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35/07 - N7 Ottobre 2009

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Parchi eolici marini: Il futuro si sviluppa nel mare Adriatico


EDITORIALE

In Albania sorger la pi grande centrale eolica dEuropa, per 500 MW, a sud-est di Valona e linterconnessione tra il paese delle Aquile e lItalia

DIPAR PUGLIA

Un progetto che guarda al Mediterraneo

di Giuseppe dalena*

embrer una provocazione, ma la parola crisi in Cinese composta da due parole pericolo ed opportunit. Il mondo dellimpresa deve essere fiducioso ed affrontare il pericolo seguendo la logica del confronto. E necessario che in un Paese che si appresta ad essere sempre pi competitivo si trovi il modo di istituire tavoli stabili di confronto e di co-progettazione, altrimenti il rischio che ognuno vada per la sua strada inevitabile. Ecco che nasce il DIPAR (Distretto Produttivo per lAmbiente ed il Riutilizzo) che ha adottato il Programma triennale di Sviluppo. Capisaldi del programma sono linnovazione tecnologica, la formazione, la comunicazione e linternazionalizzazione. Le imprese, gli Enti, il mondo Universitario e della ricerca, hanno creduto al progetto DIPAR. Lobiettivo quello di realizzare un collegamento stabile tra il mondo della ricerca e il mondo della produzione al fine di favorire lo sviluppo diffuso dei processi di innovazione e della produzione dei rifiuti, sostenere lo sviluppo pre-competitivo e promuovere linternazionalizzazione di un nuovo Sistema Integrato Ambientale. La Fiera del Levante ha creduto in Creta che ormai diventato in Puglia un riferimento nellambito della comunicazione e delleditoria specializzata nel settore ambientale impegnandolo per lorganizzazione scientifica dellevento Eco Biz Expo Obiettivo Balcani 2009. Nuova sfida del Creta quella di porre le basi per la creazione e mantenimento di un Sistema di filiera che sia veicolo di progresso per i Paesi Emergenti che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Presidente Consorzio Creta

DANILO LATTANZI A PAGINA 4

DISTRETTO PRODUTTIVO DELLAMBIENTE E DEL RIUTILIZZO

RACCOLTA DIFFERENZIATA

EUROPA

Progetti davanguardia per il ciclo dei rifiuti e delle acque


FERRARA A PAGINA 20

Conai e Autogrill: Progetto di idee per promuovere il recupero dei rifiuti


A PAGINA 10

Progetti innovativi per lo sviluppo della Politica e Governance Ambientale


CELI A PAGINA 19

ECOBIZ-EXPO ALBANIA
Tirana 14/17 ottobre 09

ECOMONDO 2009

Rimini Fiera 28/31 ottobre 09

A PAGINA 16-17

A PAGINA 12

28.31 Ottobre 09 - Rimini Fiera


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Industria&Ambiente

ACCORDO ITALIA-ALBANIA

stato il Premier dAlbania Sali Berisha ad inaugurare a maggio del 2009 linizio dei lavori di costruzione del parco energetico a Lezha, che vedr la realizzazione di una centrale di biomasse liquide (oli vegetali) per la produzione dellenergia elettrica, con una potenza di 140 MW. Il progetto stato preparato e presentato da Marseglia, gruppo italiano ben noto nei settori energetico, agro industriale, turistico immobiliare e finanziario, e nella progettazione edile.

Parchi eolici marini: Il futuro si sviluppa nel mare adriatico


E del gruppo siciliano Moncada Energy di Agrigento il pi significativo dei quattro progetti italiani, oggetto dellaccordo italo-albanese sottoscritto nel dicembre 08
di danilO laTTanZi*

o studio si intitola Energia pura; scenari dellenergia eolica fino al 2030 (Fonte EWEA 2008) e la sua conclusione prevede che i parchi eolici marini saranno in grado di erogare nel 2030 il 40% di tutta lenergia prodotta. La produzione dovrebbe ammontare a 120 GW su 300 GW totali. Leolico europeo crescer notevolmente tanto da prevedere un capacit di 187 GW che sar raggiunta nel decennio 2021- 2030, ottenuta anche grazie alla sostituzione di vecchi impianti onshore con nuovi offshore. Un parco eolico un insieme di aerogeneratori sistemati in un dato territorio per produrre energia elettrica grazie allenergia cinetica del vento. In un parco eolico i singoli aerogeneratori sono connessi tra loro elettricamente attraverso un cavidotto interrato e producono unenergia a medio voltaggio che, grazie ad un trasformatore viene convertita in una cabinastazione, in energia ad alto voltaggio ed immessa nella rete elettrica nazionale. In costante approfondimento progettuale sono le fattorie del vento, che sono dei parchi eolici marini, cio installati in mare aperto dove il vento pi forte. Gli impianti off shore sono inoltre di impatto ambientale minimo. Tra laltro, loffshore consente di evitare i problemi di impatto paesaggistico e delle rotte migratorie dei volatili sollevati dagli ambientalisti e causa

di accese polemiche. Le prospettive future fanno prevedere nei prossimi 10 anni installazioni poggiate sui fondali fino a qualche centinaio di metri di profondit (oggi si arriva ad alcune decine di metri) e, successivamente, centrali eoliche su piattaforme ancorate al fondo mare. Non essendo per disponibili sufficienti misure sul mare, occorre redigere idonee mappe del vento (sinora derivate da prodotti modellistici). Dagli studi gi emer-

so che la ventosit maggiore si trova, ovviamente, lontano dalle coste, con velocit medie annue che raggiungono 6.0-6.5 metri al secondo, a 10 metri dalla superficie del mare. Poich la velocit del vento cresce man mano che la distanza dalla superficie aumenta, a 70-80 metri, tanto laltezza in cui si trova il mozzo del generatore eolico, i valori arrivano a superare gli 8 metri al secondo. Un ottimo risultato considerando che, per lo sfruttamento

eolico, sono sufficienti anche 5 o 6 m/ sec. E del gruppo siciliano Moncada Energy di Agrigento il piu significativo dei quattro progetti italiani oggetto dellaccordo italo-albanese firmato nel dicembre 2008 a Tirana alla presenza del Premier italiano Silvio Berlusconi e del Primo ministro albanese Sali Berisha. Limprenditore Salvatore Moncada ha sottoscritto con il Ministro dellEnergia Genc Ruli limpegno ad avviare entro il secondo semestre del 2009 la costruzione della piu grande centrale di energia eolica mai progettata in Europa, per 500 MW, a Sud e Sud-Est di Valona, e di un cavo sottomarino da 500 mw per linterconnessione elettrica in continuo fra Albania e Italia. Lopera, per un investimento di 1,015 miliardi di euro, rappresenta la quota piu grande delle attivit italiane in Albania oggetto dellaccordo odierno che prevede un totale di 2,2 miliardi di euro. Ma non basta: stato

il Premier dAlbania Sali Berisha in persona ad inaugurare a maggio del 2009 linizio dei lavori di costruzione del parco energetico a Lezha, che vedr la realizzazione di una centrale di biomasse liquide (oli vegetali) per la produzione dellenergia elettrica, con una potenza di 140 MW. Il progetto stato preparato e presentato dal Gruppo Marseglia, gruppo italiano ben noto nei settori energetico, agro industriale, turistico immobiliare e finanziario, e nella progettazione edili. In particolare, il polo energetico della regione Lezha comporter investimenti del valore di 1.1 miliardi di euro e avr una centrale di biomasse, posizionata nel comune di Shengjin, che erogher una potenza di 140 MW, e che si affiancher alla costruzione di due parchi eolici della potenza complessiva di 234 MW. *Ingegnere

Industria&Ambiente

ENEL Completato con successo il nuovo impianto presso la centrale di Fusina

Arriva lenergia elettrica prodotta con lidrogeno


A Venezia la pi grande centrale a zero emissioni di taglio industriale

oppio traguardo per la centrale a idrogeno realizzata da Enel a Venezia. A distanza di pochi giorni dallentrata in servizio della nuova conduttura di trasporto dellidrogeno fornito da Polimeri Europa (Eni), infatti, stato avviato con successo il funzionamento 100% a idrogeno dellimpianto. I cittadini del veneziano sono stati i primi al mondo a ricevere energia prodotta dal pi grande impianto a zero emissioni di taglia industriale: la centrale Enel di Fusina, alimentata interamente ad idrogeno. I lavori infrastrutturali e tecnologici sono proceduti secondo i programmi: gi nella primavera di questanno sono stati effettuati i primi test di funzionamento della turbina utilizzando gas metano, per arrivare allalimentazione integrale ad idrogeno, oggi disponibile

grazie al completamento della apposita conduttura. La prima immissione in rete dellenergia prodotta e il corretto funzionamento dellimpianto rappresenta un ottimo risultato tecnologico, se si considera

che mai era stato testato un impianto di questo tipo e che anche il combustore utilizzato un modello esclusivo, sviluppato specificatamente per questo progetto dalla Ricerca di Enel in collaborazione con General Electric Oil &

Gas - Nuovo Pignone. Dunque, il primo impianto al mondo di questo tipo stato localizzato nellarea della centrale Enel Andrea Palladio di Fusina, vista la disponibilit nellarea di idrogeno, generato come

by-product di alcuni cicli produttivi presenti nelladiacente Petrolchimico di Porto Marghera (Venezia). Limpianto si colloca nellambito dei progetti di Hydrogen Park, il Consorzio nato nel 2003 su iniziativa dellUnione Industriali di Venezia, con il sostegno della Regione Veneto e del Ministero dellAmbiente per circa 4 milioni di euro, allo scopo di promuovere nellarea di Porto Marghera lo sviluppo e le applicazioni delle tecnologie dellidrogeno nel settore del trasporto e della generazione. La centrale Andrea Palladio simbolo dellimpegno e della determinazione di Enel a vincere la sfida di produrre energia elettrica in abbondanza, a costi competitivi, nel rispetto dellambiente. Limpianto di Fusina, oltre che per la centrale a idrogeno, si distingue, infatti, per la totale ambientalizzazione del proprio ciclo produttivo e per lutilizzo, in piena sicurezza di 70.000 tonnellate annue di CDR, combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta dellequivalente dei rifiuti prodotti da 300.000 persone e, usato al posto del carbone per alimentare le caldaie della centrale, consente di recuperarne il contenuto energetico dei rifiuti evitando al contempo la messa in discarica. Anna Maria Macchia

Industria&Ambiente
Tra le novit lintroduzione del concetto di singole unit immobiliari, alle quali possono essere assimilate anche unit commerciali, artigianali e direzionali

Energia: Ecco la nuova normativa energetica


Lagiornamento dellattestato si rende obbligatorio per le operazioni di controllo che accertano il degrado delledificio e lo stato dei luoghi

Con il Decreto Ministeriale del 26 giugno 2009 la validit dei certificati di 10 anni

LA NORMATIVA
di MaRCO pelleGRini

on il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2009, lItalia si dotata delle Linee guida per la certificazione energetica degli edifici, in attuazione dellart.6, comma 9 D.Lgs 192/05, portando a regime il quadro legislativo innovato dal D.Lgs 192/05, sul rendimento energetico nelledilizia. Le linee guida, definite in Allegato A e All. da 1 a 7 al D.M. citato, sono state emanate al fine di garantire la promozione di adeguati livelli di qualit dei servizi di certificazione, nonch, di assicurare la fruibilit, la diffusione e una crescente comparabilit delle certificazioni energetiche sullintero territorio nazionale. Tra le novit lintroduzione del concetto di singole unit immobiliari, alle quali possono essere assimilate anche unit commerciali, artigianali o direzionali, appartenenti a un edificio con determinate caratteristiche. Oltre alle disposizioni normative, il corpus tecnico dellarmonizzazione delle procedure riassunto negli allegati al decreto e nei relativi esempi contenuti. Tra i principali argomenti definiti nelle linee guida si segnalano: prestazione energetica degli edifici; metodologia di classificazione degli edifici; metodi di

calcolo; rappresentazione grafica delle prestazioni e modello di attestato energetico; autodichiarazione del proprietario e categorie di edifici interessate; classificazione energetica per singoli appartamenti. Particolare attenzione rivolta al modello grafico degli attestati di qualificazione energetica, e alle informazioni che in essi devono essere riportate, per permettere ai fruitori di leggere output omogenei ed effettuare le proprie valutazioni al momento dellacquisto o della presa in locazione. La rappresentazione grafica globale delle prestazioni energetiche (tachimetro) e della classificazione energetica identificata come sommatoria delle prestazioni parziali relative alla climatizzazione invernale e alla produzione di acqua calda sanitaria, mentre per quella estiva si fa riferimento alla sola valutazione qualitativa dellinvolucro.

La validit temporale dei certificati di dieci anni. Laggiornamento dellattestato si rende obbligatorio a seguito di: interventi che migliorino la prestazione energetica delledificio, operazioni di controllo che accertino il degrado della stessa, interventi di entit significativa secondo quanto disposto dallart. 6, comma 4, del D.M. (ovvero a ogni intervento di ristrutturazione, edilizio e impiantistico), che modifica la prestazione energetica delledificio come segue: interventi di miglioramento della prestazione energetica che riguardino almeno il 25% della superficie esterna

dellimmobile; interventi di miglioramento che riguardino gli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda sanitaria, che prevedono rendimenti pi alti di almeno 5 punti rispetto ai sistemi preesistenti; ogni intervento di ristrutturazione impiantistica o di sostituzione di componenti o apparecchi che, fermo restando il rispetto delle norme vigenti, possa ridurre la prestazione energetica delledificio; rimanendo invece facoltativo in tutti gli altri casi. In conclusione possibile affermare che la certificazione energetica degli immobili, con tutti gli strumenti di-

sponibili, non si pone pi come una risposta a unemergenza, ma come una nuova strategia di mercato. Riqualificare dal punto di vista energetico un immobile, diventer pi che uninsieme di interventi tecnici di ottimizzazione, unazione di valorizzazione; ed il mercato immobiliare, con le sue regole, definir il valore aggiunto di questo indiscutibile elemento qualit, comportando un allargamento degli attori coinvolti che non potranno essere pi solo i tecnici egli esperti ma tutti coloro interessati alla vita del fabbricato. *Ingegnere

BIOMASSE E RIFIUTI, PUBBLICATI I DATI 2008

fine 2008, in Italia, risultano in esercizio 352 impianti alimentati da biomasse e rifiuti per un totale di 1.555 MW di potenza installa- ta e una produzione di 5.966 GWh. I dati sono contenuti nella prima edizione di Le biomasse e i rifiuti, pubblicata dal Gestore dei Servizi Elettrici sul proprio sito internet, www.gse. it. Il documento, attraverso sintetiche elaborazioni, fornisce un quadro di riferimento delle principali caratteristiche degli impianti alimentati da biomasse e rifiuti, in esercizio in Italia a fine 2008, e della loro diffusione sul territorio nazionale. Nello studio tali fonti sono state analizzate secondo la seguente classificazione: solidi, biogas e bioliquidi. In riferimento a quanto stabilito dagli accordi statistici Eurostat, la produzione da rifiuti solidi urbani biodegradabili stata stimata pari al 50% dellintera produzione da rifiuti solidi

In Italia avviati 352 impianti per 155 MW di potenza installata


Tra le regioni meridionali si distinguono la Puglia e la Calabria con quote di produzione, pari del 13,4% e del 13,2%
Lombardia e dallEmilia Romagna, con, rispettivamente, il 22,9% ed il 14,9%; in Italia centrale il Lazio con il 4,6% mostra il valore pi elevato. Tra le regioni meridionali si distinguono la Puglia e la Calabria, con quote di produzione, rispettivamente, del 13,4% e del 13,2%. Riguardo alle isole, la Sardegna si attesta sul 3,0%, mentre la Sicilia presenta un valore pari all1,3%. Nel confronto, infine, con i Paesi dellUE 15, in termini dincidenza della produzione da biomasse e rifiuti sul totale della produzione da fonte rinnovabile, a fine 2008, lItalia si colloca in una buona posizione precedendo Francia e Spagna. (a.m.m.)

urbani in Italia. In particolare, per ciascuna regione e provincia italiana, mediante raffigurazioni cartografiche, stata rappresentata la produzione degli impianti in esercizio, suddivisa per

fonte: biomasse, rifiuti biodegradabili, biogas e bioliquidi. Di seguito alcuni dati: nellItalia settentrionale le pi alte quote di produzione realizzata sono da attribuire alla

Industria&Ambiente LEGAMBIENTE Il Piemonte la prima Regione per numero di reati accertati

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REGIONE PUGLIA

Ecomafia: Reati in crescita Business da 7miliardi di euro


Venneri: Combattere chi lucra avvelenando lambiente e i cittadini
mila eco-reati accertati, quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Circa met dei quali (pi del 48%) si consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 lanno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi accumulati avvelenando lambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla Rifiuti Spa in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto lEtna. Non mai stata cos alta. Il fatturato totale dellecomafia non mai stato cos alto ed cresciuto a livelli record proprio nellanno pi nero per leconomia mondiale spiega Sebastiano Venneri, responsabile dellOsservatorio Ambiente e legalit di Legambiente -. Segno che il business degli ecomafiosi non conosce congiunture sfavorevoli e che quindi necessario mettere in campo tutti gli strumenti possibili per combattere chi lucra avvelenando lambiente e mettendo a rischio la salute dei cittadini. Speriamo quindi, vista la disponibilit mostrata da numerosi rappresentanti di entrambi gli schieramenti politici, che questo sia finalmente il momento giusto per inserire i reati contro lambiente nel codice penale e per confermare la possibilit, per le Forze dellordine, di utilizzare le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini contro gli ecomafiosi. Tutte le operazioni rac-

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INQUINAMENTO

Firmata convenzione con lArpa

contate in questo rapporto infatti, difficilmente avrebbero potuto concludersi con successo senza luso di questo insostituibile strumento dindagine. Le attivit operative delle Forze dellordine. Il Comando per la tutela ambientale dellArma dei Carabinieri ha operato, nel 2008, ben 130 arresti, 115 dei quali relativi al ciclo dei rifiuti. Il maggior numero di infrazioni in materia dambiente viene accertato dal Corpo Forestale dello Stato (il 56,5%

del totale) e molto intensa lattivit delle Capitanerie di Porto per quanto riguarda sia la pesca illegale sia labusivismo edilizio nelle aree demaniali. Cresce anche lazione della Guardia di Finanza, con un aumento del 24,8% delle infrazioni accertate rispetto al 2007, come quella della Polizia di Stato (pi 13%) e dei Corpi Forestali delle regioni e province a statuto speciale (pi 9,9%). Di grande rilievo il lavoro svolto dallAgenzia delle Dogane, con

4.800 tonnellate di rifiuti sequestrate, sei volte tanto il quantitativo intercettato nel 2007. Il Piemonte diventata la prima regione del Nord per numero di reati accertati, incidendo per il 6,5% sul totale nazionale. Ma la Campania la regione dei record: secondo i dati dellArpa, sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali.

irmata la convenzione tra Regione e Arpa Puglia per limplementazione, la gestione e laggiornamento delle banche dati sulle emissioni in atmosfera. Si tratta spiega lassessore allEcologia, Onofrio Introna - di una convenzione che la Regione Puglia ha voluto firmare per potenziare il sistema di difesa dellambiente. Da oggi affidato allArpa il monitoraggio continuo della qualit dellaria: abbiamo un sistema che consentir il controllo continuo dei dati provenenti dal territorio che potranno essere elaborati in tempo reale e controllati. La convenzione, di durata triennale, avr un costo di 450mila euro e consentir lutilizzo di uno speciale software proveniente da Arpa Lombardia che potr essere letto e aggiornato in tempo reale. Il sistema ha precisato Giorgio Assennato, direttore Arpa Puglia render permanente il risultato dellinventario delle emissioni territoriali, monitorando in maniera sistemica e pi efficiente le immissioni in atmosfera. (a.m.m.)

Comune

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Speciale

Industria&Ambiente
La nuova direttiva prevede criteri precisi per tutte le categorie di discarica e per le procedure di ammissione

EUROPA

LUnione Europea vigila sulle discariche


LItalia a rischio infrazione, avendo con DL 208/08 prorogato i termini per la disciplina dei nuovi impianti
di ROssana BaliCe*

far data dal 16 luglio 2009 tutte le discariche facenti parte degli Stati membri dellUnione Europea devono rispondere alle disposizioni previste dalla Direttiva del Consiglio Europeo n. 31 del 26/04/1999 e relativa alle discariche di rifiuti. Ulteriori proroghe non vi sono se non quelle afferenti agli obiettivi annuali decrescenti per il quantitativo di rifiuti da smaltire in alcune discariche non conformi, ossia per le sole Bulgaria (14 siti) 31 dicembre 2014; Polonia (305 siti) 31 dicembre 2011; Romania (101 siti) 16 luglio 2017. La Direttiva suddetta prevedeva criteri precisi sia il relazione ai requisiti generali per tutte le categorie di discariche (Allegato 1), sia per i criteri e procedure di ammissione dei rifiuti (Allegato 2), sancendo requisiti rigorosi per le emissioni di gas (i rifiuti devono cio essere adeguatamente pretrattati allo scopo di ridurre la loro attitudine a fermentare e produrre anidride carbonica, biogas e percolati), e fissando dei limiti temporali entro i quali i rifiuti biodegradabili dovranno essere destinati ad altre forme di gestione pi compatibili con lambiente come il compostaggio, o lincenerimento con recupero di energia (entro il 2016 lobbiettivo di ridurre passer al 65% ri-

spetto ai livelli del 1995). LItalia con il D.Lgs. n. 36/03 ha recepito suddetta Direttiva, ma tra quei paesi che a rischio di infrazione da parte dellUE, avendo tra laltro con il D.L. 208/08 prorogato sino al 31 dicembre 2009 prossimo la disciplina prevista dal D.Lgs. 36/03 che, quindi, non direttamente applicabile n alle discariche nuove n a quelle preesistenti. Tuttavia la stessa disciplina indirettamente applicabile per le discariche preesistenti nella misura in cui sia

stata richiamata dal provvedimento di approvazione del piano di adeguamento transitorio. Pertanto, integra, il reato di cui allart. 256, coma 4, D.Lgs. 152/06 la condotta del gestore della discarica preesistente che non osserva le prescrizioni contenute nel provvedimento di approvazione del piano di adeguamento. Del resto la Corte di Giustizia Europea con sentenza n. 442 del 10/04/08 aveva gi sancito che la Repubblica Italiana venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 2-14 della Direttiva 1999/31, avendo assoggettato, tra il 2001 ed il 2003, le discariche autorizzate al regime delle discariche preesistenti anzich a quello, pi rigoroso, previsto per le discariche nuove, mentre la Commissione Europea ha rammentato per iscritto a tutti i 27 paesi dellUnione gli obblighi sugli stessi gravanti anche al fine di informarsi sulladeguamento alle regole esistenti. In forza di quanto suddetto, e con riferimento alla legislazione italiana il detentore, al fine di determinare lammissibilit dei rifiuti in ciascuna categoria di discarica tenuto a provvedere alla loro caratterizzazione da eseguirsi in occasione del primo conferimento in discarica e ogni qual volta intervenga una variazione significativa del processo che origina i rifiuti, comunque da farsi almeno una volta

allanno. Solo se le caratteristiche di una tipologia di rifiuti soddisfano i criteri di ammissibilit per una categoria di discarica, tali rifiuti possono ammettersi nella corrispondente categoria (art. 4, D.Lgs. 36/03: discarica per rifiuti inerti; discarica per rifiuti non pericolosi; discarica per rifiuti pericolosi). In forza della caratterizzazione di base gi

eseguita, il gestore dovr sottoporre i rifiuti, considerati ammissibili ad uno dei su elencati tipi di discarica, al test di conformit per stabilire se possiedono le caratteristiche della relativa categoria e se soddisfano i criteri di ammissibilit previsti dal succitato decreto. *Avvocato

Industria&Ambiente

TRICASE (LE) - NUOVO IMPIANTO DI ENERGIA RINNOVABILE


a Puglia prosegue con il suo sviluppo nel campo dellenergia rinnovabile e si dichiara favorevole a progetti come quello per leolico galleggiante al largo di Tricase della societa Sky Saver (filiale dellolandese Blue H Technologies BV). Dopo la realizzazione di un primo prototipo galleggiante, il progetto di Tricase prevede la realizzazione di una centrale con turbine flottanti di capacita pari a 92 MW, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 75mila famiglie. La

Regione con la Presidenza Vendola - ha dichiarato Michele Losappio, assessore al Lavoro - ha puntato sulle rinnovabili ed intende fare sia della produzione di energia pulita che di quella della componentistica ad essa collegata il suo elemento distintivo. E con questa logica che il progetto dellimpianto eolico off shore al largo di Tricase e stato autorizzato. C da ricordare che la Puglia tra le prime regioni Europee per produzione di energia solare. (a.m.m.)

Limpiego di metodologie consente la lettura dei pi significati dati ambientali e dei rischi

Strategie e Intelligence al servizio dellambiente

Liniziativa si inserisce nellambito di una straordinaria rilevanza scientifica

IL PROGETTO
di ViTO FeliCe uRiCCHiO

ome noto per intelligence sintende un processo informativo a valore aggiunto, risultante dalla raccolta, valutazione, analisi, integrazione ed interpretazione di tutte le informazioni disponibili che riguardano uno o pi aspetti di una necessit decisionale o investigativa. Lambiente con le sue complessit e trasversalit richiede strumenti in grado di perseguire visioni sistemiche che possano far emergere le relazioni tra cause antropiche e naturali ed effetti ambientali: approcci che possono produrre significativi risultati sul versante dellanalisi e della previsione dei rischi, della pianificazione dei controlli ambientali, della valutazione ambientale strategica, del supporto alle decisioni, etc. Limpiego di tali metodologie consente il superamento della visione segmentata in differenti componenti ambientali, favorendo la lettura della variabile antropica nelle sue estrinsecazioni, lecite ed illecite, conseguendo numerosi vantaggi nellorientamento pi opportuno delle azioni di monitoraggio ambientale. Limplementazione di tali metodologie oggi in corso nellambito di un progetto del Dipartimento Terra e Ambiente del CNR, denominato GIIDA (Gestione Integrata e Interoperativa dei Dati Ambientali), che mira a sviluppare unarchitettura interoperabile in grado di far interloquire tra loro una serie di Sistemi informativi indipendenti che, essendo interoperabili, compongono un Sistema di sistemi. Lo sviluppo delle tecnologie di intelligence nel settore ambientale altres legato allevoluzione delle moderne tecnologie dellinformazione e della

comunicazione (ICT) ed alla relativa pervasivit di tali tecnologie nel settore ambientale che consentono di scandire i fenomeni ed atomizzare le pi piccole trasformazioni che possono averli indotti, utilizzando le potenzialit dellanalisi integrata dei dati. In un sistema interoperabile efficace ogni realt pubblica e privata diventa parte integrante di un network nellambito del quale condividere dati, conoscenze ed esperienze ottenendo vantaggi reciproci derivanti dalla lettura integrata e cooperativa delle informa-

zioni. La formalizzazione di tali aspetti esperenziali attraverso le logiche dellintelligence consente di riprodurre e ripercorrere i ragionamenti umani, con la possibilit di considerare un numero estremamente pi ampio di dati georeferenziati ed informazioni alfanumeriche con i rigori di regole precedentemente strutturate ottenendo utili risultati sia sul versante dellanalisi integrata delle informazioni che della predittivit; infatti, lanalisi pi intrinseca delle relazioni tra dati consente

la ricostruzione del relativo modello e linterpolazione, ai fini predittivi, di cosa e quando potr manifestarsi. Tali strumenti, in aggiunta, consentono anche di poter valutare i possibili impatti, che una determinata azione, sia criminale che lecita, possa esercitare sullambiente e sulle sue componenti. Linteroperabilit e lapplicazione delle tecniche di intelligence consente la realizzazione di una integrazione sempre pi ampia tra data base, modelli di dati, modelli computazionali, operatori logici, etc., permettendo di restituire

allinterno di un Sistema di Sistemi (come GIIDA) anche losservazione non formalizzata legata agli aspetti sociali, psicologici ed emozionali, culturali, economici, estetici, etc. Si tratta di un ambito di straordinaria rilevanza scientifica, che merita di essere introdotto con il massimo rigore, in strumenti computazionali al fine di conseguire gli ambiziosi obiettivi della pi articolata Intelligenza Artificiale. *Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Ricerca Sulle Acque

REGIONE PUGLIA

Stanziati 15milioni di euro per la bonifica e messa in sicurezza di 59 siti inquinati


Le opere finanziate dovranno entro il 2011 essere completate
onifiche: in arrivo 15milioni di euro. Stanziata la somma complessiva per la messa in sicurezza di 59 siti inquinati sui quali grava la procedura dinfrazione comunitaria 2003/2077. Lo stanziamento, approvato con determinazione del dirigente della Regione Puglia, Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche n. 130 del 24 luglio 2009, trova copertura con le risorse finanziarie del Programma Operativo 2007-2013 - Asse II - Linea di intervento 2.5 Interventi di miglioramento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati- Azione 2.5.4. La ripartizione dello stanziamento tra i diversi ambiti provinciali

cos suddivisa: Provincia di Bari 8milioni di euro; Provincia di Brindisi 4milioni di euro; Provincia di Foggia euro 2.500milioni di euro; Provincia di Lecce 1.130 milioni di euro. Le Amministrazioni comunali, beneficiarie del finanziamento, dovranno realizzare le opere finanziate entro e non oltre il termine improrogabile: del 30 giugno 2010 per i siti di ridotte dimensioni e del 31 dicembre 2011 per le situazioni pi complesse. Latto dirigenziale pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 143 del 10 settembre 2009. (a.m.m.)

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ECOLAMP

Industria&Ambiente
Destinazione Ambiente un progetto pilota che invita il viaggiatore a fare la raccolta differenziata anche in autostrada, separando i rifuti da destinare al recupero e al riciclo.

Consorzio Conai e Autogrill: Insieme per differenziare


LINIZIATIVA

Liniziativa coinvolge anche Waste Italia, il Gruppo Era ID&A

Trofeo Ecolamp vinto dal comune di Gandino (Bg)


uestanno il Trofeo Ecolamp stato consegnato al Comune di Gandino (Bg) che ha raccolto un totale di 1.370 kg di sorgenti luminose a fine vita. Un risultato lodevole per le caratteristiche peculiari di questi rifiuti: a motivo della loro leggerezza e fragilit, e per la componente di pericolosit data dal mercurio in esse contenuto, richiedono particolare attenzione da parte di chi le raccoglie e le custodisce, per evitare che un prodotto moderno e che fa risparmiare energia non si trasformi a fine vita in un potenziale pericolo per luomo e per lambiente. Il Comune di Gandino, 5.720 abitanti, situato nella provincia di Bergamo ha realizzato una raccolta procapite di 0,24 kg di lampade. La provincia di Bergamo, gi premiata lanno scorso per la raccolta delle sorgenti luminose esauste con il Comune di Calusco DAdda, si conferma, dunque, unarea particolarmente attenta alle problematiche di salvaguardia ambientale. Ecolamp ha raccolto ad oggi pi di 400.000 kg di lampade esaurite, gestisce oltre 2500 centri di raccolta comunali in tutta Italia e ha provveduto a fornire pi di 6000 contenitori di propriet del Consorzio da posizionare nelle isole ecologiche comunali per un investimento totale di 1,5 milioni di euro. (a.m.m.)

utogrill e Conai hanno lanciato liniziativa Destinazione Ambiente, un progetto pilota che invita il viaggiatore a fare la raccolta differenziata anche in autostrada, separando i rifiuti da destinare al recupero e al riciclo. Liniziativa si rivolge potenzialmente a 300 milioni di persone che ogni anno sostano nelle aree di ristoro delle autostrade italiane (di cui 200 milioni nelle aree gestite da Autogrill). La fase iniziale, condotta in collaborazione anche con Waste Italia, il Gruppo Hera e ID&A, interesser cinque aree di sosta pilota per poi essere progressivamente estesa a tutti i punti vendita Autogrill distribuiti sulla rete autostradale italiane. Ogni anno nelle 420 aree di ristoro presenti nelle autostrade italiane sono pro-

dotte circa 45.000 tonnellate di rifiuti. Secondo uno studio realizzato da Conai, il 45% costituito da organico (residui di cibo e bevande), quasi il 40% da vari materiali (acciaio, alluminio, carta e cartone, plastica, legno e vetro) e il 15% da altri rifiuti; mediamente un quarto del totale costituito da imballaggi. Nel centro-sud risulta pi elevata la frazione organica, mentre nel nord aumentano carta e cartone. Una volta a regime, 20/25.000 tonnellate di rifiuti annui potrebbero essere sottratte alla raccolta indifferenziata e avviate al riciclo producendo, ad esempio, 250.000 caffettiere dal riciclo delle lattine in alluminio, 2.500.000 felpe in pile dal riciclo delle plastiche e ben 9.500.000 di bottiglie dal riciclo degli imballaggi in vetro. Inoltre, riciclando

i rifiuti di imballaggio, le emissioni di CO2 si ridurrebbero di oltre 12.000 tonnellate annue. di grande interesse per Conai promuovere comportamenti virtuosi da parte dei cittadini per una corretta attivit di separazione dei rifiuti di imballaggio cos da consentirne lavvio a riciclo - spiega Piero Perron, Presidente di Conai e consideriamo estremamente importante che organizzazioni commerciali della dimensione di Autogrill affrontino il tema ambientale con determinazione e visione strategica. Oggi pi che mai la riduzione dei consumi idrici, il riciclo dei rifiuti e lutilizzo di fonti energetiche alternative aggiunge Gianmario Tondato Da Ruos, AD di Autogrill - non devono essere visti come temi immagine ma

come elementi competitivi discriminanti capaci di incidere sui costi industriali. Forse la crisi avr il merito di chiarire questo, cambiando lapproccio di imprese e istituzioni. Autogrill, tramite Waste Italia, gi effettua, dove possibile, la raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio e di quelli prodotti dallattivit di lavorazione, con 11 tonnellate annue raccolte, circa 9.500 prese/trasporti, 50 compattatori, 80 container e 250 cassonetti. Liniziativa lanciata oggi estende la raccolta al consumatore e rientra nel progetto A-future, finalizzato a rivoluzionare le principali caratteristiche degli store Autogrill in unottica di sostenibilit ambientale. Anna Maria Macchia

SPECIALE FIERE 2009


ECOBIZ-EXPO ECOMONDO

Saremo presenti a:

Boni che di Siti Contaminati Sistemi Integrati Ambientali Editoria e Comunicazione


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Tirana (Albania) dal 14 al 17 Ottobre Fiera di Rimini dal 28 al 31 Ottobre

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Industria&Ambiente

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stato presentato il Rapporto Annuale 2008 sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia, edito dal Centro di Coordinamento Raee, lorganismo che per legge si occupa di coordinare il lavoro dei Sistemi Collettivi ossia le strutture costituite e finanziate dai Produttori di Apparecchiature Elettroniche, che sono responsabili del ritiro dei Raee dai Centri di Raccolta e del loro trattamento. La presentazione di questo rapporto spiega Giorgio Arienti, Presidente del CdC Raee fotografa il 2008, lanno della svolta, il primo di vera operativit, in seguito allAccordo di Programma tra Anci e Centro di Coordinamento Raee (luglio 08), del nuovo sistema di gestione dei Raee. Il passaggio della responsabilit del ritiro e del trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche dagli Enti Locali ai Sistemi Collettivi (che rappresentano i Produttori), avvenuto gradualmente nel corso dellanno scorso ha permesso la nascita e lo sviluppo di un sistema di gestione organico e diffuso su tutto il territorio nazionale. Una vera progettualit sui Raee spiega il Ministro dellAmbiente, Stefania Prestigiacomo - dimostra come una giusta sinergia tra limpegno delle pubbliche amministrazioni e liniziativa dei privati possa creare in tempi brevi un sistema di gestione efficiente e adeguato alle aspettative dei cittadini. Inoltre, a breve saranno emanate le norme che consentiranno di poter consegnare, senza alcun onere, la propria apparecchiatura non pi utilizzabile, come una lavatrice o un frigorifero, al momento dellacquisto di un elettrodomestico equivalente. I dati nazionali. I dati del Rapporto Annuale Raee indicano come, nel corso del 2008, in Italia siano stati raccolti complessivamente 65.713.414 kg di

Raee: Obiettivo raggiunto In Italia servito il 76% e crescono i centri di raccolta


Esempi virtuosi sono lEmilia Romagna, il Veneto e la Lombardia; per il centro lUmbria e la Toscana; buono il dato in Puglia e Basilicata
Raee, con un picco nel mese di ottobre (11.047.455 kg). Nei mesi che vanno da ottobre alla fine dellanno la crescita del sistema esponenziale e la raccolta pari a di circa la met del totale (30.986.029 kg) testimoniando limpulso trasmesso dallAccordo di Programma siglato con Anci. UnItalia a tre velocit, il Nord nettamente in testa. Il dato regionale mostra unItalia ancora a diverse velocit con il Nord in testa che distanzia nettamente il Centro e il Sud; il primato assoluto spetta, infatti, alla Lombardia, con 16.629.070 kg di Raee, secondo il Veneto con 9.374.286 kg e terzo il Piemonte con un totale di 7.744.840 kg. Per le regioni del Centro si distinguono la Toscana, quarta, con 4.791.410 kg di Raee e il Lazio, sesto, con 3.107.261. Fanalini di coda la Basilicata, terzultima a quota 210.104 kg raccolti, la Valle dAosta con 184.585 kg e ultimo il Molise con 128.013 kg. Il 75,8% della popolazione italiana viene servita dal sistema Raee La percentuale di cittadini italiani servita dal sistema Raee in totale si attesta al 75,8% ma il dato per macro-aree evidenzia forti disparit. Se nel Nord, infatti, si registra un numero altissimo di Centri, 2.130, che d modo al sistema di raggiungere mediamente il 92,1% della popolazione, al Centro e al Sud le cose stanno in maniera diversa. Al Centro i Centri di Raccolta sono 308 in totale e la percentuale di popolazione servita scende al 78%, mentre al Sud questo indice arriva a toccare il 52% a fronte di 347 strutture territoriali. Esempi virtuosi sono, per il Nord lEmilia Romagna (99,5% di popolazione servita) il Veneto (94%) e la Lombardia (91,5%); per il Centro lUmbria (90,9%) e la Toscana (81,7%); al Sud, in cui si registrano i maggiori ritardi, buono il dato di Puglia (74,4%) e Basilicata (61,5%). La maglia nera spetta senzaltro alla Sicilia, regione in cui la percentuale di popolazione servita pari solamente al 25,7%. Ma quali sono i benefici ambientali derivanti dal corretto trattamento dei Raee? Il risparmio energetico derivante pari a 28.500 Tep (Tonnellate equivalenti di petrolio), un risparmio pari alla quantit di energia elettrica necessaria ai consumi annui di una citt di 100.000 abitanti. (let.pal)

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Industria&Ambiente

ECOMONDO 2009
FIERA INTERNAZIONALE

Lappuntamento a Rimini dal 28 al 31 ottobre 09

Coinvolti 1.500 imprese italiane ed estere con un offerta di eventi che abbraccia vari settori merciologici

Ambiente, recupero ed economia


In programma giornate di studio sulle bonifiche e sui piani strategici ambientali
di anna MaRia MaCCHia

pochi giorni dalla sua 13 edizione, Ecomondo definisce altri punti fermi del programma di quella che la manifestazione fieristica leader nel settore dellambiente, con focus sul recupero di materia ed energia e sullo sviluppo sostenibile. Lappuntamento a Rimini dal 28 al 31 ottobre 2009 e seppure in un momento di difficolt economica generale, proprio dal mondo dellambiente atteso un segno di ripresa che alimenti la sempre pi diffusa sensibilit sui temi delleco sostenibilit Ecomondo spiega il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni levento fieristico leader italiano dedicato allambiente, punto di riferimento per il recupero e riuso di materia ed energia, organizzato in collaborazione con i pi alti organismi istituzionali e associativi, a cominciare dal Ministero dellAmbiente e dal Conai. Una fiera del fare, il termometro di uneconomia italiana che ha consolidato saperi e tecnologie, che orientata allinnovazione ed gi presente e ben apprezzata allestero. In espansione, dunque, tutti i differenti settori espositivi della grande rassegna, dal cuore mostra sul ciclo completo del rifiuto (prevenzione, raccolta, trattamento e riuso) ai differenti focus: Reclaim Expo (bonifiche ambientali di siti contaminati); Oro Blu (tecnologie per il risparmio dellacqua nellindu-

Lorenzo Cagnoni Presidente Fiera di Rimini

stria e trattamento acque primarie e acque reflue); Inertech (demolizioni e riciclaggio nel comparto delle costruzioni); Metal-Eco (metalli ferrosi e non ferrosi); Citt Sostenibile (progettazione sostenibile, prodotti, materiali, tecnologie e servizi per la tutela del paesaggio, il risparmio energetico e idrico, la riduzione di CO2, migliore qualit negli stili di vita). Attenzione alleco-design, dalla tradizionale mostra Ecofatto alla nuova area Eco Buy, dedicata agli acquisti verdi. Inoltre, spazio sempre maggiore al mondo dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, mentre Rischi e Sicurezza sar la sezione dedicata al sistema della prevenzione dei disastri ambientali e

alle politiche per la salute del cittadino e del lavoratore. Di rilevanza la presenza internazionale, grazie anche a Green Ventures, borsa di cooperazione internazionale frequentata da operatori di 23 Paesi di tutto il mondo. Tra i nuovi eventi Sinnova, exhibition dedicata ai nuovi materiali, tecnologie e materie prime per uneconomia conservativa dellambiente e il Premio per

lo sviluppo sostenibile 2009, destinato alle imprese che si sono distinte per impegno innovativo ed efficacia dei risultati per uno sviluppo sostenibile. Sempre pi ricco anche il panel dei relatori del programma scientifico di incontri tra cui spiccano, tra i tanti, i nomi di Michael Braungart e del filosofo Edgar Morin. Infine, attorno al tema della sosteni-

bilit energetica la manifestazione riunisce le imprese, i progetti ed i saperi per offrire ai visitatori un luogo di confronto e di conoscenza. Protagoniste le fonti rinnovabili: solare termico e fotovoltaico, biomasse, biogas e biocombustibili, eolico, idroelettrico e geotermia. Valore anche ai progetti come quelli per la mobilit sostenibile e lidrogeno.

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Industria&Ambiente

MINISTERO DELLAMBIENTE

Lintesa consentir lo sviluppo di nuovi progetti in materia energetica e da fonti rinnovabili, nonch, il trasferimento del carbone pulito

Prestigiacomo in Cina: Firmate due intese in materia ambientale


Accordo bipartisan per la ricerca e lo sviluppo sostenibile

l Ministro dellAmbiente, Stefania Prestigiacomo ed il Ministro della Scienza e Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, Wan Gang hanno firmato a Pechino una dichiarazione congiunta sulla prosecuzione ed implementazione dei rapporti bilaterali in materia di ricerca e tecnologia ambientale. Lincontro con il Ministro Wan Gang spiega il Ministro Prestigiacomo ha confermato la volont di entrambi di proseguire e anche di sviluppare ulteriormente il programma di collaborazione ambientale, che la Cina ha riconosciuto pubblicamente e per un modello di cooperazione a livello internazionale. La dichiarazione di intenti congiunta che abbiamo siglato a conclusione del nostro incontro rafforza lintesa e consentir lo sviluppo, tra gli altri, di nuovi progetti in materia di produzione di energia rinnovabili energia da carbone pulito efficienza energetica. Sempre a Pechino i Ministeri dellAmbiente italiano e cinese e lEnel hanno siglato un accordo sul trasferimento delle tecnologie del cosiddetto carbone pulito e della cattura della CO2. Laccordo che abbiamo firmato insieme ad Enel aggiunge ancora la Prestigiacomo - ha unimportanza strategica per il nostro Ministero, che investe ormai da tempo sullo sviluppo della tecnologia di cattura e stoccaggio dellanidride carbonica, come dimostrano i tanti accordi bilaterali che abbiamo siglato negli ultimi mesi, non ultimo quello con lAustralia in occasione del G8 di Siracusa. In particolare

OPERE STRATEGICHE

Valutazione dImpatto Ambientale

Al via a Brindisi e Taranto nuovi impianti industriali


Lentit complessiva degli investimenti sar pari a circa due miliardi e trecento milioni di euro. Il personale impiegato nelle opere di cantierizzazione potr raggiungere le 3.000 unit, mentre lincremento di organico per il funzionamento a regime sar di oltre 300 unit. I tempi dei lavori varieranno a seconda del tipo di intervento (fino a un massimo di 34 mesi). Significativi, tra laltro, i benefici ambientali che comporter la centrale eolica offshore: sar evitata lemissione nellatmosfera di circa 420.000 tonnellate di anidride carbonica, di 600 tonnellate di anidride solforosa, 800 di ossidi di azoto, 43 di polveri, risparmiando, inoltre, il consumo di circa 90.000 tonnellate equivalenti di petrolio. (a.m.m.)

laccordo sottoscritto ci fa diventare il primo Paese europeo a sviluppare un programma del genere con la Cina. Laccordo prevede infatti uno studio di fattibilit per la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio dellanidride presso una centrale a carbone e la sua successiva iniezione in un gia-

cimento petrolifero esausto. Questo consentir un abbattimento sostanziale delle emissioni prodotte. Unulteriore conferma della funzione di volano per gli investimenti italiani che il nostro programma di cooperazione ambientale ha saputo svolgere in questi dieci anni.

ono stati firmati dal Ministro dellAmbiente nove decreti VIA (Valutazione dImpatto Ambientale) su opere strategiche per lo sviluppo economico e ambientale del nostro paese. I pareri positivi riguardano la realizzazione del primo impianto eolico offshore dItalia, di fronte alla costa di Termoli (progetto proposto dalla Societ Effeventi), i permessi per la ricerca di idrocarburi nel mare italiano finalizzati a valorizzare le risorse energetiche nazionali (progetto Northem Petrolium), la centrale termoelettrica di Brindisi Nord (Edipower), quella di Falconara (Api Nova Energia), la raffineria di Cremona (Raffinazione Tamoil) e la centrale termoelettrica di Taranto nella raffineria Eni (progetto Enipower).

Industria&Ambiente

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di ClaudiO CHeRuBini*

on Decreto n. 2935 del 29 dicembre 2006 del Ministero dellUniversit e della Ricerca stato approvato il progetto inerente la costituzione di un Centro di Competenza Tecnologica sulla tematica Analisi e prevenzione del rischio ambientale. Il progetto Centro di Competenza Tecnologica ImpresAmbiente nel settore del rischio ambientale per la promozione dellinnovazione tecnologica e della competitivit delle imprese stato presentato nellambito del Programma Operativo Nazionale per le Regioni dellObiettivo 1 Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione 2000-2006; Asse II - Rafforzamento del Sistema Scientifico e di Alta Formazione - Misura II.3 - Centri di Competenza Tecnologica in risposta allAvviso n. 1854/2006. ImpresAmbiente, costituita il 7 dicembre 2006, la Societ Consortile a Responsabilit Limitata che ne stata il soggetto promotore e dal 1 Luglio 2009, finita la fase di start-up, ha iniziato a camminare sulle proprie gambe. Lambito tematico nel quale ImpresAmbiente opera lAnalisi e prevenzione del rischio ambientale,e la struttura si inquadra in un modello a rete in un nodo principale e di cinque nodi secondari che ne garantiscono loperativit in tutte le Regioni dellObiettivo 1. Quali sono gli Obiettivi che si vogliono perseguire? Il Centro di Competenza Tecnologica ha come obiettivo strategico lo sviluppo e lerogazione, al sistema delle imprese ed in particolare alle Piccole e medie imprese, di servizi ad elevato contenuto scientifico-tecnologico nel settore dei rischi naturali ed antropici; Il CCT realizzer attivit di trasferimento tecnologico mirate a promuovere linnovazione che uno dei motori principali per migliorare la

IL PROGETTO SI INSERISCE NELLAMBITO DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE

ImpresAmbiente-Puglia Al via la ricerca scientifica


competitivit del sistema produttivo del Mezzogiorno e favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese, in coerenza con la proposta di Programma Quadro per la Competitivit e lInnovazione (2007-2013). Gli obiettivi saranno perseguiti attraverso la creazione di una filiera ricerca impresa - innovazione, capace di individuare la domanda di innovazione del sistema produttivo e di rispondere attraverso lofferta di competenze specifiche di settore vale a dire dellanalisi e prevenzione del rischio ambientale. Quali sono i compiti del Centro di Competenza Tecnologico? Il CCT ha il compito di promuovere linnovazione tecnologica nel campo dellanalisi dei rischi ambientali presso il sistema delle imprese, della Pubblica Amministrazione e delle grandi utilities, trasferendo competenze ad elevato contenuto scientifico-tecnologico, attivando processi formativi, svolgendo un ruolo di supporto nei campi della qualit e certificazione, stimolando azioni di brokeraggio tecnologico. Il compito di formare e informare gli utenti si esplica, inoltre, rendendo disponibili i risultati derivanti dalle attivit di ricerca e sviluppo che i soggetti afferenti al CCT svolgono in ambito nazionale ed europeo, orientando la domanda di innovazione tecnologica anche in ambiti tematici diversi da quelli del CCT di riferimento. I collegamenti delle realt scientifiche, coinvolte nel CCT che hanno sede in Puglia, sono le seguenti: il Politecnico di Bari il Cnr Irsa e Isac , lUniversit di Bari , lUniversit del Salento. Tali realt scientifiche sono preposte ad incrementare la competitivit delle imprese, favorire processi di internazionalizzazione e, pi in generale, creare condizioni per lo sviluppo di una industria di qualit, concorrenziale nel mercato europeo, nel bacino Mediterraneo e nel contesto internazionale. Il CCT svolge dunque la funzione di interfaccia tra la domanda e lofferta di innovazione tecnologica mediante il potenziamento di un networking fra soggetti tecnico-scientifici, mondo imprenditoriale ed utenti finali. Il ruolo degli utenti finali quello di dettare le priorit degli sviluppi tecnologici, quello dei soggetti scientifici di trasferire know-how ed attivare processi di alta formazione, mentre il ruolo del sistema delle imprese di sviluppare ed ingegnerizzare prodotti e servizi innovativi per soddisfare il sistema della domanda. ImpresAmbiente costituita da capitale misto, a maggioranza pubblica, ed annovera fra i suoi soci le maggiori Universit del Sud Italia, diverse aziende private, che con capitale umano e dotazioni tecnico scientifiche di eccellenza ne sostanziano le potenzialit. Aziende private del territorio pugliese presenti allinizio del Progetto erano alquanto numerose, attualmente sono il Laterificio Pugliese e il Centro Combustione Ambiente dellAnsaldo, oltre altre partecipazioni minori, che sostengono liniziativa e che hanno creduto in questo progetto che ha messo le ali allinnovazione al trasferimento tecnologico e allambiente. Con la speranza che quelle aziende che non hanno voluto pi partecipare al progetto si possano ricredere per lavorare nuovamente insieme. Importante il coordinamento dei diversi nodi regionali, ciascuno dei

quali possiede una vocazione diversa nel campo ambientale. Altrettanto importante , come evidenziato in un recente Convegno tenutosi su tale tema a Roma, il collegamento con gli altri centri di competenza: ICT Sud che si propone di erogare servizi di trasferimento tecnologico mirati alla qualificazione o riqualificazione della domanda e dellofferta, di soluzioni che impiegano tecnologie nel settore ICT; Biosistema che opera nellambito delle biologie avanzate; M.I.T. nellambito dei trasporti, impegnato nella risoluzione delle problematiche legate alla mobilit degli individui e delle merci; CERTA del settore delle tecnologie Agroalimentare. Che insieme costituiscono la cosiddetta rete dei centri di competenza tecnologica, votata a promuovere linnovazione per migliorare la competitivit del sistema produttivo in ogni settore. * Ingegnere Civile Docente Politecnico di Bari Coordinatore del Nodo Puglia Componente del CDA ImpresAmbiente

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Industria&Ambiente

ALBANIA - OBIETTIVO BALCANI

La Fiera del Levante promuove la cultura della tutela ambientale


Partner scientifico il Consorzio Creta e la rivista Industria&Ambiente.Italia La Fiera loccasione dincontro, lofferta di opportunit, il luogo dove presentare soluzioni possibili ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo, larea Balcanica, Adriatica e offrire le soluzioni migliori per lambiente.
di anTOniO CiuFFReda

a Fiera del Levante anche questanno in Albania, rinnovando lo storico legame di amicizia con uno dei suoi principali partner economici. Lobiettivo non muta: presentare a Tirana il meglio del made in Italy. La presenza del Governo italiano, accanto alla storica presenza della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Bari, rafforzano il ruolo della Fiera del Levante quale attore di primo piano delle politiche di cooperazione inter-adriatiche. La manifestazione fieristica che presentiamo, organizzata dalla Fiera del Levante Servizi con la preziosa collaborazione dellICE, presenta caratteri distintivi rispetto alle edizioni passate. La fiera che partir il 14 ottobre prossimo punta, infatti, su settori strategici dello sviluppo economico mondiale: energia, ambiente ed edilizia sostenibile. Come noto, con il Consiglio Europeo di Goteborg del 2001, prende lavvio effettivo la Strategia europea per lo sviluppo sostenibile. Da anni, ormai, la politica dellUnione ha adottato un approccio alle politiche di sviluppo nel quale si presta la massima attenzione ai profili ambientali. A giugno del 2006 il Consiglio Europeo ha adottato la nuova strategia europea per lo sviluppo sostenibile 2005-2010. Con essa lUnione Europea intende perseguire lintegrazione degli obiettivi di sostenibilit ambientale (Agenda di Goteborg) con quelli dello sviluppo economico e sociale (Agenda di Lisbona). In particolare la nuova strategia elenca sette sfide e relativi target e azioni, tra cui cambiamento climatico ed energia, trasporti, produzione e consumi sostenibili. Sempre lUnione Europea ha recentemente varato una serie di provvedimenti che delineano in modo chiaro il percorso che si intende seguire da qui al 2020, per ridurre drasticamente gli effetti del consumo energetico sul clima e giungere ad una effettiva integrazione delle politiche energetiche ed ambientali. Tra le iniziative promosse, proprio in questi ultimi mesi, mi preme sottolineare il Programma Operativo Interregionale Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013 che vede coinvolte le Regioni italiane dellObiettivo Convergenza ( Puglia, Campania, Calabria e Sicilia). In Puglia aumenta lenergia da fonti rinnovabili: la nostra regione, nel 2008, ha prodotto da tutte le fonti, rinnovabili e non, l86% di energia in pi rispetto al suo consumo; lenergia effettiva prodotta nel 2008 dagli impianti eolici di 1.314 gigawatt/ora contro i 1040 della Sicilia e i 992 della Campania. Ma la vera rivoluzione nel fotovoltaico e si

compiuta nellarco di pochi mesi. A settembre 2008, secondo i dati diffusi dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) la Puglia era la terza regione in Italia, nellarco di qualche mese passata al secondo posto, ad aprile 2009 era prima (seguita dalla Lombardia, lEmilia Romagna e il Piemonte) con 56,503 megawatt di potenza elettrica installata e 2.694 impianti. Dal 1 aprile al 23 giugno 2009 un altro salto: la Puglia arriva a produrre 68,177 MW di potenza elettrica e gli impianti diventano 3.177. Gli impianti sono, spesso, piccolissimi, si vedono collocati sui tetti, sui vigneti, persino sui distributori di benzina. Una rivoluzione che non solo numerica, ma emblematica della svolta ecologica della Regione Puglia e dei suoi abitanti, che evidentemente hanno fatto propria la causa delle energie pulite. Dati altrettanto significativi potrebbero essere citati sui temi dello smaltimento dei rifiuti, della gestione delle acque,

delledilizia bio-sostenibile, insomma per tutti quei settori merceologici sui quali si articola EcoBiz. LAlbania crescita tantissimo da quando per la prima volta organizzammo la Fiera del Levante a Tirana. Tutto questo accaduto grazie alla tenace volont degli amici albanesi, alla loro capacit imprenditoriale, al loro lavo-

ro, allo sforzo compiuto dal Governo come dalle amministrazioni locali di questo meraviglioso Paese. Anche con questa manifestazione fieristica lItalia intende affermare quel rapporto di vicinanza e collaborazione costruitosi negli anni: i nostri imprenditori cercano soci daffari, mercati per i loro prodotti, offrono le proprie competenze ad

un Paese amico. La Fiera unoccasione di incontro, lofferta di opportunit, il luogo dove presentare soluzioni possibili: con questo spirito vogliamo rinnovare il nostro legame con i fratelli albanesi. Vice Presidente Fiera del Levante Presidente FDL Servizi

CONFINDUSTRIA PUGLIA Zona di sviluppo il Mediterraneo e larea Balcanica

Fiera strategica per le imprese

In Albania possibile investire nel settore dellenergia rinnovabile

a Fiera del Levante in Albania, patrocinata tra gli altri anche da Confindustria Puglia, rappresenta una valida opportunit per le imprese italiane e pugliesi, in particolare, che vogliano avviare nuovi progetti commerciali ed internazionalizzarsi oltre Adriatico, in un bacino di grandi potenzialit. LAlbania, definita come la porta dei Balcani spiega Nicola Di Bartolomeo, presidente di Confindustria Puglia - sta vivendo unevoluzione constante, continua e sta adottando una legislazione vantaggiosa per attrarre investimenti esteri.

In particolare, questa edizione della Fiera del Levante in Albania, che da campionaria diventa rassegna specializzata, ha scelto come tema centrale quello dellecologia, declinato nei comparti delledilizia sostenibile, delle energie rinnovabili, del ciclo di gestione dei rifiuti e del turismo sostenibile ed ecocompatibile. Settori fondamentali per i quali c gran fermento nei Paesi Balcanici e ai quali Confindustria sta ponendo particolare attenzione anche attraverso lo strumento innovativo dei distretti produttivi. La Fiera in Albania ha una importanza strategica, infatti, per la Regione Pu-

glia che oltre a promuovere lesperienza dellindustria regionale nel campo dellecologia, dar un significativo impulso internazionale dei neo-costituiti distretti ai settori di riferimento. Inoltre, i seminari specifici sullecobusiness con imprese ed esperti albanesi del settore e tecnici governativi e gli incontri daffari bilaterali business to business con operatori specializzati locali, dedicati in particolar modo alle imprese italiane dei comparti ecologia-energia, consentiranno di sperimentare in prima persona le grandi opportunit del mercato albanese.

Industria&Ambiente
REGIONE PUGLIA Un territorio in cui leconomia in forte espansione

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PROVINCIA DI BARI

Ecobiz-Expo: Un grande progetto


Accordo di programma Italia-Albania per il Progetto Interreg III
uardare oltre Adriatico pu costituire una grande opportunit per entrambe le sponde. Voglio dire che Expo Biz, organizzata a Tirana dalla FdL Servizi su incarico della Fiera del Levante, spianer la strada a molte opportunit confermando il ruolo della Puglia quale interlocutore naturale del mondo balcanico. Un territorio la cui economia in grande espansione, tanto vero che, dicono gli esperti, entro la fine del 2009, dovrebbe crescere circa dell8%. Tra i comparti in crescita, ci sono indubbiamente ledilizia sostenibile, i servizi, i trasporti e lagri-

coltura, mentre sono in aumento gli investimenti nel comparto ambiente e nellenergia che, in particolare, vedr a breve termine, la realizzazione di impianti di depurazione e per la gestione dei rifiuti. Si tratta di settori cruciali portati avanti anche dal Programma Interreg III A 2000-2006 Italia-Albania. Attraverso questa iniziativa comunitaria la Regione Puglia e lAlbania hanno collaborato in rapporto sinergico portando avanti una serie di progetti di cooperazione con Universit, Agenzie ed Enti Pubblici albanesi sulle tematiche della salvaguardia ambientale e del

controllo del traffico dei rifiuti. Tutto questo ha consentito di supportare e formare in materia i partner albanesi. Si cos ottenuto un effetto di institutional building nei confronti dei nostri amici del Paese delle Aquile che, pertanto, potranno dora in poi, anche attraverso la nuova programmazione comunitaria, attivare ulteriori interventi, dando continuit a quanto gi realizzato in collaborazione con la Regione Puglia. Onofrio Introna Assessore Ecologia e Rifiuti Regione Puglia

SCHITTULLI

Coinvolti Ice, Confindustria, Confapi, Confartigianato, Lega Coop e Cna

Investire nellambiente con le energie rinnovabili


a tutela e la salvaguardia dellambiente e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Sono questi temi che la Provincia di Bari porter allattenzione della nuova edizione della Fiera del Levante in Albania. La Puglia dispone di risorse ambientali, geoclimatiche e naturali sufficienti a generare tutta lenergia di cui essa ha bisogno e, dunque, pu essere una delle prime regioni al mondo a raggiungere la piena indipendenza energetica. La Puglia, anche in virt della sua posizione geografica di regione proiettata verso il Mediterraneo, si candida a diventare sito di eccellenza per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e per la ricerca sulla produzione dellidrogeno. Per il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, indispensabile attivare politiche a sostegno della diffusione di buone pratiche energetiche, sfruttando lenorme potenzialit energetica del territorio, in termini di energia solare, eolica e derivante dalla disponibilit di biomasse verdi. Gli Enti Locali - spiega Francesco Schittulli - sono chiamati a fare la loro parte attivando politiche di sviluppo ecosostenibili, di risparmio energetico, di riduzione del traffico veicolare e promozione degli acquisti verdi. La Provincia di Bari tra le prime a livello nazionale per la realizzazione di un programma di investimento sul fotovoltaico, denominato Impariamo dal Sole di cui siamo promotori. A soli due mesi dallinsediamento della nuova Giunta Provinciale, infatti, stato dato il via ad un vasto programma di investimento sul fotovoltaico per un costo complessivo di circa 25 milioni di euro. Tale progetto consiste nella realizzazione di 105 impianti di produzione di energia elettrica da solare fotovoltaico che saranno installati su immobili che ospitano le scuole secondarie di secondo grado di propriet e di competenza della Provincia.

L Sviluppo sostenibile, energia, recupero e riciclo Vere novit della Fiera


LEVENTO
di eude alBRiZiO

a IX Edizione della Fiera del Levante in Albania, si avvia a prendere forma con la prima rassegna specializzata per lambiente e lo sviluppo sostenibile. I battenti della quattro giorni si apriranno infatti il prossimo 14 ottobre 2009 con un programma ricco di eventi ed incontri dedicati ai maggiori temi di interesse come: rifiuti, energie rinnovabili, trattamento acque e bioedilizia. Il valore aggiunto spiega Massimo Lupis, amministratore delegato di Fdl Servizi - consiste nellavvicinare maggiormente lo strumento fieristico alle esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane. Allevento parteciperanno imprese provenienti non solo dallAlbania e dallarea balcanica, ma da tutta la Puglia, operanti in vari settori dellindustria e dei servizi. Abbiamo organizzato una Fiera che si declina con tre formule. La Eco Biz.Expo prevede, infatti, tre aree di esplorazione: Eco Expo, Eco Focus e Biz Forum, alternando cos larea espositiva tradizionale, con presenze istituzionali e grandi imprese operanti gi nei settori dellecologia e dellenergia, ad unarea riservata ad incontri e seminari sui temi-chiave delleco-business, come la potabilizzazione delle acque, la produzione di energia dai rifiuti e lefficienza energetica. La stretta collaborazione con lufficio ICE Tirana conclude Lupis - ha permesso di individuare i maggiori settori contemplati del business ecologico dellarea balcanica, dalla gestione del ciclo dellacqua al riciclaggio dei rifiuti, dalle energie rinnovabili alledilizia sostenibile. LEcoBiz Expo, inoltre, finalizza la sua presenza assecondando le fisiologiche esigenze del mercato e degli investitori attraverso lorganizzazione di incontri daffari bilaterali business to business con operatori specializzati locali, dedicati

in particolar modo alle imprese italiane dei comparti ecologia-energia che intendono sperimentare in prima persona le grandi opportunit del mercato albanese. La gestione della IX Fiera del Levante in Albania affidata a Fiera del Levante Servizi, societ controllata dalla Fiera del Levante e specializzata nellinternazionalizzazione di imprese, riunendo in s le cinque grandi strutture associative italiane che saranno presenti alla Fiera: Confindustria, Confapi, Confartigianato, CNA e Lega delle Cooperative.

LECO EXPO: prevede spazi espositivi efficaci e di prestigio. Il piano nobile del Palazzo dei Congressi di Tirana sar questanno riservato ad enti, istituzioni ed imprese grandi e medie, che possono cos realizzare spazi espositivi di forte impatto per presentarsi al meglio al mercato ed ai decisori dacquisto istituzionali. Ciascun espositore pu optare tra lacquisto dello spazio libero e la conseguente realizzazione autonoma dellallestimento preferito, oppure preferire lacquisto dello spazio pre-allestito, realizzato dalla Fiera del Levante in moduli standard e persona-

lizzato. LECO FOCUS: si articola in seminari a numero chiuso per cogliere le opportunit del mercato. E per partecipare ad esclusivi incontri sui temichiave delleco-business. I protagonisti albanesi del settore, i tecnici governativi, i decisori dacquisto si confronteranno con i protagonisti italiani dei mondi delle imprese, della ricerca e dellinnovazione tecnologica. I seminari specializzati, ad accesso nominativo, si susseguiranno dal mercoled al venerd, e saranno focalizzati sui temi di grande attualit quali la potabiliz-

zazione delle acque, la produzione di energia dai rifiuti, lefficienza energetica. BIZ FORUM: incontri daffari personalizzati, organizzati su misura per ciascun partecipante. Un servizio fondamentale per le piccole imprese italiane del comparto ecologia che intendono sperimentare in prima persona le grandi opportunit del mercato albanese. Anche senza allestire un proprio spazio espositivo, partecipando a Biz Forum lazienda pu disporre di un proprio punto dappoggio durante i giorni della Fiera, e prendere parte ad incontri di lavoro business to business.

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Industria&Ambiente

Progetti innovativi per la depurazione delle acque reflue


Lazienda leader a livello nazionale nella produzione e gestione degli impianti a flocculazione elettrolitica

DEPURECO SPA

RICERCA

a Depureco Spa unazienda che opera per la difesa dellambiente e la conservazione delle sue risorse con il trattamento degli scarichi provenienti da insediamenti civili e attivit industriali. In coerenza con i suoi programmi e con gli obiettivi prefissati, la Depureco Spa ha sviluppato tecnologie sempre pi avanzate e sempre rispondenti alle richieste e ci grazie ad unintensa attivit di ricerca finalizzata allaffidamento delle proprie capacit di progettazione e costruzione di macchinari. In un settore giovane quale quello della difesa dellambiente, dove quindi lo sforzo di ricerca deve rappresentare limpulso trainante, la Depureco Spa svolge studi applicativi mirati ad assicurare reali garanzie allutente, confermando il valore della ricerca condotta con criteri e metodi aggiornati e moderni. Le attivit di ricerca e di realizzazione impiantistica della Depureco Spa, si concentrano nel settore della depurazione delle acque di scarico civili e industriali con un bagaglio di conoscenze ed esperienze acquisite nel cor-

so degli anni. Campi di intervento. Cantine e stabilimenti enologici. Le acque di rifiuto provenienti da tali attivit raggiungono caratteristiche, intese come carico inquinante, molto elevate e sono soprattutto caratterizzate da unestrema variabilit sia stagionale che giornaliera dal punto di vista idraulico ed organico. Lesperienza maturata in questo settore ha portato la Depureco Spa allevoluzione dei sistemi di trattamento garantendo oltre la qualit delleffluente,

limpatto ambientale. Unesperienza concreta rappresentata dalla cantina Torre Vento dove in collaborazione con Air Liquide stato progettato un impianto di depurazione a fanghi attivi ad ossigeno puro, con regolazione automatica della quantit di ossigeno disciolto in funzione del carico organico ed idraulico affluente. Depositi petroliferi a autolavaggi. In questo settore la Depureco Spa leader a livello nazionale nella produzione e gestione degli impianti a flocculazione elettrolitica che garantiscono il

completo riutilizzo dellacqua trattata con conseguenti evidenti vantaggi dal punto di vista tecnico ed economico. Tale tecnologia consente leliminazione di tutti i problemi legati allaggressivit dellacqua e alla pericolosa manipolazione di prodotti chimici che normalmente si utilizzano nei tradi-

zionali impianti di depurazione chimico fisica. Il valore di tale tecnologia confermato dalle numerose e importanti referenze tra privati e le maggiori societ petrolifere nazionali tra le quali: Agip Petroli, Erg Petroli, Snam rete Gas, Liquigas, Tamoil Italia, Q8 Petroli, Api, Esso Petroli. (a.m.m.)

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Sostegno finanziario ai progetti innovativi in materia ambientale


Il contributo sar pari al 50% delle spese ammissibili Priorit alla biodiversit e alle governance ambientali
di MaRia elena Celi*

on il programma comunitario Life Plus la Commissione Europea intende razionalizzare il sostegno finanziario di progetti innovativi in materia ambientale, pervenendo allaccorpamento di quattro strumenti di matrice comunitaria per la promozione dello sviluppo sostenibile. In risposta ad un unico bando la cui scadenza per lannualit 2009 stabilita al 15 settembre enti pubblici o privati, soggetti o istituzioni registrate in uno dei Paesi membri dellU.E. potranno dunque candidare a finanziamento proposte relative a temi fino ad oggi riconducibili a differenti strumenti di attuazione delle politiche comunitarie. Confluiscono, infatti, allinterno di un programma pi armonico le linee dazione precedentemente distribuite tra il vecchio Programma LIFE, il Forest Focus, il Programma di azione comunitario per la promozione delle Organizzazioni non governative attive nel campo della protezione ambientale e il Quadro comunitario di cooperazione per lo sviluppo sostenibile dellambiente urbano. Tre i settori dintervento di Life Plus: natura e biodiversit, rivolto alla protezione e conservazione dei sistemi naturali, degli habitat naturali e della

flora e fauna selvatiche, per arrestare la perdita di biodiversit, inclusa la diversit delle risorse; politica e governance ambientali, le cui priorit differiscono in base ai sub-obiettivi del cambiamento climatico (tema che la Commissione Europea ritiene prioritario), delle acque, dellaria, del suolo, dellambiente urbano, del rumore, delle sostanze chimiche, della salute umana, delle risorse naturali e forestali, dei rifiuti e dellinnovazione; informazione e comunicazione, rivolto alla

promozione dellinformazione e della sensibilizzazione sui temi dellambiente, con particolare riguardo alla prevenzione degli incendi boschivi per la quale si prevedono azioni integrate di formazione ed accompagnamento. Lampiezza dei temi coinvolti dal programma Life + suggerisce di prestare particolare attenzione alle priorit stabilite a livello nazionale consultabili, per quanto concerne lItalia, al sito web: http://ec.europa.eu/environment/ life/funding/lifeplus2009/call/docu-

ments/nap_italy2009.pdf. Si tratta di indicazioni che contribuiscono a rendere pi efficaci le politiche nazionali dintervento in materia ambientale, giustificando il riconoscimento di una premialit a favore dei proponenti che dimostreranno di tenerle in buon conto. Atteso che il sostegno finanziario comunitario ai progetti che saranno ammessi a contributo sar pari al 50 % delle spese ammissibili e che limporto medio di ciascun intervento dovrebbe attestarsi allincirca su un milione e mezzo di euro (il che lascia intravedere la possibilit di ammettere a contributo almeno trenta progetti su base nazionale), la presentazione di proposte da parte di pubbliche amministrazioni e, in particolare, di enti locali non appare particolarmente agevole. Un possibile rimedio alle rigidit della finanza pubblica pu essere tuttavia offerto dal sistema imprenditoriale, la cui partnership con i soggetti istituzionali resa possibile dalla espressa previsione di partenariati tra soggetti

proponenti composti da un minimo di 1 e un massimo di 5 partner (eccettuate aggregazioni pi ampie di soggetti che, rivestendo carattere di eccezionalit, dovranno essere debitamente giustificate). A dispetto dello spirito comunitario del programma e della sua congrua dotazione finanziaria complessiva (ben 250 milioni di euro) lavviso pubblico non impone partenariati multinazionali, limitandosi piuttosto a valutali con favore nel solo caso in cui la natura dellintervento promosso li renda necessari. Interessanti informazioni statistiche in riferimento ad annualit pregresse possono trarsi dai risultati della procedura relativa al 2007 (lunica attualmente definita) che dimostra come siano state approvate ben 143 delle circa 700 proposte ricevute dalla Commissione europea. Si tratta di un rapporto decisamente incoraggiante se raffrontato agli esiti di altre gare espletate nello stesso settore. *Universit di Bari

RICERCA E UN OLIO NATURALE E BIODEGRADABILE

Operativo a Valle Vecchia il primo trattore a colza italiano


Il Progetto stato sperimentato da Veneto Agricoltura

stato presentato a Valle Vecchia (Caorle-VE), nellazienda pilota di Veneto Agricoltura, il primo trattore in Italia che utilizza olio puro di colza come carburante prodotto e commercializzato dalla Fendt. Il colza, coltivato e spremuto direttamente in azienda, diventa un olio combustibile biodegradabile che riduce le immissioni di CO2 e abbassa i costi. Lolio vegetale puro, ottenuto dalla spremitura del colza, non e un biodiesel. E un olio naturale, quindi biodegradabile, la cui combustione migliora notevolmente il bilancio dellanidride carbonica rispetto ad altri combustibili e pu essere facilmente prodotto e utilizzato in

azienda agricola. Il Fendt 820 Vario Greentec, e lultimo anello del progetto di filiera bioenergetica corta e chiusa sperimentata da Veneto Agricoltura nella sua azienda a Valle Vecchia. Qui, lo scorso autunno, sono stati seminati 24 ettari di colza ed il raccolto ottenuto, dopo un semplice processo di spremitura a freddo e filtrazione dei semi raccolti, e diventato olio vegetale puro utilizzabile da questo nuovo trattore come carburante. Il trattore della Fendt con i suoi 205 CV di potenza massima e un serbatoio da 340 litri potr soddisfare le esigenze e la mole di lavoro di una grande azienda agricola come Valle Vecchia. (a.m.m.)

SERVIZI ECOLOGICI RACCOLTA E TRASPORTO DI RIFIUTI URBANI


VIA OGNISSANTI N.C. - 70010 CAPURSO (BA) - TEL/FAX 080.4672460 - E-mail: ecologicapugliese@libero.it

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Industria&Ambiente

DISTRETTO PRODUTTIVO DELLAMBIENTE

Progetti davanguardia e sinergie strategiche per il ciclo dei rifiuti


Accolte 30 idee innovative suggerite dal sistema universitario pugliese e 70 proposte di iniziative imprenditoriali articolate in progetti di filiera
di lORenZO FeRRaRa*

Lobiettivo del Dipar quello di creare una filiera sinergica nel campo dei rifiuti, delle bonifiche e delle acque, nonch, della comunicazione e informazione per la diffusione dei dati ambientali.

l Comitato del DIPAR (Distretto Produttivo dellAmbiente e del Riutilizzo) ha adottato nella seduta del 25 settembre 2009 il Programma triennale di Sviluppo e il Regolamento Interno. Il Comitato insediatosi il 28 luglio 2009 ha svolto in piena estate un impegnativo lavoro di coinvolgimento di tutti gli aderenti al distretto, ottenendo il lusinghiero risultato di raccogliere oltre 70 proposte di iniziative imprenditoriali articolate in progetti di filiera nei diversi settori del comparto e 30 idee progettuali suggerite dal sistema universitario e della ricerca pugliesi. Le tematiche affrontate spaziano dal ciclo dei rifiuti e quello delle acque, dalla bonifica dei siti inquinati alla tutela della qualit dellaria, incrociando i campi dell innovazione tecnologica, della formazione, della comunicazione e dellinternazionalizzazione. La risposta del sistema produttivo regionale ha cosi confermato, con una consistente proposta della base imprenditoriale, l impostazione data attraverso le sei Linee Strategiche Programmatiche, gi presenti nella prima istanza di riconoscimento. Le proposte e le idee progettuali, si incardinano, infatti, nelle azioni da promuoversi per il conseguimento di obiettivi specifici, che il Distretto intende perseguire allinterno di un disegno pi ampio, che porta al conseguimento di obiettivi di pi largo respiro nellambito delle strategie di Distretto. Elenchiamole: mettere in rete le azien-

DIPAR PUGLIA LIng. Giuseppe Dalena tra i coordinatori del progetto

Sistema di filiera per lambiente


E prevista la realizzazione di un network per la comunicazione
er la stesura del Programma di Sviluppo del DIPAR, in seno al Comitato di Distretto, sono stati costituiti tre Gruppi di Lavoro, impegnati nella fase di coordinamento e di valutazione della fase progettuale del Programma. Le tematiche sviluppate afferiscono a: Innovazione Tecnologica, Internazionalizzazione, Formazione e Comunicazione. Coordinatore del Gruppo di Lavoro per lInnovazione Tecnologica ling. Giuseppe Angelo Dalena; Coordinatore del Gruppo di Lavoro per lInternazionalizzazione la dott.ssa Lella Miccolis; Coordinatore del Gruppo di Lavoro per la Formazione e la Comunicazione il prof. Carlo Mongelli. I gruppi di lavoro hanno ritenuto rilevante lidea di creare un luogo fisico de pugliesi operanti nel DIPAR al fine di creare filiere strutturate in grado di operare in maniera sinergica nel campo dei rifiuti, delle bonifiche e delle acque; creare una rete di comunicazione ed informazione per la diffusione dei dati, la formazione e l aggiornamento continuo del sistema ambiente; creare un network di servizi reali alle imprese in campo ambientale; favorire lo sviluppo di innovazione nei sistemi produttivi finalizzati alla salvaguardia dellambiente in stretta sinergia con il mondo della ricerca pugliese; internazionalizzare le aziende aderenti al DIPAR incrementando azioni di trasferimento tecnologico nei paesi in via di sviluppo al fine di diffondere luso delle migliori tecnologie disponibili per la salvaguardia ambientale e finalizzando gli investimenti promozionali nelle aree balcaniche di prossimo

attorno al quale coagulare le attivit di innovazione, di formazione, di internazionalizzazione, favorendo i necessari scambi e le pi opportune interazioni allo scopo di operare sempre pi efficacemente in una logica di filiera. Obiettivi dei gruppi di lavoro sono stati la diffusione e trasferimento tecnologico finalizzati a divulgare i risultati della ricerca scientifica con le applicazioni al mondo dellimpresa; la formazione diretta ai ricercatori ed operatori dellinnovazione, ai dirigenti, ai tecnici aziendali, agli operatori del settore; linformazione e sensibilizzazione da realizzarsi mediante specifiche campagne di educazione ambientale fortemente coinvolgenti, convegni, giornate di studio; la comunicazione di distretto realizzata

attraverso il portale interattivo del distretto ed attraverso una piattaforma televisiva dedicata; le infrastrutture telematiche con la creazione allinterno della cittadella dellAmbiente di un centro di diffusione dei dati della ricerca ambientale; di un Network di imprese al fine di favorire scambi e sinergie; di processi di scambio di opportunit culturali ed imprenditoriali con i Paesi Emergenti al fine di creare un Sistema Innovativo per la gestione dellAmbiente con i Balcani ed il Nord Africa. Sfida del DIPAR quella di porre le basi per la creazione e mantenimento di un Sistema di filiera che sia veicolo di progresso per i Paesi Emergenti che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. do con soddisfazione, nel frattempo, un primo significativo risultato. Al primo importante appuntamento le varie componenti del distretto: imprese, universit ed Enti di ricerca, associazioni di categoria, sindacato, sono riuscite a fare sistema, a cogliere quindi lobiettivo principale alla base dellidea distrettuale. Presidente del Dipar

ingresso nella U.E.; promuovere lalta formazione in campo ambientale per favorire linserimento di risorse umane qualificate negli organici delle imprese del Distretto al fine di accrescere la competitivit delle stesse in campo nazionale ed internazionale. Questo in sintesi lambizioso programma varato dal Comitato di Distretto, che attende ora con fiducia lesito dellesame regionale, registran-

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Industria&Ambiente

REGIONE PUGLIA

IL PROGETTO La Regione Puglia al fine di reprimere i reati di traffico transfrontalieri di rifiuti ha avviato il Progetto Scorie.

Liniziativa si inserisce nellambito della collaborazione italo-albanese per lanalisi e il contrasto dei traffici illeciti.

Contrasto pi efficace al traffico illegale dei rifiuti pericolosi


Incisiva lazione di monitoraggio delle forze di Polizia per la repressione dei reati ambientali e degli illeciti
gni anno in Italia spariscono tonnellate di rifiuti. agghiacciante il ritratto del traffico illecito dei rifiuti fatto dallassessore regionale pugliese allEcologia, Onofrio Introna, al convegno organizzato in Fiera del Levante dalla Direzione Regionale per la Puglia e la Basilica dellAgenzia delle Dogane. Si parlato di azioni di contrasto e prevenzione, sensibilit istituzionale e senso di responsabilit delle imprese e della comunit internazionale. Perch quello del traffico illecito di rifiuti un problema trasversale, che colpisce ai fianchi la salute dei cittadini, lecosistema, le casse dello stato e le stesse aziende, spesso coinvolte in questa lunga filiera di irregolarit. Spesso sono le stesse imprese occidentali - ha spiegato il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli - a utilizzare tecnologie e strumentazioni obsolete, alimentando il malaffare e ampliando il divario fra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Limmagine stata resa pi chiara da un caso presentato dal direttore regionale per la Puglia e la Basilicata dellAgenzia delle Dogane, Gianfranco Brosco: Un esempio di traffico di rifiuti? Gli scarti elettronici di un impresa occidentali vengono trasportati in Pakistan e lasciati incustoditi nei terreni. I ragazzi li raccolgono e li bruciano per separare i materiali preziosi dalla plastica. Le scorie quindi finiscono nel fiume, dove poi si abbeverano gli animali. Un ciclo di inquinamento infinito, che mostra come quanto grandi siano le esportazioni dallItalia dei rifiuti. Paesi di destinazione, la Cina, lEgitto, lIndonesia, Honk Kong. Per un totale, dal 2008 a oggi, di 732.150 kg di rifiuti.

Ma anche limportazione ha un mercato rilevante. Emblematico il caso di Taranto, dove da unindagine partita dallAgenzia delle Dogane della Puglia sono state sequestrate 110mila tonnellate di Pet Coke importato dagli Stati Uniti. Le indagini, continuate da parte dei Carabinieri, del Noe e del Nas su tutto il territorio nazionale hanno portato poi al sequestro allincirca di 900mila tonnellate di materiale. Il Pet

Coke uno dei prodotti di scarto della raffinazione del petrolio e viene utilizzato prevalentemente per usi energetici - combustibile per la produzione - in maggioranza da industrie cementifere e in parte da industrie siderurgiche. La Corte di Cassazione di recente stata chiamata a pronunciarsi in sede cautelare in ordine a un ricorso avverso uno dei provvedimenti di sequestro di Pet Coke effettuato dallAgenzia delle

Dogane e dai Carabinieri, confermandone la correttezza nelloperato. Questa sostanza, infatti, non considerata rifiuto pericoloso solo se destinato a essere utilizzato come combustibile per usi produttivi e se non contiene sostanze come lo zolfo e determinati materiali volatili in quantit superiore a quelle previsti dalla legge. In caso contrario, cos come accertato nei casi di sequestro adottati dalla Dogana e dai Carabinieri, sulla scorta delle risultanze scientifiche considerato un rifiuto potenzialmente molto pericoloso per la salute. Lazione di contrasto, come si vede, parte ovviamente dalle coste e sta portando risultati. Il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha definito gli 800 chilometri di terra pugliese bagnata dal mare come un valico intelligente, nato da unevoluzione dei vecchi sistemi di controllo, basati solo su verifiche a campione. Oggi ha spiegato il Governatore siamo al secondo posto in Italia per il contrasto al traffico di

rifiuti. E non vuol dire che in Puglia aumentata lillegalit, ma che il contrasto si fatto pi efficace. Lassessore allEcologia, Onofrio Introna, ha illustrato inoltre lazione del governo regionale derivante dal Progetto Scorie, uno spazio comune di collaborazione italo-albanese per lanalisi e il contrasto dei traffici. Soddisfatto per le azioni, che stanno portando molti frutti, il direttore dellUfficio Centrale Antifrode dellAgenzia delle Dogane, Giovanni Bocchi: Noi ci occupiamo del profilo internazionale dei traffici e la Puglia ha un settore particolarmente delicato come punto di partenza di queste merci da Taranto. una battaglia lunga, cominciata con la Convenzione di Basilea del 1989, quando si deciso che i Paesi in via di sviluppo non potevano diventare la pattumiera di tutto il mondo industrializzato. E una battaglia lunga, ma dobbiamo vincerla. Anna Maria Macchia

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Industria&Ambiente
anchesse, con forte presenza di acqua al proprio interno. La terza fascia di interesse non presenta caratteri degni di particolari attenzioni e coincide sostanzialmente con il fondovalle del fiume Bences. Della zona del Monte Tomor e del Monte Kulmakut, in realt potremmo parlare come di ununica area in quanto le due regioni sono confinanti. La grande dorsale montana, infatti, si sviluppa a NE della citt di Valona e si orienta in direzione NW-SE. La zona del Tomor chiusa a valle dal fiume Tomorrices, a oriente e dal fiume Osumit a occidente fortemente caratterizzata da carso nudo profondamente segnate da forme glaciali e glacio- carsiche risultato del modellamento operato dalle coperture glaciali avvenute nel periodo quaternario. Le quote pi alte si raggiungono percorrendo le montagne della catena del Kulmakut (2174 m slm) da dove un altopiano sommitale, intorno ai 2000 m, si sviluppa verso est e un altro degrada invece a occidente sfiorando le quote comprese fra i 1500 e i 1900 m slm. Questultimo altopiano fortemente interessato dal fenomeno carsico profondo presenta una serie di inghiottitoi e cavit dalle notevoli dimensioni e complessit tecniche esplorative che meriterebbero ancora oggi ulteriori approfondimenti. La Speleologia, quindi, occupa un ruolo indispensabile nellambito della ricerca idrogeologica in quanto consente anche lispezione diretta di parte dei condotti carsici che fornisce insostituibili informazioni sulle caratteristiche dei sistemi acquiferi. Al fine di individuare i meccanismi pi efficaci di prevenzione e conservazione delle risorse idriche carsiche, la ricerca speleologica e quella idrogeologica sia da parte albanese sia italiana potr svolgere un ruolo fondamentale e determinante. *Geologo - Politecnico di Bari *Speleologo - Gruppo Puglia Grotte

Aree carsiche albanesi A rischio inquinamento


Ruolo strategico della ricerca speleologica e idrologica italo-albanese
di alessandRO Reina e Giuseppe saVinO

UNESCO ha pubblicato alcuni dati secondo i quali circa l80 % del fabbisogno mondiale di acqua potabile, entro i prossimo venti anni, dovr essere garantito dalle falde acquifere esistenti in aree carsiche. La grande scommessa , ora, garantire a tale risorsa idrica tutela e salvaguardia essendo gli acquiferi carsici di enorme vulnerabilit e troppo esposti ad aggressione da parte di elementi inquinanti. I reticoli carsici sono strutture permeabili organizzati come sono da una serie di fratture e condotti esistenti allinterno della massa rocciosa che, in linea generale, costituita da calcari e, fra altre autorevoli discipline, quella speleologica permette proprio lesplorazione diretta di tali reticoli rappresentando quindi un importante strumento di conoscenza delle aree carsiche e conseguente valutazione della salute di queste ultime. LAlbania, conosciuta per il suo eccezionale territorio ricco di rilievi montani e grandi valli, uno dei Paesi mediterranei dalla spiccata vocazione carsica tanto da incuriosire e interessare gli speleologi (soprattutto italiani) che, sin dai primi anni novanta, hanno organizzato una serie di spedizioni speleocarische e nelle aree di maggiore interesse . Speleologi pugliesi hanno svolto una serie di progetti interessando principalmente le aree del Monte Polisi, la regione del Kurvelesh, del Monte

Tomor e del Monte Kulmakut. Il Massiccio del Monte Polisi situato nellAlbania centrale e rappresenta unarea montana che raggiunge quote che sfiorano i 2000 metri di altezza. La zona fortemente caratterizzata da affioramenti di rocce sedimentarie e magmatiche, in particolare costituiti da calcari e conglomerati del Cretaceo il corpo inferiore e da calcari e calcari dolomitici nel corpo superiore. Molto presenti sono le forme di carsismo epigeo tipiche del carso nudo segnati da inghiottitoi, valli cieche, poljie, campi solcati e un gran numero di doline. Al pronunciato carattere carsico epi-

geo per si contrappone una modesta presenza di carso di grande sviluppo e profondit. Molte delle grotte esplorate, infatti, presentano uno sviluppo prevalentemente verticale ed esclusivamente tendenti a inseguire la facile via delle principali linee di fatturazione della roccia. A Sud del piccolo Paese balcanico, invece, si incontra la regione del Kurvelesh, caratterizzata da una catena montuosa che si staglia con quote non considerevoli, pari a circa 1500-1600 m di quota. Questa zona, gi sede di studi condotti da geologi italiani nel periodo precedente linizio della II Guerra Mondiale,

strutturata in diverse rocce solubili afferenti, genericamente, al tipo calcareo e pertanto fortemente interessata da fenomeni carsici di tipo ipogeo ed epigeo. Ragioni di opportunit hanno diviso larea in tre zone. La prima zona, quella pi in quota (attorno ai 1400 m slm), interessata dalla forte presenza di poljie, doline e grotte, perlopi verticali ma non dallo sviluppo significativo (attorno ai 30 metri di profondit). La seconda, pi in basso, invece, diventa molto pi interessante vista la forte presenza di canyon, spesso percorsi da acque, e da grotte dal discreto sviluppo (sia in verticale che in orizzontale),