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Lezione 4 La sacramentalit del matrimonio e della famiglia

1. La famiglia nel disegno divino del principio.

A) La storia del bellAmore.

La famiglia possiede dal principio, cio dallesordio stesso della storia delluomo, una dimensione sacramentale, quale segno di una realt trascendente e misterica. Occorre non ridurre la famiglia alla categoria degli affari umani profani e mondani. Essendo una realt terrestre, la famiglia custodisce una realt che non semplicemente umana, ma divina: il bellamore170. Bench la storia del bellamore si pu leggere in una nota pagina della Lettera alle famiglie prenda inizio dallAnnunciazione, in quelle mirabili parole che langelo ha rivolto a Maria, chiamata a diventare la Madre del Figlio di Dio, si pu dire anche che essa iniziata, in un certo senso, con la prima coppia umana, con Adamo ed Eva. La tentazione a cui esse cedettero ed il conseguente peccato originale non li priv completamente della capacit del bellamore171.

MD 23: Se lessere umano uomo e donna stato creato a immagine e somiglianza di Dio, Dio pu parlare di s per bocca del profeta servendosi del linguaggio che per essenza umano: nel citato testo di Isaia (Is 54, 4-8.10), umana lespressione dellamore di Dio, ma lamore stesso divino. Essendo amore di Dio, esso ha un carattere sponsale propriamente divino, anche se espresso con lanalogia dellamore delluomo verso la donna.
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Che la famiglia sia un istituto naturale non deve essere inteso perci come se si trattasse di qualcosa di scialbo, profano o chiuso ad altre istanze soprannaturali. Il bellamore, la cui storia inizia in certo senso con la prima coppia umana, sempre un amore divino partecipato dagli uomini, una realt trascendente, soprannaturale. Perci la famiglia non stata da noi studiata da una prospettiva per cos dire orizzontale, ma abbiamo voluto sottolineare che siamo dinanzi un diritto che emana da una comunit di persone che stata chiamata a svolgere lungo i secoli la missione di significare e custodire il mistero del bellamore. Anche se per il cristiano, infatti, possibile parlare nelluomo di un piano naturale e di un altro soprannaturale , tuttavia, molto meglio distinguere un ordine della creazione e un ordine della redenzione172. Tale distinzione reale, poich il disegno divino del principio fu guastato dalla prima coppia umana. Cristo non venne a condannare il primo Adamo e la prima Eva, ma a redimerli; viene a rinnovare ci che nelluomo dono di Dio, quanto in lui eternamente buono e bello e che costituisce il substrato del bellamore. La storia del bellamore , in certo senso, la storia della salvezza delluomo173. Non sarebbe sicuramente possibile distinguere lordine della creazione da quello della redenzione, qualora non ci fosse stato il peccato dei nostri primi padri. Luomo era stato creato in Cristo dalle origini della creazione174. Era stato creato per amore e chiamato allamore175. Dopo il peccato, Dio rimasto fedele a se stesso e ha inviato il suo unico Figlio, che divent un uomo, nato da donna. Lincarnazione del Figlio Unigenito di Dio si sarebbe avverata anche nel caso in cui non ci fosse stato il peccato di Adamo ed Eva, bench allora non si sarebbe trattato di unincarnazione redentrice. Dopo di essi, invece, lincarnazione, vita, morte e risurrezione di Cristo sono redentrici. Cristo porta a compimento il disegno salvifico dal principio dalla creazione e lo fa assumendo la natura umana. Ecco perch dopo lincarnazione di Cristo la verit del principio e la natura caduta (durezza dei cuori, Mt 19, 8) sono due elementi che il canonista deve tener sempre presenti nel costruire un Diritto di famiglia.

La possibilit di distinguere un ordine naturale da un altro soprannaturale trova fondamento nella gratuit della grazia o della soprannatura. Ciononostante, non si pu parlare di una natura allo stato puro, isolata o separata dalla grazia. Questa stata la pretesa del iusnaturalismo razionalista: il voler raggiungere una piena conoscenza razionale della natura umana, prescindendo dai dati della rivelazione cristiana. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, 280 ci insegna, invece, che la creazione il fondamento di tutti i progetti salvifici di Dio, linizio della storia della salvezza, che culmina in Cristo. Inversamente, il Mistero di Cristo la luce decisiva sul mistero della creazione: rivela il fine in vista del quale in principio, Dio cre il cielo e la terra (Gn 1,1): dalle origini, Dio pensava alla gloria della nuova creazione in Cristo. Anche se possibile, non ci consta che sia esistita la natura pura; anzi Dio ci mostra lunit del suo disegno salvifico, in cui si intrecciano armonicamente la libert umana e la grazia, la natura e la soprannatura. In questo senso meglio parlare dellordine della creazione, perch questi elementi appaiono cos uniti. Questo tema ben sviluppato da ORTIZ, M.A., Sacramento y forma del matrimonio, Eunsa, Pamplona 1995, p. 19-23, 50-53.
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GS 22: In realt solamente nel mistero del Verbo incarnato trova luce il mistero delluomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro e cio di Cristo Signore. Cristo, che il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente luomo alluomo e gli fa nota la sua altissima vocazione
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Cfr. FC 11.

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La famiglia di fondazione matrimoniale176 gi dal principio il sacramento primordiale della salvezza177, il cammino pi scorrevole178 che stato offerto agli uomini di tutti i tempi e di tutte le culture per vivere e partecipare del mistero nascosto in Ges Cristo, lo sposo dellumanit redenta. Dopo la caduta essa non ha perso questa sua missione primordiale: anche se gravemente sconvolto, lordine della creazione permane. Per guarire le ferite del peccato, luomo e la donna hanno bisogno dellaiuto della grazia che Dio, nella sua infinita misericordia, non ha loro mai rifiutato. Senza questo aiuto luomo e la donna non possono giungere a realizzare lunione delle loro vite, in vista della quale Dio li ha creati allinizio179. Questo aiuto, di cui parla il Catechismo della Chiesa, non altro, dunque, che il matrimonio-sacramento primordiale nel quale luomo e la donna possono realizzare lunione delle loro vite. Listituto naturale del matrimonio (e di conseguenza la famiglia, che costruita su di esso) ha subito dal punto di vista sociale grandi ferite, fino al punto che come stato visto nella lezione precedente in nessuna cultura (nemmeno in quella ebraica) erano state pienamente riconosciute e difese le sue propriet essenziali: si erano affermate la poligamia, il ripudio, cos come leggi lesive della dignit della donna, ecc. Tuttavia, occorre segnalare che il matrimonio non ha mai smesso di essere cammino di santificazione, anzi esso stato dal principio uno strumento prediletto da Dio per aiutare luomo a vincere il ripiegamento su di s, legoismo, la ricerca del proprio piacere, e ad aprirsi allaltro, allaiuto vicendevole, al dono di s180.

B) Il grande mistero e la sacramentalit della famiglia.

Lespressione grande mistero appartiene alla lettera di san Paolo agli efesini, che comunemente considerata la carta magna della sacramentalit del matrimonio:

GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti al Simposio Lespressione canonica della famiglia fondata sul matrimonio dinanzi al Terzo Millennio, in LOsservatore Romano, 4 novembre 1994, p. 9, n. 2: La famiglia fondata sul matrimonio rappresenta la prima e principale via per conoscere e salvaguardare la verit e la dignit delluomo. LIGIER , L., Il matrimonio, questioni teologiche e pastorali, Citt Nuova Editrice, Roma 1988, p. 26: Come sacramento primordiale, il matrimonio sin dallantichit e nel Nuovo Testamento il segno di tutta leconomia di amore, in cui la Santissima Trinit il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo hanno espresso il loro amore creaturale e redentore per lumanit, prima del peccato e dopo la caduta. Si veda anche MIRALLES, A., Il matrimonio, cit., p. 150-153.
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CHALMETA, G., Etica especial, cit., p. 124. CCC 1608. CCC 1609.

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Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poich siamo membra del suo corpo. Per questo luomo lascer suo padre e sua madre e si unir alla sua donna e i due formeranno una carne sola (Gn. 2, 24). Questo mistero grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa (Ef. 5, 29-32). Questo brano della lettera paolina stato spesso interpretato in riferimento al sacramento cristiano del matrimonio181, tuttavia si fa sempre pi strada lopinione secondo cui lespressione grande mistero debba essere riferita alla una carne sola, vale a dire alla istituzione originaria del matrimonio. Pi recentemente ancora essa messa in relazione anche con la sacramentalit della famiglia, in modo tale che viene rafforzato il collegamento del grande mistero sia con la famiglia, sia con la Chiesa: Non si pu, pertanto, comprendere la Chiesa come Corpo mistico di Cristo, come segno dellAlleanza delluomo con Dio in Cristo, come sacramento universale di salvezza, senza riferirsi al grande mistero, congiunto alla creazione delluomo maschio e femmina ed alla vocazione di entrambi allamore coniugale, alla paternit e alla maternit. Non esiste il grande mistero che la Chiesa e lumanit in Cristo, senza il grande mistero espresso nellessere una sola carne (cf. Gn. 2, 24; Ef 5, 31-32), cio nella realt del matrimonio e della famiglia. La famiglia stessa il grande mistero di Dio. Come Chiesa domestica essa la sposa di Cristo. La Chiesa universale, e in essa ogni Chiesa particolare, si rivela pi immediatamente come sposa di Cristo nella chiesa domestica e nellamore in essa vissuto: amore coniugale, amore paterno e materno, amore fraterno, amore di una comunit di persone e di generazioni182. Questa profonda riflessione del Romano Pontefice ci servir per analizzare in cosa consista la sacramentalit originaria del matrimonio e della famiglia, in rapporto col grande mistero: 1) La sacramentalit primordiale del matrimonio. Arrivati a questo punto occorre chiedersi: dunque lecito parlare del sacramento del matrimonio quando ci riferiamo allistituzione originaria del matrimonio e alle sue vicende storiche? In certo senso, la risposta deve essere
GIOVANNI P AOLO II, Uomo e donna lo cre, catechesi sullamore umano, Citt Nuova Editrice, Libreria Editrice Vaticana, Roma 19852, p. 377-379. Lespressione sacramentum hoc del testo paolino, secondo lopinione oggi dominante tra gli esegeti non rinvia a Christum et Ecclesiam, bens allerunt duo in carne una che precede... (LIGIER , L., Il matrimonio..., cit., p. 29). Si pu trovare in queste pagine (p. 27-30) un riassunto delle diverse posizioni interpretative del brano paolino. Lautore, tuttavia, ritiene che trattandosi in Ef 5, 31-32 del coniugio istituito dal Creatore alle origini, non detto che sia un sacramento secondo linterpretazione di Trento, cio segno e causa della grazia santificante (p. 30). Per una maggiore informazione dal punto di vista esegetico si veda FLECKENSTEIN, K., Questo mistero grande, il matrimonio in Ef 5, 21-33, Citt Nuova, Roma 1996.
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affermativa183; in un altro senso, per, preferibile riservare lespressione sacramento per riferirla al matrimonio celebrato tra cristiani. Si rende comunque necessario chiarire i due concetti fin qui usati: mistero e sacramento. Il Romano Pontefice nella sua catechesi sullamore umano distingueva cos questi due concetti: Sacramento non sinonimo di mistero. Il mistero infatti rimane occulto nascosto in Dio stesso cosicch anche dopo la sua proclamazione (ossia rivelazione) non cessa di chiamarsi mistero, e viene anche predicato come mistero. Il sacramento presuppone la rivelazione del mistero e presuppone anche la sua accettazione mediante la fede, da parte delluomo. Tuttavia esso ad un tempo qualcosa di pi che la proclamazione del mistero e laccettazione di esso mediante la fede. Il sacramento consiste nel manifestare quel mistero in un segno che serve non solo a proclamare il mistero, ma anche ad attuarlo nelluomo. Il sacramento segno visibile ed efficace della grazia. Per suo mezzo si attua nelluomo quel mistero nascosto dalla eternit in Dio, di cui parla, subito allinizio, la Lettera agli Effesini (cf. Ef 1, 9) mistero della chiamata alla santit, da parte di Dio, delluomo in Cristo, e mistero della sua predestinazione a divenirne figlio adottivo184. Ci che accomuna il matrimonio cristiano con quello vissuto dagli uomini secondo il disegno di Dio stabilito nei loro corpi essere il grande mistero dellamore divino partecipato dagli uomini. In ambedue i casi i coniugi diventano una carne e attraverso la fedelt a questa loro nuova identit (di coniugi e di genitori) partecipano realmente del mistero di Cristo e della Chiesa185. Ci che distingue il matrimonio cristiano dalle unioni matrimoniali dei non battezzati non tanto ci che sono in s il grande mistero bens il fatto che il matrimonio cristiano aggiunga il carattere netto e specifico di sacramento, vale a dire lessere segno sensibile ed efficace della grazia. Dopo la caduta dei primi padri, la sacramentalit del matrimonio e della famiglia stata profondamente guastata in modo tale che la santit matrimoniale e familiare presenta pi laspetto di mistero che di sacramento, e cio rimasto gravemente sconvolto nella sua dimensione di segno186:
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Nellenciclica Arcanum di Leone XIII si legge, infatti: Quodcirca Innocentius III (X.4.19.8) et Honorius III (X.1.36.11) decessores Nostri, non iniuria nec temere affirmare potuerunt apud fideles et infideles exsistere Sacramentum coniugii (ASS 12, 1879-80, p. 388 ss.). Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Uomo e donna..., cit., p. 363-364. In nota, si pu trovare una stupenda sintesi storica sul modo come siano stati usati questi due concetti nella Sacra Scrittura e nella Tradizione della Chiesa. N il matrimonio cristiano n quello primordiale sarebbero sacramenti se non fossero essi ordinati a Cristo; tuttavia, e anche vero che non esiste il grande mistero che la Chiesa e lumanit in Cristo, senza il grande mistero espresso nellessere una sola carne (Cfr. Gn. 2, 24; Ef 5, 31-32), cio nella realt del matrimonio e della famiglia. La famiglia stessa il grande mistero di Dio (LF 19).
186 Per la evoluzione storica di questi due concetti, nella tradizione canonica, si veda la collana di studi col titolo: El matrimonio: misterio y signo: SALDN, E., Desde el siglo I a S. Agustn, Eunsa, Pamplona 1971; RINCN , T., Siglos IX al XIII., Eunsa, Pamplona 1974; TEJERO, E., Siglos XIV-XVI, Eunsa, Pamplona 1971; MUOZ GARCA, J.F., Siglos XVII-XVIII, Eunsa, Pamplona 1982; RUFFINI, 185 184

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Dal punto di vista sociale, infatti, le leggi e la prassi matrimoniale delle diverse culture, sia di quelle antiche che di quelle non cristiane, non rispecchiano il grande mistero, e talvolta lo nascondono ed oscurano. Pi indifese saranno le propriet essenziali del matrimonio lunit e lindissolubilit e pi facilmente oscurato potr risultare il grande mistero che sottintende la storia della salvezza, quale chiamata vocazionale della stragrande maggioranza degli uomini e delle donne. Cos che non sia appena possibile trovare nellistituto matrimoniale un segno capace di rendere visibile ci che invisibile: lo spirituale e il divino187. Dal punto di vista personale, il fatto che il mistero sia nascosto non proclamato impedisce a molte persone di scoprire e di essere consapevoli del fatto che, siccome la sacramentalit del matrimonio e della famiglia radicata nella sacramentalit del corpo, ogni uomo ed ogni donna che si amano luno laltro secondo il disegno originario di Dio e sono fedeli al bellamore che li unisce attuano nel mondo la santit: gli atti veramente coniugali santificano gli sposi, nella misura in cui essi sono espressione autentica del dono della persona188. Per ci, possibile affermare che il matrimonio (non quale istituzione sociale, ma come realt vissuta dagli uomini e dalle donne concreti e nella misura in cui veramente la hanno vissuta) sia rimasto quale piattaforma dellattuazione degli eterni disegni di Dio, secondo i quali il sacramento della creazione aveva avvicinato gli uomini e li aveva preparati al sacramento della redenzione, introducendoli nella dimensione dellopera della salvezza189. 2) La sacramentalit della famiglia. La famiglia stessa il grande mistero di Dio190. Siccome matrimonio e famiglia sono realt che, in certo senso, non possono separarsi il matrimonio una realt familiare e la famiglia si costruisce sul matrimonio si pu affermare che tutto ci che stato detto per listituto matrimoniale, cos come disegnato da
E., Misterion e Sacramentum: la sacramentalit negli scritti dei Padri e nei testi liturgici primitivi, EDB, Bologna 1987.
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GIOVANNI PAOLO II, Uomo e donna..., cit., p. 91.

Ibidem: Linnocenza originaria, collegata allesperienza del significato sponsale del corpo, la stessa santit che permette alluomo di esprimersi profondamente col proprio corpo, e ci, appunto, mediante il dono sincero di se stesso. La coscienza del dono condiziona, in questo caso, il sacramento del corpo: luomo si sente, nel suo corpo di maschio o di femmina, soggetto di santit. Queste parole, vero, si riferiscono alla sacramentalit del corpo nello stato dinnocenza originaria, nel quale luomo, mediante la sua corporeit, la sua mascolinit e femminilit, diventa segno visibile delleconomia della Verit e dellAmore, che ha la sorgente in Dio stesso e che fu rivelata gi nel mistero della creazione (Ibidem). Tuttavia, questa capacit di santificare, anche se indebolita dal peccato, non venuta a meno: attraverso lethos dellamore coniugale gli sposi sono capaci di superare la tentazione della concupiscenza e di fare s che i loro corpi siano strumenti di santit: Il corpo, nella sua mascolinit e femminilit, dal principio chiamato a diventare la manifestazione dello spirito. Lo diviene anche mediante lunione coniugale delluomo e della donna, quando si uniscono in modo da formare una sola carne (Ib., p. 187). GIOVANNI PAOLO II, Uomo e donna..., cit., p. 377. Giovanni Paolo II dice queste parole in forma di domanda, alla quale, per, risponde in modo affermativo.
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Dio nellordine della creazione, possa essere riferito anche alla famiglia. Da questa prospettiva, infatti, non infrequente che la definizione di matrimonio serva anche per la famiglia191 o che lespressione grande mistero sia anche riferita alla comunit familiare come si legge nel testo con cui iniziamo questo paragrafo. Da un altro punto di vista, e cio dal momento in cui distinguiamo il matrimonio e la famiglia come realt separate, sembra opportuno parlare della sacramentalit della famiglia in modo simile a come si parla della sacramentalit della Chiesa, e cio in senso analogico, e non identico rispetto a ci che intendiamo quando ci riferiamo ai sette sacramenti amministrati dalla Chiesa per istituzione di Cristo192. In questo senso, infatti, si pu dire che tanto la famiglia (nellordine della Creazione) come la Chiesa (nellordine della redenzione) sono sacramenti universali della salvezza. La famiglia il grande mistero, in quanto riferito allunione di Cristo con la Chiesa; la Chiesa anche essa famiglia, la famiglia dei figli di Dio.

C) Conseguenze canoniche della sacramentalit primordiale del matrimonio e della famiglia.

Il canonista deve tener sempre presente che n il matrimonio n la famiglia devono la loro sacramentalit allazione degli uomini, al riconoscimento ecclesiale o sociale, ma sono in s manifestazione del grande mistero. Ci si traduce, in chiave giuridica, in tre importanti conseguenze per il Diritto canonico: 1) La Chiesa estende la sua giurisdizione su tutta lumanit, senza limiti di spazio e di tempo. In forza della sacramentalit primordiale ogni matrimonio legittimo193 appartiene, come stato detto, al disegno divino della salvezza. Ogni matrimonio, inoltre, intrinsecamente chiamato a diventare sacramento cristiano, come conseguenza dellordinazione universale dellumanit alla Chiesa194. Ciononostante, non va dimenticato che la Chiesa ha una dimensione visibile che viene attualizzata mediante il battesimo. Proprio per ci, la potest di
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Si veda supra lezione 1. GIOVANNI PAOLO II, Uomo e donna..., cit., p. 365. Cfr. LG 1.

Per matrimonio legittimo si intende solitamente lunione matrimoniale celebrata da persone non battezzate, secondo la legge civile loro propria. Come vedremo pi avanti, quando due sposi infedeli si battezzano, il loro vincolo diventa ipso facto sacramento della Nuova Alleanza, senza necessit di ripetere nessun rito o cerimonia.
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giurisdizione della Chiesa divisa nella triplice funzione legislativa, amministrativa e giudiziaria suppone un punto di connessione tra la persona che chiede il giudizio giurisdizionale e la Chiesa. La giurisdizione della Chiesa sul matrimonio e la famiglia trova, quindi, il suo fondamento195 nella sacramentalit originaria di queste due istituzioni naturali196 e nella loro concreta ordinabilit alla Chiesa. Laffermare la giurisdizione della Chiesa sui matrimoni di coloro che non sono stati battezzati non una intromissione intollerabile negli affari sociali, come capiterebbe se qualsiasi Stato avesse la bizzarria di dichiararsi munito di una giurisdizione universale. Per affermare la giurisdizione, infatti, occorre che ci sia un punto di connessione tra lordinamento di cui si tratti e loggetto del giudizio giurisdizionale. Si potrebbe, infatti, pensare che la Chiesa estende pi del dovuto il suo ambito di competenza nel giudicare sui matrimoni dei non battezzati, che non sono personae in Ecclesia (can. 96). La Chiesa, infatti, deve talvolta giudicare la realt matrimoniale e familiare di persone non battezzate nella Chiesa Cattolica197. In questi casi, per, esiste il doppio fondamento di cui parlavamo sopra: da una parte, la sacramentalit originaria del matrimonio; dallaltra, lesistenza di un punto di connessione tra queste persone e lordinamento canonico. Dove non esista tale punto di connessione, occorrer ammettere lesistenza di una relazione di tipo magisteriale tra la Chiesa e quelle persone che, senza essere in modo alcuno visibilmente collegate con Essa, chiedono un suo servizio giurisdizionale relativo alla loro situazione coniugale. Anche in questi casi la Chiesa pu giudicare sui matrimoni degli infedeli in ragione della materia, res sacra, intimamente collegata con la vocazione universale alla santit. Non si tratta di unintromissione intollerabile n di una manifestazione di prepotenza, poich la

Per una ottima esposizione delle diverse posizioni dottrinali circa il fondamento della giurisdizione della Chiesa si veda HERVADA, J., El Derecho del pueblo de Dios, cit., p. 264-273. Lautore sostiene che la sacramentalit primordiale del matrimonio il fondamento pi convincente delluniversalit della giurisdizione della Chiesa, anche se essa di fatto limitata alle persone che sono visibilmente collegate in qualche modo con la Chiesa. Siccome esse sono anche sociali, la Chiesa pu in linea di massima lasciare la regolamentazione di esse alla societ civile. Cos, ad esempio, la Chiesa ha rispettato per secoli (fino al Concilio di Trento) gli usi nuziali sociali tenendoli per validi per i fedeli cattolici, senza esigere dei propri requisiti di validit; inoltre, ancora oggi vigente la norma secondo la quale i figli, che sono stati adottati a norma della legge civile, sono ritenuti figli di colui o di coloro che li hanno adottati (Canone 110 CIC). La remissione allOrdinamento civile non , comunque, assoluta e si deve considerare implicita la clausola secondo la quale sono eccettuate le disposizioni contrarie al Diritto divino. Anche il canone 1692 2 CIC stabilisce, riferendosi ai processi di separazione coniugale manente vincolo, che dove la decisione ecclesiastica non ottiene effetti civili o si preveda una sentenza civile non contraria al diritto divino, il Vescovo della diocesi dove dimorano i coniugi, ponderate le peculiari circostanze, potr concedere licenza di ricorrere al tribunale civile. Invece, larticolo 55 del Decreto generale di 5 novembre 1990 della C.E.I. stabilisce che Di norma le cause di separazione tra i coniugi siano trattate avanti la autorit giudiziaria civile, fatto salvo in ogni caso il diritto dei fedeli di accedere alla giurisdizione ecclesiastica.... I rapporti tra lordinamento canonico e quello statuale possono essere molto vari, dipendendo anche dalla compatibilit delle leggi civili con il diritto naturale. Ci sono due istituzione canoniche che riguardano il matrimonio di persone non battezzate: lo scioglimento del matrimonio in favore della fede (cc. 1143-1150 CIC) e limpedimento di disparit di culto (c. 1086).
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potest di giurisdizione della Chiesa ha carattere ministeriale, di servizio alle anime e alle coscienze. In questi casi, il suo un giudizio autoritativo che non deve tradursi per forza in una decisione di potest esecutoria. Basterebbe, infatti, che coloro cui serve tale giudizio chiedano questo servizio alla Chiesa, anche se non sono battezzati. 2) Il nocciolo della sacramentalit (il mistero) comune al matrimonio cristiano e a quello naturale198. Inoltre, la considerazione della sacramentalit primordiale del matrimonio aiuter il canonista a valutare nella giusta misura che il sacramento del matrimonio come si afferma in FC 68 ha questo di specifico fra tutti gli altri: di essere il sacramento di una realt che gi esiste nelleconomia della creazione, di essere lo stesso patto coniugale istituito dal Creatore al principio199. Anche quando il canonista dinanzi al matrimonio cristiano (celebrato tra due battezzati) la sacramentalit primordiale presente ed agisce anche se la fede dei coniugi sia molto imperfetta200. 3) La famiglia societ sovrana, sia allinterno della comunit nazionale ed internazionale, sia allinterno della Chiesa-comunit. Il n 17 della LF, tutto intero dedicato a studiare i rapporti tra la famiglia e la societ, sottolinea con gran forza che la famiglia una societ sovrana201 e non esita ad affermare che ci che listituzione familiare attende dalla societ prima di tutto di essere riconosciuta nella sua identit e accettata nella sua soggettivit sociale202.
Questo argomento sar pi attentamente analizzato nel prossimo paragrafo, quando esamineremo il sacramento cristiano. FC 68. Fermo restante, logicamente, la centralit di Cristo e cio che il matrimonio mistero perch partecipa dellunione di Cristo con la Chiesa. GIOVANNI PAOLO II, Allocutio ad Romanae Rotae Auditores, 30 gennaio 2003, n. 8: L'importanza della sacramentalit del matrimonio, e la necessit della fede per conoscere e vivere pienamente tale dimensione, potrebbe anche dar luogo ad alcuni equivoci, sia in sede di ammissione alle nozze che di giudizio sulla loro validit. La Chiesa non rifiuta la celebrazione delle nozze a chi bene dispositus, anche se imperfettamente preparato dal punto di vista soprannaturale, purch abbia la retta intenzione di sposarsi secondo la realt naturale della coniugalit. Non si pu infatti configurare, accanto al matrimonio naturale, un altro modello di matrimonio cristiano con specifici requisiti soprannaturali. LF 17: Come comunit di amore e di vita, la famiglia una realt sociale saldamente radicata e, in modo tutto proprio, una societ sovrana, anche se condizionata sotto vari aspetti. Laffermazione della sovranit dellistituzione-famiglia e la constatazione dei suoi molteplici condizionamenti inducono a parlare dei diritti della famiglia. Al riguardo la Santa Sede ha pubblicato nel 1983 la Carta dei Diritti della Famiglia, che conserva anche ora tutta la sua attualit. Per un commento puntuale e suggestivo del concetto di sovranit applicato alla famiglia si veda VILADRICH, P.J., La famiglia sovrana..., cit.
202 201 200 199 198

Ibidem.

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Ad ogni modo, la sovranit della famiglia non esaurisce la sua efficacia nellambito secolare, ma si manifesta anche nellOrdinamento canonico203, La considerazione di tale sovranit dovrebbe anzitutto fare s che si radicasse la consapevolezza che se la Chiesa ha giurisdizione su ogni famiglia perch la famiglia la prima e la pi importante via della Chiesa204. Ci significa che questa si riconosce al servizio di quella ed intende la giurisdizione non come strumento di controllo e di potere, ma quale servizio. Questa consapevolezza deve avere anche conseguenze canoniche, in modo simile a come la consapevolezza dei diritti dei fedeli, ed in particolare del fedele laico, diedero luogo ad una intensa fioritura di studi canonistici205.

2. Il matrimonio, sacramento della Nuova Alleanza.

Dal secolo XII la Chiesa ha pi volte esplicitato che il matrimonio costituisce uno dei sette sacramenti della Nuova Alleanza206. Tali esplicitazioni sono state dovute alla necessit di affermare la sacramentalit del matrimonio di fronte a coloro che la negavano.

Per una valutazione del Diritto di famiglia nella pi recente letteratura canonistica si veda ARRIETA, J.I., La posizione giuridica della famiglia nell'Ordinamento canonico, in Ius Ecclesiae 7 (1995), p. 551-560; BIANCHI, P., Il diritto di famiglia della Chiesa, in Quaderni di Diritto Ecclesiale 7 (1994), p. 285-299; CASTAO, J.F., Il diritto di famiglia nella Chiesa, in Angelicum 67(1990) p. 153-184; ERRAZURIZ M., C.J., La rilevanza canonica della sacramentalit del matrimonio e della sua dimensione familiare, in Ius Ecclesiae 7 (1995), p. 561-572; VILADRICH, P.J., La famiglia sovrana ..., cit.; VANZETTO, T., Il diritto della famiglia nella Chiesa: la famiglia in quanto soggetto ecclesiale, in Quaderni di Diritto Ecclesiale 7 (1994), p. 300-321. Ancora presenta una grande attualit lo studio di VILADRICH, P.J., Matrimonio e sistema matrimoniale della Chiesa. Riflessioni sulla missione del Diritto matrimoniale canonico nella societ attuale, in Quaderni dello Studio Rotale I (1987), p. 21-41. LF 2. Ricordiamo che tale potest che presuppone il carattere sacro della famiglia solo esercitabile se essa in connessione con lordinamento canonico.
205 204

203

VILADRICH, P.J., Matrimonio e sistema matrimoniale..., cit., p. 39-41.

206 I pi importanti interventi magisteriali in questo senso sono stati il Concilio Laterano IV (1215), in cui si riconosce che gli sposati possono salvarsi (DENZINGER , H.SCHNMETZER, A., (a cura di), Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, Herder, Barcelona-Freiburg Br.-Roma 197636, 802; dora in poi useremo le sigle DS, seguite dal n di cui si tratti), nella bolla Esultate Deo (decreto agli Armeni orientali) del Concilio di Firenze (DS, 1310, 1327) ed anzitutto il Concilio di Trento (Sessione VII canon 1 De sacramentis in genere, in DS 1601, Sessio XXIV, can. 1 de sacramento matrimonii, in DS 1801). Cfr. MIRALLES, A., Il matrimonio, cit., p. 128-130.

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A) Il patto coniugale celebrato tra battezzati stato elevato da Cristo Signore alla dignit di sacramento. (can. 1055 1 CIC 1983).

Dopo tutto ci che stato detto in precedenza si potr capire facilmente che lespressione usata dal legislatore nel canone 1055 1 CIC non va intesa nel senso che il matrimonio sia passato dalla categoria degli affari umani, profani, intramondani, a quella dignit propria delle cose sacre, soprannaturali. Non questioni di livelli, poich il matrimonio naturale sempre il grande mistero, ed appartiene appieno allordine soprannaturale: ci vuole la grazia divina per contrarlo e occorre anche la grazia per essere fedele al dono di s che i nubendi si sono fatti vicendevolmente207. Tuttavia, lespressione codiciale ha una grande forza, poich sottolinea il fatto che Cristo abbia voluto annoverare il matrimonio tra quei sette sacramenti da Lui istituiti, che sgorgano dalla sacramentalit della Chiesa: Si pu dire che la sacramentalit della Chiesa costituita da tutti i sacramenti per mezzo dei quali essa compie la sua missione santificatrice208. Da questa espressione usata dal Legislatore e densa di contenuto, noi vorremo soffermarci su tre idee: 1) Ci che Cristo ha elevato lo stesso matrimonio-mistero, affidando alla Chiesa la precisazione del segno. Quello dunque che Dio ha congiunto, luomo non lo separi209. Lazione di Dio non si produce senza il concorso libero dei nubendi, ministri del sacramento210, poich sono loro due mediante il consenso coniugale che

207 208

Cfr. FC 68.

GIOVANNI PAOLO II, Uomo e donna..., cit., p. 365. Il Papa aggiunge, dopo di aver sottolineato la centralit del battesimo e delleucaristia, che bisogna infine dire che la sacramentalit della Chiesa rimane in un particolare rapporto con il matrimonio: il sacramento pi antico (Ibidem).
209 210

Mt 19, 6.

Su questo punto esiste un certo divario tra la tradizione orientale non cattolica e quella cattolica, soprattuto la latina. La teologia sacramentale latina ha sempre sostenuto che i ministri del matrimonio sono gli stessi coniugi; invece, secondo la dottrina delle Chiese orientali non cattoliche il ministro del matrimonio sacramento (...) il sacerdote. Il sacramento come azione di Cristo e la Chiesa pu avverarsi soltanto attraverso il sacerdote (presbitero o vescovo) che compie il rito nuziale (PRADER, J., La forma di celebrazione del matrimonio, in AA.VV., Il matrimonio nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 1994, p. 288). Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha voluto in qualche modo prendere in considerazione la tradizione orientale, senza dire, per, che il ministro sia il sacerdote: Secondo la tradizione latina sono gli sposi, come ministri della grazia di Cristo, a conferirsi mutuamente il sacramento del Matrimonio esprimendo davanti alla Chiesa il loro consenso. Nelle tradizioni delle Chiese orientali, i sacerdoti, vescovi o presbiteri, sono testimoni del reciproco consenso scambiato tra gli sposi ma anche la loro benedizione necessaria per la validit del sacramento (CCC 1623 n.v.). Il canone 828 2 CCEO (equivalente al canone 1108 CIC) segnala che si intende qui come rito sacro lintervento del sacerdote assistente e benedicente. La benedizione del sacerdote, per i fedeli

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conferiscono vicendevolmente il sacramento. Il patto e il vincolo coniugali sono, quindi, ci che Cristo ha assunto211. Tuttavia, la determinazione di ci in cui consista il patto, gli elementi e i requisiti per la sua validit giuridica sono affidati alla Chiesa. Essa, a sua volta, pu anche assumere gli ordinamenti sociali o, anche attendendo le circostanze storiche e culturali pu creare nuovi requisiti di diritto positivo212 o dichiararne altri come appartenenti al diritto naturale213. Comunque sia, il sacramento non altro che lo stesso segno socialeecclesiale, vale a dire, le nozze (o quei riti che in ogni momento storico sono vigenti nella societ in cui vivono i battezzati e che la Chiesa ammette come tali) e il vincolo che nasce dal consenso coniugale. Il sacramentum tantum (sacramento o segno soltanto) sarebbe il patto coniugale valido214. La res et sacramentum (realt e segno) sarebbe il vincolo, poich esso, da una parte, res quale effetto stabile causato dai contraenti mediante il loro consenso, e da unaltra, il segno sacramentale per antonomasia poich permanente mentre sono in vita i coniugi. Il vincolo, infatti, il sacramento del matrimonio dum permanet215 perch significa ci che realmente produce: la grazia di cui hanno bisogno gli sposi per essere fedeli al loro patto di amore. Res tantum (solo effetto) la grazia sacramentale significata ed effettivamente causata dal vincolo. Questa grazia si chiama contenta perch realmente contenuta ed effettivamente prodotta dal segno sacramentale. Accanto ad essa spicca per la res non contenta e cio la realt

soggetti al CCEO, dunque un requisito di validit, integrante la forma ordinaria di celebrazione. ERRZURIZ, C.J., El matrimonio como realidad jurdica natural y sacramental, in Folia Theologica 5 (1994), 32. Paradigma di tali impedimenti matrimoniali, in senso largo, lesigenza della cosiddetta forma canonica per la validit della celebrazione matrimoniale dei battezzati: consiste nella necessit che i nubendi esprimano il loro consenso dinanzi a un testimone qualificato (ministro sacro) e due testimoni comuni, che lo ricevono nel nome della Chiesa. Tale forma canonica fu stabilita nel Concilio di Trento per la prima volta, nel decreto Tametsi. Sui problemi relativi al rapporto tra forma e sacramentalit torneremo pi avanti. Si pensi, ad esempio, alla difesa della libert di sposare degli schiavi quale ius connubii naturale (in questo caso, la Chiesa contribu alla soppressione di un impedimento ingiusto). Il Diritto canonico ha ritenuto che alcuni difetti del consenso (impedimenti in senso lato) sono ostativi e cio impediscono la validit del vincolo: cos, ad esempio, lincapacit consensuale, lerrore sulla persona, certi casi gravi di metus, ecc. E opportuno ricordare che il patto coniugale, da una parte, inserito nel contesto pi ampio delle nozze, e da unaltra parte costituito da diversi elementi significanti come sono la manifestazione del consenso e latto consumativo del matrimonio. Torneremo pi avanti su questi due estremi. La parola alleanza (foedus, in latino) pu, infatti, essere intesa tanto come patto che come relazione o vincolo. Cfr. BAARES, J.I., Commento al canone 1055, in Comentario exegtico..., cit., p. 1041; LO CASTRO, G., Tre studi sul matrimonio, cit., p. 5-40.
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soltanto significata ma non causata dal vincolo coniugale: lunione tra Cristo e la Chiesa216. 2) Che Cristo elevi il matrimonio alla dignit di sacramento tra battezzati comporta che questo nuovo segno partecipa efficacemente delle propriet dellunione di Cristo e la Chiesa ed segno del dono di Cristo come Sposo ai coniugi cristiani. Egli vuole e dona lindissolubilit matrimoniale come frutto, segno ed esigenza dellamore assolutamente fedele che Dio ha per luomo e che il Signore Ges vive verso la sua Chiesa217. Cristo impegna se stesso non soltanto con la Chiesa, sua sposa, ne tanto meno solo con ciascuno dei fedeli battezzati (in ragione del battesimo) ma impegna se stesso con un nuovo titolo con ogni coppia coniugata, in modo tale che pu essere affermato con rigore dei termini che per ciascun sposo Cristo suo coniuge218. Si capisce la profondit dellespressione bonum sacramenti usata da SantAgostino come riferita ad ogni matrimonio, ma in modo tutto specifico al matrimonio cristiano: Cristo promette la sua grazia ai fedeli cristiani affinch possano essere fedeli alla loro vocazione il che, qui, coincide con lessere fedeli alla loro nuova identit di coniugi e di genitori. Per ci continua dicendo Viladrich il matrimonio sacramento costituisce una via specifica nelledificazione della Chiesa (c. 226), perch stato incorporato come tale nelleconomia della salvezza. La sua indissolubilit segno dellindefettibile amore dello Sposo divino e dellindeclinabile efficacia del potere redentore di Cristo-Sposo che, sotto ogni circostanza favorevole o difficile della vita matrimoniale, riconosce la co-identit dello sposo cristiano rispetto di Lui, vale a dire, lessere Suo coniuge219.
216 Una buona esposizione di questa dottrina sacramentale si pu trovare in HERVADA, J., El Derecho del pueblo de Dios...., cit., p. 148-158. 217 218

FC 20.

VILADRICH, P.J., Commento al canone 1099, in Comentario exegtico..., cit., p. 1308. Questidea anche sviluppata dallautore nel commento al canone 1101, dove sostiene: In ragione del battesimo i coniugi cristiani sono Cristiconformati nella filiazione divina, che il possesso dellidentit di origine in Dio Padre. Quando essi contraggono matrimonio come figli di Dio in Cristo, gli sposi ricevono, nel loro essere o identit di coniugi, il dono irreversibile di Cristo-Sposo e la partecipazione, in quanto genitori, nella genealogia (procreazione ed educazione) dei figli di Dio (p. 1367). Cfr. anche FLECKENSTEIN , K., Questo mistero..., cit., p. 162-169. VILADRICH, P.J., Commento al canone 1101..., cit. p. 1367. Ci logicamente non significa che Cristo prometta la felicit coniugale ai fedeli cristiani, ma la sua grazia per poter essere fedeli agli impegni matrimoniali in ogni circostanza o peripezia, per assurda e difficile che possa sembrare allo sguardo umano. Nella FC 20 si pu leggere, infatti, una lode a tutte quelle numerose coppie che, pur incontrando non lievi difficolt, conservano e sviluppano il bene dellindissolubilit: assolvono cos, in modo umile e coraggioso, il compito loro affidato di essere nel mondo un segno un piccolo e prezioso segno, talvolta sottoposto anche a tentazione, ma sempre rinnovato dellinstancabile fedelt con cui Dio e Ges Cristo amano tutti gli uomini ed ogni uomo. Ma doveroso anche riconoscere il valore della testimonianza di quei coniugi che, pur essendo stati abbandonati dal partner, con la forza della fede e della speranza cristiana non sono passati ad una nuova unione: anche questi coniugi dnno unautentica testimonianza di fedelt, di cui il mondo oggi ha grande bisogno. Per tali motivi devono essere incoraggiati e aiutati dai pastori e dai fedeli della Chiesa.
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Parte importante di questo impegno la certezza con cui il sacramento opera, poich presupposta la volont veramente coniugale il matrimonio per virt del battesimo dei due coniugi ed ex opere operato sacramento della nuova Alleanza. Si richiede dunque: che ci sia una volont veramente matrimoniale: La decisione dunque delluomo e della donna di sposarsi secondo questo disegno divino, la decisione cio di impegnare nel loro irrevocabile consenso coniugale tutta la loro vita in un amore indissolubile ed in una fedelt incondizionata, implica realmente, anche se non in modo pienamente consapevole, un atteggiamento di profonda obbedienza alla volont di Dio che non pu darsi senza la sua grazia. Essi sono gi, pertanto, inseriti in un vero e proprio cammino di salvezza, che la celebrazione del sacramento e limmediata preparazione alla medesima possono completare e portare a termine, data la rettitudine della loro intenzione220. Tale requisito conseguenza del fatto che proprio il mistero del matrimonio ci che assunto da Cristo.

che loro due siano stati precedentemente battezzati. Nella stessa esortazione pastorale FC si pu infatti leggere: Mediante il battesimo, luomo e la donna sono definitivamente inseriti nella Nuova ed Eterna Alleanza, nellAlleanza sponsale di Cristo con la Chiesa. Ed in ragione di questo indistruttibile inserimento che lintima comunit di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore, viene elevata e assunta alla carit sponsale di Cristo, sostenuta ed arricchita dalla sua forza redentrice221. Non si richiede, invece: n uno speciale grado di fede nei nubendi: Occorre ribadire che per volont matrimoniale si deve intendere la retta intenzione per cui ciascuno dei nubendi d se stesso e riceve laltro. Questa volont non non pu esserlo qualcosa di piatto, anzi implica realmente, anche se non in modo pienamente consapevole, un atteggiamento di profonda obbedienza alla volont di Dio, che non pu darsi senza la sua grazia222. Anche se tale obbedienza non va confusa con la fede teologale, non le risulta nemmeno estranea223 fino al punto che la FC 68 ritiene che essa sia
FC 68. Si ricordi quanto stato detto nel paragrafo precedente sulla sacramentalit primordiale. FC 13. Cfr. ERRZURIZ, C.J., Il battesimo degli adulti come diritto e come causa di effetti giuridico-canonici, in Ius Ecclesiae 2 (1990), p. 16-21. Sulla sacramentalit del matrimonio dei non battezzati e di quello contratto con dispensa dellimpedimento di disparit di culto, torneremo pi avanti.
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FC 68.

Vale la pena trascribere il testo di SOLOVV, V., Il significato dellamore, La Casa di Matriona, Milano 1988, p. 91-92: Lesistenza di un amore autentico si fonda innanzitutto sulla fede. Il significato fondamentale dellamore consiste, come abbiamo gi mostrato, nel riconoscere il valore assoluto dellessere altrui. Ma nella sua esistenza empirica, soggetta alla percezione sensibile e reale, questo essere non ha un valore assoluto: esso imperfetto per quanto riguarda la sua dignit e transeunte per quanto riguarda la sua esistenza. Possiamo quindi attribuirgli un valore assoluto in forza di una fede che fondamento di ci che speriamo e prove delle cose che non

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sufficiente affinch i nubendi cattolici non siano respinti e non si rifiuti loro la celebrazione delle nozze224. Non si deve dimenticare continua dicendo FC 68 che questi fidanzati, in forza del loro battesimo, sono realmente gi inseriti nellAlleanza sponsale di Cristo con la Chiesa e che, per la loro retta intenzione, hanno accolto il progetto di Dio sul matrimonio e, quindi, almeno implicitamente acconsentono a ci che la Chiesa intende fare quando celebra il matrimonio225 n una volont intenta verso la sacramentalit: Per costituire il matrimonio non c necessit di un nuovo atto di volont che sia rivolto alla sacramentalit, diverso da quello che costituisce il vincolo. Basta che i contraenti, essendo battezzati, abbiano volont matrimoniale, cio decidano costituire la relazione coniugale che fa loro diventare coniugi, affinch il vincolo da loro costituito sia necessariamente segno dellunione di Cristo e la Chiesa226.
vediamo. Ma che centra la fede nel nostro caso? Che significa propriamente credere nel valore assoluto, e per ci stesso infinito, di un determinato essere individuale? Affermare che esso in s e in quanto tale, nella sua particolarit e nel suo isolamento, ha un valore assoluto, sarebbe assurdo e addirittura sacrilego. ben vero che la parola adorazione molto usata nella sfera delle relazioni amorose, ma altretanto certo che in questo ambito anche la parola follia ha un suo uso legittimo. Quindi, in ossequio alle leggi della logica, che proibiscono di identificare delle definizioni contraddittorie, e in omaggio anche al comandamento della vera religione, che vieta lidolatria, quando parliamo di fede nelloggetto del nostro amore dobbiamo intendere laffermazione di questo oggetto come qualcosa che esiste in Dio e che solo in questo senso acquista un valore infinito. Ovviamente questo atteggiamento nei confronti dellaltro, che ce lo fa porre come transcendente e che lo traspone mentalmente nella sfera della Divinit, presuppone un analogo atteggiamento verso se stessi, unanaloga trasposizione e affermazione di s nella sfera assoluta. Io posso riconoscere il valore assoluto di una data persona o aver fede in essa (senza di che impossibile un amore autentico) solo se la affermo in Dio e quindi solo se credo in Dio stesso come in me come essere che ha in Dio il proprio centro focale e la propria radice. Anche dal punto di vista oggettivo, segnala MIRALLES, A., Il matrimonio..., cit., p. 154: Inoltre, poich manifesta il reciproco dono di s di due cristiani, esprime oggettivamente il mistero sponsale tra Cristo e la Chiesa al quale appartengono, in quanto battezzati, e che assume in s lunione che stabiliscono. Costituisce perci espressione della fede della Chiesa, la quale sempre fede viva. La problematica pratica che comporterebbe lo stabilire ulteriori criteri di ammissione alla celebrazione ecclesiale va studiata in un altra lezione, riguardante la celebrazione del matrimonio.
225 FC 68. La volont dei nubendi deve intendere la creazione del segno in cui consiste il sacramento, ma questo segno non va confuso con la forma liturgica, come ha precisato ORTIZ, M.A., Sacramento..., cit., p. 33-34: Occorre tener presente, infatti, che lintenzione sacramentale deve fare riferimento a ci che la Chiesa intende come sacramento del matrimonio: se intende che esso ogni matrimonio valido tra battezzati, baster allora lintenzione di celebrare un matrimonio valido. In questo senso, lintenzione matrimoniale che tende ad unire due battezzati sempre specificamente sacramentale, se si tiene conto che il consenso matrimoniale costituisce il nocciolo essenziale del segno sacramentale. 224

A molti sembra ingiustificato che gli sposi possano produrre lefficacia sacramentale propria del matrimonio anche quando essi hanno uno stile di vita indegna di un cristiano o non vogliono minimamente produrre tali efetti. Si tratterebbe per loro di residui di una concezione magica della sacramentalit, di un voler portare lefficacia ex opere operato fino al parossismo. A ci si deve rispondere che talvolta questi atteggiamenti possono certamente rientrare in alcuno dei capi di nullit del matrimonio, che saranno esaminati pi avanti; altre volte tali comportamenti non intaccheranno forse la validit del matrimonio, ma costituiranno una offesa forse inconsapevole o incolpevole allunione coniugale da loro originata e al Creatore. Comunque sia, ci che il segno sacramentale non la vita n la testimonianza degli sposi, ma il vincolo. Pi

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Siccome il segno del sacramento del matrimonio il vincolo coniugale quale relazione familiare che unisce luomo e la donna c infatti una coincidenza radicale tra loggetto del consenso e il segno sacramentale: ci che vogliono i nubendi costituire la coniugalit, ed essa in quanto vincolo indissolubile (cio in quanto parte della loro co-identit personale) il segno della mutua appartenenza (non solo significata ma anche efficace) e della loro co-identit con Cristo-Sposo. Il segno sacramentale non n la vita coniugale, n la testimonianza cristiana dei coniugi, n la comunione di vita e di amore, ma la relazione coniugale o coniugalit, che alla base della comunione di persone e sulla quale si costituisce la loro identit di sposi (assunta da Cristo, che diventa loro Coniuge in un nuovo titolo)227. 3) Perch il matrimonio possa essere segno efficace anche necessario che la Chiesa-Sposa custodisca il dono che Cristo-Sposo offre ai coniugi cristiani. Abbiamo sostenuto precedentemente che tra gli effetti della caduta di Adamo ed Eva c stato lo sconvolgimento del matrimonio-mistero, anzitutto nella sua dimensione sociale. Siccome il matrimonio comporta un impegno reciproco degli sposi, non indifferente che la societ lo riconosca o meno. Per la durezza dei cuori, le propriet essenziali del matrimonio bench fossero esigenze intrinseche della dignit della persona coniugata non potevano essere esatte da Dio dal momento che le societ non erano in grado di coglierne la loro razionalit. La verit del principio cui si riferisce Ges nel suo dialogo con i farisei suscita nei suoi discepoli un profondo stupore228 che generer nelle successive generazioni di cristiani la necessit di cogliere il precetto del loro Maestro229 e di custodirlo, impiegando a questo scopo, gli strumenti culturali e giuridici a loro disposizione. Due momenti di questa difesa di natura giuridica sono stati, nel primo millennio,

argomenti che inducono a difendere la tradizionale posizione della Chiesa in questa materia si trovano nellintero n 68 della FC e nel citato Discorso alla Rota Romana del 2003. Una buona analisi dellamore coniugale e del consorzio di vita pu trovarsi in LO CASTRO, G., Tre studi..., cit., p. 34. Per una critica puntuale alla dottrina che pone il segno sacramentale nella comunit di vita, quale realt dinamica ed esistenziale, si veda ORTIZ, M.A., Sacramento..., cit., p. 34-35, 37-38. Alla base di questo stupore c, senza dubbio, la difficolt e la novit di ci che Ges propone se questa la condizione delluomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi (Mt 19, 10) ma anche la meraviglia di fronte al significato che subito si attribuisce alla novit del precetto di Ges. Lo stupore che luomo sente dinanzi la verit del principio non diverso dallo stupore cui si riferisce Giovanni Paolo II nella sua prima enciclica Redemptor hominis, 10: In realt, quel profondo stupore riguardo al valore ed alla dignit delluomo si chiama Vangelo, cio la Buona Novella. Si chiama anche cristianesimo. Questo stupore giustifica la missione della Chiesa nel mondo, anche, e forse pi ancora, nel mondo contemporaneo. Questo stupore, ed insieme persuasione e certezza, che nella sua profonda radice la certezza della fede, ma che in modo nascosto e misterioso vivifica ogni aspetto dellumanesimo autentico, strettamente collegato a Cristo. Cf., al riguardo, ALZATE, P., Fundamentacin jurdica..., cit., p. 23-33; SCOLA, A., Questioni di antropologia teologica, Ares, Milano 1996, p. 39-40. Lindissolubilit per la Chiesa di tutti i tempi un precetto giuridico. Cfr. BASEVI, C., E saranno una sola carne, Ares, Milano 1993, p. 10-18.
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la proibizione delle seconde nozze finch sono in vita i coniugi e, con grande precisione a partire dal secolo XII, la determinazione del vincolo quale impedimento dirimente che renderebbe inabili gli sposi per poter contrarre nuove nozze eo manente230. Il principio dellindissolubilit accolto dalla Chiesa stato il grande motore del Diritto matrimoniale canonico, la spinta che ha portato canonisti e teologi a determinare cosa sono il patto e il vincolo coniugali, quando inizia il vincolo e quando esso assolutamente indissolubile, cosa significa lindissolubilit, quale differenza c tra cause di nullit (il matrimonio non c, perch nullo il patto coniugale) e cause di scioglimento del vincolo coniugale (il matrimonio c ma pu essere sciolto in taluni casi), ecc. Si tratta di monumenti culturali, contributi della Chiesa alla civilt, che derivano dalla fedelt con cui la Chiesa Sposa riconosce lo stretto legame esistente tra il sacramento del matrimonio e se stessa come Sposa. Questo legame che ancora deve essere approfondito nei prossimi paragrafi ispira tutta la normativa della Chiesa riguardante la pastorale familiare nei casi difficili, in particolare nelle cosiddette situazione irregolari231. In concreto, nel caso dei divorziati risposati e dopo aver esortato la comunit cristiana la carit verso questi fedeli232, la FC afferma decisamente: La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quellunione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dallEucaristia233. E evidente che se la Chiesa non fosse fedele a questo impegno dinanzi il suo Sposo, il matrimonio cristiano perderebbe in grande misura la sua capacit di significare (manifestare, attuare e rivelare) il grande mistero, lunione cio di Cristo e la sua Chiesa. Tale consapevolezza alla base di decisioni pastorali che la Chiesa ha preso negli ultimi decenni per evitare la crescente secolarizzazione del matrimonio nel mondo occidentale, come quella, ad esempio, di mantenere in vigore la forma canonica di celebrazione del matrimonio cristiano.

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Si veda ALZATE, P., Fundamentacin jurdica..., cit., p. 56-90.

FC 80-85. La difesa dellindissolubilit, lungi da essere indifferenza pastorale, costituisce un dovere di tutti, a cominciare dai coniugi che hanno ricevuto il sacramento, e di tutta la ChiesaSposa. FC 84: Insieme col Sinodo, esorto caldamente i pastori e lintera comunit di fedeli affinch aiutino i divorziati procurando con sollecita carit che non si considerino separati della Chiesa, potendo e anzi dovendo, in quanto battezzati, partecipare alla sua vita. Siano esortati ad ascoltare la Parola di Dio, a frequentare il sacrificio della Messa, a perseverare nella preghiera, a dare incremento alle opere di carit e alle iniziative della comunit in favore della giustizia, a educare i figli nella fede cristiana, a coltivare lo spirito e le opere di penitenza per implorare cos, di giorno in giorno, la grazia di Dio. La Chiesa preghi per loro, li incoraggi, si dimostri madre misericordiosa e cos li sostenga nella fede e nella speranza. Ibidem. Sul rapporto tra il sacramento del matrimonio e quello dellEucaristia torneremo pi avanti.
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B) Le nozze cristiane, celebrazione del grande mistero.

La celebrazione del matrimonio e, da un altro lato, il divieto di celebrare seconde nozze mentre restino in vita i coniugi sono lespressione pi chiara della sacramentalit del matrimonio cristiano: non solo viene celebrato il matrimonio (attraverso i riti liturgici e sociali-festivi) ma anche risulta proibita una seconda o ulteriore celebrazione; vale a dire la celebrazione iniziale (in fieri) sussiste lungo la vita degli sposi (in facto esse) in modo tale che i fedeli cristiani, che hanno accolto il dono degli sposi quale segno del grande mistero234, non possono celebrare ununione che sarebbe in contraddizione con ci che era stato celebrato e festeggiato. Il vincolo coniugale diviene cos un obbligo di tutta la comunit cristiana, incominciando dagli sposi, di non celebrare seconde nozze235. Da questa prospettiva, il vincolo comporta la sussistenza e attualit della celebrazione coniugale nel cuore della comunit cristiana236. La festa nuziale ha elementi festivi e liturgici, i quali appartengono rispettivamente a due dimensioni essenziali del coniugio quella sociale e quella sacramentale . Abbiamo gi spiegato che senza il consenso degli sposi (patto coniugale) le cerimonie, i riti e i festeggiamenti sarebbero vuoti, perch essi non sono altro che il riconoscimento sociale ed ecclesiale di ci che hanno creato i coniugi: la famiglia, prima cellula sociale e Chiesa domestica237. Questo riconoscimento (sociale ed ecclesiale al tempo stesso) essenziale alle nozze: ci che non essenziale lo strumento tecnico che si voglia usare. La Chiesa, dal Concilio di Trento fino ai nostri giorni, esige un requisito di validit della celebrazione del matrimonio che viene chiamato forma canonica: la necessit cio che il consenso sia manifestato dinanzi due testimoni comuni e un testimone qualificato che riceve la manifestazione del consenso in nome della Chiesa238. Con questa norma la Chiesa vuole garantire lesistenza di un minimo di

E molto nota lintuizione splendida di BELLARMINO, R., De controversiis, III, De Matrimonio, controversia III, c. 6: Il sacramento del matrimonio si pu considerare in due modi: il primo mentre si celebra; il secondo mentre perdura dopo che stato celebrato. Giacch un sacramento simile alleucaristia, la quale sacramento non solo mentre si fa, ma anche mentre perdura: perch, fin quando vivono i coniugi, la loro unione sempre il sacramento di Cristo e della Chiesa. Nel primo millennio, infatti, gli impedimenti matrimoniali erano intesi fondamentalmente come divieti di celebrare ulteriori nozze. Si veda, in questo senso, CARRERAS, J., Las bodas: sexo, fiesta y derecho, cit., p. 37-38. Pi tardi, con i primi decretisti (s. XII), la dottrina canonica inizi a distinguere con chiarezza gli impedimenti dirimenti (con effetti invalidanti) da quelli impedienti (che recavano lilleicit dellatto) e dalle cause di scioglimento del vincolo coniugale (come, ad esempio, la morte o la dispensa del matrimonio rato e non consumato). Da ci deriva lobbligo di cui al can. 1069: Prima della celebrazione di un matrimonio, tutti i fedeli sono tenuti allobbligo di rivelare al parroco o allOrdinario del luogo, gli impedimenti di cui fossero a conoscenza. Cfr. RINCON, T., Commento al canone 1069, in Comentario exegtico..., cit., p. 1121-2.
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CARRERAS, J., Las bodas..., cit., p. 38. Il canone 1108 1 CIC prescrive ci che si denomina forma ordinaria: Sono validi

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socialit e di ecclesialit delle nozze, anche se di pari passo si accettano delle eccezioni in cui la celebrazione viene fatta in modo non ordinario senza perci essere invalida239. Comunque sia, occorre non confondere lo strumento tecnico usato dal legislatore canonico per garantire lecclesialit della celebrazione esso appartiene al diritto positivo dalla dimensione ecclesiale (e sociale) propriamente detta, poich essa s essenziale240. La sacramentalit del matrimonio non dipende dal fatto che il matrimonio sia stato celebrato in Chiesa e con la benedizione del sacerdote. In tutti quei casi in cui esso viene celebrato validamente in forma non ordinaria per esempio, perch si dispensato dellosservare la forma canonica il matrimonio di pari passo sacramento, come esamineremo subito nel paragrafo C)241. Abbiamo parlato di elementi festivi e sacri, perch essi si distinguono realmente. Tuttavia, occorre non dimenticare che nella stessa festa nuziale c unimplicita e forse inconsapevole accettazione della sacralit stessa del matrimonio-mistero. Ci opportuno agli effetti pastorali, per non escludere dalla celebrazione nuziale i nubendi cristiani che sembrano mossi pi per motivi sociali che religiosi242. La continuit tra lordine della creazione e quello dalla redenzione vista qui da una prospettiva sociale: la dimensione sacra implicita in quella

soltanto i matrimoni che si contraggono alla presenza dellOrdinario del luogo o del parroco o del sacerdote oppure diacono delegato da uno di essi che sono assistenti, nonch alla presenza di due testimoni, conformemente, tuttavia, alle norme stabilite nei canoni seguenti, e salve le eccezioni di cui ai canoni 144, 1112, 1, 1116 e 1127, 2-3. Ad esempio, ci previsto dai can. 1116 e 1127 CIC. Cfr. su questa problematica ORTIZ, M.A., Sacramento y forma..., cit. passim. Potrebbero infatti darsi situazioni di mancanza totale di ecclesialit con rispetto perlomeno esterno della forma canonica (si pensi ai matrimoni celebrati da chi ha escluso matrimonium ipsum i quali vanno dichiarati nulli) e, al contrario, celebrazioni nuziali che potrebbero essere state valide se non ci fosse stato linadempimento di uno dei requisiti formali previsti dal legislatore. Per evitare queste ultime situazioni il Codice di Diritto Canonico applica anche alle facolt abituali listituto di supplenza di giurisdizione, attraverso il gioco di remissioni dei can. 1108 1, 144, 1111 CIC.
241 Lazione di Cristo esercitata anche al di fuori dei concreti riti previsti: in questo senso, la liturgia matrimoniale pu anche essere celebrata (con lopportuna dispensa) dinanzi unautorit civile: i ministri sono gli stessi coniugi. Usiamo lespressione celebrazione liturgica nel senso largo con cui viene usata nel n. 1136 e ss. del Catechismo della Chiesa Cattolica. 240 239

Nella FC 68 si pu infatti leggere: vero, daltra parte, che, in alcuni territori motivi di carattere pi sociale che non autenticamente religioso spingono i fidanzati a chiedere di sposarsi in Chiesa. La cosa non desta meraviglia. Il matrimonio, infatti, non un avvenimento che riguarda solo chi si sposa. Esso per sua stessa natura un fatto anche sociale, che impegna gli sposi davanti alla societ. E da sempre la sua celebrazione stata una festa, che unisce famiglie ed amici. Va da s, dunque, che motivi sociali entrino, assieme a quelli personali, nella richiesta di sposarsi in chiesa. Tuttavia, non si deve dimenticare che questi fidanzati in forza del loro battesimo, sono realmente inseriti nellAlleanza sponsale di Cristo con la Chiesa e che, per la loro retta intenzione, hanno accolto il progetto di Dio sul matrimonio e, quindi, almeno implicitamente, acconsentono a ci che la Chiesa intende fare quando celebra il matrimonio. E, dunque, il solo fatto che in questa richiesta entrino anche motivi di carattere sociale non giustifica un eventuale rifiuto da parte dei pastori.

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sociale, in modo simile a come laccettazione del disegno originario di Dio da parte dei nubendi contiene un grado minimo di fede, sufficiente agli effetti della validit del sacramento. Nellaffermare che le nozze costituiscono il segno (sacramentum tantum) del matrimonio cristiano, non dobbiamo per dimenticare che allinterno di esse che abbiamo definito come quellatto sociale e liturgico in cui viene celebrata lunione delluomo e della donna, i quali mediante il patto coniugale diventano coniugi e costituiscono la prima relazione familiare243 si contengono una pluralit di elementi significanti: gli anelli (o fede nuziale), la dexterarum coniunctio, il consenso, leucaristia, la bendezione del sacerdote sugli sposi, il talamo nuziale, ecc.244.

C) Tra battezzati non pu sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ci stesso sacramento (can. 1055 2 CIC).

Il 2 del canone 1055 CIC afferma: Pertanto, tra battezzati non pu sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ci stesso sacramento245.

243 244

Si veda lezione 2, 1.

Noi abbiamo scelto una presentazione misterica, mediante la quale cerchiamo di cogliere tutti gli elementi rilevanti dal punto di visto della sacramentalit. Da questa prospettiva, in fatti, si attribuisce meno importanza alla determinazione precisa della materia e della forma del sacramento. La teologia matrimoniale orientale, ad esempio, mostra come il rito dellincoronazione abbia un valore teologico fondamentale, quello di essere lepiclesi o preghiera con cui si chiede al Padre di fare scendere lo Spirito Santo. Su questo aspetto si vedano EUDOKIMOV, P., Il matrimonio, Roma 1967, p. 98; MARTINEZ PEQU, M., El Espritu Santo y el matrimonio a partir del Vaticano II, Roma 1991. Sulla problematica generale relativa alla determinazione della materia e della forma del sacramento del matrimonio e il superamento di prospettiva effettuato dopo il Concilio Vaticano II si veda ROCCHETTA, C., Il matrimonio come sacramento. Status quaestionis. Prospettive teologiche, in Ricerche Teologiche 1 (1993), p. 14-21. Con carattere pi storico e critico Cfr. GERARDI, R., I problemi della determinazione della struttura ilemorfica e del ministro nel sacramento del matrimonio, in Lateranum 54 (1988), p. 288-368.
245 La formulazione di questo principio alle volte poco fortunata, poich viene presentato come linseparabilit del contratto e del sacramento. Non si tratta tanto di inseparabilit perch questa una parola che implicitamente fa riferimento a due elementi o realt diverse che devono essere insieme e non conviene che siano separate. Cfr. BURKE, C., La sacramentalidad del matrimonio. Reflexiones teolgicas, in Revista Espaola de Teologa 53 (1993), p. 64. Si tratta invece di capire che ci che il matrimonio anche sacramento, quando i due contraenti sono battezzati. Nel matrimonio sacramento confluiscono la dimensione sociale e quella ecclesiale, di identico modo che nel fedele cristiano convivono inscindibilmente la condizione di cittadino e quella di fedele. La formulazione del principio affermato nel canone 1055 2 ha una concreta origine storica, proprio allinizio della secolarizzazione contemporanea del matrimonio.

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1) Il matrimonio valido246 celebrato tra un coniuge battezzato e un altro non battezzato, secondo la dottrina comune, non sacramento. Allo stesso modo che non pu essere valido il matrimonio per un solo coniuge e nullo per laltro matrimonium non potest claudicare , neanche esso pu essere sacramento per uno e realt naturale per laltro. Il sacramento il vincolo coniugale: perci occorre che tutti e due i termini soggettivi del vincolo siano battezzati affinch esso possa essere segno dellunione di Cristo con la Chiesa. Inoltre, siccome sono loro i ministri del sacramento lo sposo non battezzato non capacitato, mancandogli il carattere battesimale. Le possibili perplessit dinanzi questo carattere meramente naturale del matrimonio celebrato da un cristiano possono superarsi nel pensare che tale unione coniugale non solo valida presupposta la dispensa dellimpedimento di disparit di culto ma essa partecipa anche del mistero cristiano, data la sua capacit di significare e di attuare (in un modo che appartiene appunto al mistero) lunione di Cristo e la Chiesa. Il fedele cristiano, quindi, non si vedr privato della grazia di Cristo e sar cammino di santificazione del suo coniuge. 2) Nel momento stesso in cui il coniuge non battezzato diviene cristiano attraverso il battesimo, il vincolo diventa specificamente sacramentale. Siccome il fondamento della sacramentalit del matrimonio radica nel battesimo dei coniugi e nellessere il grande mistero, proprio nel momento in cui entrambi i coniugi sono battezzati il vincolo diventa ipso facto sacramento della Nuova Alleanza, senza necessit di ripetere il rito. Ci che il segno del sacramento, infatti, lo stesso vincolo coniugale; i ministri sono gli stessi coniugi. 3) Due battezzati non possono celebrare un matrimonio meramente naturale247. Dopo le considerazione fin qui fatte non ci dovrebbero essere problemi per capire perch due battezzati non possono contrarre un matrimonio meramente naturale, cio non sacramentale. La ragione principale che non esiste in realt questo tipo di matrimonio meramente naturale. Perci, non si tratta tanto che sia loro vietata la celebrazione di un matrimonio naturale, ma si tratta piuttosto dellimpossibilit ontologica di farlo, poich ogni matrimonio nella misura in cui

246 Si presuppone la dispensa dellimpedimento dirimente di disparit di culto (can. 1086), nel caso il battezzato sia cattolico e tenuto ad osservare questa legge ecclesiastica.

Per maggiori approfondimenti sullargomento si veda ORTIZ, M.A., Sacramento y forma..., cit., p. 112-126.

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di vero matrimonio si parli il grande mistero ed appartiene allordine della grazia e non solo a quello della natura. Un altro problema la possibilit che due cattolici possano celebrare matrimonio senza rispettare il requisito della forma canonica, poich tale matrimonio o sar nullo per difetto di forma248 o valido sia perch i soggetti non sono tenuti alla forma canonica249 sia perch essa stata dispensata dallautorit competente250. In ogni caso si rispetta il principio: se il matrimonio tra due battezzati valido, esso anche sacramento. Se i nubendi volessero ad ogni modo una unione coniugale sprovvista della sua dimensione sacramentale occorrerebbe poter discernere con maggiore precisione il processo di formazione della volont matrimoniale. In linea di massima si deve presumere che in questi casi si tratta di ipotesi che non intaccano la validit del matrimonio; tuttavia, se si dimostrasse che in uno o entrambi i nubendi ci fosse un errore sulla dignit sacramentale che determinasse la volont dei contraenti251 o che uno o entrambi i coniugi avessero escluso la dignit sacramentale252, non ci sarebbe matrimonio valido e, per tanto, neanche il sacramento. In altre parole, la volont contraria alla sacramentalit non pu fare s che il matrimonio diventi una realt diversa di quella che ha disegnato il Creatore (e che la Chiesa intende fare quando celebra il sacramento); se tale volont fosse molto radicata, il risultato non sarebbe una situazione matrimoniale non sacramentale, ma un matrimonio nullo per difetto di consenso.

Anzi, alcuni parlano di radicale inesistenza dellunione matrimoniale civile tra due battezzati, poich non c necessit di chiedere nemmeno la nullit del matrimonio dinanzi un giudice ecclesiastico, ma bastano i normali accertamenti fatti dal parroco o sacerdote per determinare lo stato di libert dei nubendi. Cfr. Pontifica Commissione per linterpretazione Autentica del CIC, in AAS 76 (1984), p. 747. Il canone 1117 CIC, infatti, segnala che se uno dei nubendi si separato dalla Chiesa mediante un atto formale egli non sar tenuto alla forma canonica. Il matrimonio contratto da lui dinanzi il ministro dello Stato potrebbe essere valido canonicamente, ma come si vede subito, esso sarebbe anche sacramento (nel caso laltro coniuge fosse battezzato ed ugualmente non tenuto alla forma canonica). La dispensa della forma canonica , in linea di massima, riservata alla Santa Sede. Cfr. Pontifica Commissione per linterpretazione Autentica del CIC, in AAS 77 (1985), p. 771. Canone 1099 CIC. Cfr. STANKIEWICZ, A., L'errore di diritto nel consenso matrimoniale e la sua autonomia giuridica, in Periodica 83 (1994), p. 635-668; MARTIN DE AGAR , J.T., El error sobre las propiedades esenciales del matrimonio, in Ius Canonicum 35 (1995), p. 117-141; VILADRICH, P.J., Commento al canone 1099..., in Comentario exegtico..., cit., p. 1314-1318. Canone 1101 CIC. Si veda GROCHOLEWSKI, Z., L'esclusione della dignit sacramentale del matrimonio come capo autonomo di nullit matrimoniale, in Monitor Ecclesiasticus 31 (1996), p. 223-240. VILADRICH, P.J., op. ult. cit.
252 251 250 249

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3. I diversi livelli di significazione sacramentale.

Abbiamo visto in pi occasioni come il concetto di segno nuziale il perno su cui si articolano le dimensioni sociale e sacramentale del matrimonio cristiano. La Chiesa non pu prescindere dal segno sociale: non pu, ad esempio, ritenere che una coppia di conviventi costituiscano oggi un autentico matrimonio, quando neanche essi vogliono essere considerati cos253. La coniugalit non un fatto, ma una relazione giuridica creata dal consenso degli sposi, la quale oggi il segno attraverso il quale possono i coniugi riconoscere se stessi (perlomeno prima facie) ed essere riconosciuti dalla societ e dalla Chiesa. Alle volte questo segno pu essere articolato come di fatto successo per tanti secoli nel mondo antico e allora anche la Chiesa lo prende in considerazione cos come si presenta nella societ. Lapprofondimento dottrinale teologico e canonico del significato sacramentale del matrimonio stato intimamente legato allevoluzione storica degli usi nuziali vissuti dai cristiani. Senza conoscere questi usi non possibile neanche conoscere la normativa canonica che trova in essi il suo fondamento. Noi vorremo accennare due livelli di significazione sacramentale che hanno un diverso contesto culturale e che, pur appartenendo alla Storia, ci consentono per di capire la normativa canonica riguardante la sacramentalit del matrimonio cristiano.

A) Il matrimonio rato e consumato, segno perfetto dellunione di Cristo e della Chiesa.

Il canone 1061 1 segnala che il matrimonio valido tra battezzati si dice solamente rato, se non stato consumato, rato e consumato se i coniugi hanno compiuto tra loro, in modo umano, latto per s idoneo alla generazione della prole, al quale il matrimonio ordinato per sua natura, e per il quale i coniugi divengono una sola carne. Abbiamo gi studiato nella seconda lezione il

253 Una unione meramente civile contratta da due cattolici non valido matrimonio canonico, ma pottrebbe essere convalidato dalla legittima autorit attraverso linstituto della sanatio in radice (can. 1161-1165). Ci, invece, non oggi possibile nel caso dei conviventi (era stato invece possibile prima del Concilio di Trento, in un diverso contesto culturale). Questa differenza notevole dal punto di vista pastorale: si legge, infatti, nella FC che E sempre pi diffuso il caso di cattolici che, per motivi ideologici e pratici, preferiscono contrarre il solo matrimonio civile, rifiutando o almeno rimandando quello religioso. La loro situazione non pu equipararsi senzaltro a quella dei semplici conviventi senza alcun vincolo, in quanto vi si riscontra almeno un certo impegno a un preciso e probabilmente stabile stato di vita, anche se spesso non estranea a questo passo la prospettiva di un eventuale divorzio (il corsivo nostro).

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fondamento antropologico di questa norma che si riferisce specificamente al matrimonio tra battezzati254 vale a dire, al matrimonio cristiano. Non si pu capire la normativa canonica255 attuale sul matrimonio rato e non consumato se non si prende sufficientemente in considerazione che nel mondo antico e fin nel Medioevo la celebrazione nuziale era celebrata in due fasi, che talvolta potevano essere distanti molti anni luna dellaltra. Dopo una prima fase sponsale in cui luomo e la donna diventavano sponsi,256, attraverso dei riti precisi dei quali la dexterarum coniunctio o unione delle mani destre con scambio della fede nuziale era il principale , si celebrava la festa nuziale, nella quale tutta la comunit festeggiava il momento dellincontro coniugale, in cui di solito la donna era portata in processione alla casa dello sposo (domum deductio)257. Mentre il primo patto era piuttosto una unione tra due famiglie, nella quale esse vincolavano due loro membri; nella festa nuziale, invece, si realizzava in modo personale lunione effettiva degli sposi. Il patto coniugale, cos come oggi capito da noi, non coincideva esattamente con nessuna delle due fasi, ma piuttosto con la seconda: poich, attraverso latto coniugale, gli sposi potevano dimostrarsi vicendevolmente la loro volont coniugale258. Proprio per ci, quando cerano crisi coniugali nel periodo che intercorreva tra le due fasi, si poneva il problema del possibile scioglimento del vincolo che era stato originato negli sponsali. Si adduceva che questa possibilit non urtava il principio dellindissolubilit del matrimonio dal momento che il segno nuziale non era completo: ci che segno dellunione di Cristo con la Chiesa si diceva sarebbe fondamentalmente luna caro, vale a dire, lunione che si produce con lamplesso sessuale.

Inconsciamente si tende a pensare che la consumazione coincida con la prima copula coniugale; tuttavia, siccome siamo nellambito sacramentale, si dice che abbia tale efficacia consumativa solo la prima copula coniugale realizzata quando tutti e due i coniugi sono battezzati. Sicch il matrimonio di due persone, dalle quali una fu per molto tempo non battezzato, pu restare quale matrimonio rato e non consumato nel caso in cui, dopo il battesimo, gli sposi non si siano uniti coniugalmente. La normativa canonica relativa al cosiddetto matrimonio rato e non consumato prende inizio nel secolo IX, in occasione della dottrina del vescovo di Reims (Incmaro): il matrimonio celebrato tra due persone che non si sono unite carnalmente per non incorrere in incesto (nella fattispecie erano o dicevano essere parenti consanguinei), potrebbe essere sciolto perch non sarebbe stato consumato n di conseguenza gli sposi sarebbero potuti diventare una carne sola. (Come segnala LIGIER, L., Il matrimonio, cit., p. 87-88, la dottrina di Incmaro era nuova, anche se prendeva elementi teologici gi esistenti). Tale dottrina ebbe risonanza nel Decreto di Graziano, e fu pi tardi superata perch si ritenne pi perfetta quella che attribuisce al consenso coniugale la causalit efficiente del vincolo coniugale, senza che per la sua costituzione fosse necessaria la copula coniugale. Ma essa continu ad essere rilevante appunto agli effetti del rato e non consumato. Essere sponso o sponsa era molto di pi che essere fidanzato o promesso sposo. Agli effetti legali essi erano considerati come marito e moglie, vincolati giuridicamente, fino al punto che linfedelt coniugale era gi ritenuta un adulterio ed andava punita come tale.
257 Questi riti potevano adottare elementi e forme diverse, ma per summa capita le diverse tradizioni nuziali si strutturavano su queste due fasi: si veda lottimo studio di DACQUINO, P., Storia del matrimonio cristiano alla luce della Bibbia, Ldc, Torino-Leumann 1984. 258 256 255

254

Su questa problematica si veda CARRERAS, J., Las bodas..., cit., p. 27-66.

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In questo modo, allinterno del matrimonio cristiano, con fondamento nella diversa significazione sacramentale degli elementi nuziali, si pass a distinguere due gradi di indissolubilit: Il matrimonio rato (celebrato con il consenso) sarebbe segno dellunione di Cristo e la Chiesa che si fa per la carit: in modo analogo a come lanima si unisce con Cristo attraverso la carit, ma pu perdere questa unione per mezzo del peccato mortale; cos anche gli sposi si uniscono attraverso il consenso, ma la loro unione non perfetta e si pu sciogliere259. Il matrimonio consumato, invece, sarebbe segno dellunione di Cristo e la Chiesa attraverso lincarnazione. Dal momento, infatti, in cui Ges assunse la natura umana, lumanit sar sempre unita alla persona di Ges in modo che tale unione indissolubile. Questo sarebbe il grande mistero di cui parla san Paolo nella Lettera agli efesini 5, 32. Luna caro segno dellunit di natura per forza della quale Dio diventato uomo e luomo diventato figlio di Dio. Anche se dietro la terminologia giuridica rato, consumato si svilupp una dottrina teologica, la ragione per cui questa si impose fu di natura pratica. In effetti, nel secolo XII e malgrado avesse avuto il sopravvento la dottrina consensuale della scuola di Parigi che attribuiva lefficacia efficiente del vincolo al consenso degli sposi con parole di presente , la dottrina teologica e canonica sviluppatasi sugli usi nuziali antichi ebbe anche un posto nel Corpus Iuris Canonici. Cos, su questa dottrina medievale si stabil il principio canonico dellindissolubilit del matrimonio sacramento, che arrivato fino ai nostri giorni: Il matrimonio rato e consumato non pu essere sciolto da nessuna potest umana e per nessuna causa, eccetto la morte (c. 1141 CIC) Il matrimonio non consumato fra battezzati o tra una parte battezzata e una non battezzata, per una giusta causa pu essere sciolto dal Romano Pontefice, su richiesta di entrambe le parti o di una delle due, anche se laltra fosse contraria (c. 1142 CIC). Lordinamento canonico pu accogliere delle norme canoniche che appartengono a momenti storici diversi e che tendono a risolvere problemi pratici. La normativa appena esposta, per, ha un fondamento antropologico e per ci di permanente attualit: da un lato, latto coniugale non indifferente nel valutare la qualit della relazione coniugale; dallaltro, la consumazione era un momento importante dal punto di vista sacramentale, anche perch la festa nuziale girava intorno a questo atto (la processione della sposa, la benedizione del talamo, ecc.). Dal momento in cui la festa nuziale si fa girare sulla manifestazione del consenso con parole di presente (il che pi tardi verrebbe rafforzato con lesigenza del requisito della forma canonica) la consumazione un concetto privo del

Per esempio, lincapacit di avere rapporti coniugali (impotenza copulativa) fu per parecchi secoli una causa di scioglimento del vincolo iniziato negli sponsali. Solo dopo il secolo XII essa divent una causa di nullit del consenso stesso.

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supporto sociale da cui proveniva. Anzi, per non pochi teologi e canonisti dei nostri giorni, essa sembra essere una conferma del cosiddetto iuscorporalismo o biologismo260. Tuttavia, chi qualifica biologista la copula coniugale con cui luomo e la donna si conoscono e dicono con il linguaggio del corpo ci che prima avevano detto nel consenso dimostra di partecipare della visione della sessualit propria della cultura dominante oggi in Occidente, in cui essa difficilmente riesce a varcare la soglia della realt biologica e sarebbe, perci, avulsa da un significato interpersonale.

B) La significazione cristologica ed ecclesiologica della copula coniugale.

Proprio nel contesto culturale dei nostri giorni, in cui la sessualit sembra naufragare tra gli assalti del permissivismo etico e quelli del puritanesimo fino a pochi decenni fa dominante, spicca una spiegazione che attribuisce un valore sacramentale non solo alla prima copula coniugale quella consumativa , ma anche ad ogni atto coniugale con cui gli sposi ribadiscono il dono di se stessi. Il paradigma e il modello sempre lunione sponsale di Cristo e la Chiesa della quale partecipano gli sposi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Ma questa partecipazione non si realizza soltanto nella celebrazione del matrimonio nella quale il dono di s degli sposi segno del dono di Cristo alla Chiesa nella sua morte in croce ma innanzitutto lungo la vita coniugale attraverso tutti gli atti di amore che realizzano gli sposi per mantenere viva ed accrescere la loro unione. Tra questi atti spicca latto coniugale, segno sacramentale di grande rilievo cristologico ed ecclesiologico. Lespressione paolina della lettera agli efesini consente di affermare che il sacramento del matrimonio e quello dellEucaristia si spiegano e illuminano a vicenda. Cristo lo Sposo della Chiesa, ad Essa si dato una volta per sempre morendo sulla croce e questo sacrificio viene rinnovato ogniqualvolta si celebra il sacrificio della Messa. In modo analogo, gli sposi cristiani rinnovano la donazione che fecero il giorno delle loro nozze (patto coniugale) mediante gli atti coniugali. Questi atti racchiudono, dunque, un carattare sacramentale: il matrimonio sacramento dum permanens e, in modo del tutto particolare per gli sposi, anche quando si rinnova il dono di s realizzato nel patto coniugale.

Si proposto di usare il processo di dispensa di matrimonio rato e non consumato per risolvere molte delle situazione irregolari dei nostri giorni. Si tratterebbe di sostituire il concetto biologista medievale per un altro pi confacente con la sensibilit moderna, che potrebbe essere denominato consumazione esistenziale. Questa proposta non ha avuto nessun riscontro nel magistero della Chiesa. Per una critica di questa dottrina puntuale movendo da prospettive cristologiche, antropologiche e giuridiche si pu vedere MIRALLES, A., Il matrimonio..., cit., p. 247248.

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Per ci non esagerato affermare che la comunione eucaristica significata specialmente attraverso gli atti veramente coniugali261; allo stesso tempo, lEucaristia la fonte stessa del matrimonio cristiano262. Le precedenti affermazioni non solo confermano quanto stato detto nel precedente paragrafo sulla significazione cristologica ed ecclesiologica del vincolo coniugale (gli sposi si appartengono vicendevolmente in una nuova identit, che adesso anche identit cristiana per un nuovo titolo), ma ci consentono di affermare la centralit di ogni copula coniugale nellinsieme della sacramentalit del matrimonio e della famiglia. La copula coniugale, infatti, latto in cui si trovano nellunit tutte le identit familiari: gli sposi mettono in atto un gesto che non solo esprime il dono di s, ma necessariamente la sua trascendenza ad un terzo; anzi, lantropologia teologica insegna come la relazione filiale abbia (deve avere) il suo inizio in questo atto di amore coniugale. Siccome latto di cui parliamo quello in cui gli sposi manifestano vicendevolmente la loro relazione (si dicono ci che sono: coniugi, appunto) tale atto presenta la stessa struttura interna di essa. E allo stesso modo che le relazioni familiari fanno intrinseco riferimento a una terza persona, che si trova al margine della relazione; cos, latto coniugale presenta una struttura oggettiva263 che pienamente razionale quando intesa sotto la luce della famiglia264.
MD 26: Ci troviamo al centro stesso del Mistero pasquale, che rivela fino in fondo lamore sponsale di Dio. Cristo lo Sposo perch ha datto se stesso: il suo corpo stato dato, il suo sangue stato versato (Cfr. Lc 22, 19-20). In questo modo am fino alla fine (Gv 13, 1). Il dono sincero, contenuto nel sacrificio della Croce, fa risaltare in modo definitivo il senso sponsale dellamore di Dio. Cristo lo Sposo della Chiesa come Redentore del mondo. LEucaristia il sacramento della nostra redenzione. il sacramento dello Sposo, della Sposa. LEucaristia rende presente e in modo sacramentale realizza di nuovo latto redentore di Cristo, che crea la Chiesa suo corpo. Con questo corpo Cristo unito come lo sposo con la sposa. Tutto questo unito nella Lettera agli Efesini. Nel grande mistero di Cristo e della Chiesa viene introdotta la perenne unit dei due, costituita sin dal principio tra uomo e donna. Grandi teologi a cui sembra essersi inspirato il Santo Padre in queste pagine della sua Lettera pastorale sono Von Balthasar ed Eudokimov. Per maggiori approfondimenti si veda GIULIODORI, C., Intelligenza teologica del maschile e del femminile (problemi e prospettive nella rilettura di von Balthasar e P. Evdokimov),, Roma 1991; HERBST , M.M., The Eucharistic Meaning of Marriage, in Anthropotes 10 (1994), p. 161-177. FC 57. Dove si dice anche: Il compito di santificazione della famiglia cristiana ha la sua prima radice nel battesimo e la sua massima espressione nellEucaristia, alla quale intimamente legato il matrimonio cristiano. Il Concilio Vaticano II ha voluto richiamare la speciale relazione che esiste tra lEucaristia e il matrimonio, chiedendo che questo in via ordinaria si celebri nella Messa (LG 34): riscoprire e approfondire tale relazione del tutto necessario, se si vogliono comprendere e vivere con maggior intensit le grazie e le responsabilit del matrimonio e della famiglia cristiana Movendo da unaltra prospettiva, il Papa Paolo VI, nellEnciclica Humanae Vitae, 12 parlava della connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che luomo non pu rompere di sua iniziativa, tra i due significati dellatto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo. Si sviluppa questa dottrina nella FC 32. LF 12: Al momento dellatto coniugale, luomo e la donna sono chiamati a confermare in modo responsabile il reciproco dono che hanno fatto di s nel patto matrimoniale. Ora, la logica del dono di s allaltro in totalit comporta la potenziale apertura alla procreazione: il matrimonio chiamato cos a realizzarsi ancora pi pienamente come famiglia. Certo, il dono reciproco delluomo e della donna non ha come fine solo la nascita dei figli, ma in se stesso mutua comunione di amore e di vita. Sempre deve essere garantita lintima verit di tale dono. Intima non sinonimo di soggettiva. Significa piuttosto essenzialmente coerente con loggettiva verit di colui e di colei che si donano. La persona non pu mai essere considerata un mezzo per
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Nellatto coniugale gli sposi devono avere presente il bene dei coniugi265, il quale intrinsecamente aperto a quello della famiglia. Gli atti che avessero come scopo manipolazioni ed alterazioni della sessualit rifiutando quella potenziale apertura dellatto coniugale alla fertilit sarebbero contrari al bene dei coniugi: tali atti incrinerebbero lamore coniugale e attraverso di essi i coniugi stabilirebbero un linguaggio del corpo oggettivamente contraddittorio alla logica del dono sincero di s. Il dire che il nocciolo della sacramentalit della famiglia si ritrova nella copula coniugale permette di stabilire meglio il nesso che unisce matrimonio e famiglia; famiglia e Chiesa; famiglia ed Eucaristia. Da questi nessi derivano, come abbiamo visto, le norme pastorali e canoniche riguardanti lindissolubilit del matrimonio e la prassi di non consentire laccesso allEucaristia a chi si trova in una situazione oggettivamente contraddittoria con quel sacramento.

raggiungere uno scopo; mai, soprattutto, un mezzo di godimento. Essa e devessere solo il fine di ogni atto. Soltanto allora lazione corrisponde alla vera dignit della persona. Si veda quanto stato detto nella lezione 3, riguardo la struttura del vincolo coniugale. La copula matrimoniale deve rispecchiare la stessa struttura.
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