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ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PESCARA

All’Ill.mo Sig. Procuratore Della Repubblica

ESPOSTO

La sottoscritta Dott.ssa Caroli Adele, espone alla S.V. Ill.ma quanto segue. Nelle consultazioni
elettorali amministrative svoltesi nelle date del 13 e 14 aprile 2008 per l’elezione del Sindaco e del
Consiglio Comunale di Pescara, l’esponente si presentava come candidata alla carica di consigliere
comunale nella lista del PDL - Il Popolo delle Libertà.

Esaurite le operazioni di scrutinio, in base ai voti di preferenza assegnati, sono stati


proclamati eletti nelle liste del PDL alla carica di consigliere i seguenti candidati in ordine di
proclamazione: (1) Testa Guerino, (2) Verì Nicoletta, (3) Pagano Nazario, (4) Antonelli
Marcello, (5) Renzetti Roberto, (6) Sospiri Lorenzo, (7) Cerolini Forlini Guido, (8) Catone
Giampiero, (9) Pastore Andrea.
La scrivente, in virtù dei voti conseguiti, risultava non eletta alla carica de quo per un distacco
di 225 voti di preferenza rispetto all’ultimo dei designati.
In seguito ed all’esito di lunghe, serie, accurate e capillari verifiche effettuate presso i propri
elettori, l’esponente giungeva alla conclusione che lo svolgimento delle operazioni elettorali,
nel loro complesso, dallo scrutinio dei voti, all’assegnazione delle preferenze, nonché alla
dichiarazione delle schede bianche e/o nulle, fosse stato viziato da numerose illegittimità,
anomalie ed errori per violazione e falsa applicazione della normativa che presiede
l’espletamento delle procedure elettorali.
Oltre alle summenzionate ricerche effettuate dall’esponente con l’ausilio del proprio staff
operativo presso i propri elettori, in virtù di quanto riferito dai rappresentanti di lista, nonché
di ciò che risultava dal verbale di proclamazione degli eletti, era stato possibile accertare che
lo scrutinio per le votazioni elettorali si era svolto con modalità estremamente frettolose tant’è
che i dati riportati nei singoli verbali di varie sezioni avevano dato luogo a necessità di
rettifica poiché errati, incongrui e contraddittori, per stessa ammissione dell’Ufficio Centrale
Elettorale.
La medesima esponente aveva avuto occasione di constatare personalmente lo scorretto modo
di procedere allo spoglio dei voti in varie sedi visitate durante le operazioni svoltesi dopo la
chiusura dei seggi.
In seguito a tutto ciò sin qui succintamente riferito, in data 10 giugno 2008, la sottoscritta
Adele Caroli, depositava ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale, Sezione
distaccata di Pescara, contro gli eletti Pastore Andrea, Catone Giampiero, Cerolini Forlini
Guido, Cellini Massimo, e nei confronti del Comune di Pescara in persona del Sindaco pro
tempore, al fine di ottenere la riforma del verbale di proclamazione degli eletti alla carica di
consigliere comunale (Doc. n° 1).

Con sentenza depositata in cancelleria il 25 luglio 2008, l’On.le Tribunale adito, in accoglimento
del ricorso, disponeva inoltre”…l’acquisizione delle schede elettorali delle sezioni specificate alle
pagg. 7/8 del ricorso…per verificare…gli errori, per confusione dei nomi, di attribuzione del voto
tra i seguenti candidati: Caroli Adele, Catone Giampiero, Cerolini Forlini Guido e Cellini Massimo
… le schede nulle riferite alla ricorrente Caroli Adele” (Doc. n° 2).

In seguito alle operazioni di verifica ordinate dal TAR Abruzzo che hanno interessato
complessivamente n° 120 sezioni su n°170 totali, l’esponente si vedeva riconosciuta l’attribuzione,
in aggiunta ai 233 voti che costituivano il personale risultato elettorale, di un esiguo numero di
ulteriori preferenze tuttavia inspiegabilmente non assegnate a fine elezioni.
Ma questa circostanza appare ad oggi del tutto irrisoria rispetto alla gravità dei fatti che la
sottoscritta ha avuto modo di riscontrare con l’assistenza del proprio legale di fiducia, Avv.
Fernando Fiori, durante l’apertura delle schede, e che sono le ragioni che spingono la stessa a
rivolgersi alla S.V. Ill.ma per riferire con la maggior chiarezza possibile tali numerose illegittimità,
anomalie ed irregolarità, in palese violazione della complessa e minuziosa normativa di settore
(Vedi fra le altre T.U. n°570/1960; D.P.R. n°132/1993; L. n°29/1948; D.P.R. n°361/1957).

La sottoscritta, che con onestà ed autentica passione ha intrapreso la carriera politica, non può non
sottolineare il ruolo di salvaguardia e garanzia della legalità, trasparenza e correttezza della
funzione elettorale, quale inviolabile diritto-dovere del cittadino al rispetto della propria volontà di
esprimersi politicamente, nonché indefettibile dovere dello Stato.

Ci si consenta l’ardire di richiamare l’attenzione della S.V. Ill.ma su alcune fra le più note ed
emblematiche disposizioni in materia, soprattutto per ciò che interessa quanto personalmente
osservato di assolutamente contrario ai dettati normativi.

E’ fatto notorio che le schede elettorali, di identico tipo e colore per ogni collegio, sono fornite
a cura del Ministero dell’Interno stampate su carta speciale dal Poligrafico dello Stato che ha
sede in 100 città italiane e recapitate direttamente da queste ultime ai seggi elettorali.

Così come è sovente ribadita l’opportunità che nel periodo di tempo occorrente per la stampa delle
schede elettorali gli stabilimenti andrebbero sorvegliati dalle forze di P.S. in modo da evitare
qualsiasi trafugamento della carta destinata per le schede, nonché di quelle già pronte.

Effettuato poi l’impacchettamento per ciascuna sezione, il restante quantitativo deve essere
destinato a titolo di scorta ai Comuni ed alla Prefettura nella misura preventivamente stabilita.

Le schede assegnate al Comune quale scorta devono essere confezionate in un pacco con chiara ed
inequivocabile destinazione, che potrà essere aperto solo in caso di necessità per l’integrazione delle
schede di qualche sezione la cui normale dotazione dovesse risultare insufficiente.

Di tal chè le schede avanzate o il pacco intatto, qualora non si fosse verificata la necessità di aprirlo,
dovrà essere rimesso dopo l’elezione dal Comune alla Prefettura unitamente al bollo della sezione
ed alle matite copiative residue.

Occorre poi, ovviamente, che per ciascuna sezione sussista la corrispondenza numerica fra il
numero degli elettori e le schede scrutinate, nonché fra le varie colonne del verbale con il
numero degli iscritti, dei votanti, dei voti validi assegnati, delle schede nulle, delle schede
bianche, delle schede contenenti voti nulli e di quelle contenenti voti contestati.
Sono nulli, fra gli altri, i voti contenuti in schede che presentino scritture o segni tali da far
ritenere che l’elettore abbia inteso far riconoscere il proprio voto, come ovviamente quelli
contenuti in schede che non risultino conformi al tipo originale, o che non rechino la firma o il
bollo richiesti.
Alla fine delle operazioni di scrutinio il Presidente del seggio procede alla formazione del plico
contenente le schede corrispondenti ai voti validi, di quello contenente le schede deteriorate, e
di quello contenente le schede corrispondenti ai voti nulli e bianche.
I plichi vengono poi sigillati con apposte le indicazioni sulla sezione, il bollo dell’Ufficio,
nonché le firme del Presidente e di almeno due scrutatori.
Dopo questa riassuntiva panoramica sulla normativa recante disposizioni per il corretto
svolgimento delle procedure elettorali, vorremmo soffermarci altrettanto brevemente sul noto
concetto di “broglio elettorale”.
Molti si chiedono se con questa locuzione oramai divenuta di uso comune si voglia alludere ad
una categoria di sintesi, oppure ad un contenitore senza fondo. In realtà è un modo come un
altro per indicare una delle tante manifestazioni dell’agire penalmente illecito, che va a ferire
un settore delicato e costituzionalmente fra i più rilevanti.
Sarebbe impossibile dar conto in questa sede dei molteplici modi con i quali esso si manifesta
nella realtà concreta, pur tuttavia l’esperienza ha reso possibile in base al funzionamento dei
vari sistemi elettorali, non solo italiano, ma anche dei paesi esteri, nei diversi modelli assunti e
regolati, di ritagliare e configurare, per così dire, alcune fra le più note “fattispecie
sintomatiche”.
I brogli elettorali possono così consistere nella “rivotazione” delle schede bianche durante lo
spoglio elettorale, oppure nella sostituzione di schede votate regolarmente con altre che
arrivano al seggio già compilate, ovvero ancora nel furto di schede elettorali le quali, con la
complicità dei membri del seggio, sono compilate all’esterno ed inserite in un secondo
momento nelle urne.
Ma al di là di queste evidenti ipotesi di illeciti penali, sussistono alcune circostanze, che pur
riposando ancora nell’ambito della legalità, tendono a favorire in vari modi il verificarsi di
brogli elettorali.

Ad esempio l’assenza di scorta nelle fasi di trasporto del materiale elettorale fra uffici comunali e
seggio rappresenta un fattore di insicurezza e di potenziale rischio per i furti di schede bianche o già
votate ad opera di terzi o degli stessi presidenti di seggio incaricati della consegna, ai quali
l’occorrente per le votazioni è preventivamente assegnato dall’ufficio elettorale del comune.

Come si ricorderà ai sensi del D.P.R. n°361/1957, come integrato dall’art.12 1° comma della
L.n°15/1992, le persone incaricate del trasporto degli atti e dei documenti sono personalmente
responsabili del recapito degli stessi, ed è loro vietato qualsiasi stazionamento o tramite non previsti
dalle disposizioni di legge.

I mezzi di trasporto dovranno essere convenientemente scortati, così come per il successivo transito
delle schede valide dall’Ufficio Centrale del Comune alla Prefettura.

In proposito poi della vexata quaestio del mancato sbarramento delle schede bianche o nulle, la
regola così imporrebbe: è obbligatorio per entrambe le categorie sia la vidimazione nel retro con il
bollo della sezione che la controfirma del presidente e di due scrutatori.

Si rende opportuno, tuttavia, giunti a questo punto della trattazione, affrontare il tema centrale della
vicenda che ha indotto l’esponente a rivolgersi alla S.V. Ill.ma.

E per far ciò occorre tornare alle operazioni di verifica delle schede nelle sezioni autorizzate dal
TAR in seguito alla pronuncia positiva del ricorso presentato dalla scrivente.

Il primo motivo di doglianza consiste in ciò: l’esame delle prime 84 sezioni è avvenuto con
modalità tali da impedire all’interessata, e cioè la sottoscritta con l’assistenza del proprio legale di
fiducia, di giungere ad una verifica seria e puntuale di tutte le schede visionate. E questo poiché gli
addetti dell’Ufficio Elettorale, per velocizzare la procedura e ridurre al minimo il dispendio di
tempo, hanno ripartito i compiti fra tre e a volte quattro incaricati.

Questa circostanza ha costituito un indubbio ostacolo per il raggiungimento di un sufficiente livello


di chiarezza e trasparenza nell’indagine, tanto che nel prosieguo, l’esponente, su propria iniziativa
nonché su consiglio del proprio legale, ha preteso di procedere alla verifica “ a due mani “,
riuscendo in tal modo ad identificare diversi elementi di irregolarità ed anomalie che in precedenza
non era stato possibile mettere in luce.

Possiamo iniziare con il riferire che in generale, in gran parte delle sezioni fra quelle esaminate
abbiamo riscontrato l‘esistenza di schede annullate senza alcun plausibile elemento di irregolarità
(Cfr. sez. n° 80 – 131 – 134 – 135 – 138 – 141 – 144 – 157), il che vale a dire che le schede
realmente nulle erano in numero granché inferiore a quello complessivamente indicato.

Al contrario, in molte altre sezioni, sono state rinvenute numerose schede computate fra quelle
valide che recavano elementi e segni di incontrovertibile irregolarità, tali da necessitare un loro
annullamento: tentativi di cancellazione della croce sul simbolo prescelto, con un secondo
sbarramento di un altro simbolo dello schieramento opposto; cancellature evidenti con reiscrizione
della preferenza; presenza di croci equidistanti fra due simboli differenti.

Inoltre i plichi corrispondenti ad alcune fra le singole sezioni, in luogo di pervenire nella sede di
verifica in condizione di perfetta integrità e sigillo, sono giunti in alcuni casi con totale assenza di
firme nella zona corrispondente alla chiusura con il nastro da imballaggio (Cfr. ad es. sez. n°138 –
152), mentre in altri casi apparivano evidentemente manomessi tanto da non essere stati poi
nuovamente sigillati.

Per non parlare della circostanza che tutti i bustoni contenenti i verbali delle sezioni esaminate,
lungi dal recare i necessari, come di norma, sigilli, timbrature e firme, erano chiusi con il solito
nastro da imballaggio siglato con un segno corrispondente più o meno ad una V, assolutamente
inidoneo, inutile dirlo, a qualsiasi tentativo di identificazione o provenienza.

Del resto la medesima esponente ed il proprio legale, una volta effettuata la verifica di tutto il
materiale elettorale, hanno personalmente assistito all’introduzione del medesimo all’interno di
bustoni di plastica chiusi con nastro adesivo classico o con sopra denominazione SIVA, in assoluta
assenza di qualsiasi firma a garanzia di eventuali nuove e successive aperture.

Numerose sono poi le anomalie riscontrate in merito alle schede bianche ed a quelle nulle, sovente
mescolate insieme invece di essere state confezionate separatamente come doveroso. Ma non solo.
In alcuni casi le schede bianche erano nientemeno che catalogate fra quelle nulle, mentre parecchie
di loro sono state lasciate “immacolate”, senza alcuna vidimazione o firma ad opera del Presidente
di seggio, o chi per lui, con tutti gli evidenti pericoli in ordine ad un loro potenziale riutilizzo per
fini di illegale manipolazione dei risultati elettorali.

A proposito delle preferenze si è avuto modo di rilevare l’identità di calligrafia e modalità di


scrittura fra alcune schede che esprimevano lo stesso voto, come fossero state vergate dalla stessa
mano.

Ancora per quel che concerne le schede, ci accingiamo in conclusione, nell’ordine di esposizione
ma nient’affatto in grado di rilevanza, a riferire quanto segue.

Moltissime delle schede visionate appartenenti alle varie sezioni, in particolare la n° 142, ma
anche altre, si presentavano, ictu oculi, differenti per gamma di gradazioni e tono di colore:
dal bianco candido, al color panna, al crema chiaro. Stesse considerazioni valgono per la
colorazione azzurra.
E ciò ad onta dell’ovvia regola che impone l’utilizzo per ogni circoscrizione elettorale di
schede provenienti dalla medesima tipografia, e che presentino lo stesso tipo e consistenza
cartacea, nonché ovviamente identicità di colore.

Molte delle circostanze riferite risultano inserite nel verbale relativo all’incontro di verifica del
giorno 16/10/2008, avvenuto come gli altri nella sala riunioni della Prefettura , alla presenza dei
funzionari incaricati ed a firma di tutti i presenti, compresi la sottoscritta Dott.ssa Adele Caroli ed il
proprio legale Avv. Fernando Fiori (Doc. n°3).

Tanto sopra descritto, premesso e riferito, la scrivente presenta formale

ESPOSTO

nei confronti del Comune di Pescara, nella persona del Sindaco pro-tempore, per tutte le ipotesi di
reato che la S.V. Ill.ma Vorrà ravvisare nei fatti esposti, chiedendo di essere avvisati in caso di
archiviazione da parte del P.M., con istanza di punizione degli eventuali responsabili.

Si produce:

1. Copia Ricorso al TAR depositato in data 10/06/2008;


2. Copia Sentenza TAR del 25/07/2008;
3. Copia Verbale di Verifica del 16/10/2008.

Pescara, 27 Ottobre 2008

Con osservanza

Dott.ssa Adele Caroli