Sei sulla pagina 1di 5

©2009 Neuroscienze.

net
Journal of Neuroscience, Psychology and Cognitive Science

On-line date: 2009-04-16

Immaginario e percezione visiva

di Paolo Manzelli

Keywords: Fenice, EGO-CreaNET, LRE, Acromatopsia, Alchimia, Evoluzione, Immaginario

Un cambiamento profondo delle nostre concezioni sulla percezione e' estremamente necessario dal
momento che i sistemi di comunicazione tecnologica stanno modificando gradualmente la
formazione cerebrale dell' uomo. Per tale ragione il LRE-EGO-CreaNET ha proposto da alcuni
anni una riflessione sulle modificazioni cognitive che necessitano di essere considerate per dare
una coerente significazione alla percezione visiva, vista in relazione allo sviluppo evolutivo del
funzionamento cerebrale le cui tracce si possono reperire in alcuni articoli pubblicati in rete. ( vedi
ad es:: WEB-Bibliografy 1)-6).) A livello psichico cosciente e' infatti certamente rischioso ritenere
di poter mantenere inalterati i fondamenti della nostra cultura 'meccanica', in special modo a
proposito della interpretazione delle relazioni cognitive sussistenti tra 'forma ed informazione'.
Essendo evidente che non basta osservare per capire , e' presumibile che la ignoranza del
funzionamento cerebrale della percezione in un mondo comunicativo dei mass-media, conduca le
giovani generazioni a subire gli effetti di una notevole carenza di strumenti concettuali di lettura,
limitando la loro capacita' di interpretazione del mondo altamente tecnologico in cui vivono.
Quanto sopra genera gia' adesso evidenti sintomatologie nevrotiche, provocando traumi di
psico-sociali, i quali, in ultima analisi sono anche la conseguenza di una interpretazione obsoleta
ed illusoria della percezione, in quanto quest' ultima e' ancora basata sulla 'Metofora Fotografica'
che come tale determina la impossibilita' di aver coscienza della necessita' di nuove interpretazioni
che correlino evolutivamente il reale, il simbolico e l' immaginario. Uno dei fattori fondamentali di
contrasto tra osservazione e cognizione , risiede nella contraddizione sussistente tra la
meccanicizzazione dell' interpretazione delle funzioni umane e il procedere della 'umanizzazione'
delle macchine, che tende a provocare, a livello delle funzioni cerebrali superiori, una
dissociazione psichica in gran parte causata dalla limitatezza delle capacita' interpretative nella
percezione visiva nel contesto dello sviluppo sociale ed umano contemporaneo. Ad esempio

Pagina 1/5
sappiamo che gia' sono funzionanti computer in ambiente acquoso, i quali , a similitudine di
quanto accade nel cervello, utilizzando segmenti di DNA per elaborare segnali e che tali
computers molecolari , possono riprodurre immagini su schermo, in modo del tutto simile alle
simulazioni di rappresentazione che possiamo osservare nei piu' comuni computers digitali . (7)
Purtroppo pur sapendo che nel mondo contemporaneo cambia e cambiera' ancor piu' rapidamente
la interazione 'uomo-macchina', generando notevoli incomprensioni tra 'reale ed virtuale',
dobbiamo constatare come permanga nella attivita' di insegnamento un sostanziale mantenimento
di concezioni meccanicistiche a riguardo dell' uomo, che cozza culturalmente con tutte le
prospettive di sviluppo teorico-pratico sulla base delle quali si 'biologizzano' le macchine. Non e'
quindi difficile capire, come tale situazione di arretratezza cognitiva determini, nell' inconscio
sociale-collettivo, un degrado della capacita' creativa, proprio in quanto ogni possibile
interpretazione innovativa, viene bloccata dal costante riferimento a concezioni obsolete, rese
ormai storicamente inutili dagli avanzamenti dello sviluppo scientifico e tecnologico.
Indubbiamente siamo comunque pressati da informazioni e stimoli, che agiscono a livello
neurologico e sensoriale, ed obbligano la fisiologia cerebrale ad adattarsi alla velocità dei flussi di
informazione; pertanto e' buona norma cercare di non subire passivamente questo inquinamento
informativo, causato in primo luogo dalla incapacita' di selezionare le informazioni ricevute
secondo criteri e metodi di lettura cognitivamente avanzati. E' molto probabile che per adeguare i
processi cognitivi contemporanei allo sviluppo scientifico e tecnologico del mondo
contemporaneo, cosi da superare ogni ricorso a logiche interpretative meccanicistiche, si debba
ricorrere ad una analisi piu' attenta delle potenzialita' delle intuizioni profonde, che ancora
risiedono nel miti piu' antichi, cosi' da poter rielaborare, a partire da essi le cognizioni piu'
adeguate ai nostri tempi. Il LRE-EGO-CreaNET della Universita' di Firenze ha iniziato ad
utilizzare una strategia di revisione dei miti alchemici, dai quali e' possibile riconsiderare
cognizioni intuitive antiche, che parmangono espressione di un potente immaginario , che con
estrema difficolta' stiamo riattivando agli inizi del nuovo millennio. Il Mito Alchemico dell' Araba
Fenice (8) e' un esempio di come sia importante ricreare una concettualita' nella quale la
percezione si dissolve nell' immaginario mentale. La visione della alchimia araba ci permette
infatti di comprendere come l' intuizione sia uno strumento cognitivo flessibile e profetico, da cui
e' possibile derivare uno straordinario potenziale di riflessioni concettuali moderne. Ricordiamo
che la Fenice e' rappresentata da un bellissimo uccello dal becco contenente piu' di cento fori, dai
quali il pennuto emette una musica ritmica e melanconica, quando sente l' avvicinarsi della morte.
Allora la Fenice batte veementemente le sue ali piumate fino a quando si sprigionano scintille, che
danno fuoco agli arbusti su cui si era posata, prevedendo l' ora della sua fine, prendendo fuoco
anche essa e quindi trasformandosi in breve in cenere, dalla quale risorge una nuova Fenice piu'
bella e fulgente di prima. Nel mito della Fenice il suono rappresenta l' informazione che e capace
di riprendere la forma in un sistema di ciclico di trasformazione evolutiva della materia e della
energia. L'informazione come 'elemento che precede la forma' e' il carattere fondamentale che si
deduce dal mito della Fenice, che in vero gia' apparteneva ad una concettualita' antichissima
quanto l' alchimia; cio' conduceva a ritenere globalmente la natura come un sistema intelligente,
capace di recepire ed elaborare informazione in forme e trasformazioni, evitando in tal guisa quelle
suddivisioni analiticamente riduttive , che sostanzialmente corrispondono a creare una barriera
concettuale tra il sistema vivente e pensante e il mondo inanimato. Oggigiorno in un sistema di
sviluppo ricorrente, similmente al mito della Fenice , le concezioni meccanicistiche divengono
limitative della comprensione e dello sviluppo cognitivo contemporaneo, che infatti dovra' attuare
la trasformazione tra un modello interpretativo meccanico e quello bio-tecnologico che sta
avanzando, perseguendo al contempo la impellente necessita' di attuare una ampia e profonda
revisione concettuale del precedente paradigma interpretativo. Una delle limitazioni concettuali
essenziali che impedisce il fluire creativo di questo processo di revisione cognitiva , risiede

Pagina 2/5
proprio nella concezione che porta a separare nettamente 'l' oggetto veduto dal soggetto vedente' .
Tale arbitraria separazione fa' ritenere la percezione come un fenomeno generato da un sistema
cerebrale di lettura di immagini, gia' delineate, in posizione rovesciata, da inesistenti raggi di luce
sulla retina dell' occhio. Tale interpretazione costituisce oggi una vera assurdita' scientifica, in
quanto nella nella retina avviene un processo di reazioni fotochimiche oscillanti (9), che di per se
non descrivono alcuna rappresentazione di immagini, in quanto le reazioni fotochimiche possono
soltanto inviare al cervello dati di informazione che quest'ultimo elabora con caratteristiche che
hanno una dominante nella genetica umana. Il cervello, come vedremo di seguito, non ha infatti la
funzione di riprodurre forme della realta' cosi come sono, ma di costruire rappresentazioni visive
codificando interattivamente modelli cerebrali spazio/temporali della realta' esterna. Cio' che
limita la capacita di capire la costruzone cerebrale della percezione, consiste pertanto nel
confondere la rappresentazione codificata cerebralmente con la effettiva realta' esterna che
certamente non e' definita nei termini in cui e' stata codificata la sua rappresentazione mentale. Gli
operatori che trasformano un segnale sensoriale d´ingresso in un segnale rappresentazione
visiva in uscita, sono costituiti dalle varie tipologie di neurotrasmettitori che agiscono da
catalizzatori nelle interazioni tra energia,materia ed informazione, e vengono regolati da un
principio di bio-economia ,definito come Principio di Ferilita' Evolutiva. (10) La parte piu´
specificamente attiva nella trasformazione dei segnali sensori in percezione visiva organizzata,
sappiamo essere collocata nella struttura striata della corteccia cerebrale occipitale del cervello
.Quest' ultima riceve impulsi pre-elaborati principalmente dal il cosidetto 'nucleo genicolato
laterale' ed e' strutturata in una serie di strati neuronali sovrapposti , distinti nelle proprie
funzionalita', che vengono indicati come con indici che vanno da V 1 a V5 ( dove la V sta' per
Vision). Sostanzialmente V1 e' lo strato piu' interno del campo ricettivo ed assume una funzione di
selezione distributiva della informazione ricevuta dalle altre aree cerebrali che gia' hanno
pre-elaborato la informazione sensibile percepita dalle retina oculare, lo strato V2 e' quello che
codifica la dimensione spaziale delle forme statiche, essendo sensibile all' orientamento dei profili
ombra/luce, lo strato V3 ha un compito differenziato dal precedente in quanto risulta
maggiormente sensibile al movimento delle forme, codificando le differenze temporali del moto ,
lo strato V4 e' essenzialmente deputato al riconoscimento del colore tramite la codificazione di
impulsi corrispondenti alle frequenze della luce, mentre lo strato V5 procede ad un raffinamento
ed alla sincronizzazione della codificazione di forme, movimento e colore. Il risultato di tale
processazione analitica consiste in una mappa codificante gli impulsi bio-elettrici, che
predispongono il processo della informazione visiva, ma tale mappatura non genera ancora alcuna
visione cosciente del percepito, in quanto la percezione visiva non avviene in alcuna zona
particolare del cervello, ma e' il risultato di una integrazione complessiva dell'intera rete di
corrrelazioni, che procede nel generare la rappresentazione visiva, tramite continui confronti
interattivi e procedure di integrazione e sincronizzazione dei segnali bio-elettrici e bio-chimici nel
cervello Per inciso ad es le 'saccadi oculari' corrispondono ad un programma 'non casuale' del
movimento degli occhi che attua una ricerca di dati informativi, che risponde interattivamente ad
un confronto costante con sincronie percettive precedentemente memorizzate a breve o a lungo
termine, mediante le quali il cervello ricerca di significare la conoscenza del mondo esterno,
probabilmente perseguendo alcune informazioni integrative prodotte da un ancestrale determinante
genetica. Quello che vediamo 'oggettivamente' come campo di rappresentazione visuale e' pertanto
definibile come un 'pattern multimediale', fornito dalla analisi delle probabilita' delle possibili
nostre interazioni corporee con l' ambiente. Tale risultato viene pertanto a dipendere anche dalla
conoscenza del precedente esperito da ciascuno di noi e quindi non consegue solo ed
automaticamente al meccanismo di codificazione selettiva di quanto viene percepito
sensorialmente dagli occhi. La precedente interpretazione significante il processo della percezione
visiva , essendo basata su dati scientifici piu' attuali e' indubbiamente piu' complessa, della

Pagina 3/5
modalita´ obsoleta mutuata dal ritenere possibile una attivita´ 'fotografica' della
retina oculare; proprio percio' la nuova interpretazione probabilistica, assume una rinnovata
possibilita' di divenire utile mezzo di comprensione delle relazioni che accomunano il reale il
simbolico e l' immaginario nell' epoca contemporanea . Sappiamo dagli studi sulle varie patologie
di cecita' corticale che esse sono correlabili alla differenziazione funzionale dei procedimenti di
codificazione della corteccia visiva dell' uomo. Ad es un danno all' Area V4 provoca
'Acromatopsia' e cioe' perdita della percezione dei colori. , mentre una lesione che colpisca
specificamente l' area V3 e V5, fa' si che il paziente possa vedere perfettamente un oggetto
immobile, ma il movimento sia dell' oggetto che della testa, lo fa sparire come per magia. Se e'
colpita solo l' area V2, al contrario del caso precedente, tali individui hanno difficolta' a percepire
forme immobili, ma spesso possono vedere la televisione in quanto le immagini televisive sono
costruite dinamicamente. Se invece e' danneggiata l' Area V1, la cecita' e' completa; comunque se
il danno e' limitato, questi pazienti presentano una fenomenologia detta della 'visione cieca'; cio' in
quanto le altre aree sane della corteccia riescono a identificare, sia pure in maniera imperfetta e
non del tutto affidabile, una parziale elaborazione di una ampia gamma di stimoli visivi, che
permettono a tali soggetti di 'indovinare' situazioni di disposizione ambientale degli oggetti e del
loro movimento, pur non percependo consapevolmente alcuna percezione visiva. Comprendendo
infine, per quanto abbiamo considerato , che l´organizzazione delle conoscenze e dei
processi del pensiero non si sviluppano in modo indipendente dalla significazione della percezione
sensoriale, possiamo azzardare alcune considerazioni conclusive in coda a questa relazione Ad es.
possiamo capire che l' utilizzazione massiccia della televisione va a formare preferenzialmente l'
area V3, che predilige la codificazione temporale del movimento, rafforzandola in relazione allo
sviluppo dell' area V2, agendo di conseguenza , in particolare nei giovani e giovanissimi, su una
variazione dello sviluppo della differenziazione delle funzioni di codificazione percettive del
sistema nervoso centrale rispetto agli adulti. . Inoltre datosi che la codificazione dello scorrere del
tempo del movimento, viene associata ad un complicato intreccio di emozioni e pensieri , si puo'
capire come i giovani possano maturare un rifiuto per la lettura statica dello scritto di un libro,
ovvero per la osservazione di oggetti che prediligano le relazioni spaziali non dinamiche, quali la
visita ad un museo. Se le considerazioni di cui sopra, acquisiranno un evidente validita'
interpretativa, in vero sono ancora da confermare, allora possiamo supporre che nelle condizioni di
sviluppo cerebrale del mondo contemporaneo, venga a riacquisire importanza il pensiero
simbolico , che puo' essere esercitato per rileggere in modo creativo l' comunicativo altamente
tecnologico in cui viviamo, al fine di decifrare le rinnovate relazioni tra reale e virtuale .Infatti,
nella 'dimensione virtuale', la netta separazione tra oggetto e soggetto, conseguente alla
considerazione della percezione 'oggettiva', non e' piu' applicabile, proprio in quanto tale
distinzione con il ricorso al 'virtuale' tende drasticamente a sparire in una completa interattivita'
soggetto/oggetto, nella quale il tempo e' ridotto all' istante della memoria a breve termine. (12) La
distinzione del vero dal falso diviene quindi difficoltosa, se non fosse possibile correlarla a
qualche altro sintomo di riferimento, che possa essere cognitivamente accettato; una soluzione
possibile e' pertanto quella di fare ricorso ad elementi si antica simbologia interpretativa che
assumono rinnovato valore attuale quali fattore d´ordine mentale del nuovo immaginario
cognitivo. In seguito a tali riflessioni, rapidamente abbozzate in chiusura di questa relazione,
abbiamo gia' da alcuni anni individuato e sperimentato nuove modalita' e le strategie di
rinnovamento educativo, che sono state proposte sulla base di varie progettazioni dal Laboratorio
di Ricerca educativa LRE/EGO-CreaNET della Universita' di Firenze. In vero sembra che tali
progettazioni siano state fertili, non solo per i risultati ottenuti di volta in volta, ma proprio in
quanto capaci di aprire un ampio confronto sulla necessita' di un profondo rinnovamento creativo
dei contenuti e delle metodologie della educazione contemporanea.

Pagina 4/5
Informazioni aggiuntive

Relazione di Paolo manzelli - LICEO SCIENTIFICO "G.Marconi" Pesaro g.marconi@pesaro.com

permalink: http://www.neuroscienze.net/index.asp?pid=idart&cat=3&arid=311

Pagina 5/5