Sei sulla pagina 1di 44

ARTROSI DELLO

SCHELETRO
PERIFERICO
P. Campioni
Universit degli Studi di Ferrara
Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Anestesiologiche e Radiologiche
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Nello scheletro periferico le alterazioni
degenerative si manifestano con caratteristiche
comuni e con caratteristiche peculiari per ogni
singola articolazione colpita.

Le caratteristiche comuni sono rappresentate da
tutta una serie di segni che riguardano le
alterazioni della cartilagine (riduzione della rima
articolare) e dell'osso sub-condrale (sclerosi-
geodi-osteofiti).
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
RIDUZIONE DELLA RIMA ARTICOLARE

SCLEROSI SUBCONDRALE

GEODI

OSTEOFITOSI
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Il processo degenerativo provoca
una progressiva distruzione delle
cartilagini con conseguente
riduzione dello spazio articolare.

Tale segno, tuttavia, tardivo
ovvero radiologicamente
rilevabile solo quando la
distruzione della cartilagine
ormai estesa ed evoluta con
messa a nudo dell'osso sub-
condrale.
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
La riduzione della rima
articolare un segno
comune sia dell'artrosi
che delle artriti, ma con
caratteristiche diverse.

Nell'artrosi, infatti, essa
asimmetrica e
localizzata nelle zone
articolari sottoposte a
maggior carico (ad
esempio nella porzione
supero-laterale
dell'anca)
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Nelle artriti invece
simmetrica ed
interessa
uniformemente tutto
lo spazio articolare.
Tale diverso
comportamento
costituisce dunque
un valido elemento
diagnostico
differenziale tra le
due affezioni.
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
La SCLEROSI
SUBCONDRALE
espressione della
reazione dell'osso
sub-condrale
denudato della
cartilagine e
sottoposto pertanto
ad abnorme usura
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
I GEODI si presentano
radiologicamente come aree di
distruzione ossea circoscritte,
a limiti netti e di dimensioni
variabili (2-20 mm.); sono per
lo pi associati alla riduzione
della rima, alla sclerosi e agli
osteofiti.

Talvolta possibile
evidenziarne la comunicazione
con lo spazio articolare, specie
se si ricorre all'artrografia
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Gli OSTEOFITI rappresentano il segno pi
caratteristico dell'artrosi ed il loro rilievo facilmente
attuabile con la Radiologia Tradizionale.

Sono dovuti ad ossificazione encondrale, appaiono
come protuberanze ossee e vanno distinti in:

marginali
centrali
periostei
capsulari

ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Gli OSTEOFITI
MARGINALI
si sviluppano al confine
tra cartilagine articolare
e membrana sinoviale e
presentano morfologia
variabile (sottili,
voluminosi, bozzuti,
ecc.)
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Gli OSTEOFITI
CENTRALI originano
nella parte centrale
della superficie
articolare, ove vanno
differenziati, specie
nell'anca e nel
ginocchio, dai corpi
liberi endo-articolari
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Gli OSTEOFITI
PERIOSTEI si
osservano in
corrispondenza del
collo del femore lungo
il suo margine
mediale e vengono
definiti "da
rafforzamento"
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Gli OSTEOFITI
CAPSULARI si sviluppano
in corrispondenza delle
inserzioni capsulari e
legamentose.

Ne sono esempi tipici i
noduli di Bouchard e di
Heberden delle
articolazioni inter-falangee
della mano.
ARTROSI SCHELETRO
PERIFERICO
Vi sono altri segni di
artrosi come le
calcificazioni
metaplasiche della
membrana sinoviale
(condromatosi)
ARTROSI

GONARTROSI (GINOCCHIO)
COXOARTROSI (ANCA)
RIZOARTROSI (MANO)
POLSO
CAVIGLIA
PIEDE
GOMITO
GONOARTROSI


GONOARTROSI
Riduzione della rima

nell'artrosi femoro-
rotulea prevale nel
compartimento esterno
e va valutata mediante
studio in proiezione
assiale
GONOARTROSI


Nell'artrosi femoro-tibiale,
ancora iniziale, la riduzione
della rima va ricercata nel
confronto tra radiogrammi
eseguiti in clino ed in
ortostatismo
GONOARTROSI


Osteofiti:

prevalgono a livello del
compartimento femoro-tibiale
mediale e femoro-rotuleo
esterno e vanno differenziati dai
corpi liberi endo-articolari
GONOARTROSI


Deformit angolari e
disassiamenti:
sono frequenti e interessano sia
l'articolazione femoro-rotulea che
quella femoro-tibiale.
Di particolare rilievo le deviazioni
in varismo ed in valgismo.
Il ginocchio varo se colpito il
compartimento mediale,
valgo se invece coinvolto quello
laterale.

Per quanto riguarda il ginocchio
flesso e recurvato, il primo pi
frequentemente secondario alla
gonartosi, il secondo, costituisce,
invece, un'affezione primaria che
pu degenerare in artrosi.
GONOARTROSI


Nell'articolazione femoro-
rotulea le deformit sono
spesso secondarie ad esiti
artrosici da sindrome da
iperpressione esterna
GONOARTROSI


Sindrome da iperpressione
esterna:
una turba statica dovuta alla
rottura dell'equilibrio femoro-
rotuleo, per predominanza del
legamento alare esterno.

Lo squilibrio che ne deriva
determina la sofferenza della
cartilagine che va pertanto
incontro ad alterazioni
degenerative.
GONOARTROSI


I segni radiologici sono quelli dell'artrosi e
vanno ricercati attentamente mediante
studio radiologico dell'articolazione femoro-
rotulea eseguito a 30, 60 e 90 gradi di
incidenza di flessione.

Ci onde esplorare tutta l'articolazione e
sollecitare la comparsa dei segni radiologici
ancora iniziali.

Nelle fasi iniziali, tuttavia, l'esame
radiografico negativo per cui la diagnosi
affidata all'artrografia o alla RM
GONOARTROSI


Ruolo dell'ecografia, della TC e della RM

Tali metodiche sono prevalentemente indicate nello studio della
membrana sinoviale, della cartilagine articolare, dei menischi e dei
legamenti.

Membrana sinoviale: una sinovite iperplastica reattiva aspecifica e un
versamento articolare sono di frequente riscontro in una articolazione
artrosica e possono essere rilevati sia con l'Ecografia che, e
soprattutto, con la RM.


GONOARTROSI
La valutazione ecografica
dello spazio sinoviale del
ginocchio viene
prevalentemente eseguita
a livello del recesso sotto-
quadricipitale e di quelli
para-condiloidei.
La distensione ipo-
anecogena di tali cavit
indice di versamento
articolare, il quale pu
essere valutato
quantitativamente
misurando l'entit della
distensione stessa
GONOARTROSI
La RM riesce a fornire una
valutazione pi precisa della
sinovite consentendo di
differenziare le forme
iperplastiche reattive da quella
villo-nodulare pigmentosa.

Le prime si caratterizzano per
unelevata intensit di segnale in
T2 dovuta all'edema ed alla
intensa vascolarizzazione.

Nelle forme villo-nodulari il
segnale appare, invece, basso in
tutte le sequenze in rapporto
all'elevato contenuto in ferro
(sostanza paramagnetica) che
caratterizza tale affezione .
GONOARTROSI


Cartilagine:

l'ecografia consente di misurare lo spessore della
cartilagine articolare in corrispondenza della troclea e
dei condili femorali, potendosi pertanto rivelare utile
ai fini del follow-up.
Sono tuttavia la artro-TC e la RM che permettono di
identificare e stadiare le fasi evolutive della
condropatia, come ben documentano le esperienze
ormai acquisite nella condromalacia rotulea e nella
sindrome di iperpressione esterna.
La RM in particolare in grado di evidenziare tutta
una serie di alterazioni cartilaginee di tipo biochimico
(aree di disidratazione, di edema, ecc.) e di tipo
morfologico (riduzione di spessore, irregolarit,
erosioni, ecc.)
GONOARTROSI
Queste alterazioni sono
rappresentate da:

edema: si manifesta sotto
forma di incremento
dell'intensit di segnale, in
particolare nelle sequenze
pesate in T2.
GONOARTROSI


Fibrillazione e fissurazioni:


possono essere documentate sia
dall'esame contrastografico che dalla RM
GONOARTROSI

Erosioni ed ulcerazioni:
si manifestano sotto
forma di perdita di
sostanza della
cartilagine e possono
approfondirsi fino
all'osso sub-condrale.
GONOARTROSI


Necrosi ischemica dell'osso sub-
condrale:

con l'approfondirsi del danno cartilagineo
si osserva sofferenza ischemica dell'osso
sub-condrale ben apprezzabile alla RM
sotto forma di area a bassa intensit di
segnale in T1.
GONOARTROSI
Menischi

lo studio dei menischi facilmente
attuabile con l'Artrografia, la TC e la
RM.
Tali metodiche consentono, infatti, di
evidenziare le lesioni (degenerative,
traumatiche, displasiche, ecc.),
caratterizzandone l'aspetto morfologico
e l'estensione.

GONOARTROSI
Patologia traumatica
prima dell'avvento della TC e
della RM, la diagnosi era
affidata all'artrografia. La
dimostrazione delle fratture
avveniva infatti grazie
all'infiltrazione del mezzo di
contrasto nella soluzione di
continuo del menisco
GONOARTROSI
Alla TC ed alla
RM le rime di
frattura meniscali
appaiono
rispettivamente
ipodense e
iper-intense in T2.
GONOARTROSI
Patologia degenerativa o
meniscosi:
i menischi appaiono
deformati e presentano
aree di densit ridotta
associate o meno a
calcificazioni nel loro
contesto
GONOARTROSI
Legamenti

il rilievo delle lesioni
traumatiche dei legamenti
crociati affidato alla TC
e, soprattutto, alla RM, la
quale, grazie alla sua
multiplanarit, in grado di
studiarne il decorso, la
morfologia e lo spessore.
GONOARTROSI
La RM riesce inoltre ad
evidenziare anche tutta
una serie di segni
indiretti quali, ad
esempio, la contusione
ossea che spesso si
associa alla lesione
traumatica dei
legamenti.
COXOARTROSI
La diagnosi di artrosi d'anca, qualunque sia la causa
che l'ha determinata (artrosi primitiva o secondaria), si
fonda sulla clinica e sul semplice esame radiografico
standard, purch correttamente eseguito e corredato,
se necessario, da particolari proiezioni (assiali, ecc.).


La TC e la RM non trovano, invece, significative
indicazioni, salvo che per chiarire eventuali problemi
diagnostico-differenziali o per precise indicazioni
chirurgiche

COXOARTROSI
Riduzione della rima
articolare

esordisce nella porzione
supero-laterale e, nelle fasi
precoci, va ricercata tramite
la ripresa di radiogrammi in
ortostatismo

COXOARTROSI
Osteofiti:

possono essere di tipo marginale, centrale e
periosteo .
Gli osteofiti marginali possono svilupparsi alla
periferia dell'epifisi femorale o intorno alla fovea
capitis. Quelli dell'acetabolo hanno lo scopo di
allargare la superficie articolare, creando una
nuova base di appoggio per l'epifisi femorale
deformata.
Gli osteofiti centrali nascono soprattutto dalla
superficie articolare dell'acetabolo ed hanno lo
scopo di colmare lo spazio articolare alterato
dalla distruzione della cartilagine, evitando, in tal
modo, un anomalo "ballottamento" dei capi ossei
e quindi il peggioramento dell'incongruenza
articolare.
COXOARTROSI
Gli osteofiti periostei si
localizzano a livello della
porzione mediale del
collo del femore.

Altri osteofiti sono quelli
sinoviali e quelli
cosiddetti "a collare"

COXOARTROSI
Sclerosi
interessa la porzione supero-esterna
dell'acetabolo e consegue al danno
cartilagineo.

Geodi
si localizzano preferenzialmente nella
porzione supero-esterna dell'acetabolo e
possono essere voluminosi
COXOARTROSI
Migrazione della testa
del femore

caratterizza le fasi
evolutive del processo
degenerativo e pu
essere superiore,
assiale e mediale
Superiore
Assiale
COXOARTROSI


Quadro Rx di migrazione
mediale