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LIMPERIALISMO ROMANO attraverso i documenti letterari la Lettera di Mitridate e il Discorso di Agrippa II

Area: Roma Antica Sezione: Storia e Storiografia

Imperialismo.doc Pagine: 38

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LIMPERIALISMO ROMANO attraverso i documenti letterari la Lettera di Mitridate e il Discorso di Agrippa II

Il problema dellimperialismo romano, cio dellemergere e del consolidarsi del dominio romano nellintera area mediterranea, divenne centrale nella prima met del II sec. a.!., dopo lespansione s"cced"ta alla vittoria s" !artagine. Polibio, contemporaneo della fase finale di #"esta realt storica, vi dedic$ la propria ricerca storiografica e cerc$ di indicare modi e ragioni di #"ello c%e l"i riteneva "n processo "nico nella storia "mana. &n processo c%e si era andato realizzando dal ''( al )*+ a.!., dallinizio della g"erra annibalica, app"nto, alla distr"zione del regno di ,acedonia, vera concl"sione di #"esta fase espansionistica. Al di sotto, secondo lo storico, il disegno di "na egemonia mondiale. Il desiderio di con#"ista romano rispondeva a "na precisa mentalit dellaristocrazia g"erriera, ma c%e ormai condividevano anc%e gli strati popolari. Si trattava, insomma, di "n ideale generalmente condiviso, con "na propria gi"stificazione morale in "n concetto s"periore di gi"stizia, nel bellum iustum e nella salus sociorum. Il t"tto era "nito anc%e ad "na pi- materiale consapevolezza dei vantaggi c%e la g"erra vittoriosa poteva apportare. .ltre al bottino e agli sc%iavi, cerano in gioco gli interessi commerciali. / anc%e #"esti dovevano essere concetti ampiamente condivisi dalle masse popolari, se vero c%e nel '*0 a.!. f"rono proprio gli adsidui, i contadini militi, a forzare la classe senatoriale perc%1 intervenisse in Sicilia, con lobiettivo di trarne vantaggi economici. 2e g"erre contro i 3alli e i 2ig"ri f"rono, allo stesso modo, di 4matrice popolare e sc%i"sero la via a "na progressiva colonizzazione, sia organizzata dal governo romano, sia spontanea, innescata dalle grandi risorse delle regioni e dal miraggio di "na n"ova a"tonomia economica. Per le g"erre nell.riente greco, testimoniato il sorgere e lo svil"pparsi del professionalismo militare: i vantaggi economici immediati c%e era possibile trarre dalle g"erre in #"elle regioni f"rono "no dei principali motivi per larr"olamento di volontari. 5at"ralmente, t"tta #"esta attivit politica, economica e militare, ebbe ampio riflesso anc%e nella c"lt"ra, sia romana, sia delle zone assoggettate. Si p"$ dire c%e, a partire dal III sec. a.!., praticamente ogni manifestazione letteraria f" collegata, direttamente o indirettamente, agli eventi inerenti limperialismo romano. In primo l"ogo, come era facile aspettarsi, vi f"rono espressioni di ostilit , alimentate sopratt"tto dalla propaganda etolica e sele"cidica. 3rande diff"sione ebbero le vaticinazioni oracolari c%e profetavano di "n ritorno offensivo e vittorioso dellAsia contro Roma e lItalia. S" di "n piano storiografico pi- serio, la polemica antiromana, toccava alc"ni aspetti fondamentali, come la non grecit , vale a dire la barbarie romana, losc"rit delle origini e il fatto c%e la vittoria s" "n popolo come #"ello greco poteva essere intesa solo come dono capriccioso della 6ort"na e non certo come fr"tto del valore e della virt-. Preocc"pazioni legate alle modalit espansionistic%e romane si diff"sero anc%e a Roma stessa. &n esempio fornito dal discorso con il #"ale !atone, nel )*+ a.!., ri"sc7 a diss"adere il Senato romano dal portare g"erra a Rodi c%e, nel conflitto con il re Perseo di ,acedonia, aveva parteggiato per #"est"ltimo. Accanto alla riflessione moralistica s"lla necessit di non perdere di vista la realt , benc%

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esaltati dalla vittoria, si trovava #"i il riconoscimento esplicito c%e Rodi, cos7 come altri popoli, avevano visto nella vittoria romana s"lla ,acedonia linsta"razione di "negemonia senza rivali e #"indi, per loro, della servit-. !atone spiegava #"indi c%e il desiderio di libert in #"elle popolazioni era assol"tamente legittimo ed era #"indi necessario avere "na politica di tolleranza e non "na volont di repressione, come altri gr"ppi proponevano 8e c%e infine vinse9. Il problema dellegemonia in rapporto allamministrazione provinciale era al centro della storiografia di Posidonio. /gli non disc"teva la legittimit del dominio romano, ma si preocc"pava delle ca"se della decadenza del ceto dirigente e di t"tta la compagine sociale. :"esta decadenza era vista come diretta conseg"enza della c"pidigia e dellavidit , c%e avevano condotto alla distr"zione di !artagine, e dallarroganza del potere, c%e conseg"e dalla ricc%ezza eccessiva e dal venir meno di freni esterni. ; da #"esto, secondo l"i, c%e derivavano il malgoverno dei s"dditi e le lotte civili. 2a g"erra mitridatica f" l"ltimo tentativo greco di riac#"istare la libert e f" loccasione di "n violento movimento antiromano, c%e trov$ sfogo anc%e in "na storiografia c%e torn$ ad accogliere i motivi della polemica contro Roma caratteristici del secolo precedente. 2a vittoria di Roma con .ttaviano, nel 3) a.!., apr7 "na fase di composizione, dando il via ad "na rinascita classicistica. Si presentava il ritorno, etico, c"lt"rale e politico, ai grandi ideali civici della grecit classica del I< secolo. /mblematica in #"esto senso f" lopera di =ionigi di Alicarnasso, Storia arcaica di Roma, c%e sosteneva con dovizia di prove e argomentazioni loriginale grecit dei Romani, a cancellazione definitiva di "na delle acc"se pi- pesanti contro Roma: #"ella di barbarie e di indegnit al dominio del mondo. In #"esto senso lopera p"$ essere considerata la concl"sione delle polemic%e storiografic%e grec%e s"llimperialismo romano e come base per la coesistenza dei mondi romano e greco nellimpero ec"menico. Per comodit , possiamo disting"ere gli a"tori antic%i c%e trattarono il fenomeno dellimperialismo in d"e categorie: #"elli c%e ne ebbero "na visione positiva e #"elli c%e, al contrario, lo avversarono. Autori con visione positiva dellImpero:

2o storico greco Polibio 8'((>)'( a.!.9 f", come abbiamo detto, il primo a trattare il problema. /gli f" direttamente coinvolto nelle vicende dellimpero perc%1, nato a ,egalopoli, in Acaia, intorno al '(( a.!., era capo della cavalleria #"ando 2"cio /milio Paolo batt il re macedone Perseo a Pidna 8)*8 a.!.9. 6" perci$ portato a Roma come ostaggio e, grazie al fatto c%e era "n intellett"ale, f" introdotto nella famiglia degli Scipioni dove divenne amico di /miliano. :"ando, nel )?( a.!. f" permesso agli es"li di tornare in patria, Polibio torn$ in 3recia, ma ne ripart7 s"bito per poi morire nel )'( a.!. 5ellintrod"zione al I libro delle s"e Storie, egli scriveva c%e la formazione dellimpero romano andava vista in "na prospettiva di storia mondiale. /gli rifi"tava la storia 4drammatica e voleva ricercare le ca"se di ogni fatto storico allo scopo di stabilire la verit , per trarne "n insegnamento. &n r"olo importante aveva av"to per l"i la 6ort"na, c%e aveva presied"to al s"ccesso di Roma e c%e era c%iamata in ca"sa per spiegare ci$ c%e poteva sembrare inspiegabile a "n primo sg"ardo. ,a limpero romano traeva la s"a forza in primo l"ogo dalla s"a costit"zione mista, c%e si fondava s"lle#"ilibrio delle tre fondamentali forme di governo: monarc%ia, aristocrazia e democrazia. 2elemento monarc%ico era rappresentato dai consoli 8i magistrati c%e sostit"irono il re9, #"ello aristocratico dal Senato 8costit"ito fin dalle origini dai patres

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familias9 e #"ello democratico dalle assemblee popolari. Inoltre, per Polibio la vicenda degli Stati era simile alla vita di "n "omo, per c"i al momento di maggior splendore 8c%e per "no Stato era la prevalenza dellelemento aristocratico9 seg"iva inevitabile la decadenza. <isione positiva dellimpero aveva anc%e Posidonio di Apamea 8)3?>?) a.!.9 c%e nell8+ a.!. f" a Roma come ambasciatore di Rodi, ebbe tra i s"oi allievi 8insegnava filosofia stoica9 !icerone e f" amico di Pompeo. 2a storia di c"i scrisse andava dal )0* a.!. 8a contin"azione del predecessore Polibio9 fino a Silla. Il s"o p"nto di vista era fondamentalmente favorevole al governo del Senato, l"nico capace di operare nellinteresse generale. Per #"esto la sit"azione era andata bene fino alla con#"ista di !artagine, #"ando la virtus era stata sostit"ita dallavidit dei cavalieri. :"indi, egli affermava c%e il dominio romano aveva valore positivo solo se esercitato nellinteresse generale 8secondo l"tile e lonesto9@ #"ando invece prevalevano le forze della sovversione sociale, il governo non assolveva pi- il s"o compito, c%e era #"ello di garantire il predominio delle classi elevate attraverso "nopera di mediazione c%e escl"deva il ricorso alla forza. =i #"i discendeva la condanna di ,itridate: lalternativa rappresentata da #"esto era lo scatenamento delle forme pi- violente di controllo popolare, #"indi la sovversione dellordine politico>morale. Altro a"tore filoromano era Dionigi di Alicarnasso 8I sec. a.!.9 c%e, gi"nto a Roma nel 3( a.!., dopo la battaglia di Azio, cominci$ a scrivere "n Archeologia romana 8o Storia arcaica di Roma9 dalle origini alla Prima 3"erra P"nica, a complemento di 2ivio. 2a s"a tesi era c%e Roma fosse "na citt greca e c%e la s"a s"periorit fosse determinata dal fatto c%e essa, nel s"o impero, fosse stata in grado di eliminare ogni considerazione di carattere etnico, c%iamando a partecipare del governo anc%e i vinti. Autori con visione negativa dellImpero:

Sallustio 88*>3? a.!.9, legato a !esare, da c"i f" nominato governatore della provincia dAfrica 5ova, f" protagonista della lotta politica. Si dedic$ alla storiografia solo alla morte di !esare, "na volta ritiratosi dalla vita politica. Il p"nto centrale era per l"i la val"tazione della storia di Roma secondo la linea della mitizzazione del passato e della critica del presente. Il passato, fino al c"lmine dellimpero, era stato "n periodo felice, perc%1 la classe dirigente aveva agito nellinteresse com"ne ed aveva esercitato la virtus: le con#"iste non erano state vol"te per fini personali e Roma non aveva oppresso i con#"istati. In seg"ito la concordia era per$ stata sostit"ita dallavidit dei singoli e dalla lotta per le fazioni. acito 8??>)'( d.!.9, nel s"o Agricola, faceva "na grave critica allimperatore =omiziano e sal"tava lavvento della felicitas temporum solo con 5erva. 5ella Germania descriveva i cost"mi dei 3ermani 8riprendendo la tradizione etnografica latina e greca9 ric%iamando in parallelo i Romani, la c"i decadenza nellesercizio delle virt- tradizionali era motivo di debolezza. Ammiano Marcellino 833(>0(( d.!.9 riprendeva la tradizione storiografica tacitiana, contin"andone gli Annali. =i n"ovo il passato era "sato come modello per il presente e la corr"zione, i vizi, lincapacit militare erano i temi ricorrenti della narrazione, colorita di digressioni etnografic%e e descrizioni di fatti

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particolari.

I !RIS IANI

2interesse per la storia romana f" molto forte presso i !ristiani, fondamentalmente perc%1 la nascita del cristianesimo coincise proprio col periodo di massima fiorit"ra dellImpero e per #"esto motivo essi f"rono #"asi sempre interessati alla storia imperiale e raramente alla storia della Rep"bblica. Il primo a"tore cristiano c%e scrisse di storia romana f" Eusebio di !esarea 8'*(>30( d.!.9. /gli scrisse "na Storia Ecclesiastica, in c"i trattava la storia della !%iesa dalle origini allimpero di !ostantino, #"ando il cristianesimo ebbe il s"o primo riconoscimento "fficiale. 2opera si concentrava s"i centri della cristianit : Roma, Antioc%ia, Alessandria d/gitto, con attenzione ai personaggi c%e avevano organizzato il cristianesimo. /"sebio citava moltissimi doc"menti "fficiali, passi del 5"ovo Aestamento e opere di storici gi"dei o cristiani, non riass"mendoli, ma citandoli test"almente. /"sebio partiva dal principio c%e 3es- fosse ven"to al mondo e il cristianesimo si fosse diff"so d"rante limpero di A"g"sto, #"ando limpero era pi- ampio e cosmopolita, per volere della provvidenza divina. /"sebio cercava di capire la condotta degli imperatori e la gi"dicava positiva o negativa a seconda dei loro rapporti col cristianesimo, seg"endo "n mod"s interpretativo proprio della tradizione e c%e gi si trovava nel Libro dei Re. /gli cercava anc%e di in#"adrare le origini della cristianit dal p"nto di vista c"lt"rale, domandandosi da #"ali radici avesse tratto origine in #"esto senso. =i #"esto ci parl$ in d"e s"oi libri: Preparazione Evangelica e Dimostrazione Evangelica in c"i elencava "na serie di testi antic%i c%e per l"i avevano dato "n apporto alla nascita del cristianesimo, valorizzando la letterat"ra orientale anteriore a #"ella greca. Anc%e "n altro a"tore, Melitone 8II sec. d.!.9, in "no scritto allimperatore insisteva s"llo stesso p"nto: il cristianesimo come filosofia c%e per volont divina si era diff"sa e aveva av"to molti adepti, perc%1 nata nel momento pi- propizio. :"esto tipo di interesse si rifletteva s"lla storia stessa di Roma: latteggiamento aveva "na s"a contin"it nella convinzione c%e la nascita dellimpero romano fosse stata vol"ta dalla Provvidenza, perci$ limpero e i s"oi f"nzionari andavano rispettati. :"esto avvene per$ nelloriente greco. 5elloccidente latino invece i !ristiani erano diversi, le province erano meno toccate dalla civilt greco>romana e d"n#"e pi- ribelli.

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I POPOLI dellIMPERO ROMANO

2o storico greco di Alessandria d/gitto, Appiano 8met II sec. d.!.9 scrisse "na Storia Romana, costit"ita da '0 libri, in c"i narrava la storia dei popoli c%e Roma aveva assoggettato. 5el proemio la"tore scriveva: B !" accingendomi a scrivere di storia romana ho ritenuto necessario fissare soprattutto i confini dei popoli sui #uali comandano i RomaniC. <ediamo #"al era la divisione della s"a opera: - I: monarc%ia romana 8in particolare sotto Aar#"inio9 sempre in rapporto con i popoli stranieri. - II: 2ibro Italico: pi- c%e parlare delle con#"iste in Italia parlava dei popoli con#"istati - III: 2ibro Sannitico: g"erre sannitic%e 8III sec. a.!.9 e storia dei Sanniti - I<: 2ibro 3allico: storia della con#"ista gallica 8!isalpina. :"ella Aransalpina sar con#"istata da !esare9 - <: 2ibro Siciliano: Prima 3"erra P"nica 8'0) a.!.9 con t"tte le origini dei popoli siciliani - <I: 2ibro Iberico: con#"iste della penisola iberica 8II sec. a.!.9 con storia dei popoli. 2a con#"ista f" faticosa e ancora sotto A"g"sto contin"ava, poic%1 i popoli erano particolarmente rivoltosi. - <II: 2ibro della 3"erra Annibalica 8o Seconda 3"erra P"nica9. Parlava della g"erra contro Annibale e dei popoli a l"i alleati - <III: 2ibro 2ibico: con#"ista della 2ibia e storia del s"o popolo - ID: 2ibro ,acedonico: #"ando Roma entr$ in conflitto con #"esto Stato 8Seconda e Aerza 3"erra ,acedonica9 - D: 2ibro 3reco: storia della 3recia e come nel )0* a.!. divenne provincia romana 8provincia di Acaia9 - DI: 2ibro Siriaco: con#"iste in Siria, storia dei signori precedenti i Romani. - DII: 2ibro ,itridatico: g"erra contro ,itridate re del Ponto, dal E( al *? a.!. 2a sconfitta determin$ lannessione della n"ova provincia del Ponto e dei regni vassalli 8come lArmenia9. - =al DIII al D<II 2ibro si narrano le 3"erre !ivili: ,ario e Silla, !esare e Pompeo, .ttaviano e Antonio, sottolineando le conseg"enze c%e ebbero allesterno di Roma. - 5ei libri seg"enti erano narrate le n"ove con#"iste di A"g"sto 82ibro /giziano, dopo la battaglia di Azio9, le con#"iste dopo A"g"sto, il 2ibro =acico, fino alla con#"ista di =omiziano e Araiano 8E( d.!.9 e il 2ibro Arabico con la con#"ista di parte dellArabia ad opera di Araiano. Appiano dava, nel proemio, "ninterpretazione sintetica dellespansionismo romano: B !" in generale essi $i Romani% per il loro giudizio assennato possiedono le parti migliori della terra e del mare e proprio perch& possiedono le parti migliori preferiscono migliorarle piuttosto che accrescere il loro impero all'infinito verso popoli barbari miserabili dei #uali io vidi i rappresentanti in Roma cercare di avere un'udienza presso l'imperatore e consegnarsi in sudditanza ai Romani. (o visto personalmente il Re $cio), l'imperatore% che non ne voleva sapere e faceva gesti di diniego verso persone che non sarebbero state per nulla utili all'impero !"C Altra opera, nella stessa direzione di #"ella di Appiano ed indispensabile per la comprensione della storia romana, la Storia Romana di "eodor Mommsen 8met del )8((9 c%e affronta la storia romana dallo stesso p"nto di vista dello storico greco, cio analizzandone i popoli.

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:"i c il tentativo sistematico di interpretare le vicende di Roma in t"tti i loro aspetti. 2a storia politica, cio la storia dei rapporti di Roma con gli altri Stati, #"asi assente. 2o storico preferisce indagare la storia dei popoli con c"i Roma ven"ta in contatto, la loro vita reale, le loro istit"zioni e gli ordinamenti. A"tto ci$ per ricostr"ire il modo di pensare del tempo. 5el 2ibro I capitolo )) egli critica infatti gli st"di er"diti fini a se stessi, c%e danno dellantic%it "na visione sbiadita e f"ori dalla realt . Il s"o interesse implica "n ampliamento della storia: non pi- storia di avvenimenti e di g"erre, ma "n fatto molto pi- complesso e sistematico. !i$ importante, anc%e perc%1, dopo "n approccio del genere, iniziano st"di particolari verso n"ovi aspetti della storia, prima trasc"rati, benc% fondamentali. ,ommsen parla d"n#"e dei popoli c%e %anno dato origine alla storia romana: 2atini, stirpi "mbro>sannitic%e, /tr"sc%i, 3reci, 6enici. :"esta storia totale gli viene s"ggerita sopratt"tto dalle scoperte epigrafic%e della s"a epoca. 2"i stesso p"bblica "n *orpus inscriptionum latinarum, nel )8*3. 2e iscrizioni danno "nidea pi- complessa della storia di Roma e vanno oltre le fonti p"ramente letterarie, mostrando aspetti della magistrat"ra, dei riti, degli istit"ti, dei sacerdozi. :"esta lorganizzazione dellopera di ,ommsen: - I: storia dei popoli italici, fino alla cacciata dei re 8?(E a.!.9 - II: dalla cacciata dei re alle g"erre di Roma contro Pirro. 2argo spazio viene dato agli aspetti istit"zionali 8come nascono i comizi, la pret"ra, i ritiF9. 5on si parla delle istit"zioni staticamente, ma di come si sono svil"ppate. Per il consolato, ad esempio, la"tore spiega in c%e modo il potere pass$ dalle mani del re ai d"e consoli, prom"ovendo la nascita del principio della collegialit , cio il legame c%e "nisce i d"e consoli. Il potere non spettava a t"tti e d"e, ma ciasc"no lo esercitava e poteva intervenire s"lloperato dellaltro. 2a ricostr"zione delle istit"zioni gli serve per capire lo svil"ppo storico di Roma. - III: storia dellItalia dall"nificazione. ,ommsen parla dellimperialismo, delle g"erre, di #"ando Roma inizia ad "scire dallItalia: Prima 3"erra P"nica 8Sicilia9, Seconda 3"erra P"nica 8Provincia dAfrica e Sardegna9, 3"erre orientali 8tre macedonic%e e "na contro il regno di Siria9. 3i"nge fino alla costit"zione del n"cleo imperiale con la con#"ista della ,acedonia, il sacco di !orinto, la distr"zione di !artagine. 2a 3recia diventa provincia romana. - I<: dalla distr"zione di !artagine 8)0* a.!.9 alle g"erre civili tra ,ario e Silla 88( a.!.9. /ra let dei contrasti s" come sfr"ttare ed amministrare le con#"iste. In #"esto periodo gran parte degli italici ass"nse la cittadinanza romana. - <: fino alle vittorie di 3i"lio !esare A #"esto p"nto ,ommsen interrompe la s"a storia, dicendo c%e la lotta dei rep"bblicani contro la monarc%ia di !esare ebbe negli scrittori antic%i "neco cos7 piena c%e #"alsiasi esposizione ne cambierebbe n"ovamente la forma. Per ci$ c%e rig"arda invece le vicende da A"g"sto a =iocleziano 8"n event"ale <II libro9 egli afferma c%e #"i la tradizione letteraria insignificante, priva di colorito, forma e conten"to 8critica in #"esto senso Aacito e Svetonio9. /gli afferma c%e con limpero le decisioni non vennero pi- prese p"bblicamente al 6oro, ma a corte: B !" l'ordinamento politico si rimaneggia nel bureau imperiale e ac#uista pubblicit+ solo nelle cose di minore importanza C. ="n#"e, lopinione p"bblica era informata in modo fas"llo e le stesse opere di Aacito e Svetonio non sarebbero esatte, ma fr"tto di dicerie. ; necessario perci$ fondarsi s" altre fonti per ricostr"ire il periodo imperiale. Inoltre, Svetonio e Aacito avevano "nottica prettamente romana: non si interessavano delle province, ma si occ"pavano dei rapporti fra listit"to imperiale e le istit"zioni rep"bblicane event"almente

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sopravviss"te. Il materiale c%e ,ommsen v"ole "sare non pi- letterario, ma principalmente epigrafico. In #"estottica scrive l<III libro: Le province romane da *esare a Diocleziano, c%e parte dallosservazione c%e limpero romano e la s"a espansione in et rep"bblicana si rivolsero principalmente a .ccidente, a S"d e a .riente. 6" A"g"sto a portare per la prima volta lespansione a 5ord e 5ord>/st. !os7 lespansione interess$ la penisola greco>macedonica 8=almazia, Illiria, ,esia9 e settentrione delle Alpi 8Rezia e 5orico9 con "n tentativo fino al =an"bio. 2e provincie c%e ,ommsen tratta sono: - Rezia e 5orico - Spagna - 3allie - 3ermania - Gritannia - Provincie dan"biane 8,esia, Illiria, =almazia9 - Acaia e grecit doccidente 8colonie in Italia9 - Asia ,inore 8att"ale A"rc%ia9 ereditata da Attalo III di Pergamo - Regioni orientali fino all/"frate 8confine con i Parti9: Armenia e !appadocia - Siria 8dei Sele"cidi9 - 3i"dea - /gitto, c%e non f" mai "na vera provincia, ma propriet dellimperatore, amministrata attraverso "n rappresentante dellordine e#"estre e non senatoriale, come avveniva per le altre provincie. ,ommsen non v"ole ricostr"ire le idee degli antic%i, ma i dati di fatto, c%e non siano in alc"n modo disc"tibili. St"diare le istit"zioni romane v"ol dire cercare di ricostr"ire il clima del tempo in c"i esse operavano. :"esta visione si riperc"te nellinsistere s"l fatto c%e gli Stati sono come individ"i: nascono, crescono e m"oiono 8visione meccanicistica9. 2et dellimpero la giovinezza e con la s"a fine invecc%ia e m"ore la civilt dei popoli del mediterraneo, per lasciar posto alla nascita della civilt germanica. ,ommsen afferma anc%e c%e "n popolo o "na citt %anno il destino segnato dalla propria posizione geografica. 2Italia ad esempio caratterizzata dalle Alpi c%e si diramano verso s"d. /ssa era destinata a svil"pparsi in direzione occidentale, come si int"iva dagli Appennini. Per #"esto motivo la parte s"d>orientale dellItalia %a poca importanza per gli svil"ppi storico>politici. 2a 3recia, invece, tende a svil"pparsi verso oriente. ,ommsen ritiene c%e gli elementi pi- interessanti della storia romana siano i popoli e c%e sia necessario individ"are #"ali siano i pi- antic%i, per ded"rne let e la loro stratificazione, esattamente come farebbe "n geologo. Si p"$ arrisc%iare la s"pposizione c%e in Italia saranno pi- antic%i i popoli c%e f"rono spinti a s"d, perc%1 come gli strati delle rocce sono alla base della stratificazione. Storici antic%i della stessa opinione di ,ommsen f"rono: Strabone 8*0 a.!.>'0 d.!.9 greco del Ponto, in et a"g"stea scrisse i *ommentari storici, opera in 0+ libri c%e contin"ava la storia di Polibio 8interrotta al )0* a.!. con la distr"zione di !artagine e !orinto9. 5ellopera Geografia, in )+ libri, descrisse t"tto il mondo abitato, dando "nidea della sit"azione politica, economica, sociale e religiosa dellimpero romano in et a"g"stea. /gli credeva c%e la s"a opera sarebbe stata "tile per istr"ire la classe dirigente, per la condotta dellamministrazione e della g"erra, grazie al fatto di dare "n #"adro regionale di t"tti i popoli. <ediamo come era organizzata: - I>II: introd"zione generale con i principi teorici s"i #"ali si fonda la

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geografia, con cenni a s"oi predecessori. /gli difendeva .mero dagli attacc%i degli er"diti ellenistici: le s"e descrizioni, per #"anto sembrassero false, erano in realt infallibili ed egli era stato il primo vero geografo - III: descrizione delle regioni. Penisola Iberica, cenni di politica - I<: 3allie e Gritannia romana - <><I: Italia e Sicilia - <II: regioni a s"d del =an"bio, con particolare rig"ardo per /piro, ,acedonia, Aracia - <III>ID>D: storia del Peloponneso, della 3recia e delle Isole del ,ar /geo - DI: .riente 8Partia, ,edia, Armenia9 - DII>DIII>DI<: Asia ,inore 8la s"a patria9 - D<: Persia e India - D<I: territorio fra Persia e il ,editerraneo, comprendente la penisola arabica - D<II: Africa 8/gitto e 2ibia9 fino al fi"me 5ilo, confine nat"rale tra Asia e Africa 2opera di Strabone era ricca di riferimenti e indicazioni s"i popoli. 5el capitolo III si parlava delle tradizioni della fondazione di !artagine 8=idone9: B !" la colonizzazione risult, cos- fortunata per i .enici, tanto #uesta #uanto la colonizzazione fino alla penisola iberica, che anche ora i .enici abitano dell'Europa le parti migliori sia nel continente sia nelle isole adiacenti C. Anc%e dopo la perdita dellindipendenza i 6enici contin"arono ad avere "na felice vita c"lt"rale e anc%e altri a"tori insistono s"l fatto c%e essi mantennero la propria identit c"lt"rale. Nicolao di Damasco 8*0 a.!.9 f" collaboratore e consigliere del re /rode, c%e regn$ in 3i"dea dal 3+ al 0 a.!., e lo seg"7 anc%e nei s"oi viaggi a Roma. Scrisse diversi generi letterari tra c"i la /iografia dell'imperatore Augusto c%e doveva essere "na sorta di celebrazione. :"i compariva il motivo dellimpero come l"ogo di stabilit e pace, c%e favoriva il diffondersi di commercio e c"lt"ra. &naltra opera era la Storia universale in )00 libri, c%e trattava dalle origini degli stati orientali fino alla morte di /rode. !era #"i il tentativo di interpretare limpero romano come necessit storica c%e scat"riva inevitabilmente dallanalisi dei precedenti imperi della storia. 5el )E a.!. 5icolao tenne "n discorso, in occasione del viaggio di Agrippa 8braccio destro di A"g"sto9 nellimpero con lo scopo di conoscere meglio le realt dei popoli. ="rante #"esto viaggio, c%e tocc$ lAsia ,inore e alc"ne citt della Ionia 8/feso e ,ileto9, egli sent7 lamentele da parte delle minoranze ebraic%e c%e si sentivano vittime di torti e sopr"si da parte delle a"torit cittadine. :"este minoranze scelsero come patrono della loro ca"sa 5icolao, c%e tenne "n discorso in loro difesa. Agrippa, convinto dai s"oi ragionamenti, riafferm$ alc"ni privilegi di c"i godevano #"este minoranze. I torti consistevano nel fatto c%e i magistrati intimavano loro di comparire in trib"nale di sabato 8consacrato per essi giorno di riposo9 opp"re le a"torit erano solite re#"isire il 4denaro sacro c%e #"este com"nit inviavano ann"almente a 3er"salemme per le spese del tempio. 5el s"o discorso 5icolao affermava: B !" l'impero di Roma ) un insieme di popoli e ciascuno ha le proprie leggi e i propri costumi e avviene spesso che le leggi e i costumi di un popolo sono differenti e opposti alle leggi e ai costumi di un altro. 0l ruolo dell'impero ) #uello di garantire, anche con la forza, la libera coesistenza di #ueste leggi e di #uesti costumi, perch& il rispetto di #uesto principio ) l'unica garanzia vera della libert+ di tuttiC. :"esto discorso f" riportato da #iuseppe $lavio 8scrittore gi"daico del I sec. d.!.9 nelle Antichit+ Giudaiche, c%e narravano la storia del popolo gi"daico dalle origini allet di 5erone 8** d.!.9 Petronio, nel s"o Satiri1on, affrontava anc%egli #"esto argomento.

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Particolarmente nel capitolo 0), #"ando Arimalc%ione si allontana e i convitati possono parlare pi- liberamente, mostrandoci la vita delle colonie romane. I convitati sono: =ama, c%e si lascia andare ad el"c"brazioni s"lla vita c%e passa@ Sele"co, c%e parla del f"nerale di !risanto, con lodi, malignit , critic%e, anc%e s"lla moglie, da c"i ne conseg"e "na disc"ssione s"lle donne@ 6ilerote c%e la fa la storia della vita di !risandro, sottolineandone gli aspetti disc"tibili, come gli arricc%imenti illegittimi@ 3animede, c%e sdegnato li interrompe e parla di politica. 2o storico Solin fa "nanalisi della doc"mentazione epigrafica c%e testimonia la presenza di Siriani e 3i"dei nella parte occidentale dellimpero. 5el Sebasteion ad Afrodisia 8!aria9 sono rappresentati, sotto forma di st"t"e femminili, t"tti gli Stati dellimpero, con il nome dei vari popoli. Anc%e nel Porticus ad 2ationes, a Roma, erano collocate stat"e di t"tti i popoli. In "n passo della 3ita di 2erone di Svetonio, allepoca in c"i limperatore era ormai spodestato e meditava di "ccidersi, leggiamo 80*9: B !" gli sembrava che tutte le statue dei popoli che si trovavano nel teatro di Pompeo lo aggredissero e gli impedissero di andare avanti come a bloccare e impedire un suo presunto tentativo di fugaC. .gni popolo teneva alla propria identit , nonostante l"nificazione c"lt"rale di Roma. Ad esempio, lo storico #iuseppe 83+>)(( d.!.9 in I, )') delle s"e Antichit+ Giudaiche fa "na parafrasi del 2ibro della 3enesi, capitolo )(, dove compare la 4avola dei Popoli c%e discendono da 5o e c%e spiega dove essi si stanziarono. /gli fa "na dic%iarazione c%e ci mostra come ai s"oi tempi il mondo orientale fosse consapevole della propria diversit e volesse "na propria identit : B !" dei popoli alcuni conservano i nomi dati dai loro fondatori, mentre altri li modificarono con lo scopo di essere pi5 comprensibili a coloro che vennero in seguito ad abitare da loroC. /gli all"de allellenismo, per c"i lingresso degli eserciti port$ anc%e conseg"enze c"lt"rali di #"esto tipo: B !" i Greci sono responsabili di #uesta situazione, infatti avendo ac#uistato vigore e forza nelle epoche successive, si appropriarono anche delle glorie antiche, affibbiando ai popoli nomi che fossero loro comprensibili e istituendo un genere di costituzione come se #ueste citt+ e #uesti popoli fossero sempre discesi da loroC. Si tratta #"i il fenomeno dell"rbanizzazione: citt c%e esistevano gi dallantic%it diventano ora citt grec%e. Ad esempio, lisola di !ipro viene "rbanizzata perc%1 in posizione strategica fra oriente e occidente. :"estisola nella tradizione ebraica si c%iamava in realt !%etima, da !%etimons, "no dei discendenti di Hafet. 2e localit intorno a #"estisola venivano c%iamate dagli ebrei !%ete. Il vecc%io nome di origine ebraica si conserva ancora in "na citt dellisola di !ipro: Iition. Anc%e nel Libro dei 6accabei 8)(( a.!.9 per indicare #"este zone si "sa il termine !%ittim e nei testi ebraici del I>II sec. d.!. con #"esto stesso termine si indicano i ,acedoni e i Romani 8cio gli eserciti c%e minacciano la"tonomia gi"daica9. In I, )'E 3i"seppe insiste c%e i 3reci %anno cambiato i nomi dei popoli orientali e per convenienza di scritt"ra #"esti sono stati ellenizzati. Afferma c%e nel greco la forma non #"ella abit"ale: B !" infatti nella nostra lingua $l'ebraico% la struttura e la desinenza dei nomi restano invariatiC. Anc%e $ilone di %iblon 8met II sec. d.!.9 ci d "nopinione simile s"lla potenza greca, nella s"a Storia .enicia, c%e tratta dalle origini fino allet ellenistica. 2a"tore "sa le sacre scritt"re fenicie e ritiene c%e lorigine della civilt sia l.riente, sottolineando il fatto c%e i 3reci si sono impadroniti delle glorie degli orientali, falsandole e snat"randole. 2opera ci gi"nta nelle citazioni di "n a"tore cristiano, Eusebio di !esarea, c%e nel 3(( d.!. scova #"esto a"tore e lo cita test"almente. 2a"tore citato in forte polemica coi 3reci e il loro livellamento c"lt"rale, lamentando c%e essi si sono appropriati di tradizioni orientali, %annon storpiato nomi e notizie perc%1 non

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capivano la ling"a. /gli dice: B !" i Greci che superano tutti per ingegno fecero proprie le tradizioni sulle origini e le abbellirono in modo vario ritenendo di affascinare con i piaceri del mito. Di #ui son venuti fuori Esiodo, i poeti epici, i #uali composero le loro teogonie, le loro gigantomachie, le loro titanomachie. !" le nostre orecchie allevate ed educate dalle loro invenzioni e prevenute da molti secoli, custodiscono come un deposito i miti che hanno ricevuto, miti che, aiutati dal tempo trascorso, hanno reso incancellabile la loro presenza, cos- che la verit+ sembra menzogna e la falsificazione dei dati sembra verit+ C. Ancora in #"estepoca, d"n#"e, nel mondo er"dito, i popoli orientali rivendicano la loro originalit .

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LIMPERIALISMO

2a principale testimonianza dellimperialismo romano la Lettera di 6itridate ai Parti, c%e Sall"stio scrive per$ in "n periodo molto diverso 80(>3( a.!.9. 2e g"erre mitridatic%e sono #"i indicate come l"ltima grande g"erra dell.riente contro Roma, con ,itridate <I re del Ponto. 2.riente in #"esto periodo "na realt composita, di molti popoli, segnata dal com"ne denominatore dellellenismo, per c"i la civilt e lamministrazione greco>macedonica avevano imposto la loro presenza. Altre fonti molto importanti per la comprensione del fenomeno imperialistico sono: - 0 libro dei 6accabei, composto in ebraico o aramaico e poi tradotto in greco ed inserito nella Gibbia. 6" scritto intorno al )(( a.!. e redatto a 3er"salemme 8o com"n#"e in Palestina9. ; molto "tile per capire il p"nto di vista indigeno nei confronti del dominio greco. In realt si tratta di "na cronaca di corte c%e esalta le gesta della dinastia c%e ri"sc7, a partire dal )** a.!., a liberare la 3i"dea dai Sele"cidi. Il libro racconta la storia di 3i"dea e di Siria da Antioco I< 8)+? a.!.9 al )30 a.!.. dal p"nto di vista ebraico. Racconta la g"erra con la convinzione c%e la dinastia dei ,accabei sia g"idata da =io e c%e i 3reci siano "n pericolo mortale 8la paideia greca disgrega le certezze e le cons"et"dini degli antenati9. 5el )*+ a.!. c la sconsacrazione del tempio di 3er"salemme c%e d"ra fino al )*0 a.!. #"ando 3i"da ,accabeo lo riconsacra e inizia "na g"erriglia c%e porta allindipendenza. Si parla poi di "n contatto fra 3iovanni e i Romani c%iamati in ca"sa come alleati contro i Sele"cidi, ma c%e finiscono col penetrare in 3i"dea e "ccidere 3iovanni. Secondo alc"ni impensabile c%e nel )*) a.!. "n capo popolo potesse avere diretto contatto con Roma, c%e in realt tentava ogni azione diplomatica per indebolire il potere orientale. Seg"e "na descrizione del potere romano agli occ%i degli orientali 8imprese e prodezze, g"erre contro i 3alli, con#"ista della Spagna per le miniere doro e dargento, sconfitta di Perseo a Pidna e dellesercito di Antioco, presenza di "n senato c%e delibera al posto del re, ma con "n solo "omo c%e governa ann"almente, all"sione al consolato trasc"rando la cla"sola della collegialit , forse perc%1 i popoli stranieri avevano contatto con "no solo dei d"e consoli9. - Riass"nto di "nopera di 3iasone di 6ere. 2opera in #"estione era in ? libri e allinizio comprendeva "no scambio epistolare tra 3i"dei di 3er"salemme e d/gitto, con linvito a partecipare alla riconsacrazione del tempio. 2a lettera pi- recente risaliva al )'0 a.!. e si ipotizza c%e lintero libro risalga a #"esto periodo. 5on si comprende per$ il collegamento fra #"esta lettera e la narrazione storica s"ccessiva e fra la stessa e il riass"nto dellopera di 3iasone. 2opera contiene la storia di 3i"dea e Siria da Antioco I< 8)+? a.!.9 al )*) 8vittoria della 3i"dea s" 5icagora9. Se la"tore del 2ibro dei ,accabei celebrava la dinastia dei ,accabei e le loro gesta, #"i lammirazione rivolta a 3i"da. ="re sono le acc"se allellenismo e alla parte della classe dirigente ebraica c%e %a abbandonato le leggi dei padri. Sono conten"ti anc%e cenni, benc% modesti, ai Romani, con "n dossier di doc"menti "fficiali. - Libro di Daniele. Si sit"a nellepoca della con#"ista babilonese di 3er"salemme. =aniele "n giovane prodigio in grado di interpretare i

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sogni dei re e di avere visioni profetic%e c%e ill"minano s"l f"t"ro. 2opera dovrebbe essere sit"ata intorno al ?8( a.!. perc%1 =aniele rappresentato come "n contemporaneo del sovrano babilonese c%e distr"sse il tempio 85ab"codonosor9. In realt il libro "na finzione: il protagonista e la"tore vivono in "n periodo molto pi- tardo. Sic"ramente si tratta del ris"ltato di "na rielaborazione di "na sovrapposizione di piscritti e il redattore finale %a, secondo "n proprio criterio, scelto alc"ni testi s" #"esto eroe rielaborandoli nel s"o testo. Il ling"aggio all"sivo e vol"tamente misterioso 8testo di tipo oracolare, molto diff"so nellantic%it greco>romana9. :"esto redattore finale vive in et greca e in particolare contemporaneo di Antioco I< /pifane c%e, con lai"to dellaristocrazia sacerdotale, cerc$ di ellenizzare il c"lto ebraico e il gi"daismo. Si pensa #"esto perc%1 in "na profezia il libro contiene "n c%iaro riferimento a "n re, il #"ale tent$ di annientare e distr"ggere il gi"daismo. 2a"tore non si mostra a conoscenza di #"ello c%e avviene in seg"ito 8il tentativo and$ fallito e 3i"da ,accabeo riconsacr$ il tempio9 per c"i si s"ppone non sia viss"to abbastanza per vederlo. 2a"tore crede c%e i giorni c%e sta vivendo siano i giorni della fine e "sa testi precedenti c%e all"dono a ci$. :"est"so di testi profetici precedenti permette di avere informazioni s" profezie c%e circolavano in .riente rig"ardo ai dominatori greci e romani. 5el libro c anc%e storia politica: si all"de alle g"erre secolari tra Aolomei e Sele"cidi per il controllo della !elesiria, in c"i si trovava la 3i"dea. !i sono anc%e accenni alla g"erra c%e Antioco cond"sse per con#"istare l/gitto e allintervento romano per fermarlo 8)*8 a.!.9 2a pi- importante delle profezie la cosiddetta 3isione dei #uattro imperi, c%e si s"ccedono l"n laltro e ciasc"no indicato in termini negativi 8cos7 era anc%e nel 2ibro dei ,accabei9. Il #"arto impero veniva identificato, nel I sec. d.!., con il potere romano. :"esta profezia indicava c%e anc%e il #"arto impero sarebbe finito come i precedenti. 2e indicazioni dei diversi imperi erano varie e cambiavano a seconda delle epoc%e. :"i presente la cosiddetta 4teoria della s"ccessione degli imperi, presente in #"asti t"tti gli storici greci, ma #"i "sata in senso religioso, per predire la fine dei tempi. Il dominio degli stranieri visto come "na s"ccessione inevitabile c"i solo =io porr fine. Gisogna ricordare c%e #"este profezie non sono lespressione del pensiero generale, ma le opinioni di "na minoranza c%e g"ardava con diffidenza al dominio greco e romano. 7racolo del vasaio@ oracolo dell'agnello. Sono testi in circolazione in /gitto in et tolemaica e romana, scritti in demotico. /rano testi profetici rielaborati e adattati ogni volta alle circostanze politic%e del momento. Anc%e #"esti predicevano linevitabile fine del dominio straniero. Il secondo testo immagina c%e "n agnello profetizzi il f"t"ro: parla di "na serie di imperi malvagi, ma alla fine l"ltimo di essi sar distr"tto e le divinit ripristinerannon la monarc%ia in /gitto. 3reci e Romani sono, secondo "no sc%ema fisso, il dominio del male.

Il dominio greco e romano non f"rono com"n#"e sempre viss"ti come "n dramma. 3i nel Libro dei 6accabei vediamo come alc"ni cost"mi greci fossero stati accolti nella societ orientale 8ad es. i sacerdoti c%e correvano al ginnasio9. Il dominio cominci$ presto a lasciare il segno e a porre dei problemi agli intellett"ali c%e non volevano accettare lidea dello straniero come incarnazione del male. /ssi cominciavano allora a conoscere la ling"a e la c"lt"ra greca. /sempio di #"esta benevolenza nei confronti della n"ova c"lt"ra sono d"e sacerdoti e le loro opere: %erosso e Manetone c%e trad"cono in greco le loro scritt"re indigene 8rispettivamente babilonesi ed egiziane9. /ssi dedicano la loro

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opera l"no a Sele"co e Antico I, laltro a Aolomeo 6iladelfo. 2e d"e opere sono: Storia della /abilonia e Storia dell'Egitto e sono gi"nte in frammenti da parte di a"tori gi"dei e cristiani, mentre sono ignorati nella tradizione classica. 2a narrazione ricalcava fedelmente gli originali e cerano fre#"enti accenni polemici alla storiografia greca tacciata di s"perficialit e pres"nzione nel tramandare s"ll.riente e le s"e fig"re versioni incredibili e senza fondamento. Gerosso cita ad esempio la regina assira Semiramide s" c"i in ambiente greco circolavano storie incredibili. /gli dice c%e non si tratta di "na regina mitica, ma collocabile cronologicamente. ,anetone critica invece /rodoto #"ando parla dei logoi egizi 8II libro9 e pare c%e egli abbia scritto addiritt"ra "n trattato contro /rodoto con la lista di t"tti i s"oi errori. &n altro testo di #"esto genere la Lettera di Aristea scritta intorno al )(( a.!. / lesposizione di "n certo Aristea, c%e si dice cortigiano di Aolemeo II 6iladelfo, rig"ardo "n s"o viaggio a 3er"salemme, collocato perci$ nella met del III sec. a.!. 2opera ci ill"mina s"llopinione di "n orientale rig"ardo l.riente stesso. Si pensato a "na lettera perc%1 Aristea si rivolge al fratello 6ilocrate, ma errato ritenerla tale, poic%1 egli "sa il vocativo c%e non era mai "sato nelle lettere. 2a"tore d per pres"pposto c%e gli avvenimenti narrati siano molto lontani nel tempo e infatti parlando dei modi dellamministrazione tolemaica dice: B !" tutte le cose venivano amministrate da #uesti re con grande previdenza e con grande diligenzaC. Probabilmente la"tore vive in "nepoca in c"i la dinastia dei Aolemei si esitna e potrebbe riferirsi a 4#"ei re come alc"ni specifici in contrapposizioone ad altri. 2o scopo della"tore raccontare "n avvenimento di grande edificazione per l"i, prova c%e la c"lt"ra anc%e virt-, partendo dalle origini: narra c%e il re Aolomeo "n giorno decise di incl"dere nella biblioteca di Alessandria anc%e le leggi dei 3i"dei. Il capo della biblioteca, =emetrio 6alereo, prende contatti con /leasar, sommo sacerdote di 3er"salemme, ma fa presente al re "na difficolt : la legge degli ebrei 8cio i primi cin#"e libri dellAntico Aestamento, la cosiddetta Aor 9 scritta in caratteri non greci 8bisogna trascriverla e trad"rla9. Il re decide allora di far trad"rre la 2egge dagli ebrei stessi ed /leasar manda cos7 ad Alessandria settantad"e anziani 8sei per ogni trib- 8il n"mero sar arrotondato a settanta dalla tradizione e indic%er sia i trad"ttori sia la trad"zione e, in ambiente cristiano, t"tti gli scritti della Gibbia in greco9. :"esti trad"ttori sono rappresentati dalla"tore come esperti del mondo ebraico e della c"lt"ra greca. ; interessante perc%1 indica la prospettiva della"tore c%e proietta anc%e nel passato "na sit"azione c"lt"rale dominante in epoca s"ccessiva. Aristea mandato dal re per prendere contatti coi Settantad"e e scortarli in 3i"dea. 2a"tore inserisce a #"esto p"nto la descrizione della 3i"dea 8etnografia9 dicendo c%e si fonda s"llagricolt"ra, descrivendo il tempio, i riti, la citt di 3er"salemme c%e Bincarna il principio della giusta misuraC. I Settantad"e terminano insieme le loro trad"zioni, c%e coincidono perfettamente 8artificio della"tore per indicare la"torit della trad"zione9. =avanti alla com"nit ebraica di Alessandria si eseg"e "na cerimonia solenne e t"tti i membri gi"rano c%e #"esto testo non sar mai pi- cambiato e maledicono c%i prover a farlo. ="rane il banc%etto il re interroga i Settantad"e "no ad "no, rig"ardo politica, morale, religione e ogn"no risponde in tono lapidario, cos7 c%e il re e i filosofi presenti restano ammirati dalla loro saggezza. !%i la"tore di #"estoperaJ /gli anonimo e si masc%era dietro il cortigiano Aristea del III sec. a.!., per$ a "n certo p"nto rievoca con nostalgia la b"ona amministrazione di 4#"esti re. 2ipotesi c%e lo scritto sia del )(( a.!. e si s"ppone #"esto per motivi tecnici: la"tore cita lettere e doc"menti c%e rivelano "no stile ascrivibile a #"estepoca. 5on si p"$ per$ escl"dere c%e egli abbia volontariamente "sato form"le epistolari des"ete. 2"nica cosa certa c%e parti di

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#"esta lettera sono citate e parafrasate nelle Antichit+ giudaiche di 3i"seppe 8terminate nel E? a.!.9 Secondo lo Sc%"rer 8Storia del popolo giudaico al tempo di Ges5 *risto , )E+(9 la lettera fa parte di "n genere letterario caratteristico del periodo: la propaganda gi"daica sotto masc%era pagana. /gli si rif cos7 ad "n predecessore, KilcLen, c%e tendeva ad interpretare la letterat"ra gi"daica di et ellenistico>romana come letterat"ra di propaganda, c%e tentava di dimostrare il valore della propria tradizione contro il potere livellatore della civilt greca. Secondo lo Sc%"rer sono gli ebrei stessi c%e nascondendosi dietro "n pagano greco gli mettono in bocca parole di ammirazione per la propria civilt e c"lt"ra. &n p"nto com"n#"e sic"ro: #"esti a"tori orientali sono ormai cos7 profondamente ellenizzati da ri"scire a nascondersi dietro personaggi greci. 2a lettera definita 4pse"depigrafa e appartiene a #"el tipo di scritti in c"i la"tore non si rivela. :"esta letterat"ra tipicamente greca e il KilamoMitz sosteneva c%e #"este opere pse"depigrafic%e ebraic%e indicano in modo esemplare come gli ebrei si siano ellenizzati "sando "n mod"s scribendi tipicamente greco per rendere ancora pi- credibile la loro finta identit greca. 2a lettera d"n#"e espressione di come il mondo orientale cercava di fare propria la c"lt"ra greca. 2a"tore %a vol"to collocare il s"o racconto in "na cornice prestigiosa: la trad"zione in greco della Aor . A l"i non interessa raccontarci lepisodio, c%e "sa invece per dare pi- prestigio e a"torevolezza alla s"a narrazione. :"esto racconto per$, per sorte, la prima e "nica fonte s"lla trad"zione greca della Gibbia e t"tti gli a"tori seg"enti c%e ne parlano parafrasano #"esto testo. !on #"esto racconto si finisce per dare prestigio a #"esta trad"zione greca c%e a"torevole e anc%e perfetta 8si maledice c%i la cambier 9. 2a Gibbia greca diventa in seg"ito la Gibbia dei !ristiani e solo con 3erolamo 8< sec. d.!.9 si sentir lesigenza di tornare al testo ebraico. 6ino a #"el momento il testo sacro #"ello greco. 2.riente in generale comincia in #"esto periodo, sotto linfl"sso della c"lt"ra greca, a pensare le proprie origini proprio secondo i parametri della ricerca greca. Alle fig"re mitic%e grec%e aggi"ngono cos7 le proprie fig"re nazionali 8Abramo, .annes9 c%e diventano gli inventori e i creatori della civilt antica, come altri lo erano stati per i 3reci. ,os cos7 linventore della filosofia e della religione e Abramo dellastrologia.

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LIMPERO in ORIEN E

In .riente la concezione di impero era #"alcosa di assol"tamente normale e aveva il grande compito di facilitare la convivenza tra i popoli e la circolazione delle idee. 2.riente antico "na contin"a se#"ela di imperi, c%e resistono senza problemi essendo "na realt intrinseca alla zona e m"oiono solo #"ando non c altro da fare. Il primo impero degno di nota in .riente #"ello persiano, c%e comincia nel ?38 a.!. #"ando !iro il <ecc%io esp"gna Gabilonia. 2ellenismo di Alessandro ,agno d"n#"e "n fenomeno pi- antico: gi limpero persiano prepara la via alla f"sione dei popoli d.riente. 3i a #"ei tempi c "n primo incontro di c"lt"re e i primi sei libri delle Storie di /rodoto si spiegano solo se si pensa lo storico come "n s"ddito di "n impero dalle frontiere c"lt"rali gi aperte. /gli st"dia i vari paesi c%e entrano nellottica dellimpero e lo stesso far Appiano per limpero romano. !iro non ri"sc7 a consolidare limpero, c%e dopo la s"a morte comincia s"bito a na"fragare. =a "n lato infatti i Aolemei ereditano l/gitto e dal 3(? a.!. Aolomeo I si proclama re d/gitto@ dallaltro i Sele"cidi ereditano il resto delleN impero, fino al *3 a.!. #"ando la Siria diventa provincia romana ad opera di Pompeo. :"ando Roma mette piede in .riente, esso sotto linfl"sso del mondo greco. !i$ significava per i Romani mettere piede in forme di organizzazione politica radicate ormai da secoli. Per #"esto motivo si scriver in greco la b"rocrazia orientale e il latino non penetrer mai in .riente. In "n passo delle Antichit+ Giudaiche #iuseppe parla della 4Aavola delle 5azioni e dice c%e B !" dei popoli alcuni conservano i nomi dati dai loro fondatori, altri invece li hanno cambiati e hanno subito #uesta modifica per sembrare pi5 chiari e comprensibili a #uanti sarebbero venuti in seguito ad abitare C. 3i"seppe interpreta la storia pi- antica come s"ccessione di emigrazioni: #"elli c%e sopraggi"ngono cacciano #"elli gi insediati da prima 8sc%ema t"cidideo9. =ice poi: B !" i Greci sono stati i responsabili di #uesta situazione, infatti avendo ac#uistato forza nei periodi successivi, si appropriarono anche delle glorie del passato di #uesti popoli, decorandoli con nomi che fossero loro comprensibili !" e hanno stabilito un genere di costituzione come se #uesti popoli discendessero da loroC. ; importante notare c%e la"tore non scrive sotto il dominio greco, ma oltre )?( anni dopo linizio del dominio romano, c%e visto in modo molto diverso da #"ello greco>macedone. 2impero di Sele"co aveva tentato di ripristinare limpero "niversale di Alessandro ,agno. Annientata la Aracia, voleva sbarcare in /"ropa e ripristinare limpero, ma venne assassinato 8'8( a.!.9 e cos7 da allora la dinastia sele"cidica non cerc%er pi- di affacciarsi in occidente. Antioco III viene sconfitto a ,agnesia dai Romani ed costretto con la Pace di Apamea a cedere lAsia ,inore 8!ista"rica9 al re di Pergamo, alleato dei Romani. =a #"esto momento 8)88 a.!.9 la dinastia sele"cida entra in crisi per liti s"i diritti al trono di c"i ast"tamente approfitter Roma. Infatti, alla morte di Antioco III, gli s"ccede il figlio Sele"co I< c%e dopo ,agnesia era stato inviato come ostaggio a Roma perc%1 il padre non tentasse ribellioni. Al s"o posto viene ora preso in ostaggio il fratello Antioco I<. 5el )+? a.!. Sele"co I< m"ore e gli viene imposto da Roma di designare come s"ccessore non il figlio, ma il fratello. !i$ %a conseg"enze catastrofic%e s"lla monarc%ia sele"cidica: il ramo cadetto 8discendente da Antioco I<9 comincer ora ad accampare diritti al trono come ramo principale. :"ando Antioco I< m"ore 8)*0 a.!.9 designa come s"ccessore il figlio Antioco <, ma contro di l"i si oppone =emetrio I 8figlio di Sele"co9. /gli c%iede "dienza al senato e Roma, il c"i scopo era indebolire ancor di pi- lo Stato sele"cida, lo

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appoggia. =emetrio re dal )*' al )?( a.!. Alla s"a morte i discendenti di Antioco < accampano di n"ovo diritti al trono. 2a lorra fra i d"e rami contin"a fino ad Antioco <II 8ramo cadetto9 e =emetrio II 8ramo principale9@ il regno ormai limitato alla sola Siria, mentre altrove si costit"iscono monarc%ie indipendenti. 3ioca "n r"olo importante nella dissol"zione del regno anc%e la potenza partica c%e dal )3( a.!. minaccia i confini orientali dellimpero. Intorno al )(( a.!. la sit"azione dell.riente d"n#"e #"ella di "na costellazione di regni, dinastie, citt con forme tribali lontane da #"ella greca. I #"attro regni importanti in #"esto momento sono: - regno del Ponto: semibarbarico, poco ellenizzato, in origine satrapia persiana. Secondo =iodoro e Strabone, dal 3(' a.!. si era costit"ito in regno a"tonomo sotto "n governatore persiano di nome ,itridate - regno di !appadocia: parte dellimpero persiano diventa a"tonoma intorno al III sec. a.!. anc%e #"i grazie ad "n governatore del re c%e diventa a s"a volta reggente 8Arianatte9 - regno di Gitinia e Armenia: diventano indipendenti intorno al III sec. a.!.

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&'ADRO S ORI!O delle #'ERRE MI RIDA I!(E

Roma possiede la Provincia dAsia 8eN regno di Pergamo9 perc%1 Attalo III l%a lasciata loro in eredit alla s"a morte nel )3E a.!. :"esta cessione finir per sconvolgere gli e#"ilibri esistenti. !i$ c%e principalmente porta in#"iet"dine lavidit dei Romani c%e impongono attraverso i p"bblicani "n pesante sistema di tassazione lesivo della dignit degli abitanti. ,itridate non avrebbe pot"to scatenare "na g"erra contro i Romani se non avesse av"to lappoggio della popolazione. 2e g"erre mitridatic%e %anno origine dalla 4#"estione della 3rande 6rigia c%e dopo la rid"zione del Regno di Pergamo a Provincia era stata data dal senato a ,itridate < 8padre9 come premio per aver ai"tato Roma nella lotta contro Aristonico 8si era opposto al testamento di Attalo III e aveva c%iamato i s"dditi a "na rivolta repressa nel )'E a.!.9. Intorno al )'( a.!. ,itridate < viene assassinato e la s"a morte provoca disagio nel senato romano c%e non sa come trattare la regione: la 3rande 6rigia prima dic%iarata libera poi nel ))* assegnata alla Provincia dAsia. Ad accrescere il disordine contrib"iva poi la pirateria, c%e partiva dalle coste della !ilicia e bloccava traffici e commerci. &na campagna contro i pirati viene organizzata 8g"idata da ,arco Antonio9 e cerca di coinvolgere anc%e le monarc%ie ellenistic%e. Intanto avviene lascesa di ,itridate <I. 2a s"a prima azione politica ricordata da "niscrizione con c"i "na citt greca della costa nord del Ponto /"sino elogia "n s"o generale, =iofanto, c%e aveva condotto "na g"erra contro i barbari per salvare le citt grec%e. Poi ,itridate comincia ad avere mire espansionistoc%e a spese della Gitinia e della !appadocia. 3i s"o padre aveva tentato di espandersi verso la !appadocia dando s"a figlia in sposa al re Arianatte <I. Il senato romano manda "n "ltimat"m impedendogli di attaccare i d"e sovrani alleati di Roma, ma ,itridate non "bbidisce. Scoppia la Prima Guerra 6itridatica 888>8? a.!.9. ,itridate con#"ista t"tta lAnatolia occidentale e la Provincia dAsia. 2isola di Rodi tenta di opporsi, ma gli eserciti del Ponto invadono la ,acedonia e persino ad Atene viene ristabilita la democrazia sotto di l"i. 5ella primavera dell8+ Roma inizia la controffensiva con 2"cio !ornelio Silla. !on "n colpo di stato ottiene il potere e sbarca in /piro per fronteggiare lavanzata di ,itridate. 3rad"almente t"tta la 3recia torna nellottica romana, tranne Atene c%e s"bisce "n l"ngo assedio ed presa solo nell8*. ,itridate ordina al s"o generale Arc%elao di negoziare con Roma. A"tto ci$ testimoniato da fonti letterarie 8Pl"tarco e Appiano9 c%e danno per$ "na versione di comodo, fr"tto di ripensamenti delle epoc%e s"ccessive. ! poi "n decreto della citt di Afrodisia c%e in #"esto periodo onora i generali romani e dice: BL'intero nostro demos con le nostre donne, tutti i nostri figli, tutte le nostre propriet+ ) pronto a rischiare la vita per il proconsole dei Romani 8uinto Appio e per la causa romana. Senza la guida di Roma noi non scegliamo neppure di vivereC. 2a ca"sa romana era frattanto diven"ta bicefala: mentre Silla inizia la campagna di 3recia, ,ario, del partito popolare, riesce a ripristinare il s"o potere. / #"ando Silla assedia Atene, ,ario si fa assegnare il comando della g"erra contro ,itridate. Silla vince !%eronea, 6lacco, s"ccessore di ,ario, sbarca in /piro per contin"are la g"erra in nome del partito popolare, ma "cciso dal s"o legato 6imbria il #"ale m"ore a s"a volta con le tr"ppe alla con#"ista della Gitinia. In .riente ci sono d"n#"e d"e eserciti romani contrapposti, c%e non si

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danneggiano ma raccolgono l"no i fr"tti dellaltro. !on la Pace di Dardalo 8agosto 8? a.!.9 finisce la prima g"erra mitridatica: ,itridate obbligato a sgombrare t"tti i territori occ"pati in Asia dallinizio dell88 a.!., comprese Gitinia e !appadocia, e a consegnare parte della flotta, mentre Silla si impegna a non esercitare rappresaglie contro le citt grec%e c%e avevano dimostrato simpatie per ,itridate 8non manterr #"esta promessa9. Il periodo fra l80 e il +0 a.!. "n periodo intermedio, in c"i Gitinia e !appadocia riac#"istano i legittimi re c%e gravitano nellorbita di Roma per evitare "n"lteriore g"erra di ,itridate. 5ella Provincia dAsia viene ristabilita la"torit romana. 5el +0 a.!. m"ore 5icomede, re di Gitinia, c%e lascia in eredit ai Romani il regno. 2a decisione rompe di n"ovo le#"ilibrio politico. Il senato incarica il governatore della Provincia dAsia di organizzare "na n"ova provincia. ,itridate invade la Gitinia: la Seconda Guerra 6itridatica 8+0>*3 a.!.9 Roma invia contro di l"i 2"c"llo, c%e riesce a tenere ,itridate in Gitinia e annienta d"e dei s"oi eserciti nel +3 a.!. 2"c"llo riocc"pa poi la Gitinia e sconfigge la flotta a 2emno, costringendo ,itridate a tornare via mare in Ponto. =ecide poi di inseg"irlo fin l7 e nel +' a.!. comincia lassedio della citt di Amiso. ,itridate si ritira in Armenia dal genero Aigrane e 2"c"llo rin"ncia allinseg"imento, pando invece il Ponto: nel +( a.!. ormai padrone di t"tto il regno mitridatico. Si svolgono azioni diplomatic%e volte a c%iedere lestradizione di ,itridate, ma Aigrane rifi"ta e 2"c"llo decide di catt"rarlo in Armenia, poic%1 Aigrane nel frattempo ri"scito a con#"istare i resti del regno sele"cidico 8Siria e ,esopotamia9. 2"c"llo sconfigge Aigrane e prende la citt @ i piccoli dinasti locali corrono dal vincitore. Inizia #"i "na caratteristica della politica estera romana: il contrasto fra il generale vittorioso e il senato: liniziativa personale del generale non sempre si coordina con le direttive del senato. 5el *8 a.!. 2"c"llo cerca di portare i soldati in Armenia, ma lesercito disobbedisce e 2"c"llo viene a sapere c%e Asia e !ilicia sono state sottratte al s"o imperio dal senato e c%e Pompeo sta diventando il generale di fid"cia a Roma 8 stato nominato console insieme a !rasso nel +( a.!.9. ,itridate torna nel Ponto e Aigrane invade la !appadocia. 2"c"llo tenta di ricongi"ngersi con i resti del s"o esercito. 5el gennaio del ** a.!. a Roma si vota la 2eN ,anilia c%e ricostit"isce ed amplia i poteri c%e prima di 2"c"llo in favore di Pompeo, c%e diventa il n"ovo generale romano per l.riente. :"esta legge segna "na fase del processo di con#"ista romana c%e ass"me sempre pi- le caratteristic%e di "n vero e proprio correre ai ripari. :"esta sit"azione aprir la strada al processo per c"i i generali ac#"istano sempre pi- potere e finiscono col diventare dittatori. In #"esto stesso periodo sono materia di dibattito politico i poteri straordinari dei magistrati romani. Per gli orientali invece il p"nto di vista "n altro: ci$ c%e li colpiva non erano le #"estioni istit"zionali, ma le azioni militari, per c"i gli orientali cominciano a identificare il dominio romano non pi- con le istit"zioni, ma con le fig"re dei s"oi generali. 3li intellett"ali cominciano ad interessarsi di #"este singole personalit . ="e grandi filosofi greci, Posidonio e Panezio, approfondiscono le loro spec"lazioni s"l reale fondamento dei poteri monarc%ici di "omini della classe dirigente romana. 2a monarc%ia teorizzata come istit"to necessario per portare a termine la con#"ista e creare le basi stesse dellimpero ec"menico. 2eggendo lepistolario di !icerone 8in particolare le Lettere ad Attico9 si ricava c%e la classe dirigente romana tra i +( e il ?( a.!. st"diava con c"ra meccanismi per t"telare la s"a a"toconservazione pi- c%e n"trire progetti di impero ec"menico. ! "n contin"o insistere s"lloperato di Pompeo e s"lle incertezze c%e s"scitava. In "na lettera Pompeo definito 4il nostro sampsiceramo 8i Sampsicerami erano "na dinastia della citt siriaca di /mesa c%e negli anni *( a.!. raggi"nse "n

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potere tale da essere considerata la pi- grande dopo #"ella sele"cidica9. Pompeo d"n#"e e#"iparato a #"ei piccoli tiranni orientali c%e disobbediscono agli ordini, d"n#"e s"scita diffidenza. Il senato inizia la politica di fid"cia nel generale per dare "n assetto al ,editerraneo orientale, per poi revocare #"esta fid"cia e darla ad "n altro. A"tto #"esto per indebolire la forza militare e la s"a infl"enza s"l potere romano. Pompeo era nato infatti allimprovviso con la 2eN 3abinia 8*+ a.!.9 con c"i aveva otten"to "na sorta di monarc%ia marittima c%e si estendeva dalle colonne d/rcole fino alla 6enicia e con #"esti pieni poteri egli inferse "n d"rissimo colpo alla pirateria. Aveva poi passato linverno in Asia e aveva scoperto c%e il senato, con la 2eN ,anilia, gli aveva affidato la s"ccessione di 2"c"llo. 2ascia #"indi la !ilicia e riocc"pa la !appadocia e prima della fine dellestate ricon#"ista t"tto il Ponto. ,itridate f"gge e tenta di riorgan"zzare "na controffensiva. Per$ il re finisce per essere abbandonato, perfino dal figlio 6arnace c%e daccordo con Pomeo si fa acclamare re dallesercito. ,itridare si "ccide 8*3 a.!.9 e con l"i m"ore l"ltimo erede della tradizione ellenistica c%e cerc$ di opporsi al dominio romano. Pompeo diventa signore dell.riente e loriente greco ne fa "na sorta di divinit . Si costit"isce la societ dei 4fedeli di Pompeo. /gli cerca di ricostr"ire "n e#"ilibrio in .riente, cercando di creare "n sistema misto in c"i accanto allannessione diretta di territori, si creano anc%e degli stati>c"scinetto apparentemente a"tonomi g"idati da "n dinasta locale c%e poteva fregiarsi del titolo di re 4socio e amico del popolo romano. :"esti dinasti conoscono meglio le realt e le necessit del loro regno e offrono d"n#"e "n governo pi- sic"ro. &n esempio, anc%e se s"ccessivo, /rode di 3i"dea, c%e sapeva farsi portavoce delle istanze del s"o popolo presso i Romani, anc%e tramite n"merosi viaggi, il c%e doveva essere prassi abbastanza "s"ale. =opo le g"erre mitridatic%e, Roma, c%e in principio possedeva solo la Provincia dAsia, %a anc%e: !ilicia, Gitinia, Ponto, Siria e gli stati>c"scinetto dArmenia e 3i"dea.

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LA LE

ERA di MI RIDA E

; conten"ta nel I< libro delle Storie di Sall"stio. <a interpretata come testimonianza di #"ello c%e si sentiva a Roma per il problema orientale. !ontiene slogan antiromani c%e vedono nella politica romana "na sola costante: la volont di rapina ed aggressione. !i d sic"ramente "n p"nto di vista diverso dal solito: generalmente i letterati facevano parte di "nelite con atteggiamento di rispetto e sottomissione nei confronti di Roma. Re 6itridate al re Arsace porge saluto. 4utti #uelli che vengono pregati di associarsi ad una guerra, mentre le proprie cose sono favorevoli, devono considerare se sia lecito primo stare in pace, secondo se #uello che ) richiesto sia abbastanza pio, sicuro, glorioso o indecoroso. Se a te fosse possibile usufruire di pace perpetua, se tu non avessi davanti a te nemici facili a vincersi e scelleratissimi, se non fosse che fama egregia verr+ a te se tu avrai sopraffatto i Romani, io n& oserei chiedere la tua alleanza in guerra e invano spererei di mescolare le mie sventure con i tuoi beni. Eppure, #uelle cose che sembrano potere farti indugiare, l'ira, il risentimento contro 4igrane per la recente guerra e la mia situazione poco prospera, proprio #ueste cose se tu vorrai stimarle cos- come sono, massimamente ti spingeranno alla guerra". 8uelli infatti sottomesso, accetter+ l'alleanza #uale tu vorrai, mentre a me la fortuna dopo avermi strappato molte cose, mi ha dato almeno la possibilit+ di ben persuadere e, cosa che ) desiderabile per chi si trovi in floride condizioni, io, che non sono fortissimo, ti offro un esempio col #uale tu possa sistemare le tue cose in modo pi5 corretto. E infatti ai Romani ) una e #uesta l'antica causa di fare guerra con le nazioni, i popoli, i re tutti9 un desiderio profondo di dominio e di ricchezze, per il #uale da prima fecero guerra contro il re dei 6acedoni .ilippo simulando amicizia per tutto il tempo in cui erano premuti dai *artaginesi. Essi allontanarono attraverso l'inganno Antioco che veniva in soccorso di .ilippo attraverso la concessione dell'Asia. Poi, una volta che annientarono .ilippo, Antico fu privato di tutto il territorio al di #ua del 4auro e fu spogliato di diecimila talenti. 0 Romani Perseo, figlio di .ilippo, dopo molti e varii combattimenti, lui che si era arreso presso gli dei samotraci, loro astuti ed escogitatori di perfidia, dal momento che gli avevano concesso la vita attraverso un patto, tuttavia lo uccisero facendolo morire di insonnia. Eumene, la cui amicizia ostentano in modo pomposo, consegnarono ad Antioco come ricompensa alla pace, poi di lui ritenuto da loro alla stregua di una guardia del territorio con#uistato, ne fecero da re che era il pi5 misero dei servi con spese e offese nei riguardi della sua persona, e poi, simulato un empio testamento, suo figlio Aristonico, poich& aveva ambito al regno paterno, lo condussero in trionfo secondo il costume dei nemici. A #uel punto l'Asia fu occupata da loro stessi e infine strapparono via la /itinia alla morte di 2icomede, #uando senza dubbio era nato un figlio a 2icomede da 6isia, alla #uale il re aveva dato la #ualifica di regina. E perch& dovrei citare il mio caso: 0o che separato dal loro impero da ogni parte, da regni e da tetrarchie, poich& era fama che io fossi ricco, n& sarei mai stato schiavo, per mezzo di 2icomede mi provocarono alla guerra, io che ero ignaro dei loro misfatti e avevo attestato le cose che accaddero alla presenza dei cretesi, i soli liberi tra tutti in #uel frangente e davanti al re 4olemeo. E allora io, dopo aver vendicato le loro ingiurie, espulsi dalla /itinia 2icomede e recuperai l'Asia sottratta al re Antioco e tolsi alla Grecia una grave servit5. 6a l'ultimo dei servi, Archelao, con il tradimento dell'esercito, imped- le mie iniziative e coloro che

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l'ignavia o la perfida astuzia fece astenere dalle armi affinch) fossero al sicuro con le mie sofferenze, ora pagano pene acerbissime. 4olemeo, cercando di differire la guerra di giorno in giorno, i *retesi gi+ una volta attaccati e che sono destinati a non averee fine, se non con un eccidio. E io in verit+ sapendo che a causa dei mali interni di loro stessi erano differite le battaglie piuttosto che concessa la pace, contro la volont+ di 4igrane che approva le mie idee troppo tardi, #uando tu eri molto lontano e #uando tutti gli altri erano sottoposti a Roma, tuttavia io di nuovo intrapresi la guerra e presso *alcedone sbaragliai 6arco *otta, generale romano, per terra, mentre per mare lo privai di una flotta bellissima. Presso *izico a me che indugiavo nell'assedio con un grande esercito venne a mancare il frumento senza che nessuno intorno si sforzasse per aiutarmi; nello stesso tempo l'inverno teneva lontani dal mare. *os- senza la forza dei nemici costretto a ritornare nel regno paterno, a causa di naufragi persi i migliori soldati insieme con le flotte presso Pario ed Eraclea. Poi ricostituito l'esercito presso *abira e dopo varii combattimenti tra me e Lucullo di nuovo la carestia afflisse ambedue; ma a lui era disponibile il regno di Ariobazaride che non era stato toccato dalla guerra, mentre io dopo che tutti i luoghi intorno erano stati devastati mi ritirai in Armenia e i Romani inseguirono non me, ma il loro costume di sovvertire tutti i regni, e poich& tennero lontana dalla battaglia la moltitudine a causa dei luoghi angusti, ora ostentano come fosse una vittoria loro l'imprudenza di 4igrane. 7ra ti prego considera se tu ritenga, una volta che noi siamo stati sopraffatti, pi5 sicuro te a resistere o prossima la fine della guerra. 0o so in verit+ che tu hai grandi risorse di uomini, armi e oro e per #uesto motivo tu sei richiesto da noi per l'alleanza, da #uelli per essere loro bottino. Del resto ) intenzione, essendo integro il regno di 4igrane, essendo i miei soldati esperti di guerra lontano dalla tua patria, porre fine a #uesta guerra per mezzo dei nostri che i Romani dal momento che l'7ceano ha posto fine al loro volgersi verso occidente, hanno rivolto #ui le loro armi: E forse ignori che niente hanno sin dall'inizio se non frutto di rapina9 la patria, le mogli, i territori, l'impero: Essi in passato banditi senza patria, senza genitori, costituiti come peste del mondo abitato, ai #uali n& le cose umane, n& #uelle divine impediscono dallo sterminare alleati, amici, situati sia vicino sia lontano, sia poveri sia potenti e non impediscono dal considerare come ostile tutto ci, che non ) servo e massimamente i regni. E infatti pochi vogliono la libert+, mentre gran parte vogliono padroni giusti e noi siamo rivali rispetto ai Romani e ci presentiamo come futuri vendicatori #uando verr+ il tempo. 6a tu che hai Seleucia, la pi5 grande delle citt+ e tu che hai il regno della Persia con le sue famose ricchezze, che cosa ti aspetti da loro se non inganno per il presente e poi la guerra: 0 Romani hanno le armi contro tutti e hanno le armi pi5 terribili contro coloro vinti i #uali massimo ) il bottino; con l'osare, con l'ingannare e con il seminare guerre da guerre, sono diventati grandi. Attraverso #uesto costume estingueranno tutte le cose oppure cadranno, la #ual cosa non ) difficile se tu dalla 6esopotamia, noi dall'Armenia, circondiamo l'esercito che ) senza viveri, senza aiuti e ancora intatto per puro caso oppure per le nostre colpe. E te seguir+ #uesta fama e cio) che tu partito in aiuto a grandi re hai oppresso i predoni delle genti. E io ti ammonisco e ti esorto a fare proprio #uesto e a non preferire di differire la tua rovina con la nostra rovina piuttosto che diventare vincitore con la nostra alleanza. :"esta lettera non a"tentica, come si pensato fino al )8)*. 2o storico francese =e Grosses nella s"a Storia della repubblica romana del )+++ la crede a"tentica. 2idea non era di per s1 tanto ass"rda, perc%1 Sall"stio nella *ongiura di *atilina, capitolo 00, cita esattamente la lettera del console 2ent"lo c%e !icerone per primo rese p"bblica. ="n#"e, si p"$ pensare c%e Sall"stio avesse

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#"est"so e c%e anc%e nel caso della lettera di ,itridate avesse citato "n a"tentico. ,a #"esta invece inventata. Infatti, "no dei pi- grandi er"diti e imitatori di Sall"stio, 6rontone, viss"to nel II sec. d.!., in "na s"a opera dice c%e #"esta lettera "n falso: B !" esistono ancora lettere scritte in ambedue le lingue, in parte scritte dagli stessi generali e dagli stessi re, in parte anche fabbricate dagli storici o dagli annalistiC e a #"esto p"nto cita la lettera nel libro <II si A"cidide 8)) e sgg9 e la lettera in Sall"stio di re ,itridate. 2a testimonianza di 6rontone certo in "na posizione migliore della nostra per gi"dicare la"tenticit della lettera. /gli stato celebre scrittore di epistole, perci$ conosceva bene il genere, era imitatore di Sall"stio e in pi- era lo storico della campagna partica di 2"cio <ero, perci$ conosceva la sit"azione molto meglio di noi. =a #"ando, nel )8)* stato ritrovato #"esto passo di 6rontone, si sic"ri c%e Sall"stio abbia inventato la lettera, anc%e perc%1 in essa non c niente c%e ci permetta di contraddire #"esta opinione. ; improbabile c%e ,itridasse si sia rivolto al re partico perc%1 i negoziati a c"i all"de la lettera f"rono condotti non da l"i, ma da Aigrane. Perci$ anc%e la sit"azione storica la smentisce. :"esto testo appartiene al genere retorico c%e va sotto il nome di suasoria e %a per tema "n consiglio impartito per pers"adere "na persona a intraprendere "nazione 8o per diss"aderla dal farlo9. :"intiliano, nella s"a 0nstitutio oratoria, al libro III, 8, * ce ne parla e dice: B !" la suasoria ha due funzioni fondamentali9 o persuadere o dissuadereC. :"esto indica "naltra cosa: la s"asoria %a il compito di disc"tere e approfondire se "na persona debba o non debba fare "na certa cosa, ma ignora il come. :"esto risalta anc%e nel testo di Sall"stio, in c"i il come confinato alla fine, brevemente. 2oggetto del discorso il solo pers"adere e a tal fine sono portati t"tti gli argomenti "tili. &n altro genere oratorio molto diff"so e di genere deliberatorio il protrettico c%e consiste nel dare al sovrano consigli s"llarte del governo. In #"esto caso loratore consiglia al sovrano come regnare. Seneca il <ecc%io 8?? a.!. O 0( d.!.9 ci informa c%e alle s"asorie erano esercitati gli al"nni nelle sc"ole dei retori e c%i"n#"e volesse imparare larte del dire si abit"ava a scriverne. <alevano come preliminari per controversie pi- complesse. !on Seneca il genere #"asi escl"sivamente esercizio retorico e prende sp"nto dalla storia mitica, consigliando o sconsigliando gli eroi omerici dal far o meno #"alcosa. .pp"re si parla delle g"erre civili romane e si consiglia Pompeo dopo 6arsalo se f"ggire in Africa o presso i Parti. Anc%e Aacito, nel Dialogus de oratoribus 83?,*9 dice c%e le s"asorie, poic%1 sono argomenti leviores ed esigono meno mestiere, sono delegate ai fanci"lli. &na prova c%e #"esta lettera era letta e st"diata nelle sc"ole come esempio di s"asoria, il fatto c%e ci stata conservata f"ori dal contesto, in "na raccolta scolastica, in c"i erano i discorsi e le lettere tratti dalle opere di Sall"stio, del D sec. d.!. 8#"indi scritti e riscritta9. 2e lettera serviva ad interrompere la narrazione storica, come era "so anc%e della storiografia antica. !i$ per allentare la tensione del lettore. 5el #"adro si capisce bene c%e Sall"stio %a scelto #"esto momento per far esporre dal nemico di Roma le ragioni del s"o odio e i motivi della s"a condotta. ,a perc%1 %a scelto per indicare #"esto cambiamento la forma di "na lettera di ,itridate al re dei PartiJ Il contatto con il re dei Parti era per ,itridate inevitabile perc%1 ormai non restava altro ostacolo alle ambizioni di 2"c"llo e altro ai"to c%e i Parti. Anc%e 2"c"llo sollecita lalleanza di Arsace ed egli cerca di restare ne"trale, cosa c%e non voleva ,itridate. Per ricostr"ire il clima di #"esti anni ci dai"to "no storico: ,emnone di /raclea Pontica. /gli visse dopo !esare e probabilmente prima di Adriano 8))+ d.!.9. :"esto storico scrisse "na storia locale, della s"a citt , dalle origini fino al s"o

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tempo, collegando la s"a opera storica al genere dellorografia, #"el tipo di storiografia completamente f"ori dallottica di /rodoto e A"cidide e c%e si focalizza solo s" "na citt . 2a s"a opera non ci gi"nta, ma ci gi"nta "nepitome di parte dellopera 8libri dal ID al D<I9 riass"nti per noi da "n celebre a"tore bizantino: 6ozio, patriarca di !ostantinopoli. 2opera dello storico locale conteneva al libro DIII "na l"nga digressione s"llascesa di Roma in .riente, vista da "n p"nto di vista patriottico. :"esti libri erano gli "nici noti a 6ozio e non sappiamo #"anti fossero i libri dellopera. Possiamo solo dire c%e #"esti andavano dallinizio della tirannide ad /raclea 83*0 a.!.9 fino al ritorno di !esare dall.riente 80+ a.!.9 ,emnone parlava ampiamente delle g"erre mitridatic%e ed esse si trovavano nella seconda parte del libro D< e in parte del D<I. 2a"tore ci d "na vis"ale meno romanocentrica, c%e p"nta pi- s"lleco c%e la g"erra prod"ce in .riente. =opo aver parlato della campagna di 2"c"llo contro Aigrane e della resa di Aigranocerta, ,emnone parla del tentativo di ,itridate di rinc"orare Aigrane, consigliandolo di "nire lesercito col s"o per "na g"erra contro Roma. =ice: B !" ma #uello affidava tutto a 6itridate e dava a lui il compito di sostenere la guerra contro i Romani. Allora 6itridate mand, un'ambasceria al re dei Parti per cedere a lui la 6esopotamia e altre regioni che appartenevano a 4igrane C. ; a #"esto p"nto c%e si p"$ sit"are la lettera di ,itridate. B !" 6a giunti gli ambasciatori dal re dei Parti, egli fingeva di essere loro amico perfino in privato, ma in privato fingeva anche di essere amico e alleato dei Romani. Giunti i messi dal re dei Parti anche da parte di Lucullo, anche in privato fingeva di essere amico e alleato dei Romani e allo stesso modo in via privata si comportava con 6itridate C.

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LA RE ORI!A del

ES O

Il modo di scrivere "n discorso nellantic%it doveva obbedire a regole precise. 3li antic%i disting"evano i discorsi in tre tipi: - dimostrativo 8epidittico9: fatto a lode o biasimo di #"alc"no - deliberativo 8sumbouleuti1on9: in c"i loratore deve pensare solo a pers"adere o diss"adere 8es. la lettera di ,itridate9 - gi"diziario: tratta event"ali acc"se rivolte a #"alc%e personaggio c%e era difeso dalloratore .gni discorso, a seconda dellesordio e delle aspettative degli ascoltatori, si divideva in cin#"e generi: - %onest"m: loratore si rivolge all"ditorio sapendo di perorare "n argomento davanti a c"i esso favorevolmente disposto - admirabile 8o paradossale9: pres"ppone c%e l"ditorio abbia "n atteggiamento ostile. Si "sa la seconda persona per entrare meglio in contatto con l"ditore. - %"mile - anceps - obsc"r"m 2a lettera di ,itridate appartiene al genere admirabile, infatti egli non %a speranze di ottenere n"lla perc%1 il re dei Parti %a gi deciso di non ascoltare le s"e ric%ieste.

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ANALISI del

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,itridate si presenta s"bito come re, per porsi s"llo stesso piano di Arsace. 2a prima frase poi "na vera e propria definizione scientifica: Sall"stio indica il p"nto di vista in base al #"ale c%i"n#"e sia ne"trale deve orientarsi se il s"o ai"to ric%iesto da "n belligerante. Sall"stio "sa la form"la dellesordio c%e gli antic%i c%iamavano 4com"ne: si esprime "n p"nto di vista oggettivo c%e p"$ essere condiviso anc%e dallavversario. 2a frase ricalca A"cidide 8I, 3', )9 dove si parla dei tentativi degli Ateniesi di contattare i !orciresi. 6orse Sall"stio, ammiratore di A"cidide, lo %a imitato. ,itridate #"i v"ole darsi lapparenza e i r"oli di "n consigliere imparziale, con la s"a dic%iarazione oggettiva. :"esto era considerato il mezzo migliore per rendere l"ditore benevolo e attento e il precetto retorico sosteneva c%e per renderlo cos7 nellesordio bisognava partire s"bito ab rebus ipsis 8dalle cose stesse9 per non s"ggerire all"ditore c%e si parla per interesse personale. :"ello c%e "n ne"trale deve prendere in considerazine : - se sia possibile vivere in pace - se la decisione c%e prender sia gi"sta, sic"ra e degna di fama Si anticipa #"i c%e levent"ale g"erra sarebbe gi"sta, perc%1 i nemici sono scellerati@ sic"ra, perc%1 i nemici si possono vincere facilmente e c%e dar fama. :"esti sono tre l"og%i retorici c%e venivano sempre svil"ppato in #"esto tipo di discorsi. A prima vista ci si st"pisce c%e manc%i, tra i motivi c%e dovrebbero ind"rre il re dei Parti alla g"erra, l"tile. 5elle p"bblic%e deliberazioni il tema dell"tilit era solitamente sviscerato. I motivi dellassenza sono molti, ma c%iaro c%e #"i ,itridate poteva proporre "nalleanza al re dei Parti c%e poteva portare poca "tilit dato c%e ,itridate era in rotta 8aveva perso il regno, lesercito era fiaccato e si trovava in debolezza9. In #"esto periodo per$ gli insegnamenti dello stoicismo cominciavano a infl"enzare anc%e il concetto di "tile, in #"anto considerato troppo cinico e si riteneva fosse "n principio non nobile sottolineare c%e il fine di "n consiglio politico fosse l"tile. Si era arrivati a ritenere c%e ogni atto onorevole, compi"to senza esporsi al pericolo, fosse "tile. Sall"stio si c%iede se sia possibile avere la pace, p"nto centrale delle antic%e orazioni c%e danno "n consiglio. A"tti i trattati di retorica insegnavano limportanza di #"esta premessa. 2abilit di ,itridate di presentare d"e sole alternative: stare in pace o scendere in g"erra. Se egli riesce a dimostrare 8come in effetti fa9 c%e la pace con Roma impossibile, avr g"adagnato il re dei Parti per la g"erra. :"este premesse erano in voga nelloratoria contemporanea 8nella <II 6ilippica, ad esempio, !icerone sconsiglia la pace con Antonio cercando di dimostrare c%e impossibile e spiega secondo lo stesso metodo di Sall"stio B !" perch& dun#ue io non voglio la pace: Perch& ) vergognosa, perch& ) pericolosa e perch& non ) possibileC9. ,itridate sollecita lalleanza con Arsace per #"attro ragioni: - la pace con Roma non possibile - i Romani sono scellerati - facile vincerli - la vittoria contro i Romani renderebbe il re dei Parti famoso &naltra caratteristica dellesordio era #"ella di prevenire le possibili obiezioni dell"ditore, tanto pi- in #"esto genere in c"i egli potenzialmente ostile. Per #"esto ,itridate impiega il paragrafo 3>0 c%e inizia con at#ue, il c%e form"la per prevenire "nobiezione. &n argomento c%e il re dei Parti poteva "sare era lira c%e n"triva contro Aigrane, perc%1 nei decenni precedenti aveva ampliato i confini del

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s"o regno a spese dei Sele"cidi e anc%e di alc"ni domini del re dei Parti, come testimonia ,emnone 8egli ci dice c%e nel periodo della lettera, ,itridate e Aigrane cercarono di proporre la cessione delle terre sottratte per calmare lira del re9. ,itridate "sa "n procedimento retorico c%e consiste nel volgere "na pres"nta obiezione a favore delloratore: Aigrane vinto dai Romani e in posizione di inferiorit accetter ogni condizione. Sall"stio all"de proprio alle offerte territoriali di c"i ci parla ,emnone. &n p"nto c%e volge a vantaggio di ,itridate la s"a stessa debolezza: egli invoca la s"a esperienza sfort"nata perc%1 gli d la competenza e la"torit per far fronte a "n caso analogo ed evitare gli errori commessi in precedenza. =opo lesordio, il ragionamento, c%e si mantiene sempre astratto, porta inevitabilmente allinvettiva contro i Romani. 2argomento pi- convincente per spingere "n ne"trale alla g"erra affermare c%e laccrescimento dellavversario crea "n pericolo imminente per la potenza partica. Anc%e in /rodoto 8libro <II9 i 3reci c%e vengono mandati da 3elone di Sirac"sa per c%iedere "n s"o ai"to contro i Persiani, esasperano lentit del pericolo rappresentato dal nemico. A"tta la tractatio cerca perci$ di convincere il re dei Parti c%e bisogna affrontare il pericolo att"ale per scongi"rarne "no pi- grande in f"t"ro. Ricorre per #"esto allanalogia e invoca i precedenti storici: i Romani assaliranno il re partico come %anno fatto con 6ilippo, Antioco III, PerseoF A"tti gli esempi sono vol"tamente di sovrani per far vedere c%e i Romani sono nemici dei re, in particolar modo. 2o scopo #"ello di impa"rire Arsace. Altro espediente tipico delloratoria #"ello di ragionare s"i particolari. :"esto sistema era particolarmente ammesso nelle orazioni per prod"rre testimonianze convincenti. &n esempio si %a in Aito 2ivio 83), 'E9 #"ando, alla vigilia della Seconda 3"erra ,acedonica, 6ilippo < cerca di convincere la 2ega /tolica a non "nirsi a Roma, citando gli esempi delle citt dItalia c%e i Romani %anno soggiogato col pretesto dellalleanza. 3li argomenti vengono ad essere, in #"esto modo, concreti. Per$ la predizione di ,itridate 8c%e cio Roma verr dai Parti9 non si realizz$ mai, n1 con 2"c"llo, n1 con Pompeo, n1 con altri. 2"nico tentativo f" #"ello di !rasso e termin$ nel ?3 a.!. con la rovina dellesercito. :"ando Sall"stio scrive, #"esto fallito tentativo gi avven"to e si sapeva ormai c%e lespansionismo romano non aveva mai spaventato i Parti. :"esto importante e spiega perc%1 la"tore insiste s" alc"ni singoli aspetti della con#"ista romana, alla l"ce di ci$ c%e avvenne in seg"ito. Il p"nto centrale la ricc%ezza della vittima, c%e il motivo per c"i !rasso aveva mosso contro i Parti. 2a dottrina retorica insegnava a considerare la #"estione della sic"rezza sotto d"e aspetti: dolus e vis. !onformemente a ci$ Sall"stio imposta i s"oi ragionamenti. ,itridate in conformit con ci$, nella prima parte dellelencazione dei re sconfitti, c%e sono disposti cronologicamente, sottolinea il pericolo della f"rbizia dei Romani 8linganno, il dolus9. I Romani %anno sempre finto amicizia per la f"t"ra preda, perc%1 non porti ai"to alla preda presente. =a ci$ il consiglio dato ad Arsace di diffidare 82"c"llo cercava infatti di avviare con l"i trattative per evitare lalleanza con ,itridate9. Si svil"ppa poi il tema della vis, la violenza, perc%1 i Romani attaccano e aggrediscono t"tti coloro c%e non si lasciano da loro asservire. ,itridate porta lesempio della s"a esperienza: le g"erre di ,itridate contro Roma mostrano c%e essa non invincibile, ,itridate %a sempre vinto e #"ando %a perso stato per cattiva sorte 8tradimento di Arc%elao, incompetenza di Aigrane9. 2altra importante fonte s"lle g"erre mitridatic%e, ,emnone, non attrib"iva invece tale importanza alla cattiva sorte, c%e non considerava cos7 importante nelleconomia degli avvenimenti. ,itridata parla invece di cattiva sorte per smin"ire davanti ad Arsace il r"olo dei

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Romani. I man"ali retorici definiscono #"esta modalit purgatio: il retore add"ce per gi"stificare i s"oi errori "na serie di motivi c%e solitamente erano: - fort"na - impr"dentia 8incapacit 9 - necessit"do :"esta parte del discorso non "n semplice esercizio retorico, ma %a significato di propaganda: si nega la gi"stizia della ca"sa romana e si mostra con esempi storici c%e il s"ccesso del nemico si p"$ spiegare solo con linganno e c%e la propria disfatta dov"ta solo alla sfort"na. !os7 ,itridate cerca di sc"otere il torpore diff"so in .riente dalle vittorie romane. !onformemente agli scopi di #"esta s"asoria, come prescriveva la retorica, t"tti gli argomenti di ,itridate tendono a prod"rre pa"ra e speranza. Si svolgono cos7 i ragionamenti dell"ltima parte c%e doveva aver presa s"llascoltatore 8perorazione9. :"esta parte inizia con linterrogativa del paragrafo )* c%e segna "n passaggio: la"tore passa da "na serie di argomentazioni a "naltra. 2a ne"tralit vista in senso negativo, perc%1 pericolosa. Arsace O lo sappiamo da ,emnone O trattava coi Romani per ottenere la riva sinistra dell/"frate, il c%e era possibile solo con la disfatta di ,itridate e lo smembramento degli Armeni. ! #"indi il l"ogo retorico del 4possibile visto nel s"o aspetto positivo, cio come cosa facile: la lotta contro Roma si potr contin"are lontano dal regno partico, senza troppo sforzo. Sall"stio si astiene vol"tamente da all"sioni rig"ardo a ci$ c%e f" effettivamente compi"to dai d"e re. ,itridate v"ole dimostrare linconsistenza di d"e possibilit : - la rovina dei Pontici non signific%er c%e i Parti resisteranno meglio - levent"ale disfatta di ,itridate non metter fine alla g"erra Per dimostrare ci$ ,itridate riprende il tema centrale della lettera: impossibile vivere in pace coi Romani. ,itridate svil"ppa #"indi #"attro ragionamenti: )9 i Romani si sono volti a .riente solo dopo aver con#"istato l.ccidente fino alloceano. <ogliono d"n#"e dominare t"tto il mondo abitato. :"esta seconda conseg"enza non espressa, ma viene spostaneamente in mente al lettore. '9 #"esta avidit dei Romani non cas"ale, ma organica, perc%1 essi discendono da "na razza di briganti 39 la posizione di Arsace rende inevitabile il conflitto con Roma, perc%1 egli "n re e i Romani sono nemici dei re e dov"n#"e si sono mossi lo %anno fatto per abbattere re. :"esto "n motivo propagandistico c%e comincia a circolare nella Seconda 3"erra ,acedonica. 2ivio rovescia il ragionamento e afferma c%e la monarc%ia il governo dei barbari: il popolo non %a voce e il re "n tiranno 83+, ?0, '09 09 Arsace %a il grosso demerito di essere molto ricco, perci$ minacciato dai Romani. 2a c"pidigia rende gli "omini aggressivi 8l"ogo retorico impiegato nelle orazioni per denigrare lavversario9 =ati #"esti elementi il re partico non p"$ sottrarsi alla g"erra. :"ali metodi "sa ,itridate per pers"adereJ &sa interrogative, "n tono concitato c%e insin"a timore, termini e tecnic%e tipici dellelo#"enza gi"diziaria. /gli v"ole provare c%e i Romani saranno nat"ralmente, come per "n fatto meccanico, inclini ad aggredire Arsace. 2oratore nella s"a esposizione doveva tenere presente anc%e lorigine degli acc"sati. :"intiliano, nella 0nstitutio 7ratoria 8<, '09 dice: B !" si ammette dai pi5 che gli uomini sono simili ai loro genitori ed antenati e spesso la loro origine ) la causa della loro attuale maniera di vivere, sia essa decorosa, sia essa spregevoleC. =a !assio =ione 8III sec. d.!.9 sappiamo poi c%e Arsace decise per la ne"tralit perc%1 pensava c%e, essendo le forze "g"ali, la sconfitta dell"no o dellaltro avrebbe reso ancor pi- sic"ra la s"a a"tonomia.

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,itridate si affida invece ad "n discorso ideologico. Sall"stio scrisse la lettera 3( anni dopo e sapeva bene c%e ,itridate si era ingannato, perc%1 n1 !rasso, n1 !esare, n1 ,arco Antonio annientarono i Parti.

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La Storia Giudaica di #I'SEPPE $LA)IO

Si tratta di "n testo apologetico c%e d "nidea immediata di come fosse visto limpero nelle legioni, c%e mantenevano "n ordine fondato s"l terrore. ,entre Sall"stio riec%eggiava le tematic%e anti>imperialistic%e circolanti anc%e a Roma, #"esto invece il testo di "n provinciale. !i$ c%e prenderemo in esame sar "n discorso di Agrippa II re dei 3i"dei c%e cerc$ di impedire la rivolta contro Roma, con il merito di fornire "n #"adro dellintero particolare. 3i"seppe non interessato alla sit"azione di Roma, ma al pericolo c%e rappresenta limpero. Il discorso pron"nciato nel ** d.!. #"ando limpero romano sta fronteggiando la rivolta dei 3i"dei in "na g"erra c%e finir otto anni dopo. Il discorso ci d il p"nto di vista di "na provincia s"llimpero romano, ma non bisogna generalizzare e occorre invece ricordare c%e #"ella di 3i"dea era "na provincia particolarmente rivoltosa e c%e perci$ rappresenta "n caso a parte. ; com"n#"e "n campione per capire "n atteggiamento costante verso limpero, c%e era visto come #"alcosa di estraneo, "na mera occ"pazione militare. 3i"seppe 6lavio "no storico per noi fondamentale per conoscere la storia orientale in et romana. 5asce a 3er"salemme nel primo anno dellimpero di !aligola 8tra il 3+ e il 38 d.!.9. Appartiene alla classe sacerdotale 8parte della classe dirigente ebraica sempre in primo piano fino allesistenza del Aempio, in c"i si identificava la nazione gi"daica9. 3i"seppe dice di discendere dallantica famiglia dei ,accabei c%e aveva portato i 3i"dei alla libert liberandoli dal dominio dei Sele"cidi. /gli aveva av"to "nistr"zione adeg"ata al s"o stat"s e in seg"ito gli insegnamenti delle sette gi"daic%e 8sc"ole filosofic%e9 c%e tentavano di collocare linsegnamento della tradizione patria nella realt att"ale. Alla fine seg"7 definitivamente la setta del 6ariseismo. 5el *0 d.!. alc"ni sacerdoti del Aempio f"rono acc"sati, forse di attivit rivol"zionaria, davanti alla"torit romana e il governatore aveva rimesso il gi"dizio s" di loro allimperatore. 3i"seppe f" incaricato di recarsi a Roma e difendere i sacerdoti. /gli parla del s"o viaggio e riferisce lesito positivo della s"a missione: con lai"to di Poppea e di "n attore gi"deo famoso a Roma, Alit"ro, egli ri"sc7 a scagionare i sacerdoti. !i$ c%e colpisce nella s"a narrazione il silenzio s" ci$ c%e avveniva a Roma in #"el periodo 8tra le altre cose lincendio di c"i 5erone acc"s$ i !ristiani9. :"ando 3i"seppe torna, la classe dirigente in pre>rivolta. Allinizio egli deve aver partecipato alle agitazioni, ma poi si pentito, ed in #"esto spirito c%e racconta le cose. 6inc% /rode era stato re della 3i"dea, la sit"azione era rimasta stabile, ma alla s"a morte, nel 0 d.!., il regno f" frazionato in tre parti c%e f"rono date ai s"oi tre figli. Il regno di 3er"salemme e 3i"dea and$ ad /rode Arc%elao c%e dopo dieci anni di regno f" deposto da A"g"sto e la 3i"dea divenne provincia romana, affidata a "n governatore 8c%iamato prefetto fino a Ponzio e #"indi proc"ratore9. 2a sit"azione d"r$ fino al 0) d.!. #"ando "n discendente di /rode, Agrippa I, col benestare di !la"dio, divenne re dei 3i"dei. Agrippa mor7 nel 00 d.!. allimprovviso e !la"dio non se la sent7 di lasciare il regno al figlio di #"esti 8Agrippa II9. !os7 la 3i"dea torn$ ad essere "na provincia romana. =al 00 al ** d.!. per la 3i"dea f" "n periodo di disordini e t"m"lti, c%e alla fine sfociarono nella g"erra. Secondo 3i"seppe il dominio diretto dei Romani deleterio per lordine p"bblico, perc%1 offesa al sentimento nazionale del popolo, mentre "n monarca p"$ mediare tra le esigenze del popolo e la"torit romana. 2a g"erra scoppia nel novembre del ** d.!. #"ando lesercito romano sconfitto

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dai rivoltosi vicino a 3er"salemme. 3i"seppe %a il compito di fronteggiare lavanzata romana dal nord. 2a repressione della rivolta affidata a <espasiano: la s"a avanzata porta in "n anno alla resa di t"tte le piazzeforti della 3i"dea e anc%e 3i"seppe deve arrendersi 8l"glio *+ d.!.9 2a g"erra diventa #"indi "n assedio di 3er"salemme e d"ra fino al +( d.!. #"ando lesercito romano riesce ad entrare in citt . In #"esti tre anni 3i"seppe svolge "n r"olo di spalla dellesercito romano e cerca di convincere i connazionali a desistere dalla rivolta. ,a ci$ non %a "n esito felice e finisce solo per attirarsi lodio dei rivoltosi. :"ando 3er"salemme presa, 3i"seppe ottiene la cittadinanza romana e soggiorna per #"alc%e tempo a Roma. !omincia a scrivere per difendere il s"o orgoglio e cos7 nasce la Guerra Giudaica in sette libri, scritta dal +? all8) d.!. Si pensa c%e 3i"seppe sia morto sotto =omiziano, perc%1 l"ltimo imperatore di c"i parla 8dice di essere stato acc"sato di sedizione e rivolta sotto di l"i9. I s"oi connazionali gli rimproveravano il s"o voltafaccia, da rivoltoso ad amico dei Romani. I primi d"e libri sono "nintrod"zione in c"i la"tore fa "na storia degli antefatti della g"erra 8tipica ricerca delle ca"se9. Risale indietro fino al )+* a.!. #"ando in 3i"dea, dopo il regime siriaco, si era costit"ita la monarc%ia degli Asmodei. =al terzo libro affronta la g"erra fino al +0 d.!. Si tratta di "nopera polemica: la"tore v"ole discolpare se stesso e insiste a dire c%e la s"a storia seg"e i canoni della storiografia greca perc%1 l"i stato partecipe degli avvenimenti narrati. /gli dice c%e le altre opera in circolazione s" #"ella g"erra sono false, perc%1 narrate da storici 4da tavolino. 2opera dedicata agli imperatori <espasiano e Aito, d"n#"e cerva il loro benestare, l"fficialit . 3i"seppe ebbe rapporti damicizia con Aito, ma alla s"a morte la sit"azione cambia: s"bentra =omiziano, con c"i lo storico non %a grande familiarit . =opo molti anni di silenzio 3i"seppe scrive le Antichit+ Giudaiche, in '( libri, c%e terminava nel E0 d.!. 2opera copre il periodo dalla creazione del mondo fino al novembre del ** d.!. 5ella prefazione lo storico dic%iara c%e f" spesso assalito da d"bbi se contin"are a scrivere o meno "nopera cos7 ampia in "na ling"a straniera. /gli, per la stes"ra dellopera precedente si era fatto ai"tare da collaboratori c%e lavevano tradotta in greco. Infatti, la Guerra Giudaica scritta in "n b"on greco, mentre le Antichit+ sono a volte poco comprensibili, perc%1 le scrisse da solo. Il libro si divide in d"e parti: i primi )) libri sono "na parafrasi della Gibbia, dal 2ibro della 3enesi a #"ando la 3i"dea diviene s"ddita dellimpero persiano. I libri dall)) al '( parlano invece della 3i"dea stessa. 2opera divenne, nonostante le altre storie gi"daic%e, lopera "nica gi"nta a noi tramite la tradizione cristiana e #"esto perc%1 egli aveva dato "n #"adro della storia gi"daica c%e confermava la previsione di 3es- di rovina e distr"zione dopo di l"i. 2e Antichit+ Giudaiche non dedicata agli imperatori e sembra scritta da "na prospettiva diversa, come storia della popolazione gi"daica. :"estopera non stata scritta per descrivere "n avvenimento storico particolare, ma di respiro pi- ampio: la"tore tenta di scrivere "na storia millenaria in "na ling"a c%e non la propria. 2a"tore v"ole #"i informare il p"bblico greco s"lla nazione gi"daica nel momento in c"i ne sta "scendo il movimento cristiano e ci sono molti indizi di "n atteggiamento ostile di greci e romani contro il movimento gi"daico 8perc%1 il gi"daismo stava penetrando nella nobilitas romana e come conseg"enza alla rivolta. =omitilla e 6lavio !lemente f"rono condannati per #"esto9. 2opera ricostr"isce periodi di storia ebraica altrimenti sconosci"ti: dalla dinastia asmonaica al regno di /rode. :"i la"tore non esalta la magnanimit dei Romani, ma la forza del s"o popolo. 5el capitolo )8 fa "n eNc"rs"s s"l movimento cristiano, parlando degli avvenimenti in 3i"dea sotto Ponzio Pilato 83es- e la s"a

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predicazione9. /gli lo considera "no dei tanti mali c%e provocarono la rivolta del ** d.!. Pa per$ parole di ammirazione di 3es-, c%e %a compi"to veri e propri miracoli e la forza del s"o movimento ancora viva. ! anc%e lipotesi c%e il passaggio sia stato interpolato da "no scriba cristiano e perci$ addolcito. :"indi la critica moderna si divisa: - t"tto il brano fr"tto di libera invenzione dello scriba - il brano %a "n n"cleo originario in 3i"seppe, ma stato sfig"rato dallo scriba c%e %a corretto alc"ni passaggi. In ogni caso se 3i"seppe %a parlato del movimento cristiano, ne %a parlato male, perc%1 citato insieme ad altri avvenimenti negativi per gli ebrei. 3i"seppe p"bblica in appendica "na breve a"tobiografia da c"i sappiamo t"tto di l"i 8origini, st"di giovanili, missione a Roma nel *0 e poi negli anni **>*+ d.!. in c"i prima fronteggia Roma poi si arrende a <espasiano9. !i$ indica c%e la"tobiografia "nopera polemica in c"i di n"ovo egli cerca di difendersi dalle acc"se di tradimento. ; scritta ventanni dopo la g"erra gi"daica. &n s"o connazionale, 3i"sto, aveva p"bblicato "nopera s"lla 3"erra 3i"daica contro latteggiamento irresponsabile di 3i"seppe 8prima rivoltoso, poi traditore9. 2"i sottolinea il momento della rivolta e per #"esto 3i"seppe si sofferma sopratt"tto s" #"egli anni. 2"ltima opera di 3i"seppe il *ontro Apione, apologetico, in d"e libri, in c"i polemizza contro la letterat"ra antisemitica accreditata anc%e da alc"ne fig"re di intellett"ali greci di spicco. 3razie a l"i abbiamo notizie s"lla letterat"ra antisemitica precristiana, c%e circolavano a Roma. 2opera scritta in greco con intento nazionalista. 6" scritta dopo il E3>E0 d.!. perc%1 pres"ppone le Antichit+. 3i"seppe v"ole difendere il gi"daismo da #"esta letterat"ra, ma anc%e lidentit c"lt"rale del paese, perci$ cita passi di storia greca c%e %anno parlato in termini positivi della nazione. <ediamo ora il contesto storico del discorso di Agrippa II, figlio di Agrippa I e nipote di /rode, il #"ale, grazie alla benevolenza di !la"dio f" proclamato re nel 0) d.!. e raggi"nse celebrit . Il s"o regno d"r$ per$ tre anni perc%1 nel 00 egli mor7 e il regno f" affidato a Roma. Agrippa II aveva diciassette anni e p"r essendo formalmente re, aveva potere solo s"l Aempio. A"ttavia nel ** d.!. cerc$ di convincere i connazionali a non dic%iarare g"erra ai Romani 8egli apparteneva per$ alla dinastia ellenizzata, con poca a"torit presso il popolo9. Il discorso non completamente inventato 83i"seppe ebbe rapporti con Agrippa II9. !olpisce linsistenza nel descrivere lapparato militare romano, come deterrente contro le idee di rivolta. Il discorso stato st"diato da <on =omaszeMsLi c%e in "n articolo del )8E' scrisse La dislocazione dell'esercito romano nell'anno << d.*., in c"i fa "nanalisi sistematica del discorso, da c"i trae informazioni s"lle legioni. Agrippa v"ole rappresentare alla massa gi"daica abit"ata a vedere il dominio romano nel proc"ratore, la realt della potenza romana. :"esto lintento primario della descrizione.

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La Guerra Giudaica II, 16, 4

BSe io vedessi che voi siete tutti decisi a far guerra ai Romani, e non invece che i pi5 onesti e i pi5 semplici preferiscono vivere in pace, n& mi presenterei dinanzi a voi, n& ardirei darvi consigli; vano ) infatti ogni discorso su ci, che convenga fare, #uando l'uditorio ) tutto concordemente incline al peggio. 6a poich& alcuni sono spinti dalla giovanile inesperienza dei mali della guerra, altri da un'infondata speranza di libert+, altri da una certa avidit+ di guadagno e dal calcolo di sfruttare i pi5 deboli se la situazione dovesse precipitare, nell'intento di richiamare tutti #uesti alla ragione e di impedire che le persone dabbene paghino le conseguenze degli errori di pochi, ho ritenuto mio dovere raccogliervi tutti insieme e dirvi #uello che mi sembra sia per il vostro bene. 2essuno mi disturbi, se sente cose che non gli piacciono; chi ) incrollabilmente deciso a ribellarsi potr+ continuare ad esserlo anche dopo il mio discorso, mentre, se non faranno tutti silenzio, le mie parole non potranno arrivare a chi desidera ascoltarle. Dun#ue, io so bene che molti con accenti da tragedia bollano le soperchierie dei governatori romani ed esaltano la libert+; perci,, prima di esaminare chi siete voi e chi sono i nemici contro cui vi apprestate a combattere, prima di tutto eliminer, la confusione che si fa tra #uei due motivi di guerra. Se volete vendicarvi di chi vi ha fatto offesa, perch& esaltate la libert+: Se poi ritenete insopportabile l'essere asserviti, non ) il caso di criticare il comportamento dei dominatori, giacch), anche se #uesti agiscono con moderazione, la servit5 resta ugualmente un'orribile cosa. Esaminate allora singolarmente #uei motivi per vedere #uanto sono inconsistenti le ragioni di scendere in guerra, cominciando dalle accuse contro i governatori romani. Si deve agire con deferenza verso le autorit+, non irritarle; #uando voi per piccoli torti levate grandi proteste, ) peggio per voi se denunciate i colpevoli, i #uali cessano di approfittare di voi con cautela e circospezione e commettono palesemente i loro abusi. 2ulla mette fine alle violenze #uanto il sopportarle, e la mansuetudine degli offesi fa ravvedere chi li offende. Ammettiamo che i funzionari del governo romano siano assolutamente insopportabili; ci, non vuol dire che tutti i romani vi facciano offesa, e nemmeno *esare, contro cui vi apprestate a far guerra. 2on ) che per partito preso essi mandino un governatore malvagio; e poi, stando in occidente, non possono vedere ci, che succede in 7riente, e laggi5 non ) nemmeno facile essere rapidamente informati di #uanto accade da noi. Perci, sarebbe una cosa assurda muovere in guerra contro molti a causa di uno solo, e per motivi insignificanti contro un popolo cos- potente e per di pi5 all'oscuro circa le ragioni della nostra protesta. Dei torti da noi subiti potremmo presto ottenere la riparazione; infatti non rester+ per sempre in carica il medesimo governatore, ed ) da aspettarsi che i successori saranno persone pi5 moderate; invece la guerra, una volta avviata, non sar+ facile troncarla o combatterla senza sofferenze. 8uanto poi al desiderio di libert+, esso ) ora intempestivo, perch& era prima che bisognava battersi per non perderla. 7rribile ) l'esperienza della soggezione, ed ) giusto lottare per non cadervi; ma chi, una volta assoggettato, poi si ribella ) uno schiavo disubbidiente, non un amante della libert+. 0l tempo di fare ogni sforzo per non sottostare ai Romani era #uando Pompeo invase il paese. 6a i nostri antenati e i loro re, sebbene fossero di gran lunga superiori a noi per ricchezze, per forza e per coraggio, non fecero resistenza a una parte = che era piccola = della potenza romana; voi, che avete ricevuto in retaggio la soggezione, che siete in una situazione di tanta inferiorit+ rispetto ai primi che si assoggettarono, volete sfidare tutto l'impero romano: Pensate agli Ateniesi, che per la libert+ della Grecia arrivarono anche a distruggere col fuoco la loro citt+, che sconfissero il

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superbo Serse che navigava sulla terra e marciava sull'ac#ua, e non poteva essere contenuto dai mari e guidava un esercito pi5 grande dell'Europa, e come un servo fuggitivo lo inseguirono mentre cercava scampo con una sola nave, e presso la piccola Salamina abbatterono l'Asia cos- grande9 #uegli ateniesi ora sono soggetti ai Romani, e la citt+ signora della Grecia si governa con le disposizioni inviate dall'0talia. 0dentici sono i padroni cui amano sottostare gli Spartani, pur dopo le 4ermopili e Platea e le campagne d'Asia di Agesilao; e i 6acedoni, che ancora sognano .ilippo e hanno dinanzi agli occhi la visione di colei che insieme con Alessandro gett, i semi del loro dominio universale, sopportano un tale cambiamento di sorte e si inchinano a #uelli cui la .ortuna trasfer- i suoi favori. *os- mille e mille altri popoli, pur animati da un amore per la libert+ maggiore del vostro, si piegano all'obbedienza. Sarete voi i soli a non voler sottostare a coloro cui tutti sono sottomessi: Su #uale esercito, su #uali armi fate affidamento: Dov') la vostra flotta per prendere possesso dei mari romani: Dove i tesori necessari alle spedizioni: *redete di far guerra contro gli Egiziani o gli Arabi: 2on considererete la grandezza dell'impero romano: 2on confronterete la vostra debolezza: 2on ) vero che spesso noi siamo stati battuti dai popolo confinanti, mentre la loro potenza ) invitta in tutto il mondo: Essi, anzi, cercarono #ualcosa di ancora pi5 grande. 0nfatti non bast, a loro di confinare in oriente con l'Eufrate, a settentrione col Danubio, a mezzogiorno con l'Africa esplorata fino ai deserti e ad occidente con *adice, ma al di l+ dell'7ceano cercarono un altro mondo e portarono le armi fino ai /ritanni, sconosciuti prima di allora. E allora: Siete voi pi5 ricchi dei Galli, pi5 forti dei Germani, pi5 intelligenti dei Greci, pi5 numerosi di tutti #uanti gli altri popoli del mondo: 0n che confidate per insorgere contro i Romani: >Dura cosa ) l'esser soggetti? dir+ #ualcuno. 8uanto pi5 per i Greci, che pur superando per nobilt+ tutti #uelli che vivono sotto il sole ed occupando un territorio cos- vasto ubbidiscono a sei fasci dei Romani, ed altrettanti i 6acedoni, che ancor pi5 a buon diritto di voi dovrebbero anelare alla libert+@ E le cin#uecento citt+ dell'Asia: 2on prestano osse#uio, senza un presidio, a un solo governatore e ai suoi fasci consolari: A che parlare degli Eniochi e dei *olchi e della stirpe dei 4auri e dei /osforani e dei popoli rivieraschi del Ponto e del lago 6eotide: Presso di loro prima non esisteva nemmeno un principe nazionale, mentre ora sono soggetti a tremila soldati romani e #uaranta navi da guerra mantengono la pace su un mare prima non navigato e selvaggio. 8uali pretese alla libert+ potrebbero accampare la /itinia, la *appadocia, la Panfilia e i Lici e i *ilici, mentre invece senza essere presidiati pagano il tributo: E poi: 0 4raci, che occupano una regione larga cin#ue giornate di viaggio e lunga sette, pi5 aspra e assai pi5 forte della vostra, e tale da respingere con l'intenso gelo chi intendesse invaderla, non prestano ubbidienza a una guarnigione di duemila Romani: E i vicini 0lliri, che abitano la regione delimitata dal Danubio fino alla Dalmazia, non sono soggetti a due sole legioni, a cui essi si uniscono nel respingere le incursioni dei Daci: E i Dalmati, che tante volte hanno levato il capo verso la libert+ e che, sempre vinti, tornavano a raccogliere le forze per ribellarsi, non se ne stanno ora tran#uilli sotto una sola legione romana: Se c') un popolo che avrebbe valide ragioni per ribellarsi, #uesto sono specialmente i Galli, che dalla natura sono cos- ben protetti, a oriente dalle Alpi, a settentrione dal fiume Reno, a mezzogiorno dai monti Pirenei e dall'oceano a occidente. 6a, sebbene siano difesi da tali baluardi, sebbene assommino a trecentocin#ue popoli ed abbiano in casa le sorgenti, per cos- dire, della prosperit+ e con i loro prodotti inondino #uasi tutto il mondo, sopportano di essere tributari dei Romani e da loro lasciano amministrare i propri beni. E #uesto lo tollerano non per vilt+ d'animo o per una loro inferiorit+, che anzi per ottant'anni essi durarono la guerra in difesa della libert+, ma perch& oltre che dall'esercito dei Romani furono battuti anche dalla fortunam che a #uelli concede

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successi maggiori delle armi. E cos- sono tenuti in soggezione da milleduecento soldati, un numero #uasi inferiore a #uello delle loro citt+. 2eppure agli 0beri bast, per combattere in difesa della libert+ l'oro che si ricava dal loro suolo, n& l'essere a tanta distanza di terra e di mare dai Romani, n& le trib5 bellicose dei Lusitani e dei *antabri, n& il vicino oceano che solleva un flusso pauroso per gli stessi indigeni; ma portando le loro armi oltre le colonne d'Ercole e valicando i Pirenei attraverso le nuvole, anch'essi i Romani soggiogarono, e bast, una sola legione per vigilare su popoli cos- agguerriti e remoti. *hi di voi non ha sentito parlare del popolo dei Germani: Spesso ne avete ammirato la forza e la prestanza fisica, perch& i Romani hanno dappertutto schiavi catturati in mezzo a loro. Ebbene, anche #uesti, nonostante abitino un territorio sconfinato, nonostante siano forniti di un coraggio pi5 forte del corpo e di sprezzo per la morte e di una natura pi5 aspra delle belve pi5 feroci, hanno il Reno per confine ai loro assalti e, tenuti a freno da otto legioni dei Romani, #uelli presi in guerra sono ridotti in schiavit5 mentre l'insieme della nazione si ) posto in salvo con la fuga. 3ogliate considerare anche le difese dei /ritanni, voi che riponete la vostra fiducia nelle fortificazioni di Gerusalemme. 8uelli erano circondati dall'oceano e abitavano in un'isola non pi5 piccola della nostra ecumene, eppure i Romani vi arrivarono con le loro navi e li assoggettarono, e ora #uattro legioni stanno a presidio di un'isola cos- grande. 2on ) il caso di continuare, dal momento che anche i Parti, che sono il popolo pi5 bellicoso e dominano su tante nazioni e sono forniti di s- grandi forze, mandano ostaggi ai Romani, e in 0talia si pu, vedere la nobilt+ d'oriente che viene tenuta in schiavit5 col pretesto di salvaguardare la pace. 6entre #uasi tutti #uelli che sono sotto il sole s'inchinano alle armi dei Romani, voi soltanto scenderete in guerra, senza badare alla fine dei *artaginesi, i #uali, sebbene potessero vantare un uomo della grandezza di Annibale e la discendenza dai .enici, caddero sotto la destra di Scipione: 2emmeno #uelli di *irene, di stirpe spartana, n& i 6armaridi, il popolo che si stende fino al deserto, n& le Sirti, che fanno paura solo a sentirle nominare, n& i 2asamoni o i 6auri o l'innumerevole turba dei 2umidi infransero il valore dei Romani. La terza parte del mondo abitato, di cui non ) nemmeno facile enumerare le popolazioni, che ) delimitata dall'oceano Atlantico e dalle colonne d'Ercole e che alleva fino al mar Rosso gli innumerevoli Etiopi, i Romani l'assoggettarono interamente, e a parte i raccolti annui, con cui nutrono per otto mesi la plebe di Roma, essi pagano tributi di ogni genere e sono pronti a versare #uanto serve ai bisogni dell'impero, senza considerare un'offesa nessuna delle imposizioni, come voi fate, e tutto ci, sebbene presso di loro stia accampata una sola legione. 6a perch& cercare in terre lontane le prove della potenza dei Romani #uando si possono trovare nel vicino Egitto: 8uesto, che si estende fino agli Etiopi e all'Arabia .elice, che ) il porto dell'0ndia, che conta sette milioni e mezzo di abitanti oltre a #uelli che vivono ad Alessandria, come si pu, ricavare dal tributo individuale, non disdegna la dominazione romana, sebbene abbia in Alessandria un tale stimolo alla rivolta per il gran numero degli abitanti e per la sua ricchezza, oltre che per la sua grandezza9 infatti la sua lunghezza ) di trenta stadi e la larghezza non inferiore a dieci; in un solo mese fornisce ai Romani un tributo superiore a #uello che voi versate in un anno e, oltre ai denari, grano per #uattro mesi di distribuzioni alla plebe. Per di pi5 ) difesa da ogni parte o da deserti impraticabili o da mari senza porti o da fiumi o da paludi. 6a nessuno di #uesti ostacoli ) risultato pi5 forte della fortuna dei Romani, e due legioni accasermate nella citt+ tengono in soggezione l'ampio Egitto e l'orgoglio dei 6acedoni. 8uali alleati per la guerra troverete nel mondo disabitato: 0nfatti #uelli che vivono nel mondo abitato sono tutti romani, a meno che uno non spinga le sue speranze al di l+ dell'Eufrate e creda che i connazionali dell'Adiabene accorreranno in aiuto. 6a costoro n& si lasceranno coinvolgere in una guerra cos- pericolosa per un motivo insignificante

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n&, se si decidessero a una tale sciocchezza, glielo permetterebbero i Parti9 #uesti si preoccupano di mantenere la tregua con Roma, e se #ualcuno a loro soggetto marciasse contro i Romani considererebbero la cosa come una violazione dei patti. 2on resta che sperare nell'aiuto di dio. 6a anche #uesto punto ) a favore dei Romani; infatti sarebbe impossibile creare un impero cos- grande senza l'aiuto di dio. *onsiderate, inoltre, come sarebbe difficile l'attenta osservanza dei vostri riti cultuali, anche se doveste entrare in guerra con avversari meno formidabili9 costretti a trascurare #uelle cerimonie per cui soprattutto confidate di avere l'aiuto di dio, voi non l'avrete pi5 propizio. Se osserverete il rito di riposare il sabato e vi asterrete da ogni azione, facilmente sarete vinti, come i nostri antenati lo furono da Pompeo, che intensificava le operazioni di assedio proprio nei giorni in cui gli assediati restavano inoperosi; se invece nella guerra non rispetterete l'uso tradizionale, allora non so a che scopo voi continuerete a battervi; infatti il vostro unico intento ) conservare involate le istituzioni patrie. *ome invocherete l'aiuto di dio se deliberatamente ne trascurerete il culto: *hiun#ue intraprende una guerra confida o nell'aiuto di dio o in #uello degli uomini; ma #uando verosimilmente mancheranno l'uno e l'altro ) evidente che chi scende in campo va incontro alla disfatta. *hi vi impedisce di far strage con le vostre stesse mani dei figli e delle mogli, e di far perire tra le fiamme #uesta nostra patria tanto bella: *on #uest'atto di pazzia almeno evitereste l'ignominia della disfatta. 7ttima cosa, amici, ) prevedere l'avvicinarsi della tempesta #uando la nave sta ancora nel porto, e non dirigersi in mezzo ai flutti per poi trovarvi la morte; chi ) vittima di un disastro imprevedibile merita compatimenti, ma chi va incontro a evidente rovina viene per di pi5 anche biasimato. A meno che #ualcuno non s'illuda di poter fare la guerra solo fino a un determinato punto e che i Romani, dopo la vittoria, vi tratteranno con moderazione invece di cogliere l'occasione per dare un esempio agli altri popoli incendiando la citt+ santa e sterminando tutta la nostra nazione; se anche scamperete alla morte non troverete un luogo dove rifugiarvi perch& tutti hanno per padroni i Romani o temono di averli. 8uesto pericolo, poi, non incombe solo su #uelli che vivono #ui, ma anche su #uelli che abitano nelle altre citt+; infatti non c') al mondo un popolo con cui non conviva una parte di noi. Se voi scenderete in guerra, gli avversari li trucideranno tutti, e per la sconsideratezza di pochi ogni citt+ sar+ bagnata dal sangue giudaico; ch) se poi non lo facessero, pensate come sarebbe empio muovere in armi contro persone cos- umane@ Abbiate dun#ue piet+, se non dei figli e delle mogli, almeno di #uesta citt+ e delle sacre mura. Risparmiate il tempio e conservate a voi stessi il santuario coi suoi tesori sacri; dopo averci vinti in guerra, i Romani non se ne asterrebbero pi5 visto che, dopo averli prima risparmiati, sono stati ripagati con l'ingratitudine. *hiamo a testimoni i luoghi sacri e gli angeli santi di dio e la patria comune che io non ho tralasciato nulla che potesse indurvi alla salvezza; ora tocca a voi deliberare come si conviene, e cosgodrete la pace insieme con me, mentre se vi lascerete trasportare dall'odio, dovrete affrontare la guerra senza di me?. =al paragrafo 30? al 30+ si svolge lesordio, in c"i si afferma c%e le modalit della rivolta sono sbagliate: per let giovane ed inesperta dei rivoltosi, perc%1 la speranza di libert nelle contingenze politic%e att"ali del t"tto irragionevole, desiderio legittimo ma non realizzabile e per lavidit di g"adagno s"i pi- deboli. =al 308 inizia il ragionamento in c"i disting"ono i d"e motivi della rivolta: le soperc%ie dei governatori romani e il desiderio di libert . Per l"i #"esti motivi sono inconciliabili. Agrippa disting"e i d"e motivi c%e possono spingere alla rivolta la nazione gi"daica: vendicarsi dei sopr"si dei proc"ratori romani o "n generico anelito alla libert e allindipendenza. I d"e sono per l"i inconciliabili: se ci si v"ole vendicare ci si deve comportare in "n certo modo, cio c%iedere

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allimperatore la riparazione dei torti, non fare la rivolta. !i$ implica laccettazione del dominio romano. Se c desiderio di libert , allora si tratta di ric%iedere di affrancarsi dal dominio di Roma, non basta c%e i governatori siano pi- clementi. A"tto il discorso insiste s"l fatto c%e laspirazione alla libert inopport"na e inatt"ale. !i$ emerger dallesame del contesto politico generale, nel #"ale inserisce i dati s"lla potenza militare romana 8prova c%e c%i v"ole la libert v"ole "na c%imera9. /vidente esagerazione retorica. !ol 3?' Agrippa svolge "n altro ragionamento: ammesso p"re c%e i governatori siano difficili il dominio romano in s1 non lo . Al 3?? svolge il motivo del desiderio di libert . 5el 3?+ dice c%e occorreva resistere #"ando i Romani entrarono per la prima volta. 5ella vis"ale di Agrippa limpero "n insieme di popoli c%e loro malgrado sono costretti allobbedienza e allordine. :"esta visione non altro c%e la contin"azione della teoria antica, esemplificata in A"cidide, di origine sofista, c%e dice c%e limpero non si p"$ mantenere c%e con la forza e il terrore. !i$ collegato con la consapevolezza c%e limpero di Roma per sopravvivere deve per forza dare esempi di inflessibilit ogni volta c%e deve fronteggiare "na rivolta. !i$ per distogliere gli altri popoli e cos7 anc%e il mondo greco %a dov"to piegare la testa di fronte a Roma. Riprende lo sc%ema greco della s"ccessione degli imperi, per$ dice c%e #"i c la volont della tu1e. Per c"i c%i combatte limpero combatte la tu1e. cos7 era anc%e per Polibio c%e afferma c%e #"ello romano, al di l della potenza, "n dominio vol"to dalla fort"na. Solo con lai"to della fort"na, dice Agrippa, si capisce come i Romani abbiano vinto i ricc%i 3alli o le grandi monarc%ie ellenistic%e. Per #"esto motivo "na contin"a espansione e con la con#"ista della Gritannia andata addiritt"ra oltre i s"oi confini nat"rali 8isola9. 2elenco dei popoli sottoposti a Roma mostra c%e lantica potenza e le att"ali risorse ormai non possono pirappreaentare "n incentivo per la rivolta. =i fronte al volere cieco della fort"na ci si deve solo rassegnare. !itando poi l/gitto, c%e nonostante la ricc%ezza e la s"a grande metropoli O Alessandria O paga ogni anno il trib"to e con le tasse mantiene la plebe romana, si sottolinea laspetto repressivo e sfr"ttatore dellimpero. .gni volta c%e cita "n popolo, cita anc%e lapparato militare con c"i Roma mantiene il controllo: deterrente contro le idee di rivolta. ,a anc%e #"esto impero come i precedenti avr "na fine, anc%e se non ora 8cos7 dice 3i"seppe9, perci$ impossibile ribellarsi ora. /gli pensa a profezie e interpretazioni c%e circolavano fra i connazionali: il #"arto impero del 2ibro di =aniele era identificato con limpero di Roma ed era destinato a finire. :"esto discorso di Agrippa stato collegato con "n discorso di "n altro regolo locale: !alcago re dei Gritanni, c%e nellopera di Aacito Agricola, d "n #"adro analogo dellimpero di Roma. 2 Agricola #"asi contemporaneo della Guerra Giudaica. Il discorso di !alcago f"nzionale alla concezione pessimistica di Aacito, secondo c"i limpero di Roma manca del consenso e perci$ %a carattere vessatorio. !i$ deriva dalla s"a ottica di Romano del passato, c%e ancora non capisce la nat"ra ec"menica dellimpero dei !esari e intende la storia dellimpero come storia dei vizi e dei disegni dellimperatore c%e vive a Roma: vis"ale ristretta al solo centro del potere 8Roma9 e la storia delle province narrata in f"nzione dei disegni dellimperatore. In 3i"seppe la concezione pessimistica non %a come interesse ci$ c%e avviene a Roma, ma f"nzionale alla dimostrazione c%e ogni tentativo di rivolta vano.

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5onostante la 3"erra 3i"daica termin$ nel +( d.!. ci f"rono altri tentativi di rivolta anc%e d"rante la diaspora 8))? d.!.9. :"ando 3i"seppe scrive in "na sit"azione di tensione a c"i il +( non aveva ancora posto fine. Si sforza sempre di dare le coordinate geografic%e delle popolazioni e per #"esto motivo lopera importantissima per la geografia antica 8 ethn) o civitates: centri organizzati in modo orientale, non greco, con modelli tribali, senza istit"zioni grec%e@ dunasteiai, dinastie@ polis, citt con istit"zioni grec%e9.

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