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ANNO XXIII N. 210
NON VENDIBILE SEPARATO DAL ROMA

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MERCOLEDÌ 1 AGOSTO 2007

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VOMERO I MALVIVENTI HANNO PRESO DI MIRA LA FILIALE DEL CREDEM DI VIA SCARLATTI:
BOTTINO DI 3MILA EURO

ASSALTO DELLA "BANDA DEL BUCO"


RENATO ROCCO
Rocambolesca rapina in una banca, al Vomero. Bottino: 3mila euro, ma poteva essere
molto più ricco se non fosse intervenuta la polizia che ha messo in fuga i banditi
prima che si aprisse la cassaforte a tempo, in cui era depositata una forte somma.
La "banda del buco" è riuscita solo per pochi secondi ad evitare la cattura da
parte degli uomini della Questura. Forse, in sei, comunque, la gang è stata rapida
a fare dietro front e ad allontanarsi nonostante l'agenzia del Credito Emiliano di
via Scarlatti fosse circondata dalla polizia, mentre un elicottero, il "Poli 94",
sorvolava la zona. I malviventi si materializzavano all'interno dell'istituto
bancario da un foro sul pavimento, praticato dal basso. Erano tutti armati di
pistola, incappucciati ed indossavano divise da addetti alle fogne. L'emergenza
scattava intorno alle 15,30. L'equipaggio di una volante che si trovava a
transitare lungo via Scarlatti notava all'interno del Credem la presenza di una
persona che impugnava un'arma. Immediatamente veniva avvertita la sala operativa
della Questura che inviava in zona diverse pattuglie di Falchi e Nibbio che
chiudevano ogni via di fuga. Si vivevano momenti di forte tensione. I poliziotti
indossavano i giubbotti antiproiettili. Pochi secondi dopo il bandito sembrava
come scomparso. Considerato che nessuno era uscito dalla banca, i rapinatori
dovevano essersi calati nel condotto fognario sottostante. Altri equipaggi della
polizia si appostavano tutt'intorno allargando il raggio delle ricerche. Veniva
anche messa sotto controllo il tratto di strada di via Cilea che diventa una sorte
di ponte. Proprio in quella zona c'è un tombino dal quale potevano o erano già
usciti i malviventi. Nel frattempo, mentre i dipendenti sotto choc invadevano la
strada alcuni poliziotti si calavano nelle fognature, stretti cunicoli che
potevano avere rallentato la fuga dei banditi. Le caccia si complicava quando
alcuni testimoni raccontavano di avere visto allontanarsi una vettura, una Fiat
modello

La polizia è intervenuta prima che i banditi riuscissero ad impadronirsi del


contante custodito nella cassaforte con apertura a tempo. È scattata la caccia ma
la gang ha fatto perdere le tracce.
station wagon, con a bordo persone sospette. Rapidamente venivano bloccate diverse
uscite della Tangenziale: Agnano, Capodimonte, via Pigna, corso Malta. Alcune
pattuglie venivano inviate nella Sanità, altre nel Cavone. Erano trascorsi appena
10 minuti, eppure della "banda del buco" non c'erano tracce. È probabile che la
gang potesse avere abbandonato la macchina, parcheggiandola in qualche parco, per
poi nascondersi o lasciare il quartiere collinare a bordo di un'altra auto per
raggiungere un'altra zona. O anche che avesse avuto una base di appoggio sempre al
Vomero, dove trovare rifugio in attesa che la situazione tornasse alla calma. Un
mese fa, la "banda del buco" aveva lanciato il suo guanto si sfida alle forze
dell'ordine mettendo a segno sei colpi in meno di 3 giorni, per un bottino
milionario, circa 2 milione di euro. Ieri, doveva essere un altro colpo da
capogiro, invece i banditi si sono dovuti "accontentare" di 3mila euro.
VIA SCARLATTI. L'AGENZIA DEL CREDEM PRESA DI MIRA E GLI INVESTIGATORI SUL LUOGO
DELLA RAPINA ____________________

VIA SCARLATTI. PAURA TRA I PASSANTI. TERRORIZZATI IMPIEGATI E CLIENTI

«C'È POCA SICUREZZA, OGNI GIORNO RISCHIAMO LA VITA»


Paura e incredulità tra i passanti che hanno assistito alle prime fasi
dell'intervento della polizia dopo la rapina in via Scarlatti. «Tremila euro? A
persone del genere bastano per una sola giornata». È stato questo il commento di
Nicola Verrazzo e Giovanni Indelicati, dipendenti della Croce Rossa in servizio al
"118", i quali sono arrivati in via Scarlatti con l'ambulanza dopo che era
scattato l'allarme per la rapina della "banda del buco" al Credem. «Questi colpi
vanno a segno con facilità perché, probabilmente, vengono realizzati con con
l'aiuto dei basisti», afferma un anziano signore che si ferma a guardare la scena
della rapina e gli investigatori in azione. «C'è ben poco da fare, in banca ci
sono i soldi e loro devono appropriarsene - dice un dipendente della banca -. Gli
attuali sistemi di sicurezza non sono sufficienti, molte armi non sono segnalabili
dai metal detector e allora si rischia la vita ogni giorno». Poi l'uomo racconta
che nel corso della sua carriera, anche presso filiali bancarie site in zone a
rischio, ha assistito a ben 11 rapine a mano armata. La galleria commerciale
"Forum Scarlatti", in cui recentemente uno dei negozi ha subito il danneggiamento
delle vetrine, anche se "inaccessibile" per l'ora tarda, è stata chiusa dalle
forze dell'ordine per ostacolare l'eventuale fuga dei malviventi da quella parte.
Insomma, al Vomero si è vissuto un pomeriggio estivo alquanto movimentato. Ma
scene come queste non sono affatto nuove nel quartiere collinare. L'ultimo assalto
degli "uomini talpa" al Vomero, infatti, risale allo scorso 5 luglio, quando fu
"visitata" l'agenzia del Monte dei Paschi di Siena di via Matteo Preti. In quella
circostanza il bottino fu di 120mila euro. La rapina è stata messa a segno da un
gruppo di malviventi che verso le 15,30 ha assaltato la filiale del Credem di via
Scarlatti sbucando da una piccola apertura ricavata sotto uno schedario. I
rapinatori, sei o sette dalle prime ricostruzioni e tutti armati ed a volto
coperto, si sono intrufolati da un tombino nei pressi della filiale, anno
disarmato la guardia giurata in servizio ed hanno preso in ostaggio i circa 15
clienti presenti. Dopo essere riusciti a recuperare un bottino di circa 3mila euro
si sono dati alla fuga perché scoperti da un agente dei Falchi arrivato in zona in
quel momento. I rapinatori sono usciti dal garage di via Doria, che è ubicato
proprio sotto la banca, il cui cancello era tenuto aperto da un furgone lasciato
in sosta davanti alle cellule fotoelettriche, per impedirne appunto la chiusura.
Immediato lo spiegamento delle forze dell'ordine, agenti, volanti e anche un
elicottero che ha sorvolato la zona in cerca di movimenti sospetti. Ma la "banda
del buco" aveva studiato a tavolino il colpo e così i malviventi hanno fatto
perdere le loro tracce probabilmente passando per via Fracanzano.

LA STRATEGIA. IL FURGONE USATO DAI BANDITI PER BLOCCARE IL CANCELLO DEL GARAGE
________

ISCHIA

IL RAMPOLLO DEL CLAN DEL RIONE SANITÀ, TRASFERITOSI AI QUARTIERI, ERA GIÀ STATO
CACCIATO LO SCORSO ANNO

In moto senza casco, espulso Carmine Tolomelli


ISCHIA. Il 27enne "rampollo" del rione Sanità,

Carmine Tolomelli, che però abita ai Quartieri Spagnoli, è stato fermato dagli
uomini del nucleo operativo dell'Arma dei carabinieri di Ischia nella serata di
domenica scorsa, a bordo di un Honda Sh in compagnia di altri pregiudicati
partenopei. Tutti e tre giravano per il centro del comune di Ischia senza il
casco. Carmine Tolomelli era stato già espulso nell'estate scorsa perché trovato
in compagnia di altri pregiudicati e per essere responsabile di numerosi
precedenti soprattutto per rapina a mano armato, furti a iosa, reati contro le
persone. È un personaggio di spicco di un clan che negli anni '90 era alleato con
l'altra organizzazione che faceva capo alla famiglia Vastarella, che si era
contrapposta, per il controllo del rione Sanità, a quello Misso-Pirozzi che ha
avuto poi la meglio durante la sanguinosa guerra tra clan. Carmine Tolomelli
transitava lungo le stradine interne del comune per evitare di imbattersi nelle
forze dell'ordine, ben consa-

pevole che gli era stato vietato di mettere piede per almeno tre anni sull'isola.
Incurante dell'espulsione, Tolomelli ha comunque continuato a frequentare le
spiagge e soprattutto le discoteche. Gli uomini del nucleo operativo nel notare la
moto con tre persone in sella e marcatamente sospetti, visto il tipo di guida
adottato, decidevano di fermare i sospettati. Gli esperti militari si sono subito
accorti di trovarsi di fronte a Tolomelli, il quale era stato più volte
controllato l'estate scorsa dagli stessi uomini. La verifica dei documenti ha dato
la certezza, era proprio l'esponente di primo piano di una organizzazione che un
tempo imponeva "rispetto" in un quartiere molto importante della città di Napoli.
Accompagnati negli uffici della compagnia dell'Arma, i tre sono stati identificati
e Tolomelli è stato denunciato all'autorità giudiziaria per inosservanza al foglio
di via obbligatorio. Cosa che lo costringerà ad essere giudicato dinanzi al
Tribunale, rischiando una pena che va dai quattro ai sei mesi.

I Tolomelli sono stati da sempre alleati della famiglia Vastarella. Quest'ultima


tra la metà degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta era considerata
potentissima nel rione Sanità e l'alleanza con i Tolomelli ne aveva accresciuto il
"rispetto" nell'ambito di questa fantomatica organizzazione definita camorra. Col
passare degli anni, e con la crescita del duo Misso-Pirozzi, i Tolomelli hanno
visto man mano scemare il proprio potere, la capacità di fuoco per il controllo
delle attività illecite. Soprattutto grazie alla spregiudicatezza di Misso che con
il passare degli anni ha avuto la capacità di eliminare gli avversari, soprattutto
nei confronti di Vastarella e Tolomelli. Fino ad ottenere il controllo assoluto.
Gli uomini del capitano Luigi Mauro dopo le formalità lo hanno accompagnato
all'imbarco per fare rientro in città in attesa che il procedimento che sarà
adottato dalla Procura della Repubblica giunga a conclusione con il rinvio a
giudizio.

PAOLO MOSÈ

CARMINE TOLOMELLI. IL "RAMPOLLO" ESPULSO DA ISCHIA ________

LUCA CLEMENTE

DAVIDE TIZZANO
Il campione olimpionico di canottaggio è stato il promotore di un'iniziativa che
ha coinvolto 400 ragazzini disabili che hanno potuto fare sport in mare,
immergersi nei fondali del Golfo e andare in barca a vela.

A N TO N I O B O R R I E L LO
In assenza di un accordo nel centrosinistra su Cnr e Romeo, il capogruppo comunale
dei Ds ha preferito temporeggiare rinviando tutto a settembre. Una decisione che
ha mandato su tutte le furie la Margherita.
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ore 18

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