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SOCRATE Socrate fu dapprima scultore, come suo padre, poi affascinato dalle lezioni dei sofisti si dedic all'istruzione

e alla educazione della giovent ateniese. Sebbene fosse un uomo brutto e quindi non bello a vedersi, egli esercit una grande influenza nei confronti dei suoi contemporanei. Socrate possedeva innumerevoli qualit sopratutto la sua conversazione fine, brillante ed inoltre godeva di un grande prestigio dovuto alle sue idee morali molto elevate. Il suo rapporto con la sofistica fu ambivalente perch da un lato Socrate condannava la venalit e la mancanza di scrupoli dei sofisti mentre dall'altro lato somigliava a questi perch si mostrava indifferente alla metafisica, alla scienza della natura (che per lui conduceva all'ateismo) e alla matematica che riteneva inutile. Come i sofisti, questo filosofo metteva lo studio dell'uomo morale al centro della sua educazione. Per questi motivi molti lo confusero con i sofisti e ci lo rese inviso alla parte conservatrice di Atene che alla fine lo condann a morte. Il primo ad aprire l'ostilit contro il Nostro fu Aristofane che nella commedia le Nuvole lo ridicolizz e lo rese sospetto sul piano religioso e politico. La vita di Socrate, come tutti sanno, ebbe termine quando, dopo la caduta dei trenta tiranni, venne accusato di ateismo e di corruzione della giovent e per questi motivi fu condannato a bere la cicuta nel 399 AC. Socrate non lasci nulla di scritto pur tuttavia le notizie che abbiamo di lui riportate da Senofonte ne "I Memorabili" e da Platone ci ilustrano in modo esauriente il pensiero di questo filosofo. Il punto di avvio della filosofia socratica lo scetticismo di Protagora e dei sofisti. Egli afferma che l'unica cosa che egli sa e di non sapere nulla ed inoltre afferma essere la scienza priva di certezza. Se egli scettico nel campo cosmologico non lo in quello morale. Socrate fermamente convinto della esistenza nell'universo di un oggetto che pu essere cosnosciuto a fondo e questo oggetto l'uomo (conosci te stesso). Se l'uomo non pu riosolvere i problemi

relativi all'essenza e all'origine delle cose, pu invece sapere quello che deve essere, quello che deve fare, pu infine sapere quale il fine e lo scopo della vita p questa conosce l'unica solida e utile. Proponendo alla scienza l'uomo, Socrate parlare dell'anima come sede delle idee morale. Egli considera la l'etica come la scienza ceerta, vera, positiva fondata su principi universali. Apparentemente sia per Socrate che per Platone, l'uomo misura di tutte le cose; ma la morale di Protagora non era vera scienza perch non riconosceva principi validi per tutti. Il pensiero di Protagora eminentemente relativistico e l'individuo particolare, contingente, variabile e non ha un fondo comune con tutti gli altri uomini. La morale per Protagora manca di sanzione oggettiva; il buono, il giusto, il vero dipendono dall'apprezzamento soggettivo, giacch il singolo individuo il solo e unico giudice e tutto questo porta necessariamente a dire che vi sono tante morali quanti individui e ci equivale a dire che per Protagora la morale non esiste. Se non esiste una morale, come potr fondarsi una societ degna di tale nome? Per Socrate le diversit soggettive relative alla morale sono piu' apparenti che reali poich le idee morali sono nascoste, addormentate sotto i pregiudizi degli individui; ma basta sondare l'animo dell'individuo e ci pu essere fatto tramite l'educazione per trovare in ogni uomo le medesime aspirazioni al bene , al buono, al vero, al giusto che costituiscono la base di ogni ordine sociale vero. Questo filosofo ha l'indubbio merito di avere cercato almeno in morale la via dell'universale di aver trovato sotto le diverse opinioni morali degli individui un sotrato morale immutabile e vero. Egli si applica in modo maniacale a daterminare cosa fosse il bene e il male, il giusto e l'ingiusto, la saggezza e al follia. Queste definizioni Socrate non le da gi belle e fatte ai suoi ascoltatori, ma cercava mediante il dialogo di far affiorare quella verit che egli ritenava presente nell'animo di ogni uomo. Socrate iniziava con l'inchinarsi davanti al sapere degli astanti, ma poi a poco a poco con accorte e

acute domande induceva coloro che l'ascoltavano a confessare la loro ignoranza poi proseguendo con le sue interrogazioni li conduceva sapere realmente. Nei diaologhi platonici troviamo in un cero senso la mesa in pratica di questa tecnica che venne chiamata "ironia socratica". Lo scopo di Socrate di moralizzare la gente e a differenza della morale sofistica che puntava al benessere soggettivo ed egli vuole invece una morale sociale, umana che miri al bene collettivo. La morale un mezzo che ha per scopo la creazione della societ perfetta fondata sulla giustizia e governata dap migliori cio in piu' giusti e i piu' saggi. Socrate crede su un principio filosofico fondamentale cio sulla correlazione fra volere e sapere e che l'uomo agisca tanto meglio quanto meglio sa, pensa, comprende. da questo principio derivano altre tesi: che la virt si impara; che la persona cattiva quella ceh non sa; che il male frutto di ignoranza. Sul piano religioso, Socrate, come i sofisti rigetta la mitologia e le sue favole anche se non assume atteggiamenti sprezzanti nei confronti della religione. Egli crede nel soprannaturale, ma insiste con forza sulla universalit della provvidenza e questo non fa altro che urtare il particolarismo ateniese; ma apre al strada a quelle ideologie universali quali lo stoicismo ed il cristianesimo. Il suo insegnamento piu' duraturo fu quello di aver reso la legge morale universale e cos facendo si distinse dai sofisti che indetificavano la legge morale con l'interesse personale.