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Eugenio Girelli Bruni <girellibruni@gmail.com>

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[Nuovo articolo] La riforma dell’istruzione in Russia – I pericoli della specializzazione

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Z Net Italy <donotreply@wordpress.com> A: girellibruni@gmail.com

05 dicembre 2013 17:42

Nuovo articolo su Z Net Italy

05 dicembre 2013 17:42 Nuovo articolo su Z Net Italy La riforma dell’istruzione in Russia –
05 dicembre 2013 17:42 Nuovo articolo su Z Net Italy La riforma dell’istruzione in Russia –
Russia – I pericoli della specializzazione by Redazione di Boris Kagarlitsky – 5 dicembre 2013 Nel

di Boris Kagarlitsky – 5 dicembre 2013

Nel 1604 il re di Spagna Filippo III subì una forte bruciatura mentre dormiva accanto al caminetto perché non era stato possibile trovare alcun nobile che avesse l’autorità di spostare la sua poltrona. Questo è un buon esempio dei pericoli della specializzazione.

In Russia il problema è che le riforme dell’istruzione mirano a una specializzazione estremamente ristretta per sfrondarla da informazioni e materie “non necessarie” e per liberare gli studenti da ogni “sovraccarico”.

Il nuovo approccio all’istruzione si concentra sullo sviluppo di specifiche “competenze” per rispondere alle domande mutevoli del mercato del lavoro, anche se il buon senso indica che una persona con una vasta base di conoscenze navigherà attraverso l’alternarsi delle maree della domanda con un successo maggiore di chi abbia ricevuto un addestramento fortemente specializzato basato sulla lista delle competenze “assolutamente necessarie” redatta dagli insegnanti. Il risultato di tutto questo “progresso” è che dal programma di studi delle superiori è già stata cancellata l’astronomia e che i dirigenti tagliano arbitrariamente la lista delle letture obbligatorie o la riducono senza alcun riferimento all’esperienza accumulata.

Quello che le autorità definiscono un “nuovo approccio” è in realtà un ritorno alla nozione medievale che il sapere non necessario provocherà sofferenza e che il processo di apprendimento dovrebbe concentrarsi sul dominare completamente uno specifico mestiere.

L’istruzione classica emerse come risposta alle condizioni mutevoli e sempre più complesse del mercato che chiedeva ai dipendenti di prendere decisioni autonome e di sviluppare le proprie abilità. Mirava a preparare individui efficienti “autocorrettivi”. Tutti dovrebbero studiare

continuamente e migliorare lungo tutta la vita, ma quelli che ricevono una buona istruzione di base

di solito lo fanno con maggiore successo. I sostenitori della riforma che parlano dell’”obsoleta

eredità sovietica” fingono di non sapere che il sistema che pretendono di smantellare è stato sviluppato non solo dall’Unione Sovietica ma anche dall’Europa occidentale in risposta alla

transizione da un sistema feudale a uno di mercato. Nel periodo dell’industrializzazione l’Unione Sovietica ha mutuato quel sistema d’istruzione completamente formato e lo ha sviluppato secondo

la propria idea della perfezione. Il diciannovesimo secolo che molti riformatori moderni trovano così

ripugnante è stato in realtà il periodo in cui ha preso forma il concetto moderno di scuola media e

superiore. E’ stato anche il culmine del sistema del libero mercato e l’era d’oro del capitalismo.

Anche se il piano degli studi sovietico ha preso l’istruzione classica e le ha appiccicato materie tanto ideologiche quanto la “Storia del partito comunista” e il “Comunismo scientifico”, anche tali discipline offrivano una qualche conoscenza della politica e della società e non erano totalmente inutili.

I diplomati delle scuole e università sovietiche ricevevano un’istruzione di prima qualità ed eccellevano quando si trasferivano in occidente negli anni ’90. In realtà anche quelli rimasti indietro sono riusciti brillantemente ad adeguarsi all’economia di mercato, specialmente considerando le enormi rivolte sofferte dalla Russia e le sfide delle riforme istituite dall’economista ed ex vice primo ministro Yegor Gaidar. Sfortunatamente lo stesso non si può dire della generazione attuale. Le masse odierne di lavoratori “competenti” in specializzazioni ristrette potrebbero diventare un esercito di disoccupati nel giro di una notte se le condizioni economiche mutassero, cambiassero le tecnologie o la gestione fosse ristrutturata, il che renderebbe le loro abilità e competenze inutili e li costringerebbe a ripartire da zero.

In effetti, le riforme attuali mettono la maggioranza della popolazione fuori passo con il mercato.

Costringeranno le persone a pagare ripetutamente per pacchetti compartimentalizzati di conoscenze che diventeranno presto obsolete in un’economia che muta rapidamente.

Boris Kagarlitsky è direttore dell’Institute of Globalization Studies.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

Originale: The Moscow Times

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

Redazione | dicembre 5, 2013 alle 5:42 pm | URL: http://wp.me/p2HEoQ-3ty

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