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Il tema della verit ha costituito il punto di partenza della nostra ricerca, perch ci che abbiamo voluto esprimere la convinzione

e che, di qualunque argomento si discuta, per prima cosa si ha come obiettivo quello di cogliere lo stato effettivo delle cose, cio la verit di esse. Parimenti, la conoscenza, di qualunque conoscenza si tratti, esprime una intenzione: cogliere la verit di ci che si intende conoscere, giacch solo in tal modo lo si sar veramente conosciuto. Il problema che questa verit aut viene ingenuamente ridotta alle certezze (opinioni) soggettive, e in tal modo ci che oggettivo si riduce alla certezza soggettiva, aut viene imposta dallautorit, e in tal modo si impone una concezione dogmatica. Oggi, quando si parla di verit, la si intende in senso relativo: le conoscenze scientifiche hanno valenza statistico-probabilistica e, pi in generale, ogni verit risulta vincolata a premesse e ad assunti. Si portati ad affermare, pertanto, che la verit assoluta solo il retaggio di una stantia metafisica. Se non che, non si pu evitare di riconoscere che ogni affermazione, proprio in quanto ad-firmatio, un tenere fermo qualcosa di contro alla possibilit che fermo non stia. Ogni affermazione, pertanto, si traduce in asserto, il quale, per sua natura, ha carattere definitivo, assoluto. La stessa affermazione che le verit della scienza sono solo probabili (relative) viene assunta come una verit non solo probabile, ma come una verit definitivamente accertata, come una verit che a fondamento di ogni altra: come una verit assoluta. Pi chiaramente, si potrebbe dire che la stessa affermazione Tutto relativo configura una palese contraddizione: questa affermazione, infatti, viene fatta valere come assoluta da chi la pronuncia. Del resto, se la verit assoluta non pu venire negata, perch si dovrebbe assolutizzare la negazione (e laffermazione: La verit assoluta non esiste diventerebbe una nuova verit assoluta), essa

non pu nemmeno venire determinata, perch verrebbe vincolata a ci che la determina, cessando di essere assoluta. La soluzione che noi intendiamo proporre volta a sottolineare il primato dellintenzione: lintenzione di verit un tendere verso (in) la verit e non pu capovolgersi e pervertirsi nel pre-tendere di essere giunti ad essa. Chi pretende di possedere la verit non soltanto smette di cercare, ma impone la sua verit agli altri. Costui monologa, anche quando crede di dialogare. Di contro, chi in-tende si pro-tende verso la verit e ricerca il dialogo, perch socraticamente sa di non sapere e sa che solo il confronto con il punto di vista dellaltro gli consentir di cogliere il limite del proprio punto di vista, cos da poter allargare i propri angusti orizzonti, alla ricerca di quella verit che, proprio perch assoluta, non pu non permanere il fine ideale della ricerca e del dialogo, mai un dato cui si pervenga di fatto. Lintenzione di verit e il dialogo, che sullintenzione si fonda, consentono di superare tanto il dogmatismo quanto il relativismo e questo costituisce, a nostro giudizio, il punto di partenza di una prospettiva che vada oltre le suggestioni tradizionaliste e i superficiali entusiasmi dei cosiddetti progressisti, cio di che coloro che vedono nella moda del tempo lultima parola sul mondo e sulla realt. La prospettiva che indichiamo consente di recuperare una spiritualit che si incentra sul primato della coscienza, giacch lintenzione altro non che lessenza stessa della coscienza, il suo cercare il vero, il giusto e il bene. Lattacco che la cultura moderna e contemporanea ha portato alla coscienza stato concentrico e formidabile: si cercato di valorizzare linconscio, variamente inteso, senza accorgersi che esso altro non che una categoria della coscienza, il modo in cui essa definisce il non ancora conosciuto. Solo recuperando la coscienza, del resto, si potr recuperare la soggettivit, cio il principio di responsabilit e la necessit di valori condivisi. Una coscienza autentica, infatti, non pu non assumersi la

responsabilit dei valori che sceglie e dei comportamenti che vengono attuati in sintonia con i valori scelti. Su tali temi, Assisi per la Coscienza ha redatto un Manifesto che alleghiamo e sul quale vi invitiamo a riflettere. Grazie Aldo Stella, Presidente del Comitato Scientifico Assisi Spring of Conscience