Sei sulla pagina 1di 1

Memoria Mi riconosci, romanzo che sfida il tab della morte

Per le vie di Lisbona nellombra di Tabucchi


Bajani dialoga in dormiveglia con lamico scomparso
di PAOLO DI STEFANO

a lingua della vera letteratura, ha scritto Max Frisch, elimina, nel rapporto con s stessi, la frase fatta. Il rischio di questa nuova condizione, per il lettore, precipitare nel silenzio, se scopre che quelle con le quali si convive sono tutte frasi fatte. il pericolo in cui si pu incorrere di fronte al nuovo libro di Andrea Bajani. Era da anni che non si leggeva un romanzo come Mi riconosci (Feltrinelli, pagine. 143, e 12, in libreria da domani). Bellissimo. Unopera che finisce per sfidare il luogo comune per eccellenza, quello dellapprossimarsi della morte di una persona cara. Una sfida da mettere i brividi, che abbatte le banalit di certa autofiction. Bajani ne consapevole, e la sua voce narrante (in prima persona) sa prendere le distanze dalla materia al momento giusto parlando a un tu che invece gli resta sempre vicino, quasi a volte sovrapponendosi a lui, sostituendosi a lui. Non a caso, Mi riconosci sembra scritto a quattro mani, con il fantasma di Antonio Tabucchi, o meglio con ci che Tabucchi ha lasciato, libri e tracce umane. un omaggio della letteratura alla letteratura. Racconta la parabola di unamicizia nata e vissuta sulla letteratura, fino allultimo, compresi i giorni della malattia. Del resto, alcuni libri di Tabucchi si misurano con gli stessi motivi: Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa, Requiem e Dialoghi mancati, che Bajani evoca pi o meno occultamente. Allucinazioni, in cui i vivi si rispecchiano nei morti e viceversa, secondo una poetica che per altro appartiene anche agli autori amati da Tabucchi, Pessoa e Pirandello. Ed il rispecchiamento, il riconoscere s stessi e laltro, uno dei temi che percorrono il libro, sin dallepigrafe, presa in prestito da Rilke: Mi riconosci, aria, tu piena ancora di luoghi un tempo miei?. Quel riconoscersi identifica la sola terra in cui vivi e morti, realt e finzione sono fatti della stessa materia: lo spazio della letteratura. Il libro di Bajani parla da (e di e dentro) quello spazio in cui non ci sono luoghi comuni n nostalgia. Si direbbe che lo inventa, quello spazio, lo arreda e lo rende presente. Di case

infatti pieno, questo libro: sono quelle di Tabucchi, a Vecchiano, a Parigi, a Lisbona. Si parte dalla fine, dalla veglia e dal funerale nel cimitero del Prazeres a Lisbona, e ci si muove, in un doppio movimento a chiocciola, verso il cuore di quella amicizia, il primo incontro a Parigi, per tornare allultimo giorno. Una gestione del tempo non lineare, con dislocazioni spiazzanti, in cui non esiste il compimento irrevocabile del passato remoto, ma solo la continuit ad libitum del passato prossimo, dellimperfetto e del trapassato. in questo tempo sospeso, rallentato a regola darte, che possono apparire i fantasmi, sin dalla scena da capogiro con cui si apre il secondo dei 22 brevi capitoli: La sera del tuo funerale hai appiccato un incendio ai capelli di tua fi-

so nel suo polmone, inscena finzioni trattandole da realt e si muove nella realt come fosse finzione. Un esempio su tutti. Siamo a Parigi. Lio narrante (Andrea) chiuso in una mansarda a Parigi e sta cercando di mettere insieme le idee per un romanzo di ambientazione russa, ma il protagonista non si materializza, e lo schermo del computer rimane bianco. Una sera Tabucchi lo chiama per invitarlo a cena, ma Andrea rifiuta, in guerra con quel personaggio ostile. Dopo un po il telefono squilla di nuovo. sempre Tabucchi: Senta, signor personaggio, avevi detto, mi dicono che lei un po recalcitrante, se laggettivo non la offende. Ma la Russia, le assicuro, un posto carino (...). Ci pensi, mi dia retta. E mi scusi una cosa, signor personaggio, avevi

Antonio Tabucchi a Lisbona (Controweb). morto il 25 marzo 2012

glia. Si tratta del brutto scherzo di una candela che sta accanto al feretro mentre la figlia si china a dare lultimo saluto al padre. Di scherzi, giochi, intrusioni comiche ce ne sono parecchi, interferenze che segnalano lo slittamento verso una sorta di mondo pessoano del dormiveglia. Mi riconosci un romanzo scritto nel dormiveglia. Dove possono capitare incontri assurdi, sbalzi dalla realt della vita a qualcosa che non ancora sogno. Tabucchi, nel libro di Bajani, una specie di eteronimo che entra facilmente in contatto con altri eteronimi, appare e scompare come un fantasma, si trova sempre sulla soglia, gioca a confondersi e a confondere, tratta il suo male come un personaggio sgradevole, un intru-

concluso, (...) se le va una pastasciutta allitaliana (...) sarei contento di averla a cena. Quando ormai avviato verso la fine, Antonio vuole sottrarsi allamico: non lo riconoscerebbe pi, talmente smagrito e rimpicciolito dalla malattia. Ma Andrea sa come farsi riconoscere e lultimo giorno compare nella sua stanza. Gli dice che in aereo ha letto un racconto di Cechov, Il fiammifero svedese. Raccontamelo. Per tre ore, Andrea racconta. l che i due amici si riconoscono. Il volto di Tabucchi chiuso dalla mascherina dellossigeno. La maschera dellultima messa in scena della vita. Lindicibile diventa dicibile sono nella letteratura. Poche volte riesce, questa volta s, eccome.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Interessi correlati