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John Meddemmen

ENCICLOPEDIE, ISOLE DESERTE, BAMBOLE


La formazione dei giovani inglesi (1780-1905)

John Meddemmen

ENCICLOPEDIE, ISOLE DESERTE, BAMBOLE


La formazione dei giovani inglesi (1780-1905)

Milano 2010

In copertina: Illustrazione del 1895 di Gordon Browne per F. W. Farrar, Eric, or Little by Little (1858).

Alle prese con le moderne meraviglie, Il Confronto letterario, XIII, n. 25, Maggio 1996, pp .23-54. Una disfatta in disparte. I giovani isolani di Jefferys Taylor (1842) e le Robinsonate dellottocento inglese, Il Confronto letterario, XVII, n.33, Maggio 2000, pp. 51-82. Tre bambole inglesi e i loro ambienti. Linfanzia allinsegna dello snobbismo (1846-1905). Il Confronto letterario, anno XI, n.21, Maggio 1994, pp. 53-73, anno XI, n. 22, Novembre 1994, pp. 289-309. John Meddemmen per la presente edizione 2010 Arcipelago edizioni Via Carlo DAdda 21 20143 Milano info@arcipelagoedizioni.com www.arcipelagoedizioni.com Prima edizione Dicembre 2010 ISBN 978-88-7695-444-3 Tutti i diritti riservati

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Indice
ENCICLOPEDIE
ALLE PRESE CON LE MODERNE MERAVIGLIE: LENCICLOPEDIA E I RAGAZZI NELLIMPOSTAZIONE DIDATTICA DEI TAYLOR DI ONGAR . . . 13 LEnciclopedia e i suoi destinatari . . . . . . . . . . . . . . . 13 John Harris . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 Ephraim Chambers . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23 Abraham Reese e i Taylor di Ongar . . . . . . . . . . . . . . 31 Una famiglia di scrittori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 Londra 1818 e1832: una citt moderna . . . . . . . . . 41 Tenersi aggiornati: il Tunnel . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Mezzi di locomozione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47 Lempirismo imperante: limmaginazione alle prese con le meravglie del gas e con i mattoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50 Il ragazzo ribelle: Harrys Holiday (1818) . . . . . . . . . 54 La lezione di filosofia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57 Harry e il suo apparecchio elettrico . . . . . . . . . . . . . . 59 Contrastare il nozionismo. Catherine Sinclair . . . . . . 61 Il caleidoscopio e larcobaleno . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62

ISOLE DESERTE
UNA DISFATTA IN DISPARTE. I GIOVANI ISOLANI DI JEFFERYS TAYLOR (1842) E LE ROBINSONATE DELL'OTTOCENTO INGLESE

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Davanti a me tu hai preparato una mensa . . . . . . . . 74 Nuovi mondi e meraviglie nascoste . . . . . . . . . . . . . . 79 Tre narratori, tre isole: Bowman, Ballantyne, Taylor . . 89 1842. Lesperienza iniziatica: padroni di se stessi . . . . 96 Con, a portata di mano, ogni ben di Dio! . . . . . . . . . 103 La collaborazione mancata. La disgregazione . . . . . . 110 Il crollo della caverna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 116 BAMBOLE TRE BAMBOLE INGLESI E I LORO AMBIENTI: LINFANZIA ALLINSEGNA DELLO SNOBISMO (1846) . . . . . . 125 Un racconto tedesco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131 La creazione della bambola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134 Andersen . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136 Conoscere il mondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Il primo ambiente. Il lavoro a domicilio . . . . . . . . . . 141 Diversi ambienti, diverse situazioni sociali. La trama . 143 La prima padroncina. La pasticceria . . . . . . . . . . . . 144 Il lavoro minorile. La casa della zia . . . . . . . . . . . . . 145 La vestizione della bambola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149 Il primo cambiamento di propriet . . . . . . . . . . . . . . 150 La seconda padroncina. Lambiente della contessina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 153

Perduta e ritrovata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 154 Il bel mondo e il mondo delle sarte . . . . . . . . . . . . . . . . 156 PARTE SECONDA STARE FUORI; GUARDANDO DENTRO (1866-1905) . . . . . . . 159 Victoria Bess. The ups and downs of a dolls life . . . . . 166 La scelta della bambola e del suo nome . . . . . . . . . . . 169 La signora Binney, a social worker . . . . . . . . . . . . . 171 Il giocattolo rivale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 172 Relegata allarmadio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 174 Il Natale delle ragazzine malate . . . . . . . . . . . . . . . . 176 La filastrocca delle bambole rivali . . . . . . . . . . . . . . 179 La bambola oggetto inanimato . . . . . . . . . . . . . . . . . 181 Aggredire la bambola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 189 INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 193

nam puer coepi rogare te, auxilium et refugium meum, et in tuam invocationem rumpebam nodos linguae meae et rogavo te parvus non parvo affectu, ne in schola vapularem. et cum me non exaudiebas, quod non erat ad insipientiam mihi, ridabantur a maioribus hominibus usque ad ipsis parentibus, qui mihi accidere male nihil volebant, plagae meae, magnum tunc et grave malum meum. (SantAgostino, Confessioni I. 9)

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La formazione dei giovani inglesi (1780-1905)

ENCICLOPEDIE

ALLE PRESE CON LE MODERNE MERAVIGLIE: LENCICLOPEDIA E I RAGAZZI NELLIMPOSTAZIONE DIDATTICA DEI TAYLOR DI ONGAR
From Art and Science true contentment springs; Science points out the Cause, Art the Use of things.

LENCICLOPEDIA E I SUOI DESTINATARI

Quando nel 1704 John Harris present al pubblico il suo Lexicon technicum, due sostanziosi volumi in folio,1 ci tenne a rivendicare sin dal sottotitolo il carattere innovativo di questa sua impresa, in effetti imponente. Si tratta, volle precisare, di An Universal English Dictionary of Arts and Sciences, e cio, non di un dizionario qualsiasi, ma di unopera con pretese di organicit, un libro utile da leggersi da cima a fondo, che non va consultato di tanto in tanto come si fa con gli altri dizionari. Del tutto occasionali invece le cose curiose e le informazioni varie che dal 1747 al 1800 riempiono le pagine di
1 John HARRIS, Lexicon Technicum or, An Universal English Dictionary of Arts and Sciences: explaining not only the Terms of Art, but the Arts themselves, London 1704.

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uneffemeride tipica della sua epoca, The Universal Magazine of Knowledge and Pleasure.2 Luniversalit alla quale mirano i compilatori di opere di questo genere presenta analogie forse non casuali con pubblicazioni pi scientificamente impegnate come The Philosophical Transactions of the Royal Society, i cui fascicoli, a partire dagli anni sessanta del Seicento, avevano accolto e sottoposto allattenzione degli studiosi i contributi scientifici di chiunque: indice evidente per gli avversari, di impostazione pi classicheggiante, della sfrenata indisciplina di queste nuove discipline. Nel caso di John Harris, laggettivo universal alludeva ad un assetto universalizzante in campo scientifico, capace, almeno per ipotesi, di abbracciare, e di ridurre ad un ordine matematicamente inteso, le nuove discipline, tendenzialmente centrifughe. Lo stesso aggettivo universal, collocatosi nellottica pi umile del nostro Universal Magazine, serve a designare non certo a definire uno zibaldone di nozioni, un almanacco disperatamente al passo con i tempi. Lo stesso sottotitolo una congerie un tantino inesorabile che va citata per il fatto stesso; ogni mese la rivista offrir ai suoi lettori, notizie, corrispondenze, dibattiti; poesia, musica, biografia, storia, geografia, viaggi per mare; critica letteraria, verbali da accademia, filosofia naturale, matematica; agricoltura, giardinaggio, gastronomia; chimica, meccanica, commercio, navigazione, architettura. Sono accostamenti da caleidoscopio. Il foglio cos concepito si rivolge ad un pubblico ben preciso: in primo luogo, alla Gentry, ma anche, e con pi probabilit di riuscirci, ad altri, ai mercanti, agli agricoltori, ai
2 Apparso a Londra nel 1747 (for John Hinton, St. Pauls Church yard) verr pubblicato con scadenza mensile fino al 1800; rilegato comprende 107 volumi.

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commercianti, persone cio che si trovano costrette a guadagnarsi la vita, gente operosa, spesso umile, ma intraprendente, assetata di un Sapere che non pretendeva fosse disinteressato; erano tutte quante per persone che poco avevano da spartire con gli ambienti accademici di stretta osservanza, con i latinisti o i grecisti di Oxford e Cambridge.3 Ci troviamo per in Inghilterra, paese la cui nobilt non sta sdegnosamente in disparte: non siamo in Francia; e la netta distinzione tra lassetto politico dei due popoli il luogo comune della dickensiana Tale of Two Cities era gi allora chiaramente avvertita. The Universal Magazine of Knowledge and Pleasure, in unanonima recensione apparsa sul numero di gennaio 1785, intitolata Happy Difference between the English and French Nobility, adopera in proposito una immagine alquanto curiosa. In Francia si osserva stata istituita una linea che serve a tener separati
Pesano laria, disse re Carlo II, riferendosi agli sperimenti di Hooke e Boyle, e questo divertito disprezzo nei confronto dei virtuosi era senzaltro condiviso da giovani persone per bene come William King (1663-1712), uno dei Christ Church wits, ragazzi dorati di Oxford, nemici giurati del saldo filologo cantabrigiano, Bentley, (per loro, un burbero plebeo). difatti nellimmediato contesto della swiftiana Battle of the Books che King pubblicher (a partire dal 1709) una serie di brillanti parodie delle Transasactions della Royal Society intitolate, Useful Transactions in Philosophy and other sorts of learning. La Prefazione definisce con tutta la chiarezza del caso gli intenti intellettuali e sociali delloperazione: le Comunicazioni qui raccolte, dice, dimostrano che le brave massaie, i commercianti, i ragazzini, le cucitrici, i poeti, gli zingari, gente insomma di ogni ordine e grado sociali, possono rendersi utili al mondo, se si danno allo studio della filosofia in modo da mettere le loro personalit nella giusta luce (if they study Philosophy, and set their Characters in a true light). 15
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gli esseri umani gli uni dagli altri, una linea destinata a durare in eterno, che taglia in due la catena della societ, e fa s che le estremit cos recise sembrano respingersi al posto di attirarsi reciprocamente.4 unimmagine, un po goffa, che tradisce lautodidatta, una persona che sa tutto sulle moderne meraviglie, lelettricit compresa, ma che deve la sua istruzione alle Enciclopedie. Nello stesso numero della rivista, un altro recensore, anche lui anonimo, esorta i lettori a rallegrarsi del fatto di essere venuti al mondo in unepoca che si mostra sensibile allimportanza di queste Enciclopedie, unepoca che ha saputo portarle ad un grado cos alto di perfezionamento.
JOHN HARRIS

Si sa che lEnciclopedia per antonomasia, quella francese, aveva in un primo momento preso a modello la Cyclopaedia di Ephraim Chambers, la cui prima edizione risale al 1728. Chambers, da parte sua, aveva dichiarato sin dallinizio che era suo intento non solo ampliare, ma superare, lassetto esclusivamente tecnico del Lexicon di Harris, vecchio di quasi venticinque anni.5

4 Charles Francis SHERIDAN, History of the late Revolution in Sweden, il libro di cui sta parlando, era apparso a Dublino nel 1778 (la seconda edizione del 1783). 5 Nel 1745, un Prospetto delleditore parigino, Andr LE BRETON, annuncia la pubblicazione in cinque volumi (di cui uno di tabelle) dellEncyclopdie, ou Dictionnaire universel des arts et des sciences... traduit de lAnglois dEphraim Chambers. Il progetto venne accantonato in seguito ad un litigio tra Le Breton e John Mills, un intraprendente impiegato di banca che avrebbe voluto assumere per s il ruolo di traduttore. Si decise dunque di procedere in modo diverso: di rielaborare il materiale gi a disposizione in modo da poterlo presentare entro

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Il capostipite era dunque John Harris (1666-1719), un tipico rappresentante del basso clero dellepoca. Pi o meno squattrinato, si era formato, da bravo anglicano, a Oxford e, una volta laureatosi, faceva il precettore per forza: se scriveva e scriveva effettivamente moltissimo era per necessit. Politicamente era di impostazione violentemente protestante (a vile, low churchman per i nemici), e la sua vasta produzione includeva prediche in difesa della casa regnante, unantologia di resoconti di viaggiatori, un prontuario delle tasse di scambio ad uso dei mercanti, una storia della contea di Kent, diversi manuali di matematica elementare, un gruppo di testi divulgativi modellati su quelli di Fontenelle, accanto ai suoi interventi polemici in campo politico.6 La sua passione dominante era comunque la matematica, materia che avrebbe insegnato poi, dal 1698 al 1707, presso il Trinity College di Oxford. Nello stesso lasso di tempo, sempre a Oxford, teneva una serie di lezioni aperte al pubblico, dedicate ai nuovi entusiasmanti campi delle scienze naturali. Nel 1696, Harris fu eletto Fellow della Royal Society di Londra, che aveva accolto pure lolandese Leeuwenhoek, e che annoverava tra i suoi soci non solo Dryden e Locke, ma Wren e Boyle, e il cui presidente era allepoca Isaac Newton. Nella Prefazione al Lexicon del 1704 Harris dichiara che la Matematica the only Solid Founparametri pi ambiziosi. Allimpresa si associ sin dallinizio il matematico, DAlembert e, in seguito in qualit, in un primo momento, di mero traduttore Denis Diderot, il quale, nellottobre del 1747, fin collaccettare in modo formale il ruolo di coordinatore. 6 Per John Harris e, in seguito, per Chambers, si vedano i capitoli a loro dedicati da Lael Ely BRADSHAW in Notable Encyclopedias of the Seventeenth and Eighteenth Centuries: Nine Predecessors of the Encyclopdie, a cura di Frank A. Kafker, The Voltaire Foundation at the Taylor Institution, Oxford 1981. 17

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dation on which a Useful Enquiry into Nature and all Physical Learning can possibly be built. Il carattere teorico ma al contempo pratico del lavoro da lui compilato assai evidente: pagine e pagine di Tabelle saltano allocchio al solo sfogliarlo. Limpronta tecnologica prende risalto pure delle decine e decine di Incisioni a piena pagina che accompagnano voci come Microscope, Barometer, Air Pump, tutte accurate delineazioni analitiche, anatomizzazioni esplicative, degli strumenti che avevano reso possibile, con la creazione di nuovi campi di indagine, una percezione del mondo per molti versi rivoluzionaria.7 Anzi, sar la totale assenza di sussidi del genere che servir a distinguere in modo netto da questo Lexicon, da questa Enciclopedia, imprese analoghe tradizionalmente centrate sulla Lingua, Dizionari spesso dimpronta conservatrice comera il Dictionnaire, del 1694, cos laboriosamente compilato dai signori dellAccademia francese, e che viene da Harris, uomo, si sa, polemico e non esterofilo, additato al pubblico ludibrio dei propri compatrioti. del tutto sprovvisto dice di Figure; non c nessuna Tabella e, poi, della terminologia tecnica the terms of art non c traccia. Sembra scrive lui nella propria Prefazione che sia stato concepito nel solo intento di migliorare e di propagandare la Lingua Francese, non certo per fornire informazione o per istruire su un piano pi generale la mente umana. Suscita meraviglia dice un fatto molto curioso: pieno di termini semplici. Ti dicono che cos un cane, un gatto, un cavallo e una pecora; cosa sommamente utile
Dei molti scritti da Marjorie NICOLSON dedicati allargomento, va citato almeno, The Microscope and the English Imagination, Smith College Studies in Modern Languages, Vol.XVI, no.4, luglio 1935. 18
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per chi finora rimasto ignorante al riguardo. Bisogna comunque convenire aggiunge che si tratta di una dimostrazione nellinsieme ben condotta: adesso sappiamo tutti che la lingua francese in grado di formulare descrizioni di questo tipo. Sono ben altre le ambizioni nutrite da Harris: il suo Lexicon non vuole essere un mero repertorio dei vocaboli usati al livello sia teorico sia pratico nei campi presi in considerazione: al contrario, la terminologia che interessa lui, quella della matematica e della filosofia naturale, verr dice volta per volta messa in rapporto con una percezione globale della disciplina di cui fa parte; la definizione negli intenti stabilir tali rapporti: gi dal sottotitolo il Lexicon del 1704 si impegna ad elucidare not only the Terms of Art, but the Arts themselves. Era unimpresa di non facile attuazione, e sarebbe poco generoso lamentarsi al riguardo. Il Lexicon Technicum resta pur sempre una vasta, ambiziosa, opera compilatoria, anche se un certo disordine da considerarsi tipico del suo ideatore. La stessa Prefazione non tanto una dichiarazione di intenti, quanto un elenco, campo per campo, delle fonti adoperate. Harris, da buon Moderno, predilige il nuovo, dedicando, ad esempio, ampio spazio allIdrostatica, una disciplina dice utilissima, dei cui principi di base offro un resoconto, mentre considero pure le sue possibili applicazioni pratiche; viene trattato sotto profilo sia matematico sia sperimentale. Alla voce Specific Gravity, il lettore trover, gli assicura Harris, tutto quello che al riguardo stato ipotizzato dallonorevole signor Boyle.8
Robert Boyle, per disposizione testamentaria, aveva istituito un ciclo di prediche da tenersi ogni anno, ma con limpegno che largomento scelto non dovesse mai toccare le differenze fra le diverse confessioni cristiane. Fra gli incaricati, il nostro John Harris nel 1698. 19
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Nel campo della Fisica e della Filosofia Naturale, John Harris, da bravo matematico, si inchina davanti a Isaac Newton, quel matematico prodigioso, la cui recente applicazione della Geometria alla Ricerca fisica ci ha fornito strumenti ammirevoli per la comprensione della Natura. Il lettore desideroso di aggiornarsi potr consultare con profitto le seguenti voci, da Harris cos elencate: Electricity, Solidity, Elasticity, Effluviums, Magnetism, Light, e last but not least Colours. Ulteriori sviluppi, magari sorprendenti, sono sempre da aspettarsi in campi, come questi, aperti; e Harris si rammarica al riguardo: i tempi stretti della pubblicazione non gli hanno permesso di sfruttare a dovere lultima fatica di Sir Isaac, Opticks, or, a Treatise of the Reflections, Re-

Ebbero, invece, risonanza grandissima le vere e proprie lezioni scientifiche tenute, strano a dirsi, da colui che a giusto titolo viene considerato il maggior filologo classico che lInghilterra abbia mai prodotto, Richard BENTLEY (1662-1742). Si tratta della prima serie, Eight Sermons preachd at the Honourable Robert Boyles Lecture in the First Year MDCXCII, al cui proposito si entusiasm tanto il diarista John Evelyn. Vennero ristampate pi volte per tutta la prima met del Settecento, in particolar modo le ultime due, una divulgazione delle teorie di Isaac Newton, in seguito pubblicate anche a parte come A Confutation of Atheism from the Origin and Frame of the World. Bentley, che solo nel febbraio 1700 diventer Master di Trinity College, scrisse direttamente allo scienziato, gi a Cambridge, perch, nelle parole del D.N.B., volle essere sicuro che la sua applicazione dei principi newtoniani fosse tale da incontrare la sua approvazione. Per le sue lettere, con le quattro di risposte, si veda The Correspondence of Isaac Newton, vol.III, 1688-1694, a cura di H.W.TURNBULL, FRS, pubblicato per conto della Royal Society dalla Cambridge University Press nel 1961. Per la figura di Bentley filologo, si veda, C.O. BRINK, English Classical Scholarship. Historical Reflections on Bentley, Porson and Houseman, James Clarke, Cambridge 1986, in origine una serie di lezioni tenute presso la Scuola Normale di Pisa 20

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fractions, Inflections and Colours of Light, apparso nel 1704, lo stesso anno del Lexicon technicum.9 Lostentato empirismo di cui improntato il discorso che la Prefazione dedica alla voce Ship deve non poco, si potrebbe pensare, al senso di opportunismo del compilatore. Lui sa benissimo che molti dei suoi eventuali acquirenti saranno persone pi o meno direttamente coinvolte nelle speranzose imprese di una grande potenza navale, proprio allora in piena espansione sui mari del mondo (in barba agli olandesi o, peggio ancora, ai francesi).
Nel caso della Nave, mi sono dato da fare per poter offrire al lettore una descrizione di essa e di tutti i suoi componenti la pi possibile completa e dettagliata; lho rappresentata sotto costruzione in cantiere e con ogni elemento della sua attrezzatura, e poi lho fatta vedere mentre solca il mare a vele spiegate. Per mettermi in grado di fare ci, ho consultato tutti i migliori disegni, tutte le sezioni e i modelli lignei ai quali ho potuto avere accesso; mi sono rivolto inoltre ai capitani di navi da guerra e di navi mercantili per i ragguagli che erano in grado di impartire, e sono salito a bordo pi volte in persona per una pi immediata conoscenza dellargomento. Tutte queste informazioni sono state da me in seguito messe al confronto con ci che noi gi possedevamo a stampa sui libri o nella forma di descrizioni dettagliate.

Cinquantanni dopo, nel 1755, Samuel Johnson port a termine un progetto che gli era costato ben nove anni di

Per linfluenza esercitata da questo libro sulla tradizione poetica settecentesca si veda Marjorie Hope NICOLSON, Newton Demands the Muse. Newtons Opticks and the Eighteenth Century Poets, Princeton University Press, Princeton 1946. 21

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fatica, dando alla luce il primo vero dizionario della lingua inglese, A Dictionary of the English Language, le cui definizioni si basano, secondo la prassi, sugli scritti dei migliori autori; ma a met Settecento chi fosse al passo con i tempi Johnson abitava a Fleet Street non pot accontentarsi dei soli letterati: fa leva su Milton, Dryden e Pope daccordo, ma non per questo trascura gli scritti di Boyle, di Newton e di Locke, questultimo anzi pu dirsi onnipresente. Ci nonostante, di un Dizionario che si tratta, da non confondersi con le Enciclopedie, dal momento che oramai libri cos denominati si trovavano alla portata e sugli scaffali di tutti. Il compito specifico di un Dizionario era di documentare idealmente, ma solo idealmente tutti i vocaboli di una data lingua, nellintento di definirla, non certo di fissarla e questo Johnson, strada facendo, ha avuto pi occasioni per capirlo. Un Lexicon per lui era molto semplicemente a book teaching the signification of words e, se le cose stavano in questi termini, il Lexicon di Harris che Johnson non esita a citare avrebbe dovuto trovare per s unaltra designazione.10 Alla voce Lexicographer il futuro dottore autolesionista: si tratterebbe, al dire di lui, di a harmless drudge, di uno che sgobba e che non fa male a nessuno una definizione giustamente famosa. Johnson un letterato che si rassegna ad operare entro dei limiti da lui accuratamente stabiliti e dichiarati agli utenti; si guarda bene dal nutrire ambizioni universalizzanti. La lingua che corre per la bocca della gente e lui lo sa supera di gran lunga i confini di un libro, anche se la sua consistenza era, qui pure come nel
Per un inquadramento dinsieme, Allen REDDICK, The Making of Johnsons Dictionary 1746-1773, Cambridge University Press 1990; Robert DE MARIA, Jr., Johnsons Dictionary and the Language of Learning, Clarendon Press, Oxford 1986. 22
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caso di Harris, di due volumi in folio. E sarebbe proprio da questo suo lontano predecessore che egli desiderebbe a quanto pare tenere le debite distanze, confessando reciso:
non avevo la possibilit di avventurarmi nelle caverne per imparare il linguaggio dei minatori, e non potevo nemmeno intraprendere un viaggio in mare nellintento di perfezionarmi nel dialetto della navigazione; non ho potuto visitare i magazzini dei mercanti, o le botteghe degli artigiani, per impossessarmi dei nomi delle merci, o degli arnesi e delle loro operazioni; tutte cose alle quali i libri non fanno alcun cenno.

EPHRAIM CHAMBERS

Per il Dizionario etimologico di Cortelazzo e Zolli (1980) la parola Enciclopedia andrebbe riferita primariamente allopera famosa pubblicata in Francia tra il 1751 e il 1772 che cercava di riunire in una sintesi rapida e completa tutto lo scibile umano; e il Battisti / Alessio ci informa che fu diffusa in Italia dopo la compilazione dellEncyclopdie di Diderot e DAlembert. Lideatore di questo tipo di progetto era stato in realt Ephraim Chambers, la cui enciclopedia da lui designata Cyclopaedia era apparsa a Londra nel 1728. DAlembert, nel suo Discours prliminaire del 1751, riconosce quale punto di riferimento della nuova Encyclopdie francese loramai famosa opera inglese dont on a publi Londres un si grand nombre dditions rapides e aggiunge quon vient de traduire tout rcemment en italien.11 Il nuovo lavoro dquipe da lui diIl Dizionario universale delle arti e scienze, la prima enciclopedia italiana completa (nove volumi in quarto), era apparso a Venezia nel 1748-49. 23
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retto intende superare di gran lunga il proprio modello; ci nonostante, nous ne refusons point cet auteur la justice qui lui est due. Il a bien senti le mrite de lordre encyclopdique, ou de la chane par laquelle on peut descendre sans interruption des premiers principes dune science ou dun art jusqu ses consquences les plus loignes, et remonter de ses consquences les plus loignes jusqu ses premiers principes. Sullumilt delle origini di Ephraim Chambers (16801740) le fonti inglesi sono concordemente insistenti. Essendo di fede nonconformista, laccesso alle Universit di Oxford e Cambridge gli era precluso: era per forza di cose un self-made man, uno che da solo era riuscito a portare a termine lopera assolutamente originale da lui stesso concepita, un lavoro immane, universalmente apprezzato. Divenne Socio della Royal Society anche lui e, alla morte, fu sepolto nellAbbazia di Westminster, con, sulla tomba, una bella iscrizione latina: Multis pervulgatus / Paucis notus; / Qui vitam, inter lucem et umbram, / Nec eruditus / nec idiota, / Litteris deditus, / transegit. Nel 1785, una nuova edizione della sua Cyclopaedia, interamente riveduta dal reverendo Abraham Rees, forn loccasione per una serie di articoli di carattere biografico apparsi sul Gentlemans Magazine, e altrove. The Universal Magazine of Knowledge and Pleasure, ad esempio, (vol. 76, pp. 4-7, gennaio 1785) scrive quanto segue:
Listruzione da lui ricevuta era quella che abitualmente viene impartita ad un ragazzo che si appresta ad entrare nel mondo del commercio. Raggiunta let richiesta, fu messo a far pratica presso John Senex, specialista nella costruzione di mappamondi, un mestiere direttamente legato, come si sa, alla letteratura, segnatamente allAstronomia e alla Geografia. Era durante il tempo in cui risiedeva con questo abi-

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lissimo artigiano che si sviluppava in lui quellamore grandissimo per le Scienze e per ogni campo dello scibile che avrebbe determinato il corso della sua vita. Gi allora aveva concepito il disegno di un magnum opus, la sua Cyclopaedia, le cui prime voci furono addirittura stese da lui nel retrobottega.

Questo grande disegno, che la frase di DAlembert da noi sopra citata valorizza mediante una citazione sommaria, era enciclopedico nel senso etimologico del termine, senso ellenistico ben colto dalla definizione debitamente tradizionale di Samuel Johnson: lenciclopedia essendo n pi n meno la coerenza dello scibile: the circle of the sciences; the round of learning. Chambers sin dallinizio si era impegnato al riguardo con tutta la chiarezza del caso: ci che egli intendeva offrire al suo lettore non era dice un centone, ma al contrario un sistema, un sistema di ultima origine baconiana, la cui complessit viene da lui stesso nella Prefazione delineata in questi termini:
Il nostro intento stato di considerare ogni specifico argomento non solo in s ma relativamente, in modo che si riflettessero luno nellaltro: di trattarli cio come entit a s stante e al contempo come facenti altrettanto parte di un insieme pi grande, i rapporti con il quale sarebbero stati da noi evidenziati con appositi rimandi. In questo modo, da una successione di rimandi, dal generale al particolare, dalle premesse alle conclusioni, dalle cause agli effetti, e da questi a quelle in altre parole, dal meno al pi complesso, e dal pi al meno una rete di comunicazioni sarebbe venuta a stabilirsi fra parti del mio lavoro altrimenti distinte; le diverse voci venendo cos in qualche misura ad occupare nuovamente il posto a loro spettante, a ricollocarsi cio in qualche misura allinterno dellordine naturale dal quale il riordinamento alfabetico le aveva estrapolate.
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DAlembert ha da ridire: con laria innocente di chi in procinto di affermare qualcosa di originale, si accontenta di insistere su una limitazione sin dallinizio ammessa dallo stesso Chambers: conoit-on que tout ce qui concerne les sciences et les arts puisse tre renferm en deux volumes infolio?12 ma il reale problema era un altro, e questo Ephraim Chambers laveva capito benissimo: anche a prescindere dal numero dei volumi e dei collaboratori, ogni nuova impresa di questo tipo, e ogni sua nuova edizione per quanto aggiornata, non pu essere altro che provvisoria, dal momento che unEnciclopedia uno strumento didattico, teso a registrare lincessante divenire di un mondo empiricamente inteso. Per dirla con le parole di Chambers: un testo come la sua Cyclopaedia un dizionario che postula i progressi e le scoperte che sono stati effettuati, e prosegue a spiegarli e a metterli in rapporto fra di loro. In questo senso n il dizionario, che descrive la lingua, e tantomeno lenciclopedia, che ambisce ad un coerente inglobamento dello scibile, potr mai fissare in modo definitivo linsieme dei dati di cui dispone. Nel momento stesso in cui il compilatore d alla luce le sue concatenate elucubrazioni, queste sono gi in fase di superamento. Il lessicografo, come lo storico, dice Chambers arriva sulla scena ad azione gi avvenuta, e d un resoconto di ci che successo; e insiste:
Lanalogia tra il Dizionario e la Storia pi stringente di quanto a prima vista non appaia: il Dizionario, prendendo le nostre idee una alla volta, narra ci che capitato loro

La prima frase della Prefazione di Chambers suona: Non senza qualche trepidazione che io consegno tra le mani del lettore il presente lavoro, un lavoro in apparenza sproporzionato allesperienza di una persona sola, che avrebbe potuto tenere occupata unaccademia intera. 26

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nelle varie consorterie e combinazioni in cui sono venute a trovarsi; il suo ruolo di dettagliare i progressi raggiunti nei vari campi sotto considerazione, mediante una ben congegnata visione retrospettiva in grado di riportare i termini, dallattuale assetto complesso, alla loro originale semplicit. Il Dizionario di una disciplina a tutti gli effetti la storia di quella disciplina; il Dizionario di una lingua la storia di quella lingua.

Esemplifichiamo. Determinare a livello lessicografico cosa mai fosse lelettricit era, a met Settecento, impresa a dir poco ardua. Labitazione londinese di Samuel Johnson, del resto, era attorniata dai negozi dei maggiori fabbricanti di strumenti scientifici in Europa; non poteva non rendersi conto di quanto i manuali, anche i migliori manuali a sua disposizione, fossero al confronto inadeguati, alle volte vistosamente arretrati.13 Era il caso, ad esempio, del Lexicon
Se per gli artigiani specialisti nella fabbricazione di strumenti scientifici si pu parlare di un centro focale, allora quel centro era senzaltro Fleet Street. Rowley, Senex e Hauksbee abitavano e lavoravano a pochi metri di distanza luno dallaltro allombra della chiesa di San Dunstano (under St. Dunstans Church). Per Harris nel 1704, John Rowley era our excellent Mathematical Instrument maker; si era formato con John Senex lo stesso Chambers, mentre Francis Hauksbee si era distinto, fra laltro, per le modifiche da lui apportate alla pompa pneumatica. A proposito dellambiente londinese nel quale operava Johnson, si veda lutilissimo Science and Profit in 18th-Century London, una collezione di quattro saggi di Roy PORTER, Simon SCHAFFER, Jim BENNETT e Olivia BROWN, The Whipple Museum of the History of Science, Cambridge 1985. Alla nostra citazione iniziale dal saggio di Olivia Brown (p. 23) va aggiunto quello che scrive Simon Schaffer (p. 10): Nel mondo scientifico del Settecento erano senzaltro gli artigiani inglesi a dominare i mercati. Gli apparecchi che uscivano dalle botteghe londinesi erano
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physico-medicum, or a new physical dictionary, il prontuario con il quale, nel lontano 1717, John Quincy aveva descritto lo stato dellarte. Strano a dirsi, Johnson, alla voce Electricity, accoglie e siamo negli anni cinquanta del Settecento! la definizione offertagli proprio da Quincy, per il quale si tratterebbe di una propriet di certi corpi, in virt della quale, se vengono fregati fino a riscaldarsi, attirano a s pezzetti di carta, o altre sostanze analoghe. Alla voce Effluvia/Effluvium poi, tre citazioni (da Browne, Woodward e Blackmore) servono allesemplificazione di altrettante accezioni traslate; sono precedute da unaltra definizione, presa anche questa da Quincy 1717, che spiega trattarsi di piccole particelle che si staccano in continuazione dai corpi, la cui sottigliezza e minutezza appare dal fatto che possono, per un periodo di tempo prolungato, produrre effetti evidentissimi, senza una diminuzione sensibile del corpo dal quale hanno origine. Questi effetti evidentissimi vengono, sempre dal manuale del 1717, descritti in modo dettagliato al lemma Particle. E ci ci riporta, nuovamente e in modo esplicito (p. 336), al fenomeno dellelettricit.
Se un Corpo di una certa Mole emana Effluvia in grande Quantit, e se le Particelle di questi Effluvia, avvicinanuniversalmente apprezzati per la loro precisione e affidabilit, e per leccellenza della loro fattura. [...] Erano apparecchi destinati non solo al laboratorio, ma anche al salotto. Giorgio III (1738-1820), il primo re inglese nella cui educazione la scienza ebbe un ruolo fondamentale, amava e collezionava gli strumenti scientifici; si veda George III, Collector and Patron, il catalogo di una Mostra tenuta alla Queens Gallery, Londra 1974-75, pp. 58-61. Indice di un interesse che non si limitava alla mera contemplazione degli oggetti: due pagine (no. 99, p. 61) di pugno dello stesso sovrano elencano la corretta sequenza delle operazioni da eseguire per montare un orologio. 28

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dosi ad un Corpo pi piccolo o pi leggero, superano con la loro Forza di attrazione la forza di Gravit di questi Corpi, essi verranno sollevati verso i Corpi dai quali sono emessi; e dal momento che questi Effluvia sono pi copiosi e spessi a distanze pi ravvicinate al Corpo emittente che non a distanze pi grandi, il Corpo leggero verr attirato dagli Effluvia via via pi compatti, a tal punto che finir colladerire al corpo emittente.

Lo studioso del 1717 a questo punto conclude trionfante in tale modo gran parte dei fenomeni dellelettricit possono dirsi risolti: un punto di vista, nel 1755, difficilmente sostenibile; e difatti Johnson, in questa sua prima edizione, alla voce Electricity, dopo avere accolto comunque, come abbiamo visto, la definizione chiaramente arretrata offertagli da Quincy,14 impugna la penna e informa i suoi lettori con latto stesso superando di gran lunga le fonti a disposizione che si tratta di unimpostazione vecchia di qualche anno; mentre, come ognuno avr gi afferrato per conto proprio, la diligenza della nostra epoca [...] ha individuato in questo fenomeno una moltitudine di meraviglie filosofiche. Segue una descrizione della macchina elettrica la cui capacit di immagazzinamento del fluido elettrico pu comportare una scarica capace di mettere a rischio la vita stessa. Si tratta oramai di un gioco di societ, persone alle due estremit di una lunga catena trovandosi colpite allo stesso istante. Questa annotazione di Johnson chiude prospettando chiss quali altre meraviglie moderne, dal momento che i filosofi stanno attualmente tentando di intercettare i colpi del fulmine.
14 Laggettivo Electric / Electrick risulta invece ben attestato, e viene da Johnson definito cos: Attractive without magnetism; Attractive by a peculiar property, supposed once to belong chiefly to amber.

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ABRAHAM REES E I TAYLOR DI ONGAR

Di uno straordinario nucleo familiare, i cosiddetti Taylor di Ongar,15 gli unici componenti oggi in qualche misura noti sono le due sorelle, Ann (1782-1866) e Jane (17841824), le cui poesie per bambini, Original Poems for Infant Minds (1804/1805) e Rhymes for the Nursery (1806), hanno avuto un successo cos grande nellOttocento da prestarsi, nel caso di una di esse, alla riscrittura parodistica di Lewis Carroll che, al posto della scintillante stella di Twinkle, twinkle, little star testo ancoroggi noto a tutti preferisce un pipistrello o, sulla scia evidente dei disegni di Grandville, un vassoio da t (a tea tray).16 In realt, per farsi unidea pi complessa dellimpostazione mentale e dellinstancabile attivit di una famiglia formatasi letteralmente allombra dellEnciclopedia, ai libri del padre, Isaac Taylor (1759-1829) che bisogna rivolgersi e pure a quelli di Jefferys, il fratello minore di Jane e Ann, che affianca ai molti testi di divulgazione scientifica da lui destinati ai ragazzi, altri di narrativa, sempre per ragazzi questi ultimi di unoriginalit alle volte un tantino bizzarra.17
Leonore DAVIDOFF e Catherine HALL, Family Fortunes. Men and Women of the English Middle Class 1780-1850, Routledge, Londra 1987, d molte informazioni di carattere sociologico, derivate evidentemente da ricerche negli archivi, pp. 59-69. La famiglia nel suo insieme ha prodotto settantacinque libri e, il messaggio da loro creato, confezionato e messo in vendita, ha avuto un ruolo non indifferente nella creazione del ceto medio provinciale inglese (the provincial middle class). 16 The Oxford Book of Nursery Rhymes, a cura di Iona e Peter OPIE, Oxford University Press, 1951, No.489, pp. 397-8, lo chiama one of the best known poems in the English language. E solo la prima stanza, per, che tutti conoscono. 17 The Oxford Companion to Childrens Literature, di Humphery CARPENTER and Mari PRICHARD, Oxford University Press, 1984, 31
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Le fortune della famiglia risalgono al nonno, Isaac Taylor (1730-1807), di professione incisore; al proposito del quale cito dalla raccolta di testimonianze pubblicate dal nipote,18 questo Isaac Taylor il primo al quale si dato il nome che sar ricorrente per quattro generazioni di seguito si era trasferito giovanissimo dalla natia Worcester a Londra, spinto dallambizione di affermarsi come artista; a Londra, apprese il mestiere della Calcografia, o incisione su rame, secondo le tecniche impiegate dai pi apprezzati maestri italiani e francesi. Fece carriera, e annoverava fra gli amici persone del calibro di Fuseli, Garrick, Goldsmith e Richardson. Il secondogenito, anche lui Isaac (1759-1826), si dimostr bravissimo nel mestiere del padre, che apprese sotto la sua guida diretta. La famiglia era di salda fede nonconformista, ed era del tutto naturale che intrattenesse rap-

dedica molto spazio alle sorelle, dice qualche parola sul padre, ma di Jefferys poco o nulla. Da lui, il tardo ottocentesco Dictionary of National Biography tiene gi le distanze, Va ricordato soprattutto per gli scritti da lui destinati allinfanzia; sono di carattere estremamente vario e, se qualche volta sono molto divertenti e improntati a grande inventivit, non di rado danno prova di un estro un tantino stravagante. 18 Salvo indicazione contraria, tutte le citazioni sul mondo di Ongar sono prese da Memoirs and Correspondence of Jane Taylor o da un testo pubblicato nel corso del 1864 sulla rivista Good Words, Personal Recollections by Isaac Taylor (of Stanford Rivers). Sono stati raccolti entrambi dal figlio di questultimo, il reverendo Isaac Taylor, in The Family Pen. Memorials, Biographical and Literary of the Taylor Family of Ongar, due volumi, Londra 1862. I libri di questo figlio, il quarto e ultimo Isaac della serie, sono di impostazione rigorosamente filologica, come, per citare un solo esempio, Words and Places, or Etymological Illustrations of History Ethnology and Geography, Londra 1864. E lunico membro della famiglia i cui testi vengono citati dallOxford English Dictionary, al quale, del resto, collaborava. 32

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porti di stretta amicizia con il professore di matematica e di scienze naturali presso la Howards Academy, il pastore presbiteriano di origine gallese, Abraham Rees (1743-1825). Tra il 1778 e il 1785, si stava approntando per la stampa la sesta (o forse la settima) edizione di Chambers Cyclopaedia, in folio e riccamente corredata di Incisioni. Isaac Taylor senior era stato sollecitato al riguardo, e calorosamente invitato ad eseguirle lui stesso comprendevano difatti argomenti scientifici di ogni genere ed suo il nome che appare nellangolo di ogni Tabella della serie, e sono pi di duecento.19 In realt, lesecuzione effettiva di queste Tabelle era stata dal padre interamente affidata al figlio, tuttora apprendista. Per il ragazzo fu unesperienza determinante. Rimase convinto per il resto della sua vita che ad aver suscitato in lui limmenso amore che da allora nutriva nei confronti di ogni tipo di conoscenza fossero state quelle Tabelle e i frequenti colloqui avuti con il dottor Rees durante la loro elaborazione (Dictionary of National Biography). Pi circostanziata la testimonianza diretta del figlio:
Il lavoro nel suo insieme era coordinato dal Dr. Abraham Rees, il quale diversi anni dopo avrebbe pubblicato per conto suo lEnciclopedia in quarto che porta il suo nome.20 Mio padre, dal momento che era lui a tutti gli efCYCLOPAEDIA: or, An Universal Dictionary of Arts and Sciences [...], by E. Chambers, F.R.S., with the Supplement, and Modern Improvements [...] by Abraham REES, D.D., in quattro volumi, London 1786. 20 The Cyclopaedia, or, Universal Dictionary of Arts, Sciences, and Literature, by Abraham Rees, D.D., F.R.S., F.L.S., S. Amer. Soc., with the assistance of Eminent Professional Gentlemen, 39 volumi, sei dei quali dedicati alle tabelle, Londra 1819. Reess Cyclopaedia riempiva le case della middle class vittoriana. 33
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fetti lartista direttamente responsabile dellaccurata esecuzione delle Incisioni, ebbe modo di intrattenere rapporti quotidiani con questuomo straordinariamente dotto e molto aperto, che con grande cordialit accolse il giovane incisore nel suo studio: oltre a dargli libero accesso ai propri libri scientifici, miglior il livello di istruzione del ragazzo, impartendogli delle lezioni senza ovviamente richiedere ricompensa alcuna. Fu in questo modo, e mentre portava avanti con acribia il compito a lui affidato, che il giovane si trasform in quello che sarebbe rimasto per il resto della vita, unartista, ma anche molto di pi: un uomo versatile, con ampie cognizioni nei varii campi dello scibile. Quando, in seguito, divenne padre di una famiglia numerosa, si adoper con energia prodigiosa e instancabile per sistematizzare queste sue conoscenze multisfaccettate, escogitando molti modi ingegnosi per adattarle ai suoi fini pedagogici. (Personal Recollections, pp. 82-84)

Avrebbe seguito le orme del suo mentore, diventando lui pure pastore nonconformista che, tipicamente, ministrava alle anime ma senza per questo chiedere lelemosina della sua congregazione: si guadagner da vivere esercitando il vecchio mestiere di incisore, che insegner a tutti i membri della famiglia, a Isaac, Jefferys, e agli altri, ma anche a Ann e Jane. Le ragazze diceva dovevano godere dellopzione dellindipendenza economica. Dopo un periodo passato quale pastore a Colchester, si trasfer con la famiglia in modo definitivo a Ongar in Essex, occupando una casa immensa che avrebbe trasformata in una specie di accademiaconvento. Albeggiava appena, e pap, a lume di candela, gi approntava le lezioni per la giornata, lezioni che avrebbero coinvolto ogni membro della famiglia: lorario ferreo andava rigorosamente rispettato. A quanto pare e la testi 34

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monianza degli interessati concorde sarebbero stati tutti quanti, anche a distanza di tempo, consenzienti, per non dire entusiasti; resta pur vero che il figlio Isaac si lascia scappare al riguardo un aggettivo forse rivelatore, quando parla di a system of unrelenting employment. I lavori di ogni giornata iniziavano con larrivo in scena del Pater Familias.
Quando ogni mattina entrava nel salotto, aveva gi con s la sua cartella, che metteva su un tavolino di servizio. Non appena terminata la propria colazione, e mentre mia madre continuava a leggere ad alta voce [era la prassi durante i pasti 21], cominciava a disegnare prendendo a modello ad esempio un fiore, appena colto dal giardino. Ogni sua esecuzione, una volta terminata, veniva sistemata con altre analoghe in un grande plico, destinata ad essere diligentemente copiata da noi in una lezione futura.

Unabitudine durata quarantanni, scrive la signora Taylor (citata dal figlio in Memoirs and Correspondence of Jane Taylor, pp. 8586), ma non, almeno inizialmente, nellintenzione di educare i figli. Era in tante faccende affaccendata la signora la casa era piena di bambini ma alle osservazioni di una vicina dalla lingua tagliente tuo marito si trovato una brava domestica, non certo una compagna decise di reagire. Ci pens molto su, e alfine, This I will do!, thought I. Il reverendo marito aveva gi preso labitudine di portare con s un libro da leggere in solitudine durante i pasti, effettivamente bloccando qualsiasi rapporto sociale con la moglie. Gli offr di leggere lei a lui, ad alta voce, at breakfast and tea-time, proposta da lui accolta con gioia. Solo in seguito, si accorse di aver trovato il modo di tenersi anche lei la page. I ragazzi poi accettarono la cosa con tutta naturalezza, interessandosi vieppi man mano che crescevano. Ad un certo momento - dice Mrs Taylor - abbiamo cominciato a scegliere i libri da leggere pensando anche a loro. 35

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E il figlio prosegue, Ho tuttora sottomano fra le carte di famiglia diversi fiori, rose, primule, garofani, da lui meravigliosamente delineati; e trovo pure il risultato di anni ed anni di lavoro i suoi quaderni, pieni di accurate analisi grammaticali delloriginale ebraico di ogni citazione dallAntico Testamento che lui ebbe occasione di spiegare e interpretare dal pulpito durante le sue prediche (p. 138). Il modello che condiziona ogni percezione allinterno di questambiente , in effetti, lEnciclopedia: il mondo intero visto come una grande rete di oggetti da analizzare e etichettare; la conoscenza un accumulo di cose. Pap difatti confeziona per listruzione dei propri ragazzi delle mini-enciclopedie a fascicoli. sempre Isaac, il figlio, a spiegarci la cosa:
Il suo modo di affrontare ogni argomento specifico la Geografia, lAnatomia, la Fortificazione etc. era il seguente: una lastra in quarto veniva incisa a partire da un modello da lui accuratamente approntato. Da queste lastre venivano riprodotte decine e decine di stampe, confezionate poi una dozzina per volta nella forma di libricini; ad ogni allievo, a ragazzi e ragazze senza distinzione, veniva consegnato uno di questi libricini. Erano abbozzati i soli contorni, e bisognava colorare, una per una, tutte le stampe, e in seguito inserirvi al posto giusto la relativa terminologia tecnica. Mentre scrivo, ho davanti a me qualche esemplare: si tratta dello scheletro umano. Difficilmente, avendo subito anno dopo anno questo tipo di esercitazione (after such a drilling) avremmo potuto dimenticare la relativa posizione della Tibia, della Fibula; o confondere lUlna con il Radio, lo Sterno con la Clavicola!

Era un bravo illuminista, questo padre, e come tale non ammetteva che, al livello delle cose della mente almeno, ci fosse, o ci dovesse essere, differenza alcuna tra i suoi ragazzi
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e le sue ragazze. Il figlio, Isaac, si permette una sfumatura di ironia. Non era da considerarsi forse indispensabile alla formazione di una signorina che avesse ad immediata disposizione tutta la nomenclatura e i relativi principi della Fortificazione. Eppure dice ho sottomano delineazioni di citt fortificate con, inserite a mano [delle mie sorelle] designazioni quali, spalto, controscarpa, bastione, trincea, linee di circonvallazione. Come vedremo in seguito, il primo libro del fratello pi giovane, Jefferys, Harrys Holiday, descrive un ragazzo che si ribella a questo tipo di istruzione; e persino Isaac, che illustra con dovizia di dettagli, e che tutto sommato apprezza e stima la forma mentis e i metodi pedagogici del padre, sembra, a distanza, in qualche misura volersi distaccare: se si pu avanzare qualche riserva in merito allutilit effettiva di tutto ci, bisogna convenire che la fatica stessa era indubbiamente una sana disciplina: there was a useful discipline involved in the mere labour of the process (p. 17). Nel 1838, questo stesso Isaac, in Home Education, aveva perorato la causa dellistruzione impartita a casa, unistruzione che avrebbe assicurato al ragazzo una solida base intellettuale, ma anche una salda formazione morale di stampo nonconformista. Questa impostazione viene da lui esplicitamente contrapposta alla formazione delllite, dei ragazzi che, tenuti lontano dalle proprie famiglie, vivevano insieme nelle Public Schools e nei Colleges, dove, afferma lautore, apprendono presto due lezioni fondamentali per il resto delle loro vite: imporsi sugli altri e al contempo sapersi piegare alle esigenze del potere; imparano per dirlo con lui the lesson of domination, and the lesson of abject compliance with tyranny. Diversissimi sono, aggiunge, i sentimenti di quei giovani che sono stati istruiti a casa loro; non saranno forse cos alacri nel rivendicare per s le
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pi elevate posizioni sociali; sono, per compenso, totalmente renitenti quando dovrebbero farsi piccoli davanti allarroganza e alloppressione.22 Nelle Public Schools il ragazzo non trova laffetto che lo circonda a casa sua, ma ci vuole pure lordine anche in seno alla famiglia, se nella famiglia lordine non si trover senza lamore, non meno vero che lamore non pu esserci, e continuare ad esistere, se non c lordine: and by ORDER, I mean absolute government, and perfect obedience (Home Education, Capitolo III, Family Love and Order, p. 61).
UNA FAMIGLIA DI SCRITTORI

Lintelligenza del nostro padre sempre Isaac, il figlio, a dircelo preferiva che linformazione fosse sobria; prediligeva la conoscenza e la scienza, non amava la letteratura o le belle arti. Pi sfumato invece latteggiamento della madre, Ann Martin; trovava consolante il leggere e, pi o meno da sempre, andava scribacchiando soprattutto versi: attivit amatoriale, dal momento che nutriva una forte antipatia nei confronti di qualsiasi modo di impiegare il tempo che non poteva giustificarsi alla luce di una diretta e evidente applicazione pratica.
22 Isaac TAYLOR, Home Education, Jackson and Walford, Londra 1838. Si constata come dato di fatto che una individualit pacata e salda, una perseveranza che fa parte del carattere, una ponderata intensit nei sentimenti, e un potere non dimostrativo che per tiene a freno linvadente marea delle cose di moda e delle opinioni superficiali, sono lordinario appannaggio di uomini che sono stati allevati a casa loro e, in particolare modo, di quelli del loro novero che sono nel complesso degli autodidatti (to home-bred men; and especially to such of this class as are mainly self-taught) (p. 20).

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Nel 1799, la figlia Ann aveva vinto un premio con una piccola poesia moraleggiante e, in seguito, lei e la sorella cominciarono a contribuire in modo regolare alla rivista in questione, The Minors Pocket Book, e ad altri piccoli periodici dello stesso tipo. Il successo era tale che furono invitate a pubblicare questi loro componimenti nella forma di un libro destinato ai ragazzini. Mamm invece rimase inorridita allidea stessa che delle figlie sue potessero presentarsi al mondo nella veste di autrici! termine che per lei designava nellimmediato certe femmes savantes, intellettuali miscredenti che, come Mary Wollstonecraft, avevano apertamente appoggiato la Rivoluzione Francese (p. 18). N il padre n la madre vedevano di buon occhio questa improvvisa vocazione letteraria delle figlie, e queste, in un primo momento, dovevano comporre i propri versi nei ritagli di tempo, brevi intervalli (minutes, or half-hours) strappati di prima mattina o la sera tardi dal ciclo di impegni e studi al quale loro stesse attribuivano la stessa importanza dei genitori (DNB); anzi precisa il fratello i primi abbozzi di poesie, di inni ora sulla bocca di tutti, gli capitano sotto mano nei posti pi impensabili, persino in margine alle loro lezioni sullarte dell guerra. Sar sulla scia dello straordinario e ben meritato successo dei piccoli, deliziosi componimenti delle sue ragazze, che entrer in lizza persino mamm, persuasa di venire incontro, cos facendo, alla volont di Dio, dal momento che solidarizzava con il prossimo. Mrs Taylor of Ongar non scherza; i suoi titoli sono programmi: Practical Hints to Young Females, on the Duties of a Wife, a Mother, and a Mistress of a Family (1815); Reciprocal Duties of Parents and Children (1818). Ad onore del vero, sia detto, era una donna che scriveva con eleganza e che sapeva mostrarsi dotata di sano buon senso.
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Pap, pi passano gli anni e pi pubblica: libricini intere serie di libriccini accompagnati quasi tutti da illustrazioni o sue o del figlio Isaac: Scenes in Europe (1818); Scenes in Africa; Scenes in Asia; Scenes in America e Scenes in England (tutti del 1821-22); Scenes of British Wealth in Produce, Manufactures, and Commerce (1823); Scenes of Commerce by Land and Sea, or Where does it come from? answered (1825), e cos via. Sono dedicati tutti quanti ai giovanissimi, con laccattivante definizione dei destinatari: sono stati concepiti for the amusement and instruction of little tarry-at-home travellers. La mente settecentescamente onnivora di Isaac Taylor pre si riflette perfettamente nel titolo di unantologia di una certa mole da lui pubblicata nel 1829; lo cito per intero, Mirabilia or, the Wonders of Nature and Art, comprising upwards of three hundred of the most remarkable Curiosities and Phenomena in the Known World with an Appendix of interesting experiments in different arts and sciences for the Instruction and Entertainment of Young People selected from the researches of Eminent Travellers, Historians, and Naturalists.23 Molti anni dopo, nel 1874, Joseph Gilbert, il figlio di Ann che si era trasferita, una volta sposata, a Hull pubblic pure lui i documenti di cui disponeva relativi alla famiglia di Ongar.24 Include i propri ricordi delle visite fatte

Come gran parte dei testi della famiglia, furono stampati quasi tutti da un omonimo del compilatore del Lexicon del 1704. Per notizie relative allattivit editoriale di questo John Harris (1756-1846) specialista nella letteratura per linfanzia si veda il lungo articolo a lui dedicato su The Oxford Companion to Childrens Literature, pp. 240242. 24 Autobiography and other Memorials of Mrs Gilbert, Londra 1874, pp. 291. 40

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da ragazzino alla casa dei nonni, un immenso edificio legato nella sua mente ai romanzi gotici dello zio Jefferys. Dallaltra parte del corridoio, in faccia allo studio del nonno, pieno di libri, si trovava la cosiddetta Brown Room, piena di lastre di rame e con un odore fortissimo di olio, asfalto, e di acido nitrico. La stanza dello zio Isaac invece sapeva sempre di inchiostro di china, perch lui per i tanti libri che illustrava adoperava di preferenza questo delicato pigmento. Jefferys ci dice scriveva appartato in una grande mansarda che guardava ad occidente con sotto di s lagitato ondeggiare dei pioppi. I libri erano pochissimi, ma cera un tornio, e molte macchine e componenti di macchine, tutte abbastanza strane: era qui che lui aveva inventato un congegno che facilitava il lavoro di quelle parti di unincisione che prevedono tante righe parallele, fitte e ravvicinate; era qui pure aggiunge il nipote che aveva scritto libri diventati in seguito famosi, Harrys Holiday e Aesop in Rhyme; e intanto, frammenti di manoscritti giacevano sparsi ovunque, pi o meno in disordine.
LONDRA 1818 E 1832: UNA CITT MODERNA

A Month in London, or Some of its Modern Wonders Described (1832) un testo che si iscrive perfettamente nel novero dei titoli da Jefferys Taylor destinati allistruzione dei giovani. I due ragazzi del libro, Harold e Edmund, vengono condotti a vedere le meraviglie della metropoli, objects of primary or rather novel interest at present in London. Pi antichi oggetti di interesse non furono esclusi dagli itinerari da loro seguiti la prefazione dellautore a dircelo ma altri testi che il giovane lettore certamente conoscer li hanno gi descritti (p. 17). Il punto culminante loccasione, si direbbe, del libro sar la solenne inaugurazione del nuovo
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Ponte di Londra avvenuta il primo agosto dellanno precedente, 1831. Quattordici anni prima, nel 1818, Jane e Ann Taylor avevano trattato anche loro largomento Londra in City Scenes, or A Peep into London for Children, un libricino un po naif con incantevoli silografie di piccolo taglio, accompagnate da brevi testi in prosa. La prima vignetta, Countryman and Stagecoach, accenna ad un soggiacente contrasto citt-campagna. Il countryman si chiama difatti Farmer Clodpole, che vuol dire testa di zolla. Vissuto da sempre a cento miglia da Londra, ha deciso finalmente che andr a vederla. Lo si vede raffigurato in cima ad una collina con la citt davanti a s. What? is that Lunnun, coachy? Well, Im glad to have seen it at last. E che cosa sar mai chiede quel Coso grande e rotondo che sta in mezzo alle case? Si tratta evidentemente dalla cattedrale di San Paolo. (Va notato intanto linsistente grafema che segna come risibilmente arcaica una pronuncia in realt tradizionale: adesso nessuno pi mi prender in giro perch non ho visto Lunnun). Il testo di Jefferys parte anchesso dalla campagna; ci troviamo nella casa di un anziano signore benestante quando vi si presenta senza preavviso un nipote proveniente dagli Stati Uniti, il quale spiega cos il motivo della sua visita: Desidero informarmi, entro i limiti del possibile, delleffettivo progresso dellInghilterra nei grandi miglioramenti della nostra epoca; e, dal momento che sar la stessa metropoli ad offrire gli esempi pi impressionanti e pi importanti, ho deciso di passare un mese a Londra (p. 8). Il cugino americano non sar lantagonista degli Stati Uniti non dir quasi nulla: la strategia messa in atto dal testo di Taylor lo vuole remissivo. Gli tocca constatare con la dovuta oggettivit laffermarsi nella Metropoli della Madrepatria delle magnifiche sorti e progressive. I ragazzi lo
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accompagneranno in veste di spettatori, non sono certo attori. Un londinese attempato, il signor Finsbury, un vecchio amico del nonno che vive nei pressi della Banca dInghilterra, far loro da guida, interrogandoli e rispondendo alle loro domande: Quanto vorrei che fosse qui con noi oggi, disse con allusione al nonno, perch lui si ricorder dellaspetto che aveva questo quartiere una quarantina di anni fa. Adesso a non pi di mezzo miglio da Charing Cross si troverebbe di colpo smarrito (p. 104). Evidente lallusione a Regent Street e ai recenti interventi urbanistici di John Nash. Nel libro londinese delle sorelle di quattordici anni prima, le illustrazioni sono numerate progressivamente: il numero 49 Temple Bar. Le spese inaspettatamente alte degli sviluppi edilizi della zona osserva la nota hanno ritardato oltre il previsto la distruzione di questa porta ovverosia barriera. abbastanza chiaro che queste antichit sono dintralcio: this gate or bar. London Bridge, il vecchio Ponte di Londra, si trova al numero 3:
Questo ponte iniziato nel 1176 fu portato a termine nel 1209. In quei tempi remoti, i principi dellarchitettura non erano capiti cos bene nel nostro paese come lo sono al giorno doggi. Ecco perch, nellintento sbagliato di rinforzarlo, i costruttori hanno intralciato questo ponte con una grande quantit di archi inutili. I piloni con i frangiflutti formano un ostacolo non indifferente alla marea che nel defluire crea un notevole dislivello.

Le autrici a questo punto deplorano il ben noto divertimento dei pi spericolati londinesi che, invece di attraccare remissivamente a monte, passare a piedi in capo al ponte, e prendersi unaltra barca a valle, preferivano passare sotto una delle arcate. Shooting the rapids pericolosissimo le so 43

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relle avvertono i giovani lettori and many persons have been drowned in the attempt. Unocchiata sar pi che sufficiente per i visitatori del 1832: il ponte romanico oramai un rudere: spiacevole da vedersi e per giunta pericoloso. [...] Tra poco non ci dar pi fastidio. Il nuovo Ponte invece unimpresa su larga scala. I ragazzi accedono allo spazio recintato dove i lavori sono quasi terminati. Le vie daccesso viene spiegato loro saranno coordinate per evitare che lapproccio sia in salita; i passeggeri arriveranno in questo modo direttamente sullo stesso ponte. A tale fine, sono state smantellate file intere di case, e persino chiese. La strada ora corre in alto, e la nuova arteria est-ovest, Thames Street, ci passa sotto.
TENERSI AGGIORNATI: IL TUNNEL

La sera che precede la visita al tunnel, Harold e Edmund, che vogliono sapere di che cosa si tratta, si rivolgono un po ingenuamente al Dizionario. Dr. Johnson non di grande aiuto. Strano a dirsi, sembrava che non avesse neppure sognato della cosa in questione dal momento che non ne offriva spiegazione alcuna, neppure unallusione che avrebbe potuto dare loro una qualche idea della cosa che stavano per vedere (p. 18). La parola, in effetti, ha avuto in Inghilterra una storia strana. Il primo senso, nellottica del lessicografo settecentesco, era un fumaiolo: the shaft of a chimney; the passage for the smoke e Johnson lo illustra con una citazione dalla Fairy Queen:
It was a vault ybuilt for great dispence, With many ranges reard along the wall, And one great chimney, whose long tunnell thence The smoke forth threw.
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Il secondo senso era un imbuto: A funnel; a pipe by which liquor is poured into vessels, anche se nella citazione da Bacon ivi riportata si tratta chiaramente di un cornetto acustico. Il terzo senso Johnson ha davanti a s tre accezioni concrete e procede empiricamente sarebbe una particolare forma di rete: A net wide at the mouth, and ending in a point; and so resembling a funnel or tunnel. Lottocentesco Oxford English Dictionary based on historical principles dispone di una documentazione pi ampia che permette un discorso diacronico: dal mondo delluccellagione che bisogna partire, dal terzo senso di Johnson. Dal Promptorium parvulorum (c.1440) la parola dallantico francese tonel ( = tonneau) viene glossata dopo una precisazione: Tonel, to take byrdys, lequivalente latino essendo obvolutorium. Secondario, pare di capire, il senso fumaiolo, gi in Palsgrave (1530): Tonnell of a chymney, tuyau. significativo che nelle prime fonti scritte che sul finire del Settecento attestano il senso moderno, la parola chiaramente ignota sia al mittente sia al destinatario; il caso di Thomas Pennant in The Journey from Chester to London (1782): The most southern tunnel, as it is called, is at Hermitage; Jane Snow, in una lettera del 1790, scrive: We went through what they call a Tunnel, e deve spiegare: si tratta di a passage through the Earth for the convenience of carrying Coals by Water. Siamo, sia detto, nel mondo dei nuovi canali ben prima dellavvento delle ferrovie.25
TUNNEL or FUNNEL: per Chambers si tratta di uno strumento attraverso il quale un liquido viene versato in un recipiente; una TUNNEL-Net, invece, un tipo di rete spesso adoperata per prendere le pernici, cos denominata a causa della sua forma; lunga 15 o 18 piedi. Segue una breve descrizione (di sei righe) che accenna al modo da tenere nellimpiegarla. Il curatore dei due volumi di 45
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Arthur Young, Travels in France and Italy during the Years 1788 and 1789 (1792), adopera questa parola nel descrivere un progetto rimasto incompiuto da lui visto in Francia: a tunnel four hundred yards long through a mountain; unanticipazione, dal momento che la parola inglese far il suo ingresso nella lingua francese molti anni dopo, nel 1825, propos des travaux du passage souterrain sous la Tamise. Unacquatinta di Ackermann, datata 1 febbraio 1831, mostra un tratto di un tunnel sulla ferrovia Liverpool-Manchester, la cui inaugurazione risale ci informa la didascalia al 7 giugno del 1828. A subterranean tunnel is not new; dice il signor Finsbury a subaqueous one is. Lesempio londinese passa appunto sottacqua e, nel 1832, era tuttaltro che compiuto. I nostri visitatori, scesi per una scaletta di legno, si trovano comunque davanti allingresso, un arco cos grande che avrebbe potuto passarci sotto una carrozza con i relativi cavalli. Allinterno, mirabile dictu, locchio che tenta di misurarne la lunghezza si perde (p. 25).26
supplemento del 1753 nellottica di chi si rivolge ad un eventuale Papageno principiante d una versione integrale dello stesso discorso che presumo tagliato da Chambers lunga un paio di colonne. Questo blow by blow account viene da Rees nel 1786 accolto pi o meno tal quale. Lo stesso Rees, che nel 1819 gestisce in proprio la sua brava Enciclopedia pure lui, sa alluopo mostrarsi e la cosa ovvia pienamente aggiornato: nel caso di Tunnel, si tratta ora anche di un grande arco scavato sottoterra, che attraversa una cima o una collina e che permette che le barche possano transitare sul canale che lo accompagna; sulla scia del verbo, sta per arrivare il terrificante navvy: the execution of making and driving them is called tunnelling. (Sar il navvy, il terraziere britannico, a riportare in Francia la parola, venuto in Inghilterra nel medioevo ed ora tornata a casa in questa sua nuova veste). 26 Lideatore di questo progetto che si prefigge di azzardare la costruzione di una strada che passi sotto un fiume navigabile the 46

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Laccezione oggi dominante lodierno Hazon-Garzanti, ad esempio, non ne contempla altre viene percepita dallanziano cicerone di Jefferys Taylor come una semplice estensione di quelle precedenti. Un tunnel un passaggio cavo artificiale che lascia passare il fumo, un fluido, o qualsiasi altra cosa in inglese, a hollow, artificial passage for smoke, fluid, or anything else (p. 26).
MEZZI DI LOCOMOZIONE

Una piccola figura (n.23) sul libro di Ann e Jane rappresenta The Sedan Chair, la portantina, a quellepoca a detta dellOED tuttora in fashionable use. I ragazzinidestinatari del 1818 vengono informati sullambito oramai circoscritto di tale impiego: Questo modo di spostarsi si vede di rado adesso, ma una volta se ne faceva uso frequente. Adesso la portantina viene adoperata dagli ammalati e da persone di costituzione debole, ma anche dalla nobilt e da altre persone che si recano alle udienze a Corte. Unaltra figura (n. 68) mette in scena un gentleman e una lady che si avvicinano al Coach-stand; temono la pioggia e sono sul punto di prendere a nolo una vettura a cavallo, a hackney coach. Una grande comodit spiega il testo non importa in quale parte della citt vuoi recarti, basta fare un cenno al guidatore:
project of attempting a road under a navigable river, era Sir Marc Isambard Brunel (1769-1849). Un suo ritratto con, sullo sfondo, il Tunnel, opera di Samuel Drummond, si trova alla National Portrait Gallery di Londra. Un foglio pubblicitario, che reca la data giugno 1832, informa il pubblico che larditissimo traforo pu essere visitato from Nine in the Morning, until Seven in the Evening, nei giorni feriali. Attualmente fa parte della Metropolitana di Londra (un piccolissimo tratto della linea che da Whitechapel porta a New Cross). 47

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Hell drive you home quickly, and when you are there, You have nothing to do but to pay him your fare.

In realt, a volte ci capace di occasionare un bellintasamento quando un migliaio tra carrozze e vetture a nolo si trovano nei giorni di pioggia intente a circolare, tutte allo stesso momento. Tale ressa fa comunque parte della vita normale di tanta metropoli: niente pu superare il frastuono, lo scompiglio, la fretta delle strade di Londra, con le carrozze che passano in continuazione in un senso e nellaltro per lintera giornata, e per gran parte della notte. I ragazzi di Jefferys (nel 1831) sgranano gli occhi quando vengono introdotti allinterno di quel capiente mezzo di trasporto che ha per nome omnibus. Il testo evidenzia (per i ragazzi-lettori di campagna) la loro incredulit davanti ad uninnovazione recentissima, per certi aspetti persino un po comica. Risaliva al luglio 1829 linaugurazione del primo e unico percorso a disposizione. I veicoli, running upon the Parisian mode, si incrociavano per strada (via Islington), partendo sia dal centro della City nei pressi della Banca sia da Paddington. Ogni viaggiatore al momento di salire consegnava il suo fare, uno scellino e sei pence, al conductor (da non confondersi con il conducente). Taylor sottlinea la capienza: i posti a disposizione erano ventisei. Il signor Finsbury si compiace a lasciar stupefatti i suoi compagni. Con la mano fa un gesto, per loro incomprensibile e, dallalto di un grosso veicolo che in quello stesso momento sta passando, luomo al posto di guida gli risponde, alzando il braccio con il frustino tenuto orizzontale, [he] pulled across the way, as the phrase is, accostandosi al marciapiede e alla piccola comitiva dei nostri. I ragazzi, una volta saliti, vedono una cosa curiosissima: sedici persone disposte su due panche, gli uni in faccia agli altri. Ognuno
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sedeva rigidamente isolato, senza rivolgere la parola ai vicini; davano lidea, di primo acchito, di una commissione per chiss quale fine convocata; non cera per nessun ordine del giorno. Lunico progetto comune a questo strano assembramento era una locomozione che non richiedeva nessun ulteriore impegno da parte loro (p. 71). Sembra una carro da campagna (un waggon) dice Harry. Non farti sentire dal signor Shillibeer, gli risponde il vecchio londinese; per lui sono carrozze comodissime e estremamente eleganti. A me, dice Edmund, fa venire in mente un segmento del tunnel sotto il Tamigi.27 Il testo registra inoltre una curiosa anticipazione dellascensore. Un immenso dipinto, un Panorama di Londra, va ammirato dalle gallerie al centro delledificio che lo ospita (si tratta del Colosseum, a Regents Park). I nostri visitatori stanno per affrontare la scala a chiocciola, quando si avvicina a loro uno degli impiegati dellimpresa, chiedendo se i lor signori desiderano forse salire. Vengono introdotti, un po perplessi, allinterno di una strana struttura descritta come una lanterna ascendente (an ascending lantern). Laddetto spiega loro che, pur restando seduti, sarebbero saliti lo stesso ad unaltezza di una settantina di piedi, risparmiandosi in tal modo pi di ottanta gradini. Difatti, meno di tre minuti bastarono per sollevare i nostri aeronauti, che non si erano accorti di nulla, fino al livello della prima galleria, dove uscirono tutti, sani e salvi.28
27 Felix BARKER e Peter JACKSON, London, 2000 Years of a City and its People, Macmillan, Londra 1974, una miniera iconografica; si veda la sezione Regency London, pp. 235-260, e, pi in particolare, pp. 258-259, The 1831 London Bridge; pp. 252-253, Shillibeers Parisian Omnibus; , pp. 276-277, The Tunnel. 28 Taylor si diverte a proporre in una dimensione ingegneristica inedita il vocabolo Aeronaut, propriamente applicato a chi viaggiava in

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LEMPIRISMO IMPERANTE: LIMMAGINAZIONE ALLE PRESE CON LE MERAVIGLIE DEL GAS E CON I MATTONI

I nostri giovani amici avevano pi volte espressa la loro meraviglia nel constatare che la notte a Londra non fosse scura (p. 55). Difatti per una distanza di venti miglia per chi stava immerso nel buio della campagna la linea di quella luce si stagliava oramai allorizzonte. Era un ricordo lontano per i cittadini quella serata del 1807 quando si erano recati in massa davanti a Carlton House per assistere ad una dimostrazione dellilluminazione a gas. Il gas infiammabile del tutto trasparente, invisibile, a riferirlo The Monthly Magazine e poco dopo le otto ha cominciato ad uscire dai tubi; a questo punto un lampionaio apparso, una persona armata di un candela di cera, e (la sera essendo particolarmente serena) si diede da fare spostandosi da un becco allaltro per accendere il gas che ne usciva. La folla si mostrava much amused and delighted by this novel exhibition.29

mongolfiera, e registrato per la prima volta nella lingua inglese nel 1784, che pure lanno che vide la sua prima apparizione in italiano (si veda, sempre Barker e Jackson, p. 234). Il primo volo era stato effettuato poco prima, il 24 novembre 1783, in Francia. (E irresistibile al proposito limpiego da parte di Burke di questo termine, che applica a certi voli anche traslati dOltremanica: Let us be satisfied to admire, rather than attempt to follow in their desperate flights, the aeronauts of France. Per il primo volo a Londra, si veda, di nuovo, BARKER / JACKSON, p. 234. 29 Cito dal dettagliatissimo Account of the First Experiments in Public Use of Gas Lights, apparso su The Monthly Magazine, or British Register, 1 luglio 1807, p. 520. Al livello iconografico, si veda sempre Barker e Jackson, London, p. 239. 50

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Londra non aveva ancora le ferrovie (il Prospetto per la prima linea Southwark-Greenwich porta la stessa data del libro di Taylor, 1832). Avevano ancora da spiegarsi con la dovuta magnificenza le meraviglie del vapore, mentre lo splendore del gas stava appunto sotto gli occhi a tutti. Ed su questo che il testo insiste, fornendo le cifre: cinquanta immense macchine funzionano giorno e notte per produrre il gas che alimenta settantamila fonti di luce, pubbliche e private. in questo che consiste la modernit. Nel fatto che le osservazioni filosofiche ora trovano unapplicazione pratica. Gli antichi, al confronto, afferma il testo si limitavano ad escogitare balocchi, playthings or philosophical toys. Erano spettatori (they looked on), incapaci di concepire un eventuale impiego dei poteri giganteschi insiti nei fenomeni che si dispiegavano davanti ai loro occhi. Si prende ad esempio la fiamma prodotta dal carbone; era impossibile non accorgersi della luminosit. Ma sembrava che la luce prodotta cos fosse destinata a restare confinata agli stessi focolari sopra i quali si consumava il carbone. Usarla per illuminare le vie pubbliche, manco a dirlo, non era venuto in mente a nessuno: non si potevano sistemare lungo le strade stufe e camini a brevi intervalli luno dallaltro. In realt, sarebbe bastato porsi il problema per arrivare alla sua soluzione: bisognava escogitare un modo per effettuare una separazione tra combustibile e fiamma. Detto fatto. Si produce il gas in un posto, lo si fa passare attraverso dei tubi anche lunghi che lo trasferiscono in un altro posto; quando esce, basta accendere. Il gruppo dei nostri amici varca la soglia di un negozio lucente, allinterno del quale i becchi a gas, ben in vista, sono stati disposti con grande eleganza in modo da formare un ventaglio. Sono estasiati i ragazzi. Che bellezza!, escla 51

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mano; la fiamma esce ruotando dai buchi. Non vero, risponde lanziano signore; approssimazioni del genere sono da evitare. Questi giovani devono imparare ad osservare le cose per bene. Lui spiega che ci che esce dai buchi non la fiamma, ma il gas; che solo quando questo entra in contatto con laria esterna e viene acceso che si trasforma in fiamma. I ragazzi osservarono con pi attenzione e si accorsero che era proprio vero: la fiamma non toccava affatto i pertugi. Tutta limpostazione di questo discorso rappresenta lapplicazione di un programma annunciato sin dallinizio del testo; costituisce anzi il senso dellintera operazione:
Tutto quello che stato detto o letto, insegnato o pensato, della grande citt, tende ad assecondare unidea pur sempre visionaria; unidea che, coccolata dalla calda immaginazione di un ragazzo senza una percezione diretta dei fatti, si espande per abbracciare la nozione di strade larghe un chilometro, di case grandi quanto le strade, e di edifici pubblici che si ergono fino a toccare le nuvole! (pp. 11-12).

La strategia dellautore di insistere sul vivo disappunto di questi giovani davanti allevidenza dei fatti. Passando per la periferia Stratford, Bow, Mile End chiedono in continuazione: possibile che Londra sia questa?. Devessere chiaro al ragazzo-lettore che meraviglie a parte proprio cos:
In un istante, la strana impalcatura di una messinscena mentale fu rimossa dallimmaginazione dei nostri giovani viaggiatori; percepirono chiaramente che le case erano solo case, che i negozi erano solo negozi anzi, che molti erano meno appariscenti di quelli di un paese di campagna in un giorno di mercato. Scoprirono pure che, a prescindere
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dallincrostazione di fuliggine e di polvere di cui erano rivestiti, le tegole erano tegole, e i mattoni mattoni. (pp. 1213).30

IL RAGAZZO RIBELLE: HARRYS HOLIDAY (1818)

Il primo libro di Jefferys, Harrys Holiday, apparso nel 1818 quando lui aveva appena venticinque anni, descrive un ambiente familiare che rassomiglia in modo sorprendente a quello di Ongar. La vita che conduce Harry, e con lui i suoi fratellini, rigidamente regolamentata: un orario di ferro governa non solo le lezioni ma tutte le fasi della giornata, scandita a suon di campanello. Il padre che ha predisposto questo piccolo mondo benevolo ma, per il fatto stesso, anche vigile. Il libro il resoconto minuzioso di un tentativo di ribellione. Harry sta in disparte e tiene il broncio siamo allinizio del libro. In situazioni come questa ha labitudine di parlare

30 E qui occorre ricordare uno dei libri di maggior successo del fratello, Isaac TAYLOR, Natural History of Enthusiasm (1829). E un testo che prende di mira, in modo esplicito, lentusiasmo religioso: gli apocalittici, fanatici invasati sono ributtanti oltre ad essere pericolosissimi, e qui va ricordata la definizione di Johnson; si tratta di a vain belief of private revelation; a vain confidence of divine favour or communication, parola di John Locke (qui citato al riguardo). Il reverendo Taylor pienamente daccordo, la propensione dellimmaginazione malata (the disordered imagination) a trovare per s, o a crearsi, il proprio reame di felicit fittizia, spinge non poche persone a recarsi in mezzo ai campi del godimento intellettuale, onde esimersi dai fastidi che contaminano il mondo pi umile. Sibariti di questa risma un po patologica si insinuano oramai ovunque, nei viali della filosofia naturale e della conoscenza astratta, nella letteratura e, segnatamente, nella poesia e nelle belle arti.

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tra s ad alta voce, Voglio vivere tutto solo come Robinson Crusoe!. un momento privato, o cos gli pare; invece proprio in quel momento sta passando pap. Da quel momento in poi, pap a conoscenza dei sentimenti che il figlio sta covando. Di nuovo solo, Harry definisce e difende la sua posizione: Se lui non sente nessuna voglia di diventare qualcun altro perch lui gode della libert di fare tutto quello che vuole. E poi, tutti questi campanelli che suonano! Bisognerebbe sottoporre pap allo stesso trattamento, dice il ragazzo; voglio proprio vedere se lui ci starebbe. Passano pochi giorni e Harry compie gli anni. Undici anni, perbacco!, gli disse pap, basta aspettare dieci anni ancora, e sarai padrone di te stesso; potrai fare di testa tua. Ma, nel frattempo, c una cosa che devi fare per me: fa un salto in biblioteca e portami il pacchetto che vedrai sul tavolo. Si tratta di un regalo, un bellorologio: suo padre si limit a consigliargli, in termini generali, di averne cura, perch in quel momento aveva capito un discorso pi lungo non sarebbe stato recepito. Mamm ha scelto ad arte un libro che ben si adatta al caso, The History of Rasselas, Prince of Abyssinia di Samuel Johnson: e se dovessero esserci dei punti che tu adesso forse non potrai afferrare appieno, sarai comunque in grado di capire una cosa: che, anche se poteva sempre fare esattamente quello che voleva, Rasselas non arriv mai ad essere contento di s. Pap ha trovato loccasione buona per mettere in atto il progetto che ha nel frattempo escogitato. Conceder al figlio una settimana di vacanza, durante la quale, pur restando a casa, non sar costretto a seguire le lezioni e il resto della routine: sar in grado cos di fare tutto quello che vuole.
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In qualche modo bisogna pur organizzarsi: Mi farebbe piacere, comunque, pens tra s e s il ragazzo, combinare qualche cosa durante la mia vacanza. Se non altro, per salvare le apparenze, perch se non faccio nulla, so gi quello che si dir. Il che vuol dire, tutto sommato, che non proprio vero che io possa fare tutto quello che voglio. (p. 78) Un immenso tabellone, Dr. Priestleys Chart of History, sta appeso alla parete; sporco e malridotto e andrebbe sostituito. Il ragazzo allora, nellintento di rivendicare uno spazio per s, sceglie lo stesso un compito perfettamente conforme alla prassi didattica alla quale abituato. In ogni caso, deve per forza rivolgersi a pap; ha bisogno di un grande rotolo di cartone:
Grande quanto? chiede pap; a che cosa deve servire? Il pi grande possibile, disse Harry; grande... grande... come il tabellone storiografico. Ho capito, disse suo padre; hai deciso di copiarlo. (p.81)

La strategia educativa qui messa in atto viene dal testo spiegata in questo modo. Suo padre mai avrebbe negato il permesso ai suoi ragazzi desiderosi di intraprendere qualcosa solo perch sapeva che era al di l delle loro possibilit portarlo a termine. Al contrario, si adoperava perch loro potessero almeno fare il tentativo; voleva convincerli per mezzo del pi valido di tutti gli argomenti, la loro proprio esperienza, quanto fossero reali le difficolt, difficolt che ci teneva ad illustrare loro puntualmente sin dallinizio. (p. 80) Fa dunque una serie di obiezioni: copiare quel tabellone con precisione dallinizio alla fine sar arduo, e aggiunge sardonico, Copiarlo in modo impreciso non sarebbe il caso! E poi, anche se dovesse portare a termine il progetto, Harry verrebbe a trovarsi con in mano una cosa

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tutto sommato inutile, una seconda copia di ci che aveva avuto a disposizione gi in partenza. Non demorde il ragazzo, e si mette al lavoro. La fase iniziale richiede che siano tracciate, con precisione e senza errori, decine e decine di righe parallele, possibilmente senza la presenza delle macchie dinchiostro che nelloperato di Harry sembra non manchino. Lo slancio iniziale ad un certo punto viene meno, e qualche dubbio comincia ad insinuarsi nella sua mente a proposito di certi allineamenti. Tutti questi calcoli, questo smisurato misurare, sbott Harry, perch non posso copiarlo e basta, come si farebbe con qualsiasi altra cosa? Pass a tracciare una sequela di linee cos cos, una dopo laltra, ed era sorprendente quanto pi in fretta la cosa gli veniva. un lavoro da certosino, chiaro, ma lui impaziente: a questo punto, disse, proviamo ad inserire qualche nome qu e l nelle caselle; non devo aspettare che le righe ci siano proprio tutte (p. 84). In ogni caso, conclude, c tempo, dal momento che ho a disposizione una settimana intera. (p. 85)
LA LEZIONE DI FILOSOFIA 31

Si d da fare Harry, durante questa sua vacanza, anche se lautore insistentemente afferma il contrario, daccordo con pap. Sei tremendamente occupato stasera? Hai da fare?,

31 Si tratta di natural philosophy; oggi si direbbe Scienza. Il senso ristretto della parola attestato a partire dal 1725, WATTS, Logic: The word science, is usually applied to a whole body of of regular or methodical observations or propositions, concerning any subject of speculation. (OED 4.a.).

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gli chiede il genitore. No, risponde lui, niente di speciale. Stiamo andando tutti ad assistere ad una lezione di filosofia; ci saranno molte dimostrazioni sperimentali di cui tu finora hai potuto solo leggere, senza poterle vedere. Cosa dici? Ti farebbe piacere venire con noi? (p. 99). Al ragazzo, che accetta linvito, viene consegnato un libro, George Gregory, The Economy of Nature Explained and Illustrated on the Principles of Modern Philosophy (che del 1796); potr passare il pomeriggio a studiarlo, dal momento che suppongo che tu non abbia voglia di trovarti relegato fra quelle persone che o perch troppo giovani o perch estremamente sciocche si recano ad avvenimenti di questo tipo per il solo divertimento. Il libro non imprevedibilmente non piace al ragazzo; lidea della serata invece lo riempiva di gioia, non perch era un filosofo, sia chiaro, ma pi semplicemente perch sperava che le novit in programma lavrebbero divertito (p. 101). La sala era grande, ma cera poco pubblico. Sullo sfondo, un tavolo molto lungo era interamente ricoperto doggetti, alcuni riconoscibili, altri mai visti. I ragazzi l per l seppero riconoscere la pompa automatica, lapparecchio elettrico, il planetario meccanico e altro ancora; molte cose per le contemplavano con un senso di profonda meraviglia. Il conferenziere attacc parlando del galvanismo ma, accortosi della scarsa attenzione del pubblico, decise di passare subito allesperimento meraviglioso della rana morta che spicca un salto dal bicchiere; al momento culminante, poi, diverse signore ben vive saltarono loro pure in simpatia (p. 107). La disquisizione sullelettricit per la maggior parte delluditorio fu loccasione per un sonnellino. Il filosofo intanto stava parlando di Talete, delle propriet dellelettro, e di Benjamin Franklin. Accortosi che il pubblico voleva la
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sua elettricit in forma pi positiva, fece dei tagli al discorso, e pass subito agli esperimenti di routine. Alla compagnia venne rivolto linvito di immergere le mani nellacqua che riempiva delle scodelle legate allapparecchio galvanico; i pochi avventurosi che osarono avvicinarsi scoprirono che ci produceva una sensazione indescrivibile nelle giunture del braccio (p. 108). Forse qualcuno degli intervenuti in sala avrebbe avuto piacere a sentirsi raccontare il grande e spaventevole esperimento condotto da Franklin sulle nuvole del temporale, ma la stragrande maggioranza preferiva di gran lunga la catena luminosa e i campanelli elettrici.
HARRY E IL SUO APPARECCHIO ELETTRICO

Il ragazzo, tornato a casa e tuttora in vacanza, decide di costruire per s una pompa pneumatica. Pap indicativo che pap sia stato messo immediatamente al corrente in questo caso non si perde in ragionamenti inutili: I assure you that to make an air-pump you will find quite impossible! (pp. 113-4). Il ragazzo dovr accontentarsi di un apparecchio elettrico. Ovviamente a pap che si rivolge per loccorrente; il cilindro di vetro, essenziale al completamento del lavoro, gli verr regalato per only when it is finished. Per un undicenne come Harry costruirsi da solo un apparecchio come questo non impresa da nulla e lautore disposto ad ammetterlo; certi ragazzini per precisa ce lavrebbero fatta a portarlo a termine (p. 116). Ad esempio, lamico e compagno Charles, che, dopo la lezione di filosofia, vuole giocare con lelettricit anche lui. Costui adopera sin dallinizio elementi abbastanza umili, accontentandosi ad esempio di una bottiglia quale cilindro. Harry pi ambizioso: parte come sempre con lidea di fare le cose in
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grande. Ecco ci che sono riuscito a finire finora, gli dice Charles; come ti pare? Non c confronto, lapparecchio di Harry quasi completo; nel caso di Charles, per, un osservatore attento avrebbe potuto apprezzare i segni di una applicazione tecnica pi solidamente basata (p. 126). Il nostro eroe, al contrario, ha buttato insieme tutto quanto alla belle meglio: a prima vista era un aggeggio il suo pi o meno dotato della forma ambita (p. 126). I diversi componenti vi erano stati inseriti con la forza e combaciavano per modo di dire; la struttura nel suo insieme era poco sicura, per non dire traballante. Lintero approccio di Harry, qui e altrove, dilettantesco: he rather played with his tools than worked with them. A portare direttamente al dnouement sar la frustrazione del ragazzo davanti allevidenza di questimpresa fallita. Siamo allultimo giorno della settimana di vacanza. Il vecchio tabellone di Priestly, una volta effettuata la distruzione furtiva della sua brutta copia, stato ricollocato al posto consueto. Lunica potenziale rivincita oramai rappresentata dallapparecchio elettrico, sul quale fa gi bella mostra di s va osservato il cilindro di vetro di pap, di cui Harry si appropriato in anticipo. Si diede da fare per un certo tempo, spingendo, tirando, comprimendo; poi prese in mano il martello, che serve a volte sapeva a convincere gli oggetti recalcitranti a conformarsi alle aspettative. Mand a segno, un po scocciato, due colpi cos ben assestati che lintero assetto vol in pezzi. James, il fratellino benpensante, scoppia a ridere; Harry, fuori di s, scaglia per terra tutta quanta la baracca, cilindro compreso. James a questo punto decide di eclissarsi, scivolando fuori dalla porta pi vicina, e entra in scena pap. Non si pu parlare di rivincita; il testo costituisce un inesorabile Quod Erat Demonstrandum; Harry era vinto prima
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di dare inizio alla partita. Quale sar la prima mossa del benevolo genitore? Ho sentito un rumore, mi pare, dice; si forse rotto qualcosa?. E la morale della favola? Ci siamo, Harry, ecco la conclusione della tua settimana di vacanza!, e il ragazzo scoppia a piangere. Non mi aspettavo altro, incalza il genitore; quella sera in cui, per puro caso, ho sentito quello che tu ti stavi dicendo, ho capito che eri scontento del mio modo di fare le cose, che il mio modo di trattarti ti sembrava crudele; non puoi dire ora che io abbia adoperato un metodo crudele per farti ricredere. Il ragazzo accetta, singhiozzando: You have been very good to me, pap. Al vincitore la serena oggettivit della constatazione finale: Ho raggiunto il mio scopo.
CONTRASTARE IL NOZIONISMO. CATHERINE SINCLAIR (1837)

Dei testi di impostazione manualistica che costituiscono la maggior parte della produzione di Jefferys Taylor pu bastare qualche titolo. The Forest, or Rambles in the Woodland (1831) passa inesorabilmente in rivista tutti gli alberi; altrettanto capillari risultano A New Description of the Earth, considered chiefly as a Residence for Man (1832); The Farm. A New Account of Rural Toils and Produce (1834); A Glance at the Globe, and at the World Around Us (1848). Esiste un rapporto evidente tra questa produzione di Jefferys e quella degli altri membri della famiglia di Ongar e un libro apparso nel 1837, Holiday House. A Book for the Young di Catherine Sinclair, un testo che verr ristampato pi volte per il resto del secolo. Sin dalla Prefazione, la scrittrice scozzese prende posizione: In questepoca di meravigliose invenzioni meccaniche, la stessa mente dei ragazzi
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che rischia di trasformarsi in macchina. I ragazzi di una volta dice sapevano divertirsi. Lei scrive di conseguenza una serie di racconti incantevoli in cui due simpatici bimbi intelligentissimi, Harry e Laura, ne combinano di tutti i colori; saranno precursori, ma si distinguono da Max e Moritz (1865) perch i guai che combinano sono tutto sommato frutto della loro innocenza, e questo gli adulti di casa loro comprendono. Il libro, estremamente divertente, contiene situazioni e frasi davvero indimenticabili: I was cutting off my hair with Mrs Crabtrees scissors all the time that Harry was setting the nursery on fire. Lamico Sir Walter Scott aveva osservato in una conversazione con la Sinclair lei a riferirlo che nella nuova generazione non ci sarebbero stati n poeti, n gente di spirito, e nemmeno grandi oratori, perch oramai ogni libero impiego dellimmaginazione viene accuratamente scoraggiato. Aveva aggiunto i libri destinati ai ragazzi di oggi sono per la maggior parte unarida sequela di dati, non ravvivata da alcun appello al cuore o sollecitazione della fantasia. Va a vedere gli scaffali nelle loro stanzine dice e cosa trovi? Conversazioni sulla Filosofia Naturale, sulla Chimica, sulla Botanica, su tutte le Arti e i Mestieri: libri che presentano la Storia nella forma di un Elenco Cronologico, e che riducono il piacere del viaggiare alle noiose tappe di un arido Itinerario.
IL CALEIDOSCOPIO E LARCOBALENO

Al solo tocco della fredda filosofia / ogni incanto viene meno! / Una volta cera nei cieli un arcobaleno e ci commuoveva; / ora che tutta la sua tessitura, la sua trama, ci nota, / stato incluso nel lungo catalogo delle cose banali. / La filosofia tarpa le ali agli angeli. / Con le linee rette dei
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suoi righelli sconfigge tutti i misteri; / toglie gli spiritelli dallaria, gli gnomi dalle loro caverne: / disf larcobaleno. Questi versi di Keats (Lamia, II. vv. 229-237) riprendono il tema di una discussione avvenuta nello studio di Benjamin Haydon la sera del 28 dicembre 1817. Fra gli invitati, William Wordsworth e Charles Lamb e cera anche Keats. Lamb era in vena quella sera, scatenato, brillante, e se la prese con lospite, reo di aver incluso in una tela appena compiuta la testa di Newton, un tipo disse che non credeva a nulla che non fosse chiaro come i tre lati di un triangolo. Keats era daccordo: tutta la poesia dellarcobaleno era stata distrutta, disse, quando costui laveva ridotto ai suoi colori prismatici. Al che, la compagnia fece un brindisi, Isaac Newton! e al diavolo la matematica! Marjorie Hope Nicolson, che apre il suo libro Newton Demands the Muse raccontando questepisodio, osserva che Wordsworth avr senzaltro nutrito qualche perplessit nellalzare il calice: Lamb e Keats non avevano, come lui, passato gli anni decisivi della loro giovinezza a Cambridge. In The Prelude, Wordsworth rammenta la sua cameretta da undergraduate in First Court a St. Johns; stava a ridosso della cappella di Trinity, dove si ergeva la statua / di Newton con il prisma la faccia silenziosa, / lindice marmoreo di una mente che per sempre / naviga sola per i mari ignoti del pensiero (III, vv. 60-63). Passa qualche mese siamo nel 1818, lanno di Harrys Holiday, e una nuova meravigliosa invenzione fa furore a Londra, un intrecciarsi gioioso di bellissime forme cangianti, il caleidoscopio! Era stato escogitato e brevettato da Sir David Brewster, grande conoscitore delle opere di Newton, ricercatore lui stesso nel campo dellottica. (In seguito avrebbe passato molti anni della propria vita a compilare anche lui la sua brava enciclopedia, The Edinburgh Encyclo 63

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paedia, per diventare alfine Rettore dellUniversit del capoluogo scozzese.) In quello stesso anno, 1818, Byron si trovava a Venezia. Era pi giovane di Wordsworth aveva diciotto anni in meno ma come lui si era formato a Cambridge: a Trinity, il collegio che era stato di Newton e di Bentley. Il suo editore, John Murray, colse loccasione della partenza per lItalia del suo avvocato, John Hanson, per fare al poeta un piccolo e sperava gradito regalo: le mando gli scrive un caleidoscopio di bella fattura; un giocattolo inventato da poco (a newly-invented toy). Non fu particolarmente gradito al ricevente questo regalo, a giudicare da una sua lettera scritta lundici novembre, sempre da Venezia, Hanson oggi arrivato qui, lasciando i miei libri in Chancery Lane tutti i miei libri! Ogni cosa, insomma, ad eccezione di un dannato che so io? SCOPIO!. Byron allora stava scrivendo Don Juan il cui Secondo Canto fu da lui portato a termine alla fine di gennaio 1819. Tre stanze (92-94) sono dedicate alla descrizione di un cielo la cui bellezza ingannevole che annuncia la tempesta suscita invece la speranza dei marinai che non sospettano neppure che tra non molto la loro nave andr a picco. Sullo sfondo scuro del volto celeste, si staglia intanto un arcobaleno che descrive un luminoso emiciclo di luci cangianti:
a heavenly cameleon, The airy child of vapour and the sun, Brought forth in purple, cradled in vermillion, Baptised in molten gold, and swathed in dun, Glittering like crescents oer a Turks pavilion, And blending every colour into one;

un concetto che risale a Genesi (9, 12-17): finita la tempesta, appare larcobaleno, segno di acqua passata, di
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speranza rinnovata. Luso che ne fa Byron ironico: le apparenze in questo caso sono fallaci,
And so this rainbow lookd like hope. Quite a celestial kaleidoscope.

Si tratta, da ci che mi risulta, del primo uso traslato della parola, della prima trasfigurazione poetica del nuovo balocco. I primi lettori del libro di Jefferys Taylor sempre nel 1818 incontrano il caleidoscopio anche loro (i Taylor almeno in campi come questi erano al passo con i tempi). Il povero Harry ha deciso di passare una mattinata della sua penosa vacanza seduto alla finestra; vuole dedicarsi allo studio. Gli si presenta davanti, sulla strada, un venditore ambulante (la canzone che decanta loggetto che lui tiene in mano una ben collaudata presa in giro della ricerca scientifica: non il caso dice di passare delle giornate intere a contare le giunture di un insetto). Harry, una volta impadronitosi delloggetto mai visto, comincia col guardarci dentro. Tutto qui? dice deluso, dal momento che non vede nulla. Bisogna farlo girare, spiega lometto. Detto fatto, e il ragazzo, invasato, fuori di s dallentusiasmo, corre su per le scale perch vuole condividere la sua gioia con fratelli e sorelle. E se lo acquistassimo? propone. Gli controbatte linquadratissimo James, E se chiedessimo prima il permesso di pap?. I genitori stanno facendo una passeggiata in giardino. Ah, un caleidoscopio, osserva pap; ne ho gi visti a Londra, anzi ero quasi tentato di acquistarvene uno. Cede ora alla domanda collettiva; comunque un acquisto che far come precisa pro bono publico. A dire il vero, dichiara lirreprimibile James, io avrei preferito un microscopio, o un telescopio: pap daccordo.
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Sar lapproccio insistentemente analitico di questo fratello beniamino che porter alla demistificazione completa dellinnocentissimo giocattolo: Ma io vorrei proprio sapere come mai le figure hanno una forma cos regolare, pur ripresentandosi volta per volta in modo diverso. La cosa ben strana. un invito questo che pap coglie al balzo:
Dimostr che le figure variegate, per i ragazzi fonte di tanta meraviglia, erano in realt composte da piccoli pezzi di vetro colorato e di carta dorata e da nientaltro, che la regolarit delle forme era dovuta alla loro riflessione moltiplicata da due pezzi di specchio sistemati luno in rapporto allaltro in modo ben calcolato. Fatto ci, rimont tutto quanto. Adesso per ad ognuno dei ragazzi bast unocchiata appena. Era evidente che oramai nessuno di loro nutriva latteggiamento rispettoso di prima, quando erano convinti che linterno delloggetto avrebbe dovuto celare chiss quale macchinario ingegnoso e complicato, invece di quello che effettivamente vi era.

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