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Informazione, cultura, societ e sport - Anno II - N. 4 - Dicembre 2010


Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Teramo Aut. N. 125/2009

Alvaro Ferdinando, vieni via con me


Vanno di moda gli elenchi. Possibilmente letti in TV. Ci vanno pazzi gli italiani (10 milioni!) che fanno la la e talvolta si inventano di tutto pur di andare a leggere i propri elenchi. Elenchi belli ed elenchi brutti, di destra e di sinistra, di guitti e di ministri, di attentati e di vittime, di fatti di camorra, di uomini e di donne, di ragazzi e lelenco potrebbe essere innito. Ci aveva provato del resto qualche anno fa anche Celentano con le pretese rock e non rock di un suo famoso programma. E con molto successo di critica e di pubblico. Conclusione: gli elenchi piacciono. E allora perch non cimentarsi a farne qualcuno casalingo? Uno ruspante, nostrano, di quelli che quando lo reciti ti resta perno lossicino in gola, magari uno di quegli ossi di pollo con cui un tempo si giocava infantilmente a maschio o femmina e che oggi sono praticamente scomparsi, non si trovano pi n sulle tavole n dai pollaioli, sostituiti dalla pi tecnologica fetta di petto di pollo, che proprio per fare elenchi per assonanza dovrebbe essere citata insieme con fatta da Apelle glio di Apollo. Scherziamo. Il riso fa buon sangue. Come il vino del resto, anche se chi ne beve troppo fa la ne di chi troppo ride: diventa scemo. Ma torniamo un attimo ad esser seri, almeno nel senso di Ennio Flaiano, grande abruzzese scrittore premio Strega e sceneggiatore dei lm di Fellini, che tra i suoi calembours annoverava anche: la situazione grave, ma non seria!. Elenchiamo dunque queste nostre terre vibratiane, grande e pretenziosa periferia senza metropoli; gli impianti fotovoltaici che rendono il paesaggio tecnologicamente avanzato; le piramidi esacuspidate in plexiglass fum e metallo grigio satinato; le nestre di alluminio anodizzato color oro; le nestre di alluminio anodizzato grigio; il convento, gi lazzaretto, oggi casa di riposo; lospedale dove, a quel che si legge sulla stampa, per anni sembra si siano eettuati trattamenti di chirurgia estetica per farsi pompare i labbroni o rialzare il lato B; la statua di SantOmero protettore in processione che si ferma a vedere lo sparo prima di rientrare in Chiesa; i restauri della Chiesa Madre; le rotonde,

Premio
Il santomerese dellanno

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Venuto dal mare


Essere stranieri a SantOmero

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News
Ampliamento area cimiteriale

Madonna del pettirosso (Sec. XVII), gi Pala daltare - Chiesa di Santa Maria a Vico

Lucciole di Natale
La notte di Natale santa e da sempre colma di prodigi. Prodigi profetizzati e annunciati di millenni, come lapparizione della stella cometa, evento prodigioso che guider il cammino dei Magi, o la discesa dal cielo in mezzo ai pastori degli angeli che annunciano la nascita di Ges Cristo a tutti gli uomini di buona volont. Prodigi e miracoli che a partire dalle narrazioni orali presso tutti i popoli, non soltanto tra i cristiani, si sono trasformati e arricchiti di particolari quasi sempre tesi a incuriosire, stupire e meravigliare positivamente, talora anche a sconcertare e spaventare. La fantasia popolare si sbizzarrita nel corso dei secoli a creare

Una aba della tradizione abruzzese


una serie di fatti fantastici, di miti, di eventi leggendari. Erano storie e fatti un tempo ben noti ed oggi quasi del tutto dimenticati. Nella tradizione abruzzese secondo antiche credenze, lattimo stesso della nascita di Ges, lacqua delle fonti diventa oro, gli animali (in alcune aree montane del Teramano, le pecore) possono parlare, gli uomini comprendono il linguaggio degli animali. il momento in cui possono avvenire le maggiori metamorfosi nella natura e sperabilmente anche nellanimo umano. Numerosi sono inne i racconti e le abe, le storie e le leggende, che si rintracciano ormai soltanto nei repertori della novellistica popolare e

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nei volumi che parlano di tradizioni abruzzesi, dai testi del Finamore a quelli del Pansa, dai lavori di Ciampoli a quelli di Emiliano Giancristofaro. proprio questultimo autore a riportare, nel suo Tottemjje. Viaggio nella cultura popolare abruzzese (edizioni Carabba di Lanciano, 1978, p. 128), una delicatissima aba pubblicata da Gabriele Rossetti. Si tratta della storia magica e prodigiosa di una metamorfosi, legata nella concezione popolare ad un atto di devozione e di amore. Ricca di dolcezza emotiva ed in apparenza semplicissima ed ingenua, in realt un concentrato di simboli che in qualche modo rimandano ai muta-

Calcio
Amatori SantOmero

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La forza della vita vera
La cornice che separava la tv dal mondo scomparsa; tutto diventato vicino. Non c pi uno spazio spettacolare fuori dal nostro spazio quotidiano. Una volta cerano due universi paralleli, la realt e la televisione, ma la seconda pian piano ha iniziato a introdurre porzioni sempre pi ampie di realt dentro lo schermo, che vengono lavorate e cambiate radicalmente dallinterno. La tv, dopo aver utilizzato frammenti di realt, li restituisce al mondo esterno al quale erano appartenuti, ma non sono pi gli stessi. Dal passaggio televisivo i vissuti ritornano amplicati e niente e nessuno sar uguale a prima, n i protagonisti, n chi, semplicemente guardando, ha fatto suoi i racconti degli altri. Paolo Taggi, autore televisivo, sostiene che non c pi una realt che non sia anche la realt della televisione. Lidea di presidiare la vita di un gruppo di perfetti sconosciuti, o quasi, in un ambiente che riproduce la loro vita diventa, in tal modo, un fenomeno collettivo, un rito di massa, un appuntamento irrinunciabile. Migliaia di aspiranti si presentano ai provini di Grande Fratello con la speranza che, apparendo dallaltra parte la loro immagine si possa riprodurre in milioni di copie istantanee. Avranno tutta lattenzione che non hanno mai avuto. Vivere per mesi dentro la prigione della visibilit pu farli diventare ricchi e famosi. Gli universi della tv e della realt, prima paralleli, ora si sovrappongono, si dissolvono. I ruoli sono diventati uidi. Siamo tutti potenzialmente dentro uno schema, in cui si pu essere contemporaneamente spettatori, giudici e protagonisti. Si tratta di un mondo retto da una sceneggiatura invisibile, da scoprire nel momento in cui la si interpreta. Qualunque sia il grado di realt dei protagonisti, le storie si evolvono in comunione con il pubblico. Sono storie che accadono mentre la tv le racconta. La vita reale, ma diventata televisiva, dei protagonisti attraversa la vita dei telespettatori che, tramite il meccanismo infernale del televoto, non pi un semplice consumatore ma un co-sceneggiatore. Con la celebrazione dellonnipotenza del telespettatore votante la tv sfonda le pareti dellapparecchio e irrompe prepotentemente nella realt. C chi legge, nella tv fatta dal telespettatore medio, ridotta al desiderio di spiare con la telecamera la casa del vicino, la sua fase terminale. Una televisione dove il divo non lattore, il cantante, ma il vicino di casa. La tv confeziona la realt e la rende accattivante. Il reality show non fa altro che produrre in serie attimi di vita quotidiana trasformando le relazioni in schemi spettacolari. I protagonisti per un breve periodo, alcuni mesi al massimo tranne rare eccezioni, ottengono tutti i beneci del divo, con leccezione per di venire rapidamente dimenticati e sostituiti con altri divi, anchessi destinati ad una breve notoriet. Vengono deniti i divi del consumo poich, come accade in una produzione industriale, rientrano in quella fascia di prodotti di uso quotidiano, di bassa qualit, di breve durata, facilmente sostituibili. Anni e anni di questo genere televisivo hanno creato modelli sociali per i quali non si compete pi per arrivare secondo i meriti. Tutto diventa una corsa al successo indipendentemente dai meriti. La vera tragedia delle soci-

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et contemporanea aver instillato nei giovani un pensiero quasi istintivo: il successo arriva lo stesso, per automatismo. Per arrivare alla notoriet, quindi, non richiesta nessuna erudizione o abilit. Una vera e propria idea di marketing che trascina una massa enorme di interessi, con ricadute sullintero sistema culturale, politico e sociale. Unidea mirata a colpire tutti quei telespettatori-consumatori che hanno bisogno di mettere da parte il grigiore della routine per sognare un mondo diverso. Unidea generata da unelite di potere economico e politico interessata a sfruttare e a sviluppare un fenomeno che uninesauribile fonte di guadagno e potere. Chiunque pu diventare un divo! Lipervisibilit ormai considerata un bene accessorio per qualsiasi categoria di potere. Giornalisti e autori televisivi considerano il pubblico interessato a tutto ci che fanno attori, cantanti, politici, assassini dei propri gli o nipoti, soprattutto nella loro vita privata, aettiva o intima. Eppure non si pu dire che Berlusconi ha vinto le elezioni perch ha rincoglionito gli italiani con le televisioni. (Roberto Maroni-Matrix) Antono De Ascaniis

Il santomerese dellanno
Il premio 2010 alla memoria di Ernano Fucilitti
Tra le iniziative del nostro giornale c stata la proposta di istituire il premio Santomerese dellanno. Il proposito stato quello di premiare un concittadino, nato e/o residente a SantOmero che si sia particolarmente distinto nel corso del 2010, da individuare attraverso le indicazioni dei lettori. Anche questa volta la risposta dei lettori stata vivace, talora ironica, qualche volta anche negativa, ma sempre molto calda e partecipe. Di questo ringraziamo quanti ci seguono e partecipano alle nostre iniziative. Non sono mancate le nominations, anche se si sono polarizzate n dallinizio verso alcuni nostri concittadini, attivi soprattutto in ambito calcistico. In particolare sono stati fatti i nomi di Marco Viscioni, Filippo Iacoponi e di Mim di Bar, che saranno certo contenti dellapprezzamento dei loro compaesani. Delle nominations sono giunte anche ad alcuni componenti della nostra redazione e di tanta stima siamo senzaltro grati. Le indicazioni giunte alla redazione a mezzo email al nostro sito e tramite la piattaforma di facebook sono state per soprattutto indirizzate a riportare alla memoria di tutti noi la gura di un grande santomerese, scomparso nei primi giorni di questanno, allet di 67 anni, Ernano Fucilitti. Il numero dei voti ricevuti stato cos ampio che la redazione al completo ha ritenuto di non dover procedere oltre nella costituzione di Santomeresi si aerma in alcune motivazioni di voto comparse su internet. E ancora: Uomo straordinario, di grande e sosticata sensibilit, di una bellezza interiore rara e sconvolgente; capace di guardare il prossimo e di interagire con esso con garbo e gentilezza; fermo nelle sue posizioni ma estremamente rispettoso di quelle altrui; un uomo discreto. Al di l della carica che ha ricoperto aerma una ragazza lho conosciuto in questi anni come una persona semplice, discreta, adorabile, ironica. Una delle sue peculiarit era quella di riuscire a far credere a chiunque che le vicende della vita umana fossero leggere e semplici, e qualunque dicolt superabile da tutti, indice questo di una grande statura morale e di un atteggiamento consapevolmente positivo nei confronti di unesistenza che pure nellultima parte gli stata duramente avversa, no a punirlo fatalmente proprio nel suo amore per la vita. Sono stati in massima parte i giovani a votarlo, a ricordare la sua ironia e il suo leggero e seduttivo disincanto. Alla sua memoria di persona premurosa e attenta, non senza grande nostalgia e un po di commozione a quasi un anno dalla morte lo riconosciamo come Santomerese dellanno 2010 ricordando a tutti il suo esempio ed il suo agire disinteressato e altruistico, la sua grande gura, la sua elegante cordialit e il suo aperto sorriso.

Alvaro Ferdinando, vieni via con me

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una giuria tecnica, ma di attenersi alle numerose indicazioni dei lettori e di assegnare senzaltro allunanimit il premio alla sua memoria. Amico di tutti, persona di grande sensibilit umana e di apprezzata competenza amministrativa, sia nellambito del suo lavoro, sia, negli ultimi anni, come Sindaco nella gestione degli aari comunali. Attento alle esigenze della gente e sempre pronto a dare una mano a tutti, Ernano Fucilitti si pu considerare il pi stimato e amato sindaco di SantOmero, senzaltro il migliore dellItalia Repubblicana. Grande personalit, ha avuto il coraggio di spendere il suo tempo libero a disposizione dei

trattamenti di chirurgia estetica per farsi pompare i labbroni o rialzare il lato B; la statua di SantOmero protettore in processione che si ferma a vedere lo sparo prima di rientrare in Chiesa; i restauri della Chiesa Madre; le rotonde, gli incroci e le ippovie; laquila del monumento ai caduti cui hanno tolto la gabbia, ma non vola; le feste e le sagre, le ere e i mercati, annuali e non; i corsi di cucina della Pro-loco; la porchetta e il baccal; Garrufo, Villa Ricci e Poggio Morello; la promozione del turismo; i gazebo e le castagnate della pro-loco; lamico Stefano C. e Sigmund Freud; le colonne dErcole tutte in cemento armato; la Vibrata e il Salinello; Bautt e Fermich; il panorama del Gran Sasso e la linea del mare otticamente pi alta della valle; il nuovo skyline del centro storico, nalmente merlato come si conviene a un bel castello - marcondirondirondello - e con un bel minareto levantino; i punti WiFi comunali; gli immigrati e gli emigrati, gli stranieri e gli italiani, i redattori e il direttore di S@ntomero; i belli e i brutti... Dai, Alvaro Ferdinando, vieni via con me! Vieni via con me! Abbandonare SantOmero? No, io resto. Ci sono da tanti secoli. Perch andar via? In fondo questa casa mia. alvarodemendoza@hotmail.it

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Venuto dal mare
soprattutto da albanesi, rumeni, marocchini, cine- A. sbarca ad Otranto, ma a dierenza dei fratelli, si, ucraini. La realt di SantOmero non si distacca non va in un centro di prima accoglienza, poich da quella nazionale (vedi tabella). trova al porto una la interminabile di taxi che, Quali sono le cause, che spingono ad attraversare, per una cifra piuttosto consistente, lo accompagna in modo mai indolore, nuovi conni via terra o alla stazione ferroviaria. A Giulianova trova ad atvia mare? Probabilmente sono tanti e diversi da tenderlo i fratelli, che stanno costruendo la loro persona a persona, ma non dicile individuarne nuova vita in Val Vibrata. A. giovane, ha voglia i pi signicativi: ricerca di lavoro, di ricchezza, di di lavorare e impegnarsi per s e per la famiglia una terra dove non ci sono guerre, di un paese dove che ha lasciato a Fier. Lavora con impegno e sela libert un valore primario, umanissimo bisog- riet, come tutti i giovani che desiderano raggiunno di vivere meglio, ma anche pi semplicemente gere un obiettivo. Per un anno un clandestino, per mantenere la famiglia in modo una sensazione che lo imbarazza Gli stranieri a SantOmero nel 2009 dignitoso. Si aronta il rischio di non poco, ma lanno successivo dal morire in mare non per un capriccio, suo arrivo, grazie alla sanatoria ma per poter vivere. Anche K.A. voluta dall allora governo, regolarha lasciato il suo Paese per alcuni di izza la sua posizione. Lavora come questi motivi. Nel 1995 ada la sua artigiano ed apprezzato dai suoi sorte e uningente somma di denaro datori di lavoro per essere attento (i risparmi di una vita di sacrici) e disponibile ad imparare i segreti ad uno scasta, uno dei tanti. Lasdel mestiere. Apprende la nostra cia lAlbania senza avere il tempo lingua, ma nel cuore e nella mente di salutare amici e parenti. E giunto il momento tiene stretta la sua. Le sue radici sono l, in Alpropizio per arontare la traversata, e i sentimenti bania, dove nato, dove sono i suoi ricordi e la non contano. Si sente un privilegiato: con altri 7/8 storia della sua famiglia. Per continuare ad avere compagni occupa la parte esterna della carretta di un rapporto sempre vivo con la sua gente si inmare, una notte buia e gelida, ma meglio battere contra abitualmente con i suoi connazionali con i denti per il freddo che essere stipati nella stiva cui lo lega un rapporto profondo di amicizia. Il come i tanti altri che viaggiano sulla stessa barca. Si suo cuore inizia a battere anche per una ragazza reputa fortunato rispetto a due fratelli che lhanno italiana con la quale costruisce una nuova famiglia, preceduto. Uno ha raggiunto le coste ioniche su allietata presto da un bambino. Certo non stato un barcone fatiscente e aollato allinverosimile e semplice farsi accettare: ci spaventa il diverso non si sa per quale miracolo sia approdato in Ita- da noi, ma poi la sua correttezza, sensibilit edulia, laltro ha usato per solcare le onde un mezzo cazione hanno contribuito a creare un buon veramente originale e pericoloso: un barile. Anche rapporto. Per loro ipotizza un futuro roseo perci
Movimento anagrafico della popolazione straniera residente per sesso. Bilancio demografico 2009. Bilancio demografico 2009 Maschi Femmine 203 48 9 20 18 1 1 0 5 7 4 31 14 214 68 7 30 31 0 1 0 7 6 1 30 15 Totale 417 116 16 50 49 1 2 0 61 29 12 13 5 A) Popolazione straniera residente al 1.1.2009 B) Iscritti Iscritti per nascita Trasferiti da altri comuni italiani Trasferiti dallestero Altri iscritti C) Cancellati Cancellati per morte Trasferiti in altri comuni italiani Trasferiti per lestero Irreperibili Cancellati per altri motivi Acquisizioni di cittadinanza italiana D) Popolazione straniera residente al 1.1.2009 (A+B+C) 220 252 472 Nostra elaborazione su Dati Uffici Demografici Comune di SantOmero

Approdano, talvolta. / Nel cuore i compagni perduti. / Gli aetti spezzati / nella mente lignoto / negli occhi una strascicata speranza. / Nude mani / come artigli sulla vita, /sottratta alla furia delle onde / alle barbarie / alla fame, / scavano fosse di libert (P . Barbera)

LItalia per gran parte della storia recente stato un paese di emigrazione. A partire dal 1861, nell arco di poco pi di un secolo, circa 24 milioni di italiani lasciarono la loro Terra avventurandosi verso lignoto. Solo negli anni 60 durante il cos detto miracolo economico il fenomeno si afevol, dando spazio ad un nuovo fenomeno: l immigrazione. LISTAT nel primo censimento degli stranieri registrava 321000 presenze che nellarco di un decennio raddoppiarono. I primi immigrati provenivano prevalentemente dal nordafrica, ma nel 1991, a seguito del crollo del blocco comunista, si veric unimmigrazione di massa dallAlbania. Negli ultimi anni, dallingresso della comunit rumena nellUE, abbiamo assistito ad un incremento del usso proveniente dallEuropa orientale. Il dossier statistico dellimmigrazione riferisce che il numero degli stranieri regolari sora i 5 milioni, pari al 7% dellintera popolazione. Le comunit straniere presenti nel nostro Paese sono costituite

si impegna sempre di pi e con maggiore responsabilit. Al glio, sebbene ancora molto piccolo, narra della sua Terra, con la lingua che gli propria; vuole che lui apprezzi le proprie origini, la sua cultura e la sua gente. Non stato facile inserirsi in un contesto nuovo e cos diverso da dove si cresciuti, ma A. grato allItalia che lo ha accolto nel momento di massimo bisogno, che se anche non il Paese dorato che gli avevano descritto, gli ha fornito la possibilit di vivere una vita dignitosa e di aiutare i suoi anziani genitori. I suoi nipoti, ormai cittadini italiani, studiano gi alluniversit e amano questa nostro Paese, come fosse il loro. E una storia a lieto ne, ma non lunica. Ora K. A. attende che gli venga data la cittadinanza italiana, che purtroppo tarda ad arrivare per un disguido burocratico, il nostro amico, se ancora non lha capito, deve sapere che lItalia anche questa! Vera Cristofori

...Il tempo ha sempre sbriciolato / muraglie e civilt / depennato conni / stendendo spesse coltri di piet / Sopra ogni odio (P. Barbera)

Il ceppo natalizio
Cippe cippne, more lu cippe e cambe lu patrne
Una delle tradizioni pi radicate del Natale, anche a SantOmero, era quella del grande Cippo da mettere nellangolo del camino la sera della Vigilia. Un tempo, quando cerano i camini in tutte le case, il capofamiglia ne aveva gi scelto uno bello grande, ch doveva ardere per tutte le feste no allEpifania e, quello che ne avanzava, doveva poi essere messo da parte destinato ad un uso protettivo nel caso di forti grandinate o di pericoli atmosferici temuti ed imminenti. Scriveva Gennaro Finamore in Credenze, usi e costumi abruzzesi (ristampa anastatica editore A. Polla, Cerchio, 1988), che Suonata lavemmaria della vigilia, il primo solenne atto della festa di mettere al focolare il ceppo (). Il ceppo deve esser messo al focolare dal capo di casa. - Perch non manchi eccezione alla regola -, in Atri si ritiene che il ceppo debba esser messo al fuoco dai gli; altrimenti, sarebbe un cattivo augurio pel capo della casa. La notte di Natale, non si copre il fuoco (che nel camino non veniva mai spento, ma coperto la sera con la cenere per tenere delle braci da cui far ripartire la amma il giorno dopo) perch si ha da scaldare il Bambino ; e non si spegne la luce del lume ad olio. Sarebbe un gesto di empiet spegnere il fuoco e il lume. Il ceppo in qualche localit doveva ardere tutta la notte, badando a non farlo consumare tutto. Si gi accennato al fatto che doveva durare no allEpifania o almeno no a Capodanno, bruciandolo un poco per volta ogni sera. Questo perch il ceppo simbolegga la radice, la stirpe, la generazione fondamentale che deve continuare. Pi dura il cippo e pi avr lunga la vita il padrone, il capo di casa, colui al quale demandato il compito di rappresentare la vitalit familiare e la trasmissione della famiglia nel futuro. Da qui il motto che appunto recita: brucia e muore il ceppo e vive a lungo il padrone. Buono asupicio dunque e scaramanzia. I resti carbonizzati del ceppo che rimangono dopo le feste si serbano come cosa sacra. La mattina di Capo danno, prima che spunti il sole, scrive ancora il Finamore, si portano in campagna, si accendono, e si dice : Tande londane se vde lu foche, tande lendane pozza sta srp e ttope. Ci fatto e detto si spengono e mettono da parte per scongiurare i nembi. In alcune localit si usava sotterrare in campagna alcuni dei resti del fuoco, divenuto sacro in quanto stato arso per tutte le feste, per preservare i prodotti dalle intemperie, e una parte si serbava, per scongiurare le tempeste. La credenza nellecacia del fuoco sacro di Natale per scongiurare le tempeste, era comunissima. Fino a una trentina di anni fa non era raro, anche a SantOmero, nel bel mezzo di una grandinata o di una tempesta, vedere qualcuno che buttava tizzoni sulla via o sullaia per scongiurare e vincere le forze del male che nella credenza popolare presidiavano la brutalit dellevento atmosferico.

Cappelle e loculi cimiteriali


pelle sono stati stabiliti in funzione delle richieste pervenute dalla cittadinanza interessata. I fondi previsti in bilancio ammontano a 250.000 euro. Ne dovrebbero essere utilizzati 210.000 per fare le prime otto mentre si stima che le altre potranno essere realizzate con i proventi della loro vendita e con i 40.000 euro rimasti. Le cappelle gentilizie costeranno circa 30.000 euro ciascuna e saranno rinite allesterno, compreso il cancelletto. Non possibile inizialmente la loro prenotazione in quanto bisogna prima evadere le varie richieste che si sono avute negli anni. Il costo di ciascuno dei loculi che verranno costruiti sar di circa 1.500 euro. Sar possibile eettuare la prenotazione delle stesse con modalit che verranno rese note prossimamente dallAmministrazione. Si ringraziano per la prontezza della risposta e per la collaborazione Cristian Fan e Alessandro Azzari.

LAmministrazione Comunale di SantOmero si appresta a rendere esecutivo il progetto di ampliamento della nuova area cimiteriale del Capoluogo. Sono previste: 1- la realizzazione di due nuove batterie di cappelle gentilizie da realizzarsi in tempi successivi in funzione delle richieste; 2 - la realizzazione di un nuovo padiglione loculi, in fase di progettazione; 3 - la realizzazione di un nuovo campo di tumulazione per animali; 4 - la realizzazione di una nuova viabilit pedonale interna; 5 - la predisposizione di pannelli fotovoltaici sulle coperture. A quanto diuso dallassessorato ai lavori pubblici, gli interventi autonaziati riguarderanno una batteria di 24 cappelle gentilizie ad ingressi contrapposti a forma rastremata. Il numero e lassegnazione progressiva delle cap-

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Buon Natale da Don Slawek!
Don Slawek, sacerdote di origine polacca arrivato questanno a SantOmero, stato nominato Vicario della nostra Parrocchia. Il giovane prete ci ha concesso una breve ma intensa intervista, per spiegarci un po meglio da dove viene e far luce sul suo incarico affiancando Don Luigi nella sua azione pastorale nel nostro paese. Innanzitutto, da molto in Italia? Ormai sono cinque anni che vivo in Italia. In questo periodo studiavo a Roma. Com arrivato a Sant Omero? Dopo cinque anni di studi ho dovuto prendere una decisione riguardo al mio futuro. Da una parte finita la borsa di studio, dallaltra invece, non ero pi obbligato come prima a rimanere a Roma per frequentare lUniversit. Le opzioni erano due: tornare in Polonia o fermarmi qualche anno in una delle parrocchie in Italia. Dopo aver consultato mio Vescovo, ho scelto di rimanere. Perch a SantOmero? Il mio Vescovo mi ha proposto di fare una esperienza pastorale nella diocesi di Teramo. In seguito si saputo che il servizio pastorale nellOspedale di SantOmero torna alle competenze della parrocchia locale. Per favorire anche questo servizio, il Vescovo di Teramo mi ha nominato per tre anni vicario della parrocchia di Maria SS.ma Annunziata a SantOmero. assicurare quel servizio sostanziale che la parrocchia deve offrire ai credenti. Poi, gli ammalati aspettano la nostra presenza anche nellOspedale. Certo, se sorgeranno altre iniziative ci occuperemo anche di quelle. Vogliamo essere a vostra disposizione, secondo le nostre possibilit. Quale messaggio vorrebbe trasmettere alla componente giovane del nostro paese, in prospettiva del prossimo Santo Natale, e per la loro vita? Volevo ricordarvi che nella comunit della Chiesa c posto per tutti, soprattutto per i giovani. So che siete tutti pieni di energia e di entusiasmo, e questo si pu sperimentare vedendo le vostre varie iniziative, anche qui a SantOmero. Cristo vi cerca sempre e vi vuole accompagnare nella vita. Ma anche voi dovete lasciarvi trovare da Cristo. La vita troppo bella e preziosa per poterla sprecare... Lasciate che Ges nasca anche nei vostri cuori, nella vostra giovane vita! Auguri di Buon Natale a tutti!!! La redazione rivolge un sentito ringraziamento a Don Slawek per la disponibilit con cui ci ha permesso di realizzare questa intervista, con i migliori auguri di Buon Natale e per la nuova azione pastorale che si appresta a portare avanti a SantOmero. Giampiero Fileni

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Lucciole di Natale
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menti, alle trasformazioni, al cambiamento di stato che, in modo didascalico riferita ad un piccolo e magico insetto, riguarda in realt la trasformazione spirituale cui ogni uomo viene invitato per meritarsi la salvezza. In questi termini e con gli auguri di Buon Natale, ai lettori la aba della lucciola di Natale. Era la notte di Natale e il bambino Ges, nato da poco, non aveva abiti, ma tanto, tanto freddo. Vi erano nella stalla un bue e un asinello che lo riscaldavano con il ato. Una gallina da sotto una trave della stalla si scroll di dosso tutte le penne in modo da formare un piccolo giaciglio; una pecora diede la sua lana per coprine il corpicino di Ges, mentre un ragno l una piccola cuetta di tela intorno al suo capo. Solo un piccolo vermiciattolo non sapeva cosa donare a Ges e, vedendo fra la paglia della stalla un ore appassito, lo raccolse e lo pos nelle mani del bambino che lo benedisse. Giunse il mese di maggio e il vermiciattolo sent qualcosa sul suo dorso e vide che gli spuntavano le ali e una luce si spegneva e accendeva ad intervalli sulla sua coda: era diventato una lucciola! Usc dalla stalla e vide tante altre lucciole che volavano per la campagna. Ges bambino aveva cos voluto premiare il buon vermiciattolo, donandogli un po della luce della notte di Natale. Cos ogni anno, a maggio, si rinnova il miracolo e tante lucciole illuminano la notte, come dice una vecchia lastrocca ripetuta dai bambini abruzzesi, pe mare e pe terre, e pe

Da dove viene di preciso? Dove ha portato avanti i suoi studi? Come sicuramente gi sapete, vengo dalla Polonia, dalla diocesi di Radom (centrosud della Polonia). Sono stato ordinato sacerdote nel 2003. Dopo due anni di servizio in parrocchia, il Vescovo mi ha mandato a Roma studiare teologia allUniversit Pontificia Salesiana. Cosa si ripromette della sua azione pastorale a SantOmero? Sono venuto qui a dare una mano al Parroco Don Luigi. Ovviamente, prima si deve

Mens sana in corpore sano: un po di sioterapia


sintomi e segni di soerenza: trattamento da eettuarsi gi a partire dalle condizioni pi acute e severe; normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche; riabilitazione funzionale; ginnastica medica. La sioterapia per raggiungere i suoi scopi si pu avvalere, oltre che della terapia manuale, di strumenti sici quali: elettroterapia (TENS, Ionoforesi; correnti diadinamiche, correnti interferenziali, correnti esponenziali, Kots, ecc); magnetoterapia; laserterapia; ultrasuonoterapia; tecarterapia. Questultimo metodo davanguardia ha rivoluzionato il mondo della sioterapia e della riabilitazione. Sperimentata in cliniche e in centri di ricerca internazionali, la tecarterapia ha dato i suoi primi, grandi risultati nel campo dello sport agonistico, dove ha consentito a migliaia di atleti infortunati di ritornare velocemente in forma. Dal mondo dello sport, luso della tecarterapia si esteso e si sta estendendo in misura sempre maggiore ad altri settori della medicina. Sono sempre pi numerosi infatti gli specialisti che la utilizzano nella cura di tutti i tipi di patologie articolari e osteoarticolari, non solo acute ma anche croniche. La tecarterapia infatti riconosciuta come il metodo di cura pi semplice, ecace e non invasivo sia in sioterapia che in riabilitazione. Come agisce? La tecarterapia sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa lattivazione dei naturali processi riparativi e antinammatori. Grazie ai due sistemi, capacitivo e resistivo, la sua azione si pu indirizzare alle fasce muscolari e ai sistemi vascolare e linfatico, o pi in profondit su tendini articolazioni, legamenti, cartilagini e tessuto osseo. Agisce attraverso tre reazioni semplici indotte su tessuti cellulari: 1 Incremento Microcircolo (Atermia), ad eetto antalgico ed antinammatorio attraverso un rilascio naturale di endorne e una rapida dissociazione dellossigeno cellulare; 2 Vasodilatazione (Ipotermia), accelera i processi riparativi biologici attraverso un incremento del metabolismo cellulare; 3 Incremento della temperatura (Ipertermia), induce un processo enzimatico fondamentale nella cura delle patologie inammatorie cronicizzate (brosi, capsuliti, calcicazioni). La tecarterapia particolarmente indicata per le patologie inammatorie dolorose acute e croniche riguardanti spalla, gomito, polso, anca, ginocchio, caviglia e colonna vertebrale quali ad esempio tendinopatie, miopatie, artrosi, cervicalgie, lombalgie e sciatalgie. Inoltre, integrando lintervento terapeutico del sioterapista, indicata nelle riabilitazioni (ad esempio nei post-operatori) accorciandone sostanzialmente i tempi di recupero. Vladimiro Di Pierdomenico e Andrea Frat

La Fisioterapia una professione sanitaria che tratta lo sviluppo, il mantenimento e il recupero del movimento e della funzione durante la vita, specie in quelle circostanze in cui questi vengono compromessi da trauma, malattia, fattori ambientali, et. La sioterapia si occupa di identicare e massimizzare la qualit della vita e il movimento potenziale entro le sfere della promozione, prevenzione, trattamento/intervento, abilitazione e riabilitazione. Il percorso formativo richiede una formazione di livello universitario (corso di Laurea in Fisioterapia). Gli scopi della terapia sono molteplici: riduzione e annullamento del dolore e di altri

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Il cavaliere rosso
verit, il momento giusto sembra non arrivare mai solo perch non hai trovato un sistema che ti permetta di abbandonare le sigarette senza sorire. Per chi non ama leggere c anche un seminario di gruppo della durata di circa 5/6 ore , nella maggior parte dei casi, suciente anch il fumatore smetta felicemente di fumare e non senta mai pi la mancanza del fumo. - stata una rivelazione capire che mi sono liberato immediatamente dalla mia dipendenza. E il non fumare stato non solo facile ma incredibilmente piacevole. Sir. Anthony Hopkins (attore) - Il seminario Allen Carrs Easyway mi ha permesso di realizzare qualcosa che credevo impossibile: dopo 30 anni, riuscire a smettere di fumare nel giro di poche ore. Un miracolo! Non riesco a denirlo in altro modo. Anjelica Huston (attrice) - Smettere di fumare stato come ritrovare una strada, come ritrovare un amico (me stesso) di cui avevo perduto le tracce. Il metodo Easyway straordinario perch ci rivela, senza violenza, la nostra fragilit e la trasforma in forza. un cammino di liberazione. Sergio Castellitto (attore) - ...ed ora nessuno potr dirmi che fumo come un turco! Ferzan Ozpetek (regista) - Il suo metodo unico: togliere la dipendenza dalle sigarette mentre si fuma! Richard Brandson (imprenditore) Antonello Cristofori

Smettere di fumare facile


Rilassati, accenditi una sigaretta e continua a leggere
Se stai leggendo queste righe vuol dire che stai prendendo in considerazione la possibilit di smettere di fumare! E se ti dicessimo che sei gi a met strada e che ti renderemo laltra met cos facile che non ti accorgerai neppure di percorrerla non ci crederesti vero? Ne hai gi sentite tante, hai gi provato a smettere un sacco di volte o stai solo curiosando perch, per il momento ti piace fumare! Questo libro ti permetter di smettere di fumare in poche ore, senza dover ricorrere alla forza di volont, senza luso di medicinali o surrogati di alcun genere, senza tattiche terroristiche o strani stratagemmi, senza sorire, senza ingrassare, senza pi sentire il desiderio di fumare ma passando il resto della tua vita ringraziando il giorno nel quale lhai trovato! Come funziona? Rilassati, accenditi una sigaretta e continua a leggere Questo il metodo di un fumatore per smettere di fumare: ecco la miglior denizione di Easyway. Lessere stato un fumatore accanito per oltre trentanni permise infatti ad Allen Carr (lautore del libro) di arontare la soluzione del tabagismo con cognizione di causa, intelligenza, rispetto ed onest. Il fumatore, infatti, non decide di continuare a fumare ma semplicemente tende a posticipare la decisione di smettere, aspettando il momento favorevole per farlo. Quante volte ti sei detto: Smetto domani, dopo le vacanze o dopo questo periodo dicile. In

30 anni fa: la storia di John Lennon e Mark David Chapman


E dicile che due persone completamente diverse si incontrino e se accade solo per un attimo e dopo quellattimo le loro strade tornano a separarsi. Per sempre. A volte per capita che quellistante, cambi denitivamente le loro vite. New York, 8 dicembre 1980, 72 strada, Upper West side.Il Dakota Building un elegante palazzo in stile gotico ai margini di Central Park. E ledicio dove abitano gli artisti pi in vista della grande mela e dove vive John Winston Lennon insieme a sua moglie Yoko Ono e suo glio Sean di 5 anni. John Winston Lennon semplicemente quel John Winston Lennon; uno degli uomini pi importanti del secolo, quello che comunemente deniremmo un genio. Musicista, compositore e autore di alcune delle melodie pi belle della storia, leader dei Beatles e del movimento pacista, ma anche uomo duro, spigoloso con molti problemi di droga e considerato dal governo statunitense persona sovversiva e potenziale pericolo per lo stato americano e per lFBI (consigliamo di vedere in merito il lm USA contro John Lennon diretto da David Leaf e distribuito nel 2006). Ma quel periodo un momento particolarmente sereno per lartista: ha da poco compiuto 40 anni, i rapporti tra lui e sua moglie vanno bene, si disintossicato e dopo 5 lunghi anni tornato a fare musica pubblicando il suo ultimo album Double Fantasy. Quella sera di dicembre Lennon esce dal Dakota Building per dirigersi agli studi di registrazione insieme a sua moglie. Ad attenderlo ci sono alcuni curiosi e fan tra i quali un uomo grassottello sulla trentina che, con molta timidezza, gli chiede di autografare la sua copia del disco. Qualcuno scatta una foto (che qui pubblichiamo) immortalando, inconsapevolmente, quella che di l a poco sarebbe diventata una pagina di storia. Lennon chiede alluomo se quello era tutto ci che desiderava. Il giovane gli risponde, mentendo, di s. Lex leader dei Beatles entra cos nella sua limousine e si allontana, ignaro che quellautografo apposto sul suo disco sar lultimo. Quelluomo pacioccone, insignicante se paragonato a John Lennon si chiama Mark David Chapman e no a quel momento un perfetto sconosciuto. Ha 35 anni ma ha gi vissuto mille vite, mille trasformazioni. E un tipo inquieto, cattolico fervente, ossessionato dal Giovane Holden di Salinger con il quale si identica; ha avuto problemi con la droga ed ora pieno di problemi economici. Mark davanti al Dakota proprio per vedere John Lennon. Con s ha lalbum Double Fantasy, una copia del giovane Holden e una pistola. Lennon, lartista che ha segnato la sua adolescenza e che adorava profondamente, un falso: aerma nelle sue canzoni che Dio solo un concetto col quale misuriamo il nostro dolore e che spera in un futuro dove non esistano pi religioni a dividere il mondo; Mark, inoltre, non sopporta il fatto che Lennon predichi, nel testo del brano Imagine, labolizione della propriet privata quando lo stesso artista un ricchissimo milionario. Nella sua mente malata John Lennon un ipocrita e Mark vuole dargli una lezione. Vuole ammazzarlo. Alle 22:50 la limousine di Lennon, di ritorno dallo studio di registrazione, parcheggia davanti al Dakota Building. Lartista esce e si dirige allingresso. Ha voglia di riabbracciare il glio Sean. Dallaltra parte della strada qualcuno grida Hey Mr. Lennon, sta per entrare nella storia, poi 5 colpi di pistola scuotono la notte. John Lennon muore in ospedale alle 23:07. Mark David Chapman entra nella storia, ma dalla porta sbagliata: Credevo che uccidendo Lennon sarei diventato qualcuno e invece sono diventato soltanto un assassino. E gli assassini non sono nessuno. John Lennon nella storia ci sarebbe entrato comunque, ma Mark Chapman, con il suo gesto folle lo ha trasformato in un icona: eterna, immortale, unica.

A 30 anni dalla morte di Lennon vogliamo segnalare luscita in Italia, il 3 dicembre di Nowhere Boy. Il lm si basa sul libro Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon (traducibile in Pensa un po: essere cresciuta al anco di mio fratello John Lennon) scritto da Julia Baird, sorellastra di Lennon. Il lm racconta ladolescenza dellartista e i suoi primi approcci alla musica, lamicizia con Paul McCartney e il rapporto con due gure femminili importanti, la zia, Mimi Smith, e la madre, Julia Lennon. Un ora e mezza imperdibile non solo per i fan dellartista, ma anche per coloro i quali amano gli anni 60 e lera della Beat Generation. Inne, per chi vuole saperne di pi su Mark David Chapman, suggeriamo il lm The Killing of John Lennon di A. Piddington del 2006, ricostruzione in forma drammatica della sua vita piena di contraddizioni, incertezze e deliri no alla realizzazione del suo folle piano: uccidere John Lennon. Fabrizio Cardelli

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Per lanagrafe era Vincenzino Camaioni, per gli amici Mingiachitt, per gli amici intimi Camay. Coloro che lhanno conosciuto (veramente tanti) sono certo non potranno mai dimenticarlo. Come per molti in quellepoca, anche per lui la scuola termin con la licenza di quinta elementare ma la scuola di vita continu con il lavoro manuale, da cui trasse insegnamenti che lo fecero uomo. Le sue caratteristiche? Esuberante, ma non invadente, vivace ma non chiassoso, ossequioso ma non melliuo. Possedeva una fantasia cos eervescente che gli suggeriva sempre soluzioni a situazioni controverse o impreviste. A lui si aprivano tutte le Porte e i Portoni perch sapeva intercedere con tatto e diplomazia. Sbalorditiva la sua capacit nel trovare le strategie per raggiungere uno scopo che, espresse con un tono rispettoso ma nello stesso tempo condenziale (... TATI...), riuscivano a convincere qualsiasi interlocutore. Il suo modo di camminare, poi, era inconfondibile: passo breve ma veloce, una spalla sempre pi bassa rispetto allaltra, capo leggermente inclinato. Con Creola formava un binomio indissolubile, lei era quella che dimostrava lamore per il suo Vincenzino con gesti, sguardi, parole e gelosia, mentre lui pudicamente nascondeva i suoi sentimenti ma li esternava quando si trovava con gli amici fraterni, con brindisi a lei dedicati o con teneri racconti. Si erano sposati giovanissimi e Creola per lui rimase sempre lla frcho la mia bambina a seconda del contesto in cui si trovava. Negli anni 70/80 era consuetudine di alcuni partiti organizzare feste paesane per autonanziamento. Mingiachitt, pur se ideologicamente distante dal P.S.I., partecipava alla riuscita della manifestazione apportando il suo contributo nello stand gastronomico soprattutto per solidariet verso i suoi amici simpatizzanti. In uno di questi eventi era ospite il cantante Giorgio Consolini; il nostro amico si avvicin ai piedi del palco e tutti lo videro confabulare piuttosto a lungo con il cantante, ma non ne comprendevano il motivo. Poco dopo Consolini inton una canzone degli anni 30: Creola, non prima per di aver precisato che tale motivo non faceva parte del suo repertorio, per cui si scusava se l interpretazione non era delle migliori, ma aveva ceduto allinsistenza, quasi commovente, del signor Camaioni che lo dedicava a sua moglie. Gli amici potrebbero narrare molteplici aneddoti che lo hanno visto protagonista e che sono diventati ormai leggenda metropolitana. Ogni episodio comunque si concludeva con la stessa frase:Vogliamoci bene, tanto non ci costa niente!. Ho avuto lonore di chiamarlo Camay, poich nel lungo periodo in cui sono stato amministratore e presidente dell ospedale di SantOmero, Mingiachitt svolgeva il ruolo di autista, portiere, uomo tuttofare. Si pu ben immaginare di quanti episodi io sia stato spettatore o partecipe, cos divertenti che potrebbero essere annoverati fra gli scheck della comicit pi ranata. Quello che voglio qui raccontare si svolto in uno dei viaggi in auto per Roma dove io e Mario Bucciarelli ci recavamo frequentemente al ne di ottenere nanziamenti per realizzare lattuale ospedale Val Vibrata. Naturalmente Mingiachitt, in veste di autista ci accompagnava. Quel giorno avevamo un appuntamento a Palazzo Chigi con lonorevole De Martino. Giunti alla piazza di Montecitorio fummo subito consapevoli dell impossibilit di parcheggiare n l n nei pressi in quanto zona o limit per la gente comune. Gli raccomandai allora di compiere dei giri intorno all isolato pronto a farci salire in macchina appena concluso il colloquio, ci per evitare multe o la rimozione del veicolo, non fosse altro perch allepoca tutte le spese sostenute erano a nostro carico personale. Appena usciti, nella Piazza vidi con grande sorpresa, Vincenzino appiedato. Pensai subito al peggio e inveii verbalmente su di lui accusandolo di aver senz altro combinato un guaio; immaginai che avessero prelevato lauto in quanto in sosta non consentita o che il mezzo fosse stato rubato. Quando ebbe lopportunit di giusticarsi Camaioni esord:Presid, la macchina parcheggiata proprio qua vicino e m la vado a prendere. Mi ero fermato di fronte al parcheggio riservato ai deputati, ma un poliziotto si avvicinato ordinandomi di spostare immediatamente lauto. Io ho risposto che ero lautista dell on

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Personaggi santomeresi: Mingiachitt


Cristofori, che, in quel momento, si trovava nel Palazzo per un importante riunione. Il poliziotto mi ha fatto presente che il parcheggio riservato ai deputati era quello di fronte e comunque bisognava esibire lautorizzazione.Credo che chiunque a questo punto avrebbe rinunciato, ma non Minguiachitt. Segret - continu rivolgendosi a Bucciarelli - gli ho detto quasi piangendo che avevo dimenticato il permesso di sosta e che, se lavesse saputo, lOnorevole mi avrebbe quasi sicuramente fatto passare dei guai perch, detto condenzialmente, Cristofori era proprio un cane. Lo sapete, il poliziotto mi ha fatto parcheggiare nellarea riservata consigliandomi amichevolmente di non dimenticare, la prossima volta, il documento richiesto e mi ha raccomandato di avere pazienza con il mio datore di lavoro. Riferendosi all On. Cristofori, Camay intendeva il sottoscritto, ma non sapeva che esisteva un mio omonimo: Nino Cristofori, deputato D.C., e certamente questa coincidenza aveva tratto in inganno il tutore dellordine. Conoscendo bene le sue arti persuasive immaginammo la scena e ci furono grandi risate derivanti dallennesima prova di audacia e intraprendenza dell istrionico Mingiachitt. A SantOmero e dintorni si sentiranno raccontare ancora per lungo tempo storie e storielle di questo personaggio originale e unico poich coloro che lo hanno conosciuto lo ricorderanno sempre con aetto e simpatia. Gennaro Cristofori

Paesaggi emotivi
Ormai da 5 anni, come unellisse nella penisola, mi trovo su treni, autobus, macchine, strade. E guardo. La visione laterale mi diventata preferenziale e con cura scelgo e calcolo ogni volta quale sia il lato pi fecondo, meno soleggiato, con vicini meno rumorosi, con sedili liberi davanti per spingere con le ginocchia e rannicchiarmi nel mio posto. Consacrata cabina di avvistamento delle ore di osservazione, spazio privato difeso con svogliata tenacia da chiunque mi si voglia mettere accanto e rompere la bolla di libri, panini e pensieri che semino come segnali di guardia. E guardo. Osservazione non partecipante. Mi scivolano davanti campi, montagne, autostrade, orti selvaggi nelle stazioni pi dimenticate, carretti, strade, pendolari, gallerie e buchi nella terra. Se ho la fortuna di poter sdare lasssiante aria condizionata e aprire un nestrino il mio viaggio diventa un percorso odoroso. I pini diventano letame, e fetore di concerie, e sudore di gente esausta, e soprattutto lodore di ferro delle gallerie, quando il treno si inabissa negli intestini di Italia. Passaggi putrescenti di altri movimenti rimangono ad aleggiare, armonie di chiuso e metallo, un odore che mi sconvolge come un tempo lontano che ingenuamente penso di miniera. Un budello dolce. Spesso salta la luce e il nero di quellodore tossico mi stringe e mi avvolge come una placenta di madre severa. Il mio viaggio perpetuo in quella che accidentalmente diventa la mia terra (mia solo perch in quel momento il mio corpo la sta attraversando e vivendo), la mia visione di prolo mi ha permesso di intuire cosa sta avvenendo. Di scattare fotograe di questi continui passaggi e di tentare di schiudere il paesaggio e tramutarlo in luogo. Sono alla stazione di Pescara, prendo il regionale per Ancona, vengo dalle montagne, da posti che sono persi, e meravigliosi, sogni di depressione economica e di ruscelli di bellezza e illusione di purezza. Vado a casa. Dov casa? Casa ora dove sto andando orada qualche mese non torno. Mi avvicino. Mi stringe il cuore. Prima Eurospin, una insegna gialla e blu che illumina la strada di Giulianova, poi Conad, Lidl, sono a casa, mi guardo dentro e quasi mi vengono le lacrime; s sono a casa, e lo sento perch aumentano i supermercati, i proli delle mie emozioni si incastrano con quelli dello sviluppo di questa terra e i segnali pubblicitari sono lampioni rossi di prostitute, lucine che per me vogliono dire appartenenza. Non voglio crederci eppure cos. Quando da piccola scendevo con mia madre e mio padre, in macchina mia sorella ed io ci stendevamo sui sedili. Era casa, nonni, prati quando si aacciavano le colline marchigiane. Eravamo arrivati quando guardando in su dai nestrini si susseguivano i pini marittimi della statale, pini seri, alti e bellissimi. Questo era per noi il segno. E la sete diventava pi forte. Ora sono emozionata perch dal treno posso riconoscere gli abusi edilizi, posso distinguere che l si vendono le prugne e pi avanti hanno aperto un centro commerciale nuovo. Il pi grande dEuropa. Si si...l ci sono sempre i cartelli dei locali degli spogliarelli, quanti sono! Accanto la nuova chiesa che sembra un prosciutto di cemento armato, poi la la degli chalet...sono agitata e allo stesso tempo mi rilasso, la situazione sotto controllo, qui io appartengo a qualche cosa forse sto andando a SantOmero, il paese in cui sono nata, prima di trasmigrare e ritornare e emigrare ancora. La strada attraversa case e ancora case nuove e poi rotonde, case, case, perch? Chi ci abita? Sono vuote, non c nessuno dentro, troneggiano cartelli di vendesi. Ogni volta che ritorno sono di pi, mostruose, architetture bislacche e colorate, senza senso e senza identit, costruite in luoghi di passaggio, dormitori per automi consumatori, per disperazioni. Perch costruiscono? E soprattutto chi lo fa? Ogni volta che torno faccio il conto delle tante case coloniche che stanno crollando, meraviglie di un mondo che ormai non ha pi senso di essere, chiuso, orpelli dei ricchi borghesi in cerca di una verginit contadina. Eppure ancora resistono e guardo con nostalgia cose che non ho mai vissuto, che appartengono alla memoria. Forse non di una memoria collettiva, memoria di vergogna e di miseria o anche di esaltazione vuota e strumentale. Eppure ancora mi pare di leggerci un senso, un circolo di signicati. Perch non lo trovo negli orrori che vengono costruiti in un mese? Perch mi sembrano cos disconnessi dal reale? Forse sono io ad esserlo. Perch non mi spiego la presenza di tre centri commerciali gli uni addossati agli altri, alcuni pieni di negozi ma vuoti, altri semplici anime di cemento armato con le scale scheletriche che bucano gli orizzonti? Perch non mi spiego enormi quartieri residenziali? Quanto valiamo per coloro che animano questi progetti? Cosa rappresentiamo, quale vita immaginano per noi? In queste terre non c sviluppo, le poche industrie stanno chiudendo e altre non vengono aperte. La mutazione antropologica ha segnato il passo. E io mi ritrovo riconoscente alle insegne dei supermercati nel segnare i miei conni emotivi. Sara Settepanella

SantOmero - Tel. 0861 818267 Nereto - Tel. 0861 843117

Avviso ai collaboratori Si invitano quanti inviano articoli per la pubblicazione a non superare una cartella di testo (max 20-24 righe, corpo 14, spaziatura singola). La redazione si riserva comunque di ridurre o sintetizzare gli scritti inviati per adattarli allo spazio disponibile.

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Amatori SantOmero
con 9 giocatori ma pian piano si cercava di andare avanti, arricchendo la propria storia anno dopo anno. Come non menzionare la fantastica nale al Fadini di Giulianova il 4 di giugno del 2006 contro gli Amatori San Nicol nel segno della passione per il calcio e dellamicizia. La sede e il campo sportivo, oggi simpaticamente soprannominato Il Margheritoso (per via del folto manto oreale che lo ricopre lungo tutta la stagione primaverile) era ed tuttora situato nella vicina frazione di Poggio Morello ed gestito direttamente dalla squadra, da quelle stesse persone che ogni sabato scendono in campo, perch per loro quel pezzo di terra e quelle quattro mura simboleggiano la forza, la passione e soprattutto unamicizia che li tiene uniti da anni. Le varie rose succedutesi negli anni, hanno visto militare tra le proprie la i pi variegati personaggi del tessuto sociale santomerese e zone limitrofe, imprenditori, ragionieri, periti, idraulici, geologi, ingegneri, avvocati, medici, banchieri, operai, camerieri, studenti, politici comunali, nullafacenti, avventurieri, conquistatori, gigol, ex galeotti e calciatori anche di diverse etnie. Oggi let media degli atleti si notevolmente abbassata, al contrario del peso medio che aumentato decisamente, specialmente nei periodi Natalizi e al rientro dalla stagione estiva! Oltre allet e al peso, anche il nome stesso della squadra ha subito modiche; si passati di fatto da SantOmero Amatori a CMC SantOmero (per via dello sponsor che ha aiutato e ancora oggi sostiene la squadra) no allattuale e denitivo Amatori SantOmero; anche lo stemma, in passato raramente apparso, stato ridisegnato prendendo spunto dallo scudo araldico del comune di SantOmero e ragurante quindi il prolo di un leone ruggente a simboleggiare la forza ed il coraggio (da qui il soprannome di leoni biancoazzurri). Oggi, il team guidato dallesperienza calcistica di mister Giovanni Marrone, conta pi di venti iscritti tra i quali gurano i componenti del consiglio direttivo ed il presidente: tra i pali la promessa Antonio Irelli, la difesa tutta grinta e carattere con Jonathan Di Mattia, capitan Marco Flor, Paride Ruggieri, Ettore Muscella, Arduino Di Pasquale, Dario De Ascanis e lattuale presidente Juri Cordoni, il centrocampo tutta corsa e belle giocate con Nilo Cordoni, la bandiera Lorenzo Galli, Adelchi Frat, Giuseppe Di Luca, Danilo Olivieri, Luigino Compagnoni e Antonio Sainato; davanti la potenza e la sete di gol di bomber Oscar Costantini, Francesco Geroni e Lorenzo Tosti, non dimenticando il mitico direttore sportivo Umberto Viviani! Altro ore allocchiello dei Leoni biancoazzurri, oltre al sito personale della squadra, www.amatorisantomero.com, gestito dallinstancabile Paride Ruggieri, il goliardico terzo tempo ormai in voga da parecchi anni, dove la squadra aronta dei veri e propri incontri enogastronomici, perch la voglia di stare insieme non termina dopo gli 80

Nel lontano 1979 su iniziativa di un gruppo di amici ed ex calciatori in pensione venne allestita una squadra per partecipare ad un torneo locale. Terminata la competizione venne deciso di dare continuit allattivit appena intrapresa e di dare vita ad una vera e propria realt calcistica amatoriale nota oggi come Associazione Sportiva Amatori SantOmero che raccoglieva vecchie glorie del calcio santomerese, ex atleti delle rappresentative vicine e quanti avessero voglia di giocare al pallone e di far parte di un gruppo. Con il contributo degli stessi giocatori, si riusc a trovare il necessario per partire e ad ogni campio-

nato lentusiasmo cresceva ed il progetto si arricchiva di bravi giocatori, nuovi stimoli, bei piazzamenti e qualche trofeo. Lo spirito di gruppo, il divertimento e lamicizia fece s che quel manipolo di avventurosi calciatori, tramandasse tale passione a gli, nipoti e amici, raccogliendo negli anni simpatie e tifosi in tutto il Comune e non solo. Dai campionati CSI, allENDAS, dalla FIGC no al campionato UISP , il SantOmero Amatori li affrontava tutti! A volte le trasferte erano lontane e bisognava partire con largo anticipo, cosa non sempre possibile a causa degli impegni lavorativi di molti, non era raro scendere sul terreno di gioco

minuti, ma prosegue nei bar del Paese, accompagnata da un bel panino con Porchetta e birra! Tutto questo e molto altro che non ha spazio per essere raccontato, una realt che dura da pi di trentanni, lespressione di come un gioco, quello del calcio, possa portare persone tra loro molto diverse a condividere momenti veri damicizia, calcio e passione! Un ringraziamento particolare va a quel gruppetto di irriducibili che sostiene con coraggio e passione la squadra, soprattutto quando le tifoserie ospiti sono numerose e chiassose! Paride Ruggieri e Juri Cordoni

Un cesto di bei ricordi


Incontro con Giovanni Maiorani, giocatore e uomo di Serie A
Giovanni Maiorani, per tutti Gianni, un ottantottenne con una vitalit da far invidia ad un diciottenne. Vispo, con modi carini, gentili e ranati, colto e soprattutto con un immenso bagaglio fatto di esperienze di vita di ogni genere. Insomma, una gran bella persona. Ma anche un illustre concittadino, visti i gloriosi trascorsi nel gota del basket italiano. Ed su questi che ci siamo soermati incontrandolo. La passione per la palla a spicchi stata da sempre una questione di famiglia, esordisce Gianni. Una passione e una devozione talmente viscerali che lo hanno portato, unitamente ad un innato ed indubbio talento, ad un precocissimo esordio in serie A. Questo avvenne con la canotta del Napoli basket addirittura al cospetto dellOlimpia Milano, la squadra delle celebri scarpette rosse, alla tenera et di 16 anni e dunque dietro autorizzazione dei genitori. Era il 1936 e in quel di Napoli si giocava presso il centro sportivo polifunzionale del Vomero, teatro per Gianni di incontri ravvicinati inaspettati e graditi come quello con Nereo Rocco, monumento del calcio italiano che spesso si recava alladiacente campo di allenamento di pallacanestro (in quanto appassionato), o con un omone americano, tale Elliott Van Zandt, che divent in seguito allenatore della nazionale italiana di basket per un biennio. La prima vetrina importante in ambito agonistico per il nostro Gianni fu, tuttavia, il campionato dei giovani fascisti (anno 1940) vinto a Roma e nel quale si mise particolarmente in mostra. Sono stato un playmaker molto veloce, un buon uomo assist, ma anche dotato di un discreto tiro - puntualizza. Venni soprannominato Ercolino perch, a dispetto della modesta statura, avevo una corporatura robusta. Ma le sue energie non venivano profuse unicamente nello sport. Lui era altres uno studente modello, frequentava il liceo cos come lAccademia Aeronautica. Ed in veste di uciale della forza armata ha vissuto il periodo buio della prigionia durante la seconda guerra mondiale, in Germania, dove fece conoscenza in prima persona con la drammatica realt dei campi di concentramento. Fortunatamente si tratt di una breve parentesi di un paio danni (dal 1943 al 1945). Al rientro in Italia, eccolo di nuovo grande protagonista sui parquet, in particolar modo in terra abruzzese. Il 1945 segna, difatti, la sua consacrazione a livello cestistico nel torneo per eccellenza, il mitico trofeo Lido delle Rose di Roseto che nacque proprio in quellestate. Era il periodo pioneristico del Campo della Pineta, prima dellapprodo alla storica Arena 4 Palme. Fu davvero un avvenimento importante per la pallacane-stro italiana poich, in quella calda stagione ancora fumante di macerie, riprese ucialmente lattivit sportiva. A Roseto si ritrovarono, come per tacito appuntamento, dopo il turbinio delle vicende belliche, atleti di scuole diverse: dalla tipica scuola provinciale tutta cuore e muscoli, a quella nazionale che tentava di assimilare il basket dei soldati americani compresi nelle truppe alleate che stavano risalendo la penisola. Invitata dobbligo la Pallacanestro Napoli, che vinse il torneo imponendosi in nale sui padroni di casa. Protagonista, manco a dirlo, il buon Gianni che biss il successo, stavolta in casacca rosetana, cinque anni pi tardi. Era il 10 agosto 1950 quando, al termine di una gara tiratissima, il Roseto di Gianni, rinforzato dagli innesti dellaltro napoletano Marcacci e dai vari Stefanini del Borletti Milano e Tracuzzi della Pallacanestro Varese, tra i pi forti giocatori con i quali abbia mai giocato ci dice si aggiudica la quinta edizione. Seguono altri anni di successi e soddisfazioni, per un totale di ben 12 campionati disputati in serie A. Sta di fatto che i ricordi pi cari di Gianni sono s legati al basket. Mi emoziona ancora ci conda ripensare al momento in cui il grande patron Giovanni Giunco, nellintervallo dellincontro Italia-Grecia valevole per la 56a edizione del trofeo Lido delle Rose, mi ha consegnato il premio quale play di Napoli, squadra vincitrice della primissima edizione. Cos come uno splendido ricordo legato, conclusa lattivit da atleta, allesperienza che ho fatto in qualit di allenatore dei ragazzini del minibasket e della juniores, perch mi ha sempre stuzzicato e poi graticato lavorare con loro. Ma, al di fuori dei campi da gioco, lo straordinario vissuto del nostro protagonista comprende nientemeno che una laurea in giurisprudenza, con tesi in diritto penale redatta al cospetto del professor Giovanni Leone. Chi?? S, proprio lui, il futuro sesto Presidente della Repubblica Italiana. In denitiva, siamo stati letteralmente rapiti dai racconti di Gianni (che abbiamo riassunto un bel po dato lo spazio a disposizione) e dai suoi occhi che si illuminavano di volta in volta di una luce diversa a seconda delle vicende che narrava; con un trasporto tale che le abbiamo quasi rivissute sulla nostra pelle. E, nel salutarlo, gli abbiamo chiesto: come scaturita la scelta di sistemarsi a SantOmero? Beh, - confessa stata senza dubbio una scelta legata alle radici, in quanto i parenti erano originari di SantOmero, ma specialmente una scelta di vita, fatta con criterio insieme a mia moglie Anna Maria. Una volta andati in pensione, ci siamo sbito resi conto che sarebbe stato il posto ideale dove stabilirsi per la quiete, la tranquillit e i rapporti umani non artefatti che si vivono quotidianamente. Qui ci sentiamo proprio in Paradiso! Danilo Camaioni

Associazione Pro-Loco SantOmero


Via Renato Rascel, 4 - SantOmero (Te) Tel. e fax 0861 88068 - 3383031124 E-mail: prolocosantomero@hotmail.it

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Scherma news
10 Trofeo SantOmero
Sono passati pi di ventanni da quando i Santomeresi partecipavano in gruppo alle settimane bianche organizzate dal nostro Sindaco Alberto Pompizi in occasione del Garofano della neve. Per me quella di Ponte di Legno del 1988 fu linizio della passione per la montagna ed in particolare per lo sci Il freddo pungente, le montagne innevate, le tradizioni, la cucina locale e la piacevole compagnia di amici e paesani, sono stati gli ingredienti giusti per far diventare la settimana sulla neve un appuntamento sso per diversi anni. (Bormio, Moena, Sesto, San Martino di Castrozza). Dopo anni di pausa, il desiderio di tornare in quei paesaggi abeschi, dove la natura silenziosa e suggestiva ci riempie di serenit sottraendoci ai ritmi frenetici a cui ogni giorno siamo sottoposti, abbiamo pensato di riprendere questa tradizione. Con 45 iscritti nel 2008 e 58 nel 2009, anche questanno abbiamo scelto la stessa localit, San Martino di Castrozza (mt 1450 s.l.m.), in provincia di Trento, ai piedi delle Pale di San Martino, patrimonio naturale dellUnesco. Il comprensorio sciistico di San Martino di Castozza e Passo Rolle (60 km di piste, serviti da 23 impianti di risalita tra i 1404 mt e i 2357 mt) allinterno di uno scenario naturalistico unico, unito allimpeccabile accoglienza ed alla bellezza del centro abitato, fanno di questa localit turistica, meta invernale deccellenza, punta di diamante del Trentino e paradiso per gli sport invernali, dal carving allo snowboard,dallo sci nordico allo sci alpinismo. Dal 2 al 9 gennaio 2011 lhotel Excelsior Cimone, con la cordialit del suo personale ed il simpaticissimo maestro di sci Pasquale, sono pronti ad orire, a quanti vorranno vivere la montagna, un ricco programma per sciatori, amanti della natura e del riposo. Il costo della vacanza con divertimento garantito, in pensione completa, comprensivo della tessera club di 385,00 a persona con oerte speciali per famiglie. Info e prenotazioni 338/3031124 Sandro Di Addezio

Dicembre 2010

Settimana sulla neve

Dialettezze
Lu Ciatt = s.m. = pl. invariato = lucciola. Uadal = s.m. = pl. uadal = articoli: lu, pl. li = perdigiorno, persona oziosa. Cevleke = s.m. = art.: lu, pl. li = chiacchiericcio, brusio del ciacolare. Farrassj o farrssej= s.m. = solo singolare = solo articolo indeterminativo: nu = grande confusione, babele, caos di rissa o di disorganizzazione totale ed incontenibile. Znzle = s. m. e f. = art.: lu, la, pl. li = sporco, sciatto, poco curato, poco incline a lavarsi ed a tener pulito se stesso e la propria casa. Accrescitivo: Znzl = Sozzone, sporcaccione. Sallustre = verbo intrans., irregolare usato solo alla 3 p.s. = lampeggia, il cielo si illumina preannunciando larrivo di un temporale. Lampjje = verbo intrans., irregolare usato soltanto alla 3 persona sing. = lo stesso che sallustre = lampeggia. Sjaette = s.f. = articolo: la, pl. li = lampo, fulmine, balugine atmosferica. Jepptt = s.f. = art.: la, pl. li = giubbetto, gilet. Begunze = s.m. = articolo: lu, pl. li = bigoncio, recipiente usato in genere come contenitore delluva al momento della vendemmia. Cellangule = s.m. = articolo: lu, pl. li = termine scurrile, sta per bambinetto, infante, viene usata metaforicamente per indicare persona giovane e senza alcuna esperienza della vita. Tira uje che v dem = vivi alla giornata, non ti curare del domani e del futuro in genere.

Il 6 gennaio 2011 presso la palestra dellIstituto comprensivo di SantOmero, si svolger il 10 Trofeo di Scherma - open di spada maschile e femminile. Interverranno atleti provenienti dallAbruzzo e dalle regioni connanti che si disputeranno il prestigioso trofeo diventato un appuntamento di richiamo per le compagini della scherma inter-regionali. Nello stesso giorno si svolger il Trofeo della Befana, rivolto alle categorie bambini ed esordienti. Tra i numerosi atleti che si sderanno a singolar tenzone gli agguerriti schermidori dellassociazione Val Tordino-Val Vibrata, la squadra organizzatrice che nel corso di questi anni si saputa aermare come una delle pi grandi e valide di tutto lAbruzzo. Cresciuta dapprima in una dimensione esclusivamente santomerese, ha poi esteso la sua attivit anche a Teramo e Giulianova, dove conta numerosi iscritti e svolge corsi di scherma per bambini ed adulti.

Sipari retticati
A proposito dellarticolo Si (ri)alza il sipario, apparso nel numero di settembre 2010, abbiamo ricevuto una richiesta di rettica da Carlo Di Clemente, presidente della Pro-loco di Garrufo, che, ribadendo con molta fermezza lo spirito di collaborazione tra le associazioni, ci chiede ragione di quanto erroneamente scritto nello stesso articolo. In particolare si fa rilevare che: 1 - il progetto teatro per i bambini delle scuole edizione 2009/2010 stato nanziato al 50% dalla proloco SantOmero e dalla proloco Garrufo; 2 - per ledizione 2010/2011 la proloco Garrufo ha confermato limpegno a nanziare al 50% il progetto riguardante le classi quarte come proseguimento del laboratorio; 3 - di comune accordo i presidenti delle proloco ed il responsabile del laboratorio Ottaviano Taddei hanno anche stabilito che la prima rappresentazione dellanno 2011 si svolger a Garrufo visto che la precedente edizione si svolta, per motivi che non sono mai riuscito a comprendere nei dettagli, solo a SantOmero. Il nanziamento parziale, come indicato al punto 2, per la proloco Garrufo una scelta dolorosa ma inevitabile per motivi di bilancio e per gli impegni futuri che ci attendono. Si tratta, come bene evidente, di notizie aggiuntive, pi che di scritti o fatti da retticare. Ne prendiamo atto e ringraziamo lamico Di Clemente che ce le ha fornite. Ci confermano di come sia eervescente la vita associativa santomerese, ricca di eventi come non mai. Le notizie sembrano peraltro confermare, piuttosto che retticare, il contenuto dellarticolo, che non riguardava le collaborazioni, presenti o passate, tra le due associazioni, n analizzava la ripartizione dei costi delle attivit, n il dettaglio di fatti dai motivi non compresi o non noti. La richiesta ore comunque il destro per tornare sullargomento e ribadire che il corso aperto a tutti gli adulti che amano il Teatro, che vogliono mettersi in gioco, che sono consapevoli dellimportanza di questarte. sempre possibile partecipare e vericare come il teatro sia vita e la vita teatro. E speriamo che siano in tanti ad applaudire anche i bambini quando, a ne anno scolastico, saranno protagonisti sul palco, a Garrufo o a SantOmero che sia.

Ricette
Per tutti Natale e Capodanno rivestono un signicato particolare e per giorni, la tavola diventa lelemento unicatore, il rifugio di tante solitudini quotidiane. Sar bello perci avere intorno genitori, bambini, nonni, il parente un po dimenticato, lamico che vive solo per condividere il calore della casa, della conversazione e i piaceri della buona cucina. Con il brindisi, gli auguri e il bacio sotto il vischio eccovi due piatti che, serviti con amore, daranno unimpronta speciale alle festivit natalizie.

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Lenticchie portafortuna (per 8 persone) Ingredienti: 500g di lenticchie secche tenute a bagno per 12 ore; 2 foglie di alloro; 1 spicchio daglio vestito; 2 pezzi di buccia darancia; olio e sale q.b.. Dopo aver lavato e scolato per bene le lenticchie, metterle in una pentola con 1 litro e di acqua. Aggiungere alloro, aglio e buccia darancia e poi portare ad ebollizione e far cuocere a fuoco basso per 1 ora e circa, finch si sar assorbita gran parte dellacqua. A met cottura salare ed infine eliminare gli aromi. Condire con 2-3 cucchiai dolio extravergine e servirle decorandole a piacere.

Cotechino alla crema (per 6 persone) Ingredienti: 1 cotechino precotto di 500g; 3dl di latte; 100g di fontina; 100g di galbanino; 25g di farina; 12 fette di pancarr. Con un tagliapasta rotondo ricavare dal pancarr 12 dischi, metterli su una placca e tostarli al forno. Stemperare in una pentola la farina con latte, unire i formaggi tagliati a dadini, aggiustare di sale a fuoco basso, mescolando e farli sciogliere come una crema. Cuocere il cotechino secondo le istruzioni della confezione e tagliare 12 fette. Appoggiarle sul pancarr tostato, disporle su una pirola e versarvi sopra la salsa di formaggio. Metterle in forno gi caldo a 180 per 10 minuti. Servirle calde decorandole a piacere.

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