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CELLULE DEL TESSUTO CONNETTIVALE La popolazione cellulare del tessuto connettivo propriamente detto diversificato, e pu variare con lo stato

o fisiologico del tessuto stesso nel momento in cui viene osservato. La popolazione di cellule stabilmente residenti nel tessuto sono: cellule mesenchimali, cellule reticolari, fibroblasti (fibrociti), macrofagi, periciti, cellule adipose e mastociti. Si possono trovare anche plasmacellule, melanociti e leucociti. CELLULE RETICOLARI La cellula reticolare una cellula stellata o fusiforme presente nel tessuto mieloide e negli organi linfatici. Generalmente forma un reticolo cellulare in associazione con uno stroma di fibre reticolari. Il nucleo tondeggiante od ovale. Il citoplasma abbondante e leggermente basofilo. I prolungamenti citoplasmatica di queste cellule sono in contatto gli uni con gli altri e sono responsabili della tipica rete cellulare o reticolo. Le cellule reticolari, comportandosi come fibroblasti, producono lo stroma, di fini fibre reticolari, degli organi e tessuti dei quali esse costituiscono parte integrante. Hanno anche unattivit fagocitarla. Le cellule reticolari primitive, una sorta di cellule staminali indifferenziate, si ritiene che possano essere cellule staminali per elementi del midollo osseo e macrofagi. La cellula reticolare non presente solo in associazione con le fibre reticolari, ma costituisce una cellula fissa del tessuto connettivo reticolare. FIBROBLASTI I fibroblasti dei tessuti connettivi propriamente detti, sono le cellule pi numerose. I giovani fibroblasti sono cellule stellate con lunghi prolungamenti cellulari. Il nucleo grande, ovale o tondeggiante, presenta un evidente nucleolo. Il citoplasma basofilo e abbondante. La forma attiva di questa cellula presenta un esteso reticolo endoplasmatico granulare e un apparato del Golgi ben sviluppato. I fibroblasti inattivi (fibrociti) hanno nuclei con maggior contenuto di eterocromatina. La ricostruzione della matrice dopo una lesione dipende dallattivit dei fibroblasti, che sono responsabili della secrezione di procollagene. MACROFAGI I macrofagi sono cellule fagocitarie del tessuto connettivo e sono lelemento pi rappresentato dopo i fibroblasti. Essi possono essere distinti in fissi e liberi o migranti. Il nucleo spesso e a forma di fagiolo o reniforme. A livello ultrastrutturale gli organuli pi evidenti nei macrofagi sono rappresentati dallapparato del Golgi, dal reticolo endoplasmatico granulare e dai lisosomi. I macrofagi costituiscono un fattore cellulare fondamentale per la difesa nei riguardi dellinvasione dellorganismo da parte di materiale articolato. Essi giocano anche un ruolo significativo nella fagocitosi e nella rimozione di detriti cellulari. MASTOCITI I mastociti sono variamente distribuiti nel tessuto connettivo ma normalmente si trovano lungo il percorso di piccoli vasi, di solito in piccoli gruppi. Generalmente sono cellule ovoidali con un nucleo piccolo. La pi importante caratteristica la presenza di granuli basofili nel citoplasma. Questi granuli contengono due sostanze importanti dal punto di vista fisiologico, eparina e istamina. I mastociti di alcune specie contengono anche serotonina. Leparina una sostanza importante come anticoagulante che impedisce la possibile coagulazione del fibrogeno in microambienti localizzati. Leparina agisce inoltre come fattore chiarificante del sangue. I mastociti rilasciano inoltre sostanze coinvolte nelle risposte di tipo allergico. CELLULE ADIPOSE Le cellule adipose o adipociti, sono presenti come cellule isolate o raccolte in gruppi. ALTRE CELLULE DEL CONNETTIVO Altre cellule che si possono riscontrare nel tessuto connettivo sono: plasmacellule, melanociti, linfociti, monoliti, neutrofili, eosinofili e basofili.

Le plasmacellule svolgono una funzione importante nella protezione immediata e prolungata dellorganismo nei riguardi degli antigeni. Esse sintetizzano e secernono grandi quantit di anticorpi umorali (immunoglobuline) che fanno parte della risposta immunologia specifica. E una cellula tondeggiante con una definita polarit. Il citoplasma basofilo contiene un nucleo tondeggiante, talvolta organizzato come i raggi di una ruota. La basofilia del citoplasma dovuta ad un ampio sviluppo del RER e a ribosomi liberi. I melanoblasti sono cellule derivate dallectoderma delle creste neurali. Tali cellule migrano attraverso lorganismo e arrivano a trovarsi allinterno o in prossimit dello strato basale dellepidermide. Esse hanno la capacit di produrre melanina ma ci non accade fino a quando non hanno raggiunto la loro localizzazione. Quando cominciano a sintetizzare melanina, vengono denominate melanociti. La sede daccumulo nellambito dellepidermide di questo pigmento morfologicamente indistinguibile dai melanociti. Gli elementi passivi di raccolta di tal elemento vengono denominati melanofori. Per stabilire quali cellule siano melanociti si esegue una reazione istochimica alla diidrossifenilalanina. TESSUTI CONNETTIVI PROPRIAMENTE DETTI TASSUTO CONNETTIVO LASSO Il tessuto connettivo lasso o aureolare definito tessuto fibrillare lasso. E il tessuto connettivo pi ubiquitario. E composto da un lasso ordinamento di fibre collagene, reticolari ed elastiche orientate a caso. Le fibre collagene tuttavia sono gli elementi fibrosi extracellulari predominanti. Il componente prevalente della sostanza fondamentale lacido ialuronico; tuttavia sono presenti anche condroitinsolfato e dermatansolfato. Lassociazione di questi componenti della matrice conferisce al tessuto particolari qualit di flessibilit ed elasticit. Nella sostanza fondamentale appaiono fibre collagene ed elastiche orientate a caso. Sono inoltre presenti anche numerosi vasi e cellule adipose sparse. E evidente una lassa e fine rete di fibre collagene, reticolari ed elastiche variamente orientate. Predominano fibre collagene e fibroblasti. I costituenti cellulari variano a seconda della localizzazione e della fisiologia. TASSUTO CONNETTIVO FIBRILLARE COMPATTO IRREGOLARE Questo tessuto connettivo denso o compatto, chiamato anche tessuto connettivo fibroso a fasci intrecciati, un tessuto strettamente correlato al tessuto connettivo lasso. I fibroblasti e le fibre collagene ne costituiscono la principale caratteristica. Le fibre collagene formano fasci spessi e ondulati che costituiscono una grossolana rete allinterno della quale sono localizzate poche cellule. TESSUTO CONNETIVO FIBRILLARE COMPATTO REGOLARE Detto anche tessuto connettivo fibroso a fasci paralleli. La caratteristica pi evidente di questo tessuto connettivo lorientamento ordinato e parallelo delle fibre collagene. Le fibre (con una colorazione ematossilina ed eosina) formano un fondo omogeneo colorato in rosa. I nuclei di queste cellule variano dalla forma ovale ad una forma allungata e sottile. Sebbene possano essere presenti altri tipi di cellule questi sono estremamente rari. Questo tessuto connettivo di tipo predominante che forma tendini e legamenti. Singoli fasci di tali fibre molto organizzate sono tenuti uniti da tessuto connettivo lasso. Lorganizzazione ordinata delle fibre collagene resiste alle notevoli forze di trazione applicate ai tendini e ai legamenti. Sono presenti pochissime cellule, soprattutto fibrociti. Predominano grosse fibre collagene che appaiono come matrice di fondo relativamente omogenea. I fibrociti sono disposti in ordinamento longitudinale. Il collagene colorato in rosa con ematossilina ed eosina. Rigenerazione Il fibroblasto la principale cellula responsabile dei processi rigenerativi e riparativi del tessuto connettivo. Cellule invecchiate e/o danneggiate vengono rimosse e rimpiazzate da nuovi fibroblasti. Il tessuto connettivo fibroso pu anche operare la riparazione daltri tessuti. La formazione di tessuto connettivo fibroso nei processi di riparazione daltri tessuti pu limitare, ridurre o annullare la normale funzione del tessuto riparato.

TESSUTO ADIPOSO Forma e funzione Il tessuto adiposo composto di una popolazione omogenea di cellule, adipociti o cellule adipose che possono essere presenti come cellule singole, gruppi o estese masse di cellule. La sua particolare caratteristica rappresentata dalladipocita. Questo tessuto rappresenta una fonte denergia prontamente disponibile. Il tessuto adiposo svolge un importante ruolo nella termoregolazione. La sua distribuzione nellambito dellorganismo facilita la conservazione del calore. Il tessuto adiposo costituisce inoltre un importante meccanismo disolamento meccanico. Dal punto di vista morfologico si distinguono due tipi di tessuto adiposo tessuto adiposo bianco o uniloculare e tessuto adiposo bruno o multiloculare. Origine del tessuto adiposo La cellula staminale specifica degli adipociti rappresentata probabilmente dalla cellula mesenchimale. Tessuto adiposo uniloculare Questo tessuto viene denominato tessuto adiposo bianco o giallo o tessuto adiposo comune. Sono cellule sferiche che possono apparire poliedriche e in sezione hanno un aspetto danello con castone. LA maggior parte del citoplasma occupata da una singola grande gocciola di grasso circondata da un sottile straterello di citoplasma. Il nucleo solitamente localizzato ad un lato della cellula. Per dimostrare i lipidi delle cellule adipose sono richieste speciali tecniche dallestimento come il congelamento e speciali colorazioni. Il tessuto adiposo uniloculare pu essere suddiviso in pi piccole unit (lobuli) da setti di tessuto connettivo lasso. Tessuto adiposo multiloculato Questo tessuto, chiamato anche tessuto adiposo bruno, consiste di cellule adipose multivacuolari. La pi importante caratteristica di queste cellule , infatti, la presenza di numerose piccole gocce lipidiche allinterno del citoplasma. Il nucleo tondeggiante non situato ad un lato della cellula, ma pu presentare qualsiasi localizzazione. Il colore bruno di questo tessuto deriva da numerosi mitocondri. Le cellule adipose del grasso bruno contengono pi mitocondri e il tessuto pi vascolarizzato e innervato di quello bianco. Lorganizzazione globulare tale da conferire un aspetto ghiandolare. Il metabolismo dei lipidi accumulati produce calore, riscalda il sangue ed eleva la temperatura del corpo. Il grasso bruno ha una limitata ma specifica distribuzione, Esso si sviluppa nel corso del periodo prenatale. I roditori ibernanti posseggono depositi di grasso bruno, questi depositi garantiscono il mantenimento della temperatura corporea durante i periodi dibernazione. TESSUTO CARTILAGINEO Nei mammiferi costituisce il primitivo abbozzo fetale della maggior parte dello scheletro e, nel corso dello sviluppo, viene sostituita in larga misura da tessuto osseo. Nelladulto ha quindi una distribuzione relativamente ridotta: riveste le superfici articolari delle ossa, costituisce i dischi intervertebrali, d sostegno ad alcuni organi dellapparato respiratorio e al padiglione auricolare. Il tessuto cartilagineo costituito da cellule, i condrociti, e da matrice extracellulare. A differenza di tutti gli altri tessuti connettivi non vascolarizzato n innervato. rivestito da una lamina di tessuto connettivo fibroso, non particolarmente ricco di vasi: il pericondrio, che manca solo nella cartilagine auricolare. Al termine del differenziamento i condrociti risultano inglobati nellabbondante matrice che forma, attorno ad ogni singolo elemento, una capsula. I condrociti hanno morfologia e distribuzione differente a seconda che si osservi la sezione nella parte profonda del tessuto o in quella sub-pericondriale. Nel primo caso le cellule sono pressoch sferiche e tendenzialmente raggruppate in numero di 3 o 5 a costituire i cosiddetti gruppi isogeni o nidi. I gruppi isogeni, cos denominati in quanto gli elementi che li compongono derivano per mitosi da un'unica cellula, sono bene evidenti soprattutto nelle cartilagini di notevoli dimensioni. Procedendo dalle parti profonde verso la superficie i condrociti, di forma ovoidale, solo occasionalmente sono raggruppati in piccoli nidi e risultano progressivamente pi appiattiti, cos che nella zona immediatamente sub-pericondriale essi hanno un aspetto

simile ai fibroblasti, con capsula poco o per niente evidente. La matrice, relativamente scarsa in prossimit del pericondrio, pi abbondante nelle zone profonde dove si possono distinguere le aree territoriali (attorno ai gruppi isogeni), fra le quali si trovano le aree interterritoriali. Nella cartilagine la matrice extracellulare costituita da fibre collagene e da una componente amorfa in cui prevalgono proteoglicani e glicoproteine, e nella quale sono presenti, in quantit minore, lipidi e lipoproteine. Il collagene cartilagineo differisce notevolmente da quello connettivale sia a livello strutturale, in quanto le fibre sono molto sottili e non presentano il tipico periodo, ma sono variamente intrecciate, sia a livello molecolare: infatti, mentre quello connettivale costituito da tropocollagene, formato da due catene 1 e da una catena 2, nella cartilagine le molecole di tropocollagene sono formate da tre catene identiche chiamate 1, anche se non corrisponde esattamente alla 1 del collagene connettivale. Labbondante frazione amorfa, fortemente idratata grazie anche allelevato contenuto di NaCl, in prevalenza costituita, come gi detto, da proteoglicani e glicoproteine. I proteoglicani, costituiti da GAG legati covalentemente ad un asse proteico, si associano, mediante linterazione con proteine di legame, a una molecola di acido ialuronico. A tali molecole molto voluminose si attribuiscono numerose funzioni: essendo notevolmente idrofile regolano il grado di idratazione del tessuto e delimitano nella sostanza fondamentale un reticolo tridimensionale che, da un lato funge da spugna molecolare a scambio ionico, dallaltro contribuisce a conferire resistenza alle sollecitazioni meccaniche e un cero grado di elasticit. Tenendo conto, soprattutto, della composizione della matrice extracellulare, si distinguono tre tipi di cartilagine: ialina, elastica, fibrosa. Cartilagine ialina: ha aspetto translucido e colore bianco-azzurrognolo ed molto diffusa nel corso dello sviluppo pre e post natale, mentre nelladulto persiste solo in alcune parti dello scheletro (parte cartilaginea delle coste e del setto nasale, cartilagini articolari) e d sostegno ad alcuni organi delle vie aeree (cartilagini nasali, la maggior parte delle laringee, le tracheali e le bronchiali). La cartilagine ialina, nelle sedi dove svolge peculiari funzioni (come a livello delle superfici articolari e della metafisi delle ossa lunghe durante il periodo del loro accrescimento), mostra caratteristiche particolari. La cartilagine articolare: priva del pericondrio, ha forma di lamina ed molto levigata in superficie, per cui consente lo scorrimento delle superfici scheletriche impegnate nelle diartrosi (articolazioni mobili). I condrociti hanno forma e disposizione particolari: quelli dello strato superficiale sono ovoidali con asse maggiore tangenziale alla superficie libera (strato tangenziale); procedendo in profondit, essi assumono forma globosa e sono dapprima disposti da arco con convessit verso lalto (strato intermedio), poi riuniti in gruppi isogeni allungati e orientati perpendicolarmente allosso subcondriale (strato radiale). Nelladulto e soprattutto nel vecchio la distribuzione dei condrociti pi irregolare negli strati tangenziale e intermedio e la matrice della parte pi profonda dello strato radiale mineralizzata (strato calcificato). Nel giovane gli strati pi profondi hanno aspetto simile a quelli delle zone della cartilagine metafisaria, mentre nelladulto e nel vecchio, a livello delle zone di calcificazione, i condrociti contengono meno ribosomi, mitocondri e glicogeno. Nella matrice si riscontrano differenze, dipendenti in parte anche dallet, relative alla distribuzione dei vai costituenti. In linea generale lacqua relativamente abbondante nel feto e le fibre collagene aumentano con let. Si ritiene che la funzione delle fibre collagene sia di formare un intreccio tridimensionale il cui ruolo sarebbe quello di fungere da supporto ai proteoglicani, mentre a questultimi sarebbe prevalentemente dovuta la capacit di opporsi alle sollecitazioni. Infatti la reversibilit delle deformazioni della cartilagine sottoposta a compressione dipende dalla capacit dei proteoglicani di legarsi allacqua. Poich con let si riducono la percentuale sia di proteoglicani sia di acqua, alcune deformazioni dovute a compressione divengono permanenti. Gli scambi metabolici della cartilagine articolare si realizzano prevalentemente con il liquido sinoviale e, in parte, con i vasi dellosso subcondrale. La cartilagine metafisaria: si trova nelle ossa lunghe per tutta la durata del loro accrescimento ed ha forma di disco, interposto tra dialisi ed epifisi. Sulla base della caratteristica disposizione dei condrociti e della matrice, procedendo dallepifisi verso la dialisi, si possono distinguere: 1. la zona delle cellule a riposo, in cui i condrociti non hanno peculiari caratteristiche n alcuna disposizione preferenziale. 2. la zona di proliferazione, dove gli elementi vanno incontro a ripetute mitosi e si dispongono in colonne (cartilagine seriata) orientata parallelamente allasse maggiore dellosso. 3. la zona delle cellule ipertrofiche, in cui i condrociti non si moltiplicano pi, aumentano di volume vistosamente e inizia il processo di mineralizzazione della matrice. 4. la zona delle cellule in degenerazione, nella quale la matrice risulta calcificata.

Cartilagine elastica d sostegno al padiglione auricolare e costituisce alcune cartilagini laringee, nonch la cartilagine dei bronchioli pi distali. In complesso simile alla cartilagine ialina: la differenza pi saliente riguarda la matrice extracellulare, che non solo pi scarsa, ma contiene anche fibre elastiche, molto abbondanti nelle zone profonde, scarse in quelle sub pericondriali. Cartilagine fibrosa si trova in genere nei dischi intervertebrali, nei dischi e menischi intrarticolari e in tutti i casi in cui un tendine o un legamento si inseriscono su cartilagine. E costituita da numerose fibre collagene organizzate in fasci, da una scarsa componente amorfa e da condrociti poco numerosi, che si trovano frequentemente isolati. TESSUTO OSSEO Il tessuto osseo svolge numerose funzioni tra le quali quelle meccaniche e di protezione, ma non meno importante il suo coinvolgimento nel ricambio minerale, in quanto esso partecipa attivamente allomeostasi del Ca. Per questa ragione e per il fatto che, anche al termine dellaccrescimento, in grado di modulare la propria struttura e architettura in conseguenza di stimoli meccanici, il tessuto osseo non statico ma dinamico e plastico. Il tessuto osseo delimita inoltre un sistema di cavit pi o meno ampie nelle quali localizzato il midollo osseo. Esternamente losso rivestito da un connettivo fibroso a fasci intrecciati, il periostio, a eccezione delle superfici articolari che, invece, sono ricoperte da cartilagine. Nel caso della dialisi delle ossa lunghe, il canale midollare rivestito da un connettivo pi scarso, lendostio. Il tessuto osseo un connettivo la cui peculiarit consiste nel fatto che la matrice extracellulare o sostanza fondamentale, rappresentata non soltanto da una frazione organica ma anche da una componente inorganica che responsabile delle propriet meccaniche e metaboliche del tessuto osseo. Le cellule che si riscontrano nel tessuto osseo derivano tutte da cellule mesenchimali e sono gli osteoblasti, gli osteociti, le cellule di rivestimento e gli osteoclasti. La componente organica della matrice extracellulare costituita invece da fibre collagene tipiche, da proteine, glicoproteine, proteoglicani e lipidi. I minerali della matrice sono rappresentati in prevalenza da fosfati di calcio sotto forma di cristalli di idrossiapatite, da carbonato di calcio e da altri sali (fosfato di Mg, fluoruro di Ca), oltre a tracce di Na, K, Mn, Zn, Cu. Nella matrice extracellulare mineralizzata sono scavate alcune lacune da cui si dipartono i canalicoli, le quali contengono gli osteociti. Osteoblasti: sono cellule piuttosto voluminose che svolgono intensa attivit osteogenetica, in quanto producono la matrice organica e regolano la deposizione di quella inorganica. Hanno forma generalmente cubica e sono allineati sulla superficie della matrice preossea in corso di deposizione. Gli osteoblasti presentano un nucleo sferico spostato nella direzione del citoplasma opposta a quella di deposizione. Nel citoplasma sono presenti numerosi ribosomi, lapparato di Golgi ben sviluppato e dalla superficie matura delle cisterne si staccano vescicole contenenti materiale che progressivamente si condensa e assume aspetto filamentoso. Nella maggior parte dei casi gli osteoblasti rimangono murati nella matrice extracellulare da loro deposta e si trasformano in osteociti. Osteociti: il corpo cellulare ha sede in cavit della matrice denominate lacune ossee; da queste si dipartono esili canalicoli ramificati, che contengono i prolungamenti degli osteociti. Tramite il sistema dei prolungamenti e dei canalicoli, gli osteociti possono quindi effettuare scambi metabolici tra di loro e con

il sistema circolatorio, scambi che sarebbero altrimenti impossibili per lelevato grado di mineralizzazione della matrice. Gli scambi sono favoriti dalla presenza di giunzioni comunicanti (gap junctions) tra le estremit dei prolungamenti degli osteociti. Le dimensioni degli osteociti sono in funzione di quelle degli osteoblasti da cui derivano e il volume di questi ultimi correlato alla velocit di deposizione della matrice. Gli osteociti non vanno incontro a mitosi e laumento di spessore di un segmento osseo pu solo realizzarsi per apposizione. Le cellule di rivestimento sono localizzate sulle superfici temporaneamente inattive del tessuto osseo, dove esercitano un ruolo di mediazione degli scambi fra il sangue e il liquido interstiziale che circola nelle lacune e nei canalicoli. Osteoclasti: sono chiamati cos perch deputati alla degradazione della matrice ossea. Hanno notevoli dimensioni e nella maggior parte dei casi sono polinucleati. Sono localizzati sulle superfici ossee in via di riassorbimento e spesso determinano la formazione di fossette di erosione dette fossette di Howship. La loro morfologia cambia in relazione al momento funzionale: quando sono liberi e mobili hanno forma indefinita per la presenza di pseudopodi lamellari; quando raggiungono la superficie ossea ed entrano in contatto con essa, si modificano: retraggono gli pseudopodi e la membrana plasmatici presenta numerose invaginazioni (orlo a spazzola). Ladesione dellosteoclasto alla matrice ossea realizzata da strutture specializzate dette podosomi. Nella porzione di citoplasma rivolta verso la superficie ossea sono concentrati i lisosomi, che riversano enzimi di degradazione. La porzione dellosteoclasto attiva indicata come zona apicale, mentre la porzione restante della cellula, in cui si trovano i nuclei, il complesso di Golgi, i mitocondri e i ribosomi, si chiama zona baso-laterale. Si pensa che gli osteoclasti derivino dalla fusione di macrofagi mononucleati differenziati da elementi staminali del midollo osseo. Matrice ossea: costituita da sostanze organiche e sostanze inorganiche. Le prime danno luogo a una componente fibrillare costituita in prevalenza da fibre collagene e da una componente amorfa, in cui sono disperse le fibre, costituita da glicosamminoglicani e da glicoproteine associate al collagene. Inoltre sono presenti alcune proteine: losteocalcina e losteonectina, prodotte dagli osteoblasti e la sialoproteina. Periostio ed endostio: la superficie esterna dellosso rivestita da una lamina di connettivo fibroso a esso strettamente aderente, il periostio, nel quale si possono distinguere due strati: uno pi superficiale (strato fibroso), relativamente povero di cellule, e uno pi profondo (strato osteogenetico) ricco di capillari e di cellule. Il canale midollare rivestito da una sottile lamina di tessuto connettivo (endostio) contenente cellule a varia potenzialit evolutiva (osteogenetica, ematopoietica). A seconda che la matrice cellulare sia disposta o meno in lamelle, si distinguono il tessuto osseo non lamellare e quello lamellare. Tessuto osseo non lamellare: pu essere a fibre intrecciate o a fibre parallele. La variet di tessuto a fibre intrecciate costituisce losso primario dei mammiferi, che poi viene sostituito nel periodo post-natale da tessuto osseo lamellare. Il tessuto osseo a fibre parallele caratteristico degli uccelli raro e presente solo transitoriamente nei mammiferi; esso pu persistere nelle zone di inserzione dei tendini, dalla cui mineralizzazione trae origine. Tessuto osseo lamellare: nella vita post natale di gran lunga il tessuto pi rappresentato e deve le sue prestazioni meccaniche alla tendenza della matrice a disporsi in lamelle. Nellinsieme queste hanno orientamento tale da garantire, nelle diverse circostanze la massima resistenza possibile con il minimo impiego di materiale. Le lamelle non sono isolate, ma si dispongono a formare sistemi particolari (tessuto osseo compatto), oppure a costituire trabecole che si intrecciano e si anastomizzano (tessuto osseo spugnoso). Il tessuto osseo compatto forma i due tavolati (superficiale e profondo) delle ossa piatte, lo strato superficiale delle ossa brevi e delle epifisi i quelle lunghe, nonch la dialisi di quelle lunghe.

Larchitettura e la struttura sono complesse e si osservano, oltre alle lacune ossee e ai relativi canalicoli, altre cavit di maggior calibro, che nella dialisi delle ossa lunghe dei mammiferi possono avere o andamento parallelo allasse maggiore dellosso (canali di Havers) o trasversale/obliquo (canali di Volkmann). In sezioni trasversali di dialisi di ossa lunghe di mammiferi adulti si riconoscono i seguenti sistemi di lamelle: il sistema concentrico o di Havers, che costituisce losteone; quello delle lamelle interstiziali, disposte tra gli osteoni; il sistema delle lamelle circonferenziali o limitanti, distinte in esterne e interne. Si pensa che la visione di lamelle al microscopio ottico sia dovuta o ad una diversa concentrazione delle fibre collagene o ad un diverso orientamento spaziale di queste ultime. Gli osteociti e le rispettive lacune possono avere sede inter o intralamellare e hanno forma di elissoide a tre assi. Dalle lacune si dipartono i canalicoli orientati in varie dimensioni. Nellinsieme il sistema delle lacune e dei canalicoli, contenenti osteociti e relativi prolungamenti, ampiamente intercomunicante e in stretto rapporto anche con i vasi che decorrono nei canali di Havers. Mentre la durezza di un osso dipende dalla matrice inorganica, lorganizzazione lamellare e la disposizione delle fibre collagene sono responsabili della resistenza alla trazione, alla flessione, alla pressione. Il tessuto osseo spugnoso costituisce la maggior parte delle ossa brevi, dellestremit della dialisi e delle epifisi delle ossa lunghe. Il tessuto osseo spugnoso formato da strati di lamelle associate in trabecole pi o meno spesse e variamente anastomizzate a delimitare spazi intercomunicanti, denominati cavit midollari in quanto occupate dal midollo osseo, vasi e nervi. Gli osteociti e le lacune presentano un alto grado di variabilit nelle dimensioni: ci dipende dal fatto che losso spugnoso alquanto disomogeneo, in particolare per quanto riguarda la velocit di deposizione della matrice nelle varie lamelle. Cellule di rivestimento si trovano sulla superficie delle trabecole e tappezzano quindi le cavit midollari e si ritiene che tali cellule possano avere una potenzialit emopoietica.