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LIBRO BIANCO SUL DIPARTIMENTO TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIANA

UNO SPACCATO - ALLOMBRA DI GRANDI INTERESSI ECONOMICI - DI MALA AMMINISTRAZIONE, DI OSCURI RAPPORTI TRA PUBBLICO E PRIVATO, DI VIOLAZIONE DI NORME, DI DELEGITTIMAZIONI ED INTIMIDAZIONI RITORSIVE, DI PARERI MIRATI DELLUFFICIO LEGISLATIVO E LEGALE, DI MOLTIPLICAZIONI DI UFFICI E DI ELARGIZIONI DI LAUTE PREBENDE PREELETTORALI.
********** PREMESSA

A cinque anni dalla legge di riforma della Pubblica Amministrazione regionale, la n. 10 del 2000, lapparato burocratico offre unimmagine sempre pi antitetica ai principi ispiratori della legge stessa, sia per quanto riguarda la struttura mastodontica complessivo, raggiunta con che una il cattivo

funzionamento

desolante

penalizzazione della tanto declamata efficienza ed efficacia dellazione amministrativa e con unimpennata vorticosa della spesa.

Altro che snellimento delle strutture ed eliminazione degli sprechi, altro che compattazione ed omogeneizzazione delle competenze, altro che separazione del potere politico dalle funzioni di gestione amministrativa, altro che

affermazione dei principi di autonomia ed imparzialit nei procedimenti: lo spettacolo offerto proprio tutto lopposto, dalla dilatazione e polverizzazione dei compiti alla

proliferazione e duplicazione degli uffici (sia interni ai Dipartimenti che speciali), il tutto condito con assegnazioni degli incarichi dirigenziali senza criteri di trasparenza e di motivazioni e con i mai dismessi tentativi di ingerenza e di condizionamento dei procedimenti.

Questo Libro bianco vuole offrire la testimonianza di uno spaccato di situazioni ed avvenimenti verificatisi negli ultimi due anni al Dipartimento Territorio e Ambiente dellomonimo Assessorato Regionale, assurti negativamente anche alla cronaca degli organi di stampa ed alcuni dei quali attualmente oggetto di indagini dellAutorit

Giudiziaria, come esempio del clima pesante, intimidatorio e punitivo in cui si trova spesso costretto ad operare chi ha

soltanto il torto di fare quotidianamente il proprio dovere dufficio nel rispetto delle norme e della legalit.

Il Libro mette a fuoco, principalmente, le vicende connesse al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera delle Distillerie Bertolino (Partinico) e Trapas

(Petrosino) da parte dei Dirigenti Chimici del Servizio 3 del Dipartimento, Dott. Gioacchino Genchi e Dott. Alessandro Pellerito, contro il cui legittimo operato, oltre alle due Ditte, si sono ripetutamente mossi, a vario titolo e con ogni mezzo a disposizione, Dirigenti Generali, Assessori,

Presidente della Regione, Capo di Gabinetto del Ministero dellAmbiente e persino la Segreteria del Ministro

Giovanardi (!), in una vorticosa escalation di azioni e comportamenti tendenti a delegittimare ed isolare

pericolosamente i due Dirigenti non solo deferendoli per provvedimenti disciplinari, ma additandoli a responsabili persino agli occhi degli operatori del settore vitivinicolo.

Il Libro affronta anche la vicenda della costruzione e delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera dei quattro mega impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani impropriamente definiti termovalorizzatori previsti dal Piano dei Rifiuti a Palermo, Augusta, Patern e

Casteltermini-Campofranco, sui quali i due Dirigenti del

Servizio

avrebbero

dovuto

emanare

il

relativo

provvedimento di competenza, ma che, nel frattempo, li ha portati ad evidenziare procedure quantomeno anomale da parte della Struttura Commissariale per lemergenza rifiuti e la tutela delle acque, laddove questa ha gi provveduto ad adottare autorizzazioni ex artt. 27 e 28 del D.Lgs. 22/97 (installazione e gestione impianti di smaltimento rifiuti) senza il preventivo rilascio di quelle ex D.P.R. 203/88 (emissioni in atmosfera) come previsto per legge. Appare superfluo ricordare che in capo alle decisioni dei due Dirigenti del Servizio 3 si giocherebbe una partita di opere dal costo di molte centinaia di milioni di euro, su cui altrettanto superfluo non ritenere che non vi sia stato fin dallinizio una specifica attenzione dei poteri a tutto campo.

Infine,

il Libro denuncia con estrema durezza il

cumulo di illegittimit, violazioni di legge e dei diritti sindacali con cui stata imbastita dal vertice politico ed amministrativo dellAssessorato la manovra di fittizia

ristrutturazione del Dipartimento Territorio e Ambiente, la quale, oltre a manifestarsi di stretto stampo clientelare e pre elettorale, viene a costituire finalmente loccasione per saldare il conto con i Dirigenti non duttili n malleabili ai poteri.

**********

La

ristrutturazione

del

Dipartimento

Territorio

Ambiente

Il 07/07/05, con nota DTA n. 790, circa ad una settimana dal suo insediamento e senza avere praticamente messo piede in Assessorato, lAvv. Lo Bue, subentrato al Dott. Marinese alla direzione del Dipartimento Territorio e Ambiente, comunica a tutti i Dirigenti che emersa la necessit di effettuare una ristrutturazione degli uffici ed una rivisitazione dei contratti individuali di lavoro, al fine di ottimizzare luso delle risorse umane disponibili e migliorare lorganizzazione degli uffici, anche alla luce delle esperienze e dei risultati sinora

conseguiti e che ai sensi dellart. 96 della l.r. 26 marzo 2002, n. 2, entro 90 giorni dallinsediamento dello scrivente si proceder alla revoca di tutti i contratti individuali di lavoro gi stipulati ed alla stipula di nuovi contratti.

Contestualmente, lAvv. Lo Bue chiede ai Dirigenti linvio dei propri curricula.

E bene tenere a mente quanto afferma lAvv. Lo Bue in relazione a quello che invece saranno i suoi comportanti ed il suo operato futuri, contraddistinti da una serie impressionante di decisioni organizzative illegittime, illogiche, arbitrarie, prive di qualsiasi trasparenza, il tutto allinsegna della negazione

dei principi pi elementari e fondamentali di buona e corretta amministrazione del pubblico denaro.

Il Dirigente generale dimentica di fornire le dovute informazioni alle Organizzazioni Sindacali, incorrendo nella prima di quella che diventer nel giro di qualche mese una lunga serie di violazioni delle relazioni sindacali.

Il 19/07/05, con nota DTA n. 827, lAvv. Lo Bue, imitando il passo del gambero, chiede a tutti i Dirigenti una relazione illustrativa sullattivit svolta nel primo semestre 2005. Alla luce di questa richiesta, se pure ce ne fosse stato bisogno, appare subito incomprensibile su quali basi e su quali informazioni precedenti in suo possesso lAvv. Lo Bue avesse fondato la propria convinzione di ristrutturare il Dipartimento per migliorarne lorganizzazione in rapporto ai risultati

conseguiti (a lui ovviamente sconosciuti).

Il 01/09/05, dopo un periodo di assoluta quiescenza, lAvv. Lo Bue convoca per il giorno 06/09/05 le Organizzazioni Sindacali per discutere le modifiche al funzionigramma del Dipartimento. Il documento, che egli stesso riferisce

candidamente essere stato redatto dallAssessore Cascio, viene distribuito dei allinizio della riunione, che suscitando lamentano le la

proteste

rappresentanti

sindacali

mancata informazione preventiva.

Questa la seconda violazione, in ordine di tempo, in cui incorre lAvv. Lo Bue nei rapporti sindacali in ordine alla

mancata informazione preventiva. Inoltre, la redazione del funzionigramma comunicato operata Lo dallAssessore Bue, Cascio, una come palese

dallAvv.

rappresenta

ingerenza del potere politico in materia non pi prevista dalla legge, oltre che una precisa violazione della stessa.

Peraltro,

lo

stesso

Dirigente

Generale

non

appare

neppure in grado di motivare il contenuto della proposta n di giustificare la proliferazione indiscriminata delle Aree e dei Servizi ivi prevista. In realt, il nuovo funzionigramma, per un verso, palesa subito connotati di stampo apertamente sembra la

clientelare e pre elettorale, mentre, per un altro,

conferma definitiva alle voci che anticipavano la necessit di dovere rimuovere quei Dirigenti scomodi gi oggetto nei mesi scorsi di maldestri tentativi di defenestrazione

(deferimento alla Commissione di disciplina ed alla Giunta di Governo).

Il fatto che, diventata insostenibile la posizione del Dott. Marinese e non andati a buon fine i suoi tentativi, bisognava trovare altre soluzioni per ristabilire lordine allinterno dellAssessorato e magari, con loccasione, si

veniva a sfruttare la possibilit di piazzare nellimmediato un po di poltrone (4 da aggiungere ai 10 esistenti) per Dirigenti di provata fede e fiducia e se ne prenotava un altro cospicuo 60% (otto da aggiungere ai 14) da attivare in periodo di scadenza elettorale. In ununica operazione, quindi, si

innocuizzava qualche Dirigente scomodo, con ci dando

un segnale intimidatorio per gli altri, e si gonfiavano gli Uffici del 120% (da 10 a 22) .

Ecco

escogitarsi,

allora,

larrivo

dellAvv.

Lo

Bue,

fedelissimo ed organico dellAssessore Cascio, ed il ricorso a quello che pu ben definirsi il famigerato art. 96 della l.r. 26 marzo 2002, n. 2, cio larma dello spoil system della dirigenza posta nelle mani del Dirigente Generale, ovverosia del soggetto che emanazione diretta del potere politico, il tutto in una rappresentazione farsesca della pretesa

separazione del potere politico dalla gestione amministrativa.

Ma, per spiegare gli antefatti e trovare alcune delle radici che stanno allorigine di questa manovra occorre fare un passo indietro e ripercorrere alcune ben note vicende.

Il caso della Distilleria Bertolino


23/10/2003 Il Servizio 3 del Dipartimento Territorio e Ambiente, competente atmosfera al di rilascio pertinenza delle autorizzazioni alle emissioni in

dellAssessorato

T.A.

(Dott.

Genchi,

Responsabile del Servizio,

ed Ing. Lucia, Responsabile dellUnit

Operativa S3-I Autorizzazioni ex D.P.R. 203/88 nel periodo maggio 2002 - novembre 2003, poi sostituito dal Dott. Pellerito) comunica alla Distilleria linizio del procedimento amministrativo volto alla revisione del D.A. n. 134/17, con il quale lAssessorato, ai sensi dellart. 12 del D.P.R. 203/88, aveva autorizzato la Ditta al proseguimento delle emissioni in atmosfera in quanto impianto

preesistente al 1988, data di entrata in vigore del suddetto D.P.R. La revisione si impone a causa del mutato quadro normativo avvenuto con il D.M. 05/02/98 relativamente allutilizzo come combustibile del materiale denominato vinacce esauste e del composto denominato biogas, proveniente dalla fermentazione di rifiuti, in alcune caldaie.

Passano solo uno o due giorni ed il Dott. Genchi convocato dal Dirigente Generale del Dipartimento, Dott. Ignazio Marinese, che, in termini perentori, gli chiede conto e ragione del motivo per cui si voglia chiudere la Distilleria Bertolino e perch egli non sia stato informato delliniziativa. Posto di fronte alle motivazioni dellavvio del procedimento amministrativo e preso atto di figurare, senza essersene avveduto, tra gli indirizzi della missiva, il Dott. Marinese provvede subito ad informare ed a rassicurare un interlocutore telefonico. Questo episodio costituisce il primo tangibile

interessamento diretto del Dott. Marinese nel caso Bertolino e la sua prima manifestazione di ostilit comportamentale nei confronti del Dott. Genchi. E come considerare la stessa telefonata in diretta se non una ostentata esibizione di sicurezza a dimostrazione della disponibilit di importanti rapporti amicali.

12/01/2004 A seguito di sopralluoghi e riunioni effettuati con rappresentanti della Provincia regionale di Palermo ed il

Dipartimento periferico dellARPA di Palermo, nonch per una serie di inadempienze riscontrate a carico della Distilleria, il Servizio 3 diffida la Ditta a fornire la documentazione, mai esibita,

comprovante il possesso delle apparecchiature di controllo previste dalla legge e le relative registrazioni delle concentrazioni dei

parametri inquinanti. Il provvedimento riguarda anche lutilizzo come combustibile delle sostanze sottoposte al regime del D.M. 05/02/98 (vinacce, buccette e biogas) in assenza dei previsti analizzatori automatici in continuo. C da rilevare che nel corso delle verbalizzazioni dei sopralluoghi anzidetti la titolare della Distilleria ostenta un atteggiamento apertamente intimidatorio e di ricerca della rissa, arrivando a definire il funzionario responsabile della Provincia come persona che si prostituisce sulla stampa. Nel corso delle riunioni emerge ununit di vedute e di convinzioni tra il Servizio 3 e gli altri Enti (Provincia, Dipartimento ARPA di Palermo e USL) riguardo alla normativa da applicare alle caldaie Marchesi e Girola, nonch allessiccatore, cio il D.M. 05/02/98.

19/01/2004 La Distilleria presenta un ricorso gerarchico al Dott. Marinese contro la diffida, le cui controdeduzioni sono affidate al Servizio 3. Nella stessa mattinata, mentre in corso un accertamento ispettivo presso la Distilleria da parte della Polizia Provinciale su incarico del Servizio 3, il Dott. Marinese convoca nella sua stanza il Dott. Genchi ed alla presenza della titolare della Distilleria manifesta con tono acceso e risentito il suo aperto dissenso sulloperazione in atto. Il Dott. Genchi fa presente linopportunit di discutere questioni dufficio in presenza della controparte. La sig.ra Bertolino, quasi da padrona di casa, incoraggiata dal clima creatosi, si lancia persino in affermazioni provocatorie riguardo la professionalit di chimico del Dott. Genchi, nellassenza pi totale di un qualsiasi accenno dintervento da parte del Dott. Marinese. Dopo un duro

scontro verbale il Dott. Genchi ritiene di non dovere pi proseguire la discussione e si allontana.

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Lepisodio stigmatizza bene il tipo di rapporti ostentati dal Dott. Marinese e dalla sig.ra Bertolino e, ancor pi, il clima pesante di prevaricazione e lingerenza autoritaria che si cerca di imporre sin dallora sulla conduzione del procedimento con aperta tracotanza.

18/02/2004 Nonostante laccuratezza delle controdeduzioni fornite dal Servizio 3, quale unico Organo competente in materia, che conclude per il rigetto del ricorso gerarchico, il Dott. Marinese, con D.D.G. n. 137, ne dispone invece il riesame e sospende gli effetti della diffida del 12 gennaio. Il Dott. Marinese, infatti, aveva affidato altre controdeduzioni a due dirigenti terzi dellA.R.T.A., ling. Sergio Lucia (da qualche mese ritenuto pi idoneo dallo stesso Dott. Marinese a ricoprire la carica di Responsabile dellUnit Operativa Affari del Personale con un raddoppio dellindennit

stipendiale, da 7000 a 14000 euro) e ling. Giacomo Talluto (Responsabile dellUnit Operativa Affari Generali della Direzione, mai occupatosi di inquinamento atmosferico). I due ingegneri non solo hanno ritenuto fondato il ricorso, ma hanno rilevato a loro dire - anche la sussistenza di presunti atti illegittimi compiuti dal Servizio 3. Tale atto sancisce linizio ufficiale della stretta collaborazione tra il Dott. Marinese, lIng. Talluto e lIng. Lucia.

12/03/2004 Il Servizio 3 confuta punto per punto le argomentazioni dei due esperti del Dott. Marinese, rilevandone incongruenze ed errori macroscopici, oltre che ignoranza di questioni sia tecniche che amministrative basilari. A questo punto il Dott. Marinese in possesso di tutti gli elementi di conoscenza per definire, con rigetto, il ricorso gerarchico. Il Servizio gli comunica anche di avere concluso il procedimento di revisione dellautorizzazione alle

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emissioni della Distilleria e di stare predisponendo il relativo Decreto.

18/03/2004 Il Servizio 3 concede alla Distilleria trenta giorni di tempo per dotare il camino da 60 m dellessiccatore dei misuratori in continuo delle emissioni prodotte, vietando, nelle more, lutilizzo delle vinacce esauste come combustibile per lalimentazione di questo impianto.

23/03/2004 Come se non fosse a conoscenza di nulla, il Dott. Marinese convoca per il 06/04/05 una conferenza di servizi per definire il ricorso gerarchico. In realt, il proposito, neppure mal celato, di ricevere un avallo dalla conferenza sul regime normativo da applicare agli impianti termici della Distilleria che sia diverso e molto pi permissivo di quello previsto dal Servizio 3 al fine di delegittimarne loperato e le determinazioni.

24/03/2004 Il Servizio 3 comunica al Dott. Marinese che, dopo mesi di attivit istruttoria consistita in sopralluoghi e riunioni tecniche con la maggior parte degli Enti invitati alla conferenza di servizi, nonch a seguito di approfondita analisi della

documentazione acquisita agli atti, sta per emanare il Decreto di revisione del D.A. 134/17 del 1995 della Distilleria. Sotto questo aspetto il tema della conferenza appare superato, ma nel caso di conferma della stessa, il Servizio 3 si impegnava ad illustrare lemanando provvedimento nel corso della riunione.

05/04/2004 Il Servizio 3 emana il DRS n. 368. Il provvedimento prevede lassoggettamento delle caldaie Marchesi e Girola e

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dellessiccatore delle vinacce al regime del DM 05/02/98, gi automaticamente operante almeno dallagosto 1999, e prescrive, tra laltro, il convogliamento e labbattimento delle emissioni diffuse provenienti dallaccumulo allaperto delle decine di migliaia di tonnellate di vinacce. In breve, vinacce, buccette, fecce e

quantaltro dovevano essere stoccati in apposite strutture chiuse, adottando tutti gli accorgimenti tecnici per evitare la diffusione delle esalazioni maleodoranti.

06/04/2004 La conferenza di servizi, presenti i rappresentanti dellA.S.L. n. 6, dellA.R.P.A., della Provincia di Palermo, del Sindaco di Partinico ed di altri funzionari dello stesso Comune, dei Servizi 1 (Acque e rifiuti) e 3 dellA.R.T.A., si pronuncia allunanimit sulla normativa da adottare per la disciplina delle emissioni della Distilleria Bertolino, cio il D.M. 05/02/98, in perfetto accordo con il DRS n. 368 appena emanato ed illustrato nel corso della riunione. Pi volte il Dott. Marinese chiede un pronunciamento chiaro ed inequivocabile, ed ogni volta lo riceve in modo incontrovertibile, tanto da chiudere la conferenza

sottolineando allora siamo tutti daccordo. Il verbale redatto in stenografia da un funzionario portato dal Dott. Marinese. Nel corso del dibattito il Dott. Marinese manifesta un atteggiamento

particolarmente ostile nei confronti del Dott. Genchi e del Dott. Pellerito, soprattutto in relazione al DRS n. 368, di cui si dichiara essere alloscuro oltre che imbarazzato circa lutilit della indizione della conferenza. In realt, il Dott. Marinese non riesce a dissimulare il nervosismo per landazzo della riunione diverso dalle sue aspettative, per il resto finge di non ricordare di essere stato messo al corrente da 13 giorni che il DRS n. 368 sarebbe stato

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emanato prima della conferenza ed illustrato nella stessa. Al termine, la collaboratrice del Dott. Marinese, Dott.ssa Spatafora si lascia scappare un minaccioso ne riparleremo dal punto di vista amministrativo ! . Come si vedr in seguito, di questa conferenza di servizi la Direzione del Dipartimento fornir via via 3 diversi verbali e, a seguito di apposita richiesta del resoconto stenografico, risponder con un incomprensibile ed indecifrabile non mai pervenuto (!)

08/04/2005 La Distilleria Bertolino, a 48 ore dalla chiusura della conferenza di servizi, presenta ricorso al TAR avverso il

provvedimento di diffida del 18/03/04.

19/04/2004 Il Sostituto del Dirigente Generale, Dott.ssa Maria Adelaide Spatafora, invia la prima stesura del verbale della conferenza del 6 aprile, dalla quale si evince il carattere unanime delle conclusioni dei partecipanti.

20/04/2004 Il T.A.R. respinge la richiesta di sospensiva della Ditta Bertolino avverso la nota di diffida del 18/03/04. Lo stesso giorno, la Dott.ssa Spatafora, sulla base delle conclusioni definite in sede della Conferenza di Servizi del 6 aprile e sulla base del DRS n. 368, archivia, con DDG n. 429, il procedimento relativo al ricorso gerarchico proposto dalla Distilleria Bertolino.

23/04/2004 Si tiene presso lAssessorato una riunione, descritta dalla stampa come conferenza di servizi, di cui manca la nota di convocazione, non si conoscono il soggetto proponente ed i soggetti ufficialmente partecipanti, n qualsivoglia verbale che

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riporti il contenuto delle questioni trattate. Nessuno di questi atti, ammesso che siano stati mai redatti, sar mai fornito, nonostante esplicita richiesta. Quel che certo che alla riunione partecipano il Presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, lAssessore Mario Parlavecchio, la Dott.ssa M. A. Spatafora, il Direttore dellA.R.P.A. regionale, Ing. Sergio Marino, il direttore del Reparto Chimico del D.A.P. di Palermo, Dott. Luigi Librici, il Vice Commissario per lemergenza rifiuti, avv. Felice Crosta, ed un dirigente della stessa struttura commissariale, Dott. Antonio Patella. Questa riunione fantasma si riveler fondamentale nello sviluppo della vicenda. Lo stesso giorno infatti la Dott.ssa Spatafora invita lavv. Felice Crosta ad esprimersi sulla questione oggetto della Conferenza di Servizi del 6 aprile, facendo presente la necessit di dover chiudere il ricorso gerarchico. La richiesta appare talmente strumentale e fuori luogo che, nel sottoporgli il quesito, gli nasconde, persino, di avere archiviato il ricorso tre giorni prima, con il DDG n. 429 del 20/04/04.

26/04/2004 Lavv. Crosta, con nota n. 8347, esprime il proprio parere, ritenendo errata la classificazione delle vinacce esauste e del biogas come rifiuti e facendo esplicito riferimento ad una nota, a suo dire, del Dipartimento per i rapporti con il Parlamento. In realt, questultima non altro che un appunto anonimo, su carta intestata della Presidenza del Consiglio dei Ministri, diretto al Ministro dellAmbiente, Matteoli, e proveniente dalla segreteria del Ministro per i rapporti con il Parlamento Giovanardi. In tale appunto si raccomanda a Matteoli di intervenire sulla conferenza di servizi indetta dal Dott. Marinese per evitare che si producessero

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provvedimenti

amministrativi

penalizzanti

gli

interessi

della

Distilleria Bertolino. Giova ricordare il rapporto di parentela (cugini) tra il Ministro Giovanardi e il Presidente dellAssociazione Distillatori (AssoDistil).

28/04/2004 La Dott.ssa Spatafora invia la seconda stesura del verbale della conferenza del 6 aprile. Si afferma che venuta meno lunanimit delle conclusioni a cui si era pervenuti in conferenza, poich il parere del Vice Commissario F. Crosta, seppur in un momento successivo, in contrasto con lopinione unanime dei partecipanti. Inoltre, con la stessa nota si comunica che il carattere decisorio della conferenza non sussiste pi. Nel verbale vengono introdotte modifiche sostanziali, quali, ad esempio, le conclusioni unanimi della conferenza, che,

incredibilmente, si trasformano in un intervento conclusivo di 21 righe del Sindaco di Partinico. La Dott.ssa Spatafora, pertanto, riapre un verbale chiuso 22 giorni prima e ne cambia le conclusioni.

28/04/2004 La Dott.ssa Spatafora invita il Dott. Genchi, nella qualit di responsabile del Servizio 3, a riformulare - nel termine perentorio di tre giorni - il D.R.S. n. 368, sulla base del D.P.C.M. 8 marzo 2002, che contiene limiti e prescrizioni pi permissivi rispetto al DM 05/02/98. La Dott.ssa si spinge, addirittura, ad affermare che lapplicazione del D.P.C.M. richiesta dalla

Presidenza del Consiglio dei Ministri ed a promuovere lappunto anonimo prima ad avvertenza e poi ad indirizzo espressi dalla stessa Presidenza del Consiglio. A sostegno delle sue tesi la Dott.ssa cita le conclusioni a cui si sarebbe giunti nellambito della riunione del 23 aprile 2004, che, a suo dire, sarebbe stata

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convocata dallAssessore Parlavecchio alla presenza del Presidente della Regione, Commissario Salvatore Cuffaro. delegato per lemergenza rifiuti,

29/04/2004 Il Dott. Genchi, nel contestare le tesi della Dott.ssa Spatafora, argomenta una serie di motivazioni tra cui la non competenza della struttura commissariale a rilasciare pareri ed il fatto che lo scritto anonimo, in quanto tale, privo di alcun valore e tanto meno pu definirsi un atto dindirizzo ministeriale. Si dichiara, quindi, impossibilitato a modificare contra legem il DRS n. 368 pena la violazione delle norme in materia di inquinamento atmosferico e la mancata tutela dellambiente e delle popolazioni esposte, cio ad eseguire atti di favore nei confronti di un soggetto privato, tutti elementi concorrenti alla commissione di reati.

04/05/2004 La

Dott.ssa Spatafora avoca alla Direzione del

Dipartimento il procedimento autorizzatorio della Distilleria e dispone che il dirigente responsabile dellUnit Operativa di Base (U.O.B.), Dott. A. Pellerito, responsabile del procedimento,

predisponga uno schema di Decreto, a firma del Dirigente Generale.entro e non oltre i due giorni dal ricevimento della presente. Latto di avocazione totalmente illegittimo, in quanto manca del presupposto dell inerzia del Dirigente previsto dalla legge (art. 7, lettera g, l.r. 10/2000).

06/05/2004

Anche

il

Dott.

Pellerito

comunica

alla

Dott.ssa

Spatafora la propria impossibilit di dare seguito alla sua richiesta per gli stessi motivi gi comunicati dal Dott. Genchi.

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07/05/2004 La Dott.ssa Spatafora, con DDG n. 503, ammette al riesame il DRS n. 368, sospendendone lefficacia, e riassoggetta la Distilleria Bertolino ai limiti del D.A. n. 134/17 di dieci anni prima. Inoltre onera lARPA di effettuare quei controlli sulle emissioni che sono normalmente a carico delle ditte ! LIng. Lucia viene incaricato di procedere al riesame del DRS n. 368 (senza alcun termine perentorio). Come si vedr, lIng. Lucia finir il riesame dopo 6 mesi, in un tempo 60 volte maggiore a quello concesso al Dott. Genchi e 90 volte maggiore a quello concesso al Dott. Pellerito, concedendo alla ditta i limiti, ben pi permissivi, del DPCM 08/03/2002. E persino superfluo osservare che gli asseriti motivi durgenza paventati dalla Dott.ssa Spatafora sono inesistenti e soltanto strumentali allavocazione illegittima della pratica. Il comportamento e le decisioni prese dalla Dott.ssa Spatafora appaiono ancor pi gravi se si pensa che appena il 20/04/05 il TAR di Palermo aveva respinto la richiesta di sospensiva da parte della Distilleria Bertolino negando proprio la sussistenza di motivi durgenza !

28/05/2004 La Dott.ssa Spatafora invia la terza stesura del verbale della conferenza del 6 aprile. In questa versione le conclusioni della Conferenza non vengono pi attribuite alla persona del Sindaco di Partinico ma, esclusivamente, al Servizio 3. E successo, infatti, che il Comune di Partitico ha inviato una durissima nota di protesta con la quale sconfessa clamorosamente il secondo verbale, rilevando che lultima correzione da noi richiesta non stata inserita correttamente, stravolgendo completamente, nella parte finale del verbale, le precisazioni da noi richieste, inserendo affermazioni a carico del Sindaco Giordano che non solo lo stesso non ha fatto ma

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che vanno nel senso opposto a quanto abbiamo segnalato appunto nella citata nostra nota a correzione. Di fatto si dichiara che il secondo verbale contiene dei falsi.

14/06/2004 Il Capo di Gabinetto del Ministero dellAmbiente prof. Paolo Togni su richiesta dellAssodistil (ricordarsi la parentela tra il Ministro Giovanardi ed il presidente dellAssociazione, nonch lappunto anonimo) redige un parere sullinquadramento giuridico dei sottoprodotti della distillazione e relativi limiti di emissione in atmosfera, che invia solo allAssodistil e che perviene, il giorno dopo, al Dott. Marinese tramite la Distilleria Bertolino. La richiesta dintervento contenuta nellappunto anonimo del 26/04/05 si materializza nella persona del prof. Paolo Togni. Per sapere di tutto e di pi su questo personaggio basta digitare il suo nome nel motore di ricerca www.google.it

22/06/2004 Il Dott. Marinese, acquisito dalla Distilleria Bertolino questo parere che egli fa passare come redatto dal Ministero dellAmbiente, intima al Servizio 3 di conformarsi allatto di indirizzo del Ministero.

08/07/2004

LIng.

Vincenzo

Galioto,

responsabile

dellunit

operativa Opere depurative e fognarie dellAssessorato, a seguito di incarico conferito dal Dott. Marinese, relaziona, dopo un

sopralluogo presso la Distilleria, che il biogas utilizzato come combustibile proviene dalla digestione anaerobica di rifiuti di distillazione. Questa relazione, che viene ulteriormente a

sconfessare le tesi della Distilleria, del Dott. Marinese e del prof.

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Togni, non verr mai presa in alcuna considerazione dallo stesso Dott. Marinese. Sar come non fosse mai esistita !

26/07/2004 Il Servizio 3 contesta al Dott. Marinese che il parere una nota personale del Capo di Gabinetto, non un atto di indirizzo del Ministero, peraltro priva di qualsiasi valore amministrativo e natura vincolante in quanto notorio che il Capo di Gabinetto non figura istituzionalmente deputata e competente al rilascio di pareri, per di pi tecnici. Giustappunto, proprio nel caso specifico del Ministero dellAmbiente, il D.P.R. 6 marzo 2001 n. 245, nel regolamentare le competenze degli uffici di diretta collaborazione del Ministro, non contempla alcun compito di rilascio di pareri per il Capo di Gabinetto. Nel merito degli aspetti tecnici, poi, la nota del prof. Togni contiene errori di livello scolastico medio-inferiore, definendo procedimenti meccanici quelli che in realt sono

elementari processi fisici e chimico-fisici (estrazione con acqua e solubilizzazione di sostanze organiche ed inorganiche idrosolubili contenute nelle vinacce).

14/09/2004 Scende in campo anche il cons. Claudio Iafolla, capo dellUfficio Legislativo del Ministero dellAmbiente, il quale, in una nota di quattro righe inviata solo allAssessorato al Territorio e Ambiente, comunica, a seguito di un esame a suo dire giuridico e tecnico (!), di condividere la nota del prof. Togni. Resta del tutto oscura la competenza tecnica del cons. Iafolla su

problematiche chimiche. Non credibile, inoltre, che riguardo le iniziative del prof. Togni il capo dellUfficio Legislativo sconosca le norme (D.P.R. 6 marzo 2001 n. 245) che definiscono i compiti istituzionali degli Uffici dove entrambi operano.

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04/10/2004 Il Dott. Marinese, alla luce di detta nota, dispone a tutte le Province Regionali, alle Commissioni Provinciali per la Tutela dellAmbiente ed ai Servizi dellAssessorato di conformare i propri atti al parere in questione, dimenticando, ancora una volta, di non aver alcuna competenza in proposito e perseverando con palese ed indebita ingerenza a delegittimare loperato del Dott. Genchi e del Dott. Pellerito.

15/10/2004

Il

Servizio

ribadisce

che

il

proprio

operato,

strettamente in linea con la norme di legge, non pu essere condizionato dalle opinioni e considerazioni personali del prof. Togni e del cons. Iafolla e che in mancanza di apposita modifica legislativa, continuer ad applicare fedelmente la normativa vigente in materia di autorizzazione alle emissioni in atmosfera. La nota

rappresenta un atto di forte denuncia della rete di collegamenti venutasi a creare con il fine, ormai malcelato, di surrogare la normativa del settore con un unico pseudo quaDotto interpretativo di tutto favore nei confronti della Distilleria Bertolino.

20/10/2004, Il Dott. Marinese con la nota n. 67890, minutata dalla Dott.ssa Spatafora e dallIng. Talluto, risponde alla mozione n. 290 del 24 maggio 2004 - a lui inviata per le valutazioni e le osservazioni del caso con la quale lAssemblea Regionale impegna il governo ad assumere tutte le iniziative e gli strumenti idonei ad assicurare alle popolazioni del partinicese la liberazione di ogni tipo di inquinamento ed il diritto alla salute e ad un ambiente sano, . In essa esterna una lunga sequenza di affermazioni false, ingannevoli e fuorvianti in almeno 30 dei 41 (!) punti in cui articola la risposta. Loperato del trio Marinese, Spatafora e Talluto nei

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confronti della massima istituzione dellamministrazione regionale, al fine di coprire proprie ed altrui responsabilit nella vicenda Bertolino, non solo risulta gi di per s particolarmente grave, ma uno spaccato esemplare del livello di tracotante fiducia dimpunit su cui ritengono poter contare, indisturbati, certi personaggi allinterno della pubblica amministrazione regionale. (sulla vicenda si rimanda interamente alla relazione redatta dal Dott. Genchi ed inviata ai Deputati dellARS presentatori della mozione, alla Commissione di Garanzia per la trasparenza, limparzialit delle pubbliche amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali ed alla Commissione di disciplina per il personale

dellamministrazione regionale).

29/10/2004 Il Dott. Marinese, con nota n. 840, ribadisce la disposizione del 04/10/2004 ed ordina limmediata esecuzione della suddetta direttiva generale di settore. Proseguendo nei toni intimidatori, oltre che diffamatori, afferma di non ritenere pi ammissibili interpretazioni personali di normecon le quali si disconoscono i pareri del Ministero dellAmbiente e le note del Commissario per lemergenza rifiuti. I termini da caserma usati, le intimazioni perentorie e le reazioni scomposte denotano sempre pi la deriva del Dott. Marinese dal rispetto di ogni parvenza di regole di correttezza, trasparenza ed imparzialit. A questo punto sembra quasi scontato aspettarsi di tutto.

04/11/2004 Il Dott. Marinese emana il DDG n. 1140, predisposto dopo 6 mesi dallIng. Sergio Lucia (dirigente dellunita operativa Affari del personale), con il quale revoca il DRS n. 368 e prescrive limiti alle emissioni in atmosfera di gran lunga pi permissivi

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secondo il D.P.C.M. 08/03/2002 (per un confronto vedasi Tab. 13). Il lungo lasso di tempo impiegato dallIng. Lucia per la redazione del provvedimento testimonia la pretestuosit e la falsit dei motivi durgenza invocati dalla Dott.ssa Spatafora, nella veste di sostituto del Dott. Marinese, al momento dellavocazione della pratica. Il provvedimento in palese contraddizione, sia sotto gli aspetti tecniche che normativi, con il rapporto istruttorio redatto, su esplicita richiesta dellIng. Lucia, dal Dott. Pellerito, con la relazione dellIng. Galioto, dirigente del Servizio 1 Acque e Rifiuti, redatta su incarico del Dott. Marinese e, paradossalmente, persino con la documentazione fornita, nel tempo, dalla stessa Distilleria Bertolino. In merito ai processi tecnici ed alle elementari nozioni scientifiche, ignorati o travisati dallIng. Lucia per applicare la normativa pi permissiva, lOrdine Interprovinciale dei Chimici parler di analfabetismo di ritorno.

ESSICCATORE (ciminiera)

D.A. 134/1995

DRS 368 (GENCHI)

DDG 1140 (LUCIA & MARINESE)

POLVERI SOSTANZE ORGANICHE VOLATILI OSSIDO DI CARBONIO OSSIDI DI AZOTO OSSIDI DI ZOLFO ACIDO CLORIDOTTICO ACIDO FLUORIDOTTICO

50 600 nessun limite 650 2000 nessun limite nessun limite

10 10 50 200 50 10 1

50 600 nessun limite 650 2000 nessun limite nessun limite

Tab. 1 Confronto dei limiti alle emissioni di alcuni inquinanti


tra i tre decreti di autorizzazione per lessiccatore

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CALDAIA GIROLA

D.A. 134/1995

DRS 368 (GENCHI )

DDG 1140 (LUCIA & MARINESE)

POLVERI SOSTANZE ORGANICHE VOLATILI OSSIDO DI CARBONIO OSSIDI DI AZOTO OSSIDI DI ZOLFO ACIDO CLORIDOTTICO ACIDO FLUORIDOTTICO

50 600

10 10

30 30

nessun limite 650 2000 nessun limite nessun limite

50 200 50 10 1

250 400 200 nessun limite nessun limite

Tab. 1 Confronto dei limiti alle emissioni di alcuni inquinanti


tra i tre decreti di autorizzazione per la caldaia Girola

Sullillegittima avocazione e su varie ipotesi di reato a carico del Dirigente Generale ed altri soggetti, connesse al procedimento sullautorizzazione Bertolino, alle emissioni in atmosfera alla Distilleria

i Dirigenti del Servizio 3, Dott. Gioacchino Genchi e

Dott. Alessandro Pellerito, hanno presentato esposti e denunce sia alla Commissione di Garanzia per la trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali sia allA.G.

09/11/2004 Il Dott. Genchi ed il Dott. Pellerito vengono informati che da tre mesi risulta aperto a loro carico un procedimento disciplinare. Alcuni mesi dopo, casualmente, si scopre che nello stesso mese di agosto, il Dott. Marinese aveva attivato un procedimento parallelo riservato presso la Giunta di Governo per il

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tramite dellAssessore Cascio, richiedendo la revoca dei contratti dei due Dirigenti. Le accuse sono: dichiarazioni lesive della pubblica amministrazione, per aver evidenziato la stesura, da parte della Direzione del Dipartimento, di tre versioni via via differenti del verbale della conferenza dei servizi indetta dal Dott. Marinese il 06/04/04, contenenti

sostanziali rimaneggiamenti; violazione delle direttive del Dirigente Generale, per essersi rifiutati di applicare la normativa pi permissiva da lui ordinata nei confronti della Distilleria Bertolino, che li avrebbe indotto a non rispettare la legge ed a disconoscere elementari nozioni scientifiche. non aver informato il Dirigente Generale della prossima

emanazione del DRS 368, circostanza questa totalmente falsa, avendogliene data comunicazione scritta ben 13 giorni prima della conferenza dei servizi del 06/04/04. Negli stessi giorni il Dott. Marinese, con crescente livore, invia a molteplici indirizzi (tra cui le Procure della Repubblica di Palermo e Marsala, il Ministero dellAmbiente, Enti periferici) note contenenti affermazioni gravemente denigratorie e diffamatorie dellattivit lavorativa dei Dott. Genchi e Pellerito tendenti a sconfessarne loperato, nonch altamente lesive della loro professionalit di Chimici. La richiesta di rettifica avanzata dai due dirigenti non avr alcun riscontro.

10/11/2004 Il Dott. Genchi presenta un dettagliato esposto alla Commissione di Garanzia per la trasparenza, limparzialit delle pubbliche amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali

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denunciando gli abusi perpetrati dal Dott. Marinese con il supporto dei suoi collaboratori, nonch i provvedimenti ritorsivi e punitivi scatenati dallo stesso, chiedendo di essere sentito con urgenza.

13/12/2004 Il Dott. Genchi ed il Dott. Pellerito contestano puntualmente le accuse del Dott. Marinese, evidenziando a suo carico circostanziati elementi di falsit ideologica e materiale, di abuso, di diffamazione e di calunnia.

13/12/2004 La Commissione di Garanzia convoca in audizione il Dott. Genchi, il Dott. Pellerito, che nel frattempo ne aveva fatto richiesta, ed il Dott. Marinese. Laudizione di questultimo ha toni burrascosi, poich diversi componenti della Commissione gli

muovono pesanti contestazioni di legittimit, ma non solo, del suo operato. La reazione del Dott. Marinese particolarmente

scomposta e tracotante: straparla di gerarchia e di dirigenti subalterni cui spetta lobbligo di eseguire gli ordini impartiti dai superiori (alias i Dirigenti Generali), lamenta mancanza di

disciplina, si scaglia persino contro chi della Commissione lo incalza con le domande. Di l a qualche giorno, in un delirio di

(pre)potenza, arriva a chiedere addirittura la ricusazione di uno dei rappresentanti dellARS nella Commissione.

24/12/2004 Il Dott. Marinese non prende neppure in considerazione gli scritti difensivi (in realt, accusatori) dei Dott. Genchi e Pellerito e li deferisce alla Commissione regionale di disciplina.

09/03/2005 Si tiene la prima riunione della Commissione di disciplina, che viene subito bloccata poich tra i componenti, quale

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rappresentante di recentissima nomina dellAssessorato Territorio, figura lIng. Talluto, ovverosia colui che ha strettamente collaborato con il Dott. Marinese in tutti gli atti posti in essere dallo stesso nella vicenda della Distilleria Bertolino. La designazione dellIng. Talluto un ulteriore dimostrazione dellarroganza e del tentativo di ingerenza finanche allinterno della Commissione da parte del Dott. Marinese. La Commissione costretta a riconoscere

lincompatibilit dellIng. Talluto, ma da quel momento in poi non si riunir mai pi riguardo questo procedimento.

23/03/2005 La Procura della Repubblica di Palermo procede al sequestro di gran parte della distilleria, per il mancato rispetto della normativa in materia di recupero di rifiuti e di emissioni in atmosfera; qualche giorno prima anche la Provincia Regionale di Palermo prende provvedimenti nei confronti della ditta, vietando il proseguimento dellattivit di recupero rifiuti. Questi provvedimenti non fanno che confermare quanto sempre affermato dal Servizio 3 in ordine alla normativa cui assoggettare la combustione di vinacce e biogas, nonch le emissioni diffuse.

26/04/2005 Il Servizio 3, con DRS n. 325, anche a seguito di esposti che denunciavano vizi e falsit contenuti nel DDG n. 1140 del Dott. Marinese, provvede, nella qualit di unico Organo competente in merito, alla sua revoca, sia per i motivi denunciati, sia per lillegittimit in s dellatto, e confermando i contenuti del DRS n. 368. Il Dott. Marinese interviene immediatamente sulla revoca del proprio provvedimento, contestando al Dott. Genchi la non ristabilisce la legalit

competenza a poter modificare un decreto del dirigente generale.

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Nonostante il Servizio fornisca, richiamando la normativa vigente in materia di procedure amministrative, gli ovvi chiarimenti, il Dott. Marinese richiede un parere allUfficio Legislativo e Legale, nel quale omette, accuratamente, di indicare il caso dellavocazione illegittima della pratica, cio il caso specifico in cui proprio egli stesso, non essendo riuscito ad imporre al Servizio le sue volont, si era appropriato della pratica senza la sussistenza dei motivi di inerzia previsti dalla legge (art. 7, lettera g, L.R. 10/2000).

09/05/2005

In

sintonia

temporale

con

loperato

del

Dott.

Marinese la titolare della Distilleria Bertolino presenta al TAR Lazio motivi aggiunti ad un proprio precedente ricorso, rilevando, tra laltro, che il Dirigente del Servizio 3 non aveva il potere di revocare il Decreto del Dirigente Generale. Il Servizio non viene investito dellincarico di redigere le necessarie e previste

controdeduzioni per lAvvocatura dello Stato e, pertanto, non pu evidenziare al TAR la natura illegittima dellavocazione del

fascicolo. Il TAR Lazio, con Ordinanza, accoglie la domanda di sospensiva della Distilleria Bertolino del DRS n. 325. Di fatto viene ad essere ripristinato un Decreto, il DDG n. 1140 del Dott. Marinese, illegittimo nei presupposti oltre che viziato da falsit nei contenuti.

19/05/2005 lUfficio Legislativo e Legale fornisce un parere dal contenuto sconcertante, dove le regole cardine dei procedimenti amministrativi, responsabile lautonomia del e limparzialit e del delle figure del del

procedimento

responsabile

provvedimento finale non vengono neppure menzionate, e, al contempo, ripropone una concezione arcaica e superata della

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Pubblica

Amministrazione,

fondata

su

subordinazioni

sovraodinazioni gerarchiche, che nulla hanno pi a che vedere con le norme vigenti sopra citate. Il tutto viene ad avvalorare e giustificare i comportamenti e le azioni del Dott. Marinese nel caso Bertolino.

Alla fine di Giugno 2005 si insedia in Assessorato il nuovo Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, Avv. Giovanni Lo Bue, il quale ben presto riceve le visite della titolare della Distilleria Bertolino, cos come, subito dopo lemanazione del DRS 673 del 10/08/05, la stessa titolare veniva ricevuta dallAssessore al Territorio e Ambiente.

10/08/2005 il Servizio 3 contesta le tesi del parere, rilevando incongruenze, assenza di riferimenti alle norme vigenti sulla trasparenza e sulla conduzione dei procedimenti amministrativi e contrasti con le stesse. Lo stesso giorno, a seguito di consultazione con lAvvocatura dello Stato sulle possibili procedure da adottare riguardo lOrdinanza del TAR Lazio, il Servizio emana il DRS n. 673, con il quale si revocano e ritirano tutti i precedenti provvedimenti di autorizzazione alle emissioni in atmosfera della Distilleria Bertolino, tranne quello originario del 1995. Viene mantenuto il dispositivo tecnico non interessato dallOrdinanza e vengono riformulate le premesse alla luce delle motivazioni che avevano determinato la stessa

Ordinanza. Si precisano, pertanto, le cause dillegittimit e di nullit del DDG n. 1140, la competenza del Servizio e non del Dirigente Generale allemanazione delle autorizzazioni ex D.P.R. 203/88 e lapplicazione delle norme in materia di procedimenti

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amministrativi,

per

cui

annullabile

il

provvedimento

amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza e pu essere annullato

dufficiodallorgano che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge . E fin troppo scontato che non essendo il Dirigente Generale lOrgano competente ad emanare il

provvedimento originario (cio il DDG n. 1140), lo stesso non poteva neppure essere lOrgano competente a ritirarlo. Molto semplicemente, il DDG era di fatto nullo e come tale doveva essere dichiarato dallOrgano preposto, cio dal Servizio 3. 01/09/2005 la Distilleria Bertolino presenta un ricorso gerarchico avverso al DRS n. 673 indirizzato al Presidente della Regione, allAssessore al Territorio e Ambiente ed al Dirigente Generale del Territorio e Ambiente, nonostante che il provvedimento sia stato riformulato alla luce dellOrdinanza del TAR Lazio. Non si

comprende il motivo per cui il ricorso, se gerarchico, rechi come primi destinatari il Presidente della Regione e lAssessore al Territorio e Ambiente. Resta in ogni caso il fatto essenziale che provvedimenti come quelli in questione - autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, allo scarico iDottico di un depuratore, di VIA, ecc. sono senza ombra di dubbio provvedimenti finali, la cui emanazione delegata in toto alle competenze dei dirigenti dei Servizi, e, come tali, non sono

assoggettabili ad impugnativa di tipo gerarchico, bens a ricorso straordinario al Presidente della Regione o al TAR.

06/09/2005 lAvv. Lo Bue (oltre 20 anni di esperienza allUfficio Legislativo e Legale), invece di dichiarare irricevibile il ricorso, chiede, quasi fosse alle prime armi e digiuno della materia, un

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parere al suo ex Ufficio Legislativo e Legale. Analogamente al suo predecessore, Dott. Marinese, omette di precisare, anche lui, i presupposti ed i contenuti dillegittimit del DDG n. 1140

(avocazione illegittima del procedimento), la competenza esclusiva del Servizio 3 nellemanazione dei provvedimenti finali ex D.P.R. 203/88 allinterno dellAssessorato Territorio e Ambiente,

limitandosi ad allegare alla richiesta le osservazioni del Servizio 3 del 10/8/05 sul precedente parere del 19/05/05. Tuttavia, la trasmissione delle suddette osservazioni, fa s che lUfficio

Legislativo e Legale venga messo formalmente a conoscenza dellavocazione illegittima e della conseguente illegittimit del DDG 1140.

08/09/2005 lAvv. Lo Bue d lincarico al Servizio 3 di formulare le controdeduzioni al ricorso. Non si danno disposizioni di trattazione urgente n si assegna un termine di tempo per la risposta. La nota suddetta equivale, a tutti gli effetti, ad intestazione per il Servizio della responsabilit del procedimento amministrativo ricorso

gerarchico da sottoporre alla valutazione del responsabile del provvedimento finale, cio dello stesso Avv. Lo Bue.

09/09/2005

alle

ore

9.07

perviene,

via

fax,

allAssessorato

Territorio e Ambiente il parere dellUfficio Legislativo e Legale redatto in tempo record dallAvv. Paolo Chiapparone in Nel e

controfirmato dellAvvocato

dallAvv. Generale

Giovanni Francesco

Carapezza Castaldi.

sostituzione ribadire il

contenuto del precedente parere e, quindi, senza riferirsi ai casi di avocazione illegittima della pratica da parte del Dirigente Generale, i due estensori si spingono, incredibilmente, persino a considerare

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non definitivi i Decreti autorizzativi ex D.P.R. 203/88 emanati dal Responsabile del Servizio, giustificando, cos, la possibilit del ricorso gerarchico avverso gli stessi e lintervento del Dirigente Generale. I due estensori, inoltre, pur essendo questa volta venuti a conoscenza dei fatti specifici, ne omettono completamente i risvolti, esitando il parere come se si trattasse di una tipica avocazione per inerzia e non per una palesemente illegittima. Ancora una volta il parere non congruente con lo stato dei fatti cui si doveva riferire ed ignora del tutto, oltre che non vi fa alcun riferimento, i principi cardine della normativa in materia di conduzione dei procedimenti amministrativi (responsabile del

procedimento e responsabile del provvedimento finale, autonomia, imparzialit, ecc.; l. 241/90, l.r. 10/91 e l. 15/05). Immediatamente dopo larrivo del parere, con eccezionale velocit, lAvv. Lo Bue, nel giro di qualche ora, redige, emana e notifica alla Distilleria Bertolino il DDG n. 720, con cui ne accoglie il ricorso gerarchico ed annulla il DRS n. 673. Collabora al tutto lIng. Talluto della Direzione (ex collaboratore del Dott. Marinese in tutta la vicenda Bertolino, mai occupatosi di materia inerente le emissioni in atmosfera, estensore, tra laltro, della risposta, contenente falsit e travisamenti, alla mozione n, 290 approvata dallARS il 26/5/04). A cose fatte, LAvv. Lo Bue notifica alle ore 13.30 il DDG anche al Dott. Genchi. comunicando omissis anche di averlo gi notificato alla Distilleria Bertolino. Con questo provvedimento viene nuovamente reso operativo il DDG. n. 1140, viziato, come pi volte ricordato, da illegittimit nei presupposti e nei contenuti, oltre che da falsit. Ancora una volta appaiono manifesti quelli che la Procura della Repubblica di Palermo definisce gli appoggi di cui la stessa (Distilleria) poteva fruire allinterno dellamministrazione

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regionale, tanto che la Presidente era addirittura presente nel momento in cui il Dirigente Generale aveva chiesto spiegazioni al funzionario incaricato sullo stato della procedura ed aveva

anticipato che avrebbe sospeso la diffida emanata dalla medesima Amministrazione. Lo stesso, come si vedr in seguito, aveva poi revocato lassegnazione del procedimento al medesimo funzionario ed aveva immediatamente sottoposto a revisione il decreto autorizzativo appena emanato. (Decreto di sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. emesso dalla sezione GIP del Tribunale di Palermo il 18/3/05, pag. 9). Come emerge dagli avvenimenti succedutisi, la fitta rete di connivenze non solo si riproposta, ma si ulteriormente connotata in ramificazioni pi estese, a pi alti livelli e dai risvolti ancora pi preoccupanti. LAvv. Lo Bue ha emanato il provvedimento di accoglimento del ricorso gerarchico (giustificato come procedura valida dai due Avvocati dellUfficio Legislativo e Legale) con tanta fretta da non potere neppure aspettare che il procedimento risultasse

formalmente concluso con lacquisizione delle controdeduzioni da lui espressamente richieste al Servizio 3. LAvv. Lo Bue ha ritenuto, pertanto, di fare a meno dellacquisizione della proposta del responsabile del procedimento, di cui avrebbe dovuto

necessariamente tenere conto o motivarne il dissenso (art. 4 l. 15/2005) Lorgano competente per ladozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non pu discostarsi dalle risultanze dellistruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel

provvedimento finale.

33

LAvv.

Lo

Bue,

nelle

premesse

del

DDG

n.

720,

omette,

ovviamente, di richiamare la propria nota con cui chiedeva al Servizio 3 di formulare le controdeduzioni al ricorso gerarchico. Sarebbe grave se il suddetto DDG risultasse tra la documentazione prodotta dalla Distilleria alludienza del Tribunale del riesame avvenuta nella stessa mattinata del 9/9/05, poich sarebbe fin

troppo scoperto il motivo e lo scopo dellanomala fretta di emanare il DDG n. 720, potendosi inoltre configurare il rischio che i giudici possano adottare inconsapevolmente decisioni falsate da atti e comportamenti penalmente perseguibili.

13/09/2005 il Servizio 3 contesta allAvv. Lo Bue la validit e la legittimit del DDG n. 720, rilevando i motivi di irricevibilit del ricorso e quindi limpossibilit per lui stesso di pronunciarsi su di esso. Vengono, inoltre, evidenziate, punto per punto, le

incongruenze e le contraddizioni logiche contenute nei pareri espressi dallUfficio Legislativo e Legale e recepiti acriticamente dallAvv. Lo Bue, il quale invitato a ritirare in autotutela, per manifesta nullit, il proprio provvedimento. Nonostante ripetute richieste da parte del Servizio 3 di conoscere il responsabile del suddetto procedimento, ad oggi lAvv. Lo Bue non ha dato alcun riscontro. Lo stesso giorno lAvv. Lo Bue invia al Servizio 3 una richiesta di informazioni da parte della Procura della Repubblica di Palermo riguardo alle determinazioni assunte dallAssessorato in ordine allistanza di autorizzazione ex DPR 203/88, artt, 12 e 13, per i digestori anaerobici, presentata allo stesso Avvocato dalla

Distilleria Bertolino in data 12/09/05. Risulta che la titolare della

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Distilleria abbia espressamente richiesto, di presenza, allAvv. Lo Bue che dellargomento non venisse investito il Servizio 3.

16/09/2005 (venerd pomeriggio) il Servizio invia apposita relazione, per conoscenza anche alla Procura, e predispone la nota di riscontro alla Distilleria a firma dellAvv. Lo Bue. In questa nota lAvv. Lo Bue, di fatto, riconosce che la normativa vigente da applicare alla Distilleria in materia di emissioni in atmosfera quella prevista dal DRS n. 368 del 05/04/04 e dal DRS n. 673 del 10/08/05, rispettivamente vanificati dai provvedimenti del

Dirigente Generale pro tempore, Dott. Marinese, e da lui stesso.

19/09/2005 (luned mattina) lAvv. Lo Bue invia al Servizio 3 la nota di risposta della Distilleria Bertolino di pari data, chiedendo un riesame dellistanza. Lo stesso giorno 19/09/05 il Servizio 3, sulla base di quanto gi concordato e consegnato per le vie brevi, invia allAvv. Lo Bue la documentazione comprovante le tesi sostenute in merito alle illegittimit e nullit degli atti della Direzione del Dipartimento e, da ultimo, dello stesso Avvocato (DDG n. 720 del 09/09/05). Nella nota, nel caso in cui la Direzione avesse ritenuto necessari altri chiarimenti, si propongono una serie di quesiti, dettagliati ed inequivocabili, da sottoporre allUfficio Legislativo e Legale. Ancora il 19/09/05, lAvv. Lo Bue, con i DDG n. 745 e n. 756 di pari data, prima ancora di avere completato i passaggi amministrativi e sindacali previsti dalla l.r. 10/2000 e dal Contratto collettivo di lavoro della dirigenza regionale, revoca tutti i contratti dei dirigenti del Dipartimento. Questo provvedimento blocca di fatto tutta lattivit amministrativa del Dipartimento e configura una

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interruzione di pubblico servizio. Nello specifico del Servizio 3, lAvv. Lo Bue impedisce da questo momento ogni intervento del

Dott. Genchi e del Dott. Pellerito nella vicenda della Distilleria. Pu anche darsi che la nota predisposta dai due Dirigenti e firmata dallAvv. Lo Bue senza la piena cognizione dei suoi effetti (non dissequestro dei digestori anaerobici) abbia segnato un punto di non ritorno per lui stesso, tanto da costringerlo o da essere costretto allintervento radicale di revoca dei contratti. Ogni altra ipotesi, stante lormai prossima naturale scadenza dei contratti ai primi di novembre, appare fin troppo di scarso peso.

20/09/2005

lAvv.

Lo

Bue

revoca

la

delega

alla

firma

dei

provvedimenti finali dei dirigenti, intestati ai responsabili delle Aree e dei Servizi del Dipartimento. Anche questa disposizione un ulteriore conferma della paralisi amministrativa del Dipartimento e dellinterruzione del pubblico servizio. Per quanto concerne lattivit in corso del Servizio 3, nel rilevare la singolare e tempestiva coincidenza degli atti predisposti dallAvv. Lo Bue e dalla Distilleria Bertolino nella settimana dal 13/09 al 19/09, si evidenzia, come elemento di estrema gravit, che con il provvedimento di revoca degli incarichi si sono di fatto interrotte le istruttorie relative ai ricorsi presentati dalla Distilleria ai TAR del Lazio e della Sicilia, alla risposta alla nota della Distilleria del 19/09/05 e, in prospettiva, si sono poste le basi per la rimozione dei Dirigenti che da due anni si sono prodigati con fermezza a fare rispettare alla Distilleria le norme di tutela ambientale vigenti ed i principi di trasparenza e legalit allinterno dellAssessorato. Solo per essersi attenuti ai propri doveri di ufficio il Dott. Genchi ed il Dott. Pellerito hanno dovuto contrastare numerosi tentativi di

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condizionamento e di delegittimazione della loro attivit lavorativa, culminati con il deferimento alla Commissione regionale di

disciplina ad opera del Dott. Marinese e con la richiesta di revoca dellincarico alla Giunta Regionale sempre ad opera dello stesso Dott. Marinese con la collaborazione dellAssessore Cascio.

04/10/2005 Puntualmente, come era prevedibile, lAvv. Lo Bue, assumendosi lonere e la responsabilit di condurre in porto la manovra ritorsiva e punitiva avviata, ma non riuscita, dal Dott. Marinese, rimuove il Dott. Genchi da responsabile del Servizio 3 e lo destina al Servizio Qualit dei corpi idrici, cio ad un ufficio che, nella sua attuale configurazione, altro non che una Unit Operativa mascherata da Servizio. In tutto questo il Dott. Genchi non ha neppure presentato domanda per la copertura di tale incarico. In sostituzione del Dott. Genchi, Chimico, lAvv. Lo Bue nomina il Dott. Aldo Guadagnino, Geologo, mai occupatosi

ovviamente di problemi di inquinamento atmosferico e, quindi, del tutto ignaro della materia, il quale, per di pi, non ha fatto domanda per ricoprire lincarico presso il Servizio 3.

Lo stesso 4 ottobre il Capo di Gabinetto dellAssessore Cascio trasmette allAvv. Lo Bue una nota a firma del Presidente della Regione con accluso il Decreto di citazione a giudizio riguardante la titolare della Distilleria Bertolino e la figlia in cui la Regione Siciliana risulta parte offesa. La nota viene assegnata dalla Direzione ai Servizi Inquinamento atmosferico e Qualit dei corpi idrici. Per effetto dei provvedimenti illegittimi ed arbitrari del Dott. Marinese e dellAvv. Lo Bue si vengono a determinare una serie di situazioni paradossali:

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a) Quelli che risultano essere i reati contestati ai titolari della Distilleria sono, invece, oro colato per il D.D.G. n. 1140 del Dott. Marinese; b) Il D.D.G. n. 720 dellAvv. Lo Bue, illegittimo e nullo, ha

riesumato il D.D.G. n. 1140, anchesso illegittimo; c) La Regione Siciliana si trova parte offesa in un procedimento penale in cui gli imputati sono, ad oggi, formalmente legittimati e coperti da un provvedimento della stessa Amministrazione (D.D.G. n. 1140); d) Alludienza dibattimentale del 18 novembre p.v. rischiano di presentarsi, in rappresentanza dellAssessorato: per linquinamento atmosferico il Dott. Guadagnino, del tutto ignaro della materia e della problematica specifica del caso in questione; per

linquinamento idrico il Dott. Genchi, che da oltre 3 anni non si occupa pi di inquinamento delle acque e specificatamente del caso in questione; per gli aspetti di legge e del contenzioso lIng. Lucia, nominato a dirigere lArea 1 del Personale e del Contenzioso al posto dellunico avvocato del Dipartimento; e) LIng. Lucia colui che ha predisposto il D.D.G. n. 1140, il cui contenuto costituisce il capo dimputazione, e, quindi, parte in causa nelle illegittimit del Dott. Marinese.

10/10/05 lUfficio Legislativo e Legale, rivedendo radicalmente le precedenti valutazioni, riscopre (parere n. 13491/258.11.05 del 07/10/05) che sussistono le ragioni affermate dal Servizio 3 in merito alla definitivit del provvedimento di autorizzazione alle emissioni in atmosfera emanato dal Dirigente del Servizio su delega di legge. Il parere conclude che per questo tipo di atti da escludere la possibilit di unimpugnativa in via gerarchica. Ci sono

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voluti circa 35 giorni e due pareri per arrivare a chiarire ci che avrebbe dovuto essere chiaro, in quanto ad ovviet, fin dallinizio. Alla luce dei tempi impiegati dallUfficio Legislativo e Legale per il rilascio di questo parere (21 giorni) e della modalit ordinaria di trasmissione (via posta), c ancor pi da chiedersi a cosa fosse dovuta la singolare celerit della redazione del precedente (2 giorni) e della trasmissione (via fax) e da chi eventualmente fosse stata sollecitata e per quale motivo. AllAvv. Lo Bue non resta, quindi, che il ritiro immediato del proprio D.D.G. n. 720 poich palesemente nullo oltre che illegittimo.

19/10/05 Sono trascorsi 9 giorni dallarrivo in Assessorato del parere dellUfficio Legislativo e Legale, ma lAvv. Lo Bue non ha ancora ritirato lillegittimo D.D.G. n. 720. Il fatto che lAvv. Lo Bue sembra avere perduto quella eccezionale rapidit e solerzia che lo port a redigere, emanare e notificare il suddetto

provvedimento nel volgere di qualche ora. Adesso, nonostante il parere chiarificatore dellUfficio Legislativo e Legale, egli riflette e medita, con il risultato che mantiene in vita 2 provvedimenti illegittimi, ancorch nulli, ovverosia il D.D.G. n.1140 del Dott. Marinese ed il suo D.D.G. n. 720, il tutto a vantaggio e beneficio della Distilleria Bertolino.

Impianti di termodistruzione
Estate 2004 Tra luglio ed agosto 2004 si tengono numerose conferenze di servizi presso la Struttura del Commissario per lemergenza rifiuti, aventi per oggetto listruttoria finalizzata al

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rilascio delle autorizzazioni, ex artt. 27 e 28 del D. Lgs. 22/97, per gli impianti integrati di smaltimento di rifiuti previsti dal piano regionale, tra i quali quattro grandi inceneritori previsti nei territori di Bellolampo, Patern, Augusta e Casteltermini/Campofranco. Il Servizio 3 investito della competenza del rilascio

dellautorizzazione alla costruzione degli impianti, prevista dallart. 6 del D.P.R. 203/88. Detta autorizzazione viene, eventualmente, rilasciata soltanto dopo aver acquisito i pareri obbligatori, sebbene non vincolanti, di competenza delle Commissioni Provinciali di Tutela dellAmbientale (C.P.T.A.) e dei Sindaci dei Comuni nel cui territorio deve sorgere limpianto.

Novembre 2004 - Gennaio 2005 Il Commissario delegato per lemergenza rifiuti rilascia le autorizzazioni, ex artt. 27 e 28 del D. Lgs. 22/97, a tutti gli impianti integrati di smaltimento di rifiuti previsti dal relativo vincola ex DPR piano regionale. degli 203/88; In dette ordinanze il

commissario

lavvio DPR 203

impianti come

allottenimento detto, invece,

dellautorizzazione lautorizzazione ex

preventiva

alla

costruzione

dellimpianto. Inoltre nelle ordinanze vengono citati i pareri delle CC.PP.T.A., nonostante gli stessi siano atti endoprocedimentali finalizzati esclusivamente allautorizzazione alle emissioni in

atmosfera. Il Servizio fa rilevare queste anomalie alla struttura commissariale, richiamando anche la prassi correttamente seguita fino ad allora dalla struttura stessa. Si apre cos un fitto scambio di note, in alcune delle quali si arriva a insinuare uninerzia da parte del Servizio 3, nonostante lo stesso sottolinei pi volte il fatto che liter istruttorio non sia ancora concluso per la mancata

trasmissione dei pareri obbligatori.

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13 Dicembre 2004 Su incarico della Procura della Repubblica di Palermo, la Sezione di P.G. della Guardia di Finanza acquisisce in Assessorato numerosa documentazione, tra cui gli atti inerenti linceneritore previsto a Bellolampo ed il parere rilasciato dalla Commissione Provinciale per la Tutela dellAmbiente di Agrigento sullinceneritore previsto nel territorio dei Comuni di Casteltermini (AG) e Campofranco (CL).

28/01/2005 il Servizio 3, con riferimento alle autorizzazioni rilasciate dal commissario delegato per lemergenza rifiuti per gli impianti integrati di smaltimento di rifiuti, tra laltro, rappresenta alla relativa struttura che: 1) i pareri delle Commissioni Provinciali di Tutela dellAmbiente, (C.C.P.P.T.A.) costituiscono atti endoprocedimentali finalizzati alla stesura di un provvedimento di competenza

dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente, 2) in alcuni casi il Servizio ha invitato la C.P.T.A. a chiedere integrazioni alla ditta, pertanto i pareri gi espressi, e citati nelle ordinanze, sono di fatto incompleti; 3) lart. 6 del DPR 203/88 autorizza la costruzione dellimpianto, mentre nelle ordinanze si subordina soltanto lavvio ex DPR

dellimpianto 203/88,

allottenimento

dellautorizzazione

4) in alcuni casi, a causa di successive richieste di integrazioni, le prescrizioni contenute nelle ordinanze, o addirittura gli

intestatati dellautorizzazione, non coinciderebbero con quelle del provvedimento eventualmente rilasciato dal Servizio 3.

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09/03/2005 il Vice commissario delegato per lemergenza rifiuti rappresenta, tra laltro: 1) di aver concesso, diversamente a quanto fatto finora, sia lautorizzazione ex art. 27 che quella ex art. 28 al fine di

rendere chiaro agli istanti il quadro normativo complessivo al quale subordinata sia la realizzazione che la gestione di un impianto di smaltimento e recupero, 2) di ritenere la disposizione dellart. 27 del D.lgs. 22/1997 norma speciale 203/88, 3) che il Servizio 3 continua a non esprimersi in merito agli impianti integrati di smaltimento di rifiuti. rispetto alle antecedenti disposizioni del D.P.R.

20/05/2005 Il Servizio 3 rappresenta che le note della struttura non chiariscono affatto le perplessit sollevate e, al fine di ristabilire la corretta e doverosa realt dei fatti, evidenzia che: 1) il settore degli inquinamenti aeriformi totalmente relegato nel contesto del D.P.R. 203/88; 2) Le ordinanze di autorizzazione ex artt. 27 e 28 del D. Lgs. 22/97 emanate dal commissario per lemergenza rifiuti sono basate su un atto endoprocedimentale la cui espressione finale esclusivamente un decreto rilasciabile dal Servizio 3 (parere delle C.C.P.P.T.A.), 3) Nessuno dei fascicoli afferenti gli impianti integrati di

smaltimento di rifiuti risulta essere completo.

18/07/2005 Il vicecommissario Avv. Felice Crosta nel riconfermare le proprie convinzioni, gi confutate come anomale dai Dirigenti

del Servizio 3, si spinge finanche ad una fantasiosa distinzione tra

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effluenti gassosi ed emissioni in atmosfera, disciplinate a suo dire da disposizioni normative differenti, con buona pace delle pi elementari nozioni di chimica !

19/09/2005

Alla data in cui lAvv. Lo Bue revoca i contratti dei

dirigenti del Dipartimento lo stato dei procedimenti relativi ai 4 mega inceneritori risulta essere: 1) Inceneritore di Palermo: risultano acquisiti i pareri della C.P.T.A. e del Comune di Palermo; si ancora in attesa che la C.P.T.A. di Palermo verifichi la congruit del progetto presentato con i contenuti del D.Lgs. 133/05 sugli inceneritori di rifiuti (recepimento della Direttiva CE 2000/76). Pertanto, la documentazione non completa e, in ogni caso, limpianto appare sovradimensionato. 2) Inceneritore di Augusta: risultano acquisiti i pareri della C.P.T.A. di Siracusa e del Comune di Augusta (questultimo contrario); si ancora in attesa che la C.P.T.A. di Siracusa verifichi la congruit del progetto presentato con i contenuti del D.Lgs. 133/05 sugli inceneritori di rifiuti. Stante il parere negativo del Comune di Augusta, che, peraltro, condivisibile, mancherebbero le condizioni per il rilascio dellautorizzazione. 3) Inceneritore di Patern: risultano acquisiti i pareri della C.P.T.A. di Catania e del Comune di Patern (questultimo contrario); si ancora in attesa che la C.P.T.A. di Catania verifichi la congruit del progetto presentato con i contenuti del D. Lgs. 133/05 sugli inceneritori di rifiuti. Stante il parere negativo del Comune di Patern, che, peraltro, condivisibile, mancherebbero le condizioni per il rilascio dellautorizzazione. 4) Inceneritore di Campofranco e Casteltermini: risultano acquisiti i pareri della C.P.T.A. di Agrigento (interlocutorio) e dei Comuni di Campofranco e Casteltermini (questultimi sono contrari); non ancora pervenuto il parere della C.P.T.A. di Caltanissetta. Si ancora in attesa che la C.P.T.A. di Agrigento verifichi la congruit del progetto presentato con i contenuti del D. Lgs. 133/05 sugli

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inceneritori di rifiuti. Stante i pareri negativi dei Comuni di Campofranco e Casteltermini e quello interlocutorio della della C.P.T.A. di Agrigento che, peraltro, si condividono, mancherebbero le condizioni per il rilascio dellautorizzazione.

Da questo momento in poi, con la revoca dei contratti operata dallAvv. Lo Bue in maniera unilaterale ed ingiustificata, oltre che senza necessit visto lapprossimarsi della loro naturale scadenza, si interrompe bruscamente lattivit del Dott. Genchi e del Dott. Pellerito nello svolgimento dei compiti nel settore di loro competenza e pertinenza.

La rimozione del Dott. Genchi e la sua sostituzione con un Dirigente del tutto ignaro della materia rappresenta sia una gravissima lavorativa e pericolosa con continuit zelo e ritorsiva contro lattivit sia

espletata

fermezza

dal

dirigente,

lennesimo malcelato tentativo di trasferire in mani sicure, meglio ancora se non competenti, la vicenda della Distilleria Bertolino e quella degli inceneritori. Il tutto con laggravante, nelloperato dellAvv. Lo Bue, di avere effettuato tale rimozione mentre, come detto, il Dott. Genchi stava definendo liter autorizzatorio degli

inceneritori, il cui esito, probabilmente negativo, avrebbe di certo comportato uno sconvolgimento traumatico degli scenari gi predefiniti in materia di smaltimento dei rifiuti da parte del Commissario delegato Presidente della Regione. Vale la pena ricordare che la posta in gioco per la sola costruzione di questi impianti si aggira sul miliardo di euro, senza contare gli utili ricavabili dai gestori. Nel campo della gestione dei rifiuti, a maggior ragione quando in ballo ci sono interessi economici di tale portata, appare scontato lappetito vorace della criminalit organizzata, che

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nel caso specifico prende il nome di ecomafia, le cui appendici o i cui collegamenti con gli apparati politici e burocratici stata pi volte confermata.

Analoghi sono gli scenari che riguardano la Distilleria Bertolino e gli effetti che si ripercuotono sullintera vicenda. Con singolare tempestivit e coincidenza le decisioni dellAvv. Lo Bue vengono ad interrompere la stesura per lAvvocatura dello Stato delle

controdeduzioni ai ricorsi presentati ai TAR del Lazio e di Palermo dalla Distilleria proprio in vicinanza delle udienze conclusive, con il possibile grave pregiudizio per gli interessi dellAmministrazione regionale e con laltrettanto possibile beneficio per la controparte. In tale contesto, in vista della prossima apertura, il 18 novembre p.v., della fase dibattimentale del processo alla titolare della Distilleria ed alla figlia, liniziativa dellAvv. Lo Bue eviter che sia il Dott. Genchi a rappresentare lAssessorato. E questo, se ancora ci fossero dubbi, la dice lunga su tutto

La

ristrutturazione

del

Dipartimento

Territorio

Ambiente

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Comportamenti

antisindacali

Violazioni

di

legge Illegittimit di atti Falsi

1.

Comportamenti antisindacali

07/07/05 Con nota n. 790/DTA lAvv. Lo Bue comunica ai Dirigenti, ma non alle OO.SS., che avrebbe proceduto alla ristrutturazione del Dipartimento, alla revoca di tutti i contratti ed alla stipula di nuovi. Violazione art. 6, comma 1, CCRL Mancata informazione

01/09/05 lAvv. Lo Bue convoca per il giorno 06/09/05 le OO.SS. per discutere la proposta di nuovo funzionigramma, ma fornisce impedendone valutazione. Violazione art. 6, comma 1, CCRL Mancata informazione solo in sede di riunione la documentazione, il preventivo esame e la necessaria

19/09/05 Con i DDG n. 745 e n. 756 lAvv. Lo Bue, mentre in corso la trattativa sindacale, revoca tutti gli incarichi dirigenziali (Aree, Servizi e U.O.) senza informare le OO.SS. Violazione art. 6, comma 1, CCRL Mancata informazione

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20/09/05 Con nota n. 988 lAvv. Lo Bue attiva direttamente la concertazione e la consultazione sindacale sui criteri generali per lattribuzione dellindennit di parte variabile alle Aree, Servizi ed U.O. senza e per fornire modifiche al

funzionigramma informazione.

(U.O.),

preventiva

Violazione art. 6, comma 2, CCRL Mancata informazione

21/09/05 Con nota n. 57191 lAvv. Lo Bue ritira le deleghe di firma dei provvedimenti finali ai responsabili di Aree e Servizi. Anche di tale atto non viene data informazione. Violazione art. 6, comma 1, CCRL Mancata informazione

03/10/05 Con nota n. 1079 lAvv. Lo Bue decide con atto unilaterale ed arbitrario, senza concludere la concertazione e definire i criteri per la corresponsione della retribuzione di posizione, le attribuzioni temporanee per le Aree e Servizi. Violazione art. 6, comma 4, CCRL Mancata informazione

04/10/05 Con diverse note (da n. 1266 a n. 1279) lAvv. Lo Bue conferisce con decorrenza immediata gli incarichi dirigenziali di Aree e Servizi, senza portare a conoscenza delle OO.SS. i criteri adottati per lattribuzione. Violazione art. 6, comma 4, CCRL Mancata informazione

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11/10/05 Con nota n. 61379 lAvv. Lo Bue, sulla base del DDG n. 745 del 19/09/2005 con il quale si sostituito al Presidente della Regione ed al D.P.Reg. nellapprovazione del funzionigramma a seguito della Delibera di Giunta n. XXX del 14/09/2005, approva, senza che sia conclusa la concertazione sindacale, la modifica al precedente

funzionigramma delle unit operative del Dipartimento. Violazione art. 7, comma 3, CCRL Mancata conclusione

della concertazione

2.

Violazioni di legge

19/09/05 Con DDG n. 745 lAvv. Lo Bue approva il nuovo funzionigramma sostituendosi al Presidente della Regione cui spetta il compito con apposito D.P.Reg. Violazione art. 11, comma 2, L.R. n. 20 del 03/12/03

19/09/05 Con i DDG n. 745 e n. 756 lAvv. Lo Bue revoca tutti gli incarichi dirigenziali (Aree, Servizi e U.O.) e paralizza lamministrazione per un periodo ad oggi in corso, essendo venuti meno i responsabili di tutti i procedimenti di cui allart. 4 della L.R. n. 10 del 30 aprile 1991. Violazione art. 340 c.p. Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica utilit.

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Violazione

art.

509

c.p.

Inosservanza

delle

norme

disciplinanti i rapporti di lavoro.

21/09/05 Con nota n. 57191 lAvv. Lo Bue ritira le deleghe di firma dei provvedimenti finali ai responsabili di Aree e Servizi, perfezionando le violazioni iniziate nel giorno precedente. Violazione art. 340 c.p. Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica utilit. Violazione art. 509 c.p. Inosservanza delle norme

disciplinanti i rapporti di lavoro.

11/10/2005 Con nota n. 61379 lAvv. Lo Bue, sulla base del DDG n. 745 del 19/09/2005 con il quale si sostituito al Presidente della Regione ed al D.P.Reg. nellapprovazione del funzionigramma a seguito della Delibera di Giunta n. 396 del 14/09/2005, approva, senza che sia conclusa la concertazione sindacale, la modifica al precedente

funzionigramma delle unit operative del Dipartimento. Violazione art. 11, comma 2, L.R. n. 20 del 03/12/03

3.

Falsi

Sono contenuti nella nota DTA n. 1079 del 03/11/2005

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a) LAvv. Lo Bue redige una tabella nella quale inserisce tra i nominativi dei Dirigenti che hanno presentato istanza per determinati Servizi ed Aree anche quelli che non lhanno presentata e ad alcuni di essi conferisce lincarico. Ad uno lo nomina senza neppure avere presentato il curriculum. b) LAvv. Lo Bue afferma che lart. 7 della L.R. 10/2000 demanda al Dirigente nella Generale dei una sufficiente Tale

discrezionalit

scelta

dirigenti.

enunciato inesistente. c) LAvv. Lo Bue elenca i principi ed i criteri da lui adottati per laffidamento degli incarichi, salvo poi a nominare dirigenti privi di tali requisiti escludendo quelli che ne sono in possesso. LAvv. Lo Bue attesta, quindi, il possesso di titoli e competenze specifici per la copertura dellincarico a dirigenti che ne sono sprovvisti.

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