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VERSO UNA FEDE RAZIONALE.

Uno degli scopi principali di un trattato di filosofia della conoscenza che pretende dessere di ispirazione cristiana quello di indicare un possibile percorso verso lapertura della ragione alla fede in una rivelazione divina. La razionalit della fede cristiana stata una tematica discussa per secoli, dentro e fuori della Chiesa. Una sintesi contemporanea si trova nel documento magisteriale di Giovanni Paolo II, Fides et ratio1, dove il Pontefice descrive il rapporto fra la filosofia e la teologia in cui la retta ragione sapre alla divina rivelazione con un atto di fede. Insistere sulla razionalit della fede non lo stesso che razionalizzare completamente latto di fede (come alcuni filosofi hanno cercato di fare in passato). Latto di fede qualcosa di pi rispetto alla razionalit, dove lintelletto, spinto dalla volont, ascende verso la verit proposta da Dio senza, per, compromettere la sua natura. Latto di fede non viene razionalizzato, ma resta pur sempre ragionevole, supportato dalla ragione ma che trascende i limiti naturali della stessa. In termini generali, la conoscenza razionale normalmente si basa sullevidenza e i principi della logica. Ci che costituisce evidenza problematico (soprattutto per la scienza), ma di solito significa ci che sapprende con i sensi, o ci che appare palese per un essere umano in condizioni epistemiche che possono essere definite normali.2 Le affermazioni sulle cose esistenti, quando giustificate, sono il risultato di un percorso svolto per mezzo della ratio. Quando tali affermazioni vengono ordinate sistematicamente, abbiamo ci che si chiama scienza (in termini molto generali). A differenza dellevidenza empirica, i ragionamenti costruiti in base ai principi logici sono anche loro una fonte della conoscenza razionale, dove la ragione giunge alla verit riconoscendo la giustificazione logica delle asserzioni (come nellinferenza per eccellenza, se A=B, e B=C, allora A=C). Unaltra fonte ancora della conoscenza razionale quella definita per testimonianza, sempre che la testimonianza - ossia il testimone e ci che esso affermano - sia attendibile.3 La maggior parte delle conoscenze storiche si basano sulla testimonianz, attraverso documenti del passato e/o testimonianze verbali dalle persone direttamente coinvolte nellevento testimoniato. Quando siamo noi stessi testimoni oculari di un evento della storia, per noi levidenza delle cose reali a fondare la conoscenza razionale; quando invece impariamo certi dati dagli altri, senza avere lesperienza per noi stessi, si tratta di una conoscenza razionale in base alla loro testimonianza. Un altro esempio della conoscenza razionale attraverso la testimonianza pu essere la geografia, dove conosciamo lesistenza di territori non
1 Giovanni Paolo II, Fides et ratio, Lettera enciclica del 14 settembre 1998. 2 Nel senso che Hilary Putnam d a questo termine. Cfr. H. PUTNAM, Aristotles Mind and the Contemporary Mind, in Philosophy in an Age of Science, Harvard Univ. Press, Massachusetts, 2012,. 584 ss. 3 Cfr. Antonio LIVI & Flavia SILLI, Logica della testimonianza. Quando credere ragionevole, LUP, Roma 2007.

direttamente sperimentati grazie alla testimonianza (che di solito viene espressa su mappa). Possiamo asserire lesistenza di posti come Guam, o Timbuktu, o Kamcatka, principalmente perch altri hanno testimoniato la loro esistenza. Si precisa che lesistenza di questi luoghi non una questione di fede (credere nella testimonianza delle mappe), ma di conoscenza, dato che in ultima analisi, potremmo avere dati empirici definitivi che dimostrano la fattualit dei territori. Ciononostante, non necessario che ciascuno di noi si rechi in tutti i luoghi rappresentati nelle mappe per avere esperienza diretta della loro esistenza. Invero, la testimonianza dei cartografi basta per avere una conoscenza (anche certa) di tali oggetti. Ogniqualvolta che loggetto in questione pu essere, prima o poi, esperito direttamente (da noi o da altri testimoni attendibili), stiamo di fronte a un oggetto di conoscenza, e non di fede propriamente parlando. Molti oggetti della scienza contemporanea possono venir chiamati oggetti di fede in quanto non abbiamo una loro esperienza diretta (per esempio: la composizione dellatomo, la distanza fra la terra e il sole, la natura della luce, ecc.), ma in realt non sono oggetti di fede: sono conclusioni razionali e scientifiche. Latto di fede unaltra cosa. Spesso si parla di credere nellesistenza di extra-terrestri, come esseri intelligenti al di fuori del nostro pianeta, ma tale sarebbe un uso improprio del verbo credere. Se esistono esseri intelligenti non umani nelluniverso un dato desperienza, anche se fino a adesso non c evidenza al riguardo. Il punto che un giorno potremo possedere unesperienza diretta della loro esistenza, oggettiva e universalmente condivisibile, presumendo che esistano davvero. O, al contrario, potremo raggiungere una conoscenza esaustiva di tutti gli oggetti nel universo (anche se altamente improbabile, date le dimensioni dellintero universo) e concludere, senza aver riscontrato tracce di altri esseri intelligenti, che di fatto non esistono. Nel parlare quotidiano, si capisce perch uno si pu domandare: Credi negli extra-terrestri?, precisamente perch non abbiamo il dato definitivo, ma in un contesto pi preciso e filosofico, si vede che la domanda mal posta. Latto di fede (nel senso tipico per il Cristianesimo) un movimento dello spirito umano che trascende lesperienza diretta (senza, per, contraddirla) e accetta una rivelazione divina. Tommaso asserisce che latto di fede accettare come vero ci che Dio rivela, in cui lintelletto viene spinto dalla volont. La spinta necessaria perch di per s lintelletto non avrebbe tutti gli elementi necessari (secondo la sua natura) per emettere un giudizio razionale. Latto di fede sempre motivato e dovrebbe essere sempre ragionevole, bens non soltanto razionale. Se qualche guru predica la fine del mondo in una certa data e ci non avviene, non pi ragionevole credere in quello che dice. Se anche vero che spesso gli adepti di qualche movimento religioso prestano la loro fede a qualche leader le cui profezie non avvengono, tale atteggiamento non ragionevole e quindi non forma parte della natura dellatto di fede nel senso cristiano.4 Il vero atto di fede non superstizione o credulit (da una parte), e neanche conoscenza (daltra parte). qualcosa di pi. Quando si dice, ad
4 Cfr. il movimento religioso Chen Tao, il cui leader aveva predetto lapparizione di Dio nella televisione nazionale degli Stati Uniti per il giorno 25 marzo 1998, a Garland (nello stato di Texas). Quando il fatto non avvenuto, Hon-Ming Chen aveva concluso che i suoi seguaci erano liberi a lasciare il movimento. Quasi nessuno abbandon la comunit: http://www.cesnur.org/testi/Chen.htm.

esempio, Creder quando vedo (in inglese, Seeing is believing), non si tratta del vero atto di fede perch se uno vede, non deve pi credere. Credere tenere per vero quello rivelato da Dio. Il nuovo ateismo. Da alcuni anni, si sono moltiplicati i libri di una nuova generazione di atei, soprattutto in Inghilterra e gli Stati Uniti. Questi pensatori non sempre dicono qualcosa di nuovo rispetto allateismo del passato. Ma anche se gli argomenti non sono completamente originali, ci che fa impressione la popolarit del movimento. I libri pi citati sono quelli di Sam Harris (neuroscienziato e filosofo), The End of Faith (La fine della fede)5, Daniel Dennett, Breaking the Spell (Rompendo lincantesimo)6, Christopher Hitchens, God is not Great (Dio non grande)7, Richard Dawkins, The God Delusion (Lillusione di Dio)8, e Victor Stenger, The New Atheism (Il nuovo ateismo)9. Ce ne sono molti altri, ma tutti questi libri hanno raggiunto il livello di best seller e si sono inseriti nellelenco del New York Times come libri pi venduti. Certamente, un alto numero di copie vendute non garantisce che il contenuto sia eccellente, ma ci che ci interessa sottolineare la risonanza ampia che questo pensiero ha avuto in generale. Molti di questi libri sono stati tradotti in altre lingue. Lidea che forma un denominatore comune di questi libri che latto di fede in una divinit sia irragionevole per lessere umano e pertanto deve essere respinto dalle persone intelligenti. Stenger riassume cos lapproccio: Forse la posizione pi originale del Nuovo Ateismo che la fede, la credenza senza levidenza di sostegno, non dovrebbe ricevere il rispetto, o la deferenza, che ha nella societ. La fede di per s sciocca e conduce a molti dei mali della societ. 10 Sam Harris afferma ancora pi radicalmente: Mentre le persone religiose non sono generalmente pazze, le loro principali credenze certamente lo sono. Questo fatto non sorprendente, dato che la maggior parte delle religioni hanno meramente canonizzato alcuni prodotti dellignoranza antica, e ci hanno passato tali prodotti come se fossero verit primordiali. Questo risulta dal fatto che miliardi di esseri umani credono ci che una persona sana di mente non potrebbe credere da solo. Infatti, difficile immaginare un insieme di credenze pi indicativo di una malattia mentale come quelle che formano il cuore di molte delle nostre tradizioni religiose. 11 Il premio nobel per la fisica, Steven Weinberg, asserisce che La religione un insulto alla dignit umana. Con o senza la religione, avremmo persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno

5 Sam HARRIS, The End of Faith. Religion, Terror and the Future of Reason, W.W. Norton & Company, New York 2004. 6 Daniel DENNETT, Breaking the Spell. Religion as a Natural Phenomenon, Penguin, New York 2007. 7 Christopher HITCHENS, God is not Great. How Religion Poisons Everything, Twelve (Hachette Book), New York 2007. 8 Richard Dawkins, The God Delusion, Manner Books 2008. 9 Victor STENGER, The New Atheism. Taking a Stand for Science and Reason, Prometheus Books, New York 2009. 10 Ivi, 10. 11 Ivi, 73.

cose cattive. Ma per avere persone buone che fanno cose cattive, ci vuole la religione.12 Si potrebbero citare innumerevoli pagine con analoghi pensieri. Alcuni di questi nuovi atei invocano la presenza di violenza nelle religioni organizzate per illustrare la loro non razionalit; altri sappoggiano sulla scienza, insinuando che lunica forma di conoscenza ragionevole sia, appunto, la scienza (in senso generale), e quindi ci che non pu essere dimostrato scientificamente non merita di essere caratterizzato come ragionevole. Siccome le credenze strettamente parlando non sono dimostrabili con luso del metodo scientifico, allora danneggiano la dignit umana. Questo nuovo movimento di pensiero non pu rimanere ignorato e senza risposta. troppo facile affermare che i loro argomenti sono stati gi superati dai padri della Chiesa, o segnalare che la grande maggioranza dei popoli crede in una divinit. Bisogna dire dove il loro errore inferenziale e presentare ragionamenti convincenti e veraci che contraddicono le loro affermazioni. Daltra parte, insufficiente promuovere un atteggiamento fideistico, che suggerisce di credere per credere (un atto di fede senza nessuna giustificazione razionale). Il senso del credere per un cristiano deve essere motivato da buone ragioni, che permettono lintelletto (spinto dalla volont) di accedere alla verit proposta da Dio. Nella Summa contra gentiles, lAquinate afferma: Le cose sensibili, da cui la ragione umana prende lorigine della sua conoscenza, tengono dentro di s qualche tipo di traccia di somiglianza di Dio. 13 Latto di fede, lungo da ferire la dignit umana, di fatto la eleva e le concede un grado superiore di dignit. La persona che realizza latto di fede pensa meglio perch sapre alla pienezza della verit: una pienezza non completamente raggiungibile dalla sola ragione.14 Sarebbe un tentativo invano cercare di fornire una base esclusivamente razionale allatto di fede. Ma da l a concludere lessenziale irrazionalit di tale atto non affatto giustificabile, e spesso chi conclude cos lo fa pi per ideologia che per ragionevolezza. Nella parole del teologo Reinhold Niebuhr, lo stesso sforzo di stimare il significato delle facolt razionali implica un grado di trascendenza su s stesso il quale non completamente definito o spiegato da ci che normalmente viene connotato con la parola ragione.15 La stessa capacit di interrogarci sulla natura della ragione (come, ad esempio, in relazione con latto di fede) significa che la porta alla trascendenza pu essere aperta dalla stessa ragione, anche se per entrarci, servono altri strumenti non intrinsecamente forniti da questultima. In questo senso latto di fede pu dirsi ragionevole. Philip Larrey
12 Steven WEINBERG, Freethought Today, aprile 2000. 13 Tommaso DAQUINO, Summa contra gentiles, lib. I, cap. 8. 14 Cfr. Rino FISICHELLA, Quando la fede pensa, Piemme, Casale Monferrato 1997. 15 Reinhold NIEBUHR, La natura e il destino delluomo; tr. Ing.: The Nature and Destiny of Man, Scribner, New York 1951, 1.