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10/08/2009

INTRODUZIONE

Introduzione all'ecologia
ALL’ECOLOGIA

1 Prof. Pierpaolo Cavallo

MADRE NATURA ESISTE?


…”Tu hai una idea della natura come di una specie di mamma
benigna, il che è profondamente sbagliato. "Madre natura"
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non esiste, è una idea romantica del XIX secolo, nutrita e


coccolata dopo di allora da tutti. In realtà nella migliore delle
ipotesi la natura è una matrigna indifferente. Nella peggiore è
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solo un enorme, immenso, interplanetario ristorante…“


… “Il ciclo è: batteri e piante che si nutrono di minerali, luce e
acqua; gli animali erbivori che si nutrono di luce, acqua e
piante; i carnivori che si nutrono di erbivori, luce ed acqua;
all'interno di ogni gruppo ci sono i parassiti che si nutrono del
cibo prodotto da qualcun altro. La vita si nutre della vita: ci
sono piante parassite che si nutrono di altre piante; e siamo
tutti sul menù, compresi noi esseri umani…”
…”Credimi: la natura è un ristorante in cui tutti sono al tempo
stesso al tavolo e sul menu…”

Tratto da “Memorie di un Cuoco d'Astronave”, di M. Mongai, Ed. Mursia, 2000 2

ECOLOGIA: ETIMOLOGIA
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Il termine ECOLOGIA (dal greco


OIKOS, “casa” e LOGOS, “discorso”)
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fu usato per la prima volta dallo


zoologo tedesco Haeckel nel 1899 per
indicare lo studio delle interrelazioni
tra gli organismi e l’ambiente in cui
essi vivono.

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ECOLOGIA: ALCUNE DEFINIZIONI

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 HAECKEL, 1869: studio delle relazioni tra gli
organismi e l’ambiente.

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 ELTON, 1927: studio scientifico della storia
naturale.
 ODUN, 1963: studio della struttura e della
funzione.
 ANDREWARTA, 1961: studio scientifico della
distribuzione e dell’abbondanza degli organismi.
 KREBS, 1985: studio scientifico delle relazioni.
che determinano la distribuzione e l’abbondanza
degli organismi (Dove? Quanti? Perchè?). 4

DEFINIZIONE DI AMBIENTE
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L’ecologia studia gli organismi viventi in relazione


al mondo in cui vivono, detto “ambiente”.
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L’ambiente si definisce come

“una porzione di spazio con caratteristiche tali da


poter contenere vita, oppure suscettibile di
contenere vita”.

La componente abiotica dell’ambiente viene anche


indicata come “mezzo”.
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COMPONENTI DELL’AMBIENTE
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L’ambiente è composto da tre tipi di


componenti abiotiche o mezzi:
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 solide (litosfera),
 liquide (idrosfera),

 gassose (atmosfera).

Una quarta componente è quella


dell’insieme di tutti i viventi, o
BIOSFERA.
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LA QUARTA SFERA: BIOSFERA

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Nell’ambito delle componenti abiotiche si
muove la componente formata dagli

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organismi viventi (biosfera).
La vita è presente solo in una fascia che si
estende dagli abissi oceanici alla prima
parte della Troposfera per un totale di 18
Km. In tale fascia (Biosfera) abitano gli
esseri viventi adattati alle diverse
condizioni climatiche ai vari tipi di suolo,
ed alla maggiore o minore disponibilità di 7
cibo.

RELAZIONI TRA I COMPONENTI DELLA


BIOSFERA
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In tutti gli ambienti, i differenti organismi che


formano la biosfera non vivono isolati, ma a
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contatto con altri esseri della stessa specie e di


altre specie.
Esiste, quindi, una ricca rete di relazioni tra gli
organismi.

Stessa specie

Organismi Relazioni
non casuali
Altre specie 8

ESTENSIONE DELLA BIOSFERA


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Introduzione all'ecologia

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RELAZIONE TRA LE QUATTRO SFERE

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ESEMPIO DI AMBIENTE
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Le sponde
boscose di
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un fiume
insieme alla
comunità
biologica che
in esso vive
formano un
Ecosistema
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AMBIENTE: RETE DI INTERAZIONI


COMPLESSE TRA DIVERSE ENTITA’
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L’ambiente si
trova al
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centro di
una
complessa
ed
articolata
rete di
interazioni
con varie
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entità.

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PEDOLOGIA

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La pedologia è la scienza che studia la
composizione, la genesi e le modificazioni del

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suolo dovute sia ai fattori biotici che abiotici.
Nata in Russia, la pedologia conoscerà uno sviluppo
straordinario negli Stati Uniti, alla fine degli
anni Venti teatro dei catastrofici cicloni legati al
“dust bowl”, che riversarono nell’oceano Atlantico
milioni di tonnellate di suolo di tutta la fascia dal
Texas al Nebraska.
Il dust bowl fu causato dallo sfruttamento agrario
eccessivo di terreni predesertici e ne parleremo
assieme allo sviluppo sostenibile. 13

LITOLOGIA
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E’ la scienza che studia l’insieme di


caratteri chimici e fisici che definiscono
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una roccia nei suoi vari aspetti, cioè


composizione chimica e mineralogica,
struttura e tessitura.
Essa studia il ciclo delle rocce, i tipi di rocce
principali, ed i metodi per riconoscerle e
classificarle.

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TIPI DI MEZZO

Tutti gli organismi vivono in un mezzo che li


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circonda e con il quale hanno i loro scambi.


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Il mezzo può essere di due tipi:


Liquido (Acqua),
Gassoso (Aria).
Il mezzo solido è presente come base nei due
principali ambienti presenti sul pianeta,
chiamati “acquatico” e “terrestre”, legati
ognuno ad un mezzo primario: acqua e
aria. 15

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ARIA

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È composta:
 dal 79 % circa di azoto,

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 dal 21% circa di Ossigeno,
 dallo 0.03% circa di Anidride
Carbonica,
e da percentuali molto piccole di altri
gas (Argon, Xenon, etc.).

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ACQUA
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Le acque differiscono tra loro per le


concentrazioni di sali disciolti:
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 le acque marine contengono 35 g di


sostanze minerali disciolte per litro.
 le acque dolci contengono al massimo
0.5 g di sostanze minerali disciolte per
litro.

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FATTORI ECOLOGICI
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Ogni variabile fisica, chimica o biologica


dell’ambiente in grado di influire sulla
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vita di un organismo, almeno in una fase


del suo ciclo vitale, assume il ruolo di
fattore ecologico.

I fattori ecologici sono, in genere, misurabili


attraverso la semplice osservazione
oppure con l’uso di strumenti più o meno
complessi. 18

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FATTORI ECOLOGICI

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I fattori ecologici vengono suddivisi in:

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 ABIOTICI: fattori climatici,
caratteristiche fisiche e chimiche del
suolo e delle acque, la luce, la
temperatura etc.

 BIOTICI: le interazioni intraspecifiche


(es. la competizione) e interspecifiche (es.
la predazione, il parassitismo, etc).
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LIMITI DI TOLLERANZA
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Ogni organismo possiede nei confronti di ciascun


fattore ecologico un ambito di tolleranza entro il
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quale può svolgere le proprie funzioni vitali.


L’ampiezza dell’ambito di tolleranza varia da
individuo ad individuo, da popolazione a
popolazione, da specie a specie, e viene indicato
con i prefissi steno (ristretto) ed euri (ampio).
Quando un fattore ecologico assume per un dato
organismo valori che superano i limiti di
tolleranza esso diviene fattore limitante.

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FATTORI LIMITANTI E LORO


DETERMINAZIONE
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E’ possibile stabilire in condizioni controllate i


limiti di tolleranza per ciascuna specie a ciascun
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fattore, ma in genere in natura le interazioni tra


fattori rendono difficile stabilire tali limiti.
Esempio: la trota Eunice viridis segue le fasi
lunari, si riproduce solo in ottobre e novembre al
1° quarto di luna.
La luce artificiale può indurla a riprodursi 4 mesi
prima; esponendo le trote ad un fotoperiodo lungo
in marzo si riesce a farle riprodurre in luglio
anziché in novembre.
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LEGGE DEL MINIMO
Enunciata nel 1940 da Liebig, afferma che

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"La crescita di un organismo è
proporzionale al valore che assume una

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variabile detta fattore limitante".
La produzione è limitata da quel fattore che
è presente in quantità minima.
Esempio: la crescita di un organismo è
limitata dalla temperatura ambiente; se
la temperatura è un fattore limitante il
tasso di crescita è proporzionale alla
temperatura. 22

FATTORI ECOLOGICI: RISPOSTA DI UN


ORGANISMO ALLA TEMPERATURA
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t min =
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minima
tollerata

t ott =
ottimale

t max =
massima
tollerata 23

SINECOLOGIA ED AUTOECOLOGIA
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Una porzione di biosfera delimitata


naturalmente costituisce un ecosistema.
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Due approcci diversi all'ecologia, rispetto


agli ecosistemi, sono:
 la sinecologia, che analizza gli ecosistemi
nella loro globalità, studiandone in
particolare l'equilibrio o l'evoluzione;
 l'autoecologia, che studia i rapporti
ecologici intrattenuti da una singola
specie, ossia la sua nicchia ecologica. 24

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HABITAT E NICCHIA ECOLOGICA
Si definisce “habitat” il particolare tipo di ambiente

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naturale in cui vive una data specie animale o
vegetale.

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La nicchia ecologica, invece è “il ruolo funzionale di
un dato organismo in un ecosistema”.
Il termine indica la posizione di una specie (o di una
popolazione) all'interno di un ecosistema, ossia il
suo modo di vivere, il suo ruolo e tutte le
condizioni fisiche, chimiche e biologiche che ne
permettono l'esistenza in quel particolare
ambiente.
Per definizione una nicchia ecologica esiste solo se
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esiste una popolazione che la occupa.

HABITAT, MACRO E MICRO


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L’HABITAT è un area geografica caratterizzata da


determinati intervalli di condizione e di risorse
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ed è descritta, generalmente, dalla comunità


vegetale dominante; come tale, può offrire
numerose nicchie, anche notevolmente diverse
tra loro.
In ogni Habitat esistono numerose nicchie
ecologiche: in questo modo tutte le risorse
alimentari disponibili sono sfruttate al massimo.
In termini di microrganismi l’habitat
(“microhabitat”) può essere inteso come una
singola pianta o, al limite, una singola foglia. 26

NICCHIE E COMUNITÀ
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La nicchia comprende i fattori fisici, chimici,


biologici, comportamentali e sessuali.
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Basta che uno solo di questi fattori sia


differente perché vari anche la nicchia
ecologica nel suo complesso.
La nicchia indica anche il ruolo che una
specie svolge in un determinato
ecosistema: la comunità può essere
considerata come un'entità formata dalle
nicchie delle specie che ne fanno parte.
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TIPI DI NICCHIA

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 NICCHIA POTENZIALE: (anche detta
“fondamentale”) il massimo teorico di risorse che

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possono essere utilizzate da una specie in
assenza di competitori o di altri fattori di
disturbo;
 NICCHIA REALIZZATA: porzione della nicchia
potenziale occupata in una determinata
comunità, cioè le risorse effettivamente usate,
spesso in presenza di competitori e di altre
limitazioni biotiche o abiotiche.

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VALUTAZIONE DELLE NICCHIE


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È estremamente difficile misurare tutti i


parametri che caratterizzano la nicchia
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di una specie.
L’analisi viene limitata ad alcuni
parametri ecologicamente significativi:
caratteristiche topografiche,
temperatura, umidità, spazio, cibo, ecc.

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ESEMPIO DI VALUTAZIONE -1
Studio della nicchia ecologica per una popolazione di
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vongole nella “Race Rocks ecological reserve”,


Southern Vancouver Island, Canada.
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Fase 1: vengono individuate le linee di studio


(“transetti”) lungo la fascia di marea.

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ESEMPIO DI VALUTAZIONE - 2

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Fase 2:

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individuazione
delle aree di
campionamento
(quadrati).

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ESEMPIO DI VALUTAZIONE - 3
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Fase 3: Raccolta dati.


Da ciascuna area
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vengono raccolti i dati


sulla densità di
molluschi, elevazione e
pendenza rispetto al
livello delle maree.
I dati sono riportati su
un programma di
grafica 3D. 32

ESEMPIO DI VALUTAZIONE - 4
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Fase 4:
elaborazione e
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mappatura.
Le linee vanno lette
come le linee di
altitudine su una
mappa topografica;
il valore esprime la
qualità della
nicchia, da 0
(inadatta) a 0.8
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(molto adatta).

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