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Il dibattito epistemologico del Novecento

Karl Raimund Popper e lepistemologia


falsificazionista
Il dibattito filosofico scientifico tra la fine dell800 e gli inizi del
900 si caratterizza per la messa in discussione di alcuni nuclei
epistemologici secolari, intorno ai quali si era organizzato nel corso
del tempo il sapere scientifico (in modo particolare negli ambiti
logico matematico e fisico).
Epistemologia
La parola epistemologia (derivante dalla fusione di due
termini greci: epistme e lgos) significa letteralmente
discorso sulla scienza;
il termine epistme indica quel tipo di sapere certo, stabile e
fondato, ossia dotato di garanzie incontrovertibili di validit
il termine epistemologia sinonimo di filosofia della scienza
o riflessione filosofica sulla conoscenza scientifica.
Nella sua accezione pi filosofica, indica quel ramo della
filosofia che si occupa della natura, delle leggi e dei
principi delle scienze, con una particolare attenzione ai
metodi della conoscenza scientifica.
Il dibattito epistemologico
Il dibattito epistemologico ha origini molto antiche. Si deve, ad
esempio, a Platone la distinzione tra epistme e doxa:
il vero sapere (epistme) oggetto: le cose intelligibili
lopinione (doxa) oggetto: immagini e cose sensibili.
Convenzionalmente si inquadra linizio dellindagine
epistemologica nel contesto filosofico e scientifico di fine
700 e inizi 800,
viene elaborata una nuova immagine di scienza
Grazie agli apporti del Positivismo e ai continui progressi
scientifici, la scienza diventa oggetto di riflessione filosofica.
Nel tentativo di definire i suoi fondamenti conoscitivi, si
cerca di rispondere a interrogativi quali:
la scienza comporta una conoscenza sempre valida?
La scienza rispecchia esattamente la natura del mondo?
Nel Novecento, le nuove scoperte in campo logico-matematico
e fisico inducono gli studiosi ad attuare una profonda
revisione delle procedure e del fondamento del sapere
scientifico.
Entra in crisi limmagine tradizionale della scienza,
(protetta dal Positivismo) come sapere dotato di valore
assoluto, capace di fornire una visione adeguata della realt
esterna e in grado di risalire alle cause dei fenomeni e di
prevederne lo sviluppo.
stabilire una demarcazione tra scienza e non scienza (in
modo particolare la metafisica);
riflettere sui metodi della scienza e sulle dinamiche della
scoperta scientifica;
(elemento di novit): descrivere il linguaggio con cui
abitualmente parliamo e formuliamo le teorie scientifiche e le
tesi filosofiche.
Obiettivi principali dellepistemologia del 900
stabilire una demarcazione tra scienza e non scienza (in
modo particolare la metafisica);
riflettere sui metodi della scienza e sulle dinamiche della
scoperta scientifica;
(elemento di novit): descrivere il linguaggio con cui
abitualmente parliamo e formuliamo le teorie scientifiche e le
tesi filosofiche.
La seconda rivoluzione scientifica
Il contesto filosofico-scientifico in cui si avvia la riflessione
epistemologica del Novecento quello della Seconda
Rivoluzione Scientifica.
Le nuove scoperte scientifiche comportano dei significativi
cambiamenti nellimmagine complessiva del mondo
(meccanicistica e deterministica) ereditata dalla scienza
classica.
Gli eventi scientifici che hanno sollecitato la riflessione
epistemologica nel Novecento sono:
Lelaborazione delle geometrie non -euclidee
La crisi dei fondamenti della matematica
La teoria della relativit
La meccanica quantistica

Geometrie non euclidee


Mettono in discussione i fondamenti della geometria classica
(basata sullidea di corrispondenza perfetta tra
rappresentazioni dello spazio e sue propriet fisiche, tra spazio
ideale e spazio naturale);
Intaccano una questione tradizionalmente di pertinenza della
filosofia: la natura dello spazio.
Gli orientamenti di ricerca
1. Indagine sulle strutture deduttive e linguistiche: portata
avanti da Bertand Russell Ludwing Wittgenstein empirismo
logico (neopostivismo) filosofia analitica:
2. Riflessione sul metodo scientifico e sulla crescita
scientifica: condotta da Karl Raimund Popper e dallepistemologia
post popperiana

Empirismo logico (Neoempirismo o Neopositivismo)


Lempirismo logico (detto anche neopositivismo o
neoempirismo) una corrente di filosofia della scienza che
nasce nella prima met del Novecento, per opera del Circolo
di Vienna e del Gruppo di Berlino.
Il Circolo di Vienna si forma attorno alla figura di Moritz
Schlick e comprende studiosi come Rudolf Carnap e
Otto Neurath;
Il Gruppo di Berlino fa capo a Hans Reichenbach.
Lorgano dellempirismo logico la rivista Erkenntnis
(Conoscenza, 1930 1937), diretta da Carnap e
Reichenbach.
Obiettivo dellempirismo logico favorire e diffondere una
visione scientifica del mondo e dare luogo ad una scienza
unificata, comprendente tutte le conoscenze intorno alle realt
conquistate dalluomo.
Le linee essenziali del programma neoempirista sono
contenute nello scritto del 1928, La costruzione logica del
mondo, frutto della collaborazione di Neurath e Carnap, di cui
ricordiamo:
Concezione antimetafisica della realt
Empirismo come riferimento gnoseologico
Uso della logica come metodo di analisi.
Neoempirismo
Parliamo di neoempirismo perch la validit conoscitiva delle
scienze risulta giustificata sulla base della riducibilit dei propri
asserti a delle proposizioni concernenti fatti empirici.
Rispetto allempirismo classico, la svolta neoempirista si
caratterizza per riporre nellesperienza non tanto lorigine della
conoscenza, quanto piuttosto i risultati, ossia gli elementi che
ne giustificano il processo di acquisizione.
Neopositivismo
Continuit. In linea con il Positivismo:
Ripone la scienza a fondamento dellattivit umana
Intende la filosofia come metodologia della scienza, ossia
come riflessione sul metodo della scienza
Discontinuit. A differenza del positivismo:
inserisce nellindagine scientifica lanalisi logica delle
proposizioni e degli enunciati scientifici, concentrando
lattenzione sullaspetto logico e linguistico della scienza.
Intende la scienza, non pi come insieme di verit assolute e
valide in modo universale e indiscutibile, ma dotata di un
carattere revisionabile e non assoluto
Il principio di verificabilit
Il criterio di demarcazione tra scienza e non scienza, secondo i
neoempiristi (o neopositivisti), il criterio di verificazione,
detto principio di verificabilit, formulato da Schlick e
adattato da Carnap.
E un criterio linguistico indispensabile per attribuire significato
agli enunciati scientifici e per distinguere le proposizioni
sensate da quelle insensate.
Stabilisce che una proposizione significante solo se pu
essere verificata empiricamente.
Di conseguenza:
Un enunciato significante se possono essere verificate
in modo conclusivo le sue condizioni di verit tramite
lesperienza (versione epistemologica);
Un enunciato significante se esiste un metodo che
possa mostrare in modo conclusivo le sue condizioni di
verit (versione metodologica).
La filosofia ci indica il modo per capire se una proposizione
dotata di significato conoscitivo; tale metodo lanalisi
logica.
Le proposizioni sensate si dividono in:
Enunciati analitici: risultano veri, indipendentemente da ci
che esprimono Logica e Matematica.
Enunciati sintetici: proposizioni fattuali empiricamente
verificabili; Scienze empiriche.
Le proposizioni insensate non esibiscono le condizioni di
verificabilit e non si riferiscono ai dati dei sensi
Gli enunciati metafisici sono insensati perch usano termini
che non hanno alcun riferimento empirico.
I limiti della verificabilit
Il criterio di verificazione entra in crisi in virt delle nuove
teorie sul linguaggio esposte da Wittgenstein nelle Ricerche
Filosofiche e dalle obiezioni mosse da Karl Popper.
Il criterio di verificazione, inteso criterio di significanza,
escluderebbe, infatti, dallambito scientifico e dal rango delle
proposizioni significanti tutte le proposizioni universali (es.
tutti i corvi sono neri) e le leggi scientifiche (es. tutti i
metalli che vengono riscaldati si dilatano)
Le leggi scientifiche, per la loro natura universale (cio per il
fatto che si riferiscono ad un numero infinito di casi) non sono
per principio verificabili empiricamente in modo conclusivo.
Come conciliare il criterio di verificazione con luniversalit e la
scientificit delle leggi della scienza?
Il criterio di conferma
Nello scritto Controllabilit e significato (1936 -7) Carnap
sostituisce il criterio di verificazione con il criterio di
conferma (o confermabilit).
Una proposizione significante se confermabile, ossia se
determinati enunciati osservativi possono contribuire alla sua
conferma.
La conferma non sar mai definitiva; perci rimane sempre la
necessit di una convenzione.
Carnap cerca, allora, di definire meglio il criterio di conferma,
introducendo il concetto di gradi di conferma.
Tra differenti ipotesi confermanti una legge, questultima sar
pi confermabile da quellenunciato che possiede un grado pi
elevato di conferma.
Data la legge:
V x ( M x D x)
Tutti i metalli che vengono riscaldati si dilatano
confermabile nel senso che ricaviamo dalla legge enunciati
singolari (MD MD MD ecc..) e, dinnanzi a differenti
ipotesi confermanti, la legge sar pi confermabile da
quellenunciato che avr un grado pi elevato di conferma.
Il paradosso della conferma
Carl Gustav Hempel si interroga su quale debba essere la
struttura dellenunciato singolare verificabile che conferma
una legge.
La proposizione: Tutti i corvi sono neri - tradotta nella forma
logica - Vx (Cx Nx) - la leggiamo come un enunciato avente
a che fare con i corvi; in realt non sta parlando di corvi ma di
tutti gli x, tra cui anche i corvi, sostenendo che sono neri.
La proposizione (1) <<tutti i corvi sono neri>> logicamente
equivalente alla proposizione (2) <<tutte le cose che non sono
nere non sono corvi>>, (ad esempio il gesso bianco), pertanto
confermata sia dallenunciato
Ca Na: il corvo nero,
sia dallenunciato
Ng Cg: il gesso non corvo e non nero.
Sembra paradossale che il gesso bianco confermi lipotesi che
<<tutti i corvi sono neri>>;
. questo accade perch facciamo intervenire le nostre
conoscenze pregresse e ragioniamo in termini aristotelici,
istituendo rapporti tra classi e non tra individui.