Sei sulla pagina 1di 31

Mensile del Master di giornalismo dell’Università di Torino-COREP. Direttore responsabile: Vera Schiavazzi. Anno 5. Numero 5. Maggio 2009.

5. Numero 5. Maggio 2009. Registrazione Tribunale di Torino numero 5825 del 9/12/2004. E-mail: giornalismo@corep.it

felici, ancora
DOSSIER/1
Nel cuore
dei pazzi:
i sentimenti
instabili
PAGINA 4

DOSSIER/2
Contenti o no?
Il Pil non basta
a misurare
l’allegria
PAGINA 5

DOSSIER/3
Da Lutero
al Dalai Lama

FOTO DI IVAN NIKODIMOVICH


il sorriso
nelle religioni
PAGINA 6

SUD AMERICA
Delsa Solorzano:
“Venezuela,
democrazia
ancora lontana”
PAGINE 15
P o s t e I t a l i a n e . S p e d i z i o n e i n A . p . 7 0 % - D. C . B . To r i n o - n . 5 / a n n o 2 0 0 9

VISTO DA NOI di Laura Preite

SALUTE
Quattro salti nel cielo di Torino Consultori
«Il parkour è gioco, di riscoperta della città e di te
stesso. Ha cambiato il mio modo di essere, ritorni
ai piedi, da 7 anni “traceur” racconta gli inizi: «C’era
sempre una strada da seguire, una via già battuta
internet per imparare da soli, si perdono molte
informazioni importanti per esempio che è neces-
e contraccezione,
bambino. E poi, non dai più peso alle impressioni che la società mi imponeva e io non la trovavo par- sario un allenamento costante. una battaglia
della gente» dice Vania, 26 anni, all’anagrafe Ivan ticolarmente interessante. Ho tantissima energia e Uno sport per tutti, giurano, anche se a praticarlo
Nikodimovich, da 4 anni pratica parkour a Torino. cercavo di creare qualcosa che fosse mio, sfrut- sono in maggioranza giovani ventenni. Anche la dimenticata?
Il parkour è un modo di spostarsi da un punto tando ciò che mi stava attorno. Nel corrimano, per città sembra trarre giovamento da questi movi- PAGINA 21
all’altro della città, superando ostacoli come scale, esempio, vedo la possibilità di andare oltre, posso menti in libertà, tra spazi pubblici e privati, una
cestini, saltando tra palazzi. Non propriamente uno sfruttare la mobilità dell’oggetto al massimo e maggior umanizzazione e un ritorno a una vita
sport: «Non c’è competizione, uno dei nostri motti saltarlo. Cambia la percezione della città: un muro di villaggio. E non è un caso che siano proprio i
è “essere forti per essere utili”. Parkour vuol dire può bloccare un passaggio, ma provo a sentirlo e villaggi, quelli di Martinica, nei Caraibi, e le qualità
vivere nell’ambiente, naturale o urbano con uno lo supero. Il parkour è un modo di far più reale il atletiche dei loro abitanti, ad aver ispirato il fonda- UNIVERSITÀ
spirito giocoso e creativo, spostarsi da un punto mondo». Grazie a questa disciplina si diventa più tore della disciplina, Georges Hébert, a inizio ‘900.
all’altro in modo istintivo, seguire una traccia, da agili e istintivi, ciò che è importante è l’approccio Chi vuole avvicinarsi alla disciplina può partecipa- La nuova città
qui il nostro nome di traceur (dal francese, ndr) ». mentale: «Non è pericoloso. Nei nostri allenamenti re alla manifestazione “X street”, dal 18 maggio al dello sport
Reso celebre dal video di Madonna del 2006 chi si fa male sono in genere i principianti che 14 giugno, con evento conclusivo al Pool skate di
“Jump”, il parkour è molto famoso in Francia, e a non conoscono i propri limiti, vanno oltre quello via Artom. fa i primi passi
Torino è praticato da circa 60 persone, tra cui Vania che possono fare e cadono» spiegano. È, inoltre, Per informazioni: http://www.comune.torino.
e Aard. Aard Simons, olandese, 23 anni e infradito un errore affidarsi ai tutorial, manuali reperibili su it/circ10/ o http://www.parkour.to/
a Leinì
PAGINA 29
2 maggio ‘09

L’EDITORIALE

La felicità fa rima con il verbo dare


L
a felicità o l’infelicità umana dipen- zero. Va così. Ma tutto parte dal verbo dare.
dono da molte variabili e sottova- Poi viene la persona che amiamo, tocca alla Dossier Felicità pag. 3-11
riabili e sottosottovariabili, cose e sua capacità di dare e di ricevere o, nel più
persone e eventi che ci avviluppa- schifoso dei casi, tocca alla sua incapacità Elogio della malinconia pag. 3
no come luce o come tenebra. Il più delle di restituire quanto gli stai dando. Perciò
volte queste variabili non dipendono da anche nell’amore non può dipendere tut- Il paradiso non è perduto pag. 7
noi e quindi può capitare di essere spetta- to da te, è anche il partner che deve dire o
tori del proprio successo o del proprio falli- fare la sua (se sembro un po’ troppo Albe- Se la vita è un romanzo pag. 8
mento senza riuscire a dire e fare qualcosa roni, vi autorizzo a sputarmi in testa appe- La gioia che viene da lontano pag. 9
che possa mutare il risultato. Tutto accade na mi incrociate), anche qui state mollando
sempre in due modi: di colpo o molto len- il vostro testimone nelle mani di qualcuno Clown terapia pag. 10
tamente. Se faccio un po’ di autobiografia, che sopravvalutate o sottovalutate o valu-
debbo dire che il successo del mio libro tate per quel che è, e anche questa volta Che bello perdere al gioco pag. 11
è dipeso da molti fattori che da solo non vi tocca aspettare e vedere se il vostro te- Un traceur “cavalca”
avrei mai potuto controllare: dunque il stimone (in questo caso, il sentimento) farà Torino vicino alla Mole Vita da cani e da gatti pag. 11
successo, la felicità che questo genera, nel strada o si arrenderà carognescamente alla
mio caso vanno al di là del testo su cui ho prima avversità. E se accadesse quest’ulti-
lavorato e implicano lo sforzo di un editore, ma eventualità, se il destinatario del nostro Il Congo insanguinato pag. 12
di un ufficio stampa, il consenso dei recen- amore fosse una carogna, vi è fatto d’ob-
sori e quello, veramente imprevedibile, dei bligo non soffrire troppo. Perché siamo di Noi, cacciatori d’amianto pag. 13
lettori. Perciò la felicità dipende dal proprio passaggio su questa landa desolata, ed è il
impegno solo fino a un certo punto: dopo modo in cui passiamo a fare la differenza, Il mercato del baratto pag. 14
quel punto c’è una barriera e, oltre quella non il posto, non il tempo. I momenti della
barriera, nessuno e niente oppure qual- mia vita nei quali sono stato più felice c’en- La Fiera del libro pag. 16-17
cun altro che raccoglie il nostro testimone trano con l’amicizia più che con l’amore o
(il nostro lavoro) e continua a procedere per noi fino ad un’altra il talento: se non hai un compagno o una compagna, se non hai Tutti i segreti di un buon Kebab pag. 19
barriera, dove ci sarà o non ci sarà qualcun altro pronto a dare il successo, non conta granché in paragone all’aspetto peggiore di
cambio nella staffetta. Dunque, per quanto concerne la felicità nel tutti i tipi di non-felicità – non avere un amico vero. Senza un ami- Da Berlino con passione pag. 22
lavoro, – e nel lavoro artistico nello specifico (se mi passate il ter- co vero, almeno uno, non sarai mai felice, non avrai appigli e non
mine ‘artistico’ è meglio, faccio meno confusione), farai veramente sarai l’appiglio di nessuno, e questo è intollerabile, questo è dolo- Glenn Brown pag. 25
poca strada e sarai infelice sempre se penserai di poter fare tutto re, questa è completa infelicità. Io ho un grande amico, si chiama
da solo. Fallirai, e potrai pure essere un fallito di talento, ma stringi Domenico. Lui c’era quando non ero nient’altro che un aspirante- Zonza apre le vie dell’Est pag. 28
stringi sarai solo un fallito. Se però ti affidi almeno un po’ agli altri, qualcosa, c’era quando non avevo una compagna, c’era quando
se sarai ottimista in una percentuale abbastanza decente circa l’in- non avevo un soldo. C’era e c’è sempre stato, e mi ha sempre dato Boxe made in Chivasso pag. 29
tervento del prossimo nel tuo successo, nella tua felicità, allora ce coraggio, mi ha sempre sostenuto anche quando io stesso avevo
la potrai fare (e, in ogni caso, avrai qualcun altro a cui dare la colpa smesso di credere in qualcosa, magari diceva pure le bugie per Appuntamenti e lettere pag. 31
in caso negativo, che nell’insuccesso è la parte più rilassante della aiutarmi a tenere alto il morale: la mia felicità di oggi è il risultato
cagnara). Poi c’è quell’altro tipo di felicità che solo l’amore può dar- della sua amicizia di ieri. Quindi, fra tutti i tipi di felicità, tendo a
ti, la comprensione, l’affinità, una sintonia di vedute, una maniera preferire quella scaturita da una grande amicizia. Poi viene tutto il
comune di affrontare la vita. Per prima cosa, se vuoi quel tipo di
felicità devi saper amare prima di essere amato, altrimenti è inutile,
è solo una cazzata. Quindi, come nel lavoro, inizialmente dipende
resto. Naturalmente.

Christian Frascella
CHI SIAMO
solo da te, da quanto sai dare. Qualcuno sa dare troppo, qualcuno scrittore

Tutti insieme lavorativamente


Nulla a che fare coi cowboy. Il co-working è l’ultima frontiera del incontrare agevolmente altri professioni da lui. In uno spazio di
telelavoro e del lavoro indipendente o freelance che architetti, co-working potrà farlo», spiega Grosso.
progettisti, ingegneri, artisti e altri “nomadic workers” stanno In più, c’è un valore aggiunto per i lavori creativi: «Uno si trova
esplorando in diverse città europee. con persone differenti, e dagli scambi posso-
Il concetto è semplice. Piuttosto che stare nel- no nascere nuove idee, soluzioni. È un centro
la propria casa, seduti alla propria scrivania, col in cui tutti possono lavorare in modo proficuo
proprio telefono e il proprio pc con la propria abbassando i costi». Per questa ragione sono
connessione internet, tutto a proprie spese, si anche importanti le aree in comune. Ad esem-
raggiunge un ufficio “collettivo” condividen- pio, alcuni uffici di co-working in altre zone di
do i costi per i servizi e scambiandosi idee e Italia hanno attrezzato delle cucine: «Pranzo,
impressioni con lavoratori di altri ambiti. cena, aperitivi, caffè sono le occasioni miglio-
Tra un po’ anche a Vanchiglia sarà possibile ri per far nascere un’idea. Anche una sem-
usufruire di questi spazi: ci sta pensando Mau- plice chiacchierata può essere produttiva». Futura è il mensile del Master di Giornalismo dell’Università di Torino.
rizio Grosso, dell’Artù immobiliare. «Abbiamo L’obiettivo è quello di aprire verso ottobre. Testata di proprietà del Corep. Stampa: Sarnub (Cavaglià).
una specie di loft, uno spazio indipendente di circa cento metri Nel frattempo vanno regolate alcune questioni, come la pre- Direttore responsabile: Vera Schiavazzi.
quadri soppalcabili. –spiega Grosso- All’interno c’è un tavolo disposizione degli spazi o il coordinamento con gli altri centri Progetto grafico: Claudio Neve.
da 12 posti utile per le riunioni, abbiamo una connessione Ad- di co-working, altrettanto importante perché ogni aderente Segreteria Redazione: futura@corep.it (all’attenzione di Sabrina Roglio).
sl da 20 megabytes. Vorremmo sfruttarlo meglio creando uno saprà che può trovare uno spazio nel resto della nazione: «C’è
Comitato di redazione: Carlo Marletti, Riccardo Caldara, Eva Ferra, Carla Gatti,
spazio di co-working». la necessità di associarsi e organizzarsi, ci sono delle questioni
Antonio Gugliotta, Sergio Ronchetti, Vera Schiavazzi.
Questo ufficio funziona è già “aperto” a colleghi, collaboratori e burocratiche, come la creazione di un server di login per i pc»,
amici degli impiegati dell’immobiliare, come racconta l’ideato- spiega da appassionato di informatica. Redazione:Alessandra Comazzi,Gabriele Ferraris,Giorgio Barberis,Sergio Ronchetti,
re: «Condividiamo il nostro spazio con dei giovani creatori che In molte città d’Italia esistono già dei co-working projets. Solo Emmanuela Banfo, Silvano Esposito, Marco Trabucco, Maurizio Tropeano, Paolo Pia-
realizzano opere d’arte. È un posto di mare, vengono architetti, a Milano sono quattro. Qui i prezzi vanno dai 200 ai 300 euro cenza, Marco Ferrando, Vittorio Pasteris, Battista Gardoncini, Carla Piro Mander, An-
artisti. Un amico geometra, così come un muratore che colla- al mese, intorno ai 150 euro per una settimana, Iva esclusa. È drea Cenni, Anna Sartorio, Maurizio Pisani, Sabrina Roglio, Matteo Acmè, Giovanna
bora con noi, usano la sala per riunioni con colleghi o clienti». invece gratis per chi vuole usare una postazione qualche ora Boglietti, Rebecca Borraccini, Francesco Carbone, Alessia Cerantola, Giulia Dellepia-
È una soluzione che risolve alcuni problemi del lavoratore “una tantum”. ne, Nicola Ganci, Andrea Giambartolomei, Bianca Mazzinghi, Manlio Melluso, Loren-
freelance, a partire dai costi di un ufficio personale dotato dei «A Torino non abbiamo un terziario sviluppato come quello zo Montanaro, Leopoldo Papi, Valerio Pierantozzi, Laura Preite, Elena Rosselli, Anto-
servizi necessari, fino a quelli di “rappresentanza”: «Se un ar- lombardo - dice Grosso -, ma le potenzialità sono altissime». nio Junior Ruggiero, Daniela Sala, Emanuele Satolli, Gaetano Veninata, Matteo Zola.
chitetto o un ingegnere ha il proprio ufficio in casa, non potrà Andrea Giambartolomei Contatti: futura@corep.it.
Sostengono ‘Futura’: Comune di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte.
3 DOSSIER
maggio ‘09
FELICITÀ

Elogio della malinconia


Eric G. Wilson, docente newyorkese di Letteratura, spiega com’è bello essere
tristi. E rifiuta il sorriso a ogni costo

S
iamo dèi di un tempio di piacere porta autoconoscenza e creatività. tà americana si porta dietro?
che ci siamo costruiti da soli». Fi- La melanconia è sicuramente uno sta- Lo spero. La famosa frase della Di-
nalmente la felicità sale sul banco to emozionale intenso che rende l’uo- chiarazione d’Indipendenza – che gli
degli imputati. Il giudice? Eric G. mo creativo. Non pensa tuttavia che la americani hanno diritto alla “vita, alla
Wilson, docente di Inglese alla Wake Fo- volontà di ricercare la felicità sia una libertà e alla ricerca della felicità” – è la
rest University in North Carolina, autore caratteristica innata dell’uomo? riproposizione di una frase di John Loc-
del libro “Contro la felicità. Un elogio del- Penso che la maggior parte delle per- ke. Locke dice che la gente ha diritto
la melanconia” (Guanda editore, 15 euro). sone voglia la stessa cosa dalla vita: una alla vita, alla libertà e alla proprietà. La
Nella sua opera Wilson difende il diritto vita piena di esperienze vitali, ricche ed mia sensazione è che l’affermazione di
ad essere cupi e melanconici, poiché «la eccitanti, che però non hanno bisogno Locke sia “segretamente” alla base della
tristezza è la chiave del di felicità. Infatti sono Dichiarazione, infatti “felicità” in America
sublime». “Contro la felici- spesso agitate, dolo- significa “proprietà”. La felicità americana,
tà” non è un libro specifi- “Siamo dèi rose o paurose. Temo mi sembra, è il desiderio di una vita sen-
catamente contro la feli- che se la gente vives- za problemi. Molti credono che questo
cità, ma contro la ricerca di un tempio se ricercando solo la tipo di vita possa essere comprata. Con
della felicità ad ogni co- felicità a spese della il mio libro, facendo domande su questa
sto. Abbiamo intervistato di piacere tristezza, perderebbe definizione di felicità, spero di scioccare
il professor Wilson, per numerose opportuni- gli americani e far loro considerare nuovi
entrare nel suo mondo, che ci siamo tà di vivere esperienze modi di essere.
dove molti luoghi comuni stimolanti. Queste per- Nel suo libro non manca una critica
vengono messi al bando. costruiti sone – che io chiamo al Governo Bush e alla sua politica sia
Come e perché le è ve- “cuorcontenti” (“happy estera che interna (patriot act), dan-
nuta l’idea di scrivere da soli” types” nella versione done la colpa ai “cuorcontenti”. Perché
un libro del genere? inglese, ndr) - vivono una ricerca ossessiva di felicità e tran-
Alla base del libro c’è la una vita a metà, come quillità ha portato la politica america-
mia esperienza personale. Sono stato se volessero sempre luce e mai oscurità. na a questa deriva?
piuttosto melanconico per buona parte Questa esistenza scolorita è inautentica, Quando l’amministrazione Bush ha mi-
della vita. Sin da quando ero un bambino perché ignora l’inevitabile tristezza della nacciato i nostri diritti civili e iniziato una
la gente reagiva alla mia tristezza come se vita e scade in un modo d’essere superfi- campagna di disinformazione per giusti-
fossi malato. Mi ha sempre frustrato que- ciale, tipico di chi pensa che sia sempre ficare le sue guerre, molti americani han-
sta tendenza degli americani a demoniz- tutto “ok”. no taciuto. Anzi, molti hanno supportato
zare la tristezza, come se fosse qualcosa Il suo testo è un elogio della malinco- le strategie di Bush. Per me, questo è
di aberrante. Ho scritto questo libro nella nia. Ma specifica bene che non vuole un segnale che gli americani volevano
speranza di mostrare che la melanconia essere l’esaltazione di quei gruppi comfort, soddisfazione, tranquillità –
è essenziale per una vita ricca e piena. (grunge, emo, satanisti) che fanno del- includono reciprocamente, perché non Non è un caso, forse, che un libro del cioè una felicità insipida – piuttosto che
Quando siamo melanconici non siamo la tristezza il loro passatempo, che in puoi avere un inverno senza l’estate, il genere sia stato pensato da un cittadi- la ricchezza emozionale che proviene dal
soddisfatti di come vanno le cose e, diso- fondo non sono altro che il contralta- sopra senza il sotto, la gioia senza la tri- no degli Usa, la cui Dichiarazione d’In- rischio e dall’ansietà che si hanno com-
rientati, ci rivolgiamo all’interno per sco- re dei ricercatori della felicità ad ogni stezza. Siamo più vivi quando ci troviamo dipendenza prevede esplicitamente battendo l’inganno e l’ingiustizia. Sono
prire una nostra personale visione della costo. immersi in questo mix. Chiunque cerchi la “ricerca della felicità” come uno dei contento di dire che gli americani ora,
vita. Scopriamo così della forza che non Il mio libro è una difesa di quella che io di abbracciare solo un polo dell’esistenza diritti dell’uomo. Pensa che il suo lavo- eleggendo Obama, hanno recuperato il
sapevamo di avere e immaginiamo an- chiamo polarità, ovvero l’idea che la vita a spese dell’altro, rischia di vivere una vita ro possa aiutare qualcuno ad aprire gli loro coraggio.
che nuovi modi di agire. La melanconia ci è un misto di opposti. Questi opposti si a metà. occhi sulle contraddizioni che la socie- Valerio Pierantozzi

Il diritto alla felicità (e il suo rovescio) Tre curiosità


1. Una trentina d’anni prima degli Stati Uniti,
C’è stato un tempo nel quale l’aspirazione alla felicità dell’Illuminismo, culmina con l’approvazione di un circoscrivendola ad ambiti più precisi». S’incomincia la Corsica si ribellò alla Repubblica di Genova
non rimase semplicemente un’idea ma venne con- documento fortemente ispirato al giusnaturalismo di a sostituire al termine felicità quello, poi fatto proprio dichiarando di voler costruire “la felicità della
siderata un diritto. La Dichiarazione d’Indipendenza Locke: la ricerca della felicità come diritto naturale as- dall’economia, di benessere. Precisa Mia Caielli: «Le nazione”.
americana, nel 1776, recita che a tutti gli uomini va sume un enorme valore simbolico, più che giuridico». costituzioni europee si pongono il fine di garantire 2. Una felicità che verrà, non più ricercata, ma
riconosciuto il diritto «alla vita, alla libertà e al per- Antonio Trampus, docente di Storia moderna all’Uni- quel “comfort materiale” necessario per poter esse- sancita dalle Dichiarazioni dei Diritti della
seguimento della felicità». In Europa la Rivoluzione versità di Venezia, ha dedicato all’evoluzione di tale re liberi di perseguire i propri obiettivi. Esso va letto Virginia e del Massachussets, contestuali alla
francese ne propose due formulazioni diverse: la di- concetto un volume «nato dal confronto appassiona- insieme ai diritti sociali che lo accompagnano, dal- Dichiarazione d’Indipendenza del 1776.
chiarazione dei diritti del 1789 che parla di «felicità to con gli studenti» dal titolo “Il diritto alla felicità. Sto- l’istruzione gratuita, al lavoro, a un livello di vita de- 3. Oggi il Giappone cita sollennemente il Dirit-
di tutti» affidandosi alla libera iniziativa dei singoli, ria di un’idea”,edito per Laterza nel 2008: «In principio coroso sotto il profilo materiale e spirituale. In questo to alla felicità nella sua Costituzione. Si tratta
mentre la Costituzione giacobina del giugno 1793 col termine felicità si esprimevano semplici qualità senso molto si avvicina a quanto stabilito nella no- però di un forzoso “omaggio” ai nordamericani
mira alla “felicità comune”, indicandola come «fine morali -spiega Trampus- poi nel ‘700 diventa diritto stra Costituzione che, all’art.3, II comma, garantisce il vincitori nella seconda guerra mondiale, poco
della società», e saranno naturalmente i politici indi- alla proprietà personale. Non più utopia astratta ma pieno sviluppo della persona umana». comprensibile per il costituzionalismo nippo-
care al popolo (o meglio a imporre, se parliamo dei concetto misurabile. Resta però un diritto individua- Non deve sorprendere dunque che i nostri politici nico e dunque di difficile appicazione.
giacobini) il percorso che porta alla “felicità comune”, le, non sociale». Ecco allora che felicità pubblica, giu- parlino assai poco di felicità, se non per promettere il
con tanti saluti a chi perde tempo dietro ad aspira- ridicamente espressa, e felicità individuale, dal valore paradiso in terra, mentre negli Usa non si ha nessuna
zioni personali. simbolico, si radicano in due differenti tradizioni cul- remora nel riferirsi a “felicità”,“serenità”,“voglia di fare”, “pubblico” degenerasse nell’imposizione di valori le-
Siamo dunque di fronte a una duplice idea di «diritto turali. Dice ancora Trampus: «Quella del nord Europa, parlando di sentimenti con la stessa facilità con cui i sivi delle aspirazioni individuali. «Il problema sta nelle
alla felicità». Mia Caielli, ricercatrice di Diritto pubblico protestante, attenta all’individuo, e quella cattolica nostri candidati parlano di Ici e buste paga. «In Euro- premesse: quando si è cercato di tradurre la felicità
comparato dell’Università di Torino, mette le cose in che porta avanti l’idea dello stato provvidenziale, che pa, dopo la disastrosa esperienza della Costituzione da aspirazione a diritto ci sono sempre stati segnali di
chiaro: «La previsione contenuta nella Dichiarazione garantisce la felicità comune». di Weimar del 1919, che non era riuscita a rendere ef- crisi -conclude Trampus; questo significa che la cate-
di Indipendenza del 1776 del diritto a “perseguire” la Ma come si è evoluto nell’800 e fino ai giorni nostri fettivi i diritti che aveva promesso, i Costituenti sono goria della felicità funziona finché rimane una via di
felicità (e non anche a “ottenerla”) deve essere valu- tale concetto?: «Il linguaggio politico dell’800 non ha stati restii a proclamare libertà di difficile attuazione fuga dalla realtà. Quando diventa rigida e immutabi-
tata tenendo conto del contesto ideologico-cultu- più bisogno di parlare di felicità, di fatto pone gli stes- come, appunto, quella di ricercare la felicità». le in una costituzione, perde la sua funzione».
rale della Rivoluzione americana. Quest’ultima, figlia si obiettivi sotto forme differenti -spiega Trampus- È anche avvenuto che il diritto alla felicità di tipo Matteo Zola
DOSSIER 4 maggio ‘09
FELICITÀ

Due immagini scattate


nell’ex manicomio di Collegno,
chiuso in seguito alla legge
Basaglia, meglio nota come 180

Loro che parlano con gli angeli


Pazzi, deliranti, schizofrenici. Lo psichiatra Crosignani racconta come funziona il loro mondo interiore

F
elicità è una parola universale, un po’ come follia». Non è un ca- rie, l’epilettico Dostoevskij, l’artificiale Baudelaire, il malato che si cre- Dallo schizofrenico all’euforico, da un tipo di felicità “estatica” a una di
so e nemmeno uno scherzo la coincidenza semantica con cui deva figlio di Agnelli I : «La malattia riguarda la nostra parte irrazionale, tipo “chimico”: «Nei soggetti bipolari (i depressi-euforici, ndr) alle alluci-
Annibale Crosignani, occhi chiari e voce ferma, gentile, inizia a dove si trova anche il sentimento: i pazzi lo vivono più di noi, per que- nazioni si sostituisce un tipo di felicità luminosa, chiara, uno stato d’ani-
raccontare aneddoti su aneddoti, conditi da sto la loro felicità è illusoria perché mo scintillante, che trasforma l’individuo e lo fa cre-
piccole lezioncine di psichiatria che lasciano il giova- trabocca nel campo vasto delle dere un dio a cui tutto è concesso». E qui lo psichiatra
ne cronista affascinato. Dal 1968 psichiatra nel mani- “Alcuni hanno fantasie più varie». E così, «privo di “Un giorno originario del piacentino racconta dell’industriale che
comio di via Giulio e poi in quello di Collegno, dove critica», l’allucinato telefona a casa fu fermato all’aeroporto dalla moglie mentre scappa-
resterà sino all’approvazione della legge Basaglia visioni terribili, Agnelli e a un centralinista che lo mi sono va in Sudamerica con una ballerina brasiliana, dopo
(«una legge fatta troppo in fretta, e oggi inapplica- manda “al diavolo” – o più precisa- aver lasciato marcire gli affari ed essere entrato nel
ta»), Crosignani è una figura simbolo di quegli anni ma ci sono mente “al manicomio” – risponde: interrogato: tunnel maniacale dell’euforia. Il manicomio, più che
torinesi fatti di liberazioni (mentali prima che fisiche) “Ma io sono al manicomio!”. Cosa le spiagge di Rio, fu la sua meta temporanea.
e sperimentazioni mediche: le sue lotte contro i ma- anche le gioie voleva “il figlio” di Agnelli dai suoi forse, a volte, Infine, gli idioti («ché diversamente abili non vuol
nicomi ne fanno un precursore della 180, un impo- nipoti? «Solo dare e avere un po’ di dire niente, è solo un’ipocrisia»), con «il loro settore
nente e affettuoso compagno di viaggio dei pazienti estatiche affetto». stanno meglio riservato in manicomio, il loro mondo fatto di piccole
nel cammino verso il recupero del sentimento. La felicità come estasi, beatitudine cose, carezze, caramelle, atti di cortesia». Crosignani
«I malati vivono la felicità in maniera diversa dal dell’euforico” e senso di liberazione: la felicità di noi” precisa come per loro «non esista la parola felicità, ma
punto di vista dei contenuti, non come percezione del delirante, dell’allucinato, dello solo la contentezza: gli idioti possiedono una gamma
razionale del termine: sanno perfettamente cosa schizofrenico che parla con gli an- di sentimenti ridotta, non si esprimono a parole, ma
sia» racconta Crosignani, mentre i suoi occhi cercano citazioni lettera- geli: «Il suo (dello schizofrenico, ndr) è un mondo vivo di allucinazioni, piangendo o ridendo». Che vita è la loro? Se lo è chiesto spesso questo
ma può essere anche un mondo di visioni terribili». Crosignani raccon- dottore dagli occhi penetranti, dal fare sicuro di uno che la vita l’ha co-
ta di un paziente convinto di avere un cuore di vetro e di un altro che si nosciuta anche attraverso il prisma allucinante della malattia mentale:
credeva penetrato da un candelotto di dinamite: «Nel delirio la felicità «Un giorno mi sono detto che forse stanno meglio loro».

Nessun dolore. Forse può trasformarsi in orrore». Gaetano Veninata

Riusciamo a immaginare la felicità di una persona con una


malattia neurodegenerativa? Anna Montuschi ed Enza Ma-
stro, psicologhe cliniche presso il centro Sla dell’ospedale Quando la malattia ti dà una marcia in più
Molinette, raccontano una realtà che forse pochi conoscono.
Come vivono la felicità le persone che soffrono di malattie
neurodegenerative? Francesco D’Aqui si è trasferito pochi nascondermi la realtà. Io però avevo ha aiutato a tirare fuori tutta la negati-
A.M. «È come cercare di immaginare a quanto ammonti anni fa a Torino perché è stato assunto intuito qualcosa e ho voluto sapere». vità che c’era in me».
il conto in banca del nostro vicino di casa che ha appena come bibliotecario a Palazzo Nuovo. Qual è stata la tua prima reazione? E l’amore?
subito una grave perdita economica. È difficile sapere se la Napoletano di nascita, ha 30 anni e una «Ho voluto studiare la malattia, per capi- «Sono finito sulla sedia a rotelle a 20
perdita abbia realmente intaccato il suo patrimonio, quanto laurea in Storia presa all’università di re contro quale nemico dovevo lottare, e anni. Fino al liceo ho avuto le storie
gli rimanga (e dunque quanto avesse prima), quanto gli ser- Pisa. Un ragazzo come tanti, solo che questo mi ha motivato tantissimo». che hanno tutti, dopo la sedia invece
va per vivere e soprattutto cosa rappresenti la perdita per Francesco ha l’Atassia di Friedreich, una Come hai fatto a conservare la tua ho vissuto un amore molto profondo.
lui. Inoltre, siccome mali del genere hanno un decorso lento, malattia genetica che porta gradual- serenità e la felicità in una situazione del Lei aveva problemi come me ma meno
questo patrimonio è continuamente minacciato». mente il paziente alla paralisi. Totale. genere? gravi; è stato un anno bellissimo e noi
Che differenza c’è rispetto alle persone sane? Il corpo colpito da questo male non «Io lotto tutti i giorni contro la malattia avremmo voluto andare oltre e iniziare
E.M. «Come tutti, i malati hanno momenti di scoraggiamen- produce la fratassina, una proteina che per conservare la mia libertà e l’in- una convivenza. I genitori di lei, però, si
to e momenti felici. Cambiano le condizioni “soggettive” in “pulisce” le cellule dal ferro in eccesso; dipendenza. Finora ho sempre vinto sono messi in mezzo e ci hanno separati,
cui si prova la felicità: le persone sane hanno a disposizione in questo modo muoiono soffocate. questa sfida e questo mi ha fatto sentire perché secondo loro non ero in grado di
un corpo sano per cercarla e per viverla. Non vi è dubbio L’Atassia di Friedreich manifesta i primi più forte e mi ha portato una grande occuparmi della figlia. Fino a quel mo-
che la malattia destabilizzi, anche se è possibile, in qualche sintomi nell’infanzia o nell’adolescenza. felicità. Ho viaggiato molto, ho vissuto mento non avevo mai riflettuto sul fatto
grado, adattarsi e sperimentare un nuovo assetto. Se questo Quando hai scoperto di essere ammalato? da solo, ho preso una laurea e trovato di non essere in grado di prendermi cura
si realizza si può allora essere (o tornare ad essere) “quelli di «A 17 anni, quando mi hanno riscontrato un lavoro. Altri sostegni importanti per di qualcuno: è stato un colpo durissimo
sempre”». problemi cardiaci. I miei genitori non me sono la fede e gli affetti. Inoltre da per me. Da allora mi sono chiuso all’amo-
g.d. sapevano di essere portatori sani della quando ho 14 anni scrivo poesie (ha re e tutte le storie che ho avuto sono
malattia e la loro prima reazione è stata pubblicato tre raccolte, ndr) e questo mi state solo un divertimento».
Giulia Dellepiane
5 DOSSIER
maggio ‘09
FELICITÀ

No, il Pil non dà la felicità


Esiste un’altra ricchezza, che produce benessere senza ossessioni. Parola di Giovanna Garrone

E
conomia e felicità: possono sem- catore ha molti limiti, ma ha una portata tiamo parlare di sostenibilità. E’ una
brare distanti, quasi inconciliabili, rivoluzionaria che consiste nell’ampliare rotta verso un’economia più “felice”?
la prima tutta dati e cifre, l’altra l’orizzonte, nel ridefinire il concetto di «Il termine “sviluppo sostenibile” è di
impossibile da esprimere nume- sviluppo». moda ed è usato anche a sproposito. Ma
ricamente. Eppure un legame ci deve In che direzione? ha un significato preciso: far crescere il
essere, perché il “trovarsi bene su questa «Il grande economista india- benessere senza aumentare l’impatto
Terra” (chiamiamolo benessere, appaga- no Amartya Sen concepiva lo sull’ambiente. Ci si è accorti che la cre-
mento, godimento o come preferiamo) sviluppo come possibilità di scita economica non può essere infinita,
non può prescindere dalla disponibilità scegliere, di decidere cosa fare ma è limitata. Il grande merito di questo
di determinate risorse. Per capire se e e cosa essere. In quest’ottica il approccio è averci aiutato a capire che
quanto gli strumenti dell’economia pos- PIL, ossessione della contem- possiamo ottenere la stessa soddisfazio-
sano dirci qualcosa sulla felicità, abbiamo poraneità, non è più l’unico ne con meno energia e meno sprechi. Si
parlato con la professoressa Giovanna fine, ma è un mezzo. Ciò che ci tratta anche di ridefinire i desideri».
Garrone, docente di economia dell’am- rende felici non è definito so- Come?
biente all’Università di Torino. lo dal reddito, ma anche dalla «Ho notato che da qualche tempo han-
Il PIL viene spesso assunto come indi- cultura. In uno stato come il no aperto a Torino negozi di abiti usati
catore di benessere. E’ un dato atten- nostro, non avere un’automo- per bambini. Esistono anche siti internet
dibile? bile, un telefono cellulare o un abito che promuovono il baratto, una forma
«Non possiamo negare che esista un le- elegante può farci sentire infelici, perché di scambio che credevamo obsoleta, e
game tra reddito e benessere. Il PIL, però, fanno crescere molto il PIL annuo. Il pe- vi abita». ci esclude, inserisce una barriera tra noi e mercatini dove si vendono solo prodotti
è una misura imperfetta. Non registra trolio però non è un bene prodotto, ma Se il PIL non funziona, esistono altri gli altri. La situazione muta radicalmente locali. Non si tratta di rifiutare la globa-
alcuni fattori: ad esempio tutto ciò che estratto: il capitale naturale di quegli misuratori più affidabili? se ci spostiamo in paesi più poveri: dove lizzazione, ma di diventare più consape-
produciamo per noi stessi resta fuori. E stati, quindi, con l’andar degli anni si «Oggi si sta iniziando ad usare l’ISU (in- la ricchezza è inferiore per tutti, ci sono voli, di recuperare i legami che abbiamo
registra alcuni fattori col segno sbagliato. impoverisce. E’ evidente che uno sfrut- dice di sviluppo umano) che tiene con- altri rapporti sociali, che comportano perso, il gusto della convivialità, il senso
Prendiamo il caso degli stati produttori tamento indiscriminato del territorio ha to del reddito, del livello di istruzione e aspettative diverse». di una vita più piena».
di petrolio. Le esportazioni di idrocarburi ripercussioni negative sulla felicità di chi della speranza di vita. Anche questo indi- A proposito di sviluppo, spesso sen- Lorenzo Montanaro

permesso dalle conquiste della biologia

Anche la scienza canta l’Inno alla gioia e della medicina. Oggi le aspettative di
vita sono molto più lunghe anche rispet-
to a pochi decenni fa. Dobbiamo essere
soddisfatti? È una felicità vivere di più?
Di solito la felicità viene considerata una condizione spirituale, quindi suo raggiungimento ma nella sua ricerca». È difficile dare una nozione univoca di
di competenza di discipline come la filosofia o la religione. Ma cosa La felicità è un fatto biologico o è legata anche a fattori culturali? felicità: chi ne vuole parlare non può tut-
ne pensano gli scienziati? La felicità può essere indagata in modo «Le basi biologiche sono ineliminabili. La felicità è qualcosa di com- tavia non tener conto dei cambiamenti
sperimentale? La scienza può aiutare l’uomo a essere più felice? Ne plesso, che riguarda un certo stato della nostra attività psichica, radi- prodotti dalle conquiste scientifiche».
abbiamo parlato con Giulio Giorello, docente di filosofia dell scienza cata nel nostro corpo. Tenga presente che io non considero la mente La ricerca scientifica rende felici?
all’Università degli Studi di Milano. come una ‘sostanza’ contrapposta al corpo, ma come un’attività del «Molto dipende dalle persone che la fan-
Professore, la scienza può spiegare la felicità? cervello e non solo. Se il supporto biologico si guasta, mi sembra no. Il filosofo Moritz Schlick diceva che quando uno scienziato sco-
«Recentemente sono stati elaborati modelli in cui situazioni ‘felici’ so- dunque abbastanza difficile poter parlare di felicità. Poi, sui caratteri pre, in modo inatteso, una conferma di una propria teoria, si sente
no spiegate mediante una combinazione, diciamo, di chimica e biolo- prodotti dall’evoluzione biologica si innestano le differenziazioni di profondamente contento. Questa felicità è data dalla consapevolezza
gia del nostro corpo. Queste spiegazioni non toccano l’idea di felicità tipo culturale, che filtrano le nostre esigenze primarie, e variano con che il suo programma di ricerca procede. È una condizione, se non di
come condizione di piena fioritura umana, di armonia con il resto del la lingua, la tradizione, l’educazione. Non è detto quindi che la felicità felicità, almeno di serenità: quella stessa che provò Einstein, quando
mondo. Nella storia, si è cercato in molti modi di raggiungere un si- per un americano sia la stessa cosa che per un cinese, anche se pro- venne a sapere che qualcun altro aveva trovato una conferma inat-
mile stato. Quando esso non è stato raggiunto, è sempre valsa la pe- babilmente ci sono elementi costanti». tesa della sua Relatività Generale, credo si trattasse dell’anomalia del
na tentare. Il progresso scientifico può portare felicità? perielio di Mercurio. Avvisato da un collega disse: ‘Il cuore dalla gioia
Forse, la «Credo che la scienza e la tecnologia aprano orizzonti nuovi e scon- mi è balzato in petto’. Anche gli scienziati possono cantare l’Inno alla
vera felicità certanti. Alcune di queste conquiste hanno tutta una serie di ricadute Gioia che conclude la Nona sinfonia di Beethoven».
non sta nel che possono allarmarci. Pensi al dibattito sull’allungamento della vita, Leopoldo Papi

Sul web rinascono le relazioni. Umane


nelli 2007), in cui spiega come i blog e i social di questo quadro.“Al centro ci sono le persone, distribuzione. L’economia della felicità, fatta di
network siano i media che meglio si adattano a le loro idee, la loro creatività”,scrive De Biase beni relazionali, ambientali e culturali, dovrà
questo nuovo modello economico. nel suo libro. In cambio di questa possibilità basarsi su un medium composto da persone che
«L’economia della felicità è strettamente d’esprimersi si regala agli altri, potenziali lettori, dialogano tra di loro generando dal basso una
connessa alle relazioni con le persone, all’am- il proprio tempo e le proprie idee, alimentando conversazione capace di dare un senso nuovo.
biente, all’identità cultura, mentre l’economia gli scambi e le relazioni interpersonali. I più conservatori potrebbero replicare che i
tradizionale collegava il piacere alla crescita del I blog e la rete che tessono tra di loro, i social computer e internet sono antisociali e inducono
Diffidate dalle mail in italiano incomprensibile Pil. Il racconto che i media tradizionali hanno network come Facebook, Twitter e gli altri stru- l’individuo a chiudersi in sé: «La società è già
che propongono cialis o casinò on-line. Per fatto sulla massa era coerente con quest’ultimo menti per condividere contenuti multimediali stata frammentata dalla televisione. – spiega
trovare la felicità su internet la via da seguire paradigma, mentre i nuovi si basano su gesti sono utili per raggiungere gli obiettivi preposti. De Biase – Prima le relazioni erano più vive,
è un’altra: la rinascita delle relazioni umane, e cose gratuite, relazioni, amicizia e network I blogger, chiacchierando del più e del meno, c’erano più rapporti e c’era un passaparola di
nelle reti di persone che condividono gli stessi sociali, persone che si connettono in maniera tengono attiva la rete e questa, quando stimola- informazioni. I nuovi media hanno provocato un
interessi e si confrontano. orizzontale», spiega l’autore. ta, reagisce in tempi rapidissimi. nuovo entusiasmo. Le persone entrano in reti in
Lo sostiene Luca De Biase (foto sopra), direttore La felicità parte dal livello individuale per poi Questa gratuità, dedizione e libertà d’espressio- cui si riconoscono, e i prodotti multimediali che
di Nòva24, inserto del Sole 24 Ore dedicato alla operare a livello collettivo. ne influenza anche il modo di fare informazione, condividono sui blog e i social network servono
ricerca, alle innovazioni e alla creatività, e autore L’espressione delle singole persone, una volta mettendo in discussione i sistemi tradizionali a farsi riconoscere».
di un libro “L’economia della felicità” (Feltri- molto limitata, ora torna a contare all’interno che controllano verticalmente contenuti e Andrea Giambartolomei
6
DOSSIER maggio ‘09

FELICITÀ

“Liberiamoci la mente”
È questa la via per la felicità. Parola di Lobsang Sanghye, maestro buddista. Che è stato
docente universitario e capo di progetti spaziali. Prima di mettersi a gambe incrociate

P
rima di diventare monaco bud- to, poi il monaco e forse per gli ultimi die- vunque. Vede, i valori della vita sono felice, aveva un figlio, era sposato e stava tanto per essere infelici, dovremo fatica-
dhista, il venerabile Maestro Lob- ci anni il poeta. Questa libertà ce l’hanno come la scienza. A lei viene in mente di bene. Quando si è accorto che non tutti re un pochino per essere felici. Quando la
sang Sanghye rispondeva al no- tutti, purtroppo molti la sacrificano pen- dire che la scienza giapponese è diversa gli esseri umani erano felici come lui, gli mente si trova anche per un frammento
me di Edmondo Turci (nella foto) sando che ci sia qualcosa di più grande, da quella nostra? Purtroppo oggi il bud- è stato impossibile continuare a vivere di secondo libera allora è felice, perché
ed era docente ai politecnici di Milano e come ad esempio il successo mondano. E dhismo è poco di più di una new age, e il normalmente. La compassione è riuscita per sua natura è felice».
Torino, e responsabile di importanti pro- se pensi che il successo sia più importan- problema delle new age è di confondere a cambiare la vita di un uomo felice che L’uomo ha paura della felicità?
getti spaziali. Negli anni ’70 ha sostituito te della libertà allora sei finito. È questa la la vera spiritualità con quella materiale, non sopportava la vista della sofferenza. «No, non si può dire così, la cerchiamo tut-
i panni da ingegnere con la tunica gialla vera differenza tra i pochi liberi davvero che a causa dello stress e delle malattie Come fai a essere completamente felice ti, è che non sappiamo dove sta, sbaglia-
e rossa bordeaux, e ha fondato varie co- e i molti liberi potenziali». di cui la società è malata è alla ricerca di se di fronte a te c’è una persona infelice? mo indirizzo. La caratteristica della mag-
munità buddhiste in Italia. Seduto nella E per il buddhismo cos’è la felicità? un bene perduto. Ma per questo serve Il bisogno di comprendere il dolore lo ha gior parte degli individui è di compiacersi
posizione del loto, con un rosario di pal- «Del buddhismo non me ne importa nul- un medico o uno psicologo. Io indico un ridotto in fin di vita a 33 anni. Poi è basta- nel rimanere nella pozza di agonia salvo
line di vetro trasparente nelle mani, a 72 la. Se dice cose che ho provato e speri- sentiero spirituale a chi già sta bene». ta una ciotola di pane d’orzo e di latte e poi lamentarsene sempre. Nel senso che
anni risponde in maniera per nulla scon- mentato allora mi ci riconosco, ma a quel Non è stata la ricerca della felicità che ha raggiunto l’illuminazione». anche se si individua la soluzione a un
tata alle domande sulla felicità. punto non è più buddhismo, sono cose ha spinto il Buddha all’illuminazione? Si può allenare la mente alla felicità? problema si trovano tutti i pretesti per
Venerabile Maestro Lobsang Sanghye, vere. E sono vere qui come sono vere do- «No, è stata la compassione. Lui era già «Si può allenare la mente a essere liberi. non accettare tale soluzione».
cos’è per lei la felicità? Purtroppo ci siamo complicati la vita da Venerabile maestro, lei è felice?
«La felicità è avere una mente libera. Io tempo. Nella nostra mente si sono creati «Si, sono felice. Ritengo comunque che
sono stato sempre libero, ho lasciato la dei nodi intrecciati con tante emozioni, sia difficile essere obiettivamente felice
porta aperta, facendomi guidare di volta interessi, convinzioni e volontà, che ora è in quanto sono consapevole dell’infelici-
in volta da ciò che ritenevo più autentico, difficile sciogliere. Dobbiamo mettere in tà degli altri».
quindi ho potuto fare prima lo scienzia- atto il processo inverso: abbiamo faticato Emanuele Satolli

EBRAISMO CRISTIANESIMO
Ashrè in ebraico vuol dire felice e beato. È Per il protestante la felicità deriva dal compimento della propria vo-
la parola con cui si apre il Libro dei Salmi, cazione nella vita di tutti i giorni. La sua concezione di felicità è legata
testo di grande valore poetico e spirituale al senso del dovere e alla realizzazione del proprio talento. Il senso di
contenuto nella Bibbia. riconoscenza nei confronti di Dio per ciò che ha ricevuto in dono, si
Per gli ebrei è felice colui che rifiuta la pre- traduce nel compiere nel miglior modo possibile i propri doveri nel
potenza, l’errore e la malignità e si affida alle lavoro quotidiano. Più in generale, per il cristiano la “formula” della fe-
regole di vita stabilite nelle Sacre Scritture. licità è rivelata nel capitolo 5° del Vangelo di Matteo: il famoso brano
Condurre la propria vita secondo norme delle Beatitudini. È felice il povero di spirito, il mite e l’afflitto, perché
etiche conformi alla Torah non è solo un grande sarà la sua ricompensa nei cieli. Gesù per primo ha seguito
processo di fede, ma un vero modo di vi- uno stile di vita che si richiama alle Beatitudini, e per il cristiano vivere
vere che conduce alla felicità. L’immagine come lui, il figlio di Dio, conduce alla felicità.
fondamentale non è quella della mortifi- ISLAM
cazione del corpo, ma di una vita piena e
degna di essere vissuta quotidianamente Un profeta guida due pellegrini lungo la “scala
in maniera felice. mistica” che conduce al trono di Dio. Solo uno di INDUISMO
Nel Libro di Giobbe viene narrata la storia loro alla fine verrà premiato con la visione del
di un uomo giusto e felice che ha sempre Trono. Il secondo accumulerà tristezza su tristez- La felicità (ananda) viene spesso menzionata nelle Upanishad, le sacre scritture induiste. È
vissuto nel rispetto di Dio e delle sue za dovendosi fermare solo al settimo cielo. considerata l’involucro (kosha) più interno di un essere umano, e rappresenta l’aspetto di
leggi. Nonostante venga sottoposto a Qual è la chiave della felicità dunque? Nel libro immutabilità e di infinito che è alla base dell’origine divina di tutti gli esseri. Un testo di ri-
inspiegabili ingiustizie e prove di dolore, “L’ alchimia della felicità. Racconto iniziatico sufi” ferimento per gli induisti, il Panchadasi, dedica gli ultimi cinque dei suoi quindici capitoli
Giobbe non si perde d’animo e non perde Boroli Editore, Muhyî-d-Dîn ibn ‘Arabî (1165- allo studio dei diversi tipi di felicità che si ottiene attraverso lo Yoga, la ricerca del Sé, e la
la fede in Dio. Avendo confermato il suo 1240) sostiene che il segreto sta nella giusta Non-Dualità. Nella Gita (vangelo Indù) la felicità viene considerata come la più importan-
stato di uomo giusto anche nelle avver- misura, una sorta di alchimia della felicità che te delle ‘pratiche intensive’ (tapas). Dunque per gli induisti la felicità viene prima di tutto.
sità, Dio restituisce a Giobbe ciò che gli permette al mistico di ottenere l’Oro spirituale e « Chi mai respirerebbe, chi mai vivrebbe se non ci fosse questa felicità nello spazio? »
aveva tolto rendendolo di nuovo felice. quindi la serenità. Taittiriya Upanishad, 2-7

vive in una terra che ci sembra distante anni luce? Che rapporto hanno

La Consolata nei silenzi della steppa le persone con la felicità? «Vivono con semplicità – spiega il missionario
– sono generosi e ospitali. Purtroppo però ci sono anche enormi proble-
mi». La Mongolia è stata per decenni soggetta al comunismo sovietico,
poi abbandonata a se stessa, con conseguenti danni economici e dispa-
Che cos’è la felicità a trenta gradi sotto zero, in una tenda, nel cuore di un psichici, altri provengono da famiglie disagiate. In cucina qualcuno sta rità sociali. «In genere le donne sono più forti, reagiscono meglio. Invece
silenzio che a volte stordisce? Ad Arvaiheer, un luogo disperso nell’im- preparando per loro la merenda. Padre Giorgio entra, dà una mano a gli uomini tendono ad abbattersi e spesso diventano vittime dell’alco-
mensità della steppa mongola, a centinaia di chilometri dalla capitale friggere i biscotti nel grasso di pecora, poi inizia a preparare i sacchetti lismo, una vera piaga sociale. Abbiamo avviato vari laboratori e ora ci
Ulaanbaatar, vive una piccola comunità di missionari della Consolata. con gli alimenti per le famiglie. La sua giornata è fatta di questi semplici piacerebbe acquistare dei capi di bestiame, per aiutare queste persone a
Padre Giorgio Marengo, 34 anni, è uno di loro. gesti, di preghiera e di chilometri da macinare per assaporare la gioia di ricominciare, a riprendersi le attività che appartengono loro da sempre».
La sua vita gravita attorno ad una casa di accoglienza, costruita in anni qualche incontro insolito. E lui, padre Giorgio, è felice di un cammino così intimamente cercato, ma
di lavoro e fatiche: lì i missionari e le missionarie si prendono cura delle Spesso è il clima a dettare le regole, a decidere che cosa si può o non si così controcorrente? «A volte – racconta – ci chiedono:“Voi siete Jesus?”.
famiglie della zona. E’ una struttura particolare: una parte è in muratura, può fare. D’inverno si alzano bufere di neve con temperature che rag- Siamo i primi cristiani che incontrano. Quasi nessun altro missionario
ma ci sono anche due “gher”, le grandi tende circolari dentro cui le fami- giungono i -50°C: anche le azioni più semplici possono diventare un pe- è mai stato in Mongolia. Più che con una vera catechesi, cerchiamo di
glie mongole affrontano da secoli i climi rigidi di una terra inospitale. ricolo, «ma basta coprirsi bene e star dentro» dice padre Giorgio senza raccontare qualcosa di quello che siamo attraverso le nostre vite. Può
Padre Giorgio si muove con il sorriso sulle labbra e con disinvoltura. Esce scomporsi. bastare un semplice gesto o una parola buona: le persone se ne accor-
dalla cappella ed entra nella “gher polifunzionale”, dove, seduti attorno La sua avventura è iniziata nel 2003 quando ha conosciuto “la destina- gono. Tutto questo ci dà una gioia grandissima, ma è anche un’immensa
ad una stufa, i bambini colorano, giocano, imparano l’alfabeto. Non po- zione della vita”: quel paese incassato tra Siberia e Cina, di cui in Occi- responsabilità».
trebbero frequentare una scuola regolare: molti hanno problemi fisici o dente non si conosce quasi nulla, salvo il mito di Gengis Khan. Come si Lorenzo Montanaro
7 DOSSIER
maggio ‘09
FELICITÀ

Il paradiso non è perduto


Giò Palazzo, già reporter di guerra, ha illustrato una guida turistica. Guardando oltre la gioia

G
iò Palazzo ha realizzato recentemen- Lei invece si è fermato sei settima-
te un servizio fotografico sui paradisi ne, come è riuscito ad andare oltre alla facciata?
tropicali delle Piccole Antille per la De «Inizi a parlare con quella che fa le collanine e le trecce e che magari non
Agostini (a lato, dall’alto in basso, alcu- ha guadagnato nulla e se ne torna a casa con le sue ciabattine. Le persone
ni scatti). Sono 30 anni che fa il fotoreporter con come lei prendono le briciole, il grosso lo intascano i club e le catene alber-
idealismo e professionalità, come nei primi anni ghiere. Noi siamo andati in giro, abbiamo conosciuto la gente del posto che
’80 a El Salvador quando raccontò le atrocità del- ci ha fatto vedere le taverne dove vanno a mangiare e bere i pescatori».
la guerra civile e degli squadroni della morte. O Come avete girato le isole con le persone del posto?
come quando ha illustrato la vita nelle baracco- «I locali usano dei pulmini: vanno con le porte aperte e sparano musica
poli del Kenya e del Messico dove molta gente caraibica a tutto volume. Sono ancora lontani che senti già il suono del
guadagna (se lavora) un dollaro al giorno e beve basso: hanno delle casse da mezzo metro di diametro. Quando scendi ti
l’acqua dai bidoni. trovi in spiaggia, non ci sono turisti, c’è il mercato locale e le case tipica-
Com’è stato per lei, abituato a ben altro, scat- mente coloniali, in legno. Lì trovi i caraibici come sono. Sono molto poveri,
tare le foto per una guida turistica? ma paradossalmente hanno il sole, il mare, la frutta e pescano con una
«Mi sono scontrato col mio modo di essere: quan- facilità estrema. Una sera a S. Lucia c’era una festa di paese, 10.000 perso-
do riprendi una ragazza che balla sulla spiaggia ne che ballavano come matte musica caraibica assordante, una danza di
lei certamente è vera, ma non la vedi quando tor- una sensualità impensabile. Io e mia moglie eravamo gli unici due europei.
na a casa e magari vive in una baracca. È solo uno C’erano dei banchetti, ci hanno offerto il pollo fritto e ci hanno invitati a
spicchio di realtà, come lo è una guida turistica». ballare. Per loro quel momento era il massimo della felicità, un po’ come da
Come sono queste isole da favola? noi un tempo quando si aspettava la festa di paese».
«I Caraibi sono una delle mete più ambite, il clas- Com’è possibile che queste persone così povere siano così festaiole?
sico delle isolette con la sabbia bianca, le feste e «Hanno meno problemi, non hanno le bollette da pagare o da recuperare
la musica: è uno stereotipo che ti fai quando hai poche informa- denaro per le spese. C’è un clima di incertezza totale, ma si vive molto più
zioni o soltanto le pubblicità dei tour operator. Al porto i turisti alla giornata. Gli uragani buttano giù tutto due volte all’anno e quelli che
scendono e vengono accolti dai vari comitati con balletti, suo- hanno le casette in legno se le devono ricostruire. Per mangiare pescano il
natori e folklore. Tutto finto, non solo nei club: magari ti portano pesce dall’acqua e lo mangiano cotto sulla brace, quello che da noi in Ita-
fuori coi pullman a vedere i villaggetti indigeni, ma anche lì è lia costa 30 euro. Noi abbiamo un concetto di povertà di tipo economico,
roba per turisti. Quando arriva la nave da crociera tutto si stra- non proporzionato coi sentimenti e la felicità interiore».
volge, quando va via torna la vita di prima». Nicola Ganci

Quei viaggi alla ricerca dell’anima


Siamo tutti, in fondo, degli umili Sid- gni sacri, e ho scoperto quanto sia sconvolgente rienza il prossimo agosto e, anche se questa vol-
dharta. Anime che cercano di vivere l’atteggiamento delle persone nei confronti del ta ci andremo come volontari, so che sarà l’altra
con interezza la propria vita, passando divino, di cui è intriso quel luogo. Ognuna man- tappa di una vecchia promessa ».
dalla meditazione alla sensualità, di tiene un approccio diverso alla fede, che dipende Quella stessa promessa che ha portato Andrea,
esperienza in esperienza. dalla sua storia, dalla sua educazione; resta, inve- 26 anni, studente di Scienze Forestali e Ambien-
C’è chi insegue la felicità muovendosi ce, comune la scelta forte che spinge a visitare tali a Grugliasco, a partire alla volta dell’India, pre-
su un terreno dissodato da una fede e un luogo sacro, una scelta che deve essere ben cisamente del monastero induista di Haidakhan,
chi, fuori da ogni credo, intraprende un meditata per non trovarsi impreparati di fronte sulle montagne a nord di Delhi: « Sono partito
percorso per conoscere o ritrovare se stesso. Ma alla violenza della sofferenza. Mia figlia aveva con altre cinque persone, la nostra guida era
tutti – e sempre più giovani - si affidano ai cosid- diciotto anni al momento del suo primo pelle- un’amica pranoterapeuta che da anni torna in In-
detti “viaggi dell’anima”, che fanno da ponte tra grinaggio e ha pianto per tutto il viaggio prima dia periodicamente – racconta, appena rientrato
la fragilità umana e una spiritualità superiore che di arrivare a Lourdes, solo perché non conosceva – Cercavo il contatto con una dimensione diversa
sa andare oltre le religioni. il dolore e l’intensità spirituale. Oggi è una delle e un cultura nuova, perché sentivo la necessità di
Tra i viaggi spirituali, il pellegrinaggio a Lourdes volontarie della Croce di Malta ». staccarmi dalla routine e di superare alcune de-
si riconferma come uno dei più affascinanti. In Su un treno speciale per Lourdes viaggiano 500 lusioni. Non credevo di ricevere un’illuminazione,
questo piccolo centro francese degli Alti Pirenei pellegrini e 250 volontari. I giovani che fanno da semplicemente ho seguito un bisogno dello spi-
si incontrano visitatori di ogni dove, di ogni cultu- accompagnatori non sono molti. Diversi si uni- rito. Adesso è presto per dire cosa mi ha lasciato
ra, di ogni confessione: « Sono per lo più visitatori scono a loro in qualità di semplici visitatori, come questo viaggio, lo scoprirò nel tempo, ma di sicu-
che scelgono Lourdes in quanto fedeli, cristiani, è accaduto ad Annalisa e Francesco, due giovani ro so di aver rafforzato la fiducia in me stesso e
ma non solo – racconta Mirella Cagliero, da quin- fidanzati torinesi che lo scorso agosto hanno de- ho capito davvero che molti problemi possono
dici anni portavoce e volontaria della Unitalsi Pie- ciso di fare un viaggio dell’anima: « Siamo andati essere ridimensionati ».
monte e Valle d’Aosta (Unione Nazionale Ita- a Lourdes per desiderio di Francesco – spiega In India Andrea ha distribuito vestiti e medicine,
liana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Annalisa - Si era salvato da un grave incidente ha lavato i panni e fatto il bagno nel Gange, ha
Internazionali) – Dalla signora napoletana che in moto, pochi mesi prima, e sentiva il bisogno di pulito le scalinate del monastero e osservato la
si sfoga davanti alla statua della Madonna, pregare. Dei due sono io la credente praticante, natura rigogliosa che lo circondava: « Lì sta il di-
perché ha da poco perso il marito, alla turista lui non frequenta la parrocchia, ma la sua è sta- vino e il punto di incontro tra noi cristiani e gli
giapponese che con i suoi modi gentili e com- ta un’esperienza molto più intensa della mia e induisti. Ad Haidakhan non ho dimenticato la
passati medita in silenzio: Lourdes è aperta a credo che chi si avvicina da lontano al sacro per mia religione, anche se ho assistito alle feste sa-
qualsiasi religione e anche a chi non crede ». curiosità o convinzione senta un cambiamento cre della comunità e uno dei saggi mi ha dato un
La vera fede resta forse una conquista lunga profondo dentro di sé ». nome indiano, Aditya, “Sole”. Le radici si portano
una vita, ma l’atmosfera che si respira attor- Le lunghe preghiere davanti alla grotta, il bagno con sé, ma la spiritualità in senso assoluto si per-
no alla grotta delle apparizioni rende quel- sacro dopo ore di attesa, i disegni abbozzati da cepisce in qualsiasi espressione del Sacro ». La si
l’esperienza unica, come aggiunge Cagliero: « Francesco: « Ho invidiato il suo entusiasmo e la percepisce sgranando un rosario, agitando una
Io stessa mi sono avvicinata a Lourdes come sua sorpresa – continua Annalisa – Ripete che lo bottiglietta di acqua santa o tenendo inspiega-
pellegrina da giovanissima e con poca con- ha colpito il fatto che nessuno si vergognasse di bilmente fra le dita una conchiglia grande come
sapevolezza della mia fede. Negli anni sono pregare e che tanti giovani sapessero esternare un pugno, che accompagna musicalmente i riti
tornata più volte, come accompagnatrice de- le loro emozioni in gruppo, cantando, pregando celebrati ad Aidakhan.
gli ammalati e assistente alle piscine dei ba- in silenzio. Vuole rivivere con me questa espe- Giovanna Boglietti
DOSSIER 8
maggio ‘09
FELICITÀ

Se la vita è un romanzo
Roberto Gilodi studia i rapporti tra letteratura e società. E indaga i destini di
personaggi

S
iamo continuamente sottoposti all’impo- come adesione non Conrad, a “I turbamenti del giovane Torless” di Musil,
tenza della ragione perché non ci è possibile sarà più possibile, fino ad “America” di Kafka si chiude nel 1914: la gio-
vedere il mondo contemporaneamente da «si tratta di genera- ventù europea si sente partecipe di un immenso rito
tutte le prospettive possibili, non ci è dato zioni che hanno la di passaggio collettivo, la guerra mondiale, che però,
di individuare tutti i rapporti causa-effetto. Solo Dio consapevolezza che invece di rinnovare, distrugge l’esistenza individua-
può farlo. O l’artista. Ecco che il romanzo diventa si è spezzato qual- le. La gioventù che esce dal 1919 è mutila, decimata,
luogo per mostrare connessioni, legami, fili spezza- cosa. L’utopia della traumatizzata.
ti». Roberto Gilodi, autore di “Una vita in forma di li- felicità nel romanzo Il secondo Novecento assiste a un’ultima fioritura
bro” (nella foto a destra la copertina), indaga i rappor- di formazione sta del bildungroman: Salinger, Moravia, Grass. Resta pe-
ti tra romanzo e società. E se il romanzo è specchio nel giungere, da parte dell’eroe, a una rò un’esperienza circoscritta. Oggi dai ragazzi viene
della realtà, chiave di lettura per i mutamenti sociali, forma compiuta di sé». Per Julien Sorel, letto esclusivamente quello che è scritto, pensato,
il genere di romanzo che meglio sembra assolvere protagonista de “Il rosso e il nero”, l’uni- risolto con la stessa lingua, lo stesso immaginario,
a tale funzione è quello cosiddetto “di formazione”, ca compiutezza possibile non sembra del loro mondo; il resto semplicemente non esiste.
il bildungsroman insomma. Qui il giovane è dunque più stare nella felicità ma nell’infelicità. Il romanzo giovanile di oggi non ha nessuna prete-
l’eroe. Un eroe errante che non può fare a meno di Con Balzac la felicità cessa di essere sa né voglia di essere il racconto di una bildung, i
cercare, nel suo percorso, la felicità. un percorso individuale e diventa per- protagonisti dei romanzi di Moccia non passano per
«Il romanzo va oltre le sistemazioni filosofiche poi- corso sociale, adesione al mondo delle un’esperienza irripetibile, non attraversano una linea
ché cerca di capire come funziona la natura dell’uo- apparenze in cui non c’è più spazio per d’ombra, una soglia. Vivono perennemente la crisi
mo, ne mostra la sostanza ossimorica», la dicotomia il dissidio interiore. «È una felicità tutta (etimologicamente il momento della scelta): «Oggi
tra fisicità e spiritualità. Il primo romanzo di forma- uscita. Tornerà infine nella sfera dei valori famigliari». giocata all’esterno». la dominanza del modello impedisce la bildung, tut-
zione nasce quindi con l’intento di studiare empiri- Si sposa e nell’adesione ai valori sociali che il matri- Nell’Ottocento il romanzo di formazione cambia to tende alla mimesi con modelli che ti dicono che
camente l’uomo partendo da casi concreti. Così do- monio rappresenta, Wilhelm trova la compiutezza e pur rispondendo ancora a precise esigenze: «L’espe- sentimenti avere, che parole usare. Si tratta di model-
po Wieland, a fine Settecento, Jung-Stilling e Moritz, la felicità. Una felicità che quindi si lega alla maturità, rienza romanzesca rimane flessibile, mobile, tale da li che producono retoriche. Non è più necessario un
si arriva al grande capolavoro di Goethe, “Gli anni di che è fine della formazione. «Goethe però va oltre, la riflettere la mobilità sociale. Si afferma così una for- percorso formativo, si realizza quel destino dell’Occi-
apprendistato di Wilhelm Maister”. Qui il protagoni- fine del romanzo è caratterizzata da un’accelerazio- ma nuova di soggettività in rapporto con la società dente che Adorno e Benjamin avevano prefigurato:
sta «tenta la vita sotto la specie dell’arte, ma la car- ne da operetta che sembra farsi caricaturale come a ma preminente ad essa». Il mondo moderno acuisce la progressiva sparizione dell’esperienza. La morte
riera teatrale -spiega Gilodi- non lo porta da nessuna dire che solo nell’artificio letterario è possibile il lieto la dissociazione e il romanzo di formazione entra in dell’esperienza porta alla fine della formazione».
parte, solo a perdersi in ingorghi sentimentali senza fine ma non nella vita reale». In Stendhal la felicità crisi, l’ultima stagione che va da “Gioventù” di Joseph Matteo Zola
maggio ‘09
9 DOSSIER
FELICITÀ

A lato: due dei partecipanti al corso


(gratuito) di scrittura organizzato
dal centro interculturale di Torino.
In basso: un’immagine tratta dalla
campagna informativa di Sedriano,
comune dell’hinterland milanese,
per il ricongiungimento familiare

La gioia che viene da lontano


Al centro interculturale di Torino un corso per stranieri (e non solo) che vogliano esercitarsi nella scrittura di sé

L
a felicità? In Italia se ne parla. Ma è in Italia. Vivono in bilico tra due cultu- in “Storie allo specchio”, il libro nato nel chino”. Certo, differenze culturali ci sono: Il progetto va avanti dal 2004, seppur
qualcosa che soprattutto si sente: re, portando avanti costantemente un 2009 come risultato del corso preceden- Ouail non capisce come si possa “lasciare con piccole modifiche di volta in volta. Al
appena provi ad afferrarla, già ti processo di mediazione, “un continuo te: “In Marocco il tempo passa più lento, i vecchi in casa da soli o metterli dentro corso attivo in questi giorni partecipano
sfugge”. Nabila Akil non sa se la fe- cammino verso un nuovo equilibrio”, in Italia è troppo veloce. Mi mancano i un istituto”; si domanda perché qui ci si ragazzi di Torino dai 17 ai 30 anni. Non
licità sia equilibrio, serenità, saggezza. In spiega Nabila. Sono due dei ragazzi che bambini e la gente che gira fino mezza- appoggi a guide morali come il sacer- solo stranieri, ma anche italiani: come
Marocco ci si interroga meno su concetti partecipano al corso “Narrazioni Adot- notte davanti casa, l’aria calda della not- dote, piuttosto che “camminare da soli Giulia Maero, che si aspetta non solo di
difficilmente delimi- tive”, organizzato dal te, il cielo del Marocco senza l’interferenza di “condividere impressioni ed esperienze,
tabili, che nel nostro centro interculturale e tutte le sue stelle”. Ri- alcun prete”. Ma me- ma anche approfondire un lavoro di ri-
paese si cerca invece
di imbrigliare in defi-
“Il processo di Torino in collabo-
razione con la Libera
cordi della “patria che
vive dentro di me” che
“Essere felici glio sarebbe parlare
di diversità individuali
cerca introspettivo”. Le loro autobiografie
saranno raccolte in un volume che sarà
nizioni.
“E poi, chi ha detto che
migratorio è Università dell’Auto-
biografia di Anghiari
si contrappongono
alla realtà che lo cir-
significa anche indotte dalla cultura
di origine, ancor di più
presentato durante la “Giornata della
lingua madre”, il 21 febbraio 2010. Aiute-
per forza bisogna es-
sere felici. Un percorso
profondamente (Ar). “Il progetto è na-
to per evidenziare le
conda: “Mio padre mi
dice che devo studiare
imparare riferendosi ai migranti
di seconda generazio-
rà a conoscere le storie e le persone, non
i migranti, né gli italiani. Poiché solo nel
di vita non va neces-
sariamente verso la
triste: bisogna storie delle persone
con percorsi migratori
perché se non lo farò
darò ragione a tutti
a vivere in ne, impegnati a co-
struirsi la propria scala
rapporto uno a uno ci si sveste di ogni
stereotipo e rimangono due persone una
felicità”. Ouail Machou
ha vissuto l’infanzia a
lasciare casa, e renderle disponibili
per lavorare contro i
quelli che sostengono
che gli extracomuni-
equilibro tra di valori. “In Marocco
diamo più importanza
di fronte all’altra.
Bianca Mazzinghi
Casablanca, ma è a To-
rino ormai da 10 anni.
radici, tutto” pregiudizi”, spiega la
coordinatrice Lucia
tari hanno abbruttito
Porta Palazzo con
due mondi” all’essere”, dice Nabila.
Si spiega forse perché
Ciò che però ritiene Portis, esperta di me- tutti gli spacciatori di nell’ultima lezione lei PER SAPERNE DI PIÙ
“profondamente triste” è la sconfitta già todologie autobiografiche. Quello che droga che la frequentano”. Cerca di spie- sia stata l’unica a non pensare alla fisio-
presente quando una persona decide i ragazzi vogliono sottolineare è la sin- gare una terra che non è solo cammelli e nomia nel descrivere una sua compagna Il prossimo corso inizierà a set-
di migrare: “Mio padre è fuggito dal suo golarità della persona, contraddistinta deserto:“Molti italiani hanno una visione di corso. Ogni giornata prevede un tema tembre e sarà totalmente gratui-
paese, non ha accettato la sua situazione. da caratteristiche proprie, forse determi- distorta, ma i luoghi comuni uccidono le centrale su cui i ragazzi sono invitati a to. Per informazioni consultare il
E lasciare casa, radici, paese per una spe- nate dalla cultura di origine, forse no. “Le relazioni tra le persone provenienti da scrivere per poi discutere insieme forma sito del Centro interculturale di
ranza è una dura presa di coscienza”. persone non appartengono a un posto, paesi diversi”. e contenuti degli elaborati.“Ma il fine non Torino (www.comune.torino/in-
Ouail e Nabila sono i migranti di seconda ma a un vissuto”, precisa Ouail. Il suo, di Sarebbe troppo riduttivo semplificare è imparare a scrivere, pittosto esercitarsi tercultura, oppure telefonando
generazione, nati all’estero, ma cresciuti vissuto, è già stato in parte raccontato con etichette quali “italiano” o “maroc- nella scrittura di sé”, precisa Lucia Portis. allo 011/4429713).

Wang, storia d’amore col permesso (di soggiorno)


Wang, cittadina cinese, è arrivata in Italia con marito che lavorava regolarmente - impiegato per bloccare preventivamente i provvedimen-
un permesso di soggiorno per cure mediche. nella ditta del fratello – con un buon reddito e ti della questura, ma soprattutto per riavere
Mentre era nel nostro paese per curarsi, ha co- una casa abbastanza grande, e inoltre era ma- l’agognato documento che le permetterebbe
nosciuto un suo connazionale, di cui si è inna- dre di un figlio nato in Italia. di trovare un lavoro e contribuire al sostenta-
morata iniziando una relazione dalla quale è Ma Wang non aveva fatto i conti con la buro- mento della propria famiglia.
nato un figlio. I due giovani si sono poi sposati crazia: da una verifica effettuata su portaleim- Adesso la situazione sembra essersi sbloccata.
con rito civile. A questo punto Wang ha deci- migrazione - il sito del Ministero dell’Interno Dopo la notifica alla questura del ricorso al tri-
so di rimanere in Italia: ormai qui aveva una che permette di conoscere lo stato della pro- bunale, Wang è stata convocata dall’ufficio stra-
famiglia. pria pratica a chi chiede il rilascio, il rinnovo o la nieri per il rilevamento delle impronte digitali,
Vista la gravidanza, la donna è riuscita a farsi conversione del proprio permesso di soggior- segno che il rilascio del permesso di soggiorno
rilasciare un permesso di soggiorno tempo- no - ha scoperto che il modulo non era stato a seguito di coesione familiare potrebbe avve-
raneo di sei mesi, poi rinnovato per altri sei compilato correttamente e non era prevista nire a breve.
in seguito alla nascita del bambino. Scaduti i nessuna comunicazione da parte del Ministero. Per fortuna anche per l’elefantiaca burocrazia
termini di validità del permesso, pensava che In soldoni, Wang rischiava l’espulsione. italiana, non sempre i figli sono solo pezzi di
non ci sarebbero stati problemi per ottenere il Preoccupata per il suo futuro, si è rivolta ad carta bollata.
ricongiungimento familiare: in fondo aveva un un avvocato e ha fatto ricorso al Tribunale, Manlio Melluso
DOSSIER 10 maggio ‘09
FELICITÀ

Nel laboratorio di Pausa Cafè


al carcere di Saluzzo lavorano
alcuni detenuti, come Stefano
(foto a lato), accompagnati
nel loro percorso dal birraio
Andrea Bertola (foto a destra)

“Il mio futuro dietro le sbarre”


Come Stefano, sono sempre di più i detenuti che si preparano a una vita “fuori” imparando un mestiere. In carcere

P
er entrare nel carcere di Saluzzo carcere “Rodolfo Morando” di Saluzzo la guida di Andrea, carica e scarica sac- faccia due ore di macchina per venire a possibilità del genere tutta la rabbia
bisogna lasciare il documento, con il birraio Andrea Bertola ha messo chi di malto e fusti pieni, pulisce i tini, fare la birra con me, sentire la sua fidu- viene meno: se inizi a fare un lavoro
spogliarsi di tutti gli oggetti me- in piedi un birrificio artigianale è ha as- controlla l’andamento di tutto il pro- cia, è uno stimolo forte, è davvero una come questo dai una dimensione, un
tallici, passare il metal detector, sunto Stefano e altri due detenuti, Enzo cesso: «È straordinario, parti dall’acqua gioia». senso alla tua vita, hai la sensazione di
aspettare l’autorizzazione. Parecchi mi- e Giorgio, che li aiutano nel lavoro di e ti ritrovi la birra. Prima di ogni “cotta” È l’ora di pranzo, dalle cucine arriva il diventare qualcosa. E quando esci da
nuti al buio, o quasi. Si esce nel cortile manovalanza. (vedi pag. 18). mi sveglio alle due e mezza e non rie- pasto caldo, si stappa una bottiglia di qui puoi proporti al mondo in maniera
e ci si ritrova d’improvviso alla luce del «Questa è una finestra – continua sor- sco più a dormire, emozionato come Taquamari, una delle birre “inventate” diversa».
sole. Per un attimo, costretti a socchiu- ridendo Stefano - il primo giorno sono un bambino prima di Natale. Ed è un da Andrea Bertola, e realizzata, Matteo Acmè e Bianca Mazzinghi
dere gli occhi, si capisce cosa intende sceso qui e mi girava la testa: non avevo lavoro quasi karmico: magari stai per qui, fra le mura carcerarie. Si brin-
Stefano Diamante, un detenuto che la- più l’occhio per guardare in spazi aperti. ore e ore a pulire un tino alto tre metri. da. Stefano continua a raccontare:
vora nel birrificio nato qui ad ottobre: «È Adesso vedo il Monviso tutte le mattine Forse anche questo fa parte della nostra «Sono piccole cose, ma questa
un’opportunità che mi ha cambiato la e il mal di testa mi torna quando alle espiazione». è vita: quando stai buttato su un
vita. Pensa solo ai colori: su in cella sia- sette di sera si chiude la porta della cel- Poi si rivolge ad Andrea per chiedergli letto 10 ore al giorno non fai nien-
mo abituati a vedere il grigio e nient’al- la e devo di nuovo guardare attraverso chi glielo faccia fare di venir a lavorare te per nessuno, nemmeno per te
tro. Arrivo qui e vedo il verde del prato, il le sbarre». tutti i giorni in un carcere, con tutte le stesso. Ti aumenta solo la rabbia,
cielo senza sbarre, i muri arancioni». Assistiamo alla “cotta”, la preparazione difficoltà, burocratiche e non solo, che viene amplificato tutto quello che
La cooperativa Pausa Cafè ha già av- della birra, dalla concassatura che fa questo comporta. Il mastro birraio alza di negativo c’è in te». Lavorare
viato progetti simili nel carcere de Le scoppiare i chicchi di malto d’orzo alla le spalle: «È una scelta di vita, un pro- tutti i giorni, produrre qualcosa
Vallette a Torino, dove si producono fermentazione, all’imbottigliamento getto in cui credo». Per Stefano questo che poi tocchi con mano (e bevi),
caffè e cacao di alta qualità. Qui nel della birra ormai pronta. Stefano, sotto è molto importante: «Il fatto che lui si diventa fondamentale: «Con una

Clownterapia, un sorriso ci salverà


Da qualunque lato lo si guardi, un naso rosso permette di vedere la un corso di formazione di base, tenuto da Maria Luisa Mirabella - clown ro davvero alle per-
vita in modo nuovo. Chi lo indossa si fa portatore di felicità; chi lo può Aureola, e si preparano regolarmente nella sede dell’associazione, in sone, se non stessi
anche solo accarezzare, invece, entra in un mondo pieno di speranza. via della Cristalliera 25, come spiega Paciencia: « I volontari ricevono facendo solo del
Lo sa bene il dottor Patch Adams che, negli Stati Uniti, ne ha fatto il una preparazione uniforme, che permette di acquisire la stessa com- bene a me – spiega
simbolo di una missione, capace di contagiare il mondo intero; perché petenza per servizi in qualunque parte d’Italia. La formazione parte – Poi ho capito che
per chi soffre un naso rosso ricorda che la medicina non è divertente, dal gioco, che agisce sulla mente, sul corpo e sullo spirito. Uno “spirito se ci divertiamo an-
ma che c’è molta medicina nel divertimento. È la missione della clown- clown” che sviluppiamo con competenze tecniche e artistiche, unite a che noi, anche gli altri sentono la nostra allegria e ne raccolgono una
terapia, che a Torino viene praticata dai centocinquanta volontari di emozioni positive e qualità come l’accettazione, l’accoglienza, l’ascolto parte. Il clown è un personaggio che fa da scudo e chi lo impersona è
Vip (Viviamo in Positivo) Torino Onlus, una della trentasei associazioni e la sintonia ». se stesso con lati del carattere più accentuati, ma riesce a creare un’al-
federate in Vip Italia che con i loro 3mila membri prestano servizio in Creando un mondo di fantasia, il clown trasforma gli ambienti più au- tra realtà. E i pazienti ci rispondono: con i bambini gonfiamo palloncini
novantatre ospedali italiani. steri colorandoli e risvegliando la speranza necessaria per reagire alla o soffiamo bolle di sapone, con i grandi parliamo e ascoltiamo buona
« Vip Torino nasce il 15 febbraio 1997, come circolo culturale ad opera sofferenza o alla solitudine: « In ogni reparto il primo contatto è con musica. Tanti posano il giornale per stare con noi ».
di Maria Luisa Mirabella e Sergio Pinarello – spiega Annalisa Aiello, 30 gli infermieri che informano sulla situazione, se ci sono camere in cui è In occasione della Giornata del Naso Rosso 2009, prevista per il 17
anni, dal 2005 in arte clown Paciencia – Nel 2001 diviene associazione meglio non entrare e altre in cui invece siamo attesi – continua Anna- maggio in piazza Castello, i clown di Vip regaleranno un sorriso a tutti
di volontariato senza scopo di lucro e si occupa specificamente di vo- lisa – Quando ci affacciamo alla porta della stanza chiediamo sempre i torinesi. La metà del ricavato della manifestazione andrà a favore del
lontariato- clown in ospedali, comunità per bambini e case di riposo ». il permesso di entrare, per rispettare lo stato d’animo dei pazienti e dei Progetto Abruzzo, che porterà i volontari a rallegrare i bambini delle
I suoi volontari infatti prestano un servizio settimanale di circa tre ore loro familiari. Ma di solito sono tutti molto felici di giocare con noi ». zone terremotate; l’altra metà sosterrà, invece, il progetto locale “Cir-
in dodici reparti dell’ospedale Regina Margherita, in sette del Maria Per far sognare grandi e piccoli non ci sono limiti di età: i volontari di costanza”, rivolto ai minori a rischio in aree di disagio (carceri, scuola,
Vittoria, in sei dell’ospedale Martini e in quattordici delle Molinette. Vip hanno dai 20 ai 60 anni, lavorano a coppie in gruppi di dieci- do- strada).
Ogni due settimane visitano, poi, i pazienti dell’ospedale di Chivasso e dici persone, sotto la direzione di un “capoturno”. I nuovi arrivati sono Per informazioni consultare il sito www.viptorino.org e, per chi fosse
quelli dell’Edoardo Agnelli di Pinerolo e, mensilmente, i sessanta anzia- seguiti, in più, dai clown esperti, detti “angeli”. Tra questi, c’è Paciencia interessato ai corsi di formazione, telefonare allo 011.749.99.17 o scri-
ni della casa di riposo “Mezzaluna” della città di San Mauro. che segue una ragazza di 22 anni, in arte clown Willow: « All’inizio, non vere a corsi@clownterapia.it.
Un impegno costante, per il quale i clown di Vip vengono preparati in è facile affrontare il servizio. Io mi chiedevo se le gag comiche servisse- Giovanna Boglietti
11 ATTUALITÀ
DOSSIER
maggio ‘09
GIORNALISMO/2
FELICITÀ

Vita da cani e da gatti


Ma anche da scimmie, da balene, da criceti... Che non si chiedono mai se sono felici o no

S
cimmie e balene possono essere molto fe- di certi ormoni all’interno dell’organismo. Per Maz-
lici o tristi, ma ancora non sanno spiegarlo. zotto e Vitale però ha un ruolo importante anche
Così l’abbiamo chiesto a due umani che di l’empatia. Quella capacità che ci permette di rico-
animali se ne intendono: Monica Mazzotto, noscerci nell’altro e immedesimarci in lui, provare
etologa che oggi si occupa di divulgazione scien- dolore quando l’altro lo prova, essere felici quando
tifica e Augusto Vitale, primatologo ed esperto di l’altro lo è. Questa dote è tanto più spiccata quanto
bioetica, ricercatore presso l’Istituto superiore di più l’altro è simile a noi, quanto più l’identificazio-
sanità (ISS). ne è facile e in questo senso si spiega la nostra na-
“Il termine felicità è un termine che abbiamo in- turale propensione verso i mammiferi.
ventato noi umani per descrivere un determinato “Tra esseri umani esiste una spinta affettiva più
stato d’animo, dobbiamo stare attenti a non usare forte rispetto a quella esistente tra individui appar-
in maniera superficiale categorie di tipo antropo- tenenti a specie diverse”. Si tratta di uno dei motivi
morfico per parlare degli animali” inizia Vitale. I due per cui, secondo Vitale, molti ricercatori scelgono
studiosi danno una prima definizione condivisa di fare esperimenti sugli animali. Difficilmente per
di felicità come benessere: “Per tutti gli animali la le cavie si può parlare di felicità, ma per il prima-
condizione di base per una vita felice è il soddisfa- tologo non è questo il punto: “Per ogni ricercatore
cimento dei bisogni essenziali” spiega Mazzotto. arriva il momento di una scelta morale, utilizzare o
Prima della nascita dell’etologia cognitiva, avvenu- non utilizzare animali a fini scientifici, per miglio-
ta trenta anni fa negli Stati Uniti, i comportamenti rare la qualità della vita degli esseri umani. Il pro-
degli animali venivano ridotti a solo istinto. “Que- blema implicito è stabilire se si attribuiscono agli
sto approccio – racconta la dottoressa - soffriva di animali gli stessi diritti che si riconoscono agli uo-
un difetto: portava gli scienziati a elaborare teorie mini”. Nell’opinione dell’esperto nonostante ci sia
meccaniche molto complesse quando la spiega- ancora molta strada da fare, l’attenzione al benes-
zione più semplice era evidente”. Tanti anni prima, sere degli animali in allevamento e nei laboratori
Darwin fu il primo a parlare di emozioni riferendosi sperimentali è aumentata nell’ultimo decennio.
agli animali. “Per il padre dell’evoluzionismo – con- “Oggi siamo in grado di sostituire gli esperimenti
tinua Mazzotto - dall’organismo più semplice a con animali per alcuni casi, ma non ancora per tutti
quello più complesso le differenze sono di grado Un san Bernardo si gode un po’ di relax. Sotto: carte da gioco, una passione pericolosa. Al punto che sono sorti gruppi di auto-aiuto e dove l’impiego è necessario, è anche doveroso
e questo principio vale anche per la sfera emotiva”. garantire le migliori condizioni di vita”.
Il benessere garantisce la felicità per gli animali più organismi superiori come i mammiferi è il gioco, di vocalizzazione che viene emesso può darci un Sul consumo di carne Mazzotto non è contraria,
elementari, ma avvicinandosi all’uomo sulla scala felicità pura, fine a se stessa”. Inoltre, come tiene a importante informazione sulla condizione emozio- ma aggiunge: “Le condizioni di vita degli animali
evolutiva le esigenze aumentano.“Felicità vuol dire precisare l’etologa “la felicità dipende dalle parti- nale di un individuo, ‘una finestra sull’anima’ come dovrebbero migliorare, la carne stessa sarebbe più
anche gioia e una delle massime espressioni negli colarità di ogni specie: per i cani è importante non ha detto Mark Bekoff”. buona se gli animali fossero felici, una vacca felice è
essere lasciati soli, “Non sarà mai qualcosa di intellettualizzato come più produttiva e anche più gustosa da mangiare”.
perché soffrono di per noi, che siamo capaci di proiettarci nel futuro, Conclude la dottoressa:“Il lavoro svolto dall’etologia,
solitudine, i delfini fare programmi e fantasie, ma più ci si avvicina al- spiegare come sono fatti e come funzionano gli ani-
invece si depri- l’essere umano più la felicità degli animali assomi- mali, è utile per ottenere un maggiore rispetto. Cir-
mono quando si glia alla nostra” conclude Mazzotto. condati da piante sui terrazzi, cani, gatti, pappagalli-
annoiano”. Tra i Per rilevare il grado di felicità o infelicità degli ani- ni e pesci rossi in casa, dovremmo poi riflettere sulla
primati, aggiun- mali, come degli esseri umani, si può ricorrere a pa- nostra felicità, cui forse manca un po’ di natura”.
ge Vitale, “il tipo rametri fisiologici, misurando il livello di presenza Rebecca Borraccini

Che bello perdere al gioco


gioco era ben più di un vizio: «Si mente a di And (Azzardo e Nuove Dipendenze) La dipendenza dal gioco può colpire
se stessi in continuazione – spiega – e so- -, da un certo punto di vista è piuttosto chiunque». Poco interessato alle pole-
prattutto alle persone care: per anni l’ho semplice: di per sé giocare mezzora non miche sui videopoker e la legalizzazione
tenuto nascosto a mia moglie, che pure è molto, ma se ci si era ripromessi di fer- del gioco d’azzardo, Carlo spiega che «at-
si rendeva conto che avevo un problema. marsi dopo dieci minuti si è già in pre- traverso gli incontri in gruppo si cerca di
E a darmi una scrollata alla fine è stata senza di un sintomo. Lo stesso vale per capire il problema che ha portato la per-
proprio lei: è stato per la paura di perde- l’entità delle giocate». Intanto il numero sona a diventare dipendente dal gioco,
re mia moglie e mio figlio che mi sono degli utenti aumenta: «Dal momento in che in fondo è il sintomo di un malessere
«La felicità per il giocatore d’azzardo? non contano, sono solo un mezzo, al deciso a smettere. Inizialmente ho prova- cui il gioco d’azzardo è stato legalizzato interiore: se non si sfogasse con l’azzardo
Quando perde». D., 31 anni, ex giocato- massimo si gioisce quando si recupera to da solo, ma ci sono ricaduto. Allora le – continua Capitanucci – è trattato come emergerebbe comunque in altre forme».
re, sa bene che è un paradosso ma non una somma persa da poco». ho raccontato tutto: comprensibilmente una merce: il marketing è quindi interve- Uscirne è tutt’altro che facile, «dal gio-
sempre le meccaniche della dipendenza È una dipendenza tutta particolare si è infuriata ma la mia fortuna è stata nuto per offrire prodotti diversificati per co non si guarisce: si impara a convi-
sono facili da spiegare. Sobrio da 4 mesi, quella dal gioco eppure per certi versi che non mi abbia abbandonato. Anzi. Per soddisfare tutte le utenze». verci», ma c’è almeno chi ha scoperto
e non a caso parla di sobrietà, frequenta paragonabile a patologie come l’alcooli- caso un giorno ha trovato un volantino Non a caso tra i giocatori anonimi di Tori- una nuova felicità: «La serenità – dice D.
il gruppo dei giocatori anonimi di Torino. smo, tanto che l’organizzazione mondia- dei giocatori anonimi e me l’ha portato. no si trova gente di tutte le età: “Si va dai – e soprattutto non dover raccontare più
«Si gioca per provare emozioni forti, che le della sanità la riconosce come un serio Ha lasciato che fossi io a scegliere come 18 ai 78 anni – racconta Carlo, coordina- bugie. Mentivo per tutto, non solo per
io ho trovato soprattutto con le scom- disturbo comportamentale. «Ci si allon- e quando contattarli. Dopo un mese mi tore di uno dei gruppi ed ex giocatore da coprire la mia dipendenza: se mia moglie
messe sportive – racconta -. Se a mezzo- tana dagli amici – testimonia D. -, si gioca sono deciso e ora sono quattro mesi che 9 anni -. Siamo circa una quarantina, ab- ad esempio mi chiedeva se ero andato al
ra dalla fine della partita si è già certi di per allontanarsi dal mondo, dimenticarsi li frequento tutte le settimane». biamo un sito (www.giocatorianonimi. lavoro in macchina dicevo senza motivo
vincere l’adrenalina finisce. Quando si sta dei problemi, si nega sempre più tempo Ma quando il gioco è una malattia? Non org) e un numero di telefono per poterci una bugia. Inizialmente ricominciare a
perdendo invece si spera fino alla fine in agli altri e si finisce per perdere tutti gli ci sono termini assoluti, ma solo relativi: contattare (3493518772) e nonostante ci dire la verità è strano, ma almeno ora fac-
un miracolo, si è tesi, ci si mangia le dita: è affetti. E poi il lavoro ne risente, il carat- «Capire quando si può parlare di dipen- sia ancora poca informazione accoglia- cio tutto alla luce del sole ed è una bella
così che mi sono reso conto che in realtà tere cambia: si è nervosi e irritabili». Solo denza – spiega Daniela Capitanucci, mo persone di tutti i tipi: dalle casalinghe sensazione».
ero felice quando perdevo. I soldi di per sé dopo diversi anni D. si è reso conto che il psicologa, psicoterapeuta e presidente agli operai, dagli imprenditori agli artisti. Daniela Sala
ATTUALITÀ 12
maggio ‘09
SOS UMANITARIO

Il Congo insanguinato
L’impegno di Medici Senza Frontiere nella regione del Nord Kivu tormentata dalla guerra

I
n Kivu c’è una grave emergenza umanita- venti mila uomini, molti dei quali stanziati nel Nord Kivu.
ria». È Andrea Pontiroli, capo Ufficio stam- Nonostante l’imponenza e a dispetto dell’inferiorità de-
pa di Medici Senza Frontiere a parlare: «Vil- gli avversari non si può parlare di successo. «La Monuc
laggi razziati e incendiati, persone picchia- - racconta Pontiroli - non fa il suo dovere, non protegge
te e uccise, superstiti che scappano, bambini la popolazione civile». Un’ombra ricopre la missione da
obbligati a combattere, donne ripetutamente quando lo scorso anno il colonnello in capo alla Monuc,
violentate». Chand Saroha è stato rimosso perché compromesso
Nel nord est della Repubblica Democratica del con il Cndp, che avrebbe dovuto combattere e cui inve-
Congo, si trova la regione del Nord Kivu, uno ce forniva armi e rifornimenti. «Al di là delle dichiarazioni
dei posti più ricchi di risorse minerarie e in- fatte in occasione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu il 9
sieme uno dei luoghi più critici del mondo. A aprile – precisa Pontiroli - i fatti sono questi: i civili sono
quindici anni dal genocidio del Ruanda, a tredi- senza protezione e vivono nella totale insicurezza».
ci dallo scoppio della prima guerra del Congo, Nell’autunno del 2008, in seguito al tentativo di Nkunda
gli scontri in questa zona non sono mai cessati In alto: l’ex generale di assediare Goma, il capoluogo della regione, lo sguar-
e la popolazione civile continua a soffrire enor- congolese Loran Nkunda. do dei media e della comunità internazionale era pun-
memente a causa della condizione di guerra A lato: profughi congolesi tato sul Nord Kivu. «I media si sono occupati della crisi
permanente. In tutto il paese ci sono stati più di (foto di Ugo Borga) solo a inizio Novembre, quando il conflitto ha raggiun-
cinque milioni di morti: il conflitto più sangui- to la città» denuncia Pontiroli. A quel punto, in qualche
noso dalla fine della Seconda guerra mondiale dati non hanno uno modo, si è arrivati a una soluzione e a marzo le truppe
a oggi. I combattimenti nel Nord Kivu coinvol- stipendio e si rifanno ribelli sono rientrate nei ranghi. «La situazione dei civili
gono diversi attori e le ragioni della lotta sono sulla popolazione ci- è sempre drammatica però si è smesso di parlarne. In
complesse. Nel 1994 militari e civili di etnia Tutsi vile». Dietro a tutto, più se si osserva solo Goma – continua Pontiroli - si avrà
scapparono dal Ruanda, dove venivano perseguitati dai so Nazionale Difesa del Popolo), guidati dall’ex generale interessi economici, la contesa per il controllo di un la falsa impressione che la presenza delle organizzazio-
loro connazionali Hutu, verso i paesi confinanti. L’anno dell’esercito congolese Loran Nkunda, contro il governo territorio ricco di oro e coltan, un materiale utilizza- ni internazionali sia consistente, ma basta spostarsi nel-
successivo furono invece gli Hutu a riparare oltre confi- ufficiale retto dal presidente Joseph Kabila. to nell’assemblaggio di telefoni cellulari e computer, l’interno per vedere che non è così, là ci siamo solo noi».
ne, dopo che i Tutsi ebbero ripreso il controllo del paese. Il fotoreporter Ugo Borga, rientrato da poco dal Nord Ki- fondamentale per le compagnie telefoniche di tutto Quando sembrava che la situazione si fosse stabilizzata,
Fu così che gruppi ruandesi appartenenti a etnie rivali si vu racconta quello che ha visto, la popolazione in mez- il pianeta. Per Medici Senza Frontiere però la politica un nuovo fattore è subentrato a garantire lo scompiglio
ritrovarono a scontrarsi sui territori del Nord Kivu. zo al fuoco incrociato: «Il prezzo maggiore viene pagato viene dopo: «I tempi della politica sono lenti, mentre nel Nord Kivu: l’arrivo dei guerriglieri del Lra provenien-
Attualmente uno dei fronti aperti vede schierati da una dai civili, che non solo vengono uccisi dai diversi gruppi l’intervento umanitario deve essere rapido. Al di là degli ti dall’Uganda. Nella regione del nord est regna ancora
parte l’esercito regolare congolese (Fardc) e dall’altra armati, compreso l’esercito regolare, ma finiscono per accordi politici, la priorità è trovare una soluzione per il il caos e nel caos la popolazione civile subisce, mentre
gruppi armati Hutu come Frdl, Interawhe e Mai Mai. morire di stenti in seguito ai saccheggi e alle razzie. dramma dei civili». nessuno può controllare cosa accada nelle miniere di
Fino a poche settimane fa, a questa situazione si ag- In Congo, come nella maggioranza dei paesi africani, Dal 1999 l’Onu ha intrapreso nella Rdc una imponente coltan.
giungeva la lotta armata dei ribelli del Cndp (Congres- i gruppi armati e gli eserciti sono privi di mezzi, i sol- missione - denominata Monuc - che oggi conta circa Rebecca Borraccini
13 ATTUALITÀ
maggio ‘09
SALUTE

Noi, cacciatori d’amianto


Fuorilegge da 17 anni, si trova ancora in edifici pubblici e privati. E anche abbandonato nelle campagne

S
trada dell’aeroporto, chilometro 7,8, anni, il comune ha speso 3.200.000 euro
al confine fra Borgaro e Torino. Lungo solo per bonificare 81 edifici scolastici in
la strada sterrata, tra sfasciacarrozze, PER SAPERNE cui era presente l’amianto e per demo-
cancellate arrugginite e campi più o lire altre due costruzioni contaminate.
meno coltivati, non è raro imbattersi in rifiuti
di ogni genere abbandonati. Tra copertoni,
DI PIÙ Nel 2009 sono in corso nuovi interventi
per altri 2.600.000 euro. Uno sforzo che,
materassi e taniche d’olio anche tettoie, tubi Non solo da soggetti quando sono passati già 17 anni dalla
e frammenti di eternit.Negli anni ’70 con il ce- istituzionali, la vicenda messa al bando dell’amianto, inizia a
mento-amianto si è costruito di tutto: era un dell’amianto viene dare i suoi frutti. Nel rapporto di Legam-
ottimo isolante, facile da lavorare e ignifugo. seguita attentamente da biente, Ecosistema Scuola 2008, sullo
In Italia, però, è fuori legge dal 1992:“Di per sé, diversi enti e associazio- stato degli edifici scolastici si legge: “Le
l’eternit non è pericoloso per la salute pub- ni, in Italia e all’estero. grandi città come Torino (…) continua-
blica – spiega Angelo Ferrero, coordinatore Ecco alcuni riferimenti no a mostrare il loro impegno a rendere
del corpo provinciale delle guardie ecologi- per approfondire: le loro scuole più vivibili, sicure e cultu-
che volontarie(Gev) mentre ci accompagna ralmente al passo con i tempi. Lo dimo-
fra le discariche abusive-. I problemi nascono - www.amiantomaipiù.it strano gli interventi sugli edifici torinesi
quando si degrada e disperde nell’ambiente avvenuti da 5 anni a questa parte per
fibre di amianto che possono venir respirate - www.associzioneitalia- oltre l’80% di essi”.
da chiunque. Le Gev hanno il compito di se- naespostiamianto.org Sotto controllo, come detto, anche la
gnalare qualsiasi deposito abusivo di rifiuti, presenza di amianto in luoghi di lavo-
cercare e sanzionare i responsabili.” - asbestosinthedock. ro e case popolari, monitorati rispetti-
Trovare piccole quantità di amianto abban- ning.com (forum di di- vamente da Asl e Agenzia territoriale
donato non è infrequente, d’altra parte la scussione in cui trovare per la casa. Dall’Atc spiegano che negli
procedura di rimozione è piuttosto com- informazioni utili) ultimi 15 anni gli interventi di bonifica
plessa e onerosa, quindi capita che il privato, sono stati numerosi, tenuto conto che la
e qualche azienda, ricorra al fai da te, rischian- - andeva.fr (Associzio- maggior parte delle case sono state co-
do tra l’altro di liberare, con un intervento ne francese vittime struite negli anni ’70, il periodo di boom
scorretto, le pericolose fibre. del’amianto). dell’amianto. Il problema, ora, sono gli
“Il fatto è che non si sa quanto ce n’è e edifici rilevati dagli inquilini che iniziano
nemmeno dove si trovi”. Angelo Robotto, a presentare forti segni di degrado. Per
dirigente di Arpa Piemonte, è impegnato quanto riguarda gli edifici privati infat-
nel monitoraggio della situazione ambientale regionale: ti ci si basa sull’autocertificazione. Il cittadino che si trova
“L’unico censimento completo per la presenza di amianto l’amianto in casa deve rivolgersi a una ditta specializzata
è stato fatto nella zona che comprende Casale e 47 comuni
limitrofi, la vecchia Usl 76”. Intanto di amianto si continua a
morire, un morto a settimana solo nel casalese.
Mentre il processo continua che stende un piano di lavoro e lo sottopone all’Asl. “Fino
a due anni fa – spiega Annalisa Lantermo, direttrice della
Spresal, Asl 1 di Torino – era necessaria l’approvazione del-
Chi si trova l’amianto in casa non ha l’obbligo di dichiararlo l’Azienda Sanitaria locale. Ora invece, se dopo trenta giorni
nè di rimuoverlo, a meno che non intervenga un’ordinan- È iniziata il 6 aprile l’udienza preliminare al barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier e non arriva risposta, la ditta è autorizzata a iniziare i lavori”.
za del sindaco in casi di conclamato pericolo per la salute allo svizzera Stephan Schmidheiny, ex proprietari degli stabilimenti della Eternit a Cava- L’Asl può poi avvalersi del supporto tecnico dell’Arpa per
pubblica. Anche perché le bonifiche sono care e a carico gnolo, Casale Monferrato, Bagnoli e Rubiera. Il pm Raffaele Guariniello li accusa di non aver i casi più complessi. Spetta infatti all’ente regionale la mi-
del proprietario. Il costo della “pulizia” varia tra i 1000 e adottato strumenti per la prevenzione delle malattie che hanno causato la morte di 2.619 ex surazione delle fibre aerodisperse: la rimozione è necessa-
i 10.000 euro. È vero, la legge regionale 30/2008 prevede dipendenti e 270 tra familiari e residenti dei paesi che ospitano gli impianti. In attesa di un ria se il risultato è superiore a una fibra per litro. Altrimenti
l’istituzione di un fondo per bonifiche di piccole quantità possibile rinvio a giudizio, si sono costituiti parte civile 736 malati e 29 tra enti e associazio- spostare l’eternit può rivelarsi più pericoloso che lasciarlo
(meno di 40 metri quadri o 450 chili), ma al momento le ni. Il 22 aprile gli avvocati di Stephan Schmidheiny, Astolfo di Amato e Guido Carlo Alleva, dove si trova.
casse sono vuote. hanno sollevato dubbi sulla loro legittimità. Le proposte di esclusioni dovrebbero essere un “Solo a Torino – conclude Lantermo – lo scorso anno sono
Scuole, ambienti di lavoro ed edifici pubblici in generale centinaio. Il 23 i pm e gli avvocati delle parti civili hanno replicato alle eccezioni di costituzio- stati portati a termine 192 lavori e abbiamo effettuato so-
sono monitorati dalle Asl e dagli altri enti di competenza. nalità. Le prossime udienze saranno il 18, 22, 25 maggio e il 1° giugno. pralluoghi in circa la metà dei cantieri”. Per gli altri ci si affida
Ma non esiste un database unitario che metta insieme le a.g. al senso di responsabilità di chi si occupa della bonifica.
conoscenze così acquisite. A Torino, negli ultimi cinque Matteo Acmè e Daniela Sala

Gli scienziati spiegano: può uccidere


Le fibre di amianto, grandi solo qualche micron (millesi- gi ci sono degli strumenti diagnostici più rapidi di qualche an-
mi di millimetro) penetrano nei polmoni e lì si depositano. no fa», dichiara Terracini. Tuttavia non esistono cure efficaci e la
Come scritto sul sito del Ministero della Salute, «a seconda delle dimen- morte sopraggiunge entro un anno dalla scoperta della malattia.
sioni delle fibre, queste potranno, se sufficientemente piccole, superare L’asbestosi è invece un’infiammazione cronica del tessuto parenchima-
gli alveoli polmonari e per via linfatica, raggiungere i tico (di riempimento) dei polmoni. Si formano delle
linfonodi ilari, il grosso intestino e la pleura», ovvero cicatrici fibrose che rendono il loro tessuto più spes-
la membrana che ricopre i polmoni. Se la grandezza “Le fibre so e più duro provocando difficoltà respiratorie.
aumenta, invece, si fermeranno agli alveoli, nei bron- Ogni anno, secondo il rapporto regionale dell’Inail
chi o nelle prime vie respiratorie. Ma cosa provoca penetrano (Istituto nazionale di assicurazione per gli infortuni
al corpo? L’amianto è la causa princi- sul lavoro) del 2007, in Piemonte si contano 51 nuo-
pale del mesotelioma e l’unica causa dell’asbestosi. nei polmoni vi casi di asbestosi e 151 di tumori dovuti all’amian-
Il mesotelioma è un tumore raro e mortale che to. Stando all’Ispesl (Istituto superiore prevenzione
«prende origine dalla pleura e dal peritoneo, causando e sicurezza sul lavoro) dal 1993 al 2004 il 66% dei
le membrane che avvolgono gli organi delle mesoteliomi era dovuto all’esposizione sul posto di
grandi cavità dell’organismo», spiega Benedet- mesotelioma lavoro, mentre la convivenza con un familiare espo-
to Terracini, epidemiologo dei tumori, tra i fon- sto toccava il 4,5% e le cause ambientali (case e altri
datori del registro regionale dei mesoteliomi.
I sintomi che si riscontrano sono dolo-
e asbestosi” edifici “contaminati” dall’asbesto) rappresentava-
no il 4,7% del totale. A Casale Monferrato, dove è
ri al dorso o al lato del torace, difficoltà re- stata attiva fino al 1984 la fabbrica di cemento con
spiratorie, oppure, più di rado tosse, problemi nella degluti- amianto, la Eternit, di quasi 1500 vittime cinquecento non lavoravano
zione, raucedine, perdite di sangue con la tosse, gonfiori, feb- nello stabilimento. E sempre qui, ogni anno, tra le trenta e le quaranta
bre, dimagrimento, facile affaticamento, debolezza muscolare. persone si ammalano ancora. Gli esperti prevedono il picco di vittime
Basta un’esposizione a basse dosi per ammalarsi. Il mesotelio- verso il 2025.
ma può manifestarsi anche dopo 25-40 anni dal contatto. «Og- Andrea Giambartolomei
ATTUALITÀ 14 maggio ‘09
NUOVE ECONOMIE

Il mercato del baratto


Alla base dell’iniziativa “SenzaMoneta” l’idea di scambio: di oggetti. Ma anche di conoscenze

D
omenica 10 maggio, al Naturalmente, nessuno ha propo-
mercato SenzaMone-
ta in piazza Madama
Cristina, c’era di tutto:
sto cose che ritiene indispensabili:
SenzaMoneta ha soprattutto un
valore simbolico, di invito alla rifles-
TORINO QUADRATA
borse, scarpe, libri, una sveglia a sione sulle possibilità di sviluppo Un itinerario virtuale, ricco di documentazione iconografica e documenta-
forma di aeroplano, una vecchia materiale e culturale, basato sulla ria attraverso le vie del “quadrilatero”, alla ricerca delle numerose e spesso
bilancia a stadera, un cappello a cooperazione e sul reimpiego dei sconosciute tracce della Torino romana e medievale: ecco il progetto della
bombetta Borsalino. Cose ormai beni. mostra “Torino quadrata – La città romana e medievale da Augusta Tauri-
emarginate dalla comunità degli Alla manifestazione erano presenti norum a Taurinus, presentata sabato 23 maggio alle 15.30 alla Biblioteca
oggetti, escluse dalla gamma de- anche banchi “istituzionali”, come Civica Villa Amoretti di Corso Orbassano 200 (Parco Rignon) dai volontari
gli interessi dei loro proprietari, quello dell’Officina Informatica del del Gruppo Archeologico Torinese (GAT).
che qui hanno riscoperto nuove Libera, associazione torinese che Grazie a pannelli di grande formato, il visitatore potrà trovare non solo
e talvolta sorprendenti possibilità promuove i software open source informazioni e curiosità sui monumenti più celebri – come la Porta Palatina,
di impiego. e il riciclo di computers o l’associa- la chiesa di San Domenico o il Castello di Palazzo Madama – ma anche sco-
SenzaMoneta è un’iniziativa fon- zione Muovi Equilibri, con un picco- prire luoghi e reperti “minori”, quali la Casa del Senato, la Casa del Pingone,
data su un’idea semplice: il baratto. La gente può esporre ciò che lo stand per la riparazione di biciclette. Al banco del bookrossing, gli scavi archeologici sotto il Duomo, i resti di mura e torri romane, case e
vuole, al fine di scambiarlo. «In questo modo si recupera il reale al quale hanno donato libri la scuola Holden, l’Arci Bookcrossing, finestre medievali, che spesso passano inosservati nonostante siano sotto
valore dei beni, liberandolo da implicazioni commerciali e mo- la biblioteca Shahrazad e l’Oratorio di San Luigi (presenti anche gli occhi di tutti. Foto e didascalie appositamente realizzate sveleranno ad
netarie», spiega Antonio Castagna dell’associazione Manamanà, con altre iniziative) si poteva scambiare o anche solo prendere adulti e ragazzi una Torino insolita e affascinante, sempre più fragile e a
organizzatrice dell’evento insieme alla Circoscrizione 8 di Torino. un libro, con l’impegno di passarlo ad altri a fine lettura. C’erano rischio di scomparire, ma qualche volta, per fortuna, mirabilmente recupe-
«Non si scambiano solo oggetti, ma anche conoscenze, idee, opi- poi l’Agenzia Sviluppo San Salvario, la Banca del Tempo, le asso- rata.
nioni». Camminando tra i banchi si assiste alle trattative più incon- ciazioni Baretti e Documè, il circolo Pueblo, Legambiente, la Coop Nel corso dell’inaugurazione sarà presentata e distribuita la nuova Guida
suete: la signora Daniela Marchetto cede libri in cambio di parole, sociale Incontro, Mondominore Onlus, il Coordinamento Gruppi archeologica di Torino, due volumi (cm 16x23) che consentiranno al lettore
da lasciare scritte su appositi blocchetti di carta. Marco, poco oltre, d’Acquisto Solidale San Salvario e l’ong M.A.I.S. di prendere confidenza con il passato più antico della città e con i misteri
mostra soddisfatto un metro a nastro d’epoca, scambiato per una SenzaMoneta dovrebbe tornare prossimamente, forse quest’esta- che ancora lo avvolgono, accompagnandolo in una vera e propria visita
maglietta. La postazione della signora Rosanna Bivi è invece una te. Chi vorrà partecipare potrà richiedere informazioni contattan- autoguidata.
sorta di banca del baratto, dove gli oggetti scambiati che non inte- do Manamanà all’inidirizzo senzamoneta@manamana.it, o visi- L’iniziativa, realizzata con il contributo della Provincia di Torino e della
ressano vengono rimessi a disposizione per nuove permute. tando il sito www.manamana.it, oppure semplicemente frugando Fondazione CRT, è a ingresso gratuito e visitabile dal 23 maggio al 20
Come si stabilisce l’equità di uno scambio? «Non c’è una regola, nei propri armadi o nella propria mente in cerca di qualcosa da giugno 2009 con i seguenti orari: lunedì 15.00-19.55; dal martedì al venerdì
semplicemente ci si mette d’accordo, chiedendo cosa si può ave- condividere. 8.15-19.55; sabato 10.30-18.00.
re in base a ciò che si offre». spiega Lorenzo, un’altro espositore. Leopoldo Papi
15 ATTUALITÀ
maggio ‘09
ALTRI MONDI

Condominio San Paolo


L’ex clinica di corso Peschiera, da anni in disuso, è diventata la casa di profughi africani. Tra le polemiche

A
lcuni quotidiani locali titolano in modo sensazionalistico, “Il caso centro d’identificazione ed
scabbia si allarga”,“Scabbia, cresce la paura”,“Emergenza sanitaria”, espulsione), sono stati tra- 181% per la Finlandia. «Io voglio andare
“Il quartiere teme l’epidemia”, “I profughi aggrediscono il custo- sferiti nei centri di assistenza fuori», ribadisce l’anziano, sottolineando
de dei bagni”. Riportano le dichiarazioni dei politici di destra e di ai richiedenti asilo (cara) di la mancanza di lavoro. «Qui non abbia-
cittadini che proprio lì i profughi africani non li vogliono. Chissà se hanno Sant’Angelo di Brolo (Me) o mo lavoro, non abbiamo casa, non ab-
mai provato a vivere una situazione come quella di queste centinaia di so- di Bari dove hanno ottenuto biamo una vita». Sono tutti alla ricerca
mali, eritrei, etiopi che, giunti in Italia per migliorare la loro vita, continuano lo status di rifugiati o il per- di un impiego. Lo status di rifugiato
invece a vivere sotto la soglia della povertà? messo di soggiorno per mo- glielo permette, ma non basta a garantir
Ci hanno provato e ci stanno provando. Innanzitutto risolvendo un pro- tivi umanitari. Quelli ospitati loro un posto. Qualcuno l’aveva trovato,
blema primario: la casa. Si sono trovati una dimora nell’ex clinica San Pao- nel centro pugliese hanno come Mohammed che ad Alessandria
lo in corso Peschiera, da anni in disuso. Era il pomeriggio di domenica 12 trovato ad attenderli i capo- distribuiva volantini pubblicitari: «Ho
ottobre, l’inverno si avvicinava e alcuni rifugiati, con l’aiuto dei militanti rali agricoli: «Ho lavorato in lavorato in nero, ma non mi hanno an-
del centro sociale Gabrio, sono entrati nella palazzina. Le condizioni all’in- nero nei campi per racco- cora pagato. La paga bastava solo per la
terno erano già precarie, ma era comunque meglio di niente, meglio di gliere pomodori –racconta camera e per il cibo, non per mia moglie
passare le notti al freddo aspettando una soluzione dal Comune, che già Mustaf-. Per otto ore al gior- e per mio figlio», a cui vorrebbe inviare
dal 2007 aveva difficoltà a gestire il flusso di profughi in città. no mi davano 15 euro». Da i soldi. Sta ancora aspettando l’ultima
L’occupazione è una dimostrazione di forza, ma è nulla se si considerano i qui sono poi andati in altre paga: «Mi hanno detto “vieni la setti-
viaggi della disperazione che queste persone hanno intrapreso per arrivare città per raggiungere infine mana prossima”, poi “vieni quella dopo”,
in Europa.La maggior parte di loro arriva dalla Somalia,ma anche da Etiopia e Torino, con la speranza di ma io ho una moglie e un figlio», riba-
Eritrea. Le loro storie sono quelle dei loro paesi, martoriati da anni di conflitti, trovare un impiego nel polo disce. Come altri ha cercato lavoro nelle
dittature e povertà, dalle quali scappano. «Ho viaggiato per due mesi verso industriale. Uno dei dormitori dove vivono i rifugiati politici africani a Torino. Foto di Alessandro Monte agenzie interinali: «mi hanno detto che
la Libia –racconta Mohammed Farah,22 anni,somalo arrivato in Italia nell’ot- Per molti, invece, le mete so- mi avrebbero chiamato».“Il salvatore, il
tobre 2007 -. Ho speso duemila dollari. In Libia ho dovuto pagare 500 dolla- no altre: «Vorremmo andare in Finlandia, in Olanda - dice un anziano-, ma salvatore” è la risposta che molti danno all’unisono alla domanda “cosa
ri alla mafia locale, più 850 per la traversata del mare durata cinque giorni». ogni volta che qualcuno parte torna indietro perché ci hanno preso le vorreste fare?”, ma non intendono lavorare nel settore dei soccorsi, quanto
Per molti è stato un viaggio che non dimenticheranno facilmente, come impronte digitali». Mahad, ventenne, afferma che «tutti i somali vogliono in quello metalmeccanico, come addetti alla saldatura. Cercano, ma non
Mustaf, 33 anni, giunto a Lampedusa dopo un viaggio di sei mesi dalla So- andare in Finlandia, Austria, Danimarca, Norvegia…Vanno all’aeroporto trovano nulla. È difficile spiegargli che la crisi ha diminuito i posti di lavoro.
malia alla Libia attraversando Etiopia e Sudan in macchina o a piedi, o come per volare fino a qui, poi tornano indietro in Italia». L’anziano si chiede: «L’Italia è ricca, ma dove è il lavoro. Non c’è». E anche
Dik, che ricorda il suo arrivo del 10 settembre. «Sono arrivato a Lampedusa Nella Penisola, stando ai dati dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, il Sesay, etiope, 24 anni s’interroga, con moglie e figlio rifugiati in Svizzera
dalla Libia, Misratah. È stato un brutto viaggio. Siamo stati in mare sei giorni numero di richieste di asilo è aumentato del 122%, mentre la quota del- «Sono qui da cinque anni e la mia vita non è cambiata. Non me lo spiego.
e sei notti. È stato molto rischioso. Eravamo in 51 sulla barca, la Mitriss». le richieste dei somali sono quintuplicate. Questi non disdegnano Svezia, Siamo in Europa. Ho visto la Svizzera, e non capisco perché l’Italia sia così».
Dopo la permanenza nel centro di permanenza temporanea (cpt, ora cie, Olanda e Svizzera. In Norvegia il totale delle richieste è salito del 121%, Se lo chiedono in tanti, Sesay. Andrea Giambartolomei

“Le riforme di Chavez? Propaganda e anarchia”


che ha cancellato la norma costituzionale che limitava Cosa pensa della gestione statale di PDVSA (l’azien- non c’è riso, non c’è pasta, non ci sono prodotti igienici
i mandati presidenziali) Chavez ha ottenuto il 54% dei da che controlla l’estrazione petrolifera)? e sanitari. Lo Stato qui ha usurpato funzioni e attività
voti, a fronte del 46% dell’opposizione. Nel processo “Il Venezuela è un paese monoproduttore: manca un di pertinenza delle imprese private”.
elettorale precedente un’altra proposta di Chavez fu apparato produttivo diversificato, e tutto dipende dal Dunque non riconosce alcun merito a Chavez?
respinta con una maggioranza del 60%. Alle elezioni petrolio. L’amministrazione Chavez ha solo peggiorato Ad esempio nel campo delle riforme sociali e del-
regionali inoltre noi abbiamo ottenuto più del 50% dei le cose: la produzione del petrolio è passata da quasi 5 l’istruzione.
voti, vincendo 5 “governaciónes” (governi regionali) su mila barili al giorno ai 2 mila di oggi. Tutto ciò è dovu- “Se tutto ciò che racconta la propaganda chavista
24, più l’Alcaldia Mayor (il distretto centrale di Caracas) to alla mancanza di preparazione dei nuovi impiegati fosse vero, io stessa sarei chavista. Una cosa è essere
le quali, sommate insieme, rappresentano più della PDVSA inseriti da Chavez al posto di più di 18 mila di- di sinistra (e il mio partito Nuevo Tiempo segue un
metà della popolazione votante del Venezuela. Inoltre, pendenti (formati dallo Stato), rimossi dal loro impiego orientamento socialdemocratico), un’altra è soste-
l’appoggio popolare non significa che siamo in una de- per ragioni politiche. Quest’anno PDVSA non avrà i sol- nere un dittatore populista. In Venezuela la gente
mocrazia piena: sicuramente Hitler in Germania aveva di per pagare né i debiti con le imprese contrattiste, né per strada muore di fame, e la miseria è sempre più
molto appoggio popolare, ma questo non lo rendeva i bonus ai lavoratori del petrolio”. grande. Abbiamo l’80% di povertà, e si moltiplicano
Risale alle scorse settimane l’ultimo episodio che ha un democratico. Abbiamo 43 incarcerati politici trattati Le nazionalizzazioni sembrano tuttavia portare “las invasiones”, ovvero quando qualcuno costruisce
riacceso la polemica contro il presidente venezuelano come criminali comuni”. dei benefici alla popolazione. una casa per venderla e lo Stato la espropria per as-
Hugo Chavez: il processo per corruzione intentato dalla Cosa pensa delle relazioni tra Chavez e paesi come “Nella Guayana, dove ci sono attività primarie di estra- segnarla a famiglie indigenti a causa del numero in-
magistratura (“La Fiscalia”) nei confronti del leader del- Cuba, la Cina o l’Iran? zione del ferro, alluminio, bauxite, che hanno un ruolo sufficiente di alloggi. Non ci sono più fonti di impiego.
l’opposizione socialdemocratica Manuel Rosales (sinda- “Pensi solo all’invito al presi- importante nell’economia del Qui l’unico programma sociale consiste nel permet-
co di Maracaibo e governatore dello Stato di Zulia, tra le dente del Sudan Bashir, su cui paese, le imprese hanno una tere una completa anarchia, per cui ciascuno può de-
roccaforti dell’antichavismo), che ha chiesto e ottenuto pende un mandato di cattura Parla Delsa amministrazione congiunta con rubare chiunque. Non è vero che c’è un programma
asilo politico in Perù. Per il suo partito, Nuevo Tiempo, internazionale. Anche capi di aziende estere: Chavez sta con- importante di riforme sociali: le presunte “Misiones”
non si tratta di un semplice procedimento giudiziario, Stato amici di Chavez come la Solorzano, fiscando le aziende straniere, (Misiones Bolivarianas) non sono riforme sociali, ma
ma di una mossa di Chavez per “eliminare” e neutralizza- Kirchner o la Bachelet hanno senza pagare loro ciò che deve. sistemi ideati dal governo per sfruttare il denaro pub-
re politicamente il suo principale oppositore. Contattata rifiutato di sedersi al suo fian- dirigente Inoltre c’è stato un fenomeno blico. Il Venezuela sta inoltre vendendo la sua riserva
telefonicamente, Delsa Solorzano (foto sopra), dirigente co. Ci sono amicizie con tutti iniziato molti anni fa, per cui i aurea, poiché non abbiamo liquidità”.
di Nuevo Tiempo, racconta il Venezuela degli “altri”, gli i dittatori del mondo, incluso di Nuevo Tiempo, lavoratori venezuelani di queste C’è libertà di informazione in Venezuela?
oppositori di Chavez. Mugabe. Da questo tipo di imprese sono diventati azionisti, “Gli osservatori internazionali che si occupano di
Perché crede che l’accusa di corruzione a Rosales politica internazionale risul- primo partito e quindi beneficiari del prodotto libertà di espressione segnalano che qui c’è una ef-
abbia un significato politico? ta evidente che il presidente del loro stesso lavoro: ora Chavez fettiva libertà di parola. Si può manifestare il proprio
“Il procedimento contro Rosales era già stato intentato mira a costituire una specie di dell’opposizione vuole espropriarli dei loro beni pensiero e le proprie opinioni, senza essere persegui-
nel 2006: era stato giudicato e dichiarato innocente alleanza dittatoriale o, come per portare tutto nelle mani dello tati. Però si può essere perseguitati in vari modi per
per mancanza di prove. La Fiscalia oggi riapre un pro- la chiama lui, un asse politico- venezuelana Stato. Chavez vorrebbe creare un certe affermazioni. C’è una sentenza recente della
cedimento chiuso. Secondo la legislazione venezuelana economico”. paese dove non esistono impre- Corte Interamericana dei diritti umani, che segnala in
l’unica circostanza in cui si può riaprire un processo già Quali sono le vostre relazioni con gli Stati Uniti? se private. La situazione è difficile: molte aziende sono modo chiaro, con prove, i casi delle televisioni Globo-
archiviato è la comparsa di nuove prove: in questo caso “Non abbiamo relazioni dirette, poiché si suppone che in stato di bancarotta, altre se ne stanno andando dal vision e Radio Caracas Television, la prima minacciata
l’unico fatto nuovo è l’ordine di Chavez di far arrestare esse vengano mantenute dai governi e non dai partiti paese. La Coca Cola è stata recentemente minacciata di chiusura e la seconda chiusa dal governo (su alcuni
Rosales”. di opposizione. Noi non vogliamo che il mondo inter- di espropriazione. La principale industria alimentare, siti si parla però di una nuova sentenza che assolve-
Chavez ha molto sostegno popolare e ha vinto tutte venga nei nostri problemi interni: a differenza di ciò che che si chiama “Empresas Polar” è stata recentemente rebbe il governo Chavez). C’è una legge che stabilisce
le elezioni fino ad oggi. Per quale ragione dovrebbe dice Chavez, non vogliamo che vengano i “gringos” a ri- confiscata dallo Stato. Stiamo vivendo una situazione misure di censura preventiva tanto per la stampa che
perseguire gli oppositori? solvere i problemi del Venezuela; ciò che vogliamo è che in cui – considerato il fatto che il Venezuela non è un per i canali televisivi”.
“Non è come sembra. Nell’ultimo referendum (quello si sappia che da noi non c’è democrazia”. paese industriale – c’è una grande scarsità di alimenti: Leopoldo Papi e Gaetano Veninata
FIERA 16 maggio ‘09 maggio ‘09
17
DEL LIBRO
Dall’Egitto ai diritti umani, ecco il volto della Fiera
MAHFOUZ, UN READING DA NOBEL
Naguib Mahfouz (Il Cairo, 1911-2006) è stato, nell’intero arco del No-
PER NON PERDERSI NEMMENO UN LIBRO
vecento, uno dei maggiori autori in lingua araba, nonché tra i primi a La XXII Fiera internazionale del libro di Torino si tiene al Lingotto Fiere,
esplorare temi cari all’esistenzialismo europeo e fino a quel momento in via Nizza 280, da giovedì 14 a lunedì 18 maggio.
estranei alla cultura mediorientale. Ha vinto nel 1988 il premio Nobel Orario: Giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 22.
per la letteratura. La Fiera del Libro gli dedicherà un reading il 16 Venerdì e sabato dalle 10 alle 23
maggio alle 21 presso la sala Blu. Introdurrà le letture l’orientalista e Biglietto: intero 8 euro (studenti universitari: ridotto 6 euro).
scrittrice Isabella Camera D’Afflitto. Tra le opere principali di Mahfouz, Abbonamento 5 giorni: 19 euro.
che fu anche sceneggiatore, la “Trilogia del Cairo” e “Canto di nozze”. Tema: Io, gli altri. Occasione per uscire dal guscio
Paese ospite: Egitto
AL-ASWANY, IL DENTISTA OPPOSITORE
Sarà Alaa al-Aswany (Il Cairo, 1957) uno degli ospiti di maggior prestigio
della Fiera del Libro 2009. Autore del romanzo di grande successo interna-
DESIDERIO DI LEGGERE
zionale “Palazzo Yacoubian”, nonché dentista e membro fondatore del mo- Libri di artisti piemontesi saranno presentati ai passeggeri di un tram vecchio modello che
vimento politico “Kefaya” - che raccoglie un ampio spettro di oppositori al attraverserà le vie del centro. Da via Bertola alle 16 e alle 17 partirà il “tram per la lettura”:
regime del presidente egiziano Mubarak – al-Aswany è molto noto nell’in- ad ogni corsa l’attore Matteo Brancaleoni leggerà alcune pagine di due opere a chi riuscirà
tero mondo arabo fin dagli esordi. Il suo romanzo, ironica descrizione della a prendere posto sulla vettura. La partecipazione è infatti gratuita, ma riservata ai primi
moderna società egiziana, prende il nome dal palazzo nel quale lo stesso che sin aggiudicheranno una seduta. Niente posti in piedi, per questa volta.
scrittore esercitava la professione medica, nel centro storico della capitale.
Appuntamento il 16 maggio alle 18 presso la sala Azzurra. Interverranno,
oltre all’autore, Wlodek Goldkorn e Caterina Soffici.
SOUEIF E LE SIGNORE DELLA LETTERATURA LA PARITÀ AL TEMPO DELL’ISLAM
Valentina Colombo coordinerà un incontro con tre delle maggiori scrittrici egiziane, per appro- Difesa dei diritti umani e lotta per la parità tra uomo e donna sono i principali argo-
fondire la conoscenza del paese ospite da un punto di vista femminile. Ahdaf Soueif, Radwa menti e finalità delle opere di Nawal Al-Saadawi (Kafr Tahla,1931). E’ stata accusata di
Ashour e Salwà Bakr si confronteranno sabato alle 19.30, nella Sala Azzurra. non rispettare i principi dell’Islam e per questo minacciata di morte da fondamenta-
Radwa Ashour ha illustrato sessanta libri per bambini, tradotti e pubblicati in tredici paesi. E’ listi. Molti suoi libri sono stati censurati: “L’Amore ai tempi del petrolio”,storia di una
autrice di numerosi romanzi, tra cui “Gharnata”, dichiarato nel 1994 miglior libro dell’anno dal donna in una società patriarcale, è stato ritirato dalle librerie egiziane per ordine di Al
General Egyptian Book Organization. Azhar, massima autorità religiosa. La Fiera del Libro le dedica uno spazio in cui parlerà
Ahdaf Soueif (nella foto) è non solo famosa scrittrice di romanzi, “Il profumo delle notti sul Nilo” dell’emancipazione della donna nei paesi arabi (sabato alle 15, Sala Blu). Né censure,
è il più celebre, ma anche attiva commentatrice politica e culturale in riviste arabe e inglesi. né carcere, né esilio l’hanno infatti fermata nel portare avanti le sue battaglie. “Il peri-
Salwà Bakr è critica teatrale e cinematografica, autrice di opere per il piccolo schermo e romanzi. I colo ha fatto parte della mia vita fin da quando ho impugnato una penna e ho scritto:
suoi lavori sono segnati da interesse storico e politico, nonché dalla convinzione dell’importante niente è più pericoloso della verità in un mondo che mente”.
ruolo della letteratura femminile.
Pagine a cura
di Bianca Mazzinghi
e Gaetano Veninata
POLITKOVSKAJA, PER RICORDARLA UN INCONTRO CON IL FIGLIO SULLA CECENIA E IL DISONORE STUDYINPIEMONTE, DI TUTTO E DI PIÙ SULL’UNIVERSITÀ
Anna Politkovskaja venne uccisa il 7 ottobre 2006 nell’ascen- figlio di Anna. Gli interventi saranno moderati da Francesca garchi». Quest’anno il paese ospite della Fiera è l’Egitto, che Biblioteche, mense, alloggi, divertimento. Assieme a tutte riori o all’università potranno confrontarsi in quiz culturali,
sore del suo palazzo. Erano mesi che la giornalista della Novaya Sforza, inviata de “La Stampa” a Grozny. «La Politkovskaja – af- tra i suoi confini non brilla certo per rispetto dei diritti umani. le notizie utili per i giovani che hanno o stanno per intra- proporre idee per migliorare l’ambiente scolastico pie-
Gazeta, quotidiano liberale moscovita, era minacciata a causa ferma Marcenaro – è un simbolo fondamentale, la sua era una E come l’anno scorso, quando l’ospite era Israele, contro la prendere un percorso di studi universitari. Non a caso si montese, progettare nuovi mondi raccontando la propria
delle sue inchieste sulla Cecenia, le sue battaglie sul fronte dei battaglia di libertà e democrazia. Ascoltare la testimonianza presenza egiziana si levano voci che accusano d’ipocrisia gli chiama Studyinpiemonte, diventato ormai un classico visione del futuro.
diritti umani e la sua convinta opposizione all’ex presidente del figlio, prima vittima della vicenda, è giusto e importante». organizzatori («Sono scandalizzato e mi vergogno sempre di della Fiera del Libro: lo stand informerà su tutto quanto Chi deve ancora scegliere il percorso universitario potrà
russo Putin. A più di due anni dall’omicidio, la Fiera del Libro L’Italia ha molti rapporti con il governo russo e sono vari gli in- più di chi non ha il minimo di coscienza e organizza le manife- uno studente deve sapere per muoversi comodamente in chiarirsi le idee e farsi un quadro generale di ciò che la re-
di Torino dedica alla Politkovskaja un incontro per discutere, teressi in gioco. Spesso i diritti umani passano in secondo pia- stazioni a costo dei diritti umani, e di chi si riempie sempre la mezzo alle (spesso) intricate strade del mondo universita- gione offre; a chi già ha intrapreso una strada verrà data
partendo dal caso dell’autrice di “Cecenia, il disonore russo”, di no, e ciò vale anche a livello europeo. «L’Europa – sottolinea il bocca», ha commentato Gianni Vattimo sulle colonne de “La rio. E dintorni. l’occasione per dibattere con gli altri e informarsi sul mon-
diritti umani nel mondo. Appuntamento venerdì 15 maggio, senatore democratico – deve andare oltre il realismo politico, Stampa”). Marcenaro la pensa diversamente: «L’Egitto è un Il Torino Youth Centre, rete di associazioni giovanili, or- do professionale.
alle 15, nella sala Gialla. non limitandosi a vedere la Russia come un partner economi- paese complicato, al quale si possono muovere molte critiche ganizza numerose attività, mirate a mettere in contatto Nato in collaborazione con la Regione Piemonte, il pro-
Un dialogo al quale prenderanno parte Pietro Marcenaro, se- co, ma riuscendo a coinvolgerla in un discorso di democrazia». sulla politica interna, ma che si oppone fortemente all’ondata i giovani sia tra di loro sia con chi opera nel settore, per getto vuole rendere più facile la vita studentesca di chi
natore del Partito democratico e presidente della commissio- Marcenaro usa, per definire la Russia, un termine dello scrit- integralista. È un paese che, come la Russia, va contagiato de- stimolare l’interesse per la conoscenza e agevolare la dif- decide di studiare in Piemonte: “Enjoy a full life, study full
ne del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani, tore slavo Predrag Matvejevic : «Una “democratura”, un misto mocraticamente attraverso il dialogo». fusione d’informazioni. time”.
Emma Bonino, leader radicale e soprattutto Ilya Politkovskaja, di democrazia e dittatura, tra corruzione, violenza e nuovi oli- Gaetano Veninata Al padiglione 5 (ES5) gli studenti iscritti alle scuole supe- Bianca Mazzinghi
A TUTTO GUSTO 18 maggio ‘09

Una bionda dietro le sbarre


Dopo i progetti alle Vallette, la cooperativa Pausa Cafè apre una birreria artigianale al carcere di Saluzzo

N
on sono un mastro, sono solo un birraio. I mastri sono na i detenuti apriranno all’improvviso i tubi, uno dopo l’altro. Loro Il malto macinato viene cotto in acqua per un minimo di tre ore. Suc-
quelli con la barba bianca e lunga, tanta è la loro espe- hanno tutti gli stivali, per muoversi nello strato d’acqua che coprirà cessivamente viene filtrato il mosto ottenuto e bollito nuovamente.
rienza». Andrea Bertola la barba ce l’ha, ma ancora non è il pavimento, leggermente inclinato verso lo scolo nel centro per far È in questa fase che vengono aggiunte spezie, aromi e il luppolo che
bianca. È folta, nera, brizzolata di bianco e rossiccio. Pro- defluire i liquidi. definirà il grado di amaro della birra. Andrea si siede al tavolo con
mette bene però. Un po’ di esperienza, del resto, già ce l’ha. Il rumore di acqua che scorre accompagnerà tutta la “cotta”, la prepa- carta, penna e calcolatrice. «Fare birra è matematica»: funzioni e lo-
Ha iniziato, passando da cliente a produttore nel giro razione della birra. Prima fase: garitmi per dosare le diverse componenti di
di pochi giorni, al Baladin di Piozzo, poi ha fondato il concassatura dell’orzo. Appe- questa «gigantesca tisana» il cui sapore cambia
birrificio Troll a Cuneo e l’anno scorso ha conosciuto “La mia na Andrea inizia a macinare “Prossimo a seconda dei tempi di fermentazione e del bi-
la realtà di Pausa Cafè e ha scelto di venire al carcere i chicchi un odore forte ma lanciamento fra gli ingredienti.
di Saluzzo. Pausà Cafè è una cooperativa che produ- è una scelta dolce scalda l’aria, conferen- obiettivo: Il mosto sarà poi raffreddato rapidamente da
ce cacao e caffè nel carcere Le Vallette di Torino. Qui do all’ambiente ancora trop- 90 a 20 gradi e lasciato nei fermentatori per un
Andrea collabora con un gruppo di tre detenuti (vedi di vita po freddo quel tocco di fami- uno spazio periodo che varia a seconda del grado alcolico
pag. 10). «È una scelta di vita stare qui, un progetto in liarità e calore tipico dei labo- e del tipo di birra che si vuole ottenere. A Saluz-
cui credo». Il suo birrificio adesso è una stanza rica- tra mille ratori artigianali. A seconda per le barrique zo se ne producono 5 tipi: la DUI E MES, come i
vata da un blocco di cemento grigio. Tutto è grigio, del malto usato si ottiene una suoi gradi, chiara e profumata; la P.I.L.S., chiara a
fuori dal laboratorio, se si escludono una decina di difficoltà birra diversa: «L’orzo viene sotto le mura tripla decozione in stile tradizionale boemo; la
tulipani cresciuti quasi per caso nel cortile del carce- asciugato con aria forzata, a TAQUAMARI, metodo weizen ma con aggiunta
re, diradati e senza ordine. Ma all’interno le pareti so- burocratiche” seconda della temperatura di cinta” di tapioca, quinoa, amaranto, riso basmati; la
no arancioni, i fusti, le bottiglie e i materiali colorano utilizzata si decide quanto il TOSTA, birra al cacao, scura e alcolica (14°); e la
l’ambiente. chicco deve caramellare e se la birra diventerà chiara, o rossa, o scu- “nostra” CHICCA. «Il prossimo progetto è creare birre acide con lieviti
Dopo essere stati attentamente controllati, entriamo, accompa- ra», spiega il birraio-non-mastro. «Fare birra è chimica: usiamo malti particolari come si faceva una volta, oggi sempre meno, in Belgio. Si
gnati da un secondino che si occuperà di sorvegliarci tutta la gior- base per il processo enzimatico e caramellati in maniera diversa per potrebbero utilizzare i tunnel sotterranei del carcere come un’enor-
nata. Sembra che i tini siano appena stati consegnati, tanto sono rifinire il prodotto». È il giorno della Chicca, una Ale in stile inglese, me barricaia, dove far fermentare in grandi vasche le birre». Dipende-
tirati a lucido. «Fare birra è pulizia», almeno quattro ore al giorno ambrata e corposa con l’aggiunta del caffè di Huehuetenango, pro- rà dai permessi: «Fare birra è anche burocrazia», qui più che altrove.
di disinfezione di ogni apparato. E lo capiremo presto, non appe- dotto dalla cooperativa Pausa Cafè nel carcere Le Vallette. Matteo Acmè e Bianca Mazzinghi

Sfuso è meglio Dopo un anno di pausa, torna il VegFestival, la gran-

«A poco più di un mese dall’apertura


possiamo dire che l’affluenza è buona»
de festa vegetariana-vegana che si terrà dal 5 al 7
giugno al parco Le Serre di Grugliasco: cibo, musica,
conferenze, spazio bimbi ludico e didattico, spetta-
coli, il tutto all’insegna del rispetto verso gli animali
Il Festival? Facciamolo Veg
racconta Dario Vaccaneo, socio di e l’ambiente. “La festa è aperta a tutti - racconta co.uk; l’incontro “L’Italia che vorrebbero i cacciatori” Bautta, uno spazio letture e uno spettacolo di circo
Rinova, cooperativa nata dall’ente di Simona Colucci, presidente dell’Associazione no con l’analisi della proposta di legge Orsi sulla caccia acrobatico.Nello spazio bimbi, i più piccoli potran-
ricerca Ecologos, che ha creato il primo profit VegFestival - tranne che alla crudeltà. Ci rivol- attualmente in discussione al Palamento; il casting no partecipare al laboratorio di cucina vegan e ri-
negozio leggero in via Napione 37/e. giamo a tutti per spiegare i vantaggi di un’alimen- per volti nuovi sia maschili sia femminili tra i 20 e ciclo, entre i genitori potranno sperimentare diversi
L’obiettivo è quello di ridurre i rifiuti alla tazione vegetariana o vegana, che non è affatto i 30 anni, per partecipare come attori alla nuova laboratori di cucina vegan. Il ristorante, che servirà
fonte, diminuendo così il loro impatto limitativa, bensì vantaggiosa per la salute, oltreché produzione di Medea, intitolata “Aurora - The Birth prodotti del tutto privi di ingredienti di origine ani-
sull’ambiente. Col negozio leggero il per gli animali”. of a Conscience” e la presentazione delle collezioni male, con una capienza fino a 200 posti e situato al
risparmio sull’imballaggio può arrivare al Giunto alla sesta edizione, il VegFestival potrà conta- di abbigliamento, scarpe e borse in vendita presso centro del parco, verrà utilizzato per i demo di cuci-
70%. Si possono trovare -naturalmente sfusi- re su 9 spazi nei quali, del tutto gratuitamente, dalle gli stand commerciali del VegFestival (ovviamente na e per i laboratori di auto-produzione di seitan e
pasta, riso, caramelle, vino e detersivi alla 10 alle 2 di notte, verranno offerte moltissime attività: cruelty free). Nello spazio benessere, una novità: si latte. Infine, la zona esposizione, una struttura co-
spina, farine, legumi ecc. Le confezioni sono nello chalet, lo spettacolo “Extraordiner compagni” terranno le lezioni di Ashtanga Vinyasa yoga con perta di oltre 1000mq, ospiterà l’area shopping con
riciclabili e aquistabili a parte o possono con la regia di Max Gavagna; un concerto di musica Francesco Milito della scuola Yogashala di Rivoli e i prodotti 100% vegetali (cibi, bevande, erboristeria,
essere portate direttamente dal cliente. soul di Sara Berni; una conferenza su “alimentazione trattamenti di Thai traditional massage e naturopa- scarpe, vestiti, accessori, libri), il circo senza animali,
«Quasi tutti i prodotti sono a Km zero, tranne e agonismo” con Pete Ryan, personal-trainer e nutri- tia con Mara Chiapponi di Spazi Olistici. gli spazi informativi, nonché un corso di auto-cura
le spezie, tè o simili - continua Vaccaneo - per zionista sportivo, gestore del sito www.veganbody- Il tendone, spazio solitamente usato dalla scuola di per prevenire e curare i malanni dei nostri animali
ogni prodotto viene presentata una scheda building.it, Robbye Hazeler, body builder a 52 anni circo Vertigo, offrirà una mostra d’arte, la presenta- domestici utilizzando l’antica sapienza delle erbe.
dettagliata». Buona spesa “leggera” a tutti. e vegan, Peter Simpson, atleta e membro dei Vegan zione di alcuni libri, tra cui “Cuori con la coda” di En- Programma: www.vegfestival.org.
Info: www.negozioleggero.it Runners inglesi www.veganrunners.makessense. rico Moriconi e “Confessioni di un cannibale” di Yuri Elena Rosselli
s.r.
maggio ‘09
19

A TUTTO GUSTO
Tutti i segreti per un buon kebab
Il tipico piatto mediorientale non è soltanto un prodotto industriale. “Futura” è andata a provare quelli doc

K
ebab, ma anche kebap o kabab: soffuse e l’atmosfera intima in via Carlo Al-
se l’origine è persiana, la caratteri- berto 16 bis c’è il Kirkuk Café. A gestirlo è

Stasera tutti a cena in Macelleria


stica carne allo spiedo verticale è
nata in Turchia, mentre in Grecia si
produce il Gyros, un piatto simile di carne
Fouad, un curdo dell’Iraq che racconta: «Io,
mio fratello e mio cognato siamo originari
di Kirkuk: i curdi non hanno uno stato, ma
di maiale. Negli ultimi anni il döner kebab sono presenti in Iran, Iraq, Turchia e Siria. Pese, affettatrici, ganci e banco di marmo: tutto gustose, vale a dire le più grasse, come la costata.
alla turca ha preso sempre più piede nelle Vengo da una famiglia di ristoratori e ho parla di carne, alla “Macelleria ristorante” di via Ecco perché sul nostro menù ho pensato di
città europee e spesso i “kebabbari” ven- sempre avuto la passione per la cucina. Bava 2H. Aperta nel maggio del 2005 da Roberto stampare una mappa dei tagli, per incuriosire e
dono prodotti molto simili, importati da La nostra attività è nata nel 1996 e dopo Ferraro, negli ambienti di una storica macel- invogliare la scelta di piatti diversi ».
grandi aziende tedesche e francesi. i cinesi in pratica siamo stati il primo risto- leria di Torino, attiva fino agli anni Settanta, il Con il filetto salsato alla Voronoff con senape,
A Torino c’è chi ha scelto di produrlo arti- rante etnico a Torino». ristorante è stato trasformato in un locale caldo panna, worchestershire sauce e cognac, che Fer-
gianalmente. Come Demir, turco doc che Anche il suo kebab è diverso da quello ed elegante. raro consiglia, la carta della Macelleria propone
dal 2003 gestisce con la moglie e alcune delle multinazionali: «Il loro, spesso di vi- Vi dominano il rosso e il nero, accostati alle grigliate (a 22 euro circa), antipasti (da 10 a 18
giovani dipendenti un elegante chiosco in tello e tacchino, costa 5 - 6 euro al chilo. superfici venate dei marmi, e alle pareti lavagne euro), primi a base di o senza carne (da 10 a 12
legno e vetrate in piazza Adriano 6, oltre a Basta mettere su il cono ed è praticamente che raccontano di ricette e tradizione, sotto euro) e crudité varie. In aggiunta, menù piemon-
un negozio in via Mameli 12 e un labora- pronto. Il costo è la manodopera e nel no- forma di parole e bozzetti. tese a 36 euro e menù argentino a 48 euro.
torio per produrre il kebab. stro caso non c’è gran margine di guada- « Ho cercato di ricreare l’ambiente della macelle- Completano gli abbinamenti etichette di vini
Spiega Demir: «Le nostra carni sono pie- gno. Noi usiamo carni italiane: un fornitore ria sfruttando il gusto estetico dell’interior desi- nazionali ed estere, da segnalare le piemontesi
montesi, vengono da Cuneo e da Asti e di Torino ci porta agnello e vitello fresco gn, campo in cui mi sono specializzato – racconta come i “grandi Barolo” o il Barbaresco, passando
sono macellate secondo il rito islamico almeno 4 volte alla settimana: ne prendo Roberto Ferraro, che dal 1995 lavora anche e per i rossi toscani dai profumi intensi e pene-
per cui non c’è il sangue e sono più buone. poco per volta e lo faccio marinare». soprattutto come arredatore nella progettazione tranti, come il Brunello di Montalcino e il Chianti
Il kebab lo prepariamo nel laboratorio con Ma come si fa un kebab artigianale? Fouad di interni nonché nella realizzazione di lavori classico; fino agli champagne dalle bollicine
le nostre mani. Per mantenerlo morbido si non ha potuto dare la ricetta precisa, ma presso cantieri e laboratori artigiani – Ho sempre bianche e rosate.
usa il grasso di vitello perché quello mon- spiega: «La carne, di vitello e d’agnello, avuto la passione per la carne e sognavo di apri- Giovanna Boglietti
tone è troppo difficile da trovare». va marinata per uno-due giorni con olio, re un ristorante a tema, così è stato ».
La differenza tra il kebab di Demir e quello aceto, pepe nero e sale. Poi va messa sul- Nella sua Macelleria, alla particolarità de-
industriale è evidente dal primo assaggio. lo spiedo verticale, finché le fettine non gli interni si uniscono ricercatezza nell’ac-
Pure il servizio è diverso: non solo il panino formano un cono. Solo a impilarla ci vuole costamento enogastronomico e leggerez-
e il rotolo, ma anche i piatti con verdure, più di un’ora. E la serviamo con riso, grano, za dei sapori e non si trascura mai la carne
yogurt e riso turco, oppure l’iskender ke- mandorle, yogurt, crema di ceci: in tutti i di alta qualità: « Serviamo carne di ogni
bab, una versione con dadini di pane, bur- modi». scelta: carpaccio classico, coreano, tartare
ro caldo, pomodoro e patatine. E per chi Il gestore del Kirkuk ci tiene molto a ricor- di manzo, maiale, cavallo, agnello, pollo,
volesse qualcosa di diverso si può provare dare quanto la cucina mediorientale non filetti tenerissimi al caffè; fino al Wagju,
una çorba (zuppa) di lenticchie rosse, ci- sia soltanto kebab: «C’è ben altro, come il vitello giapponese massaggiato a birra
polle, pomodoro, patate e olio d’oliva. An- Zareshk Plaw: un riso con ribes, spezza- e al dolce siciliano Mpanatigghie, a base
che i dolci, spesso assenti nei chioschi dei tino di pollo, uvetta, mandorle zafferano e di carne e cioccolato – continua Ferraro
kebab, sono un punto forte: come i seker- sugo di verdure». – Carne cucinata in vario modo e di diver-
pare, paste frolle con mandorle, pistacchi, La scelta delle bevande è ricca: si va dal sa provenienza, per lo più piemontese e
burro, uova e sciroppo di zucchero. té alla menta o al cardamomo allo yogurt argentina, irlandese, brasiliana, ma prima
Il locale, tra la strada e il verde, è molto da bere con sale e menta, ai numerosi vi- di tutto carne buona ».
accogliente e l’atmosfera è rilassata e pia- ni libanesi, armeni e greci. Per finire c’è il In Piemonte, va sottolineato, i tagli prefe-
cevole, specie d’estate. «La clientela è per classico caffè alla turca. Il locale è sugge- riti dettano un gusto a parte: “niente coda
lo più di giovani e famiglie, quasi tutti ita- stivo e tranquillo (ma più affollato nel fine alla vaccinara”, tanto filetto, su suggeri-
liani. Non abbiamo alcolici, per maggiore settimana). Il colore azzurro è dominante, mento la “costata di manzetta prussiana”.
tranquillità più che per motivi religiosi», con lampade, piastrelle e tappeti turchi e « Invitiamo i clienti ad assaggiare tagli
racconta Demir. iraniani. Per chi cerca un’esperienza parti- diversi – precisa – Il filetto è la parte più
Per chi preferisce un ristorante dalle luci colare c’è anche la sala coi tavolini bassi. conosciuta del bovino, la più piccola e
Nicola Ganci la più magra, ma esistono altre parti più

“La salute parte anche dalla bistecca”


Sergio Capaldo è un medico ve- Racconta Capaldo: «Dal collega bovini e al modello produttivo per una carne che abbia gusto
terinario che, dopo aver vissuto e maestro Umberto Locori ho della carne. e salubrità è altrettanto impor-
dieci anni a Torino, si è trasferito imparato come riconoscere gli Pertanto gli animali devono tante l’alimentazione dell’ani-
a Fossano per dedicarsi al settore uccelli, le piante e le stagioni: essere femmine o castrati di male, che dopo lo svezzamento,
agricolo. Da lui e da circa venti cose che vedevo, ma che in realtà razza piemontese iscritti al libro sempre secondo i requisiti voluti
allevatori è nata cinque anni fa non avevo mai guardato, ma genealogico. Le vacche e i vitelli da Capaldo, può essere costituita
“La Granda”, un’associazione nata anche a parlare coi contadini, di questa razza hanno infatti una soltanto da fieno di prato stabile
per rilanciare la razza bovina spesso isolati, per insegnare loro carne particolarmente buona e (cioè tante varietà di colture, a
piemontese e il consumo di carne la professionalità e non solo il pochi grassi, in prevalenza insa- rotazione), mais, orzo, crusca e fa-
di qualità. guadagno, per produrre la quali- turi. Sono riconoscibili per il loro vino. Niente vitamine, integratori
Quasi tutti i produttori proven- tà. Mi ha insegnato cosa vuol dire manto grigio chiaro o di color o prodotti estratti con procedi-
gono dal Coalvi, il Consorzio avere responsabilità e impegno, frumentino (beige) e la lingua menti chimici, dunque.
di Tutela della Razza Bovina una cosa che va oltre la laurea». nera. I maschi, invece, sono un po’ E oggi il marchio La Granda,
Piemontese e dall’ insegnamento Gli allevatori de La Granda si più scuri, in particolare intorno ospitato da Eataly, è anche un
del suo fondatore, Francesco sono rivolti a una fetta di merca- agli occhi. presidio di Slow Food.
Delfino. to attenta alla provenienza dei Ma la provenienza non è tutto: g.b
n.g
ATTUALITÀ
ATENEO 20 maggio 09

Ritornare alla scienza


Il preside della facoltà Conte: “Dal 2006 abbiamo recuperato gli iscritti persi in quindici anni di crisi”

N
egli ultimi 15 an- lare la partecipazione e far capire
ni Europa e Stati che tutti ce la possono fare, aiutati
Uniti hanno visto
dimezzarsi il nu-
mero degli iscritti alle facoltà
anche dai corsi di approfondimen-
to che organizziamo».
Ma se da un lato si incentiva, dal-
Grugliasco, oh cara...
scientifiche. Dal 2006, la ripre- l’altro si taglia. Lei è stato consi- Studenti e professori della Facoltà di Scienze matematiche,
sa: anche la Facoltà di Scienze gliere comunale, vicepresidente fisiche e naturali sono d’accordo: il nuovo campus di Gruglia-
matematiche, fisiche e na- della fondazione Teatro Regio sco s’ha da fare. Il prima possibile. Ma da una parte e dall’altra
turali di Torino ha avuto un e ora è preside. E’ vissuto da en- sono molti i dubbi sollevati. La questione riguarda un’area di
cambio di tendenza. Il preside Accanto: l’area trambe le parti della barricata. 115 mila metri quadri, compresa tra la ferrovia e via Torino,
Alberto Conte spiega l’inver- di Grugliasco Come giudica i tagli all’istruzio- che ospiterà tutta la Facoltà – aule e uffici – oltre a un centro
sione del trend e l’importanza del nuovo ne? commerciale. Il bando per il progetto definitivo sarà lanciato
della scienza per lo sviluppo campus «Si pensa che siano i più indolore, a giorni e i lavori saranno pagati anche con la vendita delle
dei paesi. della facoltà ma cultura e istruzione sono inve- vecchie sedi.
Come vi siete mossi per fer- di Scienze Mfn. stimenti strategici per il futuro». Gli studenti apprezzano l’idea di avere tutta la Facoltà in
mare il calo delle vocazioni In alto: Alberto La scorsa riforma, quella che ha un solo campus, ma secondo loro lo spazio a disposizione è
scientifiche? Conte, preside introdotto il 3+2 che risultati ha insufficiente. Spiega Matteo Piolatto, membro del collettivo
«I nostri governi hanno a lun- della facoltà dato? sudenti: «Nel 2000 il progetto prevedeva un’area molto più
go fatto finta di niente ma da «Non buoni. I primi tre anni avreb- vasta, che oggi, per vari motivi, è stata ridotta a 115 mila metri
un paio di anni hanno cambiato politica. Cina bero dovuto fornire una prepa- quadri. Questo spazio è insufficiente per tutti gli edifici previ-
e India hanno capito prima quanto è impor- razione adeguata per entrare nel sti, e inoltre non si è pensato a costruire collegi universitari».
tante investire in nuove tecnologie». crisi delle vocazioni scientifiche? mondo del lavoro, ma la quasi tota- Non è d’accordo Luigi Busso, docente di Fisica sperimentale e
Adesso imitiamo noi la Cina? «Sì, potrebbe favorire la ricerca di un impiego im- lità degli studenti prosegue negli studi». membro della commissione edilizia: «Lo spazio è un pro-
«Nel 2002 ero a Pechino al congresso dei matema- mediato e ritorni economici. Lo vedremo valutan- Non pensa che un ulteriore incentivo potrebbe blema, ma sarà risolto costruendo edifici un po’ più alti del
tici. Un dirigente cinese spiegò che stavano pun- do le iscrizioni 2009-2010». essere svecchiare il corpo docente: giovani più previsto. Secondo noi i collegi non sono necessari: gli studenti
tando tutto sulla formazione scientifica per svilup- In concreto che cosa è stato fatto? esperti in nuove tecnologie, nuovi media. possono alloggiare a Torino e giungere al campus in pochi
pare il paese. Ora lo abbiamo capito anche noi». «Il progetto “Lauree scientifiche” stanzia fondi per «Certo, ma i concorsi sono bloccati. In più c’è minuti. Quello che preoccupa noi docenti, piuttosto, sono i
Perché questa crisi? invogliare gli studenti a iscriversi. La Regione sta l’emorragia dei pensionamenti anticipati. Abbia- tagli. Siamo disponibili ad ascoltare le richieste degli studenti,
«La vita dura in alcuni paesi porta alla ricerca di un per approvare una direttiva che aumenterà del mo molti ambienti giovani con ricercatori e dotto- ma non dobbiamo perdere questa grande opportunità».
futuro soddisfacente. Da noi l’impegno è venuto 20% le discipline scientifiche nei programmi delle randi, ma la politica per il reclutamento è restrittiva Gli incontri stanno già avvenendo e presto si vedrà con quali
meno ed è un rischio mortale per la nostra socie- superiori. I risultati sono stati formidabili». e l’invecchiamento è inevitabile. In questi casi, la risultati.
tà». La conoscenza dunque come stimolo? matematica è inesorabile». Giulia Dellepiane
La crisi economica potrebbe quindi risolvere la «Con convegni e conferenze cerchiamo di stimo- Bianca Mazzinghi
21 ATTUALITÀ
maggio ‘09 DONNE & SALUTE

Sul corpo delle ragazze


Maria Rosa Giolito, ginecologa, racconta della sua esperienza per diffondere la contraccezione

M
aria Rosa Giolito, 55 anni, è gi- pienezza dello scambio tra due corpi c’è usano come tutte perché la conoscono di «Come assessorato alla Sanità, abbiamo Maria Vittoria e Sant’Anna di Torino, non
necologa della Asl 2 di Torino. differenza». più. E meno male che la usano. Sono tutti fatto un protocollo sulla contraccezione dovrebbero esserci problemi».
Si occupa del coordinamento Ci si sente meno uomini se si usa il pre- aborti risparmiati o figli non desiderati. In di emergenza che è stato inviato a tutti i Le novità in campo di contraccezione?
regionale dei consultori fami- servativo? Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito pronto soccorso. Per esempio, non bisogna «Cerotto e anello vaginale sono solo altre
liari in Assessorato Sanità della Regione «No, la cosa più frequente è “non sentire”. Io è un farmaco da banco, lo compri come pagare il ticket, è stata fatta una richiesta vie di somministrazione. Come il cerotto
Piemonte. dico spesso negli incontri sulla sessualità fosse acqua di colonia perché non si corre all’ordine dei medici affinché non si possa che rilascia ormoni per via transcutaneo,
Conferma che l’uso dei contraccettivi or- che bisogna imparare ad usarlo quando si nessun rischio.» fare obiezione di coscienza(giuridicamente così l’anello vaginale una volta inserito».
monali, come la pillola, in Italia è scarsa? è da soli perché poi per l’imbarazzo non Ma rientra tra i metodi contraccettivi? fondata solo nei casi di aborto e di alcuni Quale contraccettivo consiglia di usare,
«Sì, questi metodi come la pillola arrivano lo si usa». «No, è una contraccezione di emergenza, casi di procreazione assistita, ndr). I medici ormonale o altro?
al 18-19% della popolazione adulta in età Parliamo di pillola del giorno dopo: al- nel momento in cui fallisce il profilattico». si appellano alla clausola di coscienza, ma «Il profilattico. Nel momento in cui si ha una
fertile, molto bassa rispetto ai paesi del cune statistiche dicono che le giovanis- Ci sono stati problemi per avere queste devono comunque garantire in tempo rea- relazione stabile ed è accertato che non ci
nord Europa dove la percentuale è intorno sime, sotto i vent’anni, la usano molto. pillole in Piemonte, come in altre parti le che ci sia un collega che la prescriva al siano malattie sessualmente trasmesse, la
al 48%». E’ vero? d’Italia dove i medici hanno fatto obie- loro posto. Nei consultori familiari e in tutto contraccezione ormonale».
Perché? «Questa è una bufala. Le giovanissime la zione di coscienza? il Piemonte, ma in particolare all’ospedale Laura Preite
«A tutt’oggi c’è una scarsa conoscenza e
molti pregiudizi, non solo nella popolazio-

Ecco la mappa dei consultori dell’Asl To 1


ne, ma anche tra i medici. Il pregiudizio che
la pillola potrebbe far male non ha nessun
supporto di tipo scientifico. La si usa da 49
anni (è nata nel 1958 e commercializzata
negli Stati Uniti due anni dopo) ed è tra i
farmaci in commercio più studiati. Non è ri-
schiosa per la vita delle donne, se non c’è in
atto un carcinoma o un rischio di trombosi
venosa profonda.
In Italia c’è un ritardo culturale enorme. In
Italia il divieto di vendere la pillola è stato Centro e crocetta
abrogato solo nel 1976. Il codice Rocco, Via S. Secondo 29 bis
vietava l’uso degli anticoncezionali poi è Tel. 011 5662161
venuta la legge 405 del 1975 con cui so-
no stati istituiti i consultori familiari e che Santa Rita, Mirafiori Nord
dovevano informare sugli strumenti con- Via Beltono 1
traccettivi. Ancora oggi la Chiesa considera Tel. 011 70953728
peccato usare i metodi anticoncezionali
che non siano naturali». San Paolo, Cenisia, Pozzo Strada
Forse l’opinione del Vaticano interessa Via Monte Ortigara 95
meno le nuove generazioni che sono Tel. 011 7095722
ampiamente secolarizzate? Via Avigliana 33
«Sì, ma il passaparola dell’amica, la mamma Tel. 011 4476066
che è contraria, hanno molta influenza».
La pillola ha, però, degli effetti collate- San Salvario, Borgo Po
rali? Via Petitti 24
«Gli effetti collaterali possono essere un Tel. 011 5665825
aumento dell’appetito, ritenzione idrica. Se
parliamo dei dosaggi nuovi, a basso conte- Nizza, Lingotto, Filadelfia
nuto ormonale, 15-20 mg di etinilestradio- Via Ventimiglia 112
lo (un ormone di sintesi della famiglia degli Tel. 011 5665302
estrogeni, ndr), ci sono meno controindica- Corso Corsica 55
zioni». Tel. 011 5665033
E il calo del desiderio?
«E’ una delle questioni più complesse, un Mirafiori Sud
discorso molto articolato, difficile anche da Via Candiolo 79
studiare». Tel. 011 6067031
Il mancato uso della pillola la preoccupa?
«La cosa più preoccupante, in particolare Per un elenco completo visitare il
tra i giovani, è che non si utilizzi il profilatti- sito: http://www.regione.piemon-
co e che, come gli adulti, si pratichi il coito te.it/sanita/program_sanita/index.
interrotto considerandolo un metodo con- htm
traccettivo. Il profilattico protegge anche
contro le malattie sessualmente trasmissi-
bili che sono più diffuse nella fascia di età

Il pillolo che non c’è


tra i 15 e i 24 anni. C’è da precisare che tra i «Gli uomini hanno I culturisti, per
giovani l’infezione più diffusa non è l’Aids». scaricato sulla esempio, prendo-
E perché il profilattico è poco diffuso tra donna il problema no testosterone
i giovani? della contracce- ma subiscono
«Bisogna dire, che il profilattico è più utiliz- zione, caricandola danni alla prosta-
zato dai giovani che dagli adulti. È conside- di tutti i problemi legati alla riproduzione. Anche «A zero. È difficile trovare un metodo contraccet- ta e al metabolismo. L’unico metodo di contrac-
rato poco romantico e l’adolescenza è una quando l’uomo è sterile si fa la procreazione in vi- tivo ormonale efficace, che inibisca la produzione cezione maschile che non sia il preservativo, è la
fase in cui il romanticismo è fondamentale. tro, scaricando sulla donna il problema». Lamberto di spermatozoi ma non renda impotenti. Il “pillolo” vasectomia cioè la resezione dei “deferenti” che
Tra i 15 e i 20 anni ci si considera invulne- Coppola, andrologo e professore di semiologia sperimentato in Italia nel 2005 ha creato problemi. sono quei dotti che trasportano gli spermatozoi. Ci
rabili, la sensazione è che tanto a me non presso la facoltà di biologia dell’università del Sa- Non c’è nessun farmaco in vendita attualmente.» sono tecniche innovative, in microchirurgia, non è
capita, al più capita all’amica o alla cugina lento spiega la contraccezione al maschile: «Oggi un intervento invasivo ed è reversibile.»
ma a te no, non pensi al rischio». l’uomo ha ancora problemi ad usare il preservati- E il “pillolo cinese”, cioè la notizia di pochi giorni fa In Italia, però, diversamente da altri paesi, per
Qual è l’atteggiamento maschile? vo. Sono gli uomini over 40 a fare più resistenza che alcuni ricercatori cinesi starebbero sperimen- esempio gli Stati Uniti, la vasectomia è poco
«Di resistenza. È molto diffuso. Se tu riduci mentre i ragazzi lo usano, anche perché le ragazze tando iniezioni di testosterone? diffusa. Manca una regolamentazione organica,
la sessualità alla sola genitalità, cioè a un lo pretendono.» «È l’uovo di colombo, sappiamo che il testostero- nonostante diversi progetti di legge siano stati
“incontro tra due genitali”, forse si sente di E per il famoso “pillolo”, a che punto della speri- ne inibisce la spermatogenesi (la produzione di avanzati.
meno, ma se la sessualità è vissuta nella mentazione siamo? spermatozoi, ndr) ma ha molte controindicazioni. l.p.
GALLERY 22
MODA/TENDENZE maggio ‘09

Da Berlino con passione


Nell’atelier di via San Francesco da Paola si creano abiti tra streetwear tedesco e gusto italiano

R
otoli di stoffa appesi, come quadri, alle pareti. Fogli bianchi che in Germania è un’isola multi-culturale. Questo ci permette di
aspettano di essere macchiati dal colore dei modelli disegnati personalizzare la nostra produzione ».
per la nuova stagione. Aghi, fili e forbici dappertutto. Produzione che nasce dai rotoli di tessuto dell’atelier e che ar-
L’atelier di Judith Hohnschopp e Julia Buttkewitz si presenta così: riva direttamente al negozio: « I nostri modelli artigianali non
una bottega operosa, racchiusa in un vecchio palazzo di via san Fran- sono confezionati in stock, ognuno è un modello a sé – precisa
cesco da Paola 29, che si anima di chiacchiericci o del ticchettio delle Judith – Il nostro campionario è piccolo e i metraggi dei tessuti
macchine da cucire e che profuma del caffè del mattino. limitati; in questo modo i vestiti hanno solo quattro modelli per
Judith e Julia creano e confezionano qui, con l’aiuto di altre tre ragaz- taglia e possono essere ricreati con materiale sempre nuovo ».
ze torinesi, gli abiti che tutti conoscono e possono acquistare – a Torino Si aggiungono poi le creazioni di Simone Mussat Sartor, il de-
- nel loro negozio di via delle Orfane 30, “Born in Berlin”. Un nome che signer che supporta le ragazze nella lavorazione dei cappotti e
ricorda le loro origini tedesche e lo stile che caratterizza la
loro linea di moda.
«Io e Julia abbiamo frequentato, all’Università di Berlino, il
corso di Fashion Design e abbiamo imparato sia il cucito che
il carta-modello e lo stilismo – racconta Judith – Siamo arri-
vate a Torino per caso, dopo aver vinto una borsa di studio
per una collaborazione di sei mesi in un’azienda di moda
della zona. C’erano molte prospettive di lavoro; così, dopo
due anni, siamo tornate per aprire un’attività in proprio, che
abbiamo inaugurato nel gennaio del 2005. A novembre
è nato, invece, il nostro primo punto vendita a Berlino, ma delle giacche in pelle e l’estro del fumettista Michele Liuzzi, che crea le
pensiamo già ad altre sedi ». stampe e i disegni da imprimere sui tessuti, ispirati per questa primavera
Da quattro anni “Born in Berlin” propone al pubblico tori- alla linea “Born in Berlin gets the train”. I prezzi vanno di conseguenza e
nese capi nati dalla fantasia delle ragazze: « La nostra è una rientrano fra i 20 e i 400 euro. Dice Judith: « Le magliette costano 40 euro,
clientela giovane, che si aggira per lo più sui trent’anni. Ma 75 le gonne, 130 i pantaloni. La nuova linea offre anche vestiti leggeri;
anche i giovanissimi, spesso con i genitori, trovano articoli di un mix di chiffon, cotone grezzo e jersey; colori non-colori come bianco,
loro gusto – spiega Judith – La nostra forza sta, infatti, in un beige, verde militare, marrone, nero, un po’ di fucsia. A settembre svende-
abbigliamento facile; adattabile sia al giorno che alla sera; remo tutti i capi rimasti e i prototipi a prezzi ridotti da “You You”, il negozio
mai classico, ma casual, ispirato alla strada ». Una linea che di abbigliamento di piazza Vittorio Veneto 12/f, e coglieremo l’occasione
le due stiliste amano definire “fuori moda”, come motiva Ju- per fare festa con un dj. D’altronde, la nostra avventura torinese ci sta
dith: « Noi realizziamo ciò che ci piace, studiamo quello che regalando davvero tante soddisfazioni».
sentono le persone, ci ispiriamo alla nostra città, Berlino, che Giovanna Boglietti

Lo charme irresistibile del vinile L’arte della maglia


questo tipo di mercato. «Gli acquirenti sono molto eterogenei: ven- Lavorare a maglia è tornato di mo- muovendo l’inclusione della città
gono sia giovani appassionati che collezionisti adulti; sia ragazzi che da. Si moltiplicano i circoli, gruppi nella vita delle nostre collezioni
comprano solo perché adesso è di tendenza, che dj alla ricerca di di amiche e, anche qualche uomo, tra cui un’ importante collezione di
qualche “chicca”». A parlare è Marco Carretta, che della sua passio- che si organizzano per sferruzzare tessuti. È nata così l’idea del Knit
ne per il vinile ne ha fatto un lavoro, aprendo un negozio in via Po in compagnia. Fare la maglia è Cafè, anche dall’esperienza di altre
specializzato soprattutto nella vendita degli LP. Ha chiamato la sua un’attività che si può svolgere in gallerie all’estero». L’iniziativa ha
attività “Materiale resistente”,e il nome non poteva essere più azzec- solitaria o un rito sociale antico da avuto molto successo, sono circa
cato. Perché il fascino che il vinile esercita ha resistito al passare del condividere in compagnia. Negli 60 le donne che vi prendono parte
tempo. Anzi, gli anni forse hanno addirittura giovato. Stati Uniti negli ultimi anni fare a e si pensa di ripetere l’esperienza
Se fino a un decennio fa le case discografiche producevano so- maglia è tornato ad essere molto e proseguirla durante l’estate. Il
lo cd, adesso molti artisti fanno uscire i propri lavori anche nel popolare e sono lavoro a ma-
supporto antico. Magari in tiratura limitata, ma al microsolco aumentate del glia creato dai
non rinuncia più nessuno. Questo perché in un momento dove il 150% le donne partecipanti, una
mercato della musica è in forte crisi, anche (ma non solo) a causa che lo praticano. coperta di circa
Quando agli inizi degli anni della pirateria e di internet, solo Ma cosa serve per quattro metri per
’90 le case discografiche han- la vendita dei long playing è incominciare? quattro ispirata
no iniziato progressivamente
ad abbandonare la produzio-
ne del vinile per continuare
Giradischi tecnologici in costante crescita. Nel 2007
in Italia l’aumento è stato del
250%. Un dato sorprendente e
Un paio di ferri e
qualche rotolo di
lana per partire e
alle suggestioni
scaturite dalla
visita di Palazzo
solo quella in compact disc, Il ritorno del vinile sulla scena ha reso necessario per in controtendenza per l’indu- poi, la pazienza di Madama, sarà
sembrava essere definitiva- le nuove generazioni riscoprire il giradischi. Se ne stria discografica, sempre più qualcuno che in- esposta a natale
mente tramontata un’epo- producono ancora e di qualità sempre migliore. Ma in crisi. segni i rudimenti e rimarrà nella
ca. Invece, dopo un periodo per chi volesse invece salvaguardare le tracce dei pro- Gli estimatori dell’LP preferi- della tecnica. collezione del
di buio, il vinile sta vivendo pri vecchi e spesso rarissimi dischi, adesso è possibile scono combattere con puntine Un’originale ini- museo civico.
un’inaspettata seconda gio- trasformare in formato digitale le canzoni passandole e solchi piuttosto che inserire ziativa è in corso Prossimo
vinezza. direttamente dal vinile al computer. Molti giradischi nello stereo un freddo cd. E non a Palazzo Mada- appuntamento
“Inaspettata” forse non è pro- moderni hanno infatti un’uscita usb che, con l’ausilio solo per un fatto di romantici- ma, il Kint Café. è il 6 giugno. La
prio il termine adatto, perché di un programma, permette di trasformare la traccia smo, ma anche per una questio- Ci si ritrova ogni partecipazione
il buon vecchio LP ha sempre in mp3. Ma da un po’ di tempo c’è anche un sistema ne più squisitamente tecnica. primo sabato è gratuita ma è
avuto una schiera di aficio- che permette di saltare un passaggio. Si vende infatti «Il vinile ha una qualità audio del mese, e si fa a maglia insieme. I necessario prenotare telefonica-
nados che non l’hanno mai un giradischi che trasforma da solo le canzoni del vec- nettamente migliore rispetto al ferri è necessario portarli da casa, mente (tel. 0114429911), anche
abbandonato. Ma adesso il chi LP in formato digitale, e permette poi di salvarle compact disc, che però va sup- n.6 e 7, mentre la lana è fornita dal con un buon anticipo. Al gruppo e
mercato si è allargato e a ri- su una normale chiavetta attraverso un’uscita usb. E’ portata con un impianto ade- Museo e offerta dall’ Antica Fabbri- all’iniziativa è dedicato anche un
chiedere i 33 giri non sono il famoso “Doctor sound” tanto pubblicizzato in tv. E’ guato», spiega Carretta. L’unico ca Passamanerie Massia Vittorio. blog: http://madamaknit.blogspot.
più solo i 40-50enni malati del un’ottima trovata e non costa molto, intorno ai 150 svantaggio rispetto al cd è che Carlotta Margarone, assistente com/. Per chi volesse continuare a
rock anni ’70, appassionati di euro. Ma basta farsi un giro in rete per vedere che c’è si usura prima. Ma in fondo conservatore per l’arte antica al sferruzzare in compagnia in città,
Jimi Hendrix o della Premia- anche chi non lo sponsorizza affatto, lamentandone anche quel suo fruscio incon- museo civico racconta come è ci sono vari gruppi attivi anche sul
ta Forneria Marconi. Anche i difetti e la scarsa funzionabilità. Insomma, come fondibile fa parte del fascino nata l’idea: «Volevamo invitare le blog: http://knitaly.blogspot.com/
giovani e giovanissimi hanno sempre, valutate attentamente. immortale del long playing. persone a vivere i nostri spazi, pro- Laura Preite
ricominciato ad interessarsi a Valerio Pierantozzi
GALLERY
maggio ‘09
23 CINEMA

Al cinema per ascoltare


Il Massimo propone una no-stop di dieci ore a base di film ispirati dalle armonie contemporanee

D
ieci ore no-stop di musica e cinema. Il città, contemporanea e tradizionale. Lo spettatore fia del cantante e si concentra sugli ideali panafri- Casablanca di oggi. Il titolo deriva dalla fusione di
Massimo, in via Verdi 18, sabato 30 mag- si immerge nell’hip hop, nella street music, nella cani di Marley, che sono stati al centro dell’evento. “Marocco” e “rock” e in particolare la musica simbo-
gio offre una rassegna ininterrotta di film breakbeat. Ma in particolare Akin descrive con A seguire c’è Retour a Goree di Pierre-Yves Bor- leggia il difficile passaggio dall’innocenza dell’in-
di ispirazione musicale contemporanea. maestria la tradizione kurda, i dervisci danzanti e geaud (2007). Il film tratta del viaggio di Youssou fanzia all’età adulta.
L’iniziativa, a causa dei tagli alla cultura, è l’ultima i due grandi della musica popolare Sezen Aksu e N’Dour alla ricerca dei figli musicali della diaspora Ultimo film della giornata, U-Carmen e Khayelitsha
della rassegna cinematografica Mondi lontani/ Orhan Gencebay. Il vero protagonista però è il suo- nera, causata dallo schiavismo, che è durato dal XVI di Mark Dornford-May (2005), alle 22.30, è stato
mondi vicini, organizzata dal Centro Interculturale no della città che - fatto di musica, claxon, sirene, al XIX secolo. Il titolo fa riferimento a Goree, isola- definito “una Carmen sudafricana con libretto in
della Città di Torino in collaborazione con i CTP uccellini, voci – guida lo spettatore alla scoperta carcere da cui partivano le cosiddette navi negriere. lingua xosa”. Ambientato nella baraccopoli di Cape
“Braccini”, “Saba” e “Parini”, il Museo Nazionale del del battito del cuore di Istanbul. Youssou N’Dour partirà da Dakar, nel suo Senegal, Town, mescola recitativi originali, musiche di Bizet
Cinema, l’Unitre (Università della Terza Età), l’Asso- Il film-documentario Africa Unite, di Stephanie e viaggerà in giro per il mondo fino a New Orleans, e ritmi tradizionali sudafricani, offrendo uno sguar-
ciazione Asai e il Cinecircolo “L’incontro” di Colle- Black (2008), alle 16.30, è un viaggio nella musica e nel cuore degli Stati Uniti d’America. do inedito sul Sudafrica post-apartheid.
gno. nella cultura reggae, incentrato sul grande concer- Marock di Laila Marrakchi (2005), alle 20.30, nar- Questo film è soprattutto musica, ritmo, contami-
Si inizia alle 14.30 con Crossing the Bridge: the sound to-tributo per i 60 anni dalla nascita di Bob Marley, ra la storia d’amore contrastato tra una ragazza nazione, un grido di vitalità suprema che contagia
of Istambul di Fatih Akin (2005), che, come suggeri- che si è tenuto ad Addis Abeba nel 2005. musulmana e un coetaneo ebreo, che nasce tra i e sorprende lo spettatore.
sce il titolo, racconta l’anima musicale della grande La regista è brava ad evitare di cadere nell’agiogra- banchi dell’ultimo anno di liceo sullo sfondo della Giulia Dellepiane

Gaglianone: “La mia Bosnia tra passato e rinascita”


Rata Nece Biti in serbo-croato significa “Non ci sarà la guerra”. Con È stata una grande sorpresa sia la candidatura sia, ovviamente, la ciò che si è vissuto”. Il passato, in Bosnia è
queste parole il regista torinese Daniele Gaglianone ha intitolato vittoria». un fatto in evoluzione».
il suo ultimo documentario, sulle condizioni di vita nella Bosnia Perché un documentario sulla Bosnia? Come è nata l’idea? È stato difficile trattare le implicazioni
dei giorni nostri, a quattordici anni di distanza dal conflitto tra le «L’idea è venuta ai produttori della Babydoc Film di Torino. Voleva- politiche e culturali?
comunità serbo-bosniaca, bosniaca-mussulmana e bosniaca-croa- no fare un lavoro in Bosnia e mi hanno contattato. Anch’io da anni «Trattando questi argomenti i problemi
ta. Un’impresa difficile per contenuti e realizzazione, se non altro pensavo di fare qualcosa sull’argomento: mi hanno dato l’occasio- politici emergono inevitabilmente.
per il rischio di incorrere in letture troppo schematiche o ideologi- ne giusta. È stato un incontro fortunato». Tuttavia, ho cercato deliberatamente di
che, che ha condotto l’autore e i suoi collaboratori a sperimentare È stata una vostra produzione? evitare una chiave di lettura personale,
scelte stilistiche non convenzionali. Che tuttavia hanno fruttato il «Sì, la produzione è della Babydoc, che ha ricevuto un contributo in cui vi racconto come, secondo me, so-
prestigioso riconoscimento del David di Donatello per la sezione dal Fondo per il Documentario della Regione Piemonte e della no andate le cose. Ho cercato di limitare
documentari, dopo la selezione al Festival di Locarno della scorsa Film Commission Piemontese. Hanno partecipato in coproduzione il mio intervento alla sola struttura, cer-
estate e il Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival. anche Daniele Mittica, e Gianluca Arcopinto che già aveva prodot- cando di rispettare i tempi e i sentimenti
Daniele Gaglianone, si aspettava il David di Donatello, dopo gli to i miei due lungometraggi». delle persone e delle situazioni che
altri riconoscimenti? La Bosnia è un argomento molto delicato. Dal punto di vista cine- abbiamo incontrato. È chiaro che anche
«No. Non mi aspettavo nemmeno di essere scelto tra i candidati. matografico, qual è stato il vostro approccio? in questa struttura si può intravedere la
«Il film ha una struttura allo stesso tempo semplice e mia sensibilità, che è fatta di conoscenza
complicata. Semplice perché consiste in una decina e di opinioni molto precise. Però ho cercato in tutti i modi di rima-
di capitoli, che corrispondono a altrettanti ritratti di nere ancorato alle vicende personali e private dei protagonisti».
persone, luoghi e di situazioni che abbiamo incontra- Come ha reagito il pubblico?
to. L’apparente semplicità del documentario è stata «Il pubblico ha reagito benissimo. Il documentario è molto lungo
tuttavia una conquista: all’inizio non era scontato e abbastanza radicale dal punto di vista del linguaggio, così non
questo risultato. Abbiamo scelto di dare un respiro ci aspettavamo che incontrasse un apprezzamento tanto caloro-
particolare a tutti gli incontri, con lunghe riprese, in cui so. Alle proiezioni abbiamo riempito le sale: la gente ha resistito
ogni personaggio ha il proprio tempo di raccontarsi, per tutta la durata del film (circa 3 ore) ed è rimasta anche per i
raccontare e riflettere. In realtà il film è formato da 10 dibattiti successivi».
piccoli documentari, che però, messi insieme, danno un Progetti per il futuro? Continuerà a fare documentari o tornerà al
quadro complesso della situazione». cinema?
Avete voluto dare un taglio tematico generale? «Non vedo le due cose come nettamente separate. Un film di
«Inizialmente, volevamo fare un documentario sulla si- finzione è certamente diverso da un documentario, però io
tuazione attuale in Bosnia Erzegovina. Durante il lavoro sono sempre passato dal documentario al lungometraggio o ai
ci siamo però resi conto che il concetto di presente, in cortometraggi di finzione senza troppi problemi. Idee poi ce ne
quell’area, ha un significato diverso rispetto al nostro. Il sono sempre. Oltre a progetti per altri documentari, adesso stiamo
passato in Bosnia non è ancora “passato”: l’eredità della scrivendo una sceneggiatura per un film di finzione ispirato a
guerra e le divisioni pesano ancora tantissimo, e quindi “Ruggine” un libro di Stefano Massaron».
quando parli del presente, non puoi evitare di parlare di Leopoldo Papi e Emanuele Satolli
maggio ‘09
25 GALLERY
ARTE

I plagi tempestosi
di Glenn Brown
N
el novembre del 2000 un giovane artista un’occasione c’è: la Fondazione Sandretto Re Rebau- risiede nella capacità
nominato al Turner Prize, il prestigioso pre- dengo presenta, dal 28 maggio al 4 ottobre 2009, di raccontarci gli infi-
mio di arte contemporanea organizzato una retrospettiva dell’artista britannico, organizzata niti mutamenti della
annualmente dalla Tate Gallery di Londra, in collaborazione con la Tate di Liverpool e a cura di storia della pittura,
venne accusato di plagio. La la sua decadenza e
sua opera, “Loves of shepherds”, la sua resurrezione,
fu considerata (e in effetti lo la sua capacità di re-
era) praticamente identica alla stare giovane mentre
copertina di un libro di fanta- intorno a lei tutto
scienza del 1974, “Double star” invecchia inesorabil-
di Robert Heinlein. Il giovane mente».
artista era Glenn Brown, 43 anni, E in effetti basta dare
inglese di Hexham. un’occhiata ai lavori
Quello che i critici non capiro- di Brown per perce-
no allora è che lo stesso stile pirne la natura conti-
di questo pittore presuppone nuamente in trasfor-
“il plagio”: ma un plagio inte- mazione: superfici
so come copia trasformata e di colori ondulati e
rivoluzionata, non una volgare tempestosi, scheletri
riproduzione. Come ebbe a dire paradossalmente in
in un’intervista alla Bbc il presi- Due opere di Glenn Brown: la Fondazione Sandretto presenta decomposizione, mele nelle quali si riflette la burra-
dente della giuria del Turner, sir una retrospettiva dell’artista britannico dal 28 maggio al 4 ottobre sca (“Burlesque”, 2008), uso continuo del trompe-l’œil,
Nicholas Serota, «anche Picasso in collaborazione con la Tate Gallery di Liverpool ottocentesche signore dal volto verde, amletiche “go-
prendeva in prestito da Rem- le profonde” (“Deep Throat, 2007). Saranno oltre ses-
brandt, e proprio per questo santa, tra quadri e sculture, “i visionari plagi” di Brown
non si può accusare Brown di Francesco Bonami e Laurence Sillars. Scrive Bonami alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: «Un per-
plagio: lui prende un’immagine, introducendo la mostra: «Guardando un’opera di corso – scrivono gli organizzatori - attraverso i diversi
la trasforma e le dà tutto un altro Glenn Brown si ha l’inquietante impressione di esse- nuclei pittorici e concettuali prodotti dall’artista nel
significato rispetto all’originale». re davanti a qualcuno che si conosce bene, ma che corso degli anni». Per maggiori informazioni, www.
Per chi volesse ammirare (o criti- è stato trasformato in qualcun altro o ne ha miste- fondsrr.org
care) le opere di Brown in Italia, riosamente acquisito le sembianze. La sua grandezza Gaetano Veninata

Anche lo scultore è precario Esplorare il futuro


Quali previsioni rispetto al futuro? Quali forme, tendenze, dinamiche caratte-
Giovanni Boscarato, Antonino La- re negli istituti odontoiatrici, dove gli rizzeranno la nostra società? A queste domande tenta di rispondere il conve-
mia e Salvatore De Donatis sono tre scultori sono richiesti per insegnare a gno “Futura. Mutamenti e visioni del contemporaneo” che si terrà a Miasino
scultori da poco laureati all’Accade- fare i calchi per le dentiere», racconta (presso il Castello) e Ameno (presso lo Spazio Museale di Palazzo Tornielli) il
mia Albertina delle belle arti di Tori- Antonino, che ha 31 anni e viene da 22 e 23 maggio, promosso dall’associazione culturale non profit Asilo Bianco.
no. Ora devono scoprire che cosa fa- Palermo. Vorrebbe fare lo scultore di Pensatori e protagonisti della realtà contemporanea, provenienti da campi
re delle loro abilità creative. «Io per professione, ma per adesso si gua- diversi, si confrontano sul futuro per condividere esperienze. Le due giornate di
adesso faccio il modellatore», rac- dagna da vivere collaborando con studi offrono una panoramica di approcci diversi con noti esponenti del mon-
conta Giovanni. Venticinque anni, la- un’agenzia di organizzazione eventi. do dell’arte, dell’antropologia, dell’innovazione tecnologica e della medicina.
vora soprattutto in tutto tondo e fi- Come funziona l’economia della Asilo Bianco propone una riflessione aperta con un pubblico di addetti ai lavori
gurato (figure umane, non astratte), creazione artistica? Si pagano le (ma non solo) per affrontare le problematiche attuali e delineare alcuni percor-
eseguendo su commissione opere opere finite, oppure l’esecuzione? si “futuribili”. Numerosi e autorevoli gli ospiti: Marc Augé, antropologo francese
per altri artisti, da inserire nei loro Antonino: «Dipende. Quando c’è divenuto famoso in tutto il mondo per la teoria dei non-luoghi; Eugenio
lavori. Giovanni è abbastanza sod- una committenza, si lavora di solito a Borgna, libero docente in Clinica delle Malattie nervose e mentali all’Università
disfatto, la sua attività gli permette ore, facendo un preventivo che com- di Milano e primario di psichiatria all’Ospedale maggiore di Novara; Derrick
di fare scultura, anche se assomiglia prende le spese dei materiali e i pro- de Kerckhove, sociologo belga teorico dell’intelligenza connettiva e delle
più a un lavoro di artigianato su pri costi personali. In media un’ora di psicotecnologie; Alberto Castellanza, esperto di Novamont, azienda esperta
commissione. È possibile oggi fare lavoro viene pagata tra i 15 e 20 eu- nel campo della biodegradabilità; Piero Gilardi, artista e ricercatore, sviluppa-
l’artista in modo indipendente? «Le ro». Quando si vende un’opera con- tore di nuovi percorsi artistici con particolare riferimento alla Life Science Art;
vie possibili sono varie – prosegue cepita autonomamente, raccontano Massimo Melotti, critico d’arte e sociologo; Francesca Alfano Miglietti, teorica
–. ci sono i concorsi (in Piemonte ci i tre, si stabilisce invece un prezzo per dell’arte, docente all’Accademia di Belle arti di Brera e al Master in fashion
sono ad esempio quelli organizzati il lavoro finito. design della Domus Academy di Milano; Juan Carlos de Martin, docente al Po-
dall’associazione Piemonte Arte), Un altro aspetto rende particolar- litecnico di Torino, esperto di media digitali, responsabile del gruppo di lavoro
che stabiliscono gli estremi di par- mente difficile la professione di Creative Commons Italia dal 2005; Domenico Nano, direttore del Dipartimento
tecipazione, la tipologia dell’opera, Una statua scolpita da Giovanni Boscarato, Antonino Lamia e scultore: gli spazi. «Per uno scultore di salute mentale a Novara, psicoanalista della Società psicoanalitica italia-
il budget per l’esecuzione». Ci sono Salvatore De Donatis, giovani laureati dell’accademia. lo spazio è un problema - spiega Sal- na e docente di Psicologia dinamica all’Università degli studi del Piemonte
poi le gallerie private: «Ogni scultore vatore -, occorrono studi abbastanza orientale. Alle due giornate di convegno parteciperà anche l’associazione no
cerca di farsi un book da presentargli», spiega Salvatore. «Però non ampi da contenere i materiali e gli attrezzi; isolati in modo da non profit Love Difference, promossa da Cittadellarte - Fondazione Pistoletto in col-
c’è molto tempo, se devi lavorare per mantenerti». Anche Salva- disturbare con il rumore delle scalpellate e delle mole a flessibile laborazione con istituzioni internazionali, centri culturali, ricercatori, curatori
tore ha 25 anni, ed è impiegato in un autolavaggio, nonostante il per tagliare la pietra». Gli artisti raccontano come l’atelier di uno e artisti. L’obiettivo di Love Difference è quello di sviluppare progetti creativi
diploma all’Accademia. Le gallerie sembrano essere il traguardo scultore assomigli a un piccolo cantiere, pieno di polvere, attrezzi, per stimolare il dialogo tra le persone che appartengono a diversi background
a cui puntano i ragazzi, benché non sia necessariamente conve- materiali edili come gesso, calce, pietre e ferro. culturali, politici o religiosi. Infine, interverrà in video Michelangelo Pistoletto,
niente: le percentuali sulla vendita variano dal 30 al 50%, anche Michelangelo diceva che scolpire significa togliere da un blocco artista di fama internazionale, autore di Terzo Paradiso, progetto presentato
se, a volte, le gallerie finanziano interamente il lavoro degli artisti di marmo la materia in eccesso, liberando la statua già presente alla Biennale di Venezia e che ha visto coinvolti artisti di diverse discipline, tra
che espongono. al suo interno. Per gli artisti di oggi, la scultura stessa è come un cui, nell’ambito nusicale, Gianna Nannini.
Dopo l’Accademia si può tentare la strada dell’insegnamento: blocco di marmo, dal quale devono estrarre il proprio futuro. Elena Rosselli
«Possiamo insegnare modellato e scultura nei licei artistici, oppu- Leopoldo Papi
26
GALLERY maggio ‘09

TEATRO

Gabbia e specchio
metafore a teatro
R
iparte il 5 giugno il Festival delle col-
line torinesi. In realtà il titolo non è
che una rievocazione dello scenario
in cui si svolgeva negli anni scorsi
l’evento. Nato infatti nel 1996 con l’intento
di presentare delle prove di attori emergenti
durante il periodo estivo e allo stesso tempo
di far conoscere e valorizzare ville, castelli e
chiese nelle colline attorno a Torino, oggi il
festival ha un’altra collocazione. L’intento
originario era turistico-culturale – spiega
Isabella Lagattolla, direttrice organizzativa
del Festival. «Dopo due, tre anni dall’inizio
del progetto si è presentata la difficoltà di
coniugare le forme teatrali performative con
gli stili della teatralità contemporanea. Con-
tinuare a presentare gli spettacoli in quelle
sedi era difficile, quindi abbiamo deciso di
spostarci in città». Ora, a fare da cornici agli
spettacoli sono le Limone Fonderie Teatrali
di Moncalieri, il Teatro Vittoria, le Sale della
Cavallerizza Reale, il Teatro Gobetti e la Casa Un’immagine dello spettacolo Crac della compagnia Motus e, accanto, un momento di “Yo en el futuro” portato in scena da Federico Leon al festival delle Colline torinesi, che inizia il 5 giugno
del Teatro Ragazzi e Giovani. Non solo, que-
st’anno il Festival si arricchisce di una nuova
sede, quella del Planetario. Michelangelo Pistoletto, la Gabbia Specchio, metafora Infine, lo spettacolo il cui titolo sintetizza l’intero evento: tellone prevede infatti 18 spettacoli per un totale di 61
Gli spettacoli di ogni edizione, scelti tra produzioni italia- del teatro e dei problemi delle società moderne: ad “La gabbia-trilogia del parlatorio”, del fiorentino Stefano repliche in 24 giorni di programmazione. «Le condizioni
ne e internazionali, non seguono una tematica predeter- esempio il disagio nelle periferie urbane tra persone Massini sul terrorismo, l’eutanasia e la corruzione politi- economiche più sfavorevoli non hanno impedito a molti
minata, ma può essere dedotto sulla base delle rappre- di generazioni diverse affrontato dalla compagnia Mo- ca. attori di accettare comunque di partecipare. Segno che
sentazioni del cartellone. Quello che emerge quest’anno tus in “X-Racconti crudeli della giovinezza”. Ancora, sarà «Nonostante i tagli alla cultura, che da noi hanno pesato il dialogo con gli artisti è assoluto e legato soprattutto
è il tema della gabbia, inteso come l’insieme delle costri- presentata l’opera “Yo en el futuro”, di Federico Leòn, che per il 30 percento, quest’anno gli spettacoli che portiamo all’aspetto artistico», conclude la direttrice del Festival.
zioni della società moderna e sintetizzato dall’opera di affronta il dialogo tra i popoli contro ogni integralismo. in scena sono aumentati», aggiunge Lagattolla. Il car- Alessia Cerantola

Verso il Gran Prix Italia


All’auditorium del Laboratorio sando di “Musiche e radio”.Vincitore
“Barriera”, arte e videofonino
Multimediale “Guido Quazza” di Pa- della scorsa edizione del Prix per Grazie al cellulare l’arte non ha più fron-
lazzo Nuovo, in via Sant’Ottavio 20, il settore radiofonico, racconterà tiere, ma solo una “Barriera mobile”. Il
si tengono tre incontri sull’evolu- la sua esperienza alla ricerca di nome è quello del progetto organizza-
zione in corso sceneggia- to dall’associazione torinese “Barriera”,
di tv, radio e ture creative denominato così come il quartiere mul-
web. L’inizia- e musiche tietnico di Torino, la Barriera di Milano.
tiva è volta a innovative Proprio qui, in un ex edificio industriale
introdurre la che sappiano di 600 metri quadrati ristrutturato che è
61° edizio- coinvolgere la sede del gruppo, inizierà dal 6 giungo
ne del Prix l’ascoltatore. una mostra per esporre i frutti di questo
Italia, premio L’ultimo progetto: immagini, fotografie, racconti e
itinerante per appuntamento video di vita quotidiana del quartiere. La
i programmi è con Mr. Web, particolarità è che a realizzare questi pro-
di qualità un misterioso dotti sono stati gli studenti di tre scuole
istituito dalla esperto che medie inferiori del quartiere (Norberto
Rai nel 1948, descriverà il Bobbio, Leonardo da Vinci, Viotti e Mar-
che quest’an- suo mondo e tiri del Martinetto) con un videofonino.
no farà tappa darà suggeri- A coordinarli sarà un gruppo di studenti
a Torino dal 20 menti a profa- dell’Accademia Albertina di Belle Arti di
al 26 settem- ni e intenditori Torino.
bre. in un incontro “Barriera mobile” è un progetto multiet-
Si inizierà che si terrà nico, perché per realizzarlo sono stati
giovedì 28 giovedì 10 scelti degli studenti provenienti da diver-
maggio alle settembre alla si paesi e riuniti sotto un unico percorso
16, con “Rac- 16 e si intitola artistico. I soggetti di questi lavori sono In alto: una delle immagini realizzate con videofonino che verranno esposte nel corso del progetto “Barriera mobile”
contare il teatro in TV”: Giovanna “WEB, WEB, WEB. Prolegomeni alla i momenti della vita quotidiana, fuori e
Milella, segretario generale del realizzazione del miglior sito del dentro l’ambiente familiare dei migranti a Torino. Un mosaico sta Chiara Pirito, trentaduenne ex studentessa proprio dell’Ac-
Prix, parlerà di Palco e retropalco, la mondo”. di esperienze e colori che si intrecciano nella città sabauda e cademia che realizzerà un video prendendo spunto dai lavori
trasmissione da lei creata con cui ha L’ingresso è libero, ma è consiglia- diventano arte. esposti durante la mostra.
riportato il teatro in Rai. ta la prenotazione. Per maggiori La mostra sarà organizzata secondo un percorso espositivo cu- Momento fondamentale della mostra sarà proprio l’inaugura-
Michele Dall’Ongaro, sovrintenden- informazioni è possibile rivolgersi rato da Emanuele Castellani: si inizia con la descrizione didatti- zione, in cui bambini e famiglie di diverse culture si incontre-
te dell’Orchestra Sinfonica naziona- al laboratorio Quazza: e-mail lab. ca del progetto. Seguiranno le istallazioni video e fotografiche ranno e confronteranno sotto il segno dell’arte.
le della Rai, incontrerà il pubblico quazza@unito.it, tel. 011/6703031. creati dagli studenti delle scuole medie e allestiti grazie all’in- La mostra si chiuderà il 4 luglio 2009. Orario: dal lunedì al vener-
giovedì 11 giugno alle 16 conver- Giulia Dellepiane tervento degli studenti dell’Accademia. dì dalle 15 alle 19. Indirizzo: Via Crescentino 25, Torino.
A concludere e riassumere l’esposizione sarà un’opera dall’arti- a. c.
maggio ‘09
27
GALLERY
MUSICA

Il talento di Gianluca
Il maestro Cascoli, torinese di 30 anni, pianista, compositore e direttore d’orchestra si racconta

H
a 30 anni, un viso da ragazzo, un succes-
so consolidato, una collezione di incontri
ed esperienze artistiche da far invidia ai
musicisti più navigati, quelli con decenni
di esperienza alle spalle. Gianluca Cascioli, pianista,
compositore e direttore d’orchestra torinese, è un ta-
lento riconosciuto a livello internazionale. La sua vita
oggi è una giostra fra le sale da concerto d’Europa
e del mondo. Ma come si costruisce una strada così
luminosa?
«Tutto è iniziato nel ‘94 – racconta – con la vittoria
al concorso pianistico Umberto Micheli di Milano
(prestigiosa vetrina per le giovani promesse ndr). Da
quel momento si sono aperte le porte e ho iniziato
ad avere diverse opportunità». Fruga con la memoria
tra i tanti concerti che lo hanno visto protagonista,
dal Teatro alla Scala di Milano alla Musikhalle di Am-
burgo, dal Festival di Salisburgo con l’Orchestra del
Mozarteum alla Royal Albert Hall di Londra. Per lui la
gioia più preziosa è collaborare con grandi artisti. Ri- A lato: il pianista, compositore e direttore d’orchestra
corda l’incontro con il violoncellista Mstislav Rostro- torinese Gianluca Cascioli. Sopra: la Royal Alberto Hall
povich, scomparso nel 2007, poi passa a raccontare di Londra, dove Cascioli si è esibito
l’esperienza con il direttore Claudio Abbado: «In quei
casi succede sempre qualcosa, anche se non sempre
siamo capaci di percepirlo a livello razionale. A volte della superficie. In nome della spettacolarità, del
lavoro con un musicista anni luce diverso da me, con tutto fortissimo e velocissimo, si sacrifica l’intro-
cui però riesco ad entrare in sintonia». spezione. Forse bisognerà raschiare il fondo per
L’attività di Gianluca è fatta di costante e intensa capire che la musica non è un sottofondo, una
concentrazione: quando suona è completamente tappezzeria, ma è un bene irrinunciabile, che ha
assorbito nel brano che sta eseguendo, non pensa a qualcosa di fondamentale da dire».
nient’altro. «Per tutta la durata di un concerto la men- Ai giovani che vogliono intraprendere la sua stra-
te del musicista è occupata da pensieri astratti. Oggi rispetto? «No, non lo fanno apposta: è solo il sintomo cista per intraprendere una carriera brillante e di suc- da Gianluca raccomanda rigore intellettuale e onestà:
sembra strano, colpa del materialismo imperante, di una progressiva difficoltà di ascolto. Non educhia- cesso. Secondo lui molto della realtà attuale andrebbe «Nessun compromesso, mai adeguarsi alla convenien-
eppure accade». Ma c’è sempre qualche piccolo ele- mo i bambini alla musica classica e i risultati si vedono, cambiato. «Siamo bombardati da una musica sempre za e al mercato, cercare sempre la qualità». Ma soprat-
mento di disturbo: il ronzio di una luce, un fruscio, e anzi si sentono». uguale a se stessa – spiega – Le opere dei grandi, che tutto passione: «Ci sono tanti motivi di scoramento.
poi i brusii del pubblico, un vocio, un tossicchiare, «ru- Gianluca è riuscito ad “arrivare”, a superare i periodi di scavano nel profondo dell’animo umano, sono mal Senza passione è impossibile farcela».
mori che sono sempre più frequenti». È mancanza di “bassa” che contraddistinguono la vita di ogni musi- tollerate perché considerate difficili. Ci si accontenta Lorenzo Montanaro

A casa come al ristorante Etno, indie e rock nel Monferrato


Torna anche quest’anno il festival l’evento è preceduto dal Lustando music
Vuoi portare l’arte contemporanea, la musica, la cucina e il del varietà, pensato per feste, eventi e serate mondane con Lustando. L’evento si svolgerà nei giorni contest, un concorso per gruppi emer-
cabaret direttamente a casa tua? Da qualche tempo è pos- tanto di orchestra dal vivo. Perché i cuochi, oltre che bra- 19, 20 e 21 giugno nel comune di Lu genti i cui tre vincitori (che quest’anno
sibile e nemmeno troppo costoso. Basta avere uno spazio vi in cucina, si dilettano con musica e teatro, con letture a Monferrato in provincia di Alessandria.
– non necessariamente grande e isolato – ma soprattutto tema, la Kermesse Poetico-Culinaria, le KitchenPerfomances Protagonisti delle tre serate saranno,
e spettacoli su misura per tutti i palati. nell’ordine, la musica etno, quella indie
Per contattarli ed essere informati anche e quella rock e ogni giorno ci sarà un
sulle date dei corsi di cucina http://www. ospite d’onore (un “headliner”, come si
cuochivolanti.it/. dice in gergo). Il 19 saranno i salen-
House Concert: l’agenzia 2Roads, con tini Sud Sound System a far danzare
sede a Milano, da due anni e mezzo cer- tutti i presenti, mentre il giorno dopo
ca di fondere le due strade (da lì il nome) terranno banco i Black box revelation,
dell’arte contemporanea e della musica un gruppo fondato da due ragazzi
promuovendo un modo alternativo di poco più che ventenni di Bruxelles,
fare spettacoli. «Non abbiamo inven- che si sta velocemente affermando nel
tato niente – spiega Valentina Aponte, panorama musicale europeo. Ma il me- I Sud Sound Sistem si esibiranno al Lu festival
responsabile di 2Roads – abbiamo sem- glio arriverà il 21, con l’esibizione degli
plicemente “annusato” una tendenza Hardcore superstar, una band svedese di sono gli Orange Progect, i Ribbon Ink e
già ben presente in Europa cercando caratura internazionale che presenterà gli Auslander che avranno la possibilità
di portarla qui in Italia». La procedura è il nuovo album “Beg for it”, in uscita il 3 di suonare nelle tre serate del festival.
davvero semplice: è sufficiente dare la giugno, nell’unica data italiana prevista «Il concorso è andato strabene!», afferma
disponibilità della propria casa (o, se si dal gruppo per il suo tour. con orgoglio Alberto Silvera, uno degli
è un musicista, dare la propria adesione La storica rassegna musicale era stata organizzatori del Lustando. «Si sono
al progetto) e 2Roads si occupa di tutto: attiva tra il 1992 e il 1997, portando sul iscritti alla preselezione del contest
trova gli artisti adatti, spesso stranieri, palco gruppi come Timoria, Negrita e una cinquantina fra gruppi e cantanti.
la voglia di ospitare un evento unico nel suo genere. Vedia- ma anche italiani, fornisce una piccola spesa di base, con- Bluvertigo. Era diventata in breve una Molti ragazzi provenivano da fuori
mo nel dettaglio cosa è possibile fare direttamente a casa tribuisce alle pulizie del giorno dopo. Alla base però c’è il delle manifestazioni più apprezzate e regione. Questo ci ha reso molto felici,
propria. concetto della condivisione: gli invitati – che fino all’ultimo seguite, ma anche un impegno troppo perché vuol dire che la reputazione della
Cuochivolanti: Davide Barbato, Roberta Cavallo e Patrizia non conoscono la location del concerto – portano ognuno gravoso per gli organizzatori che ave- manifestazione sta crescendo molto.
Capuzzi trasformano “la cucina di casa nel ristorante miglio- qualcosa da bere o da mangiare. Gli orari sono fissi: si arriva vano dovuto far prendere una pausa al Inoltre anche il festival, al secondo anno
re della città”. Con 35-40 euro i cuochi preparano la cena in verso le 20 per l’accoglienza, alle 21.30 comincia il concerto festival. L’anno scorso, infine, un gruppo dalla rinascita, ha raggiunto un buon
base al menu prescelto (meglio ancora se possono lavorare che dura circa 45 minuti, entro le 23.30, tutti a casa, per non di ragazzi appassionati di musica riesce livello. E gli Hardcore superstar stanno lì
in libertà), si occupano dei vini e, su richiesta, vi intratten- disturbare gli eventuali vicini. Per informazioni sugli eventi a riportare di nuovo in auge l’evento. a dimostrarlo».
gono con uno spettacolo teatrale, il “Kitchen Cabarett”, un http://www.house-concerts.it/index.htm. Inoltre, prima delle tre serate principali, Valerio Pierantozzi
variety-appetizer che alterna canapés d’altri tempi a numeri Elena Rosselli
GALLERY 28 maggio ‘09
LIBRI

Zonza apre le vie dell’Est


Parla il piccolo editore che pubblica una collana di letteratura romena per scoprire autori invisibili

I
nvisibile suo
malgrado. La let-
teratura dell’est
Europa, benché
My local guide
siano passati vent’an- Verrà presentato in occasione
ni dalla caduta del della Fiera del libro il 16 maggio
muro di Berlino, resta alle 15 presso lo stand della
avvolta dalle nebbie e Regione del Veneto (Padiglione
a poco finora è valso 2 Stand K142-L141) “My Local
l’ingresso nell’Unio- Guide Torino”. MyLG Torino è
ne Europea - con le una guida curiosa sotto ogni
possibilità di scambi punto di vista grazie ai torinesi
commerciali, culturali, speciali che hanno raccontato la
di viaggi e incontri loro città: da Luciana Littizzetto
che ciò comporta - di a Evelina Christillin, da Patrizia
paesi come Polonia, Sandretto Re Rebaudengo a Dj
Romania, Bulgaria, Pisti , passando per Luca Beatrice,
Repubblica Ceca, Oscar Farinetti, Paolo Giordano,
Ungheria tra gli altri. Margherita Oggero e Steve della
Paesi dalla ricchissima Casa. Ma non soltanto: nella pri-
tradizione letteraria, a lato: Simone Zonza, responsabile del- ma parte della guida gli studenti
dall’inesauribile capa- l’omonima casa editrice, che pubblica della Scuola Holden raccontano
cità di produrre una la collana “Vie dell’Est”. sopra: la Torino riportando aneddoti, sto-
cultura dalla radice copertine di un volume uscito in libreria. rie e leggende, zona per zona.
tutta europea. Nean- s.r.
che i premi Nobel al
poeta polacco Cze-
slaw Milosz, nel 1980, una vecchia comunista!” che si interroga sui meccanismi psicologici della
al poeta ceco Jaroslav Seifert nel 1984, e alla poetessa polacca Wisława menticare che in Italia ci sono ormai un milione e mezzo di romeni». nostalgia per il passato regime comunista, diffusa in molti paesi del vec-
Szymborska nel 1996 sono valsi a sollevare il velo dell’ignoranza. Anche i film di Cristian Mongiu “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, che ha vinto chio blocco sovietico, e il romanzo di Liliana Corobca, “Un anno all’inferno”
Poche sono le case editrici italiane che hanno coraggiosamente accettato nel 2007 al Festival di Cannes, e “A est di Bucarest”, di Corneliu Poromboiu, che narra una storia di prostituzione e schiavitù da parte di una giovane
la sfida di una vera unità europea partendo dall’elemento culturale. Una vincitore del Camera d’Or, sempre a Cannes, nel 2006, sono un’altra dimo- moldava ingannata con l’illusione di un lavoro all’estero. «Abbiamo deciso
sfida tanto più coraggiosa poiché i conti col portafoglio li devono fare an- strazione di quanto sia attivo il mondo culturale in Romania. Una scelta non di puntare su scrittori contemporanei. Si tratta di temi di grande attualità.
che gli editori, ed è certo più remunerativo puntare su istant books faci- casuale, dunque, che ha richiesto allo stesso Zonza un anno e mezzo di lavo- La nostra linea editoriale risponde alla necessità di far conoscere l’attualità
li da vendere (e da dimenticare). Ma la grande letteratura è un mestiere ro: «Non sono però mancati forti problemi di comunicazione. Le istituzioni di quel paese attraverso la letteratura». Ecco perché si è preferito evitare
piccolo, come insegna Simone Zonza, responsabile dell’omonima casa romene in Italia, quali ambasciata e consolato generale, non ci hanno dato la sistematizzazione antologica di autori riconosciuti. «Il nostro obiettivo
editrice, che con la collana Vie dell’est intende colmare questa lacuna mo- molto supporto. Per fortuna gli Istituti di Cultura sono stati molto attivi». è di arrivare a vendere tremila copie per i primi due titoli. Per una piccola
strando la ricchezza letteraria di paesi che il socialismo sovietico ha reso Alla prossima Fiera del Libro di Torino Zonza Editori assumerà una connota- casa editrice si tratterebbe di un grande risultato e noi crediamo di farcela».
falsamente distanti da noi. «Abbiamo deciso di iniziare con la Romania per zione di un vero e proprio progetto a tuttotondo, “L’Italia incontra la Roma- Zonza Editrice ha già in programma altri due paesi per la sua nuova collana,
far conoscere agli italiani un aspetto diverso, e troppo spesso trascurato, nia”, avvalendosi della collaborazione dell’Accademia di Romania, dell’Ente Polonia e Bielorussia. Una sfida editoriale e culturale che merita di essere
di quel paese» afferma Simone Zonza, «stimolando l’interesse degli italia- per il Turismo e dell’Associazione dei Romeni in Italia, oltre che dell’Amba- vinta.
ni affinché si vada oltre gli stereotipi dei casi di cronaca. E non si deve di- sciata e del Consolato. In Fiera verrà presentato il libro di Dan Longu “Sono Matteo Zola

Se vivere costa troppo


«C’è un tema che mi perseguita e che rivela potenti dinamiche emotive. Per
Esplorare il cosmo a Pino
Partendo da corso San Maurizio l’au- e il trascorrere delle stagioni. Di par-
non riesco mai a indagare fino in fondo: descriverlo userei la metafora della tobus n. 30 attraversa il Po e risale la ticolare interesse è lo spettacolo “Le
è l’equazione sempre squilibrata tra ragnatela». Con una particolarità. «È una strada del Pino Vecchio. Se si scende Meraviglie dell’Universo”, un viaggio
bisogno di affetto e bisogno di denaro». ragnatela senza ragno, a tesserla sono alla fermata “Osservatorio”, nel Comu- virtuale che con la voce narrante
Gianluigi Ricuperati, 32 anni, introduce tutte le persone che ci stanno dentro». ne di Pino Torinese, dopo dieci minuti dell’astrofisica toscana Margherita
così il suo ultimo libro, “La tua vita in Il credito, scrive Ricuperati, è anche «un di passeggiata sotto gli alberi si rag- Hack, parte dal Big Bang quando
30 comode rate – viaggio nell’Italia che luogo intercambiabile, asportabile e giunge il Planetario di Torino. tutto ebbe inizio, e giunge fino alla
vive a credito”, edito da Laterza, appena importabile dovunque si ritenga oppor- Aperto dal martedì al venerdì dalle creazione del nostro sistema solare.
uscito. tuno», eppure il legame con la spazialità 9.30 alle 17.30, e il sabato e la dome- Il biglietto per ogni singolo spetta-
Lui lo definisce «una è forte, complice anche la passione dello nica dalle 10 alle 19.30, ingresso 5 eu- colo è di 3 euro.
serie di conversa- scrittore per l’architettura. Queste storie ro, il Planetario, suddiviso su quattro Oltre ai viaggi virtuali tra i pianeti, in
zioni erratiche sul torinesi respirano nell’area limitata di piani dallo 0 al -4, è un museo interat- occasione dell’Anno Internazionale
denaro». Mette in un quartiere descritto con precisione: tivo che si avvale di moderne e bizzarre tecniche espositive dell’Astronomia, la responsabile del museo Mariapiera Gen-
scena le esistenze «L’Isola Pedonale della Crocetta – un per accompagnare il visitatore alla scoperta dell’universo. Il ta e i ragazzi del suo staff, hanno avviato una serie di serate
spese nella ricerca crogiolo di benessere, architettura kit- percorso della visita simboleggia l’ideale cammino dell’uo- osservative sulle orme di Galileo Galilei. Ogni fine settimana
di un prestito o nel sch-liberty e spazi per parcheggiare – è mo che da ignaro osservatore, attraverso l’invenzione del dalle 15 alle 18 con uno speciale telescopio si potrà osserva-
tentativo di coprire il sogno di molte anime cresciute e tirate cannocchiale e altri strumenti sempre più innovativi diventa re il sole. Mentre il terzo venerdì di ogni mese tre telescopi
spese fatte da su da queste parti». interprete consapevole del mondo che lo circonda. posizionati sulla terrazza che si affaccia sulle colline torinesi,
altri. Basta frugare L’obiettivo di Ricuperati non è riflettere Guardando nell’oculare di un telescopio puntato verso una verranno rivolti su tre punti diversi della volta stellata.
nell’agenda di uno moralisticamente sul denaro («vittime e sfera che rappresenta la luna, si vede la propria immagine Il progetto del Planetario è un’iniziativa promossa dall’Osser-
dei protagonisti, carnefici – dice – non mi interessano»), riflessa con un certo ritardo. Il tempo di questo ritardo, circa vatorio Astronomico di Torino (OATO), e dall’istituto Naziona-
Michelangelo, un ma scavare nella realtà servendosi del 2,56 secondi, è lo stesso che impiegherebbe la nostra imma- le di Astrofisica (INAF), in collaborazione con l’Università degli
recuperatore di dialogo, con conversazioni così “vere” gine (cioè la luce) a raggiungere uno specchio posto sulla studi di Torino e il Comune di Pino Torinese. Dal 2008 il presi-
credito, perché si da sembrare interviste. C’è però una luna e a tornare indietro. Saltando sulla sella di una biciclet- dente è Piero Bianucci, giornalista de La Stampa, considerato
spalanchi l’abisso differenza sostanziale: «Sono partito da ta del tutto speciale, a una velocità superiore a quella della uno dei padri della divulgazione scientifica italiana. Bianucci
dei soldi chiesti, ottenuti e non restituiti. storie reali, ma poi le ho completamente luce, il “ciclista cosmico” può visitare la stella Alpha Centauri è anche il nome del pianeta 4821 che orbita tra Marte e Gio-
L’autore usa il meccanismo dell’indebita- “rimasticate”. Non cerco la verità dimo- e pedalare fino alla galassia Andromeda. Un viaggio che alla ve, ribattezzato così dall’Unione Astronomica Internazionale
mento come una chiave, quasi un grimal- strabile del giornalista, ma una verità velocità della luce richiederebbe 25.000 anni. per rendere omaggio ai quaranta anni di lavoro del giornali-
dello per aprire le vite dei suoi perso- poetica». Dal piano -2 si accede all’interno di una grande sfera rossa. È sta torinese.
naggi. «È formidabile – spiega – perché Lorenzo Montanaro il planetario, una cupola dove seduti su comode poltrone si Per informazioni e prenotazioni: www.planetarioditorino.it
possono osservare le costellazioni, il movimento dei pianeti Emanuele Satolli
29 GALLERY
maggio ‘09
SPORT

Un nuovo indirizzo
per chi studia lo sport
L
a Scuola universitaria interfacoltà di 400 studenti l’an-
Scienze motorie (Suism) cambia la no, «mediamente
sua sede. Dal prossimo anno acca- se ne presentano
demico la Suism trasferirà le attività 800», e tre
didattiche, pratiche e teoriche, in un nuo- lauree ma-
vo polo universitario dislocato in due sedi gistrali per
molto ravvicinate: una in zona Regio Parco ottanta posti
dove sarà collocato il centro medico e di l’una: Mana-
ricerche, la direzione e le attività delle lau- gement del-
ree magistrali; l’altra, nella Cittadella dello le attività fi-
sport del comune di Leinì dove si svolge- siche e spor-
ranno i corsi delle lauree triennali. L’inten- tive, Attività
zione è di rinnovare l’offerta didattica della fisica adat-
scuola attraverso strutture nuove e funzio- tata, Scienze
nali e che, soprattutto, evitino agli studenti e tecniche
troppi spostamenti per frequentare tutte le dello sport
lezioni. Tra gli impianti che saranno dispo- A lato: la vecchia sede della Suism. Sopra: un momento delle attività in palestra e dell’alle-
nibili nel polo di Leinì, quattro palazzetti, namento.
un’arena, due piscine, un palazzetto con pi- Inoltre, come
sta di atletica indoor, 4.000 metri quadrati l’Università di To- spiega la professoressa Robecchi, «abbiamo attivato una doppia laurea
di aule, residenze universitarie e mense per rino che nasce nel italo francese in collaborazione con l’università di Grenoble. Da sottolinea-
gli iscritti. 2000 dall’accordo re è la presenza di ottimi docenti universitari e di circa trenta grandi pro-
«La Suism è una struttura particolare e uni- tra università, enti fessionisti di chiara fama in ambito sportivo che collaborano alla Suism».
ca in Italia – spiega il presidente della scuola, Giuseppina Robecchi - che si locali e regionali, e Isef». Le modalità d’iscrizione ai corsi Suism sono per Tutte le informazioni possono essere trovate sul sito www.suism.unito.ito
configura come struttura didattica speciale a norma dell’articolo cinquan- concorso a numero chiuso, «un concorso sia pratico sia teorico», che per- nella sede attuale di Piazza Bernini.
ta dello statuto di ateneo. Siamo una scuola interfacoltà all’interno del- mette l’accesso a una laurea triennale in Scienze motorie e sportive per Francesco Carbone e Antonio Jr Ruggiero

L’atletica ricorda Primo Nebiolo Boxe made in Chivasso


In Piemonte la Boxe è sempre più due esordienti Marco Pitzalis (Boxe
A dieci anni dalla scomparsa del made in Chivasso. Domenica 19 Chivasso) e Niccolò Rosso (Thai
dirigente sportivo Primo Nebiolo aprile il PalaTenda di via Baraggino boxing school di Remo Fontana).
la città di Torino gli dedica anche ha ospitato per la prima volta una Tecnica e buon movimento per
la XV edizione del meeting inter- manifestazione pugilistica metten- entrambi i pugili, ma alla fine è stato
nazionale di atletica leggera che do in mostra diversi pugili, dai più Pitzalis a imporsi ai punti. Verdetto
inizierà alle 19 del 4 giugno. giovani ai più maturi, ed entusia- di parità, invece, tra il mediomas-
La conferenza stampa che si è smando i numerosi fan presenti simo chivassese Marco Gaudio e
tenuta lo scorso 28 aprile al Po- all’evento: circa 200 persone. Ad Giorgio Torinelli della Polisportiva
litecnico di Torino, in cui è stato aprire la serata sul ring sono stati Dioscuri. Vittoria prima del limite
presentato il memorial, si è aper- gli atleti della “school boy”
ta con la proiezione di un video chivassesi Lino Pannella ed
di Primo Nebiolo per ricordare Alessio Liturri. La dimostrazio-
un importante uomo di sport e ne di come la Boxe Chivasso
promotore delle prime Univer- considera importanti i giovani
siadi, tenutesi nel 1959 proprio a si coglie anche dalle parole
Torino. di Angelo Fabiano (istruttore
«Il 2009 è un giovanile di pugilato e orga-
anno impor- nizzatore dell’evento): «Questi
tantissimo per ragazzi sono fondamentali per
il nostro mee- la vita di questo sport, sono il
ting, ma anche futuro di questa disciplina di
per tutto il combattimento, noi della Boxe
mondo del- Chivasso li consideriamo pro-
l’atletica – ha Sopra: l’atelta torinese Sara Semeraro impegnata durante gli scorsi campionati italiani indoor. tagonisti alla pari dei pugili Una fase dell’incontro tra Marco Pitzalis (Boxe Chivasso)
spiegato Ric- A lato: Riccardo D’Elicio, presidente Cus Torino che organizza il XV Meeting di atletica “Primo Nebiolo” più anziani». e Niccolò Rosso (Thai boxing school di Remo Fontana)
cardo D’Elicio, Dopo l’esibizione degli “school
presidente del tri ai Campionati europei indoor di mantenere la fama di culla dell’atletica boy” sul ring sono saliti sei amatori: per Vezio Bozza che riesce a imporsi
Cus di Torino -. Torino. L’atleta ha dichiarato di par- leggera torinese. Daniele Coscarelli, Simone Marche- sul più esperto Emiliano Richetta.
È il decennale tecipare al meeting, pronto ad ac- Al meeting di Torino sono passati atleti co- se, Alberto Pepino, Andrea Viano, Netto successo ai punti, infine, per
della morte di cettare qualsiasi sfida e speranzoso me il velocista Livio Berruti e la saltatrice Diego Baldini e Maurizio Roselli il peso medio Paolo Rava su Ivan
Primo, grande che la città di Torino porti fortuna. Sara Simeoni e hanno mosso i primi passi che, suddivisi in tre coppie, hanno Scognamiglio dell’Accademia Pugili-
padre dell’atle- Le gare si terranno nello stadio anche Hicham El Guerrouj e Marion Jones. dato sfoggio della loro passione stica Canavesana.
tica italiana e Primo Nebiolo, nel parco Ruffini. E quest’anno? Per sapere chi parteciperà per questo sport nell’attesa dei Una manifestazione sportiva ben
mondiale ma anche dello sport universita- Oggetto di successivi interventi, prima del alla nuova edizione del meeting bisogna combattimenti clou della serata. I riuscita che dà appuntamento a tutti
rio in generale, a cui lui era fortemente le- 2000 quando piste e pedane sono state aspettare la conferenza stampa di fine riflettori sono stati poi puntati sui 16 i fan il 7 giugno alle 16:30 sempre
gato. L’edizione 2009 dovrà quindi essere rivestite di sport flex, un manto gommoso maggio, in cui saranno annunciati i nomi pugili protagonisti degli 8 match in al PalaTenda di Chiavasso. Per mag-
un meeting che resterà nei ricordi di tutti particolarmente resistente, poi nel 2002 degli atleti. In gioco con il meeting ci sono programma, premiati dal presidente giori informazioni consultare il sito
noi e lo scopo sarà quello di onorare la me- con il nuovo impianto di illuminazione. E anche le selezioni per formare la squadra chivassese Gianluca Timossi e dal www.boxechivasso.com o scrivere a
moria di un grande uomo di sport». infine nel 2007 con la realizzazione di lavori che parteciperà alla Coppa Europa in pugile professionista Angelo Sa- boxechivasso@gmail.com
Ospite della conferenza era il velocista Fa- alle tribune. Un ambiente particolarmente Portogallo, il 20 e 21 giugno. lemme. In evidenza l’incontro dei f. c. e a. r.
bio Cerutti, medaglia d’argento nei 60 me- apprezzato da atleti e pubblico, che gli fa Alessia Cerantola
OBIETTIVO
LAVORO 30
maggio ‘09

in collaborazione con

Master, investire su di sé
A chi rivolgersi, quanto spendere
M
aster”: una parola per indicare le più disparate toneutro.it/?p=master offre una lista di Master accreditati Asfor, divisi
esperienze formative. Quello dei corsi post laurea per tipologia. In particolare nella scelta del Mba (master in business
è infatti un universo in espansione, in cui conver- administration) il punto di partenza è pensare a cosa si vuole fare
gono i percorsi più diversi, da programmi di pochi dopo il master e dove. Quindi capire il programma più adatto: ci so-
giorni a diversi mesi. Quando ci si trova a scegliere un master, no corsi full time, per chi può prendersi un’aspettativa dal lavoro di
allora, è bene valutare corso per corso, affidandosi alle certifi- 12-24 mesi, oppure part time o a distanza, per chi prevede una pro-
cazioni e al credito di chi lo offre. gressione di carriera lineare. Non meno importante è individuare la
Innanzitutto dove? In Italia o all’estero? In Italia l’accredita- tipologia, in quanto ogni corso tende a enfatizzare certe materie: per
mento principale è dato dall’Asfor, che valuta contenuti, or- esempio Wharton è particolarmente rinomata in Finanza, Harvard in
ganizzazione, didattica e livello di collocamemento dopo la Strategia e Stanford in Imprenditorialità. Infine va individuata la du-
fine del programma. Tre le tipologie a contenuto aziendale e rata ideale: meglio 12 o 14 mesi?
gestionale: master in general management, con un’imposta- Uno dei principali parametri da considerare nella scelta di un pro-
zione di carattere generale, specialistici, per approfondire le gramma Mba è sicuramente quello della reputazione internazionale
conoscenze in un determinato settore, e in business admi- della Business School. Uno dei ranking maggiormente utilizzati nella
nistration, per chi ha già una certa esperienza aziendale e scelta del Mba è quello del Financial Times. (http://collegamento-
vuole un’accelerazione nel percorso carrieristico o favorire neutro.it/doc/finacial_times_ranking_09.pdf).
un cambiamento professionale. Il link http://collegamen- Daniela Sala

Da Torino all’Onu “Per me un’esperienza bellissima”


passando per Londra «Il master? Un’esperienza bellissima, ma alla fine quello
che conta è saper essere imprenditori di se stessi». È que-
ho sempre lavorato, specie nell’ambito di fiere ed eventi
e mi sono accorta che era un settore che mi piaceva
particolarmente. Così, finita la triennale, ho
32 anni e un impiego nel programma di svi- cercato un master che potesse ampliare le mie
luppo delle Nazioni Uniti presso la sede delle conoscenze specie in materie come marketing
Mauritius. Christian Morabito ringrazia il suo ed economia». In parte per il prestigio, in parte
master in Inghilterra: «Anche se, certamente per ragioni pratiche come le date di inizio dei
– precisa - conta anche la fortuna di essere al corsi, la scelta è ricaduta sulla Bocconi. «Ho
posto giusto al momento giusto». passato le selezioni e grazie a un finanziamento
Dopo una laurea in Scienze Internazionali e per studenti, ho potuto frequentare il master,
Diplomatiche a Bologna ha iniziato spedire altrimenti troppo costoso». Per un anno quindi
domande alle scuole inglesi: «Avevo già chiaro Elisa ha frequentato i corsi del Mexem: «Le lezio-
di voler lavorare in ambito internazionale, ni erano tutti i giorni, 8 ore al giorno. In più, visto
magari per le Nazioni Unite – spiega Christian che c’erano diverse attività di gruppo, spesso si
–. La concorrenza è spietata e se non si ha lavorava anche il fine settimana».
almeno un master è impossibile trovare un Positivo il bilancio finale: «Per me è stata un
impiego. Ho scelto l’Inghilterra per il tipo di esperienza di vita bellissima – spiega -. Dal
impostazione metodologica e per l’apertura punto di vista formativo è stato un buon master,
internazionale». anche se in realtà non era particolarmente
Ad accogliere la domanda di Christian è stata approfondito e andava bene per chi come me
l’università di Manchester: «È un istituto che non aveva nozioni di economia». E ad agosto
offre un ampio ventaglio di corsi post laurea lo stage: «In realtà l’ho trovato per conto mio, a
e pur essendo pubblica, quindi con una retta Torino e poi ho iniziato a lavorare quasi subito.
relativamente accessibile (7mila euro per un In un certo senso, dal punto di vista lavorativo,
anno), è rinomata e ha una certa storia: è qui il master si vende meglio di quello che è: non
che si sono formate le attuali classi dirigenti è che le porte si splanchino una volta ottenuto
asiatiche e africane delle ex colonie inglesi». La selezione è stata sta la conclusione di Elisa Spada che dal gennaio a luglio il diploma. E anche il nome stesso della Bocconi se in
fatta sulla base del curriculum e del voto di laurea, ma anche sul- 2007 ha frequentato il Mexem (Master universitario in Piemonte fa ancora un certo effetto, a Milano non è per
la provenienza degli studenti: «Gli inglesi sono solo il 5%. È una Event and Experiential Marketing) alla Bocconi di Milano. nulla garanzia di impiego. Ciò che conta davvero è la
scelta precisa per dare alla scuola un’impronta internazionale. «Mi sono laureata in comunicazione interculturale a in- propria intraprendenza e i propri contatti e per queste
La mia scelta è ricaduta su un indirizzo abbastanza generico in dirizzo sociologico a Torino – racconta -. Mentre studiavo cose non c’è master che tenga».
globalizzazione e sviluppo». Per un anno ha frequentato i corsi,
a tempo pieno: «Ma – precisa – c’era anche la possibilità di sce-

bAcheCa
gliere il part time e quindi frequentare gli insegnamenti per due
anni». La fondamentale differenza delle scuole anglosassoni è Category manager e ope- figura professionale
la loro concretezza: «I corsi – chiarisce Christian – sono essenzial- rational research specialist: emergente, un profes-
mente pratici più che teorici. I docenti, poi, sono tutti ricercatori, le due professioni in ascesa sionista che individua
quindi molto preparati e informati sugli ultimi sviluppi. Inoltre il individuate per questo mese. e ottimizza i processi
metodo è estremamente stimolante: non ci sono libri da leggere Il Category Manager è una produttivi, traduce in
ma articoli di attualità tratti da riviste specialistiche e al termine figura professionale sempre rapporto con i fornitori, al controllo e modelli matematici
di ogni insegnamento è richiesta la stesura di una saggio, una più richiesta sopratutto nel settore pianificazione degli assortimenti, alle gli scenari aziendali per calcolare,
sorta di tesina in qualche modo originale». E non è tutto perche della grande distribuzione organizza- promozioni, all’analisi dei dati del razionalizzando le risorse, la soluzio-
a fine master, compreso nella retta, è stato organizzato un ta. Con ‘categorie’ si intende un insie- trend di vendita dei vari prodotti da ne ottimale. In pratica l’O. R. specialist
viaggio di una settimana in Sri Lanka per «vedere sul campo la me di prodotti o servizi che vengono comunicare alle aziende produttrici. applica metodi analitici, come la
realizzazione dei progetti di cooperazione». raggruppati per riflettere modo sul Gli studi richiesti sono in genere una modellazione matematica per analiz-
L’unica cosa non prevista dal Master erano gli stage: «Poco modo in cui i consumatori li usano e li laurea in economia o in statistica, zare situazioni complesse e risolvere
prima di finire, ho iniziato a fare domanda per stage gratuiti acquistano. Compito di questa figura ma esistono anche corsi specialistici. i problemi. Necessaria una laurea in
– racconta ancora Christian -. Mi hanno risposto dalla sede professionale, che unisce competenze Necessaria una certa padronanza Ingegneria Elettronica o Informatica,
Onu delle Mauritius e lì sono rimasto tre mesi. Poi ho fatto un negoziali, di marketing, merchandi- nell’uso del computer e dei più diffusi Statistica, Matematica, seguita da
altro stage a Bruxelles al Parlamento europeo e, nel frattempo, sing e commerciali, è seguire l’intera sistemi informativi e buona dimesti- un master di ricerca applicata in un
coincidenza ha voluto che si liberasse un posto alle Mauritius e categoria di prodotti dall’acquisto chezza con la lingua inglese. particolare campo.
visto che già avevo fatto lo stage là sono stato in qualche modo alla disposizione sugli scaffali. I suoi Operational research specialist, ovve- d. s.
avvantaggiato». compiti sono molto vari e vanno dal ro l’esperto in ricerca operativa, una
31 maggio ‘09

SAVE THE DATE


a cura di Sabrina Roglio
situata nel Parco della Certosa di Colle- “Amedeo Avogadro” e il Centro Studi tedesca – dell’ospitalità, dalle pratiche EVVIVANOÈ
COMUNICARE L’EUROPA gno, via Torino 9/6, presenta laboratori
e workshop e 3 spettacoli due dei quali
Diaphorá di Vercelli organizzano il
Convegno internazionale Ospitalità.
e dalle consuetudini del ricevere e del-
l’accogliere alle condizioni etno-antro- In mostra “Fiabe d’arte”
Dibattito il 21 maggio in anteprima nazionale (Roxane Butter- Cibo, accoglienza, ambiente tra filoso- pologiche, sociologiche e filosofiche Fino al 16 maggio sarà possibile visita-
Giovedì 21 maggio dalle 9.30 alle 17.30 fly il 17 giugno e la Shica il 18 giugno)e fia, sociologia e antropologia. Le due dell’“apertura all’altro”. Le atmosfere di fiaba faranno da trait
presso l’Aula Magna del Rettorato di in anteprima regionale uno spettacolo giornate di studio si terranno presso la d’union della mostra in programma
Torino in Via Po n.17, si terrà l’incontro
“Comunicare l’Europa” una conferenza
CIRCOLO DEI LETTORI dal 23 maggio al 14 giugno alla gal-
leria “Evvivanoé esposizioni d’arte” di
di analisi e riflessione sulla tematizza- Mostra “Voglio essere libro” via Vittorio Emanuele 56 a Cherasco
zione dell’Europa nell’agenda dei me-
dia, in vista delle imminenti elezioni
per il rinnovo del Parlamento Europeo
Gavi film fest Prosegue fino al 22 maggio nella Sala
Artisti del Circolo dei Lettori (via Bo-
gino 9) la mostra “Voglio essere libro
(Cuneo). Verranno presentati i più re-
centi lavori di tre artisti piemontesi:
Silvana Giraudo, Valter Massia e Valeria
promossa dal Dipartimento di Studi A Gavi dal 9 al 13 giugno torna e musica la band di Liverpool, De ovvero il libro che diventa altro”. Viene
Politici, dal Corso di Laurea di Comuni- l’appuntamento estivo con il Festi- Andrè, Gigi Meroni e Comencini. presentata la collezione di Clemente
cazione Pubblica e Politica dell’Ateneo val internazionale A.F. Lavagnino, Quest’anno il festival ospiterà la Zanolo, grande lettore, estimatore di
Torinese e dall’Associazione “Apiceuro- organizzato dall’Associazione European Film Academy (E.F.A.), di musica classica, bibliofilo, amante della
pa”, in collaborazione con la rete Euro- Culturale “La Città del Cinema” cui Wim Wenders è presidente, che cultura e dell’arte che raccoglie ogget-
pe Direct. La giornata sarà suddivisa in sotto la direzione artistica di Steve terrà a Gavi il suo Board annuale, ti a forma di libro. Tra questi oggetti
tre sezioni.Info: www.apiceuropa.eu. Della Casa, Domenico Gargale e presieduto da Yves Marmion, con ci sono borracce, orologi, salvadanai,
Vittorio Sclaverani. la partecipazione di personalità teiere, carta da parati, poster antichi, li-
APPRODI Il titolo della IX edizione è “Let it
beat” (dalla famosa canzone Let
del calibro di Pierre-Henri Deleau,
Adriana Chiesa di Palma, Antonio
brerie in miniatura, ferma libri, candele,
Quarta edizione it be, “fallo accadere) perché la Saura, Stefan Kitanov e Francesco
Approdi, giunto alla sua IV edizione, canzone dei Beatles si adatta allo Martinotti.Info:La Città del Cine-
torna quest’anno dal 14 al 20 giugno. spirito degli anni ’60 che quest’an- ma, Via San Dalmazzo 24 – 10122
Ideato e proposto da villa5, Residenza no animerà il festival. Saranno Torino, info@cittadelcinema.it,
multidisciplinare per l’arte delle donne, celebrati con proiezioni, spettacoli www.cittadelcinema.it.

teatrale di e con Roberta Biagiarelli, Sala Convegni della Facoltà di Lettere Tomasi. L’esposizione, dal titolo “Fiabe
previsto per il 19 giugno.Info: http:// e Filosofia dell’Università del Piemonte d’Arte”, visitabile con orario 16-19 dal
artedonne.villa5.it, 011/4110053. Orientale, nella cripta dell’Abbazia di mercoledì alla domenica, presenterà le
Sant’Andrea a Vercelli, articolandosi in tele di Giraudo, con fate e folletti che
CONVEGNO INTERNAZIONALE quattro sezioni: Teoria critica dall’ospi-
talità, Ospitalità e alterità, Ospitalità a
animano paesaggi agresti in stile naif,
i vetri di Massia, nei quali dame, draghi
Ospitalità, cibo e accoglienza tavola, Il lavoro dell’ospitalità. L’intento e cavalieri si muovono tra paesaggi
Giovedì 21 e venerdì 22 maggio il Di- è quello di riflettere sulle diverse con- quadri, vassoi, cravatte e tanti altri do- medioevali e le argille di Tomasi. Info:
partimento di Studi Umanistici del- dizioni materiali e culturali – in parti- ve compare un unico tema e protago- ingresso libero, 0172/489508, www.ev-
l’Università del Piemonte Orientale colare nella società italiana e in quella nista: il libro in tutte le sue forme. vivanoe.it..

LETTERE
Scrivi a futura@corep.it

studenti della scuola di giornalismo o c’è anche qualche esterno?


Ma Futura va in vacanza? Grazie,

Errata Corrige Cari amici di Futura,


sono un vostro affezionato lettore,. complimenti per il
giornale. Visto che si stanno avvicinando le vacanze estive, vole-
vo sapere quando uscirà l’ultimo numero di Futura, perché l’anno
Cara Lucia,non è possibile scrivere su Futura.
Lucia

I ragazzi che scrivono sono tutti alunni del master in giornalismo che
In merito all’articolo apparso sullo scorso numero passato mi sembra che in estate non sia uscito. serve loro per poter accedere all’esame di stato. Puoi sempre propor-
a pagina 28 pubblichiamo la lettera che ci ha man- Saluti, re argomenti sia scrivendo alla redazione, sia sul nostro sito. E prova-
dato Davide Ferraris e ci scusiamo per l’inesattezza: re, tra un anno, a fare le selezioni per la scuola, in bocca al lupo
Pietro
“In riferimento all’articolo pubblicato su “Futura” anno 5 (red. fut.)
numero 4 a pagina 28 e intitolato “Storie di Vanchiglia” Ciao Pietro,
vorrei rettificare quanto segue: Futura uscirà a giugno e coprirà i mesi di giugno-luglio e avrà il no- Più copie di Futura
Nel giugno 2008 non sono stato nominato Libraio di To- stro consueto cartellone con tutti gli appuntamenti estivi. Ci ferme- Ciao,
rino, al contrario il giornale “La Repubblica” mi ha scelto remo ad agosto per le meritate vacanze e usciremo nuovamente da leggo spesso Futura, ma a volte non riesco a trovarlo facilmente.
per tenere la rubrica “I consigli del libraio” sul suo inserto settembre in poi Ho consultato la mappa sul vostro sito ma non si trova in tutti i
settimanale “L’almanacco dei libri”. E’ vero che ogni posti indicati.
settimana è dedicata ad una città ma questa scelta non (red. fut.) Saluti,
determina alcun tipo di nomina. PregandoVi di rettificare Luigi
la notizia, Vi ringrazio per il bell’articolo dedicatomi, e
porgo cordiali saluti Davide Ferraris” Posso scrivere su Futura? Caro Luigi, controlleremo sicuramente. Tu indicaci dove e provvede-
Cara Futura, remo a rifornire il posto con più copie!,
sono una studentessa di Lettere. Vorrei sapere se è possi-
bile collaborare al vostro giornale. I ragazzi che scrivono sono tutti (red. fut.)