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L'importante finire C' una Legge di Murphy che dice: "il 90% di un lavoro richiede il 90% del tempo,

, il restante 10% richiede il restante 90% del tempo". Nella sua assurdit matematica (la somma del tempo necessario pari a al 180%) ques ta Legge cattura e fotografa un realt oggettiva che tutti quelli che operano nel campo del "fare" conoscono bene. Specialmente noi modellisti sappiamo che il tempo necessario a "finire" un model lo aumenta in modo esponenziale man mano che ci avviciniamo alla fine. Con il tempo aumenta anche la fatica, l'impegno, la difficolt di concentrazione e aumentano le "incazzature", i momenti di crisi, gli errori e le sbavature. Sovente diciamo "basta, finito" solo perch esauriti dallo sforzo, deconcentrati e disamorati. Qualche volta mettiamo via il pezzo etichettandolo come "Work in pr ogress" e ci ripromettiamo di riprenderlo appena tornata la voglia (e qui mentia mo pietosamente a noi stessi perch pochi di quei modelli a met vedranno mai la fin e). Analizzando questo fenomeno, comune a tutte le attivit umane (quanti cantieri ape rti e abbandonati... il Gabibbo ne sa' qualcosa), c' da considerare l'entusiasmo del cominciare, l'apertura della scatola, la pianificazione del lavoro, la ricer ca e i primi passi sono esaltanti. Ci immaginiamo gi il modello finito, ammirato dagli amici, esibito con orgoglio e soddisfazione, magari premiato e pubblicato su una rivista. Entusiasti e carichi, stacchiamo i pezzi dagli sprue, limiamo e carteggiamo, inc olliamo e stucchiamo rapidi ed infallibili. La fase di montaggio non dico che esaurisca la nostra energia ma richiede cura e tempo, dovremo studiare e documentaci, pianificare il lavoro e troveremo senz'a ltro lungo il cammino ostacoli e contrattempi. Il rischio che un dettaglio, una modifica, un accoppiamento da rimediare che si ostina a tutti i rimedi possa porre fine alla gloriosa corsa concreto ma superab ile perch siamo ancora freschi. A montaggio completato la nostra fantasia inizia a galoppare e a vedere vicino i l traguardo, invece ci dobbiamo inerpicare per gli ardui sentieri del colore, de i lavaggi, dell'invecchiamento e dei filtri, poi ci aspetta la scelta e la regia e la realizzazione dell'ambientazione se vogliamo mettere in piedi un dioramino o una scenetta. E qui il fiato si fa' corto, la fatica brucia gli occhi, le mani si muovono lent e e goffe, incerte e maldestre. Il tempo scorre e il modello avanza impercettibilmente, a volte sembra arretrare , impuntarsi, rifiutare di essere finito, vuole ancora coccole, cure, attenzioni mentre noi ci siamo gi stufati e sbuffiamo impazienti. Magari abbiamo gi per la testa un altro modello, forse questo gi bello cos ci dicia mo per convicerci di quello che non . Siamo vicini a mollare tutto. Forza! String ere i denti e continuare, non accontentarsi, non indulgere con noi stessi, deter minazione e volont, queste devono essere le parole d'ordine, il nostro meraviglio so hobby fortifica il carattere, non c' dubbio! Finire davvero un modello una vittoria innanzitutto su noi stessi, sui nostri du bbi e limiti, sulla nostra pigrizia. Quando vedo un modello davvero "finito" in una mostra penso subito alla fatica c he deve essere costata portarlo a termine, a prescindere dal risultato finale. E quando vedo un modello che dichiara nei dettagli, nel colore o nella ambientazi one fretta, approssimazione o addirittura mancanza di fasi di lavoro sento un mo to di comprensione verso l'autore che evidentemente ha gettato la spugna troppo presto, Ma comprendere non significa approvare... capire non significa condivide re, un modello non finito resta un modello non finito e non fatto male, un dito accusatore puntato sul colpevole del misfatto. Non credo che all'atto di ammissione al Paradiso ci chiederanno conto dei modell i non finiti ma a me il peso sulla coscienza rimane e ogni tanto riprendo un mod ello abbandonato per finirlo e alleggerire il mio spirito. Fatelo anche voi, come esercizio di affermazione che la vostra volont, la vostra determinazione sono pi forti delle Leggi di Murphy.

Sandro DEGIANI