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Sono indignata dall'entusiasmo fuoriluogo con cui stata accolta la sentenza Trib. Rovereto n.

. 194/2013, al pari delle tre precedenti volte (1997, 2011, 2012) per le analoghe sentenze romane. Il titolo del comunicato stampa che annuncia la vittoria di L. Riattribuzione del genere anagrafico senza operazione n sterilizzazione. Premetto che sono felicissima per L. e non intendo sminuire n la conquista personale che lei e le altre tre MtF hanno ottenuto, n l'ottimo lavoro che gli avvocati compiono ogni giorno al nostro fianco. Quello che mi sento in dovere di mettere in discussione la prassi che siamo, ad oggi, costrett* ad affrontare per ottenere un documento congruo al nostro aspetto. Nel comunicato scritto che questa la quarta sentenza che riconosce ad una persona che non intende sottoporsi ad unoperazione chirurgica e senza che sia accertata la sterilit della stessa il diritto ad ottenere il cambio del genere anagrafico . Tuttavia, nelle sentenze possiamo leggere: dal 2009 lo stesso pratica terapia ormonale femminilizzante che ha determinato un mutamento del suo aspetto (e il probabile azzeramento del suo potenziale fecondante) (2013) sono descritti gli effetti della terapia ormonale femminilizzante (svolta dal ricorrente a decorrere dal 2003) sulla capacit a procreare nel sesso maschile, la quale risulta enormemente ridotta (2011) Pi che un senza che sia accertata la sterilit a me sembra un essendo gi sterile a causa della terapia ormonale. A questo punto poco conta il peso del Commissario per i diritti umani che criticava, nel 2008, l'imposizione della sterilizzazione per ottenere la riattribuzione del genere anagrafico e che, nel comunicato stampa, viene citato per la sua influenza avuta sul tribunale: se la sterilit non fosse rilevante ai fini del giudizio, perch sottolinearla in ogni singola sentenza? Il comunicato cita anche Una chiara speranza per quelle persone trans che fino ad oggi hanno desistito dallottenere la rettificazione del sesso per i rischi e le complicazioni imposte da operazioni chirurgiche assai complesse e spesso onerose. Non forse oneroso doversi sottoporre a questo iter giudiziario? Non forse oneroso dover pagare un CTU, la cui perizia deve confermare il desiderio della persona di essere considerata a tutti gli effetti una donna e lo stabile equilibrio psico-fisico? Mi chiedo, una transessuale che voglia comunque operarsi per ottenere un'anatomia femminile, quindi che non in stabile equilibrio psico-fisico, ha forse meno desiderio di essere considerata a tutti gli effetti una donna di chi gi a proprio agio con la sola terapia ormonale? Ha forse, questa seconda persona, meno diritto di avere un'identit anagrafica femminile rispetto la prima? L. il cui aspetto gradevolmente femminile, quasi questo fosse un rinforzo necessario per la richiesta da lei avanzata, ha una diagnosi fin dallanno 2007, di disturbo d'identit di genere , ovvero dal 2007 ha capito e ottenuto certificazione medica della sua forte e persistente identificazione nel sesso opposto. Dal 2009 pratica terapia ormonale femminilizzante che ha determinato un mutamento del suo aspetto e, dal 2010 inizia socialmente a presentarsi come L.. Inoltre durante il percorso psicologico della durata di cinque

anni, ha espresso con continuit il desiderio di ottenere e mantenere un aspetto femminile. Vi pare L. abbia avuto dubbi, dal 2007 ad oggi, riguardo il proprio genere? Per quale motivo questa persona deve aspettare il 2013 (vivendo 6 anni con i documenti maschili) e dichiarare di star bene con il corpo che si ritrova oggi, per ottenere la rettifica anagrafica? L. ha mai dichiarato la necessit di mantenere l'identit maschile durante il suo percorso di transizione? No. L. si autodeterminata, dichiarandosi donna e rifiutando l'identit che lo stato le ha imposto alla nascita. Non sarebbe corretto fornire le persone transessuali di un'identit corretta quando queste ottengono diagnosi di disforia di genere (cio quando il medico riconosce che la persona in questione si identifica nell'altro sesso) o, per lo meno, quando questa veste quotidianamente I panni del genere d'elezione? Quando cesser questa transfobia legalizzata1? No, tutto questo non importa. L'autodeterminazione individuale, il dichiarare chi siamo, non conta nulla. Lo sa bene una transessuale che si vista negare l'autorizzazione sia dal tribunale di Piacenza che dalla corte d'appello di Bologna e che ora si sta preparando il ricorso in cassazione. In Italia una transessuale RESTA uomo fino al momento in cui viene dichiarata ufficialmente sterile: quando viene escluso che possa procreare, solo allora, le si concede il lusso di potersi dichiarare, anche legalmente, donna. Quanto detto, ovviamente, vale anche per gli FtM che chiss se potranno riferirsi a queste sentenze usandole come precedenti dato che il rapporto tra terapia mascolinizzante e sterilit non cos lineare come nei casi qui esposti. Gioite. Siate sterili e compratevi il documento in tribunale pagando spese legali e CTU, sperando di essere abbastanza donna per il giudiche che vi troverete davanti. Io mi indigno e non sorrido ma, anzi, sono spaventata dal menefreghismo generale (di politici, associazioni e persone trans) nei riguardi della proposta di legge 2, gi depositata, che potrebbe eliminare una volta per tutte questi stupidi rituali, tagliando alla radice il problema: il procedimento di cambio anagrafico diventerebbe un atto amministrativo, senza alcun intervento giudiziario. Mi sento frustrata alla sola idea di dovermi sottoporre alla stessa presa in giro qui riportata per vedermi riconosciuta l'identit che vivo nel quotidiano e che nessuna persona che incrocio mette mai in dubbio.

Rimando alla lettura di transfobia legalizzata, al seguente link http://www.academia.edu/3806075/Articoli_vari

Modificazione dell'attribuzione di sesso, sottoscritta dai parlamentari Scalfarotto (PD), Airola (M5S), Lo Giudice (PD), che cita all'art. 2: chiunque intenda modificare il sesso indicato nellatto di nascita, deve farne istanza al prefetto [..] il richiedente espone le ragioni a fondamento della richiesta, allegando documentazione, rilasciata da una struttura pubblica o privata, consistente anche solo in una relazione psicodiagnostica, che attesti la presenza di una disforia di genere. E all'art. 5: Il prefetto che riceve listanza di cui allarticolo 1, ne verifica la regolarit e provvede sulla domanda entro 30 giorni con decreto che autorizza la modifica degli atti dello Stato civile . (http://www.eventiretelenford.it/?page_id=33)