui i professionisti determinati percorsi diagnostico
sanitari ricoprano posizioni caratte- terapeutici;
rizzate per una responsabilità orga- f) le scelte relative all’utilizzo di
nizzativa inferiore (Dipartimento e specifiche tecnologie sanitarie;
Strutture Complesse), si ritiene che g) le terapie farmacologiche più
le competenze clinico professionali efficaci in relazione al loro stato
non siano, da sole, sufficienti per di salute, ecc.


Tab. 1.
Il background Il clInIco Il managEr
cognitivo
dei medici
e dei manager Focalizzato sulle esigenze del Focalizzato sulle esigenze
(Fonte: singolo paziente dell’intera popolazione servita
Adattamento
da Riley, 1998)
Non è interessato agli aspetti È interessato a garantire l’efficienza
economici dell’assistenza dei trattamenti nell’ambito
dell’ammontare di risorse
a disposizione

Ha frequenti contatti con pazienti Ha rari contatti con pazienti e


e parenti parenti

Orientato alla soluzione di tutti Deve decidere di quale problema


i problemi immediati occuparsi prioritariamente

Atteggiamento indipendente Suddivide con altri le responsabilità


e competitivo

Orientato all’approccio scientifico Orientato all’approccio pragmatico


alla soluzione dei problemi in considerazione di fattori “politici
e di aspetti motivazionali
e relazionali

Si attende che i problemi abbiano Si attende di dover affrontare


delle soluzioni molte situazioni solo parzialmente
risolvibili

Rimane nella medesima azienda per Cambia spesso l’azienda in cui


molto tempo (anche per tutta la opera
carriera)

Esse tutte rappresentano (senza dimensione tecnica/clinico/profes-


pretesa alcuna di aver rappresentato sionale e dimensione gestionale/
la globalità del fenomeno) esempi manageriale.
di variabili, con impatto economico Si tratta, peraltro, di una rifles-
più o meno rilevante, largamente di- sione che si estende e accomuna
pendenti da decisioni che competo- tutte le organizzazioni professio-
no innanzitutto ai professionisti. nali (Università, Studi associati tra
In tal senso, affrontare il tema professionisti, ecc.) 1 che porta a
del ruolo manageriale dei clinici non evidenziare una dualità nei ruoli
può prescindere da una riflessione considerati. In altri termini, anche i
sul rapporto esistente nell’ambito professori universitari, gli avvocati,
delle aziende di servizi sanitari tra gli architetti, i direttori di orchestra,
9
affrontano il non gradito problema la presenza di specializzazioni ed
di integrare le proprie competenze entrambe necessitano di sviluppare
specialistiche con competenze mol- competenze idonee a garantire co-
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
to diverse e in alcuni casi lontane municazioni efficaci.
da quelle sviluppate sui banchi Va, inoltre, considerato come i
dell’Università. continui cambiamenti che hanno
Le differenze nel sistema di qualificato l’evoluzione dei sistemi
valori del professionista e del ma- sanitari dei paesi evoluti riflettano
nager sono elevate. Con riferimento i tentativi dei governi che si sono,
specifico ai professionisti sanitari, nel tempo, succeduti, di fronteg-
il sistema cognitivo e le modalità di giare ciò che appariva (e tuttora
affrontare situazioni problematiche rimane) un problema insuperabile:
differenziano profondamente il cli- quello della conflittualità tra pro-
nico e il manager. Tale situazione, fessionisti e manager. I conflitti tra
peraltro va considerata come fisiolo- le due professionalità sorgono e si
gica e positiva per le organizzazioni manifestano prevalentemente nel-
in cui essi operano. Nell’esercizio l’area economico finanziaria ovvero,
della propria attività clinica il pro- nell’area connessa alle scelte relati-
fessionista non deve operare con ve all’allocazione e all’utilizzo delle
logiche gestionali, ma nell’esercizio risorse, ma, nel nuovo contesto
della propria funzione di direttore di istituzionale e ambientale, sempre
struttura semplice e/o complessa lo più orientato all’accountability (si
stesso medico deve abbandonare le veda il precedente paragrafo 1), i
logiche professionali e indossare i manager sono sempre più spesso
panni del manager. chiamati a monitorare e a valutare
Lo schema della Tabella 1 sinte- anche elementi ritenuti molto vicini
tizza gli approcci mentali che, spes- allo spazio decisionale proprio dei
so, caratterizzano l’orientamento clinici, quali, per esempio, quelli
proprio dei clinici e dei manager. relativi al rischio clinico associato
Nonostante le notevoli differenze alla gestione delle strutture com-
indicate nella Tabella 1, manager e plesse, alla gestione dei reclami dei
clinici hanno anche delle caratte- pazienti verso i professionisti e gli
ristiche che li accomunano (Smith operatori dell’assistenza, al ricorso
2003). Entrambe le professioni, a consulenze cliniche professionali
infatti, attraggono normalmente esterne ecc..
soggetti disposti a impegnarsi molto In alcune situazioni ciò arriva
attivamente nell’ambito lavorativo fino al punto da far percepire ai
anche a scapito di proprie esigenze dirigenti sanitari un’intromissione
personali. I sentieri di carriera sono, dei “manager” in aree in prece-
in entrambi i casi, lunghi e tortuosi denza esclusivamente riservate
e infine sia i manager, sia i clinici, all’autonomia clinica (Davies & Har-
devono, spesso, valutare e assumersi rison, 2003) con una conseguente
rischi professionali. Entrambe le diminuzione del proprio potere
figure si qualificano, inoltre, per organizzativo.

10
Si manifesta, per tale via, la compromettere le performance in-
dimensione della mutua interdi- dividuali, d’equipe e della struttura
pendenza tra le due professionali- di appartenenza.
tà, dimensione influenzata anche Le competenze gestionali e
dalle considerazioni in merito alla di management sono, peraltro,
prevalenza dell’una o dell’altra indispensabili per i medici che
figura. A tale riguardo si sostiene, ricoprano posizioni di direzione di
a ragione veduta, che i clinici strutture complesse e/o dirigano
possono occuparsi della dimensio- team clinici e/o di ricerca.
ne di ordine gestionale, mentre i In funzione, infatti, dell’evolu-
manager (perlomeno in tutti i casi zione dei contesti organizzativi di
dove non abbiano precedenti espe- riferimento per i dirigenti sanitari
rienze cliniche) non sono in grado è necessario coniugare senza con-
di esercitare il ruolo professionale traddizioni concettuali e operative
medico. Tale considerazione porta le due dimensioni e delinearne con
i manager a sottolineare l’assoluta chiarezza gli elementi distintivi.
rilevanza della componente profes- Se, infatti, storicamente, il
sionale al fine dell’efficace gestione principale elemento di riferimento
delle strutture sanitarie, mentre per le decisioni cliniche è ricon-
solo raramente i medici ritengono ducibile ai bisogni del singolo
di necessitare del supporto mana- paziente e/o all’esito del singo-
geriale come condizione necessaria lo intervento, l’evoluzione delle
all’efficacia della pratica clinica. modalità di esercizio della clinica
Un altro ordine importante di rende sempre più importante che
considerazioni da effettuare si ri- essi comprendano le dimensioni
ferisce alla necessità per i dirigenti di ordine economico e organizza-
sanitari di fronteggiare problemi tivo delle proprie scelte non solo
quali quelli connessi alla gestione rispetto al singolo paziente, ma,
del proprio tempo professionale anche, in relazione alle implicazioni
(dedicare più tempo a un paziente connesse alla disponibilità delle
significa, spesso, dedicarne di stesse risorse per gli altri pazienti
meno agli altri) e del proprio carico e in relazione alla sostenibilità
di lavoro clinico in relazione all’an- finanziaria delle singole procedure
damento (mutevole ma sempre su terapeutiche, delle unità operative
standard elevati) della domanda (strutture semplici e complesse) in
di prestazioni sanitarie e alla loro cui operano e, addirittura, dell’in-
propensione a sovraccaricarsi di tero sistema sanitario.
attività per soddisfare le esigenze In tale senso si deve sempre
di ogni paziente (Gabbard, 195). più sviluppare un orientamen-
Si tratta, nell’insieme, di ele- to al “management clinico” che
menti che possono portare ad af- deve, progressivamente, favorire
fermare la necessità di un approccio un atteggiamento orientato alla
manageriale per evitare che difficili comprensione e alla valutazione
situazioni organizzative possano dell’esperienza complessiva dei

11
pazienti e del loro sistema di rife- organizzative non deve diventare il
rimento più che alla valutazione del principale elemento di preoccupa-
singolo caso. zione per i dirigenti sanitari. Altri
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
Per tale via si può sostenere elementi, quali, innanzitutto, quelli
che le dimensioni della clinica si connessi alla qualità dell’assistenza
esplicitano, nell’attuale contesto dei sanitaria nelle sue diverse accezioni
sistemi sanitari avanzati, anche in (clinica, relazionale ecc.) devono,
termini di analisi e di valutazione: anzi, essere oggetto di attenta valu-
a) dei bisogni sanitari del bacino di tazione da parte dei dirigenti sanitari
utenza di riferimento dell’azien- e orientare il loro comportamento e
da e del medico dirigente (orien- le loro decisioni.
tamento alla efficacia clinica e di Nella sostanza, il processo de-
sistema); cisionale caratterizzante la pro-
b) della congruenza tra bisogni fessione deve cambiare passando
sanitari e risorse economico progressivamente da un processo
finanziarie spesso vincolate da decisionale monodimensionale, ca-
esigenze di finanza pubblica ratterizzato per una esclusiva foca-
regionale e nazionale (orienta- lizzazione sulle esigenze del singolo
mento all’appropriatezza nell’uso paziente, a un processo decisionale
delle risorse e all’efficienza ge- multifattoriale caratterizzato dalla
stionale), contemporanea considerazione di:
c) dei processi organizzativi a livel- a) esigenze del singolo paziente;
lo di struttura semplice, di strut- b) livelli qualitativi delle prestazio-
tura complessa, di dipartimento, ni erogate;
di intera azienda di servizi sani- c) implicazioni relative alle risorse
tari (orientamento alla qualità che caratterizzano le diverse
organizzativa e all’efficienza di alternative decisionali;
processo); d) valutazioni (anche di ordine
d) delle esigenze degli interlocutori etico) relative all’impiego delle
sociali di riferimento siano essi risorse e alle implicazioni in
stakeholder interni quali per termini di trasferimento dei costi
esempio i professionisti con cui si e dei benefici tra diversi pazienti
instaurano relazioni sistematiche può comportare.
di processo o esterni quali per e) implicazioni di ordine organiz-
esempio le associazioni dei ma- zativo quali quelle connesse per
lati piuttosto che il sistema della esempio alla gestione del rischio
ricerca scientifica (orientamento clinico.
alla collaborazione organizzativa
e all’innovazione di processo). Quanto ora affermato ha validità
di ordine generale con riferimento,
Quanto appena sostenuto non perlomeno alle esperienze proprie
deve, tuttavia, essere travisato. La dei sistemi sanitari dei Paesi eco-
giusta attenzione nei confronti delle nomicamente avanzati dove fattori
risorse economiche e delle dinamiche strutturali ed elementi di ordine

12
socio economico generale quali tra economici connessi alla posi-
gli altri: zione ricoperta e di specifici
a. l’invecchiamento della popola- incentivi monetari;
zione; e) ricoprire, nell’ambito della pro-
b. l’evoluzione della scienza medica; pria organizzazione, una posizio-
c. l’evoluzione della tecnologia ne organizzativa cui è associato
sanitaria; un elevato status;
d. la presenza di bisogni crescenti f) essere coinvolto nelle decisioni
sconfinanti dalla salute al “well e nelle scelte più qualificanti
being”, dell’organizzazione.
contribuiscono a incrementare la
domanda di prestazioni assistenziali
e sanitarie attuali e prospettiche 3. le prime esperienze pionieristi-
facendo ipotizzare scenari di pro- che in tema di formazione manage-
gressivo e continuo incremento riale per i dirigenti sanitari.
della spesa sanitaria non sempre Negli anni passati si è affermata e
sostenibili e compatibili con i quadri diffusa la convinzione che una effi-
macroeconomici caratterizzanti le cace modalità di supportare il cam-
singole realtà nazionali. biamento nei processi decisionali
dei dirigenti sanitari fosse quella di
Lo sviluppo di competenze ge- introdurli ai concetti del manage-
stionali può, infine, consentire ai ment e di coinvolgerli direttamente
dirigenti sanitari di usufruire di nella gestione delle strutture eroga-
specifici benefici. trici di servizi sanitari.
Significative, a tale riguardo, le In tale contesto si è assistito a
conclusioni di uno studio inglese un crescente ruolo delle iniziative e
che ha evidenziato specifici van- dei programmi di formazione mana-
taggi connessi all’essere un “medi- geriale che si sono sviluppati qua-
co/manager”. litativamente e quantitativamente
I benefici individuati sono di se- fino ad assumere, nello specifico
guito elencati e sono connessi a: contesto italiano carattere di ob-
a) ricoprire una posizione idonea a bligatorietà.
attrarre risorse per lo sviluppo Nell’ottica di fornire una “ricostru-
e l’innovazione della propria zione storica” del processo di evolu-
struttura; zione delle iniziative di formazione
b) poter influenzare le scelte relati- manageriale per medici dirigenti va,
ve alle modalità di realizzazione innanzitutto evidenziato come la
dei piani e delle strategie deli- consapevolezza della rilevanza della
berate dall’alta direzione; formazione manageriale si sia svi-
c) avere una maggiore capacità di luppata, in Italia, a partire dai primi
influenza sulle scelte relative anni ’0 del ventesimo secolo.
allo sviluppo di standard clinici In quel periodo, infatti, si assiste
e di assistenziali; all’emergere delle prime iniziative
d) beneficiare di riconoscimenti pionieristiche volte a sensibilizzare i
13
professionisti medici alle tematiche dale per l’economia delle aziende di
cosiddette manageriali. servizi sanitari e per la pratica dei
I primi corsi di management per professionisti medici.
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
medici vengono organizzati da Scuo- Le iniziative erano principalmen-
le di management quali la Scuola di te e prevalentemente orientate a svi-
Direzione Aziendale dell’Università luppare una prima alfabetizzazzione
Commerciale Bocconi di Milano, la con riferimento ad alcune tecniche
Scuola di Lucca, da singole Unità e ad alcuni strumenti tipici dei ruoli
Sanitarie Locali, da singole Regioni dirigenziali quali tra gli altri:
e da altre agenzie formative di minor a) i sistemi di programmazione e
rilievo e si svolgono in un contesto controllo di gestione
istituzionale ancora totalmente b) il budget,
estraneo e avulso alle implicazioni c) la gestione del personale
manageriali della gestione. d) le tecniche di valutazione,
In tale contesto fattori quali tra e) l’organizzazione aziendale
gli altri: f) la riprogettazione delle procedure
a) sollecitazioni professionali colte g) i percorsi diagnostico terapeu-
da alcuni attori chiave, tici, ecc...
b) prime riflessioni normative,
c) iniziative autonomamente svi-
luppate dalle Società Scientifiche 4. la formazione manageriale
e dagli Ordini dei Medici; “istituzionale”
d) esigenze e bisogni di sviluppo Al di là delle prime esperienze, l’uf-
professionale autonomamente ficiale presa d’atto della rilevanza
percepite da alcuni opinion della formazione manageriale dei
leader tra i medici di direzione dirigenti sanitari si manifesta, con-
sanitaria e i clinici, cretamente, nel nostro Paese alla
e) lungimiranza di alcuni dirigenti fine del 1997.
di alto livello di Regioni e di In tale anno viene, infatti, ema-
alcuni responsabili della forma- nato un provvedimento normativo,
zione aziendale sensibili al tema il DPR 44 che regolamenta i requi-
delle scelte gestionali; siti per l’accesso al secondo livello
hanno rappresentato i fattori dirigenziale per il personale del
critici per “scoprire” la formazio- ruolo sanitario del Servizio Sanitario
ne manageriale rivolta ai medici Nazionale (SSN).
dirigenti e per realizzare i primi Tale decreto individua quattro
interventi formativi. tipologie di requisti che consentono
Si trattava, prevalentemente, di l’accesso al secondo livello dirigen-
iniziative all’inizio poco strutturate, ziale nell’area sanitaria. Tre di questi
di breve durata, aventi come prin- (iscrizione all’albo professionale
cipale obiettivo quello di gettare ove esistente, anzianità di servizio,
i semi e di creare le basi per una curriculum documentante la speci-
prima comprensione del ruolo e fica attività professionale svolta) si
della rilevanza dell’approccio azien- riferiscono a competenze di ordine
14
clinico la quarta caratteristica si sia per una componente teorica,
riferisce, invece, esplicitamente di illustrazione delle logiche e dei
alla acquisizione di uno specifico modelli teorici relativi ai singoli
attestato di formazione manageriale aspetti contenutistici, sia per una
connesso alla frequenza di specifici parte pratica volta ad apprezzare le
corsi di formazione. concrete applicazioni nella pratica
I corsi di formazione manageriale clinico-gestionale delle unità ope-
previsti dal DPR 44/97 trovano rative sanitarie delle logiche e degli
specifica disciplina nell’Art.7 del strumenti di management.
DPR stesso che regolamenta: Il DPR individua così dei primi
a) le modalità con le quali i corsi elementi progettuali di importante
possono essere programmati; rilevanza ai fini del concreto avvio
b) le modalità di organizzazione delle prime esperienze di formazione
dei corsi; manageriale da parte delle Regioni
c) i soggetti titolari dell’organizza- chiamate a definire gli specifici
zione dei corsi stessi. contenuti delle iniziative formative
in maniera tale da garantirne l’ef-
Con riferimento al primo punto il fettiva congruenza con i fabbisogni
Ministero della Sanità (attuale Mini- di competenze manageriali propri di
stero della Salute), le Regioni e le coloro che aspirano alla dirigenza
Province Autonome sono individua- di secondo livello delle strutture
ti, a diverso titolo, come soggetti sanitarie.
responsabili della programmazione
delle iniziative formative sul terri- Con riferimento al terzo punto, le
torio nazionale. Università, le Aziende Sanitarie e le
Aziende Ospedaliere, le Associazioni
Con riferimento al secondo punto e le Società Scientifiche sono indi-
si stabiliscono delle indicazioni di viduati come i soggetti cui affidare
massima in merito ai contenuti che la concreta realizzazione dei singoli
devono caratterizzare la formazione percorsi di formazione manageriale. 2
manageriale rivolta ai dirigenti sa- Evidente il disegno di affidarsi a
nitari. Si tratta di orientamenti di organizzazioni di provata serietà,
primo riferimento che individuano affidabilità e rigore scientifico a ga-
tematiche di ordine generale da ranzia della qualità e della efficacia
includere nelle materie di insegna- della formazione.
mento. Particolare attenzione è po-
sta ad aspetti quali l’organizzazione Il DPR 44/97, introducendo la
e la gestione dei servizi sanitari, i formazione manageriale come requi-
criteri di finanziamento e i bilanci, sito esplicito per accedere ai più alti
la gestione del personale, gli indica- livelli di responsabilità di direzione
tori di misurazione della qualità dei delle strutture sanitarie (dalla di-
servizi e delle prestazioni sanitarie, rezione di strutture complesse alla
elementi di sanità pubblica. La for- direzione sanitaria di azienda) rap-
mazione deve, inoltre caratterizzarsi presenta il primo “riconoscimento
15
ufficiale” dell’importanza per tutto tive di formazione manageriale vale-
il personale dell’area sanitaria di voli ai fini dell’ottenimento dell’at-
integrare le proprie competenze spe- testato di formazione manageriale.
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
cialistiche, derivanti dalla pregressa Rimandando al capitolo successi-
formazione universitaria, dall’espe- vo l’analisi della concreta esperienza
rienza professionale maturata in della Provincia Autonoma di Trento,
anni di esercizio della pratica clinica si vuole qui evidenziare alcuni dei
e dalle iniziative di aggiornamento principali elementi di criticità con-
professionale specialistico con com- nessi con l’effettiva implementazio-
petenze di ordine gestionale. ne del DPR.
Si tratta di un passo fondamen- Si trattava, innanzitutto di in-
tale, nell’ambito del processo di dividuare:
aziendalizzazione delle strutture a) il contenuto effettivo dei corsi
pubbliche erogatrici di servizi sa- declinando le indicazioni di
nitari iniziato a partire dal 1992, ordine generale in concrete indi-
processo che, per avere successo, cazioni operative sugli argomenti
non può prescindere dalle compe- da trattare, sulla loro sequenza,
tenze e dalla qualità di coloro che sulle ore da dedicare a ogni sin-
all’interno delle strutture stesse golo argomento ecc.;
ricoprono incarichi di responsabilità b) le modalità didattiche ritenute
gestionale. più idonee a favorire l’appren-
In termini di selezione della diri- dimento e l’interiorizzazione dei
genza il DPR presenta degli indubbi contenuti da parte dei discenti;
elementi di innovazione rispetto alla c) le modalità di valutazione del-
pregressa situazione. In particolare l’apprendimento;
si ritiene opportuno evidenziare: d) le modalità da utilizzare al fine
a) l’esplicito riconoscimento del di garantire un equilibrato mix di
fabbisogno di formazione mana- concettualizzazioni teoriche e di
geriale per i dirigenti dell’area applicazioni pratiche al contesto
sanitaria; clinico sanitario delle tematiche
b) l’esplicito riconoscimento del da trattare;
ruolo di gestione assunto dai e) le modalità di accreditamento
dirigenti dell’area sanitaria; delle organizzazioni responsabili
c) l’allineamento con i principi dell’effettiva conduzione dei
ispiratori del processo di riforma corsi di formazione;
istituzionale del SSN; f) i contenuti, la durata e gli altri
d) l’allineamento con le tendenze e elementi del percorso formativo
le esperienze europee. 3 considerati come essenziali ai
fini del riconoscimento naziona-
L’emanazione del DPR 44/97 ha le della validità delle iniziative
determinato, in seno alle Regioni e formative erogate a livello re-
alle Province Autonome, l’avvio di un gionale e dei relativi certificati
processo di riflessione in merito alle di formazione manageriale.
effettive caratteristiche delle inizia- Come è facile comprendere si

16
trattava di elementi di non semplice tuato dalla European HealthCare
definizione soprattutto in contesti Management Association (EHMA) 4
di confronto istituzionale a livello che nel 1993 ha messo a confronto
di Conferenza Stato Regioni, dove, le esperienze di dieci paesi europei 5
negli anni successivi all’emanazio- sul tema della formazione materiale
ne del DPR, si sono concretamente per medici dirigenti al fine di ana-
operate le scelte che hanno portato lizzare le similutidini e le differenze
all’effettiva attivazione in molte re- dei singoli approcci e le future
gioni italiane delle iniziative di for- modalità di sviluppo delle iniziative
mazione manageriale disciplinate dal formative. (Boufford 1993).
provvedimento legislativo in esame.
Le realtà locali maggiormente Al di là di questo primo studio
attive nell’implementazione delle pionieristico, la rilevanza e l’im-
iniziative di formazione manageria- portanza tuttora associata al tema
le sono state, oltre alla Provincia è ben testimoniata dai seguenti
Autonoma di Trento, la Provincia contributi:
Autonoma di Bolzano, la Regione – “Un’iniziativa formativa unica è
Liguria, la Regione Lombardia, la- stata avviata congiuntamente
Regione Sicilia che, con modalità e dalla Business School e dalla
scelte operative differenti, hanno da School of Medicine dell’Imperial
tempo concluso numerose edizioni College di Londra con l’obiettivo
dei corsi di formazione manageriale di formare medici con approfondi-
con il coinvolgimento di un conside- te conoscenze di management. Gli
revole numero di dirigenti medici. studenti undergraduate possono
Le stesse realtà hanno individua- seguire un corso di management
to (o stanno per farlo) specifiche di un anno così. Questo corso è
modalità per garantire continuità molto popolare e frequentato.
al certificato di formazione mana- Gli studenti, nei questionari di
geriale che, secondo quanto sta- customer satisfaction inerenti
bilito dal DPR 44/97, ha validità il corso, ne hanno segnalato la
settennale. rilevante utilità in termini di
sviluppo di competenze di lavoro
5. le esperienze europee di for- di gruppo, di allargamento dei
mazione manageriale per dirigenti loro orizzonti, di efficacia nel
sanitari. prepararli a riflettere in maniera
Il tema della formazione manage- più innovativa sulle modalità di
riale dei medici dirigenti è da più erogazione dei servizi sanitari
di 20 anni oggetto di dibattito e di e ospedalieri. Una dettagliata
riflessione, non solo in Italia, ma analisi dei questionari di valuta-
in tutti i principali Paesi Europei e zione ha evidenziato un’elevata
negli Stati Uniti. richiesta di training formativo
Un primo tentativo di sistema- relativamente alle tematiche
tizzare i differenti contributi e i del teamwork e della gestione
differenti approcci è stato effet- del cambiamento organizzativo.
17
Questi sono considerate com- più efficace delle regole e dei
petenze sempre più necessarie limiti imposti dai clinical ma-
nell’ambito del National Health nager” (Plochg et al, 2003).
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
Service inglese. Avviare gli stu- – “Una revisione globale e com-
denti di medicina alla formazione plessiva del problema (Edwards,
manageriale all’inizio del loro 2003) suggerisce l’opportunità
curriculum scolastico consente di ridefinire l’autonomia clinica
loro di apprezzare fin da subito i al fine di preservarla e di assi-
concetti chiave di organizzazione curarsi che ricomprenda anche i
e di management che hanno un concetti di responsabilizzazione
elevato impatto sull’assisten- e di accountability. Ciò rappre-
za concretamente erogata ai senterebbe un importante passo
pazienti. Inoltre la formazione in avanti al fine di facilitare la
manageriale può permettere ai leadership clinica.“
medici di meglio dialogare e – “In relazione ai rilevanti cambia-
interagire con i manager e, per menti istituzionali si è assistito a
tale via contribuire a superare i concertate iniziative dei governi
conflitti che caratterizzano i rap- di coinvolgerei medici nelle tema-
porti tra le due professionalità”. tiche strettamente manageriali e,
(Atun, 2003) perciò di responsabilizzarli sullo
– “Una grande azienda di servizi spinoso e politicamente sensibile
sanitari negli Stati Uniti ha tema della gestione delle risorse.
promosso un cambiamento nella Ciò si è verificato in Inghilterra a
propria cultura organizzativa partire dal 1994 con il rapporto
che è ora basata sulla leadership Griffiths sul management nel
congiunta e sul riconoscimento National Health Service e si è
della mutua dipendenza tra gradualmente sviluppato con
medici e manager perseguita la successiva introduzione dei
tramite l’allineamento degli clinical e dei medical directors.
obiettivi non più esclusivamente I Medici/manager si ritrovano a
focalizzati sulla cura dei singoli essere l’anello di congiunzione
pazienti, sull’efficienza e sulla tra le problematiche di mana-
produttività” (Crosson, 2003). La gement e quelle dell’assistenza
stessa azienda ha attivato spe- clinica e ritengono che il ruolo
cifiche iniziative di formazione che si richiede loro di ricoprire
manageriale per tutti I medici sia particolarmente stressante e
che intendano ricoprire ruoli di impegnativo.”(Goodwin, 1996;
leadership organizzativa. Thorne, 1997).
– “In Olanda, i processi di peer
review esterni, spesso, rilevano È, in altri termini, diffusa, a
carenze manageriali, piutto- livello europeo, la consapevolezza
sto che carenze cliniche. Ciò che i sistemi sanitari necessitino,
porta a concludere che “l’au- per essere efficacemente gestiti
to regolazione” dei clinici sia del miglio management. Ma ciò è

1
possibile solo se i professionisti zione dell’outcome e quelle inerenti
sanitari (e i medici in particolare) la qualità dell’assistenza sanitaria
vengono maggiormente coinvolti nel effettivamente erogata.
management e migliorano le proprie Questi vantaggi sono, tuttavia,
competenze gestionali. L’analisi del- destinati a essere vanificati e a
le concrete esperienze di molti paesi rimanere lettera morta fintantoché
e di molte aziende di servizi sani- i professionisti clinici che ricopro-
tari ha dimostrato che i medici che no anche ruoli di responsabilità
svolgono anche ruoli manageriali si organizzativa non sono adeguata-
qualificano per specifici vantaggi mente formati e messi al lavoro per
nei confronti dei loro interlocutori sviluppare la base intellettuale del
non medici tra i quali si ricordano medical management. (Simpson e
la maggior credibilità, il maggior Smith 1997).
know-how sul funzionamento dei Sulla base di tali argomentazioni,
processi di diagnosi e cura, una molte sono, di conseguenza, anche
maggiore capacità di apprezzare le le concrete iniziative formative
implicazioni e gli impatti dell’evolu- disponili, a livello europeo, per
zione tecnologica e scientifica sugli i dirigenti sanitari che ricoprono
stessi processi. posizioni di responsabilità orga-
I professionisti che ricoprono nizzativa.
ruoli di management, inoltre, sono La Tabella 2 fornisce gli indirizzi
più orientati a considerare nella internet delle principali organiz-
giusta e adeguata prospettiva le zazioni inglesi e statunitensi che
tematiche connesse con la valuta- erogano iniziative formative al pari

Tab. 2.
Organizzazioni che General Medical Council (1999) Management in http://www.gmc-uk.org/
erogano iniziative
Sanità – Il ruolo dei medici standards/manage.htm
di formazione
manageriale per
dirigenti sanitari British Association of Medical Managers http://www.bamm.co.uk
e informazioni
su iniziative
organizzate da The Association of American Medical Colleges http://www.aamc.org/
altre agenzie a fornisce informazioni in merito a programmi
livello europeo
congiunti (MD/MBA) erogati dalla università
negli Stati Uniti

The National Institute for Health Care Manage- http://www.nihcm.org/


ment Research and Education Foundation. Si
tratta di un’altra organizzazione statunitense
che organizza forum e incontri indirizzati a una
pluralità di soggetti e di organismi operanti nel
settore sanitario

Euopean Health Management Association http://www.ehma.org/

19
di indirizzi e suggerimenti su ini- professionisti la formazione come
ziative di formazione manageriale un obbligo formale piuttosto che
per dirigenti sanitari organizzate da come un presupposto fondamentale
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
altre agenzie a livello europeo. per il loro efficace operare nell’am-
bito delle organizzazioni sanitarie
di appartenenza.
6. Prospettive per il futuro
Sebbene le iniziative di formazione Ciò può rinforzare la convinzio-
manageriale dei dirigenti sanitari, ne di alcuni professionisti, soprat-
in Italia e in Europa, siano state tutto di quelli limitatamente o,
molteplici, si deve comunque evi- ancora, solo formalmente, coinvolti
denziare come, spesso, esse si siano nel management, che gli aspetti e
caratterizzate per una mancanza di gli elementi di gestione e organiz-
sistematicità e per essere limitate a zazione delle strutture sanitarie
taluni aspetti e ad alcuni strumenti siano in forte conflitto con le atti-
di management quali per esempio vità professionali e comportino un
la leadership piuttosto che l’assetto carico di lavoro aggiuntivo e non
dipartimentale o ancora le valuta- necessario.
zioni economiche. In realtà, come si spera di avere
Si evidenzia quindi la necessità chiarito in questo contributo, il
di approcci più sistematici e di coinvolgimento dei clinici nel ma-
interventi formativi multidisci- nagement è fondamentale al fine
plinari che favoriscano l’effettivo di assicurare un adeguato bilancia-
interscambio culturale tra le diverse mento tra le differenti dimensioni
tipologie di professionisti di norma che influenzano i risultati e le
operanti nell’ambito delle aziende performance delle organizzazioni
di servizi sanitari. sanitarie e delle loro sottoartico-
lazioni organizzative (dipartimenti,
Le iniziative derivanti, in Italia, strutture complesse, semplici ecc.)
dall’applicazione del DPR 44/97 ovvero: l’etica, l‘efficacia, l’appro-
hanno, solo in parte, consentito priatezza, l’efficienza e la libertà di
di rispondere a questa esigenza di scelta del paziente.
multidisciplinarietà. Se da un lato, Le future iniziative formative
infatti, anche in relazione alla du- dovranno essere pensate con l’in-
rata dei corsi (è previsto un numero tento di rimuovere alcuni pregiudizi
minimo di cento ore di formazione e incomprensioni, che ancor oggi,
d’aula effettiva), si è perseguito lo qualificano l’atteggiamento dei
scopo di approfondire le logiche ca- professionisti nel loro riguardo e
ratterizzanti l’approccio economico dovranno caratterizzarsi per un
aziendale nonché molti strumenti e maggiore impatto sul funzionamen-
tecniche di management, dall’altro to delle organizzazioni sanitarie.
lato, tuttavia, il carattere sostan-
zialmente obbligatorio dei corsi Al riguardo si forniscono alcuni
ha, in molti casi, fatto percepire ai spunti di possibile riflessione per

20
la progettazione di alcune inizia- sistemi di programmazione e di
tive formative (non solo rivolte ai controllo di gestione. Finalizzata
medici): anche all’adozione di sistemi
di reporting integrati che con-
a) Se è vero che i manager debbono siderino congiuntamente dati
sviluppare competenze di mana- e indicatori di ordine squisita-
gement può essere opportuno che mente manageriale (quali quelli
i manager sviluppino competenze presenti nei sistemi di valuta-
di medicina! In altri termini si zione multidimensionale della
ritiene importante promuovere performance sul modello della
iniziative formative interdisci- balanced scorecard) con dati e
plinari per professionisti e per indicatori squisitamente clinici
manager. Così come i clinici fre- (quali quelli connessi all’outco-
quentano corsi di management, i me dei processi di diagnosi e
manager dovrebbero frequentare cura) che permettano di valutare
corsi o seminari brevi di medicina sistematicamente le performance
per non medici. Si tratta di una delle organizzazioni sanitarie.
proposta formulata sin dal 199
da Carpenter, Proenca e Nash c) Si potrebbero, inoltre, sviluppare
e che ha già, peraltro, trovato in maniera più costruttiva ed
attuazione in Italia nell’ambito efficace programmi e iniziative
delle iniziative di formazione di formazione tali da connettere
manageriale per Direttori Generali in maniera sinergica iniziative
attivate da alcune Regioni. Alla già presenti a livello di sistema.
base di tale proposta poggia la Il riferimento è allo sviluppo di
convinzione che una migliore programmi master congiunti tra
comprensione reciproca delle le facoltà di medicina e quelle
rispettive culture potrà migliorare di economia che permettano di
le relazioni organizzative e la coinvolgere ai temi del manage-
qualità dell’assistenza erogata. ment i medici fin dagli inizi del
loro percorso formativo renden-
b) La formazione e il management do, per tale via, superflui pro-
devono avvicinarsi in maniera grammi intensivi da svilupparsi
maggior alla pratica clinica. a stadi più avanzati della carriera
Una possibile modalità può, dei professionisti medici.
per esempio, riguardare spe-
cifiche iniziative formative e d) Prevedere, infine, un sistema
di cambiamento organizzativo di continuo monitoraggio e
nell’area della misurazione e del adeguamento delle competenze
controllo dei risultati. A tale manageriali dei professionisti
riguardo vanno incoraggiate le sia tramite iniziative formative
iniziative volte alla misurazione d’aula, sia tramite specifiche
e alla valutazione delle perfor- iniziative di affiancamento e di
mance cliniche nell’ambito dei counseling.

21
noTE sulle tematiche dello sviluppo
manageriale delle aziende di
[1] Si veda al riguardo quanto servizi sanitari e vuole costi-
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
sostenuto dal British Medical tuire un forum di discussione
Journal (n. 326/2003) che e di proposizioni dove i po-
approfondisce e affronta tale licy maker e i dirigenti delle
tematica. aziende di servizi sanitari, i
responsabili del personale e
[2] Il DPR prevedeva il coinvolgi- della formazione, le Università
mento diretto nell’effettuazio- e i Centri di ricerca pubblici
ne delle iniziative formative e privati possono condivide-
dell’Istituto Superiore di Sa- re informazioni qualificate
nità cui era affidata la rea- sull’evoluzione dei sistemi
lizzazione dell’insegnamento sanitari europei, su concrete
di sanità pubblica in tutti i esperienze di cambiamento e
corsi e la realizzazione della di innovazione e su iniziative
totalità delle iniziative di formative nell’ambito del ma-
formazione per l’area relativa nagement sanitario.
alla Sanità Pubblica. Tale in-
dicazione originaria, probabil- [5] I Paesi considerati nel rapporto
mente in relazione a concreti sono stati i seguenti: Finlan-
problemi di risorse assegnate dia, Germania, Gran Bretagna,
all’Istituto non è mai divenuta Irlanda, Italia, Olanda, Scozia,
operativa e i corsi sono stati Spagna e Svezia.
erogati dagli altri soggetti
previsti dal DPR.
rIFErImEnTI BIBlIograFIcI
[3] A tale riguardo si rimanda alla
ricerca condotta dall’EHMA, [1] Asfor (2005). “La formazione
“Management Development for manageriale: risorsa per il
Doctors in Europe”, Dublino paese”,, in Lettera Asfor, a.
1994. Il tema sarà più diffu- XVII, n.1/2, Atti e contributi
samente trattato nei paragrafi di riflessione tratti dalla 3ª
successive. Giornata della Formazione
Manageriale ASFOR.
[4] EHMA è un’associazione senza
scopo di lucro che intende [2] Azzan E., Cardano M., Costa G.,
promuovere il miglioramento Renga G., Tonelli S. (1999).
dell’assistenza sanitaria in “La formazione manageriale
Europa tramite la definizione dei dirigenti sanitari di II
e l’adozione di standard di livello. Dalla definizione di un
performance manageriale. Con profilo di competenza alla pro-
sede a Dublino è l’unica orga- posta formativa”, in Tendenze
nizzazione europea focalizzata Nuove, n.36.
22
[3] Atun R. (2003). “Doctors and ma- [12] Davies H.T.O., Hodges C.L. &
nagers need to speak a common Rundell T. G. (2003). “Views of
language”, in BMJ, 326, 655. doctors and managers on the
doctor–manager relationship
[4] Bandiera C. (2004). La forma- in the NHS”, in BMJ, 326,
zione manageriale del presente. 626–62.
Milano: Franco Angeli.
[13] Degeling P., Maxwell S., Kenne-
[5] Berg O. (1997). The Health dy J., et al (2003). “Medicine,
Care Malaise: Challenges for management and modernisa-
Clinicians and Meta-Clinicias, tion: a ‘danse macabrÈ?”, in
Paper presented at The Hema BMJ, 326, 649–652.
Annual Conference Schevingen,
June, 26. [14] Del Vecchio M., Prandi F.
(2004). “Quale formazione
[6] Boufford J.I., ed. (1993), manageriale: riflessioni e ipo-
Doctors as managers of Clinical tesi intorno al lavoro dentro il
Resources. London: King’s Fund mondo sanitario”, in MECOSAN
Center. n. 52, 99-106.

[7] Camuffo A. (1997). “La natura [15] Department of Health and So-
delle competenze manageriali”, cial Security (194). NHS Ma-
in Economia & Management, n. 3. nagement Inquiry Report (Grif-
fiths Report). London: HMSO.
[] Camuffo A. (2002). “Il Valore
delle competenze”, in Sviluppo [16] Edwards N. (2003). “Doctors
& Organizzazione, n. 17. and managers: poor relation-
ships may be damaging pa-
[9] Carpenter C., Proenca E., tients – what can be done?”,
Nash D.B. (199). “Clinical in Quality and Safety in Health
decision making. What every Care, 12 (suppl. 1), 121–
nonclinician should know but 124.
was never taught”, in Journal
of Health Administration; 16: [17] Edwards N., Marshall M., McLel-
357-375. lan A., et al (2003). “Doctors
and managers: a problem
[10] Crosson F. (2003). “Kaiser without a solution?”, in BMJ,
Permanente: a propensity for 326, 609–610.
partnership”, in BMJ, 326, 654.
[1] Formez (2006). 9° rapporto
[11] Davies H.T.O. & Harrison S. nazionale sulla formazione
(2003). “Trends in doctor–ma- nella PA -Lo scenario della
nager relationships”, in BMJ, formazione nel sistema delle
326, 646–649. autonomie locali.

23
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
[1] Formez (2007). La formazione Governance: An International
continua nelle regioni e nelle Journal, , 13–1.
aziende sanitarie.
Formazione manageriale dei dirigenti sanitari
[27] La Rosa M., Grandi S. (1994). La
[20] Francesconi A. (199). “I corsi formazione del management del-
di formazione manageriale e l’area pubblica e dei servizi. Un
l’accesso al secondo livello diri- modello. Milano: Franco Angeli.
genziale dell’area sanitaria”, in
Analysis politica, management [2] Malcolm L., Wright L., Barnett,
e organizzazione sanitaria n. 3. P., et al (2003). “Building a
successful partnership between
[21] Gabbard G. (195). “The role management and clinical lea-
of compulsiveness in the nor- dership: experience from New
mal physician”, in JAMA, 254, Zealand”, in BMJ, 326, 653–
2926–2929. 654.

[22] Glouberman S. & Mintzberg H. [29] Manacorda C. (2006). “New pu-


(2001a). “Managing the care blic management: il ruolo della
of health and disease – Part I: formazione”, in FOR, n.66.
Differentiation”, in Health Care
Management Review, 26, 56–60. [30] Margiotta U. (2006). Pensare
la formazione. Milano: Bruno
[23] Glouberman S. & Mintzberg H. Mondadori.
(2001b). “Managing the care
of health and disease – Part [31] Morelli U. (2002). Educazione
II: Integration”, in Health manageriale. Milano: Franco
Care Management Review, 26, Angeli.
70–5.
[32] Morelli U. (19). La formazio-
[24] Goodwin A. (1996). “The cli- ne: modelli e metodi. Milano:
nician–manager model in the Franco Angeli.
NHS: Conflicting social defen-
ce systems?”, Psychoanalytic [33] Müllner M. (2003). “Doctors and
Psychotherapy, 2, 125–133. managers”, in BMJ, 326, 666.

[25] Ham C. & Alberti K. G. (2002). [34] Nacamulli R. (2003). La for-


“The medical profession, the mazione, il cemento e la rete:
public and the government”, E-learning, management delle
in BMJ, 324, 3–42. conoscenze e processi di svilup-
po organizzativo. Milano: Etas
[26] Harrison S. & Lim J. (2003).
“The frontier of control: [35] Nash D. (2003). “Doctors and
doctors and managers in the managers: mind the gap”, in
NHS 1966 to 1997”, in Clinical BMJ, 326, 652–653.

24
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
[36] Plochg T., Lombarts, K., Wit- [43] Rotondi M. (2000). Facilitare
man Y., et al (2003). “Problems l’apprendere. Modi e percorsi
in Dutch hospitals resemble per una formazione di qualità.
those in British hospitals”, in Milano: Franco Angeli.
BMJ, 326, 657.
[44] Rotondi M. (2002). “Il ledere
[37] Quaglino P. (2005). Fare for- cresce fuori dall’aula, Sanità e
mazione. I fondamenti della Management”, in Sole 24 Ore,
formazione e i nuovi traguardi. Luglio-Agosto.
Milano: Raffaello Cortina.
[45] Simpson J. & Smith R. (1997).
[3] Quaglino P. (2005). Il processo “Why healthcare systems need
di formazione. Scritti di for- medical managers”, in BMJ,
mazione 1981-2005. Milano: 314, 1636.
Franco Angeli.
[46] Smith R. (2001). “Why are
[39] Rebora G., Minelli, Turri M. doctors so unhappy?”, in BMJ,
(2003). “Profili di Management 322, 1073–1074.
e leadership, nelle aziende ita-
liane”, in Liuc papers n. 124, [47] Smith R. (2003). “What doctors
Serie Economia Aziendale. and managers learn from each
other: a lot”, in BMJ, 326,
[40] Raison J. (2000). “Human er- 610–61.
ror: models and management”,
in BMJ, 320, 76–770. [4] Thorne M. L. (1997). “Being a
clinical director: first among
[41] Riley J. (199). Helping Doctors equals or just a go-between?”,
Who Manage. London: King’s in Health Services Management
Fund Center. Research, 10, 205–215.

[42] Riordan J. & Simpson J. (1994). [49] Walshe K. (2002). ”The rise in
“Management for doctors: get- regulation in the NHS”, in BMJ,
ting started as a medical mana- 324, 967–970.
ger”, in BMJ, 309, 1563–1565.

Andrea Francesconi è Professore Asso-


ciato di economia aziendale, Università
degli Studi di Trento, e Direttore scienti-
fico dei corsi di formazione manageriale
organizzati dalla Provincia Autonoma di
Trento dal 2000 al 2007.

25
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
La formazione di avvalersi di soggetti pubblici e
privati accreditati per la formazione
manageriale per dirigenti continua.
sanitari nella Provincia In attesa della emanazione del
Autonoma di Trento decreto ministeriale di definizione
dei criteri per l’attivazione dei
Franca Bellotti corsi, è stato ritenuto opportuno
procedere in sede locale alla loro
progettazione per consentire un
tempestivo avvio nel caso il Mini-
stero avesse prontamente emanato
il suddetto decreto e comunque per
attuarli, sotto forma di corsi rien-
tranti nelle iniziative di formazione
continua rivolte al personale diri-
1. Il quadro di riferimento genziale, nel caso che l’emanazione
L’articolo 5 del D.P.R. 10 dicembre del decreto ministeriale avesse
1997, n. 44 prevede, tra i requisiti subito ritardi. 1
per l’accesso al secondo livello di- A prescindere, infatti, dall’ob-
rigenziale il possesso dell’attestato bligo di frequenza e superamento
di formazione manageriale. dei corsi di formazione manageriale
Il successivo Decreto Legislativo – che, ai sensi della modifica intro-
19 giugno 1999, n. 229, integrando dotta con decreto legislativo 2 lu-
l’articolo 16 del Decreto Legislativo glio 2000, n. 254 si consegue anche
30 dicembre 1992, n. 502, ribadisce dopo l’assunzione dell’incarico di
che la formazione manageriale co- direzione delle strutture comples-
stituisce requisito necessario per lo se – era apparso di fondamentale
svolgimento degli incarichi relativi importanza offrire a chi ricopre po-
alle funzioni di direzione sanitaria sizioni di responsabilità gestionale
aziendale e per l’esercizio delle nelle strutture sanitarie la possibi-
funzioni dirigenziali di secondo lità di acquisire le conoscenze e le
livello per le categorie dei medici, capacità necessarie per armonizzare
odontoiatri, veterinari, farmacisti, le esigenze e gli obiettivi di governo
biologi, chimici, fisici e psicologi. clinico del settore diretto con le
Il Decreto Legislativo n. 229/1999 esigenze e gli obiettivi strategici
rinvia a un emanando decreto del dell’intera azienda sanitaria.
Ministero della Sanità la definizione Dunque anche la realizzazione
dei criteri per l’attivazione dei cor- da subito di corsi di formazione
si per la formazione manageriale, manageriale, se permetteva di se-
stabilendo altresì la competenza dimentare una preziosa esperienza
delle regioni e delle province au- formativa, in vista di un loro futuro
tonome per la loro organizzazione riconoscimento formale quali corsi
e attuazione, previo accordo con il abilitanti all’assunzione o al man-
Ministero stesso, e con la possibilità tenimento di incarichi dirigenziali
27
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
di secondo livello, garantiva non- – delle organizzazioni sindacali
dimeno una risposta, per sé stessa della dirigenza medica e delle
valida e rilevante, alla domanda organizzazioni sindacali dei lau-
di qualificazione dirigenziale indi- reati non medici, le quali ultime
spensabile a sostenere quei processi (AUPI, SINAFO e SNABI);
di aziendalizzazione che la legge – del Presidente dell’Ordine dei me-
delega 30 novembre 199, n. 419 dici chirurghi e degli odontoiatri
e il citato Decreto Legislativo n. della provincia di Trento;
229/1999 intendevano rinforzare. – della direzione generale del Mi-
nistero della Sanità.
Tali presupposti hanno quindi
2. la definizione del progetto permesso in data 29 novembre
formativo 2001 la stipulazione del Protocollo
nella Provincia autonoma di Trento

In relazione ai presupposti nor- d’intesa tra la Provincia autonoma


mativi, in data 21 luglio 2000 è di Trento e l’Università degli Studi di
stata sottoscritta tra la Provincia Trento per la realizzazione, da parte
autonoma di Trento e l’Università di quest’ultima, della formazione
degli Studi di Trento una intesa manageriale per direttori responsa-
per la costituzione di un gruppo bili di struttura complessa: la prima
di progettazione, con il compito di edizione formativa si è attivata
procedere alla valutazione dei fab- nell’aprile 2002.
bisogni nel campo della formazione L’esperienza formativa della Pro-
manageriale e alla elaborazione di vincia Autonoma di Trento e della
un'ipotesi di ordinamento didattico Regione Lombardia – prime realtà
e di organizzazione gestionale di regionali in cui sono stati attivati
corsi di formazione manageriale. i corsi previsti dal D.lgs n. 502/’92
Tale gruppo di progettazione e s.m. – ha permesso la definizione
coordinato dal dirigente generale comune della disciplina della forma-
del Dipartimento Salute e Attività zione manageriale a livello nazionale
Sociali e composto da tre referenti che ha trovato approvazione, in
dell’Università degli Studi di Trento, forma di Accordo interregionale, in
da due referenti dell’Azienda provin- sede di Conferenza dei Presidenti
ciale per i servizi sanitari e da un delle regioni/province autonoma
referente dell’Ordine dei medici chi- nella seduta del 10 luglio 2003: det-
rurghi e odontoiatri della provincia to Accordo e stato quindi recepito
di Trento, ha ultimato nel mese di dalla Provincia Autonoma di Trento
giugno 2001 i propri lavori produ- con provvedimento della Giunta
cendo il documento “Proposta pro- provinciale n. 3073 del 5 dicembre
gettuale per l’attivazione di corsi di 2003, definendo che tale certificato
formazione manageriale per direttori di formazione manageriale sia valu-
responsabili di struttura complessa”, tato, in provincia di Trento, come
il quale è stato successivamente titolo di merito per l’assegnazione
sottoposto, trovando condivisione degli incarichi di Direttore di strut-
e interesse, alla visione: tura complessa.

2
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
3. la disciplina della formazione comunque un numero massimo di
Le modalità e i criteri di iscrizione 30, gli ammessi a ogni sessione
alla formazione sono state definite formativa.
dal Comitato di coordinamento Le domande presentate dai diri-
(vedi paragrafo 4) e ripresi nel genti sanitari sono state valutate dal
bando di iscrizione approvato con predetto Comitato, il quale ha prov-
provvedimento della Giunta provin- veduto a stilare apposite graduatorie
ciale. Nel bando sono state altresì secondo la valutazione dei titoli
previste riserve di posti a favore del esposta in Tabella 1. Riconoscendo,
personale dipendente da strutture nel caso di ex equo in graduatoria,
sanitarie private accreditate provin- diritto di preferenza ai dirigenti con
ciali o extra provinciali, mantenendo maggiore anzianità di servizio.

Tab. 1.
Valutazione Titoli di carriera Punti
dei titoli per le
graduatorie
Possesso del diploma di specializzazione 10

Possesso di pregressa idoneità primariale nazionale 2 per idoneità


(max 2 idoneità)

Titolare delle funzioni di direttore di struttura 5 per anno


complessa (primario)

Incarico di facenti funzione di direttore di struttura 2,5 per anno


complessa (primario)

Funzioni di aiuto/assistente e equiparati 0,50 per anno

Titoli accademici e di studio Punti


Soggiorni di studio o di addestramento professionale da 3 a 6 mesi: 1
in rilevanti strutture italiane o estere di durata non da 6 a 12 mesi: 2
inferiore a 3 mesi, con esclusione dei tirocini obbli- oltre 12 mesi: 3
gatori (max 10 punti)

Attività didattica presso corsi di studio per il con- fino a 2 anni: 2


seguimento di diploma universitario, di laurea o di fino a 4 anni: 4
specializzazione ovvero presso scuole per la forma- 5 o più anni: 6
zione di personale sanitario per un minimo di 12 ore
annue (max 6 punti).
Viene conteggiata una sola annualità anche se nello
stesso anno si è svolta attività didattica in più di
una tipologia di corso.

29
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Valutazione finale e rilascio del 4. la struttura organizzativa della
certificato di formazione: ai fini del- formazione
l’ammissione all’esame finale è stato Il corso di formazione è stato strut-
previsto l’obbligo di frequenza per turato in modo da fornire strumenti e
almeno l’0% delle ore di attività. Il tecniche propri del processo manage-
periodo di formazione poteva essere riale e quindi riferiti prioritariamente
sospeso per gravidanza, puerperio o alle aree di organizzazione e gestione
malattia, con possibilità di recupero dei servizi sanitari, agli indicatori di
dei periodi di assenza nell’ambito di qualità dei servizi di sanità pubblica,
altro corso e secondo le modalità alla gestione delle risorse umane, ai
che sarebbero state definite dal criteri di finanziamento e agli ele-
Direttore della formazione. menti di bilancio e controllo.
Al termine del periodo di for- Importante è stato quindi pre-
nella Provincia autonoma di Trento

mazione è stato previsto l’esple- vedere un’organizzazione che ga-


tamento di un colloquio finale, rantisse il coinvolgimento di tutti i
tramite anche la presentazione e soggetti interessati per condividere
discussione di un elaborato. gli obiettivi formativi, garantire le
Il superamento dell’esame finale competenze necessarie, nonché man-
ha comportato il rilascio, da parte tenere la continuità tra i diversi temi
della Provincia autonoma di Trento, trattati del percorso formativo.
del certificato di formazione sot-
toscritto dall’Assessore provinciale Per il coordinamento dei rapporti
alle Politiche Sociali e alla Salute e tra i Soggetti istituzionali (Assesso-
controfirmato dal Presidente della rato alle Politiche Sociali e alla Salu-
Commissione d’esame. te – Università degli Studi di Trento
– Azienda provinciale per i Servizi
Aspetti finanziari: l’iscrizione al Sanitari) è stato costituito il Comi-
corso è stata subordinata al paga- tato di coordinamento composto da
mento, da parte del dirigente inte- referenti delle diverse istituzioni
ressato, di una quota di iscrizione con i seguenti compiti:
da versare su apposito capitolo di – promuovere la collaborazione tra
bilancio dell’Università degli Studi i Soggetti istituzionali coinvolti
di Trento, quale entrata finalizzata al nella formazione;
pagamento degli oneri di gestione. – valutare i fabbisogni formativi;
L’importo della tassa è stato – elaborare l’ordinamento didattico
pertanto determinato in misura della formazione manageriale
tale da coprire i costi di gestione e delle categorie professiona-
realizzazione del corso. li interessate, tenendo conto
La Giunta provinciale si è comun- della normativa di riferimento,
que riservata di assumere a proprio proponendo anche modalità di
carico eventuali oneri per agevola- frequenza innovative;
re l’accesso a servizi mensa e per – programmare eventuali collabo-
l’organizzazione di iniziative con- razioni con altre realtà, anche
nesse alla formazione manageriale. universitarie;
30
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
– definire i criteri per l’accesso ai realizzazione delle attività for-
corsi e per la formulazione della mative (docenti, tutori, coor-
relativa graduatoria di ammis- dinatore);
sione; - prendere visione del program-
– valutare la congruità degli impor- ma dei corsi di formazione
ti relativi alla tassa di iscrizione manageriale fornendo anche
al corso, proposti dall’Università. eventuali proposte tecnico
scientifiche;
Per la realizzazione delle attività - verificare periodicamente il
formative sono stati individuati i corretto svolgimento del corso;
seguenti soggetti e organi collegiali - predisporre le griglie di valuta-
nominati e costituiti dall’Università zione, il cui giudizio viene uti-
degli Studi di Trento: lizzato per la valutazione finale
a) il Direttore, docente universitario individuale complessiva;
chiamato a: - verificare la correttezza delle
- garantire omogeneità metodo- metodologie e dei contenuti
logica e didattica; didattici e degli strumenti di
- presiedere il Comitato Tecnico valutazione in coerenza con il
Scientifico (CTS); programma formativo;
- sovrintendere il regolare svol- - individuare modalità per la va-
gimento del corso in quanto lutazione dei processi formativi.
responsabile dell’attuazione c) il Coordinatore tecnico operativo,
dei compiti assegnati agli individuato dal Direttore, sulla
altri Soggetti coinvolti nella base delle indicazioni fornite dal
formazione; CTS con i seguenti compiti:
- garantire l’attuazione delle at- - in collaborazione con il Di-
tività previste nella convenzio- rettore, individua e contatta i
ne tra la Provincia autonoma di docenti, definisce il calendario
Trento e l’Università degli Studi dei moduli formativi e dell’at-
di Trento; tività pratica individuale;
- nominare i docenti e le figure - verifica il regolare svolgimento
di staff, sulla base di quanto delle lezioni e dei seminari;
deliberato dal Comitato Tecni- - raccoglie le valutazioni, tra-
co Scientifico; mite le apposite griglie, dei
- relazionare al Comitato Tecnico medici in formazione;
Scientifico sull’andamento del - collabora con il Direttore nella
corso. predisposizione della relazione
b) il Comitato Tecnico Scientifico al Comitato Tecnico Scientifico.
(CTS), presieduto dal Direttore
del corso impegnato a: Per lo svolgimento dell’esame
- individuare i criteri, le pro- finale, in forma di colloquio, si è
cedure e le modalità per la prevista l’istituzione di una Com-
nomina, da parte del Direttore, missione d’esame, costituita dal-
dei soggetti coinvolti nella l’Università, composta dal Direttore

31
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
del corso (nel ruolo di Presidente), interiorizzazione dei contenuti og-
da due docenti del corso nominati getto del corso. I casi, le discussioni
dall’Università, integrata da un guidate, gli incident e, più in ge-
rappresentante, della Provincia nerale, tutti gli strumenti didattici
Autonoma di Trento (un dirigente) sono stati focalizzati specificamente
e da un rappresentante dell’Ordine sulle tematiche inerenti la gestione
provinciale dei Medici Chirurghi e dell’ambito socio-sanitario.
Odontoiatri iscritto nei ruoli dei
medici del Servizio sanitario pro- Materiale didattico: il materiale
vinciale, con il compito di esprimere didattico di supporto allo svol-
il giudizio finale tenendo conto gimento dell’iniziativa formativa
della qualità dell’elaborato e della (testi, articoli, note didattiche e
competenza acquisita dal candidato casi didattici) è stato predisposto
nella Provincia autonoma di Trento

relativamente a ciascuno dei moduli dai docenti dei corsi e fornito a ogni
formativi. partecipante.

Orario delle lezioni: dalle 9:00


5. Il programma formativo 2
alle 13:00 e dalle 14:00 alle 1:00,
Il corso, di durata pari a 120 ore, per un totale di  ore di didattica
è stato realizzato nell’arco di tre/ al giorno.
quattro mesi, con un impegno men-
sile di circa 5 giorni consecutivi. Contenuti del corso: il corso è sta-
to articolato in moduli didattici di
Obiettivo didattico: fornire ai di- cinque giornate consecutive, così da
rigenti sanitari operanti nell’ambito favorire una specifica ed efficace fo-
della diagnosi e cura, le conoscenze calizzazione sui contenuti del corso
delle logiche e degli strumenti di e, nello stesso tempo, favorire lo svi-
economia e di management neces- luppo di un costruttivo clima d’aula.
sari al fine di ricoprire posizioni
di responsabilità organizzativa di I GIORNATA
struttura complessa nell’ambito del- Concetti generali, elementi di eco-
le aziende sanitarie e delle aziende nomia sanitaria e di economia azien-
ospedaliere. dale; organizzazione aziendale.
Obiettivo: esplicitare i concetti di
Metodologia didattica: nell’ambi- base dell’economia sanitaria,
to del corso è stata utilizzata una dell’economia aziendale e le
metodologia didattica attiva; le esigenze di integrazione delle
lezioni tradizionali (lezioni frontali) competenze specialistiche con
sono state affiancate da strumenti le competenze gestionali.
quali analisi e discussione di casi di- Contenuti:
dattici, incident, role playing, simu- -Presentazione del corso, obiet-
lazioni e griglie di analisi, finalizzati tivi e “regole del gioco”
a favorire, tramite la discussione in -L’oggetto dello studio dell’eco-
piccoli gruppi di lavoro, l’immediata nomia: il rapporto tra risorse e
32
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
bisogni. Produzione di beni at- esperienze e le applicazioni di
traverso i fattori di produzione e base delle discipline organiz-
consumo dei beni per il soddisfa- zative.
cimento dei consumatori, le due Contenuti:
attività fondamentali dell’uomo -Metodologie di analisi e proget-
come trasformatore di risorse; tazione organizzativa;
-I sistemi di allocazione delle -I fabbisogni organizzativi: spe-
risorse: i sistemi basati sulle cializzazione e integrazione;
norme e sulle gerarchie, i sistemi -Modelli per l’analisi dei fabbiso-
basati sulle scelte collettive, i gni di integrazione;
sistemi di mercato. Le forme di -Logiche e strumenti di inte-
mercato e le economie miste; grazione nelle aziende di servizi
-L’economia sanitaria: una branca sanitari;
dell’economia pubblica. I proble- -Analisi e discussione di un caso
mi economici che si affrontano didattico;
nello studio economico della -Autovalutazione del grado di
sanità. Asimmetria dell’informa- apprendimento.
zione, etica ed economia nelle
scelte sanitarie, il rapporto tra la III GIORNATA
salute e la ricchezza di un paese; Le strutture organizzative e il dipar-
-La programmazione sanitaria. La timento ospedaliero.
programmazione come processo Obiettivo: conoscere l’applicazione
razionale per l’uso delle risorse. delle logiche e delle conoscenze
Il piano sanitario e i cicli del organizzative allo specifico con-
processo programmatorio. Do- testo delle strutture complesse
manda di ricovero e offerta di ospedaliere
posti letto; Contenuti:
-I ruoli e le funzioni della dirigen- -I modelli organizzativi;
za nelle aziende e nelle aziende -Le strutture organizzative di
di servizi sanitari; base: punti di forza e di debo-
-Competenze specialistiche e lezza;
competenze gestionali per i res- -Il dipartimento ospedaliero
ponsabili di struttura complessa; come modalità di riprogettazione
-Un modello interpretativo del- dell’assistenza ospedaliera;
l’organizzazione delle strutture -L’analisi delle responsabilità
aziendali, il modello sistemico; organizzative nelle strutture
Le variabili organizzative: loro dipartimentali;
definizione e individuazione; -Gli strumenti di governo del-
-Analisi e discussione di un caso. le strutture dipartimentali;
-Discussione di un caso didattico;
II GIORNATA -Autovalutazione del grado di
Elementi di progettazione organiz- apprendimento;
zativa. -Somministrazione dei questio-
Obiettivo: esplicitare le teorie, le nari di customer satisfaction.

33
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
IV GIORNATA definizione dei requisiti per l’ac-
La qualità nelle aziende di servizi creditamento: le fasi e i tempi di
sanitari. attuazione;
Obiettivo: conoscere l’applicazione -Autovalutazione del grado di
delle logiche e delle conoscenze apprendimento;
organizzative allo specifico con- -Somministrazione dei questio-
testo delle strutture complesse nari di customer satisfaction.
ospedaliere.
Contenuti: VI GIORNATA
-I sistemi di qualità nelle aziende I sistemi di programmazione e
di servizi sanitari; controllo di gestione;
-I diversi approcci: la VRQ, il i modelli di rappresentazione
Total Quality management, l’ac- aziendale.
nella Provincia autonoma di Trento

creditamento; Obiettivo: fornire gli elementi cono-


-L’approccio del total quality scitivi di base utili a comprende-
management. Il processo di re la logica del sistema di rile-
introduzione della qualità: le vazione aziendale e le modalità
fasi, le persone, il training, gli di redazione dei documenti di
strumenti; sintesi chiarendo in particolare le
-La customer satisfaction; differenze tra dinamica economi-
-Il processo di benchmarking; ca e finanziaria della gestione;
-Discussione di un caso didattico; fornire i primi elementi per la
-Autovalutazione del grado di conoscenza dei meccanismi e
apprendimento. delle logiche di funzionamento
dei sistemi di programmazione e
V GIORNATA controllo di gestione con partico-
I sistemi di accreditamento nei lare riferimento al ruolo ricoperto
sistemi sanitari e nelle aziende di dai medici dirigenti.
servizi sanitari. Contenuti:
Obiettivo: esplicitare gli approcci -Il processo di programmazione
“istituzionali” al tema della qua- e controllo di gestione: le sue
lità con particolare riferimento al peculiarità nelle organizzazioni
contesto delle Regioni Italiane sanitarie;
più avanzate in materia. -Gli strumenti del controllo di
Contenuti: gestione: contabilità analitica,
-L’autorizzazione, l’accredita- sistema di reporting e sistema
mento e la certificazione delle di budget;
aziende di servizi sanitari; -Il sistema di contabilità anali-
-La certificazione del sistema tica: logiche e criteri di proget-
aziendale secondo l’approccio ISO; tazione e di funzionamento
-L’accreditamento delle strutture -La definizione del piano dei
sanitarie: le linee guida ministe- centri di costo e del piano dei
riali; centri di responsabilità;
-I provvedimenti regionali di -Il ruolo dei dirigenti responsa-
34
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
bili delle unità operative nell’am- Contenuti: (riferiti alla parte relativa
bito del sistema di contabilità al budget)
analitica; -Il ruolo del budget nel sistema
-Autovalutazione del grado di di programmazione e controllo di
apprendimento; gestione;
-Somministrazione dei questio- -I sistemi di gestione budgetaria;
nari di customer satisfaction; -Il processo di budget: il ruolo
-Il sistema informativo azienda- del responsabile di unità operati-
le e i sottosistemi informativi: va nelle diverse fasi del budget;
elementi di progettazione e di -Le fasi del processo di budget.
utilizzo per il medico dirigente;
-Il sistema di rilevazione: finali- VIII GIORNATA
tà, oggetto e metodo; Il budget nelle aziende di servizi
-La dinamica finanziaria e la sanitari; la valutazione degli inve-
dinamica economica della ge- stimenti.
stione; Obiettivo: fornire le conoscenze per
-I concetti di costo, ricavo, poter positivamente interagire
uscita finanziaria ed entrata con i competenti organi azien-
finanziaria; dali nell’ambito del processo di
-Il bilancio d’esercizio: principi e budget; fornire gli strumenti di
tecniche per la sua costruzione; base per supportare i processi
-Analisi di bilanci di aziende decisionali con particolare rife-
sanitarie e aziende ospedaliere; rimento alla valutazione dell’an-
-Autovalutazione del grado di damento economico delle unità
apprendimento; operative di diagnosi e cura e
-Somministrazione dei questio- alla valutazione delle alternativa
nari di customer satisfaction. di investimento.
Contenuti:
VII GIORNATA -La fase di definizione degli
La statistica nella pratica clinica; obiettivi di budget: i supporti
analisi di dati qualitativi e quan- informativi necessari;
titativi: metodi statistici di base; -L’iter di formulazione degli obiet-
indicatori sanitari per l’analisi tivi a livello di unità operativa;
quantitativa dei servizi e delle loro -Il ruolo dei responsabili delle
componenti; inferenza statistica; unità operative di diagnosi e
lettura critica di articoli scientifici; cura nell’ambito del processo di
il budget nelle aziende di servizi budget;
sanitari. -Il sistema di reporting: come
Obiettivo: fornire gli strumenti analizzare e utilizzare le infor-
idonei per l’organizzazione e mazioni economiche al fine di
l’analisi critica dei dati, per la supportare i processi decisionali
loro sintesi e interpretazione; delle unità operative;
conoscere il sistema di budget -L’analisi delle decisioni di
nelle aziende sanitarie. investimento con particolare
35
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
riferimento agli investimenti in Obiettivo: consolidare le conoscenze
tecnologia sanitaria; di base in merito alla modalità
-Autovalutazione del grado di di finanziamento delle aziende di
apprendimento; servizi sanitari e in merito alla mi-
-Somministrazione dei questio- surazione del prodotto ospedaliero,
nari di customer satisfaction. a fini di: valutazione dei sistemi di
qualità, prevenzione dell’inappro-
IX GIORNATA priatezza, valutazione dell’output.
La gestione del personale nelle Contenuti:
aziende di servizi sanitari. -La spesa sanitaria e il suo con-
Obiettivo: esplicitare i principi e le trollo. Una breve discussione sul-
tecniche di gestione del persona- l’evoluzione della spesa sanitaria
le nelle aziende sanitarie. in Italia e sulle sue determinanti
nella Provincia autonoma di Trento

Contenuti: principali. L’evoluzione delle


-Cenni sugli aspetti amministra- modalità di finanziamento del
tivi e normativi dei contratti di sistema sanitario italiano;
lavoro; -Il finanziamento dei sistemi
-Dotazione organica e carichi di sanitari nelle economie moderne.
lavoro; Le due grandi alternative polari,
-Principi e tecniche di gestione il welfare state e la produzione
del personale nelle aziende di privata, la dimostrazione della
servizi sanitari; non esistenza di modelli “puri”. Il
-Le peculiarità della gestione caso degli Stati Uniti d’America;
del personale nelle aziende di -Come remunerare i servizi sa-
servizi; nitari, le procedure e il loro
-I meccanismi operativi per la rapporto con il sistema giuridico.
gestione del personale: motiva- Il finanziamento degli ospedali,
zione, programmazione, selezio- le forme tradizionali e il finan-
ne, inserimento; ziamento prospettico per caso di
-La valutazione del personale: ricovero omogeneo, i Drg;
aspetti di ordine generale; -Le più recenti tendenze nel-
-La valutazione dei risultati e l’evoluzione del settore sanitario
il collegamento con i sistemi pubblico, il finanziamento dei
premianti d’azienda; servizi sanitari nel modello dei
-Autovalutazione del grado di quasi-mercati britannici;
apprendimento; -Esercitazione sul campo: con-
-Somministrazione dei questio- fronti tra Drg.
nari di customer satisfaction.
XI GIORNATA
X GIORNATA Elementi di etica per la gestione
I sistemi di finanziamento delle delle attività sanitarie; tecniche di
aziende di servizi sanitari e la misu- gestione dei conflitti e della nego-
razione delle attività delle unità ope- ziazione.
rative di diagnosi e cura ospedaliere. Obiettivo: fornire le conoscenze e
36
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
gli strumenti idonei ad affron- XIII GIORNATA
tare le condizioni di diversa La leadership e la carta dei servizi
motivazione al lavoro dei propri (continua dalla XII Giornata); la co-
collaboratori e ad affrontare le municazione nelle aziende di servizi
relazioni organizzative con l’alta sanitari.
direzione. Obiettivo: favorire l’apprendimento
Contenuti: degli strumenti idonei a moti-
-La gestione dei conflitti inter e vare e coinvolgere il personale
intra unità operativa; nel perseguimento della mission
-Le principali tipologie di conflitti aziendale e nel conseguimento
presenti nelle organizzazioni; di specifici obiettivi (continua
-Sintomi e cause del conflitto; dalla XII Giornata); conoscere le
-Classificazione dei conflitti or- tecniche di comunicazione.
ganizzativi: cause fisiologiche e Contenuti:
cause patologiche di conflitto. -I vari tipi di leadership e il
modello della leadership situa-
XII GIORNATA zionale;
Tecniche di gestione dei conflitti e -Simulazioni d’aula con i parte-
della negoziazione (continua dalla cipanti;
XI Giornata); la leadership e la carta -L’applicabilità degli strumenti di
dei servizi. marketing nelle aziende di servizi
Obiettivo: fornire le conoscenze e sanitari;
gli strumenti idonei ad affron- -La comunicazione interna ed
tare le condizioni di diversa esterna e il governo delle rela-
motivazione al lavoro dei propri zioni con gli utenti dei servizi
collaboratori e ad affrontare le sanitari;
relazioni organizzative con l’alta -La comunicazione medico-pa-
direzione (continua dalla XI Gior- ziente;
nata); favorire l’apprendimento -La gestione delle relazioni con
degli strumenti idonei a motivare gli utenti: la carta dei servizi, la
e coinvolgere il personale nel comunicazione con le altre unità
perseguimento della mission operative e con i medici di base;
aziendale e nel conseguimento -Autovalutazione del grado di
di specifici obiettivi. apprendimento.
Contenuti:
-I conflitti organizzativi e pro- XIV GIORNATA
fessionali; Principi di valutazione economica
-Cenni sui modelli e sulle tecni- in sanità.
che di negoziazione; Obiettivo: fornire gli strumenti di
-Lo stile di direzione e la leader- base per la valutazione delle
ship organizzativa; implicazioni economiche delle
-L’importanza della leadership scelte di ordine clinico terapeu-
nelle organizzazioni professionali; tico e per sapere interpretare
-Definizione di leadership. correttamente le evoluzioni
37
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
della ricerca scientifica in campo -Misure di associazione: analisi e
clinico valutazione dei fattori prognosti-
Contenuti: ci: rischio relativo e odds ratio;
-A che cosa serve la valutazione confondimento e modificazione
economica e a chi serve. Una di effetto;
breve introduzione alle finalità -Indicatori sociali, sanitari e di
della valutazione economica salute (mortalità, morbidità, di-
nella sanità; sabilità, ecc.). Misure di impatto
-Cost-benefit analysis e Cost- in sanità pubblica;
minimization analysis; -Metodi di indagine epidemiolo-
-Cost-effectiveness analysis; gica. Disegno degli studi anali-
-Cost-utility analysis; tici;
-Cost-benefit analysis; -I registri di patologia;
nella Provincia autonoma di Trento

-Un confronto tra le tecniche di -Giudizio sulla sicurezza dei far-


valutazione illustrate; maci e di altre procedure cliniche;
-Esercizi di approfondimento sui -Screening e prevenzione;
temi trattati; -L’epidemiologia e la valutazione
-Autovalutazione del grado di dell’evidenza scientifica.
apprendimento;
-Somministrazione dei questio-
nari di customer satisfaction. 6. la formazione continua post
certificazione
XV GIORNATA Dal 2002 al 2006 sono state rea-
L’epidemiologia nella pratica cli- lizzate, tramite l’Università degli
nica. Studi di Trento (deliberazione della
Obiettivo: fornire gli elementi di Giunta provinciale n. 2950 del 5
base per sviluppare un linguag- novembre 2001), otto edizioni del
gio comune per interagire con Corso di formazione manageriale
altre professionalità dell’area coinvolgendo n. 24 professionisti,
sanitaria; illustrare i vari tipi di che sono ora iscritti nell’apposito
studio epidemiologico e le tecni- registro provinciale, istituito con
che associative utilizzabili nella deliberazione della Giunta provin-
pratica clinica e nella gestione ciale n. 1374 del 1 luglio 2005 e
operativa. aggiornato con determinazione del
Contenuti: dirigente del Servizio Innovazione
-L’approccio epidemiologico; e formazione per la salute n. 27 del
natura e funzioni dell’epidemio- 22 agosto 2006.
logia; L’andamento delle iscrizioni ai
-L’informazione statistica sullo corsi di formazione manageriale e il
stato sanitario nazionale e pro- numero dei dirigenti sanitari quali-
vinciale; ficati sono riportati in Tabella 2.
-Misure di occorrenza di malat-
tia: prevalenza, incidenza, ri- Accanto al Corso di formazione
schio. Il ruolo dei denominatori; manageriale si è ritenuto opportuno
3
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Tab. 2.
Andamento delle Edizione richieste di ammessi Qualificati
iscrizioni ai corsi ammissione
di formazione
manageriale
e numero dei I edizione
50 25 25
dirigenti sanitari aprile – ottobre 2002
qualificati
II edizione
7 40 40
novembre 2002 – aprile 2003

III edizione
31 31
maggio – ottobre 2003
3
IV edizione
32 32
settembre 2003 – febbraio 2004

V edizione
31 31
marzo – settembre 2004
111
VI edizione
30 29
novembre 2004 – giugno 2005

VII edizione
30 30
aprile – novembre 2005
125
VIII edizione
30 30
novembre 2005 – febbraio 2006

Totale 447 249 248

realizzare iniziative di approfondi- genti sanitari, di due giornate cia-


mento, finalizzate a garantire lo scuna, sul tema “La valutazione del
sviluppo delle conoscenze nonché personale nelle aziende sanitarie”
mantenere la validità del certificato sempre tramite la collaborazione
di formazione, tenuto conto che dell’Università degli Studi di Tren-
il predetto Accordo interregiona- to. Tale argomento è stato indivi-
le vincola il dirigente sanitario duato come prioritario dal predetto
formato a frequentare, nei trienni Comitato di coordinamento in
successivi alla data di consegui- quanto non trattato nell’ambito del
mento del certificato, tali iniziative corso di formazione manageriale,
di formazione continua. ma di notevole importanza per la
dirigenza sanitaria; gli altri temi
Sono state pertanto realizzate, ritenuti rilevanti, sono stati:
con spesa a carico della Provincia – Etica, equità ed economia;
Autonoma di Trento, n. 6 edizioni – Clinical governance management
di corsi coinvolgendo n. 152 diri- per il governo clinico;
39
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
– La gestione del rischio clinico nelle materie di legislazione
nelle aziende di servizi sanitari; esclusiva.
– Analisi della sopravvivenza;
– La comunicazione interna ed [2] Il programma è stato elaborato
esterna nelle aziende di servizi dal gruppo di progettazione
sanitari; costituito dall’Assessore provin-
– Modelli di regressione in epide- ciale alle politiche sociali e alla
miologia; salute con nota prot. n. 325 di
- Balanced scorecard e percorso data 31 gennaio 2001, coor-
del paziente per supportare le dinato dal Dirigente generale
decisioni in sanità. del Dipartimento provinciale
salute e attività sociali dott.
Giorgio Paolino e composto dai
nella Provincia autonoma di Trento

noTE signori dott. Luciano Pontalti


e dott.ssa Franca Bellotti della
[1] La modifica del titolo V della Provincia autonoma di Trento,
parte seconda della Costitu- prof. Andrea Francesconi, prof.
zione -Legge Costituzionale 1 Rocco Micciolo e prof. Luigi
ottobre 2001 n. 3 – ha nel frat- Mittone dell’Università degli
tempo riconosciuto alle regioni Studi di Trento, prof. Marcel-
la potestà regolamentare in lo Disertori, dott. Giovanni
tale materia in quanto all’art. Dossi e dott. Fabrizio Fontana
3 si prevede che la potestà re- dell’Azienda provinciale per i
golamentare spetta allo Stato servizi sanitari.

Franca Bellotti è Direttore dell’Ufficio for-


mazione e sviluppo delle risorse umane,
Assessorato alle Politiche per la Salute
della Provincia Autonoma di Trento.

40
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Oltre le competenze decentrata, mentalità e tecniche
manageriali, strutture organizza-
specialistiche: la tive, norme, valori in linea con il
formazione manageriale settore privato, come l’efficienza e
dei dirigenti sanitari il dinamismo (Hood, 1991; Ranade,
nell’Azienda Provinciale 1994).
per i Servizi Sanitari di In questo contesto è di fon-
damentale importanza capire che
Trento il cambiamento impatta in modo
significativo non solo sulla parte
Fabrizio Fontana, Silvia Pedrolli “hard” di un’organizzazione (arti-
colazione delle strutture, processi,
flussi e sistemi informativi, ecc.),
ma soprattutto su quella “soft”, vale
a dire sulla cultura e sul modo di
1. Il processo di cambiamento “essere parte del sistema aziendale”
della sanità pubblica dei professionisti sanitari, su ciò
Trasformazione da sistema burocra- che l’Azienda si aspetta da ciascuno
tico a sistema aperto e flessibile, di essi e, conseguentemente, sulle
attenzione ai diversi “portatori competenze del singolo.
d’interesse” che ruotano intorno al La complessità operativa e stra-
sistema sanitario, introduzione di tegica, connesso al processo di
termini gestionali (quale “Azienda” aziendalizzazione, rende quindi
per indicare un’organizzazione che necessario un tipo di organizzazio-
eroga prestazioni cliniche), pas- ne professionale che sia molto più
saggio dal concetto di “paziente- dinamica e integrata di quella tradi-
utente” a “cliente”, introduzione zionale e di stampo burocratico.
di sistemi di gestione tipici delle Infatti, gli obiettivi, che di volta
aziende private: questi sono gli in volta vengono affidati alle azien-
elementi chiave del vasto processo de sanitarie (oltre allo svolgimento
di aziendalizzazione del Sistema delle prestazioni sanitarie quoti-
Sanitario Nazionale (SSN). diane e alla tutela generale della
In risposta a questi necessari salute), sono realizzati attraverso
cambiamenti che si sviluppano non assetti organizzativi avanzati e
solo a livello locale, ma su scala sofisticati, che richiedono ai diversi
internazionale, nasce un nuovo professionisti della salute di espri-
modo di gestire il settore pubblico, mere livelli alti di cultura gestionale
quello che il sistema anglosassone e comportamenti organizzativi che
definisce new public management. si differenziano molto da quelli pra-
Con esso si fa strada l’idea che per ticati nella sanità pubblica di vec-
garantire al meglio i diversi servizi chio stampo, in cui “limitato–spiega
alla collettività, è auspicabile ab- Rebora (1999: 140)–è il ruolo di
bandonare la tradizionale burocrazia coordinamento del management,
per adottare modelli di gestione dato che i professionisti operano

41
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
con notevole autonomia… e spesso modello organizzativo che preveda
spiccato individualismo”. una maggiore responsabilizzazione
Uno dei più forti cambiamenti e misurazione dei risultati conse-
che ha interessato il personale clini- guiti, come già da tempo avviene
nell’azienda Provinciale per i Servizi Sanitari
co -sanitario, quindi, è stato quello nell’Azienda Provinciale per i Servizi
di assimilare rapidamente le logiche Sanitari di Trento.
di gestione per obiettivi e tecniche
di valutazione economica-manage-
riale, senza sacrificare per questo la 2. Il contesto dell’aPSS
competenza e la sensibilità di tipo Come previsto dalla legge provincia-
specificatamente professionale. le 10/93, la mission dell’APSS è la
Da qui deriva la volontà di qua- seguente: “L’APSS, gestisce in modo
lificare in modo formale la dirigenza coordinato i servizi e le attività
sanitaria dal 1993 1, attribuendo sanitarie pubbliche per l’intero ter-
così a tutto il personale medico ritorio provinciale secondo quanto
e agli altri specialisti sanitari previsto dalla legge, dal Piano sa-
autonomia tecnico-professionale nitario provinciale e dalle direttive
nello svolgere le proprie funzioni della Giunta provinciale”.
(Rebora, 1999). È quindi indispensabile che
chi è coinvolto nella realizzazione
Gestire i professionisti non è quotidiana della mission, possieda
facile: occuparsi di dirigenti medici gli strumenti manageriali adeguati
implica un confronto diretto con e, ancora più, sappia utilizzarli at-
persone con un livello di istruzione traverso l’applicazione di specifiche
elevato e soprattutto consapevoli competenze diverse, a secondo del
che le loro competenze e il loro ruo- ruolo ricoperto. Appare evidente
lo sono vitali per l’organizzazione che i dirigenti medici in generale,
e per l’erogazione di prestazioni di i Direttori di Struttura Complessa
qualità (De Pietro, 2005). e di Articolazione Fondamentale
Affinché essi siano altrettanto (Dipartimento, Ospedale, Distretto)
in grado di realizzare i nuovi obiet- in particolare, rappresentino le cate-
tivi (clinici, ma anche manageriali) gorie di professionisti più interessati
che l’aziendalizzazione comporta, è alla questione. 2
necessario gestire i dirigenti medici Affinché questo si realizzi, l’APSS
attraverso un insieme di sistemi e si è dotata di meccanismi di gover-
strumenti integrati che rendano nance di tipo aziendale, come un
evidente quali siano le compe- sistema di pianificazione strategica,
tenze richieste al singolo, quelle uno di programmazione e controllo,
già possedute, e come è possibile un insieme di sistemi informativi
colmarne il gap. e, elemento non meno importante,
Per poter rendere fattibile una una gestione del personale che non
gestione del personale medico in vuole solo occuparsi della parte
tal senso, è necessario “preparare” burocratica di pura amministrazione
l’organizzazione, introducendo un delle risorse umane (concorsi, retri-
42
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
buzione, mobilità), ma che si prende Per evitare questo, l’APSS ha
cura dello sviluppo delle competen- volontariamente scelto di redigere
ze dei propri collaboratori. il Piano Aziendale di Sviluppo Stra-
In relazione ai nuovi strumenti tegico, documento programmatorio
manageriali e alle nuove competen- a valenza quinquennale che delinea
ze richieste, in alcune realtà italiane la strategia operativa aziendale e
il cambiamento ha seguito una lo- che dà una direzione comune ai
gica top down, quasi “imponendo” i suoi collaboratori, aiutandoli a in-
valori e la nuova cultura necessaria. teriorizzare una gestione dei servizi
Questo, secondo diversi autori, tra i sanitari di tipo “aziendale”.
quali si ricordano Mabey e Salaman Per sottolineare come in APSS le
(1995), sarebbe necessario per tre persone siano considerate il cuore
motivi: dell’organizzazione, il PASS 2005-
1. un approccio di tipo cooperativo 2009 è stato intitolato “Costruire
avrebbe inciso negativamente la rete. Dalle competenze dei singoli
sulla performance per il tempo alle azioni del gruppo”, e si com-
e le risorse eventualmente im- pone di tre parti: il contesto, le
piegate; attività e le persone.
2. il precedente sistema burocratico La parte del contesto delinea
andava cambiato velocemente i confini entro i quali si svolge
con un sistema di gestione più la complessa azione dell’APSS,
manageriale; distinguendo tra contesto “dato”
3. l’introduzione del sistema mana- (mission) e quello “scelto” (vision
geriale e la ridefinizione delle e linee strategiche).
responsabilità portava la neces-
sità di ridurre la storica incom- La seconda parte descrive i meto-
prensione tra ruoli medici e ruoli di che sono utilizzati per garantire la
gestionali. mission aziendale. A questo scopo,
Questi motivi avrebbero reso il processo di pianificazione, realiz-
inevitabile l’approccio top down alla zazione e controllo delle attività si
gestione dell’aziendalizzazione della sviluppa attraverso azioni guida, che
sanità pubblica, con un’introduzione orientano sia i processi assistenziali
“quasi forzata” delle logiche mana- che quelli tecnico-amministrativi.
geriali da parte del vertice (scelta
approvata anche da Bate, 1990). Infine, la terza parte, sulle per-
Ciò, infatti, ha il pregio di offrire un sone, riguarda la gestione strategica
preciso coordinamento e una chiara delle risorse umane. A questo pro-
direzione alla strategia aziendale e posito, l’Azienda ha affiancato ai
ai sistemi di gestione delle risorse tradizionali strumenti di “governo”
umane, ma presenta il rischio che (budget, controllo di gestione, ecc.)
il cambiamento e l’introduzione di altri strumenti che tendono sia a
nuovi strumenti di gestione azien- orientare le scelte individuali (per
dale non vengano compresi da tutto esempio, i sistemi di misurazione
il personale. del raggiungimento degli obiettivi

43
individuali), sia a favorire l’emergere a “istruire” il proprio personale su
dell’intelligenza interna del gruppo come applicare i nuovi strumenti
e la sua voglia di superare la resi- introdotti, ma ha anche coraggio-
stenza al cambiamento. samente scelto di introdurre dei
nell’azienda Provinciale per i Servizi Sanitari
Uno di tali strumenti è il Model- meccanismi di gestione del perso-
lo EFQM, proposto dalla European nale che facilitino l’interiorizzazione
Foundation for Quality Management, delle nuove competenze da parte del
che si applica a tutte le organizza- personale medico, tradizionalmente
zioni, a prescindere dal settore di ancorato alle proprie competenze
appartenenza. specialistiche.
In APSS, esso è utilizzato con le La scelta di rinforzare la forma-
seguenti finalità: zione tradizionale con innovativi
– come base di un linguaggio e una sistemi di gestione del personale
mentalità comuni e condivisi a (per esempio, l’introduzione del
ogni livello dell’organizzazione; modello delle competenze e della
– come struttura sulla quale or- job description) deriva dalla duplice
ganizzare il sistema di manage- consapevolezza che nessun medico
ment; è in grado di ottimizzare l’uso degli
– come strumento di autovaluta- strumenti manageriali senza un forte
zione sia per l’intera organizza- supporto da parte dell’organizzazio-
zione, che nello specifico per il ne di appartenenza, ma al tempo
singolo dirigente medico, il quale stesso nessun dirigente medico è
periodicamente (a fine incarico) in grado di coprire totalmente il
è valutato sulla base dei cinque proprio ruolo (che, come dice la qua-
fattori che costituiscono il mo- lifica stessa, è dirigenziale), senza la
dello (leadership, gestione di po- volontà di apprendere conoscenze e
litiche e strategie, gestione del capacità manageriali.
personale, gestione di alleanze e
risorse, gestione dei processi).
3. l’interiorizzazione delle nuove
Compito dell’organizzazione, competenze
però, non è solo quello di fornire Come accennato in precedenza,
i tools necessari a una gestione di l’esperienza dell’APSS per quanto
tipo manageriale (attraverso la re- riguarda l’introduzione di aspetti
dazione del PASS, l’applicazione del manageriali nella conduzione delle
Modello EFQM e di meccanismi di go- diverse Unità Operative e Servizi,
vernance avanzati), ma soprattutto non si limita all’erogazione di corsi
è quello di garantire che le persone formativi destinati a dirigenti medici
che utilizzano tali strumenti siano che necessitano di approfondire
in grado di farlo. argomenti quali la gestione delle
Per questo, l’APSS non solo ha risorse (umane, monetarie o tecno-
attivato una serie di azioni forma- logiche), ma a sistemi di interioriz-
tive di stampo tradizionale, di tipo zazione delle nuove competenze più
interno-residenziale ed esterno, atte innovativi.
44
Prima di entrare nel merito di a seminari, convegni sia nazionali
questi sistemi, che su certi aspetti che internazionali, che affrontino
superano il tradizionale appren- argomenti sia di tipo specialistico-
dimento, è utile soffermarsi sulla clinico che manageriale. 3
formazione aziendale. Questo perché ci si è resi conto,
La centralità di quest’ultima nei in qualità di azienda, della necessità
sistemi di gestione del personale di offrire ai dirigenti medici la possi-
dimostra come l’attenzione allo svi- bilità di acquisire sia le conoscenze
luppo delle competenze sia speciali- di logiche e di strumenti mutuati
stiche che manageriali del personale dall’economia e dal management, sia
medico (e non solo) in APSS sia di le capacità necessarie per armoniz-
fondamentale importanza. zare le esigenze e gli obiettivi di go-
Questo aspetto è sottolineato verno clinico del settore diretto con
anche ne “Il Bilancio Sociale e del le esigenze e gli obiettivi strategici
Capitale Intellettuale – 2006”, in cui dell'intera azienda sanitaria.
la formazione è definita come: A questo proposito, confron-
– leva strategica per il raggiungi- tando la propria realtà con altre
mento degli obiettivi aziendali esperienze del panorama nazionale e
e per lo sviluppo della salute internazionale, ci si sta accorgendo
(come si può facilmente notare, di come la formazione, rivolta a ruoli
l’aspetto strettamente clinico e con un background particolarmente
quello manageriale sono citati, tecnico-specialistico, ma allo stes-
non a caso, insieme); so tempo inseriti in un ambiente
– agente di promozione culturale aziendale, non deve limitarsi a
per una gestione integrata tra erogare generici corsi sulle logiche
professioni e centrata sulla per- aziendali, ma deve arricchirsi di
sona; contenuti specifici, che forniscano
– modalità per realizzare la va- reali competenze, applicabili nel
lorizzazione del professionista contesto di riferimento.
anche in un’ottica di sviluppo In merito a ciò, si riportano come
professionale; spunti di riflessione ed esemplifica-
– integrazione dei saperi come zione, dei seminari proposti dalla
risorsa collettiva. British Association Medical Managers,
associazione del Regno Unito che ha
La formazione sanitaria naziona- lo scopo di promuovere, sviluppare e
le prevede che i medici accumulino consolidare la funzione manageriale
30 crediti annuali di Educazione nella professione medica. I temi
Continua in Medicina (ECM) per trattati sono di tipo conoscitivo,
garantire l’aggiornamento pro- come “La finanza nel Sistema sani-
fessionale. A questo scopo l’APSS tario pubblico” o “La comunicazione
incentiva i propri dirigenti medici a con i media”, ma non si tralasciano
partecipare non solo alle iniziative argomenti più strettamente com-
di formazione in aula o sul campo, portamentali, come “Negoziare nel
organizzati internamente, ma anche Sistema sanitario pubblico” o “Come
45
relazionarsi con i colleghi difficili”. su tutte le figure mediche presenti
Questi esempi aiutano a riflettere in Azienda, ma al momento solo su
su quanto sia importante non solo quella che risente di più dell’inte-
capire come funzionano i diversi grazione delle competenze speciali-
nell’azienda Provinciale per i Servizi Sanitari
sistemi alla base dell’organizzazione, stiche e manageriali: il Direttore di
ma è necessario anche sviluppare Struttura Complessa clinico.
delle capacità e delle abilità che ne La sperimentazione ha l’obietti-
permettano un’efficace applicazione. vo di provare il modello su questo
ruolo particolarmente strategico
Come ricordato in precedenza, per l’Azienda, in modo da poterne
però, per garantire una reale interio- valutare una sua più completa diffu-
rizzazione di quanto è possibile ac- sione su tutte le figure dei dirigenti
quisire attraverso un apprendimento medici.
tradizionale (formazione in aula o
sul campo, convegni, seminari), Attraverso una serie di incontri
l’APSS sceglie di sostenere lo svi- svolti in Azienda con i rappresen-
luppo delle competenze attraverso tanti del ruolo, si è integrata la job
strumenti di nuova applicazione description già esistente (e già adot-
per un’organizzazione operante in tata in alcuni sistemi del personale,
ambito sanitario. quale, per esempio, la selezione dei
Tali strumenti (job description, nuovi Direttori) con le competenze
innovative tecniche di sviluppo, necessarie per svolgere le respon-
ecc.) hanno un denominatore comu- sabilità e i criteri di performance
ne che va sotto il nome di Modello esplicitati nel profilo.
delle Competenze. Come accennato in precedenza,
l’introduzione del profilo di ruolo nei
La scelta dell’APSS di orientarsi sistemi di gestione del personale, ol-
verso una gestione basata sulle tre a garantire coerenza tra i sistemi
competenze, deriva dall’importanza stessi (poiché essi sono delineati
attribuita alle stesse. Esse sono ri- sulla base dello stesso filo condut-
tenute il fondamentale elemento di tore), orienta l’azione individuale
incontro tra le esigenze organizza- fungendo da punto di riferimento
tive e il ruolo dei singoli individui. per ciascun professionista. In questo
La definizione, quindi, di un modello modo la job description favorisce
delle competenze è particolarmente il cambiamento culturale dei diri-
rilevante, perché si pone l’obiettivo genti medici, rendendo possibile
di costruire piani di sviluppo a livel- l’interiorizzazione del “nuovo” ruolo
lo individuale e di gruppo, volti a clinico-manageriale.
rinforzare quelle richieste dal ruolo
che la persona ricopre, sia attual- La job description dei Direttori
mente che in prospettiva. di Struttura Complessa precisa sia
La definizione e validazione del l’obiettivo del ruolo nel particolare
modello, poiché di recente intro- contesto dell’APSS, sia le attività e
duzione, è stata sperimentata non i criteri di performance che chi lo
46
ricopre deve saper implementare (a loro aree di miglioramento e, con-
livelli diversi, a seconda delle con- seguentemente, il proprio percorso
tingenze). Nel processo di costruzio- di sviluppo. L’intenzione dell’Azienda
ne del profilo, si è scelto di tenere è quella di introdurre un sistema
conto del Modello EFQM perché que- di sviluppo che, partendo da una
sto si è rivelato utile non solo come riflessione della persona sulla base
supporto a specifiche iniziative del profilo di ruolo di riferimento,
di miglioramento, ma soprattutto permetta di individuare quali siano
perché ha contribuito a collegare i i propri punti di forza e quelli sui
diversi processi aziendali, l’analisi quali è necessario investire il proprio
dei fattori con la misurazione dei ri- sviluppo.
sultati, le diverse professionalità tra È proprio a questo punto che si
loro, le esigenze degli stakeholder inserisce l’elemento di innovazione
e la loro soddisfazione. Inoltre, nel- rispetto alla tradizionale formazione
l’elaborazione della job description manageriale dei dirigenti medici in
si è ritenuto più utile concentrarsi APSS.
solo sulle attività manageriali, tra-
sversali per tutti i Direttori delle Il salto di qualità che l’Azienda
diverse Unità Operative e Servizi, sta realizzando è proprio quello
tralasciando quelle di disciplina. È di capire che l’interiorizzazione di
evidente che sarebbe stato troppo nuove competenze (e il rinforzo di
complesso e poco applicabile la quelle già apprese) non si esaurisce
stesura di un profilo diverso per attraverso l’apprendimento abituale
Direttore a seconda delle diverse con le iniziative di formazione in
specializzazioni. aula o sul campo, nei convegni o
Pur avendo dettagliato in modo seminari, ma anche attraverso nuo-
preciso la funzione del Direttore in ve forme di sviluppo, non ancora
APSS, ci si è resi conto che il passag- entrate nella cultura gestionale di
gio tra la definizione delle aspettati- un’organizzazione sanitaria, ma che
ve dell’Azienda verso un ruolo e l’ef- hanno il vantaggio di concentrarsi
fettiva applicazione di queste, non su ogni singolo individuo. Esse
sempre è così immediato ed espli- sono:
cito. Per questo motivo, si è deciso – le azioni di sviluppo del tipo
di associare alle attività le relative “one to one” come counselling
competenze. In questo modo il diri- o mentoring: sono percorsi di
gente non solo conosce il significato due/tre incontri con una figura
del proprio ruolo, contestualizzato di rilievo in termini di esperienza
nella realtà aziendale, ma può facil- e carisma all’interno dell’APSS o
mente individuare qual è il suo gap con un esperto esterno. Le te-
di competenze in relazione a esso. matiche in cui queste modalità
di sviluppo è efficace sono, per
La job description in APSS ha esempio, l’ambito strategico, la
lo scopo di aiutare le persone che gestione dei propri collaboratori,
ricoprono il ruolo a determinare le la gestione del proprio ruolo;

47
– l’assegnazione di incarichi parti- noTE
colari: per esempio ricevere una
delega su un compito circoscritto [1] Come ricordato in Del Vecchio
e temporaneo oppure occuparsi M., De Pietro C. (2002), La valu-
nell’azienda Provinciale per i Servizi Sanitari
di uno specifico tema, solitamen- tazione del personale dirigente:
te in un contesto diverso e più una leva a disposizione delle
ampio rispetto all’Unità Operati- aziende, in L’aziendalizzazione
vo o Servizio di appartenenza; della sanità in Italia. Rapporto
– la partecipazione a incontri mirati OASI, p.564-: “I CCNL ricono-
a tema: sono momenti di confron- scono la qualifica dirigenziale
to con il top management, gruppi a tutti i dipendenti del SSN
di discussione, e riunioni su diver- laureti in medicina e chirurgia,
se tematiche di interesse comune; odontoiatria, veterinaria, bio-
– la partecipazione a progetti: è logia, chimica, farmacia, fisica
utile al dirigente medico sia in e psicologia. […] A tale propo-
qualità di membro sia di coordi- sito è bene però distinguere su-
natore del progetto; bito tra gli incarichi di struttura
– partecipazione a momenti di (o gestionali) e gli incarichi
confronto tra Direttori di Struttura professionali (o professional).
Complessa e Coordinatori Infer- Gli incarichi di struttura sono
mieristici: l’APSS cerca di organiz- conferiti ai dirigenti chiamati
zare questi momenti di contatto a gestire risorse strutturali,
non solo prevedendoli all’interno economiche, tecnologiche e
dei corsi di formazione, ma crean- umane. Gli incarichi professio-
doli ad hoc, affinché i due ruoli nali, invece, non riguardano
sanitari, di coordinamento per la struttura delle responsa-
eccellenza, apprendano che la bilità aziendali: i dipendenti
gestione dell’U.O./Servizio è effi- che hanno tali tipi d’incarichi
cace se fatta in collaborazione tra quindi, pur possedendo formal-
equipe medica e infermieristica. mente una qualifica dirigen-
ziale, in realtà svolgono atti-
Come si può intuire dalle di- vità tipicamente professionali”.
verse e varie azioni di sviluppo
sopraindicate, l’APSS ha il merito [2] I dirigenti medici al momento
di aver compreso che la formazione operanti in APSS sono circa 930
manageriale dei dirigenti medici da unità, il 13% della popolazione
sola non è sufficiente a garantire la aziendale.
reale interiorizzazione delle nuove
competenze gestionali, richieste [3] Il Servizio Formazione azien-
dal contesto. Essa rimane comunque dale ha organizzato nel bien-
uno strumento fondamentale, ma nio 2006/07 circa 100 corsi
che deve essere integrato con inter- residenziali e 30 seminari,
venti di sviluppo mirati e costruiti registrando per il 2006, 600
sulla persona. crediti ECM calcolati su tutto il
4
personale medico (cioè circa il nagement. Oxford: Blackwell
31% dei crediti per un singolo Business.
dirigente) e, per il primo seme-
stre 2007, già 562. Per quanto [6] Ranade, W. (1994). A future
riguarda la formazione esterna, for the NHS? Health Care in the
essa nel 2006 ha registrato 1990s. London: Longman.
circa 5000 crediti, mentre nel
primo semestre 2007 se ne [7] Rebora, G. (1999). Un decen-
calcolano circa 3000 (fonte: nio di riforme. Nuovi modelli
Servizio Formazione, APSS) organizzativi e processi di
cambiamento delle amministra-
zioni pubbliche (1990-1999).
rIFErImEnTI BIBlIograFIcI Milano: Guerini e Associati.

[1] Bate, S.P. (1990). “A descrip- Sitografia


tion, evaluation and integra-
tion of four approaches to the http://www.bamm.co.uk/CMS/
management of cultural change
in organisations”, Working Documentazione aziendale
paper presented to the British
Academy of Management Con- Azienda Provinciale per i
ference, Glasgow. Servizi Sanitari di Trento, Pro-
gramma Aziendale di Sviluppo
[2] De Pietro, C. (2005). Gestire il Strategico 2005-2009.
personale nelle aziende sanita-
rie italiane. Contesto, politiche, Azienda Provinciale per i
strumenti. Milano: McGraw Hill. Servizi Sanitari di Trento, Il
Bilancio Sociale e del Capitale
[3] Del Vecchio, M., e De Pietro, Intellettuale 2006.
C. (2002). “La valutazione del
personale dirigente: una leva European Foundation for Qua-
a disposizione delle aziende”, lity Management (2005). Il
in Cergas – Università Bocconi Modello EFQM per l’Eccellenza.
(2002), L’aziendalizzazione della
sanità in Italia. Rapporto OASI.
Milano: Egea, pp.564-56.

[4] Hood, C. (1991). “A Public Fabrizio Fontana è Direttore Cura e


Management for all seasons?”, Riabilitazione, Azienda Provinciale per i
in Public Administration, 69 Servizi Sanitari della Provincia Autonoma
(1): 3-19. di Trento.
Silvia Pedrolli è membro dello Staff del
Direttore Generale, Azienda Provinciale
[5] Mabey, C., Salaman, G. (1995). per i Servizi Sanitari della Provincia
Strategic Human Resource Ma- Autonoma di Trento.

49
La valutazione santi che potranno essere utilizzati
per la progettazione delle future
dell’esperienza formativa edizioni del corso di formazione
realizzata dalla Provincia manageriale.
Autonoma di Trento nel Nella parte conclusiva il con-
periodo 2002 -2007 tributo fornisce alcune proposte
operative per le eventuali nuove
Andrea Francesconi edizioni dei corsi.

2. la metodologia d’analisi.
Al fine di evidenziare i punti di forza
e i punti di debolezza che hanno
caratterizzato le varie edizioni del
corso di formazione manageriale,
1. Premessa metodologica utili al fine di delineare gli indirizzi
In queste pagine si propone la da seguire al fine di progettare
sintesi della valutazione empirica future iniziative più efficaci sia per
realizzata per le otto edizioni del i frequentanti, sia per gli organiz-
corso di formazione manageriale ef- zatori, ci si è, innanzitutto con-
fettuate dalla PAT in collaborazione centrati sull’analisi dei questionari
con il Dipartimento di Informatica di customer satisfaction compilati
e Studi Aziendali (DISA) dell’Univer- dai partecipanti al termine di ogni
sità di Trento. edizione del corso.
Il contributo presenta, innanzi- Le domande contenute nei que-
tutto, l’analisi dei dati qualitativi e stionari di customer satisfaction
quantitativi inerenti le otto edizioni sono sia domande a risposta aperta,
del corso, l’analisi dei questionari di sia domande a risposta chiusa. Que-
customer satisfaction compilati dai ste ultime vertono su elementi quali:
partecipanti, l’analisi dei questiona- la qualità dei corsi sotto il profilo
ri di auto-valutazione di fine corso e dell’apprendimento, dei contenuti e
l’analisi degli esiti degli esami finali dell’organizzazione.
effettuati tramite la redazione a pic- Le domande aperte, invece,
coli gruppi e la presentazione di un sollecitano l’espressione libera di
lavoro finale. Si presentano, a tale opinioni sugli aspetti positivi o
riguardo (nell’allegato statistico), negativi del corso di formazione e
una serie di tabelle e di istogrammi richiedono eventuali suggerimenti
che qualificano le caratteristiche di da proporre rispetto all’esperienza
ogni edizione del corso. formativa. Quest’ultima tipologia di
Successivamente si illustrano le domande è molto utile per capire le
conclusioni cui si è giunti tramite esigenze dei partecipanti, il grado di
l’elaborazione statistica dei dati pre- soddisfacimento delle loro aspetta-
cedentemente analizzati. L’analisi tive e le tipologie di cambiamenti da
statistica fornisce risultati interes- apportare a eventuali corsi futuri.
51
Terminata l’analisi dei questio- contenuti, processo di apprendimen-
nari si è proceduto a schematizzare to e organizzazione.
le caratteristiche dei partecipanti Dall’analisi dei dati relativi alle
di ogni edizione relativamente a: suddette variabili si evince che
titolo di studio, specializzazione, la prima edizione è stata quella
eventuale anzianità nella posizione percepita in termini migliori non
di direttore di struttura complessa, evidenziando significativi elementi
anzianità di servizio in posizioni di criticità. La seconda, terza quarta
di responsabilità organizzativa edizione hanno evidenziato le mag-
inferiore alla direzione di struttura giori criticità e si sono caratterizza-
complessa. È emersa, così, la possi- te per i più bassi giudizi di valore.
Valutazione dell’esperienza formativa

bilità di analizzare la composizione Con riferimento all’ottava edizione


delle classi, elemento importante solo il processo di apprendimento e
in considerazione del fatto che la alcune aree di contenuti sono stati
formazione manageriale prevede oggetto di valutazioni critiche. La
la partecipazione di figure profes- sesta edizione, infine, ha presenta-
sionali diverse (medici, veterinari, to criticità solo relativamente agli
chimici, fisici, biologi, farmacisti e aspetti di ordine organizzativo.
psicologi).
Infine, al fine di valutare le capa- L’analisi dei dati qualitativi
cità di rielaborazione dei contenuti In questa tipologia di questionari i
trattati nel corso dell’esperienza for- partecipanti erano chiamati a espri-
mativa da parte dei partecipanti, si mere una libera considerazione ri-
sono analizzati i risultati dei lavori guardante i punti di forza, i punti di
di fine corso presentati in sede di debolezza ed eventuali suggerimenti
valutazione finale dei partecipanti. relativi al corso frequentato.
I questionari con risposta aperta,
tuttavia, essendo caratterizzati da
3. I risultati dell’analisi quantita- risposte non standardizzate, pre-
tiva e qualitativa dei questionari sentano, normalmente, difficoltà
di customer satisfaction interpretative allorché li si intenda
I questionari di customer satisfac- utilizzare per delineare linee di
tion, proposti, sono, come detto, tendenza generali o evidenziare
di due tipologie: la prima mette in particolari problematiche.
evidenza dati quantitativi, la secon- Al fine, quindi, dell’effettiva
da dati qualitativi. utilizzazione dei dati qualitativi dei
questionari di customer satisfaction
L’analisi dei dati quantitativi per l’analisi statistica si è proce-
Relativamente a questa tipologia duto a una schematizzazione delle
di questionari ogni partecipante risposte aperte, definendo modalità
era invitato a esprimere un giudi- standard di risposta per ogni edizio-
zio di valore, attraverso una scala ne dei corsi.
numerica da 1 a 5, su tre variabili La scelta di ciascuna modalità è
riguardanti il corso appena ultimato: stata fatta secondo il criterio della

52
frequenza relativa, ovvero, nella re- 4. l’analisi dei questionari di
visione delle risposte aperte, si sono auto-apprendimento dei parte-
considerate come standard quelle cipanti.
modalità che si sono ripetute in Analizzando in termini complessivi i
maggior misura rispetto alle altre. dati relativi alle valutazioni di auto-
Dopo aver determinato le fre- apprendimento dei partecipanti
quenze relative associate a ogni relativi a ogni singola materia og-
modalità standardizzata di risposta getto di insegnamento si riscontra
si è proceduto alla elaborazione di la presenza, in più di un’edizione di
tabelle e grafici che ne descrivono materie con percentuali di risposte
la composizione percentuale in ogni inesatte elevate.
edizione dei corsi. La materia risultata di maggiore
Le tabelle, i grafici e gli istogram- difficoltà è stata statistica nella
mi sono riportati in Appendice 1. pratica clinica caratterizzata per
Dall’analisi dei dati, i punti di percentuali di risposte scorrette
forza prevalenti dei corsi sono risul- sempre nell’ordine del 30%. La
tati essere i seguenti: materia “elementi di progettazione
a) “la padronanza della materia/ca- organizzativa” si colloca al secondo
pacità didattica dei docenti”; posto in termini percentuale di ri-
b) “gli argomenti trattati coerenti sposte scorrette ed evidenzia valori
con le problematiche attuali dei mediamente nell’ordine del 25%; la
dirigenti sanitari”. materia “sistemi di programmazione
Il secondo dei due precedenti e controllo di gestione” è risulta-
punti di forza ha rappresentato, in ta la terza in ordine di difficoltà
assoluto, l’elemento più apprezzato evidenziando percentuali di errore
dai partecipanti. nell’ordine del 20%.
I punti di debolezza più signi- Con riguardo, invece, all’analisi
ficativi sono, invece, individuabili dei risultati delle singole edizioni,
nei seguenti: la terza edizione presenta le percen-
a) “poca praticità degli argomenti tuali più alte di risposte scorrette;
trattati”; al contrario, la settima edizione
b) “troppi contenuti teorici”. caratterizzata da una sola materia
Nel merito, i partecipanti, non critica, è stata la migliore in termini
trovando riscontri pratici nelle ma- di apprendimento dei contenuti.
terie studiate, esprimono marcate
difficoltà nell’assimilare i numerosi
concetti affrontati in classe. Relati- 5. l’analisi delle caratteristiche
vamente a tale aspetto si rileva fin professionali dei partecipanti
da ora l’opportunità di definire, nelle Le informazioni contenute nelle
future edizioni, un orientamento domande di iscrizione al corso di
più pragmatico della didattica, formazione sono alla base di questa
supportato da un più ampio ricorso tipologia di analisi. Esse riguardano,
all’analisi di casi e a esercitazioni tra l’altro, la tipologia di laurea e la
tratte da esperienze concrete. specializzazione dei partecipanti,
53
l’eventuale possesso di titolarità I partecipanti che non ricoprono
di struttura complessa, l’anzianità il ruolo di direttore di struttura com-
nella funzione ricoperta ecc. plessa sono, invece, caratterizzati
L’universo osservato si caratte- da fasce di anzianità di servizio
rizza per la: prevalenza della laurea distribuite in modo omogeneo tra
in medicina e chirurgia. In alcune le diverse edizioni.
edizioni tuttavia, in particolare Si evidenzia, quindi, come dalla
nella terza e nella quarta, si nota prima all’ottava edizione il gruppo
una percentuale rilevante di lau- classe abbia subito dei significativi
reati in medicina veterinaria (nella cambiamenti: si è innanzitutto ma-
terza edizione ricopre il 19,35% nifestato un calo progressivo della
Valutazione dell’esperienza formativa

dei frequentanti), in psicologia, in presenza dei direttori di struttura


biologia e in farmacia. La terza e la complessa e, secondariamente, un
quarta edizione, in particolare, si aumento dell’eterogeneità della for-
sono caratterizzate per una tipolo- mazione specialistica (misurata in
gia di partecipanti molto eterogenea termini di tipologia di laurea); infine,
in termini di tipologia di laurea. l’anzianità di servizio dei partecipan-
Con riferimento, invece, al pos- ti si è progressivamente abbassata.
sesso di titolarità di struttura com-
plessa, l’analisi dei dati evidenzia un
progressivo calo della presenza dei 6. l’analisi dei dati relativi agli
direttori di struttura complessa nelle esiti delle prove finali
otto edizioni. Mentre, infatti, nella La prova finale per l’ottenimento del
prima edizione tutti i frequentanti certificato di formazione manage-
ricoprivano il ruolo di direttori di riale consisteva nella preparazione
struttura complessa, nell’ottava di un lavoro di fine corso, redatto
edizione la presenza di questo ruolo in gruppo e discusso davanti a una
è in minima. commissione che valuta la corret-
Riguardo all’anzianità di servizio tezza dell’approccio metodologico
dei direttori di struttura complessa nonché la chiarezza e l’efficacia
l’analisi evidenzia come la maggio- dell’esposizione. Il giudizio finale
ranza dei direttori si colloca nella fa- è espresso sulla base di una scala
scia da 1 a 5 anni (la più bassa), fatta di valori variabile dalla sufficienza
eccezione per la prima edizione nella all’eccellenza.
quale l’anzianità è caratterizzata in Al fine di svolgere l’analisi in
prevalenza da dieci/quindici anni (fa- oggetto, si sono raccolti e riordi-
scia più alta). Tali dati suggeriscono nati i giudizi finali ricevuti da ogni
l’ipotesi che molti dei direttori che gruppo di partecipanti in sede di
hanno frequentato il corso di forma- valutazione finale con l’obiettivo di
zione manageriale potrebbero non delineare l’andamento generale del
aver avuto un’adeguata familiarità gruppo classe in ogni edizione. I
con le tematiche gestionali familiari- dati raccolti sono stati elaborati e si
tà che, inevitabilmente, aumenta al- sono così realizzati grafici e relative
l’aumentare dell’esperienza nel ruolo. tabelle che sintetizzano:
54
a) la tipologia dei giudizi. La scala comprendere meglio la tendenza e la
dei giudizi è così definita (dal distribuzione dei giudizi sugli esami
voto più basso al più alto): finali si è reso necessario utilizza-
sufficiente, adeguato, positivo, re dati quantitativi che meglio si
molto più che positivo, buono, prestano a elaborazioni statistiche
ottimo, eccellente; rispetto ai dati qualitativi.
b) il numero di gruppi che ha ri- Dal momento che la scala di va-
cevuto una certa tipologia di lutazione era basata su valutazioni
giudizio; di ordine qualitativo si è proceduto
c) il relativo peso percentuale di a convertire questi ultimi in valori
quest’ultimo sul totale dei gruppi. quantitativi.

L’analisi dei dati relativi ai giu- Lo schema sottostante esprime la


dizi conferiti ai singoli gruppi in conversione della scala di valutazio-
sede di valutazione finale, eviden- ne qualitativa in scala di valutazione
zia la moda del giudizio finale di quantitativa.
tutte le edizioni in corrispondenza
del valore “buono”. sufficienteX........................... X6
Analiticamente si osserva come adeguataX............................. X6,5
la valutazione “eccellente” sia positivoX.............................. X7
presente solo nella prima e nella molto/più.che.positivoX............. X7,5
seconda edizione e come nella buonoX................................ X8
terza, quarta, quinta e settima molto.buonoX......................... X8,5
edizione siano presenti gruppi con ottimoX................................ X9
le valutazioni più basse della scala eccellenteX............................ X10
(“sufficiente” e “adeguato”).
Quanto detto, rappresenta, tutta- Sulla base di tale scala si pro-
via, solo una visione semplificata e ceduto alla determinazione della
generale dell’andamento del gruppo media ponderata e degli indici di
classe nelle otto edizioni. Al fine di variabilità, varianza e deviazio-

Graf. 1.
Medie ponderate MEDIE PONDERATE DEI VOTI DEGLI ESAMI FINALI
dei giudizi sulle DELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
prove finali 9,0
calcolate per ogni
edizione 8,6

8,2
VALORI

7,8

7,4

7,0
I II III IV V VI VII VIII
8,6 7,92 8,05 8,09 7,78 8,1 7,4 8,15

55
ne standard, al fine di realizzare voti bisogna ricorrere ai dati forniti
un’analisi più dettagliata dei giudizi dal calcolo di varianza e deviazione
sugli esami finali nell’ambito delle standard.
otto edizioni del corso. Il Grafico 2 fornisce le varianze
calcolate per ogni edizione. Tenendo
Il grafico 1 evidenzia le medie presente che maggiore è la varianza
ponderate dei giudizi sulle prove maggiore è la dispersione dei dati,
finali calcolate per ogni edizione. possiamo individuare tre diversi
Le medie ponderate manifestano un gruppi di andamento di questo indi-
andamento generale molto positivo: ce: il primo gruppo è rappresentato
infatti, le medie dei voti sono com- dalle varianze più alte, il secondo
Valutazione dell’esperienza formativa

prese tra il 7.5 e l’.5. gruppo dalle varianze medie e il


In particolare, la prima edizione terzo dalle varianze più basse.
si contraddistingue rispetto alle al- Fanno parte del primo gruppo
tre in quanto presenta la media più le varianze della seconda e terza
alta dei voti, pari a .6, mentre la edizione con valori rispettivamente
settima edizione si contraddistingue pari a 1.34 e a 1.02.
rispetto alle altre in quanto caratte- Il secondo gruppo di varianze è
rizzata dalla media dei voti più bas- rappresentato dalla quarta e settima
sa, peri a 7.4. Tutte le altre edizioni edizione, con valori rispettivamente
si concentrano intorno a una media pari a 0,4 e a0,94.
dell’ che rappresenta così la moda Infine, il terzo gruppo di varianze
dei voti. La media ponderata totale, è rappresentato dalla prima, quinta,
infine, risulta pari a .02. sesta e ottava edizione con valori
La media ponderata, in quanto rispettivamente pari a 0,35, a 0,56,
misura di tendenza centrale sinte- a 0,34 e a 0,35.
tica, offre un quadro molto generale I dati di queste quattro edizio-
dell’andamento dei voti nelle edizio- ni sono i meno dispersi: infatti,
ni del corso. dall’analisi dei valori numerici si
Per valutare la distribuzione dei rileva che il decentramento dei dati

VARIANZA DEI VOTI DEGLI ESAMI FINALI


DELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
1,5

1,2

0,9
VALORI

0,6

0,3

0,0
I II III IV V VI VII VIII
0,36 1,34 1,02 0,84 0,56 0,34 0,94 0,3525

56
dalla media è veramente minimo, gli la percentuale di responsabili di
scarti presentano valori molto bassi struttura complessa e il voto della
e le frequenze più alte appartengono prova finale.
alle modalità che più si avvicinano La correlazione è stata effettiva-
al valore medio dell’edizione di mente riscontrata in alcune edizio-
riferimento. ni. È sembrato, pertanto, opportuno
Per avere un valore di riferimento calcolare indici di covarianza e di
complessivo, come per la media, correlazione. Per calcolare questi
si è calcolata la varianza totale: il indici è necessario disporre di dati
valore ottenuto, pari a 0.5, si situa quantitativi e di due caratteri rela-
nella seconda categoria di varianze, tivi, affinché si possano considerare
quelle medie evidenziando come i le loro intensità e l’entità della
dati non siano troppo dispersi. relazione che lega i due caratteri.
L’andamento delle deviazione Al riguardo si è utilizzata la scala
standard è analogo a quello delle numerica dei voti costruita pre-
varianze. cedentemente. La percentuale di
responsabili di struttura complessa
rappresenta il carattere indipen-
7. l’analisi della composizione dente e il voto della prova finale
dei gruppi. rappresenta, invece, il carattere
Questa analisi è stata sviluppata considerato dipendente.
per soddisfare l’esigenza di rilevare In analisi di questo tipo si deve
eventuali requisiti condizionanti prestare maggiore attenzione ai
positivamente i gruppo di lavoro valori manifestati dall’indice di
nell’elaborazione di un buon lavoro correlazione piuttosto che a quelli
di fine corso. manifestati dall’indice di covarianza
L’analisi ha preso avvio con la in quanto l’indice di correlazione è
realizzazione di tabelle che rap- un indice normalizzato che misu-
presentano le caratteristiche dei ra un’eventuale relazione lineare
gruppi per ogni edizione (riportate tra due caratteri e che permette,
in Appendice 1). In particolare, quindi, di esprimere un giudizio di
Graf. 2. per caratteristiche del gruppo di correlazione e non solo di natura
Varianze dei giudizi lavoro si intendono: la tipologia dei dei caratteri.
sulle prove finali
calcolate per ogni
dirigenti (responsabili di struttura L’analisi non è, ovviamente, si-
edizione semplice o di struttura complessa), gnificativa con riguardo alla prima
la categoria professionale di appar- edizione caratterizzata per una per-
tenenza (medici, veterinari, biolo- centuale di responsabili di struttura
gi...), la specializzazione, il titolo complessa pari al 100%.
dell’elaborato scritto, la numerosità La seconda edizione evidenzia
dei componenti il gruppo e il voto che i gruppi formati da una percen-
relativo all’esame finale. tuale del 60% di medici responsabili
Si sono, innanzitutto, analizzate di struttura complessa raggiungono
le caratteristiche dei gruppi al fine quasi sempre una votazione superio-
di valutare le interdipendenze tra re al 7.5. Nel merito, bisogna anche

57
sottolineare che alcuni gruppi, com- che esprimono una situazione inter-
posti interamente da responsabili media di relazione lineare positiva.
di struttura complessa raggiungono I valori degli indici di queste tre
appena una votazione pari a 7. edizioni, però, sono molto bassi
Si evidenziano i valori positivi rispetto alle edizioni precedente-
di covarianza e di correlazione che mente analizzate. Ciò si spiega con il
evidenziano una relazione lineare fatto che in queste edizioni i gruppi
positiva tra i due caratteri, ovvero composti da responsabili di struttura
evidenziano che al crescere del ca- complessa sono molto pochi.
rattere “percentuale dei responsabili Si è, infine, deciso di verificare
di struttura complessa” il carattere l’esistenza di una possibile con-
Valutazione dell’esperienza formativa

“voto esame finale” generalmente nessione nelle otto edizioni, tra il


cresce. carattere “voto” e il carattere “tipo-
La terza edizione si caratterizza logia gruppo”. Per avviare l’analisi
per lo stesso andamento della se- è stato necessario utilizzare dati
conda. Tuttavia, i gruppi composti qualitativi al fine di poter effettuare
da responsabili di struttura com- il conteggio dei gruppi caratterizzati
plessa sono molto pochi; pertanto, da omogeneità di specializzazione
deviazione standard e correlazione e/o dell’argomento di tesi.
non assumono la stessa importanza La Tabella 1 evidenzia la nume-
della seconda edizione anche se rosità dei gruppi relativamente ai
questi due indici sono entrambi caratteri rappresentati, mentre la
positivi e i 2 caratteri evidenziano Tabella 2 evidenzia le distribuzioni
una situazione intermedia di rela- di frequenza di questi ultimi.
zione lineare. I dati dimostrano che i gruppi
La quarta edizione presenta la omogenei, per specializzazione e/o
situazione più critica nell’insieme per titolo di elaborato finale, sono
delle otto edizioni, infatti, quasi in maggioranza rispetto ai gruppi
tutti i gruppi che hanno ricevuto non omogenei. Si rileva, inoltre,
una votazione alta (superiore all’ot- che i gruppi omogenei ottengono
to) non sono presenti responsabili votazioni alte in misura maggiore
di struttura complessa. rispetto ai gruppi non omogenei.
La quinta edizione, al contrario, Bisogna, poi, aggiungere che le
è caratterizzata da un valore del- votazioni più basse, “sufficiente”
l’indice di correlazione che rileva e “adeguata”, sono distribuite
una forte situazione intermedia di equamente fra la due tipologie di
relazione lineare positiva, in quanto gruppi. In totale, i relativi giudizi
si avvicina molto al valore 1 (rap- sono stati assegnati a dodici gruppi
presentativo della perfetta relazione su un insieme di ottantadue gruppi.
lineare tra due caratteri). Per evidenziare che dalle tabelle
Per quanto riguarda la sesta, realizzate derivi una connessione tra
settima e ottava edizione si posso- votazione elevata e gruppi omoge-
no verificare i valori positivi degli nei è necessario calcolare il valore
indici di covarianza e correlazione dell’indice Chi-quadro.

5
Tab. 1.
Numerosità dei grUPPo VoTo TIPologIa
gruppi rispetto omogeneità nel gruppo: gruppi Totale
ai caratteri
di specializzazione non
rappresentati
e/o di titolo di tesina omogenei

sufficiente 2 1 3
adeguato 4 5 9
positivo 3 1 4
più che positivo 3 4 7
buono 1 12 30
molto buono 13 2 15
ottimo 5 5 10
eccellente 3 1 4
totale 51 31 2
Tab. 2.
Distribuzione grUPPo VoTo TIPologIa
di frequenza omogeneità nel gruppo: gruppi Totale
dei caratteri
di specializzazione non
rappresentati
e/o di titolo di tesina omogenei

sufficiente 0,67 0,33 1,00


adeguato 0,44 0,56 1,00
positivo 0,75 0,25 1,00
più che positivo 0,43 0,57 1,00
buono 0,60 0,40 1,00
molto buono 0,7 0,13 1,00
ottimo 0,50 0,50 1,00
eccellente 0,75 0,25 1,00
totale 0,62 0,3 1,00

Questo è pari a 73., e sotto- “voto” dal carattere “tipologia del


linea un grado di connessione tra gruppo”; in particolare, al crescere
i due caratteri molto alto: se si dell’indice cresce la dipendenza dei
vogliono raggiungere votazioni alte 2 caratteri.
nelle prove finali i gruppi devono
essere omogenei. Quindi il carattere L’analisi, nel suo complesso, ha
“voto” dipende in larga misura dal dimostrato che al fine di ottenere
carattere “ tipologia gruppo”. Anche migliori risultati si debba cercare
l’indice di connessione normalizza- di favorire, in modo particolare,
to, pari a 0.95, evidenzia una quasi l’omogeneità all’interno dei gruppi
perfetta dipendenza del carattere di lavoro.
59
8. Sintesi finale fine di creare e consolidare attitudini
È opinione diffusa, nella dottrina diffuse al buon uso e a una corretta
e nella prassi, che nel processo di amministrazione delle risorse, non-
aziendalizzazione del comparto sa- ché a una efficiente pianificazione
nitario, il dirigente svolga un ruolo dei servizi offerti.
strategicamente determinante come Dall’analisi statistica effettuata
responsabile del governo clinico in questa ricerca si possono ricavare
della struttura complessa alla quale alcuni accorgimenti organizzativi e
è preposto. gestionali per le future edizioni del
La gestione sanitaria, oggi, nel corso di formazione. Sotto il profilo
nostro paese presenta criticità note- organizzativo, sarebbe auspicabile
Valutazione dell’esperienza formativa

voli sul versante dei costi, sovente l’omogeneità del gruppo classe,
fuori controllo. La spesa sanitaria è in modo particolare per quanto
diventata un fardello molto pesante riguarda l’anzianità di servizio dei
per l’equilibrio dei conti pubblici; a partecipanti, al fine di registrare un
questo deve aggiungersi una valuta- livello di preparazione similare tra gli
zione, in troppi casi, non lusinghiera stessi. Il corpo docente potrebbe, di
sotto il profilo della qualità. conseguenza, ottenere migliori risul-
In questo contesto, la formazione tati nella gestione dei programmi di
ricorrente dei manager sanitari di- insegnamento e nel coordinamento
venta un obiettivo di buon governo, del gruppo.
sotto il profilo dei costi e della qua- La diversità di figure professio-
lità, di un settore che è chiamato, nali partecipanti ai corsi è risultata
per sua natura, a un aggiornamento spesso un problema a causa delle
continuo e a inventare risposte difficoltà di integrazione che si
sempre nuove anche a fronte del sono più volte evidenziate. Un
progressivo invecchiamento della accorgimento utile, fin dalla fase
popolazione. di iscrizione ai corsi, potrebbe es-
Buoni manager, rigorosi nella sere quello di garantire un gruppo
gestione delle risorse e nell’organiz- classe equilibrato al fine di rendere
zazione dei servizi, rappresentano possibile la costituzione di piccoli
una condizione indispensabile per gruppi omogenei per professionalità
riportare la spesa sanitaria sotto in vista dell’esame finale. Quindi,
controllo. L’esperienza di formazione non separazione di professionalità,
manageriale nella sanità trentina, ma presenza equilibrata fra le stesse
organizzata dalla PAT in collabora- nell’ambito del medesimo corso.
zione con l’Università, si colloca in Per quanto riguarda l’elabo-
questo contesto pur registrando, il rato finale sarebbe auspicabile
settore sanitario provinciale, buoni introdurre una procedura diversa
standard di qualità e una generale rispetto alla libera scelta dell’ar-
soddisfazione degli utenti. gomento e alla libera formazio-
È auspicabile, pertanto, che le ne dei gruppi di tesi realizzata
iniziative di formazione per i diri- nelle passate edizioni del corso.
genti sanitari possano continuare al La scelta dovrebbe rendere con-

60
seguente fino all’elaborato di tesi nel dibattito renderebbe possibile
quella compresenza equilibrata di la predisposizione di un quadro
professionalità diverse effettuata sintetico riportante positività e cri-
all’inizio del corso che, nella fase ticità rilevate nel corso effettuato ed
d’esame, si potrebbero strutturare eventuali suggerimenti migliorativi
in piccoli gruppi omogenei per la per le future edizioni.
stesura dell’elaborato finale. In tale Su alcuni aspetti didattici emersi
maniera, probabilmente, ogni com- nelle varie edizioni del corso, è op-
ponente del gruppo si sentirebbe portuno richiamare le opinioni del
maggiormente coinvolto e stimolato corpo docente e dei partecipanti.
a dare il proprio contributo alla rea- Dall’analisi effettuata emerge che
lizzazione della tesi con apprezzabili i primi gradirebbero un maggiore
risultati finali. impegno da parte dei frequentanti,
Relativamente alla gestione dei in modo particolare nella predispo-
questionari di customer satisfaction sizione dell’elaborato finale, mentre
di tipo aperto, si auspica una mag- i secondi auspicherebbero riscontri
giore collaborazione dei partecipanti più pratici e meno teorici nelle
tramite risposte più puntuali e medi- materie di insegnamento. Si deve
tate ai quesiti proposti. Un’alterna- però osservare come rendere “più
tiva al questionario potrebbe essere pratiche” materie di insegnamento,
il focus group. come la gestione economica della
A differenza del questionario in- sanità, non sia cosa semplice anche
dividuale, il focus group permette di in considerazione del fatto che il
generare dinamiche di gruppo molto concetto di “praticità” è, spesso, di
esplicite che possono consentire, non facile interpretazione. Si potreb-
probabilmente meglio del questiona- bero, tuttavia, affiancare, alle lezioni
rio, di evidenziare gli aspetti positivi “teoriche”, alcune testimonianze di
e negativi del corso di formazione manager esperti a livello nazionale
frequentato. e/o esplicitamente riconosciuti come
L’utilizzo dello strumento del buoni manager della sanità.
focus group può rappresentare un’al- Sono queste alcune prime propo-
ternativa al questionario di customer ste per una migliore e più efficace
satisfaction o un sua significativa in- gestione delle future edizioni dei
tegrazione dal momento che si sono corsi di formazione manageriale
rilevate notevoli quantità di moduli organizzati in futuro dalla PAT per i
non compilati. Non essendo possibi- dirigenti sanitari provinciali.
le la partecipazione al dibattito di
tutti i frequentanti il corso, si può
sollecitare a ogni gruppo la designa-
zione di un proprio rappresentante. Andrea Francesconi è Professore Asso-
Il focus group dovrebbe svolgersi ciato di economia aziendale, Università
degli Studi di Trento, e Direttore scienti-
dopo la compilazione dei questionari
fico dei corsi di formazione manageriale
individuali. Il riascolto e la schema- organizzati dalla Provincia Autonoma di
tizzazione delle opinioni espresse Trento dal 2000 al 2007.

61
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
appendice.1

Analisi dei risultati


dei questionari di customer satisfaction
e delle prove di valutazione finale
alessandra.rodaro

Graf. 1
4,50
Giudizi sull’utilità
del corso 4,20
(scala da 1 a 5) 3,90
VALORI

3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 2
4,50
Giudizi sull’interesse.
del corso 4,20
(scala da 1 a 5) 3,90
VALORI

3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 3
4,50
Giudizi
sull’approfondimento 4,20
del corso 3,90
VALORI

(scala da 1 a 5)
3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

63
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Graf. 4
4,50
Giudizi sulla
valutazione discenti 4,20
dei contenuti 3,90

VALORI
del corso
3,60
(scala da 1 a 5)
3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 5
4,50
Giudizi sui metodi
didattici usati 4,20
nel corso 3,90
VALORI

(scala da 1 a 5)
3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 6
4,50
Giudizi
sull’articolazione 4,20
del corso 3,90
VALORI

(scala da 1 a 5)
3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 7
4,50
Giudizi sull’intensità
del corso 4,20
(scala da 1 a 5) 3,90
VALORI

3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

64
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Graf. 
4,80
Giudizi sul clima
d’aula del corso 4,50
(scala da 1 a 5) 4,20

VALORI
3,90

3,60

3,30
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 9
4,50
Giudizi sugli spazi
delle aule del corso 4,20
(scala da 1 a 5) 3,90
VALORI

3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 10
4,50
Giudizi sul sito
internet del corso 4,20
(scala da 1 a 5) 3,90
VALORI

3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 11
4,50
Giudizi sul
materiale didattico 4,20
del corso 3,90
VALORI

(scala da 1 a 5)
3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

65
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Graf. 12
4,80
Giudizi sul
coordinamento 4,50
del corso 3,20

VALORI
(scala da 1 a 5)
3,90

3,60

3,30
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 13
Giudizi sugli orari 4,80
del corso
(scala da 1 a 5) 4,50
VALORI

4,20

3,90

3,60
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

Graf. 14
4,50
Giudizi
sull’organizzazione 4,20
del corso 3,90
VALORI

(scala da 1 a 5)
3,60

3,30

3,00
I II III IV V VI VII VIII
MEDIE DELLE OTTO EDIZIONI

66
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Graf. 15
COMPOSIZIONE (%) DEI PUNTI DI FORZA EVIDENZIATI
Analisi dei punti DAI CORSISTI NELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
di forza del corso
100

80

VALORI %
60

40

20

0
I II III IV V VI VII VIII
36 27,50 9,68 24,24 12,90 6,67 26,66 36,67
44 35 45,16 33,33 16,13 26,66 16,67 30
20 10 25,81 18,19 9,68 6,67 10 6,67
0 27,50 19,35 24,24 61,29 60 46,67 26,66

Padronanza della materia e capacità didattica dei docenti


Gli argomenti trattati interessano problematiche attuali
Organicità degli argomenti trattati
Nessuna risposta

Graf. 16
COMPOSIZIONE (%) DEI PUNTI DI DEBOLEZZA PIÙ CRITICI
Analisi dei punti EVIDENZIATI DAI DISCENTI NELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
di debolezza
100
del corso
80
VALORI %

60

40

20

0
I II III IV V VI VII VIII
32 22,5 35,5 30,3 25,8 20 16,7 23,3
40 35 25,8 30,3 16,1 13,3 20 36,7
24 12,50 19,35 18,19 6,45 6,66 10 3,33
4 20 19,35 21,21 51,61 60 53,33 36,67

Troppi contenuti teorici


Poca praticità degli argomenti trattati
Eccessiva durata e concentrazione delle lezioni
Nessuna risposta

67
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Graf. 17
COMPOSIZIONE (%) DEI SUGGERIMENTI EVIDENZIATI
Analisi DAI DISCENTI NELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
dei principali
100
suggerimenti
dei partecipanti 80

VALORI %
60

40

20

0
I II III IV V VI VII VIII
32 17,50 12,9 21,21 22,58 20 13,34 6,67
40 40 25,81 18,19 6,45 10 20 53,33
4 5 9,68 12,12 9,68 6,67 0 0
24 37,5 51,61 48,48 61,29 63,33 66,66 40

Ridurre la teoria, puntando sui concetti fondamentali e pratici


Cambiare le modalità didattiche (renderle più pratiche e omogenee)
Corsi più mirati alle singole professionalità
Nessuna risposta

Graf. 1
TITOLO DI STUDIO UNIVERSITARIO DI TUTTI I CORSISTI
Analisi DELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
della composizione
100
d’aula per titolo
universitario 80
VALORI %

60

40

20

0
I II III IV V VI VII VIII
100 100 70,96 69,7 93,54 93,33 90 96,55
0 0 22,58 0 3,23 3,33 6,67 3,45
0 0 3,23 12,1 0 3,33 0 0
0 0 0 9,1 0 0 0 0
0 0 3,23 9,1 3,23 0 3,33 0

Medicina e chirurgia
Medicina veterinaria
Farmacia
Biologia
Psicologia

6
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Graf. 19
TITOLARITÀ PRIMARIALE DEI CORSISTI
Analisi NELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
della composizione
100
d’aula per funzione
ricoperta 80

VALORI %
60

40

20

0
I II III IV V VI VII VIII
Sì 100 60 38,71 27,27 38,7 3,33 10 3,45
No 0 40 61,29 72,73 61,3 96,67 90 96,55

Graf. 20
MEDIE PONDERATE DEI VOTI DEGLI ESAMI FINALI
Analisi DELLE OTTO EDIZIONI DEL CORSO
della valutazione 9,0
della prova
8,6
di fine corso
8,2
VALORI

7,8

7,4

7,0
I II III IV V VI VII VIII
8,6 7,92 8,05 8,09 7,78 8,1 7,4 8,15

Alessandra Rodaro è studente iscritta alla


Facoltà di Economia dell’Università degli
Studi di Trento.

69
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
appendice.2

Schede di sintesi dei lavori finali dei partecipanti


andrea.francesconi,.alessandra.rodaro

Nelle pagine che seguono sono riportate le schede di sintesi dei lavori finali che i parte-
cipanti alle otto edizioni del corso hanno elaborato.

I lavori sono stati redatti da gruppi di partecipanti variabili da un minimo di due a


un massimo di cinque componenti ed erano finalizzati alla discussione di fine corso per il
rilascio dell’attestato di formazione manageriale.

Le schede prodotte vogliono fornire al lettore uno spunto di primo riferimento dei
singoli lavori.

Le schede, distinte per edizione, dalla prima all’ottava, sono strutturate per fornire le
seguenti tipologie di informazioni:
a) Titolo del lavoro;
b) Nominativi dei partecipanti che hanno redatto il lavoro finale;
c) Indice del lavoro;
d) Breve abstract;
e) Numero di pagine;
f) Elementi di classificazione del lavoro.

Le esigenze di sintesi connesse all’elaborazione del materiale analizzato possono avere


indotto in qualche errore e omissione. Di questo ci si scusa in anticipo.

I testi dei lavori finali, nella versione integrale, sono disponibili a richiesta presso
l’Assessorato alle Politiche per la Salute, Servizio Organizzazione e qualità delle attività
sanitarie, Ufficio Formazione e sviluppo delle risorse umane, a Trento in Via Gilli 4 (Tel.
0461. 494105; e-mail: formazione.sanita@provincia.tn.it).

71
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.1
TITolo
Analisi e progettazione organizzativa in una logica aziendale

ParTEcIPanTI
Fabio Bazzoli, Giuseppe De Nisi, Marco Ioppi, Raffaele Lovaste

InDIcE
1. Introduzione; 2. Organizzazione del servizio per le tossicodipendenze (Ser.T.) della
Provincia autonoma di Trento; 3. L’organizzazione dell’Unità Operativa di Neonatologia
e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale S.Chiara di Trento; 4. La qualità nell’Unità
Operativa di Neuropsichiatria Infantile n. 2 dei Distretti Vallagarina Alto Garda, Ledro,
Giudicarie e Rendena; 5. Analisi dell’applicazione nel processo lavorativo del parto della
legge 626/94 e della ricerca della sicurezza come risultato dell’applicazione della qualità
secondo il metodo HACCP; 6. Conclusioni dell’elaborato; 7. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi ha lo scopo di chiarire il programma strategico aziendale perseguito dall’APPS
attraverso la descrizione di quattro strutture organizzative complesse: la U.O. Servizio per
le Tossicodipendenze a valenza provinciale, la U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva
Neonatale dell’ospedale S.Chiara di Trento a valenza provinciale, la U.O. di Neuropsi-
chiatria Infantile n. 2 dei Distretti Vallagarina, Alto Garda, Ledro e Giuducarie-Rendena
a valenza multizonale e la U.O. di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero di
Riva del Garda a valenza zonale. In particolare, nella tesi vengono descritte le attività
assistenziali di ogni struttura complessa e la loro conforme aderenza ai principi strategici
dell’APPS: in particolar modo la mission, la vision e i valori. Viene posta particolare
attenzione a questi tre principi in quanto sono finalizzati a un aumento continuo
della qualità, obiettivo di primaria importanza per l’APPS. Infine, nell’elaborato viene
sottolineato che nonostante ci sia differenza tra le quattro strutture complesse per la
tipologia di attività assistenziali erogate, tutte e quattro sono dirette all’umanizzazione
delle cure e alla soddisfazione dei bisogni persona-paziente.

PagInE 122

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

72
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.2
TITolo
Punti di prelievo territoriali: Network ospedale territorio

ParTEcIPanTI
Patrizio Caciagli, Lorenzo Filosi, Alberto Marcolla

InDIcE
1. Introduzione; 2. Il servizio di Laboratorio; 3. L’attuale sistema di prelievo per pazienti
ambulatoriali; 4. Il contesto progettuale; 5. Il progetto vero e proprio; 6. Considerazioni
economiche-finanziarie; 7. Riferimenti bibliografici.

aBSTracT
Il processo di aziendalizzazione del comparto sanitario prevede un uso più consapevole
delle risorse a disposizione e alti standard di qualità nell’erogare prestazioni sanitarie.
Ponendosi in quest’ottica, la tesi propone la realizzazione di una rete tra laboratori e
medicina del territorio al fine di diminuire il numero di alcune categorie di pazienti, che
negli anni stanno sempre più aumentando, per garantire servizi sempre più efficienti.
La prima parte dell’elaborato descrive l’organizzazione del Laboratorio e dei punti di
prelievo evidenziandone gli aspetti positivi e negativi. In un secondo momento viene
illustrato un modello volto a migliorare le aree critiche dei punti di prelievo: in parti-
colare, viene decentrata una parte dell’attività di prelievo venoso affinché si possano
fornire in tempo reale i risultati di laboratorio ai MMG (il modello è stato pensato per
alcune patologie, in particolare per quelle dell’apparato cardiovascolare, la malattia
diabetica e i soggetti neoplastici in terapia, proprio perché gli esami sono standar-
dizzati e ripetitivi). La tesi, infine, sottolinea come la realizzazione del modello porti
vantaggi al paziente-cliente per la standardizzazione dei protocolli operativi, ai medici
di medicina generale per la visione in tempo reale dei referti e al laboratorio per la
riduzione delle code alle sedi centrali.

PagInE 31

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO): plurimo
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

73
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.3
TITolo
Indagine conoscitiva in tre UU.OO. di medicina Interna dell’APSS del Trentino su alcuni
parametri per l’accreditamento all’eccellenza

ParTEcIPanTI
Paolo Dalrì, Giuseppe De Venuto, Mauro Mettarei

InDIcE
1. Scopo dello studio; 2. Premessa; 3. Cosa s’intende per qualità; 4. Come valutare
la qualità; 5. Come migliorare la qualità; 6. Analisi partecipata della qualità (APQ);
7. Accreditamento all’eccellenza: JCAHO.1; . Valutazione della qualità secondo gli
standard “Accesso e continuità dell’assistenza” della JCIA in tre Unità Operative di
Medicina Interna dell’APSS del Trentino; 9. Conclusione.

aBSTracT
La tesi può essere suddivisa in tre parti che affrontano il tema della qualità sotto
aspetti diversi. Nella prima parte viene descritta l’evoluzione storica del concetto di
qualità in letteratura; di seguito viene realizzata un’analisi critica dello stesso. Nella
seconda parte dello studio vengono descritte le modalità di comprensione e utilizzo
dei concetti fondamentali di qualità in sanità da parte dei professionisti che erogano
prestazioni sanitarie. La terza parte illustra le principali metodologie attualmente im-
piegate per valutare e promuovere la qualità. Questa ultima fase del lavoro propone,
inoltre, l’utilizzo di alcuni criteri della Joint Commission International per realizzare
una valutazione, solamente a titolo esercitativo, della qualità nel settore “Accesso e
continuità dell’assistenza” in tre U.O. di Medicina Interna dell’Azienda Provinciale dei
Servizi Sanitari del Trentino. Dalla realizzazione di questa valutazione qualitativa emer-
gono alcune considerazioni conclusive: esistono ampi margini per migliorare la qualità
dell’“accesso e continuità della assistenza” attraverso un’informazione più chiara ai
pazienti, un coinvolgimento maggiore degli stessi e una comunicazione più efficiente
tra le varie Unità Operative e i vari Servizi. Infine, l’utilizzo estensivo nella pratica
clinica di una cartella clinica informatizzata ha permesso di raggiungere un più alto
livello di aderenza a alcuni degli standard considerati.

PagInE 103

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

74
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.4
TITolo
L’assistenza integrata al paziente oncologico: gli strumenti per l’internista

ParTEcIPanTI
Mauro De Concini, Franco Fiorentini, Gabriele Noro, Luigi Tomio, Franco Ziller

InDIcE
1. Considerazioni generali; 2. La domanda di servizio; 3. L’offerta di servizio; 4. Coor-
dinamento e regia: i modelli operativi; 5. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi descrive l’organizzazione del Servizio Sanitario con lo scopo di chiarire i pos-
sibili percorsi assistenziali-integrati che i pazienti oncologici possono effettuare. A
riguardo, vengono poste al centro dell’azione sanitaria le esigenze complessive del
paziente e non le priorità delle proprie articolazioni operative o di singoli operatori o
specialità. In una prima parte, l’elaborato analizza la domanda di servizio oncologico
sotto diversi aspetti: la tipologia, il volume e, soprattutto, vengono evidenziate le
esigenze assistenziali richieste. In particolare, i pazienti oncologici desidererebbero
specifiche attitudini assistenziali da parte del servizio sanitario: capacità di relazione,
tempestività, continuità assistenziale, supporto logistico ed equità. In risposta alle
esigenze della domanda viene esposta l’offerta del servizio oncologico garantito dal-
l’APPS: vengono descritte le strutture (ospedali e distretti) di riferimento, le possibili
interfacce di integrazione tra la varie UU.OO. e la varie Aree specialistiche/Territorio,
la cartella clinica oncologica digitale (CCOD) e il relativo utilizzo per il teleconsulto,
le linee guida e i protocolli terapeutici al fine di garantire all’utenza un servizio di
assistenza integrata adeguato e completo. Data l’esigenza di offrire un servizio che
garantisca soprattutto continuità assistenziale, la tesi sviluppa un progetto di terapia
palliativa al fine di favorire l’integrazione Ospedale-territorio per il monitoraggio del
paziente oncologico. In particolare, viene sottolineato come un’adeguata comunica-
zione tra medico dell’ospedale dell’U.O. di Medicina e/o Geriatria, Medicina Generale
e oncologo sia fondamentale per la gestione, soprattutto, delle complicazioni relative
alla natura della malattia.

PagInE 110

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali e clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

75
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.5
TITolo
Scheda Budget e Negoziazione

ParTEcIPanTI
Marcello Disertori, Manfred Gamper, Aldo Girardi, Daniele Orrico

InDIcE
1. Introduzione; 2. Richiamo storico; 3. Il controllo di gestione nelle aziende sanitarie
pubbliche; 4. Il sistema budget; 5. Il budget e la negoziazione nelle aziende sanitarie;
6. La progettazione del sistema budget: aspetti tecnici e operativi; 7. Conclusioni
finali; . Bibliografia.

aBSTracT
Il processo di aziendalizzazione del sistema sanitario impone l’utilizzo di alcuni stru-
menti economico-aziendali per un più consapevole e razionale utilizzo delle risorse da
impiegare. Per i singoli operatori, per le U.O., per gli Ospedali e per l’APPS, lo strumento
operativo per l’attività annuale è diventato il budget. La tesi può essere suddivisa in
due parti: nella prima vengono analizzate le caratteristiche teorico-dottrinali del siste-
ma budget, nella seconda ne vengono analizzate le caratteristiche pratiche valutando
delle schede budget relative agli ultimi tre anni di attività di alcune U.O. dell’Azienda
Sanitaria della Provincia autonoma di Trento.
A riguardo, l’analisi delle schede budget esprime l’importanza operativa dello stesso,
ma anche una marcata difficoltà nell’applicare uno strumento tipicamente aziendale a
una logica sanitaria. In particolare, emergono alcune criticità nell’utilizzo della scheda
budget nelle U.O. in questione: manca un chiaro riferimento istituzionale riguardante
le risorse a disposizione, c’è difficoltà nel definire i diversi attori delle professioni sani-
tarie, c’è un utilizzo distorto della programmazione in quanto vista come una forzatura
e c’è il pericolo di credere che il budget sia la realizzazione completa del processo di
aziendalizzazione.

PagInE 53

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: budget e controllo di gestione
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

76
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.6
TITolo
Valutazione economico sanitaria del trattamento dell’insufficienza renale cronica in
trentino: dialisi versus trapianto

ParTEcIPanTI
Lucio Luciani, Carlo Romano Rovati

InDIcE
1. La salute; 2. Principali tecniche di valutazione economica; 3. L’insufficienza renale
cronica; 4. Valutazione economico sanitaria del trattamento del l’IRC in Trentino; 5.
Discussione; 6. Bibliografia.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene alla realizzazione di una valutazione economica (analisi
costi-benefici) del trattamento dell’IRC (insufficienza renale cronica) al fine di poter
scegliere una tra due alternative di cure possibili. Infatti, attraverso tecniche di va-
lutazione economica viene realizzato un confronto tra i costi generati dalle due cure
alternative per l’IRC, ovvero la dialisi e il trapianto. L’indagine fa riferimento a due
tipologie di popolazione: una caratterizzata da pazienti in trattamento sostitutivo e
l’atra caratterizzata da pazienti portatori di trapianto funzionante. A riguardo, vengo-
no rilevati diversi costi di gestione per entrambe le popolazioni, dove per ogni voce
di costo viene desunto il costo medio di ogni singolo paziente al fine di ottenere,
accanto al valore di costo medio complessivo, anche il calcolo dell’utilizzo di risorse
disaggregato per ognuno dei parametri valutati. Infine, viene realizzata una valutazione
della qualità della vita dei componenti delle due popolazioni facendo riferimento ai
dati raccolti dal Personale laureato dei Servizi di Psicologia, ai dati della letteratura
internazionale e all’esperienza personale dell’attività nella Specialità. L’analisi elegge
il trapianto come alternativa di cura più vantaggiosa per l’IRC, in quanto consegue
una serie di favorevoli congiunture, quali: autonomia decisionale in ambito legislati-
vo, precisione e puntualità follow up medico, cultura e maturità della popolazione, la
preziosa collaborazione con due dei più qualificati centri di Trapianto europeo e costi
generalmente più convenienti.

PagInE 67

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

77
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.7
TITolo
Analisi critica dell’approccio economico-aziendale per una unità operativa di anatomia
patologica

ParTEcIPanTI
Francesco Piscioli

InDIcE
1. Premessa; 2. Definizione; 3. Riferimenti legislativi e relative considerazioni; 4. Impli-
cazioni generali dell’aziendalizzazione della sanità; 5. Incompatibilità tra l’aziendaliz-
zazione della sanità, le responsabilità deontologiche e medico-legali e l’organizzazione
di lavoro; 6. L’impatto dell’aziendalizzazione sull’organizzazione dell’Unità Operativa di
Anatomia e Istologia Patologica; 7. Conclusioni.

aBSTracT
Nella tesi vengono esposti diversi riferimenti normativi italiani riguardanti la tutela della
salute. In particolare viene sottolineato, e sotto alcuni punti di vista anche criticato,
come sia difficile l’applicazione del DLGS 502 (che riguarda il processo di aziendaliz-
zazione del comparto sanitario) in sanità. Quest’ultima normativa, inoltre, si dimostra
completamente inutile se applicata a un’Unità Operativa di Anatomia Patologica, in
quanto i suoi principi ispiratori e strumenti di attuazione sono privi di basi razionali
e motivazioni scientifiche (se applicate alla diagnostica anatomo-patologica). Inoltre,
modello organizzativo di lavoro del comparto sanitario, definito dal DLGS 502, risulta
essere troppo rigido e la riforma dei corsi di preparazione del personale tecnico, con
l’istituzione di un’unica laurea breve di tecnico di laboratorio biomedico, impediscono
al patologo un’organizzazione di lavoro su basi razionali, aventi come fine l’efficienza,
l’efficacia e la tempestività. Infine, i controlli di qualità previsti dal DLGS 502 ven-
gono occasionalmente posti come obiettivi e difficilmente si rifanno alla competenza
diagnostica.

PagInE 22

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: un componente e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: non presente
CITAZIONI: non presenti

7
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PrIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 1.8
TITolo
L’applicazione del percorso TQM alla UU.OO di anestesia e rianimazione: principi, me-
todologia e modello proposto

ParTEcIPanTI
Matteo Magro, Manfred Pfaender, Diego Welber

InDIcE
1. Introduzione; 2. Esperienze internazionali in Anestesia e Rianimazione; 3. Gli elementi
misurabili del sistema JCAHO; 4. La progettazione di interventi di miglioramento della
qualità. Le Clinical Pathways e il Case Management; 5. Il Sistema di qualità proposto
per le Unità di Anestesia e Rianimazione della Provincia di Trento; 6. Il sistema degli
indicatori inerenti alla Anestesia e Rianimazione; 7. La S. Operatoria di Ortopedia della
“Valle dei Fiori”; . Conclusioni; 9. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi affronta il problema del controllo della qualità nel comparto sanitario attraverso
la definizione e l’applicazione di un percorso di “total quality management”. In una prima
parte, lo studio chiarisce il concetto di TQM sotto vari aspetti: il significato, l’applica-
zione in contesti sanitari internazionali, l’importanza strategica. Nella seconda parte
viene esposta, invece, la realizzazione di un percorso di TQM per le UU.OO. di Anestesia
e Rianimazione della Provincia autonoma di Trento ipotizzando il funzionamento di
una sala operatoria dove vengono rilevati le criticità relative al controllo della qualità.
Da questa ricerca emerge l’importanza del programma operatorio, il quale dovrebbe
essere redatto con il contributo di tutti i protagonisti del blocco operatorio(chirurgo,
anestesista-rianimatore e coordinatore), gestito su supporto informatico e compilato
con cadenza settimanale. Inoltre, per ogni intervento, dovrebbe essere specificata la
durata prevista, la strumentazione necessaria (se particolare), la posizione da dare
al paziente, i medici che dovranno intervenire e l’eventualità di un trasferimento del
paziente in terapia intensiva.

PagInE 22

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo/propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

79
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.1
TITolo
Aspetti organizzativi gestionali di un “Servizio TAO” (Terapia Anticoagualante Orale)
per i pazienti a rischio di trombosi

ParTEcIPanTI
Pietro Alfonsi, Severino Dazzi

InDIcE
1. Introduzionei; 2. L’importanza economicai; 3 Organizzazione del servizio nella U.O.
di patologia clinicai; 4. Valutazione dei costi e dei beneficii; 5. Discussione e conclu-
sioni; 6. Bibliografia.

aBSTracT
Obiettivo della tesi è descrivere la gestione operativa di un servizio TAO (terapia
anticoagulante orale) per i pazienti a rischio di trombosi. Inizialmente l’elaborato si
concentra sulla descrizione della TAO: in particolare, ne vengono descritti la storia, le
sperimentazioni dei farmaci anticoagualanti effettuate nel corso degli anni e i diversi
impatti che ha la terapia in paesi diversi, soprattutto dal punto di vista economico. Di
seguito viene illustrato l’argomento centrale della tesi: l’organizzazione di un servizio
TAO. In particolare, viene sottolineato come una corretta gestione operativa del servi-
zio sia possibile attraverso un corretto interagire tra le figure professionali coinvolte:
segretaria, infermiera professionale, ausiliaria, tecnico di laboratorio e medico. Inoltre,
vengono considerati i costi-benefici della terapia attraverso alcuni studi realizzati a
livello nazionale e internazionale. Da questi si deduce che l’efficacia di un servizio t.a.o
dipende, dall’utilizzo di un software specifico, in quanto il costo della visita dipende
pesantemente da esso, e dalla capacità di calcolare le possibili complicazioni che pos-
sono insorgere durante la cura, diminuendo drasticamente i cosiddetti “costi evitabili”.

PagInE 29

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

0
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.2
TITolo
Il miglioramento della qualità relazionale – un’esperienza operativa nel servizio di
igiene pubblica del distretto Alto Garda e Ledro

ParTEcIPanTI
Pierluigi Gardini, Arrigo Andreacci

InDIcE
1. Premessai; 2. Materiali e metodii; 3. Discussionei; 4. Conclusioni.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene allo sviluppo e all’applicazione, nel Servizio di Igiene
Pubblica del Distretto Alto Garda e Ledro, di alcuni indicatori di valutazione e miglio-
ramento della qualità relazionale, intesa come soddisfazione delle varie categorie di
utenti interessate. Inoltre, la scelta degli indicatori è finalizzata alla modifica dell’as-
setto organizzativo assistenziale assicurato, affinché disponga di un numero ridotto di
ambulatori poliambulatori e offra maggiore risposta all’utenza in termini di ampliamento
dell’orario di servizio, efficienza ed efficacia operativa. Attraverso l’analisi di quattro
dimensioni (economia, personale, utenza e processi), che il Servizio deve sapere gestire
e coordinare, vengono individuati alcuni parametri che consentono lo sviluppo di alcuni
indicatori in grado di migliorare la qualità relazionale. I parametri impiegati fanno ri-
ferimento alla Balanced Scorcared e permettono l’utilizzo di indicatori di accessibilità
e di disponibilità che consentono un miglioramento nell’erogazione delle prestazioni
sanitarie e soprattutto della qualità relazionale.

PagInE 2

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: non presente
CITAZIONI: non presenti

1
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.3
TITolo
Cartella clinica informatizzata: applicabilità

ParTEcIPanTI
Dino Sella, Bruna Bagozzi

InDIcE
1. Introduzione; 2. Metodo; 3. U.O. Geriatria; 4. U.O. Pneumologia; 5. Conclusioni
finali; 6. Bibliografia.

aBSTracT
Obiettivo di questo studio è quello di verificare l’applicabilità di una cartella clinica
informatizzata nelle U.O. di Geriatria e Pneumologia dell’Ospedale S.Chiara di Trento. La
tesi è articolata in due fasi: la prima realizza un’analisi dei fabbisogni degli operatori
di un reparto ospedaliero al fine di evidenziare, attraverso una metodologia qualitativa
di consenso (Nominal Group Technique), le difficoltà e gli ostacoli legati all’utilizzo
di un sistema informativo cartaceo; di seguito, la seconda fase individua un insieme
di possibili soluzioni basate sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
(Information and Communication Technology, ICT). Nell’elaborato viene sottolineato
come il nominal group ha posto in risalto i problemi di comunicazione tra le principali
figure professionali che assistono i pazienti ricoverati in ospedale. A riguardo, la in-
formatizzazione della cartella clinica per i nominal group apporterebbe una maggiore
qualità, in quanto consentirebbe comunicazioni più chiare, celeri e integrate con gli
interventi di tutti i potenziali attori che partecipano nella gestione del caso clinico
(dagli operatori della U.O. agli operatori dell’APPS).

PagInE 41

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

2
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.4
TITolo
DISEASE MANAGEMENT: approccio integrato alla gestione di patologie croniche

ParTEcIPanTI
Danila Bassetti, Fabio Branz, Franco De Bernardinis, Nunzia Mazzini, Angelo Mercurio

InDIcE
1. Introduzione; 2. La realizzazione delle risorse in ambito sanitario: “il percorso”;
3. Il Desease Management; 4. La malattia cronica e la condizione cronica; 5. Epatite
cronica da virus C; 6. Le malattie infiammatorie croniche intestinali; 7. Schizofrenia;
. Sclerosi Multipla; 9. Conclusioni; 10. Bibliografia.

aBSTracT
Scopo della tesi è chiarire, attraverso la letteratura, il concetto di Disease Management
e dimostrare, attraverso alcuni esempi, come questa modalità organizzativa ambisca
al miglioramento sia della qualità che degli standard economici per il trattamento di
patologie croniche (generalmente ad alto costo sociale ed economico individuale e
collettivo). Quindi, in una prima fase l’elaborato espone le diverse definizioni di DM
reperibili in letteratura, dalle quali è possibile rilevare come il DM rappresenti il model-
lo assistenziale ideale per fronteggiare l’emergente bisogno sanitario di migliorare la
gestione di pazienti con malattia cronica, intervenendo in maniera integrata sull’intero
processo diagnostico-terapeutico e assistenziale della stessa. Nella seconda fase della
tesi, invece, viene proposta l’applicazione della tecnica di Disease Management per il
miglioramento della gestione delle seguenti patologie croniche: Epatite cronica da Virus
C, malattie infiammatorie croniche intestinali, schizofrenia e sclerosi multipla. Per ogni
malattia sono descritte le fasi del processo di Disease Management: prevenzione primaria
e secondaria, diagnosi precoce, adeguamento dei percorsi diagnostici e terapeutici a
criteri di evidenza, integrazione dei vari livelli di intervento e controllo dell’efficacia.
Con questi esempi viene sottolineato come il DM generi un’efficace interazione tra le
diverse figure professionali sanitarie coinvolte in una certa patologia.

PagInE 9

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

3
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.5
TITolo
Proposta di un modello di management per le strutture organizzative di chirurgia generale,
di pneumologia e del servizio di cardiologia del nuovo ospedale Alto Garda e Ledro di Arco

ParTEcIPanTI
Sergio Bassetti, Francesco Ricci, Girolamo Mirante Marini

InDIcE
1. Introduzione generale; 2. Proposta di modello di management della U. O. Chirurgia
Generale dell’Ospedale di Arco; 3. Qualità della Risposta Sanitaria Pneumologica nella
Provincia di Trento: proposta di un modello di management integrato delle UU.OO. e
dei Servizi di Pneumologia esistenti in Provincia; 4. Qualità della risposta sanitaria di
Cardiologia del nuovo Ospedale Alto Garda e Ledro di Arco.

aBSTracT
La tesi propone un modello di management operativo per l’U.O. di Chirurgia generale, di
Pneumologia e del Servizio di Cardiologia dell’U.O. di Medicina del nuovo Ospedale Alto
Garda e Ledro di Arco. A riguardo, vengono individuati i problemi gestionali relativi alle
tre strutture al fine di predisporre un assetto organizzativo che sia in grado di utilizzare
efficacemente le risorse e umane e che offra, quindi, un’adeguata risposta sanitaria. La
prima parte della tesi presenta il modello di management relativo all’U.O. di Chirurgia
generale introducendo la chirurgia mini-invasiva come strumento di miglioramento del-
l’offerta di cure all’utente. I vantaggi relativi all’utilizzo di questa metodologia chirurgica
sono riconducibili alla riduzione delle infiammazioni e a un percorso post-operatorio con
minori disagi. Dal punto di vista dei costi la chirurgia mini-invasiva è particolarmente
competitiva nei confronti della chirurgia tradizionale. La seconda parte della tesi presenta
il modello di management relativo al Servizio di Pneumologia sul territorio trentino, che
si prefigge di definire un’organizzazione che coordini i processi assistenziali e gestionali
in relazione alle diverse esigenze dei cittadini. A tale scopo viene proposto un nuovo as-
setto organizzativo che punta anche alla implementazione e valorizzazione dell’attività di
ricovero in regime di day hospital dei pazienti e al potenziamento dell’attività specialistica
territoriale, a supporto della medicina di base e di comunicazione con il territorio. Infine,
la terza parte della tesi descrive il modello di management del Servizio di Cardiologia del
nuovo monoblocco del Distretto Alto Garda e Ledro che assume funzioni di filtro, inter-
faccia e collegamento e interagisce con gli altri distretti e con tutti gli attori operanti nel
campo. In questo contesto si da particolare valenza alla qualificazione professionale, intesa
come aggiornamento continuo di tutto il personale operante nel Servizio di Cardiologia.

PagInE 57

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

4
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.6
TITolo
Il budget: strumento di programmazione e di miglioramento nelle aziende sanitarie

ParTEcIPanTI
Armando Borghesi, Italo Dell’Eva, Zeno Bellotti

InDIcE
1. Introduzione; 2. La Provincia Autonoma di Trento; 3. Salute e Sistemi Sanitari; 4. Il
Servizio Sanitario Nazionale; 5. Il Servizio Sanitario Provinciale; 6. Programmazione;
7. Valutazione; . Sistema Informativo Gestionale Sanitario; 9. Il sistema di budget;
10. Analisi del processo di budget e delle schede utilizzate dall’APSS; 11. nel periodo
1997-2003; 12. Conclusioni e possibili prospettive future; 13. Bibliografia.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene alla definizione del sistema budget e le modalità di utilizzo
dello stesso presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento dal 1997 in poi.
L’elaborato è suddiviso in due parti: nella prima vengono esposti il concetto generale
budget e suo il significato nel Sistema Sanitario Nazionale e Provinciale, nella seconda,
invece, vengono delineate le modalità e i tempi mediante i quali viene predisposto il
budget nell’APPS. A riguardo, vengono confrontate e analizzate esperienze maturate in
tre distinti contesti: quello della Direzione (DOC) di Igiene e Sanità Pubblica, quello di
Unità Operativa Laboratorio di Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica e quello di quello
di Unità Operativa di Assistenza Territoriale della Vallagarina. Per ognuna di queste tre
realtà vengono analizzati i punti di forza, di debolezza e le problematiche emersi nella
predisposizione e nell’utilizzo dello strumento del budget. Da queste analisi è emerso
che il sistema budget può essere uno strumento estremamente potente per migliorare
i servizi sanitari da erogare alla collettività solamente ad alcune condizioni: che abbia
determinate caratteristiche di flessibilità e adattabilità, che vengano usati idonei ac-
corgimenti per renderlo uno strumento efficace e funzionale e, infine, che gli operatori
conoscano, credano e imparino a utilizzare al meglio lo strumento per poterne sfruttare
appieno le potenzialità.

PagInE 94

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: budget e controllo di gestione
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo-propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

5
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.7
TITolo
Riorganizzazione di un servizio diagnoniostico territoriale: valutazione economica

ParTEcIPanTI
Claudio Buriani, Renzo Beniamin

InDIcE
1. Introduzione; 2. Presentazione dell’intervento di riorganizzazione; 3. Caratteristiche
del distretto del Primiero; 4. Realizzazione dell’intervento; 5. Confronto dei costi tra le
due soluzioni prospettate; 6. Conclusioni; 7. Bibliografia.

aBSTracT
Per l’APPS il sistema della diagnostica di laboratorio rappresenta un insieme di risorse
che, per la loro complessità organizzativa clinico-assistenziale e per il loro consisten-
te perso economico, deve garantire un prodotto di qualità, la massima efficienza e la
conseguente minimizzazione dei costi. A riguardo, la tesi si trova a dover confrontare
in termini economici due interventi riguardanti l’attività diagnostica di laboratorio nel
distretto del Primiero. Le soluzioni confrontate sono le seguenti: continuare ad affidare
la realizzazione degli esami di laboratorio del distretto del Primiero ai laboratori della
Azienda sanitaria di Feltre, pagando tali prestazioni a tariffa, oppure attivare la gestione
diretta di tali esami da parte della Azienda sanitaria di Trento tramite il laboratorio
analisi dell’ospedale di Borgo Valsugana. Lo scopo primario della tesi consiste, pertanto,
nella ricerca dell’attività a costo minore attraverso un’analisi economica che registri i
costi di gestione di entrambe le soluzioni. Dalle ricerche svolte la seconda soluzione
registra costi minori con un risparmio nel 2002 di 110.700 euro.

PagInE 10

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

6
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.8
TITolo
I LEA e la riallocazione delle risorse. Progetto per lo sviluppo sostenibile dell’attività
ortodontica

ParTEcIPanTI
Fulvio Campolongo

InDIcE
1. Introduzione; 2. L’attuale sistema di erogazione: la Legge 20/90; 3. Il contesto pro-
gettuale; 4. Il Progetto; 5. Conclusioni; 6. Bibliografia; 7. Documenti; . Glossario.

aBSTracT
La tesi ha lo scopo di realizzare un progetto di riordino organizzativo dell’attività or-
todontica affinché la medesima garantisca un servizio pubblico in grado di soddisfare
i bisogni e le aspirazioni della popolazione trentina secondo criteri di equità e qualità.
Prima della realizzazione del progetto la tesi analizza l’attuale sistema di erogazione
dei servizi e i relativi dati di spesa, valuta la legge 20/91 e le iniziative intraprese nel
corso degli anni interfacciate con i report dello screening odontoiatrico dell’ultimo
triennio. Dall’analisi dell’attuale sistema di erogazione dei servizi emerge la mancanza
di un sistema di valutazione della necessità e dell’efficacia dei trattamenti. Inoltre, si è
verificata una disomogenea erogazione di trattamenti a livello provinciale conseguente
a una non esplicita mission affidata ai Distretti e alle Unità Operative. Il progetto vero
e proprio è articolato in cinque fasi: attivazione di atti legislativi, individuazione del
project management, formalizzazione e omogeneizzazione delle metodiche e delle pro-
cedure, prevenzione primaria e prevenzione secondaria. In particolare, viene dimostrato
come il progetto sia in grado di coinvolgere sinergicamente realtà operative diverse
con una particolare attenzione ai concetti di efficacia, efficienza, equità e qualità e
quindi possa rappresentare un’utile strumento per affrontare la sfida di razionalizzazione
imposta dall’introduzione dei LEA.

PagInE 6

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: un componente e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

7
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.9
TITolo
La prevenzione e la gestione del rischio in ambito sanitario: indicatori di qualità, pro-
cedure assistenziali, documentazione clinica, informazione al paziente

ParTEcIPanTI
Fabio Cembrani, Edoardo Geat, Antonio Mazza, Franco Nicolodi, Claudio Zucchelli

InDIcE
1. Introduzione; 2. Il rischio in ambito sanitario; 3. I modelli organizzativi dell’Azienda
provinciale per i Servizi Sanitari di Trento; 4. Il rischio di danno specifico nell’area
materno-infantile nella realtà periferica; 5. La gestione del rischio sanitario in ambito
materno infantile nelle strutture periferiche: identificazione degli interventi di preven-
zione; 6. Conclusioni.

aBSTracT
La tesi persegue l’obiettivo di individuare una serie di alternative di gestione della
prevenzione del rischio sanitario. A riguardo, vengono messi in atto una serie di inter-
venti di tipo gestionale e organizzativo, che trovano origine in una nuova cultura della
sicurezza. L’elaborato è articolato in cinque parti: la prima riguarda un’analisi molto
ampia del problema del rischio sanitario, la seconda rileva i presupposti per la preven-
zione dell’errore, la terza descrive alcuni modelli organizzativi utilizzati dall’APPS, la
quarta tratta il rischio sanitario nell’area Materno-Infantile e, infine, la quinta analizza
i possibili interventi di prevenzione e gestione del rischio. L’obiettivo di prevenzione
del rischio clinico è la base di un corretto rapporto di fiducia tra cittadino e Servizio
Sanitario offerto. A ragione di ciò, è necessario istituire un regime di controllo dei
rischi che individui la natura del rischio, la frequenza e il superamento della visione
risarcitoria del danno da errore in ambito sanitario di tipo individualistico dando valenza,
invece, a una responsabilità che sia in grado di ridurre realmente i fattori di rischio. In
concreto, si deve agire a livello normativo-regolamentare e dare importanza al ruolo
della Disciplina medico legale, che dovrebbe lavorare sinergicamente con tutte le altre
strutture mediche e non, che si trovano all’interno dell’APPS.

PagInE 134

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: risk management
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo-propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: presenti


Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.10
TITolo
Protocollo di prevenzione della nefropatia diabetica in provincia di Trento

ParTEcIPanTI
Giorgio Cesari, Annunziata Di Palma, Roberto Frizzi

InDIcE
1. Introduzione; 2. Riferimenti legislativi; 3. La nefropatia diabetica; 4. I costi dell’ure-
mia. Il diabete insulino-dipendente (diabete di tipo 1) nell’età evolutiva; 5. Epidemio-
logia nella Provincia di Trento; 6. Protocollo di prevenzione della nefropatia diabetica
nel diabete tipo 1; 7. I costi dell’assistenza di un paziente con diabete insulino-dipen-
dente in età evolutiva; . Discussione; 9. Bibliografia; 10. Appendice legislativo; 11.
Altre norme legislative di riferimento per il paziente diabetico; 12. Leggi nazionali;
13. Piano sanitario 1993-1995.

aBSTracT
Il diabete è un problema di salute pubblica, che sollecita l’attuazione di interventi di pre-
venzione e cura tali da modificare il corso naturale della malattia prevenendo l’insorgenza
delle complicanze di ormai difficile sostenibilità da parte della spesa sanitaria. La tesi
espone una proposta operativa per la prevenzione della nefropatia diabetica applicabile
in Provincia di Trento. Viene proposto un protocollo di prevenzione della nefropatia
diabetica, secondo linee guida dettate dalla letteratura, che prevede l’adozione di uno
schema di trattamento intensivo della malattia e definisce le modalità operative per
identificare precocemente gli stadi iniziali della nefropatia per scongiurare o ritardare la
comparsa di insufficienza renale manifesta, di ridurre la morbilità/mortalità cardiovasco-
lare e la retinopatia. Inoltre, si propone un’analisi dei costi sanitari diretti che derivano
dall’intervento applicato ai pazienti in età evolutiva con diabete insulino dipendente, in
cura presso il Centro Antidiabetico Provinciale annesso all’U.O. di Pediatria dell’Ospedale
S.Chiara. Il progetto ottimizza l’intervento di specialisti, che operano a livello ambu-
latoriale, di day hospital e di strutture sanitarie. I pazienti in età evolutiva, affetti da
diabete di tipo 1 devono accedere a un sistema organizzato di cure garantito da un
team multidisciplinare, che garantisca il raggiungimento del massimo livello di sviluppo
fisico e salute psicologica per il paziente. Lo studio dimostra come questo approccio
organizzativo coniugato con l’applicazione del trattamento intensivo di cura sia in grado
di contenere l’insorgenza delle complicanze della malattia e quindi i costi dell’assistenza.

PagInE 123

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo-propostiivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: Nazionale

9
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.11
TITolo
Lo screening del cancro colon-rettale nella provincia di Trento: studio di fattibilità

ParTEcIPanTI
Giovanni De Pretis, Michele Schinella, Enrico Nava, Luciano Turri

InDIcE
1. Situazione epidemiologica; 2. Fattori di rischio; 3. Indicazioni della programmazione
sanitaria; 4. Azioni di prevenzione attuabili; 5. Attuazione dello screening di popo-
lazione; 6. Proposta di uno screening per CCR in Trentino; 7. Esecuzione del test di
1° livello: ricerca SOF; . Il secondo livello: colonscopia; 9. Terzo livello: chirurgico;
10. Formazione del personale; 11. Il coordinamento dello screening; 12. Il sistema
informativo; 13. La campagna informativa; 14. L'impatto economico dello screening;
15. Conclusioni.

aBSTracT
La tesi delinea i possibili percorsi di prevenzione del cancro colon-rettale riguardante
soggetti a rischio generico. Si realizza uno screening per la prevenzione secondaria
mediante diagnosi precoce del CCR in popolazione, volto a individuare lesioni precan-
cerose o tumori in fase precoce in modo da poter attuare adeguati interventi finalizzati
alla riduzione della mortalità per questo tipo di tumore e al miglioramento della qualità
della vita delle persone sottoposte all'intervento stesso. Inoltre, la popolazione di rife-
rimento che viene presa in considerazione in questo studio è quella di età superiore ai
50 anni, in quanto la malattia si verifica raramente al disotto di questa età. Dall’analisi
emerge l'utilità di attuare nella PAT un intervento di prevenzione secondaria del cancro
colon-rettale basato sulla ricerca del sangue occulto nelle feci. Infine, tenuto conto che
non tutti i determinanti del CCR sono noti e che i risultati della prevenzione primaria,
orientata alla promozione di corrette abitudini alimentari e di vita, sono di difficile
valutazione nel medio periodo, la prevenzione secondaria rappresenta oggi l'unica arma
efficace disponibile per la prevenzione di questa patologia.

PagInE 67

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali e clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo-propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

90
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.12
TITolo
Percorsi diagnostico clinico terapeutici per la realizzazione dell’utilizzo della risorse e
per il miglioramento della qualità nell’Ospedale di Rovereto

ParTEcIPanTI
Roberto Albertazzi, Adriano Bernardi, Paolo Dorigotti, Paolo Iseppi, Giuseppe Vergara

InDIcE
1. Premessa; 2. Percorsi clinici in atto presso l’ospedale di Rovereto; 3. Analisi dei
percorsi; 4. Percorso sulla lombalgia; 5. Tripps II: scompenso cardiaco; 6. Rapporti di
interfaccia tra Ortopedia e PS; 7. Tripps II: dolore toracico; . La telecardiologia nei
percorsi dell’Ospedale di Rovereto; 9. Conclusioni; 10. Bibliografia.

aBSTracT
Le diversità culturali e i diversi modelli organizzativi, utilizzati nelle varie unità operati-
ve, impediscono che una regolamentazione generale possa essere direttamente trasferita
nello specifico. Emerge, quindi, la necessità di verificare e sperimentare a livello locale
modelli organizzativi e strumenti gestionali già validati in letteratura, ma che richiedono
un’adeguata implementazione. Attraverso la descrizione di percorsi diagnostici-tera-
peutici relativi a lombalgia, scompenso cardiaco, rapporti di interfaccia tra ortopedia
e ps, dolore toracico e telecardiologia vengono utilizzati i modelli organizzativi EPQM
e PRUO. Questi due modelli implementati vengono utilizzati allo scopo di migliorare
gli aspetti organizzativi e gestionali dell’Ospedale di Rovereto. Attraverso la fase di
implementazione dei modelli, attraverso percorsi diagnostici-terapeutici, si giunge alle
conclusione che un sistema complesso e organizzato può svolgere le sue funzioni in
maniera efficiente solo con un’adeguata comunicazione tra le diverse componenti che lo
compongono. A riguardo, è importante definire: la direzione e i meccanismi facilitanti
(decidere in merito all’allocazione delle risorse) il senso della direzione (dove si porta
l’organizzazione) e i confini (fino a dove ci si spinge) di ogni componente.

PagInE 0

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici ((assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

91
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SEconDa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 2.13
TITolo
Le priorità cliniche come modello per migliorare l’accesso alle prestazioni: ipotesi
organizzativa tra pronto soccorso, servizi e specialistica

ParTEcIPanTI
Enzo Moser, Pierluigi Torboli, Giuseppe Zumiani

InDIcE
1. Premessa; 2. Il Pronto Soccorso nell’integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali
nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento; 3. La logica delle
priorità cliniche e la razionalizzazione dell’offerta; 4. Il problema delle liste d’attesa in
Dermatologia. I RAO della Specialistica Dermatologica ambulatoriale; 5. L’utilizzo dei
RAO Radiologici negli accessi diretti a prestazioni urgenti: premessa e proposta; 6. Il
progetto di un Ambulatorio dei codici bianchi da parte del Pronto Soccorso.

aBSTracT
Obiettivo primario della tesi è quello di realizzare un Ambulatorio dei codici bianchi per
il Pronto Soccorso dell’ospedale S.Chiara. In particolare, la sfida di questo progetto si
identifica nella gestione delle patologie prive di urgenza clinica, tipiche dell’attività di
medicina di base, per le quali è prevista attività di programmazione e prescrizione inserita
nel Piano Sanitario Nazionale. Al fine di realizzare questo progetto, la tesi si articola
in tre fasi: nella prima viene descritta l’attività di Pronto Soccorso nell’integrazione tra
Ospedale e territorio dove si rendono esplicite le due procedure di identificazione di
eventuali patologie al momento dell’arrivo del paziente: Triage e RAO (ultimo modello
sperimentato), nella seconda parte viene data particolare valenza alla metodologia di
classificazione delle priorità cliniche e al problema delle liste di attesa in Dermatologia
attraverso l’applicazione del modello RAO, nella terza parte, infine, viene accuratamente
descritta la parte centrale della tesi, ovvero quella che interessa la realizzazione del-
l’Ambulatorio dei codici bianchi. A riguardo, la tesi sottolinea che il progetto rientra
in uno specifico programma di razionalizzazione dell’offerta sanitaria ed è rivolto ai
pazienti che non si fanno visitare in ambulatorio dal proprio medico curante. Questa
proposta è realizzata al fine di risolvere i numerosi problemi del Pronto Soccorso e del-
l’Ospedale: in particolare, problemi di spazio, problemi di tempo, di gestione e spreco
di risorse attraverso una riduzione delle visite specialistiche, della decongestione del
Pronto Soccorso, un’efficiente programmazione degli interventi, un’educazione degli
utenti e una partecipazione alla spesa per gli approfondimenti programmabili.

PagInE 1

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

92
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.1
TITolo
Ipotesi di riorganizzazione dei servizi veterinari dell’azienda Provinciale per i Servizi
sanitari della Provincia autonoma di Trento

ParTEcIPanTI
Franco Chin, Alberto Mengon, Roberto Nava, Alberto Ferrazzi, Franco Vender

InDIcE
1. Premessa; 2. Analisi dell’ambiente di lavoro; 3. Analisi delle risorse; 4. Ipotesi or-
ganizzativa; 5. Considerazioni conclusive; 6. Materiale di riferimento.

aBSTracT
Lo scopo della tesi attiene a una migliore erogazione delle prestazioni veterinarie e
a un maggiore coinvolgimento del personale al fine di razionalizzare efficacemente le
risorse a disposizione e risuddividere il territorio in parti più omogenee. A fronte di ciò,
la tesi propone la riorganizzazione dei servizi veterinari dell’APPS al fine di creare una
struttura decentrata, ma allo stesso tempo collegata con il Servizio Sanitario Pubbli-
co, soprattutto con il Servizio Sanità Igiene Pubblica. La proposta di ristrutturazione
dell’assetto organizzativo del Servizio Veterinario viene realizzata attraverso un’attenta
analisi del contesto lavorativo, delle esigenze della domanda, delle risorse a disposizione
e delle esperienze passate. Il progetto veterinario è caratterizzato dalla realizzazione
di una direzione centrale veterinaria attraverso l’implementazione di un osservatorio
epidemiologico e nuclei operativi governati dagli attuali responsabili apicali, ai qua-
li viene affidata la gestione del budget al fine di concedergli autonomia gestionale
ed economico-finanziaria (che precedentemente non possedevano). In conclusione,
l’apicale del nucleo operativo diventa responsabile del raggiungimento degli obiettivi
individuali assegnati ai singoli operatori, snellendo i processi decisionali e motivando
maggiormente i dirigenti nella formazione.

PagInE 55

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: CINQUE componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

93
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.2
TITolo
Percorso diagnostico/terapeutico per le cardiopatie valvolari: aspetti gestionali nel-
l’ottica di un’integrazione tra ospedali (ospedali e rete) e territorio

ParTEcIPanTI
Cornelio Bertagnolli, Angelo Graffigna, Walter Spagnolli, Renato Santoni

InDIcE
1. Premessa; 2. Introduzione; 3. Situazione attuale; 4. Proposta di modalità gestionale
della MVC; 5. Proposta delle fasi operative; 6. Conclusioni; 7. Bibliografia; . Allegati.

aBSTracT
La tesi affronta il problema della gestione del percorso diagnostico-terapeutico della
malattie valvolari cardiache sul territorio provinciale. Questo tema viene analizzato in
quanto ai pazienti affetti da questa patologia viene offerto un servizio caratterizzato
da percorsi diagnostici-terapeutici non omogenei e non sempre coordinati tra le varie
tra le varie strutture sanitarie; in tal modo possono generarsi conseguenze in termini di
salute per il paziente e di inappropriato uso delle risorse per l’organizzazione sanitaria.
La proposta operativa predilige un approccio pianificato utilizzando processi operativi
omogenei secondo linee guida condivise da tutti gli operatori sanitari. Inoltre, essa pre-
vede un coinvolgimento di tipo integrato tra le diverse strutture sanitarie cardiologiche
provinciali. Al fine di garantire continuità assistenziale del percorso diagnostico-terapeu-
tico al singolo paziente, viene proposto, inoltre, uno strumento innovativo caratterizzato
dall’utilizzo di una scheda personale (scheda MVC), la quale contiene la struttura dell’iter
del paziente in maniera tale che esso possa essere gestito nei vari momenti della malattia
dalle diverse strutture sanitarie coinvolte. Il beneficio atteso della gestione pianificata
di questa patologia è un miglioramento dello stato di salute della popolazione affetta
(intesa come incremento dell’aspettativa di vita e/o della qualità della vita), un razionale
utilizzo delle procedure diagnostiche o del ricorso all’ospedalizzazione, un’ottimizzazione
dei tempi chirurgici e un’efficiente pianificazione della riabilitazione e dei follow-up.

PagInE 62

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: descrittivo-innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

94
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.3
TITolo
Il problema dei ricoveri protratti nel reparto di geriatria acuti dell’ospedale di Rovereto

ParTEcIPanTI
Silvano Zanoni, Morena Boni, Guido Luca

InDIcE
1. Abstract; 2. Introduzione (contesto organizzativo ambientale); 3. Materiale e metodi;
4. Analisi economica; 5. Conclusioni; 6. Bibliografia; 7. Appendice.

aBSTracT
La tesi descrive l’organizzazione dei servizi sanitari destinata agli anziani, dove viene
data particolare valenza alla continuità assistenziale, alla gestione dei bisogni e alla pro-
mozione delle abilità residue. Uno degli obiettivi prioritari dell’organizzazione sanitaria
riguarda la difesa dell’autonomia dell’anziano, la quale deve essere perseguita non solo
attraverso l’assistenza sanitaria, ma anche attraverso la mobilitazione di risorse infor-
mali, quali la famiglia e le organizzazioni di volontariato. A riguardo, viene descritto un
modello di valutazione multidimensionale dell’anziano, il quale viene classificato in base
al criterio di autonomia funzionale dando importanza alle risorse impiegate e alle diver-
sificate possibilità di gestione delle esigenze di vita quotidiana. In particolare, si sono
rilevate alcune difficoltà nella gestione dei ricoveri protratti, in quanto si è verificata
un’eccessiva rigidità delle schede budget annuali assegnati alle strutture private conven-
zionate. La possibilità di contenere la durata delle degenza media e di garantire l’efficacia
degli interventi risiede in una capacità clinica che coniughi l’intensività e la ricerca
di outcome clinici rilevanti con la continua attenzione ai rischi dell’ospedalizzazione.

PagInE 33

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

95
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.4
TITolo
Studio di fattibilità di un osservatorio epidemiologico veterinario in provincia di Trento

ParTEcIPanTI
Alessandro Degasperi, Angela Moresco

InDIcE
1. Premessa; 2. L’osservatorio epidemiologico: significato e compiti; 3. L’osservatorio
epidemiologico veterinario in Provincia di Trento: ipotesi organizzativa; 4. Conclusioni;
5. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi propone un nuovo assetto organizzativo nell’ambito dell’Unità Operativa Igiene
e Sanità Pubblica veterinaria attraverso l’attivazione di un osservatorio epidemiologico
veterinario. L’obiettivo viene definito attraverso una previa analisi qualitativa delle
attività e delle funzioni svolte dall’ufficio centrale e dalla consapevolezza di poter
migliorare l’efficacia e l’efficienza di alcuni servizi, valorizzando alcuni settori di inter-
vento trascurati. Per delineare l’ipotetico osservatorio viene realizzata una simulazione,
prendendo come riferimento un osservatorio epidemiologico veterinario già operativo
in Italia. In particolare, dopo aver analizzato un osservatorio esistente in Veneto, il
CREV(soffermandosi sugli ambiti operativi, organigramma e altri parametri relativi al
territorio in cui opera), se ne simula la riduzione in scala in riferimento al caso trentino.
Dalla simulazione si evince come la gestione aziendale delle attività debba consentire
il raggiungimento della mission dell’APPS (ovvero contribuire alla tutela della salute
dei cittadini attraverso l’erogazione di prestazioni sanitarie efficaci e appropriate, uti-
lizzando al meglio le risorse affidate). A riguardo, viene dimostrato come l’attivazione
di un osservatorio epidemiologico veterinario nell’ambito della prevenzione sanitaria
si inserisca appieno nei programmi strategici dell’APSS.

PagInE 39

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale-epidemiologia veterianria
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: propositivo e sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: presenti

96
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.5
TITolo
Analisi dei percorsi di assistenza medica e psicologica alla gravidanza, nascita, puer-
perio e genitorialità

ParTEcIPanTI
Lorenza Donati, Andrea Mari

InDIcE
1. Introduzione; 2. Analisi della realà operativa; 3. Problemi emergenti; 4. Aspetti ana-
litici e diagnostici relativi alla depressione Post Partum; 5. Verifica sul nostro terrirorio
dell’incidenza reale della depressione Post Partum; 6. Riorganizzazione dell’attività; 7.
Conclusioni; . Edimburgh Postnatal Depression Scale (EPDS); 9. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi descrive accuratamente i possibili percorsi assistenziali, medici e psicologici
proposti ai neo genitori in relazione a gravidanza, nascita, puerperio e genitorialità.
In particolare, viene affrontato il problema della depressione post partum sotto diversi
profili: definizione del problema in letteratura, analisi della realtà operativa, verifica
dell’incidenza della patologia in Trentino e, infine, viene proposta la riorganizzazione
dell’attività assistenziale per i neo genitori. Le ultime due fasi vogliono perseguire la
finalità intervenire efficacemente sulla prevenzione primaria della depressione post
partum attraverso la realizzazione di uno screening delle donne che hanno partorito da
poco. Lo studio della depressione post partum rivela come essa sia una patologia molto
insidiosa e diffusa, con conseguenze difficili da valutare, ma sicuramente estese non
solo alla donna “portatrice” ma anche al figlio e al contesto familiare e sociale. Inoltre,
le ricerche affermano con autorevolezza che si possono identificare i fattori di rischio
ancora durante la gravidanza. Ne emerge, quindi, la necessità di formare adeguatamente
gli operatori nell’individuare le problematiche che i neogenitori si trovano a vivere, in
modo da intraprendere, eventualmente, un percorso diagnostico adeguato.

PagInE 41

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

97
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.6
TITolo
D.E.A (Dipartimento di secondo livello di Emergenza e Accettazione): nuovi “setting”
nella gestione delle prestazioni. Ipotesi organizzativa di un “day service” per presta-
zioni complesse e differibili

ParTEcIPanTI
Ivo Fauri, Paolo Giacomoni, Maria Rosanna Gorza

InDIcE
1. Introduzione; 2. Approccio storico; 3. Evoluzione tecnologico organizzativa dei servizi;
4. Normative di riferimento; 5. Contesto progettuale: modelli teorici di riferimento;
6. Progetto; 7. Considerazioni organizzative, sanitarie, economiche; . Conclusioni; 9.
Bibliografia; 10. Allegati.

aBSTracT
Il sovraffollamento in Pronto Soccorso (PS) è uno dei problemi più rilevanti e attuali in
Medicina d’Emergenza, in grado di compromettere qualità e tempestività dell’assistenza
nonché aumentare la mortalità. Le conseguenze si traducono nel prolungamento delle
attese e delle situazioni di disagio e dolore, nell’insoddisfazione degli utenti e degli
operatori, nello scadimento della qualità delle prestazioni, nell’aumento degli episodi
di violenza e delle problematiche medico-legali. Sulla base di queste considerazioni il
lavoro si propone, dopo aver esaminato una pluralità di possibili modelli organizzativi
di sviluppare un progetto di ridefinizione dell’assetto organizzativo nell’APSS affron-
tandone le problematiche organizzative, sanitarie ed economiche.

PagInE 5

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: si
CITAZIONI: no

9
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.7
TITolo
La sicurezza sul lavoro nell’APSS: un progetto di formazione sul campo-analisi di fat-
tibilità

ParTEcIPanTI
Rina Franceschi, Adriana Grecchi

InDIcE
1. Introduzione; 2. La medicina basata sull’evidenza; 3. Il mal di schiena; 4. La for-
mazione; 5. Progetto di formazione sul campo; 6. Analisi economica; 7. Conclusioni;
. Bibliografia.

aBSTracT
Scopo della tesi è analizzare la fattibilità di un intervento formativo volto ad aumentare
le competenze degli operatori nella gestione del rischio di sovraccarico della colonna
vertebrale durante le operazioni di movimentazione manuale dei pazienti e dei carichi
inanimati, effettuati continuamente nei reparti e nei servizi dell’APSS. A riguardo,
vengono presi in considerazione i dati che registrano i soggetti caratterizzati da questo
problema in Trentino Alto Adige, confrontati con quelli relativi all’Italia Nord Est e con
quelli nazionali. Dall’analisi emerge che l’obiettivo dell’azione formativa non si limita
al rispetto della norma (Dlgs. 626/94), ma vuole ambire anche a un miglioramento
dell’azione sanitaria. D’altra parte però, l’incidenza della patologia rachidea nel per-
sonale dipendente non è quantificabile come causa di eventuali assenze per malattia,
proprio perché il datore di lavoro non conosce la diagnosi. Risulta necessario, quindi,
realizzare un registro per i dipendenti dell’APSS degli infortuni ed episodi acuti, o
cronici riacutizzati legati al lavoro, in modo da rendere disponibili quelle informazioni
che oggi mancano.

PagInE 27

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

99
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.8
TITolo
L’evoluzione del trattamento del carcinoma della mammella in provincia di Trento (anni
1996-2001)

ParTEcIPanTI
Silvano Piffer, Enzo Galligioni

InDIcE
1. L’epidemiologia generale del carcinoma mammario femminile; 2. I fattori di rischio;
3. Epidemiologia del carcinoma mammario femminile in provincia di Trento; 4. La pre-
venzione del carcinoma della mammella: il significato dello screening mammografico;
5. I dati dello screening mammografico in provincia di Trento; 6. Fattori prognostici;
7. Il trattamento del carcinoma mammario femminile: evoluzione della terapia; . An-
damento della mortalità per carcinoma mammario; 9. Benefici e costi dello screening
e del trattamento del carcinoma mammario operabile; 10. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi considera il carcinoma della mammella sotto diversi aspetti: prevenzione, fattori
di rischio, mortalità, terapie e nuove tecnologie attualmente utilizzate. A sostegno
delle osservazioni espresse l’elaborato si avvale di una serie di dati statistici, relativi
alla patologia considerata, attinenti la Provincia autonoma di Trento e altre regioni
d’Italia (soprattutto nord Italia). In particolare, le fonti numeriche dimostrano come
negli ultimi anni il tasso di mortalità del carcinoma della mammella abbia subito una
decrescita in certe zone piuttosto che in altre e come gli attuali percorsi preventivi
abbiamo diminuito i possibili disagi di questa patologia. Inoltre, la tesi da particolare
attenzione a uno strumento di prevenzione che si è rivelato fondamentale per il tratta-
mento del carcinoma della mammella: lo screening. A riguardo, vengono realizzate delle
analisi costi-benefici nella realtà trentina facendo riferimento al lavoro di Kattlove, dove
vengono stimati i costi e i benefici dello screening mammografico. Dall’analisi si evince
che il programma di screening otterrebbe a dieci anni dall’applicazione un beneficio
annuale di 15,2 vite salvate con un costo stimato di circa 2,5 milioni di dollari. In
conclusione, la tesi vuole sottolineare che in sanità il termine economia non vuol dire
necessariamente utilizzare terapie meno costose, ma piuttosto somministrare la terapia
più appropriata solo a chi ne ha bisogno e solo a chi ne ha beneficio.

PagInE 92

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

100
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.9
TITolo
Le dimensioni della qualità in un servizio di frontiera: le cure palliative a domicilio

ParTEcIPanTI
Giovanni Menegoni, Lorenzo Gasperi, Bruno Laner

InDIcE
1. Le dimensioni della qualità nei servizi sanitari; 2. Le cure palliative a domicilio; 3.
Gli indicatori di qualità nelle cure palliative; 4. L’esperienza di valutazione delle sod-
disfazione dell’utenza e della qualità percepite nel servizio di Trento; 5. Conclusioni;
6. Bibliografia.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene alla verifica della presenza di un alto livello di qualità nel-
l’erogare prestazioni sanitarie di tipo assistenziali. In particolare, viene data valenza al
concetto di qualità percepita, la quale misura il gradimento o il malcontento dell’utenza
di un servizio ricevuto. Nell’elaborato vengono definiti alcuni indicatori di qualità del
servizio sanitario che eroga cure palliative a domicilio utilizzate a livello provinciale:
scheda di valutazione multidimensionale, scheda sanitaria e sociale domiciliare, scheda
di determinazione di Performance status, indice di Karnofsky, centro di ascolto, scheda
di valutazione della qualità dell’assistenza, formazione specifica degli operatori e pro-
grammi di comunicazione ai cittadini. Inoltre, viene descritta un’esperienza che verifica
l’applicazione degli indicatori di qualità in riferimento al Servizio Cure Domiciliari e
Palliative, la quale dimostra un buon grado di soddisfazione da parte dell’utenza per il
servizio erogato. Le criticità si sono trovate nella qualità della comunicazione nell’effi-
cacia nel controllo del sintomi. In conclusione, viene sottolineato che l’aumento della
qualità è subordinato a un’adeguata formazione continua degli operatori sanitari.

PagInE 32

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo e sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: presenti

101
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.10
TITolo
Progetto di attività integrativa fra U.O. di Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria e U.O.
di Prevenzione Ambientale per la messa a norma della strutture produttive a servizio
della pratica di alpeggio sul territorio della Provincia autonoma di Trento

ParTEcIPanTI
Franco Guizzardi, Rodolfo Vittadini, Giovanni B. Turra, Lorenzo Vescovi

InDIcE
1. Introduzione; 2. Premessa; 3. Normativa; 4. Le agenzie e il loro ruolo nel processo
di messa a norma delle strutture di produzione in alpeggio; 5. Valutazione dei costi;
6. Conclusioni; 7. Tabelle; . Bibliografia; 9. Allegati.

aBSTracT
La tesi ha lo scopo di realizzare un piano di attività integrato tra l’U.O. di Igiene Sani-
tà Pubblica Veterinaria e l’U.O. di Prevenzione Ambientale per la messa a norma delle
strutture produttive a servizio della pratica di alpeggio sul territorio della Provincia
Autonoma di Trento. In particolare, vengono proposte un’analisi della situazione attuale,
una sintesi degli interventi necessari e una procedura semplificata. Per inquadrare la
situazione di fatto viene introdotto il concetto di alpeggio nei suoi aspetti antropologici,
eco-ambientali ed economici e normativi. L’individuazione degli interventi considerati
necessari, sia sotto l’aspetto strettamente igienico sanitario e sia sotto l’aspetto socio-
economico, è finalizzata alla programmazione della procedura operativa e alla quanti-
ficazione dei costi. Definito questo, è possibile pensare a una procedura semplificata
che possa raggiungere l’obiettivo attraverso due possibili metodi: l’istituzione di uno
Sportello tecnico che gestisce la maggior parte delle autorizzazioni e nel contempo
rivesta il maggior interesse per la riuscita dell’intervento oppure il consolidamento
del Servizio Veterinario dell’Azienda come unico referente. In conclusione, il piano di
attività integrato consiste in una serie di operazioni dove ciascun agente, indicato
per competenza, concorre a formare un gruppo di lavoro che individua l’istituzione
competente e la fa partecipare agli atti istruiti.

PagInE 52

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale

102
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
TErZa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 3.11
TITolo
L’Evidence Based Prevention applicata al tabagismo nella sanità pubblica trentina

ParTEcIPanTI
Guido Belli

InDIcE
1. Premessa; 2. L’Evidence Based Prevention; 3. L’EBP applicata al tabagismo; 4. Le
dimensioni del problema; 5. Che cosa si fa in Trentino contro il fumo; 6. Che cosa si
potrebbe fare; 7. Aspetti organizzativi; . Considerazioni economiche; 9. Conclusioni;
10. Riferimenti bibliografici.

aBSTracT
Obiettivo della tesi sono alcune riflessioni in merito alle ”evidenze disponibili” nella
letteratura internazionale nel settore della prevenzione (EBP), in particolare nella
prevenzione primaria e in quella secondaria (disassuefazione) dell’abitudine al fumo di
tabacco. Oltre alla ricerca dell’evidence nella letteratura specifica, la studio menziona
le iniziative di promozione della salute basate sull’approccio integrato, intersettoriale
e interdisciplinare, le quale risultano raggiungere i migliori risultati al problema del
tabagismo. Infatti, il controllo del fenomeno del tabagismo è possibile attraverso un
servizio sanitario pubblico che promuova e tuteli la salute dei cittadini utilizzando lo
strumento della pianificazione strategica (PSR-PSP), un’Azienda Sanitaria che individui
una struttura organizzativa all’interno del Dipartimento Prevenzione, un’integrazione di
attività di tipo epidemiologico (tramite l’OE aziendale ed eventuali referenti distrettuali)
con attività preventive specifiche, una creazione di una rete di collaborazione con i MMG
e una formazione di un team di persone motivate (non solo personale sanitario).

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: Percorsi clinici diagnostici-terapeutici
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: un componente e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

103
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.1
TITolo
Monitorare e prevenire gli errori nella terapia farmacologia: standard di qualità e risk
management

ParTEcIPanTI
M. Grazia Allegretti, Silvia Caramatti, Luca Fabbri, Giuliano Mariotti

InDIcE
1. Il rischio clinico; 2. Nascita del risk management: conoscerlo, prevenire e gestire
il rischio clinico; 3. Linee guida per la prevenzione degli errori di terapia; 4. Tipi di
errori di terapia; 5. Consigli per prevenire gli errori di terapia; 6. Monitoraggio e ge-
stione degli errori di terapia; 7. Ipotesi di applicazione e sviluppo del rischio clinico;
. Bibliografia; 9. Allegato A; 10. Allegato B.

aBSTracT
La tesi affronta il tema del rischio clinico descrivendo le tecniche di individuazione
degli eventi avversi al fine di individuare i punti deboli della catena delle cure. Si fa
riferimento, soprattutto, alle cause di errori prevedibili nella somministrazione dei
farmaci. A riguardo, vengono definite alcune linee guida per la prevenzione degli errori
in terapia farmacologia al fine di raggiungere risultati terapeutici tali da realizzare un
miglioramento della qualità di vita del paziente mantenendo minimi i rischi. Infine, viene
proposta un’ipotesi di applicazione e sviluppo del rischio clinico nell’APPS che prevede
l’implementazione di alcune fasi (scelta della terapia, degli standard qualitativi, delle
responsabilità, raccolta dei dati sperimentali e confronto con gli standard…) presso
le U.O. di Chirurgia, Pediatria del Presidio Ospedaliero di Rovereto, la U.O. di Medicina
Interna del Presidio Ospedaliero di Arco e la U.O. di Patologia Neonatale del Presidio
Ospedaliero di S.Chiara di Trento.

PagInE 56

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: risk management
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

104
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.2
TITolo
Ipotesi di rilancio degli ospedali periferici della Provincia autonoma di Trento e loro
autonomizzazione nell’ottica del “Country Hospital” in relazione al territorio dell’azienda
sanitaria

ParTEcIPanTI
Alberto Valli, Pierantonio Scappini, Ferruccio Benedetti

InDIcE
1. Introduzione; 2. Il servizio sanitario del Trentino; 3. Gli sviluppi futuri; 4. La rete
ospedaliera trentina; 6. Programmazione edilizia; 7. Le condizioni generali di salute;
. Dalla rete ospedaliera agli ospedali in rete; 9. Gli effetti della riorganizzazione fun-
zionale della rete; 10. Il modello organizzativo; 11. Il ruolo delle nuove tecnologie;
12. L’ospedale di comunità; 13. Le nuove prospettive; 14. Proposta generale; 15. La
riorganizzazione dell’ospedale di periferia; 16. Conclusioni.

aBSTracT
La tesi chiarisce le funzioni e i ruoli degli ospedali periferici, attualmente ritenuti più
fonti di spesa che veri promotori della salute. Per questo motivo si revisiona l’assetto
organizzativo delle strutture ospedaliere della PAT attraverso la ridefinizione della re-
sponsabilità. A seguito di una descrizione generale del Sistema Sanitario trentino, si
presenta un possibile cambiamento del modello attuale, che valorizza alcuni aspetti:
la medicina di comunità per coinvolgere e integrare tutte le professionalità sanitarie
del Distretto, l’ospedale comunità dove il medico di Medicina Generale gestisce iter
terapeutici utilizzando una parte di struttura ospedaliera dedicata, la chirurgia mini-
invasiva attraverso le strutture di Day Hospital e Day Surgery, strutture di degenza
breve e lungodegenza, attività di medicina riabilitativa e criteri di accreditamento
integrazione socio-sanitaria. Verrebbero potenziati i sistemi di urgenza ed emergenza
con riferimento al Pronto Soccorso, all’assistenza al parto, alla chirurgia d’urgenza, alla
degenza ordinaria e di Day Hospital. L’implementazione del modello proposto potrebbe
risultare complicata per la scarsa l’abitudine alla collaborazione per il raggiungimento
obiettivi specifici.

PagInE 90

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo/propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

105
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.3
TITolo
Benchmarking su gruppi di prestazioni di laboratorio

ParTEcIPanTI
Iole Caola, Nello Bergamo, Enzo Polla

InDIcE
1. Introduzione; 2. Quadro teorico; 3. Metodologia; 4. Risultati; 5. Conclusioni; 6.
Glossario; 7. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi ha lo scopo di definire le modalità di rilevamento dei costi per gruppi di presta-
zioni di laboratorio al fine di disporre di informazioni utili nei processi di consolidamento
in atto nei laboratori. La tesi, inizialmente, definisce il quadro teorico e normativo di
riferimento dell’APPS, dove vengono richiamati il controllo di gestione e il concetto,
le tipologie e i metodi di rilevamento di costo. In seguito, al fine di individuare degli
indicatori gestionali delle prestazioni dei Laboratori di patologia clinica, viene definito
un processo articolato in varie fasi: definizione piano dei centri di risultato, rilevazione
dei dati di spesa delle risorse ed elaborazione di report relativi, realizzazione del piano
dei driver, individuazione della attività, costruzione degli indicatori di costo, elabora-
zione dei report di costo per centri di risultato, calcolo degli indicatori di riferimento e
determinazione degli indicatori di confronto. Il sistema adottato per la determinazione
dei costi delle prestazioni di laboratorio soddisfa le esigenze richieste: in particolare,
i risultati che si ottengono dall’elaborazione dei dati sono caratterizzati da un forte
potenziale informativo, in quanto per ogni prestazione si hanno a disposizione più
indicatori di confronto, ovvero: i margini di contribuzione, il significato economico e gli
indicatori di sostenibilità. Infine, le valutazioni di questi risultati potrebbero guidare
le scelte dei decisori aziendali sull’opportunità di consolidamento di attività all’interno
del Dipartimento di laboratorio.

PagInE 53

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi dei costi
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

106
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.4
TITolo
Gestione del paziente con dolore toracico acuto non traumatico dall’esordio del sintomo
all’eventuale ospedalizzazione

ParTEcIPanTI
Roberto Bettini, Giorgio De Vigili, Eugenio Gabardi, Marino Migazzi, Emanuela Toffalori,
Alberto Zini

InDIcE
1. Introduzione; 2. Gli elementi caratterizzanti la qualità dell’assistenza sanitaria; 3.
Epidemiologia della sindrome coronarica acuta; 4. Presentazione clinica della sindrome
coronaria acuta; 5. Il percorso assistenziale del paziente con dolore toracico acuto e
sindrome coronaria acuta; 6. Le aree di miglioramento del processi assistenziale secondo
la letteratura; 7. L’assistenza ai pazienti con DTA nell’ambito delle Provincia di Trento;
. Iniziative per il miglioramento dell’assistenza ai pazienti con dolore toracico acuto;
9. Conclusioni; 10. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si pone l'obiettivo di analizzare accuratamente il Dolore Toracico Acuto non
Traumatico (DTA) sotto i profili clinico, assistenziale e organizzativo al fine di individuare
possibili linee guida per migliorare la qualità assistenziale. In particolare, viene proposto
un percorso di valutazione e miglioramento della qualità assistenziale sanitaria per i
residenti nella Provincia di Trento affetti da DTA che permetta di verificare: il livello di
adeguatezza del modello assistenziale esistente e l'eventuale necessità di implemen-
tare programmi di miglioramento della qualità delle prestazioni e dell'organizzazione.
Analizzando i percorsi assistenziali relativi ai pazienti affetti da DTA nella Provincia di
Trento vengono individuati alcuni elementi critici: la difficoltà organizzativa, difformità
della indicazioni terapeutiche proposte dagli studi condotti, valutazioni discordanti per
quanto riguarda un'effettiva efficacia degli studi condotti, possibili controindicazioni
importanti e costi elevati. Al fine di dare una risposta a queste problematiche, infine,
si sottolinea come l'acquisizione preliminare di conoscenza terapeutiche specifiche
relative alle diverse opportunità terapeutiche sia necessaria per il miglioramento dei
livelli organizzativo ed economico (versante dei costi).

PagInE 2

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

107
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.5
TITolo
Progetto di sviluppo di nuove metodiche di interventistica endovascolare. Struttura
integrata chirurgico-radiologica

ParTEcIPanTI
Filippo Sogaro, Mauro Recla, Marco Bezza

InDIcE
1. Introduzione; 2. Analisi dell’impatto economico; 3. Sistemi di verifica; 4. Valutazione
di budget? (Il budget delle innovazioni); 5. Conclusioni; 6. Bibliografia.

aBSTracT
La raggiunta maturità delle procedure, degli operatori e l’attitudine al confronto e al
lavoro di equipe costituiscono il patrimonio professionale radiologico e chirurgico su
cui costruire un progetto di allargamento delle attività alle nuove procedure emergenti
nel campo dell’interventistica radiologica endovascolare. In particolare, la tesi vuole
realizzare un progetto di implementazione, nell’APPS, di due nuove procedure di inter-
ventistica endovascolare, quali: endostenting aortico e PTA/Stenting carotideo. Tutto
ciò al fine di assicurare ai residenti nel territorio della Provincia la possibilità di fruire
di nuove scelte terapeutiche nel campo della patologia vascolare aortica carotidea.
L’implementazione effettiva di queste due procedure porterebbe un aumento dell’offerta
delle opzioni terapeutiche per i residenti.

PagInE 37

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

10
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.6
TITolo
Aspetti organizzativi e gestionali delle batteriemie: percorso diagnostico-clinico per la
razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse e il miglioramento della qualità

ParTEcIPanTI
Palma Delle Foglie, Anna Rossella Sartori, Paolo Sterzi

InDIcE
1. Introduzione; 2. Le batteriemie – Inquadramento clinico; 3. Impatto economico; 4.
L'emocoltura; 5. Prevenzione delle infezioni antibiotico-resistenti; 6. Obiettivo della
tesi; 7. Razionale; . Materiali e metodi; 9. Risultati; 10. Discussione; 11. Conclusioni;
12. Bibliografia.

aBSTracT
Obiettivo della tesi è la valutazione degli aspetti organizzativi e gestionali relativi al
trattamento delle batteremie nell'Ospedale S.Chiara di Trento. In particolare, vengono
analizzati gli aspetti critici di una terapia antibiotica per la quale viene proposto, di
seguito, un percorso diagnostico-terapeutico-clinico integrato tra varie figure profes-
sionali al fine di contenere i costi per farmaco e di contenere la formazione di ceppi
batterici antibiotico-resistenti. La ricerca viene avviata nel laboratorio di Microbiologia
dell'Ospedale S.Chiara di Trento con lo scopo di rilevare una stima delle batteremie
registrate nel 2002; inoltre, viene verificato il numero di pazienti, il reparto di degenza
e il periodo di ricovero. In seguito, viene realizzata una analisi Cost Minimization, la
quale svela che agendo sulla variabile farmaco è possibile contenere i costi ottimiz-
zando l'utilizzo delle risorse disponibili. Infine, l'integrazione tra Direzione Sanitaria,
Laboratorio di Microbiologia, Reparto di Malattie Infettive, Farmacia Ospedaliera e
Laboratorio per la determinazione della TDM per gli antibiotici dosabili può contribuire
ulteriormente a un più razionale utilizzo delle risorse.

PagInE 31

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorso diagnostici e terapeutici (assistenziali e clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

109
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.7
TITolo
Logiche e strumenti di governo nel dipartimento di psichiatria

ParTEcIPanTI
Giacomo Di Marco, Alfredo Vivaldelli

InDIcE
1. Introduzione La legislativa nazionale sui dipartimenti; 2. L’organizzazione diparti-
mentale dell’assistenza psichiatrica; 3. La normativa provinciale riguardo al Diparti-
mento di Psichiatria; 4. Logiche di governo del Dipartimento di Psichiatria dell’APSS
di Trento; 5. Quale convivenza tra Dipartimento di Psichiatria e Distretto Sanitario?;
6. Conclusioni; 7. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi descrive il funzionamento dell'assetto organizzativo del dipartimento ospeda-
liero, visto come soluzione che concilia i bisogni di specializzazione e integrazione del
comparto sanitario. In particolare, vengono sottolineate le problematiche che questo
tipo di organizzazione può creare, facendo riferimento, soprattutto, al reparto psi-
chiatrico. In un primo momento, viene descritto un exscursus normativo che concerne
l'evoluzione del costrutto dipartimentale e, in seguito, viene descritta l'applicazione
di quest'ultimo in campo psichiatrico nazionale e provinciale. Per quanto riguarda
l'esperienza della Provincia di Trento viene privilegiato il rapporto tra due strumenti
integrativi: il Distretto Sanitario e il Dipartimento di Psichiatria. Dalla ricerca emerge
come l'utilizzo di strumenti di integrazione favorisca il superamento della frammenta-
zione e della dispersività in tanti soggetti, attraverso la creazione di una struttura di
integrazione e di coordinamento che, garantendo le autonomie delle discipline, realizzi
un collegamento più funzionale tra le varie strutture e possa funzionare come centro
propulsivo per programmi trasversali.

PagInE 61

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: comunicazione/organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: presenti

110
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.8
TITolo
Le strutture organizzative di psicologia come modello di programmazione, erogazione
e verifica delle attività psicologiche nel servizio sanitario nazionale

ParTEcIPanTI
Lucia Gatti, Giuseppe Vivaldelli, Francesco Reitano

InDIcE
1. Introduzione; 2. La Psicologia gli Psicologi e il Servizio Sanitario Nazionale; 3.
Le Strutture Organizzative Complesse di Psicologia nel SSN; 4. Una panoramica delle
Strutture Organizzative Complesse (SOC) di Psicologia nel SSN; 5. L’organizzazione
delle Strutture Organizzative Complesse di Psicologia nel SSN; 6. L’Assistenza Psicolo-
gica; 7. I Risultati delle SOC di Psicologia; . Le Strutture Organizzative Complesse di
Psicologia e l’Efficienza; 9. Gli Indicatori di Accesso, Processo e Esito delle Strutture
Complesse di Psicologia; 10. Le Strutture Organizzative Complesse di Psicologia e
la Valutazione di Efficacia; 11. La Valutazione dell’Effectiveness della Psicoterapia;
12. La Valutazione della Psicoterapia: i Metodi; 13. Il Disegno e le Tecniche di Va-
lutazione; 14. I Risultati della Valutazione di Efficacia; 15. Alcune Evidenze di Effi-
cienza/Efficacia degli Interventi Psicologici; 16. Lista di Controllo (Check List) per
Strutture Organizzative Complesse di Psicologia; 17. I Livelli Essenziali di Assistenza
Psicologica in Ambito Territoriale e Ospedaliero; 1. L’Esperienza Trentina delle Unità
Operative (SOC) di Psicologia; 19. Il Dipartimento funzionale per le attività Psicolo-
giche Territoriali e Ospedaliere.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene alla presentazione di un modello di strutturazione dei
Servizi di Psicologia nella logica delle aziende sanitarie, e in particolare dell’Azienda
Sanitaria della Provincia di Trento. In una prima parte viene definito un excursus storico
della posizione dello psicologo nel Servizio Sanitario corredato da un censimento delle
Strutture Organizzative Complesse (SOC) di Psicologia a livello nazionale effettuato
dalla SIPSOT (Società Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali). Di
seguito, vengono presentate le strutture complesse di Psicologia, illustrate le attività
specifiche e gli aspetti prettamente organizzativi con i quali si dimostra come l’organiz-
zazione autonoma consenta di ottimizzare le modalità di erogazione delle prestazioni
e razionalizzare le risorse senza comportare aggravi di spesa. Viene data particolare
valenza alla valutazione di efficacia di esito, così come viene attuata nei servizi
autonomi di Psicologia, la quale consente di introdurre il tema del miglioramento
continuo della qualità professionale. Il lavoro conclude con la proposta di un modello
organizzativo dipartimentale delle attività psicologiche ospedaliere e territoriali. L’im-
plementazione del modello dipartimentale dovrebbe principalmente saper rispondere
a criteri di coordinamento e indirizzo delle attività psicologiche ospedaliere e territo-
riali, nonché di audit clinico e organizzativo. Il compito essenziale del dipartimento
dovrebbe quindi essere di verifica dei processi contenuti all’interno delle strutture

111
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.8
organizzative che erogano attività psicologiche e, trasversalmente, di affiancamento
alle altre strutture dipartimentali funzionali a cui afferiscono funzioni psicologiche.

PagInE 106

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

112
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.9
TITolo
Monitoraggio dei pazienti in Terapia Anticoagulante Orale (TAO): progetto di integra-
zione ospedale-territorio nel Comprensorio Trento Valle dei Laghi

ParTEcIPanTI
Claudio Lorenz, Gina Rossetti

InDIcE
1. Premessa; 2. Introduzione; 3. Quantificazione della popolazione in terapia; 4. Tipo-
logia di monitoraggio del paziente in TAO; 5. Analisi dei costi per il monitoraggio di
laboratorio; 6. Aggiustamento del dosaggio dell’anticoagulante; 7. La situazione attuale;
. Progetto; 9. Analisi economica del progetto; 10. Costi quantificabili; 11. Risparmi
attesi; 12. Conclusioni; 13. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si focalizza sulla la Terapia Anticoagulante Orale (TAO) descrivendo le sue due
modalità di applicazione: percorso terapeutico monitorato da un Centro Specializzato,
oppure un percorso terapeutico autogestito con la collaborazione del medico di Medi-
cina Generale. In particolare, l'obiettivo concerne la realizzazione di un'integrazione
di queste due offerte terapeutiche al fine di garantire l'omogeneità del trattamento dei
pazienti realizzando, contemporaneamente, anche un risparmio di risorse economiche e
sociali, cercando di contenere gli avvenimenti avversi della terapia (episodi trombotici,
complicanze emorragiche, riduzione oneri sociali per l'utente). In concreto, viene pro-
posto un progetto che prevede la centralizzazione del monitoraggio della terapia con
gestione periferica del paziente attraverso in collegamento via intranet o via internet,
che permette di seguire i pazienti con la medesima gestione operativa applicata al
Centro. Per realizzare il progetto bisogna disporre di un sistema software dedicato in cui
fare confluire tutte le informazioni cliniche, dispositivi portatili (potc) per il controllo
decentrato dei pazienti e implementare attività formative e di aggiornamento conti-
nuo per tutti gli operatori coinvolti. La concreta realizzazione del progetto porterebbe
risparmi di risorse e una gestione dei pazienti sicuramente più efficace e sicura.

PagInE 44

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: diagnostica e terapia clinica
AMBITO DI RIFERIMENTO:assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: innovativo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

113
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.10
TITolo
Progetto di miglioramento organizzativo per una maggiore integrazione tra la rete dei
Medici di Medicina Generale (MMG) e i servizi ambulatoriali specialistici di Dermatologia
e Geriatria/Diabetologia dell’ospedale di Rovereto

ParTEcIPanTI
Franco Scardigli, Alessandro Pitteri

InDIcE
1. Introduzione; 2. Progetto di miglioramento organizzativo del Servizio di Dermatologia;
3. Aree di criticità nella definizione delle priorità di accesso ai servizi ambulatoriali
dermatologici; 4. Proposte di miglioramento organizzativo; 5. Progetto di miglioramento
organizzativo del Servizio di Diabetologia; 6. Aree di criticità tra i Medici di Medicina
Generale e il Servizio di Diabetologia; 7. Proposta di miglioramento organizzativo e di
“High Quality Care “ per rendere più efficace ed efficiente il filtro di 1° livello per la
gestione del paziente diabetico; . Bibliografia.

aBSTracT
La tesi è articolata in due parti relative alla realizzazione di due progetti di miglioramento
organizzativo del Sevizio di Dermatologia e del Servizio di Diabetologia. Per entrambi
i Servizi vengono definite le aree critiche e, di seguito, vengono descritte le proposte
di miglioramento organizzativo e di High Quality Care al fine di rendere più efficace il
filtro di primo livello per queste due patologie. Inoltre, si vogliono raggiungere benefici
economici derivanti dall’implementazione di nuove tecniche di comunicazione on –line
e di telemedicina. Gli strumenti operativi utilizzati per la realizzazione dei due progetti
sono: un progetto di audit con i MMG per la ridefinizione di alcuni percorsi clinici dia-
gnostico assistenziali per i quali emergono valutazioni disomogenee, la formulazione
di sistemi operativi per riorientare comportamenti verso obiettivi di appropriatezza
clinica e una consulenza on line e/o telematica tra MMG e MSO. Dalle analisi si evince
che questi progetti, per essere attuati, necessitano di una accettazione della Direzione
Sanitaria e, in contemporanea, di una accettazione da parte dei MMG.

PagInE 40

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

114
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUarTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 4.11
TITolo
Istituzione di un Servizio centralizzato per la preparazione delle terapie antiblastiche
presso l’U.O. di Farmacia dell’Ospedale di Trento: analisi dell’impatto dell’intervento
sulla organizzazione della Struttura Semplice del D.H di Ematologia

ParTEcIPanTI
Paolo Vivaldi, Giorgio Temporin

InDIcE
1. Obiettivo; 2. Premessa; 3. Analisi dell’organizzazione del servizio (ante intervento);
4. Contesto normativo; 5. Analisi della situazione logistica e strutturale; 6. Strumenti
e metodi; 7. Risultati; . Discussione; 9. Conclusioni; 10. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si pone l'obiettivo di valutare l'impatto di un nuovo sistema organizzativo,
determinato dalla riforma del comparto sanitario, volto a modificare le modalità di
erogazione di una prestazione sanitaria ad alata criticità, quella del Day Hospital di
Ematologia. Inoltre, viene proposto un progetto di intervento che prevede l'integrazione
tra più centri di attività all'interno del nostro ospedale e/o presso gli ospedali periferici
territoriali al fine di creare un unico centro per le terapie antibalistiche. Il lavoro viene
suddiviso in diversi momenti: vengono descritti il tipo di percorso che viene adottato
(stesura progetto, incontro con interlocutori interessati, analisi della struttura orga-
nizzativa...), i modelli organizzativi preesisitenti, le criticità, le interazioni tra diverse
UU.OO. e le analisi dei dati pre e post intervento. La ricerca ha raggiunto risultati sicu-
ramente soddisfacenti, soprattutto grazie alla revisione del sistema organizzativo che
ha generato: il mantenimento del livello prestazionale specifico, il miglioramento del
livello organizzavo interno con una riorganizzazione fortemente orientata alla centralità
del paziente, l'adeguamento alla normativa vigente, un abbassamento del numero di
lavoratori esposti a rischio di sostanze cancerogene e una probabile riduzione dei costi
derivanti dalla preparazione di terapie antibalistiche.

PagInE 41

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

115
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.1
TITolo
Assistenza integrata al paziente con bisogni complessi. Qualità verso economicità

ParTEcIPanTI
Maurizio Agostini, Giuseppe Disnan

InDIcE
1. Introduzione; 2. Il paziente complesso: una definizione; 3. La qualità nelle organizza-
zioni; 4. Anna O: percorsi clinici nell’organizzazione; 5. Alcune proposte organizzative;
6. Conclusioni; 7. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi pone al centro dell'attenzione il paziente come soggetto portatore di problemi
complessi, che meritano particolare attenzione da parte delle strutture sanitarie. Attra-
verso l'analisi di casi ipotetici, vengono discusse una serie di situazioni in cui un paziente
può ritrovarsi al fine di evidenziare le criticità del sevizio sanitario offerto proponendo
anche dei correttivi volti a razionalizzare gli interventi riducendo la spreco di risorse. In
un primo momento, viene descritto il paziente che si trova in diverse situazioni cliniche:
diagnosi, percorsi terapeutici, degenza ospedaliera, criticità dell’organizzazione…ecc.
Di seguito vengono descritte le strutture sanitarie di supporto all'erogazione dei ser-
vizi sanitari, con particolare riferimento al livello di qualità erogato e alle criticità.
Evidenziando gli aspetti positivi e negativi delle prestazioni sanitarie erogate e delle
strutture sanitarie preposte all'erogazione di questi ultimi, vengono elaborate alcune
proposte organizzative. La prima concerne la realizzazione di un protocollo di intesa
tra operatori e servizi indirizzato a realizzare un'efficace pianificazione e controllo
delle procedure delle prestazioni sanitarie erogate. La seconda riguarda il superamento
della logica di pronto soccorso come unica possibilità di accesso all'ospedale, facendo
così più spazio alla possibilità di disporre di ricoveri programmati. La terza è relativa
alla formazione continua del personale sanitario orientata a promuovere l'attenzione
all'approccio integrato al paziente. Infine, la quarta è volta a promuovere il concetto
di economicità al fine di garantire servizi adeguati e interventi raggiungibili e fruibili
da tutti i cittadini in una logica di ottimizzazione dell'impiego delle risorse.

PagInE 4

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento/organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo/descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale internazionale
CITAZIONI: presenti

116
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.2
TITolo
Analisi della mobilità passiva relativa all’ortopedia in Provincia di Trento

ParTEcIPanTI
Ettore Demattè, Giorgio Bianchini, Luciano Bertoldi, Daniela Aldovini

InDIcE
1. Introduzione; 2. Definizione di mobilità sanitaria; 3. Scopo del lavoro; 4. Gli aspetti
normativi; 5. Analisi delle mobilità passiva in Ortopedia nell’ambito provinciale; 6. Gli
interventi collettivi; 7. Conclusioni; . Bibliografia.

aBSTracT
Uno punti principali che riguarda la riforma del sistema sanitario è la mobilità sanitaria,
cioè l'usufruire di prestazioni sanitarie in una regione o Provincia Autonoma diversa da
quella di residenza. La tesi si focalizza sull'analisi della mobilità passiva (emigrazioni di
residenti verso strutture sanitarie extraregionali o extraproviciali), relativa all'ortopedia
della Provincia di Trento, confrontando i dati con altre realtà e valutandone i possibili
correttivi. La mobilità è un problema di notevole rilevanza per la sanità trentina per
gli elevati costi correlati in continuo aumento. A fronte di ciò, viene realizzata un'ana-
lisi dei costi dei DGR più rilevanti: l'ipotesi di costo globale è stata confrontata con
gli importi corrisposti ad altre regioni del 2002 per la compensazione della mobilità.
Le difficoltà si sono riscontrate nel controllo dei costi indiretti, che non dipendono
dall'organizzazione dei reparti ortopedici. Oltre ai costi, la mobilità passiva risulta
insufficiente dal punto di vista dell'impiego di risorse umane. Dall'analisi dei costi
ne emerge la convenienza economica nel potenziare il Sistema ortopedico trentino,
rispetto alle ipotesi di esternalizzazione verso altre Regioni dell'attività di ricovero in
reparti ortopedici.

PagInE 50

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale/analisi dei costi
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

117
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.3
TITolo
Organizzare il trattamento di patologie croniche ad alta rilevanza sociale ed economica: il
caso di insufficienza renale cronica e delle malattie reumatiche. Ambulatorio dedicato per
il trapianto renale e per l’artrite reumatoide: fattibilità di un ambulatorio integrato per
i LES. Il bambino con malattia cronica severa: un’esperienza di attivazione di assistenza
domiciliare e integrata
ParTEcIPanTI
Cristina Andreotti, Giuseppe Paolazzi, Ermanno Baldo
InDIcE
Parte prima – AMBULATORIO PER IL TRAPIANTO RENALE: 1. Capitolo I; 2. Capitolo II. Parte
Seconda – AMBULATORIO LES: 1. Introduzione; 2. Obiettivo della tesi. PROTOCOLLO ARTRITE
REUMATOIDE: 3. Introduzione; 4. Artrite precoce; 5. Approccio attuale al trattamento; 6. Il
piano terapeutico; 7. Proposte attuattive; . Conclusioni; 9. Bibliografia; 10. Tabelle. Parte
terza – 1. Introduzione; 2. L’assistenza domiciliare integrata; 3. Un’esperienza di attivazione di
assistenza domiciliare intergrata nel Distretto della Vallagarina; 4. Conclusioni; 5. Bibliografia.
aBSTracT
La tesi analizza le possibili modalità organizzative di tre patologie ad alta rilevanza sociale
ed economica: l’insufficienza renale cronica, le malattie reumatiche e il bambino con ma-
lattia cronica severa. Per quanto riguarda l’insufficienza renale cronica, la tesi valuta la pro-
duttività sociale ed economica di un ambulatorio dedicato per il trapianto renale all’interno
della U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’APPS della Provincia di Trento attraverso un’analisi
di costo/risultato. Dall’analisi dei costi risulta che l’ambulatorio è in grado di generare
un consistente risparmio di risorse garantendo un buon livello di prestazioni sanitarie
erogate. Per le malattie reumatiche viene verificata la fattibilità della realizzazione di un
ambulatorio dedicato per il LES, il quale viene confrontato con un protocollo assistenziale
integrato per l’Artrite Reumatoide. Dallo studio emerge che l’attuale organizzazione della
Reumatologia non può rendere agevole l’introduzione di ambulatori dedicati. Occorrerebbe
un’organizzazione maggiormente integrata tra le figure professionali coinvolte. L’ambulato-
rio dedicato garantisce una specializzazione maggiore del medico che lavora nel contesto
di una patologia. Infine, per quanto riguarda il bambino con malattia cronica severa, viene
descritta un’esperienza di attivazione di assistenza domiciliare integrata (ADI) che riguarda
un soggetto affetto da Amiotrofia spinale tipo 1. In particolare, viene considerato un caso
reale al quale viene applicato un percorso ADI: da un lato si rileva una migliore gestione
dei problemi respiratori, dall’altro si manifesta il problema della sopravvivenza legata
all’uso di una strumentazione e di un impegno assistenziale multiprofessionale complesso.
PagInE 63
claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliara
TIPO DI LAVORO:descrittivo/propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

11
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.4
TITolo
Valutare i medici: missione (im)possibile? Teoria e prassi nell’esperienza dell’Azienda
Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento

ParTEcIPanTI
Enrico Baldantoni, Cesare Grandi, Giovanni M. Guarrera, Amelia Marzano, Marco Scillieri

InDIcE
1. Introduzione; 2. La valutazione dei medici: la teoria; 3. La valutazione dei medici: il
contesto; 4. L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari; 5. L’APSS e il modello EFQM; 6. Il
processo di valutazione dei medici: la pratica; 7. Il processo di valutazione dei medici: i
cinque interrogativi; . Valutazione delle valutazione; 9. Conclusioni di carattere generale;
10. Allegati; 11. Bibliografia.

aBSTracT
Dopo aver delineato le caratteristiche dei sistemi di valutazione del personale e in par-
ticolare i sistemi di valutazione dei dirigenti medici il lavoro si focalizza sul processo
di valutazione della dirigenza medica che qualifica l’esperienza dell’APSS di Trento. Di
quest’ultimo, inserito nel più generale contesto dell’approccio EFQM, si descrivono analiti-
camente le metodologie e gli strumenti operativi concretamente implementati in azienda.
La parte centrale del lavoro analizza i risultati ottenuti in azienda a seguito del processo
di valutazione con tre principali obiettivi: a) analizzare quantitativamente la varietà di
utilizzo della scala di valutazione, b) valutare la percezione del processo di valutazione
da parte dei valutatori di prima istanza e da parte dei valutati, c) valutazione del costo
opportunità del processo di valutazione. Nelle conclusioni vengono presentati i risultati
della ricerca svolta che evidenziano i punti di forza e le criticità del processo valutativo
e si delineano possibili linee di sviluppo future.

PagInE 52

claSSIFIcaZIonE
MATERIA organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

119
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.5
TITolo
Analisi economico sociale e proposta di un percorso diagnostico terapeutico integrato
(P.S. Urologia) nella gestione colico renouterale per calcolosi

ParTEcIPanTI
Giampaolo Berlanda, Gianluigi Failoni, Alessandro Reich, Maria Rita Rossi

InDIcE
1. Introduzione; 2. Eziologia; 3. Sintomatologia; 4. Obiettivi; 5. Materiale e Metodi; 6.
Percorso attuale; 7. Paziente in Urologia; . Accertamenti diagnostici e terapeutici nel
paziente con colica renale; 9. Analisi dei costi; 10. Analisi e costi standard per singolo
paziente; 11. Proposte migliorative; 12. Considerazioni conclusive.

aBSTracT
La tesi si pone l'obiettivo di analizzare, sotto il profilo clinico e gestionale, le proble-
matiche sanitarie legate alla colica renale al fine di sperimentare possibili percorsi di
miglioramento qualitativo-assistenziale. A riguardo, vengono presi in considerazione i
pazienti visitati nel pronto soccorso S.Chiara nell'anno 2003. In relazione a ciò, viene
descritto il percorso clinico di un paziente e vengono rilevati i costi per ogni singola
prestazione sanitaria (costo personale medico, infermieristico, personale ausiliario,
visita specialistica). Dall'analisi emergono alcune proposte di integrazione: per esempio
sarebbe opportuno realizzare l'esame ecografico presso l'urologo, invece di eseguirlo nel
reparto di radiologia; inoltre, si potrebbe inviare il paziente in consulenza urologica di-
rettamente dal triage qualora si manifesti l'urgenza di una visita specialistica in suddetto
reparto; infine, si potrebbe dimettere il paziente direttamente dal Pronto Soccorso con
il successivo accesso alla visita specialistica urologica ambulatoriale programmata con
RAO. Oltre al contenimento dei costi indiretti e dei tempi, queste tre proposte avrebbero
un riscontro positivo per quanto riguarda la soddisfazione dell'utente. Affinché vengano
realizzati i correttivi volti al miglioramento delle prestazioni del servizio urologico, è
necessario una efficace formazione del personale sanitario coinvolto.

PagInE 29

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: presenti

120
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.6
TITolo
La valutazione costi/benefici della vaccinazione antipneumococco 23V nella popolazione
trentina di età superiore ai 65 anni

ParTEcIPanTI
Valter Carraro, Angelo Giovanazzi, Roberto Pancheri, Franco Fasoli

InDIcE
1. Obiettivi e premessa metodologica; 2. La malattia e la vaccinazione; 3. Materiali e
metodi; 4. Risultati; 5. Conclusioni; 6. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi propone un'analisi costi-benefici dell'introduzione di una vaccinazione per
la prevenzione di patologie da Streptococcus Pneumoniae nella popolazione della
Provincia autonoma di Trento con età superiore ai sessantacinque anni. In un primo
momento vengono esposti i dati riguardanti le patologie più rilevanti dal punto di vista
pragnostico e delle spese sanitarie derivanti dalle infezioni di pneumococco e i dati
di ospedalizzazione per polmonite a livello provinciale. Per tutti i dati rappresentati
viene realizzata un'analisi dei costi e un'analisi dei costi-benefici relativi all'introdu-
zione del nuovo tipo di vaccinazione. La valutazione è riferita a un periodo di sei anni
dall'introduzione del programma di vaccinazione (VA) ed è strutturata in quattro parti:
stima dei casi ospedalizzati in assenza di VA, stima dei costi per la VA, stima dei costi
per ospedalizzazione per anno evitati con la VA e raffronto dei costi ospedalieri evitati
con i costi della VA. I risultati dell'analisi possono affermare che inizialmente l'introdu-
zione del nuovo vaccino comporterebbe un rilevante carico di spesa, alla quale, però,
farebbero seguito risultati positivi in termini di salute e di vantaggi economici. Infatti
l'analisi dimostra come i costi sanitari dovuti ai soli ricoveri ospedalieri giustifichino
l'introduzione della vaccinazione; inoltre, è del tutto plausibile che l'intervento vaccinale
ridurrà anche il numero dei casi di polmonite non ospedalizzati con un conseguente
abbattimento dei costi sanitari legati a visite mediche e terapie condotte a livello
domiciliare e in strutture sanitarie o assistenziali non ospedaliere.

PagInE 34

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi costi-benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo/sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

121
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.7
TITolo
Profili di valutazione preparatoria. Aspetti clinici e organizzativi per una razionale
utilizzazione delle risorse

ParTEcIPanTI
Vincenzo Cutrupi, A. Giulio Castellani, Costantino Dilberis, Marco Rigamonti

InDIcE
1. Introduzione; 2. Stato dell’arte dei profili di valutazione preparatoria; 3. Elaborazione;
4. Conclusioni; 5. Tavole e figure; 6. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi propone uno schema organizzativo che possa consentire una maggiore efficienza
nella gestione di alcune importanti patologie al fine di snellire la valutazione preope-
ratoria razionalizzando l'utilizzo delle risorse. In primo luogo, il progetto si prefigge di
elaborare una proposta di richiesta di base del pannello delle indagini di valutazione
preoperatoria che mira a eliminare le richieste di parametri superflui al fine di ottenere
un contenimento della spesa sostenuta senza compromettere la sicurezza dei pazienti.
Questo viene realizzato consultando il materiale presente nella letteratura e realizzan-
do un confronto fra figure professionali diverse coinvolte nella valutazione del rischio
operatorio. In seguito, viene esposto lo schema organizzativo e di coordinamento tra
le Unità Operative e i Servizi coinvolti che vuole soddisfare le richieste dell'utenza e di
ottimizzare i flussi di lavoro della valutazione preoperatoria. Sono previste quattro fasi
per la realizzazione del progetto: pianificazione, applicazione sperimentale, verifica e
applicazione formale. Dalla ricerca risulta che l'adozione di questo profilo properatorio
comporterebbe una consistente riduzione delle prestazioni da effettuare con ricadute
positive in termini di spesa, termini organizzativi e carichi di lavoro.

PagInE 36

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO descrittivo-propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale

122
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.8
TITolo
Linee guida organizzative sul trattamento della patologia erniaria in Day Surgery nel-
l’ambito aziendale

ParTEcIPanTI
Daniela Cazzolli, Nino Natale

InDIcE
Parte prima – 1. Premessa; 2. Introduzione; 3. Aspetti organizzativi generali; 4. Van-
taggi della Day Surgery; 5. La qualità della prestazione in Day Surgery; 6. Metodo di
valutazione; 7. La Day Surgery nell’APT; . L’indicazione alla Day Surgery. Parte secon-
da – 1. La fase del Prericovero; 2. La fase del Ricovero; 3. La fase Operatoria; 4. La fase
Postoperatoria e la Dimissione; 5. Proposte di miglioramento; 6. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi esamina alcuni aspetti critici dello svolgimento dell'attività di Day Surgery al
fine di migliorare l'assistenza ai pazienti sottoposti a un intervento chirurgico, il cui
percorso si sviluppa in un arco di poche ore soltanto. Il lavoro è diviso in due parti:
la prima descrive formalmente l'attività di Day Surgery (organizzazione, valutazione,
vantaggi, qualità, esperienza della Provincia di Trento), la seconda affronta la Day
Surgery dal punto di vista del servizio assistenziale offerto al paziente (fase di pre-
ricovero, ricovero, preoperatoria, postoperatoria...) Infine, vengono proposti alcuni
correttivi volti al miglioramento dell'attività di Day Surgery: corsi di aggiornamento per
il personale infermieristico, un ambulatorio anestesiologico, un reparto di posti letto
scorporati e separati dalla degenza ordinaria, una seduta di sala operatoria per lo meno
settimanale, un archivio centralizzato e informatizzato per le cartelle cliniche della DS,
l'ampliamento del servizio ambulatoriale per gli studi di valenza retrospettiva e favorire
il miglioramento della collaborazione all’interno dell’Unità Operativa di Cardiologia per
l'accesso ai servizi ambulatoriali specialistici.

PagInE 47

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo e propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

123
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
QUInTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 5.9
TITolo
Attività cardiologia in Trentino: analisi del fabbisogno e delle risorse disponibili; or-
ganizzazione di una rete cardiologia provinciale

ParTEcIPanTI
Luigi Battaia, G. Battista Durante, Guido Piazza

InDIcE
1. Premesse; 2. Scopo; 3. Struttura e organizzazione funzionale della cardiologia; 4.
Obiettivi della rete cardiologia; 5. La struttura cardiologia in Italia; 6. Epidemiologia
nazionale e regionale; 7. Epidemiologia Provincia autonoma di Trento; . Proposte per
la realizzazione di una rete cardiologia integrata provinciale; 9. Bibliografia.

aBSTracT
L'obiettivo della tesi attiene alla realizzazione di un progetto per la creazione di una
rete intergrata del Servizio di Cardiologia provinciale al fine di garantire un servizio
che eroghi prestazioni sanitarie soddisfacenti i bisogni dell'utenza. Inoltre, il servizio
dovrebbe favorire un maggior grado di collaborazione tra la varie strutture sanitarie al
fine di poter razionalizzare al meglio l'utilizzo delle risorse. I documenti di riferimento
per realizzare la proposta sono i seguenti: Linee Guida della Federazione Italiana di
Cardiologia e il Documento del Gruppo di Lavoro della Commissione del Dipartimento
Cardiovascolare di Trento. La logica del modello di rete è quella del percorso assistenziale
definito per tipo di patologia: il modello di assistenza pone due condizioni: garantire un
elevato standard di qualità durante tutto il percorso assistenziale e ottimizzare l’utilizzo
delle risorse disponibili. In termini operativi il modello è articolato da diverse parti:
definizione la funzione della rete sul Territorio, del ruolo della Guardie Mediche e dei
Medici di Medicina Generale, delle modalità di trasferimento dei pazienti, dei percorsi
assistenziali, degli esami da effettuare presso l'U.O. di Medicina Interna, del percorso
formativo svolto dai Medici Internisti, dello standard assistenziale dei reparti, degli
strumenti di integrazione da utilizzare tra lo U.O. di Medicina Interna e della Cardiologia
di Trento e Rovereto e, infine, l'ottimizzazione delle risorse disponibili.

PagInE 60

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

124
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.1
TITolo
Analisi dei costi del paziente con insufficienza respiratoria: alla degenza U.O. pneumo-
logica al trattamento domiciliare

ParTEcIPanTI
Alessandro L. Salvaterra, Mario Prandini, Enrico Barozzi

InDIcE
1. Sommario; 2. Introduzione; 3. L’insufficienza respiratoria cronica; 4. Epidemiologia
della BPCO; 5. Dimensione economica e sociale della BPCO; 6. Epidemiologia OSAS; 7.
Dimensione economica e sociale dell' OSAS; . Costi del paziente con IRC dalla degenza
al domicilio; 9. Ossigenoterapia a lungo termine domiciliare (OTLT); 10. Ventiloterapia
domiciliare a lungo termine (VMD); 11. Aspetti applicativi della ossigeno ventiloterapia
in provincia di Trento; 12. Svolgimento dell’attività di ossigeno-ventiloterapia domici-
liare in provincia di Trento; 13. Costi dell' ossigeno terapia domiciliare; 14. Costi della
ventiloterapia domiciliare; 15. La ventilazione domiciliare nei pazienti affetti da OSAS;
16. Organizzazione della attività di diagnosi, terapia e follow-up del paziente OSAS; 17.
Analisi dei costi delle prestazioni per la diagnostica dell' OSAS; 1. interventi per il con-
tenimento dei costi relativi a OTLT e VMD; 19. Interventi per il contenimento dei costi
relativi a OSAS; 20. Conclusioni; 21. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi affronta sotto diversi profili due patologie complesse, quali la Broncopatia cronica
ostruttiva (BPCO) e L'Obstructive Sleep Apnoea Sindrome (OSAS), che presentano il più
rilevante impatto epidemiologico fra le patologie che creano Insufficienza Respiratoria
Cronica (IRC). In particolare, vengono rilevate per entrambe le patologie: l'epidemiologia, i
costi socio-economci, il numero di DGR in cui è stata utilizzata la ventilazione per pazienti
nel 2003 e il costo effettivo della ventilazione per paziente nel medesimo anno. Inoltre,
per la OSAS vengono presi in considerazione altri studi che riguardano: l'analisi dei costi
delle prestazioni per la diagnostica e dei follow-up domiciliare dei pazienti in ventilazione.
Infine, vengono riportate alcune proposte per un recupero di efficienza organizzativa nella
gestione del paziente BPCO e OSAS con particolare riferimento alle modalità e alle strutture
adatte al trattamento dell'insufficienza respiratoria acuta durante le riacutizzazioni, alla
ventilazione domiciliare nei pazienti con OSAS. I miglioramenti se si è in grado di garantire
un servizio assistenziale eccellente: a riguardo, l'assistenza domiciliare integrata e l'ospe-
dalizzazione domiciliare sono state identificate dai vari piani sanitari quali strumenti utili
per garantire permanenza a domicilio dei pazienti con grande insufficienza respiratoria.

PagInE 107

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi dei costi
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

125
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.2
TITolo
La gestione della residenzialità psichiatrica nel dipartimento di psichiatria: appropria-
tezza ed esiti

ParTEcIPanTI
Roberto Pergher

InDIcE
1. Introduzione; 2. Obiettivi dell’analisi; 3. Identificazione dei costi; 4. Discussione e
conclusioni; 5. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si pone l'obiettivo di realizzare un'analisi dei costi relativa alle strutture psi-
chiatriche non ospedaliere della Provincia di Trento, facendo particolare riferimento al
distretto della Vallagarina e a due strutture di valenza provinciale, quali Maso S. Pietro
e Villa S. Pietro. In particolare vengono realizzate una descrizione e un confronto tra
le due diverse strutture psichiatriche che caratterizzano la provincia, le strutture di
tipo A e di tipo B. Dall'analisi emergono alcune riflessioni e possibili accorgimenti
per migliorare l'organizzazione delle strutture psichiatriche: si dovrebbe incrementare
l'offerta di strutture residenziali in quanto il numero di pazienti che necessitano di
questi supporti sono in continuo aumento, sarebbe necessario per i pazienti greve-
mente disabili scorporare il costo sanitario dal costo sociale da imputare o ai comuni
e ai pazienti stessi e stabilire dei criteri di appropriatezza dei casi relativi alle diverse
tipologie di pazienti, si dovrebbe fare di tutto affinché i servizi elaborino strategie
terapeutiche che prevedano il mantenimento del paziente nel suo naturale ambiente
i vita e, infine, dovrebbero essere elaborate delle modalità organizzative che rendano
possibile la collaborazione tra servizi psichiatrici e servizi sociali al fine di affrontare
globalmente i bisogni dei pazienti.

PagInE 37

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi dei costi
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: un componente e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

126
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.3
TITolo
Organizzazione dipartimentale della medicina trasfusionale nella Provincia Autonoma
di Trento: progetto di informatizzazione per la gestione della raccolta e distribuzione
del sangue su tutto il territorio provinciale

ParTEcIPanTI
Paola Boccagni, Franco Marafioti

InDIcE
1. Organizzazione del Dipartimento di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (DIMT);
2. La situazione attuale del sistema informativo nel DIMT; 3. Quadro normativo e legislativo
di riferimento; 4. Il progetto; 5. Economicità del progetto; 6. Conclusioni; 7. Bibliografia.

aBSTracT
Lo scopo della tesi attiene alla stesura di un progetto di riorganizzazione della complessa
attività del DIMT (dipartimento funzionale per la regolazione delle attività di medici-
na trasfusionale) attraverso l'ausilio della tecnologia informatica. Infatti, il progetto
prevede l'implementazione di un nuovo sistema informatico dando particolare valenza
alla messa in rete di tutte le strutture trasfusionali, alla scelta del software, all'impatto
economico derivante dall' innovativa tecnologia informatica e alla valutazione della
soluzione più vantaggiosa in termini di costo (comprare o noleggiare) per l'acquisizione
delle frigoemoteche, tenendo presente gli obiettivi di budget. L'introduzione del sistema
informatico dipartimentale porterebbe rilevanti vantaggi per la razionalizzazione della
raccolta, l'elaborazione e lo scambio di tutte le informazioni necessarie per l'esercizio
delle funzioni del Dipartimento di Medicina Trasfusionale provinciale che non può
prescindere dall'avere un'informazione tempestiva, affidabile e pertinente e di facile
accesso. Inoltre, il nuovo sistema informatico permetterebbe la creazione di legami e
connessioni tra i diversi elementi del sistema. Per quanto riguarda l'introduzione delle
frigoemoteche, queste porterebbero miglioramenti in termini di sicurezza delle trasfu-
sioni, visibilità e tracciabilità delle operazioni, riduzione del numero di viaggi per il
trasporto delle unità di sangue dal centro verso la periferia e viceversa, riduzione del
50% dei tempi di attesa per la disponibilità di sangue, ottimizzazione della gestione
del sangue e controllo dei tempi di percorrenza del sangue.

PagInE 57

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: descrittivo-innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

127
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.4
TITolo
Valutazione costi-benefici dell’introduzione nella pratica clinica di nuove tecnologie:
il caso degli stent ricoperti di farmaco nell’interventistica cardiologia

ParTEcIPanTI
Roberto Bonmassari, Carla Sartori, Luca Del Dot, Maurizio Del Greco

InDIcE
1. Introduzione; 2. Razionale e obiettivi dello studio; 3. Metodi; 4. Risultati; 5. Discus-
sione; 6. Limiti dello studio; 7. Conclusioni; . Bibliografia.

aBSTracT
Lo scopo della tesi attiene alla valutazione dell'impatto clinico ed economico dell'in-
troduzione dei DES nel trattamento della stenosi coronaria secondo i criteri adottati
presso il laboratori di cardiologia interventistica all'ospedale S.Chiara di Trento. In
particolare, si tratta di assumere la decisione di proseguire con le prassi esistenti,
oppure di estendere o ridurre l'adozione dei DES ad una porzione rispettivamente
maggiore o inferiore della popolazione dei pazienti coronarici. Dall'analisi risulta che
l'implementazione dei DES risulta paradigmatica in quanto rappresenta una tecnologia
sanitaria a costi elevati. Nel presente lavoro con l'introduzione del DES limitata a una
popolazione ad alto rischio, a fronte di un miglioramento clinico, il costo aggiuntivo
del dispositivo non è stato ammortizzato dai minori costi legati alla riduzione della
restenosi e alla riduzione degli interventi cardiochirurgici. Sfavorevole a tale approccio
risulta anche l'analisi costo-efficacia.

PagInE 63

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi costi-benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

12
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.5
TITolo
Progetto di ottimizzazione dell’attività di colposcopia nell’ambito dello screening pro-
vinciale di secondo livello per il carcinoma della cervice uterina

ParTEcIPanTI
Patrizia Casellato, Roberto Togni, Bruna Zeni

InDIcE
1. Premessa; 2. Introduzione; 3. Indirizzi organizzativi e modalità di attuazione del
programma di screening del carcinoma del collo dell’utero mediante pap-test; 4. Il ruolo
della colposcopia; 5. Il controllo di qualità in colposcopia; 6. Obiettivo del progetto;
7. Discussione; . Conclusioni; 9. Allegati; 10. Glossario; 11. Bibliografia.

aBSTracT
L'obiettivo della tesi attiene alla realizzazione di un progetto provinciale che riguarda
lo screening pap-test, compreso il secondo livello (colposcopia), per la predisposizione
di un percorso per l'ottimizzazione dell'attività dei centri di colposcopia sul territorio.
La prima parte della tesi descrive in dettaglio le dimensioni della patologia neoplastica
cervicale, mentre la seconda parte espone il progetto di riorganizzazione delle attività
sopraelencate prendendo in considerazione, soprattutto, i carichi di lavoro ed eventuali
esigenze di attrezzature e di formazione del personale con i relativi costi. In particolare,
il progetto ambisce, attraverso un processo di quality control e una standardizzazione
delle metodiche colposcopiche diagnostiche e terapeutiche in un contesto ambulato-
riale adeguato, all'ottimizzazione del progetto di Screening Provinciale del Carcinoma
del collo dell'utero, garantendo un training costante e un aggiornamento continuo
degli operatori. Questo viene privilegiato per rendere possibile un monitoraggio delle
attività e per redigere reports attendibili assicurando prestazioni di buon livello per
l'utenza femminile.

PagInE 45

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

129
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.5
TITolo
Ambulatorio per la prevenzione e la cura dell’uremia. Valutazione economico-sociale
del trattamento medico dell’insufficienza renale cronica avanzata a confronto con la
terapia dialitica nella Provincia di Trento. Analisi costo-benefici

ParTEcIPanTI
Cristina Comotti, Rosario Midiri

InDIcE
1. Introduzione; 2. L’insufficienza renale cronica terminale (uremia) e la dialisi; 3.
L’espansione del trattamento dialitico e il contenimento dei costi: soluzioni possibili;
4. L’ambulatorio per la prevenzione e cura dell’uremia; 5. La gestione dell’ambulatorio
uremico; 6. La valutazione economico sanitaria del passaggio in cura dall’ambulatorio
uremico alla dialisi. Analisi costi-benefici; 7. La qualità di vita del malato in pre-dialisi e
l’informazione-educazione terapeutica; . Discussione; 9. Bibliografia; 10. Appendice.

aBSTracT
L'impatto dell'uremia e delle sue complicanze è destinato ad assumere dimensioni sempre
più allarmanti soprattutto per il difficile contenimento dei costi sanitari e del numero
di pazienti in dialisi è in continua crescita. A riguardo, la presente tesi si prefigge
di valutare una possibile soluzione al contenimento dell'espansione del trattamento
dialitico e dei suoi costi mediante l'ottimizzazione della terapia. In particolare, viene
realizzata un'analisi costi-benefici al fine di valutare se sia conveniente sostenere il
trattamento del paziente nell'ambulatorio di prevenzione presso l'U.O. di Nefrologia e
dialisi, che rallenta l'ingresso del paziente in dialisi, mediante la tecnica di valutazione
Cba. Dall'analisi emerge che ogni paziente che ritarda il passaggio dall'ambulatorio per
la prevenzione e cura dell'uremia a un trattamento di dialisi comporta un rilevante
beneficio, traducibile in un considerevole risparmio (23.47,69 euro all'anno). Per
raggiungere questi risultati incoraggianti è necessario che alle spalle ci sia un sistema
di cura organizzato, garantito da un team multidisciplinare che consenta l'applicazione
di trattamenti terapeutici intensivi conformi alle linee guida nazionali e internazionali.

PagInE 77

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi costi-benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

130
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.6
TITolo
Gestione del paziente con dolore secondo le raccomandazioni del Comitato “Ospedale
senza dolore”. Applicazione sperimentale in tre divisioni internistiche dell’Azienda
sanitaria e continuità nel territorio

ParTEcIPanTI
Michelina Monterosso, Alessandro Bertagnolli, Marta Dalfollo, Fabrizio Fedrizzi, Maria
Grazia Simone

InDIcE
1. Introduzione; 2. Il Comitato Ospedale Senza Dolore della Azienda Provinciale per i
Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento; 3. Applicazione delle raccomanda-
zioni del COSD; 4. Continuità delle cure – Indagine presso il Distretto di Trento e Valle
dei Laghi; 5. Conclusioni; 6. Allegati; 7. Bibliografia.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene allo sviluppo di un progetto per il miglioramento continuo
della qualità dell'assistenza erogata dai servizi sanitari aziendali attraverso un processo
continuo di pianificazione, di attuazione, verifica sistematica e standardizzazione dei
risultati raggiunti. In particolare, viene fatto riferimento al tema della gestione del
dolore, il quale trova riscontro sia nella pratica clinica che nella letteratura scientifica
riportata nella prima parte del presente lavoro. Il progetto fa riferimento all'esplici-
tazione delle attività del Comitato Ospedale senza Dolore (COSD), struttura istituita
dall'APPS preposta alla gestione del dolore dei pazienti sotto diversi profili. In partico-
lare, il comitato deve costantemente farsi promotore: della formazione degli operatori
sanitari, della previsione di azioni correlate al miglioramento della gestione del dolore,
dell’elaborazione e diffusione di protocolli per il trattamento del dolore, della valuta-
zione del livello di applicazione delle raccomandazioni e dell'efficacia del controllo del
dolore e della restituzione regolare dei dati relativi al personale delle attività operative.
Inoltre, le attività del COSD rientrano in un sistema coordinato, coerente e diffuso di
comportamenti clinici, di assetti organizzativi, di responsabilità, di procedure che con-
sentono di soddisfare nel miglior modo possibile le esigenze e le aspettative dell'APPS.

PagInE 7

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

131
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.7
TITolo
Progettazione e realizzazione dello screening mammografico della Provincia di Trento

ParTEcIPanTI
Sabino Della Sala, Vittorio Manera

InDIcE
1. Introduzione; 2. Situazione antecedente allo Screening; 3. Criteri generali; 4. Mo-
dalità operative; 5. Realizzazione e risultati del primo anno di attività; 6. Gradimento
del programma di Screening da parte delle utenti; 7. Bibliografia.

aBSTracT
Il percorso di prevenzione del carcinoma alla mammella assume un’importanza rile-
vante in relazione alla possibilità di ridurre il tasso dei soggetti affetti di tumore al
seno e il tasso di mortalità relativo a questa patologia. Nel territorio della Provincia
di Trento è stato avviato il programma di Screening mammografico esteso a tutta la
popolazione trentina residente, tenendo presenti le linee guida dettate dalla normativa
nazionale. A fronte di ciò, la presente tesi si pone l’obiettivo di valutare i risultati fino
a ora conseguiti dallo Screening Mammomagrafico provinciale, sia in riferimento alla
fase di proposta di un programma molto ampio nella sua estensione e sia per quanto
concerne il beneficio raggiunto nella popolazione. La fase propositiva del programma
di Screening prevede la creazione di un centro di riferimento, al quale viene affidato
l’onere di gestire gli inviti per l’intera popolazione femminile del Trentino. Inoltre, si
prevede l’attuazione di presidi ospedalieri che adottino criteri per la realizzazione degli
esami preventivi: sono previsti, infatti, esami di primo e secondo livello (che prevede
un approfondimento clinico-strumentale rispetto al primo). Per quanto concerne la
soddisfazione da parte dell’utenze rispetto al programma di prevenzione del carcinoma
della mammella, i dati raccolti testimoniano un buon livello di soddisfacimento rispetto
al programma di Screening mammografico.

PagInE 116

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: innovativo-sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

132
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.8
TITolo
Progetto integrato di cartella clinica e basi per l’informatizzazione e la creazione di
linee guida “cost effective” autoaggiornanti

ParTEcIPanTI
Maurizio Rosati, Carlo Segatta

InDIcE
1. Scopo del lavoro; 2. Riferimenti normativi; 3. Definizione “Mission”; 4. Definizione
Obiettivi; 5. Basi di informatizzazione; 6. Modalità lavoro; 7. Costi gestione attuale;
. Costi riorganizzazione; 9. Ricadute organizzative; 10. Valutazioni economiche; 11.
Conclusioni; 12. Tabelle; 13. Modulistica commentata.

aBSTracT
Lo scopo della tesi è la realizzazione di una cartella clinica capace di controllare per
ogni utente i dati anagrafici, anamnestici e tutte le informazione riguardanti lo stato
di salute dal momento di ricovero alla dimissione. Si valuta l'impatto dell'implemen-
tazione dal punto di vista gestionale ed economico. Operativamente si prevede la
realizzazione di: una scheda per la raccolta dei dati, un diario medico, infermieristico
e fisioterapico, una scheda consulenze, una cartella fisioterapica, una base di informa-
tizzazione, un sistema di gestione automatica dei DGR e linee guida. Tutto questo con
lo scopo di realizzare una cartella clinica integrata. Dall’analisi economica risulta che
la ristrutturazione organizzativa attraverso la cartella informatizzata consegue alcuni
vantaggi: riduzione e uniformità della documentazione con conseguente riduzione dei
costi, risparmio dei tempi di consultazione, di verifica, di archiviazione, di assistenza,
di amministrazione, di gestione, ecc. Inoltre, la razionalizzazione della cartella clinica
ha contribuito a consolidare la basi per la riorganizzazione gestionale dell'Ospedale
relativa a: orientamento al lavoro di equipe, coinvolgimento delle varie figure profes-
sionali, individuazione di percorsi utili alla riduzione dei rischi di errore, ecc.

PagInE 65

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale – analisi costi e benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: innovativo-sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

133
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SESTa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 6.9
TITolo
Processi, strumenti e metodi di integrazione nelle strutture di prevenzione dell’APSS

ParTEcIPanTI
Sandro Guella, Graziano Maranelli, Anna Maria Moretti, Maria Grazia Zuccali, Manuela Spaccini

InDIcE
1. Premessa; 2. L’integrazione come “problema” del Dipartimento di Prevenzione; 3.
I servizi di prevenzione in Provincia di Trento; 4. Integrazione dei servizi di preven-
zione; 5. Percorsi di integrazione nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari; 6.
Alcuni esempi di integrazione; 7. Educazione e salute: un esempio di integrazione; .
Bibliografia essenziale.

aBSTracT
La tesi persegue l’obiettivo di applicare gli strumenti di integrazione nelle strutture di
prevenzione dell’APPS. In particolare, vengono analizzati i bisogni di prevenzione nelle
strutture sanitarie situate nel territorio della Provincia di Trento, tenendo presenti i
criteri di appropriatezza, economicità e qualità delle prestazioni offerte al cittadino.
In seguito, vengono rilevati gli strumenti gestionali e organizzativi affinché si possano
creare le possibilità e le opportunità di integrazione tra alcune delle funzioni di pre-
venzione (sistema budget, collaborazioni intersettoriali, strutture dipartimentali, linee
guida, gruppi di lavoro, progetti, strumenti formativi...). Viene data particolare valenza
all’applicazione degli strumenti integrativi nell’educazione alla salute, rispetto ai quali
vengono individuati i punti di forza e debolezza. Per quanto concerne i punti di forza
l’integrazione tra servizi nell’educazione alla salute comporta un coordinamento delle
iniziative, valorizzazione delle professionalità, possibilità di confronto tra gli operatori,
riconoscimento dell’attività di pianificazione annuale di budget, visibilità delle iniziative
nei confronti della scuola, facilitazioni nei rapporti con la scuola, possibilità di creare
un sistema condiviso di realizzazione delle attività... Per quanto riguarda, invece, i
punti di debolezza si sono verificati un eccessivo irrigidimento delle attività a scapito
della creatività, limitazione dell’autonomia dei servizi, rischio di appesantire la struttura
organizzativa, difficoltà di coordinamento degli operatori… Infine, viene sottolineato
come la conoscenza della mission e delle vision da parte di tutti i livelli dell’Azienda
Sanitaria sia condizione necessaria affinché gli strumenti di integrazione coinvolgano
tutte le strutture interessate alla predisposizione del piano annuale strategico sanitario.

PagInE 69

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: cinque componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

134
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.1
TITolo
Il responsabile di struttura complessa e la rete dei processi: come governare il pro-
cesso decisionale assistenziale ADI/cure palliative (modello sperimentale-distretto
periferico)

ParTEcIPanTI
Mariangela Togni, Gianfranco Apruzzese, Luca Ottolini

InDIcE
1. Obiettivo; 2. Riferimenti normativi; 3. Il Modello sperimentale ADICP-distretto peri-
ferici; 4. La proposta operativa; 5. Il percorso del paziente; 6. Profili di ruolo e compiti;
7. Conclusioni; . Bibliografia.

aBSTracT
L’obiettivo della tesi attiene alla definizione del ruolo del Responsabile di Struttura
complessa dell'Unità Operativa Assistenza Territoriale (UOAT) nel governo della rete dei
processi del modello sperimentale di ADI-CP in un distretto periferico, individuando nel
Distretto Giudicarie e Rendena il distretto periferico di riferimento. Il progetto è diviso
in sei fasi: la prima prevede l’analisi delle risorse, delle modalità organizzative, delle
attività dei pazienti in assistenza domiciliare integrata (ADI) e dell’attività valutativa
disciplinare; la seconda definisce le azioni per individuare l’ADI; nella terza si procede
alla stesura del progetto operativo; la quarta e la quinta riguardano il coinvolgimento
dei medici di medicina generale, i pediatri e gli specialisti dell’ADI e la formazione degli
operatori; la sesta infine prevede la realizzazione del progetto (compito dell’UOAT). Il
progetto realizzato evidenzia come il modello ADI-CP proposto evidenzi alcune criticità
che dovranno essere attentamente monitorate dal medico coordinatore del processo
assistenziale (Responsabile UOAT): in particolare, questo deve verificare l’eventuale
assenza di personale sanitario con specifica formazione, la continuità assistenziale e
ritardi di attivazione dei servizi socio assistenziali.

PagInE 32

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: non presenti

135
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.2
TITolo
Progetto per un ambulatorio integrato uronefrologico per la gestione del paziente con
calcolosi renale

ParTEcIPanTI
Paola Campanini, Maurizio Mazzon

InDIcE
1. Introduzione; 2. Cenni fisiopatologici; 3. Epidemiologia sulla calcolosi urinaria; 4.
Diagnosi e trattamento della calcolosi urinaria; 5. Aspetti economici della calcolosi
urinaria; 6. Progetto per l’ambulatorio della calcolosi: organizzazione e costi; 7. Di-
scussione; . Conclusioni; 9. Bibliografia.

aBSTracT
Scopo della tesi è quello considerare l’impatto sulla salute e i costi economici connessi
alla creazione di un ambulatorio relativo alla patologia della calcolosi renale in Trentino.
In una prima fase, l’elaborato descrive la patologia in questione evidenziando l’epide-
miologia, le possibilità di cura e la diagnosi. In seguito, la patologia viene analizzata
dal punto di vista dei costi, a livello nazionale e internazionale, per la terapia sia pre-
ventiva delle recidive che curativa. Infine, viene proposto un intervento organizzativo
che si focalizza sulla previsione dei pazienti dal punto di vista gestionale e sui costi
che comporterebbe la creazione dell’ambulatorio per coloro affetti dalla patologia in
questione. Dallo studio emerge che il trattamento della calcolosi urinaria nel Trentino
può essere migliorato attraverso una individualizzazione della calcolosi, dei fattori
favorenti la stessa e delle caratteristiche del paziente e sue aspirazioni. L’attuazione
del progetto potrebbe essere cost-effective.

PagInE 3

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi costi-benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo-propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

136
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.3
TITolo
Il responsabile di struttura complessa e le gestione delle competenze

ParTEcIPanTI
Paolo Olivieri, Ramondo Del Balzo, Paolo De Pieri, Dario Uber

InDIcE
1. Introduzione; 2. Gli aspetti teorici; 3. I contesti di applicazione; 4. La gestione del
personale centrata sul modello delle competenze; 5. Conclusione; 6. Bibliografia.

aBSTracT
Lo scopo della tesi concerne la descrizione del rapporto che lega il direttore di struttura
complessa al tema delle competenze, esplorando possibili sviluppi nel contesto del
Servizio Sanitario pubblico. Il lavoro è organizzato in tre parti: nella prima vengono
esposti alcuni concetti teorici riguardanti le competenze e chiarito il ruolo di direttore
di struttura complessa; nella seconda vengono esplicitate alcune considerazioni sulle
competenze, soprattutto per quanto riguarda la formazione di base; nella terza, infi-
ne, viene descritto il modo in cui l’APPS imposta le fasi fondamentali del processo di
gestione del personale connesso al tema delle competenze. Il rapporto tra direttore di
struttura complessa e competenze, viene affrontato considerando due profili diversi:
la gestione delle competenze da parte del direttore di struttura complessa e il ruolo
di quest’ultimo nella gestione delle competenze del personale che opera nella strut-
tura alla quale egli è preposto. Il presente lavoro sottolinea come attualmente non è
riscontrabile una considerazione globale delle competenze all’interno dell’organizza-
zione sanitaria e, proprio per questo motivo, ci si limita considerare le competenze
individuali, in quanto non si riescono a integrare le diverse professionalità presenti
nelle varie strutture sanitarie.

PagInE 122

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: leadership
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

137
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.4
TITolo
La mappa dei processi come strumento per il raggiungimento di obiettivi in un’ottica di
integrazione fra il servizio di alcologia, un consultorio, un servizio tossicodipendenze

ParTEcIPanTI
Maria Rosa Dimonte, Roberta Ferrucci, Luigi Pellegrini, Mauro Pongetti

InDIcE
1. Introduzione; 2. Servizio di Alcologia Vallagarina; 3. Servizio tossicodipendenze
APPS; 4. Consultorio Famigliare Vallagarina; 5. Algologia, Ser.T, consultorio APPS:
processi nei quali sono utili sinergia e la collaborazione tra servizi; 6. Conclusioni; 7.
Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si prefigge l’obiettivo di applicare lo strumento della “mappa dei processi” a tre
Servizi Distrettuali presenti nel territorio della Provincia di Trento al fine di migliorare il
Controllo di Gestione basato sulla programmazione, verifica e riprogrammazione annuale.
I tre Servizi Distrettuali considerati sono: il Servizio di Alcologia Vallagarina, il Consul-
torio Famigliare Vallagarina e il Servizio aziendale per le tossicodipendenze Ser.T della
Provincia Di Trento che opera a livello distrettuale. Per ogni Servizio vengono descritte
le modalità organizzative delle prestazioni erogate e viene esplicitata l’applicazione
della mappa dei processi. Inoltre, vengono identificati i processi di integrazione tra i tre
Servizi distrettuali. La mappa dei processi proposta può effettivamente diventare uno
strumento per migliorare l’attività dei Servizi considerati in un’ottica di attenzione ai
bisogni, agli obiettivi, ai risultati garantendo migliore efficacia ed efficienza operativa
e, allo stesso tempo, essa può diventare strumento per uniformare la gestione dei vari
servizi garantendo equità territoriale di accesso alla popolazione e sinergie utili per
raggiungere obiettivi rilevanti.

PagInE 9

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale – controllo di gestione
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

13
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.5
TITolo
Riorganizzazione, razionalizzazione e ottimizzazione dell’attività dietetico-nutrizionale
nella rete ospedaliera e sul territorio della Provincia autonoma di Trento

ParTEcIPanTI
Carlo Pedrolli, Donato Donati, Giuseppe Pasolini, Silvano Tognoli

InDIcE
1. Introduzione; 2. La Provincia Autonoma di Trento; 3. Scopo della tesi; 4. Definizione
di attività dietetico-nutrizionale; 5. Strutture, risorse umane, impiego di materiali e
prestazioni erogate nel 2004; 6. Situazione attuale; 7. Proposta di riorganizzazione;
. Conclusione; 9. Bibliografia.

aBSTracT
La scopo della tesi attiene alla riorganizzazione e razionalizzazione dell’attività die-
tetico-nutrizionale nella rete ospedaliera e nel territorio della PAT in relazione a due
aspetti organizzativi rilevanti: l’appropriatezza delle prestazioni e l’equità sociale. Il
presente lavoro è organizzato in quattro parti: nella prima vengono definite le attivi-
tà dietetico-nutrizionali, nella seconda vengono illustrate le disponibilità attuali di
risorse umane e l’utilizzo di quelle economiche, nella terza viene effettuata un’analisi
della situazione attuale (organizzazione, risorse finanziarie, personale, prestazioni…)
attraverso l’esplicitazione dei punti di forza e debolezza di tutte le componenti con-
siderate e, infine, nella quarta viene proposta la riorganizzazione dell’attività diete-
tico-nutrizionale nella rete ospedaliera e nel territorio della Provincia di Trento. La
proposta riorganizzativa individua i seguenti interventi: attribuzione di un dietista per
ogni Presidio Ospedaliero e uno studio di un profilo di minima attività nutrizionale e
attribuzione all’UOC di Dietetica e Nutrizione Clinica di Trento della responsabilità di
coordinamento dell’attività dietetico-nutrizionale degli altri servizi. Questi accorgimenti
sono possibili mediante l’ausilio di alcuni strumenti, quali: l’adozione di un programma
informatico comune su tutto il territorio provinciale per gli aspetti clinici e gestionali,
per la predisposizione delle diete, per il teleconsulto e per l’organizzazione periodica
di corsi di aggiornamento del personale.

PagInE 61

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

139
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.6
TITolo
Approccio interdivisionale integrato al paziente con artropatia degenerativa di anca
e ginocchio: ipotesi di percorso diagnostico terapeutico tra standardizzazione e per-
sonalizzazione

ParTEcIPanTI
Ciro Guerriero, Giuseppe Sciso

InDIcE
1. Introduzione; 2. Dimensioni generali del problema; 3. Le risposte possibili; 4. Le
risposte nella PAT; 5. I percorsi attualmente seguiti dai pazienti; 6. Considerazioni
complessive su quanto emerge dall’analisi condotta e giustificazione della proposta di
una attività interdivisionale integrata; 7. Il percorso proposto; . La rappresentazione
schematica del percorso di massima; 9. Descrizione delle attività previste presso l’am-
bulatorio; 10. Bibliografia; 11. Appendici.

aBSTracT
La tesi si pone l’obiettivo di riorganizzare un’attività ambulatoriale, prevalentemente in
fase prechirurgica, per i pazienti con artrosi all’anca e ginocchio. Il lavoro è organizzato
in due parti: nella prima si analizzano, mediante l’ausilio di dati reperiti in letteratura,
le dimensioni del problema facendo riferimento ai ricoveri, il consumo dei farmaci e
gli interventi diagnostico-terapeutici ambulatoriali; nella seconda parte, invece, viene
discussa la proposta di istituzione di un’attività ambulatoriale integrata come mezzo
per migliorare gli aspetti clinici e organizzativi della gestione del paziente affinché si
possano introdurre costantemente modalità di valutazione che consentano la raccolta
standardizzata dati. La proposta di realizzazione di un’attività ambulatoriale integrata
prefigge il fine di evitare pazienti inutili, snellire le procedure complesse, favorire
l’integrazione tra momenti generalmente valutati diversi, favorire la collaborazione,
promuovere l’adozione di strategie standardizzate per la valutazione iniziale del pro-
blema, consentire l’archiviazione in un apposito data base di tutti gli interventi ese-
guiti e stimolare le basi per creare un’attività di ricerca. La realizzazione di un’efficace
integrazione tra attività non è immediata: bisogna sempre tenere presente la logica
dell’utilizzo razionale delle risorse attraverso iniziative trasversali.

PagInE 90

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

140
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.7
TITolo
Analisi della gestione e dei costi dell’applicazione di un programma di raccomandazioni
per la prevenzione e il controllo dell’infezione da HCV in dialisi

ParTEcIPanTI
Antonio Mastroianni, Giuseppe Vocaturo

InDIcE
1. Introduzione; 2. Caratteristiche dell’HCV, storia naturale ed epidemiologia; 3. Pre-
venzione della trasmissione dell’infezione da HCV in dialisi; 4. Costi della gestione dei
pazienti con Epatite C in dialisi; 5. Screening dell’HCV in dialisi; 6. Costi dello screening;
7. Costi delle vaccinazioni in dialisi; . Il trattamento dell’epatite cronica da HCV; 9.
Costi della diagnostica; 10. Conclusioni; 11. Bibliografia; 12. Appendice.

aBSTracT
La tesi propone una descrizione dell’Epatite C (HCV) attraverso cenni storici, percorsi
di prevenzione per la trasmissione del virus in dialisi e, in modo particolare, un’analisi
dei costi che riguarda diversi aspetti: i pazienti HCV positivi in Nefrologia-Dialisi, lo
screening per l’HCV nei pazienti in dialisi, la vaccinazione anti-virus Epatite B e anti-
influenzale dei pazienti in dialisi, la diagnostica e il monitoraggio di laboratorio in
pazienti con epatite cronica in trattamento con PegIFN α-2b + Rivabirina. Il trattamento
dialitico non è sempre facile da standardizzare, tuttavia appare necessario attuare tenta-
tivi di omogeneizzazione nell’attività assistenziale dei pazienti dialitici cronici affinché
si possano ridurre la trasmissione dei rischi patogeni, migliorare la qualità della vita
del paziente in dialisi e migliorare la gestione del paziente dializzato affetto da Epatite
C. L’obiettivo appena esposto risulta di rilevante importanza in quanto è connesso al
contenimento degli elevatissimi costi relativi allo screening per l’HCV, la trasmissione
dell’HCV e la gestione dei pazienti dializzati affetti da Epatite C cronica. Attraverso
conoscenze adeguate ed efficaci strategie per la prevenzione del virus HCV è possibile
ridurre il rischio di trasmissione del virus e quindi conseguire un risparmio di risorse
notevole un conseguente contenimento dei costi dovuti alla gestione della patologia.

PagInE 37

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi dei costi
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

141
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.8
TITolo
Il responsabile di struttura complessa e la gestione per la qualità

ParTEcIPanTI
Romano Manfrini, Carlo Polloni, Patrizia Stracquadanio, Antonella Pupillo

InDIcE
1. La gestione per la qualità del processo colonscopia in una U.O. di Endoscopia dige-
stiva; 2. Percorso clinico del bambino inviato in consulenza pediatrica e la gestione
per la qualità del processo (protocollo di gestione medicoinfermieristica); 3. Il sistema
di qualità ne dipartimento di diagnostica di laboratorio la gestione per la qualità in
odontostomalogia ambulatoriale. I LEA: un progetto per la qualità; 4. Conclusioni; 5.
Bibliografia.

aBSTracT
La presente tesi definisce un percorso per una “corretta” collonscopia definendo criteri
di qualità (facendo riferimento al modello EPQM) affinché i servizi offerti garantiscano
standard qualitativi elevati. In particolare, si vuole fornire all’equipe professionale
sanitaria la conoscenza e l’abilità tecnica affinché si possa uniformare l’assistenza al-
l’utente garantendo sia una corretta esecuzione dell’esame colonscopico che un servizio
sanitario che offre prestazioni soddisfacenti i bisogni e le aspettative dell’utente. La
tesi si prefigge il raggiungimento di quattro obiettivi specifici: uniformare le procedure
di prenotazione e preparazione alla colonscopia, la preparazione dell’utente nella sala
endoscopica, esecuzione dell’esame e la procedura per la valutazione e la dimissione
dell’utente a fine esame. Applicando un modello per la qualità si possono conseguire
diversi vantaggi: per esempio, il coinvolgimento di tutti gli operatori, la definizione
delle responsabilità e delle procedure, la riduzione dei costi derivante dalla identifica-
zione della non qualità… Infine, affinché un sistema di qualità funzioni efficacemente
è necessaria l’istituzione di un programma per il miglioramento continuo della qualità
del servizio e delle prestazioni erogati.

PagInE 59

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: leadership
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

142
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.9
TITolo
Il responsabile di struttura complessa e rete dei processi:come governare il processo di
farmaco sorveglianza nell’ambito della vigilanza veterinaria permanente

ParTEcIPanTI
Mario Lorenzi, Marco Zoller

InDIcE
1. Introduzione; 2. Ruolo del dirigente di struttura complessa nell’ambito della farmaco
sorveglianza; 3. Conclusione; 4. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si prefigge di definire le seguenti questioni: l’importanza della vigilanza e
sorveglianza del farmaco nell’ambito del Servizio veterinario pubblico, la necessità
di intensificare l’azione di vigilanza/sorveglianza del farmaco a fronte dell’abuso del
medesimo, la necessità di caratterizzare l’area funzionale nella quale ricade la farmaco
sorveglianza come struttura complessa alla quale è preposto il dirigente di secondo
livello, la fattibilità economica dei relativa ai costi, il coinvolgimento degli operatori
dei Servizi veterinari pubblici e la necessità di inserimento nel Programma Aziendale di
Sviluppo Strategico dell’APPS 2005-2009. In particolare, viene data valenza al ruolo del
Dirigente di struttura complessa, preposto a qualsiasi livello, che deve fungere da pro-
motore del piano strategico dell’APPS e quindi deve contribuire all’implementazione del
cambiamento professionale del servizio sanitario pubblico messo in atto dai piani della
sanità trentina. Infatti, la tesi sottolinea che senza il coinvolgimento degli operatori
responsabili delle strutture complesse non è possibile realizzare cambiamenti organiz-
zativi in quanto essi hanno il difficile compito di motivare tutto il personale sanitario.

PagInE 41

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: leadership
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza primaria
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale
CITAZIONI: presenti

143
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
SETTIma EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 7.10
TITolo
Risk management in medicina trasfusionale: prevenzione dell’errore e protezione del
paziente

ParTEcIPanTI
Cristina Mazzon, Grazia Gosetti, Alberto Mattedi

InDIcE
1. Il rischio clinico e risk management; 2. Analisi dei rischi in sanità e la loro gestione;
3. Organizzazione e gestione della rete trasfusionale; 4. Miglioramento della sicurezza
trasfusionale; 5. Sviluppo della sicurezza ed emovigilanza in APSS; 6. Conclusioni; 7.
Bibliografia; . Allegati.

aBSTracT
L’obiettivo primario di qualsiasi attività medica è quello di garantire a ogni paziente il
massimo risultato con il minimo rischio possibile. A fronte di ciò, le presente tesi ana-
lizza il rischio clinico o risk management sotto diversi profili (definizione in letterature,
gestione dei rischi in sanità, sviluppo di piani di sicurezza, analisi dei rischi sanitari…).
Il risk management va inteso come le diverse azioni messe in atto per migliorare le
prestazioni cliniche erogate e per garantire più sicurezza al paziente; l’errore si può
sempre verificare, perciò bisogna impegnarsi per evitare le conseguenze entrando in
una logica di prevenzione dell’errore e protezione del paziente. Nel presente lavoro
vengono analizzati, in modo particolare, i rischi connessi alla trasfusione: a riguardo
è necessaria l’implementazione di un sistema di emovigilanza efficace e di procedure
semplici ma ben fortificate mediante l’ausilio di corsi di formazione di audit clinici evi-
tando eccessivi sovraccariche per gli operatori. Inoltre, sarebbe utile la realizzazione di
sistemi di allerta o sistemi si controllo a supporto degli operatori, come, per esempio,
i sistemi di informatizzazione. In generale, però, istituire la cultura della vigilanza e
del reporting è molto difficile, per questo si utilizzano sistemi a barriera Basich-hemo
che aiutano gli operatori nello svolgere correttamente le attività connesse all’attività
di trasfusione, cercando di prevenire il più possibile l’errore.

PagInE 0

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: risk management
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

144
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.1
TITolo
Analisi dei costi e del rapporto costi/benefici nel trattamento delle poliradicolonevriti acute
e della Miastenia gravis con Immunoglobuline ad alte dosi versus trattamento plasmaferetico
ParTEcIPanTI
Antonio Niccolini, Enzo Tranquillini

InDIcE
1. Introduzione; 2. Trattamento della sindrome di Guillain-Barreè; 3. Trattamento
delle fasi di riacutizzazione della Miastenia Gravis; 4. Considerazioni economiche nella
letteratura medica sui trattamenti con Plasmaferesi; (PE) e Immunoglobuline (IVIg);
5. Valutazione economica dei trattamentic con Plasmaferesi e Immunoglobuline; 6.
Plasmaferesi: considerazioni teoriche e analisi della procedura; 7. Immunoglobuline ad
alte dosi: metodologia di somministrazione; . Accordo interregionale per l’attività di
lavorazione del plasma e dei prodotti; emoderivati (AIP); 9. Costi speciali nel tratta-
mento con Plasmaferesi (PE) e Immunoglobuline (IVIG); 10. Conclusioni.
aBSTracT
Scopo della tesi è l’analisi microeconomica dei costi della plasmaferesi e dell’IVIg,
terapie alternative d’urgenza per i pazienti affetti da GBS (sindrome di Guillain Barré)
e da riacutizzazione MG (Miastenia Gravis), in relazione ai rischi procedurali e al bene-
ficio clinico. La ricerca viene realizzata all’interno dell’APPS e rileva i costi speciali dei
singoli fattori di produzione delle due terapie nel 2005, valutati dalla prospettiva di
fornitori di servizi sanitari. Le ricerche confermano che le due tipologie curative sono
valide alternative, tuttavia si rileva maggiore efficacia clinica a breve termine con la
plasmasferesi nelle riacutizzazione di MG. I costi delle due metodiche nel 2005, stante
l’autosufficienza degli emoderivati della PAT all’interno del consorzio AIP (Accordo in-
terregionale per la plasmaderivazione), risulterebbero più bassi con il trattamento con
IVIg. Nella contabilità dei centri di costo, però, essendo attribuito alle IVIg un prezzo
sostanzialmente uguale a quello applicate dalle Industrie farmaceutiche per il SSN (Si-
stema Sanitario Nazionale), il trattamento IVIg risulterebbe meno favorevole rispetto al
plasmaferesi (3900 euro vs 3374 euro). Quindi, la partecipazione della PAT al Consorzio
AIP e l’autosufficienza nella produzione di emoderivati producono rilevanti benefici
economici. In conclusione, lo studio sottolinea come la sola convenienza economica
non sia elemento sufficiente per la scelta della terapia da sottoporre al paziente affetto
da GBS e MG, pertanto si auspicano ulteriori studi relativi all’argomento di questa tesi.
PagInE 55

claSSIFIcaZIonE
MATERIA:analisi dei costi/analisi dei costi-benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo e sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

145
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.2
TITolo
Organizzazione di un percorso diagnostico terapeutico per le complicanze del piede
diabetico: una rete di lavoro a livello provinciale fra i centri di 1°, 2°, 3° livello, ri-
spetto a prevenzione, screening diagnosi e terapia

ParTEcIPanTI
Paolo Acler, Nicoletta Dorigoni, Claudio Paternoster

InDIcE
1. Introduzione; 2. Scopo della tesi; 3. Inquadramento clinico del piede diabetico; 4.
Fattori di rischio ed educazione del paziente; 5. Obiettivi generali di un ambulatorio
dedicato; 6. Epidemiologia generale; 7. Epidemiologia locale; . Considerazione econo-
miche; 9. Il modello di riferimento; 10. Analisi della situazione esistente a livello dei
centri antidiabetici della Provincia di Trento; 11. Aspetti applicativi alla realtà locale;
12. Conclusioni; 13. Bibliografia.

aBSTracT
La patologia del piede nel diabete mellito assume una rilevanza notevole sia dal punto
di vista sociale che economico. Per riuscire a salvare il piede, evitando l’amputazione, è
necessario utilizzare l’esperienza congiunta di diverse professionalità, dando vita a un
gruppo di lavoro multidisciplinare. A fronte di ciò, la tesi si pone l’obiettivo di descri-
vere un percorso organizzativo/diagnostico/terapeutico per la gestione della patologia
del “piede diabetico”, al fine di ottimizzare gli accessi ai vari livelli di competenza
specialistica, migliorare l’appropriatezza degli interventi e ridurre la mobilità passiva
non motivata. Il fine centrale della tesi è la riduzione degli interventi di amputazione,
un miglioramento della qualità della vita e una riduzione dei costi associata a questa
patologia. Lo studio sottolinea che il miglioramento della gestione di questa patologia
lo si può conseguire quando gli operatori sanitari intervengono in maniera multidici-
plinare attraverso sforzi mirati e un utilizzo più responsabile delle risorse impiegate.
In questo modo si ridurrebbero i casi di amputazione del piede e si genererebbe un
consistenze risparmio di risorse.

PagInE 50

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: plurimo
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: tre componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

146
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.3
TITolo
Il governo della spesa nell’ambito del servizio assistenza protesica

ParTEcIPanTI
Marta Antolini, Ruggero Carminati, Silvana Chiasera, Andrea Fasanelli

InDIcE
1. Il disegno dello studio; 2. I riferimento normativi; 3. I dati di attività; 4. Il servizio
di recupero-sanificazione-riciclo; 5. Le azioni di governo del sistema; 6. I punti di forza
e debolezza del sistema; 7. Il confronto con un’altra realtà; . Conclusioni.

aBSTracT
La tesi analizza in maniera accurata gli aspetti normativi, organizzativi ed economici del
Servizio Assistenza Protesica dell’APPS. Le prestazioni di assistenza protesica concernono
lo studio delle condizioni fisiche del soggetto, che si basa su un piano riabilitativo
personalizzato condiviso che prevede l’identificazione, la prescrizione, l’assegnazione
e la verifica di efficacia di uno o più dispositivi (protesi, ortesi e altri ausili tecnici)
volti a superare il più possibile lo stato di handicap. In particolare, il presente lavoro
analizza in maniera critica i dati relativi all’impiego di risorse allocate nell’ultimo bien-
nio presso l’APPS, facendo fronte alla domanda di assistenza protesica nell’ambito del
percorso che illustri i riferimenti normativi, le procedure di accesso al servizio, i dati di
attività e spesa, le strategie intraprese per affrontare il fenomeno e le nuove proposte
migliorative. L’analisi mette in luce il fatto che le spese sanitarie sono in continua
crescita e per questo è inevitabile che nei prossimi anni si verificherà in contro a una
contrazione delle risorse. L’indagine condotta, tuttavia, permette l’individuazione di
correttivi che permettano un miglioramento della gestione del servizio facendo fronte
alle ricadute di natura economica, gestionale e organizzativa: in particolare si tratte-
rebbe di un rinnovamento culturale degli operatori sanitari e degli utenti.

PagInE 52

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: Organizzazione e controllo di gestione
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: innovativo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: assente
CITAZIONI: presenti

147
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.4
TITolo
Implementazione del sistema di qualità nel controllo ufficiale degli alimenti dal cam-
pionamento all’analisi di laboratorio

ParTEcIPanTI
Laura Carbone, Giovanni Farina

InDIcE
1. Introduzione e scopo; 2. Evoluzione della normativa; 3. Contesto provinciale e sog-
getti coinvolti; 4. Caso di studio; 5. Conclusioni; 6. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi si pone l’obiettivo di descrivere un sistema di qualità applicato al campionamento
ufficiale degli alimenti e al processo di analisi degli stessi realizzato in un laboratorio
che opera in conformità della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005. Inoltre, viene
esposto un caso di studio che rappresenta l’applicazione del sistema di qualità sovra
citato, nel quale viene esplicitato “il comportamento adeguato” nell’ambito della si-
curezza alimentare. Il presente lavoro dimostra come in un semplice processo, quale
l’interconnessione tra la procedura di campionamento degli alimenti a livello territoriale
e la procedura adottata dal laboratorio di riferimento per l’analisi degli stessi, debba
essere presente un sistema di gestione della qualità. Questo implica un maggiore sforzo
di integrazione tra le strutture e una maggiore attendibilità dei dati.

PagInE 26

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: descrittivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

14
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.5
TITolo
Correlazione tra budget e riduzione del rischio clinico. Formulazione di un obiettivo
di budget per la riduzione del rischio clinico e aumento della sicurezza del paziente
secondo il modello di analisi del contesto lavorativo di Ball e Mc Elligot

ParTEcIPanTI
Gianni Ciaghi, Fabio Pederzini

InDIcE
1. Abstract; 2. Premessa; 3. Rischio Clinico; 4. Modelli concettuali (Framework) per il
controllo del rischio critico in area di cure critiche; 5. Ricadute per la pratica: ipotesi di
correlazione tra framework e formulazione del budget; 6. Conclusioni; 7. Bibliografia.

aBSTracT
La tesi interessa la creazione di uno strumento di monitoraggio del contesto lavorativo,
focalizzandosi sul processo di budget per il controllo del rischio clinico nelle unità di
cure intensive. La ricerca è divisa in due parti: la prima approfondisce il rischio clinico e
i modelli concettuali per la riduzione del carico di lavoro e miglioramento della sicurezza
del paziente, la seconda analizza il contesto lavorativo secondo il modello concettuale
di Ball e Mc Elligot nelle U.O. di Terapia Intensiva Neonatale e cure post-operatorie di
Chirurgia A in collaborazione con i dirigenti del personale infermieristico. Inoltre, viene
elaborato uno score qualitativo di rischio clinico e formulato un obiettivo di budget
per l’anno in corso con i risultati attesi e gli indicatori di miglioramento misurabili
per la riduzione del rischio clinico. Dalla ricerca risulta che ci può essere un vantaggio
per il manager sanitario nel focalizzare l’attenzione a livello di carico di lavoro (NWL)
in situazione clinico-organizzativa e logistica e nel definire i fattori che ostacolano le
performance e i facilitatori che agiscono sul NWL e sulla sicurezza del paziente. Questi
fattori sono individuati nelle quattro aree del contesto lavorativo definite dal modello
concettuale: la geografia dell’unità operativa, il tipo di attività clinica, la dipendenza/
autonomia del paziente e lo skill mix. Data l’importanza strategica di queste quattro
aree ne deriva uno stretto monitoraggio delle stesse: per ogni area viene definito un
obiettivo specifico in funzione di una possibile attività di budget. Dallo studio si evince
come il modello concettuale proposto aiuti a costruire una relazione tra la program-
mazione e l’economia sanitaria.

PagInE 64

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: budget e controllo di gestione/risk management
AMBITO DI RIFERIMENTO: salute collettiva
TIPO DI LAVORO: propositivo e sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

149
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.6
TITolo
Riorganizzazione dell’ambulatorio di follow up elettrostimolatori cardiaci e defibrillatori
impiantabili

ParTEcIPanTI
Lorena Gramegna, Luisa Visonà

InDIcE
1. Descrizione del problema; 2. Descrizione di un ambulatorio di controllo di pazienti;
portatori di pacemaker e defibrillatori; 3. Organizzazione attuale; 4. Analisi epidemio-
logica; 5. Parametri economici; 6. Confronto con altre organizzazioni; 7. Punti critici;
. Proposte organizzative; 9. Possibili aperture per il futuro con il follow-up a distanza;
10. Conclusioni; 11. Appendice; 12. Riferimenti Bibliografici.

aBSTracT
La tesi descrive alcuni criteri di corretta gestione di un ambulatorio di controllo di
pacemaker e defibrillatori. A riguardo, viene esposta la documentazione reperita in
letteratura, effettuata un’analisi epidemiologica degli ultimi cinque anni con lo scopo
di ricavare il numero previsto di visite di controllo e descritta l’organizzazione attuale
rispetto alla quale viene fatto anche un confronto con altre realtà straniere eviden-
ziandone gli aspetti critici. Inoltre, viene esposta una proposta organizzativa che ha
lo scopo di razionalizzare le modalità di esecuzione dell’ambulatorio di follow-up PM
e ICD e migliorare gli aspetti qualitativi ed economici. In particolare, l’ambulatorio,
secondo linee guida canadesi, dovrebbe essere gestito in prima persona dal personale
infermieristico qualificato e appositamente addestrato all’esecuzione dei controlli stan-
dard dei pacemaker. Inoltre, viene proposta la realizzazione di ambulatori distaccati
negli ospedali periferici affinché si possano evitare i lunghi tempi di percorrenza per
gli spostamenti, la riorganizzazione del servizio CUP, la realizzazione di un programma
informatizzato per la gestione dei dati e gli indicatori di qualità.

PagInE 67

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: descrittivo-propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

150
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.7
TITolo
La gestione dei traumi gravi e pazienti

ParTEcIPanTI
Luigi De March, Terenzio Di Carlo, Alessio Less, Hartmut Neumann

InDIcE
1. Premessa; 2. Scopo; 3. I principali tipi del politrauma del paziente grave; 4. Scena-
rio; 5. Ospedale di Distretto; 6. Ospedale di II livello (Trento e Rovereto); 7. Centro di
riferimento extraproviciale; . Considerazione sulle possibilità di indagini diagnostiche
negli Ospedali di vario livello; 9. Innovazioni tecniche e possibili miglioramenti; 10.
Telecardiologia nell’urgenza; 11. Diagramma di flusso in un Ospedale periferico; 12.
Analisi delle distanza e dei tempi di trasferimento di un paziente; 13. La gestione del
Pronto Soccorso (di Rovereto); 14. Conclusioni.

aBSTracT
La tesi analizza la gestione di un politraumatizzato, dal momento dell’evento trauma-
tizzante fino alla definitiva collocazione del paziente nell’ospedale più idoneo, e la
definizione di interventi migliorativi concernenti il trasporto, la diagnostica e la terapia.
In particolare, si analizzano: i tempi intercorsi dal trauma alle scelte terapeutiche, i modi
del soccorso, le decisioni operative sullo scenario dell’incidente, le modalità gestionali
dell’ospedale di distretto e di secondo livello, i trasferimenti, la destinazione, gli aspetti
logistici e le modalità di comunicazione. Si considerano i pazienti affetti da politrauma
e quelli con grave insufficienza cardiaca, vascolare, ustioni estese e trapiantabili. Si
definisce il politrauma chiarendone le modalità gestionali e organizzative e soffermandosi
in particolare sulla logistica delle strutture sanitarie, quali i distretti e gli ospedali di
secondo livello. Emerge la necessità di promuovere un costante aggiornamento degli
attori del soccorso, professionali e volontari, di garantire la presenza di un medico
addestrato in medicina d’urgenza nella fase di trasporto del paziente con ambulanza.
Inoltre, per quanto riguarda l’ospedale di distretto, si propone la formazione di gruppi
di medici motivati al lavoro di pronto soccorso.

PagInE 6

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: percorsi diagnostici e terapeutici (assistenziali-clinici)
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: non presenti

151
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.8
TITolo
Chiruriga carotidea tradizionale e trattamento endovascolare: analisi organizzativo
gestionale e valutazione economica delle due metodiche

ParTEcIPanTI
Luigi Azzolini, Alberto Baldo

InDIcE
1. Introduzione; 2. Analisi e pianificazione delle procedure: impatto organizzativo ed
economico; 3. Analisi e qualificazione delle risorse nelle due ipotesi (costi cessanti
e costi emergenti); 4. Sistemi di verifica: responsabilità clinica e organizzativa; 5.
Conclusioni; 6. Bibliografia.

aBSTracT
Obiettivo della tesi è l’analisi e il confronto degli aspetti economico e organizzativo delle
procedure di chirurgia “tradizionale” e metodica endovascolare nel trattamento delle
lesioni dei tronchi sovraortici. Dalla ricerca emerge che la scelta di adottare procedure
endovascolari dipende soprattutto dal grado di affidabilità garantito e dal quantitativo
di spesa da sostenere. A riguardo, la procedura endovascolare risulta, secondo la let-
teratura, equamente affidabile rispetto alla chirurgia tradizionale ed economicamente
sostenibile. Questa metodica multidisciplinare esercita un effetto positivo di motivazione
e crescita culturale del personale coinvolto sviluppando l’attitudine al lavoro di equipe
sia della componente chirurgica che radiologica. Il punto di debolezza rilevante risulta
essere l’organizzazione vincolata da carenze di organico che andrebbe potenziata con
l’assunzione di personale medico-chirurgico e tecnico.

PagInE 34

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: organizzazione aziendale/controllo di gestione
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: innovativo e sperimentale
CARATTERISTICHE GRUPPO: due componenti e monodisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

152
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.9
TITolo
Verifica e revisione di qualità dell’ossigeno-terapia in ospedale: analisi di un processo
pilota in previsione della riproposta diffusa a livello aziendale

ParTEcIPanTI
Roberto Bortolotti, Paolo Faes, Ferdinando Imperadore, Fausto Rizzonelli

InDIcE
1. Introduzione; 2. Metodi; 3. Risultati; 4. Discussione; 5. Uso appropriato dell’Ossige-
noterapia e qualità dei servizi sanitari; 6. Estensione del progetto; 7. Conclusioni.

aBSTracT
La tesi sottopone l’ossigenoterapia a verifica e revisione di qualità (VRQ) presso l’Area
Funzionale Omogenea di Pneumologia-Medicina dell’Ospedale S.Chiara di Trento, in-
tervenendo sulle diverse figure coinvolte e sulle diverse fasi del processo seguendo
una metodologia Audit-intervento-Audit e confrontando i risultati ottenuti con i dati
reperiti in letteratura. Il lavoro è organizzato in tre fasi: la prima concerne l’analisi
della letteratura di riferimento, la seconda provvede alla divulgazione delle informa-
zioni reperite in letteratura e la terza, infine, elabora una scheda di rilevamento O2
che permette di analizzare la pratica corrente e confrontarla con gli standard attesi.
Questa scheda definisce il ruolo svolto dalle tre figure partecipanti al processo: il medico
come prescrittore, l’infermiere come responsabile dell’erogazione e il paziente come
agente di partecipazione attiva e informata alla terapia. In seguito, vengono descritte
le successive ispezioni random di valutazione della scheda elaborata a distanza di
tempo tra un audit e l’altro. Con il confronto dei dati ottenuti dal primo e dal secon-
do audit emerge il miglioramento qualitativo complessivo del processo assistenziale
di ossigenoterapia in area internistica producendo un risultato di eccellenza in area
specialistica pneumologica.

PagInE 34

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: qualità e accreditamento
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: sperimentale/propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

153
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
oTTaVa EDIZIonE DEl corSo DI FormaZIonE managErIalE
PEr DIrETTorI rESPonSaBIlI DI STrUTTUra comPlESSa 8.10
TITolo
La nutrizione artificiale come supplementazione di immunonutrizione nel tumore cer-
vico-cefalico: costi, benefici e qualità della vita

ParTEcIPanTI
Andrea Bolner, Antonio Costa, Walter Decaminada, Paolo Segatta

InDIcE
1. Abstract; 2. Influenza della nutrizione sulle complicanze postoperatorie nei tumori
del distretto cervico-facciale; 3. Casistica dell’Unità Operativa di Otorinolagorngoiatra
dell’Ospedale S.Chiara di Trento; 4. I costi dei pazienti operati nel 2005 per neoplasia
del distretto cervico-facciale; 5. Discussione; 6. Proposta di applicazione di protocollo
di nutrizione entrale preoperatorio; 7. Conclusione; . Bibliografia.

aBSTracT
Scopo della tesi è la valutazione dell’incidenza e dei costi delle complicanze degli in-
terventi chirurgici per neoplasia cervico-facciale in stadio medio-avanzato nell’Unità
Operativa di Otorinolaringoiatra dell’Ospedale di Trento. In particolare, viene proposto
un protocollo dello stadio di valutazione nutrizionale del paziente affetto da tumore
cervico-facciale per iniziare una fase di nutrizione entrale (NE) preoperatoria al fine di
ridurre le complicanze, i tempi di degenza e migliorare la qualità della vita del paziente.
Dalla ricerca emerge che la malnutrizione dei pazienti affetti da tumore cervico-facciale
rappresenta la responsabile più rilevante delle complicanze che si presentano nel 20-50%
degli interventi nel decorso postoperatorio. A riguardo, viene proposta una modalità di
nutrizione del paziente da operare per neoplasia del distretto cervico-facciale che do-
vrebbe essere: preoperatoria, per via enterale e composta di immunonutrienti. Con l’im-
plementazione della NE ci si aspetta una riduzione delle complicanze attorno al 25-30%.

PagInE 30

claSSIFIcaZIonE
MATERIA: analisi costi-benefici
AMBITO DI RIFERIMENTO: assistenza ospedaliera
TIPO DI LAVORO: propositivo
CARATTERISTICHE GRUPPO: quattro componenti e multidisciplinare
BIBLIOGRAFIA: nazionale e internazionale
CITAZIONI: presenti

154
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Il Progetto “Comunicazione per la salute” dell’Assessorato alle Politiche
per la salute della Provincia Autonoma di Trento è “Realizzazione riconosciuta
di Qualità per l’innovazione amministrativa e la comunicazione con i cittadini”
dalla Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale

155
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
PUBBLICAZIONI
Modulo di richiesta

Recapito postale Altri recapiti

Provincia Autonoma di Trento www.trentinosalute.net


Assessorato alle Politiche comunicazione.salute@provincia.tn.it
per la Salute tel. +39 0461 494 044
Servizio Organizzazione e qualità fax. +39 0461 494 073
delle attività sanitarie
Via Gilli, 4 -3100 Trento Data: ____________________

Richiedente

Nome _____________________ Cognome __________________________


Qualifica ______________________ Ente ___________________________
Indirizzo____________________________________________________
CAP __________ Città _______________________________Provincia ____
Tel/fax________________ e-mail _________________________________

Pubblicazioni richieste Consenso al trattamento


dei dati personali
_____________________________
_____________________________ Sì No
_____________________________
_____________________________
_____________________________ Firma _______________________
_____________________________

Informativa ai sensi del decreto legislativo 196/2003, articolo 13


Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/2003 Le forniamo le seguenti indicazioni:
1. i dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente con riferimento al procedimento
per il quale ha presentato la documentazione;
2. il trattamento sarà effettuato con supporto cartaceo e/o informatico;
3. il conferimento dei dati è obbligatorio per dar corso alla procedura di Suo interesse;
4. titolare del trattamento è la Provincia Autonoma di Trento;
5. responsabile del trattamento è il Dirigente del Servizio Innovazione e formazione per
la salute;
6. in ogni momento Lei potrà esercitare i suoi diritti nei confronti del titolare del
trattamento, ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 196/2003.

156
Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008
Le pubblicazioni dell’Assessorato
provinciale alle Politiche per la salute
Edizione: Servizio Organizzazione e qualità delle attività sanitarie
Ufficio Informazione e comunicazione per la salute
Direzione delle Collane: Vittorio Curzel

Punto omega nuova serie


1. Telemedicina in Trentino
2-3. I documenti OMS sulla strategia della salute per tutti
4. La donazione e il trapianto di organi e di tessuti
5-6. La promozione della salute
7. Il territorio tra assistenza sanitaria e attività socio-assistenziali
-9. Equità, solidarietà e tutela dei soggetti deboli nei servizi socio-sanitari
10. La storia dei luoghi di cura a Trento
11. Salute e sviluppo socio-economico nelle regioni di montagna
12/13. Alla ricerca delle menti perdute
14. Equità nella salute in Trentino
15. I progetti di ricerca sanitaria finalizzata in Trentino
16. Studio comparato sull’assistenza al parto nei piccoli ospedali in Regioni
dell’arco alpino – Vergleichende Studie über die geburtshilfliche Versorgung
an kleineren Krankenhäusern im Alpenraum
17. Salute, globalizzazione e nuovi federalismi sanitari
1. Salute e culture: la società, la donna. Informazione. Ricerca.
19/20. Il sistema di monitoraggio delle disuguaglianze di salute (SMDS) nella provincia di Trento
21/22. La Formazione Manageriale dei dirigenti sanitari

Punto omega nuova serie − Supplementi


— Linee guida programmatiche di legislatura in materia di politiche per la salute
— Qualificazione e riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale
e dell’assistenza sanitaria primaria
— Nuovo piano operativo per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro
— I determinanti sociali della salute. I fatti concreti
— Valsugana orientale e Tesino: futuro in salute
— Porfido. I vantaggi del bancone con sollevatore per gli addetti alla prima lavorazione
— Sei lavoratrice dipendente e aspetti un bambino?
Domande e risposte sui principali aspetti della maternità

collana Documenti per la salute


1. Gli incidenti stradali. Dall’epidemiologia alle strategie di intervento (Atti del Convegno)
2. Diagnosi e trattamento dei neovasi sottoretinici (Atti del Seminario)
3. Screening provinciale per la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori
del distretto cervico-facciale
4. Rischio ultravioletto. Esposizione al sole, usi terapeutici e cosmetici, attività industriali
(Atti del Convegno)
5. La vaccinazione alle soglie del III millennio. La strategia della comunicazione
per l’adesione informata (Atti del Convegno)

Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008


6. Le attività alcologiche in Trentino
7. Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: un impegno comune (Atti della Conferenza provinciale)
. Teleconsulto oncologico e telecardiologia sul territorio (Rapporto conclusivo di progetto)
9. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale
10. Decisione e ragionamento in ambito medico (Atti del Convegno)
11. La responsabilità medica nella provincia autonoma di Trento.
Il fenomeno. I problemi. Le possibili soluzioni
12. Relazione sullo stato del Servizio Sanitario Provinciale 2001
13. Relazione sullo stato del Servizio Sanitario Provinciale 2001. Rapporto epidemiologico
14. Le tossicodipendenze in Trentino: tendenze e strategie
15. Nord Italia Transplant -Atti della Riunione tecnico-scientifica
16. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale 2002
17. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale 2002. Rapporto epidemiologico
1. Le attività di laboratorio con uso di sostanze cancerogene-mutagene
19. Nuova Governance in una rete di comunicazione (Atti ° Conferenza nazionale HPH)
20. La prevenzione delle tossicodipendenze: la sfida dei giovani,
la dimensione educativa e le politiche locali
21. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale 2003
22. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale 2003. Rapporto epidemiologico
23. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale 2004
24. Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale 2004. Rapporto epidemiologico
25. Montagnaterapia e psichiatria
26. La persona con malattia di Parkinson. Un approccio globale
27. Prevenzione primaria delle dipendenze patologiche
2. Relazione sullo stato del Servizio Sanitario Provinciale 2005
29. Relazione sullo stato del Servizio Sanitario Provinciale 2005. Rapporto epidemiologico

collana InfoSanità
1. Piano delle attività di formazione del personale dei Servizi Sanitari 1999-2000
2. Una professione per il 2000. La salute degli altri
3. Obiettivi assegnati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Anno 2000
4. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio sanitario del Trentino
5. Contratto provinciale del personale non dirigenziale della Sanità 199-2001
6. Piano delle attività di formazione del personale dei Servizi sanitari 2000-2001
7. Obiettivi assegnati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Anno 2001
. La formazione dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS)
9. Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie
10. Le Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili
11. Piano Provinciale Sangue 2000/2002
12. Guida ai servizi per le persone in situazione di handicap
13. La Celiachia
14. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio sanitario del Trentino 2001
15. L’informazione per gli alimentaristi
16. Piano delle attività di formazione del personale dei Servizi sanitari 2001-2002
17. Obiettivi assegnati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Anno 2002
1. Accordi provinciali per i medici convenzionati
19. I numeri della sanità del Trentino
20. Osservatorio provinciale degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Infortuni lavorativi nella provincia di Trento 1996-2000
21. Contratto provinciale della dirigenza medica e veterinaria

Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008


22. Contratto provinciale della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa
23. Piano delle attvità di formazione del personale dei servizi sanitari 2002-2003
24. Obiettivi assegnati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Anno 2003
25. I numeri della sanità del Trentino 2003
26. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio Sanitario del Trentino 2003
27. Guida ai servizi per le persone in situazione di handicap 2003
2. Piano delle atttività di formazione del personale dei Servizi sanitari 2003-2004
29. Obiettivi assegnati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Anno 2004
30. Stato del Servizio sanitario provinciale -Anno 2001 -Sintesi
31. I numeri della sanità del Trentino. 2004
32. La formazione continua (ECM) in provincia di Trento
33. Promuovere l’attività fisica nell’anziano
34. Lavorare per la salute. Guida alla formazione nella sanità
35. Infortuni lavorativi in provincia di Trento 1996-2002
36. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio sanitario del Trentino 2004
37. Piano delle atttività di formazione del personale dei Servizi sanitari 2004-2005
3. Obiettivi assegnati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Anno 2005
39. Screening provinciale per la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori alla mammella
40. Piano Provinciale Sangue 2005/200
41. La formazione dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS) in provincia di Trento
42. La domanda adolescente. Gli adulti alla prova
43. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio Sanitario del Trentino 2005
44. Piano delle attività di formazione del personale dei Servizi sanitari 2005-2006
45. Obiettivi assegnati all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Anno 2006
46. I numeri della sanità del Trentino
47. Psicopatologia dell’età giovanile
4. La formazione nel sistema di emergenza-urgenza in Trentino
49. 1995-2005: dieci anni di riforma sanitaria e ruolo dell’APSS
50. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio sanitario del Trentino 2006
51. Studio P.A.S.S.I. per l’Italia. Risultati dell’indagine in provincia di Trento
52. I numeri della sanità del Trentino 2007
53. Catalogo delle pubblicazioni del Servizio sanitariodel Trentino 2007
54. Obiettivi assegnati all'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Anno 200

collana Strumenti per la formazione


1. No people no Joey
2. Parliamo di funghi
Vol. I: ecologia, morfologia, sistematica
Vol. II: tossicologia, commercializzazione, legislazione
3. Comunicazione pubblica e marketing sociale per la sicurezza e la salute sul lavoro. Parte I
4. Comunicazione pubblica e marketing sociale per la sicurezza e la salute sul lavoro. Parte II
5. Scuola e cultura della sicurezza. Ipotesi di curricolo verticale

collana Strumenti per la formazione SSl


1. Guida illustrata alla sicurezza nei cantieri
2. Glossario illustrato del lavoro nei cantieri
3. Igiene e salute nella lavorazione del porfido
4. Boscaiolo per hobby, sicurezza da professionista

Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008


collana guide rapide per la salute
1. Escursioni sicure
2. Al lago sicuri
3. Funghi sicuri
4. Sciare sicuri
5. Mangiare sano
6. Farmaci e salute
7. Liberi dal fumo

collana VideoDocumenti per la salute


1. Malattie dei pesci – Controllo sanitario e campionamento negli allevamenti ittici
2. Disinfezione delle uova di trota dopo la fecondazione, per la profilassi
delle malattie
3. Risanamento troticolture Alto fiume Sarca e Torrente Arnò

Le pubblicazioni edite dall’Assessorato provinciale possono essere richieste al Servizio Organizzazione e


qualità delle attività sanitarie della Provincia Autonoma di Trento, Via Gilli 4, 38100 Trento, tel. 0461 494044,
fax 0461 494073, e-mail: comunicazione.salute@provincia.tn.it
La richiesta può essere fatta anche tramite Internet al portale www.trentinosalute.net, dove è possibile sca-
ricare gratuitamente molti documenti in formato PDF.
Le pubblicazioni vengono distribuite a titolo gratuito (a eccezione dei volumi “Parliamo di funghi” e “La respon-
sabilità medica nella provincia autonoma di Trento”) con spese di spedizione a carico del richiedente.
I due volumi “Parliamo di funghi” (Euro 30,00) e il volume “La responsabilità medica nella provincia autono-
ma di Trento” (Euro 12,00) sono in vendita presso la Biblioteca della Giunta provinciale in Via Romagnosi 9,
Trento. Per l’acquisto delle pubblicazioni è necessario effettuare anticipatamente il pagamento dell'importo
corrispondente:
• al c/c postale n. 295386 intestato al Tesoriere della Provincia Autonoma di Trento -UNICREDIT BANCA
SPA -Via Galilei 1, Sede di Trento;
• tramite bonifico bancario (codice IBAN: Paese IT, CIN EUR 12, CIN S, ABI 02008, CAB 01820, n. conto
000003774828), precisando come causale: “Acquisto pubblicazione: Titolo...”
La consegna della pubblicazione avverrà o presso la biblioteca (dietro presentazione della ricevuta di paga-
mento) o tramite spedizione postale, con spese a carico dell'Amministrazione provinciale (previo ricevimento
del cedolino al numero di fax 0461 495095).

Provincia Autonoma di Trento - Punto Omega 21/22 - 2008