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Il caff filosofico Ghi, Avellino, 28 gennaio 2012 LIBERT Relatore Mario Coppola Devoto Oli: Stato di autonomia essenzialmente

nte sentito come diritto e come tale garantito da una precisa volont e coscienza (). La situazione relativa allassenza di costrizione o limitazioni. Nei testi della banca dati del Tesoro della Lingua Italiana delle Origini la parola libert compare in varie accezioni, che si possono grosso modo raggruppare sotto le seguenti definizioni: Capacit delluomo di essere causa delle proprie azioni, di autodeterminarsi, Libero arbitrio, possibilit di scegliere il bene, Capacit, potere, facolt di agire secondo le proprie scelte, Condizione di chi gode della personalit giuridica oppure di chi non ha vincoli alla propria possibilit di muoversi (cio non schiavo o prigioniero), Condizione di una comunit che non soggetta a dominazione straniera o a un potere tirannico. Mancano invece i valori oggi sentiti come naturali: Qualit delluomo che consiste nel non essere assoggettato, ma libero di autorealizzarsi secondo le sue proprie scelte, Piena possibilit di esercitare il potere di scelta, Possibilit di esercitare la capacit di autodeterminazione, senza imposizione di divieti o obblighi, in una serie di campi (libert personale, religiosa, di pensiero, di stampa, di associazione, di commercio, ecc.). Abbagnano (Dizionario di filosofia): Tre significati fondamentali, che si sono intersecati nel corso della storia: 1) concezione della libert come autodeterminazione o autocausalit, secondo la quale la libert assenza di di condizioni e di limiti; 2) concezione della libert come necessit, che attribuisce lautodeterminazione alla totalit; 3) concezione della libert come possibilit o scelta, secondo la quale la libert limitata e condizionata, cio finita. Botturi (Enciclopedia filosofica Bompiani): La prima suddivisione semantica tra significato positivo e significato negativo della libert. Per libert negativa, o libert da coazione o da costrizione, si intende la mancanza di costrizione interna o esterna subita dalla capacit di operare appartenente a un soggetto umano. La libert positiva, invece, comprende il significato pi comune e insieme pi tipico di libert, la libert di scelta o libero arbitrio. Essa riguarda la condizione interiore di autonomia dellagente, in forza della quale egli stesso principio diniziativa e di elezione tra contenuti diversi ed eventualmente tra percorsi alternativi di azione esterna. La questione cruciale quindi relativa alle condizioni ultime di possibilit dellautodeterminazione. Benveniste (Vocabolario delle istituzioni indoeuropee): sia il greco eleutheros sia il latino liber derivano da una radice indeuropea *leudh, sanscrito rodh-, indicante crescita/sviluppo, specializzatasi presso slavi, greci e latini a indicare il popolo o letnia di appartenenza. Appartenere a un popolo conferisce un privilegio da cui stranieri e schiavi sono esclusi. Il senso primitivo [di libert] non liberato da qualche cosa; quello dellappartenenza a una razza etnica designata con una metafora di crescita vegetale. Altra radice priyos, sanscr. priya, cui fanno capo il tedesco frei e linglese free. Onians (Le origini del pensiero europeo) considera invece la libert come etimologicamente legata alla capacit procreativa delluomo, e alla realizzazione senza impedimenti del desiderio sessuale: Liber dio italico-romano della fertilit, libido, libare (versare liquido), greco lebein, love, liebe. Anglosassone fre (libero, nobile), legato a fri (signore, padrone), fria (amare), friend, Freund (amico), norreno frij (innamorato) e frij (seme). Si pensava che il fluido/spirito sessuale risiedesse nella testa (collo compreso), per cui i capelli degli schiavi erano tagliati corti o si metteva loro un laccio al collo, e la liberazione era uno sciogliere il collo.