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Questa storia inizia gi qualche mese f, quando si presenta un medico siciliano ven uto a lavorare in Toscana, portandosi dietro

la moto smontata nella bauliera del la sua auto. Un tipo a posto, anzi troppo a posto, che per tra una mulattiera e u n tronco di castagno non faceva altro che ripetere: dovreste vedere lendurissimo, una cavalcata fantastica sulla lava dellEtna, sarebbe veramente dura per voi tos cani abituati al bosco, ma dovreste proprio farla. Lui finisce lincarico a dicembre, ma continua ancora a insistere con lendurissimo: venite, vedrete il terreno che dalla sabbia vulcanica pian piano passa a lastre enormi di lava solidificata... vedrete la neve e il mare nello stesso posto and ando a spasso sul vulcano pi alto dEuropa. Detto fatto, eccoci allora a caricare le moto sul furgone. Senza stare tanto a p ensare ai kilometri da fare, a dove andare a dormire, si parte in cinque da Pis toia con due furgoni: destinazione Sicilia. LItalia lunga da scorrere, ma si va via veloci, anche sulla nefasta Salerno-Reggi o Calabria. Si riesce a prendere il traghetto senza troppi patemi, in mezzora si lascia il continente e si mette piede in Sicilia. Non ancora finita. Si scende ancora pi gi, verso Siracusa. buio, non si fa caso al paesaggio: il cielo nuvolos o, piove da un po in Sicilia, ma ci si era organizzati per tempo a fare gli appro priati scongiuri per il meteo. Sabato 12 gennaio, in cielo non c una nuvola e il sole splende. Marco, Graziano e Giuseppe vengono direttamente a prenderci in moto, siamo un po tesi, amici veri, ma siamo in Sicilia, troveremo i furgoni al loro posto? No problem, tutto naturalmente al posto giusto e allora si comincia il giro di ri scaldamento pre-endurissimo. Si parte dal mare, da lass qualcuno ci regala un cielo blu e il mare ancora pi blu . Si pu stare in maglia, le giacche da enduro le abbiamo lasciate nel furgone cos come i guanti di neoprene. I ragazzi ci portano in cima a un promontorio a picco sul mare, la vista sul gol fo di catania, con sfondo dellEtna, mozzafiato. Si passa dagli scogli alla sabbia del bagnasciuga, si continua poi per colline e mulattiere scorrevoli. Ci aspett avamo di peggio, i siciliani si consultano, scatta la fiumara di sassi rotondi r otondi, a tratti da quarta piena a tratti da non andarci neanche a piedi. Qualcu no dice ma non possiamo evitare il greto? No, ragazzi, domani saranno cos i tratt i scorrevoli bisogna preparsi al peggio! Ci faremo un km o due nel greto, sudati tutti per intero, metro dopo metro. La mattinata vola via velocemente, si fa benzina, caff e poi via ai margini di un fiume appena sceso dal livello di piena: fango a go go in un canneto pettinato a terra dalla piena. Seguendo il fiume ci addentriamo nellentroterra, si sale su un vulcano ormai spetnto da secoli, il monte Pancali, su mulattiere lastricate d i sassi lisci, realizzata non si sa bene da chi, presumibilmente tanto tanto tem po f, neanche a dirlo, noi enduristi e i pastori siamo gli unici a conoscere e us are ancora la antica via. Si scollina Monte Pancali dentro a una massaria. la casa di Nino, un pastore amico dei siciliani, che a sorpresa ci ferma per il pranzo. Tutto organizzato, doveva essere semplicemente uno spuntino veloce e un bicchie re di vino e invece si trasforma in un pranzo a base di ottime carni e formaggi del luogo, per non parlare del vino Relax al sole per un p, c chi scambia un asino per la propria moto e prova a metter lo in moto chi incuriosito dal maiale cinghialato, chi dallagnellino, ma dura poco . Si riparte per monti, ma si decide di accorciare il giro, quando troppo troppo ! Non riusciamo per a scongiurare la famosa calata do picuraru (discesa del pastore

, ndt) che a scendere si pu, volendo, ancora fare, ma che famosa per attrarre gli enduristi duri e puri anche a salire. Ci caschiamo anche noi, si prova e non ci si riesce. Le moto per fortuna ne escono indenni, ma siamo bollati come enduris ti veri, duri e puri, anche in Sicilia. I siciliani gongolano, neanche i toscani sono riusciti a fare la calata do picuraru a salire Domenica 13 gennaio, il cielo ancora limpido per la giornata dellEndurissimo. Sul la strada verso Linguaglossa, godiamo dellalba e dei suoi colori che tingono di r osa la neve dellEtna e ci si chiede: ma sempre cos in Sicilia? Quasi sempre! Si scherza, ma qui la temperatura, anche di mattina permette di st are in maglia lungo il giro che parte da 600 metri slm a salire. Ci dicono che q uestanno il giro un po diverso, ma sempre tosto. Si tratta di soli 60 km , ma tutt i da vivere, non si arriver sulla neve, ma le colate di sciara ci saranno, cos com e la particolare sabbia vulcanica spesso mista a sassi di lava molto leggeri. un terreno veramente particolare, la terra nera. Non terra, lava! Alliscrizione, onestissimi 35 euro, dvd e pranzo in agriturismo compreso, ci dann o una bella bottiglia di vino rosso delletna a testa e dei prodotti tipici. Al br iefing ci spiegano che c anche un viaggio in Tunisia da estrarre a sorte e altri p remi, oltre alla megatorta da 2 metri x 2... La Sicilia al Trofeo delle Regioni non ne uscita bene, ultima o penultima, ma qu i ci sono 330 iscritti, dai campioni regionali ai turisti per caso equipaggiati di gloriosi XT per esempio, con 80 persone a formare lo staff sparse lungo il pe rcorso. Scopriamo anche di non essere i soli ad aver macinato km per la cavalcat a, ci sono anche dei tedeschi. Il mitico Turi Leonardi, lorganizzatore, al microfono descrive i punti critici: l e mitiche mulattiere del major del 2004 e degli assoluti 2005-06: tomba, litalian o, il vallone, la fangaia, il portogallo, le salite di terra rossa. Sugli stessi percorsi si correr anche una tappa dellEuropeo Enduro questanno ad ap rile, organizzata dal motoclub Salvo Aiello, lo stesso che ci ospita allEndurissimo 2008. Lorganizzazione spiega per bene il percorso e consiglia i tratti soft giusti per chi si dovesse stancare. Ci parla di tratti hard, i super hard, fino al passaggi o ultimo, soprannominato Tomba Ma tutto organizzato anche in maniera da poter sup erare eventuali e inevitabili tappi sui tratti tecnici con i tratti soft per poi ritornare sul percorso duro, tutto previsto. Ottimo davvero. Si parte, a gruppetti di due o tre ci vorr del tempo, siamo tra i primi, si sfila via bene, c anche il fotografo alla partenza dietro la curva: sorriso dietro la m entoniera e via a seguire le frecce. Mulattiera carina tra muri di pietra lavica a secco, inframezzata a greto di fiu me e sabbia vulcanica, in sottobosco non tanto fitto. Si curva in appoggio, sembra dessere sullappennino, ma ci inganniamo. A parte la t erra che continua a essere nera dopo pochi minuti ci fermiamo. il primo tappo del la giornata, nessuno prende il soft, neanche noi, lendurissimo hard per definizio ne, lo dice lo stesso nome, e se uno evita lhard che endurissimo ? Siamo gi nello spirito giusto, niente stress, si spengono le moto e si aspetta. Un quarto dora, ma questo sar lunico tappo della giornata. Sembra messo l a posta per sgranare il g ruppo. Si tratta di un guado semplice semplice che prelude a una colata di lava molto liscia, che descrive, girando verso sinistra, tre cucchiai, tutti di lava solidissima, a salire. Sembra calcestruzzo. C la compagnia della spinta, ma con le mousse e la grinta giusta passiamo indenni, si sale ancora su qualche scoglio, si risale il fiume, percorso obbligato in acqua, a tratti anche discretamente pr

ofonda, e quindi ecco un lastrone incredibile, piatto, liscio, sormontato da un masso enorme (lavico naturalmente) da girare intorno, l scorre il fiumiciattolo, bisogna stare attenti a non scivolare, il tuffo assicurato. Marco ci casca, perd e lappoggio a moto ferma e ruzzola in acqua, a testa in gi. Come nulla fosse succe sso, rialza il CRE a 2T, si leva il casco, si asciuga i capelli, strizza un po i pantaloni e via, pronto per riparte sul fiume/colata di lava. Risate a non fini re, Stefano era in posa con la digitale, foto assicurata, avrebbe negato tutto, non potr! Del resto i cameraman non mancano sul percorso. Se la fai, prima o poi devi aspettartela. Questo lendurissimo. Lava, acqua, sciara, amici messi l ad aspe ttarti pi per le risate favolose che per altro Erano naturalmente presenti anche i campioni del regionale siciliano. Gente alla mano, sintende, li abbiamo visti sa lire le moto dei comuni mortali dopo aver scavalcato con la propria i passaggi p i duri. Da l in poi, come detto non abbiamo incontrato nessun altro tappo, probabilmente la cavalcata con meno tappi mai fatta. A un certo punto il terreno cambia, si va per crinali, locchio ancora una volta v ola lontano, i panorami si sprecano, da un lato lEtna innevata dallalto dei suoi 3 300 metri , dallaltro il mare , su un crinale, aspettando che lo staff dia il via per percorrerlo tutto in equilibrio senza fermarsi, senza guardare, senza verti gini. I 60 km del percorso sono stati tracciati benissimo, i pi bravi hanno evitato i p rimi tratti lenti, arrivando a scavalcare addirittura gli apripista, trovando so ttobosco ancora vergine non battuto. La trovata furba stata quella di poter fare cos un primo giro veloce per poi affrontare con la dovuta calma i tratti tecnici davvero, studiandoli per bene, senza tappi o gente dietro a farti fretta. In definitiva la gente in forma (6 persone in tutto) riusciva a fare due giri per lora di pranzo, godendo di percorsi prima scorrevoli e veloci e poi tecnici e du ri che cos duri non si possono dimenticare. Il tutto assistito dallottima e omnipr esente compagnia della spinta e ripreso dai cameraman sparsi dalla partenza allar rivo. Il ristoro rimasto aperto fino a pomeriggio, un vero pranzo con due primi fatti in casa, due secondi e contorni vari. Il vino ancora una volta non mancava, lo si prendeva alla spina direttamente dalla botte! Il tutto in una location di ris petto, un bel agriturismo sulle pendici del vulcano con terrazza vista mare. Al microfono si susseguivano i ringraziamenti ai ragazzi dello staff, elencarli tut ti stato difficoltoso anche per la stessa organizzazione. Nel frattempo usciva i n terrazza, non senza difficolt, la torta, enorme con i suoi 4 metri quadrati di dolcezza siciliana. Loccasione era speciale davvero: la raggiunta maggiore et dellE ndurissimo 2008 e del Motoclub oraganizzatore Salvo Aiello. Finale con suspence per lestrazione dei premi, in primis il viaggio in Tunisia pe r due, e poi treni di gomme, abbigliamento ecc... Anche se raccomandati partecipan ti, la dea bendata non ci ha premiato neanche con un cappellino, ma va benissimo cos, ci portiamo a casa tre casse di arance tarocchi e una di limoni, oltre a du e giorni di pane, enduro e amicizia che non dimenticheremo facilmente. Ci aspett ano ancora un migliaio di chilometri in furgone. Due le considerazioni finali: l o rifaremmo subito, alla faccia di chi sconsigliava tanta strada, e come organiz zarsi per la prossima incursione nel profondo sud dItalia.