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NEGARE IL DIRITTO ALLA PROTESTA SOCIALE NEGARE LASSENZA DI DEMOCRAZIA E APRIRE IL CAMMINO ALLA RESTAURAZIONE DELLA DITTATURA!

Simona V. Yagenova
Coordinatrice Area Movimenti Sociali FLACSO - Facolt Latinoamericana di Scienze Sociali Sede Accademica del Guatemala

Inaccettabile! No, gli avvenimenti di Totonicapn che portarono al massacro di 7 fratelli e sorelle del popolo maya-kich, non ha alcuna giustificazione, n merita la qualificazione di incidente confuso come i media lo hanno preteso denominare. Fu un massacro. Sotto il gioco semantico delle parole non si nasconde, n pi n meno, lintenzione di coprire e giustificare lazione statale, che costituisce una brutale e grave violazione dei diritti umani. Nel mese di Giugno in un articolo denominato In difesa della protesta sociale scrissi che I casi di Santa Cruz Barillas, Huehuetenango, Santa Mara Xalapn, Ro Dolores, AV, quelli successi nei territori dei popoli ixil, kich, qeqch, mam, chort, la repressione contro gli studenti il giorno 5 Giugno del 2012, smisurata e ingiustificata, evidenziano come luso crescente della forza si impone sulla volont del dialogo, riflesso della configurazione di un progetto politico autoritario che minaccia gli scarsi e fragili spazi democratici esistenti. Il ritorno degli ex militari e i militari attivi nella sfera della istituzionalit pubblica, specialmente relazionata con la politica di sicurezza, sta mettendo un impronta particolare a come il governo attuale si comporta e fronteggia le tante proteste e i conflitti sociali accaduti durante questo anno. Oltre allo smisurato uso della forza e alla militarizzazione, si constata la rinascita di un discorso che in modo reiterato responsabilizza le proteste da manipolatori a stranieri, espressioni che si usavano comunemente durante la guerra, e riflettono linfluenza dei consulenti dellintelligence che dalla loro formazione e logica interpretativa degli eventi, rivivono la teoria della cospirazione e destabilizzazione. Oltre ad evidenziare una profonda prospettiva razzista e classista di mettere in discussione lautenticit delle cause generatrici della protesta, svalutano la capacit di organizzazione e azione autonoma di chi va nelle strade per esprimere il suo dissenso di fronte allo Stato, che in modo sistematico ignora le giuste richieste dei cittadini. La reinvenzione del nemico interno, rivisto dentro il quadro del concetto di sicurezza emisferico nato dagli Stati Uniti dAmerica e ratificato dallOrganizzazione degli Stati Americani (OSA) nel 2003, e nominato come minaccia terrorista si introduce sottilmente nella politica di sicurezza pubblicata recentemente dal governo attuale nel quale la conflittualit sociale appare come una delle principali minacce vigenti nello Stato guatemalteco, in altre parole, per le lite politiche ed economiche i quali interessi si trovano incrostati nellintelaiatura istituzionale e giuridica. Le categorie di sovranit nazionali e di territorio nella cui difesa si pretende azionare allinterno del quadro di questa politica, si modella a partire da una logica di assoluto sostegno ai progetti

imprenditoriali ai quali interessi si pare piegare nuovamente listituzione armata e la sua rete intricata di collaboratori. Quando nel 2003 il tempo della pace si concluse senza ladempimento delle parti sostanziali degli accordi di pace si avvert il rischio che limminente processo di democratizzazione si possa ristagnare o affrontare retrocedimenti. Il tradimento agli Accordi di Pace da parte delle lite economiche e politiche, che blindarono questo Stato di fronte a qualsiasi possibilit di un cambio democratico, ci conduce, oggigiorno, verso il sentiero di una pericolosa restaurazione autoritaria. Le opportunit politiche di trasformazione democratica servono solamente in determinati contesti storici e tendono ad essere una conseguenza di intensi cicli di lotta e patti politici delle forze sociali e democratiche; la impossibilit di concretarle ha altissimi costi politici. Questo perch si mantiene intatta la matrice riproduttiva dei poteri tradizionali che si riconfigurano e riarticolano intorno a una riedizione, a volte pi sofisticata o pi brutale, di un progetto conservatore e autoritario. Si constata, che la struttura politica formale esistente attualmente dimostra una crescente incapacit di canalizzare o rispondere alle ansie trasformatrici delle forze democratiche e sociali, come accade con le richieste dei popoli originari che si rispettano i loro diritti collettivi e i loro territori, riflesso delleffetto del razzismo strutturale, che un pilastro fondamentale del sistema di dominazione esistente. Le consultazioni comunitarie, un esercizio profondamente democratico, nei quali hanno partecipato pi di un milione di cittadini, sono considerati dalla cecit dei difensori dello status quo, come una minaccia, solamente comprensibile a partire dallignoranza e del patetico desiderio di lucro. In questo quadro si pu intendere loffensiva mediatica e statale contro il diritto e la protesta sociale, che si realizza in un contesto di rinforzata imposizione del modello di accumulazione per vizio che si applica contro la volont popolare, e che colpisce i popoli indigeni, lavoratori/trici, contadini, donne e giovani del paese, attraverso la persecuzione giuridica, campagne di discredito contro i leader popolari, le minacce di delimitare il diritto allo sciopero, manifestazioni e blocchi di strade. Che cosa sta sotto alla campagna sistematica contro la protesta sociale promossa dalle forze ultraconservatrici e i suoi alleati mediatici? Forse non hanno una co-responsabilit negli atti accorsi in Totonicapn? Una bugia ripetuta mille volte si converte in verit, dicono alcuni. Il sistematico discredito di chi realizza blocchi delle strade o manifestazioni, che sono stati chiamati delinquenti, infingardi, ostacoli dello sviluppo, violatori della libera progressione, senza che si informi sulle cause o genesi di queste proteste, si converte nella scusa perfetta per chi utilizza metodi violenti di sgombero o chi dalla sua interpretazione individuale considera giustificato unarma per sparare contro chi sono i nuovi nemici dellordine e dello sviluppo. Una intelaiatura discorsiva che serve perfettamente a rinforzare le tendenze fasciste che sempre stavano ancorate nella societ. Oggi sfociano in un massacro, che ci deve indignare e far riflettere. A due giorni dei fatti spiccano per lassenza dei pronunciamenti le universit, gli accademici, i cittadini distaccati, la magistratura, e chi appare in prima linea quando si denuncia la delinquenza o violenza organizzata. Il silenzio di fronte questi gravi fatti sinonimo della compiacenza e accordi taciti con quello che successo. Il silenzio su questi fatti garantisce che accadr nuovamente. Chi sar la prossima vittima? 5 Ottobre del 2012 A 17 anni del Massacro di Xamn.
Traduzione di Elena Casali