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PROPOSTA DI UNA LINEA GUIDA

PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (P.G.T.) ELABORATO DA Arch. Lino


Portaluppi
VIGEVANOSOSTENIBILE

La città di Vigevano è collegata ai principali centri urbani circostanti da una viabilità che andrebbe
ristrutturata con ampliamento della carreggiata e la messa in sicurezza della sede stradale.
Il collegamento con Milano non è risolvibile con il nuovo ponte se la statale non viene
completamente ripensata nell’attraversamento di Abbiategrasso e oltre.
La ferrovia insegue sempre la chimera del secondo binario.

L’isolamento culturale ha contribuito allo stallo urbanistico che nel corso della storia ha impedito
per esempio al decentramento dell’ospedale , portare all’esterno polarità per alleggerire il traffico
veicolare delle zone centrali.

Piano di Governo del Territorio, lo strumento ideato da Regione Lombardia che sostituisce i vecchi
Piani Regolatori e sul quale si lavora per la città. La Legge Regionale 12/2005, “Legge per il
Governo del Territorio”, ha infatti riformato la disciplina regionale sulla materia urbanistica,
ridefinendo la natura e i contenuti dei vari strumenti di pianificazione territoriale.
Il PGT supera la logica rigida della zonizzazione ex D:M 1444/68 per orientarsi verso metodi più
elastici e flessibili. Questo sistema obbliga le amministrazioni a progettare per obiettivi per dare alla
città la giusta fisionomia ergonomica, ergonomia dal corpo allo spazio antropico. Reintrodurre la
composizione culturale e la valenza estetica degli edifici e del paesaggio urbano che a Vigevano
risulta inesistente.
Basta con interventi buttati a caso ma programmati.

La sostenibilità ovvero la garanzia di uguale possibilità di crescita del benessere dei cittadini e di
salvaguardia del futuro delle successive generazioni

La partecipazione è coinvolgimento delle persone condivisione delle scelte, responsabilità comune ,


conoscenza.
I principi

 I la pubblicità e la trasparenza delle attività che conducono alla formazione del P.G.T.;
 la partecipazione dei cittadini e delle associazioni; viene introdotta anche la possibilita' di
interagire tramite il web con la sezione PGTonline ).
 la possibile integrazione dei contenuti da parte dei privati
 istituzione della commissione del paesaggio

STRUTTURA DEL PGT


-Documento di piano
-Documento delle normative
_Piano dei servizi
PROPOSTA DI DOCUMENTO DI PIANO

OBIETTIVI GENERALI DEL PIANO


-Promuovere politiche per lo sviluppo economico e sociale per i residenti
-Migliorare i servizi a livello locale e sovra comunale con un costruttivo rapporto tra i comuni
lomellina.
1-Mantenere e risanare i caratteri paesistico ambientali e di abitabilità nel territorio
2-organizzare la rete di mobilità urbana e intercomunale
3-Valorizzare le risorse storico culturali non solo del centro storico ma del comparto cascine e valle
4-Promuovere azioni atte al contenimento dei consumi energetici e uso di fonti energetiche
rinnovabili e solare.
5-Recupero e valorizzazione di aree degradate e dismesse.
6-Distinzione degli interventi:
Livello comunale/locale Livello territoriale di competenza provinciale/regionale

1-AMBITI CITTA’ CONSOLIDATA non trattato


2-AMBITI DI TRASFORMAZIONE

2.1Ambiti di trasformazione residenziale:


Definizione di RING : fascia inedificabile che circonda la città.
Determinare una fascia denominata RING che circonda la città quale zona inedificabile e da
destinarsi a green way corridoio verde anulare di collegamento tra i quartieri residenziali e i nuovi
servizi. Derivazione dal RING –Viennese del XIX sec. Rivelatosi un indispensabile serbatoio per
il verde metropolitano odierno.
Residenze servite da nuova viabilità di quartiere. Fascia di rispetto inedificabile lungo le tangenziali
destinata a interventi di verde paesaggistico.

2.2- Ambiti traformazione industriale:


concentrare i nuovi insediamenti come ampliamento di quelli esistenti, inserendo servizi alle
imprese che limiterebbero ulteriore aumento di traffico verso il centro cittadino (uffici postali,
spedizionieri ecc..)
Utilizzare territorio già compromesso da precedenti interventi industriali

2.3 Ambiti di trasformazione paesistica


Ambiti di importanza strategica per la definizione della rete ecologica attraverso strumenti della
compensazione e perequazione. Eliminare la perequazione che genera appezzamenti minimi di
terreni inutilizzabili per interventi pubblici. Accorpare superfici e monetizzare il piccolo.

Individuare le zone libere dall’edificato radiali da conservare per un accesso diretto alle zone
agricole da attrezzare con percorsi ciclabili.
2.4 Ambiti agricoli non soggetti a trsformazione
Mantenimento della attività agricole e valorizzazione delle aree paesistico ambientali
Consapevolmente alla carta della biodiversità delle risaie, controllo e divieto di ulteriori
insediamenti inquinanti, già presenti in lomellina.

3 - SISTEMA DEL VERDE LOCALE

Il sistema del verde locale deve diventare il cuore della città il centro motore della nuova
concezione di vita associata attorno a cui ruotano attività ludiche ricreative e di servizio .
A titolo di esempio il centro S.Maria dovrà essere inglobato in un parco verde utile anche per nuovi
ampliamenti, purtroppo la presenza del supermercato impedisce parzialemente tale progetto.

4- VERDE TERRITORIALE

Tessuto costituito da aree agricole e boscate , verde piantumato sulle rive di canali e navigli.
La strategia vincente è quella di creare corridoi di verde continuo piuttosto che macchie sparse
scollegate. Potenziare le direttrici di utilizzo del territorio agricolo ricco di strade rurali.
Utilizzare la rete del sistema verde come via di comunicazione tra gli elementi di attrazione posti
sul territorio.

5- VERDE TERRITORIALE EDIFICATO


La continuità del sistema verde rafforza anche funzione di definizione della forma dell’edificato
creando una cornice per il costruito, occorre fermare il fenomeno di frammentazione delle aree
edificate concentrandole in quartieri . Il nuovo consumo del territorio deve essere compensato
esclusivamente con un consistente ritorno ambientale.
Tali aree devono essere sottoposte ad un potenziamento vegetazionale e di fitodepurazione nei siti
umidi.
AZIONI: Prevedere il potenziamento del verde territoriale attraverso meccanismi perequativi e di
compensazione.

6- MODALITA’ E OBBIETTIVI DI SVILUPPO

Attivare un sistema di monitoraggio della pianificazione.


Limitare il consumo di territorio promuovendo l’uso di aree centrali per la residenza come sta già
avvenendo nelle ex aree industriali, compatibilmente con il rilascio di corridoi verdi verso la
periferia.

7 - TIPOLOGIE DI INTERVENTO ( parte da sviluppare )


7.1- INTERNA AL RING città da completare
7.2- ESTERNA AL RING città da trasformare, nuova edificazione

8 - POLITICHE DI GOVERNO

8.1 – Strategie generali

Progettare la parte pubblica della città come ordinatore di quella privata ( cioè esattamente
l’operazione opposta di quella fatta per la costruzione della scuola Besozzi)

Definire le aree di utilità generale per i sistemi ordinatori del verde dei servizi e della mobilità ,
precedenti a qualsiasi nuova costruzione.

Dare una gerarchia alle porzioni di territorio in base alle necessità pubbliche

Usare il sistema corridoio verde per un progetto strategico per creare una continuità tra il Parco del
Ticino e la città.

Rilocalizzare all’interno del territorio comunale le attività produttive che si sono insediate nei
comuni limitrofi sulla base di migliore offerta di servizi.
Prescrivere che vengano eseguiti a titolo di compensazione ambientale per gli interventi di:
nuova edificazione residenziale
nuovi insediamenti industriali
costruzione di nuove strade urbane e extraurbane

processi di potenziamento vegetazionale dei progetti di verde territoriale interno agli ambiti di
trasformazione, piantumazione delle barriere verdi alle tangenziali esterne e viali radiali verso il
centro.

Recupero delle aree industriali dismesse e se situate in posizione strategica per interesse pubblico,
acquisite per progetto di riconversione.

Promuovere verso il centro urbano funzioni e attività attrattive per la vita sociale e di conseguenza
contenere lo sviluppo residenziale in tale zona.

8.2 Politica di governo sulla viabilità

FERROVIA
L’opportunità del secondo binario è andata persa

RISTRUTTURAZIONE DELLA STAZIONE FERROVIARIA

1- Progettare un parcheggio a silos sulla attuale area di proprietà FFSS e concessa al comune
2- Coprire la stazione con un piano carrabile accessibile da c.so Pavia e viale Mazzini , by pass
il passaggio a livello.
3- Individuare un percorso protetto ciclabile di collegamento STAZIONE - PARCO TICINO
4- Per agevolare l’uso BICI + TRENO pubblicizzando maggiomente nell’area milanese la
vocazione verde turistica Vigevano + Parco.

9- Ristrutturazione della viabilità

9.1 Viabilità città consolidata

1- Individuare situazioni di pericolo per pedoni e cicli e installare passerelle laterali ai ponti e
ai restringimenti , in primo luogo il ponte di C. Genova.
2- Individuare parcheggi nella cerchia del centro storico intervenendo sulla acquisizione di aree
dismesse e in tutti gli interventi di rinnovo edilizio evitando parcheggi interati per uso
pubblico di difficile gestione, vedi quelli esistenti.

9.2 - Viabilità periferica

La città si è ormai sviluppata con una viabilità che ricalca le preesistenti strade radiali vicinali a
sezioni variabili e discontinue, le nuove strade hanno sempre creato anelli periferici . Questa
cintura di strade circolari necessarie per convogliare il traffico esternamente alla città ha creato una
barriera che impedisce il collegamento a pedoni e cicli di raggiungere in sicurezza l’esterno del
perimetro cittadino
Aumnetare la distanza di rispetto tre le tangenziali e la nnuova edificazione creando quella zona
verde citata precedentemente.
10 PISTE CICLABILI E PERCORSI PEDONALI

Finalità e criteri di progettazione


Favorire e promuovere un elevato grado di mobilita ciclistica e pedonale in alternativa all’uso dei
veicoli con riferimento alla mobilità lavorativa, scolastica e turistica.
Individuare le principali polarità urbane da collegare adeguando gli spazi della viabilità veicolare a
quelli ciclopedonali, con particolare riguardo agli incroci .
Attrattività e continuità e riconoscibilità del percorso
Valutare la redditività dell’investimento, avvicinandosi al migliore soddisfacimento dell’utenza
dall’inquinamento atmosferico e acustico.

10.1 -Tipologia delle piste ciclabili

Percorsi urbani

Tali percorsi si svolgono lateralmente alla sede stradale e con striscia di delimitazione longitudinale.
Dotare i percorsi di una propria segnaletica semaforica e orizzontale agli incroci principali e di una
pavimentazione a contrasto con il colore dell’asfalto.

Percorsi extraurbani

La pista ciclabile extraurbana hs principalmente funzione turistica e quindi il percorso deve


soddisfare determinati requisiti ambientali.
Le piste saranno realizzate lungo i corridoi di verde continuo principalmente lungo i bordi di canali
e navigli già piantumati e con elevato valore paesaggistico.
Gli attraversamenti alla viabilità circolare al nucleo urbano dovranno essere effettuati attraverso
sottopassaggi In caso di necessità devono essere realizzate delle passerelle da affancare ai ponti
urbani per separare le utenze.

11 - POTENZIAMENTO DELL’ L’EDILIZIA CONVENZIONATA

12 - MIGLIORAMENTI QUALITATIVI DELL’EDIFICATO

1 - Contenimento energetetico per edifici in classe A


2 - Recupero acque piovane per uso irriguo
3 - Qualità del progetto come inserimento architettonico e cultura compositiva
4 - Impiego pannelli solari

13 - ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE PAESAGGISTICA

Criteri di carattere estetico e di inserimento dell’edificio nel paesaggio urbano e adiacente a


zone vincolate a verde.

14- DEFINIZIONE DI PAESAGGIO URBANO ( da sviluppare)


15 – OBIETTIVI DI SVILUPPO EDIFICI SCOLASTICI

Le attrezzature scolastiche: le localizzazioni delle scuole primarie e secondarie sono dislocate in


modo da soddifare l’esigenza di settori città evitando il più possibile lunghi spostamenti urbani.
In secodo luogo si può notare che l’area , comprensiva di edifici e spazi aperti è sempre inferiore a
quella necessaria per legge in rapporto al numero degli alunni e il nuovo edificio della scuola
Besozzi ha peggiorato tale rapporto.
Il fabbisogno attuale riguarda gli spazi aperti più che le superfici standard di cui non sono a
conoscenza. Con l’aumento dell’offerta formativa gli spazi devono avere la possibilità di ulteriori
ampliamenti.
Per quanto riguarda le medie superiori occorre fare un accorpamento e creare un polo scolastico
facilmente raggiungibile dalla stazione con tutti i servizi sportivi comuni outdoor- indoor.
La sede attuale del liceo in via cairoli verrà dedicata ad altro scopo remunerativo per la nuova
costruzione nel polo.

16- INSEDIAMENTI PRODUTTIVI - NUOVE PROPOSTE

Gli insediamenti produttivi: nel corso dello sviluppo cittadino si sono creati in sediamenti
produttivi che hanno creato poli più o meno concentrati in zone periferiche ben precise, in direzione
Novara, Mortara . Gli altri edifici sono sparsi ad anello lungo quasi tutta la periferia.
Occorre concentrare tale sviluppo in poche zone dotate di tutti i servizi necessari per diminuire il
traffico nell’area centrale della città, ufficio postale , spedizionieri, e altri servizi, concentrati nel
polo. La capacità di trattenere nel territorio i suoi occupati sta uno dei nodi principali della nuova
pianificazione.
Su questo si basa la ricerca di nuove opportunità di lavoro in grado di sostituire e riconvertire il
personale del comparto meccano calzaturiero.

basandosi su direttive di sviluppo previste dalle leggi sotto riportate, è possibile elaborare una fase
di riconversione economico produttiva basata sul recupero delle materie di scarto della raffinazione
del riso.

A- produzione del super isolante MAEROGEL derivato dagli scarti del riso utilizzando la
tecnologia già sperimentata della University Teknology of Malesia. Un prodotto
altamente qualificato e innovativo nato in quei paesi dove il riso è una risorsa primaria
nella alimentazione.

B- Recupero degli scarti legnosi del riso per produrre isolanti da utilizzare nel campo
edilizio in concomitanza con il recupero degli scarti di altre produzioni agricole.

Il piano vuole improntare ad un recupero delle risorse locali per sviluppare una nuova
idea di industria compatibile con la filiera agricola locale e padana ,che sarà in grado di generare
nuovi posti di lavoro qualificati, opportunità per giovani e imprenditori, nonché dare maggiore
rilevanza europea al sito.
Utilizzando la carta della biodiversità delle risaie della provincia di Vercelli e di Pavia e

La legge 6 dicembre 1991 n. 394 “aree protette” prevede che nell’ambito dei del territorio dei
parchi , Parco del Ticino si legge “ ….valorizzazione e sperimentazione di attività produttive
compatibili; RIUTILIZZARE INVECIE DI BRUCIARE
17 - PERCORSI CICLABILI E RETE BOSCHIVA

La presenza di numerose aree marginali va guardata come una risorsa del territorio non per nuova
edificazione ma per salvaguardia dell’ambiente creando barriere boschive tra città e infrastrutture
industriali. Tali aree non servono se sono disperse nell’ambito urbano come sta accadendo oggi,
dove si assiste alla creazione di mini giardinetti isolati pubblici lascito di nuove residenze.

Occorre continuità alle nuove zone verdi, corridoi alberati di collegamento tra i parchi esistenti,
meglio se al singolare perché l’unico parco è il parco Parri.
Cintura forestata a protezione dell’abitato percorsa da una pista ciclabile lontano dalle strade.

Da questa cintura si dipartono le piste ciclabili extraurbane utilizzando canali di percorrenza già
consolidati dal punto di vista ambientale come le rive di canali e la riva del naviglio Sforzesco.

Lungo questa corso d’acqua è stata progettata la pista ciclabile che collega il polo sportivo S.Maria
con la frazione Sforzesca.

Questo territorio ospita numerose azienda agricole che rappresentano una risorsa per lo sviluppo e
la tutela del sistema paesistico e ambientale e occorre fare in modo che vengano coinvolte nel
processo di trasformazione dell’ambiente rurale
Il sisteme rurale fornirà sempre di più valore aggiunto al territorio
In tale ambito vengono svolte funzioni decisive per l’equilibrio ambientale e il tamponamento dei
fattori inquinanti utilizzando la fitodepurazione

18 - CARATTERI CLIMATICI

La totale assenza di ventilazione sul territorio come su tutta l’ area padana non consente la
realizzazione di strutture industriali inquinanti con emissioni in atmosfera. La vocazione territoriale
climatica è un nuovo elemento che indica la tipologia di inserimento industriale più rispettoso
dell’ambiente.

ARGOMENTI DA SVILUPPARE

Attività commerciali e terziarie

Le scelte per il sistema del paesaggio

Le scelte per il sistema insediativo

La valutazione ambientale strategica

Compensazione ecologica preventiva

Il disegno urbanistico della città

Slogan di progetto:
Migliorare la qualità del vivere attraverso la partecipazione
STANDARD URBANISTICI

Nel DM 1444/68, va eliminata la differenziazione nell’obbligo di rispettare gli standard (rapporti


massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle
attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi) fra zone omogenee A (agglomerati urbani storici),
B (aree totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A) e C (aree destinate a nuovi
complessi insediativi). Infatti tutte le zone devono garantire i minimi di legge, anche le aree A e B.
L’articolo 4 del DM prevede che le aree a servizio, per gli interventi in zone A e B, cioè in aree
edificate del tutto o in parte, siano computati in misura doppia rispetto a quella effettiva, per
rispondere ad una presunta difficoltà a reperire spazi per gli standard per esempio in un centro
storico.

Questo poteva avvenire “qualora sia dimostrata l’impossibilità – per mancata disponibilità di aree
idonee…”. Se una qualche giustificazione poteva darsi in certe condizioni certo non è vera adesso.
E’ successo che si liberasse spazio nel centro storico vedi piazza Lavezzari, ma invece di
utilizzarlo per gli standard sono stati concessi nuovi interventi abitativi, uffici, commercio
parcheggi sempre pochi e privati, mentre i servizi sono stati spostati altrove, in zone meno appetibili
e pregiate. Servizi che devono ancora essere costruiti.

ALTERNATIVE ALLE CASE DI RIPOSO

Ma abbiamo bisogno anche di nuovi spazi per servizi, oltre a quelli elencati nel DM, ed escluse
come già detto chiese ed oratori. Case per anziani non ghettizzate ma inserite in tipologie abitative
con giovani famiglie ,né sarebbero più soli gli anziani, costretti ad andare al supermercato per
vedere qualcuno. Luoghi di cura e di incontro per gli anziani nel mezzo degli insediamenti urbani
per favorire l’incontro con gli altri di tutte le età: mai più soli. Le tipologie edilizie in linea giocano
un ruolo importante per la convivenza e aiuto reciproco bambini / anziani.

RAZIONALIZZARE I SERVIZI PER ABBATTERE I COSTI

Creare le nuove cattedrali laiche della cultura, della comunicazione, dello spettacolo, pubbliche o
private senza precludere nessuna idea progettuale. Imparare, insegnare, comunicare, discutere,
decidere, progettare, assistere a spettacoli e guadare mostre, guardare gli altri, leggere, non da soli.
Le scuole per tutti, lo spazio per l’istruzione permanente. Uso pubblico delle palestre. Centri sociali
e case dei ragazzi come spazi pubblici gestiti dai fruitori. Servizio alla persona universale significa
che tutti devono poter accedere e che bisogna rompere la logica del servizio costruito dall’impresa
privata che è disponibile a realizzare solo i servizi che rendono. Chi non ha possibilità deve avere il
diritto di poter frequentare palestre, e servizi per lo sport gratuiti, salute del corpo come diritto di
tutti. Occorre utilizzare gli spazi scolastici anche da parte della comunità , palestre, sale proiezioni,
teatro.Obbligare a razionalizzare l’uso delle strutture.

Basti pensare al project financing che prevede siano attuati solo i servizi in grado di produrre
reddito per ripagare che li realizza . Anche gli spazi pedonali e le piste ciclabili fanno parte delle
infrastrutture sociali urbane da rendere obbligatorie.

L’urbanistica deve dare il massimo contributo alle politiche di welfare, andando ben oltre
l’approccio delle “dotazioni territoriali minime”.

Non ci sono tempi senza spazi. Tanta fatica per nulla: il problema non è facilitare l’assolvimento del
ruolo ma liberare dai ruoli imposti. Solo per libertà.
Non ci sono tempi senza spazi. Senza nuovi servizi non ci possono essere politiche spazio temporali
che creano progresso. La famiglia viene incensata mentre le vengono attribuiti compiti abnormi
rispetto alle sue forze: la cura degli anziani anche non autosufficienti, solo per fare un esempio, in
nome della solidarietà, ma in realtà in nome del risparmio sul welfare. Un risparmio attuato per
liberare risorse per un eccesso di autostrade e opere pubbliche non sempre così necessarie e mentre
la nostra amministrazione si preoccupa di non fare perdere i soldi al suo socio di ASMabbandonati
in casa. Ma quando si diventa anziani siamo costretti ad andare al ricovero o in un paese civile
esiste una assistenza domiciliare che funziona davvero? Queste sono le opere che devono essere
progettate non le centrali a olio!

Opera finalizzata allo sviluppo economico, di cui sarebbe più logico si occupasse il piano
energetico nazionale individuando area per area il tipo di impianto compatibile con l’ambiente.

POLITICHE SPAZIO TEMPORALI

Le politiche spazio temporali hanno senso se se ci sono spazi da connettere e se ad essere connessi
sono opportuni luoghi per nuovi servizi altre a quelli tradizionali, invece mancano elementi
fondamentali di infrastruttura sociale come gli spazi pubblici e collettivi per l’incontro e la cultura.
E ogni scusa è buona per eliminare quei pochi che ci sono. Se gli spazi da connettere sono solo i
negozi e i centri commerciali quelli, per vendere sono disposti ad essere aperti a qualsiasi ora.
Allentare la rigidità dei tempi dei servizi, se i servizi non ci sono, non ha un gran senso.

Esistono realtà culturali, fortemente culturali che rischiano di scomparire per mancanza di fondi e
per numero di iscritti. Mi riferisco all’istituto musicale Costa , una istituzione che esiste da più di
40 anni. Nessuno più ne parla, gli studenti iscritti sono fortemente diminuiti, mancano soldi, ormai
è un malato terminale, si aspetta la fine , pazienza tanto nessuno poteva farci niente. Ma la pubblica
amministrazione non esiste per queste cose, perché trattasi di cosa privata e non di un importante
presenza nella città.

Bisogna liberare gli spazi perché possano accogliere ed ospitare la creatività individuale e collettiva.
Liberare gli spazi significa affrontare il nodo della rendita fondiaria e dei profitti immobiliari. Se
non si cambia logica da quella del valore di scambio al valore d’uso, dalla razionalità economica a
quella sociale, non avremo spazi da connettere, ma solo brandelli, sempre più piccoli di spazio
privato (più piccoli perché i prezzi fanno ridurre lo spazio abitativo consentito).

SICUREZZA URBANA

Quanto alla sicurezza urbana, il problema è che questo termine mette insieme significati troppo
diversi, che creano gravi fraintendimenti. Una accezione di sicurezza, quella che ci interessa in una
prospettiva di genere, è che i cittadini devono poter girare dappertutto, in bici a piedi o in auto
senza rischiare incidenti dovuti alla viabilità progettata male.

Muri recentemente costruiti sul bordo delle tangenziali che impediscono la visibilità a chi si
immette nella strada, E poi sicurezza non significa recintare spazi ma applicare regole progettuali
apparentemente “per bene”, nessun vigile o poliziotto li fermerebbe mai per un controllo di ordine
pubblico.
LA COSTRUZIONE DELLA CITTA’ IN COMUNE

Servizi pubblici e collettivi e la costruzione della città in comune

le regole di trasformazione urbana in favore di chi esprime un uso sociale delle città come bene
comune. Bisogna liberare lo spazio dalla logica immobiliare , nel senso che deve prevalere il suo
uso sociale su qualsiasi ipotesi di sfruttamento. Solo escludendo gli usi che producono rendita
fondiaria – profitto immobiliare in favore di quelli di cui c’è davvero bisogno, potremo avere spazi
in grado di ospitare nuovi modi di abitare, spazi comuni, collettivi, pubblici in cui possa svilupparsi
la creatività sociale. Da un lato quindi va ottenuto spazio per quelle funzioni che sono oggi carenti
nelle città: abitazioni inserite in un contesto di quartiere attrezzato (flessibili e fluttuanti) servizi
alla persona, spazi per l’istruzione permanente e per la cultura…

Ma un vero stato sociale, che in Italia non è mai esistito in pieno, oggi non può non porsi il
problema del reddito per tutti. Se non c’è lavoro per tutti, tutti hanno bisogno di vivere.
disoccupazione” afferma che in lomellina esiste una vera e propria “miniera di lavoro” che non
viene sfruttata. Le aree di crescita occupazionale secondo sono molteplici: la difesa del suolo e dei
cittadini, i beni culturali, i trasporti, la formazione e la ricerca. creare lavoro finalizzato al
miglioramento della qualità della vita. Quante attività di cura sono necessarie e quanto bisogno
hanno le città e le metropoli di una riqualificazione ed infrastrutturazione sociale che non è fatta
solo di spazi ed edifici pubblici e collettivi ma anche di persone che danno loro senso e contenuto. Il
lavoro di riproduttivo, di cura delle persone, deve diventare centrale, ma deve essere retribuito in
modo diretto o indiretto. Se ho il reddito di cittadinanza posso fare lavoro sociale e di cura, ma
anche culturale ed artistico senza sottostare alle logiche elitarie e segreganti del mercato.