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BIOGRAFIA DI UF BANDITO
GIUSEPPE MU SOLINO.

fc

Giuseppe Musolino.

iografia di un bandito

GIUSEPPE MUSOLINO
DI

FRONTE

ALLA PSICHIATRIA ED ALLA SOCIOLOGIA

STUDIO MEDICO-LEGALE E CONSIDERAZIONI


DEI PROFESSORI

E MORSELLI
Direttore della Clinica Psichiatrica nella Universit di Genova.

S.DeSAMTIS
Libero
docente
di

Psichiatria

nella Universit di

Roma.

Con 8 tavole

e 59 incisioni.

MILANO
FRATELLI TREVES, EDITORI
1903.

3300

Propeiet letteraeia ed aetistica.

/ (Urtiti di riproduzione

di traduzione sono riservati per tutti


il

paesi,

compreso

Regno di Svezia

Norvegia.

Milano. Tip. Fratelli Treves.

AL
Prof.

CESARE LOMBROSO
dell'universit di TORINO.

Porre
su di

il

Vostro

nome

in fronte a questo volume


,

un famigerato
il

delinquente,

per parte nostra,

rendere

dovuto omaggio al fondatore delVantro-

pologia criminale, all'alienista di genio, che ha sa-

puto dare all'Italia


scientifica,
e,

il

vanto di una nuova disciplina


le

rinnovando

tradizioni di Beccaria e

di

Romagnosi, ha promossa una riforma profonda

nei concetti di delitto e di pena.

Nel nostro
siete il

studio

su

Giuseppe Musolino noi


idee, di cui
,

ci

siamo trovati pi volte davanti alle


creatore e V agitatore

Voi

instancabile

davanti

cdle dottrine di cui

Voi

siete

riconosciuto
il

maestro

in tutto
soltanto

il

mondo

civile.

Dedicarvi

libro ^

dunque
Vostro

un

restituirvi quello che dello spirito

noi vi abbiamo saputo mettere nella pochezza delle


nostre forze,
vinzioni.
Genova-Roma, novembre 1902.
Prof.

ma

nella

sincerit

delle

nostre

con-

Dott.

Enrico Morselli. Sante De Sanctis.

LE NOSTRE ILLUSTEAZIONI.
Molte delle figure ond' ornato questo volume
tilmente favorite.
L'illustre Giuseppe Giacosa, direttore del periodico
Ita
i

ci

sono state gen-

La

Lettura, ci

prestata la bella serie di illustrazioni concernenti la


:

Calabria e

luoghi resi celebri dai delitti di Musolino

all'eminente antropologo

di

Roma,

prof. Sergi,

dobbiamo

la figura del cranio elissoide siculo;

all'abile giornalista sig. E. Crocco, corrispondente della

Tribuna, varie
di

fotografie di Musolino, e al distinto pittore R.

Laudati

Altamura

(Bari) gli schizzi fisionomici del Bandito presi dal vivo.

tutti

porgiamo un sincero ringraziamento.


Gli Autori.

GIUSEPPE MUSOLIFO

i"^ r\

I.

LA STORIA

DI

GIUSEPPE MUSOLINO.

Il

nostro compito, in questo primo capitolo, non pu

es-

sere quello di narrare la vita fortunosa e trista di Giuseppe


solino,

Muesi-

di descrivere le

poco eroiche vicende della sua


i

stenza di bandito. Troppo! a lungo, e sotto


di vista,

pi disparati punti

ne hanno discorso
;

tutti

giornali, le effemeridi lette-

rarie, le riviste

ed anche troppo ricca e varia la produzione

popolare, pi o
In ci Musolino

meno

'fantasiosa e fallace, che lo concerne.


fra^ i

non forma eccezione

numerosi banditi

e briganti da' quali la nazione italiana, da alcuni secoli in

qua, a quando a quando funestata: le loro avventure

at-

traggono l'attenzione e volano, ingigantite dalla paura o dalla

morbosa simpatia,

di

bocca in bocca; spesso


,

lo loro biografia
le

meglio conosciuta di quella degli uomini benemeriti per

opere deH'ingegnoj o della mano.


Noi, pertanto,

non miriamo ad accrescere

la gi

esuberante
il

letteratura musoliniana

siamo anzi convinti che

primo

dover nostro, di

alienisti e di cittadini, sia di distruggere la

stolta leggenda che si

formata attorno all'omicida

di

Aspro-

monte, sia

di sfrondare 'Con

mano

resa severa dalla indagine

scientifica la immeritata

corona

di lauro

onde

la ignoranza,
1

Musolino.

2
la

GIUSEPPE MUSOLINO.

rozzezza delle classi popolari,


classi
dirigenti,

gli

errori e la pusillanimit
la

delle

hanno circondata
questo

sanguinosa figura
ci

del

bandito.

Per raggiungere

scopo

sembra che
delitti!

potrebbe bastare la semplice enumerazione dei suoi

Ma

poich

il

compito, che

ci

siamo

prefissi, quello di rico-

struire in tutta la sua realt obbiettiva la personaJit di Giu-

seppe Musolino per meglio apprezzarne

le

gesta coi criterii

della psichiatria e della sociologia moderne, cos

dovremo

pre-

mettere uno schizzo biografico: e lo faremo


possibile.

il

pii

brevemente
esatta,
di

Per

tale

ricostruzione

sommaria,

ma

della

vita di Musolino, noi ci

siamo trovati in

-^condizioni

gran

lunga superiori a quelle dei suoi antecedenti biografi

e di tutti

coloro che, valendosi di notizie bene spesso false o frammentarie,

hanno voluto esprimere su


di

di

lui

giudizi
il

psicologici.

Nella nostra qualit

periti
-

alienisti

per

processo alle

Assise di Lucca (17 aprile

8 giugno: 1902) abbiamo avuto a


di

nostra disposizione
ciali,

un numero cospicuo

documenti

uffi-

che

ci

hanno permesso

di conoscere 'esattamente,

per

la

prima

volta,

la '.carriera criminale del bandito. di

N abbiamo creduto
scientifica,

venir

meno

ai

metodi

di indagine

servendoci anche di quelle notizie che la pubblica


ci

stampa, bene informata in proposito,


latitante. Abili giornalisti
nisti

forniva sul Musolino


(1),

come Adolfo Rossi


(2),

valorosi alie-

come

Silvio Venturi

meritano che l'opera loro sia


pi larghi e moderni di
scolastico

apprezzata, e utilizzata con

criterii
l'

quanto pretenda prescrivere

ortodossismo

impee,

rante in certe sfere scientifiche.

La conoscenza dell'uomo

(1)

Veggasi

di A.
"

Rossi la bellissima incliiesta personale: Nel regno


Adriatico

di Musolino, sali'

(2) Dell'insigne e

, nella primavera del 1901. compianto alienista veneto, direttore per molti anni

del

manicomio

di Catanzaro, conoscitore profondo della Calabria, veg-

gansi gli articoli pubblicati sul "Corriere della Sera,,, nel febbraio-

settembre 1901.

La
delle azioni

storia di Giuseppe

MusoUno.

umane non va

chiusa' nei limiti della artificiosa

indagine di laboratorio o di clinica,

ma

va acquistata

e per-

fezionata nei loro rapporti reali ed espressivi di


sociale.

convivenza

1.

I primi anni di vita.

Raccogliere elementi sinceri sull'infanzia e l'adolescenza dell'imputato era per noi impresa certamente difficile;
ci

per

parve partito meno infido

trarli

con abile interrogatorio


di ag-

dalla bocca dello stesso Musolino,

non mancando poi


da
Ifonte

giungere quelle notizie che ci arrivassero

non sospetta

o che scaturissero da esami testimoniali, e notando special-

mente quelle che contraddicessero

alle di lui affermazioni.

Giuseppe Musolino nacque in Santo Stefano di Aspromonte

(mandamento
Calabria)
laste.
il

di

Calanna, provincia e circondario di Reggio


Fi-

24 settembre 1876 da Giuseppe e da Angela


nascita avvenne a termine e senza

La sua

manovre

oste-

triche.

Cammin e

parl ad epoca regolare, non mostr pre-

cocit o ritardi nella

prima dentizione, non ebbe a

soffrire nella

prima infanzia malattie degne


gli

di nota. All'et di circa sei anni


di fiori
;

cadde sul capo,


i

dall'alto,
ci

un vaso

ma

n Musolino
gli effetti

suoi parenti
di

hanno; s^aputo dire quali fossero


:

immediati

questo trauma

noi

gli

abbiamo trovato

sulla testa

una

cicatrice cutanea e

un avvallamento

delle ossa craniche


particolari.

di cui

dovremo

parlare, in seguito,

con maggiori
si

Frequent

la 1.^ e 2.^ classe

elementare, dove

fece presto

notare pel carattere violento, intollerante di ogni disciplina.


Il

vecchio parroco di Santo Stefano disse ad Adolfo Rossi che

Musolino era da ragazzo uno


senza educazione.

scostumatello ed era cresciuto

GIUSEPPE MUSOLINO.

Le sue occupazioni furono


nuali:
il

(o

avrebbero dovuto essere) ma-

padre faceva allora commercio di legname tagliato

e segato nei vicini boschi di


fallitogli

Aspromonte, e solo pi

tardi,

quel negozio, aveva aperto in sua casa un modesto


di

spaccio

vino.

Nell'atto

di

accusa delle Assise di Reggio

(1897) Musolino Giuseppe indicato

come

t<

bracciante

altri

Veduta

di

Santo Stefano d'Aspromonte.

lo

ha detto

di professione falegname, altri segatore o boscaiuolo


si

alle

Assise di Lucca egli stesso

'designato

una prima
negoziante

volta

come falegname, una seconda


legname). Certo,
prospere, n
si

volta

come

(di

le

sue condizioni economiche non furono mai


e figlio si siano data

pu dire che padre

molta

briga di migliorarle con

un lavoro proficuo

e costante.
ci

L'imputato, rispondendo a nostre domande,

assicura di

non

I primi anni

di vita.

avere abusato mai n di giuoco n di vino

cos

non

die jnai

ad eccessi
che
egli

di

masturbazione, la quale anzi dubbio persino

abbia esercitato nella misura comune. Nostre particolari

informazioni ce lo dipingono come poco amante del lavoro,

come

dedito ai

litigi, ai

divertimenti, e specialmente alle donne:

queste ultime, anche in ragione della sua giovine et, costitui-

Una

strada di Santo Stefano d'Aspromonte.

La casa

di G.

Musolino

rono

sempre,

costituiscono

attualmente,

la

precipua

sua

tendenza.

Da

adolescente mostrava

spiccato
i

spirito

di

associazione,

stando assai volentieri

con

compagni

stringendo nume-

rose amicizie. Si detto e ripetuto da molti che Musolino

appartenesse alla
fano;

Mala vita

picciotteria ) di

Santo Ste-

ma

il

dibattimento di Lucca non ha gittato alcuna luce

GIUSEPPE MUSOLINO.

intorno alla esistenza di questa associazione. Tuttavia, fu in

Musolino riconosciuto uno spirito


autorit,
voli, cos

maffioso, non
(fra. cui
il

solo dalle

ma
s

anche dai suoi biografi

Nucera-Abena-

a lui favorevole) e dal 'signor Adolfo Rossi che comdiligente inchiesta nei paesi sfessi del bandito.

pi

una

A domanda,

Musolino

ci

dichiar

di

avere sofferto qual-

che volta dolor di capo, localizzato alla fronte,


lato pi che dall'altro; detto dolore per

ma non
fu

da un

non
si

mai

intenso,

non

si

present mai a periodi

fissi,

n mai

accompagn a

nausee- o a fenomeni oculari. Morabito Antonio, teste alle Assise di Lucca, rifer

che Musolino soffriva di dolori alla testa


al lavoro, di

che duravano 30 o 40 minuti, e che mentre era


estate,

veniva talvolta preso da sonno(?). Cos Maviglia Bona-

ventura, ex-sindaco di Africo, detenuto per favoreggiamento,

depone avergli una volta Musolino confessato che soffriva


di

un dolore
.

ch'egli

prevedeva sentendo

palpiti accelerati

del cuore

Molto
e

si

parlato, e
di

da giornali e da

riviste

scientifiche,

da uomini

scienza e da conterranei del bandito, della


questi avrebbe sofferto fin da bambino.
diligente inchiesta circa que-

epilessia

di cui

Ritenemmo perci necessaria una


sto particolare.

Musolino, prestandosi colla usata benevolenza

al

nostro mi-

nuto interrogatorio,

ci

raccont che a diciotto anni fa preso

per la prima volta dal

colpo di sangue (epilessia)

assi-

cur pure che prima di quell'epoca era stato sempre libero


di

cesta, e

non aveva mai


altri,

sentito

dire

da sua madre, dai


e

parenti
sofferto

da

che

egli

avesse

nell' infanzia

puerizia

mai

di convulsioni.

Di quel primo attacco fu curato da


parti-

certo

dottor

Romeo,
Il

ma

Musolino non sa aggiungere

colari in proposito.

dottor Giuseppe Priolo, nella sua depo-

sizione alle Assise di Lucca, attest di aver curato Musolino

I pi-imi anni
di

di vita.

un

attacco

epilettico

nel

1896.

Ippolita,

sorella

dell'im-

putato, da noi interrogato (5

maggio 1902),

ci rifer

pure aver

veduto suo

fratello

in

attacco,

solamente per una volta, e


il

cio quando fu presente anche


polita stessa
la epilessia

dottor Giuseppe Priolo. Ip-

aveva gi detto

al pubblicista

Adolfo Rossi che

apparve in suo

fratello al 18. anno.

Per contrario,

Gaetano
gli

Filast, zio

materno

di Musolino,

e che si
le

pu dire

abbia fatto da padre e da paladino in tutte


dichiar (5 maggio 1902) di

sue avventure,

ci

non aver mai saputo che suo


anche da An-

nipote fosse epilettico.


gela
II

La

epilessia negata

Sinicropi

sua parente (nostre particolari informazioni).


che assunse a suo tempo informasolo attacco.

teste maresciallo Boeri,

zioni in proposito,

non pot accertare che un


i

Ma

son parecchi

festimoni che affermano, e

non pochi son

quelli che

hanno dichiarato Musolino


Mangione delegato

epilettico fin dalla fanS.,

ciullezza. I testi

di P.

Aurelio

Romeo

insegnante in Santo Stefano, Stefano Fava, Morabito Antonino,

Musolino Antonino,
ed
altri,

il

brigadiere dei R.Pi.

Carabinieri Bellis

deposero di aver inteso parlare vdella epilessia del banStefano Priolo, commerciante, ha raccontato che

dito. Il teste

negli anni 1888, 1889 e 1900 (?) avendolo lavorante nei suoi
fondi, lo vide

due o tre volte in attacco

anzi,

una volta cadde da

una panca, ove era seduto,

sulla paglia.

Vincenzo Priolo attest

nella udienza del 21 maggio che sette od otto anni indietro,

tornandosene dalla campagna in Santo Stefano, vide Musolino


in terra colpito

da

attacco,

con schiuma

alla bocca, e circondato

da varie persone che dicevano

trattarsi di epilessia.

Michele

Versace, cugino dell'imputato, rifer nella udienza del 20 maggio


di avere visto
Io

Musolino in attacco alla et di 13 anni, quando


Sicilia.

teneva presso di s in

.Qualcuno ha preteso persino

che la neurosi fosse apparsa fino dalla fanciullezza.

Malgrado per

le attestazioni in contrario,

a noi pare di do-

GIUSEPPE MUSOLINO.
gli

ver ritenere che


IS.^

attacchi epilettici

non risalgano

al di l del-

anno, e che inoltre essi dovettero presentarsi a lunghi

intervalli. Altrimenti,

come renderci ragione

dell'affermazione
di chi

di chi esclude in

Musolino qualsiasi attacco, o

ammette
la

che della sua epilessia cominci a parlarsi soltanto dopo


evasione dal carcere di Gerace
?

Come

spiegare

le

ripetute

La

piazza (sagrato) di Santo Stefano d'Aspromonte.

dichiarazioni della sorella Ippolita? Del resto, Musolino stesso,

mentre
gli

ci

affermava che durantie

due primi anni

di latitanza
( ?),

attacchi ricorrevano frequenti, quasi ogni giorno


stati

am-

metteva poi che in addietro fossero


che
si

sempre assai

rari e

fossero iniziati soltanto nel 1894.


il

Rispondendo ad analoghe domande,


che ragguaglio intorno

bandito

ci

die qualil

ai suoi attacchi. Talvolta,

dopo

colpo

Le
di

gesta criminose.

sangue

egli ci disse

che

si

trovava masticata la lingua ,


il

ma

che non orinava mai senza avvedersene. Durante


si

male

perdeva la coscienza, e dopo

sentiva strapazzata la vita

per qualche ora. Presentiva chiaramente l'attacco: parecchie


ore

avanti sentiva formicolo al dito medio della

mano

destra,
.

e talvolta tutta la
Siffatta sensazione

mano

destra

gli

diveniva

come

di legno

durava cinque o
:

sei minuti,

repentinamente

cominciava e repentinamente finiva


se ne

viene a colpoi, e a colpo


ci

parte

Spontaneamente,

il

bandito
li

faceva notare

che quel formicolo e quel torpore


quale
I

avvertiva al dito col

tirava

il

grilletto del

suo

fucile durante la latitanza.

testi

che affermarono la epilessia nel bandito, non acaltri

cennarono mai ad

sintomi che alla caduta in terra, alla

perdita dei sensi e alla schiuma alla bocca.

2.

Le

g^esta criminose.

Interessava sopratutto riassumere brevemente,


tezza circa le date e
i

ma

con

esat-

modi,

il

curriculum criminoso
fatto

di
il

Giuseppe

Musolino.

Ci

abbiamo

seguendo sempre

nostro metodo, valendoci cio dei dati processuali messi in


raffronto
colle

deposizioni

dei

testi,

cogli
il

interrogatori

resi

dal bandito alle Autorit e a noi durante

non breve periodo


alle

dei nostri esami clinici, e coi risultati del dibattimento


Assise. Soltanto

abbiamo aggiunto quelle

notizie di altra fonte,

che

ci

parvero pi sicure e
tutto,

meno

leggendarie.

Troviamo, innanzi

che Musolino, prima di commet-

tere qualsiasi reato, e cio nella epoca puberale, qualificato

gi dal sindaco di Santo Stefano (Stefano Fava) coll'aggettivo


di

pessimo soggetto

Si

pu supporre che

tale giudizio de

rivasse, sia dalla

poco buona condotta domestica del

Peppino

IO

GIUSEPPE MUSOLINO.

sia dalla

noma
i

gi acquistatasi di attaccabrighe e di prepo-

tente verso

compagni.
il

Nel giugno 1897

padre e. la Pubblica Sicurezza


a'

lo

dicono

d'indole perversa. Di fatto


solino minaccia:, a
il

13 giugno dell'anno istesso Mudi fucile e poi di


il

mano armata prima

pugnale,

padre che

lo querela

per maltrattamenti;

giovane per

Una

strada di Santo Stefano d'Aspromonte.

prosciolto

per

insufficienza

di

indizii.

Egli

non neg a
il

noi di essersi ribellato a suo padre,


di

ma

giustific

suo

modo
una

procedere adducendo
in casa,

che

il

padre portava

spesso

donna

dando

cos scandalo alle sorelle e recando offesa

alla santa

memoria

della madre.

Lo

zio Filast e la sorella


tre

Ippolita (nostro interrogatorio 5


testi

maggio 1902), pi due o

nel processo, confermarono questo particolare.

Le

gesta criminose.

11

Ma

lo stesso

anno
Il

contraddistinto

da numerosi

atti

crimi-

nosi del Musolino.

12 ed

il

14 di agosto pretende ad ogni


si

costo di possedere la giovane Rosalia Caligiuri, della quale


dice innamorato
tello
:

non riuscendo nel suo


di

intento,

impugna un

col-

la

minaccia

morte; nello stesso tempo ingiuria

la

Fortunata Romeo, una vicina di casa. Per tale reato

egli sub

Ingresso di Santo Stefano d'Aspromonte.

La casa

dell'ex-sindaco Fava.

processo e condanna a giorni 25 di reclusione e


multa, a giudizio del Pretore di Calanna
il

lire

30

di

24 di febbraio 1898,

mentre era

latitante

per l'imputazione di mancato omicidio

dello Zoccoli.
Il

2 di settembre,

nuovamente aggredisce
pugnale
la

le tre

donne:
anche

fe-

risce

lievemente

di

Rosalia,

colpisce

la

Fortunata^ e con la stessa

arma produce

lesioni pi gravi, gua-

12

GIUSEPPE MUSOLINO.

ribili

entro 17 giorni, alla Mariangela Caccamo,


Il

madre

di

Ro-

salia.

procedimento per questo nuovo gesto antiferaminile


si

di

Musolino

fece quasi subito, ed egli

il

20 novembre 1897
di reclusione.

ne ebbe dal Pretore condanna' a 4 mesi e giorni 20 Pochi giorni dopo


le

minacele alla

figlia,

cio

il

21 settembre,
lei

Musolino, incontrata per caso fuor di paese la di

madre MaAnche

riangela, la percuote e le produce alcune lievi lesioni.

per tale fatto fu condannato di poi dal Pretore,


bre, durante
lia.

il

24 novem-

sua prima latitanza, a dieci giorni di reclusione.

Le
dalla

principali circostanze di questi tre reati furon Confermate


teste

Caccamo Mariangela
il

al

dibattimento in Corte di

Assise di Lucca,
Il

giorno 6 maggio 1902.


il

27 di ottobre del '97 ha luogo

primo reato a idanno

di

Vincenzo Zoccoli, un giovinotto robusto, e anch'esso prepotente, di

Santo Stefano. Erano

le ore

20 circa quando Musolino,


altri

chiamato Vincenzo Zoccoli che stava con

giovani amici

nella osteria di Giuseppe Musolino padre, lo invit a fare

una

passeggiata verso la localit detta

le

Croci

Lo Zoccoli

ader.

Poco appresso, a causa


venir precisati, fra
colari
i

di vecchi rancori
si

che non poterono


i

due

accese una rissa,


ricostruire.

cui esatti parti-

riesce

impossibile
partito,

Sembra che Musolino,

ridotto

a mal

dicesse al cugino Antonio Filast, che


li

era uscito dall'osteria poco dopo lo Zoccoli e che


guiti

aveva

se-

a una certa distanza


Certo,
il

Spara, Nino, tu che hai la rivol-

tella.

Filast esplose dei colpi che per andarono

a vuoto; come certo che quella sera Musolino riport varie


ferite.

Feriti

rimasero

anche Vincenzo Zoccoli e suo padre


aiuto, e lo stesso

Carmine ch'era accorso in suo


Musolino,

Antonio Filast.

dopo

il

fatto,

scomparve.

In Corte di Assise a Lucca,


tori

come

gi
il

prima negli interrogafatto,

di istruttoria,

Musolino ammise

ma

lo

scus

dife-

cendo che fu assalito dallo Zoccoli a tradimento, ne fu


rito di ferro, e

che dovette perci difendere la propria

vita.

Xe

ge?,ia

criminose.

13
al

Due

giorni

dopo

lo Zoccoli,

mentre attende prima dell'alba

bardamento

delle sue

mule

davanti; a casa sua, cio alle 4 antim.

del 29 ottobre 1897, fatto proditoriamente segno a dei colpi

Vincenzo Zoccoli.

d'arma da fuoco
piedi del quale
si

questi partono dal di dietro di

un muro,

ai

trovano poi un berretto ed un fucile che sono

riconosciuti appartenere a Musolino. Questi,

in vista

di tale

circostanza e in seguito alla deposizione di alcuni testimoni.

14

GIUSEPPE MUSOLINO.

fra cui principali Stefano

Crea e Rocco Zoccoli,


voce
di
sei

quali atte-

starono avere udita dopo


allo

i colpi la

Musolino che gridava

Zoccoli:

Nemmeno

con questo

morto?,
egli

viene
(in-

indiziato autore del

mancato omicidio.

Ma

neg allora

terrogatorio del 10 e 16 aprile 1898), neg poi e sempre insi-

stentemente di essere stato l'autore di tale attentato.

Non
ini-

aveva
micizia

(cos disse in

un

interrogatorio) alcuna ragione di


(?);

col

Vincenzo

Zoccoli

d'altronde,

nel

fatto

del

27 ottobre aveva riportata una ferita al polpaccio del pollice


della

mano

destra (ferita vista e curata dal dottor Stefano Ro-

meo), e per non poteva impugnare nessun'arma e

men

che

mai sparare
che

il

fucile.

Un'altra volta ha detto, per contro,

lo Zoccoli

per fare atto di prepotenza due o tre mesi prima


di buttarlo gi

aveva tentato
seduto.

da un muricciuolo su cui stava


tentato,

un'altra volta
si

ha

inutilmente,

l'alibi.

Giuseppe Musolino

rese,

dunque, latitante

fin dalla sera

del 27 ottobre 1897, e tale rimase fino al 9 di aprile del 1898,

giorno in cui venne arrestato e tradotto nelle Carceri giudiziarie


di Reggio. Allora

non era peranco avvenuta

la

condanna, con

la quale cred poi giustificare le sanguinose vendette del

suo
la

'

secondo periodo
serie
alle
Il

di latitanza;

ma

pur tuttavia anche allora

dei

suoi

delitti

non

si

arresta,

ed eccolo nuovamente

prese colle donne.


9

marzo 1898, presso

il

Comune
la

di

Podargoni

egli aggre-

disce e ferisce con

una scure

povera Mariangela Caccamo,

producendole frattura ad una gamba, lesioni molteplici, e malattia

per oltre 30 giorni. Per tale reato sub poi,

il

23 giuscus

gno 1898, altra condanna a 6 mesi


la brutale aggressione alla

di reclusione. Egli

Caccamo, asseverando che questa


nell'affare

aveva deposto contro

di

lui

Zoccoli;

ma

l'asserdif-

zione non sembra veridica, giacch a quell'epoca era ben


ficile

potesse

conoscere ci che

testi

avevano deposto

in

istruttoria.

Le

gesta criminose.

15
lo
si

Ma abbiamo
si

detto che nell'aprile


di Reggio,
il

'98

era arrestato.

Orbene: nel carcere

24 agosto dell'anno istesso,


il

associa con undici detenuti e percuote

condetenuto Laz-

zari

Francesco

di

anni 73,
Il

il

quale prima era stato derubato


fatto

di pane, frutta ed altro.

Musolino fu punito per questo

a 10 giorni di cella di

rigore, con pane ed acqua.

Sempre nel carcere


e ferisce con

di Reggio, ai 26 agosto 1898, minaccia


di calcinaccio
il

un pezzo

sotto-capo di custodia

Pastore (una lesione guarita in 10 giorni), ritenendolo responsabile della

punizione sofferta per

il

fatto del

Lazzari accennato

sopra. Nello stesso giorno minaccia le guardie e scassina lo


sportello della cella, staccandolo dalla porta. Per questo fatto

riport

condanna dal Pretore

di

Reggio-Calabria,

il

no-

vembre 1898, a 3 mesi

di reclusione.

Ai 28 di agosto trovato in possesso di un manico di ferro


staccato dal vaso da notte; e
la
gli

viene posta, per punizione,

camicia di forza.
In generale le guardie chiamate a deporre al processo di

Lucca hamio confermata


la

la cattiva condotta del bandito

durante

sua detenzione

(si

confronti la deposizione del capo-guardia

Forgione con l'inchiesta di A. Rossi). Dai superiori era ritenuto

come

maffiosoe

organizzatore di

ma

f f i

tra

condetenuti.

Cos siamo arrivati all'epoca di quel processo pel mancato

omicidio allo Zoccoli, nel quale, secondo lui e secondo molti,


il

Musolino sarebbe stato vittima

di

una specie

di

congiura

fra alcuni suoi


(si

compaesani che

lo

odiavano e perseguitavano

dice,

per questione di
il

partiti

amministrativi locali) e che

avrebbero testimoniato
leggenda
pietosa
di

falso a suo danno. Di l, nasce la


:

Musolino

di

l,

la

giustificazione

da

molti tentata, o tacitamente tollerata, delle sue gesta ulteriori


di bandito.

Noi diremo qui, a

tale proposito,

che quando

pa-

renti del

Musolino denunciarono effettivamente alcuni testimoni

16

GIUSEPPE MUSOLINO.
si

a carico per falsa testimonianza,

istru

regolare processo,

ma
Il

si

dovette dichiararlo chiuso

(il

16 giugno 1899) per insuf-

ficienza di prove.

27

di

settembre del 1898 alle Assise di Reggio, Giuseppe

Musolino, quale imputato di duplice mancato omicidio, veniva

condannato ad anni

'21,

mesi 2 e giorni 15

di

reclusione.

Condanna certamente
di

assai grave, che tosto suscit nell'animo

Musolino

pi

fieri

propositi di vendetta. Difatti, in pub-

blica udienza, attraverso le sbarre della gabbia egli tir


calcio

un

a Vincenzo Zoccoli, e
fosse
uscito
di

gli

lanci in faccia
gli

il

giuramento,
il

che

se
.

prigione

avrebbe mangiato
:

fegato

Altri asserisce

che la minaccia fu questa


di animali

si

sarebbe
.

venduta la carne degli Zoccoli come


Ai 27 dicembre 1898
il

da macello

condannato Musolino vien tradotto

dalle carceri di Reggio, dalle quali

aveva tentato

di evadere,

in quelle di Gerace, che per essere di recente costruzione

e cellulari

sembrava

offrissero garanzie maggiori di sicurezza

e maggior resistenza all'audacia del detenuto.

Ma

poco dopo

nella notte del 9 gennaio 1899 egli ne evade con altri tre detenuti, fra cui
il

cugino Filast.

utile, ai nostri

scopi psicologici,

rilevare che la evasione fu preparata dai quattro con moltis-

sima

abilit.

Dopo
della

essersi assicurati, picchiando sulle pareti, che

il

muro
di

cella

presentava dei vuoti corrispondenti


i

ai

punti

appoggio delle travi durante


cere,
i

lavori di costruzione del cardi

iprigionieri,

che

si

erano provvisti all'uopo

un pezzo

di ferro,

cominciarono a praticare un buco in prossimit del


.

pavimento
dentro
il

calcinacci che via via toglievano, venivano nascosti


;

pagliericcio del letto

e per evitare che questo venisse


il

dalle guardie rovistato e allontanato dalla parete,


tradito
l'iniziato

che avrebbe
a vicenda

lavoro,

detenuti

si

fingevano

malati. Nel rapporto intorno alla effettuata evasione, detto

Le
che
i

gesta criminose.

17

'detenuti, praticato

un buco

irregolare largo in

media cen-

timetri

66 ed Ito centimetri 50, aperto nella parete a sud


rasente al pavimento,
di striscio di

della cella verso l'angolo sud-ovest, e

aggrappandosi ad una corda formata


intrecciate e

lenzuoli

raccomandata ad uno dei


il

ferri della finestra so-

vrastante,

calaronsi gi fin presso

pianterreno del cortile

Davanti a Santo Stefano d'Aspromonte.

di

passeggio,

spiccando im salto di pochi centimetri. Supeil

rarono poi, prima,


tro

muro

di cinta del cortile

e poscia
di

l'al-

dell'area carceraria,

ambedue

dell'altezza

metri 3,95,

servendosi di un ordigno costituito da delle assicelle di legno


dei letti legate l'una sull'altra per
di lenzuolo e riunite

un

certo tratto con striscio

trasversalmente da altre strisele di len-

zuolo e di coperta, com' a formare una scala.


Musolino.

io

GIUSEPPE MUSOLINO.

Pel reato di evasione, Musolino in latitanza sub condanna

a 18 mesi

di reclusione

(17
il

novembre

1899).

Interrogato da noi circa

suo stato

di salute

durante la
ci

pi.-

gionia

Reggio che a Gerace, Musolino

rispose

che

nel carcere di Gerace ebbe a soffrire

un

attacco fortissimo

Egli ci disse che la crisi fu provocata dal dispiacere di essere


solo,

abbandonato, e dal pensiero del suo

triste avvenire,

non

che dalla mancanza


carcerarie indotte

di sfogo venereo. D'altra parte, le guardie


testi,
i

come

Direttori

rispettivi sanitari

delle carceri, esclusero che Musolino, sia a Reggio, sia a G-,


race, abbia

mai presentato fenomeni

epilettici o sofferto altra

malattia riferibile alla nevrosi comiziale.


Il

Direttore delle carceri di Reggio Calabria, signor


certificato 6

De Luca,

con

febbraio 1902, esclude che Giuseppe Musoepilettici

lino abbia

avuto attacchi
Il

durante la sua prigionia

col, cio per varii mesi.

sanitario del carcere di Gerace diil

chiara, in data 12 febbraio 1902, che

Musolino durante la sua

permanenza nel carcere


di
salute,

di

Gerace vers in buone condizioni


epilettici.

n mai ebbe attacchi


il

Detto

certificato

fu confermato avanti

giudice istruttore del Tribunale di GeIl

race

il

20 marzo 1902.

prof. Silvio Venturi scrisse in

uno

dei suoi articoli di avere appreso da una guardia carceraria

che Musolino avesse avuti degli attacchi nel carcere

di Reggio.

Ma

contro le affermazioni della guardia stanno le dichiarazioni


di vari testi e
i

in contrario

-^certificati

di

cui

abbiamo

fatto

parola.

Dalla notte del 9 gennaio 1899 comincia per Musolino

il

se-

condo e pi lungo e pi interessante periodo

di latitanza.

Questo

periodo dur dal 10 gennaio 1899 al 9 ottobre 1901^ cio due

anni e mesi

9.

Fu durante questa
fatti

latitanza che Musolino com-

mise
quale

suoi pi famigerati

criminosi

il

periodo sul

si

arrestata la attenzione pubblica, divulgando

ovunque

Le
l'eco delle sue gesta,

gesta criminose.

19
le

ingrandendone con la fantasia


suo

vicende,

spandendo attorno

al

nome

quasi

un

superstizioso terrore,

e nello stesso tempo, per un rivolgimento curioso del senso


morale, guadagnandogli quasi un'aureola di simpatia popolare.

Si voluto

infatti

vedere nel bandito Musolino impersonata

la rivolta contro la ingiustizia, la lotta del debole contro l'or-

ganizzazione dei

forti.

Noi non narreremo con particolari


i

le

gesta criminose del bandito, non -descrivendo


il

suoi delitti n

luogo dove

li

perpetr, n

il

modo con

cui assassin sette


:

persone, tent uccidere e ne fer gravemente altre otto o dieci


ci

contenteremo

di

seguirlo

sommariamente durante

il

pe-

riodo della sua esistenza fuori della legge.

Ai 17 gennaio 1899,
furovo
visti

quattro evasi dal carcere di Gerace

in

Agro

di

Sant'Eufemia

di

Aspromonte, luogo

molto lontano da Gerace. L un certo Oliviero viene fermato


perquisito;
gli

ma

subito

gli

vengono

resi

55 centesimi che
il

erano

stati tolti.

Non

si

sa bene qual parte

Musolino pren-

desse in questo avvenimento; giusto dire che la sua pre-

senza

col^

supposta, piuttosto che provata.

Non

fu iniziato

processo penale.

La

notte dal 28 al 29 gennaio 1899, Musolino insieme ad un


visto nel bosco Castiglia, tenimento di
testi

compagno

San Luca,

dove sa che Stefano Crea, uno dei


nel

pi gravi a suo carico


car-

processo

di

Reggio,

doveva nottetempo preparare


si

bone

di legna. Il

Musolino nel silenzio della notte


il

accosta

alla carbonaia, e l, tra le tenebre, spara

fucile

ed uccide

Francesca Sidari, moglie

(o

concubina) del Crea, scambiandola


dello isbaglio,
il

a suo
fucile,

dire

pel

marito.

Accortosi

ricarica

il

con due

altri colpi ferisce

gravemente

Crea accorso

alle grida della moglie, e ferisce

lievemente anche certo Sului ricercato.

race che

si

trovava l per caso e che non era da


il

Ritenendo morto

Crea,

si

alla fuga.

20

GIUSEPPE MUSOLINO.

Musolino ammise di aver voluto uccidere

il

Crea per ven-

detta (interrogat. periodo d'istrutt. 7 dicembre 1901),

ma deplor
ferimento

(nostro interrogatorio) la uccisione della

donna

il

Stefano Crea.

del Surace, dicendoli

una pura
colposo

fatalit ed esponendoci

una
sulla

sua

teoria

dell'omicidio

preterintenzionale,

quale a suo tempo noi ritorneremo. Nel 'suo interrogatorio in


Corte di Assise (17 aprile 1902) neg l'agguato, mentre am-

Le
mise la premeditazione.

gesta criminose.

21

A domanda,

disse di avere sparato

un

sol colpo alla Sidari e due al Crea, e die ragguagli precisi

circa la distanza da cui spar.

Il

reato del 29 gennaio 1899


alle Assise di

costituiva

il

primo

atto di

accusa nel processo

Lucca.
In Corte di Assise, udienza del 27 maggio, ebbe luogo

un

confronto fra Penna Giuseppe, teste citato dalla difesa di Musolino, e Stefano Crea, parte lesa;

da esso emerse una

circo-

stanza di grave importanza. Penna trovavasi nell'ospedale di

Reggio Calabria, quando vi arriv anche


Musolino. Fral
i

il

Crea

ferito

da

due ebbe luogo un colloquio intorno


il

al fatto
il

sanguinoso. Usc
dito,
gli

Penna

dall'ospedale, e incontrato

ban-

chiese perch avesse uccisa la Sidari, mentre solo


il

suo marito,
nianza;
si

Crea, avrebbe in ogni caso resa falsa testimo-

al

che Musolino rispose:


lei la

Ho

ucciso la Sidari perch

era mangiata anche

porzione di grano, che era stata

regalata a suo marito in mercede della falsa testimonianza.

Da

ci si
!

desumerebbe che

la

donna non fa ammazzata per

isbaglio

Ai 10 febbraio 1899, MusoHno, che era tutt'ora in compagnia

con taluno degli evasi,

si

reca alla masseria ove

il

pastore

Carmine D'Agostino, non molto lungi dal bosco

Castiglia. Si-

mulando

al

medesimo amicizia e richiedendone


gli

l'ospitalit, nel

momento che confidenzialmente


allo

passa
il

il

braccio sulle spalle,


il

scopo per altro di immobilizzare


gli

fucile che

D'Ago-;

stino teneva in spalla,

immerge proditoriamente un pugnale


corrispondenza della

nel fianco

sinistro

e precisamente in
di
sinistra,

linea parasternale

fra

la

regione epigastrica ed

ipocondriaca sinistra sotto l'arco costale.

L'arma

fer

il

pol-

mone

sinisliro,

l'ala piccola del fegato

il

diaframma,

il

che

produsse gravissima emorragia interna, causando rapidamente


la

morte

dell'infelice

D'Agostino.

(Relazione dei

dottori

Za-

garella e

Santoro,

medici

Villa

San Giovanni).

22

GIUSEPPE M US OLINO.

Musolino

lo vide

cadere esanime, e fugg impadronendosi del

fucile della vittima. Egli

ammette l'omicidio eseguito


l

col pu-

gnale,

ma

dice ora che fu

per

provocato dal D'Agostino,

Romeo
che

Zoccoli.

gli

avrebbe sparato due colpi (interrogatorio alla Corte


del 17 aprile 1902);

di Assise

ma

nessuno dei
il

testi

addotti

ud sparo di fucile. Del resto, vero che

D'Agostino era

confidente della polizia a danno del bandito.


sassinio costituisce
il

Questo
di

as-

II

atto di

accusa nel processo

Lucca

Le

gesta criminose.

23^

Nella notte del 15 al 16 maggio 1899, ritornato Musolino in

Santo Stefano

di

Aspromonte, con due mine praticate nel muro,,

dove introduce dinamite inabilmente chiusa entro una specie


di fodero di legno (che ci

venne per da

lui descritto

con viva

compiacimento), tenta di far saltare in aria la casa dove dor-

mono
figli

tranquillamente

Carmine Zoccoli,
si

la

moglie,

due
:

Vincenzo e Romeo. In pari tempo

odono queste parole

Puttana lorda, credevi che fossi andato in America?...

ma
La
casa

non

ci

vado

fino a

quando non

vi

avr dispersi

tutti.

voce riconosciuta per quella del feroce bandito.

Ma

la

non

soffre danneggiajnenti per essere le

mine male

intassate.

Musolino (interrogatorio. Corte


fess
il

di Assise, 17 aprile 1902), con-

reato,

aggiunse: essi pregavano


(Ili

Iddio

di

farmi

ammazzare, ed

io tentai di distruggerli.

atto di accusa

nel processo di Lucca).

Ai 18 maggio 1899, nella campagna


di

di

Santo Stefano, spara


Zirlili,

agguato un colpo di fucile contro Stefano nemico, da


lui sospettato

suo an-

tico

come

spia e

gli

produce lesione

guarita in 29 giorni. Musolino (interrog.

15 novembre 1901);

afferm di averlo ferito per dargli una' lezione (chiarenza in


dialetto calabrese),

ma

esclude l'intenzione d'ucciderlo. Questa


processi di Lucca; giacch istruito con

reato non figur


sollecitudine
il

frai i

processo, con sentenza 3 ottobre 1899 del Tri-

bunale

di Reggio-Calabria, tre di L.

Musolino venne condannato in condi

tumacia a

anni,

mesi 6 e giorni 7

reclusione

'a.

una multa

72 per porto d'arma abusivo.


'99,

L'il di luglio del

verso

le

sei

o le sette del mattino,,

ha luogo
di

l'assassinio del giovane Pasquale


al

Saraceno (IV atta

accusa

processo di Lucca). Questi, ottimo giovanie e a tutti


si

carissimo in Santo Stefano, mentre


giunto alla solita localit

avviava alla campagna^


di-

denominata le Croci a breve


fucile,

stanza dall'abitato, fu colpito all'orecchio destro di

carica

24

GIUSEPPE MUSOLINO.

a grossi e minuti proiettili.

Rimase

all'istante

cadavere per la

emorragia prodotta da molte scheggie ossee penetrate dentro


la

massa cerebrale (Relazione

del dottor

Giacomo Rancourt

fX

^-vf-

Aiiiunziato Nucara.

in data 12 luglio 1899). L per


l'autore del delitto, perch
i

non

fu ritenuto Musolino
;

testi

tacevano

ma

poi Nucara An-

nunziato, Caligiuri Francesca e Lazzarino Domenico deposero


di aver visto Musolino dirigersi tranquillamente verso la

mon-

Le
tagna dopo compiuta

gesta criminose.

25

la strage:

teneva in

mano una
al

salvietta

contenente forse del pane. Musolino grid

Nucara: digli
jsi

che vada adesso a farmi la spia

e ci detto, a lenti passi


di

allontan (deposizione di Nucara al Pretore

Calanna, 25
il

ot-

tobre 1899). Pdsult altres la circostanza che


colpire la sua vittima
si

bandito per
ciglione
il

era appiattato dietro

un

ri-

vestito di viti a destra della strada, e che


si

compiuto

delitto

accompagn tranquillamente con Francesca


di l

Caligiuri

che

a caso

passava (esame della


volte,

teste al dibattimento di Lucca).


il

Musolino dichiar pi
allo

a sua discolpa, che

Saraceno,

scopo di meglio perseguitarlo, voleva iscriversi nell'arma


il

dei Regii Carabinieri. All'interrogatorio in Corte di Assise,

17 aprile 1902, aggiunse che Saraceno voleva sposare la sorella


di

Zoccoli,

confess

come, presente
:

il

cadavere,
anzi,

dicesse

che impari a far la spia

accompagn,

queste parole

con un

sorriso. In altra

udienza successiva afferm che fu Gre-

gorio Musolino che gl'insinu essere Pasquale Saraceno spia


dei carabinieri,
Filast
il

che av^eva gi a noi

riferito lo zio

Gaetano

trovando

con

ci

giustificato
le

-quell'assassinio!

Ai 18 luglio 1899 verso

ore 7 del mattino, nel lenimento


di fucile ca-

Podargoni e nella contrada Marrap, da un colpo


rico a grossi proiettili e sparato
ferito alla regione glutea destra

da dietro a un cespuglio viene


Stefano

Romeo

che conversava

con Carmela Caligiuri.


Rest per qualche tempo ignoto l'autore
tantoch con ordinanza 13 dicembre 1900
del Tribunale di Reggio dichiar
il

di

questo delitto;

giudice istruttore

non luogo a procedimento


per la famiglia stessa del

per essere ignoto

il

reo. In seguito
il

bandito dichiar che


solino

ferimento era stato compiuto da Mu-

per mandato di certi Travia.


atti

Dagli
plici

parrebbe che

fratelli Travia,

amicissimi e com-

di

Musolino, aspirando a divenire guardiani di un fondo

26
al

GIUSEPPE MUSOLINO.

posto di Stefano Romeo, contro quest'ultimo aizzassero Musi

solino:

supporrebbe, dunque, che questi avesse voluto favo-

rire gli amici.

L'imputato confess di aver


sol colpo e

ferito

il

Romeo

alle

gambe con un
neg
di

senza intenzione di ucciderlo,


fratelli

ma

averne avuto incarico dai

Travia, che

non vide

mai nella sua

latitanza (Interrogatorii 30

novembre e 6 dicemera suo persecutore

bre 1901). Afferm poi che Stefano


e spia; ripete di

Romeo
i

non aver mai


,

visto

fratelli

Travia (Interro-

gatorio 6 dicembre 1901). Tutto ci conferm nel suo interro-

gatorio in Corte di Assise.

Questo reato costituiva

il

atto

di accu.sa al processo di Lucca.


RopiOi i precedenti reati l'intera famiglia Zoccoli,

non veden-

dosi sicura nelle persone ed anche negli averi (tentato incendio


della casa), emigr da Santo Stefano di
in

Aspromonte portandosi

Gerocame,

localit

molto distante, nella provincia di Ca-

tanzaro, dove trov da occuparsi in lavori da carbonaio.

Ma

ecco Musolino apparire anche in Gerocarne.

quivi

a;i

7 agosto 1899 verso le ore 12,30, egli e

un

.com-

pagno, sbucando dalle falde del bosco Morano ove stavano nascosti,

sparano pi colpi

di fucile contro

Stefano Zoccoli che


ferite ripor-

con due male esce dal bosco. Lo Zoccoli mvtore per


tate al cervello, ai polmoni, al fegato e ai reni

da piombo volDalla giacca

parico ;

muore anche una mula,


mancano
L. 206;

l'altra resta ferita.

della vittima
lettera a

ma

Musolino scrive una breve


di
i

Rocco Zoccoli, con timbro postale

Gerocarne 13danari presi a

8-99, cos concepita:

Fate che tornassero

Stefano perch io non sono

un

ladro;

si no, ci penso io stesso.

M.
il

nostra

domanda Musolino ammise, accompagnando

racconto con una risata, di avere ucciso una mula perch

gli tir

un

calcio (nostro interrogatorio 24

marzo

1902). In Corte

di Assise dichiar di avere sparato quattro colpi contro lo Zoccoli; rise al ricordo della uccisione della

mula; neg energi-

Le

gesta criminose.

27

camente, impallid e fremette e.minacci di abbandonare l'aula

quando
L. 206

il

signor Presidente

gli

contest la circostanza delle

mancanti dalla giacca della vittima.


il

L'omicidio preal pro-

meditato dello Zoccoli costituiva


cesso di Lucca.

VI atto di accusa

Ai 19 agosto 1899,

!alle

ore 9 circa, tornato su quel di Reg-

ilulattieri calabresi, in quel di Bova.

gio,

nelle

campagne

di

Sant' Alessio,

con premeditazione e

stando in agguato uccide a fucilate Alessio Chirico, guardia municipale, che sospetta spia,

ma

che gi lo aveva dovuto arre-

stare per'

reati contro lo Zoccoli. Il Chirico ferito disse al sif.f .

gnor Calabro

di

Sindaco
il

di Sant'Alessio

Ho

visto

Giuseppe
:

Musolino spianarmi
tu spari proprio per

fucile....

mi

feri alle spalle. Io gli dissi

ammazzarmi; ed

egli:

non

ti

ricordi

28

GIUSEPPE MUSOLINO.

quello che

mi hai fatto?
colpi,

cos dicendo esplose contro di


al

me
di

altri

due

per cui sono stramazzato


gli
te,

suolo in fin

vita.

Musolino

aveva anche detto

questi colpi

non

erano preparati per

ma

pe' tuoi amici

ora che sei passato tu

prima

degli altri, ricevili

. Il

Chirico mor alle ore 15 del 19 ago-

sto stesso. In
ci

un nostro

interrogatorio (25

marzo 1902) Musolino


Corte di Assise asser

conferm
il

il

fatto. Nell'interrogatorio in
si

che

Chirico

era rallegrato per la sua cattura, lo aveva


gli

bastonato nella camera di sicurezza e


(tutte
Il

aveva dato del

porco

circostanze di fatto negate da

varii testimoni

oculari).

bandito confess di avere sparato quattro colpi di fucile.


costitu
il

Questo reato

VII atto di accusa nel processo di Lucca.

Agli 11 febbraio 1900, alle ore 18 circa, nella contrada di

Solanello in territorio di Sant'Eufemia di Aspromonte, Musolino ferisce

con due colpi

di fucile esplosi
dire,
il

a breve distanza

il

cugino Sinicropi, che sbaglia, a suo

con Raffaele Priolo


accortosi del(?),

da

lui ritenuto

nemico e

spia.

Dopo
gli si

delitto,

l'errore, soccorre la
gli

sua vittima,

inginocchia dinnanzi
gli

chiede perdono (nostro interrogatorio),

esibisce
Il

il

proprio

fucile,

perch

lui

pure
gli

si

vendichi e lo ammazzi.

ferito

non

ne vuol sapere e

perdona: scena tipicamente barbarica


l'VIII

con

Questo mancato omicidio costitu

atto di

accusa

al

processo di Lucca.
Il

Sinicropfi e Io Zappala, ragazzo di 15 armi


lui
il

che

si

trovava

giorno del delitto, confermarono al dibattimento le


circostanze.

suddette

Lo Zappala aggiunse che Musolino

lo

baci e volle assicurarsi che non fosse ferito; poi dispose che
fosse

chiamato un medico e

si

allontan per la campagna.

Ai 5 marzo 1900 Musolino, in Roccaforte del Greco, nella


contrada Castana, spara contro Angelone Giuseppe, lo ferisce
producendogli
26 ferite
di

piccolo

piombo

alle

due gambe
;

ed una

all'avambraccio sinistro (guarite tutte in 46 giorni)

indi

Le
10
di di
11

gesta criminose.

29

deruba

di fucile,

mantello e

rivoltella.

L'Angelone, al dire

Musolino,

era un ex-carabiniere^

che andava vantandosi

volerlo prendere vivo o morto per guadagnarsi la taglia.

bandito per ben due volte lo fece ammonire che badasse ai


suoi,

fatti

ma

finalmente lo

sorprese

in

un campo

tol-

tagli

l'arma

gli si

mise

di fronte e lo fer

con quella medesima

quasi

a bruciapelo.

Questo ferimento, avendo dato luogo a


di Reggio,

sollecita istruttoria,

procur a Musolino dal Tribunale

in data 22 settembre 1900,

una nuova condanna


a L. 72
,tli

in

contumacia

a 2 (anni e 9 ,mesi

di reclusioite e

multa.
1.

L'Angelone

al

dibattimento di Lucca (udienza del


fatto,

maggio),

come

gi

avevano

con solidariet veramente singolare,


accusa e parti
lese,

Sinicropi,
di

Zappala ed

altri testi di

mostr

volere scusare Musolino. Egli depose che Antonio Princi


riferito al

aveva

bandito com'egli, l'Angelone, facesse la spia:

perci fu da questi castigato.

Quando per Musolino seppe che


egli
si

invece

lui,

Angelone,

si

era adoperato soltanto a che


allora
lo

costituisse
la ferita, e

spontaneamente,

baci

(1),

gli

osserv

vedendo passare un pastore,


i

lo incaric di avver-

tire del fattoi

^carabinieri

di

provvedere del ghiaccio.

Muas-

solino

si

trattenne coll'Angelone circa

una mezz'ora per

sisterlo.

A
e

poca distanza dal villaggio


si

di

Africo, in prossimit del

cimitero,

ergono delle roccie gigantesche circondate da querce


In

castagni.

questo luogo alpestre cui


granitica

si

accede per due


di

erti sentieri,

una massa

forma una specie

spelonca
si

che colle sue sporgenze protegge alle spalle chi vi

ponga
la

a riparo. la cosidetta
notte del 9

grotta di M ingioia, dove


ha svelato
quale

marzo 1900

si

trovava Musolino insieme a Rocco


il

Perpiglia e Antonio Princi. Quest'ultimo


diglio del bandito al delegato

nasconnel buio

Wenzel,

il

l,

della notte, in appostamento

con due brigadieri dei R.R. Ca-

i>0

GIUSEPPE MUSOLINO.

rabinieri e quattro agenti di pubblica sicurezza in borghese.

Musolino non ha ceduto all'oppio che Princi

gli

aveva

fatto

mettere nei maccheroni: egli vigile e armato, in attesa del


Princi stesso.

Quando

silenziosi si

incamminano, un agente

di
il

pubblica sicurezza tradisce anzi tempo la sua presenza, e d

chi va l.

E MusoHno senza por tempo

in mezzo, cos af-

Sulla strada mulattiera di Bova ad Africo.

Un

riparo sotto la roccia,

ferma

l'alto

di

accusa, spiana

il

fucile

e fa fuoco contro

il

Princi per punirlo del tradimento, indi sfugge ai colpi dei carabinieri e delle guardie, buttandosi gi dalla roccia, internandosi

nella

montagna

protetto dalla notte e dalla sua abilit, traivi trovate,

versando a guado un torrente. Le traccie di sangue


fecero supporre

che Musolino fosse stato


ferito
il

ferito.

L'iniputato neg di aver

Princi e d'avere sparato

Le
contro la forza,
s

gesta criminose.

31
s

nel nostro interrogatorio,


difese
il

in quello reso

in Corte di Assise;

Perpiglia da ogni imputazione.


il

assai probabile,

infatti,

cbe
il

giovinetto

non sparasse; come


da Musolino,
ve-

non pu escludersi che

Princi, invece che

nisse ferito, per errore, dagli agenti della forza pubblica.

Alle 5 dello stesso mattino, del 9 marzo, in contrada Scap-

pelluzzone,

essendo in compagnia di un altro (che l'Accusa


il

crede fosse ancora


mirati alle

Perpiglia), ferisce

con due colpi


),

di fucile

gambe

appunto per non ucciderlo

uno

dei cara-

binieri, Pietro Ritrovato, della brigata quivi in perlustrazione.

Musolino, che ha deplorato sempre questo omicidio, afferm

che

i]

carabiniere avesse fatto fuoco ripetutamente per primo,


egli,

mentre
passare.

appena vedutolo,

lo

avrebbe pregato

di lasciarlo

Lo

stesso narr pi diffusamente

anche a

noi,

as-

serendo di avergli ripetuta la raccomandazione di


I

ritirarsi.
riIl

particolari dell'omicidio del carabiniere Ritrovato sono


il

masti, anche dopo


teste

dibattimento, assai oscuri ed incerti.


,

difesa

Domenico Nucera-Abenavoli
(1),

autore

di

una

biografia di Musolino
questi

rifer

(udienza 28 maggio) avergli


tirati

una volta confessato


il

di

aver

due colpi a bruciasuppose volesse


Ritrovato prima

pelo contro

carabiniere Ritrovato perch


di lui. Certo ch'e
il

usare
di
il

il

moschetto contro
colpito

esser

dal bandito

non

gli

aveva sparato, poich

suo fucile fu trovato ancora carico.

mancato omicidio

del Princi, l'omicidio del carabiniere Ritrovato, la rivolta ed


il

mancato omicidio

di

agenti

costituirono

il

gravissimo IX

atto di accusa al processo di Lucca.

Per vari mesi parve che

le

sangumose gesta

del bandito si

(1) Nella raccolta dei

"

Processi celebri

edita dal Souzogno. Mi

lano, 1902.

La

biografa, in

gran parte fantastica,


di aver formata e

piena di inesattezze

cronologicbe e storiche: di pi attribuisce a Musolino altri delitti e


vizii

non provati, non che

comandata una "banda,

32

GIUSEPPE MUSOLINO.

interrompessero. Per ai 21 maggio 1900 Rocco Perpiglia presenta a Fassaniti Carmelo una lettera^ che
si

suppone

scritta

da Musolino
danaro,

dove

si

dice

Tu

sei spia, hai perci ricevuto


.

mandami

L. 50, o

pena

la vita

Ma

il

processo contro
di

Musolino per questo

fatto fin

con dichiarazione

non luogo

Verso Roccaforte del

G-reco.

La

forza pubblica alla ricerca di Griuseppe Musolino.

a procedere per insufficienza di indizi, mancando

ai

giudici

un documento

di

confronto

che comprovasse essere quella

del biglietto minatorio scrittura del bandito. Adesso, la Procura

generale di Catanzaro, su perizie calligrafiche, crede che


tratti

si

veramente

di

un suo lavoro

di

penna.

Ai 23 agosto 1900 Musolino pare tentasse una estorsione


e

un incendio a danno

di quel tal

Gregorio Musolino, che

so-

Le
spettava suo traditore.

gesta criminose.

33
sufficienti per
si

Ma

gli

indizi

non sono

affermare recisamente la cosa, ed anche stavolta dal Tribunale un non luogo a procedere.
Il

dichiara

27 agosto 1900 Musolino, secondo


certi
Jati

gli atti

processuali, com-

pare insieme con

Giovanni e Stefano De-Lorenzo,


delitti, in

due

altri latitanti

per volgari

agro di Precacore, e

l,

alla presenza di varie persone allibite dallo spavento, al co-

spetto dello stesso


fucile

fratello

minore della vittima, a

colpi di

uccide Francesco Marte, che per amicizia non aveva


Il

voluto punire di morte Antonio Princi, traditore di Musolino.

quale neg che Marte


di

gli

avesse offerto pane e pere, e neg


della Picciotteria.

averlo ucciso per

mandato

Lo

uccisi
si

da

me

solo perch traditore ; cos conferm anche a noi e

ribell contro l'accusa che egli incrudelisse sulla vittima. Nel-

l'interrogatorio in Corte di Assise

conferm che ammazz


fucile,
gli

il

Marte da

solo,

con parecchi colpi di

perch era spia

dei carabinieri e d'accordo col Princi

aveva messo l'oppio


Jati

nei maccheroni:

escluse

qualsiasi
si

complicit del

del

De-Lorenzo. Nella istruttoria

trovano elementi per ritenere

con probabilit che questi due coimputati compiessero materialmente la strage del Marte e che Musolino dirigesse, per
cos
la
dire,

la

esecuzione;
di

ma

l'assoluzione

dei

coimputati e

condanna

Musolino impongono una grande riserva nel.


il

giudizio.

il

L'assassino del Marte costituiva


di Lucca.

atto di ac-

cusa nel processo


In fine,

22 settembre 1900,

alle ore 5,30 del mattino,


,

sem,

pre nel territorio di Santo Stefano


solino in

in contrada Scifati

Mu-

compagnia
l

di Jati e

De-Lorenzo spara nuovamente


Zirlili Ste;

(secondo
fano, che
i

'accusa le fucilate furono cinque) contro


il

ha

coraggio di rispondere con altra fucilata. Allora:


lo. Zirillij-;

compagni (sempre secondo l'accusa) sparano. contro


ferito.

che resta gravemente


Musolino,

In_questo secondo attentato Mu3

34

GIUSEPPE MUSOLINO.

solino ebbe la infenzione di ferire pi gravemente lo

Zirilli,
il

che
suo

non cessava

di fargli la spia

e d'ingiuriarlo

Secondo

consueto dichiar che non aveva compagni quel giorno


rogatorio 15
colpi

(inter-

novembre 1901) e che


20

fer Zirilli

replicando pi

(interrogatorio

novembre

1901).

Nell'interrogatorio

reso in Assise, Musolino escluse anche qui la correit di Jati e


di

De-Lorenzo,

ed ogni intesa colla Picciotteria


dare allo

disse

che
le-

ag

da

solo, nell'intento di

Zirilli un'altra

severa

zione; e ci dicendo atteggi la bocca a sorriso.

Questo

reato costitu nel processo di Lucca l'XI ed ultimo atto di accusa.


In
atti si

trova anche cenno di

un incendio

e di

una rapina

a danno di certo Boeri, senza per

altre notizie, e verosimil-

mente perch durante

la latitanza di

Musolino venivano a que-

sto attribuiti molti dei reati. rimasti di autore ignoto nei paesi

dell'Aspromonte.

Durante
altri

il

dibattimento in Corte di Assise

si

parl anche di

reati attribuiti

a Musolino;,

quali avrebbero

una

parti-

colare importanza per la figura psicologica del bandito. Quan-

tunque la Corte respingesse l'istanza del Pubblico Ministero


per la produzione dei documenti principali che figurano quali

prove indiziarie nei processi di estorsione


solino, purtuttavia notissimo

istruiti
il

a carico

di

Mu-

tutti

come

bandito durante

la latitanza avesse scritte alcune lettere allo scopo di ottenere

danaro. In una lettera diretta alla sorella Ippolita e sequestrata


al

De-Lorenzo coimputato, che ne era

il

latore,

Musolino parla
di

di L. 200 che

doveva mandargli
farsi.

il

barone Palizzi e
lettera di

altre
al

riscossioni

da

Cos,

esiste

una

Musolino

signor Francesco Ciezo in data 11 settembre 1901, nella quale

domanda per limosina

L'.

200 e roba da mangiare; e un'al-

tra al barone Collice, nella quale, in

modo

gentilissimo quasi
L,
100.

supplichevole e sempre per limosina,

domanda

Le
Il

gesta criminose.

35

-certo si che dalla fine di settembre

1900

ai

primi di

ottobre 1901

non

risulta

che Musolino commettesse

reati di san-

gue. Intanto per la pubblica sicurezza faceva sforzi pel suo arresto.

immani

Egli era quasi miracolosamente sfuggito ad

una

serie di pi o

meno

abili

appostamenti, fra

cui, oltre quello

da noi descritto

alla grotta Mingioia,


di

ad un vero assedio, con

accerchiamento strategico,
soldati, nei dintorni del

quasi
Scif,

un

intero

battaglione di
Ste-

Monte
di

poco lontano da Santo

fano. Egli si vant

sempre
i

avere anche pi e pi volte veduto

passare e sfilare sotto


doppietta
sfessi
gli

proprii piedi e a portata della sua


gli

stessi

comandanti dell'arma dei Carabinieri,

delegati di pubblica sicurezza incaricati di arrestarlo;

corre la voce che egli in quel frattempo abbia potuto frequentare

impunemente

Juoghi abitati,

borghi,

le

stesse

citt

alla marinai,, e sia stato ospite

non ingrato

di conventi frateletti

schi e di famiglie rispettabilij, e abbia dormito persino nei

dove prima! o dopo

di lui

riposavano

gli ispettori ministeriali,

e abbia osato pur anco viaggiare in ferrovia, protetto sempre

ora dalla paura che

il

suo solo

nome

incuteva,
,

ed ora

'dal

favore popolare che lo credeva


di

un

disgraziato

una vittima

un

errore giudiziario.

cos la sua latitanza pot prolungarsi,


lui

nonostante la fortissima taglia posta su di

dal Governo,

nonostante
legati

tutti

provvedimenti

di prefetti,

comandanti, de-

ed

altre autorit, sino a


il

che alcuni

abili funzionari

non

pensarono d'isolare
tori,

bandito dai suoi numerosi favoreggia-

essendo convinti che in questi stesse la sua forza.

Carcerati centocinquanta di costoro, Musolino,

come

ripetu-

tamente dichiar anche a noi,

si

trov allora separato

dal

suo ambiente e comprese che sarebbe stato pericoloso restare


in

Calabria.
ci

Non
disse.

era pi tempo di
Part
col

vendicarsi,
di

bisognava
recarsi
al-

fuggire:

vago progetto
America.

l'estero; forse in Francia, forse in

detta di Muso-

36
ino,
il

GIUSEPPE MtrSOLINO.

viaggio fu da lui compiuto parte a piedi, e parte in

carrozza; in ogni

modo

fu lungo e faticoso. Ci narr che per


gli

molto tempo ebbe con s un favoreggiatore che

portava
il

una

valigia; ed era in questa valigia che teneva, fra l'altro,

proprio fucile smontato.

Ma

l'epilogo della vita di bandito oramai era prossimo.

3.

La

cattura e gli interrogatori.

Alle ore 14 e pochi minuti del 9 ottobre 1901, sulla strada che

mena da Acqualagna
i

a Urbania in contrada Farneto (Marche),

carabinieri Feliziani e

La Serra videro un giovane

vestito

con abito color


ciclista,
il

caff, giacca alla cacciatora, berretto chiaro

da

quale sembrava essersi accorto di loro presenza ed


il

affrettare
i

passo. Vista l'attitudine sospetta dello sconosciuto,

carabinieri lo rincorsero per

una

scorciatoia,

ed uno

di loro

gli si

present a circa venti passi di distanza. Dettogli


si

Ohe

Musolino

die

alla fuga pei campi,

inseguito

da ambo da

carabinieri,

ma

nel correre inciamp in

un

fil

di ferro

viti,

cadde impugnando una piccola rivoltella che poco prima


estratto di tasca.
il

aveva

Caduto a

terra,

gli

fu sopra

il

[cara-

biniere Feliziani,
filo
:

quale aveva pure inciampato nello stesso


,

mentre
Serra,
il

si

colluttavano

sopravvenne

il

carabiniere

La

quale

ridusse
al

alla
collo.

impotenza
Rialzato
,

lo

sconosciuto

ponendogli una catenella


dai

Musolino venne
egli

carabinieri ammanettato.
.

Fu

allora che

disse:

uc-

cidetemi
ralit;

Lungo

la strada,

diede ai carabinieri false gene-

con uno

di loro

pare tentasse la corruzione offrendogli

del denaro che aveva indosso.


parole.

Non

ci risulta

che dicesse altre

Musolino fu perquisito. Ecco


che
gli

il

preciso elenco degli oggetti

furono trovati indosso

253

lire e

85 centesimi, un

La
piccolo lapis,

cattura

e gli

interrogatori.

37

uno specchietto rotondo,


baffi;

dei sigari,

una canna

da pipa, un pettine da
rotto;

un piccolo
pure
;

crocifisso in metallo,
rotto,

un medaglione in

metallo,

colla

effige

di
ef-

un Santo portante emblemi


figie

episcopali

altro
di

medaglione colla

del

Cuore

di

Ges; una imagine


;

San Giuseppe;
:

altra

della

Madonna

dei Polsi

un

foglio intitolato

Lettera di Ges

/^Oi4,.'

Giuseppe Musolino ritrattato dopo la sua cattura

in

Acqualagna.

Crisfo con cinque figure della Passione, stampato a Napoli,


e

un pezzo

di

una imagine
dei quali a

della Sacra Famiglia; due sudici


di

scapolari,

uno

forma

breve

contenente incenso ;

un Calendario 1901 profumato, non


un piccolo pacchetto
di

postillato in alcun luogo;

di carte

con su degli appunti, o minute

lettere;

una piccola

treccia di capelli grigi, avvolta in

un

sudicio pezzo di carta;

un rasoio bene

affilato,

contenuto nel

38

GIUSEPPE MUSOLINO.
di piccolo

SUO astuccio; 12 cartuccie da revolver; un revolver


calibro, infine

un

coltello

tagliente a

manico

fisso

con lama

lunga 10 centimetri.
Nell'interrogatorio del 12 ottobre 1901 Musolino disse chia-

marsi Francesco Colafiore,

di

anni 28, esser nativo di Pe;

scara, aver lavorato per vari anni in Dalmazia, ecc.


tutta

e raccont

una

vita fantastica.

Riguardo

alla rivoltella

che avrebbe

impugnata nella colluttazione


terrogatorio
di

coi carabinieri, ,neg in detto in-

averla estratta.

Con noi ammise invece


(!).

di

averla impugnata,

ma

al solo

scopo di suicidarsi

Firm

l'in-

terrogatorio del 12 ottobre col falso


lafiore.
Il
.

nome

di

Francesco Co-

14 ottobre, a un nuovo interrogatorio, conferm


gli oggetti

il

suel'ar-

sposto e riconobbe
resto.
Il

sequestratigli

appena dopo

16 ottobre, dinanzi al brigadiere Bellis e al suo nemico


Zirlili

Stefano
e la

fatti

appositamente venire dalla Calabria

che

lo

riconobbero per Giuseppe Musolino, questi ammise


e

sua identit
la

raccont subito della sua condanna a Reggio


:

adducendo

sua innocenza

disse di essersi

dopo

la

evasione

dato alla latitanza, durante la quale confess di aver


altri

commesso

reati,

ma

tutti
ci,

allo
il

scopo di vendicarsi delle patite


giorno
16,
si

ingiustizie.
oltre
Il

Dopo

rifiut

di

continuare

nella esposizione

delle

sue gesta.
si

18 ottobre 1901, dichiarandosi malato,

ricus di risponrispose di

dere,

ma

poi,

dietro insistenze

del

giudice,

non

ricordarsi nulla del suo viaggio dalla Calabria nelle

Marche:

sapere soltanto di mancare dalla provincia di Reggio da

un

anno
sto).

all'incirca (a noi disse, invece, di

esseme
i

partito nell'ago-

domanda, dichiar
da

di

non rammentrfei

nomi
che

dei paesi
gli

e delle persone

lui scritti

qua e

l nelle carte

prano

state sequestrate.

La

salute di

Musolino bandito

e carcerato.

39

4.

La salute di Musolino bandito e

carcerato.

Non
nenza

ci

risulta nulla di speciale circa e durante la

perma-

del bandito nelle carceri di Urbino. Certo,

non ebbe col

attacchi di sorta, anzi godette


po' di

sempre

di

buona

salute.

Dopo un

tempo passato nella antica

capitale dei Della Rovere, Giualle carceri

seppe Musolino fu con grandi precauzioni tradotto


di

Catanzaro

e di l,istruitogli ,un intricato processo, fu nel

gennaio 1902 fatto di nuovo viaggiare e trasferito a Lucca,


dove, per ragioni di legittima suspicione, la Cassazione decise

che dovesse aver luogo


Interrogato
i

il

dibattimento
le

di

Assise.

da noi circa

sue condizioni fisiche durante

due anni e 9 mesi

di latitanza,
soffrire.

Musolino ha sempre replicato


si

che ebbe molto a


sentiva stanco
.

Digeriva male, era dimagrato,


.

immiserito

Ci assicur perfino di sentirsi


si

meglio in carcere che in latitanza, e confess che

augu-

rava

di

essere arrestato sentendosi ridotto in cattiva salute.


il

Ci disse di avere avuti durante

primo anno

di latitanza

mol-

tissimi attacchi epilettici, e di essere stato quasi


rente. Faceva, per

sempre

soffe-

premure della

famiglia,

una cura progressiva


da prendersi

di

un liquido medicamentoso
goccie,

(atropina, ioduro?)

da 4 a 40 per
medicina
di

volta,

ma non

ci

seppe specificare

di quale

si trattasse.

A domanda

(24-25

marzo 1902)

dichiar

non aver mai

sentito

parlare di bromuro.

Interrogammo su questo punto


(5

Ippolita, sorella del bandito


lui ogni

maggio 1902),

la quale

ebbe per
lo

cura durante

il

periodo di latitanza e che


lita ci

vedeva assai

di

sovente. Ippo-

assicur che suo fratello Peppino

god sempre ottima

salute,

e che non
ci

gli

port

una

o due volte che del chinino.

domanda,
pino
si

disse di

non ricordare
mai con
lei

se durante la latitanza Pepdi soffrire di convulsioni;

fosse lagnato

poi, riflettendo meglio,

aggiunse: seppure, una volta. Mu-

40
lino invece,

GIUSEPPE MUSOLTNO.

come abbiamo
aveva

gi detto, ci afferm che nel

primo

mese
anzi,

di latitanza

tre

o quattro attacchi

al

giorno; che^

una

volta, essendosi

addormentato sul
si

ciglio d

una

pic-

cola

rupe, nel

risvegliarsi

trov rotolato in gi, lontano

circa quattro metri dal suo fucile.


Stette

anche in ottima salute durante

la

sua permanenza,

nel carcere di Catanzaro; fu solo nella notte dal 9 al 10 gen-

naio 1902, nelle carceri di San Giorgio (Lucca), che ricomparve

un

attacco.

Il

quale merita che noi lo descriviamo sui dati che


stesso,

abbiamo potuto raccogliere da Musolino


guardie
presenti.

non che
si

dalle

dal

Direttore

delle

carceri

che

vi

trovarono-

Verso la sera dell'S gennaio 1902 Musolino ebbe la sensazione, che gi descrivemmOj al dito
di
ci

medio

della

mano

destra

avvert

le

guardie,

aggiungendo
(di

che

avrebbe avuto

pi tardi

un

attacco epilettico
dialetto).
il

pilessia,

come

egli

si

esprime nel suo

Coricatosi, fu accertato nelle visite


Il

regolamentari, che

suo sonno era tranquillissimo.

giorno
9,

appresso pass senza incidenti. Alle ore 22 e 30 del giorno

essendo
vavansi

il

detenuto in

letto, le

guardie e
:

il

direttore,

che

tro!

presso, l'intesero

a gridare

superiori, superiori

Aperta subito la griglia della cella fu accertato che Musolino


giaceva in terra supino, dal Iato sinistro del basso letticcjuolo,
e dagli astanti
si

giudic sul

momento che

egli

avesse girato

su s stesso verso sinistra e fosse scivolato in


gli

terra. Egli

aveva

occhi chiusi, il corpo immobile, e

solo

osservavansi in

lui piccoli

movimenti

di lateralit

e di (elevazione degli angoli

della bocca nella quale appariva poca saliva. Immediatamente,,

dietro ordine del Direttore, fu rimesso sulle imaterasse, e nel

contempo

gli

fu domandato: cosa avete?; al che Musolino


:

subito rispose nel suo dialetto


successive,
Direttore

Pilessia

Alle altre

domande
Il

non

rispose

rispose

in

modo

sconnesso.

ebbe l'impressione che simulasse.

La
x\lle

salute di Mtisolino bandito e carcerato.

41.

ore 1,30 della notte stessa, Musolino fu preso dal me-

desimo movimento convulso della faccia;


si

ma
il

questa volta vi
si

aggiunse mal

di

stomaco e vomito. Le guardie


il

affretta-^

rono a nettare subito


mattino che
l'attacco,
si

pavimento;

ma

detenuto disse al
egli

guardasse nella spazzatura, perch


il

durante

che qualificava come

secondo attacco epilettico di


il

quella

notte,

aveva emesso dalla bocca un lombricoide:


Il

che fu constatato esatto.

giorno appresso
Il

gli

fu apprestatodelle carceri

un purgante,
non trov

e in seguito stette bene.

medico

sul corpo di
al

Musolino alcuna contusione.

Dal gennaio
volta

23 marzo 1902, giorno in cui per la prima


la

cadde

sotto

nostra
o

diretta

osservazione,
di

Musolino
Solo

non present malattie


a
tratti si

disturbi

degni

menzione.

lagn ora di dolore di testa localizzato alla


,

fronte^^

ora di malessere
die, che sono le

ora di

stipsi

di

inappetenza. Le guaril

medesime che custodivano

detenuto nelle

carceri di Catanzaro, ci riferirono che laggi,

dove rimase per


che a Lucca;

due mesi e quattro

giorni, in salute stava meglio


di nulla e fu

non ebbe mai a lagnarsi


e docile.

sempre

di

buon umore

Del resto, anche nel carcere


ai

di

Lucca, Musolino, almeno fino


di

primi di aprile 1902,

si

conserv sempre

buon

appetito.

Non mangiava
invece
di
al

in generale tutta la razione di pane,

ma

aveva

una maggiore razione

di minestra. Negli ultimi giorni

marzo cominci, come


giorno); e allora
si

dicesi,

far la spesa

(L.

0,25

verific

un cambiamento

nella nutri-

zione del detenuto. Mangiava una copiosa razione di minestra,,


circa 300
cio,

grammi

di

pane

al giorno,

200 grammi
latte,

di castagnac-

e beveva da 400 a 600 grammi di


,di

10 centesimi di

vino a giorni alternati. Miglior

aspetto,

ma

poi,

per le
e

emozioni del
dimagrire.

dibattimento,

torn

a soffrire

malesseri

42

GIUSEPPE M0SOLINO.

5.

Hiepilogo di una esistenza ci^iminale.

Prima

di analizzare la personalit fisio-psichica di

Giuseppe
di fronte

Musolino per giungere a determinarne la posizione


.alla

psichiatria ed alla sociologia,

crediamo

utile

riportarne

l'intero certificato penale: cos risalter pi nitida ed espres-

siva la sua figura morale, e meglio


vidualit
diritto
di

si

Vedr contro quale

indiil

intensamente criminosa la societ abbia avuto


difendersi.

CERTIFICATO PENALE DI GIUSEPPE MUSOLINO.


A) Le condanne
1. Il Pretore di Calanna, il 31

e i processi anteriori.

marzo

del 1894, lo

condann a 51 giorni

di arresto

per porto

illecito di

arma

(G. Musolino aveva allora

poco pi di 17 anni).
2. Il

Giudice Istruttore di Reggio Calabria,


minaccie con
S.

il

22 settembre 1897,

dichiar non luogo a procedere per difetto di indizi per maltrat-

tamenti

arma in persona
il

del

proprio genitore (reato

avvenuto in

Stefano

13 giugno 1897).

[ da notarsi che per intromissione di parenti e amici il padre aveva ritirata la querela.] 3. Il Pretore di Calanna, il 20 novembre 1897, lo condann a mesi 4 e giorni 25 di reclusione per lesioni in persona di Caccamo Mariangela e porto di pugnale (reato avvenuto in
S.

Stefano

il

2 set-

tembre 1897). 4. Lo stesso, il 24 novembre 1897, lo condann a giorni 10 di reclusione per lesioni in persona di Caccamo Mariangela (reato

avvenuto in
-5.

S.

Stefano

il

21 settembre 1897).

Lo

Q.

24 febbraio 1898, lo condann a 25 giorni di reclusione e L. 30 di multa per violenza privata in danno di Romeo For innata (reato avvenuto in S. Stefano dal 12 al 14 agosto 1897). Il Tribunale di Reggio Calabria, il 23 giugno 1898, lo condann a mesi 6 di reclusione per lesioni in persona di Caccamo Mariangela (reato avvenuto in Podargoni il 9 marzo 1898).
stesso, il

7.

La

Corte d'Assise di Reggio Calabria,


21,

il

27 settembre 1898, lo

condann ad anni

mesi 2

e giorni 15 di reclusione per

mane

cato omicidio premeditato in persona di Zoccoli Vincenzo

di

complicit in mancato omicidio in persona di

Carmine

Vin-

cenzo Zoccoli (padre e figlio) e lesioni lievissime in persona dello

Riepilogo di
stesso

una

esistenza criminale.

43

V. Zoccoli (reati

avvenuti in

S.

Stefano ai 27 e 29 ot-

tobre 1897).

[Questa la condanna che

il

egli sarebbe innocente del secondo

Musolino proclama ingiusta perch mancato omicidio in persona

dei due Zoccoli, cio di quello del 29 ottobre.


al verdetto dei giurati, lo

La

Corte, in seguito

pena suddetta (che viene da taluni ritenuta eccessiva, anche se Musolino fosse colpevole) sui riflessi seguenti: Il primo reato, se fosse stato
e gli inflisse la

condann

consumato nelle circostanze

stabilite

dai

combinati articoli 364

e 366, n. 2, del Codice Penale, avrebbe importato l'ergastolo;


trattandosi di mancato delitto, ed avendo
il

ma

giuri accordate le
8.

attenuanti, la pena
reato, preveduto dai

scese

combinati

ad anni 16 e mesi art. 66 e 364 C.

Il

secondo

minimo

la

pena

di 18 anni;

met, cio a 9 anni.

ma

giusta

l'art,

importava al 64 venne ridotta a


P.,
dall'art. 372,

Il terzo reato,

preveduto

punito pure col minimo, cio con un mese.


ridico, per, la
e

fu

Pel cumulo gi.

pena pei due ultimi reati si ridusse a 4 anni, giorni 15; e alla fine la condanna rimase, come si detto di 21 anni e 2 mesi. Ora, da rilevare il fatto che pel secondo
mesi 6

anche nella ipotesi enunciata di poi alle Assisie di Lucca dal delegato Mangione, G. Musolino avrebbe partecipato
reato, cui,

con la sua presenza sul luogo

e nel

momento
., ,

degli spari la Corte

non
e

condann gi per " mancato omicidio bens per " concorso correit in mancato omicidio,^: donde risulterebbe che la conlo

danna, non soltanto fosse giusta a tenore della legge, ma neanco fosse eccessiva. Aggiungiamo che il 4 gennajo 1899 la Suprema
Corte di Cassazione respinse
8.
il

ricorso dei condannati.]

La Pretura

Keggio Calabria, con sentenza 7 novembre 1898, confermata in appello, lo condann a 3 mesi di reclusione per
di
e lesioni

minaccie, violenze

contro

il

sottocapo delle guardie car-

cerarie (reato avvenuto nelle Carceri di


9.

Reggio
Palmi,

il
il

26 agosto 1898).

La Camera

27 febbraio 1899, dichiar non luogo per insufficienza di indizi per rapina in danno di Oliverio Giuseppe (reato avvenuto in S. Eufemia il 17 o-endi

di Consiglio del

Tribunale

naio 1899).
10. Il

Tribunale di Reggio Calabria,


3,

il

3 ottobre 1899, lo

condann

27 di reclusione e L. 72 di multa per lesioni in persona di Zirlili Stefano (reato avvenuto in S. Stefano il 18 maggio 1899).
e giorni
11. Il

ad anni

mesi 6

Tribunale

di Gerace,

il

17 novembre 1899, lo condann a 18 mesi

di reclusione per evasione dalle carceri (reato


il

avvenuto in Gerace

9 gennaio 1899).

vennero condannati anche

[La sentenza fu confermata in Corte d'Appello, e con Musolino i condetenuti Surace, Saraceno, Filast

44
Antonio, nonch
il

GIUSEPPE MUSOLINO.

Capoguardia

alcune guardie carcerarie per


di

inettitudine nell'esercizio delle loro funzioni.]


12.

La Camera

di

Consiglio del Tribunale

Reggio Calabria,

il

31 agosto 1900, dichiar non luogo a procedere per estorsione

13.

danno di Passaniti Carmelo (reato avvenuto in S. Lorenzo il 28 maggio 1900). Il Tribunale di Eeggio Calabria, il 22 settembre 1900, lo condann a 2 anni e mesi 9 di reclusione e L. 72 di multa per lesioni
in persona di Angelone Giuseppe, per furto in danno dello stesso
e

porto di fucile

rivoltella

(reato

avvenuto in

Roccaforte

il

14.

marzo 1900). La Camera di Consiglio del Tribunale di Eeggio Calabria, il 16 dicembre 1900, dichiar non luogo per insufficienza d'indizi, per rapina ed incendio in danno di Musolino Gregorio (reati avvenuti
5

in Bagaladdi in agosto 1900).


15..

di Consiglio del Tribunale di Gerace, il 31 dicembre 1900, dichiar non luogo per insufficienza d'indzi per omicidio in persona di Sidari Francesca e mancato omicidio in persona di Crea Stefano (reati avvenuti in S. Luca il 28 e 29 gen-

La Camera

naio 1899).
[L' istruttoria

per questo duplice reato di sangue fu poi riale

perta dopo l'arresto e


infatti,

confessioni di Musolino: l'accusa figura,

16.

nuovamente fra quelle delle Assisie di Lucca.] La Camera di Consiglio del Tribunale di Reggio Calabria, con ordinanza del 20 dicembre 1901, dichiar il non luogo per insufficienza

d'indizi

per associazione

a delinquere

(reato

avvenuto

in S. Stefano durante l'anno 1901 e precedentemente). [L'associazione su cui si istru processo, sarebbe stata quella
della malavita o " pcciotteria calabrese. Ne erano indiziati molti dei conterranei e favoreggiatori del Musolino, fra cui suoi parenti: ma,

come quasi sempre avviene

in simili casi, per la diffi-

colt di raccogliere testimonianze sincere e prove sicure, la gistratura dovette recedere dalla accusa formale.]

Ma-

B) Le imputazioni
17.

alle Assisie di

Lucca.

Omicidio premeditato (assassinio) della Sidari Francesca; mancato omicidio di Stefano Crea: lesioni in persona di Surace (notte del
29 gennaio 1899).

18. Assassinio di 19.

Carmine d'Agostino (sera del 10 febbraio 1899).


appiccato incendio,
distruzione di
casa,

Tentativo
gio 1899).

di

omicidio,

ingiurie, ecc., a

danno della famiglia Zoccoli (notte del 16 magdell'

20. Assassinio di

Pasquale Saraceno (mattino

11 luglio 1899),

Riepilogo di
21.

una

esistenza criminale.
di Stefano

45
e porto

Mancato omicidio premeditato


(sera del 18 luglio 1899).

Romeo

d'arma

22. Assassinio di Stefano

Zoccoli;

asportazione dal di
e

lui cadavere

di L. 206; uccisione di

una mula

ferimento di un'altra (7 ago-

sto 1899).

23. Assassinio di Alessio Chirico e porto illecito d'arma (sera del 19

agosto 1899).
24.

Mancato omicidio
braio 1900).

di

Francesco

Sinicropi

(notte

dell'

11

feb-

25. Conflitto e

blica con la correit di

mancato omicidio contro gli agenti della forza pubEocco Perpigiia; ferimento, anzi mancato
marzo 1900).

omicidio dell'Antonio Princi; omicidio del carabiniere Ritrovato


(notte e mattino del 9
26. Assassinio di Francesco Marte, con la correit di Giovanni Jati e

Stefano Di Lorenzo (27 agosto 1900).


27. Mancato, premeditato omicidio di Stefano
Zirlili, in

correit col

Jati e col

Di Lorenzo (22 settembre 1900).

C) Altre imputazioni ancora in istruttoria.


28. Tentate estorsioni a danno di varii (questi reati sarebbero avvenuti durante la latitanza, dal 1899 al 1901).
29. Rivolta e minaccio a

mano armata contro

gli

agenti della forza


porto

pubblica nel momento del suo arresto in Acqualagna e


illecito di

arma

(2 ottobre 1901).

Tale
tata,

il

passato di Giuseppe Musolino ; tale la storia documen-

se

non completa, come avremmo


di vita; e tale fu

desiderato,

dei

suoi

26 anni

Musolino fino
lo

al

giorno 23 marzo 1902


chi

quando noi per

la

prima volta

visitammo. Diciamo ora

Musolino, quale cio


di ricerche e
di

egli ci risulta

dopo due mesi


lui.

mezzo

osservazioni compiute su di

II.

DATI PISIO-PSIOHIOI DELLA PERSONALIT DI GIUSEPPE MUSOLINO.


Giuseppe Musolino
si

presenta come giovane di alta statura,

pi agile che forte, in buono stato di nutrizione.

Ha

il

porta-

mento

regolare, l'aspetto piuttosto simpatico.

Nessuna espres-

sione di ferocia; la sua fisonomia aperta e mobile ha qualche

cosa d'infantile. Certo che


il

lo

sguardo mobilissimo,

la

mimica,

gesto, rivelano subito intelligenza, serenit e sicurezza di s.

Egli

ha

la pelle liscia, delicata e di pigmentazione


di Bertillon),

media
tatuato,
di-

(nomenclatura

rosea e fina al dorso delle mani,.

con scarso sviluppo


respinge

di peli,

senza

callosit.

Non

anzi sdegnosamente la sola idea del tatuaggio,

cendo che non ne comprenderebbe la ragione.

Ha
con

il

contegno un po'

facile

artificiale di chi

vuol essere gentile


al

tutti;

all'ironia di

faceta
si

talvolta

sarcasmo.

In principio,

con uno
le

noi

mostr diffidente e in pari

tempo adirato per


prendeva nella

precauzioni che la Direzione delle carceri

visita dei periti;

ma

poi

non

ci

bad

pi,

e.

divenne con noi benevolo, cordiale, almeno nelle apparenze,,


quasi diremo fiducioso. Quando lo lasciavamo,
ci

domandava

sempre se e quando saremmo


zioni di rivederci, se

tornati; e alle nostre assicurasi

ne mostrava contento. Cos

prest

a.

La
tutti i

personalit

fisica.

47
:

nostri esami quasi sempre con piena docilit e pazienza

solo nel
ufficio

maggio o perch avesse migliore contezza del nostra


di

periti

d'accusa,

o piuttosto pel

fastidio
si

di

tantfr

investigazioni mediclie succedutesi in quei due mesi,


str svogliato e ineno attento.

addimo-

Noi esporremo in questo capitolo analiticamente


psichici raccolti su

dati fisio-

Giuseppe Musolino durante


:

il

periodo della

nostra osservazione
il

in

un

capitolo successivo ne discuteremo-

valore, e

ne faremo

la sintesi.

1.

La
a)

personalit

fisica.

Dati somatologici.
norma
verticale apparisce ovoide allun-^
la

1.

La testa

nella

gata; nella
assai
al

norma
dietro

laterale

mostra

sua massima elevazione


la
:

di

del

bregma tanto da ricordare


forma

forma
pro-

pyrgoides

(cranio a

di torre) del Sergi (1)

nunciata per la protuberanza occipitale esterna. Nella norma


facciale la testa appare

asimmetrica, .sopratutto perch vi


sinistra

un

sensibile
Il

abbassamento nella met

del contorno

superiore.

cranio cerebrale piuttosto piccolo rispetto al

cranio facciale.

La

faccia tra l'elissoide-lunga e la rettane all'angolo

golare; le mascelle sono piuttosto forti:

infero-

posteriore della loro branca orizzontale portano


(al tatto) cresta

una

evidente-

goniaca o cos detta apofisi pitecoide.

Non

esiste

nessuna

delle consuete

anomalie morfologiche della capIl

sula cranica, neanco la pi lieve plagiocefalia.

cranio ap-

pare (erroneamente) ipsicefalo in causa della forma inclinata


della fronte,
alla

ma

la

sua altezza normale, anzi forse sta sotto

norma. Nessun accenno a scafoidismo.


Veggasi: G. Sergi. "Le variet umane
di antropologia. Voi.
I,
.

(1)

Atti della Societ ro-

mana

fase. I, 1893, e altrove.

48

GIUSEPPE MUSOLINO.

La
corte,

fronte declive,

ma

abbastanza alta; solcata da poche,

ma

nette

rughe trasversali

(fronto-orizzontali
sinistra della fronte

di Ottolenghi), le quali nella

met

sono

situate pi in alto, e sulla regione metopica


la

sopravvanzano

linea mediana,

prolungandosi cos sulla met destra: la

differenza sopratutto visibile quando Musolino corruga for-

zatamente la fronte e nei momenti


accentuate sono, per contro,
(piramidale,
o
le

di collera aggressiva.

Poco

rughe verticali sulla glabella

muscolo della concentrazione). La fronte ap-

parisce anche stretta rispetto alla faccia,


allo

ma

proporzionale

sviluppo di tutto

il

cranio cerebrale.
il

Le

arcate sopraccigliari sono molto accentuate, per

che

maggiormente risalta la clitometopia; esse aggettano sulle cavit


orbitarie,

che ne rimangono perci piuttosto profonde.


Il

Gli zigomi sono larghi.

naso'

grosso

molto

convesso,

quasi gibboso, con base abbassata; con la faccia giovanile di

Musolino

lo si

direbbe di tipo
il

aquilino, ma
denti,

nell'invecchiare,

massime per
dire,
si

consumo

dei

diverr,

come

si

suol

grifagno.

In corrispondenza della sutura naso-nasale


il

nota una depressione ossea che, secondo


infantile.

soggetto,

sa-

rebbe dovuta ad un trauma

La

linea nasale deviata

un poco verso

sinistra.

L'apertura boccale
regolare;
l'altro;

di

Giuseppe Musolino
tra

di

grandezza
labiale e

ma

si

nota lieve assimmetria


si

un angolo

assimmetria che
sardonico).

accentua nella mimica spontanea


po' tumide.
Gli oc-

(rictus

Le labbra sono un

chi sono piccoli, profondi ed espressivi; l'orbita piuttosto

angusta e infossata. Lievemente abbassato


nistro; la

il

sopracciglio

si-

rima palpebrale dello stesso

lato

appare perci, e

per un leggero rialzamento della palpebra inferiore, un poco

meno

larga di quella di destra. L'iride di color castano-scuro.


il

Dei padiglioni auricolari

destro lievemente impiantato

La
pi in alto del sinistro.

personalit

fsica,

49

diametri del padiglione sono nor-

mali: evidente

il

tubercolo darwiniano, specialmente a destra,

ma non
destra.
I

rivolto all'infuori;

ampia

la conca; lobulo

pochissimo

sviluppato, e sessile; plica pretragica unica, e pi profonda a

denti

(in

numero

di 30)

sono bianchi,

allineati regolar-

mente, bene impiantati, salvo l'impianto forse troppo interno,


cio verso
il

lato linguale, dei

due premolari

inferiori. I denti
svi-

della saggezza del mascellare superiore

non sono ancora


il

luppati: a sinistra si sente per sotto la gengiva


tario che presso

germe den-

ad erompere.

'due terzi grossi molari della

mandibola sono assai pi


incisivi

piccoli del normale.


il

La corona

degli

completamente liscia;

bordo

loro,

tagliente.

Ri-

spetto ai tubercoli,
tare

non

possibile studiarli perch vi a no-

un

fatto
i

il

precoce consumo della superficie masticatoria

di tutti

denti,

consumo evidentissimo

nei molari. Musolino

affetto

da lieve gengivite subacuta.

2.

Il

collo

apparisce tumido lateralmente, massime a de-

stra: la palpazione fa riconoscere che ci


al

non

si

deve del tutto


esagerataalla

corpo tiroide,

cui

lobi

laterali

sono invero
si

mente sviluppati;

la

tumidezza pare

debba in parte

massa muscolare

degli sterno-cleido-mastoidei,
di

in parte forse

anche ad ingrossamento
fonda.

qualche gianduia cervicale pro-

3.

Il

tronco ha forma
e

quasi cilindrica

le

spalle

sono

strette

incurvate: la

destra
si

alquanto pi declive della

sinistra

(questa differenza
il

rende per visibile soltanto a

corpo nudo). In genere,

tronco ha aspetto delicato e non

molto muscoloso. La conformazione della cassa toracica nella


parte superiore rotondeggiante, e cio un poco aumentato
.

Musolino.

50
il

GIUSEPPE MUSOLINO.

diametro sterno-vertebrale;

le

costole,

almeno

le

prime in

alto,

fanno un arco ben pronunciato; la fossa infracavicolare

poco visibile.

Non

vi accentuazione dell'
si

angulus Lu-

do v i e i i.
meno

Col cirtometro del Woillez

trova che la con-

formazione del torace difettosa: la met destra alquanto


sviluppata della met sinistra; e codesta asimmetria sta
all'accennato dislivello
delle

in rapporto

due

spalle.

Sul tronco la pelle liscisL.jdelicata, con mediocre sviluppo


di peli sulla linea deljl^WiTOj^iCTTO^i^^ll^raccia, al

pube, ecc.

Si

veggono delle

m3$ch.ie

nella regione *oiacica anteriore e

posteriore (pitiriasi ^. IreUsanttiell^gi^no Conformate normal-

mente
stia;

ma

pi in basso
,

la,

destra;

non

vi lMxaccia di

ginecoma-

il

capezzolo

a&8^[,^l;^g^ifto^jH:u'oflesso, pochissimo

erettile.

L'addomie pianeggiante, la cicatrice ombellicale bene

infossata; gli organi genitali

normalmente

sviluppati.

4.

Gli

arti

superiori

appaiono lunghi

sottili

le

braccia e l'avambraccio sono poco muscolosi, con le masse


del deltoide, del bicipite, degli estensori, mediocrissimamente

sviluppate.

La mano lunga
non presenta
canici
di

di

fina conformazione, quasi femminile,

callosit che la indichino adusata a lavori

mecpi

nessuna

specie:

la destra

appare
risalto

alquanto
delle

grossa

della

sinistra,

per

un maggiore

masse

muscolari: che se la misurazione lineare dei singoli segmenti

non d

cifre differenti, la fettuccia indica

una

lieve differenza

a suo favore (vedi prospetto). Le


capi articolari piuttosto grossi;
delle

dita sono

affusolate,

con

ma

tuttavia la parte

palmare

mani

si

mantiene pi grande che

la parte digitale.

Poste ambedue le mani su di un piano, col metodo del Mantegazza,


rispetto
si

rileva che a destra l'indice pi corto dell'anulare

al

medio, mentre a sinistra pi lungo. Inoltre,

le

La

personalit

fisica.

51

Il

(da

tronco e gli arti di G. Musolino nudo, una fotografia di E. Crocco di Napoli).

mani

di

Musolino presentano una delle deformit che sono


il

frequenti nei degenerati (criminali, epilettici, alienati), cio

divaricare

delle

dita

quando esse siano poste

in

completa
il

estensione: questo avviene in Musolino a destra fra

medio

62

GIUSEPPE MUSOLISO.
il

e l'anulare, a sinistra fra l'anulare ed

mignolo
nel

il

che rprova
dito.

come

la

deformit

risieda

esclusivamente
s

quarto

La eminenza
sinistra,

tenar appiattita
in quella
di
il

nella

mano

destra che nella


po-

ma

destra vi una cicatrice che


fatto.

trebbe in parte spiegare

Le mani

di G.

Musolino

(da

nna fotografa

di F.

Crocco di Napoli).

Le pieghe palmari sono disposte regolarmente


tanto
in

notiamo

sol.

alcune

particolarit,

che

potrebbero
il

avere

significato

una indagine

chirografica. Tanto

solco palmare, o

linea

mensalis,
c a

corrispondente alla piega di flessione delle dita

interne o ulnari, quanto quello principale, o


1 i
,

linea cepha-

Qprrispondente alla flessione delle dita esteme o ra-

La
diali,

personalit

fisica.

53
alla
sini-

sono quasi

diritti,
il

non accennano che debolmente

concavit normale:
stra. II solco del

primo alquanto pi accentuato a

polpaccio del pollice, o

linea vitali s,
le

per
con-

contro pi profondo a destra, e in

ambo

mani

si

giunge col principale quasi a un terzo dal margine volare.

sinistra

non

si

trova nettamente disegnato l'M latino, dato


:

per solito dal quarto solco mediano

esiste,

invece,

un

se-

condo pi piccolo solco mensale, corrispondente


sione del mignolo e anulare.
longitudinale
multiplo,
:

alla sola fles-

destra

l'

data
tre

da un solco
superficiali
,

costituito

da almeno

pieghe arborescenti

da

ci si

desumerebbe che questa mano

pi della sinistra, capace di atteggiarsi a cavo volare (per bere,

per afferrare piccoli oggetti tra mignolo e pollice,

ecc.).

Nei disegni papillari dei polpastrelli delle dita prevalgono


le

forme

aperte (sinus obliquus


vortex duplicatus

di Purkinje),

circo-

lari ed elissoidi;
si si

nell'indice destro e nel pollice sinistro

ha

il

(Purkinje e Galton)
si

(1).

Se

eccettuino quelle dei pollici, in generale


digitali

pu

dire che le

impronte

di

Musolino non sono riuscite abbastanza

chiare; ci vuol dire che le creste papillari


lui

non presentano

in
ali

un

rilievo

abbastanza spiccato. Non abbiamo trovata


(triangolare, primaria, irregolare,

cuna forma anomala

dentypus
tate

di

Kollmann o

cipollare)
i

come non abbiamo


digito-papillari

no-

specifiche asimmetrie tra

disegni
di

delle

due mani. Le unghie sono larghe,


(1) Ci

forma in prevalenza

serviamo della nomenclatura stabilita da uno di noi in un


:

recente lavoro

S.

De

Sanctis, e P. Toscano,
"

Le impronte

digitali dei

fanciulli normali^ frenastenici e sordomuti.

Atti soc. rem. di Antropo-

logia
alle

, fase. II,

1901. I primi studii sull'argomento risalgono, in Italia,

memorie

di

un

altro di noi, E. Morselli,


"

Sulle linee papillari

della

mano

ralisti,,,
stidio

Annuario dei NatuModena, 1874; E. Morselli e A. Tambitrini, Contributo allo I. Gli idioti. " Rivista sperimendelle degenerazioni umane.
e del

piede nelle scimmie e nell'uomo.

tale di Freniatria,,, I e II, 1876-77.

54

GIUSEPPE MUSOLINO.

Mano

destra

Mano

sinistra.

S'^i

Pollice.

^^iS'^;;>

'v'^v^v.A*-^^^^

-/

Indice.

Medio.

Anulare.

'l^^Si

M2-nolo.

fi Mi-

Impronte digitali di G. Musolino..

La

'

'personalit fisica,

55

quadrale, taluna con striature longitudinali; tutte presentano

curvatura minima, lunula ben

visibile, .assenza di leuconichie.

Esse sono lievemente cianotiche, come del resto

lo tutta la

mano, che

anche abitualmente madida

di

sudor freddo.

5.

Gli

arti

inferiori appaiono

di

regolare

sviluppo,

Senuto anche conto della mediocrit delle masse muscolari


del soggetto.
I

piedi

sono ben conformati, l'incavo plantare


tra

ben netto:
condo
metri:
dito,
il

la
s

distanza

l'impianto

dell'alluce

del

se-

a destra

che a sinistra, misura pochi

milli-

piede non ha funzione prensile.

Ecco ora
aprile

le principali

misure antropometriche prese in marzo,

e Inaggio 1902.

Antropometria

di

Giuseppe Musolino.
vestito,
.

a) Peso del corpo (25 marzo 1902)

(25 aprile 1902)

nudo
nudo

(28 maggio 1902) vestito


...,, ...... ...... .......



.

....

Kg. 67,00
66,40
62,00

65,00
61,00

Statura

metri 1,753
delle braccia

Grande apertura

1,758

Circonferenza toracica (linea mammillare)

0,860 0,830

addominale (in corrisp. dell'ombelico) Distanza dalla nuca al promontorio sacrale dall'acromion alla punta del dito medio (destra
.

0,590

e sinistra)

0,800

Dalla apofisi spinosa della VII.^ cervicale, passando sulla spalla e lungo
del dito
l'arto, fino alla

punta

medio (destra

e sinistra)

0,985

Grossezza del braccio destro (in corrispondenza del mas-

simo volume del bicipite)

,,

0,242 0,240

del braccio sinistro

(e.

s.)

dell'avambraccio destro (in corrispondenza del


terzo medio)

0,230

dell'avambraccio sinistro

(e.

s.)

.....

0,230

56,

GIUSEPPE MUSOLINO.
giro totale della regione palmare, misurato colla
fettuccia, a destra

Mano


.,

Metri

0,198
0,194
0,178 0,120 0,106

a sinistra

lunghezza

^,

totale, s della destra che della sinistra. del segmento digitale (dito medio)
.

metacarpale o parte palmare.

.,

b) Circonferenza massima della testa (passando col nastro


sopra la glabella)

metri 0,558
sopra
delle

(e.

s.

al di

arcate

soprac

cigliari)

0,550
0,175

Semicurva anteriore (squadra

flessibile del
.

posteriore

....,
.......
. .

Beoca)

0,150
0,325

Curva naso-iniaca

o antero-posteriore

bisauricolare (passando pel bregma).

,,

0,333 0,193

Diametro longitudinale massimo

ofrio-occipitale

....,.

0,188
0,143

trasverso massimo

Indice cefalico

Distanza fra

le

apofisi orbitarie esterne

74,93 metri 0,102

tra le linee temporali


i

0,090 0,124
0,112 0,063
0,116

due ponti zigomatici) Distanza dall'incisura nasale al mento

Diametro bizigomatico (tra

Altezza della faccia superiore (glabella-punto alveolare).

Diametro bimastoide.

bimandibolare
facciale sulla glabella (goniometro Broca).
,,

,,

0,098
81**

Angolo

gradi

sul

mezzo della fronte

78*',5

La diminuzione

del

peso
tutto

del
il

corpo,

accertata nell'aprile,

ha continuato durante
Assise.

periodo del dibattimento alle

6. Il

sistema pilifero
scarso
:

di

Musolino

di sviluppo piut-

tosto

capelli

sono

abbastanza

fitti,

ruvidi,

lisci,

di color nero,

con im

sol vortice
i

mediano in posizione noril

male. Piuttosto accentuati


bico, piccolo l'ascellare.

sopraccigli, discreto

ciuffo pu-

Pochi peli sono disseminati sul petto,


di color

sulle braccia e sulle

gambe. La barba abbondante, e


al

castagno-scuro;

ma

momento

delle nostre osservazioni

Mu-

solino, quale recluso, era del tutto sbarbato.

La
Sul corpo di Musolino

personalit

fisica.

57

si

riscontrano delle

cicatrici, alcuna

delle quali merita tutta la nostra particolare considerazione.

Oltre a quelle vacciniche (sul solo braccio sinistro) e ad alcune


piccole cicatrici nella regione del polso destro, ve ne ha,

come

dicemmo, una lineare nella eminenza tenar


circa 3 centimetri e che
di
il il

di

destra, lunga

soggetto assicura essere da ferita

rasoio (essa sarebbe

postumo
'97,

della ferita riportata dal

Musolino add 27 ottobre

nella prima aggressione contro

Vincenzo Zoccoli). Un'altra


viene nella regione
dell'

cicatrice, di

forma ovalare,

si rin-

anca sinistra

in,

corrispondenza della
lineare,
nella

spina iliaca

anteriore

superiore;

una terza,

regione latero-posteriore della coscia sinistra, poco sotto al

gran trocantere. Altre pi piccole cicatrici


nella regione della scapola
sinistra,

si

trovano anche

e nel padiglione dell'o-

recchio sinistro; tutte di forma circolare e probabilmente prodotte

da amia da punta, com'ebb'e a giudicare

il

dottor Pasquale

Fabiani di Reggio Calabria nel suo rapporto del 23 aprile 1898


intorno alle cicatrici di Musolino, allora detenuto nel carcere
di Reggio.

Ma

sulla festa,

che trovammo una cicatrice estesa, la

quale per la sua topografia e pei rapporti che pu avere con


l'epilessia di cui soffre
scritta coi pi

Giuseppe Musolino, merita

di essere de-

minuti particolari. La cicatrice situata preci-

samente in corrispondenza della regione parietale superiore di


sinistra,

a circa un centimetro e mezzo dalla linea sagittale,

ed parallela a questa. In avanti passa sopra alla sutura coronaria e impegna la parte superiore del frontale. Detta cicatrice diritta^ e

manca

di capelli

per

un

sottile

spazio lineare:

quivi per

il

cuoio capelluto non aderente al tavolato esterno

delle ossa craniche. Queste, per altro, presentano

un
:

avalladifatti

mento, che

si

estende assai pi che non sia la cicatrice

esso largo nel suo mezzo al

massimo 4

millimetri, lungo

58

GIUSEPPE MUSOLINO.
circa,

68

mentre

al tatto si sente

approfondito per circa uno o


si

due

millimetri,'. I

Lordi dell'avvallamento osseo

percepiscono

sopratutto nel

mezzo

e nella sua estremit posteriore


ci

A domanda,
vuta

Musolino

raccont che quella cicatrice era dofiori

all'essergli

piombato sul capo un vaso da

quando

era ancora fanciullo di sei anni. Aggiunse, sempre a domanda,

che detta cicatrice non

gli

duole mai spontaneamente, ne,


gli

per quanto se ne rammenti,

ha dato mai

noia. Parimenti
di

non

si

provoca nel soggetto alcun dolore o sensazione

sorta,

palpandola, e percuotendovi sopra o nelle adiacenze.

b)

Dati fisiologici.

A) Le grandi
di

funzioni della vita vegetativa

Musolino meritano uno studio particolare.

1.

Cominciamo dalla circolazione.


al

La punta

del

cuore batte

quinto

spazio intercostale,

ad un centimetro

in dentro dalla linea


i

mammillare. Al momento del nostro esame


ritmici,

toni

erano

netti,

su

tutti

focolari.

Numero

delle pulsazioni radiali prese in varie ore di giorni


24,

diversi (23,

25 marzo 1902):

di

84,

80,

82,

86,

80,

82,

88:

media: 83,14.

Nei primi nostri esami (periodo

calma emotiva), a seconda

del contenuto dei discorsi di Musolino le pulsazioni

non cammedia.
Il

biavano tanto

di

numero da venirne
si

alterata

la

volto per talvolta

coloriva,

quantunque n rapidamente,
ecci-

n intensamente, se l'interrogatorio riguardava cosa che


tasse la sua ilarit o la sua collera:
cifici

non osservammo

spe-

arrossamenti, n pallori,

come neppure tremori


il

fibril-

lari dei muscoli mimici,

quando

discorso riguardava la donna

il

piacere

sessuale
le

(esami del marzo).


sul

Proseguimmo

indagini

polso

dell'imputato,

poi-

La
che

personalit

fisica.

59

avemmo ad

accertare che oscillazioni di frequenza e di


si

ampiezza, come anche alcmie modificazioni del ritmo,

erano

andate accentuando all'avvicinarsi del dibattimento e durante


il

medesimo. Notiamo per che Musolino

fin

da qualche giorno
di

prima del dibattimento accusava disturbi


di testa e

stomaco, dolor

malessere generale. Siccome

il

fatto delle frequenti

e forti oscillazioni del polso poteva essere, in rapporto colla emotivit,

siccome gi

le

sole qualit tangibili delle pulsazioni


il

radiali

bastano ad illuminare

clinico psichiatra sulle

con-

dizioni primitive o riflesse dell'innervazione vascolare in rap-

porto colle disposizioni dell'animo, cos crediamo opportuno


di presentare
colo,

un
e

diario particolareggiato sulle funzioni di cirdi

respiro

temperatura

Musolino

Diario del polso, respiro


(dott.

temperatura di G. Musolino

Massimo Del Carlo).


interrogatorio. Il Presidente

Aprile 17, "ore 11,30. In Assise Musolino adduce di sentirsi male e non
poter sostenere
l'

ordina che
nella cella

venga
elle

visitato dai medici-periti.

Appena entriamo

prossima alla sala delle udienze, troviamo Musolino tut-

tora colle manette. Pulsazioni 110', temperatura 37.

Dopo

circa 30 minuti di riposo le pulsazioni scendono a 86'-88',

Nessuna aritmia, polso

piccolo.

Aprile 18, all'aprirsi dell'udienza pomeridiana, ore 14. Polso piccolo,


vuoto, lievemente aritmico. Pulsazioni 88'. Alla fine della

medesima udienza (ore 17), durante la guale Musolino non parl quasi mai e rimase quasi sempre seduto, mostrandosi
indifferente o sorridente, le pulsazioni sono risalite a 110',

polso piccolo, aritmico: ogni pochi secondi

si

avverte una

variazione di ritmo, tanto che sembra che fasi di rallenta-

mento
Accusa

si

alternino con fasi di accelerazione dei battiti.


89',

Aprile 19, ore 7 ant. in carcere. Puls.

lieve

aritmia,

resp.

21.

cefalea. Polluzione nella notte.

ore 12,15, cio 10 minuti dopo la fine dell'udienza, durante

cui Musolino ebbe a fare vivaci contestazioni al teste Surace. Puls. 94', resp. 22', aritmia accentuata.

Musolino

coricato,

tranquillo. Puls. 64'. Polso

ampio

pieno, lievissima aritmia, resp. 20'.

Aprile 20, ore 7,15 ant. in carcere. Puls.


tirsi bene.

84',

resp. 19'.

Dice di sen-

60

GIUSEPPE MUSOLINO.

Aprile 20, ore 15. Musoliiio seduto sul letto e sta leggendo: tranquillo e sorridente. Puls. 74', resp. 19'.
,,

ore 21.

coricato.

Puls.

68', resp.

19'

tranquillo

ma

stanco perch fu sottoposto a molte esperienze


dei periti della difesa.

per parte

Aprile 21, ore 7,15. Puls. 76', resp. 20': tranquillo. L per
si

Musolino
;

eccita perch gli vien negato

il

vitto speciale

tornato

presto in calma, trovansi puls. 89', resp. 22'.

ore 22.

coricato. Puls. 68', resp. 19', polso vuoto.


20'.

Aprile 22, ore 7,30. Puls. 84'. resp.


.

Nell'udienza pom. di questo

giorno, 22 aprile, Musolino inveisce contro la teste Marian-

gela Priolo che

1'

aveva qualificato per brigante. Espulso


il

dalle Assise, vien ricondotto in carcere, dove prese

con-

sueto cibo. Ore 17,30. Puls. 100', resp. 22'.

ore 21,30.

coricato. Puls. 76', resp. 20'. Si


;

mostra dispiadice che chie-

cente del suo contegno in Corte d'Assise

der scusa al signor Presidente,


Aprile 23, ore 7,30. Puls. 86', resp. 21'. Lieve aritmia. Ripete di essere dispiacentissimo dell'accaduto di jeri.

ore 17 in carcere.

Dopo un lungo

colloquio coll'avv. Ruffo,

puls. 75', resp. 20'.


ore 21,30

Aprile 24, ore 7,30,


coricato. Puls. 64', all'aria, sdraiato in

resp. 18'.
terra. Puls. 78', resp. 19.

ore 17,30. Puls. 82', resp. 19'. Lieve aritmia. ore 21.
7.

coricato. Puls. 66', resp. 19'.


78', resp. 20'.

Aprile 25, ore

,,

Puls.

ore 12. Puls. 80', resp. 20'.


8.

Aprile 26, ore

Puls. 82', resp.


90',

19'. 18'.

Aprile 27, ore 7,30, Puls,

pronunciata aritmia, resp.


19'.

assai

abbattuto ed inquieto a causa del dibattimento.


Aprile 28, ore
7. 8:

Puls. 78', resp.

Aprile 29, ore

Puls.

86',

resp. 19'.
19'.

Aprile 30, ore 7,15. Puls. 74', resp.

Maggio Maggio

1, 2,

ore 8. Puls. 80', resp. 20'.

ore 8. Puls. 78', resp. 19'. ore 18. Puls. 100', resp. 21
Assise.
;

esaminato dopo la seduta delle

assai eccitato per l'arrivo della sorella Ippolita e

dello zo Filaste.

Maggio 3, ore 8. Puls. 86', resp. 20'. Dal giorno 6 al 20 maggio il dott. Del Carlo prende quasi giornalmente la temperatura ascellare di Musolino; ne riportiamo i dati
numerici
:

Maggio

6, ore 7,30.
ore 21.
7,

Puls. 79', resp.

19'.

Temp.

36,9.

coricato. Puls. 65', resp. 18'.

Maggio

ore 8,45. Puls. 84', resp. 20'.

La
Magg io Magg io
io
8,

personalit

fisica.

61
36,8.

ore 8,30. Puls. 82', resp. 19'.

Temp.
Temp. Temp.

9,

ore

8.

Puls.

90',

resp. 20'.

10, ore 8,30. Puls. 88', resp. 20'.


11, ore 8,15. Puls, 78', resp. 19'.

Magg io
Magg:io Magg:io Magg:io

37. 37.

io 12,

ore 8,30. Puls. 86', resp. 21'.

13, ore 8. Puls. 85', resp. 20'.

Temp.
-

37.

14, ore 8,30. Puls. 82', resp. 20'.

15, ore 8,30. Puls. 86', resp. 20'.

io 16, ore 9.

Puls.

80',

resp. 19'.
19'.

io 17, ore 8,30.

Puls. 79', resp.

Magg:io

18, ore 8. Puls. 80', resp. 19'.

Temp, 36

9. 18'.

ore 21.

Musolino gi coricato.
36,8.

Puls. 68', resp.

Temp.

Maggio

19, ore 8,30. Puls. 82', resp. 19'.

Temp.
Puls.

37.

ore 21.

Musolino
36,9.

in

letto.

68',

resp.

18'.

Temp.
Maggio Maggio Maggio

20, ore 8,30. Puls. 87', resp. 20'. 21, ore 8,30. Puls. 86', resp. 20'. 22, ore 8. Puls. 78'. resp. 19'.

ore 21. Puls. 64', resp. 18'.

?io 23,

ore 8,30. Puls. 80', resp. 19'.

gio 24, ore 8. Puls. 82', resp. 20'.

Tamp. 37. Temp. 37. Temp. 36,8. Temp. 36,9. Temp. 37. Temp. 36,9.

Maggio Maggio Maggio Maggio


Il

25, ore 8,30. Puls. 82', resp. 20'. 26, ore 9. Puls. 84', resp. 20'.

27, ore 8,30. Puls. 82', resp. 19'.


28, ore 8. Puls. 80', resp. 19'.

Temp. 37. Temp. 37.

diario dimostra chiaramente che in Musolino

il

numero

delle pulsazioni radiali subisce oscillazioni

anche quando non

ci dato afferrarne

il

motivo

queste oscillazioni, che sono


alla innerva-

molto

forti,

possono per considerarsi, rispetto

zione cardiaca individuale di Musolino,


oscillazioni

come normali. Ma
in-

durevoli e spiccatissime di frequenza noi le


alle

contriamo in rapporto
strativi

emozioni del soggetto: molto dimoi

a questo proposito sono

diari del 22

aprile

e del

2 maggio; ovvero in rapporto a condizioni di affaticamento

generale del suo organismo.

proposito del primo caso, non

forse ozioso porre in rilievo

un

altro fatto, e cio la freal

quenza ordinariamente maggiore del polso


Jiella notte
il

mattino quando

soggetto abbia avuti sogni eccitanti (per esempio

62
se

GIUSEPPE MUSOLINO.

ha sognato

delle giovani donne, di essere in libert, ecc.), e

la diminuita

frequenza dopo sogni deprimenti (come quando

sogn la madre defunta). La frequenza del polso diminuisce


poi in

modo

evidente quando
e scende
al

il

soggetto in condizioni di

tranquillit;

suo minimo quando Musolino in

posizione

coricata.
le variazioni di

Dobbiamo aggiungere che

frequenza del polso


colle varia-

non mostrano un sicuro e proporzionale rapporto


zioni

numeriche degli
dalle

atti respiratori, e

si

mantengono anche
ascellare.

indipendenti

variazioni

della

temperatura

In quanto alle frequenti e notevoli variazioni, sia nella ampiezza' sia nel ritmo del polso radiale, basti
il

notare che le

une

si

mantengono, fino ad un certo punto almeno, indipen-

denti dalle altre; che fra esse e le variazioni di frequenza

non apparisce alcuna proporzione;

che,
di

infine,

esse

si

acfati-

compagnano

alle

medesime condizioni

emotivit,

di

ca, ecc., notate nelle variazioni di frequenza.

Sebbene

le

esposte osservazioni cliniche

ci

dessero completo

affidamento per un giudizio circa le condizioni circolatorie di


Musolino,
ci

parve tuttavia

utile far

su di

lui

anche qualche

ricerca sfigmografica.

Noi volemmo saggiare

l'

eccitabilit vascolare sotto l'azione

degli stimolanti fisici, e perci

pensammo

di somministrare a

Musolino una discreta dose

di alcoolici, dai quali si

trovava

disabituato, e di prender dei tracciati del polso radiale. L'espe-

rimento

fu

eseguito
di

il

maggio:
di

gli

facemmo bere

circa.

50 grammi

una miscela

cognac e di marsala, e

usamma
contro,,

lo sfigmografo eccellente di
gli

Dudgeon. Eccone, qui di


espressivi.

sfigmogrammi abbastanza

Lo

stimolo alcoolico ha, evidentemente, prodotta


del polso,

una

rapida,,

ma

transitoria modificazione

aumentandone l'amIn.

piezza e rendendo pi visibile l'onda secondaria dicrotica.

La

personalit

fisica.

63

Sfigmogramma
dieci

della radiale destra di

G-,

Musolino

minuti dopo

la ingestione di alcool.

Sfigmogramma

della radiale sinistra di G.

Musolino

trenta minuti dopo la ingestione di alcool.

Sfigmogramma

della radiale destra di

Gr.

Musolino

un'ora dopo la ingestione di alcool.

meno

di

un'ora

il

polso ritornato ad essere basso e con de-

bolissimo dicrotismo.
Alle ricerche sfigmoscopiche e sfigmografiche fu nostra cura

64
di

GIUSEPPE MU&OLINO.

aggiungere qualche indagine col pletismografo del Mosso;

ma

questa volta la disattenzione di Musolino, e


la
ci

continui

movimenti che
strumento, non
il

sua mano eseguiva entro

il

bracciale dello

concessero di utilizzare, come desideravamo,


dall'insigne
ci

processo grafico imaginato

fisiologo

torinese.

La cosa pi notevole
sfigmogramma
di

e certa che

diede a vedere l'aero-

Musolino (polso dell'avambraccio ottenuto sul

cilindro girante colla semplice trasmissione aerea ad

un tam-

buro di Marey) fu di confermare ancora una volta la estrema


suscettibilit

della sua innervazione

vasomotoria:

tracciati

sfigmici di tutto l'arto

non

dettero, cio, risultato diverso

da

quello della isolata arteria radiale,


spiccate modificazioni d^l polso
si

cosicch

dalle

rapide e

pu con

altrettanta ragione

arguire anche la grande mutabilit dei singoli territorii vascolari periferici


cio,

(membra
ecc.).

e segmenti di

membra, avambrac-

mano, piede,

Potemmo

notare inoltre

come

la curva
sti-

volumetrica subisse oscillazioni fortissime per qualsiasi

molo sensoriale che arrivasse

al soggetto, e

come rapidamente
parlava o
fa-

cadesse sotto l'ascissa ogni qual

volta, questi
il

ceva

atti

inspiratori

un poco pi profondi:

che suole acca-

dergli piuttosto di frequente.

2.

La respirazione
un
po' frequente;

ritmica, piuttosto superficiale


di

e talvolta
interrotto
difficile

non

rado per
:

il

ritmo ne viene

da inspirazioni lunghe e profonde

tanto che riesce


al-

contare le respirazioni durante la conversazione,


soggetto.

l'insaputa del
dati
sicuri

perci che non possiamo

riferire

circa le

differenze numeriche e qualitative dagli

atti respiratori

a seconda del tema de^la conversazione (tema


erotico,

indifferente,

tema

racconto dei

reati).

Numero

delle

respirazioni prese in

tempo

di calma, anteriormente cio alle


,25

udienze di Assise (23, 24,

marzo): 20, 21, 18, 19, 22:

La
media
:

personalit

fisica.

65

20:

L'apparecchio respiratorio sembra sano alla ascol detto per altro

tazione
di

si

che Musolino abbia avuti sputi


di

sangue durante la sua detenzione nelle carceri


di

Reggio

Gerace (tubercolosi iniziale?).

3.

La digestione
di

si

compie abbastanza bene;

sol-

l'anto

Musolino accusa

andar soggetto a 'costipazione


alito

abisto-

tuale, e talvolta di sentirsi

cattivo al mattino.

Lo

maco presenta
dome;
il

limiti

normali; nulla alla palpazione dell'ad-

fegato deborda leggermente dall'arco costale.


di

Quando
Mu-

ebbe nel carcere

Lucca

il

supposto attacco

epilettico,

solino emise anche dalla bocca,

come abbiam
altre

detto,
egli

un ascaride
avesse
sof-

lombricoideferto
di

Sembra che anche


intestinale-

volte

elimintiasi

4.

Nulla di speciale a riguardo delle

secrezioni
il

della

temperatura;, questa, come


(pag60-61), si delle

mostra

diario clinico

del maggio

mantiene nelle

cifre

normali, n

mostra nessuna

oscillazioni

periodiche

segnalate nella
attacchi:
le

termogenesi degli
lievi varianti di

epilettici

soggetti

a frequenti
certo,

uno o due decimi sono,


cutanea.
alla

in relazione

colle

funzioni di traspirazione

Rispetto
fronte

a quest'ul-

tima,

rilevammo sudazione
di

facile

e al collo nei

momenti
tui
il

emozione fuori
:

di l, nulla di notevole se si eccetle

fatto di

avere Musolino abitualmente

mani lievemente

congeste e madide di sudor freddo (fatto solito a riscontrarsi


in tutti coloro che fanno poco motoi, e per specialmente nei
prigionieri che vivono in cella).

5.

Nel

sonno

Musolino non

ci

accus, a domanda,

al-

cun disturbo spiccato.

Nemmeno

in passato ricorda di aver sof-

ferto d'insonnia, d'incubi, di risvegli

con soprassalto o

di altro5

Musolino.

C6

GIUSEPPE MUSOLIKO.

Soltanto

ci

a causa della sua vita di latitante


il

il

sonno da qualche anno ha perduto


e s
reso piuttosto leggero.
al

suo ritmo fisiologico


diari del

Ecco alcuni
tratti

sonno

di

Musolino dal 27 marzo


l'imputato
fatti

20 maggio,

da interrogatori
:

del-

sempre nel mattino seguente

Diario del sonno (Dott. M. Del Carlo).

Marzo

27.
28. 29.

Sonno interrotto Sonno leggero e Sonno interrotto,


era profondo).

aveva dormito per

il

giorno.

interrotto.

agitato.

(Ma

le

guardie dicono

clie il sonn-o

30.

31.
1.

Aprile

Sonno profondo, ma breve, interrotto. Sonno interrotto. Sonno agitato, interrotto. (Ma le guardie,
bligo di visitare
il

clie

hanno

l'ob-

detenuto ogni 3

ore,

dicono cbe ha dor^

mito tranquillamente).

,,

,,

Dal 7 non

Sonno interrotto. 3. Sonno assai profondo. 4. Sonno interrotto ma assai profondo. 5. Sonno assai profondo. al 24 aprile si lagna quasi sempre di sonno
2.

interrotto,

ma

ci

confermato
9.

il

pi delle volte dalle guardie.

Maggio

10. 11.

Ha Ha

dormito interrottainente. dormito tranquillamente: al risveglio di buon umore.


triste

Per un sogno
di

che ha fatto (la madre)

si

risveglia

umor

nero.

,,

12.

13. 15.
16.

,,

Sonno interrotto. Sonno interrotto: Sonno tranquillo

al

mattino ha cefalea.

e profondo.

Ha Ha
Pel

dormito traiquillamente: non ha pi cefalea.


di

,,

19.

Sonno normale: risveglio


dormito profondamente,

,,

20.

ma stamane

buon umore. ha di nuovo

cefalea.

6.

pi volte

le urine,

ricambio materiale, abbiamo ma esse non presentarono, alla


n
di quantit

osservato
ispezione,
tut-

caratteri patologici

di qualit.

Abbiamo

tavia eseguito l'analisi delle

urine emesse dalle ore 21


:

del

giorno 6 aprile fino alle ore 9 del giorno 7 (12 ore)

La
Primo esame
Vitto del giorno 6 aprile
:

personalit

fsica.

67

delle

urine di G. Musolino.
gv. 400.

Latte,

Castagnaccio, gr. 200.

Due minestre
Colore
:

al brodo.

Pane, gr. 400. Vino, gr. 150.


gr. 776.

Quantit delle urine raccolta


limpido citrino.
:

Peso

speciiico
:

1021.

Eeazione

acida.
la reazione

Albumina: negativa
Cloruri
:

con acido nitrico.

Glucosio: negativa la reazione di Pkelino,

abbondanti.
:

Fosfati terrosi

normali.
:

Fosfati alcalino-terrosi
Solfati
:

scarsi.

abbondanti.
:

Indacano
Carbonati

negativo (metodo Salkowscki).


:

normali.

Urea: -38,1 Voo (col Esbach).

metodo Knopp-Hfner, mediante


di ossalato

1'

urometro di

Al microscopio osservansi cristalli triplo ammoniaco-magnesiaco.

di

calcio, e di fosfato

Una
tato

analisi

quantitativa esattissima

delle

urine dell'impu-

avemmo

cura di farla

il

22-23 aprile dopo che egli fu

allontanato dalla Corte di Assise in seguito alle invettive contro


la

madre

di Zoccoli-

Musolino in quella circostanza apparve

ec-

citatissimo.
alla

Fu

raccolta l'urina

emessa nelle 12 ore susseguenti

chiusura della udienza pomeridiana del 22 aprile. Ecl'analisi

cone

che dobbiamo

al

prof.

Lucchesi,

chimico del

laboratorio comunale di igiene in Lucca:

Secondo esame

delle

urine di G. Musolino.

Quantit: gr. 850 (12 ore della notte). Reazione leggermente acida.
:

Peso speciiico
Colore
:

1,029.

giallo carico.
e

Urea gr. 22 %3 (metodo di Knopp Acido urico 0,6 %,.


:

Hfnek).

Cloruro sodico: 18

17,8

%o (determinato direttamente %Q (determinato sulle ceneri


%5

sull'urina).
col

metodo volume-

trico di

Mohr).
:

Cloruro sodico

17,46

(per pesata, pure sulle ceneri).

68

GIUSEPPE MUSOLINO.

Fosfati (P2O5 totale): gv. 1,90


l'acido fosforico

%o

con prevalenza dei fosfati alcalini;

combinato
1,76

colle terre alcaline (ca.

mg.)

circa

V4

dell'acido fosforico totale.


Solfati (H2 SO4)
:

%o.
:

Indicano, glucosio, albumina

reazione negativa.

Riferiamo
1

anche un' altra analisi


doti.

delle

urine

eseguita

il

maggio 1902, dal medesimo


Terzo esame
delle

Lucchesi:

urine di G. Musolino.

Vitto di Musolino, quasi del tutto uguale a quello del 6 aprile,


il

meno

castagnaccio che non fa pi parte della razione giornaliera del

detenuto. In pi,

un decotto
:

di tamarindo.

Quantit delle urine


Colore
:

gr.

940 (13 ore della notte).

limpido citrino.
:

Peso spe'cilco 1,030. Reazione leggermente acida.


:

Acido urico

0,5

%o.

Urea

27,5 %(,.
:

Cloruro sodico

Fosfati (P2 O5 totale)

15 Voo) determinato sulle ceneri. 1,75 ^/qq con prevalenza di


:

fosfati

alcalini
dell'

r acido fosforico dei fosfati alcalino-terrosi circa y^


fosforico totale.
Solfati (So3

acido

H^

totale)

2,3 %(,.
:

Indicano, glucosio, albumina


.

reaz. negativa.
di cristalli di fosfato

L'esame microscopico rivela presenza

ammonio-

magnesiaco. Si deve per notare che al momento dell'esame microscopico l'urina era gi leggermente alcalina,

qui

il

luogo

di ricordare di

ancora una volta come Musolino

sia andato

diminuendo

peso in

modo

progressivo, dal

marzo

e fors'anco dal giorno del suo arresto ad Acqualagna, fino


al

termine del dihattimento


B) Esponiam,o ora
i

alle

Assise.

risultati delle nostre indagini nel

campo

della

vita di relazione.
1.

L'apparecchio muscolare
le

di

Musolino non

mostra uno sviluppo quale la sua statura e


rebbero far supporre;

sue abitudini par-

ma non

esistono in lui amiotrofie spe-

cifiche di qualsiasi malattia

muscolare o nervosa.

La

^personalit fisica.

6&:

La

faccia,

osservata di prosjjetto e in riposo, mostra una

certa asimmetria,

come

si

detto nell'esame

antropologico

l'asimmetria

si

accentua nei movimenti mimici spontanei, ed

principalmente a carico delle sopracciglia e degli angoli labiali, X [quali

appaiono un poco pi mobili nella met sinistra

della faccia che in quella di destra. Aggiungerem,o a questo pro-

posito che la

mimica
si

facciale e gesticolare
limiti normali,

di

Musolino, che
si

abitualmente

mantiene nei

quando

accen-

tua rivela un' azione alquanto prevalente del muscolo corrugatore del sopracciglio e muscolo frontale,
lato
sinistro.

specialmente del
si

Ai movimenti

mimici comandati per non


o

osservano

fatti

che possano far supporre ipocinesie

ipo-

ed ipertonie

di carattere patologico sul

conto dei rami del nervo


perfettamente norattivi

facciale. Cos l'oculomozione al

comando

male; come normali sono


sia comandati,
I

movimenti

sia

spontanei,

della lingua, del tronco e degli arti.


di

movimenti
entrambe
le

opposizione del pollice verso


si

le

singole dita

di

mani

compiono esattamente

e rapidamente,

anche ad occhi chiusi e nella distrazione provocata. Una cosa


degna, di
notiai si

'^nche l'atteggiamento abituale dei pollici delle


in-

mani. Questi appaiono col segmento periferico lievemente


clinato
sul

segmento intermedio, cio colla seconda falange

lievemente flessa sulla prima.


di

Ma

si tratta,

come abbiam

detto,

un

atteggiamento,

non avendo noi

riscontrata alcuna alterapollici.

zione negli estensori n nei flessori dei

Nessuna ipertonia muscolare rivela l'esame


passivi.

dei

movimenti
tutte
;

La deambulazione, da noi
della semeiotica,

esamina1:a
:

con

le
il

norme

'

normale

non

c'

lateralismo

passo ritmico, uguale, regolarmente lungo. Segnata col gesso

una linea
percorrere
chiusi:

dritta

sul

pavimento della
sia

cella,

l'abbiamo fatta
sia

da Musolino
si

ad ocphi

aperti,

ad occhi
il

non

avver nessun'alterazione del passo;

tal-

70

GIUSEPPE MUSOLINO.

Ione dei due piedi

cadde sempre sulla

linea,

le

due punte

erano simmetricamente dirette in avanti ed in fuori; anche


indietreggiando

non

si

vide

il

pi lieve accenno al noto fenodel corpo a occhi chiusi).

meno

del

Romberg (barcollamento

Altrettanto negativo riusc l'esperimento del reggersi su di

una

sola

gamba: non trovammo differenze

sensbili tra la destra

e la sinistra.

Musolino non

ci

aveva presentato nei primi esami


alcun tremore,
o

praticati

su di lui nel mese di marzo

mioclonia,
dei

od altra alterazione nella sfera motrice,


sunti attacchi epilettici. All'

all'infuori

pre-

esame

del 6 aprile

notammo un

tremore,
mani
e

a scosse poco ampie, frequenti, ritmiche, nelle

specialmente nella destra. Detto tremore in seguito

scomparve.

2.

riflessi

si

mostrano, in genere, regolari.


i

Non
supe-

sono facilmente eccitabili


riori;
i

riflessi

profondi degli
col

arti

rotulei
I

si

rendono pi vivaci
cremasterici

procedimento di

Jendrassik.

riflessi

sono vivacissimi,', come


i

dato rarissime volte di vedere; cos pure vivaci appaiono


riflessi

da

solletico,

gli

epigastrici e gli

addominah.

A un
il

secondo esame

(praticato

il

17 aprile 1902 trovammo

riflesso

cremasterico vivacissimo
i

a destra e mancante a

sinistra,

mentre

riflessi
i

rotulei

addominali persistevano
:

normali da ambo;

lati.

Le

pupille,

che

si

mostrano

di

regolare

ampiezza, reagi-

scono perfettamente alla luce, alla accomodazione spontanea,


alla

convergenza comandata,

alle ^eccitazioni dolorose

del lo-

bxilo auricolare.

Non

ci

riuscita la prova pel riflesso ideoalle

motore (modificazioni della pupilla


e proiettate nello spazio).
I

imagini visive pensate

riflessi vasali

al nitrito

di amile

non sono molto

vivaci

La

personalit

fisica.

71
si

(inalazione con inspirazioni forzate per 10")

nota tenue
sti-

arrossamento

agli

zigomi dopo 5" dalla cessazione dello


finisce

molo; l'arrossamento dura 7" e

con un senso sogget-

tivo di fresco alla fronte; l'odore percepito

come

piacevole.

(Tale esperienza fu praticata

il

25 marzo 1902). Vivace, per

contro, la reflettivit vascolare agli stimoli meccanici. Esiste

dermografismo nelle regioni che abbiamo esplorate, cio


torace (regione anteriore e posteriore), al braccio (destro e
nistro),
tutto,
s
a,l

al
si-

collo

(regione laterale destra e sinistra).


sinistra,
le

Dapperpelle
si

a destra che a
nello stesso

reazioni

della

compiono
tamente,

modo: l'arrossamento sopravviene


2, 3,

len-

ma

dura piuttosto a lungo, fino a


che,
si

4 minuti.
in

Siccome

avevamo notato

durante

il

dibattimento

Assise, le condizioni del circolo

erano rese in Musolino pi

che mai anormali, cos tentammo nei nostri esami del 5 e


6

maggio 1902

di provocare in lui

di

col suggerimento verbale

di ricordi

emozionanti (condanna
di

Reggio, suggerimento di

odio verso Vincenzo Zoccoli,

affetto

verso la sorella Ipo con opportune ec-

polita, di desiderio di uscire in libert),

citazioni sensoriali (rumori forti, tocchi improvvisi alle spalle,

chiamate a nome)

dei

riflessi viscolari,

che fossero rilevabili

all'esame clinico del polso radiale e alla ispezione della vascolarizzazione cutanea della faccia.
volte' positivi:
le
I

risultati riuscirono

pi

variazioni

circolatorie

riflesse
si

da stimoli
resero
i

sensoriali

psichici

provocati

artificialmente,

ta-

lora visibili. Questo semplice fatto, di poter constatare


riflessi

detti
fisio-

vasali senza

l'aiuto

d'istrumenti
la

od apparecchi

logici,

costituiva gi per

prova che in Musolino


le dette

essi

erano

eccezionalmente vivaci. Ma
quantunque grossolane, valsero
le

esperienze
:

cliniche,
1.0

altres

a convincerci

che

variazioni va,sali riflesse (acceleramento, rallen-

tamento, cambiamento di ampiezza e di ritmo del polso; arros-

72

GIUSEPPE MUSOLINO.

sameiiti e pallori del volto)

non sopravvenivano mai con

spic-

cata rapidit;

2-

che nna volta sopravvenute, perduravano


3.

abbastanza a lungo;

che

si

provocavano solamente con

eccitazioni sensoriali di rilevante intensit; 4- che si provo-

cavano anche, sebbene pi leggermente, con eccitazioni


chiche, purch per ad ogni prova se ne
'

psiil

rinnovasse
si

contenuto ; cosicch
la

il

riflesso-

non

si

aveva mai se
si

ripeteva

medesima

eccitazione psichica, cio se


5.

suggeriva la stessa

idea suggerita poco prima;

in

nessuna prova potemmo


di

sorprendere differenze
faccia) fra
il

di

intensit
il

reazioni

vasali

(della

lato destro e

sinistro.
ci

Dicemmo

gi,

parlando della circolazione, come non

fu

dato ottenere in Musolino dei pletismogrammi tanto dimostrativi

da venir qui riprodotti e commentati- Pur non


di

di

meno

risultati

quella nostra ricerca, per


:

quanto imperfetta,

ci

autorizzano a concludere
1.

la curva volumetrica di Musolino

(avambraccio destro)
2.

sensibilissima

qualsiasi

stimolo;

essa cade

rapida-

mente
si

sotto l'ascissa,

mantenendovisi piuttosto a lungo, quando

rivolga al soggetto

ima domanda

quando

gli

si

ridesti

un ricordo emozionante.

3.

La forza

muscolare

di

Musolino

ci risulta nel-

l'insieme ben proporzionata allo sviluppo della sua statura e del

suo apparecchio muscolare: del

resto, egli

dov fare pi volte

delle vere corse di resistenza durante la lunga latitanza, poi-

ch non sempre

gli

bast

il

solo nascondersi per isfuggire alla

caccia della polizia.

A noi

per interessava esaminare sopratutto


tue lati del corpo, sia

se esisteva differenza
l'espressione di

fral

che

ici

fosse

un'asimmetria originaria di sviluppo (destrismo

o mancinismo), sia che potesse stare in rapporto con una

sopravvenuta causa patologica quale fu


brale di sinistra-

il

trauma cranio-cere-

La

personalit

fisica.

73

Cominciammo
scolare
.

col noto esperimento clinico deir anello


la

mu-

Facendo avvicinare

punta del pollice a quella

di ciascun singolo dito delle lino


di

due mani, e ordinando a Musoagli

resistere pi

die poteva

sforzi

da noi eseguiti

col nostro indice destro introdotto in quella specie di anello,

verificammo ben presto che a sinistra

muscoli flessori e

oppositori delle dita resistevano maggiormente che a destra.


Il

mancinismo

di
di

Musolino fu meglio da noi accertato

stu-

diando la forza

pressione alle mani; e siccome tale studio


di

poteva fornirci anche elementi

ordine psicologico, cos lo

eseguimmo con un metodo

speciale,

pur usando un comune


Mathieu-CoUin) e un
d'intervallo
fra

dinamometro
cron.ometro

(Baldinelli, Milano, tipo

Verdin:

Un minuto

uno
mi-

sforzo dinamometrico e l'altro di ciascuna


nuti d'intervallo fra l'ultima prova della

mano; cinque

mano

destra (saggiata

per la primal) e la prima prova della

mano

sinistra-

Viene mi-

surata la durata di ogni singolo sforzo. Spieghiamo bene la

esperienza al soggetto prima di eseguirla; nessuna nuova suggestione durante le prove.

Durante l'esperienza
loquace
l'arto

il

soggetto rimane in piedi e

si

mostra

di

buon umore. Nelle pressioni dinamometriche

superiore tenuto abdotto. Ogni pressione dinamome-

trica

accompagnata da movimenti mimici


tronco,

forzati della fac-

cia;
il

il

per

altro,

resta

sempre

eretto,

k domanda,

soggetto

afferma

di

non

avvertire

alcun

senso di fatica

al

termine delle prove colla

mano

destra; accusa invece lieve

affaticamento al termine delle prove colla sinistra. Nell'intervallo


fra
il

l'esperienza per

la

mano

destra

quella per

la

sinistra,

polso radiale d 78-80 pulsazioni, k. esperienza

compiuta notiamo polso frequente,


pulsazioni dopo

ma

cominciate a contare le

1-2 dall'ultimo sforzo, ne

enumeriamo

S<o,

e poco dopo 82-83,

74

GIDSEPl'E MUSOLTNO.

Forza di pressione.

Esperienza 24 marzo 190.2.


j

MANO DESTKA
CMlogr.

MANO SINISTRA
Ghilogr.

1,

DuVata
dello sforzo

Durata
dello sforzo

29 49

4",1 6",2

46
36
25 45

4",

3",3 3",2 2".3

46
52

3",4
2".

43

2",2

45
Jiledia

4",4

Media
Vedi
1."

= Kg. 43.8

=r Kg. 39.4

diag-i-amma.

Nel pomeriggio del 6 aprile 1902 trovammo Musolino

eli

amore un
di

po' depresso

si

diceva stanco, sofferente di testa e


alla

stomaco: presentava uno spiccato tremore


ci

mano

destra.

La prova dinamometrica
destra
:

die

seguenti valori per la

mano

PROVE
I.

CHILOGR.

52
51

IL
III.

46

IV.

46
31
vilog.

V.

Media =.

45,2

Al mattino del
sentirsi

aprile

Musolino

dichiarava ancora

di

poco bene; accusava stanchezza, disappetenza, melan-

conia, e leggiero dolore alla testa.

Rinnovammo

la esperienza

dinamometrica nelle condizioni e nei modi del 24 marzo. Musolino vi si prest

con tutta
sforzo
subito.

la

buona volont. Osservammo nel


al

momento
che
per

dello

dinamometrico lieve pallore


Nell'intervallo
il

volto,

spar

tra

le

prove

per

la

mano

destra e quelle per la sinistra,


la

soggetto accusava stan-

chezza; alla fine di tutta


affaticato e
nistro.

esperienza afferm di sentirsi molto

non

solo nelle braccia,

ma

anche nei fianco

si-

Appena

terminata la esperienzci, q pulsazioni radiali


il

<;rano 79' o 80" e

polso era vuoto

Morselli

De Sanctis,

Biogr. di

un

bandito.

Tav.

I.

Sforzi dinamom.

e loro durata.
3:21^.2:2

m^^lm ^|ni.3:4
52
51

g^lv^gg

50 49

48
47

46
45

44 43 42
41

40
39

38
37

36
36

34 33
32
31

30
29

28
27
26

25

1.

Diagr.

Esper. 24 marzo 1902.

Mano destra Mano sinistra

Morselli e De Sasctis, Biogr. di un bandito.

Tav.

II.

Sforzi

dinamom.

e loro

durata.
v.2:'22:^

fe

u,:

no

m.^i'

IV. 2:2 2:2

2.

Diagr. Ssper, 7 aprile 1902.


:

Mano destra Mano sinistra

Sforzi dimimom. e loro durata.

h.
45

u% C3

113:2

C2

111.2:2

x 112:12:1

44
43.

42
41

40 39
38 37 36

36 34
33

32
31

3.

Diagr.: Esper. 4

maggio 1902.

Mano

destra

Maaio sinistra

La

'personalit fisica.

Forza di pressione.

Esperienza 7 aprile 1902.

MANO DESTEA
CMlogT.

MANO SINISTRA
CMloar.

Durata
dello sforzo

Durata
dello sforzo

51

3",1

4",2

47

2".2 2",3

50
51

4",3
4".2
2".2

46 46

2".2

50

46 Media
Tedi
2.

0" o
Ke-. 47.2

49

Media

m Kg. 50.4
le

diagramma.

Il

4 maggio

1902 ripetemmo ancora ima volta


n.
4).

provo

di pressione

dinamometrica (prove

Eccone

risultati:

Forza d pressione.

Esperienza 4 maggio 1902.

MANO DESTRA
Cbilogr.

MANO SINISTRA
CMlogr.

Durata
dello sforzo

Durata
dello sforzo

41
37
35

3",2

45
41

4",3
4",2

3",2
2".

34
31

3^1
2",1

38

2",1

Media
Vedi
3."

= Kg. 37.75

Media

= Kg. 37.75
le

diagramma.

Il

4 maggio stesso volemmo completare

ricerche sulla

forza muscolare coi saggi della forza dinamometrica di tra-

zione,

sia

orizzontale,
uno

sia

verticale.
il

Nell'esperienza per la
getto in piedj e con

trazione orizzontale
dei diti (sia della

sogIsia

mano

destra

della sinistra) infilato in

un cappio

di funicella

raccomandato

a uno
tira

degli

estremi

del

dinamometro

(massimo diametro),
l'altro

a s con la maggior forza possibile, mentre


di

estremo
fisso del

raccomandato a mezzo

una

funicella a

un punto

muro, situato a una altezza che corrisponde


orizzontalmente esteso. Tra una prova e
rere

all'arto superiore

l'altra

facciamo cor-

un

intervallo di circa

due minuti.

IQ

GIUSEPPE MUSOLINO. Trazione orizzontale.

Esioerienza
DESTRA
30

maggio 1902.

DITA

PROVE
I.

SINISTRA

21

Dito

medio

II.

22
15

20
10

III.

I.

30
25

Dito
indice
II.

22 21
20
10
9
7

in.
I.

20
11

Dito anulare

II. III.

11
9

Nella esperienza per la


getto
.

trazione verticale

il

sog-

in piedi. Ai

due estremi del dinamometro sono racco-

mandate due
o
sinistro)

funicelle: l'una viene infilata nel piede (destro


soggetto^
l'altra
diti

del

nella
della

sua mano

(destra
Il

sinistra), tira

ovvero in uno dei


su
colla

medesima.

soggetto
della

in

maggior forza

possibile.

Lunghezza

funicella inferiore centim. 36, lunghezza della funicella superiore

centim.

22.

Fra una prova due minuti.

e l'altra

facciamo correre-

un

intervallo di circa

Trazione verticale.

Es;perienza
PROVE
I.

4 maggio 1902.

MANO

DITO

DESTRA
70
75

SINISTRA

Mano

71

IL
I.

72
21

Dito medio

30

IL

25

22

Nel pomeriggio del 7 aprile Musolino


meglio in salute:
il

ci

disse di sentirsi

dolore di capo era scomparso.

Facemmo

una esperienza con un

manubrio Sandow,

del peso di

kilogr, 0,500 (molle comprese), al quale applicammo (seconda

La
la modificazione portata

])ersonalit fisica.

77

da uno
3,

di noi

a questo istrumento (1))

quattro molle a spirale n.


kilogr. 23.

della resistenza complessiva di


di stringere

Trovammo Musolino capace


manubrio
fino
al

a braccio
delle

esteso
spirali,

il

combaciamento

completo

colla

mano

destra per 25" e colla sinistra per 24".

Persistenza dello sforzo.

Manubrio Sandoiv.
TEMPO

PESO

RESISTENZA

ChilogT, 0,500

ChilogT. 23,00

Mano Mano

destra:
sinistra:

25" 24"

La stanchezza

annunziata obiettivamente

da tremore della

mano
il

e dell'avambraccio,

ma

la

prova sospesa appena cessa

combaciamento completo

nelle spirali. Alla fine delle prove,

numerammo

pulsazioni radiali 78-80, che poi ascesero subito


al

a 80, 82, 84, 81

minuto.
il

Ripetuta la esperienza

4 maggio 1902, trovammo che


colla

il

combaciamento completo era tenuto, tanto


che colla sinistra, per
20".
i

mano

destra

Dopo
del

il

dinamometroj e

(manubrii

usammo l'ergografo

Mosso;

ma

le

nostre ricerche con questo apparecchio, per


di

quanto eseguite in giorni


di

svogliatezza e fatica da parte


risultati

Musolino, non

ci
i

hanno dato

sostanzialmente
eleganti,

di-

versi.
si

vero che

nostri tracciati

non sono

(come

usa dire nel linguaggio

di laboratorio), sia per le indicate

condizioni del soggetto, sia per altre cause indipendenti dal

nostro buon volere: tuttavia le risposte degli ej'gogrammi da noi raccolti sono sufficientemente espressive, e noi stimiamo

opportuno presentarne due nella loro genuina forma (pag. 81).


(1) I
fisso di

manubrii Sandow hanno

2,

o 5 molle, ciascuna con

un indice

resistenza valutato a circa chilogr. 1,500 (manubrio per adole-

scenti).

Uno

di noi

ciulli nevropatici

un manubrio

(De Sanctis) usa per la educazione fisica dei fanalla Sandow con molle mobili e che
di resistenza.

hanno un diverso indice

GIUSEPPE MUSOLINO.

Delle esperienze ergografiche effettuate,


lo

le

due prime ebbero


forza
dei

scopo

di

stabilire

comparativamente

la

due

lati,

per un limitato numero di sforzi (quaranta o cinquanta),

lasciando

a Musolino di muovere
gli

il

dito

medio

delle

due

mani con quella ampiezza che


volevamo vedere anche

riusciva spontanea: inoltre,

se gli sforzi successivi erano mantenuti

volontariamente della stessa ampiezza.

Prima

esperienza.
(Il

Peso

sollevato, gr.

500; Metronomo

a 60'.

peso attaccato alla seconda falange del medio). L'altezza calcolata in- millimetri.

DESTRA
Seeie di 50 SFORZI MUSCOLAEI
10.0

Altezza
totale del griippo

Altezza
totale
del

SINISTRA Massima
altezza

gruppo

raggiunta

Dal
)1

1.0 al

410
426
378 382
399
1995
47

454
438,5 449,5

11.0
21.0

20.0
51

30.O
):

31.0

40.O
11

463

41.0
r.

.50.0
11

476
2281
60'.

intera serie

Seconda esperienza.
(Il

Peso sollevato, gr. 3040; Metronomo a

peso attaccato alla seconda falange del medio).

Serie di 40 SFORZI MUSCOLARI

MANO

MANO

DESTRA SINISTRA
2400
2185 2935 2830

Dal

1.0 al 10.0

11.0

20.O
^^

21.0
31.0

30.O
^^ ^^

2190
2285

40.0

2520 2305
10590
alle
cifre

L'intera serie

9060

Non
g o g ra

e dubbio che

se

guardiamo

di

queste due
erdel

esperienze, Musolino appare affetto


f i

da

mancinismo
fatta
al

e o.
il

Nella prima esperienza,


dito
di

mattino

4 maggio,
tato
il

medio

di destra in

cinquanta sforzi ha pordi

il

peso

500 grammi alla altezza

1,^'995,

mentre

medio

di sinistra lo

ha

sollevato a quella di 2, 281. Nella

La
seconda esperienza

i^ersonalit fisica.

79

fatta nel

pomeriggio del giorno stesso


gr.

due
dotto

diti,

sollevando un peso egaale di

3,040,
di

hanno

pro-

rispettivamente

un

lavoro meccanico
la

0,"^

906 e di

1,^^059,

mantenendo a un dipresso

stessa
S.

distanza pro-

porzionale
S. 100). I

che nella prima (D- 87,4:

100:

D.

85,5:

muscoli

del lato sinistro di

Musolino hanno, dunque,


il

sviluppato uno sforz superiore d'almeno,


quelli del lato destro.

13-15 p.

100 a

Ma

l'analisi

di

altri

due ergogrammi pi prolungati, cio


ci

continuati oltre cinquanta sforzi,

fece palese che tale supe-

riorit del lato mancino' soltanto

apparente

essa scompare

non appena questo


pi

lato

sia

costretto

a compiere un lavoro

lungo;

ossia,

in

principio

d'ogni

suo lavoro muscolare

Musolino realmente pi forte a


nel lavoro

sinistra,

ma
il

persistendo

medesimo

si

esaurisce pi presto e pi

comple-

tamente da questo lato che non a destra; Gi


ci

dinamometro
lo

aveva rivelato codesto

fatto:

l'ergografo
il

ce

conferma,
del
cos

insegnandoci

a meglio interpretare
.

dato

greggio

detto mancinismo motorio

Ahhiamo esperimentato due


con un peso
sinistro
ci

volte,

con un peso

di kg.

2 e

di kg.

5,

e la esauribilit pi rapida dal lato

fu rivelata in duplice

modo

col calcolo

delle

al-

tezze
,lunga
del

cui, il

peso di
di

gr.

2000 ha potuto essere sollevato in una


(centocinquanta), e
di

serie

sforzi

coll'assoluta

fatica

muscolo comparsa col peso


destra.

kg.

sinistra

assai

prima che a

Dalle cifre del prospetto concernenti

il

terzo nostro esperi-

mento (Tabella
stro
oltre,

111),

si

scorge che la superiorit deh lato sinidi

dura soltanto per cinquanta sforzi


la

sollevamento

pi a

sua forza muscolare discende rapidamente


cifra,

fino

non presentare pi nessuna

sia di gruppo, sia parziale,

egualq a quelle di destra. Nella serie dei primi 50 sforzi eseguiti

eo
Terza esperienza.

GIUSEPPE MUSOLINO.

Peso gr. 2000; Metronomo a

60'.

(n peso attaccato alla seconda falange del medio).


L' altezza calcolata in millimetri.

Serie di 150

SINI TRA D E s TRA Altezza Massima Altezza Massima


3

sforzi muscolari
Dal

,,

totale del gruppo

altezza

totale

altezza

raggiunta del gruppo

raggiunta

1.

al


^^

10. 20. 30.

307,0 273,5

32
30,5

307,0 303,5

34
33,5

11-"

21. 31.

273,0
275,5

29,5

354,0 375,5
331,0

37

41.0
61.

40. 50.O 60.


70. 80.

30

41 38

278,0 264,5

30
30

230,0
174,0
138,0

30
19.5

61. 71."

265,0 270,0
253,5

30
29
28.5
28,5

18,5

81.

90.

173,0 162,5 138,0


165,5

25
19
17.5

91.

100.
110. 120.

250,0
250,5

101.

27,5

111.
121. 131.
141.
1.

256,5
273,5

29
30,5

21
19 15

130.

148,0
125,0

140.
150.
50.

282,0
285,0
.

29

33
32 30 33

127,0

12

Dal

al

1407,0

1670,0
877,5

41 30
21

51.

101.

100. 150.O

1303,0
1347,5

703,5

L'intera serie

4041,5

il

3251,0

un
la-;

comparativamente dai due medii,


voro meccanico minore
di

lato destro rende

263 m.m.,

ma

nei 50 successivi ne

guadagna in compenso

425,5,

e negli ultimi fa

un guadagno
il

-ancor pi grande, cio di 644,0

m.m.

Nell'intera serie
pili

lato

destro
il

ha

fornito

un lavoro meccanico

forte,

sollevando
si-

peso ad un'altezza superiore di 790,5 m.m. a quella di


a ci
i

nistra. Oltre

movimenti

ausiliarii dello sforzo (contra-

zione del braccio e della spalla, contorcimenti del tronco e


della testa), sono apparsi pi presto e sono stati pi violenti

quando Musolino doveva sollevare


Venendo
al

il

peso col medio

sinistro.

quarto ed ultimo esperimento fatto col peso di


ci

chilogrammi, esso

parve ancora non poco significante

ne

O S
o
13

<;:

e o o D2
O

il OH

PhP<
ce .

a
'E
03 03
cS

CD

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o
S

tn

'S
CTI

^^

13

f^ ^

a<

Musolino.

82

GIUSEPPA MUSOLINO.
i

presentiamo
sinistra

due

tracciati.

Anche

qui,

singoli
il

sforzi

di

furono

alquanto
di

maggiori,

cosicch

peso

veniva
di

sollevato in
soli
sto,

media

m.m. 13 mentre a destra


il

tale

media era

m.m.
e

11.

Ma
il

per contro

lato sinistro si esaur pi pre-

dopo
il

64.
:

sforzo Musolino
egli

non

fu pi in grado di

smuovere
ausiliarii
il

peso

eseguiva

forti e disordinati

movimenti

del braccio, del tronco,

di tutto

il

corpo, agitando

tavolo d'esperimento,

ma

senza pi

flettere

efficacemente \
utile e

il

medio.

Il

lato destro seguit


di

a lavorare con effetto

con moti

ausiliarii

gran lunga pi deboli; che anzi, in

sulla fine del tracciato

sembr riacquistare
stanchezza.

detla energia

dopo

una

transitoria

fase

di

4.

L'abilit motrice

in

Musolino normalmente

sviluppata. Col procedimento ideato dal Jastrow (tracciare delle


linee

orizzontali

parallele

ed equidistanti con un
di carta) si

lapis,

la

cui punta sia nascosta da

un diaframma

ottengono
finita,

risultati soddisfacentissimi.

domanda, e ad esperienza
egli

Musolino sa dire

gli errori

commessi:

tende ad allungare

via via le linee orizzontali, e ad aumentare la distanza tra


l'una e l'altra: la distanza tenuta tra linea e linea
piuttosto grande; per le linee

sempre
espe-

non sono tremule. Tale

rienza fu praticata

il

6 aprile.

proposito di questa stessa esperienza, dobbiamo notare

che essa serve mirabilmente, come gi da molti anni ebbe giustapiente a notare

uno

di noi (1),

a saggiare

le

sensazioni
mano non
di

di

movimento.

Del resto, l'abilit motrice della

che l'esponente della finezza del senso muscolare

mo-

vimento.
Veggasi: E. Morselli, Sulla rappresentazione mentale
1886.
dello spazio

(1)

in rapporto col sentimento dello sforzo. "Rivista di

filosofia scientifica,..

Anno V, volume V, Marzo

La

personalit

fisica.

83
si

Allo stesso scopo serve altro procedimento, che

potrebbe
:

designare col

nome

di

colui

da cui venne imaginato

espe-

rienza di Carlo Vogt


la

(1).

Consiste nel fare scrivere due volte

stessa parola o
il

breve frase, prima ad occhi aperti, poi


raffronto delle due grafie lascia vedere se
il

ad occhi chiusi:

e quanto sia evoluto

senso muscolare in relazione ad un

Fac-simile della firma di Giuseppe Musolino.


A. scritta ad occhi aperti.

C, scritta, poco dopo, a occhi chiusi.

atto

complesso qual' quello della

scrittura.

Naturalmente

il

risultato dell'esperienza varia a

seconda della abitudine magche ha


il

giore

o minore

dello

scrivere
ci

soggetto:

fatto

su

Musolino, l'esperimento
dotte.

ha

fornito le

due grafie qui

ripro-

Scegliemmo

la firma,

come
si

l'atto grafico

meglio consonotevoli diffe-

lidato dall'esercizio,

ma come

vede

avemmo

renze, intralcio e sovrapposisione di lettere, direzione ascen(1)

Veggasi:

C.

siologique, "

Eevue

Vogt, L'criture considre au point de vue physcientifique , giugno 1880.

84
dente. Se ne

GIUSEPPE MCSOLIMO.

desume

che, a riguardo dei moti complessi di

scrittura, l'abilit motrice del bandito

non ha avuto campo

di

formarsi con altrettanta esattezza di senso muscolare quanto

a riguardo dei moti

di

semplice estensione ed abduzione.

Saggiammo pure
tivi

la

stereognosia:

con movimenti

at-

delle

dita,

Musolino percep sempre esattissimamente la

forma, la durezza, lo sfato della superficie degli oggetti.


ricognizione dei corpi
(fatta,
si

La

intende,

ad occhi chiusi) fu

eguale dai due

lati.

4. Il

senso degli atteggiamenti segmentarii


l'attitu-

ci risult

ottimo in Musolino, anche sperimentato per

dine di flessione delle falangi del pollice, indice e medio di

ambo
offre,

le

mani. Del resto, anche spontaneamente Musolino non

n accus mai alcun disturbo del


la

senso muscolare:
ad occhi
chiusi.

ha ottima
direzione

percezione di posizione del proprio corpo, di


propri

dei

movimenti

attivi,

5.

Trovammo anche

perfetta la

sensibilit tattile
con un pennello

su tutta la superficie del corpo. Musolino percepisce rapida-

mente

5pi leggieri contatti eseguiti

di vajo,

ed capace

di

indicare esattamente col proprio dito indice


il

del lato opposto

punto dove

il

contatto avvenne. Gli errori


(confrontati colle

di localizzazione sono inferiori alla media

osservazioni di V. Henri).
guenti
:

Le

regioni esplorate fur'Sno le se,

gote

regione dorsale e palmare del polso


,

regione

laterale del collo

avambraccia. Non riscontrammo alcuna apil

prezzabile differenza fra

lato destro e
di

il

sinistro.

Anche la discriminazione spaziale


tanei,

due contatti simul-

che noi sperimentammo in tre sedute diverse con un

cstesiometro di Sieweking
riazioni

adoperando

il

metodo

delle va-

minime

regolari di Lichtenfels, e disponendo le punte

La
sia

personalit
sia
lati
:

fisica.

85
trasversale

in

senso

longitudinale,
i

in

senso

ci

risult

normale da amboi
Estesiometria

tattile

di

G. Musolino.

Polpastrello dell'indice

d.

e s e s

mm.

2
2 Vg
l
-

Polpastrello del mignolo

d.

Punta

della lingua

(movimento attivo)
al

6.

La sensibilit termica

freddo ed

al

caldo

venne sperimentata con due provette, una ripiena


bollente, l'altra di
l'arto superiore

di

acqua
al-

acqua con ghiaccio. Fu trovata normale


:

ed inferiore sinistro

leggermente ottusa

all'arto

superiore ed inferiore destro (pomeriggio del 29 marzo 1902).


In

un nuovo esame

(23 aprile)

constatammo che
avvertibile.

la

po

r-

moestesia
Il

a destra era appena

4 maggio 1902 facemmo sul dorso delle mani


(caldo).

la

prova

del soffio (freddo) e dell'alito

Sul dorso della


e
l'altro,

mano
ne
si-

destra

Musolino percep bene l'uno

ma non
soffio

distinse la qualit termica,

mentre sul dorso della mano


il

nistra distinse
dall'alito

bene, sempre e rapidamente,

freddo

caldo.

7.

L'esame

del

senso cutaneo barico,


il

o di pres-

sione passiva, fu da noi effettuato mediante

moto

baroestesiota-

metro dell'EuIenburg, basato sulla pressione, variabile a


lento
dello

sperimentatore,

di

una

spirale

di

acciaio.
(di gr.

Con
200)

questo strumento abbiamo premuto in forza eguale


sul dorso delle mani, chiedendo poi
sioni fossero

a Musolino se le prescaso contrario quale


:

da

lui percepite eguali, e in

fosse la pi forte. L'esperimento diede risultato positivo

il

soggetto

afferm
il

che

la

pressione

era la

medesima.

Saggiamo poi

senso barico differenziale, premendo due

volte successive, a distanza di

mezzo minuto,

sulla

medesima

regione con una pressione differente, e facendoci dire da Mu-

86
solino se e

GIUSEPPE MUSOLINO.

come percepisse

tale distanza. Al

dorso della mano,


si

con pressioni di 200-225 e di 225-200 grammi,


risposte alquanto contradditorie: la
retiaimen'te

ottengono
cor-

prima volta distingue


pression'i:, e

a destra la differenza delle due

a sinistra

no: la seconda volta, invece, la percezione erronea a destra,

ed esatta a

sinistra.

Un

individuo sano, scelto per confronto

(guardia carceraria), d risposte sempre esatte.

Premendo

col

baroestesiometro sulla vola della


le risposte di

mano con

300-350 grammi
i

Musolino sono giuste da ambdi


di

lati:

premendo

con una differenza minore, cio

300-330 grammi, la perce-

zione buona a sinistra, erronea a destra. Finalmente, pre-

mendo

col baroestesiometro a 100-85


il

grammi

sul polpastrello
i

del dito medio,

senso barico

si

trova esatto da ambo'

lati.

Riepilogando,
rica

si

sarebbe avuta a destra una percezione basicura

alc[uanto

meno

(due risposte inesatte su cinque

esperimenti)

che non a sinistra (un solo errore).

Da

ci

si

desumerebbe che anche nel senso barico passivo, come nel


senso termico, esista in Musolino un lieve grado di ipoestesia
del lato destro; tuttavia, in causa della difficolt di codesta

indagine

fisiopsicologica,

crediamo che

tale

fatto

possa an-

che essere attribuito ad un difetto di attenzione.

8.

La sensibilit dolorifica
quantitative

ci

present delle
di spillo

variazioni

all'esame

colle

punture

in

vari punti delle due

met

del corpo.

Marzo

23.

Uno
i

di noi

riscontra

una

certa

ottusit diffusa della sen-

sibilit dolorifica, alla faccia, al collo e alle


lati.

mani

di

ambo

Marzo

24.

La

sensibilit dolorifica appare sensibilmente normale sag-

giata colla spilla al dorso delle mani, ai polsi,

sulla re-

gione zigomatica, di ambo


Aprile
6.

lati.

La
il

sensibilit dolorifica appare spiccatamente ottusa su tutto

corpo (prove di confronto su due guardie).

Ma

il

24 marzo

facemmo alcune misurazioni

coll'estesio

La

personalit

fisica.

87

algesimetro di Griessbach e con la

slitta alla

Du Bois-Reymond.
mezzo
di

Col primo strumento pu venir graduata, a


applicato, a

un indice

ima

spirale, la pressione

che fa una punta di acil

ciaio applicata su

un punto

della superficie cutanea:

mas-

simo della pressione indicato nell'istrumento colla

cifra 75.

La

slitta

invece
di

applicata ad

un apparecchio

di

induzione

permette

graduare colla distanza variabile del rocchetto

secondario dal primario


rente faradica con cui
si

(DR

in millimetri) la forza della cori

stimolano

nervi sensitivi della pelle.

Eccone

risultati

JEstesio-algesimetro di

Griessbach a punte riunite (24 marzo 1902)'


di

Regione palmare del polso destro (punto


per questa ricerca)

elezione

....

60
55

Eegione palmare del polso sinistro

dorsale

,,

destro
sinistro

65
65

Polpastrello del dito medio destro

,.

sinistro

30 25

Algometria

elettrica

(24 marzo 1902).


tol-

Regione dorsale della mano destra (massimo


lerabile)

DR. mm. 40

Regione dorsale della mano sinistra (massimo


tollerabile)

50

Queste

cifre

potevano denotare
elettrico nel
lievi,

una

ipoestesia

al

dolore

meccanico ed
i

lato

destro;
ci

ma

le

differenze fra

due

lati

erano troppo

perch

sentissimo autorizzati ad

ammettere un mancinismo
solino

dolorifico.

Bisogna notare che Muelettrica,

non l'aveva^mai veduta una macchina

n sentita

la carrente.
ci

La sua

sensibilit

elettrica

(minimo
il

percettibile)

apparve, intanto, squisita: egli avvert

passaggio della

corrente a DR.

di circa 8-9 centimetri, ci che corrispondeva

ad un valore

fisiologico.

Siccome^ la

slitta

non

offre in gene-

rale garanzie nella graduazione


di

della corrente,

avemmo

cura

fare

una esperienza

di

confronto

immediato sopra una

88

GIUSEPPE MUSOLINO.
il

guardia: riscontrammo che in questa

massimo

tollerabile

era pi elevato che in Musolino, poich a 4 DR. poteva ancora


resistere.

Ripetemmo, e cercando mettervi una sempre maggior precisione, gli esperimenti


il

6 aprile 1902. Eccone

risultati:

Estesio-algesimetro di Gbiessbach a punte riunite (6 cqyrile 1902).

UNA GUARDIA
Destra
Sinistra

MUSOLINO
Destra
Sinistra

Solco palmare fra le eminenze

tenar ed ipotenar

30
polso.
. .

30
55

50

50

Regione palmare del Eegione sopracciliare


Dorso della mano

60

60 70
75

60
70
75 70

40 40
45

40 40
40

Lingua

70

Estesiometria elettrica (6 aprile 1902).


Slitta alla

Du Bois-Reymond,
7x7,

pila

Geeket
_

di

media grandezza,

elet-

trodo indifferente

l'altro elettrodo foggiato a bottone.

valori della soglia


Destra
Sinistra

Dorso della mano


Polpastrello dito medio

. .

8
8,4

7,5

7,8

del pollice

8
8,2 8,2

8
8,2

Gote.

Reg. sopracciliare

8,2

Questa volta troviamo eguaglianza

di

sensibilit dolorifica

meccanica dai due

lati,

non essendo

tali le

differenze da doil

verne tener conto. Invece, colla corrente faradica,


stro
si
il

lato de-

mostra in qualche punto


sinistro

alquanto
vi

meno
spiccata

sensibile
intolle-

che

(mano). In compenso
:

si

ranza allo stimolo elettrico ^i alla soglia


formicolio,
rabile
si

ha sensazione

di

percepita

come

spiacevole;

ed

il

massimo

tolle-

eleva di pochissimo

sopra

il

minimo

percettibile.

La
9.
il

personalit

fisica.

89

Nel campo della


,

funzione visiva, esaminammo


il

Vi

us

il

fondo dell'occhio,

campo

visivo, la cromatopsia,

la

stereoscopia, la percezione

delle

distanze.

Trovammo che

la stereoscopia e percezione delle distanze erano normali. Vi-

sus

1 in di

ambedue
refrazione.

gli

occhi (optotipi di Parinaud). Nessun

difetto

L'esame oftalmoscopico, compiuto dal

nostro collega in perizia, doti M. Del Carlo (che specialista


in
oftalmoiatria),
risult

negativo:

le

papille

sono normali.

Non
(certo,
distinti

tutti! i

colori

vennero riconosciuti a nome da Musolino

per difetto di nomenclatura),


(sete
s
il

ma

tutti

furono da

lui

sfumate).

Diamo

il

rilievo perioptometrico

pel
in
il

bianco,

per l'occhio destro che pel sinistro,

ottenuto

Musolino

24 marzo, nelle ore pomeridiane, adoperando


di

perimetro portatile

Schweigger (veggasi Tav.


il

111^).

Dobbiamo per premettere: che

soggetto comprese subito


;

in che consistesse l'esperimento, e vi si adatt splendidamente

che durante
che
il

il

rilievo

la

sua pupilla apparve molto ampia;


ri-

giorno appresso (25 marzo), avendo noi tentato di

petere l'esame perioptometrico, egli se ne usc col dire essere

ci inutile,

perch sa vedere in

modo

meraviglioso colla

coda

dell'occhio, ed capace di vedere


gli

anche che cosa

fac-

ciano le guardie che

stanno in piedi quasi

al di dietro, in

apparenza, cio, fuori del suo campo visivo.

Fu per nostra cura

ripetere l'esame perioptometrico. Ci fa-

cemmo

il

7 aprile 1902 nelle ore pomeridiane.

Abbiamo

gi

detto quali fossero in quel giorno le condizioni di salute di

Musolino. Di

fatti,

dovemmo

verificare

come

egli

accusasse

stanchezza

agli

occhi durante l'esame, tanto che lasciammo


il

correre un'ora di intervallo fra

rilievo per l'occhio destro e

quello per

'

occhio sinistro. Questa volta

adoperammo

il

peri-

metro di Pedrazzoli, che d maggior garanzia


perimetro di

di esattezza del

Schweigger

(veggasi

Tav-

IV^).

90

GIUSEPPE MUSOLINO.
Si potrebbe concludere che
il

campo

visivo di Mugolino si

mantenga nei

limiti della norniivlit;

difatti

esso non

ci

pre-

senta vero restringimento concentrico, n limitazioni per quadranti

per

settori,

n rientramenti

periferici,

n scotomi,

n asimmetrie,
nel rilievo

ecc.

Non

tralascieremo. tuttavia di notare che


certa limitazione

del 24

marzo appare una

con-

centrica nella met superiore del


di quello dell'occhio sinistro;

campo

visivo, e specialmente
rilievo del 7 aprile

mentre nel

non

solo

non appaiono

limitazioni di sorta,

ma
due

anzi

il

campo

visivo, s destro che sinistro,

mostra una estensione eccedente


rilievi
tali

la media.

Cosicch, mentre ciascuno dei

periop-

tometrici, isolatamente considerato,


rispetto
alle

non mostra

differenze
restrin-

medie da autorizzarci a parlare


di

di

un
dei

gimento concentrico ovvero


visivi, la

una iperestensione

campi
ci di-

comparazione dei
il

rilievi fra loro

chiaramente

mostra invece, come


pio
lui,
il

campo
il

visivo di Musolino fosse pi am-

aprile

che non

24 marzo, affermandosi cos in


i

come

in generale in tutti

neuropatici e criminali,

un

certo grado di quella

variabilit perioptometrica,
uno
di noi
(1).

di cui ebbe ripetutamente ad occuparsi

10.

L'udito
coli'

perfetto
,

da ambo

lati

saggiato colla
i

voce afona,
acuti
,

orologio

col fischietto di Galton per

toni
la

col diapason graduato pei toni bassi.

Normali sono

conduzione solida e la percezione della direzione dei suoni.

11.

L'olfatto

risulta normale, saggiato

con assafetida,

olio essenziale di garofani, olio essenziale di menta, etere etilico,

balsamo peruviano,

nella narice destra che nella sinistra.

(1) Veg'gasi: S.

De
"

Sanctis, Variabilit del re2)erto perioptomet-ico

nei degenerati, Eoina, 1893.


dei pazzi morali,

Idem,

Nuove

ricerche sul

campo

visivo

Rivista sperim. di Freniatria

1894.

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1^

La
12.
Il

personalit

fisica.

91 cos
squisito,

gusto,
il

invece,

non sembra

Son
all'I

poco percepiti

sapore dolce di una soluzione di zuccaro


di

per 500, e l'amaro


(29

una soluzione

di stricnina all'I

per 25,000
(po-

marzo 1902, ore pomeridiane). Ripetuta l'esperienza

meriggio del 6 aprile), in confronto con due soggetti normali.


si

ottiene

percezione
alla

normale per l'amaro

che

si

localiz-

zata da Musolino

base della lingua, mentre


S nell'esame
sent

hanno

dubbi

risultati

pel
6

dolce.

del

29 marzo come
il

in quello

del

aprile, Musolino

bene

sapore acido
il

della soluzione di acido acetico al 2 per 100, e

salato della

soluzione di cloruro di sodio al 3 per 100. Praticato un nuovo

esame
luzioni

il

24 aprile, trovammo che erano ben percepite


(stricnina)

le so-

minime amare

e le

dolci

(saccarina).

13. Nelle ricerche intorno alle condizioni della sensibilit


ci

occorse

ripetutamente di
di

sperimentare

la

suggestibi-

lit

sensoria

Musolino. Ebbene, possiamo dire che a

molteplici prove negative di controllo, essa

non

ci risult

mai.

In quanto alla

suggestibilit motori
facemmo

a anch'essa mi-

nima

in Musolino. Gli

eseguire pi volte la esperienza

di Mnsterberg, la quale consiste nel far tracciare contempora-

neamente
verticali),

delle linee rette,

a destra in un senso (per esempio,


:

a sinistra in un altro senso (per esempio, orizzontali)

se

il

soggetto venga artificialmente distratto con qualche

di-

scorso durante la esperienza, in breve esso arriver a far


identico
tati

lo

movimento con ambedue

le

mani. Confrontati

risul-

ottenuti

su Musolino con quelli ottenuti su di noi,

tro-

vammo
le

maggiore e pi durevole indipendenza funzionale fra


stessi,

due mani nel bandito che in noi

per auanto pi

abituati di lui ai lavori grafici.

14.

Le

sensazioni viscerali

di

fame

e saziet.

92
il

GIUSEPPE MUSOLINO.

senso genitale,
ci

il

senso di malattia,

il

senso di forza e

di

fatica,

risultarono sviluppatissimi in

Musolino. Egli sente,

forse

anzi

esageratamente,

ogni bench tenue

cambiamento

del suo organismo ed capace di descrivere nei loro particolari le sue pi profonde sensazioni interne. Ci in particolar

preoccupammo,

modo,

del senso genitale in ragione dei frequenti

rapporti dell'istinto sessuale colla criminalit e colla epilessia.

Ebbene

ci risult

che in Musolino

le

sensazioni genitali erano

squisitissime,

quantunque non anormali.

15.

Nel campo delle

sensazioni soggettive,
:

ecco

ci

che -potemmo accertare coll'interrogatorio


1.0

Un

dolore di capo, che sopravviene a lunghi

in-

fervalli,

senza ritmica periodicit, che localizzato alla fronte,

che Musolino (osservazione del 7 aprile 1902) cura

da

s,

apponendosi sulla fronte della corteccia


a,'s'sicur'a

di limone.

A domanda,
e aggiunge
:

|che

il

limone

gli fa

passare

il

'dolor di testa,

brucia lo spirito (contenuto, secondo lui, nella corteccia)


del limone, e trae indietro
il

sangue. Assicura pure che

il

dolor di testa

gli

passa subito se riceve una buona notizia o


scritto dichiara

vede una persona cui voglia bene: in un suo

-^ e

lo ripete
di

anche a noi verbalmente


gli

che

dopo

letta

una

lettera

suo cugino Versace

pass un fortissimo dolor

di testa.

Per quanto a noi consta, sia dalle narrazioni


sia

di

Musolino,

dalle molte

visite

sanitarie

fattegli

dal

dott.

Del Carlo,

questa cefalea consiste in un senso vago di peso alla testa,


e

non ha relazione

colla cicatrice ossea traumatica della re-

gione parieto-frontale sinistra. Neppure avrebbe caratteri di

parossisma (cefalalgia vera e propria).


2.

Visione di puntini neri in corrispondenza dell'estredell'

mit temporale nel campo v^ivo

occhio destro

sen-

La

personalit

fisica.

93

sazione che non sta in alcun rapporto cogli affermati attacchi


epilettici,

n col dolor

di capo;

che sopravviene assai rara-

mente, ed molto leggera. Dobbiamo aggiungere, anzi, che


tal

sensazione fa affermata e descritta da Musolino solo a docui

manda, per
3.

non possiamo darle una decisiva importanza.


pure,
il

A domanda

soggetto

ammette

di

avere

avuto delle sensazioni vertiginose (soltanto soggettive, e senza


manifestazioni
oggettive

quali

sarebbero

titubazioni,
si

trabal:

lamento, caduta a terra,

ecc-, ecc.). Il

Musolino cos

esprime

anche prima della latitanza avevo sentito qualche giramento

di testa,

ma
di

pi in latitanza.... Mi dava un colpo in testa e mi

pareva
poco,
siva,
e

cadere....

durava pochissimo.... mi appoggiavo un


giratoria,

mi passava. Nessuna sensazione

propul-

circumcursiva, ecc.
si

Non
di

riescono

ad afferrare completamente

particolari
ci

questa sensazione soggettiva di caduta. L'interrogatorio

fa escludere qualsiasi

alterazione della coscienza durante le

presunte vertigini.
4.0 II

giorno 27 aprile accusa per la prima volta dolor


cicatrice.

di

capo

al

punto della

Non dovremmo,
siffatta

a dir vero,

dare

che

un valore

limitato

asserzione,

dopo

molteplici interrogatori cui dai periti fu sottoposto Musolino

intorno al trauma, alla cicatrice, alla epilessia, alla cefalea, ecc.


interrogatori che a lui, intelligente ed accorto,

hanno dimo-

strata tutta l'importanza dei fatti concernenti la neurosi (quan-

tunque

poi,

alle

Assise,

abbia ostentata indifferenza per

le

indagini testimoniali intorno ad essa).


del fenomeno,
zarsi di

Ma
al

da tener conto
consueto localiz-

anche perch corrisponde

dolori in regioni sottoposte a colpi, a ferite, ecc.

04
2.

GIUSEPPE MUSOLINO.

La

Personalit psicologica e morale.

Per questo studio sarebbe stata nostra intenzione applicare


il

metodo

di

Krapelin
di

(1)

a fine di rilevare la rapidit del


e
il

la-

voro mentale
tarsi

Giuseppe Musolino,

suo

modo

di eserci-

e di

affaticarsi,

dando

cosi del bandito la vera' psicoloci

gia individuale;

ma

le

circostanze
il

vietarono di poter tenere

in esperimento continuo

soggetto per varii giorni successivi.

D'altra parte, lo scopo delle nostre indagini era medico-legale,

non strettamente

fisio-psicologico; la psicologia dell'individuo

Giuseppe Musolino
al

ben difficilmente avrebbe potuto servire

nostro intento, mentre sappiamo che nel


il

campo

della varia-

bilit individuale, sia sotto

riguardo delle funzioni psichiche,


(fisio-

sia ancora pi sotto quello delle funzioni organiche

logia comparata), tutto ancora

da fare

e la scienza si trova

appena
tarci di

al

principio della ricerca.

Dovemmo
i

perci acconten-

un esame

psicologico eseguito con

sussidi della seme-

iotica psichiatrica e della psicologia individuale per l'uso clinico.

a)

Linguaggio.
qualche cosa del

Cominciamo
Musolino.

col

dire

linguaggio

di

Una

funzione sensoria e motoria e psichica a


il

un

tempo come

linguaggio, che la espressione pi diretta


(2).

del pensiero, poteva offrirci rivelazioni interessantissime


Il

linguaggio gesticolare (mimico) non in Musolino cos

esuberante,
ripete
inoltre,
i

come

lo

in

molti

dei

suoi

corregionali.

Egli

medesimi
rattiene
e

gesti

anche per esprimere idee dissimili;


la

modera

sua

gesticolazione

con. molto

(1)

cUatrie, in
lavori

Veggasi Kraepelin, Der psychologische Versuch in der Psy" Psychologische Arbeiten , 1895. Veggansi pure i vari
:

degli

allievi

del

Krapelin nella stessa pubblicazione perio-

dica, passim.
(2)

Suir esame del linguaggio nelle sue diverse modalit, veggasi

E. Morselli,

Manuale

di Semeiotica delle malattie mentali. Voi. IT, 1895,

da pag. 229 a pag. 558,

La
dominio
gestiva
di s. In

personalit psicologica.

9t>

Corte di Assise
superiore

notammo come
che
col

egli

spesso

pi

coll'arto
,

sinistro

destro.

La

sua fisonomia

al

paragone, assai pi mobile della mano.


ci

L'esame del linguaggio articolato non


razioni di sorta.
di linguaggio),

d a vedere
(falsa

alte-

Nessuna

dislalia

od araelia

abitudine
al

nessun

difetto

che non appartenga


il

dialetto
ca-

nativo

Musolino parla con regolare rapidit


,

dialetto

labrese
le

ma
e

capace di tradurre in italiano quasi sempre

parole e le frasi dialettali da noi non intese,

come
i

capace

di tradurre

comprendere quasi sempre

tutti

discorsi fatti

in

lingua italiana.

Qualche volta parla con enfasi, in tona


i

oratorio,

quando ad esempio espone


le

suoi

principi morali

o riferisce
di tirare
i

parole dette a taluna delle sue vittime prima

colpi di fucile. In tono schiettamente declamatorio


il

parl Musolino in Corte di Assise


il

17 aprile 1902; e perch

gran pubblico bada sempre alle esteriorit appariscenti dei

discorsi pi che alla logica, e la folla pi facile alla persua-

sione che alla convinzione^ cos fu che quell'autodifesa, sia

per

il

calore della dizione, sia per le metafore popolari on-

d'era intessuta, valse quasi al bandito

un

trionfo oratorio.
la

Fa

per contro,

meschina,

incoerente,

frammentaria

seconda

e definitiva autodifesa

da

lui

pronunciata la mattina dell'li

giugno,

quando a tenor
Noi non

della legge gli fu concessa nuovamente-

la libera parola.

fummo

presenti, e per
il

non sapremmo
bandito espo-

dire gran che di preciso circa

modo come

il

nesse e dicesse la sua impreparata apologia.

Riguardo

al linguaggio

grafico Musolino

non

scrive molto,

n rapidamente, a causa della sua coltura

inferiore.

Nelle

nostre prime visite, a richiesta scrisse ripetutamente le sue


generalit e

una volta

primi versi di una sua poesia. In


scriveva con lentezza e circo-

questa occasione

notammo che

spezione preoccupandosi di riuscir corretto; tuttavia egli com-

96

GIUSEPPE MUSOLINO.
facsiraili

mise non pochi errori ortografici. Dai

che pubbli-

chiamo
figure

si

rilever

il

vero grado della sua coltura (Tav99)


:

V%

di

pag-

83

diamo

inoltre,

testualmente,

altri

esempii di composizione del bandito1


"

Lucca, 25 marzo 1902.


"

Nacque in S. Dove la Neve

Stefino di aspromonte
sballa in tutte
i

monti....

2
" di
" "

"

Farte di una lettera scritta a mia-sorella Ippolita dal Carcere

Lucca

Carissima

sorella,

12 gennajo 1902 (scritta a memoria da me). Ricevo la tua lettera che portava

la data

delle 18

Novembre 1901
oh
!

mi

affretto parteciparte che io


il

godo per-

" fetta salu-te, " il


"

quanto commovente

tuo

stile,

commovente

tuo

affetto.

" pili
"

"
"

"

"

uno dei tuoi -l'amara nostra separazione non avrei in te cono-sciuto il pili bello talento. Che l'assensa {lontananza) - mi fu manifesta era dunque di uopo - per apprezzare tutte isensi dell' aOche cessasse mai di vederte e scuoprire - tutte isense nimo tuo. dell'animo tuo. Nellegere {nel leggere) le tue - lettere amabile mi dimentico il pianto - che puro micosta {il nostro distacco).

Dopo

6 anni di continua trepidazione io igno-ravo

bei pregge! senza

"

M, G.
il

3 {Lettera al cugino Michele

Versace, riscritta per noi

7 aprile

in circa mezz'ora).
"

Carissimo Fratello Cugino,


l'ai

"

Tu

ragione dirmi che tra-scorser l'eanni della mia fanciul-

" lar [fanciullezza?)


" " " "
" "

non

tio

mai

scritto. Il

giorno 4 aprile - mi

trovava cor un dolore di testa che stava trepi-dando. Vedo portarmi

una

lettera del {dal)

foglio di carta straniera,

Dopo

di aver letta

Capo guardiano. - Mi sono accorso di essere un mi affrettai prima di tutto legger -la firma, la tua lettera - misono accorso di avermi passato
che la tua lettra sar consolatrice

ogni dolore.

Gi

-e

medicina.
(?)

Crederai che ogni parola dala tua Ietter perme sar

Tu mi dice che preghe "ed -ogni enimma un colpo di pugnale. "iddio che mia juta- nella mia sventura. Seio uscio allibbert (esco "in libert) - Yevr attrovarte e star almeno 15 giorne per goder - te Io non conosco tua "di tutto il tempo che mai tio potuto vedere. " moglia mi la salute - di parte mia ti stringo al petto mille volte " Tuo sventurato Cugino M. G.

una enimma

La

scrittura

di

Musolino pesante con pendenza spesso


si

accentuata, per lo pi disuguale, se

confrontano special-

eS rt

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La
mente
gli

personalit psicologica.

97

le

maiuscole.
della
r

Le

lettere

hanno sempre larga base;


,

uncini

della

sono esagerati
le

la

d ha

l'

oc-

chiello

straordinariamente aperto;

sillabe

appaiono ecces-

sivamente divise anche talora nella firma, come in quella


fatta
egli
all'

interrogatorio del 16 ottobre 1901 in Urbino

quando

per la prima volta confess di essere Musolino Giuseppe.

La. t per lo pi foggiata

ad

con taglio fortemente asceni

dente, terminale e irregolarmente collocato;

punti sono a

foggia di virgole; le maiuscole ben grandi; nessuna paraffa


finale.

Le

aste

discendenti volgono

spesso
la

verso
ss

sinistra

sono vergate con rapidit ed energia;


seconda lettera lunga in basso,
b,

fatta con la

ma non

in alto.

La pancia

della
C,

come pure

il

riccio, in
il

basso e a destra, delle lettere L,

T,

M, sono esagerati;

riccio discendente delle lettere N, P, si

presenta angoloso.
la

La

o finale fatta senza filetto o riccio;


la

finale,

con coda leggermente macinata e prolungata;

e finale, con coda simile,


verticale.
filetto

ma

ancor

meno uncinata
e,

e spesso

molto curioso come la

la

finali

sieno senza

con
il

filetto

brevissimo, rimpicciolite, e sollevate sosi

pra

il

rigo;

medesimo

nota anche per la u finale che ^


la

senza coda e colla ultima asta rimpicciolita, per


r finali.

e per la

Altra cosa degna di nota l'accentuazione

anomala
-

di al-

cune parole, per esempio


-

l
-

inqueti,

-amara
-

era

fanciullezza
infine,
grafici

dolore

straniera
costante

lettera. Un

carattere generale e fisso nella scrittura di Musolino costituito,

dalla
;

divisione molto

delle

parole in

gruppi

per

esempio

aff-retto,
o,

aff-rettai,
ecc.

L-u-c-c-a, S-o-rella, Fra-teli


Tutte le volte che
ralit
e
gli

M-uso-lino,

abbiamo

fatto

scrivere le sue genei

poche righe, la

calligrafia

ha mostrato
gli

medesimi
scrivere
'7

caratteri grafologici.

Quando per

abbiamo

fatto

Musolino.

98

GIUSEPPE MUSOLINO,

a lungo, sono apparse delle variazioni. In questa circostanza

notammo

che,

mentre scriveva, media: 8


6.

il

polso aumentava di frequenza


si

86, 88, 85, 86,

2 5;

e la respirazione
penna un

faceva ru-

morosa, aritmica, ed anche interrotta da inspirazioni profondissime.


le

Una

volta Musolino
,

spontaneamente, nello scrivere


fiore .

sue

generalit

disegn

colla

Questo

disegno del tutto infantile cost a lui molta fatica ed atten-

^^M-.^

Disegno e fac-simile di scrittura di Giuseppe Musolino. Interpretazione: Fiore disegnato con maestria e gentilezza? per darlo a voi, signor professore, ecc.

zone;

eppure,

il

medesimo

fiore

egli

aveva disegnato in
e ce lo

una

lettera scritta dal

carcere ad un suo amico

ha

di poi rifatto

alla stessa maniera.

Sotto al disegno Musolino

non ha mancato nell'un caso

e nell'altro di apporre la parola:


primitivi.

fiore, come usavano


solino ci disse di

pittori

A domanda Muche non fece


lo

non sapere disegnare

affatto, e

mai

disegni.

Il

fiore, che egli ripete

sempre egualmente,

vide, a
si

guo
di

dire, in

una

lettera che ricev e

da allora in poi

studi

copiarlo.
il

Gi abbiamo narrato come, per saggiare

senso muscolare,

La
facemmo una
lora

personalit psicologica.

99
al-

volta

scrivere

Musolino ad occhi chiusi;


infantili,

notammo

esagerazione dei caratteri grafici


dei

rae-

gagrafia

(per allargamento
della

movimenti della mano),


delle

esa-

gerazione

direzione

ascendente

parole,

intralcio

e sovrapposizione di lettere

puranco nella firma. Non basta:


scrivente

nel

nome,
(una

Giuseppe,
p).

lo

dimentic perfino una

lettera

b)

Attenzione

^percezione.
le
il

Le

ripetute conversazioni

avute con Musolino,

ricerche

cliniche praticate su di lui, ci


attentiv,

hanno convinto che

suo potere
distingue

non

solo

non

offre disturbi di sorta,

ma

si

per

il

singolare sviluppo.

La

rapidit della concentrazione delsensitivi


di
i

l'attenzione

sopra
i

gli

stimoli

qualsiasi

ordine e

sopra

le imagini,
si

gruppi mnemonici e
alle

sentimenti, rapi-

dissima, quando

pensa

cause che potevano rendere assai


la qualit degli

lungo

il

tempo attenzionale, come ad esempio:


anche la

interroganti, la novit e spesso

difficolt degli espe-

rimenti (Musolino

non era

stato oggetto di ricerca scientifica

per opera di alcuno prima che di noi), la maniera di esprimerci


di

fronte

ad un individuo che parla abitualmente

il

natio

dialetto.

Fortissima pure la resistenza di Musolino contro


distraenti.

gli

stimoli

Quando esso

si

concentra in una operazione che lo

interessa,

capace

di

circoscrivere

completamente

la

pro-

pria attivit mentale,


di

come abbiamo potuto notare


scrivere o
Il

nell'atto

recitar

poesie,

di

disegnare,
si

cose che egli fa

con evidente

difficolt.

curioso

ch'egli perfettamente

consapevole della sua capacit

di resistere alle distrazioni.

Du-

rante la concentrazione attentiva

non potemmo notare

altro

che la respirazione

si faceva pi superficiale, a tratti

rumo-

rosa, spesso aritmica, forse con

una

certa tendenza alla perio-

100
dicit.

GIUSEPPE MUSOLINO.

Talora

si

rendevano evidenti dei fenomeni vasomotori


speciali contrazioni dei

aJla faccia;

mai notammo invece

mu-

scoli mimici.

Ma

Giuseppe Musolino anche un distributore abilissimo


attenzione quando le circostanze diverse della

della propria

vita lo esigano.

Lo dimostrano, pi che

qualsiasi esperienza,

tutti i {particolari

della sua vita di latitante e di alcuni suoi


della

reati.

La durata

concentrazione

attenti va

in

Muso-

lino pi

che normale. Egli capace di insistere lungamente


di

su qualsiasi tema

conversazione anche indifferente, senza


o deviare
dal
discorso.
Cos,

mai

staccarsi,
di

annodarsi,

fu

capace
al

adattarsi,

senza dar segno alcuno di distrazione,


il

lungo esame perioptometrico;


la tenacia e

che costituisce non solo


durata dell'attenzione,

un vero test per

la

ma

anche una prova integrale dello sviluppo spiccatissimo del


suo potere attentivo.
Nelle visite da noi fatte a Musolino durante
in Corte di Assise
il

dibattimento

notammo

in lui dei cambiamenti, e

non

solo nello stato di nutrizione e di forza fisica,

ma
ci

eziandio
nei
in-

nella resistenza psichica e nel carattere. Gi


nosliri

dicemmo che
apparve

esami dei primi

di

maggio 1902 Musolino


:

debolito, stanco, svogliato

si

prest alle nostre ricerche,


altre

ma

non pi con

l'interesse
gli

delle

volte.

Notammo

in parti-

colare che durante

interrogatori egli divagava facilmente,

c'interrompeva, e spesso ripeteva di essere noiato e debole.


In vista appunto di
tali

condizioui

il

4 maggio

volemmo provare

un test per

la

misura dell'attenzione. Scegliemmo quello ben


:

noto di Bourdon apportandovi alcune modificazioni


in
si

chiudere
gli

un tempo determinato con un


trovano
:

frego di lapis tutti

o che

in

uno

(squarcio

di

prosa

stampata
tre

(giornale).

Ebbene

Musolino riusc a chiudere in

minuti primi 72 o

distribuiti in

152 parole, dimenticandone soltanto quattro. Con-

La

personalit psicologica

101

frontando questo risultato con quelli ottenuti col medesimo

test

"da varii

autori,

giudichiamo abbastanza buono


in Musolino.
tre

lo stato

dell'attenzione visiva (conativa)

Ricordiamo ad
le

esempio che Emilio Zola riusc in

minuti a chiudere

a in 190 parole, dimenticandone tre

(1).

Dopo

ci

quasi

ozioso l'avvertire
gli

come

il

Musolino sia
e

pronto ed esatto in percepire


nel
reagirvi
il

stimoli

esteriori

pronto
nelgli
si

convenientemente;

come pure

sia

rapido

l'orientare

suo pensiero su qualunque oggetto che

proponga.

questo capitolo del nostro studio psicologico appartengono


le

anche

indagini che abbiamo potuto compiere sul senso di

spa-zio e sul senso di

tempo. Musolino

li

ha buonissimi

tutti e

due. Per
scritte

il

senso spaziale, la sua

esattezza ci risult nelle de:

esperienze di Jastrow e di Miinsterberg

le linee

da

lui

tracciate riuscirono

ben poco

differenti fra di loro, e gli errori

da
sua

lui

commessi nella percezione

dello spazio percorso dalla

mano

furono presso a poco quelli che qualunque individuo


di noi (Morselli)

normale pu commettere. Uno

ha dimostrato

che la legge delle minime differenze percettibili nell'esperi-

mento

di tratteggiare delle linee, corrisponde al classico prin-

cipio di T. Fechner:

la

percezione muscolare e la conse-

guente rappresentazione spaziale sono tanto pi squisite, quanto


pi piccolo

il

valore

di 3

(designando con

S la

minima

differenza percepita).

Ora, noi abbiamo trovato che -Musole differenze di

Kno avverte correttissimamente


che
i

spazio hneare

suoi muscoli e suoi segmenti cutanei (nervi della kene-

stesi e del tatto)

percorrono su di un piano, siano essi


di

in

di-

rezione verticale
zontale
(1)

avvicinamento, siano in direzione

oriz-

di

allontanamento dal corpo.

Veggasi: E. Totjlouse, Enqute mclico-psychologiqiie, ecc. Emile

Zola, Paris, 1896.

102

GIUSEPPE MUSOLINO.
ci

Anche

risult

normale

in

Musolino

la

percezione di piclinea retta


ciivi^

coli spazii lineari contigui

(tratteggio di

una

dendola in pi segmenti eguali).

Quanto

al

senso

del

tempo, noi sottoponemmo Musolino

al seguente esperimento.

Facemmo

battere
il

un metronomo per
ritmo,
e

una durata indeterminata variandone

chiedendo

poi a Musolino quanto tempo passasse fra due segnali con-

venuti e da noi effettuati senza preannunzio.

Col ritmo di

120" e con 30 secondi fra

il

primo

il

secondo segnale,
gli

Musolino rispose che

il

tem^po

trascorso

era

parso

di

35"; col ritmo a ,230" e la durata reale

di 20", la risposta fu

di 23"; finalmente, col ritmo pi rapido di 176'

e la durata
si

reale di

35",

la risposta stata

di

33'.

Da

ci

desume
:

che Musolino ha l'attenzione acustica conativa piuttosto buona


gli

errori

da

lui

commessi furono da uno


quelli della

di

noi (Morselli)
delle

trovati a

un dipresso eguali a

maggioranza

persone sane. L'aumento dell'errore nella percezione temporale coll^affreftarsi del ritmo l'effetto naturale della confu-

sione arrecata dagli stimoli acustici troppo numerosi nel potere appercettivo.

d)

Me moria.
ci

La memoria
suoi vari

di

Musolino

sembrata ottima in

tutti

momenti
le

(fissazione, riproduzione, localizzazione, ecc.)


i

e in tutte

sue forme, durante


6-7 aprile, 5-7

molti nostri interrogatori


ci

(23-25 marzo,

maggio 1902) che

studiammo
uno
(2).
;

di

eseguire, oltrech coi metodi semeiotici esposti da


(1),

di noi

anche

colle

norme semeiologiche
parve

del

Sommer

La meimemo-

moria delle
(1)
Cfi'.

cifre e delle date ci

la pi debole

la

Morselli, Manuale di Semeiotica

delle

malattie mentali,

voi. IT, Milano, 1895.


(2) Cfr.

SoMMEE, Lelirhuch der psychopathol. TJntersudiungs-Metio-

den, 1899, pag. 198 e altrove.

La
ria dei

personalit psicologica.

103

movimenti, la pi

forte.

Non trovammo

lacune

mnemo-

niche, cio perdita dei ricordi relativi a qualche periodo della

sua esistenza. qui


il

luogo di ricordare che Musolino compone

le

sue

poesie a memoria, e nella


trovi
egli

memoria

le

conserva finch non


le

chi

gliele

scriva e

in

gran parte

corregga,

poich
di per
k.

non

cos

padrone della sua penna da affidare


le

s alla carta tutte


recit

bizzarrie della propria fantasia-

noi
lui

abbastanza correntemente
il

una lunga

poesia

da

composta," che contiene

racconto del suo arresto ad Acqua-

lagna e molte altre cose relative ai suoi nemici e al proprio


destino.

Diciamo anzi

a tale proposito

'che

la

mas-

sima parte

delle sue composizioni poetiche consta verosimil-

mente

di

reminiscenze di canti popolari della sua regione:


l'au-

Musolino, anche se ora, per conto suo, crede di esserne


tore,

non

fa che

evocare per criptomnesia dei ricordi della

puerzia e adolescenza.

Abbiamo per notato che Giuseppe Musolino racconta non


pochi avvenimenti della sua vita fortunosa in

modo

diverso, a Altre

seconda specialmente delle persone che


volte usa raccontare
i

lo interrogano.

fatti in

modo soverchiamente
prolisso.

conciso,

ed

altre

in

modo soverchiamente
nell'aff ormare o

Talora

si

mostra

imbarazzato

meno una

circostanza; in questo

caso sovente conclude col dire

non rammento. Ma

dob-

biamo avvertire che


personali
ricorda.

cos conclude, tanto

quando per ragioni

non vuole rispondere, tanto quando veramente non


Il

che pot osservarsi perfino nell'interrogatorio in

Corte di Assise a proposito delle contestazioni a lui fatte sul

come e

il

dove avesse passato

le notti

successive al 27

ot-

tobre 1897. Musolino rispose sempre

non rammento

finch

confess di non poterlo dire per ragioni di delicatezza verso


la famiglia (o
la

donna) che

lo

aveva ospitato

(?).

104

GIUSEPPE MUSOLINO.

L'interrogatorio in Corte di Assise (17 aprile 1902)

non
.

ci

convinse di un vero difetto della memoria in Giuseppe Musolino,


fatto

quantunquee

il

racconto dei suoi

delitti

apparisse
date.

af-

incompleto

disordinato

per

riguardo

alle

Im-

perocch quello non fu un interrogatorio,


fatta

ma
dal

un'autodifesa

con intendimenti ben diversi da quelli che avrebbe dovuto

avere

una

storia!

Nell'interrogatorio

reso

Musolino

al
ri-

signor Presidente nella udienza del giorno 18 aprile egli

cord a meraviglia tutte


contestazioni,
e
le

le

circostanze
il

su cui
dei

gli

si

fecero
tirati

indic

sempre

numero
li

colpi

spesso perfino
Il

distanze da cui

tir.
il

discorso di Musolino ai Giurati quando, finito

dibat-

timento,

ebbe la parola, sembr veramente

il

vaniloquio di
l'aver
la-

uno smemorato;
sciati, gli

ma

la

insufficiente preparazione,

appunti

scritti

nel carcere,

la

perduta fiducia nel

buon
torio,

esito
la

del processo, la preoccupazione del successo orae decisivo,


il

emozione del momento solenne


le

secondo
la

noi

spiegano abbastanza
della perorazione

ripetizioni,

disordine,

me-

schinit

del

bandito.

La mattina
perch lo
si

del

28 aprile Musolino era di cattivo umore


dalle

manteneva ancora lontano


il

Assise, e
il

non
dot-

nascondeva la sua diffidenza e


tor Del
il

suo dispetto verso

Carlo. Questi tuttavia

gli

fece per nostra indicazione

seguente interrogatorio,, inteso allo studio della memoria:

DOMANDE
1.

EISPOSTE
Venni trasferito a Lucca nei primi d gennaio^

Quando ti

trasferirono

nel carcere di
2."

Lucca?
il

ma non rammento
il

il

giorno.

Quando incominci
processo?

Il -processo cominci

15

aprile.

3,"

Quando
stato
?

fosti

arrepor-

Fui arrestato nelV ottobre 1901, rammento il giorno.

ma

non

4.**

Quando
tato

venisti

Non

ricordo

nelle
?

carceri di

carceri di

Catanzaro

quando venni tradotto alle mi pare che ad ;

Catanzaro

Urbino rimanessi circa 20 giorni.

La
D

personalit psicologica.

105

M AND E
eri

KISPOSTE
al-

5 Com'

vestito

Ero

vestito alla cacciatora, di hrusino fine.

l'atto dell'arresto ?

Avevo un

berretto

in testa e tenevo in

mano un
6.

fazzoletto con dentro biancheria.

Cosa avevi in dosso


al

In dosso avevo un portafoglio con L. 200


e

momento
?

dell' ar-

tanti oggetti,
cristallo
e

un

calendario profumato,
(lente), delle

resto

un

per far fuoco

medaglie
laste,

imagini, capelli della zia Fi-

un

rasoio,

un

coltello,

una

rivoltella.

Appare dalle risposte date da Musolino

la deficienza della

memoria
stratigli

delle date e l'incompleto ricordo degli oggetti sequeall'atto


il

dell'arresto.

Il

dott.

Del

Carlo

ci

ha per

assicurato che

bandito diede quelle risposte assai svoglia-

tamente.
Il 1.

maggio

il

dott.

Del Carlo ripet

le sei interrogazioni

per

confrontare le risposte. Le prime cinque risposte furono identiche a Iquelle rese


reggiata,
tit del
il

28 di aprile.

La

sesta fu pi particola-

ma

conteneva una variazione notevole circa la quan:

denaro sequestratogli

non ricordo

disse Musolino
lire .

quanto danaro avessi nel portafogli.... mi pare circa 300


Visti
i

risultati

poco sodisfacenti
di

di

queste indagini sulla


e facile racconto,

memoria, pensammo

scrivere

un breve

adattato alla coltura di Musolino, piuttosto sentimentale,

ma

privo

di

situazioni

emozionali
efficace

intense,

e la

compilato in ma-

niera da riuscire

un

test per

misura della me-

moria
(1)
"
"

visiva, uditiva, delle cifre, delle date, dei nomi, ecc. (1).
il
il

Ecco

racconto: " Il giorno 17 del mese di marzo 1872, alle ore


cielo era coperto di

6 d sera,

nuvole nere, e

si

udiva vicino

il

ru-

more del vento e lontano il rumore del tuono. Le pecore del vecchio "Giovanni tornavano all'ovile, e il pastore Roberto, fanciullo di 13 " anni, cantava a voce alta per paura. Quando per fu prossimo alla
"

accorse che Elisa gli veniva incontro sorridente. Si rinchiam a nome. Elisa, la bionda figlia di Giovanni, aveva "18 anni e sentiva pel povero Roberto un'affezione pura e fraterna, " perch il fanciullo era di carattere dolce e aveva perduto, gi da 2 " anni, entrambi i genitori.
casetta,
si

"

coro, la

lOb

GIUSEPPE MUSOLINO.

Detto racconto doveva venir letto due volte ad alta voce al


soggetto,
di
il

quale doveva poi ripeterlo a noi a varii intervalli


Cos

tempo.

avremmo
del bandito.

potuto

saggiare

tutti

particolari

della

memoria

Fu
il

tentata la prova.
dott.

Musolino

il

primo maggio fu

fatto

racconto dal

Del Carlo,

ma

egli

non

se ne interess

affatto,

e disse che di certe sciocchezze


Il

non avrebbe potuto


gli

mai rammentarsi.

5 maggio, uno di noi

fece

qualche

interrogazione intorno al racconto lettogli

quattro

giorni in-

nanzi

ma

Musolino rispose seccato

Non mi

parlate di quelle

fanciullaggini....

Cosa volete che ricordi? roba da ragazzi.


di Elisa,

Posso dirvi soltanto che mi ricordo


qui per abbracciarla davvero.

che vorrei aver

e)

Associazione, 7imaginazione, sogni.


ci

L'associazione delle idee in Musolino

parve sempre

ra-

pida e

facile.

Il

maggio per volemmo sperimentare un


uel suo studio psicologico su
il

test usato anche da Toulouse


Zola e
da

noi gi

citatoj,

e che consiste nel fare esprimere

pi rapidamente che sia possibile al soggetto la prima imagine


o idea che
gli

venga

alla

mente appena udita pronunciare

dallo

sperimentatore una parola. Scegliemmo parole proporzionate


alla

coltura di Musolino,

scuamente parole

ma avemmo cura di usare promiconcrete e astratte per evitare un


aggettivi
uditivi
e

orientamento suggestivo dell'associazione,

sotat-

stantivi, parole contenenti elementi


tili

visivi o

o olfattivi o gustativi, ed elementi emozionali per qualit


intensit
,

differenti.

Ecco
e

l'

elenco
idee

delle

parole

pronunnel

ciate

delle

imagini

delle

da esse

evocate

soggetto.

La

'personalit psicologica.

107

Esperimenti sulV associazione

delle idee di

G.

M.

PAROLE PRONUNCIATE DA NOI


Calabria
Patria

IDEE

IMAGINI EVOCATE DA G. MUSOLINO

QUALIT DELLE IDEE E DELLE IMAGINI EVOCATE


Idea erotica.

Femmina.

Mia

sorella.
e

della xn'opi'ia famiglia.


egoistica.

Straniero

Potrei fare in negozio

una

fortuna.
Italia

Mio padre.
Molto piacevole per me.

dellapropriafamigiia.
egoistica.
visiva.

Viaggio

Fuga
Piatto

Donna
Fiore

Vedo uno che fugge. Mangiare. Ci vuole per me.

Imagine
,,

gustativa.

Idea erotica egoistica.

Dare un
Istruisce.

fiore

a una donna.

erotica.

Calamajo
Uccello

astratta.

La

carne pi sostanziosa.
studia.

gustativa
astratta.

(?).

Libro

Bellissimo.

Tavolo
Cavallo

Bello perch

si

astratta.
visiva.

Cavalleria militare e battaglia.

Imagine

Mulo
Chiave
Letto

Lavoro dei

"faticali,,.

Idea altruistica (o indifferente


?).

Apro

la porta.

egoistica

(?).

Riposatoio.

concreta indifferente. concreta


visiva.
,

Cappello

Per coprire
Bel
colore.

il

capo.

Rosso

Imagine

Cuore
Braccio

Gentilezza.

Idea astratta.

Per

colpire.

Imagine motoria. Idea


minale.

cri-

Lingua
Dio
Cattivo

Dire le proprie ragioni. In cielo.


Ammazza-crisiiani senza ragione profonda.
Politica fina

Idea egoistica.

Imagine spaziale
Idea
v

('?).

Pietoso

fuori buono e

morale.

in cuore cattivo.
Brutale

Che face due facce.

])

'^

Prato

Amore.
Proprietc,
scajolo.
,

erotica.

Bosco

negozio di bo-

egoistica.

Buono Monte
Fiume

Fanno
Aria

azioni buone.

morale.
e vi

bella.

Imagine cenestetica
siva.

Pericoloso.

Idea egoistica.

108

GIUSEPPE MUSOLINO.
FjSi)erimenti sulV associazione delle idee di G.

M.

(segue),

PAROLE PRONUNCIATE

IDEE

DA NOI
Mare
Morale

DA
Bello,

IMAGINI EVOCATE G, MUSOLINO

QUALIT DELLE IDEE E DELLE IMAGINI EVOCATE

pi

hello di Udii.

Imagine
glia.

visiva.

La

famiglia, gli amici.

Idea della propria fami-

Orizzonte
Virtuoso

Bello, hello.
Civilt, gentile colle persone.

Imagine

visiva.

Idea concreta.
egoistica.

Tabacco Paura

Vorrei fumare.
Carabinieri.

Imagine

visiva.

Cane
Vizioso

fedele.

Idea astratta.

Si ubriaca e

non pensa

alla

morale
morale.

e affettiva-pa-

famiglia.

rentale.

Ladro

Schifoso.

Maggio
Vento

Donne in campagna.

erotica e imagine vi
siva.

Fa

freddo.

Imagine
nerale.

di sensibilit ge-

Fuoco

Buono in

inverno.

Idea concreta indifferente.

La breve esperienza
abbastanza

riferita ci

dimostr essere in Musolino


(conativa) delle idee, poich

facile, l'associazione

poche

volte,

appena udita

la parola

da noi pronunciata, esit

nel dire ci che essa gli suggeriva nella mente. Paragonandolo

ad

altri

individui (di coltura e condizione sociale simile alla


il

sua), si resta anzi meravigliati della rapidit con cui

suo

cervello percepisce, assimila, associa o dissocia le rappresentazioni.

Questa esperienza vale pertanto anche come psicometro,

ossia per misurare la velocit del suo pensiero, importando

mediocremente, per
in
cifre

gli

scopi nostri, che essa venga espressa

cronoscopiche

secondo

procedimenti

della

psico-.

metria.

Esaminando particolarmente
troviamo che
le

l'effetto

evocatore delle parole,

associazioni rappresentative di Musolino

non

sono sfate mai

di

pura forma

esteriore, ossia altre parole pudi

ramente evocate per simiglianza

suono,

neppure per

La

personalit psicologica.

109
negli intelletti

semplice simigiianza di senso,


poveri. Mnsolino, invece,
di

come avviene

ha avuto costantemente associazioni


rappresentazioni
coordinate
o
su-

valore

interiore,

ossia

bordinate pei loro caratteri alle idee od imagini contenute nella

parola scelta da noi, e per di pi rappresentazioni di coesistenza nello spazio e nel tempo, di predicazine qualitativa,

non poche volte


le

di causalit

che la pi elevata fra tutte


(1).

associazioni

interne

(Aschaffenburg)

Su quarantatre associazioni rappresentative,


Sostantivi isolati

si

hanno:
8

Aggettivi isolati
Sostantivi meglio definiti da predicati
.

......

6 9

Aggettivi determinati da altre idee

.5
4
6
5

Verbi isolati

Verbi determinati con altre idee


Frasi pi o

meno complesse

Questa distribuzione nelle singole categorie


interessante: vi
si

di idee evocate

scorge la tendenza in Musolino a ben


i

determinare e definire

propri!

pensieri.

Esiste poi in Musolino un'altra tendenza, che diremo pratica:

quella di trasformare le idee generiche ed astratte in


sensoriali.
:

idee concrete od in imagini

Ci avvenuto, per
e r o,

esempio, alle parole predicative

t r

an

cattivo, vire

tuoso, brutale, vizioso, buono, ladro;


nomi
astratti

anche

ai

di

patria, fuga, cuore, paura. Per


gentili,

la

sua ideazione virtuoso chi di modi


chi face (ha) due faccio, cattivo chi

brutale
i

ammazza
si

cristiani

senza ragioni profonde, vizioso chi


bria evoca la

il

ubriaca; e Cala,

femmina ,
paura

la patria

evoca
,

la sorella

l'Italia
i

padre

la

carabinieri

ecc.

All'opposto

ter-

mini denominanti oggetti materiali non di rado richiamano


(1) Confrontisi:

Aschaffenbukg, Experinentelle Sludien

ilher
I,

Asso-

ciationen,

"

Psychologisclie Arbeiten

di E. Krapelin, voi.

1896.

110
idee astratte
il

GIUSEPPE MUSOLINO.

calamaio

ed

il

libro fanno
di

sorgere l'idea

della istruzione
il

(vedremo poi l'importanza


:

questa risposta);
fa

mulo
di

evoca l'imagine del lavoro


dire le

la

lingua

pensare
in

all'atto

proprie

ragioni

(tendenza irresistibile

Musolino
egli la

alle Assise!).

La

pi astratta delle idee, che

Dio,

trasforma in un'imagine confusa di luogo: come avidentifi-

viene alla maggior parte dei sani, la Causa prima


cata collo

spazio

che

si

suppone esserne

la

sede.
i

notevole la enorme prevalenza delle

idee

sulle

mag

i,

come notevole

il

predominio delle idee erotiche, egoistiche


altre,

ed egoistico-parentali sulle

l'assenza

assoluta d'idee

patriotiche e umanitarie, nonch d'imagini uditive. L'erotismo

predomina, come vedremo, anche nelle associazioni ideative


spontanee, nell'automatismo onirico
alle ragazze,
a;

(sogni):

Musolino pensa

corteggiarle, a possederle sui prati, ad ammirarle


la

nell'aperta

campagna, perch

sua coscienza giovanile


in-

spesso indotta dalle impressioni organiche della sessualit


sodisfatta a pensieri erotici,
l'istinto: egli, anzi,

ma

ci

non implica morbosit


ci

del-

relativamente all'et sua,


e

sembr sempre

castigato

nel

pensiero

nella

condotta.

La prevalenza
nella

delle associazioni ideative sulle imaginativ


riferito,

esperienza che abbiamo

non pu autorizzarci
anzi,

a ritenere Musolino povero d'imaginazione. ,


contrario. Nella conversazione egli
sitiva vivace e

vero

il

dimostra imaginazione sen-

una

facilit

spiccata al pensare per analogia.

Ci spiega la sua tendenza a comporre poesie. In realt, nelle poesie autentiche, e

non

corrette, di

Musolino

il

ritmo

pri'(in-

mitivo
finiti

si

tratta per io pi di assonanza o di rime in ari


il

dei verbi secondo

dialetto calabrese)
dirsi belle, e

la tecnica nulla.

Esse per possono talora


perch contengono
il

sempre sono

interessanti,

racconto di avventure realmente vissute,

dei tratti analitici della vita sentimentale dell'autore, e frasi

La
e pensieri

personalit psicologica.
caratteristici,

Ili

veramente

quantunque appartengano

pi alla letteratura popolare calabrese di quello che scaturi-

scano dal subcosciente


saggi,

di

Musolino. Noi ne diamo qui alcuni

non

gi perch le crediamo esclusiva opera sua,


i

ma

per-

ch

ci

mettono in luce

concetti e sentimenti dominanti nella


forniti, in

coscienza del bandito e a lui

massima

parte, dalla

coscienza collettiva della sua poetica regione.

La

condaina di Reggio

e la

fuga dal Carcere

(1).

Io nacqui in S. Stefan d'Aspromonte

Dove

la neve sballa tutto

il

monte;
in fronte.

La

scienza

mi portava onore

Mia Non

mamma
si

cu carizze mi crescia

credeva che sbagliava via,

10 ero figlio della

buona idia

(2).

La

sorti
io

curriando (3) mi venia,


ca fazzu sta via.

Ma
11

navicavo l'infanzia,

Non mi credeva

presidente condannando mi venia, Scramando (4) a vuce forte ci dia Questu cundanna non faci pe' mia (5).

In una cella piena di dolore


Allora io

mi misi a

studiari,

Uscire fora ed ammazzar gli infami.

La mia nucenza dovea

venir pagata:
(7),

Cacciu (6) na petra e cumpari 'n ta strata La giustizia restava spaventata

Di quella buca e scala innominata E quando mi truvai 'nta quella strata,


;

Ai miei cumpagni: avanti,

li

dicia.

Ora la

cella si deve pagare!

(1) Togliamo questa poesia da nn giornale di Napoli, osservando ohe essa non certamente, nella ortografa e nella dicitura, quale Musolino la pronunciava o dettava a cM l'ha comunicata al pubblico: al pari di moltissimi altri componimenti, che vengono attribuiti all' omicida di Aspromonte, essa fu corretta ed italianizzata con grande irregolarit e licenza.

(2) (7)

Idea.

(3)

Perseguitando.

(4)

Esclamando.

(5)

Per me.

(6)

Levo, tolgo.

Strada.

112

GIUSEPPE MUSOLINO.

la sorella

Fratello, dicoii, ci

Ma

tu,

mia mandai a chiamare vonno ammazzare sorella, non ti incaricare !...

Gerace m'ai' vistu a purtari


dolore....

In una cella piena di

La prima

cosa ca
li

Fu

tutti

eppi a spiari (1) nemici pari a pari....

mi

La poesia prosegue lungamente


consonanza alla
rabbia,
fine,

cos,

colla stessa continua


di

ed ogni tanto esce in esclamazioni

di

dolore; contiene anche

una protesta perch, a


:

tenore dei Regolamenti carcerarii, lo avevano fatto sbarbare

primo accenno
voleva recarsi
alla reclusione)

alle ulteriori scenate di


alle Assise in abito di
:

Musolino quando non

galeotto ''condannato

Lu

nun seppure mi vozzeru Nun da brigante m'anno


ritrattu

Cacciari,

Con

la barba

fotografari,

a ritrattari.

In montagna.
'Ntra quei muntagni cu ghiaccio e cu nivi

Nu Ed

suspiru d'amore 'nu puta


io

dari....

dormiva come l'animali


e

In quei deserti, valloni

flumari;

veramente mi potia chiamari


pisciolino spersu 'nta lu mari.... (2).

Fratello d'una lepre abbandunata

L'ultima pedi (3) lu voggbiu Cacciari e tra l'amici lu voggbiu mandari


:

ahi quanti peni n'c' 'aiu da cantari,

ca

nun mi

potti chi disobbligari

!...

Pe

mia, sulu cu Dio

comu nu

cani

passavano, pe mia, scogghi e fumari


di notte

tempo portandomi

pane....

(1)
(2)

Dopo

l'evasione.
si paragon con molto successo chiuda in gabbia e poi al lupo inseguito da tutti e

Alle Assisie di Lucca, nella sua autodifesa,


si

oratorio a un uccello che

su cui grava

la taglia.

(3)

Poesia.

La

personalit psicologica.

113

La

grazia

e le

grazie.

E
Ca

Napoli

....Ca la
li

mando a salutari Regina me voli graziari,


lo
(Ij,
!

Regnanti me metto a cuvviari

E....

Musolino sapi rispettali

allora tutti

vogghiu

ringraziari....

Proteste e minaccie.

Eu

fua carcerata, a mille parti,


e

Carcere duro

Tribunale forte:

Tutte quelle carogne, ch'erano attuorno,


.Mandatila in galera sta tiranno.

.Mandare in galera nun

me ponno

E manco condannare

a vintun'anno.

JE se per sorte a la paise tuorno,

.E

Ill'occM ca ridianu (2) ciangiranno cu li modi miei e cu le mi arti


Scassi
li

(3).

mura

sbalancu

li

porte.

ora che

mi trovo a

chiste parti

Pe mia

la libert, pe antri la morte.

"Ma a riguardo della facolt imaginativa,


starci

dobbiamo

arre-

un

po' a lungo sui sogni, perch

si

preteso che ab-

biano avuto relazione colle gesta criminose del bandito.

Musolino ha una vita onirica piuttosto attiva: un sognatore.

domanda, dice

di

sognare spesso, di godere e di soffrire

nel sogno, di vedervi cose belle e brutte. Possiamo escludere


i

cauchemars,

ed anche la frequenza

di

sogni

emotivi

.molto intensi e minutamente ricordati.

La

vita del sogno in

Musolino, certo,

vivace,

ma non
che

tanto

da

costituire

una
a dosui

causa

di

perturbamento nella coscienza


ci

vigile. Tuttavia,

manda, Musolino
propri sogni.

soggiunse

si

regol sempre

J). Cosa vuol dire regolarsi


jR.''

dichiarando che
vita reale.
Protegrgere
?

sogni gli confrontano, cio corrispondono alla

(1)

(2)

Eidevano.

(3)

Piang-eranno.

Musolino.

114

GIUSEPPE MUSOLINO.

D. Cosa vuol dire corrispondono o confrontano ? MA^ a lungo, tanto che giungiamo a capire che a seconda che
sono buoni o
cattivi, egli
si

sogni'
o-

intende se

per

accadergli

bene

male
JS.^

su ci

regola.
i

D. In che consistono
che

sogni cattivi?
e di

che allora sogna di cadere, volare; sogna di animali


lo perseguita.

genta

Non

gi che sogni l'avvenimento che sta per accadergli,


di

no

una specie

simbolismo onirico, quello su cui Musolino


:

si

appoggia.
gli

Ad esempio

richiesto

da uno

di

noi se

sogni

avessero nulla rivelato circa


.cosi
:

l'esito

probabile del processo,


di baciare
(?).

Musolino risponde

Da

tanto

tempo mi sogno

un

fanciullo di

due

mesi....

segno che sono innocente

Abbiamo per ragione


molto
.si

di dubitare

della veridicit del sogno,

pii

che la conseguenza immediata che egli ne trae non


alla oggettiva
fatalit

riferisce

del

processo,
stesso.

ma

afferma

una condizione categorica

del soggetto

Nella lettera alla sorella Ippolita

sequestrata in tasca al

Di Lorenzo, Musolino parla a lungo dei suoi sogni. Riferiamo


le testuali parole:
e mi dice tutto compagnia della zia Carmela, e i miei favoreggiatori si sognano le notti che dove dormo io ci sono le anime del purgatorio che circondano il letto e mi accompagnino fino alla mattina. Ci sono quattro donne che non fanno altro che pregare tutti i santi e a Dio notti e giorno, la sera si
"

Ti dico pure che la

mamma mi
il

viene al sogno

" " "


* " " "

quello che

mi succede

giorno, in

dicono

il

rosario e gli lo presentano alla


gii

mamma,

di'

tutti i

hanno detto la messa alle " anime del purgatorio dopo che si hanno sognato. Io mi sognai la " zia Carmela in compagnia duecento persone che venne nello stesso " letto tutte donne, la zia si avvicin dandomi tanti baci in conti" nuazioue mi hanno baciato tutti, ognuna che mi baciava mi diceva " coraggio Peppino che preghiamo noi Iddio. Di pi la cugina Nun" ziatina non si stancava mai baciandomi e mi ha detto eh' ella si^
nostri parenti di pregare per me,
:

" " "

trova al paradiso e che bastano le sue preghiere di non avere male.

Ti dico
gare per

la verit, io sono spaventato che

non

si fa altro
ti

che

pre-

me anche

ragazze fanno preghiere. Io

lascio
ti

a consiio-

" "

derare. Voci di popolo voci di

Dio per questo non

sgomentare

sono ajutato dalla potenza divina.

La

personalit psicologica.
ogni' p|articolare
ti

115

Se questo racconto sia in


sinceno',
rare....

completament'e

(.dubitare; la
ti

perorazione: io

lascio. a conside-

per questo non

sgomentare.... dimostra che colla


si

esposizione del suo sogno Musolino


confortare Ippolita
e
di

proponeva

lo

scopo di

assicurarla ancora

una volta della

propria innocenza; probabilissimo quindi ch'egli abbia rafforzate le tinte per riuscire pi efficace. Ci per

non diminuisce
i

la

importanza psicologica del racconto. Musolino sogna


defunti che lo incoraggiano e
gli

suoi cari
lo proteg-

fanno intendere che

geranno sempre; ed accenna


gatorio.

alla

messa per

le

anime

del pur-

Fra

le

due idee

vi

un nesso

strettissimo, in

quantoch

comune

fra le classi popolari la superstizione di far preci

espiatorie

quando vengano sognate vivacemente persone caro

defunte. Per nel sogno di Musolino

non troviamo solo

ele-

menti

di superstizione religiosa,

ma

altres

elementi di egoismo

e vanit

(protezione divina), e soprattutto di erotismo; egli


di

non sogna che parenti

sesso femminile, vede 200 donne,

baciato e ribaciato da zia

Carmela e da Nunziatina.
abi-

Interrogammo Musolino insistentemente sul contenuto


tuale dei

suoi sogni.
i

domanda, rispose

di

non

ricordarsi

di avere sognato

suoi nemici, ne prima n dopo di ucciderli.


vittim,'a

Non

rivide

mai alcuna sua

in sogno; se talora,

dopo

avere ucciso, sogn la vittima, la rivide sempre vivente o


in attivit contro di lui, indizio di profondo sentimento egoistico (1).
(1) Nella biografa

del

narrato che Musolino


entro

cerc riparo, in

Nucera-Abenavoli (loc. un giorno

cit.,

pag. 17-18)

di cattivo

tempo,

una tomba

(?).

del cimitero di Eoccaforte del Greco, e che, addor"

mentatovisi, sogn
festa

risorti quei cadaveri, stringerglisi attorno e fargli

Ma

oltre

ad essere sospetta la fonte del racconto, a noi,


.

per reiterate indagini, nulla consta di questa


"

"

necrofilia
si

di questi
testo,

sogni macabri

di Musolino: che anzi egli,

come

prova nel

ama

la vita, aborre

dallo

spettacolo

dei

cadaveri, e non sogna

mai

morti e ammazzamenti, come avviene di molti veri epilettici.

116

GIUSEPPE MUSOLINO.
diario, dei

Riferiamo un breve

sogni di Musolino, quali

egli,

a domanda, raccontaA^a

al dott.

Del Carlo

il

mattino:

Diario dei sogni di Giuseppe Musolino.


llarzo 26. Sogna castagni e fichi bianchi che ricorda benissimo.
.,

27.

,j

28.

Sogna di avere tra le braccia un bambino e di baciarlo, poi sogna il mare agitato; dice che ha sognato altre cose, ma non le rammenta. Sogna di volare, di cadere dalla vetta di un monte, di avere iin fanciullo tra le braccia; dice per di non ricordare bene
i

sogni

fatti. Si

lagna

di

pesantezza al capo e di

stipsi,

per

per cui gli prescritta una pozione di cremore.

29.

Ha

sognato,

ma non rammenta. ma

Dice di sentirsi abbattuto,

spossato e di non avere appetito.


.,

80.

Dice di aver sognato,


ieri sera.

non rammenta altro che di aver

veduto un fanciullo. Ebbe cefalea sino dalle prime ore di


31.

5,

Sogna un fanciullo

e la

frontale e stanchezza

nelle

madre che piange. Accusa cefalea membra: gii vien prescritta


il

qualche cartina di bisoltato di chinina. Chiede


-Aprile
1.

bromuro.

Sogna
celli.

di essere in libert e di sparare col fucile agii uc-

;j

2.

" confuso e di non rammentare Durante la giornata ha cantarellato le sue poesie. Si lagna di non avere appetito e soffrire di cefalea frontale. Sogna di mangiare frutta crude: e vede delle ragazze col-

Dice per di essere

bene

luttare tra loro. Dice che

"

questi sogni gli sono di cattivo

j,

D.

Per non ricorda bene i sogni fatti. Sogna un serpe ed un altro animale pi grosso a strie
augurio
.

bianche: uccide
.,

il

serpe.

4.
6.

Sogna,

ma non rammenta

che cosa.

Sogna un fanciullo
particolare,

e dei carabinieri;

non rammenta alcun

.,

19. 20. 23.

5,

j,

.-,

26.
28.

Sogna di essere in libert. Sogna dei diavoli. Sogna fichi bianchi crudi. Sogno erotico. Sogna un fanciullo e fichi bianchi crudi (sogno
augurio).

di cattivo

.,

30.
1.

Maggio

j,

2.
7.,

j,

Sogna delle ragazze. Sogna di essere inseguito e di sparare il fucile uccidendo un individuo. Sogna delie giovanetto. Torna a sognare delle ragazze: a passeggio^

La
Maggio
,

personalit psicologica,

UT

8.

9.

Ha

Dice di non avere sognato. fatto un sogno, ma non ricorda pi quale,

10.

11.

Sogna ancora delle ragazze. Sogna la madre (mortagli da tempo) che piangeva. Di poi fa questo sogno: la luna si divisa prima in quattro parti, ma poi, riunitasi nuovamente, caduta illuminando tutta
la terra.

12. 13. 14. 15.

Sogna,

ma non
ma non

ricorda

il

soggetto.

Sogna
Sogna,

delle ragazze.
se

ne rammenta.

17.
19.

20. 21.

22.

Sogna delle ragazze. Sogna suo fratello minore, Antonio. Sogna delle giovani donne. Non ha sognato. Sogna di nuovo delle ragazze. Ha dormito profondamente e ha sognato,
il

ma

non

ricorcla

sogno.

23. 24.

Ha

sognato dei fanciulli e delle fanciulle.

Sogno non ben rammentato.

Nell'interrogatorio reso

da Musolino in Corte

di Assise nel

pomeriggio del 17

aprile, interrogatorio

che fu effettivamente

una autodifesa ben preparata


cella,
egli,

nelle

lunghe meditazioni della


al

giunto

col

suo racconto

momento

della

eva-

sione dal carcere di Gerace,

con gran sussiego ed apparente


di esser riferito. di

convincimento raccont un sogno che merita


Il

sogno Musolino
Si

lo

avrebbe avuto la notte


sull'orlo

Natale dei
tutta

1898.

trovava

egli

di

un

gran precipizio

turbato pel pensiero della lunga ed ingiusta prigionia, quando


alle

sue spalle
gli

gli

parve udire una voce. Si volt, e vide uria


:

persona che

disse

cosa pensi Ed
?

egli

che vuoi che

pensi un condannato a ventun anni?... sono un

disgraziato...,
gli

La persona

allora lo consigli

ad evadere dal carcere e

indic col dito


carsi,

un punto
evasione,

del

muro;

gl'insinu pure di vendi-

dopo

la
si

delle persone

che

gli

avevan

fatto

del male. Cos


di

dest. Tal sogno Musolino lo rifer al


il

compagno

pena,

Surace,

quale se ne m.ostr incredulo; tuttavia


il

stabil,

insieme a questi, di seguire

consiglio della persona.

118

GIUSEPPE MUSOLINO.

sognata:

qualora fossero riusciti ad effettuare lo scasso,


al

avrebbero creduto

Padre Eterno

Questo sogno figura gi in una biografia di Musolino del


1899; non se ne parla, invece, dal suo biografo pi favorevole
(il

Nucera-Abenavoli), quantunque egli abbia


;

scritto, dice,

quasi

sotto la dettatura del bandito

per ad esso sogno Musolino ac-

cenn quando

gli

fu da noi

domandato

se avesse

mai

visto

san Giuseppe, suo protettore. Egli rispose di averlo veduto

una volta dormendo


mai
di
di

(il

sogno su esposto),
il

ma non

aggiunse

aver appreso dal santo

modo

di

evadere dal carcere

Gerace e

di vendicarsi dei suoi nemici.


di

Nel nostro esame

del 5

maggio 1902, Musolino, interrogato

nuovo su questo
ci

sogno, fu preso da grande ilarit, e con parole e gesti

fece

intendere di non aver mai avuto


nel Padre Eterno: d'altronde, ce lo

molta fiducia nei santi e

ha anche

scritto

(ne ab-

biamo dato

il

facsimile).

Ma

in

un

capitolo seguente tornel'analisi critica (1).

remo su questo sogno, e ne completeremo


f)

Intelligenza.
detto

Basterebbe
quel che
si

il

fin

qui

per concludere che Musolino


Egli

dice

un uomo intelligente.

ha

le per-

cezioni rapide e giuste.

La sua

attenzione, sia naturale,

sia

conativa

(2).

si

costituisce

prontamente, durevole, intensa

e resistente alle distrazioni.


l'associazione,
la

Buona

la sua memoria, facile


le
illazioni,

pronti

giudizii,

logiche

sicura

discriminazione.
(1) Nella biografia del

Nucera Abenavoli

(loc. cit., pag. 6),

sempre

a riguardo dell'evasione da Gerace, narrato di

un sogno

affatto dif-

ferente: Musolino avrebbe sognata la madre, ilare, sorridente, vestita

da

festa,

"mentre altre volte


;

gli si

presentava mesta, lagrimosa, vestita


il

a lutto
(2)

ne avrebbe tratto buon augurio per

progetto di fuga.

Adoperiamo questi due predicati nel senso diggi stabilito da uno di noi (De Sanctis) nei suoi molteplici lavori intorno alla psicofisiologia e alla semeiotica dell'attenzione.

La
Prima per

i^ersonalit psicologica.

11^

di giungere alla sintetica affermazione della in-

ielligenza nel bandito,


.il

volemmo

fare ulteriori esami. Intanto


che-

grado di coltura di Musoliiioi piuttosto basso. Pare


figlio

egli,

di

falegname, abbia frequentata a Santo Stefano

la 1.^ e la 2.^ classe elementare;

ma

che

vi abbia

poco imdi vista

parato lo
formale,

dimostrano

suoi

scritti

che,

dal punto
altro

sono scorrettissimi.

Non bisogna per


si

dimen-

ticare che
di poesie

Musolino perfino in latitanza


e di romanzi. Ci
disse,

dilettava in letture
di

a domanda,

aver

letto

allora la di

Gerusalemme liberata
il

del Tasso, le poesie


la
(libro

Leopardi,

G u

e r

meschino,
Rocambole
altri

Bella giardove
si

diniera
jnolto
di

della raccolta di
assassinii),
al

parla

ed anche
si

libri.

La

capacit

calcolo

pu

difficilmente

misurare,

di

calcolo scritto nulla sapendo per difetto di coltura. Nel cal-colo

mentale mostra una

abilit

mediocre:

egli in

grado di

fare,

con sufficente rapidit, addizioni e moltipliche;

meno

.pronto nella sottrazione, procede con maggiore rilento e difficolt nell'operazione di divisione,

ma

in ci
il

non risultando
d'istru-

diverso o inferiore da chiunque possegga


-zione.

suo grado

Musolino nei primi esami praticati su di


alla lo
ile

lui (dal

23 marzo
di

met

d'aprile) ci

mostr una singolare lucidit


s stesso;

mente;
di
sot-

irovammo sempre presente a


dialettica,

fornito

avvedutezza ed astuzia; pronto in ogni


i

circo-

stanza ad adattare

propri pensieri al suo piano di difesa.

Egli era, allora, anche di buonumore.

Durante
Jcio

il

primo periodo del dibattimento in Corte di Assise,


ci

dal 17 aprile al 15 maggio all'incirca, Musolino


si

ap-

parve non poco cambiato. Negli interrogatori


incerto,
^cocift

mostrava pi
ci,

talora era reticente,

o almeno riservato. Tutto

abbiamo

gi detto, in coincK^enza con

un deterioramento

120

GIUSEPPE MUSOLINO.

nella salute fisica. La- sua intelligenza restava la stessa, ma-.

appariva minore
distratta

a causa

della

sua

stanchezza

dell'aria

che

talvolta

assumeva.
nel pensiero
i

.Ma a noi importava penetrare pi intimamente


di Musolino,

specialmente per accertare quali fossero

suoi
e
si-

concetti di
mili.

legge, dovere, giustizia, morale,

ci

facemmo

nei nostri esami ed interrogatorii


possibile.
di

con

la

maggior attenzione

Musolino usa frequentemente


discorsi e nelle analisi

questi

concetti

nei

suoi

che

si

compiace fare della sua vita


:

avventurosa. Spesso ricorre nei suoi racconti la frase

face-

vano

il

suo do ver e;
di

e ci a proposito dei magistrati,.

dei soldati che gli diedero per tanto


rabinieri, perfino

tempo

la caccia,

dei^al'ar-

quelli

con cui ebbe conflitto e che

restarono ad Acqualagna, e delle guardie carcerarie che ora


lo sorvegliano

senza tregua. in nome

di

questa idea che

egli si studia di

scusare l'uccisione del carabiniere Ritrovato^


di

e che

ha sempre parole

compassione per questa vittima.


lui
il

Pi chiara' e pi forte per in


individuali.

concetto dei
diritto

diritti

Ogni uomo, dice Musolino, ha

a godere
attentato a-

pi che pu della vita e dei piaceri del


siffatto
diritto

mondo: ogni

merita severissimo e immediato

castigo.

D. E

se toccasse a te il gastigo ?

B. Dovrei sopportarlo. La legge


rispetto per gli altri.

uguale per tutti

ma
i

io ha-

Dal che traspare come in Musolino non manchino


celti

con-

di legge
lui

di

espiazione.

Per
se

ha da

esistere

una

giustizia

sociale,

come
il

esi-

una

giustizia divina; anzi, pi volte

ha

detto (ed

suo

pensiero dominante) ch'egli appunto per essere stato ingiusta-

mente condannato a 22

anni, sparse sangue in

nome
il

della
dolo-r

giustizia. Del resto, riconosce e afferma che,

a parte

La
rso dovere d
lui

personalit psicologica.

121-

giustizia,

che nel

suo caso

altri

fuori

che

non avrebbe potuto compiere, uccidere

un

delitto.

Spesso

ripete che se cos

non avesse creduto avrebbe potuto uccdere


compresi
nel
gli

centinaia d persone,
nieri
,

stessi

ufficiali

dei carabi-

ecc.

Manca

tuttavia

bandito la equa valutazione

dei diritti della soi^iet e dello Stato sugli individui. Per lui
esiste,
s,

una gerarchia

di poteri: egli

sache ogni individuo

ha'-

sopra

di s

qualcuno cui debba obbedire; apprezza anche net-di

tamente la sua posizione

cittadino di fronte alle

autorit
ricono-

costituite; e sa che ci sono leggi e sanzioni:

ma

non sa

scere la limitazione dei

diritti

individuali dinanzi alla grande

estensione dei

diritti

sociali.

Per

lui,

solo

l'indivduo

sa-

cro; e nessun danno sociale pu valere la libert e la felicit


di

un

solo.

Musolino

insomma, un individualista
dire cit
il

intran-

sigente,

ma

non

si

pu

suo ragionare manchi di/

fondamento

logico.

Dobbiamo per
sempre parla
di

subito notare che

Giuseppe Musolino non


di

giustizia
a

compiuta; spesso invece parla


ritiene

vendetta
dell' offeso,

che,

domanda,
di

un

diritto

sacrosanto

ovvero
attivi.

difesa
non

necessaria contro nemici nuil

merosi ed

Egli per
errori

non ha
si

concetto

giuridico

d
so-

colpa:
ciet;

degli

responsabili

verso

la

non

si

crede perci affatto imputabile per

le uccisioni

ferimenti da lui commessi per scambio di persona. Insul

terrogato peraltro
cropi,
egli

perdono da

lui

chiesto

al

ferito

Sini-

Musolino non s'imbarazza; nettamente esprime l'idea che


alla vittima del

doveva una riparazione


in ci

suo errore, ma.


sociale....

che

nulla ha a che fare la giustizia


....
Il

La
mo-

giustizia

non deve intervenire

mio era un
1

atto

rale (sic),

non

di giustizia

Cos distingue la e o

p a dal

dolo!

In quanto al diritto d propriet, Musolino

si

mostra dav-

vero intransigente. Egli non solo sdegnosamente respnge ogni-

122

GIUSEPPE MUSOLINO.

dubbio ch'egli abbia rubato,

ma ha
da
egli
.

parole di fuoco contro

ladri che stima gente abietta e

evitarsi.

Fa una eccezione

pel

furto
in

di

armi

queste,

dice,

erano pericolose per


egli

me

mano

dei miei nemici

Pi volte ha detto esser


rubato.
lire

giovine

onesto, non avendo mai


di noi

Anzi,

un giorno

a uno

che

gli

parlava delle 206

trovate mancanti

al cadavere: dello Zoccoli, egli, di botto e con sguardo iroso,

disse

Ma

io

sono pi onesto di
di

voi,

illustrissimo
!

Musolino ha negato
nero addebitate;
rogatori

aver compiute

le estorsioni

che

gli

ven-

ma

ci fu facile

comprendere nei nostri

inter-

come

egli

le

giustificherebbe se

non potesse

fare a

meno

di

ammetterle. Musolino non richiese denaro che per

limosina e solo quando ne ebbe estrema necessit. E non

ra

egli

latitante

per una grande ingiustizia, non era un


diritto

di-

-sgraziafo

che aveva pur

alla

vita

? .

Tutto ci dimostra che oltre alla logica, anche la capacit


di
il

astrazione

assai bene sviluppata nel bandito. qui

luogo di ricordare come egli nelle prove per l'associazione


facilmente
il

delle idee

si

elevasse dal

concreto all'astratto, e

come

talvolta

suggerimento

di un'astrazione lo

determinasse

invece ad applicazioni nel campo del concreto. La qual cosa


rivela l'abitudine alla

generalizzazione e al ragionamento, e
i

la

sicura

critica

nell'afferrare

rapporti

interideativi.
senti-

Ma
da

siamo gi un poco entrati nella indagine della vita

mentale del bandito.

Non era Non

peraltro questo tale argomento


solo
i

toccarsi alla sfuggita.

sentimenti

cosidetti

intellettuali dovevamo
lino;

noi saggiare in Giuseppe Muso-

ma

tutta la vita affettiva di lui

doveva esser per noi

oggetto

di

osservazione

dil^'^ente

completa.

La

personalit morale.

123

g)

Senti m ent i.
i

Possiamo partire dall'affermazione generica che

s e

n t iin

menti fondamentali
nel psichico.

di

dolore
s

di

piacere

Musolino sono spiccatamente vivaci,

nel loro lato fisico che

Ha

vivo

il

senso edonico della donna, della libert,


si

della vita: nel parlare della gioia del vivere,

anima

e trova

spesso
-di

frasi

calde,

incisive,

poetiche.

Nessun segno
ci
si

in

lui

analgesia psichica: ben pochi individui

sono, per

contro, rivelati di cos vivace e pronta, e attiva sensibilit psi-

chica verso

il

piacere ed

il

dolore, quanto
il

il

bandito di Santo
fiorito,

Stefano: la stessa tendenza al poetare,


la

suo parlar

sua esistenza
o

intera, significano a chiare note

una

tonalit

sentimentale

affettiva

molto intensa.

Per quanto a noi consta dalle nostre osservazioni, l'umore


.abituale
di

Musolino oscilla fra l'espansivo e


il

l'ostile,

ed

il

contegno tra

riservato e l'artificioso.
il

Dobbiamo per
ci si

sog-

giungere che durante


.depresso

dibattimento non di rado

mostr

di

cattivo

umore.
che esista in Musolino
il

Non possiamo

dire

carattere

di

una vera emotivit


.zionato, lo fu

morbosa. Quando

lo

vedemmo emonorma;
fisici

sempre per motivi adeguati: non vedemmo mai


lui oltre la
i

alcuno stato emozionale acuto prolungarsi in

non

ci

apparvero mai anormalmente intensi


concomitanti
le

fenomeni

visibili

sue emozioni.
al

Non
n
di

l'abbiamo mai visto piangere


di

ricordo delle vittime,

sua sorella Ippolita o


durante
il

qualche sua amante; non pianse


in

nemmeno mai
saggi rapidi da
tutto

dibattimento

Corte

di

xlssise.

Soltanto negli ultimi nostri esami

avemmo

a notare dei pasFacile soprat-

uno
il

stato

emozionale

all'altro.

osservammo

passaggio dalla invettiva al sorriso.

Le

emozioni

pi frequenti, che danno una tonalit spe-

124

GIUSEPPE MUSOLIKO.

cifica al carattere di Musolino,

sono senza dubbio quelle di


rara-

collera e le erotiche. Noi

non abbiamo osservato che

mente

in atto tali emozioni (due o tre volte quelle di collera)^

ma
che

la nostra affermazione

rimane dimostrata

dall'intera storia

del bandito,
lo

non che da quanto

riferiscono tutte le pei'sone

hanno avuto

in custodia nelle prigioni. Riportiamo

quest'uopo alcune sue frasi caratteristiche: Guai a chi mi


iocca.

La natura mi

cre
gli

un sangue acceso . Quando


veniva
riferito

scolo
a,

priva una spia o quando

che qualcuno
si

oltraggiava o lo tradiva, il sangue nelle vene

faceva

scheggie come una bomba. Interrogato se da bambino fosse


di

primo impeto e

di carattere vivo,

risponde di non ricordardel sangue assai


,

sene,

ma

di

sapere che ebbe sempre


il

in testa

ovvero che

suo naturale vuole una sfogo.


dire con quale rapidit scoppino in Musolino

Non potremmo
le

emozioni di collera. Nelle pochissime volte che potemmo


nostra presenza sorprenderle,
ci

alla

apparvero

abbastanza

rapide,

ma non

rapidissime o fulminee; anzi, brevi, non acspiccati

compagnate da troppo
bili:

fenomeni

fisici,

governa-

Musolino seppe sempre frenarsi a tempo. Pi rapida e

pi intensa fu la emozione di collera attiva di Musolino in


Corte di Assise all'udienza del 22 aprile,
invece durante le deposizioni delle

ma

si

mantenne calmo
del

parti

lese,

delegato

Wenzel, del capitano Viola, come durante

la lettura della perizia

psichiatrica di accusa e la requisitoria del P. M.

Non

pos-

siamo

tralasciar di notare che Musolino confess di esser stato

consigliato da

uno dei suoi difensori a

lasciar libero sfogo alla

sua collera
indotti

in

Corte di Assise; per la qual cosa noi siamo

anche per esperienza clinica sui criminali simulatori

e dissimulatori, a dare
scatto

una mediocrissima importanza a quello


al

emotivo

che cost

Musolino l'allontanamento dalla

yaala dei dibattimenti durante alcuni giorni.

La

personalit morale.

125"

In quanto alla vivezza delle


interessanti
le

emozioni
fatte

erotiche;, sono
bandito.
egli
Il

confidenze

a noi
la

dal

pi

gran piacere della vita

donna, anzi,

confessa, le

donne:

e aggiunge, parlando delle sue sofferenze durante la

latitanza, le

donne sono

la

mia medicina ed
i

il

mio conforto
la,

domanda, risponde che verso

17 anni conobbe

femmina
:

per la prim.a volta, e quasi subito aggiunge questa frase incisiva

volevo anche
poetico
il

io far parte della terra, dove appare in

modo

senso edonico della esistenza. Riferisce che prima

di coitare

aveva vivamente sentito l'amor puro. Dai 18


certa Epifania,

ai

20
gli
:

anni,

am

una ragazza bruna;

il

che non

viet di amare, nel

medesimo tempo, anche Rosalia

Caligiuri

La Rosalia

(ci

dice) l'avevo in paese,

mentre Epifania stava


il

lontana. Si mostra imbarazzato nel giustificare

suo bru-

tale assalto contro Rosalia. Musolino spontaneamente ebbe a

confessare a uno di noi in

un momento

di

slancio

Dopo

avuta

la
il

donna, mi finiva la vendetta.... perdonavo.... prima

avevo

sangue in testa e pensavo, avevo energia


si schiariva;,

(sic)....

poi, la

mente mi

e per otto o dieci giorni

mi

sen-

tivo bene. Nessuno dei suoi omicidii fu per mai accompa-

gnato dal bench minimo senso di compiacimento erotico, ne


l'atto

criminoso valse mai a sostituire


ci

l'atto

venereo. Quello che

Musolino
sizioni

dice intorno alle sue migliori e pi

umane

dispo-

d'animo quando era sessualmente soddisfatto, sta in


gli

relazione col vivissimo senso di benessere che


stenza.

d la
per

esi-

La sua

cenestesi,

infatti,

sviluppatissima;
di

lo

pi ha intonazione piacevole,

ma non
si

rado l'ha anche squid'into-

sitamente dolorosa; in ogni caso,

mantiene sempre

nazione elevata.

domanda, Musolino soggiunge che poteva

star

senza donna

15 od anche 30 giorni senza soffrire,

ma

poi

non poteva farne

a meno. Nega che

si

masturbasse

dice che nella

mancanza

126

GIUSEPPE MTJSOLINO.

della donna, comte ora in carcere,

ha perdite seminali sponsi

tanee.

Anche

le

guardie assicurano che Musolino non


e,

ma-

sturba. Invero, se lo emozioni erotiche sono vivaci


cos profonde, esse

per dir
e

non sono abnormemente frequenti

nem-

meno
Non
di

pervertite.

Cos almeno abbiamo motivo di presumere.


il

affatto dimostrato

supposto che l'amore vivissimo

Musolino per sua sorella Ippolita, fosse carnale. D'altra parte,


probabile che in latitanza Musolino non abbia commesse
il

violenze su alcuna donna, quantunque talvolta

bisogno ses-

suale fosse acuto, e la conquista di qualche contadina o pae-

sana

gli

fosse quanto

mai

facile.

Su questo punto sono

interes-

santi le idee espresse

da Musolino, a domanda. Egli moltis-

sime
belle

volte, avido di piacere, incontr in luoghi solitari delle

ragazze,

ma

giammai pens a

violentarle,

n tampoco

a chieder loro amore.


D. Perch non chiedevi amore?
B. Perch
se l'avessi cMesfo

nessuna ragazza
di Musolitio.

si

sarebbe rifiutata, m(t

l'avrebbe fatto jjer

paura

D. In ogni modo avresti avuto lo sfogo. E. No: feci sempre forza a me stesso, perch sarebbe stata una cattiva azione, un' azione da brigante. Meglio soffrire il sangue^
alla testa.

questo proposito Musolino racconta di avere incontrata

sul sentiero,

appena consumato uno

degli omicidi,

una

bella,

ragazza,
fatto

ma

che, sebbene bisognoso di sfogo,

non

la invit af-

al piacere.

anche, a

tal proposito,

interessante come,
latitanza,,

in una poesia composta da Musolino


egli dica

durante la

che

al sentire

di lontano le
lui,

donne cantare canzoni


sensuali,.

piene di simpatia per

fosse preso da desideri

ma

che
Poi pensava nella testa mia E svanire faca ogni frenesia;

donde appare come


disciplinabili.

le

emozioni erotiche in Musolino

fossero

La

personalit morale.

127

Nella carriera criminale di Musolino non mancano esemp


di atti pietosi e generosi, che valsero
rteola
coli,

a creargli intorno un'au-

di

simpatia;

per

esempio,

il

perdono a Rocco Zocil

l'episodio col cugino

Sinicropi ferito per isbaglio,

ri-

fiuto

di prestarsi col delitto

a interessi privati

altrui,

la let-

tera scritta a(

Rocco Zoccoli per


di

la restituzione della
fratello,

somma

scomparsa dal cadavere

suo
si

ecc.

Ma
negli

la

sua

affettivit

rivela completa, anzi esagerata


bari

affetti parentali. Musolino ha un senso quasi


Tutti
i

barico della famiglia.

parenti

egli

ama, con

tutti

consanguinei solidale, anche col padre, quantunque abbia


delle spiccate preferenze per la

memoria

della

madre defunta

e per la sorella Ippolita. Parla di

sua madre, bella e buona

come un angelo

morta ancor giovane, con parole affettuose


composta a mesto
ci

e colla fisonomia animata e

sorriso.

Ma

che la sua affettivit parentale sia esagerata,

rivelato

chiaramente da varii

fatti.

Spontaneamente dice che quando


(imitazione

mor sua madre,


di consimili

egli

voleva avvelenarsi
altri

determinazioni, verificatesi in

della sua fa-

miglia?);

affermazione che, se anche non vera, non perde-^

rebbe

il

suo grande significato. Quando fu arrestato portava

in dosso
lino,
fa,

una ciocca

di capelli appartenenti, al dire di

Muso-

a sua zia Filast, morta all'improvviso circa due anni


egli

mentre

era in latitanza.

Non

ci

parve probabile

il

supposto che quei capelli ben grigi, appartenessero, come


taluno suppose,
Greca^,
e'

ad una sua amante, certa Teresa detta


alla

la

neppure
le

Angela Perpiglia che fu

la

sua ganza (cos

dicono) per

macchie dell'Aspromonte.
sviscerato,

Circa l'amore
di

con predilezione quasi paterna,,

Musolino per la sorella Ippolita, riferiamo alcune espres-

sioni testuali:

128
B. Vuoi molto bene

GIUSEPPE MUSOLINO^
a Ippolita?

\R. (una smorfia). Figuratevi, illustrissimo!

D. Ma vuoi pi bene al padre cbe alla sorella, non vero? R. No; mai; voglio bene al padre, ma il padre un sangue solo, mentre le sorelle sono di due sangui, del padre e della madre.
r

degno peraltro
suoi affetti

di rilievo

il

fatto clie

Musolino concentri

domestici sui parenti di sesso femminile!


cerchia famigliale
:

Fuori della

Musolino affettivo? Noi


1'

crediamo

di s
'di

non

improbabile, che egli senta

anche

al

fuori dei propri interessi immediati. Si creduto

che Musolino facesse parte di una associazione a delinquere


(

picciotteria

),

il

che ammesso anche da qualche biografo

del

bandito e da non pochi testimoni, e che coi compagni

mostrasse quella disciplinata solidariet, che caratteristica


dei criminali associati.

Ma

Musolino nega ogni associazione,


:

ed obbiettivamente 'non mostra tatuaggio n gergo


conta, in

egli
il

racfatto

modo

diverso che

non

sia detto in processo,

delle percosse al Lazzari nel carcere di Reggio e l'omicidio di

Marte; mentre ammette l'associazione e


sione dalle carceri di Gerace.

il

complotto per l'eva-

giudicare in

modo

esclusiva-

mente
pi
le

obbiettivo, a noi pare che Musolino

porti nel suo contegno

stigme del delinquente isolato che quelle dell'associato.

In ogni

modo,

accertato che alcuni dei suoi omicidi egli

li

commise trovandosi
su
questi particolari,

in

compagnia

di altri. Interrogato

da noi

Musolino nega ogni intesa coi suoi coimafferma di avere sempre agito da

putati, "ed energicamente


solo

e per proprio conto.


d' insistere

Su questo punto

egli
il

non ha mai
,

cessato

energicamente durante
difendere
i

processo

allo

scopo evidente

di

coimputati

Perpiglia,

Jati

Di Lorenzo, e di allontanar da ognuno la idea ch'egli avesse


organizzata una banda brigantesca.

Non
,i

si

pu

dire

che Musolino abbia


le

-senso morale:
accompagnarono,
la

delitti

commessi,

circostanze che

li

La
giustificazione che egli

perso7iaU( morale.

129

ne porge,

lo

escludono. Difatti risulta

che qualche delitto egli lo commise con ferocia (assassinio


di

D'Agostino, ad esempio, e omicidio


ferire,

di

Marte),

che us
di
le

armi diverse per uccidere o

che nella uccisione

Stefano Zoccoli uccise anche una mula della vittima, che


causali
tutti
i

dei

suoi

delitti

furono

certamente molteplici,

che

suoi misfatti furono

con lungo studio preparati. Ri-

morso vero,

cio senza restrizioni, dei suoi misfatti, Musolin

a noi non l'ha mai mostrato. Pianse forse e fu estremamente


generoso dopo
il

ferimento del Sinicropi,

ma

questi era suo

parente ed era stato da lui ferito per sbaglio. Uguale atteg-

giamento,
della

ad esempio, non prese Musolin the pur dichiar


si

dopo

la

strage

Sidari,

di

avere uccisa per errore.


(lo

pianse,

n menomamente
fenomeni
fisici,

commosse

giudicammo

dalla

assenza
enfatica,

di

vasomotorii,
al

ecc.),

nell'apostrofe

ma

artificiale,
il

rivolta

padre del carabiniere Pdaprile.

trovato durante

suo interrogatorio del 17


interrogatorio

Fu
come

in
il

quell'interessantissimo

che

notammo

Musolin, anzi,

sorridesse
alla
di

quasi ogni volta che

col suo racconto


pio,

accennava

caduta della vittima. Per esemD'Agostino


lo atterrai

la

narrazione

dell'omicidio
di

finiva

cos:
(sor-

gli diedi
riso)
.

un colpo

pugnale (gesto) e

morto

Si aggiunga a tutto ci, che


egli

anche prima del processo


e

di

Reggio

erasi mostrato

violento

senza piet.
nel
in

Ci non di meno, non

potremmo affermare che tacciano


morali,
di lui

bandito

tutti

sentimenti

come suole avverarsi

parecchi delinquenti

meno

famosi e colpevoli.

Egli, in-

somma, non

affatto quello che si dice

un pazzo morale,
ha
dei principi morali

un amorale.
teorici;

certo intanto che egli


del
giusto.

ha

la

nozione

Disgraziatamente
ci

non

sempre

facile discernere in

un soggetto

che

dovuto all'idea
sentita.

morale teorica e ci che spetta


Musolin.

alla idea

morale

In

130

GIUSEPPE MUSOLINO.

Ogni

modo, Musolino non ha mai chiaramente mostrato


dello spargimento del sangue, e

il

piacere

mancano

in lui quelle

crudelt leggendarie degli assassini che uccidono per impulso

passionale di vendetta ed odio, o per la vanit dei proprii delitti.

Alcune circostanze acquisite in processo, tendenti a

di-

pingere Musolino che inveisce su taluna delle sue vittime (sul


Marte), a noi

non sembrano

affatto dimostrate.
gli

L'interrogatorio per discoprire in lui

effetti

psicologici
risultati

immediati e postumi dei suoi


sicuri.

misfatti,

non

ci

ha dato
il

Ricordiamo tuttavia
si

la

sua opinione circa

perdono.

Egli ci assicur che

prova maggiore soddisfazione in perdo-

nare che in vendicarsi,

ma

che

pur troppo non

si

pu sempre
e
si

perdonare quando

si

hanno

dei nemici temibili


altres le

ha un
il

sangue acceso

Ricordiamo

sue confessioni circa


ci

suo stato d'animo dopo commesso un


che
l

omicidio. Egli

afferm

per

provava soddisfazione,

ma

che poi pen-

sava subito a fuggire.

A domanda
dopo commessi

abilmente
gli

fatta,

se

dormisse, riposasse o
quelli

no,,

omicidi, specie

perpetrati di notte,-

Musolino resta imbarazzato,

temendo forse nella domanda


quando era stanco pel troppo

un'insidia^ e finisce col dire che,

cammino, dormiva saporitamente, che in ogni


ricorda di aver
misfatti.

modo non
dopo
i

si

mai

sofferto insonnia o agitazione

suoi

Tende cio a
i

far capire che nessun rapporto

ha mai

osservato fra

suoi

delitti

ed

il

suo sonno o bisogno

di riposo.

Abbiamo
sogno
le

gi osservato

come

egli

non abbia mai rivedute nel

sue vittime in attitudini pietose


il

In Musolino parrebbe piuttosto vivo

sentimento
il

re-

ligioso; ma
dito

indagando bene

ci

convinciamo essere
cos

ban-

soltanto imbevuto delle superstizioni

comuni nella

sua regione e altrove. Prima dei suoi


praticante.

delitti

era stato sempre

noi protesta la sua fede di cristiano;

ma

del

La

personalit morale.

131

resto n in latitanza, n in prigione

ha mai mostrato segni


si

di

eccessiva religiosit

n, a

domanda,

mostra molto fiducioso

nella giustizia divina e nelle sanzioni della dottrina cristiana.

In altri

momenti ha esplicitamente dichiarato

d' inf ....

del

Padre Eterno; e facilmente impreca e bestemmia contro Dio


e i Santi.

Per contro,

al.

momento

del suo arresto portava in

tasca medaglie, scapolari e imagini sacre. Si rec, durante la


latitanza,
lire

al

Santuario della
(nostro

Madonna

de' Polsi

don

dieci

al

Priore
il

interrogatorio);

ma, sembra, pi per


che per omag-

propiziarsi
gio a

favoreggiamento
si

di quel reverendo,

Maria santissima:

vuole, anzi, che vi sia andato e


gli

vi si sia

fermato per una donna. Nella perquisizione

fu tro-

vata, fra le carte la


la,

minuta di una

lettera, nella

quale mostrava
altre

intenzione di inviare alla


lire.

Madonna

de' Polsi

venti-

cinque
Si

detto

che Musolino avesse avuta una allucinazione


lo

visiva
tava.

a contenuto religioso: San Giuseppe che


Egli stesso

confordi

(come gi dicemmo) dichiar

trattarsi
il

un sogno
del suo

e aggiunse di essere divoto di

San Giuseppe,

Santo

nome

e quindi suo naturai protettore. Avrebbe anche

desiderato recarsi al santuario di Pompei.

Le guardie dicono che

raramente han visto Musolino pregare in cella: ci osservarono soltanto qualche volta nel carcere di Catanzaro.

Che Musolino abbia

sentimenti estetici
con cui
ci

sviluppati,

non
al

ci

pare

difficile asserirlo: egli tutt'altro

che insensibile
il

bello';,

e la cura scrupolosa

disegn

famoso
le

fiore, dimostra, piuttosto che vanit, una tendenza verso


forme della bellezza. Cos
le

sue poesie, sebbene dettate con

una tecnica
del

primitiva, rivelano

qua e

una certa elevazione


fantasia

sentimento

quel

tale

eccitamento della

che

costituiscono le basi dello spirito artistico. Musolino


il

ha vivo

sentimento della natura, come


i

ci

risulta dall'interrogatorio:

ama

boschi,

il

mare,

le

campagne

verdi,

il

cielo stellato.

132

GIUSEPPE MUSOLINO.

l)

Carattere.
:

Dovremmo
mostra egh,

imianzitutto chiederci
cio, nella

Musolino ha

carattere?

sua vita espressiva una tendenza pre-

ponderante, una impronta stabile e netta, che permetta di definirlo

con una parola o con una frase?


ci

difficile affer-

marlo; noi

limiteremo
lo

a;

dar risalto a quegli elementi del


distinto

suo carattere che pi

rendono singolare e

fra la

moltitudine, e pi degno di analisi per parte nostra.


Tali elementi son di natura s
al
cara-ttere
t

ni

ea

vale a dire, danno


e

del

bandito un
la

contrassegno di forza;
la

sono

l'orgoglio,

la vanit,

prepotenza,

vendetta.

L'orgoglio

dimostrato

ad esuberanza dalla storia della


lui

sua vita criminosa, e dalle causali da


delitti.
Il

addotte pei principali


altro,

contegno ed

il

portamento, per

non rivelano
eravamo
discipli-

un

orgoglio patologico.

Non appena Musolino


si si

cap che

medici incaricati di

visitarlo,

mostr arrendevole,
rifiut

nato, benevolo, cordiale;

non

mai ad alcuna nostra


di rispondere alle no-

ricerca

sperimentale, come non manc

stre interrogazioni.

Anche

nella

mimica convenzionale
rispettoso
e
gentile.

e nel

linguaggio

si

mantenne sempre
ci ci
si

Si

ag-

giunga

poi,

sembra importante, che nei suoi

scritti

pi sinceri

egli

chiama invariabilmente un disgraziato.

Musolino per, anche a parte ogni leggenda sul suo conto,

ha certamente

delle

affermazioni e

delle

frasi

che potrebsi

bero far credere a un orgogho patologico;


contestazioni e
si

ma

se gli

fanno

cerca
si

insomma

di

indagare pi profondasi tratta di

mente

il

suo pensiero,

trova facilmente che non


acritico,

un

orgoglio

assolutamente

n tanto meno

di

con
per-

vinzioni
sonalit.

vesaniche

con alterato concetto della propria

La

personalit morale.

133

Nella lettera ad Ippolita sequestrata al Di Lorenzo, Musolino

ha questa
di

frase

io

sono buono

di

fare,
il

tempo

venti-

quattr'ore,

fare diventare reprubica, e

passato fu nenti
spavalderia, e

(niente)

Ma ognun

vede come

si tratti
l'

di

una

non

gi di

una convinzione. Anche


dei suoi nemici
,

idea di essersi fatto lui


sistematica

giustiziere

non

cos

come a
,

prima vista parrebbe. Come abbiamo, accennato sopra


ci

egli

parl spesso, spontaneamente, di

vendetta

piuttosto che

di

giustizia.
:

Caratteristica

questa frase

detta

con uno

di noi

se

Musolino fu in carcere, qualcheduno doveva palibert troppo bella


di
,

garla ....

La

Ma
dal

la

mancanza

una sistemazione

delirante,

pi

che

perdono concesso a taluno dei suoi nemici pi

sicuri

(Rocco Zoccoli), dimostrata dalla variet delle causali addotte


gatori.

dal

Musolino stesso durante


di

nostri

ripetuti

interrodi

Egli,

primo

acchito,

addusse la missione
fatto

far

giustizia

di
.

coloro che lo

avevano
spirito

ingiustamente con-

dannare

Poi

affacci

lo

vendicativo,
il

che in

parte giustificava, pur riconoscendo per che


in s

perdono fosse
per-

miglior cosa. L'idea della

legittima difesa

sonale venne addotta in ordine cronologico come ultima causale,

ma
ci

il

Musolino v'insist assai pi che sulle


ripetuto: io

altre.

Pi

volte

ha

non volevo versar sangue,


e dovevo difendermi .

ma mi

oltraggiavano
R.

tanto
?

D. Perch non perdonavi Non si pu quando vi


fatto?

si attenta la vita e la libert

Voi che avreste

D. Mi

sarei difeso se m'avessero oltraggiato

per

l,

ma

passato

il

momento

avrei perdonato.

(pausa).

Ma

cevano la spia,

mi oltraggiavano l per l, illustrissimo ; mi fami volevano fare ammazzare (racconta vari aned-

doti per dimostrare l'offesa immediata).

D. Ma come che evaso dal carcere dicesti subito a tutti che volevi ammazzare tutti coloro che avevano deposto il falso al processo
Zoccoli?

134

GIUSEPPE MUSOLINO.
(pausa e imbarazzo),

rono

io dissi; ma avrei cambiato idea.... fumiei nemici che m'impedirono di cambiarla, coi loro con-

tinui oltraggi.

Altra causale generica addotta con insistenza da Musolino


nei nostri
di sangue,

interrogatori,

la

epilessia:

soffro

di

colpi

sono un disgraziato. Spesso

alle nostre contesta-

zioni pi serrate si affrettava


pilessia.

ad opporre una sola parola la


risposta scultoria:

A uno

di noi die

una volta una


mai

D. Ma.
B.

alla fin dei conti, cosa

ti

ha fatto fare tante vittime?

La

natura

e i

miei nemici.

Insinua anche talvolta che se avesse avuto lo sfogo della


,

donna non avrebbe ucciso


cessit per lui
Il

lo sparger

sangue

era

una

ne-

quando

si

trovava

privo della vita del

mondo .
gli

che per non risulta vero: Musolino uccideva quando

riusciva pi agevole, indipendentemente dalle fasi


vita sessuale;

della sua

n mandandogli attorno donne pot la Polizia


delitti.
.

fermarlo nella serie dei suoi

Musolino
tratta di

vanitoso,

ma

anche

qui, se

ben s'indaga, non

si

vanit

delirante. Confessa

che fa delle poesie che


di

dice inspirategli dalle

donne, dagli

affetti

famiglia e dal

desiderio della libert;

ma
.

spontaneamente aggiunge che non

saprebbe scriverle e che esse hanno bisogno di essere corrette

da chi sa pi
.

di lui
.

Io sono

un ignorante

e faccio alla

meglio

due

di

noi regala la sua firma colle generalit,


il

che

si

studia di scrivere

meglio che pu, e che illustra col


si

disegno del

fiore

(lo

stesso che

trova in una sua lettera a

certo Di Giacomo);

ma non

significato simbolico al fiore,

e riconosce di non essere abile nel disegno, ne nella calligrafia. Ha.

un

concetto elevato della propria persona fisica

si

dice

bello, attraente e

capace di innamorare qualunque ragazza;


il

ma

alle

nostre relative contestazioni, ammette di avere

naso

La

'personalit morale.

135

troppo grosso e le spalle ricurve, come di avere avuti e di


Ijoter

ancora avere degli insuccessi.

Potrebbe fare una forte impressione, quasi di delirio genealogico


cipesche
il
,

ci

che Musolino racconta circa


famiglia

le

origini

prin-

della
di

materna;

ma

esiste
i

veramente

fra

popolo

Santo Stefano la leggenda che

Filaste derivino

da un aristocratico francese,

rifugiatosi in Calabria all'

epoca

della grande Rivoluzione. Ci a noi


Filast,

conferm

lo zio

Gaetano

e ci torneremo a discutere in un prossimo capitolo.


le

Ma

parecchie sono

idee vanitose espresse ripetutamente,


;

con molte persone, da Musolino

e son

tali

che a tutta prima

paion senz'altro deliranti. Per esempio, l'idea di non voler


presentarsi in Corte di Assise vestito da recluso, e di preten-

dere

di

esser

fotografato

vestito

dei

proprii

panni;

l'idea

che la Regina d'Inghilterra s'interessasse seriamente alla sua


sorte; la speranza di ottenere

una udienza

dal

Re;

il

progetto

di chiedere ai sovrani del danaro qualora uscisse a libert;


il

desiderio di farsi eleggere deputato. Eppure,

un

adatto interro-

gatorio del bandito su ciascuna di quelle idee e


sul suo ambiente,
ci

una inchiesta

ha convinti che nessuna idea megalomagli

niaca

da

lui

espressa

appartiene
di

in

proprio

Si

tratta

di idee

suggerite da altri,
nome
ben

cui Musolino a volta a

volta

si

serv e si serve, specialmente per


la leggenda eroica,

mantenere intorno
di

al proprio

senza per che

nes-

suna

sia,

nel suo intimo,

completamente convinto.

Ci sarebbe di

facile offrire

una dimostrazione

dettagliata
chi
la

quanto affermiamo,

ma

rimandiamo volentieri
si

de-

sideri ai giornali che pi

a lungo

occuparono del bandito

durante

il

processo alle Assise di Lucca. Ricorderemo soltanto


di

che l'idea della elezione


latitante,

Musolino a deputato, mentre era

sorse in Santo Stefano e fu espressa ripetutamente

dai favoreggiatori del bandito; che l'idea di chiedere la grazia

136
al

GIUSEPPE MUSOLTNO.

Re

e alla Regina per Musolino latitante part pure dai suoi

amici di Santo Stefano e di Africo, come risult perfino da

qualche deposizione testimoniale


Interessante fu
il.

nostro interrogatorio (25 marzo 1902) a


lui richiesta al

ri-

guardo della udienza da

Re

e della speranza

nella grazia sovrana, qualora le Assise lo avessero condannato.


Alle prime
di critica;

domande

la vanit

emerge gigantesca, e

destituita

penetrando per abilmente e cautamente nel pen-

siero di Musolino, la

sua posizione psicologica

meglio chiarita.

D. Come puoi pensare che


tenuto per omicida?

il

Ke

concedesse udienza a

te, clie

sei ri-

R.

Non

ho per

tutti lo

sanno

intenzione di

ammazzare

il

Ee^

che venero e rispetto.

D. Ti parrebbe naturale che tutti


al

condannati facessero simile istanza


tutti gli altri^

Re?
lo sapete, io

R. No, ma, voi D. E perch?


it.

non sono un condannato come


tutti....

(pausa
ti

e sorriso).

Sono pi disgraziato di
il

D. Non
R.
S,

potrebbe, per ci solo, ricevere

Ee, perch se sei disgra-

ziato, sei

anche colpevole.

avete ragione, ma.... io sono tanto popolare!

qui Musolino con lunghi discorsi espone questo concetto


il

che, volere o no, sta

fatto

che di
gli

lui si scritto \& parlato

tanto

dappertutto;

che molti

chiedevano

abboccamenti
si-

durante la latitanza;
gnori;

che ebbe colloqui

con baroni e
tutti

che riceveva lettere e congratulazioni da

pel

suo coraggio; che in Calabria era amato dal popolo!... E che


tutto ci

non

si

verifica per ogni

omicida. Ora, per questa


di

sua

popolarit
spera,

che qualche cosa


altro. In

estrinseco

sperava udienza dal Re, non per


la

quanto alla grazia,

perch vero che uccise,

ma

bisogna vedere

principi; e poi
gli

non

insidi

mai

ai carabinieri e a chi

non

faceva del male, non rub, n fu un brigante; la spera

specialmente,

perch persone altolocate

gli

hanno promessa

La
il

personalit morale.

137

loro valido appoggio. Del resto, tutt'altro che sicuro di


!

ottenerla

In
il

un

altro nostro interrogatorio,

tendente a verificare se
di

bandito

fosse

intimamente convinto

venire

assolto

causa della sua innocenza,


D. Hai speranza
R. Che
e
i

avemmo

infatti

questa risposta:

di uscire a libert?

saccio!... giustizia lo

sape (intendende per giustizia

giudici

giurati). Io m'aspetto la galera;

ma

morir presto.

Tutto ci che abbiamo detto prova, adunque, la grande vanit del bandito, lumeggia

un elemento un pazzo

del suo carattere,

ma

non prova
Il

affatto ch'egli sia

delirante di vanit.

carattere

prepotente,

intollerante, cio, nella vita pra-

tica di qualsiasi
tutto dal

imposizione autoritaria, dimostrato sopratsi

poco che

sa circa la vita fanciullesca e adolescente

del Musolino, dalla condotta del

medesimo

nelle prigioni, e dal

nostro interrogatorio, in quanto che egli


affattO' i liati del carattere

non ama nascondere

che

lo rivelano

un

tipo di forte. e

Al

paese era soprannominato

Piddicchia

Peli

echi

a,

che

secondo l'interprete

alle

Assise di Lucca, signor prof. Limarzi,


:

nei paesi del Reggino vale


fese e prepotente (1).

attaccabrighe, intollerante di of-

Lo spirito vendicativo

chiaramente confessato dal

Musolino, come abbiamo gi detto;

ma

anche luminosamente
I

dimostrato da tutta la sua storia criminosa.

fatti

rivelano
stata

pure che la disposizione vendicativa dell'animo

non

mai

transitoria in Musolino; che anzi,

pu

dirsi

in lui

una

disposizione sentimentale
integralissima del suo

immanente

formante oramai parte

carattere.

(1) Pellecchia deriva da pelle ed equivale a pellaccia, a sua volta, vale " poco di buono ,.,

" "

pellaccia dei Toscani

canaglia

e simili.

La

sostituzione del d alla

appartiene al vernacolo locale; cos pure la

sostituzione della

i alla e.

138

GIUSEPPE MUSOLTNO.
noi,

Importava a

tuttavia,
si

di

scoprire

il

modo come

la

idea di vendicarsi

associasse

nel

suo pensiero nell'occa-

sione dei suoi delitti.

Musolino

ci

aveva detto spontaneamente

una volta che era molto impressionabile, e che quando un


dispiacere
e
ci
gli
si

metteva in testa

gli

pareva

di uscir

pazzo

pensava sempre. Prendendo questo

filo

conduttore, ci

riusc facile interrogarlo a

fondo circa l'idea di vendetta che


di

surse in lui
ci

dopo

il

processo

Reggio. Ebbene, Musolino


gli

confess che l'idea della vendetta non


,

ha dato mai

fai

stidio

non

l'ha

mai impressionato come l'impressionano

dispiaceri e le donne. In realt, solo la


delitti

minor parte dei suoi

risulterebbe ispirata dal sentimento della vendetta. Co-

loro contro cui avrebbe dovuto, a tenor di logica, sfogare pi

violentemente
-

il

suo rancore, erano

falsi testimoni delle

Assise di Reggio Calabria, cio Stefano Crea, Rocco Zoccoli,

e l'acerrimo
soltanto
il

suo nemico personale, Vincenzo Zoccoli.


lui

Ora,

Crea fu da
glielo

preso di mira; e noi fino dal 'primo


rilevare.

colloquio

facemmo
di

D. Come mai tu affermi


mentre tanti
tuttora vivi
?

avere agito per diritto di vendetta

e,

altri

sono morti di tua mano, proprio quei tre sono

R. Che volete, illustrissimo? Al Crea tentai e non ci sono riuscito; a Rocco Zoccoli ho perdonato perch mi confess d'avertni tradito; e Vincenzo Zoccoli mai Vho potuto arrivare.

D. Sta

bene,

ma

cui tradimento eri assai

tu hai ammazzato o tentato di ammazzare altri del meno sicuro che di Rocco Zoccoli; ad
il

esempio, che ci aveva da fare


di

povero Chirico con la condanna

Eeggio?
e

e il

Marte?

e Io Zirlili? e l'Angelone?...

R. Ma,

illust'issimo, tutti coloro

majcde

mi tradivano; Chirico m,i disse del mi maltratt; Marte mi trad; Angelone voleva farmi
taglia....

arrestare i^er prendersi la


J)

povere donne Zoccoli, che per poco non facesti saltare in aria la notte del 16 maggio 1899, che colpa ci avevano?
le

A
dere.

quest'ultima obiezione, Musolino non seppe cosa risponIl

vero

si

che

egli

non uccise sempre per vendicarsi

La
di offese passate, in lui la

^personalit morale.

139

ma spesso di offese temute, e che manc ossessione vendicativa. Lo spirito di ven,

detta

non

dunque, che un elemento statico del suo carattere.

i)

Volont.
hanno quasi
tutti

biografi

novellatori

foggiato

un

Musolino dal carattere franco, dal contegno


sereno del giustiziere. Ora, non questo
nostre osservazioni dirette.
il il

rigido,

uguale e

Musolino delle

parte

rari e brevi scatti irosi,

bandito

ci

apparso

sempre abile dissimulatore e simulaquello che potesse riferirsi al piano


fece

tore

finissimo in tutto

della

propria difesa.

Non
si

mai,

ad esempio, l'apologia
di

dei propri misfatti,

ma

mostr sempre dolente


ci

quanto

aveva dovuto inevitabilmente commettere, e

sempre per

attenuare la portata dei suoi omicidi, non solo nelle cause,

ma

altres nei

modi.

Del resto, era ci ben naturale in un individuo intelligente,

che comprende
bili

a,

meraviglia di avere commesse azioni puniConsiderato, per, al di fuori della cerchia


il

dalla legge.

degli interessi personali,


cos,

Musolino non
e

ci

presenta, per dir

l'habitus

del

bugiardo

dell'ipocrita.

Spesso

con

noi

ha avuto

slanci di sincerit, e

ben raramente, nei

tre primi

nostri

esami (23-25 marzo,


si

6-7 aprile, 16-19 aprile), per tuzio-

rismo

mostrato reticente
di

o
gli

si

proposto

il

silenzio,

come non
giudiziario.
Siffatto

rado usano fare

accusati dinanzi al perita

contegno s'intende benissimo quando


i

si

pensa che
risultati

Musolino ha integri
del nostro
rollario.

poteri volitivi.

Riandando

sui

esame

clinico,

questo potrebbe anche essere un coi

Le sue

parole,

suoi

atti,

portano l'impronta della

volontariet,

naturalmente inteso questo vocabolo nel mero

senso psicologico-positivo. Nessuno potr porre in dubbio che

140
egli

GIUSEPPE MUSOLINO.

non
,

sia
ci

uomo d'iniziativa; a

parte

lo

azioni

cri-

minose
race

dimostrato dalla evasione dal carcere di Ge-

organizzata

da

lui.

Le deliberazioni

in
al

Musolino non
contrario esse

appaiono mai troppo frequenti n deboli:

forse sono rare, certo sono fortissime e durevoli. Egli pre-

para,

con ogni industria possibile,


tutti,

suoi

atti

criminosi,

mostrando in

dopo e antecedentemente, un perfetto

governo di s stesso. In un nostro interrogatorio del 6 aprile


egli

spontaneamente usc in queste parole: non crediate che


uccidessi

io

appena mi veniva in
sei

testa....

ci

pensavo,

ci

riflettevo

anche cinque o

mesi, e se poi uccidevo, era

perch non potevo farne pi a meno.


alla

Non

risponde, certo,
af-

verit simile

confessione

poich non dimostrato

fatto,

nella maggior parte dei reati di Musolino,

una

lotta

molto viva fra motivi antagonistici;

ma

essa conferma nel

bandito l'abitudine psicologica alla rappresentazione cosciente

preventiva degli

atti
il

che

si

disponeva a compiere.

noi pare che

potere di

arresto non
si sia

sia

meno dimo-

strato

in Musolino, quantunque

parlato sempre della sua

impulsivit.

Per cos

dire,

egli

un

impulsivo della
un
fatto,

idea,

nel senso che per la pronta percezione e per la rapida

associazione delle idee e dei sentimenti,

una parola,

uno stimolo estemo insomma, son capaci


in

di suscitare in lui

un tempo brevissimo una idea


o

chiara,
di

una netta determi-

nazione

una precisa disposizione

animo.

Non

si

per
tra-

un impulsivo dell' azione,


duce altrettanto rapidamente
fu irritato ed offeso,

poich la idea non

nell'atto. Intanto

Musolino, quando
parl ed inve

non
;

rest in silenzio,

ma
d

colla sua parola tagliente

e la parola in simili casi costituisce


sicurezza, mentre
il
^

forse gi

una valvola

di

tempo ne-

cessario

a nuove associazioni che indeboliscono vieppi, la

motricit della idea.

La

lersonalit morale.

141

Ma

'notevole ancora pi, pel suo grande significato,

il

freno

che Musolino sa mettere alle proprie manifestazioni emotive e


sentimentali. In molti

momenti

l'emotivit sua

sembra

irruente,

e tale da dominarlo;
starne

gli

ma

ben presto

la volont

sua sa arre-

effetti

mimici (motorii), pur non riuscendo

ed

fenomeno
il

fisiologico

ad impedirne quelli
il

circolatori, quali

sarebbero

rossore e pallore,

sudore, la concitazione car-

diaca. Sotto questo riguardo, Musolino, che

pur ha rapide
affettivi,

diffuse

le

reazioni

organiche ai suoi
di inibizione,

stati

mostra

una forza non comune


mentali
(raziocinio)
di

dovuta

alle ricche energie

cui

dispone.

Quando

lo

si

dovrebbe
atti

vedere, in causa del suo temperamento, trascinato ad


violenti
livore),
dall'

impeto

della

emozione

(collera,

sdegno,

odio
ener-

lo si

scorge invece compiere internamente


i

un

gico lavoro inibitorio, e troncare


e trattenere
il

discorsi gi incominciati,

gestoj,

e abbassare la voce, e sedersi in atteggia-

mento

di

muto

disprezzo, ed ostentare ad

un

tratto indifferenza,
Il

come

se la cosa non lo riguardasse

menomamente.

modo

come Musolino
toria

ascolt e accolse la lunga e focosa requisi-

del P. M. cav.

Sansone

la
si

prova pi inoppugnabile

del suo potere di arresto. Egli

domin

al

punto da chia-

mare
i

il

P.

M. vicino alla gabbia e


!

di esprimergli, sorridendo,

proprii rallegramenti

E la

stessa forza di volont


le

diremmo che domini


animo, cui
egli,

in
si

Muso troav-

lino contro

inevitabili
i

delusioni dell'

vato esposto. Djurante

dibattimenti di Lucca,
di peso,

come

vertimmo, prov spesso malessere, cal


notte insonne, sofferse cefalee;

pass qualche

ma

pur seppe sempre vincere


il

l'accasciamento
il

testimoni avversarli, e

Presidente, ed

Pubblico Ministero, noi stessi lo trovammo sempre pronto

alla obbiezione, alla risposta, alla difesa.

Durante la requisiprof. Giampietro ve-

toria del P. M.,

Musolino

si sent

male;

il

142
rific, in

GIUSEPPE MUSOLINO.

camera

di sicurezza,

che egli era eccitato; eppure,

ei

seppe dominare la sua commozione rilevantesi con spiccati


organici,

fatti

non trascese
facili

alle violenze, e

non cede

alla de-

bolezze cos

in

simili

momenti.
atti

Per

lo

spassionato osservatore, nei suoi

criminosi non doil

mina

l'impulsivit: al contrario, in alcuni potente

potere
e

inibitore.

Pu bastare

il

fatto

ammesso da Musolino,

comfe-

provato, di avere egli pi volte sparato (alle gambe) per


rire,

per dare

un ammonimento, una

chiarenza

piuttosto

che per uccidere, e quindi di non aver tirato che un colpo


solo
(il

ferimento Angelone informi

!)

questo fatto dimostra

chiara coscienza del proprio atto, discernimento rapido, giudizio netto,

inibizione perfetta.

Il

potere inibitivo di Musolino

troverebbe una conferma del pi alto valore nel ferimento di


Princi nella tragica notte del 7

novembre 1900, presso

il

ci-

mitero di Africo. Musolino,


di pubblica sicurezza,

al

chi va l dell'incauto agente


il

non ha

movimento

riflesso della fuga,

ma
noi,

prima punisce

il

traditore Princi ferendolo alle


tal

gambe; poi

fugge.

Ma

il

Musolino nega

ferimento; e la prova, dinanzi a

che

ci

appoggiamo
il

il

pi possibile sulla obiettivit, perde

del suo valore. Per

mattino di quella notte stessa Musolino

uccide

il

carabiniere Ritrovato. Orbene, egli afferma di averlo

visto in agguato col fucile

spianato contro di

lui,

di

averlo

pregato a lasciarlo passare e di non averlo ferito che quando


il

carabiniere

non

gli

ebbe sparato due

colpi.

Dunque, o

la

notte,
il

secondo

l'istruttoria,

o al mattino, secondo l'imputato,

certo si che questi, in quel critico ed emozionante 7 nogli


si

vembre quando

spararono contro dalla pubblica forza


vanta che furono pi
inibitore,
di

forse venti, trenta, cinquanta colpi (egli si


di 100!),

die

luminosa prova del suo potere

un

singolare

self-government.
superfluo ricercare nei fatti particolari la

Del resto,

prova

Gli antecedenti famigliari.

143

ohe
il

il

Musolino non commisie


di

reati per impulsivit, o sotto


d'ira o di paura,

dominio cieco

una emozione immediata


!

tanto
di

meno

di furore

La sua condotta
:

si

svolse sulle linee

un piano chiaramente concepito

nulla in lui d'incoerente

o di tumultuario, dal 1898 al 1902.


In conclusione, Musolino seppe fortemente governarsi,
solo

non

quando

il

desiderio della libert e della fuga a Malta

(nostro interrogatorio 25

marzo 1902)

lo

avrebbero potuto deil

cidere a grassazioni o a rapine per procurarsi


sario;

denaro neces-

non

solo

quando

il

prepotente bisogno sessuale lo avrebbe


:

potuto ridurre ad una facile violenza anche puramente morale

ma

seppe eziandio splendidamente resistere alla idea di uc-

cidere

quando
si

si

trattava

di

agenti
la

della

forza pubblica,

quali pur

adoperavano per
per
lui

sua cattura senza tregua e


significare tradimenti.

usando

astuzie, che

dovevano

3.

Gli antecedenti famigliari.

La

personalit di Musolino viene mirabilmente integrata dai

suoi precedenti famigliari.

Era ben arduo invero

ricostruire con esattezza l'anamnesi

della famiglia del bandito,


scritte

dopo eh intorno ad essa eransi

tante falsit,

e in

un momento che vivissimo era in


i

molti

r interesse

ad alterare

fatti.

Noi interrogammo sul

proposito Musolino stesso, prima che la epilessia di cui soffre fosse

da lui ritenuta una scusante: in pari tempo raccoaltrove,

gliemmo a Santo Stefano, e

non che

dalla bocca di

alcuni stretti suoi parenti, tutte le notizie possibili.


si

bene

sappia che quando

tali

informazioni

ci

venivano date, la

discolpa del bandito


fensori
si

messa innanzi

dai suoi famigliari e di

basava precipuamente sull'allegato

errore

giudi-

ziario delle Assise di Reggio, e che alla neurosi, soprattutta


dalla sorella Ippolita e dallo zio Filast,

non

s'era ancora pen-

144

GIUSEPPE MUSOLINO.

sato. Ci ci porta a ritenere che siano pi genuine e sincere


le notizie

da noi
al

allora raccolte, che

non

quelle portate ulte-

riormente

processo; ci nondimeno, anche di queste, opdi

portunamente depurate da ogni miscela

esagerazione e da
te-

ogni incertezza di terminologia popolana, abbiamo voluto

ner conto. Speriamo che dal confronto imparziale dei


tati

risul-

delle nostre

indagini, possa scaturire,


si sia

meno incompleta

meno

inesatta di quanto

voluto far credere, la genea-

logia del bandito.

L'avo paterno,
lino, e

Antonio, non fu conosciuto da Muso-

quindi egli non sa darcene alcuna notizia.


ci

Da

alcune

informazioni

risulterebbe

che

egli

fosse

stato

alcoolista
Filast,

(bevitore di vino),
zio del

ma

ci ci viene negato e

da Gaetano

bandito.

Era robustissimo
e
tutti

mor assai vecchio.


in

Collaterali

sanissimi

morti

et

avanzata.

L'avo paterno,
asseriscono lo
zio

Francesco Filast, mor a 73 anni, dopo

aver sopravvissuto 7 o 8 anni ad un colpo apoplettico. Ci


Filast e

Giuseppe Musolino.
al

Il

vecchio

parroco di Santo Stefano


il

rifer

signor Adolfo Rossi che

Francesco non era granch


i

di

buono, ed aggiunse in generale


Corte
.

che

Filast erano

sempre

stati intriganti in
:

L'ava materna
I

(Sinicropi) sanissima

mor in vecchiaia.

suoi collaterali risultano sani.

Il

padre,
Il

Giuseppe, vivente, di anni 57, di costituzione

robusta.

signor Adolfo Rossi lo qualifica

come uomo

forte

e astuto, dalla fronte bassa e dalle mandibole pronunciate.

Soffr

in passato

di

colpi di sangue; per

il

che fece
Cos
ci

as-

sidue cure di erba fumaria e di pendincore


ferisce Musolino.

(?).

ci ri-

La

sorella Ippolita,

da noi interrogata,

dice
tra-

che

il

padre all'improvviso impallidiva, stava mezz'ora

Gli antecedenti famigliari.

145
si

mortito sul letto e poi ritornava in s

questo male

sarebbe

iniziato circa quindici anni fa, si sarebbe presentato ogni

uno

o due anni,
di

ma

poi sarebbe completamente disparso.


il

11

colpo

sangue era ben presentito, in modo che


di mettersi

paziente chie-

deva

letto.

Anche Musolino

dice'

a noi, e ripete
di

alle Assise,

che da parecchio tempo suo padre non soffre pi

La

casa e

il

padre di Giuseppe Musolino.

questi colpi. L'interrogatorio circa

il

significato

di

colpo di

sangue rivela che Musolino intende dire moto od epilessa.

Noi possiamo aggiungere che

il

padre
al

di

indole
(di

mite, piuttosto apatico, e fu

sempre dedito

lavoro

oste

di

segantino).
epilessia
del

Sulla supposta

padre

di

Muso Uno parlarono


il

in Assise Priolo Vincenzo,

Musolino Antonio,

delegato Man10

Musolino.

146
gione,

GIUSEPPE MUSOLINO. questi

Versace Michele, Morabito Antonio; anzi,

due
per

ultimi testi l'affermarono,

non

solo sulla fede di

altri,

ma

scienza propria.

Il

Versace, che

si

noti

parente dei

Musolino, disse che Musolino padre veniva preso dal


circa

moto

)>

due volte

al

mese, e che ogni volta era impedito


Il

al

lavoro pe:r 8 o 10 giorni.

Morabito

poi,

che fu per vari! anni


di

operaio alla dipendenza di Musolino padre, attest

aver

veduto costui in attacco 10 o 12 volte, e che solo da due anni

ne era guarito. L'imputato Musolino sment in parte


dichiarando,

il

teste
at-

seduta stante,

che suo padre aveva avuto

tacchi rarissimi e che ne era da parecchi anni guarito.

D'altra parte,

si

negato

anche da molti che Musolino pao


di

dre

abbia mai sofferto di epilessia, di vertigini


I

altra
il

malattia nervosa.
gadiere Bellis,
il

testi

Ventura Baldassare e Bagnato,

bri-

maresciallo Boeri, deposero nella udienza del

28 maggio

di

aver assunte informazioni circa la affermata

epilessia di Musolinol padne, e di doverla

dopo

ci assolutamente

escludere.

Sembra

accertato invece che in passato abusasse di

vino, e questo per

una maggior concordia


loro.

fra

testimoni, se

non anco per unanimit


noi,

Diremo a suo tempo quello che

clinicamente,

pensiamo dell'alcoolismo e della neurosi

del padre

del bandito. Intanto,


figlio si

da un

ritratto

pervenutoci

ci

sembra che nel

conservi molto del tipo paterno.

La madre, Angela
Era
bella,

Filaste,

mor giovane, a 44 anni

circa.

buona, sana, dice Musolino.

noi risulterebbe che


di

fosse

affetta

da tosse cronica,

altri

ha perfino parlato

tubercolosi;

ma

Gaetano
ci

Filast, di lei fratello, a noi lo

neg
fede.

recisamente, e la sua

pare testimonianza degna

di

Certo che essa mor di polmonite (bronco-pneumonite cronica?).

Nessuna malattia nervosa aveva mai

sofferto antece-

dentemente.

Gli antecedenti famigliari.

147
di

Il

fratello minore

di

Giuseppe Musolino, Antonio,

anni 12, gode ottima salute;

ma

di

carattere violento.

Ippolita, sorella di Musolino.

Sorelle. Musolino ha
discorso
:

tre

sorelle,

delle

quali molto

si

una, anzi, la minore, ha dato nascita al solo episodio


fra-

simpatico della leggenda del bandito, quello di un amore


terno che sfida disagi e pericoli.

148

GIUSEPPE MUSOLINO.

La

prima,

che

l'Anjietta,

maritata:

in

passato
Ci

soffr

una lunga malattia ed


da
altre fonti

rimasta assai

delicata.

risulta

essere anemica da quando ebbe un

aborto, accom robu-

pagnato da grave emorragia,


sta,

La

La seconda, Vincenza,

gode perfetta salute.

terza, che Ippolita, l'abbiamo

trovata pallida e malaticcia. per bene sviluppata e di tipo

bruno

facile

ad impallidire e ad arrossire improvvisamente


alla

mostra un'asimmetria anatomica e funzionale


nei
tratti

faccia;

fondamentali del viso, nello sguardo, ha spiccata

rassomiglianza col fratello.

A domanda,

Ippolita

esclude

di

aver mai sofferto di convulsioni o di altra malattia nervosa.

A
mai

noi,

da

altra fonte, risulterebbe che

Anna ed

Ippolita sieno

bens di carattere irascibile e violento,


di

ma

che non soffrirono


Ippolita,

attacchi

di

altra

malattia

nervosa:

per

ingiurie

e minacele ad uno degli Zoccoli, stata processata


di carattere

Vincenza invece sarebbe


per che Anna durante
soffr

calmo. Ci risulta anche


di

la

sua detenzione nelle carceri

Reggio

asma, angina catarrale, metrorragia, catarro uterino ed


soffr di catarro intestinale

anemia, e che Ippolita


medico).

(certificato

Viene
colte

riferito,

inoltre,

che

entrambe nelle carceri


notizie

venivano

da svenimenti

quando ricevevano

sconfortanti della loro famiglia (relazione del Direttore delle


carceri e delle guardie).

Qualcuno ha voluto,

in codesti sveni-

menti, vedere degli attacchi di neurosi epilettica;

ma

noi,

in

ragione

del

loro

presentarsi

dietro

emozioni,

propendiamo

a interpretarli come semplici lipotimie in soggetti cloroanemici.

da notare che
il

si

presentarono in loro soltanto dopo che

seppero

fratello profugo essere stato sorpreso in Acqualagua.

Lo
le

zio Filast,

opportunamente richiestone, ha negato che


state

nipoti

siano

mai

convulsionarie

(isteriche);

i i

paterni. Musolino ha

quattro

zi

paterni

uno mor

Gli antecedenti famigliari.

149
sto-

improvvisamente, un altro mor in seguito a malattia di

maco

gli altri

due sono viventi e godono buona

salute, stando

a quanto afferma Musolino.

Zie paterne. Una


amava
marito che
ci

zia paterna, al dire di Musolino, tent

avvelenarsi la prima notte del suo matrimonio, perch non


il

le

era stato imposto dai parenti;

ma

tale

circostanza

fu negata da Gaetano Filaste e da Ippolita. Un'al-

tra zia paterna vivente, fu condotta in


Filaste,

moglie da Gaetano

e si trova in

buona

salute.

Zii materni. Musolino ne ha due,


menico
Filast,

dei quali l'uno, Do-

mor improvvisamente a 68 anni (per apoplessia


l'altro
:

cerebrale?),
e a noi

Gaetano Filast,

di anni 55,

robusto

ben noto

riport condanna,

ma

per lievi imputazioni

(favoreggiamento al nipote latitante). Poich Gaetano spos

una
e

sorella del padre del bandito, le

due famiglie, Musolino

Filast,

sono fra loro doppiamente imparentate.


zie

Zie materne. Le
tutte

materne sono quattro; morirono

in
fa,

et pi

che matura. Una,

Carmela, mor qualche


latitante,

amio
di

a 65 anni, mentre Musolino era

chi

dice

morte subitanea, chi dice esplicitamente

di un'apoplessia

cerebrale che l'avrebbe lasciata paralitica da

un

lato del corpo

qualche giorno prima di morire. Alle Assise venne indicato

che essa soffriva

di

nefrite

(teste
si

Gregorio Musolino)

per

cui l'esito in emorragia cerebrale

spiegherebbe facilmente.
di grigi ca-

di lei

che Musolino portava indosso una ciocca


altre tre zie

pelli.

Le

materne sembra morissero

di

malattie

comuni.

cugini materni.
Un

Michele Filast fu Domenico e Fran-

cesco Filast, di Gaetano, riportarono condanne,


imputazioni.
altro cugino
;

ma

per lievi

materno, Antonino Filast, fu Do-

menico, noto criminale

riport otto imputazioni e condanne,

150
fra le quali

GIUSEPPE MUSOLINO.

una a 8 anni
il

di reclusione per
di

mancato omici-

dio

sempre

delitto

a danno

Vincenzo Zoccoli), ed
,

un' altra
sione.

a mesi 18 che attualmente sta espiando


si

per eva-

Antonio Filast di Gaetano

trova in

America:

sano e non riport mai condanne.

Una cugina, Maria Romeo,


Filast,

di

Giovanni e
anni
di

di

Annunziata
epilettici

contadina,

soffre

da 12

attacchi

(nostra informazione, confermata poi da molti testi in Assise).


Si

anche detto che

in

causa della neurosi questa cugina

di

Musolino sia affetta da pazzia (imbecillit o demenza?).

Ed
la

il

solo, unico caso di neuro-psicopatia vera e certa fra

numerosa parentela

del bandito.

A
di

domanda, Musolino, Gaetano Filast e Ippolita ignorano


altri

avere
o\

parenti vicini

o lontani, che soffrano di epi-

lessia;

di

altra

malattia

nervosa.

Non

pertanto,

qualche

teste indotto dalla difesa, e

anche qualche giornalista, ha vodella labe

luto accennare ad

una pi larga diffusione


:

morbosa

nella famiglia del bandito

noi, per quanto possiamo giudicarne

dalle notizie veridiche raccolte e vagliate con criterio sereno


di

anamnesi, siamo

certi di

avere esaurito col nostro prospetto

genealogico in

modo

preciso l'argomento della

non grave

ere-

ditariet neuropatica di

Giuseppe Musolino

Morselli

De

Sanctis, Biografia di

un

bandito.

Tav. VI.

CSpiiT^tivenio

Carta geografica della Calabria meridionale.


NB. La
oairta destinata

di G. Musolno, tutt'

a mostrare la posizione dei luoghi funestati dai delitti attorno al massiccio centrale dell'Aspromonte.

m.

L'AMBIENTE DELLE GESTA DI GIUSEPPE MUSOLINO.


Prima
di

fare la sintesi

delle

nostre osservazioni partico-

lareggiate su Giuseppe Musolino, opiniamo che sia necessario


gettare
lui

uno sguardo

alle condizioni
si

mesologiche in cui la
si

di

personalit bio-psichica

formata,

svolta ed

ha

operato.

Le nuove tendenze

scientifiche

sono favorevoli ad accrediminuire d'altrettanto

-scere l'azione dell'ambiente sociale e a

la spontaneit dell'individuo: l'organismo

umano

viene inteso
sia

come

il

prodotto

di

un adattamento

progressivo,

della

specie sia dell'individuo, per filogenesi e per ontogenesi, alle

condizioni di vita, al

mezzo

in cui nasce e lavora, in cui agiatto,

sce e reagisce. Qualunque carattere, qualunque

qualun-

que destino dell'uomo individuo non


vamente: ha relazioni causali con
stirpe e della sua famiglia,
Tiventi, si
gli

gli

appartiene esclusi-

antecedenti della sua


gli altri

ha nessi continui con

con-

propaga da lontano nello spazio e nel tempo, e a


di ulteriori

sua volta diviene causa


esistenza umana.

mutamenti

e fatti della

Mentre nei primordii della nuova Scuola, sotto l'impulso

di

152

GIUSEPrE MUSOLINO.
lo studio astratto e ideale della
il

Cesare Lombroso,

delinquenza

aveva ceduto interamente


sitivo

passo a quello concreto e pofattore

del delinquente, ed

il

bio-antropologico pareva
il

avere messo in disparte quasi del tutto


oggid
si

fattore psico-sociale,

cammina sempre pi verso

la conciliazione dei

due

indirizzi che

parvero per un po' di tempo fra loro in antagosi

nismo,

ma

che per contro

integrano a vicenda, e completano

nella nostra

mente
il

il

concetto del delitto. vecchio,

ma

pur

sempre vero
l'individuo

detto di Quetelet, che le societ preparano e


l'atto

compie

criminoso.

Con questa integrazione


una figura

della pura antropologia criminale con la sociologia,

come
ed
il

quella di Giuseppe Musolino rimane meglio illuminata,

penoso fenomeno che

essa rappresenta,
ci
si

non

solo

ci

diviene comprensibile,
tuna, rimediabile.

ma

anche

addimostra, per for-

1.

La

Calabria.

Noi dovremo, pertanto, parlare della Calabria e delle sue


condizioni etniche e morali:
statistici,
ci

gioveremo

di dati etnografici,

storici,

politici,

conforme

alle regole

della

moderna

ricerca sociologica,

ma

intendiamo essere

liberi nei nostri ap-

prezzamenti senza con ci venir meno


fetto che
tutti gli Italiani delle

al rispetto
si

ed

all'af-

diverse regioni
di

debbono

fra

di loro.
solino,

Questo diciamo perch a proposito

Giuseppe Mu-

essendosi ricordate le poco confortanti note che allo

studioso lascia vedere la moralit Calabrese nelle altissime


cifre della

delinquenza e nel reiterarsi e perpetuarsi del


si

bri-

gantaggio, si protestato che


si

offendeva la Calabria e quasi


spettro del regionalismo.
di-

voluto lasciare intravedere lo

Non crediamo che


cendone
le

sia offendere

un popolo od un paese

cattive
le

qualit quando,

contemporaneamente, se

ne dicono anche

buone: una popolazione ha sempre, come

La
ogni individuo^
difetti

Calabria.

153

e virt, perch niuno perfetto.

Non
e

sarebbe' suscettibilit fuori di proposito quella dei

Romani

dei Genovesi verso chi scrivesse che nel Lazio pi diffuso

che altrove, in

Italia,

il

vizio dell'ubbriachezza, e che la sua

plebe incolta, superstiziosa e manesca, mentre in Liguria

diffusa

invece,
le

pi

che in

ogni

altro

compartimento,

la

pazzia e che

sue popolazioni son di rudi maniere, poco

espansive e predisposte alle malattie mentali e nervose?


Il

fatto

positivo,

purch indagato con metodo

scientifico,

purch confortato da prove razionali e da numeri, non


irrita

spaventa n

l'investigatore

psicologo

sociologo:

in

questo campo la
utile e
stessi.

verit contiene sempre un ammaestramento


la

profondamente morale,

conoscenza migliore

di noi

Ora, la Calabria forse, di tutte le regioni d'Italia, la

meno

conosciuta dagli Italiani. Moltissimi settentrionali non ne sanno


la

vera situazione geografica, n

confini,

la disposizione

peninsulare, e ancora
citt,

meno
si

la ubicazione delle sue principali

toltane Reggio. Cos

confonde la Sila coll'Aspromonte,


di

quantunque queste montagne distino fra loro


grado
di latitudine.
si

un

intero

Meno ancora

conoscono,

denti un'analisi pi severa,


le

perch pi complesse e richie la storia, glorie


le

intellettuali,

condizioni

sociali

di

quella

penisola:

si

quasi

al-

l'oscuro sulle sue condizioni economiche. Delle condizioni


rali si

mo-

sa soltanto quello che

le

statistiche ufficiali lasciano

capire attraverso alle rattristanti cifre della delinquenza, della


natalit
illegittima,

della

emigrazione,
la

dello

scarso

nullo

sviluppo industriale.

Anche

mancanza

di centri

urbani imi

portanti (nessuno dei tre capoluoghi di provincia superando

40,000 abitanti),

l'assenza

di

scuole

superiori

di

giornali

diffusi, la lontananza dalle grandi linee odierne del traffico

154

GIUSEPPE MUSOLINO.
la viabilit interna tuttora infelicissima,

e della navigazione,
tutto
ci

contribuisce

a mantenere l'oscurit sulla regione


di

che pur ebbe, negli antichi tempi, epoche


Di l non giunge quass e fuori

luminoso splendore.

d'Italia se

non

l'eco

delle

gesta brigantesche, perpetrate in territorii montuosi e selvosi,

che
bili:

ci si

lascia supporre pressoch inaccessibili ed impenetra-

la

Calabria notissima per tutto


e

il

mondo

solo per

suoi

briganti

pei

suoi
gli

leggendari costumi....
stessi Calabresi si

Ma

convien dire che

sono ben poco

interessati

per

far

meglio conoscere la patria loro. Manca

fino ad ora

una

storia completa e

documentata della Calabria;

per quanto ricca e 'veramente tipica sia la


scarsissime
le

musa

popolare, sono
si

indagini glottologiche sui dialetti che vi


si

par-

lano; nelle guide


Bruzio,
le

parla piuttosto della Magna-Grecia e del


coi pi minuti particolari le vicende e

rammentando
elleniche
e

cose

romane:

tutto

al

pi vi
si

si

discorre

di

quelle sveve e normanne, mentre


sugli usi e costumi dell'epoca
Si pertanto dato
il

vi

tace quasi del tutto


e presente.

moderna

caso curioso che qualcuno parta alla


gli

scoperta della Calabria, presso a poco con

stessi

stati

d'animo con cui

ci si

accingerebbe a perlustrare una incognita

parte del Continente nero.

poich non possibile in simili


le
dif-

imprese veder tutto e veder sempre giusto, anche per


ficolt

materiali che

si

incontrano a viaggiarvi, e pel fiero


i

riserbo degli abitanti verso

forestieri,

ne segue che

le

mo-

nografie sulla Calabria sono ordinariamente incomplete, spesso


inesatte, e
lo

ad
i

altro

non conducono tranne che ad aumentare


dei

sdegno e

sospetti

Calabresi

quali

si

veggono,
giudicati.

parer loro,

sempre m.eno conosciuti


al

peggio

Ci anche accaduto

pi illustre degli alienisti

italiani,

a Cesare Lombroso,

le cui

note giovanili pubblicate or poco

senza mutamenti, trentadue anni dopo che erano state rac-

La
colte
(1),

Calabria.

155
critiche,

hanno svegliato acute ed acerbe


feriti
il

perch

Calabresi ne sono stati


il

nel loro

amor proprio

(2). Certo,

Lombroso poteva

rifare

suo studio su dati pi recenti,

non affidarsi alle impressioni della sua esistenza di medicomilitare;

ma

ci che egli dice della criminalit specifica Cala-

brese, dei concetti di giustizia che col sono diffusi in tutte le


classi, dello spirito

fortemente individualistico che spinge

gli

offesi alla vendetta personale


diziarie,
si

anzich

ai

ricorsi per vie giu-

trova nelle sue linee generali pienamente conferdalle

mato

tutt'ora

notizie

ufficiali:

questo

vedremo ben

presto.

Per quanto cos ignorata, la Calabria fra


liane

le

regioni itaglorio-

una

di

quelle che vantare possono

un

pp,ssato

sissimo, e che per la bellezza delle sue


gie

montagne

e delle spiagi

marine, pel fascino dei suoi paesaggi, per


di

ricordi

di

un periodo

incomparabile intensissima
la

civilt,

per la

intel-

ligenza aperta,

fierezza

di

carattere,

la

ospitalit,

la

di-

gnit di portamento dei suoi abitanti, per la pittoresca singolarit del

costume, e anche per l'abbandono stesso in cui dusecoli

rante pi

l'hanno lasciata

cattivi

Governi col imaltri Italiani

peranti, sveglia
la

deve svegliare nell'animo degli

pi viva e profonda simpatia

Una

regione, che fino dagli albori della sua storia

si

connette

col sacro

nome

di Enotria e di Vitellia (Italia);


le

che gran-

deggia nelle nostre memorie classiche con

raffinatezze in-

superate del vivere civile di una Sibari, di Crotone, di Locri,


di Caulonia, di Turio;
dell'antichit,

che ospit alcuni degli

spiriti

magni

Pitagora,

Filottete,

Caronda, Policrate;
di

che

fu

il

teatro

delle

gesta di

Pirro,

Annibale, di Fabrizio, e
popolare
).

(1) C.

Lombroso, In Calabria
dott.

(" Bibl.

Catania,

Gian-

notta, 1898.
(2)

Veggasi: Trombetta

C,

La

Calabria

Cesare Lombroso.

Catanzaro, 1898.

156

GIUSEPPE MUSOLINO.

raccolse Bruto e Cicerone profughi, ed ebbe ed ha tuttora le ceneri di re Alarico, e vide guerreggiare e talvolta morire sulle

sue spiaggie o fra


italiana:

suoi monti molti fra

gli

eroi della storia

Ruggero

di Lauria,

Roberto Guiscardo, Federico BarII,

barossa, Enrico VII, Ruggero


ricordi sacri
al

Gonzales

di

Cordova, e poi,

nostro patriotismo^ Gioacchino Murat e Giu-

seppe Garibaldi;

una regione che prest

il

primo

asilo al

monachismo
tosini,

occidentale con

San Bruno, fondatore

dei

Cer-

e diede al cattolicismo una delle sue figure mistiche

pi severe. San Francesco di Paola;

che nei tempi antichi

stata la sede di scuole filosofiche e scientifiche celebratis-

sime, fra cui la Pitagorica, veri fari dell'incivilimento, e che


poi nel secolo
tina

XVI ha veduto

rinascere quell'accademia Cosen-

con cui risorse


del pensiero
i

lo spirito

speculativo e

si

inizi
si

il

gran
di

moto

moderno (1); -una

regione che

onora

aver dato

natali, oltrecch alla folla dei filosofi greco-italici,

a Cassiodoro, a
clesiastici

fra Gioacchino del Fiore


di

il

primo

degli ecal

assetati
tre

riforma, a Bernaudi Bernardo,

Par-

rasio,

ai

fratelli

Martirano, al grande Bernardino Telesio

che pel primo

si ribell

ad Aristotele in nome della sperienza


il

e della ragione,

Tommaso Campanella
,

celebrato autore

della Citt del sole

all'astronomo Gigli autore della riforma

gregoriana, a Pasquale Galluppi l'instauratore dell'intellettua-

lismo in

Italia,

a Francesco Fiorentino e ad
al
i

altri

fortissimi
eroici,

ingegni; che ha dato


patrioti valorosi com^o

Risorgimento nazionale soldati


1

Fratelli Bandieria,

Poerio,

gli

Stocco,

(1) Sulla

influenza della Calabria nella filosofia italiana del se

colo

XVI, che

quanto dive nella instaurazione del vero pensiero


ossia

moderno, veggasi: Fr. Fiorentino, Bernardino Telesio,


storici

saggi

sulla idea

della

Natura

nel Risorgimento Italiano. Firenze,

F.

Le Monnier,

1872, due voi.


in
"

sul Galluppi veggansi

lavori di

Fr. Pibtropaolo,

Eivista di Filosofia scientifica

del Morselli,

voi. Vl-VIir, 1887-1889.

M
i

Calabria.

157
e

Miraglia,

Romeo,
(1),

Domenico Manca,

Giovanni Nicotera,

e Luigi Miceli
in

non pu a meno dal mantenere caldissimo

chi

le

appartiene

un geloso

amore

di

patria.

Onde

il

facile insospettirsi verso

chi si accinge a parlarne, per


il

tema
Jl

che se ne dica soltanto


per noi le

m;ale

se ne
si

taccia

il

bene.

mandiamo

innanzi,
di

come

vede,

il

pi caldo

degli omaggi, e

domandiamo

non essere

fraintesi

quando
fattori

del

fenomeno Musolino cerchiamo alcuna ragione nei


etnici

geografici,

sociali.

Chi ha viaggiato, come noi, in Calabria ha provato indimenticabili emozioni davanti ai suoi paesaggi che
l'incanto ellenico nel contrasto fra le

hanno

tutto

montagne brulle

in parte

ed in parte boscose,

le

rive

verdeggianti su di

un mare

chiaro ed azzurro, percorso da vele


cos che nel secolo
lente,

schiettamente latine.
soldato va-

XVI

la cantava

un suo poeta e

Galeazzo

di Tarsia, l'innamorato (forse riamato) di Vit-

toria

Colonna:
Queste
Questi
fiorite e dilettose

sponde,
rive,

colli,

quest'ombre e queste
e

Queste fontane cristalline

vive

Ov'eran l'aure

ai

miei desir seconde;


sol

Ora che Son nude

il

mio bel

da noi s'asconde,
e schive,

seccbe e di vaghezza prive,

le_

ninfe,

d'amor rubelle
i

Lasciate han l'erbe,

fior, le

selve e l'onde.
Sonetto

XXII.

Ma

questo paese, cos bello quando sia veduto da chi viaggi

sulle rive dei

due mari che

lo

bagnano, poi geograficamente

un paese mal
agricole,

dotato da natura, con poco spazio per le colture


difficile e disagiata

conformato in modo da riuscirvi

nel suo interno la vita sociale. Dall'eccellente saggio di co(1)

Veggasi Nicola Marselli, Gli Italiani del Mezzogiorno;


:

e Vi-

SALLi,

Calabresi nel Risorgimento italiano.

Da

consultare pure la
al

conferenza
l'on.

che

sulla Calabria

fece quest'anno

Collegio

Romano

Bruno Chimirri.

158
scientifica

GIUSEPPE MUSOLINO.

rografia

del

Fischer

(1),

riassumiamo
il

la

descri-

zione della penisola Calabrese che fu


soliniane.
"

teatro delle gesta

mu-

La

notevole altezza dei monti, in confronto colla ristrettezza della

penisola, per cui tutte le acque


la

hanno una enorme potenza


e

erosiva, e

grande durezza delle roccie (graniti, gneiss

scisti

cristallini)

dintorni del monte Scif.

conferiscono alla Calabria


rotta da forre, molto

il

carattere di una regione montuosa, aspre,

smembrata, per quanto nell'interno, ma sempre in piccola estensione, ricori-a la forma dell'altipiano. Tutti i fiumi

hanno un corso breve, ora


anzi
i

in gole strette impervie, ora,

ma

solo ec-

cezionalmente, in larghi letti ciottolosi;

tutti

son poveri di acque,

pi sono in gran parte dell'anno

asciutti....

cagione della

ri-

(1) Cfr.

Teobaldo Fischer, La Penisola


IN'ovarese,

Italiana.

Prima traduzione

italiana
trice,

di

Pasanisi

Eodizza.

Torino, Unione Tip.-Edi-

1901-2 (in appendice all'opera di Nedjlvyr,

La

Terra).

La

Calabria.
terziai'ie,

159
dell'avane di

correnza d rocce facilmente disgregabili nelle zone


zato diboscamento e dell'alternarsi
piovosa,
i

di

una stagione secca

una

fiumi convogliano enormi masse di sfasciume ed hanno co-

struito tutto in giro alla costa

Calabria quindi
parti difficilmente

una spiaggia bassa e importuosa.... La una regione chiusa, impraticabile, le cui singola comunicano fra loro, e che nel suo complesso, tanto

per via di terra quanto per via di mare, difficilmente pu comunicare


coll'esterno.

Una

"

fiumara

di Calabria (l'Amendola).

Dalia carta dell'estrema punta d'Italia che abbiamo annessa,,


si

scorge

come

sottile

sia
si

la

striscia

littoranea

dei

terreni

utilizzabili

per la cultura:

pensi poi alle numerosissime in-

terruzioni dei brevi e larghi corsi d'acqua.

Le

vie principali
il

costeggiano
tirreno

il

mare, tutt'attorno
altra strada
il

tra

il

versante ionio ed

non

v'

carrozzabile se

non quella che

da Gerace, traverso

passo del Mercante, va ad Oppido Ma-

160

GIUSEPPE MUSOLINO.
e

mertino

a Palmi,

che certamente fu quella percorsa o


e

fiancheggiata da Musolino

dai

suoi

compagni dopo
il

l'eva-

sione dalle carceri di Gerace per recarsi ad uccidere

Crea.

In causa di codesta oro- ed idrografia, che rende costosissima


la viabilit, gli abitanti della Calabria

sono

posti,

per quanto
in

riguarda lo sviluppo del benessere e della

civilt,

condi-

zioni molto sfavorevoli, forse le pi sfavorevoli che in tutto


il

resto

d'Italia;

condizioni

aggravate

oltremodo

dalla

fre-

quenza

dei

terremoti

disastrosi,

peggiorate dal continuo ac-

crescersi

delle

devastazioni

fluviali.

La Calabria ha troppa popolazione per


media (99
intenso
abit. per chil.q.) vi

le

sue risorse: la densit


abit.

poco

minore che in Toscana (97

per chil.q.), anzi nel Reggino giunge ai 129 abit. per chil.q., per cui
il

movimento

di emigrazione.

Nel solo anno 1897 partirono


il

11 502 abitanti, recandosi quasi tutti fuori d'Europa;


di 1147 ogni centomila,

rapporto

mentre nel totale del Eegno di 527 (1). Nel dibattimento di Lucca risult che alcuni degli individui, la cui testimonianza sarebbe stata piii utile (Giuseppe Travia, Antonio Filaste, uno Zoccoli), si trovavano in America. La beneficenza ed assistenza pubblica hanno scarso
patrimonio in Calabria di fronte
le le ai bisogni
;

sopratutto poverissime sono

Congregazioni di
scuole sussidiate:

carit, le opere pie per cure a domicilio, gliiasili,

all'opposto,

relativamente alto

il
il

patrimonio

delle istituzioni ed opere di culto. Mediocre soltanto

patrimonio
a scopo
e

dei Ricoveri di

mendicit.

I cittadini

fanno

pochi lasciti

filantropico: nei di ciotto anni dal 1881 al '98

appena 79 tra grossi

piccoli a favore di opere pie preesistenti (le Puglie, che pur


ricche, ne diedero 314
e

gli

non sono Abruzzi 121). In quel periodo non si


i

eressero che 10 nuove Opere pie, la cifra pii piccola di tutti

Com-

partimenti del Regno.

Poco diffusa

la

istruzione,

nonostante la legge del 1878 che

la r,ese obbligatoria. In quell'anno ben 90 su 100 sposi Calabresi

non

sapevano firmare
scuole
le
e
il

l'atto d nozze.

Oggid, malgrado l'apertura di molte

miglioramento della viabilit, ve ne sono ancora 77 7o-

donne Calabresi sono le pi incolte di tutte le Italiane: su 100 ve n'ha 87 di illetterate, ed forse una delle cifre pi alte dell' anal-

(1) Tutti questi e

successivi dati statistici furono attinti dall'ot-

tima pubblicazione
Italia):

ufficiale

(naturalmente clandestina

o ignorata in

Annuario

statistico del

Regno. Roma, 1900.

La

Calabria.
si

161 scrivano poche lettere


e

fabetismo Europeo! Questo spiega perch vi

cartoline (non pi di 4 all'anno per abitante!) poste vi diano scarsissimo guadagno allo Stato.

come

le

pubbliche

Pochi sono gli Asili infantili: due soli in tutta la provincia di Reggio con appena 290 alunni! Le scuole elementari obbligatorie sono inferiori ai bisogni, e alle facoltative quasi non si pensa; scarse anche
le serali;

una

sola tecnica governativa in tre provincie (mentre alle


e

Puglie ne furono date 7


pubblica, appena

all'Umbria 4): nessuna scuola industriale,


di

professionale o artistica, nessun istituto agricolo, nessuna biblioteca

una larva

pseudo-insegnamento universitario
i

(?)

al Liceo di Catanzaro. Troppi invece, al confronto,


litici,

giornaletti po-

quasi tutti asserviti ai partiti locali.

Dai resoconti della


di

giustizia civile

si

rileva

che

Cala-

bresi sono piuttosto litigiosi:

per ogni mille hanno la media annua

144

liti

in piedi. Debole invece la cifra dei fallimenti, stante la

povert del commercio; pur bassa quella delle separazioni conjugali,


stante la vivezza dei sentimenti di famiglia; invece, poco richiesti
i

provvedimenti per correzione ed educazione di minorenni

(soli

2 ogni

100000 abit.). Della giustizia penale, parliamo in capitolo a parte. Riguardo alle condizioni economiche, l' agricoltura basata precipuamente sulla coltivazione dell'olivo e degli agrumi, ambedue assai impoverite negli ultimi anni, la prima per le devastazioni della mosca olearia, la seconda per la chiusura dei traffichi all'estero. Il diboscamento incessante della montagna ha fortemente danneggiato i piani coltivabili: fu bens promulgata una legge (10 marzo 1888) per
la sistemazione dei bacini montani, specialmente Calabresi, ma, al solito,

venuta altra legge a complicare le cose (quella del 30 marzo 1893), non se n' fatto quasi nulla; e il rimboschimento e il consolidamento
dei terreni arenosi, che poi sono quasi tutta la

marina lungo

il

Jonio

e in parte lungo

il

Tirreno, rimangono tuttora un pio desiderio.

Con

ci

il

latifondo vasto, la irrigazione non regolare

ma tumulun

tuosa; l'allevamento del bestiame (compresi gli asini che erano,

tempo, pregiatissimi) assai stentato, salvo quello del majale, questo " salvadenaro del misero contadino . Forte la tassa sui fondi e fabbricati rustici in causa delle ben note vicende del catasto
;

e difficol-

tosissima la esazione delle imposte, cosicch vi

si

contano numerose
fiscali.

espropriazioni per mancato adempimento degli obblighi

La industria manca quasi

affatto

od bambina; prima di tutto

perch difetta la forza idraulica naturale, poi per poca iniziativa dei
capitali: l'assenteismo dei grandi proprietarii

mantiene basso

il

moche

vimento locale del denaro. Tutto


e a distillazione di spirito:

si

riduce a povere miniere solfifere


opifci

non vi sono di quei grandi


si

caratterizzano l'industria moderna, sicch non esiste una vera classe


operaja; in compenso, non vi

sente quasi mai parlare di scioperi.

La

popolazione Calabrese mostra la sua

povert anche

nel limitato

Musolino.

11

162

GIUSEPPE MUSOLINO.
e in

USO di tabacco: in Calabria


di soli

Basilicata

il

272

204 grammi, mentre nel Regno

medio consumo anntio di 561, Inoltre, su 409

comuni, quanti cio ne contiene la regione, tre soltanto fino al 1897 possedevano illuminazione a gas: i tre capoluoghi di provincia. Anche il commercio meschino: la navigazione a vela, nonostante la lunghezza delle coste, conta in tutto 104 bastimenti, colla

portata complessiva di poco superiore a 2000 tonnellate: la pesca soltanto abbastanza florida.
irrisorio,
Il

prodotto chilometrico delle ferrovie

n copre mai le spese d'esercizio: i Calabresi si muovono pochissimo, e chi ha viaggiato colaggi non dimentica pi la impressione di quei treni ferroviari, quasi sempre vuoti, e che

percorrono

lentamente

le coste,

passando ad ogni duecento, trecento metri su opere


al paese,

d'ingegneria (ponti, terrapieni murati, ecc.) che costarono


fin

qui inutilmente,

somme

enormi.

Non vi sono ferrovie complementari, n tram: le comunicazioni, i trasporti nell'interno si effettuano anche oggi con
mezzi
bilit
e veicoli primitivi,

spesso a solo dorso di mulo.


o

Eppure

la via-

comune fu, negli ultimi trenta migliorata. Quando si pensa che sulla

quarant'anni, notevolmente

fine del secolo

XVIII

la unica

strada carrozzabile per la penisola Brutina finiva a Monteleone, che oggi vi sono ben 22 chilometri di strada ogni 100 chil.q. di superficie^

che nel 1898 se ne stavano costruendo, tra provinciali e comunali,, per 978 chilometri, si comprender che qui sta la ragione principale,
e

una volta

del fiorire, oggid dello scomparire del brigantaggio.

Possiamo noi

stupirci e

possono

Calabresi dolersi

se, veri-

ficate codeste condizioni generali della loro regione, alle quali

sono aggiunte
e

le

etniche e le morali, ivi


la

si

prepari,

si

svolga

trovi

alimento
?

singolare

figura

del

bandito

Giuseppe

Musolino

2.

luoghi dei

delitti.

Santo Stefano

di

di

Aspromonte, patria

di

Giuseppe Musolino,

un comune

di circa

2500 anime, che fa parte del mandamento


Il

Calanna, circondario di Reggio Calabria.


si

mandamento

di

Calanna

trova tutto sul versante tirreno della Calabria meti-a


i

ridionale,

quelli di Sant'Eufemia, Scilla,

Reggio e Gallina;
Podargoni,

comprende

comuni

di

Calanna, Laganadi,

Ro-

/
sali,

luoghi dei

delitti.

163

SamlDatello, Sant'Alessio, Santo Stefano e Villa

San Giud'Ita-

seppe. Pi in gi, formanti l'estrema punta del


lia e bagnati
Melilo, Bova,

piede

dal

mar
e

Jonio,

si

stendono

mandamenti

di
di-

Ardore

Bianconovo, anch'essi con localit


bandito,

venute famose nelle


Bagaladi,
Africo,

gesta del nostro

per esempio

Roccaforte del Greco,

Roghudi, San Luca,.

Un

paesao'gio dell'Aspromonte. Sulla strada di Bagaladi (cir, di Bova).

Precacore. Sempre sul

mar Jonio

sta Gerace, dalle cui carceri

giudiziarie Musolino evase nel- 1898,

mentre dal
sede

lato opposto
di

della

provincia,

sul

Tirreno,
di

sta

Palmi,

tribunale.
di Catan-

Al nord la provincia
zaro,

Reggio confina con quella


di

dove pur troviamo, nel circondario


di

Monteleone, man-

damento

Soriano,

mi piccolo borgo, Gerocarne, anch'esso


:

insanguinato da Musolino

questi vi raggiunse, nelle sue ven-

1,64

GIUSEPPE MUSOLIXO.

dette, gli Zoccoli


vi

che per tema


fratello

di lui

erano col emigrati, e


Vincenzo.
della

uccise

Stefano,

dell'odiato

Se

si

getta un'occhiata
si

sulla

carta geografica

Cala-

bria meridionale,

vede che quasi

tutte le citt e borgate

mag-

giori della jDrovincia di

Reggio sono situate a poca distanza

dal

mate o

sulla riva stessa del

mare:

la

zona centrale della

provincia

priva affatto di centri di popolazione, perch

tutta occupata dal

gruppo montuoso terrazzato che ha nome

di Aspromonte. Questo gruppo, che s'alza quasi a due mila

metri sul livello del mare, va dal Passo del Mercante (m. 771)

corrispondente alle origini del torrente Turbolo, fino allo stretto


di

Messina. Molti,

scrivendo

di

Musolino e della Calabria,


la

hanno confuso l'Aspromonte con


sta

Sila:

questa, invece, ne

abbastanza lontana,

essendo tutta in

provincia

di

Co

senza.

Certo, l'analogia di struttura tra la Sila e l'Aspro


:

grande
renti

sono ambedue
si

rilievi
in.

rocciosi,

molto

rotti

dalle cor-

acquee che

formano

alto e che all'epoca delle piogil

gie scorrono violentemente

verso

mare. Questa conforma-

zione del vasto


esercitato
fatale,
il

ammasso conico

sul quale tanto spesso si

brigantaggio, ricorda quella, per noi Italiani tanto

dell'Abissinia.

L'Aspromonte

uno

dei punti geologicamente pi antichi,

non

solo della penisola,

ma
si

anche

di tutta

l'Europa meridio-

nale. Dal gi citato saggio corografico del Fischer attingiamo

notizie precise, nelle quali


tati

riassume
(1).

il

lavoro dei pi repu-

geologi

geografi nostrani

"

data,

Le montagne della Calabria hanno il carattere di una


e

mferidionale,

una

zolla antica, denu-

larga, elevata groppa, spianata supesi

riormente;

ci in

modo precipuo

osserva nella met boreale (che

(1) Veggasi:

Cortese, Descrizione geologica della Calabria. Roma, 1895


il

opera importantissima, cui collaborarono

Novarese, Aicbino, Di Ste-

fano, Viola. Altri illustratori della corograia calabrese sono stati

Eatk,

LovisATo,

De

Stefani, Neviani, ecc.

luoghi dei

delitti.

165

cade nella provincia di Catanzaro) prevalentemente granitica, ricca ancora di boschi, fiumi e sorgive, la Serra....

una

regione che asso-

miglia molto alla

Sila, e

che culmina nel Monte Pecoraro, alto 1420 m.,


il

profondamente solcato da gole d'erosione dal lato che guarda


Jonio.... I centri abitati
e Soriano),

mar

pi rilevanti, come Serra, San Bruno (Arena

giacciono in bacini piatti di antichi laghi.


il

Una

strozza-

tura ben netta fra

monte

della

nara la Serra dall'Aspromonte....

Limina ed il Monte Missagruma seL fu un braccio di mare quaternario.

Sulla strada di Africo.

Da lunga,

la catena

montuosa dell'Aspromonte.

"Al sud di esso s'eleva l'imponente massiccio gneissico dell'Aspromonte, ancora ricoperto di selve, che forma una enorme cupola.... La cima pi alta di esso, il Montalto (m. 1958), in pari temjjo il punto
pi elevato
della Calabria meridionale. Larghe " fiumare (secche)^ che hanno intaccato profondamente coi loro resti ciottolosi la mon-

tagna, solcano l'Aspromonte con valli radiali d'una tale regolarit da farlo paragonabile ad un cono vulcanico: per altro, verso l'interno esse sono strette e molto profonde, terminano spesso in appicchi, e

l'una dall'altra sono divise, non da una cresta acuta,

ma

da altipiani

166
("piani,,,
della

GIUSEPPE MUSOLINO.
" camin Al piede ,,) inclinati dolcemente verso il mare.... montagna, ricoperta di neve per met dell'anno, a breve distanza

dai suoi fianchi selvaggi,. aspri e poco accessibili, nei quali tutfal pi

una rozza segheria

di

legnami (quale quella posseduta, un tempo, dalla

famiglia Musolino) accenna alla presenza dell'uomo, su una zona larga parecchi chilometri di terreni pliocenici e quaternari! addossati di-

rattamente all'arcaico
irrigati dalle

si

stendono gli splendidi agrumeti di Keggio


I
"

acque che scendono dalla montagna.

piani

sono

Un

borgo dell'Aspromonte marid. Eoghudi, nel mandame.ito di Eova.

posti a coltura di patate e di segala;

per

s'^

conservato ancora in

grande estensione

il

bosco originario, di castagni fino ad una certa


e

altezza, indi di querce

di

faggi, pi in alto di abeti....

Anche

il

versante jonico dell'Aspromonte solcato regolarmente da valli trasversali,

formate tutte da impetuose fiumare (fra


il

citi

l'Africo, dove
ecc.),

avvenne
i

conflitto di

Musolino con

la pubblica forza,

V Amendola,

cui letti ciottolosi, larghi persino

coste tanto vicini l'uno all'altro


tre chilometri e talora

un chilometro, sono presso alle che se ne incontra uno ogni due o


'

anche meno.

I
Il

luoghi dei delitti

167

paesaggio non pu essere meglio appropriato alla figura

del bandito.

Un

vasto

ammasso

conico, che

si

innalza a gradi-

nate e terrazzi selvosi, sormontati da vette a cupole; fianchi


di

montagne profondamente

solcati

da burroni, in cui scorrono

torrenti rovinosi per la marina, cio per le parti piane costeg-

gianti
bile,
i

il

mare

e fertili

in alto, la selva, la

macchia im.penetrai

ripari sotto le roccie; in basso, gli agrumeti,

frutteti

.rari

campi

coltivati

ad aratro; altipiani verdeggianti


e

divisi

da larghe
le

strisele
tutte

ciottolose

secche;

le

vie
i

carrozzabili e
letti

ferrovie

alla marina,

verso l'interno

dei

torle

renti per strade, pi in alto sentieri

da muli, infine verso

vette per molti mesi nevose

nessuna traccia che guidi l'uomo

alla ricerca del


Nell'antichit
i

suo simile.
centri
abitati,
tutti

essendo
alla

sorti

per colonizza-

zione dal di fuori, erano


floridissime e superbe
datasi la popolazione,

marina
:

e divennero citt

(Sibari informi)

nel

medio evo,

dira-

questa

si

trov respinta dal mare in

causa delle continue invasioni dei Saraceni, e tranne poche


naturali fortezze lungo la costa^ prefer ritirarsi sui monti e

costruirvi

suoi

abitati, in vista

bens del mare,


i

ma

senza pi

avere relazione con esso. Avvenne cos che


pi numerosi
culmini,

borghi medievali
e sui
re-

sono

situati

tutt'attorno

all'Aspromonte

al limite

degli

altipiani
i

coltivabili.

La

ferrovia,

centemente costrutta lungo


spiaggie nuovi centri
di

due mari,

fa

sviluppare

sulle

popolazione, a detrimento delle ca-

stella e borgate poste in alto^ e lasciando


le

sempre pi povere

comunicazioni interne della penisola.


Santo Stefano d'Aspromonte,
a-

12 chilometri e mezzo da
col-

Calanna, non che a 28 chilometri da Reggio, e sta in


lina, fra
i

idue torrenti Telese e Gallico.

Il

territorio fertile

nella sua parte

occidentale,

montuoso

nella

orientale,

spin-

gendosi in alto su di una ramificazione o contrafforte del-

168

GIUSEPPE MUSOLINO.

l'Appennino.

Come

tutti

comuni Calabresi, Santo Stefano


il

vive essenzialmente del prodotto dei suoi campi: in basso

grano, l'olivo, le patate e la frutta, pochi cereali, poca vite;


in alto
vi
si
i

'pascoli

boschi:

ma

l'agricoltura e la pastorizia
:

sono molto arretrate. La sola industria quella forestale


dibosca la montagna e se ne vende
la
il

legname

in rozze assi

dopo

prima segatura. Fra


i

le

persone pi abbienti del paese

stanno per appunto


il

negozianti di legname, fra cui una volta

padre
i

di

Musolino, ora ridottosi a tenere osteria. Notiamo


tutta la regione calabrese di

che

cognomi pi frequenti, in

cui parliamo, fra le famiglie notabili (possidenti, professionisti,,

commercianti), sono
stino,
i'

'Romeo',

Musolino,

Chirico,
i

d'AgoFilaste
:

Suraci,

Sinicropi,

gli

Zeccali o Zoccoli,

ed
fr,

altri

dalla desinenza pure accentuata, per esempio


Barill, Attin,

Giuf-

Fiumana, Lagan, Marciano,

che hanno

se

non erriamo

una decisa fisonomia greco-romaica.


3.

La

popolazione.

Calabresi sono
di

una

bella, intelligente e fiera popolazione,,


le

degna

ogni riguardo, nonostante

sue condizioni non pro-

spere, anzi inferiori di sviluppo sociale;

ma

queste non sona

dovute a deficienza ingenita della razza, bens alla cattiva

conformazione del suolo ed

alle

vicende storiche degli ultimi

nove

secoli.
di

Avvicinando, per ragione


arrivati a

questo nostro studio,


di

testimoni

Lucca dal fondo della provincia


i

Reggio per decolloquii coi

porre nel processo, e soprattutto dopo

nostri

parenti stessi di Musolino, ci venuta in mente la descrizione

che alcuni anni or sono diede della popolazione


l'esimio illustratore della

Calabrese

Magna

Grecia, Francesco Lenormant.


riporteranno
dei Calabresi-

"I viaggiatori
un'alta stima ed

(cos

scriveva l'arclieologo francese)

Malgrado la

una profonda simpatia pel carattere cattiva fama clie hanno loro conferito i

briganti, essi

La
foi'mano
leale;

popolazione.

169

una buona ed onesta popolazione.... Il carattere vi fiero e nessuna volgarit neiratteggianiento; nel linguaggio, un accenta
e diritto.... Il

fermo

Calabrese piuttosto taciturno,

ma

nei suoi

modi

ha un contegno
Orientali.
eccellente.

serio

ed una nobilt di portamento che ricorda gli

un

lavoratore energico, e sotto le armi riesce


il

un soldato

Aggiungete a tutto questo

pregio di una ospitalit degna

della et patriarcale....

(1).

Ebbene

il

ritratto

non

il

abbellito,

ma
in

veridico

noi ab-

biamo soprattutto
nella Ippolita
lui

rilevato

contegno di cui parla Lenormant

sorella

del

bandito ed

Gaetano Filast

zio materno.

Seduti rimpetto a essi, vedendoli cos scrii

e d

movenze

cos severe,

mentre udivamo uscire dalla loro

boicca

pi strani ed ingenui concetti di giustizia e di diritto


e pubblico,

privato
^i^ello

abbiamo avuta una luminosa visione

di

che sa

la Calabria

quale sede del fenomeno JMusolino:

nessuna altra regione poteva esserlo; nessun'altra popolazione


poteva prestare
s

cieca fede alle rivendicazioni capricciose del

bandito; n verso alcun'altra manifestazione di delinquenza,


per quanto atroce, poteva la simpata per le esteriorit della

forma oscurare altrove


etico-sociale cos

la

ripugnanza per

il

suo contenuto

poco

evoluto.

La popolazione
altra

attuale della Calabria, al pari d quella d'ogni


il

regione d'Italia e d'Europa,

prodotto della mesco-

lanza di pi
lire
i

stirpi

e fors'anco d pi r a z z e (2).

Senza

rsa-

sino alle oscure et preistoriche, noi sappiamo che lungo


storici

tempi
(1)
(2)

vi

stata

col

una

forte

sovrapposizione di

Veggasi

F.

Lenormant,

La Grande

Grece.

Non

esiste,

per quanto sappiamo, un lavoro etnologico speciale per


in questo nostro paragrafo attinto
le migliori:

le Calabrie.

Quanto riassumiamo

alle fonti seguenti,

che sono anche

G. Nicolucci, AnLa
"

tropologia dell'Italia, ecc. Napoli, 1887; G. Sergi,

razza Mediter-

ranea, e altre opere

F. L. Polle, Profilo antropologico d'Italia,

Ar-

chivio per l'Antropologia, Etnol.

1900, pag. 25-160; Livi Ridolfo,


Tlie races

Antropometria militare. Parte

I,

Roma, 1896; W. Ripley,

of Europa. New-York, 1899.

,170

GIUSEPPE MUSOLINO.

popoli. Sulle primitive


cani,

Gentes Italicae,
non
identici
le
ai

sui

Siculi e Siagli
Iberi,

molto

affini,

se

Liguri

ed

coi quali costituiscono,

secondo

scoperte del Sergi, un fondo

etnico dato dalla razza Mediterranea o Eurafricana, sono ve-

nuti per

mezzo

di

una immigrazione plurisecolare popoli


dapprima
i

del

gruppo

Greco-Illirico, cio

Borii e

Jonii che co-

lonizzarono la

Magna

Grecia, pi tardi assai colonie Greco(1).

E-omaiche

e iVlbanesi

Inoltre,

si

avuta la dominazione

Romana,
qualche

infiltrandovisi
fiotto

coloni

del

gruppo Osco-latino; indi


Goti e Visi-

dei

barbari invasori dell'Impro,

goti; in seguito, infiltrazione di

sangue Arabo e Moresco della


di

vicina Sicilia;

e in

fine,

qualche rarissimo spruzzo

san-

gue Normanno e Svevo,


zia feudale.

ma

questo soltanto nella aristocra-

La

Calabria ebbe negli antichi tempi


ecc.,

nomi
r

di

Enotria,
t i i)

Chaonia,

poi di Bruzio

ed erano Bruzi (B

quei
fis-

coloni che, passato lo stretto, col

nome

di

Mamertini
ai

si

sarono in Messina

dettero

tanto

da fare

generali

Ro-

mani, conquistatori della Sicilia contro Cartagine. Poich fra


Calabria e Sicilia v' molta affinit etnica: cos questa, come
quella, conservano traccia dell'antica stirpe Iberica dal cranio

allungato (dolicocefalo), dal tipo bruno, e affine ai Berberi;


la quale abit fino dall'epoca della pietra tutti
i

dintorni del

Mediterraneo,

che sembra originaria

dell'Africa

(donde

nomi

di

mediterranea ed eurafricana del

Sergi).

Su
di

co-

desti Iberi,

che pur dovevano essere loro congiunti


gli Italici, il

san-

gue,
degli

si

stesero

ramo meridionale
Irpini,

dei quali, detto

Osci,

comprendeva

Sanniti,

Campani, Lucani e

(1)

Le colonie Greco-Eomaiclie appartengono

all'ra

del

dominio
colonie

Bizantino o dell'Impero d'Oriente, dal secolo

all'

XI.

Le

Albanesi giunsero alla fine del secolo


la conquista turca di Costantinopoli.

XV

e al principio del

XVI

dopo

L
Bruzii
:

popolazione.

171

donde
di

l'affinit fra il fiero


il

Sannita antico, avversario

temuto
di
-cui

Roma, ed

fiero Calabrese

moderno.

Mamertini,.
i

abbiamo

parlato,

erano

di

ramo osco come

Bruzii,

Tipo

di calabrese.

Testimonio nel processo Musolino a Lucca.

ma
di

grecizzanti, ed ebbero

il

vanto (dice

il

prof. F. L. Pull) di

affermarsi

come nazione,
poi.
Il

al cospetto dei coloni Ellenici

prima,

Roma

loro

dialetto

era osco, al pari del bruzio:


le

ed anche adesso sono maggiori

affinit

del

dialetto

ca-

172

GIUSEPPE MUSOLINO.

labrese col siciliano, che non col napoletano e col basilisco


(Ascoli,
Pull").

Uouua
Tutti

calabrese, di tipo bruno (1).

questi popoli dell'Italia inferiore antica erano dolianzi,


l'indice

cocefali;
(1) In

cranico

diveniva

tanto

pi largo

questa giovane (che sarebbe l'Angela Parpigli, amante del


e
si

Musolino
pag. 35),

sua compagna nell'avventura del monte Scif, di cui a


scorge
il

tipo facciale dolico-elissode, descritto dal Sergi

come uno

dei pi caratteristici della razza eurafricana.

lia popolazione.

173
alto.

quanto pi
nei Lucani

si si

saliva dal
75, negli

mezzogiorno in

Nei Bruzii e

ha

Apuli 76, nei Sanniti e nei Marsi 77.

E
il

tuttora

Calabresi sono per lo pi dolicocefali, quantunque

loro indice si sia alzato a 78.4: questa loro

media

per

sempre la pi bassa
a
quella
stessa
dei

di tutti gli Italiani peninsulari, inferiore


Siciliani
il

(80.16).

Soltanto

Sardi

Garfagnini hanno, in tutto


dei

regno,

un

indice pi dolicocefalo

Calabresi (77.66, e 78.20).


al

E insieme
tipo

cranio lungo, prevalgono la statura


pelle
e

bassa,

il

bruno
Su
di

della

dei

peli,

la

faccia

ovoide

dolcoelissoide, come
ranea.
di
ci

proprio

della razza
i

Mediterindivi-

torneremo, raffrontando
quelli

caratteri

duali

Musolino a
avvertire
l'

della
in

sua stirpe: qui vogliamo

soltanto

errore

cui

caduto chi ha preteso

scorgere in Musolino qualche nota etnica albanese. Vi sono,

vero

Albanesi

in

Calabria

ma

in

comuni lontani
provincie.

da
varii

Santo

Stefano,

diremo meglio in

altre

In

luoghi della provincia di Reggio,

ma
e

sul versante Jonio del

l'Aspromonte, non sul Tirreno, esistono colonie Greco-Romai-

che in ?iumero
di Melito,

di circa 7000-8000:

si

trovano nei comuni

Roghudi, Condofuri, Sant'Agata e Cardeto.


studio del

Da uno
come

Mondio su 200

teschi di Messinesi (che,

abbiamo detto, hanno coi Reggini stretta parentela etnico-

storica) risulta
gli

una grande

variabilit di architettura cranica:

uni hanno la volta superiormente depressa, la fronte breve,

l'occipite largoi e piano; altri, visti dall'alto (cio in


ticale), si

norma

ver-

mostrano

elissoidali,

a volta convessa, fronte larga,

occipite rotondeggiante.
alla regione
la fronte:

Ve

n' dei conformati a cuneo, larghi

trasverso-parietale, stretti verso la base e verso

e ve n' di quelli a diametri trasversi cos poco

differenti

da presentare un certo parallelismo longitudinale.


il

Insomma,

cranio Messinese o Mamertino non ha adesso

un

174
tipo spiccato, che

GIUSEPPE MUSOLINO.

possa ricordarci un solo tipo primitivo 1893


il

(1).

uguale conclusione era giunto fino dal


il

Moschen

applicando alla craniologia siciliana


soli

metodo

del Sergi: in
di

quaranta

cranii

egli

descrive

tredici

variet,

eu

dodici per la variet isobati-platicefalo siculo, otto per lo sfelo stenocefalo siculo, tre

noide stenometopo, sei per

per l'an-

cilocefalo sfiroido-opistocranico, tre per l'ipsicefalo; e

uno per

ciascuna delle
cefalo

seguenti

pentagonoide
siculo,

oblungo,

eucampilosfenoide

eurimetopo,

acmonoide

ooide lobato,

tetragono-rotondato, proofriocefalo neandertaloide, birsoide ma-

croprosopo,
riet

clitocefalo

brachimetopo

(2).

Tutte

queste

vaordil'ul-

hanno poi avuto dal Sergi un nuovo, pi semplice


difficili

namento, e denominazioni meno


tima,

da ricordare:
che

ad esempio,
dal

il

clitocefalo
di

brachimetopo,
viene

sarebbe
ora

rappresentaia

cranio
declive
.

Musolino,

designata

come

elissoide

Per bene apprezzare le caratteristiche antropologiche


solino dovremo,
pertanto, valutare in tutta la sua

di

Mula

ampiezza

variabilitindividuale
labrese.

che presenta la popolazione Cadi elementi

Se questa fosse costituita


facile
:

poco

dissimili,

il

compito sarebbe assai pi

ma come

uno

di noi

ha

,di-

mostrato or sono ventidue anni

(3),

ciascuna serie di individuii

(1) Veggasi: G.

Mondio, Studio sopra duecento


Voi.

teschi messinesi, in

"Arcli. per l'Antropologia,,.

XXVI,
1873.

1898. Il primo
di
fin

che studi

distesamente la craniologia sicula fu


"

uno

noi:

E. Morselli, in

Archivio per l'Antrop.

, voi. Ili,

Fu

d'allora dimostrata la

variet dei tipi che, conforme

all'

indirizzo storico del tempo, vennero

designati per siro-arabo, semitico-ebraico e greco-romano. moderni della (2) Veggasi: L. Moschen, Quattro decadi di cranii
Sicilia e
il

metodo naturale (Sergi) nella determinazione

delle variet
,

del cranio limano, " Atti Soc. Veneto-Trentina Se. naturali

Serie II,

Voi.

I,

1893.
e e
.

(3) Veggasi: E. Morselli, Critica pologia fondate sulle leggi statistiche

riforma del metodo in Antrobiologiche dei valori seriali


e

sull'esperimento,
di pag. 178.

"

Annali

di Statistica

Roma, 1880, un

voi. in-4 picc.

La
e

popolazione.

Ilo-

meglio ancora ciascuna popolazione, non pu essere rapsuoi


caratteri

presentata, pei
logici,

morfologici fisiologici

psico-

da una media aritmetica. Bisogna tener conto della


ciascun carattere anche nei limiti normali, co-

variabilit di

noscere

gli

estremi cui possono giungere la variet individuali

entro la norma, vedere inoltre che le variazioni di


tere
si

un
di

carataltri.

combinano

in

modi molteplici con quelle

L'antropologia dell'uomo criminale, dell'alienato e dell'epilettico

non sempre

si

attenuta rigorosamente

questo me-

todo scientifico

di

comparazione.

Riguardo

alla

psicologia etnica
maniera efficace e con

dei Calabresi,

il

Pull

l'ha presentata in

criterii del tutto

mo-

derni,

valendosi di dati demografici e di raffronti statistico-

morali lucidamente figurativi. Ne diamo un estratto.

Secondo l'esimio indianista Modenese, in Calabria non


molta importanza
ai
diritti

data

di propriet

ed

agli interessi

eco-

nomici-: tuttavia la litigiosit, questo misuratore del sentimento

egoistico nei

proprii diritti

civili,

piuttosto alta;

non

la

oltrepassano, dei compartimenti del Regno, che la Sardegna,


la Basilicata,
le

Puglie,

il

Lazio e

gli

Abruzzi.

Per contro,

in Calabria

si

ha pochissimo

rispetto alla vita ed alla integrit

personale altrui: la delinquenza sanguinaria intensissima;-

per

le lesioni, la

Calabria sta a capofila di tutte

le regioni ita-

liane; per gli omicidii, viene seconda, subito


Il

dopo

la Sicilia.

Pull vede in ci

una prova che nel suo determinismo


delitti

la

delinquenza calabrese cade nella zona dei

da impulsinoi

vit pi che in quella dei delitti di calcolo;

ma

vedremo

invece che molti reati contro


il

le

persone non sono in Calabria

prodotto atavico

di

impulsi emotivi, bens di passioni lungo


l'odio

tempo conservate, quali


Per

la

vendetta.
le

l'ingegno

pronto e atto alla speculazione,

Calabrie

176

GIUSEPPE MUSOLINO.
dei filosofi,

hanno dato

ma non

degli

scienziati

men

che

mai

degli inventori; e

hanno dato

nell'era

moderna pochissimi

artisti

(Pull)

ma

questo non dipende da incapacit estetica

e meccanica della razza, bens perch l'arte e la tecnica sup-

pongono
faceva

la ricchezza, e ricca la Calabria

non fu

se

non quando

parte

della

Magna

Grecia.

Le popolazioni Calabresi
este-

hanno, in compenso, una vivissima fonte di godimenti


tici

nella ricca

musa

dialettale, e

sono pazienti e

forti

lavo-

ratrici

della campagna.
il

Nonostante

loro

spirito di indipendenza
i

e la ec-

cessiva delinquenza di sangue,


sione

Calabresi non hanno propen-

al militarismo. In tutta Italia la cifra

minima

dei volon-

tarii fornita dalla Basilicata, dagli

Abruzzi
11

e dalla Calabria:

altrettanto bassa la cifra degli ufficiali.

Pull mette questo

fatto in rapporto colla libera elezione dei cittadini per la vita

militare;

mala

cosa

si

spiega anche per altre cause: per la

mancanza

di grossi centri

urbani dove sempre

il

mihtariSmo
ai

pi diffuso, per la scarsezza di denaro che impedisce

giovani anche di famiglia economicamente agiata di valersi


delle disposizioni legislative sul volontariato, ecc.
sia,
il

Comunque

poco trasporto per

il

militarismo illumina in parte la


di

grande emigrazione Calabrese: un buon numero


esce dal paese prima di avere raggiunta
l'et

abitanti

della leva,

cerca scampo in America. Si spiega pure l'antipatia che quelle


popolazioni hanno verso
e del potere esecutivo
reati
:

rappresentanti armati della polizia

le

Calabrie presentano un'alta quota di


oltraggi
alle

di violenza,

di

resistenza ed

autorit,

in
si

cui

non vengono precedute che


all'alcoolismo),

dal Lazio (dove tali reati

collegano

dalla

Sardegna e dalla Campania.


il

Secondo

altre definizioni psicologiche

Calabrese ha mente

fina; scriveva, anzi, Luigi Settembrini: in

nessuna contrada
Questa in te
Ili-

ho veduto pi ingegno che

in

Calabria.

La
ge

poj)olazione.

177
i

nz

a,

clie

coltivata

ha saputo e sa dare

pi belli e pi

nobili prodotti della

mente umana, quando

sia

messa a

ser-

vizio dei bisogni della pratica

comune diviene

astuzia e finezza

nella utilizzazione di tutte le contingenze pi minute della vita


giornaliera.

l'astuzia,

poderosa arma difensiva,


il

gli

deriva
l'a-

anche storicamente dalla sottomissione cui


zione
di

pensiero e

quel popolo furono costretti

da

secoli.
il

Prontissima vi la percezione e intenso


tivo;

potere atten-

ma
il

quel popolo ha anche

un notevole

riserbo nel manile espres-

festare
sioni

proprio pensiero e sa, in generale, frenare


sentimenti.

dei proprii

In ci

Calabresi

sono

affini

ai Siciliani, e si differenziano

profondamente dai Napoletani,

cos

espansivamente verbosi e gesticolatori.


si

E a

proposito

del contegno e portamento, ben


il

attaglia loro ci che scrive


(1)
:

Nitti
"

dell'aspetto

di

molti

meridionali

Ci che qualche volta sorprende nell'Italia meridionale vedere

nei contadini pi rozzi alcune finezze di sentimento e qualche volta

anche fisicamente alcune figure,


decadute.

le

quali fanno pensare a razze nobili

Non

raro

vedere nei loro tratti qualche cosa che rivela


o

un'antica grandezza
povera.

l'abitudine di

una vita non

servile

non

Il

poetare

in ritmi dialettali molto in uso fra le popoil

lazioni rurali della Calabria:

canzoniere Calabro non giunge

alla eleganza e freschezza di quello Marchigiano o Toscano,

usa anche ritmi assai pi semplici, basati sull'assonanza degli


infiniti

dei

verbi,

ma

tuttavia

cos

ricco

svariato

che
il-

Lombroso afferma che molti volumi non basterebbero ad


lustrarlo. Nella glorificazione dei banditi del genere di

Muso-

lino moltissima parte spetta all'estro degli ignorati poeti vernacoli. Giacch la fantasia popolare si

accende per tutto ci


il

(1) F. S. Nitti, Il

Brigantaggio meridionale durante


"

regime Bor.

bonico, Conferenza in

La Vita

Italiana nel Risorgimento (1831-46)

Firenze, 1899.

Musolino.

12

178

GIUSEPPE MCSOLINO.
di

che ha parvenza
gli

forza:

il

popolo canta, protegge, esalta

spiriti ribelli,

coraggiosi, cavallereschi, sieno o

no in con-

flitto

colla legge e coi diritti della collettivit.

se chi

si

vendica compie azione legittima, chi nell'escsi

guire le proprie vendette

mostra superiore

alla
il

media

degli

uomirii ammirato. Ora, l'ammirazione, dato

temperamento
le

vivace e spesso eccessivo del popolo, assmne

forme pi

grandiose e

d luogo

alla

leggenda,
(1).

il

medesimo che

stato notato per la


ir

Sardegna

concetto

di legge, come

di

un bisogno

d'utilit sociale,

assai debole nel popolo Calabrese. Basta che la legge col-

pisca perch
colpisce

il

sentimento individualistico divampi;


giustamente,
il

se

poi

men

che

la

ribellione.

Il

popolo

uso ad applaudire

ribelle

che afferma

la

sua forza indi-

viduale, sia contro altro individuo ritenuto indegno, sia contro


il

potere pubblico. Ecco perch Musolino, pure nei suoi decos poco

litti

cavalleresco,
:

fu approvato, incoraggiato dalla

gran massa del popolo

suoi nemici personali, specialmente

coloro che volevano aiutare la forza pubblica e l'autorit, e


liberare
tenuti
il

paese da un bandito cotanto pericoloso, erano


spregevoli
di

ri-

pi

di

lui.
ili

Nel concetto
vizio

quelle plebi ignoranti chiunque sia


sociale

ser-

della

giustizia

si

adoperi per la procedura


della
libert

giudiziaria,

un nemico

giurato

individuale

sopravvivenza, questa, dell'odio agli antichi messi e notari dei

baroni

feudali.

In

proposito

sono

caratteristici

seguenti

versi (2):

(1)

Veggasi: Alfredo Nicefoeo, .La delinquenza in Sardegna. Note Palermo, Sandron, 1897.
:

di sociologia criminale.
(2)

usi e

Li ha raccolti Vincenzo Doesa in Tradizione greco-latina negli nelle credenze popolari della Calabria inferiore (cit. da Tromloc. cit.).

betta,

La
Tira,

^popolazione.

179

nimicu min,

tira la pinna,
:

Fuossica ch'esce a morte la cunnanna

Tu tieni carta, calamaru e pinna, Ed iu purvira e palle a miu cummannu. Tu si lu vice-re di chistu regnu Ed iu sugnu lu re de la campagna;
Tannu, nimicu miu, tannu mi rennu Quannu la capu mia gira all' 'ntinna.

Generale

fra

Calabresi

la

credenza simbolica
nelle

nel sogno, ma non


nella
tivi

pi che

regioni
tutti
i

contermini

stessa Italia centrale:


e
gli

d'altronde,

popoli primi-

individui

semplici danno importanza ali imagini

svegliantisi

automaticamente nel

sonno,

non

di

rado

le

prendono a guida della loro condotta


e
desidera
lo
si

ulteriore. Cos

ha

fatto,

sappia,

anche Musolino.
si

Lo

stesso dicasi della

religione, che

esplica in Cala-

bria con le pratiche rituali pi superstiziose, e


altrimenti che a scopo di protezione egoistica o
di facile lavacro

non

sentita

come mezzo
Onde
l'uso di

anche delle colpe pi

efferate.

portare
e

sempre addosso medaglie,


benedetti,

scapolari,

imagini

sacre

oggetti

non tanto per


di

intenzioni

propiziatorie,

quanto per credenza in un che

magico o

di occulto

che ne

emani contro
questo

il

pericolo, contro la malattia, e la morte.

Per

demmo

il

completo elenco degli oggetti trovati indosso

a Musolino, nel momento del suo arresto: esempio singolare


di

un costume
Lia

generale.

mente

dei
colte

Calabresi disposta alle

astrazioni. Se

nelle classi
filosofi

questa disposizione favorisce la nascita, di

e di mistici, in quelle inferiori diventa terreno per le


illusorie.
Il

credenze pi

fenomeno

storico del Gioacchinismo


la
,

avvenuto in Calabria alla fine del secolo XIII, ne


Gioacchino del Fiore, o J o a e h
stico che
i

conferma.
fu

de F 1

o r e

un mixVssisi,

anticipando di cent'anni San Francesco di

180

G-ITJSEPPE

MUSOLINO.
dello

vaticinava l'avvento

di

un nuovo regno

Spirito-Santo

e predicava la necessit di una rivoluzione delle anime per


J)urificare la Chiesa.

la

sua predicazione avveniva in sulle

balze, fra le selve, davanti alle grotte di quello stesso Aspro-

monte,

elle

doveva poi

col suo

ombroso frondame e

coi suoi
as-

burroni scoscesi favorire

tante

imprese brigantesche ed

sassine. Gioacchino ebbe in Calabria molti discepoli ferventi

che ne esagerarono e malamente interpretarono


fino

le

dottrine,

a far sorgere un vero commovimento dell'anima popotrasportate dal solito loro istinto, attendevano

lare: le folle,

pel 1. gennaio

1201 un nuovo assetto sociale, pi che un


coscienza morale.

nuovo
In
simi
:

stato

della
i

Calabria

sentimenti famigliari

sono

elevatis-

l'istituto della
tutti
il

famiglia ritenuto santo ed inviolabile,

e da

vincolo del sangue fortemente sentito.


si

Come

avviene presso quei popoli che


dei
'

trovano nella fase di acquisto

sentimenti pi vasti di solidariet collettiva, la famiglia

rappresenta ancora un'aggregazione coerente e solida, quasi


fosse

una

individualit di cui siano organi tutti

consanguinei.

La

aggregazione domestica, certo, non pi in Calabria cos

serrata e circoscritta
dette di

come

ancora in Sardegna, e le ven-

sangue

vi

sono anche diminuite, in molte localit


si sostituita

sono cessate. Tuttavia alla lotta sanguinosa

una

forma pi evoluta
glie,

di

competizione; e sono sempre

le

fami-

non
si

gli

individui,

quelle che contraggono le alleanze e

che

mettono
le

di fronte pel

predominio locale (amministrativo).


si

L'odio tra

famiglie sussiste e

perpetua pertanto come


la

nel medio-evo,

quantunque
il

sotto

forma diversa. E

con-

dotta di Musolino verso

cugino Sinicropi (pag. 28), meglio

ancora
scena,

le

espressioni
il

sue

quando

ci

narr

quella

curiosa

sono per

sociologo la vera
sociale
del

sopravvivenza di una

condizione morale e

passato.

La

popolazione.

181
(e
i

Al contrario, scarseggiano nel Bruzio


le

lo

abbiamo

visto)

corporazioni,

gli enti

morali

collettiv'i,

sodalizii miranti al

pubblico bene. In
trafforti

tutti

quei piccoli borghi disseminati pei conSila,

dell'Aspromonte e della

cos poco

comunicanti
e
i

fra di loro, la vita sociale

manca quasi

del

tutto',

cittadini

non

si

interessano per le pubbliche funzioni se non vi sono


dallo spirito

spinti

fazioso per sostenere

una famiglia
le

piut-

tosto che l'altra. Vi si aspira

ad occupare

amministrazioni

comunali, non per effettuare programmi di miglioramento o di


ordine economico,

ma

per puri interessi personali; e vi


i

sal-

gono o ne discendono a vicenda


due o
temute
'tre

partiti locali capitanati dalle

famiglie pi potenti per


coi

numero

di aderenti o pi

per relazioni

maggiorenti

della

provincia,

con-

siglieri provinciali,

avvocati influenti, deputati o senatori. Si

sospetta
specie,

non a

torto che spesso nelle elezioni di


le

qualunque

non escluse

parlamentari, agisca l'occulta influenza

delle fazioni locali, e peggio ancora quella obbrobriosa della


picciotteria.
alle

Nella prima fase del processo contro Musolino


di

Assise
(?),

Lucca,

si

tentato

di

portare,

in

difesa di

lui

un'eco di queste lotte personali e locali pseudo-poli-

tiche; e solo l'austero senso di dignit della giustizia in chi

presiedeva
tura, che

il

dibattimento valse a scongiurare la grave


al

iat-

ne sarebbe venuta
i

buon nome

della Calabria, dal


il

lasciar supporre che

delitti

del bandito avessero


le

bench

menomo
strative

lontano rapporto con


e
politiche,
di

vicende pubbliche, ammini-

quelle

popolazioni.

Tale

debolezza
studioso

di

sentimenti sociali,

secondo

qualche

calabrese,

trova la sua spiegazione in un

fatto storico, cio nelle speciali

forme assunte in Calabria dal

regime

feudale,

che

altrove

funzion

da potente collettore

sociale e che con la sua dissoluzione

ha dato luogo a tante


sono composti organica-

formie e a tanti sentimenti che poi

si

132

GIUSEPPE MUSOLINO.
Il

mente nella societ moderna.

feudalismo, che l fu debole

come regime
tuttora.

politico,
gli

s'infiltr nelle

coscienze e vi permane

Quindi

aggruppamenti

sociali

son

fatti di

dipendenza

di

soggezione per una persona: e se questa giudicata


si

superiore, le
torit

ha una

illimitata devozione.
:

perci che

l'au-

profondamente sentita dal popolo

questo crede ancora


al

alla funzione regia

com'era in passato; pensa


arbitrale
di
giustizia,

Re lontano

come ad un

distributore

come ad un

essere dotato di poteri immensi, che fa e disf le leggi a suo


beneplacito, che dispone della libert e vita dei cittadini.
lo strano rispetto

Onde

che anche Musolino ha avuto e conserva

per chiunque sia rivestito di un pubblico ufficio; onde quel suo appellarsi alla grazia sovrana, che
gli

alimenta la spe-

ranza illusoria del ritorno a

libert.

4.

La

criminalit specifica delle Calabrie.

Abbiamo

visto che la specificit dell'alta delinquenza Cala-

brese consiste nella enorme frequenza dei reati di sangue e


nella loro prevalenza su quelli contro la propriet.

La cosa
i

da gran tempo conosciuta; e Lombroso,


il

Ferri, Niceforo,

quali l'hanno studiata sotto

punto
fatto

di vista dell'antropologia

criminale
tizia

(1), altro

non hanno
i

che volgarizzare una no-

contenuta in tutti

prospetti comparativi delle pubblicadalle

zioni ufficiali,

accertata
tutti
i

stesse

statistiche,

segnalata e

lamentata da
nel
distretto

Procuratori generali e del


di

Re

inquirenti

giudiziario

Catanzar
regione,

Consideriamo prima

l'intera

senza distinzione di

provincia, e chiedendo venia al lettore per le molte cifre che


(1)

Veggasi:

passim;

Lombroso, loc. cit. e L'Uomo delinqtienle, 5.* ediz., Enrico Ferri, L'omicidio nelV Antropologia criminale. To-

rino, Bocca, 1895;

Alfredo Niceforo,

Italiani

del

Nord

Italiani

del Sud. Torino, Bocca, 1901.

La
gli

criminalit specifica delle Calabrie.

183

schiereremo dinanzi, confrontiamola agli

altri

compartimenti

del

Regno

rispetto ai delitti di
ci

violenza contro
(1).

le per-

sone. Noi
ziarie

serviamo qui delle pi recenti statistiche giudigli

che concernono

anni 1895-1897

Negli

omicidii volo
il

ii

tarli

oltre
di

l'

intenzione
24.5
;

(2),

durante

triennio la media del

Eegno fu

12.7

ogni centomila
in Ca-

abitanti; in Sicilia 27,9; in Sardegna 26.2; in

Campania

OELINOWENZA (18 9 6
P<"-100.

r>

g"e

nera 1^
iOOO

-18

90:)
I

ODO

3bif-

sotto

i2 loco. -2060
rfc?0OO./-^ 5(50

W
111

dnZSOO .360
Ho no

labria 23.6.

Seguono
il

la Basilicata, gli Abruzzi,


il

il

Lazio

e le

Puglie

con cifre tra


Nelle
'i

17 e

15;

il

resto d'Italia sta sotto all' 8 e scende,

in Lombardia, al 2.9.

lesioni personali volontarie


la Calabria,

compartimenti

(3), il primo di tutti avendone 603 su ogni centomila abi-

(1) Veggasi Direzione generale di statistica, Statistica giudiziaria penale (per gli anni suddetti), pubblicazione annuale che esce per sempre con qualche ritardo.
:

(2) (3)

Articoli 364-369 del Codice Penale. Articoli 372-374 del Codice Penale.

184
tanti.

GIUSEPPE MUSOLINO.

La

cifra

enorme:

suppongasi un piccolo Comune rurale di

mille anime: y accadranno almeno sei ferimenti all'anno! Dalla cifra


delle Calabrie stanno lungi gii stessi altri compartimenti meridionali

(Abruzzi, 487; Campania, 480; Puglie, 443; Sicilia, 376,


nordici hanno le medie
neto, 114).

ecc.).

Quelli

minime (Piemonte, 125; Emilia, 118; Ve-

Nelle violenze, resistenze alla forza pubblica e oltraggi all' autor ita (1), primeggia il Lazio, come vedemmo,^
e

ha 116 reati

di tal figura

su 100 mila abitanti: seguono la Sar-

OtAClDIi
C

o^ni specie d' 99 6- -iSsr)


fihit.

Per fOOOaO

atto

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k25.,-5(/^ ^op'-^ '^0^^

k^
'

'1|||^*'

m^''^

^I^l0m.3
f.A-

^"i)
e 73), poi la Calabria

degna
con

e la

Campania (81
cifre

con 64.5

e le

61.

Le

dei

compartimenti settentrionali calano


nei

Puglie 39 &

anche a 23.

Pure alta

la criminalit calabrese
(2),

reati di diffamail

zione ed ingiuria

riuscendo la quarta di tutto

Eegno

(407 su 100 mila abitanti) e sempre fra la Sardegna, gli Abruzzi, la


Basilicata, la Sicilia e le Puglie.

Al nord

si

ha meno

della

met od

appena un terzo
(1)
(2)

di codesti reati.

Articoli 187-190, 194-197 del Codice Penale. Articoli 393-396 del Codice Penale.

La

criminalit sjjecifca delle Calahrie.


il

185
e

Pei delitti contro della famiglia (1), le


cifra di 41, e

buon costume
il

l'ordino
dalle

Calabrie occupano

terzo posto, con la


e

sono precedute soltanto dalla Sicilia

Puglie

(44 e 42), seguite dai soliti compartimenti meridionali (Campania, 34; Abruzzi, 30). Al nord le medie annue di codesti reati calano sotto 10,
lino al

minimo

di 8.5 nell'Emilia.

Migliore la posizione della Calabria nella scala dei reati di rapina, estorsione e ricatto (2), appunto perch della loro
figura elemento l'attentato alla propriet altrui, che non specifico

LESIONI
re>

PERSONALI
,

i 00.000 a.b,

Jotto

iOO

da Soo.,

Aoofm
S'oo

'Opri.

un

della regione.

Per

la

di 7.85, si distacca dai

degna, 27;

Sicilia,

prima volta la Calabria, colla sua media annuale compartimenti insulari e meridionali (Sar26; Campania, 13), e va a collocarsi fra alcuni

dei settentrionali, fra la

Toscana

(8.60)

la

Liguria

(7.43), vicino

all'Emilia e al Piemonte (rispettivamente 7.1, 6.7).

Vediamo ora per


cifre

reati contro la propriet. Le


sempre
alte rispetto

della Calabria sono

alla

media del

(1) (2)

Artcoli 331-363 del Codice Penale. Articoli 406-411 del Codice Penale.

186

GIUSEPPE MUSOLINO.
tutti

Regno, giacch

compartimenti meridionali hanno una


tutti
i

criminalit generale
nordici:
tuttavia,

superiore a quella di
si

centrali

se

fa la proporzione
si

dei reati

specifici

sul totale della criminalit,

ottengono risultati importanti


si

per la psicologia della regione:

ha,

soprattutto, la

prova

che
lit

il

delinquere con la violenza e contro le

persone (crimina-

barbarica o atavica) vi relativamente assai pi grave

del delinquere con la astuzia e contro la propriet (criminalit

evoluta o

civile).

Pei

furti

(1), la

media del Regno, sempre pel triennio 1895-97,


dalla

di 397 reati ogni 100 mila abitanti; per la Calabria di 513. Essa
superata di

molto

Abruzzi (641), ed ha setto di

quasi pari alla Basilicata (535) e alle

Sardegna (992), dal Lazio (788), dagli Puglie (485),


compartimenti, dalla Sicilia al Pie-

s tutti

gli

altri

monte che al minimo della scala. Per le truffe, le frodi consimili e le appropriazioni (2), la media del Regno essendo di 69.6 ogni centomila abitanti, la Calabria vede scendere la propria a 66.4, e pu abbassarsi sino al livello delle cifre oiferte dalla Lombardia (63) e poco pii su
della civilissima Toscana (55).

Anche

nelle

falsit in monete ed atti pubblici


della

(3),

la Calabria scende al di sotto

media

del

Regno, che

di 47:

essa ne ha 48.5.

In sostanza, la Calabria ha medie alte o altissime nella

cri-

minalit di violenza di tutte le forme; basse o mediocri, nella


reit di calcolo.
Il

suo stato morale viene assai bene chiarito

da un

raffronto con un compartimento nordico, anch'esso emiil

nentemente agricolo, come


Triennio 1895-97
a)

Veneto:

Veneto

Calabria
compart. (Tipico compa
meridionale)

Regno

(Esempio di compart. ipio


'-Q settentrionale)
'

"-

""-^

'

Media su ogni centomila


2463.5

abitanti:

Reati in genere

....

1435.73
117.69

3547.43

Reati di violenza personale (di sangue)


<1)
(2)

284.56

605.44

Articoli 402-405 del Codice Penale.

Articoli 413-418 del Codice Penale. Articoli 256-263 del Codice Penale.

(3)

La

criminalit specifica delle Calabrie.

187

Veneto
Triennio 189o-97
Reati di astuzia(furto, truffa, ecc.)

Calabria
(Tpico compart.

Eegno

(Esempio

di

compart.

settentrionale)

meridionale)

466.87
47.40

328.38
30.03

579.78
64.56

Reati di ribellione (resistenza, oltraggi, ecc.)


.

iranno :
Delitti contro le persone
.

11.5

)i

8.2 o/o

17.0

0/,

Delitti contro le propriet.


Delitti contro l'ordine pubblico

18.9

22.9

16.4
1.9

1-9

2.

Da

questo prospetto

si

rileva die in Calabria la quota per-

centuale dei reati contro la propriet alquanto minore di


quella dei reati di sangue, laddove nel Veneto questa poco

pi di

un

terzo della prima.

Ma

da qualche tempo

la

criminalit

Calabrese

si

viene

modificando, diremo meglio, si

svolge
le

verso ima fase pi


cifre ufficiali,

avanzata

dell'etica sociale.

Prendiamo

e ve-

dremo che mentre

la criminalit generica e quella di astuzia


il

aumentano, diminuisce anche in Calabria, come ovunque,


reato di sangue
:

MEDIE
1887-S9

ANNUALI
1893-95

CIFKE ASSOLUTE
1896

1890-92

1897

1898

Omicidii volontarii e preterintenzionali

358

339

354

Lesioni personali volontarie. 9106

7890
5491

7904
5561

Furti

5003

278 258 8273 7873 6439 8317 7947


7999

264

Il

furfo cresciuto, durante questo undicennio, del 62 p. 100;

l'omicidio calato del 28 p. 100. Si

pu trovare un
si

parallemiti,

lismo fra la mutazione dei costumi che


il

fanno pi

diffondersi
infatti,

dell'istruzione

e del malthusianismo. Diminuil'ignoranza delle


il

sce

sebbene- lentamente,

classi

po-

polari.

Noi vedemmo che alcuni anni or sono circa

90

p.

100

188

GIUSEPPE MUSOLINO.

dei Calabresi era analfabeta, e che presentemente se ne trova


il

22

p.

100 che sanno leggere e scrivere. Nello stesso tempo,


assai facilmente spiegabile, di-

per

un fenomeno demografico
la natalit,

minuisce

ossia ciascuna coppia conjugale d


di
figli

un

numero sempre minore

(1).

La mutazione
triste

dei

costumi caratterizzata dal calare della

cifra degli omicidi!, si

rende palese anche nelle

statisti-

che parziali di ciascuna provincia di Calabria. Si inciviliscono,


sotto tale riguardo,
tutte

e tre,

ma

pi le due provincie di

Cosenza

di

Catanzaro che non quella di Reggio. Baster

calcolare le medie su due triennii vicini,

ma

il

miglioramento

morale della regione vi evidentissimo, quantunque Cosenza


si

mantenga

allo

stesso

punto per

le

lesioni.

Media annuale su 100 000 abit.


Triennio 1893-95
1.

Triennio 1896-98

Omicidii di ogni specie:


31.52 24.49
14.01

Provincia di Catanzaro

Cosenza

22.26

Regno

............
2.
.

Eeggio Calabria

....

25.93

21.32

13.16

12.38

Lesioni personali:
617.00

Provincia di Catanzaro

Cosenza

...... .......
; .

459.42 496.42
647.86

486.97
698.88

Eeggio Calabria

....
.

Regno

265.14
e semplici:

277.20

3.

Furti

qualificati,

aggravati

Provincia di Catanzaro

441.40
285.33

593.33 351.89

Cosenza

Reggio Calabria

....
del

571.27

775.54

Regno
(1) Veggasi, su ci, il

364.23
bel lavoro
le

416.23

prof.

Gr.

Del Vecchio,

del-

l'Univ. di Genova: Gli analfabeti e

nascite nelle varie parti d^ Italia.


la

Bologna, 1894
regione dove

'95.
si

Sar utile ricordare qui che la Calabria

meno

spende per la istruzione: L. 1,3 per abitante


la Liguria spendeva
la Si-

all'anno sui bilanci comunali del 1895; mentre

quell'anno L. 4,1;
cilia L. 1,70; la

Piemonte L. 3,10; la Campania L. 2,00; Sardegna L. 1,90 (V, GiuPFPaDA-RuGGERi).


il

La

criminalit specifica delle Calabrie.

189

MEDIA ANNUALE S U 100 ODO ABIT.


Triennio 1893-95 Triennio 1896^8
4.

Rapine, estorsioni

e ricatti:

Provincia di Catanzaro


,,

Cosenza

...... .......
il

7.56

8.95

4.22
6.17

8.07

Reggio Calabria

....
e

11.16

Regno
5.

,.

6.02

10.95
delle famiglie:

Delitti contro

buon costume

V ordine
42.83 37.69

Provincia di Catanzaro

48.56
33.99

Cosenza

Reggio Calabria

....

41.79

49.83

Regno

.,,."..

20.23

22.87

Vogliamo^ da ultimo, scendere all'analisi delle figure giuridiche dei principali reati violenti: ne ricaveremo deduzioni

espressive, che ci serviraimo ad illuminare

sempre pi l'am-

biente in cui avvennero


cifre
ufficiali

delitti

di

Giuseppe Musolino. Le
(compilata sulle
ta-

della
al

statistica

giudiziaria

belle
ci

mandate

Ministero dalla Procura Generale di Catanzaro)


cri-

permettono di distinguere diverse categorie nelle azioni


le

minose di violenza contro la vita e


che
al
le cifre

persone. Avvertiamo
di imputati tratti
i

rappresentano

il

numero assoluto

giudizio,

e che abbiamo unito nel prospetto o mancati, essendone

reati

con-

smuati con quelli tentati

l'esito nel

pi

dei casi indipendente dalla volont del reo:

Figure dei eeati:


Omicidio volontario semplice (cons,,

^SI""'"
mane).

tent.,

...
conjuge)
t.

699
26
5

aggravato su di im congiunto

(fratello,

aggravato su di un pubblico
qualificato su di

ufficiale (e,

e m.)
.

un ascendente

o discendente

12

qualificato per la premeditazione qualificato per la brutale malvagit

196

.....
...

preterintenzionale

213
18

concorrente con reato contro la propriet

Lesione personale volontaria gravissima e grave

,,

....

6482
7909

semplice e lieve
lievissima

27393
711

Violenza carnale

e atti violenti di libidine

190

GIUSEPPE 5IUS0L1N0.

Oltre agli omicidii delle categorie qui accennate, ne furono

commessi in Calabria durante

il

quinquennio anche

altri,

fra

cui quelli aggravati e qualificati pel


che, incendio),
quelli
di infanti

mezzo

(sostanze venefie infine


tali

(infanticidii),

quelli

per imprudenza negligenza ed imperizia;


di
reati

ma

poich

figure

non hanno relazione


li

colla

delinquenza propria del

Musolino,

abbiamo
le

lasciati

in

disparte.

Esaminando
costanze
che,

circostanze peculiari dei varii omicidii

(cir-

per essere di indole giudiziaria, per derivare

cio da apprezzamenti della autorit inquirente e giudicante,

non cessano

dall'avere

un

significato

psicologico),
di reati

noi

tro-

viamo in Calabria una mediocre proporzione

con pree

meditazione
rapporto
di

rispetto

a quelli semplici
i

volontari
ai

preterintenzionali:
28

primi sarebbero

secondi nel

a 100.

Paragoniamo questo dato numerico

con

quelli

offertici

da compartimenti che sappiamo contrad-

distinti

da una
al

criminalit specifica diversa dalla calabrese,

per esempio

nord

il

mite Veneto

al;

centro le agricole
assai
diffe-

Marche ed Umbria; ed otterremo


renti.

cifre

relative

Nel Veneto, durante

il

quinquennio 1891-95 furono com:

messi 81 omicidii volontarii semplici e 69 con premeditazione


nelle

Marche-Umbria,
il

268

dei
delitti

primi,

129

dei

secondi.

Ne

segue che
tivamente
sole
tre

rapporto dei

premeditati sale col rispet-

all'

85
il

e al

44

p.

100, mostrandoci dunque in queste

cifre

solito

passaggio

graduato

della

psicologia

etnica italiana dal sud al centrO( e poi al nord della penisola (1).

Le

condizioni psicologiche
:

delle

Calabrie sono veramente

singolari

si

detto che per ragioni di razza o stirpe -esse erano

(1)

tate e significantissimi

Di questo graduato passaggio si troveranno le prove documendiagrammi in Nicefoeo, loc. cit. Per esempio,

nei delitti a &Gse cM violenza, "Nova l, Centro 298, Mezzogiorno 507;

nel delitto osceio, Nord 11, Centro 16, Mezzogiorno 37 (su 100,000 abit).

La
pressoch
eguali

criminalit specifica delle Calabrie.

191

quella

dell' Italia

insulare,

ma

la

cosa

non

risulta

vera per

lo studioso attento dei

fenomeni

statistico-

morali e demografici.

Gi nella sola frequenza dei ferimenti non seguiti da morte^


nelle
lesioni

personali

volontarie,
i

si

scorge

una
i

differenza

notevolissima fra i
ferire

Calabresi,

Siciliani

ed

Sardi.

Se

il

rappresenta nel maggior numero dei casi


stato

l'effetto

di

uno

passionale
si

violento,

dalle

statistiche
di

risulterebbe

che in Calabria
impetuoso,
ai

ha un temperamento
ad agire con
Isole.
atti

gran lunga pi

pi facile

improvvisi dannosi
stessi
Siciliani,

conviventi,

che non nelle

Gli

che

passano pel popolo pi vivace e caldo d'Europa, appaiono

meno

violenti

dei

Calabresi

uccidono,

vero,

di

pi,

ma

feriscono con assai minore frequenza. In quanto ai Sardi, la


loro violenza pure forte,

ma

risulta

ben pi debole

di quella

Calabrese.

Siciliani

Sardi sono, per compenso, pi dediti

alle rapine, alle estorsioni, ai ricatti, cio al

vero brigantaggio.
Sicilia e

Ma
degna
il

negli omicidii
si

con premeditazione che


;In

Sar-

scostano di pi dalla Calabria.


si

Sicilia,
si

durante

suaccennato periodo di anni,

consumarono e
e

tentarono

ben 1572 omicidii volontari semplici,


zione:
il

774 con premedita-

rapporto centesimale di 49, ossia quasi la met.


il

Ci mostra che
assai

Siciliano

nell'attentare

alla

vita

altrui
il

meno impetuoso

del Calabrese. In Sardegna poi,

rap-

porto assolutamente invertito, con eccezione unica (cosi noi

crediamo) nella delinquenza di tutte

le

nazioni Europee. Ivi

gli

omicidii con premeditazione supererebbero di

numero

quelli
altri

semplici volontari; infatti questi sarebbero stati 171,


285, con
ci

gli

un rapporto

di

100 a 1661 un dato numerico che

lascia penetrare nelle pi intime latebre dell'anima Sarda:

la

Sardegna
,

davvero, la terra classica della vendetta di


slirettissima affinit,

sangue

ed ha colla vicina Corsica una

psico-sociologica.

192

GIUSEPPE MUSOLINO.

5,

Le

cause del delitto di sangue in Cala^^rian


che
al libro

Abbiamo

scritto

La Calabria
morale
:

del

Lombroso

stata lanciata l'accusa di avere calunniata la Calabria, dandole


titoli

e certificati

di inferiorit

l'opera sua fu detta

leggiera e inopportunamente
nili;

esumata dai suoi appunti giova-

non

vi si scorse altro se

non un

intento di denigrazioil

ne

(1).

Lombroso non ha bisogno

delle nostre difese:

fonda-

tore dell'Antropologia criminale

pu evocare ben altre prove

del suo patriottismo e del suo rispetto alla verit. Se in quel


libro
si

contiene

qualche

inesattezza,

qualche

erroneo
lo

ap-

prezzamento, qualche frettolosa generalizzazione,


lo

scopo che

ha

inspirato

non

fu quello di denigrare,
italica

ma

di aiutare

una

nobile

bella

regione
i

nella

sua

ascensione

civile.

Avranno ragione
il

critici del

Maestro

di Torino,

avr ragione

calabrese dott. Trombetta nel correggere con notizie pi pre-

cise e fresche certe asserzioni concernenti lo stato materiale e

sociale delle Calabrie di trent'anni fa;


il

ma

la difesa loro sotto

punto

di

vista

della

criminalit

generale

specifica

per contro, assai fiacca: noi andiamo a vederlo.

A
le

giustificare l'altissima

quota di omicidii e ferimenti, che


si

insanguinano purtroppo oggid la penisola Bruzia,


sue particolari

evocano

condizioni sociali,

il

malgoverno

degli Spagnuoli e dei Borboni, e la trascuratezza dello stesso

nuovo Regno

d'Italia, i quali tutti

non hanno saputo


al

far altro

che lasciarla nell'abbandono, assoggettata


stocrazia feudale e di

dominio

di

una

ari-

un

clero

numeroso
pii gravi,

e ignorante, colpirla

(1) Asserzioni consimili, e

anche

erano state fatte da altri


il

studiosi delle condizioni morali e sociali del mezzogiorno, fra cui

Feanchetti, il NicEFOEO. Basti il titolo di altra opera di questo ultimo distinto sociologo-criminalista: L'Italia barViLLAEi,
il

SoNNiNO

bara coniemjoranea, Milano- Palermo, Sandron, 1898.

Le

cause del delitto di sangue in Calabria.

193
ac-

di tasse sulla propriet fondiaria, sfruttarla, e

mantenervi

ceso l'odio delle classi povere, massime agricole, contro quelle


dirigenti sino a farle diffidare che la Giustizia

non operi che


si attaglia

a puro vantaggio

di quest'ultime.

Tutto ci noto, e

anche ad

altri

compartimenti

d'Italia

che pur furono lunga-

mente

trascurati, malgovernati e sfruttati: alludiamo alla Baalla

silicata,

Sardegna,
il

persino

alla
il

Sicilia,

dove

anche

reati

di

sangue,

brigantaggio,

banditismo, col rispettivo

favoreggiamento delle masse, sono rimasti quasi altrettanto,


e anche pi, comuni che in Calabria.

Ma
e

ci

sono poi nel mezzogiorno provincie non pi curate


dai Governi, le quali pagano

non meglio amministrate

un

tributo assai
(assassinio)

meno grave
in

all'omicidio in genere e al qualificato


e
tali

ispecie;

sarebbero

le

Puglie: laddove

Provincie anche vicine alla capitale, e per pi soggette alla


vigilanza e pi interessatamente governate, tornano ad avere
frequenti
il

atti
gli

di reit contro la vita; e

citeremo
il

Principati,

Molise,

Abruzzi, cui bisogner aggiungere

Lazio (parte
le

precipua degli antichi Stati della Chiesa). E per


storico-politiche
,

vicende
,

il

mal governo angioino,

aragonese

spa-

gnuolo, borbonico, papale e simili, pur agendo fortemente nel tener bassa la moralit d'una contrada,

non

ci

spiegheranno

mai adeguatamente
Altrettanto

il

fenomeno.

pu

dirsi dei

costumi.

Il

Lombroso (con

la esa-

gerazione che deriva dal suo

stile reciso)

aveva affermato che

in Calabria uccidere un uomoj a fucilate uno scherzo assai

poco inconveniente, ed ognuno perci porta


l'ha a

il

fucile,
.

chi
:

due canne

pi rispettato,

....

pi giusto

Orbene

se

dovessimo giudicare dalla giocondit con cui Musolino


descritto
il

ci

ha
nel

suo

gesto di

sparare

e dall'importanza che

dibattimento egli ha saputo dare all'aver posseduto un

fucile

a due piuttosto che ad una canna, diremmo che


13

l'in-

Musolino.

194

GIUSEPPK MUSOLINO.

signe scrittore

non ha

scagliata calunnia infame ed atroce,


di

n dev'essere tacciato
gini.

credere ad enormit e a balordag-

Uno

dei suoi critici, e dei pi calorosi difensori della

Calabria, toccando l'argomento della criminalit specifica (che

era

il

pi significativo), non

gli

ha saputo dedicare pi
il

di

sei paginette delle

180 onde consta

suo volume antilombro-

siano

(1)

egli

se la cava con insufficientissime e poco do-

cumentate affermazioni.

In Calabria (scrive
in tutte le parti del

il

Trombetta)

si

uccide

come

si

uccide

mondo,
ci

ma

nell'impeto delle passioni, non

mai per scherzo,


trib

che non

avviene
lo

neppure presso

le
il

selvaggie

dell'Africa.

Lasciamo
lo

scherzo

che

Lombroso evidentemente non


taforica

accenna se non in via megli

(quantunque,
si

ripetiamo,

omicidi

del

genere

di

Musolino non
sinii!).
si

trattengano dal ridere anche sui loro assas-

Ma

che

dovunque,

nel

mondo

civile,
ci

gli

uomini
la

ammazzino con

la dolorosa frequenza che


il

mostrano
d'Italia,
il

Calabria, la Sardegna, la Sicilia e in genere;

Sud

viene

contraddetto da tutta la statistica comparata. Apra


betta
il

Trom-

bell'atlante del Ferri, e se

anche non vuole scendere


alle espres-

alla indagine delle cifre, dia

una semplice occhiata

sive cartine dell' esimio penalista, dove la sua regione quasi

sempre rappresentata in nero o per


pi scure
(ne

lo

meno con una

delle tinte

abbiamo qui riprodotte alcune).


medico Calabrese respinge
della statistica, perch
si
il
il

Ma

l'egregio

solito

?)

argo-

mento numerico
l'abuso,

il

molto uso genera

e della statistica

sta

usando ed abusando, a pro-

posito ed a sproposito (2);


verit,
(1) (2)

che, soprattutto nell'ultima frase,

massime per

chi

creda buon metodo scientifico giu-

Teombetta, loc. cit., pag. 64-70. eminente senatore, il comm. Pascale, procuratore generale della Cassazione in Roma, una delle menti pi illuminate che conti la italiana magistratura, ha scritto anni fa un ottimo volume sul

Un

Le cause
dicare di

elei delitti

di

sangue in Calabria.

195

un

fatto

demopsicologico come sarebbe la

quota
il

criminale,

di

un

fatto

demografico come

sarebbe la
dato
con-

morte
tentarsi

delle vittime,

semplicemente a fiuto e senza


statistica

numerico! Certo, per avere la vera


di

non bisogna
i

ricercare,

constatare o definire

fatti

della vita

sociale

ma

bisogna anche

accertarne ed esprimerne le cause

mediate ed immediate, e la ragione della loro esistenza


perch intanto non comincia,
i

egli

per l'appunto, a studiare

fatti?

Ora,

verit

questa:

che in Calabria

(non

di-

spiaccia al collega di Stromboli) la quota numerica degli omicidii e ferimenti,

dimostrata dai cadaveri e dalle vittime, sale


il

cifre

cos alte che in tutto

mondo

civile

si

trovano,

a dir molto,

soltanto

quattro

cinque regioni, comparabili

alla Calabria per l'estensione e densit di popolazione, le quali

abbiano

cifre

consimili (quasi sempre, per, pi basse, e


:

ta-

lune abbastanza lontane)

quelle regioni
Sicilia,
il

sono, purtroppo,
Molise, la

quasi tutte Italiane o latine, cio la

Cam-

pania, la Sardegna, la Corsica; e poi in Spagna, l'Andalusia,


la Murcia,

la

Nuova

Castiglia; e fra

paesi

non

latini,

solo

nell'Austria alcune divisioni della corona d'Ungheria.

Sicuramente, in tutte

le

zone cos contrassegnate dal delitto

di
si

sangue,

vi

sono cause speciali del fenomeno:

ma come
alla

fa a negare quest'ultimo? Sta bene:

non arrestiamoci

semplice numerazione, n accontentiamoci di fare della sola


statistica descrittiva;

facciamo pure della statistica investigail

trice: crede proprio

dott.

Trombetta, e crede anche

l'av(2),

vocato Paternostro,

il

quale pure insorto contro Lombroso

maluso che in pi sensi si fatto della statistica. Ma il Troivibetta, al pari di molti altri non competenti, confonde il metodo statistico (usato malamente) con la stathtica (che una disciplina degna di
ogni considerazione pel contributo arrecato alla conoscenza dei fatti
sociali e morali).

(1) Cfr.

un di

lui articolo in

"

Temi Zanclea

1899.

196

GIUSEPPE MUSOLINO.
basti

che

ricordare

la

deplorevole

condizione

economica a
la loro in-

cui le Calabrie sono ridotte, per togliere di

mezzo

negabile inferiorit etica di fronte ad altre provincie d'Italia?


L'esserci delle

cause non

distrugge l'esistenza dell'


le

effetto.
condizioni

Del resto, l'omicidio ha ben poco che fare con

economiche: esso non figura neanco, e giustamente, nel prospetto,

che

il

dott.

Fomasari

di

Verce ha costrutto, dei reati


(1).

che risentono l'influenza dell'ambiente economico


scrive Niceforo

Ci che
:

dell'omicidio in
al

Sardegna, istruttivo

esso
ai

deve piuttosto rapportarsi


,

temperamento regionale ed

fattori biologici

cio ai caratteri psichici di razza (2). Tanto

in Sardegna quanto in Calabria, quanto dovunque, lo svolgersi

dell'omicidio

si

mostra

affatto

indipendente dalle
dei
viveri,

qualit

quantit dei raccolti,


oscillazioni dei salarli.
ai

dal prezzo

dalle

quote ed

Questo

fatto l pi diretta risposta

sociologi
i

esageratamente marxisti, che pretendono ridurre

tutti

fatti

umani a conseguenze

dirette

del

fattore

econovale

mico, e negano

ogni azione al fattore biologicosi

ci

solo per l'omicidio di cui

possa sospettare l'indole morbosa;


cos,

vale per l'omicidio,

diremo

normale.

Non

si

potrebbe,,

per esempio, senza attentare alla logica ed alla verit, mettere


gli

a,ssassinii

del

banditismo

a carico
la

della

patologia
di
re-

mentale o della sociologia economica:


essi,

massima parte

quando non
da parte

compiuta in grassazione incontrante

sistenz'a

degli aggrediti,

mira

alla soppressione ^o-

lenta

delle

presunte
!

spie

dei

sospettati

traditori:

Mu-

solino informi
sivit

Qui, proprio, sarebbe assurdo parlare di impulo


di
istintivit

morbosa

del bisogno-

(1)

Veggasi: Foenasari di Verge,


Veggasi: Nicefoko,

La

criminalit e

le

vicende eco-

nomiche, Torino, Fr. Bocca, 1895.


(2)

La

delinq. in

Sardegna, gi

cit.,

Capo V.

Le cause

del delitto di

sangue in Calabria.

197

Non

si

accusa, dunque, falsamente la Calabria di essere

una

delle regioni civili pi funestate dall'omicidio; in proposito


litti

la si

scusa

con buone ragioni, allegando che in quanto a de-

di altro genere le altre regioni (d'Italia)

non

le

sono esempio

di

morigerato vivere sociale. Giacch diversa la


di

criminail

lit specifica
di

esse, e qui stiamo facendo


di

confronto
quella pi

una ben determinata forma


perch pi antiumana.
inesatta

la

reato,

cio

di

anticivile

xlltrettanto

asserzione generica che

il

reato

di

sangue dipenda in Calabria sempre e soltanto da

impeto

delle passioni. Certamente, queste agiscono

intensamente sulla
l ferimenti e omi-

mentalit calabrese: e
cidii

si

compiono anche
il

per collera, cio per

sentimento pi impetuoso.

Ma

la

statistica,

questa inesorabile fonte di verit in psicologia

collettiva,

mette in evidenza che la Calabria ha, come dicemmo,


dei suoi omicidii compiuta con premesi

pi di

una quarta parte

ditazione. Ora, negli omicidii premeditati

possono supporre
e solo negli

prevalenti le causali dell'odio e della vendetta,


altri

saranno invece pi attive

le

causali dell'impeto, la pasil

sione, l'amore, la collera, la gelosia,

falso

punto d'onore,

ecc.

Invero, facendo
si

un

po' di psicologia sulle tabelle giudiziarie,


in

trova
il

che

gi

quelle
i

d'

un ventennio

fa

la

Calabria

teneva
per

primo posto fra


e

compartimenti del Sud nell'omicidio


in
quelli per

odio

vendetta, mentre

collera
di tutto la

ed
il

amore

rimaneva relativamente in basso.


il

Inoltre,

mezzogiorno peninsulare era

compartimento dove

cupicalcolo,

digia, che non

passione di vero impeto

ma

di

portava pi spesso alla violenza. Enrico Ferri riassume, dalle


statistiche ufficiali del

quinquennio 1880-84,

motivi determi-

nanti

dei

reati

di

sangue seguiti da condanna nei singoli


delle

distretti

giudiziarii
si

Corti

d'Appello

e
(v.

dai

suoi

carto-

grammi

possono ricavare

utili

raffronti

pag.

199-200")^

198

GIUSEPPE MUSOLINO.
Dif3ti'otti di

Pebiodo 1880-1884
Totale dei condannati per reati di sangue. Uccisero o ferirono per relazioni di famiglia e per onore

Corte d'Appello

Catanzaeo
1505
j

Regno
13790

44
2.9 0/,

430

3.1%
1031
7.6

per amore lecito ed illecito

90
6.0,,

per collera
per odio e vendetta per cupidigia

' 5

420 ^,-;?
28.0

4006
29.1

5 .

549
36.5
,,

4002
29.0

)5

,;

.
/

,)

,.

,)

per brutalit

.... ....
.

114
i

1070
7.8

7.6 ,

38
2.5

390
2.8

per questioni d'interesse


per dissdii domestici

68
4.5

963
7.0

28
1-8

490
3.6

,;

La proporzione

degli omicidii per odio e vendetta della Ca-

labria era, dunque, superiore a quella della Sicilia (Corte di

Appello di Messina, 23.5; di Catania, 28.5;

di

Palermo, 30.5)

superava quella
tro se

di tutto

il

Napoletano, e non trovava riscon(35.9) e dei

non

nelle cifre di

Sardegna

compartimenti

settentrionali caratterizzati dalla delinquenza pi meditata (per

esempio: Bologna, 37.5; Milano,


simili

34.9).

Non abbiamo

dati con-

psicologico-giudiziarii
ufficiali

pi recenti,
in

mancandone
ci

traccia

nei

resoconti

dall' '84

poi

nondimeno, noi

pensiamo che

la sintesi etnico-criminologica del prof. Pull e

del doft. Trombetta vada modificata nel

senso che in Cala-

bria la passione della vendetta, cos tenacemente calcolatrice

e cos vivamente impersonata in Musolino, sia molto efficace


nell'alzarne l'alta quota di reit contro le

persone.
po-

Aveva ragione Scipio


lemica intorno
al

Sighele, che in
,

una recentissima

fenomeno Musolino
stai,

sosteneva essere in
Parte
statistica,
le

(1) Ferri, Atlante

Movimento della delinquenza secondo degli anni 1873-83, ecc. Roma, 1886.
gine 254-6.
Cfr.

antrop.

dell'omicidio.

pa-

statistiche

Le cause

del delitto di

sangue in Calabria.

199

Calabria la forma pi grave di criminalit, cio la sanguinaria,

specialmente di indole vendicativa

(1).

L'opinione

comune

invece che essa sia piuttosto di impeto, cio non malvagia,


in

quanto

le

dovrebbe mancare
;

il

deliberato proposito di ucidea.

cidere e ferire
citare altre

ma

fatti

vanno contro a codesta

Giover

fonti

non

sospette, perch fornite

da uomini au-

Ter dOO r^tC

i, jan(faesotto25j'r~^.

torevoli e

competenti. Nel discorso inaugurale dell'anno giail

diziario 1899
lo

cav.

Vitelli,
si

sostituto Procuratore generale,

ha ben avvertito: Finora

disse essere qui predominante


:

la

forma dell'omicidio commesso per impeto

le

statistiche

dell'anno, per,

sembra che vogliano smentire questa credenza,

offrendo numerosi esempii di premeditate e inaudite mostruo-

(1)

Con

l'avv.

Moeello

("

RastigBac

,,)

sulla "Tribuna,, di

Roma,

mao'a-io 1902,

200

GIUSEPIE MU&OLTNO.

sita (1); ed in appoggio cita varii omicidii che spiccano per

maggiore efferatezza. Era l'anno in cui a Santo Stefano d'Aspro-

monte

la sera del 27 e 29 ottobre si attentava per parte di e

Mn solino

compagni

alla

vita

di

Vincenzo Zoccoli.
esimio,
il

E due anni dopo, un

altro magistrato

commen-

dator Criscuolo, Procuratore generale, distingueva le tre pro-

COLLE RA
Osso
Ter

-iS8*)

i 00 rest di sangue, sotto 20

Z.o

vincie calabresi secondo le loro caratteristiche criminali

In

provincia di Catanzaro prevalgono


di

reati di impeto, nell'altra

Cosenza

pi frequente la vendetta:

ma

quella che attualsi

mente suscita la maggiore preoccupazione,


di

la provincia

Reggio, e pi specialmente
le

il

circondario di Palmi, dove

sono troppo diffuse


(1)

associazioni
stai,

delinquere,

Vitelli Cav. Ant., Relaz.

dei lavori compiuti nel distretto

della Corte di Appello di Catanzaro nell'anno 1878. Catanzaro, Tip. Silipo, 1899, pag. 20.

Le
rivelanti
il

cause del delitto di sangue in Calabria.

201

il

maggiore pervertimento morale e sociale; cio


Quale
si

meditato proposito del mal fare.

la

causa del

fe-

nomeno ?

Credo

(cos

l'oratore)
di

che la

possa ravvisare

nel carattere fiero e tenace

queste popolazioni, le quali

o per istintiva resistenza alla pubblica autorit, o per poca


fiducia

nell'azione

della

medesima,
della

si

lasciano
(1).

sedurre

al-

l'esercizio

personale

vendetta
tutta
Italia

L'uso delle armi da fuoco non insidiose


(rivoltella)

(fucile) e insidiose

comunissimo in

l'

del

Sud. Sardi

Siciliani, Calabresi, Napoletani,

portano con s l'arma da sparo


gli

con attaccamento non dissimile da quello che usano


gnuoli delle provincie meridionali:
di
si

Spa-

vede che un residuo

costumanze

eguali.

Perci l'omicidio per


il

sparo

ca-

ratteristico dei rei in quelle regioni: anzi,


al

Calabrese, oltre

fucile,

porta frequentemente con s rivoltella e pugnale,


qni agir davvero la impetuo-

ricorre abbastanza spesso (e


sit)

agli
di

strumenti
offesa,

campestri,
le

ma non

ha simpatia, come
taglio,

mezzo

per

armi scoperte da punta e da

meno ancora

pei bastoni e

strumenti contusivi: infine, non

ricorre che in casi eccezionali allo strangolamento, alla sof-

focazione ed all'annegamento;
ricorre,

ma

in proporzione pi grande

come

suoi confinanti ed affini Messinesi, alle sostanze


raffronti
:

venefiche.

Questi

sono agevolmente desumibili dai

dati ufficiali

(Ferri)

quindi,
si

non ha ragione
usa portare
il

il

Trombetta

di

scrivere

che in Calabria

fucile

per pura

e semplice difesa, e
fesa, o

non

gi mai, premeditatamente, per ofinfine, e specialmente, per

anche per pura abitudine, o

divertimento
se

(2)

giacch, in tal caso, contro chi difendersi

non

l'uno contro l'altro ?

(1)

Criscuolo Comm. Federico, Relazione della amminisiraz. della


8.

Giustizia durante l'anno 1900, ecc., Catanzaro, Tip. Silipo, 1901, pag.
(2) Loc. cit., pag. 65.

202
Cos,

GIUSEPPE MUSOLIMO.
dalle

abitudini

Calabresi viene illuminata la speciale


:

delinquenza di Musolino
lo
si

l'omicida Stefanita non costituisce,

vede,

una

singolarit

mostruosa

ma
ci

impersona e

sin-

tetizza intensamente, quale bandito tipico, tutte le caratteristiche

della criminalit della sua Calabria.


dei

anchei pei motivi

suoi

delitti,

quali

non vanno

cercati

soltanto
della

in

una

disposizione
sonalit,

individuale,
in

comunque morbosa,

sua per-

ma
lo

quelle stesse
sociologico

condizioni della psiche collet-

tiva

che

studio

imparziale

della

Calabria

ci

lascia

sempre vedere.

6.

Il

brigantaggio e
ci
le

il

banditismo in Calabria.
proprio
dei

Per quanto

costi

all'amor

Calabresi,

si

devono cercare
in particolari

cause della loro alta e specifica criminalit


della regione,

condizioni

siano

esse

no

di-

pendenti dalla razza,

come vorr un
(1).

antropo-sociologo,

ov-

vero dallo stato economico

Certo

si

che per

il

grado di
al
ri-

sviluppo sociale (noi lo abbiamo provato) la Calabria sta


disotto di tutte le altre provinole peninsulari e

non trova

scontro se non nelle insulari, anzi, per certi riguardi, nella


sola
I

Sardegna.
paesi arrestati o tardivi nella evoluzione politica e sociale

conservano

anche

l'antico

clima morale.

Noi

non diciamo

evoluzione economica, poich non esatto che la povert sia


il

vero ed unico fattore della delinquenza, soprattutto di quella


Fra

diciamo anche, pi tenaci primo Napoleone Colajanni, che non vuole sentire parlare di razza in nessuno dei capitoli di sociologia morale. Uno di noi (Morselli) ha dato risposta a questa critica
(1) gli avversarli
e,

pi autorevoli

del fattore antropologico, deve mettersi

dei socialisti

ed economisti puri alle deduzioni antropologiche, sia

nelle sue opere II suicdio e

V Antropologia generale,
di

sia in

numerose
meglio

rassegne analitiche della


la dar in

"

Riv. di Filosofia scientifica

ma

un prossimo trattato

Antropologia imcologca.

Il brigantaggio e

il

banditismo in Calabria.
il

203

onna

speciale che n'

il

banditismo ed
sia

brigantag-

gio; come non


della vita sociale
(Nitti).
si

da credere che

la lotta di classe sia base


di

dei popoli,

metodo

trasformazione

Si

veduto in Calabria, in Basilicata e nel Lazio, e


certi

vede tuttora in Sardegna, che

uomini sono

spinti al

malandrinaggio, alle estorsioni, alle grassazioni, alla esistenza


di malviventi fuori della legge,

da un

difetto di senso morale,

dalla malsana organizzazione dei sentimenti sociali: godendo


di

un benessere materiale

relativo, essi;

non poterono n possono

sempre allegare

veri impulsi d'origine economica. Nel brigan-

taggio dell'Italia del mezzod vi stato, pi spesso che creda,

non

si

una ragione

sociale

superiore

alla

semplice povert

o miseria, cio la organizzazione feudale e le sue successive


trasformazioni. Molto bene l'ha illustrata
il

Nitti

nel gi

ci-

tato suo studio, cos lucido e preciso, di sociologia storica (1).


"

Durante tutto

il

vicereame spagnuolo

il

regno dei Borboni

il

brigantaggio.... era

il

pi delle volte un vero malandrinaggio.

Consi

tadini affamati, o perseguitati dalla cos detta giustizia baronale,

riunivano in bande, sceglievano un capo pi intelligente o pi feroce,


e si
il

davano alla campagna per rubare

per uccidere. Se
i

capi erano

pi delle volte persone nate a delinquere,

gregari, gli oscuri erano

sofferenti che

avean torti da vendicare, o contadini ridotti a una vita

quasi bestiale e che desideravano, per qualche


la

anno almeno, saziare

fame
"

vendicare

le

offese....

Se pensate a ci che stata la feudalit nell' Italia meridionale,


si

come

sia radicata per secoli, e come,

mutate

le forme, in

qualche

provincia duri tuttavia, vi spiegherete lo svolgersi e l'espandersi del


brigantaggio....

Ma

nulla vi contribu pi della immoralit profonda


I

della dominazione spagnuola....

baroni prepotenti erano attorniati

da tal gente ed esercitavano giustizia in tal modo, che dovevano eccitare alla rivolta

anche

gli

spiriti

pi miti.

Essere inquisito, cio

aver commesso dei reati, era requisito quasi indispensabile per entrare
in servizio di

un

barone.... (2)

In

alcuni
e lo

casi, e

non

rari,

baroni

stessi partecipavano al

brigantaggio

proteggevano, sia per misura

di difesa, sia per desiderio di (1) F. S. NiXTi, loc. cit.

guadagno.

(2)

Vengono

in

mente

le

stupende figure manzoniane di Griso

degli altri bravi di don Rodrigo.

204

GIUSEPPE MUSOLINO.
il

Nel 1559 la Calabria ebbe, forse,


fu

suo primo brigante,

un bandito famoso (narra


le

il

Nitti),

fu quel

Re Marco ne,
in-

che batt
citt di

truppe regolari e prese persino possesso della


i

Cotrone. Ascesi poi


di

Borboni sul trono, dopo aver


brigantaggio,
si

vano cercato
esso

fiaccare

il

accorsero

che
,

era

una grande forza da usare


il

negli estremi perigli

ad esempio^ per riconquistare

reame (l'hanno tentato anche


:

dopo
cos,
le

il

'60)

e per tenere a freno le classi ricche e colte

te

se

non

lo alimentarono, certo nulla fecero per toglierne

cause.
Il

E queste furono

sono state parecchie

(1).

Nitti vi mette,

per prima vera, e grande, Io stato di mi


:

seria del popolo


diritti,
li

minuto

feudatarii
di

avevano innumerevoli
famigli
e

con un numero eccessivo

dipendenti
pro-

applicavano rigidamente. Vi esisteva ed esiste


agricolo
di
:

un vero

letariato

cafoni

di

Calabria

sono tuttora una

forma

tipica

classi

mantenute in una continua incertezza


era grama e stentata: vita
.

del vivere.
di

La
e

vita del popolo


di

miserie

depressione

morale

II

brigantaggio,

per

giudizio dello stesso moderatissimo onor. Massari (1864), di-

venta in

tal

guisa la protesta selvaggia e brutale delle miserie

(1) Sul brigantaggio delle provinole meridionali e centrali d'Italia

(non parliamo di quello sardo) esiste una ricchissima letteratura che


qui stimiamo inutile citare: assicuriamo soltanto di avere presa conoscenza delle pubblicazioni pi serie, trascurando le moltissime do-

vute a speculazioni di librerie popolari.

Oltre

alla

relazione
l'on.

della

Commissione parlamentare

di inchiesta di cui fu relatore


i

Mas-

sari (nel 1864), riteniamo degni d'essere consultati

seguenti: Bianco

DI Saint-Jorisz, Il Brigantaggio alla frontiera Pontificia (Milano, '64);

Costantini, Del Brigantaggio ed altri mali del

Regno

(Torino, '63);

Oddo,

Brigantaggio, o l'Italia dopo la dittatura di Garibaldi (Mi-

lano, '66);

A.

De Witt,

Storia politica e militare del Brigantaggio

nelle provincie meridionali (Firenze, '84);


le

Chuech,

Il

Brigantaggio

societ segrete nelle Puglie

dal

1817

al '28

(Firenze, '99);
e

LomI,

broso,

L'Uomo
;

delinquente, 5.* ediz., voi. II, Parte Vili,

voi. Ili,

Parte I; Locatelli, Il Brigantaggio e la mafia (1875), 1.^ ediz., voi.


pag. 610 e seg.

Nitti, Niceporo, loc.

cit.

Il brigantaggio e

il

banditismo in Calabria.
fra
le

205

contro

antiche

secolari

ingiustizie;

quali,

poten-

tissima per svolgere spiriti di rivolta, le prepotenze feudali


sulle

donne dei proletaria E

tale

misera condizione era per-

petuata dalla mancanza di strade e di scuole, dalla nessuna


industria, dalla ignorantissima superstizione delle masse,

dal

numero
fra

'iiorme

dei preti e dei conventi,

dalla sproporzione

mano morta
sentita,

terra disponibile,

infine

(causa pi acu-

tamente

perch pi vicina ed immediata) dalle an1

gherie della classe intermedia sorta fra l'aristocraza e

,cam-

pagnuoli e composta di piccoli commercianti e di piccoli possidenti


(i

galantuomini

).

Oltre a ci, quelle genti,

massime in

Basilicata e Calabria,

hanpio
di

una vaga tendenza


,

alla vita di avventure,

un senso
vita,
di-

misticismo inconscio

che cresceva nell'inerzia della


nell'isolamento di quelle borgate
di

intellettuale

ed

artistica,

sperse

sui

monti e prive

orizzonti

sociali.

"

Le anime

inq^uiete,

non potendo far meglio, ora emigrano


Cos
si

allora

l'unica professione preferita, per chi non

voleva rassegnarsi ad una


spiega cbe tra
i

vita bestiale, era

il

brigantaggio.

briganti

noi troviamo alcune figure di veri idealisti, alcune anime, pur nella
loro rozzezza e qualcbe volta nella loro crudelt,
stizia e

desiderose di giu-

amorose del

bene....

accanto ai ladri ed agli assassini, uomini

desiderosi di pi
stizia:

umano

vivere e qualche volta persino amanti di giu-

una

giustizia rozza, quale poteva apparire alla

mente

di

uomini

incolti e superstiziosi.

(Nitti).

Alcuni

di

questi

tratti

psicologici

noi

vedemmo

in

Giu-

seppe Musolino, che per quanto non sia da porre nella categoria dei briganti e appartenga a quella dei

banditi, pur
della

riproduce

in

certe
la

generalit
figura

caratteristiche

sua

fiso-

nomia morale
creata
dalla

leggendaria del
cio

brigante,

quale fu
torti
ri-

fantasia

popolare,

del vindice dei

che la societ infligge alle classi deboli e povere; del


voltoso forte ed audace, che

non uccide o maltratta

se

non

co-

206
loro che lo

GIUSEPPE MUSOLINO.

perseguitano, n assale

viandanti,

n ruba

di

notte; che anche coi ricchi

usa nel chiedere o pretendere modi


e

educati;

che
tutto

il

denaro
ai

avuto o preso non tiene per s

neppur

suoi compagni di avventura,


e

ma

in parte
raraalla

distribuisce ai poveri

impiega a scopo
sussidii,

di

bene,

non

mente

in

elemosine
ai

ed in

oppure in omaggi

Madonna ed

Santi protettori del luogo.


es-

Ogni brigante tipico che voglia durare a lungo, deve

sere o mostrarsi filantropo, pur uccidendo e predando quanto

sa e ipu; senza di che perde


di

le

simpatie popolari e rischia


Cos

essere

confuso

con un volgare assassino e ladro.


il

hanno

fatto: nel secolo XVII

terribile

brigante noto

come
semi-

Ab

a te

Cesare;
i

nel
0, lo

secolo XVIII Angelo

Duca,

il

.mitico

Ang
il

1 i 1 1

stesso Cardinal Ruffo, e 'Michele Pezza,


(idealizzato

detto

Fra diavolo,
e nel secolo

anche dalla musica

di

Auber)
darelli,

XIX

la folla dei minori.

Don Gaetano

Var-

Peppe

Mastrilli, Giosafat Talarico, Buffalaro,

Siinardi,

Pietro Corea, Pietro Bianchi (questi quattro, tutti Calabresi),


e poi
(i

Chiavone,

La

Gala, Crocco, Caruso, Pasquale

Romano

capibanda dal
i

'61 al '64).

quello un bisogno della psiche

popolare che;
il

briganti sentono e sfruttano ovunque, perfino


di

famoso

Passatore

Forlimpopoli, e Gasparone, e Ti-

burzi

vissuto ai

giorni nostri.

La fenomenologia
si

sociale del banditismo e del brigantaggio

ripete uniforme nei paesi poco evoluti che ne sono sede: in

Calabria come in Sardegna, nelle provincie Napoletane come


in

Macedonia

si

ripete

attraverso
nella

tempi

storici,

nel-

l'Inghilterra
l'Italia del

del

secolo

XVII,

Francia del XVIII, nelTutte le azioni

XIX, nella Bulgaria

ai giorni nostri.

compiute da Musolina nella sua latitanza biennale sono quelle


solite

cui
:

banditi ricorrono per tenere la


i

campagna impu-

nemente

cio le uccisioni e

feiimenti per semplice sospetto

n brigantaggio e
di

il

banditismo in Calabria.

207

spionaggio

bandi minatorii ed

messaggi imperativi
il

con cui la gente avvertita di fare


e

volere del bandito,


omicidii consumati

non

gi di

ottemperare alla legge;

gli

in pubblico,
di

con la procedura
il

di

vere e proprie esecuzioni


conflitti,

giustizia;

prudente astenersi dai

sempre
se

peri-

colosi,

con la forza pubblica, non


necessit
j

accettandoli
nelle

non

in
il

caso

di

nelle

sorprese,
di

flagranze,, ecc.;

coesistere
vittime,

dell'oscuramento

ogni

senso di piet verso


di

le

con una certa delicatezza

sentimenti affettivi ed

estetici; la vanit

somma,

clie

rende gradito e ricercato l'omagfa


(1).

gio

della

musa popolare

spesso

dell'incolto

brigante

un poeta non privo

di forza

Animo

efferato,

inestinguibile

sete di

sangue, freddezza e
il

implacabilit nell'assassinio, aveva certamente

brigante Giu-

seppe Salis da Burgos (Sardegna); eppure, di


delle canzoni amorose, spiranti
sia
dito,

lui si

conoscono
di poedi

un

delicato

profumo

di
si

sentimento

anch'egli, nella

sua vanit

bandi

sottoscriveva

poeta;

anch'egli,

innamorato
di

tutte le

donne

(prese,

loro volta, di lui

come

un

eroe),

non

le

molestava, dirigeva loro dei complimenti, e alle ragazze


(2).

augurava un buon matrimonio

La

triste

esistenza di latitante
:

non

fu,

dunque, messa in
si

poesia solo da Musolino

ogni bandito che

rispetta,

tenta

di descriverla in ritmi assonanti

meglio che pu, e pur espo-

nendo

proprii

guai esce nei tipici propositi di odio e di

vendetta.

Si vuole

un esempio anche
si

di

ci per convincersi

che .Musolino

non

scosta

mai

dalle

linee

caratteristiche
i

della psicologia

normale

del banditismo ? Si raffrontino

(1)

Un buon

contributo alla psicologia ed alla letteratura poetica

del brigantaggio trovasi in Sanna-Salaris,


sardi.
(2)

Una

centuria di delinquenti

Note sul banditismo, Torino. Fr. Bocca, 1901.


Veggasi; Sanna-Salaeis,
Ice. cit.,

pag. 121-130.

208
versi calabresi
di di

GIUSEPPE MUSOLINO.

da noi

riferiti

a pag. 111-113, con questi sardi

uno dei pi temuti banditi scorrazzanti nella campagna

Nuoro

(1)

In su monte, in sa badde, in su cubile


luto la morte designada in fronte;

In su cubile, in sa badde, in su monte


luto su coro firmu che una rocca

Per guai si a mie mi toccati Comente cussa non d' at fattu mai Ca si mi toccat a mie, guai De vita non li do un'ora sola
! !

Pro m'aere causadu tantu male Ti cherzo bider sortu che i su sale

(2).

Allo stesso
il

modo

il

bandito isolato,

stile

Musolino,

gode

favore popolare, anche se nelle sue vendette personali non


il

mostra coraggio n veruna qualit simpatica. Basta


fatto
di

solo

mettersi in opposizione alla legge per apparire

un
al-

eroe, e basta l'essere sfuggito

una o due

volte per caso

l'accerchiamento della pubblica forza per essere creduto


vulnerabile
tile,
:

in-

l'imaginazione della plebe non va tanto pel sotsi

n ragiona; la

conquide pi coll'orpello luccicante che


Il

coll'oro vero
tale

non

lustro.

bandito,

comunque

sia

divenuto

comunque

agisca in conflitto colla legge, appare sem-

pre la personificazione della coscienza popolare in lotta contro


i

ricchi ed

potenti: e diceva gi molti anni or sono

un

pro-

(1) Veggasi: Sanna-Salaeis, loc, cit., pag. 130-1.


(2)

Traduzione letterale

"In

sul monte, nella valle, nell'ovile,

Porto la morte scolpita in fronte:

Nell'ovile, nella valle, in sul


se

monte,

mi tocca

Ho cuore saldo come un macigno.... Per guai egli Azione simile non ha fatto mai Cbe se egli mi tocca, Per avermi causato guai! Di vita non gli d un'ora tanto male, Voglio vederti sciolto come
il
! !

sola....

sale,

;,

Il brigantaggio e

il

banditismo in Calabria.

209

curatore del Re, l'avv. Ruiz, che in questa personificazione

concreta stava la forza e


dal popolo
:

il

perch del brigantaggio ammirato


al-

le

sue violenze vendicavano altre violenze,

tre ingiustizie,

che

l'autorit

non sapeva reprimere

Poich non v' crimine che trovi in Calabria tanta

tolle-

ranza
classi

che sollevi, al paragone, tanto poca ripugnanza nelle

popolari

quanto l'omicidio. un

altro

malanno che

quella regione ha in

comune con
Il

la vicina Sicilia e le lontane

Sardegna e Corsica.

comm. Cosenza, Procuratore generale

presso la Corte di Palermo, cos scriveva nel 1898:


" Il

clima, la storia, la tradizione, gii esempii, e perino le leggi

un ambiente che fa considerare (come si esprimeva Vittorio Alfieri) l'omicidio un peccatuccio e che, se non incoraggia e consiglia, certamente non dissuade e non spaventa coloro che mettono mano al coltello o alla rivoltella (o al fucile) per ferire od uccidere.,, E piti oltre: "L'omicida apparisce non di rado quale un eroe; l'autore di un delitto di sangue non appare agii occhi del popolo un vero e proprio delinquente.
l'opera dei magistrati, crearono

Perch, aggiungiamo noi, nell'Italia del sud

si

trova semil

pre qualche scusa o discolpa o pretesto per attutire


di le

senso

ribrezzo per Jo spargimento del

sangue,

quel senso che

nazioni hanno tanto pi vivo e profondo quanto pi sono


di
civilt

avanzate

di

moralit

(1).

Una

delle maggiori scusanti per l'omicida in tutto

il

mezzo-

giorno del

Regno e

nelle

Isole,.,

che la

giustizia sociale
Governi;
tutto

non
lare

vi inspira alcuna fiducia. Forse dipende dal lungo, seco-

abuso del potere che laggi hanno

fatto

for-

s'anco deriva dalla sopravvivenza di

mi concetto

indi-

vidualista della colpa e della pena: fatto sta che la diffidenza

verso

il

giudice

togato,

che

rappresenta

l'ordine

legale,

(1) Sulle differenze morali Ira le diverse parti

d'Italia,

veggasi

il

bel lavoro di

Nicefoko, Italiani del nord

e Italiani del sud, gi cit.

Musolino.

14

210

GIUSEPPE MUSOLINO,
il cittadino

comunissima

(scrive

sempre

il

corani.

Cosenza)

preferisce farsi

giustizia da
all'onore,
alla

s, vendicando col sangue


vita,

qualunque offesa
sto

alla

propriet,

piutto-

che ricorrere

alla tutela

delle

leggi
di

ed all'azione della
reazione
altrui,

autorit

giudiziaria.

Questa forma

individuale

eslege

contro

il

sopruso o contro l'offesa

stimata

un

diritto, anzi,

estendendosi spesso per solidariet di san-

gue a

tutta la parentela, viene alzata al grado di dovere.


il

Un

valente alienista,

dott.

Del Greco, studiando con molta

diligenza la psico-patologia etnica meridionale,

ha

scritto

pa-

gine bellissime che ne illuminano anche la delinquenza

come

prodotto d'un particolare

temperamento
le

etnico.

Nei

meridionali
la vendetta,

(egli

scrive)

passioni istintive, l'amore, l'odio,

hanno
la

alle volte

un singolare dominio
il

(1).

Ma
de-

soprattutto
la

vendetta
chi

sentimento che dirige

al

litto

mano

di

dubita della protezione legittima


tutti

del

Potere sociale: la vendetta, di cui

dicono e parlano aper-

tamente, di cui canta la poesia popolare, da cui cominciano

ordinariamente

le

gesta dei pi terribili briganti, e di cui

intessuta anche la leggenda dei pi famosi banditi.

Sotto questo riguardo,


la psicologia

non

si

trovano grandi differenze fra


(2).

Calabrese e la Sarda
si

In Sardegna le persone
gli
atti

pi colte non

peritano di

encomiare

di
il

vendetta

come
contilo

atti
i

di

coraggio.

Quando

fu istruito e fatto

processo

'briganti

De Rosas, non era


del

difficile cogliere nei discorsi


si

privati,

nell'atteggiamento

pubblico che

stipava nella

Corte di Assise, nella stessa stampa locale, traccio non dubbie della involontaria, incosciente simpatia per quegli

uomini

(1)

Veggasi: Del Geeco,


d'Italia^
"

Sii

alami
di

caratteri delle

forme psicopatiche
del prof. Bianchi,

nel

mezzogiorno

Annali

Neurologia

XIII; 1895.
(2) Veggasi:

Alfredo Nicefoeo, La delinquenza in Sardegna, Pa-

lermo, R. Sandron, 1897.

Il brigantaggio e

il

banditismo in Calabria.

211

sanguinarii; e ci per lo specioso argomento che la loro carriera


detta.

criminosa era derivata da un primo impulso


Il

di

ven-

fenomeno

s'

ripetuto

per Musolino.

Non
rispetto

dissimilmente avvenuto, per, in altro parti d'Italia

ad

altri

briganti o capi-banda,
essersi
fatta

che

si

buttarono alla

campagna dopo

giustizia

da s

di

un

torto pa-

Nella macchia, fra

le

montagne

di

Aspromonte.

tito,

o anche per procurarsi la soddisfazione d'una vendetta


.

privata.

Una

volta messisi al
al
delitto,

bando

della legge, la loro ten-

denza individuale
anni e

che forse era stata latente per


si rivela

aspettava occasione per manifestarsi,


le

sempre

meglio per
esistenza
cos,

nuove occasioni a delinquere


bandito,
del
e
si

cui d origine la

di

rinforza

con
stesso.

l'esercizio,

diremo
per
vi-

professionale

banditismo

allora

212

GIUSEPPE MUSOLINO.
atti

vere fuori della legge fa d'uopo commettere

continui di
al
al

prepotenza, prendere per forza ci che occorre

sostenta-

mento proprio

a quello dei compagni,

stare

largo

dai

luoghi abitati apparendovi soltanto a

tratti e

inaspettatamente

per taglieggiare, per estorcere denaro, armi e derrate, o per


fare atti di rappresaglia, pi o

meno

cruenta, contro

traditori

Un

bosco (o macchia) dell'Aspromonte.

Il

bosco del Garruso.

le

spie,

e resistere alla pubblica forza mantenendosi

in

perpetuo conflitto coi rappresentanti della autorit legittima.


Cos
il

bandito

si

trasforma inevitabilmente in brigante quando,


civile*^

oltre

a mettersi fuori della legge e del consorzio


i

oltre

a internarsi tra le forre, tra

burroni delle montagne,


la

o nei recessi
cogli

dove non penetrata ancora

vita

sociale

immancabili contatti e commerci,

mira a vivere me-

H
diante
il

brigantaggio

e il

banditismo in Calabria.

213

ricatto, le estorsioni e le grassazioni,

giovandosi per

lo pi del terrore

che ispirano
al

le

sue minaccie, o ricorrendo

di

quando

in
al

quando

delitto di

sangue per conservare

la

trista

fama
certe

proprio nome.
il

Ma
il

volte
,

brigantaggio

meridionale,

specialmente

Calabrese
stesso

il

Basilisco e l'Abruzzese,
giustificazione morale,

non

gi per trovare

in s

una

bens per interesse,

per spinta delittuosa venutagli dal di fuori, per acquistare


simpatia presso
le

popolazioni ignoranti e bigotte,


politiche,
si

si

amdi

mantato sotto parvenze


qualche causa pi o

posto

al

servizio
le

meno

legittima, e

ha coperto

proprie

imprese giudiziarie colla bandiera della rivolta e dell'opposizione

ad ogni nuovo regime. Questo


delle
si

si

vide alla fine del

secolo XVllI, nell'insorgere


la

bande sanfedistiche contro

Repubblica Partenopea;

ripet nel

1848-49 per opera


con grande

degli stessi cittadini organizzati a guardia nazionale,

scandalo del patriota Poerio; e

si

riprodusse pi largamente

ancora dopo

il

1860,

quando
centrali

il

brigantaggio infier nelle pr

vincie meridionali e

del

nuovo regno

d'Italia
(1).

per

poco non ne mise

in pericolo la giovine

compagine

le

credule plebi rurali, sempre affette dal loro secolare


religiosi,

misoneismo, ingannate nei loro sentimenti


neir avito

sfruttate

senso di

soggezione verso

le
il

potest cui s'erano

tradizionalmente abituate,
loro simpatia o quanto

alimentano

brigantaggio

con

la

meno con

la loro acquiescenza.

Sem-

pre esse sono' prese da ammirazione per quell'atteggiamento


di rivolta

audace; spesso esaltano

il

coraggio, la forza morale,

(1)

Un

tii3co

esempio di questa trasformazione del bandito per reato

comune

in brigante pseudo-politico fu offerto dal famigerato "


,

Coman-

dante Crocco

ora recluso in
e

un bagno penale,

che dal 1861 al 1864


Riv. mensile di

fu uno^dei pi bellicosi
gasi
:

sanguinarli capi-banda del Napoletano. Vege delitti primitivi, "


affini ,

Pasquale Penta, Delinquenti

Psichiatria forense, Antropologia crim. e scienze

Anno IV,

1901.

21 -i

GIUSEPrE MUSOLINO.

la tattica belligera dei capi, e loro affibbiano atti imagi narii di generosit versO'
i

poverelli (da cui, intanto, nulla potreb-

bero

ricercare!)

di

magnanimit verso
il

deboli

(purch

rendano loro omaggio od aiuto contro


che forniscono viveri,
remoti, portano
i

diritto!).
i

Sono esse
luoghi pi
segreti,

servono
di

di

guida verso

messaggi

minaccia o

di accordi

e -ne occultano la presenza, aiutandoli

insomma

in ogni

ma-

niera possibile, sia perch

non hanno fiducia nel regime nuoal ritorno dell'antico, sia per-

vamente instaurato

propendono

ch non sono certe che forza rimanga alla legge e che giustizia

sia

resa con equit di

criterii.

Del resto, non bisogna generalizzare


dizio
storico

il

qui accennato giu-

psicologico.
il

Certo,

vi

il

brigante puro,
car-

che spinto a fare


riera

primo passo nella sua fortunosa


di

da un sentimento
d'esserlo

vendetta non soddisfatta n


vie legali,

su-

scettibile

per le

oppure
e

dalla ribellione

ad una

reale

imaginaria

ingiustizia,

che
stesso

fino

ad un

dato punto troverebbe una discolpa nello

sentimento
dell'equit
'il

universale

di -giustizia
i

che

si

basa
rei;
si

sul

criterio
vi

verso

tutti

cittadini,

anche se
che

ma
d

anche

bri-

gante per vocazione,


motivo,

alla

campagna senza
al

diremo

cos,

legittimo,
si

per disposizione ingenita

malfare. Vicino a colui che

mette fuori della legge perch

non

l'ha

trovata efficace abbastanza per salvarlo da un'in-

giustizia

per riparargli un torto, vi chi vi scorge soltanto

un

freno alla sodisfazione di istinti perversi, e vi si

mette di

contro. Avviene cos^ che a colui che briganteggia per necessit

che apparterrebbe in conseguenza alla categoria dei


si

delinquenti occasionali^

pongono accanto,

e gli si associano

per formare la sua banda, molti malfattori che dovrebbero


figurare tra
i

delinquenti-nati.

Il brigantaggio e il

banditismo in Calabria.

215

spesso in mia banda non sono;

capi quelli che

hanno

la

criminosit pi grave e perniciosa: sono invece parecchi dei


sottoposti, farabutti della peggiore specie che

abbandonano

le

loro

case e

famiglie per vivere


gi

senza la fatica del lavoro,

che hanno

commesso

reati

comuni

vogliono scamdi terzo

pare alla pena. Sono questi facinorosi di secondo e


ordine,

che speculano sul coraggio, sull'avvedutezza


dei

salta

noma

capi;

spesso, da bruti inconsapevoli ne eseguile

scono ferocemente
versit
i

vendette^ e ne esagerano nella loro peri

comandi,
va,

sfogando cos

loro

impulsi malvagi.

Non

si

certamente, molto lontani dal vero, scorgendo

nell'accompagnarsi di alcuni cattivi soggetti a Giuseppe Musolino

un esempio

di

questa vera simbiosi fra delinquenti.


'

Se non che, nel caso del nostro bandito, quell'associazione

non
di

s'era formata n si
servigi.
le

manteneva

sulla base dell'eguaglianza


di

mutui

La ripugnanza

Musolino ad avere dei

compagni, e
di
le

sue recise negazioni opposte a chi lo accusava

essersi

associato

ad

altri

per compiere pi agevolmente


lo

sue vendette e assicurarsi


luce

scampo, non solo m.ettono


del

in

una

caratteristica

psicologica
,

Beppino

la

vanit di chi vuol

essere solo
ci

quasi fosse un personaggio

Ibseniano
stanza

ma

per di pi
i

esemplificano
e
i

un
,

fatto

abbacio

comune

fra

briganti
i

masnadieri

quello

del parassitismo
i

con cui

meno
ai

intelligenti
di

ed arditi (non

meno

feroci)

si

pongono

fianchi
la

un malandrino pi

ingegnoso

ed

audace,

sfruttandone

convivenza.
ri-

Sotto questo aspetto, piena ragione aveva Musolino di

guardarsi superiore ai suoi tre coimputati e di trattarli bo-

nariamente
o
di

dall'alto,

quasi diremmo con sollecitudine di padre


:

fratello

maggiore
loro

quando

assolti
Jati

pel

verdetto

del

giur

dalle

gravi

imputazioni,
gli

Di

Lorenzo,
si

nel

separarsi da Musolino^

resero omaggio (come

lesse nei

216
giornali

GIUSEPPE MUSOLINO.

quotidiani)

afferrandosi reciprocamente,

secondo

ii

gergo della picciotteria, pel ciuffo della fronte, non fu tanto


pel sentimento di gratitudine e di rispetto verso
il

rappresenri-

tante pi eccelso della

picciotteria (

?),

quanto forse pel

conoscimento della sua superiorit intellettuale cui aA^evano


ricorso

nella

loro

esistenza

di

banditi.

7.

Le

associazioni ai

mal fare, la mafia e picciotteria in Calabria.


la terra classica del
fa-

Fino a pochi anni fa la Calabria era

brigantaggio: e questo importava, naturalmente, che varii


cinorosi
si

associassero per opporsi con la forza al

dominio

della legge e per commettere, all'occorrenza, atti di malandri-

naggio, specialmente estorsioni e grassazioni.

Ma
,

il

vero

bri-

gantaggio appartiene ad altro


bella frase
del

clima storico
quasi
del

per usare la

Trezza;

esso

tutto

tramontato

cos in Calabria ed in Basilicata,

come

in Sicilia e nella camrivolta

pagna Romana: ad ogni modo, esso. rappresentava una

aperta e sincera, non -priva di audacia, se non di coraggio,

contro

pubblici poteri. Per contro, la


venirglisi

mafia

picciot-

teria, che sembra

sostituendo

da qualche anno,

qualche cosa

di

subdolo,

si

basa sulla dissimulazione, fa


di
si

assegnamento sulla tema reciproca


quindi sulla vilt generale; essa non
colle leggi,
crisia;

tutti

suoi

membri

appalesa in urto aperto


le

ma

le

elude con la astuzia,


stato

viola con la ipo(1).

un vero

d'animo della psiche collettiva

(1)

Sull'argomento della mafia, reso anclie pi penoso, durante


per l'assassinio Notarbartolo,

il

processo Musolino, dal contemporaneo escutersi a Bologna del processo

contro Palizzolo e complici

si

consul-

tino: LocATELLi, Il hrigantaggio e la mafia, 1875; LESTI^fGI, in " Arch.


di Psichiatria,,, '84:

Alongi,
e

La
I
"

maffla,

"

Bibl. antr. crim.


/S^dZirt,
,

To-

rino, '87;

Franchetti
maffia
e

Sonnino,

contadini in
e

Firenze, '77;

PiTK,

La

l'omert, in

Usi

costumi

'99; A.

Cutrera,

La

mafia Nel regno della maffla, Palermo, 1902.


e i mafiosi. e

Origine

manifestazioni, Palermo, 1900; Colajanni,

Le

associazioni al

mal fare in Calabria.


straniero,

217
l'in-

L'ha definita abbastanza esattamente uno


glese

W.

A. Paton:

"La

mafia una fase della societ (siciliana): essa non un'orgaquali

nizzazione compatta d'individui legati fra loro da giuramento, ne una


societ segreta di membri,
i

si

riconoscano con jDarole o segni

convenzionali: lo stato tacito della immoralit sociale acquisita da

un

indefinito

numero
i

di persone, le quali vivono sotto quest'ordine di

principii e regolano

loro atti secondo quel codice di etica che chia--

mano omert

(1).

Non

esatto per che tutti

mafiosi Siciliani ed
e

picciotti

Calabresi

non abbiano mi mezzo per riconoscersi


:

comunicare

fra di loro

parrebbe anzi assodato


si

il

contrario, sia per la gefra


di
loro,

rarchia che

mantengono rispettosamente
si

sia

pel gergo di cui


si

servono, sia per la

mutua

assistenza che

prestano anche fra sconosciuti e in paesi diversi (Alongi,

Cutrera). Tuttavia Pasquale Villari

ha
:

detto^

il

vero scrivendo

che la mafia non ha


la

statuti scritti (2)

date le sue origini, data

sua ragione d'essere, non ne ha bisogno- Essa proviene

(assai e di

bene

lo

dimostra

il

Cutrera) dal concetto di giustizia


i

governo che da secoli

Siciliani e

Calabresi

si

sono

formati. Tale concetto inspirato da sentimenti di disprezzo


alla

legge,

di

odio

alle

autorit costituite,

di

sfiducia nella

giustizia.

Un

Siciliano o
il

un Calabrese non

ritenuto

uomo ,

anzi, per usare

termine che tante volte Musolino ha reclasi

mato per

s,

non

ritiene

galantuomo
alle

se

non sente
della

il

dovere di opporsi passivamente


di ostacolarla,

indagini

polizia,

di trarla in inganno.

Avremmo

noi in questo

codice morale
delitti

dell'omert

la prima, la grande causale dei

di rappresaglia,

odio e vendetta compiuti da Musolino

(1) Veggasi: Paton William Agnew, Piduresque Sicily. LondcnNew-York, 1898, p. 361. (Tradotta in italiano, Palermo, Sandron, 190ii). (2) Veggasi: Pasquale Villari, Lettere meridionali, 1878, 2.* ediz.,

Pr. Bocca, 1885.

218

GIUSEPPE MUSOLINO.

contro coloro che vi erano venuti meno, o che soltanto egli

sospettava iDotessero dimenticarsene a di lui riguardo

In ci

il

bandito di Santo Stefano sarebbe


so) tipico.

il

Calabrese picciotto (mafiodi tutte le induzioni

Ecco una citazione, che, meglio


ne descrive
il

psichiatriche,
"

principale motivo impellente:

Denunziare, o confermare

il

nome
"

del reo, fosse anche

il

proprio
tale vi-

un atto basso e gliaccheria, non solo non ritenuto


offensore, ritenuto

vigliacco. Chi

commette

uomo

ma

deve subire l'epiteto

di " spione (in siciliano cascittuni).... Il vero "

mai

alla giustizia

il

nome

del suo offensore,

non denunzia non perch l'abbia peril

uomo

donato,

ma

perch ritiene che solo a lui spetti


riparazione non ammessa. Se

diritto di vendicare
ferita, tace

l'offesa: altra
il

una persona

nome

del suo feritore.... se muore, preferisce rimanere invendicato,


il

pure di non confessare

nome

dell'assassino....
si

Questo dovere

di tacere

non compete

solo all'offeso,

ma

estende a chiunque stato testi-

mone

del delitto....
solo,

Anche

gli estranei

hanno

il

dovere di tacerne

il

nome, non

ma

devono, per quanto possano, agevolargli la fuga

e la latitanza, apprestargli

un nascondiglio, sviare

in tutti

modi

le

ricerche della Polizia....


"

Per omert,

se occorre,
delitto,

bisogna andare in galera anche se innosi

centi di

un dato

purch non

dica nulla....

Se

l'arrestato,

per leggerezza di caratt^'e o perch preso da


invece, che sa

momentanea
di'

debolezza,

dovesse fare rivelazioni alla Giustizia, tacciato

infamia....
ornila

L'uomo,
d'oiuri

opportunamente tacere considerato come


si

crisiianeddu....
" Il

principio dell'omert

estende a chiunque conosce qualche cosa

della questione. Se Tizio e Filano furon testimoni d'una rissa, inter-

rogati dal magistrato diranno di sconoscere

rissanti, di
i

non saperli

pi riconoscere anche se
la

li

rivedessero, d'ignorarne
il

nomi....

Anche

gente onesta costretta a subire

pregiudizio della omert per

non vedersi esposta a guai. Offesa, preferisce tacere; fa tutto il possibile perch non venga citata a deporre; chiamata a dichiarare quello che sa, si mostra reticente, e qualche volta, suo malgrado, magari
smentisce
L' o
(1).

mer

insomma,

il

carattere stesso dell'italiano del-

l'estremo mezzogiorno

(Sicilia

Calabria);
di
certi

che se ad essa
individui,
il

aggiungete

le

caratteristiche
il

morali

cio
forte

la violenza, la prepotenza,
(1)

predominio della forza,


Gap. Ili, pag. 25-34.

Veggasi

CtJTEEEA, loc.

cit.,

Le

associazioni al

mal fare in Calabria.

219
gli

sentimento dell'io, e quello della propria superiorit su


altri, e

imaginate inoltre che un tale individuo si sia reso


dalle

assolutamente indipendente
inevitabilmente
in

leggi
il

(Cutrera),

otterrete

forma concreta

tipo

personale

ed

ac-

centuato di un

Giuseppe Musolino-

Sotto

il

riguardo psicologico, la mafia

dunque, pi evo-

luta del brigantaggio,

ma
t

anche pi temibile e perniciosa;


cui

un

ma

o r e

na

s e

o s

o, di

un corpo
etica,

sociale

pu

soffrire,

minato nella stessa sua evoluzione

senza che se ne

ac-

corga. Oggid la provincia di Reggio infetta di questo malore,

lo

sarebbe per contagio diretto dalla vicina

Sicilia.

Dicesi che

costumi

settarii della

mafia siano
al

stati

importati

dai lavoratori

Siciliani,

che

si

impiegarono

di
:

qua
e
il

dello
fatto

stretto nella costruzione della ferrovia Eboli-Reggio

sembra
l'inizio

reale,
di

perch

le

statistiche giudiziarie mostrano, dal-

quei lavori, un crescendo impressionante di proassociazioni

cessi

per
il

delinquere

in

tutta

la

provincia.
in

Per dire
Sicilia
,

vero,

il

cartogramma della densit della mafia


ottimo

allegato

all'

volume

del

Cutrera

(loc.

cit.)

la

mostrerebbe poco diffusa nella parte orientale


in provincia di

dell'Isola,

massime

Messina e

di Siracusa,

mentre sarebbe

diffusissima in tutta la parte occidentale,

sopratutto in pro-

vincia di Palermo, Trapani e Girgenti, dove nessun

Comune

ne andrebbe libero

Per

si

trovano mafiosi anche a pochi

chilometri al di l dello stretto, a Milazzo, a Santa Lucia, a Barcellona, Brente,

Castroreale,
e

mafia organizzata a Cesar, a


ci
si

Castiglione

quanto pi

interna nell'isola.

Da
nerale

informazioni pervenuteci per mezzo della Procura gedi

Catanzaro

ci

risulta

che nel solo circondario


stati
istruiti

di

Palmi, dal
processi

1885 ad oggi, sono

ben ventiquattro
1293
imputati
:

per associazioni

criminose,

con

220

GIUSEPPE MUSOLINO.

ne furono condannati 877. Presentemente sono col in corso


altri

cinque processi, comprendenti 126 imputati. Nel circonsi

dario di Gerace, che, essendo sul versante ionio,

trora

meno
sol-

esposto alla influenza siciliana, furono dal 1886 al 1896

tanto iniziati cinque processi, con 43 condannati, per associa-

zione a delinquere. Se per prendiamo


rie

le

statistiche giudiziatredici

del

capoluogo

della

provincia,
si

vediamo che nei

anni trascorsi dal 1887 al 1901,

condannarono per

lo stesso

motivo ben 331 individui!

Alcune

di

codeste

associazioni

si

estendono su varii Co-

muni

fino a contare cento e perfino duecento sodi; la

mag-

gior .parte,

per,

ristretta

fra
di

gli

abitanti

di

uno stesso

comune, con che non cessa


il

essere talvolta sorprendente

numero

degli

associati.

Il

21

settembre 1900 fu concluso

con 226 condanne un processo

di picciotteria riguardante Citi

tanuova
ve
n'

piccola

citt

non oltrepassante
il

12,000

abitanti

erano implicati 248. E


si fin

27 settembre dell'anno scorso

(1901)

con 88 condanne un processo consimile istruito

contro 128 abitanti del borgo di Cinquefrondi, che ne conta


in tutto 5000.

Ma non
sempre
e
di

bisogna credere che queste

associazioni

abbiano

mira

il

guadagno:

l'animo Calabrese nobile,


del furto; di tanto l
di

non agogna a possedere per mezzo

tollerato e persino

ammirato l'omicida,
il

quanto inviso e

disprezzato,

comunemente,

ladro. Di ci

abbiamo avuto un

saggio eloquente nelle sdegnose proteste del sanguinario Stefanita.

La

picciotteria

Calabrese
di

sembra legata piuttosto


alla

al

sentimento individualistico
a
quello

reazione
del

legge,
e

che non
essa
dottor

bassamente
alla

egoistico

guadagno:

in ci
il

appare

superiore

camorra Napoletana. Scrive


studio
di

Penta, in
nale,

quel suo bellissimo


:

antropologia crimi-

che gi abbiamo citato

Le
"

associazioni al

mal fare in Calabria.


la maffa

221

Mi sono da molto tempo andato persuadendo cbe


come sentimento ed
sia ben diversa
(1).

questa
si

associazione quasi invisibile e inafferrabile


in tutti

appunto perch

trova

statati

in nessuno

come obbligo

locale retto da

dalla

camorra che un'abbietta societ


ser-

criminale

pi in essa lo spirito della ribellione al lungo

vaggio, ai secolari soprusi dei Governi, che lo scopo del guadagno; pi la lotta di classe, che la ingordigia; pi l'odio avito contro i si-

gnori

rappresentanti disonesti della Legge, che la mancanza di

ogni freno morale.

Ebbene:

le stesse

cose possono ripetersi/ a parer nostro, della

picciotteria Calabrese.

Essa un prodotto d'importazione che

ha trovato per
stato
lotta

isvolgersi

un terreno favorevole

nel

sordo

di

lotta

fra le classi

dipendenti dall'antico feudalismo,

una volta

fra dominatori e dominati, quindi fra potenti e


i

soggetti, in quanto che

primi',

essendosi arrogata la facolt di

fare e di applicare le leggi, le

hanno per molti

secoli fatte

ed

applicate

a quasi

esclusivo

vantaggio proprio,
tutti
i

se

non con-

culcando violentemente e apertamente


certo
prusi,
locali),

diritti degli umili,


i

non accordando

loro

sufficienti

garanzie contro borghesi


il

so-

massime

degli

intermediarii

(classi

medie

e per insterilendo nel loro

animo

concetto di giu-

stizia collettiva.

Tuttavia, se questa la origine prima di quello spirito tacito


di associazione in e o
la picciotteria,
il

n t r a s t o alla
il

e g g e,

da

ctii

nascono
cri-

manntengolismo e

favoreggiamento dei
il

minali violenti e messisi al bando, pur vero che


antilegale di simpatia fra
si
i

vincolo

deboli e di ribellione al servaggio


caratteri
in

mutato

assumendo nuovi
storico-sociale.
le

conformit
i

del
co-

diverso
stumi,

ambiente
e

Poich

miglioravano

poich

leggi

cessavano generalmente dall'essere

(1) Se ne trover

anche

De

Blasio, Nel ;paese della

una esatta pittura in Alongi, loc. cit.; vedasi Camorra (L' imbrecciata), Napoli,

Pierro. 1901.

^SSA

GIUSEPPE MUSOLINO.

fatte e

applicate a favore di pochi e dei potenti, era naturale


si

che quello spirito d'associazione per mutua difesa

trasfor-

masse
si

in

una

rivolta al diritto

comune ed

all'ordine pubblico,

alimentasse,

non pi
al

delle iniquit sofferte, e

ma

delle istinstru-

tive

tendenze
e
fine

malfare,

diventasse,
di

degenerando,

mento

ad

un tempo
sia

delinquenza volgare.

Ogni
sot-

istituzione

storica,

entro

o sia fuori della legge,


ci

toposta

consimili

fasi

evolutive:
il

che

una

volta

era

reazione del misero contro


cittadino

forte,

oggi antagonismo del


e

contro le leggi che,

essendo emanate

sanzionate

da poteri legittimamente
e la coscienza
in

costituiti,

rappresentano la volont

comune,

e rispondono
di

anche
storico

all'utile collettivo

un dato momento

sviluppo

di

un aggregato

sociale.

Invero, le cause dell'alta delinquenza Calabrese sono in parte

etniche

(l'influenza

della

razza,

dopo quanto fu
in parte sociali.

detto,

non

pu essere negata da alcuno), ed

Un

egregio

magistrato, che per ragioni di ufficio conosce bene la patria


di

Musolino,

il

procuratore del

Re

in Palmi, avv. Luigi Bar-

bieri,

crede che

la

recrudescenza nel delinquere derivi in


:

sviluppata denza all'associazione malefica; dal crescente


Calabria da una doppia cagione
dalla

tenpau-

perismo

(1).

Se queste due

cagioni, egli scrive, le innestate su

tronco rozzo e violento, qual' la natura di questa popolazione


(ecco

l'elemento etnico

!),

voi

non

tarderete

ad accor-

gervi della necessaria differenza nelle manifestazioni delittuose


fra le

varie regioni.
il

Lasciamo da banda

pauperismo: perch

la

Calabria

povera senza dubbio, anche a motivo della sua stessa conAvv. L. Barbiesi, Hdaz. della amminisir. della Giustizia durante
nel Gire, del Trib. civ. e pen. di Palmi. Palmi, Tip. Lor-

(1)

Vanno 1899
resti, 1900.

Le

associazioni al

mal fare in Calabria,


il

223

formazione oro-idrografica; e far cosa giusta


presto sottoporr all'approvazione
delle

Governo se
il

due Camere

pro-

getto di legge, tante volte invocato e promesso, sulle bonifiche


fluviali,

poich coll'inalveamento delle sue fiumare .trascurate

per secoli e secoli la povera Calabria ricuperer, speriamolo, la

sua antica prosperit.

Ma

la miseria

delle

classi rurali
il

non

spiega le loro tendenze sanguinarie.


la

Anche

Veneto, anche

bassa Emilia, e

la

Toscana

di

maremma,

e le miti
:

Marche
non

sono povere, e lottano colla rapacit del


vi si

fisco

tuttavia

ammazza
i

la gente

come

in Calabria e

come

in Sardegna.

Spiegare,

fenomeni

sociali e

morali

collettivi col solo fattore

economico, venuto oggi di moda:

ma

Colajanni, se

ha avuto

ragione contro la esagerata importanza data al fattore biologico dalla primitiva scuola Lombrosiana,
di

ha poi avuto

torto

negare ogni azione della razza nella storia; e torto annel


rigettare

che,

l'influenza

della

costituzione

intellettuale

etnica sulle stesse abitudini alcooliche, fosse

come
le

se l'uomo
di

non
vita

un organismo

sensibile

tutte

condizioni

dalle quali circondato o in cui sente^

pensa ed agisce.

Cos malamente

si

spiegano col pauperismo l'associarsi nel


il

mal

fare,

la complicit criminosa nel silenzio,


rivoltoso e d'ogni individuo che
la mafia, la picciotteria,

favoreggia-

mento d'ogni
della legge.
diffuse
stato

si

metta fuori

La camorra^
potenti
in

non sono gi
peggiore
lo

quelle

campagne dove

economico delle plebi:

esse spesseggiano e vivono


i

temerariamente alla luce del


tando e proteggendo solo,
i

sole^ taglieggiando

deboli, aiu-

prepotenti

disonesti,

soprriia

tutto nei centri urbani: anzi, pi nei maggiori,

come

Na-

poli
di

Catania e Palermo

che nei minori. Perci quelle forme

associazioni criminose
stato

parrebbero piuttosto collegarsi ad


infelice,

uno

economico meno

ad una vita socialmente

pi intensa.

224
Si preteso che la

GIUSEPPE MUSOLINO.

prova della esistenza della

picciotteria
:

Calabrese non fu data nel processo a carico di Musolino


tutti

ma

sanno che quelle associazioni vivono per mutui e

taciti

accordi di parola e di azione,

non

gi per regolamenti scritti.


c'

Lo

si

vede chiaro fra

la

popolazione delle carceri, dove non

norma

fissa o statutaria per la prepotenza, per l'uso del gergo,

per la vendetta settaria, per lo sfruttamento dei deboli,

ma

dove intanto ogni giorno

si

segnalano imprese camorristiche

del genere di quelle compiute da Musolino^ e soci sul vecchio

loro

compagno

di

Gerace e sulle guardie


si

di

R.eggio.

In

quale maniera

debba intendere
i

la

propensione dei

Calabresi (come di tutti

meridionali) ad
di

associarsi nel
difesa fra le persone

delitto, precipuamente a scopo

mutua

malviventi, assai bene chiarito dal Procuratore del

Re

di

Palmi nel suo discorso gi citato. Egli vi dimostra

come

nel

territorio vicino al luogo natale di Musolino, nel circondario

di

Palmi

(si

pu generalizzare

la cosa a tutta la provincia

Reggina), l'associazione al delinquere riesca di fomite e ausilio

per una maggiore e pi audace delinquenza, poich

vi

mentre taluni dei sodi agiscono nella perpetrazione dei delitti, altri danno braccio facendola da testimoni a favore dei primi. E restando questi impavidi, la loro audacia si fa spavalda: si organizzano fra
"

loro, e stabiliscono le gerarchie,

dove

pili abili e i

pi feroci gua-

dagnano

le posizioni privilegiate.

Di
teria

deriva

la

organizzazione clandestina
cui

della

picciot-

Calabrese,

sulla

partecipazione nelle

gesta di
i

Mu-

solino s' tentato invano di gettare

un

velo. Anchie

testimoni
te-

pi onesti

si

fanno compiacenti, o reticenti,


cari,

sia

perch

mono

per s e pei loro

sia perch

hanno poca

fiducia

nella protezione e soprattutto (ci grave!) nell'oculato silenzio


delle

Autorit.

Cos

avviene che nel

circondario
giudizio,

di

Palmi,

come

in tutto

il

resto di Calabria,

non v'ha

non v'ha

L'epilessia in Calabria.

225
in

processo,

non v'ha investigazione

qualsiasi

cui

si

possa
stesso

esser certi della

veridicit dei testimoni


non
Col

(lo

Musolino ha questa opinione dei proprii compaesani e dei


Calabresi in genere!), e ci
e

solo fra le classi povere, anche


i

pi fra

quelle

elevate.

cittadini

sono

riluttauti

concorrere spontanei con

le loro dichiarazioni al

conseguimento

della giustizia. Si citano esempii di feroci omicidi^ che per


cj;u.esta

.condiscendenza e reticenza di

testi

per poco non sono


.

passati,

per vittime di gente facinorosa e provocatrice


il

Ora^ a

noi sembra, per dire sinceramente

nostro pensiero, che sia


gli amici",
i

per ra]Dpunto questo giuoco che la famiglia^


plici

com-

favoreggiatori

hanno tentato
:

di

compiere a difesa
si

del bandito di Santo Stefano

per poco non

sono ritenuti

Crea^

gli

Zoccoli, Zirlili

come

spergiuri; e Mart^. d'Agostino,


!

Chirico

come

meritevoli della fine terribile che hanno fatto

S.

la'epiiessia

ia CSalabria.

Concluderemo questo capitolo sull'ambiente in cui avvennero


le
i

gesta

di

Musolino,

parlando anche

dell'

epilessia

fra

Calabresi.

Dalle ricerche che uno di noi fece, molti anni or sono, su


varie fonti, risult
la

un

fatto

prima ignoto

che, cio, in Italia

epilessia e le malattie convulsive sono


oltre

diffusissime, sino

a contarsene
delle

40 000

casi.

Basandosi sulle proporzioni

riforme nelle leve militari degli anni 1869-78 (nascite


si

del

'49-58),
affetti

trov che la media dei giovani riformati perepilessia

che

da

da convulsioni era deiril.53 su


il

ogni diecimila inscritti nei registri di leva in tutto

Regno^

ma

che

in
si

talune

provincie

di

Sicilia,

Toscana,

Emilia e
fu-

Liguria^

superava la media del 20. Le provincie pi


infatti,

nestate

risultarono^
(22),

Catania

(37.1),

Palermo

(27.3)

Messina

Ravenna

(30),

Porto Maurizio

(26.5) ,' Ge-

Musolino.

15

226

GIUSEPPE MUSOLINO.

nova
le

(20.6),

Pisa

(24.7)

Livorno

(18.0).

In

questa scala

tre

provincie

Calabresi cadevano poco lontane dalla me-

dia: Cosenza, 8.46; Reggio Calabria, 11.19; Catanzaro, 12.59:


tutta
la

regione,

10.58

(1).
il

Alquanto diverso fu
di

rapporto trovato dal prof. Sorniani


(2)
:

Pavia con un altro calcolo

egli studi le

proporzioni
(nati

delle riforme per epilessia

avvenute nelle leve 1863-76

nel

quattordicennio

1843-56),

non pi su

tutti

gli

inscritti

nei registri di leva,


dici militari

ma
cifre

su quelli realmente

visitati dai

me-

dopo

le

esenzioni legittime; ed ebbe naturalmente

con questo metodo

doppie

di

quelle

precedenti.

Nel-

l'insieme per la geografia dei morbi convulsivi in Italia


risult
le

non

molto diversa fra

due investigatori: sono sempre


Sicilia,

stesse regioni quelle pi infette, Liguria,

Toscana,

e pure le stesse quelle che lo sono

meno,

Puglie, Lazio, Pie-

monte, ecc.; solo muta alquanto

la posizione dei singoli


il

comcal-

partimenti e Provincie nella scala numerica. Secondo


colo
del

del

Sormani

la

Calabria cade

un

po' sopra

la

media

Regno , e Cosenza passa invece


le

sotto

Reggio - Calabria.

Riportiamo
circondarli
:

sue

cifre,

perch

egli

d anche quelle dei

Riformati per epilessia

e convulsioni
leve.

su 10 000 giovani visitati ogni anno nelle

Media

del

Regno

d'Italia

..........
.

24.0a
27.00

della Calabria intera

Provincia di Cosenza

,,

28.00
29.00

Catanzaro

Reggio Calabria

....
....
e alla

24.00
10.00

del Circondario di Grerace

,,

Palmi Reggio Calabria

32.00 27.00

(1)

Veggasi: E. Morselli, Intorno al numero


"

distribuzione geo,

grafica delle Frenopatie in Italia,


(2)

Arch.

ital.

per le mal. nerv.

1883

Veggasi: G. Sormani, Geografia nosologica d'Italia, mem. premiata, in " Annali di Statistica , 1881 (uscita alla luce in ritardo)

L'epilessia in Calabria.

227

Notevole
dall'epilessia

il

fatto

che alcuni fra


Italia

circondarii pi colpiti
di

in

tutta
es.

sono vicinissimi alla patria


colla

Musolino: per

Acireale

media enorme

di

153

su

10,000; Castroreale col 53, Messina e Mistretta col 49; poco

pi in l Palermo col 69, Cefal col 67, Corleone col 50.


le

Ma
i

sono pure

vicini,

al

nord, dei circondarii che sono fra

DIFFUSIONE
tiel

DELLA

EPILESSIA
del

Con\ps.rtim.etxti
00(3

J^ei^o

StA

:S 00.

if(Qfa.ni

Ysi, finoai5\
j

tKi^ti,

n-elle

Jjeye

a.

lo

a.

Z5 \-^n

.Al

pi favoriti sotto questo aspetto nosologico

per

es.,

nella stessa

Calabria quelli di Gerace (10), di Castrovillari


(16),

(7), di

Cotrone

e ancor meglio l'intera Basilicata, che


di tutta Italia, 6

ha

la

media mi-

nima

su 10,000.
leve
si

Se non che,

ai risultati delle

mosso l'appunto che

non possa

loro attribuirsi

un

significato sicuro in ordine alla dii

stribuzione geografica dell'epilessia, in quanto sia diffusa fra

giovani coscritti l'abitudine di simulare

le

convulsioni a scopo

228
di esenzione; ora, di

GIUSEPPE MUSOLINO.

questo artificio ha provata la grande


nelle provinole meridionali
(1).
il

fre-

quenza per l'appunto

dott.

To-

mellini gi or sono molti anni


stituzione
litare,

In sui primordi della codell'obbligo

del

nuovo Regno,

la imposizione

mi-

massime

in Sicilia, cre gravi


il

malumori

e diede occa-

sione a disordini: donde anche


tenti

numero cospicuo
dell' esercito

dei reni-

dei

simulatori.

medici

conoscono da

lungo tempo questo stato di cose, e sono divenuti pi severi


nell'indagine
clinica
sui
coscritti

che allegano la epilessia:

qualora la neurosi non sia confermata dall'esame obbiettivo^


li

mandano

in

osservazione presso
si

gli

Ospedali

militari

dove- non raramente

scopre l'inganno.

Non
il

citiamo senza
medico-legista,
dice
affetto

motivo questo

fatto

di

comune esperienza:

trovandosi di fronte ad un imputato che


epilessia,

si

da
coi

deve

anzi

tutto,

come
se

fa

il

medico militare

coscritti, proporsi la

domanda

non

si tratti di

un

simulatore.

E la domanda viene anche pi spontanea


si

alla mente,

quando

tratta di

un delinquente

del Mezzogiorno. Noi discuteremo


di

brevemente questo punto, a proposito


guente capitolo.

Musolino, nel

se-

Per questo motivo, chiunque studia la nosologia italiana

deve ricorrere, quando


demografiche
oltre

lo

pu,

ad

altre

fonti

statistiche

alle leve militari.

Prendiamo, ad esempio,

la statistica delle

cause di morte, e troviamo subito un noalla

tevole

divario

rispetto
la

diffusione
del

della

epilessia.

Tro-

viamo cio che, se

media

Regno

stata, nel

1897, di

24 morti per epilessia su ogni diecimila per qualunque causa,


i

compartimenti in peggiori condizioni sono


la

gli

Abruzzi, la
rispettive

Basilicata,

Calabria

ed

il

Veneto,

colle

medie

del 31, 31, 29 e 29; mentre quelli pi favoriti sono le Puglie,


(1)
laie

Veggasi

L. Tomellini, Delle malattie pi frequentemenie siniuinscritti, ecc.

provocate dagli

Eoma, 1875, un grosso volume.

L'epilessia in Calabria.

229

l'Umbria, la Sicilia, la Sardegna, la Lombardia, con le medie


di
16,,

20, 23, 23, e 23. Si

desumerebbe da

ci che la epilessia,
vi

quantunque non molto diffusa in Calabria,


grave portando pi spesso ad esito
letale.

sia invece pi

Si tenga per in

mente che le forme


pazzia ed
al delitto

di

epilessia pi strettamente legate alla


le

sono

pi
di

lievi,

quelle a convulsioni rare


vertiginosi

ed

isolate,

con predominio
di

attacchi

semplici,

non includenti pericolo

vita.

Anche

le

psicosi epilettiche

si

sono trovate pi

fre-

quenti nel mezzogiorno che nel centro e nel nord dell'Italia,

mentre nel loro insieme

le

alienazioni mentali avrebbero

una

distribuzione quasi inversa.


il

Assumendo per base

del calcolo

numero

dei pazzi in genere, dei pazzi epilettici e dei pazzi


esistenti
si

criminali

al

1.

luglio

1898 nei manicomii e nelle


le

case di salute,

sono ottenute

seguenti cifre (1)

Pazzi eicoveeati
su 10000 abitanti

Su 100 pazzi ricoverati


Epilettici

Criminali

Italia del

Nord
Centro

.... ....
.

15.02

7.10 9.33

2.30
2.77

17.04
5.7

Sud

(e Isole)

12.22

7.59

Ma come
zioni della

uno

di noi

due ha dimostrato

(Morselli), le propor-

prima colonna non dicono

la

verit,

cio

non

danno menomamente la
pazzia in
si

vera

distribuzione geografica della

Italia,

perch

al

ricovero degli alienati nei Manicomii

provvede differentissimamente nelle diverse regioni e Pro,

vincie

anche

dove ne sono meno


il

di

ricoverati

pu

invece esserne maggiore

numero
attaglia

fra la popolazione libera.

Questa osservazione
(1) Vegg-asi:

si

specialmente

alle

provin-

Renda

et Squillace, Folie criminelle en Calabre, " Actes


.

du Congrs d'Anthrop. criminelle de Amsterdam (1900)

230
eie

GIUSEPPE MUSOLINO.

meridionali

ed insulari,
e

le

quali

essendo

meno

evolute
il

delle

settentrionali

centrali,

presentano pi o

meno

fe-

nomeno

spicologico

messo

cos

bene in evidenza da Silvio


i

Venturi, cio la maggiore tolleranza verso

pazzi e

gli

ano-

mali viventi in seno al corpo sociale


a metter sotto
bisogno,
turbolenti

(1). Ivi

non

si

provvede

cura
soltanto

tutti

gli

infermi di mente che ne hanno

ma

per lo
fra
i

pi

ad

allontanare
gli
i

quelli
il

e pericolosi,

quali
tutti

epilettici

tengono

primo posto. Ed ecco perch in


giorno

manicomii del mezzodegli


alienati
affetti

rilevantissima

la

proporzione

da epilessia e da impulsioni delittuose.


Nel bel manicomio
provincia
di di

Girifalco,

che serve pei pazzi della


organizzato
:

Catanzaro, e

che

fu mirabilmente

dal nostro povero amico Venturi, le cifre risultano enormi

pazzi epilettici sono

il

26.31 per cento del totale,

pazzi

cri-

minali

il

12.44
i

per cento.

In

quello

di

Nocera inferiore
Napoletane,
si

dove vanno

pazzi di

diverse provincie
il

ha
ma-

rispettivamente 1*11.96 e

7.25

per cento.
della

E quanto

ai

nicomii

che ricevono

gli

alienati

provincia di Reggio

Calabria possiamo dare, per cortesia dei colleghi dottori Pellegrini, e

Mandatari

di

Messina,

le

seguenti notizie

Giri-

falco in venti amii furono inviati 24 alienati

da Reggio-Calaepilettici

bria (19 uomini e 5 donne)


e 2 d.), e

ve n'erano tre

(1

u.

cinque

criminali.

Al Manicomio privato Miano

presso Napoli, cui la provincia Reggina


suoi dementi poveri,
1. luglio

manda per
ufficiale

contratto

una pubblicazione

assegnava pel

1898, 173 ricoverati, quasi tutti Calabresi',^ e fra essi


cio
il

16

epilettici,

p.

100.

La proporzione

corrispon-

dente data dai pazzi Catanzaresi era di gran lunga superiore,


risultando di 41 epilettici su appena 209 ricoverati nell'asilo
(1) Veggasi: Silvio

Venturi, Le pazze delVuomo

sociale.

Palermo-

Milano, Saiidron, 1901 (opera postuma).

L'epilessia in Calabria.

231

di

Girifalco^

cio
i

la

grossa cifra di quasi


Italiani
(1).

il

20

p.

100,

la

pi alta di

tu'tti

manicomii

Pur tenendoci

in riserbo prudente sul valore dei dati nu-

merici comparativi,

ammettiamo anche noi che

la

epilessia

e la psicosi epilettica possano essere pi diffuse in Calabria

nel mezzogiorno, che nelle altre regioni dell'Italia: la cosa


risult

anche nei lavori

di statistica

manicomiale del Verga

(2).

Ma

quali le cause?
la recente ipotesi

Se

cnunziata dal Marie fosse vera (origine

infettiva della epilessia),

dovremmo supporre che


nelle

la diversa

intensit del

morbo comiziale

singole

regioni

dipenda
t

da una
ge

particolare distribuzione geografica dell' a g e

e p a

t o-

n o, verosimilmente un

microbio; a localizzazione e ad azione

elettiva sul

sistema nervoso, anzi sulla corteccia cerebrale-

Ma

tale dottrina , fino

ad ora, affatto ipotetica; e per

spie-

garsi l'alta quota di epilettici in Sicilia, in Liguria, in Calabria,

la nevropatologia e la psichiatria

debbono ricorrere ad

altre possibili
li

cause-

dott- Pellegrini,
ci

che ora dirige

il

manicomio calabrese

di

Catanzaro^
epilettici

ha

scritto

chiedendoci

se

il

gran numero di

non

sia col dovuto, anzi tutto ai matrimonii con-

sanguinei ed alle scelte sessuali guidate, non da tendenze o


affinit biologiche,

ma

da

criteri

di

casta,

di

interesse

di

pregiudizii; in secondo luogo, al fatto che le donne, fino da


piccine, portano in testa pesi enormi,

cosicch

si

debba

so-

spettare

una

irritazione cerebrale

da pressione continuata
consolidate
-

sulle

ossa craniche non


l'altra causa,

ancora bene

N
ci

l'una

pensate dal nostro egregio collega,

sembrano

sufficienti.

(1)

Ministero dell'Interno, Assistenza

cura degli alienati, Rela-

zione,
(2)

Roma, 1879. Veo-gasi: Andrea Verga, Opere,

voi. TI.

232

GIUSEPPE JiaSOLINO.
la prima,
lo

Per

siamo d'accordo che


stato
fisico

le

unioni consanguinee

danneggiano

morale della prole,

ma

solo
tra
le

quando
affini

esista

nella

famiglia

una

forte

tara

ereditaria:

sani l'unione

non sembra apportar danni, secondo

pi recenti indagini scientifiche (Giorgio Darwin, Orchansky,


Portigliotti).

Nelle

famiglie

Musolino e Filaste abbiamo un

incrocio di parentele, cio duplici nozze fra cognati;

ma non
in paesi

v' consanguineit in cotali unioni di scelta ristretta, ed esse

non concernono
fortemente
sive,

la

nascita del bandito.


dalla
epilessia
e

D'altronde,

colpiti

dalle

malattie

convul-

come sarebbe

la Liguria,

manca

affatto la

causa delle

unioni consanguinee (che trova per buon fondamento nella


nervosit delle famiglie Israelite).

E quanto

all'uso di portar

pesi^ potr tutto al pi chiarirci la frequenza della epilessia

fra

le

donne Calabresi, non quella ben pi grande fra

maschi.

Applicando

cfiterii

essenzialmente medici,

si

potrebbe cre-

dere piuttosto che esista in dette regioni una larga diffusione


di
il

quelle

malattie

infettive

tossiche

costituzionali,

da cui

sistema nervoso gravemente colpito e donde esso trae

la predisposizione, alle
il

forme accessuali convulsive, fors'anco


al-'

loro

medesimo substrato anatomo-patologico. Vogliamo


alla
sifilide,

ludere

all'alcoolismo,

ai

pervertimenti e ralln-'

lamenti del ricambio, di cui infatti troviamo larga e sicura traccia

nelle

statistiche

sanitarie

delle

zone geografiche a forte


di

tinta

epilettica.

La

Calabria,

ad esempio,

tutte

le

regioni

italiane

parrebbe

la pi infetta di lue celtica, o

per lo nieno

quella in cui, forse

mal

curata, la lue d luogo alle forme morsifi-

bose terziarie pi gravi. La mdia niortalit Calabrese per


lide risulta pel triennio 1897-99 di 14 ogni

centomila abitanti,
il

mentre

la

media

del

Regno

di soli 7:

appena

Lazio (con
pari della

Roma!)

e la

Campania (con Napoli!) stanno

alla

L'epilessia

Calabria.

233
(1)-

Calabria colle loro medie del 15 e del 14


lia/'

Anche

la Sicisi-

che ha molti

epilettici,

presenta diffusione forte della

filide.

Ma, per contro, troviamo che regioni in cui la epilessia

assai

comune, non sarebbero poi troppo funestate dalla


Cos per l'influenza dell'alcool
:

sifilide (Liguria).

regioni molto

dedite all'alcoolismo

non danno poi

cifre alte d'epilettici (per

esempio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Marche). Pertanto lo


studio'

comparativo dlia morbilit e mortalit generale non


il

assoderebbe

concetto

etiologico

pi su enunziato

Una
lazione

spiegazione pi alta del fenomeno ^ in pi diretta recol

nostro

soggetto,

ci

sembra possa essere chiesta

alla teoria bio-antropologica della

primitivit

a quella

bio-patologica della

degenerazione,

fuse insieme e mutua-

mente

integrate.
(e

Noi non vogliamo dissertare a lungo


le

se ne

capiranno

ragioni)

su questo intricato ed arduo argomnto, giacch


tesi cotanto

sarebbe inopportuno svolgere una


posito- di

generale a proqui
studiato
di

un caso

concreto,
Ci

com'

quello

Giuseppe Musolino.
dei

contentiamo di rammentare che imo


e

vanti pi

onorifici

meno

contestati

della

scuola psi-

chiatrica
strato le

ed antropologica Italiana consiste nell'avere dimointime,


le

profonde

relazioni

esistenti
i

fra

l'epilessia
ata-

da 'una parte,
vistici

sopravvivenze primitive e

regressi

della

personalit

umana

dall'altra.

Ci

nulla

toglie

al

concetto nosologico della neurosi e al posto che le spetta

fra le

infermit

umane: essa continua a


anche se
la si

figurare nel

campo
di
in-

della

patologia

integra

con elementi

dole biologica, quali sono la primitivit e l'atavismo di alcune

sue manifestazioni caratteristiche, anche se


[l)

l'epilettico,

oltre-

Veggasi

Dikezione generale della Statistica, Statistica

delle

cause di morte, i3assim.

234

GIUSEPPE MUSOLINO.

che im infermo od invalido, viene considerato come un essere


degenerato? e nello stesso tempo
gredito
(!)

come un

primitivo ed

un

re-

Lasciamo dunque impregiudicata


genesi del

la

questione

della

pato-

morbus

sacer,

se cio esso sia

una disposizione
di infezioni

ingenita dei centri nervosi, o


intossicazioni,

una conseguenza
di

ed

o un postumo

encefaliti fetali

ed

infantili,

od un

effetto di altri processi

morbosi pi o meno
fatto:

definiti.

Ac-

certato,

pur sempre, rimane questo


conserva o
si

che nella epipri-

lessia

si

ritorna ad avere

una condizione

mitiva od inferiore della funzionalit cerebrale, consistente soprattutto nel predominio


della impulsivit reflessa e dell'au-

tomatismo sulla facolt inibitoria e sulla volontariet consapevole. L'attacco epilettico sarebbe la manifestazione

dinamica

ac-

cessuale parossistica di tale condizione


epilettica

la costituzione

mentale

ne costituirebbe

la rivelazione statica e

permanente;

quella la
Jackson),

scarica (come

il

benissimo la qualific Hughlingsregolare


di

questa
energia

deflusso

una

identica
centri.

forma

di

potenzialmente

accumulata nei

quale suo fondamento organico o concomitanza immancabile,

compaiono quelle note

di primitivit

ed

inferiorit morfologica

e funzionale che ci fanno vedere nell'individuo epilettico la

personificazione pi evidente della degenerazione.


Si

comprende allora perch

certi

temperamenti

etnici

ed

individuali,

non

soltanto siano affini a quello che noi psico-

patologi

chiamiamo carattere epilettico,


facile e fertile terreno allo svolgersi dei
titoli delle

ma

prestino

anche pi
(1)

germi pato-

Diamo
si

opere italiane in cui questo concetto della

epilessia

trova pi luminosamente illustrato:


"

Lombroso, L'Uomo

Delinquente ed
rino, 1890;

opera omnia

Silvio Tonnini,

Le

Epilessie,

To-

EoNCORONi, Tratt. clinico

dell'Epilessia,

Milano,

1894;

Bianchi

e Colucci, Epilessia, in " Tratt. ital. di

Patologia e Terapia

medica

Voi. II, Parte 4.% 1900.

L'epilessia in Calabria.

235

geni cui

la

neurosi

sarebbe dovuta. Gli uomini preistorici^

l'Homo Neanderthalensis^ l'Homo Europaeus, l'Homo Mediterraneus


epilessia e

Eurafricus,

erano

senza dubbio

colpiti

dalla
la

da

tutte le manifestazioni consimili

(compresa

delinquenza)

con frequenza assai pi grande degli uomini


le

moderni: baster citare


di
(la

prove numerosissime del loro uso

trapanare

il

cranio,

a scopo misto, rituale e ,chirurgico


rito
sa-

medicina ha cominciato coll'essere ovunque un

cro).

Fra

selvaggi

morbi convulsivi sono pur oggi assai


i

pi comuni che non fra

civili;

dei

bambini e

fanciulli,

ancora tanto prossimi alla condizione primitiva cui accen-

navamo,
facile

tutti

medici sanno la estrema suscettibilit e


:

la

convulsivit

tutte
gli

le

loro e

neurosi e psicosi per


le
gli

si

con-

traddistinguono

per

impulsi

automatismi.

Nessuna meraviglia pertanto che


poco evolute
elementi
e le personalit di

popolazioni socialmente

ancora poco integrate nei loro


acquisto,

costitutivi

recente

offrano

una quota
e degesi

maggiore
nerativi.

di

epilessie

ed

altri

simili stati convulsivi


si

Ecco perch epilessia e delinquenza


si
'

associano,

equivalgono e
vit,

surrogano fra di loro, tanto nelle

colletti-

quanto nello stesso individuo. Noi non possiamo fare a


capitolo, dal rendere

meno, finendo questo


italiano

omaggio

al

grande
la

che ha scoperto questo rapporto e ne ha data


positiva:

dimostrazione

a Cesare Lombroso.
la

Noi passiamo ora a vederne

conferma luminosa nella per-

sonalit e nelle azioni antisociali del grande delinquente che

studiamo in questo volume-

IV.

LE CARATTERISTICHE DEl^LA PERSONALIT


DI GIUSEPPE MUSOLINO.
In

questo

capitolo

noi

riprenderemo

dati

fisio-psichici

principali che

raccogliemmo con metodo


quali elementi

analitico, e

ne valu-

teremo

il

significato
di

costitutivi,

caratteristici,

della personalit
Il

Giuseppe Musolino.

bandito di Santo Stefano d'Aspromonte non ha una figura


quegli

volgare, n

elementi

si

integrano fra loro con coorsi

dinazione cos semplice che lo


in

possa collocare agevolmente

una

delle

consuete categorie di delinquenti. In Musolino


di caratteristiche di

una miscela

somatiche e psicologiche pro-

prie di

forme diverse

delinquenza: e per la ricostruzione

della sua figura criminale risulta possibile soltanto a chi la consideri

sotto

tutti

gli

aspetti,

non dimentichi che


deve
essere,
qui,

il

fattore

individuale

antropo-biologico

integrato'

con quello sociologico.


1.

Z.a figura del bandito.


e imparziali

Le ricerche accurate

da noi eseguite intorno


litigioso, violento,

alla storia del bandito ce lo

rappresentano

prepotente, poco amante del lavoro continuato, dedito ai diver-

La
timenti
di
e
alle

figura del bandito.

237
i

donne, anche prima che commettesse

reati

cui

viene, imputato.

La
come

carriera criminale di Giuseppe Musolino

non comincia;

dai suoi pi accesi biografi suole affermarsi, col tentato


di

omicidio
rio,
si

Vincenzo Zoccoli

nell'

ottobre
oltre

1897

al

contra-

inizia in

modo

caratteristico,

due mesi innanzi,


feri-

coll'aggressione brutale

contro

Rosalia Caligiuri, e col


della

mento

(nei

giorni

successivi)

medesima,

di

sua madella
e

dre e di una loro amica. Musolino, adunque,

all'inizio

sua carriera criminale,

ci

apparisce

come aggressore

feritore di

donne. N
al

vero che soltanto le supposte

false testimonianze

processo Zoccoli sveglino nel giovane

lo spirito di vendetta, poich egli


che ferisce
il

non perdona
il

alle tre

donne,

nuovamente

il

21 agosto,

2 settembre 1897, poi

marzo 1898 (ferimento grave


almeno per
sette

della
egli

Caccamo)

il

che

dimostra che,
cuore
della
il

mesi,

aveva covato in

rancore e la decisione criminosa contro la famiglia

amata Rosalia.
della
storia criminale
di

All'inizio
lo s

Musolino troviamo poi


prepotenza e la cru-

di

associazione: la
gli

delt

da

lui

manifestate nell'agosto 1898 nel carcere di Reggio,


valse la

prima del processo che

condanna a 21 anni

di re-

clusione, ne sono luminosa prova.

Lo

spirito di associazione

invero

ancor meglio dimostrato

dall'evasione

dal

carcero

di Gerace e dai di lui assai probabili rapporti ulteriori colla


Picciotteria.

Non abbiamo prove

sicure che egli vi appartenesse^

come non sappiamo

fino a qual punto, in latitanza, agisse as-

sociato con altri delinquenti.


difese

certo per che

la Picciotteria
reati questi
li

sempre Musolino, e che alcuni dei suoi


in

commise essendo
nale, per contro,

compagnia

di

altri.

L'epilettico

crimil'im-

agisce

sempre da

solo,

anche perch

pulso al delitto
co operazione di

gli

deriva da motivi interni e non riciiiede la

altri.

238

GltrsEPfE MTTSOLINO.

La
ci

narrazione, abbastanza oscura del resto, che Musolino


litigii

fece dei suoi


il

con Vincenzo Zoccoli, della rissa av-

venuta

27 ottobre e dell'attentato del 29 ottobre 1897; le

risultanze,

pur esse non chiare,

di

due pubblici dibattimenti

(Assise di Reggio nel 1898, Assise di


descrizioni di

Lucca nel 1902) ;


si

le stesse

quegli

avvenimenti che

leggono nelle biosulla vol-

grafie popolari dello Stefanita,

non lasciano dubbio


i

garissima loro origine e natura. Fossero o no

due avversarli

e loro 'compagni ascritti alla Picciotteria, certo che quel

primo
e
il

litigio

causato dal desiderio di soperchiarsi l'un

l'altro,

rancore

mantenuto
l'odiato

di

poi,

e
e

l'aver
la

chiamato fuori
consecutiva
in

(dair.osteria)

avversario,

rissa

luogo appartato, e l'attentato commesso due giorni dopo dalla

compagnia dei perdenti contro chi

si

era loro mostrato su-

periore di forze, tutto ci storia di ogni giorno nelle classi


inferiori; tutto ci appartiene alle solite gesta dei giovanotti o,

come
tano

disse l'ex-sindaco Fava, dei giovinastri che frequenle osterie di

campagna o
una

del suburbio. Noi


cos

non arriviamo
e

a comprendere

cornee

origine
si

triviale

bassa del
alla

fenomeno Musolino non


dei suoi
fra le

sia

mai presentata

mente

sostenitori

o di

chi

simpatizzava per
sensate
I

lui,

massime

persone dette

civili

Ed

eccoci

alla

condanna

di

Reggio nel settembre

1898.

La leggenda vuole che Musolino

fosse condannato irmocente;

ma

testimoni accusati dai parenti di lui per falsit furono


(29
sia,

prosciolti

giugno

1899)

per insufficienza di

prove.

Co-

munque

nessun dubbio che Musolino dovesse riportare


(la rissa del

una qualche condanna pel primo reato

27 otto-

bre 1897) in danno di Vincenzo Zoccoli; ci che

tutto al pi

potrebbe ammettersi sarebbe la eccessivit della condanna.

Ma

il

dibattimento di Lucca ha rivelato particolari della

La

figura del bandito'

239

pi grande importanza. Si grid

all'

errore giudiziari o,

perch un testimone,
lo Zoccoli
il

il

delegato Mangione, afferm che contro

avrebbe sparato un Giuseppe Travia, e non Musolino,

quale, essendo stato ferito alle

mani
.

la sera del 27 otto-

bre,

non poteva maneggiare

il

fucile
il

Ma

secondo

il

Mangione
anzi,

stesso,

Musolino sarebbe stato

mandante dell'omicidio;

sarebbesi trovato l presente, all'alba, onde meglio sorvegliare


e dirigere l'atto omicida del Travia. Se tale versione

non

contraddetta da Musolino

fosse
Pur

vera,

non

si

potrebbe certo

parlare di errore giudiziario, di conculcata giustizia, di rivendicazioni, o di cose simili.


tuttavia,

dopo quella condanna

comincia la serie delle stragi commesse in


e di

nome

della giustizia

una

giustificata vendetta;
il

da allora sorge nel popolo la

convinzione che

giovane sia un innocente perseguitato, una

vittima di falsi testimoni, e che santa sia la sua ribellione. In ci Giuseppe Musolino
altri

non

si

differenzia

da moltissimi
Sia verit,
il

banditi,
artificio,

persino

da non pochi

briganti.

sia

costoro

hanno spesso guadagnato

favor po-

polare mediante l'aureola che circonda la vittima innocente:

essa non manc, nel secolo XVII,


e tra
i

al

famoso Angelo Duca,

capi-banda, che impersonarono la reazione borbonica


il

dal 1861 al 1864, l'ebbe perfino


di

comandante

Crocco, reo

ben 74

delitti,
il

tra omicidii, grassazioni ed estorsioni! Dice

benissimo

Giuriati:

La

resistenza che viene dalle preven-

zioni, costituendo;

un

vizio intellettuale insito alla natura

umana,

non appartiene pi

all'una

che

all'altra

classe

di
tutti

uomini;
quanti,

un

fardello
il

che gravita, pi o meno, sopra


cui peso

un

fardello
le

rompe

la linea visuale e costringe a


di

percepire

cose

da un punto
(1).

veduta

alterato

>

ossia

diverso dal vero


(1)

Attraverso al prisma del preconcetto


e

Veggasi: Domenico Giuriati, Gli errori giudiziari, Diagnosi

cura. Milano, Dumolard, 1893.

240
e

GIUSEPPE MUSOLINO.
la

peggio ancora del pregiudizio,


nel

coscienza popolare non

A^ede

bandito l'omicida,
innocente.
latitanza

il

rapinatore,

ma

soltanto

i]

pi

meno raro
di

Nel periodo

Musolino compi molti omicidi;


alla

ma non
perch
li

si

dedic

soltanto
alla

soppressione di

quelli

che
fer

avevano contribuito
ritenne

sua condanna: molti uccise e


amici
e

delatori,

partigiani

della

polizia,

che tentava con ogni espediente la sua cattura.

Ed anche

simili gesta trovano un'eco di simpatia fra le popolazioni del

nativo
la

Aspromonte e

di

altre
lo

regioni

lontane!

Egli

che

folla incolta tien fisso

sguardo

alla condanna- ingiusta

o crudele^ e per una specie di restringimento del


coscienza,

campo
il

della

non

si.

avvede che
il

l'eroe

ha

tradito

suo. pro-

gramma.

Ma

d'altronde

bandito ha pur la sua


il

logica.

Era

conseguenza inevitabile della situazione


le

punire severamente

spie;

era uno dei

diritti

e dei doveri del col

nuovo mestiere.

terrorizzare

l'ambiente

sangue,

o arrendersi.
di. costituirsi,,

Mai, e

ci

par notevole, sorse in Musolino l'idea


la

dopo compiuta

sua pretesa missione


il

di

giustizia
egli

di

vendetta. Svolgendo

suo programma
suoi
interessi

di sangue,

invece
alla

non dimentica mai


fuga,
si

immediati.

Pensa

in

corrispondenza continua coi suoi


sessuale, alle letture amene.

favoreggiatori,

al piacere

Le donne can-

tano pei sentieri della


pietoso per lui; e
il

montagna
le

le

canzoni piene di slancio

bandito

ascolta. Si
li

stampano opuscoli,

biografie, articoli su di lui; ed egli


riosit

legge.

Una morbosa
domande
vi

cu-

invade molti, e pervengono


lettere
di

al

bandito
egli

d'insi

terviste,

incoraggiamento; ed

risponde,

esalta,

traendo da ci conforti e speranze.

Caratteristiche dei reati del bandito sono


essi, cio

la specificit di
tatti

reati di sangue;

l'averli

compiuti

con abile

La

figura del handito.

241

preparazione e freddezza, e taluno con ferocia;

aver ferito
in-

spesso con tale un discernimento^ da proporzionare, nella

tenzione, la gravit del ferimento alla gravit della supposta


colpa.

Non

si

tratta per altro di

una specificit assoluta:

Musolino non comp grassazioni o rapine, vero;


l'incendio,

ma
suo

tent

profitt

del

terrore

che incuteva

il

nome

per domandare

sia

pure gentilmente!

del danaro.

Non mancano

nel nostro bandito quegli

atti di
altri,

generosit, sia

verso alcuna delle sue vittime sia verso


di solidariet benefica

n quegli

atti

verso
i

compagni, che sono cos comuni

nei grandi criminali: sonoi

mezzi che servono a tener viva

per loro la simpatia dell'ambiente e ad arricchire la leggenda


gloriosa intorno alle loro gesta. Del resto, se pare che a qual-

che suo nemico

egli

perdonasse, pare anche che ne esigesse


o morale, sia a vantaggio proprio, sia a

im prezzo materiale

vantaggio di taluno di sua famiglia.

E non poteva
ha
le

esser diversamente.
le

La

situazione di bandito

sue esigenze;
si

quali sono tanto pi imperiose quanto


il

pi a Inngo

protrae

banditismo.

fu da molti qualificato per

Ma Giuseppe Musolino brigante . A nostro avviso ci


il

inesatto, n comprendiamo

perch Lombroso, scrivendo


intuizione

una

delle

forti

sue

diagnosi

di

sull'omicida

di
(1),

Aspromonte,
lusolino o per
i

lo

abbia denominato l'ultimo dei briganti


al

si

pose

bando dalla legge e uccise per vendicarsi

sfuggire alla cattura,

non per desiderio

di

guadagno,

e neppure

per crearsi delle comodit senza

fatica.

La sua

specialit nell'uccidere ha, di redola, consistito nel-

(1)

Veggasi: C. Lombroso, in
neir
"

"

Nuova Antologia ,

fase.

15 aprile 1902.

Lo
voi.

stesso articolo fu dal celebre Maestro pubblicato con varianti pi

volte,

Archivio di Psichiatria, Antropologia criminale


"

ecc.,

XXni,

e nella

raccolta or ora uscita alla luce: Delitti vecchi e


.

delitti nuovi,

Bibl. antrop. giuridica

Torino, Bocca, 1902.

Musolino.

16

242
1'

GIUSEPPE MUSOLINO.
1 0^

aggua

suoi delitti

non hanno

la

bench

menoma

ap-

parenza eroica, n avrebbero dovuto svegliare


se

altri

sentimenti

non

di

ripugnanza o

di

orrore. Tuttavia per ragioni,

che
ra-

diremo mesologiche,
gioni di

ma

che potremmo anche denominare


lotta

mimetismo nella

per l'esistenza, qualcuno dei


carattere brigantesco.
e
I

suoi omicidii assunse


omicidii pi feroci
,

un deciso
del

due
,

quelli
delitti

D' Agostino

del Marte

in-

dubbiamente sono
lare,
saglia
la

da brigante; l'ultimo, in particodi atti

identica

ripetizione

sanguinosi

di

rappreal

consumati

da celebri briganti

impunemente,

co-

spetto di molti testimoni resi muti ed inerti dal terrore. Ec-

cone un esempio:

si

tratta

di

quel Tiburzi che condannato

nel 1872 alla galera in vita per

una grassazione, un'estorsione

ed un assassinio, riesci a fuggire dalle saline di Corneto Tarquinia, e per molti anni (venticinque
glieggiato
!)

ha sovraneggiato e

ta-

un

intero circondario dell'Italia centrale, per quasi

senza spargere sangue.

"

Talvolta l'assassino

si

risveglia ancora in
il

Tiburzi: quando so-

spetta che alcuno lo abbia tradito, punisce


del suo

fucile infallibile.... Il suo

un colpo compagno Biagini era morto il 6


traditore con
allora
riusciti

agosto 1889 in uno scontro coi carabinieri. Tiburzi e Fioravanti (un

suo nipote, bandito

come

lui)

eran

a salvarsi,
i

ma
ca-

avean giurato vendetta. Credettero cbe colui che

avea messo
del

rabinieri sulle loro traccie fosse tale Gabrielli, fattore

marchese
il

Guglielmi

(ci

non era

vero).

Un anno
di

dopo a

un

dipresso,

22

giugno
e la

'90,

una cinquantina
e Gabrielli
l'iposava....

mietitori

lavoravano

nella

tenuta

sorvegliava i lavori. Erano le 8 del mattino, due uomini armati sbucano dal lembo della macchia che confina col podere: uno si avvicina al Gabrielli e gii L'altro rifiuta, ma lo scono"Alzati e vieni con noi.,, dice: sciuto lo afferra pel petto, lo trascina a pochi passi, dove il compagno pronto col fucile puntato. Davanti a quelle cinquanta per-

Guglielmi,

gente

sone immobili, terrorizzate, l'orribile esecuzione compiuta.


cordati
del 6 agosto

"

Ei-

gii grida
e

il

giustiziere

mentre
le

gii

spara

due colpi nel cranio. Tiburzi " Cosi si trattano le dando

Fioravanti ricaricano

armi, e gri-

spie!,,

spariscono nuovamente nella

La
maccliia,

figura del handto.


dalla paura,

243

mentre

miotitori, istupiditi

non osano nem-

meno

seguirli. (1).

Tutti
in

particolari del delitto tiburziano del 1890

si

trovano

quello musoliniano del 27

agosto

1900;

alla

distanza di

dieci anni, l'uno nella

campagna Romana,
e

l'altro sulle

montaallo

gne d'Aspromonte,
stesso

Gabrielli

Marte

sono

ammazzati
dei

modo,

l'esecuzione loro per

mano

due

efferati
di

giustizieri persino

accompagnata dalla identica sentenza

morte

Fra
tiamo

i
il

molti che pur

ci

offrirebbe

il

banditismo Sardo,

ci-

seguente caso, anch'esso riflettente nelle sue linee


il

principali

solito omicidio

coram populo

di

un supposto

spione
" Il

latitante ucciso in conflitto, Vincenzo Funcella, noto Berrina,


il

giovane poco pi che ventenne,

pi triste ed efferato di c[uanti hanno


si

battuto la campagna nel Nuorese,

imbatte in pieno giorno in un


il

bracciante a lui venuto in sospetto di spionaggio,

guale in com-

'pagnia di molti individui armati faceva ritorno al paese.

"

Smonta

raccomandati l'anima a Dio

gii

grida quella belva; e resolo cada-

vere ne stacca la testa dal busto, portandola sul coltellaccio in trionfo,


e poscia allontanandosi senza che

alcuno osasse molestarlo

(2).

L'analogia coll'omicidio del Marte grande, e se

ci

sono

differenze (incontro fortuito, impulsivit crudele, incrudelimento


sul

cadavere,

eco-)

esse non

sono,

sotto

il

punto
:

di

vista
di

psichiatrico, in favore della morbosit di


lui

Musolino

ben pi
il

che va in cerca della presunta spia, che premedita


che
si

de-

litto e

allontana calmamente dopo averlo compiuto, ha

note

epilettoidi,

mostruose,

il

feroce

bandito

Sardo

questi

la belva; Musolino l'omicida evoluto-

(1)
Il

Veggasi: A. G. Blvnchi, Guglielmo Ferreeo

e Scipio

Sighele,

mondo criminale

italiano (1889-1892), con prefazione di Lombroso.

Milano, 1893, pag. 245-6. (2) Vedi: Sanna-Salaris, loc.

cit.,

244

GIUSEPPE MUSOLINO.

Che Musolino non abbia composta n comandata mai ima


vera
l'atto

banda brigantesca,
di

sembra oramai

certo,

quantunque

accusa

gli

assegni compagni pi o meno- conosciuti


dei suoi delitti, tanto al principio quanto

in

un

certo

numero

alla fine

della latitanza. Eppure,

qualche suo biografo, non


lui,

sospetto di animavversione contro di

lo

designa senz'altro,

....

come

brigante
(il

e parla di
e

il

una banda composta

di

due

uomini

Jati

Di Lorenzo); descrive la tattica da

esperto capitano

del Musolino,

che

fra

boschi fittissimi
i

fac3va

il

suo quartier generale; e non risparmia, per


l'occulto

punti amdi

mirativi

ingegnosissimo
intorno
alla

servizio

sorve(1).

glianza

da

lui

organizzato

sua persona

Questo servizio sarebbe stato affidato da Musolino a venti persone, divise in dieci coppie, le quali avevano l'obbligo di
te-

nerlo informato di tutti


pie
le

passi della pubblica forza; e le coploro, e

non

si

conoscevano fra

ciascuna persona trasmetteva


fino a che

notizie senza sapere


le

da chi provenissero,
i

Mu-

solino

riceveva;

favoreggiatori

si
Il

annunziavano fra
biografo
si

loro mediante segnali di fischi, ecc., ecc.


di

vanta

avere

assistito

a questo servizio ed organizzazione del


,

brigante nel settembre 1900

e d'essere ancora stupito quando

pensa

a quei

giovani

che

giungevano
il

di

mano

in

mano,
af-

baciavano ed abbracciavano
fetto,

brigante con effusione ed


le

e se ne andavano

lieti,

idolatrandolo per

sue maniere
che

cortesi

ed insinuanti.
si

Da

notare

anche

il

particolare

Musolino

tenne nascosto per otto mesi su di una balza


t

che era stata sede di Nino Martino, un brigante leggendario


:

e di l egli scorgeva,
gli

fuochi di bivacco dei 200 uo-

mini (?) che

davano
il

la

caccia.

Si sfrondi pure

racconto da tutto quello che di pittoresco

(1)

Veggasi

Nucera-Abenavoli,

loc. cit., pag.

23 e 27.

La

figura del bandito.

245
in-

e romantico vi hanno messo la vanit del Musolino, la

genuit

del
di

biografo,

e la

fantasia

popolare:

resta

sempre

un

fatto

indisputato

valore

per la psicologia criminale;

che cio Musolino, pur non essendo un brigante, ha dovuto

consumare

certi

suoi

delitti

con tecnica brigantesca,

per

Un

sentiero sulle balze dell'Aspromonte.

mantenersi libero ha dovuto e saputo abilmente adottare


tecnica dei capi-banda.

la

Quanto abbiamo esposto nella prima e nella terza parte del


nostro volume luminosamente dimostra che la figura di Giu-

seppe Musolino nulla ha che fare con quella


o
dell'alienato

'dell'epilettico

delinquente
gesta

Musolino un bandito vero e


di

proprio,

con

mimetiche

pseudo-brigante.

246

GIUSEPPE MUSOLIKO.
l'epilogo
si

Ma
dia
vose

avvicina.

Sono due anni

nove mesi

di

agitata trascorsa sui terrazzi granitici e sulle

vette sel-

dell'Aspromonte,
le

della

Calabria settentrionale,

poi

tra-

verso
poi

parti

mn

conosciute della Basilicata e del Molise,


e solitari dell'Appennino, abruzzese
della latitanza
il

pei

Sentieri

alpestri

e marchigiano.

Se nel primo periodo

bandito

occupato

a sparger sangue,
e a difendersi,
gli

a prepararsi una fuga in


ora in ora, di giorno e di
della

terre lontane
notte,

di

contro

assalti
egli si

indefessi

forza pubblica,

nel

secondo periodo
cerchiamento,

occupa sopra

tutto di sfuggire all'ac-

divenuto

pericolosissimo,

della

polizia;
il

lascia

per ci definitivamente la Calabria peregrinando verso


in cerca di
biente,

nord,

uno scampo
dal

qualsiasi.

fu

l,
il

fuori del suo

am-

lungi

suo Aspromonte, che

bandito,

perduta

ogni

sua possa, cadde nelle mani della forza pubblica.


era per inerme
si
il

Non
nario

giorno del suo arresto,


l'epilettico

come

d'ordi-

presentano

il

pazzo e
il

che gettan l'arma,

compiuto che abbiano


all'impotenza, mentre

delitto:

da due carabinieri fu ridotto


rivoltella e

impugnava minaccioso una


affilato
gli

nascondeva in tasca un lungo e


compagno, rimasto ignoto, dietro
fucile.
tutti
i

coltello,

mentre un
il

portava nascostamente

All'interrogatorio

tenta l'ultimo

scampo

cui

ricorrono

delinquenti comuni,

non

pazzi: d false generalit,

racconta una
Tutto
ci,

falsa storia della sua vita per deviare le indagini.

lo si

vedr bene da chiunque,


eroe

di

una volgarit

desolante per

un

popolare

nulla,

nulla affatto che

abbia carattere di straordinariet, e


o indizio
di

meno

che mai sia stigma

condizione psicopatica.
caratteristiche

Alle esposte

della storia del

bandito fanno

riscontro le caratteristiche biologiche e psicologiche della sua

personalit singolare.

l.**

zio paterno vivente, sano.

1.^ zia

paterna

vivente, sana. ^. conj. a Gaetano Filast


tei

w
l>

2.^ zia paterna

!Zi

Q
1^

m. di gastropatia
cronica
?s o p 2 s CD CD o
"^i,
'

2." zio

paterno

m. di colpo (apoplessia)
Sorella Anna ^" viv., marit., malaticcia

^ o
5S

S o
3.^ zia paterna
viv.,

S- =>

sana

(notizie incerte)

Sorella Vincenza
viv., nubile,

sana

^'
3.**

zio paterno
viv.,

co

sano

Sorella Ippolita anni 21, nubile, oligoemica,


sofferente di

o
S^

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Pj
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stomaco

a*

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Fratello Antonio anni 12, sano, violento

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Q a ^
l-H

Zia Carmela m. a 65 anni


per apoplessia (da nefrite?)

t h3

viv. sano, lievi

Cugino Michele condanne

Cugino Awiomo
viv. sano,

criminale

Zio Domenico m, a 68 anni per morte subitanea (apoplessia ?)


"

3*

-P^
t^
co
...q

OS

c^

d co O
fi

Cugino Francesco viv. sano, condannato

Cugino Antonio
viv. sano,

emigr.

AmerJ

Zio Gaetano 53 anni, sano condannato per lieve ^. imputazione, conj. con una Musolino
viv.,

B ^ w P CD '^ O"' .^P

Cugina Maria
26 anni, epilettica,

^.

(demenza epilettica?)

Zia Annunziata viv., sana? conj. con G. Eomeo

Altre 2 zie (notizie incerte)

L^ ereditariet morbosa

e la

degenerazione.

247

2.

Ij'ereditaiet

morbosa

e la degenei*azione.

bero
la

ben naturale
del
tutto

che nessun

delinquente

possa

andar

li-

da un certo determinismo biologico, poich

personalit dell'uomo che delinque

non

in ci
il

diversa
e

da quella dell'uomo moralmente sano. Ora,

primo

pi

caratteristico fattore di indole biologica dato dall'

eredita-

riet

r g

an

e a.

Le osservazioni

di tutte le scuole crimi-

nologiche sono

concordi nella constatazione

frequente

della

eredit neuro-psicopatica nel gentilizio dei grandi delinquenti.

Nel nostro bandito, per


pica,

altro,

la genealogia

non

cos

ti-

come

fu trovata

da molti autori nei delinquenti-pazzi

e nei delinquenti-epilettici: la epilessia del padre tutt'altro

che dimostrata, e in tutta la parentela Musolino-Filast noi non


S'iamo giunti

a trovare che

due o

tre

morti per apoplessia


assai dubbia (quella
incerti
(quelli

cerebr-ale in et avanzata,

una tubercolosi

della

madre),

due isterismi altrettanto


e Ippolita), e
(quello

delle

sorelle

Anna

un

solo caso accertato di neurosi

e
di

psicosi

epilettica

della

cugina Romeo).

Ciascuna

queste forme morbose, dal cui insieme vorrebbe dedursi

l'esistenza di

una grave

degenerativa eredit in Giuseppe

Musolino, meriterebbe pertanto di essere discussa e ridotta


al

suo vero e ben pi modesto significato.

Notiamo, anzi

tutto,

la

frequente longevit dei parenti

di

Musolino, tanto in linea paterna, quanto in linea materna:


essa caratterizza
le

famiglie

forti,

e,

se viene

sempre pi

di-

minuendo

fra le popolazioni urbane, si

mantiene nelle
civilt.

rurali,

ancora poco intaccate dai malanni della


Gli

avi

del

bandito non presentano anomalie n malattie

nervose o mentali. Dunque, la presunta eredit neuro-psicopatica

sarebbe
l'eredit

in

ogni

caso,

recente

mentre ben noto

come

abbia bisogno di essere capitalizzata, accumu-

248
lata,

GIUSEPPE MUSOLINO.

prima

di

tradursi nel prodotto con

una

entit

morbosa

d'indole degenerativa.
Inoltre,

dato

non concesso die

il

padre

di

Musolino

abbia sofferto di epilessia, bene

stabilire
la

che la neurosi
del

sarebbe
dito.

apparsa

molti anni dopo


all'

nascita
di

banil

E nemmeno

epoca del

concepimento
al

questo

padre aveva ancor presa l'abitudine


che egli
(forse

vino; sembra invece

cominciasse a bere

soverchio

poco tempo innanzi

qualche anno) alla comparsa della supposta epilessia-

x\ggiungasi, infine, che la


la

madre god buona

salute durante

gestazione,

che

il

bandito venne alla luce: a termine,


regolare-

per parto spontaneo

Ma

alcuni parenti del bandito sono

scomparsi per morte

subitanea, ed vero che questo genere di morte spesseggia


nelle famiglie

dei pazzi

e
il

dei

paralitici

(Christian);
Si

ma

bial-

sogna anche apprezzarne

significato

clinico.

muore

l'improvviso per moltissime ragioni: per


lare

una

lesione vasco-

cerebrale

come per una

lesione cardiaca o renale pas-

sata

inavvertita,

per una emorragia

interna

da aneurisma

come per edema polmonare


tanea,
il

senile, ecc.; e

per la morte subituffai

colpo

sar
civile
,

designazione

buona

pi per
deter-

ufficio

di

stato

ma non pu
per

avere

valore

minativo per la clinica. Sembra per che alcuni parenti di

Musolino (forse

tre)
si

siano morti

apoplessia cere-

brale,
sia

ma
fine

neppur

deve lasciare inosservato come questa

una

abbastanza frequente nelle persone ultra-sessadella zia

genarie.

La morte

Carmela a 65

anni, ad ogni

modo,

nulla ha che fare con la cos detta

eredit cerebrale (da

restringersi ai casi di alterazioni vascolari e localizzate nelle


arterie endocraniche),

se essa dipese,

come

fu affermato, da

attacco uremico per nefrite.

Poco abbiamo a dire sul preteso isterismo delle sorelle Anna

L'ereditariet morbosa e la degenerazione.

249
dott.

ed Ippolita, quantunque sia affermato dal teste


medico-chirurgo a Santo Stefano. Sta in
esse soffrirono di
fatto,

Priolo,

soltanto,

che

svenimenti.

Noi non troviamo in ci

una prova nemmeno per ammettere una hysteria minorPer contro, siccome presentavansi
siffatti

svenimenti per paappresero


l'arresto

tema morale, cio dopo che


del profugo,
e

le

sorelle

nell'epoca della loro


si

detenzione,

quando

en-

trambe, specialmente Anna,

trovavano in pessime condisi

zioni di salute, noi giudichiamo che

trattasse di

semplici

lipotimie

da oligoemia cerebraleci

Musolino

parl di

una
egli

zia suicida per amore-

Non
ormai

poal

tremmo escludere che


piano

mentisse

per

giovare
;

di difesa relativo alla infermit di

mente

certo, per qualsi rife-

che tempo mostr tendenza ad aggravare tutto ci che

riva alle malattie nervose della sua famiglia. Tuttavia propen-

diamo a credere

ch'egli, forse,

esagerasse qualche diceria che


di quella

realmente corresse intorno alla morte


tita dello zio Fil.ast

sua

zia.

La smenun
de-

non poteva,
sia,

in questo caso, avere

ciso valore

Comunque

siamo su un terreno assai malsicuro.

Pi importante discutere la supposta epilessia del padre


del banditocertati.
35.

Anche qui

fa d'uopo attenersi ai fatti meglio acalla

Giuseppe Musolino padre preso

et

di

circa

anni da attacchi nervosi, per cui


teste) e resta,

cade a terra

(depone cos

un

per mezz'ora e pi, sofferente e fuori di s

(cos dice Ippolita). Gli attacchi sono presentiti dal paziente

che ha per

lo pi;

il

tempo

di portarsi

verso

il

letto e coricarvisi

(afferma Ippolita), e son caratterizzati essenzialmente da dolori e

sensazioni diverse al capo.


all'anno
(cos
ci

medesimi sono

rarissimi,
il

uno o due
stesso), e
rii

affermano Ippolita e

bandito

scompaiono dopo 12-14 anni, tantoch oramai da vane trova guarito. Nessun parossismo convulsivo
;

anni

ei se

sembra

coincida colla guarigione l'abbandono dell'abitudine

250

GIUSEPPE MUSOLINO.

a ber soA^ercliio vino. Ora^ siffatta sindrome non pu davvero


essere
interpretata per
si

una
di

epilessia

classica-

assai

pi
at-

probabile
tacchi

trattasse
e,

fatti

congestivi

ricorrenti

o di

vertiginosi

tutt'al

pi,

epilettiformi,

dovuti

in-

tossicazione

alcoolica

Noi perci

ci

rifiutamo a considerare
colpito

il

bandito Musolino

come mi individuo

da labe ereditaria, come un


.

degenerato per predisposizione neuro-psicopatica famigliare


si

Comunque-

voglia intendere ed applicare

il

concetto moderno,

abbastanza indeterminato, purtroppo, della


noi

degenerazione,
di

pensiamo cbe
il

sia

venuto

il

momento
aveva

rimettere

in

vigore'

genuino significato che

le

attribuito colui che

la scoperse e

per primo la illustr in


:

modo

insuperabile e
alienista fran-

sino ad ora insuperato


cese, B- Morel
(1).

alludiamo

al

sommo

Egli intese per degenerazione la devia-

zione

dell'individuo

dal

suo tipo

antropologico

(fisiologico

e psicologico), e stabil che


di^

mentre nelle condizioni normali

eredit o trasmissione dei caratteri, questi tendono ad es-

sere conservati e migliorati di padre in figlio per principio di

inneit, per

contro nelle condizioni anormali create dalla


si

eredit patologica, quei caratteri stessi


la rassomiglianza dell'individuo

perdono, onde cessa


cogli altri individui

anomalo

della sua famiglia, della sua specie, del suo genere.

La dot
(2),

trina moreliana, ripresa molto opportunamente dal Fere

hanno attinto (1) Veggasi l'opera classica del Morel, dal quale tutti ed attingono come da fonte inesauribile di concetti originali e profondi: Trait des Dgnrscences pliysiques, intellecUielles et morales
de l'Espce humaine, ecc. Paris, 1857. Il celebre autore definisce esplicitamente la degenerazione: " deviation maladive du type primitif ou

normal de l'Humanit,, (p. 15). Chaeles Fere, La famille (2) Veggasi


:

iuropatliique, "

Archives

de Neurologie,,, 1884;

Thorie tratologique de l'hrdit et de la dgnrscence, Paris, 1894, e " Compt.-rend. Soc. de Biologie , passim.
Id.,

L'epilessia,

251
e funzionale

si

basa adunque sulla dissoluzione morfologica


del
tipo

(fisio-psichica)

normale-

Non siamo
degenerazione
fi

qui per discutere l'arduo e intricato tema della


:

il

nostro compito assai pi semplice e breve-

Musolino, in questo genuino significato della legge di Mo-

rel,

un degenerato ? No

persino

suoi

tratti

fisionomici ripeil

tono quelli del padre, delle sorelle; dunque, in lui


miliare persiste,
linee
gico,

tipo fa-

non

si

dissolve.
di

persiste' in lui altres, nelle

pi
il

caratteristiche

ordine

antropologico

psicolo-

tipo

etnico-regionale.

Se per Musolino non un

degenerato;
tali

se

le

tare

morbose della sua genealogia non son


della
epilessia
di

da rendere ragione
cui
si

cui
si

soffre

della

criminalit per

distingue,

non perci
biologico.

deve negare in
di

lui ogni e qualsiasi deter-

minismo

Da un punto
tutti i

vista che -designar pos-

siamo per organicisticOj


lati

grandi delinquenti sono dei ma-

0, meglio dei

bi op atici. -Facciamo nostra una frase


il

di

Carlo Fere: par le seul fait qu'


adaptations
hrditaires,
(1).

se

montre incapable

des

le

criminel doit tre consider

comme un tratome

3.

Ij' epilessia.

Noi
d'uopo

abbiamo affermato che Musolino


discutere

un

epilettico-

ora

ed apprezzare
:

questa importantissima
e

caratteristica del bandito


s
i

egli

davvero affetto da

i 1

s-

e nel caso affermativo, da quale

forma ovariet

d?lla

neurosi

trovasi

colpito?

a)

A ccertamento della neurosi.


sia

La dimostrazione che Musolino


cata naturalmente:
(1) Cfr. in

epilettico va

ricer-

Famille nuropathique, Paris,

1894-, pag. 240.

252

GIUSEPPE MirsOLINO.
a) nel fatto materiale degli

attacchi;

b) nella presenza dei


di

fenomeni che possono aver valore


di epilessia-

cause remote o prossime e di segni rivelatori

Che Musolino abbia avuto


vari testimoni,

attacchi epilettici, lo affermano


stesso-

un medico,

lui

Quantunque, come gi
comquelli

abbiamo osservato, non


parsa del primo
avuti,

siavi accordo circa l'epoca della

attacco

non vengano confermati


di

secondo Musolino, nel carcere di Gerace e


ci

Reggio,
Po-

ci

nondimeno non

sentiamo

autorizzati
il

negarli-

tremmo^, vero, discutere, una per una,

valore morale delle

testimonianze addotte in appoggio della neurosi dell'accusato;

potremmo

far rilevare

come

coloro che

si

sarebbero trovati

in migliori condizioni

per sorprenderne e per venirci a con(ad


il

fermare

gli

attacchi

esempio,
litigio

il

cugino Rocco Versace,


Zoccoli, Gregorio

quegli per cui avvenne

cogli

Mu-

solino, lo zio Filast, ecc-), si siano invece espressi

con gran
in-

riserbo^ o

l'abbiano addirittura negata;


evidenti

potremmo mettere
testi

nanzi

le

contraddizioni fra
all'iniziarsi

favorevoli^

mas-

sime per riguardo

e alle date degli accessi; poil

tremmo,
descrisse

infine,
gli

porre in rilievo

gran disaccordo fra chi

attacchi di Musolino coi classici caratteri della


della

caduta a

terra,

bava

alla bocca, dei

movimenti
il

clonici,

della incoscienza, ecc-, e Musolino stesso,

quale ha sempre
stato
di

negato che
torpore
o

dopo

gli

attacchi cadesse mai in uno

depressione psichica,

ed ha,

anzi,

ammesso che

la epilessia fosse per lui

uno sfogo

benefico....

Ma non

vogliamo assumere

l'aria d'ipercritici.
epilettici.

iVmmettiamo

che Musolino abbia sofferto attacchi

Non

cos posaf-

siamo ammettere ch'essi fossero frequenti nella misura


fermata
per

da qualche testimone-

Gi esponemmo

le

ragioni

le quali

dovevano negarsi

le

convulsioni che, secondo qual-

cuno, Musolino avrebbe avuto fin dalla fanciullezza e poi nelle

L'epilessia.

253

carceri di Reggio e di Gerace;

accennammo parimenti come


da
lui

mancasse qualsiasi prova


il

di attacchi
il

sofferti
li

durante

periodo

di

latitanza:

bandito,

invero,

assever,

ma

la Ippolita,

che ebbe sempre cos assidue ed amorevoli cure

pel fratello fuggiasco, si mostr su questo punto riservatissima-

Della nevrosi comiziale di Giuseppe Musolino non


offrire

potremmo
partico-

perci
e

ai

lettori

un quadro cronologico pi
del

lareggiato
1.

pi

preciso

seguente

Prima
teste^

dei 17 o 18 anni gli attacchi sono

ammessi da

qualche
2-

ma

negati dal paziente.

Nel 1894 un attacco


il

secondo

paziente stesso

il

mo

secondo vari

testi

del quale fu

curato dal dot-

tor

Romeo
3.0

di

Santo Stefano.
dott. Giu-

Nel 1896 un altro attacco presenziato dal

seppe Priolo
4.0

l'unico
il

che sia a conoscenza d'Ippolita.


1901, durante la latitanza,
gli

Fra

il

1897 e

attacchi

sono affermati dal paziente,

ma non
li

dimostrati

da alcuna
mai.

prova attendibile: nessuno, intanto,


5.0
II

presenzi

9 gennaio 1902,

un

attacco nel carcere di Lucca.


gli assalti

Nessun dubbio, adunque, che

del

male sopravvenai loro

nero sempre in Musolino a lunghi intervalli. Quanto


Caratteri

sintomatici,

parrebbe,

secondo

testi,

che fossero

quelli dei parossismi epilettici volgari;

ma

su questo punto ab-

biamo

l'attacco notturno nel carcere di Lucca, attacco

che fu

presenziato dalle guardie e dallo stesso Direttore delle carceri


e

che

ci

pu meglio illuminare.
delle

L' analisi

di

detto

accesso
l'aura

mostra invero

incongruenze

non

lievi:

l-o

digito-brachiale a destra viene accusata dal Musolino la sera

deir8 gennaio, mentre l'attacco scoppia alle 22,30 del giorno


dopo.

Ora

sarebbe

assai

strana

un' aura

che
la

si

annunzia

pi che

24 ore prima dell'attacco,


essere
l'aura

avendo
l'inizio

fisiopatologia

dimostrato non

che

dell'attacco

mede-

254
sim.0-

GIUSEPPE MUSOLINO.

il

2.0

Appena terminato

e forse anclie durante


gli

'

il

clo

nisnio,

paziente, al Direttore che


:

domanda

Cosa avete ?
il

prontamente risponde

epilessia

3.

Durante

sup-

posto secondo attacco, nella stessa notte dal 9 al 10 gennaio,


il

paziente espelle dalla bocca

un lombricoide e ne ha piena

coscienza.

Dinanzi a simili contraddizioni ammetteremo forse che


tacco del 9 gennaio fosse simulato,
e,

l'at-

in

generale,

che Mu-

solino simuli epilessia? No. Se in lui esistesse la determina-

zione di simulare convulsioni, molto probabilmente le avrebbe

simulate pi spesso. Comunque, la parestesia al dito medio


di destra

pu essere
delle

interpretata,

non

gi

come l'aura
.

del-

l'attacco
ziale

22,30,

ma

essa stessa come un accesso parecc.);,

abortivo

(Axenfeld, Landouzy,

ovvero come un

fenomeno precursore lontano


esiste,

dell'attacco,

molto pi che non


crisi not-

o non viene avvertita quasi mai l'aura nelle

turne (Rolland). In quanto alla risposta data dal paziente al


Direttore durante o subito dopo l'attacco,
si

pu pensare che

essa sia stata quasi o del tutto automatica; e tanto pi probabile appare questa spiegazione, quando
di
si rifletta

che dopo

essa

il

paziente non die che risposte sconnesse o non rispose


ulteriori

affatto

alle

domande- La
del

lucidit

della

coscienza
spiegarsi

poi

durante l'espulsione
il

lombricoide

potrebbe

ammettendo che
e qualificato
tale.

secondo disturbo accompagnato da vomito,


epilettico,
gli

da Musolino per

non fosse realmente


attacchi di Musolino
di
'

Del resto, assai probabile che


tal

siano di
coscienza-

natura

da non produrre perdita completa

b)

Forma parziale

della neurosi.

Cos entriamo nella seconda quistione. Dato che Musolino


sia epilettico,
di

qual forma di epilessia egli soffre? Riflet-

L'einlessia.

255

fendo

al

trauma ricevuto

all'et di 6

anni nella regione parie-

tale superiore

di sinistra, si

pu pensare a una epilessia

parziale traumatica?
^la

qui giova indugiarci

un poco, giacch siamo

nel cuore

della discussione fisiopatologica intorno a Giuseppe Musolino-

Da che

Gratiolet,
i

per la prima volta nel


fra
i

1857,

ebbe

la
ce-

idea di cercare

rapporti

solchi

della

superficie

rebrale e le suture del cranio, e Broca, Heftler, Turner ed


altri,

applicando

pi

esatti

procedimenti

giunsero

deter-

minazioni concrete,

entrata nell'uso

dell'anatomia e della

medicina la cosiddetta
la quale
si

topografia cranio-cerebrale,
corrispondano a determinati punti

prefigge appunto lo scopo di stabilire quali aree

della superficie della

cerebrale
del

superficie

cranio-

Non
sta; ci

difficile fare la topografia cranio-cerebrale di

una

te-

son delle regole

fisse di

ben semplice applicazione


i

(1).

Se non che, non a credere che


esattezza matematica.

risultati
il

sieno

di

una

Per determinare

piano auricolo-breal
bi-

gmatico di Busk, cio per tirare una linea, che partendo


livello

del

condotto uditivo estemo

si

elevi

al

bregma,

sogna ben riconoscere


bregmatico,
vente.
Ci
il

la intersezione

delle

suture al punto
vi-

che

non
altri

riesce
fatti

sempre esattamente nel

sono poi

che compromettono la precile

sione del risultato. Per esempio,


falico nei
il

variazioni dell'indice ce-

diversi individui: nei dolicocefali,

come Musolino,

solco
(1)

di

Rolando, che

il

punto pi necessario da de-

Un buon
"

lavoro sintetico sull'argomento fino al 1891 quello


prof.

del chirurgo
bral, iu
rest,

rumeno

Institutul

de

Chirurgie,,,
:

1891.

Veggasi pure

Assakt: Despre topograpMa cranio-cere voi. I, anno 1890-91, BukaBardesctj, Cercetari asupra Topografci
1892. In seguito sono apparsi gli studii

cranio-cerebral, ivi, voi.

II,

cranio-topografici di molti chirurghi e anatomici, fra cui citeremo Lucas-

Championnire, Chipault, Horsley, Lannelongue, Anderson-Makins,


nostri Giacomini, Caselli, Silvestrini, Antonelli, D'Antona, ecc.

256

GIUSEPPE MUSOLINO.

terminarsi, corrisponde pi indietro relativamente al bregma,

che nei brachicefali.

Nel far la topografia cranio-cerebrale di Musolino abbiamo


determinata l'estremit superiore-posteriore del solco di
lando a circa 50 millimetri
al
di

R.o-

dietro della linea auricolo-

Cranio

umano

visto in

norma

verticale.

Sede della cicatrice ossea traumatica di Musolino.

bregmatica, mentre la media, nell'uomo,

sarebbe,

secondo

pi riputati autori, di 47 o 48 millimetri. Basti questo esempio per convincere

come

le

determinazioni,

sulle

quali

ba-

seremo

la

nostra discussione,
e

abbiano a considerarsi come


:

approssimative,
niche,

non come assolute

sono,

cio,

cli-

non anatomo-patologiche.
figure

Le

che intercaliamo in queste pagine del


alla

libro,

di-

ranno all'occhio ed
descrizione o

mente

del lettore pi che ogni nostra


la
fiori

dissertazione.
della
cicatrice

La prima rappresenta
lasciata

posi-

zione

ossea

dal

vaso

di

che
:

sarebbe caduto in testa a Musolino fanciullo


la

(cfr. ,pag.

57-58)

seconda dimostra

rapporti

presumibili fra la

cicatricej

L'epilessia.

257

da noi trovata
testa
di

nella regione parietale superiore sinistra della


e
la

Musolino,

sottoposta

superficie

cerebrale.

La

cicatrice col suo estremo posteriore corrisponde precisamente


al

solco di

Rolando

(forse

lo

sorpassa alquanto)

e col

suo

estremo anteriore

alla porzione media-inferiore del piede della

Schizzo della topografia cranio-cerebrale nell'uomo.

Le

linee gi'osae

Emisfero sinistro del cervello.


indicano
1

contorni e

solcM principali del mantello

dell'eniisfei'O sinisti'o cerebrale. -

Le

linee pi fini

indicano le princi-

i contorni delle pali suture della teca ossea. - Le linee tratteggiate ossa facciali e della testa. - ct>\ cicatrice traumatica ossea di llusolino, -

RR'E*', linea di ritrovo della direzione probabile (o media) della scissura Rolandica secondo il metodo di Lucas-Championnire. - OBF, sede presunta dei centri sensomotori per 1' arto inferiore, l'arto superiore e la faccia (zona epilettigena per eccellenza). - P, centro della favella. - S, centro presunto della scrittura. - TJ, zona dell' udizione. - V, zona centrale della visione.

NB.

In causa dello scorcio della testa, l'incisione sposta un po'troppo verso l'alto la cicatrice traumatica.

prima circonvoluzione

frontale.

Di

modo che

nella sua lun-

ghezza essa impegna successivamente dal


il

di dietro al davanti

solco

di

Rolando, la circonvoluzione frontale ascendente

e una porzione minima del piede della prima circonvoluzioiie


frontale.

Musolino.

17

258

GIUSEPPE MUSOLINO.

Siffatta corrispondenza topografica fra la cicatrice e la su-

perficie cortico-cerebrale

pu

forse avere
epilessia,
di

un valore
cui

nella inter-

pretazione della forma di

soffre
il

Giuseppe
supporre
indicati

Musolino? Noi crediamo


che
il

di

s,

poich logico

trauma,

cui

limiti

ci

vengono attualmente

appunto dalla

cicatrice,

abbia apportato una modificazione nella


i

zona cortico-cerebrale sottostante, e che

postumi del trauma

stesso sieno capaci di provocare intermittentemente nella detta

zona delle modificazioni funzionali

di ordine patologico.

Un
delle

acquisto sicuro della fisiologia cerebrale la dottrina

localizzazioni

funzionali. Gi

Gali

col

suo
psiil

sistema frenologico aveva assegnata a ciascuna funzione


chica -una localizzazione precisa nel cervello
;

ma

siccome
e
i

successo della frenologia fu effim.ero, cos


dici

fisiologi

me-

poterono ancora per lunghi anni credere, col Flourens, che

la corteccia cerebrale funzionasse in

modo uniforme ed omola coincidenza


di

geneo.

Ma

dopo che Paolo Broca pot verificare


del

della perdita

linguaggio
il

articolato

colla

lesione

una

piccola porzione

cosiddetto

operculum

della terza

circonvoluzione frontale dell'emisfero sinistro del cervello, la


dottrina delle localizzazioni veniva a costituirsi in
finitivo.

modo

de-

Oggi noi sappiamo


diversi movimenti,

(e la

nozione divenuta volgare)

che

ai

alle

diverse sensazioni specifiche,

e forse

anche

all'attivit psichica^

pu assegnarsi una

localiz-

zazione

distinta

fino

a un certo punto

autonoma

sulla

corticalit
I

cerebrale.

centri motori

o meglio s e

o-m o

o r

i,

poich essi in

gran parte coincidono colle proiezioni corticali della sensibilit tattile,

muscolare, articolare,
di osservazione

ecc.,

sono a noi oggi ben


sulla

noti.

fatti

anatomo-clinica e fisiologico-spe-

rimentale hanno

dimostrato

che esiste

superficie

del

cervello' degli animali (per es.

cani, scimie, ecc.) e dell'uomo una.

L'epilessia.

259

zona, la cui eccitazione sperimentale elettrica, meccanica, ov-

vero spontanea dovuta

ad.

agenti

patologici,

determina mo-,

vimenti parziali, e la cui lesione distruttiva determina paralisi


in tutto
il

lato

opposto del corpo o in una sua parte.

All'inal-

fuori di questa zona, nella quale sarebbero rappresentati in


trettanti punti

abbastanza differenziati e

distinti

movimenti

del corpo, del tronco, degli arti e dei loro segmenti singoli.

Localizzazione dei centri motorii (differenziati) sull'emisfero cerebrale


sinistro dell'Orang-utan, secondo Horslej^ e Beevor.
SS', scissura del Silvio e

sua branca anteriore.


-

- /",

solco frontale ascen- ^je,

dente.

E, scissura del Rolando.


- /"i,

C, scissura calcarina.
- -f^,

scissura

parietale esterna.

solco fro2itale superiore.

solco frontale medio.

(F3), piede della terza circonvol. frontale (secondo

Herv

molto piccolo

uegii antropoidi).

f^, t^, t^,

solchi temporo-sfenoidali.

ogni eccitazione ed ogni distruzione resta senza


tori; e ci

effetti

mo-

vuol dire che

al di fuori della
le

zona corticomotrice
ad
altre

esistono

molte

zone

mute,

quali

presiedono

funzioni che non sono quelle di


lit
e,

movimento

(cio alla sensibi-

generale,

alle

sensibilit
alla

specifiche,

forse
i

all'emotivit,
centri).

secondo

Fleclisig,

associazione fra

diversi
il

La

corticalit motrice

nell'uomo comprende

solco di Roil

lando, le due circonvoluzioni ascendenti

o centrali, e

lo-

260

GIUSEPPE MU&OLINO.
situato
;

buio pararolandico

nella

superficie
g,

interna

interedi

misferica del cervello

ma

intorno
si

questi, che

sono centri

maggiore intensit funzionale,


motrice,
i

estende ancora un poco l'area


e
i

cui confini sono indecisi

per cos dire sfumati.

Su

quest'area sono disposti ed ordinati


Il

numerosi centri motori

dei varii segmenti del corpo.

lobulo pararolandico, l'estremit

superiore della circonvoluzione frontale e parietale ascendenti


costituiscono principalmente
inferiore;
zioni, e
il

centro pei movimenti dell'arto


delle

la

i^orzione

mediana

due stesse circonvoluascendente,

il

specialmente della frontale

centro

pei

movimenti

dell'arto superiore; la porzione inferiore delle


il

stesse,

massime
-e

piede della circonvoluzione frontale ascen-

dente,

fors'anche

una piccola parte


il

della

terza

circonvo-

luzione frontale, formano


della lingua,
del laringe,

centro pei movimenti della faccia,

ecc.

Questa, nelle sue linee maggiori e pi sicure, la localizzazione


cortico-motoria nell'uomo; sul quale ben pochi furono sinora

per

gli

esperimenti diretti (Bartholow, Sciamanna).

I fisiologi,

sperimentando sugli animali a noi pi


Scimie antropoidi,
localizzazioni

affini, cio sulle

grandi

sono arrivati a stabilire o a presumere


:

pi particolareggiate
cervello
di

diamo, in proposito,

la

figura

di

un

Orang-utan (Simia Satvrus),


(1).

sul

quale sono differenziati molti centri minori

Una
di

eccitazione pi o

meno

estesa della corticalit motrice

uno dei due emisferi cerebrali provoca dei movimenti connei


rispettivi

vulsivi

segmenti

del

lato

opposto

del

corpo,

del pari che la


sto
il

loro distruzione ne provoca


fisiopatologico
di

la paralisi.

que-

corollario

che trova cos larga appliuno


di noi:

(1)

Veggasi in proposito l'opera

E. Morselli,

Anla

tropoogia generale. Lezioni sull'Uomo secondo la teoria della evoluzione, Torino,

Unione Tip.-Editrice (1887-1902), dov' data anche

dimostrazione del passaggio graduato dal cervello antropoide al cervello

umano

Uepilessia.

261

cazione nel

campo

clinico

delle epilessie.
il

Se

le

convulsioni
ragione' di

sono generalizzate a tutto

corpo,

noi

avremo

supporre che la eccitazione dell'area motrice, detta appunto

zona
le

e p

i 1

1 1

g e

a,

fu molto estesa, fino a


le

comprendere

aree simmetriche dei due emisferi; se

convulsioni sono

limitate a

una met

del corpo, a

un

arto o a

un suo segmento,

noi diremo che la eccitazione avvenne solo nel punto corri-

spondente dell'area motrice

di

un

solo emisfero cerebrale.

Adesso,

ci

sar pi facile rispondere categoricamente a questa

domanda:

La

lesione, che

il

trauma pot provocare

nel-

l'emisfero sinistro di Musolino, tale, per la sua ubicazione,

che possa renderci ragione presenta?

della

forma

epilettica

che

egli

Senza dubbio
motrice,

la lesione

cadde sulla zona corticale sensoparte


del

impegnandone
centri in

quella
motilit

dove
lato

trovansi
destro
del
la
,

special-

mente
Quindi,
di

per la

corpo.

massima, possiamo presumere


sia

che
i

epilessia

Musolino

parziale

aek

on

ana

come

si

dice dal

nome
di

dell'illustre

medico inglese Hughlings-Jackson,

che die
la
i

questa forma un esauriente studio nel 1866; e


si

presunzione acquista maggior valore, quando

pensa che

traumatismi anche non gravi del capo costituiscono assai


frequente
la

di

etiologia

delle

epilessie
altro,

jacksoniane.

Contro tale presunzione, per


ragioni
:

militerebbero le seguenti

1.

La
il

epilessia

sarebbe scoppiata in Musolino

molti anni dopo

trauma, mentre di regola essa non tarda a


1,
2,

comparire mai pi di

4 anni dopo l'avvenuta lesione;


in rapporto

2.0 1 >suoi attacchi

non sono
di

con fenomeni, n
nella regione

obbiettivi

subbiettivi,

irritazione
la

locale

del trauma;

3.

non

si

ha

prova obbiettiva che scheggie

ossee aderenze o cicatrici nella parte interna del cranio pos-

2G2

GIUSEPPE MUSOLINO.
sulla

sano portare una stimolazione attuale


brale sottostante;

sostanza cerei

4.
li

gli

attacchi,

segnatamente

fatti

sensitivo-motori
in rapporto

che

accompagnano, non possono mettersi


corticali

con una presunta irritazione dei centri

sottoposti al pulito del trauma, in quanto che la lesione,

come

dimostra la figura, non impegna

il

centro motore della mano^

n quello della
siva
si

faccia,

cio delle parti dove la crisi convul,

inizierebbe (al dire di Musolino)


il

ma

sembra invece
al

impegnare
estendere

centro

dell'arto

inferiore,

tutto

pi

potere

il

suo eccitamento a quello della spalla.


presunzioni contro
il

Ma
ziale
fatti,

siffatte

concetto di epilessia partutto


il

traumatica,
il

non sarebbero del

inoppugnabili. Di
paziente, sarebbe

primo

attacco, a

quanto afferma
chi

scoppiato a 18 anni;
di

ma

potrebbe escludere che prima


abortivi

quest'epoca egli non avesse avuti degli attacchi

leggeri e quindi inavvertiti?

In secondo luogo, ben noto

come non sempre


biano

nella epilessia parziale

traumatica

si

ab-

fatti soggettivi

od oggettivi

di irritazione nel

punto della

cicatrice. D'altra parte,

non

si

pu escludere

la presenza, nel

caso di Musolino, di prodotti patologici

(osteofiti,

placche di

meningite, inspessimenti ossei, aderenze e stiramenti meningei,

ecc.)

che irritino la corteccia cerebrale in corrispondenza


la radiografia

del trauma:

della testa

del bandito,

che non

fu possibile eseguire, avrebbe forse tolto ogni dubbio a questo

riguardo.

Resta l'obbiezione della mancanza

di

una precisa corrispon-

denza fra
teri,

caratteri

degli

attacchi

che ha Musolino (carat-

del resto, che solo in parte sono a noi noti), e la funzione

della

regione

corticale

impegnata nella lesione

traumatica.

In via pregiudiziale, per, fa d'uopo subito premettere che la

nostra determinazione topografica della lesione non pu

es-

sere che approssimativa, e che dei residui flogistici od altri

L'epilessia.

263

del trauma potrebbero occupare sulla superficie cerebrale

una

area ben pi

estesa di

quella corrispondente

alla

cicatrice

esterna da noi determinata.

Ma abbiamo una
l'attacco
epilettico

pi importante

considerazione
Si

da esporre.
che

detto

quando

jacksoniano

accompagnato da parestesie o preceduto da aura


sia
di^

sensitiva,

pi facile localizzazione,
il

poich l'aura, meglio della

convulsione, indica
la

rapporto topografico. Nel caso nostro

parestesia

digito-brachiale,

mentre sta a significare una

stimolazione leggera e superficiale della corteccia senso-motrice (Brissaud),

ne indica nettamente la sede. Se ci

si

mette
TVIu-

in rapporto coi sintomi presentati dall'attacco sofferto da

solino nelle carceri di Lucca,

siamo condotti a ravvicinare

la

epilessia del bandito a certi casi con inizio al braccio e poi

con pi generale diffusione, nei quali


consisteva in

il

rapporto topografico
della circonvolu-

una

lesione della parte

media

zione frontale ascendente e del piede della seconda circonvoluzione frontale


(1).

Ora, evidente che tale localizzazione

non

corrisponde perfettamente
della
cicatrice

quella

determinata sulla

guida

cranica merc la topografia cranio-cerebrale:


sul
cervello,

essa sarebbe,
cranio.

un poco pi

in

basso che

sul

Se non che la clinica e l'anatomia patologica insegnano,


che ima corrispondenza topografica esatta fra la estensione
dei movimenti convulsivi e la sede della lesione purtroppo

ben
rere
di

rara^
la

segnatamente nei casi

di

antica data: basta score

casistica riferita nel

coscienzioso
(2).

paziente lavoro devesi tener


1878,
e

Rollane!^

per convincersene
:

Del resto,

(1) piLLi, (2)

Veggansi
Veggasi

Rosenthal,

"

Wiener med. Presse

Sep-

"Rivista sperim. di freniatria,,, 1886.


:

Eolland, pilepsie jaksonienne, 1888.

Cfr.

Soury.

Art. Cerveau, e

Lamy, Art. j^ileime

corticale, in

'

Dietionn. de Pliy-

siologie di riichet.

264
presente,

GIUSEPPE MUSOLINO.

non solo che

fra

singoli centri differenziati dell'area


solidariet,

cortico-motrice regna

una certa

ma

che

l'eccita-

zione
altri

momentanea

di

un centro pu mettere

in azione

anche

centri & delle vie

cerebrali assai lontane che sarebbero

rimaste silenziose e inattive senza l'inusitato eccitamento. Ci


spiega, secondo noi, le controversie tuttora esistenti circa la
teoria corticale della epilessia jacksoniana (1); ci
delle
lai tali

d ragione
per foco-

molteplici

osservazioni

di

epilessia

parziale

della sostanza bianca, dei' nuclei centrali, dei lobi prefron,

ecc.

proposito
ch'essa

di

quest' ultima
fu,

coincidenza topogradimostrata da
Sep-

fica,
pilli,

ricordiamo

da tempo,
altri,

Rolland, Neff, Tonnini ed


osservatori
aversi,

e recentemente confer-

mata da
tale

francesi.

Per lesione del lobo prefron-

pu

dimque, epilessia jacksoniana, come pu aversi

epilessia generalizzata.

Non

qui fuor di luogo, anzi,

il

rammentare

la teoria ini(2)

bitoria della epilessia,

formulata da Roncoroni
le epilessie

e poi

da

Oddi

(3),

per interpretare appunto

extrarolandiche.
squie
ini-

L'epilessia,
librio

secondo

il

prof; Oddi,

non sarebbe che ano

tra le

due forze antagonistiche


dalle

dinamogenia

bizione
vosi.

quali

dipende l'inerzia dei centri ner-

L'epilessia

rappresenta una diminuzione congenita od


si

acquisita dei normali poteri inibitori, per cui


all'area motrice d'insorgere

rende possibile
Il

ad azioni automatiche.

che spie-

gherebbe in

modo

assai plausibile,

non

solo

l'epilessia

per

lesione del lobo frontale,


parti

ma

altres quella
il

per lesioni di altre

del cervello, in quantoch

potere di inibizione e di
dei lobi frontali,

arresto

non

sia

esclusivo appannaggio

ma
il

(1)

Veggasi: Ziehen,

"

Archiv

fiir

Psychiatrie

Bd. XXI, pag. 863,

quale ha combattuto la teoria corticale in base ad esperienze su conigli.


(2) L.

KoNcoEONi, Trattato gi

cit.

Milano, Vallardi, 1895.

(3) E. Oddi, L'Inibizione. Torino, Bocca, 1898, pag. 140.

L'cirilessia.

265

si

debba^ per contro, ritenere con Leonardo Bianchi che ogni

organo nervoso, sopratutto del mantello cerebrale, possa essere


a sua volta centro d'inibizione ed organo inibito in tempi
diversi e

per circostanze variabili

(1).

In conclusione, la epilessia di Giuseppe Musolino molto

probabilmente una epilessia

parziale
'

di origine traumatica.

La

personalit fisiologica e psichica

del

bandito sembra
alterazioni tran-

in vero, corrispondente a cj;uesto concetto.


sitorie e variabili della
il

Le

coordinazione dei movimenti (tremore),


le

;maucinisnio

spurio,

oscillazioni

della

forza muscolare
al

nell'arto

superiore

destro, destra,

la parestesia
gli

parossistica

dito

medio

della

mano

attacchi

incompleti,

la

persi-

stenza di

una coscienza

sia

pure crepuscolare e discontinua


di
fatti

durante
suali, si

medesimi, e l'assenza

psichici

postacces-

spiegherebbero a meraviglia col concetto di una epicranico localizzato sulla zona

lessia parziale da trauma


motrice di sinistra.

c)

Le caratteristiche epilettiche permanenti.


se le scarse e poco attendibili notizie intorno alla sinil

Che

tomatologia degli attacchi di Musolino,


interrogare
tacco
del

non aver noi potuto


circa
l'at-

direttamente
1896,
e

il

dott.

Giuseppe Priolo
osservazione
di

la

insufficiente

dell'accesso

da Musolino sofferto nel carcere


qualche riserva circa
la

Lucca,

ci

obbligano

natura della epilessia del bandito,


di logiche

abbiamo, d'altra parte, una quantit

presunzioni per

escludere in lui la volgare classica forma della neurosi comiziale, e

prove decisive per negare che

egli sia affetto

da d

e-

gen erazione psico-epilettica.


La degenerazione
(1) L.

psico-epilettica

si

pu avere anche

Bianchi, Trattato di Psidiiatria. Puntata L^, pag. 166.

96fi

GIUSEPPE MUSOLINO.

quei soggetti, nei quali ion sia sopravvenuto uno stato di de-

menza

manchino stigme

di

degenerazione ereditaria.
il

il

cosiddetto

carattere epilettico
psico-epilettica.

precipuo esponente

della degenerazione

Ora,
e lo

Musolino non solo

non

un degenerato-ereditario

dimostrammo

ma

non ha neanche
tico-degenerato.

carattere epilettico,

non

neanche un

epilet-

noto da gran tempo


e

il

cosidetto

malumore
statico

epilettico,
un

non

soltanto

come fenomeno

parossistico equivalente di

attacco,

ma

altres

come stigma

del carattere. 'Difatti

l'epilettico

abitualmente depresso, spesso apatico


Guislain, Fere), di

(apatia
silenzioso,
di

pifettica

umor

nero, cupo,

ovvero puerilmente brontolone. Questa condizione


rotta soltanto
dagli
scatti

spirito

di

violenza o

da una gaiezza

smodata, transitoria, che spesso in rapporto con qualche


libazione alcoolica. Imperocch la tendenza a bere e l'intolle-

ranza per
epilettici.

gli

alcoolici si riscontrano assai di frequente negli

Tale non

ci

appare Giuseppe Musolino che, quando in

di

perfetta salute,

un buon umore
vita,
gli

invidiabile,

che ha

vi-

vissimo
di

il

senso edonico della

che rifugge dagli eccessi

ogni
sia

genere,
affatto

che non

ama

alcoolici,

quantunque non

ne

intollerante.

Si

detto che

il

carattere

degli epilettici

essenzial-

mente mobile ed esplosivo;

ma

il

Fere aggiunge che questa

mobilit riposa sopra un fondo di tristezza e d'impotenza, poich


l'epilettico

abitualmente

triste e pigro.

Qui dobbiamo insistere


epilettici
isterici,

sul fatto
si

che tale mobilit di umore degli


colla mobilit
degli

non

la

pu mai confondere
a
quella
delle

n ravo

vicinare

persone

suggestive,

iperestesiche

L'epilessia.

267

imaginative, n

a quella dei bambini.

La mobilit

epilettica

consiste in una. vera successione di parossismi: in ogni cam-

biamento
estrema
talit,

si si

raggiunge

il

maximum;
,

dalla benevolenza

passa all'odio estremo


insolente

dalla tenerezza alla bru-

dall'audacia

alla

paura,

dalla

generosit

alla rapacit,
gine.

dalla espansione eccessiva all'eccessiva tetragi

E
!

si

aggiunga che
la

passaggi sono- rapidissimi e senza


del

motivo

Insomma,

mobilit

carattere

negli

epilettici
in-

qualche cosa che ricorda la follia circolare (Fere); ora,


tesa cos,
instabilit

non pu essere
di

in alcun

modo
in

ravvicinata a quella

umore che notammo

Musolino.

Essa spiega la

impulsivit

del carattere epilettico.


si

Le

impulsioni di natura comiziale per

differenziano, anch'esse,

dalle esplosioni emotive, che posson venire provocate


ticolari stimoli fisici
eccitabili.

da par-

psichici anche in individui semplicemente


epilettici

Gli

impulsi

sono caratterizzati: a) dalla


vere scariche; b) dalla
all'

subitaneit con

cui esplodono: sono


:

violenza che presentano

sono sproporzionati

effetto
:

cui

tendono

e)

dalla debole o

mancante motivazione
d)

sono pro-

dotti di necessit organiche;

dai fenomeni di depressione

da cui sono
rattere

seguiti.

La
il

impulsivit, che nella statica del ca-

rappresenta

complesso

quasi

diremmo

l'astra-

zione

degli impulsi epilettici,


di

mantiene

tutte le note diffe-

renziali

questi,

imprime nell'individuo una marca ben


I

riconoscibile, tutt'altro che equivoca.


gli

famigliari,
i

conoscenti,
qualificativi

amici bollano in simili casi

il

soggetto con

di stravagante, di insocievole, brutale, pericoloso o temibile, e

spesso addirittura di pazzo.

Non

certamente tale Giuseppe Musolino. Noi gi dimoegli

strammo che

non

un impulsivo;

qui aggiungeremo sol-

tanto che la benevola deferenza che egli invariabilmente mostr con noi, periti indotti dall'accusa, farebbe

da sola esclu-

2G3

GIUSEPPE MUSOLINO.

dere la mobilit morbosa e la impulsivit epilettica del suo


carattere.

Musolino'
e nei

un egoista senza dubbio,

ma

lo nella

misura
dell'epi-

modi

di qualsiasi

semplice criminale. L'egoismo

lettico

ben

altro

il

sentimento dell'umanit che lo circonda

non

esiste

pi per lui; egli insocievole^ dice lo Scliule.


altri

Ci che piace agli

per lui indifferente; egli

non sente

che

propri appetiti e colma di odio chiunque, anche invo-

lontariamente,

ne impedisca

la soddisfazione;

il

che sviluppa

nell'epilettico l'animo

ostile e

matura,

ifermenti di

un

delirio

persecutivo universale. ben naturale quindi che l'epilettico

degenerato, salvo che non sia originariamente frigido o

ab-

bia perduto ogni appetito carnale, sia schiavo delle proprie

tendenze sessuali e cada nell'onanismo, nelle violenze, nella


brutalit,

qualora non possa soddisfarle.


questo
in

Nulla di tutto

Giuseppe Musolino,
il

il

qaale

socievole, capace di provare

piacere morale della prote-

zione del debole, della difesa dell'amico, della solidariet coi

compagni; che odi e colp per motivi palesi; che seppe e


sa dominare l'egoismo della carne.

Ma

disordini intellettuali non


nell'epilettico-degenerato.

sono meno caratdello

teristici

La

rappresentazione

schema

storico della propria personalit gli impossibile: le

frequenti lesioni di continuit della coscienza,

e non gi solo
i

per

gli

attacchi motori,

ma

anche

assai pi spesso per

parossismi di ordine psichico

emozioni,

scatti passionali, vio-

lenze, crisi di depressione e di apatia, ecc.


nell'epilettico
difficolt
di,

rendono evidente
mnemonici
e

una disgregazione

dei gruppi

una

orientamento eziandio nei momenti di maggior

calma; emozionale, e ^malgrado ogni sforzo da parte sua.

Ma non

L'epilessia.

269

solo questi permanenti disturbi mnemonici,

non

solo la conintel-

seguente incapacit associativa caratterizzano la sfera


lettuale
dell'epilettico

degenerato:

sopratutto

la

riduzione

deirintellettualit
si

stessa,

che ne lo stigma specifico.

Non

pu parlare

di

degenerazione psico-epilettica se non vi


e durevole della personalit, tanto

xm,

cambiamento generale

per

l'intelletto

quanto pel carattere:


gli

cos

il

Krafft-Ebing;

e con lui

tutti

autori
il

son d'accordo nell'assegnare alla


segno
specifico

degenerazione epilettica
dell'intellettualit.

del

decadimento

Orbene,

in

Musolino non trovammo lacune mnemoniclie.

ne cambiamenti o frammentazioni della personalit, n riduzione dei poteri intellettuali.

Musolino
per quanto
lino
tico
egli
:

lo
il

un intelligente. Giustamente

il

Lombroso,

abbia studiato da lontano^ ha scorto che Musotipo (degenerato) del criminale-nato o dell'epileti

non ha

secondo l'insigne capo-scuola,


battezza
il

criminali di genio,

come

nostro bandito,

si

sottraggono alla legge dal

rapporto tra deviazione

antropologica e

anormalit morale.

Noi aggiungiamo che

si

sottraggono pur

anco a quella

in-

fluenza dissolvente sugli elementi integrali della personalit


psicologica

umana, che viene

nelle costituzioni mentali veraepilessia.

mente deboli

manchevoli esercitata dalla stessa

Ne sono prva
logiche italiane,

perspicua, anche secondo le dottrine antropoi

genii

indubbiamente

epilettici.

Cesare, Pe-

trarca, Pietro di Russia,

Napoleone Bonaparte,
il

in cui la neu-

rosi

non

giunse, certo, a dissolvere

tipo famigliale, etnico

e specifico.

270

GIUSEPPE MUSOLINO.

4.

Valutazione
dei

dei caratteri soinaticii


somatici
criterio di

La valutazione
essere
di noi,
teri

caratteri

Musolino

vuole

compiuta partendo dal


molti anni
fa,

differenziale

che uno

pel

primo cerc
(di

di stabilire fra carat-

veramente

degenerativi

deviazione del tipo spe-

cifico, etnico,

famigliale) e caratteri solamente

patologici
dopo

(acquisiti dall'individuo per processi morbosi, durante o


lo

sviluppo).

(1).

In

quanto

alla

morfologia

generale

speciale,

Musolino

corrisponde al
cranio,

tipo

medio
si

del Calabrese: calabrese nel

nel

colore

dell'iride,

nel

pelame; persino nel naso

grosso e gibboso egli non


della sua regione
(2).

discosta gran che dalle medie

Riguardo
colloca
di

all'
i

indice cefalico
secondo
i

la
.la

cifra

di

Musolino lo
classica

fra

dolicocefali,

terminologia

Paolo Broca (indice sotto


fornisce

75). L'indice della lunghezza-

larghezza

una dolicocefalia
di

vera

di

Broca

ed una

megistocefalia
il

Schmidt,

essendo proporzio-

nalmente
sale (3).

diametro longitudinale pi sviluppato del trasversi

Non

pu parlare pex
anche
del
se

di

anormalit craniologica!
la
la
si

(.ultradolicocefalia),

prima vista
Infatti,

.direbbe
del-

una esagerazione'
l'indice

suo tipo etnico.

media

dei

Calabresi tende piuttosto

alla

mesocefalia

(cio

(1)

Veggasi: E. Moeselli, Manuale di Semeiotica, gi


qui
riferiti

cit.

Voi.

L^

ediz., 1885, 2.^ ediz., 1895, pag. 99-110.

(2) I raffronti antropometrici

sono desunti dalla fonte

pi sicura ed autorevole che


logi, la

per generale consenso degli antropo-

Aniropomeiria militare del Livi (Roma, 1894, in-4. con atlante), Noi abbiamo ancbe largamente ulilizzato il bel lavoro di F. L. Pull, Profilo antropologico d'Italia, in " Arcb. per l'Antrop. Elnol. . Firenze, 1900, gi cit.
(3)

Veggasi: E. Schmidt,

4n//iroj:)o?05f'sc7ie ilfe^/iOcZe??,

Leipzig, 1890.

Valutazione dei caratteri somatici.

271

da 77 a 80)

nel

mandamento

di

Calanna

si

trova ai
di

79,6,.

in quello Reggino sale a 80,

mentre in quello

Bova

scende-

a 78,2.

Lombroso ha dimostrato
esagerare
se
le

jilie

nei criminali vi tendenza ad

forme craniche della loro razza o regione.


il

Ma
di

applichiamo

metodo

seriale,

assai

pi

scientifico

quello delle medie, troviamo che nella provincia di ReggioCalabria, su 100 individui ve ne sono

almeno 17

dolicocefali

veri e ultradolicocefali fino all'indice bassissimo di 66; e nel


territorio del capo-luogo se

ne contano

11, cio pi del

decimo
ag-

della popolazione.

La cosa appare ancora meglio


alti

negli

gruppamenti per statura: su 100 uomini

come Musolino

56 hanno cranio allungato (sotto 79 e fino a 75), 11 l'hanno


allungatissimo
(sotto
di
74).

Dicasi
il

il

medesimo dell'aggruppa100 dei Reggini


di

mento per color


pelli

capelli;

57

p.

cagi,,

neri porta
i

un

cranio dell'indice cefalico da 79 in

ossia

'bruni vi sono prevalentemente dolicocefali.

pi

co-

mune ancora

l'associazione

del

tipo

bruno

coll'altezza

del

corpo e colla forma lunga del cranio nei Calabresi della provincia di Catanzaro;
nel rapporto
quiv'il i

bruni sono anche di alta statura

del &Q p.

100.
i

Ma

v'

da fare una osservazione d'insieme circa

caratteri

del cranio, che ci pare molto importante.

La
t

testa di
f

Musolino
b
r

ricorda molto da vicino la variet e

1 i

o e e

aeh

i-

me1
colle

p o studiata dal Moschen nei crani


denominazioni pi recenti del Sergi
In

siciliani
si

(1),

e che

direbbe
il

cranio
ante-

elissoide declive.
riore presenta
bitaria
si

questa

variet

cranio

un

forte

declivio,

che dalla linea sopraor-

estende su tutto l'osso frontale e va fino a quattro


il

centimetri dietro

bregma. La fronte, che per ci molto


abbastanza larga. Dove finisce
cit.,
il

sfuggente e
(1) Cfr. L.

bassa;,,

piano

Moschen,

loc.

Padova, 1900.

272

GIUSEPPE MUSOLINO.

inclinato la faccia superiore della volta diventa per breve


tratto
e la

rigonfia,

poi

seguono

la

regione

obeliaca

depressa,

sqimnima un po' convessa

elissoidale,

dell'osso occipitale.
le

La norma
bozze pa-

verticale

mancano intieramente

rietali.... Il

cranio dolicocefalo...... Perfino l'indice cefalico

del cranio siciliano del

Moschen

s'avvicina all'indice del crala larghezza della

nio di Musolino: osso 74,6;


fronte,
la

come pure
ecc.

circonferenza
di

massima,
si

La faccia

Musolino

allontana, per, dalla faccia del

/J4

Cranio normale di Siciliano moderno. Variet

" elissoide

declive

(Sergi).

clitocefalo brachimetopo, poich

macroprosopa, leptoprosopa,
cabi-

un

po' larga alle mandibole;

ma, a parte quest'ultimo


accentuato
il

rattere,

che

del
98),

resto

ben. poco

(diametro

mandibolare

anche

la faccia presenta

tipo regionale (1).

Finalmente, la

capacit cranica,
alta.

valutata sulla

somma
che
la

delle tre curve principali, sarebbe rappresentata

da

13-49,

cifra piuttosto
fronte

Nonostante
:

la

sua forma

declive,,

non

manchevole

la

sua larghezza massima

corrl-

(1) Cfr. Sergi, Si^ecie e variet

umane, Torino, Bocca, 1900,

The

Mediterranean Bace, London 1901, Gap. XIII.

Valutazione dei caratteri somatici.

273

sponde
falia

alla

media

fisiologica.

E non

vi traccia di microce-

anteriore,

come

in

moltissimi degenerati.

Per

l'alta

statura

Musolino

si

ailontana dalla media dei

Calabresi^ la Gjuale di soli 163 cent. Tuttavia bisogna ram-

mentare

che- nelle Calabrie

non mancano

le

stature superiori
p.

a metri 1,70. Nella provincia di Reggio sono gi ril,6

100,
sal-

ma

nel
al

mandamento
12,8 p.

di

Calanna cui appartiene Musolino

gono

100, per cui

su cento giovani coscritti del


altri

suo paese, Musolino ne conterebbe

13 circa di statura

uguale od anche superiore alla sua. Questa esagerazione dei


caratteri antropometrici normali fu osservata^ per la statura,

anche fra

militari Calabresi delinquenti


fatto,

(1)

e fra le molte
ci-

conferme del
tare
alti

gi

scoperto

da Lombroso, baster

quella
dei

offerta dai briganti

Sardi,

che sono sempre pi

loro

parenti

(Sanna-Salaris).
le

Pei

capelli neri
il

Calabrie danno
il

il

43,9 p. 100, la proil

vincia di Reggio

47^5,

circondario Reggino
i

48,9.

Ma

nel
e

mandamento
il

di

Calanna
p.

neri

prevalgono ancora pi

raggiungono

60

100.
le

Per

gli

occhi

castagni

proporzioni percentuali sono

provincia di Reggio 63

p. 100, circondario di Reggio 69 p. 100.

L'associazione dei capelli neri cogli occhi castagni,

come

ve-

diamo

in Musolino\, data dal 63 p.


resto,
la

100, quindi assai co-

mune. Del

maggior parte degli abitanti del mandail

mento
si

di

Calanna, ossia^
gli

73 p. 100, di tipo bruno. Se

'poi

prendono

individui di statura uguale a quella di IMu-

solino, si trova che nel


si
I

Reggino

il

42

p.

100 delle stature

alte

associa coi capelli neri.


dati

antropometrici conducono a verificare che Musolino


Brancaleone-Eibaudo,

(1)

Veggasi

Sf.

antrop. del militare delinI.

quente, Torino, Fr. Bocca, 1894, pag. 10 e tav.

Musolino.

18

274

GIUSEPPE MUSOLINO.

presenta mi

rapporto ponderale
di

(peso:

statura)

piut-

tosto basso, perch a ciascun centimetro di statura corrispon-

dono solo 354 grammi


agli

peso

egli

appartiene
(Quetelet,

pertanto
Vierordt).

individui
resta

costituzionalmente magri

Non

che la

conformazione del torace:


patologica,

dessa una variazione


rebbe, o meglio

come a colpo

di occhio par-

un

carattere antropologico? Si tratta evidentedi

mente non
cano
il i

di

altro che

un torace cilindrico:

vi

man-

.segni

del torace

degli

enfisematici e dei tubercolosi,


si

quale,

quando nella regione antero-superiore


di

presenta

come

quello
il

Musolino,
del

anche abnormemente convesso


Il

in' tutto

resto

suo ambito.

torace cilindrico

una

variet -antropologica^ e

non

fisiopatologica. Per difetto di ricerfre-

che sicure in proposito, non potremmo dire se esso sia


quente
fra,
i

Calabresi; certo,

non possiamo considerarlo come

un torace degenerato.
Il

perimetro toracico
ma
rappresenta,

del Musolino

essendo di

soli

centimetri 87, parrebbe insufficiente per

un

alto quoziente di

capacit vitale;

come

di regola, la

met

della

statura. D'altra parte, quello che in Calabria e nel Reggino

presenta la maggioranza dei giovani di alta statura. In


ivi,

fatti,

su 100

soggetti alti oltre metri 1,70,

il

perimetro toracico
resto, le

misura da metri 0,85 a 0,90 in ben 42. Del


di

persone

alta

statura

hanno sempre proporzionatamente un petto


se
di-

pi allungato che largo: giacch l'elevarsi del corpo,

pende in massima parte dalla lunghezza degli

arti

inferiori,

pure

causato dall'altezza

maggiore dei dischi vertebrali, e

per da una larghezza maggiore degli spazi intercostali.

Nel
stro

tronco

e nella

cintura scapolare
caratteri

del lato de-

di

Musolino troviamo, invece, due

che non

ci

peritiamo dal dire patologici: la asimmetria bilaterale della

gabbia toracica,

la

inclinazione

della

spalla

destra.

E pr-

Valutazione dei caratteri somatici.

275

babile

che

essi

sieuo

in rapporto

colla

deficienza
:

motorio,

sensitiva deh lato opposto al

trauma cerebrale

tuttavia sono
il

ambedue

lievissimi,

n hanno neppur lontanamente


(1).

signifi-

cato di anomalie costituzionali

L'asimmetria delle spalle

non apparisce nemmeno nella


del dorso

fotografia appositamente fatta

nudo

del bandito!

Cosicch, concludendo rispetto ai caratteri antropologici, Giu-

seppe Musolino non rappresenta affatto una variazione


dividuale

in-

anomala
il

in

mezzo

alla

popolazione della sua

re-

gione; esagera appena qualcuno dei caratteri regionali,


la fronte declive e

come
(98).

diametro bimandibolare accentuato

Ma n

all'un carattere

all'altro

potremmo dar
trovati

significato

degenerativo,

quantunque sieno
i

stati

con una certa

frequenza specifica tra

criminali

(Lombroso, Ferri, Marro


di

ed

altri)

non

si

costituisce

un

tipo

degenerazione

ab-

bassando un po' la

fronte, e rinforzando l'angolo del mascel-

lare inferiore. Restano


1.

come

caratteri individuali di abnormit:

La

lieve

asimmetria facciale
come

anatomica e fun-

zionale, la quale,
epilettici

noto, abbastanza

comune

fra gli

criminali. Nel caso nostro

dobbiamo per credere

che non sia stimmata degenerativa (morfologica), bens patologica; essa correlativa alla gi notata asimmetria toracica

e dipende dalla stessa lieve deficienza di sviluppo del lato


destro, che gi riscontrammo in relazione col
2.0

trauma

al capo.

La p r e

eoee

erosione
che

della superficie dentaria di

triturazione, che dovuta, essa pure, a

un processo morboso
il

forse

della

fanciullezza,

ha

alterato

normale anda-

mento
(1)

della calcificazione.
frequenti, negli
se
epilettici, le

Lo ZuccARELLi trov

asimmeino

toraciclle:

contemporaneamente esistesse o no una cerebroplegia da processi infantili per cui la " stimmate non
;

non indag tuttavia

sarebbe, gi, morfologica,

ma

solo patologica.

276
3.

GIUSKPPE MUSOLINO.

La

ritardata^ forse
i

mancata, eruzione dei terzi gros-

si
lia

mola r

superiori. Questa per, anzich essere

una anoma-

regressiva o atavica (di degenerazione), costituisce invece


anticipazione di ci che

una variet progressiva,


la legge di

secondo

evoluzione dovr essere in avvenire la struttura

del corpo

umano. Come pr'ovarono Carlo Darwin, Paolo ManPaolo


Albrecht

tegazza.

ed

altri

insigni

biologi,
i

l'uomo

di

razza elevata e

dei tempi moderni va perdendo

due ultimi

denti di ciascuna arcata mascellare; e gi essi nascono tardi,


si

cariano presto
(1).

e,

nei casi pi avanzati,

non nascono nep-

pure pi

In futuro noi porteremo solo ventotto denti: ed


ri-

intanto alcuni individui, gi entrati in questa evoluzione duttiva (come Giuseppe Musolino)
di trenta
denti; perch in
,

si

arrestano al possesso
i

una

o in altra mascella

germi
abor-

del cos detto dente della saggezza


tiscono.

non emergono od

5.

Valutazione dei dati


lo

fisiologici.
fisiologica

Portiamo
])andito.

ora

sguardo

alla

personalit

del

Qui incontriamo subito una caratteristica importante:

la

frequenza del polso. La media di 83,14 in un giovine di

26 anni (da noi trovata gi nel marzo) certo abnormemente


'elevata;

noto come la media del Volkmann sia

di 70.

Ed

^Ita

altres tenuto conto della statura di Musolino, poich esiste

un rapporto inverso
del corpo

fra

il

numero

delle pulsazioni e l'altezza


ecc.).

(Bryan, Robinson, A^'olkmann, P.ameaux,


le

Ma

d'altra parte, ogni medico sa che

variazioni individuali della


facili

frequenza del

polso

sono molto

a verificarsi.

L'alta

media presentata da Musolino, noi tenderemmo a considerarla

come una variazione


(1) Cfr. le opere di
e di

individuale estrema,
(L'origine
ital.

ma

fisiologica.

Daewin

delVUomo

e la ftcelfa sessuale)

MantectAzza

(in

"Archivio

per l'Antropologia,,, 1873).

Valutazione dei dati

fisiologici.

277

Se non che molto ampie,

le

oscillazioni
e

circolatorie

in

Musolino sono

frequenti
siffatta

talvolta

anche rapide. Noi ossersi

vammo

che

instabilit vasomotoria

ac-

centu all'approssimarsi del dibattimento in Corte di Assise,


e

accentuata

si

mantenne

in tutti

nostri

esami successivi.

Le pulsazioni
in

radiali

da un minimo
e

di 66' le

vedemmo

salire

breve

spazio di tempo,
(la

per influenza delle cause pi

disparate
la

causa che pi spesso, forse, constatammo, fu


fisica)^

stanchezza
e

ad un massimo di

112',

senza concomi-

tanti

proporzionate alterazioni della temperatura ascellare


respiro.

del

Se pensiamo

alle

modificazioni di ritmo
alle
ci

che

cos

sovente

notammo insieme

variazioni

di

frequenza
il

e di

ampiezza del polso


che

radiale,

pare giustificato

con-

cludere

Musolino
e

presenti

una innervazione cardiaca

assai debole

facilmente esauribile.
i

Ecco

il

motivo per cui stimiamo equivoci

risultati

delle

nostre ricerche pletismografiche, fatte allo scopo di misurare


i

cambiamenti volumetrici dell'avambraccio, destro o

sinistro

sotto la influenza di rappresentazioni psichiche legate a stati

emozionali diversi.
a
quei

Non

potevasi invero prestare gran valore

cambiamenti in un individuo, in cui l'apparecchio


per condizioni insolite d'innervazione, era capace di

vasale,

gravi oscillazioni in seguito a qualsiasi piccolo stimolo esterno,

a qualsiasi eccitazione che partisse dai suoi organi interni, ecc.


Purtuttavia, tenendo presenti
gini,
i

risultati

delle

nostre inda-

per

quanto incomplete, coll'aerosfigmografo;


il

possiamo

registrare
lit

fatto
si

caratteristico,

che in Musolino la instabidei riflessi va-

vasomotoria

mostra

altres nell'esame

gali. Difatti, le

variazioni volumetriche dell'avambraccio destro


le

ci

si

rivelarono prontissime e intense a tutte

eccitazioni

da noi adoperate.

Notammo

in Musolino

anche

il

fenomeno

del d e r

m o g r a-

278

GIUSEPPE MUSOLINO.

f i

il

quale, relativamente al grado,

pu assegnarsi per

al

gruppo delle

reazioni lente

durevoli
(1).

(dermo-

grafismo moderato di Marandon de Montyel)

Ci invero

sembra contrastare
vosfigmografo; e
il

colla prontezza dei riflessi saggiati coll'ae-

contrasto

si

accentua quando

si

ricordi

che

nemmeno

riflessi
ci

vasali provocati

colla inalazione

del
sia,

nitrito di

amile

apparvero rapidi e intensi. Comunque


sia

dobbiamo guardarci da ogni interpretazione^


serie di risultati

perch

le tre

non sono

fra loro comparabili, sia perch quelli


affatto

da noi ottenuti coll'aerosfigmografo sono


Noi non
fatto,
ci

incompleti.

sentiamo autorizzati che a una conclusione di


che Musolino presenta instabilit vasomotoria:

cio

ecco tutto. Nella discussione dei dati mentali della personalit


del bandito

diremo quale e quanta importanza

di ordine psi-

cologico

debba annettersi a questa conclusione.

probabile che anche per la instabilit vasomotoria abbia a chiamarsi in causa


Difatti,
il

trauma cranico

sofferto

da Musolino.

oggid sono

ammessi

e conosciuti nella corticalit ce-

rebrale

precisamente

tielF

area motrice

centri per la
tali

vaso-costrizione.
centri

Una

eccitazione elettrica sperimentale di


epilettico,

pu non produrre un attacco

ma

solo

dei

fenomeni vasali pi o meno spiccati (Danilewsky, Bochefontaine,

Richet,

Frank ed

altri).

Sarebbe per un perdersi in


e o

vane ipotesi se volessimo discutere

me

il

trauma avrebbe

potuto influire sullo sviluppo dei detti centri e su quello dei


centri vaso-dilatatori,
taine, Stricker,
i

quali,

al

parere di alcuni (Bochefon-

Bechterew, Mislawsky), avrebbero una determi-

nata localizzazione, essi pure, sulla corteccia cerebrale (lobo


parietale) (2). Anzi,

non avendo noi trovate differenze nella

ia-

(1) Cfr.

"Archives de Neurologie,,, 1901-1902.


I, p.

(2)

Veggasi: Luciani, Fisiologia delVTJomo, Voi.

324

seguenti

Valutazione dei dati


stabilit

fisiologici.

279
il

vasomotoria fra

il

lato

destro

sinistro,

dob-

biamo mantenerci su questo punto nel pi prudente


In ogni modo,
il

riserbo.

ci

sembra assai

difficile

porre in relazione
co-

fatto

della

instabilit

vasomotoria con una presunta

stituzione epilettica del bandito. Scarsissime e malsicure sono


le

osservazioni su questo particolare^ poich


fatti

gli

autori,

che
in-

fecero parola di

vasomotori nella neurosi comiziale,


fissare
delle
di

tesero soprattutto

di

sindromi parossistiche da
(pallori im-

considerarsi

come equivalenti

attacchi motorii

provvisi, tachicardia parossistica, epilessia vasomotoria

que-

st'ultima studiata dal Venturi, ecc.),

non

gi di descrivere, sulla

base di ricerche ineccepibili, uno dei tanti caratteri immanenti


della epilessia.

Quando

si

legge nei trattati che

gli

epilettici

mostrando
disturbi

pi svariati disturbi vasomotori!, ha da intendersi

grossolani,

come sudori a

freddo, congestioni, asfis-

sia delle estremit, e simili.

Per esempio, ricerche sistematiche


a quanto sappiamo, non

sul polso

capillare

degh

epilettici,

esistono.

Le

stesse "reazioni vasali della pelle

non furono ancora

oggetto di uno studio comparativo, da cui possan trarsi conclusioni


valevoli

per la epilessia.

Il

numero medio
non
si

delle

respirazioni,

per quanto sembri

elevato,
getti

allontana dalle medie date dagli autori per sog-

giovani esaminati in posizione seduta ed eretta (Guy); ed

(1
:

completamente
4).

proporzionale

al

numero

delle

pulsazioni

Noi trovammo in Musolino un minimo

di 19' respira,

zioni e

un massimo

di

23'.
ci

Circa ai constatati cambiamenti

di ritmo respiratorio, di sicura importanza.

non

sembra poter

fare considerazioni

Le urine

di

Musolino

le

trovammo sempre normali, anche


egli in

quelle del 22 aprile,

quando

Corte di Assise fece

atti

280
di tal violenza ci

GIUSEPPE MUSOLINO.

per cui fu dovuto allontanare dall'aula. Mentre

esclude

qualsiasi

equivalenza epilettica nel contegno

di

quel giorno, fa apparire probabile ci che Musolino stesso ebbe a confessare per lettera al Procuratore generale
clie
il

suo

contegno del 22 aprile in Corte di Assise fosse stato

artificiale.

Mai

vi
di

trovammo

glucosio, albumina, indacano,

come sogliono

non

rado trovarsi nelle urine degli

epilettici.

L'eliminazione della urea piuttosto elevata in Musolino;


al

che

corrisponde
di

il

suo

deperimento progressivo,
al

la

sua

diminuzione
invece,

peso dal marzo

maggio 1902. da
l'urea si

notarsi,

che per solito negli


bassa.

epilettici

mantiene ad

una

cifra piuttosto
gli altri

Fra

risultati dell'analisi uroscopica,

sono da segna-

larsi la forte

densit e la prevalenza dei fosfati alcalini sui


la

terrosi.

Mentre pel primo punto, cio per

densit sorpas-

sante la media normale, noi


degli
epilettici,

avremmo un

riscontro nelle urine

che danno ordinariamente un peso specifico


l'altro

elevato
si

(Lombroso), per
dal tipo
i

carattere l'urina di Musolino


in

scosterebbe
,

offerto,
si

media, dalla neurosi

co-

miziale
a poco

dove

fosfati terrosi

mostrano abbondanti presso

come

gli alcalini

(inversione della formula fosfatica, se-

condo Gilles de
noi

la Tourette e Cathelinau).
tutte
le

Ma

a tale proposito
sul

esprimiamo l'avviso che


nella
epilessia,

ricerche

ricambio
cli-

materiale

per avere

un qualche valore

nico-diagnostico, dovrebbero essere eseguite in condizioni per-

fettamente identiche, non


di
9

solo

di

alimentazione,

ma

altres

assimilazione e di lavoro, cosa quasi affatto impossibile


cui gli investigatori invano

hanno tentato

di avvicinarsi (1).

(1)

Fra
e

le

numerosissime pubblicazioni concernenti la composizione


segnaliamo quella or ora uscita dei dottori Le oscillazioni del ricambio materiale nel,.
.

delle urine nella neurosi,

Alessi

Pieri (di Pisa):


" Il

Vepilettico,

Manicomio

Nocera-Infer.,

Anno XVIII,

1902,

Valutazione dei dati


Il

fisiologici.

281
in
corri-

solo

risultato

accettabile

ci

sembra questo, che

spondenza degli attacchi convulsivi (ed anche in


ramente
naria,
psichici,

quelli

puuri-

secondo Tramonti)

(2),

la

composizione

quale effetto parziale del ricambio generale organico,


:

offra modificazioni sensibili

ma

nel caso concreto, Musolino


il

non avendo superato


clinico,

crisi

durante

periodo del nostro esame


dati

non

permessa nessuna illazione dai

chimici

sulle urine.

Una

caratteristica

singolare ce la offrono
i

risultati

delle

misurazioni
lungo,

dina m o m e t r

noi l'abbiamo studiata a

ma

ne riparliamo poich dal mancinismo del bandito


facili

potrebbe taluno trarre troppo

deduzioni di indole psi-

cologica (degenerazione psico-epilettica).


Il

mane

mo

si

troverebbe, secondo Tonnini, nel 25


di

per 100

degli
si

epilettici

sesso maschile, mentre l'ambidep.

strismo vi

troverebbe nel 12.2


il

100,

il

destrismo nel
il

58.5 p. 100.

Ma

mancinismo' anche frequente, secondo

Tonnini stesso, nei pazzi, ed poi frequentissimo, secondo


molti osservatori, nei criminali
nel 20 p. 100 dei rei.
:

per esempio, Rossi lo trov

Musolino, che non mancino nella sua motricit spontanea,


in

quanto che

si

serv

sempre a preferenza della mano


maneggio del
fucile,
si

de-

stra nel lavoro di boscaiolo e nel

offre
in-

a prima vista mancinismo


vero, di

al

dinamometro.

Ma

tratta,

un mancinismo non comune,

e ben diverso da quello

che in alcuni individui costituisce un carattere fisso ed immutabile

e perci

netta

rivelazione di uno speciale sviluppo


di

dell'emisfero

cerebrale

destra.

Difatti,

nell'esperienza

del

24 marzo trovammo che la


(1)

mano

destra di Musolino dava


Psichiatria e Neuropatc-

Vedi
,

in:

"Rivista
1899.

di

Psicologia,

di

logia

Roma,

282
lina,

GIUSEPPE MUSOLINO.

forza di pressione

normale,

sia

considerata assolu-

tamente, sia relativamente a quella della


sa che

mano

sinistra.

Si

una pressione dinamometrica che

nell'adulto dia dai


e

30
per

ai

40 chilogrammi^ a ritenersi (secondo Binet


cos noto, che in

Vaschide)
sinistra

normale;

media

la

mano

d 5 chilogrammi meno della destra: la differenza (media)


fra le
tutti

due mani valutata dal Manouvrier a

kg.

10,

viene da

ritenuta

come troppo

elevata.

La curva dinamometrica

del 24

marzo presenta un tipo


differeize

irregolare,

l'altro

nel

senso

che

le

fra

uno sforzo
si

sono molto elevate. Orbene, un simile tipo


o per insufficiente del
fattore

ha,

in generale,

adattamento all'esperienza o
Nella

per

influenza

psichico.

esperienza

del

24 marzo la prima prova a destra- indica adattamento


ficiente (Musolino

insuf-

non era

stato

mai esaminato da chicchessia


prova indica, assai probabil-

prima

di noi),

mentre

la quinta

mente, stanchezza. La seconda e la terza prova della


sinistra

mano

rivelano insufficienza

di

spinta

volitiva.
il

Nella

esperienza

del

aprile

appare

mancinismo:

la

media

di sinistra

sorpassa quella di destra per 3 chilogrammi.


il

La curva porta
riuscita la

tipo stazionario,
la

cosicch pu dirsi
dina-

prova per

tolleranza della fatica


la spinta volitiva si
le

mometrica: possiamo affermare che


tenne a un dipresso identica in tutte

man-

prove. Tuttavia anche


fatto curioso:
si

nell'esperienza del 7 aprile noi troviamo un


le

un

medie dimostrano che

il

mancinismo non

rivela con

abbassamento della forza

di pressione

a destra,

ma

piuttosto

con una elevazione della forza a


accordo anche col
vati pi lunghi
fatto

sinistra;

il

che sarebbe in
tro-

che

tempi di pressione furon


resto,

sinistra

che a destra. Del

quella ele-

vazione (che fu rilevata pi volte anche dal Fere) potrebbe


venire interpretata in

modo

diverso,

coU'intervento

momen-

Morselli

Db

Sanctis, Biografia di

un

bandito.

Tav. Vili.

Peso, gp. 600

'

A.

,'.

,..

,->.

W-'W/vA/V
30
25

1.**

Medio

di destra. sinistra.

^^jj^jkH^aE^i^
20
30
sforzi ergografici di

10

40
Giuseppe Musolino

50

Diagramma:

Cinquanta

col peso di

Grammi

500.

Millimetri

Peso, gp. 2000

50

40

30X1
20

10

M
Medio
.

di destra. sinistra.

~
10

30

60

70

90

110

130

150

2 Diagramma:

Centocinquanta sforzi ergografici di Gius. Musolino


col peso di Chilogr. 2.

Valutazione dei dati

fisiologici.

283
.or-

taneo cio di un dinamogeno di ordine, fisiologico o di


dine psichico.

Ma
stesso

altri fatti

debbon richiamare
del
7

la nostra attenzione. Nello

esame
di

aprile

non trovammo mancinismo


del
di

col
lo

manubrio

Sandow.

Neil' esperienza

4 maggio

non

trovammo ugualmente^ n

col

manubrio

Sandow, n

colla

misura della forza dinamometrica


sia
gio,

di pressione e di trazione,

orizzontale,
nell'insieme,

sia
s

verticale
alla

(forza

renale).

Add 4

mag-

forza di pressione che a quella di


ci

trazione e al manubrio Sandow, Musolino

appare pi

am-

bidestro
rale che

che

mancino.
alle

All'ergografo (esperienze del 4-5 maggio) rilevammo in gene-

Musolino sviluppa

prime trazioni

con pesi

deboli

una maggior forza


si

colla sinistra che colla destra,

ma

che poi quella


di questa.
i

esaurisce pi presto e pi completamente

Le

tabelle

numeriche da noi date


a ci
le

in altro capitolo,

tracciati annessi, e in aggiunta

nostre due grafiche

qui intercalate (Tav. VII), dicono chiaramente al lettore pi


di

quanto possiamo dir noi.


sforzi

Il

confronto della prima, (cinla

quanta

con 500 grammi) con

seconda grafica (centoil

cinquanta sforzi con 2000 grammi) distrugge

significato di

stimmata degenerativa per anomalia


lesse

di

sviluppo,

che

si

vo-

dare al presunto mancinismo di Musolino.


i

Ma

nostri tracciati ci avrebbero rivelato altri

fatti

di per-

tinenza della ergografia normale.

Per esempio,

vi
il

abbiamo

trovata abbastanza spiccata quella periodicit che


scopr ed
il

Lombard

Maggiora
:

illustr quale
i

fenomeno

di

innervazione

centrale (1)
affaticarsi,

quando

muscoli

di

Musolino cominciavano ad

ad un

tratto

compariva un'elevazione pi grande


facile),

dell'ordinata grafica

(sollevamento pi
di

e ^questo

era

dovuto ad uno sforzo


(1) "Veggasi:

attenzione

conativa.

Lombard
"

E,.

Waeeek,
ital.

in " Journal of Physiology


.

1893:

A. Maggiora, in

ArcLives

de Biologie

passim.

284

GIUSEPPE MUSOLINO.

Nelle indagini ergografiche

non basterebbe guardare

all'al-

fezza dei singoli tracciati, n alla loro

somma
il

definitiva: bi-

sognerebbe anche guardare

al

modo

con cui

soggetto rag:

giunse l'altezza segnata dall'apparecchio. Ebbene


colla
di

lavorando

mano

sinistra,

Musolino cominci pi presto a far uso


ed in ultimo
i

movimenti

ausiliari^

suoi

sforzi

da quel

lato

erano violentissimi.

Tutto sommato,

dopo

le

critiche

di

Binet e

Vaschide,

dopo

mutamenti arrecati dal Treves


(1),

alla interpretazione delle

curve della fatica

noi abbiamo una mediocre fiducia nei

responsi dell'apparecchio^ non modificato, di Angelo Mosso. An-

che nelle nostre esperienze su Musolino

ci

siamo convinti, coi


difetto sta nell'igno-

due psicologi
rare

francesi, che

il

maggior suo
si

quasi
:

sempre

quale

peso

debba

far

sollevare

dal

soggetto

infatti,

non

indifferente cominciare

con 500 grammi

anzich con 1000-2000. Inoltre, avvenuto l'allenamento (come


ci

parve fosse successo in Musolino, per indagine anteriorfatta

mente
peso

su di

lui

da

altri periti),

ci

si

pu imbattere nel
il

optimum
di

col quale egli sa e

oramai eseguire

maxi-

mum
Ma

lavoro,

ogni

deduzione sulla fatica muscolare

resta dubbia.
del resto, questa del

mancinismo (motorio
che dopo
gli

sensorio)
di

una

caratteristica individuale

studii

Van
(2).

Biervliet ci

sembra abbia perduto molto del suo valore


belga,

Lo psicologo
in s

con una

critica

profonda del fenomeno

(cio dissimetria morfologica e fisiologica bilaterale) e

delle sue cause (cio sviluppo embrionale o adattamento funzionale),

ha provato,

in

primo luogo,
et
.

la

grande frequenza del mancritique de l'ergographe,

(1) Veg'gasi:
"

Binet

Vaschide,
IV, 1898,
p.

Examen

Anne psychologiciue
(2)

253; M. Treves, Atti del

Cor.-

gresso internaz, di Fisiologia in Torino, 1901.

Veggasi

Van

Bieevliet, L'
,

homme

droit et

Vhomme

qaucie,

"Revue pMlosophigue

XLVII, 1899.

Valutazione dei dati

fisiologici.

28i
soggetti normali

cinismo, in tutte le sue forme, anche fra


(dal 17.5 al 22 p.

100)

in secondo luogo, la quasi costante


tutti

prevalenza dello slesso lato nei diversi soggetti sotto


i

riguardi morfo-fisiologici, di guisa che chi

mancino

nella

forza muscolare lo anche nel senso barico, nell'udito, nella


vista,
stro,

nel senso

tattile.

Pertanto la superiorit del lato

siniaf-

che

si

vuole stimmata di degenerazione, non ne

fatto caratteristica; e poich- ogni

uomo normale

asimme-

trico

e ci ad

un grado

sin qui insospettato, per affermare


l'esi-

che una data struttura o funzionalit asimmetrica prova


stenza di tare fisiologiche e psicologiche, sarebbe
lo
utile,

per

meno,

di

sapere qual sia

il

valore della asimmetria noril

male, E anzi possibile, osserva

Van

Biervliet,

che l'uomo
cospicue
e

meno
sviluppo

asimmetrico
i

del

mondo
;

porti

tare

pi

gravi del p

asimmetrico

e gi Paolo Broca diceva che lo


di

dissimetxico indizio

superiorit.

Nel caso no-

stro poi, la probabile azione di


al

una causa patologica (trauma


al lieve

capo) toglie inesorabilmente


di

mancinismo o pseudoanche ad
altre

mancinismo motorio
di

Musolino,

ed

forme

asimmetria funzionale che furono in

lui notate,

qualsiasi

carattere di

anomalia primitiva

di

sviluppo.
risultati
ci

Per l'interpretazione dei suddetti


dare ancora che
il

dobbiamo
il

ricor-

7 aprile,
la

quando

apparve

mancinismo,

notammo anche per

prima

volta, quasi

esclusivamente nella
Cosicch in
e
di

mano

destra,

un

tremore
trattarsi
di

molto

accentuato.

Musolino sembra

un

mancinismo
e
t i

un

ambidestrismo
pagnati con
destra.

parossistici,

che appaiono talvolta accom-

sintomi

pa

ae

(tremore) della

mano

Tutto questo dimostra che la personalit fisiologica di Giu-

seppe Musolino va soggetta ad ima variabilit, che, seb-

286

GIUSEPPE MtlSOLINO.

bene non molto accentuata, certamente sorpassa quella delle


personalit medie, approssimandosi invece a quella delle personalit caratteristiche.

Ma
Il

tale

corollario

pu dedursi da

altre

dimostrazioni.
spealla

campo

visivo

pel
si

bianco normale in Musolino,


al

cialmente quando

rifletta

volume del suo naso

profondit dei bulbi oculari;

ma, come gi notammo, mostra


nell'ampiezza,

una variabilit
frontino
i

spiccata

quando

si

con-

due

rilievi

perioptometrici.

Soltanto vogliamo ag-

giungere che nella valutazione del grado della variabilit

a tener conto della diversit dei perimetri adoperati nei due


esami.

Nella
a)

sfera

della

sensibilit

troviamo
gusto
(pei

altri

particolari

Una

lieve

ottusit

del

sapori

dolce e

amar o),
esami.

che per non venne da noi confermata in ulteriori


decisa importanza a tal risultato;

Non diamo una

ma
sua
e

l'abbiamo voluto
scuola trovarono

accennare,
gi

perch

il

Lombroso

la

una ipogeusia, anche

pel dolce

per l'amaro, nei delinquenti.


b)

Una

lieve

ottusit

della

sensibilit

termica nell'arto

superiore e inferiore di destra. Questo risultato, quantunque


ottenuto con

una tecnica non superiore ad ogni

critica,

pur

nondimeno ha

valore, perch fu confermato in due altri esami.

Esso potrebbe dimostrare un parziale mancinismo sensorio


nel Musolino;
fatto

gi

constatato da

Lombroso

nei

delin-

quenti e negli epilettici.

Ma

noi abbiamo gi veduto

come

nel

bandito possa interpretarsi la prevalenza morfo-fisiologica del


lato
sinistro.
e)

Una

spiccata ottusit del senso dolorifico su tutta la

superficie tegumentale del corpo. Questo un risultato degno

del pi alto interesse, perch la dei caratteri pi sicuri che


il

ipoalgesia

diffusa

uno

Lombroso

rilev nei criminali

Valutazione dei dati

fisiologici.

287

e che molti autori ritrovarono negli epilettici.

Dobbiamo per

notare:

1.

che in Musolino ottenemmo grande


di

variabilit,
2 che
detta

almeno nel grado, anche


ipoalgesia
nici,

siffatta ipoalgesia;

non

la

notammo che

agli

stimoli
;

dolorosi mecca-

non

gi agli stimoli algo-elettrici

ma

la viva sensibilit

elettrica

dovuta

alla sottigliezza dell'epidermide del bandito

che ha, come dicemmo, mani delicate, quasi femminee, ora

anche disusate dal lavoro;


Iato,
lati

3.

che essa non prevaleva da un


di identica

ma

si

mostrava a un dipresso
di

misura nei due

del corpo; dato, questo,

grandissima importanza.

In complesso, ci che abbiamo di caratteristico in Musolino


a.

carico

delle funzioni
(

di relazione
)

sarebbe

una specie

di

zoppicamento
sociato,
sensibilit

claudication

intermittente
lati,

e disdi

cio
e

non sincrono nei due


certe manifestazioni

in alcune

forme

in

della motricit

(riflessi,

coordinazione dei movimenti, tono dei muscoli e forza muscolare);


ristica
il

che d alla sua personalit fisiologica la caratte-

della

variabilit.

Altre note fisiologiche


le

non
la

trascurabili sarebbero la cefalea,

sensazioni

vertiginose,

cenestesi

elevata.

Alla cefalea e alle sensazioni vertiginose di Musolino

non
si

possiamo dare che un limitato valore;


tratta di
fica,

non

solo perch

fenomeni soggettivi che sfuggono a una seria

veri-

ma
le

anche perch abbiamo qualche motivo per dubitale

della loro completa autenticit.

Ma

sensazioni

vertiginose
collo

potrebbero avere un grande

significato nel caso nostro; perci

ne dobbiamo dire qualche


che
le

parola.

Cominciamo

stabilire

vertigini
:

non
le

ci
ri-

vennero accusate

spontaneamente

da Musolino

levammo a domanda.
non appaiono
questi

Nella descrizione fattane dal pazient