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m

*'V

ri.

GABINETTO
DEL

GIOVANE NATURALISTA
OVVERO
Descrizione della natura e de' costumi
dei

principali

Quadrupedi

Uccelli

Pesci, Amfibj, Rettili e Insetti, disposta


in beli* ordine e adorna di

%2

incisioni.

Edizione posta sotto


delle

la

tuteh

Leggi

ntiApi^i
Tom.

zvr

IL

NETTO
DEL

GIOVANE NATURALISTA
D

TOMMASO SMITH
CON ELEGANTI FIGURE

La

gloria di colui

che tutto

move

Per l'universo penetra e risplende


In questa parte pi e meno altrove.
Dante.
,

TOMO QUARTO.

Presso Omobono Manini


3

Tipografo ne Tre Re,

182,6.

N. o85.

M1L301938
**PNAi. MV3lA

9
H

\5

GABINETTO
DEL

GIOVANE NATURALISTA,
CAPITOLO PRIMO.
Vedresti al collo intorno irte le

piume

Di questo e quel nel minaccioso assalto


s
Farsi di fuoco l uno e l'altro lume;

Or

ritrarsi

Agitar

Vincer

ali

la

Sproni e

far

or coprirsi

J
,

prova
rostri

or trar d'

un

salto

mentre quel presume


,

rivolar dall' alto

sonar, unghie ed

dove eran verdi

artigli,

fior vermigli.

Lorenzi.

INTRODUZIONE.
IL

GALLO.

XtfESTO bravo e maestoso augello , nel presente


suo stato di domesticit, differisce talmente da s
medesimo nella sua origine selvaggia^ che sarebbe

IL GALLO.

6
difficile

il

fedelmente la sua

dipingere

primitiva. Giusta

natura

pi viaggiatori, ei
trovasi tuttavia neh" originario suo stato entro 1
foreste e in alcune isole del mare dell'India. Sonnini assicura di aver veduto de' galli selvatici in
quelle immense boscaglie, che coprono* 1' interno della Gujana , ove sembrano indigeni , e
non gi ivi apportati, come altri volatili del vecracconti

di

chio continente.

ha

sembianze nobili ed animate. Il


suo capo picciolo, e adorno d' una bella crestaIl gallo

le

rossa e carnosa,

suoi occhi sono pieni di fuoco;

movimenti liberi
collo son lunghe e cadenti
corpo fermo e compito ; la
e le due piume di mezzo ,
tutti i suoi

curvano in arco

mate

di sproni

le sue

acuti,

piume del
con grazia sovra un
e fieri; le

sua coda prolissa

maggiori

dell' altre ?

gambe son

forti e ar-

con cui egli or offende or

Se scorge un rivale od un nemico 9


gli si fa incontro con occhio acceso , con piume
arruffate, e il combatte ostinatamente, finche l'uno
o l'altro soccombe, o il rivale ceda il campo. La
corte rustica un impero eh' ei non vuol divisi

difende.

dere con alcuno.

Mi

avvenne, dice

il

signor di Buffon, d'essere

testimonio d' una scena molto singolare.


discese in

una corte

rustica

rovesci supino.

il

In questa situazione

difese

falco

falco

piena di polli; e un

giovine gallo, corsogli addosso,


il

Un

si

co' piedi

IL GALLO.

sgomentando

col becco,

ri

le galline e

galli cP In-

Alfine rialzatosi, fece per volar via;

dia.

slanciandosi per la seconda

gallo,

ma

volta sopra

il

nuovo , e il tenne s a Inngo


contro terra, che si ebbe tempo d prenderlo .
Molta cura, anzi molta sollecitudine si prende
il gallo per le sue galline. Mai egli non le perde
Ini

lo rovesci di

di vista, le guida, le difende, le minaccia, va in


cerca di quelle clie si allontanano, le riconduce, e
quasi non sa gustar cibo

che non

vegga prima
tutte raccolte intorno di se. La sua gelosia
eguale alla sua tenerezza; e la presenza d' un
gallo straniero nei suo dominio sempre il segnale d' una battaglia. Questa gelosia non si fa
sentire soltanto a' suoi rivali; ma ben anche alla
sua- femmina prediletta, la cui infedelt conjugale,
,

le

se sono giuste le osservazioni fatte in questo pro-

sembra che sia da


portata. Ci che racconta
posito,

sue dissertazioni

pu

il

mal

cuore comdottor Percival nelle

lui a

in

servirne di prova, a

Un

gen*

tiluomo, a cui un villano avea recate quattordici

un medesimo nido , ordin che si mettessero sotto una bella gallina, togliendole le proprie. In due giorni esse furono
dischiuse, e la gallina, per cinque o sei settimadi pernice prese in

uova

ne,

allev

useiti,

onde

il

meraviglia

che n' erano


luogo appartato,

pulcini

che furono posti in


resto del pollame non li vedesse.

venne che, trovandosi per caso aperta

la

Ma

av.

porta

TL GALLO.

3
il

in guardia

Una

entr.

gallo vi

udendo

di disperazione

che

fanciulletta,

ma non

giunse in tempo abbastanza d salvarle la


gallo, avendola trovata co* perniciotti

mo
l'

si

vita. Il

che elicem-

con furore

era scagliato sopra di lei

aveva uccisa. Ella era

aveva

mandar grida

la sua gallina

accorse in suo soccorso

lo

stata poc' anzi la

sua prii>

cipal favorita .

Le

specie de' galli variano all'infinito; perocch

una differente. Annovereremo di quelle che sono pi comuni in Inquasi ogni paese ne produce

ghilterra

cio :

Il gallo d'

Amburgo

che forse

grossa, ed stimato cibo eccellente.


cosce e

ventre

d'

un

un soprannome, ohe

la specie

pi

Avendo

egli

color nero vellutato

a ci

si

riferisce,

porta

ed calzon

di velluto.
Il

tana

bantam o

gallo

neli' Indie.

Esso ha le gambe coperte da


che cadono fino a terra ; corag-

lunghe piume
giosissimo

si

nano

batte

proveniente da Ban-

con

altri

galli

pi

assai

forti di lui.
l gallo riccio,

le

cui

piume

si

rovesciano

al

di fuori. Egli originario dalle parti meridionali


dell'

Asia;

e per questa ragione,

si

mostra in giovent cos sensitivo

un bel

volatile;

ma per

senza dubbio

Non

al freddo.

la tavola

ha gran

ri-

putazione.
Il gallo

capelluto.

Ei non

differisce dal

gallo

IL GALLO.

piume, che si alza


comune che per un
sopra il suo capo, e per una cresta ordinariamente pi picciola. La specie dei polli capelluti
quella che i curiosi hanno pi coltivata ; e ,
ciuffo di

xx>me avviene a

tutte

molto da vicino

essi

mero

di differenze

guardano
vi hanno osservato gran nule

che

cose

soprattutto

si

delle

ne' colori

hanno formate tante


razze differenti , cui hanno pi in pregio , a mi
sura che i colori sono pi belli e pi rari. Alcuni
individui della specie di cui parliamo , non portano cresta , ed hanno in generale le gambe pi
lunghe. Sennini dice di averne veduto nella Te*-

piume

secondo

quali ne

molta grossezza con gambe

foaide di

forti

e lun-

ghe, con bel ciuffo sulla testa, e piume eleganti.


1/ Egitto fa molta stima di simili volatili per la
bont della loro carne.
Il gallo propriamente detto d'Inghilterra superiore a quelli

dell' altre

nazioni pel suo corag-

gio invincibile

e quindi

s'

spettacolo,

gine vi

che a
d'

impiega nel barbaro

tutti noto.

uopo

Per ispiegarne

salire all' antichit

ma

1'

l'ori-

eru-

dizione non vi dar tanto piacere, quanto ci far

gemere

il

pensare che in tempi di tanta civilt e

in paese cristiano duri ancora

Temistocle
ciando contro
cia,

un

tal

costume.

celeberrimo capitano ateniese, mar-

Persi, che avevano invasa la Gre-

vedendo quanto poco

ardore animasse

suoi soldati 3 fece loro osservare l'impeto con cui

IL GALLO.

IO
i

galli

raggio

si
,

combattevano.

quale veemenza

Vedete
in

questi

disse

qua! co-

piccioli

ani-

pure essi non combattono che pel piacere di


vincere , mentre voi combattete pe' vostri focolari,
per le tombe de' padri vostri , per la vostra li. Questa breve aringa rialz gli animi
bert
mali: e

Temistocle ottenne compito trionfo. In memoria del quale avvenimento gli Ate*
niesi istituirono una festa, che ogni anno era
-celebrata con combattimenti di galli, e venne p*
infievoliti

scia

imitata volentierissimo

dai

Romani, popolo

che introdusse il costume di simili


combattimenti anche in Inghilterra. Enrico VIO

guerriero,
gli

amava talmente

che ordin per essi un op<quale , sebben oggi serva ad

portuno edificio , il
?
aitr uso, ancora porta il nome coch-pit f ossia
luogo di combattimento pe' galli.
l fatto seguente , avvenuto nel mese d' aprile
dell' anno 1789 , prova fino a qual segno questo
barbaro spettacolo possa abbrutire lo spirito. Il
signor Ardesbit di Tottenham, ricchissimo giovane, era grandemente appassionato pe' combattimenti
de'galli. Egli ne possedeva uno, che avea riportate
parecchie vittorie;

ma un

giorno, che a vicenda

padrone venne in tanto furore-,


che ordin fosse posto in uno spiedo e arrostito
dinanzi ad un gran fuoco. Le grida dello sventurato volatile erano cos strazianti, che varj gen-

rimase vinto

tiluomini;

il

quali

si

trovavano presenti, tentarono

IL GALLO.

TZ

impedire il suo crudele supplizio. Ma il giovane vie pi furibondo prese un ferro , eon cui
dichiarando che
si attizzano i legni che ardono ,
di

ucciderebbe con esso chiunque

In mezzo a
senza

orribili proteste

sentimento

egli era

opporrebbe.
cadde a terra

gli si

ex

accorse per

si

rialzarlo

ma

morto.

Fra coloro, che prendono piacere

barbaro
giuoco di cui si tratta , vi sono alcuni per vero
dire che non sembrano affatto privi d' umanit.
Pu giudicarsene da ci che siamo per riferire
d* un uomo del volgo, appellato Nicola Cannon.
Aveva egli un gallo , il qual era costantemente
riuscito vincitore di quelli, che combatterono con
al

Per isvenfura si ruppe esso una gamba in


una trappola. Gannon sommamente affezionato
al suo eroico augello, tent di salvargli almeno
lui.

la vita.

Quindi

franta

gli

fin

fasci

rimase intatta

spezzargli

di

diligentemente

adagi

l'

augello

la
la

gamba
parte,

in-

che

pi comoda-

il

mente che pot , e il nutr per cinque settimane


pietosamente. In capo alle quali , tolta la fasciatura, e trovata la ferita cicatrizzata, gii fece fare

una gamba con pie di legno , cui ebbe Y arte di


appiccargli al membro amputato. Cos il gallo
ancor

si

diporta fieramente nella sua corte rustica

a Cantorbery, ove ispira terrore

tutti

suoi

rivali.

Neil' isola di

Sumatra

la

passione pei combat-

IL GALLO.

13

che d piuttosto serie occupazioni di quello che sia causa di


divertimento. Quasi nessun uomo viaggia in quel
timenti de' galli tanto

eccessiva,

paese , senza portare un gallo sotto il braccio


quindi sempre s- incontrano galli pronti a combattere. I padroni armano loro una gamba con
uno strumento della forma d' una scimitarra 3 di

<;ui i

Le

bravi augelli fanno uso con

pugne danno luogo a

somma

destrezza.

scommesse;
persino a quelle d' una moglie o d' una figlia.
Son nominati quattro arbitri per decidere da qual
parte la vittoria; e se questi non si accordano,
si ha ricorso alla spada.
Alcuni credono che I
loro galli sieno invulnerabili. Questa persuasione
fece una volta che un padre, vicino a morire, ordin al proprio figlio d'abbandonare i suoi beni
ad uno di tali augelli, affine di conservarli.
loro

La

gallina

in

quasi tutto Y anno


il

qual dura

all'

Essa

fecondissima.

mente due uova

tre

giorni

eccetto

incirca

il

forti

fa

ordinaria-

continua

tempo

della

cos

muta

due mesi. Quand'essa ha

prepara all' opera penosa dell' incubazione , e mostra in essa una pazienza, una perseveranza veramente straordinaria.
Una gallina che covi, il simbolo commovente
venticinque o trent' uova

si

della tenerezza e della sollecitudine materna. Essa

copre

le

sue uova

coli' ali,

e le rivolge soavemente,

affinch siano penetrate d' ogni

parte

dall' istesso

grado di calore. Pare eh' essa comprenda mira-

IL GALLO.

bilmente

l'

importanza

cosi intensamente vi
il

I>
che

dell' officio

esercita

consacra, fino ad obbliare

si

cibo e la bevanda. In capo

settimane

tre

pulcini escon del guscio; e la gallina, timida


lo innanzi e vorace

pascerli

diviene

per

onde proteggerli e

molto sobria ed ardita fra quanti sono

gli animali.

Alfine che la gallina non cessi


si

far

di

sono immaginati pi mezzi d'elevare

cini

senza di

meglio

Ecco

sebbene

un cappone
ignuda

lei.

sia

a cui

una covata

spiuma
;

la

Si

pancia

indi

prende

cos

pone sopra

si

di pulcini. Questi col loro molle con-

tatto gli

recano tanto sollievo

feziona

gli

suoi pul-

crudele.

pi.

frega con ortiche

si

uova

fra tutti quello che riesce

il

si

1'

adotta

li

prende per
una tenera madre.
gallina, e

Altro espediente

si

nutre
essi le

eh

egli

vi

si

af-

come farebbe una


medesime cure che

usa dalle nostre

contadine

onde rendere pi sicura la sostituzione


che 1' autore accenna. Riferiremo le belle ottave
della Coltivazione de' Monti del Lorenzi , dacch
sarebbe impossibile esprimersi pi graziosamente
e insieme pi chiaramente di lui.

in Italia,

Si prende invece {della gallina)

Cui fu V onor

viril

un ben piumato

col ferro tolto

sanguigni bargigli

s
,

Onde giovane and superbo

bel corallo
in volto.

gallo>

H, CALLO.

l/\

Poich obbli de

consorti

le

visse in neghittoso ozio

ballo

il

sepolto

campo mansueto e umano


Della prole non sua padre e guardiano*
In generoso vin zuppa compose
Viene su

Cauta

'1

villana

e se lo tolse appresso,

quella entro del becco a forze pose.

Che

il

gozzo se n* empi. Del vino oppresso

Cominci ad obbliar tutte


Quante ne seppe in prima

possente liquor, che

Vinci di Circe
Jf quivi

compie

Oli pela

il

e de

e fin se stesso

bicchier sacri

leti lavacri

cose^

la villana

petto

le

il

gioco.

vellica d* ortica

per conforto al pizzicore e al foco

Sotto quattro pulcin vi pone amica

Che col petto e col piede a poco a poco


Tempran di quell ardor V ira nemica
5

Egli grato a chi l'ama

primier usi

Pi non rammenta entro i pensiei


Effemina la voee e V alto grido
;

Onde solea
In un roco

predir

Con
Con

lor

va

V ore

del giorno

la

la

e dal nido

mattina al prato fido

pompa de

Move qual

cari figli intorno

lor torna la sera al

con

Da

tenor cangia

Si leva, e chiama

confusi.'

le

suo soggiorno

piume

altere

capitan fra le sue schiere*

lungo tempo

si

trovato io Egitto

il

modo

di far dischiudere l'uova di gallina, adoperandovi

IL GALLO.

mi

l5

calore artificiale. Gli abitanti

Berme

villaggio chiamato

d'un

in ispecie

e d'altri vicini sono

ci-

da recenti viaggiatori come peritissimi in sif>


fatta pratica. Al cominciare dell' autunno essi si
spandono in tutto il paese all' intorno , e ciascun

tati

prende

d' essi

la

direzione

un forno.

d'

forni

sono di differenti grandezze, e possono contenere


dalle quaranta fino alle ottanta mila uova. Oltre*
passano

essi i

vorano per

sei

tremila forse d'

mesi.

Come

un

centina] o

pu dar facilmente

due

e simili ad

covate

otto

Questi forni sono semplicissimi


gilla

ogni

all'

anno.

fabbricati d' ar*

una cameretta

ordini di palchetti

la

ciascuna covata, onde

uscire in luce, richiede circa ventun giorni

forno

in

volta

su cui le uova

con

sono

di*

non si tocchino le une le


altre. Chi sopraintende ha cura di volgerle pianamente cinque o sei volte in ventiquattro ore 9
e di fare che tocchi a tutte egual calore. Ne' primi
otto giorni questo fortissimo ; in seguito va di*
minuendo e , quando i pulcini son presso ad,
sposte in maniera che

uscire

si

riduce quasi a quello dell' atmosfera.

In capo ad otto giorni

si

pu vedere

quali

uova

saranno feconde.

Chi

incaricato della direzione d'un forno,

contribuire a

chi lo impiega tanti polli

de

quanti

corrispondono a due terzi dell'uova affidategli; il


qual debito certamente non per lui oneroso:
Si calcolato che

nualmente

la vita a

forni dell' Egitto

diano an-

pi di cento milioni di

polli.

'IL GALLO.

X6

L'ingegnoso signor di Reaumur ha introdotto in


Francia Y utile manira di farli nascere , della,
quale si parlato; e dopo molte esperienze l'ha
pur ridotta a certi principi Egli ha trovato che
.

lo stesso

grado

di calore potea

servire

alle

uova

non abbisognando
altra differenza che quella della durata del tempo.
Undici o dodici giorni per esempio bastano per
l'anitra; mentre se ne richieggono venti o ventottopel gallo d' India. Egli ha pur trovato che le
stufe riscaldate nell' istessa maniera che i forni
d tutti

gli

uccelli domestici,

de' panattieri o delle fabbriche di vetri erano pi

convenevoli che quelle che

ai

riscaldano con fimo,

costuma in Egitto. Quando Y uova sono


dischiuse , si pongono i pulcini in una cassetta
aperta dai lati e foderata di pelliccia, il cui ca<-

come

si

lore supplisce a quello della chioccia; e cosi ten-

gonsi in

camera ben

custodita, fino a

esporsi, senza inconveniente, all'aria


rustica.

principio

stanno

essi

che possano
in una corte

d' ordinario

un

giorno intero senza prendere nutrimento; nel secondo e nel terzo di sogliono essere cibati , con
bricciole di pane; in seguito posson nutrirai
stessi

d' insetti

briga

si

e di

grani.

Per non avere

da

altra

insegna a de' capponi Y allevarli; ed essi

egualmente bene

che una chioccia. Il


signor di Haumur dice d'aver veduto pi di ducento pulcini condotti da tre o quattro capponi
soltanto. Assicurasi che i galli medesimi sieno
egualmente buoni a tale officio.
il

fanno

IL GALLO.
Il calore del

nascere
di

dall'

nome

uovo

17

corpo umano pu anch' esso far

uova

Una dama romana


incinta, volle covare un

pulcini.

Livia, essendo

nel proprio seno,

onde augurare dal pulcino

che he uscirebbe il sesso del futuro suo parto il


pulcino fu maschio e il parto della dama egualmente. Ci che questa Fece per soddisfare la propria curiosit, fu nel 1706 ripetuto da una giovane dama di Barre, coli' intenzione d procurare
al suo tutore un cibo delicato. Ella adunque ( e
la gazzetta intitolata Chiave del Gabinetto, che riferisce il caso, loda molto la sua ragionevolezza
e virt) si dichiar ammalata a segno di dover
:

Cos giacendo, cerc di far dischiudere col calore del proprio corpo un uovo
di gallo d'India, e vi riusc. Allev quindi con
specialissima cura il volatile che di quest'uovo era
nato; e com'egli ebbe il peso di sette libbre, lo
giacere a letto.

fece uccidere, e servire in vivanda al suo vecchio


e infermo tutore, che confess di non avere mangiato

mai nulla

di pi squisito..

La

seguente esperienza, di cui si parla nella


Storia universale del signor di Buffon, troppo
singolare perch possiamo ommetterla. Essa consiste nel tagliare la eresta di un polio, e sosti-

uno de' suoi sproni nascenti, che direbbes


piuttosto un picciolo bottone. Questo sprone cos

tuirvi

mette a poco a poco radice nelle carni,


trae da esse nutrimento; e cresce sovente pi che
Gabinetto T. IV.
a

inserito

IL DALLO.

l8

non ^avrebbe

fatto

suo luogo

nel

Se
mezzo

originario.

veduto qualcuno , che avea due pollici e


di lunghezza , e pi di tre linee e mezzo di dian'

metro

alla base. Talvolta crescendo

le corna di

montone

tal'

altra

si

si

ricurva

rovescia

quello di becco.
I progressi della covata de' polli sono

come
come

tutt' in-

sieme curiosi e interessanti. Da che ]' uovo stato


riscaldato per cinque o sei ore, si vede gi distintamente la testa d'un pulcino congiunta alla
spina dorsale nuotar nel liquore, di cui la bolla,

che apparisce nel centro della piccola cicatrice,


ripiena, Sulla fine del primo giorno la testa si
gi ricurvata ingrossando.

Nel
delle

seguente

due

veggono

primi abbozzi

come piccioli globetti


mezzo della spina* Veg-

che sono

vertebre,

discosti dai

si

lati

del

cominciamenti dell' ali, e


i vasi umbilicali rimarchevoli pel lor colore oscuro.
Il colio e il petto anch' essi appoco appoco si svi-

gonsi altres apparire

luppano ; e
vi si

va sempre ingrossando. Gi
primi lineamenti degli occhi e

la testa

rimarcano

tre vescichette circondate,

come

la spina, di

mem-

brane trasparenti. La vita del feto diviene sempre


pi manifesta, e gi si vede battere il suo cuore
e circolare

Al

terzo

il

suo sangue.
giorno tutto apparisce pi distinto 3

poich tutto divenuto pi grosso.


osservabile il cuore, che pende

La

cosa pi

fuori

della

IL GALLO.

19

pancia, e batte tre volte di seguito, la

tenendo per mezzo della valvoletta

prima

ri-

sangue contenuto nelle vene; la seconda rimandandolo alle


arterie
il

il

e la terza spingendolo ne'vasi umbilicali

qual movimento continua ventiquatt'ore pur dopo

che l' embrione si separato dal bianco del suo


uovo. Scorgonsi altres vene ed arterie sopra le
vescichette del cervello. I rudimenti della midolla
spinale cominciano a distendersi lungo le vertebre.

In fi^e vedesi tutto il corpo del feto quasi avviluppato in una parte del liquor circondante , la
quale ha preso maggior consistenza del resto.

Gli occhi nel quarto giorno


assai

spiccata.

Vi

si

hanno gi forma

riconosce benissimo la pupil-

umor

Veggonsi inoltre
nella testa cinque vescichette piene di umore, che,
avvicinandosi e ricoprendosi appoco appoco nei d
seguenti, formeranno alfine il cervello avvolto^in
la ,

cristallino , e

il

tutte le sue

le

cosce

l'

vitreo.

membrane, Le

ali

crescono

intanto

cominciano ad apparire, e

corpo a

il

farsi carnoso.

Nel quinto giorno prende questo una certa oleosit


il
cuore appena ritenuto da una sot;

membrana

che si
della pancia 3 e veggonsi
dall' abdomine.
tile

Nel
in due
co ;

il

sesto

parti

la
,

estende

midolla

capacit

sulla

vaselli umbilicali uscir

spinale,

essendosi divisa

continua ad avanzarsi lungo

fegato, che prima era bianchiccio

il

tron-

diviene

IL GALLO.

ilo

di colore oscuro

11

cuore batte ne' suoi due ven-

corpo ricoperto della sua pelle, e da


questa pelle veggonsi gi spuntare le piume.
Il becco facile a distinguersi nel settimo giorno.

tricoli, il

Il cervello

le ale, le cosce e

piedi banno acqui-

stato la loro perfetta figura. I

due

ventricoli del

cuore sembrano come due bolle contigue, e riunite

per mezzo

auricole.

in

loro parte

della
quelli

e in

superiore colle

questi osservatisi

moti successivi, come di due cuori

polmone apparisce

due

differenti.

nono giorno,
e il suo colore bianchiccio. Nel decimo i muscoli dell' ali finiscono di formarsi, e le penne continuano ad uscire. Neil' undecimo soltanto veggonsi
unite al cuore le arterie , che prima ne erano
disco3te
e quest' organo composto di due venIl

alla fine del

tricoli.

Indi succede

grande delle
rotto

parti

guscio

il

gradatamente uno
,

del

fino

a clie

suo uovo,

pi
il pulcino abbia
ci che avviene
sviluppo

d'ordinario nel vigesimoprimo, talvolta nel diciot*

tesimo

altre volte nel

vigesimo settimo giorno.

TETRAO
O GRAN GALLO DI MONTAGNA.
IL

della grossezza d'un gallo d'India, e pesa or-

dinariamente quattordici in quindici libbre.

rapo e

il

Il

suo

suo collo son cenerognoli, rigati dj nero;

il

IL TETBAO.

corpo e Y

ali

HI

color di nocciuola scura, e la pancia

d'un bel verde, che inclina

nero.

al

Le

sue

gambe

son forti e coperte di piume brune. Quanto alla

femmina, essa assai pi piccola che


e di piume diversissima. Perocch ha
collo e

rosso

la testa,

dorso rigati di rosso e di nero,

il
il

maschio,

il

il

il

petto

ventre screziato di rancio e di nero

punta delle penne bianca. Insomma differisce


talmente dal maschio , che quasi crederebbesi ap-

la

partenere ad altra specie.


Il tetrao abita

ronano
il

suo

la

comunemente

sommit

costante

boschi, che co-

montagne. Sono

dell'alte

domicilio in inverno;

suole uscirne in estate, per andare a far

essi

appena
qualche

guasto ne' poderi all'intorno. In queste escursioni


egli

mai non obbla

pericolo che corre, e

il

in guardia costantemente.
il

prenderlo per

fin nel

sorpresa;

Quindi

si

tiene

difficilissimo

e bisogna

inseguirlo

suo nascondiglio. Se ne fa caccia

e ordi-

nariamente V autunno
e la delicatezza della sua
carne cagione eh' egli sia molto ricercato.
;

Nelle foreste

ei

si

attacca

principalmente alla

quercia ed al pino: i rami fronzuti dell'una gli


servono d' asilo , e i frutti dell' altro di nutrimento.

Egli

si

pasce altres di more selvatiche; e gli

si

gozzo de' sassolini simili a quelli che


veggonsi pur nel gozzo del pollame ordinario; il
che prova eh' ei vive anche dj ci che gli si pretrovali nel

senta raspando la terra.

3X TETRAO.

22

La

degli amori

stagion

comincia,

pel tetrao,

nei primi giorni di febbrajo, e dura sino a che

abbiano messo le foglie. In quel tempo


V augello si tiene appartato , e mai non esce da
le piante

certo breve spazio a cui


allora aggirarsi

si

circoscritto. Vedesi

da mane a sera

grosso pino o d' altro albero

coda, strascinando

l'ali,

sul tronco di

un

facendo ruota colla

piegando

il

collo in avanti,

capo , o piuttosto raddrizzandone le


piume , prendendo ogni sorta di positure straordinarie. Egli ba un grido particolare per chiamare
le sue femmine, che gli rispondono , ed accorrono
gonfiando

il

T albero ov' egli si tiene , e da cui scende


appena le scorge, per incontrarle. Allora ei manda
un alto grido , che sembra uno scoppio , a cui
succede una voce aspra e penetrante, simile al
rumore d' una falce arruotata. La qual voce, dopo
sotto

aver cessato e ricominciato alternativamente per


un'ora incirca, finisce con uno scoppio simile a
quello che gi

si

disse.

che in ogni altro tempo difficilissimo ad avvicinare, si lascia agevolmente sorprenIl tetrao,

dere nella stagione de' suoi amri, massime quando


fa intendere il grido, onde chiama le sue femmine.
allora cos stordito dello strepito che fa egli

medesimo, o

se

vogliamo, talmente innebbriato,

d'uomo, ne colpo di fucile pu determinarlo a prendere il volo. Sembra quasi che


che ne
ei sia

vista

divenuto e sordo e cieco.

a3

IL TETRAO.

Ignorasi quante

femmine

accorrere al

sogliano

grido del tetrao. Generalmente per un solo


schio basta per tutte quelle

che abitano

ma-

la stessa

parte di foresta da lui abitata.

Ogni femmina

fa ordinariamente sei

sette

uora

come quelle
depone sul musco

bianche, macchiate di giallo, e grosse


della gallina ordinaria. Essa le

ove le riscalda da se sola, senza


essere ajutata dal maschio. Quand' - costretta di
abbandonarle, per andar a cercare il suo cibo, le
nasconde sotto le foglie con gran cura; e quanin

luogo

asciutto,

tunque d'indole selvaggia, se alcuno se le avvicina mentre le cova, ella rimane al suo posto,
vincendo coli' amor materno il timor del pericolo.
Quando i suoi pulcini son nati, si danno a correre con molta leggierezza; e ci fanno spesso non
ancora ben usciti del guscio. La madre li custodisce con molta sollecitudine e affetto, e li con
duce pe' boschi, ove si nutrono d'uova di formiche , di more selvatiche e d' altro. Crescono essi
molto facilmente, e, come sono vigorosissimi, sarebbero assai abbondanti, se molti non ne distruggessero gli uccelli rapaci, e molti non soccombessero ne' loro

La

litigi

famiglia rimane unita tutto

llo, fino

a che la

varj individui che

o nuovi interessi,
schi,

di rivalit.

quali

li

resto dell' ato-

amori, dando ai
compongono nuovi bisogni

stagion
la

il

degli

disperde, specialmente

amano vivere separatamente.

ma-

&4

IL
-

GALLO DI MONTAGNA
DAL COLLARE.

per grossezza tra il fagiano


tutto il di
e la pernice. Il suo becco bruno
sopra del corpo, compresa la testa, la coda e le
Quest' augello

sta

ali,

smaltato di differenti colori bruni, ranciati

e neri. Il petto

d'

un

color rancio brillante, seb-

bene un po' scuro; lo stomaco, il ventre e le


cosce hanno macchie nere in forma di mezza luna,
distribuite con regolarit sopra un fondo bianco.
Sulla testa e intorno al collo il nostro augello ha
lunghe piume, di cui pu, drizzandole a suo
grado , formarsi un ciuffo ed una specie di collare. I suoi piedi son guerniti di piume, e le sue
dita tagliate sul!' estremit a foggia di denti,

quelle del tetrao.

sono

d'

un

Il gallo,

le dita,

el'ugne ed

il

come
becco

color bruno rossigno.


di cui

si

favella,

quando allegro

penne della sua coda, facendo la ruota.


Egli accompagna quest'atto con un mormorio simile a quello del gallo d'India. Egli ha di pi,
onde richiamare alcuna delle sue femmine, un
batter d' ali singolarissimo e fortissimo , che si fa
udire , in tempo di calma , a mezzo miglio di
distanza. Tale battimento non per d tutte le
stagioni, ma solo della primavera e dell'autunno,
ad ore fsse, cio alle nove della mattina, e alle
rialza le

quattro della sera, standosi l'augello posato sovra

GALLO DI MONTAGNA.

IL

25

un tronco d' albero inaridito. Da prindipio egli


pone fra battimento e battimento l' intervallo di
due secondi, indi accelerando per gradi i suoi
colpi

questi alla fine succedonsi con tanta rapidit,

che pi non formano che un rumore continuato

un tamburo, o come altri diun suono lontano. Questo rumore dura

simile a quello di

cono

d'

un minuto , e ricomincia colle stesse gradadopo sette o otto minuti di riposo. I cac*

circa

zioni

da esso

ciatori

avvertiti

accostano

si

all'

augello

senza eh' egli se ne avvegga, e approfittando della


convulsione in cui trovasi, gli tirano un colpo

si-

Dico senza ch'egli se ne avvegga, poich


ogni volta che scorge un uomo, arresta subito ogni
movimento , qualunque ne sia la violenza, e vola
curo.

tre o quattrocento passi lontano.

La femmina
Costruisce
frond

il

suol

suo

fare

sopra

nido

o al pie d'

dodici

un albero

la
,

o sedici uova.
terra con delle

o presso un arido

tronco abbattuto. Molta sollecitudine ella


pe' suoi

pulcini

derli, e cerca

che

li

tutto

attirare

minacciano.

altro

espone

tra

non impedisce che

dal
le
gli

canto
foglie

uccelli di

prende

per difen-

sopra se stessa

Essi,

ascondersi assai bene

si

pericoli

loro, sanno

che per
rapina non

il

ne distruggano molti.
Questi uccelli sembrano appartenere soltanto al

nuovo continente; e sono comuni nel Maryland e


nella Pensilvania. Si nutrono di grani, di frutta.,

26

IL

GALLO DI MONTAGNA.

d'uva, e specialmente di bacche d'ellera; la qual


osa da notarsi, poich queste bacche sono un
veleno per molti animali.

PICCOLO TETRAO

IL

O GALLO DI MONTAGNA DELLA CODA


BIFORCUTA.
Le piume
La sua coda

sono affatto nere

quest'augello

di

forcuta, non solo perch le penne

mezzo, che soglion essere le pi grandi, sono


essa pi corte che l'esterne, ma anche perch

di
in

maschio pesa
ordinariamente quattro libbre, e la femmina, che
di met pi piccola, non ne pesa che due.
Questi uccelli erano altra volta comunissimi nel
queste

ricurvano al di

si

fuori.

Il

settentrione dell'Inghilterra; or sono divenuti assai rari.

re;

ma

cate

Di che pi
le principali

ragioni

si

sembrano

potrebbero addurle

cacce moltipli-

e la coltivazione delle terre deserte. Alcuni

di tali uccelli possono trovarsi in differenti

della

nuova

servati

per

foresta nell'Hampshire, ove sono conla

caccia

nelle licenze che

si

del re, e quindi riservati

danno

ai

naria dimora della loro specie

ed

parti

cacciatori. L' ordi-

sono le montagne

boschi.

nutrimento assai vario. Consiste esso


principalmente in frutta e in bacche montane , e
d' inverno in fiore di brugo. cosa notabile che
Il loro

piselli e le ciriege

sono loro funeste.

IL PICCOLO TETRA.Oi

Si posano essi in
niera che

sugli

sopra di un ramo, chiamano le


e battendo

l'

ali

La femmina

come

il

ma-

nelP istessa

alberi

fagiano. In primavera

il

ZJ

maschi, stando

femmine

,.

gridando

gran tetrao.

un bianco
gialliccio con macchiette ferrugigne, e le depone
sopra terra ove costruisce rozzamente una specie
fa

sei

otto

uova

d'

di nido. I pulcini escono in luce sulla fine d'estate.

Fra
al

essi

giovani maschj lasciano padre e

madre

e veggonsi in prima-

cominciar dell'inverno,

vera a piccole schiere di sette o otto.

Questi uccelli possono vivere ed anche ingrassare nelle corti

ma

non gi.
ottenuta una mista

rustiche;

far razza

In Isvezia per altro se n'


d' un maschio della specie di cui parliamo
una gallina comune.

Nella Russia

nella

Norvegia e

si

appiatti sotto la

neve.

con

in alcuni altri

paesi settentrionali, credesi che in inverno


col tetrao

Ecco

il

pic-

di qual

d la caccia in Russia. Si formano


nei boschi da esso frequentati delle capannucce,
guisa gli

in cui

petto

si

si

si

fanno alcuni fori

e sugli

alberi dirim-

collocano degli augelli chiamato]. I cac-

ciatori nascosti

in

capanne,

quelle

loro archibugi a que' fori

appostando

fanno fuoco sul tetrao

che s'avanza, e che, se non vede aspetto d'uo-

mo, punto non s'intimorisce del fragore dell'armi.


Anzi talvolta avviene che, essendo pi tetrai insieme; l'uno vegga cader l'altro e gema sulla di

IL PICCOLO TETRAO.

a8
lui sorte

senza sospettare d' essere minacciato da

una simile , e quindi senza cercare di evitarla.


In inverno gli abitanti della Siberia prendono
questi uccelli nel modo che diremo. Essi attaccano
alcune spiclie intorno a lunghi bastoni , cui posano
orizzontalmente sui rami forcuti d' un albero. A
picciola distanza collocano de' gran panieri di forma
conica aperti dalla parte pi larga. In mezzo a
quest' apertura una piccola ruota , attraverso la
quale passa un'asse disposto in modo, che tocco
appena, cade o dall'una parte o dall'altra, e ripiglia Sri seguito la sua prima posizione. I piccioli
tetrai attirati dalle biade , dopo breve pasto , vo,

lano verso

asse

il

panieri

e cercano di posarsi in sul

quale piegandosi

medesimi. Di questa guisa

li

fa cadere ne' panieri

se

ne prende una gran

quantit.

L'

ATTAGASO.

Questa specie di gallo assai pi piccola che


la precedente. Il maschio non pesa che diciannove
once

e la

femmina

quindici.

Gli attagasi trovansi in gran quantit nelle mon-

tagne e nelle brughiere


d' Inghilterra

delle parti settentrionali

non che in alcuni luoghi della

Scozia.

In inverno

vanno ordinariamente in ischiere


di quaranta o di cinquanta. Di rado scendono alla
essi

l'

ATTAGASO.

pare non

Sa

compiacciano che delle


vette pi elevate. Si nutrono essi di fior di brugo
pianura,

si

e di coccole di piante montane.

tempo della lor covata la primavera. La


femmina fa sei o dieci uova , che depone sopra la
terra
ove costruisce un razzo nido. I pulcini le
Il

stanno attaccati

ma

in

sviluppo,

si

e la seguono tutt' estate

inverno, giunti ormai

al loro

uniscono agli stormi degli

pieno

altri augelli

della loro

specie, e divengono affatto selvaggi.

sebbene
in istato di cattivit ; quelli per esempio di un
podere dell' ultima duchessa ereditaria di Portland. Si era per avuta, riguardo ad essi, la cura
Si sono vedati degli attagasi fecondi

di dar loro quasi ogni giorno erica fresca in

buona

quantit.

La

carne degli attagasi ottima

rompe
pena

facilissimamente.

gli

hanno

gli intestini

uccisi,

Quindi
gli

ma

si

cor*

cacciatori,

sventrano,

ap-

e trattine

sogliono empirli d' erica verde.

LA PERNICE.
La lunghezza

pollici all' incirca. Egli ha sul petto una macchia in>


forma di mezza luna, del colore di marrone scura;
e fra l' occhio e V orecchio una sostanza molle di
di quest' uccello di tredici

color rosso. I lati della testa sono giallognoli.

piume

in generale sono

brune e

Le

cinericce, elegan-

LA PERNICE.'

So

temente Tariate di nero.


liste pi cupe. La coda
diciotto

piume

fra cui

Le

ali

sono brune con

composta di
ultime sette da ciascun

assai corta
l'

lato sono rosse, orlate di color cinericcio. I naturalisti e

hanno creduto che

cacciatori

la

femmina

non avesse mezza luna in sul petto; ma poi la


notoma gli ha tratti d' errore. Perocch il signor
di Montague , avendo un giorno uccise nove pernici, il cui petto non dava quasi segno di differenza,
come fu neh" aprirle, trov che cinque eran femmine. Esaminando allora pi attentamente le piume, si accorse che i maschj possono riconoscersi
da quelle della testa, che sogliono essere molto
brillanti. Un tale distintivo per altro non apparisce che dopo il primo o il secondo anno.
Le pernici abitano principalmente i climi temperati; e in nessun luogo pi abbondano che in
Inghilterra , ove la loro caccia uno dei piaceri
alla moda. Esse covano di buon' ora in primavera,
e fanno il loro nido per terra senza molto apparecchio , bastando loro un po' d' erba e d' aride
foglie. La femmina vi depone quindici e sino a
venti uova, e talvolta venticinque. Il signor Daniel dice d' aver veduto un nido di pernici , il
quale conteneva trentatre uova , ventitre delle
quali
l'

produssero

istante

pulcini.

Questi corrono

medesimo che escono del

al-

guscio, portan-

done sovente seco una parte.


I primi alimenti de'perniciotti sono le uova di

,,

LA PERNICE.

3t

che trovano sopra terra,


e le erbe. Si osservato che per quelli fatti allevare da una gallina Y uova di formiche erano il
miglior cibo onde fortificarli. Vi si aggiungono di
formica,

tempo

piccioli insetti

in

tempo lumachette

pinzajuole.

La

lattuga,

la

porcellini terrestri

spelliciosa

l'

anagal-

lide loro sono salutevolissime..

maschio divide colla femmina la cura d' allevare i piccioletti. Yeggonsi talvolta accovacciati
Il

l'

uno presso

dell' altra

colle loro ali.

possono decidersi a

Difficilmente essi

un

onde coprirli

lasciarli;

ami la conservazione della loro


specie, si guarda bene dal turbare i lor pietosi
offici. Ohe se avviene che un cane troppo ardente
cacciatore, che

s'inoltri,

e loro

schio

sempre

si

maprimo che parte, mandando

accosti
il

gridi particolari, cui


sola occasione.

Ei

si

non

troppo da vicino,
fa sentire

il

che in questa

posa alla distanza di trenta

o quaranta passi; e qualche volta ritorna sopra


cane, battendo l'ali; tanto l'amor

coraggio

ai

pi timidi

animali.

il

paterno ispira
Talvolta

pure

questo sentimento

d loro certa specie di prudenza, e suggerisce singolari espedienti onde salvare la loro prole. Quindi il maschio, di cui dicevamo , si veduto , dopo essersi presentato
prender la fuga, ma lentamente e strascinando
T ali, come per attirare il nemico colla speranza
di una facile preda , e cos allontanarlo dal caro
,

oggetto delle sue sollecitudini.

La femmina intanto,

LA PERNICE.

$2,

la
s'

quale partita un

allontana assai pi

zione.

momento dopo
sempre

in

un' altra dire-

Indi torna eorrendo lungo

avvicina di nuovo

solchi

suoi pulcini, ove

a'

maschio,

il

si

sono rim-

si

P erbe e le frondi, li raccoglie prontamente, e prima che il cane, il quale si dato


ad inseguire il maschio, abbia avuto tempo di
piattati fra

venir loro addosso, gi essa gli ha condotti lungi,

che

senza

cacciatore abbia

il

inteso

minimo

il

strepito.

Le

amano

pernici

abitare fra

di

campi

di

meglio coltivati, come quelli


ove trovano pi abbondante nutrimento cos di
grani come d' insetti. L' eccesso del freddo e del
caldo contrario alla loro propagazione.

biade, massime fra

Markwick narra questo tratto d' intelligenza d'una pernice. Ei cacciava un giorno con
un giovane cane da ferma il quale corse sopra
una covata di piccioli perniciotti. La madre si
Il sig.

slanci

cane

gridando

che

quando

la

venne a

insegu

al fine ella

se

gettarsi

distanza

centra

il

considerabile

invol senza peraltro

gli

campo. Il cane essendo ritornato prontamente al luogo ove i pulcini erano nascosti sotto
V erba , la madre lo vide , corse di nuovo incontro a lui, e ricominci lo stratagemma di prima,
fin eh' ebbe distratta affatto l' attenzione del ne

uscir del

inico animale da' suoi figli


servarli.

Lo

stesso

e cos giunse

gentiluomo disse

a pre-

altres

che

35

L PERNICE.

quando un nibbio prende a inseguire una covata


di perniciotti , il padre e la madre si slanciano
su questo nemico vorace, e il combattono con
ogni potere, affine di difendere i loro piccioletti.
Le uova di pernice sono spesso distrutte dalle
donnole , dai furetti , dalle cornacchie , dalle pi-

che e da altri animali. Ove avvenga una tale scia,


gura, la femmina ricomincia un altro nido, ove
depone altre uova ; ma questa seconda covata
e i
assai pi picciola e pi debole della prima
pulcini sopportano di rado i rigori del verno.
Le pernici, che furono allevate da qualche gallina, conservano per tutta la vita l' abitudine di
cantare, allor che odono galline che cantino*
Anche le imbeccate col fuscello, appena loro
si offre occasione, abbandonano la casa, ove son
nate e cresciute, e obbliano le persone che ebbero cura di loro. Fra i pochi esempi di pernici
veramente addomesticate si pu citare quella del
signor Bird, di cui parla Daniel. Essa girava a
piacer suo la casa, entrava nella sala da pranzo
air ore del mangiare , prendeva il suo nudrmento
dalle mani di chiunque glielo porgeva, e quindi
s posava dinanzi al
fuoco, mostrandosi contenta
;

di sentirne

Per finalmente vittima di


un gatto, nemico giurato di tutti gli uccelli doil

calore.

mestici.
Il

medesimo autore narra che nel podere d

Lion-Hall nell'Essex, appartenente


Gabinetto T. IV.

al colonnello

LA PERNICE.
34
Hawker, una pernice avea ( Y anno

788

fatto

il

suo nido e in esso sedici uova sul tronco di una


quercia , appena separata per mezzo d' una siepo

da un picciolo sentiero , d' onde i passeggieri davano continua noja alla povera augelletta. Nond
meno la covata and bene, e i piccioletti appena
usciti del guscio si sdrucciolarono lungo i rami
dei loro albero, e sani e salvi scesero

a terra.

avvenuto in East-Dean nel


Sussex, Vanno 1798, prova che le pernici non

seguente

fatto

Il

sono fatte per viaggiare. Sedici perniciotti, essendo


caceiati di nido da alcuni agricoltori, diressero il
loro volo

verso

continuarono
cento piedi.

cadere

nell'

mare

di

al

Ma

si

trovassero stanchi, o fossero

terribile

elemento

onde. Dodici fra

essi

flusso alla riva, furono raccolti

che

sopra del quale

loro corso per lo spazio di nove-

il

spaventati dal

il

si

videro tutti

per, spinti dal

da un garzoncello,

port ad Eastbourne e le vend.

li

Willoughby racconta, come prova della docilit


delle pernici, che un uomo, il quale ne avea
fatta scommessa, giunse ad addomesticarne una
covata a segno da condurle, cacciandosele innanzi,

come

si

libere

farebbe una gregge, dalla contea di Sussex fino a Londra , sebben fossero interamente

ne avessero Y

ali tagliate.

In Isvezia questi uccelli fanno de' buchi sotto


la neve, ove si ritirano per ripararsi dal freddo.
Nella Groenlandia

le perdici

sono brune in estate.

/!,,

<
H
P

LA PERNICE.
e

appena viene

il

verno

si

35

coprono d'una

lugine, la quale bianca al par della neve,


calda. Presso V imboccatura del fiume

Oi

folta ea-

ma

assai

Rus-

in

che
montagne adjacenti ne sono ricoperte. Alcune
trovano in

sia le pernici si

le

gran quantit

hanno le piume variate di bianco; altre


le hanno bianche interamente, senza che apparisca ragione di presumere che il clima sia causa
di esse

di tal differenza.

GALLO D'INDIA.

IL

Credesi generalmente che il gallo, appellato


d'India, sia originario dell'America settentrionale,
e che fosse recato in Inghilterra sotto il regno di
Enrico VIII. Quest'uccello grande, ma tangoccio; la sua testa

assai

piccola

corpo, manca dell'ornamento

del

in

proporzione

ordinario agli

augelli, poich quasi priva interamente di piu-

me,

e soltanto coperla, cf>me una parte del collo

e del petto

d'

una pelle turchiniccia ,

carica di

capezzoli bianchi dalla parte sua posteriore


rossi dalla parte del collo,

con alcuni peluzzi neri

e radi frammezzo. I suoi occhi sono piccioli,


vivi e brillanti ;
la

ma

becco convesso , corto e forte ;


pancia adorna d' un pennello di crini duri e

neri

e di

jj

le ali sono assai

stenere

un corpo

mediocre; le

lunghe

ma

incapaci di so-

un volo di tratto
gambe sono robuste; le piume son
cosi pesante in

35

GALLO D'INDIA.

IL

Brune

me

c<5n

alcune sfumature verdi e color di ra-

bianche; la coda

compone

si

con

grande

liste

d'

due parti, delle


d'un bruno ros-

di

quali la superiore e pi corta


siccio

di sopra dell' ali a piccole fasce nere

il

nere e verdi ;

l'

inferiore

pi

un bianco giallognolo macchiato e

li-

stato di nero.

uno degli uccelli pi difficili


ad allevarsi; e nondimeno si trova frequente nelle
foreste del Canada, quantunque siano coperte di
Il gallo d'India

neve tre quarti

dell' anno.

Egli

mente

d' ortica

ma

di grani

appellata baccaro per lui

La

caccia

degli

uccelli

si

il

nutre principalgrano dell' erba

un veleno mortale.
della

sua specie

il

principale divertimento degli abitanti del Canada.

Quando

hanno scoperto uno dei loro asili


che sono quasi sempre vicino ad un campo d'or*
tiche o ad una piantagione qualunque, vi mandano in mezzo un cane ben ammaestrato, all'apparir del quale i volatili fuggono con tale celerit,
che il lasciano addietro di lungo spazio. Esso per
non cessa d'inseguirli; e come i galli d'India non
questi

possono continuare a lungo una celere corsa, oppressi di


di

stanchezza

un albero. Allora

sono
i

costretti

cacciatori

si

percuotendoli con lunghi bastoni,

riposare sotto

avvicinano, e
li

fanno cader

uno dopo F altro.


I galli d' India si danno fra loro furiosi combattimenti ; ma cogli altri ammali si mostrano quasi

tutti

1'

IL

GALLO

37

d' INDIA.

sempre deboli e vigliacchi. Il gallo domestico loro


ispira timore; onde non s'arrischiano ad assalirlo,
che riunendo le loro forze; e l'opprimono meno
colle loro ferite che col peso de' loro corpi. Si
citano per altro alcuni casi, in cui essi hanno mostrato valore.

-Un gentiluomo

ricevette

un pajo

femmine

della stessa specie

corte

rustica

Nuova Yorck

della

ed un pajo di

di galli d'India

insieme

eh' ei mise nella sua

agli

polli.

altri

Qualche

tempo dopo, com' egli si divertiva a gettar loro


del grano, un grosso falco entr d' improvviso per
la porta eh' era rimasta aperta

si

slanci sovra

una delle femmine, che mand un grido a

Uno

particolare in simili occasioni.


qual' era a qualche distanza

de' maschi,

lui
il

comprendendo senza

dubbio le intenzioni del falco e il pericolo della


compagna, corse al nemico, e le diede cogli sproni,
onde i suoi piedi sono armati , un colpo s vio
lento che gli fece abbandonar la sua preda , e
fuggir anzi molto lontano.

Dopo

questo

tratto

d' arditezza

ne riferiremo

uno di galanteria d' un altro gallo d' India , e si


avr nuovo argomento delle modificazioni che
prova l'istinto. Nel mese di Maggio del 1798,
una femmina della specie di cui si favella, appartenente ad un gentiluomo di Svezia, stava ap.

partata covando le proprie uova.

Come

il

maschio

sembrava inquieto ed afflitto della sua assenza, fu


posto nel medesimo luogo 3 ove al primo entrare

IL

-38

GALLO D* INDIA.

and a collocarsele a fianco, e scompose alcune


uova, che si pose sotto e copr diligentemente.
Queste gli furono tolte, ma egli di nuovo se le
prese. Si fece

resperimento di affidargli
un nido contenente tante uova, quante si credeva
eh' ei potesse coprirne ; di che egli parve conten-

tissimo, e

allora

pose a covare con tanta sollecitudine,


da non darsi appena tempo di prendere il suo
cibo. Quando fu stagione, ventotto pulcini gli
uscirono sotto la pancia dai loro gusci ; ed egli
si

parve, per vero dire, imbarazzato vedendo tutta


questa famiglia, che domandava le sue cure. E
sebbene avesse mostrato sentimenti, che potevano
chiamarsi materni,
nciargliela,

si

credette

per tema che

imprudenza

la trascurasse, e

si

il

la-

cerc

di farla allevare in altra maniera.

La femmina

della specie

cui parliamo in

di

generale molto pi dolce che

il

maschio. Mal-

grado la grandezza della sua corporatura e Y apparente sua forza, quand'ella conduce i suoi pulcini in cerca di nutrimento, se incontra per via
qualche nemico, picciolo soccorso loro presta contro di esso, e gli avvisa piuttosto di pensare ad
evitar

pericolo, di quello che non

il

si

prepari a

una femmina del gallo d'India


la quale conduceva la sua
( dice T abate Pluche )
covata , mandare un grido di terrore , senza che
difenderli. Udii

mi

fosse possibile indovinarne la causa. I pulcini,

frattanto

che ben intesero

il

suo

avvertimento

te

3
R
o

IL

GALLO D'INDIA.

corsero prontamente a
sotto

nascondersi

T erba, e dovunque
Io

asilo sicuro.

li

tempo

verso

il

le

un punto nero

sotto

distinguere

che fosse

ci

chiaramente un

suoi gridi ritenne


tutto

il

aggir

In

morti.

erano

fssi

ma

senza

poter

poco potei

veder

fra

La madre

di preda.

loro

nel

asilo

coi

per

tempo che quel nemico formidabile


al di

gettando un

dagli altri

rese

ghiacciata di

condarla, e ad attestarle

scampata da

appena fu

grido affatto

differente

teste.

la vita alla

spavento

si

Ma

sopra delle loro

Ne

pulcini

scomparso

a terra

tenni dietro e scoprii

nubi

le

ucceJlo

occhi

cui

trovar

sempre a gridare coma

cielo, continuala

prima. Io attentamente

se fossero

rovi

di

vidi perfino stendersi

come
madre , i

la

sotto

credettero

e rimanervi immobili
questo

39

sua famiglinola ag-

che accorse tosto a cirla sua gioja, per essere

gran pericolo .

America

deserti d'

galli

d'

India sono as-

pi grossi che quelli che veggonsi in Francia.


Gosselin dice d' aver col mangiato la sua parte

sai

uno

che pesava trenta libbre , dopo d' essere


stato spiumato e sventrato. Lawson dice d' aver
veduto uomini d' eccellente appetito fare due pad*

sti

con uno di questi

volatili.

alcuni

assicurano esservi esempi di galli d'India,

scrittori
i

quali

pesavano fino a sessanta libbre.

La femmina

fa le sue

uova

in

primavera, e le

(Jepone ordinariamente in luogo solitario ed oscuro.

IL

/Jo

Essa

GALLO D'INDIA.

ceva con tanto ardore

le

morrebbe

assiduit

che

che abbandonare il
suo nido, se non si avesse cura di levamela ogni
giorno , per darle a bere ed a mangiare. Il mad' inedia

ha un

piuttosto

ben differente ; poich s' egli


scorge la sua femmina che covi, ne rompe le uova.
Cui sembra riguardare come un ostacolo a* suoi
schio

istinto

piaceri, ond' forse eh* ella cerca di

quanto meglio

Malgrado

nascondersi

le possibile.

educare i galli d' India , il famoso Bisset insegn a sei di questi volatili a ballare una contraddanza regolare; ma confess di aver adottato il mezzo , che s' usa in
la difficolt di

Oriente per far danzare


di riscaldare

Nello

gono

il

cammelli, quello cio

pavimento.

stato selvaggio

galli d'

India

raccol-

si

in truppe, talvolta di quattro o cinque cen-

Passano la notte in luoghi paludosi , ma


ne escono al levar del sole, e vanno ne' boschi e
ne' campi a cercare , per loro nudrimento , grani
e bacche. Si posano sugli alberi, di cui salgono
tina j a.

ramo

ramo; e scelgono ordinariamente i pi elevati, ove giugner non possano colpi d' archibugio. Corrono essi con somma
in vetta saltando di

celerit

per

ma

in

loro volo pesante

il

la loro grassezza

e in marzo

non pu estendersi

di otto o novecento passi, sicch

al di l

un uomo

li

rag-

giugne facilissimamente.

Pochi

galli

d'India selvatici

veggonsi di pre-

IL

sente nelle parti


stessi
si

GALLO D'INDIA.

America anzi negli


ne veggono di rado. Se

abitate

luoghi deserti se

uova

confidano le

domestici

quanto dicesi

di

d'

questi

che

pulcini

t\l

n'

ai

galli

d'

escono serbano

India
,

per

Y originaria selvatichezza e si tengono in disparte, bench si appajno cogli altri


per la riproduzione della specie. Gli Indiani se
ne servono talvolta per attirare quelli , che sono
,

affatto selvaggi.

Adoperano

farsene abiti eleganti

onde

si

piume

per
intrecciandole con canapa
le

forma un lavoro come

loro

di

stracci di seta

ricchissimo e brillantissimo. I nativi della Luigiana

fanno de' ventagli colla loro


in Francia
riunite.

si

coda; e anticamente

faceva un parasole con quattro code

CAPITOLO
Rondinella

Fu

a cui rapita

dolce sua

la

II

Vola incerta

compagna

va smarrita

Dalla selva alla campagna

si

lagna intorno

al

Dell' infido cacciatoi'

nido

Chiare fonti, apriche rive

Pi non cerca,

Sempre sola
Si rammenta

al d s'invola

e sinch vive
il

primo amor.
Metastasio.

LA RONDINE CASERECCIA.
ui annoverano pi di trentasei specie di rondini,
ma non se ne conoscono che sette o otto nell'isole
britanniche. La rondine domestica ha generalmente
lunghezza dalla punta del becco
all'estremit della coda, ed undici o dodici dall'una
all' altra estremit delle ali. ssa pesa ordinaria-

sei

pollici

djj.

mente quattordici o quindici dramme.


nero e corto,

ma

larghissimo alla base;

occhi sono grandi e color di nocciuola


il

becco

Il suo

suoi

la testa

corpo sono d* un
con una macchia di color

collo e le parti superiori del

bel turchino brillante

rancio al di sopra e al di sotto del becco;

il

petto

LA RONDINE CASERECCIA.'

i|3

un bianco smorto con lievi


sfumature rossicce le penne dell' ali , secondo i
djversi accidenti della luce , sembrano or d' un
e

sono

ventre

il

d*
;

corpo

nericcia

nero azzurrino, pi chiaro che sopra


ora d' un bruno verdognolo la coda

il

lunga e forcuta

penne da

ciascun

Si

le

hanno

lato

F estremit.

cinque ultime

macchia

una

verso

bianca

possono

facilmente

dagli altri augelli

non

distinguere

solo

per

la

le

loro

rondini

forma

ma

anche per le differenti inflessioni della lor


voce , e per la maniera onde si nutrono. Il loro
volo rapidissimo. Di rado si posano esse a terra;
e fanno quasi ogni loro cosa volando. Si nutrono

che prendono traversando gli spazj dell' aria ; e veggonsi spesso


radere la superficie dell' acque, ove talvolta si
attuffano per met, onde inseguirvi gli insetti fluviatili. Si posano esse di tempo in tempo sulla
principalmente

d' insetti alati

terra frescamente lavorata, o sui sentieri per raccogliervi sassolini, che facilitano la loro digestione.

Hanno
s

le rondini vista eccellente.

vivo e

gno

ai

si

vario

loro colpi

che
onde

al di

che

si

bagni

ma
senza

sopra d' un lago o

attuffa a

cacciatori
esercitarsi.

razza beve mentre vola;


la sola

Il loro volo

d'

la

le

fanno se-

Tutta

la lor

rondine domestica
fermarsi.

un fiume

Passando
essa

vi

si

pi riprese.

I pi dotti naturalisti

hanno lungo tempo du-

LA RONDINE CASERECCIA.

44
bitato se

le

giacciano

rondini

d'

inverno in uno

ovvero passino quella stagione in clima pi caldo. Taluni persino assicurarono, che verso il principio d' autunno esse ve*

stato d' intirizzimento

ivano

gettarsi

in

ne' pozzi

folla

e nelle

ci-

onde poi non uscivano che in primavera.

sterne

Ma

assurdo di queste asserzioni era facile a di-

1'

mostrarsi

essendo troppo

tentici

che provano

di cui

si

parla.

1'

il

numero

de' fatti au-

emigrazione degli augelli

certo che

sono trovate al-

si

cuna volta nel cuor del verno rondini intirizzite,


che ripigliavano i loro sensi , quand' erano avvicinate al fuoco. Ma probabile che fossero o alcune adulte , che avevano ritardato di troppo la
loro covata , o alcune giovanissime , che non
avendo ali forti abbastanza onde viaggiar coir altre

erano rimaste addietro.

L' opinione pi conforme all' osservazione ed


all'esperienza si , che le rondini viaggiano piuttosto per cercare il lor nudrimento, che per evitare il freddo. Quando pi non trovano in un
paese gli insetti che lor convengono , passano in
contrade meno fredde , che loro somministrano
in

abbondanza

sono sussistere.
generale
uccelli,

per

cos

insetti

che

altra preda, senza di cui

Ed

si

vero esser questa la causa

determinante
i

soliti

dell'

emigrazion

a vivere d'

dire aerei partono

mancano anch'

non pos-

essi

insetti

primi

pei primi.

degli

volanti e

poich

tali

Quelli che

LA RONDINE CASERECCIA.

4$

vivono di larve, di formiche e d'altri


restri

pi lungo tempo

ne trovano per

tono pi tardi.

insetti ter-

e par-

Quelli che vivono di bacche

granellini e di frutte

e restano sugli alberi

di

che maturano in autunno


tutt'

inverno

non arrivano

non in autunno , e restano nelle nocampagne la pi gran parte della fredda sta

anch' essi se
stre

gione. Finalmente quegli che vivono

cose di cui vive Y

uo superfluo

luoghi

uomo ,

si

delle stesse

del

arricchiscono

rimangono tutto Y anno presso

abitati.

Alcuni osservatori assicurano che le rondini ab*

bandonano l' Inghilterra verso il 29 settembre ;


che il luogo della loro generale adunanza sembra
essere sulle coste della provincia

Oxford

Yarmouth

delle chiese
edifizj

vi

di

e che ove questo vento

si

al

fra
tetti

de' pi antichi

rimangono pi giorni

vento non loro favorevole

posano sui

eh' esse ivi

delle vecchie torri

SufFolk

quando il
passaggio del mare;

levi

nella notte

esse

partono tutte insieme, sicoh all'indomani pi non


se

ne vede una sola. Ci indica chiaramente un'emi-

grazione diretta al

sud o

al

sudest

dell'

Inghil-

terra.

Non

si

conosce che un solo esempio di rondini

conservate in inverno,

a forza di cure e di ca-

lore, voglio dire di quelle,

di

Londra fece vedere

che

il

signor Pearson

alla societ reale

il

bra jo 1786, siccome cosa interessante per

i4 lebla

na-

LA

Z[6

HOISTDINE CASERECCIA.

turale istoria. Esse morirono l'estate seguente pei

pochi riguardi che loro si ebbero.


Credesi generalmente che le rondini si ritirino
in inverno al Senegal e in altre parti dell'Africa.
Il dottor Russel dice eh' esse visitano i dintorni

Aleppo verso

di

aver allevati

la fine di

loro pulcini

la fine di luglio

che dopo
che ha luogo verso

febbrajo
il

abbandonano

il

paese per tor-

ma

che non vi rimangono se non una quindicina di giorni, ed indi


scompajono fino alla primavera. Se ne trovano in
d'Ottobre,

narvi al principio

quasi tutte le parti

del

continente antico

e non

sono molto rare nell'America settentrionale.


Il loro

nido composto di terra impastata con

paglia e con

crine,

guernito

internamente di

piume. La femmina vi depone quattro o cinque


uova due volte all'anno. Quando i pulcini sono
fuori del guscio, il 'padre e la madre loro portano di continuo da mangiare, ed hanno gran cura
di mantenere nel nido le mondezze , fino a che i
pulcini medesimi divenuti pi forti sappiano fare

quanto occorre a quest' uopo. Graziosissima


cosa poi il vedere i genitori dare ai figli le
prime lezioni di volo , animandoli colla voce , pre-

da

sentando loro alquanto discosto

il

cibo

e via via

che quelli si avanzano


per riceverlo , spingendoli dolcemente e non senza
qualche incertezza fuor del nido , scherzando din-

allontanandosi

misura

nanzi

con loro per aria

loro

ond' essere

LA RONDINE CASERECCIA.

fl

sempre pronti a dare ad essi soccorso , e accompagnando tutti questi atti con voci cos soavi e
cos espressive , che quasi si crederebbe d' intenderne il senso, Al che se aggiungasi ci che dice
Boerhaave d' una rondine, che essendo andata
per la sua provvisione e trovando al ritorno in,

cendiata la casa ov' era


traverso le

miglia

si

suo nido,

il

fiamme per recare

cuore degli augelli

di cui

sua fa-

alla

a 3 irto

quanto

giudicher

gett at-

si

alberghi in

affetto
tratta.

si

femmina

Allevata appena la prima covata, gi la

comincia a far F uova per la seconda; e


pulcini escono in luce verso la

met o

nuovi

la fine di

agosto.
Il professore

Kalm

America, una donna

dice che ne' suoi viaggi in

gli raccont

di cui era stata testimonio

Una
sua

il

fatto seguente,

insieme

coppia di rondini avea costruito


stalla

e la

femmina

Da

vi stava

suoi

a'
il

figli.

nido nella

covando

le

uova

ad akuni giorni le persone


della casa , vedendo che mai non si moveva , e
che il maschio le svolazzava intorno , mandando

in esso deposte-

grida lamentevoli
straordinario.

trovarono la
Allora

il

ma dopo

qualche cosa di
presso al nido , vi

sospettarono

Fattesi

quindi

femmina morta,

maschio and

e la trassero fuori.

egli a mettersi

esservisi tenuto

sopra l'uova;

un pajo d'ore, provan-

done forse troppa fatica, usc e ritorn bentosto


con altra femmina

la quale custod

il

nido, nutr

LA RONDINE CASERECCIA.

AS
ed allev

pulcini con eguale

tenerezza che se

fossero stati suoi.

Gamerthon-Hall presso di Bath, un altro


pajo di rondini si form il nido sulla cornice di
un vecchio quadro posto al di sopra di un camminetto. Solevano i due augelletti uscir della camera e rientrarvi attraverso di un vetro rotto e
continuarono per tre anni di seguito il loro andirivieni. Gessarono alfine, quando i restauri fatti
alla camera istessa loro ne impedirono l'accesso.
;

Una

rondine fece

il

suo nido sul corpo e Tali

un gufo morto e scarnato , che stava sospeso


alla soffitta* d'un granajo, e che ogni soffio di
vento facea dondolare. Questo gufo col nido pieno
d' uova sulle sue ali , fu portato come cosa sin*
golare al museo di sir Ashton Lever. Il gentild'

uomo,

colpito di meraviglia,

diede

al

portatore

una larga conchiglia, pregandolo di collocarla nel


luogo stesso onde pendeva il gufo, ci che fu eseguito. L' anno seguente una rondine ( probabilmente
la medesima che nidific sul gufo) fece il suo
nido nella conchiglia e vi depose le sue uova.
Quindi anche la conchiglia fu posta fra le produzioni curiose della natura e dell' arte , che si
trovano riunite nel museo Leveriano.
La rondine domestica annunzia sempre

alle

rondinelle di

au-

gellini

pi piccola specie e agli

l'avvicinarsi

ella scorge

un

falco

degli

uccelli

rapaci.

altri

Appena

od un gufo getta un grido,

LA RONDINE CASERECCIA."
per cui

compagni si riuniscono , si scagliano


nemico, lo rovesciano o lo percuotonosuoi

contro

il

fin eli'

abbia presa la fuga.

pel gatto

49

Lo

stesso

se arrampicandosi pe' tetti

grido
si

manda

accosta al

suo nido

Mirabile, dice
di quest' augello

il

signor

nel salire

Wite,
e

la destrezza-

discendere

per lo

un camminetto. La vibrazione
entro la cappa, produce uno strepita

stretto passaggio d'

delle sue

ali

similissimo

quello del tuono in lontananza.

probabile ebe la femmina non si assoggetti all'incomodo di collocare il suo nido s addentro in
tal

parte della casa, se non per metterla al sicuro

dagli uccelli di preda,

e-

dai gufi principalmente^

che fanno ogni sforzo per impadronirsene.


Sembra che l' uomo dovria ben accogliere e
ben trattare un augello, che gli annunzia la bella
stagione, e che

rende veri servigi, anzi tali


che da essi ottengono talvolta una protezione che
si assomiglia alla superstizione. Pi spesso per si
trovano uomini disumani, i quali si fanno un crugli

dele divertimento d' ucciderlo


gio, senz'altro motivo

a colpi d'archibu-

che di addestrarsi, come

accennammo, e di perfezionarsi nell' arte di percuotere in un segno mobilissimo e perci difficilissimo. Ci che avvi di pi singolare si , che
Y innocente volatile sembra piuttosto attirato che
spaventato dai colpi che dicemmo, e non pu risolversi a fuggir l'uomo^ nemmeno quando ei gli
Gabinetto T. IV.
4

LA SONDINE CASERECCIA.

5o

una guerra egualmente barbara che ridicola.


Ma essa veramente pi ridicola: contraria ai
veri interessi di chi la fa, per ci solo che la
fa

rondine vi libera dal flagello delle zanzare


punteruoli,

pi

di

altri

dei

insetti distruttori

dei

nostri verzieri, delle nostre case, delle nostre fo-

reste

quali

sura che

si

moltiplicano in

mancano

un paese a mi-

che li divorano.
Quelli che posseggono terre non dovrebbero sof
frire che si uccidesse una sola rondine. Quanto a

me

gli

augelli

confesso di aver imitato gli augelletti di questa

specie a

costruire

il

loro

nido intorno alla mia

uopo picciole conchipiaceri ho avuto quello di

casa , apprestando loro a tal


glie;

e fra

gli

altri

prudenza de* graziosi architetti, che


le interravano bene al di sotto , per essere sicuri
della loro solidit, prima d' arrischiarsi a deporvi

ammirare

la

le loro uova.

Buffon racconta che un calzolajo


di Basilea avendo posto ad una rondine un collaIl signor di

retto

su cui era scritto

Rondinella

Tanto bella

Quando inverna

ove ten vai ?

ricev la primavera seguente, per l'istesso

questa risposta:

Ad

Atene

Presso Irene

Ma

perche mei chiedi mai ?

mezzo

LA RONDINE CASERECCIA.

5l

L' aneddoto grazioso , ma il fatto pi che


dubbio, poich sappiamo da Aristotile, e poi da

moderni

che le rondini sono augelli semestrali in Grecia come nel resto d'Europa , e che
vanno a passare l' inverno in Africa.
Il signor White asserisce che alcune settimane
alcuni

prima delle loro partenze, tutte abbandonano le


case e le cupolette de' cammini, onde appollajarsi
sugli alberi, e che se ne vanno ordinariamente
al cominciar d' ottobre , sebbene alcuni dicano di
averne talvolta vedute nella prima settimana di
Novembre. Il signor Pennant assicura che pochi
giorni innanzi al partire

raccolgono a schiere

si

sui tetti delle case e delle chiese,

sugli alberi

ed indi spiegano

il

non meno che

volo tutte insieme.

LA RONDINE AGRESTE.
E
la

pi picciola che

coda

meno

forcuta.

superiori del suo

con

riflessi

azzurri

sono bianchi^

la

il

rondine

La

sua testa

corpo sono
;

il

petto

comune, ed ha

il

le parti

un nero lucente
ventre e la groppa
d'

che pu essere considerato come

suo carattere distintivo.


Gli uccelli di questa specie cominciano a comparire verso la met d' aprile, e per qualche

tempo non

si

danno

alcun

pensiero di nida,

sia

per ristorarsi dalle fatiche del viaggio , sia per


dare al proprio sangue, ristagnato dal vigore del

LA RONDINE AGRESTE.

5a

tempo di ripigliar forza e calore. Alfine


verso la met di maggio, se la stagione bella,
s' adoprano a preparare un
alloggio alla loro faverno,

il

miglia.

Come
tetto

d'una casa,

mare

al

d' ordinario eostruiscono

o sovra

sul

fianco

loro nido sul

il

d'una rupe

un muro che

in riva

alza perpendi-

s'

colarmente, senza veruno sporto, sono costretti a


fabbricarne uno essi medesimi, per dare al nido

un
al

A quest'uopo

sostegno.

muro

non solo si aggrappano


unghie , ma appuntano fortemente
coda , intanto che il becco posa

coli'

contr' esso la

materiali e
eh'
i

cementa.

li

umida ,

si

come

opera , intanto
distruggerebbe pel proprio peso,

previdenti augelli le danno

il

l'

tempo

di seccare

e indurire gradatamente , non travagliandovi che


la mattina, e impiegando il resto del giorno a
pascersi e ricrearsi. In dieci o dodici d il nido
suol

essere

Esso ha

forma

la

d'

un

con una picciolissima apertura all' alto.


Jja sua parte esterna assai rozza, come quella
che si compone di creta mista a sassolini, per
emisfero

'

terminato.

darle maggior

solidit.

s gran delicatezza

quello

eh'

piume, e

Le

li interno , senza avere in

per

morbido

guernito di pagliuzza

talvolta d'

un

letto

di

rondini, di cui parliamo,

e caldo,
,

d'

erbe , di

musco e
si

come

di lana*

mostrano ordi-

nariamente indecise e quasi capricciose intorno

luogo ove possono collocare

il

nido

al

cui incornili-

53

L RONDINE AGRESTE.

mai finirlo. Quando per

ciano pi volte senza

il

luogo opportuno trovato, il nido che vi fanno


loro serve pi stagioni. La femmina vi depone
quattro o cinque uova. I rondinini quando sono

un po'

cresciuti

loro asilo,

impazientano

e tengono

chiedendo

nido,

s'

sempre

dell'

la

nutrimento

il

angustia del

testa
al

fuor del

padre

e alla

madre, che loro ne arrecano da mane a sera.


Questo nutrimento consiste principalmente in insetti alati, cui pigliano per aria. Anche dopo che
i figli hanno cominciato a volare seguitano a pore fino in
gerlo ad essi ancora per lungo tempo
mezzo ai lor voli.
Appena i giovani sono capaci di provvedere da
se medesimi alla propria sussistenza , i genitori
cominciano una seconda covata. Quelli allora si
riuniscono in ischiere numerose, aggirandosi in,

torno alle torri e a campanili e su pe'tetti delle


chiese e delle case

il

che vedesi ordinariamente

prima settimana d' agosto.


Talvolta , quando la stagione caldissima , le
rondini di cui parliamo, bevono e si bagnano volando ma ci loro accade meno di frequente che
alle rondini caserecce. Sono
esse altres molto
meno agili di queste. Le loro ale e la loro coda
assai pi corte negano loro di poter fare le stesse
evoluzioni rapide e variate che si ammirano nel
volo delie altre. I loro movimenti nondimeno sono

nella

facili

e graziosi. Sostengonsi esse d'ordinario nella

LA RONDINE AGRESTE.

54

regione media dell' aria

come

di rado

si

ele-

vano a grande altezza, mai non radono la superficie dell' acqua o della terra. Molto non si dilun-

gano per cercare il loro cibo , e preferiscono i


luoghi ombrosi in riva di qualche lago , i boschi
e le valli massime quando il tempo tempestoso.
Fra tutte le specie di rondini sono quelle che
si ritirano pi tardo , poich se ne veggono anche
in novembre. Sia che abbiano la vita corta o che
non ritornino tutte al luogo ove son nate, certo
che il numero di quelle che ricompajono in primavera, assai minore di quello che si vide partire

l'autunno antecedente.

Simpson , durante la sua residenza a


Welton nell' America settentrionale fn svegliato
una mattina dallo strepito di due rondini agresti
Il sig.

che

La

loro

sua

cu-

aggiravano intorno alla sua finestra.

s'

agitazione e le loro grida eccitarono

la

per osservarle, vide che si


sforzavano di entrare in una picciola gabbia affissa al muro della casa , che aveano
altra volta
riosit.

Quindi

occupata.

un

Di

reattino

alzatosi

a qualche tempo usc della gabbia

che and

sopra

d'

un albero posto

vol.

Le

rondini colsero

tornare alla gabbia

poich

1'

ma

ivi presso

esilit le

non

vi

volse

mani per, quand'egli fu

in
di

istante
se

ne

per

ri-

indi

quest' occasione

altro augellino torn

debolezza ed

un

per

a posarsi

rimasero a lungo;
e

malgrado
fuga.

nuovo

la sua

All' indo-

uscito

le

LA RONDINE AGRESTE.

55

modo le
ingresso. Onde

rondini entrate nella gabbia ne chiusero in

porte, ch'egli poi pot pi avervi

non essere obbligate a dischiuderle si astennero


per due giorni interi dalF uscire in cerca del loro
nudrimento. Alfine

bandon

le

il

reattino lev l'assedio

sue pretese

ab-

le rondini tran-

e lasci

quille posseditrici del proprio domicilio.

LA RONDINE DI RIVIERA.
E

di specie pi

che

picciola

gli

antecedenti

poich non ha che quattro pollici e tre quarti di


lunghezza. Le parti superiori del suo corpo sono

d'un grigio di sorcio; il petto e il ventre sono


bianchi; e un grigio collare le accerchia il basso
del collo.

Quest' augello

comune

in riva

a'

fiumi e nei

ove si scava egli medesimo un


buco regolare e rotondo, ordinariamente della
terreni arenosi,

compone il suo nido


con paglie, erbe secche e piume. Sebbene sembri poco credibile, dice il signor White, che un
profondit di due piedi, ove

augelletto

unghie far

debole

tanto

io

possa

solo

col

becco

e le

credere agli occhi


suo ardore e la sua

dovetti

miei proprj, e ammirare

il

Veramente non ho mai potuto scoprire


qual tempo gli abbisognasse per venire a fine

prontezza.

dell'

Ho

opera sua

quantunque ne

per osservato pi volte

fossi curiosissimo.

alla

fine

dell' estate

LA BORDINE DI RIVIERA.

56

pi buchi incominciati e non terminati , i quali


non pu supporsi (a mono di non attribuire all' bigello un' improbabile previdenza) che fossero fatti
anticipatamente per la primavera futura.

pi verisimile che

Sembra

abbandonati per
la qualit della terra o della rena troppo resistente
o troppo molle , sicch vi fosse pericolo di sfonfossero

stati

damento. Cosa certa e rimarchevole si questa


che in capo ad alcuni anni tali buchi sono disertati del tutto, o che una lunga abitazione li renda

immondi e

fetidi

o che

le

mosche e

vi abbondino siffattamente, che

possa abitarli

La
nel
sei

1'

gli insetti

augello pi noo

rondine di riviera apparisce in Inghilterra

tempo istesso che la casereccia


uova bianche e trasparenti vive
;

vede punto

fa quattro
solitaria;

non

autunno (almeno in Inghilterra)


riunirsi in ischiera ad altre della sua specie; ha
si

all'

Una maniera di volo sua propria, molto simile


slanci

ai

moti leggieri delle

IL

agli

farfalle.

KONDONE.

pi grosso di tutte l'altre specie di rondini. Egli ha sovente quasi otto pollici
di lunghezza, e diciotto d' aprimento d'ali, quan<Quest' augello

tunque non pesi pi ' un' oncia. Le sue piume


son nere interamente, eccetto quelle del petto che
sono bianche. I suoi piedi picciolissimi sono d'una

IL

RONDONE.

57

hanno tutte le quatvolte innanzi, e composte ciascuna di due

struttura particolare, poich

tro dita

falangi solamente.
Il

volo de' rondoni pi elevato e pi ra-

pido che quello delle rondini, che pur volano con


tanta leggierezza. Essi volano per necessit, poich

da
vi

medesimi mai non posano a terra, e quando


cadono per qualche accidente, non si rialzano
se

che con gran

Appena possono

difficolt.

stra-

essi,

scinandosi su qualche zolla, arrampicandosi ad

una
talpaja o ad una pietra, collocarsi in maniera da
spiegare le lunghe loro ali essendo in ci impediti dalla conformazione dei loro piedi. Essi non
hanno che due maniere di reggersi, il moto vio,

lento o

riposo assoluto. Aggirarsi con isforzo nel

il

vano dell'aria, o rimanersi rannicchiati ne' loro


buchi, ecco la loro vita. Il solo stato intermedio
eh' essi conoscano

l'

aggrapparsi

ai

muri ed

tronchi degli alberi vicin vicino ai buchi


si

diceva

di cui

e lo strascinarsi in seguito entro

chi medesimi

ai

bu-

aiutandosi col becco e con quanti

punti d' appoggio sono loro possibili. D'ordinario


essi vi

entrano volando , dopo esservi passati e

passati innanzi

essendo esile,

ri-

pi di cento volte. Il loro corpo,'


essi possono introdursi per qualun-

que foro anche strettissimo; e quando il ventre


gli incomodi, si volgono sopra di un fianco.
Questi augelli fanno
delle case

il

il

lor

nido

sotto

il

tetto

ne' campanili e in altri elevati edilzi;

compongono

d'

erbe e di piume.

RONDONE.

IL

58

Fra

tutti gli

uccelli

passaggio

di

sono

gli

ul-

ad arrivare nel nostro paese, e i primi ad


andarsene. Cominciano ordinariamente a comparire sulla fine di aprile o il principio di maggio,
e ci abbandonano prima della fine di luglio. Vivacissimi fra tutti i pennuti volano almeno per
sedici ore della giornata. Vanno quasi sempre a
schiere pi o men numerose , e nelle calde mattine si veggono aggirarsi intorno ai campanili e
timi

alle chiese,

hanno

gridando

tutti

insieme con quanto

fiato

in se.

maschio canti , mentre la femmina cova. E certo che quando ambidue sono nel
loro nido si odono mandare alcuni piccioli gridi
che esprimono soddisfazione. La femmina dopo
Gredesi che

il

essere stata tutto

il

per alcuni minuti

membra

onde porger

sollievo alle sue

o fare in fretta un lieve pasto

affaticate,

indi torna

giorno sopra le sue uova, esce

ad adempiere

suoi doveri di madre.

Gli augelli, di cui parliamo, differiscono

dall'al-

per ci special,
estate non fanno che una sola co-

tre rondini dell'Isole Britanniche,

mente che in
vata di due uova.
Se si uccidono e
lro pulcini,
setti,

si

si

trova

il

sventrano, mentre hanno

loro ventricolo pieno d'in-

cui tengono in serbo anche sotto la lingua,

Veggonsi

talvolta

ne' caldi

perficie degli stagni


d' insetti acquatici.

giorni radere

de' fiumi

la

su-

onde far preda

Spesso anche assalgono e

inse-

IL

guono per

RONDONE.

aria gli uccelli

S9

rapaci

ma

meno

con

veemenza che le rondini.


La loro voce non che un grido aspro o piuttosto un sibilo acuto. Essa pu nondimeno far
furia e

nascere in alcuni delle idee

mai non

si

Lasciano
ila

met

poich

ode, fuorch ne' pi J)ei giorni d'estate.


essi

generalmente

d' agosto

1'

appena quasi

La

sono in grado di volare.


stiva

aggradevoli

Inghilterra
i

verso

loro piocioletti

qual fuga intempe-

incomprensibile, essendo allora la stagione

d deliziosa dell' anno.

Ma

cresce la meraviglia

anche pi presto
dalle parti meridionali dell' Andalusia , ove non
e probabile che il calore o il nutrimento possa
loro mancare. E questo , nella storia naturale ,
uno di quei fatti, che non solo confondono le
nostre ricerche, ma eludono tutte le nostre conquando

si

pensa che

si

ritirano

getture.

Nel mese

di febbrajo dell'anno

1766

trov

si

Longnor-Ghapel, nel Shropshire, una


coppia di rondoni sospesi per 1' unghie e intirizziti. Fu questa coppia portata dinanzi ad un buon
sul tetto di

fuoco, e ripigli vita.

LA SALANGANE.
|

Quest' augelletto, per quanto dicesi, pi picciolo del reattino. Il suo


le parti superiori del suo

becco piuttosto grosso;

corpo son brune

e lo

,.

LA 'SALANGANE.

go

inferiori bianchicce

sua penna bianca

coda forcuta

la
all'

estremit

ed ogni

gambe

le

son

brune*
Curiosissimo

il

suo nido: mangiabile,

ri-

Gina e in tutta Y Asia. Esso


pesa ordinariamente una mezz' oncia all' incirca
la sua forma quella d' una mezza luna , o , secondo alcuni 3 d' una salsiera piana da un lato

cercatissimo nella

aderente

alla

rupe.

Gli

differiscono

scrittori

d'opinione intorno alla materia di Cui questo nido


composto. Perocch gli uni pretendono che sia

una schiuma
succo

di

raccolto

mare o fregolo
dalla

salangane

di pesci; altri

sopra

un

un albero

chiamato calambouc. Si pur supposto che querubi le uova degli altri , le rompa , e
st' augello
adoperi il chiaro a spalmare il proprio nido.

Dopo

ben nettato, questo nido si fa


brodo , che per quanto si dice

averlo

sciogliere in

venta una specie di semolino

dopo averlo immollato

squisito.

di-

di*

Talvolta

acqua per addolcirlo


si taglia a pezzetti, si condisce con ginseng; e se
ne riempie il corpo di un pollo, che si fa quindi
cuocere lentamente in poc' acqua
tutta
si lascia
notte sotto cenere calda, e all'indomani si mangia.
nell'

I nidi delle salangane

mero

si

trovano

in

gran nu-

in certe caverne dell' isole dell' Arcipelago.

Questi nidi sono di due sorta, cio bianchi e neri.


I bianchi sono i pi pregiati , e si vendono or

dinariamente nella Gina iooo o anche i5oo pia

LA SALANGANE.
stre

quanto dire ia5 libbre di peso;


vendono die 20 piastre. Dieesi che da

piclo, clie

il

non

neri

Batavia

si

si

esportino ogn' anno mille piedi di

Olanda dalle

oidi, venuti in

china

Gr

isole

e dall' altre orientali. In

siffatti

della Gochin-

Inghilterra sono

ancor rarissimi, e fra tante altre cose che

si

trag-

gono di levante, mai non comparvero sopra


pina mensa,
Staunton

Giorgio

Sir

lord Macartney

li

alia

(redattore

China

ci

del

al-

viaggio*

porge

questa

ascrizione de' nidi delle salangane. Nella Gass?


'soletta presso di Sumatra , sono due caverne enquali

tro le
II'

trova gFan quantit

si

di

Sem-

uccelli, tanto pregiati da cinesi epicurei.

composti da filamenti insieme congluda una materia viscosa e trasparente, simile

brano

essi

tinati

quella ehe lascia la schiuma del

assai a

dopo

scogli,

gli

renti

ai

mente
tenui

sassi

gli

della

Gli

caverna

augelli

mare

altri,

che

ordinaria-

schierati

li

da
costruiscono sona

e uniti insieme

rondini grigie col ventre bianco

gnolo. Esse volano in numerosi stormi


picciolo

il

SGe impossibile

loro volo
il

colpirle

su-

Questi nidi sono ade-

riflusso.

il

uni presso gli

fili.

picciole

questi nidi

rapido

giallo-

ma

che rie-

sono'

con archibugio. Tro-

per quello che si dice, nidi della medesima specie nelle profonde caverne al pie delle

vansi

montagne dell' isola di Java , a qualchedistanza dal mare ? d' onde sembra che le salari-

pi

alte

,.

LA SALANGANE.

6a

gane traggono materia per


il

Ma

proprio nutrimento.

che trovano

setti,

gli stagni

il

ed anche
cibano pure d' in-

eostruirli
si

aggirandosi

al

di

sl

^ra

de*

largo loro becco sembra partico-

larmente conformato a questa caccia della quale


non posson essere turbati da nemico maggiore
che dal nibbio. Il valore de' loro nidi dipende
;

principalmente

dall'

uguaglianza e

dalla

delica-

tezza della tessitura. I bianchi e trasparenti sono

pi stimati degli altri; e spesso nella Gina si valutano a peso d' argento corrispondente .
Questi nidi sono V oggetto d'un commercio importante per

gli abitanti dell' isola di

recchi dei quali se ne occupano


zia. Essi

costano

due mesi
due uova

di

agli

fatica

dopo

la

di

cui

quale

pa-

dall' infansi

tratta

depongono

covano quindici giorn


pulcini han messe le penne,

in ciascuno, e le

all'incirca.

Quando

allora gli

abitanti

vare

augelli

sino

Java

giudicano esser tempo

di

le-

che fanno regolarmente tre volte


ogni anno. Per discendere nelle caverne usano
d' ordinario scale di bambou o di canna , ovvero
anche di corda , se quelle sono molte profonde.
i

Come

nidi

il

ha sempre

la cosa

montagnuoli

in

qualche rischio

che quasi soli vi si accngono


mai noi fanno senza aver prima sagrificato uri
bufalo , giusta il costume del paese in tutte le
i

occasioni straordinarie. Pronunciano altres alcune

preghiere

s'

ungono

il

corpo

d' olio

odoroso } e

LA SALANGANE.

profumano con belzuino

l'

63

ingresso della caverna.

Presso di questa si adora una dea tutelare, a cui


un sacerdote arde incenso , e stende le sue mani
protettrici su quelli

Nel tempo

fissa

non

si

preparano a discendere.

apprestasi

stesso

face, formata colla

montagne

che

gomma

facile

diligentemente una

d'un albero di quelle

ad estinguersi per V

vapori sotterranei.

aria

CAPITOLO
.

Per

III.

la spiaggia mille

abito leggiadrissimi e di a&pelto

Favellando

squittendo

Volano augei

a coro

Il

vostra gioja

mi ravviva

tanto bel che

Oh

il

piume

dato ai boschi sol

Per voi natura

quanto

ed orna

v' irraggia

core

il

vario petto e le cangianti

No non

in festa

di tutta luce ardenti.

Cari augelletti io vi saluto.

La
No

n solo

magico pennello

aurea fonte de' colori intinse.

Neil

Barbieri.

IL

TOURACO.

Consacreremo questo
gli augelli di varie

capitola

ad alcuni

mondo

parti del

di que-

costumi

figura de' quali sono quasi cosa ignota pe' na-

la

turalisti.

touraco

Il

da cui ne piace

un vago e maestoso augello

d'

dell'

incominciare

Indie orientali

un gallinaccio. Il suo corpo


lunghe piume setolose, d' un verde

grosso quanto

co-

perto di

ca-

rico

molto

simili al

pelo

colori

de' fianchi e

hanno lievi sfumature purpuree ; le


maggiori penne dell'ali sono d'un bel rosso cherdel

dorso

6a

il TouRAca.

misi; le cosce sono del colore del bufalo, e Futighie nere. Egli ha sulla testa una specie di ciuffo

una corona, che gli aggiugne dignit:


questo ciuffo un mazzetto di piume rilevate,
fine, setolose, e composte- di fili tanto sottili, che
riescono trasparenti. Un po' al di sopra del becco
e da
dell' augello una picciola eresta rossa
ambo i lati del capo sono due macchie, pur rosse,
piuttosto

quasi della forma d'un orecchio;


grosso

d'

1/ augello , di
stesso che Tavernier ha
dell'Indie. Si

baja, di

becco corto,

un color giallognolo.
cui parliamo , sembra essere lo

curvo e

il

descritto- ne' suoi

viaggi

vede frequente ne territori dr Gain-

Broudra

e in altri.

Di

giorno esso corre

posa sugli alberi. La sua


carne , quand' giovane , dicesi che sia bianca e
d'assai buon sapore. Nelle- part dell'India, governate dai Maomettani, si pu impunemente far
fuoco sopra di esso; ma in quelle che sono in

campi, mar

la notte

potere degli idolatri

non

lui solo,

quest'azione

ma
-

si

pericoloso

1'

ucciderlo

qualunque altro animale, poich

fra loro giudicata sacrilega, e

pu-

nita severamente.

Messico ha

Il touraco del

e color di carne. Porta


di

La

piume
testa

verdi, cui

poi, e

parte del ventre


carico.

Le

il

quattro

Gabinetto T.

IV ^

il

becco- breve, grosso

un largo ciuffo
abbassa e rialza a suo grado.
sulla tesla

collo e

il

delle cosce

dorso e

il

petto e

sono d'un bruno

prime penne

dell' ali
5>

appari-

66

TOURACO.

IL

ultime sono segnate d lunghe


macchie bianche. La coda d' un color purpureo

scono scarlatte

le

misto di verde, come

gambe sono d'un colore

le

un

piedi

piombo. La grosaugello presso a poco siccome quella

sezza dell'
d'

di sopra dell'ali;

il

di

tordo.

Barbot, nella descrizione del suo viaggio ai mezzogiorno della Guinea , dice che il touraco un
augello

bellissimo

di bianco

di rosso

cui

le

di nero

piume sono
,

di turchino

variate
;

e che

penne della sua coda lunghissime servono ai


Negri d' ornamento. Dice di pi d' aver veduto
le

qualche touraco, le cui piume erano color d'oro,


e qualche altro che portava sulla testa un eiuffetto azzurro

veramente graziosissimo.

CRASOO.

IL
Trae
orientali,
gli

nome da

suo

il

onde fu recato

danno

Europa. Gli Indiani


uccello di montagna , e
in

appellativo d'

l'

queffa parte dell'Indie

alcuni viaggiatori quest' altro, di gallinaccio selvatico.

Egli s'addomestica facilmente, e fa anche

societ con altri volatili.

Ha
ed un

la testa e

ciuffo di

di bianco

le

sommit della

il

eolio d'un bel nero di velluto,

piume anch'esse nere, ma

sorgono in semicerchio sulla

quali
testa

orlate

eh' egli

pu abbassare

rialzare a piacere. 11 resto del suo corpo, eccetto

IL CARASOO.

67

parimente nero. La femmina


d* un bruno carico. Ha la coda nera traversata
la
all' estremit da quattro piccole fasce bianche

la parte inferiore,

mandibola superiore del becco alquanto massiccia


e sormontata da un' escrescenza della grossezza
gli occhi neri e le gambe assai
d' una nocciuola
lunghe. Somiglia, per la grossezza, ad un gallinaccio comune.
Un viaggiatore, nella sua descrizione del regno
di Mosqueto , dice che il carasoo s poco selvaggio, che pu uccidersi facilissimamente, e che
;

la sua carne squisita.

Gomelli nota eh' esso comunissimo


nella Nuova Spagna , e che quasi sempre va in
11 dottor

ischi era

con dieci o dodici della sua specie.

IL

PIPRA O MANAKINO.

Gli augelli che portano questo nome sono piccioli e graziosissimi. I pi. grandi non hanno la
grossezza di
giori di

un

comuni sono
ai lati

un

passere, e gli altri

reattino.

I loro

non sono mag-

caratteri

questi; becco dritto, corto,

generali e

compresso

verso V estremit; mandibola superiore con-

vessa al di sotto, leggiermente scalfitta agli orli,


un po' pi lunga all'inferiore, la quale piana
e distesa, coda breve e quadrata.

Le

naturali abitudini di questi augelli

rono ancora

non fu-

bene osservate, che possa darsene

IL P.TPRA O

68

MANAKINO.

esatto ragguaglio. Il solo

argomento

il

signor Sonnini,

dosi nell'America

numero

di

tano essi

che abbia
il

scritto in tale

quale, dimoran-

meridionale, ha veduto

manakini nel loro

stato originario.

gran
Abi-

boschi de' climi caldi di quel continente,

e mai non ne escono per andare in luoghi pi


aperti, o nelle

campagne

'vicine

agli

abitati. Il

sebben rapidissimo , sempre corto e


poco elevato. Mai essi non posano in cima agli alberi, ma sempre si tengono sui rami a media altezza,
loro volo

si

nutrono di picciolo frutta selvatiche e

d'insetti.

Trovansi ordinariamente in picciole schiere di


otto o dieci della

medesima

specie

e talvolta

si

confondono con altri non solo di specie, ma anche


di genere differente. Questo loro andare in compagnia succede sul mattino in ispecie, e sembra
renderli giojosissimi. Essi fanno allora sentire

un

lieve e piacevole garrito, quasi esprimer vogliano


il

piacere che la freschezza dell' ora e quel tran-

quillo diporto loro cagiona. In tutto

giornata

stanno silenziosi

il

resto della

solinghi,

ritirandosi

ombrosi delle foreste , fino a che


spunti il mattino seguente. In generale essi preferiscono i terreni umidi e freschi agli aridi e
ne* luoghi pi

caldi:

ma non

per questo frequentano

le

paludi

e le rive dell'acque.
Il

nome

di manakini loro dato dagli Olandesi

del Surinam. I naturalisti ne hanno scoperte sei


specie. Quelli che appartengono alla pi grande,

MANKINO.

IL PIPRA O

e perci

si

tro pollici

69

chiamano gran manakini, hanno quate sono grossi


e mezzo di lunghezza
,

quanto un passere.

sopra della loro testa

Il di

coperto di piume rosse assai belle e pi lunghe


degli

altri,

le quali

formassero un
d'

un

si

dorso e

il

ciuffo. Il

il

abbassano

come

di sopra dell'ali

piume

resto delle

di velluto. L'iride degli occhi d'un

bel colore di

zaffiro

il

becco nero, e

piedi

si

trova

rossi.

IL

alzano e

grazioso azzurro

d'un nero
son

si

CAVALIERE.

augello raro in Inghilterra,

che nella provincia d'Essex,


testa e

il

e non

La sommit

della sua

suo collo sono d' un bel bruno chiaro;

becco lungo due pollici picciolo, rosso alla


base e nericcio in punta. Le coperte dell' ali son
nericce a mezzo , brune nel resto ; ed ogni lor
il

piuma orlata di bianco. Le gambe sono lunghe,


d' un rosso pallido nel maschio, e verdi nella femmina; le unghie picciole e nere. Dal becco alle
unghie la lunghezza cos dell' uno come dell'altra
suol essere di sedici o diciotto pollici; e di due
piedi suol essere l'aprimento delle loro

peso circa una mezza libbra.

ali.

Il loro

7
L' I

La

B I S A O.

taglia di quest' uccello presso a

poco quella

una rondine. La sua testa rassomiglia a quella


il suo becco adunco, e la sua mand' un gatto
dibola superiore oltrepassa di molto Y inferiore.

d'

Gli occhi sono grandi, brillanti e trasparenti


il

cristallo.

Egli ha

dell' altezza

di

come

due pennacchietti,
molto somiglianti ad

sulla testa

due

diti

La

coda sua molto corta, sicch le


ali, alquanto lunghe, la oltrepassano. Le cosce e
le gambe sono coperte insino ai piedi d' una calugine ossia di piumiccine assai corte. I piedi sono
armati d' ugne forti e adunche , lunghe quasi tre
orecchie.

pollici, e acutissime.

Le

sue

piume sono

mente fulve, e macchiate di nero e

IL

intera-

di bianco.

MANGIAVESPE.

Ha

molta somiglianz col martin pescatore , ed


presso a poco della taglia del merlo. Ha la testa
larga e oblunga , e una fascia nera al di sopra
degli occhi. Il di sotto del suo petto giallo
collo, la pancia

il

vntre

sono

d'

il

un azzurro

Le penne

pi picciole del di sopra


delle sue ali sono azzurre , talvolta verdi miste
di rosso ; le grandi sono di color rancio, macchiate
di nero e di verde. La coda ha tre pollici di

verdognolo.

lunghezza > ed composta di dodici piume,

fra

MANGIAVESFE.

IL

cui le

due medie sono

72

pi lunghe dell'altre,

assai

e terminano in punta. Il colore della coda varia;

perocch verde in taluno, e in


chino. Il becco, lungo quasi due
alla

occhi

sono

rossi

terminata in

talvolta

pollici,

La

sua base e un po' arcuato.

ciola, dentellata, e

tal altro

largo

lngua pic-

lunghi

color

tur-

di

fili.

Gli

nocciuola.

Nelle gambe e nei piedi rassomiglia al martin


pescatore ; ed ha V unghie unite dell' istessa ma*
mera. Ordinariamente e le une e gli altri sono
d'un color nericcio; ma talvolta sono d' un bruno
rossiccio,

ma

coli'

unghie nere.

Belon dice che Y augello di cui parliamo ,


comunissimo nell'isola di Creta, sebbene in Grecia
sia ignoto, e che vedesi in alcune parti d'Italia.
Ei si nutre non solo d' api e di vespe , ma di
cicale, di cavalette, di mosche e d' altri insetti, e
mangia anche pi sorta di grani. Va a schiere
cogli altri della sua specie

tagne ove

e frequenta le

mon-

timo cresce con abbondanza.


Secondo Aristotele ei fa il suo nido in caverne
o buchi di tre o quattro piedi di profondit, e
il

femmina depone sei o sette uova.


Il mangiamosene del Bengala della misura di
quello che abbiamo descritto. Ha il becco nero,
grosso alla base curvo e lungo due pollici. I suoi
occhi sono rossi e vivaci e una macchia nera, la

la sua

quale prende origine da ciascun lato del becco


si

estende fino al di sopra d

essi.

Il

suo petto

MANGIAVKSPE.

IL

72,

turchino; la parte superiore della testa giallo-

gnola;

dorso e le

il

ina

re,

con verdi

variate

ventre sono

verdi

affatto

pallido misto

verde.

di

quella dell' altra specie

medesimo

sono dei

ali

tinte;
le

colo*

pancia e

la

cosce

d'

un

il

giallo

La

sua coda simile a

ma

di color verde

pi

carico sotto che sopra, e misto di giallo. I piedi

e le

gambe som

IL

nere.

TORCICOLLO O

all'

L'

ORTOLANO.

grossezza

incirca della

d' un' allodola. Il

suo becco, lungo nove linee e formato come quello


de' picch j

non

serve per nulla a prendere

gli

il

suo nutrimento. Non , per cos dire , che L'astuccio "d'una gran lingua, lunga tre o quattro diti
e di punta acutissima , eh' ei dardeggia ne'formioaj

e ritira carica

di

formiche

le quali vi ri-

mangono attaccate da quella viscosa materia onde


tutta coperta.
Le piume di quest'augello sono in generale
molto

eleganti.

La

parte

superiore

del corpo

variata di nero, di grigio, e di lionato scuro.

bella fascia nera

si

Una

estende dalla sommit della

mezzo il dorso. Il signor Denham osserv che nella femmina questa fascia prende natesta fino a

scita dal becco.

osserv pure che

il

ventre del

come quello della femmina


maschio ignudo
quando cova, onde conchiuse, ch'egli pure ese,

IL TORCICOLLO O l' ORTOLANO.

guisca a vicenda

un

ventre cos nell'uno

simile

come

petto e

Il

officio.

f
il

nell'altra sono giallo-

gnoli, traversati da fasce nere.

Le penne maggiori

sono segnate di larghe macchie, parimente

dell' ali

groppone cenerognolo. La coda, lunga


due pollici , ha due o tre righe nere trasversali
ed al di sotto spruzzata di neri punti su fondo
nere. Il

Le gambe

grgio.

piedi son corti, e l'unghie

maniera che quelle del picchio. I colori Sono pi carichi nel maschio che
nella femmina.
L'augello di cui parliamo, ha un'abitudine

discoste nelF istessa

singolare e bizzarra, quella cio di volgere e tor-

cere incollo d'ogni banda


sciando la testa sulle
gli

venuto

spalle.

all'

Da

presso gli antichi

indietro, roveci sicuramente

il

nome

di tor-

quilla o torcicollo.

Sulla fine d' estate


riesce

un boccone

grassezza
gli

gli

sia

ei

diventa molto grasso, e

Pare che da questa


nome d' ortolano, che

eccellente.

venuto

il

vien dato in alcuni paesi.

IL

CALAO.

Si annoverano dieci specie

tano
al

questo

toucan

dionali
1'

del

d'augelli che por-

nome. Essi hanno


e sembrano tenere
continente antico

altro tiene nel

il

strette

nelle

relazioni

parti

luogo

meri-

stesso

che

nuovo. Loro carattere distintivo

CALAO.

IL

i^ZJ

un becco enorme, sopraccarico

mandibola supequale rassomiglia ad un secondo becco.

vidui, d'una protuberanza


riore

Il

la

alcuni indi-

in

calao

sulla

rinoceronte

detto

uccello

rinoce-

poco della taglia d' un gallo


d'India. Il suo becco ha dieci pollici di lunghezza,
ed largo alla base due pollici e mezzo. Sopra
ronte

presso

la parte superiore di questo

scenza d'

becco s'alza un'escreuna sostanza cornea , la quale si stende

innanzi, indi
il

ritorce all'ins, in

quale non ha

Le piume

meno

forma di corno,

di otto pollici di

lunghezza.

di quest'augello sono affatto nere. Egli

si

trova in diverse part dell'Indie orientali, ove

si

nutre di carogne

come

il

corvo.

elmo rotondo rimarchevole per


1* istessa protuberanza sul becco ,
onde si distingue l'antecedente; se non che tale protuberanza
ha in lui Ja forma d un elmo.
Il calao dell'isole Filippine ha al di sopra della
mandibola superiore del becco un'escrescenza cornea di sei pollici di lunghezza sopra tre di larghezza. Quest' escrescenza un po' concava nella
sua parte superiore , e i suoi due angoli sono
prolungati in avanti nella forma d' un doppio
Il calao dall'

corno.
Il calao del

Malabar

cie per la sua pancia

delle

piume

sue

ali

nero.

che

si
il

sono

distingue dall'altre spe-

suo ventre e una parte

bianche

il

resto

delle

7&

IL

della

taglia

d'

GARRULO.
una grossa

La

otto pollici d lunghezza.

un bel

d'

sono

d'

ciuffo

un

allodola

sua testa adorna

suo corpo

le parti superiori del

rosso cinericcio

ed ha

pancia e

la

ventre

il

colore di nocciuola pallida; il petto e l'ali nere;


e gli occhi sormontati da una riga parimente nera.

Quest' augello originario della Boemia , onde


passa in ischiera con altri della sua generazione

Di rado per

Europa.

a visitare tutta

vede

Gran Brettagna. Alriguardava superstiziosamente come

nelle parti meridionali della


tra

volta

si

presagio di peste.

Iun

Avvi

Gajenna e nel Brasile un' altra specie di garrulo, il quale ha dodici pollici di lunghezza. Le piume del maschio sono d' un bianco
puro , eccetto quelle del groppone
dell' ali e
della coda, che si veggono orlate di giallo. La
femmina ha le parti superiori del corpo d' un
nella

grigio

uli vigno

mente,

ma

alla

e le

inferiori

con orlo color d'ulivo.

Ambidue hanno

base del becco una sostanza carnosa

a quella d'un gallinaccio.


quella di tutti

che pu udirsi

garruli,

La
si

forte e

alla distanza di

si

il

loro appellativo

ma

simile

come

strepitosa,

si

mezza

nulla

conosce delle loro abitudini.

loro voce,

Si annoverano dieci specie d' augelli

tano

semplice-

grigie

lega.
,

che por-

o assai poco

MAINATE.

IL

od undici specie di mainati


abitano F America. Alcuni sono della

Vi hanno
che tutte

dieci

taglia della pica

loro

altri di

quella del merlo

piume generalmente son

di mais

di frutta

di insetti.

cagione della sua bellezza


utilit

Avvi

un mainate appellato

Filippine

nere. Essi

che

del

Gli abitanti dell' isola di Bourbon


stati

da

tali insetti,

nell' isole

paradiso

per

cavallette.

le
,

e le

vivono

e 'rimarchevole

distruggendo

arreca

essendo infe-

fecero venire una coppia di

che in poco tempo bast a liberarli.


Il mainate dalla coda a battello originario
della Giamaica. La forma, onde la sua coda
riceve denominazione, viene dalla disposizion delle
mainati

da formare superiormente una


cavit simile a quella di un legnetto da navigare.
Questa coda potrebbe paragonarsi a quella di una

penne, che

gallina

il

cui di sotto fosse rivolto

L' augello
di

tale

di cui parliamo

un cuculo 3 e

piume

di

IL
Il

corpo

di

gambe

grossissime

d'una forma

cosi

ins.

della grossezza

affatto nere.

DODO.

quest' uccello

pressoch rotondo

all'

pigro e pesante

appena sostenuto da due

e fortissime.
straordinaria

La
che

sua testa
si

prende-

IL

DODO.

77

rebbe per mia produzione bizzai'ra e grottesca


dell' immaginazione d' un pittore. Posa essa sovra

un

di

collo atticciata e gozzuto

consiste quasi

interamente in un becco enorme, l'apertura delle


cui

mandibole

prolunga

si

quali sono grossi

al di l degli occhi,

neri e contornati d' un cercbio

Le due

mandibole, coneave a mezzo della


loro lunghezza , rigonfie alle- due estremit , e
oppostamente ricurve in punta, rassomigliano a
bianco.

due cucchia j acuminati


rimanendo

all'altro,

Da

tutti

questi

che

s'

applichino

1'

uno

parte convessa,

al di fuori la

particolari risulta

una fisonomia

stupida e vorace, che, per colmo di sua deformit,

accompagnata da un orlo di piume, il quale, se


guendo il contorno della base del becco, si avanza
in punta sopra la frante , indi s rotonda intorno

alla

nuto

faccia

come un cappuccio

uccello

ali'

Le piume

il

nomo

dal quale ve-

di cigno incappucciato-.

dodo sono in. generale assai morloro colore dominante il grigio , pi

bide. Il

del

scuro in tutta la parte superiore e verso


delle

gambe

pi chiara sulla stomaco

tre, e tutto il di sotta del

corpo.

il

basso

sul ven*

Un pa' di

giallo

vede nelle penne dell'ali e in quelle


della coda , che sembrano arriccie
ma queste
sono in picciolissimo numero , e Clusio non ne
conta che quattro o cinque. I piedi e i loro diti
son gialli , e 1' unghie nere- Ciascun piede ha
quattro diti ; tre de' quali volti innanzi ed una
indietro
questo ha V unghia pi lunga.

e di bianco

si

IL DODO.

^8

La

animali generalmente

grossezza, die negli

non produce nel dodo che


l'inerzia. Lo struzzo, il casoaro non sono certo
pi abili di lui al volo , ma almeno sono prontissimi al corso; laddove il dodo sembra aggravato
dal proprio peso e appena in istato di strascinarsi..
Egli fra gli uccelli ci che il pigro fra i quadrupedi. Sembra quasi composto d'una materia
inorganica o inerte, in cui non siano state poste
che pochissime molecole capaci di vita. Egli ha
fa supporre la forza,

un pajo

ma

sono troppo corte e


troppo deboli per alzarlo in aria; ha una coda,

ma

d'ali,

queste

questa sproporzionata e fuori di luogo.

L'augello, di cui parliamo, originario dell'Isola


di Francia. Gli Olandesi eh' ivi lo discoprirono i
primi, lo appellarono in

loro

lingua uccello del

disgusto, cos a cagione della sua ributtante figu-

ra,

del cattivo sapore della sua carne. Al-

come

cuni osservatori per altro hanno preteso dopo, che

egualmente buona che sana.


I viaggiatori hanno fatta menzione di due altre
specie di dodi, d'uno chiamato solitario, T altro
appellato col nome d' uccello di Nazaret. Crede
per taluno che non siano se non variet della

questa

sia

stessa specie di dodo. Il

di

Rodrigo, e

siccome quella

primo fu trovato

la sua descrizione presso a

solo

uovo

all'

anno

il

poco

pi sopra:

le

femmina

fa

cova unitamente

al

che abbiamo data

differenze almeno son poche.

un

nell'isola

La

sua

IL DODO.

maschio per pi settimane.

non allevato che

tempo
marzo

Il

pulcnq che

n' esce

capo ad alcuni mesi.

dar la caccia a questi

d
al

in

79

dal

solitarj

Il

settembre, quando sono pi grassi.

La

carne dei giovani specialmente d'un gusto squisitissimo.

Nazaret , cos appellato sicuramente per corruzione dacch si troY nell' isola
di Nazaro, pare che sia stato per la prima volta
osservato anch' esso nell'Isola di Francia. Egli
pi grosso che un cigno in luogo di piume ha
tutto il corpo coperto di nera calugine ; ha per
L' uccello

di

alcune penne, anch'esse nere,

groppone

che

gli

all'ali e arriccie sul

tengono luogo di coda

un po' ricurvo

distingue pel grosso becco,

si

all' ingi.

T ANGARI,
QUALI L' ORGANISTA.
I

FRA

Trovasi nei climi caldi dell' America un genere numerosissimo d' uccelli , alcuni de' quali al
Brasile appellano tangari; e
adottato questo

nome per

nomenclatori hanno

tutte le specie

compo-

genere medesimo.

Questi uccelli furono


dalla maggior parte de' viaggiatori presi per pas-

nenti

il

seri

e infatti

non

d'Europa che pei


di conformazione

differiscono

colori e
?

come

dai nostri

passeri

per qualche particolarit


quella d' avere la

man-

So

T ANGARI.

diboia superiore del becco incavata

Nel

verso F estremit.
quasi interamente
turali abitudini.

resto

si

dai

due

lati

rassomigliano loro

e mostrano quasi le stesse na-

Coni'

essi

non hanno che un volo

corto e poco elevato, e garriscono con voce egual-

mente poco aggradevole. Possono annoverarsi fra


i granivori; poich non si pascono, oltre le biade,
altro che di frutta picciolissime, Sono familiari
quasi come i passeri, poich la pi parte ven-'
ed hanno essi
gono fin presso alle abitazioni
pure fra loro costumi socievoli. Abitano le terre
asciutte, i luoghi aperti, fuggendo gli umidi e i
paludosi. Le loro femmine non fanno che due
uova e rado tre.
;

genere intero dei tangari , di cui noi conosciamo gi pi di trenta specie, non comprese le
Il

sembra appartenere esclusivamente al


nuovo mondo. L'organista, originario di San-Domingo appartiene a questo genere medesimo. Gli

variet

si

dato

il

nome che

successivamente

tutti

dal grave all'acuto.


abile a nascondersi

porta

poich

fa

sentire

tuoni dell' ottava, passando


uccello selvaticissimo, e

che riesce molto diffcile lo


scoprirlo e il far fuoco sopra di esso. Egli sa ag*
girarsi con tanta destrezza intorno ad un ramo, a
misura che il cacciatore cangia posto , che se ve
ne fossero pur molti della sua specie sopra di
,

un albero, non ancora


a potrebbe colpirsi.

se ne

scorgerebbe

alcuno

TANGARI.

Ol

La lunghezza dell'organista suol essere di quattro pollici. Le sue piume sono azzurre sulla tecollo

sta e sul

sul dorso

nere

sull' ali

sulla fronte

sul

traenti

turchino

al

e sulla coda, e gialle

groppone

tutto

carico

ranciate
di

il

sotto

del corpo.

Lepage-

Neil' istoria della Luigiana del signor

Dupratz,
pellato

trovasi la descrizione

vescovo

il

che noi

d'un augellino apcrediamo essere lo

che F organista. Il vescovo, egli dice,


augello pi picciolo del canarino; le sue piume

stesso
wc\

sono azzurre traenti al violaceo

e da

questo co-

lore trae forse origine la sua denominazione. Egli


si

nutre di pi sorta di granulimi, fra l'altre d'una

specie di miglio che produce

dolce,

tenere, che

suoi toni

il

paese. Il suo canto

flessibili

dopo averlo udito

si

le

sue

note

costretti

di

temperare alquanto le lodi dell' usignuolo. Egli


sostiene la sua voce per parecchi minuti senza
riprender fiato indi si riposa alquanto per tosto
ricominciaie ; e questa alternativa dura per ben
due ore .
;

IL

|j

Non

si

nome suo
Il

MUSCICAPA.

vede da noi che in

estate,

il

dalla qualit del nutrimento che prende.

muscicapa maculato per

ma

altro

anche di frutta, e
Gabinetto T. IV.

d'insetti,

e deriva

non vive
dicesi

soltanto

che appe

IL MUSCICAPA.

8-

tisca

ciriegie particolarmente.

Le

piume

sue

generale son grigie; la sua testa La alcune

in

mao

cine nere; le sue ale e la sua coda sono orlate


di bianco.

muscicapa dal collar bianco originario della


Nuova Zelanda. Egli della grossezza della cingallegra barbata ; s' addomestica facilmente, d
la caccia alle mosche, standosi in ispalla al suo
padrone. La sua testa nera il collo adorno
del corpo di
d' un cerchio bianco
il di sopra
Il

un
e

colore olivigno bruno

la

coda bianca, eccetto

le quali

il

di sotto giallognolo,

due penne

le

di

mezzo

son nere.

LA PIGGIOLA OTTARDA.
Quest'uccello della taglia d'un grosso gallo.
Belon e Gesner lo hanno descritto come molto

pi grosso, ond' , secondo loro, che pesi talvolta


quattordici libbre e mezzo. La sua testa oblunga
e di color cenerognolo ; il becco forte la lingua
dentellata , appuntata e dura all' estremit. L'apertura delle sue orecchie larghissima; e sebbene
;

queste siano ascose fra le piume,


gli interni condotti, di cui

co

l'

altro al cervello.

La

1'

uno

si

se

ne veggono

dirige al bec-

pancia grossa e ro-

met

tonda;

il

sce

dorso segnalo d' una infinit di picoiolc

il

ventre bianco sino alla

macchie brune e nere

le

grandi penne

delle

dell'

co-

ali

LA PICCIOLA OTTAUDA.

83

sono bianche nel mezzo, nere all'estremit, e rosse


alla radice; la coda d'un bruno rosso, macchiata

nero esternamente;

e rigata di

un piede di altezza,
piedi non hanno che
Il volatile, di cui

e sono coperte di scaglie; i


tre unghie.

parliamo, trovasi nelle

tagne e ne' boschi del settentrione

La

sua carne

gambe hanno

le

mon-

dell' Alemagna.

e rassomiglia molto

gustosissima

a quella del fagiano. Svetonio riferisce che

l'

im-

perador Caligola pregiava tanto Y ottarda , che


ordin fosse offerta in sagrificio nel proprio tempio.

LA QUAGLIA DEL BENGALA.


E

un poco pi grossa e molto pi


d'Europa.

quaglia

Il

suo

becco

bella della

un bruno
nera una
d'

sommit delia sua testa


larga linea gialla , che prende origine dalla radice
del becco, le passa dietro la testa medesima;
il di sotto
l' occhio contornato d' un cerchio nero
scuro

la

del corpo giallognolo e macchiato di rosso presso


la

coda;

il

di dietro

ed il dorso, non
un giallo verdogno-

del collo

che le coperte dell'ali sono d'


lo ; una larga fascia di verd' azzurro passa

al

di

groppone le gambe e i piedi


sono di color rancio, e l' unghie d'un rosso bruno,
Beauplan nella sua descrizione deH'Ukrania in
Tartaria, dice che in quel paese avvi una specie

sopra dell'

di quaglia,

ali e del

cui piedi sono azzurri

e la cui carne

un mortifero veleno per chi ne mangia.

LA QUAGLIA DEL BENGALA..

84

Misson nel suo viaggio in Italia osserva eh' ivi giungono ogn' anno in primavera
dell' Africa;
e che
anolte quaglie provenienti
spesso traversando i mari , per istanchezza , si riposano sui vascelli, ove si prendono facilissimamente.
Fa meraviglia che augelli , le cui ale sono s deIl signor

boli, siano capaci di sostenere volo

Giuseppe

lo storico

dice che

il

lungo.

golfo d'Ara-

bia fornisce pi quaglie che qualunque altro luogo.

Varrone ed

altri

osservano che in primavera, al

loro passaggio da clima a clima


in

prodigiosa quantit sopra

esse raccolgonsi

vascelli

sterebbero ad affondarli. Poich per altro

che batal dis-

non mai succeduta, possiamo conchiudere che realmente non bastino, Egli aggiugne che
in quella stagione si potrebbero uccidere in un
giorno sopra un solo vascello cinquantamila quagrazia

glie

ed

Creda

altrettante rondini.

chi

pu queste

maraviglie.

RE DELLE QUAGLIE.

IL

Ha

diciannove o venti pollici dall'una all'altra

estremit delle aperte sue ali, e pesa sei o sette


once. Il suo becco

ha un

pollice di lunghezza, e

una gallinella. La
u mandbola superiore bruna Y inferiore pi
chiara. Il corpo molto esile sembra compresso da
rassomiglia molto a

quello

d'

ciascun lato

il

petto e

il

ventre son bianchi.

La

IL

RE DELLE QUAGLIE,

35

da due larghe fasce nere ; e


ciascun omero da una bianca. II petto bruno;
il dorso nero nel mezzo
i fianchi sono rossicci
testa attraversata

come

e traversati,

cune penne

un

da linee bianche. Al-

le cosce,

massime

dell'ali,

le

pi picciole, sono

La

coda ha circa due pollici


di lunghezza. Le gambe sono guernite di piume
fino al di sopra del ginocchio ; i piedi sono biand'

giallo carico.

chicci.

L' augello , di cui


altero

dai

cacciatori

si

d'

favella

alcune

di portamento

nazioni chiamasi
dagli Italiani gran

rallo di terra o di ginestra, e

quaglia o re delle quaglie; perocch dicesi ch'egli

ne

sia

il

conduttore

ne' loro

viaggi.

Si nutre di

limacce, di vermi e d'ogni sorta di piccioli insetti.

LAGOPEDE
O LA GALLINA REGINA BIANCA.
IL

Quest' augello ha
e

appuntato

all'

il

becco breve e nero, adunco

estremit.

La

sua

testa

assai

bella, adorna d'un ciuffo bruno, spruzzato di nero

e di bianco. I suoi occhi son

neri, contornati di

un cerchio bruno, con pupille di colore scarlatto.


Il petto coperto di lunghe e morbide piume;
il collo, non che il resto del corpo, lungo, sotmacchie nere e bianche. Le unghie anteriori de' suoi piedi son lunghe;
le posteriori pi corte
ma tutte hanno forme di
3

tile,

di color cinericcio con

uncini.

86
Gli

LAGOPEDE.

IL

non

scrittori

si

accordano sul vero lagopede

o lagopo degli antichi. Alessandro Mindio dice


eh' esso un poco pi grosso della pernice, e tutto
sparso di macchie di color

vario sopra

un dorso

che ha le ali corte e il corpo


grosso e pesante. Gessner lo crede la gallina dei
nocciuoli o pernice di montagna. Belon pensa che
rosso-bruno, e

fosse della razza delle quaglie; e Giulio Alessan-

dro dice di averne veduto uno proveniente dalla


Spagna, che avea le gambe e il collo lungo, ma
non era macchiato. Un altro ne fu veduto a Fiorenza, il quale avea il suo becco nero, ma rosso
all'estremit, gli occhi neri con cerchio cinericcio,
il ventre macchiato di bianco , il dorso d'un color
rosso-bruno con macchie nere, e i piedi d' un
color bruno carico. Aldrovandi narra che fu apportato in Sicilia un uccello preso nelle montagne, che dicevano essere il vero lagopede, e che
per la grossezza e quasi per tutto il resto somigliava esattamente ad un fagiano la sua carne era
d'un gusto squisito.
Vuoisi che il lagopede si purghi da se medesimo col giusquiamo e che perci non si vegga
ne' paesi ove tal pianta non cresce. Esso trovasi
neh' isola di Greta , ed allevato anche in quella
di Cipro. Nulla pu paragonarsi alla bont di
:

quello dell'isola di Rodi e dell'Ionia. Incontrasi


talvolta

Alpi.

anche

ne' Pirenei

nell'Aivernia e

nelle

IL

I lagopedi
d'i

fratta.

LAGOPEDE.

nutrono

Hanno una

87

ogni specie di grani e


specie di canto o di lieve
d'

chiamano l' un V altro. Plinio ed


Eliano dicono eh' essi perdono la voce nella cattivit, ma che appena ritornan liberi la ricuperano.
cinguetto, e

si

CAPITOLO
Chi potria numerar

le,

IF.
ignote e rare

Forti specie volatili, grifagne

O
O

sui stagni volteggino o sul

mare,

abitino le rupi e le montagne,

preda cerchili
di carne si

far di pesce e d'angue,

pascano o di sangue.
Casti.

DEGLI UCCELLI ACQUATICI,


J-Jopo aver trattato della pi parte degli uccelli
terrestri delle varie part del mondo , vuole la
natura di quest' opera che passiamo a ragionare

anche degli acquatici.

Possono questi dividersi in tre


gli

uni sono destinati

dalla

classi.

Perocch

natura ad abitare la

sebbene traggano il loro nudrimento dalle


acrile; altri a percorrere le acque stesse altri finalmente ( e sono questi gli amfibj ) a godere dej
terra

pari dei due elementi.

La forma

degli uccelli navigatori tale che in-

dica a prima
nati.

Poich

convesso

giunta a
loro

il

come

la

molto probabile

qual genere di vita

corpo

carena di

un

piegato

in arco e

vascello, e

che da esso prendessero

mini la prima idea del vascello

istesso

son

sembra
gli
il

uocollo

DEGLI UCCELLI ACQUATICI.

che

s'

assai

bene

sovra

alza

la

un petto

rilevato

rappresenta

prua; la coda breve e raccolta serve

benissimo di timone;

piedi larghi e

somiglianti

ad una mano aperta fanno vero ufficio di remi;


la calugine spessa ed oleosa che riveste tutto il
corpo, un catrame naturale che lo rende impenetrabile all'umidit, mentre lo Fa galleggiare pi
leggiermente sulla superfcie dell'acque.

Le

abitudini di questi augelli sono conformi alle

facolt che
i

si

hanno ricevute per

la

navigazione; e

loro costumi vi corrispondono. Essi di nulla tanto

compiacciono

come

nulla tanto abborriscono

La minima

di trovarsi in sull' acqua

come

di posarsi a terra.

asprezza del suolo offende

ammolliti dalla consuetudine

di

loro piedi

non toccare che


acqua per essi

una superficie umida. Infine 1'


un luogo di riposo e di piacere, ove riescono loro
facili tutti i movimenti e tutte le azioni
ove si
presentano all' occhio con somma grazia. Vedete
i cigni nuotar
mollemente o solcar F acque con
maest. Scherzano in esse, si dibattono, si attuffano, indi ricompajono con cento moti aggradevole,
con mille dolci ondulazioni, con non so quali teneri trasporti, che sembrano esprimere i pi soavi
sentimenti. Quindi il cigno emblema della grazia , la quale sempre fa impressione sopra di noi,
anche prima della bellezza.
La vita dell'uccello acquatico, siccome ognuno
;

pu avvedersi

assai pi tranquilla e

meno

fa-

DEGLI UCCELLI ACQUATICI.

90

che quella di quasi tutti gli altri uccelli.


Egli impiega assai meno forze per nuotare, di quel
che gli altri non ne spendano per volare. L' elemento eh' egli abita gli offre ad ogni istante la
sua sussistenza. Ei la incontra pi spesso che non
la cerchi; perocch il moto dell'acque gliela conticosa

duce dinanzi

sicch la

dolcezza della vita gli

prende senza disagio. La


dona intanto costumi pi

innocenti e pacifiche abitudini.

Ciascuna specie
glia

1'

una

all'

d' augelli acquatici

altra

un sentimento

per

reciproco. Nessuno di essi fa guerra

mile

nessuno fa di esso

opprime

il

parte di

essi

rassomi-

si

una

vittima

d'

amor

suo

al

si-?

nessuno

nondimeno la pi
hanno una gran veemenza d'appetito

pi

debole.

mezzi di soddisfarlo anzi quelli di alcune


specie portano il becco armato di dentello abbastanza acuto, perch la preda non possa loro sfuggire. Quasi tutti poi sono pi voraci che gli uccelli terrestri
e bisogna confessare che ve ne
hanno alcuni, come l'anitre e i gabbiani, il cui guche ingojano avidamente
sto s poco delicato
e

la

carne morta e

gli

intestini di tutti gli animali.

Gli uccelli navigatori hanno


di aperte

rive

forme
ciato,

gli

piedi

in

mani, laddove quelli, che abitano le


hanno fessi. Anche il resto delle loro

diversissimo. Il loro corpo sottile


i

forma

loro piedi sforniti di

permettono n di

tuffarsi

membrane

e slan-

loro

non

o di sostenersi nell'acqua,

DECLI UCCELLI ACQUATICI

QJ

non fanno che percorrere le rive. Sostenuti


da gambe lunghissime con un collo egualmente
lungo , essi non entrano che nelP acque basse
ove possano camminare ; cercano nella belletta
una pastura che loro conviene; sono per cosi dire
di cui

arnfibj

attaccati al confine della terra e dell' acqua r

come per farne

commercio, o piuttosto per segnare uno di que' passaggi , che sempre sono indicati dalla diversit delle abitudini e delle forme
il

nella natura animale*


Il signor

tre classi
la

gru

Pennant divide

quelli

quelli

pezzo come

cui piedi

sono

acquatici in

forcuti

sono quasi

cui piedi

beccaccina

la

gli uccelli

di

e quelli che

come
un sol

hanno

palma di mano, siccome l'anitre. Questa divisione sembra di tutte la migliore,


poich gli uccelli che compongono ciascuna delle
classi indicate hanno propriet distinte e generali.
Per esempio gli uccelli dai piedi fessi, ossia quelli
piedi somiglianti a

che ahi '.ano

le rive

e leggiera e assai
loro

gambe

il

sono quasi

tutti

di taglia alta

bene proporzionati , sebbene le


loro collo siano estremamente

mentre quelli i cui piedi sono fatti a


palma hanno un andamento pesante e incerto, le
gambe molto all' indietro, e il collo di lunghezza
smisurata. Quelli , i cui diti de' piedi non sono
che per met congiunti, essendo capaci egualmente,
di nuotare e di camminare , formano , per cos
dire , una razza media , che partecipa della nalunghi

DEGLI UCCELLI ACQUATICI.

Q3.

ambidue le altre. I primi depositano le


loro uova sopra terra, e non fanno alcun nido; i
stecondi li depongono sopra rupi inaccessibili , o
tura d'

nascondono fra rovi e fra giunchi; e gli ultimi


costruiscono de' gran nidi presso l'acqua o nell'acqua

li

stessa.

Un

celebre autore ha

vazioni
celli

-sui

fatto

le

seguenti osser-

caratteri generali di queste specie d'uc-

La

natura non passa che

per gradi impercettibili da una classe d' animali all'altra. Essa ha


popolati i boschi e i campi d' una moltitudine
variatissima de' pi vaghi augelli ; e affinch nessun punto del suo immenso dominio sia deserto , ha dato all'acque abitanti aligeri; provvedendo ai loro bisogni con diligentissima cura. Essa
gli ha resi capaci di nuotare , come gli augelli

terrestri di volare

olio naturale

ha unito

piume d' un
unghie per mezzo

le loro

e unito le loro

una membrana
dal che deriva loro ad un
tempo facilit di movimento e sicurezza. Ma fra
la classe degli augelli terrestri che fuggono l'acqua,
e che fatta per vivervi e per nuotarvi, essa ha
posto una trib numerosa d'altri augelli, che sembrano partecipare della natura d' ambidue. Guardando alle loro unghie divise si crederebbe che
fossero conformati per vivere sopra la terra; mendi

tre

loro

colarmente.

appetiti

Non

gli
si

inclinano all'acqua parti-

pu

chiamarli

uccelli

DEGLI UCCELLI ACQUATICI.

93

n acquatici, poich traggono la loro sussistenza da luoghi pieni d'acque, e sono ad un


terrestri

tempo incapaci di andarla a cercare

ne' loro abissi

ove pi abbonda.
a

La

specie delle gru debb' essere distinta dalle

che per la sua


conformazione. Anche per questo riguardo per
altre

piuttosto

ha ricevuto

pe' suoi

appetiti

dalla natura caratteri abbastanza par-

per vivere fra l'acque senza


potervi nuotare, essa fornita di lunghe gambe,
onde aggirarsi fra Y acque basse, e di lunghi becchi per cercarvi il suo nudrimento.
ticolari.

Si

Poich

fatta

pu riconoscere un augello,

quenti abitualmente

il

quale fre-

luoghi paludosi, se non alla

lunghezza delie sue gambe , almeno alle scaglie


che le ricoprono. Quelli che hanno esaminate le

gambe d'una beccaccina o d'una


ranno intorno

alla giustezza di

beccaccia conver-

questa osservazio-

ne, e sapranno dire quanto la loro pelle


ferente

da quella del

piccione

sia dif-

e della pernice.

hanno le gambe nude


sino al mezzo della coscia
o almeno sino al di
sopra del ginocchio. L' umidit eh' esse provano

Alcuni uccelli di

tale specie

continuamente impedisce

alle

piume

di crescervi.

Per quale incredibile differenza .tra le gambe di


una gru , spoglie affatto sin quasi presso al corpo,
e quelle di un falco , le quali sono coperte fin
presso alle unghie,
Il becco anch' esso rimarchevolissimo nelle

DEGLI UCCELLI ACQUATICI.

94
classi

acquatiche. Perocch

pi lungo che quello degli


lievemente scanalato dai

in generale apparisce

e talvolta

altri uccelli,

La punta

lati.

fornita

di nervi estremamente delicati, onde meglio senspecie di nutrimento poste in fondo

tire le varie

all'acque, ove l'occhio non


.

Se

si

paragonano

classi d' uccelli

troveranno

pu pervenire.

le facolt naturali di queste

quelle degli

bisogna confessarlo

uccelli terrestri

si

assai inferiori.

loro nidi sono pi semplici che quelli dei passeri


la loro caccia

falcone ; la

pica

sebbene abbiano

meno ingegnosa che

quella del

le

sorpassa

in accorgimento; e

la

comune

voracit della razza

non ne hanno la fecondit. Gli individui


di tali classi, non furono ancora ammessi nella
societ dell' uomo
non posti in gabbia come l'usignuolo, non addomesticati come il gallinaccio.
Menano essi una vita libera lungo le rive del
mare e de' laghi o in fondo alle paludi. Si nutrono essi ( eccetto una o due specie d' insetti e
di pesci. La carne di quelli che si nutrono d'insetti buona a mangiarsi, poich tal nutrimento
facile ad essere digerito. Ma quelli che non
Tivono che di pesci , sempre impregnati d' olio ,
conservano un sapore di rancidume, e la loro carne
non stimata degna di comparire sulle nostre
mense. Essi non hanno potuto sembrar gustosi
che a selvaggi o a naviganti fra le privazioni

volatile

di

tm lungo

corso

potendo

avere qualche cosa

DEGLI UCCELLI ACQUATICI.

Cj5

non avrebbero provato per siffatti animali che nausea ed avversione .


Esaminando i piedi e V ugne d' un' anitra si
comprender facilmente che la sua conformazione
la pi opportuna pel nuoto. Quando gli uomini
nuotano, non aprono gi le dita, ma le serrano
le une contro le altre , onde fender 1' acqua con
facilit, opponendole una superficie pi larga. Ci
che gli uomini fanno per arte , gli uccelli acquatici il fanno per beneficio della natura , la quale
ha riunite le loro dita per mezzo di una larga
membrana, sicch potessero distendersi e moversi
di meglio,

alternativamente a guisa di remi.

Ad

eccezione del fiammante

del moriglione e

che hanno i piedi


in forma di palme di mano, sono di gambe corte:
ove queste fossero lunghe, i loro moti sariano pi
lenti, ed essi nuoterebbero pi diffcilmente. Infatti i pochissimi di tal classe che abbiano le gambe
lunghe , punto non se ne servono pel nuoto ; la
del corridore

membrana, che

tutti gli uccelli

unisce le loro unghie,

che ad impedire che


in cui

Le
in

si

non giova

profondino nella belletta

camminano.
corte

forma di

gambe
mano,

degli uccelli che


e

hanno

che* sono loro tanto

piedi

utili al

grande ostacolo a camminare


per terra. Quindi non fanno sovr' essa che brevissime stazioni ; e di rado s' allontanano dalla riva
dell' acque che abitano. I loro pulcini sono allevati
nuoto, riescono di

DEGLI UCCELLI ACQUTICI.

<j6

sulla riva,

^medesima. Essi vanno

cluginefpaida

umido
piume pi

dall'

altre classi.

che

rivestiti

guarentisce

li

dal

d'una

rigore e

hanno

dell'atmosfera. I vecchi anch'essi

Spesse e pi calde che gli uccelli delle

Di queste piume

uso pe*

losrri letti

bevute

le

rende

particolarmente

si

fa

poich l'olio di cui sono imimpenetrabili all'umidit,

lisce e

e le tiene ognor separate le une dalle altre. In


alcune specie quest' olio s abbondante , che le

piume serbano ognora un odore disaggradevole, ed


impossibile ad adoperarle, come quella del ger-

mano

Ma di

qualunque specie si tratti;


le piume novelle sono cos nauseose, che i tapezzieri non le comperano che a met prezzo delle
vecchie. Essi le fanno bollire per alcun tempo, e
poi mescolano d' ordinario vecchie e nuove insieme.
magellanico.

La

quantit d' olio

di cui gli

uccelli acquatici

sono provveduti, contribuisce anch' essa a mantenere il loro calore in mezzo all' umido elemento,

ove fanno soggiorno. Al che aggiugnendosi


grassezza,

menza

si

trovano

essi

delle stagioni pi di

la

loro

muniti contro l'incle-

qualunque

altra specie

3! augelli.

-,-

CAPITOLO
s

Quale sovr esso

nido

Poi che ha pasciuto

come quei

rigira

si

la

V,
,

cicogna

eh' pasto

figli

la rimira

ee.

Dante.

LA CICOGNA.

hanno cicogne di due specie , la nera e la


bianca; ma noi non descriveremo che questa seconda, come la pi rimarchevole. La sua lunghezza ali incirca di tre piedi il becco d' un
bel colore purpureo lungo quasi otto; le piume
sono tutte bianche, eccetto alcune poche del dorso
i

e dell'

ali

che son nere

il

cerchio degli occhi

ignudo e nericcio; la pelle delle

gambe

e della

parte nuda delle cosce rossigna.


La cicogna, di cui parliamo, si potrebbe quasi

chiamare uccello
le citt

e in alcune

si

quillamente, e vi cerca
delle mense. Essa

Perocch frequenta
diporta per le vie tran-

domestico.

purga

il
i

suo cibo fra gli avanzi

campi dai

serpenti; e questa la ragione

rettili

e dai

per cui in Olanda

ed fra i Maomettani in tanta venerazione. Anticamente era s rispettata in Tessalia , che si puniva di morte chiunque 1' ucci-

protetta,

deva.
Gabinetto T. IV.

L& CICOGNA.

98

Belon dice

che

cicogne abbondano

le

tamente in Egitto , che


appariscono imbiancati.

V importantissimo

campi e

Ma

servigio

esse

pianure ne
rendono loro

le

distruggervi

di

siffat-

custe, che altrimenti infestarebbero col

le lo-

loro nu-

mero tutto il paese. I campi della Palestina fra


Belba e Gaza sono spesso sterili, a cagione dell'abbondanza de' sorci e de' topi; e se le cicogne non
iscemassero questi animali , mai gli abitanti non
raccoglierebbero messi

La

cicogna di naturale

diffidente,

non

assai

dolce.

Non

pu addomesticarsi

selvatica, e

cilmente e avvezzarsi a rimaner ne' giardini

fa-

<5ui

purga dagli insetti e dai rettili. Ella ha quasi


sempre un aria trista e un serio contegno. Non
lascia per di abbandonarsi a certa ilarit, quando
perocch si presta
vi sia eccitata dall' esempio
;

ai giuochi de' fanciulli

Ho

in

compagnia con

salta

e scherza con loro.

veduto in un giardino ( dice il dott. Hermann ) ove alcuni ragazzi si divertivano a far a
capo a nascondere, una cicogna familiare mettersi
iocoa

mano

essi,

correre la sua volta quand'era

e distinguere benissimo
in

mano

si

quello

aspettava d'inseguir

a cui

di

gli altri,

starne in guardia.

Gli antichi attribuivano


morali:
piet

la

filiale

temperanza,
e paterna.

nutre lunghissimo tempo

alla

cicogna pi virt

la fedelt

conjugale, la

vero a buon conto ch'essa


i

suoi pulcini, e

non

gli

LA CICOGNA.
non

99

vede abbastanza forti, per difendersi e provvedersi da s medesimi; cbe quando


abbandona,

se

li

cominciano a svolazzare fuor del nido e a tentare

r aperto

cielo

sue

cbe

ali

li

difende ne' pericoli

talvolta di perire

in

Olanda un'

istoria

celebre

comune

si

lasci ardere

la loro

preferisce

con

una cicogna ,
di Delft , dopo

d'

citt

inutilmente sforzata di

cioletti

sopra le

piuttosto cbe lasciarli. Narrasi

quale nelF incendio della


sersi

modo

porta in certo

li

salvare
essi

suoi

affine

la
es-

pic-

di aver

sorte.

Nelle lettere sull' Italia trovasi Y aneddoto seguente, cbe offre un singoiar esempio dell' intelligenza della cicogna.

Un

fitta juolo

delle vici-

nanze d'Amburgo condusse nella sua corte rustica


una cicogna selvatica , per dare compagnia ad
un'altra addomesticata , la quale era ivi da lungo
tempo ; ma questa , riguardandola come una rivale,
s

si

scagli furiosa sopra di lei, e la maltratt

crudelmente

fuga

che fu costretta a prendere la

e non riusc a salvarsi se

non a

stento.

dopo all' incirca per altro torn


alla corte rustica , ben guarita dalle sue ferite e
seguita da tre altre cicogne, le quali unitamente
Quattro

a lei

si

mesi

slanciarono sulla cicogna domestica e l'uc-

cisero.

Le

Esse osservano una grande esattezza nella loro partenza


d'Europa, la quale ha luogo in autunno. Vanno
cicogne sono uccelli di passaggio.

LA CICOGNA.

100

a passare in Egitto una seconda estate , ed ivi


allevano una seconda covata. Prima della partenza
si radunano in gran numero. Per qualche tempo
tutto

loro esercito in

il

brano

cercarsi

movimento;

riconoscersi.

In

aver fatte alcune brevi escursioni

prova delle loro

ali

tutte

sem-

tutte

seguito

dopo

quasi per far

insieme prendono

il

volo -in silenzio e con tanta prontezza, eh' difficilissimo avvedersene.

Shaw

Il dottor

Carmelo

il

osserv dal piede

passaggio delle cicogne

del

il

Egitto in

dall'

Asia verso la met d'aprile del 1722,.

Monte

Mentre

nostro vascello, dice questo viaggiatore, stavasi

all'

ncora sotto

il

Monte Carmelo

late di cicogne, ciascuna delle quali

a passare

larghezza

Nel

e prendeva

pi di

vidi

dur

tre

vo-

tre ore

mezzo miglio

di

settentrione raro che

al di l della Svezia.

Neppure

si

trovino cicogne
in Inghilterra se

ne incontrano sovente ; ma in Olanda sono cos


comuni che si fabbricano il loro nido sul tetto

pongono
cassette quadrate. Essi rispettano grandemente queV
sti uccelli , e non soffrono che alcuno faccia loro
delle case, ove a quest'uopo gli abitanti

ingiuria.

Le

cicogne sono pur comunissime ad Aleppo

non meno che in Siviglia ed in Ispagna. A Bagdad


si veggono, dicesi, centina j a
de' loro nidi sulle
case ? sui muri e sugli alberi ; e a Persepoli o

LA CICOGNA.
Chilmanar in Persia

le colonne

IOI

minate ne son

ri-

coperte.

L'

AIRONE.

L' airone comune non raro nelF isole britanniche. Egli ha circa tre piedi e tre pollici di
lunghezza il solo suo becco lungo tre pollici.
Le piume della sua testa sono assai prolisse e for:

mano una

cresta elegante. Il collo bianco e se-

una

gnato anteriormente

d'

doppia

fila

macchiette. Il color

generale delle

sue

un

il

grigio turchino

sulla pancia. Il di sotto dell' ali

gambe
dell'

nere

piume

mezzo del dorso quasi


lunghe piume delle spalle.

ignudo e coperto dalle


Quelle del collo anch' esse son lunghe

dono

di

e rica-

nero

le

son d'un giallo verdognolo. L'orlo interno

unghia di mezzo dentellato.

non ha

ciuffo

e le

piume

La femmina

della sua pancia sono

corte.

L' uccello , di cui parliamo , mirabilmente


conformato per la sua maniera di vivere. Egli ha
gambe lunghe , onde penetrare nell' acqua ; lungo
collo per cercarvi la sua preda, e largo esofago
per inghiottirla. Le sue unghie parimente son lun-

ghe

e armate di forti uncini

dentellata al di dentro

a ritenere

il

come un

quella di

mezzo

pettine, gli serve

pesce che sguscia. Il suo becco ar-

mato pur esso d'un dentello ricurvo, di cui

si

ioa

l'

AIMONE.

vale ad afferrar la sua preda.

Le

sue

larghe,

ali

apparenza troppo pesanti per un


corpo s esile , gli sono utilissime per ajutarlo a
trasportarlo sino al nido , che sovente molto
distante. Del resto il suo corpo veramente sotconcave e in

tile

anzi

sfiancato,

e piuttosto coperto di

piume

che di carne.

Fra

pi
formidabile nemico de' pesci. Ferisce quelli che
tutti gli uccelli conosciuti, l'airone

non pu portar

ma

Ei

li

piccioli

il

via a cagione della loro grossezza;

sono

il

suo nudrimento

ordinario.

prende in questa maniera, avanzandosi cio


pi che pu nelP acqua , ove si tiene immobile
aspettando pazientemente che si avvicinino; quando
son presso raro che si salvino dal furioso suo
becco. Willoughby dice d'aver veduto un airone,
il

quale avea diciassette carpane nel ventre, cui

diger in sei o sette ore, per ricominciare subito

dopo

la sua pesca.

Un

gentiluomo,

il

quale avea un

airone addomesticato, volendo sapere quanti pesci

mangiare
gliene mise
e vide che
certa quantit in una conca d' acqua
una cinquantina ogni d appena soddisfacevano la
sua voracit. Dietro questo calcolo, un solo airone

al giorno fosse capace di

pu distruggere
spazio di

sei

mille e cinquecento carpane nello

mesi.

Sebbene quest'uccello raggiunga ordinariamente


la sua preda camminando
nell' acqua , sovente
per se ne impadronisce anche volando. Ci per

,,

I? AIRONE-

altro

non ha luogo che ove

IO 3
1'

acque sono basse

ed ove per conseguenza pu tuffare il capo, stando


al di sopra , con pi effetto che in quella che
Iona profonde. Il povero pesce ha bel rifuggirsi
neh" ultime latebre che il suo fiero nemica , appena si pu dire 1' ha veduto , che anche F ha
preso. Sovente l'airone, dopo aver cacciato per
un minuto il lungo suo collo sol t' acqua, s'alza in
aria con una trota od un' anguilla, che si dibatte
nel suo becco. Indi posando sulla riva non le d
appena tempo di spirare , che tutta la nghiotte
e torna in cerca di nuova preda.
La caccia dell'airone era altra volta uno de'principali divertimenti dell' Inghilterra; e pagava una
multa di venti scellini chiunque avesse rubate le
uova di quest'uccello. La sua carne anch'essa tenevasi in molto pregio, ed era valutata come
quella del pavone.
Dorante l' estate 1' airone trova un nutrimento
abbondante; ma Bell' inverno la preda non viene
pi ad offerirsegli spontanea. Il pesce, che nella
,

miglior stagione

si

affacciava quasi

alla riva del-

acqua, rimane in fondo per trovarvi calore; le


rane e le Incerte lasciano di rado il lor nascondi?
glio; e in questa penuria l'airone non si sostiene
l'

che a forza di pazienza e di sobriet. Fin ch'essa


dura , egli costretto a viver d' erbaggi i quali
.

crescono sotto

1'

acqua, e contrae una melanconia,

che V abbondanza non pu

fax disparire del tutto.

l'airone.

io4

misero uccello prova alternativamente l'eccesso


della fame e della saziet. Quindi mai non in-

Il

malgrado 1' enorme quantit di nutrimento


che inghiotte , e sebbene il suo ventriglio sia quasi
sempre rimpinzato, appena la sua pelle basta a
grassa,

coprir le sue ossa.

Come
vivaj

l'

ove

un guasto

airone cagiona
si

incredibile nei

di recente introdotto pesce,

Wil-

lougbby ha immaginato un mezzo di prenderlo,


quando s discoperto il luogo che pi frequenta. Si prendono tre o quattro pesciolini, che si
infilzano dalle branchie alla coda per mezzo di
un uncino, il qual s'attiene ad un lungo filo di
accia jo. Poich sono cos stati cinque o sei giorni
si gettan
( il che non basta a toglier loro la vita )
nelF acqua ov'

capo del
stanza.

filo

meno profonda

attaccando l'altro

d'acciajo ad una pietra a certa di-

L' airone , avventandosi

ai

pesciolini

neh' uncino e resta preso egli stesso. Bisogna guar-

dar bene che

pesciolini

altrimenti egli non

Sebbene

toccherebbe.

li

gli aironi

non siano morti, poich

vivano principalmente fra gli

nondimeno essi costruiscono


il loro nido alla sommit degli alberi pi elevati,
e talvolta sulle rupi in riva al mare. Se ne veggono sovente fino ad ottanta in riva al mare. Essi
mai per non si radunano in truppe onde pescare:
commettono le loro depredazioni nel silenzio e
stagni e fra le paludi,

nella solitudine.

Ben

si

riuniscono per fare

lor

L' AIRONE.

nidi, e spesso

una

posti di rami aridi


lana.

tutta intera

societ

medesima parte di

foresta.
,

I05

Quei

occupa

nidi sono

la

com-

e tappezzati interiormente di

Non sempre per

gli

indolenti

augelli

li

medesimi , poich se possono troabbandonati, se ne impadroniscono volen-

fabbricano

essi

varne di
tieri, contentandosi di aggrandirli o di risarcirli,
e cacciano gli antichi proprietarj, se per caso volessero rientrarvi.

prendono giovani possibile


addomesticarli ; ma vecchi ricusano ogni uutrimento, e si lasciano morire di disperazione.
In Francia anticamente si pens a radunarli, e
a dar loro stabile dimora fra gruppi d'alberi en-

Se

tro

questi uccelli

si

gran boschi vicino all'acque, ovvero in fori

bene accomodati
chiarsi.

La

loro

ove potessero venire ad anniccattiva

carhe era qualificata col

pomposo titolo di vivanda regia, e apprestata


come piatto di gran lusso ne' pi splendidi banchetti.

Ogni nido

tempo della covata j


contiene quattro o cinque uova d'un azzurro verdiccio. Gran cura hanno questi uccelli di provvedere

di

aironi,

al

alla sussistenza de' loro pulcini,

racissimi

importunissimi.

La

che sono vo-

quantit di pesce

che distruggono in tale occasione, sorprendente.


Pretendesi che la loro vita sia lunghissima. Secondo il signor ICoeplfer essi possono oltrepassare
i

sessant' anni.

La

qual longevit confermata da

io6

l'aironi.

un aneddoto recente

un airone preso in Olanda, che aveva ad una gamba un anello d'argento


con una iscrizione la qual diceva, eh' egli era stato
fatto prigioniero trentacinque anni prima dai fald'

coni dell'elettore di Sassonia.

U airone

bruno ha il di sopra della testa, del


collo, del dorso d' un color bruno cinericcio. Del
medesimo colore sono pure lateralmente le sue
ali, traversate per da una linea nera, l di sotto
del collo

ma

il

ed

petto

spruzzati di nero.

bianca Y estremit

il

ventre sono bianchicci

Le piume

le cosce

scapulari

sono giallognole

hanno
;

e la

un bruno scuro. Le sue penne pi lun-*


ghe hanno sei o sette pollici.
L' airone azzurro e presso a poco della taglia
dell' airone comune. Ha circa tre piedi d' altezza
coda

d'

dal becco ai piedi e pesa tre libbre

quel becco

per la forma e il colore simile a quello dell' airone comune ; soltanto un poco pi adunco
alla punta della mandibola superiore. In cima alla
testa porta un bel ciuffo, che sembra azzurro di
cielo;

il

davanti della testa e

il

di sotto degli oc

chi bianco; le coperte dell' ali, e le

omeri sono d'un azzurro pallido;


orlata d' azzurro
niccio,

quella ,di

il

resto

degli

coda nera,

del corpo turchi-

1'

ugne lunghissime, e

in ciascun

piede dentellata.

piedi son gialli,

mezzo

la

piume

L' augello di cui parliamo singolare e rarissimo.

John Jeo

nella sua istoria d'Africa parla d'un

l'aironi.

siccome

uccello che,

lo

ei

descrive, rassomiglia

molto ad un airone ; solo che ha

gambe alquanto pi

107
il

becco,

il

collo

Anch' esso vive


lungo tempo. Divenuto vecchio per si spoglia
delle sue piume, e torna al nido antico, ove i
pi giovani si danno cura di nutrirlo. Quel nido
suol essere sopra alte rupi, ovvero sulla sommit
di montagne deserte, principalmente dell' Atlante-,
ove ehi ha pratica de' luoghi va a far caccia. L'augello, di cui parliamo, stato creduto da alcuni
augello di rapina; ma l'autore sopraccitato non
e le

questa opinione.
soco

Un

corte.

augello del Brasile

appellata

somiglia esso pure a pi riguardi a

un pic-

ciolo airone.

LA GRU.
Quest'augello ha cinque piedi all' incirca di
lunghezza: il solo suo becco ne ha quattro pollici. Le sue piume
sono in generale d' un color
nericcio; la fronte nera, le tempie son bianche.

Al di sopra del suo collo vedesi uno spazio di


due pollici nudo e rossa, con alcuni peluzzi nerS.
Le penne pi grandi dell' ali son nere, e di sotto
a' fili , che si
all' ali escono alcune larghe piume
rivoltano in pennacchi
sulla coda.

Le gambe

Veggonsi
settentrionali

cadono con grazia ia

son nere.

gru a schiere numerose nelle parli


dell' Europa. Esse fanno il loro nido

le

3la grtt;

io8

ove depongono due uova azzurro-

nelle paludi,

gnole. Si nutrono di
sorta di grani.

rettili d'

Quando

le

ogni specie e d'ogni

biade son verdi vi fanno

per entro un gran guasto.


Le gru sono uccelli di passaggio. In inverno
esse abitano

climi caldi dell'Egitto e dell'Indie;

e in primavera tornano verso


farvi la loro covata,

il

scegliendo

per
ordinariamente i
settentrione,

luoghi gi occupati l'anno innanzi. Spingono esse


assai alto , e si mettono in iscliiera
il loro volo

onde viaggiare, formando per lo pi un triangolo,


quasi per fender l' aria pi facilmente. Quando il
minaccia di rompere le loro
file , esse le serrano pi strettamente , il che fanno
pure se l' aquila le assale. Il loro passaggio av-

vento

si

rinforza

pi spesso di notte ; ma le loro grida ne


danno avviso. Il loro capo fa udir di frequente
viene

il

una viva voce di richiamo, per avvertirle della


via che tiene, e questa voce universalmente ripetuta,

come per

far conoscere

che ciascuno lo segue

nel posto che le conviene.


Il volo delle
si

osservino in

presi quasi

gru sempre sostenuto, sebbene


esse alcune differenze, che furono

presagi di cangiamento atmosferico,

sembrando naturalissimo che spingendosi tant'alto


nelle regioni dell'aria, debbano sentirne pi presto
che noi le alterazioni. Le loro grida, fra la giornata,

indicano

pioggia;

se

diventano clamorose

annunziano tempesta* Quando in sul mattino o

in

LA GRU.
sulla

sera

si

levano

X09

schiere pacificamente

questo un segno di serenit

all'

bassano verso terra, dite che

incontro se

tempo

il

si

ab-

si

fa pro^

celloso.

Le

gru, come

tutti i

grandi augelli, eccettuati

quei di preda, stentano un poco a

prendere

il

Corrono prima alcuni passi, aprono le ali,


s'alzano un poco, fino a che spiegando la loro
forza prendono per V aria un corso rapidissimo e

volo.

possente.

Quando sono
la notte

una guardia;

dormono

a terra stabiliscono per

che fu consecrato nei


come simbolo della vigilanza. Tutte

geroglifici

ci

colla testa nascosta sotto

cetto quella
se

raccolte

scorge

di un' ala

guardia che veglia e la tien

alcuna cosa che minacci

avverte le

con

altre

un

grido.

K.olb,

Buona Speranza,

ludi del capo di

alta

pericolo,

numero

narra che le gru sono in gran

il

ec;

quale

nelle pa-

dice anch' egli

di non averne mai veduto a terra alcuna schiera,

che non avesse posta


dire di lui,

si

la sua sentinella.

tiene sopra una

Questa, al

gamba, allungando

tempo in tempo onde meglio osservare


e al minimo pericolo ne avvisa le compagne, che
volano via all' istante. Kolbe aggiugne pure che

il

collo di

durante la notte

gru incaricata di vegliare

la

sicurezza delle altre

tien nella

zampa

alla

del piede,

su cui non appoggiata, una grossissima pietra,


onde se si lascia sorprendere dal sonno, la caduta
di questa pietra possa svegliarla.

LA GRU.

JIO
e

Le gru compaiono io Francia nella primavera


ma la pi parte non fanno che
eli' autunno
;

passar rapidamente senza punto arrestarsi. Si tro-

vavano esae

altra volta in grandi schiere nei ter

reni paludosi delle pr vinci e di Lincoln e di

bridge

Cam-

ora per non se ne veggono pi , ne sa

prebbesi congetturare la cagione di un tale allon-

tanamento.

L*

ARCALA O GRANDE GRU.

Questa specie di gru, ancor pi nota, d'una


grossezza prodigiosa. Perocch non meno alta
di sei in sette piedi; e ben quindici si distendono
le aperte sue ali. Il suo becco ha sedici pollici
schiacciato d' una forma
di giro alla base
presso a poco triangolare. Il suo capo e il suo
eolio spogli di piume non sono coperti che d'alcuni rari peli, che lasciano quasi ignuda una pelle
;

In mezzo al collo, sul dinanzi,


pende una lunga membrana conica in forma di
rossa e callosa.

vescica

il

ventre

ugine bianchiccia

son cinericce; le

brune

le

gambe

le

ali

coperto d' una specie di ca-

piume

del di sopra del corpo

egualmente che

la

coda son

met delle cosce sono ignude.


cui parliamo, abita il Bengala e
e la

L'uccello, di
Calcutta , e si trova talvolta anche sulle coste della
Guinea. Egli arriva nell'interno del Bengala prima
della stagione delle piogge

si

ritira

quando

l'

argala o GRANDE GRU.

Ili

giunta l'asciutta. Il suo aspetto lurido e disgustevole;

ma

perocch

li

sua utilit in que' paesi grande,

la

purga dagli

penti e dai

rettili.

insetti malefci,

sembra compir Y opera

Egli

cominciata dallo chacal e dall' avvoltojo

non divorano che

la

vorarne una

ed uno

quali

carne degli animali, e lasciano

le ossa cui egli ingozza tutte intere. Si


tres di pesci

dai ser-

solo in

quantit

un giorno pu

sufficiente

Aprendo

nutre

per

al-

di-

soddisfare

corpo d' un' argala vi


si trov una testuggine lunga dieci pollici, ancora
intera, e un grosso gatto nero, interissimo anche

quattro uomini.

il

prima nel ventriglio, la seconda nello


stomaco. La vista dell' uomo punto non intimidisce

esso,

la

quest'uccello, che
gli si getta

del

con destrezza

si

familiarizza facilmente.

pesce o altro cibo

ei

lo piglia

e lo ingoja tutto intero.

Gli Indiani credono che

anime

Quando

le argale sieno abitate

che per conseguenza


riescano invulnerabili. Essi egualmente che gli Africani hanno per loro la pi profonda venerazione.
Il signor Yves avendo tentato di ucciderne una
col suo archibugio, e fallito il colpo a pi riprese, gli spettatori gli dissero in aria di trionfo che
ei poteva tirare quanto voleva, che mai non riudall'

de'

bracmani

scirebbe a ferirla.

Le

argale vanno a schiere

numerose.

certa

distanza, quand' esse avviansi verso l'imboccatura


de' fiumi

siccome

si

avanzano

sempre

coli' ali

is

l'

argala o grande gru.

distese, chi loro dirimpetto le

prenderebbe per
navicelle , che voghino sulla superficie d'un mare
tranquillo
e quando si trovano sovra banchi di
sabbia per uomini e donne che raccolgono con;

chiglie.
Il signor

Smeathman

di questa specie,

il

allev in Africa

un

uccello

quale - divenne familiarissimo.

Al desinare ei si collocava regolarmente presso la


mensa dietro la seggiola del suo padrone, e spesso
prima che nessuno fosse entrato nella sala , ove si
dovea mangiare. I domestici erano obbligati di
sorvegliarlo molto da vicino ed anche di percuoper impedirli di toccare i
Malgrado per queste loro cure egli rubava

terlo a colpi di verga


piatti.

sempre qualche cosa. Leto un giorno di tavola


un pollo a lesso che inghiotti tutto intero. Ei rimaneva talvolta nella sala mezz' ora dopo il pranzo , volgendo la testa da un lato e dall'altro, come
avesse preso parte alla conversazione. Il suo coraggio

non eguagliava

la sua voracit;

ciullo di otto in dieci anni

poich un fan-

poteva farlo fuggire;

nondimeno ei sembrava volersi mettere sulla difesa, aprendo il largo suo becco in aria minacciosa , e mandando orribili grida. Ei si nutriva di
uccelli, di rettili e di piccioli quadrupedi.

Quan-

tunque sembrasse volesse distruggere il pollame,


non ard per mai assalire apertamente una chioc
eia circondata da' suoi pulcini. Fu veduto una volta
inghiottire un gatto intero, e non fare che due
pezzi

d'

un

osso di coscia d'

un bue.

n3
IL

TORABUSO.

E meno grosso che

1'

airone comune.

suo Lecco

Il

pi debole, non ha che quattro pollici di lunghezza ed d' apertura larghissima la quale si
,

estende

al di l degli occhi,

situati sulla

quali perci pajono

mandibola superiore.

testa nera; le

piume sono

La sommit

della

in generale d'un giallo

pallido, variato di nero; alcune parti dell'ali sono


color di ruggine, anch' esse con liste nere

del petto sono lunghe e cadenti

le

piume

coda brevissima; le gambe sono verdognole; le unghie


deboli e lunghe, e quella di mezzo internamente
:

la

dentellata.

estremamente selvatico. Esso non


paludi d' una certa estensione, ove si

Il torabuso

abita che le

trovano molti giunoni

si

grandi stagni circondati

una

tiene di

di

preferenza sui

ed

boschi;

ivi

mena

vita solitaria e pacifica, restando quasi gli in-

immobile

egualmente
nascosto pel cacciatore che teme, e per la preda
che aspetta. Come ha pi di due piedi e mezzo
d' altezza, tenendo la testa alzata, vede dal di sopra
delle canne senz' essere veduto. Egli non viaggia
e non cambia domicilio che in autunno e al tramontar del sole.
Il suo principal nudrimento, durante Y estate^
consiste in pesci ed in rane. Ma in autunno ei
va fra boschi a dar la caccia ai topi, cui prende
Gabinetto T. IV.
8

teri

giorni

fra

le

canne

Il4

II

assai

TORABUSO.

destramente e inghiotte interi, sicch diventa

grassissimo in tale stagione.

Egli in generale

meno

stupido,

ma

insieme

pi feroce che Y airone. Quando preso si


irrita, si dibatte, e si avventa agli occhi specialmente di chi lo tien fermo; Pochi uccelli si difendono con altrettanta intrepidezza: mai egli non
assai

aggredisce

ma quando

assalito combatte corag-

giosamente, e sa farlo senza darsi gran moto. Se

un

rapina piomba

uccello di

non fugge,

ma

sopra

di lui

l'aspetta ritto in piedi, e

sulla punta del becco

la

egli

riceve

il

quale acutissima, onde

nemico ferito s' allontana stridendo. I vecchi


nibbj mai non assaltano il torabuso, e i falconi
comuni noi prendono che alle spalle e quando
vola. Ei si difende anche contro il cacciatore che
lo ha ferito. In luogo di fuggire lo aspetta, e gli
d nelle gambe colpi di becco s violenti, che gli
fora gli stivaletti, e penetra assai avanti nelle carni,
facendogli correre non lieve pericolo. Di questa
il

guisa resiste ostinatamente sino alla morte,

Talvolta e
celli di

si

rapina, e

rovescia sul dorso


si

come

gli uc-

difende egualmente colle

grife.

che ha lunghissime, come col becco. Ei prende


tale attitudine quando sorpreso da un cane.
Ne' mesi di febbraio e di marzo, alla sera e
maschi della specie di cui parliamo
fanno sentire uno strepito cupo e profondo, che

alla mattina,

molto somiglia

al

muggito

interrotto di

un

toro.

IL TORABUSO.

ma

pi forte

e che

si

Il5

pu distinguere

alla di-

un miglio. Questo strepito straordinario


prodotto da una pelle sottile, espansibile, elastanza di

stica, situata alla

bifurcazione della trachea

la

qual

riempie d'aria, che poi sen fugge Polenta mugolando. Crede vasi altra volta, che i tarabusi mandassero il suono, che dicevamo, ficcando
il becco nella belletta, e se ne prendeva sinistro
augurio. Per quanto per sia un tal suono spapelle

si

ventevole per noi,


celli

che per

da cui proviene , come un canto

e un invito

Fanno
alle

certissimo

gli

d'

uc-

amore

al piacere.

essi

il

mezzo
compongono

loro nido quasi sull'acqua in

canne nel mese di aprile, e lo

di foglie di piante acquatiche e di secchi giunchi.

La femmina
un bruno

vi

depone quattro o cinque uova di

verdiccio, che cova per venticinque giorni.

I pulcini nascono quasi nudi e sono di bruttissima


figura, sembrando tutti collo e gambe: non escono
dal nido che pi di venti giorni dopo. Il radre
e la madre li nutrono ne' primi tempi di sanguisuge , di pesciolini e di rane. Vuoisi che i nibbj,
i

quali devastano

nidi di

di palude, assaltino di rado


in grazia della vigilanza

tutti

gli

altri augelli

quello de'torabusi,

continua con cui lo di-

fendono.

Eatham

dice che fu uccisa in una gelata d'in-

verno una femmina di butoro, e le si trovarono


nello stomaco pi lucertole interamente conservate,

1X6

IL

TORBUSO.

e alcuni resti di Lotte e di rane, che forse avea

prese nel limo della palude ove fu uccisa.


Sotto

rabuso

il

era

regno di Enrico Vili


pregiatissima

la

carne di ta-

mense

alle

de' grandi.

molto aggradevole e del sapore di


quella di lepre. I venditori di selvaggiume valutano quest' uccello mezza ghinea. Esso quindi

Essa

infatti

ricercatissimo dai

cacciatori,

come va

lento e

pesante , raro che loro sfugga. Alla fine d' au-

tunno per la sua naturale indolenza sembra abbandonarlo, poich si vede ogni sera alzarsi in
aria a perdita di vista, descrivendo una spirale,
e gettando nel

tempo

differenti ssimo

da quello che fa

stesso

un grido singolare,
sentire in prima-

vera.

1/ unghia di dietro

di

quest' uccello d*

una

mghezza straordinaria. Credevasi una volta che


fosse un eccellente preservativo pei denti, e si
adoperava in forma di quegli stecchetti o ferruzzi
1

eie

prendon nome dallo

stuzzicarli.

L'AVOSETTA.
di

Trovasi principalmente in Italia e ne' contorni


Milano e di Roma, e talvolta in inverno sulle

coste orientali delle provincie di Suffolk e di

folk nelle isole britanniche. Il

grossezza

d'

un

piccione,

avendo quattordici

ma

pollici

pi

Nor-

suo corpo della


sottile e

dalla

pi lungo,

punta del becco

l'

avosettA.

117

estremit della coda, e non pesando che Circa


nove once. Il suo becco, lungo quattro pollici,
all'

nero, schiacciato, appuntato e curvo


ticolarit

che non trovasi in

altro augello.

gua corta e non forcuta


rotonda e nera alla sommit;

la

interamente bianco;

sono pur bianche

il

all'insili,

il

testa

La

parlin-

picciola

di sotto del

corpo

dorso e le coperte dell'ali

spruzzate di bruno

le

gambo

lunghe, azzurre e spoglia di piume sino al di


sotto del ginocchio; le unghie nere e picciolissime. L' andar suo maestoso e svelto ad un tempo

medesimo.

Le

gambe ignude, come dicemmo,

sue

fino al

di sotto del ginocchio ci fanno naturalmente pre-

sumere, ch'ella s'aggiri per Tacque, cercandovi


il suo nutrimento, nel che avrebbe qualche affinit colla gru. Ella per ne differisce per un carattere pi essenziale , poich ha i piedi in forma
di palma di mano, come F anitra. Johnson dico
che ha un grido vivo ed acuto , ma non parla
dell' altre sue abitudini, che noi ignoriamo assolutamente.

Avuto riguardo alle particolarit finora accennate, sembra che il corridore d'Aldrovandi sia
della medesima classe dell' avo setta; ma esso ci

men

noto di questa. Tutto ci che l'autoro


succitato ne fa sapere intorno ad essa si , che fra

ancora

tutti gli

uccelli

palma ; tranne

il

che hanno

moriglione e

piedi in forma di
il

fiammante 3

i8

l'avosetta.

che ha le gambe pi lunghe; che di pi


ha il becco stretto, giallo e nero soltanto all'estremit; che il di sopra del suo corpo d'un color

-quello

grigio ferreo,

ventre bianco,

il

e la coda

com-

posta di due piume bianche terminate in nero.

IL

MERLO ACQUATICO.

Rassomiglia al merlo terrestre per la sua taglia ;


soltanto un poco pi piccolo. Il suo becco
nero e stretto ; le palpebre son bianche le parti
;

superiori del corpo, egualmente che


d'

un bruno scuro

il

collo, sono

non meno che la


del collo ed il petto

le inferiori

coda son nere; il di sotto


bianchi o giallognoli , le gambe nere.
Tiensi quest' augello in riva
scelli

da

cui

di preferenza

mai non

fonti

sue naturali

ed

ai

ru-

dilunga , frequentando

Y acque vive e correnti ,

la cui ca-

letto

rotto dai sassi, o

abitudini

sono singolarissime.

duta rapida, e il cui


pezzi staccati di rupe.

Le

si

a'

Generalmente gli uccelli acquatici , che hanno i


piedi in forma di palme, nuotano neh" acqua o vi
si a truffano; i ripa j noli, che hanno gambe alte e
ignude, vi entrano molto avanti, senza che il loro
corpo vi si bagni il merlo acquatico vi entra tutto
e seguendo il declivo del
intero camminando
terreno. Quindi veduto da chi lo osserva sommergersi a poco a poco, prima fino al collo, poi co u
;

I
O

S
i

n
o

IL

MERLO ACQUATICO.

tutta la testa, cui

per

non tiene pi

HO,

che
a cammi-

alta di quello

Egli continua cosi


nare sull'acqua; discende sino al fondo, e vi
se volasse

aria.

si

come farebbe sulla riva asciutta. Intorno


a cbe il signor Hebert comunic al signor d
aggira

Buffon

le notizie seguenti.

me

ne stava appiattato sulle rive del lago


di Nantua entro una capanna di rami d'abete co~
perta di neve, aspettando pazientemente che un
battello, il quale andava a remi, facesse avvicinare

Io

alla riva

alcune anitre selvatiche

osservava senza

essere osservato. Innanzi alla capanna era


ciola baja

il

una pic-

cui fondo piano piano digradandosi

poteva avere nel mezzo due o tre piedi d'altezza.

Un

merlo acquatico vi

si

arrest, e vi rimase

per

pi di un' ora , ond' io potei contemplarlo a tutto


mio agio. Io lo vedeva entrare nell' acqua , attuffarvisi, ricomparire ali* altra estremit della baja,

indi ritornare ond' era partito. Cos percorse tutto


il

fondo, senza che sembrasse aver cangiato eie-

punto non si mostrava esitante. Solo notai pi volte che quando


essa gli passava il ginocchio, egli spiegava le sue
ali, e le lasciava pendere sovra di essa. Notai pure,
per quanto era possibile il veder bene, che in fondo
all' acqua ei sembrava avvolto in una bolla d'aria,
che il rendeva brillante. Simile a certi insetti del

mento. Entrando nell'acqua

genere
nell'

degli scarafaggi,

acqua in mezzo a

ei

che stanno di continuo

tale aereo involucro, forse

.
,

t
egli

IL

non abbassava

le ali,

come dicemmo, che per

aria che

intorno

raccogliersi

MRLO ACQUATICO.
gli

come tremando,

agitarle eh' egli inoltre faceva,

conferma

bisognava ;

in questo pensiero.

Questa particolarit era ignota a tutti i cacciatori, con cui io ne


parlai
e senza il mio nascondiglio della capanna
di neve io 1' avrei forse per sempre ignorata. Io
posso assicurare la verit dell' esposto, poich l'uccello veniva quasi a' miei piedi, e per osservarlo

ci

a lungo,

mi

astenni dal far fuoco sopra di esso

I merli acquatici vi

Europa.

La femmina

presso

ruscelli; lo

si

fa

trovano in pi parti di
il

suo nido sopra terra

compone

di

musco e

di sec*

che foglie lo nasconde con gran cura , e vi depone quattro o cinque uova bianche, tinte di rosso.
Una coppia di questi uccelli costruiva da pi
anni il suo nido sotto un ponticello di legno, quando
finalmente fu scoperto e levato, ma non vi si trovarono dentro uova. In capo ad una quindicina
di giorni i due augelli ne avevano costruito un altro , che parimente fu preso , e in cui furono trovate cinque uova. Un mese dopo nel luogo medesimo si prese un terzo nido che conteneva altre
quattro uova, le quali verosimilmente appartenevano
agli uccelli stessi, dacch non se ne vedevano altri
girare all' intorno. L' ultimo nido finalmente fu
;

rapito

la quale

mentre vi stava accovacciata


si

la

tulio sull' istante nelf acqua,

per lungo tempo,


tabile distanza.

fino a

che

si

femmina
e disparve

vide uscire a no-

MERLO ACQUATICO.

IL

Un'altra

volta

acquatici sovra
sco

merli

picciola altura coperta di

mu-

ben nascosto , che non


non vedendo uno degli uccelli entrarvi

e questo nido era

scopr, se

si

rinvenne un nido di

si

una

ILT

con un pesce nel becco. I pulcini, sebbene avessero quasi messe del tutto le penne, erano incapaci di

volare;

ma quando

fu preso

il

nido

si

con grande ammirazione degli spettatori disparvero per alcuni istanti,


ricomparendo poscia a certa distanza. Appena di
cinque che erano , se ne poterono prender due.
precipitarono nelF acqua

I merli acquatici pigliano talvolta


all'

Quando sono

acque.

insetti in riva

disturbati alzano ordina-

coda, e mandano un grido acuto.


Il lor garrito in primavera , per quanto dicesi,
molto aggradevole. G redesi che in alcuni luoghi

riamente

la loro

siano uccelli di passaggio.

LA GALLINELLA E LA FOLAGA.
Gli uccelli di questa specie sono riguardati dai

come un anello fra quelli che hanno i


piedi in forma di palma di mano, e le gru poich sebbene abbiano lunghe gambe e lungo collo
come queste, hanno per le dita unite da una lieve
membrana, che li rende capaci di nuotare come

naturalisti

',

primi.

Le

gli uccelli

Sebbene

gallinelle

della

loro

le

classe

folaghe tengono fra


il

luogo principale.

siano annoverate fra specie differenti da

LA GALLINELLA E LA FOLAGA.

Ifl<*

coloro che
si

pu

amano

dire che

distinzioni scrupolose

si

ed

rassomiglino perfettamente per

la conformazione, le

piume e

Hanno

le abitudini.

ambidue gambe lunghe e cosce quasi nude


son corte

il

il

loro

le loro

loro becco debolissimo

le loro

piume generalmente son nere


non pennuta ricoperta
ecco le

lungo in proporzione

collo anch' esso


ali

esatte,

rassomiglianze.

di

la loro

fronte

una grossa membrana

Le

differenze sono assai

leggiere; e la principale sembra la grossezza ^poi-

ch

non pesa che quindici once, men*


folaga ne pesa ventiquattro. La parte ignuda

la gallinella

tre la

della fronte nera in questa e violacea nell'altra

per tutta

le dita della gallinella sono guernite

loro lunghezza d'

la

un orlo membranoso quelle della


;

folaga sono pi. larghe e meglio divise.

La

loro

maniera di vivere ancor pi somigliante che


la figura ; ond' che l' istoria dell' una pu servire per T altra. Gli uccelli della specie della gru
hanno lunghe ali e possono facilmente cangiar di
luogo ; ma la gallinella , avendo l' ali corte ,
obbligata a rimanere presso que' luoghi ove trova
il
suo nudrimento: costretta dalla natura e
fors' anche dalla sua inclinazione a non viaggiare
mai non abbandona le rive del lago o del fiume
eh' essa frequenta. Sceglie i luoghi ombrosi e
pieni d' arboscelli
sulle
dell'

sponde
acqua.

ma

e cerca

il

suo

talvolta sulla

cibo

non solo

superficie

presso

suo nido posto vicino a questa

LA GALLINELLA E LA FOLAGA.
pezzi di canne e di

molti

di

costruito

IflS

Le

giunchi

uova sono bianche


e macchiate irregolarmente di bruno rossiccio.
Essa fa due o tre covate all'anno. Dacch pulsi mettono a correre, e
cini son fuori del guscio
I guono la loro madre che li conduce all' acqua.
La gallinella sembra preferire i luoghi abitati ;
ma la folaga solitaria, e mai non abbandona
fiumi ed i laghi, circondati di alberi. Essa compone il suo nido d'erbe acquatiche, e lo colloca
fra le canne, ove ondeggia sulla superficie deldi sommergersi , tanto
l' acqua , senza pericolo
bene assicurato. Che se avviene eh' esso si abbaninsieme

intrecciati.

sue

doni alla corrente

bandona,

ma

la

folaga

non perci

lo ab?-

governa coi piedi, fino a che sia


rientrato in porto. Ivi allora continua a covare
lo

tranquillamente; e alleva in seguito


quasi

non

offenda per nulla

1'

1'

suoi pulcini,

umidit

dell' abi-

tazione.

L'OSTRALEGA O BEGGAGIA DI MARE.


Quest'uccello comunissimo

sulle coste occi-

Gran Brettagna. Esso pesa ordinariamente una mezza libbra. Il suo becco, d'un color
rancio, ha due pollici e mezzo di lunghezza,

dentali della

appuntato
nella

e pi lungo nella parte superiore che

inferiore.

suoi occhi

sono di un bel rosso

la testa,

e
il

le sue

palpebre

collo, le spalle,

l'ostraleg o beccaccia di mare.


s&4
egualmente che il mantello dell' ali sono di un
color nero. Egli ha una collana bianca sul petto

tutto

il

bianco;

met
e

del corpo dalla pancia in gi

di sotto

pure

tale

della coda

del dorso

punta nera.

la cui

basso

il

e la

Le gambe

piedi sono d' un giallo rossigno; e le dita son

unite da una specie di

membrana.

L'augello, di cui parliamo, stato chiamato beccaccia o pica di mare, a cagione delle sue

piume

bianche e nere , e perch vive sulla spiaggia


marina. La facilit con cui prende le ostriche gli

ha

fatto

egli

dare anche

ne vede una

il

nome

mezzo

Quando

aspetta pazientemente eh' essa

abbia semiaperta la sua


distacca per

di ostralega.

conchiglia;

allora ne la

del suo becco con una pron-

tezza sorprendente, e

l'

inghiotte. Si nutre altres

di datteri marini e d' ogni sorta di conchiglie. Seb-

bene il suo cibo sia buono


e di pessimo gusto.

la

sua carne dura

LE FALAROPE.
Ve

ne hanno di tre specie.

La comune

rasso-

miglia perfettamente la motacilla, eccetto che nei

come quella della


una membrana intagliata.

piedi, le cui dita,

folaga sono

frangiate d'

simo augello

La

falarope

grigio

color

il

quale non pesa pi che un'oncia.

cinericcia

di

picciolis-

ha

cenere,

il

di sopra del

variato

di

corpo

bruno e di

ia5

LE FALAR0PE.
bianco,

il

petto e

il

ventre parimente bianchi.

falarope rossa ha le parti

La

piume

superiori delle

un rosso bruno , macchiate d' un giallo nericcio.,


e le inferiori d' un rosso di mattone. Tutti questi
uccelli souo piuttosto rari, e non si trovano che
d'

nei luoghi paludosi.

IL

GREBO.

un poco pi grosso che Y ostralega o

la fa-

piume son nere e bianche. Per


la sua conformazione ei non pu essere che un,
abitante dell'acque. Le sue gambe cortissime poste
larope, e le sue

affatto

all'

indietro,

quasi

internate nel ventre

non lasciano apparire che de' piedi in forma di


remi il cui naturale movimento verso il di fuori,
,

e la cui posizione
dell'

augello

mal

quando

non

atta a sostenere
si

il

tiene diritto

corpo
e per-

pendicolare.
Il

grebo

costruisce

il

suo nido

giunchi intrecciati. Questo nido sta

con canne e

mezzo immerso

come ondeggiante sull' acqua la quale per altro


non pu seco portarlo, poi eh' rattenuto e legato
ai canneti. Dicesi che la femmina prenda la pi
e

gran cura de' suoi pulcini, che appena usciti dei


guscio li porti sul dorso o sull' ali , e li vada nutrendo di picei ole anguille. Gi il cibo de' greb
non che il pesce,

Sono

essi

perpetuamente

nell'

acqua, ove nuotano

IL GREBO.

52,6

ed difficilissimo Y ucciderli , poich alla minima apparenza di pericolo


vi si attuffano tutti interi. Sono ricercatissimi per
le piume del loro petto d' un bianco d' argento
morbide e brillanti come il lustrino, e di cui si
con

agilit

sorprendente

fanno bellissimi manicotti.

Nel tempo

dell'

incu-

bazione la loro pancia interamente ignuda.

Questa specie di

numero

di variet

la

del grebo col ciuffo.

uccelli

comprende un gran

pi bella fra tutte quella

C APITO LO
.........

VI.

Trepidi

lievi

scampo

Dell* aere abitator volan di

In cerca,

augel

Gode

si

e solo alla

dubbiosa luce

mostraj che agitar

sulla palude,

le

penn

e con gagliardo

Petto le furie disfidar del verno,

Thomsoit.

LA BECCACCIA.
Il genere

delle beccacce

comprende

trenta spe-

cie, alla testa delle quali la beccaccia propria-

Essa un po' meno grossa che la


pernice; ha circa due piedi d' aprimento d'ali, e
pesa undici o dodici once. Il suo becco, lungo tre
pollici , stretto ; e F estremit della sua mandi-

mente

detta.

Le

bola superiore oltrepassa l'inferiore.

sono un misto
fuligineo,

di rosso

di grigio

che produce bellissimo

sue

di

effetto.

piume

nero

di

Da am-

bidue i lati della sua testa passa fra 1' occhio e il


becco una linea nera. La coda, lunga tre pollici, bruna al di sopra e bianca al di sotto; le

gambe

piedi sono d'

un bruno

pallido

le

un-

ghie nere e picciolissime.

Le beccacce frequentano
quelli

ove abbonda

il

boschi

terriccio,

e preferiscono

ed maggior

la beccaccia.

I8

cumulo
molle

di foglie cadute.

Esse cercano

terreno

il

umide rive dei ruscelli, ove trovano


mota il loro nudrimento. Willoughby dice

e le

entro la

che ne traggono conchigliette , vermi ed altri insetti ; ma Durham crede che si pascano principalmente della sostanza crassa e untuosa che ne succhiano, alla qual cosa sono opportuni ssimi

sommamente
del

sensitivi, di cui

Alla

loro becco.

sera e

provveduta

nervi

la

punta

principalmente alla

notte escono esse del loro nascondiglio per andare


in cerca di cibo

e vi ritornano poi alla mattina,

generalmente per le stesse vie.


Questi uccelli di passaggio, durante Testate,
abitano la Norvegia, la Svezia, la Laponia ed
altri paesi settentrionali, ove fanno la loro covata.
Al cominciare per della stagione pi fredda si
ritirano verso

climi temperati. Arrivano a schiere

Gran Brettagna,

prima del novembre o del dicembre, e quasi sempre col favor

nella

di rado

della notte. L* epoca del loro arrivo dipende prin-

cipalmente dal vento, che quando contrario le


obbliga ad arrestarsi per via, non potendo esse
resistere agli uragani impetuosi dell' oceano settentrionale. Talvolta,

dopo

il

cammino,

se

ebbero

tempo, sono stanche a segno , che si pu


prenderle colla mano sulle coste ove sono arrivate.
La maggior parte delle beccacce abbandonano
la Gran Brettagna alla fine di febbrajo o al principio di marzo. Esse si appajano sempre prima

cattivo

LA BECCACCIA.
della loro partenza,

si

I jTO/

ritirano sulla costa, e par-

tono immediatamente se

il

vento favorevole

in

tempo fra
quel tempo

caso contrario rimangono ancora qualche

boschi e le macchie in vicinanza.

pecialmente

suonar

cacciatori le inseguono, facendo ri-

echi della scarica delle lor armi

gli

e av-

viene talvolta che alcun di loro ne uccida ben diciassette

paja in un

sol

giorno.

Se

le

beccacce

fossero lungamente ritenute in luoghi asciutti, di-

verrebbero s magre che sarebbero appena mangiabili. Esse colgono con anziet l'istante in cui
s' alza un vento favorevole , onde partire tutte insieme e in quel luogo medesimo ove il cacciatore
;

ne vide il d innanzi alcune centinaja, pi non ne


trova una sola il giorno dopo.
Stentano

le

beccacce ad alzarsi da terra, e ve-

lando fanno un grande strepilo colle loro


s

ficcano dietro ai rovi

onde

sottrarsi all'occhio

di chi le insegue. Si cacciano con

ma,

al cui collo si attacca

perderne

un

Esse

ali.

un cane da

sonaglio,

fer-

onde non

la traccia nel folto delle boscaglie,

o cori

uno spagnuoletto 5 che avvisa colla voce ogni volta


che alcuno di quegli augelli prende il volo il che,
;

siccome pi diverte

preferito.

Veggonsi pochissime beccacce fare la lor covata


in Inghilterra , e eredesi che siano quelle
che
,

essendo state ferite in inverno dai cacciatori, non


sono in grado d'intraprendere il loro viaggio, in primavera. Esse costruiscono il loro nido sopra terra>
Gabinetto T. IV.

LA BECCACCIA.

l3o

un albero , e vi depongono quattro o cinque uova della grossezza di


quelle del piccione
d' un grigio rossigno , macchiato di bruno. Nel tempo dell' incubazione sogliono queste povere bestiuole essere d'una famiordinariamente

al pie d'

liarit singolare,

cure

o di tanto fervore nelle loro dolci

che nulla pu

alterarla.

Una

persona, avendo

trovato una beccaccia sopra le sue uova, la tocc

sovente

diede anche alcuni colpi leggieri^

e le

senza che ci potesse distrarla.


Dicesi che le uova di beccaccia siano un cibo
squisito. Alla

consumo che
catissime,

il

loro

eccellente

e al gran

ne fa in Isvezia ove sono ricersignor Gouset, autore d'un viaggio


se

Laponia Svedese,

nella

qualit

attribuisce

la rarit delle

beccacce in Inghilterra.
Gli abitanti del settentrione

d'

Europa

le

cui

foreste sono visitate nell' estiva stagione dalle bec-

mai non ne mangiano , credendo la loro


carne mal sana, poich non hanno gozzo.
Nel Lancashire si prende gran numero di beccacce alla notte, quando fa un bel chiaro di luna.
cacce

Si collocano in que' luoghi


tano, pietre o bastoni di

bastoni, non pi

alcune trappole.

alti

ch'esse pi frequen-

fila,

e fra le pietre o

di quattro o cinque pollici

Quando

gli uccelli, di cui si parla,

vengono a cercare il loro cibo , e si scontrano


d'improvviso in quelle file, come non amano saltare

continuano

il

lor

cammino

attraverso le varie

la beccaccia;
uscite

che

e vanno da

ivi

s stessi

i3i
1

cader neh insidie


'

sono loro preparate.

LA BAR G A.
Ha

sedici pollici di lunghezza, e pesa dieci in

dodici once. Il suo becco quasi egualmente lungo

che quello della beccaccia giallognolo alla base e


nero air estremit La sua mandibola superiore
;

oltrepassa
tata, le

un poco

l'

inferiore ; la lingua appun-

orecchie sono grandi ed

aperte

la testa

d'un bruno chiaro o rossiccio , pi scuro in mezzo , e assai meno verso gli occhi ; il petto e il

medesimo colore, ma rigati traversalmente di nero; e le piume orlate d'un giallo


pallido. Le ali son nere e attraversate da una
collo sono del

fascia bianchiccia

coda segnata alternativamente di linee nere e bianche ; le gambe sono di


un bruno verdiccio e 1' unghie nere.
Gli uccelli che portano il nome di barghe, frequentano le rive del mare e i terreni sabbiosi, e
si nutrono dell' istessa
maniera che il goenlando.
;

La femmina ha

la

il

petto

il

collo grigio, e

il

groppone bianco , sparso di picciole macchie nere.

IL

Non
pollici

CAVALIER VERDE.

molto comune. Ha quattordici


di lunghezza, due e mezzo de' quali sono

uccello

j3a

IL

CAVALIER VERDE.

misura del suo becco.

la

bruno cenerognolo;

il

Il di

sopra del suo corpo

di sotto bianco.

Fra

l'oc-

becco egli ha una gran macchia bianca.


Le sue gambe sono verdi. Somiglia esso alla barga
pei costumi e pel carattere ma pesa la met meno.
chio e

il

IL

CAVALIER ROSSO.

Pesa cinque once e mezzo


Il

ed ha
suo becco, lungo

pollici, rosso alla base e

nero all'estremit.

dodici pollici di lunghezza.

due

La

testa

il

all'

incirca

collo e gli scapulari sono d'

un cene-

rognolo puro , macchiato di nero. Il dorso bianco, macchiato anch'esso di nero. Quando il suo
nido in pericolo,

ei fa colle

sue

ali

uno strepito

simile a quello della pavoncella.

LA BEGGAGGINA.
Ha

dodici pollici

di

lunghezza e quindici o

sedici dall'una all'altra estremit delle aperte sue


ali.

La

sua testa divisa da una linea d'un rosso

pallido, parallela ad un'altra

nera posta da cia-

scun lato: un'altra linea rossa gli passa al di sopra degli occhi. Il di sotto del becco bianco.

Le

grandi penne

dell' ali

sono

lunghe, che

giungono quasi alla coda. Tutte le sue piume sono


aggradevolmente variate di bianco , di nero , di
rosso e di grigio.

La

coda rossa ; traversata da

LA BECCA.CCINA.
linee nere, Il becco

ha

tre

33

lunghezza;

pollici di

la lingua appuntata. Gli occhi sono color di noc-

ciuola

le

son neri.

gambe

un verde pallido , e i talloni


Le unghie in proporzione son molto
d'

lunghe.

Vi hanno due
frequentano

maniera, e

sorta

di

beccaccine

gli stessi luoghi, si


si

nutrono

trovano sovente insieme.

ma

esse

dell'istessa

L' una

si

appella beccaccina grossa; e l'altra picciola o an-

che sorda.

La

carne

delicata.

Si

questi

di

nutrono

uccelli

essi

di

molto

vermi

fina

d' insetti

della sostanza untuosa, che sanno trarre di terra.

Sono

ricercatissimi dai cacciatori

in

inverno

ma

ad uccidere , particolarmente le sorde.


Le beccaccine si annoverano fra gli uccelli di
passaggio. Si suppone eh' esse facciano la loro covata in Isvizzera e in Alemagna. Non ne rimangono che alcune poche in Francia e in Inghilterra , e abitano le paludi ove si trova il loro nido,
con entro quattro o cinque uova. Esse arrivano
in autunno, un poco pi presto, un poco pi tardo, secondo che il vento stato loro favorevole
in cammino. Esse partono in primavera, appena
assai difficili

il

calor del sole

assorbendo l'umidit della terra^

annuncia V avvicinarsi

dell' estale.

i34

LA MOTAGILLA.
Questa specie comprende almeno quaranta variet, fra le quali, oltre i due augelli di cui parleremo subito dopo, il canuto, il cinclo o allodola di mare, il girapietre e il dunlino.

La motacilla
almeno

augello picciolissimo, che di rado,

in Inghilterra

sorpassa

il

tordo in gros-

sezza, e non talvolta pi grosso di

Ne' climi

caldi

un

passere.

per avvene qualche specie della

taglia del piccione.

In Inghilterra pesa

all'

incirca

due once.

Ha

la

bruna rigata di nero, le coperte dell'ali pur


brune, e bruno il dorso , ma e le une e V altro
con un misto di verde brillante; il ventre bianco,
e la pancia pur bianca. Il suo becco sottile e debole ha un pollice e mezzo di lunghezza; la lingua sua agile; le narici son picciole; le unghie
leggiermente riunite alla base per mezzo di una
testa

membrana

e fra esse quella di dietro molto de-

bole e corta.
Tutti

gli

uccelli

di

questa

specie

hanno una

voce acuta, che fanno sentir sovente.

COMBATTITORE
O PAVONE DI MARE,
IL

Ha

un piede circa di lunghezza:


ne ha un pollice. La parte anteriore

il

suo becco

del suo capo

li,

l$

COMBATTITORE.

coperta d' una moltitudine di papille carnose e

La

sanguinee.

tengono rialzate

una specie

di

al di

tup

non che

lunghe piume

di

vestita

posteriore

il

alcune

collo, ri-

delle

quali

si

sopra degli occhi, e formano

come

quello che portavano

nostri antenati. Tali ciuffetti variano pel colore a

segno
celli,

che difficilmente

che

gli

avessero

si

troverebbero due UC-

somiglianti:

in

generale

sono bruni, variati di nero, quantunque se ne siano


veduti alcuni affatto bianchi.

Il

ventre anch' esso

bianco, e bianche pur sono le coperte dell'ali.

La coda
di

mezzo

ha
nero, mentre

molto lunga, ed
rigate di

quattro penne

le

le altre

appa fono

un bruno pallido. Le gambe sono giallognole e


l'unghie nere. La femmina, pi piccola che il
maschio, d'un colore bruno e non ha ciuffo.
d'

Quello, di cui i maschj vanno adorni in primavera, cade per una muta, la quale ha luogo
verso la fine di giugno. I tubercoli vermigli, che
coprivano la sua testa, impallidiscono e scompa-

jono, e in luogo di
tale stato

pi non

essi
si

poi sorgono piume. In

distinguono

maschj, dalle

femmine.
I combattitori sono uccelli di passaggio. Ooni
primavera essi arrivano a grandi torme sulle coste
d'Olanda, di Fiandra e d'Inghilterra, ove fan nidi
in gran numero, particolarmente nella contea
di
Lincoln. Ignorasi in quali paesi essi vadano a starsi
F inverno. Il signor Pennant dice che se ne pren
?

IL

l3'6

dono

in

una

sola mattina sei

cio, e talvolta

una

COMBATTITORE,

quaranta

ad un

dozzine

lac-

cinquanta dozzine in

sola stagione.

Questi uccelli hanno ricevuto


battitori a cagione del

loro

il

nome

spirito

com-

di

guerriero. Il

numero de' masch] eccedendo di molto quello


delle femmine
d luogo a grandi contese e ad
,

combattimenti fra

ostinati

primi. Essi altercano

maniera che

i galli.

istante di questi loro

furori

istessa

rieri'
l'

lacci

altro

e prenderne

non

in

L'uccellatore coglie

per tendere

quantit

la

suoi

schiavit per

fa cessare la loro rivalit.

Credevasi che per rendere tranquilli

i volatili

di cui parliamo, bastasse chiuderli in luoghi oscuri,

quasi la luce fosse per loro un eccitamento alla


battaglia. Il fatto per che anche nelle tenebre,
se alcun di loro

ha preso un posto, e sopravvenga

un altro, il qual voglia occuparlo,


una lite fierissima.

tosto succede

Quello che principalmente cagiona le loro contese nella

cattivit,

si

l'appetito o

invidia di

quando il cibo loro


un medesimo vaso. Dandolo in Yasi

ci che gli altri mangiano,

dato a

tutti in

mantiene fra loro la pace.


femmina fa quattro uova, cui depone in

separati,

La

si

qualche ceppo d'erba al cominciare di maggio:


in capo ad un mese i pulcini son nati.

i37

LA PAVONELLA.
E

della taglia del piccione

comune.

coperto d' una calugine assai

hanno

lo stelo

ferenti colori;
l'

orlo dell'

ali

nero

sono

d'

le

fegato grandissimo e diviso in


scrittori assicurano eh' essa

l'Europa,

e penetrano

di

vermi

nutrono

penne

resto

dif-

di sotto e

di neve. Il suo

due

lobi: alcuni
fiele.

si

trovano in quasi

al

settentrione, fin

nelf ultima Islanda. Neil' inverno


in Persia e in Egitto. Si

il

non abbia

Gli uccelli di questa specie


tutta

nel

cosce,

un bianco

suo corpo

le sue

e presentano

ventre

il

fitta

Il

essi

se

ne veggono

principalmente

cui fanno uscir di terra con particolare

destrezza; e miransi a torme

paludose, ove

tali

coprire le praterie

animaletti pi abbondano.

Quando una pavoncella

incontra

uno

di quei

cumuli di terra disposti a corona, e formati dal verme che si scavato un foro , ne sbarazza dapprima leggiermente questo foro medesimo e messolo allo scoperto , batte da un lato
col piede la terra, e resta coli' occhio attento e il
piccioli

corpo immobile. Il verme frattanto scosso mette


il capo fuor del suo buco, e appena si mostra,
portato via con un colpo di becco. Per assicurarmi di questa particolarit, dice il signor Bail-

ho voluto io medesimo farne in qualche


modo T esperienza. Ho battuto alquanto fra le
biade verdi e nel giardino la terra col piede : ed
lon

XA PAVONELLA.

l38

ho veduto uscirne

vermi. Ficcando in seguito,

e volgendo per ogni verso un palo nel suolo, la


cosa avveniva anche pi spedita

perocch

vermi

sbucavano in folla anche da una tesa di profondit sotto il palo .


Sulla sera le pavoncelle, correndo per 1' erba
-

sentono, senz' altra fatica, sotto


usciti alla frescura

Vanno

in

loro piedi

vermi

e ne fanno larghissimo pasto.

seguito a lavarsi

becco ed

il

piedi

ne' piccioli paduli e ne* ruscelli.

Volando fanno
molto

simile

onde purgare
tutto

1'

il

esse colle loro

ali

uno

strepito

un colo , che si agita


grano. Si veggono in Inghilterra
quello

d'

anno.

Ciascuna femmina di questa specie fa due uova


d'un verde d' ulivo, macchiate di nero; le depone
sulla terra presso

qualche palude sopra un pic-

ciolo letto di foglie secche

cova per tre

settimane.

da

I pulcini

coperti d' una folta calugine

tre giorni

La madre

preparale

lei

dopo che son

e le

quali sono

possono correre due

nati.

va allevando colla maggior tenerezza; ed impiega stratagemmi graziosissimi per


li

allontanare dal

nido

cani

cacciatori.

Non

ma

va arditamente
loro incontro. Quando i cani le sono vicini, ella
fugge d' un volo grave e tardo , gridando come
se fosse ferita, affine eh' essi proseguano ad inaspetta gi eh' essi giungano

seguirla per la speranza di raggiugnerla facilmente,

LA PAVONELLA.

l3o,

die , avendoli del tutto allontanati dal nido,


spiega 1' ali rapidissimamente , e li lascia attoniti
sino a

e indispettiti.

L'aneddoto seguente; comunicato al signor Bervick dal signor Garlyle


prova la disposizione
della pavoncella a famigliarizzarsi, e l'arte con
,

cui sa conciliarsi

l'amicizia d'animali d'una na-

tura affatto differente


riguardati

Furono
co

dalla

sua, e generalmente

come nemici d'ogni

regalate

specie d' uecelli.

due pavoncelle ad un

ecclesiasti-

qual le mise nel suo giardino. L' una mor


bentosto ; ma 1' altra visse ; cibandosi d' insetti, che
,

il

trovava in abbondanza , fncb

privamela.

La

V inverno venne a

necessit la costrinse

allora d' av-

romori diversi,
che da quella si facevano sentire. Alfine un domestico , avendo sentito la sua picciola voce che
domandava l'ospitalit, le apr la porta di una
camera dietro la cucina. Essa divenne in poco
tempo assai pi familiare , e facendosi sentir davvantaggio il freddo, penetr nella cucina, con gran
cautela per altro, poich era abitata da un cane
e da un gatto. Giunse per a cattivarsi la loro
affezione a segno di poter venire ogni sera regolarmente a prender posto nel canton del fuoco
vicinarsi alla casa, accostumandosi ai

ed ivi passar la notte al loro fianco. Appena ricomparve la primavera, essa discontinu le sue
visite vespertine,

dino.

e rimase costantemente in giar-

Al ritornare per del verno, anch'essa torn

LA PAVONELLA.

I^o

ove suoi vecchi amici la ricevettero


cordialmente. Essa divenne con loro tanto confialla cucina,

dente, che la chiamarono insolente

timidezza

e la sua prima

cangi in vera baldanza. Si divertiva

si

un vaso pieno

talvolta a bagnarsi in
il

cane beveva

acqua ove

veniva ad interrom-

questi

se

d'

perla, ne mostrava la pi viva indegnazione.


xieir asilo

qual cosa

La

che

si

era

scelto

strozzata da

Mori

non so

raccolta col becco dal pavimento.

carne delle pavoncelle tenera e d'un gusto

delizioso.

IL

Ha

circa

tro once. Il

PICCIOLO PIVIERE.

due

lunghezza, e pesa quatsuo becco nero; e lungo quasi un


pollici di

sommit del suo capo pur nera; la


fronte macchiata di grigio e di bruno una bianca
pollice; la

lista
il

gli

collo

passa al di sopra di ciascun occhio e dietro


le gote

son bianche

bianco

il

petto ;

dorso e Y ali sono d' un bruno chiaro d' olivo ;


ed ogni piuma orlata di rosso; il dinanzi del
il

collo tinto d'

mente

una larga

orlata di bianco

tosto rancio pallido;


il

il

fascia ulivigna
il

petto giallo

mezzo

superior,

o piut-

del ventre nero;

resto, egualmente che le cosce, d'un bianco

rossigno

la

coda

d'

gambe sono d' un color


Nella femmina i colori sono raen

di nero e di bianco,

d'ulivo carico.
vivi.

un bruno ulivigno terminata


le

IL PICCIOLO PIVIERE.

I^t

piccioli pivieri sono uccelli di passaggio.

Ar-

torme di otto o dieci verso la fine di


aprile,* rimangono tatto maggio e giugno, nel
rivano a

qual tempo sono grassissimi, e quindi ricercatissimi

per

la tavola,

poich

Inghilterra abbondano

la loro

carne deliziosa. In

oltremodo nelle provincie di Cambridge, di Lincoln e di Dorbyshirej


ma si conoscono appena nelP altre parti del regno.
Gredesi che facciano la loro covata nelle montagne di Westmoreland o di Gumberland.
Gessner pretende che questi uccelli, attenti e
quasi rapiti al mirare i moti ed i gesti del cacessi

ed obbliino la cura
della propria conservazione, a segno di lasciarsi
prendere nella rete eh' ei tiene in mano. Ecco di
che modo Willoughby descrive la caccia che si
fa dei piccioli pivieri nella eontea d Norfolk. Sei
ciatore,

si

facciano ad imitarli

o sette cacciatori partono in compagnia, e quando

hanno

incontrati alcuni di questi uccelli, tendono

le lor reti a certa distanza; in seguito si

percuotendo. de'

ciottoli

Funo contro

sto strepito riscuote dalla loro


i

piccioli pivieri,

incerti alla rete

questi artificj

,
,

l'altro.

vi si

Que-

abituale indolenza

che approssimandosi ancor

tutti

trovano avvolti sull'istante.

che parevano troppo

non ben sicuro, si


speditivo dell' armi da fuoco.

esito

avanzano

sostituito

lenti e d
il

metodo

L'
Il signor

IMANTOPO.

White

ci fa di quest'

uccello

una

pia-

cevole descrizione, che noi riferiremo.

L'ultima settimana d'aprile del 1779 furono

uccisi in riva al lago di

di Sarrev
terra

Frensham,

cinque uccelli troppo


perch ivi abbiano un nome
,

nella contea

rari in Inghil,

ma

conosciuti

dai naturalisti sotto quello d' imantopi o di loripe*

me

ne procurai uno, e trovai la lunghezza


delle sue gambe talmente straordinaria, che cre

Io

che qualcuno si fosse divertito


ad attaccarne due insieme. Queste gambe erano
vere caricature; ed ove un paravento inglese ce
ne avesse offerte di somiglianti, avremmo senza
dubbio ricompensata largamente la bizzarra imdetti a principio

maginazione del pittore.


Questi uccelli sono della famiglia de' pivieri,
e possono essere nominati pivieri-trampoli. Sarebbe cosa curiosissima il vederli camminare. Seb-

bene

loro corpo non

il

sia

pi grosso di quello

deve reggersi assai male sopra due gambe d'una lunghezza cos sproporzio-

del piviere dorato


nata, e

sumere

cui muscoli sono

deboli. Si

pu

pre-

che questi pivieri siano assai cattivi corridori ; poich , onde nulla manchi alla strana
conformazione delle loro gambe , essi non hanno
unghie posteriori. Privi anche di questo punto
d' appoggio
debbono continuamente vacillare , e
,

durar gran

fatica a tenere

un

giusto

equilibrio.

IMANTOPO.

L*

I^S

Essi appartengono al mezzogiorno d'Europa,

P Inghilterra.

e di raro visitano

passarvi

e ignorasi quali

Non

motivi

li

fanno

che

portino

ad

un' escursione cos lontana dal vero loro clima .

Gli uccelli
Egitto

ve

di cui

nelle

parla ,

si

meridionali dell' America

parti

nutrono di farfalle e d'altri

si

IL PIVIERE

becco nero

pavonella

la

ha

corto rotondo e alquanto adunco

piume del dorso


verdognolo

dell' istesso

insetti.

DORATO.

che

taglia

dell' istessa

giallo

sono comuni in

e dell'ali nere, macchiate


;

colore che

piedi con tre

bruna

pancia

la

dorso

il

soli diti,

il

le

d'un

macchiata

ventre bianco;

il

senza vestigio alcuno di

dpto posteriore o di tallone.

Si trova in Francia

in Isvizzera

in varie provinole dell' Inghilterra

in

Italia

ed dovun-

bont della sua carne. Egli


sebbene pi
si nutre principalmente di vermi ,
scrittori assicurino che non vive se non di rugiada,

que pregiato per

come

la

la cavalletta.

Quest' uccello fu nominato pardalide dagli antichi

piume

a
j

cagione

che

delle

hanno

quelle del leopardo.

beile

qualche

macchie delle
rassomiglianza

sue

con

presso a poco della grossezza del piviere do-

rato-;

ma

il

suo becco pi forte

hanno una

suoi piedi

riore.

La

testa

dorso

il

picciola

unghia poste-

parte

in

lungo

e pi

le

coperte

son nere, e finiscono in grigio verdognolo;

dell'ali

le

PAVONELL.

IL PIVIERE

cosce

la

pancia e

son bianchi

ventre

il

il

petto pur bianco, macchiato per di bruno; la

coda breve e non eccede Y

La

carne di quest'uccello tenera e delicata.

DEL COLLARE.

IL PIVIERE

Ha

ala piegata.

mezzo

sette pollici

di

lunghezza , sebsuo becco, lungo

ben non pesi che due once. Il


mezzo pollice, ha da ciascun lato una
che passa sotto

gli occhi.

La

parte superiore del

suo collo circondata da

un

V inferiore da un nero.

dorso

Il

linea nera,

collare

d'

bianco

Questo piviere

le

gambe

un bruno

chiaro, e le sue ali parimente. Il petto e


tre son bianchi

il

ven-

giallognole.

visita in estate le coste dell' In-

ghilterra,

IL
Lungo nove
Il suo

capo e

CANUTO.

pollici
il

pesa quatfro once e mezzo.

suo collo sono cinericci;

il

dorso

1U

son

scapulari

e- gli

attraversa le sue

Dal mese

CANUTO.

bruni

j/cj-

una

fascia

ali.

di agosto a quello

bianca

novembre

di

gli

uccelli di questa specie frequentano le rive de]la<


provincia di Lincoln. Si ingrassano con pane in-

zuppato nel
loro carne

un

L'

e questo nutrimento dona


alia
gusto squisito.

latte;

ALLODOLA DI MARE.

Non

pesa che un'oncia e mezzo., ed ha setta*


pollici di lunghezza. Fra- il becco e gli
occhi.
le passa una linea bianca; il di sopra del
suo.
misto
di
grigio^
corpo
e di bruno ; il petto
e-

il

ventre son- bianchi, e

sue

cos'

pure

il

di sotto delle-

ali.

Le

allodole

verno

di

mare vengono

sulle coste dell' Inghilterra.

torme in inEsse appajono

in aria

come una nube alternativamente bianca

bruna.

La

e
loro carne buonissima da
mangiarsi..

IL

VOLGIPIETRA,

poco della grossezza d' un


tordo.
Il suo becco lungo un pollice,
e un po' rivolto
all' ins a guisa d'uncino.
Il capo
il petto e
5
il
presso- a

ventre son bianchi; la pancia


nera, e il collo
circondato di nero; il di sopra del
corpo bruno
rossiccio. Si dato a quest'
uccello il nome di
Gabinetto T. IV.

IL YOLGIPIETRA.

l46
volgipietra

in grazia

sua

della

singolare

dine di volger le pietre in riva


trovarvi

sotto

vermi e

gli

abitu-

acqua

all'

cui

di

insetti

per

fa

suo nudr indento

IL DUNLINO.

della taglia della piccola beccaccia. Il di so*

pra dei suo corpo di colore ferrugigno, segnato


di larghe macchie nere e d' un poco di bianco
Quest' ucil di sotto bianco , listato di bruno.
;

cello

si

trova nelle parti settentrionali d' Europa.

L'

Deve

il

suo

UCCELLO REALE.
nome

alla specie

un ciuffetto di piume o
forma sul capo diciamo
scuna di quelle piume

corona,

di

piuttosto

di

di

setole

che

setole

gli

poich cia-

irta di piccioli

fili

neri.

ha
Egli presso a poco delia taglia della gru
le gambe e il collo d'ugual lunghezza coni' essa,
ina il becco pi lungo. Il colore delle sue piume
;

un grigio verdiccio oscuro. I due lati della sua


testa, unitamente alle guance , sono ignudi, bianchicci e orlati di rosso.

nosa di un rosso vivo

gli

suo occhio grande e


larga.

Una

larga pelle

pende

fisso

la

sotto

membra-

il

pupilla

petto. Il

nera e

l/

Quest' uccello

UCCLLO REALE.
principalmente

abita

d' Africa e le isole del

rissimo, stendendo le

vento
cos

1^7
coste

le

Capo Verde. Gorre

sue

ali,

cele-

ed ajutandosi

col

che del resto Y andar suo lento e , per


dire , a passi numerati. Assicurasi che al
;

Capo Verde

1'

uccello reale sia semidomestico

venga a mangiare il grano nelle corti rustiche.


Ei si posa, per dormire, a cielo scoperto come
il pavone ,
con cui ha qualche somiglianza , per
esempio nel grido. Si nutre di grani e di vegetali, nel che da esso affatto differente.

LA MICTERIA AMERICANA
E LA CICOGNA BRASILIANA.
Sono ambedue della specie medesima della gru.
Il becco della prima rosso e lungo quattordici
quello dell' altra nero
pollici
e non ha che
dodici pollici di lunghezza. Nessuna delle due
per ha il corpo proporzionato alla lunghezza
estrema del becco. La micteria americana non
pi grossa della cicogna comune ; e l' altra non
,

',

sorpassa

la cicogna

in grossezza.

coperte di piume bianche

eccetto

e sul collo che sono ignudi.


cipale

che

esiste

fra

loro

Ambedue

La

che sul capo

differenza prin-

nella grandezza del

corpo e nella forma del becco; perocch


teria
all'

ha

ins.

la

sono

la

mic-

mandibola inferiore larga e ricurva

XA MrCTERlA AMERICANA.

IZfO*

una e

l'

appartengono alF America

altra

meridionale.

KAMIGHI.

IL

Quest'uccello acquatico della specie di quelli


di rapina. Egli apparisce alquanto

pi grosso di
un cigno. Il suo becco nero, e lungo due pollici ; la testa picciola in paragone del corpo , e
la fronte sormontata

da un corno lungo come

il

curvo dalla parte anteriore come il lioncorno della favola, e vestito alla base, che ha
tre linee di diametro , d' un fodero simile per la
materia ad una canna di penna. Ne questa la
sola arme di cui sia provveduto 1' augello formidabile. Egli ha sopra ciascuna ala due sproni acuti
becco

e triangolari, diretti in avanti quando l'ala piegata, il primo lungo due pollici, il secondo un
po' meno e bruni ambidue. Le sue unghie egualmente sono lunghe ed acute. Il suo grido terribile.

maschio e

Il

la

femmina stanno sempre

in-

per quanto
dicesi, ove Funo dei due muoja, l'altro pi non
abbandona il posto ove ha perduto il compagno,
e poco gli sopravvive.
Il kamichi costruisce il suo nido con dell' arsieme

gilla
gli

e la loro fedelt tale che

lo colloca a terra
la

Brasile.

forma

di

un

al

pie d'

un albero

forno. Quest'uccello del

i49

LA DAMIGELLA DI NUMIDIA.
I nostri naturalisti danno a quest'uccello il volgar nome di buffone , e i francesi quello di da*
migella. Cosi le

medesime

qualit gli valsero de-

nominazioni diffefentissme

che gi in pi circostanze sono


rare gli stessi oggetti

sotto

vezzi

differenti.

parliamo

gesti e

punti

che

di

suoi moti

nostri marinaj

che

Francesi

si

hanno pa-

fanciulla. I

nell' arte

della danza

d'

non sono poi tanto profondi, trovano


figura ridicola. Ei leva un' ala , poi
volge sopra se stesso,

cut

di

una

a quelli

inglesi,

assai

vista

delF augello
intendano

s'

nazioni

a conside-

salite

sono molto singolari ; e

quali di grazia par

ragonato

due

presso

in esso
1'

slancia innanzi

altra

una
,

e poi

si

si

Ci diverte molto i nostri marinaj, i quali


non immaginano forse che s comiche contorsioni^
piuttosto che 1' espressione della gajezza o della
arretra.

buffoneria, sono quelle del timore.

Le piume della damigella


piombino
ma adorne di due
,

piume
gli

le

sono

d'

un

grigio

ciocche bianche di

che quasi si chiamerebbero capequali cadono da ciascun lato del capo.

sottili,

Lunghe piume

setolose

morbide
testa; ed

coprono la sommit della


scendono sul dinanzi del collo

nerissime le

altre simili le

pendono con

grazia al di sotto.

Essa augello rarissimo.

Il

suo

nome

indica

l5o

LA DAMIGELLA DI NUMIDIA.

abbastanza

il

un

descritto

paese ove
uccello

si

trova. Gli antichi

baffone

motivi di credere che

ma

un

sia

hanno
hanno pi

diverso

altro

del

nostro,

LA SPATOLA.
La

Europa

spatola d'

sezza della gru

all'

incirca

della

gros-

ma

non ha che tre piedi d' altezza mentre la gru ne ha pi d quattro. Il


?
suo colore ordinario un bianco grigio. Quello
invece della spatola d' America un bruno cher-

Sembra che

misi.
la

prerogativa di

la

piume sia
del nuovo mondo.

bellezza delle

tutti gli

augelli

Trattandosi per della spatola essa non fa che dar


risalto alla

deformit proveniente alla sua figura

dal suo becco veramente bizzarro. Questo becco,


d'

una forma particolare

la sua

mina

schiacciato

L' estremit

due lamine rotonde

in

quanto
e

lunghezza.

il

si

per tutta

allarga e ter-

di triplice

ampiezza

Un

orlo nero

grosso del becco istesso.

becco singolare
una lunga scanalatura

rilevato gira attorno a questo

vedesi

al

di

dentro

quasi grondaja, sotto la mandibola superiore.

guance

egualmente

che

coperte di una pelle nera.

il

petto

Le

son

Le

nude e

loro unghie sono

divise.

abbiamo parlato, menano,


che sembra, lo stesso genere di vita che

Gli uccelli, di cui

per ci

H
H

LA SPATOLA.

l5l

quelli della specie delle gru.

nutrono

Si

di

essi

rane, di rospi e di serpenti, di cui distruggono


gran quantit, massime al capo di Buona Speranza.
essi la

Per gli abitanti di quel paese hanno per


medesima venerazione che gli Egizj aveano

per T uccello chiamato ibi


clo

gli

senza utilit
carne.

uccidono
>:

che

d'

altronde sarebbe

poi eh' impossibile mangiarne la

che appartengono air Europa

loro nido in vetta

rive

il

Quelli
il

accolgono nelle

gli

ove s'introducono familiarmente,

case,

mai non

fanno

grandi alberi vicini

del mare, in compagnia degli

alle

aironi; e vi

depongono quattro o cinque uova bianche, macchiate di un rosso pallido.. Willoughby parla d'un
famoso per un
villaggio d' Olanda presso Leida
boschetto , ove gran quantit di spatole si riuniscono ogn' anno ad altre specie acquatiche, per
,

farvi la loro covata.

IL

FIAMMANTE O FENIGONTERO.

Sebbene

esso abbia

piedi palmati

come

quelli

bell'oca; l'altezza della sua tagliarla sua figura


i

suoi appetiti lo collocano nella classe della

Egli ha

gambe

gru.

maggior lunghezza
che alcun altro augello di questa classe medesima.
Cerca il suo nutrimento, camminando per l'acque
basse, e non. differisce propriamente dalla gru,
le

il

collo di

iSa

FIAMMANTE O FENlCONtfRO.

IL

maniera di prenderlo. L'airone fa us


ma il fiammante che ha i pie
delle sue unghie
deboli e palmati, non pu valersene a tal uopo,

che per

la

e quindi adopera
ed adunco.

suo becco

il

il

quale forte

Egli l'uccell il pi riguardevole di tutta la


razza delle gru, non solo per l'alia sua taglia,

ma

anche per essere il pi grosso e il pi bello.


Il suo corpo , d' un bel colore scarlatto , della
grossezza di quello d'un cigno; ma le sue gambe
e

il

suo collo sono

naria

che quando

pi di

sei

otto pollici

La

coda.

e lungo

tien diritto

straordi-

apparisce alto

si

mentre quattro piedi


misurano dal suo becco alla sua
pollici

sei

testa picciola e rotonda;


sette pollici

come un
Le gambe

curvato

piedi.

si

una lunghezza

piedi. L' aprimento delle sue ali di

cinque piedi e

d'

grosse del dito d'

met

rosso

il

becco largo

e met nero

arco. Il collo lungo quasi tre

non sono molto pi


un uomo, ed hanno due piedi

e le cosce

ed otto pollici d'altezza. I piedi, come si disse,


non sono gi armati d' unghie acute , siccome
quelli della gru, ma deboli e uniti da membrane,
come quelli

dell' oca.

sano

queste

essere

Ignorasi di

qual uso pos-

membrane, dacch

1'

uccello,

di cui parliamo, non fu mai veduto nuotare, poi-

lunghezza delle sue gambe gli permette


entrare abbastanza avanti nelP acqua per cer-

ch
-d'

la

carvi la sua preda.

FIAMMANTE O FENICONTEHO.
53
Quest'uccello era una volta assai comune sovra
IL

tutte le coste

d'Europa; or non

parti deserte

dell'

America

ove

salvo dalle persecuzioni dell'

trova che nelle

si

si

uomo

messo in

a cui la sua

bellezza e la delicatezza delle sue carni erano di

continuo eccitamento.

I primi Europei

che scorsero de' fiammanti


sulle coste d'Africa, credettero che questi uccelli
fossero stupidi, perch avendo fatto fuoco sovr'essi,
ne uccisero un gran numero , senza che il resto
pensasse a fuggire , per sottrarsi all' istesso peri*
colo. L' esperienza per feoe vedere che la loro
immobilit non era cagionata die dallo spavento
e dalla meraviglia d' un mezzo di distruzione affatto nuovo per essi
poich oggi sicuramente
non vi sono uccelli pi difficili di loro a lasciarsi
,

avvicinare.

Frequentano
bitate
il

la

essi

laghi salsi

specialmente le spiagge disa


e

l'

isole

paludose; Durante

tengono in riva agli stagni od ai fiumi,


notte poi si ritirano alle montagne. Essi vivono

giorno

in societ

si

si

collocano

due o tre
presenta come 1' aspetto
rato. Dampier dice ohe
composta

di

sopra una sola linea

-cento,

di

il

che da lungi

un battaglione

alla distanza

schie-

d'un mezzo

prenderebbero per un muro di mattoni.


Essi rompono per la loro fila, onde andar in

miglio

si

cerca di nutrimento.

che colia

testa

Ma

alzata

pongono una sentinella,


e Y occhio attento veglia

l54

FIAMMANTE O FENICONTERO.
per tutta la compagnia; e alla minima apparenza
di percolo ne d segno, gettando un grido molto
IL

una tromba. Allora tutte


prendono la fuga nel medesimo istante. Mentre
volano , le loro piume sembrano d' un rosso cos
brillante come quello d' un acceso carbone.
strepito

simile allo

d'

fiammanti consiste in pesciolini ed insetti acquatici, cui cercano entro il


limo, ficcandovi il becco ed anche parte della
Il cibo principale de'

testa, e

smovendolo

co' piedi.

Volgono

essi in tale

d'una maniera cos particolare, clie la sola mandibola superiore del loro
becco tocca terra. Il dentello, onde il becco armato , serve loro a ritener la preda. Catesby dice
occasione

eli' essi

il

loro

collo

cercano , agitando

il

limo, de'picciol grani

rotondi simili al miglio, di cui fanno


cipal nudrimento.

Ma

questi

il

loro prin-

grani altri

pretesi

non sono verosimilmente ebe uova d'insetti.


Malgrado le asserzioni d Dampier e di pi
altri
eli'

sulla

essi

timidezza

fanno

gli

fiammanti,

dei

uomini

il

fuggire

ben certo che ci non

deriva da naturale antipatia. Poicb- questi uccelli

sono in gran numero

in

pi

villaggi delle eoste

d'Africa, ove, per rispetto superstizioso,

negri

non soffrono ebe se ne uccida uno solo , ma lasciano che si annidino fra le loro abitazioni, senza
sdegnarsi de' loro gridi talvolta s strepitosi, die
s odono ad un quarto di lega. I francesi avendone
ivi ammazzati alcuni
furono costretti nasconderli
;
,

il

Fiammante o fenigontero.

i$5

V erba , per tema che g' indigeni vendicassero la loro morte.


Prima che questi uccelli fossero divenuti altrove
tanto selvaggi , si prendevano con reti; il che si
fa pure tuttavia in alcune parti dell'Africa. Quando
le lunghe loro gambe si trovano intricate nelle
maglie, loro impossibile lo svilupparsene. Si
sotto

per coraggiosamente; e i vecchi


in ispecie, sebben presi pel capo, graffiano colle
unghie e feriscono sovente i loro nemici. Anche
sciolti dai lacci conservano la loro ferocia, ricusane
ogni nutrimento , e si lascerebbero morir di fame,
piuttosto che vivere in cattivit. Quindi, se nen
sone pi che giovani, forza l'ucciderli. La carne
de' vecchi nera e dura , sebbene Dampier la
difendono

dica di

essi

buon sapore; quella

de' giovani lodata

per cosa
squisita. Un piatto di lingue di fiammanti sarebv
be , secondo Dampier , degno d' una mensa regale.
Infatti i romani imperadori le annoveravane fra
le laro delizie, ed uno se ne cita, a cui ne furono imbandire cinquecento in una sola volta
Marziale , svergegnando i Romani pe' loro gusti
da molti:

la loro lingua in ispecie passa

rovinosi, fa

piume hanno
il

dire

al

sedotto

fiammante che le sue belle


gli

occhi,

e la sua lingua

palato degli epicurei. Questa lingua

ricercata,

pi grossa che quella d'alcun altro augello; e


di

pi nera e cartilaginosa.

ad un largo bossolo nero,

d'

Il

becco simile

una forma

irregolare

IL FIAMMANTE O FENICOTTERO.
l56
Malgrado T elogio che fa Dampier della carne
de' fiammanti , confessa per con Labat eh' essa
itera , -dura , e quasi sempre d' un pessimo odor
paludoso ; onde pu presumersi che non fosse ammessa negli splendidi banchetti, che a cagione

della sua rarit*


Il

tempo

cui questi uccelli

in

covata, varia secondo


Essi costruiscono

il

il

loro

fanno la loro

clima, in cui

si

trovano.

nido nelle paludi

sce*-

gliendo quelle, ove non possono temere d'essere

Questo nido non meno singolare -degli


animali a cui appartiene. Esso rassomiglia un cono
troncato, composto di terra crassa, ed elevato al
di sopra dli' acqua un piede e mezze all' incirca.
Ha fondamento largo, e sorge via via restringendosi fino alla sommit, ove gli augelli lasciano,
per deporvi le uova , un picciol hueo , cui non
sorpresi.

ricoprono

d'

alcun letto di

tengono

piume

o d' erbe.

Quando

non sopra
ma presso al nido , a cui si appoggiano col loro
corpo , e tenendo gambe e piedi nell' acqua il ri
coprono colla loro coda. Non fanno mai pi che
due nova, e queste di color bianco.
I giovani non possono volare
che prima non
abbiano messe tutte le loro penne j ma corrono
con celerit prodigiosa, 3 e ne prendono talvolta
e si addomesticano facilmente. In capo a cinque
essi

covano

si

in piedi

ritti

sei giorni di

prigionia sono essi familiari a se-

gno, da venir a prendere

il

cibo in

mano

di chi

IL

loro

il

FIAMMANTE O

FENICOTTERO-.'

porge. Necessarissima loro

l'

acqua

di

una quantit sorprendente. Sebbene


per altro siano molto docili, si dura non poca
fatica ad allevarli: d ordinario vengono meno per
mancanza di cibo loro conveniente, ed raro che
vivano lungo tempo. Essi non acquistano il loro
cui bevono-

bellissimo color rosso

Le

che inoltrandosi negli anni.

loro penne sono grigie chiare nel primo; nel

secondo sono biancbe

su. tutto

il

corpo, con una

lieve tinta. di scarlatto, e nere in suri' ali; nel terzo

finalmente sono affatto rosse

-,

eccetto sull'ali

ove

selvaggi le

im-

piegano in diversi ornamenti. Altra volta in

Eu-

rimane- qualche poco di nero.

ropa

se

ne facevano^ manicotti

uso alcuno; e le serbano


getti di curiosit*

ora non se ne

naturalisti fra gli

fa-

og-

CAPITOLO
Infra le vaste

candidissim* ale

Cui quasi ammanto


Col pieghevole

remo

di gran

collo arco fa

pompa
il

estolle,

cigno,

che talor T ondoso

Letto in ohblio ponendo


le

suo volume.

delle piante al

Non per sempre


Penne

VII.

colle stese

basse reg'ion sormonta

l'ampio a fender va concavo azzurro

Milton.

IL
Ouest'

CIGNO.

uccello apparisce cos differente sulla terra

che appena pu credersi lo stesso.


Fuori del suo favorito elemento i suoi moti sono

o suU' acqua

stentati e senza grazia

il

suo collo teso avanti

d l'aria della stupidit. Ma quando egli voga


dolcemente sull' acqua offre alio sguardo attonito
una delle pi belle opere della natura; n possiamo saziarci di ammirare 1' eleganza delle sue
forme, la rotondit de' suoi contorni , il garbo di
gli

ciascuna delle sue

attitudini,

la

celerit del suo

nuoto.
Il cigno,

che chiamiamo domestico,

stato

da

lungo tempo ridotto al presente suo stato di


domestichezza, che ora nessuno saprebbe indicare

la sua specie si

ore

i5g

cigno.

IL

selvaggia. Egli

trovi ancora

di misura pi che mediocre, e pesa ordinariamente venti libbre. Le sue piume sono si candide, clie

il

candore del cigno passato

proverbio.

in

polmoni, come negli altri volatili, egli per il pi


silenzioso di tutti: appena fa udire una specie di

Sebbene

sibilo

la sua trachea sia sospesa fra

quand' provocato. Sotto questo

rispetto

egli dififerentissimo dal cigno selvatico.

L' appetito del nostro bellissimo augello cosi


delicato , come la sua forma elegante. Ei si nutre principalmente di biade , d pane , d' erbe
acquatiche, di grani
riva. Il

maschio e

femmina

la

che trova

di radici

affaticano

radici d' albero.

La

ambidue

il

quale com-

d' erbe,

e di picciolo

con assiduit intorno. al loro nido;


posto di piante acquatiche

sulla

seconda suol deporvi sette o

uova, mettendo fra l'uno e l'altro un giorno


d' intervallo. Questi uovi sono bianchi, pi grossi
di quelli dell' oca , di guscio pi forte e pieno
talvolta di tubercoli. La femmina li cova per sessanta giorni all' incirca. I pulcini, nascendo, sono
coperti d'una calugine grigia o giallognola, ch'essi
conservano ancora pi mesi. Quando il padre e

otto

la

madre

si

trovano circondati della loro famiglia,

molto pericoloso F accostarsi ad


sia

orgoglio

essi

si

adombrano

pulcini corrono alcun

proprio dorso.

rischio

tosto
li

Sia timore,

essi.
;

e se

loro

portano via sul

l6o

* CIGNO

Il dottor

femmine

di

Latliam dice
cigno,

le

d'

quali

conosciute

due

vissero insieme

per

aver

tre o quattro anni nel miglior

accordo possibile.

Esse facevano ciascuna ogni anno una covata d'una


dozzina di pulcini, che curavano a vicenda, senza
aver mai

minimo alterco.
In capo ad un anno 1 giovani cigni* cambiano
piume e colori. Essi non giungono alla loro maturit die per lentissime gradazioni. Stanno- due
mesi nel guscio prima di nascere poi dodici prima
il

di svilupparsi interamente.

vazioni di Plinio, di

Buffo

se-,

giusta le osser-

& altri

naturalisti.

Sa durata della vita degli animali in proporzione-

dei tempo^ impiegato, a crescere-, nessun augello


dovrebbe vivere pi a lungo dei cigni. Essi infatti sono*

kmghby

rimarchevoli per

Wilquale per

la loro longevit.

avendo veduto, un oca , la


prova certa avea vissuto cent' anni , noia esit a
concludere da quest' esempio che la vita dei cigni
doveva essere pi lunga , come quelli la cui gran?*
dezza maggiore, e la carne pi soda. Questi
uccelli sono fortissimi, e divengono talvolta feroci.
Non raro vederli rovesciare e calpestare giovanetti di quindici o sedici anni- anzi vuoisi che un
vecchio cigno sia capace di rompere con un sol
,

colpo d' ala la gamba d' un uomo. Una femmina


di cigno , che covava , avendo veduto, una volpe

nuotare

istante

alla volta
.,

sua, le corse all'incontro sul-

e dopo averla lungo

tempo

bersagliata

l6l

IL CIGNO.

a colpi d' ale

fini collo

avvenne a Pensy nel Buckinpresenza di pi persone.

Ighamshire , in
I cigni erano

altra volta stimatissimi in Inghil-

Per un decreto

eccetto

il

nelP acqua ed

fatta

affogarla. Il

terra.

spingerla

figlio

di

Eduardo IV, nessuno,

del re, avea permesso di tenerne

d'un anno e un giorno era la punizione di chi ne rubasse le uova. Ora sono poco
valutati per la delicatezza delle loro carni, ma
piuttosto conservati per la loro bellezza. Pu vedersene gran numero sul Tamigi , ov& sono cone

la prigiona

siderati

La

come propriet

regia

e quindi intangibili.

dura e di cattivogusto ma quella de' giovani molto buona. A


Norwich si ingrassano per le tavole della comunit. Anni sono valevano una ghinea V uno-; ora?
si vendono molto pi cari.
carne de' cigni vecchi

IL

CIGNO SELVATICO.

un poco pi

picciolo del cigno domestico,

pesa di rado pi che sedici libbre. Il suo becco,


lungo tre pollici , d' un bianco giallognolo fino
a mezzo, e nero

all'

estremit.

Le

interamente bianche, eccetto quelle

piume sono

sue-

dell' ali,

che

alla

radice appariscono cenerognole; le gambe- son nere.

La

sua trachea arteria, dopo molto

attraverso di

eubito,

si

un foro formato

girOj,

passa

nello sterno, fa

rialza, e dopo- essere stata stretta in

Gabinetto T- IV*.

un
u&

l6a

CIGNO SELVATICO.

SL

passaggio angusto da una larga cartilagine,

vide in due rami,

quali

si

dilatano

si

di-

prima d'ar-

rivare ai polmoni. Questa conformazion singolare

d all'uccello una voce roca e


I cigni selvatici abitano

strepitosa.

paesi settentrionali

non coinpajono in Inghilterra, se non nei rigidi


inverni, a torme di cinque o sei. Martin dice che
nel mese di ottobre ne viene gran numero a Lingen, una dell'isole occidentali, ove dimorano insino a marzo, al qual tempo tornano verso il nord,
per farvi le loro covate. Ne restano alcuni nell'isola di Mainland, una delle Orkneys, come in
alcune isolette de laghi d'acqua dolce ; ina la pi
gran parte se ne vanno , come si disse all' avvicinarsi della primavera. Si chiamano ivi almanac3

chi de' paesani, poich


bel tempo, siccome

In Islanda
"Nel

mese

a segno
si

di

si

il

il

partir

loro arrivo annunzia

fa gran caccia

agosto

d' essere

recano allora,

loro annunzia

essi

di

perdono

il

il

cattivo.

questi uccelli.
le

incapaci di volare.

loro penne

Gli abitanti

accompagnati da cani e

cavalli

avvezzi a correre terreni paludosi, ne' luoghi ove

pi abbondano. I cigni corrono anch' essi cos velocemente cornei cavalli; mai cani, a ci istruiti
li pigliano pel collo , fanno loro perdere l' equilibrio,

e ne riportano preda egualmente

facile chf

copiosa.

Malgrado
il

la loro

grossezza, questi uccelli hannc

volo rapidissimo; onde

meno agevolmente

ch<

CIGNO SELVATICO.

IL
tutti gli altri

onde

l63

possono colpirsi con arme da fuoco

prender la mira
a dieci o dodici piedi dal becco. Tanta rapidit
di volo s'intenda quando il vento loro favorevole; nel qual caso giungono a percorrere lo spazio di cento miglia in un'ora; che se il vento
riuscirvi spesso necessario

loro contrario,

loro corso assai

il

Differisce a pi riguardi

domestico. Anzi, dice

il

meno pronto.

cigno selvatico dal

il

signor di

Buffon,

due animali una differenza

fra questi

avvi

cos straor-

crederebbero appartenere a due spe-

dinaria, che

si

cie distinte.

Non

saprei dire se una lunga cattivit

possa produrre una variet cos singolare:


certo che almeno in

Europa non

si

ma

trovano cigni

della nostra specie domestica in istato di natura.

non fa sentire il suo grido che


volando o chiamando. Questo grido, sebben forte
ed acuto non del tutto disaggradevole, quando
Il cigno selvatico

ci

giugne alF orecchio

dall'alto dell'aria e quasi

dulato dal vento. Gli abitanti della Islanda

il

mopa-

ed facile capire
come loro sembri una piacevole armonia, poich

ragonano

il

al

suono di violino

ritorno de' cigni loro

gida stagione e

il

annunzia

la fine della ri-

un tempo pi

ritorno di

Gli antichi non parlarono

quando

che

del

dolce.

selvaggio

cigno quel favoloso pregio


del canto che tutti sanno.
attribuirono al

Secondo

la

dottrina

di

Pitagora l'anime dei

poeti passavano nel corpo de' cigni 3 ed ivi serba-

-'*..

l64

CIGNO SELVATICO.

IL

vano

potere

il

dell'

armonia,

clie

avevano posseduto

sopra la terra. Il volgo diede in seguito una ma-

non era

non
un' allegora ingegnosa. Quel filosofo diceva pure
che il canto del cigno moribondo , era un canto
che

teriale interpretazione a ci

di gioja

nanza

come

una

d'

se

rallegrasse dell' aspettata vici-

si

vita migliore..

L'ANITRA.
L'anitra comune, di cui

hanno dieci specie


perch sia necessario
si

troppo nota ,
farne la descrizione. Essa di tutti
domestici la pi facile ad allevarsi. L*
differenti

duce prontamente
favorito
gallina

rendendoli

che

li

figli

laro

madre

Non

istinto con-

suoi pulcini al loro elemento

sordi

alle

esortazioni delia

l'uova

dell' anitra e di alle-

poi eh' essa lo fa meglio che la vera

quale

la

animali

conduce. Si d sovente ad una gal-

lina la cura di covar

varne

gli

disattenta e negligente.

che costei abbandoni le sue uovfi,


che siano dischiuse; e crede poi di aver
raro

prima

tutto fatto pe'suoi pulcini,

quando

gli

ha condotti

acqua , non pensando n a ricondurli alla corte


n a ripulirli dagli insetti che loro si atrustica

all'

taccano.

La

levatrice.

gallina invece

Per vero dire

troccoli ali' acqua,

Se

ma

topo

o.:

ma li

essa

altra covatrice e al*

non conduce

gli

ani-

preserva da ogni pericolo.

una donnola

gli

assale

essa

1]

l'anitra.

i(/5

protegge e difende quando sono slancili di nuotare, li rimena alla corte rustica: insomma, quasi
1' affetto sia in lei pi potente della natura, pare
;

che non

esiti

un momento

a riguardarli

come sua

vera e carissima prole.

L'EIDER
O L'ANITRA MORBIDISSIMA.
L' anitra di questa specie due volte grossa
come la comune. Il suo becco nero e cilindrico,

ed ha

divisa in

due verso

la fronte.

dell'alto della testa, d'

ventre

membrana rugosa e
Nel maschio le piume

base gitemi ta d'una

la

della

coda

una parte della pancia, del


egualmente che le penne

maggiori dell' ali son nere quasi tutto il resto del


corpo bianco e le gambe sono verdi. La femmina d'un bruno rossiccio, variato di macchie
;

di liste nere.

Questi uccelli

si

trovano principalmente nelle

isole occidentali della Scozia, sulle coste della

Nor-

vegia, dell'Islanda, del Gronland, e in pi altre


parti dell'America settentrionale,
nell'isole degli

Esquimesi.

In Islanda

eider

gli

particolarmente

costruiscono

nelle isolette assai presso alla riva, e


talvolta alla

dimora degli

abitanti,

il

loro nido

si

avvicinano

che

li

trattano

con tanta dolcezza e riguardi da renderli bentosto


familiari.

Vedesi sovente un medesimo nido occu*

l'eider.

166

palo da due femmine, le quali vivono insieme di


buon accordo. Essi fanno ciascuna tre o quattro ,
e talvolta fino otto uova, grosse, d'un verde color d' ulivo

il

cui guscio liscio e lucente. Il

loro nido composto


sco

eli

differenti specie di

mu-

e collocato fra rovi e monticelli di pietre.

Mentre

femmina cova ,

maschio fa sentinella all'intorno, per dare avviso se alcun nemico


apparisce; ma appena i pulcini sono fuori del
guscio ei gli abbandona. La madre rimane ancora
lungo tempo con loro; indi li prende sul suo dorso
e gii trasporta al mare. E raro vederli in seguito
ritornar sopra terra.
Questi sono gli augelli che danno quella calumine s morbida, s calda, s leggiera, la quale
la

conosciuta sotto
la
1*

il

nome

il

o ecledron. Essi

d' eder

strappano dal proprio

petto

per

guernirne

interno del loro nido. I nativi de' paesi, ov' essi

abitano

uova,

levan dolcemente la

femmina

dalle sue

rubano insieme alla calugine che si


diceva
indi la ripongon nel nido. Se questo spogliato una seconda volta, come essa non ha
pi calugine con cui rifornirlo
il maschio viene
in suo soccorso, e si spiuma lo stomaco per lei.
La calugine del maschio bianca, e si distingue
facilmente da quella della femmina. Si va una
terza volta a spogliare il nido , quando pulcini
lo hanno abbandonato , il che succede un' ora dopo
che sono usciti del guscio.
gliele

i/

La

miglior

quelle che

si

gia.

calugine

167
migliori uova sono

le

prendono nelle

prime settimane

tre

che generalmente

il

uova maggiore in tempo di piogfemmina, quando cova, d per solito

dell'

Una

una mezza libbra


si

Si osservato

della covata.

numero

EIDER.

di calugine; la quale poi netta

riduce a met. Questa calugine cos netta va-

lutata

dagli

Islandesi

due

risdalleri

per libbra.

Essa s elastica e s leggiera, che due o tre libbre , compresse e strette in un gomitolo che pu
tenersi in mano , dilatandosi vanno ad empire il
cuscino de' piedi d'

La compagnia

un gran

letto.

annualmente
a Copenaghen mille e cinquecento o anche due
mila libbre di tal calugine fra netta e non netta.
Essa ne vend nel 1750 per 3,747 risdalleri,
oltre la quantit che fu inviata a dirittura a
trasporta

islandese

Gluckstad.
I

Groenlandesi

vanno

in piccioli battelli, e gli

alla

come
L'

eider

degli

uccidono con frecce.

loro carne pregiatissima


pelle

caccia

si

impiega

la

La
loro

pelliccia.

ANITRA SELVATICA.

Vi hanno, secondo Buffon, almeno

venti sorta

diverse d'anitre selvatiche. Esse differiscono dalla


specie

domestica pe' loro piedi

mentre quella

gli

ha

neri.

villosi

gialli

l68

1?

ANrTRA. SELVATICA.

L' anitre selvatiche

si

trovano

Bei luoghi paludosi d' Inghilterra

abbondanza

in

ma

particolar-

mente nel Lincoln.


Per quanto numerose siano le variet di questa
specie , esse conducono tutte ristesso genere di
vita, riunendosi a torme durante l'inverno, volando a coppie in estate, e conducendo i loro
pulcini all' acqua , appena sono usciti del guscio,
l loro nido composto d' erbe lunghe miste
d' erica
e guernito al di dentro di piume. Del
,

resto esse lo costruiscono pi accuratamente e pi

caldamente , secondo la temperatura del clima


che abitano. Nelle regioni artiche nulla pu sorpassare

la

cura eh' esse prendono

onde preser-

vare le loro uova dai rigori del freddo.

Le

anitre selvatiche, possedendo la

lit di

celli
si

volare e di nuotare

eli

passaggio.

sono quasi tutte uc-

presumibile che

eseguiscano cos bene in acqua

quando

al principio

loro viaggi

come

trattasi di traversare l'oceano.

arrivano qui

doppia qua-

in

aria

Quelle che

d'inverno sono assai

men

buone, che quelle che vi rimangono tutto l'anno.


La carne delle prime ordinariamente magra e
d' un sapor di palude , il che per avventura
effetto de' loro viaggi o del loro nudrimento nei
laghi della Laponia.

Subito dopo

il

loro arrivo in Inghilterra ed in

veggonsi questi uccelli volare a stormi


<T uno stagno o d' un fiume all' altro ; e chiamarsi

Francia

i9

l'anitra, selvatica.

Con grande strepilo, il qual dipende dalla loro


organizzazione interiore , simile a quella dell' anitre domestiche e dell' oche. La loro trachea arteria , prima della sua bifurcazione per giugnere

una specie di vase osseo


e cartilaginoso
che propriamente una seconda
laringe posta abbasso della trachea
e fatta per
dar loro quel suono rumoroso e rauco , il quale
ai

polmoni, dilatata

in

distingue

il

loro grido.

Scelgono essi la parte d' uno stagno pi solitaria , per dimorarvi il giorno
e la notte vanno a
;

nudrimento nelle praterie adjacenti.


In queste loro escursioni notturne se ne prende
una grande quantit, specialmente nella provincia
cercare

il

lor

di Lincoln.

Onde

far

buona

caccia

selvatiche

d' anitre

si

elegge d'ordinario uno stagno situato fra paludi,


circondato di boschi e di canneti, e diviso in pi
canali,

che vanno via via diminuendo di larghezza

e di profondit, a misura che

dentrano

que' canneti

fra

finiscono in punta lunga

Lo

ed

si

curvano e

que' boschi

si

ad*

sinch

asciutta.

poco dalla
met di sua lunghezza si ricopre d' una rete a
cupola, prima assai larga ed elevata, ma che poi
si restringe e si abbassa a misura
che i canali
s'impiccioliscono, e termina alla loro punta in
una specie di grosso gomitolo , che pu mettersi
stagno

a cominciar
,

in scarsella.

presso

,,

70

l'

anitra selvatica.

In mezzo ad un de' boschetti e nel centro dei


canali stassi V anitrajo, il quale dalla sua casuccia
va tre volte il giorno a spargere il grano , onde
nutre tutto l'anno pi di cento anitre seraiselvag-

nuotando sempre per lo stagno


non mancano all' ora usata e ad un noto fischio
di accorrere in gran fretta e imboccare i canali
ge

le

ove

il

Sono

quali

pasto le attende.
questi traditori,

come

l'anitrajo

li

chiama,

che nella stagione dell'anitre selvatiche, mischiandosi sullo stagno alle loro torme , le conducono
nella cala dello stagno

medesimo

ed indi

ne' ca-

mentre nascosto dietro alcuni cannicci Y anitrajo va gettando loro innanzi il grano , onde at-

nali

tirarle fin sotto

mostrandosi fra

l'

imboccatura

gli interstizj

della
di

rete.

Allora

que' cannicci di-

onde non pu essere veduto


dall'anitre che vengono da tergo, spaventa le pi
inoltrate , le quali fuggendo vanno appunto ad
avvilupparsi nella rete. E raro che le semidomesposti obliquamente,

stiche vi entrino, poich gi sono avvezze a questo

giuoco, per servire

al

quale ritornano

imme-

diatamente sullo stagno. Nella caccia dell' anitre


si adoperano anche de' cagnuoletti rossigni.

Avvi in Inghilterra un ordine del parlamento


che non la permette se non dal fine di ottobre
alla met di febbrajo.
In Francia , particolarmente in Piccarda sul
fiume di Somme } essa oltremodo abbondante.

l'anitra selvatica.
Il cacciatore s

171.

colloca ove ordinariamente l'anitre

selvatiche passano a stormi. Egli

ha

bia di vimini pi anitre domestiche

tempo ne

in

andar una,

lascia

passeggiere a portata

dell'

la

in

e di

quale

archibugio.

una gab-

tempo

attira le

Chi sappia

bene adoperare quest' arme ne pu uccidere cinque o sei per volta. Si prendono Y anitre selvatiche anche per mezzo di ami , a cui sia attaccato del polmone di vitello, e una rete fluttuante
a cui si d il nome di cerchio.
Ogni paese ha una maniera differente di prender l'oche e le anitre. Eccone una usitata nell'Indie orientali. Un uomo s' acconcia in testa una
zucca ricoperta di piume , e s' attuffa nell' acqua
sino al mento. L' anitre , che non ne insospettiscono, gli si accostano piano piano; ed ei le prende
sott'

acqua per

piedi.

L' anitre selvatiche sono astutissime. Esse non


fanno sempre il loro nido lungo 1' acque , e nemmeno sempre per terra. Scelgono talvolta a
quest' uopo brughiere alla distanza d' un quarto
di lega
le loro

dall'

acqua

talvolta

vanno a deporre

uova nei nidi delle piche o delle cornac-

chie sovra alberi elevatissimi.


I Cinesi

fanno

un grandissimo uso

d' anitre

ma

preferiscono le domestiche alle selvatiche. Essi


mettono le loro uova in cassette piene d' arena 5
cui riscaldano al grado necessario

scano

pulcini.

Questi son

nutriti

perch ne nacon gamberi

L ANITRA SELVATICA.

72

tagliati a pezzetti, e misti

con

riso bollito.

a quindici giorni sono essi in

da
d'

s stessi. Allora

una madre

anitra

mettono

si
,

per

ricevere

rientrano alla voce

di

stato

sotto

di

mangiare

la

direzione

conduce ad una
apposta per loro, e da

la

picciola abitazione fatta

cui escono

In capo

qual

li

il

loro

chi

cibo

sopraintende.

e in cui

cosa

vedere migliaia d'anitroccoli nudriti


ki un medesimo luogo, ad un dato segnale, ritrocuriosissima

il

var subito F abitazione rispettiva; senza mai ingan

prendendo

una per l'altra. Il fiume del


Tigre nella provincia di Ganton coperto di tali
capannucce destinate all' anitre , circa lo spazio di
un miglio. Il metodo di allevarle , da noi ora descritto, non ha luogo che per nove mesi dell'anno ; dacch ne' tre mesi invernali non riuscirebbe.

riarsi,

l'

L'ANITRA SELVATICA ORDINARIA.


L' anitre domestiche traggono

da questa specie,
ratteri invariabili.

la

loro origine

hanno serbati alcuni caLe penne intermedie della coda


di cui

del maschio di tale specie sono volte all'indietro,

il

becco

diritto.

la carne dell' anitre

La

differenza

del gusto fra

domestiche e delle selvatiche

dipende dalla differenza del lor nutrimento. Queste


si appajano in primavera, costruiscono il loro nido
fra le canne presso

o sedici uova.

~)

F acqua

La femmina

depongono dieci
astutissima; massime

e vi

l'anitra selvatica ordinaria.

173

quando trattasi della conservazione de' suoi pulcini


In estate 1' anitre selvatiche volano a coppie, e
conducono i loro anitroccoli all' acqua, appena sono
usciti del guscio. Talvolta esse

fanno

il

loro nido

o si acconciano entro i nidi


d' altri augelli. Se ne prende una gran quantit
nel tempo della muta, ove non possono volare.
sovra alberi elevati

L'

ANITRA PENELOPE,

Le piume
bellissime
di essi,

il

appena

favorito, si

si

questo

degli uccelli

ma

riguardo

tal

colore tanto vario

nome

sono

che fra cento

ne troverebbero due i quali a


somigliassero. Il loro nudrimento
se

compone

di testacea.

LA BRANTA.
Quest' anitra ha

compressa,

la

il

testa

becco schiacciato, l fponte


cf un nero verdognolo, e il

corpo variato di bianco. Ella abita il settentrione


fino in Irlanda. S' annicchia ordinariamente nelle
tane de' conigli, ed

ivi

fa

quindici o sedici uova

cova per trenta giorni.


Ha grandissima cura de' suoi pulcini , come nota
Latham , e gli trasporta nel suo becco da un luogo

rotonde e bianche , e poi

all'

altro.

Ha

un

istinto

le

particolare per impedire

che loro non avvenga alcun


cacciatore

cerca di attirarne

sinistro.
1'

Se vede un

attenzione 3 strasci*

LA.

1^4

come

nandosi per terra,


la

salvo.

Pi volte

si

il

fino a

die

di addomesticarla,

tentato

tanto piacque la sua bellezza,


possibile

ferito,

fosse

avuto tempo di mettersi in

abbia

sua covata

BRANTA.

farla vivere

ma

ove non

gi riesce
si

im-

abbiano ter-

reni vicini ad acque salse. Dicesi che le sue uova


siano buone;

ma

la

sua carne d' un gusto insi-

pido e d'un cattivo odore.

L'ANITRA DALLA TESTA GRIGIA.


Bellissima specie, la qual ritrovasi alla baja di

Hudson; ed
*

Gronland.

comune

La

altres

in

Siberia

e nel

sua carne riputata eccellente. I

che dicemmo fanno ottime pellicce della sua pelle, la quale ricoperta di una
calugine egualmente morbida e fina che quella

nativi

de' paesi

dell' eider.

L'

ANITRA ARTICA.

maschio di questa specie affatto nero, e


la femmina bruna. La coda dell' uno e dell'altra
somiglia ad un cuneo. Trovasi d inverno gran
Il

quantit di

Brettagna.

questi

Essi

uccelli

sulle coste della

abbondano

Gran

pure ^ su quella

di

Francia dal mese di novembre sino a quello di


marzo. Il loro nudrimento favorito una specie
di conchiglia bivalva, liscia e bianchiccia, appellata

>

l/

170"

ANITRA ARTICA.

vaimeau, eli e inghiottiscono intera e digeriscono


prontamente. Si tendono loro alcune reti sotto
acqua ne' luoghi ove queste conchiglie abbondano
e se ne prendono sovente trenta o quaranta dozzine con un solo colpo. Si addomesticano talvolta
nutrono con pane inzuppato. La loro carne
nera dura e di s cattivo gusto, che il permesso

si

romani di mangiarne ne' giorni


d'astinenza, non si oppone per nulla allo spirito
dato
di

ai

cattolici

mortificazione.

Trovansi

nelP America settentrionale

sime nel nord

dell'

Europa

delle

anitre

artiche

e sono abbondantis-

principalmente nella

Siberia.

L'ANITRA DAL BECCO ADUNCO.


Pesa ordinariamente due e pi libbre; ha due
piedi di lunghezza, e quasi tre d'aprimento d'ali.
Il suo becco adunco
lungo due pollici d' un
verde pallido, eccetto nell'estremit che nera.
La sua testa e il suo collo sono d'un verde scuro
con due picciolo strisce bianche. L' occhio cir,

condato di belle piume bianche. Il petto, la pan-

medesimo color bianco,


ma con macchie d' un bruno rosso. Le sei prime
penne delle sue ali pur bianche le altre brune.

cia,

il

ventre

sono

del

La

coda nera, segnata di bianco;

gambe

piedi e le

sono d'un bel colore d'arancio.

176

L'ANITRA. SELVATICA. DAL COLLARE.


Qiiest* uccello della taglia del precedente. Il

suo becco ha due pollici e un quarto di lunghezza , quasi uno di larghezza , e 1' estremit rotonda*
La sua testa e il di sopra del suo collo sono di

palpebre inferiori son


davanti del collo cinto d'un collare

un bel verde
bianche;
bianco;

il

il

brillante

petto e

il

le

ventre

son cenerognoli, va-

macchie brune scure che somigliano a


il
dorso d* un rosso , che va sempre
gocciole
oscurandosi verso la coda gli seapulari sono d un
bianco d* argento rigati di bruno ; le altre penne
dell' ali sono variate di purpureo , d' azzurro e di
nero; il di sotto della coda nero; le penne superiori terminano in punte acute, e formano una
riati

di

specie di riccio verso

il

dorso; le

gambe

piedi

sono colore di zafferano.

IL

MORIGLIONE.

corpo del moriglione corto, largo e compresso. Il suo becco d' un azzurro pallida largo>
il

ed ha due

pollici di

lunghezza.

riori della sua testa son

si

drizzano

chio gialla,

in,
il

Le piume

poste-

nere miste di purpureo,

pennacchio-. L'iride del suo occollo

d'un bruno scuro quasi

nero , e il di sopra del corpo egualmente. Le sue


ale sono corte e nere^ eccetto che ciascuna di esse,

IL MORIGLIONE.

ha

piume bianche.

sette

d'

argento

come

dell'ali.

La

corte e

il

petto e

Il

colla parimente son neri;

coda breve e nera;

il

di sotto

le

gambe sona

in

alcune altre

piedi color di piombo.

parti d' Italia

conosciuto sotto

quest' uccello

il

di testa di negro.

L'

cosce

le

Albino dice che a Yenezia e

nome

di sotto dei

il

ventre d'un bianca

il

sona

1^7

cos,

ANITRA ALTERA.

appellata,

pi altero di quello

poich

ogn

d'

specie. Il suo becco

occhi bianco,

la

il

suo portamento

altro volatile della sua

verdiccio

il

giro de' suoi

sommit del capo interamente

un bianco cerchio; le altre parti


del capo medesimo sono d'un bruno scuro, mista
nera e cinta

d'

di rosso e di verde, le

cui

tinte

differenti pro-

ducono il pi beli' effetto il collo aggradevolmente variato, di bianco e di nero; le ali sono
brune orlate di bianca; il dorso bruno seuro;
i fianchi e le cosce sono
(T un nero vellutato ; il
;

petto e

un

il

ventre bianchi; le

gambe

piedi di

giallo scura.

ANITRA
ovvero

L>I

MOSCGVIA

MO SCADA.

pi grossa di tutte 1'


qualche volta non lo meno
Gabinetta T. IV.
la

anitre conosciute
di

una

e-

picciola oca.

ia

^ ANITRA DI MOSCOVIA.

ff]3
Il

suo becco rosso, largo e corto e nn po' adunco

all'estremit.

Uno

di papille copre
all'

spazio ignudo, rosso e seminato


le

sue

indietro de' suoi occhi

guance
,

si

estende fino

gonfia sulla radice

si

del becco in una caruncula rossa della

grossezza

una ciriegia. Il di sopra della testa e del collo


bruno macchiato di bianco il dorso e le ali
offrono un misto ammirabile di rosso , di verde 5
di bruno , di purpureo e di bianco il di sotto
del corpo bianco , sparso d' alcune picciole macchie brune le gambe e i piedi sono d' un rosso
pallido
o piuttosto d' un colore d' arancio.
L'anitre di questa specie fanno molte uova, e
possono covare in quasi tutti i tempi dell' anno.
La loro carne di gusto differente da quella
dell' anitra comune , ma seoondo alcuni molto migliore. Maschio e femmina si rassomigliano per le
penne; ma la seconda -non ha caruncula sul becco.
L' ambasciadore del duca d' Holstein dice d'aver
veduto ne' suoi viaggi in Moscovia una specie di
d'

anitra pi grossa delle nostre, nera

come

le cor-

con lungo collo e becco adunco, chiamata


braclen dagli abitanti" di quel paese , e non visi-

nacchie

bile che in

tempo

L'ANITRA

di notte.

DEt MADAGASCAR.

molto pi picciola che Y anitra ordinaria. Il


suo becco bruno giallognolo } Y iride de' suoi

L ANITRA DEL MADAGASCAR.


ocelli rossa

scuro

cupo

pancia e

la

la testa

piume

le

di

il

179
e il colio sono d'un verde
sotto del corpo d'un bruno

scapulari talvolta verdi orlate di

rosso; e talvolta brune miste d'azzurro

le

gambe

piedi color d' arancio.

Quest'anitra, com' indica la sua denominazione,


viene dal Madagascar , ed di presente allevata
dai curiosi in alcune parti dell' Inghilterra.
V

L'ANITRA CLIPEATA.
Pesa due libbre

incirca

all'

ha ventuno o ven-

punta del becco


e diciotto d' aprimento

tidue pollici dalla


della coda

all'

estremit

d' ali.

Il

suo

becco nero, larghissimo, rotondo, e dilatato in

un cucchiajo. Le due mandibole

fine a foggia d'

sono

dentellate

l'iride degli
il

coda,

d'

le

grossa

d'un bel

rosso

son

quali

brillante

eccetto le

nere;

e carnosa

piume

il

di

sotto

dorso bruno

il

giallo; la testa

un verde scuro

corpo

sotto del

la

occhi

sono

collo

lingua

la

ammirabilmente variato di purpureo e d'azzurro;


le dieci o dodici prime penne dell' ali sono brune
3
le altre verdi

sono turchine;

orlate di bianco
la

differenti colori,

di bianco

bruno
nere.

le

coda
alcune

altre di

gambe

nero
i

le

loro coperte)

composta di piume di
delle

le

quali

sono orlate

cosce sono rigate di

piedi son rossi; e V unghie

l8o

L*

I colori della
belli

ANITRA. CLIPEATA.

femmina appariscono

assai

che quei del maschio, Eccetto che

le sue

piume rassomigliano

a quelle della

men

sul!' ali

femmina

della specie dell' anitre domestiche.

Queste che chiamiamo clipeate hanno i piedi


pi piccioli che non 3e altre di qualunque nome:
la loro carne eccellente.

IL
Esso

Ha la

nidifica in Italia.

atticciato,

testa grossa,

il

corpo

becco largo, nero, elepunta, e lungo tre quarti di pollice.

collo corto,

il

vato verso la

La

GARRESE.
il

secondo eh' percossa dalla luce ,


apparisce nera, purpurea e verde; le piume fol*
goranti e morbide come seta. Egli ha una mosca
sua testa

bianca a ciascun lato del becco. I suoi occhi sono


color d'oro

il

collo,

petto e

il

lo spazio fra le spalle

ed

il

ventre bianchi

il

dorso nero

le

ale

sono aggradevolmente variate di nero e di bianco


le

gambe

lunghe e

son corte e giallognole


d'

un colore pi scuro

tre pollici di lunghezza.

La

unghie assai
coda ha quasi

le

la

carne di quest' uccello

d' un gusto disaggradevole. Talvolta,

ma

di rado,

esso apparisce sulle coste d' Inghilterra.

L'

ANITRA DALLA CODA LUNGA.

Sebbene sembri egualmente grossa che il garrese, raro che pesi pi di una libbra e mezzo.

L ANITRA DALLA CODA LUNGA.

La

8l

mandibola superiore <lel suo becco d'un az*

zurro nericcio, e l'inferiore interamente nera. Il


collo singolarmente lungo e sottile bruno, tinto

porpora , e attraversato dall' una


parte all' altra da due fasce bianche simili ai nastri.
La taglia e le proporzioni del suo corpo sono pi
allungate e pi svelte , che in alcun' altra specie
lievemente di

Le

d' anitre.

coperte delle sue

ali

sono rigate tra-

versalmente di nero e di bianco, siccome il dorso


ed il collo. Il petto e il di sopra del corpo son
bianchi, "e le

nera

cosce

cinericcia

macchiate

termina in

La

di nero.

due

coda

sottili.

fila

piedi sono colore di piombo.

L'ANITRA SIBILANTE.
Pesa una libbra e mezzo
becco color

di

piombo

struttura della sua testa,

diceva

ordinaria

si

rassomiglia

ma

il

e nero

compreso

punta.

in
il

Il

suo

La

becco di cui

quella dell' anitra selvatica

suo corpo

nato, e le ale sono pi lunghe.


della testa sono bianchicce;
sul rimanente

incirca.

all'

meglio proporzio-

Le piume

sull' alto

della testa son rosse;

sull'alto

del collo e
la

pancia da

ambidue i lati e le spalle sono d' un bel rosso


purpureo , traversate da picciole fasce nere ; il
dorso
su fondo

orlato

e vermicolato

bianco; le

gran macchia bianca

ali
,

finamente di nero

presentano

e pi sotto

in

alto

una

uno specchietto

l'anitra sibilante.

ia
d'

un verde bronzino

la

coda cinericcia

gambe

sopra, e nera al di eolio; le

d'un color plumbeo oscuro,

La

voce di questa

sibilante

come

specie

crostacei

piedi sono

unghie nere.

1'

chiara e

d' anitra

suono acuto

il

nutrimento sono

al di

d'

un

grani

fischio.

Suo

di giunco, e

l'erbe che crescono in fondo ai laghi ed ai fiumi.

La

sua carne di

Veggonsi

anitre

provincia di

un sapore
sibilanti

Cambridge

eccellente.
in

gran copia nella

e nell'isola d'Ely.

LA PICCIOLA ANITRA

DALLA TESTA GROSSA.


v

ma

pi corpulenta,

lante:

ben nudrita pesa

pi breve che

talvolta quasi

suo capo, e in gran parte anche

Le piume

il

due

la sibi-

libbre. Il

suo collo rosso.

sommit di questo capo ricadono


in punta sul mezzo della mandibola superiore,
che di color plumbeo e termina in nero, mentre

1'

della

inferiore nera interamente. L'iride de' suoi

occhi gialla;
del dorso e

il

becco

assai

dell' estremit

grosso.

Le piume

superiore dell'

ali

son

brune; quelle del groppone e del di sotto della


coda son nere di modo che questa coda, la quale
;

frigia e lunga

due

pollici,

sembra circondata di

un cerchio nero. Il petto e il venire sono del


medesimo colore che il dorso, ma pi pallidi.
Le piume del mezzo dell' ali sono d' un colore

LA.

PICCI0LA ANITRA TMLLA TESTA GROSSA. l83

uniforme, invece
tutti

d' essere

gli uccelii di

piombo;

variate

questo genere

come

in quasi

piedi color di

membrane, che uniscono l'unghie 3

e le

son nericce

X/ARZAVOLA.
1/ arzavola
cie dell' anitre

pi picciolo volatile della spe-

il

non pesa pi

di dodici o quattor-

ha sedici pollici di lunghezza, e duo


piedi dall' una all' altra estremit delle aperte sue>
ali. Il suo becco bruno
la testa del medesimo
colore, ma assai pi chiaro; una striscia bianca,
dici once;

la qual parte dall' occhio, va a cadrle al di sopra

della nuca

un bruno
bruno;
bruno;

il

collo

scaro

ventre

il

la

il

dorso e

la

coda sono d{

pancia giallognola rigata di

pi chiaro

rigato

di giallo

coperte dell'ali sono d'un verde bril-

le

lante e oriate di bianco

nerognole;

le

gambe

piume

scapolari ce-

le

piedi bruni; e l'unghie

nere.

Ella

si

nutre di piante

acquatiche,

di grani e

d' erbe.

L'

ARZAVOLA DI FRANCIA.

E
il

il

della taglia della precedente. Il

maschio ha

becco largo e nero, gli occhi color di nocciuola,


di sopra della testa ed il collo d' un bruno

L AR2 AVOLA DI TRANCIA.


'

84
chiaro.

Una

lista

verde brillante

chio e le discende infino

medesimo passa una

lista

le parte dall'oc-

al collo:

sotto l'occhio

bianca. Il dorso tutto

segnato ad onde nere e bianche.

La

pancia gial-

lognola coperta di macchie nere simili a scaglie;


il ventre d' un
bianco sporco o grigio. Le ali

seno brune orlate di nero, e talvolta verdi orlate


di giallo

le

piume

delle loro coperte sono bian-

che alla radice tutto il corpo variato d' una


maniera aggradevolissima a vedersi; la coda ha
tre pollici di lunghezza e termina in punta; le
gambe e i piedi sono d' un bruno pallido. La
;

carne di quest' uccello

che

deliziosa

anzi

per ci

pi squisita tra le carni dell'anitra.


L'arzavola della Gina descrtta da Bdwards, e
dicesi

la cos

la

detta

anitra

estiva

descritta

sono due specie elegantissime.


volta portata viva in

da Gatesbyj

La prima

Inghilterra;

ma

fu

tal-

di tanta

pu esservi allevata. L* altra


abita il Messico, ed alcuna dell'isole dell'Indie
orientali; e pu vedersi nelle ucceliiere de' nostri
delicatezza che non

dilettanti.

CAPITO L O
Due

FIIL

bianche piume

di belle e

bagno

Giovili paperi ire al

Sempre

uniti

avean costume

Eatro puro argenteo stagno

innocenti

D passavano

amici

fidi

felici.

Perego.

L'

JLlA

OCA SELVATICA.

becco grosso ed elevato

il

suo

tinto di giallo.

Il

cenerognoli

petto

il

capo e

il

di color carneo

il

ventre

alcun poco di grigio siccome

il

suo collo sono


bianchicci

dorso 3 e

le

con

gambe

color di carne.

In Inghilterra abita
Y anno il che non fa
:

paduli, e vi dimora tutto

in parecchi paesi del con-

tinente. Nidifica nelle provincie

Cambridge

Lincoln e di

di

ha sette o otto pulcini che talvolta


le si prendono e si addomesticano facilmente. La
sua carne assai pi buona che quella dell' oca
,

domestica.

Esse
vanno a stormi di cinquanta e pi
e di rado si
riposano durante il giorno. Sia timore 3 sia vigiIl

volo

delle

selvatiche

elevatissimo.
,

lanza

fanno sentire spesso alte grida o d' avviso

I$6

L*

richiamo.

o di

OCA SELVATICA.
tengono viag-

L' ordine eh' esse

giando, fa supporre intelligenza superiore a quella

che se ne vanno molto confusamente. Si schierano esse in due linee oblique


formanti un angolo , e , se 1' esercito picciolo,
in una linea sola , ove ciascuna tiene il suo posto
con una precisione ammirabile. Quella , che esdegli altri uccelli

sendo a capo

dell' altre sta alla

e fende F aere per

la

prima

punta dell'angolo

va a riposarsi in

quando stanca; ed indi a vicenda le


altre prendono il suo luogo. L' altezza del loro
volo ne rende la eaccia difficilissima. Scendendo a
terra si collocano esse egualmente in linea
ma
sembrano piuttosto arrestarsi onde prender riposo,
che per cercare nudrimento. Perocch in capo d
una o due ore la conduttrice con un grido acuto
d il segnale della partenza- , e la truppa intera
prosegue rapidamente il suo corso.
ultima

fila

Nidificano

esse

nelle

pianure

nelle

paludi

Hudson ne il' America settentrionale,


prende una gran quantit deMoro paperi,

della baja d'

ove
che

si

addomesticano agevolmente. E cosa singolarissima che non si pu insegnar loro a mangiar


grano , se non si prende nel tempo stesso qualche
si

vecchia oca;
della

muta*

il

che non punto

difficile

nel

tempo

J&*1

L'

OCA DOMSTICA.

Non

altro che

1'

oca selvaggia nello

domesticit. Si disputa fra


sia

buoni

slato di

gustaj

s'

ella

miglior boccone nel suo stato originario o nel

Gh' ella sia uccello utilissimo


alla rustica economia, nessun ne dubita. Indipendentemente dalla buona qualit della sua carne e
secondo

artifiziale.

suo grasso-

ella fornisce eccellenti

piume

talora

bianche, e pi spesso grigie, e una calngine

finis-

sima, di cui spogliata pi d'una volta all'anno.

Dacch

oche ) sono abbastanza robusti e pennuti e che le punte delle


loro ali cominciano ad incrociarsi in sulla coda
paperi

cio le giovani

che avviene in capo a sette settimane o due


mesi della loro et, si comincia a spiumarli sotto

il

il

ventre

sotto

ali

e sotto

il

collo. Alle

madri

non si fa questo che un mese o sei settimane


dopo che hanno covato. Dicesi che le une e
gli altri soffrano poco di tale operazione, eccetto
ne fa morire gran
nel tempo freddo
il quale
numero.
Le oche domestiche non covano generalmente
che una sola volta all' anno ma con qualche industria si pu farle covare una seconda.
Grandi storme se ne conducono a Londra dalle
contee vicine
per esservi vendute. Ciascuno ne
comprende ordinariamente due o tre mila. Fra
la cui
queste ve ne sono sempre molte vecchie
,

L OCA DOMS'TfCA^

l8B
carne
vi

per essere

state

spiumate troppo spesso

divenuta arida e dura.

Un' oca ben nudrita pesa quindici o sedici libbre ma ingrassata , secondo F uso adottato , pu
avere il doppio di un tal peso. Si inchioda la
,

rimpinza di farinacei , e le si impedisce di bere , per soffocarla


nella pinguedine. I Francesi hanno immaginato

disgraziata bestia pei piedi

T orribile raffinamento

comunemente

di

si

cavarle gli

suoi carnefici

si

occhi;

ma

accontentano di

rinchiuderla in luogo oscuro.

Sebbene
abbia

fatto

il

goffo e garbato portamento dell'oca

dare questo

nome

alle

persone scioc-

che , essa per non sembra mancare n di sentimento ne d'intelligenza. Il coraggio con cui difende

la

sua covata e se stessa contro

gli uccelli

prove d' affetto e d' intelligenza che gli antichi aveano raccolte , mostrano
che il disprezzo, che si ha per esse generalmente,
mal fondato. Il seguente aneddoto , comunicato
al signor di Buffon da persona veridica, viene in
appoggio della nostra asserzione. Lo riferiremo
secondo le ingenue parole del custode del castello
di Ris
ove avvenne ci che si narra.
Erano nella corte rustica due oche di genere
nominata
mascolino , una grigia ed una bianca
Jacquot, con tre altre di genere femminino. Quindi
eterna lite fra i maschj per sapere chi avrebbe
di

rapina

certe

la

compagnia delle femmine. Quando l'uno o

l'altro

,,

DOMESTICA.

l/ OCA.

riusciva vincente

si

metteva

189

alla testa delle tre

gra-

opra perch l'altra non si


accostasse. Quello che si era impadronito di loro
ziose, e faceva

ogni

non volea cederle alia mattina; e viceversa chi se ne impadroniva nel giorno non volea cederle alla sera. Alfine i due galanti vennero
a combattimenti cos furiosi } che fu d' uopo acfra gli altri
correre per dividerli. Un giorno
attirato in fondo al giardino dalle loro grida, gli
trovai avviticchiati col collo 1' uno ali altro , che
si davano colpi d' ala s rapidi e s forti , da far
meraviglia. Le tre femmine si volgevano ad essi
intorno, come per separarli, ma inutilmente. Alfine il maschio bianco ebbe il di sotto, si trova
nella notte,

rovesciato e interamente alla discrezione dell'altro,

che

gli

avrebbe

traeva. Allora

tare,

il

faceva

lo

sot-

si

infinito. Il

veramente

tristamente

mandava

Egli

pi giorni a

stette

non

io

che vennero ad accerchiarlo e a faiv

tenore al suo strepita


frattanta

se

mise a gridare, a cancorrendo a raggiugnere le

grigio

a batter l'ali

compagne

vita,

tolto la

piet

povero Jacquot
,

ritirandosi

dalla lunga voci lamentevoli.


ristabilirsi,

duranti

quali

ebbi occasione di passar dalla corte ov' egli dimo-'

sempre escluso dalla compagnia; ed ogni voltaci/ io mi presentava egli sem^


pre mi veniva incontro a farmi de' complimenti
senza dubbio per ringraziarmi del soccorso cha

rava. Io lo vedeva

gli avea prestato in cos

gran frangente,

Un

giorno.

L OCA DOMESTICA,

rgro

mi

egli

affetto,

mi mostr

avvicin di tanto, e

si

grande

che non potei di meno che accarezzarlo,

passandogli la

mano

sul collo sul dorso, al

che

parve tanto sensitivo , che mi segu fino alcorte. All'indomani io ritornai, ed


l' uscir delia
egli non manc di accorrere ad incontrarmi ; ed
avendo io rinnovate le mie carezze ; pareva che
egli non sapesse saziarsene. Secondo alcuni moti
per altro sembrava eh' egli mi domandasse anche
di condurlo alle sue care amiche di che io volli
compiacerlo. Gom' egli fu loro appresso, cominci
egli

una specie

di aringa

cero debito

a cui le tre signore

Ma

rispondere,

di

nel

si

pi bello

conquistatore grigio salt sovra Jacquot, e,


era

il

pi forte,

le feste,
il

lo lo

si

il

il

come

mise a conciarlo di nuovo per

un momento;

lasciai fare

partito del pi debole

pra. Quegli

fe-

indi presi

glielo misi al di so-

rovesci di nuovo

ed

io di

nuovo

durando il giuoco undici o doavvenne che pe' miei soccorsi il bianco

lo rialzai; e cos
dici

minuti

riusc finalmente vincitore del grigio.

Come

l'amico

Jacquot fu padrone delle tre damigelle, pi non


si

momento. Per
passava pi non veniva a me: soltanto
a lasciarle un

arrischi

quand' io

mi dava da
e battendo

lungi alcuni segni d'amicizia, gridando


e

l'ali,

faccenda fino

al

poi le femmine

potendo

solo

lasciarle

nulla

tempo

pi.

dell'

Cos continu

la

incubazione; quando

misero a covare, egli allora,


con sicurezza, fu tutto per me.

si

a,

L OCA DOMESTICA.

Un
all'

I<)J

giorno, avendomi seguito fino alla ghiccia]


alto del

parare da

mezza

parco
lui

ed

ivi

dovuto sebosco d'Orangis, a

essendomi

per andare

al

io

lega di distanza, e quindi avendolo chiuso

medesimo, egli si mise a gettare grida


stranissime. Io nondimeno continuai la mia via; e
gi era pervenuto ad un terzo di essa , quando
lo strepito d' un volo pesante mi fece volger la

nel parco

Jacquot che scendeva a terra, quattro passi distante da me. Ei mi segu per tutto
il cammino
parte a piedi , parte a volo , precedendomi spesso e arrestandosi ai crocicchj , per

testa, e vidi

vedere qual sentiero io prendessi. Il nostro viaggio dur cos dalle dieci ore della mattina alle
otto della sera attraverso gli andirivieni del bosco,

senza che

mio compagno si mostrasse stanco.


D'indi in poi egli pi non si divise da me a segno <T essermi non mediocremente importuno
poich' io non poteva movermi senza eh' egli si
mettesse sulle mie orme. Un giorno venne a trovarmi

il

fino in chiesa; e un' altra volta,

cercandomi

egli pel villaggio, e nel passare innanzi alla finestra del curato

camera

avendomi

sentito parlare nella sua

entr in casa, sal la scala, e giunse im-

mandando un grido di gioja,


che fece al curato molta paura. Io mi sento serrar il cuore, narrando queste cose del mio fedele
Jacquot, da cui, malgrado il mio attaccamento,

provviso ove io era,

fui costretto di

separarmi. Il povero babbeaccio

L OCA DOMESTICA,

JQ2
si

credeva egualmente libera negli appartamenti

pi puliti come nel suo, onde avendo pi volte peccato-assai gravemente di poca creanza, fu chiuso,
ed io non lo vidi pi. L' infelice visse per un anno
fra le angosce della sua prigionia

tendo pi sostenerle

si

come un pezzo

per.

Egli

non pa-

finche

di legno, secondo

era disseccato

fu detta, poi eh' io non ebbi cuore di vederlo


la

sua morte

mi fu tenuta

mi

quello che

ascosa per pi di

due

mesi. Se dovessi narrare tutte le prove d' affetta

pavera Jacquot mi avea date, non finirei


in quattro giorni: egli mor nel terzo anno della
nostra amicizia, avendone sette di et, e qualche
che

il

mese

La

carne

un oca giovane

d'

ma

riputata cibo ec*

che se ne trae di pi pregiata


sono le sue piume. Servono esse a quasi tutti i
nostri letti di Europa. In Asia , ave non si conoscono , si empiono le materasse di lana , di pelo
celiente;

di

cammello e

ci

di

fa ivi desiderare

morbido. Fra

piuma

bambagia:
nulla

soffice

non pare che

il

tal

materia

di pi

letti di

Plinio non parla

fossero usati da nessuno,


,

su

cui

usava

si

capo.

Le piume
gliori

calore del clima non

pi

di

gli antichi

che di cuscinetti di
posare

il

di

Sommerset sono riputate

quelle d' Irlanda

Hudson ne

le

pi

cattive.

le

La

fornisce anch'essa di bellissime

upponsi appaitenere ad una specie d'oca.

mibaja

che

19-5.

OGA DELL' ISOLE EBRIDI.

L'

Il suo capo e

una

tinta

rossiccia

bianco sporco

gambe

le

il

suo collo sono cenerognoli cor

il

il

petto

dorso interamente- cinericcio

piedi sono colore

zafferano

di

Quest' uccello compare

unghie- nere.

nelle paludi della provincia di Lincoln

stagione

si

un

ventre d'

il

pasce principalmente

In primavera egli se ne ritorna


vaggi d'Europa..

autunno

in

e in quella

biade

di

lo

ai luog;hi

verdi.

pi

sel=

L'OCA BERNICLA.
Ha

becco nero e cortissimo

il

chia color
in parte

chi

il

diil

carne da ciascun

mento

il

petto e

rimanente del capo

del dorso, neri

il

con una

ventre son bian-

il

collo e

le cosce screziate;

colorato

principio

il

tutto

ad onde di grigio e
frangia bianca; il groppone, la coda
tello

suo capo

Il

lato.

mac-

il

di nero
:

mancon

piedi son.

neri.

Le

bermele- sono comunissimi in inverno in

al-

cune parti settentrionali e occidentali dell' Inghilterra , ma rare nelle- meridionali , ove non si veg-

gono ohe nella stagione peggiore. Nel mese di febbraio si ritirano verso il nord per farvi il loro nido.
Tra le false meraviglie , che 1 ignoranza , sempre credula , ha si lungo tempo* anteposte ai fatti
Gabinetto T. IV.
tJk
?

l'oca bernicla.

19.4

semplici e veramente mirabili


forse delle pi assurde

celebri

della natura

nondimeno

certe conchglie

una

pi
delle bermele da

preteso nascimento

il

appellate anatifere,

delle

su certi al-

beri delle coste della Scozia e delle Orcadi, o nei


legni tarlati de' vecchi navgli.

Mayer, che ha

scritto

espressamente un

tato sugli uccelli di cui parliamo,

veranza che escono da conchiglie

trat*-

dice con asse-

e aggiugne che

ogni volta eh' egli ha aperto una di queste anatifere

sempre

vi

ha trovato Y embrione

della ber-

mela.

Gerard , autore

inglese che scrisse sul

medesimo

soggetto, asserisce d'esser egli stato testimonio che le

bernicle nascono dalle conchiglie sui vecchi vascelli

o sugli alberi

che queste conchiglie hanno


somiglianza col dattero marino; che quando gli
uccelli di cui si parla sono interamente formati,
esse si aprono , e lasciano vedere per prima cosa
piedi degli augelli medesimi, i quali maturi che
cariati;

siano, saltano in

mare, ed

ivi

prendono piume, e

diventano della grossezza dell'oche.


Sir Roberto

Murray

nicla , inserito nelle

in

un

articolo

sulla ber-

Transazioni filosofiche

rac-

conta d' aver veduto nelP sola d' Est un grossis?imo abete, coperto d'una moltitudine di picciole
conchiglie

sospese

branosa, eh'

mento

all'

ei

ali'

albero da una sostanza

mem-

suppone dover servire di nudri-

uccello.

Egli assicura di avere aperto

L OCA BERNICLA.

jgS

quelle conchiglie, e trovato in ciascuna l'embrione

ben formato e distinto d' un uccello acquatico simile ad un' oca.


Queste favole sono veramente ridicole ; ma poi
che furono accreditate da molti autori, credemmo
doverle riferire, se non foss' altro come esempio
di quel fascino che anche per lo spirito degli
scienziati hanno le meraviglie, cui preferiscono
alle cose pi. naturali. Agli strani racconti, che
riferimmo intorno alle bermele , pu aver dato
luogo

come

fanno

d'

Blumenbach,

riflette

cibarsi ch'esse

il

inverno cos in Iscozia, come in

temperati

delle

conchiglie anatifere

altri
il

climi

che an-

ticamente era gi accaduto riguardo all'evitropo^


specie d' oca molto analoga.

Le

piccole bernicle o

bernacle frequentano in

inverno le coste d'Inghilterra, d'Olanda e d'Irlanda.

Le

capo,

il

loro

piume

collo e

il

in

generale son brune

petto son neri con

un

Neil' inverno del

740

il

il

collare

bianco. Si addomesticano facilmente, e riescono

boccone delicatissimo, dopo essere

un

state ingrassate.

vento del nord condusse

una quantit prodigiosa di tali uccelli sulle costo


di Piccardia, ove fecero un grande guasto fra le
divorandone

biade

delle

campagne dichiararono

nerale

ma

fino

le

radici.

loro

una guerra ge-

sebben ne uccidessero

di pietra e di bastone

sembrava diminuirsi.

Il

mai

il

molti a colpi

numero non
non cess che

loro

flagello

Gli abitanti

l'oca bernicla.
196
quando cess il vento che lo avea portato appena
tornata Y aria tranquilla, gli uccelli distruttori tutti
:

partirono.

L'OCA ARMATA,.
Questa 1' unica specie, non solo della famiglia
dell' oche , ma di tutta la trib degli uccelli palmipedi , che abbia sproni alle ali , come quelli ,
di cui

Kamichi,

il

Jacana, alcuni pivieri e

il

al-

cune pavoncelle sono armate; carattere singolare


che la natura ha poco ripetuto e che fra l'oche
distingue questa da tutte 1' altre. S pu paragonarla, per la misura e le forme, all'anitra nauseata. Essa ha le gambe alte e rosse, il becco del
medesimo colore ; la fronte sormontata da una piccioJa caruncula ; la coda e le penne maggiori
,

dell'ali

nere; le

loro

coperte verdi; le

grandi

un nero

picciole bianche, traversate da


il

mantel rosso con

riflessi di

cerchio degli occhi del


tinge pure,
il

ma

ci

capo ed

si

il

qual

collo;

fondo giallognolo.

descrive quest' oca sotto

oca di Gambia; e
dell'Africa, e

il

il

il

finamente orlato di un pic-

ciolo dentello grigio sopra

Brisson

porpora oscura;

medesimo colore,

leggiermente,

dinanzi del corpo

bindello;

infatti certo

il

nome

di

ch'essa nativa

trova particolarmente al Senegal.

'7

L'OCA BRONZINA.
E

grande bella

e rimarchevole per

una larga

escrescenza carnosa, in forma d cresta,

pra del becco, e pei

come

centi

accia jo

riflessi dorati

brunito

di so-

bronzini e lu-

cui

di

al

brilla

suo

il

mantello sopra un fondo nero.

La

met superiore del

spruzzate di nero

su fondo bianco.

due

collo

sono

Le piume

sua testa, e la

coprono queste

clie

parti del corpo sono picciole e arruffate, anzi

sul di dietro del collo

formano

nanzi del corpo bianco, e

meno

Quest' oca

ricci.

Tutto

il

di-

fianchi son grigi.

ed ha

massiccia,

collo

pi

che Foca selvaggia comune, sebbene la sua


taglia sia per lo meno egualmente grande. Essa
sottile

ci

stata inviata dalla costa di Goromandel.

L'

OCA DEL CANADA.

Essa un poco pi grande che


Il suo capo,

Sotto

forma

il

suo cllo,

d'

becco son neri.

suo

ha una larga fascia bianca della


una mezza luna. La pancia una parte
,

il

dorso e le coperte

un bruno, scuro

la

dell' ali

coda mista di

gambe sono
Le oche del Canada
j

oca domestica.

petto essa

il

del ventre

bianco

il

1'

le

tentrionali delF America.

gono a torme nella baj a

sono di

nero

e di

colore di piombo.

abitano

le parti

pi

set-

Ogni primavera si vegd'Hudson, d'onde vanno

L OCA DEL CANADA*.

I98
sin

al nord,

zogiorno in

per fare il nido, e ritornano al mezautunno Gli Inglesi della baja. d'Hud-

son fanno un grand' uso di questi uccelli per loro

nudrimento. Negli anni buoni ne uccidono spesso


tre o quattro mila, che salano e conservano entro
barili.

per difficilissimo

il

colpirli a volo. Gli In-*

formano a quest' uopo delle capannucce


con rami d' albero , disponendole sopra una sola
linea ad un tiro di archibugio l' una dall'altra nelle
vaste paludi del paese. Ogni capannuccia occupata da una sola persona, che attende il passagdiani

gio degli uccelli

e al loro avvicinarsi contraffa

che ingannati vengono per


cos dire sotto la sua mano. Ucciso che ne abbia
uno, lo posa sui rami come se fosse vivo, onde
attirarne altri; e talvolta usa anche a questo fine
uccelli imbalsamati. Non raro che in una buona
giornata un solo Indiano uccida colle sue arme da
fuoco due centinaja di oche, poich'esse vanno a
stormi pi o meno numerosi, ed egli sa imitare
mirabilmente le voci diverse delle diverse loro

bene

il

loro grido

specie.
Il loro arrivo

aspettato con impazienza

sendo esse le foriere della primavera; e


in cui

debbono venire appellato

il

mese

il

es-

mese

dell'oca.

i 99

L'

OCA DI NEVE.
La man-

della grossezza dell' oca ordinarla.

dibola superiore del suo becco scarlatta


feriore

bianchiccia.

generale

color

Il

in-

1'

sue

delle

penne bianco , eccetto le dieci prime dell'


che son nere con alcune macchie bianche.

ali

piume

fino a

che

sono azzurre.

Le

delle giovani di questa specie

non abbiano

gambe

Y anno

passato

Le

delle giovani che delle vecchie son rosse.

Gli uccelli

comunemente

veggono assai
Hudson. Essi 1' abban-

di cui parliamo
alla

baja d'

si

donano

n primavera 3 per andar a fare il loro


nido in un paese ancor pi settentrionale. .Si trovano altres nel nord del continente antico. Gli
abitanti della Siberia fanno

principai

nudrirnento

di

il

loro

piume ne

ca-

quasi

essi

delle

vano un commercio assai importante. Quasi ogni


famiglia ne uccide miglia ja in una stagione
e
;

dopo

averli spennacchiati e sventrati

ticchiano in

buche

fatte

gli

espressamente

ammone

li

ri-

coprono soltanto di terra , che quando gelata


forma una volta, e li conserva freschi e sanissimi.
In que' climi glaciali 1' oche, di cui parliamo,
sono s accostevoli , che si prendono d' una maniera quasi ridicola. Si pianta in linea retta sulla
riva d'

un fiume una gran

Uno

d^' caccia-

d'un renne bianco, s'avanza


oche 5 ed indi si volge dalla

tori vestito della pelle

verso uno stormo d'

rete.

L OCA DI NEVE.

iJtOO

parte della rete. I suoi compagni prendono allora


quello stormo alle spalle , e lo spaventano per
cacciarlo

l'uomo

innanzi.

Le

sciocche bestie,

prendendo

vestito di bianco pel proprio conduttore,

seguono senza diffidar iella rete, che, abbassata con prontezza, le avviluppa, e le rende tutte

lo

prigioniere.

Il signor

Hearne per

viaggio al nord dell' oceano

Beve di

dice,

tutte le specie d'oche la

nel

altro

suo

che Y oca di
pi sabatica-,

OCA GRIGIA
DELL'ISOLE FALKLAND,
L'

Grossissma bestia, che pesa venti o trenta


bre. Il suo becco di color d' arancio
il

collo e

il

di sopra del

le cosce quasi turchine; le

lib-

la testa,

corpo son cenerognoli

penne maggiori

dell'ali

coda Son nere. Ciascun ala , ove si pieg%,


armata d' uno sprone giallo , d' un mezzo pollice
di lunghezza.
Gli uccelli della specie di cui parliamo, sono
e

la

incapaci di volare
loro ali;

La

ma

cagione della brevit delle

corrono sull'acqua rapidissimamente.

loro carne dura e di cattivo gusto. Esse abi-

tano principalmente le isole Falkland,

e la terra

degli

andare

Stati.

coppia.

Yeggonsi ordinariamente

L'

ANITRA RIDENTE.

Edwards ha dato
quest'oca, la qual

di

al settentrione

ridente
dell'

Ame*

motivo, che verosimilmente

il

viene dal gridar suo

uno scoppio

appellativo

trova

si

senza dircene

rica,

l'

sembratogli somigliante ad

Essa della grossezza della


nostr' oca selvatica; ha il becco e i piedi rossi; la
fronte bianca; tutte le piume superiori del corpo
d' un bruno pi o meno scuro , e le inferiori di
un bianco sparso di macchie nericee.
di risa.

Quella descritta da Edwards gli era stata inviata


dalla baja d'Hudson; ma egli dice d'averne vedute altre simili a Londra nel cuor dell'inverno.

L' oca ridente si trova pure nel nord della


Svezia , in Russia e in Siberia. Il signor Pallas

mese di maggio stormi


simil specie a Oufa, che di l sogliono
contrade pi settentrionali; ed appari-

dice di aver veduto sin nel

d'oche di
recarsi in

scono anche
stesso

nelle

viaggi atore

incolte

pianure

ne vide pure

d' Istek.

altri

stormi in

aprile presso l'imboccatura dell' Oustiak:

correvano
le altre

si

la

campagna

per cercarvi

il

dirigevano per aria verso

Lo

le

une

loro cibo
il

nord. Il

compagni del signor Palosserv egualmente nel mese di settembre,

signor Soujef, uno dei


las,

una gran quantit

di tali

uccelli,

che arrivavano

dal settentrione ai luoghi intorno di Brzat.

OCA DELLA CUFFIA NERA.

L'

Due

fasce nere

parallele in

forma di mezza

luna, le cui punte risalgono verso agli occhi,

pongono una specie

di cuffia

com-

sul di dietro della

Alcune macchie parimente

testa di quest' uccello.

nere sono sparse sulla parte superiore del suo collo


che bianca. Il resto della testa , il petto , la

groppa e la parte superiore dell'estremit della


coda sono egualmente di color bianco. Le penne
del dorso appajono grigie con orlo di tinta alquanto
pi chiaro.
zioso colora
eccetto

il

orlate di
all'

Un
il

grigio cenerognolo ancor pi gra-

di sotto del collo e quello del corpo,

basso ventre, le cui

piume son brune,

La

ma

bianco.

estremit ;

il

coda grigia,

becco

suo punteruolo nero;

d'
i

un bruno

bianca

gialliccio

ha

il

piedi sono di color fulvo.

Veggonsi nell' India , durante l' inverno, torme


numerose <T oche di questa specie. Esse fanno
ma per una
gran guasto ne' campi delle biade
specie di compenso la loro carne eccellente.
Quando partono in primavera , supponsi che ritornino al Thibet e in altre contrade del nord,
d' onde ripartono di nuovo all'avvicinarsi della
;

fredda stagione.
L'

OCA DAL COLLO ROSSO,

Appartiene ad una specie delle pi eleganti.


Essa poco conosciuta in Inghilterra ; ed abita

L*

2o3

OCA DAL COLLO ROSSO.

principalmente

coste

le

del

mar

Pesa

glaciale.

ordinariamente tre libbre. La sua carne saporitissima,


ed esente da quell'odore d'olio e d

palude, che dispiace negli


L'

Non

acquatici.

altri uccelli

OCA KASARKA.

pi grossa dell' anitra selvatica

trova

si

in Siberia, e passa, dicesi, la stagione invernale

nell'India. Il suo becco nero;

il

suo collo,

condato d'un nero collare, ferrugigno;

cir-

color

il

dominante delle sue penne un rosso di mattone


assai Vivo; la coda d'un nero verdiccio.
Gli uccelli di questa specie fanno il loro nido
negli alberi incavati. Il maschio e la femmina covano a vicenda. L' affetto che si portano fra loro
s forte, che se 1' uno ucciso , 1' altra non lascia d' inseguire il cacciatore , finch non l' abbia
indotto a far fuoco

La

loro voce

rina.

pre

tre volte sopra di essa.

rassomiglia al

si

Gli sforzi

due o

fatti

suono

d'

una

per addomesticarli sono

eia-

sera

riusciti vani.

L'OCA DELLA GUINEA.


Quest' augello

il

quale unisce

in

se

teri dell' oca a quelli del cigno, era stato

aggiustatezza
talvolta

appellato oca- cigno.

Or

carat-

con molta
si

chiama

anche oca di Moscovia. Egli comune

l/

o4

OCA DELLA GUINEA.

nella gran Brettagna, e fa lega facilmente colf oca

ordinaria. Il suo portamento fiero; la sua testa

sempre

elevata",

tutta la giornata

ad alzarla

senza

provochi

lo

OCA ARTICA,

grossezza d' un* arzavola

della

lunghezza

pollici di

che nessune

cos di continuo.

1/

sua voce fortissima e strepitosa

la

ha dodici

e pesa dodici once.

I suoi

occhi sono grigi o cenerognoli; le parti superiori


e

della testa

bianche

del

due

corpo

lati

della

son

nere

testa

le

inferiori

sono bianchicci

con lieve tintura di giallo il petto circondato


d' una specie di nera collana ; le ali sono cortis*
;

sime
le

la

coda nera ha due pollici

gambe e

piedi sono di color

lunghezza

di

rancio

le

un-

becco d'una frma


triangolare, terminata in punta acuta e fossa,
ghie d'un turchino carico;

con tre o quattro picciolo

il

scanalature

traversali;

mandibola -superiore, un po' curvata all' ingi,


orlata presso la testa d' una sostanza callosa

la

come nel pappagallo gli occhi sono


mezzo ad un'escrescenza di *carne di
Quest'oca ha le gambe cos poste
che cammina quasi rotolandosi per

collocati in

prende

il

color livido.
all'indietro,

volo se non difficilmente;

terra.

ma

Non

va ra-

pidissima sopra l'acque, di cui sfiora co' piedi la


superficie ,

il

che ha

fatto credere

che per

nersi la battesse di continuo colle sue

ali.

soste-

i>

ao&

oca artica.

Essa non costruisce alcun nido


ma fa le sue
o in alcuni buUova nelle fenditure- delie rupi
;

chi in riva all'acque, cui sa ingrandire o scavare


ella stessa, qualor non.

Neil' inverno

gli

ne trova di

fatti*

questa specie

di

uccelli

belli

Willoughby, visitano regioni troppo lontane >


perch temono d' essere discoperti. Alla fine d
marzo o al comjnciamento, d' aprile arriva una
picciola schiera, e rimane due o tre giorni, corno
dice

per riconoscere le antiche abitazioni e vedere se


siano in buono- stato. Ci fatto, essa parte, e rfc
torna poi al cominciar di maggio coli' esercito intero. Ma se la stagione tempestosa , se il mare
agitato, gran

nere

travaglio sono

gli sventurati viaggiatori:

a centinaja sopra lo rive


ria

magrezza

attesta

probabile che

ove

costretti di

soste-

trovano talvolta

si

la loro straordina

che sono morti di fame.

pi sull'acqua
che in aria, e che nella procella, non potendo
pescare, loro manchino le forze prima di poter
giungere a. quegli asili ospitali , a cui sono riij

loro viaggio

si

faccia

volti.

Quando

essi

preparansi a covare

sempre pochi giorni dopo


scavano un buco vguo alla riva
viene

che

siansi

si

loro

il
,

(il

che av*
arrivo

ove addentrati

volgono
adaprano unghie e becco, fin-

rovesciano sul dorso

si

per ogni verso ,


che gli abbiano dato otto a dieci piedi di pro-^
fondita.

Ci

fanno

ordinariamente

SQtto

di ujaa

l'oca artica.

ao6
pietra

perch

ivi

trovano maggior sicurezza.

questa fatica principalmente de* maschj,

pongono

in essa tanta attenzione

lora prenderli

colla

che

si

quali

pu

mano. Talvolta per

se

al-

la

risparmiano, impossessandosi delle tane de' conigli. Procurato che sia e ben fortificato il nido,

femmina vi depone un uovo bianco della grossezza d' un uovo di gallina , sebben ella non sia
pi grossa d' un piccione.
Il maschio divide colla femmina la cura del
la

covare. I pulcini escon fuori del guscio al cominciar di luglio. Incredibile il coraggio con cui
il padre e la madre li difendono. Pochi animali

osano

assalirli

nei lor nascondiglio. Jacobson dice,

che quando il corvo loro si avvicina ,


vanno arditamente ad incontrarlo , lo

genitori

prendono
al petto col loro becco
gli piantano l' unghie
,
nella pancia, e non lo abbandonano, se prima non
lo hanno strascinato sotto acqua , ove giungono
talvolta ad affogarlo. Sovente peraltro il corvo
riesce vincitore e quando pu penetrare nel nido
dell' oche artiche , senz* essere veduto , divora i
;

genitori e tutta la famiglia

Questi uccelli appartengono ai nostri mari ; e


sembrano avere il loro luogo di adunanza nell'isole
Sorlingues, e pili particolarmente nelF isolotto
scoglio alla

punta dell' isola di Man. Ivi si veggono in abbondanza altri uccelli del medesimo
genere, ma d'una specie differente. Essi vi ar-

1 OCA ARTICA.
rivano in folla al venir

della primavera,

minciano dal far guerra


unici

gli

tane

abitanti

per farvi

cui

a'

conigli

abbandona

la sera; e

ad

lo

intervalli

co-

che ne sono

nido.

Dacch

cino in ciascun nido venuto in luce


lo

discacciano dalle loro

essi

proprio

il

ao^

la

il

pul-

madre

primi albori , per non tornar che


nutre poi di notte rimpinzandolo

ai

della sostanza de' pesci, che tutto

giorno va traendo dal mare.


digerito nel suo stomaco

si

il

L' alimento mezzo


converte in una specie

porge al figlio suo , il quale ne


divien grassissimo. In questo tempo i cacciatori
fanno grande e facile presa di giovani uccelli del

d' olio

genere

eh' ella

di cui parliamo

prendendoli nelle loro

Questi per per divenir mangiabili hanno


d'uopo d'esser messi in sale, che temperi il cat-

tane.

tivo gusto del loro grasso

narra che avendo

eccessivo.

Willoughby

costume di tagliare
un piede a ciascuno d tali uccelli, per contarne
alla fine il numero , il popolo si era persuaso che
nascessero con un sol piede. Si prendevan una
volta , fra V altre maniere , per mezzo di furetti

come

conigli

',

cacciatori in

ora

si

fanno uscire dai lor nascon-

con bastoni uncinati. La loro carne , come


di pescivori, fu gi permessa dalla chiesa ne' giorni
di magro.

digli

La

nell'isola di
li

fa

che si fa di questi uccelli


punto non gli intimidisce, n&
popolo all' incontro pretendo

caccia continua

Man,

fuggire.

Il

ao8

l3

che il r libar loro


nuova covata tiell'

OCA

ARTICA.'

nido

il

sia

un obbligarli
Tutti

istesso luogo.

far

gli uccelli

genere non danno che un uovo per


volta: se il primo per loro si prende , ne fanno
un secondo , e , rapito loro il secondo , ne fanno
di questo

anche

covata

Ma

terzo.

allevati

pulcini di seconda o terza

troppo tardo

e non

coperti in-

tempo della migrazione


rimangono nell' isola. Gli altri abbandonano in
agosto la lor dimora estiva, per non ricomparirvi
pi che nella primavera seguente. probabile

teramente di piiune

eh' essi passino

regioni pi.

in

sissimi d'uccelli acquatici,

dirigono

corso-

il

freddi sembrano
;

che

caldi.

di

simili

verso

poich

il

quali, al lor ritorno,

essere

infatti

La

quantit d' olio,

augelli

sono

dai rigori dell' aria

loro pi

di

impregnati,

ma

settentrione.

quindi ne sono, molto, pi

nevoli
i

fredde

veggono sovente stormi numero-

marina]

-nostri

al

climi

conve-

abbondanti
cui

li

corpi

garantisce

divien loro nociva ove

perch 1' olio corrompendosi li


fa perire. In generale per non pu dirsi che
gli uccelli
acquatici sieno particolari a vermi
clima; dacch l'acqua, il vero elemento in cui
\ivono. Dimorano per necessit alcuni mesi d'estate
sopra la terra onde allevarvi i loro pulcini ; ma
il resto
dell' anno., che non, impiegano a viaggiare
lo passano, sovra coste sconosciute , ove
questa calda r,

,.

trovano, in

abbondanza

ij

pesce di cui

si

nutrono*.

l'

Il

oca artica.

2109

signor Pennant assicura che Y affetto di questi

grande , che quando ne


vengono separati, o rattenuti per le ale, si fanno
da so stessi per disperazione crudeli ferite nel
uccelli pei loro figli

corpo , e rimessi in
il

libert

si

precipitano

entro

loro nido, invece di fuggire. Il signor Bringley,

per altro , il quale , onde assicurarsi di questo


fatto , prese nel 1801 dai loro nascondigli parecchi uccelli di tal genere che aveano pulcini, ac,

certa che morsero bens lui violentemente,


gi s

navano

medesimi; e che
al

nido

s'

rimessi in libert tor-

era vicino

Quando

era pi agevole.

ci

ma non

e volavano
questi

via

uccelli

se

sono

fanno sentir un romor singolare , simile a quello d' un naspo che si aggiri
e il rinforzano se mai sono presi. Ove poi tencolla loro famiglia

romore somiglia

tino di fuggire, questo

agli sforzi

che fa un muto , per esprimersi colla voce d


qualche maniera.
I giovani sono interamente coperti d* una calugine lunga e nerccia
e nelle forme differi;

da non potersi
credere della medesima specie se non a stento.
Il loro becco lungo, appuntato e nero, e quasi

scono

non

siffattamente

vi si

dai

vecchj

scorgono scanalature.

I kamtschadali e

pi becchi

kurili portano al loro collo

d' anitre artiche

attaccati

a una stri-

danno con par*


ticolare cerimonia; e credono di dover essere fa*
Gabinetto T. IV.
l4

scia d

cuojo

che

sacerdoti loro

&IO

!>'

OCA ARTICA.

voriti dalla fortuna, finch

portano questa specie

di talismano.

Dietro le osservazioni

fatte

da TTgo Davies sulle

forme del becco dell' anitre artiche ,


sembra che quelle di un solo anno d' et lo abbiano picciolo , debole, senza scanalature e d' un
colore bruno ; quelle di due anni assai pi grande
differenti

e pi forte, con un principio di

scanalatura alla

base ; le pi provette di color vivissimo, di molta


forza e con scanalature distinte. Pare
esse

certo che

non covino prima d'aver compito

il

terzo

loro anno.

L'IMBRIM O

GRANDE SMERGO

IL

DEL MARE SETTENTRIONALE.


Ha

mezzo di lunghezza; il
becco lungo quattro pollici e mezzo nero, ecil quale d' un bianco pallido
cetto in punta
la testa e il collo d un nero come di velluto. Egli
quasi tre piedi

pur rimarchevole per un collare spaccato, com-

posto d piceiole fasce longitudinali, alternativa-

mente nere e bianche. Il di sopra del suo corpo


nero, spruzzato di bianco; e il di sotto bianchissimo.

Le

ale sono brevi; la

coda e le gambe

son nere.

La femmina

della specie di cui parliamo,

meno-

grossa che

il

maschio. Questi uccelli abitano prin-

cipalmente

mari del settentrione, e sono comu-

nissimi sovra alcune coste della Scozia.

l'imerim o il GRANDE SMERGO.

Sebbene molti
dine di attuffarsi

inseguendo
il

nome

di

uccelli acquatici
,

la loro

anche sino
preda,

211

abbiano

fondo

1'

all'

abitu-

acqua,

dato di preferenza

si

palombaro o marangone ad uno, che

differisce dagli altri pel

suo

becco

diritto e

ap-

puntato, ed ha le tre dita anteriori insieme unite

da una membrana intera, dalla quale il dito intcriore , per cos dire, orlato in tutta la sua lunghezza; e nondimeno resta separato. Quest'uccello
ha di pi l'unghie picciole e acute, la coda cortissima e quasi nulla
piedi molto schiacciati e
i
posti affatto indietro al corpo finalmente la gamba
nascosta rielF abdomine ; disposizione opporiunis,

sima

all'

azion del nuotare,

ma

contrarissima a

camminare. Infatti lo smergo, di cui


parliamo, costretto, quando trovasi sopra terra,
di tenersi diritto in una situazione quasi perpenquella del

dicolare, senza poter' mantenere

suoi movimenti

l'equilibrio

laddove in acqua

si

move

maniera tanto sicura e pronta*, che schiva


dell'

archibugio

parte , e

il

tuffandosi

chiarore dell'

segno. Quindi

nei

d'

la

una

palla

che
accesa polvere gliene d
nell' atto

istesso

buoni cacciatori adattano all' archibugio un pezzo di cartone, che lasciando libera
la mira , tolga all'occhio dell'augello il fuoco del
i

polverino

molti forse noto

ne, che

il

moto

per propria osservazio-

de' piedi degli

uccelli acquatici,

lo stesso che se camminassero sopra terra.

Ma

l'imbrim o il grande smergo.

aia

nessuno per avventura ha notato

White

dice

signor

il

che gli uccelli della classe de' marangoni


colle loro ali che co' loro
b" ajutano egualmente
,

piedi.

facile convincersi

verit di questa

della

asserzione, esaminando le anitre, quando sono inseguite dai cani in uno stagno poco profondo.

credo che ancor

genere di

siasi

volatili,

di

spiegato perch

parliamo,

cui

cosi innanzi nel loro corpo.

ch

tal

mento
luto

le

Non

ali

del

sieno poste

presumibile (poi-

collocazione non fa che essere d' impedial

volo

accrescere

che
la

la natura abbia

celerit

per essa vo-

loro

dei

movimenti

sull'acqua, provvedendoli di quattro remi, invece


di due.

come

Se

le loro ali fossero

negli uccelli terrestri

pi presso

ai

piedi

riuscirebbero al nuoto

molto pi nocive che utili .


Alcuni scrittori settentrionali, come Hocero medico di Berghen , hanno asserito che i grandi
smerghi fanno il loro nido e la loro covata sotto
acqua il che , lungi dall' esser vero non pur
verosimile. E quel che leggesi in questo proponelle Transazioni filosofiche , cio eh' essi
sito
tengono le loro uova sotto 1' ali , e le covano cosi
sembra egualportandole seco dovunque vanno
,

mente favoloso. Quanto di probabile pu dedursi


da simili racconti si che i nostri smerghi nidifichino sopra scogli e coste deserte, e che nessun osservatore fino ad oggi abbia veduto

mdoo

il

loro

L'iMBPJM O IL GRANDE SMIGO.


Sonnni per altro
di

musco

d'

dice

erbe

ch'essi

rive

sulle

lo

21

compongono

solitarie de'

gran

femmina vi depone in giugno due


uova molto grosse e d' un bruno chiaro.
laghi

e che la

ZOPPO O PICCIOLO SMERGO.

IL

L' appellativo di zoppo viene a quest' augello


dal suo andar vacillante, quando si trova a terra,
poche volte, nuotando egli quasi
il che avviene

sempre,

e facendo

il

nido a

filo

d'

acqua sulle

Pochi hanno veduto questo nido;


e gli Irlandesi dicono 'eh' esso covi le sue uova
sotto le ali in alto mare , il che non niente pi
verisimile che il covare dell' imbrim sotto l'acqua.
Il zoppo meno grande di esso, e pu per la
deserte.

coste

taglia rassomigliarsi all'anitra. Il suo becco color


livido o nericcio

dritto e appuntato

e cos

il

con piccoli quadretti bianchi ; il


petto parimente nero ; e cos il dinanzi della
dorso
testa

parte superiore coperta di

la cui

grigie

nero

Y altro del collo coperto

somiglianti

d' altre

e la parte anteriore adorna d'

lunga velatura nera, la qual

ed in verde. Una calugine

si

fanno

berrette

sono lunghe

d' inverno.

folta

come

Le

quella del

brune sono poste

Laponi

unghie davanti

le posteriori cortissime.

corte anch' esse e

una

cangia in violetto

cigno, riveste tutta la sua pelle; di cui


si

piume
piume

cos

Le gambe
all' indietro.,

IL Z.OPPO O PICCIOLO SMERGO.

2.

1^
che

uccello

1'

non pu camminare,

non alzancoda, che pure

dosi perpendicolarmente sopra la

se

molto breve.

Alcuni

volatili della classe

che noi descriviamo,

hanno una specie di monile intorno al collo, e la


testa nera con macchie e righe bianche ; ma queste
righe non si veggono che ne' maschj
e possono
servire a farli distinguere dalle femmine.
Il principal domicilio de' piccioli smerghi sulle
coste della Norvegia, dell' Islanda e del Gron;

Essi le

land.

fanno

con

lor

il

frequentano
nido

vi allevano

sollecitudine singolare.

questo

proposito

bero molto care,


che la covata de'

durante

l'

Anderson
,

ci

vi

pulcini

loro

varie particolarit

estate

narra in

che sareb-

Ei dice

se fossero tutte esatte.

non che di
due uova e che appena un loro pulcino ha forza
bastante d'abbandonare il nido, il padre e la madre lo conducono all' acqua, 1' uno volando sempre
piccioli

smerghi

al

disopra di lui per difenderlo dagli

uccelli

di

per riceverlo sul dorso


in caso di caduta. Che se, malgrado questo soccorso , il pulcino cade a terra , i parenti si precipitano con lui; e piuttosto che abbandonarlo si

preda

1'

altro al disotto

lasciano prendere dagli

volpi

sione

uomini o mangiar dalle

che non mancano mai di


e

che in quelle regioni

spiarne
glaciali

l'

occa-

e sprov-

vedute di selvaggiume di terra, volgono tutta


loro astuzia insidiosa contro gli augelli. Il

la

mede*

IL ZOPPO O PICCIOLO SMERGO.

SI 5

smo autore aggiunse, che quando una volta


cioli

cini,

egli
glia

pic-

smerghi si sono messi in mare coi loro pulpi non ritornano a terra. Neppur vi ritornano,
dice, se per caso hanno perduto la lor fami-

il

tempo

di far nido passato

essi allora

nuotano continuamente a stormi di sessanta o

Se

cento.

gettasi

un pulcino

uno di questi stormi


siili'

in

tutti

istante a circondarlo

gli

mare

ad
smerghi vengono

e ciascuno

dinanzi

affretta di

si

fargli scorta, a segno di battersi fra loro intorno

che il pi forte lo conduca seco.


se per avventura la madre sopravviene, cessa

a lui

Ma

sino a

all'istante
il

ogni contesa fra loro, e le restituiscono

suo pulcino.
I piccioli smerghi, di cui

parla, sono

si

comuni

anche nelle parti settentrionali dell'America.


viaggiatore
nativi di

moderno

quel

difficilissimi

riferisce

il

Un

metodo usato dai

paese per uccidere

tali

augelli,

a sorpendere. Essi collocano in testa

della loro canoa gran

rami

d'

albero

dietro

cui

nascondono ; s' insinuano senza strepito presso


i luoghi frequentati dagli smerghi , e quando sono
a distanza convenevole fanno fuoco sopra di essi,
si

quantunque sovente senza successo. Morti che gli


abbiano , ne fanno seccare le pelli durissime e di
piume assai folte, e ne usano come di pelliccio 5
onde involgono i loro fucili, affine di preservarli
dall'

umidit.

MARANGONE.

IL

Quest' uccello suol pesare circa tre

libbre.

interamente coperto di piume


e morbidissime il suo capo e il suo collo

suo corpo

folte

son

bruni; e
chi

se

appariscono pure

tali

il

dorso ed

non che questi sono pi

scuri

Il

fian-

petto

il

ed il ventre sono d'un bianco argenteo; le penne


maggiori dell' ali son nericce , e le picciole son
bianche. Quest* uccello non ha coda.
Il suo becco , lungo due pollici e mezzo ,
stretto, d'un color rossigno^ e sembra compresso
da ciascun lato ; la lingua un po' forcuta
gli
occhi sono bruni con qualche mistura di rosso ;
le unghie larghe , e quasi simili a quelle della
mano d' un uomo , nere dall' una parte , e az;

zurre o piuttosto cinericce

L' augello

IL

di cui parliamo

cioli pesci e

dall' altra.

d'

si

nutre

di

pic-

erbe marine.

MARANGONE GOL CIUFFO.

della grossezza d' un' anitra. Il

rosso e lungo

capo nera

due
e.

pollici

la

suo becco

sommit

adorna d'un bel

del

ciuffo; le

suo

piume

un manile o una specie d' increspatura i lati del collo medesimo sono rosssigni il dorso e F ali d un bruno cupo e quasi
nero ? eccetto le piume pi esteriori che sono

del collo formano


;

MARANGONE COL CIUFFO.

IL

bianche;
1'

piedi e

petto e

il

unghie larghe

cenerognoli;

son

ventre

il

11 f
molto

schiacciate,

mili a quelle della specie precedente.


Anche quest'uccello senza coda. Ha

disaggradevole. L' ira o

piacere

il

piume

zare ed abbassare le

si-

un grido
fanno

gli

al-

del suo ciuffetto.

GRAN PINGUINO O GERMANO

IL

MAGELLANICO.
E

della taglia

ed ha quattro

suo capo

il

mantello

composto

e lucenti

come

suo

il

collo

piumicine corte

di

raso.

nero

di lunghezza. Nerissimo pa-

pollici

rimente
,

un* oca. Il suo becco

Una

gran

e
,

tutto

il

morbide

macchia bianca

vede fra il becco e l'occhio; e l'orlo


di questa macchia s'alza come un cercine da ciascun lato della sommit della testa, che molto
compressa. Il di sotto del corpo bianco ; e le
ali
assai pi. corte che il volo non richiederebbe , sono attraversate d' una lunga macchia
ovale

gli

si

bianca.

L* uccello , di cui parliamo , prova molta difficolt non solo al volare, ma anche al camminare:
nuota per e si attuffa ostinatamente. Se non che
i marina] hanno osservato
eh' ei mai non si allontana da quelli spazi
toccar fondo

sicch

il

ove
suo

lo

incontro

presagio infallibile di terra vicina.

pu

scandaglio

Egli

per
si

essi

nutre

Sl8

GRAN PINGUINO,

IL

di pesci

frequenta le coste della Norvegia

Gronland e di Terra Nuova; e fa


presso 1' acque del mare.

si

come

grosso

non

naria. Il suo becco


lici

nero

la sua covata

PINGUINO SEMPLICE.

IL

Non

del

molto

l'anitra domestica
sottile

due pol-

lungo
dai

schiacciato

lati

ordi-

quali

hanno quattro righe incavate , fra cui una delle


medie bianca. Le narici 3 presso la base del
becco, sono aperte in lunghe fenditure. Da ciascun lato della mandibola superiore parte una
picciola linea bianca , la quale va a raggiugnere
F occhio. Questa mandibola , lievemente adunca ,
oltrepassa un poco 1' inferiore. Il di sotto del
becco d' un color giallo assai bello ; gli occhi
sono color di nocciuola

capo

il

di sopra del corpo son neri

e le coperte dell'

lunga tre pollici

gambe
Il

di

color

nera

il

petto

il

bianco
tali

collo
,
;

pur

il

il

ventre

coda
sono le

la

piedi e le unghie.

pinguino fa

mare; e

ali

la sua

uova bianche

il

nido

femmina

vi

sugli

scogli

lungo

il

depone alcune grosse

macchiate di nero.

IL TROILO.

della grossezza delfanitre comuni.

Il di so*

pra del suo corpo bruno scuro e quasi nero 5


eccetto alcune penne dell' ali , la cui punta
bianca

il

di sotto del corpo stesso

coda ha due

pollici di

lunghezza.

bianco

Le

la

ale sono s

che appena servir possono ad


un debole volo sulla superficie del mare; e l'augello , per giugnere al suo nido posto in cima
agli scogli , non pu che svolazzare , o piuttosto
saltare di punta in punta agli scogli medesimi,
prendendo riposo ad ogni istante. I piedi non hanno
che tre diti , e sono posti molto all' indietro del
corpo; il che rende l'augello cos atto a nuotar
ed arruffarsi quanto gli poco giovevole a camminare. Quindi , s' egli inseguito o ferito } il
suo solo rifugio sotto l' acqua o sotto il ghiacstrette e s corte

cio.

Ma

che

il

perch' egli

s'

induca a fuggire

pericolo sia urgentissimo

natura assai poco diffidente.


nare e prendere con grande

troili

sulla

Ei

essendo la sua
si

lascia

avvici**

facilit.

sogliono riunirsi in isehiere 3 e fare

sommit degli

bisogna

scogli pi alti.

Le

il

nido

loro uova

sono grossissime, acuminate da una parte, e d'un


colore azzurrino con macchie nere.

Sono
d'

Anglesey

terra.

comuni

essi
3

Fero ,
Norvegia e

nell' isole

sulle coste di

in

quella

d'

Inghil-

aao

PICCIOLO TROILO.

IL
Pesa

all'

incirca

La

once.

sedici

tnta

della

parte superiore delle sue piume pi scura che

precedente. Avvi un picciolo troilo

nella specie

affatto nero; eccetto

bianca sopra

le

ali.

che porta una larga macchia!


Vuoisi che in inverno egli

diventi interamente bianco.

in Iscozia

cui

le

Un

altro picciolo troilo

piume sono

tutte

sparse dil

Edward,

ha
descritto sotto il nome di colomba del Gronland. li picciolo troilo marezzalo, che trovasi ali
K.amtschatka , ha preso Y epiteto che lo distingue dall' apparenza delle sue penne , le quali
sono d' un color bruno scuro , elegantemente maminute macchie, e che

il

signor

ci

rezzate di bianco.

IL
E

d'

una grossezza intermedia

del suo collo d'

un color nero

verde con bellissimi

di tutta la testa

cui

il

poco dalla qualit delle

ghe e

rilevate

in

fronte. Il petto e

1'

anitra

maggiori penne

il

qual

Lo

si

cangia

stesso dicasi

volume ingrossato non


piume fine, seriche, lun-

arriccione
il

riflessi.

dalla nuca fin sulla

ventre sono d'

pallido. Il dorso di tre colori


sulle

fra

e pesa quattro libbre all'incirca. Il di sopra

l'oca;

in

MERGO.

dell' ali ;

un bel

nero

all'

bianco verso

il

giallo
alto

basso

mergo.

il

mezzo

e sulle penne di

aar
medesime,

dell' ali

gradevolmente orlato di grigio intorno


groppone. Gli

sul

ocelli,

al

piedi e in parte

il

e ag-

bianco

becco

son rossi.
de' merglii la

Nel genere
mente

pi. picciola

altres,

come

testa rossa,

pe' suoi

della specie d' uc-

Perocch

colori.

mantello grigio,

il

costante*

del maschio Ella ne differisce

nella pi parte

acquatici,

celli

femmina

il

di

ha

la

sotto del

corpo bianco.
Il mergo nuota immerso interamente nell'acqua;
da cui tien fuori la sola

Anzi

testa.

talvolta si al-

profondamente resta per lungo tempo sotto


acqua, e percorre grande spazio prima di ricom*
tuffa

parire.

posi e

Suo unico cibo sono i


faccia il suo nido, come

pesci. Dicesi ch'ei

cormorano, sugli

il

alberi o fra le rupi.

MERGO CORONATO
MERGO DAL PETTO ROSSO.
IL

E
Il

IL

mergo coronato
la fronte.

piume

rialzate

bianche

Questo

in

disco

mezzo.

nel

pure

che

si

trova alla Virginia

per un vago

rimarchevole

corona
e

nere

Tutto

che gli
composto di

ciuffetto,

ciuffetto
,

alla
il

circonferenza

capo nero; e

ed il dorso. l
petto e il ventre son bianchi; le penne della coda,
non meno che le esterne dell' ali son brune; lo

nero

il

becco,

il

collo

interne son nere, e segnate di bianca riga.

Saa

MERGO CORONATO.

IL

L' uccello

parliamo

cui

di

della grossezza dell' anitra.

bruna

il

presso a poco

La femmina

affatto

suo ciuffetto pi picciolo che quello

del maschio. Essa fa quattro o

sei

uova

escono da queste

che. I pulcini che

tutte bianil

mese

di

luglio, sono coperti d'una calugine giallognola, Il

nido costrutto

d'

erbe , e interiormente guernito

di molli piume, che

pano a
Il

mergo
V

testa e

laceo,

il

tal

il

padre e

il

uopo dal

si

strap-

ventre.

alto del

La

quale

si

suo colio sono d' un nero viocangia in verde aureo; il petto

un rosso variato di bianco il dorso nero ;


groppone e i fianchi sono rigati a spirali brune

d'

bruno

di

bianco

di

bianche assai lunghe,


piedi sono rossi.

schio in ci che

spalle

si

ha

la

testa
il

d'

il

becco e

differisce dal

un

ma-

rosso pallido

davanti del corpo bian-

tinto di fulvo in sulla pancia.

no ha ciuffetto 5 mentre
d' uno bellissimo.

di

dai

di nero;

La femmina

due lati
veggono piume

cinericcio

orlate

dorso grigio, e tutto

co, debolmente

sono variate di nero

le ali

della pancia e verso le

il

madre

dal petto rosso pesa due libbre.

e grigie-bianche

la

il

maschio

fa

Essa

pompa

22$

LA PIETTA
IL

Ha

PIGGIOLO

MERGO CRESTATO.

lunghezza dalla punta del


becco a quella della coda, e due piedi dall' una
diciotto pollici di

Egli pesa

altra estremit delle aperte sue ali.

all'

una libbra e mezzo all'incirca. Ha sulla testa un


bel ciuffo composto di lunghe piume , che gli ricadono sul dorso. La sua testa porta da ciascun
lato una macchia nera
nel resto bianca egualmente che il collo, e il di sotto del corpo. La
schiena e le ali sono aggradevolmeute variate di
nero e di bianco
la coda , d' un bruno cenerognolo, ha tre pollici di lunghezza e le sue piume
laterali vanno raccorciandosi gradualmente. Il becco
;

d'

all'

un colore plumbeo

estremit

macchiato

e alquanto adunco

larghe ed aperte;

gli

di

narici

le

gambe

occhi bruni; le

piedi presso a poco del

bianco

sono
e

medesimo colore che

il

becco.

La femmina
i

lati della

nerognole

di quest* uccello

sua testa son rossi


il

petto bianco

',

non ha ciuffetto ;
le ali brune ce-

nel

rimanente

ella

assomiglia al maschio.

1 piccioli merghi
di pesci.

Sono

di cui parliamo

rarissimi

ne' rigidi inverni

in picciole

in

si

Inghilterra

e allora non

compagnie di

si

nutrono
eccetto

riuniscono che

tre o quattro.

224

MARANGONE DELLA

IL

CINA.

Quest uccello ha il di sopra del corpo d' un


bruno verdiccio , il di sotto d' un bianco giallognolo macchiato di brano ; il dinanzi del collo
bruno pallido; le gambe cenericce il becco bruno.
La sua misura non fu mai bene determinata.
Gredesi che quest' uccello sia del numero di
;

quelli di cui
tal

uopo

Cinesi

gli si

si

servono per

pone intorno

pescare.

un

al collo

anello

onde impedirgli d' inghiottire il pesce. Posato


sulla sponda del battello del suo padrone , egli
avvezzo ad attuffarsi , onde impadronirsi della
sua preda , che porta prontamente al padrone
medesimo , perch gliela tolga dal becco. Questo
va e vieni continua sino a che il padrone , contento del servizio del
il

collo

gli

buon augello

permette di pescare

gli

scioglie

per

proprio

Cinesi adoperano pi

comune-

conto.
Il volatile

mente per
appellato

la

ohe

pesca

cormorano

una

specie

pescatore.

di

pellicano

Ragioneremo

suo luogo e di esso, e della singolare maniera di


servirsene da noi accennata.

IL

HOMO.

Egli sembra tenere verso il mezzogiorno della


terra il luogo medesimo
che V oca artica tiene
5

&a5

MOMOi

IL

nel settentrione. Egli le rassomiglia in quasi tutte


abitudini, non

le

niera

di

stridula

fare

nutrirsi e di

che

dai lati, e

momo

forte

un po' curvo

piume,

le

nido

il

la

la

ma-

voce

pi rauca,

in lui peraltro

becco del

Il

meno che per

scanalato

stretto

all'estremit; la sua lingua

guernita di forti spine

le-

cui punte son

volto

crpo coperto di piume corte


e spesse poste F una sopra F altra come le scaglie;
le gambe sono grosse e brevi pianiate molto alF indietro presso la coda ; i piedi neri e schiacciati
hanno quattro unghie dirette verso il davanti;
all'

indietro-;

il'

coda tesa

la sua

composta d piume

anch' esse a scaglie, le ali

perte

come

il

picciolissime

resto- del corpo- di

piume

simili

sono co-

cortissime.,,

Questo
ali servono all' augello pi per volare che per
nuotare. Esso d'altronde (massime quello della
piccola specie) non ha che un corpo leggierissimo
da sostenere , e non scende a terra che per farvi
le sue uova e covarle, abbandonando assai di rado
F elemento ove trova cibo abbondante e asilo
e molto rassomiglianti a pinne di pesce.

sicuro.

Ma
lare

Le

come

le ali

sono

gambe

cos le

al

momo

inulil

per vo-

sono quasi per camminare.


ginocchia stando quasi nascoste nel ventre, non
;

il

veggono che due gambe corte , o per meglio


esprimerci dua piedi, che sembrano uscire disotto
alla groppa
e dai quali F uccello malissimo
Gabinetto T. IV.
xS

si

IL MOMTO.

2,2,6

portato.

Quando

egli sta dritto o

cammina, somi-

un cane , a cui fu insegnato a tenersi in


sulle gambe di dietro. La brevit delle sue gambe
non dando al corpo che un moto lento ed obbliquo se P uccello non s' aj utasse coli' ali , appena
camminerebbe pi presto d' una tartaruga.
Queste gambe che rendono il fflomo inetto a
glia

convengono mirabilmente
allo starsi che fa nell' acqua. Piantate ove dicemmo,
io spingono avanti con una prontezza straordinaria, come i remi posti quasi alla poppa rendono

viver

sopra

terra

la

rapidissime e canoe indiane.

bene come nuota.


La sua interna conformazione , cio le molte cavit de' suoi polponi , che gli permettono lunga
aspirazione, lo rendono capace di rimanere lungo
tempo sott' acqua. Per facilissimo a prendersi
sopra terra , ove si trova quasi senza difesa ,
Il nostro

augello

si

attuffa cos

imprendibile nel liquido elemento. Appena ei s'accorge d' essere inseguito , egli si attuffa e nuota

due

vedere che il becco


fino a tanto che il nemico sia molto lontano.
Com' egli non visita la terra che per venirvi a

fra

correnti

covare, le sue

mento che

lascia

piume prendono

abita pi di

suo corpo, che

si

bianca, mentre

il

continuo.

colore dell'ele-

La

parte

del

trova sempre bagnata dall'acqua,

sono

di colori

differenti, che variano colle specie.

La

sua calu-

gine molto pi calda che quella

di qualunque

altro volatile.

il

dorso e l'ali

MOMO.

IL

Egli depone generalmente

non ne

fa

che un solo

^S"
il

suo uovo (poich

sopra la superficie delia

onde garantirsi
forse dagli attentati dell' uomo e de' quadrupedi
scava buchi a due o tre piedi di profondit. Aled ivi fa la
trove s' arrampica sopra una rupe
sua covata al freddo ed al vento. Le quali due
terra.

In alcuni paesi per altro

operazioni

sendo poco

dello scavare e

meno che

sembra certo

dell'arrampicarsi,

contrarie

alla

eh' ei le faccia costretto

es-

sua natura

da una fu-

nesta esperienza.

Non avendo

appreso

scrittor giudizioso

che

difendersi

dall' avoltojo

(dice

uno

o dalla volpe,

una creatura s differente


suoi ordinar] nemici come F uomo. Egli si lasci

non aveva alcuna idea


da'

d'

percuotere alla testa dai primi marinaj che lo videro, senza pensare a fuggirsi.
cos attaccata al suo nido

donava

La femmina

che mai non

lo

era

abban-

e potea prendersi insieme alle sue uova,

senza eh' ella opponesse la minima resistenza.

La

loro specie, istruita alfine dal proprio danno, co-

minci a mettersi in guardia, ed a scegliere

pi

asili

difesi.

momo

dimora tanto poco fra noi, che pochissimo sappiamo di ci che lo riguarda. Linneo
assicura che nelle fenditure degli scogli, ove la
natura gli ha preparalo un ricovero, egli vive
sovente in compagnia di parecchi altri ; e che le
femmine, le quali depongono le loro uova in un
Il

1&8

IL

comune 5

MOMO.

covano a vicenda, stando sempre


una di loro in sentinella , per vegliare che nessun
nemico si avvicini. Queste uova sono assai grosse,
nido

in

le

paragone degli

uccelli a cui

appartengono, dac-

ch sorpassano sovente in grossezza quelle dell'oca.


Sono per in proporzione della grossezza diversa

monchi i quali variano


di Moseovia fino a quella

delle differenti specie di

dalla taglia dell' anitra

del cigno.

Non

conoscono fino ad oggi che nove specie


di monchi. Quello che chiamasi comunemente il
si

inomo patagone

il

pi

grande di

tutti.

Alcuni

individui della sua specie pesano almeno quaranta

ed hanno quattro piedi, e

libbre,

lunghezza. Il loro becco, lungo quattro

pollici di

pollici e

il

tre o quattro

mezzo

molto debole. Il capo,

il

petto

di dietro del collo son bruni. Il dorso ci-

scuro

nericcio

e tutto

il

di

sotto

del corpo

momo

dell'

pi conosciuto non pi grosso


oca ordinaria ed ha il di sopra del corpo

nero

bianco. Il

e la parte di sotto bianca.

IL

il

MONCO MAGELLANICO.

pi singolare e

trib dei monchi.

da quella

dell'

oca domestica.

sono servirgli per

sime,

coperte

La

pi rimarchevole della
sua taglia poco diversa
il

di

volare

Le

sue

perocch

piuuiiciiie

ispide,

ali

non pos-

sono cortise

pendono

magellanico

il Motsrco

sempre aperte

Le penne

sui fianchi.

$2,9

della testa,

del dorso e del groppone sono irte e nere, mendella

tre quelle

bianco di neve
nera. Il becco

pancia e del ventre

sono

un

segnato appena da picciola striscia

la cui base solcata fino alla

d'

nero, e traversato verso

met,

punta da una riga

la

gialla.

Quando

loro piedi o
la

testa

alta,

pendenti

questa specie stanno sui

gli uccelli di

sui

camminano
e

alucce

loro

le

fianchi

tengono

il

corpo

come

si

ritto

disse

guisa di picciole braccia.

Tali particolarit aggiunte alla bianchezza del loro

ventre suggerirono al cavaliere Narboroug la bizzarra idea

paragonarli

di

a'

fanciulli

che stiano

uno scossaletto bianco. Si pur


detto che i monchi posseggono le qualit dell'uomo , degli uccelli e de' pesci perocch si tengono
ritti come il primo
sono coperti di penne come
ritti,

e portino

secondi; e le loro ali simili alle pinne dei terzi,

loro servono

a solcar

l'

acque

ad

attuffarvisi

piuttosto che a volare.

Essi nutronsi di pesci

rado a

Come

riva,

solo

n vengono che

nella

assai di

stagione della covata.

mari della parte del mondo eh' essi abitano, forniscono una variet infinita di pesci,
assai raro che gli uccelli, di cui parliamo, abbiano
penuria di cibo. D' altronde la pinguedine eccessiva della loro carne prova l'abbondanza in cui
vivono, Essi corrono 'sotto l'acqua con mirabile
i

IL

il3o
celerit,

ha

MONCO MAGELLANICO.

e sono eccessivamente voraci. Glusio ne

uno, che, sebhen molto giovane,


ghiottiva in un solo boccone un' intera aringa
descritto

spesso tre l'una subito dopo

l'altra,

in,

n ancor parea

Forse in grazia di tanta ghiottornia , la


carne dei monchi dura e d' un sapor detestabile,
sebbene i marinaj inglesi la trovino molto aggrasazio.

La

devole:

pelle

di

alcuni

di

tali

uccelli

un

vero cuojo, e le piume sono s dense, ch'essi


possono ricevere un colpo di sciabola, senza ri-

maner feriti,
1 monchi magellanici vivono
tutto quando vengono alla riva.

in societ, soprat-

Si veggono allora

come

schierati sugli scogli unitamente agli albatri,


se tenessero consiglio con loro, Tali riunioni

hanno

luogo prima della covata, che comincia in novembre. Essi non fanno alcun nido, e si contentano
di raspare la superficie della terra,

per formarvi

buche, ove depongono le loro uova. Il


calore delle lor penne e del loro corpo tanto ,

picciole

che

progressi della loro incubazione sono rapi-

Non

dissimi.

ogni anno

fanno che due uova

e difendono

di color bianco

coraggiosamente

la

loro

prole.

MONCO CRESTATO O SALTATORE.

IL

pi bello della razza dei


ed ha pressoch due piedi di lunghezza.

assolutamente

monchi

il

Monco crestato o saltatore.

il
Il

suo becco rosso e lungo tre pollici.

dibola superiore curva in punta

tronca. Il capo

Da

son neri.

il

ciascun

collo

lato

dell'

bianca linea tinta di giallo

il

la

dorso

1'

occhio

quale

si

2,3 i

La maninferiore
i

fianchi

passa una
dilata e si

due piccioli mazzetti di fila


ispide, che sorgono ai due lati della testa. Le
piume della sommit di questa, pi lunghe eh
le altre , stanno diritte e formano un ciuffo. Il
allarga

all'

indietro in

di sopra dell' ali nero,

Le gambe sono di color rancio,


F unghie brune. La femmina non ha ciuffo.
Agli uccelli di cui parliamo, fu dato il nome

pure
e

orlato di bianco; e bianco

il

di sotto.

monchi saltatori, perch infatti non vanno che


a salti ed a balzi. Essi abitano parecchie isole del

di

mare

del sud.

primo aspetto sembrano pi vivaci che quelli


delle altre specie di monchi
eppure sono assai
stupidi, e si danno pochissima cura per la propria
conservazione. Ci almeno vero di ciascuno in
particolare, a cui non punto diffcile l'accostarsi.
Che se avviene che parecchi ad un tempo siano
assaliti
da' viaggiatori , vanno loro arditamente
all'incontro, e ne mordon le gambe, e ne lacerar!
:

gli abiti

ciuffo d'

con molto furore. Irritati alzano


una maniera graziosissima.

Dicesi che siano

difficilissimi

Forster avendone lasciato gran


terra

il

loro

a morire. Il signor

numero sopra

che sembravano privi d

vita

pei

la

gran

MONCO CRESTATO

IL

S^fe
x;opi

ricevuti, rimase poi tutto maravigliato, ve-

camminar gravemente

dendogli alzarsi
di

O SALTATORE.

dietro

lui.

Il loro

sonno profondissimo, poich ildottore

Sparrman
essendo per accidente caduto sopra
uno di loro il quale dormiva, lo rotol per lo
,

spazio di pi piedi senza destarlo; e bisognarono

molte scosse per trarlo dal suo assopimento.


I

ad

monchi
altri

crestati

formano

nidi insieme

loro

uccelli della specie del pellicano, e vivono

Que'nidi consistono in picoioli buchi fatti in terra col becco e


co' piedi, e si trovano spesso in gran numero sulle
con loro in buonissima armona.

Ogni femmina non

rive del mare.


lan

vi

depone che

uovo.

Penrose,
all'isola

nel

suo ragguaglio

spedizione

parla d'una specie

Falkland nel 1772,,

di monchi,

della

quali abitano in gran

numero

certi

luoghi di quell' isola , e vi fanno le loro covate.


Que' luoghi , egli dice, sono divenuti, per una

lunga dimora d
sicch loro

si

tali

dato

aggiunge, durante

il

temmo comprendere

nccell, affatto ignudi d'erba,


il

nome

tempo
ci

di citt.

dell'

che

sia

Ivi

egli

incubazione, po-

vero deserto, da

cui la presenza dell'uomo affatto sbandita.

Quando

neir universale silenzio noi andavamo per derubare

uova de' monchi

formavano parte del


nostro nutrimento, non potevamo rattenerci dal volgere r occhio d' ogni parte con una specie di
le

spavento.

le quali

IL

nidi

MOKCO CRESTATO
ove

composti di terra
d' altezza

uova

quest'
,

SALTATORE.
si

ritrovavano

C,53
,

era

elevati in monacelli d'un piede

serrati

gli

uova poi erano sempre

in

uni contro

numero

gli altri.

poco
Penrose dice che
di due, e

pi grosse che quelle

dell' oca.

in parecchi nidi

uova furono prese

quest'

Le

fino a

due volte, e sanasi potuto anche di pi, dacch


mancando le une venivano sostituite altre. Ma la
prudenza consigli il contrario , per non recar
nocumento alla propagazione della specie.
Avvi nella Nuova Zelanda un' altra specie di
monchi della grossezza d' un' arzavola; e in quasi
tutte le parti del

mare del sud

renti altre specie d' uccelli


in

grande abbondanza.

del

si

trovano diffe-

medesimo genere

CJPITOL O
Quivi
Il

cava

si

sangue

il

pellican

elei

IX.
petto

la vita a* suoi figli*

e rende

Pulci.

V
V

IL

PELLICANO.

hanno pi specie di
in compagnia con quelli

pellicani:

voracissimo.
considerarsi

della propria ;

Il pellicano

come

il

ciascun vive

bianco

il

quale pu'

pi bello di tutti,

Le

pi grosso del cigno.

sue

piume

ciascuno

molto

tutte bianche,

che son nere, hanno


una lieve tinta di rosso pallido. Quelle del collo
possono piuttosto chiamarsi una breve calugine ;
quelle della nuca pi allungate formano una specie
di cresta o di ciuffetto. Il capo compresso dai

eccetto alcune

lati,

gli

poche

dell' ali

occhi sono piccoli e collocati in due

lar-

ghe

guance ignude. Il becco ha sedici pollici


all' incirca di lunghezza ; colorato di giallo e di
rosso pallido su fondo grigio , ed ha de' tratti di
un rosso vivo nel mezzo e verso l'estremit. Questo
becco superiormente appianato come una larga
costa della spina d' un pesce , e termina come
punta di graffio. Il di dentro di questa costa o
lama, che forma

la

mandibola superiore presenta

de' rilievi nervosi; fra

quali

due diventano

al di

IL PELLICANO.

un

fuori

orlo

La mandibola

tagliente.

non consiste che

3.

35

inferiore

due branchie flessibili, le quali


servono all' allargamento di una specie di tasca
membranosa che loro attaccata e che pende
al di sotto in forma di nassa. La lingua s picciola che appena si pu distinguerla. Le gambe
sono color di piombo; e l'unghie grigie. La coda
composta d diciotto penne bianche , siccome
in

tutto

resto del corpo.

il

La

mandibola inferiore

tasca attaccata alla

di

cui dicevamo, capace di venti pinte di liquido,

ed di

tal

costruzione

che pi singolare non

Sembra

troverebbesi in altro animale.

dimensione quando vota,


grinzandosi,

si

ristretta,

straordinariamente.

La

la

ma

si

di picciola

sua pelle, rag-

allarga, all'uopo,

quantit di pesce che l'uc-

Questa sua tasca,


dicesi, abbastanza grande, perch la testa di
un uomo vi entri facilmente; anzi assicurasi che
potrebbe starvi nascosta una intera gamba.
Si adoperano le tasche de'pellican come vesciche per tenervi tabacco da pipa. Vuoisi che conciate siano pi belle e pi morbide che le pelli
cello

insacca

vi

incredibile.

Alcuni marinaj se ne fanno berrette


Siamesi ne compongono corde per istrumenti

d' agnello.

pescatori del Nilo, tenendole attaccate alla

dibola

le

vascelli

adoperano come

vasi

man-

per docciare

o per contenervi acqua, la quale non

n penetrarle n corromperle.

pu

IL PELLICANO.

2<36

Gli antichi, sempre appassionati pel meraviglioso,

guardando

alla figura straordinaria del pellicano

lo rappresentarono

come

l'

della tenerezza ^paterna,

emblema pi

toccante

in atto cio di lacerarsi

per nudrire del proprio sngue la sua


famiglia languente. Questa favola peraltro, che gli
Egizj narravano gi dell' avoltojo, non doveva ap-

il

seno

plicarsi al pellicano-, il qual vive nell'abbondanza,

ed a
cui

cui la natura

si

parl, ov' esso mette in serbo l'ampia prov-

visione, che

Labat,

il

tentamente

produce la sua pesca.


qual sembra aver studiato molto
i

seguente

nel

modo

li pellicano

coperte di folte
il

at-

costumi di quest'uccello, descrive

America, ove fu

tutto

ha dato quel gran sacco, di

sua maniera di vivere in

la

ritrovato.
egli dice

piume

di

ha

le ali

assai forti

color cinericcio,

come

resto del corpo. I suoi occhi sono piccio.

paragone della grossezza della sua testa.


1/ aria sua e il suo contegno spirano certa melanconia. Egli cos indolente ne' suoi moti, come
il fiammante vivo
ed animato. Prende il volo
a gran stento, e lo continua con difficolt. La sua
pigrezza tanta, che appena la fame pu indurlo

lissimi in

a cangiar di situazione

Sceglie, onde pescare, le ore del mattino

quando i muti abitatori dell'acque sono


maggior movimento e cerca luoghi ove pi

della sera
in

abbondano.

bello

il

mirarlo

alzarsi

trenta

IL

PELLICANO.

t&f

quaranta piedi al di sopra del mare, ed

ivi tenersi

avendo veduto un pesce, piomba


sopra di esso, che non pu sfuggirli, perocch la
violenza della discesa e la grande estensione dell'ali,
che copre gran superficie d' acqua e la raggira, lo

librato, fino a che,

stordiscono interamente. Allora

zandosi con

a "continuare

sforzo
la

il

pellicano,

per ricadere di nuovo


;

rialsi

fa

sua pesca, fin ch'abbia interamente

ripiena la sua larga bisaccia: indi se ne va a

man-

giare e a digerire in pace sulla punta di qualche

Sembra che

scoglio.

la sua digestione

non

sia

punto

due pescagioni al giorno Alla


sera, quando ha terminata anche la seconda , ei si
allontana un poco dalla riva, e va a passar la
notte su qualche albero, malgrado il suo molto
lenta, poi ch'egli fa

peso, e

deli' oca.

suoi piedi larghi' e palmati

quelli

Tutta la giornata egli dimora immobile,


uno stato di sopore, da cui non esce che

come in
quando la fame

lo-

stimola.

sempre negligentemente
Si pu dire che la sua
ed il pasto .
Il

come

La

sua testa quasi

inclinata sulla sua pancia.


vita sia divisa; fra

pellicano pesca in acqua dolce,

come

il

sonno

in

mare.

Quindi non dee recar meraviglia ch'egli s'incontri


sopra i grandi fiumi. E per singolare eh' egli
non si tenga nelle terre basse ed umide e pi
copiosamente irrigate; ma frequenti anche i paesi
asciutti,

sotto

il

come l'Arabia e la Persia, ove conosciuto


nome di portatore d' acqua. Pe-rocdb^ *i

$38

IL

ivi osservato,

PELLICANO,

che, costretto ad allontanare

il

suo

nido dai luoghi di passaggio delle carovane, porta


a gran distanza nel suo sacco acqua dolce a suoi
5

musulmani dicono religiosamente,


che Dio ha ordinato a quest'uccello di frequenper abbeverare all' uopo i pelletare i deserti

pulcini. I buoni

grini

che

mand

varino

Mecca

alla

come

altra

volta

che nudr Elia nella soMtfldine.


Gli Egiziani , facendo allusione alla maniera ,
ond' egli porta 1' acqua nella gran tasca , T hanno
soprannominato cammello de' fiumi.
I pellicani, dice un autore, conservano la loro
naturale indolenza anche nel tempo dell' incubazione;

il

corvo

quando

trattasi di

Essi non fanno alcun nido

difendere

e la

la

prole.

femmina depone

uova in numero di cinque o sei sopra la


terra senza mostrar di preferire un luogo all'altro,
e cova quell' uova senza custodirle , poich soffre
che le si prendano mentr' ella vi sta sopra .
Sembra per , volendone giudicare da quanto
siamo ora per riferire che gli uccelli , di cui si
parla, non siano affatto privi di tenerezza verso

le sue.

loro

figli,

Clavigero

e sino verso
nella

piccioletti d'altre specie.

sua istoria

del Messico racconta

che alcuni Americani volendo procurarsi pesce


senza darsi la pena di prenderlo , ebbero la cru,

delt di

rompere

un' ala ad

un giovine

pellicano,

che attaccarono ad un albero, nascondendosi poscia


a poca distanza. Le grida dell'infelice attirarono altri

IL
pellicani, che, altro

Sg

PELLICANO.

non potendo

in suo soccorso,

trassero dalle loro tasche molta provvisione, e gliela

posero innanzi onde nutrirlo. Gli imboscati allora


accorsero, e lasciatane piccola parte per l'uccello
ammalato , portarono via tutto il resto , secondo

che gi

si

erano prefisso.

La femmina

nutre

suoi pulcini con pesce,

dopo

macerare alcun tempo nella sua


tasca. Labat, avendo preso due giovani pellicani,
e attaccatili pei piedi ad un palo piantato in terra,
ebbe per pi giorni, com'egli si esprime,, il piacere di veder la loro madre che li nutriva e stava
continuamente con loro, finch sopraggiugnendo
la notte, andava a posarsi fra i rami d' un albero
averlo

lasciato

sul loro capo.

erano divenuti
li

Ed

essa e

familiari,

figli,

egli aggiunge,

che sofferivano eh

io

prendevano i pescioloro presentava, li mettevano dapprima

toccassi. I giovani inoltre,

lini eh' io

nel loro sacco, indi gli inghiottivano a loro bell'agio.

Credo che mi
se la

sarei determinato a portarli

loro schifezza

non

me

meco,

ne avesse dissuaso

perocch sono pi. sporchi dell'oche e dell'anitre.


Si pu dire che la loro vita divisa in tre tempi:
cercare il loro nudrimento , dormire, e fare ad
ogni momento brutture pi larghe d'una mano .
I pellicani sembrano capaci di qualche educazione. Labat racconta che alcuni selvaggi ne avevano allevato uno, che mandavano di mattina alla
pesca, e a cui facevano alla sera rendere

il

pesce

IL PELLICANO.

S,^0

he aveva insaccato.

ha bisogno che
la

pancia

luogo

di

quest'uopo l'uccello non

comprimere

forse quest' atto

alla favola s

la

sua tasca contra


die

naturalissimo

generalmente

che

diffusa

il

apre il petto , onde nutrire la sua


prole della propria sostanza.
Rzaczynski parla di un pellicano nudrlto per
pellicano

si

quarant' anni alla corte

del

Duca

di

Baviera

il

molto si compiaceva della compagnia , e


sembrava prendere un singoiar piacere ad udir
musica.. Il signor di Saint-Pierre ha veduto un
pellicano di grandissima statura, che scherzava
famigliarmente con un grosso cane, e si divertiva
quale

a prendergli la testa, e nasconderla nella sua enor-

me

Gessner ricorda ristoria famosa di quello


che seguiva l' iniperador Massimiliano , volando
tasca.

sopra l'esercito,
vandosi talvolta

quando
s

alto

grosso di una rondine


piedi dall' una

all'

altra

questo marciava,

e le-

che non appariva pi


sebbene avesse quindici
estremit

delle

sue

ali.

Tale potenza di volo farebbe stupire in un uccello, il quale pesa ventiquattro o venticinque
libbre, se non fosse mirabilmente secondata dalla
grande quantit d'aria, di cui il suo corpo
gonfio, non che dalla leggierezza della sua ossatura.
Tutto il suo scheletro non pesa che una libbra e

mezzo:

le ossa sono tanto

sottili,

che quasi

rie-

scono trasparenti; e Aldrovandi pretende che siano


senza midolla. Pare che il pellicano, debba alla

PELLICANO.

Mi
lenta

ossificazione delle sue parti

&^i
solide,

la vira

lunghissima, ch'egli conduce. Si osservato che

anche in cattivit egli vive pi a luno-o che la


maggior parte degli altri uccelli. Turner parla di

un pellicano domestico,

il

quale visse cinquantanni.

Quello, di cui Culmanno fa l'istoria, si conserv


per ottanta: nella sua vecchiezza egli era nudrito
a spese dell' imperadore, che aveva assegnato per
lui quattro scudi al giorno.

B' uu gran numero


Versailles, nessun

di pellicani

morto per

lo

del

parco

di

spazio di dodici

anni,

mentre di tutte 1' altre specie di animali


qualcuno ha dovuto soccombere.
Il pellicano egualmente vorace che depredatore^
inghiotte in una sola pescagione quanto basterebbe
!pel pasto di sei uomini.

libbre non

per lui

eirei mangi

anche

Un

pesce di sette o otto


che un boccone. Assicurasi

ed altri piccioli animali.


Pison dice di aver veduto spacciare un gatto vivo,

da un
cato,

pellicano

ove

sorci

famigliare, che veniva al merpescivendoli si affrettavano di legargli


s

suo sacco, altrimenti avrebbe fatto loro maliziosamente chi srf quanti furti.

il

Sembra, dice

Buffon, che la
natura abbia con particolare ingegno provve
duto che il pellicano non rimanesse soffocato
quando per inghiottir la sua preda, apre all'acqua

il

signor di

tutta intera la sua tasca.

sciando

allora

Gabinetto

le
7
.

La

Irachea

arteria

vertebre del collo,

IV.

*6

si

la-

sporge

il

&z|&

pellicano;

innanzi, e attacandosi alla tasca vi cagiona

fiamento sensibilissimo, mentre


spintore spingono

1'

esofago in

un gon*

due muscoli dello

modo da chiudere

acqua ogni ingresso. In fondo alla tasca nascosta una lingua s corta, che si creduto l'uccello esserne affatto mancante. Anche le narici sono
all'

quasi invisibili, e poste

alle

radici del becco. Il

cuore grandissimo, e la milza plcciolissima. Gli intestini ciechi parimente sono piccioli; e in proporzione

minore che nell' oca, nell' anitra e nel cigno .


Aldrovandi poi assicura che il pellicano non
abbia che dodici costole; e osserva che una forte
assai

membrana,

fornita di grossi muscoli, copre quelle

che possiam chiamare braccia dell' ali.


Un' osservazione pi. importante quella di
Mry e di Tachard suli' aria sparsa sotto la pelle
del corpo intero del pellicano. Quest' aria per
che si pi evidentemente manifestata in tale
uccello, pu riconoscersi in tutti, e il signor Lorry
celebre medico di Parigi l'ha mostrata fin nell'ossa, e nei tubi delle penne di pi specie di volatili.

Nel

aria passa dal petto ai seni

assil-

lar^ donde s'insinua nelle vescichette d' una

mem-

pellicano

l'

brana cellulare grossa ed


muscoli, e inviluppa tutto

piume

che

in

essa

si

enfiata
il

corpo

piantano.

che ricopre

sostenendo le

Le

di cui dicevamo

mendo

il

dell' uccello, vedesi

d' aria

fuggir d' ogni

corpo

vescichette

sono gonfie a segno


parte

sotto

le

che pre-

una quantit
dita.

Nella

'

PELLICANO.

IL

2-43

espirazione l'aria compressa nella pancia passa nei


seni

e di l

tessuto

si

spande in tutte

cellulare.

le vescichette

pu anche,

Si

trachea arteria, render sensibile


via tenuta dall'aria;
il

e allora

possa

pellicano accrescer

accrescere

il

suo peso

all'

nella

occhio questa

comprende come
suo volume senza

si
il

e quanto

soffiando

del

il

volo di

grande

augello debba da ci essere agevolato.

Egli deve pur essere eccellente navigatore, poi


1

palmipede , avendo le quattro dita


riunite da una sola membrana. Questa e i piedi
sono rossi o gialli secondo 1' et. L' et dona pure
quella bella tinta rossa e quasi trasparente , onde
sembrano verniciate le sue piume.
I pellicani si riuniscono talvolta ai cormorani
per pescare, al qual fine usano di un metodo sin-

eh

affatto

golarissimo. Essi

stendono

le

formano un cerchio:

larghe loro

ali al

pellicani

di sopra della su-

mentre i cormorani penetrai!


sotto. Indi restringendo a poco a poco il cerchio,
vi racchiudono facilmente il pesce; che di questa
maniera conducono fino a riva, ove se ne impadroniscono, riempiendone le loro tasche. In queste
occasioni vengono seguiti sovente da pi specie di
perficie dell' acqua,

goelandi,

quali dividono con loro porzione delia

preda.
Gli uccelli, di cui
tenere piuttosto

hanno due razze

ai

si

tratta,

climi caldi

di pellicani;

sembrano apparche ai freddi. Vi


il
bruno e quell

PELLICANO.

IL

2<44

dal becco dentellato. L' abate Molina

che

lia in-

contrato quest'ultimo al Chili, assicura che

becco somiglia dai due

lati

ad una sega

per distinguerlo dal

cano comune. Esso

solitario e

sugli scogli circondati dall'

colloca

il

suo nido

que uova. La sua


sia

serve agli

pelli-

si

tiene

acque del mare, ed

ivi

femmina depone cinmembranosa conciata che

ove

tasca

inerte

qual

il

carattere sufficiente

suo

il

abitanti

la

di

borsa

di tabacco

ed

anche di lanterna. Le piume delle sue ali sono


preferite 5 per la scrittura , a quelle d' oca.

L'ALBATRO.
E

il

pi grosso e

gli uccelli dell'Africa

nome

il

pi formidabile di

tutti

e dell'America. Gli stato

montone del Gapo, poich infatii


quasi della grossezza d' un montone. Il fondo
delle sue piume bianco grigio; mail suo mantello bruno con picciole strisele nere sul dorso
dato

il

di

ove diventano quasi macchie. Una parte


delle penne maggiori dell' ali , e 1' estremit della
coda son nere. La testa grossa e di forma roe

siili'

ali,

tonda. Il becco d' una struttura simile a quello


della fregata, del folle e del cormorano,

composto

sembrano articolati, e uniti


insieme da cuciture, con un uncino aggiunto alla
parte superiore , mentre 1* inferiore tronca e
aperta in forma di grondaja, Un'altra particolarit
cio di pi pezzi die

L ALBATRO.
di questo

fl/'
.40

becco fortissimo e grandissimo

come

si

l'avere

onde partono due solchi , i quali lo percorrono per intero


nella sua lunghezza. Esso d' un bianco gialliccio; almeno se deve giudicarsene dall'uccello morto.
I piedi grossi e robusti non hanno che tre dita
congiunte da larga membrana , le une d'un bruno
rossiccio, e Y altra rossa. La lunghezza del corpo
quasi di tre piedi, e 1' aprimento almeno di dieci.
Le ali sono lunghissime e strettissime perocch
le nove penne, che seguono la prima, vanno impicciolendosi &' una maniera singolare , e le pi
vicine ad essa appena oltrepassano la parte che
debbono coprire. Gli steli delle penne maggiori
son gialli , ma quelli delle minori non hanno un
tal colore che all' estremit. La lingua corta
non quanto per alcuni naturalisti hanno supposto,
poich giunge alia met del becco.
le narici

aperte

piccioli

astucci,

Gli uccelli della specie di cui parliamo, abitano


climi del tropico

dello

stretto

nutrono
ci,

che

veggono pure

si

magellanico nel mare

essi di pesci

all'

sud.

Si

sorpresa.

Sono

un viaggiatore , e veggonsi
imboccatura de' fiumi, per aspettarvi
,

dice

salmoni, che vi

si

presentano. Essi inghiottiscono

interi de' pesci assai grossi,

di

del

al di l

e di piccioli uccelli acquati-

possono prendere per

essi voracissimi

radunati

quattro libbre

torna che spesso

uno

lo

anche del peso di pi

fanno

con tanta gbiot-

di questi pesci

pende

fuori

l'

2,^.6

albatro.

dal becco, finche la parte inghiottita, sciolta dalla

permette di far passare l'altra


nel larghissimo gozzo. Si empiono essi talmente
di cibo, che pi non possono volare o fuggire
all' approssimarsi delle barche
le quali gli inseguono, ri sottrarsi ai colpi, che contro loro sono
digestione,

loro

scagliati.

Loro unica salvezza

in questo pericolo

hanno lo stomaco
sopraccarico , il che fanno con grande sforzo. I
Kamtschadali traggono avvantaggio da questo appetito eccessivo degli albatri, onde prenderli con
grossi ami
a cui attaccano pesci. Poco conio essi
fanno della loro carne, cui non si riducono a mangiare se non stimolati da gran fame tanto dura
e di cattivo gusto. Quindi non vanno per essa a
caccia di tali uccelli; ma solo per averne gli ossi

rigettare gli alimenti

il

di cui

per pipe, astucci e


specie di pettini per scardassare ima gramigna, che
loro tien luogo di lino .
dell'ali, con cui fanno tubi

Wiequefort, eccettuato il
cui covano , mai non vengono sopra

Gli albatri,

tempo

in

terra,

ma

notte

quando

dice

vivono quasi interamente in


si

alzano nelle nubi

sentono
,

pi

e nascondendo la testa

aria.

oppressi dal sonno

Alla
,

si

che loro possibile ,


sotto di un' ala , battono

alto

In capo per a qualche tempo ,


quale non sostenuto
il peso del loro corpo, il
che per met , gli strascina al basso, onde si veg-

aria colf altra.

gono scendere con rapido movimento

sulla super-

1? LBATRO.

del mare. Essi fanno

fiele

2,4?

allora ogni sforzo

per

sollevarsi di nuovo, e passano cos la notte a sa-

discendere

lire

loro talvolta di perdere


sui vascelli,

Vero o

Avviene per

alternativamente.
equilibrio

1'

e di cadere

ove sono presi facilmente

che sia questo racconto , certo


uccelli volano con tanta facilit, o si

falso

che pochi

sostengono cos lungamente in aria come

gli

al-

mai essi non sembrano stanchi. Sono intanto


sempre affamati e magrissimi, malgrado F abbon-

batri:

danza

in cui vivono.

Sebbene di naturale
capriccio, sia necessit
tiranni di loro.

tirannico,

ad

associano, sia

non meno

altri uccelli

Sembrano avere

zione pei monchi; scelgono gli

covare, e confondono insieme

particolare affeistessi

luoghi per

loro nidi, corno

per soccorrersi e proteggersi vicendevolmente. II


capitano Hunt, il quale comand per qualche
tempo nell' isole Falkland
dice che fu meravi,

gliato dell'unione

che regna fra

regolarit con cai costruiscono

degli albatri
terra

che

s'

tali
i

uccelli, e della

loro nidi. Quelli

alzano due piedi al di sopra della

frammezzo

non consistono
nella terra mede-

agli altri, in quali

buchi rozzamente scavati


sima. Oggi per quei pacifici asili sono

in

gli

albatri e

deserte

monchi

onde covarvi

vicinanza dell'

uomo

il

si

in

distrutti.

ritirano sulle rive

sicurezza

evitando

che prova quanto

F osservazioue del signor di puffon^

il

pi
la

sia giusta

qual dice

'l'albatro.

$i;8

die

la

presenza

deli'

uomo non

ma

societ fra gli animali,

rompe ogni

solo

cangia perfino

il

loro

istinto.

La maniera
Non si vede

di -volare degli albatri singolare.


il

all'istante in cui

che

battimento

delle

prendono

volo, al qual uopo

il

loro

ali

s'ajutano spesso coi loro piedi, che essendo pal-

mati

loro servono a batter

Dato una

volta a s

1'

medesimi

aria
il

per elevarsi.

pulso, non hanno pi bisogno di batter


le

tengono ben aperte

im-

necessario
l'ali.

Essi

e cercano la loro preda

librandosi alternativamente da destra a

manca

radendo con rapido volo la superficie del mare.


Questo librarsi che fanno giova senza dubbio ad
accelerare il loro corso , ma non sembra dover bastare per ritenerli in aria. Forse un tremito impercettibile delle loro penne la principal
cagione del loro volo straordinario. In questa
converrebbe

supposizione
de' muscoli

straordinar j

dire

ond'

eh' essi

che

avessero

la loro no*-

tomia meriterebbe grande attenzione.

L'

UCCELLO DEL TROPICO.

Quest'uccello sembra attaccato


sotto

due

la

zona

tropici.

torrida

Volando

la

al

carro del sole

quale ha per confini

incessantemente

sotto

in

infiammato, senza dilungarsi dai due limiti


estremi della via del grand' astro , egli annunzia
cielo

L UCCLLO DEL TROPICG.


ai navigatori

due
il

il

loro prossimo passaggio sotto queste

linee celesti.

nome

&q<$

Quindi

gli

fu dato generalmente

d' uccello del tropico,

dacch

la

parizione indica V ingresso nella zona torrida


dal lato settentrionale
i

mari

del

mondo

sia

ap-

sua
,

sia

dal meridionale, in tutti

che quest' uccello frequenta

egualmente.
Oltre
stingue

il

volo robusto e rapidissimo che lo

egli

ha

per eseguire con meno

di*

fatica

lunghi suoi viaggi, la facolt di riposarsi sull'acqua,


e di trovarvi un punto d'appoggio per

mezzo

larghi suoi piedi interamente palmati,

alla guisa

stessa de' cormorani, de' pazzi e delle

fregate

dei

anche per 1' abitudine di posarsi in


sugli alberi. Pi che con altri augelli per ei
mostra affinit colle rondini di mare, a cui somiglia per la lunghezza dell' ali, che s' incrocicchiano

cui somiglia

coda quand'egli in riposo, e per la forma


del becco , il quale per in lui pi grosso, pi
forte e lievemente dentellato dai lati.
sulla

La

sua grossezza presso a poco quella d'un

piccione comune. Il bianco

bellissimo

piume basterebbe per renderlo


suo distintivo pi singolare
quasi doppia

si

delle

osservabile;

un doppio

sue

ma
filo

il
,

pagliuzza piantata nella sua coda,

onde ebbe il soprannome di paglia in coda. Questo doppio filo non che un prolungamento delle
due penne di mezzo della coda, che del resto
cortissima e quasi nulla; ha spesso ventitre o ven-

s5o

l'

tiquattio

uccello del tropico;

pollici

di

lunghezza;

non

adorna

si

poche barbe su ignudo pelo. Talvolta


delie due parti , ond' composto, F una pi
lunga dell' altra talvolta invece d' esser doppio
semplice , il che dipende da qualche accidente
sopravvenuto all' uccello in tempo della muta. Gli
che di

d' Otaiti

abitanti

de' luoghi

con gran diligenza ne' boschi , ove


tropico vanno a riposarsi la notte ,
sono esser loro caduti
guerrieri.

se

piantano nella

rici

gli uccelli

che pos-

fili

dell' isole

d'

America

membrana, che separa

per renderli pi

del

e ne fanno pennacchi pei

Caraibi

loro
li

raccolgono

vicini

belli e

pi

le na-

terribili.

che uccelli d' un volo sa


vasto non possono adattarsi alla

Si capisce facilmente
alto,

libero,

D'

eattivit.
all'

altronde le loro

gambe

corte e poste

rendono cos pesanti, cosi poco agili


quanto son lievi e spediti neh' aria. Se

indietro

in terra

si

li

ne sono veduti

qualche

alcuni

volta

stanchi

tempesta venirsi a posare sugli alberi


de' vascelli, e lasciarsi prendere colla mano. Il
viaggiatore Leguat parla d' una lepida guerra

disviati dalla

fra eerti uccelli del tropico, e

marina j del suo

equipaggio, di cui levavano le berrette.

Questi

ne facevano una guerra singolare.


Sovente essi e prendevano alle spalle , e ne toglievano le berrette di testa; il che alla lunga ei
divenne s importuno , che fummo costretti aver

uccelli, e dice,

sempre

vicini de' bastoni

per

difenderci.

Riusci-

L UCCELLO DEL TROPICO.

ramo, per

vedendo davanti

talvolta a prevenirli,

a noi la loro
presti a fare

s5l

ombra nel momento eh' essi erano


il loro colpo.
Non abbiamo potato

saper mai cosa

facessero delie berrette che

si

ci

rubavano ^

LA FREGATA.
La

migliore,

pi celere,

la

pi

la

velivela

ha dato il suo nome


augello che vola pi rapidamente e pi co-

delle nostre navi, la fregata;,


all'

stantemente sui mari. Q"uest' uccello

infatti

fra

ha maggiore gagliardia , maggiore grandezza ed estensione. Librato sopra due ali di prodigiosa lunghezza, sostenendosi senza sensibile movimento, ei
sembra nuotare pacificamente Dell' aria tranquilla^
per aspettare l'istante di gettarsi sulla sua preda

tutti

s'

del

rapidit

colla
tata

navigatori alati quello

dalla

tempesta

Che

fulmine.
,

se l'aria

come

leggiero

alza fino alle nubi, e va

cui volo

il

so-vr'

il

agi-

vento

ei

esse a cercare la

Egli viaggia per ogni verso , fino a pi


centinaio di leghe sovra il mare, percorrendo s
immenso spazio quasi d' un solo tratto. Al che
calma.

non bastando
fra

le

il

giorno, continua

tenebre della notte

mare che

nei luoghi

quali

il

non
gli

suo
si

cammino
ferma

sul

offrono pascolo

pi abbondante.

Non

avvi uccello al

mondo ?

dice

Labat,

il

LA FREGATA.

a:a

pi alto, pia lungamente e pi agevolmente di questo, oche pi si allontani da terra.

quale

voli

mezzo

Trovasi in

leghe dalla riva;

non
gli

si

leggierezza

uccelli

sola volta

disposti per

acquatici.
facesse.

il

nuotare

una forza

lui

sulF acqua

Egli

come

perirebbe

vi

Oltrech non ha

le sue ali sono

Ma

sorprendente.

pensi gi eh' egli riposi

altri

una

tre o quattrocento

che indica in

il

ed una

mirabile

mare a

al

se

piedi

grandi,,

ed hanno d'uopo di s grande spazio, onde prendere il movimento necessario per alzarsi, eh' egli

non farebbe che batter l'acqua senza mai poterne


uscire, ove per accidente vi fosse caduto. Del che
uopo conchiudere, che quando si trova a tre
o a quattrocento leghe da terra , uopo eh' ei
ne faccia sette o ottocento prima di potersi riposare

un poco al
fregata ne' mari d' ambidue

Solo fra
trasi la

tropici

Ella esercita sovra

una specie
cialmente

d'
i

gli uccelli

impero.

pazzi

Ne

sforza

Battendoli con un colpo

doli

col

che
prima che

pesce

avevano
sia

inghiottito,

caduto.

zona torrida
di

d' ala,

becco adunco fa ad

Queste

incon-

emisferi.

gli

parecchi

come

a servirla

tori.

suo

della

di l,

mordenrecere

se le

ostilit

spe-

provvedi-

essi

le

il

prende
hanno

dare dai viaggiatori il nome di guerriera ,


eh' essa merita a pi titoli, poich la sua audacia

fatto

la porta

ad

assalire

l'uomo

istesso.

LA FREGATA.

^53

Questa temerit della fregata effetto cosi


dalla forza delle sue armi e della gagliarda del

come

suo volo,

armi

essa

ha

sua

della

artigli acuti

becco

vista penetrante.

coli'

aquila

come

danno

e fanno di essa

gli

Tutti questi at-

tributi, oltre la rapidit del volare, le

somiglianza

alle

adunco

assai

piume

piedi corti e robusti coperti di


augelli rapaci

Quanto

voracit.

certa,

pure un

tiranno dell'aria, gi s'intende sopra ai mari.

Del

resto la fregata per la sua conformazione

appartiene assai pi all' elemento dell' acqua; e sebbene


quasi mai non si vegga nuotare, ha per i quattro
diti congiunti per mezzo di una membrana , non
differentemente dal cormorano , dal pazzo
dal
pellicano, i quali si debbono considerare per veri
palmipedi. Il becco della fregata altronde propriissimo a far preda 3 poich termina in punta
ricurva ed acuta, differisce essenzialmente da quello
,

degli

uccelli

ghissimo
riore, e

il

un

suo uncino

anche per

le

pezzo

a cui

rapina,

eh' lun-

poi

po' concavo nella sua parte supe-

bra formare un
de' folli

di

terrestri

semcome nel becco

collocato alia punta,


staccato

quello di cui

parliamo

somiglia

suture e la mancanza di narici ap-

parenti.

La
cigno;

fregata talvolta egualmente grossa che


il

suo petto carnoso;

le

piume sono quasi

interamente bianche; la schiena e le


gnate

di

nero

la

il

ali

coda forcuta e

d'

sono

se-

un color

LA TREGATA.

a5i|

plumbeo
grandi

becco giallo pallido

il

gli ocelli

sono

neri e brillanti, e circondati d' una pelle


azzurrina; le gambe color di carne. Il maschio
,

nero

ed ha

una gran membrana


carnosa d' un rosso vivo , pi o meno gonfia o
pendente; e che non apparisce, -se non quando egli

affatto

sotto

adulto.

La

voracit della fregata grandissima. Ella si


nutre di pi specie di pesci ; e quelli volanti che

fuggono per colonne, e

slanciano in aria,

si

onde

fuggire alle bonite o alle orate che li perseguono,


non possono da lei sottrarsi. Appena ella ne scorge
alcuno, discende a picciolissima distanza dalla superficie del mare: sicch possa ghermirlo appena

sguizza fuor

sono

diretti

d' acqua.

Tutti

con destrezza

precipita gi colla testa

che

vanno a cercare

elemento;
sovra

ma

stendendo

un piano

lonna superiore

mirabile
ingi;

all'

Ella non

come

si

gli uccelli,

suoi piedi eli suo collo

orizzontale
dell' aria

movimenti;

preda nel liquido

loro

la

suoi

batte

indi

coli' ali la

rialzandole

cofis-

una contro Y altra al di sopra del prprio dorso onde non oppongano pi all' aria veruna resistenza, si getta sulla sua preda, e se ne
sandole

1'

impadronisce poco sotto

Come

alla

superficie de' flutti.

pesce volante non s' alza molto , la fregata correrebbe rischio di precipitarsi, ove fermar

non
per

si

il

sapesse nella sua caduta, abbassando le

rialzarle to6to e tentare altra pesca.

ali,

LA FREGATA.

La

255

un

sua voce rassomiglia molto al raglio di

Quando

asino.

presa

e cerca di

ella s'irrita,

colpire col becco quelli che la tengono. Nell'Ame*


ripa meridionale

fa

essa

il

suo nido alla fine di

ttembre, non alzandolo da terra che due o tre


ledi.
|r

il

Le

sue uova sono grosse

ha

loro bianco

come

quelle dell'oca,

la singolare propriet di

non

indurirsi alla cottura.

hanno

molto pregio le penne


delle fregate, e se ne servono per le loro frecce,
poich sono pi lunghe di quelle d'ogni altro ucIndiani

Gli

Gli

cello.

aspettano

mare

sud
loro arrivo nella stagione delle piog-

abitanti
il

in

del

dell' isole

del

Quando ne veggono in lontananza, lanciano


in mare un leggier pezzo di legno
a cui attaccato un pesce. Appena taluna di esse vi si accosta
un uomo munito d' un lungo bastone le
ge.

un

dirige

non

forte

la colga.

colpo alla testa

Glie se non riesce,

un' altra , poich la prima non

si

ed raro che
pu volgersi ad
lascierebbe per-

cuotere una seconda volta.


I maschi della

liamo

specie

di volatili

di

sono pi stimati che le femmine

cui
,

partal-

d in cambio per uno solo


il porco pi grasso e pi bello.
L' oglio e F adipe di questi uccelli , dicesi
un potentissimo rimedio per la gotta, la sciatica,
volta dagli Indiani

si

e tutti gli altri mali

la cui

indole

fredda. Si adopera nell'Indie,

radicalmente

facendolo

scalr

A FREGATA.

%$G

dare e mischiandovi buon' acquavite

vino

inferma con,

all'

atto di applicarlo alla parte

spirito d

forti frizioni.

La

carne

delle fregate

non punto buona a

mangiarsi, poich arida e dura.

IL PIVIERE

DAL COLLARE.

Quest'uccello picciolo,

e non

pesa pi

di

due once. Egli ha la testa rotonda e il becco assai corto in paragone degli altri uccelli acquatici.
Questo becco bianco o giallo nella sua prima
met , e nero alla punta. La fronte bianca una
benda nera gli cinge la sommit della testa; e
un berrettino grigio gliela ricopre. Questo berrettino orlato d' un nero bindello , che co;

mincia dal becco, e passa


Il collo cinto

al di sopr-a degli occhi.

d'un monile bianco, e

la

pancia

un pettorale nero. Il mantello grigio bruno; le penne dell'ali son nere; il disotto
del corpo d'un bianco assai bello, come la

coperta d^

fronte e

il

collare.

Il piviere, di cui
gli scogli, e lo

parliamo, fa

compone d'erbe

il

suo nido su-

e di paglie.

Le

sue uova sono verdicce, macchiate di bruno. Egli

interrompendo per
il suo corso con piccioli voli , e sempre gridando.
Egli comune su! le coste d' Inghilterra , ove di-

corre velocissimo sulle rive,

cesi

che

si

nutre di scarafaggi e di piccioli

insetti.

1-3

2^

PIVIERE DAL COLLARE.

12*

In alcune provincie della Francia conosciuto


sotto il nome di ghiajoso,e in altre di stridulo,

che ben merita pe' suoi gridi importuni e continui , ove di qualche cosa prenda noja , o abbia
pulcini da nutrire, il che dura un mese o anche
cinque settimane.
Aristotile

ed

altri

antichi autori pretendono

eli

rimedio
contro l'itterizia. Alcuni perfino assicurarono eh
bastasse guardarlo per guarire; ond' che i mer-

la

carne

canti lo

di

quest'uccello

sia

eccellente

tenevano gelosamente nascosto, per veu--

derne la semplice

IL

vista,.

CORMORANO*.

Egli chiamerebbesi con nome pi nostrale aorvo


di mare; ed quello che i Greci appellavano
corvo calvo. Non ha per nulla di comune col
corvo 3 fuorch le piume nere, e queste pure
molto diverse, poich vellutate, e- d'una,, nerezza,
meno profonda.
Il cormorano uccello abbastanza grande, eoo
piedi

palmati, cos buon palombaro che nuota-

tore, e distruttore terribile di pesci. Egli presso

a poco della grandezza dell' oca,

meno complessa,

ma

d'una

taglia

ed
allungata da una gran coda pi ampia, che non

piuttosto sottile che grossa,

comunemente quella

degli uccelli d' acqua.

La.

coda, di cui parliamo, composta di quattordici


Gabinetto T. IV.

17

258
penne

ispide,

lEsse,

come

d'

CORMORANO.

IL

come

quelle della coda del picchio.

quasi tutte le penne del corpo, sono

un bel nero , con

riflessi

verdi ;

il

mantello

ondato di nero su fondo bruno. Simili tinto


per variano ne' differenti individui. Tutti hanno
due macchie sulla parte esteriore delle gambe;
una gorgierina bianca, la quale cinge loro il collo
presso al mento; de' fili bianchi, irti come setole
sull'alto del collo e del capo, che davanti e sui
lati sono calvi; e una pelle ignuda, che guernisce
il di sotto del becco , il quale diritto sino alla
punta ove si curva fortemente in uncino acutissimo..
,

Quest' uccello del

hanno

<che

picciol

quattro

le

numero

dita insiem

di

quelli

legate da

una

membrana d'un solo pezzo. I suoi piedi simili a


largo remo parrebbero indicare eh' ei fosse gran
^navigatore. Nondimeno egli sta in acqua assai poco
hanno palme ne si
larghe come le sue. Ei prende

in paragone d' altri, che

tinuate, n

quentemente

il

volo

vi

a posarsi sopra glf|

beri. Aristotile gli attribuisce quest'abitudine esclu-

sivamente da

per

tutti

altro gli

la fregata

1'

gli altri uccelli

comune

aninga

palmipedi: essa

col pellicano,

il

pazzo,

e Y uccello del tropico

formano con esso le poche specie acquatiche


distinte per !a membrana continuata , che
lega insieme le loro dita. Tale conformit ha dato
luogo ai moderni ornitologi di raccogliere queste
cinque o sei specie di uccelli in una sola famiglia,
quali
,

IL

indicandoli col

nome

CORMORANO.

&5qj

generico di pellicani. Bisogna

una generalit molto scolastica , e


forzare l'analogia per dar nome comune a specie
differentissime , solo perch si rassomigliano in una
per

valersi

d'

parte.

cormorano ha

Il

quasi tutti
chi

come

il

il

gli uccelli

che

molto compressa, come


si

attuffano. I suoi oc-

molto sporgenti , e presso agli angoli


becco, la cui sostanza dura e lucente

sono

<;he fa

la testa

corno. I suoi piedi son neri, corti e for-

molto largo e schiacciato lateralmente l' unghia di mezzo internamente dentellata in forma di sega come quella dell'airone ,

tissimi;

il

tarso

le braccia dell'ali sono assai

lunghe,

ma

guarnite

Malgrado la sua gravezza apparente, il cormorano ha volo rapido e sostenuto.


Il suo appetito maravigloso, ed eccitato probabilmente dalla quantit di piccioli vermi di cui
di corte penne.

suoi intestini sono pieni, e che la sua insaziabile

ghiottorna contribuisce a generare.

Quest' uccello

che quando

di

tale

destrezza

alla

pesca

uno stagno , vi fa egli


solo pi guasto, che una torma intera d' altri uccelli pescatori. Fortunatamente ei si tiene quasi
sempre in riva al mare ed raro il trovarlo nelle
contrade che ne sono lontane. Com' egli pu rimanere lungo tempo attuffato, e nuota sott'acqua
colla rapidit d' uno strale, mai la sua preda non
gii sfugge
ed egli torna quasi sempre a galla con
si

getta sopra

aO

CORMORANO.

IL

un pesce nel becco. Affine di trangugiarlo


getta in aria, ed

per

per

al passare

membranosa
si

destro di riceverlo in bocca

modo che

di

la testa,

la

ei lo

le

pinne

arrendono

si

canna della gola, mentre la pelle

che guernisce il di sotto del becco


distende quanto uopo, onde spingere all'ingi

T intero

corpo del pesce medesimo

che sovente

molto grosso in paragone^ del collo dell'augello.

Nel Gronland, ove


simi

sogliono essi tenersi in sugli

dati e infranti dai


sulla

cormorani son comunis-

flutti.

pi alta punta

J^vi

come

scogli circon-

fanno

il

corvi

e vi riman-

loro nido

gono tutto l' anno. La loro covata almeno di


tre uova
della grossezza di quelli dell'oca , tinti
d' un verde pallido, e il cui interno ha s cattivo
odore, che i Groenlandesi istessi, gente a dir vero
poco delicata, appena possono mangiarle. Gli uc,

celli,

di cui favelliamo,

vivono in pacifica societ

in luoghi d' ordinario inaccessibili agli uomini. Si

dormono insieme colla testa, nascosta


sotto di un' ala
e quando risvegliati da qualche
strepito drizzano il lungo loro collo, sembrano in
lontananza come una truppa immobile di fanciulli.

riposano

essi e

All' avvicinarsi

del

cacciatore,

prendono

essi

volo, cui volgono prima al basso

indi sollevano

a poco a poco e assai rapidamente.


notte

hanno paura a volare

altro

nei

loro

lacci.

Se

ne

Ma

come

di

cacciatori esercitati

possono allora farne cadere parecchi

il

l'

uno dopo

uccidono eziandio

It

colle frecce, e se

'CORMORANO,

ne prendono colle

26r
reti

distese

intorno ai luoghi ch'essi frequentano. Finalmente

quando nelF inverno scendono dai loro dirupati


asili, onde cercarne de' meno alti, si va sul ghiaccino 5 e talvolta con molto pericolo , a prenderli
vivi, mentre dormono , ovvero con qualche esca 5
la qual nasconde un amo.
Altra volta in Inghilterra si mettevano a profitto i talenti 'del cormorano per la pesca, e si
era fatto di lui, per cos dire, un pescatore do*
mestico. Alla Gina sogliono tuttavia educarlo a
quest'uopo. Ivi un pescatore possed talvolta un
centinajo di cormorani; ne prende alcuni seco nella
sua barca , e giunto in quella parte d' un lago 5
che crede pi abbondante di pesce , li manda a
farne preda, ciascuno sovra un punto particolare*.
E uno spettacolo che molto diverte il vedere questi
acqua , e rialzarsi cento volte
sulla superficie, finch avendo preso un pesce, lo
recano al loro padrone. Se il pesce troppo
grosso, perch un solo cormorano possa tenerlo

uccelli tuffarsi neil'

nel suo becco, accorre


stenza. L'
l'altro

un

uno per esempio

per

la

altro e gli presta assi-

per la testa,
coda, e cos lo portano in trionfo.
lo afferra

Essi hanno sempre un anello intorno al collo

il

che loro impedisce d'inghiottire la preda: il padrone ad essi noi toglie , che quando giudica a
proposito di lasciarli pescare per proprio conto.

La fame

sola

al

cormorano qualche

attivit.

IL

2,6a

Sazio ch'egli

sia,

CORMORANO.

diviene inerte e pesante, ond'

poi che ingrassa fuor di misura. Sebbene

suo

quasi

sia

fetente

e la sua carne

l'

odor

di cattivo

sapore, egli non sempre sdegnato dai marina}

un

ed anche grossolanissimo riesce sovente pi delizioso, che non i

a'

quali

rinfresco semplicissimo

cibi pi fini alla nostra delicatezza.

I cormorani

si

tutte le coste dell' Inghilterra

loro nido sugli scogli in riva al

per

vigilantissimi

quando hanno
divengono

lo

numero su quasi

trovano in gran

propria sicurezza

la

stomaco

stupidi

ove costruiscono il
mare. S mostrano

che

pieno
si

eccetto

poich allora

pu

prenderli fa-

cilmente.

La

loro

pelle grossissima, e

se ne servono

per fare

Groenlandesi

abiti grossolani.

Sonnini riferisce intorno a questi uccelli alcune


particolarit tratte

da un' opera olandese, che noi

non crediamo fuor di proposito


sto

l'

inserire in que-

luogo.

cormorani arrivano in Olanda

venienti

dall'

Islanda

verso la

forse pro-

fine di febbrajo

primi di marzo, e vi rimangono sino al novembre. Questi uccelli facevano altra volta il loro
nido e la loro covata nella folta selva di Seveno

scomparvero con essa. Lungo tempo


non si stette prima di scoprire la loro nuova
dimora, ch'essi hanno fissata in uno di que' ter-

huis;

indi

reni gi abbandonati dal

mare, indi

riconquistati

CORMORANO.

IL

rompendo
si

Questo, di cui parliamo,

le sue dighe.

nome

distingue col

ceva altra volta

^63

Yssel-Meer, poich fa-

d'

parte dell' Yssel,

ma

ora cir-

condato da un fosso , e non vi ha ingresso che

il

ne possessore. D' altronde


sara, per chiunque noi conosca

solo fttajuolo di cui

luogo,

bene

ove

pericoloso

il

penetrare

cagione de' suol

paduli profondi ricoperti d' erbe acquatiche.

Ed

appunto un esercito innumerevole di cormorani ha fissato la sua adunanza generale, per pasivi

sarvi le notti,
sati sul

I loro nidi sono po-

e nidificare.

terreno che non

ha veruna

solidit, e

non

che un composto fangoso di giunchi e di canna

acqua , il quale forma qua e l


delle picciole eminenze come tante isolette.
ci
contribuisce il fimo de' cormorani istessi , che ricoprendo le cime de' giunchi va d' anno in anno

tramezzati

dall'

rialzando

il

luogo,

il

quale

in

lontananza ha

un

aspetto veramente singolare.

prima giunta, dice l'osservatore, io credetti che fosse un cantone poc' anzi boscoso , di
cui vi fossero tagliati gli alberi ad un piede o
piede e mezzo da terra. Ma quelli eh' io avea
presi per tronchi d'alberi , erano una moltitudine
di nidi , tutti occupati. Questo spettacolo uno

de' fatti pi curiosi dell'istoria naturale del nostro

paese; e chi n' studioso,


i

suoi passi

dopo

Il fttajuolo

non crede aver

gettati

essere venuto a considerarlo .

custode

di

questo chiuso coperto

3l c ohm oli ano.

s62j,

mai non disturba gli uccelli che lo co*


struiscono. Al tempo delle covate per egli ne
vende le uova da cui ricava non lieve profitta.
Perocch sono esse ricercate dai pistori , i quali
pretendono eh' esse diano bont al biscotto di mare.
5
'Quando i pulcini sono un p grandi , lo stesso
fittajuolo ne uccide alcune centinaja , che distridi nidi

buisce

rani

poveri del vicinato.

ai

un' idea del

difficile farsi

numero

ad Yssel-Meer. Esso

raccolti

di cormo-

veramente

pu aggiugnersi

estremamente
nocivo, per la quantit di pesci che distrugge.
!Fa meraviglia che in un paese, ove dichiarata
guerra ai corvi ed alle piche, si siano esentuati
cormorani da una proscrizione pi giustamente
spaventevole

meritata.

La

loro moltiplicazione eccessiva e quasi

protetta cagiona

il

pi

gran danno

Il loro appetito distruttore estende

ai pescatori.

assai

lontano

Perocch ogni giorno essi abbandonano il loro asilo e volano ad alcune miglia di
distanza, disperdendosi e dividendosi
per cos
dire, le acque del paese. Gli. uni si gettano sul
mare d'Harlem; altri sul Wael, il Lek, la Mosa
ed altri sugli stagni e le paludi. Ma
o l' Yssel
un fatto degno di rimarco si questo, che mai
non toccano i pesci dell' acque, che si trovano in
i

suoi guasti.

vista delle loro

abitazioni

torni assicurano che


s terribili vicini.

pescatori de' con-

non ricevono verun danno

-a65

PICCIOLO CORMORANO
O IL BALORDO.

IL

La
a

stupidezza o piuttosto la pigrezza naturale

tutti

cormorani ancora pi grande e pi

goffa in questo picciolo

da

tutti

egli

si

viaggiatori

il

sicch gli

nome

trova in molte parti,

ha

fatto

di balordo.

ma

dare

Anche

soprattutto nelle

isole e nelle estremit de' continenti australi. I si-

Cook

gnori

e Forster Y

hanno incontrato

nell'isola

di Georgia. Disabitata e quasi inaccessibile all'uo-

mo,

piena d'uccelli di questa specie,

tutta

quali

ne dividono il dominio co' pinguini, e s' annicchiano


tra la folta gramigna, quasi unico vegetale di quella
fredda terra e dell' altre, che accolgono simili abitatori.

Un'isola, che nello stretto magellanico ne

parve

tutta

coperta

isola de' balordi. Ivi in

globo

quegli

il

nome

di

ultimi confini del

natura intirizzita lascia ancora sussistere

la

cinque o

ebbe da Cook

-sei

specie d' animali volatili

quali vivono in

guardarsi

come

il

o amfibj

una calma apatica, che pu

ri-

preludio del silenzio eterno, che

deve regnarvi. Gli animali, eh' ivi


abitano dice Cook , sembrano aver formato un
partto di non turbare la reciproca loro tranquillit.
I lieni di mare occupano la pi gran parte della

fra

poco

costa; gli orsi marini abitano l'interno dell'isola;


i

balordi

pinguini

si

si

annicchiano fra gli scogli pi elevati;


stabiliscono ove sono

loro pi facili

IL PICCIOLO

2,66

CORMORANO ec

comunicazioni col mare, e

le

gono luoghi pi
questi animali

riposti.

gli altri uccelli scel-

Noi abbiamo veduto


e andar

mescolarsi

insieme

corne-

gregge domestico, o come un pollame in una

rai

corte rustica, senza cercare

mai di

farsi

verun male .
In quelle terre mezzo ghiacciate,
d' alberi,

balordi stanno

sulle

punte degli

e vi

si

d'

tutti

trovano

un colpo

ma

solo

li

d'

scogli,

adunati

si

affatto

ignude

fianchi dirupati

sui

che

a vicenda

sporgono sul mare,

miglia ja.

Lo

strepita

archibugio non vale a disperderli

fa alzare d'alcuni piedi,

perch tosta

ricadano nel loro nido. Il farne caccia non richiede neppure arme da fuoco , poich si pu,
ucciderli a colpi di pertiche e

che T aspetto

de* loro

di bastoni

compagni

stessi

senza

morti al

loro fianco possa spingerli alla fuga, onde evitare

una sorte somigliante. La loro carne, quella dei


giovani specialmente, assai buona da mangiare.
Le piume del picciolo cormorano o balordo
sono generalmente nere; ma sulla testa e sul collo
prendono una lieve tinta verde. Il balordo crestato della Nuova Zelanda un poco pi picciolo
e meno comune. Quest'isola ne fornisce pi altre specie, alcune delle quali sono della grossezza
dell' arzavola.
s'

Due

specie differenti di tali uccelli

incontrano pure nel Kamtschatka.

a6 7

IL

CORMORANO PIGMEO.

Questo picciolo cormorano

il

quale appena

molto
al balordo. Il fondo delle sue piume nero, con
una lieve tinta di verde sul collo e sul petto. Intorno agli occhi ha alcune picciole macchie bianche , e de' punti del medesimo colore sparsi sul
della grossezza

di'

un' arzavola

collo, sul petto e sui

fianchi.

rassomiglia

Le

coperte

delle

un bruno carico , orlato di nero


La femmina tutta bruna o nericcia, senza punti
sue

sono

ali

d'

n macchie.
Il signor Pallas
celli sul

ha veduto questa specie di uc-

mar Caspio, insieme

grande e al picvi arriva pi tardo di loro.


al

cormorano, ma
In un viaggio a Posga , parlasi d' un picciolo
cormorano, il quale non sembra essere che una
variet del pigmeo. Egli ha il di sopra della testa e del collo punteggiato di bianco sopra un
fondo color di marrone; il petto d'un grigio di
ciolo

corpo superiormente coperto di piume


d' un bruno cupo con orlo color di marrone
il
ventre bianchiccio con pezze bianche; le coperte
sorcio

il

dell' ali nericce,

tinta

con una specie di dentello d'una

ancor pi scura

piedi aeri.

-2.68

IL

TINGMIK.

un cormorano del Gronland

se non
vede col
settentrionali. Ei si tiene, come

qual non

mune
d'

si

alto

il

strato

de' prcprj

'raro-,

cormorano
e

le

escrementi.

eh* ei porta, derivato da

grande

che

il

sue

piume sono

un verbo, che

si*

tinte

medesime regioni

affatto

e la sua testa

mezzo

il

capo e

il

Le

nere, senza macchie n

sormontata

da un

cani dell' altre specie.

maniera

empiva

Ha

le pitime

collo biancobrani

e non

dell'ali nere:

cate

glaciali.

ciuffo

PELLICANO ROSSO.

Si trova nelF Africa.

la

Egli
il qual

coricato.

IL

lavato;

copre
il

cormorano comune

vive anch' esso nelle

co-

Inc.*

gnifica pei Groenlandesi avere la diarrea.

pi

il

meno

coste

sulle

bagnate dal mare

sulle rupi

un

nome

assai

un rosso
le penne

d'
;

meno vorace che


Il dottor Latham

pelli-

descrive

onde un pellicano rosso addomestila

sua tasca di cibo.

Gli furono

messi innanzi per terra alcuni pesci di varia grossezza. Egli tent

dapprima levarne uno

sava dieci libbre,

ma

non potendolo

per

la

che pedebolezza del becco


,

ne prese dieci successivamente, i


quali pesavano circa una libbra 1' uno , e avendoli disposti

1'

uno appresso

l'altro,

li

mise l'uno

IL PELLICANO ROI30.

dopo r altro

2,6$

nella sua tasca, la quale poteva con?

tenere otto pinte d' acqua,

IL

GOELANDO E

IL LAB.Q.

Questi due nomi, ora uniti or separati, hann@


fino

ad oggi raen

servito

a distinguere

che

comprese in una delle pi


numerose famiglie d' uccelli acquatici. Varj naturalisti han nominato goelandi quelli che altri
confondere

le

specie

appellarono lari, e taluni

applicarono indistinta-

mente due nomi come sinonimi

medesimi uccelli.
Sembra per che ogni particolar denominazione
debba esprimere qualche differenza, e infatti dietro accurate osservazioni, abbiamo potuto assicurarci che i goelandi sono le specie pi grosse , e
i

lari

le

ai

pi piccole di un medesimo genere.

egualmente striduli e
voraci, e liiamar si potrebbero gli avoitoj del mare.
Essi lo purgano da cadaveri che ondeggiano alla
sua superficie, e che sono rigettati sulle sponde.
Egualmente vili che ghiotti non attaccano che gli
animali deboli , e non si avventano che ai corpi
morti. Il loro portamento ignobile, le loro grida
importune, il loro becco adunco e tagliente sono
Tutti questi uccelli sono

l'indizio disaggradevole della loro bassezza e cru-

veggono essi disputarsi fra Icro accanitamente la preda; e quando sono chiusi, come la
delt. Si

cattivit inasprisca

il

loro

umor

feroce,

si

battei

IL

a 70

GOLAND

IL LAttO.

senza apparente motivo. Il primo, di cui scorre


il

sangue

divien la vittima degli

altri

che dalle

sue ferite sembra che traggano ragione di dargli

morte.

Questi eccessi sono proprj delle grandi

specie,

ma

bert,

grandi e piccole, trovandosi in

spiano

si

di

continuo, e

si

tendono ag-

guati, affine di derubarsi reciprocamente

nutrimento. Tutto conviene

pesce fresco o

buona,

si

la

ossa stesse sono

consumano nel loro stomaco. Essi


s'

Famo

si

sotto

l'

la sola

in-

precipitano con tanta

inferrano eglino

che il pescatore mette


per pasto ; n questa

Oppiano, ha

loro

guasto, la carne che sanguina; la

ghiottiscono Fesca e

violenza che

il

alla loro voracit: il

la corrotta, le scaglie, le

digerite e

li-

stessi nella

punta,

aringhe loro offerte

maniera di

pigliarli.

che basta una tavola dipinta


quale rappresenti figure di pesci, perch quescritto

vengano a darvi dentro. Sembra per


che bisognerebbe de'ritratti di pesci cosi perfetti,
uccelli

sti

come

grappoli d'uva di Parrasio.


Alcuni naturalisti hanno scritto che certe specie
di lari ne inseguono altre, onde mangiare i loro
i

escrementi. Io

va

cosa

dice

il

ho

fatto

signor Ballon

quanto da
,

onde

me

dipende-

verificare questa

sempre ebbi ripugnanza a credere. Sono


andato molte volte in riva al mare, onde vedere
ci che risultasse dalle mie osservazioni , ed ecco,
secondo me, quello che ha dato origine alla fa,

cui

vola enunciata.

GOELANDO E

IL
I

lari

loro preda

almeno

quelli delle

Quando alcuno

delle medie.

scaglia

e non

si

la

specie grandi

di loro esce dell' ac*

primo che lo vede


sovr' esso per prenderglielo. Se vi riesce

qua con un pesce nel becco


si

&JI

fanno una guerra continua per

si
,

IL LA3.0.

affretta

pure da pi

forti

il

ad inghiottirlo, inseguito egli


di lui , che gli danno col becco dei

non pu

fuggendo
allontanandosi. Sia per che il pesce anche inghiottito lo impedisca nel volo , sia che la paura
gli cagioni qualche forte commozione , sia altro ,
egli spesso, non cessando la persecuzione, rigetta
la sua preda
e questa vien raccolta da altri con
molta destrezza , prima che cada nell' acqua.
Il pesce in aria apparisce sempre bianco
poich riflette la luce e sembra , a cagione della
prestezza del volo, cadere dietro il laro che lo
vomita. Queste due circostanze hanno ingannato
colpi violenti

cui

evitare, che

gli osservatori.

Ho

verificato lo stesso fatto nel

mio

giardi-

ho inseguito gridando alcuni grossi lari essi


hanno vomitato correndo il pesce , che avevano
appena trangugiato; io lo ho ad essi gettato di
no

nuovo; ed

lo

essi

hanno benissimo ricevuto

aria, con eguale destrezza

I goelandi e

lari

come

in

fossero cani .

hanno del pari

il

becco

ta-

gliente, allungato, schiacciato dai lati, colla punta

rinforzata

gliente alla

ricurva

in uncino

mandibola

inferiore.

un angolo

sca-

Questi caratteri

IL G0ELAN130 E IL LARO,

jy7&

apparenti e pi

pi

pronunciati

ne' goelandr

manifestano per anche in tutte le specie di

Sono anzi
di mare,

quelli che

superiore del becco, n prominenza


-

che

contare

senza

sempre pi

Di pi

le

pi

picciole dei

lari

grandi

fra

gambe

elevati.

gi

o piuttosto

gpelandi e

inferiore^

esse

pi piccioli fra
,

parte

alla

all'

non hanno coda forcuta

le loro

larii^

distinguono dalle rondini

li

non hanno uncino

le quali

si'

sono

gli altri.

ma

piena

j,

loro tarsi sono molto


i

lari

sarebbero, fra

pi alti di
gambe, se il fiammante, il moriglione e il trampalo non le avessero ancora pi lunghe e s smisurate , che sono a. queslo riguardo specie di
mostri. Tutti i goelandi e ilari hanno le tre dita
congiunte per, mezzo di una palma continuata, e
il

piedi palmati,

gli uccelli dei

tutti

dito posteriore sciolto,

ed

testa grossa;

riposo.

Essi

corrono

loro, ali,

trepassano

la

simi.

ta,

coda,

assai

di

pi sono

colore

velocemente

sulle

meglio al di sopra dei flutti.


che quando sono piegate ole la quantit

loro corpo guarnita,

Di

loro

Le lunghe
il

La

portano male, e quasi


che camminino sia che stiano

rive , e volano anche

cui

piccioli ssimo.

essi la

ntro le spalle , sia


in

ma

li

di

piume

di

rendono leggieris-

essi forniti d'

una calugine

azzurrina massime

sulla,

fol-

stomaco.

Questa calugine l'hanno dalla nascita, ma l'altre


piume non le mettono che tardo; n acquistano
compitamente i loro colori che dopo aver passate
pi mute, cio nel loro terzo anno.

GOELA^DO E

IL LARO

ft7&

Essi vanno a stormi su per le rive del

mare,

e coprono sovente colla loro moltitudine gli scogli

e le altare, cui fanno risuonare de' loro gridi importuni, e su cui sembrano formicolare , gli uni

prendendo
per

il

riposare.

lor volo, gli altri scendendo a terra

In generale

non

vi

hanno augelli

pi comuni di loro in sulle coste; e s'incontranoin mare fino a cento leghe di distanza. Frequen-

pure le isole
elemento in tutti i

tano

Gran numero

le

contrade vicine al

salso

climi.

ne trova sulle rupi chiamata


in Inghilterra le Aguglie alla punta occidentaledeli' isole di Wight. Il signor Edwards, che pass
pi giorni intorno ad esse, ce le rappresenta come

una

se

opere pi maravigliose della natura,


a Ho talvolta, dice egli, ammirata la magnificenza
1' antica
dei palagi dei re
maest delle nostre
delle

vecchie cattedrali mi ha sovente colpito d'un religioso

terrore;

ma

allora che

scoperto quest' opera

alio

dall'

immensa

oceano
e

vidi

prodigiosa

mi parvero deboli e piccioli


monumenti dell' umano potere!. S'immagini

della natura, quanto


tutti

un ammasso di rupi alto seicento piedi sovra una


lunghezza di circa quattro miglia , fiancheggiato
d* obelischi e di colonne informi , che sembrano
alzarsi immediatamente dal mare, evi aprono ii>
contro le nere bocche delle caverne scavate dai,
flutti. Fra quelle cieche profondit Y occhio atterrito

tenta invano di misurare gli ardui fianchi

Gabinetto T. TV.

18

GOELANDO E

1L

&74

LARO?

IL

medesime, i cui ciglioni sospesi sull' onda


minacciano ad ogni istante d' inabissare lo spettatore. Se allontanandosi in seguito un quarto di
miglio in mare , onde godere pienamente del sublime spettacolo, si tira un colpo di cannone, vedelle rupi

desi

mano
fila

aria oscurata d'

1'

una negra nube

cui

alzandosi miglia j a d' uccelli disposti in lunga

sugli

rupi

sporti delle

poche

insieme a

pecore unici abitatori di que' luoghi deserti

IL

for-

GOELANDO VARIO O GRIGICGIO.

Pesa dodici o quattordici once ha venti pollici


di lunghezza dalla punta del becco all' estremit
;

della

coda

mento

e quattro piedi

pollici.

po' adunca oltrepassa


grigi;

le

narici

grossissima

generalmente

d'

l'

inferiore

come

fortissima

son nericce

occhi

gli

una forma oblunga;

il

il

sono

la testa

quella de* goelandi

dorso e

grigi con mescolanza di bianco


dell' ali

d' apri-

superiore un

La mandibola

e la coda,
,

incirca

suo becco nero, grosso e robusto

d'ali. Il

lungo tre

all'

le

il

collo son

penne maggiori

petto , la pancia,

il

ventre

e le cosce bianche, spruzzate di bruno; la coda


lunga cinque o sei pollici; le gambe e i piedi

sono d'un giallo color d'arancio e le unghie nere.


Un goelando di questa specie, che Anderson avea
ricevuto

mali

dal Gronland

assaliva

piccioli ani-

e difendevasi a gran colpi di becco contro

GOSLA.NDO VARIO

IL
!

cani ed

gatti,

a cui

eG.

compiaceva di

Ufo
mordere

Mostrandogli un fazzoletto bianco si era


sicuri di farlo gridare a quanta voce avea in corpo,
come se esso gli rappresentasse alcuno de' nemici

la coda.

per

lui

Un

giardini

pi temibili sul mare.


di

altro

Moulin-Joli

di

cucina, d' onde gli

avea

altres

contorni di Parigi

nei

Non mancava

ove errava in libert.


sentarsi ogni giorno

all' istess
si

pi anni nei

uccelli visse

tali

gettava

egli di

pre-

ora alla porta della

da

mangiare.

Egli

presa f abitudine di entrare nella sala

poco dopo che la famiglia si era


messa a tavola. Cominciava per prima cosa da
un grido acuto , stendendo ad un tempo le ali
pranzo

del

come

inclinando e poi drizzando la testa,


stato

istruito a questo

cerimoniale

naturalissimo. Raccoglieva quindi

carne
sti

che

gli

erano

dell'ingresso,

gettati;

ritirandosi

che

se fosse
gli

era

alcuni pezzi di

e poi finiva coi ge-

d'un passo grave.

e lasciando quasi sempre porzione di ci che gli


si

era dato. Restituitosi

ai giardini vi

resto della giornata accovacciato.

passava

Sebbene

si

il

tro-

acqua mai non vi entrava. Mal


parimente non si prendeva nulla al di l di quello
che gli veniva donato spontaneamente. Era animale

vasse in riva

all'

che fuori della strada che faceva per


venire a domandar da mangiare, rimaneva quasi
sempre nell'inazione. Non permetteva che alcuno
assai tristo;

gli si avvicinasse,

e incalzato

un

po' da vicino

si

GOELANDO VARIO

II*

2.76

e.

difendeva a gran colpi di becco. Ei non temeva


alcun altro animale; ma non si faceva incontro ad
alcuno, se altri non sembrava venire
di lui. Negli stessi giardini

da

il

primo verso
erano

abitati

lui

due cicogne, cui egli ne cercava, n evitava.


Fra grigicci , come fra tutti gli altri goelandi
e lari
la femmina non sembra differire dal maschio che per la taglia, la quale un poco mi,

La carne

dura e di cat*
tivo sapore; n si pu mangiare, che dopo averli
tenuti appesi per due o tre giorni, onde lasciarne
gocciar r oglio, di cui sono pieni, e averli fatti
stare per alcune ore nell' acqua dolce.
Beton trova qualche relazione fra la testa del
nore.

di questi uccelli

grigiccio e quella dell' aquila;

ben maggiore

dell' a volto jo.

La

fra

suoi

ma

la

somiglianza

costumi e quelli

vili

sua complessione forte, anzi dura

rende capace di sopportare le pi aspre intemperie


quindi i navigatori hanno osservato
lo

marine procelle. I
volatili della sua specie sono i primi ad essere
incontrati dai vascelli, che si avvicinano al Gronland. Seguono essi costantemente quelli che vanno

che poco

egli

si

cura delle

pesca delle balene fino in mezzo ai ghiacci,


Quando una balena morta , e il suo cadavere

alla

sornuota
gliaia, e

bene

ai flutti,

ne levano da

pescatori

cotendoli

si

colpi

gettano sopra a mi-

essi vi si

tutti

lati

sforzino di allontanarli
di

pertica

Seb-

de' brani.

di

per-

remo

non

a liberarsene

riescono

impossibile poi
volta

G0ELAND0 VARIO

Uccellacci

Martens

che

e questa ostinazione

ha loro

goffi

battono

e villani

mordono

altro

il

boccone 3

grandi cadaveri su cui

si

gettano

istrapparsi
i

uno

di bestie scioc-

titolo

il

veramente
si

1'

all'

che una

meritato fra gli Olandesi


che.

accoppano.

gli

lasciare quello

loro

far

hanno preso

non

se

a 77

ec.

che soddisfar ampiamente

la loro

dice

per
quantunque
abbiano di

voracit.

I goelandi grigi fanno ordinariamente un uovo

e anche

tre

uova

in

un nido composto

marine } e collocato sugli

IL

d'

erbe

scogli.

LARO BRUNO.

molto pi picciolo che il goelando grigiccio.


Il suo becco, di color corneo e nero all'estremit,
ha un pollice e mezzo di lunghezza. I suoi occhi
sono piccioli; le narici di una forma oblunga; la
testa e le parti superiori del corpo son brune 5
eccetto le

penne maggiori

teramente nere. Il petto e


chiaro

che sono inventre , d'un bruno

dell' ali
il

sono traversati da infinito

ciole righe
d'

pi scure.
un giallo bruno ; e

la

coda

son nere.

Le gambe
1'

numero
e

di pic-

piedi sono

unghie , egualmente che

a?8

IL

LARO RIDENTE.
un poco

Il grido di questo picciol laro somiglia

ad uno scroscio di risa onde viene all' augello


V appellativo di ridente. Egli sembra un poco pi
grande d'un piccione; ma, come tutti i lari, ha
meno corpo che volume apparente. La quantit
di piume fine, di cui rivestito, lo rende leggierissimo. Sembra fatto apposta per gridare, massime nel tempo della covata, tempo in cui gli
uccelli della sua specie stanno pi uniti. Questa
covata poi di sei uova uli vigne, macchiate di
,

nero. I giovani sono buoni a mangiarsi

prende gran numero nelle contee

e se ne

d'

Essex e di

si

stabiliscono

Stafford.

Alcuni di questi

lari,

che ridono,

ed anche sui stagni iteli' interno delle


terre; e sembra che frequentino i mari dei due
continenti. Catesby gli ha trovati nelT isole di
Bahama; Fernandez li descrive sotto il nome messui fiumi

sicano di pipicani.

Come

tutti gli

altri

lari

essi

abbondano particolarmente nelle contrade del nord.


Martens , che gli ha veduti allo Spitzberg e li
nomina Kirmawi, dice che covano sopra un musco
bianchiccio, in cui si distinguono appena le loro
uova, poich sono presso a poco del colore del
musco medesimo , cio a dire d' un bianco sporco
o verdiccio. Non appajono esse di maggior grossezza di quelle d' un piccione , ma sono molto

It

LARO RIDENTE.

a 79

Il loro torlo

appuntate all'estremit.

rosso, e

madre

chiaro azzurrino. Il padre e la

si

il

slan-

ciano coraggiosamente contro quelli che rubar vor-

rebbero

la loro covata

cercano

beccandoli e

Martens dice di avere


trovate delle differenze nella voce di questi uccelli, secondo che gli ha incontrati in regioni pi
gridando, di allontanarli.

meno

settentrionali,

come verso

le coste di

Scozia

e d'Irlanda, e ne' mari d'lemagna. Simili diffe-;


renze ei pretende che si trovino nelle grida degli
altri ammali d' una stessa specie , secondo climi

che potrebbe esser verissimo,


specialmente parlando degli uccelli. Perocch le
grida sono 1' espressione delle sensazioni pi abituali; e quella del clima la sensazion dominante
negli uccelli, pi soggetti che tutti gli altri animali alle variazioni dell' atmosfera e alle impresvivono;

in cui

il

sioni della diversa

temperie.

Martens osserva

altres

che

allo

Spitzberg

parliamo, hanno le piume pi fine e


pi capei Iute che non nei nostri mari; e anche
lari, di cui

questa differenza deve spiegarsi col clima. Un' altra, la quale

non

ci

sembra dipendere che dalla

quella del colore del becco e de' piedi,


perocch alcuni lari gli hanno rossi , ed altri neri.
Ma ci che prova che tale differenza non costiet,

si

tuisce

due specie

distinte, si

il

presentarsi

tinta intermedia in parecchi individui,


<juali

hanno

il

becco rosso 3 e

una

alcuni dei

piedi soltanto ros-

^8o
Signi

IL LATftO
altri

becco rosso

il

RIDENTE.
alla

punta solamente, e

fiero nel resto.

LARO BIANCO.

IL

molto picciolo

nove once.

e non

pesa pi

di otto

in

suo becco rosso; l' iride de' suoi


occhi bianca, d ha un contorno grigio, cine-

riccio

le

Il

penne maggiori delle sue

son nere,

ali

terminate in bianco; la testa, il petto, la pancia,


il ventre sono di color bianco, ma tinto di giallo
pallido ; il dorso nero , le gambe
sguernite di
,

piume

fino al

verde carico;

di sotto del ginocchio

sono

d'

un

unghie picciole e nere.

le

Quest' uccello

dicesi

ove distrugge
molti
Co

utilissimo ne' giardini,

vermi

ed

insetti.

Si

nutre

principalmente di piccioli pesci,

IL

GRAN LARO CIN^RICGIO


DAI PIEDI AZZURRI.

Il colore

azzurrino

de' suoi

piedi e del becco

deve distinguerlo dai lari delle altre specie, che


hanno generalmente i piedi di color carneo, pi
o meno lividi o vermigli. La sua lunghezza dalla
punta del becco a quella della coda ordinaria-

mente

di sedici o diciassette pollici. Il suo

man"

un colore cinericco chiaro; varie penne


sue ali hanno alcune dentellature nere j

tello d'

delle
tutto

il

resto delle

piume

d'

un bianco

di neve,

a8l
GRAN LARO CINERICCIO ec
Secondo Willoughby esso fra tutti i lari il
pi comune in Inghilterra. Il signor Baillon ha
IL

fatte alcune osservazioni sulle tnte

che
secondo

differenti

prendono successivamente le sue piume


le differenti et. Nel primo anno quelle delle sue
,

son nericce

ali

appena dopo

la

seconda muta

diventano affatto nere, variate per alcune macchie


i

bianche
il

quali danno ad esse risalto. Il capo e

le

di sotto del collo appariscono

dapprima segnati

macchie , le quali a poco a poco si cancellano, dando luogo ad un bianco purissimo. Il


becco e i piedi non sono interamente coloriti' che

<F alcune

verso

1'

due

et di

anni.

queste osservazioni di sufficiente importanza

poich

debbono ad impedire

servir

moltiplichino le specie dietro


dividuali,

il

signor Baillon

che non

si

semplici variet in-

ne

aggiugne

alcune

altre sopra la natura particolare

dell'augello,

cui

addomestica pi

si

tratta,

Egli, al dir suo,

difficilmente degli altri

si

sebbene quando in

di

li-

meno selvatico degli altri, come


meno litigioso e meno vorace. Cattivo in un giar-

bert sembri

dino

gli si

va cercando

vermi nella terra

presenti qualche augelletto

non quando

meno

fatto a brani.

carnivoro che

noi tocca

Ci dimostra

goelandi,

ed ove
,

se

eh' esso

affa

IL
Quanta

LARO PEZZATO.

Martens, esso non sorpassa il laro bianco; perocch non ha che Quindici pollici di lunghezza. Le sue piume sul dialla taglia, dice

un bel fondo bianco distinto da alcune strisce grigie ,


le quali vanno a
formare intorno al eolio un mezzo monile. Il
mantello grigio
ma alcune macchie bianche e

nanzi del

corpo sono

d'

nere spiccano

all'

occhio sulle coperte dell'

dito di dietro , piccioiissimo in tutti

nullo

questo.

in

lari

Quindi Martens non

gli

Il

ali.

quasi
attri-

buisce che tre sole dita.

Grandi stormi d' uccelli della specie, di cui si


parla , apparvero d' improvviso ne' contorni di
Smur Auxois, nel febbra jo del 1775. Se ne uccidevano molti facilissimamente; e molti

si

trova-

vano morti e quasi morti di fame ne' prati , nei


campi e in riva ai ruscelli. Aprendoli non si trovava nel loro stomaco se non alcuni avanzi di
pesci, ed una specie di pappa negli intestini
Questi uccelli non erano punto conosciuti nei
paese.
giorni,

La

loro apparizione

cio quanto

non dur che quindici

tempo seguit a

soffiare

un

gran vento meridionale, che gli aveva condotti.

4&3

GOELANDO

IL

DEL MANTELLO NERO.


E

il

ha duo
due piedi e mezzo di lunghezza,

pi grosso

piedi e talvolta

di

tutti

e pesa ordinariamente pi

sue

ali

spiegate

si

godanoli

di quattro libbre.

Le

distendono cinque piedi e sette

suo becco

lungo tre
pollici e mezzo , giallognolo con una macchia
rossa ali* ugna sagliente della mandibola inferiore ;
le palpebre sono d' un giallo d' aurora ; i piedi
colla loro membrana sono d' un color di carne
bianchiccio e quasi farinoso; le ali son nere , e

pollici. Il

forte e robusto,

pure il dorso; il resto delle piume bianco; la coda ha quasi sei pollici di lunghezza.
tal

I goelandi dal mantello nero fanno

mare

il

loro nido

e nelle parti pi settentrionali sovra monticeli! d* escrementi d volatili


marini, di cui tutti i massi isolati sono ricoperti
Questo nido informe, n mostra industria o

fra gli scogli del

previdenza di sorta alcuna. La covata di tre


uova grigie nericce e macchiate di porpora scura.
Nel Groenland gli uccelli di cui parliamo, nidi-

mese
con lacciuoli ed

ficano nel

La

di giugno, e

al

fa loro la caccia

altre insidie.

mari d' Europa e


Capo di Buona Speranza, ed alla

loro specie diffusa

d'America,

si

Nuova Olanda.

sui

&84

IL

GOELANDO bruno
O

IL

CATERATTA.

Ha

due piedi circa di lunghezza, e pesa d'ordinario non meno di tre libbre. Il suo becco
lungo due pollici e un quarto, adunco verso
V estremit, ed acutissimo. La base di questo becco
ricoperta d' una membrana carnosa e nera , si*
mile a quella degli uccelli di preda, e lunga pi.
che la met del becco medesimo. L' iride degli
occhi color

Le

giallo.

di

d'un poco di
piume sono d' un

nocciuola, misto

parti superiori delle

bruno cupo; le inferiori dello stesso colore, ma


un poco pi chiaro. Le grife son nere, forti ed
adunche.
Il goelando bruno abita particolarmente la Norvegia e l' isole Feroe di tutti i goelandi il pi
formidabile; si nutre non solo di pesci, ma anche
;

di piccioli uccelli acquatici

di giovani agnelli

che mirabile per un volatile dai pie palmati.


Ray osserva che questo goelando ha tutte le
sembianze d' un augello di rapina V istess' aria
per di bassezza e di crudelt ritrovasi in tutta

il

la

razza de' goelandi.

Sembra che

concordemente ravvisino
stotele
sull'

il

quale

come

acqua a guisa

sua preda.

Il

in lui

indica

il

il

naturalisti

cateratta d'Ari-

suo nome, piomba

onde cercarvi la
che combina con quello che Wildi

cateratta

loughby dice del nostro goelando ? ch'esso cio

si

IL

GOELN0O BRUNO eC

a05

con tanta rapidit sul pesce attaccato dai


pescatori ad un asse, onde attirarlo, che si rompa'
scaglia

contr' essa

il

capo.

rupe appellata Foula gli uccelli della


specie di cui parliamo, sono in grande abbondanza ;
e gli abitanti de* contorni hanno per essi gran ve*
aerazione, poich pretendono che garantiscono i
loro armenti dagli assalti dell' aquila, combattendola e inseguendola con tanto furore ch'essa non
Sulla

ardisce accostarsi.

Gli indigeni dell' isole Feroe

si

espongono

ai

pi gran rischj, per prendere questi uccelli suite


rupi, ove fanno il nido, ad un' altezza prodigiosa.

Peter Glanson, nella sua descrizione deila


Norvegia, dice che anticamente esisteva in quel
Il signor

paese una legge, la quale ordinava al pi prossimo parente di chi era perito , arrampicandosi,

per
ehe

le

rupi

s'

egli se

&

eseguire

la

stessa

ne dichiarava incapace,

intrapresa
il

e-

corpo del

defunto non veniva sepolto in terra santa; essendo


questi

per

riguardato colpevole

la sua

della propria morto

imprudente temerit.

GOELANDO
DEL MANTELLO GRIGIO-BRUNO
O IL BORGOMASTRO.
IL

Gli Olandesi hanno chiamato questa specie d

goelando col

nome

di

borgomastro 3 a cagione della

GOELANDO.

IL

1,86

sua taglia grande, e del suo grave portamento;


ond' che sembri quasi un autorevole magistrato
fra il popolo goelandieo turbolento e vorace. Egli
infatti di prima grandezza, ed egualmente grosso

che

goelando del mantello nero.

il

come

grigio-bruno,

son terminate le une in bianco

piume

resto delle

51

dorso

il

dell'ali, che per

penne

le

Ha

le

altre in nero

Le palpebre

tutto bianco.

becco di
quest'ultimo colore, coli' angolo inferiore molto
somigliante e d' un rosso vivo
che Martens
il
esprime benissimo, dicendo che il nostro goelando
sembra avere una ciriegia al becco.
Ne' mari del nord gli uccelli di questa specie
vivono de' cadaveri di grandi pesci. Quando
sono

orlate

di

rosso

o di giallo;

il

strascinasi

Martens,

una balena dielro


si

attnippano essi,

dice
un vascello
e vengono a levare
,

alcuni grossi pezzi del suo lardo.


si

riesce

Ed

pi facilmente ad ucciderli

allora che
;

dacch

quasi impossibile prenderli nel loro nido, cui essi

posano

sommit o nelle fenditure de'pi alti


scogli. La femmina depone le sue uova nel mese
di giugno fra l'erbe che crescono sovr' essi. Come
la carne de' pulcini non quasi inferiore a quella
dei giovani polli , molto ricercata dai Danesi
che frequentano il Gronland. Di tutte le specie
alla

di goelandi

quelli

pi comuni in

tal

tutto sulle coste

di

cui

ora parliamo

sono

veggono dappere nelle cale* Sebbene

paese, ove
ne* golfi

si

GOELANLO

IL

f3f

nutrano generalmente di pesci, mangiano anche

si

le

coccole

prendono
un pezzo

di

un'erica, la qual

essi al laccio,

a cui

si

fa

nere. Si

atlacca

per esca

le

ovvero con un amo forbito


di lardo, che gettasi in mare, sostenendolo dalla
riva, o finalmente con un pezzo di legno appuntato , nascosto parimente nel lardo, il qual li soffoca , quando vogliono inghiottirlo. Si uccidono
anche, ma pi di rado, a colpi di freccia allorch si riposano sovra 1' acqua.
pesce,

di

LA PROCELLARIA.
Di

gli

tutti

mari, dice

il

che frequentano

uccelli

gli

altri

signor di Buffon, le procellarie pos-

pi marittime. Esse almeno


sembrano essere le pi straniere alla terra, le pi
ardite ad inoltrarsi, ed anche smarrirsi sui vasto
oceano, abbandonandosi impavidamente al moto

sono chiamarsi

le

de' flutti

agitazione

per
si

all'

de' venti

cos dire, le tempeste.

sono inoltrati

Ovunque

presso

sia

sfidando

poli

navigatori

sia

altrove

che parevano aspettarli e precederli sull' onde pi lontane e pi


burrascose. Ovunque gli hanno veduti aggirarsi

hanno incontrato questi

in piena sicurezza

elemento

dinanzi

uccelli,

e scherzar quasi col terribile


al

cui furore

trepido costretto d' impallidire ,

1'

uomo pi
come

tura volesse mostrare in essi quanto

le

se la

in-

na-

forze da

,
,

lei

PROCELLARIA.

2.A

i$3

compartite ad esseri che

perano quelle combinate

sono inferiori, su-

ci

nostra ragione

dalla

dalle nostre arti.

Provvedute di lunghe ali, munite di piedi palmati , le procellarie aggiungono alla leggierezza
del volo e alla facilit del nuoto la singolare fa-

camminare
dole con rapido moto, in cui

colt di correre e

sul!'
il

onde , sfiorancorpo soste-

nuto orizzontalmente e bilanciato dalle


tre

ali

men-

piedi battono alternativamente e precipito-

samente le onde istesse.


Si annoverano parecchie specie di procellarie
e tutte hanno le

ali

grandi e

forti.

Non

si

alzano

per mai a grande altezza , e radono comune mente l'acqua nel loro volo. Hanno tre dita unite
da una membrana con orlo esteriore alle due
laterali. Il

non che un picciolo


qual esce immediatamente dal calcaquarto

dito

sprone, il
gno , senza articolazione o falange.
Il loro becco
siccome quello degli albatri ,
articolato e sembra composto di quattro pezzi
,

due dei

come sopraggiunti formano le estremandibole. Lungo la mandibola supe-

quali

mit delle

Fiore, vicino alla testa,

tubi

in cui sono

si

distendono due piccioli

Per la sua
questo becco sembra quasi

forate

le

narici.

conformazione totale
appartenere ad uccelli di preda, poich grosso
tagliente ed adunco all' estremit. Non per
in t ut le le procellarie interamente uniforme

anzi

LA PROCELLARIA.

&

in

289

parecchie tanto differente da costituire un ca-

una vera divisione nella famidi fatti


glia di questi uccelli. In varie specie
la sola punta della mandibola superiore curva
a guisa d' uncino ; mentre la punta dell' inferiore
incavata a grondaja: a tali specie appartengono
le procellarie semplicemente dette. In altre le
punte d' ambedue le mandibole sono acute ricurve, e formano- insieme V uncino., giusta le os-

rattere distintivo, e

servazioni fatte del signor Brisson; e queste specie noi

chiameremo

le

delle

palornr

procellarie

bari.

Tutti questi uccelli sembrano avere un mede-

simo

ed abitudini comuni, per ci che rifare il loro nido. Essi non abitano a

istinto

.guarda

il

che nel tempo della covata il quale ascorto; e come sentissero quanta simile sog-

Iterra
jsaj

,.

fgiorno loro straniero,

si

(interamente nascosti entro


in riva al mare.

Di

tengono appiattati anzi


la

fanno

cavit

degli

intendere

scogli

la

loro

voce disaggradevole , che spessa crederebbesi il


(gracidare di qualche rettile. Le loro- uova non
isono molte.

Cibano e ingrassano

loro

riversando loro nel becco, la sostanza


gerita, e
il

pulcini,

mezzo

di-

gi ridotta in olio de' pesci, di cui fanno

loro principale e forse

unico, nutrimento.

Una

bene che chi va a rapire


i loro nidi sia avvertito, questa, che assaliti ( o.
timore o speranza di difesa a ci li induca) lan,particolarit, di cui

Cabinetto T. ITT.

19

LA PROCELLARIA.

0,0

ciano in

viso

de' cacciatori

pieno Io stomaco. Siccome

di cui hanno

F oglio
i

loro nidi sono

il

pi

spesso situati sopra coste dirupate, nelle fenditure

degli
fatto

a grande altezza;

scogli,

da noi esposto

perdita

mese

della

vista.

ha cagionato ad alcuni la
Le gazzette di Londra del

di giugno 1761

signor

l'ignoranza del

riferiscono

la

sventura del

Gampbel, che arrampicatosi per levare un

nido di procellarie ,
negli occhi

1'

di una rupe

ricevuto improvvisamente

oglio che

disse

si

e cadendo

cadde

dall' alte

uccise.

si

LA PROCELLARIA CENERICCIA.
mari settentrionali
Parecchi la paragonano per la. grandezza ad un*
gallina mezzana. Il signor Rolandson Martin osservatore svedese la dice della misura d' una corAbita

nacchia

questa procellaria

e trova nel

suo

portamento e nel sue

sembiante qualche cosa dei falcone. Il suo beccc


fortemente articolato e

assai

adunco

difFatti ui

becco di preda. L' uncino della parte superiore


e la gronda] a troncata, che termina l'inferiore
sono d'un color giallognolo; e
coi
i

due tubi

piedi.

cinericcio;

le

delle narici rosso

Le piume

penne

il

come

sono

d'

beca

son ross

un bianc(

mantello d'un cinericcio azzurro

dell' ali

e quasi nero.

del corpo

resto del

il

sono d' un azzurro pi carice

Le piume

sono foltissime

e al d

LA PROCELLARIA CENERICCIA.

2,0) I

una calugine spessa e fina, di cui


la pelle del corpo interamente rivestita.
Gli osservatori si accordano nel dare a questo
uccello il nome di cavallo di mare. La ragione
che ne d Pontoppidan si questa, ch'egli manda
sotto

eli

esse

un suono simile al nitrito de' cavalli , e che il


rumore che fa nuotando somiglia quello del trotto
di

Non

rumore

siffatto

per facile

immaginare
e sembra pi naturale che la de-

quadrupedi.

tali

nominazione di cavallo

sia

stata

data

al

nostro

augello in grazia del correre eh' egli fa sull'acqua.

Le

procellarie della specie di cui

si

parla, se-

condo F istesso Pontoppidan , seguono i battelli ,


che vanno alla pesca de' cani marini, per aspettare
che i pescatori gettino gli intestini di questi animali. Egli dice pure che si scagliano sopra la
balena morta o ferita, quando vengono a galla;
e che i pescatori le uccidono una ad una con
bastoni, senza che il resto della torma si stacohi
dalla sua preda.

LA PROCELLARIA BIANCA E NERA


O LO SCACCHIERE.
Le piume
bianco

di

di

questa

nero

procellaria

tagliate

segnate di

simmetricamente

ad uno scacchiere , F hanno fatta chiamare


con tal nome da tutti i nostri navigatori. Essa

simili

presso a poco della

grossezza d' un piccione co-

L PROCELLARIA BIANCA

H()2,

inune

come

nel

ec.

ne mostra F aria e

suo volo

portamento, avendo il collo corto, la testa rotonda, quattordici o quindici pollici di lunghezza,
il

trentadue o trentatre d' aprimento


appellata sovente piccione di mare.
soli

Essa ha

il

becco e

fu

d'ali,

piedi neri. Il dito esterno

composto di quattro articolazioni quel


di mezzo composto di tre 2 e Y interno di due
solamente. In luogo del dito mignolo uno sprone
duro , lungo una linea e mezzo , con punta che
si rivolge al di dentro. Il becco porta superiormente due tubi, in cui sono forate le narici. La
punta della mandibola superiore ricurva, quella
dell'inferiore tagliata a gronda j a, e quasi tronca.
Il di sopra della testa nero le penne maggiori
dell' ali sono dello stesso colore con alcune macchie bianche; la coda frangiata di bianco e di
nero, e quando aperta, somiglia, dice Frzier,
ad un velo che si porta al braccio per lutto il
ventre bianco, e il mantello regolarmente compartito di nero e di bianco. Il maschio e la femdi questi

mina non differiscono molto V uno


per le piume, n per la grossezza.

Nel loro volo


vi immergono

dall' altra

sfiorano la superficie

dell'acqua,

tempo in tempo i loro piedi


che tengono pendenti. Sembra ch'essi vivano del
fregolo de' pesci che galleggia sul mare. Veggonsi
e

per

scagliarci

di

insieme agli

sui cadaveri delle

balene.

altri uccelli

Si

marittimi

prendono

all'

amo

LA PROCELLARIA BIANCA
con un pezzo
lasciate
(essi

s'

carne

di

ondeggiare

eC.

0,3

e talvolta con funicelle

dietro

navigli

nelle quali

intricano. Presi e messi a terra, o sul

ponte

medesimi , non fanno che saltare, senza


il che avpoter camminare o prendere il volo
vien pure alla maggior parte degli uccelli marini,
quali, anche stando sopr' acqua , hanno bisogno
che il flutto li sollevi e il vento gli slanci , per
ispiegare le penne verso il cielo.
Sebbene le procellarie , che chiamiamo scacde* navigli

chieri

mezzo

appariscano

ordinariamente

stormi

in

mari che abitano ; ed una specie


d' istinto sociale sembri tenerle unite , assicurasi
che un attaccamento pi particolare e visibilissimo
tiene unito il maschio alla femmina. Dicesi che
ove T uno si posi sull' acqua , 1' altra tosto viene
ai vasti

a raggiugnerlo

ch'eglino

s'invitano reciproca-

mente a prender parte al cibo, che il caso loro


pone dinanzi; che finalmente se l'uno dei due
ucciso ( mentre per verit tutta la torma d segni
di doglia, accerchiando per alcuni momenti l'estinto ) il compagno che sopravvive fa intorno ad esso
incredibile rammarico , lo va scuotendo col becco,
quasi sperando che si rianimi, rimane ancora
lungo tempo presso di lui ? n sa distaccarsene.

^9-4

LA PROCELLARIA AZZURRA.
La
le

procellaria azzurra, cosi nominata, poich

piume egualmente che

grigio azzurro,

Ci che
ticolare

non

in lei

piedi e

s'incontra

becco d'un

il

che ne* mari

come

osserva

si

ha

australi.

cosa tutta par-

la larghezza del becco e la grossezza

si

della lingua. Nella tinta grigio-azzurra, che copre


lutto

di sopra del suo corpo, vedesi

il

pi fosca,

una

fascia

quale taglia a traverso le ali e il


basso del dorso. L' estremit della coda anche
essa d'

la

un turchino

cio. Il ventre e

azzurrino.

mo,

il

Le piume

immensa,
Nuova Zelanda

sata

dirsi neric-

dell' uccello

di cui parlia-

la

azzurre, che veggonsi in quella

quale giace fra l'America e

dice

il

la

signor Forster, non sono

difese dal freddo

dissima.

Come

queste

aria continuamente

lunghissime.
la

che pu

che i pinguini. Due piuin luogo d' una escono da ogni radice
e poF una sovra F altra formano una coperta cal-

meno
,

sono ricche e foltissime.

terra

me

cupo

di sotto del? ali sono d'un bianco

Le procellarie

si

procellarie

le loro ali

Noi ne abbiamo

Nuova Zelanda

si

trovano in

sono fortissime e
trovate alcune fra

e in America, a pi di sette-

cento leghe dalla terra

spazio che loro sarebbe

impossibile di traversare, se le loro ossa

loro

muscoli non fossero di una fermezza prodigiosa,


e se a ci non

si

aggiugnessero lunghe

ali.

lA PROCELLARIA AZZURRA.

Sembra ,

egli

continua

^5

che questi uccelli

senza
navigatori vivano un tempo considerabile
certi
alimenti. La nostra esperienza ci conferm a
riguardi questa supposizione. Quando noi ferivamo
procellarie

delle

alcune

di

cui

si

favella, esse

una gran quantit d'alimenti


inviscosi digeriti da poco tempo, cui le altre
ghiottivano con tanta avidit da provarci un lungo
digiuno. probabile che ne' mari glaciali pi
specie di molluschi, i quali, mentre bel tempo
gettavano

all'

istante

salgono alla superficie dell'acqua, servano lor di

nutrimento

medesimo osservatore trov queste procelnumero, per fare


larie radunate in grandissimo
Zelanda. Le une voil lor nido, nella Nuova
lavano , altre stavano in mezzo a' boschi entro
buchi di terra, sotto radici d'albero, neVepacci
Il

non si possono prendere, ed ove


strepito
senza dubbio depongono le loro uova. Lo
che facevano somigliava al gracidar delle rane.
Nessuna appariva nel giorno ; ma tutte volavano
molto durante la notte *
degli scogli, ove

IL

FULMAR

O PROCELLARIA PALOMBARA,
quindici pollici di lunghezza, e pesa diciassette once al? incirca. Il suo becco fortissimo,
adunco e giallognolo. Il capo, il collo, e il di

Ha

IL

2,96
sotto del

FULMAR

O PROCELLARIA 6C.

corpo son bianchi;

il

dorso e

l'ali

d'un

coda bianca.
Il fulmar, dice il dottor Martin, prende il
suo nudrimento sul dorso delle balene vive. Il
suo sprone gli serve a tenersi fermo e ad ancogrigio cenerognolo

la

rarsi sulla loro pelle lubrica, senza correr rischio


d' essere portato via dal vento.

Se

si

vuol pren-

dere o solo toccare nel suo nido , ei lancia in viso


del cacciatore o del curioso una quantit d' oglio
che lo accieca Quest'uccello, secondo Ottone Fabrizio, si tiene
quasi sempre in -alto mare, e di rado si appros-

sima

alla costa

smarrisce in

del Gronland, fuorch quando

mezzo

alle

quella contrada polare

si

dense brume, che coprono

gran

parte dell' anno.

Ei

preda di lutti gli animali viventi nell'acque


del mare; e si getta anche sui cadaveri che ondeggiano alla sua superficie. Sembra ch'egli corra
sui flutti stendendo le ali; talvolta pure si riposa
fa sua

sovr' essi;

allora

meno

diffcile accostargli si.

un pessimo selvatico e d' odore disaggradevolissimo; nondimeno dai Groeolandesi mangiato o


l

cotto

fatto

condimento
lampane, e

affumicare. Il

d' altre
si

vivande,

suo grasso serve al


si

fa

ardere nelle

adopera anche in medicina.

*97

L'UCCELLO DELLE TEMPESTE.


Sebbene questo nome possa pi o meno convenire a tutte le procellarie; nondimeno stato dato
ad una particolarmente, massime dai navigatori.
Essa non pi grossa d' un fringuello ; e il pi
piccolo di

tutti

meraviglia

come

gli

uccelli

s'

arrischj

palmipedi, sicch fa
in

alto

mare a

Sembra, per vero

distanza dalla terra.

dire,

tanta

che

mezzo alla sua audacia ella conservi il sentimento della sua debolezza, poich delle prime
a cercare un ricovero contro la vicina tempesta.
in

Ella suol presentirla pel suo

istinto,

ancora V annunzia

dell'

ai

sensi

uomo

navigatori ne traggono presagio da

Quando
picciole

stormo
sotto

la

della sua

seguire

poppa

un

vascello

comincia

si

specie
,

calma
arrivare a

cercare
dai

quindi

lei.

veggonsi in tempo

infatti

procellarie

quando-mente

di

un

asilo

marina] a fare

queir opere che sono di preservativa contro i furori della procella, che gi non manca di sorgere
alcune ore dopo. Per l'apparizione di tali uccelli insieme un segno minaccioso e salutevole ;
e sembra che per

appunto la natura gli


abbia inviati in tutti i mari. Perocch, siccome dice
Forster, si trovano egualmente ne'mari del settenquesto

trione e in quelli del


le latitudini.

incontrati

in

mezzo

giorno, e quasi in tutte

Parecchi marina j assicurano di averli


ogni

punto delle loro navigazioni.

398

l/

UCCELLO DELLE TEMPESTE.

ad esser presi sfuggirono lungo tempo


alle ricerche degli osservatori poich anche quando
s giugne ad ucciderli, quasi sempre si perdono
ne' flutti del solco che fa la nave , in mezzo ai

Difficili

quale

il

loro picciolo corpo inghiottito.

Volano essi con una


mezzo delle lunghe loro

celerit
ali

incredibile

per

molto somiglianti a

quella della rondine ; e sanno trovare de* punti di

mezzo

ai

onde. Perocch

si

riposo in

tumulto e all'imperversare delle

veggono

talvolta mettersi al co-

perto in quella specie di abisso che formano fra


loro due altissimi flutti del mare agitato, e tener
visi alcuni istanti , malgrado la furiosa rapidit dei
flutti

rina

medesimi. Corrono poi fra solchi della masuperficie,

come

le

allodole

pe* solchi dei

campi; ne gi sostengonsi col volo, ma


suir ali sfiorano e battono velocemente
la superficie che si diceva.

bilanciati
co* piedi

piume un bruno nericoppure un nero di fumo , con riflessi pur-

Il colore delie loro

cio

purei sul dinanzi del collo e sulle coperte

ed

maggiori

dell'ali,

penne
dell'ali istesse; il groppone bianco; la punta
dell' ali piegate e incrociate oltrepassa la coda ; le
gambe sono lunghe e deboli.
altri

riflessi

azzurrini sulle

H99

LA PROCELLARIA MASSIMA.
Grande uccello
tro.

della grossezza quasi dell'alba-

Gli Spagnuoli lo chiamano ossifrego

volendo

alludere con questo appellativo alla forza terribile

Come

V uccello delle tempeste, egli


non apparisce vicino ai vascelli, che quando il
del suo becco.

tempo per divenire

procelloso,

LE RONDINI DI MARE.
Nel gran numero di nomi
Buffon, trasportati per

la

dice

signor di

il

pi parte senza ragione

mare se ne troassai felicemente applicati come quello


dato ad una picciola famiglia d'uccelli

degli animali di terra a quelli di

vano alcuni
di rondini,
pescatori.

Rassomigliano

essi

lunghe loro

rondini per le

diffatti

ali,

alle nostre

la loro

coda

biforcuta; e col loro volo costante sulla superficie


dell'

acque rappresentano assai bene quello delle

campagne e intorno alle nostre


Non meno agili ed egualmente vaga-

altre nelle nostre

abitazioni.

bonde radono

il

liquido piano con ala rapidissima,

che sono alla superficie


come le nostre rondini prendono gli insetti. Queste relazioni di forma o di naturali abitudini hanno fatto dar loro con qualche fondamento il nome di rondini, malgrado le differenze
e rapiscono volando

pesciolini

',

essenziali del

becco e de' piedi.

Questi

infatti

si

3oO
veggono

^ E RONDINI DI MARE,
guerniti

in esse

di

picciole

membrane,

per cos esprimerci fra le dita, sicch loro


non servono punto al nuoto, avendole la natura

ritirate

affidate in

modo

certo

alla forza

delle

loro

ali

come quelle delle nostre


medesimo uso per librarsi,

lunghissime, e conformate
rondini. Essi ne fanno

il

avvolgersi, elevarsi, abbassarsi in aria secondo che


il

capriccio

gitiva

la gioja o

dirigono

loro

1*

aspetto della preda fug-

movimenti.

Esse

non

la

che a vlo , o posandosi un istante


suir acqua, senza inseguirla a nuoto, dal quale

prendono

non

si

dilettano, sebbene

loro

branosi ne darebbero ad esse

piedi

semimem-

facilit.

Si tengono ordinariamente sulle rive del rnarej

ma

frequentano pure i laghi e i gran fiumi. Gettano , volando , grida acute e penetranti come i
rondoni, massime quando in tempo di calma s'al-

zano molto nell' aria , o si attnippano pei* fare


gran corse, ma specialmente nel tempo della covata, quando la loro inquietudine maggiore.
Allora impossibile accostarsi
i

loro nidi e

ai

luoghi ove hanno

loro pulcini, senza esserne assor-

Arrivano a stormi sulle nostre coste dell'oceano


verso il principio di maggio; e la pi parte vi si
fermano senza mai dilungarsene. Altre viaggiano
pi lontano , e vanno a cercare i laghi , i grandi
dati.

ed

In qualunque luogo esse vivono


di picciola pesca, e alcune anche pigliano in aria

stagni

i fiumi.

gli inselli volanti.

Lo

strepito dell'

arme da fuoco

LE RONDINI DI MARE.

3ol*

Questo segnai di peri^


glio, lungi dall' allontanarle , pare che le inviti.
Peroceh all'istante che il cacciatore ne atterra,
una fra molte , le altre si precipitano in folla intorno alla compagna ferita, e cadono con essa ii>
sino a fior d' acqua* Gsservasiche anche le nostre
punto non le sgomenta.

rondini di terra arrivano


dai colpi d' archibugio

quasi allettate

talvolta,

o che almeno questi non

che prova

una cieca fidanza-,


Peroceh portate di continuo da un rapido volo,
hanno meno, esperienza che gli uccelli che si ten*

le allontanano;

il

gono o

annicehiati

alberi

n appresero , com'

nei

solchi

riconoscere e a fuggire

di

posati in sugli

ad osservare , a
loro pi pericolosi ne-

essi

mici.

Del

resto

differiscono

piedi

delle

rondini

da quei delle rondini di

mare non
terra, se non
di

per ci che sono mezzo palmati: cortissimi e picciolissimi

nelle

une e

nelle

altre

riescono

loro

egualmente quasi inutili per camminare. Le unghie acute che armano le dita non sono niente
pi necessarie alle prime che alle seconde^ poich
ambidiie del pari s'impadroniscono della loro preda
Quello delle rondini di mare dritto,
affilato in punta, liscio, non dentellato, schiacciato
da' lati. Le ale di questi uccelli sono s lunghe
col becco.

che nel riposo ne sembrano imbarazzati , e in aria


si direbbero tutti
ale. Che se per tali caratteri
le rondini di

mare

ci

si

presentano come uccelli

,,

LE RONDINI DI MARE.

3oa

aerei; per altri

ci

si

come

manifestano

acquatici.

Perocch, oltre la membrana spaccata fra le dita,


hanno una parte delle gambe ignuda di piume
e il corpo rivestito d' una calugine molto fina e
molto densa.
La famiglia di queste rondini composta di
pi specie, la pi parte delle quali hanno valicato T oceano , e ne popolano le rive. Dai mari
dai laghi e dai fiumi del settentrione

stendono

si

esse sulle vaste spiagge dell'oceano australe

si

incontrano in quasi tutte le regioni intermedie,

LA GRAN RONDINE DI MARE.


Ha

sedici pollici

all'

incirca dalla

due piedi

all'estremit della coda, e quasi

mento
il

d' ali.

La

punta del becco

di tutto

il

dinanzi del suo corpo

della sua testa


rossi

ed elegante

sua taglia picciola

grigio grazioso del suo mantello

infine

il

il

bel fianco

berrettino nero

suo becco e

il

d'apri-

suoi piedi

ne fanno un gentilissimo augello.

Al ritorno della primavera

le

rondini di questa

specie arrivano a grandi stormi sulle nostre coste

marittime, e
quali

si

penetrano

separano in bande
nel!' interno

vinole e fors' anche pi lungi

e arrestandosi sui laghi


Il

maggior numero per

ai

distende sui mari.

Il

delle
,

si

ferma

signor

alcune delie
nostre

seguendo

sovra

profiumi,

grandi stagni.
sulle coste

Ray ha

osservato

LA GRAN RONDINE DI MARE.


che

3o3

ne trovano in quantit a cinquanta leghe


delle coste pi occidentali dell'Inghilterra, e alse

cune se ne incontrano pure in tutto il tragitto sino


a Madera. Tutte poi sembrano riunirsi per fare
il loro nido nelle Salvage
picciole isole deserte
poco distanti dalle Canarie.
,

Sono esse, dice

il

signor

di

Baillon, uccelli

ed ardite. Si prepesce, che stanno spian-

vivi e leggieri, pescatrici destre

mare

cipitano in

sovra

il

do, e dopo

essersi attuffate

risalgono in

un

gi

si

rialzano, e spesso

si

medesima

istante alla

trovavano in aria. Esse digeriscono

quasi colla stessa prestezza con

poi eh' esso


stomaco.
glie

altezza,

per

si

La

discioglie in

aironi, e nei

il

La

lari.

sono facilmente fare


il

prendono,

poco tempo nel loro

ne tocca il fondo si scioche si pure osservato negli


forza

rondini marine sempre

due dopo

pesce,

parte che

prima;

la

cui lo

il

ove

digestiva

in queste

grande, eh' esse pos-

un secondo pasto

un' ora o

primo. Si battono esse frequentemente.,

disputandosi la loro preda, e inghiottono de'pesci

pi grossi del loro ventricolo


loro dal becco. Quelle che

dalla

e la cui coda esce

prendono

si

nu-

non ricusano di manquale per altro sembra che si

trono talvolta ne' giardini


giar carne

si

astengono costantemente nello stato di libert.

appajano , al loro arrivo, nei


primi giorni di maggio. Ciascuna femmina depone
in un picciolo buco sui' ignuda arena due o tre
Questi uccelli

si

So^

L GRAW RONDINE DI MARK,

uova molto grosse,

proporzione della sua

in

luogo ch'ella sceglie sempre

glia. Il

al di

ta-

sotto

di qualche piccjola

duna, e difesa dal vento del


settentrione. Se taluno si accosta al nido, padre

e madre

precipitano

dando contro

dall' alto dell' aria

disturbatore

il

alte

man-

e raddoppiate

grida di timore e di sdegno.

Le loro uova non sono


Le une sono assai brune

verdicce
giare.

Le

tutte deir istesso colore.


altre grigie, altre quasi

e vuoisi che siano tutte buone da manultime probabilmente appartengano alle

coppie pi giovani, poich sono un po' pi picciole dell'altre, oltre all'essere d'un colore pi
chiaro, dacch negli uccelli che fanno l'uova tinte,
il

colore scuro di queste segna di certa et-

nostre rondini non covano, che di notte o in

Le

tempo

piovoso: in altra tempo abbandonano le loro uova


al calor del sole.

Quando

Baillon

primavera bella, dice

la

ciarono in tempo caldo


nario le compongono,
secutivi

dacch

il

e quindi principi

giorno innanzi

al

innanzi al terzo.

anche
1'

uova

solo
si

quando

e specialmente
,

le

il

signor

covate comin-

le tre uova che d' ordi-

aprono in tre giorni conprimo fu deposto nelF arena


si

ad essere scaldata dal sole un


secondo, e il secondo un giorno

Ma

nuvolosa,

se
la

la

stagione piovosa o

bisogna va altrimenti, e

dischiudono insieme. Il che fu pure os-

servato delle uova di allodola

e di pica marina,

3o5

LA GRAN RONDINE DI MARE.


&.

pu

credersi

che accada di quelle di

depongono

tutti gli

sull'

ignuda arena,

I pulcini delle gran rondini di

mare escono

altri uccelli

che

le

delle spiagge*

una folta calugine grigioseminata d'alcune macchiette nere sulla-

dai guscio
bianca,

coperti

di

testa

e sul dorso. Si strascinano

nano

il

nido appena

Il

nati.

essi e

padre e

abbandola

madre

loro apportano de pezzetti di pesce, specialmente

Quando

de' fegati e delle branchie.

sera a covare le sue uova

alla;

la

madre

non ancor

viene

dischiuse-,

mettono sotto le sue ale; il che per


altro non avviene che per pochi giorni, poich
presto sanno tenersi caldi per s medesimi, serrandosi gli uni contro gli allri. In breve non hanno,
novellini

si

pi bisogno
tori

senza

loro

sopra

nemmeno

dell'

discendere
dall' alto

imbeccata

terra,

geni=-

lasciano cadere-

nutrimento

il

Non

cessano

questi per altro di vegliare alla salvezza di cari

ed ogni volta che corrono qualche pericolo,


gli avvisano con un grido , onde si nascondono
nell'arena in guisa, che senza gli indizi della,
madre, non si saprebbero discoprire

figli

Non

cominciano a volare elle sei settimane


dopo che son nati; dacch tanto tempo fa d'uopo,
alle lunghe loro ali per crescere. E in ci pure

somigliano alle rondini

di

terra,

nel nido pi a lungo di tutti gli


istessa

grandezza;

ma

Gabinetto T. IV.

che rimangono

altri

uccelli della-

ne escono pi pennute
sck

>n.

oQ 06

LA GRAN RONDINE DI MARE.

Le

grandi rondini

di cui

si

tratta,

sono comuni

lungo le coste del Gronland, ove fanno il loro


nido sovra basse isolette, coperte di musco. Si
prendono con lacci fatti d'intestini di balena, che

acqua presso
gran massi di ghiaccio, attaccandovi de' pesci per
esca. Si mangia la loro carne e le loro uova ; la
distendono

si

pelle del

loro

clima glaciale

corpo serve

al

dell'

vestimento in un

e quella de' loro piedi, che rossa,

si attacca al filo
tiri

superficie

sulla

delle canne

da pescare, onde

at-

ghiotti e minuti abitatori dei salso elemento.

LA PICGIOLA RONDINE DI MARE.


Somiglia cosi bene pei colori

alla

precedente

ehe non si distinguerebbe da essa, ove non fosse


tanto pi picciola , sicch per questo rispetto si
pareggierebbe ad una ledola. E egualmente stridula, egualmente vagabonda che la rondine grande.
Non ricusa per altro di vivere in cattivit, quando
si trova colta fra le insidie
che i pescatori le
tendono , facendo , come dice Belon , fluttuare
nel cui mezzo
sulT acqua una crocetta di legno
pongono per esca un picciolo pesce, e ai cui
,

quattro

lati fissano

delle panie, nelle quali l'au-

scendendo sulla sua preda,


Questa picciola rondine frequenta, come la
grande, le coste dei nostri mari, i laghi ed i

gello impiglia le

ali

fiumi, e parte com'essa all'avvicinarsi dell'inverno.

LA PICCIOIA RONDINE DI MARE.


Ella comune in Russia,
il

Caspio, del pari che in

tisch; e

mostra pure

si

sul

3of
mar Bianco ed

Siberia

sulle

e lungo Tlr-

coste dell'America

settentrionale.

LA RONDINE DI MARE NERA


O LO SPAURACCHIO.
Questa rondine pesa due once e mezzo

Le

circa.

dato

si

nome

il

all'in-

di spauracchio, vero-

similmente a cagione della tinta cinerizia oscurissima, che le infosca la testa, il collo ed il corpo.

Le

sue

ali

sole

che comune

si

colorano di quel grigio elegante,

mare. Il suo beecq


nero, e i suoi piccioli piedi sono d'un rosso
oscuro. Si distingue il maschio per una macchia
alle rondini di

bianca, onde ha fregiato

La

nostra

piume

il

petto.

rondine non ha di lugubre che le

del resto vispa, nobilissima,

come

e fa mille

mare. Si
annicchia fra le canne entro i paduli , e fa tre o
quattro uova d'un verde sporco, con macchie negiri

ricce

per

1'

aria,

le quali

Essa
fiumi e

verso

comune

sull'

l'altre rondini di

il

in

mezzo formano una


Inghilterra

acque stagnanti.

zona.

sulle rive dei

3o8

LA RONDINE DI MARE
DALLE GRANDI
Sebbene questo

ALI.

carattere della grandezza delle

sembri appartenere a tutte le rondini di mare,

ali

pu nondimeno

riscontrarsi specialmente in questa,

che senz' essere di maggior dimensione che la rondine comune di mare prende coli' ali sue, quando
le apre, lo spazio di due piedi e nove pollici.
,

La

sua fronte adorna

bianca

il

una

picciola

mezza luna

di sopra della sua testa e della sua coda

d'un bel nero;

bianco;

d'

il

tutto

becco e

Il signor

di

il

sotto

del corpo

piedi son neri.

mand

Querhont

gi

al

signor di

Buffon la seguente notizia di questa specie di


rondine da lui trovata fili' isola dell' Ascensione.
E incredibile , egli dice , quanto gran numero
di rondini si trovi all' Ascensione. L' aria ne
talvolta

nure

ed

oscurata,

io

ho veduto

picciole

pia-

ne erano interamente coperte. Esse


gettavano di continuo grida aspre ed acute , si,

clie

mili affatto a quelle della

strige.

Non

si

mostra-

vano per altro timide ; ma volavano continuamente


sopra di me, e tanto vicino, che quasi mi toccavano. Quelle che si trovavano al loro nido , al
mio accostarmi non volavano gi via , ma mi da-

vano

forti

colpi

volerle prendere.

di

becco

Fra

ne ho veduto che

tre,

s'

io

faceva segno di

seicento e pi nidi, io

non

ove fossero due pulcini o

LA RONDINE DI MARE
cine

nova:

uno

solo.

Soo,

eC.

non ne contenevano che


Questi nidi erano posti per terra, vitutti

gli altri

ammasso di pietre, e gli uni presso


gli altri. In una parte dell' isola io trovai entro
ciascun nido un pulcino , e non mai un uovo j
altrove un uovo che cominciava ad esser covato,
e non un solo pulcino. Quest' uovo
la cui grossezza mi sorprese
era giallognolo con macchie
brune ed altre di viola pallida , in maggior numero alla estremit pi grossa. Sembra certo che
le rondini
di cui parliamo , facciano pi d' una
covata all' anno. I pulcini , nella loro prima et
sono coperti d' una calugine grigio-bianca. Quando
cino a qualche

si

vuol prenderli nel loro nido,

sto

il

pesce che hanno nello stomaco

Altri navigatori

grandi
nella
nella

essi rigettano to-

ali

hanno incontrata

sulle coste e

rondine dalle

nelle isole dell'America,

Nuova Olanda, nella Nuova


Nuova Guinea, e altrove.

la

Galles del sud,

ABOUMRA.

Quest' uccello debb' essere annoverato


Utili

per

gli

Egizi

nario d' animaletti

facendo

sole

duto

pi

egli suo pasto ordi-

la cui moltiplicazione

sarebbe

un suolo fangoso , riscaldato da


ardente , se la natura non avesse provve-

spaventevole in

un

fra,

alla loro distruzione.

3lO

i/

Le

ABOUMRA.

rondini di mare, che in Egitto

aboumre , arrivano

in ischiere al

principio di gennajo; e
di Trajano, che

si

si

Cairo

appellano
,

fino

dal

tiene in riva al canale

passa in

mezzo a

quella gran

che il Nilo depone,


piccioli pesci morti, rettili ed altre immondezze,
onde contribuisce alla salubrit di un luogo, che
citt,

gli

cercando nel fango,

abitanti

non fanno che rendere ogni giorno

pi insopportabile.
Hasselquitz ha descritto

pel primo le rndini

Esse hanno il capo ed il collo


grigi con picciole macchie nere. Il contorno dei
loro occhi nero con bianche ponteggiature
il
di questa specie.

davanti del collo e


la

coda grigie;

sono grosse

il

ventre son bianchi

piedi rossi;

come

il

le

ali

becco nero. Esse

piccioni.

LA RONDINE DI MARE SCREZIATA.


Frequenta

mare e

il

le

rive della

Nuova Ze-

landa. Il suo color generale bianco. Il di dietro


della sua testa

son neri. Alcune

1'

alto del suo collo e

liste dell' istesso

il

suo becco

colore traversano

ad onde il di sopra del suo corpo e delle sue ali.


Le penne della sua coda sono orlate o terminate
di nero. L' iride de' suoi occhi e
lor di

piombo.

piedi sono co-

3ix

FORBICIFERO.

IL
Il

genere di

vita,

animali, osserva

un

il

costumi, le abitudini degli

signor di Buffon, non sono gi


volont o della scelta

effetto della libera

ma

sibbene una conseguenza necessaria della confor-

mazione,
fisiche

insomma

organizzazione,

dell'

facolt.

Determinati

delle loro

da queste, mai non

escono dei confini ch'esse loro prescrivono. L'aquila

mai non abbandona


rive: 1' una piomba

le sue rupi,

ne l'airone le sue

dall' alto dell' aria sull'agnello,

cui strazia o rapisce pe/l solo diritto della forza

Y altro col pie nel fango aspetta , secondo che il


bisogno lo stimola, il passaggio della preda fuggitiva.

Il

picchio

mai non abbandona

il

tronco

degli alberi, intorno a cui gli ordinato d'arrampicarsi

la

rimanere ne' suoi paludi

barga deve

Y allodola ne'
veggiamo noi

solchi

la

capinera ne' boschi.

Non

granivori cercare

tutti gli uccelli

che

paesi coltivati e quindi abitati

mentre

preferiscono alle nostre biade

le frutta e le bac-

quelli

che selvatiche, non lasciano mai i boschi e i luoghi montuosi ove lungi da noi vivono soli colla
natura loro madre e maestra ? Essa ritiene la gallina che chiamiamo regina , sotto la densa ombra
,

degli abeti;

il

rigogolo nelle

mentre

1'

merlo

solitario sul

foreste

ottarda va

incolti ; e la gallinella

di

suo poggio;

cui fa risuonar

cercare

il

Y eco

terreni aridi e

T umide praterie.

3 12.

FOHBicrPEB.0.

'-IL

Queste leggi della natura sono decreti eterni,


imutabili egualmente costanti che la forma degli
esseri; sono grandi e vere propriet

essa

eli'

mai
che

abbandona n cede, nemmeno in quelle cose,


^noi crediamo esserci appropriate. Poich, di qualunque maniera ne abbiamo fatto l'acquisto, esse
non rimangono meno sotto il suo impero. Sembra
<r:be per dimostrarcelo ella ne abbia incaricato di
(

alloggiare degli ospiti importuni e nocivi

sorci

nelle nostre case, la rondine sotto le nostre finestre, la

passera sui

conduce

la

cicogna

nostri
stili'

mezzo rovinate

torri

tetti.

alto

quando

-essa

delle nostre vecchie

non pare che

si

affretti

un possesso da qualche
tempo usurpatole, ma ch'ella impose alla mano
ripigliare

sopra di

noi

sicura dei secoli di restituirle ?

Cos

le

specie

numerose

e diverse degli uccelli,

portate dal loro istinto e fissate dai lor bisogni in


differenti parti del

per

regno della natura,

si

dividono,

cos dire, fra loro l'aria, la terra e l'acque;

ciascuno

vi

tiene

il

suo posto

dominio e que' mezzi di

come

tutti

e vi gode quel

sussistenza,

sione o la picciolezza delle

o moltiplica.

che F esten-

sue facolt restringe


gradi della scala degli

punti dell' esistenza possibile debbono riempirsi, alcune specie limitate ad una sola

esseri

tutti i

maniera di vivere, ridotte ad un solo mezzo di


sussistere, non possono variare l'uso degli strumenti imperfetti^ che hanno ricevuti dalla natura.

IL FOKBICIFSBO.

3l5

Quindi i cucchiai rotondi del becco della spatola


sembrano proprj unicamente a raccogliere concili*
e la conformazione di quello del
l' esilit
glie
curvibecco lo riducono a vivere d' un alimento
;

cos molle,

come

becco

non ha

il

scaglie,

onde trae

potrebbe

fregolo de' pesci

il

ad

fatto
il

ascia

suo cibo;

servirsi della sua

}'

ostralega

che per aprire

le

crociere appena

il

punta spezzata, se non

sapesse applicarla, per sollevare lo scaglioso invi?

luppo, che nasconde


appellato

cello

forbici fero

infine l'uc-

non pu n mordere

n raccoglier nulla dinanzi a se , poich


suo becco composto di due pezzi eccessiva-

da'
il

grano di abete

il

lati

mente disuguali. La sua mandibola


lungata fuor

molto

la

d'

proporzione

ogni

superiore

oltrepassa di

quale non fa che cadere

la

inferiore, al-

come un rasojo sul suo manico.


Per servirsi di un organo s difettoso I' uccello
ridotto a radere volando la superfcie del mare
e solcarla colla parte inferiore dell' organo mede-

sopra di

essa,

simo

onde prendere

qualche

pesce.

penoso,

il

ricevuto da

solo

Per

al

di sotto

cos

quest' esercizio

passando

necessario

che possa farlo vivere, egli ha

alcuni

osservatori

il

nome

di taglia

acqua; come quello di forbicifero, per indicar

la

una sopra l'altra le due


met disugnali del suo becco, di cui la bassa incavata a gronda j a con due orli taglienti riceve la

maniera, onde cadono

l'

superiore tagliata a guisa di lama.

1L FORBIGIFERO.

3l4

La

punta di questo suo becco nera;

Ticino alla testa rossa

e rossi

pur sono

conformati come quelli de' gabbiani.

La

la

parta

piedi,

sua taglia

ad un picciolo gabbiano cenerognolo.


di sotto del corpo , e il davanti del

o rassomiglia

Egli ha
collo

il

bianchi,

siccome bianca ha

la

fronte.

Ha

pure alcuni tratti bianchi sull' ali , alcune delle di


cui penne, unitamente alle laterali della coda, si
distinguono anch'esse per un bel candore. Il resto
delle piume nero o d'un color bruno > che si
chiamerebbe nericcio.
Si sono trovati uccelli della sua specie sulle coste
della Carolina, e su quella della

Gujana

special-

mente , ove sono numerosissimi , e appariscono a


stormi e quasi sempre a volo, non scendendo sulla
belletta che per riposarsi. Sebbene le loro ale
siano lunghissime,

si

osservato che

il

loro volo

assai lento. Se fosse rapido, loro non permet-

terebbero di discernere

la

preda, che non possono

rapire che pescando. Secondo

il

signor de

La Borde

vanno nella stagion delle piogge ad annicchiarsi sugli isolotti , e particolarmente sul gran
Contestabile , presso le terre di Cajenna.

essi

In

tutti gli

ben organizzati (scrive il pi


della natura ) Y istinto si mani-

esseri

eloquente storico
festa

PAZZI.

per mezzo df costanti abitudini, che tutte

3i5

FAzzr.

cospirano alla loro conservazione. Siffatto istinto


loro insegna a fuggire quel che pu nuocere,
a ricercare quello che pu servire al mantenimento o al comodo della vita. Gli uccelli, di

come

sembrano non aver ricevuto un tal dono che per met. Grandi e robu*
sti, armati di forte becco, provveduti di lunghe
cui siamo per favellare,

e di piedi interamente e largamente palmati,


essi hanno tutti gli attributi necessarj all' esercizio
ali

acqua ;
hanno tutto ci che loro bisogna per operare g
per vivere; e nondimeno sembrano ignorare ci
che loro sia d'uopo, onde evitar di morire. Sparsi
da un confine del mondo all' altro , e dai mari
del nord a quelli dei mezzo giorno, in nessun
nell' aria

sia nell'

delle loro

facolt

luogo

hanno appreso a conoscere

essi

pericoloso

nemico.

spaventa n

sia

L' aspetto

gli intimorisce.

Si

dell'

il

loro pi

uomo non

lasciano

li

prendere

antenne de' navigli in mare, ma


anche a terra sugli isoletli e le coste, ove sono
uccisi a colpi di bastone e in gran numero, senza
che i superstiti pensino a prendere la fuga o il

non

solo

sulle

volo, onde mettersi in salvo. Tale indifferenza al


pericolo non viene gi da fermezza o coraggio,
poich non sanno ne resistere n difendersi, e

ancor

sebben dotati di forza e di


opportune. Viene dunque da stupidez-

meno

assalire

armi a ci
sciocza onde si potrebbero chiamare piuttosto
alla pi
chi che pazzi; dacch non si pu dare

Si

:pazzt.

sfrana privazione d'istinto

pi non conviene che

Ma

come

tutte

all'

un nome, che

tatt' al

abuso che se ne

le facolt

fa.

qualit degli ani-

mali risultano dalla loro costituzione, forza

at-

tribuire a qualche causa fisica Y incredibile inerzia

di cui

si

parla

e questa causa forse consiste nella

che provano
trppo lunghe loro

difficolt

le

ali,

augelli a

nostri

onde

risulta

movere
per

essi

un' invincibile gravezza.

Ogni

che sfuggono alle mani


dell' uomo , sembra che il poco loro coraggio gli
abbandoni ad un altro nemico , il quale non cessa
di tormentarli. Questo nemico l'uccello appelvolta

lato fregata,

frattanto

quale, appena

il

gli scorge,

su loro, gli insegue senza posa,

cuotendoli con ale e con becco

sua preda,

piomba

gli sforza,
,

per-

lasciargli

la

che essi fanno senza resistere.


Q uesti pazzi pescano librati in aria , col? ali
quasi immobili, scendendo sul pesce, appena si
mostra alla superficie dell'acqua. Il loro volo,
sebben rapido e sostenuto , lo infinitamente
meno di quello della fregata. Quindi si allontail

molto meno di lei dalla riva, e i loro


incontro in mare annuncia sicuramente ai naviganti
la vicinanza di qualche terra. Alcuni per di questi

nano

essi

uccelli
nali

che frequentano
si

mezzo

sono

all'

trovate

le nostre coste

nelle

isole

oceano. Ivi abitano in

settentrio-

pi rimote in

comune

co' gab-

biani, gli uccelli del tropico e altri; e la istancafoile

fregata non

manc

d' inseguirveli.

Dampier
ostilit di

ci

fornisce

tazzi.

3i<7

un curioso ragguagli delle

che appella guerriera , contro i


nomina stupidi, secondo ch'egli ne

costei,

pazzi, eh' ei

fu testimonio nell'isole Alerone sulla


catan.

La

costa

folla di questi uccelli ivi

s.

d'Yugrande,

ch'io non potei, egli dice, passare nel lor quar-

incomodato dai loro colpi di


becco. Osservai che andavano tutti due a due
cio maschio e femmina coni' io supposi. Essentiere,

senz' essere

domi

fatto

ma

il

a percuoterli,

pi

numero

gran

alcuni

volarono

ostinatamente

via,

rimase.

Notai che tanto i guerrieri come gli stupidi lasciavano sempre guardie presso i loro pulcini,
massime nel tempo che andavano al mare per le
loro provvisioni. Vedeasi gran numero di guerrieri
malati o storpi, e quindi impotenti* a lungo volo.
Non dimoravano questi cogli altri elella loro specie

o fossero esclusi dalla loro societ

o volon-

tariamente separati, e viveano dispersi in luoghi,

ove parea loro pi

facile

la

rapina.

Ne

vidi

un

giorno pi di venti in un'isola, che faceano di

tempo in tempo delle sortite in aperta campagna


per bottinarvi
e tosto ritornavano. Quegli che
sorprendeva un giovane stolido senza guardia, gli
dava prima una gran beccata sul dorso per farlo
,

recere; e

uscivano- dal suo stomaco

pesci che

erano subito inghiottiti

dell' altro. I

guerrieri pi

rigorosi fanno altrettanto cogli stodili vecchi,

trovano in mare

monio

*.

di

che io medesimo

che

fui testi-

3-i

Azzr.

Catesby descrive diversamente il combattimento


da lui appellato il
del pazzo col suo nemico
pirata. Costui, egli dice, non vive che dell'al,

trui preda, specialmente del pazzo.

corge che abbia preso un pesce


di lui,

lo

Dacch

si

ac-

vola furioso verso

acqua per

obbliga a tuffarsi sotto

mettersi al sicuro. Ivi non potendolo pi seguire,


si

tiene alla superficie

gno di respirare
lirlo di

dargli

pu

il

nuovo.

Il

aspettando che per biso-

metta fuori

pazzo

suo pesce

il

capo

per assa-

alfine stanco, costretto

prende qualch' altro


per quell'usurpatore .

e se ne

far conto d'aver faticato

I pazzi hanno speciali relazioni di figura e di

organizzazione

coi

cormorani.

Non hanno per


uncino, ma sibbene

com' essi il becco terminato in


in punta lievemente incurvata, e ne differiscono
altres per la coda, la quale non oltrepassa le loro
ali. Le loro quattro dita sono unite da una sola
membrana 1' unghia del dito di mezzo interior;

mente dentellata come una sega; gli occhi sono


circondati da una pelle ignuda; il becco diritto e
cunico un poco adunco all'estremit, e i suoi
orli sono finamente dentellati; le narici non sono
apparenti , e in loro vece non si veggono che due
ramose cavit. Ma ci che questo becco ha di pi
rimarchevole si che la sua met superiore
articolata e fatta di tre pezzi, congiunti da due
suture; la prima delle quali verso la punta, che
perci apparisce come un' unghia staccata ; V altra

rerso la

base

presso

3 19

pazzi.

onde

testa,

la

superior

la

apre molto in alto, elevando


la punta pi di due pollici sopra quella della
mandibola inferiore.
parte del becco

si

I pazzi mandano un grido


tecipa

quando

di

quello

del

la fregata gli

nati sono presi

assai forte,

corvo e dell'oca
insegue

che parmassime

o trovandosi radu-

da qualche subito spavento. Essi

portano, volando,

il

collo teso e la coda spiegata,

non possono prendere bene il loro volo che da


qualche punto elevato , e si posano sugli alberi
come i cormorani. Dampier osserva che nell'isola
d'Aves fanno sugli alberi anche i loro nidi, sebbene altrove li costruiscano a terra, e sempre in
gran numero nel medesimo quartiere, poich una

comunanza non

ma

sembra
riunirli. In ciascun nido non depongono che un
uovo o due. I loro pulcini restano lungo tempo
coperti d' una calugine morbidissima , e bianca
nella pi parte. Le altre particolarit che riguardano questi uccelli si troveranno qui sotto ove si
d' istinto

d' imbecillit

parla delle differenti loro specie.

IL

PAZZO COMUNE,

Quest'uccello,

pi comune

alle

la

specie

cui

Antille

d'

-fra quella dell'anitra e dell' oca.

sembra essere la
una taglia media

La

sua lunghez-

za, dall'estremit del becco a quella della coda.

IL PAZZO COMUNE".

1j2K)

di due piedi e cinque pollici; e d'un piede ed


undici pollici sino alla punta de' piedi

:.

il

suo becco

quattro pollici e mezzo., e la sua coda quasi

lia

La

che circonda i suoi occhi,


gialla; come gialla la base del becco, la cui
punta bruna. I piedi sono d un giallo pallido;
il ventre bianco
tutto il resto delle piume

dieci.

pelle ignuda,

un

cinericcio bruno.

Alcuni viaggiatori sembrano avere indicato


cello di questa specie sotto

La

il

nome

l'uc-

d'uccello fulvo.

madelle Antille ne

sua carne nera, e sente di paludoso;

per e gli, avventurieri


mangiano talvolta in mancanza di meglio. Dampier
racconta che una flottiglia francese, la quale ruppe
agli scogli dell' isola d'Aves, distrusse , per sorina j

stentarsi, tanti volatili della razza di cui

quali erano nell' isola stessa

vi

si

pazzi

diminu sensibilmente.
s'

che

il

loro

si

parla,

numero

Sembra che

questi

incontrino anche sulla costa del Brasile e

nell' isole

Bahama ove
,

assicurasi

che facciano

tutti

mesi dell'anno due o tre uova, e talvolta un


solo sullo scoglio nudo.
Bartram dice che pazzi comuni arrivano in
primavera alla Carolina, venendo dal mezzogiorno che vi covano , vi allevano i lor pulcini e

ritornano verso

verno;
o.

ma

il

meriggio

all'

approssimar dell'in-

che non vanno mai fino in Pensilvania,

negli Stati del nord.

021

GRAN PAZZO.

IL

meramente

il

pi grande del suo genere; pu

per grossezza paragonarsi


sei

piedi

aperte

le

sue

all'

ali.

oca, e distende per

Le

sue

piume sono

un colore bruno scuro, con picciole macchie


bianche sulla testa , ed altre pi larghe sul petto

d'

e sul dorso. Il ventre

un bianco

d'

pallido,

ma

pi nella femmina che nel maschio, le cui tinta

sono tutte pi vive.

Questo grande uccello


Florida,

sui

vasti

sommerge,

si

trova sulle coste dei

fiumi

quella contrada.

di

Gatesby, e resta un
pezzo sott' acqua , ov' io immagino che incontri
de' pesci cani, o altri gran pesci voraci, che sovente lo storpiano o lo divorano , di che parml
d' avere avuto pi d' una prova .

Egli

Un

si

dice

individuo di tale

Eu

specie

fu preso ne' con-

18 ottobre 1772,. Sorpreso in alto mare dalla tempesta fu senza dubbio spinto sulle nostre coste da un colpo di vento.
torni della citt d'

L'uomo che

lo trov

il

non ebbe uopo, onde im-

che d gettargli sopra il proprio


abito. Nei primi giorni della sua cattivit questo
uccello non volea abbassarsi per prendere il pese 3
che gli si metteva dinanzi , e bisognava presentarglielo all'altezza del becco. Egli stava sempre accosciato , e non volea camminare ma in breve av-

padronirsene,

vezzandosi al soggiorno di terra


Gabinetto T. IV,

cominci a far

ai

IL

iSifc

GHAN PAZZO.

passi, divenne abbastanza

a seguire

il

famigliare,

si

diede

suo padrone con certa importunit,

facendo sentire di tempo in tempo un grido rauco

ed acuto.

IL
Anche
ha quasi
libbre.

PAZZO DI BASSAN.

quest'uccello della grossezza d'un' oca;


tre piedi di

Le

lunghezza

e pesa circa sette

sue penne son tutte bianche, eccetto

che sono brune e nericce, e quelle del di dietro della testa, che sembrano tinte di giallo. La pelle ignuda del cerchio
degli occhi d' un azzurro bellissimo. Tale
pure il becco , il quale ha sei pollici di lunghezza,
e s' apre a segno di dar passaggio ad un pesce
quelle pi grandi dell'

ali,

non meno grosso di uno sgombro. Sotto il suo


mento una tasca , simile a quella del pellicano,
e capace di contenere cinque o sei aringhe.

S'incontrano
eli

di

volatili

Fero, nell'Ebridi,

questa specie all'isole

Norvegia,

in Islanda, in

alla Carolina e altrove;

di Bass o Bassan,

quale non che un gran-

dissimo scoglio del

la

golfo

soprattutto neh" isoletta

d'Edimbourg. Ivi

essi

una volta all' anno, e in ciascuno d'essi non depongono che un uovo. Il popolo dice che lo covano posando semplicemente
sovr' esso uno de' loro piedi. Tale idea pu esser

fanno

loro

nidi

mata al vedere la larghezza di questi

cui diti

32-3

IL PAZZO DI BSSATST.

circa quattro pol-

medio ed esterno sono lunghi


lici

e gli altri in proporzione

con ampia

mem-

brana che tutti gli unisce. La pelle dei nostri


pazzi non gi aderente ai muscoli del corpo ,

ma

attaccata a fascicoli di fibre, posti

a distanza

due pollici, e capaci di


allungarsi altrettanto. Quindi tirandola, quando
floscia, si distende come una membrana, e soffiandovi entro si gonfia come un pallone. Di queineguali

modo

sto
il

loro

Non

come d'uno

gii uccelli,

di

volume, e

si

parliamo, allargano

cui

rendono pi leggieri al volo.


discoprono, vero, canali che comunisi

chino in essi dal torace alla pelle


tria

subentrarvi per

come avviene

mezzo del

in altra specie

ma

1'

aria po-

tessuto cellulare

di volatili.

Qaesti nostri arrivano in primavera

nell' isole

per farvi il lor nido, e le abbandonano in autunno scendendo pi al mezzo


giorno, per avvicinarsi probabilmente alla parte pi
del settentrione,

numerosa della
regioni

lor razza

meridionali.

Che

che non abbandona le


se le loro emigrazioni

fossero meglio conosciute, forse

non

troveremmo che

formano che sulle coste della Florida,


luogo di adunanza generale per tutti i volatili di
bastante forza da traversare
partendosi da noi
i mari che dividono V Europa dall' America.
I pazzi, di cui parliamo, non si nutrono che
si

di pesci

de' vecchi

particolarmente

d'

aringhe.

dura e di cattivo sapore,

La

ma

carne
quella

I PAZZO DI BASSAN.

-3j,4

de* giovani,

sempre molto
dai

desidera tissima

grassi, buonissima e

Kilda,

nativi dell'isola di S.

che vanno a prenderli nel nido a rischio della vita,


sospendendosi a corde , per salire e scendere
lungo le rupi, il pi delle volte scoscese e inaccessibili.

Cos

di

nell' isole

un testimonio
aver Y uova o i

Fero

oculare,

di

giusta

signor

il

la

narrazione

Horrebow, per

pulcini di tali uccelli

si

corrono

intrepidamente gravissimi pericoli. Poich avviene

che

talvolta, dice questo scrittore,

dano

in

mare o

in

que' precipizj

sospesi. Piantano essi

sono

all' alto

di

il

cacciatori ca-

su

cui stanno

pi saldamente che pos-

una rupe un

travicello orizzonta-

che sporge molto all' infuori, e a lui si attacca una puleggia e una corda, colla quale un
uomo, legandosi attraverso il corpo, sale e scende
le

rupe medesima. Per aggrapparvisi all' uopo


e dirigersi a suo grado , ei tiene in mano , una
lunga pertica, armata d' un uncino di ferro. Ad
un segno eh' egli d , gli altri uomini , che sono
sopra la rupe , il tirano a s , e questo si fa ad
la

ogni sua raccolta di cento o duecento uova.


raccolte

seguitano

finche

materia, e la sospensione
cosissima, gli
gli uccelli
bili

il
,

si

che

alfin

sopportabile. Intanto

volar via a miglia j a

cercano anche

le

raccoglitore ne trova

grida. Oltre le loro uova, che

lucro,

diviene fatisi

veggono

mandando

orri-

producono certo

loro pulcini,

ottimi a

XA CACCIA I>IX TA ZZO

IL

22D

PAZZO DI EASSAN.

prende , e
da cui si ricava gran quantit di piume , che
poi venduta a' mercanti danesi.
mangiarsi, almeno pel gusto di chi

L'

li

ELORIO.

I nomi composti de' suoni imitativi della voce,


del canto , dei gridi degli animali sono , per cos

nomi della natura e quindi i primi, che


1' uomo impose agli animali istessi. Le lingue dei
selvaggi offrono mille esempi di questi nomi dati
per istinto; e il gusto, il quale non che un
istinto pi squisito, gli ha pi o meno conservati
in quelle de' popoli colti , massime nella greca
pi pittoresca di qualunque altra. La breve descrizione che Aristotele fa dell' elorio, non sarebbe,
dire

senza

di questo

nome

bastata a

farcelo

distin-

guere da altri uccelli. I nomi datigli in alcune


lingue moderne, come curlis, turlem, tarlino hanno
la stessa origine.

L' appellativo

dalla curvatura del suo becco

falcinello

in

preso

forma di falce;

come

quello di numenio viene da neumenia, luna

nuova

a cui

Greci

d'

raiti,

ossia

il

medesimo

becco

oggi chiamano

nasolungo

il

si

assomiglia. I

nostro augello

poich

ha

macri-

becco lunghissimo in proporzione del corpo. Questo becco


sottile, scanalato, curvo in tuttala sua lunghezza
e terminato in punta, assai debole anzi tenero,
sicch non sembra proprio che a trarre de'vermi
,

il

02.6

ELORIO.

1/

Quindi l' elorio potrebbe esser


messo a capo della numerosa trib degli uccelli,
che per becco gli rassomigliano, e che impotenti
a prendere il pesce si tengono sulle rive o nelle
paludi, ove trovano rettili e insetti loro opportuni.
dalla terra molle.

L' elorio ha collo e piedi lunghi


parte nude

gambe

le

in

da una

e le dita congiunte in parte

membrana. Egli presso a poco della grossezza


d' un cappone
la sua lunghezza totale all' incirca di due piedi
quella del suo becco di
;

cinque o

sei pollici

aprimento delle sue ali


Tutte le sue piume sono

1'

ha pi di tre piedi.
un misto di grigio bianco eccetto sul ventre e
sul groppone ,
ove sono interamente bianche.
Alcune pennellate di bruno veggonsi su tutte le
parti superiori del suo corpo; ed ogni sua piuma
frangiata di grigio bianco o di rossigno. Le
penne pi grandi dell' ali sono d' un bruno nericcio; le piume del dorso hanno un lustro di
,

seta;

quelle

della coda

gale

sono

del collo sono

vellutate,

che oltrepassa appena

come

le

medie

le

quelle

e
ale

dell' ali istesse

pierigate

traversalmente di bianco e di bruno nericcio. Avvi

femmina,

la

quale solamente un poco pi picciola.


Alcuni naturalisti hanno detto che , sebben

la

poca differenza fra

carne

dell' elorio

il

senta

maschio e

la

esser buonissima, e secondo

palude

la

non

certi gusti

lascia di

una delle

migliori fra le carni degli uccelli acquatici. L' elorio

l'elorio.
si

nutre di vermi di

terra,

mare, o dalle paludi e

dall'

lingua cortissima

la

d'insetti, di conchi-

raccoglie dalle arene e dal limo del

gliette, cui

ha

3-27

becco. Gli

si

trovano

umide

praterie. Egli

e nascosta

de' sassolini

in

fondo al

e talvolta dei

grani nel ventricolo, che muscoloso

come quello

de' granivori.

questa

Gli uccelli di

specie corrono con gran

Son essi di passaggio


arrestano appena nelle provincia

celerit, e volano a stormi.

in Francia, e
interiori

ma

me, come
e lungo

si

soggiornano nelle contrade maritti-

nel Poitou, nell'Anni, e in Brettagna,

la

ove fan nido. In Inghilterra

Loira,

non abitano le coste del mare in inverno; ed


in estate vanno a nidificare nell' interno del paese
verso le montagne. In Germania essi non arrivano
che nella stagion delle piogge e con certi venti;
al che alludono tutti i nomi che loro si danno
ne' var j dialetti di quel paese. Se ne veggono
d' autunno in Silesia, e d' estate fin presso al mar
essi

Baltico e al golfo di Botnia.

mente

in

Italia

loro migrazioni

raneo

ed
si

in

S-e

ne trovano egual-

Grecia: e sembra che le

estendano al di l del Mediter-

poich passano a Malta due volte all'anno,

in primavera cio e in autunno; e altronde


giatori

mondo.

ne hanno incontrati in tutte

viag-

le parti del

3a8
L'

ELORIO DALLA TESTA NUDA;


nuova e singolarissima. La

uccello di specie

sua testa

per

sommit, rilevato

alla

con un cercine

all'

indietro dell'al-

interamente ignuda

tezza di cinque linee

coperto d' una pelle Tos-

tissima e sottilissima, al di sotto della quale sen-

immediatamente la protuberanza ossea , che


forma il cercine medesimo. Il becco egualmente
rosso, clie questa corona della testa; V alto dei
rollo e il dinanzi del petto sono pur ignudi di
piume. La forma di quest' uccello uguale a
quella dell' elorio d'Europa; solo cbe la sua taglia pi robusta, e muscolosa. Le penne delle
sue ali offrono sopra un fondo nero de' riflessi
fesi

cangianti verdi e

stesse sono d'

dell' ali

carico,

il

purpurei.

ma

un

Le

violetto

picciolo coperte

purpureo

pi leggiero cbe sul dorso, sul collo

di sotto del corpo.

piedi e la parte

gamba per la lunghezza d' un


come il becco, il quale lungo

della

rosse

assai

nuda

pollice, sono

quattro pol-

nove linee. Quest' elorio , misurato dalla


punta del becco all' estremit della coda, ha due
lici

piedi ed

un

pollice.

naturale attitudine,

L* altezza di lui

nella sua

d'un piede e mezzo.

,,

3z<)

ELORIO ROSSO.

L'

Le piume
scarlatte

prime

eccetto le

nera. I suoi piedi,


e

il

sono

quest'uccello

di

la

dell' ali

che copre

punta

la cui

parte ignuda delle

becco sono di color rosso.

pelle ignuda

interamente

Tale

gambe
pure

la

davanti della testa

il

dal principio del becco, sino al di l degli occhi.

Le piume

della

femmina sono

ma

vivo che quelle del maschio ;

non prendono che

coli' et

pulcini nascono coperti

d'

di

un rosso meno
V uno e 1' altra

bella tinta. I loro

una calugine

nericcia

divengono in seguito cenerognoli ; poi bianchi


quando cominciano a volare ; e solo nel secondo
o nel terzo anno s fanno rossi grado a grado
finch diventano pressoch sfolgoranti.

Questi uccelli sono comuni nell'America meridionale e soprattutto alla Gujana. Volano a stormi;

e a storm riposano in sugli alberi , ove pel loro


numero e il lor colore di fuoco presentano la pi
bella veduta. Il loro volo sostenuto ed anche
rapido

Durante

ma

non ha luogo che

la

il

calore del giorno,

si

paletuvieri.

sotto

elorj

solo;

Mai non

e se taluno

mattina e la sera.

tengono

al fresco

vede uno di questi


qualche volta si dihmga
s

non tarda a raggiugnerli. I vecchi


formano ordinariamente bande separate da quelle

dagli altri

de' giovani.

Le

loro covate

principiano in gennajo

fini-

,,

33o
scono
siili'

maggio. Essi depongono

in

erbe

alte

o fra

paletuvieri

rovai; e queste uova sono verdicce. Pren-

quando

la

madre

gli insetti e

li

conduce a terra

piccioli

mano, anche

loro pulcini colla

per cercare

granchj marini, di cui fanno

primo nutrimento. Essi non sono punto

loro

selvatici, e

uova

loro

le

die crescono sotto

donsi facilmente

il

elorio rosso.

l"

abituano facilmente a vivere in casa.

si

Io ne allevai una , dice

il

Borde

signor de la

e lo tenni per pi di due anni. E prendeva dalla


mia mano i suoi alimenti con molta familiarit, e
sempre si trovava pronto all' ora dall' asciolvere
del desinare. Mangiava pane, carne cruda e cotta

Dava

o salata, pesce, ogni cosa.

peraltro la pre-

ferenza agli intestini de' polli e de' pesci,

per

averne veniva sovente alla cucina. Del resto egli


stava continuamente occupato intorno alla casa a
cercare vermi

guire

il

tiravasi

di terra

un

giardino

a se-

Negro che il lavorava. Alla sera poi ri*


da s medesimo in un pollajo, ove dor-

miva un centinajo^di
staggio

o in

cacciava

volatili,

a colpi

voleano metterglisi vicino


notte ad inquietarli. Egli
e cominciava

si

giornata

la

di
,

becco

pi alto
polli, che

al

saliva
i

e diverti vasi spesso di

levava assai di buon'ora,


dal fare

tre

quattro

giri a volo intorno alla casa; talvolta andava, sino

in riva al

mare

ho udito da
giero

il

ma

senza arrestarvisi.

lui altro grido

Mai non

che un crocidar leg-

quale sembrava un' oppressione di timore,

l'

alla vista di

elorio rosso.

un cane o

d'altro

$3t
animale. Senza

molta antipata, e
gli assaliva intrepidamente, dando loro gran colpi
di becco. Fini per essere ucciso molto vicino alla
casa sovra una laguna da un cacciatore, che la

temere

gatti,

aveva per

essi

prese per un elorio selvaggio


Il racconto

del signor

La Barde

si

moltissimo colla testimonianza di Lat

aggiunge

che

si

sano

veduti alcuni uccelli

tale specie unirsi e riprodursi

mesticit. Saria
1'

allevarne o

egualmente

nostre corti rustiche

mensa

nello stato

facile

moltiplicarne

il

concorda
il quale

ad.

di

di do-

che aggradevole
ornamento delle

e fors' anche a delizia della

poich la laro carne,

di

gi

buona per

potrebbe perfezionarsi , e perdere , in


grazia di un nuovo nutrimento , quel poco sapor
di palude, che in essa si trova. Accomodandosi

s stessa

essi

ad ogni sorta

di cucina, nulla costerebbe

IL

e a tutti gli avanzi

d' alimenti
il

mantenerli.

GRAN PIVIERE

VOLGARMENTE DETTO

ELORIO DI TERR.

molto pi grande che il piviere dorato, anzi


pi che la beccaccia. Le sue gambe gi grosse
hanno al di sotto del ginocchio una specie di turae
scenza, onde Belon chiam il nostro augello dalle

Come

gambe

gonfie.

ha che

Ire dita assai corte

il

piviere ordinario egli non


?

unite da una piceiala

IL GRA.N PIVIERE GC.

S3a
membrana.
gialli

sue

gambe e

suoi

piedi son

suo becco giallognolo dal principio sin

il

Le

mezzo, e nericcio all'estremit; uguale


per la forma a quello del piviere lo supera per
la grossezza, Tutte le sue piume
sovra un fondo

verso

il

grigio

bianco

e grigio rossiccio

spruzzate

sono

brune e nericce , distinte sul


collo e sulla pancia , e pi confuse sul dorso e
sul!' ali, traverso a cui passa una fascia bianchiccia. Due linee d' un bianco rosseggiante passano
punteggiature

di

al di sotto

e al di sopra degli occhi. Sotto

il

ven-

piume sono bianche e senza punteggiature,


Quest' uccello ha F ali grandi. Ei parte da lon-

tre le

tano, massime durante

il

giorno, e

vola

allora

Ei corre sui piani ercelerit di un cane


e di

assai basso vicino a terra.

campi

bosi e

ne'

qui

viene

gli

colla

nome

il

alcune provincie

buon
il

tratto

di agrimensore

datogli in

Dopo

aver corso

della Francia.

egli si arresta

d'improvviso, tenendo

suo corpo e la sua testa immobili, e

strepito

si

atterra.

lumachette ed

formano

il

suo

Le mosche

altre

picciole

principal

al

minimo

gli scarafaggi

conchiglie

nutrimento. Ei

le

terrestri

non

si

ed abita di preferenza le
terre aride e pietrose o sabbiose. Nella Beauce,
dice il signor Salerne , una cattiva terra si chiama
terra d' elorj. Sull' imbrunire il nostro augello
sembra che dia nuova rapidit al suo volo , cerca
tiene che sulle colline

le alture, e di l fa intendere le sue grida,

che

IL

GRAN PIVIERE

sono acutissime. Somigliano esse


tevole di

un

tro toni,

e passando dal grave

cessa di

333

ee.
al

suono lamen-

flauto, prolungandosi su tre o quatall'

acuto.

Ei non

ripeterle per gran parte della notte, nel

qual tempo egli pi

si

avvicina alle

nostre abi-

tazioni.

Questo
piuttosto

parrebbe indicare eh' egli fosse


augello notturno che diurno. E per
fatto

certo che la sua vista di giorno penetrantissima.

D'

altronde la posizione

de' suoi

grossi occhi gli

d modo di vedere cos dinanzi come di dietro.


Egli scopre il cacciatore assai di lontano, per levarsi e partire molto prima che quegli possa colpirlo. E un uccello selvatico egualmente che timido. La sola paura lo tiene quasi sempre immobile durante il giorno, e non gli permette di farsi
sentire che al cominciar della notte. Se quando
prigioniero tu entri nella camera, ov' egli si trova,
non cerca se non di nascondersi e fuggire , e va
nel suo spavento a dar di capo in tutto ci che
incontra. Vuoisi eh' egli

giamenti di tempo

sappia presentire

can-

ed annunzi la pioggia. Gesner


diffatti ha osservato, che anche nella cattivit si
dibatte molto , quando il cielo per farsi pro,

celloso.
Il

tempo

della partenza e quello del soggiorno

degli uccelli di questa specie non gi

medesimo
vieri.

il

tempo

della partenza e del soggiorno dei pi*

Partono

essi in

novembre

duranti Y ultime

1L

334

RAN PIVIERE ed

e prima d'intraprendere il
riuniscono in torme di tre o quattrovoce di un solo che li chiama; e l'an-

piogge

d'autunno;

viaggio

si

cento alla

dar loro di notte. Si


buon' ora in primavera.

riveggono poi

assai

La femmina non

fa

di

che

due o tre uova sulla terra ignuda fra pietre , o


in un picciolo buco da lei formato nell' arena.
Il maschio, durante il tempo dell'incubazione,
mai non P abbandona. Indi 1' aiuta a condurre i
suoi pulcini
ed insegnar loro a distinguere il nutrimento , a farli avveduti in ci che pu essere
loro di giovamento o di pericolo. Questa educazione lunga, poich, sebbene i pulcini camminino e seguano i genitori poco dopo esser nati
non acquistano che assai tardo quella forza d' ali
,

che basti a poter volare.

Per un mese o cinque


gnor di Buffon ebbi un di

settimane, diee

il

tali uccelli nella

si-

mia

campagna. Si nutriva di zuppa, di pane e di carne


eotta, il qual ultimo cibo era da lui preferito agli
altri. E non solo mangiava di giorno, ma anche
di notte poich dopo avergli dato la sera la sua
provvisione si osserv che all' indomani mattina
era molto diminuita .
Questi uccelli sono molto comuni in Inghilterra
nella contea di Norfolk, e nel paese di Corno;

vaglia.

335

LA BARGA ABBAJATRICE.
Ha

lunghezza dalla punta del becco


all'estremit della coda, e tre d' aprimento d'ali.
Il suo capo e il suo collo son bruni macchiati di
nero

due pie

il

di

dorso e le coperte

rossigno;

il

un bianco sporco
piume della coda sono rigato

di sotto del corpo d'

Eiisto di giallo

le

trasversalmente di bianco e di nericcio


e

un bruno

d'

dell' ali

piedi sono d'

un bruno

gambe

le

variato di giallo e di

verde.

Questa barga abita


time d' Europa tanto
terraneo

dell'

Oceano che del Medi-

barghe essa timida, fugge


uomo , e non cerca il suo nutrimento

le altre

aspetto dell'

che di

paludi delle coste marit-

trova anche negli stagni d' acqua

si

Come

salsa.
l'

le

notte.

Il

suo grido rassomiglia, dicesi,

all'abbajar del cane,

onde

le

venne

cognome

il

di abbajatrice.

L'

Ha
dall'

AIRONE BIANCO.

tre piedi e

una

all'

altra

mezzo

di lunghezza, e quattro

estremit

delle aperte sue

becco lunghissimo e giallognolo;

Il suo

lungo dodici

pollici,

curvo, anzi fatto ad

piume sono interamente bianche


gambe e i quattro piedi ricoperti

le sue

le

scaglie

quali

d'un bruno nericcio

molta

all'

il

indietro

le

ali.

collo,

onda

le cosce,

di larghe

unghie, una delle

son nere.

l'airone bianco.

336
5

Quest uccello
setti

Di

si

nutre di piccioli pesci ed in-

e frequenta gli stagni e


esso verosimilmente parla

viaggio al Giappone ove

dice

1'

acque

salse.

Thunberg
che netta

dai vermi e dagli insetti malefici

ed

nel suo
i

campi
dome-

da seguir, per cos dire, passo a passo if


coltivatore che vanga e lavora il terreno. I ser
vigi che rende questo bel volatile, aggiunge il
stico

medesimo

autore, sono la sua difesa

nessuno

ad inquietarlo o a spaventarlo.
questa benevolenza generale nasce , secondo

fatti

pensa

pensa,

la

Da
egli

sua familiarit.

Questi

in-

GRANCHIVORL

uccelli

sono

aironi

ancor pi

piccioli

d'Europa. Si d loro il nome


di granchivori, perch ve ne hanno alcune specie,
le quali si nutrono di granchi marini, e prendono
de' gamberi ne' fossi. Essi mangiano anche pesci,
che prendono in riva alle acque dolci , come gli
altri aironi.
chi li chiama uccelli americani;

della garza bianca

ma

realmente sono sparsi in ambidue

Se ne conoscono nove specie


dici nel

nuovo.

gli emisferi.

nell' antico

e tre-

31

IL

le

GRANCHIVORO AZZURRO.

ha il becco azzurro come


piume, dimodoch, ove non fossero i suoi piedi
singolare in ci che

verdi, egli sarebbe azzurro interamente-. Le piume


Ite del collo e anteriori della testa , senza can-

punto di colore,

tar

riessi,

si

abbelliscono di certi ri-

che lo variano aggradevolissimamente.

Le

posteriori della testa, e le inferiori cos del collo

come

del dorso sono sottili e pendenti.

hanno

in ispecie

che ricoprono

la

sino

un pie

Le

ultime

di lunghezza, sic*

coda, e la oltrepassano di quat-

tro dita.

L'uccello, di cui parliamo, un po' meno


grosso di una cornacchia j e pesa quindici once.
Si vede talvolta alla Carolina, ma solamente in
primavera. Non sembra, secondo le osservazioni

che

di Catesby,

qual parte

si

Si nutre

ragni, di

ivi

faccia

nido,

e ignorasi da

rechi.

di capriuole,

grilli

granchi marini, d
campestri; e frequenta gli stagni.
di

e L luoghi paludosa

l'ANING'^

La

regolarit delle forme

dice

sio-nor df'

il

Buffon, l'accordo, ]a proporzione di tutte le parti


danno agli animali ci che forma ai nostri occhi
la

grazia e la belt.

Gabinetto T. IV.

Ma

se noi

li

caratterizziamo

aa

338

aninga.

l'

secondo queste doti


secondo

non

distinguiamo che
piacere che ne arrecano; le nostre di-

il

se

li

per noi, ma non sono certamente quelle della natura. Perch' essi le siano cari,
stinzioni saranno tali

basta eh' ella abbia loro data

1'

esistenza e la fa-

colt di moltiplicarsi. Ella nutre egualmente nel

deserto
i

1'

elegante gazzella e

grazioso

capriolo

avoltojo;

l'orrido

Y acqua

ella

1'

deforme cammello,

gigantesca giraffa; ella

e la

spinge egualmente per

il

aria

l'

aquila superba e

nasconde sotterra e nel-

mille generazioni d' insetti di forme biz-

zarre e sproporzionate; ella infine ammette

pi.

purch possano per la loro organizzazione sussistere e riprodursi. Quindi sotto


la forma di una foglia ella fa -vivere i gongilodi
strani composti,

un guscio

sotto

imprigiona

sferico

simile a quello d'un frutto,

gli orsini; filtra la vita,

la ramifica,

per cos dire, nelle branche della stella di mare';


appiana a foggia di martello la testa della zigene,
e rotonda in globo spinoso il corpo intero del
pesce luna.
a

Mille altre produzioni di figura non

strana

non

provano

ci

esse

meno
madre

che questa

universale volle diffondere ed estender la vita agli


esseri di

di variare

tutte

le

in ogni

gno, dandogli

forme

possibili ?

genere

tutti que'

il

suo

Non

contenta

primitivo

dise-

contorni a cui poteva pie-

non sembra aver essa voluto tracciare da


un genere all' altro ; ed anche da ciascuno a tutti

garsi

t'

gli altri tante

aninga.

linee di comunicazione

opere sue, sino

continuit

fosse

tutto

ali, la

casoaro,

il

il

abbiamo veduto

gambe formar

animali aerei e

la grossezza dell'ossa

quasi

un

anello fra gli

pinguino,

terrestri; il

lo

dronte, per la cortezza delle

gravezza del corpo e

delle loro

fila

pi semplici suoi abbozzi


e concatenazione ? Quindi

degli uccelli noi

nell' istoria

struzzo,

ai

tante

grande e pi ardita

di unione, per cui dalla pi


dell'

339

il

monco

augelli

mezzo

larsi ai

loro abitanti. L' aninga, di cui siamo per

parlar,

e mesco-

V immagine di un rettile, innecorpo d' un uccello. La sua taglia lunga

ci offre

stato sul

ed

pesci tuffarsi nell' acque

esile all' eccesso

tornita, in

la

sua piccola testa cilindrica

forma di fuso

che vien via sul collo

prolunga in un becco acuto , il rassomigliano


per ia figura ad un serpe. N dissimile da quello
d' un serpe egli ha il movimeuto , sia che si

si

guardi

al

modo, onde vibra

il

collo dal di sopra

che si osservi come lo spiega e


lo caccia sott' acqua per dardeggiare i pesci .
Tali rassomiglianze hanno egualmente colpito
tutti quelli che videro 1' aninga nel suo paese nativo, il Brasile e la Guiana. Le piume della sua
degli alberi

e del

testa

forma

sia

suo

esilissima

bero piuttosto

coli gi
;

non ne

dacch sono

folta calugine

tali

rasa

luto. I suoi occhi son neri brillanti,

rata

occultano

che

si

la

direb-

come un

vel-

con iride do-

e circondati di pelle ignuda. Il becco ha la

L ANINGA

3A

punta orlata di dentellini coronati. Tutto il corpo


non ha che sette pollici di lunghezza, mentre il
collo solo lungo

La

il

doppio.

quale disproporzione non e la sola che rechi

sorpresa nella figura

La

dell' aninga.

sua

grande

larga coda, formata di dodici penne dispiegate^


^ molto dissomigliante da quella corta e rotonda
della
il

pi parte

nostro nuota

degli uccelli

ed anche

navigatori.

tenendo soltanto

attuffa,

la testa fuori dell' acqua, nella quale

interamente al minimo
eh' salvatichissimo

Eppure

sospetto di

e mai non

si

si

sommerge

pericolo

poi

lascia sorpren<-

dere a terra. Egli si tiene sempre sull' acqua, o


sui pi alti alberi , lungo i fiumi ed i laghi. Sa

pure il suo nido e viene


a passarvi tutta la notte. Egli per del numero
degli uccelli perfettamente palmipedi , avendo le
quattro dita congiunte da una sola membrana >
coli' unghia di mezzo dentellata interiormente in
forma di sega. Le quali cose sembrano indicare
tali

alberi egli colloca

certa conformit fra

l'

aninga e

cormorani ed

pazzi. Se non che la sua piccola testa cilindrica

il

cino

suo becco assottigliato e con punta senza unil

differenziano dal loro.

dinariamente grassissima
disaggradevole,

d'

La

sua carne or-

un gusto oleoso e

$4t

IL

CANGB.OM.

Anch' esso nativo della Gnjana e del Brasile.


Per la taglia e le proporzioni tiene molto dei
corvo notturno per le forme e le maniere di vivere somiglierebbe agli aironi, se il suo becco
largo e singolarmente stiacciato non lo differenanzi da tutti gli uccelli 3 che abiziasse da essi
tano in riva all' acque. Questo becco composto,
per cos dire , di due cucchiaj applicati 1' uno
;

contro

1'

altro dalla parte concava. Il superiore

due

ha

che partono dalle narici, e si prolungano in modo, che


a mezzo formano una testa elevata , che termina
in picciola punta ad uncino. L' inferiore nella quale
1' altra s' incastra
non , per cosi dire , che un
nella sua convessit

telajo

su cui

petto.

Ambidue

pelle

prolungata del

questi cucchiaj o

mandibole sono

taglienti agli orli

solchi profondi,

distesa

la

ed'un corno

solido e durissimo.

La

lunghezza di tutto il becco dagli angoli alla


punta di quattro pollici; la sua maggior larghezza
di venti linee.

Con

un'

arme

si

forte

ei

abitudini d' una


le risuonanti
tieri

lungo

la qual taglia e tronca,

cancroma formidabile agli


non sembra uscir mai dalle dolci

e potrebbe rendere
altri uccelli

vita

il

sobria e pacifica.

Non ama

sponde del mare , ma si tiene volenfiumi, che il flusso mai non agita.

Ivi posato sugli alberi acculatici attende

il

passaggio

il

3ia
de' pesci

gancroma;

di cui fa sua preda

tuffandosi e rialzandosi , senza

l'acqua.
(

Ei cammina

atteggiamento

egualmente

il

e su cui piomba,

mai

col collo e

arrestarsi sopra

dorso in arco

il

quale sembra sforzato

trista clie

quella dell'airone.

e in aria

molto

selvatico, e vive lontano dai luoghi abitati. I suoi

occhi, posti assai presso alla radice del becco,

gli

danno certa sembianza di ferocia. Quando preso


fa scricchiolare il suo becco , e nella collera o
nell' agitazione rialza le lunghe piume della sommit del suo capo.
Oltre questo , di cui parliamo , eh' il eancroma
bruno e crestato, avvi il eancroma, che semplice-*

mente

si

chiama

grigio.

L'OMBRETTA.
Il colore

seuro

dare

delle
il

d terra d'

piume

nome

La

ombra o

grigio bruno

di quest' uccello

di Ombretta. Egli

si

gli

ha

fatto

trova al Se-

una cornacchia. Il maschio ha un bel ciuffetto nero-, che


non si vede nella femmina. Debb'essere collocato
come specie anomala fra i var j generi d' uccelli
di riva , a nessun de' quali pu veramente riferirsi. Lo potrebbe per certi rispetti a quello degli
aironi , se non avesse un becco di forma difFerentissima anzi singolare. Questo becco assai largo
negal.

sua grossezza quella

e assai grosso vicino alla testa si

d'

allunga ; schiac-

l/

ciandos in sui
si

lati.

OMBRETTA.

La

rialza in tutta la sua

staccarsene per

343

resta della parte superiore

lunghezza

due scanalature

sembra di-

tracciate

da

cia-

Questa resta, cadente all'estremit del


becco , lo termina in punta ricurva. Il becco poi
lungo tre pollici e tre linee. Ciascun de' suoi
piedi , congiunto alla parte nuda della gamba, ha
quattro pollici e mezzo: siffatta parte ne ha due
da s sola. Le dita sono legate verso la radice
da un comincia mento di membrana pi estesa fra
il dito esterno e quello di mezzo. Il posteriore
articolato e non come negli aironi accanto al
scun

lato.

tallone,

ma

nel tallone istesso.

IL
Quest'uccello
nella

Gujana, a

JACANA,

comune nell'America meridionale,


San Domingo e altrove. La sua

grossezza quella presso a poco d' una gallinella.

Egli rimarchevole per due speroni, di cui porta


armate le ali, e per la lunghezza eccessiva delle
sue unghie, diritte ed affilate, come stiletti e aghi.

In grazia di questa forma particolare delle sue


unghie incisive e pugnenti , si dato per avventura al jacana

il

nome

di chirurgo, sotto

conosciuto dagli abitanti di San

La
d'

sua testa

un nero

il

tinto di

suo collo e
violetto.

il

il

quale

Domingo.
suo corpo sono

Le penne

delle sue ali sono verdognole,

il

resto

maggiori
del man-

1L 'jacana;

'3^4
tello

aureo. Gli sproni delle sue

escono

gli

mente

purpureo,

d'un bel castagno


dalle spalle

simile

a quella

dicemmo,
forma esatta-

di cui gi

ali,

e sono di

o talvolta

delle spine

uncini,

di

cui guernita la raja, che chiamasi ciccia. Dalla

radice del suo becco nasce una

distende in sulla fronte,

si

si

membrana,

la

qual

divide in tre parti,

e lascia cadere una barbetta da ciascun lato. Il


becco diritto, un po' gonfio verso l'estremit,
e d' un bel giallo di conchiglia come gli speroni.

La

coda cortissima le gambe sono molto alte


ignude di piume. Questi caratteri convengono
Sl

tutte le specie del

In America
greggi contro

si

medesimo genere.

donno

jacana per difensori

ai

Essi combattono

gli uccelli rapaci

uopo fin contro gli avoltoj mai non abbandonano gli innocenti quadrupedi loro affidati, li
conducono egualmente bene che un pastore, e li
restituiscono sani e salvi all' abitazione del padron
all'

loro,

Tali sono

le principali specie d'uccelli acquatici

conosciute dai naturalisti.

perte continue

Ma, guardando

de' naviganti

alle sco-

de' viaggiatori ,

presumibile che molte altre non solo di acquatici

ma

ancora

di

terrestri,

sebben forse noi


tempo.

ci

siano

tuttavia ignote;

debbano pi rimanere Jung

FJWK DEL TOMO QUARTO.

INDICE
T>EL

TOMO QUARTO.
:

ri

Lmpitolo I

'

Introduzione

ivi

so

2.4

2,6

"

28

-o

"*

29
35

"

4^

'O

IVI

"

5r

'

55
56

"

59

~Q

ni

66

69

collare

Tetrao o Gallo di montagna della

coda biforcuta
L' Attagaso
Il

-.

Pernice
Gallo d' India

Capitolo II
La Rondine Casereccia
La Rondine Agreste
La Rondine di Riviera

La

Rondone
Salangane

Capitolo III
Il Touraco

-e

Il

Carasoo
Pipra o Manakino

Il

Cavaliere

Il

-+

'

Il

IVI

<

Tetrao o gran Gallo di montagna

La

Il

Il piccolo

'-

Gallo

montagna dal

Pag.

'

Il

Il Gallo di

-a

"

-'

INDICE DEL TOMO QUARTO.

346

1/ Ibisao
Il Mangiavespe

Il Torcicollo o

Pag.

IVI
1'

Ortolano

Il Calao
Il Garrulo

70

..

7*

Il

Mainate

76

Il

Dodo

ivi

79
81

T angari.,

I
II

fra

quali

1'

Organista

Muscicapa

La
La

piceiola Ottarda

Lagopede o
Capitolo IV

Il

82,

Quaglia del Bengala


li re delle Quaglie

83
84
85

la Gallina re gina Bianca.

88

Degli Uccelli acquatici


Capitolo V
La Cicogna
L* Airone

ivi

V)

101

La Gru

L' Argula o grande


Il

Gru

Torabuso

ivi

97

Merlo acquatico

La

Gallinella e la Folaga

iai

L' Ostralega o Beccaccia di Mare


Le Falarope
Il

Grebo

Capitolo

La

VI

Beccaccia

107
IIO
ji3
116
118

L' Avosetta
Il

ia3
12,4

ia5

12.7
ivi

INDICE DEL TOMO QUARTO.

La Barga

Il

Cavalier Rosso

Beccaccina

Motacilla

Combattitore o Pavone di
La Pavonella
.

Il

Mare

piccolo Piviere

L' Imantopo
Piviere Dorato

Il

Il Piviere

Pavonella

Il Piviere del

Canuto

Il

Collare

Mare

134

ivi

1425

143

144

ivi

IVI

I4S

ivi

146

IVI

147

143

149
i5o

i5i

i58

IVI

161

164
i65
167

*.

Micteria Americana & la Cicogna Bra-

siliana

K amie hi

La Damigella
La Spatola

di

Numidia

Fiammante o Fenieontero

GapitoIlO
Il

ivi

L' Uccello Beale

Il

Il

i3a

140

Dunlino

Il

La

IVI

Il Volgipietra
Il

IS7

L' allodola di

Verde

Cavalier

Il

Pag. i3i

Il

La
La

347

VII

Cigno
Cigno Selvatico

L' Anitra

L' Eider o l'Anitra Morbidissima


L' Anitra Selvatica

INDICE DEL TOMO QUARTO,


343
L'Anitra Selvatica Ordinaria
L' Anitra Penelope
La Branta
L'Anitra dalla Testa Grigia

Pag.

I?j&

178
IVI

Anitra Artica

L'Anitra dal Becco Adunco


L' Anitra Selvatica dal Collare

175
176

-.

Moriglione
.
L' Anitra Altera
.
.
L' Anitra di Moscovia 9 ovvero Moscada
L'Anitra del Madagascar .
.

......

L'Anitra Clipeata
Il Garrese
L' Anitra dalla Goda Lunga
L'Anitra Sibilante

-.

....

IVI

L'Arzavola di Francia
Capitolo Vili .
.

178
179
180

ivi

181
i8a

Neve

i85
ivi

L' Oca dell' Isole Ebridi


L' Oca Bermela .
L' Oca Armata .
L' Oca Bronzina
L' Oca del Canada
di

i83
ivi

L' Oca Selvatica


L' Oca Domestica

L'Oca

17-7
ivi

Picciola Anitra dalla Testa Grossa

L' Arzavola

Il

La

IVI

187
193

ivi

196

))

197

IVI

-.

*99

L' Oca Grigia dell' Isole Falkland


L' Anitra Ridente
--

2,00

..

201

INDICE DEL TOMO QUARTO.

L'Oca

della Gufila

Nera

1/ Oca Artica
L' Imbrim o

Zoppo

Il

11

Marangone
Marangone

Il

gran Pinguino o

Il

Pinguino Semplice

Il

Troilo

o picciolo

.,

2o3

ivi

2,0,4

col Ciuffo

Mare

..

*..

..

2,16

..

ivi

217

..

a 18

..

..

.....

Il

Pietta o

il

Il

Marangone

Il

Monco
Monco
Monco

Capitolo

......,

HOSSO

La

il

picciolo

Mergo

Mergo

Cina

Crestato

Magellanico-

Crestato o Saltatore

IX

li Pellicano

22,0
ivi

..

2f2T

aa3
224
ivi

..

..

228
280

2r3ij.

..

..

..

ivi

.,

244
24B

..

a5x

L' Albatro .
.
L' Uccello del Tropico^
La Fregata
.

li Piviere dal Collare

Cormorano

219

dal Petto

......
della

aio
2i3

Germano Magellanico

..

ivi

Mergo
Mergo Coronato e

Il

Il

..

Pag. 202-

.,...

Smergo

Il picciolo Troilo.

Il

...

Il

Il

grande Smergo del

il

Settentrionale

..

L' Oca dal Collo Rosso


L' Oca Kasarka
.
L' Oca della Guinea

3^9

..

...
.

-a-56

%&%

INDICE DEL TOMO QUARTO.

35
Il

Il

Il

Cormorano o
Cormorano Pigmeo
.
Tingmik

picciolo

Il
Il
Il

Il
Il
Il

Il
Il

Il

Pag. a 65

2,67

....
.......

368

Rosso

.
Goelando e il Laro

.
Goelando Vario o Grigiocio
Laro Bruno

.
Laro Ridente
.
*
.
Laro Bianco
gran Laro Ginericcio dai Piedi Azzurri

Laro Pezzato

Goelando del Mantello Nero

Goelando Bruno o il Cateratta


Goelando del Mantello Grigio-Bruno o
il Borgomastro

Il Pellicano

Il

Balordo

il

269

274

......
....
.

...".

La
La
La

Procellaria Ginericcia

Procellaria Bianca e

chiere

La

Nera o

lo Scac.

291

2,94

...
....

390

Procellaria

Le Rondini di Mare

La gran Rondine di Mare


La picciola Rondine di Mare

La Rondine di Mare Nera o lo Spauracchio


La Rondine di Mare dalie Grandi Ali

Aboumra

283
283
284

L'

ivi

Procellaria Azzurra

Fulmar o

2,80

Palombara
L' Uccello delle Tempeste
La Procellaria Massima

278

2,77

285
287
290

Procellaria

ivi

2,97

299
ivi

3oa
3o6
3o7
3o8
3o9

INDICE DEL TOMO QUARTO

La Rondine

di

Mare

Sci eziata

Il Forbicifero

I Pazzi
Il

Il

Il

Pazzo Comune
Gran Pazzo
Pazzo di Bassan

L' Iorio

3u

3i4

3 19

L' Elorio

dalla Testa

Pag. 3 io

35i

3ar

3aa

3f2,5

3a8
3aQ

Nuda

L' Elorio Rosso

Il gran Piviere volgarmente detto Elorio di


m

Terra
La Barga Abbajatrice
L' Airone Bianco
I Granchivori
Il Grancbivoro Azzurro
L' Aninga
.

Gancroma
L' Ombretta

Il

Il

Jacana

'

33
335

ivi

<

336
337

"'^

<

ivi

341
34^
343

FINE DELL' IHDICE.

REGISTRO
ELLE TAVOLE INCISE
CONTENUTE. IN QUESTO TOMO,'

M RONTISPIZI O

s-

Il Gallo

Gallo d'India
Il Gallo d'India femmina

35

La Cicogna

3^
91

L'Argala o grande Gru


Il Merlo acquatico

no

118

La

13:7

i5i

Il

Pavonella

Il

Fiammante o Fenicontero

Il

Cigno

* i58

1.87

Il

Pellicano

a 34

21

Cormorano

L'Oca

3La Caccia del

Pazzo

267
3^4

"