Sei sulla pagina 1di 45

Abarchive.info

ISTAT

IS TAT

IS TAT Laboratorio di progettazione degli interni 2 Professori: Gennaro Postiglione, Lorenzo Bini, Agostino Petrillo

Laboratorio di progettazione degli interni 2

Professori: Gennaro Postiglione, Lorenzo Bini, Agostino Petrillo Tutors: Michela Bassanelli, Marco Di Nallo, Marco Lampugnani, Elena Naldi

Chiara Cicciarella Silvia Medici

ISTAT LA TRASFORMAZIONE DEL TERRITORIO ABRUZZESE

METODO

OBIETTIVI

RIFERIMENTI

PARTE 1: Demografia

1.1

andamento demografico

1.2

bilancio demografico

1.3

fasce d’età

1.4

indice di vecchiaia

1.5

indice di dipendenza strutturale

1.6

occupati

1.7

presenza di stranieri e provenienza

1.9

densità popolazione

1.10

conclusioni

PARTE 2: Economia

2.1 andamento PIL per settori

2.2 spesa media mensile per famiglia

2.3 andamento imprese, unità locali, numero di addetti

2.4 distribuzione delle unità locali nelle province

2.5 settori produttivi

2.6 agricoltura

2.7 industria

2.8 commercio

2.9 turismo: parchi, località balneari, località sciistiche

2.10 poli attrattori

2.11 import-export

2.12 conclusioni

PARTE. 3: Patrimonio edilizio

3.1 densità edificato

3.2 costruzioni occupate

CONCLUSIONI GENERALI

METODO

Al fine di eseguiere un’indagine il più oggettiva possibile, i dati sono stati recuperati da fonti attendibi- li, quali l’ Istat (istituto nazionale di statistica) e il Sistan (sistema statistico nazionale). Inoltre, per procedere in modo ordinato la strategia adottata è stata quella di raccogliere i dati suddivi- dendoli nelle tre categorie: demografia, economia e patrimonio edilizio. Per ognuno dei campi elencati si è proceduto in tre fasi. La prima , la più lunga e meccanica, è stata la raccolta dei dati e la loro catalogazione. Quest’ultima in particolare, è stata organizzata attraverso una gerarchizzazione degli argomenti, partendo da un’analisi regionale, a una provinciale, per poi arrivare a una riguardante i comuni e i singoli borghi. In questo modo si è ottenuta una visione completa, da una scala più globale a una più specifica, capace di cogliere le peculiarità tipiche del territorio Abruzzese. Terminata la prima fase, si è proceduto con la seconda: la selezione dei dati e la loro tabellizzazione eseguita secondo una specifica logica. Quest’ultima, infatti, prevedeva la raccolta di dati riguardanti un determinato argomento, analizzato in un periodo storico prestabilito, per poi approfondirlo per l’ultimo anno preso in riferimento. In questo modo si è ottenuta una raccolta di dati organizzata per località e arco temporale che ha permesso di mettere a confronto più dati, così da ottenere un quadro chiaro e sintetico sull’Abruzzo Nella terza e ultima fase, individuate le conclusioni, si è passati poi a darne una rapprentazione grafica al fine di rendere la lettura dei dati più immediata e chiara evitando così di ricorrere a un semplice elenco di numeri.

OBIETTIVI

Questo lavoro si fonda sull’intento di comprendere le cause di abbandono dei borghi abruzzesi, attra- verso una approfondita indagine del territorio e delle sue trasformazioni. Tale indagine si è svolta attraverso una raccolta di dati volta a descrivere in modo oggettivo aspetti

quali l’andamento demografico, l’economia e il patrimonio edilizio a più scale territoriali, da quella più ampia, la regionale, alla più piccola dei borghi. Una volta resa la descrizione sintetica dei dati, questa diventa strumento per individuare i fattori che hanno portato al sempre più diffuso fenomeno dell’abbandono dei borghi storici. Per ciascuna categoria sono stati poi individuati dei “sotto”- obiettivi che ci permettessero, in modo

di leggere in maniera chiara i dati rac-

colti, avendo come fine ultimo l’individuazione delle potenzialità e delle problematiche su cui intervenire.

specifico e con gli adeguati supporti - tabelle, schemi grafici -

Demografia L’obiettivo è individuare il cambiamento della distribuzione della popolazione attraverso una rielabora- zione di dati tramite l’infografica. Questi ultimi permetteranno di avere una lettura chiara e immediata della dinamica demografica e risalire al periodo storico specifico in cui si sono verificati i principali fenomeni di spopolamento. L’indagine demografica non si fermerà solo all’aspetto quantitativo ma an- drà ad analizzare i vari aspetti caratteristici della popolazione ( indice di vecchiaia, indice di dipendenza strutturale, pendolarismo, occupazione, presenta di stranieri), al fine di individuare le cause del fenomeno.

Economia L’analisi di dati economici ci permette di individuare i settori maggiormente attivi, la loro localizzazio- ne sia a livello regionale sia a livello comunale e l’influenza di questi sulle aree circostanti. Inoltre questa indagine ci permette di individuare i prodotti e i settori di punta dell’Abruzzo. La ricerca indaga principalmente sui settori dell’agricoltura, dell’industria, dei servizi e del commercio.

Patrimonio edilizio L’analisi del patrimonio edilizio è mirata a individuare la quantità di edificato e sopratutto quello non utilizzato cercando di capire le cause che hanno portato al non utilizzo. Questo è utile per capire se questi edifici possono essere rifunzionalizzati.

RIFERIMENTI

RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com

www.densitydesign.org

www.visualcomplexity.com

http://feltron.com

RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com
RIFERIMENTI www.densitydesign.org www.visualcomplexity.com http://feltron.com

PARTE 1

DEMOGRAFIA

1961

858424

282473

128409

297246

150296

ANDAMENTO

DEMOGRAFCIO

1334675 1106266 abruzzo
1334675
1106266
abruzzo
150296 ANDAMENTO DEMOGRAFCIO 1334675 1106266 abruzzo 309131 l’aquila 319209 pescara 396497 chieti 309838
309131 l’aquila 319209 pescara 396497 chieti 309838 teramo 1861 1871 1881 1901 1911 1921 1931
309131
l’aquila
319209
pescara
396497
chieti
309838
teramo
1861
1871
1881
1901
1911
1921
1931
1936
1951
1971
1981
1991
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2009

60

ab/kmq

260

ab/kmq

151

ab/kmq

152

ab/kmq

1936 1951 1971 1981 1991 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2009 60 ab/kmq 260
1936 1951 1971 1981 1991 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2009 60 ab/kmq 260
1936 1951 1971 1981 1991 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2009 60 ab/kmq 260
1936 1951 1971 1981 1991 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2009 60 ab/kmq 260
BILANCIO DEMOGRAFICO 1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti
BILANCIO DEMOGRAFICO 1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti
BILANCIO DEMOGRAFICO 1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti
BILANCIO DEMOGRAFICO 1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti
BILANCIO DEMOGRAFICO 1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti

BILANCIO

DEMOGRAFICO

1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008

DEMOGRAFICO 1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti da altri

+54823

1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti da altri comuni

-44135

1.323.987 Popolazione al 1° Gennaio 2008 +54823 -44135 + nati 11743 + iscritti da altri comuni

+ nati

11743

+ nati 11743
+ nati 11743
+ nati 11743
+ nati 11743

+ iscritti da altri comuni

29207

+ 12182

iscritti dall’estero

+ 1691

altri iscritti

- 13720

morti

- canc. per altri comuni

27349

- 1773

canc. per l’estero

- 1293

altri cancellati

comuni 27349 - 1773 canc. per l’estero - 1293 altri cancellati 1.334.675 Popolazione al 31° Dicembre
comuni 27349 - 1773 canc. per l’estero - 1293 altri cancellati 1.334.675 Popolazione al 31° Dicembre

1.334.675 Popolazione al 31° Dicembre 2008

13,5% 65,3% 21,2% 13,3% 65,3% 21,4% 15,4% 67%
13,5%
65,3%
21,2%
13,3%
65,3%
21,4%
15,4%
67%
13,5% 65,3% 21,2% 13,3% 65,3% 21,4% 15,4% 67% 17,3% FASCE D’ETA’ 13,1% 65,7% 21,4% Percentuali delle

17,3%

FASCE D’ETA’

13,1% 65,7%
13,1%
65,7%
65,3% 21,4% 15,4% 67% 17,3% FASCE D’ETA’ 13,1% 65,7% 21,4% Percentuali delle fasce d’età in Italia

21,4%

Percentuali delle fasce d’età in Italia e succesivamente in Abruzzo. La pri- ma fascia d’età va dai 0 ai 14 anni; la seconda dai 15 ai 64 anni e la terza dai 65 a 100 anni e oltre. (istat 2009)

2007
2009

INDICE DI VECCHIAIA

157
157

161

118
118

162

132 125 117 109 1993 1995 1997 1999
132
125
117
109
1993
1995
1997
1999
151 156 140 2001 2003 2005
151 156
140
2001
2003
2005
161 162
161 162

E’ il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella tra i 0–14 anni, moltiplicato per 100. Questo indice esprime il grado di invecchiamento della popolazione. 100 esprime il valore di equilibrio tra anziani e gio- vani, all’aumentare di questo valore gli anziani prevalgono sui giovani. Molti comuni dell’abruzzo hanno un indice di vecchiaia elevato che fa presupporre una totale assenza di future generazioni e di conseguen- za una “morte” del comune. (istat

2009)

INDICE DI DIPENDENZA STRUTTURALE

+ 53 +
+ 53
+

53

+ 49
+ 49
INDICE DI DIPENDENZA STRUTTURALE + 53 + 53 + 49 fasce d’età 0 - 14 14
fasce d’età 0 - 14 14 - 64 65 +
fasce d’età
0 - 14
14
- 64
65
+
+
+

52

L’indice di dipendenza strutturale è il rapporto tra la popolazione in età non attiva (0 -14 e 65+) e la popolazione in età attiva (15-64). L’indice di dipen- denza dà un’idea del rapporto tra la popolazione che “sostiene” (ovvero la

popolazione tra i 15 - 64 anni) e la po- polazione che deve essere “sostenuta” (giovanissimi e anziani). Valori oltre i 100 mostrano una situazione in cui gli “inattivi” prevalgono sulla potenziale classe lavoratrice. L’indice per l’Abruz- zo è 52, un pò più alto del Mezzogior- no (49). (istat 2009)

OCCUPAZIONE

1.262.397 ab. nel 2001 in abruzzo 59% occupati 59% 58% 46,6% 76,4% l’aquila teramo pescara
1.262.397 ab. nel 2001 in abruzzo
59%
occupati
59%
58%
46,6%
76,4%
l’aquila
teramo
pescara
chieti
agricoltura
3%
4%
3%
5%
industria
58%
63%
59%
61%
altri servizi
38%
33%
38%
33%
13,9%
13,6%
14,1%
17,4%

L’analisi occupazionale ha individua- to che il 59% della popolazione totale risulta occupata. Specificando i dati per le quattro province si evince che la provincia di Chieti, con il 76,4% de- tiene la percentuale di occupati più alta. Inoltre la percentuale riscontrata nelle 4 province, è stata ulteriormen- te suddivisa nei settori dell’industria, agricoltura e altri servizi.

PROVENIENZA

STRANIERI

68,3% 7,3% 10,9% 13,2% 0,2%
68,3%
7,3%
10,9%
13,2%
0,2%
1,9% 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
1,9%
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008

5,2%

romania albania romania macedonia marocco albania cina macedonia ucraina ucraina polonia polonia bulgaria
romania
albania
romania
macedonia
marocco
albania
cina
macedonia
ucraina
ucraina
polonia
polonia
bulgaria
bulgaria
senegal
Kosovo
kosovo
serbia
tunisia
marocco
brasile
regnounito
senegal
moldovia
germania
tunisia
cina
russia
nigeria
brasile
nigeria
egitto
india
filippine
filippine
argentina
francia
australia
giappone
grecia
venezuela
samoa
argentina
rep.dominicana
nuovazelanda
venezuela
india
rep.dominicana
cuba
EUROPA
AFRICA
OCEANIA
ASIA
AMERICA
pakistan
bangladesh
colombia
perù
lituania
statiuniti
slovacchia
spagna
algeria
rep.ceca
bosnia
iran
egitto
eritrea
croazia
etiopia
belgio
L’AQUILA
TERAMO
PESCARA
CHIETI
ungaria
svizzera
montenegro
srilanka
bielorussia
ecuador
paesibassi
18%
israele
canada
24%
uzbekistan
giappone
28%
libano
30%
lettonia
australia
portogallo
ABRUZZO
turchia

bolivia

austria

camerun

cile

DENSITà POPOLAZIONE

51 comuni con popolazione maggiore ai 5001 abitanti 200 comuni con popolazione dai 501 ai
51
comuni con popolazione
maggiore ai 5001 abitanti
200
comuni con popolazione
dai 501 ai 5000 abitanti

54

comuni con popolazione inferiore ai 500 abitanti

CONSIDERAZIONI

La densità di popolazione, anche se è aumentata negli ultimi decenni, è ben al di sotto della media na- zionale. Nel 2009 ci sono stati, infatti, 124,4 abitanti per km quadrato in Abruzzo, a fronte di una media nazionale di 200,2 ab/Kmq. A livello di provincia, la situazione è molto varia: la Provincia di Pescara è la provincia più densamente popolata (260,1 abitanti per km quadrato nel 2008), mentre, all’altro estre- mo, L’Aquila è la meno densamente popolata (61,3 abitanti per km quadrato nel 2008), anche se ha la più grande area provinciale. Dopo decenni di emigrazione dalla regione (principalmente dal 1961), dal 1980 è cominciata l’immigrazione dai paesi del terzo mondo. L’incremento demografico è dovuto al saldo migratorio positivo, in quanto dal 1991 sono state registrate più morti che nascite (ad eccezione per il 1999, quando il loro numero era pari). Lo squilibrio demografico è più grave tra le aree montuose dell’interno e le aree della fascia costiera. La più grande provincia, L’Aquila, si trova interamente all’interno e ha la più bassa densità di popolazione. Il movimento della popolazione d’Abruzzo dai monti al mare, a seguito di una forte industrializzazio- ne, ha portato alla quasi completa urbanizzazione della fascia costiera e al quasi totale svuotamento delle zone interne montuose (eccezione fatta per i grandi centri come L’Aquila, Avezzano e Sulmona). Nel 2009 i nati sono stati 11.402, i morti 14.597 con un saldo naturale di -3.195 . Le famiglie contano in media 2,48 componenti. Il 31 dicembre 2008 su una popolazione di 1.334.675 abitanti si contavano 69.641 stranieri (5,2%). Ri- spetto a questi dati gli immigrati provengono principalmente da Romania, Albania, Macedonia, Maroc- co, Cina, Ucraina, Polonia e Bulgaria. Su un totale 305 comuni abruzzesi 54 di questi, situati per lo più in zone montane e lontane da “poli”, hanno un popolazione inferiore ai 500 abitanti. Le cause dell’abbandono di questi paesini sono, prin- cipalmente, la mancanza di servizi di prima necessità, mancanza di lavoro e la troppa distanza che li separa dalle città attive. I pochi abitanti che popolano i borghi sono per lo più anziani.

PARTE 2

ECONOMIA

PIL

1.381.586 mln euro in Italia nel 2007 18,3% abruzzo agricoltura industria costruzioni servizi 2,4% 25,3%
1.381.586 mln euro in Italia nel 2007
18,3%
abruzzo
agricoltura
industria
costruzioni
servizi
2,4%
25,3%
7,1%
65,2%

ANDAMENTO ECONOMICO

1995 - 2006 (milioni di euro)

Negli corso degli anni, l’Abruzzo ha scavalcato molte regioni italiane ed oggi ha il PIL procapite più alto del Mezzogiorno. PIL pro capite abruzzo: 19.723 mln euro. (istat 2009) PIL pro capite mezzogiorno: 16.119 mln euro. (istat 2009)

16.457

pro capite mezzogiorno: 16.119 mln euro. (istat 2009) 16.457 servizi 10.330 industria 4.020 costruzioni

servizi

10.330

industria

4.020

costruzioni

1.169

agricoltura

675

6.386

1.786

601

1.169 agricoltura 675 6.386 1.786 6 0 1 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002
1.169 agricoltura 675 6.386 1.786 6 0 1 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006

SPESA MEDIA MENSILE

2796€ 2539€ 1854€ 125€ mobili-elettrod. 129€ 91 € energia tempo libero 72 € sanità 189€
2796€
2539€
1854€
125€
mobili-elettrod.
129€
91 €
energia
tempo libero
72 €
sanità
189€
abbigliamento
52 €
comunicazioni
istruzione
25 €
abitazioni
531€
23 €
tabacchi
2254€
470€
alimentari
trasporti
307€
236€
altri beni

32

mila

28

mila

24

mila

20

mila

16

mia

12

mila

8

mila

4

mila

0

mila

0 mila
0 mila

32

mila

28

mila

24

mila

20

mila

16

mia

12

mila

8

mila

4

mila

0

mila

0 mila
0 mila
0 mila

100 mila

 

90

mila

80

mila

60

mila

40

mila

20

mila

0

mila

0 mila
0 mila
0 mila
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero
60 mila 40 mila 20 mila 0 mila ANDAMENTO SETTORI imprese unità locali numero

ANDAMENTO

SETTORI

imprese

unità locali

numero addetti

1971

1981

1991

2001

AGRICOLTURA

1,1%

INDUSTRIA

13,3%

COSTRUZIONI

12,7%

SERVIZI

72,9%

UNITA’ LOCALI u.l 96.915 (istat 2001) 15,1% AQ 19,6% TE 37,1% PE 28,2% CH
UNITA’ LOCALI
u.l 96.915
(istat 2001)
15,1% AQ
19,6% TE
37,1% PE
28,2% CH
96.915 (istat 2001) 15,1% AQ 19,6% TE 37,1% PE 28,2% CH 17,3% AQ 21,4% TE 31,4%
96.915 (istat 2001) 15,1% AQ 19,6% TE 37,1% PE 28,2% CH 17,3% AQ 21,4% TE 31,4%
96.915 (istat 2001) 15,1% AQ 19,6% TE 37,1% PE 28,2% CH 17,3% AQ 21,4% TE 31,4%
96.915 (istat 2001) 15,1% AQ 19,6% TE 37,1% PE 28,2% CH 17,3% AQ 21,4% TE 31,4%
96.915 (istat 2001) 15,1% AQ 19,6% TE 37,1% PE 28,2% CH 17,3% AQ 21,4% TE 31,4%

17,3% AQ

21,4% TE

31,4% PE

29,9% CH

24,7% AQ

21,4% TE

27,3% PE

26,6% CH

22,2% AQ

26,8% TE

23,2% PE

27,8% CH

SETTORI

PRODUTTIVI

57% silvicoltura e utilizzazione di aree forestali 100% 15% estrazioni di ghiaia, sabbia, argilla e
57%
silvicoltura e utilizzazione di aree forestali
100%
15%
estrazioni di ghiaia, sabbia, argilla e pietra
industria del legno e dei prodotti in legno
46%
57%
45%
commercio al dettaglio di beni personali
bar e ristoranti
trasporti terrestri non ferroviari
attività ausiliare delle assicurazioni
81%
82%
79%
attività legali, consulenza in materia fiscale
istruzione per gli adulti ed altri servizi
L’AQUILA
74%
servizi di lavanderia, saloni di bellezza
66%
attività connesse all’agricoltura
85%
14%
estrazioni di ghiaia, sabbia, argilla e pietra
industrie conciarie e prodotti in cuoio
63%
76%
73%
68%
commercio al dettaglio di beni personali
bar e ristoranti
trasporti terrestri non ferroviari
attività ausiliare delle assicurazioni
80%
83%
attività legali, consulenza in materia fiscale
istruzione per gli adulti ed altri servizi
TERAMO
74%
servizi di lavanderia, saloni di bellezza
69% attività connesse all’agricoltura 0,37% 0,37% 87% 0,1% 19% 11,1% estrazioni di ghiaia, sabbia, argilla
69%
attività connesse all’agricoltura
0,37%
0,37%
87%
0,1%
19%
11,1%
estrazioni di ghiaia, sabbia, argilla e pietra
industrie alimentari e delle bevande
0,1%
10,8%
34%
51%
4,7%
95%
4,3%
74%
commercio al dettaglio di beni personali
bar e ristoranti
trasporti terrestri non ferroviari
attività ausiliare delle assicurazioni
2,7%
45%
19%
62%
0,5%
68%
attività legali, consulenza in materia fiscale
istruzione per gli adulti ed altri servizi
4,9%
PESCARA
75%
servizi di lavanderia, saloni di bellezza
6,9%
0,7%
90%
attività connesse all’agricoltura
0,2%
0,1%
67%
estrazioni di ghiaia, sabbia, argilla e pietra
14,1%
23%
industrie alimentari e delle bevande
0,1%
12,1%
32,7%
63%
6,2%
84%
3,9%
67%
2,3%
77%
commercio al dettaglio di beni personali
bar e ristoranti
trasporti terrestri non ferroviari
attività ausiliare delle assicurazioni
15,4%
83%
0,4%
77%
attività legali, consulenza in materia fiscale
istruzione per gli adulti ed altri servizi
4,8%
CHIETI
6,8%
77%
servizi di lavanderia, saloni di bellezza

agricoltura, caccia e silvicoltura

agricoltura, caccia e silvicoltura pesca, piscicoltura e servizi connessi estrazioni di minerali attività

pesca, piscicoltura e servizi connessi

pesca, piscicoltura e servizi connessi

estrazioni di minerali

estrazioni di minerali

attività manifatturiere

attività manifatturiere

produzione e distribuzione di energia elettrica, gas ed acqua

produzione e distribuzione di energia elettrica, gas ed acqua

costruzioni

costruzioni

commercio all’ingrosso e al dettaglio

commercio all’ingrosso e al dettaglio

alberghi e ristoranti

alberghi e ristoranti

trasporti magazzinaggio e comunicazioni

e ristoranti trasporti magazzinaggio e comunicazioni intermediazione monetaria e finanziaria attività

intermediazione monetaria e finanziaria

intermediazione monetaria e finanziaria

attività immobiliari e altre attività professionali

attività immobiliari e altre attività professionali

istruzione

istruzione

sanità ed altri servizi sociali

sanità ed altri servizi sociali

altri servizi pubblici, sociali e personali

altri servizi pubblici, sociali e personali

AGRICOLTURA

tra i primi produttori nazionali prodotti tipici
tra i primi produttori
nazionali
prodotti tipici

INDUSTRIA

INDUSTRIA metalmeccanica alimentare del trasporto delle telecomunicazioni chimica del mobile dell’ artigianato tessile
INDUSTRIA metalmeccanica alimentare del trasporto delle telecomunicazioni chimica del mobile dell’ artigianato tessile

metalmeccanica alimentare del trasporto delle telecomunicazioni chimica del mobile dell’ artigianato tessile

COMMERCIO

istituti di credito servizi commerciali
istituti di credito
servizi commerciali

TURISMO

parco nazionale d’abruzzo, lazio e molise parco nazionale del velino sirente parco nazionale della majella
parco nazionale d’abruzzo,
lazio e molise
parco nazionale del
velino sirente
parco nazionale
della majella

parco nazionale gran sasso e monti della laga

4

parchi

18 località balneari martinsicuro alba adriatica tortoreto giulianova roseto degli abruzzi pineto silvi montesilvano
18
18

località balneari

martinsicuro alba adriatica tortoreto giulianova roseto degli abruzzi pineto silvi montesilvano pescara francavilla al mare ortona san vito chietino rocca san giovanni fossacesia torino di sangro casalbordino vasto Fossacesia Francavilla Al M. Giulianova Martinsicuro Montesilvano Ortona Pescara

9 località sciistiche gran sasso teramano gran sasso aquilano altopiano delle rocche monti simbruini valle

9

località sciistiche

gran sasso teramano gran sasso aquilano altopiano delle rocche monti simbruini valle del saggitario alto sangro altopiano delle 5miglia majella chietina majella occidentale

delle rocche monti simbruini valle del saggitario alto sangro altopiano delle 5miglia majella chietina majella occidentale
delle rocche monti simbruini valle del saggitario alto sangro altopiano delle 5miglia majella chietina majella occidentale

POLI ATTRATTORI

305 comuni teramo 7 pescara poli attrattori l’aquila chieti atessa avezzano lanciano 54 comuni con
305
comuni
teramo
7
pescara
poli attrattori
l’aquila
chieti
atessa
avezzano
lanciano
54
comuni con popolazione
inferiore ai 500 abitanti
6,3% 8,8%
6,3%
8,8%
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5%
8,2%
83,1%
17,4%
70%
1,9%
3,7%
0,5%

0,1%

6,3% 8,8% 8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5
6,3% 8,8% 8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5
6,3% 8,8% 8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5
6,3% 8,8% 8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5
6,3% 8,8% 8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5

2007 ABRUZZO

8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0
8,2% 83,1% 17,4% 70% 1,9% 3,7% 0,5% 0,1% 2007 ABRUZZO 5000 10000 1 5 0 0

5000 10000

15000

2006

2005 2004 EXPORT 2003 IMPORT 2002 7 . 316mln 2001 4 . 280mln 2000 1999
2005
2004
EXPORT
2003
IMPORT
2002
7
. 316mln
2001
4
. 280mln
2000
1999
1998
1997
1996
1995
4,7%
AGRICOLTURA
0,4%
1994
1993
0,2%
0,1%
1992
PESCA
1991 0,3%
MINERALI
0,7%
mln di e.
95%
MANUFATTI
98,8%
0,1%
0,1%
ALTRI SETTORI

CONSIDERAZIONI

Dai grafici è riscontrabile che il settore più incisivo sull’economia abruzzese è quello legato ai servizi, tanto da ricoprire il 65% del prodotto interno lordo ed essere dotato del maggior numero di unità locali diffuse su tutto il territorio. Questo risultato rispecchia la realtà abruzzese fortemente legata al

turismo, attivo grazie alla varietà morfologica del territorio che presenta sia località balneari, sia località sciistiche, sia grandi parchi di elevata qualità naturalistica: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise;

il Parco Nazionale della Majella; il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e il Parco Na- zionale del Velino Silente.

Nostante l’Abruzzo si distingua per la produzione di particolari specie ortofrutticole (carota, patata) e

di uva da vino, il confronto dell’andamento nelle decadi a partire dal 1971 a quello del 2001 evidenza

come ci sia stato un calo della presenza di unità locali nel settore primario, a favore di quello secondario

e terziario, in cui si registra un costante aumento. La successiva analisi suddivisa nelle tre categorie,

imprese, unità locali e numeri degli addetti, consente di notare come non ci sia corrispondenza tra settore con più imprese e settore che necessità di maggior forza lavoro. (vedi manifatturiero, vendita al dettaglio).

E’da sottolineare come, mentre il settore terziario si sviluppa lungo tutta la fascia costiera, ricca di servi-

zi commerciali e di istituti di credito; lo sviluppo industriale si concentra principalmente nella zona del

teramese e chetina che presentano rispettivamente, una, un grande numero di piccole e medie aziende nel settore tessile e calzaturiero; e l’altra, diverse sedi di multinazionali. Quanto rilevato si riscontra anche nell’approfondimento riguardante le singole provincie, infatti nono- stante per tutte e quattro il settore trainante sia quello legato al commercio all’ingrosso e al dettaglio dei beni legati alla persona, notiamo che Teramo si distingue per l’industria conciaria e dell’abbiglia- mento; L’Aquila per l’attività edilizie; mentre Pescara e Chieti per l’industria alimentare e per le attività

legali e di consulenza.

Una volta raccolti i dati e trasferiti sulla mappa territoriale, si vengono ad individuare sette poli attrat- tori, dotati di servizi, imprese e infrastrutture la cui propulsione influenza anche i comuni circostanti mantenendoli vivi e attivi.

La crescita economica della regione indagata, è anche legata al suo commercio con i paesi esteri, in par-

ticolare con l’Europa (80%), con i quali scambia principalmente prodotti dell’industria manifatturiera.

PARTE 3

PATRIMONIO

EDILIZIO

DENSITA’ DELLE ABITAZIONI

DENSITA’ DELLE ABITAZIONI 350 comuni 35 comuni con densità delle abitazioni maggiore di 100 54 comuni

350

comuni

35

comuni con densità delle abitazioni maggiore di 100

54

comuni densità delle abitazioni minore di 19

EDIFICATO NON UTILIZZATO

EDIFICATO NON UTILIZZATO 350 comuni 37 comuni con oltre il 60% dell’edificato non utilizzato 221 comuni

350

comuni

37 comuni con oltre il 60% dell’edificato non utilizzato 221 comuni con il numero di
37
comuni con oltre il
60% dell’edificato non
utilizzato
221
comuni con il numero
di edifici non utilizzati
inferiore al 40%

CONCLUSIONI GENERALI

L’Abruzzo si caratterizza per una densità abitativa relativamente bassa determinata da un territorio pre- valentemente montuoso e dalla vasta estensione delle aree protette. Il sistema economico, caratteriz- zato da una disoccupazione relativamente contenuta, un PIL pro capite crescente e non distante dalla media italiana, si differenzia ormai dalle altre regioni del Mezzogiorno. Dai dati, infatti, è riscontrabile una crescita constante del PIL: nel 1951 il reddito pro capite era del 53%, nel 1971 del 65% e nel 2006 arriva al 84,4%. Le aree interne di montagna sono caratterizzate da una sostanziale marginalità, con un’agricoltura parti- colarmente estensiva, un tasso di disoccupazione più elevato rispetto alla media regionale, una minore qualificazione professionale degli addetti al ciclo produttico. Un punto di forza è rappresentato dalla presenza di risorse ambientali e naturalistiche di grande valore (fra tutte il Parco Nazionale dell’Abruzzo), che può rappresentare un elemento strategico per lo sviluppo delle aree interne più marginali Il forte calo di numero di addetti all’agricoltura a favore degli altri rami dimostra che la crescita si è ve- rificata in corrispondenza del passaggio da un’economia basata sull’agricoltura e sulla pastorizia a una basata sull’industria e sul settore terziario. In particolare il settore secondario è organizzato su medie e piccole imprese produttrici di una grande varietà merceologica che va dall’abbigliamento, ai materiali da costriuzione; dalle industrie metalmec- caniche a quelle chimiche. Nonstante questo passaggio economico abbia portato l’Abruzzo ad uscire da una situazione di depres- sione, l’ articolazione delle industrie risulta spesso inorganica e poco coordinata. La dislocazione delle aree industriali lungo specifici assi , quali quello della val Pescarae del litorale Aprutino, ha incentivato ulteriormente il divario già preesistente all’interno del territorio stesso, rafforzando il movimento inter- no dall’alto verso il basso e dai villaggi verso le città. Questo fenomeno è riscontrabile dal forte spopolamento delle aree più montane ed interne caratteriz- zate da una morfologia più complessa e dalla mancanza di servizi e di poli attrattori nelle zone circostan- ti. I vecchi centri murati, dislocati spesso lungo le pendici degli appennini, in zone difficili da raggiun- gere, sono stati quindi investiti da questo fenomeno di svuotamento. Inoltre, l’.esodo delle forze lavoro più giovani ha portato queste aree ad avere un alto tasso di inselinimento tanto da raggiungere valori molto elevati dell’indice di vecchiaia. Ciò fa presupporre una totale assenza di generazioni future e una “morte” del borgo.